COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

Provincia di Palermo
2° Settore Economico Finanziario
1° Servizio Gestione Risorse Finanziare
NOTA TECNICA AL BILANCIO 2015
PREMESSA
A decorrere dall’esercizio finanziario 2015 gli Enti Locali applicano, in relazione alla gestione finanziaria, le nuove
“disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio” di cui al D.Lgs. 118/2011, come
modificato ed integrato dal D.Lgs. 126/2014.
L’art. 11, comma 12, del suddetto D.Lgs. 118/2011 e smi, prevede, limitatamente all’esercizio finanziario 2015 e per i soli
enti che non hanno partecipato alla sperimentazione, l’adozione degli schemi di bilancio e di rendiconto vigenti nel 2014 (ex
DPR 194/1996), che conservano valore a tutti gli effetti giuridici, anche con riguardo alla funzione autorizzatoria, ai quali
affiancano gli schemi previsti dal nuovo ordinamento (comma 1 del medesimo articolo 11 D.Lgs.118/2011 smi), cui è
attribuita funzione conoscitiva.
Il bilancio di previsione 2015 costituisce un importante punto di svolta nella rappresentazione dei dati contabili dell’ente.
Trovano infatti allocazione poste di bilancio nuove, che rappresentano le unità contabili sorte a seguito dell’applicazione dei
nuovi principi contabili e, in particolare, del principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria di cui
all’allegato 4/2 al D.Lgs.118/2011.
L’applicazione dei nuovi principi gestionali, ed in particolare del nuovo principio della competenza “potenziata” determina
necessariamente una rivisitazione nel merito dei singoli stanziamenti, al fine di adeguare gli stessi al nuovo concetto di
imputazione secondo criteri di esigibilità e di scadenza delle poste di entrata e di spesa ed a seguito della contabilizzazione
di tutti i crediti, anche di quelli di dubbia e difficile esazione, per l’intero importo, abbandonando il criterio di accertamento
per cassa.
Il Bilancio di Previsione 2015 viene, purtroppo, approvato in ritardo rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente,
poiché a seguito dell’entrata in vigore del predetto D.L 118/2011, è stato necessario definire il riaccertamento straordinario
dei residui attivi e passivi e poi procedere alla elaborazione del Bilancio di Previsione 2015.
Operazione questa che ha comportato notevole impegno per il settore economico-finanziario e resa ancora più difficile da
quello che è stato definito il “Caos armonizzato della Regione Sicilia”.Tale caos normativo è stato prodotto dalle recenti e
contraddittorie norme sull’armonizzazione contabile in Sicilia con adempimenti diversi e contrastanti :
1.
2.
3.
4.

La Legge Regionale n. 3/2015 che in un primo momento obbligava gli enti locali ad adottare atti per disporre il rinvio di
istituti contabili già rinviati da norme nazionali ( la sola contabilità economico-patrimoniale);
La Legge Regionale 9/2015 la quale rinviava l’intero impianto della Contabilità armonizzata all’ 01/01/2016;
La circolare 18/2015 che rinviava l’intero impianto della contabilità armonizzata al 2016 ma dava agli enti la facoltà di
applicare anche nel 2015 il principio della competenza finanziaria potenziata.
Infine la Legge Regionale 12/2015, del mese di luglio, che imponeva l’obbligo a tutti i comuni siciliani di adottare già
dall’ 01/01/2015 il principio della competenza finanziaria potenziata e di procedere al riaccertamento Straordinario dei
Residui attivi e passivi.

