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IL SECOLO XIX

MARTEDÌ 13 APRILE 2010

cronache
GRAFICI IL SECOLOXIX /CENTIMETRI

LA PROCEDURA
IL VESCOVO DIOCESANO deve
di abusi sessuali su minori da parte di un sacerdote

LA VITTIMA HA 10 ANNI

LA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
può autorizzare il vescovo locale a un processo penale di fronte al tribunale diocesano portare il caso autorizzare il vescovo direttamente al Papa locale a un processo con la richiesta amministrativo-penale di riduzione allo stato (un suo delegato laicale "ex officio" e due assistenti)

Indagare su ogni accusa

riferire alla Congregazione vaticana (ex Sant'Uffizio)
competenti, secondo la legge locale

Se l'accusa appare verosimile

Denunciare alle autorità
Il condannato ha diritto di appello alla Congregazione A chi riconosce i crimini e accetta "vita di preghiera e penitenza" può essere proibito o limitato l'esercizio pubblico del ministero La condanna più grave è la riduzione allo stato laicale

a salvaguardia della comunità, vittime incluse

Imporre misure precauzionali "Proteggere" i bambini,

INAPPELLABILE
Il prete all’uscita dalla Procura

"limitando" le attività del prete
Fonte: www.vatican.va (Linee guida)

Una riforma renderà non prescrivibile il reato (ora prescritto dopo 10 anni dalla maggiore età della vittima)

DIFFUSE LE LINEE GUIDA, MA SONO QUELLE DEL 2003

Pedofili, la Chiesa non introduce l’obbligo di denuncia
“Spretamento” solo in casi eccezionali
FRANCESCO PELOSO

Violenza su una bimba, prete arrestato a Teramo
Un sacerdote qua­ rantenne di origini indiane è stato arrestato ieri nel Terama­ no con l’accusa di violenza ses­ suale su una bambina di dieci anni. L’episodio, secondo quan­ to si è appreso dalle prime indi­ screzioni, sarebbe avvenuto nell’abitazione della bambina nei giorni di Natale del 2009. Al­ le indagini, che sono durate lun­ ghi mesi, ha collaborato, a quan­ to si apprende, la Curia di Tera­ mo. A denunciare la violenza era­ no stati gli stessi genitori della bambina i quali avevano raccol­ to una confidenza della figlia. Dalle indagini dei carabinieri sarebbero emersi elementi tali da indurre la Procura della Re­ pubblica a chiedere l’arresto del sacerdote. Arresto che è stato ordinato dal giudice delle inda­ gini preliminari. Sull’episodio non sono emersi altri particola­ ri. Il sacerdote arrestato esercita da 2­3 anni in una zona vicina al capoluogo. E proprio ieri era tornato dall’India dove si era re­ cato per visitare la madre mala­ ta. C’erano i carabinieri ad at­ tenderlo con l’ordine di arresto. Il prete ha lasciato la sua abita­ zione coprendosi il capo per di­ fendersi dai flash dei fotografi. L’arresto è stato seguito dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria presso la Procura che da alcuni mesi indagava do­ po la denuncia dei genitori della piccola. Nelle prossime ore il re­ ligiososaràinterrogatoincarce­ re. Secondo quanto si è appreso, sarebbe uno soltanto l’episodio dimolestiesessualineiconfron­ ti della bambina. Episodio che, come detto, la vittima ha rac­ contato ai genitori. Il sacerdote indiano, pur dipendendo dal ve­ scovo di Teramo per l’attività parrocchiale, fa capo al superio­ re del suo ordine religioso.
TERAMO.

IL SEGRETARIO di Stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, ha spiegato ieri che il Papa presto prenderà nuove iniziative rispetto allo scandalo pedofilia «che non mancheranno di sorprenderci». Nel frattempo, però, il Vaticano ha pubblicato le linee guida relative al comportamento che deve tenere la Chiesa di fronte ai casi di pedofilia. Non si tratta delle tanto attese nuo­ ve norme in materia, ma di quelle già in vigore risalenti al 2003. In realtà non c’è molto di nuovo: la vera sorpresa consiste anzi nel fatto che non vi saranno aggiornamenti rilevanti. La revisione, si spiega alla fine del documento, non riguarderà le procedure. E cosa dicono queste ultime? Che in caso la legislazione di un Paese lo preveda, il vescovo è tenuto a denunciare il prete pedofi­ lo alle autorità. Vale a dire che l’ob­ bligodidenuncianonèdellaChiesa, ma del sistema giuridico che varia daStatoaStato.Sequestoèinvigore nei Paesi anglosassoni, i vescovi vi si devono attenere, se altrove esiste il reato di pedofilia ma non l’obbligo di denuncia, la Chiesa «invita le vit­ time a rivolgersi alle autorità civili». Sitrattainsommadiunmezzobluff. E che di questo si trattava lo aveva spiegato giorni fa il procuratore ge­

