COME OGNI PMI ALIMENTARE

PUO’ COSTRUIRE UNA
PRESENZA ONLINE EFFICACE

Una pubblicazione di Pisani Food Marketing

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L’Autore di questo E-book
Maurizio Pisani
Maurizio ha lavorato 20 anni in azienda, nelle aree marketing,
commerciale e general management per alcune delle marche più
importanti del mercato food & beverage italiano.
Ha iniziato la sua carriera in Coca-Cola, nella divisione trade
marketing, per poi passare in Chiquita, dove ha lavorato per 16
anni ricoprendo vari ruoli: General Manager Packaged Goods, New
Products Director, Direttore Vendite GDO, ecc. Per 6 anni, è stato
Direttore Marketing Chiquita in
Italia.
Nel 2011, è passato a Del Monte,
come Direttore Commerciale Italia.
Nel 2013 ha fondato Pisani Food
Marketing, società di outsourcing &
consulenza di marketing e vendite
per aziende alimentari, bevande e
largo consumo; e Pisani Marketing
Training, che fornisce corsi e servizi
di formazione sul marketing per
aziende alimentari.
Maurizio ha prestato testimonianze e docenze in vari corsi e master
su temi di marketing e trade marketing (Università Bocconi,
Università di Bologna, ecc.), e scrive regolarmente articoli e
contributi su siti e riviste del settore agroalimentare (Distribuzione
Moderna, Food, Newsfood, Freshplaza.it, Freshplaza.com, Fruitbook
Magazine).
È laureato in Economia e Commercio all’Università di Pavia e ha
conseguito un MBA alla SDA Bocconi.

Una pubblicazione di Pisani Food Marketing

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Conclusione: che fare nel fantastico mondo di internet? Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag.Introduzione: tutte le PMI alimentari devono essere online 1.il caso Innocent 3. il caso Blendtec b.Come usare il web per farsi conoscere a.I food blogger 4.Facebook e i social media a.CONTENUTI 0. il caso Dani Alves 2. 3 .

esistevano le brochure. La brochure era infatti il modo in cui ci si presentava ai buyer. con dei bei colori.Introduzione Tutte le PMI alimentari devono essere online! Un tempo. Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. La qualità della brochure era importante. anche la più piccola. ai potenziali clienti. la produzione. e ogni impresa. al mondo esterno. Presentavano l’azienda. i prodotti. Bisognava prepararla bene. doveva averne una. 4 . e stamparla su carta lucida e ben curata.

una pagina Facebook attiva. un indirizzo email costruito con il nome dell’azienda e non su yahoo o gmail. vedere come molte piccole imprese non si siano ancora dotate di questi strumenti minimi. prestigio. se vuole farsi conoscere ed accreditarsi come potenziale fornitore affidabile. ogni azienda. le dava autorevolezza. e lo sarà sempre di più in futuro. anche la piu’ piccola.Una bella brochure faceva fare “bella figura” all’azienda. Oggi. Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. Oggi le brochure sono quasi sparite. quindi. Tutto ciò è fondamentale per fare una buona impressione sui clienti. Oggi l’equivalente della brochure è la presenza online. 5 . e vuole dare una bella immagine di se al mondo esterno. deve costruire bene la propria presenza online. Stupisce. Un sito ben strutturato.

siano costruiti in modo tale da rendere difficile la navigazione. sembrino abbandonate. o esserlo in maniera non curata o non professionale. Come molte pagine Facebook abbiano poche decine di fan. 6 . non siano aggiornati. di ogni settore e dimensione. ecco il primo passo per far conoscere la propria azienda ed iniziare a costruire la propria marca agli occhi dei potenziali clienti: crearsi una presenza online. Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. non siano attive. Come tante email provengano da indirizzi personali e non aziendali. Non essere online.Come molti siti non funzionino. Quindi. Tutto ciò non dà una buona immagine dell’azienda. sarà sempre più una nota di demerito per ogni tipo di azienda.

e cioè che devi avere un sito. aspetta un attimo. spinti da tanti testi di marketing. addirittura affermando che “il vecchio modo di comunicare è morto. di cui stiamo parlando noi. E’ che si – devi essere presente su Facebook ed i social media. una pagina Facebook e magari una presenza su qualche altro social media. 7 . dobbiamo spiegare meglio un punto importante. Tutti questi sono concetti molto validi. ora esistono solo i social media”. in cui vari esperti affermano che ogni azienda deve impegnarsi per costruire una “relazione biunivoca con i consumatori”. Ma non esageriamo – non valgono allo stesso modo per tutte le marche. Ma devi sapere che cosa fare. Molti si lanciano a capofitto su questi canali. Negli stessi testi. qualcuno degli esperti autori di questi libri poi estremizza. Prendiamo il caso dei prodotti alimentari. Ehi. Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag.Facebook ed i social media Detto ciò.

Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. ma sapendo che saranno pochissime le persone che si avvicineranno spontaneamente alla marca. questi mezzi rappresenteranno un elemento fondamentale di ogni piano di comunicazione. o per capire se una marca di televisori funziona meglio o peggio di un’ altra. E gradiranno entrare in relazione con il loro operatore telefonico (perlomeno. quelle che rivestono un ruolo importante nella vita delle persone. e la possibilità di ottenere risultati eclatanti su questi mezzi. potranno ricoprire solo un ruolo complementare ad altri mezzi. di cui le persone sono propense a parlare. 8 . Il punto è che Facebook e i social media non possono essere utilizzati da tutte le marche nello stesso modo. è sicuramente più limitata che per altri.Per questi prodotti l’importanza dei social media. Per la altre (incluso quella che avrai costruito tu). per risolvere il problema di quegli addebiti strani in fattura) o con la loro marca di automobili preferita (beh. Per le marche “sociali”. Pensiamo che i consumatori cerchino davvero sui social media informazioni sulle diverse marche di pomodori prima di andare ad fare acquisti? O vogliano avere una “relazione biunivoca” con una marca di carote. di carne fresca o di mozzarelle? Probabilmente no. dire su Facebook che mi piace la pagina Mercedes ha qualche fascino in più rispetto a fare “ like” sulla pagina del cavolfiore dell’azienda Alfa). Cercheranno informazioni in rete prima di scegliere in che villaggio turistico passare le vacanze estive. Ha senso quindi Facebook per una marca di un prodotto alimentare o una bevanda? Certamente si.

Perciò. questa marca si dovrà impegnare a sviluppare continuativamente contenuti realmente interessanti per gli utenti. nel mondo digital. che i consumatori cercano spontaneamente e con cui vogliono interagire. Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. e ad investire costantemente nella sponsorizzazione dei post. Ma una fatica che devi assolutamente fare – perché il presente ed il futuro della comunicazione stanno proprio lì. 9 . Una fatica molto superiore a quella che devono fare marche più “sociali”.

Abbiamo visto che non è così. se fanno o dicono le cose sbagliate. I SOCIAL MEDIA Quello che è successo nel maggio 2014 è un fenomeno da studiare attentamente. Dan Alves. annunci sui giornali e così via. E’ successo che a un giocatore del Barcellona. e un po’ meno della nuova varietà di pomodori o di merendine al cioccolato. Dal nulla. Barilla e la famosa esternazione sulla famiglia. oggi. Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. Il mondo del marketing è cambiato. in tutto il mondo. La banana e Dani Alves. ma allo stesso modo. fino a qualche tempo fa. fotografandosi mentre mangia una banana e postando la foto sui social network. non anni. condivisioni e quant’altro. le idee si trasmettevano tramite spot televisivi. 10 . senza investirci nulla. OGGI. quello che è successo non ha influito granché sui consumi di banane al mondo. Ci indica quanto. E un infinito numero di personalità (calciatori. Certo. senza più passare per i mezzi tradizionali (che ogni anno vedono calare drammaticamente numero di investitori e quantità di soldi investite). Ma deve farci riflettere. ecc) ripete lo stesso gesto. Oggi le idee forti vanno direttamente al consumatore. Cose che costavano (e costano) tanti soldi. politici. Ci fa capire come oggi un’idea vincente si possa propagare all’istante. Un tempo. Probabilmente. siano potenti i social network. marche e personaggi possono essere distrutti in qualche ora. la banana diventa simbolo dell’anti-razzismo. viene lanciata una banana dagli spalti mentre sta battendo un calcio d’angolo: un insulto razzista. immuni da questa rivoluzione: era facile e ragionevole pensare che sui social media si parlasse volentieri dell’ultimo film uscito o del nuovo modello di telefonino. Oggi si possono creare personaggi e marche in giorni. con milioni di foto postate in rete. a cui Dani risponde nella maniera più naturale possibile: sbuccia la banana e se la mangia. i prodotti e le marche alimentari sembravano.UN ESEMPIO CHE CI FA CAPIRE QUANTO SONO IMPORTANTI. Un fenomeno mondiale.

