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n.

1 Gennaio - Marzo 2016

Testatina

N.1 anno LXXI Gennaio - Marzo 2016

La Patrona dItalia e dEuropa


S.Caterina da Siena
anno lxxI - n. 1 GENNAIO-MARZO 2016
CONVENTO
DI SAN DOMENICO SIENA
Tel. 0577 280893
Fax 0577 219676
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P. Lorenzo Fatichi o.p.

Stampa
Edizioni Cantagalli

Capo redattore:
Franca Piccini

Copertina
Giacomo Franci

Redazione:
P. Michele Corvelli, o.p.
P. Giuseppe Di Ciaccia, o.p.
P. Reinaldo Sanchez, o.p.
P. Alfredo Scarciglia, o.p.
P. Alfred White, o.p.
Prof.ssa Nara Coradossi

II e III di copertina

Veduta di Siena, foto di F. Muzzi

Sommario
Testatina

n. 1 Gennaio - Marzo 2016

Santa Caterina nellottavo centenario dellordine domenicano


P. Lorenzo Fatichi

pag.

Santa Caterina da Siena: Di Giovanni Joergensen:


un libro classico da non perdere Mario Ascheri
6

Centanni dopo) Inge Lise Rasmussen


9

Presentato il libro Franca Piccini


11

Santa Caterina nella presentazione di Ges Bambino al Tempio


di Pier Dandini (1646-1712) P. A. Scarciglia O.P.
13

Centro Internazionale Studi Cateriniani

Sulle orme della compagnia di S. Caterina del 1600


in cammino per il Giubileo della Misericordia Rosita Casa
18

Cancello artistico al Santuario Casa di S. Caterina


19

Consiglio Generale dei Caterinati Franca Piccini


20

Movimento Cristiano Lavoratori: S. Caterina e la Misericordia Marco Falorni

Santa Caterina e la Divina Misericordia Gabriella Anodal


23

Giubileo dellOrdine

29

Mostra Scrittura cateriniana e predicazione domenicana

30

16-17

22

Noi domenicani siamo inviati a predicare la buona


novella della Resurrezione di Cristo. Crediamo che la
Resurrezione sia la rivelazione ultima dellamore del
Padre per Cristo e per il mondo. La Resurrezione di
Cristo la rivelazione pi chiara della Misericordia
di Dio per il povero.
Dalla Lettera dell800 anniversario della Fondazione dellOrdine Inviati a predicare il Vangelo di Fr. Bruno Cador O.P.,
Maestro dellOrdine

La Redazione augura Buona Pasqua

Editoriale

n. 1 Gennaio - Marzo 2016

Santa Caterina nellottavo centenario


dellOrdine domenicano

ari lettori e affezionati a Santa


Caterina da Siena, Madre e
Maestra di vita cristiana.
Questanno ricorre lottavo centenario della fondazione dellOrdine di San
Domenico (1216-2016), decretata da
Papa Onorio III, il 22
dicembre 1216. Caterina nacque a Siena
oltre un secolo dopo,
nel 1347, e fu precocemente accolta nel
TerzOrdine Domenicano a sedici anni e precocemente termin di vivere a Roma a 33 anni, consunta per lintenso e gravoso servizio
reso alla Chiesa.
Ella si inserisce nellanno giubilare dellOrdine con la sua eccezionale
statura sapienziale e apostolica che la
rende perennemente attuale in modo
simile alla geniale dottrina di San Tommaso dAquino (1225-1274), alla mirabile pittura sacra del Beato Angelico
(1400-1455), alla profetica predicazione
biblica del Savonarola (1452-1498), e di
tanti altri Fratelli e Sorelle che in ogni
continente del mondo, hanno annunciato il Vangelo col sangue, la carit della
dottrina cristiana e la difesa dei poveri,
specialmente nelle pi lontane e impervie missioni, ignote al Vangelo, fecondando lalbero carismatico dei Predicatori lungo questi otto secoli da quando

San Domenico, il nostro dolce spagnolo, come lo dice Santa Caterina (Legenda maior cap. 7), lo istitu per linflusso
dello Spirito Santo.
Domenico era nato a Caleruega nel
1170, come riporta il Libellus di fra
Giordano di Sassonia, ritenuta la pi
antica fonte delle notizie su San Domenico e il suo giovine Ordine (cfr. H.
Vicaire, Storia di S. Domenico, Paoline
1963, pag. 56).
San Domenico termin la vita apostolica nel 1221 nel convento di Bologna
dove, in una splendida arca monumentale della Basilica, si conservano e si venerano i suoi resti. Santa Caterina apprese estaticamente da Dio con quanta
saggezza e amore San Domenico istitu
il suo Ordine. Se tu guardi lOrdine del
Padre tuo Domenico, vedrai che lo corred con un equilibrio perfetto, volendo che i suoi figli attendessero soltanto
allonore di Dio e alla salvezza delle anime mediante la luce della scienza. Seminava la mia Parola donando a tutti la
luce. Egli fu un lume per il mondo per
mezzo di Maria ed Io lo misi nel corpo
mistico della Chiesa come estirpatore dellerrore e lui con ferma speranza
confidava nella mia Provvidenza (cfr.
Dialogo, 28).
Purtroppo, col 1300, il secolo di Santa Caterina, lOrdine si era gi rilassato
scadendo in un modo di vivere ricercato

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n. 1 Gennaio - Marzo 2016

tanto la vita comunitaria era deteriorata


da quella privata. Questa era la triste situazione di molti Conventi dellOrdine.
Nel 1350 quando questa crisi si era ormai radicata, Caterina era nata da poco,
ma divenuta adulta molto ne soffriva e
molto si impegnava perch lOrdine tornasse ad essere lorto fruttifero di San
Domenico.
In riferimento a questo argomento
oggi, nel tempo presente, Papa Francesco ricevendo cinquemila consacrati, ha
detto loro: Il Signore vi chiama a vivere in modo profetico la libert unita alla
fedelt della consacrazione, altrimenti saremo sterili. Anche la vita religiosa
consacrata pu essere sterile se non
profetica se non si permette di sognare
una realt nuova (cfr. lOsservatore Romano, 18.9.2015, pag.7).
Riguardo allo stato decaduto dellOrdine domenicano, fu proprio linflusso
di Santa Caterina e dei suoi discepoli
che per la prima volta, port al formarsi
di un movimento di riforma che fu duraturo e riuscito. Il momento opportuno
avvenne quando il suo Padre confessore
e poi biografo, il Beato Raimondo da Capua, fu eletto Maestro generale dellOrdine nel 1380. Dietro di lui che custodiva
lanelito di Caterina, molti frati desiderosi di tornare allosservanza primitiva,
lo seguirono e fra tutti spicca il fiorentino del convento di Santa Maria Novella,
il Beato Giovanni Dominici (1377-1419),
poi cardinale, che seguendo lispirazione di Caterina, quale suo discepolo e
sostenuto dal Beato Raimondo, dette

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inizio alla riforma in Italia. Inizi con i


due conventi veneziani e vi fond il monastero femminile Corpus Christi, e
nel 1406 fond il rinomato convento di
San Domenico di Fiesole, fucina di Santi
tra i quali SantAntonino (1389-1459),
anchesso devoto di Caterina e poi arcivescovo di Firenze. Suo contemporaneo fu il Beato Angelico (1400-1455), ed
altri ancora. Da Essi dipese listituzione
del Convento fiorentino di San Marco
nel 1433 dove, in seguito, si terr la predicazione profetica per la riforma della
Chiesa, sfociata nella tragedia del rogo
di Girolamo Savonarola, in piazza della
Signoria il 23 maggio 1498.
Pertanto Santa Caterina, le Beate pisane, sue figlie spirituali, Chiara Gambacorti e Maria Mancini, i Monasteri
di Germania, il Beato Enrico Susone,
Raimondo da Capua, Giovanni Dominici ed altri, ripristinarono losservanza
dellOrdine secondo le radici poste dal
Fondatore (cfr. W. Innebusch, I Domenicani, Paoline 1992, pagg. 112-115).
Nellottavo centenario della fondazione dellOrdine, Santa Caterina sar
ricordata come uno dei frutti pi odoriferi per limpegno in cui si spese per
la rinnovata vitalit in Cristo, dolce Signore, del suo Ordine, del papato e della
cristianit.
Essa si inserisce in questo Centenario
non solo per la santit, ma anche come
dottore della Chiesa, con San Tommaso
e Alberto Magno e come Patrona dItalia
e dEuropa.
P. Lorenzo Fatichi O.P.

