WESCRIVE

Volume I - Primavera 2016

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WESCRIVE

VOLUME I

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VOLUME I

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Indice

Editoriale
Redattori: Hannah Skopicki, Carlos Eguiluz Rosas, e Professoressa Camilla Zamboni

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Una tradizione passata e presente


In un giorno grigio e gelido dello scorso gennaio, controllando la mia casella di posta in dipartimento, ho trovato un piccolo plico di fogli ingialliti. Curiosa, ho cominciato a leggere, articolo dopo articolo, le pagine di una rivista scritta interamente in
italiano e pubblicata a Wesleyan negli anni 2004-2006. Kristine, segretaria del dipartimento, ne aveva trovato alcuni numeri in un
cassetto, e li aveva tenuti per mostrarmeli. Quella rivista si chiamava WeScrive.

Emozionata da una tale scoperta e pensando di poter riportare in vita WeScrive, ho subito contattato i miei studenti, sempre entusiasti di partecipare a varie attività creative. Tuttavia, non avevo fatto i conti con il famigerato semestre primaverile: corsi
impegnativi, spettacoli, e altri impegni extracurriculari (gli studenti a Wesleyan fanno davvero tantissimo!) hanno reso molto difficile trovare due redattori capaci e dedicati. Ma per fortuna, Hannah Skopicki e Carlos Eguiluz Rosas hanno deciso di imbarcarsi
in questa avventura con me, e il resto è storia.

Così eccoci qui, al primo numero della nuova incarnazione di WeScrive; nel frattempo, molto è cambiato, e al giorno
d’oggi le riviste online non sono più così rare. Abbiamo quindi deciso di inserire più foto in questo numero, e di utilizzare anche
materiale audiovisivo nei prossimi volumi!

Speriamo che l’evoluzione di WeScrive vi piaccia come piace a noi. Siamo entusiasti di poter riproporre un’opportunità
per tutti gli studenti di scrivere in italiano su ciò che li appassiona, e continuare così una tradizione passata e presente: WeScrive!
-Professoressa Camilla Zamboni
Imparando dentro e fuori della lezione


Benvenuti a WeScrive! Mi piacerebbe iniziare dicendo che penso sia una gran fortuna che il Dipartimento di Lingue e
Letterature Romanze dia tanto valore all’apprendimento interattivo. Come studentessa, è importante che io trovi continue opportunità di migliorare il mio italiano, e cosa è meglio, per fare questo, che avere una relazione con la lingua fuori dalla classe?

L’obiettivo di WeScrive è di rendere l’italiano accessibile in un ambiente informale per supplementare le lezioni di italiano. Oltre a questo, WeScrive è per me un’ esperienza divertente e interessante. Ho la fortuna di avere l’opportunità di lavorare
con due persone dedicate e intelligenti, Carlos Eguiluz Rosas e la professoressa Camilla Zamboni. Durante tutto il processo sono
stati entusiasti e solidali, e non vedo l’ora di cominciare la nostra strada verso un lungo futuro per WeScrive, pieno di molti nuovi
volumi.
- Hannah Skopicki
Una sinfonia di emozioni


Mi piacerebbe darvi il benvenuto a WeScrive! WeScrive è una rivista unica che collega la comunità italiana a Wesleyan
con gli studenti che sono entusiasti di imparare non solamente la lingua, ma anche la cultura ricca che l’Italia offre. Entrambi gli
studenti e i professori, sia all’estero a Bologna e sia a Wesleyan, possono condividere le loro esperienze e i loro interessi con voi
attraverso poesie, testi critici, e molto di più, allo stesso tempo migliorando il loro italiano. Crediamo che tutti gli studenti abbiano una voce speciale e che il loro livello d’italiano non debba essere un ostacolo nell’esprimersi. Con l’aiuto della professoressa
Zamboni e di Hannah Skopicki, abbiamo riportato in vita questa rivista per quelli che vogliono esprimersi nella loro maniera
unica e originale. Speriamo che vi piacciano gli articoli e che vi piaccia WeScrive!

