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SCUOLA SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

MOTIVAZIONE DEI PROVVEDIMENTI
E COMUNICAZIONE TRA GRADI DI GIUDIZIO

LE DECISIONI DI MERITO E DI LEGITTIMITA’:
TECNICHE DI REDAZIONE DELLA MOTIVAZIONE
CASISTICA SUI PRINCIPALI VIZI
(confronto a più voci)

cons. Carlo Citterio
SCHEMA dell’INTERVENTO
- II (MATERIALE di DOCUMENTAZIONE)

8.4.2013

SSM 8.4.13 – cons. Carlo Citterio –II- 1

Specificità dei motivi – Puntualità delle risposte
Sez. 6, Sentenza n. 32227 del 16/07/2010 Cc. (dep. 23/08/2010 ) Rv. 248037
Presidente: De Roberto G. Estensore: Ippolito F. Relatore: Ippolito F. Imputato: T.. P.M.
Cedrangolo O. (Conf.)
(Dichiara inammissibile, Trib. lib. Taranto, 22/03/2010)
661 IMPUGNAZIONI - 074 motivi di ricorso - IN GENERE
IMPUGNAZIONI - CASSAZIONE - MOTIVI DI RICORSO - IN GENERE - Motivi perplessi e
alternativi - Carenza di specificità - Sussistenza - Inammissibilità dell'impugnazione.
È inammissibile, per difetto di specificità, il ricorso presentato prospettando vizi di motivazione del
provvedimento impugnato, i cui motivi siano enunciati in forma perplessa o alternativa. (Nella fattispecie il
ricorrente aveva lamentato la "mancanza e/o insufficienza e/o illogicità della motivazione" in ordine alla
sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari posti a fondamento di un'ordinanza
applicativa di misura cautelare personale).
Sez. 6, Sentenza n. 800 del 06/12/2011 Ud. (dep. 12/01/2012 ) Rv. 251528
Presidente: De Roberto G. Estensore: Citterio C. Relatore: Citterio C. Imputato: Bidognetti e
altri. P.M. Selvaggi E. (Conf.)
(Rigetta, Ass.App. Napoli, 15 novembre 2010)
661 IMPUGNAZIONI - 074 motivi di ricorso - IN GENERE
IMPUGNAZIONI - CASSAZIONE - MOTIVI DI RICORSO - IN GENERE - Motivi perplessi o
alternativi - Carenza di specificità - Sussistenza - Inammissibilità dell'impugnazione.
E inammissibile, per difetto di specificità, il ricorso per vizi di motivazione i cui motivi siano enunciati
in forma perplessa o alternativa.
Sez. 6, Sentenza n. 40536 del 14/10/2010 Cc. (dep. 17/11/2010 ) Rv. 248687
Presidente: De Roberto G. Estensore: Citterio C. Relatore: Citterio C. Imputato: P.G. in proc.
Berforini. P.M. Di Casola C. (Diff.)
(Dichiara inammissibile, Trib. Empoli, 01 febbraio 2005)
661 IMPUGNAZIONI - 080 mancanza della motivazione
IMPUGNAZIONI - CASSAZIONE - MOTIVI DI RICORSO - MANCANZA DELLA
MOTIVAZIONE - Mancanza assoluta della motivazione - Nullità della sentenza di assoluzione Interesse ad impugnare del P.M. - Esclusione - Ragione - Fattispecie.
In tema di impugnazioni, è inammissibile il ricorso per cassazione del P.M. con il quale si denunci la
nullità di una sentenza di assoluzione per mancanza assoluta della motivazione, non sussistendo alcun
interesse all'impugnazione in difetto di qualsiasi specificazione delle ragioni della erroneità della decisione,
ovvero dell'indicazione dello specifico vantaggio perseguito con l'annullamento della medesima.
(Fattispecie in cui la sentenza era costituita dall'intestazione, dalle conclusioni delle parti e dal dispositivo).
Sez. 6, Sentenza n. 18081 del 14/04/2011 Ud. (dep. 10/05/2011 ) Rv. 250248
Presidente: Agro' A. Estensore: Citterio C. Relatore: Citterio C. Imputato: P.G. in proc. Perrone.
P.M. Selvaggi E. (Diff.)
(Dichiara inammissibile, App. Bari, 23/01/2009)
661 IMPUGNAZIONI - 076 illogicita' della motivazione
IMPUGNAZIONI - CASSAZIONE - MOTIVI DI RICORSO - ILLOGICITÀ DELLA
MOTIVAZIONE - Sentenza di appello - Riforma integrale della sentenza di primo grado - Difetto
di motivazione - Specificità del motivo di ricorso - Condizioni.

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È inammissibile, per genericità del motivo, il ricorso per cassazione che, denunciando il difetto di
motivazione della sentenza d'appello per l'assenza di un confronto con le ragioni esposte dal primo giudice
a sostegno della decisione integralmente riformata, non proceda ad autonoma critica indicando,
specificamente e con illustrazione delle ragioni della decisività al fine di una diversa deliberazione, i
passaggi argomentativi della sentenza di primo grado ignorati.

La pienezza dell’ambito della motivazione del giudice d’appello
La rivalutazione originaria del punto della decisione ‘attaccato’
Sentenza n. 3287 del 27 novembre 2008 - depositata il 23 gennaio 2009
(Sezioni Unite Penali, Presidente V. Carbone, Relatore A. Fiale)
<<…… 3.5 Viene prospettato in ricorso che l’art. 559, 4° comma, c.p.p. troverebbe diverse
modalità applicative, a seconda che il giudice impedito abbia o meno redatto la minuta della
motivazione, giacché nel primo caso il presidente dovrebbe procedere a sottoscrivere tale
documento prima del suo deposito in cancelleria mentre, nel secondo caso, il presidente
dovrebbe limitarsi, dando atto dell’impedimento del giudice, a sottoscrivere il dispositivo
(eventualmente preceduto dall’indicazione del nominativo dell’imputato, delle imputazioni e
delle conclusioni delle parti), ordinandone il deposito ai fini della eventuale impugnazione,
finalizzata ad ottenere una declaratoria di nullità della decisione con regressione al giudice di
primo grado.
In quest’ottica non solo viene affermata la possibilità dell’impugnazione del mero
dispositivo, ma essa viene anzi configurata quale strumento idoneo a superare una situazione
di stallo determinata dalla sopravvenuta impossibilità di provvedere al deposito della
motivazione.
Tale ricostruzione procedimentale non è condivisibile, sia perché per il giudice
monocratico (come già si è osservato) non è previsto il deposito di alcuna “minuta” sia perché
il caso della mancanza assoluta della motivazione non rientra tra quelli, tassativamente
previsti dall’art. 604 c.p.p., nei quali il giudice di appello deve dichiarare la nullità della
sentenza appellata e disporre la trasmissione degli atti al giudice di primo grado;
verificandosi invece nullità ai sensi dell’art. 125, 3° comma, c.p.p., alla quale, allorquando la
sentenza è appellabile, il giudice di appello può rimediare in forza dei poteri di piena
cognizione e valutazione del fatto assegnatigli dalla legge.
Neppure può condividersi una prospettazione di radicale “inesistenza” della sentenza
priva di motivazione [affermata da Cass. pen.: Sez. III, 13.7.2007, n. 27965, Butera; Sez. III,
28.4.2004, n. 35109, P.G. in proc. Basile e Sez. II, 17.10.2000, n. 5223, Pavani; nonché da Cass.
lav., 8.10.1985, n. 4881; Monacelli contro Inps], poiché il concetto di inesistenza, quale categoria
dogmatica elaborata dalla dottrina e dalla giurisprudenza e ben distinta da quella della nullità
assoluta per il fatto di travalicare lo stesso giudicato, appare rimandare essenzialmente ai casi
talmente gravi da far perdere all’atto i requisiti “geneticamente” propri dello stesso (nei quali
ad esempio la sentenza promani da organo o persona privi di potere giurisdizionale o nei
confronti di imputato inesistente), sì da porlo quale strutturalmente inidoneo a produrre alcun
effetto giuridico nel processo e fuori di esso [vedi Cass., Sez, Unite pen.: 24.11.1999, n. 25, Di
Dona e 9.7.1997, n. 11, P.M. in proc. Quarantelli].
Nella fattispecie in esame, dunque, la Corte territoriale – anche a fronte del deposito del
mero dispositivo della sentenza pronunciata dal G.I.P. – avrebbe comunque potuto decidere
nel merito e, nel rispetto dei limiti del devoluto e del divieto di reformatio in peius,
procedere addirittura alla redazione integrale di una motivazione mancante, utilizzando le
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prove già legittimamente acquisite nel precedente grado di giudizio nel contraddittorio
delle parti (in tal senso Cass., Sez. V, 25.3.2005, n. 11961)…>>.
Sentenza n. 3286 del 27 novembre 2008 - depositata il 23 gennaio
(Sezioni Unite Penali, Presidente V. Carbone, Relatore A. Fiale)
<<6.4 Secondo la giurisprudenza di questa Corte Suprema: ………
- anche il giudice di appello - pur non dovendo trascurare le argomentazioni
difensive dell'appellante - non è tenuto ad una analitica valutazione di tutti gli
elementi favorevoli o sfavorevoli, dedotti dalle parti ma, in una visione globale di
ogni particolarità del caso, è sufficiente che dia l'indicazione di quelli ritenuti
rilevanti e di valore decisivo, rimanendo implicitamente disattesi e superati tutti
gli altri, pur in carenza di stretta confutazione (vedi Cass., Sez. 6, 4.9.1992, n. 9398).
Nella fattispecie in esame, la Corte di merito, nel corretto esercizio del potere
discrezionale riconosciutole in proposito dalla legge, ha confermato il giudizio di
equivalenza espresso dal primo giudice attribuendo rilevanza decisiva alla
‘estrema gravità oggettiva’ delle condotte criminose accertate ed al
‘comportamento processuale ispirato alla ostinata negazione delle proprie
responsabilità’, deducendone razionalmente significazioni negative della
personalità dell'imputato.>>

2009

Sez. 6, Sentenza n. 24062 del 10/05/2011 Cc. (dep. 15/06/2011 ) Rv. 250499
Presidente: Serpico F. Estensore: Citterio C. Relatore: Citterio C. Imputato: Palau Giovannetti.
P.M. D'Angelo G. (Conf.)
(Annulla con rinvio, App. Brescia, 22/11/2004)
661 IMPUGNAZIONI - 005 atti preliminari al giudizio - IN GENERE
IMPUGNAZIONI - APPELLO - ATTI PRELIMINARI AL GIUDIZIO - IN GENERE - Sentenza
di proscioglimento pronunciata "de plano" prima del dibattimento - Conseguenze nel giudizio di
legittimità - Nullità assoluta per violazione del contraddittorio - Interesse dell'imputato alla sua
dichiarazione - Sussistenza - Ragione - Fattispecie.
Nel giudizio di cassazione, vi è l'interesse dell'imputato alla declaratoria di nullità della sentenza con
cui la Corte d'appello abbia dichiarato "de plano" l'estinzione del reato per prescrizione prima del
dibattimento, poichè solo il giudice del merito può valutare la sussistenza delle condizioni per deliberare il
proscioglimento a norma dell'art. 129, comma secondo, cod. proc. pen., con riferimento al contenuto di
tutte le risultanze processuali. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha annullato con rinvio
l'impugnata sentenza, ritenendola affetta da nullità assoluta per violazione radicale del contraddittorio).

La patologia della risposta
Sez. 6, Sentenza n. 35346 del 12/06/2008 Ud. (dep. 15/09/2008 ) Rv. 241188
Presidente: De Roberto G. Estensore: Matera L. Relatore: Matera L. Imputato:
Bonarrigo e altri. P.M. Selvaggi E. (Conf.)
(Annulla in parte con rinvio, App. Messina, 5 Luglio 2004)
‘Sussiste il vizio di motivazione, sindacabile ai sensi dell'art. 606, comma primo, lett.
e), cod. proc. pen., quando il giudice del gravame si limita a respingere i motivi
d'impugnazione specificamente proposti dall'appellante e a richiamare la contestata
motivazione del giudice di primo grado in termini apodittici o meramente ripetitivi, senza

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salvo qualche minima interpolazione -. 44-55) è una copia di quella della sentenza di primo grado (pagg. 4221). generici o manifestamente infondati. con riferimento al reato sub E). e. lett. con diverse articolazioni. 2) In particolare. dal Galluzzo (in relazione ai capi P. 606 c. invece. Sez. dal Leggio (in relazione al capo P). sussiste il vizio di motivazione. Sempre con riguardo all'affermazione di responsabilità.13 – cons. 57-68). dopo avere proceduto all'esame delle censure dell'appellante. nelle parti concernenti l'affermazione di responsabilità dei ricorrenti. 309 del 1990.farsi carico di argomentare sull'inconsistenza ovvero sulla non pertinenza delle relative censure. dalla quale il giudice del gravame si è discostato solo nell'escludere la circostanza aggravante di cui al D. 6.. ha avuto modo di precisare che l'integrazione della motivazione tra le conformi sentenze di primo e secondo grado è possibile soltanto se nella sentenza d'appello sia riscontrabile un nucleo essenziale di argomentazione. non pertinenti. D. le soluzioni adottate dal Giudice di primo grado siano state specificamente censurate dall'appellante. la parte motiva della sentenza di appello (pagg. dal Coppolino (in relazione al capo E). 20-4-2005 n. Più specificamente. (Cass. nel precisare i limiti di legittimità della motivazione per relationem della sentenza di appello. Carlo Citterio –II. Italia. la motivazione della sentenza di primo grado. le specifiche deduzioni svolte. H e O) e dal Bonarrigo (in relazione ai capi A. oppure di questioni generiche. 74. L'impugnata sentenza risulta del tutto carente di autonoma motivazione anche in relazione ai reati sub SSM 8. Analogamente. pertanto. 67-79) si sovrappone perfettamente a quella di primo grado (pagg.p. senza procedere ad alcun esame critico delle censure mosse dall'appellante Italia. gli specifici motivi di impugnazione proposti dai singoli appellanti. ascritto agli imputati La Camera. E. Bonarrigo e Cavò. C.5 . 86-97) in punto responsabilità riproduce alla lettera quella della decisione del Tribunale (pagg.R. 18-28).’ “Le censure di omessa motivazione mosse nei confronti dell'impugnata sentenza dall'Italia (in relazione ai capi P e I). se il giudice del gravame si limita a respingere tali censure e a richiamare la contestata motivazione in termini apodittici o meramente ripetitivi. ha fatto proprie le considerazioni svolte dal primo giudice. senza sottoporla ad alcun vaglio critico e senza esaminare e valutare. l'ambito della necessaria autonoma motivazione del giudice d'appello risulta correlato alla qualità e alla consistenza delle censure rivolte dall'appellante. per quanto riguarda il capo I). Leggio. Nel caso in esame. Sono state del tutto ignorate. F. il giudice dell'impugnazione ben può motivare per relazione e trascurare di esaminare argomenti superflui. n. Questa Corte. superflue o palesemente inconsistenti. essendosi la Corte di Appello limitata a ricopiare integralmente . sia pure per ritenerli inconferenti o infondati. sindacabile ex art. Galluzzo e Bonarrigo in ordine alla inidoneità del materiale probatorio a dimostrare la sussistenza degli elementi integrativi della fattispecie associativa contestata e l'appartenenza dei singoli prevenuti al sodalizio criminoso. Non un'autonoma parola viene spesa per contrastare le argomentazioni difensive svolte con i motivi di appello dal Bonarrigo e dal Coppolino. dal La Camera (in relazione al capo P). la decisione impugnata risulta affetta dal denunciato vizio di motivazione. P) sono fondate. Se questi si limita alla mera riproposizione di questioni di fatto già adeguatamente esaminate e correttamente risolte dal primo giudice. la motivazione della sentenza di appello (pagg. Galluzzo.4. senza farsi carico di argomentare sulla fallacia o inadeguatezza o non consistenza dei motivi di impugnazione. Leggio. Quando. comma 4 e nel riconoscere l'attenuante di cui all'art.P. Italia. rispetto alla quale viene omessa solo l'integrale riproduzione del contenuto delle intercettazioni. comma 6 della stessa legge. comma 1. da cui possa desumersi che il giudice del secondo grado. 40-48). dagli appellanti La Camera. 74. per quanto riguarda il reato associativo di cui al capo P.p. la motivazione della sentenza di appello (pagg. art.

