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Breve raccolta di pensieri di fratel Paziente da Pian della Pieve

Anime mistiche
Se i fedeli devono ubbidire alla Chiesa, nello stesso tempo possono influire, parlando con Gesù e
Maria in preghiera, nelle decisioni della Chiesa. A volte, perfino, più degli stessi Pastori.
Potremmo in certo modo dire che, come gli Apostoli e Pietro ubbidivano a Gesù, così fanno i
Vescovi e il Papa che lo rappresentano, e come Gesù ubbidiva a Maria e Giuseppe, così egli
“ubbidisce” alle anime che pregano (naturalmente anche i pastori possono e devono pregare).
Chi davvero guida la Chiesa è Gesù: ma il corpo partecipa in qualche modo alla sua opera, secondo
la funzione di ogni suo membro.
Tempo ed eternità
La speranza non delude, dice la Scrittura. La speranza, infatti, rinnovando il passato, rende presente
il futuro potenziale e, soprattutto, rende presente l’Eterno, nostro futuro e nostro presente.
Il suo rifiuto, perciò, si configura come atto innaturale e perverso: è rinnegare se stessi e Colui che è
più in noi di noi.
In speranza già in qualche modo viviamo del futuro, che è “compreso” nell’eterno.
Chi ha speranza sa che credere in Cristo è vita, anche se i sensi esterni sembrassero affermare il
contrario. Lo sa in fede, lo sa nell’anima e lo sa nella coscienza. E questa è la gioia più grande,
anche se tutto ciò non si “sente”.
Per l’uomo il concetto di bellezza, vita, gioia, amore, intelligenza, dolore, è radicalmente diverso
che per gli animali, perché vive con l’anima spirituale a immagine di Dio.
Il sapere di stare con Dio, perciò, è di fatto la grande gioia, la base di tutte le gioie. Anche se, a
volte, spesso per viltà o per debolezza, si sente di più e coinvolge di più il dolore.
L’uso dei beni materiali
Per realizzare la propria natura, che è anche materiale, l’uomo ha bisogno anche dei beni materiali.
Ma l’uomo è soprattutto chiamato alla vita eterna: la sua la realizzazione naturale è, perciò, ordinata
a quella soprannaturale.
Di conseguenza, perché l’uomo possa realizzarsi integralmente, Dio, ordinariamente, usa gli
“ingredienti” che trova nella natura che ha creato, sebbene corrotta dal peccato. Così usa anche le
conseguenze del peccato (povertà, malattia, ecc.).
E’ a causa della grazia (che assume la natura), che l’uomo, anche se malato o deficitario, può
realizzarsi, anche umanamente, oltre ogni aspettativa.
Ciò non toglie che nel piano originario di Dio l’ingiustizia e le malattie non erano previste, così
come non lo sono in Paradiso.
Psicologia e libertà
Se l’uomo fosse solo materia, la psicologia potrebbe essere ridotta a entità fisico matematica e,
perciò, non avrebbe nessuna reale possibilità di incidere sulla realtà ed essere utile. Infatti in tal caso
la volontà umana sarebbe solo apparenza e di fatto, sostanzialmente, non esisterebbe.
Per contro, invece, dando per scontato che l’uomo è libero di scegliere il bene o il male, come in
effetti è, la libertà sembra mettere a rischio la capacità della psicologia di predire e, perciò, di
curare: di conseguenza sembra metterne a rischio la sua scientificità. Ma è vero l’esatto opposto.
Infatti, proprio perché l’uomo non è solo materia, la psicologia si propone alla libertà umana come
conoscenza, potendo così aiutarlo nelle sue scelte e, di conseguenza, potendo incidere, anche se
secondariamente, sulla vita delle persone.
Proprio perché si relaziona alla libertà umana, che si relaziona a Dio, la psicologia ha valore.
La psicologia si realizza solo in relazione a Dio, che è un concetto ragionevole e una esigenza
dell’istinto umano, e che si è rivelato in Cristo.
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Limite
La sofferenza dovuta al limite e alla mancanza è inscritta nella natura, compresa la natura umana,
affinché possa attirarci a Dio.
Nell’uomo, questa sofferenza del divenire, ha valenza sia naturale che soprannaturale (dovuta alla
grazia). Un limite che Dio stesso aveva progettato di vivere come uomo attraverso l’Incarnazione
del Figlio, ma il peccato dell’uomo lo ha spinto anche a prendere su di se il peccato.
A proposito del peccato originale sant’Agostino afferma: “Felice colpa, che ci hai meritato un così
grande Salvatore!”.
In che senso? Un po’ come nella tempesta sedata: felice colpa, l’incredulità dei discepoli, che ha
meritato il miracolo della “tempesta sedata”, operato per suscitare la fede là dove era carente.
Ma se la fede fosse stata sufficiente, Gesù cosa avrebbe fatto invece di sedare la tempesta?
Intelligenza
Parlare dell’intelligenza umana, di ciò che è e di come agisce, non è semplice perché, sebbene si
esprima anche attraverso il cervello, nella sua essenza non è dovuta al cervello.