Esca porta i gusti d’Italia a Middletown

Nicole Boyd
5

Senza titolo e senza direzione

Mizael Robledo
6

Le conseguenze dell’amore

Ale Lampietti
6

Gianluigi Buffon, che campione!

Martino Barzaghi
7

Quando parlo della paura

Jaime Marvin
L’Italia all’estero


Isabella Corletto
8

8 La mia esperienza a Wesleyan

Alessia Carangella
9 Appunti su uno spettacolo impegnativo

Hannah Skopicki

10 Un incontro all’improvviso

Carlos Eguiluz Rosas
11 MET: Mission Impossible, Elisir d’amore
Letizia Bellocchio

-Carlos Eguiluz Rosas

The views and opinions published in WeScrive are not necessarily those of WeScrive or any of its
affiliated organizations, including Wesleyan University, the Department of Romance Languages
and Literatures, editors, staff, and so forth. Each submission represents only the perspective of its
author.

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VOLUME I

Esca porta i gusti d’Italia a
Middletown
Nicole Boyd

Quando la mia famiglia mi visita a Wesleyan, sono sempre contenta per molte ragioni, ma—se posso essere completamente onesta—devo ammettere che la causa principale della mia felicità è la promessa del cibo buono. Sicuramente, la cucina
dell’Università non è male, e anche cenare con i miei amici in un ristorante economico a volte è piacevole. Però, quando i miei
genitori vengono a visitare ho l’opportunità rara e lussuosa di mangiare cibo che è molto meglio che “non male” e, inoltre,
essere una ghiottona senza preoccuparmi dei contenuti pietosi del mio portafoglio.

Per me, la selezione del ristorante dove mangio con la famiglia è una scienza. Normalmente, uso due criteri: il ristorante
deve essere almeno un po’ elegante (perché tutti meritano di essere un po’ eleganti) e ovviamente servire pasti deliziosi. Anche
generalmente seleziono un luogo che non avevo ancora provato perché mi piace sfruttare ogni opportunità per fare esperienze
nuove assaggiando cibo differente.

Durante la visita più recente della mia famiglia, sono andata a Esca, un bar di vino e ristorante italiano. Ci ho cenato
con mia madre, mia sorella, e il mio padrino, e l’esperienza ha soddisfatto tutti i miei criteri. Quando sono entrata nel ristorante,
il suo ambiente mi ha riempito di pensieri tranquilli (le emozioni più desiderabili dopo una lunga settimana di classi). Pieno di
materiali naturali come il legno, il marmo, e il granito e anche dipinti della campagna italiana, il decoro d’Esca trovava un equilibrio perfetto tra l’eleganza e la rusticità. Lo spazio, inoltre, era fiocamente illuminato e creava un’atmosfera calmante per gli
occhi. Dal mezzanino dove mi sono seduta con la mia famiglia, ho osservato questi dintorni e immediatamente mi sono sentita
rilassata.

Il cibo ha accentuato questi sentimenti di comfort e contentezza. In generale, descriverei la cucina di Esca come “classica con un twist”: offre una diversità di piatti di pasta tradizionali, ma è evidente che queste opzioni sono state aggiornate un po’
per i gusti del pubblico contemporaneo degli Stati Uniti. Mentre decidevo quello che volevo mangiare, ho notato che il menu
non era organizzato esattamente con le categorie della maggior parte dei menu italiani. Sicuramente, c’erano gli antipasti, le
pizze, i primi piatti (chiamati “pasta fresca” nel menu), e i secondi. Però, c’erano anche sezioni che non erano convenzionali.
Per esempio, c’era una sezione che solamente offriva l’insalata e anche due che si chiamavano “raw bar” e “piccoli piatti.”