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Santa Caterina da Siena di Giovanni Joergensen:


un libro classico da non perdere

obbiamo un caloroso ringraziamento alla casa editrice Cantagalli di Siena per avere riedito
ledizione italiana di un vero classico su
Santa Caterina, riveduto a cura di padre Alfredo Scarciglia e padre Giuseppe
Di Ciaccia con una preziosa appendice
di introduzione alle fonti per lo studio
della Santa (e un inedito dal Supplementum del Caffarini, pp. 395-411).
Il libro stato riedito nel 2015 quando compiva addirittura un secolo dalla
sua scrittura (per quanto pubblicato in
Italia nel 1921, dopo ledizione francese,
con illustrazioni, del 1918) ed quanto
mai opportuno che entri in circolazione
in questo 2016, anno che segna gli 800
anni dalla bolla papale relativa allOrdine dei domenicani, che una parte essenziale ebbe nellaccettazione entro
lortodossia della Chiesa della giovane
Caterina gi in vita (1374-76): dellinstancabile mistica, rapita dallamore
per Cristo, e al tempo stesso fervente,
operosissima, apostola della Chiesa e
del Papato con un seguito di dotti discepoli, e perci da taluni percepita
come una fedele pericolosa (addirittura
possessa dal demonio?).
Joergensen, un danese che si era gi
cimentato nella biografia di San Francesco, non esit a riconoscerne la spinosa complessit. Riconobbe apertamente che non gli fu facile accostarsi a
Caterina, priva della semplicit e umilt

di Francesco. Caterina santa difficile


per tutti, anche al di l del linguaggio
efficacissimo ma forte, impressionante, letteralmente sanguigno (come nel
famoso ammonimento: Se sarete quello che dovete essere, porterete il fuoco
in tutta Italia!). Le professioni di fede
totale, di rapimento, di estasi, si intrecciano in lei con una incredibile capacit
di riflettere e operare anche concretamente nella realt politico-religiosa del
tempo: quanto intricata per la concorrenza di poteri reali (Francia e Napoli,
soprattutto), cittadini locali (come la
Roma per lei talora in preda ai demoni)
e universali!
Lopera di Joergensen in qualche
dettaglio pu essere stata superata
dallenorme ricerca internazionale che
nellultimo secolo si sviluppata intorno alla figura della Santa dellOca
Sposa di Ges, al tempo stesso austero
e dottrinalmente sottile Dottore della Chiesa. Ma la sua biografia, non a
caso tradotta in oltre venti lingue, ha il
pregio di condensare in modo chiaro e
partecipato, in poco pi di 400 pagine,
quellitinerario civile e religioso di grande intensit, personale e collettivo. Caterina stata viaggiatrice instancabile,
a contatto dei poteri civili e religiosi pi
importanti del tempo, come Joergensen
ci mostra in modo esauriente.
Ma lAutore colse acutamente la centralit della sua formazione e attivit in

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Siena, circondata da una grande famiglia e da numerosi allievi espressione


di una civilt urbana fiorente nonostante la crisi demografica (per le ricorrenti epidemie), economica e militare
(compagnie di ventura, guerra degli
Otto Santi ecc.); citt, ricordiamolo,
che esprimeva allora religiosi di spicco
come Andrea Gallerani, Pier Pettinaio,
Ambrogio Sansedoni, Bernardo Tolomei e (il vicinissimo nel tempo a Cate-

CM
YK

PREPS

Giovanni Joergensen

Giovanni Joergensen
Santa Caterina da Siena

Santa
Caterina
da Siena
CANTAGALLI

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rina) Giovanni Colombini.


Senza un intenso, colto e appassionato soggiorno a Siena (a due passi da San
Domenico, e quindi dalla casa di Caterina, presso lhotel Chiusarelli, dove
una lapide giustamente lo ricorda), Joergensen non avrebbe potuto affiliarsi
alla Santa, n seguirla dettagliatamente
nei luoghi del suo apostolato, al Santa
Maria della Scala, al lebbrosario, a Belcaro ecc. Non avrebbe potuto apprezzare il peso che la giustizia
anche terrena, ad esempio, e
i problemi temporali ebbero
nella
ricchissima esperienza
Il presente libro nato nella citt della
umana
della
Come,
Santa; stato
scritto aSanta.
Siena, a duecento
passi
dalla
casa
paterna
di
Caterina,
del resto, la parte che laalcrisuono delle campane del suo caro San
siDomenico.
dello Stato
ebbe
Alzandopontificio
lo sguardo dalle
righe nere
sulla pagina bianca,
vedevo
nella
riflessione
di Caterina
lontano, al di l dei campi dulivi, Belsulla
centralit del Papato e
caro, il convento che ella fece edicare
della
riforma
della
su unaltura
in mezzo alle
pinete,Chiesa.
sotto
la linea azzurra della Montagnola. E paCon poche note essenziali,
recchi capitoli sono stati pensati, molte
lAutore
motiva
la per
suale vie
ricofrasi formulate,
camminando
gi percorse da riportando
Caterina, o ascoltanstruzione
molti
do, come dice un giovane poeta senepassi
significativi
(soprattutse, lacqua
che scorre e parla
in Fonnire del naturalmenmio lavoro, il
totebranda.
dalle Sul
Lettere,
mio primo ringraziamento vada dunque
te)
per entrare in contatto
a Siena stessa Sena Vetus, Civitas Virdiretto
Santa.
ginis. Comecon
dice la
liscrizione
sulla Porta
Camollia:
la citt,
ancorvoglia
pi che leosuenon
Per chi
non
porte, ti apre il suo cuore, cor magis tibi
possa
addentrarsi nelle sotSena pandit.
tigliezze teoriche
dei suoi
Giovanni Joergensen
scritti, la selezione dei passi
operata con cura da Joergensen pi che sufficiente per
restare affascinato e sbalordito dalla Santa. La sua volont e fede indomite, unite
alla capacit di cogliere gli

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sviluppi politico-militari ma anche famigliari e personali delle vicende che


incrociava, ne escono a tutto campo,
esaltate dai personaggi non sempre capaci di starle al passo, com facile immaginare.
Non c solo una lezione di fede in
tempi drammatici per la Chiesa (e lItalia) che si dipana attraverso queste
pagine dense perch molto dipendenti
dalle fonti dirette, pi che dalle interpretazioni. C anche la lezione di una vita
eccezionale che non a caso richiese tempo per essere riconosciuta ufficialmente
come tale; e lo fu per conquiste successive, dal riconoscimento della santit fino
alla proclamazione di Dottore.
Lo stesso intensificarsi dello studio
sulla Santa stato probabilmente facilitato da un lato dal venir meno dei
problemi discendenti dalla preoccupazione temporale della Chiesa e, dallaltro, dallemersione come mai prima
del drammatico problema della pace
centrale in tutto il suo spessore nella
riflessione e nellopera di Caterina.
Lesile ma tenace e fortissima donnicciola di Siena, questa nostra citt
tapinella che si trov anche a tenere
contra lobbedienza della Santa Chiesa1, sapeva lanciare messaggi inquie-

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tanti, straordinariamente attuali nel


corso dei secoli, che inchiodano la rapacit dei politici (si veda ad esempio a
p. 360). Ma non solo. Senza penetrare la
sua biografia come si fa, ad esempio, a
contestualizzare questo passo della lettera ai giovani fiorentini (Lett. 201)?
Se none sbaglio, che non credo, intende unit di cuore, che viene dalla
carit, e che si manifesta nella perfetta
uguaglianza () N senza uguaglianza
vera unit sociale; n senza uniformit di sentire vera civile uguaglianza.
Il monito civile si confonde e unifica in
Lei con quello religioso: Luno segue
la lettera supporti e comporti e difetti
dellaltro, acci che siate legati, e non
sciolti, in Cristo dolce Ges. Amatevi,
amatevi insieme, ch voi sapete che
questo il segno che Cristo lass a discepoli suoi.
Lintuizione fondata sullAmore la
portava a scolpire valori da proiettare
nel futuro, oltre la salvezza individuale, propria e degli altri. Ma lo si capisce
solo muovendosi nel suo ambiente, sapientemente ricostruito da Joergensen.

In Paolo Nardi, Siena e la Curia pontificia nel 1378,


in La Roma di santa Caterina da Siena, a cura di M.
G. Bruno, Roma 2001, pp. 49-66 (a 65 e nota 75).
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Mario Ascheri

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CENTANNI DOPO

ioved 21 gennaio scorso, nella


Sala Capitolare del Chiostro di
San Domenico, stata presentata la nuova edizione della biografia di
Santa Caterina, scritta dal danese Giovanni Joergensen. A dire il vero si tratta
di un libro che, ben centanni fa, uscito in lingua danese. In seguito stato
tradotto in una ventina di lingue, ma
soltanto nel 1921 venne pubblicato in
italiano. Non risulta da chi sia stata fatta la traduzione. Nella mia edizione del
1934 (Francesco Ferrari Editore, Roma,
e Societ Editrice Internazionale, Torino)
scritto soltanto che si tratta dellunica
traduzione autorizzata dallautore.
Era presente, molto pubblico. Perfino
il Console Generale Onorario del Regno
di Danimarca, avv. Alessandro Berti, era
giunto da Firenze e ha tenuto un discor-

La platea durante la presentazione del libro

so molto bello che dimostrava pienamente quanto fosse colpito dal libro in
questione. Pi volte ha paragonato Santa Caterina a Niccol Steno, lo scienziato danese che nel 600 si trasfer in Toscana presso la corte dei Medici, dove si
convert. In seguito venne ordinato vescovo e ora viene venerato come beato
della Chiesa cattolica. Il Prof. Paolo Nardi, molto accuratamente, ha presentato
Giovanni Joergensen (1866 1956) sotto laspetto biografico. Lautore ha passato dei lunghi periodi a Siena, spesso
alloggiato nellalbergo Chiusarelli anche detto la pensione degli inglesi per
raccogliere materiale per il libro, facendo amicizia, tra laltro, con Anita Renieri
e Federigo Tozzi e perlustrando tutti gli
archivi e i luoghi cateriniani. Il priore
P. Alfredo Scarciglia faceva da padrone
di casa. Ma non bisogna dimenticare
che stato proprio
lui che, insieme a P.
Giuseppe Di Ciaccia, ha ora migliorato la traduzione
italiana di tanti anni
fa. Visto che i due
curatori non sanno
il danese non si pu
parlare di una ritraduzione nel senso
stretto della parola.
Non hanno nem-

