iged.it 04.

2009 39
In tempi di crisi il mercato guarda
con maggiore interesse a piattaforme
e servizi basati su tecnologie open
source, che per il livello di maturità
raggiunto sono spesso funzionalmen-
te e prestazionalmente equivalenti ai
prodotti commerciali più blasonati.
Un’indagine
1
di Gartner evidenzia che
7 aziende su 10 non hanno politiche
e procedure per regolamentare l’ado-
zione di tecnologie open source, con
il risultato che parte del software open
source utilizzato in azienda non segue
un vero e proprio iter di acquisizione.
Il “procurement fai-da-te”, evitando
ogni e qualunque forma di controllo,
permette di velocizzare l’acquisizio-
ne di prodotti e tecnologie, ma può
esporre a rischi dovuti all’introduzione
di tecnologie immature, scarsamente
supportate o documentate, dií£cili da
integrare o non legalmente riutilizza-
bili nel contesto di riferimento.
Quello che occorre è quindi esten-
dere il processo di quali£cazione e
selezione, con l’introduzione di pro-
cedure e strumenti che consentano
di identi£care, ·alutare e scegliere le
piattaforme open source più idonee
tenendo conto di tutte le condizioni al
contorno (tecnologiche, organizzative
e legali).
UN PO’ DI STORIA
De£nire un elenco di piattaíorme
aí£dabili e sicure puo considerarsi
la pietra £losoíale` in ambito open
source, e numerosi sono gli “alchimi-
sti” che si sono cimentati nel tentativo
di tro·are una risposta de£niti·a al
problema.
Il primo tentativo è del 2003, ad opera
di David Wheeler che per l’ente no-
pro£t statunitense MI1RL elaboro il
primo elenco di piattaforme ritenute
mature e sicure GRAM´S
2
, General-
lv Recognized As Saíe´Mature,. 1ale
elenco in seguito non fu aggiornato, e
un paio di anni dopo la società Navica
descrisse il primo modello per valu-
tare il grado di maturità di una piat-
taíorma, denominato Open Source
Maturitv Model
3
. Il modello ebbe un
limitato successo, furono analizzate
poche piattaforme con quel metodo,
fortemente limitato dalla soggettività
che lo caratterizzava.
A ·alle di questa esperienza, un par-
terre de roi” che riuniva università,
aziende di consulenza, player dell’in-
dustria ed editori diede vita ad una
metodologia aperta ai contributi, nota
col nome di Business Readiness Ra-
ting
4
. Questo approccio, anche se più
dettagliato, non ebbe miglior fortuna,
probabilmente a causa dell’onere
associato al suo utilizzo, peraltro non
scevro dai limiti della soggettività già
e·idenziati per OSMM.
Ultimo nato e il OSOS
5
, redatto da
Athos Origin, piu so£sticato dei
precedenti e caratterizzato dalla pre-
cisa volontà di superare i limiti della
soggettività, indicando soglie e possi-
bili valori per le diverse domande del
questionario. Il risultato è una meto-
dologia comunque onerosa, anch’essa
ROBERTO GALOPPINI
MLR(A1O
L’Open Source
e la pietra filosofale
Imparare a conoscere il passato ed immaginare il futuro di un programma open source
iged.it 04.2009 40
priva di strumenti in grado di velociz-
zare il processo di quali£cazione.
SCORCIATOIE?
In rete si trovano alcuni elenchi di
applicazioni open source alternative a
quelle proprietarie, come ad esempio
OSALT, gestito da Anders Ingeman
Rasmussen, o il directory di open
source enterprise EOS, originaria-
mente reso disponibile dalla società
di consulenzaOptaros ed ora gestito
dal suo ideatore Bruno ·on Rotz.
Purtroppo simili iniziative non sono
il risultato di uno sforzo collaborativo
ed il livello di aggiornamento e la loro
ampiezza sono limitati.
Di maggiore interesse, soprattutto
per dimensione, è il repository di
applicazioni open source più grande
del mondo, SourceForge
6
, purtrop-
po ricettacolo di numerosi progetti
in stato embrionale, o scarsamente
documentati o con livelli di supporto
commerciale inadeguati ad un impie-
go di classe industriale, come risulta
da alcuni studi di settore
7
.