Nonostante questa discrepanza, lo stile della cucina a Esca secondo me rimane maggiormente fedele alla cucina italiana. Secondo me, molti ristoranti italiani negli Stati Uniti sono un po’ americanizzati, con cibo che è troppo ricco. Esca, però,
ha sfidato questo stereotipo. Per iniziare la nostra cena, la mia famiglia e io abbiamo mangiato una piadina deliziosa con degli
spinaci, un po’ di formaggio di capra, alcuni fichi, e delle cipolle caramellate. Insieme, anche abbiamo ordinato due tipi di pasta:
fettuccine in una crema di Brandy con aragosta, granchio, e pomodori essiccati e, più tradizionalmente, bucatini alla carbonara.
Generalmente piatti come questi sono molto pesanti. Sono troppo cremosi o troppo dozzinali. Tuttavia, le interpretazioni culinarie di Esca sono meravigliose, con un equilibrio buono dei sapori, delle consistenze, e degli ingredienti. Oltre al pane fresco, i
piatti hanno incluso una pasta che era saziante, ma non era troppo pesante. Sono uscita da Esca con la sensazione di aver assaggiato un po’ del gusto dell’Italia e riconoscente per la presenza della mia famiglia.

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Senza titolo e senza direzione
Mizael Robledo

Non so se questo “breve” scritto sarà condiviso/pubblicato e non so nemmeno
quando. Tuttavia, al momento di scrittura e rispetto al mio semestre in Italia sono
a metà strada. Restano ancora due mesi e un paio di settimane. A questo punto mi
piacerebbe riflettere su Bologna, meno sulle specifiche della mia esperienza e in
modo più astratto.

Nel nostro corso d’italiano intensivo all’inizio del semestre, abbiamo imparato la storia di Bologna e il valore storico di questa città che noi come studenti
americani non sentiamo mai. Nella sua presentazione della città, il nostro professore ha citato un sociologo urbano americano, Robert Park.

“La città è piuttosto uno stato d’animo, un corpo di costumi e di tradizioni, di atteggiamenti e di sentimenti organizzati
entro questi costumi e trasmessi mediante questa tradizione.”
Questa citazione mi è rimasta in mente da allora in poi, e mi stupisce la verità
che esprime. La città di cui parla Park sembra essere una città con vera e propria
vita, che non solo serve come rifugio o come alloggio. Anzi, la città provoca
delle precise emozioni nei cittadini, influenzando ciò che loro sperimentano,
sentono e fanno.

Penso a quest’idea ogni volta che esco dallo studentato verso la città
di cui mi sono innamorato; una città che sebbene sia piccola rispetto ad altre
che conosciamo è veramente cosmopolita. È anche sede di una delle università più antiche nel mondo, e perciò Bologna gode di un’eterogeneità singolare,
per quanto riguarda le lingue e le tradizioni culturali degli abitanti che lasciano
tracce della loro esistenza.

Bologna offre a tutti quelli che si trovano fra le sue torri e i suoi portici
l’opportunità di fare parte di un qualcosa di incredibile. Più che una città,
Bologna è stata per me un’esperienza.

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VOLUME I

Le conseguenze dell’amore
Ale Lampietti

Le conseguenze dell’amore è un film di Paolo Sorrentino. Il protagonista è Titta, interpretato da Toni Servillo, un
attore che poi diventera` molto famoso per La Grande Bellezza.

Il film racconta di un uomo introverso di cinquant’anni che vive da otto anni in un albergo a Lugano. La sua vita
è monotona e molto triste; infatti, apparentemente Titta non fa nulla nell’albergo: tutte le mattine legge i giornali al bar e
tutte le notti gioca a carte con una coppia che anche abita nell’albergo. L’unica energia vitale gli arriva da Sofia, interpretata da Olivia Magnani, la bella ragazza che lavora nell’albergo come una barista e che coglie l’attenzione di Titta.

Nonostante la premessa della trama sia semplice, Le conseguenze dell’amore è non solo un film esteticamente
bello, ma anche un film molto profondo, che ci fa pensare alla vita e al suo significato. L’esistenza di Titta è confinata in
un albergo come fosse una prigione per ragioni che il film svelerà alla fine. Tuttavia la bella Sofia rappresenta una possibile apertura ad un altro tipo di vita, una vita d’amore. Il film è bellissimo; la fotografia è meravigliosa. La cinepresa
inquadra gli attori in modo che questi possano esprimere non solo le emozioni dei personaggi ma anche le relazioni tra di
loro. Infatti, il film usa specchi per creare inquadrature visivamente stimolanti che giocano sulla distanza emotiva di alcuni
personaggi rivelando alle volte soltanto alcuni riflessi.