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Cronaca

meno provato a riscrivere il libro, perch


in quel caso sarebbe diventata una nuova biografia. Siccome quella gi esistente viene da tempo giudicata la pi bella
biografia sulla Santa senese uscita nel
900, era molto importante preservarla
in tutta la sua bellezza. Ma si sa che tutte le traduzioni letterarie devono essere
riviste di tanto in tanto. Vale anche per
le favole di Andersen e lopera filosofica
di Kierkegaard, altri due scrittori danesi di grande fama. Se questo lavoro non
viene fatto le traduzioni perdono la loro
freschezza e vengono fin troppo datate dai gusti letterari di altri tempi. Cosa
che stranamente non succede con loriginale se davvero si tratta di un capolavoro. Ma i due curatori si sono ingegnati
ed hanno trovato unottima soluzione.
Hanno prima scannerizzato tutto il testo sul computer e poi, a quattro mani,
hanno - passo passo meticolosamente
rivisto lintero libro. Per il loro duro lavoro, che durato un anno intero, hanno utilizzato il Dizionario della Crusca e
il Dizionario Treccani per quanto riguarda la lingua italiana oggi corrente. Per
quanto riguarda le specifiche espressioni cateriniane, che nella versione precedente spesso erano errate, si sono serviti del Vocabolario del Gigli. E il lavoro
veramente valso la pena, perch ora
ci troviamo davanti a unopera molto
scorrevole e quindi molto pi accessibile, ed appetibile al mondo contemporaneo, di quanto non lo fosse la versione
precedente. Il danese una lingua assai
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n. 1 Gennaio - Marzo 2016

diversa da quella italiana e rimane quindi sempre difficile rendere il pensiero e


le immagini in modo fedele. Il modo di
scrivere di Joergensen molto vivace e
poetico, spesso cristallino. Si tratta di un
grande cultore dello stile che ha passato lintera vita a scrivere. C chi lha
giudicato un vero grafomane. Ha scritto
dei diari interminabili di carattere molto
privato, delle poesie prevalentemente dedicate alla natura danese di una
bellezza struggente, tanti romanzi di
successo ed innumerevoli articoli, pubblicati sul maggiore giornale danese di
allora, come corrispondente allestero. Inoltre, come in Italia ben si sa, ha
scritto varie biografie di santi. Tra queste spiccano quella su san Francesco e
quella su santa Brigida di Svezia, oltre a
quella su santa Caterina. Lautore danese ha anche scritto una interessantissima e molto coinvolgente autobiografia
in vari volumi, che proprio con il suo
arrivo a Siena nel 1912 si interrompe.
Come se fosse rimasto in qualche modo
fulminato dallincontro ravvicinato con
Santa Caterina Dopo il periodo senese Giovanni Joergensen per tanti anni
vissuto ad Assisi. Mentre soltanto da
uomo molto anziano tornato definitivamente a Svendborg, la sua citt natale
in Danimarca.
Inge Lise Rasmussen
Gi docente di lingue e letteratura
tedesca e lingue e letterature nordiche.

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PRESENTATO IL LIBRO

stato presentato a Siena nella sala


del capitolo del Chiostro di San
Domenico, in prima nazionale, il
libro dal titolo: Santa Caterina da Siena di Giovanni Jorgensen. Unedizione riveduta e corretta da Padre Alfredo
Scarciglia, Priore del convento di San
Domenico di Siena e da Padre Giuseppe Di Ciaccia, che ripropone il testo del
1915, quando lo scrittore danese venne
a Siena, alloggiando alla pensione Chiusarelli, per studiare la figura e lopera di
Santa Caterina. Proprio attraverso la
figura della mantellata senese rimase

folgorato sulla via Fontebranda e San


Domenicoe si convert al cattolicesimo,
lui che era protestante. Padre Alfredo ha
ricordato che dopo le biografie ottocentesche, riguardanti la Santa senese,
quella dello Jorgensen fu la prima ad essere tradotta in venti lingue; una copia
fu fatta pervenire anche al Santo Padre
Benedetto XV, terziario domenicano e
devoto di Santa Caterina. da ricordare che lo Jorgensen soggiorn anche ad
Assisi e il frutto di questo soggiorno fu
la stesura della biografia di San Francesco, uscita in stampa nel 1907.

Da Sinistra: P. A. Scarciglia O.P. Priore del Convento di S. Domenico, il Console Generale della Danimarca Avv. Alessandro Berti e il Prof. P. Nardi Priore Generale dellAss. Int. dei Caterinati

La Patrona dItalia e dEuropa

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Cultura

Cultura

Il professor Paolo Nardi, priore generale dellAssociazione internazionale dei Caterinati, si soffermato sulla
figura di Giovanni Jorgensen e sulle
diverse fasi della sua vita, una vita di
intellettuale tormentato, ma di grande
cultura. Il 16 febbraio 1896 si convert al
cattolicesimo. Durante il suo soggiorno
a Siena incontr Padre Felice Spe, un
francescano olandese, guardiano del
convento di San Francesco in Siena, che
fece conoscere allo Jorgensen il prodigio eucaristico delle Sacre Particole e
lo accompagn al sacramento delleucarestia. Lintellettuale danese studi
anche altre figure di religiosi italiani
come il Beato Giovanni Colombini e la
Beata Angela da Foligno, ma a Siena lo
Jorgensen fu frequentatore della biblio-

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teca comunale insieme ad un altro grande


studioso, il francese
Robert Fawtier, a Siena Jorgensen venne
in contatto con lambiente intellettuale e
letterario del tempo e
in questo contesto incontr Federigo Tozzi.
Le passeggiate fuori
porta dello Jorgensen,
portarono lo scrittore
danese a conoscere
aneddoti e riferimenti
che poi sono riportati nel libro, anche
se la narrativa non lo distolse dalla realt storica appresa dagli studi di storia.
Alla serata ha partecipato anche il console generale della Danimarca, avvocato Alessandro Berti che ha ringraziato
leditore Cantagalli per aver creduto
in questo progetto editoriale, dopo ha
tracciato a grandi linee le tappe della
vita della Santa senese, mettendo in
risalto il parallelo tra Santa Caterina e
il santo danese Niccol Stenone (16381686); ambedue esprimono il concetto
che Dio che muove tutto, senza il suo
volere non cambia niente. Il libro, acquistabile in libreria, in distribuzione
in tutto il territorio nazionale.
Franca Piccini

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SANTA CATERINA NELLA PRESENTAZIONE DI GES BAMBINO AL TEMPIO


DI PIER DANDINI ( 1646 1712)

e c una persona esterna alla Santa Famiglia , che ha avuto il privilegio di prendere tra le braccia Ges
Bambino, quaranta giorni dopo la sua
nascita, questi certamente il vecchio
profeta Simeone. Tanti Santi, ovviamente in visione, hanno avuto via via questo
singolare privilegio. Mi viene in mente
per esempio Santa Angela da Foligno
(1248 1309) mentre era in estasi godeva di avere tra le sue braccia il Bam-

bin Ges e disse per noi queste parole:


Chi non mi avr conosciuto da piccolo, non mi conoscer da grande. Santa
Caterina ebbe questo celeste privilegio
la notte di Natale del 1370. Le apparve
la Beata Vergine Maria nella sua cella e le
consegn tra le sue braccia Ges Bambino. Questo episodio visibile nella cella
della Santa, grazie al ciclo di affreschi
del Franchi (1898). Caterina innamoratissima del Divino Infante e lo con-

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templa secondo i Vangeli dellinfanzia di


Luca, nei suoi vari passaggi. Nel Dialogo della Divina Provvidenza al cap.151
la Santa fa espressamente riferimento
al presepe.E se tu il vuogli vedere umiliato e in grande povert, raguarda Dio
essere fatto uomo, vestito della vilt de
lumanit vostra. E lEterno Padre che
parla con la Santa.tu vedi questo dolce
e amoroso Verbo nascere in una stalla,
essendo Maria in cammino, per mostrare a voi viandanti che voi dovete sempre
rinascere nella stalla del cognoscimento
di voi, dove troverete nato me, per grazia. Dentro nellanima vostra. Tu il vedi
stare in mezzo degli animali, in tanta
povert che Maria non con che ricoprirlo. Ma essendo tempo di freddo, col
fiato de lanimale, e col fieno ricoprendolo, s riscaldava. Essendo Fuoco di carit vuole sostenere freddo nellumanit
sua. Santa Caterina considera altres la
circoncisione di Ges, otto giorni dopo
la nascita, ma non parla espressamente dellepisodio di cui stiamo trattando.
Nelle Orazioni, c n una, precisamente la XIV, che sispira proprio a tale festivit. La nostra, usa un immagine, quella
dellanello di carne, che sembra esclusiva della senese. Scrivendo alla Regina di
Napoli dice: Sposa fu fatta la creatura
razionale quando Dio prese la natura
umana. O dolcissimo amore Ges, in
segno che tu lavevi presa per sposa, in
capo degli otto d tu le donasti lanello
della dolcissima e santissima mano tua,
nel tempo della santa Circoncisione.
Cos sapete voi, venerabile madre mia,
che in capo degli otto d, si lev tanta
14

n. 1 Gennaio - Marzo 2016

carne quanta un cerchio danello; e cominci a pagarci larra, per darci pienamente speranza del pagamento, il quale
ricevemmo in sul legno della santissima
Croce, quando questo Sposo, Agnello
immacolato fu svenato, e da ogni parte
vers abbondanzia di sangue, col quale
lav le immondizie e peccati della sposa
sua, cio lumana generazione. (L.143)
Qui possiamo notare, come nella Mistica senese si compie quanto disse Angela
da Foligno!
Ma per capire la presenza di Santa Caterina nella tela del Dandini, dobbiamo
fare un passo in avanti. Uno dei Biografi
pi celebri del XIX secolo di S. Caterina fu
il Cardinal Alfonso Capecelatro, il quale
scriveva: La mistica teologia, che venne
con tanta piet e tanto frutto coltivata
dalla Benincasa, fu in gran parte cagione
del risorgimento delle arti belle e della
luce che vennero diffondendo nel bel
paese Sullo scorcio di quel medesimo
secolo in cui fior Caterina, il sodalizio
Domenicano dette allItalia il Beato Giovanni Angelico (1400 1455) di Fiesole.
Certamente lAngelico recepisce il messaggio cateriniano da giovane e si pone
sulla scia della riforma dei Conventi di
San Marco e di San Domenico di Fiesole, riforma ispirata proprio da Santa Caterina e messa poi in atto dal Beato Raimondo da Capua. Tra le tante immagini
dipinte dal Beato Angelico, spicca anche
lepisodio della Presentazione al Tempio e della purificazione di Maria e viene rappresentato dallAngelico sia nella
cella n.10 del convento fiorentino di San
Marco, che nellArmadio degli argenti.