id. Carlo Citterio –II. sicché risulta possibile. Apparentemente. la struttura motivazionale della sentenza di appello può saldarsi con quella precedente per formare un unico complesso corpo argomentativo. senza apportare alcun autonomo contributo critico. 6. costituito dalla revisione critica della precedente pronuncia alla stregua degli argomenti svolti dall'appellante. 3) In relazione alle imputazioni suindicate. non si è nemmeno preoccupato di specificare di ritenere condivisibili le argomentazioni svolte dal GUP e di riportarle nella sua decisione in quanto coincidenti con le sue valutazioni. 15-18. 14-2. è vero che. ha mostrato di non avere affatto esaminato e valutato gli specifici motivi di doglianza proposti dagli appellanti. 13-15. 6-11. la motivazione della sentenza impugnata. con rinvio per nuovo giudizio alla Corte di Appello di Reggio Calabria. che segue all'esposizione dei motivi d'impugnazione. 125 c. Sez. 6221/2005.38 e 54-57).p. È stato però più volte ribadito da questa Corte che manca di motivazione la sentenza d'appello che . 4704).4.. infatti. 3. 29-36.>> Sez.6 .nell'ipotesi in cui le soluzioni adottate dal giudice di primo grado siano state specificamente censurate dall'appellante . la motivazione della sentenza di appello risulta una mera riproduzione letterale di quella di primo grado.1994 n. Cass. È evidente. 6. Rv. Rv. SSM 8. 40-44. Ciò posto. D. in realtà frutto di una mera operazione di ricopiatura materiale di quella di primo grado. in quanto il giudice di appello. 34.13 – cons.H) ed O). limitandosi a ricopiare la sentenza di primo grado. Prescia). in relazione ai capi e ai punti suindicati. colmare eventuali lacune della sentenza di appello.p. si pone come espressione di un'autonoma valutazione del giudice di appello. infatti. pertanto. 111 Cost. comma 3 (oltre che dell'art. che la mera ritrascrizione della precedente motivazione non adempie l'obbligo di motivazione e fa venir meno lo stesso oggetto del giudizio di appello. 18-28). infine. Aglieri. comma 6). quando le sentenze di primo e secondo grado concordino nell'analisi e nella valutazione degli elementi di prova posti a fondamento delle rispettive decisioni. omettendo ogni valutazione delle deduzioni difensive svolte dall'appellante Galluzzo. sulla base della motivazione della sentenza di primo grado. per le quali la motivazione resa dalla Corte distrettuale (rispettivamente a pagg. 25-2-1999 n. n. Sez. 218172. 44-55) combacia perfettamente con quella della decisione di primo grado (pagg. si osserva che nelle parti segnalate si è in presenza di una motivazione meramente apparente. 62-67 e 82-86) le argomentazioni svolte dal GUP (rispettivamente a pagg. F). 12540/2000. risultano altresì gli articolati motivi di appello svolti in relazione alle imputazioni di cui ai capi A). n. per i quali si limita a trascrivere integralmente (rispettivamente a pagg. 12148 del 2009 <<3. 4557. e quindi la garanzia del doppio grado di giurisdizione (Cass. Rileva innanzitutto il Collegio che l'imputato aveva presentato un atto di appello con cui aveva dedotto motivi specifici. 4. Del tutto ignorati. 233082. con particolare riferimento alla "errata valutazione delle prove e della buona fede" e alla "mancanza di dolo e mancata motivazione sul punto". Cass. anzi. per quanto attiene alla posizione del Bonarrigo. Sez. 37-40. Sentenza n. aggiungendo la propria adesione in termini apodittici e stereotipati. Il giudice del gravame. senza dare conto degli specifici motivi d'impugnazione e senza argomentare sull'inconsistenza o non pertinenza degli stessi (cfr. Orbene. Il ricorso è fondato.. C). che dovrà motivare in modo congruo ed esauriente in ordine alle imputazioni considerate. Di conseguenza. resa in violazione dell'art. s'impone l'annullamento della sentenza impugnata.si limiti a riprodurre la decisione del primo giudice.

comma 6.. Ritiene il Collegio che viola ancora più gravemente tale obbligo. La sentenza impugnata va.>> SSM 8. 125 c.della motivazione della sentenza emessa in primo grado dal Tribunale di P.p. che fonda l'essenza della giurisdizione e della sua legittimazione sull'obbligo di "rendere ragione" della decisione.. che si trasforma in uno spreco di tempo e di risorse e in una apparente e fittizia garanzia per l'imputato. la motivazione (dal periodo "La difesa dell'imputato ha chiamato a testimoniare sul punto.")..In tal caso non può certamente parlarsi di motivazione "per relationem". e perciò è nulla per mancanza di motivazione. non può essere considerata replica ai motivi d'appello. contro cui l'imputato aveva presentato il suo specifico gravame e che. pertanto.p." sino all'elencazione finale degli "indici esteriori. ad altra sezione della corte d'appello di T.4. Carlo Citterio –II. è la riproduzione integrale . per il giudizio.e neppure dichiarata . annullata con rinvio. bensì di elusione dell'obbligo di motivare. dopo una prima parte autonoma ma prevalentemente descrittiva del processo.7 ... rivelatori dell'atteggiamento della volontà. così vanificando del tutto il senso e lo scopo dell'atto di impugnazione e del secondo grado di giudizio. comma 3 e direttamente imposto dall'art. Nel caso in esame. pertanto.13 – cons. previsto a pena di nullità dall'art. la sentenza d'appello che si limiti a copiare la decisione di primo grado. ossia sulla natura cognitiva e non potestativa del giudizio. 111 Cost.. 5.

Carlo Citterio –II.8 .SSM 8.4.13 – cons.

Carlo Citterio –II.4.SSM 8.9 .13 – cons.

10 . Carlo Citterio –II.13 – cons.SSM 8.4.

4.11 .SSM 8. Carlo Citterio –II.13 – cons.

p.p. Giustino). il giudice dell'appello deve dimostrare di avere sottoposto a rinnovato ed autonomo vaglio il punto della decisione devolutogli. 606 c.6 15. sent. Aglieri ed altri).13 – cons. 6^. E: Sez. Chiodi). 35346 del 12.spiegano ed evidenziano la peculiarità della motivazione della sentenza di appello..4.10. In tale contesto sistematico. Queste due peculiarità del rito d'appello . in proc.2009. 6^.. Sez. 606 c. è certamente correlato alla qualità e consistenza delle censure rivolte dall'appellante. con motivazione non apparente e immune dai vizi logici della contraddittorietà e della manifesta illogicità. in questo secondo caso.16. 6. suo ambito limitato ai punti della decisione devoluti con motivi specifici .2009 in proc. lett. Carlo Citterio –II. e quindi della sua ammissibilità. Sentenza n. viene soddisfatta con l'indicazione degli elementi ritenuti rilevanti e di valore decisivo. È questo anche il filo conduttore della giurisprudenza in materia di "motivazione per relazione". 40609 del 1 . lett. art. nuovo testo lett.p. legittimo solo quando.2. tenendo conto dell'intero contenuto del fascicolo del giudizio di primo grado e non solo di quanto argomentato dal giudice di primo grado. sent. più esaustivamente. confrontarsi quantomeno con quegli elementi e quelle ragioni indicate. sent. E.p.p. apodittiche. E . l'obbligo di motivazione del giudice di appello ai sensi dell'art.con riferimento ai parametri di cui all'art. 546 c. Ciavarella.2005 .. comma 6 e art.Sez. Unite sent. Moschetti)...22.p. sent.2006 in proc. quando è comprovata l'avvenuta revisione globale di ogni particolarità del caso.2008 ~ 23.9.11. In particolare. e ricordato che uno dei presupposti della specificità del motivo di impugnazione. 111 Cost. il giudice dell'appello non può richiamare in termini meramente ripetitivi. Il richiamo è.19. ovvero propone deduzioni generiche.11. specificamente individuato. 3286 del 27. 6^.4..12 . sotto comminatoria di inammissibilità. stereotipati quando non apodittici.2006 in proc.p. 125 c. Con la ricordata precisazione che l'esigenza del suo adeguato adempimento non implica necessariamente l'analitica valutazione di tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti ma. pur se non specificamente confutati (Sez. in tal caso verificandosi una vera e propria elusione dell'obbligo di motivare. che introduca valutazioni e considerazioni non svolte in precedenza ovvero che critichino con puntualità le argomentazioni con cui le proprie precedenti deduzioni sono state disattese dal primo giudice. 38698 del 26. tutti gli altri rimanendo implicitamente disattesi e superati. 598 c. dall'altro il giudice di appello deve. comma 1. art.9 . anche tenendo presenti le specifiche censure. 12148 del 12. ogni qual volta non abbiano per sè valenza disarticolante la razionalità del percorso argomentativo (ai sensi dell'art. 29638 del 2010 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE . Sez. è il confronto puntuale con le argomentazioni presenti nella sentenza di primo grado.del ragionamento che sostiene il percorso motivazionale di questo vaglio autonomo e della sintesi valutativa che lo conclude. diviene mero passaggio argomentativo inserito nell'autonomo percorso giustificativo della rinnovata valutazione SSM 8.1. superflue o palesemente inconsistenti.3. 6^. oppure solo limitarsi a riprodurne graficamente parti intere (Sez. 6^.p. dalla parte e. comma 1.2 . consentendo così alle parti ed al giudice di legittimità la verifica logica . la motivazione della sentenza impugnata (Sez.assoluta pienezza della cognizione.p.p. sent..2008 in proc.30. Bonarrigo e altri. che si caratterizza per una singolare specularità: da un lato il motivo d'impugnazione deve indicare specificamente gli elementi di fatto e le ragioni di diritto che sorreggono la doglianza. 6221 del 20..2008 in proc. secondo cui il giudice d'appello può limitarsi a richiamare le parti corrispondenti della motivazione della precedente sentenza solo quando l'appellante a sua volta si limita alla mera riproposizione di questioni di fatto (o di diritto) già espressamente ed adeguatamente esaminate e correttamente risolte dal primo giudice. Quando invece si è in presenza di una contestazione specifica. con la correttezza giuridica e di merito del punto della decisione investito da quel motivo.

ai rapporti con CARMELO LO BIANCO e ENZO BARBA. l'esistenza di titoli cambiari. costituivano "serio elemento di verifica esterna" all'attendibilità della persona offesa. commentando: la centralità delle deposizioni RUELLO. quando non tutti i possibili profili di interesse difensivo vengano anticipati) e riproposte. il contenuto "effettivamente confuso ed approssimativo" della ricostruzione delle vicende estorsive ed usurarie tuttavia spiegabile con la complessità ed ampiezza delle dichiarazioni e la sovrapposizione dei rapporti.13 – cons. RUFFO. 4.6 espone le sole richieste dei singoli atti di appello.2005 in ordine: al rinvenimento di un ordigno esplosivo fuori di un proprio negozio nel 1992. l'esistenza di un nucleo centrale rimasto costante e privo di contraddizioni interne in un contesto sprovvisto di alcun intento calunniatorì o e sostenuto da acquisizioni documentali. in ordine: ai contatti emersi dalle intercettazioni. La motivazione della Corte distrettuale non risponde ai principi sopra ricordati. che. girato al RUELLO GAETANO e da questi al LO BIANCO PAOLO (dipendente dell'ospedale civile locale e tuttavia titolare di conti correnti dalle movimentazioni assai elevate e quindi ingiustificate) e quindi ad altro assegno da 3000 Euro giunto al CARCHEDI.4. a prestiti sempre usurari ottenuti poi da FRANZÈ. CARCHEDI. nel suo complesso. 9 la Corte distrettuale spiega le ragioni della conferma delle responsabilità giudicate in primo grado.13 . a un prestito di L. alle pagine 4 . e per relazione. in sede di controesame) FRANZÈ e RUFFA. in esito a "precise contestazioni difensive". CARCHEDI e FLAMINGO. Da pag. della sentenza di primo grado. Essa appare viziata. ai rapporti con CARCHEDI (dando atto delle precisazioni fornite. queste non contestate tutte in concorso. 4. nonché accertamenti bancari che. a fronte di una pluralità di imputati e di imputazioni. Da pag. infine. all'analisi degli accertamenti bancari e in particolare a un assegno da 2000 Euro emesso dalla figlia RUELLO MARIA RITA. LO BIANCO CARMELO). 17 la sentenza d'appello richiama poi le dichiarazioni dei verbalizzanti SACCÀ. 30 milioni ricevuto dallo stesso LO BIANCO CARMELO con i successivi pagamenti usurari con assegni dati anche al LO BIANCO PAOLINO. oggetto di tre verbali di sequestro della Guardia di finanza (relativi a titoli consegnati tra gli altri a RUFFA. proposte nei motivi di appello (come del resto fisiologico. È evidente. la sentenza di appello alle pagine 3 e 4 da conto delle condanne in relazione ai vari capi di imputazioni. da una struttura sostanzialmente solo riepilogativa. ciò che solo rileva è che all'interno della complessiva motivazione sia dato individuare con chiarezza quel necessario autonomo e specifico vaglio dei punti specifici devoluti dall'impugnazione ed il percorso argomentativo che lo sostiene. alle pagine da 6 a 9 espone i capi di imputazione. a prestiti usurari ricevuti in precedenza anche da BARBA FRANCESCO e DI RENZO (imputati in altro procedimento). Carlo Citterio –II. caratterizzata dal necessario puntuale confronto motivazionale con il contenuto e le ragioni della contestazione specifica. ai prestiti ottenuti da LO BIANCO PAOLINO. che non assolve al doveroso puntuale confronto con le deduzioni poste a sostegno dei punti della decisione oggetto dei singoli articolati motivi di appello. in assenza di una disciplina positiva sullo "stile" della sentenza d'appello. DAIDONE e BRUZZANO. FRANZÈ.della Corte d'appello.1 In particolare. COMITE. nei vari ricorsi. E poiché la sentenza di primo grado non conteneva già una risposta esauriente a tutte le censure. 11 espone il contenuto delle dichiarazioni di RUELLO all'udienza dibattimentale del 15. infine agli accertamenti su matrici e assegni che avevano dato esito certo solo in relazione a due assegni da lire 5 milioni emessi dal RUELLO e incassati rispettivamente da BARBA FRANCESCO e LO BIANCO PAOLINO. assegni bancari e matrici con sigle.12. Da pag. come vizi motivazionali. insieme. quella struttura motivazionale non risulta complessivamente idonea ad assolvere il peculiare obbligo motivazionale che appartiene al giudice d'appello. LO BIANCO PAOLINO. Dalla pagina 19 la sentenza impugnata prima richiama le pagine da 23 a 26 della sentenza del Tribunale per la specifica comparazione tra l'esito degli accertamenti e le dichiarazioni di RUELLO (ma le informazioni contenute in quelle pagine paiono quelle di cui la sentenza d'appello ha già dato conto nelle pagine 11 e 18) e quindi parafrasa il contenuto della sentenza del Tribunale in ordine alle SSM 8. quali "sommariamente" riportate dalla sentenza di primo grado "a parziale conforto degli esiti della prova testimoniale" di RUELLO.

24 . appena evidenziati.21 sent. all'assenza di una precisa documentazione a sostegno della ricostruzione puntuale delle vicende usurarie ed estorsive. Ma tale ricerca . Nulla ha infatti ritenuto di dire il Giudice d'appello. deliberata in un processo con plurime imputazioni.4. nel caso concreto. appello).necessariamente discrezionale. non contestazione di delitto associativo o di concorso generalizzato. inidonea a dar conto del percorso SSM 8. sul punto del non essersi potuto verificare quale dei titoli in questione fosse stato o meno "bancato". richiama quindi l'associazione tra assegni e matrici riportata alle pagine 29 . Per il delitto di tentata estorsione sub 1 (LO BIANCO CARMELO e BARBA) afferma che violenza o minaccia sussistono perché i due. così sussistendo scuramente anche le due aggravanti. richiama poi le risultanze dei conti correnti.14 . poi.debba andare a verificare i contenuti dei singoli atti di appello per poi procedere ad una valutazione . potrebbero di per sè essere ricondotti ad una mera infelice forma espositiva. Così conclude il Giudice dell'appello: "Vanno comunque disattese le singole censure proposte dagli imputati avverso la sentenza impugnata.per rispondere ai motivi di ricorso . "in considerazione della natura e delle modalità delle vessazioni e del sospetto di appartenenza di taluni degli imputati a consorterie mafiose". per le dichiarazioni di RUELLO e le prove documentali richiamate. argomentava l'inconfigurabilità della desistenza perché la loro rinuncia era stata determinata dal "sospetto che il RUELLO li volesse denunciare". Dall'ultimo capoverso di pag. quindi da timore e non da scelta volontaria. stante la struttura generale e generica (quanto alle singole posizioni) . appariva "palese la sussistenza di tutte le fattispecie usurarie ugualmente dedotte in rubrica".fisiologica quando si tratta di verificare se il motivo di ricorso sia o meno "nuovo" . 21 la Corte parafrasa le valutazioni espresse dal Tribunale alle pagine 30 e 31 della sua motivazione. che definisce adeguata. la Corte catanzarese ritiene "corretta la contestazione dell'aggravante speciale del metodo mafioso a più riprese contestata". sul contenuto delle singole specifiche doglianze. CARCHEDI e FRANZÈ (pag.lasciando già con tale locuzione il dubbio di mancate risposte e comunque determinando la necessità che questa Corte di legittimità . gran parte di esse sono state affrontate e risolte nelle pregresse pagine motivazionali". non essendo poi rilevante che fosse stata la persona offesa a rivolgersi loro (il che integrava l'aggravante contestata). fa riferimento alla motivazione del Tribunale.laddove resa "necessaria" conferma.13 – cons. che l'impostazione seguita dalla motivazione della sentenza impugnata si è manifestata intrinsecamente. a riprova dello stato di bisogno della parte e della sussistenza dell'aggravante corrispondente. anche solo nella parte descrittiva. La Corte distrettuale argomenta quindi (pag. pag.dichiarazioni su LO BIANCO.30 della prima sentenza (si tratta. 4. Ma in realtà. Per il delitto di estorsione aggravata ascritto al LO BIANCO CARMELO argomenta che "il riferimento alle condizioni di salute di un figlio detenuto doveva ragionevolmente ritenersi un pretesto alquanto improbabile per trarre comunque profitto dallo stato di bisogno della persona offesa". ha quindi concluso che gran parte delle censure erano superate dalle proprie argomentazioni . 20 .2 È ben vero che i due passaggi della conclusione. l'espresso riferimento alla soluzione di "gran parte" delle singole censure (e quindi non di "tutte") ed al sospetto di appartenenza di "taluni" degli imputati a consorterie mafiose (e quindi non di "tutti") finisce con il manifestare il limite insuperabile della struttura argomentativa della sentenza impugnata. più imputati.di pertinenza delle argomentazioni generali alle singole censure. e tuttavia all'esistenza di un nucleo costante delle dichiarazioni di RUELLO ed all'assenza certa di alcun suo intento calunnioso. si è riportato direttamente alle imputazioni ed ha poi reiterato sostanzialmente la motivazione del Tribunale. in ordine alla complessità contenutistica e temporale della vicenda. per altra via.23) che "va dunque affermata la penale responsabilità degli imputati in ordine a tutte le fattispecie loro rispettivamente ascritte in rubrica".25 sentenza primo grado. e appunto insuperabilmente. Carlo Citterio –II. Infine. Spiegato perché la richiesta di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale proposta dal RUFFA GREGORIO era infondata. pare. "si richiamavano all'apposizione di un ordigno esplosivo ai danni della persona offesa". che fa proprie.30) e. delle pagine 26 .

