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REPERTORIO DI ICONOGRAFIA

CRISTIANA MEDIEVALE

a cura di
M.G. Recanati

Fig. 1
Simone Martini,
Polittico di Santa Caterina,
1319-1320.
Tempera e oro su tavola,
tavola centrale: 195x60 cm,
tavole laterali: 156x46 cm.
Pisa, Museo Nazionale
di San Matteo.

Questa sezione intende fornire alcuni


strumenti utili alla comprensione della lettura iconografica e alla sua applicazione. Vengono qui affrontati i grandi temi iconografici relativi alla figura di Cristo, di Maria, dei
Santi pi rappresentati nella pittura e scultura medievali.
Molto delliconografia dei Santi sviluppata dal tardo Medioevo si basa su un testo
che ebbe una grande diffusione, la Legenda
aurea, scritta nel XIII secolo da un frate domenicano, Jacopo da Varazze, nato a Genova. Il testo raccoglie e rielabora fonti note,
che riportano tradizioni agiografiche consolidate allepoca di Jacopo, tranne nel caso di
San Cristoforo e San Giorgio: il giovane cavaliere martire cristiano che uccide il drago
probabilmente, infatti, una creazione di
Jacopo stesso.
Di ogni Santo qui trattato brevemente si richiamano innanzitutto i dati essenziali sulla
vita o la leggenda, quindi si riferiscono gli attributi pi consueti, normalmente correlati
con la vicenda stessa del personaggio, infine
si ricordano alcuni degli episodi della vita
pi frequentemente oggetto di raffigurazione.

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Esistono alcuni attributi che sono di carattere molto generale: laureola sempre presente, talvolta pu servire a datare un dipinto in base alla data di canonizzazione del
Santo; la palma attributo comune dei martiri; il libro posto fra le mani dei Santi che
hanno svolto attivit narrativa o esegetica importante (Evangelisti, Dottori della Chiesa).
Alcuni attributi possono essere comuni a
pi Santi, ma la somma di varie caratteristiche (labito, let, talvolta la fisionomia, il
contesto narrativo), che induce a seguire
unidentificazione iconografica o laltra.
Non mancano certo i casi di dubbia o difficoltosa identificazione, talvolta risolvibile
con la dedicazione della Chiesa dove lopera si trova, o lidentificazione dei committenti, che spesso desideravano comparire allinterno del dipinto, presentati alla Vergine o
a Cristo dal loro Santo protettore eponimo.
Il culto dei Santi nel Medioevo accompagna infatti molto da vicino la vita quotidiana,
il lavoro, le difficolt. Per alcuni dei Santi qui
trattati si segnala levento, la corporazione,
la citt di cui erano patroni, o la malattia e la
calamit contro cui venivano invocati.

REPERTORIO

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

A.

LIMMAGINE DI CRISTO

Sopra Fig. 2
Maestro della Veronica,
Il Sudario della Veronica,
1400 circa. Tecnica mista
su tavola rivestita
con tela, 78x48 cm.
Monaco, Alte Pinakothek.
Sopra a destra Fig. 3
Maiestas Domini,
1180 circa. Particolare
degli affreschi del Panten
de los Reyes (Cappella dei
Re) nella Chiesa di San
Isidoro a Len (Spagna).

REPERTORIO

La nascita di uniconografia di Ges


strettamente legata alle dispute che per trecento anni travagliarono la Chiesa cristiana
primitiva circa la vera natura di Cristo.
Allinizio Ges era raffigurato solo ricorrendo a simboli quali la colomba, lagnello, la vite, il pesce (dal lemma greco
ICHTHUS, cio pesce, in lingua greca
acrostico per Iesus Christs Thou Uis
Sotr, Ges Cristo Figlio di Dio Salvatore), la croce, monogrammi del nome, ecc.
Solo a partire dal Concilio di Nicea del
325, in cui si afferma la consustanzialit di
Padre, Figlio e Spirito Santo, le comunit
cristiane si liberano dal precetto ebraico
che proibisce la raffigurazione di Dio, e
danno origine alliconografia di Ges.
Sar collegato invece ai Bestiari e al testo
del Phisiologus il simbolo cristologico del
leone, comparso sin dallepoca carolingia
a richiamare il testo dellApocalisse, in cui
Cristo definito Leone di Giuda, e la leggenda per cui i piccoli del leone nascerebbero morti e sarebbero resuscitati dallalito
del padre.
In epoca romanica si diffonder, inoltre,
il simbolo del pellicano, spesso presente
nella cimasa delle croci, dove viene raffigurato luccello che si lacera il petto per
nutrire i piccoli con il proprio sangue.

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

Non esiste nei testi sacri canonici alcuna


descrizione dellaspetto fisico di Ges.
Le prime icone raffigurano il Volto di Ges secondo la tradizione del Velo della Veronica, un volto acheropita (non dipinto da
mano duomo), che Ges stesso, secondo
la tradizione, avrebbe inviato al re di Edessa. Questo tipo, un viso soave e dolce, ma
grave e concentrato, con lunghi capelli e
barba, tramandato dalle icone pi antiche (a partire dal VI sec.), mentre le prime
immagini di Cristo a figura intera lo rappresentano giovane, sbarbato, indossante
una corta tunica e sandali, secondo un tipo
iconografico che in seguito, dal IV sec., si
trasformer in una figura solenne e monumentale, che evoca in s anche lidea di
Dio Padre, con lunghi capelli e barba, con
aureola recante allinterno la croce.
Dalliconografia iniziale, che aveva sviluppato anche il tipo del Buon Pastore (i pi
antichi esempi risalgono alla prima met
del III sec.), si passa cos a unimmagine
che tende a comunicare tutto il potere e la
solenne maestosit del Cristo, nei tipi della
Maiestas Domini (concepita nel V sec.) e
del Pantokrtor (colui che domina su ogni
cosa). Spesso circondato dai Quattro Evangelisti, si pu trovare per tutto il Medioevo
la figura di Cristo in maest nel punto pi
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Sopra Fig. 4
Maiestas Domini,
affresco di Tahull
(Santa Maria), 1123 circa.
Barcellona, Museo dellArte
della Catalogna.
Sopra a destra Fig. 5
Cristo Pantokrtor,
posteriore al 1225.
Particolare del mosaico
della cupola del Battistero
di San Giovanni a Firenze.

sacro della chiesa, il catino absidale; Ges


appare in genere benedicente con la mano
destra e la posizione delle sue dita allude
alla doppia natura, umana e divina, e al
dogma della Trinit.
Nel Nord dEuropa prende vita, invece, il
tema del Salvator Mundi, Cristo ritratto a
mezzo busto con la mano destra alzata in
atto benedicente, la sinistra a reggere un
globo con la croce.
Accanto alle raffigurazioni di Cristo nella
Sua potenza, lOccidente elabora la fortunatissima iconografia della Croce dipinta,
che connota in particolare larte italiana.
Dapprima Cristo presentato sulla croce
come fosse vivente, trionfante sulla morte
(Christus triumphans), sullo sfondo di un
tabellone che narra fatti della Sua vita e soprattutto della Sua Passione.
DallOriente proviene, invece, liconografia del Christus patiens, il Cristo morente sulla croce, dal corpo spasmodicamente
arcuato, elemento che finir per impedire
materialmente la realizzazione del ciclo
narrativo e per concentrare lattenzione sulla sola figura di Ges, la sua umanit dolente, la sua fisica sofferenza, cui assistono
piangenti Maria e Giovanni, a figura intera
e poi a solo mezzo busto, nelle estremit
del braccio trasversale della croce.

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Se gi dal XII secolo questa iconografia


nota a Bisanzio, sar solo nel primo Duecento che avr risonanza in Italia, ma con
una diffusione rapida e capillare, perch
abbracciata e promossa dallOrdine francescano.
Laccentuazione per i tormenti di Cristo,
soprattutto nellambito di movimenti mistici e di confraternite, in rapporto quindi anche con le sacre rappresentazioni della
Passione, d origine nel tardo Medioevo alliconografia del Vir dolorum (uomo dei
dolori, tipica in Germania dalla prima
met del XIV sec.): Cristo si eleva a mezza
figura dal sepolcro, con le braccia incrociate e gli occhi socchiusi, accompagnato
dai due dolenti, Maria e Giovanni, circondato dai simboli della Passione, gli strumenti delle torture, lasta con il fiele, la
lancia infilata nel costato, persino il volto
di Pietro che rinnega il Signore davanti alla serva.
Allorigine dellUomo dei dolori il tipo
della Piet (i pi antichi esempi in Oriente
sono del XII sec., in Occidente la diffusione data della seconda met del XIII sec.), in
cui Cristo appare morto a mezza figura, solo o sorretto dai due dolenti e dagli angeli.
Pi diffusa nel Medioevo nel Nord dEuropa e nel Rinascimento in Italia sar, infine,
liconografia della Piet ridotta alla sola

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Sopra Fig. 6
Croce dipinta, XIII secolo.
Tempera su tavola.
Ortonovo, Localit Nicola
(La Spezia), Chiesa
dei Ss. Filippo e Giacomo.
Sopra a destra Fig. 7
Attribuito al Maestro
di Giovanni Barrile,
Croce dipinta,
1330-1331 circa.
Tempera su tavola.
Teano (Caserta), Duomo.

