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GALILEI

Una vita consacrata alla scienza


Galielo Galilei nacque nel 1564 a Pisa da una famiglia borghese. Si trasfer a Firenze perstudiare letteratura e
logica, e poi torn a Pisa per studiare alla facolt di medicina; tuttavia,non essendo particolarmente interessato
a questi studi, torn a Firenze. Qui approfond i suoistudi in campo matematico e cominci a compiere alcune
osservazioni in campo fisico. I suoistudi gli permisero di scoprire lisocronismo delle oscillazioni del pendolo,
di formulare teoriemeccaniche e geometriche, di scoprire la bilancia per determinare il peso specifico dei corpi, edi ottenere la cattedra allUniversit di matematica di Pisa. Durante gli anni nei quali lavor aPisa mand
avanti i suoi studi: scopr la legge della caduta dei gravi e nel 1609 scopr ilcannocchiale.Le sue dottrine e
le sue scoperte gli diedero una grandissima fama, ma lo portarono anche ascontrarsi con gli Aristotelici e la
Chiesa. Nel febbraio del 1616, infatti, venne ammonito dalcardinale Bellarmino per il fatto che portasse avanti
la teoria copernicana; questultima vennemessa allindice. Tuttavia, Galielo continu a mandare avanti i suoi
studi. Nel settembre del 1632 venne citato dapapa Urbano VIII a presentarsi al tribunale del Santo Uffizio a
Roma. Qui Galileo venneprocessato e, nel giugno 1633, abiur. Gli venne conferito il carcere a vita, ma tuttavia questosi trasform in una sorta di arresti domiciliari presso la sua villa di Acetri dove, assistito dallafiglia
suor Maria Celeste, mor nel 1642.
La battaglia per lautonomia della scienza e il rifiuto del principio di autorit
Il primo obbiettivo che Galilei si era posto, era quello di difendere la libert della nuova scienzada ogni intervento esterno. Galileo, al contrario di molti dotti del tempo, riteneva che la lottaper la libert della scienza era
un qualcosa di necessario per il futuro dellumanit.
La polemica contro la chiesa e contro i teologi
La controriforma aveva stabilito che la Chiesa dovesse avere il monopolio nelle interpretazionidelle dottrine:
ogni dottrina, e la rispettiva interpretazione, dovevano essere conformi alleSacre Scritture. Tuttavia, tale decreto, applicato alla scienza moderna, far sorgere dei problemi: il credentedovr accettare solo il messaggio
religioso e morale della Bibbia, oppure ogni affermazionescritturale?Alcuni, ad esempio il cardinale Bellarmino, sostenevano che la Bibbia fosse vera in tutte le sueaffermazioni poich era stata scritta sotto ispirazione
dello spirito santo; Galileo, invece,sosteneva che il messaggio della Bibbia fosse vero solo in campo religioso.
Secondo il suopensiero, infatti, una posizione come quella di Bellarmino, non avrebbe fatto altro cheostacolare il progresso della scienza e danneggiare la religione stessa: questa, infatti,rimanendo legata a tesi dichiarate
false dal progresso scientifico, sarebbe sicuramente apparsaridicola. A questo proposito Galileo affronta il
problema dei rapporti tra scienza e fede, e giungead alcune conclusioni.
La scienza e la fede derivano entrambe da Dio
: la Bibbia la dettatura dello Spirito Santo,la natura lesecuzione degli ordini di Dio. In quanto tali esse non
possono essere incontrapposizione tra loro;
qualsiasi contrasto tra verit scientifica e religiosa soloapparente
, e pu essere risolto rivedendo linterpretazione della Bibbia. Inoltre, per Galileo:
- le Sacre Scritture sono scritte nel linguaggio del popolo, mentre la natura e le sue leggi,non piegandosi alle
esigenze umane, sono scritte nel linguaggio matematico;
- la Bibbia non ha nulla a che fare con i principi che riguardano la natura, il suo obbiettivo solamente il destino delluomo (salvezza dellanima, ascesa al Paradiso, ecc...). In conclusione la Bibbia arbitra nel campo
etico-religoso.
La scienza arbitra nelcampo delle leggi naturali; linterpretazione della Bibbia che deve sottostare alla
scienza.Lerrore dei teologi, quindi, stato quello di pretendere che la Bibbia facesse testo anche alleconoscenze naturali.Con il passare del tempo la posizione di Galielo verr accetata anche dalla Chiesa.

