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OTTO MESI A ROMA

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CONCILIO VATICANO.

OTTO MESI A ROMA
DURANTE

IL CONCILIO VATICANO
IMPRESSIONI DI UN CONTEMPORANEO

POMPONIO LETO. (:^c^a^co
Fructibus.

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co,rno!<eetis.

Matth., 20, VII.

FIRENZE.
SUCCESSORI LE MONNIER.
4873.

del presente e del futuro. si è pur fatto sentire nella nostra bibliografia. abbia una grande importanza per V Italia : e perchè per soddisfare a questo bisogno. si perchè ci sembra che tutto quel cherisguarda questo tempo e questo soggetto e per se stesso e per tutto quel che vi si connette del passato. alle mani questo manoscritto. tanto più ci è sembrato esso occorresse opportuno a riempire un vuoto che. da poiché troppo si è prorogato il Concilio Vaticano. ben pochi lavori sono apparsi in Italia che proponessero di portare alcuna luce o di richiamare si l'attenzione del pubblico sopra così memorabile av- venimento e particolarmente sopra le sue attenenze dirette ed indirette con la rinascente vita civile e politica dell' Italia. Questo lavoro. Essendo questo punto più specialmente preso di mira nel presente lavoro. contiene una specie di Cronaca del ConciVaticano.AVVERTIMENTO. lo che lo rende accessibile all'universalità dei lettori: si occupa invece molto dell'influenza che tale avvenimento può . fuori di quel che se ne occupò per suo ufficio la stampa periodica con- temporanea. non ha scopi né pretensioni teologiche di sorta. noi abbiamo creduto far cosa utile nel pub- Essendoci venuto nel quale lio blicarlo. come afferma ¥ Autore stesso.

la forma razionale. e a quando a quando anche delle condizioni religiose generali di esse . Esso rappresenta la resilatino in stenza. non può essere altrimenti che questi anche stato presente a tutti quelli avvéniménti. ed è determinato combinazione del Classicismo antico col senticristiano. lentamente progressiva. compatibile col sentimento e colle istituzioni cattoliche. IV . Sisto e Innocenzo VIII. e purtuttavia porta il di Pomponio Leto. annoverò fra i suoi allievi Paolo III e fu più tardi egli stesso l'amico di due papi. la qual cosa deve renderlo di una particolare menti importanza per i lettori italiani.AVVERTIMENTO. II esercitare sopra lo stato delle nostre popolazioni . Gli avvenisono narrati senza spirito di parte e con vi carattere di verità tivo per . lo che può renderlo utile ed istrut- tutti. non . dopo essere stato per questo stesso titolo in sospetto e puranche perse- guitato da Paolo II. nel quale scritto nome si afferma il libro essere da un contemporaneo. E un tipo che si è prodotto in Italia e più particolar- mente dalla mento in Roma sul Rinascimento . ogni cosa nel libro lo dice. Bensì dei Pomponii Leti ve n'è stato e ve ne sarà sempre. ma soprattutto dell'elemento razionale presenza ed in contatto colla fonte prima del principio di autorità. anche coli' anacronismo che si contiene nel suo frontespizio. e vi si sente da capo a fondo: il nome di Pomponio Leto non ha i diritti di contemporaneo neppure pel Concilio di Trento. almeno per lungo tempo. Noi lo presentiamo ai nostri lettori quale lo abbiamo ricevuto. l'opposizione. Pomponio Leto era un filosofo che maestro in una delle varie scuole del Rinascimento degli studii e del pensiero in Italia. alcuno in Italia. Che il libro sia fatto da un contemporaneo. sia ve ne ha dubbio.

.AVVERTIMENTO. esercitata una e profondamente modificatrice nei suoi sentimenti religiosi e che perciò i filosofi saranno sempre costretti a tenervi in gran conto le influenze reli: giose. il Cattolicesimo e le questioni che lo riguardano avranno sempre una parte nelle sue combinazioni politiche come la Filosofia e il Classicismo antico ne hanno . almeno moralmente ed intellet- tualmente per certo. Noi vogliamo solamente dire con ciò che essendo l'Italia. mondiali ambedue . se non politicamente. il portato delle due grandi epopee. che si sono prodotte in essa e per essa. né esercitare l'immaginazione dei nostri lettori sopra il nostro manoscritto: e tanto più quanto che queste com- binazioni erano più facili a riscontrarsi nel secolo decimoquinto che non sieno nel secolo decimonono. e vi sarà vere la storia d' sempre un Pomponio Leto per un Concilio. Con questo noi non vogliamo Ili far la leggenda. scri- Gli Editori.

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a mano a mano che più notabili particolari di così se- importante che erano periodo di storia contemporanea. a cui potesse importare. per così la esprimerci. quanto è possibile. Lo studiare a fondo una questione così complessa come un Concilio. come aveva guivano. altro scopo memoria di tutti di questo immagine grande avvenimento in generale. è opera di assai più gran lena che i 1 . se alcuni amici che vi avevano posto qualche amore. Allora l'autore non tralasciò di raccogliere. i fatto per l'avanti . rendendone. altrettanto sarebbe la pubavvenuto compilazione. in cui legalmente essere involti. ma per soticano in praggiunte difficoltà essendone rimasta sospesa blicazione in quel della modo. non ne avessero incoraggiata la conti- nuazione. sensibile e familiare la fisionomia esteriore. erano da principio destinate ad una Rivista periodica. quanto altri. quali ventura sottratti al segreto. tanto quelli erano i per avdi pubblico diritto. Queste impressioni notate durante il Concilio VaRoma e secondo che esso procedeva.INTRODUZIONE. che quello di Con ciò avrebbero dovuto non ebbe provarsi a fissare nella coloro.

In questo scritto invece è una semplice cronaca. se pure alcuno possa giovarsene all'uopo. asso- le lutamente necessario a mantenere una certa unità nel lavoro. Sa limiti di questo lavoro e le forze dell'autore sentano. tranne qualche leggiero ritocco più nella forma che nella sostanza. Quindi non deve neppure far meraviglia. si mese di questi ha in fronte il titolo allora allora decorso che viene in esso som- niera. miste di considerazioni che occor- revano mente alla dell'autore e che furono registrate insieme con quelle. chi es- sendo stato in condizioni migliori vi sodisfarà degna- mente. e alle . quanti giudizii sbagliati! quanti precedenti che non produssero le conseguenze. Nel raccoglierle in questi pochi cenni si tenne appena un ordine: avendone incominciata mese per comporre un continuò con quel metodo ed a quella ma- l'esposizione alla fine d'ogni articolo. e perciò del mariamente ognuno descritto. quali si aspettavano! Nondimeno. si è preferito caduto sulla carta non mutar nulla di quel che era prime impressioni. col quale le materie sono disposte. e conserva la forma che lo svol- gimento presente e continuo dei fatti voleva. Rileggendo le impressioni dei primi mesi.INTRODUZIONE. se l'ordine. e alla non con- quale non pensò neppure: forse non mancherà lungamente al desiderio di coloro che curano la storia religiosa e politica del nostro tempo. Ciò è pur cagione che ogni mese porta con sé il carattere delle opinioni prevalse in quel momento. dopo svoltasi tutta la fase che si compiè con la dichiarazione dell' infallibilità. lascia molto a desiderare. e dello stato pre- sente delle cose. o piuttosto sono ricordi o impressioni fugaci notate per memoria propria ed altrui.

o con certezza . compenso sono fedeli alla verità e poco soggetti ad errore. perchè v'ha ben poco che l'autore non abbia narrato o come testimone equivalente. ripetute o sparse. non hanno né Y ampiezza né la richiederebbesi dalla materia grave. per ha un certo carattere Ma esso quale.ó INTRODUZIONE. sebbene sia già stata qua e là zioni contemporanee. lo che era solamente si contempla di fuori: e ciò vietato ai profani. se sono talvolta sconnesse. quando sarà già lontana da noi. Altro non resta se non far sicurtà se questi pochi cenni che profondità in si ma poche meche ai lettori. né un'opera letteraria. ma società civile. di attualità. conservato mesi che rimase adunato il un potrà forse giovare a formarsi criterio di così notabil periodo di storia ecclesiastica. sparsa per raggi nelle pubblica- non si è ancora riunita altrimenti per rischiararlo nel suo tutto ad un tempo e in un punto solo. egli stesso. si è voluto si- gnificare col titolo posto in fronte di queste morie. cotali ragioni questo lavoro una non presume sempre durante gli Concilio Ecumenico. il Dopo queste premesse non è mestieri avvertire non vi si tratta punto né poco lettore che la materia dal lato teologico nenze con la o canonico. ed oggi che è tuttavia presente* a gettarvi sopra qualche luce che. otto il se per ne di essere le slesse storia. ed bensì dalle sue atte- il Concilio non vi guarda di dentro.

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in quel giorno era arrivato nella sala fra i primi» quasi per far mostra di eguaglianza. quello 2. salemme. che è sovrappo- Vaticana e che d'ordinario cerimonia della Cena degli Apostoli ed alla benedizione papale. Il Papa. che di solito non lascia il suo appartamento per prendere parte a qualsiasi cerimonia. Alle ore 9 antimeridiane dell' 8 dicembre l'anno 1869 le artiglierie del Monte Aventino e pane di tutte che si apriva dici secoli la storia. le il dopo chiese di Roma annunziavano le al del- cam- mondo ventesimo Concilio Ecumenico. per discendere solennemente insieme nella chiesa di San Pietro. il doveva quale processionalmente passargli dinanzi. nella sta al portico della Basilica gran sala di Trento. addobbata a cappella per questo scopo. riconosciuto per tale da tutta quello di Nicea. se non quando tutto è già disposto e pronto. stavano radunati tuttiquanti erano chiamati a serve alla sedere nel Concilio. Alla stessa ora. e seduto aveva atteso che fosse intero il numeroso cortèo. 4. Apertura del Concilio. Erano quarantasette cardinali dei cinquantacinque che sono in . diciotto dopo quello di Gerue tre dopo l'ultimo. quinil primo.DICEMBRE i.

Gli abati hanno pur seggio. Questo è pubblicato in Roma il numero dei presenti che dato dall'Elenco avean dere in Concilio. al quale non avrebbero avuto altrimenti diritto. latini quattro. Tutti i un nu- assai ragguardevole di arcivescovi e vescovi in partibus. e dalla geografia la situazione di tìtolo. Costoro però non sono tutti effettivi. La Civiltà Cattolica dava dritto a seil numero complessivo di settecento e ventitré. compongono l'episcopato cattolico. riportando tutti i nomi. inferiori amendue a quello totale risultante dall'Elenco che ascendeva a più di settecentosessanta: ma il numero esatto fino all'ultima esattezza è difficile a conoscersi. cinque abati nullìus e circa trenta generali d'Ordine. conoscono appena quella.IL CONCILIO VATICANO. Certo è che nella prima congregazione nella votazione le schede raccolte furono seicentosettantotto. onde prendono il diocesi. cinque gli arcivescovi primati. ed anche a costoro è stato per privilegio concesso il voto. più di venti abati mitrati. che. Tutte queste concessioni fatte successivamente hanno alla fine esercitato una grave azione sopra un Concilio. Roma. V'ha fra quelli certo è però che non hanno costoro sono Concilio ed al voto come generali d'Ordine vi la stessa cosa. per le condizioni normali di tutta quella che lasciano prendere in classe una numerosa ad di dignitarii senza cura questo . e più di cento- trenta arcivescovi. non erro. 1' Unità Cattolica quello di settecento venti. Dei vescovi presenti. cinque orientali. più se di settecento vescovi dei mille circa. o diocesani: alcuni dei patriarchi mai in loro vita lasciato mero Roma. dei quali tutti se non può dirsi ed vescovi non hanno stati egualmente ammessi al se fossero diocesani. nove erano patriarchi.

ed all' Papa levatosi intuonar che egli fece dell'inno allo Spirito Santo con quell'accento chiaro e vibrato che è di lui. anch'essi per ge- vescovi ed i cardinali erano acGom- . i-cantori ripresero il canto e la processione cominciò ad incamminarsi con l'ordine seguente: il i camerieri ed corteggio.APERTURA DEL CONCILIO. gli i prelati ed i cardinali. Esse però hanno valso a rendere più numerose queste adunanze. 3. quindi tori del Concilio e di gli cappellani segreti aprivano avvocati concistoriali. generali. patriarchi. e i vescovi. Preceduti da un turiferario e dal coliti la suddiacono apostolico che porta fra due ac- croce papale. e ad ogni modo mancano sponsabilità che abbisogna a fine che della re- loro voto sia il competente e disinteressato. il portico e si . e due cappellani che portano il triregno e la mitra semplice del Papa. Quando furono tutti andò a prostrarsi avanti il raccolti. tro ufficii due prelati per ciascheduno fanno quello di scrutatori dei voti del Concilio. i i votanti di Segnatura. il resto collocava lungo chiesa per fare ala sul la passaggio di quella. 7 d'anime e che perciò. poscia maestro del il Sacro Ospizio. com'è avvenuto della presente. se sono eguali agli altri nell'ordine. all'altare. Mentre l'alta gerarchia era tutta raccolta nella sala superiore Roma del clero secolare e regolare di la scala regia. sono loro per lo più inferiori nelle cognizioni pratiche necessarie. che è riuscita la maggiore di quante la Chiesa Cattolica abbia mai avute. I gli i gli abati arcivescovi. appresso gli abbreviatori i Parco maggiore. i promo- cantori. i cherici di e gli auditori di Rota. dei quali ultimi quat- Camera. seguivano abati nitlUas. dopo questi rarchia d'ordine.

e l'altra scala del Bernini così detta regia. d'Ordini religiosi. ni. All'ingresso della chiesa il Papa discese il nando dove 5. e i nella sedia gestatoria e sotto altri officiali. e finalmente quindi i gene- gli ufficiali addetti servizio del Concilio. un cappellano o pagnati ciascuno da vano appresso Senatore ed il Municipalità romana. e scopertosi Nel braccio o navata destra della croce di San Pietro è formata l'aula conciliare in quell'area stessa . Veni- Conservatori. che per parve riempirsi. il il Papa portato baldacchino: seguivano rali al gli di la Santa Chiesa.8 IL CONCILIO VATICANO. e la a diritta per in San Pietro. lasciando viava per scendendo per volgendo la gran sala sopra il portico s'avche dà adito alla Cappella Sistina. Questi particolari hanno una significazione. di Il il la portico entrava solennemente prima volta Papa come a memoria d'uomo vescovi erano vestiti i bianco per essere quel giorno dedicato alla Imma- Papa aveva coperto il capo di una mitra preziosa che s'era dovuta fare a posta per quella occasione. soglio. 4. ed vicecamarlengo principe assistente il tarii. fino all'altare papale. dia gestatoria. Il gno o una mitra di lama d' oro. segretarii. dalla se- capo proseguì cammisi fermò. cioè i maestri di cerimonia. quindi due protono- al cardinale diacono. finalmente il il caudatario. perchè sono ordinati ad accennare ad una certa uguaglianza con gli altri vescovi che si restringe peraltro a questi piccoli accessorii del cerimoniale. fra Questa lunga schiera di cherici dei più due ale ugualmente alti ordi- di cherici dei più umili della gerarchia. non usando egli per il consueto che il trire- colata Concezione. notai e da ultimo stenografi. .

9 - che ordinariamente è occupata dalla cerimonia della Lavanda del Giovedì Santo. perati come un porla rivendicavasi di questa mentre dell' nelle con- La custodia affatto chiusa. antico diritto Ordine Gerosolimi- quali valendosi di questo diritto s'erano ado- i per rendersi utili al Concilio. Ecce ego robiscam sum omnibus diebus usque ad con- summationem dioso. Sopra porta stanno scritte in lettere cubitali le sto che si addicono all'occasione: Docete la parole di Cri- omnes gentes. poi discendendo gli i patriarchi. preferendo per una solleci!udine. gregazioni private rimane o consuetudine dai cavalieri tano. Essa vien chiusa fra i due che sostengono la cupola di Michelangelo. seguirne l'andamento da vicino piuttosto che udirne i fatti da lontano. da un attico con un timpano. ma sceculi. . Nel fondo sta del Papa. Siccome però le guardie nobili hanno incumbenza particolare di seguire dappertutto il Papa.APERTURA DEL CONCILIO.del resto facile a intendersi. e gradatamente il i mero che corrisponde al numero d'ordine trono seggi in sette scanni dei vescovi che giungono fino vello del pavimento. sotto il quale è una gran pilastri porta d'ingresso che quel giorno rimase aperta alla curiosità del pubblico durante tutta la cerimonia: ciò si ripete in tutte le sessioni pubbliche. Ciascuno degli scanni ha vescovo gran- ciò devesi al luogo per se stesso. perchè è al li- un nu- dato ad ogni e col quale questi sta scritto nel catalogo stam- pato che venne dispensalo a tutti i membri del Concilio. così per rendere giustizia e agli uni e agli altri la porla è rima- sta affidata ad ambedue contemporaneamente. L'aspetto dell'aula è assai preparata con molta semplicilà. intorno per i ordini gli scanni per cardinali.

cioè di i tutto è. la quale viene accusata d'essere poco calda fautrice della discussione. cofti. rumeni. Né lo spettatore anche men bene disposto verso mo. patriarchi nei loro seggi. ed ha nel tempo stesso una maestosa apparenza. e quindi tutti tini.10 IL CONCILIO VATICANO. bulgari. aversi ricorso gran alla Verso conciliare. che rappresentano dottori della i Chiesa e convocarono Concilii Ecumenici. caldei. il le 11 ore erano già tutti seduti nell'aula Papa sopra il suo trono. Essi così raccolti in quel giorno uno ravigliosi spettacoli che possano davano dei più solenni e offrirsi me- adocchio d'uo- tempi che sono da lungo disavvezzi da queste mostre di così grandi pompe esteriori. sala o chiesa di 6. ovvero ad altra le melchiti. Questo inconveniente è così grave da aver creduto molti che l'Aula Vaticana preparata con tanta cura non poragionevolmente rimanere se non per solo uso tesse delle sessioni pubbliche e della e che per creti. Sopra trono è un dipinto che rappresenta la discesa Sonovi pure nell'aula altri dipinti il dello Spirito Santo. cardinali e i i vescovi. armeni. disse. i la- siriaci. della più battimenti v'ha vòlte e non i Papi che come si grande semplicità. soprattutto ai nostri . promulgazione congregazioni private dovrebbe Sala degli Svizzeri. quello essere acustica. Il un In quest'aula destinala ai di- ma non solo difetto. L'altezza delle grandi archi delle navate si immense adattano con tanta parzialità ai desiderii di quella parte del Concilio. dei de- Roma. è lieve. ruteni. maroniti. greci. ciascuno nel suo scanno. vestiti dei loro particolari abiti pontificali. che disperdono nello spazio prima che si ascoltino i più dotti propositi e le più sapienti parole.

relativamente al proprio Stato ed anche assolutamente nella società umana. cioè fino alla di- minuzione volontaria e deliberata di se stessi. Come si concepisce a questo spettacolo il sentimento indomabile d'autorità che ha sempre dominato i Papi! Niuno fuori di loro giunge. almeno per molti di loro. fino ad un segno sconosciuto in ogni altra assemblea . tanti 41 uomini di tutte le nazioni legati lettera da una disciplina che ha appena una sanzione sensibile. e pure devoti. ma bensì a lottare tenacemente con l'opinione pubblica per me- nomarle. Appena entrato il Papa. più che quella adunanza magnificenza di della questa istituzione. ad un grado così alto di dominazione e soprattutto di onoranza. ad un dalle più lontane regioni innanzi una semplice senz'altra coazione che d'invito. poteva non meravigliarsi. all' che vescovo Papa. conduce ancora sol la tale cerimonia. Questa ce- tutti i vescovi ad uno ad inginocchiano innanzi a lui e nocchio. il segretario del Concilio pose sopra un d'Iconio tenne stito tutti libro del Vangelo un discorso latino: indi il delle assise pontificali. a ricordarsi di questa quella cerimonia ! modesta formola durante tutta .APERTURA DEL CONCILIO. si die principio alla Messa solenne cantata dal cardinal vicario. rivevescovi e i obbedienza. ricevè tutti i membri del Concilio rimonia consiste uno il ricco leggìo. ed oc- cupati non ad estendere le proprie prerogative. 7. della forza di quale dopo molti e molti secoli uomo. Che sforzo di il memoria gli baciano il gi- è necessario a colui che così umilmente s'intitola servus servorum Dei. Finita que- sta. ed accanto a quello s' in ciò.

spettacolo. alla fine della quale vi fu un momento di vera commozione in tutti gli astanti. aperto secoli il Concilio dopo la fondazione del Cristianesimo. assentirono con il i con questo e con un inno di ringraziamento. Ciascuno che ha potuto conoscerlo. il Papa benedisse solennemente tre volte l'adunanza. e raffreddare quell'en- i tutti gli affetti. altre Dopo del preci e l'inno d'invocazione al il decreto di apertura del Convescovi interrogali. e tutta l'as- semblea. e tutti timori. In quelV istante la più profonda fede ed smo parevano infiammarlo. diciotto sione pel dì 6 di gennaio. 12 ciò Dopo 8. l'altra alla Vergine: arrivato a quel punto.IL CONCILIO VATICANO. tutte le speranze i agitavano forse 9. se piacesse loro Santo Spirito fu letto cilio: poscia che Concilio avesse cominciamento. sa quanto la natura del Papa sia sensitiva e pronta alle più vive commozioni. che era stato molto commosso durante tutta la cerimonia. una al Santo Spirito. Il Papa. come per un moto Quel momento era un solenne dovevano stesso. mondo cattolico cuori della sua universale assemblea. dell' allocuzione volse due invocazioni . grave età mantenevano lo il più grande entusia- a malgrado della sua e aitante della persona ed in- quella lunghissima e faticabile in faticosissima ceri- È proprio delle forti convinzioni e del forte sentire comunicarsi rapidamente. tusiasmo. non erano ancora sbocciali. e quindi proferi 1" allocuzione per V apertura. si trovò levata. I germi che dividere quelli animi. e fu Vaticano che è convocato. alla fine monia. a ponde- . dopo avere decretato la prossima sesil liturgico placet: e si chiuse la prima. levò innalzando egli si le braccia al cielo.

l'incontrarsi. Fin qui la di quest' Assemblea. è cosa non scende sul nudo terreno dei forma esteriore si passa a contem- Chicago non rappresenta una Chicago cattolica. e con le loro presenti hanno o non hanno più una istituzioni. sta perciò appunto dentali per decidere. che per sua la forma fu splendidissima. Importanza 1. il mondo passato ed il mondo avvenire a traverso un presente che è tutta una civiltà. quali sono mente e socialmente costumanze ed se le nazioni occi- ai nostri giorni politica- costituite. d'Europa. 13 e che rare e dirigere le sorti della Chiesa Cattolica. parte esteriore. e vinse ogni aspettazione. che questi due estremi non rap- sostanza. Ma e se dalla se si tutta un' èra . mente notava uno Vaticano il quel che giusta- secondo scrittore francese. sul limitare del patriarca di Babilonia ed il vescovo di Chicago.APERTURA DEL CONCILIO. II. il sarebbe presentassero due società cattoliche. vescovi non sono anche di nelle ma quanti stesse condizioni? altri Tacendo vescovi in partibus infidelium. fatti. che cosa rappresentano i vescovi americani in attenenza coi tutti titoli delle loro diocesi ? Che cosa rappresenta innanzi . Certo è che il vedere all'invilo del Papa radunarsi e inchinarglisi dinanzi tante dignità venute d'ogni parte della terra. religione. E ciò men male . in un pensiero che comprende poco mirabile. più che quello di Babi- vescovo di plare la lonia non rappresenti una cattolica Babilonia.

l'Inghilterra. che fu la seconda fase di disunione e costò alla Chiesa Cattolica Germania. 2. che fu cilio di la prima fase di disunione. della catto- o universalità di una forma cristiana comune. ossia universale.14 alla di VATICANO. pure incoottavo secolo che. in alcune parti della Germania. dio non ha ancora un nome. alcune grandi nazio- Concilii valsero ad impe- quarto Concilio di Costantinopoli. Trento valse a ricondurre ali' unità né il Con- le schiatte germaniche ed a frenare il Protestantesimo . Né il i . in Irlanda meno ed in Polonia. tranne passeggere e parziali dissidenze. IL CONCILIO Chiesa Cattolica. dirlo. fu licità si il punto massimo sono da questa a grado a grado distaccate. o almeno di gioranza cattolica? Questa condizione una reale magriscontra an- si cora con un certo carattere generale fra nazioni d'Europa solo in Italia. l'arcivescovo Nuova York? Ma lasciamo anche liche quanti sono : i nazioni acatto- le vescovi francesi che sentono si realmente pastori di tutto o della maggior parte dei loro gregge? e che sieno la rappresentanza reale di una vera società cattolica. ma minciando dall' più profondo e più illuminato. se si vogliono riguardare come nazioni. e. ne nalità. e le principali meglio in Spagna. percol generico nome di . e finalmente con un carattere esclusivo. valsero a d'Oriente. uè più impedire lo scisma tardi quello di Firenze. la Scandinavia e potenzialmente l'America e l'Australia. La terza fase che mila naccia ormai da pressoché un secolo nei paesi che gli son rimasti. il Cattolicesimo è ciò che chiamasi. Se r Occidente è rimasto cristiano. secondo certi caratteri e certe tendenze o meglio schiatte.