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Cultura

n. 1 Gennaio - Marzo 2016

Lopera che prendiamo in considerazione adesso di Pier Dandini (16461712)


lopera di un fiorentino, che certamente conosce le opere dellAngelico e conosce la storia di San Marco. La tela in
questione vede raffigurata la scena della
Presentazione al Tempio, con San Giuseppe meravigliato, colmo di stupore
per quanto si diceva del neonato Ges,
la Madonna in ginocchio nellatto di
offrire due colombi, che come dice San
Massimo Confessore: annunciano la
santit che fiorisce dallalto e lamore al
nascondimento. Il Sacerdote col Bambino Divino tra le braccia tutto trepidante
visibilmente trasfigurato per levento che sta vivendo. Il vecchio Simeone
pi vivo che mai, curvo come un arco,
brandisce nella sua mano un cero acceso, chiara allusione al compimento delle
profezie: Cristo luce per illuminare le
genti ma anche manifesta allusione alla
festa della Candelora, cara ai Domenicani. La Profetessa Anna di Aser a mani
giunte riconosce nel Pargolo il Messia.
Gli sguardi di tutti, convergono verso
il Bambino che al centro della scena.
In disparte sulla destra, Santa Caterina
anchessa in ginocchio, assiste devotamente assorta, alla sacra rappresentazione, con gli occhi bassi, facilmente riconoscibile per la veste delle mantellate
domenicane, le stigmate fiammeggianti,
di fuoco , di luce. Finalmente in quel periodo, le stigmate potevano essere effigiate, giacch il Papa Urbano VIII (1623
1644) ebbe il merito di concludere la
controversia delle stigmate, era il 16 febbraio del 1630. Abbiamo poi la corona di

Testatina

spine, segno eloquente della conformit


di Santa Caterina alla passione di Cristo
e infine il giglio simbolo di purezza della
Sposa di Cristo Sposo. La presentazione
di Ges Bambino al Tempio, chiude di
fatto il tempo di Natale e apre al tempo
della Pasqua. Santa Caterina, con la sua
presenza beata e dolorosa sembra portare in s, tutto ci. Attualmente la bella
sacra rappresentazione della Presentazione al Tempio di Ges Bambino, si
conserva nel Convento di San Domenico a Siena.
La tela per, proviene dal Convento
domenicano dei Santi Jacopo e Lucia
in San Miniato (Pisa). Convento quello
di San Miniato che fin dal 1508 pass,
come anche altri Conventi, alla Congregazione riformata di San Marco. La Presentazione di Ges Bambino al Tempio
sempre stato un tema particolarmente
significativo per i Domenicani in generale e per i frati di San Marco in particolare. La festa, che ricorre il 2 febbraio,
era solennemente celebrata nei conventi domenicani, con processioni con
le candele nel chiostro e in chiesa e con
una Messa solenne. Questa particolare
devozione sottolineava il desiderio dei
Domenicani di imitare nella propria vocazione personale la donazione di Ges
stesso al Padre. San Marco era inoltre
sede di unassociazione giovanile dedicata alla Presentazione al tempio. Pertanto, unopera tanto importante quanto particolare, per ovvi motivi possiamo
azzardare nel dire che fu commissionata
dai Frati Domenicani.
P. Alfredo Scarciglia o.p.

La Patrona dItalia e dEuropa

15

Cultura

Testatina

n. 1 Gennaio - Marzo 2016

CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CATERINIANI


CENTRO INTERNAZIONALE DI STUDI CATERINIANI
Nellambito di una riflessione sulle origini delle
comunit religiose femminili non claustrali,

Convegno di Studi

forme femminili di vita religiosa associata quali

PONTIFICIO COMITATO
DI SCIENZE STORICHE

i beghinaggi nordeuropei o i conservatori post-

Caterina da Siena
e la vita religiosa femminile.

tridentini non sono assimilabili ai collegi di


terziarie in area italiana: qui lesperienza di

Un percorso domenicano

Caterina da Siena sembra costituire un punto di


riferimento

costante

alternativo

anche

rispetto ai bizzocaggi di matrice francescana.


Dai

trecenteschi

collegi

di

terziarie

ai

monasteri aperti, via via decaduti dopo la


florida stagione quattrocentesca, comunit

UNIONE SUORE
MALTA ITALIA DOMENICANE

religiose femminili desiderose di una sequela


Christi

vitalmente

inserita

nella

Chiesa

ravvisarono nella figura della Benincasa un


riferimento autorevolmente suggestivo.
INSTITUTUM HISTORICUM
ORDINIS PRAEDICATORUM

Il Convegno costituisce quindi, a conclusione


dellAnno della vita consacrata, unoccasione
di

indagine

di

verifica,

sul

ISTITUTO STORICO ITALIANO


PER IL MEDIOEVO

versante

propriamente domenicano, dellinflusso della

15-16 gennaio 2016

memoria e della sperimentazione istituzionale


di

impronta

cateriniana

sullarticolazione

tardomedievale e moderna di comunit regolari


femminili.

Segreteria del convegno:


biblioteca@centrostudicateriniani.it
tel. e fax: +39 06 6864408
Venerd 15 gennaio

Sabato 16 gennaio

S.E.R. Mons. Jean-Louis Brugus, O. P., Archivista


e Bibliotecario di S.R.C.
Bernard Ardura, Presidente
del Pontificio Comitato di Scienze Storiche
Fr. Aldo Tarquini, O. P., Priore Provinciale Provincia Romana
Santa Caterina da Siena dei Frati Predicatori
Fr. Antonio Cocolicchio, O. P., Vicepresidente
del Centro Internazionale di Studi Cateriniani
Elena Malaspina, Presidente del Centro Internazionale
di Studi Cateriniani

Direttore di Memorie Domenicane

ore 15:30 Saluti

Archivista e Bibliotecario di S.R.C.

ore 16:00
Giulia BARONE, Sapienza Universit di Roma
Prolusione
ore 16:30
Maria Pia ALBERZONI, Universit Cattolica del Sacro Cuore,
Milano
Mulieres domenicane e vita apostolica
alle origini dellOrdine: lidea, la prassi
Pausa caff

ore 17:00
Pierantonio PIATTI, Pontificio Comitato di Scienze Storiche
La vita consacrata nella riflessione di Caterina da Siena

ore 18:00
Discussione

16

ore 12:15
Discussione

Presiede Luciano CINELLI, O. P.

Presiede S.E.R. Mons. Jean-Louis BRUGUES, O. P.

ore 17:30
Antonio VOLPATO, Universit degli Studi di Roma Tre
La presa di coscienza della missione apostolica
da parte di Caterina e della sua Famiglia

Roma, Complesso domenicano


di S. Maria sopra Minerva, Sala del Refettorio

ore 09:00
Alessandra BARTOLOMEI ROMAGNOLI,
Pontificia Universit Gregoriana
Le lettere di Caterina alle donne
ore 09:30
Paolo NARDI, Universit degli Studi di Siena
Pontificio Comitato di Scienze Storiche
L'Ordine della Penitenza di San Domenico
e il diritto canonico prima e dopo Caterina Benincasa
ore 10:00
Sr. Annalisa BINI, O. P., Pontificia Universit Gregoriana
Le Mantellate domenicane a Siena tra Medioevo
ed Et Moderna
Pausa caff

ore 10:45
Anna ESPOSITO, Sapienza- Universit di Roma
Comunit religiose femminili senza clausura
nellUrbe medievale
ore 11:15
Beatrice CIRULLI, Universit degli Studi di Roma Tre
La documentazione figurativa degli insediamenti
delle domenicane a Roma nel tardo Medioevo
ore 11:45
Giovanna CASAGRANDE, Universit degli Studi di Perugia
Maria Luisa CIANINI PIEROTTI
Vita contemplativa e vita attiva nellesperienza comunitaria
della Beata Colomba

La Patrona dItalia e dEuropa

Presiede Bernard ARDURA

Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche

ore 15:00
Gianni FESTA, O.P., Convento S. Maria delle Grazie,
Milano
Vita apostolica nei modelli agiografici femminili
domenicani del Quattrocento
ore 15:30
Isabella GAGLIARDI, Universit degli Studi di Firenze
Suor Domenica da Paradiso: una predicatrice
nella Firenze del XVI secolo
ore 16:00
Luciano CINELLI, O. P., Direttore
di Memorie Domenicane
San Niccol di Prato. Da monastero a conservatorio
Pausa caff

ore 16:45
Anna SCATTIGNO, Universit degli Studi di Firenze
Le forme e i modi della vocazione religiosa
nella tradizione femminile fiorentina tra XV e XVII secolo
ore 17:15
Discussione
ore 17:45
Gabriella ZARRI, Universit degli Studi di Firenze
Conclusioni

Testatina

Cultura

n. 1 Gennaio - Marzo 2016

CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CATERINIANI


ATTIVIT DEL C.I.S.C.