La polemica contro gli aristotelici


Galileo dichiarava che la scienza moderna dovesse essere indipendente non solo dalla Chiesa,ma anche
dallautorit di Aristotele. Egli stimava molto Aristotele, e infatti il suo disprezzoandava a colpire i suoi discepoli infedeli (gli aristotelici) che, anzich osservare e studiaredirettamente la natura, si limitavano a studiare i
libri antichi, e finirono per vivere in unastratto mondo di carta. Galileo, inoltre, affermava che se Aristotele
sarebbe tornato in vita,avrebbe indicato lui come migliore discepole, e avrebbe adattato le sue idee alle nuovescoperte.
Gli aristotelici, invece, rimanevano fedeli al dogmatismo anti-scientifico, ostacolando lavanzata dello sviluppo scientifico. A tale proposito da ricordare il racconto narrato dauno dei personaggi del Dialogo: egli si
trovava in casa di un medico con alcuni Aristotelici, estavano osservando in un cadevere umano che i nervi
partono dal cervello e non dal cuore.Nonostante avesse osservato con i propri occhi ci, un aristotelico disse
che continuava acredere che i nervi partissero dal cuore, per il fatto che ci era stato affermato da Aristotele.
Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo
Nel 1632, durante il pontificato di Urbano VIII, Galileo presenta la sua opera intitolata Dialogosopra i due
massimi sistemi del mondo. Egli afferm di voler presentare, con questopera, idue grandi modelli cosmologici della storia (sistema tolemaico e sistema copernicano), ma inrealt espose solo
argomenti a favore del copernicanesimo.
I personaggi di questopera sono:
- Simplicio: tradizionalista e conservatore attaccato alla figura di Aristotele che, quindi,difende la dottrina
geocentrica di Tolomeo;
- Salviati: nobile fiorentino realmente esistito amico di Galileo che difende ilcopernicanesimo;
- Sagredo: nobile veneziano realmente esistito amico di Galileo che rappresenta ilmoderato, teso a simpatizzare con le dottrine moderne.
Il Dialogo suddiviso in quattro giornate:
1. Nella prima giornata Galileo mette sotto accusa la distinzione tra mondo celeste emondo terreno confermata
dagli aristotelici;
2. Nella seconda giornata vengono date risposte a tutti i quesiti anti-scientifici mossi dagliaristotelici:
- Il moto della terra, secondo gli aristotelici, dovrebbe provocare il volo delle persone e degli oggetti che stanno sulla superficie terrestre. Salviati risponde che ci non accade perch laria partecipa al movimento della
Terra e quindi, in rapporto conessa, ferma;
- La Terra, muovendosi da est verso ovest, implicherebbe la caduta degli oggettiobliquamente, cio pi verso
ovest. Salviati risponde che ci non accade perch ilgrave, nella caduta, partecipa al moto della terra, per cui
cade perpendicolarmente; Tutto ci si ispira al principio della relativit galeliana, secondo il quale risulta
impossibile decidere se un sistema chiuso sia in quiete o in moto rettiliniouniforme. Da tale principio ne
deriva che laria si muove assieme alla Terra e i gravicadono comportandosi come se essa fosse immobile.
3. Nella terza giornata viene dimostrato il moto di rotazione della Terra e vieneesaltato il copernicanesimo
come unica dottrina capace di fornire spiegazioni afenomeni inspiegabili con metodi matematici molto pi
semplici rispetto a quelli delsistema tolemaico;
4. Nella quarta giornata Galileo espone la sua teoria delle maree.