Il film è allettante, ha dei momenti divertenti, ma è anche malinconico. Sorrentino ha diretto un film che rappresenta un ventaglio di emozioni con sottigliezza ed eleganza.

Gianluigi Buffon, che campione!
Martino Barzaghi

Gianluigi Buffon, numero uno della Juventus e della nazionale italiana, all’età di 38 anni continua a battere record.
Due settimane fa il portiere ha stabilito il nuovo record per minuti giocati senza subire goal in Serie A. Dopo aver mantenuto
la propria rete inviolata per 10 gare (973 minuti per l’esattezza) ha subito un gol su rigore contro il Torino, durante il derby
del capoluogo vinto dai bianconeri per 4-1. Tanto è bastato per strappare il record al portiere Sebastiano Rossi, il quale durante la stagione ‘93-’94 con il Milan non aveva subito gol per 9 partite.

Alla luce di questo suo ultimo traguardo (e nonostante io sia interista), ripercorriamo la straordinaria carriera del
capitano della Juventus e della Nazionale di calcio Italiana. Gianluigi Buffon esordisce in Serie A con il Parma all’età di 17
anni il 19 Novembre 1995 ( io ero al mondo da 5 giorni!). 3 anni dopo, il giovane Buffon sarà presente al suo primo mondiale. Nel 2006, gioca un ruolo fondamentale nella vittoria della Coppa del Mondo disputata in Germania. L’estremo difensore
azzurro ha infatti solamente concesso 2 gol in 7 gare disputate, portando così l’Italia a vincere in finale contro la Francia di
Zinedine Zidane (autore di 1 dei 2 gol subiti ai mondiali quell’anno). Dal suo debutto in Nazionale a oggi, ha 156 presenze
con la squadra nazionale italiana.

Oltre alla sua lunga presenza nei circuiti nazionali e internazionali, Buffon ha vinto una Coppa del Mondo, e
quest’anno sta per vincere il suo settimo titolo di Serie A. Inoltre, il portiere ha vinto due volte la Coppa Italia e una volta la
Coppa UEFA. Nonostante tutto ciò, deve ancora vincere la Champions League, e dovrà attendere il prossimo anno per riprovarci dopo la sconfitta recente contro il Bayern di Monaco.

Buffon, in una recente intervista, ha espresso il desiderio di continuare a giocare fino ai mondiali del 2018… Io gli
auguro tutto il meglio nel finale della stagione calcistica di quest’anno e ai Campionati Europei quest’estate!

VOLUME I

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Quando parlo della paura
Jaime Marvin

Quando parlo della paura— no,
della mia paura,
che mi trova senza allerta,
e rimane sotto la pelle—
quando parlo della paura
so che la nutro, che le parole,
avide di esistere, creano sudore
giù per la mia schiena, creano pietà
inquieta,
e spazi in cui la temerità
può afferrare, tenacemente, un po’ di più
del mio pianeta.
Tutto, io so, ma il desiderio
di gridare tutte le cose che mi fanno
cadere
con le mani disperate, che aprono la
voce,
non va via. La temerità
respira in me, cresce in me, mangia
gli occhi come il pane e gusta
il sapore. Si posa sulla bocca,
sbavando sui miei denti, e ride
fino a che la pressione
mi da` la sensazione di un’esplosione
senza parole.
Mi ruba l’abilità di parlare. Dico solo
le superstizioni—
se dormo, morirò,
sfortuna che è nato
in un disaccordo
con le nuvole, il cielo
— i pensieri assumono
le forme dei mostri, le cose
mezzo cotte, e terreni bruciati.
Il terrore non capisce la ragione.
Sono governata dalla paura,
sotto forma di presentimento.
Per forza devo parlare!
La paura mi invade,
e non so dove dovrei metterla.