Vergine Maria che tiene sulle ginocchia il


cadavere straziato del Figlio.
La figura di Cristo legata anche alliconografia della Trinit, elaborata per lo pi
nella forma del Trono di grazia (dalla prima
met del XII sec.), con Dio Padre che sorregge il Crocifisso e con la colomba in alto. Pi
rari sono gli esempi che riportano la figura di
Ges ripetuta tre volte davanti a un tavolo
con tre calici, oppure il volto triforme, che
compare soprattutto nella miniatura.
Innumerevoli sono i cicli dedicati alla vi-

ta di Cristo, nel tardo Medioevo particolarmente dettagliati, come ad esempio quello


presente sul retro della Maest di Duccio,
che insiste con numerose scene sul processo subto da Ges e sugli incontri con i
sommi sacerdoti, con Erode e con Pilato.
Se il Medioevo privilegia cicli complessi, dal Rinascimento in poi verranno sviluppati temi singoli: lUltima cena, la Flagellazione, la Crocifissione, per citare solo
alcuni dei soggetti pi frequentati anche
dallarte manierista e barocca.

A lato Fig. 8
Piet Roettgen, 1300 circa.
Legno policromo,
altezza 88,5 cm.
Bonn, Rheinisches
Landesmuseum.
A destra Fig. 9
Trinit e Trono di grazia,
retablo per la Wiesenkirche
di Soest, 1250 circa.
Berlino, Museo Statale di
Cultura Prussiana.

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B.
Sopra Fig. 10
Vergine con il Bambino,
prima met del V secolo.
Tempera e oro su tavola.
Roma, Chiesa di
Santa Francesca Romana.
Sopra a destra Fig. 11
Vergine Odighitria,
1318-1321 circa. Pittura
su tavola, 106x65,4 cm.
Skopje, Museo di
Macedonia.

LIMMAGINE DELLA VERGINE MARIA


Maria , insieme a Cristo, la figura del
Vangelo pi frequentemente rappresentata,
non solo come tramite primo dellIncarnazione e quindi della storia della salvezza, ma
anche come intermediaria fra lumanit intera e Dio, quindi nella simbologia che la
identifica con la Chiesa, sposa di Cristo.
Se allinizio, nelle pitture delle catacombe,
le scene che la riguardano si riferiscono soprattutto a episodi dei Vangeli, dal 431, con
il Concilio di Efeso, che proclama Maria la
Theotkos, la Madre di Dio, si sviluppa anche uniconografia individuale della Vergine,
ritratta con il Bambino, oppure da sola, nella
posizione dellorante, talvolta in rapporto
con Pietro e Paolo, quindi con i due pilastri
della Chiesa cristiana e in unaccezione particolarmente ieratica e solenne che allude allintangibile fede e al potere della Chiesa.
Sulla maternit di Maria nascono invece
una serie di icone dal contenuto o pi specificamente teologico (sul tipo dellOdighitria
bizantina, la Vergine che indica il piccolo
Ges, in veste di Pantocratore, quale via,
verit e vita), o pi intensamente umano,
per quanto pur sempre canonizzato (La Vergine della tenerezza, che accosta il suo viso
a quello del Figlio).
Allepoca di Carlo Magno vennero adottate nella liturgia le quattro feste mariane del-

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la Presentazione di Ges al Tempio, della


Dormizione o Assunzione di Maria, dellAnnunciazione e della Nativit di Maria,
con il conseguente sviluppo di uniconografia specifica. In particolare la Dormizione
vedr il corpo di Maria disteso sul catafalco
tra gli Apostoli e, in alto, il Cristo che accoglie una bambina biancovestita (lanima pura della Vergine) fra le sue braccia, per condurla in cielo.
Nel Duecento e nel Trecento lazione degli Ordini mendicanti trasform profondamente le immagini sacre, cercando di avvicinare liconografia a un pubblico in cui la
presenza dei laici diveniva sempre pi forte.
Il tema della Madonna col Bambino si
orienta a trasmettere valori sempre pi umani, e si diffondono immagini di natura devozionale (la Madonna del latte), mentre si sviluppa liconografia della Maest (Maria in
trono, solennemente circondata da angeli e
Santi), che assume valenze anche politiche,
in rapporto al potere delle diverse citt a ordinamento comunale (Siena con gli esempi
forniti da Duccio e Simone Martini, Firenze
con Cimabue).
Se lumanizzazione della maternit di
Maria avviene sui tipi iconografici delle icone diffuse in Occidente dopo le Crociate,
limportanza della mariologia elaborata da-

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DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

Fig. 12
Dormizione della
Madonna, 1235 circa.
Cattedrale di Strasburgo,
bassorilievo della lunetta
sinistra del doppio
portale sul braccio Sud
del transetto.

Sotto a destra Fig. 13


La donna dellApocalisse,
dalla Miniatura dellApocalisse di Bamberga,
1020 circa. Bamberga,
Biblioteca di Stato.
Sotto Fig. 14
Maestro dellAlta Renania,
Il giardino del Paradiso,
1410. Tecnica mista
su tavola, 26x33 cm.
Francoforte sul Meno,
Stdelsches Kunstinstitut.

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gli Ordini Cistercensi, dai Francescani e dai


Domenicani pone contemporaneamente
laccento sul momento dellIncarnazione di
Cristo e sulla sua Passione, sottolineando il
ruolo fondamentale di Maria nella storia
della salvezza.
Lumanit di Cristo il carattere che maggiormente viene espresso dalliconografia
tardomedievale, attraverso la raffigurazione
delle sue sofferenze e della sua morte, ma
anche tramite la sensibilit per gli affetti e la
tenerezza tra Madre e Figlio.
Nel Trecento si completa inoltre un pro-

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cesso di maturazione delliconografia mariana in cicli narrativi specifici dellOccidente,


mentre si diffondevano i Vangeli apocrifi,
elaborati sul modello del testo greco del Protovangelo di Giacomo.
Allinterno dei cicli mariani la caratteristica
delliconografia occidentale limportanza
conferita alla figura di Gioacchino, padre
della Vergine, che compare nella Nativit di
Maria, lunica scena della vita della Vergine
raffigurata, come si detto, anche dalliconografia altomedievale, allinterno dei libri liturgici, in corrispondenza della festa relativa.

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Sopra Fig. 15
Piet, inizio XV sec.
Legno policromo.
Friburgo (Germania),
Cattedrale.
Sopra a destra Fig. 16
Michel Erhart, Madonna
della Misericordia di
Ratisbona, 1480-1490
circa. Legno policromo,
altezza 135 cm. Berlino,
Museo Statale di Cultura
Prussiana.

Sviluppando una forte tendenza alla narrazione, il tardo Medioevo produce molti cicli
dedicati alla vita di Maria. Nel Nord-Europa
il tema si ritrova allinterno dei complessi
scultorei delle cattedrali gotiche, di codici
miniati e di vetrate, spesso offerte dalle corporazioni dei tessitori che veneravano
SantAnna come loro patrona; in Italia, invece, lo si apprezza soprattutto nella pittura a
fresco, nelle cappelle maggiori o nei cori
delle chiese dedicate a Maria. Dal secondo
quarto del Trecento inoltre, anche la pittura
su tavola comincia ad accogliere cicli dedicati allinfanzia e alla vita di Maria, fino a
scegliere, come avviene nella pittura senese,
lepisodio della Nativit della Vergine quale
soggetto principale della pala daltare.
Anche gli altri temi legati alle festivit mariane conoscono un forte sviluppo, in rapporto alla necessit di una descrizione pi
realistica e analitica dellambiente: se lo Sposalizio di Maria illustrato singolarmente sar
tema privilegiato dal Rinascimento, il tardo
Medioevo raffigura con frequenza lIncoronazione della Vergine, seduta accanto a Cristo in Paradiso, aggiungendo la Visitazione,
con Maria incinta davanti a Santa Elisabetta
quale simbolico incontro che rimanda al rapporto tra la Sinagoga e la Chiesa cristiana.
Ancora al tardo Medioevo risale linizio di
uniconografia di Maria col Bambino, seduta in braccio a SantAnna, detta SantAnna
Metterza (inserita cio quale terzo elemento
nella generazione della storia di salvezza).
Quasi contemporaneamente al diffondersi

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delliconografia della Maest, si trova poi il


tema, che sar fortunatissimo nel Trecento,
della Madonna dellumilt: linvenzione iconografica, che si fa risalire a Simone Martini,
vede la Vergine col Bambino seduta per terra (humus, terra), talvolta con i simboli della Donna dellApocalisse, con il capo coronato di stelle e i piedi posati su una falce di
Luna, talvolta allinterno di un giardino-paradiso (Hortus conclusus), che il tardo Gotico
sfrutter quale pretesto descrittivo tra il fantastico e il naturalistico.
In rapporto alla Passione di Cristo il NordEuropa elabora infine, a partire dal secondo
quarto del Trecento, con diffusione pi tarda
in Italia, il tema della Piet, con Maria che
regge sulle ginocchia il corpo esangue del Figlio. La sua presenza sotto la croce invece
connotata, a partire dal secondo Duecento,
prima in scultura e quindi in pittura, dallo
svenimento tra le braccia delle pie donne o
di Giovanni.
Il ruolo di mediazione di Maria appare
con grande forza nelliconografia del Giudizio universale secondo quanto elaborato
dalla mistica cistercense, per cui Maria sarebbe Madre di misericordia a fronte del Cristo giudice. In tale contesto, dalla fine del
Duecento, la Vergine pu apparire nellatto
di offrire il suo seno (piet, carit). In rapporto con questo concetto si sviluppa anche liconografia della Madonna della Misericordia, che ripara i fedeli sotto il suo manto (a
partire dal 1264), diffusa in ambiente francescano e sulle strade percorse dai Crociati.