Catanzaro.Contrasto con la motivazione in ordine alla quantificazione della pena . Ed in effetti sono rimaste così prive di risposta. Relatore: Citterio C. 6. in un contesto in cui . Carlo Citterio –II. sulla unicità dell'apporto (BARBA. aspetto in fatto espressamente devoluto nei motivi di appello). in relazione a ciascun imputato ed a ciascuna imputazione. a titolo esemplificativo. Sentenza n.che dal punto di vista logico sostenevano il ritenuto timore di imminente denuncia). 44642 del 02/12/2010 Ud.Deduzione nel ricorso . con l'unico limite del rispetto di quanto deliberato nel dispositivo e riscontrato dalla motivazione per cui deve ritenersi formato il giudicato.e la richiesta di denaro (L. con l'improprietà di passare direttamente dalla ritenuta credibilità generale all'attendibilità sulla singola persona in relazione alla singola contestazione: aspetto espressamente proposto dettagliatamente nei motivi di appello). 3 ricorso BARBA). sull'inverosimiglianza della narrazione (pag. Si noti: il punto non è che tali censure. SSM 8.non si è motivato sulla deduzione difensiva di mancanza di prova dei fatti . sulle posizioni specifiche di FRANZÈ e RUFFA.argomentativo svolto.B. sulla distanza temporale tra l'apposizione dell'ordigno .G. La discrasia tra dispositivo letto in udienza e motivazione non contestuale in ordine alla determinazione del trattamento sanzionatorio.B.037 dispositivo SENTENZA . 249090 Presidente: De Roberto G. Volpe G. sull'omesso esame della moglie di CARCHEDI in relazione a tali sopravvenute diverse dichiarazioni. Imputato: P. App.DISPOSITIVO . 09 ottobre 2009) 677 SENTENZA . CARMELO). percorso che non può essere ricostruito dalla mera lettura della decisione impugnata.non contestata agli imputati .intervento di politici. comporta l'annullamento della sentenza per omessa motivazione sul punto e legittima il giudice del rinvio a procedere ad un nuovo autonomo esame degli originari motivi d'appello sulla quantificazione della pena ed ad una nuova decisione in merito. Sez. le censure specifiche sui dati temporali del rapporto usurario (tra parte del narrato di RUELLO e parte della documentazione: LO BIANCO CARMELO e PAOLO . PAOLO). sull'inidoneità del richiamo a notizie giornalistiche e a interventi politici quali riscontri esterni in ragione del mancato accertamento su di essi (BARBA e L. se con il ricorso ne sia stata sollecitata la rimozione.Conseguenze. appaiano necessariamente fondate: ma su di esse la Corte avrebbe dovuto argomentare specificamente. 20/12/2010 ) Rv. sull'attribuibilità ai singoli imputati dell'aggravante ex art.come visto . (Fattispecie relativa alla divergenza tra la pena comminata nel dispositivo e quella inferiore indicata nella motivazione della sentenza a seguito dell'applicazione della disciplina della continuazione di cui non vi era menzione alcuna nel primo). in proc. le singole richieste. P. Estensore: Citterio C.B.15 . aspetto in fatto devoluto nei motivi d'appello). sull'inattendibilità soggettiva specifica di RUELLO rispetto alla posizione CARCHEDI (per la diversità del contenuto delle dichiarazioni rese al dibattimento. sulla configurabilità dello stato di bisogno in relazione alla riconduzione dell'origine a libera scelta commerciale (L. pubblicazioni giornalistiche . sulla configurabilità della desistenza per il reato sub 1 tenuto conto della differenza tra spontaneità e volontarietà in relazione a quello che la Corte distrettuale indica già come mero sospetto di denuncia (circostanza che avrebbe richiesto una valutazione fattuale specifica.M. (Diff. proprio per dar conto del perché si ritiene la condotta dei due imputati interessati oltre che non spontanea anche non volontaria.REQUISITI . De Rose e altri.13 – cons. (dep. 7 in relazione alle specifiche imputazioni loro ascritte.4. CARMELO.aspetto in fatto espressamente devoluto nei relativi appelli -).) (Annulla con rinvio.

Relatore: Canzio G.Pubblico ministero .REQUISITI . 11 Maggio 2004) 661 IMPUGNAZIONI . Palermo. 33748 del 12/07/2005 Ud.Appello del P. 11 Maggio 2004) 677 SENTENZA . Sentenza n. In tema di motivazione della sentenza. L'appello del P. 33748 del 12/07/2005 Ud. Relatore: Canzio G.M.Individuazione. (Conf. App. 22120 del 29/04/2009 Ud. contro la sentenza di assoluzione emessa all'esito del dibattimento.Effetto pienamente devolutivo . attribuendo al giudice "ad quem" gli ampi poteri decisori previsti dall'art. contro la sentenza di assoluzione .M.M. P. non essendo vincolato alle alternative decisorie prospettate nei motivi di appello e non potendo comunque sottrarsi all'onere di esprimere le proprie determinazioni in ordine ai rilievi dell'imputato.M. pen. 1988) .IN GENERE . 231679 Relazioni Collegate Presidente: Marvulli N. dall'altro.Portata. tali da giustificare la riforma del provvedimento impugnato. proc. Diff. (dep.IN GENERE . (dep.M. il giudice di appello che riformi totalmente la decisione di primo grado ha l'obbligo di delineare le linee portanti del proprio.) (Annulla con rinvio.) (Annulla con rinvio. 20/09/2005 ) Rv. Estensore: Citterio C.La riforma in appello del giudizio di responsabilità (…con nuove problematiche per la prima condanna in secondo grado : il raccordo con il principio dell’oltre ogni ragionevole dubbio…) 1. (Parz.Doveri motivazionali del giudice di appello .. Iacoviello FM. anche se respinte. proc. Estensore: Canzio G. 20/09/2005 ) Rv. Diff.motivazione . Sez. b) cod.) (Annulla con rinvio. Sez. Milano.Effetto devolutivo Soggetti del diritto di impugnazione . l'imputato è rimesso nella fase iniziale del giudizio e può riproporre. Imputato: Mannino. tutte le istanze che attengono alla ricostruzione probatoria del fatto ed alla sua consistenza giuridica.IN GENERE SSM 8. Carlo Citterio –II.041 motivazione . U. Siniscalchi A. Ne consegue che. (dep. Siniscalchi A. 597 comma secondo lett. pen. 27/05/2009 ) Rv. Imputato: Tatone e altri. 1988) . alternativo. ha effetto pienamente devolutivo.16 .13 – cons. 243946 Presidente: Lattanzi G. da un lato. Palermo. 6. App. App. P. Sentenza n. pen. dando conto delle ragioni della relativa incompletezza o incoerenza.APPELLO . ragionamento probatorio e di confutare specificamente i più rilevanti argomenti della motivazione della prima sentenza. proc. salva l'esigenza di contenere la pronuncia nei limiti della originaria contestazione. Relatore: Citterio C. P. il giudice dell'appello è legittimato a verificare tutte le risultanze processuali e a riconsiderare anche i punti della sentenza di primo grado che non abbiano formato oggetto di specifica critica. 14 febbraio 2006) 677 SENTENZA .Impugnazioni Appello .Decisione che comporti totale riforma della sentenza di primo grado .IN GENERE IMPUGNAZIONI (Cod. Sez.002 APPELLO . Imputato: Mannino.4. (Parz.IN GENERE SENTENZA (Cod. Estensore: Canzio G. Sentenza n. 231675 Relazioni Collegate Presidente: Marvulli N. U.041 motivazione .

p. 604 c.Obblighi di motivazione. 4. 4.. Rotunno.MOTIVAZIONE .p. allorquando la sentenza è appellabile. Ciò spiega anche la costante giurisprudenza di legittimità per cui.Sentenza di condanna pronunciata in appello in riforma di sentenza assolutoria di primo grado .p. 606 c..13 – cons.2007 in proc.p. .l'obbligo di immediata declaratoria di determinate cause di non punibilità (art. .SENTENZA . Carlo Citterio –II. Sicché il giudice di appello può modificare la sentenza di primo grado. È in proposito emblematico il recente insegnamento delle Sezioni unite di questa Corte di legittimità. contenuto nella sentenza n.17 .p. nell'ambito del devoluto. Il confronto del giudice dell'appello è quindi. l'adeguatezza della decisione come concretizzatasi nel dispositivo alla valutazione di merito corretta e congrua rispetto al contenuto di tutti gli atti processuali utilizzabili per ciò che attiene ai punti della decisione.p.. 3. le singole questioni che sono dibattute e proposte con il motivo (Sez. se da un lato il motivo di impugnazione per essere specifico deve concretizzarsi nella precisa e determinata indicazione delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che sorreggono la doglianza sul singolo punto della decisione. comma 5).20.p. commi 5 e 6.p.la soggezione del giudice di appello alla sola verifica propria delle tassative e limitate ragioni del controllo di legittimità (art. nei quali il giudice di appello deve dichiarare la nullità della sentenza appellata e disporre la trasmissione degli atti al giudice di primo grado". Minardi.p. 3287 del 27. b. pronunciandosi altresì sui motivi di impugnazione relativi a violazioni di legge intervenute nel giudizio di primo grado in danno dell'imputato e da questi non dedotte per carenza di interesse.p. innanzitutto con gli atti del fascicolo processuale e non (solo) con la motivazione della sentenza di primo grado.1. devolutigli con i motivi specifici. in tal caso si verifica "invece nullità ai sensi dell'art.. il giudice ha l'obbligo di confutare in modo specifico e completo le argomentazioni della decisione di assoluzione e di valutare le ulteriori argomentazioni non sviluppate in tale decisione ma comunque dedotte dall'imputato dopo la stessa e prima della sentenza di secondo grado.11.. nonché sulle richieste subordinate avanzate dall'imputato stesso in sede di discussione nel giudizio di primo grado. lett. 129 c.2009 in proc. in cui si afferma che "il caso della mancanza assoluta della motivazione non rientra tra quelli.p.1 Il giudizio d'appello ha un peculiare ambito di cognizione che è caratterizzato da confini determinati con estrema chiarezza: . così come può confermarla con argomentazioni integrative o addirittura del tutto differenti da quelle svolte dal giudice del SSM 8. comma 4). sent. comma 3 alla quale.i limitatissimi poteri di integrazione d'ufficio dell'ambito conoscitivo (art.2008 23. che è strettamente connesso e conseguente al principio della necessaria specificità dei motivi di impugnazione (art. .p.5.12. art. c).10 .16. comma 1).p. lett. All'interno di questi confini vi è assoluta pienezza di cognizione e di rivalutazione del merito di quanto è stato devoluto. Sez. 125 c.4. 604 c.p. il giudice di appello può rimediare in forza dei poteri di piena cognizione e valutazione del fatto assegnatigli dalla legge". . anche per ragioni diverse da quelle dedotte nell'atto di impugnazione. 597 c.IN GENERE ..l'eccezionalità del potere di annullamento (art.p. 604 c. Bonetti).REQUISITI .2 . Il giudice di appello trae infatti dal confronto tra la sentenza impugnata ed i motivi d'impugnazione solamente gli spunti per verificare ed eventualmente far propria. 581 c. 4968 del 8.. 47158 del 25. comma 1). sui punti devoluti.p. 597 c. tuttavia ciò che viene devoluto è il punto della decisione e non gli argomenti logici.. o modificare. In tema di motivazione della sentenza di condanna pronunciata in appello in riforma di sentenza assolutoria di primo grado.l'effetto devolutivo (art. tassativamente previsti dall'art.1996 in proc. c e specialmente e).p..p. sent.

2009 in proc.p. sent..p.p. 4.2003 . stereotipati quando non apodittici la motivazione della sentenza impugnata (Sez.p. sent. che si caratterizza per una singolare specularità: il motivo d'impugnazione deve indicare specificamente gli elementi di fatto e le ragioni di diritto che sorreggono la doglianza e il giudice di appello deve.p. 606 c. 12148 del 12. in questo secondo caso. art. lett.18 . caratterizzata dal necessario puntuale confronto motivazionale con il contenuto e le ragioni della contestazione specifica.4.30.2008 in proc.15. Giustino). pur se non specificamente confutati (Sez. tenendo conto dell'intero contenuto del fascicolo del giudizio di primo grado.4.. il giudice dell'appello deve dimostrare di avere sottoposto a rinnovato ed autonomo vaglio il punto della decisione devolutogli. e . Sez.2004 in proc.9 .2 .2008 . con la correttezza giuridica e di merito del punto della decisione investito da quel motivo. 3286 del 27. superflue o palesemente inconsistenti. lett. SSM 8. comma 6 e art.2005 . secondo cui il giudice d'appello può limitarsi a richiamare le parti corrispondenti della motivazione della precedente sentenza solo quando l'appellante a sua volta si limita alla mera riproposizione di questioni di fatto (o di diritto) già espressamente ed adeguatamente esaminate e correttamente risolte dal primo giudice.p. confrontarsi quantomeno con quegli elementi e quelle ragioni indicate. e specificamente individuato.1. 15461 del 14.9. Unite sent. 38698 del 26. e ricordato che uno dei presupposti dell'ammissibilità del motivo di impugnazione e della sua specificità è il confronto puntuale con le argomentazioni presenti nella sentenza di primo grado. nuovo testo lett.p. 606 c.3. 40609 del 1 .2008 in proc. Chiodi). In particolare. è certamente correlato alla qualità e consistenza delle censure rivolte dall'appellante.p. 598 c. Mentre in presenza di una contestazione specifica. 111 Cost. ogni qual volta non abbiano per sè valenza disarticolante la razionalità del percorso argomentativo (ai sensi dell'art. in tal caso verificandosi una vera e propria elusione dell'obbligo di motivare.22. il giudice dell'appello non può richiamare in termini meramente ripetitivi.23. dalla parte e. come avviene quando le deduzioni dell'appellante sono condivisibili ma dagli atti emergono ulteriori. legittimo solo quando diviene mero passaggio argomentativo. in proc. diversi e sufficienti elementi di prova per confermare il dispositivo della decisione (Sez. che introduca valutazioni e considerazioni non svolte in precedenza ovvero che critichino con puntualità le argomentazioni con cui le proprie precedenti deduzioni sono state disattese dal primo giudice. più esaustivamente.13 – cons. con motivazione non apparente e immune dai vizi logici della contraddittorietà e della manifesta illogicità. sent. 6. Moschetti).. consentendo alle parti ed al giudice di legittimità la verifica logica .6 . sent. 125 c.4.11.10.. comma 1. sent.16. Williams e altri). inserito nell'autonomo percorso giustificativo della rinnovata valutazione della Corte d'appello.primo grado. sent.11. 6221 del 20. apodittiche. ovvero propone deduzioni generiche. Questa pienezza di cognizione limitata ai punti della decisione devoluti con motivi specifici evidenzia la peculiarità della motivazione della sentenza di appello.2.19. È questo anche il filo conduttore della giurisprudenza in materia di "motivazione per relazione". In tale contesto sistematico. oppure solo limitarsi a riprodurne graficamente parti intere (Sez.2006 in proc.1. l'obbligo di motivazione del giudice di appello ai sensi dell'art. 6.del ragionamento che sostiene il percorso motivazionale di questo vaglio autonomo e della sintesi valutativa che lo conclude. Con la precisazione che l'esigenza del suo adeguato adempimento non implica necessariamente l'analitica valutazione di tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti ma. 6.2009. 6. quando è comprovata l'avvenuta revisione globale di ogni particolarità del caso. tutti gli altri rimanendo implicitamente disattesi e superati.. 35346 del 12. anche tenendo presenti le specifiche censure. comma 1.p. Aglieri ed altri).p. art.2006 in proc. 6. Il richiamo è. viene soddisfatta con l'indicazione degli elementi ritenuti rilevanti e di valore decisivo. Sez. Bonarrigo e altri.1. e. Ciavarella. e: Sez. 546 c.con riferimento ai parametri di cui all'art. Carlo Citterio –II. a pena di inammissibilità.