IL CENTRO INTERNAZIONALE
DI STUDI CATERINIANI
ha come scopo lo studio e la divulgazione del messaggio di s. Caterina da Siena (1347-1380) negli scritti e
nella breve e intensa esperienza di vita.
Ne rimane il documento nel suo Epistolario, 383 lettere indirizzate a persone di ogni livello sociale: papi e
cardinali, monaci, governanti, persone impegnate
nelle varie professioni, padri e madri di famiglia,
giovani, militari e carcerati.
Le Orazioni rivelano la fonte della sua larga apertura
al prossimo nella luce di Dio, e il Dialogo sintetizza
la vicenda della umanit e quella del singolo, nella
prospettiva di una Provvidenza misericordiosa che fa
appello alla libert di ogni persona, creata a sua
immagine.
Con il loro ricco spessore dottrinale questi scritti, e
specialmente il Dialogo, hanno meritato a Caterina il
titolo di Dottore della Chiesa (1970), mai, prima di
allora, meritato da una donna, e una posizione notevole nella storia della letteratura italiana, come prima
autrice di cui si conservino testi.
Il suo messaggio universale ha suggerito di affidarle
vari patronati: di Roma, al fianco degli Apostoli Pietro
e Paolo (1866); dellItalia, insieme a s. Francesco
dAssisi (1939); delle infermiere della Croce Rossa
(1942); dellEuropa, in compagnia di s. Brigida di
Svezia e di s. Teresa Benedetta della Croce (1999).

- Cicli di letture cateriniane o conferenze


- Pubblicazioni di testi e studi
- Consulenza
- Collaborazione con altri Enti Culturali

c sc

CENTRO
INTERNAZIONALE
di STUDI CATERINIANI

Mercoled
Cateriniani

Biblioteca
La Biblioteca del C.I.S.C. aperta al pubblico:
luned - mercoled - venerd: ore 9:00 - 13:00
marted e gioved: ore 9:00 - 17:00
Piazza di Santa Chiara, 14, [primo piano]
00186 Roma
Tel./fax +39 06 6864408
e-mail: biblioteca@centrostudicateriniani.it
www.centrostudicateriniani.it

2016
Il Giubileo
della misericordia
con Caterina
da Siena

SOCI del C.I.S.C.


Chi desidera contribuire alla diffusione del
pensiero e della spiritualit di Caterina pu
iscriversi al C.I.S.C. come socio.
Quota annuale : 25,00; studenti: 10,00.

c sc

CENTRO
INTERNAZIONALE
di STUDI CATERINIANI

Roma
Complesso domenicano
di S. Maria sopra Minerva,

TESSERA SOCIO

Sala del Refettorio


P.zza della Minerva 42

Tutti i soci possono usufruire dello sconto del


20% sulle pubblicazioni del Centro.

LETTURE CATERINIANE

I Mercoled Cateriniani 2016


si collocano allinterno del Giubileo indetto da papa
Francesco e in felice sintonia con l800 anniversario
della fondazione dellOrdine dei Predicatori da parte
di san Domenico.
Mediante la lettura di testi cateriniani, nel corso dei
primi quattro incontri di questanno, sulle vie della
misericordia indicate da papa Francesco nellindizione
del Giubileo ci faremo accompagnare da Caterina,
appassionatamente partecipe della misericordia di Dio
per il mondo.
Caterina ha tanto condiviso il carisma domenicano
della predicazione, che di lei si pu ben dire quel che
il Maestro dellOrdine dei Predicatori ha ricordato
questanno indicendo l8 centenario: San Domenico
amava pregare, esprimere a Dio la sua preoccupazione
per i poveri, i peccatori, i lontani; ... era convinto che
soltanto la misericordia di Dio, instancabilmente
contemplata e annunciata, sarebbe stata la forza della
predicazione (fr. Bruno Cador o.p.).
Due incontri, nei Mercoled successivi, affiancheranno
Caterina a Domenico, e quindi la compassione che in
quanto declinazione femminile della misericordia di
Dio connota la missione di Caterina a servizio del
progetto di Dio nella Chiesa: gli scritti di Caterina e le
rappresentazioni artistiche che la associano a Domenico mettono in luce le somiglianze che a lui la uniscono.
Gli ultimi Mercoled Cateriniani di questanno saranno dedicati a due nuovi libri su Caterina, che saranno
presentati dagli Autori stessi: un celebre specialista
(Andr Vauchez) e una giovane studiosa (Rosita Casa)
comunicheranno lesperienza del loro incontro con
Caterina e con i suoi scritti.

ore 18:00

8 Centenario della nascita


dellOrdine dei Predicatori
(1216-2016)

PROGRAMMA

GIOVED 17 marzo
Va e predica: Domenico e Caterina nellarte
a cura di Diega Giunta

17 febbraio
Dovunque io mi volgo, non trovo altro che la tua
misericordia (S. Caterina, Orazione 19)
a cura di Anisoara Tatar
24 febbraio
Tu vuoi (S. Caterina, Orazioni 8 e 11)
Misericordia la parola che rivela il mistero della
SS. Trinit (papa Francesco),
a cura di Elena Malaspina
2 marzo
Vi ho dato il ponte che il mio Figlio... perch
voglio fare misericordia al mondo (S. Caterina,
Lettere 272; 276; 45; 314; 134; Dialogo 134)
a cura di fr. Fabrizio Cambi o.p.
9 marzo
Compassione, con locchio della misericordia
(S. Caterina, Lettera 39 e Dialogo 134)
a cura di Giulia Lombardi

6 aprile
Lufficio del Verbo. Il carisma domenicano
in Caterina da Siena (Dialogo 158)
a cura di fr. Antonio Cocolicchio, O.P.

Incontri con gli autori


13 aprile
Una nuova biografia di santa Caterina:
Catherine de Sienne, Vie et passions (Paris,
Cerf, 2015)
di Andr Vauchez
20 aprile
Affinch lanima diventi cielo. Lorazione
secondo S. Caterina da Siena (Drengo, 2015)
di Rosita Casa

29 aprile - Festa di S. Caterina


per il programma della giornata consultare il sito
del CISC: www.centrostudicateriniani.it

La Patrona dItalia e dEuropa

17

Testatina

Cronaca

n. 1 Gennaio - Marzo 2016

SULLE ORME DELLA COMPAGNIA DI S. CATERINA DEL 1600


In cammino per il Giubileo della Misericordia

iena-Roma. Lungo la via Francigena


verso il Giubileo della Misericordia,
il titolo delliniziativa promossa,
nellambito del programma Siena Capitale Italiana della cultura 2015, dal Comune
di Siena in collaborazione con lAssociazione Europea della Via Francigena
(AEVF) e lArcidiocesi di Siena, Colle di
Val dElsa e Montalcino e giunta a conclusione in questi giorni. Un cammino in
sette tappe che, in occasione del Giubileo
della Misericordia, ha voluto riportare alla
memoria quello compiuto nel 1600 dalla
Compagnia di S. Caterina per recarsi a
Roma per lAnno Santo dellAccoglienza
voluto dal pontefice Clemente VIII.
Partiti da Siena l1 dicembre, i pellegrini sono stati protagonisti di un viaggio
che li ha visti percorrere alcuni dei luoghi (Ponte dArbia, San Quirico, Radico-

fani, Acquapendente, Bolsena) posti sul


tratto tosco-laziale di quella Via Francigena raccontata da Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, nel diario del viaggio
che lo vide percorrerla di ritorno dalla
Citt eterna nel 994. Il pellegrinaggio
si concluso il 7 dicembre con larrivo a
Roma dove, nel pomeriggio, il gruppo di
pellegrini, accompagnato dagli Assessori
del Comune di Siena, Sonia Pallai (Turismo), Paolo Mazzini (Lavori Pubblici) e
Massimo Vedovelli (Cultura), stato accolto nella Chiesa di S. Caterina da Siena
in via Giulia Chiesa della Nazione Senese in Roma per levento pavesata con
la Balsana e le bandiere delle Contrade.
A porgere loro i saluti di benvenuto
Paolo Vannoni, Governatore dellArciconfraternita di S. Caterina da Siena, e
Luca Verdone, Presidente dellAssocia-

Larrivo dei senesi alla Chiesa dellArciconfraternita di S. Caterina a Roma accolti dal Priore Paolo Vannoni

18

La Patrona dItalia e dEuropa

Cronaca

n. 1 Gennaio - Marzo 2016

zione tra i Senesi ed i Grossetani residenti in Roma. Dopo aver condiviso con
i confratelli e le consorelle presenti un
momento di preghiera e raccoglimento
guidato da P. Roberto Amici, Primicerio
dellArciconfraternita, i pellegrini sono
stati invitati nellOratorio ad assistere alla
proiezione di un breve documentario sulla Via Francigena realizzato, in occasione
del Giubileo del 2000, dalla giornalista
Rai Maria Gabriella Susanna. Al termine
di esso, alcuni dei pellegrini hanno voluto
condividere con i presenti le impressioni
e le sensazioni vissute nelle giornate di
cammino, testimoniando con i loro rac-

Cultura
Testatina

conti come il pellegrinaggio in particolare quello lungo la Via Francigena oggi


non costituisca solo un tempo di meditazione e di crescita spirituale, ma altres
unesperienza a forte valenza ecumenica,
nel corso della quale persone di diversa
cultura e religione si incontrano e, dialogando, si scoprono accomunati dal desiderio del medesimocibo, quello di cui
come scrive S. Caterina da Siena deve
nutrirsi il vero pellegrino, ovvero quella
dilezione della carit del prossimo che da
divoratorici faguardatori di anime(cfr.
Lettera n. 2).
Rosita Casa

Cronaca

n. 1 Gennaio - Marzo 2016

CANCELLO ARTISTICO AL SANTUARIO CASA DI S. CATERINA

episodio dello scambio del cuore tra Nostro Signore Ges e Caterina, descritto
al capitolo 179 della Legenda maior di Raimondo da Capua, il tema raffigurato
nel nuovo cancello di ingresso al Santuario Casa di Santa Caterina da Siena. Il
cancello in ferro battuto unopera unica, realizzata con tecniche nuove e con figure tridimensionali.
Lopera stata fortemente voluta da monsignor
Benedetto Rossi e realizzata dal fabbro e artista
Giovanni Bernabei insieme al cugino Tommaso e
allo zio Eugenio, discendenti di una famiglia che
esercita larte di lavorare il ferro da generazioni, fin
dal 1700, nel piccolo borgo di Fonterutoli, immerso
nello splendido paesaggio del Chianti classico nel
comune di Castellina in Chianti. Nellanta sinistra
presente lo stemma dellarcivescovo monsignor
Antonio Buoncristiani, sotto il cui episcopato lopera stata realizzata. La speranza che chi passa
da questo cancello apra la porta del suo cuore a
Ges, come diceva Giovanni Paolo II: Non abbiate paura ad aprire le porte a Cristo.