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C.

I SANTI

Sopra Fig. 17
Giovanni da Milano,
Polittico di Ognissanti,
particolare con
SantAgnese, 1370 circa.
Tavola. Firenze,
Galleria degli Uffizi.
Sopra al centro Fig. 18
Pittore del Sancta Sanctorum,
Martirio di SantAgnese,
1277-1280. Affresco.
Roma, parete Nord del
Sancta Sanctorum.
Sopra a destra Fig. 19
Paolo Veneziano,
SantAgostino, inizi XIV sec.
Tempera e oro su tavola.
Brescia, Pinacoteca Tosio
Martinengo, gi nel
convento dei Santi Cosma
e Damiano.

AGNESE
Vergine martire dei primi secoli cristiani,
morta intorno allanno 300, pugnalata alla
gola. Viene raffigurata come una giovane
donna reggente un agnello, allusione al
suo nome (dal latino agnes, agnus, agnello) e alla sua fedelt a Cristo.
Gli episodi della vita narrano del suo rifiuto di sposare il figlio del prefetto Sempronio, del suo diniego di adorare gli idoli, di come venne condotta in un lupanare
e condannata al rogo, di come le fiamme
per miracolo non la toccassero.

AGOSTINO

DA IPPONA

Dottore della Chiesa. Nato a Tagaste nel


354, nellAfrica del Nord, figlio di Santa

Monica; cre in Africa, dove torn dopo


aver ricevuto il battesimo da SantAmbrogio
(387), la prima forma di monachesimo, che
prosegu, divenuto vescovo di Ippona, conducendo vita comunitaria con il suo clero.
La regola di Agostino, adottata dai Canonici, fu la base, nel XIII secolo, della spiritualit di Domenicani ed Eremitani. Il Santo
autore di molti testi teologici e di un volume autobiografico di grande interesse anche letterario, le Confessioni. Mor nel 430.
Le sue reliquie si trovano a Pavia, nellarca
conservata in San Pietro in Ciel dOro.
Il suo culto fu molto popolare in Toscana;
a Firenze era patrono dei pezzai o tagliatori di pelli per calzature. Viene raffigurato in
abiti vescovili, con o senza barba, con labito monastico sotto la casula o addirittura

A lato Fig. 20
Attribuito al Maestro
di Isacco, SantAgostino,
fine XIII sec. Affresco.
Assisi, Basilica Superiore di
San Francesco, particolare
della Volta dei Dottori.

REPERTORIO

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

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Sopra Fig. 21
Maestro di Mocchirolo,
SantAmbrogio flagella
gli eretici, seconda
met XIV sec. Affresco
strappato. Milano,
Pinacoteca di Brera.
Sopra a destra Fig. 22
Maestro della
Madonna del Parto,
SantAntonio abate e Santa
Caterina dAlessandria,
XIV sec. Affresco.
Bergamo, SantAgostino.

come monaco. Molto spesso si trova allinterno del gruppo dei Quattro Dottori della
Chiesa (Agostino, Ambrogio, Girolamo e
Gregorio, proclamati da Bonifacio VIII nel
1295 Dottori, o Padri, della Chiesa occidentale), collocato, per lo pi, nelle vele di
una volta architettonica.

AMBROGIO
Nato a Treviri, figlio del prefetto del pretorio di Gallia, fu vescovo di Milano dal 374,
dopo lariano Aussenzio. Mor nel 397.
fondatore del rito liturgico ambrosiano.
Viene raffigurato anziano, in abiti vescovili, con gli attributi del libro e del flagello,
allusione alla lotta da lui condotta contro
leresia degli Ariani.
Episodi della sua vita che vengono spesso illustrati sono: il volo di uno sciame di
api sulla sua culla quando era bambino,
senza che questo gli causasse alcun male;
la sua scelta a vescovo: mentre tentava di
appianare le discordie fra i cittadini di Milano, un bambino lo indic come futuro
vescovo della citt; linvestitura a vescovo
di S. Agostino; la celebrazione dei funerali
di S. Martino. Limmagine di Ambrogio
spesso associata a quella degli altri tre Dottori della Chiesa (cfr. Agostino).

ANDREA
Apostolo, fratello di Simon Pietro, venne
crocifisso su una croce a bracci diagonali
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(X), dopo essere stato flagellato. Come Pietro e Paolo, Andrea viene raffigurato nel
gruppo degli Apostoli con caratteristiche fisionomiche sue proprie: anziano, con capelli e lunga barba bianchi, accompagnato
dagli attributi del libro e della croce, oppure della rete e del pesce, allusione al suo
mestiere di pescatore.
Lepisodio della vita che viene pi spesso
illustrato, oltre a quello del martirio, la
chiamata da parte di Ges, mentre Andrea
con Pietro intento a pescare sul lago di
Genezareth.

ANTONIO ABATE
Monaco, abate, eremita, muore nel 359.
detto Antonio il Grande o di Vienne, dove si
trovano le sue reliquie dal 960. considerato il padre del monachesimo occidentale;
ha fondato molti monasteri in Egitto.
LOrdine che porta il suo nome nacque
in Occidente e fu istituito nellXI secolo da
Urbano II; il primo monastero si trovava a
Vienne in Francia.
Gli Antoniani seguivano la regola di
SantAgostino. Il culto del Santo era molto
popolare e lattivit dellOrdine era intrecciata strettamente con la vita quotidiana e
i problemi della gente.
Antonio viene raffigurato come un vecchio monaco barbuto con un cappuccio e
un mantello, di colori diversi, grigio e marrone o nero, e reggente una stampella.

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DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

Sopra Fig. 23
SantAntonio assalito
dalle belve, miniatura da un
Libro dOre manoscritto,
Parigi, Biblioteca Nazionale,
Nuova acquisizione latina,
Manoscritto 757,
folio 296 v.
Sopra a destra Fig. 24
Simone Martini,
SantAntonio da Padova e
San Francesco, 1317 circa.
Affresco. Assisi, Basilica
Inferiore di San Francesco.
Particolare.

Altri attributi sono la fiamma (fuoco di


SantAntonio), il bastone a T (tau) o croce
egizia che fu adottata come simbolo dallOrdine di SantAntonio fra il 1160 e il
1180, il pastorale dellabate, la campanella, il rosario, il maialino. I monaci infatti allevavano maiali, poich il loro
grasso era il miglior rimedio contro il fuoco e la peste. Essi potevano sfruttare i pascoli comuni e la gente permetteva a questi maialini di andare ovunque, sia in
campagna che in citt. Era considerata
una grave colpa, seguita da immediata disgrazia, rubare o ferire una di queste bestie. I maiali di SantAntonio portavano
per distinguersi una campanella, attributo tipico anche del Santo, a ricordare
inoltre le campanelle suonate dai monaci
al loro arrivo nei borghi abitati quando
erano in questua.
Fra gli episodi della vita di Antonio i pi
frequentemente raffigurati sono le tentazioni nel deserto, simbolizzate da numerosi
animali che assalgono il Santo, e lincontro
con un altro eremita, Paolo di Tebe (morto
forse nel 347), spesso contraddistinto da un
vestito di stuoie.

ANTONIO

DA

PADOVA

Nato a Lisbona, entr nellOrdine dei frati minori francescani; mor nel 1231 e venne canonizzato lanno seguente in tempi
assai brevi.
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REPERTORIO

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

Le sue reliquie si trovano a Padova.


Viene rappresentato come un giovane
francescano, con in mano un libro, un pane, un giglio, un cuore fiammeggiante. A
volte tiene in braccio il Bambin Ges.
La sua raffigurazione venne molto presto
associata a quella di San Francesco.

BARBARA
Vergine, martire, figlia del nobile e ricco
Dioscoro di Nicomedia, sarebbe vissuta fra
III e IV secolo, ma non vi sono certezze n
sul tempo, n sul luogo del suo martirio,
avvenuto per decapitazione. I Veneziani ne
trasferirono le reliquie da Costantinopoli a
Torcello, nella Chiesa di San Giovanni
Evangelista, nel 1009.
Barbara veniva invocata contro la morte
improvvisa e contro il fulmine.
Viene raffigurata con una torre fra le mani: fatta costruire dal padre per proteggere
la figlia di grande bellezza, la torre ha tre
finestre, la terza aperta per richiesta di Barbara, gi convertita al Cristianesimo, in
omaggio alla Trinit. Gli episodi della vita
narrano la persecuzione subita a opera del
padre pagano, la fuga, le torture davanti al
pretore Marziano, la decapitazione per
mano del padre.
Dopo linvenzione delle armi da fuoco la
Santa diventa patrona contro le esplosioni
(santabarbara sar infatti definito il deposito delle armi e degli esplosivi).
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Sopra Fig. 25
Maestro della Tomba
Fissiraga, San Bartolomeo,
XIV sec. Affresco. Varese,
Battistero di San Vittore.
Sopra al centro Fig. 26
Storie di San Benedetto.
Affresco. Subiaco (Roma),
Sacro Speco.
Sopra a destra Fig. 27
Pietro di Giovanni
dAmbrogio,
San Bernardino da Siena,
tavola firmata e datata
1448. Lucignano (Arezzo),
Palazzo Pretorio.

BARTOLOMEO
Uno dei dodici Apostoli, martire, scorticato e decapitato. A Firenze era patrono
dei mercanti di sale, olio e formaggio.
Viene raffigurato come Apostolo di mezza et, con barba e capelli neri, reggente un
libro e un coltello simbolo del suo martirio,
o la propria pelle scorticata dal corpo.