Inoltre l’intelligenza e le facoltà intellettive cerebrali, sono state corrotte dal peccato originale. In
chi più, in chi meno. Un po’ come la salute fisica.
Come per la bellezza, la salute, ecc., in cui gli affetti del peccato originale variano da persona a
persona, così per l’intelligenza.
Alcune manifestazioni dell’intelligenza possono essere innescate da altre o richiedono certi
equilibri. Certamente contano molto le relazioni culturali, l’eredità spirituale, la vocazione…
Ma, a livello essenziale, come nel corpo si manifesta la bellezza spirituale in modo quasi ineffabile,
così nelle facoltà cerebrali si manifesta l’intelligenza spirituale, che è profonda.
Perciò in questo processo la volontà è molto importante.
Amore e gioia
Nel cristianesimo il vero bene coincide col dono di se stessi. Perciò il massimo dell’altruismo
coincide col massimo della convenienza: se l’amore puro supera la paura dell’inferno e non tiene
conto della ricompensa, esso coincide con la ricompensa proporzionata all’infinita Misericordia di
Dio.
Il premio dell’amore è l’amore stesso, che è l’essenza della gioia.
Gioia, emozione e piacere
Le emozioni e il piacere temporaneo non sono per la gioia ma, piuttosto, è la gioia che è atta a
configurare l’emozione e il piacere come leciti.
In quest’ottica, non è tanto importante se la tua vita non è stata come avresti voluto, l’importante è
fare entrare Dio nella tua vita.
Certamente anche le circostanze hanno una qualche importanza, nel senso che possono aiutare, ma
Dio può supplire a tutto, anche in modo straordinario.
Tempi
La storia ci insegna che, più o meno, l’ingiustizia ha imperversato nel mondo. Perciò non voglio
idealizzare i tempi passati.
Ma la differenza tra ieri e oggi è che, una volta, la fede e la legge divina, a cui molti credevano,
rappresentavano un freno alla degenerazione, mentre oggi questo freno è delegato ai valori umani
che, però, facendo dichiaratamente a meno di Dio, e cioè in opposizione a Dio (chi non è con Cristo
è contro di Cristo), non solo in se stessi non vengono aiutati dalla grazia, ma si corrompono, fino a
divenire dei disvalori che.
Nei tempi passati, tempi quasi per nulla cristiani anche nell’Occidente cristiano, i santi hanno dato
una vera e forte testimonianza del Vangelo. E oggi più che mai abbiamo bisogno di santi.
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Essenza dell’amore di Dio
Il privilegio di essere amati da Dio supera e trascende tutti gli altri “privilegi”, quali quelli di censo,
di rango, di famiglia, di nazionalità, di gruppo, di capacità umane…
In Dio ognuno ha tutto: non tanto per diritto di natura, ma, più ancora, per grazia.
In Dio ciò che è essenziale comprende in un certo modo ciò che non lo è, e lo comprende in modo
tale che sembra quasi lo annulli, anche se non lo annulla né lo snatura ma, anzi, lo realizza, perché il
particolare si realizza solo nell’essenza, cioè in ciò che veramente conta e di cui è una espressione
fenomenologica.
Così, attraverso l’essenziale, che fa proprie le caratteristiche del particolare più dello stesso
particolare, in quanto è l’essenziale che si manifesta in esse, si può godere di un’altra cultura più in
profondità (cioè in modo più essenziale e più vero) di chi è cresciuto in quella cultura ma è meno
aperto all’essenziale.
Amore gratuito
Freud diceva che l’amore puramente gratuito non esiste. Ma non è vero. In desiderio può esistere.
Infatti, anche non esistesse, nulla si oppone al fatto che potrebbe comunque esistere.
E di fatto esiste. Primariamente in Dio, poi, in modo subordinato, anche in colui in cui Dio agisce.
L’amore gratuito è un desiderio di bene che, però, non esclude il nostro bene ma che, anzi, lo
presuppone. Di fatto chi ama davvero fa anche il proprio bene eterno, perché questa è la volontà di
Dio, Sommo bene, che non si contraddice.
E qualche volta l’amore gratuito può comportare vantaggi anche a livello concreto e materiale.
Miracoli di Gesù
Perché nei Vangeli, tra i miracoli operati da Gesù, non c’è traccia di un arto ricresciuto? Perché
probabilmente Gesù, durante la sua vita terrena, non ha mai operato un tale miracolo. E ciò, forse,
anche perché guarigioni e miracoli generalmente si ottengono anche in proporzione alla fede. E, in
ogni caso, Gesù non opera mai per destare solo meraviglia.
Greci
Il giusto concetto di Dio, anche solo a livello naturale, favorisce una migliore comprensione
dell’uomo e del mondo. Gli antichi greci, che hanno parlato di Dio in modo elevato seguendo le vie
della ragione, ne sono una testimonianza, visti i risultati, anche scientifici, della loro civiltà.
Così come ne sono testimonianza il grande intelletto degli ebrei e, anche, le civiltà dei paesi
influenzati dal cristianesimo.