nerale del Vaticano, monsignor Charles Scicluna, della Congrega­ zione per la dottrina per la fede. «Noi non imponiamo ai vescovi di denunciare i propri sacerdoti, ma li incoraggiamo a rivolgersi alle vitti­ me per invitarle a denunciare quei sacerdoti di cui sono state vittime». Solo laddove il sistema giuridico lo prevede, aggiungeva, e cioè nei Pae­ si anglosassoni e in Francia, «i ve­ scovi, se vengono a conoscenza di reati commessi dai propri sacerdoti al di fuori del sigillo sacramentale della confessione, sono obbligati a denunciarli all’autorità giudizia­ ria». «Si tratta – aggiungeva Sciclu­ na ­ di un dovere gravoso perché questi vescovi sono costretti a com­ piere un gesto paragonabile a quello compiuto da un genitore che de­ nuncia un proprio figlio. Cionono­ stante, la nostra indicazione in que­

L’ANNUNCIO

Il cardinale Bertone: «Presto il Papa prenderà provvedimenti capaci di stupire»

sti casi è di rispettare la legge». Le affermazioni di Scicluna spie­ ganoalmeglioquantoprevistodalle linee guida, e cioè che «Si deve sem­ pre seguire il diritto civile in mate­ riadinotificadicriminialleautorità competenti». E’ infatti questo uno dei passaggi chiave del documento, in alcuni casi erroneamente valuta­ to come obbligo di denuncia alla magistratura che invece è sempre stato escluso dal diritto canonico anche per il reato particolarmente grave, «delicata graviora», della pe­ dofilia. Mentre è confermato che il Papa, in casi speciali, potrà proce­ dere allo «spretamento» immedia­ to del sacerdote colpevole. Infinevasottolineatochesiprofi­ la un aggiornamento di basso profi­ lo di questa visione. Le procedure non cambieranno nella sostanza, è scritto nel documento, non c’è dun­ que da attendersi nessuna novità di rilievo come quella proposta, per esempio, dal presidente dei vescovi tedeschi, monsignor Roberto Zolli­ tsch che aveva proposto di far mar­ ciareilprocessopenalecivileequel­ lo canonico su due binari paralleli, senza che il secondo influenzasse il primo. Alle viste, infine, c’è il viaggio a Malta del Papa, 17 e 18 aprile prossi­ mi, e anche l’isola nel cuore del Me­ diterraneo è stata teatro di denunce

Una tradizionale cerimonia di ordinazione al sacerdozio

di abusi da parte del clero. Anzi data la forte presenza cattolica, il caso ha suscitato scalpore. E proprio in vi­ sta dell’arrivo di Benedetto XVI un gruppodivittimediabusihachiesto di incontrare il Papa per un incon­ tro non polemico ma di riconcilia­ zione. Allo stesso tempo è possibile che il Papa, proprio a Malta, torni a toccare il delicato tema. Lawrence Grech, una delle vittime, ha parlato insieme ad altri suoi compagni du­ rante una conferenza stampa a La Valletta, chiedendo in primo luogo cheilPapacondanniconforzalape­ dofilia del clero, ma in ogni caso, ha aggiunto,deveesserefattagiustizia, inparticolareversoipreticolpevoli. E chissà che le iniziative sorpren­ denti di cui ha parlato Bertone, non possano avvenire proprio nell’isola mediterranea.
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L’“OSSERVATORE”: MEDIA ANTI­PAPA
IL DIRETTORE dell’Osservatore romano, Gian Maria Vian, ha incontrato i corrispondenti di tutto il mondo a Roma nella sede della stampa estera. Si tratta di eventi da sempre aperti ai colleghi italiani ma, sorpresa, ieri l’ingresso alla stampa italiana era interdetto «perché così è stato richiesto», la spiegazione. Non è un segno di tranquillità per il direttore dell’Osservatore considerato uno dei più stretti collaboratori del segretario di Stato Bertone. Vian ha insistito sul suo refrain: «C’è una campagna mediatica contro il Papa».

