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Allegato ai volumi della collana Concorso a Cattedra 2/1, 3/1, 4/1, 5/1

Il ruolo del docente nella conduzione della classe
in funzione dei modelli di apprendimento e nel rispetto delle identità individuali

Tratto da A.M. Schiano – Progettare e condurre una lezione efficace nella scuola dell’infanzia e
nella scuola primaria, EdiSES Napoli, 2013 (in lavorazione).
Nella ricerca di modelli efficaci di formazione e di istruzione originali, nel pieno rispetto dell'
identità personale, sociale e culturale di ciascun allievo, occorre individuare standard apprenditivi
in relazione sia ai saperi codificati nelle discipline e sia ai cosiddetti “saperi sociali” emergenti dal
contesto socio-culturale. E’ da dire, a riguardo, che la scuola ha perduto il primato della
comunicazione dei saperi, in quanto il sapere oggi è veicolato prevalentemente dal contesto
sociale e multimediale. La scuola, infatti, oggi, si preoccupa soprattutto dell’educazione, della
formazione integrale della personalità, dell’orientamento e della formazione professionale. I
saperi, d’altra parte, a seguito dell’applicazione della scienza a tecnologie sempre più evolute,
mutano con ritmo esponenziale e diventano, quindi, ben presto obsoleti. La scuola, pertanto, si
trova nella condizione di non poter proporre apprendimenti o modelli cognitivi definiti e statici,
ma di dover accompagnare gli allievi nella costruzione di itinerari di apprendimento connotati
dall’acquisizione di idee “forti” e “potenti”, generative di pensiero, e dall’”imparare ad imparare”.
La formazione integrale della personalità di tutti gli allievi e di ciascuno, pertanto, si connota di
originalità: in una società pluriculturale la formazione deve rispettare le identità personali,
culturali e razziali degli allievi. Intenzionalità e sistematicità rendono la formazione efficace e
mirata a finalità che non sono predefinite dall’Istituzione scolastica ma vengono costantemente
negoziate con gli allievi nei livelli di partecipazione alla costruzione del curricolo verticale e
mediante l’impegno assunto nel patto di corresponsabilità. Si configura, così, una partecipazione e
condivisione di scopi e di percorsi da parte degli allievi che meglio comprendono senso e
significato della formazione.
L’azione di formazione e di modellamento della scuola, pertanto, si traduce nell’”exducere”, cioè
nel “trarre fuori” dagli allievi i potenziali individuali di apprendimento e di sviluppo ovvero
nell’accompagnare i processi di crescita dell’allievo che deve diventare ciò che potenzialmente è.
Le risorse personali, i dispositivi di apprendimento, il patrimonio di specificità percettive e
rappresentative e di esperienze cognitive e critiche di cui l’allievo è portatore costituiscono, infatti,
un ampio ventaglio di possibilità di sviluppo che un ambiente educativo e di apprendimento
organizzato deve attivare.
Così negoziata e partecipata, la lezione si configura come processo originale di liberazione e di
umanizzazione del soggetto.