Non che l’intelligenza, nella sua parte direttamente “percepibile”, sia direttamente proporzionale ad
un retto concetto di Dio, ma è in qualche modo legata ad esso e alla ricerca della verità, che di Dio
ci dà il sentore del mistero.
Sequela di Cristo
La Madonna non seguì Gesù in tutte le peregrinazioni della sua missione pubblica. Perciò, pur
essendo la prima discepola del Figlio, non fu in “prima fila”. Ma fu sotto la Croce.
Ciò dimostra che, se accompagnare Gesù è importante, si può essere discepoli anche a casa.
Ognuno secondo la propria vocazione.
Grazie multiformi
La Chiesa primitiva era molto esigente, soprattutto in campo etico e morale, specie per società
libertine come erano spesso quelle pagane di 2000 anni fa.
La Chiesa conosceva la misericordia di Dio, ma forse non la esprimeva come oggi. Nonostante ciò,
la misericordia era efficace, tanto che il cristianesimo si diffuse rapidamente. Segno evidente della
forza della grazia, che si manifesta con caratteristiche tali da essere efficace in ogni tempo.
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Solidarietà
Se San Martino avesse diviso il mantello con cento poveri non avrebbe risolto niente. Ma se il
ragazzo dei 5 pani e 2 pesci non li avesse messi a disposizione di tutti, non sarebbe avvenuto il
miracolo. Nessuno dei due ha sbagliato: occorre sapere quale è la volontà di Dio, che
ordinariamente non compie miracoli ma ispira opere umane.
Ma comunque è sempre una questione di fede perché, se ci si fidasse di Gesù, che ha richiesto
esplicitamente i pani e i pesci, avverrebbero molti più miracoli e prodigi.
Profondità
In genere, ciò che fa da “fondamento” a una realtà, che è anche la cosa che più la caratterizza, si
trova in “profondità”. Di conseguenza, a volte, ciò che appare in superfice, non sempre dà il senso
dell’influenza che quel carattere ha sulla realtà in questione.
Allo stesso modo, sebbene sia vero che l’idea di uomo e di donna nella società di oggi è influenzata
anche dagli stereotipi, è anche vero che le differenze tra il maschile e il femminile si radicano in
profondità, cioè nell’anima, e perciò sono molto più forti di quanto comunemente si crede, in
quanto sono fondamentali. Tanto da evidenziare l’unicità del genere umano.
Nulla, infatti, unisce di più che la complementarietà, in cui se manca un “pezzo”, non manca solo
un pezzo, ma manca tutto l’essere (qui non ci si riferisce alla realtà della singola “persona”, ma al
concetto di “genere umano”, in cui la persona si realizza e trova se stessa).
De resto, perché si sarebbero formati certi stereotipi non corretti sul maschile e sul femminile, se
non come devianze di differenze naturali reali?
Amore gratuito?
Ciò di cui l’uomo ha bisogno, non solo non contrasta l’amore, ma lo favorisce, perché questo è
l’ordine stabilito da Dio.
Il bisogno più profondo di Dio è amare e perciò donarsi. Così il bisogno più profondo dell’uomo,
espressione dell’amore divino, è donarsi. Prima a Dio, poi ai fratelli.
Attrazione e dono coincidono e ci si può davvero donare solo se attratti, cioè se amati, e si è attratti
solo se si ama perché si è amati. La gratuità dell’uomo, come il suo amore, non è altro che la
gratuità di Dio. Per questo la gratuità è possibile.
Per noi amare è più che essere amati, perché noi dobbiamo amare per amore di Dio.
Praticità ed essenzialità della Chiesa
Se la Chiesa dichiara nullo un matrimonio che non lo è, a causa di testimonianze false, chi ha
testimoniato commette sacrilegio. Come in Confessione chi non confessa volutamente i peccati
mortali.
La Chiesa dà fiducia, presuppone dichiarazioni vere e questo dimostra la sua apertura.
Ma chi dovesse risposarsi non sapendo che il matrimonio non è nullo (ad esempio il “nuovo”
coniuge)? Certamente non commette peccato mortale, ma Dio come vede la cosa? Cioè: a livello
spirituale che succede?
Una cosa è certa, egli guarda al cuore, cioè all’essenza, e questa essenzialità divina è sempre
sorprendente.
Nella sua saggezza la Chiesa è concreta, realista, si attiene al qui ed ora e bada all’essenziale. Così,
ad esempio, non elucubra molto su cosa succede alle invisibili, eventuali ed impreviste, molecole
del Vino consacrato quando il sacerdote pulisce il calice.
La Chiesa dà norme per trattare il Calice col massimo rispetto e con accuratezza, ma che in se stesse
non danno l’assoluta sicurezza che tutte le molecole del Sangue di Cristo siano state ingerite (del
resto egli rischia di essere consumato da chi è in peccato mortale!).
Dio provvede e supplisce.

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Tradizioni
Ci sono tradizioni fondamentali, tradizioni primarie, e tradizioni secondarie.
