Canali Lucia, Filip Marinela, Marogna Mirco, Oliboni Alberto

3DSA
Relazione sull’esperienza del 25/05/2015

LA RESPIRAZIONE CELLULARE E LA
FOTOSINTESI
OBBIETTIVO
Osservare il processo della fotosintesi in diverse
situazioni, per poter comparare casi normali a casi in
cui viene alterato l’ambiente in cui viene posta la
pianta, in modo da definire le neccessita’ fondamentali
di cui una pianta ha bisogno per svolgere i suoi
processi. Gli ambienti che sono stati proposti
corrispondono a condizioni standard, in cui sono visibili
sia il processo di
respirazione cellulare
che quello di
fotosintesi, ed ambienti
in cui si sottrae la
pianta alla luce solare o
si aggiunge all’acqua in
cui e’ immersa una
particolare sostanza chimica.
Un secondo obiettivo dell’esperienza di laboratorio e’
stata l’osservazione dei cloroplasti e dei nuclei delle
cellule vegetali di un segmento di Elodea.

INTRODUZIONE TEORICA
La respirazione cellulare e’ un processo chimico che
avviene sia nelle cellule animali che in quelle vegetali.
Si puo’ riassumere con la seguente equazione chimica:
C6H12O6 + 6O2 → 6CO2 + 6H2O + 36ATP
Si tratta di un processo esoergonico, nel quale viene
trasferita l’energia chimica contenuta nei legami del
glucosio all’interno dei legami chimici dell’ATP. Perche’
questo sia possibile avviene un trasferimento di
elettroni (reazione redox) : la molecola di glucosio
perde atomi di idrogeno (ossidazione), mentre vi e’ un
acquisto di atomi di idrogeno da parte delle 6 molecole
di ossigeno (riduzione), a causa della diminuzione di
1

perdono elettroni e ioni idrogeno. i quali avvengono rispettivamente sulla membrana interna del mitocondrio e tra la matrice e lo spazio intermembrana. vengono rilasciate piccole quantita’ di energia. che non necessita di luce. Vi sono tre tappe della respirazione cellulare. ciascuna delle quali avviene in parti diverse della cellula: la glicolisi. Allo stesso tempo. ed infine la fosforilazione ossidativa. L’equazione chimica di questo processo corrisponde all’equazione chimica del processo di respirazione cellulare letta da destra verso sinistra: 6CO2 + 6H2O + 36ATP → C6H12O6 + 6O2 Come la respirazione cellulare. Marogna Mirco. la quale ha luogo nel citoplasma della cellula e da’ inizio alla respirazione cellulare scindendo il glucosio in due molecole di piruvato. il ciclo di Krebs. Oliboni Alberto 3DSA Relazione sull’esperienza del 25/05/2015 energia potenziale che questa reazione apporta. il CO2 2 .Canali Lucia. che comprende la catena di trasporto degli elettroni ed un processo noto come chemiosmosi. Filip Marinela. La fotosintesi e’ un processo biochimico complesso che avviene in due fasi: la prima fase che richiede la presenza di luce ed una seconda fase. nella quale viene prodotto il maggior numero di molecole di ATP. anche la fotosintesi e’ costituita da numerose reazioni redox: quando le molecole di acqua si scindono liberando O2. nella quale vengono sintetizzati gli zuccheri. il quale si svolge nella matrice mitocondriale e completa la scissione del glucosio fino ad ottenere diossido di carbonio.