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L’Italia all’estero La mia esperienza Appunti su uno spettacolo
impegnativo
a Wesleyan
Isabella Corletto

Parte della bellezza del cibo italiano è il modo in cui i
piatti più semplici possono a volte essere i più buoni. Lo scorso
fine settimana, io e la mia famiglia abbiamo visitato l’area di
“Little Italy” alla città di New York. Mentre camminare per le
strade di New York non può essere paragonato a passeggiare
per le piazze e le strade in Italia, è possibile ottenere un piccolo
assaggio. Alcune parti dell’area dove abbiamo passeggiato erano chiaramente turistiche, ma parte del divertimento è cercare
di trovare dei luoghi autentici.

Sempre mi è piaciuto moltissimo il cibo italiano – alcuni dei miei ingredienti preferiti, come il pomodoro e il basilico, sono essenziali per la preparazione di molti piatti italiani,
e si possono utilizzare in moltissimi modi diversi per creare
una grande varietà di piatti. Per esempio, abbiamo deciso di
mangiare in un ristorante chiamato “Angelo’s,” e tutti eravamo
in vena di mangiare la pasta – e sebbene tutti i piatti avessero
alcuni elementi in comune, come le salse a base di pomodoro,
nessuno era uguale. La nostra tavola era piena di piatti colorati
e diversi, da semplici gnocchi alla sorrentina con una salsa solamente di pomodoro e basilico a un elaborato piatto di linguine
nere con calamari e vongole. Le cinque persone che hanno
mangiato erano completamente sazie alla fine della cena. Se ho
notato una cosa in comune tra i migliori ristoranti italiani che
ho visitato fuori d’Italia, è che sempre si sentono persone che
parlano in italiano, sia il personale del ristorante che i clienti.

Nel mio ristorante italiano preferito a casa mia in
Guatemala, che si chiama Positano, sempre posso ascoltare
varie conversazioni in italiano, tra alcuni clienti che visitano
il ristorante ma anche tra i clienti e i proprietari del ristorante,
che lo visitano frequentemente. Il cibo è buonissimo, e sempre
sono distratta mentre mangio perché alla fine cerco sempre di
vedere quanto posso capire.

Mentre non sarà mai la stessa esperienza mangiare in
un ristorante italiano in un altro paese o visitare un luogo come
“Little Italy,” è possibile trovare alcuni ristoranti autentici fuori
d’Italia. E anche se non tutti i luoghi saranno italiani al cento
per cento e idealmente potrei visitare l’Italia frequentemente,
è sempre divertente mangiare un buon gelato dopo una cena
italiana quando non posso essere in Italia.

Alessia Carangella

Hannah Skopicki

Poter essere a Wesleyan è una delle esperienze più
incredibili della mia vita per diverse ragioni. Innanzitutto,
questo è per me un sogno diventato realtà. Dovete sapere
che, per qualsiasi studente italiano, poter vivere un esperienza in un College americano è un sogno nel cassetto. Per
questo motivo sono molto felice di essere qui.

Dire che ero nervosa sarebbe minimizzare la tempesta
di emozioni che mi passavano per la testa nel settembre del
2015. Gli attori con meno di un semestre di italiano e le persone che parlavano italiano ma non avevano alcuna esperienza
di recitazione mi fissavano con gli occhi pieni di speranza.
Stavamo facendo uno spettacolo in italiano!

Essere parte di questa comunità mi ha dato moltissime soddisfazioni sia dal punto di vista accademico che
personale. Studiare contenuti accademici in una lingua straniera è stato, ed è tutt’ora, molto impegnativo e allo stesso
tempo stimolante. Inoltre, la disponibilità e l’aiuto che mi è
stato offerto, mi ha permesso di avere successo e di vivere
questa esperienza al meglio.