Il metodo della scienza


Lavvenimento pi importante della Rivoluzione Scientifica certamente il metodo scientifico. Galileo
non scrisse mai una vera e propria teoria circa il suo metodo perch, piche teorizzarlo, preferiva applicarlo.
Tuttavia, soprattutto nelle opere di fisica, non mancanoalcune osservazioni metodologiche e alcuni tentativi
di sintetizzare questo metodo di studiodella scienza.Galielo tende ad articolare il lavoro della scienza in due
parti: il momeno risolutivo o analitico, e il momento compositivo o sintetico. Durante il momento risolutivo:
1. viene osservato il fenomeno;
2. il fenomeno viene scissa nei suoi elementi pi semplici;
3. gli elementi vengono misurati matematicamente e, per cos dire, ridotti nella loro
struttura quantitativa;
4. si formula un ipotesi matematica che spieghi il fenomeno. Durante il momento compositivo:
- attraverso lesperimento e la verifica si tenta di riprodurre il fenomeno artificialmente, in modo tale da verificare se lipotesi avanza corretta o sbagliata. Nel caso chelipotesi sia sbagliata essa verr confutata, nel caso
che essa sia giusta, invece, si passaalla seconda fase del momento compositivo;
- si formula una legge.
Le sensate esperienze e le necessarie dimostrazioni Galileo utilizza varie terminologie per parlare del
suo metodo sperimentale: ad esempio, nellalettere che scrisse alla duchessa della Toscana, egli par di sensate esperienze e dinecessarie dimostrazioni. Letteralmente sensate esperienze significa esperienza dei
sensi; Galileo utilizz tale espressione per mettere in rilievo il momento osservativo-induttivo della scienza.
Gliscienziati, infatti, attraverso losservazione dei fatti sono indotti ad una legge generale.Questo momento
durante il quale si passa dal particolare al generale il momento pi conosciuto del metodo scientifico, e
viene anche detto momento sperimentale.
Lespressione necessarie dimostrazioni significa invece dimstrazioni matematiche, e conessa Galielo ha
voluto mettere in evidenza il momento ipotetico-deduttivo della scienza. Le dimostrazioni necessarie, o matematiche, sono quei ragionamenti logici condotti su basematematica, attraverso le quali lo scienziato, partendo
da unintuizione di base e procedendo per supposizioni, formula le sue ipotesi che, ovviamente, verrano poi
verificatetramite lesperimento.
Induzione e deduzione
Le sensate esperienze le necessarie dimostrazioni hanno presentato Galileo alcunevolte come iduttista,
ossia come uno scienziato che con losservazione passa a formulareleggi che regolano i fenomeni (passa dal
particolare al generale), e altre volte come deduttista, ossia come uno scienziato che si affida pi alla ragione
che allosservazione, eche passa dal generale al particolare. Ma Galileo, quindi, induttista o induttista? Egli
entrambe le cose assieme, poich alcune volte fa prevalere il momento sperimentale, altrevolte il momento
ipotetico-deduttivo.
Tuttavia induzione e deduzione non possono essere prese in considerazione singolarmente, poich essesi implicano a vicenda:
- le sensate esperienze, infatti, implicano sempre un riferimento alle necessariedimostrazioni. Ci perch
le sensate esperienze vengono riassunte ed elaborate inun contesto matematico-razionale, e anche perch esse,
fin dallinzio, sonocariche di teoria: non si pu formulare una legge partendo da osservazioni se non siconosce la teoria;
- le necessarie dimostrazioni presuppongono implicitamente o esplicitamente lesensate esperienze. Ci
perch innanzitutto lesperienza la base per la formulazione delleipotesi le quali non possono nascere dal
nulla, ma nascono dallosservazione dei fatti. Insecondo luogo le intuizioni e le ipotesi acquistano validit solo
attraverso lesperimento.
Tuttavia non sempre possibile una verifica diretta delle ipotesi; ad esempio nessuno puverificare il principio
dinerzia. Comunque risulta sempre possibile una verifica indirettadelle conseguenze che vengono dedotte
dallaccettazione dei vari principi. Lanalisi delle necessarie dimostrazioni permette, inoltre, di capire meglio il rapporto e ledifferenze esistenti tra la matematica pura e la teoria fisica. Fino a questo momento, infatti,
la matematica era considerata la materia pi astratta; ora, invece, essa rappresenta lo strumento di scoperta
scientifica, il linguaggio, e il metodo stesso della scienza.