Marogna Mirco. Filip Marinela. Queste reazioni avvengono nelle membrane dei tilacoidi. Le reazioni della fase oscura avvengono nello stroma dei cloroplasti e non richiedono presenza di luce. Oliboni Alberto 3DSA Relazione sull’esperienza del 25/05/2015 acquista elettroni e ioni idrogeno. MATERIALI Sostanze:  Piante acquatiche (Elodea)  Foglie (Tiglio)  Bicabornato di sodio NaHCO3  Idrossido di calcio Ca(OH)2  Segmento di Elodea  Olio per immersione Strumenti:  Becher  Imbuti in vetro  Provette  Coltellino     3 Pallone in vetro Anello di supporto Vetrino grande Vetrino piccolo . Le reazioni della fase luminosa comprendono tutti i passaggi che trasformano l’energia luminosa in energia chimica. all’interno dei cloroplasti. liberando O2. riducendosi a glucosio.Canali Lucia. Questa fase comprende una serie di ciclica di reazioni chiamata ciclo di Calvin. che sintetizza molecole di zuccheri a partire dal CO2 e dalle molecole a elevato contenuto energetico prodotte dalle reazioni della fase luminosa.

La seconda parte dell’esperimento consisteva nell’individuare i cloroplasti ed i nuclei di una cellula vegetale al microscopio.Canali Lucia. Nel secondo becher è stato aggiunto all’acqua il bicarbonato di sodio. Nel quarto e ultimo becher non sono state diluite sostanze all’acqua della pianta. Nel primo ambiente è stata fornita solo acqua e il becher è stato esposto alla luce. Marogna Mirco. successivamente la si e’ posta su un vetrino piccolo con 4 . PROCEDIMENTO La prima parte dell’esperimento consisteva nell’osservare le reazioni delle piante poste nelle diverse condizioni. consistono in particolare nella pericolosita’ che deriva dalla possibile rottura di una delle componenti in vetro degli strumenti utilizzati. che ha reso l’ambiente piu’ favorevole al processo. che è stata pero’ privata di luce. in questo modo si è creato un ambiente standard per la fotosintesi.grazie all’aggiunta di idrossido di calcio. Per creare i diversi ambienti e’ stato riempito d’acqua un becher e vi si e’ immerso un imbuto contenente la pianta acquatica. Si e’ quindi prelevato una piccola sezione di Elodea adoperando un coltellino. Oliboni Alberto 3DSA Relazione sull’esperienza del 25/05/2015  Pinzette  Microscopio ottico VALUTAZIONE DEI RISCHI I rischi di questa esperienza sono molto ridotti. rendendo così del tutto impossibile la fotosintesi. Filip Marinela. E’ consigliabile prestare molta attenzione durante il maneggiamento del coltellino e dei vetrini da microscopio. Nel terzo becher si è creato un ambiente sfavorevole . in particolare nel momento in cui si deve far combaciare il vetrino piccolo con quello grande.

Marogna Mirco. Filip Marinela.Canali Lucia. in modo da poter avvicinare la lente piu’ potente ed evidenziare le parti piu’ piccole. DATI Caso Caso Caso Caso Caso 1 2 3 4 5 Presenza di luce Sostanze presenti nell’acqua si si si no si nessuna NaHCO3 Ca(OH)2 NaHCO3 nessuna 5 Pianta immersa completament e nell’acqua si si si si no . Si è poi posto il vetrino nel microscopio e si sono fatte le opportune osservazioni con gli ingrandimenti delle varie lenti. Per osservare i nuclei e’ stato necessario applicare una goccia di olio da immersione sul vetrino. Oliboni Alberto 3DSA Relazione sull’esperienza del 25/05/2015 una goccia d’acqua. che e’ stato poggiato su un vetrino piu’ grande. Si sono potuti cosi’ vedere con nitidezza i cloroplasti.