L’inizio

Il processo è iniziato molto prima dell’inizio del semestre autunnale. In primo luogo, abbiamo dovuto decidere quale spettacolo proporre. Per fortuna, c’erano i professori del Dipartimento di Italiano che conoscevano molto di più sul teatro italiano di me. Abbiamo deciso di fare “Non tutti i ladri vengono per
nuocere”, una commedia di Dario Fo. Volevamo fissare lo spettacolo l’ultimo fine settimana possibile del semestre per avere tempo
di prepararci bene. Appena siamo tornati all’università, abbiamo avuto le audizioni per trovare il nostro cast. Abbiamo trovato un

Ad esempio, trovo molto interessanti le differenze
che esistono tra il rapporto con i professori in Italia e in
America. Nel sistema universitario italiano, tendenzialmente, i professori hanno una relazione molto formale e
distaccata con gli studenti, non mettono a disposizione
molto del loro tempo per parlare delle difficoltà che ha lo
studente (scordatevi delle vostre amate “office-hours”) e,
soprattutto, non sono molto interessati alle opinioni personali degli studenti. Ho potuto notare, invece, che nelle
università americane non è così: i professori sono molto più
amichevoli e socievoli, sono a disposizione degli studenti per qualsiasi cosa ed infine sono aperti a diversi tipi di
opinioni e vogliono che gli studenti pensino in maniera
critica. Grazie a questi aspetti (e molti altri), sono stata in
grado di dare il meglio di me stessa durante questo periodo
all’estero.

Wesleyan, però, mi sta anche facendo crescere
molto come persona. Mi sta insegnando ad essere più resiliente quando ho dei problemi, sto imparando ad essere più
aperta mentalmente ed infine sto adottando un atteggiamento più critico in generale. Sono sicura che queste capacità
mi saranno molto utili una volta che tornerò in Italia.
Infine, vorrei concludere dicendo che questa esperienza
mi ha dato la possibilità di conoscere tantissime persone
meravigliose, dagli amici più stretti, ai colleghi con cui collaboro, ai fantastici studenti con cui ho il piacere di lavorare. Voglio ringraziare tutti per aver contribuito a rendere
questa esperienza una delle più belle della mia vita.

Le prove

Abbiamo avuto le prove molte volte a settimana e abbiamo lavorato instancabilmente. La prima cosa che abbiamo fatto è
stato assicurarci che tutti conoscessero i loro personaggi e le loro emozioni. Con molte persone che solo di recente hanno cominciato a prendere lezioni di italiano, abbiamo voluto assicurarci che tutti quelli che non capivano bene le parole capissero almeno le
emozioni. Secondo, abbiamo praticato ogni scena molte volte. Ci siamo assicurati che tutti sapessero dove stare quando dicevano le loro battute e come
interagire con gli altri attori sul palco. Per me, questa è stata la parte più
importante. Ho visto un grande gruppo di persone che lavoravano insieme
per creare personaggi e ambiente. Le persone che hanno iniziato il processo
non essendo mai state in uno spettacolo stavano diventando attori sicuri. Le
persone che non avevano mai parlato in italiano prima potevano recitare le
loro parti con facilità. Terzo, abbiamo praticato nello spazio in cui il nostro
show sarebbe stato. Abbiamo parlato con la scenografa, la tecnica della luce,
Lo spettacolo

Non ho mai visto così tante persone provare ad entrare in una stanza
tutte in una volta. Amici, famiglie, professori, e amministratori sono venuti
per vedere lo spettacolo. Il cast e la crew erano nervosi, ma emozionati.
Quando lo spettacolo è iniziato, ero piena di orgoglio. Sebbene abbiamo
avuto alcuni intoppi occasionali (letteralmente - alcuni attori sono caduti!),
gli attori si sono divertiti molto sul palco e la crew era molto felice. Al momento delle battute finali, stavo piangendo. Le persone che non avevano mai
avuto esperienza con l’italiano o con il teatro avevano lavorato insieme per
creare uno spettacolo di grande successo!

In conclusione, non cambierei questa esperienza per nulla al mondo.
Ho avuto l’opportunità di lavorare con persone meravigliose e conoscere
nuovi amici. Inoltre, il nostro spettacolo è stato davvero fantastico!