Terminata la difficile operazione del riaccertamento straordinario il Settore Economico-Finanziario ha potuto iniziare i lavori
sul Bilancio di Previsione 2015, settore che ha visto, ancora una volta, il cambio del responsabile all’1/11/2015.
ANALISI
Diverse sono le componenti da esaminare e valutare in questo bilancio 2015, sia per contenuto sia per novità, ma di certo il
primo elemento contabile che risalta è la consistente diminuzione dei trasferimenti sia statali che regionali.
La Corte dei Conti – Sezione di Controllo per la Regione Siciliana con l’indagine su “La finanza locale in Sicilia 2013 – 2014 “
(Deliberazione n.164/2015/INPR) conferma la grave crisi in cui versano gli Enti Locali Siciliani dimostrando come il

peggioramento della finanza locale sia, sempre più, “imputabile principalmente alla progressiva e consistente riduzione dei
trasferimenti di provenienza Statale e Regionale” .
Anche l’Anci Sicilia da oltre 2 anni evidenzia lo stretto nesso causale esistente tra la diminuzione delle risorse derivate e
l’aumento delle aliquote dei tributi locali. In particolare, l’analisi dei dati, conferma che per i Comuni i trasferimenti
Regionali sono passati da 913 milioni di Euro nel 2009 ai circa 560 milioni di euro nel 2013.
Si tratta di un trend che si è confermato costantemente negli anni e che, di fatto, ha contribuito ad aumentare
notevolmente la pressione fiscale a danno dei cittadini .
Analizziamo in particolare il Trend Storico dei trasferimenti relativi a Isola delle Femmine .
Il Comune di Isola delle femmine nell’anno 2011 ha ricevuto per trasferimenti l’importo di € 1.717.368,90, nell’anno 2015 i
trasferimenti ammontano ad € 994.221,52 . Il decremento è pari a -€ 723.147,38 .
Se la diminuzione dei trasferimenti è avvenuta in maniera quasi del tutto netta, di contro non si può verificare una
immediata riduzione delle spese correnti, a causa dell’elevato grado di rigidità delle stesse. Le spese del personale,
l’illuminazione pubblica ed il costo della gestione integrata dei rifiuti, costituiscono il 55,50 % della spesa corrente. Il
miglioramento di questo indice, estremamente penalizzante per la possibilità di governo della spesa, non è realizzabile nel
breve termine, in quanto le sue componenti principali sono i costi del personale, non comprimibile nel breve periodo ed il
servizio pubblico essenziale di gestione dei rifiuti. Nello specifico si riportano alcuni dati contabili:
€. 175.000,00 per spese di illuminazione pubblica;
€. 1.928.452,58 per spese di personale;
€. 1.589.795,38 per spese servizio rifiuti;
La situazione dei Comuni Siciliani è resa ancora più grave dal fatto che la riduzione delle risorse in favore degli Enti Locali
non è stata accompagnata da alcun intervento strutturale e di riforma che potesse consentire una riduzione delle spese. E’
chiaro che oggi è assolutamente inammissibile la situazione di stallo che caratterizza le riforme sul sistema integrato dei
rifiuti e delle acque e l’incidenza sui bilanci comunali di costi come quello collegato al conferimento in discarica dei rifiuti.
Il progressivo ridursi dei trasferimenti Statali e Regionali, vista l’impossibilità di ridurre in modo sostanziale le spese correnti,
ha costretto Il Comune di Isola delle Femmine ad incrementare, nel corso degli anni, la pressione tributaria sui propri
cittadini.
E’ necessario sottolineare che l’incremento delle entrate tributarie proprie, reso appunto obbligatorio dalla riduzione dei
trasferimenti statali e regionali, in un momento particolarmente difficile della Storia di Isola delle Femmine, caratterizzato
da una pesante crisi economica e sociale, non sempre si accompagna ad entrate liquide e certe provocando problemi di
liquidità al Comune.
ASPETTI FINANZIARI O PATRIMONIALI MONITORATI
A seguito dell’approvazione del rendiconto dell’esercizio 2014, giusta deliberazione del Consiglio Comunale n. 42
dell’08/10/2015, l’esercizio 2014 si è chiuso con un avanzo di amministrazione di € 341.431,08 vincolato ai proventi del
C.D.S.
Considerato che a seguito del riaccertamento straordinario dei residui – giusta deliberazione della Giunta Comunale n. 157
del 15/10/2015 è stato conseguentemente rideterminato l’avanzo di amministrazione accertato con il rendiconto
dell’esercizio 2014 da €. 341.431,08 ad €.529.182,25 come risultante dal prospetto di seguito riportato, corrispondente
all’allegato 5/2 al D.Lgs n.118/2011, così composto:
RISULTATO DI AMMINISTRAZIONE AL 31 DICEMBRE 2014 DETERMINATO NEL RENDICONTO 2014
(a)
RESIDUI ATTIVI CANCELLATI IN QUANTO NON CORRELATI AD OBBLIGAZIONI GIURIDICHE
PERFEZIONATE (b)
RESIDUI PASSIVI CANCELLATI IN QUANTO NON CORRELATI AD OBBLIGAZIONI GIURIDICHE
PERFEZIONATE ( c)
RESIDUI ATTIVI CANCELLATI IN QUANTO REIMPUTATI AGLI ESERCIZI IN CUI SONO ESIGIBILI (d)