lo vinse con più o meno ebbe a quale non aveva una differenza agevolezza. che si manife- loro azioni e che sia concorde costumanze ed 3. ognuno il il contegno del Concilio Vafronte di questa gra- fase. più gravi per costoro perficiali: le il e la conviene ripeterlo. potrebbe non senza fondamento rinvenirla in questo: cioè. Pro- la cederebbe esso per scelta o per eliminazione? Prenderebbe esso il limite più largo per abbracciare un maggior numero d'uomini stretto. e non l' rimane segno dei nemici da essi combattuti. Così Nicea. gettandone così voluzione? Questi sono le menti non il i nella più gran o Chiesa. il dietro a sé altra ragione di esistere che d'opinione. assai questione suche non osservatori sembri agli gravi. festi nelle Se il reli- ma una sentila. a problema. numero il più nella ri- pensieri che occupavano tutte afflitte dalla momento malattia del tempo poiché . Chi volesse trovare una ragione plausibile. non è men vero che altri Concilii. non una forma estrinseca religione reale. con più o meno difficoltà. Efeso e Calcedonia vinsero. né quello di Trento la riforma d'Occidente . sorto si tratta di sapere. se nazioni cattoliche d'Europa avranno o no una gione. per il quale si erano convocati. poiché ve n' ha in ogni cosa. trionfarono finalmente e conseguirono intento. si 15 dacché quello di cui.IMPORTANZA DI QUEST' ASSEMBLEA. proponeva soluzione. Qual sarebbe ticano in questa nuova vissima minaccia. sebbene più tardi. con le loro istituzioni. rivoluzione. era fu convocato. se- . comunemente e nominale. che ogni qual volta la Chiesa fronte un mero errore di giudizio. non impedi Concilio di Costantinopoli lo scisma d'Orijnte.

e di poderose T errore o nacque o prese venne finalmente spe- Chiesa ebbe a fronte grandi interessi. sua maggiore o minore gravità la e impor- tanza. che Quante volte invece culative. tendenze e . e tendenze generali e peculiari unità vo- all' meramente lentieri sacrificava queste differenze del- si al nuovo? combinazioni secondarie e strinsero intorno. perchè in quel caso l'autorità compendiava in sé e rappresentava alla fine l' la gran maggioranza opinione e degl'interessi cattolici. e per condo o parziali. 4. si si avrà i il forze che combatterono nel teologico. allora quelle forti- ficarono questo. e quale azione avrebbe esso sopra l'andamento della società e della Chiesa? manda non è diffìcile. perchè soprattutto a quei tempi non potevano dispiegarsi altrimenti. quanto manife- genere il l'orgoglio del passato e l'impazienza dell'av- umano. sente? che si A quale dei due casi risguarda lo stato In quali adunava il condizioni intrinseche pre- ed estrinse- Concilio Vaticano per provvedervi. ne sta una sociale e che porla con sé di alla prima dinon v'ha dubbio che rispondere poiché si possa proporre al grandissimo momento un vasto corredo di Concioggidì. Il dietro ogni questione che lio. venire? Chi non ravvisa nel primo l'intolleranza del vecchio giogo e nel secondo la ritrosìa Se a ciò aggiungono le grandi interessi che vi giusto valore di tutte le campo ma manifestazione. e ne di- possanza delle prime il sericonoscere nei due grandi la Come non trionfò. alcuna schiatta o nazione. la la il prelesto da esse. scismi che hanno diviso Cristianesimo il stazione di due sentimenti antichi la .16 IL CONCILIO condo VATICANO.

tratte dal poco desiderio che se ne sentì per la lio calma succeduta tempestosa crisi della Riforma. essa procedesse definitivamente alla . aper- dare una non rimaneva. Ma molti Chiesa uscì esplicazione costituita monarchia a rata. e queste adunanze. Quanto d' interessi seconda alla era ancora assai tura dei Concilio 17 difficile ali' . e per Y indifferenza religiosa che prevalse negli ultimi che dopo secoli. lume e formarvi sopra un sua origine in poi la Chiesa non ebbe mai a fine di trarne qualche criterio approssimativo. diverrebbero assolutamente con2 . come anche dalla poca convenienza alla l'ultimo esperimento del Concilio di Trento tutti gl'interessati vedevano a riunirlo. il Concilio Vaticano sarebbe forse ultima sua assemblea deliberante. menomati di autorità. senza è che prova la dilungarsi in da monarchia. quindi gnanza alla si abitual- e progressiva dal Concilio di Trento solo. occasionalmente tempeniun bisogno. e rimettere più oltre a semplice. cambiando natura.IMPORTANZA DI GUEST' ASSEMBLEA. per sua. Se per il nuova esplicazione monarchia assoluta 1* ragione più così esprimerci. vivissimi. anzi una certa ripuriunione dei suoi Stati Generali. e che era già di pubblico diritto. 5. non avendo il Papa nessuna buona ragione per intralciare usciti. essendone i vescovi abbenchè raffermati. Dalla un così lungo intervallo come questo senza un Conci- Ecumenico. Di ciò molte ragioni potrebbero addursi. con successiva la la particolari. pur volendo fare che riandare quel che aveva non alcuna congettura. se ed anche quel poco che già era avvenuto risposta adequata. mente costituzionale. e preceduto del Concilio stesso.

alle nazioni cattoliche. stessa della Corte di il terreno in sistere. certo per quella che vi abbiano potuto avere gli uomini. carattere della rispetto all'azione che vi abbiano potuto avere gli avvenimenti.IL CONCILIO 18 e perciò. anziché nell'arbitrio di un solo. concistoro dei cardinali. invece che ai Ga- . dirsi o supporsi. com' era sempre stato suo uso Italia. e quando l' episcopato si mostrava già da per se stesso in ogni luogo e generalmente devoto ed inchino ad ogni sua un passo volontà. è atto d'indole liberale. una solenne cerimonia che un avvenimento piuttosto sostanziale nell' economia della Chiesa. per la disposizione tutta sua propria ad accomodarsi alle condizioni dei tempi. è via dell' assolutismo ed nella indietro uno innanzi verso una restaurazione più larga e più razionale della costitu- zione ecclesiastica. quando nulla ve l'obbligava. perchè negarsi. è innegabile che per se stesso l'atto spontaneo del Papa. perchè fondata plessiva di nell' opinione com- molti. Checché voglia 6. il quale aduna il Concilio. Chi dubitava del buon effetto che potesse conseguirsene. Ma sic- erano tali in uguali congiunture. Roma. questa sentendo mancarsi né trovando qui elementi per reebbe ricorso . Allorquando le vicende italiane del 1859-60 cominciarono a minacciare così da vicino l'esistenza 7. se non il non può il Papa. per quel che riguarda tutto in questa convocazione porta libertà e della spontaneità . manifestamente dubitava della dottrina e del carattere dell'episcopato. il fatto papale sta. e Ed invero. come le condizioni politiche dell' da non poter fare fondamento per Europa i suoi fini sopra i Governi. sullive come il VATICANO.

delle pubbliche adunanze e di tutti gli altri mezzi che operano su quella: invece della politica diplomatica ne fece una partigiana. crebbe poscia mostrò infine preciso ed ordinato con un pro- dirsi si assai uniforme. Da questo principio può e che nacque o meglio risorse. tutta la con- quale raccolse poscia intorno a sé interessi e combattè non senza buon successo contro l'avverso andare Gesù. . poteva coordinare e disbrigare tutta questa bisogna con un' unità di azione e di pensiero che altrimenti sarebbe stato assai diffìcile praticare. si tenne in continua comunicazione con Roma per mezzo e nell' occasione Questo si delle grandi riunioni di gente qui fattevi per la defini- zione del dogma dell'Immacolata Concezione. e così questo fine riusci ottimo come quella naria disciplina. con forte volontà ed chiaro ed gramma buon organamento. Roma cambiò terreno. e per il centenario di San Pietro. per le Ca- nonizzazioni. le istrumento la dei tempi. si disciplinò. e invece della servì di un partito cattolico cosmo- stessa la Santa Alleanza polita.19 IMPORTANZA DI QUEST* ASSEMBLEA. gli arruolamenti degli ferma che le si rinnovavano così intieramente ogni anno. formò. binetti s'indirizzò all'opinione pubblica. si valse dei giornali. il così detto partito cattolico. ed altrettali fine la politica tradizionale della servandosi il passioni fe- mezzi d'azione: in- Corte di si disparatissime. Ancora suo valido organamento Y istituzione cooperarono di San Pietro per sovvenire alle finanze dell' Obolo al Zuavi a brevissima pontificie. fondazioni di varii giornali. le ste civili e religiose. pubblicazioni. Compagnia A di che per unica più che straordi- per autorità e per diffusione sopra terra.

20 IL CONCILIO VATICANO. Da un la ma fece poco era data. poiché la spinta per modificarne 9. Roma non tempi. 8. ed era forse già tardi direzione. l'urto non tardò a farsi sentire. da quel momento che cominciasse ad essere inquieto per l'andamento che le cose prendevano. niuno nella Chiesa sollevò obiezioni né frappose dubbio. In questo sempre primo periodo d'in- cubazione del moto religioso che pena per mezzo nelle lettere pastorali vennero si manifestava apUnivers e della Civiltà Cattolica. quanto lo permetteva la mitezza dei violentissimo. forse appunto mediante questo. frutto. non riuscì neppur essa stessa equanimità nell'azione che a malsuo carattere essenzialmente autoritario. campo Ma tutto ciò non potè farsi senza uscire dal immediatamente in quello politico ed entrare dei grandi principii. fu. e col suo commentario sibillino sull'Enciclica parve darne alcun segno. partito cattolico. a conservare quella del grado anzi . dell' di alcuni vescovi di Francia. essendo per sua natura la perso- nificazione del principio di autorità assoluta ed perciò raccolto mondo più de* suoi nel i pena ordinato ed entrato in azione del e mondo si avendo che fu. aveva fino allora conservata. Il alla luce l' Enciclica e vescovo d'Orléans sembrò fin il Sillabo. essendoché nell'istituzione papale i duo reggimenti siano così insieme confusi che in ogni occasione reagiscono necessariamente l'uno Il sull'altro. ap- trovò al cospetto che è. Occupata la mente dal pericolo della potestà temporale. lato l'aver fatto tanto cammino in que- . potè modificarne Y indole e neppure moderarlo: posta necessariamente in balìa dei suoi difensori .

cioè pochi mesi dopo che Roma e che nelle Garibaldi era giunto alle porte di mura stesse della città la rivoluzione era venuta a battere alle porte del Vaticano con i frantumi della caserma degli Zuavi andata in aria. del quale si era detto neh' Enciclica essere condannabile l'opinione che accomodarsi con esso dall' altro . e di ricevere a sollievo della responsabilità che le gravissime congiunture facevano gravare sopra di l'appoggio e la sanzione di tutta la Chiesa. difficoltà. nell'epi- scopato. fecero più che mai sentire al Pontefice lido sostegno. Egli lui. fu emanata Lettera Apostolica per la la convocazione del Concilio. era già per le sopraddette occasioni due o tre volte venuto a immediato con una gran parte contatto dell'episcopato riunito. il Il dì 29 giugno 1868. aveva potuto indagarne i sentimenti e le di- sposizioni predominanti. non il bisogno di trovare aiuto e va- solo privatamente ed formalmente ed in modo in via uffi- solenne. sta via così 21 opposta a quello che suol chiamarsi lo spi- rito dei tempi. si era avvezzato a quelle riu- nioni.IMPORTANZA DI QUEST'ASSEMBLEA. ed erasi accorto delle importanti forze che se ne potevano trarre nelle presenti aveva pure incontrato non pochi vescovi che giudicavano opportuno un Concilio Ecumenico. Papa dovesse V inqualificabile e il sventurata impresa di Mentana. ma ciosa. Vedi T Appendice. che con incontrastabile e salda fede nelle proprie sorti erasi deliberata e stabilita nel pericoloso di 1 momento più grave quei disgraziati avvenimenti. * e . e vi 10.

1. quale fu diretto. e di sgravarsi della sua grande responsabilità. sa- rebbero naturalmente dispostissimi a condiscendere alle sue volontà per l'azione ch'esso aveva e per il vigore. Ve ne buon furono bensì di coloro. ovvero anche in minor numero alcuni uomini sempli- cemente prudenti ma maggior parte prevalse la prima opinione. senza difficoltà. non essendosi allora udita che una sola campana. quali occhio che si convocasse un'assemblea. quantunque con grandi riserbi . e da potersi prendere come fonda - mento a congetture. quando se ne i non videro di poteva far >enza. Convocazione del Concilio. Il partito cattolico l'accettò pensando che cuni luoghi molestali. EcumePapa come mezzo di L'idea della convocazione del Concilio nico nasceva naturalmente nel ripararsi da' gravi suoi pericoli. 2. col quale primo e non senza felice successo aveva combattuto per gl'interessi della Chiesa: anzi stimò che gli far non sarebbe mai più venuta occasione cosi propizia per accettare le proprie idee all'intiero episcopato o almeno fargliene partecipare la mallevadorìa. a cui sarebbe per metter capo. ufficiali Da questo incominciano evidenza l'intento e che perciò sou tali lo gli atti pubblici ed quali può già dedursi con del Concilio. del segno.IL CONCILIO VATICANO. quella che durante : nella . Nel resto della Chiesa. in altri vescovi essendo in i al- diminuiti d'autorità. dai al scopo. 22 III. ma eran pochi curiali incurabili .

né palpabile ne immediata. e perciò non andarono oltre la speranza ed il desiderio ancor vago. la A cagione dell'indifferenza ond'è inferma opinion pubblica dei nostri tempi per l'azione dei quali ciò si non restrinsero le è i soggetti. prendervi parte gli Scismatici ed i Protestanti. più per la forma che con la speranza di buon successo. di cui da tanto tempo e con tanta veemenza si me- nava romore. del pari di l' im- Roma. e che si aveva fondamento di poter ottenere. e di tro effetto. com'era da meno cortesia rifiutati sottomissione a furono con più o dagli uni e dagli altri. per allargarlo a tutta la Cristianità. otto anni consecutivi aveva suonato a stormo per i peri- dominio temporale. i primi sentimenti che destò convocazione di un Concilio Ecumenico. ma siccome gì' inviti non lasciavano loro neppur la supposizione di potervi entrare altrimenti che con plicito patto aspettarsi. Vi furono solamente per qualche tempo alcune pratiche parziali. Si trattò anche con la Russia per una concessione molto più facile. Seguirono questo atto le pratiche fatte. se è vero tal pratica quanto allora una vittima assai innocente ma non rimase si né al- narrò. che nella persona di un prete polacco assai inviso al Governo russo. che fosse per uscirne qualche rimedio ai mali. ciascuno secondo il suo modo di vedere. del quale si ri- . ma non ebbero verun effetto.23 CONVOCAZIONE DEL CONCILIO. anche questo riuscì. e vennero invitati a 3. si rivolsero coli del la particolarmente da questo lato. ma quasi comune in tutti. cioè che fosse dato il per- messo ai vescovi polacchi di prendervi parte. a prime impressioni prodotte da cotale annunzio.

le ses- altre grandi alla parteci- medesime. non riceverebbero veruna modificazione da questo Concilio. Dopo molto ricambio di note e di comunicazioni. dall'azione del quale si vedevano già ad una ad una messe fuori prima che avesse principio.24 IL CONCILIO VATICANO. La Vaticana il Bolla che si pubblicò nell'atrio della Basilica 29 giugno 1868. fu rimandato. 5. sioni pubbliche. implicita con- venzione dei due interessati nella reciproca libertà della Chiesa e dello Stato. a quanto sembra. quindi l'intendersi a tal mezzo dei loro ambascia- Papa era poco propenso a vederli in alcun entrare in ciò e i Governi poco disposti a mesco- Il non era uopo una congregazione difficile. Le pubblicazioni Libro Giallo hanno poi confermato l'accettazione pazione dei del si risultati delle di queste condizioni da ambo le parti. come una chiedeva l'espulsione dai confini romani delle condizioni che l' si apponevano exequatur per parte dello Czar: alla concessione del- il prete. Da questi preliminari però come già intanto a presentire scindono il le vescovi non i si cominciava grandi questioni che Cristianesimo. dichiara nella sua compila- . 4. e il permesso e vennero mai. Egualmente fecero da si prima discussioni e pratiche sulla parte che dovessero prendere nel Concilio principi cristiani per i dori. l'ultimo effetto è stato che si concedesse loro una tribuna particolare per come usava fare per le e che dovessero stare contenti cerimonie. ma che il Segretario di Stato gli Fu tenuta dove venne dovevano en- avrebbe sempre informati di quanto vi avvenisse. di cardinali. risoluto che gli ambasciadori stranieri non trarvi. modo larvisi.

a cui 1867. l'altra l'intiero trattamento. l'abolizione delle Corporazioni mento clesiastici. affinchè il Concilio fosse a Lei intitolato. si il avrà con- criterio chiaro e semplice del pen- Pontefice è diretto quanto il al dogma. le vessazioni date agli ec- sètte. Si calcola che metà questa ospi- . e infine la corruzione e l'empietà dei del pensiero. All'apertura del circa trecento Papa. in mezzo a cui sono la Chiesa e la cilio l'autorità società. disagio. zione liturgica 25 ragioni della convocazione del Con- le Ecumenico: queste sono la orribile tempesta. da altri cortesemente rifiu- come persone che potevano tata. che fu quella diretta ai vescovi riuniti per centenario nel giorno 30 giugno frontato insieme siero che ispirò sia lo il il scopo.CONVOCAZIONE DEL CONCILIO. secolarizzazione la propagazione dell'insegnamento. come il Papa aveva già annunziato nella prima allocuzione. horribili tempestate. zione indicata per il si pon mente giorno di all'essere la convoca- commemorazione della Immacolata Concezione. Nel tempo stesso della lettera d'indizione fu 7. dei beni ecclesiastici. Più sotto accenna la costumi e la licenza alla disciplina ed all' istru- zione del Clero. stampa. nella quale accennasse al futuro Concilio. e qual Concilio come disci- plina. della Sede Apostolica conculcata. la perversità della delle l'incamera religiose. la per metà farne a meno senza Concilio potevano contarsi vescovi che ricevevano ospitalità dal dei quali pel solo alloggio. pure inviata dal Papa una circolare frir loro l'ospitalità ai vescovi per ofche da alcuni venne accettata per intiero. Se oltre a ciò 6. da altri in parte.

per di politica ecclesiastica. ma questi gregazione direttiva e la non faceva parte Commissione stessa della Con- rimaneva . Propaganda cardinal Bizzarri. per il attribuisce compilazione del Sillabo. composta di Bernabò. lavori preparatorii presieduta dal cardinal vicario Roma. cardinal Bilio. il Papa istituiva una Congregazione cardinalizia direttiva per i 8. presidente prefetto della congregazione di gli Ordini religiosi. Bilio. niale. a cui a torto o a ragione gran parte nella gli affari d'Oriente. Prevedendosi que- lire al si dopo poco celebrazione del cinquantesimo anniversario voti la della prima Messa celebrata per supplire alle dal Papa. Caterini e Capalti. Panebianco. e ne fu data la presidenza al cardal dinal De Luca. il il si il il il la parte cardinal Reisach. Sei di costoro erano presidenti essi stessi di altrettante Commissioni che samente nel si diramavano da questa ed erano esprespreparare le materie da trattarsi la classificazione che segue: istituite a prossimo Concilio con Commissione per la parte dogmatica. cardinal Bernabò. Mentre pur convocava il Concilio. Reisach.26 IL CONCILIO VATICANO. dispose poi delle grandi offerte ricevute in quella occasione. costasse talità all'Erario duemila cinquecento ste particolare del Papa fissata la promovef a da molti de- contingenze. che sommarono parecchi milioni. per cardinal vicario. presidente per presidente fide.lnsieme con queste fu pure nominata Papa una Commissione per le materie bibliche e la revisione dell' Indice. per il cerimo- la disciplina ecclesiastica. e di otto cardinali. il quale infatti ingenti spese che il Concilio richie- deva. Bizzarri. cardinal Caterini. dispendiose convocazione del Concilio circa giorno.

. ac- ciocché fossero studiate da loro. quantunque avesse già preparato molti lavori e. per il loro oggetto come per il modo. Ma l'indirizzo che essa prese. seppellirono que- sta neh" oblìo. assai importanti. Per la sua importanza però. sotto la presidenza dei varii cardinali. ma non mai più menzione. poiché particolarmente per quel che riguarda l' Indice accennava ad un veder più largo ed a procedimenti più moderni: quindi dopo poche riunioni cessò di essere convocata. appena che se ne seppe. abbiamo più sopra nominate. secondo quel che si diceva. sem- brò dispiacere fino dai primi momenti. omettendo tenuta quella del cerimoniale. che veniva naturalmente in assai minor conto. ne diceva. Da questo infuori. I membri di tutte queste Commissioni. col quale era trattato.27 CONVOCAZIONE DEL CONCILIO. secondo che in sotto per intiero si o almeno venivano elaborando Invece. quasi allato e non faceva parte integrale con le altre. vi e per quei che se prese posto neh" opinione pubblica. e se ne fece ufficiosi come le in tutto quel che vi fu annunziando solamente le sei delle sei d'ufficiale tutti gli organi Congregazioni. contemporaneamente all'istituzione Commissioni. hanno naturalmente dovuto ricevere fondo segreto vevano la trattarsi Roma. Costoro il più procomunicazione delle materie che doin Concilio quasi per intiero. fu fatta ai vescovi un'altra comunicazione di un numero definito e assai più ridi queste stretto di proposizioni da discutersi in Concilio. era noverata fra le sei principali. erano teologi e consultori scelti dal Papa e dalla Commissione stessa dei cardinali in Roma e nei diversi paesi cattolici. Rimase lungamente nell' opinione come una Congregazioni.

Ciò ha che fatto sì si il notasse fu conser- più scrupoloso tal confronto a svantaggio dei vescovi. Frattanto la Civiltà Cattolica. alla fine aveva nella Chiesa. e particolarmente in Germania. e parti- colarmente nell'ambiente del Vaticano. tanto più che questi erano i superiori diretti di quelli stessi teologi che venivano ad essere molto prima ed assai più addentro nelle cose del Concilio che essi non fossero. Non mancarono ne Roma né altrove.28 VATICANO. e che del resto timore che europea se ne impadronisse. dei servigii resi. e sopra le quali esser chiamati a giudicare. Giunta a questo segno. periodico lato dai Gesuiti e che ha sostenuto della dagli campagna papale liani in poi. la Civiltà Cattolica non si arrestò a . anzi molto più. obbligava al il i come risolvere il breve dal Valicano si rispon- Papa vescovi. sopra cui aveva spontaneamente voluto consultare stava alla sua prudenza in il comunicarle. IL CONCILIO pel rimanente della materia da trattarsi vato dal Vaticano anche verso di loro silenzio. e per questa stessa ragione esso era riuscito a prendere così gran parte nella preparazione e nella direzione dei preliminari del Concilio. 9. e quando la stampa più stretto riserbo. sì in Roma che di toccare gli per compi- la maggior parte ultimi avvenimenti ita- le strette condizioni della permettevano sotto l' stampa egida del favore qualunque soggetto e persona senza poter sì. osservazioni contro questo segreto che lasciava i vein scovi affatto all' oscuro di materie che pur erano di loro competenza. un' azione assai preponderante. deva che trattandosi di ma dovevano materie. per il merito essere contraddetto.

sentimento d' opposizione. sotto varie tutti d' idee trattare. aveva sempre menato una nosa. sotto il titolo di una corrispondenza chiaro ed esatto tutto il programma di Francia. assicurata e forme i difficoltà a farlo parti. almeno in alcune sue Commissioni preparatorie. serie di Cose spettanti al Concilio. nei come per l' ma autorità che vi avevano. annunziando altamente essere scopo di questo le . Gli articoli perchè emanati da Roma. ma che grandi i fatti degli ultimi dieci anni ave- vano definitivamente ridotta della Civiltà Cattolica. finché apparve quello che nel fascicolo del 6 febbraio 1869. sto. mezzo cammino. rono che rimarrebbero avevano incominciato alla fine sì per que- non dubita- superiori. e ad annunziare senza ambagi quale per loro doveva essere il programma del futuro Concilio. 10. posta fra V assofutismo del partito cattolico pro- priamente detto e la noncuranza generale dei pensatori. già da qualche tempo destavano serie apprensioni e cooperavano a ravvivare questo. quantunque dentro di esse fossero in buon numero. ed era tornato a dare segni di vita un certo partito o frazione di cattolici liberali.29 CONVOCAZIONE DEL CONCILIO. dovunque se ne trovasse traccia. ancor che debole. liberi vita stentata e pe- al silenzio. dette del Concilio. Già erasi desto da qualche un certo sentimento tempo nella Chiesa opposizione contro questa specie di dittatura. Vati- cano. stessa d' che. e perciò a far palesi francamente i loro intendimenti. ed incominciò una del suo articoli sotto la rubrica : quali senza temere veruna opposizione dal reimprimatur esponeva suo ordine vano che nelle tutto il dove- soggetti che vi Avevano bensì i Gesuiti incontrata qual- sopra si prevalere.

30 dichiarazioni del Sillabo. come ognun sa. ciò non valse. tempo si insolita in queste scusò nel fascicolo del- dicendo di avere solamente riportato una corri- spondenza di Francia. . certo egli è che prima di questo tempo si piena fiducia nella era avuta generalmente in facilità. e la stampa speciale s' impadronì da quel momento della discussione con una vivacità da gran materie.Ver dargli si disse allora che il Nes- dell' assalto. e che cercasse per- non ciò con questi mezzi. rebbe stato di tolica proruppe aperta. e sa1 breve durata. con la quale il Roma Vaticano avrebbe ottenuto pressoché l'unanimità nel Concilio * Vedi V Appendice. di forzare la situazione. e quell'articolo rimase sempre come suno seppe intendere la il segnale ragione di questo tentativo indiscreto ed inopportuno. Fece anche più strepito T altro annunzio che essa dava.IL CONCILIO VATICANO. perchè in ogni coce. ed Allora l'opposizione cat- il vescovo d' Orléans fra i primi. Checché sia di ciò. modo pre- una spiegazione partito rappresentato da quel perio- dico avesse cominciato ad essere inquieto sull'ultimo successo del Concilio ed a temere che potesse essere affatto secondo i suoi desiderii. e così evidente l'opinione della Concilio avrebbe avuto poca bisogna. cioè che essendo compiuti già tutti Chiesa. confutò altamente queste supposizioni come ingiuriose all'episcopato. ma siccome quell'articolo era in ogni suo punto d'accordo con le opinioni abitualmente sostenute da quei periodico. il i lavori. come suol dirsi. della Civiltà Cattolica. dell'infallibilità del Papa e dell'Assunzione della Vergine. La Civiltà Cattolica l'aprile.