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PAGINA 10

VOLUME I

Un incontro all’improvviso
Carlos Eguiluz Rosas

Tutti noi abbiamo una storia su come abbiamo incontrato il nostro migliore amico o la nostra migliore amica. Quasi
tutte le amicizie sono cominciate a scuola, alcune nelle attività dopo la scuola, altre dopo il lavoro, ma poche sono iniziate
all’improvviso. “L’ improvviso” varia da una passeggiata per le strade un giorno e imbattersi in qualcuno, a conoscere qualcuno aspettando l’autobus. All’inizio, non vediamo questi eventi come significanti. Tutti noi ci siamo imbattuti in qualcuno mentre camminavamo, e ci siamo seduti vicino a uno sconosciuto alla fermata dell’autobus. Dunque, cosa manca? Come possono
queste situazioni ordinarie diventare le storie dell’origine di un’amicizia di una vita?

In tutta franchezza, non ho una risposta. Non c’è una risposta definitiva perché ogni esperienza varia da persona a persona. Potrebbe essere qualcosa di interessante che l’altra persona ha trovato in te come la tua risata speciale o la tua maglietta
italiana. Non lo so, ma quello che vi posso dire è che in ogni amicizia, una persona dà qualcosa che all’altra manca e viceversa.
Questa cosa può essere un oggetto o un’emozione. E anche se non ho la risposta finale, vi posso raccontare la storia di come ho
conosciuto la mia migliore amica all’improvviso. Spero che voi troviate una sorta di risposta nella mia storia.

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VOLUME I

PAGINA 11

Adesso non mi ricordo quello che ho detto, ma era probabilmente qualcosa simile a: “Il cuoco cuoce in cucina e
dice che la cuoca giace e tace perché sua cugina non dica che le piace cuocere in cucina col cuoco.”

Quello che è successo dopo mi ha sorpreso, lei ha riso. Non poteva smettere di ridacchiare al ridicolo scherzo che
avevo detto e non potevo smettere di pensare alla sua risata. C’era qualcosa nella maniera in cui lei rideva che mi ricordava della mia famiglia. Potrebbe essere il suono della sua risata che somigliava a quello di mia sorella o forse potrebbe
essere che non avevo ascoltato una risata come quella dalla mia ultima riunione familiare. Però quello che so è che per un
secondo, lei mi ha fatto sentire felice.

E questo è come l’ho conosciuta. Continuavamo a parlare e ho scoperto che lei era diversa dagli studenti che ho
conosciuto a Wesleyan; lei era più come me. Entrambi siamo introversi, abbiamo gli stessi interessi, ci comportiamo nella
stessa maniera, abbiamo simili storie di vita prima di venire a Wesleyan, e, più che altro, entrambi sappiamo che saremo
buoni amici. È difficile da credere che qualcuno come lei esista. Incontri qualcuno come lei all’improvviso, e in qualche
modo, lei ti aiuta a cambiare in meglio. Cominci a focalizzarti più sul futuro invece del passato. Cominci a pensare alla
felicità e le sue varie forme come: cenare con gli amici e passare il tempo con la tua migliore amica. Ancora oggi mi chiedo cosa sarebbe successo se io non l’avessi conosciuta. Lei mi ha aiutato a prevalere sulla mia solitudine e sono grato per
aver avuto l’opportunità di conoscerla. Non c’è nessun dubbio nella mia mente che lei sia felice di avermi conosciuto.
Spero che voi abbiate trovato la vostra risposta.

MET: Mission Impossible
Elisir d’amore
Mentre stavo riposando a letto guardando attraverso la mia finestra il cielo stellato,
mi chiedevo se questa decisione fosse la migliore decisione che ho mai fatto.