1. Aleksi e altri. 5. rispetto a quelli valutati nella decisione di primo grado e nella stessa impugnazione della parte pubblica (il tema è analogo nel caso di impugnazione della parte civile e di mutamento della decisione anche ai soli fini civili. Sez. Sez.. 33748 del 12.13 – cons. di "piena sovrapposizione").l'obbligo del giudice di appello di confrontarsi anche con eventuali violazioni di legge intervenute nel giudizio di primo grado in danno dell'imputato. sent.2003 in proc. 6221 del 20. 35762 del 5. 576 c. sent.20. recuperando le originarie richieste difensive subordinate che non sono state ovviamente dedotte in appello per mancanza di interesse.p. 6. nel momento in cui il giudice di appello afferma la colpevolezza negata in primo grado è poi tenuto all'esauriente trattazione di tutti i punti della decisione conseguenti.2005 16. qualificazione giuridica. Unite.2005 .9. Sez.7 .11. da questi non dedotte per mancanza di interesse (Sez.2006 in proc.). Andreotti. 45276 del 30. ancorché non illegittime. Sez. conseguenze di questa realtà.4.7. Ben consapevole delle comunque pregiudizievoli. l'imputato non ha più la possibilità di confutare il nuovo apprezzamento di merito. 4. se non nel limitato ambito della sua logica motivazionale ai sensi in particolare dell'art.2 Questo particolare contenuto dell'obbligo motivazionale del giudice di appello assume connotati ancor più originali e stringenti nel caso in cui la sentenza di appello affermi una responsabilità negata in primo grado.2008 in proc. sent. Quando infatti la condanna che interviene per la prima volta in appello è argomentata con apprezzamenti di stretto merito che coinvolgono elementi di fatto nuovi o comunque diversi. accentuando i richiami alla specificità e completezza della confutazione delle ragioni assolutorie (tanto da parlare.10 . l'affermazione dell'esistenza dell'obbligo di confrontarsi nella motivazione della sentenza d'appello che condanna per la prima volta non solo con tutte le argomentazioni della sentenza assolutoria ma anche con tutte le deduzioni integrative proposte dalle parti SSM 8.2 della sentenza Corte costituzionale n. Baia. 606 c. motivando adeguatamente sulle stesse.l'estensione dei confini della "provvista" argomentativa con cui il giudice di appello deve confrontarsi.2. comprendendovi oltre alla motivazione della sentenza di assoluzione tutte le memorie e le deduzioni integrative comunque proposte dalla parte beneficiaria dell'assoluzione dopo la sentenza di primo grado e prima della sentenza di appello (Sez.al doppio grado di merito: paragrafi 5. Il sistema così delineato ha una sua evidente coerenza logica.9. strettamente connessa tra l'altro alla concreta esperienza giurisdizionale. Innanzitutto.24. 26 del 2007).05 in proc. citata).4.05 in proc. Pappalardo).2 e 7. sent. essa presenta comunque una peculiarità delicata.p.11.p. comma 1. Aglieri ed altri). Mannino. ai sensi dell'art. Vagge ed altro.5 . sent.19 . Andreotti. lett. e ciò specialmente nei casi in cui il materiale probatorio valutato rimanga il medesimo e nei quali pertanto il giudice d'appello non può limitarsi alla citazione formale delle fonti di prova (Sez. 5. Un.11. . Unite. la giurisprudenza di legittimità ha quindi elaborato tre punti fermi relativi ai requisiti che la motivazione del giudice di appello deve avere in tale evenienza: . 42033 del 17. 746 del 11. Sez.2006 in proc.18.ed il corrispondente diritto del singolo interessato . e. 2. .p.la pretesa di un particolare rigore nell'adempimento dell'obbligo di motivazione.11.6 . Ad essi deve aggiungersi l'obbligo del giudice di appello di confrontarsi pure con tutte le richieste "subordinate" (in termini di eccezioni.10 . circostanze del reato o trattamento sanzionatorio) svolte dall'imputato in sede di conclusioni dopo la discussione della causa nel primo grado: invero. Carlo Citterio –II.2008 in proc. 28582 del 9. Se è infatti vero che la situazione procedimentale della condanna in appello di imputato assolto in primo grado si sottrae a censure di costituzionalità e di violazione di norme internazionali (che non prevedono l'obbligo del sistema processuale .3. sent. sent. con efficace locuzione.11.29.

. comma 1.poiché le due imputazioni (fatti di armi e fatti droga) "partono insieme". della valutazione del rapporto tra le riconosciute circostanze eventualmente applicate e della loro incidenza in concreto.p. vi è un'evidente connessione nella valutazione del materiale probatorio indiziario e dei riscontri alle dichiarazioni del chiamante in correità. a carico di più soggetti con modalità differenti: peculiarità di questa seconda parte della vicenda è che.p. A tale deduzione specifica non può allora. in presenza di specifiche richieste già tempestivamente rivolte in proposito al giudice di primo grado il giudice d'appello ha l'obbligo di una puntuale ed argomentata risposta anche su tali richieste subordinate. caratterizzato dal luogo (una cantina o garage) e dalla disponibilità di quel luogo in capo a più persone abitanti nel medesimo immobile. tra più ragioni pur concorrenti nella stessa direzione. diverse e concorrenti rispetto a quelle argomentate in concreto dal primo giudice). Il processo a carico di TATONE NICOLA ed altri presenta.20 . e verbalizzate nelle relative conclusioni. che la mancata riproposizione di richieste già tempestivamente proposte nella discussione del primo grado. 581 c. Carlo Citterio –II.13 – cons.p. e. ha l'onere di dedurle in modo specifico. proprio per la peculiare natura della sentenza di prima condanna in appello. alcune precipue caratteristiche: . sicché delle altre .. è indubbio che la parte prosciolta. lett.per quanto prima argomentato . in una sorta di applicazione analogica dell'art.prosciolte si giustifica in relazione alla struttura motivazionale della sentenza assolutoria. In secondo luogo. da fine luglio primi di agosto ai primi di settembre..di confronto con l'intero contenuto del fascicolo processuale (con la possibilità di rilevare autonomamente ulteriori ragioni assolutorie eventualmente esistenti. pedinamenti ed interventi sull'attività illecita in svolgimento.la vicenda sorge in relazione ad un particolare rinvenimento di armi.p. lett. del riconoscimento di eventuali continuazioni con quantificazione dei corrispondenti aumenti).pur presenti nel processo e che comunque costituiscono pertinente contenuto potenziale del confronto argomentativo . 606 c. all'accertamento di ulteriori e diversi fatti di gestione e traffico di cocaina. se vuole che quelle ragioni dialettiche divengano oggetto specifico dell'obbligo motivazionale del giudice di appello per il controllo ai sensi dell'art. 4.1 La motivazione della sentenza impugnata non è conforme ai principi esposti. e ciò impone il suo annullamento con rinvio ad altra sezione della Corte milanese per nuovo giudizio. . che consentono non di rinvenire stupefacente prima dell'esecuzione della misura cautelare custodiale (verranno trovati i cinque grammi di cocaina SSM 8. l'argomentazione che giudica assorbente ad imporre la propria decisione. collocabile nel periodo di circa un mese. che corrispondere l'obbligo di motivazione puntuale corrispondente da parte del giudice d'appello. proprio in relazione alle intercettazioni in corso. dove il primo giudice può legittimamente selezionare.ben può non trovarsi traccia nel provvedimento impugnato. così come lo ha nei confronti di richieste pertinenti che siano state proposte con memorie dopo la sentenza di primo grado. in ipotesi accusatoria. c. ovvero in sede di presentazione delle conclusioni in esito alla discussione del processo di appello (senza che si possa affermare. per quanto prima argomentato. secondo quanto si evince dalle motivazioni delle due sentenze di merito e dal contenuto dei ricorsi. . la polizia giudiziaria può eseguire alcuni accertamenti. nei suoi momenti tipici della determinazione della pena base. poiché nel caso di affermazione di responsabilità vanno come detto necessariamente affrontati i punti della decisione conseguenti (in particolare gli aspetti afferenti le circostanze del reato ed il trattamento sanzionatorio. ne comporti una sorte di decadenza).le successive intercettazioni ambientali a carico di uno degli imputati di questo primo gruppo e per questi primi fatti conducono.dalle dichiarazioni di uno degli originari imputati si apprende di una precedente custodia e gestione di cocaina nello stesso luogo e a cura degli stessi imputati.4. Fermo restando allora l'obbligo del giudice di appello .

o non escludibile.senza perplessità o necessarie integrazioni o indispensabili intuizioni del lettore qualificato . perché questi deve da un lato necessariamente muovere dall'impostazione data alla trattazione delle questioni e dei punti della decisione dal primo giudice. le conversazioni intercettate) sono tra loro autonome. così di fatto enucleando parti di condotte rispetto alla complessiva e strutturata impostazione accusatoria originaria. passaggio che si interseca con affermazioni. inevitabilmente in parte si sovrappongono e comunque rendono particolarmente pregnante l'esigenza della coerenza complessiva del percorso motivazionale che giustifica poi le singole decisioni. Carlo Citterio –II.la valutazione non parcellizzata degli elementi probatori acquisiti . pur nella convinzione che vi sia un coinvolgimento nella circolazione di stupefacenti. dall'altro confrontarsi con una pluralità di censure che. in definitiva (ferme alcune specifiche ulteriori peculiarità personali di cui danno conto sentenze e ricorsi come prima richiamato) perché il Tribunale ritiene per la prima vicenda una sostanziale sovrapposizione probatoria degli elementi indiziari tra la vicenda armi e quella droga. la ragione dell'attribuzione di piena credibilità al TOMAIUOLO (giungendo ad un articolato apprezzamento di merito immune da vizi di ordine logico). e ciò anche per l'uso personale di stupefacente certo. Per ciascun imputato ha indicato l'imputazione. che attinge quasi tutti gli imputati. le argomentazioni dell'atto di appello. .13 – cons.accogliendo solo parzialmente l'impugnazione del pubblico ministero. si aggravano quando è il giudice dell'impugnazione che deve dar conto di ciò che gli viene devoluto. per alcuni dei coinvolti. neppure provvedendo poi su alcune specifiche e tempestive richieste di cui pur aveva dato conto nel corpo della stessa trattazione preliminare delle singole posizioni.il percorso logico seguito per distinguere le varie posizioni processuali. ha quindi trattato le singole posizioni.2 La motivazione della decisione che conclude processi con più imputati che presentano posizioni in parte connesse ed in parte autonome pone sempre problemi "redazionali" che. La Corte distrettuale ha però poi omesso di motivare con riferimento alle singole posizioni le ragioni del proprio convincimento in termini che consentissero di comprendere . ed una carenza di riscontri individualizzanti.nell'abitazione del DE CURTIS. rivolte ciascuna alla definizione della singola posizione processuale. . temporalmente non coincidenti perché le armi seguono la droga.e motivata specificamente. le deduzioni difensive contenute in memorie tempestivamente depositate quando presenti: poi è passata all'indicazione delle ragioni del proprio convincimento.tutti gli imputati vengono assolti in primo grado.4. salva la parziale coincidenza di alcuni degli imputati. 4. che delineano con una articolata ripartizione di ruoli tra i vari imputati. con puntuale confronto con le pertinenti deduzioni difensive e con la stessa sentenza di primo grado. sicché ad esempio la rilevanza della chiamata in correità come fonte di prova è pertinente solo alla prima vicenda. compreso GARIBOLDI. superare alcune determinate argomentazioni del primo Giudice o dalle difese nelle memorie presentategli. . SSM 8. detenzione e gestione di quella cui si riferirebbero. concretizzandolo con indubbia diligenza. . La Corte distrettuale ha utilizzato. .le due vicende (detenzione illecita e gestione della cocaina nella cantina. la Corte d'appello condanna gli odierni ricorrenti. l'impossibilità di collocare con certezza il contatto con la droga nei termini di tempo e struttura dei rapporti descritti e contestati nell'imputazione. in ipotesi accusatoria. già non sempre agevoli nella sentenza di primo grado.la vicenda delle armi si conclude con una sentenza di condanna in giudicato.i capi di imputazione distinguono le due vicende.21 . e per la seconda. il seguente schema espositivo: evidenziata all'inizio la ragione essenziale delle parziali riforme . confermando le assoluzioni per gli altri. tossicodipendente) ma di monitorare il passaggio in atto di somme di denaro. le argomentazioni della sentenza. riferimenti ed apprezzamenti contenuti in alcune di tali conversazioni.

11 si parla di un'ordinanza custodiale emessa nei confronti dei primi quattro il 17. e ancor più non manifesta le ragioni dell'apprezzamento di merito con modalità tali da consentire la valutazione della loro complessiva logica esaustività ai sensi dell'art. In definitiva la Corte distrettuale. la quale risulta così non in grado di spiegare compiutamente come siano state superate le questioni trasversali a più posizioni. a loro conferma.22 . e.13 – cons. ma non certo al giudice di legittimità rispetto al giudice di appello. sicché il lettore deve farsi interprete e inevitabilmente formulare o almeno estrinsecare e quindi completare le ragioni che molto probabilmente sorreggono l'apprezzamento di merito. imponendo al lettore della sentenza .p. per dar conto di una decisione che pur non si manifesta palesemente non consentita dalle risultanze probatorie richiamate nella parte narrativa. non si evince alcunché sull'effettivo contenuto di tale sentenza. integrazione della ricostruzione motivazionale complessiva e specifica.42 della sentenza di appello) sia espressamente chiarita la ragione della diversa valutazione (pag. lett.la diversa valutazione del medesimo elemento indiziario (ad es. Ma ciò all'evidenza si risolve nell'esercizio del compito del giudice di merito. TATONE PASQUALE) e per altri no (ad es. venendo pertanto indotto ad un'indispensabile.si rinvengono nel sistematico generico e generale rinvio alle deduzioni contenute nei motivi di impugnazione e. DE BENEDICTIS. stante il diverso esito finale).Vizi ricorrenti nella motivazione del Giudice di appello . la disponibilità di denaro pure in entità consistente da parte di soggetto che non ha anche solo seriamente allegato di svolgere lecita e continuativa attività lavorativa) che per taluni diviene riscontro positivo (ad es.4. . Carlo Citterio –II. che determinano una paradossale parcellizzazione della stessa motivazione. comma 1. 20). Ciò vale anche per i precedenti penali specifici. Rinvio ed indicazione "secca".p. proprio per la sua caratteristica intrinseca di mero indizio. ed inevitabile. ma non può non osservare questa Corte di legittimità come dalla lettura della sentenza di appello. o formale. 16 punto 6 secondo paragrafo e pag. TATONE MARIO. che assume quindi un rilievo probatorio pieno solamente insieme al complessivo contesto probatorio relativo al singolo imputato ed alla sua determinata imputazione. quali siano stati gli SSM 8. Se è ovviamente possibile che un medesimo elemento indiziario sia diversamente valutato.1998 e del TOMAIUOLO già agli arresti domiciliari). nell'indicazione secca delle fonti di prova (ad esempio le sole date delle conversazioni intercettate).di sviluppare con la personale intuizione accenni che si colgono in punti diversi del testo. Sono emblematiche di tale vizio diffuso: . GARIBOLDI e lo stesso TOMAIUOLO. pag. sussiste tuttavia uno specifico obbligo motivazionale per consentire la verifica di logicità delle ragioni che hanno condotto al diverso apprezzamento di merito. senza che dall'estrema stringatezza dell'apprezzamento (sempre DE CURTIS. ma non espressamente coordinati tra loro. in posizioni processuali tra loro differenti. e della stessa sentenza di primo grado (qui forse comprensibilmente. ha utilizzato un modello motivazionale che alla fine non risulta "autosufficiente". 606 c.che per tutto quanto argomentato ai paragrafi sub 3 avrebbe dovuto essere invece particolarmente puntuale ed analitica . Addirittura si deve interpretare quali siano stati gli attuali imputati effettivamente coinvolti anche da quella decisione (parrebbero TATONE NICOLA. pur oggetto di deduzioni difensive specifiche e in parte condivise dalla prima sentenza. e quelle proposte per le singole posizioni. ma specialmente non è dato sapere come dal rinvenimento delle armi si sia giunti agli imputati diversi da TOMAIUOLO e.ed in particolare al giudice di legittimità .. se ciò è avvenuto attraverso le dichiarazioni di costui. DE CURTIS GIUSEPPE).il richiamo alla sentenza "armi" senza indicarne il contenuto probatorio fattuale: ripetutamente tale sentenza viene indicata dalla Corte distrettuale come elemento probatorio a carico anche in termini di decisività. contenuto definito invece dal giudice di appello "in particolare" "significativo" quale elemento di convincimento.12. perché a pag. 41 . consentita al giudice di appello rispetto al giudice del primo grado.