Che fare. nel giro di poche ore. attrezzarsi per capire come funzionano i social media e la rete. Anche quelli più apparentemente banali. in positivo o negativo. impostare la propria strategia di relazione digital: queste sono le cose da fare per tutte le marche che aspirano a diventare o rimanere tali nel prossimo futuro. quindi? Se ancora non lo si è fatto. 11 .Qualsiasi prodotto e marca possono diventare protagonisti . iniziare a costruirci la propria presenza. Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag.

in un settore diverso dal nostro e molto difficile da ripetere. Certo. ma non aveva soldi per una campagna pubblicitaria tradizionale. e vedere cosa succedeva. 12 . questo è un caso estremo. E’ un’azienda americana che produce frullatori. Tom Dickson. però. i suoi video hanno ottenuto decine di milioni di visualizzazioni. voleva far conoscere i suoi prodotti ai potenziali acquirenti. Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. telefoni cellulari e cosi via.Come usare il web per farsi conoscere Hai mai sentito parlare di Blendtec? Forse no. la sua idea: girare vari video. ed in qualche anno Blendtec è diventata famosa in tutto il mondo. un ottimo prodotto: un frullatore capace di frullare praticamente qualsiasi cosa. E cosa è successo? Che in poco tempo. Da qui. Per poi postare i video su Youtube. Nel 2006 il suo fondatore. in cui metteva alla prova il suo prodotto facendogli frullare le cose più strane: palline da golf. Il budget di investimento? Praticamente 0. Aveva.

La scusa tradizionale “non ho abbastanza soldi da investire per far conoscere la mia marca” non regge più. ogni azienda può costruire il suo sito web e renderlo potenzialmente visibile in tutto il mondo. Con budget limitati. Può creare video e postarli su Youtube. bisogna avere un obiettivo chiaro. 13 . Ma tentare vale sicuramente la pena. Oggi. anche con budget limitati.Ma l’esperienza di Blendtec ci deve far riflettere sulle possibilità che internet ed il mondo digitale offrono oggi a tutte le aziende. può iniziare a farsi conoscere. con budget decisamente inferiori a quelli necessari anni fa. un piano di azione ben strutturato ed essere costanti nelle proprie attività. innovativi. originali. Può preparare la sua pagina Facebook ed impostare un piano di comunicazione. Facile? No di certo. ogni azienda può aspirare a costruire la sua identità e la sua marca. E poi bisogna essere creativi. bisogna scegliere le strade giuste ed il momento giusto. Può strutturare una campagna con Google Ad Words per farsi conoscere più rapidamente da chi cerca informazioni. infatti. Oggi. Può ottimizzare il sito stesso per renderlo più visibile ai motori di ricerca. Ma attenzione: non è così facile come sembra. ogni azienda. Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. Per ottenere qualche ritorno. E altro ancora.