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opera con le quantità e calcola i risultati delle operazioni. di contiguità. la comparazione. di formazione dell'uomo e del cittadino. intuisce relazioni di causa/effetto. Si sviluppano nuove dimensioni cognitive e nuove relazioni didattiche: il sapere non è più una conquista faticosa ed ingrata ma diventa un’ attività piacevole come il gioco che affanna e stanca ma piace. deve svolgere una funzione di accompagnamento e promozione dello sviluppo naturale. Essi sviluppano entro l’anno di vita capacità di misura del latte e della quantità cibo. quando sviluppano capacità percettive e discriminano forme e rapporti topologici. quindi. Il concetto di potenza viene successivamente sviluppato quando il bambino. mirante al raggiungimento di obiettivi formativi che assumano prospettive a lungo termine. Perchè ogni scuola possa calibrare i suoi interventi deve aver chiari gli obiettivi di carattere generale e le modalità secondo cui i Documenti di Indirizzo Ministeriali vanno declinati per modulare l’offerta formativa secondo i bisogni differenziati degli allievi. A tal fine occorre che venga costruito un curricolo unitario e progressivo. declinati mediante la relazione didattica espressa nella lezione. comprende il valore posizionale dei numeri.: maggiore/minore/tanto/quanto) corrisponde a descrittori sia linguistici e sia matematici. 4/1. L’uso dei quantificatori (es. passione.Allegato ai volumi della collana Concorso a Cattedra 2/1. formula ipotesi sull’andamento dei fenomeni. fatto di obiettivi a breve e a medio termine. l’esigenza di recuperare il significato profondo della cultura che è “studium” ovvero amore. Nella scuola dell’infanzia apprendono il concetto di potenza quando raggruppano insiemi di palline e li confrontano. impara ad analizzare realtà complesse. utilizza sistemi simbolici per rappresentarla. Il percorso formativo. I diversi linguaggi disciplinari discendono dagli stessi processi mentali di simbolizzazione e l’ordinare la realtà secondo le diverse prospettive disciplinari significa adottare le medesime logiche sistemiche. Ad esempio i bambini già verso i tre mesi hanno capacità di discriminazione di figurasfondo e capacità di discriminazione di forme ovali da forme spigolose. 3/1. si formano tutte le capacità che l’allievo possiede e che ha la possibilità di sviluppare. gioca con i numeri. scopre somiglianze e differenze. concettualizza. Un contesto che susciti curiosità e che solleciti motivazioni rende stabile e continuativa l’attenzione generando interesse ed impegno verso attività significative. ad esempio. in armonia con il divenire storico del bambino. infatti. Nel curricolo a misura di allievo. La scoperta del valore posizionale dei numeri. misura ed ordina la realtà. si fonda su operazioni di raggruppamento e di simbolizzazione che sono anche a fondamento dell'apprendimento della lingua. Si sviluppano. raggruppa gli oggetti in classi ed applica categorie di pensiero. Nel processo di apprendimento atteggiamenti e capacità si sviluppano giorno dopo giorno ed ogni apprendimento o obiettivo cognitivo e comportamentale è comprensivo di tutte le dimensioni della formazione: artistica. nella scuola primaria. pertanto. espressiva. la selezione critica del dato. pertanto. ordinative dell’esperienza. scientifica etc. I quadri concettuali e i lessici delle discipline. si confrontano e si intersecano e gli atteggiamenti cognitivi degli allievi sono trasversali ai saperi. 5/1 A suo fondamento si colloca la motivazione sostenuta dalle curiosità. 2 Copyright© EdiSES 2013 . atteggiamenti e stili cognitivi orientati verso la ricerca-azione. mediante una processualità che accompagna la crescita integrale dell’allievo. Emerge.

da parte del docente. significa anche interrompere la staticità dell’unità della classe. Organizzare l'attività didattica secondo un curricolo articolato in itinerari differenziati. attività compensative e di arricchimento del curricolo trovano nelle attività di gruppo e nella didattica di Laboratorio la dimensione operativa congruente con la domanda formativa originale e differenziata di ciascun soggetto. gruppi operativi di ricerca -azione. invece. si esercitano i dominii cognitivi e si assumono prospettive critiche ed itinerari di pensiero divergenti da percorsi consueti. Partecipi della costruzione del curricolo. Essi vivono. seppure impegnato in analisi critiche nei diversi settori o ambiti disciplinari. è in grado di costruire una rappresentazione mentale positiva del proprio sè. gli allievi hanno maggiori opportunità di sviluppare tendenze attualizzanti ed atteggiamenti di impowerment. 5/1 Il curricolo declinato nella lezione deve accompagnare lo sviluppo logico unitario e trasversale alle discipline perchè l’allievo. eterogenea e casuale nella sua composizione. assume dimensioni modulari nell’attuare blocchi di attività e reti di progetti. 4/1. pertanto. Si sviluppano livelli di Gestione Mentale Autonoma. 3/1. La lezione va organizzata. Diventa possibile. Ogni allievo. di cooperazione e di peer tutoring. consapevoli degli obiettivi ed impegnati in prima persona nella verifica delle mete e nella misurazione del grado di avvicinamento all’obiettivo prefigurato e condiviso. pertanto. L’organizzazione didattica della lezione si fa articolata. Orientare la mediazione didattica verso una personalizzazione delle attività curricolari e superare l’organizzazione della classe quale formazione astratta ed artificiosa. di rinforzare la propria identità e di consolidare stima e fiducia nelle proprie capacità. e costituire. secondo dinamiche di comunicazione. culture e talenti degli allievi. così. nell’ottica di un nuovo modello di scuola. mobili e flessibili. Attività di sostegno. significa. centrati su attività e su compiti. diventare ricercatore di best practices ( le migliori pratiche) per incrementare la qualità dell’offerta formativa. ogni allievo sa di dover confrontare le proprie idee con quelle dei compagni e di dover modulare il proprio contributo operativo integrandolo nel lavoro comune. mantenga una visione unitaria dei saperi secondo quadri culturali di senso e di significato. poter coltivare attitudini e identità personali. Gli allievi sviluppano capacità operative e sensi di responsabilità senza subire la frustrazione dell’insuccesso perchè ognuno lavora secondo le proprie possibilità. Superare il tradizionale insegnamento/ apprendimento fondato prevalentemente sulla lezione frontale e sull’ascolto passivo da parte degli allievi significa introdurre nella scuola una innovazione reale tale da rendere efficace la didattica stessa. flessibile e fluido nei cambiamenti e nell’acquisizione di nuove prospettive. religioni.Allegato ai volumi della collana Concorso a Cattedra 2/1. nel gruppo. che non ha ragioni d’essere. ruoli e funzioni ben definiti. A tal fine assume valenza strategica la funzione promozionale di metodologie di ricerca-azione svolta dal docente che orienta e sostiene le attività ed i percorsi cognitivi di ciascun allievo. secondo stili e ritmi di apprendimento commisurati alle reali capacità. Ciascuno assume la responsabilità della qualità del contributo che offre al gruppo. 3 Copyright© EdiSES 2013 . nell’ambito dei quali ogni allievo può svolgere le attività che gli sono più congeniali. centrati sul lavoro comune e condiviso.