5.M.Questione di legittimità costituzionale . 253541 Presidente: Ferrua G. Estensore: Savani Piero . e che tale condivisione è fondata sul contenuto inequivoco delle stesse "evidenziate nella loro interezza e valenza nella memoria prodotta dal PG di udienza". (dep. 2. SSM 8. da questa Corte di legittimità. quindi la decisività della prova testimoniale e la necessità di una rivalutazione da parte del giudice di appello dell'attendibilità dei testimoni). Basti osservare che la stessa conferma dell'assoluzione di TATONE MARIO. 117 della Costituzione e all'art.non come fatto storico. Con efficace e sintetico commento il procuratore generale di udienza ha ben reso il vizio genetico diffuso nell'impostazione e nel contenuto della motivazione della Corte ambrosiana. il cui contenuto è integralmente richiamato per le posizioni in cui vi è stata condanna. a causa dello sfalsamento temporale (prima la cocaina.IN GENERE IMPUGNAZIONI . sotto il solo aspetto consentito della razionalità. P. di decisiva rilevanza su cui il Giudice di appello non avrebbe dovuto omettere ogni motivazione.Fattispecie. 13 novembre 2008) 661 IMPUGNAZIONI . (In motivazione. rende plasticamente la necessità per il Giudice di appello di andar oltre il mero richiamo a quella sentenza. osservando che avrebbe dovuto eseguire il controllo di logicità sull'atto di appello del pubblico ministero. Sez. nel momento in cui considerava quella sentenza elemento determinante per il suo convincimento. per contrasto all'art. diversa.il rinvio alla memoria presentata dal procuratore generale di udienza per spiegare le ragioni della ritenuta inequivocità delle intercettazioni telefoniche (posiz. 38085 del 05/07/2012 Ud. Elementi. imponeva di precisare e chiarire le ragioni per cui quella sentenza . Imputato: Luperi e altri.ma proprio in ragione del suo "significativo" contenuto esplicava diretta efficacia probatoria nella nostra. da luogo ad una motivazione solo apparente. Genova. a fronte di un'almeno parziale sovrapposizione di elementi probatori per le due vicende (armi e stupefacenti) che tuttavia.RINNOVAZIONE DELL'ISTRUZIONE .Obbligatorietà in caso di "reformatio in peius" in appello di sentenza di assoluzione Mancata previsione .. Carlo Citterio –II.elementi di riscontro valorizzati. TATONE PASQUALE) si rivela incompatibile.) (Rigetta in parte. che par di comprendere sia tra i condannati della sentenza armi. Relatore: Savani Piero . impone di rinnovare l'istruttoria soltanto in presenza di due presupposti. . Quando infatti la Corte distrettuale spiega di condividere le deduzioni del pubblico ministero in ordine al fatto che quelle intercettazioni contenevano in realtà la confessione per diretta voce degli imputati volta per volta "parlanti". 603 cod. pen.Manifesta infondatezza . Sentenza n. Diff.Palla Stefano . questi. Gaeta P.APPELLO . (Parz. posto che l'effettiva valutazione di merito sul punto rimane estranea alla sentenza e non verificabile. È manifestamente infondata l'eccezione di legittimità costituzionale dell'art. 6 CEDU. proc. per circa un mese. vicenda..IN GENERE . poi le armi). 6 della Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo (CEDU) nella parte in cui non prevede la preventiva necessaria obbligatorietà della rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale per una nuova audizione dei testimoni già escussi in primo grado. assenti nell'ipotesi in trattazione. la Corte ha rilevato che l'art. così come interpretato dalla sentenza della Corte europea dei diritti dell'Uomo del 5 luglio 2011.DIBATTIMENTO . per sè altrimenti più suggestivo che di pregnante rilevanza .13 – cons. App. quali le eventuali dichiarazioni e affermazioni degli altri coimputati. ecc. 02/10/2012 ) Rv. con l'esatto adempimento dell'obbligo di motivazione.038 rinnovazione dell'istruzione .4.23 .Palla Stefano . nel caso Dan c/ Moldavia. per le modalità della sua concretizzazione. nel caso in cui la Corte di Appello intenda riformare "in peius" una sentenza di assoluzione dell'imputato.. per gli altri.

mentre le deduzioni fornite dagli stessi dovevano considerarsi tardive e generiche. ben chiusi e confezionati. Perquisizioni ulteriori anche presso le rispettive abitazioni davano esito negativo. Entrambi gli imputati ricorrono a mezzo dei rispettivi difensori. il silenzio in sede di arresto e convalida era emblematico della non genuinità della successiva versione. Cagliari.05 ha assolto gli imputati perché il fatto non costituisce reato. 254113 Presidente: Serpico F. dell'attività di imprenditori (quali allevatori) svolta dai due e dell'assenza di alcun elemento di fatto ulteriore per sè indicativo di una possibile destinazione allo spaccio anche parziale della sostanza.) (Annulla senza rinvio.M.50 del 12. alle 0. risultato contenere due distinti pacchetti. impone al giudice di argomentare circa la configurabilità del diverso apprezzamento come l'unico ricostruibile al di là di ogni ragionevole dubbio. in ragione di evidenti vizi logici o inadeguatezze probatorie che abbiano minato la permanente sostenibilità del primo giudizio. 6. non rinvenibile di tale qualità e prezzo nella diversa zona di comune residenza. (dep. 2.2005 gettavano da un finestrino un involucro. successivamente rendevano nel giudizio dichiarazioni spontanee affermando di avere. (Diff.003 CONDANNA . pur a fronte di quantitativo apprezzabile (la perizia tecnica sulla sostanza aveva attestato una quantità equivalente a circa 400 dosi medie ed una qualità destinata a mantenere effetti propri per almeno un anno. a fronte delle dichiarazioni sulla destinazione ad uso personale. 3. Il Giudice d'appello in particolare non si sarebbe confrontato con le argomentazioni del GUP. Sentenza n. la Corte distrettuale di Cagliari ha invece deliberato con sentenza dell'1l-18.2 Attivata dagli appelli del procuratore della Repubblica di Lanusei e del procuratore generale. Estensore: Citterio C.IN GENERE SENTENZA . 3.10. 3. condannandoli alle pene di giustizia. 73 e 75 dPR 309/90. Avvicinandosi ad un posto di controllo di una pattuglia dei carabinieri di Ulassai.Riforma in appello .IN GENERE . App. in assenza di mutamenti del materiale probatorio acquisito al processo. il solo dato ponderale non poteva essere esaustivo per la condanna. 01 febbraio 2011) 677 SENTENZA . P.4. 2. se ben conservata). una volta compiuto il confronto puntuale con la motivazione della decisione di assoluzione. Ha argomentato che. 2 c. CONSIDERATO IN FATTO Sebastiano Orunesu e Giuseppe Luigi Farre erano a bordo di autovettura. Nel giudizio di appello. 21/02/2013 ) Rv..13 – cons. Relatore: Citterio C. anche SSM 8.2 Farre enuncia motivi di inosservanza ed erronea applicazione dell'art. in ordine all'approccio interpretativo della Corte d'appello al materiale probatorio ed all'onere di prova. 910 di marijuana il primo e 950 della stessa sostanza il secondo.3. in reciproca autonomia.1 Orunesu enuncia motivi di violazione dell'art. quindi risultando del tutto inattendibile la prospettazione della scorta personale. In particolare.9-6. nonché degli artt.1 Il GUP di Lanusei con sentenza del 22.p.Sez. Secondo il Giudice d'appello. Carlo Citterio –II. che si erano avvalsi della facoltà di non rispondere al momento della convalida dell'arresto. 73 dPR 309/90 e vizi della motivazione.Condizioni. I due imputati.Regola dell'"al di là di ogni ragionevole dubbio" Assoluzione in primo grado .CONDANNA . l'attività imprenditoriale era svolta dagli imputati nei contesti familiari. la riforma della sentenza assolutoria di primo grado. Richiamati gli elementi di fatto valorizzati dal GUP per l'assoluzione. la prospettazione della scorta personale per ragioni di comodità era inverosimile.24 . Cedrangolo O. acquistato lo stupefacente. con gr.Possibilità . la consistenza del quantitativo di marijuana detenuto da ciascuno dei due imputati era sicuramente non confacente all'uso personale (p. 8705 del 24/01/2013 Ud.2. per essere intervenuta la condanna in assenza degli indici di destinazione della sostanza allo spaccio e in definitiva sulla base del solo dato quantitativo. condotta dal secondo. Imputato: Farre e altro. 4).11 la colpevolezza degli imputati.

sent. I ricorsi sono fondati. nei termini che seguono. 4. sent. infatti. a fronte del medesimo 'compendio probatorio'.25 . 1514/2013.2. quindi. sent. come già precisato da almeno tre sentenze di questa Sezione (Sez. l'inadeguatezza strutturale di una decisione d'appello che. Sez. 40159/2011. la motivazione della sentenza d'appello che riformi la sentenza di primo grado si caratterizza per un obbligo peculiare. sent.13 – cons. probatorie e logiche. E c. ricorrendo il vizio di omessa motivazione quando quel confronto manchi su circostanze ed apprezzamenti che hanno concorso in modo determinante a fondare il primo e diverso apprezzamento. 22120/2009).2 In tale evenienza.1 Appare opportuno rilevare che questo insegnamento della Corte di cassazione si colloca nella riflessione giurisprudenziale e dottrinale da tempo avviata sulla constatazione della peculiarità anomala dell'attuale nostro processo d'appello.p. rivelarsi. caratterizzato dalla tendenziale esaustiva cartolarità (con le eccezioni disciplinate dall'art.1 Secondo la consolidata giurisprudenza di questa Corte suprema. ai sensi dell'art. ma non risulti pure "sorretta da argomenti dirimenti e tali da evidenziare oggettive carenze o insufficienze della decisione assolutoria.p.1 lett.). non manifesta Illogicità e non contraddittorietà. in particolare. RAGIONI DELLA DECISIONE 4.6. Ed invero. per le ragioni già con convincente completezza esposte nella richiamata sentenza delle Sezioni unite 45276/2003. infatti. sent. tuttavia la delicata peculiarità di un tale contesto impone particolare rigore nella seconda motivazione.4. 4. 603 c. non confrontandosi con le argomentazioni del primo Giudice e trasferendo sull'imputato l'onere di provare la circostanza dell'uso personale. (si è in proposito parlato anche di 'obbligo rafforzato': Sez. dipende dall'avvenuta palese disapplicazione della regola di giudizio secondo la quale l'affermazione di responsabilità è possibile solo quando la colpevolezza risulta 'al di là di ogni ragionevole dubbio' (art.. Se pertanto. in termini di peculiare concretizzazione del vizio dell"apparenza'. evincibile dalla lettera E) dell'art. pur in astratto correttamente motivata se in sé considerata. 35762/2008). il giudice d'appello deve non solo sostenere la propria diversa deliberazione con una motivazione che sia intrinsecamente esistente.p. Carlo Citterio –II.1 c. 606.p. non dimostri di essersi anche confrontata con le (evidentemente) diverse ragioni della sentenza riformata. ancorché questo risulti caratterizzato da nuove ragioni.5. Egli deve anche confrontarsi in modo specifico e completo con le argomentazioni contenute nella prima sentenza (per tutte.6. 26/2007). dell'apprezzamento) si sottrae a censure di costituzionalità interna e di contrasto con norme e principi pattizi internazionali. che deve.p.).1 della motivazione (v.1 c. neppure nel senso di lasciare in piedi residui ragionevoli dubbi sull'affermazione di colpevolezza". non più sostenibile. 45276/2003. non manifestamente illogica e non contraddittoria (come usualmente sufficiente. In particolare. 606. la motivazione che si limiti a dare una lettura alternativa.) a fronte di una struttura del primo grado di giudizio che tendenzialmente valorizza invece l'oralità e la concentrazione delle prove (e quindi. Questo principio rileva. per dar conto dell'apprezzamento di merito proprio del grado). 4. che si aggiunge a quello generale della non apparenza. SU. 4996/2011. la possibilità sistematica che dopo un'assoluzione in primo grado intervenga una condanna in grado di appello (rispetto alla quale l'imputato condannato può solo ricorrere in cassazione senza pertanto poter più ottenere un'ulteriore rivalutazione del merito. SSM 8.p. vìola quella regola di giudizio ed introduce quantomeno un vizio della motivazione. punto 7.questo ricorrente lamenta che la Corte distrettuale abbia valorizzato il solo dato ponderale. il contatto diretto tra la prova ed il giudice che la valuta quale elemento caratterizzante la qualità del successivo apprezzamento). 533. nel caso di decisione di prima condanna in grado di appello.p. a fronte di quella riformatrice.p. anche Corte cost. Nel caso di riforma radicale della precedente decisione.

Del resto. in particolare i paragrafi 32 e 33. Dall'altro.13 – cons. 630 c.) ad una rilettura di tale materiale.p. quindi ad una ricostruzione alternativa. Per quanto sopra evidenziato. della mancanza di precedenti specifici.2 In definitiva e in altri e conclusivi termini.p. Dan c. 606. valorizzato tutti gli elementi d'accusa disponibili. anche i più recenti orientamenti della Corte EDU (tra cui si evidenzia la sentenza 5. a prescindere dai due rilievi indicati sub 5. questo. nei termini indicati sub 4. 533. ha aspetti di contraddittorietà interna (la conferma della distinta attribuzione della sostanza in atto detenuta insieme. alla conclusione di insostenibilità del diverso precedente apprezzamento.2 Ora questa rivalutazione da un lato. quando. nonché della mancanza di precedenti specifici (invece considerati dal GUP).2. ma caratterizzata da indefettibile particolare rigore e attenzione nell'adempimento degli obblighi e nell'osservanza delle regole anche 'di sistema' del processo. già in sé non si propone come evidenziante argomenti 'dirimenti' e significativi di 'oggettive carenze e insufficienze' della prima decisione. della distanza tra luogo di approvvigionamento e luogo di residenza. E c. Ma poiché tale prospettazione alternativa. 5.1. nel senso di assegnare ciascuno dei due involucri ad uno solo dei due imputati (e così tuttavia mostrando di dare attendibilità a quella che è parte essenziale della linea difensiva. tassativi e soli.2. afferma sussistente una responsabilità penale negata nel giudizio di primo grado. 113/2011 sull'art. Non ha commentato gli aspetti dell'esito negativo delle perquisizioni quanto ad oggetti e denaro. il Giudice d'appello è pervenuto ad una lettura alternativa del medesimo materiale probatorio. la Corte distrettuale ha seguito l'impostazione del GUP quanto all'attribuzione ripartita della complessiva sostanza.26 .p.1 c. infatti. dell'esito negativo delle perquisizioni. 6. in ragione della sua tardività). ma spiegando perché. Nel caso concreto.2. della giudicata intempestività dell'indicazione all'uso personale. quindi possibile e 'fisiologica'.7. nel senso prima esposto (per il mancato confronto con i dati della qualità congrua all'assunto difensivo. come soluzione strutturale legittima. con l'affermazione che quando la decisione di prima condanna in grado di appello si fonda sul diverso apprezzamento di una prova orale determinante per la decisione. indicati all'art. sul piano logico.) ad una conclusione che vede la prima condanna in appello. L'annullamento dell'impugnata sentenza deve avvenire senza rinvio e con conseguente adozione della formula assolutoria già deliberata dal GUP. Carlo Citterio –II. valorizzata dal primo Giudice). 4. in ragione di evidenti vizi logici o inadeguatezze probatorie che abbiano caratterizzato il primo giudizio minandone conseguentemente la permanente sostenibilità. parte essenziale della versione 'tardiva' svalutata nel suo complesso in quanto tale) e di insufficienza strutturale.5 legge 46/2006). con argomentazione articolata che ha. non pare essersi confrontata espressamente con il dato qualitativo. ex art. non Indica ragioni determinanti per pervenire. evidenziato dal GUP quale elemento di riscontro diretto dell'intenzione di procurarsi una scorta efficace per lungo periodo. Moldavia. 5. questa deve "in linea di massima" prima essere riassunta davanti al medesimo giudice d'appello) concorrono (e con un'efficacia che va oggi valutata anche alla luce della sentenza della nostra Corte costituzionale n. è del tutto ragionevole presumere SSM 8. il proprio apprezzamento è l'unico ricostruibile al di là di ogni ragionevole dubbio.E.p. contestualmente però valutata poco genuina nel resto.p. come visto. immutato il materiale probatorio acquisito al processo. dopo II confronto puntuale con quanto di diverso ritenuto e argomentato dal giudice che ha assolto.1 lett. ancor più dopo l'introduzione della regola di giudizio per la quale "il giudice pronuncia sentenza di condanna se l'imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio (art.4. alla luce del criterio dell'oltre ogni ragionevole dubbio. non limitandosi pertanto (sia pure con motivazione per sé immune dai vizi. Ha apprezzato in modo diverso i dati dell'attività lavorativa.2011. all'evidenza.p. a materiale probatorio invariato. il giudice d'appello deve confrontarsi espressamente con il principio dell'oltre ogni ragionevole dubbio.