come avrebbero fatto in molti. i passi fondamentali sono stati due. Prodotti eccezionali. superiori alla norma. E' più facile accontentarsi di qualcosa di livello standard che impegnarsi nella ricerca del meglio. E qui l'altro colpo di genio dei fondatori di Innocent: hanno costruito una marca eccezionale. Innanzitutto. e che fa parlare. richiede molta più fatica. delle etichette che anziché riferire noiosamente gli ingredienti del prodotto raccontavano storie utili e simpatiche. Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. che hanno portato il fatturato di Innocent da zero a più di 100 milioni di sterline in una decina di anni. Tutto ciò (prodotti. distintiva. In linea con la loro storia. E poi? Quali sono stati i passi successivi. A partire dalla storia alle spalle: si legge che tutto partì dai tre amici che ad un festival musicale regalavano bottiglie dei loro smoothies chiedendo ai passanti di bersi il contenuto e gettare la bottiglia in un bidone "si" o in un bidone "no" – per rispondere alla domanda "dobbiamo lasciare il nostro lavoro ed iniziare a produrre seriamente questi smoothies? Una storia simpatica. originale sono stati per Innocent la base di partenza della strada verso il successo. Innocent iniziò la propria distribuzione dal basso: dal cosiddetto "fuori casa" – in Inghilterra. la città di Londra. nel 2013 i tre amici hanno venduto il 90% del business a Coca-Cola. packaging. in grado di farsi notare. Produrre un prodotto ottimo costa relativamente poco di più rispetto a produrne uno buono. prodotti ottimi. ricco di humor. dove maggiore era la possibilità di successo. ed una marca distintiva. storia. unica.con un budget di marketing praticamente nullo . il fatturato dell'azienda supera i 100 milioni di sterline (e tra l'altro. composto dai tanti negozi takeaway che vendono panini e bevande pronti al consumo. che forse avrebbero storto il naso di fronte a prodotti ancora sconosciuti e non supportati da investimenti di marketing tipici delle grandi multinazionali. impegno e richiede capacità – ma non comporta grandi investimenti di denaro. no? Sicuramente fuori dall'ordinario. e che le aziende che hanno budget di marketing limitati possono provare a ripetere? In realtà. precipitarsi a presentare i propri prodotti alle grandi catene di supermercati. Ma anche avere un ottimo prodotto. superiori alla norma del settore. come base di partenza. Innocent è un'azienda inglese fondata nel 1998 da tre giovani amici . Come è stato possibile arrivare a risultati di questo tipo. perché quello che hanno fatto i tre amici inglesi può diventare un grande insegnamento per tutte le aziende che non pensano di poter aver successo nel marketing perché non hanno grandi budget disponibili per il marketing. per una cifra totale di quasi 300 milioni di sterline). non basta. Il primo è stato una sapiente strategia di distribuzione e trade marketing. Oggi. partendo da zero e con pochissimi soldi da investire? Vale la pena analizzare la storia di Innocent. Quindi. etichette) ha contribuito a creare una marca unica. Anziché.per produrre smoothies di frutta fresca. Soltanto. 14 . vista la presenza di tanti giovani "professional" che potevano essere interessati a prodotti come quelli proposti da Innocent. E – si noti bene – limitando la distribuzione ai "take away" di un'area geografica specifica. i tre amici hanno poi sviluppato un packaging divertente. Il che costa tempo.Un esempio di azienda alimentare che ha avuto successo grazie (anche) al mondo digitale Per i pochi che non ne hanno mai sentito parlare. spesso. i tre fondatori sono stati bravissimi nel creare dei prodotti qualitativamente fantastici.

Ecco quindi il primo spunto che tutti possono trarre dalla storia di successo dell'azienda inglese: scegliere bene i propri canali di vendita. internet ha reso il mondo della comunicazione molto più democratico. I contenuti poi vengono amplificati tramite un eccellente utilizzo dei social media. La combinazione di contenuti interessanti. ora è funzione della grandezza del tuo cervello”. Ci sono voluti tanti soldi. ed in particolare sulla produzione di contenuti e sull’utilizzo dei social media. per fare tutto ciò? Assolutamente no. D’altronde. e concentrarsi lì. Altrimenti. L’obiettivo del blog non è fare pubblicità ai prodotti Innocent. non necessita di investimenti di marketing. e così via. il rischio forte è che i nuovi prodotti accumulino polvere sugli scaffali dei supermercati. ed un ottimo utilizzo dei social media per diffonderli ha consentito ad Innocent di raggiungere una grande popolarità nel giro di pochi anni. per capirci). il secondo fattore che ha permesso ad Innocent di far crescere esponenzialmente il proprio fatturato in poco più di un decennio? Sappiamo tutti che quando si lanciano sul mercato nuovi prodotti è fondamentale farlo sapere ai consumatori. Niente di più azzeccato per descrivere l’enorme cambiamento del marketing in questi ultimissimi anni – e per far riflettere tutte le aziende che ancora pensano che si possa avere successo nel marketing solo se si hanno grandi budget da investire Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. una volta consolidati i buoni risultati iniziali. Qualcuno ha detto. molto lontano dallo stile di comunicazione tipico di molte aziende (quelle che rispondono alle mail con “la ringraziamo per averci contattato…”. Qual è stato. infatti. l’azienda inglese ha un blog in cui pubblica contenuti interessanti per i suoi consumatori target: dai consigli per alimentarsi in maniera sana. Una scelta che. evidentemente. “in passato il successo del marketing era funzione della grandezza del tuo portafoglio. volontà di sperimentare vie nuove. le aree geografiche e i clienti in cui la propria offerta ha più possibilità di avere successo. per estendere la distribuzione al resto del mercato solo in un momento successivo. invece. spesso condivisi dai lettori con i loro amici. umano. a ragione. simpatico e divertente. alle ricette per preparare merende per i figli. ma proporre ai lettori articoli coinvolgenti e degni di essere condivisi. Ma come contattare i potenziali consumatori. Tanto ingegno. 15 . ma aumenta a dismisura le probabilità di successo di qualunque prodotto. se non si hanno soldi da investire in costose campagne pubblicitarie? Ecco la risposta vincente di Innocent: con un’innovativa strategia di comunicazione basata su internet. Il tutto utilizzando un tono diretto. capacità di scrivere cose interessanti per i lettori– ma sicuramente non un budget di marketing elevato. Sin dai primi giorni.