Esperienza e verifica
Con Galileo i termini esperienza e verifica assumono un significato diverso rispetto al passato.
Per esperienza, infatti, non si intende la registrazione immediata dei fatti, bens il frutto diuna complessa elaborazione teorico-matematica dei dati che si conclude con la verifica. Ci perch lesperienza quotidiana pu
essere ingannevole (Galielo, infatti, si ritrovmolto spesso a combattere contro apparenze che sembravano
attestare tesi opposte allesue), e perch lesperienza di per s non ha un valore scientifico se non vienelegittimata dallesperimento. Allo stesso modo, la verifica non viene intesa come unimmediata apparenza vista attraverso isensi, bens come una procedura complessa che tendeva a creare le necessariecondizioni affinch un
fenomeno potesse essere riprodotto. Gli scienziati, infatti,dovevano cercare di riprodurre i fenomeni togliendo
via il maggior numero possibile dicondizioni disturbanti.
Gli scienziati, dunque, dovevano essere in grado di riprodurre i fenomeni in laboratorio; quandoci non era
possibile, dovevano riprodurre idealmente i fenomeni, ossia nella noro mente. Proprio da ci i cosiddetti
esperimenti mentali. Galileo, trovandosi talvolta impossibilitato ariprodurre praticamente un fenomeno,
ricorreva a una sorta di fisica ideale che gli permetteva non solo di formulare ipotesi, ma anche di verificarle.

LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA
Un evento di importanza capitale
La nostra civilt si basa sulla scienza e sulla tecnica, ed proprio per questo motivo che siattribuisce unimportanza centrale allevento della nascita della scienza, evento innovatoredefinito Rivoluzione scientifica
sviluppatosi tra il 1543 (anno nel quale venne pubblicato ilcapolavoro di Copernico Le rivoluzioni dei corpi
celesti) e il 1687 (hanno nel quale vennepubblicata lopera di Newton I principi matematici di filosofia naturale).Attorno allorigine della rivoluzione scientifica sono sorte alcune domande:
quali sono i fattoriche hanno prodotto la scienza? E perch questa nata solo nellet moderna e nonprima?
Tuttavia, per dare possibili risposte a tali quesiti, necessario avere in mente lastruttura di ci che Galileo
Galilei defin pensiero scientifico.
Lo schema concettuale della scienza moderna
Lo schema concettuale che sta alla base della Rivoluzione Scientifica, e che si concretizzsoprattutto con
Galilei, pu essere ricavato in rapporto al nuovo modo di intendere la natura ela scienza.Dalla Rivoluzione
Scientifica e dal metodo di studio di Galilei emergono:
- la concezione della natura come ordine oggettivo, causalmente strutturato,relazionale e governato da leggi;
- la concezione della scienza come sapere sperimentale-matematico eintersoggetivamente valido, avente come
scopo la conoscenza progressiva delmondo circostante e il
dominio di esso da parte delluomo.
Il nuovo modo di intendere la natura
Perch la natura un ordine oggettivo? Mentre la magia un organismo in cui ogni cosapossiede unanima, la
natura un organismo in cui qualsiasi cosa viene spogliata da ogniattributo o valore umano; proprio per questo
motivo la natura un ordine oggettivo: i suoicaratteri non hanno nulla a che fare con il mondo spirituale, ossia
con i bisogni e i desideridelluomo. La realt effettiva del mondo, quindi, pu essere studiata scientificamente
soloescludendo luomo dalla fisica.
Perch la natura un ordine causale? Tutto ci che accade in natura non accade per caso,qualsiasi cosa il
risultato di cause ben precise. Per causalit, quindi, si intende unrapporto costante e univoco tra due o pi fatti:
dato un fatto, dato necessariamente anchelaltro; tolto un fatto, tolto necessariamente anche laltro.
Delle quattro cause riconosciute da Aristotele (formale, finale, efficiente, materiale), la scienzane ammette
solo una: la causa efficiente. Alla scienza, infatti, non importano i perch o gliscopi di un fatto; ad essa importano solamente tutte quelle forze che nel loro insiemeproducono il fatto.
Perch la natura un ordine relazionale? La natura un insieme di relazioni e non un sistemadi essenze;
per tale motivo lo scienziato non studia presunti principi inverificabili, ma bensrelazioni causali verificabili e
riconoscibili che legano i fatti tra di loro. A tale proposito possiamofare lesempio di uno scienziato che studia
i fulmini: ad esso non importa sapere quale lasostanza del fulmine, bens gli interessa sapere e studiare quali
sono le cause e gli effetti chelegano il fulmine ad altri fenomeni (i tuoni, le scariche elettriche...). E proprio in
questo modoche agisce uno scienziato della natura: egli studia linsieme delle connessione esistenti tra ivari
fenomeni e che lo rendono comprensibile.
In che senso la natura governata da leggi? I fatti sono governati da leggi perch essendocausalmente legati
tra di loro obbediscono a determinate leggi e regole che non sono altro chei codici, ossia i modi necessari, entro i quali la natura opera. Scientificamente, quindi, la naturanon altro che linsieme delle leggi che regolano
i fenomeni e che li rendonoprevedibili.