LA RELAZIONE DI 180 PAGINE SARÀ TRASMESSA IN VATICANO

LA STORIA
CLAUDIO GUIDI

DOSSIER SUGLI ABUSI ALL’ABBAZIA DI ETTAL IL RELATORE: «NON RIESCO PIÙ A DORMIRE»
che per tre decenni i monaci bene­ dettini di Ettal hanno compiuto «abusi sessuali, maltrattamenti bru­ talietorturesadiche».Iraccontifatti dalle vittime «su tali perverse nefan­ dezze non mi hanno fatto dormire la notte», ha dichiarato Pfitzer, secon­ do cui le vittime di allora hanno oggi un’età compresa tra 30 e 60 anni. Una settantina di ragazzi gli hanno riferito di essere stati picchiati bru­ talmente anche con bastoni da sci, con il risultato che le percosse rice­ vute hanno prodotto in vari casi la rottura dei timpani dell’orecchio. «Fino al giorno del mio incarico ­ ha detto il legale ­ non avrei mai imma­ ginato che religiosi potessero com­ piere tali abusi. Sono ancora sotto choc». Il principale responsabile è stato in­ L’abbazia di Ettal dividuato da Pfister nell’ex abate EdelbertHörhammer,cheper32an­ ni, dal 1973 al 2005, è stato a capo del convitto di Ettal, brutalizzando per­ sonalmente i minori ed abusando di essi. Tra le sevizie inflitte dal sadico abate, che spesso sbatteva anche la testa dei ragazzi contro la cattedra, c’era a volte l’imposizione durante alcune scampagnate in montagna di ingoiare lumache spoglie e piccoli anfibi. Con una chiara allusione ai ri­ petutiattacchisubitinellesettimane scorse da chi lo ha accusato di voler infangare la Chiesa, Pfister ha repli­ cato che «ad infangare non sono le vittimedegliabusi,maimonacicheli hanno compiuti su di loro». Dopo la pubblicazione del rapporto l’attenzionesispostaaRoma,inatte­ sa di vedere quali conclusioni trarrà da tutta la vicenda Benedetto XVI che dopo la rivelazione dello scanda­ lo ha mandato nel mese di marzo ad Ettal due inquirenti vaticani nel­ l’ambito della cosiddetta “visitazio­ ne apostolica”. Gli inviati del Papa sono rimasti una settimana e stanno stendendo una relazione in base alla quale il Papa prenderà le sue decisio­ ni. E in Germania c’è grande attesa. A tornare ieri nell’occhio del ciclone èstatoilvescovodiAugsburg,Walter Mixa, già accusato nei giorni scorsi da nove ex ospiti dell’orfanotrofio di Schrobenhausen di essere stati da lui picchiati quando, tra il 1976 ed il 1996, ha svolto le mansioni di sacer­ dote nella cittadina bavarese. Mixa ha sempre respinto le accuse, chie­ dendo un faccia a faccia con i suoi ac­ cusatori, i quali però si sono rifiutati

Adesso è scritta nero su bianco la spaventosa e trentennale vicenda di abusi sessuali, sevizie fisi­ che e torture sadiche compiute da 15 religiosi della scuola­convitto di Et­ tal, in Alta Baviera, nei pressi della stazione invernale di Garmisch­Par­ tenkirchen, ai danni di un centinaio di ragazzi che hanno riportato ferite fisiche e psicologiche indelebili. Per due mesi l’avvocato Thomas Pfister, incaricato di condurre l’inchiesta per conto della diocesi di Freising e MonacodiBaviera,haascoltatoirac­ conti sconvolgenti delle vittime, con il risultato di non riuscire a dormire la notte al pensiero di vicende tanto raccapriccianti. Nel rendere pubbli­ co il suo rapporto, Pfister ha spiegato
BERLINO.

di incontrarlo, confermando le pre­ cedenti dichiarazioni. Adesso nei confronti del presule c’è anche l’ac­ cusa di appropriazione indebita di fondi appartenuti alla Fondazione dell’orfanotrofio per un ammontare di 70 mila marchi, circa 35 mila euro attuali. L’avvocato Sebastian Knott, incaricato dalla Fondazione di far lu­ ce sulle accuse di maltrattamenti ai ragazzi compiuti da Mixa, ha rivelato che l’attuale vescovo, quando era prete a Schrobenhausen, ha fatto un uso indebito dei denari della Fonda­ zione, acquistando tra l’altro mobili antichi per il suo studio ed un’inci­ sione su rame di Giovanni Battista Piranesi,pagataoltre21milaeuroat­ tuali. Mixa ha di fatto confermato l’accusa nei suoi confronti, ammet­ tendo di essersi occupato “senza acribia” di questioni finanziarie e spiegando che le antichità acquistate non erano per lui, ma per arredare i locali della parrocchia.
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