Il parametro di valutazione probatoria per l’applicazione dell’art. 20/10/2004) 650 ATTI E PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE . App. sulla base di una alternativa e non maggiormente persuasiva interpretazione del medesimo compendio probatorio utilizzato nel primo grado di giudizio.M.Limiti. il proscioglimento nel merito.27 . Relatore: Citterio C. Imputato: Damiani e altro.13 – cons. Estensore: Colla G. 10 novembre 2011) 661 IMPUGNAZIONI . 1514 del 19/12/2012 Ud.che il giudizio di rinvio non potrebbe introdurre elementi probatori ed argomenti ulteriori caratterizzati da una tale invece necessaria connotazione. (dep. SSM 8. P. il giudice sia chiamato a valutare. Campobasso.137 impugnazione per i soli interessi civili IMPUGNAZIONI . 11/01/2013 ) Rv.) (Dichiara inammissibile. sopravvenuta una causa estintiva del reato. Estensore: Romis V. (Parz. (Diff.M. 4855 del 07/01/2010 Ud. (Parz.Illegittimità. il compendio probatorio ai fini delle statuizioni civili. 578 cpp Sez. Roma. pen. per la presenza della parte civile.Diversa e non maggiormente plausibile valutazione delle medesime prove . Estensore: Citterio C. Relatore: Romis V. App. Di Casola C.Limiti .Q.Insufficienza o contraddittorietà della prova .4.Prevalenza della declaratoria di estinzione del reato . Sentenza n. Diff.027 DECLARATORIA IMMEDIATA DI DETERMINATE CAUSE DI NON PUNIBILITA' ATTI E PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE . salvo che.Riforma in grado di appello ai soli fini civili . 244273 Relazioni Collegate Presidente: Gemelli T.Indicazione. sia pure ai soli fini civili. Sentenza n.Insufficienza o contraddittorietà della prova .) (Annulla in parte senza rinvio. in caso di contraddittorietà o insufficienza della prova. P. non prevale rispetto alla dichiarazione immediata di una causa di non punibilità. proc. 530. Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non costituisce reato.M.M. Sez. Relatore: Colla G. 04/02/2010 ) Rv. 15/09/2009 ) Rv.) (Annulla senza rinvio. E’ illegittima la sentenza d'appello che in riforma di quella assolutoria affermi la responsabilità dell'imputato. App. 29/09/2008) 650 ATTI E PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE . All'esito del giudizio.027 DECLARATORIA IMMEDIATA DI DETERMINATE CAUSE DI NON PUNIBILITA' ATTI E PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE . in sede di appello. Sentenza n. 253940 Presidente: Agro' A.. proposta avverso una sentenza di assoluzione in primo grado ai sensi dell'art. cod. 246138 Presidente: De Roberto G. Diff. D'Angelo G. comma secondo. 6. Sez. Carlo Citterio –II.DECLARATORIA IMMEDIATA DI DETERMINATE CAUSE DI NON PUNIBILITÀ . 35490 del 28/05/2009 Ud. U.DECLARATORIA IMMEDIATA DI DETERMINATE CAUSE DI NON PUNIBILITÀ . Imputato: Crispi. Ciani G.Prevalenza della declaratoria di estinzione del reato . (dep. P. 6. P. L'Aquila. (dep.M. Imputato: Tettamanti.IMPUGNAZIONE PER I SOLI INTERESSI CIVILI Assoluzione dell'imputato in primo grado .INTERESSI CIVILI . oppure ritenga infondata nel merito l'impugnazione del P.

l'obbligo di motivazione dell'ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere non può ritenersi assolto. 29425 del 09/07/2009 Cc. Misure cautelari personali (Sez.M. (dep. Caltanissetta. P. (Fattispecie relativa al delitto di partecipazione ad associazione di tipo mafioso). Iacoviello FM. il giudice sia chiamato a valutare.) (Annulla con rinvio. 6. sopravvenuta una causa estintiva del reato. 18 Marzo 2008) ‘In tema di misure cautelari personali.GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA .) (Annulla con rinvio. Trib. salvo che. Salerno.Sussistenza dei gravi indizi Esclusione. (Diff.) (Annulla con rinvio. e all'esigenza di completezza espositiva’). 16/07/2009 ) Rv. In tema di valutazione della chiamata in correità in sede cautelare. (dep. (Parz. il proscioglimento nel merito.13 – cons.006 gravi indizi di colpevolezza MISURE CAUTELARI .M. Sentenza n. di cui una lecita.006 gravi indizi di colpevolezza MISURE CAUTELARI .DISPOSIZIONI GENERALI .PERSONALI . lib.All'esito del giudizio. 27/04/2011) 664 MISURE CAUTELARI . (Conf. occorrendo invece una valutazione critica ed argomentata delle fonti indiziarie singolarmente assunte e complessivamente considerate.PERSONALI . oltre che del diritto. per quanto concerne l'esposizione dei gravi indizi di colpevolezza. in caso di contraddittorietà o insufficienza della prova. Sentenza n. Estensore: Citterio C.Chiamata in correità . Imputato: Ciavarella. D'Ambrosio V. Imputato: Marrazzo. Bari. il cui controllo in sede di legittimità deve limitarsi a verificarne la rispondenza alle regole della logica. 6.GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA . Trib.Possibile interpretazione alternativa lecita dei fatti .Riscontri esterni individualizzanti .CONDIZIONI DI APPLICABILITÀ .Indagato per reato associativo Plurime dichiarazioni ad oggetto l'appartenenza al sodalizio . 08/11/2011 ) Rv. Trib. Carlo Citterio –II. lib. in presenza di una situazione fattuale riconducibile in astratto a più interpretazioni alternative. Estensore: Citterio C. Sez. Imputato: Falcone. Sez. Sentenza n. Relatore: Citterio C. Relatore: Citterio C. La convergenza di plurime attendibili dichiarazioni che si limitino ad affermare la generica conoscenza dell'appartenenza di un soggetto ad un sodalizio criminoso non costituiscono un compendio indiziario sufficientemente grave per l'adozione di una misura cautelare personale per reato associativo.M. in sede di appello. 244472 Presidente: Lattanzi G. il compendio probatorio ai fini delle statuizioni civili. Di Casola C. SSM 8. 06 maggio 2009) 664 MISURE CAUTELARI . P. non prevale rispetto alla dichiarazione immediata di una causa di non punibilità. previa incidentale valutazione della responsabilità penale. 251063 Presidente: De Roberto G. 30/10/2008 ) Rv.28 .CONDIZIONI DI APPLICABILITÀ . per la presenza della parte civile e in seguito ad un'espressa domanda in tal senso. 6. ma devono altresì risultare significativi in ordine alla scelta della direzione di lettura della fattispecie concreta. con la mera elencazione descrittiva degli elementi di fatto. P. (dep. 241214 Presidente: Milo N. Relatore: Ippolito F. Diff. i riscontri alle dichiarazioni accusatorie devono esprimere non solo qualità ed idoneità individualizzante. Estensore: Ippolito F.DISPOSIZIONI GENERALI .4. 40609 del 01/10/2008 Cc.Requisiti dei riscontri. 40520 del 25/10/2011 Cc.

243241 Presidente: De Roberto G. Imputato: P.u. secondo il principio affermato per la motivazione insufficiente dalle Sezioni unite di questa Corte (n. contenuto nei decreti del GIP.Intercettazioni Sez. in mancanza dell'indicazione.) (Dichiara inammissibile.13 – cons.. evidenziano in realtà un'assoluta mancanza di motivazione.p. (Fattispecie in tema di inutilizzabilità di conversazioni telefoniche intercettate sulla base di decreti autorizzativi motivati per relationem con il rinvio ad atti di polizia giudiziaria). la motivazione dei decreti autorizzativi. Primavera).prosegue il g. (Diff.29 . "emessi nell'ambito di un'indagine della Procura della Repubblica di Potenza. se non con formule di stile . nel chiarire le ragioni del provvedimento. Nessuna specifica indicazione in tal senso ha fornito il ricorrente. 23/03/2009 ) Rv.p. Ciò riferisce il giudice dell'udienza preliminare "al solo fine di evidenziare come il semplice riferimento. alla richiesta del PM non può dare alcuna contezza delle ragioni di merito poste a fondamento dei provvedimenti autorizzativi.IN GENERE PROVE . (dep. giacché le argomentate osservazioni del g. del quale non può neppure prendersi in considerazione la richiesta d'integrazione della motivazione dei decreti da parte del "giudice cui la doglianza venga prospettata". pen.. Estensore: Ippolito F. da Sergio D'Antoni a Flavio Briatore. i contenuti delle conversazioni captate sono stati ritenuti dal giudice inutilizzabili per mancanza di motivazione dei decreti autorizzativi delle intercettazioni.Indicazione.delle ragioni in base alle quali è consentito sottoporre a intercettazione conversazioni private. Lombardi Stronati e altri.MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA . Nè l'iniziale ipotesi di reato di cui all'art. … In accoglimento di eccezioni formulate dai difensori. Sentenza n. Gip Trib.4.M.. sia pure SSM 8. 416 cod. l'indagine spaziava dall'Inail alla Federconsorzi. ai fini della prosecuzione delle indagini.PROVVEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE . indicando pertanto il collegamento tra l'indagine in corso e la medesima persona.105 provvedimento di autorizzazione . richiamata dal ricorrente (quasi in funzione di "contenitore" alla base del collegamento tra gli indagati). 17/2000. può giustificare di per sè la proliferazione di intercettazioni a catena. Roma. In tema di intercettazioni telefoniche. Carlo Citterio –II.INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI . menzionando ex ambasciatori e pubblici dipendenti in posizioni apicali nelle rispettive Amministrazioni. la cui ampiezza può evincersi dalle richieste di autorizzazione alle operazioni d'intercettazione (o di proroga) formulate dal PM e indicate per relationem dal Giudice per le indagini preliminari. Le motivazioni dei decreti autorizzativi delle intercettazioni telefoniche ed ambientali e delle successive proroghe. in proc. i decreti non rendono edotta la difesa del ragionamento logico seguito dal giudice nell'autorizzazione e quindi nella valutazione con la quale l'Autorità giudiziaria ha ritenuto di comprimere un diritto fondamentale come quello della riservatezza"……… 6.Motivazione dei decreti autorizzativi . da Renis Toni a Emilio Colombo e a Luciano Gaucci.Contenuto . ced 216665.u. P.M. ed alla sussistenza dei gravi indizi di reato. .IN GENERE . D'Angelo G. 12722 del 12/02/2009 Cc. trascritte nella sentenza. come tali tutelate da norme costituzionali. in ordine alla indispensabilità del mezzo probatorio. deve necessariamente dar conto delle ragioni che impongono l'intercettazione di una determina utenza telefonica che fa capo ad una specifica persona. in un contesto caratterizzato da un coacervo di iniziative investigative coinvolgenti un grande numero di indagabili per fatti diversi e scollegati l'uno dall'altro. 4 aprile 2008) 673 PROVE . passando anche per l'ex presidente del Senato Marini e dall'ex presidente dell'acquedotto pugliese.. Relatore: Ippolito F. 6. "non danno comunque conto.

sintetica.Utilizzo di un modulo prestampato . proc. Sez. 4. Sez. nei decreti autorizzativi delle ragioni per le quali era indispensabile attivare intercettazioni su una determinata persona.IN GENERE ATTI E PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE . Estensore: Amoresano S. 267 c. Salzano F. 250482 Presidente: De Maio G. Salerno.p. il "richiamo del richiamo". ma è altrettanto vero che l'intercettazione può disporsi soltanto quando "è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini".IN GENERE ..30 . E per giustificare l'indispensabilità ai fini della prosecuzione delle indagini.Utilizzazione di impianti diversi da quelli in dotazione alla procura della Repubblica . comma terzo.p. per cui appare inaccettabile la richiesta del ricorrente di legittimare. e art. P. Carlo Citterio –II. 246641 Presidente: Brusco CG. la motivazione deve necessariamente dar conto delle ragioni che impongono l'intercettazione di una determinata utenza telefonica che fa capo ad una specifica persona e. delineando una ulteriore forma di motivazione per relationem di secondo grado. Diff. il provvedimento autorizzativo reso dal g.M. 4913 del 24/11/2009 Ud. ossia il rinvio all'atto di polizia giudiziaria. ma bastano "gravi indizi di reato" (art. In tema di intercettazioni telefoniche. (Parz.Mera riproduzione della disposizione di legge .. Relatore: Bianchi L. attraverso le espressioni <<visto>> o <<letto>>.p.p. 15 Cost. perciò. Catania.i. Sentenza n. perché è inidoneo a dar conto delle condizioni richieste per l'uso di impianti esterni. cod. e altro. Montagna A.Carenza assoluta di motivazione ..) (Annulla senza rinvio. comma 1) e che questi possono anche riguardare soggetti diversi dagli intercettandi. Tale obbligo incombe in maniera espressa e diretta sull'autorità giudiziaria (art. P. 20843 del 28/04/2011 Ud.Motivazione "per relationem" al provvedimento del giudice . È vero che per legittimare l'intercettazione di conversazioni non si richiedono gravi indizi di colpevolezza. pen. 3. App. SSM 8.Decreto di autorizzazione alle operazioni di intercettazione . 268. (dep. non può omettere di indicare il collegamento tra l'indagine in corso e l'intercettando.FORME . (dep. Sentenza n. 267 c.13 – cons. 04/02/2010 ) Rv. 07/10/2005) 673 PROVE . 25/05/2011 ) Rv.M. è meramente apparente la motivazione del decreto che autorizzi l'esecuzione delle operazioni mediante impianti installati fuori dai locali della Procura della Repubblica facendo uso di un modulo prestampato recante la mera pedissequa riproduzione della formulazione dell'art. requisito essenziale di legittimità che deve costituire specifico oggetto di motivazione.) (Annulla in parte con rinvio.Nullità. Estensore: Bianchi L.4.ESECUZIONE DELLE OPERAZIONI .MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA . Imputato: Conforto e altri. Imputato: S. che vi fa ricorso .M. come se l'autorità giudiziaria potesse sostanzialmente rimettersi alla valutazione di polizia giudiziaria per l'apprezzamento della sussistenza dei gravi indizi di reato e dell'assoluta indispensabilità dell'intercettazione ai fini della prosecuzione delle indagini. (Conf.Fattispecie. App.INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI . Una tale legittimazione finirebbe per svilire e vanificare la garanzia di inviolabilità che la Costituzione ha apprestato con presbite lungimiranza. comma 1). senza alcuna indicazione dei dati fattuali e delle ragioni in concreto apprezzabili.Decreto del P..Illegittimità .104 esecuzione delle operazioni PROVE . Sono inutilizzabili i risultati delle intercettazioni operate con impianti in dotazione alla polizia giudiziaria per effetto di un decreto del pubblico ministero motivato richiamando. 28 marzo 2008) 650 ATTI E PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE .p.034 FORME . Relatore: Amoresano S. considerate le possibili e molteplici aggressioni alla sfera della riservatezza della persona che gli sviluppi tecnologici consentono sempre più agevolmente.