341.431,08

(-)

351.000,00

(+)

538.751,17

(-)

RESIDUI PASSIVI CANCELLATI IN QUANTO REIMPUTATI AGLI ESERCIZI IN CUI SONO ESIGIBILI (e)

(+)

RESIDUI PASSIVI DEFINITIVAMENTE CANCELLATI CHE CONCORRONO ALLA DETERMINAZIONE DEL
FONDO PLURIENNALE VINCOLATO (f)

(+)

FONDO PLURIENNALE VINCOLATO (g) = (e) -(d)+(f)

(-)

6.528.111,22

529.182,25

RISULTATO DI AMMINISTRAZIONE AL 1° GENNAIO 2015 - DOPO IL RIACCERTAMENTO
STRAORDINARIO DEI RESIDUI (h) = (a) -(b) + ( c) - (d)+ (e) + (f) -(g)

6.528.111,22
-

Inoltre con la medesima deliberazione la Giunta municipale ha provveduto ad approvare il riaccertamento straordinario dei
residui e a rideterminare sia il risultato di amministrazione sia i fondi vincolati.
TABELLA DIMOSTRATIVA DEI VINCOLI DERIVANTI DALLA LEGGE
Parte vincolata
Vincoli derivanti da leggi e dai principi contabili
Vincoli derivanti da trasferimenti
Totale parte vincolata
Parte accantonata
Fondo crediti dubbia esigibilità
Fondo rischi per spese legali
Totale parte accantonata

