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LO SCOPO DELLA RICERCA

Redatto durante gli anni dellesilio olandese e pubblicato integralmente in Inghilterra solo
nel 1690, il Saggio sullintelletto umano esprime gli esiti maturi e complessivi della riflessione
di Locke.

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Se fosse il caso di annoiarti con la storia di questo Saggio, potrei dirti che cinque o sei amici, riuniti nella mia stessa stanza, che discutevano di un argomento assai remoto da quello qui trattato,
si trovarono presto ad un punto morto, a causa delle difficolt che sorgevano da ogni lato. Dopo
esserci scervellati un poco senza avvicinarci di pi alla soluzione di quei dubbi che ci rendevano
perplessi, mi accadde di pensare che eravamo su una strada sbagliata; e che, prima di iniziare
indagini di quella natura, era necessario esaminare le nostre capacit, per vedere quali oggetti il
nostro intelletto fosse o non fosse in grado di trattare.
Questo dunque il mio scopo di indagare sullorigine, la certezza e lestensione della conoscenza umana, insieme ai fondamenti e ai gradi della credenza, dellopinione e dellassenso [].
Se con questa indagine sulla natura dellintelletto potr scoprire quali siano i suoi poteri, fin dove
si estendono, a quali cose siano in qualche grado proporzionati, e quando essi ci vengono meno,
suppongo che si potr utilmente convincere lo spirito affaccendato delluomo ad essere pi cauto nellimmischiarsi di cose che superano la sua comprensione [].
(John Locke, Saggio sullintelletto umano,
a cura di M. e N. Abbagnano,
UTET, Torino 1971, pp. 48 e 61-63)

Analisi del testo


1-3 Locke si riferisce alle discussioni che realmente
tenne con un gruppo di amici allExeter House (la casa
di Lord Ashley Cooper, futuro conte di Shaftesbury) nel
corso del 1671 e che vertevano sui princpi della moralit e della religione rivelata.
3-9 Il Saggio sullintelletto umano va considerato come
una sorta di Discorso sul metodo di Locke, il quale mostra in diversi passi il proprio debito nei confronti della
filosofia cartesiana. Partito dallumida Inghilterra nel
1675 per cercare di porre rimedio allasma di cui soffriva,
Locke rimase per pi di un anno a Montpellier, dove conobbe il cartesiano Rgis e lesse Malebranche, mentre
nel corso del suo lungo soggiorno parigino, dal giugno
del 1677 al maggio del 1679, acquist e lesse le opere di
Cartesio e dei suoi commentatori e frequent noti anticartesiani come Toinard e Justel. in accordo con il cartesianesimo Locke sottolinea limprescindibilit di una
preliminare indagine metodologica, contro di esso fa
valere la propria istanza empiristica e anti-metafisica,
che non accetta, seguendo lesempio di Bacone, alcuna
ipotesi preliminare e ha il proprio modello non tanto nel
sapere matematico, quanto nella scienza naturale.

Pearson Italia S.p.A.


Filosofia, Paravia

10-13 Locke non vuole indagare le grandi questioni


metafisiche, come i problemi della costituzione dello
spirito o dellessenza dellio: egli, che aveva ricevuto
una formazione da medico allorch, a partire dal 1652,
era entrato al Christ Church College di Oxford, concepisce il proprio metodo empiristico sulla scorta delle ricerche naturalistiche condotte da Thomas Sydenham
(1624-1689, celebre fisiologo) e da Robert Boyle (16271691, chimico e fisico ma anche metodologo di grande
importanza), a loro volta basate sulle novit introdotte
da Bacone. Questo metodo viene definito dallo stesso
filosofo Historical, plain Method e risulta fondato sulla descrizione; ha pertanto il vantaggio di essere legato
allesperienza e verificabile, ma produce risultati non
generali, poich la certezza sperimentale vera solo
per i casi realmente analizzati. Locke interessato a
identificare non tanto lorigine fisica delle cose, quanto
il modo in cui esse diventano idee per noi, e la sua indagine pu a buon diritto dirsi psicologica, pi che logica.
Di conseguenza, le questioni e gli oggetti che esulano
dai limiti dellintelletto umano non vengono presi in
considerazione.

I TESTI

TESTO