249807 Presidente: Zecca G. essendo preclusa al giudice l'integrazione di una motivazione mancante . Sez.Esclusione. Imputato: Ciccia. Sez.M. non incorporata né richiamata "per relationem" nel decreto.Attestazione dell'ufficio intercettazioni della Procura .MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA . (Diff. mediante il richiamo al provvedimento del pubblico ministero e alle note di polizia. P. In tema di intercettazioni.M. (Parz.INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI .Impianti diversi da quelli in dotazione alla procura della Repubblica . Sentenza n. essendo sufficiente che quest'ultimo sia acquisito agli atti del procedimento ed esaminato dal giudice ai fini della valutazione che di volta in volta gli è demandata. emendabile dal giudice al quale la doglianza venga prospettata.ma non quella di una motivazione incompleta. (dep. 09/03/2011 ) Rv. 251505 Presidente: Vecchio M. l'onere di motivazione dei decreti. 1. P.IN GENERE PROVE . Milano.101 intercettazioni di conversazioni o comunicazioni . 9439 del 16/12/2010 Cc.IN GENERE PROVE .M. 27 luglio 2010) 673 PROVE . 4. La motivazione "per relationem". Imputato: Femia. Stabile C. non implica la necessità della formale e fisica allegazione del documento specificamente richiamato.intesa questa anche come motivazione solo apparente perché meramente riproduttiva del dato normativo .Omissione . Estensore: Blaiotta RM. Sentenza n. Trib.IN GENERE .M.M. D'Angelo G. Napoli.M. P. (dep.Decreto del pubblico ministero .13 – cons. 27761 del 22/06/2010 Cc. 11/03/2010 ) Rv. che deve utilizzare gli esiti delle intercettazioni. nella specie: di decreti d'intercettazione di urgenza. lib. 247868 SSM 8. Trib.Omesso richiamo o allegazione .Esclusione.Necessità .) (Annulla in parte con rinvio.4.101 intercettazioni di conversazioni o comunicazioni .IN GENERE . lib.Sez. Carlo Citterio –II.Condizioni. è assolto anche "per relationem". Il decreto con il quale il P.MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA . 1. sia di proroga.Legittimità . autorizza l'esecuzione delle operazioni di intercettazione presso impianti di pubblico servizio od in dotazione alla polizia giudiziaria.) (Rigetta.MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA . non può essere validamente integrato dall'attestazione dell'Ufficio intercettazioni della Procura circa l'indisponibilità dei predetti impianti. App. Estensore: Di Tomassi M.Motivazione "per relationem" Legittimità . Relatore: Di Tomassi M. Sez. 6. o quello dell'impugnazione.) (Annulla con rinvio. 16/07/2010 ) Rv. con implicito giudizio di adesione ad essi.Motivazione Riferimento alla "insufficienza o inidoneità" . 03/09/2009) 673 PROVE . Estensore: Tardio A. insufficiente o inadeguata.Allegazione del provvedimento richiamato . Sentenza n. 42892 del 24/02/2011 Ud. Relatore: Tardio A. Imputato: Alibrico e altri.31 . ma ad esso materialmente allegata..Decreti del giudice .INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI . 01 marzo 2010) 673 PROVE . (dep. Diff.INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI . 246518 Presidente: Chieffi S. nella fase di merito o in quella di legittimità. sia di convalida di quelli emessi in via di urgenza dal P.Motivazione integrativa di quella del P. Fraticelli M.Motivazione "per relationem" . (dep.ESECUZIONE DELLE OPERAZIONI . . Relatore: Blaiotta RM. Sentenza n. privo di valutazioni in ordine all'esistenza delle condizioni concretanti il requisito della insufficienza o inidoneità degli impianti di Procura. Reggio Calabria. 21/11/2011 ) Rv. sia esso quello di merito.104 esecuzione delle operazioni PROVE . 9764 del 10/02/2010 Cc.Rilevanza . (Conf.

cod. proc. Bari.Motivazione "alternativa" . 247055 Relazioni Collegate Presidente: Chieffi S. P.MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA .IN GENERE PROVE .Decreto del pubblico ministero . (dep. P. 20 novembre 2009) 673 PROVE . 309.Utilizzo di impianti esterni . Ne consegue che. 17939 del 08/04/2010 Cc. Relatore: Di Tomassi M. Estensore: Cortese A. 11/05/2010 ) Rv. Estensore: Di Tomassi M. pen. Sono inutilizzabili gli esiti delle intercettazioni eseguite mediante impianti diversi da quelli esistenti nell'ufficio di Procura.Motivazione "alternativa" del decreto del P. 1. (Conf. dà luogo ad una nullità di ordine generale a regime intermedio.M. l'accesso alle registrazioni di conversazioni intercettate e sommariamente trascritte dalla polizia giudiziaria nei cosiddetti brogliacci di ascolto. c).Indicazione. Trib. lib.Violazione . Trib. P. Ciani G. cod. 268 cod. 04/03/2010) 673 PROVE . Imputato: Pmt in proc. nono comma. Estensore: Marzano F. Sentenza n.MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA . pen. pen. proc. l'illegittima compressione del diritto di difesa. derivante dal rifiuto o dall'ingiustificato ritardo del pubblico ministero nel consentire al difensore. (Conf.32 .Esiti delle intercettazioni . lib. (Conf..Esclusione . 178. le suddette trascrizioni non possono essere utilizzate come prova nel SSM 8. Sez.INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI .Utilizzazione a fini cautelari . in sé considerati.Diritto del difensore di ottenere la trasposizione su nastro magnetico delle registrazioni di conversazioni o comunicazioni intercettate .. utilizzati ai fini dell'adozione di un'ordinanza di custodia cautelare.) (Annulla con rinvio. Palermo.104 esecuzione delle operazioni PROVE .INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI . È legittimo il ricorso agli impianti di intercettazione diversi da quelli installati presso gli uffici della Procura della Repubblica se il decreto del pubblico ministero ne motiva l'utilizzazione subordinandola all'indisponibilità di questi ultimi impianti.IN GENERE . Imputato: Cardone.Sufficienza Condizioni. In tema di riesame.Attestazione successiva della cancelleria sull'indisponibilità .UTILIZZAZIONE . Febbraro G. Trib.M.M.Conseguenze . prima del loro deposito ai sensi del quarto comma dell'art. Imputato: Lasala.107 utilizzazione .Ammissibilità .MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA . qualora tale vizio sia stato ritualmente dedotto in sede di riesame ed il Tribunale non abbia potuto acquisire il relativo supporto fonico entro il termine perentorio di cui all'art.) (Rigetta. 24/08/2009) 673 PROVE . ai sensi dell'art. Relatore: Marzano F.104 esecuzione delle operazioni PROVE . Relatore: Cortese A..Presidente: Milo N. da attestarsi con certificazione della Segreteria prima che abbiano inizio le operazioni di intercettazione. che non inficia l'attività di ricerca della stessa ed il risultato probatorio. in ordine all'indisponibilità di quelli residenti .ESECUZIONE DELLE OPERAZIONI . qualora nella relativa autorizzazione il pubblico ministero si limiti a subordinare il ricorso agli impianti esterni alla verifica da parte della polizia giudiziaria della effettiva indisponibilità delle apparecchiature in dotazione all'ufficio [I files audio] Presidente: Gemelli T.Inutilizzabilità.M.) (Rigetta.4. proc.INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI . in quanto determina un vizio nel procedimento di acquisizione della prova. lett. lib. Bari.13 – cons.Autorizzazione all'utilizzo di impianti esterni . Carlo Citterio –II. Delehaye E. Regina.ESECUZIONE DELLE OPERAZIONI .

Ciani G.I.Obblighi del P. (dep. alle registrazioni di conversazioni o comunicazioni intercettate e sommariamente trascritte dalla polizia giudiziaria nei c. determina l'obbligo per il pubblico ministero di provvedere in tempo utile a consentire l'esercizio del diritto di difesa nel procedimento incidentale "de libertate".MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA . 06/03/2012 ) Rv.Autorizzazione del pubblico ministero . la richiesta del difensore volta ad accedere. (Conf. Carlo Citterio –II. (Diff. 251733 Presidente: Scalera V. Sentenza n. (In motivazione. È illegittimo il provvedimento del Tribunale del riesame che abbia confermato l'ordinanza cautelare utilizzando gli esiti delle operazioni di intercettazione. pen. non preclude al G.. 45880 del 10/10/2011 Cc.UTILIZZAZIONE .UTILIZZAZIONE .INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI . Catanzaro. Corte costituzionale n.MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA . 23/09/2011) 673 PROVE .IN GENERE . la Corte ha altresì precisato che l'eventuale annullamento del provvedimento cautelare. U. . Estensore: Marzano F.MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA . 07/12/2011 ) Rv.33 . proc. 8921 del 24/02/2012 Cc. obbligo il cui inadempimento può dar luogo a responsabilità disciplinare o penale del magistrato del P. P.) (Annulla con rinvio. 336 del 2008 . se corredata dal relativo supporto fonico) Sez. Sez. qualora la difesa non abbia previamente ottenuto la copia delle registrazioni tempestivamente richiesta ed autorizzata dal pubblico ministero a causa di ritardi imputabili alla segreteria di quest'ultimo.d. (dep. 336 del 2008) Sez.4.Per fini cautelari . lib. Imputato: Lasala. Relatore: Marzano F.107 utilizzazione . In tema di riesame. 10/03/2011) 673 PROVE . Imputato: Andrisano e altri.IN GENERE .107 utilizzazione .Conferma dell'ordinanza cautelare . la Corte ha precisato che.Illegittimità. per le ragioni testé indicate. al fine di porre il pubblico ministero in grado di adempiere tale obbligo.M.107 utilizzazione .IN GENERE .Richiesta .Utilizzazione a fini cautelari .M. brogliacci di ascolto.giudizio "de libertate".INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI . Estensore: Fumo M.Diritto del difensore di ottenere copia dei supporti delle registrazioni di conversazioni o videoriprese Violazione . 5.Richiesta di copia delle registrazioni . P.IN GENERE PROVE . (dep. utilizzati ai fini dell'adozione di un'ordinanza di custodia cautelare. (In motivazione.Sentenza della Corte costituzionale n. 251182 Presidente: Agro' A. Trib.Indicazione. Trib. 246908 Relazioni Collegate Presidente: Gemelli T.P.Conseguenze . Taranto. 20300 del 22/04/2010 Cc.Procedimento di riesame . Bari. prima del loro deposito ai sensi del quarto comma dell'art.) (Annulla con rinvio. Relatore: Conti G. (Conf. di accogliere una nuova richiesta cautelare. Trib.) (Annulla senza rinvio.UTILIZZAZIONE . 27/05/2010 ) Rv. è del pari necessario che la richiesta del difensore venga tempestivamente proposta rispetto alle cadenze temporali indicate dalle norme processuali) (v.13 – cons. P. lib. Sentenza n.IN GENERE PROVE . Relatore: Fumo M.INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI . 24/08/2009) 673 PROVE .Indicazione. 268 cod.M.Mancata tempestiva consegna addebitabile alla segreteria . SSM 8.Diritto del difensore di ottenere la trasposizione su nastro magnetico delle registrazioni di conversazioni o comunicazioni intercettate .M. 6. Imputato: Ceravolo.M.IN GENERE PROVE . Sentenza n.. Iacoviello FM. Estensore: Conti G. Spinaci S.

M. . Relatore: Citterio C. Imputato: Della Giovampaola e altri.IN GENERE PROVE . 6.INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI .. ma deve annullare l'impugnata ordinanza se. 21/12/2010 ) Rv.UTILIZZAZIONE . 45984 del 10/10/2011 Cc. tenuto conto della provvisoria formulazione dell'imputazione e della motivazione del provvedimento coercitivo.) (Annulla in parte con rinvio. (Parz.4. (dep. 249228 Presidente: De Roberto G.C.Richiesta .Rilevanza . quando la difesa ha assolto l'onere di dimostrare che la richiesta di rilascio di copia dei supporti magnetici o informatici delle registrazioni di conversazioni telefoniche o di riprese audiovisive. ha annullato il provvedimento relativamente alla posizione del ricorrente. Imputato: Cosentino. 12/07/2010) 673 PROVE . 23 marzo 2010) 673 PROVE .UTILIZZAZIONE . Diff.In sede di riesame o appello cautelare. non riguardi direttamente la posizione dell'indagato. Trib.MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA . Sentenza n. Perugia.Diritto del difensore . Trib.IN GENERE . Estensore: Citterio C. 44813 del 02/12/2010 Cc. 15/02/2011) 673 PROVE . 273 cod.INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI . In tema di riesame. osservando che l'imputazione riguardava un unico reato di corruzione contestato in concorso a più soggetti). sulla stessa non può ritenersi incombente l'ulteriore onere di documentare il fatto negativo rappresentato dal mancato riscontro alla richiesta da parte del P.) (Annulla in parte con rinvio.107 utilizzazione .Indicazione .M.MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA .M.Esclusione. effettuata la "prova di resistenza". utilizzate per l'adozione dell'ordinanza cautelare.M. (Diff.) (Annulla con rinvio.IN GENERE . la S. il cui esito.Utilizzazione a fini cautelari . Selvaggi E.Criteri . 12/12/2011 ) Rv.IN GENERE PROVE . l'ulteriore materiale indiziario non sia idoneo a rappresentare i gravi indizi di colpevolezza richiesti dall'art. Iacoviello FM. deve essere oggetto di specifica indicazione solo quando lo stesso non sia concretamente desumibile dagli atti.MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA . pen Sez. Carlo Citterio –II. 248747 Presidente: Lattanzi G. Sez.Onere di documentare il fatto negativo del mancato riscontro da parte del P.Fattispecie. (dep.IN GENERE PROVE . qualora il difensore non abbia ottenuto il rilascio di copia dei supporti informatici o magnetici delle registrazioni di conversazioni o "video-riprese" per le quali abbia avanzato rituale e tempestiva richiesta al P. Volpe G.Omessa trasmissione . Relatore: Conti G. Sentenza n. Catanzaro. Estensore: Conti G. 6. Estensore: Citterio C.Per fini cautelari . Imputato: Balducci e altri.Diritto di accesso del difensore alle registrazioni . Relatore: Citterio C.. (Nel caso di specie. P.13 – cons.Utilizzazione a fini cautelari Trasposizione su nastro magnetico delle registrazioni .Nullità o SSM 8. il Tribunale non può fondare il proprio convincimento sui cosiddetti brogliacci di ascolto utilizzati ai fini dell'adozione di un provvedimento cautelare.M. l'interesse della parte ad ottenere copia dei "files" audio delle registrazioni di conversazioni o comunicazioni intercettate.107 utilizzazione .UTILIZZAZIONE .107 utilizzazione . 251273 Presidente: Agro' A. pur utilizzato ai fini dell'adozione del provvedimento cautelare. P.34 . lib.Condizioni . In tema di riesame di misure cautelari personali. Trib.M. Roma.INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI . (dep. Sentenza n. proc.Brogliacci di ascolto e "files" audio delle registrazioni di conversazioni telefoniche .Sussistenza .IN GENERE . Diff. è stata effettivamente e tempestivamente presentata al P. 37014 del 23/09/2010 Cc.M. (Parz. in cui la richiesta di ottenere la disponibilità dei "files" audio era stata solo parzialmente riscontrata in sede di riesame. P. Sez. 15/10/2010 ) Rv.Interesse della parte . 6.

35 . che dia conto sinteticamente del contenuto delle conversazioni riferite negli atti di polizia giudiziaria. 6.M..Sussistenza. (Diff. Relatore: Citterio C.UTILIZZAZIONE . 309. 248548 Presidente: Di Virginio A.Comunicazione del giorno antecedente l'udienza di riesame . 46478 del 21/10/2011 Cc. ha annullato con rinvio l'ordinanza cautelare fondata sul contenuto di conversazioni intercettate in ordine alle quali la difesa aveva presentato tempestiva istanza preordinata all'ascolto e alla estrazione di copie ed il P. nonché del momento di deposito della richiesta di riesame. Estensore: Citterio C.107 utilizzazione .13 – cons. determina l'obbligo per il pubblico ministero di provvedere in tempo utile . Carlo Citterio –II.4. 01/09/2010 ) Rv. dovendosi ritenere sufficiente la trasmissione. sebbene non incida sulla utilizzabilità degli esiti delle intercettazioni. La richiesta del difensore di accedere alle registrazioni di comunicazioni intercettate.UTILIZZAZIONE .Richiesta .107 utilizzazione . relativa all'autorizzazione all'ascolto . Imputato: Saihi. (In applicazione del principio di cui in massima la S.MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA . Relatore: Montagni A.Trasposizione su nastro magnetico delle registrazioni .INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI . da parte del P. senza dilazioni. incompatibili con la specifica procedura "de libertate" -. (Nella concreta fattispecie.Tempestività .Fattispecie.) (Rigetta. Roma.IN GENERE PROVE . di una documentazione anche sommaria ed informale. 31/05/2010) 673 PROVE .M. aveva concesso l'autorizzazione SSM 8. comma nono. (Conf. (dep.IN GENERE PROVE . Trib. De Sandro AM. 18 febbraio 2010) 673 PROVE . 14/12/2011 ) Rv. 4.inutilizzabilità delle intercettazioni . pen.IN GENERE ..MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA . cod. utilizzate ai fini dell'adozione del provvedimento cautelare. Sez.IN GENERE . 251434 Presidente: D'Isa C. è stata ritenuta tardiva una richiesta di trasposizione su nastro magnetico delle registrazioni presentata meno di 48 prima dell'udienza fissata davanti al tribunale del riesame). comporta che di esse il giudice non possa tener conto fino a quando non sia soddisfatto il diritto della difesa di prendere cognizione diretta delle captazioni. Sentenza n.Criteri . Imputato: Vinci. proc. fatto salvo l'obbligo del Tribunale di fornire congrua motivazione in ordine alle difformità specificamente indicate dalla parte fra i testi delle conversazioni telefoniche richiamati negli atti e quelli risultanti dall'ascolto in forma privata dei relativi "files" audio. l'omesso deposito del cosiddetto "brogliaccio" di ascolto e dei "files" audio delle registrazioni di conversazioni oggetto di intercettazione non è sanzionato da nullità o inutilizzabilità. il quale deve decidere. lib. utilizzate ai fini dell'adozione di un'ordinanza di custodia cautelare.Esclusione . P. deve essere tempestivamente proposta in relazione all'udienza del tribunale del riesame ed alle cadenze temporali indicate dall'art. La richiesta del difensore volta ad ottenere la trasposizione su nastro magnetico delle registrazioni di conversazioni o comunicazioni intercettate.M.Diniego di estrazione di copie .Riesame Obbligo di motivazione . Cesqui E. lib. Estensore: Montagni A. e la violazione di detto obbligo. tenuto conto del grado di complessità delle operazioni di duplicazione delle intercettazioni. 32571 del 24/06/2010 Cc.Autorizzazione del P. Brescia.M.rispetto alla decisione del tribunale del riesame. Sez.C.M.Indicazione specifica di eventuali divergenze fra i testi di conversazioni richiamate in atti e quelli risultanti dall'ascolto dei "files audio" . Trib.Tempestiva istanza della difesa ai fini dell'ascolto e della estrazione di copia . Sentenza n. (dep. In tema di riesame.Diritto del difensore . P. del tempo necessario per la verifica di eventuali discordanze tra i testi posti a base delle decisioni cautelari e quelli risultanti dall'ascolto diretto.INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI .) (Annulla con rinvio.Conseguenze.