€. 404.539,55 (somme vincolate al cds)
€ 9.703,43(*)
€ 414.242,98

€. 3.565.412,36
€. 634.393,78
€. 4.199.806,14

(*) €.150,23 capitolo.5005.50 cantiere sistemazione marciapiedi
€.399,37 capitolo 5005.54 cantiere sistemazione villetta
€.3.152,09 capitolo 2486 trasf. Statale messa in sicurezza edificio scolastico
€.6.001,74 capitolo 2526 trasf inail messa in sicurezza abbattimento barriere architettoniche scuola media
FONDO PLURIENNALE VINCOLATO
Anche se il bilancio 2015-2017 è redatto sugli schemi previgenti alla riforma contabile, esso include una nuova posta: il
Fondo Pluriennale Vincolato (FPV) che troviamo inserito nella tabella sopra riportata.
Il FPV è un saldo finanziario costituito da risorse già accertate destinate al finanziamento di obbligazioni passive dell’ente già
impegnate, ma esigibili in esercizi successivi a quello in cui è stata accertata l’entrata. Esso nasce a seguito dell’emanazione
del nuovo principio contabile della competenza finanziaria potenziata in base al quale gli impegni finanziati da entrate a
specifica destinazione, di parte corrente o investimenti, sono imputati negli esercizi in cui l’obbligazione diventerà esigibile.
Questo comporta che lo stanziamento di spesa riconducibile all’originario finanziamento può essere ripartito pro-quota in
più esercizi, attraverso l’impiego del cosiddetto “Fondo Pluriennale Vincolato”. Il FPV ha proprio lo scopo di fare
convivere l’imputazione della spesa secondo questo principio (competenza potenziata) con l’esigenza di evitare la
formazione di componenti di avanzo o disavanzo artificiose, e questo a partire dalla nascita del finanziamento e fino
all’esercizio in cui la prestazione connessa con l’obbligazione passiva avrà termine. Questa tecnica contabile consente di
evitare sul nascere la formazione di residui passivi che, nella nuova ottica, hanno origine solo da debiti effettivamente
liquidi ed esigibili sorti nello stesso esercizio di imputazione contabile. Il fenomeno dell'accumulo progressivo di residui
attivi e passivi di esito incerto e d’incerta collocazione temporale, pertanto, non trova più spazio nel nuovo ordinamento
degli enti locali.
Per entrare più nel dettaglio: nella parte spesa, la quota di impegni esigibili nell’esercizio restano imputati alle normali poste
di spese, mentre il FPV /U accoglie la quota di impegni che si prevede non si tradurranno in debito esigibile nell’esercizio
di riferimento, in quanto imputabile agli esercizi futuri. L’importo complessivo di questo fondo (FPV/U), dato dalla
somma di tutte le voci riconducibili a questa casistica, è stato poi ripreso tra le entrate del bilancio immediatamente
successivo (FPV/E) in modo da garantire, sul nuovo esercizio, la copertura della parte dell’originario impegno
rinviata al futuro. Viene così ad essere mantenuto in tutti gli anni del bilancio il pareggio tra l’entrata (finanziamento
originario oppure fondo pluriennale vincolato in entrata) e la spesa complessiva dell’intervento previsto (somma
dell’impegno imputato nell’esercizio di competenza e della parte rinviata al futuro; quest’ultima, collocata nelle poste
riconducibili al fondo pluriennale di uscita).

Il valore complessivo del fondo pluriennale al 31/12 di ciascun esercizio è dato dalla somma delle voci di spesa relative a
procedimenti sorti in esercizi precedenti (componenti pregresse del FPV/U) e dalle previsioni di uscita riconducibili al
bilancio in corso (componente nuova del FPV/U).
La quantificazione del fondo pluriennale vincolato da iscrivere in entrata nel bilancio pluriennale 2015-2017 è quello che si
desume dalla seguente tabella:

FONDO PLURIENNALE
DA ISCRIVERE IN
ENTRATA

ESERCIZIO 2015

ESERCIZIO 2016

ESERCIZIO 2017
TOTALE

PARTE CORRENTE

€. 327.008,48

€. 4.565.827,58

CONTO CAPITALE

185.090,26

138.003,48

TOTALE

€. 6.705,59

€. 518.804,33

€. 14.542,26(d.l.35/13)+
€.204.492,22 (D.L.174/12
ENTI SCIOLTI)+ €.6.001,74
(trasf.inail)+ €.937,40
(ritenuta irpef)= TOTALE
€.225.973,62
€. 1.019.037,54

€. 60.464,67
€. 4.953.300,73

PARTITE DI
GIRO/ANTICIPAZIONI DI
LIQUIDITA’

€. 323.093,74

€. 1.251.716,75

€. 4.929.804,68

€. 1.079.502,21
€. 6.528.111,22

Il FPV è strettamente connesso all’importo delle entrate e delle spese non esigibili alla data del 31 dicembre 2014 destinate
ad essere reimputate negli esercizi 2015 -2016 e 2017 così come è possibile evincere dalla seguente tabella riepilogativa
dell’esito della reimputazione definita in sede di riaccertamento straordinario dei residui:
Impegni reimputati al 2015
Impegni reimputati al 2016
Impegni reimputati al 2017
TOTALE RESIDUI PASSIVI REIMPUTATI