E di ciò fa testimonianza carattere di quelle firme. in senso moecclesiastico niera. ai quali è più dispiaciuta. mato a un f esposizione è infor- sentire largo e relativamente liberale. 1' arti- opposizione cresceva. ma non bensì opinioni T espressione della maggioranza di quelle popolazioni cattoliche. che per indole nazionale nulla fanno o pen- sano leggermente o avventatamente e che non sono per loro ventura ne il afflitte noncuranza dalla numero ed il né italiana. opuscoli. lettere. Il primo documento da una emanato derato che avesse importanza. inappuntabile coloro. Questo documento. perchè si riunione di alti dignitarii della Chiesa. Intanto le notizie di queste voglie giungevano almeno inaspettate. documento moroso : il primo di Francia fu affatto personale ed assai cla- era una lettera del Padre Giacinto carmeli- tano. per ogni sua proposta. ed è il o il ' solo atto finora apparso che abbia e un carattere locale non meramente persouale. Quella pastorale è scritta in forma così corretta e disciplinata che è rimasta. All'incontro. ogni altro a richiamare . dalla leggerezza francese. fra le quali alcune non dan sospetto di esservi apposte altrimenti che per la forza predominante dell' opinione del paese. di individuali. moltiplicavano d'ogni macoli. sì per questa ragione per i nomi dei sottoscrittori. e perciò valse più di 1 come anche per Vedi l'Appendice. pastorali. Esso contiene le firme della più gran parte dei pastori delle principali sedi di Germania. e che di resistenza vi 11.31 CONVOCAZIONE DEL CONCILIO. fu la pastorale proclama dei vescovi tedeschi che porta la data di Fulda.

sì il per il contenuto. come per la qualità del sottoscrit- Vengono dopo immediatamente tore. del vescovo di Orléans. Lo stile ed il linguaggio non è da piacere a 2 Roma. è dei documenti francesi quello che ha più carattere e 12. scolo e la lettera al Veuillot.32 IL CONCILIO VATICANO. : non nella quale si misura freddamente tutto il valore dei propositi. benché molto diffusa ed alquanto intricata. Idem. vivace apologista. i Per la forma essa non poteva essere accettabile nel mondo ecclesiastico è un frammento di una discussione viva. V attenzione dei profani sopra questo soggetto. la le pubblicazioni sua lettera pastorale. Roma con longanimità e insieme non senza accorgimento non ne fece motto: il Dupan- loup con cortese ruvidezza ne disapprovò il contenuto: i cattolici liberali francesi si tacquero. Idem. ma documento di Fulda è quello che deve pure dopo avervi fatto più forza nel senso della moderazione. Che . che. colta a volo e stereotipata ad uso di tutti i giornali d' Europa. e Padre Giacinto per consiglio di amici autorevoli se ne andò in America. Il 3 l'opu- focoso difensore del dominio temporale avvolge in quella lettera pastorale fra le più amorevoli proleste per la Santa Sede la sua renitenza all'infallibilità personale: nelle altre pubblicazioni è più esplicito e ridiviene Con esse si è fatto capo o meglio dell'opinione 1 2 3 il cattolica liberale dei Vedi l'Appendice. campione ufficiale paesi latini. porta con sé Y espressione della propria importanza. Segue la lettera pastorale dell' arcivescovo di Parigi.

quantunque non giudicasse le doltrine contenute in esso conformi alla dottrina romana . l'uno mise all'Indice. I le opposizione programma . in in più particolarmente so- più compiute esposizioni delle e dell' 1' ultimo in specie rimane opposizione cattolica in Ger- mania. Roma. pur nulla vi trovava di reprensibile. il campo. La questione ferveva sempre più. che sola ha conservato un atteggiamento ed un colore locale perseverante. Circolavano tutte di giudizii e di novelle : le mai da lunghissimo tempo non si era veduto cotanto moto religioso. che fino allora avea serbato il silenzio. e l'altro in Germania intitolato: Il Papa ed il Concilio. e dei due libri che avevano fatto più strepito. avendo il segretario dell'Indice dichiarato che questa Congregazione. Notabile fu in questi giudizii che le vennero così arditamente condannate al due opere cospetto del . si contentò di proibirne la vendita e la circola- zione. quello di Janus. sotto il pseudonimo di Janus. e molte altre pubblicazioni nel senso cile cattolico liberale Francia ed in vennero pra menzionati sono idee come dell' il due Italia. vescovo di Sura: Du Con- general et de la paix religiense. ed straordinarie riodica speciale espressioni spiccate e oltre a queste dell' si opinione pubblica una stampa peopponeva con vigore a quella che da lungo tempo teneva specie di racconti. se le nazioni lamantenessero vivo il sentimento religioso E che segno dei tempi è che invece fosse per lui così difficile grande tine f e faticoso il libro di 1' esercitarlo f Frattanto appariva in Francia monsignor Maret. quello Maret. deldel l'altro.CONVOCAZIONE DEL CONCILIO. alla luce libri Germania. 33 ufficio potrebbe esser questo. si fece viva .

ma condo luogo e quali che fossero cotali rumori. posti in se- raccolse tutta sopra il Sillabo personale del Papa. Per il Sillabo militava gravissima la presunzione della prevalenza di un atto papale. per erano state A dirette. a cagione del segreto im- posto e mantenuto sul primo più che non si aspettasse. Tutlociò peraltro. Il corpo della Vergine. divergenze. il lavorìo misterioso delle dogma dell'Assunzione il Sillabo. il quale una volta portato. . discussioni. Concilio stesso radunalo già da due mesi. o veri o o esagerati. che di modificare F esercizio dell' autorità nei varii ordini della gerarchia ecclesiastica cedere la con tendenza a far pro- la Chiesa definitivamente da monarchia tempe- rata ad assoluta. dall'opinione pubblica al Concilio. l'Uni- dell' rers e l'Unità Cattolica.34 IL CONCILIO VATICANO. 43. con grandissima difficoltà in- potrebbe . si T infallibilità 14 mondo. combattere al quale le altre in certo il quale modo erano pubblicazioni minori opposizione pensarono la Civiltà Cattolica. nale del Papa bra di tutti. Forse vi era esagerazione in questo credere. l'attenzione del falsi gli altri. Si forma 1' Ci- aggiungeva anche una avrebbe per fine di riordinamento del Clero. La conseguenza di queste polemiche era di aver sollevato un lembo del fitto velo che il segreto ecclesiastico stendeva sopra Commissioni. agitava ancora nel profondo mistero delle Commissioni: si narravano aneddoti. nanzi com'era inevitabile. si ma invero per i profani non si aveva alcuna certezza. e spirito e in infallibilità perso- a torto o a ragione correvano sulle lab- Era la serie d' idee annunziata dalla viltà Cattolica del 6 febbraio. ed scritte.

che giudica con più calma e la serenità. Il come il vescovo d'Orléans era quel degli opposiprotestante. mare esso dalla soperchia ed intemperante sembrava un titolo che dovesse sce- sua autorità in quella parte di mondo ecclesiastico più conservatore. infermarsi senza ledere gravemente Per infallibilità l' non esisteva altro l' 35 autorità papale. certo per il modo e V opportuPer quella. egli la sostanza. presunzione giustificata in irrequietezza. e per il grado che egli occupa nella Chiesa non vi ebbero poca autorità. di Westminster: niuno è devoto come un convertito. tori. . documento espli- congettura che gli articoli della Civiltà Cattolica. Le sue opinioni sopra questo soggetto erano già note. e con un suo opuscolo se ne fece caldissimo propugnatore. per quanto era in lui. che volesse prender cura di supplire a questo difetto. facendo si acquista mai tradizio- del tutto se non per prima fondazione e lungo uso. L'arcivescovo di Westminster. monsignor Manning. se non per nità. e non solo Manning non ha guari era ma divenne arcivescovo si convertì alla fede cattolica.CONVOCAZIONE DEL CONCILIO. cito di sembrò . campione ardenlissimo Ad ogni modo presumere in lui il difetto di quello spirito nale ecclesiastico che non dell'in- questa circostanza. e l'aver errato egli stesso per la metà della vita non lo rattenne dal divenire fallibilità. e per l'energia e la tenacità dell'azione venne ad essere il principale campione degl'Infal- libilisti.

Raccolti colà con minori particolarità. benché più va- 2. sopra lo scopo del Concilio. che ^Vedi I' Appendice. le pubbliche preci in consueto tutte le Roma. e 1. cioè le lettere apostoliche Giubileo da potersi fruire da tutti i Cattolici durante il medesimo. gliendo in lenne apertura. io preceapertura del Conci- al all' documento pubblico risguarda. ai In questa occasione venne pure distribuita Padri la lettera apostolica Multiplices inter. coni' è nelle grandi occasioni. Già fin dagli 11 di aprile era stalo emanato il secondo atto papale di pubblico diritto che concernesse che promulgail Concilio. quando alla fine il 2 di dicembre si e da chiese di ultimo il tenne nella Cappella Sistina una prima riunione preparatoria di tutti i Padri avanti denza e quasi come un prologo lio : che e lo si produsse in essa il terzo Papa . bre si ed avvicinandosi sempre più erano già con editto del la so- 18 novem- ordinate dal cardinal vicario. IV.IL CONCILIO 36 VATICANO. indicandolo soltanto con queste parole per porre rimedio ai tanti mali che turbano la Chiesa e gamente e : l la società. il Papa fece loro un'allocuzione. Municipio aveva invitato il popolo romano a festeggiare solennemente il grande evento. i vescovi. . nella quale tornò di nuovo. I vescovi si erano andati intanto vano il sempre maggior numero successivamente racco- in Roma. Eegolamento condizioni di quest'Assemblea.

. le opinioni di ciascuno. né le discussioni e Padri cilio. quarto documento ciale del Concilio. ma solo per privilegio.REGOLAMENTO E CONDIZIONI la porta data del 27 DI QUEST'ASSEMBLEA. 2° che sieno d' alla tradizione della Chiesa. 37 uffi- le di- ' 3. novembre. 4° che sieno consentanee al effetto. ed a costoro della cilio. 3° che se opportunità. Poscia vi si asse- gna la distribuzione dei seggi. 1 Vedi l' hanno senza distinzione d'ordine Appendice. di cardi- nali e di vescovi particolarmente ne dimostri senso ed l' deputata a questo importanza generale. Nello stesso Regolamento viene quindi concessa ai Padri l' iniziativa delle proposte. teologi. o perchè uffiziali del Cono per ragione di qualche ministero loro conferito. In questo Regolamento viene prima di tutto ordinato a tutti e a ciascuno dei Padri. nel quale si contengono tutte sposizioni per la condotta di esso. ma sotto le seguenti clausole: 1° che esse sieno antecedentemente comunicate in iscritto ad una Congregazione. Più innanzi si ripete questa ingiunzione a tulti coloro che non essendo insigniti dignità episcopale. ufficiali del Concilio. e a tutti gli altri che in qualunque modo prestino V opera loro ai o agli uffiziali predetti nelle cose di questo Conche non divulghino né manifestino ad alcuno fuori del Concilio né i decreti né tutte le altre cose che si proporranno da esaminare. dottori dei Sacri Canoni. 4. con T obbligo del giuramento. debbono servire alle trattazioni conciliari. secondo la quale per una singolare prerogativa tutta propria della Curia Romana i cardinali che non per diritto ordinario.

L'articolo. e da ultimo gli abati d'Ordine primo luogo. assistenti al soglio.38 IL CONCILIO VATICANO. gli aiutanti. i! si seguono vescovi. nomina- Capalti. Il Regolamento produsse un'impressione sfavorevole nella più gran parte dei vescovi dell' opposizione. 7. e essi gli altri ufficiali del dal segretario che fu tai. pur vi tengono indistinta- mente. e con avvocati. e benché non vescovi. con De Luca. il i di Sant'Ippolito. professore gli scrutinatori . generali ed i I pa- gli abati generali per grado: e così nell'aula furono egualmente disposti sette ordini di seggi corrispondenti ad altrettanti nella gerarchia. già maestri delle cerimonie. Reisach e Bizzarri. pel quale vien sottomessa l'iniziativa . e perciò ven- esentati dall' obbligo della residenza nella loro diocesi. i gli i principi ufficiali del mon- Canoni in promotori i no- del Con- gli stenografi. seggio e voto nel Concilio. cilio. In vano quello stesso atto preliminare dinali Bilio. gli si presidenti del Concilio nelle persone dei car- i i due principi romani Colonna e Concilio diedero so- lenne giuramento di adempire fedelmente il loro uffizio e di serbare il segreto. il Vienna. 6. e final- custodi del Concilio che furono Tutti di sottosegretario. triarchi. gli arcivescovi. i i primati. nullius. cioè Orsini. 5. secondo che era prescritto nella lettera apostolica: e così fu chiusa nione preparatoria che preludeva all' questa riu- apertura del Concilio. In fine del sentarsi da Roma Regolamento durante per tutto questo gono il tempo vieta ai Padri di as- si Concilio. i mente lui Concilio incominciando vescovo signor Fessler tedesco.

prevedevano scandali nella Chiesa. abbenchè sindacato di una Congregazione. Si disse che questo Regolamento non lasciava alcuna via aperta il Concilio. I più esagerati. e dando con la loro immaginazione proporzioni più grandi del vero alla resistenza come air assalto. e anche più oltre. che si sarebbe usata ogni arte per vincere gli oppositori. alla quale ma denze già concepite. che riuscirono infatti composti quasi esclusivamente dalla agli maggioranza e perciò quasi affatto inaccessibili oppositori. Erano dodici . 8. Più tardi si conobbero esaltamente e con certezza i per esaminare nomi le dei membri della Congregazione proposte dei vescovi. che era risoluto di non rece- dere dal suo programma. e soprattutto che il divieto di allontanarsi da Roma un mezzo per abbreviare i la voleva interpretarsi come durata del Concilio secondo propositi che si erano rimproverati alla Civiltà Cat- anche per impedire con quella via qualsiasi protesta di fatto contro l'opera del Vaticano. una Congregazione dei vescovi ad tro che contiene il di cardinali. quel che le tolse ogni effetto e ringagliardì le diffi- di concessione. furono che si le nomine conosceva essere state scelte per delle persone questa come per tutte le altre Commissioni ed Ufficii del Concilio. e divieto di uscire da Roma 39 l'al- durante non parvero loro di buon presagio. ma d'andare sino alla fine e che il Papa era con esso . sotto il Eppure Y iniziativa data ai vescovi. all'opposizione legale: della città che il si partito aggiungeva poi dai novellieri dominante lo avrebbe adope- rato tutto in suo favore.REGOLAMENTO E CONDIZIONI DI QUEST'ASSEMBLEA. era una specie molti non si aspettavano. continuando sopra questo tenore. andavano tolica.

nessun carattere particolare. le giudica a priori in modo più assoluto che il Concilio stesso. ma senz'appello. De Angelis.40 IL CONCILIO VATICANO. Con tutte queste cose si scoprivano sempre più . ne facevano parte monsignor Manning. reno. Romana vi è rappresentata con grande preponderanza. l'arcivescovo di Westminster. Mo- cardinali: Patrizi. Sforza. e il ve- due patriar- Commissione era composto La Curia di vescovi italiani. valse a tutt'altro che a rassicurare gli animi dei diffidenti. un vescovo del chi orientali: il resto della di Valenza. zioni. Alcuni sono la più chiara signifi- cazione del partito cattolico. Bonnechose. Di Pietro. l'arcivescovo di Tours. Chili. ed vedere nominati in quella tanti cardinali. Barili. una gran parte delle materie del Concilio . il vescovo scovo di Paderbona. Monaco. le quali procedono da una maggior cognizione di cauessendo questi per loro ufficio più particolarmente ed immediatamente a notizia dei bisogni delle popolasa . per il numero e la qualità dei suoi membri è una specie d'assemblea. 9. e gli oppositori può dirsi che appena vi abbiano un solo rappresentante. l'arcivescovo di Malines. e sotto aspello di 1- una importanza secondaria e quasi accessoria viene a giudicare in prima istanza. Tuttociò non isfuggì certamente all'opposizione. Cullen. avendo il diritto di ammetnon ammetterle alla discussione. e quella soprattutto che ha maggior gravità. l'arcivescovo di Baltimora. gli altri non spiccano per Questa Congregazione. Corsi. come le proposte dei vescovi. e i il più caldi difensori delle prerogative del Vaticano. inoltre Antonelli. terle o La Congregazione. in tutto. Riario De Rauscher. venlisei Padri. come ognun vede.

Quel che rimane. e. loro timori.REGOLAMENTO E CONDIZIONI i i parliti. se ossia quelli. Uno di coloro che vi appartenevano giudicava che. più. si alla composizione delpotevano presso a poco stabilire le pro- porzioni di uno a quattro o cinque per gli altri. da pochi in fuori. poteva i vescovi di quali. cominciavano tori 41 DI QUEST'ASSEMBLEA. ne' vescovi in partibus. IO. il par- predomina con differenti gradazioni nell'episcopato spagnuolo. nella dell'ita- maggiore liano. eccettuati i Porto- ghesi. come propriamente detto. quasi assolutamente nei vescovi orientali. fra le quali le più spiccate costituivano l'opposizione. nel piccolo episcopato inglese col più dell' irlan- dese. in tutto l'episcopato dell'America meridionale. più si erano avveduti che non avevano favorevole dinamento ed Regolamento il scorgevano grandissime Dando così l'or- del Concilio. e. e in quasi tutte le frazioni delle piccole nazionalità cattoliche. eh* è a contarsi l'uri l'altro. tito 11 partito cattolico infallibilista. in una buona parte del francese. benché esercitarsi ancora sopra i una certa azione. e togliendo via colore incerto. Gli opposi- poterono accertarsi facilmente del loro scarso nulo che riusciva tanto più grave ad essi. appena in quello dell' America del Nord. due. un rapido sguardo l'Assemblea. i desiderii. le speranze. se fossero riusciti a condurre nelle loro opinioni un cinquanta . segue opinioni meno assolute con differenze di gradazioni e di tendenze. nei quali difficoltà ai loro intendimenti. quanto mero. gli oppositori. voglia chiamarsi. tutti aderenti alla maggioranza. di a fronte di tutti come termine di uno a si prenda confronto la parte che apertamente era loro avversa.

1' episcopato francese fu naturalmente indotto a muoversi verso Roma da una doppia considerazione non del tutto irragionevole: cioè. conviene per poco osservare quei gruppi che abbiamo accennati. nei loro parziali convegni usarono aggrupparsi per nazionalità. sempre bramosa di avere ogni specie d'influenza. 12. A farci quel nu- parlava ap- contavano per l'opposizione giudizii erano ancora immaturi. 1/ episcopato francese è certo attratto partico- larmente verso Roma dallo stato. primo. nel quale la rivolu- zione lo ha posto in Francia.42 IL CONCILIO vescovi il VATICANO. secondo. come colui che in tempo di traversìa aggirandosi nell' oscurità e neir incertezza si volge al foco che risplende di lontano. perchè degli spagnuoli fra loro si pena. avrebbero potuto tenere italiani campo. Ma e per tali molteplici i 11. o spagnuoli. e degr italiani si appena venti. modi di vedere assai difficili. giacché fin da quando giunsero in Roma i vescovi. e perciò queste nella loro azione separata ebbero occasione a dimostrare meglio la propria indole. Questa gra- vitazione peraltro assai più forte della Chiesa francese verso il Papato non è l' effetto di un' e semplice della sua autonomia. lo seguirebbe assai più tolico. mento d' ma abdicazione pura bensì di un muta- obbiettivo in essa. Sentendo crollare in Fran- cia quello stato che prima vi aveva. che la . ma che non pareva facile ottenere mero. che per il numero e la importanza sua vi otterrebbe necessariamente un' autorità preponderante rispetto alle altre frazioni dell' episcopato catFrancia. Ciò ha inde- bolito e stremato di forze il Gallicanismo. però una giusta ragione delle propor- zioni più sopra indicate.

parte per sue qualità individuali. e non leciti. onde han preso più di tutti tanto a cuore e con tanto strepito le vicende degli come i si sono mostrati loro predecessori in tale occasione sol- prima della rivoluzione. con le quali i varii Governi di Francia hanno prevenuto meglio che non secondato il che mal non si movimento oltramontano della Chiesa francese. di restringere le prerogative del Papato. 13. volentieri fuori di se stessa che non 43 faccia dentro: e apponesse. ne sono testimoni le varie occupazioni militari. e mette perciò ai loro desiderii un ostacolo che non può rimuoversi senza modificarla profondamente. Se però i vescovi sono attirati verso Roma.REGOLAMENTO E CONDIZIONI DI QUEST'ASSEMBLEA. pur vivono in Francia. e stette cen- tro di quel che restava della vecchia Chiesa Gallicana. e sono stati gli altri una delle cause. moderato nelle sue opinioni come dopo. Questi sentimenti hanno avuto qualche parte lezza che negli ultimi tempi Sede strata verso la Santa i nell' arrendevo- prelati francesi han mo- in tutte le questioni. ultimi anni. Solo t arcive- scovo di Parigi. anche in quelle. né al loro interesse perdervi quell'autorità che ancora vi conservano. delle quali erano tradizionalmente più gelosi. Inoltre la Curia zione omogenea e compatta tutta italiana non è ospitale. le prima parte per Y altezza del suo stato. sempre più rimpicciolire il proprio Romana per la sua conforma- gregge. del partito cattolico hanno T inconve- niente di esporre quelli fra loro che vi al rischio di vedere si abbandonano. . e quindi neppure conviene ad essi fare assolutamente contro all'andazzo dei tempi e a quel che è oggidì Le esagerazioni 1' universale sentire in Francia. quindi non conviene ne al loro ministero. rimase fermo.

Essi dovevano il . un dagli altri più nel modo distinto partito che nella sostanza. 15. La opposizione più schietta. perchè modeconservavano coerenti a se stessi. serena ed insen- più che il Darbois. inutile il ricordare che nel discorrere di tutte queste tendenze s'intende parlare soldinelle correnti di sentimenti e d' opinioni che la forza delle cose stabilisce di necessità tra gli uomini. formavano una ramificazione. più sincera. era il suo capo naturale assai quale aveva in una specie d' isolamento una figura tutta sua propria. più seria. e per sociali gì' gli stesso per la natura del suo inge- obblighi che le sue attinenze letterarie e impongono. era quella dei vescovi tedeschi. È il il cappello cardinalizio. perchè unanimemente volevano.44 IL CONCILIO VATICANO. ossia posizione francese: ond'è che il Dupanloup per 1' i op- suoi antecedenti di devozione illimitata nella questione ro- mana. Coloro che erano presi da queste seconde considerazioni. la perchè il picciol numero le condizioni della essi qualsiasi e gli an- Germania esclu- tendenza a preponderare nel go- verno della Chiesa. fra i quali gli Oltramontani stavano nelle stesse proporzioni che 1' i liberali fra gli spagnuoli. sibile avanti 44. rati per il passato tecedenti loro dono da come conosce quel che più sincera. e non di propositi individuali deliberati che sarebbe audace^scrutare e che nelle grandi e lunghe questioni hanno poca parte e meno valore. la più seria. si la più disinteressala si . e nel tempo gno. Si è detto opposizione più schietta. più disinteressata. perchè raccoglievano ed esprimevano veramente le opinioni concrete della maggioranza delle loro popolazioni.

oggi et tu quoque. campioni del avversarli dell' infallibilità mi! infallibilisti che belgi seguivano presso a poco la sorte dei : monsignore De Merode ha le stesse traccie del Du- dominio temporale. che dalla Chiesa nazionale solamente tollerata in Inghilterra.RECOLAMENTO E CONDIZIONI loro carattere moderazione di l'espressione di popolazioni. appunto nelle quali la all' essere religione sente Y influsso della coltura e civiltà loro. come limite esercita un'azione sul 16. dove molti vescovi col Manning per capo. il come termine di comparazione. si si gode come i rivale. rità. Ma anche ciò ha sua ragione. lo dove- vano anche maggior parte e sentire Protestante al della Germania. e perciò fosse per la libertà che che in Francia. Questo stesso meno con fenomeno non si al- manifesta. à quanto panloup. in In- vescovi. si fanno notare pel loro Oltramontanismo. se è vero quel che si dice. modo di sentire Cattolico. e per prova di ciò seguito. carattere generale. ieri sembra. in Inghilterra. i vescovi irlandesi si sareb- bero mostrati gì' inglesi. 45 DI QUEST' ASSEMBLEA. fili belgi però han pur sentito a quando a quando utilmente l'influsso più moderato che sopra di loro I esercitano la costituzione e le abitudini liberali del Bel- . quindi il ma I le vescovi tedeschi sono circondati da popolazioni loro sono cattoliche. che domina nella quale. e Protestantesimo vi opera ghilterra esso è signore. Brute. più cattolici del Papa. Infatti. I meno universalmente francesi. la Protestanti. se non in Inghilterra assai più sentirebbero isolati e privi di auto- Ciò non ostante tali sono abbastanza in mezzo ai Protestanti da essere molto più attirati dal centro della Chiesa universale in Vaticano signora.

ed è questione per tutto Roma. Questa disposizione. non hanno che una sola ragione d'esistere. Gli orientali isolati in mezzo a paesi non cristiani. così assolutamente diversa da quella d'Europa. sono portoghesi hanno invece general- idee assai liberali. e quindi mostravano i voti più certi al Concilio i più bei vestiarii e davano Ecumenico. sono i . e così poco in- rese più propensi alle idee pre- dominanti in Roma dimeno han pur mostrato dipoi che non conveniva essi che non si attendeva da loro: nulla- dimenticare affatto che essendo americani. ovvero circondati da Greci scismatici. IL gio.46 CONCILIO VATICANO. qualche cosa di particolare. con popolazioni inculte e miserabili. se si contentano di essere Oltramontani. il resto sono troppo contenti di esserne bene- meriti. In condizioni simili. Gli spagnuoli. anzi più particolarmente determinale. dignitarii ecclesiastici cattolico. l'essere stati alcuni di loro educati alla vita clericale nei Collegi di come e la poca importanza che godono un paese così poco in clinato ad esser tale. presto o tardi sostanza o almeno per la forma le idee più finalmente liberali e più razionali devono prevalere fra o per la loro. e sono men dei loro colleghi degli altri paesi avvezzi alla politica ecclesiastica. di più hanno semplice. e perciò na- scondendo sotto pendenza di un la disciplina di un ecclesiastico V indi- cittadino degli Stati Uniti. informati alle tradi- zioni del Torquemada. li Roma. Gli americani del Sud. mente in così gravi materie. se la celia è permessa I spagnuoli navigati. a cagione della società. è un tanto di guadagnato. perciò quando non sieno in i loro privilegi. in a cui vivono. tranne pochi. dei quali sono gelosissimi. vescovi americani degli Stati I mezzo Uniti.