Ad esempio, nel matrimonio, il consenso dei coniugi è essenziale, e perciò è una tradizione
primaria, irrinunciabile, mentre lo scambio di anelli, no. E’ però importante, in quanto è previsto dal
rituale. E’ perciò, una tradizione secondaria.
L’abito bianco della sposa o il viaggio di nozze, invece, sono tradizioni secondarie. Magari belle,
ma, volendo, trascurabili. Cose ci si può rinunciare per vari motivi, anche quello di una
“provocatoria” testimonianza di fede a favore della frugalità.
Purché, però, non si consideri l’unica via giusta percorribile. Se, infatti, lo sfarzo esagerato non va
mai bene, certe tradizioni non sono malvagie in se stesse, anche se può venire il momento di
superarle.
Senza tolleranza non esiste cristianesimo, nonostante si possano compiere gesti eroici.
Medicina ufficiale
La medicina occidentale ufficiale, che in gran parte è empirica, sempre più sta comprendendo la
propria complessità, la connessione tra loro delle varie branche in cui si divide, e come occorra fare
un discorso complessivo sull’uomo e sulla persona, cosa che sta alla sua base, anche se qualcuno se
ne è dimenticato (a causa del positivismo meccanicista).
Ma nonostante certe “dimenticanze”, che hanno portato a commettere anche errori, la medicina
occidentale ha ottenuto risultati incredibilmente superiori a quelli di altre forme di medicina. Per
quale motivo?
Premesso che gli approcci per rispondere sono molti, e quanto scrivo non esclude certo altri modi di
affrontare il problema, e che la medicina deve essere sempre di vedute aperte, ma anche sempre
rigorosa (cosa che dipende molto dagli scienziati, che vanno formati anche filosoficamente), ritengo
che la differenza sostanziale sia dovuta al fatto che il pensiero occidentale non confonde la divinità
con la materia (anche se la materia dipende sempre da Dio). Nella medicina occidentale non c’è
posto per la “magia”.
Le conseguenze di questo concetto sono enormi.
Giustizia
La vendetta è una forma di odio che non ha nulla a che fare con la giustizia.
Se lo Stato non c’è, se non esistono tribunali, è ammessa una forma di giustizia che tenga conto non
solo del diritto a difendersi, ma anche della riparazione del torto e della rieducazione del colpevole?
Se sì, è ammessa proprio in casi estremi,. dove non c’è nulla.
La “legge del taglione” presuppone uno stato o un popolo. Non è esatta neanche essa, ma, almeno,
toglie la giustizia dall’ambito dell’arbitrio umano e pone un limite agli eventi.
La “legge della misericordia (che non esclude l’aspetto retributivo ed espiativo), in se stessa non
annulla la giustizia umana, ma la illumina.
Indulgenza plenaria
L’Indulgenza plenaria non solo assolve dalla pena, ma dona una grazia particolare (come le parole
di San Francesco riguardo all’Indulgenza della Porziuncola lasciano dedurre).
Chi assolve dalle pene è l’amore (fonte di pentimento e dolore), ma avendo noi poco amore a causa
dei nostri limiti, delle nostre imperfezioni e della nostra poca generosità, l’Indulgenza plenaria ci
viene in soccorso.
Ma per ottenere la remissione di tutte le pene occorre essere pentiti da tutte le colpe, anche quelle
veniali, anche le più piccole, altrimenti la remissione delle pene non sarà veramente piena.
Così è da credere che, in molti casi, l’indulgenza plenaria si realizzi solo parzialmente, anche se è
ugualmente molto utile. Chi, infatti, è davvero pentito dei suoi eventuali peccati gravi e vive in stato
di grazia, attraverso l’Indulgenza plenaria ottiene davvero, oltre alla speciale grazia di cui è stato
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accennato (a misura della fede e dell’amore), anche le remissione delle pene di tutti i peccati
mortali, anche quando non fosse davvero pentito di tutti i peccati veniali.
Regole
Nelle realtà umane e cristiane spesso è necessario Integrare e non confondere l’ordinario con il
generale.
A volte, infatti, ciò che è generale arriva perfino a non avere affatto riscontri coi casi reali, in quanto
questi si manifestano tutti come casi particolari. Proprio come avviene in psicologia, dove il
generale è utile e indispensabile per la conoscenza della materia, ma dove (generalmente) non può
essere applicato così com’è riportato nello schema studiato, ma va applicato personalizzandolo.
Senza questa consapevolezza si incorre immancabilmente in errori clamorosi, che spesso possono
peggiorare la situazione. Come l’esperienza dimostra.
Perdono
Il perdono pieno è possibile perché è un Evento: Dio ha avuto misericordia di noi e in Cristo ci ha
offerto il perdono, che si accompagna alla Salvezza. Tale Evento è un’esplosione di luce nel buio:
ora è possibile vedere, cioè perdonare e portare la salvezza di Dio.
Anche se spesso la volontà di perdono, che è già perdono, non esclude un processo di guarigione
per le ferite ricevute.