518.804,33
4.929.804,68
1.079.502,21
6.528.111,22

FONDO CREDITI DUBBIA ESIGIBILITA’ (FCDE)
Una delle novità di maggior rilievo dell’introduzione del nuovo sistema contabile armonizzato è la costituzione obbligatoria
di un Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE), da intendersi come un fondo rischi, diretto ad evitare che le entrate di
dubbia esigibilità, previste ed accertate nel corso dell’esercizio, possano finanziare le spese esigibili nel corso del medesimo
esercizio.
Sulla base di quanto stabilito dal principio contabile 3.3 e seguenti della nuova contabilità, risulta obbligatorio accertare per
l’intero importo del credito anche le entrate di dubbia e difficile esazione, per le quali non è certa la riscossione integrale,
quali le sanzioni amministrative al codice della strada, i proventi derivanti dalla lotta all’evasione.
Per tali crediti accertati nell’esercizio deve essere costituito un fondo crediti di dubbia esigibilità, attraverso un
accantonamento annuale da stanziare tra le spese, il cui ammontare è determinato in considerazione della dimensione degli
stanziamenti relativi ai crediti che si prevede si formeranno nell’esercizio, della loro natura e del grado di riscossione dei
crediti, rilevato negli ultimi cinque esercizi precedenti a quello di riferimento.
Quest’ultimo parametro (grado di riscossione rilevato negli ultimi cinque esercizi precedenti a quello di riferimento) è
determinato dalla media tra incassi in c/competenza ed in c/residui ed accertamenti degli ultimi cinque esercizi.
Il periodo storico preso in considerazione è il quinquennio 2010/2014. I dati del 2014 sono stati tratti dai rendiconti dei vari
esercizi.
Venendo all'attuale bilancio, al fine di favorire la formazione di una quota di avanzo adeguata a tale scopo si è provveduto
ad iscrivere tra le uscite una posta non soggetta ad impegno, creando così una componente positiva nel futuro calcolo del

risultato di amministrazione (risparmio forzoso). In questo modo, l’eventuale formazione di nuovi residui attivi di dubbia
esigibilità (accertamenti dell’esercizio in corso) non produrrà effetti distorsivi sugli equilibri finanziari oppure, in ogni
Si è pertanto provveduto a:
1. individuare le poste di entrata stanziate che possono dare luogo alla formazione di crediti dubbia e difficile esazione.
2. calcolare, per ciascun capitolo, la media semplice tra incassi (in competenza e residui) e accertamenti degli ultimi cinque
esercizi.
3. determinare l’importo dell’accantonamento annuale del Fondo da iscrivere in bilancio.
Quanto alla prima attività sono state individuate, per la loro natura, le seguenti risorse d'incerta riscossione:
Imposta Comunale sugli Immobili I.C.I. per la componente relativa agli accertamenti anni pregressi
IMU
IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITA’
ADDIZIONALE IRPEF
TARI
RECUPERO TARSU – TARI
CDS E RELATIVI RUOLI
ENTRATE EXTRATRIBUTARIE (tit.3)
Le disposizioni introdotte dal D.Lgs. 118/2011, come modificato dal D.Lgs. 126/2014, hanno previsto un inserimento
graduale di tali fondi nel bilancio degli Enti.
Inoltre l’art. 1, comma 509, della Legge 190/2014 – Legge di Stabilità 2015 – ha ulteriormente differito il termine di
applicazione a regime del FCDE, prevedendo il seguente scaglionamento:
1° anno (2015) quota minima pari al 36%
2° anno (2016) quota minima pari al 55%
3° anno (2017) quota minima pari al 70%
4° anno (2018) quota minima pari al 85%
dal 5° anno (2019) 100%
Ciò posto, nella prospettiva di applicare alle poste di bilancio criteri di massima prudenza ed in aderenza al principio della
prudenza, si è ritenuto di utilizzare la facoltà di graduazione del Fondo, inserendo a bilancio, per il primo esercizio, le poste
di accantonamento ridotte al 36%.
All’esito delle citate operazioni sono stati determinati i seguenti valori del fondo crediti di dubbia esigibilità per gli anni
2015-2017: 2015: €. 463.977,69 - 2016: €. 673.852,06 - 2017: €. 913.234,17 .
Risulta subito del tutto evidente l’elevata incidenza di tali poste finanziarie nella limitazione della programmazione delle
strategie di spesa del Comune dal momento che raggiungono valori di incidenza sul totale complessivo delle spese correnti
programmate nel triennio Si riporta di seguito il prospetto riepilogativo di determinazione dei citati valori del fondo crediti
di dubbia esigibilità.