BENEDETTO
Fondatore dellOrdine benedettino, fratello di Santa Scolastica, mor nel 543. Le
sue reliquie si trovano nellAbbazia di
Saint-Benot-sur-Loire in Francia.
Viene rappresentato come un vecchio
monaco barbuto che indossa un abito
con cappuccio e scapolare neri.
Quando la sua immagine viene dipinta per i Camaldolesi e i Cistercensi, che seguivano la sua regola, indossa labito bianco di
questi Ordini. In genere porta
un libro e un pastorale, attributo anche dellabate.

BERNARDINO

A destra Fig. 28
Giotto, San Benedetto,
inizio XIV sec.
Particolare del Polittico
di Badia. Tempera
su tavola, 91x340 cm.
Firenze, Museo dellOpera
di Santa Croce.

DA

1402 dalla famiglia degli Albizzeschi.


Viene raffigurato con il saio francescano,
vecchio frate dal viso consunto per lascesi, sbarbato. I suoi attributi pi frequenti
sono: il disco raggiato con il monogramma
IHS (Iesus Hominum Salvator), che pu
trovarsi anche su un libro nelle mani del
Santo, oppure le tre mitre vescovili che
simboleggiano i tre vescovati rifiutati: Siena, Ferrara, Urbino.
Riguardo al monogramma bernardiniano
si narra che un uomo, produttore di carte
da gioco, un giorno chiese al Santo, dopo
una sua predica contro il gioco dazzardo,
come avrebbe dovuto guadagnarsi da vivere. Bernardino gli consigli di produrre dischi di legno con il monogramma di Cristo
e luomo divenne ricco, perch questi
dischi ebbero unimmensa diffusione.

SIENA

DellOrdine dei frati minori


francescani, muore nel 1444 e
viene canonizzato nel 1450,
le sue reliquie si trovano a LAquila. Bernardino fu un grande
predicatore e viaggi per tutta
lItalia. santo patrono di Siena e di Massa Marittima. A
Massa era nato, infatti, nel

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BERNARDO

DA

CHIARAVALLE

Nato presso Fontaines, in


Francia, fu abate cistercense;
morto nel 1153, venne canonizzato nel 1174 da Papa Alessandro III. Viene raffigurato come un giovane monaco sbarbato, in abito bianco, con il
pastorale, talvolta con un dragone incatenato ai suoi piedi.

BONAVENTURA

DA

BAGNOREA

DellOrdine dei frati minori


francescani, vescovo di Albano, Dottore della Chiesa, Generale dellOrdine dal 1257 e
REPERTORIO

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

11

Sopra Fig. 29
Maestro dellalbero della
vita, Albero della vita di
San Bonaventura, particolare
con la figura del Santo,
1347. Affresco. Bergamo,
Santa Maria Maggiore.
Sopra al centro Fig. 30
Maestro delle nozze
mistiche, Nozze mistiche di
Santa Caterina dAlessandria,
XV sec. Affresco. Bergamo,
monastero Matris Domini.
Sopra a destra Fig. 31
Simone Martini,
Santa Caterina dAlessandria,
1317 circa. Affresco.
Assisi, Basilica Inferiore di
San Francesco. Particolare.

cardinale dal 1273, muore nel 1274.


Gli scritti di Bonaventura ebbero un
grande influsso sulliconografia francescana del tardo Medioevo. Il Santo infatti autore della vita ufficiale di San Francesco, la
Legenda maior, fonte per gli affreschi di
Assisi e unica biografia accreditata dai
Conventuali a partire dal 1266.
Anche il Lignum vitae, un trattato sulla
vita e passione di Cristo, stato raffigurato
nel corso del Trecento, specie in ambito
francescano, come un grande albero dai
cui rami sbocciano gli episodi del Vangelo.
ai piedi dellAlbero della Vita che spesso il Santo si trova rappresentato, nellabito dellOrdine e con le insegne vescovili o
cardinalizie.

CATERINA DALESSANDRIA

A destra Fig. 32
Andrea di Bartolo,
Santa Caterina da Siena,
XIV secolo.
Tempera su tavola.
Murano, Museo Vetrario.

12

REPERTORIO

Vergine, martire, figlia


del re Costo, mor nel 307.
Viene raffigurata con lattributo della ruota del suo
supplizio, con un libro o la
corona sul capo. Tra gli
episodi della sua vita si trova la conversione dei filosofi (per cui la santa considerata patrona della cultura e della sapienza), ma
soprattutto il matrimonio
mistico: pregando la Vergine, Caterina ne vede lapparizione e ottiene da Ges, rappresentato Bambino
o anche adulto, il consenso

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

alle nozze mistiche con Lui.


Liconografia, molto diffusa nel tardo Medioevo, vede la Santa inginocchiata davanti alla Madonna col Bambino che porge
lanello nuziale alla Santa.

CATERINA

DA

SIENA

Terziaria domenicana, morta nel 1380,


patrona di Siena, copatrona dItalia, insieme a San Francesco. La sua attivit caritatevole e le pratiche ascetiche si uniscono
ad unintensa attivit per portare la pace
nel tormentato scenario politico del suo
tempo: numerose sono le lettere che Caterina invia ai potenti della Terra ed assai celebre la missione intrapresa dalla Santa
per ricondurre il Papa a Roma dalla cattivit avignonese, missione conclusasi
con successo nel 1377,
quando Gregorio XI rientra
nella citt.
Viene raffigurata in abito
domenicano, tunica bianca,
velo bianco, mantello nero,
con un libro e un giglio, con
il crocifisso o mentre calpesta un dragone; talvolta reca
le stigmate, che ricevette a
Pisa nel 1375.

CECILIA
Morta forse nel 229 per
le ferite inflittele nel tentativo di decapitarla. Molto
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Sopra Fig. 33
Simone Martini,
Santa Chiara, 1317 circa.
Affresco. Assisi, Basilica
Inferiore di San Francesco.
Particolare.
Sopra al centro Fig. 34
Maestro della
Pala di Santa Chiara,
Storie della vita di Santa
Chiara, fine XIII sec.
Tempera su tavola.
Assisi, Santa Chiara.
Sopra a destra Fig. 35
Anonimo lombardo,
San Cristoforo, XIV sec.
Affresco. Bellinzona,
San Biagio.

venerata nei primi secoli del Cristianesimo,


verso la fine del Trecento diviene patrona
dei musicisti e dei costruttori di strumenti,
per unerrata lettura della sua leggenda:
quando si descrive il suo ingresso nella casa dello sposo, cantantibus organis (al suono degli strumenti musicali), si credette
che a cantare fosse la stessa Cecilia. Per
questo malinteso, viene spesso rappresentata con strumenti musicali.

CHIARA
Prima discepola di San Francesco, fonda
lOrdine delle Clarisse. Muore nel 1253 e
viene canonizzata nel 1255.
Viene raffigurata con abito grigio scuro o
grigio-marrone, sogglo bianco e velo foderato di bianco, con una corda annodata
come cintura; regge un giglio, la croce o la
pisside, che elev sul muro del monastero
di San Damiano, per scacciare con lEucaristia i Saraceni che assediavano la citt di
Assisi.

COSMA E DAMIANO
Martiri laici, decapitati in Cilicia nel 297,
erano due medici cristiani di origine araba;
sono santi patroni dei medici.
Vengono raffigurati giovani, con corta barba o sbarbati, in abiti da medico, lunghe tuniche con bordi di pelliccia, mentre reggono scatole per pillole e pinze, oppure una
penna e un libro.
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CRISTOFORO
Cavaliere e martire, morto nel 249 in Licia, santo protettore contro le tempeste e
gli incidenti. Viene raffigurato come un gigante che porta Ges Bambino sulle spalle, mentre sta attraversando un fiume, secondo quanto narrato dalla sua leggenda.
Limmagine del Santo si trova specialmente sulle facciate delle chiese, per essere visto anche a distanza.

DOMENICO
Nato nel 1170 a Calaruega dalla nobile
famiglia dei Guzman di Castiglia, muore
nel 1221 a Bologna dove si trovano le sue
reliquie. Unitosi ai Canonici di SantAgostino, inizia una vigorosa lotta contro leresia degli Albigesi nel Sud della Francia,
raccogliendo seguaci attorno a s e dando
vita allOrdine domenicano, detto dei Predicatori, la cui regola sar approvata nel
1216. Viene canonizzato nel 1234.
Raffigurato come un giovane senza barba nellabito dellOrdine, bianco con mantello nero, porta in genere quali attributi un
giglio bianco e un libro, oltre a una stella
vicino o dentro laureola. Altro attributo
molto diffuso il rosario, preghiera mariana istituita da Domenico.
Tra gli episodi della vita il pi frequentemente illustrato la resurrezione di Napoleone Orsini, nipote del cardinale di Fossanova, morto in un incidente a cavallo.

REPERTORIO

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

13

Sopra Fig. 36
San Domenico e storie,
XIII secolo. Napoli, Museo
di Capodimonte.
Sopra al centro Fig. 37
Maestro dellAlbero
della vita, SantElena,
met XIV sec.
Torre Boldone (Bergamo),
Santa Maria Assunta.
Sopra a destra Fig. 38
Cimabue, San Francesco,
fine XIII secolo.
Assisi, Santa Maria degli
Angeli, Museo della
Porziuncola.