Principi
I principi di riferimento per le persone e la società, devono essere quelli fondamentali, che sono
universali. Come i Comandamenti.
Essi possono essere analizzati e approfonditi, evidenziandone le più svariate sfumature, ma mai
negati o contraddetti. Non uccidere è un assoluto: di fronte a tale principio la posizione da prendere
è solo quella del bianco o nero, senza mezzi termini. La discussione su come applicarlo, come, ad
esempio, quando la difesa è legittima, sorge dopo.
Invece, per quanto riguarda le analisi o le azioni da intraprendere in campi spesso molto complessi,
la drasticità che tende a esemplificare fa paura, perché può causare danni enormi. Non che non
occorra ad un certo punto “rischiare” e prendere le decisioni che si manifestano alla ragione come le
più opportune, ma il semplicismo può essere talmente stupido da risultare pericoloso.
Ad esempio: a volte, in casi di conflitti tra nazioni, prendere al cento per cento le parti di una
nazione, è sbagliato, oltre che pericoloso. Per non parlare del fatto che, ammesso che qualcuno
abbia ragione in generale, o abbia più ragioni dalla sua parte, ci sono un’infinità di singole ragioni
minori, anche personali, che richiedono apertura, disponibilità, dialogo…
A volte, anche nella vita di tutti i giorni, si agisce “per principio” anche quando certi principi non
fanno riferimento ai Principi fondamentali ma sono solo principi parziali, secondari, spesso solo
soggettivi. In tal caso occorre fare attenzione, perché ci si può amareggiare la vita.
Sano multiculturalismo
Non è affatto vero che l’internazionalismo di sinistra favorisce il multiculturalismo. E’ vero,
piuttosto, che lo combatte. Infatti, ovunque la sinistra ha preso il potere, ha sempre portato (e
imposto) un unico modello politico, sociale ed economico, in barba alle tradizioni popolari e
nazionali.
Il vero e sano multiculturalismo non nega le proprie radici, ma le afferma, nel rispetto delle altre
tradizioni, e non ha nulla a che fare né con l’internazionalismo, né con il nazionalismo.
Circostanze

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Ci sono affermazioni sbagliate che possono diventare giuste cambiando le premesse o le
circostanze, e viceversa. Mentre alcune affermazioni sbagliate se dette in senso assoluto, possono
essere giuste, se prese in senso relativo. E viceversa.
Di conseguenza, quando certe affermazioni vengono fatte confondendo i “sensi”, si corre il rischio
di non essere capiti.
A volte, per capirsi, occorre anche considerare la sincerità del cuore, che va presupposta, e la legge
della gradualità.
Ma le verità parziali, se “chiuse” in se stesse senza che possano manifestare una tensione verso la
pienezza, possono ostacolare la verità “tutta intera”. Non a caso la parola parzialità può essere
sinonimo di ingiustizia.
Comunismo e Nazismo
Il Comunismo ha fatto molte più vittime e molti più danni del Nazismo, soprattutto perché, mentre
in Nazismo è stato un fenomeno “locale”, capace di affascinare solo i “biondi”, il Comunismo ha
ingannato molti con concetti come giustizia e uguaglianza.
Ma proprio per questo, cioè proprio per questo inganno, che ha contribuito a renderlo così
mortifero, i simboli comunisti, “mimetizzandosi”, per alcuni comunisti sinceri, possono
simboleggiare dei valori che sono universali, mentre i disvalori del Nazismo sono facilmente
riconoscibili come tali.
Perciò, sebbene il Comunismo sia peggio del Nazismo, i cristiani possono di fatto fare degli
“accordi” coi comunisti, che coi nazisti non è possibile raggiungere.
Libertà dei figli di Dio
Se qualcuno decide di non difendersi, non può pretendere che gli altri lo facciano. E non può
considerarsi nemmeno superiore ad essi per la sua scelta.
Lo stesso vale per chi fa il voto di castità e rinuncia a sposarsi o per chi in Quaresima sceglie di
digiunare per 40 giorni.
Altrimenti anche le scelte più coraggiose e generose, anche le aperture più belle, possono diventare
ideologie, una forma di buonismo, (sia di tipo “tradizionalista”, che “aperturista”), che tende a
giudicare chi non è “perfetto” o non sceglie la cosa più difficile (in quelle pratiche a cui si dà tanta
importanza), senza tenere conto di certi condizionamenti dovuti spesso a sofferenze subite.
Ma se l’irreprensibilità diventa legalismo e l’apertura diventa “aperturismo”, allora si dovrà
sottostare a leggi e schemi, che si manifestano proprio attraverso quelle “preferenze”, quelle scelte
di campo, che non comportano una profonda integrazione delle istanze genuine di tutti i “gruppi” e,
spesso, comportano invece la semplificazione di fenomeni complessi con una conseguente
idealizzazione di essi lontano dalla realtà e da un vero e sano realismo.
Esigenze educative
In certi contesti, alcuni tipi di interventi educativi possono non recare gravi danni o, anche, essere
opportuni, mentre in altri contesti e con altre sensibilità, possono essere distruttivi.