Il nuovo modo di concepire la scienza


La scienza un sapere sperimentale perch si fonda sullosservazione dei fenomeni e perch lesue ipotesi
vengono dimostrate e giustificate empiricamente. Con la Rivoluzione Scientifica siha una nuova concezione di
esperienza: questa, infatti, non considerata come unimmediata registrazione di fatti, bens come una complessa procedura matematica che daorigine ad un esperimento con il quale si verificheranno e giustificheranno
le varie ipotesi. La scienza un sapere matematico che si fonda sul calcolo e sulla misura, che procede allamatematizzazione dei dati e cerca di racchiuderli in precise formule. Per questo motivo laquantificazione
diventa una delle condizioni imprescindibili dello studio della natura.
La scienza viene intesa come sapere intersoggetivamente valido perch gli esperimenti sonopubblici, accessibili a tutti e riproducibili da tutti, e perch un sapere valido universalmente.E proprio per questo aspetto
che la scienza moderna si stacca dalla magia o dalle dottrineocculte. Queste ultime, infatti, si basavano su una
concezione sacerdotale del sapere, econsideravano la conoscenza come un patrimonio posseduto solamente
da una cerchiaristretta di persone. E da ci che la scienza viene eguagliata al sapere universale.
Lo scopo della scienza la conoscenza oggettiva del mondo e delle sue leggi. Ma per ilfatto che conoscere
le leggi della natura significa poterla controllare a proprio vantaggio, loscopo della scienza il dominio del
mondo da parte delluomo.
Scienza e societ
La scienza moderna nacque in un preciso contesto storico, ossia in quegli anni durante i quali vifurono dei
cambiamenti nelleconomia europea e nella societ in generale.
La nascita di Stati comuni e nazionali, e la consolidazione della civilt urbano-borghese, port ad un sistema
di vita pi dinamico che provoc maggiori richieste tecniche. Vi era lanecessit, quindi, di ampliare le citt
con costruzioni e opere architettoniche, di migliorare levie di comunicazione, di stampare libri, ecc..., ma per
fare ci erano necessarie conoscenze diarchitettura, carpenteria, cartografia, ecc... A loro volta queste ultime
implicavano conoscenzeapprofondite di matematica, fisica, ecc..., ossia pi conoscenze scientifiche. Il legame
tra lascienza e la societ moderna, quindi, nasce dalle nuove esigenze e dai nuovi bisogni degliuomini concretizzati in nuove esigenze tecniche, che fungono da stimolo per la creazione diun sapere oggettivo.
Scienza e tecnica
Gli artigiani tradizionali non possiedono le conoscenze tecniche utili per rispondere ai nuovibisogni della
civilt, per cui si rivolgono agli studiosi che, rispetto a loro, hanno un maggiornumero di conoscenze nel campo fisico e matematico.
Molto spesso accade anche il contrario: gli studiosi osservano il lavoro degli artigiani perriuscire a cogliere
qualche insegnamento, qualche novit. In questo modo nasce quellalleanzatra tecnici e scienziati che sar
una delle caratteristiche principali della Rivoluzione Scientificae che porter al superamento del millenario distacco tra scienza pura e applicazionipratiche. Il legame tra queste due figure diviene talmente stretto che non
solo alcuniscienziati diventano tecnici, e alcuni tecnici diventano scienziati, ma addirittura alcuni uominierano
tecnici, scienziati ed artisti allo stesso tempo (esempio: Leonardo).
Le manifestazioni di questo forte legame sono i trattati e gli strumenti scientifici.