ELENA
Imperatrice, vedova, madre di Costantino, muore nel 328. Viene raffigurata come
una matrona cristiana, con la Vera Croce, o
una piccola croce, con la corona sul capo,
in eleganti abiti medievali.
La raffigurazione di Elena legata per lo
pi alla Leggenda della Vera Croce che la
sovrana avrebbe ritrovato: disseppellite
dal saggio ebreo Giuda, le tre croci del
Golgota furono accostate una dopo laltra
al cadavere di un uomo: la resurrezione di
questi indic la Vera Croce. Giuda port
la Croce a Elena e questa la port a Gerusalemme.

FRANCESCO
Nato ad Assisi nel 1182 e morto nel
1226, viene canonizzato nel 1228. il
Santo patrono dItalia, fondatore dellOrdine francescano, il Santo pi venerato e raffigurato nel tardo Medioevo. I primi ritratti
di Francesco sono di natura quasi documentaria, come avviene per quello nel Sacro Speco di Subiaco, che il Santo aveva
visitato: Francesco non porta ancora le stigmate che saranno elemento caratteristico
della sua iconografia successiva.
Le tavole del primo Duecento dedicate al
Santo seguono lo schema della tavola agiografica, con la figura di Francesco frontale
al centro, nellabito scelto dal Santo, un
14

REPERTORIO

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

saio marrone scuro con cintura in corda


annodata in tre punti, senza calzari e con
il grande cappuccio che gli copre il capo.
Il Santo raffigurato con i tratti del viso
marcati, la tonsura e in atto di reggere un
libro e mostrare le stigmate. Queste tavole
recano poi, intorno alla figura del Santo,
piccole scene illustranti fatti della sua vita,
secondo le fonti elaborate in vista della canonizzazione, soprattutto la Vita prima di
Tommaso da Celano. Liconografia della vita di Francesco subir invece un forte cambiamento dopo il 1266, quando verr resa
ufficiale la versione fornita dalla Legenda
maior di San Bonaventura, che alla base
del principale ciclo ad affresco realizzato
in Italia nel Duecento: le Storie di Francesco nella Basilica Superiore di Assisi.
Molteplici sono le presenze dellimmagine di Francesco allinterno di polittici, accanto alla Vergine con il Bambino o ai piedi del Crocifisso, cos intensamente venerato dal Santo.
Sempre ad Assisi, in una delle volte della Basilica Superiore, Francesco viene inserito nello schema iconografico della Desis, quale continuatore della storia della
salvezza.
Tra gli episodi della sua vita pi frequentemente rappresentati, anche in modo isolato da complessi contesti narrativi, si trovano la Predica agli uccelli e levento fondamentale della Stigmatizzazione, consi ISTITUTO ITALIANO EDIZIONI ATLAS

Sopra Fig. 39
Maestro del Tesoro,
San Francesco tra quattro
suoi miracoli, 1253.
Tempera e oro su tavola.
Assisi, Tesoro del Sacro
Convento.
Sopra a destra Fig. 40
Giunta Pisano,
San Francesco e
storie della sua vita,
prima met XIII sec.
Pisa, San Francesco.

derato dallOrdine anche nel suo valore di


grande impatto emotivo e quale conferma
della superiorit del Santo. La scena subisce, infatti, variazioni significative a seconda che la fonte sia contemporanea a
Francesco (Tommaso da Celano) o successiva (Bonaventura): da episodio di natura
quasi psicologica e interiore, che avviene
in presenza di un Serafino, in parallelo
con il tormento di Ges nel Getsemani, le
stigmate divengono, nellelaborazione
iconografica proposta dallOrdine ai tempi
di Giotto, diretta emanazione del Cristo
stesso (che appare in forma di Serafino), e
quindi elemento per trasmettere una sorta
di identificazione tra il Santo e Ges, secondo la lettura di Francesco quale alter
Christus, cio Francesco come secondo
Cristo, cui corrisponde anche la celebre
allegoria francescana del matrimonio con
la Povert, affrescata nelle vele della Basilica Inferiore di Assisi.

GIACOMO

A destra Fig. 41
Andrea Vanni,
San Giacomo Maggiore,
fine XIV inizi XV sec.
Tavola. Napoli,
Museo di Capodimonte.

GIACOMO

MINORE

Uno dei cosiddetti fratelli di Ges,


apostolo, morto nel 61, gettato dalla terrazza del tempio mentre stava predicando,
la sua testa venne fracassata con una mazza. Era figlio di Maria di Cleofa, fratello di
Taddeo, Giuda, Simone Zelota, e cugino di
Ges. Primo vescovo di Gerusalemme,
bench non venga mai raffigurato come tale. Normalmente la sua immagine molto

MAGGIORE

Figlio di Zebedeo e fratello di Giovanni,


cugino di Ges. Appartiene alla cerchia
pi ristretta degli Apostoli e gli concesso
di assistere alla Trasfigurazione di Cristo.
Giacomo sar condannato da Erode Agrippa e decapitato intorno al 42.
Viene festeggiato il 25 luglio, giorno della traslazione della sue reliquie a Compostela, meta principale dei pellegrinaggi medievali. Dal XIV secolo raffigurato infatti
come un pellegrino, con cappello a cencio, una conchiglia sul vestito o sul cappello, reggente un bastone da viaggio e
una bisaccia o una fiaschetta. Tra gli episodi raffigurati si ricordano lincontro con il
mago Ermogene, la decollazione, la traslazione. Era patrono di Pistoia e, a Firenze,
dei pellicciai.

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REPERTORIO

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

15

Sopra Fig. 42
Pietro Cavallini,
San Giacomo, particolare
de Il Giudizio Universale,
1289-1293 circa. Affresco.
Roma, Santa Cecilia
in Trastevere.
Sopra al centro Fig. 43
Niccol da Voltri,
San Giorgio,
fine XIV inizi XV sec.
Tavola. Termini Imerese
(Parma), Santa Maria
della Catena.
Sopra a destra Fig. 44
Maestro di Figline,
San Giovanni Battista.
Ferrara, Pinacoteca
Nazionale.

somigliante a quella di Cristo; gli attributi


sono il libro o il rotolo e la mazza.

GIORGIO
Santo cavaliere, martire morto per decapitazione, secondo la tradizione nel 303. A
Firenze era patrono degli armorari (cio gli
armaioli) e degli spadari. Viene raffigurato
come un giovane guerriero in armatura,
con lancia, mentre infilza un dragone, oppure con il dragone gi morto ai suoi piedi. La leggenda di San Giorgio, molto raffigurata a partire soprattutto dal tardo Medioevo, narra di come il Santo avesse salvato una principessa dalle fauci del drago
che tormentava la citt libica Silena, richiedendo continue vittime. Dopo luccisione del drago la principessa e il re si convertirono al Cristianesimo.

GIOVANNI

IL

BATTISTA

Lultimo dei Profeti, figlio di Elisabetta e


Zaccaria, parente di Ges, subisce il martirio per decapitazione. Viene raffigurato
giovane, magro eremita vestito di pelli, con
lunga barba e capelli incolti, scalzo e recante una sottile croce e un cartiglio con la
16

REPERTORIO

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

scritta Ecce Agnus Dei, talvolta un piccolo


agnello o limmagine di questo. Il Santo
titolare di tutti i Battisteri, edifici sacri allinterno dei quali spesso si ritrovano cicli
ad affresco o comunque opere darte narranti la sua vita.
Gli episodi pi spesso raffigurati sono: la
nascita e la scelta del nome da parte di Zaccaria; la predicazione; il Battesimo di Cristo
nel Giordano, il banchetto di Erode Antipa,
con la danza di Salom che chiede la testa
del Battista; la decapitazione e la consegna
della testa a Erodiade; Giovanni che accompagna Cristo nella discesa al Limbo, per liberare i Patriarchi e i Profeti dellAntico Testamento. Si sviluppa soprattutto a partire dal
Rinascimento liconografia della Vergine
con il Bambino e il piccolo San Giovannino.
Di origine orientale e presente sulle
iconstasi delle chiese bizantine e ortodosse, ma diffusasi anche in Occidente invece liconografia della Desis, in cui Cristo
si trova tra Maria e Giovanni il Battista, a
simboleggiare i passaggi fondamentali dallantica alla nuova Alleanza. San Giovanni
pu essere rappresentato in rapporto con
Maria Maddalena, Santa penitente che fin
la sua vita nel deserto.
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Sopra Fig. 45
Salom consegna
ad Erodiade la testa
di San Giovanni Battista.
Affresco. Campione,
Santuario di Santa Maria
dei Ghirli.
Sopra al centro Fig. 46
Pietro Cavallini,
San Giovanni, particolare
de Il Giudizio Universale,
1289-1293 circa. Affresco.
Roma, Santa Cecilia
in Trastevere.
Sopra a destra Fig. 47
Giotto, San Giovanni
Evangelista in Patmos.
Firenze, Santa Croce,
Cappella Peruzzi.
Particolare.

A Firenze Giovanni il Battista era patrono


della corporazione di Calimala, mercanti
di stoffe francesi.