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE - PROSPETTO FONDO CREDITI DI DUBBIA ESIGIBILITA'
Voce
Bilancio

2015

2016

2017

ICI/IMU

€ 1.560.000,00

€ 1.560.000,00

€ 1.560.000,00

EVASIONE
E
VIOLAZION
I I. C.
I/IMU

674.335,00

650.000,00

750.000,00

ICP

16.500,00

16.500,00

16.500,00

ADDIZION
ALE IRPEF

350.000,00

350.000,00

350.000,00

TARSU/TA
RES/TARI

€ 1.478.924,38

€ 1.700.000,00

€ 1.700.000,00

RECUPERO
TARSU/TA
RES/TARI

800.000,00

430.000,00

350.000,00

TITOLO III RISORSA 1
AL NETTO
DI CDS

744.221,52

320.158,56

470.158,56

CDS

250.000,00

250.000,00

250.000,00

CDS RUOLI

400.000,00

250.000,00

-

% (*)

0,0654

0,8328

-

0,0796

0,0452

0,5000

0,1612

0,0424

CREDITI COMPL.
15

CREDITI COMPL.
16

CREDITI
COMPL. 17

FCDE15

FCDE16

FCDE17

102.024,00

102.024,00

102.024,00

36.728,64

56.113,20

561.586,19

541.320,00

624.600,00

€ 202.171,03

297.726,00

-

-

-

-

-

76.518,00

€ 468.450,00

-

27.860,00

27.860,00

27.860,00

10.029,60

15.323,00

20.895,00

66.788,23

76.772,00

76.772,00

24.043,76

42.224,60

57.579,00

400.000,00

215.000,00

175.000,00

€ 144.000,00

118.250,00

119.968,51

51.609,56

75.789,56

43.188,66

28.385,26

56.842,17

10.600,00

10.600,00

10.600,00

3.816,00

5.830,00

7.950,00

200.000,00

125.000,00

-

110.000,00

93.750,00

€ 131.250,00

-

TITOLO III RISORSA 2

-

-

-

-

-

-

TITOLO III RISORSA 3

-

-

-

-

-

-

€ 5.875.995,90

€ 5.678.674,56

0,5000

€ 5.698.675,56

€ 463.977,69

673.852,06

€ 913.234,17

(*)percentuale calcolata in base dalla media della quota non riscossa per ogni tributo negli ultimi 5 esercizi (2010-2014)

La rilevante incidenza di tale nuova posta finanziaria, alla base della nuova impostazione delle tecniche di redazione del
bilancio degli enti locali basate sul principio sintetizzabile con l’asserzione secondo cui “si spende ciò che si incassa”,
suggerisce le pesanti implicazioni sull’intera attività di programmazione delle attività dell’ente, mettendo di fatto a serio
rischio, come vedremo in particolare nelle annotazioni finali che seguono, la stessa funzionalità del Comune.
Bisogna inoltre rilevare che l’applicazione del nuovo strumento ha già avuto pesanti implicazioni sulla futura attività di
programmazione finanziaria in ragione della determinazione del fondo crediti di dubbia esigibilità determinato in sede di
riaccertamento straordinario con l’obiettivo di revisionare l’effettiva rilevanza dei crediti coincidenti con la massa dei residui
attivi valutandone l’effettiva esigibilità in ragione del grado di riscossione registrato nel quinquennio 2014-2015.
Tale fondo ha determinato, unitamente all’individuazione delle quote accantonate, destinate e vincolate del risultato di
amministrazione al 1° gennaio 2015, un “disavanzo tecnico” al 1° gennaio 2015 di complessivi €.4.218.830,95 che inciderà
nell’attività di programmazione finanziaria dell’Ente attraverso la previsione in bilancio di una quota di disavanzo di
amministrazione di €. 140.627,70 per i prossimi 30 anni.
ANNOTAZIONI FINALI.
Al termine delle citate valutazioni occorre focalizzare l’attenzione sulle gravi implicazioni recate dai nuovi principi contabili
posti alla base della programmazione finanziaria del Comune, principi che si sintetizzano di fatto – come già detto – nella
plastica asserzione secondo cui il Comune d’ora in poi “spende ciò che incassa” .