Un esercito che sembra perennemente attivo. fondamentale per ogni PMI alimentare. Il mio indirizzo è…” Ti è mai capitato? Immagino di si.I food blogger La maggior parte delle aziende alimentari di dimensioni medie riceve. mail da parte di un food blogger. Ed è un esercito che val la pena far combattere al proprio fianco. recitano così: “Salve! Sono xy ed ho un blog che parla di prodotti alimentari. Le mail. in movimento. quasi ogni giorno. ecc. Abbiamo detto. Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. Vorrei ricevere dei campioni gratuiti dei vostri splendidi prodotti. 16 . ormai. infatti. ormai. In più ho anche una seguitissima pagina Facebook (ecc. più o meno. alla ricerca di prodotti da assaggiare e di cui parlare nei propri blog. per poterli recensire e parlarne sul mio blog. un esercito. perché. che la presenza online è. quello dei food blogger è.).

Ma attenzione: quello dei food blogger è un esercito di cui devi scegliere bene i soldati. incentivare a parlare dei tuoi prodotti – con concorsi. i food blogger più importanti. Non tutti. Per impostare al meglio le tue attività con i Food Blogger. per te. ma sarai tu a doverli rincorrere. sia perché (questa è una questione un po’ tecnica. quelli con più seguito. di cui non entreremo nei dettagli) ogni link al tuo sito migliora la visibilità del tuo sito stesso agli occhi dei motori di ricerca. 17 . Ce ne sono ormai tante. infatti. puoi farti aiutare da una società di PR che sia forte sulla parte di digital PR. coinvolgere. saranno disposti a combattere per te. questo è ovvio. presentazioni ed altre iniziative allo scopo.Ed ogni pagina web che parla dei tuoi prodotti è una manna del cielo. Sia perché ti fornisce visibilità. E poi. per fornire un bell’impulso alla presenza online della tua marca e dei tuoi prodotti. non ti cercheranno. alcuni dei food blogger che ti contattano potrebbero essere veramente solo interessati ad un pasto gratis (cioè ai tuoi campioni omaggio). e quella che sceglierai sarà in grado di guidarti per mano nel promettente mondo dei food blogger e di permetterti di sfruttare la loro forza. Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag.

Devi avere un partner. dunque? Prima di tutto. Qualcuno che sappia bene il mestiere. e che sia in grado di supportarti al meglio. scegli una buona web agency. la sua idea differenziante. se hai letto con attenzione i paragrafi precedenti spero di essere riuscito a passarti un messaggio molto importante: internet deve avere uno spazio sempre maggiore nelle tue strategie di comunicazione. Inizia dalla base: un bel sito. la sua distintività. non puoi fare tutto tu. che riesca non solo a spiegare chi sei e quali sono i tuoi prodotti. qualcuno che possa realizzare tutto quello che serve in campo digital. Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag.Conclusione: che fare nel fantastico mondo di internet? Quindi. Che fare. Non illuderti. ma che comunichi anche il posizionamento della tua marca. 18 .