Scienza e Rinascimento
Le basi della Rivoluzione Scientifica sono la cultura tardo-scolastica e la cultura rinascimentale.Ebbe una
grande importanza per la storia delle scienze la scuola occamista: gli occamisti,infatti, non solo avviarono una
critica nei confronti delle teorie aristoteliche, ma diffusero anche una mentalit empiricamente favorevole alle
ricerche naturalistiche.
I contributi di questa scuola hanno portato a dire che la nascita delle scienze pi legataalloccamismo piuttosto che allUmanesimo, anche se comunque il Rinascimento rappresenta ilterreno ideale per la nascita delle
scienze. Ci perch:
1. in primo luogo, il Rinascimento tende a laicizzare il sapere e a rivendicare la libertdella ricerca intellettuale
(questi sono i presupposti fondamentali per la nascita dellescienze);
2. in secondo luogo, durante il Rinascimento sono state riportate alla luce e tradotte opere filosofiche e scientifiche che erano state trascurate durante tanti secoli. I vecchi testi avrebbero potuto ispirare la scoperta di nuove
tecniche;
3. in terzo luogo, il Rinascimento caratterizzato dal naturalismo, ossia dalla tendenza arivalutare la natura e
dallinteresse delluomo di conoscerla. Il naturalismo delRinascimento, quindi, ha posto le basi per lo sviluppo
di unindagine naturale pi ampia.
A tale proposito risultano molto importanti tre filoni centrali della della culturarinascimentale: laristotelismo,
la filosofia della natura e la filosofia della magia:
- LAristotelismo rinascimentale ha il merito di aver difeso la ragione indagatrice edi aver sviluppato uno dei
presupposti fondamentali della nuova concezione dinatura: la causalit degli eventi;
- La filosofia naturale, soprattutto grazie a Telesio, ha il merito di aver chiarito che iprincipi del mondo fisico
sono i principi sensibili;
- La magia, considerando la natura come un insieme di meraviglie che il ricercatorecerca di sfruttare a proprio
vantaggio, ha dato origine allidea delluomo come signore della natura.
4. in quarto luogo, il Rinascimento ha riportato alla luce le dottrine di Pitagora e Platone,dottrine che hanno
affermato che la natura scritta in termini geometrici; per cui, lunico linguaggio in grado di esprimere la
natura quello della matematica.
Scienza e scienziati
Agli studiosi che danno il merito della nascita della scienza alle condizioni socio-culturali, se necontrappongono degli altri che affermano che la scienza nata grazie agli scienziati. Infatti,senza le menti geniali e creative
degli scienziati, capaci di mettere in atto tutte le possibilitimplicite nelle condizione citate precedentemente,
la scienza non sarebbe mai nata. E giusto,quindi, attribuire una grande importanza anche alle menti geniali.
Tuttavia, per essere ancorapi precisi, bene dire che la scienza non nata n dalle circostanze n dagli
scienziati: nata grazie a quegli scienziati che operano allinterno di determinate condizionistorico-culturali.
Chi sono gli uomini della Rivoluzione Scientifica? Non sono scienziati di mestiere, ma medici,architetti, ingegneri, che mandano avanti le proprie ricerche accanto al loro mestiere, oppurebenestanti che possono occuparsi degli studi senza preoccupazioni economiche.
Molto spesso le Universit non saranno favorevoli alla scienza moderna, per cui gli scienziatilavoreranno
presso altre istituzioni culturali: le Accademie Scientifiche.
Scienze e idee extrascientifiche
Il fatto che la scienza nasca in un determinato contesto storico e che venga portata avanti dapersone concrete,
ci permette di capire quale sia il rapporto tra le idee extrascientifiche e lagenesi delle teorie scientifiche
.La mente profana abituata a credere che alla base delle scoperte scientifiche ci sianoosservazioni e convinzioni anchesse scientifiche. Tuttavia oggi sappiamo che, soprattutto agliinizi, le dottrine scientifiche avevano
origine da convinzioni religiose, persuasioni irrazionali, opregiudizi; in poche parole, alla base delle dottrine
scientifiche vi sono idee extrascientifiche. Ci non deve apparire come qualcosa di sorprendente, perch un
conto lagenesi di una dottrina, un conto la sua verit; e la genesi di una dottrina pu avere origine daqualsiasi fonte: osservazioni sperimentali e razionali, o osservazioni addirittura fantastiche.