La Patrona dItalia e dEuropa

19

Cronaca

Cronaca

n. 1 Gennaio - Marzo 2016

Consiglio Generale dei caterinati

ar il cardinale Lorenzo Baldisseri a


presiedere le feste in onore di Santa Caterina da Siena che si terranno nei giorni di sabato 23 e domenica 24
aprile 2016. Lo ha annunciato larcivescovo monsignor Antonio Buoncristiani
durante i lavori del consiglio generale
dellAssociazione internazionale dei Caterinati che si svolto a Siena nella sala
del capitolo del chiostro di San Domenico. I convenuti, provenienti da molte
parti dItalia, si sono confrontati sulle relazioni dellattivit svolta nellanno 2015.
Il priore generale, professor Paolo Nardi,
nella sua relazione ha messo in evidenza
le iniziative dei vari gruppi, non nascondendo le difficolt che si incontrano, anche se non mancano spunti interessanti
nellattivit dei vari gruppi, come a Varazze, dove sono stati coinvolti 117 alunni della scuola elementare e media che
hanno dato vita ad un progetto volto alla
conoscenza dei patroni dItalia Francesco
e Caterina, questo progetto racchiuso

in un dvd che illustra tutte le sequenze


del progetto. Lattivit del gruppo di Trieste verte su una iniziativa di solidariet,
intrapresa dalla diocesi di Trieste, che
vede protagonisti i ragazzi di Varvareuca in Moldova. Il gruppo di Roma, rappresenta lAssociazione nel movimento
Insieme per lEuropa, il movimento
che si riunisce una volta lanno in citt
diverse dEuropa; la manifestazione del
2016 si svolger a Monaco di Baviera e
si prefigge lo scopo di favorire lunit dei
cristiani. Questo incontro si svolger dal
30 giugno al 2 luglio. Il gruppo di Bologna, in collaborazione con il Centro Studi di Cultura popolare di Bologna e con
lAssociazione dei collezionisti di immaginette sacre di Bologna, allestisce una
mostra di immagini sacre e santini raffiguranti Santa Caterina e San Francesco;
questa mostra sar visibile al pubblico,
presso il museo della Beata Vergine di
San Luca dal 29 marzo al primo maggio
prossimi. Il gruppo di Firenze continua la

Da Sinistra: Rag. P. Martini Cancelliere dellAssoc. Int. Caterinati, P. A. Scarciglia O.P. Assistente ecclesiastico dellAssoc. Int. dei Caterinati, il Presidente dellAssoc. Int. dei Caterinati Mons. A. Buoncristiani
e il Priore Generale prof. P. Nardi

20

La Patrona dItalia e dEuropa

Cronaca

n. 1 Gennaio - Marzo 2016

propria attivit con le conferenze mensili, cos come il gruppo di Pisa, partecipa
alle feste in onore della Santa che ogni
anno fanno Comune e Diocesi e accoglie i gruppi di pellegrini nella restaurata chiesa di Santa Cristina, chiesa dove
Santa Caterina ricevette le stimmate il 1
aprile 1375. Lattivit del gruppo di Siena
spazia dallaccompagnare i gruppi di ragazzi delle scuole nei luoghi cateriniani
di Siena, agli incontri culturali, ad iniziative svolte in sinergia con altre istituzioni
come la comunit dei Padri Domenicani,
il Cif, il Movimento cristiano lavoratori, il
gruppo di Sovicille dellAssociazione.
Il gruppo belga germanofono di Eupen,
che custodisce il santuario cateriniano di
Astenet, ha aiutato le popolazioni terremotate del Nepal, inviando offerte tramite le organizzazioni umanitarie belghe;
mentre i caterinati belgi francofoni hanno
incentrato la loro attivit promuovendo
incontri sul tema della misericordia.
Monsignor Buoncristiani, nel corso
della riunione, ha anche comunicato
ufficialmente il programma delle Feste
2016, che questanno subir un cambiamento, infatti non ci sar la manifestazione, nel pomeriggio di domenica, in

Testatina

piazza del Campo con le Forze armate,


per limpossibilit di reperire una rappresentanza adeguata delle Forze armate, impegnate il giorno successivo
nei festeggiamenti nazionali per il 25
aprile. Il Rappresentante del Governo
italiano, terr lallocuzione nel Portico
dei Comuni la mattina di domenica. Il
cardinale impartir la benedizione con
la reliquia del dito di Santa Caterina nella basilica di San Domenico, durante la
concelebrazione eucaristica
Franca Piccini
Celebrazioni in onore di S. Caterina da Siena
Dottore della Chiesa
Compatrona dItalia e dEuropa
PROGRAMMA
SABATO 23 Aprile
ore 12,00 viale XXV Aprile omaggio floreale alla statua della Santa
ore 21,15 Cattedrale concerto a cura dellIstituto superiore di Studi Musicali Rinaldo
Franci
DOMENICA 24 Aprile
ore 9,30 Palazzo Pubblico muove il corteo
con le Contrade
ore 10 Santuario di Santa Caterina in Fontebranda, offerta dellolio per la lampada
votiva da parte del Comune di Montalcino,
in rappresentanza dei Comuni del territorio
dellArcidiocesi; allocuzioni dellArcivescovo,
del Rappresentante del Governo italiano e
dei Sindaci di Siena e Montalcino.
Ore 11,00 Basilica di San Domenico solenne concelebrazione eucaristica, presieduta
dallEm.mo e Re.mo Signor Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario generale del Sinodo
dei Vescovi e benedizione con la reliquia del
dito di S. Caterina

La Patrona dItalia e dEuropa

21

Testatina

Cultura

n. 1 Gennaio - Marzo 2016

MCL: SANTA CATERINA E LA MISERICORDIA

anta Caterina e la misericordia


il titolo dellincontro che si
svolto presso lauditorium della parrocchia di Santa Caterina Dottore
della Chiesa allAcquacalda, organizzato dal Movimento Cristiano Lavoratori. La relatrice Franca Piccini, segretaria
dellAssociazione Internazionale dei Caterinati, ha messo in luce il tema della misericordia attraverso le opere di Caterina
da Siena. Nellintervento Franca Piccini
ha parlato dei capitoli del Dialogo, dove

da attraverso la Chiesa. Nelle Lettere


Caterina insiste sul rapporto tra giustizia e misericordia, dove la Santa mette bene in luce come la giustizia debba
fare il suo corso, lasciando per spazio al
pentimento del peccatore. Caterina usa
spesso lespressione giustizia condita
il logo sulle fotografie inserendo sullo sfond
con misericordia e Inserire
questo
ci riporta alla
grande attualit di questo concetto, basti
pensare che nella bolla di indizione del
giubileo Misericordiae vultus di Papa
Francesco i capitoli 20 e 21 sono dedicati

Inserire il logo sulle fotografie inserendo sullo sfond


ribassato al 70%

La relatrice Franca Piccini e il Presidente Regionale


Nostro
del MCL Dott. Umberto Viliani
Signore Ges parla a Caterina dei peccati dei proprio a questo argomento. Don Enrisacerdoti e dei cattivi cristiani, Caterina co Bongiascia ha fatto gli onori di casa,
pone laccento sui difetti dei sacerdoti, mentre il professor Emilio Valenti ha
perch se sono nel peccato, non posso- introdotto largomento; ha partecipato
no correggere i difetti del popolo e il loro allincontro anche il dottor Umberto Vicattivo esempio allontana le anime dalla liani, presidente regionale del MovimenChiesa e quindi dalla pratica delle abitu- to cristiano lavoratori.
dini che Nostro Signore Ges ci tramanMarco Falorni