in qualità di esperto professionale e di creatore e costruttore di una cultura pedagogica. di competenze. nella scuola. di gradevolezza e di accoglienza. flessibile e mutevole secondo i ritmi della ricerca scientifica nel settore e delle trasformazioni sociali. Incrementare la qualità della relazione tra gli allievi e tra docenti ed allievi significa introdurre prioritariamente nella didattica una posizione di ascolto del docente circa i bisogni reali dei bambini.Allegato ai volumi della collana Concorso a Cattedra 2/1. un modello di mediazione didattica nuovo: implica una conduzione della classe centrata prevalentemente sulla didattica di laboratorio che. Egli deve saper orientare le scelte degli allievi e sostenerli nelle difficoltà che i processi di crescita nell’età evolutiva comportano. intorno all’allievo. mediante l’articolazione della lezione. pertanto. di “saper essere”. di relazione positiva. sostanzialmente. Il docente deve sviluppare un pensiero critico e selettivo di metodologie. Nel reale cambiamento della scuola il docente assume il ruolo strategico di motore dell’innovazione. invece. la creazione di un clima nuovo: di comunicazione. la costruzione di sfondi integratori metaforici che arricchiscano di significati l’azione degli allievi. risultati di cui oggi tutti gli operatori sono corresponsabili. in tutti gli spazi disponibili. Conversazione clinica ed azione di osservazione sistematica dei comportamenti infantili in spazi strutturati e in spazi da strutturare insieme costituiscono i momenti propedeutici per una co-costruzione di un curricolo integrato nelle esperienze degli allievi e da questi ultimi condiviso. il curricolo verticale quale espressione della creatività e dell’immaginazione scientifica di una mediazione didattica efficace e quale opportunità di personalizzazione delle attività e sviluppo della personalità integrale di ciascun allievo. cambiare stili professionali e modalità operative. Egli deve favorire. strategie didattiche. strumenti e tecnologie che possano facilitare una mediazione didattica che vada a creare. A tal fine deve favorire. Ciò significa. questo. 4/1. occupa ancora spazi residuali nella giornata scolastica dell’allievo. di armonia. modelli organizzativi. implica il superamento di ogni rigidità organizzativa e l’attivazione di dinamiche di gruppo nell’ambito delle quali ogni allievo cresce secondo ritmi di apprendimento personali e sviluppa le proprie potenzialità. La costruzione di un nuovo modello di lezione. occupa uno spazio importante nei processi di impowerment dell’offerta formativa nella direzione della qualità totale. attualmente. Il docente. Non è facile. da parte del docente. cambiare la rappresentazione mentale che i docenti hanno del “fare scuola”. 5/1 E’. La personalizzazione delle attività curricolari attraverso attività di gruppo e di Laboratorio valorizza l'identita 4 Copyright© EdiSES 2013 . deve promuovere organizzazioni didattiche che vedano la lezione. un nuovo ruolo di facilitatore della relazione e della comunicazione tra i componenti il gruppo e di abile regia di attività e dinamiche cognitive. nella sua quotidianità. esprimere e praticare l’autonomia pedagogica e didattica nella direzione dell’innovazione e dello sviluppo. implica. Situazioni-problema stimolano curiosità. 3/1. un ambiente costruttivista di conoscenze. suscitano motivazioni costruendo interessi che orientano il potenziale individuale di apprendimento e di sviluppo di ciascun allievo. Deve declinare. ma è questa la vera innovazione del sistema scolastico che può produrre i risultati attesi.. implica l’applicazione di una metodologia di ricerca-azione centrata sul problem posing e sul problem solving.