Stavo camminando verso la mia stanza una notte dopo avere cenato da solo. Per me, questa era una routine quotidiana
considerando che io non sono il tipico studente universitario. Ero un ragazzo che aveva voluto essere solo per un’ora. Così,
mentre stavo ritornando alla mia stanza, ho notato che il mio amico stava parlando, sulla scala, con una ragazza che aveva
un’aria così simpatica anche se non la conoscevo profondamente. Forse la riconoscevo dalla nostra pagina di classe su Facebook, o forse lei era qualcuno con cui avevo parlato ma per poco tempo. Comunque, ho voluto ignorare questa situazione, ma
poi lei mi ha chiamato.

Ero riluttante all’inizio perché non potevo capire perché mi avesse chiamato. C’era qualcosa sulla mia schiena o avevo
lasciato cadere qualcosa lungo il percorso? Ma quando ho realizzato che tutto era a posto, lei continuava a chiamarmi. Ero francamente confuso. Perché mi chiamava? Perché io e non qualcun altro? Avrei potuto ignorarla, ma avevo bisogno di una risposta
e quindi ho deciso di conoscere questa ragazza.

Stava camminando verso la ragazza quando ho alzato lo sguardo e ho visto la sua faccia. C’era qualcosa di strano nella
maniera in cui mi guardava. Per ‘strano’, voglio dire che c’era qualcosa che mi ricordava della mia casa. I suoi occhi erano
fissati sui miei quasi come se lei avesse bisogno di dirmi qualcosa di importante. Ho sentito la sua prontezza e sono sicuro che
lei ha sentito la mia.

Ero preparato a presentarmi quando all’improvviso non ho potuto pronunciare l’ultima sillaba del mio nome. Il mio
nome è cambiato da ‘Carlos’ a “Carlooo”. Per una frazione di secondo sono diventato un italiano. Prima di correggermi, lei mi
ha chiesto se io fossi Italiano. Ho risposto che non lo ero, però ero curioso di sapere se lei fosse italiana. Come me, lei non lo
era, ma mi ha detto che sapeva parlare l’italiano bene. Ho deciso di testare la sua capacità con il poco di italiano che sapevo in
quel momento.

Letizia Bellocchio

Con i generosi fondi del dipartimento di Romance Languages and
Literatures e di North College la nostra sezione di italiano è riuscita in
un’impresa che a prima vista sembrava impossibile: portare i majors e gli
studenti dei corsi ITAL 222 e 243 al Metropolitan Opera House. Sabato 2
aprile alle 16:30 due scattanti pulmini sono partiti dal dipartimento diretti al
MET, sfidando il traffico del preserata di Manhattan e arrivando in perfetto
orario per l’inizio dell’Elisir d’amore di Donizetti.

Diretto da Enrique Mazzola, l’allestimento tradizionalissimo dello spettacolo di Bartlett Sher aveva il pregio di
liberare il canto che si diffondeva prepotente nel teatro, raggiungendo il family circle, dove il gruppo di Wesleyan si trovava. La verticalità della prospettiva permetteva di cogliere nella loro interezza le scene ambientate nel primo ottocento e di
vedere i complessi macchinari scenografici in movimento, come gli spostamenti delle quinte laterali. Le voci dei cantanti
Aleksandra Kurzak (Adina), Mario Chang (Nemorino), Pietro Spagnoli (Dulcamara) e Adam Plachetka (Belcore) erano
così chiare che non servivano nemmeno i sottotitoli. La giocosità dei duetti e delle scene corali unite all’alternanza di passione, comicità, malinconia coinvolgevano il pubblico.

Per ammissione degli stessi studenti, questa è stata una vera esperienza
antropologica, che ha permesso loro non solo di assistere a una delle più belle
opere buffe italiane ma anche di conoscersi meglio e di condividere una serata
mondana, in abiti eleganti, al di fuori della quotidianità universitaria. La cultura
italiana, che nell’opera trova una delle sue massime espressioni, è riuscita a penetrare in quello spazio tutto privato costituito dal fine settimana di Wesleyan.

EVENTI

Open Mic Italiano

14 aprile, 4:15 PM, RLL Common Room
Siena, City of Secrets, a talk by Jane Tylus

21 aprile, 4:15 PM, RLL Common Room
Italian Film Screening: Galantuomini

27 aprile, 7:00 PM, PAC 001