Rimangono. egli avrebbe aggiunto che tal uopo sopra un racconto non è vero. Se il è però T espressione della verità. ogni qual volta lo voglia. si sarebbe potuto sperare di farle prevalere: negli spagnuoli non potendosi fare verun fondamento. che T epi- scopato italiano poteva essere Y arbitro coloro che Dupanloup chi. di e naturalmente affatto dedito. e che di fatto opinioni del Maret e del non erano venti . essendo più direttamente d'ogni altro interessato in molte questioni. tralasciando 17. fossero potuti condurre 50 vescovi fra cioè ita- spagnuoli nelle loro opinioni. il più autorevole. soli atti a Propa- Curia Romana. alla gl'italiani. ma moderna. s' . se liani e attribuiva ad si uno dei vescovi oppositori . e perciò contrapporsi ai i francesi. Abbiamo accennato al motto che si che. che è appunto l'essere italiano. perchè l'irritazione cagionala dagli ultimi fatti abbia tanto potuto sul suo spirito da renderlo più ade- .REGOLAMENTO E CONDIZIONI 47 DI QUEST'ASSEMBLEA. vale a dire. vescovi in partibus che senza diocesi e senza attenenze con nessuna popolazione. Costoro erano molto numerosi. formano insieme con titolo d' i primi un nucleo dipendente direttamente dalla Congregazione ganda fide . eccezioni personali. L' episcopato italia- no. può anche essere. accostavano se alle . Varie altre soprattutto conviene ragioni potrebbero non dimenticare principale. fuor di poche le piccole frazioni. Né la ciò s'in- tenda. non potevasi contare a degl' italiani numero maggiore di venti. erano certamente po- Ciò nasce dalla forma di educazione tradizionale che prevalse nel Clero Italiano e dalla scarsa pratica che fino agli ultimi anni ebbe delle questioni suscitate dalla civiltà addursi. nominati dal Papa a di sorta onore.

e che ad un cenno ha prosternato avanti a dieci secoli. romani. Che cosa è questa autorità che ha fatto inchinare popoli e re da più di che anche oggi ha sudditi in ogni angolo della terra. all' autorità pa- mentre che forse il Sillabo. se l'episcopato poteva facilmente fino ad un certo punto andar fautori: dal che italiano d'accordo con quest'ultimo sulla questione dell'aupoteva anche sembrare men disposto a torità papale. trova pochi seguaci. perchè nell'episcopato italiano la resistenza del Dupanloup.48 IL CONCILIO VATICANO. se non una riunione di prelati italiani? Questa è la ragione. ma più che politicamente. non vi trovava neppur esso universalmente i più caldi può argomentarsi che. rente e più devolo a Roma. se hanno lasciata un'impressio- ne. difendendo società . . non varrebbero a spiegare una condotta tradizionale uniforme e sempre coerente a se stessa. la i cardinali e i pochi prelati Chiesa dalle aggressioni della e la Curia dalle rivendicazioni della Chiesa. non politicamente. In mezzo a tutte queste disposizioni di opinione stanno il Papa. Infatti qualche desiderio contrario cominciava a manifestarsi in alcuni dei coi bisogni della società suoi membri. lo che saa dimostrarsi. che concerne pale. ma tradizionalmente la esercitano da secoli. che era pur la forinola prediletta del partito cattolico. dignitarii anch' essi nelle loro Chiese e suoi pari nell'or- dine? Che cosa è questa autorità. seguirlo nella determinazione di romperla apertamente moderna. difficile perchè esso è tale essenzialmente. sé centinaia d' uomini venuti dalle più lontane regioni. ma bensì per- chè il rebbe Papato è italiano. questi son rancori tempo- ranei e passeggeri che. quanto alle persone che non occasionalmente.

Dopo la prima Sessione cominciarono le conle adunanze ordinarie precluse al pub- gregazioni. tenuta. Sessione prima. 4 . In Commissioni il segreto conoscono ufficialmente che così che non venga pure a cogni- Appendice. sotto un velamine anche non essa. e le formalità. indicazione vaga. nelle quali si svolge tutto queste si osserva ecclesiastico. ivi quinto atto pubblico del Concilio. Yien anche nell'allocuzione particolare qum Dei munere tradita memoria non tium. alla Sessione del Concilio Vaticano. 1 Vedi 1* come non ma nelle se ne non il lavoro del Concilio. ossia blico. che fu dicò di il nemico che il doveva Concilio il 1 impiorum conjuratio fortis opibuspo- illa munita institutis. Lo stile è pieno di effusione e di confidenza fino all'espressione ecclesia est ipso ccelo fortior. la dignità della è sostenuta chiamando Sede Pontifìcia vi Concilio unto sacerdotum do- il mini cum supremo gregis ejus pastore. bellum omni scelere imbutum urgere non desinit.49 V. ma della quale. tens. questo stato di cose 1. Nuli' altro vi era detto della città di fatta Roma fuit in direptionem gen- che potesse specialmente illuminarne in proposito. In si venne alla cerimonia descritta sul principio di questa narrazione. s'in- nuovo combattere: prima Nell'allocuzione et velamen hàbens malitice liber- acerrimum adversus sanctam Chrisli ecclesiam tatem. è difficile l'applicazione. 2.

il d' ordi- momento della Concilio debba intendersi ipso facto Da questo documento apparisce come avesse apprensione che l'uso ed contrastato alla Curia messo in alla nella Bolla provvede Vedi V Appendice alla . prima e seconda congregazione che si 10 e il 44 dicembre.50 IL CONCILIO VATICANO. ed altrettanti delle controversie. nuovo Pontefice debba nario dai cardinali. senza che il eleggersi del Papa * prorogato. per la quale gioni che lo e di Pio IV Concilio il . e durante giusta ragione non giudicano essi stessi. suoi privilegi nella . il Papa accennando e citando gli esempi di Giulio II dispone che in caso di sua morte durante il muovono. di partenza sulle quali ma riferiscono per però all'Assemblea: secondi sono incaricati di giudicare le controversie che possano avvenire fra i congregali. i prima congregazione fu la pubblicazione e distribuzione della costituzione papale in forma di Bolla. judices excusationum. le il dimande Concilio. dubbio e Romana. ejudices qucer eia- A forma rum. Nella tennero il cinque giudici delle escusazioni. Il scelti per votazione fra fatto notabile della Padri del Concilio. conciliari delle discipline i primi sono destinati a ricevere ed esaminare le procurazioni e le scuse dei prelati assenti. dopo la Messa e le cerimonie d'uso si fecero le votazioni per l'elezione dei 3. Nell'allocuzione Chiesa nelle sue attenenze con provvede Curia per si diritto secolare al- il l'elezione del Papa potesse essere 1 come Concilio abbia punto ad ingerirsi nell'elezione: che anzi fin dal morte alle ra- i la il Papa società. zione del pubblico quel tanto che di necessità trapela dal segreto di sette o ottocento persone. Gli uni e gli i altri sono 4.

coloro che arrecano danno alle persone ecclesiastica. ma 5. una Chiesa per celebrare i loro riti fuor della Porta del Popolo. meglio non la infor- limitazione delle sono tornate a pub- Ognun sa . co- giunto fino a noi. Queste sono conservate nel loro antico cominciando dagli stile. sa. falsarii di lettere apostoliche. tutte le immistioni laicali persone e cose ecclesiastiche. coloro che d' alla gerarchia l'esercizio della impediscono giurisdizione ecclesiastica. prendono sua sostanza tutto m'è il le com- almeno mantengono fermo nella quali però son i quasi tutte o tali che sistema penale ecclesiastico. o per dir quante esse sieno e quali ne sieno i soggetti. Romana. eccetto alcuni titoli. distruggono. coloro che si appellano ad un futuro Concilio. mata fu pubblicata solo in questo giorno.51 SESSIONE PRIMA. Seguono i detentori dei libri proibiti. e finalmente quella per tutti coloro che invadono. La seconda congregazione fu anch' essa di un'altra Bolla papale censure. Penetrato da questa considerazione il Papa nella sua costituzione Apostolica sedis le abroga tutte. ritengono per sé o per altri le città. Questa Bolla era già stata compilata fin dal di novembre. ovvero in quelli . ec: vien quindi una censura spe- in giudicare per caso di confessione. 1 per Sotto questo titolo si blicare le censure ecclesiastiche. mese Chiesa. soggetto di un caso morale ad esercizio dei giovani teologi: per quel che debba ritenersi degli albergatori di Roma e del Governo Pontifìcio che concedeva a quelli più che un asilo. i luoghi o i diritti che ciale appartengono 1 Vedi l' alla Chiesa Appendice. gli scismatici. eretici. dai loro fautori e da coloro che danno ad essi asilo. le terre.

IL CONCILIO VATICANO. 52 usurpano. o creduti non degni almeno non essere più op- portuno infliggerla in alcuni di quei casi? Ma lasciamo ai vescovi la cura ditali questioni. Papa. lamente composte. certo è che quelli rimasti rac- il ecclesiastico vigente. di ma quattro 96 vescovi. Ordini religiosi. lo che si continuò poi nelle altre congregazioni che furono tee con queste se ne andò l'anno 1869. ed è notabile come autorità in egli lo codice penale il manifesto che come punizione. perturbano. Nel istituite era praticato per non più i sei Commissioni. ritengono È zione. fa atto di suprema materia disciplinare. nelle quali ci rico- nosciamo vengono buon grado affatto incompetenti. In quenominale moderazione. come lavori preparatorii. st* atto di restrizione sieno i È pur titoli abrogati. Affari d'Oriente. neh' abolire alcune cen- nel confermare le altre. cominciando da quella della Fede. di censura E se Concilio avesse il tutti quelli atti. cioè. M per si socia- scuna. Fede. Nella se- conda congregazione si procede alle nomine di queste Commissioni. in cui è divisa la materia da elaborarsi nel Concilio. quali che dei casi soggetti a chiudono tutto sure il la compia di proprio moto al cospetto di tutta la Chiesa riunita nella pienezza della sua potestà propria- mente ad effetto di esercitarla e per giudicare sopra le materie che risguardano la disciplina ecclesiastica e per conseguenza sopra molte di quelle contemplate nella Bolla. corrispondenti alle quattro parti. poiché contiene una co . in tutto. Di- sciplina. inutile qui suprema particolareggiarne il giurisdi- lungo elen- perchè ciascuno può averne cognizione. il 20 e il 28 nute : . Breve che ordina l'andamento del Concilio di 6.

nel secondo la sotto- caso mette. Da tutto quanto si è fin qui veduto. nei quali sotto qualunque forma lo stesso conflitto tutti i si è riscontrato. e assai più della natura. durre che tre grandi questioni di principii vate innanzi delle quali al sono si solle- Concilio Ecumenico.53 SESSIONE PRIMA. Nel primo la Fede accetta la ragione. è un vero miracolo permanente ed assoluto. mentre quella di un uomo solo non può essere che Chiesa. tende che Iddio protegge infallibile. che è il più innegabile carattere dell'umanità. per quanto il sopran- naturale lo comporta. un uomo L'infallibilità di evidente e violento sopra quella di solo è miracolo le leggi una grande Assemblea mente e posta sotto lida disciplina. può intendersi dalla sola ragione. dallo scioglimento dipendono sorti assai più importanti che agli osservatori superficiali non possa sembrare. si può deportando già con s'è. una parte di così memorabile avvenimento. 7. rispetto alla società Che Iddio protegga assoluta. il mondo. per confidarla alla storia. lo che è stato in Concilii. questi nelle loro decisioni sempre abbondato in favore hanno quasi dell'assoluto. Nei varii casi. e coloro che tendono. che costituita razional- guarentigia di una severa e so- la molto più perchè l'infallibilità di una società rispetto a se stessa è per natura sua relativa. Questo è . può an- quando provvede un certo senso razionale: ma che Iddio ch'essere in per un alto unico tolga ad un uomo solo la facoltà di errare. La prima è l'antico conflitto che dura fin dai primi secoli della Chiesa fra i fautori del soprannaturale assoluto ed in ogni caso. Che ai come la la s'in- Chiesa sia suoi interessi. a temperarlo ragionevolmente.

il popolazioni quale è causa potissima che non ne ab- biano più alcuna. ai grandi interessi delle stretto nazioni. egli è quello che. La prima esaminata nelle regioni del sotto l'aspetto di principio dogma. si accordano facilmente nel desiderare la pace. unanime alla seconda. 8. appartengono a popolazioni cristiane o anche semplicemente civili. per desiderare che cessi questo antagonismo fra la coscienza civile e religiosa delle cattoliche. Dall'aspetto dell'applicazione pratica in questo caso essa viene fino ad un certo punto a congiungersi con la terza questione. ispelta Quanto 9. Tutte rire nel modo le opinioni possono diffe- ma finché e nella speranza di riuscita. cioè La seconda è quella culativa. oltre il ri- orizzonte dei partiti.54 IL CONCILIO VATICANO. quella della gerarchia della Chiesa di fronte alla Curia Romana. e neh" attendere questioni sociali è politiche la risoluzione delle grandi altrimenti che da questa alternativa di assolutismo e di ribellione essere il che sembra privilegio della più gran parte delle nazioni cattoliche ai nostri tempi. una gran parte delle del la questione spe- mondo moderno con sue istituzioni di contro al Silla- bo. o La terza è la parte pratica. entra non e questa io chiamerei la questione politica. cioè la questione sociale. se mai e determinato dell'opinion movimento vi fu pubblica per co- loro che sanno leggere in questo libro così complesso. si manifesta nelle nostre società ovunque si guarda. e questo è per quel che riguarda la Disciplina. per quel che riguarda la Fede. e come tale a noi né giova discuterla. Le oscillazioni costanti fra . a malgrado della indifferenza reli- giosa che predomina nel nostro tempo.

cerne ancora vi consentivano. Quanto alla terza alla politica agl'Italiani una forma in che apparisca alle poteano essere dunati in Roma le questione. essendo per propria natura mutabili e pieghevoli. teoriche mi dell' o meglio istinti sfrenati. qualunque sia l'opinione che mente non si si professi. per i non v'ha più quali nulla di sacro. spossano Ecco la le forze delle nazioni latine. e perciò non può non essere tenuto come tale da tutti.55 SESSIONE PRIMA. anziché si di si esten- seguaci che possano restringessero rigettando al di fuori nell'indeterminato molti di quelli che almeno in ispirito 10. guardato anche meramente fiosofico. quella che con- interna della Chiesa. che nostre popolazioni si sono come mezzi di fatto prodotte fra le di transizione fra il presente. Inoltre ripugnano particolar- natura dei tempi tutte queste credenze che mettono in pratica e tutte queste pratiche che alla non hanno credenza. Varie tendenze nei vescovi che sopra le si sono ra- varie questioni proposte. Ogni ragione adunque tendeva a rendere universale e vivissimo il desiderio che le passato ed il della discipline Chiesa. fra i dogUnità Cattolica e quelle espressioni di opinioni. essa altre si presenta speciale e diversa da quel popolazioni cattoliche. questione gravissima che sorgeva innanzi al Concilio Vaticano. le dell' Univers e quelle del Rappel. ma . dell'obbiettivo dall'aspetto gravissima perchè delle lo spostamento grandi società. oscillazioni che si muovono regolarmente e quasi a tempi determinati fra le barricate e i colpi di Stato. trascina sempre con se gran confusione nell'ordine morale. secondo inuovi bisogni dessero più gran numero al contenere.

l' nonostante autorità della Curia la Romana forza maravigliosa : ed dell'istitu- zione ecclesiastica della Chiesa. e per conseguenza nel resistere e modificare. per effetto della possanza di questa stessa istituzione. a riapparire anche questa. e effetti rio. Il solo. stanno da molti secoli con la meglio organata fra le il Papa e istituzioni. pel quale fino . quasi ogni volta che quella si è radunala per provvedere e ai proprii interessi. infatti. o molto importanti. gi'Infallibilisti egualmente che loro i avversarii. non erano su tal soggetto da temersi gravi lio neppure giovava attendere dal Conciradicali. i cardinali ed in tale estremo dibattimento gran parte dell'episcopato. ed è ragione. ed ai contatti Roma con la società e Y episcopato al Quanto proprio organamento attenenze esteriori alle le civile. se non diminuire. se la disciplina ecclesiastica noi contendesse. è sempre a varie riprese ricominciata la lotta. e a varie riprese manifestato Chiesa. Al contra- attriti. nella questione interna la tendenza dell'episcopato ad allargare o solamente a tutelare i proprii diritti. cioè nel conservare ed allargare le proprie prero- gative. sebbene già molte nella domato volte e vinto. cosa non poco mirabile. una sola essi sarebbero naturalmente portati ad ac- cordarsi tutti. ravvolto nella questione dell'infallibilità. e negli ultimi tempi furono meno che mai.56 in IL concilio yatica. non sono mai divergenze fra né grandi né state profonde. è tornato. perchè da qualunque lato la bilancia si abbassasse. e quel che meglio chiamerei il sentimento della propria conservazione che si è sempre mantenuto con varia intensità e sorte. Come argine e limite a cosiffatta tendenza. era con essa.no.

ai mezzi che . principii delle sue tradizioni. Papato ha vissuto di forze proprie. e questa è. una poca inclinazione che esso ha dimo- delle ragioni della strata a entrare nell'opposizione. 11 Papato è istituzione di natura profondamente ed unicamente italiana. intelligibile lia . ente astratto più Aeri difensori i rendono con una mano quel che le tolgono Se l'Italia non avesse sempre avuto l'arte sciupare ogni sua pianta. come già toccammo. meglio è volgerla al bene o al minor male. che tirarsene addosso il più gran male possibile! Ma lasciamo queste osservazioni quasi retro- spettive e torniamo chiarire nostro concetto sulle speciali attenenze che la il ai fatti che ci serviranno meglio a questione di politica interna della Chiesa ha 12. comuni con gli e che non ha altri. ed in un certo senso all'Italia come un riguardata del Papato con di l'altra. non può annullarsi.57 SESSIONE PRIMA. Se almeno diverrà sempre più. e forse tanto più al . ad un certo segno ciò si in tal questione interessi può intendere. tanza per l' l'uno e l'altra avessero inteso quel che. è la quale assai facile a intendere . del resto. qual partito Papato come all' Itaquanto ormai avrà meno imporuno e per l' altra l' intenderlo. cioè che ogni forza . 11. e intestine. e se voglia specie non avessero avuto i il suoi figli di qualsi- genio delle divisioni non avrebbe essa potuto trarre da questa combinazione! Ciò diviene ogni giorno. come applicazione pratica dell' autorità che esercitava e del luogo che oc- cupava nell' organamento politico dell' Europa non ha non è mai stato sottoposto a discussio- mai accettato e ne: ma dacché ha avuto uopo di ricorrere . è l'epi- scopato italiano. Finche come il con l'Italia.

IL CONCILIO VATICANO.

58

moderna

la società

fornisce, cioè ai partiti, e dacché

ha da questi ricevuto uomini e denaro, la forza stessa
delle cose ha condotto coloro che sono i principali sgo-

menti

di cotal

nuova forma

del Papato

ad avervi -un

influsso

nuovo che

diretta.

Costoro per la più gran parte sono stranieri
e sovente estranei alla Curia propriamente

si

è presto cambiato in un' azione

air Italia

Fino

riunione del Concilio costoro sposarono
unanimemente e con gran vigore servirono la causa

detta.

del

in tutte le vicende di esso negli ultimi anni:

Papa

arrivati

alla

al diffìcile

a loro, si

vero che

bivio die

sono divisi in due
il

Dupanloup ed

il

il

Concilio apriva dinanzi

partiti;

ma non

De Merode ,

posizione, furono ardenti campioni
porale del

Papa ,

al pari del

resta raen

capi dell' op-

della potestà

Manning

e del

tem-

Deschamps,

sostenitori principalissimi della sua potestà spirituale.

Questa particolarità non è da porsi in dimenticanza , pergli uni e gli altri, anche quelli

chè non è dimostrato che

che in ogni questione sono stati devoti a Roma, sieno
convinti di doversi sempre affaticare per la maggior
gloria dei prelati italiani, e che nel successivo anda-

mento
di

delle cose

non possano mai provare

prendere una parte

il

bisogno

direzione

suprema della
come ognun vede, una questione che non
comune con quella dell' infallibilità, anzi il
nella

Chiesa. Ecco,

ha nulla

di

ha dimostrato il contrario, mentre, e si è notato,
propugnatori di questa vi hanno gli stessi interessi
che i suoi oppugnatori; e che pure in molti modi per

fatto
i

gli

andamenti complessi

delle

cose

umane

vi si na-

sebbene indiret-

sconde e vi può essere facilmente ,
tamente, complicata, essendo questo

il

terreno,

la

59

SESSIONE PRIMA.

forma,

il

vanno ad

tendenze
pretesto, con cui queste

urtarsi con la Curia

Romana;

la

quale, nonostante le

ha incontrati ,
tempeste e i pericoli che ultimamente
le nazioni cattutte
a
fatta
e nonostante l' invocazione
ed
ferma
inesorabile,
toliche, è rimasta sopra tal punto
e non ha nelle sue istituzioni e nelle persone accettata
veruna modificazione. Ma potrà questo slato di cose
durare? Qual che siasi lo scioglimento che abbiano

avuto o che avranno nel Concilio tutte
questioni, le condizioni della Curia
esse

com'erano

avrà compiuto

fin

il

Italia

ne per

il

qui, quando questo

resto del

non è

mondo

moto

religioso

indifferente

cattolico.

un cambiamento fondamentale

supporsi

grandi

Romana rimarranno

suo corso?

13. Questa contingenza

V

le altre

né per

Se potesse

nell'

economia

non solo in quel che riguarda il suo regno
ma
nel modo con cui essa entra così attitemporale,
della Chiesa,

vamente

di diritto e di fatto

,

direttamente ed indiret-

in tutte e in ciascuna delle più vitali questioni
,
sociali e politiche, in tal caso Y Italia al pari di ogni

tamente

altra

nazione sarebbe disinteressata nella questione:

ma

le

speranze degli oppositori potessero essere superate dal fatto, ciò non è probabile, ne

siccome, per quanto

Papato rimanendo così fortemente conella Chiesa com' è ma cessando di essere ita-

consegue che
stituito

liano

,

il

,

e perdendo quella tradizione indigena che

connaturale e lo informa,

come azione cambia

diviene un'incognita per tutti, e

mente non può essere

l'Italia

disinteressata in cotal

gli

è

natura,

particolar-

mutamen-

Per raccogliere in poco le nostre considerazioni si
concluderà che, lasciando da un canto quali possano

to.

IL CONCILIO

60
essere sopra ciò

non

le

VATICANO.

convenienze della Chiesa,

è nostro principale scopo

non giova

il

discorrere,

e per sé e per gli altri gettare

appena o non modificato, in mano

il

di cui

all'Italia

Papato, o

agli stranieri:

per

sé, perchè per gl'interessi che questi porterebbero
seco, farebbero di esso un'opera avanzata nel bel mezzo
d'Italia, della quale ciascuno alternamente

cuore

di tenere la chiave;

per

gli

altri,

avrebbe a

perchè ces-

perderebbe tutte le
Papato
tradizioni che ne regolano P azione, si sono immede-

sando

il

di essere italiano,

simate in esso e sono divenute quasi una seconda na-

nuova ed imprevista,

tura, per entrare in una forma

onde niuno potrebbe presagire le conseguenze. Forse
l'Italia ebbe già in più d' un'occasione il torto di spingere, quanto era in lei
ri,

più che non

,

il

Papato in mano agli stranieo necessario farlo; e se

le fosse utile

questi errori non

hanno

fin

qui partorito P effetto che

dovevano, ciò si deve soltanto
nacità della Curia Romana.

alla

44. Queste considerazioni di

mente secondario non hanno
natura assai più

alta

a

coesione ed

un ordine

alla te-

relativa-

distrarci da quelle di

che devono tenere

il

primo luogo,

quelle cioè, per le quali sarebbe desiderabile che sotto

ogni aspetto e sopra ogni soggetto

le

decisioni e la

politica della Chiesa fossero le più larghe, le più ra-

zionali, le più conciliative che da lei si possano aspet-

tare; essendoché sia desiderabile che essa sia la più

idonea a rendere

tale

la

religione della grande

mag-

gioranza delle nazioni latine da potersi collegare con
la prosperità, con l'incremento della civiltà e gran-

dezza loro, piuttosto che una religione ad uso

di

pò-

61

SESSIONE PRIMA.

chi devoti ed esclusiva per la più gran parte di quelle
società.

Queste considerazioni però debbono farci av-

vertiti e cauti nel dirigere tali desiderii e nella scelta

lontani
per condurli ad effetto, tenendoci
dai luoghi comuni dei declamatori e dei retori, dalla
dei

modo

seduzione delle

frasi e dei giudizi preconcetti

,

ma

so-

noncuranza che vuole poi una
prattutto
cinica
egualmente
rassegnazione agli avvenimenti che
dalla cinica

non ha saputi prevedere. Il segreto per conciliare questi due interessi sta per V Italia in quel che è assai diffìcile

sperare da

lei,

cioè nel

mantenere nel suo seno,

oltre qualsisia iniziativa che si possa desiderarle, an-

che quella del movimento religioso del nostro tempo
e delle riforme da farsi nelle discipline della Chiesa;
ufficio, al quale le sue attenenze e la sua condizione

verso quella grande istituzione
più facilmente atta, quanto

la

renderebbero tanto

meno

è in realtà disposta

a volerne trar profitto.
15. All'apertura
stata

del

una vera presunzione

Concilio

Vaticano

sarebbe

pronosticarne il successo.
Lasciando stare l'imprevisto, anche l'ordinario anda-

mento

di

un'Assemblea

sone è

tal

cosa, di cui

l'effetto. Si

era,

come

di

il

circa

conosceva soltanto che
si

un

migliaio di per-

niuno può da prima prevedere
la

gran maggioranza

direbbe in linguaggio parlamentare, con-

servativa: coloro che propugnavano le idee assolute,
avevano per conseguenza nel Concilio più seguaci che
non i propugnatori delle idee comparativamente liberali, e vi
lici

esercitavano un'autorità dominante.

liberali

avevano contro sé

il

numero

tuzione disciplinare del Concilio che,

I

Catto-

e la costi-

come vedem-

62

IL CONCILIO VATICANO.

mogia, faceva impedimento

assai

ali'

alla facoltà di

l'opposizione. Quanto

opporre

il

veto,

numero. Quelli che

al

si

iniziativa del-

l'impedimento
restringeva
formavano F opposizione di gradazioni diverse, secondo i varii criterii si slimavano ascendere presso a
poco ad un centinaio e mezzo o a due centinaia facendo assegnamento sopra una qualche influenza che
:

potesse esercitarsi sopra gF incerti, si calcolava che
potessero forse essere sufficienti a neutralizzare i

ma non a prendere l'ininé cerio ad imprimere un carattere di riforma

partigiani dell'infallibilità,
ziativa,

nel

liberale

erano favorevoli
si

Veramente

Concilio.

agli oppositori;

ma

nel

tempo

non

stesso

aveva qualche fiducia in un certo sentimento uni-

versale dei bisogni della civiltà
di

condizioni

le

una conciliazione che

fra tutti.