22

La Patrona dItalia e dEuropa

Cultura

n. 1 Gennaio - Marzo 2016

Testatina

SANTA CATERINA E LA DIVINA MISERICORDIA

l tema Divina Misericordia il pi


caro e vicino ai pensieri e allo spirito di Caterina. molto evidente nei
suoi scritti tanto che alcuni studiosi considerano Divina Misericordia come il
tema principale degli scritti di Caterina.
Ne parla principalmente nel Dialogo e
nelle Orazioni, ma anche in alcune lettere, in cui Caterina parla della necessit
della misericordia di Dio per le creature.
Caterina comincia il Dialogo con
quattro petizioni o richieste di misericordia divina:
1. per se stessa
2. per la riforma della Chiesa
3. per il mondo intero (specialmente
per la pace)
4. per un caso particolare.
Alla fine del capitolo 134 del Dialogo
Caterina implora la misericordia di Dio
sulla Chiesa e sul mondo.
Caterina parla in vari modi della misericordia di Dio.
Innanzitutto lo considera un attributo
speciale di Dio
Cio un qualcosa che Gli appartiene
in un modo speciale, come un attributo particolare. Nel cap. XXX del Dialogo
troviamo invocazioni come, O eterna
misericordia !, O misericordia ineffabile!, O misericordia!. E nell Orazione XIX , O Deit eterna, quanto t
propria la misericordia !
La Santa percepisce Dio come la misericordia stessa. Nel Dialogo 166 Dio
Padre le dice, io voglio fare miseri-

cordia al mondo, mostrandoti che la misericordia m propria. Di nuovo nel


cap. 134 del Dialogo, come in Dialogo
30, lei dice, O Padre eterno, i servi tuoi
chiamano a te misericordia: rispondi
dunque. Io so bene che la misericordia
t propria, e perci non la puoi stollere
(sottrarre) che tu non la dia a chi te la
domanda.
Considerare la misericordia come un
attributo speciale di Dio un approccio
biblico. NellAntico Testamento la parola
ebraica <<hesed>> che esprime lamore
viscerale materno usata per descrivere
lamore misericordioso di Dio. Nell Esodo quando Dio manifesta la sua gloria a
Mos, Egli stesso si definisce: Dominatore, Signore Dio, misericordioso e clemente, paziente e di molta misericordia,
e verace, che mantiene la misericordia
per mille generazioni(Es. 34,6)
Mos considera la rivelazione di Dio
chiaramente come un Dio di misericordia. Cos Caterina comprende Dio come
Dio dinfinita misericordia. Per questo,
come Mos fece per il popolo di Israele, anche lei impetra misericordia per il
modo e la chiesa.
Nel Nuovo Testamento la divina misericordia divina si manifesta in Ges. In
Lui la misericordia di Dio ha preso forma umana, la misericordia incarnata.
Nel vangelo di s. Luca, questo aspetto
molto evidente. Il carattere personale
del rapporto misericordioso di Dio con
il suo popolo attraverso il suo Figlio

La Patrona dItalia e dEuropa

23

Testatina

Cultura

particolarmente evidente nel contatto di


Ges con la miseria umana specialmente il suo rapporto con i peccatori. Nel
vangelo risalta lamore misericordioso
di Dio Padre soprattutto nella parabola
del figliuol prodigo, parabola che detta
anche del Padre Misericordioso
2. Dio desidera offrire la misericordia e si serve di Caterina quale
interceditrice
Nel primo paragrafo del Dialogo 30
Caterina si dice stupefatta perch il Padre che non si limita a perdonare: non
mi meraviglio che tu dica di coloro che
escono dal peccato mortale e tornano a
te: Io non ricorder che tu moffendessi
mai. O misericordia ineffabile, non mi
meraviglio che tu dica questo a coloro
che escono dal peccato, quando tu dici a
coloro che ti perseguitanoIo voglio che
mi preghiate per loro, acci che Io faccia
loro misericordia. Caterina ci assicura
dellimmensa misericordia di Dio per
noi. Non bisogna dubitare di questo fatto, mai. Qualunque sia la perversit del
nostro peccato basta tornare a Lui e Lui,
come il buon Padre, ci dir: Io non ricorder che tu moffendessi mai. Questo
deve essere anche il nostro atteggiamento nel riconciliarci l uno con l altro.
Per noi in certi casi difficile arrivare a
tal punto. Ma possiamo sempre essere
sicuri del perdono da parte di Dio, anzi,
Lui non si ricorder mai dei nostri peccati.
Una volta durante la preghiera Caterina ebbe la visione di Dio Padre che
teneva rinchiuso nel suo pugno tutto
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luniverso e diceva: Figliola mia, or vedi


e sappi che nessuno me ne pu essere
tolto, perch tutti ci stanno, o per giustizia o per misericordia come ti ho detto, perch sono miei e creati da me, e li
amo ineffabilmente. Perci nonostante
le loro iniquit, Io uso loro misericordia col mezzo dei miei servi, e adempir
la tua domanda, che con tanto amore e
dolore me l hai domandata.(D.18)
Caterina afferma che Dio non soltanto misericordioso ma ha anche lardente desiderio di mostrare la sua misericordia al mondo. Le espressioni:
Io desidero mostrare la misericordia al
mondo, Io desidero mostrare la misericordia, (cfr. D. 15, 16, 13 e 146 e due
Orazioni 24 e 21) indicano che Dio
costrettodalla sua bont ad essere misericordioso.
Nel Dialogo Caterina paragona linfinita misericordia alloceano. Nelle sue
lettere i riferimenti alla misericordia di
Dio sono come un apertura al perdono. Nella lettera 314, Caterina paragona la nostra piccolezza alla la goccia
di aceto che si disperde nell immensit
del mare della misericordia di Dio.
Dio, nella sua infinita bont, le mostra il bisogno e la fame che Egli prova di dimostrare alluomo la sua misericordia. Questo evidente neI capp.
15, 18, 146 del Dialogo e nellOrazione
19. per questa ragione che vuole che
Caterina e gli altri, come intercessori,
costringano la sua bont a usare misericordia verso tutti. Alla salvezza del
mondo Dio ha provveduto col mezzo

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n. 1 Gennaio - Marzo 2016

della intercessione dei suoi servi, attraverso loro Lui pu mostrare la misericordia al mondo. Questo aspetto di Dio
costretto a far misericordia molto
evidente anche nel c.143.
Per esprimere la misericordia Caterina
usa un altra bellissima immagine, molto
appropriata al giubileo della misericordia: quella della porta che la misericordia di Dio a cui bussano gli intercessori con perseveranza, perch Dio ha

Testatina

promesso di aprire a chi persevera nel


bussare.(cf. Lettera 332)
Caterina nella cella della sua conoscenza ha scoperto e ha gustato la natura essenzialmente misericordiosa di
Dio. Questo la spinge ad intercedere per gli altri. Nella lettera 344 dice
di aver rinfrescato un po il suo cuore
nella misericordia di Dio.Caterina implora per tutto il mondo e prega perch tutti possano sperimentare linfinita misericordia di Dio. La pi
grande tragedia umana oggi la
mancanza di fede in Dio, nella
sua infinita misericordia verso
tutti. Caterina cerca di parlarne
ad ogni persona e in ogni circostanza. Anche quando il peccato
sovrabbonda, ricorda ai peccatori che pi che considerare la
loro miseria devono sperare nella misericordia di Dio.
Nella lettera 173 Caterina usa
unaltra bellissima immagine,
quando chiede di nascondersi
sotto le ali della misericordia di
Dio.
3. Misericordia nella Creazione e nella conservazione
Secondo Caterina, il primo
atto della misericordia di Dio
stato la creazione. Nel Orazione
19 si legge: La misericordia tua
ci ha creati; essa misericordia ci
ricompr dalla morte eterna e la
misericordia tua ci regge. Nel
Dialogo 30: nella misericordia
tua fummo creati, e nella mise-

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Testatina

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ricordia tua fummo ri- creati nel sangue


del tuo Figliolo. La misericordia tua ci
conserva.
Nellatto della creazioneDio ha mostrato la sua liberalit e la sua bont.
Anche s. Tommaso afferma che Dio ha
creato il mondo non nella sua giustizia
ma nella sua misericordia. Latto della creazione non era una necessit per
Dio, ma un atto di generosit affinch
luomo e tutta la creazione partecipassero della sua bont infinita. Dio in s
era completo, non mancava di nulla, ha
voluto creare il mondo e luomo solo
per amore.
Luomo, creato da Dio, si ribella a Lui
con il peccato. Che cosa pu essere che
ha spinto Dio a redimere la sua creatura
se non la sua infinita misericordia? Nella sua divina giustizia, Dio aveva tutte le
ragioni per punire luomo e riportarlo al
nulla, invece attraverso il suo pi grande atto di misericordia Dio ha mandato
il suo unico Figlio, che con la sua vita e
morte redense tutto il mondo. Caterina
stupefatta che la misericordia di Dio
superi infinitamente la sua giustizia.
Con S. Tommaso Caterina comprende
che la misericordia di Dio non si oppone alla sua giustizia, essa, invece, rappresenta la pienezza della sua giustizia
(O. 19).La misericordia tua ci regge e si
adopera( D. 30). con la tua misericordia mitighi la giustizia.
La redenzione la suprema manifestazione della misericordia di Dio. Il
Papa ci ricorda che Ges Cristo la forma visibile della misericordia di Dio.
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n. 1 Gennaio - Marzo 2016

4.La Misericordia di Dio come


espressione di amore
Caterina, quando riflette sulla misericordia di Dio nella redenzione, non pu
fare a meno di chiamare Dio pazzo di
amore: O pazzo damore: non ti bast
d incarnare, che anche volesti morire?
Non bast la morte, che anche discendesti all inferno, traendone i santi padri, per adempire la tua verit e misericordia in loro (D. 30), perch tu sei
nientaltro che il fuoco damore, pazzo
delle tue creature(cf., O. 5), in D. 25,
sei pazzo delle tue creature e in D. 134,
tu, fuoco damore, sei cagione, perch
sempre lamore quello che ha costretto e costringe te a crearci alla immagine
e similitudine tua, e a farci misericordia
donando infinite e smisurate grazie alle
tue creature che hanno in loro ragione.
Tu, abisso di Carit pare che impazzi
delle tue creature, come se tu senza loro
non potessi vivere(D. 25).
5. Misericordia nel perdono dei
peccati
Caterina convinta dellimmensa misericordia di Dio e dice che anche se si
trovassero tutti i peccati in una sola persona, ma questa con viva fede sperasse
nella infinita misericordia di Dio essa
non sarebbe impedita da nessuna cosa a
ricevere il perdono per il sangue di Cristo (Lettera.189).
Caterina insiste sulla liberalit della
misericordia di Dio che pi pronto a
perdonare di quanto noi siamo portati
a peccare. E, come abbiamo visto, paragona i peccati del mondo a meno di