Dio si manifesta nell’amore limitato dell’uomo
Il tuo amore è limitato, l’amore degli altri è limitato, tu non capisci (tutto), gli altri non capiscono
(tutto)… Non importa: tutto è uno strumento di Dio, che è presente nella Chiesa. Noi dobbiamo solo
dare tutto. Conta solo l’amore: prima a Dio, poi ai fratelli.
Chi ama non GIUDICA mai e si pone al SERVIZIO: di Dio prima, poi dei fratelli.
Pregiudizio e giudizio
Il pregiudizio non è frutto di esperienza e ragionamento, ma di sola paura e malanimo. Nasce, anche
quando dovesse in certo modo “azzeccarci”, da un giudizio errato a “monte”.
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Il giudizio retto, invece, è dovuto alla prudenza, che non significa chiusura, ma equilibrio, che non
teme né di osare, né di rallentare, perché non teme la verità e la giustizia.
A volte, infatti, è lecito e opportuno anche fare un calcolo delle probabilità, senza escludere il bene
negli altri, ma considerando che potrebbe anche esserci il male.
Ad esempio, se a qualcuno ragionevolmente accusato di pedofilia non fossero state ancora
accertate le colpe, non gli si potrebbero comunque affidare dei bambini.
Simboli
Molti hanno criticato Papa Francesco perché, nel suo pellegrinaggio in Bolivia, ha accettato dal
Presidente Evo Morales un scultura in cui Cristo è rappresentato crocifisso ad una falce e un
martello.
Occorre però tenere presente che la simbologia può avere un significato sia universale, che
personale o, comunque, limitato ad ambiti particolari. E tali significati possono essere diversi,
perfino contrastanti.
La negazione a ogni cedimento va data sempre e solo a quei simboli che hanno universalmente
riconosciuto il significato di “male assoluto”. E il Comunismo in se stesso lo è, ma molti hanno di
esso una percezione sbagliata e sono comunisti in buona fede e per vera sete di giustizia. In tal caso
il simbolo della falce e martello potrebbe essere considerato simbolo della sete di giustizia e non del
Comunismo vero e proprio. Almeno per certe persone. E il tenerne conto darebbe un tenere conto
delle persone e non di un’ideologia.
Proprio l’inganno comunista di appellarsi alla giustizia, che ha reso il Comunismo peggiore del
Nazismo, nel senso che ha ingannato molto di più, causando un numero di morti maggiore, ha
anche permesso che, per molti, il Comunismo rappresenti una risposta alle esigenze di giustizia
dell’uomo. Sbagliano, ma hanno davvero sperato nella giustizia e lottato per la giustizia, almeno per
certi aspetti di essa, aspetti parziali, ma autentici, che, di fatto, nelle persone (e non nell’ideologia)
possono essere presi in se stessi, separati dall’ideologia.
I simboli che non rappresentano esplicitamente il male assoluto, o un male percepito universalmente
come tale, alla fine, in molti casi, si possono “personalizzare” e, almeno in certi ambiti e quando i
tempi sono maturi, è possibile tenerli in considerazione.
Scienza e fede
Le convinzioni di fede, al contrario delle convinzioni ideologiche, non limitano la ricerca
scientifica, ma la liberano. Al massimo possono limitare gli esperimenti scientifici (pericolosi per
l’uomo e la sua dignità).
E’ vero, i punti di vista possono limitare l’apertura mentale e tutti, chi più chi meno, tendono ad
avere i loro punti di vista, anche i cristiani. Ma la fede, che fa da garante alle leggi universali della
logica e delle evidenze filosofiche, tende a far superare i punti di vista per IL punto di vista che tutti
gli altri sintetizza, liberandoli dall’ideologia.
Ovviamente mi riferisco alla fede vera e non alle credenze erroneamente ritenute come articoli di
fede, quali quella del Sole che gira attorno alla Terra.
San Giuseppe
San Giuseppe ha un ruolo speciale nella Chiesa. Egli, dopo Maria, ha il ruolo più grande, che è
ancora tutto, o quasi, da scoprire e valorizzare in teologia.
Un ruolo talmente grande che, forse, anche per Giuseppe potrebbe configurarsi uno speciale culto
tutto suo di iperdulia, non alto come quello di Maria, ma comunque legato alla sua particolare
chiamata alla santità, come membro della Santa Famiglia, nella Chiesa.
Un membro a cui Gesù era legato da una speciale obbedienza per diritto naturale.
Conformità alla dottrina della Chiesa
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Tutto ciò che scrivo e dico deve interpretarsi nell’alveo della dottrina della Chiesa in modo da
conformarsi ad essa. Se, nonostante ciò, commettessi involontariamente degli errori, li ritratto fin da
ora.
E’ però da considerare che, non essendo io voce ufficiale della Chiesa, e perciò non usando un
linguaggio teologico appropriato, va preso in considerazione quanto emerge e ciò che voglio dire,
un po’ come si fa con un bambino o uno straniero, a cui si cercano di interpretare le
sgrammaticature. E, in ogni caso, occorre tenere conto dei semi di verità.