Varrebbe

ella

si

moderna,

fa sentire

e in quello

da per tutto e

questa disposizione vaga a im-

esecuzione di quei programmi così assoluti
che circolavano nelle alte sfere del Vaticano? A quepedire

1'

dimanda

rispondevano, forse; ma
quanto ad arrecare modificazioni di qualche rilievo in
discipline che in questa istituzione hanno da sì lunga
sta

gli

ottimisti

data messo radice, tutti riconoscevano come quella
non avesse né i caratteri né le condizioni necessarie.
16. In

ogni modo,

se era

intempestivo allora il
il
seguire F an-

giudicare, era invece assai opportuno

damento

di sì

grave

fatto,

che massime per

non poteva non essere fecondo
conseguenze;

di

ed è quel che noi

fare prendendo questi ricordi.
»—*-4

l'Italia

egualmente gravi

ci

proponemmo

di

63

GENNAIO.

Sessione seconda,

Chiunque è

1.

stato a

Roma

conosce quella

nomia

tutta speciale della chiesa di

giorno

di festa,

maestoso e

quel misto di sacro e di profano, di

sublime e

di volgare, di

come

lo Shakspeare forse

tanta

crudezza, è

uno

di

fisio-

San Pietro in un

il

il

di grottesco che,

primo osò ritrarre con
e che

carattere della realtà;

in

quei giorni percorrendo in San Pietro tutte

combinazioni dello

stile

da Michelangelo

presenta una intera immagine di tutta
tolica, dallo splendore di

paria della campagna,

un Papa

dalla fede di

allo

le

al Pinelli rapla

società cat-

squallore di

San Pietro

un

a quella

della Maddalena.
2.

Tutta questa gente s'aggira sotto quelle

vòlte con la disinvoltura di chi sa

propria, e cui

di

immense

stare in casa

lungo uso ha reso familiari

il

le

più

solenni e misteriose faccende del culto. Vesti d' ogni
foggia e colore, cardinali, contadini, celebrità, vanità,
principi, mendicanti, s'incontrano e

tro in

un andare

da Dante

si

agitano

den-

e venire che ritrae della cosa descritta

(Inf., XVIII, 28),

Come

i Roman, per l'esercito
molto,
L'anno del Giubbileo, su per lo ponte

Hanno

a passar la gente

modo

tolto,

64

IL CONCILIO VATICANO.

e della pubblica passeggiata. Di tanto in tanto

preceduto da un uffìziale
quelle onde incessanti:
terra.

A quando

compito

il

un re o un potente

dal

della

dalla faccia scarna,

prostra a terra in

si

un devoto che

un gruppo

Palazzo traversa a stento

quando un uomo

a

dai lunghi capelli,

chiesa: è

è

di

fondo

suo pellegrinaggio sopra

un angolo

della

della Galizia
le

tombe

ha

degli

Apostoli.
3. Così era quest'anno la chiesa di San Pietro il
giorno 6 di gennaio, in cui fu tenuta la seconda Sessione del Concilio Vaticano. Nulla però rivelava in

come nella prima Sessione, che uno
avvenimento
occupasse il pubblico in un modo
speciale
particolare. Il concorso era assai minore della prima
quella riunione,

volta,

quantunque

lo

dell'aula

spettacolo

conciliare

fosse maggiore, essendo per l'arrivo di altri vescovi

più piena che in quella non fosse.
4.

Questo maggior numero

che non giovava

di

Padri è pur vero

grandezza dell' effetto per essere
stretti
scanni
gli uni agli altri: alla qual
gli
troppo
cosa se si aggiunga che sopra ogni scanno stava affisso a

alla

grandi caratteri

prenderà come

il

numero

l'effetto dell'aula,

d'ordine,

si

com-

quando era molto

piena, tuttoché grandioso, tendeva piuttosto a divenire
quello di una folla numerata, che quello che in realtà
avrebbe dovuto essere, cioè di una veneranda riunione
di grandi personaggi.
5.

A

causa delle giuste lagnanze per l'assoluto di-

fetto di acustica, al

quale già

facemmo

era deliberato di cambiar sala per
Si narra che in

una

delle

le

allusione,

si

congregazioni.

prime riunioni interrogati

i

65

SESSIONE SECONDA.

vescovi sopra non so quale proposizione, rispondessero
invece del placet, nihil intelleximus: ma questo dicercato di
segno erasi tosto messo da parte, e invece
supplire a tale gravissimo difetto col restringere per

congregazioni lo spazio con un sistema di tende,
che rimpicciolivano l'area di un terzo ed affollavano
le

anche più di prima

i

vescovi che

da

trono e dovunque era spazio

si

stringevano sul

occupare. Esse

si

toglievano via per le sessioni pubbliche, e così erasi

ottenuto che
zioni
e

come

alle sessioni,

senza aver conseguilo

tuttora era, se

non

razzo
in

medesima

l'aula

ma
il

servisse alle congrega-

con maggiore incomodo,
perchè

fine,

l'

intendersi

non impossibile, molto penoso; imbadiscussioni sostenute

lieve per le lunghe

una linguali uso non comune, ed adoperata con

pronunzie così differenti.
6. Per diversa ragione

si

quel che avvenne nel Concilio
sente

si

era proposto

è rinnovato questa volta
di

Trento, cui

d'imitare

affatto.

In

il

pre-

quello,

per essere giunti sol pochi vescovi, nella terza Sessione non potendo [ancora trattare materie di qual-

che importanza,

il

Concilio la occupò nel fare la con-

fessione di fede, quale è contenuta nel simbolo

Chiesa

Romana. Nel

di fede

ha servito a riempire

perchè,

per

della

Concilio Vaticano la confessione

la strettezza del

seconda Sessione,
tempo, sì per avere

la

prime materie proposte incontrato maggior resistenza che da prima non si credeva, non si aveva

le

pronto, né ver un decreto da promulgare.
Questa costumanza era slata pur praticata negli altri

nulla di

Concilii, e soprattutto negli antichi, allorché

per le grandi
5

66

IL CONCILIO VATICANO.

divergenze dentro

numerosi

Chiesa che trascinavano con sé

la

era

fautori,

necessario

incominciare in

quelle Assemblee con riconoscersi ad un simbolo, ad
una professione di fede comune: oggi che tali diver-

genze sono recise o non sono, e quando sono stanno
al di fuori, non dentro la Chiesa,
questa professione
di fede,

come

tante altre tradizioni rimaste,

non

è più

A questo scopo si scelse la
formola prescritta da Pio IV, più estesa e particola-

che una mera cerimonia.

reggiata, perchè contiene le aggiunte fattevi al ter-

mine

del Concilio di Trento, a cagione della Riforma,

e che era quella usala negli atti pubblici, quella stessa

per ottenere

nelle Università

prescritta

i

gradi

alla

fine del corso scolastico.

6 gennaio, dopo che

7. Il

preso luogo nell'aula, e che

il

tutti

i

Padri ebbero

Papa circondato

dalla

sua Corte era andato a sedersi sul trono, fu celebrata
la Messa solenne, com' è uso in ogui riunione. Terminata la Messa,
l'altare

d'uso,

Concilio pose sopra

segretario del

libro degli

il

il

il

Evangelii. Recitate
sei volte

Papa segnando

blea; quindi dopo la lettura

dell'

le

Evangelio, V invoca-

zione dello Spirito Santo, e compiuto tutto
i

due avvocati promotori del Concilio
trono

al

dai Padri
il

il

del
la

alta

per

chiedergli

il

primo

il

rituale,

si

presentarono
che si facesse

professione di fede. Esaudita la

recitò

Papa
vescovo

Papa

preghiere

benedisse l'Assem-

quella formola, e

dimanda,

dopo

di lui

di Fabriano asceso sull'ambone la lesse ad

voce; indi tutti

i

Padri ad uno ad uno, secondo

loro ordine gerarchico, accedettero

ciascuno ginocchioni con

la

destra

al

il

trono, ed ivi

sul

libro

degli

SESSIONE SECONDA.

Evangelii

ripeteva alla sua

67

volta: spondeo^ voveo et

jurojitxta formularti prelcectam. Ciascuno ripeteva nella
del proprio

lingua

quella frase, che perciò

rito

fu

La cerimonia durò più
due promotori del Concilio

ripetuta in sei o sette lingue.
di

due ore. Finita questa,

i

tornarono a far richiesta

ai protonotarii apostolici

che

rogassero l'istromento di quanto era avvenuto: e con

T inno di ringraziamento si chiuse la seconda Sessione,
anch'essa come la prima, di mera cerimonia.
8.

La ragione, per

a questo

la

quale

si

era dovuto ricorrere

espediente per occupare

la

seconda Sessione

già stabilita da prima, e per cui non si aveva nulla
in pronto, fu bensì la strettezza del
tempo, ma non

v'ha dubbio che nelle disposizioni prese per il Concilio
si dubitava della
speditezza, onde si sarebbe con-

non

dotto a termine: perciò, siccome nelle prime proposte

contenevano solo materie dogmatiche che non ammettevano dubbio, così se erasi creduto in sei mesi
si

di

esaurire tutta

la

materia anche più litigiosa del

Concilio, non pareva strano che non

queste bastare un mese, e che

si

si

dubitasse a

potessero nella prima

Sessione dopo l'apertura pubblicare i relativi decreti.
Ma le cose andarono diversamente: queste prime materie incontrarono
pure discussione, dove niuno
avrebbe creduto potervene essere, e perciò essendo

già annunziala

per quel giorno

modo

non

si

alla

professione di fede.

trovò altro

ciò avvenisse,
alla

memoria

di quest'

l'

la

sessione pubblica,

di riempirla

che ricorrendo

Per meglio intendere come
procedere giova richiamare

prima di
ordinamento che presiede

Assemblea.

alla

condotta

che naturalmente comprendevano le relazioni fra la Chiesa e lo Stato. e ciò tendeva naturalmente a restringere nella prima intenzione l'oggetto del Concilio a quel che il Papa desiderava cono- scovi per ottener su quelle scere da loro.68 IL CONCILIO VATICANO. disciplina ecclesiastica : la propria più particolarmente nella e così nella nomina delle Com- missioni corrispondenti ripetuta per votazione nel seno del Concilio a Papa. fu preparata nelle Commissioni corrispondenti a ciascuno di questi titoli. classificala in cinque parti. fu eliminala la classificazione speciale che era stata per le materie di politica ecclesiastica. cioè fede. e non ad una discussione generale e fon- damentale sopra i bisogni e le condizioni della Chiesa. disciplina. II. materia che doveva trattarsi in Conci- lio. Ordini religiosi. delie pratiche considerazioni che ne scaturirono. Ordinamento delle materie. la —-Primo schema. diplomatiche e per le probabilmente. fin qui essa non aveva altro carattere che quello di proposte fatte dal Papa ai veil lor parere. affari d' Oriente. prendere il luogo delle nominate dal quella della politica ecclesiastica non vi appari- . lasciando da parte il cerimoniale di un'importanza re- lativamente minore. Tutta 1. nominate dai Papa contemporaneamente alla convocazione del Con- Per conseguenza cilio. e le materie della fatta quinta furono agglomerate ciascuna secondo affinità nelle altre quattro. politica ecclesiastica. Sotto l'influsso. 2. Le classi rimasero quattro .

Le Commissioni adoperate dal preparare Papa per materia non esistevano più offìcialmente la all'apertura del Concilio. col quale venivano presentate ai Padri le materie. in libelli. teria del Concilio ad uno ad uno scussione loro necessariamente . o se dipoi il secondo e il andamento delle progressive discussioni alcuni non fossero trattenuti o modificati. un numero schemi. e metodo di lasciare i di dare le inte- materie ad una ad vescovi nella intera ignoranza di quelle che dovevano succedere. sce più come non . e perciò era impossibile anche ai vescovi conoscerne a priori numero contenuto complessivo. su coi avevano a dar giudizio. Non poteva sapersi neppure se sarebbero conservati tutti e nella forma prima che ebbero dalle Commissioni.ORDINAMENTO DELLE MATERIE. altrimenti che L- da ciò che leggevasi nella Bolla Multiplices Inter. avendo adempito il loro in- carico di compilare tutte le proposizioni che si dove- vano trattare. schemata o di ciascuno dei quali conteneva una serie di prov- visioni appartenenti ad uno stesso soggetto. quale si accennava alla conservazione di quella grità. uno dei più forti richiami dell'oppo- infatti sizione. in specie di quella appartenente ai paesi liberi . Questi schemi venivano distribuiti dalla Segre- 3. 69 vi apparisce più quella pel ce- rimoniale. Siffatto una. poiché sovente solo col raffrontare e collegare insieme un complesso di leggi Fu questo può stabilirsene l'opportunità e il valore. si secondo che la di- compieva. Da questo conseguiva pure che l'ordine. faceva potessero formarsi nella un sì che essi non giusto criterio del tutto. dovesse avere grande efficacia sopra l' accoglienza che incontravano nell'Assemblea.

ufficio che quello di ricevere di seconda scuna secondo nel Concilio vati. In Queste Commissioni non avevano altro il suo titolo. che è nominata più tardi nella Congregazione del 19 gen- naio. i le le diffi- soli giudici competenti in quelle materie. Essi alla come luce del sole. gli ma più cinque. vescovi orientali. come avrebbero pur dovuto avere un gran peso nella progressiva trattazione delle que- stioni orientali. alle Concilio peraltro Il sol quattro non nominò Commissioni corrispondenti quattro parti rimaste. e contraria al buon successo del Concilio. non vi erano o questo caso esse li che loro sembrava essere affinchè gli stessi poste delle gli mano . e delle quattro per conside- razioni di ordine affatto interno da principio non fu- rono nominate che tre. non comprendevano nulla in tali V opposizione teneva e generalmente tutta questa parte dell'ordinamento per poco confacente alla propria dignità. La gravità. hanno forse cooperato a tal sospensione. IL CONCILIO ed avvezzi a trattare ogni cosa Americani. essendo rimasta per qualche tempo si in sospeso quella per gli affari d' Oriente. schemi che avevano fallito come pro- Commissioni d'iniziativa papale.70 VATICANO. 4. cia- schemi che proposti in tutto o in parte appro- emendavano secondo quel il concetto dell'Assemblea. gli misteri . Come il Papa aveva da principio nominate le prime Commissioni per preparare le sue proposte. ora il Concilio nominava le sue corrispondenti a quelle per emendamenti. la delicatezza di questioni internazionali che vi coltà che incontrano si questo soggetto. collegano. ritornas- sero avanti l'Assemblea come proposte delle Commis- .

riconoscendo impossibile la lotta contro questa sorta d' influsso eletto. Checché sia di ciò. ignari avrebbero così com' erano Si citò perfino schede fotografate che nale nell'urna allo l'aneddoto di affatto delle intieramente alcuna delle sarebbe ritrovata in origisquittinio. secondo quella che si 71 e modificati credeva essere V opinione del Concilio. vi avessero potuto avere. sioni tratte dal seno stesso del Concilio. sai razionale. depostavi da qualche si Padre che avrebbe voluto così liberarsi dal fastidio di copiarla. Senza trascu- rare la parte che le forze agitantisi nel Concilio. come nuovi le persone. deponessero nell' urna quasi per ischerno le schede in bianco. è indubitato che le opinioni prevalenti nella gran maggioranza dei Pa- hanno cooperato moltissimo a partorire quell' effetto. molti dei quali sul bel principio. e che si sarebbero dispensate ai vescovi. particolarmente le avrebbe fatte la Civiltà Cattolica. arrivati. presso Y opposizione fu il complesso delle persone che riuscirono elette in esse Commissioni. Delle materie così disposte e in tal condizione dri. com'è naturale. di cose la Bolla Midtiplices inter stabilisce l' ordine che . le prime . certo è che rale quelle quali nomine riuscirono . accettate. Si disse anche come prova della morale violenza esercitata che alcuni Padri. 6.ORDINAMENTO DELLE MATERIE. Si parlò di schede contenenti i nomi dei candidati che sarebbero state fotomolli grafate in gran numero di esemplari. Questa parte dell'ordinamento sarebbe stata asma quel che ne diminuì il buon effetto 5. Si fecero commenti sopra questo. soprattutto nel principio.

logi scelti s* un iscrivono per ordine in o più congregazioni si registro a posta. IL CONCILIO 72 deve essere tenuto per la discussione.VATICANO. i quali hanno facoltà di studiarlo particolarmente con uno o più teo- da loro e perciò ammessi ed obbligati al seColoro che intendono parlare in favore o contro greto. Nelle nozioni laicali dell'ordinamento di un'As- semblea qui dalla si arresta maggioranza il giudizio. e in una ascoltano questione: quindi avviene il gli oratori sopra ogni dibattimento. Se lo schema è accettato o universalmente o con piccole discrepanze. successo della votazione. per essere modificato e poscia ripresentato air Assemblea. compilati vengono decreto. come Delle orazioni stenografi delle discussioni riportate dagli riproducevano nella si del Concilio pochi esemplari per ne ritengono soltanto altri ricevuta per 7. alla quale appartiene. sottoposti alla definitiva nelle sessioni pubbliche: essa si fa in votazione oralmente per mezzo degli scrutalori che interrogano ad uno ad uno tutti non cet o e così si i Padri. forma Gli di 1' i stamperia segreta presidenti : tutti gli impressione di memoria udito nelle congregazioni. viene : rinviato alla Commissione. 1* schemi approvati come sono. Quelli registrano le risposte e conta la maggioranza e si conosce il i nomi. e quel che è voluto costituisce di per sé una ragione di . ossia la di- scussione propriamente detta. viene senz' altro riservalo per essere posto ai voti. Vien distribuito a tutti i Padri lo schema che si propone . 8. accettato definitivamente e promulgalo nella prossima sessione pubblica se incontra gravi o notabili resistenze. i quali rispondono sul soggetto pla- placet.

la sola appro- vazione del Papa dà forza di Canone ad una decisione di un Concilio generale. Ciò cambia affatto la natura . al anche negargli accettarlo o al stato la sua voto dell'Assemblea è approvato il dal Papa. finché non è approvato dal Papa. per ragioni di prudenza non vuoisi Senza entrare certo è che. tuttoché si accenni nel decreto o com'è quale vien presentato così emesso e che può sanzione. in generale le è stato questa volta più largamente: infatti i Canoni del Concilio Vaticano sono intitolati con questa formola : Pius Episcopus servus servorum Dei sacro approbante Concilio ad perpetuavi rei memoriam . non solo un voto della maggioranza non ha valore di decreto senza 1' approvasizione. sia quantunque voto il delibe- rante. dei all' unanimità vescovi che vi hanno consentito. quantunque s'accordino nel dire il che di cotal diritto mai far uso. titolo che ha dato motivo a non pochi richiami da parte dell' oppoSecondo Y applicazione cosi estesa che di questo principio vien fatta. zione del Papa. concetto canonico teorico e pra- tico vigente nelle istituzioni cattoliche. pur l'approvazione papale soltanto gli dà forza di diritto. Siffatto criterio. diritto. ma curialisti i pretendono perfino che voto della minoranza possa acquistarlo con l' approvazione del Papa. qual che siasi.73 ORDINAMENTO DELLE MATERIE. Neil' ordinamento di questa Assemblea risultante dalla maggioranza. che ha più o meno esplicitamente regolato grandi Assemblee della Chiesa applicato da Roma . non costituisce diritto. secondo il in siffatte inestricabili questioni. 9. Quando numero. lo che dimostra che esso è deliberante e non meramente consultivo.

quando nel Papa la ragione di la convenienza e non il numero. Ciò nonostante. venendone la di lo bilancia. ed in ultimo dal Papa stesso. e fa sì che per quanto voglia darsi peso al voto del Concilio.74 di IL CONCILIO VATICANO. ritornano ad altre Commissioni composte quasi totalmente elementi che le prime. poi- ma maggioranza perde per quelle ragioni l'imlaicali la minoranza invece ne portanza che ha nelle . le proposte entrano nelle . acquista. esso ha già di fatto ché la non potestà papale un carattere lo subisce. È degli stessi stata bensì dalla Bolla lasciata vescovi facoltà di far proposte di loro iniziativa. un'Assemblea conciliare da quella delle politiche e civili. 10. nella quale si contano dodici cardinali. ne segue che alcune minoranze per particolari loro condizioni decidere è possono talvolta sopra di lui più che la loro forza numerica non comporterebbe. società ed interessi più importanti che la maggior parte degrinfallibilisti. Forse poteva questa essere la probabilità più ragionevole opponenti nel presente di riuscita per gli Concilio. dizio. poiché essi vi rap- presentavano . dal semplice qui esposto apparisce la parte dell' come per meccanismo esso fosse resa fin difficile opposizione. popolazioni. Passate per questa trafila. imperocché. Tutte le proposizioni ven- gono fatte da Commissioni nominate dal Papa: e se non trovano accoglienza favorevole. benché in picciol numero. ma non si consente di produrle innanzi all'Assemblea ai senza che sieno approvate da una Congregazione speciale nominata a tal fine dal Papa. mente per far ogni giu- conseguenza che se in queste As- Tal criterio convien tenere a semblee consultivo.

e domeniche rebbero le . distribuzione degli schemi. stesse condizioni delle proposte papali. la prime Com- schemi. ignorando le uno formulare propoproposizioni che suc- difficile il cederanno. riesce loro assai Come ste. a notizia dei vescovi ad costoro. o sopra le quali sono stati già presi prov- vedimenti che opporrebbero forse difficoltà a nuove modificazioni? Questa Commissione creala in ultimo particolarmente dal Papa per esaminare dei vescovi erasi radunata la prima i postulati volta la domenica 23 gennaio per esaminare le prime proposte fatte da si radunava poi d'ordinario tutte le alcuni vescovi. possono farne alcuna senza sapere come questa potrà accordarsi con gli schemi futuri? Chi può sapere quel che manca senza conoscere quel che c'è? Come pregiudicare una questione che forse deve di- scutersi più tardi? Per questa parte dell'ordinamento i vescovi sapranno solo quel che secondo alla fine loro opinione rimane a fare e a provvedere : la ed allora come ritornare sopra materie già discusse e congiungere insieme questioni che sono state trattate separatamente. erano di i presidenti quando non quei cardinali erano stesso legati o presidenti dei cinque che Con- discussione e tutto l'andamento del Se a questo si aggiunga che nelle presenti condi- . Tre nel tempo dirigono cilio. Gli stessi cardinali presidenti delle missioni che prepararono delle gli seconde destinate a modificarli. ma Y opposizione proposte cilio nello stato di ammesse si dimandava alla : quali sadiscussione in Con- cose che abbiamo descritto ? 11.75 ORDINAMENTO DELLE MATERIE. riuscissero accettevoli. Inoltre per l'or- dinamento che presiede essi pel quale vengono alla ad uno.

in una modo di come un questo specie di Regolamento che stabiliva tutto condotta da tenersi in quello. Tutto quel che riguardava l'ordinamento del Concilio fu pure regolato in quello di Trento nella seconda Sessione. discusso e sanzionato dall'intiera Assemblea. nenti una maggior contrarietà che zioni non avrebbero dovuto. e che non cooperò poco a mantenere negli animi questo sentimento d'irritazione e di sospetto.76 VATICANO. per quale tutto il Regolamento del Concilio si è stabilito la a priori. costoro era tutti fran- comprenuna così gran diffidenza neh' opposizione e perchè tutto quel che concerne il Regolamento incontrava fra gli oppo. si derà facilmente questo. compresi che quelli dignità e lo stato loro sarebbero chiamati ad giore indipendenza. ma il semplice decreto fu sottomesso in via ordinaria al placet dei Padri. senza discussione. IL CONCILIO zioni della Chiesa una gran parte vescovi del dei Concilio è stata nominata dal Papa e perciò non è il prodotto di alcuna qualsiasi espressione d'opinione dei loro amministrati. se tuttociò si prenda a considerare. come alcuni dei il perchè si sia risvegliata la per una mag- cardinali cesi. dei generali d' Ordine che sono milizia tutta papale. tra considerazione che A non è ciò di si le stesse proposi- aggiungeva un'al- picciol momento . se si calcola il numero dei vescovi in partibus che sono tutti ligii della Curia. e quasi distaccata dalle diocesi. L' atto corrispondente a quello è stato in- vece nel Concilio Vaticano una Bolla papale. senza veruna intromissione . quello dei vicarii apostolici che sono dipendenti dalla Propaganda fide. oltre a se infine si pensi che la metà di anche ospite del Papa.

non avendo ricevuta veruna soddisfazione dalla parte di chi dirigeva nel Condell'aula. furono bel di E massima che sosten- così alcuni dei vescovi. e non ottennero risposta. Tutte queste cose insieme furono cagione che le opinioni dell'opposizione cominciassero a concre- tarsi ed a sopra alcuni punti principali e quindi fissarsi come mezzo : di provvedere pericolo che sovrastava loro dal vantaggio numerico della maggioranza. che ciò avrebbe rispar- miato loro grandi difficoltà per l'avvenire. fecero anch'essi a questo scopo. accorti. 12. Fecero due indirizzi uno per la riforma dell' intiero i più risoluti in al Papa. Forse fu errore degli opponenti di non avere più oltre insistito. e sarebbe vinta prima di nascere. nero fino all' ultimo. Il malcontento prodotto dalla poca nomine idoneità Commissioni e principalmente dal Regolamento. senza deschi si di dimostrarono i più uniti e questo disegno. GÌ' indirizzi non produs- sero verun effetto. I Francesi. benché in picciol un indirizzo numero. dalle cilio la somma delle delle cose. l'altro per alcune parziali modificazioni fu pure firmato da molti di loro. e parere che si i più dovesse subito e dal chiedere la modificazione del Regolache ogni resistenza diverrebbe impossibile. e fermi fin da e di non essere stati abbastanza uniti principio in quel soggetto. ebbe per effetto di accre- . dell'Assemblea ma .ORDINAMENTO DELLE MATERIE. dei quali Regolamento venne firmato da ventotto vescovi. 13. per solo fatto dell' 77 autorità del Papa. I vescovi te- principio mento. si fer- marono sopra ai la necessità dell'unanimità per qualsi- voglia dichiarazione dogmatica.