Le forze che hanno combattuto la nuova scienza


Prima di affermarsi, la scienza moderna dovette combattere contro due forze autorevoli: lacultura ufficiale e
i teologi.
La cultura ufficiale si sentiva gravemente minacciata dalla scienza moderna per vari motivi: inprimo luogo
essa metteva in discussione teorie cosmologiche e fisiche che fino a quelmomento erano sempre state ritenute
certissime; in secondo luogo portava avanti teorie anti-finalistiche e anti-essenzialistiche che, ovviamente,
andarono a scontrarsi con le teorie dellametafisica greca e di quella cristiana; in terzo luogo, contrapponendo
lesperienza elesperimento al ragionamento e alla deduzione teorica, faceva perdere ogni senso a tutti idogmi
legati allautorit del passato.
Ovviamente tutto ci scaten forti reazioni nei rappresentanti della cultura ufficiale, inparticolare negli aristotelici.
Anche la religione si sentiva fortemente minacciata dalla scienza moderna: in primo luogo, lascienza moderna
metteva in discussione molte dottrine cosmologiche che stavano alla basedella fede; in secondo luogo, essa
non solo metteva in discussione la figura di Aristotele,metteva in discussione la stessa parola divina espressa
nella Bibbia; in terzo luogo, i teologi erano impauriti dal metodo di studio della scienza moderna, un metodo
basato sulla liberaricerca. I teologi avevano ormai capito che la scienza moderna avrebbe investito e sconvoltoaltri campi (etica, politica...).
Oltre alla culura aristotelica e alla religione, alla scienza moderna si opposero la magia elastrologia. Infatti gli
scienziati, perseguendo un sapere intersoggettivamete valido,distruggevano la concezione dellocculto delle
dottrine dei maghi, e distruggevano le teorie delmondo pre-copenicano che stavano alla base delle attivit divinatorie degli astrologi. Oltre aci, la scienza riusc ad apparire come un sapere utile alluomo, un sapere che
i maghi e gliastrologi avevano cercato invano.
Le cultura ufficiale, la Chiesa, i maghi e gli astrologi, si allearono contro la scienzamoderna e cercarono di
farla soccombere attaccando e polemizzando le dottrine degliscienziati. Tuttavia tali polemiche e tali attacchi,
anzich scoraggiare gli scienziati, glispronarono ancora di pi ad andare avanti nelle proprie ricerche. Fu cos
che la scienzamoderna dimostr con i fatti la propria validit e la propria utilit sociale e, quindi, il propriodiritto di esistere.
Conseguenze della nascita della scienza
Sul piano teorico, la scienza appare come il prototipo di un sapere rigoroso ed universale, ed proprio per questo motivo che molti filosofi tenteranno di assimilarne il metodo per poiestenderlo ad altri campi.
Sul piano pratico, invece, la scienza moderna appare come un sapere utile alla societ e ingrado di migliore le
condizioni di vita delluomo nel mondo; proprio per questo motivo lascienza moderna otterr lappoggio di
tutte le borghesie europe. Da ci deriva anchelespressione sapere potere.
Lidea di scienza intesa come sapere vero e utile, torner ad essere presa in considerazione inaltri momenti
della storia e in altre dottrine: durante lIlluminismo, nellOttocento nella dottrinadi Kant, nel positivismo, e
nel Novecento durante le evoluzione del positivismo.