con l’aiuto della web agency che avrai scelto. per impostare un sito efficace:  scegli bene il dominio (cioè. Mettiti sempre nei panni dell’utente. che dovrà essere. deve essere ottimizzato per i motori di ricerca (si chiama SEO. Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. quello che viene dopo il punto) migliore è .Ecco cosa devi fare. quindi assicurati che il sito sia strutturato in modo tale da permetterlo (la piattaforma migliore. visto che vendi alimentari. per capirci. in inglese) sui motori di ricerca. semplice e facilmente memorizzabile. oppure .com. di più facile utilizzo e più diffusa per questo scopo si chiama wordpress: chiedi alla tua agenzia di usare quella!)  cerca. uguale al nome della tua marca o della tua azienda.it se non hai ambizioni di operare all’estero  progetta bene i contenuti. quindi punta molto sulla sua qualità. Voler risparmiare a tutti i costi può portarti a risultati scadenti – e questo non farà certo bene alla tua marca. Metti in conto che dovrai aggiornare spesso il sito. che appaia il più in alto possibile quando le persone cercano determinate parole chiave (dette “keywords”. Il sito. coinvolgenti. L’estensione (cioè. Affidati a professionisti. Questa è una parte un po’ tecnica: se hai scelto una buona agenzia. non all’amico dell’amico che “è bravo con il PC”. con delle fotografie professionali. con informazioni interessanti e facili da trovare. il “nome” del sito). La grafica del sito è importante! In generale. ci penseranno loro. Search Engine Optimization). 19 . di puntare molto sull’immagine dei prodotti. in grado di trasmettere al meglio la qualità ed il gusto dei tuoi prodotti. cioè quello che vuoi raccontare della tua azienda e dei tuoi prodotti. ovviamente. se possibile. e rendigli facile e divertente la visita sul tuo sito. originale ma breve. Cioè dovrà essere strutturato in modo tale. ricordati che il tuo sito è il tuo biglietto da visita.

come minimo. ma moltissimi qui si confondono. Facebook è il social media per eccellenza in Italia. Devi avere. che sia costantemente aggiornata – non c’è cosa più brutta di vedere bacheche in cui l’ultimo post risale ad un anno prima. 20 . Una pagina viva. una pagina Facebook. non un profilo personale. che rappresenti bene la tua marca e la tua azienda. Una pagina professionale. in Facebook. Vediamo un esempio concreto.Poi organizza la tua presenza sui social media. E’ molto semplice farlo. perciò. Ricordati bene: devi aprire una pagina apposta per la tua marca. Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. non basta avere una pagina Facebook e postare ogni tanto qualcosa per ottenere risultati. Una pagina business ti permette tante cose che un profilo personale non può fare (ad esempio. però. la pubblicità) Tieni conto che.

ha letto da qualche parte che quasi 25 milioni di Italiani sono presenti su Facebook. parenti e dipendenti a diventare fan della sua pagina.Giovanni (nome di fantasia) è un imprenditore ortofrutticolo. 21 . E che è successo. i suoi prodotti. a leggere materiali trovati qua e là su internet. Ed eccolo. E quindi inizia a pubblicare tutto quello che riguarda la sua azienda. per capire come creare la propria pagina su Facebook. le sue novità. 100 fan: Giovanni è comprensibilmente entusiasta. Sono passati ormai tre mesi dalla data di pubblicazione della pagina. pensa. Andiamo avanti nel tempo. “Vuoi vedere che ho trovato un modo gratuito di farmi pubblicità?”. e – seguendo la miglior pratica consigliata da tanti esperti – inizia ad invitare amici. si è chiesto. ed alcune serata spese davanti al PC. Dopo qualche tentativo. 10. Da anni. Vede il numero di fan crescere. produce e vende ortofrutta con la marca della sua azienda. Tempo fa. I post pubblicati da Giovanni ricevono qualche apprezzamento. fondata tanti anni prima dal padre. voilà: la pagina è pronta. Giovanni la pubblica. I fan sono sempre 100. E che creare una pagina per la propria marca non costa nulla. da allora? Poco o nulla. “Perché no?”. perlopiù amici e parenti. ma i “mi piace” si Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. 50.