Carlo Citterio –II.all'ascolto .e non all'estrazione di copia . SSM 8.4.comunicata al difensore il giorno antecedente quello fissato per l'udienza di riesame).13 – cons.36 .

in Giust. Il legislatore del processo civile (legge 18/6/2009 n.). nello stesso tempo.111. da tempo. 2009.4. perché spetta a questa Istituzione il compito di giudicare sulle SSM 8..c. Ma le innovazioni legislative in tema di motivazione delle sentenze sono inefficaci se non determinano un radicale cambiamento di mentalità e di prassi nei giudici e nel ceto forense.13 – cons. comma 1).546. Prova evidente di siffatta valutazione è data dal giudizio di cassazione (sia civile che penale) il quale. sono destinati ad incidere sempre più pesantemente sulla spesa statale.117.p.aracneeditrice.d. disp. comma 1. ancora più importante è la modifica dell’art. Il dovere costituzionale (art. Carlo Citterio –II.15 della relativa pubblicazione). ma esso non può che partire dalla Cassazione. E di tale mutamento ha urgente bisogno soprattutto il settore civile. comma 1. comma 2. Cost.c. secondo cui la “esposizione dei fatti rilevanti della causa e delle ragioni giuridiche della decisione” deve essere “succinta” (che è termine già impiegato dallo stesso codice per la motivazione delle ordinanze: art. comma 1. L’art. è questo il settore in cui si lamenta in misura enormemente maggiore la lentezza dei processi e nel quale la dottrina ha. c. il cui superamento — già di per sé solo — è idoneo a determinare indennizzi che.1 c. L’effetto è che il tempo medio di decisione dei ricorsi civili per cassazione è di tre-quattro anni. Non può negarsi. eppure la Cassazione civile ha oggi accumulato una pendenza di circa centomila ricorsi a causa dell’imbuto costituito dalla stesura delle motivazioni delle decisioni. mentre la Corte europea pone per tale giudizio il tempo ragionevole di un anno.p.p..) di adeguare i tempi della nostra giustizia penale e civile alla durata ritenuta ragionevole dalla Corte europea dei diritti dell’uomo impone una riflessione urgente sulle modalità da seguire per pervenire a motivazioni delle sentenze che siano concise e. “anche con riferimento a precedenti conformi” (la accentuata rilevanza del precedente giurisprudenziale si ritrova poi nell’art. e art.com/it/libro_new. è molto semplice e celere. dal punto di vista tecnico. in cui i tempi di durata complessiva dei processi ci pongono al 156° posto su 181 Stati (v.4 c. p.php?id=2968 (NB il neretto nel testo è aggiunto in questa traccia) giustizia e processo Alla ricerca di linee guida affidabili per una motivazione concisa Ernesto Lupo 1. del nuovo c. p.37 . “eccesso di motivazione” (con riguardo specifico alle sentenze della Cassazione civile debbo rinviare alla mia relazione su La redazione delle decisioni in forma semplificata. introdotto dalla stessa novella legislativa).69) è recentemente intervenuto proprio per invitare i giudici a ridurre l’ampiezza delle motivazioni. E’ significativo che l’intervento legislativo diretto a ridurre l’ampiezza delle motivazioni abbia riguardato la giustizia civile. destinato a restare tale qualunque riforma delle normative processuali si voglia realizzare. non richiede più l’esposizione dello svolgimento del processo (adeguandosi a quanto già disposto dall’art.134. complete.118.Dalla Rivista Giustizia Insieme – 2-3/2009 – Aracne editrice http://store. invero.360-bis n. civ.132 n. Il mutamento deve riguardare sia il giudizio di legittimità che quello di merito.97). 2.c.p. aggiunti a quelli causati dai ritardi dei giudizi di merito. rilevato un c. II. la relazione del Presidente della Cassazione Vincenzo Carbone sull’amministrazione della giustizia nel 2008.p. att. che la stesura delle motivazioni costituisce il collo di bottiglia del sistema giudiziario italiano.

360-bis c. nella attuale prassi della Corte suprema (sia in civile che in penale). E le successive modifiche apportate alla stessa disciplina dall’art. Vittoria al Convegno svoltosi in Cassazione il 28/10/2009: Il filtro al ricorso per cassazione nella legge 69 del 2009: controriforma o completamento di una riforma?). ma. Tale controllo. di criteri di stesura delle motivazioni più agili ed essenziali se essi non trovassero adesione nel successivo controllo esercitato in sede di legittimità. rileva anche l’insufficiente o contraddittoria motivazione sullo stesso).40 individua il suo oggetto (parziale) nella disciplina del processo (civile) di cassazione “in funzione nomofilattica”. rilevare che la novella del 2006 ha modificato l’oggetto del vizio di motivazione. § 6). Ma non può negarsi che il legislatore. pen. in Cass.360 n. confini piuttosto indefiniti. onde non avrebbe senso l’adozione.47 della già citata legge n. molto frequentemente. innanzitutto.360-bis c. hanno previsto. purtroppo. il mio scritto su La Corte di Cassazione nella Costituzione.c. può individuarsi. La formulazione tecnica dell’art.5 c. onde è su questa funzione (importantissima soprattutto in un’epoca di caos legislativo) che dovrebbero essere concentrate prioritariamente le risorse umane della Istituzione. spec. in particolare. Ed ha costituito il motivo ispiratore dei due recenti interventi legislativi sul giudizio civile di cassazione.c.4444. volendo dichiaratamente introdurre un “filtro” alla ricorribilità per cassazione (termine già usato dalla Corte cost.c. a cui l’ordinamento (a partire dall’art. ma non in dottrina e.) riserva le funzioni di nomofilachia.98). a mio avviso. mentre. ha. dell’art.38 . nel testo vigente.c. come può desumersi da una indagine sui relativi lavori (v. volendo diminuire il lavoro della Suprema Corte nel settore civile (in ciò indotto dalla già segnalata situazione delle pendenze.). le quali sono necessariamente limitate (in rapporto all’enorme numero dei ricorsi proposti. mi sembra. e non (o non anche) dei vizi logici di motivazione.motivazioni delle sentenze di merito. che pure limitava il vizio al “fatto” (ed al suo “omesso esame”.p. purtroppo. la relazione di P.69/2009. 2008. la cui esistenza è però praticamente incompatibile con la funzione di nomofilachia).111. se correttamente applicata. soprattutto. SSM 8.p.360 n. Proprio a proposito della disposizione in ultimo citata.. 11/4/2008 n. dimostrando così di prestare attenzione esclusiva al compito del giudice di legittimità che qui si va considerando. Essa. da parte dei giudici di merito. nel nuovo art. La priorità del compito di nomofilachia della Corte di cassazione (rispetto a quello di controllo sui vizi logici della motivazione sull’accertamento di fatto) non è una scelta personale.p. consente un alleggerimento dell’impegno dei magistrati della Corte. da parte del legislatore..4. dà adito a molti problemi interpretativi (per una lucida e condivisibile impostazione degli stessi v. spesso ignorata dalla prassi forense). che si esercita attraverso l’esame dei vizi logici di motivazione (dedotti nel ricorso) in ordine alle quaestiones facti.p. p. comma 7. è intervenuto sulla prospettazione delle questioni giuridiche. Vi è.5 c. il tentativo dei ricorrenti di pervenire ad un terzo grado di merito e non sempre tale tentativo viene respinto dal giudice di legittimità. Cost. è tornato in parte alla formulazione originaria (anteriore alla riforma del 1950) dell’art. nonostante l’accresciuta produttività della Corte negli anni recenti)..13 – cons. due nuove cause di inammissibilità del ricorso espressamente limitate alle questioni di diritto proponibili con il ricorso per cassazione. sostituendo al concetto limitato di “punto” della controversia il riferimento globale al “fatto” controverso. che comporterebbe un elevatissimo numero di magistrati. L’ineliminabile punto di partenza è costituito dalla necessità di realizzare un uniforme atteggiamento dei giudici della Cassazione in ordine all’attività di controllo sull’accertamento di fatto compiuto dai giudici del merito. la ragione di questa limitazione dell’attenzione. Carlo Citterio –II. Già il titolo del decreto legislativo 2/2/2006 n. corrisponde alla intenzione che prevalse nell’ambito della Assemblea Costituente. è importante. nella considerazione che già la disciplina codicistica dei vizi di motivazione (e. In tal modo il legislatore ha chiarito espressamente che il vizio di motivazione non attiene alla soluzione della quaestio iuris (affermazione pacifica in giurisprudenza.

mentre è loro consentito non diffondersi nella motivazione degli aspetti giuridici. dai vizi indicati nelle precedenti quattro lettere dello stesso comma. Non costituisce. 1996. come modificata dal d. se può sembrare espressione di uno scrupolo positivo (se non. penale) al controllo in sede di legittimità dei vizi logici di motivazione sull’accertamento del fatto si scontra con la difficoltà psicologica e culturale. La rilevanza della distinzione tra legittimità e merito della decisione (penale e civile) ai fini del contenuto della motivazione comporta che il giudice del merito giustifichi essenzialmente il giudizio di fatto. essendo rilevante soltanto l’esattezza o meno di detta interpretazione. ovviamente. § 7).40 (che fa riferimento al “fatto”). ma può ridursi il lavoro richiesto dalla stesura della motivazione.p..5 c. Occorre che i giudici di merito abbiano chiara consapevolezza del loro compito esclusivo di accertare compiutamente i fatti e di motivare adeguatamente tale accertamento. più in generale.360 n.13 – cons. encomiabile). Torino.4. non tiene conto che a tale Istituzione è affidato il privilegio di dire l’ultima e definitiva parola sulla controversia. lettera e. immutato l’impegno di studio necessario per dare una corretta soluzione ai problemi giuridici. 606. appare motivata in modo non persuasivo e non condivisibile da parte del collegio. un vizio della sentenza e. Carlo Citterio –II. ma detto limite è perfettamente applicabile alla Cassazione civile). quindi. come si è detto. di rinunziare a decidere non solo il ricorso. il quale è riservato al giudice del merito. al di là dei risultati di una mera verifica della correttezza logica della sentenza impugnata).p. il che implica un atteggiamento dei giudici di legittimità di self restraint nell’esame e nella valutazione del giudizio di fatto. sull’accertamento di fatto. invece. per magistrati che provengono dal giudizio di merito. in Diritto Giurisprudenziale a cura di Bessone. In tal senso. che la non persuasività non è. La motivazione della sentenza di merito non assume. ma soprattutto il caso controverso nel modo che si ritiene più rispondente alla soluzione corretta e giusta. che il giudice di legittimità non può “sostituire i criteri e le massime di esperienza adottati dai giudici di merito” (così si esprime la Relazione al progetto preliminare del nuovo c. un vizio della sentenza impugnata con il ricorso per cassazione l’assenza di motivazione sulla interpretazione che si è data alle norme giuridiche. onde la soluzione legale e giusta della controversia deve essere il risultato finale della somma dei compiti propri dei due tipi di giudicanti. La Corte di Cassazione oggi. di per sé sola. SSM 8. addirittura. in relazione alla innovativa formulazione dell’art. rilievo rispetto alla quaestio iuris: qui importa soltanto la correttezza o meno della soluzione. nell’ordinamento.Il maggiore rispetto dei limiti posti dai codici di rito (civile e. tanto più quando questi aspetti siano stati studiati e si sia pervenuti a motivati convincimenti. lettera e) c. p. Anche per i magistrati degli uffici di merito sussistono difficoltà psicologiche e culturali a limitarsi alle motivazioni sui fatti ed a rinunziare ad esposizioni approfondite degli aspetti giuridici delle controversie.p.606. lgs. Borré.39 . comma 1.p. ma l’identico criterio vale anche per distinguere il vizio di motivazione previsto dall’art. con diversa formulazione. Ciò comporta la non accettazione di una sentenza che.p. indipendentemente dalle ragioni che si siano esposte a giustificazione della stessa soluzione. che occupa tanto tempo dell’attività dei giudici. il proprio contrappeso nel rispetto dell’accertamento di fatto.182.. è molto chiara (per il ricorso per cassazione civile) la nuova formulazione dell’art. 2/2/2006 n. 3.c. perché alle lacune motivazionali di siffatto accertamento il giudice di legittimità non potrà successivamente porre alcun rimedio. Ma occorrerebbe tenere sempre presente che “motivare è cosa diversa dal convincere” (G. Rimane. ma tale privilegio trova. se mai. L’atteggiamento del magistrato della Cassazione che mira a risolvere il caso a lui affidato nel modo che ritiene giusto (andando. nel senso che la prevalenza dei suoi membri avrebbe deciso il caso in modo diverso da come esso è stato giudicato dalla sentenza impugnata.

4. piuttosto.40 . inoltre. nella prassi giudiziaria (sia civile che penale). che però appaiono lacunose o superficiali nell’accertamento del fatto e/o nella sua giustificazione. dal nuovo codice di rito penale e. Ritengo che questo argomento non debba essere separato. che congiunga efficienza e qualità. I due obbiettivi non sono alternativi. non facile ad elaborarsi. pure essendo concise. L’esempio tipico di questo mio convincimento è dato proprio dal tema delle motivazioni delle sentenze. come si è detto. giovando esso alla comprensione dei relativi motivi. E le considerazioni qui esposte intendono costituire il semplice inizio di una ricerca che deve avvalersi delle esperienze delle diverse attività giudiziarie ed affrontare le specificità di ciascuna di esse. tanto da farmi ritenere opportuno che tale svolgimento sia esposto nell’atto di impugnazione. Le motivazioni prolisse del giudice di legittimità (che si rinvengono soprattutto nel settore civile) spesso non consentono di percepire con immediatezza e facilità la vera ratio decidendi della sentenza. che il tentativo di pervenire a motivazioni concise dei giudici di merito va esercitato non sulle giustificazioni dell’accertamento dei fatti. dalla ricerca di un diverso modo di lavorare. incorrendo così in vizi che non possono essere più sanati in sede di legittimità. essere raggiunti congiuntamente. siano complete richiede un discorso nuovo per la nostra cultura giuridica e. l’effetto negativo di rendere spesso incerto l’esito del ricorso per cassazione che deduca tale tipo di vizi. come osservavo. anche quando non costituiscono obiter dicta. Ma occorre che esso sia perseguito. Anche nelle sentenze di merito non è infrequente il caso di motivazioni molto approfondite in diritto. anche in quello di rito civile) è di indubbia utilità per il giudice dell’impugnazione.Non si vuole sostenere che la motivazione sulle questioni giuridiche sia inutile e da evitarsi: innanzitutto va precisato che essa è necessaria in tutti i casi in cui il giudice di merito abbia seguito una interpretazione delle norme diversa da quella data dalla Cassazione. ma non sono certo il frutto di una discussione e di una approvazione dell’intero collegio. Si realizza. all’estensore di aggiungere ai pochi argomenti emersi ed approvati nella camera di consiglio collegiale una serie di affermazioni che. permettono. ma possono. il quale non solo appesantisce il lavoro del singolo magistrato. Ma.4. pure essendo utile. al più. nell’ambito della ANM. è molto attuale il tema dei carichi di lavoro e della individuazione dei tetti massimi esigibili per ogni tipo di funzione svolta dai magistrati. quindi. in linea generale. Oggi. ma anche sulle questioni nuove essa può rivelarsi utile per il giudice di legittimità. Pure l’esposizione dello svolgimento del processo (soppressa. Ancora: la mancata definizione di una chiara ed uniforme individuazione dei vizi di motivazione inerenti all’accertamento del fatto produce. la ricerca è solo all’inizio e richiede l’apporto delle diverse esperienze degli operatori giudiziari. Si vuole dire. Carlo Citterio –II. L’obiettivo di pervenire a motivazioni che. se il caso giungerà in Cassazione. anche del presidente che aggiunge la sua firma). così. L’ottica delle osservazioni qui esposte non è quella della utilità di una motivazione (di primo e di secondo grado) ampia anche nella parte in diritto. ma soprattutto è fonte di inefficienze e di disfunzioni della intera istituzione. a mio avviso. esprimono l’opinione dell’estensore medesimo (o. oggi. Ernesto Lupo Presidente di Sezione della Corte di cassazione SSM 8. Ma l’esigenza di definire con maggiore celerità un numero elevato di processi impone la rinunzia a ciò che. quello che ho già chiamato “eccesso di motivazione”. ma sulla esposizione delle ragioni giuridiche delle decisioni.13 – cons. non è necessario.