In tutto mi conformo, convintamente e volentieri, alla dottrina della Chiesa.
Idea, teoria e prassi
In politica, prima della teoria, c’è l’idea. Che in genere, come concetto remoto è per la “giustizia”,
una giustizia che, però, si esprime in idee diverse, a seconda del significato che si dà alla giustizia.
Le teorie rappresentano delle dottrine, che si ritengono probabili, atte ad applicare le idee.
Ma le teorie, per potere incidere, devono considerare la realtà vera così come è (e perciò la giustizia
così com’è), così da proporre azioni realizzabili.
Se le teorie diventano idee, allora c’è il pericolo dell’ideologia.
Gesù e l’Impero Romano
Dai Vangeli risulta che Gesù riconoscesse in qualche modo l’autorità politica dell’Impero Romano,
almeno per certe questioni. Un Impero che aveva una certa legittimità di fatto e che, si presume, se
non vi fosse stato, forse le cose sarebbero andate peggio per il mondo di allora.
Gesù, inoltre, pare desse un certo riconoscimento a Cesare come capo dell’Impero, anche se oggi lo
chiameremmo dittatore (ma la democrazia è un percorso anche storico) e nonostante fosse pagano
(e perciò idolatra e, in qualche modo, probabilmente sotto l’influsso demoniaco).
Gesù ci insegna ad essere NEL mondo ma non DEL mondo e, perciò, a ubbidire prima a Dio che
agli uomini, ma ci insegna anche a non vedere il demonio ovunque e a non farci influenzare troppo
dalla sua azione.
Contemplazione
Sia il pensiero che il sentimento sono capaci di contemplare. Come la mistica. Ma, mentre la
contemplazione del sentimento e del pensiero sono processi spirituali naturali, nella contemplazione
mistica interviene, a vari livelli e con vari spazi di coinvolgimento, un’opera diretta di Dio.
In realtà la natura e il soprannaturale interagiscono ben più di quanto si pensi e anzi, in certo modo,
interagiscono sempre, ma separare le cose può aiutare a focalizzarle meglio.
Opportunità
A volte, col passare del tempo, cambia il linguaggio, cambiano i significati delle cose, cambiano le
contingenze storiche ecc., e può diventare opportuno, o comunque, non inopportuno, che i cattolici
possano ricordare certi eventi o certi personaggi che hanno combattuto la Chiesa, sia per celebrare il
buono che Dio vi può aver fatto scaturire, sia per ricordare anche la posizione di chi ha difeso la
Chiesa.
Questo si può fare sia perché Dio in qualche modo si rende presente in ogni uomo (anche nei suoi
nemici, che però lo possono rifiutare), sia perché difficilmente certe posizioni, anche contrarie alla
Chiesa, non manifestino mai alcuni aspetti di realtà che possono essere separate dal contesto, sia
perché Gesù ha detto di non giudicare, ecc.
Ad esempio la battaglia di Castelfidardo, tra il Piemonte e lo Stato Pontificio, o Gramsci, il filosofo
comunista.
Fede e non fede

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C’è colpa quando la volontà non si fida alla voce di Dio che parla alla coscienza, e cerca la felicità
scindendola dal bene. Perciò, in ogni caso, il peccato, in qualche modo, è sempre un peccato di non
fede, oltre che di non amore. Non ci si fida della voce della coscienza, che è la voce di Dio.
Comandamenti
Anche se la fede è infinitamente superiore alla ragione, è recepita dall’uomo attraverso la ragione
stessa, le cui leggi logiche fanno, così, da arbitro, discriminando ciò che è davvero fede, da ciò che
non lo è.
Da qui la grande importanza che il Cristianesimo attribuisce alla ragione.
Ma Dio dà dei punti fermi, delle ancore anche per la ragione: i Comandamenti, che suppliscono e
contengono tutta la scienza, e che, più che essere capiti, vanno osservati.
Gesù chiede il massimo, ma si accontenta di ciò che possiamo e vogliamo dare, stando in
comunione con lui, anche se il dare meno di quanto potremmo dare attraverso la grazia, limita
MOLTO la sua azione in noi.
Ma se limitiamo l’azione divina in noi, pur non cadendo al peccato mortale, rischiamo di non capire
certe verità e di limitare la forza divina in noi.
In un certo senso la legge della gradualità può valere anche per chi, formalmente, è in piena
comunione di fede con la Chiesa.
A volte non possiamo mettere in pratica in profondità certi consigli di Gesù come, ad esempio,
quello di pregare in due o più, uniti nel suo nome, in quanto si ha un certo, a volte invincibile,
riserbo verso le persone in generale o quelle persone in particolare.
Occorre mettere in pratica, con ciò che si ha, per come si può. Almeno un po’. Mirando sempre
all’ideale.
Archetipi
In un certo senso Platone non sbagliava quando parlava del mondo delle idee come di un mondo
con una realtà superiore rispetto al mondo concreto.