Tanto varrebbe per l' le il Concilio condannare Islamismo. il panteismo. nei quali mondo fino a quel viene esposta e confer- incominciando dalla creazione del che ne accade mata ai nostri giorni. Era stato distribuito il schema De lo primo ed era già venuto in discussione nelle ultime con- fide. aggiungevano essi. anche antichi. 14. dicevano molti.78 VATICANO. dove potè nifestò abbastanza farlo legalmente. Chiesa razioè un . e quelle dichiarazioni non possono risguardare se non coloro che sono fuori della Chiesa Cattolica e forse anche del Cristianesimo: ma appunto su questo nacque la discussione. Venivano in materialismo. gregazioni di dicembre. Quanto il Buddismo o a quel che riguarda i opinioni filosofiche. Cattolica nale. sistemi e la può opporre la propria filosofia alla opporre il Rosmini ai filosofi tedeschi. Esso conteneva una specie di decreto dogmatico contro tutti se si vuole. in tanti capi . e perciò di rafforzarla. È chiaro che al la Padre Romano. è radunata per giudicare sopra coloro riconoscono e in qualche modo ne dipendono: coloro che sono affatto fuori della Chiesa s' intendono che la già condannati implicitamente e di per se stessi. professore di teologia nel Collegio 45. IL CONCILIO scere Y opposizione di alcuni degl' incerti e irresoluti. Un'Assemblea cattolica. si ma- formidabile. insieme. dottrina tutta la ai compilazione cattolica. quindi ne avvenne che alla prima occasione. sopra tutte quelle materie in massima non poteva sorgere dubbio in un'Assemblea cattolica. quello condannati il gli tutti errori moderni e. Gesuiti e Se ne attribuisce particolarmente Franzelin. ed ogni sorta di sistemi filosofici.

gretta. con cui lo schema è compidispiacque all'Assemblea. la quale divideva il Concilio. si discute o vi ha Ogni condanna che non ha sanzione è inutile. . l' forma. alle orecchie ed agl'intelletti del de- Convien figurarsi l'impressione pro- dotta dalle elucubrazioni malinconiche dei Padri della Civiltà Cattolica e di pochi teologi poco addimesticati conoscenza del mondo sopra tutta quella parte di vescovi che. non partecipano ad esso. quando ci av- verrà di parlare più particolarmente di questo schema ma fin da quando esso apparve sorsero dalla parte del- : opposizione le più vive obiezioni contro un titolo che conteneva in sé lo scioglimento della questione. etc. e perciò nuoce anziché giovare alla dignità di chi la si tace. come si era usato nei principali Concilii e segnatamente in quello di Trento. o perchè forniti d'ogni coltura. erano dà. Questi i principali argomenti degli oppositori schema. hanno almeno il concetto sua vastità e della grandezza dei bisogni e delle questioni che porta con sé. ma condannare non è discutere.ORDINAMENTO DELLE MATERIE. con nessun legame comune. forma minuta. cile ed accettevole cimonono secolo. ma con coloro. Di ciò ragioneremo più a lungo più lardi. di etc. 79 combattere sopra lo stesso terreno. e tale da rendere la materia tutt' altro che fa- Inoltre la intera lato. Tutte queste cose furono della . cioè: Pius Episcopio. Oltre a ciò. astiosa. o perchè colla involti se nel gran movimento del mondo moderno. prima che fosse discussa. in molle cose si primo trovò da ridire e prima di tutto nel titolo che portava contro il in fronte lo schema. Ora si può condannare chi in qualche modo i ci ascolta quali non o dipende da noi. invece Sacrosancta Synodus.

lutti JNisibi. alla fatto si riconobbe con certezza che quale finora si era stentato a cre- dere. Questa discussione occupò sei congregazioni. e che la bisogna non sarebbe andata così facilmente come già annunziava la Civiltà Cattolica. era però già innegabile che le vaghe . 8 e alla la proibì nel Giornale ufficiale il 17. quello di con molto di Malta. stessa materia si trattò senza interruzione il 4. forse per la simpatia che ma da quel giorno. che lo schema invece di essere conda Sessione. Si continuò il 3 gennaio. per quanto dovesse ancora reputarsi prematuro ogni giudizio sul risultato finale . invece rinviato per intiero alla Congregazione per la fede cui apparteneva. nel qual giorno si pose termine discussione. . nella quale se ne più notabile. e quello di anche l'arcivescovo di Sorrento. si La 1' . a 16. Infatti. Quella del 28 dicembre fu trattasse. perchè in essa parlarono con molta lode l'arcivescovo di Vienna. l'arla civescovo di San Luigi. e fu insieme la prima. comesi era promulgato nella se- fosse stabilito. causa. nel quale parlarono lo Strossmayer. tanto l'opposizione aveva voglia di manifestarsi. rumeno. 10 gennaio. e finalmente di Halifax. il il Caixal y Astrade ed un vescovo greco la stessa discussione Genouhilhac. fin dalla il Congrepubblico gazione precedente aveva cominciato a dimostrare per gli oratori.80 IL CONCILIO VATICANO. aveva realmente acquistata importanza. Proseguì il giorno 30. pubblicazione dei loro come si nomi era praticato fino allora. A questo l'opposizione. Smirne effetto unanimemente contro Parlarono e quel V arcivescovo la proposta per le ragioni sopra addotte. acciocché lo riformasse. e Io schema fu rinviato.

l'arcivescovo di Colonia ed altri. cardinale il Schwarzemberg e Rottenburg. come l'arcivescovo di Magonza anch'esso illustre per dottrina. dava maggior peso e ne costituiva tutta l'importanza. 18. certo però più che nessuno avesse osalo sperare. ed essendo il più unito aveva raccolto in un'azione uniforme e comune anche quei membri che sembravano a questa meno disposti. De Luca venne adempire queir uffìzio : nelle con la il condizioni volute per nuova nomina del car- . Ma quel che grave nime. la sua composizione. te- come condotto da personaggi desco quasi unanime. Dei cinque pestosa adunanza. sostituzione avvenuta dopo quella tem- dell' ordinamento presidenti morte del cardinal il ma che forse fu semplice effetto della liturgia gerarchica. della quale or noteremo i le era principali elementi. se non affatto unase non ancora ben disciplinata. di L'episcopato tedesco è uno dei meglio com- posti per dottrina e per condizione sociale. Esso ha pur dimostrato il più gran vigore e la di tal maggior disposizione alle discussioni. che gli fu accagionata dal pubblico la sostituzione del De Angelis al De Luca nella direzione del dibattimerto.ORDINAMENTO DELLE MATERIE. uomo di profonde cognizioni in materia ec- monsignor Hefele vescovo vasto sapere e di clesiastica. più anziano conduce le discussioni : colla cardinal Reisach avvenuta ultimamente. Stava primo nell'opposizione l'episcopato l'arcivescovo di Vienna. 81 ed indeterminate divergenze d'opinione si erano concretate in una vera opposizione. L'arcivescovo in una delle ultime discussioni una Vienna mostrò vivacità. e trasse la presidenza in così grande im- barazzo.

Quasi tutti gli trebbero citarsi ad uno ad uno per qualche dalla gli i ce- primi modi altri e po- ed titolo essere particolarmente notati. per onorava. e. monsignor Haynald. De Angelis. Un di- sorte finale del poco avven- la terzo circa dell'episcopato francese. alla sua volta [era portato fra dalla franchezza dei fermezza del linguaggio. dal Sirmio. che per il suoi pensava le in parte gl'illustri quanto 19. ed ha dato i migliori oratori si per la sostanza come per la forma. del vescovo d'Orléans e del Maret.82 IL dinal il CONCILIO VATICANO. seguendo con varie gradazioni le orme dell' arcivescovo di Parigi. e circa venti vescovi italiani componevano con i primi e con altre piccole frazioni o persone. secondo quel che si narra . monsignor Strossmayer. con totale dell'opposizione. era tenuto universalmente come e glior latinista il il più splendido oratore. è in fama di vasta dottrina e di sentimenti assai liberali. dei quali si popolazioni che rappresentava. faceva gruppo col tedesco. l'episcopato americano quasi tutto. per lievi differenze. personaggio dominante. vescovo di Nisìbi . mancava per il numero. parlò per un momento in le si monsignor Tizzani. Il vescovo di di Bosnia e Bosnia e Sirmio. l'autore del libro Del Concilio generale e della pace religiosa. com- membri. d' Ungheria. sarebbe quegli che con un suo scorso avrebbe deciso turato schema. dette il loco. il ragione che questo era De Luca Lo Schwarzemberg dalla chiarezza dei natali. il mi- L'arcive- scovo di Golocza. L'episcopato di Ungheria e della Croazia vescovo guidato dal Primate . e da quel di Colocza. per la stessa più antico cardinale. Fra gl'Italiani quei giorni di grado il di coltura dei personaggi.

L'ultima ammonizione produsse le varie opinioni. non sarebbe neppure slato universalmente un istromento cieco nelle mani del piuttosto nel senso così detto partito cattolico. Coloro che cre- vario effetto secondo devano essere il Concilio un'Assemblea sovrana. i presidenti ammonirono i Padri sulla lunghezza delle orazioni. L' effetto del voto di sfiducia manifestato col rinvio del primo schema. la . giudizio sopra È le perciò assai difficile dare disposizioni Da quel che apparisce. mennon erano ne universalmente né molto attivamente tre neh' altro campo. come dovessero giudicarsi cioè di peccato mortale coloro che avessero infranto. aggiungendo alla semplice ingiunzione già inculcata nel Regolamento. abbondando generalmente romano. e sopra l' inutile ripetizione di più gli di cose che fossero già state dette da altri : ammonirono severamente sopra la conservazione del segreto. e del disinganno provato per la sessione pubblica del 6 gennaio. 20. in partibns. rei gratis culpce lo . vescovo di Gasale. dell' un giusto episcopato italiano. perchè in molte questioni un certo spirito di moderazione sembrava aver gua- dagnato adagio adagio terreno fra loro. mostrarono oratori . fu l'accresciuto ri- gore del Regolamento. Vecchio e cieco.83 ORDINAMENTO DELLE MATERIE. per la facilità della locuzione e per la vivacità dell' argomentare fece una certa impressione sull'AsNelle successive discussioni anche altri si semblea. e tutlociò con poco co- strutto. fra i quali il ma quelli di Biella e di Salerno. perchè degl'Italiani per le ragioni già indicate pochi e timidamente si univano all'opposizione. esso. pel discorso sopra accennato. In una delle prime congregazioni che seguirono.

fra Franzelin.84 IL CONCILIO VATICANO. di mille persone fu abbastanza conservato. contro la quale si sarebbe usata ogni sorta di violenza morale: lo che doveva naturalmente perato fino alle sue produrre e produsse conseguenze affatto contrarie alla intenzione. 22. se tuo obbligo di una tal si dimandavano» sanzione. Giova però aggiunche non ostante queste opinioni il segreto del gere colpa i per esserne partecipi più. particolarmente nel principio. le la i quali il Padre modificazioni non potevano sperarsi da contentare quelli che V avevano combattuto. Così le un solo. e che fin dal avevano già malcontento. e quel che ne traspirava era più per le piccole Concilio. coni' erasi già proibito al Diario di i nomi degli oratori. tali . non potesse divenire un il segreto poteva essere vincolo di coscienza fino al segno di far rei di grave Padri che l'infrangessero. e se è vero che Commissione destinata a quest'ufficio figurassero coloro che l'avevano composto. che cioè quello sarebbe ado- estreme conseguenze a danno dell' opposizione. Roma di secondo che pubblicare perfino si era lasciato fare per le prime congregazioni. fede fu nella Lo schema dato a rinviato alla Commissione per studiare di nuovo. Veramente pareva che i regolatori del Concilio avessero preso a cura di giustificare le primo apparire fomentato il apprensioni nate del Regolamento. indiscrezioni di molti che per la rivelazione di 21. e sti- un giusto muconvenienza. pure fu proibito ai vescovi di stampare loro orazioni anche semplicemente ad uso dei loro colleghi. chi potesse infliggere ai Padri mavano che. quale non dipende che da se stessa.

to he. d'Italiani ve n' era appena o nessuno. continuavano l'opera loro fuor delle trattazioni conciliari. L'indirizzo portava in testa la firma dell' arcivescovo di Westminster. Si aveva un bel fare e e accompagnato da una al Concilio la personale del Papa in un bei dire di altre ma- terie.85 III. questo era il punto dominante delle cose. firmata da diciotto vescovi di varii paesi. Intanto l' infallibilità. 4. uno dei pochi americani infallibilisti. La lì suo concetto e il stava il lettera era to be or not i suoi desiderii. Primi moti per \ . lettera diretta ai vescovi per chiedere dell'infallibilità proclamazione materia di fede e di costume. ossia era la prima proposta vescovile di grave importanza che si presentava a quella per ottenere la facoltà di essere ammessa alla discussione. e secondo sentiva che 3. L' indirizzo alla Commissione con molta destrezza veniva diretto destinata ad accogliere le proposte de' vescovi. Un indirizzo venne portato attorno dall'arcivescovo di Westminster. Ognuno a suo modo. Era tutto quel che «dei gì' Infallibilisti avevano potuto effettuare programma annunzialo secondo il quale l' infallibilità dalla Civiltà Cattolica. avrebbe dovuto proda- . e dicevasi anche quella dell'arcivescovo di Baltimora. 2. o si agglomerava intorno a quello. dai padri della Civiltà Cattolica. gì' Infallibilisti — Altri schemi. la questione del Concilio Vaticano: tutto il resto cedeva il loco.

dove sarebbe già stata riconosciuta. fondava Y indirizzo sopra quel che esso qua- per l'opinione universale della Chiesa già suf- ficientemente chiarita in altre congiunture. un vata che in non sarebbe si stata fino allora voleva appro- Concilio provinciale tenutosi di recente. e sopra la necessità di questo dogma per conservare l'unità della Chiesa. dagl' Infallibilisti. particolarmente renza e può foglio si che dirsi quasi il prevedono da loro dalla richiesta per l'indiffe- disprezzo. con cui in quel le separazioni e gii dichiarazione possono la più missione di coloro che lo manifestano. contenuto di queir atto non può non lasciare una profonda impressione in coloro che Y osservano con Il calma e che riflettono coni' esso fosse l' espressione di uomini. poiché una tale dichia- eruditi nella materia. Citava anche altri Concilii . in Olanda. Si lificava Concilio il principio della sua riunione. che per Y esiguo numero membri non poteva avere alcun peso. conlradizione con Questo sentimento forma alta scismi . i quali son guida a numerose ed elette popolazioni e depositarli della religione di grandi ed importanti maggioranze.IL CONCILIO 8t> VATICANO. Chi sa perchè Y Olanda. queste citazioni ne state esatte fatte a come razione così esplicita e così personale. marsi per acclamazione spontanea da tutto fin dal 5. secondo le sue microscopiche propordei suoi il zioni riempiva lo Stato Romano di Zuavi ed lio d' Infallibilisti? Forse solidi e robusti far tutto fortemente e il il perchè è proprio dei Concipaesi con energia. la avvenire. Secondo massima in gli oppositori non sarebbero proposito. ma salvo errore. paese classico del Protestantesimo e del positivismo.

piuttosto che quello di una conoscenza personale e certa. Detraendo dal totale plice dei vescovi sedenti in Concilio quel che l'opposizione. rizzo era già in corso. vi ha dubbio che questa omissione per fece per togliere si vi sarebbe slato di singolare ciò che sia prima non la in quel che le Autorità pontificie avessero approvato colai dimanda. una sem- risultalo di operazione aritmetica. ma tuttavia assai grande. come pure che ogni sorta d' indirizzi era assolutamente proibita.PRIMI MOTI PER L'iNFALLIRILlTÀ. A chi . e cotal cifra fu giudicata. si e quando l'indi- disse. da persone nulla sospette ed in grado di es- sere bene informate. quantunque da questi atti d'ossequio alla dichiarazione dell' infallibilità vi fosse ancora un passo sì. e occasione del centenario di San Pie- tro. quel Ognun o foglio sa che a 87 libello circolò Roma nulla si poteva stampare senza approvazione. cioè circa dugento. Più tardi. Si può ben intendere come questa seconda legge non ma applicabile ai Padri del Concilio. e con più fondamento. aggiungendo che questo numero stava per divenire anche maggiore. questo numero: si contava per rimaneva a un circa egli calcolò manifestamente che tutti costoro avrebbero consentilo. 7. dettero molto d'attorno per rac- non essi ottennero. Fu che notalo senza licenza di sorta. come più prossima al vero. si conosceva esattamente Alcuno altra volta di poter conlare sopra ma questo non era forse che il di il loro aveva detto cinquecento vescovi. I promotori numero che si ma cogliere le firme. 6. avere quattrocento firme. e fece forse anche fon- damento per tal supposizione nel numero che avevano prima fatto atti d'omaggio particolarmente all' vescovi di al Papa.

9. L'opinione della parte più moderata del clero slesso era poco soddisfatta di questi procedimenti che. Per i Gesuiti era una questione complessa di tradi- a zioni. nocciono assai più che non giovino alla causa che vorrebbero propugnare. ma anche inopportuno. d'influenza. Questa indiscrezione per parte di costoro espose la Curia Romana. 8. poiché tendeva a precludere una discussione che dovrebbe aver luogo a suo tempo. giudicava solamente da quel che appariva all' esteriore lo stato dell'opinione fra i Padri del Concilio. e meno perfino a cento. senza verun senti- mento della più elementare convenienza. quando fossero venute in discussione le prerogative della Sede non solo fosse non conveniva prima di quel momento pregiudicare in verun senso la questiona. e che dei cardinali presidenti.«8 IL CONCILIO VATICANO. quanto con ragione essi dicevano. e di mille altre ragioni che sarebbe lungo analizzare e che fatalità conduceva essi primi per una specie di a confessare retrospettivamente infallibili Cle- mente XIV che li abolì e Pio IX che fece presso a poco . quella sembrava ancora esagerata. ri- ma l'opinione lontana dal vero par che fosse quella seconda asserita dai promotori dell' indirizzo. alla disdicevole taccia di mendicare da se stessa la sua apoteosi. forse senza otte- esattamente e di sicuro senza poter affermare nerla nulla di certo. Alcuni volevano cifra durla a dugento. di sentimento della propria esi- stenza. A coloro che tentarono dimostrare con ragioni ad alcuno dei propagatori dell' indirizzo come questo atto discutibile per se stesso. quelli lasciavano intendere di avere ottenuto a tal uopo l' assenso Romana.

e di la non ha vedute che e suddivisioni interne. GÌ' indirizzi degli ma e con- oppositori che precedettero questo. 89 Papa Westmin- di questa sua insistenza era forse l'effetto logico ster. riguardavano solo mento il il Regola- non pregiudicavano alcuna materia prima che fosse proposta alla discussione. della catto- le infinite divisioni ha ammiralo solamente lica fuori di religion cattolica dentro. che sfugge al giudizio comune e tutto particolare 10.PRIMI MOTI PER L'INFALLIBILITÀ. come accennammo più sopra. di equanimità e di giusto sua azione verso il come Questa mancanza sentimento cattolico nella Concilio gli vien perfino rimpro- verata dai cherici più fedeli e più devoti di Roma. era esalto. e che perciò fronto non i devoti dovevano pur farne. lo stesso. ha visto la sua religione di dentro e € non non di fuori. e della seconda non ha sentito cessiva autorità. restando a carico loro nuova formola per interpretare che tornerà ad il cercare poi una il del giudizio Per l'arcivescovo abolirli. ragione di aver prodotto questo indiaddussero che avendone già fatti gì' Infallibilisti oppositori incombeva loro di non restare indietro. Della prima non ha apprezzato i buoni effetti prodotti da una moderata libertà e dall'esercizio costante della ragione e della coscienza propria. Bensì dopo l' indirizzo . dei suoi antecedenti: prete e protestante al principio della sua carriera. Egli lo schiavo i pericoli che derivano dall'ec- si è invaghito dell'autorità s'inebria della libertà. il loro ardore a proseguire quello scopo era un fenomeno. rizzo. gli Come di quest'Assemblea. Della protestante l' maestoso effetto della sua unità. Per vescovi tutti gli altri infallibilisti .

dandogli non rimaneva . Può più singolare ella immaginarsi una condizione reciproca un uomo che accoglie in sua di quella di casa tanta gente convocata ed accorsa col disegno di proclamare la sua apoteosi . degl' indirizzi contro libilità venti i ed anche fra loro. provazione non ne permettesse dirigersi al Papa. di rivolgere le il i pro- proposte. Dovendo che fossero accettate vate dal il una proposta episcopale al si sottoscrittori. e di quelli che non firmarono alcuni dichia- rarono che riserbavano a combattere nello stesso si senso dell'indirizzo. quelli. e i trenta . 41 . quei Tedeschi che preparava dagf s' astennero. Tutti compresi. e così fecero. casione. se ne presentasse l'oc- quando Primate d'Ungheria.90 IL CONCILIO degf VATICANO. ascendevano fallibilisti la forma i agli oppositori altra via prii direttamente loro siasi altro alto che quella dalla Papa. Italiani Un partito terzo indirizzo que firme. del- vescovi tedeschi I ed austriaci firmarono quarantacinque sopra cinquantasette. e particolarmente dei alcuni s'appigliarono allo stesso cardinali. e che nel tempo stesso riceve da costoro suppliche caldissime per pregarlo di rinunziare questo onore? . non avevano affinchè al l' Congregazione. cominciarono quelli dei vescovi Infallibilisti l'opposizione in senso contrario. come qual- riguardante Papa slesso. più fra la essere appro- altro negando mezzo che la sua ap- discussione. che era di I Francesi firmarono Il tardi firmò anch' egli. essi Come infalgl'In- Concilio. dopo Concilio. avevano diretto di di che avrebbe venti o venticin- nenti alle varie nazioni. apparte- a centosessanta e più.

GÌ' Infallibilisti dal canto loro non trascura- vano neppure altri mezzi di propaganda fuori Concilio. ed una così grande analo- . l'Assemblea: circa quattrocento più di Infallibilisti. Se le cifre degl' Infallibilisti erano ine- coloro al ciò che si satte. centosessanta e vicino a dugento oppositori: rimaneva circa un centinaio e più d'irresoluti. vescovo di Ebrun in partibus. e in quelli otto giorni si ten- nero discorsi. per non so che vecchia costumanza. dove si rappre- senta la grotta di Betlem. nel qual memoria della del del- tempo durante una settimana per propagazione del Cristianesimo a tutte le genti. orazione ritrovò tale somiglianza fra il tabernacolo e il la Monsignore in una sua grotta di Betlem. di Ginevra. GÌ' Infallibilisti rono tengono si giova- di questa cerimonia. se dagl' Infallibilisti 91 le cifre date erano approssimativamente accettacon qualche fondamento dividere così si poteva bili. 13. Vaticano. si suole. di timidi. Conosciuti questi indirizzi.PRIMI MOTI PER L'INFALLIBILITÀ.-la Sacra Famiglia e l'episodio dei Re. e davanti a tale rappresentazione si lunghi discorsi in varie lingue. e di che preferiscono giudicare il combattimento combattere. 12. figurata nell'adorazione dei Re. nella chiesa di Sant'Andrea della Valle fare la mostra di una scena. crescere proferito numero il il deve sottrarre a quelle va ad acdi coloro che non avevano ancora numero loro giudizio : fra questi erano in gran gl'Italiani. che o direttamente o indirettamente non si occuparono d'altro che del loro soggetto favorito: lo stile era sovente ispirato dalla più pura essenza della Civiltà Cattolica ed anche da disgradamela. Cadeva nei primi di gennaio la festa l' Epifania.

affinità quiete universale di tutte le ma come argomento. uno dei più zelanti e bollenti noto Infallibilisti. consegue in uno quali per dei numerosi esperimenti che ne sono slati fatti sopra l'umanità. Questi voli l' in quella venera in questo. Come comodo. Il alla stazione di di Roma Maret. che parvero esorbitanti immaginazione agi' Infallibilisti del- meno trovavano presenti. e scambiandoli per lingue di fuoco sciasse ispirare da quelli. e prometteva da questo la coscienze ed mondo. vescovo Inule. verità ogni volta che gli bisognasse. fu espressa col celebre molto: X orare i la specie di quiete che si . per quanto fosse il ed il dell' oratore parvero esagerati anche scapigliati che si Vecchio all'udi- meglio disposto a giudicare nel più benevolo modo. e che avrebbe potato pur avvenire che la mente infiammata di qualche Padre del Concilio ne fosse tratta in inganno. sarebbe il riposo del incontrastabile. avvenuta negli ultimi tempi. In quell'occasione uno degli spiritosi nepoli dell'antico Pasquino notava che per morte di molti cardinali.92 IL CONCILIO VATICANO. già fra che si il Bambino che si adorava torio. si vedevano in aria quindici cappelli cardinalizi. si la- Un Padre Galierani gesuita facendo della sua predica un trattato di politica ad uso e con stile dell' Unità Catto- fu pure violentissimo. fece un lungo discorso per dimostrare fosse d'importanza universale il proclamare l'inil di geva come fallibilità. e particolarmente per avere ricevuto con poco oneste accoglienze lica. già per varii aneddoti. quando appena vi giunFrancia. affinchè il mondo affaticato dal potesse avere dall'incertezza dove conoscere la dubbio e vinto un luogo ed un uomo. con quelli di simil esso ha una certa genere applicati alla politica.

tutto delle proteste e degl'indirizzi il suoi ai repertorio dei varii vescovi. il secondo non sembrava che dovesse Il avere una sorte di gran lunga migliore. porge un giogo di qualsivoglia specie. i 45. non era che un'appendice agli De moribus clericorum. [nel primo si contenevano i titoli: . estratte da lettere. anzi quattro schemi insieme come soggetto di prossima discussione. o di natura privata. per diffidarli così all' fatti politici. ed esercitare sopra gl'incerti e timidi la pressione della pubblicità. altri atti occasione com- promettendoli ad uno ad uno. che era in quel giorno quasi intieramente composto di coll'essere il quale forse non fu mosso a quell'espansione da altra ragione che dalla vecchia usanza. incominciava una Pensando a trar profitto dagli entusiasmi degli anni scorsi. prometteva lettori. di si pubblicò il secondo sche- primo aveva occupate sei congregazioni prima essere rinviato. ed anche in questa seconda parte dell'argomentazione non fu poco ardito e finì applaudito da certo numero del pubblico. tutti contenenti materie disciplinari. per esempio. solto l'impressione degli ultimi avvenimenti citando anche frasi sparse. Piuttosto che uno. In tale stato di cose ma. per Francesi. quarto episcopis Ognuno i titoli. di questi si divideva in varii capitoli. Tre erano perchè altri: il De chismo. sono stati distribuiti ai Padri tre. De cate- libello . règne à Varsorie. Quindi l'oratore ne dimostrò pure l'opportunità di tempo.PRIMI MOTI PER L' 03 INFALLIBILITÀ. L'Unità campagna di un Cattolica intanto altro genere. 14. di gioia cui non ogni pubblico quanto allora che gli si gongola mai tanto di gioia. e principiava a pubblicare. come.