Marogna Mirco. Nel quarto caso. si nota che il livello iniziale dell’acqua e’ diminuito in modo poco evidente nel corso dell’esperimento. il livello dell’acqua e’ rimasto invariato dall’inizio dell’esperienza. Inoltre.Canali Lucia. ed inoltre il livello dell’acqua. si nota la formzione di bollicine sulle pareti dell’imbuto che contiene la pianta. nonostante l’imbuto in questa situazione fosse di diametro maggiore. e’ visibile una patina che rende opaco il vetro dell’imbuto. il livello dell’acqua si e’ abbassato rispetto all’inizio. Ed il livello dell’acqua e’ visibilmente diminuito. che inizialmente era lo stesso sia all’interno del cilindro che all’interno del becher. Nel secondo caso. Nel terzo caso. Nel quinto caso si osserva la respirazione cellulare delle foglie di un tiglio. Oliboni Alberto 3DSA Relazione sull’esperienza del 25/05/2015 OSSERVAZIONI Nel primo caso. facendo abbassare il livello dell’acqua nel becher. si e’ posta la pianta in un ambiente buio. dove la pianta e’ immersa in sola acqua. 6 . ma. in cui e’ presente l’idrossido di calcio nell’acqua. e’ aumentato all’interno del cilindro. il livello dell’acqua si e’ abbassato in modo piu’ evidente che nel primo caso. in cui oltre ad aver disciolto del bicarbonato di sodio in acqua. Filip Marinela. sono evidenti delle goccioline d’acqua condensate sulle pareti di vetro della sfera. in cui e’ stato disciolto del bicarbonato di sodio nell’acqua.

Canali Lucia. Caso 3 In questa situazione si è cercato di impoverire l’ambiente di anidride carbonica utilizzando dell’ idrossido di calcio che riduce la quantità di anidride carbonica disponibile. In questo caso sono stati prodotti molti più gas e sul fondo del becher si è depositato del sale dissociatosi dal bicarbonato di sodio. Si nota infatti una produzione di gas minore rispetto alle altre piante in condizioni normali. trovandosi in condizioni normali. CONCLUSIONI Caso 1 Lo sviluppo delle bollicine d’aria e’ dovuto all’ossigeno di scarto della reazione di fotosintesi che la pianta ha svolto. Filip Marinela. Oliboni Alberto 3DSA Relazione sull’esperienza del 25/05/2015 Nelle osservazioni al microscopio dei segmenti di Elodea . si viene quindi a creare una pressione che spinge l’acqua verso il basso. non e’ stata in 7 . nonostante ci fosse il bicarbonato a fornire alla pianta molta anidride carbonica. Caso 4 In questo caso appare evidente che la pianta privata delle radiazioni luminose non ha prodotto alcuna sostanza. si nota che i cloroplasti tendono ad essere posizionati sulle pareti cellulari. Marogna Mirco. Caso 2 La pianta in questo caso era in condizioni ottimali. La formazione di gas si nota nel dislivello dell’acqua nella parte cilindrica dell’imbuto prima e dopo la fotosintesi: l’ossigeno va ad occupare la parte superiore del cilindro. che pero’ non puo’ essere considerata nulla. infatti il bicarbonato di sodio disciolto in acqua rilascia anidride carbonica che serve alla pianta come reagente nella fase oscura.

Filip Marinela. Oliboni Alberto 3DSA Relazione sull’esperienza del 25/05/2015 grado di svolgere il processo di fotosintesi. Caso 5 La foglia nella sfera di vetro ha svolto il processo di respirazione cellulare. il gas genera pressione e da origine ad un principio di vasi comunicanti tra il becher ed il cilindro dell’ampolla. quindi tendono a posizionarsi in modo da poter svolgere le loro reazioni in modo piu’ efficiente. mentre nel cilindro il livello aumenta del corrispondente volume d’acqua sottratto al becher. La pianta ha assunto un aspetto filiforme come succede in assenza di luce. in questo modo all’interno del becher il livello dell’acqua si abbassa .Canali Lucia. 8 . essendo piu’ vicini alla parete cellulare essi ricevono piu’ facilmente energia luminosa. Il comportamento dei cloroplasti osservato al microscopio e’ giustificabile dal fatto che. Marogna Mirco. di conseguenza ha attirato a se’ le molecole di ossigeno presenti nell’acqua del becher.