THE MYSTERY OF PLANCK

(The Power of Panck)
Leonardo Rubino
14/02/2016
Abstract: this is simply a collection of sharp numerical relations among physical constants of the Universe, which need
to be explained in all possible ways.

P[W ]
 T 4 [W/m2] , where   5,67 108W / m 2 K 4 is the
2
4R
P[W ] 14
Stefan-Boltzmann’s Constant. From that, we have: T  (
) . If now we say R is the classic radius of the
4R 2
1
e2
electron re 
 2,8179  10 15 m , and if the power P (Power of Planck) is half the Planck Constant,
2
4 0 me  c
1 h 1
1
P
h [W], then the temperature T is exactly the T CMBR of the Universe: TCMBR  ( 2 2 ) 4  2,73K !
2
4re 
1) According to the Stefan-Boltzmann’s Law:

2) I want to irradiate in the Universe all the energy of an electron by the Power of Planck we have just introduced; this

me c 2
 2,47118  10 20 s . Now, I want to make a comparison between the
h
2
Gme2
re
potential energy of an electron and the energy of a photon; the ratio between them is:
. I know from the
h
is obviously happening in a time

TU 

High School that the frequency is the inverse of the period:

 

1
; if now I use the TU just introduced to get the
T

Gme2
1
re

  , that is exactly the Fine Structure Constant!
frequency  U , then I get:
h U 137
3) Still from the High School, I know that the period TU just obtained through the Power of Planck is given by the ratio
between the circumference and the revolution speed. Therefore, in our Universe:

TU 

2RU , so:
c

cTU
 1,17908  1028 m . Moreover, the centrifugal acceleration is given by the ratio between the square speed
2
c2
and the radius; so, still in our Universe: aU 
 7,62  1012 m s 2 . Now, I wonder if there exist a “celestial
RU
body” whose gravitational acceleration is exactly aU. Well, it exists and it is the electron! In fact, if, in a classic sense,
m m
we see it as a small planet, we will have, for a small test mass mx over its “surface”: m x  g e  G x 2 e , from
re
m
12
2
which: g e  G 2e  aU  7,62  10 m s !
re
RU 

Bibliography: http://vixra.org/abs/1303.0074
Thank you.
Leonardo RUBINO

http://vixra.org/pdf/1303.0074v1.pdf

IL MISTERO DI PLANCK
(La Potenza di Panck)
Leonardo Rubino
14/02/2016
Abstract: questa è semplicemente una raccolta di relazioni numeriche precise tra costanti fisiche dell’Universo, che
necessitano di essere spiegate in tutti i modi possibili.

P[W ]
 T 4 [W/m2] , dove   5,67 108W / m 2 K 4 è la costante
2
4R
P[W ] 14
) . Se ora R è il raggio classico dell’elettrone
di Stefan-Boltzmann. Ne consegue che: T  (
4R 2
1
e2
re 
 2,8179  10 15 m e se la potenza P (Potenza di Planck) è pari alla metà della Costante di Planck,
2
4 0 me  c
1 h 1
P  1 h [W], allora la temperatura T è proprio la T CMBR dell’Universo: TCMBR  ( 2 2 ) 4  2,73K !
2
4re 
1) Ricordiamo la Legge di Stefan-Boltzmann:

2) Mi propongo di irradiare nell’Universo tutta l’energia di un elettrone con la Potenza di Planck precedentemente

me c 2
 2,47118  10 20 s . Voglio ora effettuare un confronto tra
h
2
Gme2
re
l’energia potenziale di un elettrone e l’energia di un fotone; il loro rapporto è, dunque:
. So dal liceo che la
h
citata; ciò avviene, banalmente, nel tempo

frequenza è l’inverso del periodo: 

TU 

1
; se allora uso il TU di prima, per ottenere la frequenza  U , ottengo, per il
T

Gme2
1
re

  , ossia esattamente la Costante di Struttura Fine!
mio rapporto tra le due energie:
h U 137
3) Sempre dal liceo, ricordiamo che il periodo TU appena ottenuto tramite la Potenza di Planck è dato dal rapporto tra la
circonferenza

e

la

velocità

orbitale.

Dunque,

nel

nostro

Universo:

TU 

2RU ,
c

da

cui:

cTU
 1,17908  1028 m . E, inoltre, l’accelerazione (centrifuga) è data dalla velocità al quadrato fratto il
2
c2
raggio; dunque, sempre nel nostro Universo: aU 
 7,62  1012 m s 2 . Mi chiedo ora se esista un “corpo
RU
celeste” la cui accelerazione di gravità sia proprio (esattamente) aU. Ebbene esso esiste, ed è l’elettrone! Infatti, se, in
RU 

senso classico, lo immaginiamo come un piccolo pianetino, avremo che, per una massa di prova mx sulla sua
“superficie”:

mx  g e  G

m x  me
m
12
2
, da cui: g e  G 2e  aU  7,62  10 m s !
2
re
re

Bibliografia: http://vixra.org/abs/1303.0074
Grazie.
Leonardo RUBINO

http://vixra.org/pdf/1303.0074v1.pdf