Quel che generalmente irrilava in questi progetti di decreto. Questa irritazione. e sembrava tendere a circoscrivere 17.94 VATICANO. rifuggivano. e te. de sede episcopali de visiofficio episcoporum. tatione. de . era quell'insieme della forma e del modo. onde venivano presentali. tali viepiù certi le sedi diritti episcopali la scelta dei vicarii. In quella del 19 circa . Anche questo schema benché si clesiastico ordinario. unita a quella sempre viva di non aver potuto a nessun patto scuotere il giogo del Regolamento. de residentia vacante. oltre la si trattavano le . Lo schema De episcopis toccava questioni viper l'episcopato. grave importanza. e perciò facevano opposizione vivissima ad ogni proposta che mirasse a circoscrivere seno delle proprie giorno 15 parlarono diocesi. erano entrati tali nel Concilio di al per essi dire di Paolo Sarpi. Trento per uscire sem- per una parte almeno. che portava con sé la presunzione che dovessero essere accettati così e non altrimenti. de conciliis provincialibus . Di questa nella nuova materia cominciò del dì Congregazione 12 di a trattarsi gennaio. ed altre materie che hanno I vescovi che. de vicariis generalibus. 16. si mostrava ogni volta che se ne pre- sentava l'occasione. e se ne con- tinuò a trattare per molte altre. daluscire dal Concilio Valicano anche più muti- plici onerici. sopra vacanti. de obìigatione visitandi sacra limina. l'idea di lati. la loro autorità nel Nella Congregazione del sei oratori. IL CONCILIO de synodis. venne accolto con dizione. de vicario generali. al diritto ec- occupasse di soggetti pertinenti forte contrai' opposizione maniera con cui materie. de synodis dioecesanis.

come uno straniero. 95 altrettanti. più antica data. tempi che è sentita da quanti o con l'azione.PRIMI MOTI PER L'INFALLIBILITÀ. eletta vittima ! Fu questo discorso forse l'ultimo suo grido per darne avviso alla Chiesa: e la sua voce venne soffocata per sempre in una di quelle terribili convulsioni che a spessi periodi abbrutiscono le nostre società. lo ha nobile ed all' im- Monsignor Darbois non far altro che stendere la sfazione di aver fatto egli . nel quale tolse occasione per ristabilire al suo giusto valore la dignità e l'ufficio la missione dell'Assem- di vescovo. uno dei Le opinioni del Darbois si conoscevano da romani. Il suo linguaggio fu severissimo: lo di- cesi che. Ma quel che fece più profonda impressione in quel giorno fu una non men viva orazione dell'arcive18. di cui la potenza infre- travolto nel profondo dei suoi vortici. ma l'arcivescovo di Colonia era immune scovo . rimproverasse loro di camminare nelle tenebre. da un mondo che non era il suo. che il non sembra essere slato lo stesso che informava schema proposto. e l'arcivescovo di Parigi in questa tornala tenne un eloquente discorso. riconosceva con tanta giustezza nabile. l'intelligenza e aveva da il nella luce alludendo con ciò con lo spirito. mentre che egli e i partecipi delle sue opinioni erano stati costretti a camminare periosa potenza vivono in essi. di Colonia che reputa vasi. o anche solamente con dei afferrare semplice Il soddi- torrente. fra i Tedeschi. cappello cardinalizio: il preferì mano per la suo dovere. Sparì senza rammarico e senza compianto di alcuno. dirigendosi ai fautori delle dottrine assolute. e quindi l'ufficio e blea generale della Chiesa secondo suo vedere.

che il è vero. I vescovi non cessavano pur dal chiedere che una più ampia cono- fosse data loro fin da principio scenza della materia. ma sua orazione della non potè aversi un giusto ragguaglio. 21. Parlando delle tradizioni e della costituzione politica di il il sopra l'opposizione parte eletta già detto.96 CONCILIO VATICANO. il dell'opinione. si risente che copre un antico monu- mento. IL da ogni sospetto come misura di resistenza. Par che i vescovi dell'opposizione rimprove- rassero particolarmente agli autori di questi schemi la ristrettezza delle loro idee. Nell'adunanza del 21 fra finalmente il gli altri oratori parlò vescovo d'Orléans: grande era l'aspetta- tiva. e che risvegliandosi sieno mondo non i abbia più meravigliati loro costumi: se ben trovato per dipingere con verità che tutto non l'effetto rivelazione di questi schemi. dove tutti fossero addormentati tre secoli or sono. 20. come accade non hanno voce nell'aula a quelli che facilmente così forte da far- visi intendere. la quale doveva essere discussa . è marmo. perchè sembra che riuscisse difficile l'udirlo. colpì grave- mente. statista inglese la in aveva guardarvi dentro produceva una im- pressione dello stesso genere di quella che nei sollevare che primo. 19. e particolarmente aveva sopra prodotto la un'altra occasione. un eminente il Roma. Si narra che un vescovo abbia comparato gli abitanti si Roma a un'isola incantala. e perciò dello stato suo discorso. e dicesi che ai suo incominciare molti lasciassero i loro seggi per fargli corona. e segnatamente ed intelligente di questa.

sinché non qualche modo tutti gli fosse ma tutto provveduto in cose. benché partite da buone fonti. 22. ha varie formole sanzionate da un lungo e costante uso nelle varie Chiese. non ad dissidenti che la pres- sione esercitata dalla maggioranza aveva uniti. fosse di tutte sposto a far compilare un prospetto generale materie da trattarsi per distribuirlo a onde ne prendessero conoscenza. Concilio. come uno di sue disposizioni entrava più addentro nella vita giornaliera delle popolazioni cattoliche. Quel che fosse da credere in tutte queste novelle. facesse circolare una proposta fallibilità. e. Lo schema Sul catechismo accennava già an- probabilmente delle si al difficile stato delle periosamente richiedeva. Ognun vede come sia difficile introdurre 7 . È nolo quelli che che il per le Catechismo cattolico. com'esso im- schemi sarebbero an- a raggiungere il primo negli Ufficii Commissioni sopra gli emendamenti. vedendo come per la via tenuta non finora si giungesse a veruna conclusione. ne fu distribuito un quinto. Si trattava. l'anziano dei presidenti che dirigeva tutto l'andamento delle cose. i ugualmente Angelis. che cardinal il De tutti Si disse di- le vescovi. non poteva essere accertato che dal tempo. sebbene non fossero ancora compiti due dei quattro ultimi schemi. e si annunziò ufficiosamente che il Papa. ossia sesto dal cominciamento faceva credere che. di modificarlo. a quanto pare. di accomodamento sulla questione dell'in- che fosse accettabile dai due altro. contenendo in fondo la stessa sostanza. ch' esso a dover prendere quella via. Intanto. Per calmare tutte queste agitazioni conveniva concedere qualche cosa. dati del Concilio. valesse almeno a dividere i se lali.TRIMI MOTI PER durante il L' 97 INFALLIBILITÀ.

Lo schema De 1. come in appresso si vedrà. lo che sarebbe stato più essenziale. Questo schema era . rado pericolose resistenze nella natura umaquale invece in ogni cosa trova l'unità nella va- non la di rietà. Il schema sesto ecclesia. fin Questa tendenza ad agguagliare ed accen- trare che prevale ai nostri tempi in tulle le leggi ed in tutte le istituzioni. etc. distribuito nella tornata del 21 gennaio venne nelle mani dei Padri ancora molle ed appena uscito dai torchi: la qual cosa fece supporre che fosse una edizione recente fatta sotto L' impressione della cattiva riuscita dei primi.VATICANO. per cui si può sperare che molteplici combinazioni di nazioni e di schiatte possano andar d'accordo sopra un medesimo soggetto. è sovente in opposizione ed incontra na. IL CONCILIO 98 variazioni in queste materie tradizionali. se considerazioni vi furono. non s'ha ragione di credere che queste considerazioni. Esso conteneva per l'appunto tutte sotto il titolo dogmatico. Pontificis. e si dice che vi fosse anche tratta un capitolo: De poleslate temporali. vi abbiano esercitala veruna azione. che sono im- medesimate con abitudini contratte universalmente dalla infanzia. è del Concilio uno schema meramente essenzialmente dell'autorità del Papa. e perciò fosse stata riveduta e ristampata di fresco. che è la sola formola. De primatu le De questioni più gravi ecclesia. quanto allo spirito però. Conforterebbe questa opinione l'esserne migliore la compilazione. IV.

poiché l'infallibilità non disconoscevano di dichiarare i fautori stessi del- la difficoltà e il pericolo malgrado e contro di una opche ragguagliava certo un quarto un dogma posizione intelligente. pendeva il 99 la sollevava di necessità. e se il postu- era vero che esso racco- . il campo. potesse tenersi vinta dalla minoranza. questione. In quale la carattere e dalla risoluzione del quale sorte di questa Assemblea. almeno a Assemblea. che è pure l'espressione più disciplinata e più legittima dell'opinione cattolica. o per esso la Commissione proposte. questo schema 2. del quale più sopra abbiamo parlato.LO SCHEMA DE ECCLESIA. aveva già ottenuto questo dell' intiera effetto che. Se- condo si i giudizii ord inani. da quanto appariva allora sarebbe dovuto dedurre che per ciò che riguarda come dogma il tal assoluto. nella cardine delle cose. sta e la le questioni che avevano necessità delle cose suo giudizio. Infraltanto l'indirizzo. tutti gli argomenti del pasanche assai intralciata per l'avvenire la via ma ad ogni possibile modificazione per mezzo dell'azione complessiva dell'Episcopato. e si questione dell'infallibilità. se delle lato il Concilio. tanto per se stessa. non solo ne sarebbero rima- solennemente convalidati sato. g gran parte del sistema politico e religioso praticalo negli ultimi anni. come il Sillabo. Quando quella si fosse venuta a risol- vere sti in senso affermativo. il quanto perchè involge nella sua sanzione il più degli ordinamenti che regolano le varie materie nella Chiesa e particolarmente i più recenti. dove doveva decidere si il in gran parte quella di tutte volere degli uomini e condotte avanti il principalissima. avesse solamente accettato per l'infallibilità.

dagli opponenti dogma della quale alla dell' infallibilità scriviamo. 3. in quel caso ne sarebbe che per i posteri. e non lasciando proporre la questione avesse imposto silenzio sopra soggetto. questo era pure un risultalo. che però sa- rebbe sempre rimasto presso la Curia Romana come buono a tenersi . Siccome certamente nessun vescovo tal farebbe un postulato per proporre una sentenza contraria di fallibilità. di cui gl'Infallibilisti in mancanza di meglio avrebbero potuto contentarsi. perfino di coloro che si erano nelle ultime vicende addimostrali causa papale. glieva quattrocento firme. tuttavia contro quella seconda ipolesi già fin d'allora essi si riuscita semplice ed intiera non v'era più per veruno schermo. e persino nel Clero stesso fino ad un certo grado della gerarchia. cioè. Questa fu anzi l'opinione che per un momento sembrò piuttosto accreditarsi nel pubblico come mezzo di transazione.•100 IL CONCILIO VATICANO. occuperanno i quali inconscìi questa vertenza. non poteva non ri- scontrare almeno una grande irresolutezza. non cre- personale. ma che il ad intendersi non aveva facile accettato l'espressione di cotal sentimento. Se si entrava invece nell'aula con- . sarebbe rimasto incon- di trastabile che la gran maggioranza del Concilio Valicano l'infallibilità opinava per avvenuto dei particolari si Papa per un riguardo personale del Papa. se non ri- più zelanti per pugnanza. deva del Se a quell'ora. avesse accettato questo indirizzo come un omaggio. e quel che in essa chiamasi proxime fidei. che il Papa. alla la si dichiarazione dogmatica dell'infallibilità personale. Il più singolare di questa vertenza è che. se s'in- terrogava l'opinione pubblica dei Cattolici.

essendoché lo pur non quale andava a infrangersi minava quasi senza contrasto in si la una sua progressiva di molti secoli. due congregazioni si sono già tenute dopo 21. formazione di legislazione dell'autorità con grandissime facoltà e mezzi per usarla. che più importa. era un fatto innegabile. se si vuole. non solo per mantenersi contro le invasioni del così detto ma anche per giungere a conquistare riforme le volute dalla necessità dei tempi. cuna congettura sopra il prodare. do- istituzione antica. cui si ma fortificava lentamente. disciplinata. mentre l'esistenza di una certa opposizione nel seno stesso del Cattolicesimo. viene ad essere naturalmente più incli- d'onde esso trae origine che alle popoin cui esercita la sua autorità. 4. Questo fenomeno non può spie- garsi che per l'odierna costituzione dell'Episcopato. ciliare. tale quale è. la l'infallibilità aveva per so gran maggioranza. per le condizioni che le le governano il sue elezioni e sue nomine. fra i propugnatori. ha per sé la odi educazione a sostenere. e. intero. assai più l'influenza delle idee dominanti nella Curia che nato alle fonti. che. Erano slate in tulle. e che si doveva ancora riconoscere che que- partito cattolico. un sistema l'esercizio attivila. Questa era pure la causa potissima. perchè. spirito che l'era contrario e po' di terreno. quale. la lunga abitudine della politica^ecclesiaslica e ia dispensa di tutti quella del gli onori e le dignità della gerarchia. sempre un contro il guadagnando poteva fare alo v'essa andrebbe ad apfine. quella dell'opinione pubblica dei loro greggi. e quindi risente lazioni. Altre . coloro che vi aderiscono ed anche quelli chela subiscono. aveva sta opposizione per la lotta stessa.101 LO SCHEMA DE ECCLESIA. cioè il 24 e il 25.

Intanto nella votazione del giorno 19 per la no- mina della finalmente Commissione sopra si elesse. in quel giorno avevano Non tutti quelli lasciato che mancavano Roma ma . il par- durata del Concilio. quindici riunioni. se questa con ragione tito cattolico muni con V opposizione desiderava che si : andasse per le lunghe per evitare di essere subito vinta dal numero."102 IL CONCILIO VATICANO. il Concilio. comprese dacché cembre il due sessioni pubbliche. era portato poteva anche speranza della corta questi preliminari giudicare che andrebbe si fallita la si E poiché l'andamento delle cose si era manifestato diverso da quel che si credeva. dal gli numero affari orientali. Le parole che il Constitutionnel prestava all'Oliinuovo ministro francese. finché durava vier. che delle schede si potè riscontrare quello dei vescovi essere dalle prime votazioni diminuito di 70. di alcuni si diceva che si fossero allontanati per malcontento nascosto sotto . nasceva in quello il la desiderio dì temporeggiare. Quattro erano morti. cioè nei due mesi di dile e di gennaio. Concilio fu aperto. non dovesse trattarsi coli' Italia del corpo di occupazione francese. certo la mag- gior parte. e nulla fino allora Da a conclusione. si in alcun caso anche di mostrava così poco do- e che poteva appunto per ciò minacciare qualche ruina all'edificio con tanta cura messo insieme negli ultimi venti anni. ad afforzare tito le altre cattolico meno per il ritiro non valevano poco considerazioni e a rendere ripugnante alla il pardurata di lunga quello. così ogni qualvolta resistenza si faceva più viva . 5. che cioè. veniva ad avere in questo interessi copoiché. ed prorogare un' Assemblea che cile.

che il Concilio durasse a lungo: deravano apertamente. e con questo 103 avevano reso un cattivo servizio alla propria causa. Dei Francesi alcuni erano tornati alle loro diocesi a cagione delle turbolenze politiche. La non accennava neppur essa a breve loro tattica però durata. A numero degli assenti si questo saggio nell'avvicinarsi dell'estate doveva crescere cominciava da alcuni a il assai più. pochi o niuno di loro . Nel Concilio eglino serbavano avanti all'opposizione un contegno passivo. varii pretesli. tutto tornava nell'incertezza dell'avvenire. gl'Infallibilisli la gli opponenti lo desiCuria se ne contentava. Concessa questa. l'opinione pubblica una volta risvegliata avrebbe fatto l'opera sua ed eser- una certa influenza sopra di loro. e si cioè Questa opinione aveva cominciato ad allargarsi. se lo in Concilio aperto. e la Cattolicesimo restava di guadagnato pido e alle quel quel caso conservazione dell'occupazione francese. Al partito cattolico il rava di tutto il al sottrarsi al ra- del laconico programma della Civiltà Cattolica.LO SCHEMA DE ECCLESIA. stantechè. non era poco. 6. che è sempre il miglior rimedio e l' ottimo consigliere. ed avevano agio di consultare meglio il sen- timento delle proprie popolazioni. Durante quella potevano seguire mutamenti. se non do- si vrebbe ricorrere ad una proroga. la si politica vi va in fondo ebbe si assicu- sommario compimento il che cause che sua parte. e che si era proposto non sarebbe rimasto citata che la movevano. e quindi dimandare. e di più il beneficio del tempo. solo più risoluti non se ne acquetavano. I vescovi ritornando fra le loro popolazioni sfuggivano all'atmosfera autoritaria di Roma. confondeva con un desiderio viepiù crescente.

hanno per tradizioni Ma per questo sarebbe mestieri che gl'Italiani avessero ben chiara dell'azione che. e la speranza che. la a pre- modo della la grande storia di- . lasciando sfogarsi lo spirito d'opposizione nelle prime materie di diritto comune. non dissimulavano parlato. Essi conti senza la flemma tedesca! Avrebbero anche dovuto e soprattutto si con la combatteva che ferenza di la farli la tenacità italiana. sia agita nel Cattolicesimo. possono più particolarmente esercitare. ed allora vincerebbero più facilmente ed in tempo più breve che non però avevano fatto si i sarebbe da prima creduto. conoscenza intima del terreno dove gl'Italiani tutti gli con altri. sia per ciò che riguarda per ogni altra questione che si il stato coscienza Papato.104 avevano IL CONCILIO VATICANO. della quale in ogni manderà loro ragione. e responsabilità. furia francese si calmerebbe.

di soggetti. quale appariva nello scorso mese. De moribus clericorum quello l'aveva seguito d'appresso: e lo stesso era avvenuto di quello De catechismo. Ben altrimenti grave sarebbe in la discussione lo schema resistenza. Ecumenico cilio avrebbe fine. e quale sembrava dover ancora du- delle rare per qualche tempo. i. Erano già tre mesi che si radunava il Concilio e non aveva ancora potuto condurre ad alcuno effetto. quelle che appassionella nano più gli animi meno importano nella Chiesa e che inoltre più o a tutte le società. Quel che avvenne prima dello schema De ecclesia. che conteneva in sé tutte le questioni più ardue. secondo che il nu- . dimandando rispose egli avrebbe principio. Lo schema De episcopis era andato a raggiungere nelle Commissioni sopra gli emen- damenti quello De fide. i quali E finora non si era trattato che non toccavano almeno diretta- mente alcuna questione viva e di quelle che dividevano sostanzialmente le opinioni nel Concilio. quando il Con1. Questo dialogo ritrae appunto quando lo stato cose. Interrogato uno dei Padri. già distribuito Congregazione del 21 gennaio. De quando venisse ecclesia.105 FEBBRAIO. quale durava tuttavia.

Canoni dello schema De ecclesia per una inquale ne conviene saperle grado. I discrezione. Nella parte dottrinale vi erano tutte le come qualificazioni doctorem etjudicem supremum. altrimenti contemplalo sua parte.406 IL CONCILIO mero e VATICANO.. vi si conteneva il codice. omnemque snpremam ideoque ab errore immnnemesse romani Pontificis auctoritalem quum in rebus fidei et tis sancire velit morum ea statuii ac prcecipit quce ab omnibus Christi . aperdubitandi locum excludentibus verbis Concilio. etc. ed è stata indirizzala Commissione da aggiungersi affinchè il sui postulati alle come un emendamento proposizioni dello schema stesso. 2. era slato fin dallo scorso mese formulato l'indirizzo dei vescovi infallibilisli per farne al Concilio formale richiesta. come quel foglio si esprime. più compiuto della più illimitata potestà e indirettamente vi si sanzionava il dominio temporale dei Papi. della vennero riportati Gazzetta d'Augusta. sentimento dei Cattolici vi esercita una mag- il giore o minore azione. benché compendiato. Siccome però fallibilità la personale del dichiarazione esplicita dell'in- Papa non vi era né poteva esvenendo lo schema di servi. Ed infatti questa fu disposta in tempo e maniera da seguire da vicino la distribuzione dello schema De alla ecclesia per compierlo. ed anche dalla più distesamente con tutta ma apparvero la parte dottrinale dello sche- Gazzetta del Sud nella dell' Alemagna (Suddeutsche Presse). 3. che costantemente adoperate nel linguaggio da lunga mano preparato ufficiale la verso via alla sua il Papa hanno suprema infal- libilità. Nella parte che tratta De romano pontifice.

dei quali ab- nello scorso lore di coloro che farsi si invece. neh' Assemblea che congetture. ma solamente di emettere una opivi si nione negativa in risposta al postulato positivo dei loro avversarli. cioè T esaltazione dell'autorità papale. fidelibus credenda damnanda E sunt. al- varii indirizzi. non trattandosi di fare una proposta positiva.107 PRIMA DELLO SCHEMA DE ECCLESIA. quceque reijcienda et così è venuta finalmente in luce tutta insieme riunita in uno schema da dover essere mutalo in un decreto è agitata la la dottrina. 4. o le dottrine. non avevano avuto altro mezzo che indirizzarsi al Papa stesso come la quegli che doveva dare la sua approvazione ad ogni postulato. benché accettalo dalla Commissione. l'una danno slesso causa ed effetto dell' altre. erano già noti fino l'ultimo particolare per biamo narrato Assemblea dei proposizioni. accioc- ché potesse prodursi in Concilio. società cattolica le per ultimi negli quali si anni. il numero ed il va- opponevano a viso aperto. Quanto tuttavia non potevano all'infallibilità i conoscevano. anche delle nel il tempo il dominio temporale. non era certo diffìcile mese. et tenenda. Come Padri tutte il le sarebbero ricevute le altre dall' prognosticare conoscendo. i principii che costituiscono il Sillabo e. e volendo nel tempo slesso emettere loro opinione prima della discussione . Esse carattere e costituiscono il lato pratico e il più sensibile dell' azione del Concilio Vaticano sopra la società civile. come già opinioni e le proporzioni di queste stessa . e così essi avevano . sebbene molto più indirettamente ed in modo meno assoluto e determinato due prime. Per allora gli opponenti.

diversità delle opinioni in la questa materia. di centotrentaselte vescovi. appena che ebbero sentore dell' indirizzo degl'Infallibilisli. oltre che gli indirizzi erano diretti al Papa e non alla Commissione. e pregandolo invece propria autorità per Per poco che si sia tutti Commissione era slato postulali. e rappresentando da se soli circa lazioni cattoliche. dei di gli stessa diretto quello per inteso organamento comprenderà come questo equivalesse del Concilio. apparteneva suo libero giudizio al se essa avesse ac- : cettalo anche le osservazioni in contrario. ed cospicue Chiese ai quanti sembra che fossero. lo che avrebbe trattazioni conciliari e spostalo e pregiudicato la questione. della silenzio il Papa mandò Il indirizzi fatti in questo senso alla V valersi imporre degnamente sopra così pericolosa vertenza. stito di Checché forma sottoscrittori. una volta che le venisse falla. non si poteva dirigere a questa una dimanda negativa. d' Europa e d' più i illu* pastori America. si 1' ad un rifiuto puro e semplice. L' accettare o non accettare una proposta.108 IL CONCILIO VATICANO. e dall'Assemblea generale alla Commissione parziale su rovescialo l'ordine delle i postulali. lato la sua approvazione. questo rifiuto. ed a negare al postufatto. e . di . insensibilmente di fatto trasportala nerale dal soggetto alla la sarebbe si discussione ge- convenienza del medesimo. alla quale infallibilità. sebbene ve- sia di ciò. poiché. una dimanda per non proporre. siri uomini delle più annoverando della Chiesa non piacque essendo numero in un terzo fra delle popò- loro i contemporanea. legale e cerimoniosa i quali credevano. adducendo per ragione d' indurre il Papa ad acconsentire alla loro richiesta.