non è così. ora pensa. che notano che la loro pagina Facebook non dà i risultati aspettati. Con qualche eccezione. la mela A e l’arancia B per coinvolgere ed interessare chi legge? Dovranno capire chi sono i loro fan. “Vuoi vedere”. In generale. però.contano ormai sulle dita di una mano. la gente va su Facebook per vedere che fanno gli amici. Perché? Le motivazioni possono essere tante. sono spariti. ormai. studiare cosa li appassiona e sforzarsi di produrre contenuti rilevanti. Purtroppo. però. 22 . dunque. Il tutto. Che devono fare. sono due gli errori fondamentali che molte aziende alimentari (e di altri settori) fanno nel gestire la loro presenza su Facebook: 1) pensano che la gente sia interessata alla loro marca o ai loro prodotti. I commenti dei fan. condividere foto e tante altre cose. E quindi continuano a parlare di quello. Nella scelta dei post dovranno Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. piccole e grandi. “ che tutto il tempo che ho passato a costruire questa pagina e a pubblicare contenuti non è servito a nulla?” La situazione di Giovanni è comune a tante aziende. Raramente per essere informati sulle novità della mela A o dell’arancia B. senza scordarsi la propria marca. Novità che quindi passeranno perlopiù inosservate. Giovanni è scoraggiato.

Non solo per pagare chi deve produrre i contenuti. Prepara tutto bene. ma anche per ampliare la propria base di fan e per far arrivare i propri post ad un numero maggiore di persone. Ma sappi che non puoi farne a meno: un buon sito ed una pagina Facebook sono oggi fondamentali per ogni marca. Comincia da qui. 23 . Una volta. Non ci vogliono grandi budget. Tieni aggiornato il sito. Altrimenti. La sintesi è che è facile creare una pagina Facebook. per avere successo bisogna investire. forse. Non scoraggiarti: fatti aiutare da esperti (la web agency di cui sopra) se ne senti il bisogno. e ti offre il grande vantaggio di poter scegliere con una grande precisione il target di persone a cui vuoi far vedere le tue notizie. ma è molto più difficile avere un qualche minimo successo. pubblicando ricette o consigli per l’uso dei tuoi prodotti. Ci vogliono competenze specifiche. ma qualcosa si. posta poi le notizie sulla tua pagina Facebook ed investi qualche decina di euro a settimana per veicolare i tuoi post.trovare. Sono la base da cui partire per costruire la tua presenza online. Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. novità. con notizie interessanti. 2) pensano che su Facebook sia tutto gratis. (e con una forte accelerazione da quando Facebook si è quotata a Wall Street). Negli ultimi tempi. però. tempo e qualche risorsa da investire. meglio lasciar stare. questo era vero. oppure dedica qualche ora del tuo tempo ad impratichirti e ad imparare come funziona il tutto. Non è così facile come sembra. un giusto compromesso tra cosa interessa ai fan e cosa interessa all’azienda. dunque. Sponsorizzare i post su facebook è un’operazione molto semplice. e poi procedi.

se hai molto materiale fotografico a disposizione. definisci una strategia di approccio al mondo dei food blogger. Ed infine. 24 . Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. selezionando i più adatti a te. Le possibilità di targeting che ci offre Facebook sono tantissime (si può scegliere il target per interessi. età.Ad esempio. città di residenza. se operi principalmente in una regione (diciamo. Ad esempio. se i tuoi prodotti sono venduti in tutta Italia ad un target ben preciso di persone. ad esempio. Oppure. puoi rivolgerti solo a quel target. e molto altro). Oppure Instagram. se punti sulle ricette o se hai contenuti video interessanti. Youtube: fantastico. se hai tempo e risorse. e vale la pena sfruttarle bene. espandi la tua presenza su altri canali sociali. cioè. Poi. la Puglia) puoi fare in modo che i tuoi post vengano mostrati a chi vive in Puglia.

con una rapidità che nemmeno puoi immaginarti. Contattaci: maurizio@pisanifoodmarketing.Ed – ultima cosa – stai sempre attento alle evoluzioni in corso sulla rete: lì tutto cambia in fretta.it Una pubblicazione di Pisani Food Marketing Pag. 25 . e quello che funziona oggi potrebbe essere sostituito domani.