GIOVANNI EVANGELISTA
Figlio di Zebedeo, fratello di Giacomo
maggiore, cugino di Ges. Partecipa con
questultimo e con Pietro a tutti gli eventi
pi importanti della vita di Cristo.
autore del quarto Vangelo. Come Evangelista viene raffigurato intento a scrivere,
nel contesto che comprende anche Matteo, Marco e Luca, spesso sulle vele di una
volta a crociera; qui Giovanni contraddistinto dal simbolo dellaquila alata, elemento del Tetramorfo.
Nellarte bizantina viene rappresentato
come un vecchio evangelista e in quella
occidentale come un giovane Apostolo i
cui attributi sono il libro, il calice con il

serpente velenoso o il drago, in ricordo del


tentativo di avvelenamento da parte di Aristodemo; oppure con la caldaia dellolio
bollente, in allusione al martirio.
Gli episodi pi frequentemente illustrati
sono: Giovanni piega il capo sul petto di
Cristo durante lUltima cena; la presenza
di Giovanni con Maria sotto la croce; la visione che d origine alla stesura dellApocalisse, durante lesilio nellIsola di Patmos.
In genere, allinterno della vita di Ges,
Giovanni appare sempre in soccorso e protezione della Madre affidatagli dal Cristo
sotto la croce e in ossequio alla credenza
che Maria avesse terminato i suoi giorni
nella casa dellApostolo.
A Firenze il Santo era patrono della corporazione dei mercanti di seta.

GIROLAMO
Cardinale, Dottore della Chiesa, muore
nel 420. Forse il fondatore dei Geronimiti.
Figlio di un ricco uomo della Dalmazia, studia a Roma, riceve il battesimo da Papa Liberio e soggiorna in Gallia, prendendo quindi la via del deserto di Siria e ritirandosi nelleremo della Calcide. Vive poi sempre a Betlemme. Doctor maximus della Chiesa per
linterpretazione delle Sacre Scritture, avendo curato la revisione della Bibbia latina almeno per i Vangeli e i Salmi. Grandissimo
polemista e difensore degli ideali ascetici,
estensore di testi molto veementi contro le
eresie della sua epoca.
Difese il precetto della castit e convert
molte donne romane alla vita monastica.
Viene raffigurato vecchio, come monaco o
A lato Fig. 48
Tetramorfo, lunetta del portale Sud del transetto
della Cattedrale di Burgos, 1235-1240 circa.

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REPERTORIO

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

17

Sopra Fig. 49
Attribuito al Maestro
di Isacco, San Girolamo,
fine XIII sec. Assisi, Basilica
Superiore di San Francesco,
particolare della Volta
dei Dottori.
Sopra a destra Fig. 50
Attribuito al Maestro
di Isacco, San Gregorio,
fine XIII sec. Assisi, Basilica
Superiore di San Francesco,
particolare della Volta
dei Dottori.

cardinale, mentre scrive nello studio, oppure


in meditazione nel deserto, nudo, mentre si
percuote il petto con una pietra; davanti a lui
un teschio oppure un crocifisso, e il cappello cardinalizio, suo attributo pi consueto.
spesso accompagnato da un leone, cui
aveva estratto una spina dalla zampa. La sua
immagine si trova spesso allinterno del
gruppo dei Quattro Dottori della Chiesa (cfr.
Agostino).

GREGORIO
Appartenente allOrdine dei Benedettini,
Dottore della Chiesa, morto nel 604. Era nato a Roma da Gordiano, senatore romano.
Dapprima pratic legge e quando il padre
mor don tutti i suoi averi ai poveri, indossando labito benedettino. Eletto Papa,
riform la musica sacra (canto gregoriano).
Viene raffigurato spesso in trono, come
un anziano pontefice o in abito camaldolese ma con la tiara, oppure insieme agli
altri Dottori della Chiesa (cfr. Agostino).

LUCA
Secondo la tradizione della Chiesa antica, era membro della comunit cristiana di
Antiochia e viene menzionato nelle Lettere
di San Paolo come amico di questi. Gli fu
presto attribuita la stesura del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli. Si conosce
inoltre la sua professione di medico. Le
modalit della sua morte invece non sono
certe: potrebbe essere stato crocifisso insieme a SantAndrea, oppure potrebbe essere
deceduto di morte naturale.
Viene rappresentato come un Apostolo di
mezza et con capelli e barba scuri, secondo la tradizione orientale, oppure come un
Apostolo pi anziano, anche calvo, secondo
una tipologia non unitaria, in Occidente. I
suoi attributi possono essere strumenti di
medicina, il rotolo o libro della Scrittura.
Quando si trova nel contesto dei Quattro

LORENZO

A lato Fig. 51
Martirio di San Lorenzo.
Roma, Sancta Sanctorum,
parete Ovest.

18

REPERTORIO

Nato in Spagna, divenne arcidiacono di


Papa Sisto II, che sent parlare della sua
santit durante un viaggio per recarsi al
Concilio di Toledo. Mor a Roma per decapitazione, nel 258, dopo essere stato martirizzato sulla graticola ardente, suo attributo pi comune.
Viene raffigurato come un giovane diacono, quindi con la dalmatica, spesso in compagnia di San Sisto e di Stefano, diacono
protomartire che fu sepolto nella sua stessa
tomba. Oltre la graticola pu portare un vessillo, un calice, un turibolo o una catena.
Una delle scene pi rappresentate quella
di San Lorenzo che distribuisce viveri ai poveri. A Firenze era patrono dei panettieri.

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

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Sopra Fig. 52
Maestro dei Quattro
Elementi, San Luca,
XIV sec. Affresco.
Lodi, San Francesco.
Sopra al centro Fig. 53
Simone Martini,
San Ludovico da Tolosa,
1317 circa. Affresco.
Assisi, Basilica Inferiore
di San Francesco.
Particolare.
Sopra a destra Fig. 54
Maestro dei Quattro
Elementi, San Marco,
XIV sec. Affresco.
Lodi, San Francesco.

Evangelisti, per esempio nelle vele di una


volta architettonica o attorno al Cristo in
maest in un catino absidale, contraddistinto dal simbolo del toro alato (Tetramorfo).
A partire dal tardo Medioevo Luca viene
raffigurato mentre dipinge un ritratto di Maria: questo sia per limportanza che nel Vangelo di Luca viene attribuita ai racconti dellinfanzia di Cristo, sia per lesistenza di un
testo di Teodoro il Lettore (530, ma la notizia
tramandata da Niceforo Callisto nel XIV secolo) in cui si racconta che limperatrice Eudossia invi a Pulcheria in Costantinopoli
unimmagine della Vergine dipinta da Luca.
Era venerato come patrono dei pittori.
A Firenze era anche santo patrono della
corporazione dei notai e dei giudici.

LUCIA
Vergine martire di Siracusa, morta nel
303, trafitta al petto con un pugnale. Viene
raffigurata spesso con un piattino o una scatola contenenti i suoi occhi; per quanto questo particolare non figuri nella leggenda della Santa, esso compare perch legato alla radice etimologica del suo nome (da luce).
La sua storia narra come ella persuada la
madre ammalata a recarsi sulla tomba di
SantAgata, che appare alle due donne e
guarisce la madre. Lucia dona quindi tutti
gli averi ai poveri. Accusata di essere cristiana, viene condotta davanti al prefetto Pascasio che le intima di adorare gli idoli. Lucia si
rifiuta di farlo e per punizione viene trascinata con un tiro di buoi in un lupanare.

Marsiglia nel 1297. Venne canonizzato da


Papa Giovanni XII nel 1317. Le sue reliquie
furono traslate nel 1445 a Valencia. Nato in
Provenza, Ludovico era uno dei tredici figli
di Carlo II dAngi, re di Sicilia, e di Maria,
figlia del re dUngheria. Abbracciando la
regola francescana egli abdic al trono di
Napoli in favore del fratello Roberto.
La sua fama di rigorosa obbedienza ai
precetti di povert e di costante aiuto ai bisognosi era grandissima. Viene raffigurato
come un vescovo che reca, sotto la casula,
labito dei Minori.
A Firenze era patrono di parte guelfa.

MARCO
Secondo nome del giudeo Giovanni, vivente a Gerusalemme. Nella sua casa si radunava la prima comunit cristiana. autore del secondo Vangelo.
menzionato da Paolo come suo collaboratore e da Pietro col quale si sarebbe
trovato a Roma. Venne trascinato per le strade di Alessandria fino a che non mor. Le
sue reliquie furono traslate nellanno 829 a
Venezia, citt di cui il Santo patrono e dove si trovano i pi importanti cicli che raffigurano le storie della sua vita (mosaici della Basilica di San Marco, 1260 circa).
La sua raffigurazione pi frequente allinterno del gruppo dei Quattro Evangelisti,
contraddistinto dal simbolo del leone alato
(Tetramorfo). A Firenze era patrono dei mercanti di stoffe al dettaglio.

MARGHERITA
LUDOVICO

DA TOLOSA

Appartenente allOrdine dei Frati minori


francescani, fu vescovo di Tolosa e mor a
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Vergine martire di Antiochia, decapitata


allinizio del IV sec. Il suo culto era molto
popolare in Italia. Viene raffigurata come

REPERTORIO

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

19

Sopra Fig. 55
Anonimo, Santa Margherita
e il drago, XV sec. Affresco.
Chiesa di Plampinet
(Nvache), presso Brianon.
Sopra al centro Fig. 56
Giotto, Maria Maddalena.
Tempera su tavola,
94x42 cm. Firenze, Museo
dellOpera del Duomo.
Particolare.
Sopra a destra Fig. 57
Simone Martini,
San Martino divide il suo
mantello con un povero
alle porte della citt di
Amiens, 1315-1317 circa.
Affresco. Assisi, Basilica
Inferiore di San Francesco,
Cappella di San Martino.
Particolare.

una giovane donna con gli attributi di una


sottile croce fra le mani, una corona sul capo, un dragone ai suoi piedi. Convertitasi
giovanissima al Cristianesimo, era odiata dal
padre Teodosio, di nobile famiglia. Avendo
rifiutato di abiurare la propria fede e di sposare il prefetto Olibrio, venne orrendamente
torturata. Gettata in carcere, la leggenda pi
diffusa racconta che il diavolo le apparve
sotto forma di un dragone e la inghiott, ma
Margherita squarci il ventre del drago con
un segno di croce e ritorn alla luce.
Per questo episodio, e per il potere attribuito alla perla (in latino margarita), che
conteneva le perdite di sangue, la Santa era
considerata patrona delle partorienti.