L’idea di Dio sul mondo, sull’uomo e su ciascuno di noi, infatti, è la realtà fondamentale, è la verità
fondamentale su cui la realtà concreta si deve basare per poi essere realizzata e venire, così,
riconosciuta come una manifestazione particolare dell’idea di Dio.
Di fatto l’uomo, in genere, riconosce istintivamente certi archetipi quando il mondo che lo circonda
ne parla. Così la storia dell’eroe intrepido, che è disposto a sacrificarsi per il bene comune, può
commuovere anche un criminale e uno sfruttatore, e la storia di due adolescenti che si innamorano
giurandosi amore eterno (perché in questo consiste l’amore) può coinvolgere anche chi non crede
nell’amore eterno e pensa che, nella realtà, due giovani così rimarrebbero delusi.
Ogni persona, riconoscendo certi archetipi, è chiamata a viverne il mistero secondo la legge di Dio,
anche quando certi archetipi non li ha concretizzati nella vita, perché essi sono universali e la
comunione con Cristo ne offre la grazia a tutti.
In Dio tutto è nostro, anche ciò che non possediamo e non siamo chiamati a realizzare.
Santa Teresina di Gesù Bambino, che voleva essere tutto e fare tutto, capì che attraverso l’amore
avrebbe vissuto tutti i misteri nel Mistero, realizzando in concreto quel poco di specifico che il
Signore le chiedeva.
Scelte
A volte occorre fare delle scelte morali, per cui occorre tenere conto del bene INTEGRALE, oltre
che delle circostanze (pericoli, opportunità…).
Il bene integrale comprende quello spirituale che, senza potersi dissociare dagli atri beni, è il bene
più importante.
Altri principi sono: il bene comune prevale sul bene solo personale; il bene cercato non deve
comportare un male maggiore, fosse anche dovuto a causa della debolezza o mediocrità degli
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uomini; i motivi gravi e l’estrema necessità comportano spesso non poter fare molti calcoli; il bene
minore è comunque un bene e non può essere detto un male…
Per cui, se molti principi morali sono determinati e certe scelte morali non comportano dubbi, altre
scelte, invece, come quella se è meglio aiutare un moribondo aspettando un’ambulanza o, prima che
questa arriva, tentare il tutto per tutto, non sono affatto scontate.
Ragione e mistica
Le conclusioni della teologia spesso concordano con quelle della mistica e, spesso, anche con quelle
della profezia: parlare di mistica, infatti, comporta la sua riduzione a schemi umani (così come
questi si aprono alla mistica).
La mistica supera la ragione, e questo superamento si può esprimere, ma non si può descrivere,
mentre la profezia dà certezza e Presenza, cioè quello che la ragione cerca di indagare.
Ma anche la ragione può contemplare e può superarsi, e se può farlo vuol dire che non c’è bisogno
di descrivere tutto. A volte non è conveniente descrivere perché rappresenta un dispendioso e
faticoso bene minore. Certe volte è più opportuno non esplorare affatto (con il pensiero) i “territori”
intravisti, che possono essere molto faticosi, anche se affascinanti, per dedicarsi alla “scoperta” di
zone che si ritiene più utili far conoscere.
Autorità della Chiesa
La maggior parte dei santuari sorge su luoghi dove sarebbero avvenuti apparizioni o miracoli non
ufficialmente riconosciuti dalla Chiesa.
La maggior parte di questi sono sicuramente autentici, ma, forse, non tutti.
Se la Chiesa segue lo Spirito Santo, lo Spirito segue la Chiesa. Ma l’iniziativa è sempre di Dio.
San Colombano
Racconta la leggenda che San Colombano, il grande nemico dei demoni, con un santo inganno fece
costruire al diavolo un ponte per raggiungere la città di Bobbio ed evangelizzarlo. Il ponte si usa
ancora oggi.
Questo racconto dimostra come la Chiesa Cattolica crede all’esistenza del demonio, raccomanda di
tenerlo lontano, ma non ne è ossessionata. Alcuni protestanti, credendo a una storia del genere, non
attraverserebbero il ponte per non avere nulla a che fare col diavolo. Ma i cattolici posseggono
l’equilibrio per padroneggiare la situazione.
Pensiero e sensazioni
Se il pensiero è comandato dalle paure istintive e false, anch’esso diventa istinto, snaturandosi.
Mediazione di Maria
La mediazione di Maria, essendo universale (subordinatamente a quella di Cristo), agisce in modo
speciale anche attraverso quella dei santi.
Di fatto, conta la fede. Meglio affidarsi a sant’Annibale con grande fede in Cristo, che affidarsi alle
più grandi devozioni, come i Sacri Cuori di Gesù e Maria, con poca devozione.
Parole di verità
La verità non è schematica ed è un mistero. Se ne può parlare, ma “nascondendola” nel linguaggio.
Se ne può parlare in modo molto schematico, per “articoli”, senza che il Mistero perda di efficacia.
Di fatto se ne può parlare anche ai bambini, che, solo, la apprenderanno come bambini.
L’efficacia dipende dalla nostra fede e dal nostro amore, ma anche da Dio.

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