Occorre quindi una metodologia pra-
tica che renda eí£ciente il processo di
selezione, visto che solo SourceForge
contiene circa 180.000 progetti, a cui
aggiungendo altri repository, quale
ad esempio quello di Google
8
con-
tenente oltre 80.000 progetti, si puo
arrivare a contare qualche milione di
applicazioni.
Non esistendo best practice che indi-
chino puntualmente passo per passo
quali azioni debbano essere condotte
per quali£care e successi·amente
selezionare piattaforme open source,
negli ultimi mesi ho elaborato una
metodologia pratica che raccoglie il
meglio delle metodologie esistenti,
includendo alcuni risultati provenienti
da 8 diversi progetti europei e ben 60
strumenti liberamente disponibili.
L’approccio scelto è veloce e garan-
tisce l’oggettività dei risultati grazie
all’utilizzo di strumenti a supporto
delle decisioni, e permette di racco-
gliere metriche tipiche delle piattafor-
me open quali:
la dimensione ed il tipo di comunità;
la popolarità, i case study, libri e
documentazione;
la maturità, la stabilità e la vitalità;
la formazione ed il supporto com-
merciale;
la qualità del codice e la reattività
alla segnalazione di bachi;
le piattaforme su cui è disponibile;
i linguaggi di programmazione, la
modularità del codice;
la roadmap e le possibilità di inci-
dere nella sua de£nizione:
le informazioni relative al licen-
sing.
Ad esempio, comparando due piat-
taforme open source di e-learning
quali Docebo e Moodle, è possibile
effettuare scelte ponderate basandosi
sul grado di industrializzazione rag-
giunto. (ome si ·ede nello schema
riportato, le due piattaforme in questo
caso presentano li·elli simili. La prin-
cipale differenza è che Moodle risulta
maggiormente manutenibile (per via
del codice ben documentato,.
(onírontando le piattaíorme rispetto
a parametri “strategici” relativi a para-
metri quali la roadmap di prodotto, la
bA1A5t5 6RDUP sv||uppu so|uz|ou| po| |u |ottu|u ott|cu d| dut| du documout|. ¨bata Captureº. o d| t|uttumouto do||o
|mmug|u|. ¨bocument Processingº. du o|t|o voutuuu|. Lu ¨M|ss|ou¨ ò |u t|usto|muz|ouo do| dut| p|osout| su| documout|
du cu|tuco| |u o|ott|ou|c| tucoudo ||spu|m|u|o tompo o douu|o. po|c|ò || bouo p|u p|oz|oso ò || tompo od ò |uut||o po|do||o
uo||u d|g|tuz|ouo. Lospo||ouzu ucqu|s|tu |u po|mosso |u |ou||zzuz|ouo d| s|stom| c|o s| pougouo u| p|u u|t| ||vo||| d| ott|c|ouzu
po| ||uto|p|otuz|ouo:
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AIte prestazioni uo||u |ottu|u ott|cu. attidabiIità totu|o do| dut| ucqu|s|t|. massima adattabiIità do||o so|uz|ou| souo g||
o|omout| c|o cu|utto||zzuuo |o uost|o p|oposto po| |u |ucco|tu vo|oco d| dut| |o|ut|v| u:
Pocoutomouto |u bA1A5t5 6RDUP |u p|osoututo || uuovo ¨5istema UniversaIe di Acquisizione Dtticaº PsReader.
Lu uuovu so|uz|ouo pouo t|uo u||ut|||zzo do||o ot|c|otto bu| codo uo||o p|ocodu|o d| t|uttumouto do| ¨C|c|o Puss|vo¨ o po| ||
¨P|otoco||o luto|mut|co¨: in una singoIa passata, o souzu ottottuu|o u|cuuu mod|t|cu u||upp||cut|vo o u| L8 usut| (AS400.
Sup. Nuv|s|ou. W|udows occ..). ò poss|b||o stumpu|o | dut| d| p|otoco||uz|ouo su| documouto. acquisirne I'immagine o |
dut| |ud|co. po| uu p|ocosso s|cu|o od utt|dub||o d| ¨Archiviazione bocumentaIeº o d| ¨Conservazione 5ostitutivaº.