MARIA MADDALENA
Discepola di Ges, cos detta perch originaria di Magdala, sul lago di Genezareth.
Secondo la narrazione dei Vangeli sarebbe
stata ai piedi della Croce di Ges (Vangelo
di Giovanni). Si reca poi con unaltra donna al sepolcro del Cristo per ungerne il cadavere, ma trova la pietra della tomba sol-

levata, apprendendo dagli angeli che Ges


risorto. Per il Vangelo di Giovanni invece
a Maddalena appare Ges stesso risorto,
che lei scambia inizialmente per un giardiniere; Ges le ordina di non toccarlo e da
questo episodio deriva la raffigurazione assai frequente del Noli me tangere, in cui
talvolta il Cristo raffigurato come un contadino.
Liconografia della Santa nasce dalla fusione, operata dai Padri della Chiesa, tra la
sua figura e quella di Maria di Betania e
della peccatrice senza nome dei Vangeli. Il
tipo iconografico della penitente ed eremita ha origine dalla leggenda di Maddalena
e compare a partire dal XIII secolo. La Santa rivestita solo dei suoi lunghi capelli,
oppure, dal XVI secolo, seminuda; il suo
attributo pi frequente il vasetto di unguento. La leggenda della vita racconta come i pagani pongano Maria Maddalena,
suo fratello Lazzaro e sua sorella Marta su
una barca senza timone; il viaggio, condotto dagli angeli, li fa approdare a Marsiglia. Altri episodi sono: la comunione portata a Maddalena nelleremo dagli angeli;
la sua estasi; la sua morte.

MARTINO

A lato Fig. 58
Giotto, Noli me tangere,
fine XIII sec. Affresco.
Assisi, Basilica Inferiore di
San Francesco, Cappella
della Maddalena.

20

REPERTORIO

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

Vescovo di Tours, morto alla fine del IV


secolo. Nato a Labaria, in Pannonia (Ungheria) da genitori pagani, si converte presto al Cristianesimo ed battezzato ad
Amiens. Viene rappresentato come vescovo. Le raffigurazioni di episodi della sua vita lo vedono ordinato cavaliere dallimperatore Giuliano; mentre dona met del suo
mantello ad un povero; mentre Cristo gli
appare vestito di questa met del mantello;
quando rinuncia alle armi e viene accusa ISTITUTO ITALIANO EDIZIONI ATLAS

Sopra Fig. 59
San Michele combatte il
drago, 1090 circa. Affresco.
Civate (Lecco), San Pietro
al Monte, parete
orientale dellatrio.
Sopra a destra Fig. 60
Pittore del
Sancta Sanctorum,
Miracolo di San Nicola,
1277-1280 circa.
Affresco.
Roma, Parete nord.

Sotto Fig. 61
Maestro di San Torp,
San Paolo,
fine XIII inizio XIV sec.
Tempera su tavola a fondo
oro. Pisa, Museo Nazionale
di San Matteo.
Particolare di un polittico.

to di codardia, quindi chiede di essere


esposto alla violenza dei nemici armato solo della croce; quando resuscita un bambino morto, durante la predicazione a Chartres. Il suo funerale sarebbe stato celebrato
da SantAmbrogio, trasferitosi per miracolo
in Francia mentre stava celebrando una
messa durante la quale apparve addormentato per alcune ore ai fedeli.
A Firenze era patrono dei mercanti di vino.

MATTEO
Apostolo ed evangelista, venne ucciso
con una spada davanti allaltare. Nella raffigurazione dei Quattro Evangelisti viene
contraddistinto dal simbolo dellangelo
che gli ispira la scrittura del Vangelo (Tetramorfo). Tra gli episodi della sua vita pi
frequentemente rappresentati vi sono: la
vocazione di Matteo, che era un pubblicano, chiamato da Cristo a seguirlo; il banchetto nella casa di Matteo; il battesimo di
Egippo, re di Etiopia. A Firenze era patrono
dellArte del Cambio e dei muratori.

DI

BARI

Vescovo di Mira, morto nel 374, le sue


reliquie vennero traslate a Bari nel 1084.
patrono degli scolari.
Viene raffigurato in abiti vescovili, mentre
regge un libro e tre sfere doro che alludono
alla sua leggenda. Avendo saputo infatti che
un nobile di Patera, caduto in miseria, stava
considerando leventualit di prostituire le
sue tre figlie per salvarle dalla fame, Nicola
gett di notte, mentre le fanciulle dormivano, tre sfere doro nella loro camera.
Questo anche lepisodio della vita del
Santo pi diffusamente rappresentato.

NICOLA

DI TOLENTINO

Appartenente allOrdine degli Eremitani di


SantAgostino, morto nel 1306, canonizzato
nel 1446, il suo culto si diffonde per sin dal
1338. Viene raffigurato in abiti agostiniani,
con saio nero e cintura di pelle, reggente un
giglio e un libro, oppure delle frecce, con un
arciere divino che si dirige verso di lui.

ONOFRIO

MICHELE ARCANGELO
Il pi importante degli angeli. Secondo
lApocalisse di San Giovanni, Michele e altri angeli scacciano Satana che appare nelle
sembianze di un drago. Per questo lArcangelo raffigurato come un giovane cavaliere alato che tiene una spada o una lancia,
mentre infilza il dragone, oppure mentre
regge un globo, o anche la bilancia e la spada, in qualit di giudice che soppesa le anime. Michele compare anche in scene quali:
la lotta contro gli angeli ribelli, la cacciata di
Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre; il sacrificio di Isacco. Michele sarebbe apparso
nel Gargano, nella localit Monte SantAngelo, dove era particolarmente venerato e
dove il suo santuario divenne una delle
principali mete di pellegrinaggio religioso.
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NICOLA

Santo eremita, morto nel 400 circa.


Titolare di una Confraternita a Siena, lasci la citt di Tebe e trascorse sessantanni nel deserto, dove la vita ascetica condotta in mezzo a ogni sorta di privazioni gli
tolse quasi laspetto di un essere umano.
Infatti viene raffigurato nudo con lunghissimi capelli e barba bianchi che gli coprono
tutto il corpo; tra le mani regge una stampella, oppure la corona di un rosario.

PAOLO
Nome assunto da Saulo, ebreo nativo di
Tarso, che era figlio di un liberto e quindi
cittadino romano. Dopo aver fatto parte
del gruppo dei Farisei, diviene una tra le figure pi importanti del Cristianesimo pri-

REPERTORIO

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

21

Sopra Fig. 62
Giusto de Menabuoi,
Vocazione di Andrea
e Simon Pietro, XV sec.
Affresco. Padova, Battistero
del Duomo.
Sopra a destra Fig. 63
Scuola Senese,
San Pietro dietro le sbarre.
Particolare del Paliotto
di San Pietro.
Siena, Pinacoteca.

mitivo, Apostolo dei Gentili (cio dei Pagani). La sua attivit si colloca allincirca tra
il 34 e il 66-67.
Il tipo iconografico costante, come
quello di Pietro: un Apostolo di mezza et,
con capelli e barba neri, in parte calvo,
con lungo naso adunco; regge un libro e
una spada, suo tipico attributo. Persecutore dei Cristiani prima della sua conversione, Paolo presente al martirio di Stefano;
viene folgorato e accecato dallapparizione di Cristo sulla via di Damasco; viene
guarito per limposizione delle mani da
parte di Anania, giudeo-cristiano di Damasco; predica davanti allAreopago di Atene.
Le due scene pi rappresentate sono la
conversione sulla via di Damasco e il martirio, avvenuto per decapitazione.

PIETRO APOSTOLO

A lato Fig. 64
Pietro crocifisso, XIII sec.
Ponzano Greve,
Pieve di San Leolino.

22

REPERTORIO

Il principe degli Apostoli, primo Papa,


morto forse nel 67 (ultimo anno del principato di Nerone), crocifisso a testa in gi.
Era chiamato Simone, Cefa, ed era fratello
di SantAndrea Apostolo.
Pietro ha normalmente, come San Paolo,
una fisionomia precisa: anziano, con corti
capelli e barba grigi o bianchi ricciuti, con
la tonsura e un viso largo dai tratti quasi
grossolani. Lattributo tipico del Santo sono
le chiavi, secondo le parole di Ges nel
Vangelo di Matteo: A te dar le chiavi del
regno dei cieli.
Pu essere raffigurato in trono, reggente
una sottile e lunga croce, in abiti papali.
Molto spesso associato a San Paolo, come simbolo della Chiesa.
Gli episodi della sua vita che vengono
pi frequentemente illustrati, tratti dal
Vangelo e dagli Atti degli Apostoli, sono:
la chiamata da parte di Ges sul lago di
Genezareth, dove Pietro stava pescando

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

con il fratello Andrea; il rifiuto con gesto


vivace di farsi lavare i piedi da Ges durante la lavanda dei piedi; la presenza, insieme a Giacomo e Giovanni, alla Trasfigurazione di Ges; il pagamento del tributo al tempio di Cafarnao, trovando per
suggerimento di Ges il denaro nella bocca di un pesce; il taglio dellorecchio di
Malco durante la cattura di Cristo; Pietro
rinnega Cristo tre volte prima del canto del
gallo; morte del giudeo cristiano Anania,
che mente a Pietro sui proventi di un terreno venduto a favore della primitiva comunit cristiana; la guarigione dei malati
con lombra; la resurrezione di Tabita; Pietro viene liberato dalla prigione da un angelo; la disputa con Simon Mago e la caduta di questi; il martirio.
Dal V secolo in poi si elabora liconografia
della Traditio legis: Ges tra Pietro e Paolo
tramanda ad essi la legge di Mos.
A Firenze era patrono dei macellai.