però. Il gruppo valorizza i ruoli. nuove prospettive circa gli stili professionali e le relazioni da gestire. Il gruppo. infatti. Abbandonando la sua tradizionale dimensione di luogo di esercitazioni disciplinari e di ripetizione di “lezioni”. costituisce grande risorsa per la buona risoluzione di eventuali difficoltà e malesseri in quanto sa rassicurare i soggetti e consente di valorizzare le potenzialità di ciascuno mettendo in atto forme di collaborazione fattiva.Allegato ai volumi della collana Concorso a Cattedra 2/1. E’ bene che i genitori collaborino alla costruzione di curricoli integrati nel territorio in quanto essi rappresentano la testimonianza più immediata ed emotivamente più vicina ai bambini della dimensione culturale di appartenenza. mediante la lezione e in applicazione del curricolo verticale. democratica e partecipata. emerge la difficoltà nel condividere e gestire ruoli nei progetti formativi in collaborazione con i genitori degli allievi. trasferiti a 5 Copyright© EdiSES 2013 . 5/1 individuale dei singoli bambini che consolidano esperienze e rappresentazione mentale del proprio Sè. ed al suo interno la sensibilità comunicativa si approfondisce. intraprendere un’azione capillare e pervasiva di formazione delle nuove generazioni nella direzione di modelli ideali di cittadinanza attiva . ma anche luogo di incertezze e di potenziali conflittualità e malesseri. è da dire che anche da parte dei genitori emergono resistenze e pregiudizi nella condivisione di nuove scelte organizzative e formative. gli scambi di esperienze. In una nuova dimensione di comunicazione. Nel corso di tale ricerca avviene l’incontro del giovane con le conoscenze codificate nelle discipline. La formazione diventa realmente condivisa. di collaborazione e di partecipazione crescono e si arricchiscono reciprocamente l'identita del bambino e quella del docente all’interno di dinamiche di gruppo altamente costruttiviste. a riguardo. anche dover assumere. L’elaborazione delle conoscenze e l’utilizzo delle abilità nei diversi contesti di vita. dove si focalizzano problemi e si progettato strategie risolutive. infatti. la difficolta dei docenti ad accettare nuove e diverse modalità di azione e di gestione della relazione didattica. trovano nel lavoro di team elemento facilitatore e propulsore di soluzioni. Si evidenzia. promuovono lo sviluppo di abilità. 4/1. un luogo dove si riflette sul sapere e si impara a “saper pensare”. pertanto. scaturiscono le domande e queste ultime orientano. Per fare ciò la scuola deve cambiare identità e trasformarsi da luogo di istruzione e di educazione formale in luogo di esercizio di esperienze di vita per una riflessione sul senso e sul significato della vita stessa. l’aula si deve trasformare in un laboratorio dove ci si scontra con i tanti problemi della vita. da parte degli operatori scolastici. La partecipazione dei genitori alle scelte curricolari declinate nella lezione introduce nuove dinamiche comunicative e relazionali all’interno del sistema scolastico. Occorre. 3/1. motivano e sostengono la ricerca delle risposte. Dai problemi. Ciò significa. Le conoscenze diventano chiave di lettura della realtà e strumento di risoluzione del problema dato: applicate all’esperienza. luogo di sinergie e reticolo di accordi. I problemi che vanno a connotare la nuova dimensione della scuola autonoma.

3/1. connotata da prosocialità e valori umani e civili. Un soggetto competente. impegnato. la sua sensibilità verso le problematiche sociali è il sostrato dell’impegno nel cambiamento e nello sviluppo della scuola. 5/1 situazioni nuove e variamente utilizzati per risolvere ogni problema. Il “saper essere” implica il “saper pensare”.Allegato ai volumi della collana Concorso a Cattedra 2/1. consapevole della sua capacità di dominare la realtà circostante. 6 Copyright© EdiSES 2013 . Occorre quindi che si mobiliti il territorio e che si crei una pluralità di intese convergenti su scopi condivisi: tutte le istituzioni pubbliche e private. non riesce a svolgere un’azione efficace in tal senso. L’azione del docente nella realizzazione di un modello di scuola altamente costruttivista in tal senso è essenziale. Per realizzare simili obiettivi formativi occorre stabilire un patto sociale tra scuola ed istituzioni pubbliche e private operanti sul territorio. determinano lo sviluppo delle competenze. Tutte le politiche devono attivare sinergie in tal senso ed assumere obiettivi di cittadinanza attiva quale premessa di ogni itinerario di sviluppo. se lasciata sola. assume nuove rappresentazioni mentali del proprio sé. acquisisce nuove sicurezze e modifica il proprio atteggiamento verso la vita: in sintesi dà forma ad un nuovo “saper essere” . tutti i soggetti sociali devono sentire e condividere la responsabilità della formazione dei giovani. critico e divergente da itinerari consueti è la condizione necessaria per la costruzione di una nuova identità di cittadino del mondo. La scuola. La sua capacità di interpretare la temperie culturale del tempo. 4/1. La famiglia ha difficoltà a sostenerla. E un “saper essere” competente e sicuro.