Risulta pertanto evidente come in una situazione, già acclarata in diverse sedi, di grave carenza nell’attività di riscossione
dei tributi comunali le implicazioni che scaturiscono dai nuovi principi contabili sull’attività di programmazione e sulle stesse
strategie politiche del Comune diventano pesanti e finanche insostenibili.
Infatti lungo il travagliato iter di redazione dello schema del bilancio di previsione 2015/2017 sono stati riscontrati gravi
problemi di compatibilità dell’obiettivo del pareggio di bilancio con il mantenimento degli equilibri finanziari, da un lato, e
con il rispetto degli obiettivi del patto di stabilità dall’altro. E la compatibilità raggiunta soggiace, invero, al verificarsi di
numerose condizioni di base non tutte facilmente realizzabili.
Ne scaturisce un quadro prospettivamente preoccupante sul grado di sostenibilità finanziaria delle stesse spese di
funzionamento del Comune, appiattite sul fronte delle spese per i servizi indispensabili ed inderogabili, da un lato, e delle
spese obbligatorie non indirizzate alla generalità della comunità amministrata dall’altro: il riferimento è alle spese
obbligatorie sostenute dal Comune per il ricovero dei minori su disposizione dell’Autorità giudiziaria e degli anziani e giovani
disabili nelle comunità. La diretta conseguenza di una siffatta situazione è la sussistenza di una riserva sempre più ristretta –
potenzialmente nulla – di risorse necessarie ad attuare le strategie dell’amministrazione politica della città.
Si evidenzia, altresì, un elevato numero di debiti fuori bilancio in carico al Comune. Debiti maturati a favore di terzi

per il pagamento di una somma di denaro la cui obbligazione è stata assunta in difformità alle norme contabili
che regolano i procedimenti di spesa, oltre ad un numero elevate di cause civili in atto (risarcimenti vari).
Il citato quadro viene confermato dall’ulteriore circostanza dell’assenza di fatto della possibilità di agire attraverso la leva
fiscale al fine di generare nuovi flussi finanziari, stante che l’imposizione tributaria è già in atto ai massimi livelli in quasi tutti
i tributi comunali.
Da quanto precede emerge ancora una volta l’urgente ed indifferibile necessità di puntare decisamente su un sostanziale
miglioramento della capacità di riscossione dei tributi comunali.
Il Comune può incidere direttamente (ma forse realisticamente non in maniera risolutoria) sull’obiettivo del grado di
riscossione del tributo attraverso una riorganizzazione ed il potenziamento dei servizi tributari, dotandolo di risorse umane
e strumentali specificamente destinate alla fase della riscossione dei tributi.
Si ritiene tuttavia che in ogni caso occorre decisamente puntare sulla sensibilizzazione dell’intera comunità amministrata
sull’indifferibile necessità dell’assolvimento degli obblighi contributivi e tributari locali; stante la dimostrabile circostanza
che il fenomeno dell’evasione dei tributi (in stretto riferimento alla fase del pagamento dei tributi già dichiarati) è un
fenomeno trasversale che, in ragione della grave crisi economica degli ultimi anni, interessa larghe e variegate fasce della
platea dei contribuenti.
IL RESPONSABILE DEL SETTORE ECONOMICO FINANZIARIO
Dott.ssa Deborah Puccio