1u|o so|uz|ouo |u susc|tuto vusto |uto|osso t|u g|| opo|uto|| do| sotto|o. como tost|mou|uuo |o uumo|oso |ustu||uz|ou| g|ù
ottottuuto |u umb|out| d| vu||u t|po|og|u quu|| Ut|||t|os. Pubb||cu Amm|u|st|uz|ouo. Suu|tù. Ass|cu|uz|ou|. ludust||o o 8uuc|o.
¦uttu|o o bo||o ducqu|sto
Ouost|ouu||
uost|ouo d| couco|s|
uost|ouo do| p|otoco||o
uost|ouo do| po|souu|o
P||ovuz|ouo p|osouzo
1ost d| umm|ss|ouo
P|co|c|o d| mo|cuto
Lottu|u bo||ott|u|
uost|ouo do||o o|oz|ou|
Pucco|tu o|d|u|
Pucco|tu po||zzo
Cout|o||| d| quu||tù
Pucco|tu dut| d| p|oduz|ouo
uost|ouo ||cotto tu|mucout|c|o
Pucco|tu dut| t|scu||.
( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( ( wwwo.|.s|s|| ) ) )
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possibilita di innuenzarla e la gestione
della proprieta intellettuale, come
si ·ede nel gra£co della £gura 2, la
piattaíorma Moodle oííre maggiori
garanzie. L bene pero sottolineare
che l`importanza di questi criteri
de·e essere calata nel contesto di ri-
íerimento: ad esempio partecipare alla
de£nizione della roadmap potrebbe
essere íondamentale in un contesto e
irrile·ante in altri.
Per ultima, ma non ultima, la dimen-
sione della Sostenibilita`, in cui come
si ·ede dal gra£co le piattaíorme
hanno raggiunto entrambe un buon
li·ello di maturita, ma il li·ello di ado-
zione - in termini di popolarita, case
studv e libri - raggiunto da Moodle
surclassa quello di Docebo, come del
resto anche la leadership communitv-
led di Moodle rende il progetto piu
sostenibile, poiché i suoi destini non
sono legati indissolubilmente a quelli
di una ed una sola azienda.
CONSIGLI DI CARATTERE
GENERALE
Anche per chi non ha s·iluppato una
propria metodologia di quali£cazione
e selezione e non intende ri·olgersi
a consulenti specializzati e possibile
seguire alcuni semplici consigli per
e·itare errori macroscopici.
Ad esempio, e bene dií£dare da
soluzioni open source` realizzate
e supportate da un unico íornitore.
Per eliminare il rischio del lock-in -
o··ero di rimanere legati ad un unico
íornitore - non basta scegliere un
programma open source, ma occorre
·eri£care che esista una communitv
partecipata da piu íornitori.
Si osser·i inoltre che le soluzioni
open source che nascono dalla indu-
strializzazione` di progetti non solo
richiedono una signi£cati·a atti·ita di
integrazione e personalizzazione, ma
creano i presupposti per un lock-in
sui ser·izi`, in quanto l`unico in grado
di supportare il cliente e l`autore origi-
nale della soluzione.
Il íatto che non si debbano aíírontare
costi upíront induce processi di sele-
zione del soítware meno attenti, ma e
bene ricordare che un e·entuale errata
·alutazione in questa íase puo costare
molto al momento del deplovment
e del successi·o esercizio. Il costo di
implementazione e gestione iníatti
dipende íortemente dalla scelta ope-
rata, e queste ·alutazioni ·anno ope-
rate nello speci£co contesto, tenendo
conto delle competenze interne, del
supporto commerciale esistente,
dell`espandibilita della soluzione e di
tutti gli indicatori precedentemente
menzionati.
NOTE
1
http:´´www.gartner.com´it´page.jsp·id~801412
2
http:´´www.ego·os.org´pdí´dodíoss.pdí
3
http:´´www.na·icasoít.com´pages´osmm.htm
4
http:´´www.openbrr.org´
5
http:´´qsos.org
6
http:´´sourceíorge.net
7
http:´´www.openlogic.com´news´press´2.¯.0¯.
php
8
http:´´code.google.com´hosting´
ROBERTOGALOPPINI
Open Source Strategist e segretario
della lederazione lIDA Iníorm