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n. 1 Gennaio - Marzo 2016

una goccia di aceto in un grande mare


(L.314).
6. Il Sangue di Cristo, segno della
misericordia di Dio
Caterina afferma che la misericordia
di Dio nella redenzione cos grande
che Dio non si accontent di redimere l
umanit con una sola goccia del sangue
del suo Figlio, ma volle che soffrisse in
ogni parte del suo corpo e con leffusione di tutto il suo sangue. (O.19).
Per Caterina, il sangue di Cristo il
segno della sovrabbondante misericordia di Dio. Noi siamo nutriti dalla misericordia di Dio (L.102).
In D. 30 lei dice che siamo stati ricreati
nel sangue di Cristo.
Caterina una gran devota del sangue di Cristo. Tutte le sue lettere cominciano, io scrivo a voi nel suo preziosissimo sangue. Infatti il sangue di
Cristo che ha portato la rigenerazione
allumanit. Esso salvezza e forza spirituale, il prezzo della nostra redenzione. NellOrazione 19 abbiamo la descrizione dell immensit della sofferenza
di Cristo, abbiamo anche lindicazione
del perch ha dovuto soffrire cos. Ges
ha sofferto in ogni parte del suo corpo
perch soffrendo cos pot riscattare per
i peccati che luomo ha commesso con
tutto il suo corpo e la mente.
La sofferenza di Ges per noi nel suo
corpo per la redenzione del genere umano un sacrificio perfetto offerto a Dio
che non pu fare a meno di accettarlo.
Caterina paragona Ges a un medico
che non cura il malato solo esternamen-

Testatina

te ma partecipando intimamente alla


nostra natura, cio facendosi uomo cura
la nostra umanit in s stessa. Essa paragona il crocifisso alla balia che prende
la medicina per il bambino che non pu
farlo perch troppo debole. In questo
modo semplice ma efficace spiega tutto
il mistero della redenzione.
7. Eucarestia come dono di misericordia
Un altro grande segno della misericordia di Dio, secondo Caterina lEucaristia. Essa un dono di misericordia
che Ges ha lasciato a noi. Si fatto cibo
per rafforzare la nostra debolezza. A noi,
che tanto facilmente ci dimentichiamo
di Dio, ha lasciato un segno che ci ricordasse la bont di Dio. Nella comunione
eucaristica Caterina pot sperimentare
in s stessa la presenza di Dio in lei e di
lei in Dio. Spiega questa esperienza con
limmagine del pesce nel mare e il mare
nel pesce. Con questa immagine spiega
come la Misericordia Divina permetta a
noi di avere la comunione con Dio fin
dalla nostra vita terrena. E anche che noi
non possiamo vivere senza di Lui, perch la nostra vita in Dio, e come il pesce fuori dellacqua non pu vivere, cos
noi senza Dio.
8. La Misericordia di Dio pervade
luniverso
I teologi cercano di definire la misericordia di Dio. Caterina, invece, cerca
di comprenderla vedendone leffetto
in s stessa e nellumanit tutta. Trova
la misericordia di Dio in tutto luniverso, in terra e in cielo anche nellinferno.

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Testatina

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La grandezza della misericordia divina anche nell inferno per il fatto che
Dio non castiga le anime dannate tanto
quanto lo meritano.
Ricordiamo che a imitazione della
misericordia divina Caterina avrebbe
voluto stare sulla porta dell inferno per
non far entrare nessuna anima e chiede
a Dio Padre di punirla per i peccati del
prossimo.
9. Altre immagini della misericordia di Dio
Nel Dialogo 126, la misericordia di
Dio paragonata ad una fontanella inesauribile.
-nel Dialogo 21, ad una barca in mezzo al mare tempestoso delle nostre miserie.
-al sole dolce e gentile
-ad un velo con cui Dio pregato di
chiudere e coprire locchio della sua giustizia (O. 8) ecc
Abbiamo gi visto altre immagini tra
cui quella della porta a cui dobbiamo
bussare, delle ali sotto cui nascondersi,
dell oceano in cui si perde la goccia di
aceto dei nostri peccati, ecc
10. Misericordia e clemenza
Caterina usa due parole distinte per
indicare la misericordia e la clemenza.
Anche se molto simili nel significato,
nelluso di Caterina hanno significati
diversi. Tutte e due le parole esprimono
una disposizione al perdono.
La parola Misericordia mette in risalto
la miseria o la sofferenza dellaltro che
muove a compassione e indulgenza colui che la vede. La Clemenza una di28

n. 1 Gennaio - Marzo 2016

sposizione dellanima che non dipende


da un altro, in quanto esiste gi prima
che si presenti la necessit di una risposta ad una situazione specifica. Si tratta
della tenerezza o gentilezza dellanima
come disposizione a sovvenire alle necessit altrui, indipendentemente dalla
dignit o indegnit dellaltro.
Caterina usa il termine misericordia
quando parla dellazione salvifica di
Dio Padre e del Figlio, di clemenza invece si riferisce allo Spirito Santo, il cui
amore simile a quello materno spontaneo e intuitivo. La clemenza dello
Spirito muove il cuore e la mente del
peccatore perch possa rivolgersi a Dio
per chiedere, ricevere,e accettare la Divina Misericordia.
Anno giubilare della misericordia
Lesperienza di Caterina, da lei travasata nei numerosi scritti, nella Chiesa
una vera pietra miliare di manifestazione della misericordia divina lungo i
secoli del cristianesimo, a cui possiamo
attingere sempre, ma soprattutto siamo
invitati a farlo in questanno giubilare,
in cui il Papa Francesco vuole rinnovare nella cristianit la consapevolezza e
la fede che luomo senza la misericordia di Dio un nulla e non conta nulla.
Solo la misericordia lo rende prezioso
agli occhi di Dio: una misericordia ricevuta dallAltissimo in profonda umilt
e ridonata al prossimo con generosit
pu rispondere positivamente ai numerosi e immensi problemi che lumanit sta affrontando in questo periodo.
Gabriella Anodal

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n. 1 Gennaio - Marzo 2016

Cultura

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Giubileo Ordine Frati Predicatori (1216-2016)


In occasione degli ottocento anni del riconoscimento dellOrdine dei Frati Predicatori, Sua Santit Papa Francesco ha concesso la possibilit di ricevere lindulgenza plenaria a tutti i fedeli che, unendosi ai fini spirituali dellAnno Santo della
Misericordia, si recheranno in forma di pellegrinaggio nelle chiese o cappelle della
Famiglia Domenicana durante lanno giubilare domenicano (7 novembre 2015-21
gennaio 2017). Condizioni per lucrare lindulgenza sono: essere veramente pentiti e
mossi dalla carit, confessarsi sacramentalmente, ricevere la comunione eucaristica
e pregare un Pater nostro e unAve Maria secondo le intenzioni del Papa. Occorre inoltre soffermarsi in preghiera davanti al Santissimo Sacramento e concludere
questo momento con un Padre nostro, il Credo, la Preghiera giubilare e linvocazione Regina del Rosario, prega per noi.

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Evento giubilare

n. 1 Gennaio - Marzo 2016

Scrittura Cateriniana
e
Predicazione Domenicana
Sagrestia della Basilica Cateriniana di San Domenico
7 - 18 Aprile 2016
dalle 9:00 alle 18:30

La comunit dei P.P. Domenicani


ringrazia:
Gioved 7 Aprile ore 17,00
Sala del Capitolo Chiostro di San Domenico

Scrittura Cateriniana
e
Predicazione Domenicana
Dottoressa
Ros. De
Dott.ssa
Rosanna
DeBenedictis
Benedictis
Professor Paolo Nardi
Professor Roberto Barzanti
Curatore della mostra

Architetto Alessandro Bagnoli

Al termine della conferenza


visita della mostra
nella Sagrestia della Basilica

30

Dottor Luciano Borghi


(Direttore Biblioteca Comunale)
Dottoressa Anna Maria Guiducci
(Direttrice Pinacoteca)
Dottor Alessandro Bagnoli
(Soprintendenza belle arti e paesaggi SI-GR-AR)
Dottoressa Raffaella De Gramatica
(Archivio di Stato)
Dottor Massimo Capitani
(Priore della Ven. Compagnia dei S.S. Niccol e Lucia)
Associazione Nazionale
Carabinieri in congedo sezione di Siena

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Grafica Federico Muzzi

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DI SANTA CATERINA CHE, ALLINIZIO DEL TERZO MILLENNIO SI RIVELANO ESSERE DI GRANDE ATTUALITA.

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Basilica Cateriniana
di San Domenico - Siena
I nostri Orari

APERTURA
Da novembre ad aprile: ore 9 - 18
(Messe e celebrazioni nella Cripta)
Da Maggio ad ottobre: ore 7 - 19
(Messe e celebrazioni in Basilica)
SANTE MESSE
Giorni feriali: Conventuale ore 7,30 - 9 - 18
Giorni festivi: ore 7,30 - 9 - 10,30 Parrocchiale - ore 12 - 18
CONFESSIONI
Giorni feriali: prima delle Sante Messe
Giorni festivi: prima delle Sante Messe
LITURGIA DELLE ORE
Celebrazione delle Lodi ore 7,30 (durante la Messa conventuale)
Celebrazione dei Vespri ore 19,45
da novembre ad aprile in Cripta
da maggio a ottobre in basilica