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A lato Fig. 65
Nicoletto Semitecolo,
San Sebastiano, 1367.
Tempera su tavola.
Padova, Duomo, Sacrestia
dei Canonici.
A destra Fig. 66
Attribuito al Maestro
di Mocchirolo,
Martirio di San Sebastiano,
seconda met XIV sec.
Affresco staccato. Bergamo,
Banca Popolare di Bergamo,
gi in Santa Marta.
Particolare.

PIETRO

MARTIRE

Nato a Verona da genitori eretici, entr


nellOrdine domenicano. Mor nel 1252
per una ferita di spada alla testa, infertagli
da un eretico sulla strada tra Como e Milano; fu canonizzato lanno seguente. Le sue
reliquie si trovano in SantEustorgio a Milano. Viene raffigurato come un giovane domenicano, con una spada o un coltello
nella testa o sulle spalle.
Lepisodio della vita che pi spesso viene
rappresentato quello del martirio: mentre
sta morendo Pietro scrive per terra con il
proprio sangue la parola Credo.

gato a un albero o a un palo, con il corpo


interamente trafitto da frecce, pi frequente a partire dal XV secolo, per quanto
esistano anche alcuni esempi di questa
iconografia nel Trecento. Prima di questepoca Sebastiano raffigurato come un giovane cavaliere in abiti eleganti, che regge
alcune frecce tra le mani. Altri attributi sono la corona e la palma del martirio.

STEFANO
Protomartire (il primo dei cristiani a subire il martirio), fu uno dei sette diaconi ordinati dagli Apostoli.

ROCCO
Santo pellegrino vissuto nel XIV secolo,
venerato dal popolo subito dopo la morte,
bench il culto sia stato autorizzato solo nel
1414. Patrono contro la peste, raffigurato
spesso insieme a San Sebastiano. Viene rappresentato come un giovane pellegrino,
con un bastone, un rosario e unulcerazione o un bubbone sulla gamba.

SEBASTIANO

A destra Fig. 67
Giotto, Santo Stefano,
primo terzo del XIV sec.
Tempera su tavola,
84x54 cm. Firenze, Museo
della Fondazione Horne.

Sebastiano, cittadino milanese morto


martire nel 287. Molto amato dallimperatore Diocleziano che gli affida il comando
della prima coorte, converte con i suoi prodigi numerosi pagani e distrugge centinaia
di idoli. Viene ucciso per le trafitture di
frecce; meno comune la presenza, nella
sua raffigurazione, delle pietre di lapidazione, martirio che tocca, secondo la leggenda, allamico Tranquillino.
Protettore contro la peste, viene spesso
raffigurato con San Rocco.
Limmagine del Santo nudo, talvolta le-

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REPERTORIO

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

23

Sopra Fig. 68
Incredulit di Tommaso,
inizi XIV sec.
Tempera su tavola,
44x36x3,5 cm.
Ohrid, Galleria delle Icone.
Sopra a destra Fig. 69
Turone, Vergine col
Bambino in trono tra
San Giovanni Battista e
San Zeno con donatori,
seconda met XIV sec.
Affresco. Verona,
Santa Maria della Scala.

raffigurato con la dalmatica e le pietre


della sua lapidazione, avvenuta a Gerusalemme; tali pietre vengono rappresentate
sia sulla sua testa che su un libro posto fra
le mani del Santo. Il martirio anche lepisodio della vita pi frequentemente illustrato, con la deposizione delle sue vesti
davanti a Saulo di Tarso. Spesso Stefano
associato ai diaconi martiri Lorenzo e Vincenzo di Saragozza.
A Firenze era patrono dellArte della Lana.

TOMMASO APOSTOLO

A destra Fig. 70
Lippo Memmi, Trionfo di
San Tommaso, 1363.
Tempera su tavola. Pisa,
Santa Caterina.

24

REPERTORIO

Uno dei dodici Apostoli; nel Vangelo


di Giovanni si narra della sua incredulit e dei suoi dubbi circa la resurrezione di Cristo.
Non essendo presente allapparizione di Cristo risorto ai discepoli, egli esprime il desiderio
di constatare di persona
le ferite nel corpo di
Ges, che gli appare dopo otto giorni.
Una delle scene pi
rappresentate infatti quella di Tommaso che tocca con
la sua mano la ferita
del costato.
Attributi dellApostolo, raffigurato generalmente giovane
con o senza barba,
sono il libro o rotolo della Scrittura, la
spada, la lancia,
simboli del suo
martirio, talvolta la

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

squadra del costruttore, perch Tommaso


avrebbe costruito il Palazzo celeste di un re
indiano da lui convertito.

TOMMASO DAQUINO
Domenicano, chiamato Doctor Angelicus.
Nasce tra il 1221 e il 1227 a Roccasecca, nel Regno di Napoli, da nobile famiglia. Muore nel monastero di Fossanova
nel 1274 e viene canonizzato nel 1323. Le
sue reliquie si trovano a Tolosa dal 1368.
Grande studioso di teologia e filosofia, ha
operato la sintesi fra il pensiero cristiano
e la filosofia aristotelica.
Viene raffigurato in abiti domenicani, con un sole sul petto e un libro
aperto che in genere reca linizio
di una sua opera o citazioni bibliche. Frequente liconografia di
Tommaso in gloria, in trono
circondato da angeli che
gli porgono una corona sul capo, santi e
membri dellOrdine
domenicano (Trionfo
di San Tommaso).

ZENO
Vescovo di Verona,
vissuto nel IV secolo,
santo patrono anche
di Pistoia.
Viene raffigurato
come un anziano vescovo, talora reggente un pesce, in allusione alla sua passione per la pesca.
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Csula
Dal tardo latino mantello con cappuccio,
un paramento liturgico a forma di ampio
mantello con una sola apertura centrale in
cui introdurre il capo.
Consustanzialit
Principio teologico che afferma lidentit
della natura o sostanza delle tre persone
(Padre, Figlio, Spirito Santo) della Trinit.
Dalmatica
Veste adottata dai Romani in Et imperiale e poi dalla liturgia cattolica. una veste
liturgica indossata dai Diaconi durante la
celebrazione della Messa o dai Vescovi.
Desis (iconografia della)
Di origine orientale e presente nelliconstasi delle chiese bizantine e ortodosse, ma diffusasi anche in Occidente,
liconografia della Desis presenta Cristo
tra Maria e Giovanni il Battista, a simboleggiare i passaggi fondamentali dallantica alla nuova Alleanza.
Mitra
Copricapo cerimoniale, alto e rigido, solitamente riservato ai Vescovi (mitra vescovile), con due punte e due nastri che
ricadono sulla nuca.

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Monogramma
Lettera o complesso di lettere intrecciate
che formano un segno grafico usato per
designare nomi propri.

Santo eponimo
Santo da cui prende nome una citt, un
movimento, ecc. Per estensione Santo
protettore.

Pastorale
Bastone liturgico con lestremit superiore ricurva che rappresenta il simbolo dellautorit del Vescovo.

Scapolare
Di origine benedettina, una parte dellabito di alcuni Ordini monastici, formata
da due bande di stoffa unite attorno al collo, che ricadono sulle spalle e sul petto.

Pianeta
Paramento liturgico che il sacerdote indossa sopra il camice per la celebrazione
della Messa. A differenza della csula non
a forma di mantello, ma poggia sulle
spalle senza maniche.

Sogglo
Benda che, nellabito monastico femminile, fascia il collo e circonda il viso; talora scende fino al petto.

Pisside
Detto anche ciborio, la pisside un vaso
a calice, solitamente prezioso e con linterno della coppa spesso dorato, con coperchio, in cui si conservano le particole
consacrate. generalmente custodita nel
tabernacolo dellaltare.

Tetramorfo
Letteralmente significa: che ha quattro
forme. linsieme dei quattro simboli
degli Evangelisti (laquila per Giovanni, il
toro alato per Luca, il leone alato per
Marco, langelo che ispira la scrittura per
Matteo) in ununica figurazione; uniconografia di origine orientale.

Retblo
Termine spagnolo indicante la pala daltare. Grande ancna tipica dellarte iberica con dipinti o rilievi inquadrati in
grandi cornici architettoniche.

Tiara
Detta anche Triregno il copricapo tipico del Pontefice, a forma tarteggiante
con tre corone sovrapposte e una croce
allapice.

Fig. 71
Altichiero e aiuti, Polittico Boi,
seconda met XIV sec. Tavola.
Verona, Museo di Castelvecchio.

REPERTORIO

DI ICONOGRAFIA CRISTIANA MEDIEVALE

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GLOSSARIO

Agiografia
Biografia dei santi, solitamente celebrativa.