e nonostante la loro vivacità non furono negate dal loro autore. Essendo in grande mi- noranza sotto la pressione di un Regolamento che sot- toponeva definitivamente ogni cosa all'azione dei gati e del Papa. in cui nel Concilio erano slati messi gli opponenti. e in molti. a cui in Roma vanno sottoposti i vescovi: e quando scrive al suo capitolo alle d'Orléans sembra dolersi delle persecuzioni. Nella sua risposta all' ar- civescovo matur che di Malines gli tenne . un disegno che solo rispondeva alla condizione. così alla Chiesa 6.109 PRIMA DELLO SCHEMA DE ECCLESIA. aver diritto che l'espressione rispettosa dei loro voti ricevesse una migliore accoglienza. come avvenne per le lettere del vescovo d' Orléans che furono riportate dai giornali. Dentro il Concilio però questo malcontento si dimostrava apertamente con la continua e sistematica opposizione che non era più una semplice divergenza d'opinioni. il vescovo d'Orléans chiama questo stesso in testimonio del regime. ma era divenuta un concetto. Nondimeno per quel grande 5. il Curia alleato della scandalo. più lontani. sentimento timore dello si i più vuole. nella quale si tratta del Tempri- rifiutato dalla censura per farne egli stesso la pubblicazione. quali vien fatto segno egli che aveva dato tante e luminose prove della sua devozione ed alla Sede Apostolica. non restava a costoro Le- che temporeg- . Romana che è il che domina generalmente vicini come una vera zione si lutti i suoi dipendenti. le quali attestano del suo pena e a quando malcontento. se i carità di Chiesa. per malcontento dell'opposisi manifestò ap- contenne fuori dell'aula e a quando con lieve scoppio.

varrebbe loro tattica beneficio del il dell'opinione. nelle quali avevano innegabile vantaggio sopra gli avversarli. compiesse consuma nel votare un voleva che questo Concilio fosse una il solenne compimento di un grandiosa cerimonia per . già avvezzi per le Diete naparlamentare. ed : il fosse da farne del Concilio le di meraviglie. Essi attendevano l'avvenire.110 giare essi CONCILIO VATICANO. fra cuni. perchè accoglievano fra uomini per dottrina ed eloquenza loro bili degli altri. risvegliarsi Questa di meritare di Fabio. come vita mira stata talvolta lodata dai loro avversarli stessi la Tenustas. o anche la per metterla d'accordo con i come la riforma semplice revisione della legislazione cattolica nuovi bisogni della le società nello spazio di tempo che bilancio. Di queste orazioni è gli zionali alla assai più nota- cui molti pratici degli affari. tre il l'incognito! le parole dette rem? Questo è ciò che dava una significazione a di lavoro improduttivo e di vana aspetta- sue vicende si tempo. Non che altrimenti Ognun conosce la durata e al- Ungheresi. Ma è proprio quel che si voleva si pretendeva da costoro che da molti non : così importante e complicata bisogna. e che occupavano con lunghe e spesso eloquenti orazioni. Basilea e le Concilio di Trento ha durato 18 anni: comprenderebbe anche che lunghi mesi ed anni fossero necessarii allo svolgimento di così gravi materie. come son quelle che si presentavano al Concilio Vaticano in circostanze tanto mutate dopo tre secoli che non si erano più discusse. IL : sola via che avevan presa il e Regolamento lasciava loro. ossia si si nuove condizioni e con si moderna. mesi tiva. cioè che cunctando restiluant 7.

questa strategìa non maggioranza. tali non sarebbero lamenti indegni di considerazione. prestabilito. non v'ha opinione collettiva. piacque alla una vera discussione era e del quale non poteva non te- se ne conosceva la ragione. Ed invero. essendoché. ed è che non essendo in essa riconosciuti apertamente partiti di sorte. parlando molti sopra lo stesso soggetto. se non fosse per le ra- gioni sopra dette. in questa lo era per trovarsi lungi dalle sedi e dall'ufficio loro. e nuli' altro. tare lo sciupìo del di veder- il la tempo. quando Com' 8. già da per se sulla durata dei suoi dibattimenti .IH PRIMA DELLO SCHEMA DE ECCLESIA. se in Assemblee è da rimpiangersi il tempo che affatto tutte le si spreca anche più a cagione del danno che ne risentivano quelli che la componevano in parole oziose. e quale cominciò le lamen- a lunghissime orazioni che occupavano talvolta congregazioni intiere. si diveniva indulgente e si poteva perfino saper loro francamente grado di siffatto abuso. considerazioni. Perciò programma gli prendere gli andamenti già un segno notabile nersi conto. e ripetendo sovente gli stessi argomenti. quando e valessero soggetto e nello slesso senso s'iscriva numero si riflette Ma nonoche queste armi concesse all' opposizione per difenche nel Cattolicesimo preper impedire le cupe reminiscenze del Medio Evo che così tenacemente vi aderivano. Quest' Assemblea ha pure una condizione svantaggiosa sotto e che influisce cotale aspetto in confronto delle altre. e però ogni oratore non rappresenta che la propria: avviene quindi che sopra lo stesso per parlare un stante tali erano le sole dere sé indefinito d'oratori. Tale però non essendo il parere della . è facile intendere.

e ma di quel primo postusembra che rimanesse progetto che non ebbe altrimenti esecuzione. dei Legati . che avevano invece domandato una riforma al Regolamento in senso più liberale e più largo. qualora se della Presidenza. lo che limita ed nu- il pensò d'imitare quello. incominciarono qualche mezzo per porre un riparo questi a cercare quale non era stato provveduto. sul banco Legati potessero prenderne i anco che questo pro- cognizione. Si disse mezzo getto fosse formulato per da le facoltà Per porvi un rimedio nel Concilio degli oratori. vescovi di un postulato fatto per dimandare italiani in senso Regolamento restrittivo. dell'infallibilità era i più appartenenti al- slato pur alle Pro- vincie meridionali. qual postulato sarebbe stato nel tempo stesso una sposta da parte il ri- degl' Infallibilisti ai primi indirizzi dei vescovi opponenti tedeschi e francesi. citano a mero si le memoria. deponendone pure noscritti. e neppure maggioranza da questo lato. più ampia ne avesse perchè un il certo numero una riforma al di ma- i desiderio. ma solo si real 9. 10. Poco prima di questo un tro indirizzo in favore vescovi fatto da italiani. con citazioni di colore locale tratte da San Tommaso d'Aquino e da Sant'Alfonso de'Li- guori. In ogni modo se la richiesta per modificare . Nel Parlamento inglese per ovviare a questo inconveniente non si leggono i discorsi. Tullociò non avrebbe conferito a dare un carattere liberale ai sentimenti che dominavano negli atti dell'episcopato italiano: lato non come un si parlò più oltre.112 IL CONCILIO VATICANO. proibendo che si leggessero orazioni e stabilendo che non si potessero recitare altrimenti che a memoria.

PRIMA DELLO SCHEMA DE ECCLESIA. progetto simile. della quale trattavano. La Gazzetta a" un telegramma di Roma. vi fu peraltro Un questo scopo. non ebbe quella forma e quei promo- il una proposta tori. qualora riuscisse. 113 Regolamento in ciò che concerneva air ordine delle discussioni. vescovi dell' istantemente a fatta tentativo spaventò tal opposizione. precauzioni sospesero in fatto che vi si di frutto delle sue meditazioni in lettura ai car- la cosa rinunziasse. se una non era sempre udita. più meditate e più compiute che non siano sioni propriamente dette che si fanno a le discus- voce. che nacciati nei loro ultimi si grandemente i videro per quello mi- trinceramenti: e gravemente inquieti alcuni dei più autorevoli di loro posero in opera mezzi più concreti e positivi che non fossero Sembra che quelli usati fino allora per istornarlo. con . Queste senza peraltro Augusta pubblicò annunziava un nel quale si la differenza che i manoscritti do- vessero invece consegnarsi alle respettive Commissioni secondo la materia. pure toglieva nello stesso pubblicità ogni sindacato a quei alla documenti e modo per conseguenza parte più elaborata e più impor- tante della discussione. aveva almeno il mandare a vuoto questo ritto di esserlo. Questo 8 . quella che si fa nelle orazioni. a fine di didi- segno che. fosse da costoro provocata ufficiosamente laicale da tal protesta luogo dove si qualche protesta poteva. priverebbe l'opposizione gran parte dei suoi mezzi e della più lasciandole la lità di riuscita. offrire il di ogni probabi- magra consolazione dinali Legati per la loro particolare istruzione. e donde. Questo era un provvedimento meno gnarli alla la radicale che quello di conse- Presidenza.

avrebbe inibito agli oratori di leggere le orazioni. progetto non sarebbe stato molto diverso dall' altro nel concetto di sciogliere le questioni col silenzio in man- canza dell' unanimità. e lasciò anzi credere che vi fosse stata qualche cosa di reale. Eppure non si osò mandarlo ad effetto. in la di farne istampa a tutti i discussione orale. diario generalmente bene informato in queste materie. e sembra pure che se ne fosse tenuta una straordinaria a bella posta. e distribuirli Dopo quindi ciò si praticherebbe e quindi la votazione. sarebbe apposta. a quanto sembra. a questo nuovo sistema anche la condizione che le Si osservazioni e le obiezioni prodotte dai Padri non potessero essere semplicemente negative. Un ultimo progetto. alla n' è ragionato nelle congregazioni che si radunavano Domeniche per l' esame dei "postulati fin dai mesi passati . tutte le nel quale pareva che sarebbe convenuto come più si conciliante. ma dovessero portare con sé dell' opponente sopra il opinione propria affermativa soggetto in questione. Concilio. ma nel tempo [stesso non vi ha dubbio che si cercava indefessamente alcuna via per portare un limite Più volte se discussione. le mire troin- della parte .114 IL CONCILIO VATICANO. con differenza la però che queste sarebbero state incaricate compendii Padri. come immaginato nel secondo era si progetto che abbiamo accennato. invitandoli invece a consegnarle scritte alle Commissioni. L/ Unità Cattolica. quale stavano rivolle tutte che prevaleva e reggeva . Anche l' questa soluzione non venne ancora in luce varne una rimase tuttavia torno al il il ma il pensiero dominante. non respinse del tutto cotale ipotesi.

la cavilli di a materia interminabili darebbe quale sempre il ad avverarsi le condizioni necessarie teologi. sopra caso ex cathedra che è secondo il solo.PRIMA DELLO SCHEMA DE ECCLESIA. d'appendice sotto il titolo come a quel De romano il primo. sebbene in grande minoranza. ma senza la sanzione di anatema. stanlechè questo caso e perciò progetto era seguito la sua non possa avverarsi. non debba considerarsi utilità. sotto una formola d' infallibilità più moderata di quella che aveva incontrata tanta resistenza. nuovo progetto conteneva punti principali: 1° tre Il la condanna. 2° la condanna della sentenza di coloro che tengono doversi ai giudizii del Papa solo ossequio esterno e non reale. e nella Chiesa. Si osser- . e dividere iml'opposizione che. Intanto però conveniva cercare qualche rime- dio vera causa delle alla difficoltà. o in luogo del che è detto nello schema Ponti/ice. 3° la condanna di coloro che dicono fra l'Episcopato ed il Papa potersi dare vera divisione. Questo commento sopra come più conveniente da un lungo veniva indicato della dichiarazione dell' infallibilità pura e semplice. in alcun delle diffidenze. Incominciò a tale effetto a circolare una nuova specie di postulato da servire primo. prima pacciava l'andamento del Concilio. della temerità di coloro che appellano dalle sentenze del Papa al futuro Concilio. in cui i suoi stessi propugnatori debba tenersi come di fede. tale da dover giudicare chi sia maggiore fra di loro. e alla sorgente modo romBisognava pere questa falange che si era formata. Questo tentativo aveva per iscopo di raccogliere le firme dei dissidenti meno risoluti. 115 11. e cercar di tirarne almeno una parte alle idee della maggioranza.

fra coloro non la quilli mai liti le come Il progetto trovò bensì che in tutte scopo le i lieta accoglienza Assemblee non cercano se conciliazione e la pace. Da ultimo questa formola venne assai raccomandata come quella che aveva tutte le constoriche assai difficili. Questo era un vero tare al l' il tenta- solo possibile nello stato. non sono mai ma questi spiriti tran- più autorevoli e non decidono questioni.116 IL CONCILIO VATICANO. gì' Infallibilisti puri lenendosi sfatti fosse accettata. cose erano condotte. avviene per lo più. all'incontro avendo fatto pochi prose- nella parte vitale mase non ne furono meglio soddi- battuti. ed attiva dell'opposizione. nei recessi impenetrabili della . Come il senti- un terzo prodotta. forse quale le quasi quale sarebbe imprudente affron- la una grave decisione. prodottasi nell'entusiasmo e nel terrore come del partito cattolico. e stessa come per Mentre che fallì allo la difficoltà ri- lo passato. qualora quella transazione al la 13. In poche parole que- progetto così formulato tendeva a unire fino ad sto un certo punto Y infallibilità del Chiesa: era lità della la Papa con l* infallibi- restituzione dell'antica opi- nione teologica romana più moderata e più misteriosa della nuova. l'idea di partito non piacque né agli uni ne agli altri: gli opponenti non videro in essa che un mezzo per dividerli. dizioni volute per raccogliere unanimità. quale era stato indirizzato. senza unanimità o la tivo di conciliazione. vava pare in quella esposizione soluzione di sciogliere molte questioni la fatica risparmierebbe come questa per chi voglia conciliarle con T infallibilità personale. assoluta e recisa mento che l'aveva 12.

politica ecclesiastica si di vincere o di continuo di pensava evitare 117 al modo l'ostacolo. se non più influenti. si delle quali era difficile riconoscere l'origine e rare il appu- valore. del Concilio. e ma vi aves- perciò quelli prestavano a vicenda ogni sorte di progetti e ne formavano. acqui- particolare valore.PRIMA DELLO SCHEMA DE ECCLESIA. fondala sopra l'accettazione dalle due parti della formola del Concilio di Firenze con qualche leggera modificazione. questa fosse fatto stava un circolare come un'arte di partito. e che in ultimo si sarebbe usata l'autorità ad oltranza. sia che posta. intrighi . Per la persona che veniva messa avanti come autrice della prosarebbe stata quasi un'abdicazione. ed avrebbe finito con inchinarsi tutta alla riverenza delle Somme 14. rumori modo si e quelli ognor più cre- sarebbe definitivamente . sia che fosse vero. l'Assemblea aveva già durato un tempo abbastanza lungo. cosicché non so- lamente vi si fossero costituiti anche germogliato sero gì' i partiti. essendo essa attribuita a uno dei capi dell'opposizione. Gl'Infallibilisli più violenti dicevano invece che si doveva per essi tener fermo senza pensare ad accomodamento. che tratteneva il suo desiderato svolgimento. e si sarebbe definito il dogma con la sola maggioranza numerica senza tener conto della minoranza. e perciò questo racconto. quindi circolavano sempre nuove voci. la che sarebbe assai diminuita a fronte quale opinavano di un procedere risoluto e fermo. Si parlò fra gli altri con insistenza per qualche tempo di una proposta di accomodamento che sarebbe stata fatta da uno dei personaggi più illustri. Tutti questi scenti che ad ogni Chiavi.

che questi le e in ispecie CONCILIO VATICANO. alle stesse persone che li avevano compi- o ad altre che professavano le stesse opinioni. che ne insieme stati emen- opinioni emesse dal Concilio. alla quale tornò anch'essa ad uscire per la poco da quella supina neutralità che si era proposta come linea di condotta da seguirsi in tutto quel che il riguarda Concilio. In questo caso si adoprerebb' egli per cambiarli in decreto solamente ranza? Se ciò era vero. Istruzioni ufficiose da alcuni dei Governi per afforzare vescovi i cattolici ai venivano date loro ambasciadori antinfallibilisti con loro auto- la ed aiutarli di qualche argomento. era il sapere quel che avverrebbe degli schemi rinviati. rità 45. essendoché da ciò solo essi potrebbero misurare il valore pratico della loro resistenza. oltre il e la pro- Regolamento posta dell'infallibilità. fitti sopra tutta la linea. gli il criterio della maggio- opponenti sarebbero scon- Ma per i dogmi. che fosse valido a calmare l' entusiasmo degli avversarii. Francesi tornarono ad aver ricorso i diplomazia. e che le perciò non rimanesse da fare se non la votazione definitiva. La terza cosa. come per le . che insieme con queste agitava gli opponenti. nuovo ma sottoposti bensì votati secondo a discus- tutt' per schemi. intendendosi che fossero già dati Ma mezzo emendati. È già noto che nelle Commissioni quelli venivano dati ad emendare o lati. quando fossero per questo avverrebbe? tati si Il Regolamento diceva che sarebbero vo- nihil obstiterit. Si credeva universalmente che non dovessero essere di sione almeno per parti.118 IL posto un freno talmente alla libertà delle discussioni. accrebbero apprensioni degli opponenti.

gli altri tempi sarebbe passato inosservato. questo criterio sufficiente? è scevro d'ogni pericolo? Se non materie di è egli alta si adoprerebadoprava questo. è stata tali. avanti di oc- dignità era un semplice ecclesiastico romano: secondo. la per le elezioni alle sedi vescovili. non tanto per stato impossibile concerne il diritti e i che risguardano i 1* la liturgia. La prossima Sessione doveva mettere in chiaro quel che fosse da attendersi sopra questo agli oppositori di risolversi in fiducia soggetto. nel suo zelo delle per l'unità che oggidì agita ogni ordinamento.119 PRIMA DELLO SCHEMA DE ECCLESIA. Roma così devoto La Propaganda però non aveva mai . ultimi anni unificazione dei Riti orien- se tal fosse. ed i cui gli altri speciali soggetti Roma poteva confidare suoi progetti in due dei Patriar- latino e l'armeno. animi sono suole avvenire. quando ogni fatto parziale che in eccitati. quale altro criterio le dispoconsiderando la Ecco be? quale. da lungo tempo per cupare il tal Il il privilegi. come Intanto. l'incognita. è a come quale sarebbe quanto per tutto ciò che di giurisdizione e di disciplina. e particolarmente quelli gelosi. affatto ligi. 16. di Orientali sono oltremodo chi orientali. in questo diventava gigante. monsignor Hassoun. monsignor Yalerga. idee fisse che la Propaganda. ha proseguita in questi con indefessa cura. tentarlo. importanza disciplinare. che gli erano ambedue primo. si dominante sizioni del partito in Vaticano. e perciò anche la Chiesa. dava poca modo per essi soddisfacente. è soprattutto in tali momenti che Poca Una favilla gran fiamma seconda.

destò gran sensazione. che fu giudicato come segnale nuovo scisma che da lunga mano sembrava prepararsi in Oriente. i più docili a secondarla nei suoi pro- non passò neppur esso inosservato. e non accennava ad alcuna conil non clusione. volle piuttosto rinunziare che subire del Papa. ed cospetto del Valerga. Il sordo rumore di di alcuni processi retrospettivi desimo tempo avanti stessa al intentati in quel me- Sant'Ufizio. Avvenimenti di cotal genere sono ordinarli nell'Amministrazione ecclesiastica. ma in quel momento fa ve- e in quelle circostanze acquistavano un valore tutto eccezionale. vincere come una disfatta che avrebbe gravi conse- . Tutt' insieme. lo stato delle cose dimostravasi sempre più complicato. saranno ripetuti si le mille volte. e non se ne run caso. solo testimone e al che serviva d'interprete a questo abboccamento. per opera della Propaganda. Il Papa non potè soffrire a lungo tal resi- stenza.IL CONCILIO VATICANO. Ri- gli di sottomettersi o di rinunziare dotto questi dal suo imperioso confratello a quel ter- il mine. inlimando- suo ufficio. pose un giorno alle strette il vecchio Palriarca. GÌ' Infallibilisti tenevano. e che non che sono sotto si mostravano getti. 120 potuto tirare suoi disegni ai il vecchio Patriarca deo. del clero secolare e regolare d'Oriente. sempre rimasto fermo Chiese orientali. contro qualche vescovo di quelli la sua immediata dipendenza. 17. e assai autorevole. quanto a sé. la volontà Questo episodio. e risvegliò temuto nome della Santa Inquisizione analogie per il e ricordanze non confortevoli. e dietro a cal- sostenitore dei privilegi delle lui stava una gran parte. non hanno generalmente grande importanza.

IL Lo schema De ecclesia. per il quale erano iscritti oratori in gran numero. per sostituirvi probabilmente il un romano. e tutto ciò che esso contiene a proposito del primato. DE ECCLESIA. e che sollevò anch' esso serii e gravi risentimenti.PRIMA DELLO SCHEMA. si la città santa per eccellenza non sarebbe mai aspettata. ossia popoli sono da tare le le di escludere tutti forme diverse. 121 erano l'autorità papale: e gli opponenti si con le loro popolazioni e con 1' opitanto impegnati nione pubblica da non poter retrocedere. di cui danno Gazzetta d'Augusta e quella del Sud discussione questo schema si notizia la dell' Alemagna. per quanto avvezza ad ogni vicenda di fortuna. In queste guenze per disposizioni e con questi nelle congregazioni il umori piccolo si veniva discutendo schema De catechismo. \. sul dominio temporale e sopra molte o meno altre materie che più direttamente riguardano l'autorità papale. non . alla quale. di gli altri i varii a balbet- religione. che avrebbe forse voluto prodursi come tipo di universalità. Nel calore della discussione vi fu qualche vescovo che si fece lecito di trovar da ridire in questo modello. con le quali tempo immemorabile avvezzi prime parole Catechismo comune. dello E così andavasi schema De considerano le approssimando ecclesia. Rimproverare a Roma la forma del suo catechi- smo è cosa. Si meno che niente trattava catechismi. Quando di la proposizioni.

quando venne in discussione. quanti più pre più la quali generalmente Vedi l' può. e che perciò l' irritare ed offendere grandi stata già veruna speranza che e rispettabili popolazioni senza esse accettino tali giudizii. oltreché vengono sempre più determinate le condanne che la come colpiscono dissidenti dalla Chiesa le più colte e rigogliose nazioni del delle gran parte mondo. essere Tali la sono al possibile. e restringere sem- cerchia invece di allargarla come sembra debba suona il suo nome? 1 si Appendice. e come le die motivo considerazioni. è stato osservato da molti Cattolici. ed riportati dalla Gazzetta in parte di in parte di sanzionare certe forma più assoluta. essa è di là dalle Alpi y* è alcuna cosa forma precisa e direi quasi geometrica. chiamasi Se opinioni secondo la loro e secondo la versione di quel che il più puro Oltramontanismo. anche da lato della politica ecclesiastica. nella quale sono disposte e coordinate in un sistema. alle la pubblicazione di . ribadire credenze e tradizioni antiche. e dei più irreprensibili. sua missione. che ognuna delle dissidenze è condannata nel suo tempo. se bene intesa.122 si CONCILIO VATICANO. non poteva ottenere praticamente altro scopo che quello di dar loro un' idea poco favorevole di una religione così intollerante è così aggressiva. IL può non 1 fare le più gravi riflessioni. 1 ventun Canoni d'Augusta hanno per iscopo. che possa sembrar nuova . a qual fine studiarsi ed affrettarsi di cacciar fuori della Chiesa Go- verni e popoli. vi si costumanze e condanna pure una delle istituzioni delle popolazioni che tuttora vi si comprendono. Per la seconda parte. in cui. Per la prima parte.

Il afferma ristretta. sua Il L'ottavo. esteriore e sensibile. secondo ne stabilisce l'immutabilità. infallibilità qual canone gnare sottrae limiti. secondo quella pubblicazione. di tutti. e tutti quei giudizii sono implicitamente o esplicitamente contenuti ed entrati nei sentimenti e nei costumi che ne compongono r educazione religiosa. l'azione Chiesa Cattolica essere di salvezza eterna. Per quel che riguarda come sidenti. di cui è i 1' l'intiera invece nominatamente società. nono protrae terzo. sopra Il unica via divino I in- settimo canonizza la anche sua perfezione. la quale se sembra abbisognare di alcuna cosa. ed a che di già subito le loro condanne. per il la dissidenze. 1' identità e l'autonomia della Chiesa Cattolica. . di diritto tolleranza d'ogni altra Confessione.LO SCHEMA DE ECCLESIA. e in verità nel percorrerne capitoli non a chi la si può a meno maggior parte di tutti scopo fossero compilati. la difficile se- Nei decimo Chiesa allo Stato. Il primo canone. alla Quanto ai porranno questi Canoni in come ne trarranno una ragione di più liberi pensatori. mente e propriamente Rimangono detti. rivelate. e lungo tempo definito innanzi il dis- i altre volte loro stato è già da Chiesa. hanno è già notato. egli è piuttosto di essere resa più profonda che più 2. essi pagnia degli altri per fare senza . essi fosse diretta. 123 questo documento. Il sesto Il Il quarto ritorna sull'autonomia. essi si i dimandare a se stesso. incominciando però quinto afferma la Il escludere le dall' pone l'infallibilità della Chiesa. alle verità non rivendica a favore della Chiesa una direzione suprema. Ma Cattolici vera- i costoro generalmente non peccano di tolleranza.

Qual è il criterio concreto di questi Canoni? . undecimó stabilisce duodecimo canonizza come Finalmente. condanna chi sostenesse la Nel decimonono del ventesimo vien sottomesso diritto civile. conchiudono nel decimosesto coll'affermare in esso plenam nella Chiesa. Nel decimottavo si sanziona il diritto divino in ogni potere che regge la società civile. noi lasciamo al giu- dizio degli autori dello schema. apostolica. Nel la la sanzione e le pene temporali. Finché nel diritto civile alle leggi della Chiesa. decimo- corollario di tutto ciò. santa.124 L' IL CONCILIO VATICANO. le quali. ai profani resta Per una giustajpoi ed insensibile gradazione così si regolano le relazioni fra la Chiesa e Stato. e quella. Chiesa Romana. difficile l'apprezzarlo. cattolica. Col quattordicesimo canone incominciano le dichiarazioni sul Primato del Papa procedendo per gradi. et supremam potestatem jurisdictionìs in universam Ecclesiam. ordlnariam et immediatam in omnes ac singulas Ecclesias. 3. I teologi devono cono- scere quel che rimane ai vescovi diocesani nelle loro Chiese dopo una tale dichiarazione. nel terzo canone ripete altamente anatema a chiunque dice che alcuno possa essere salvo fuori dell'una. Nel decimosettimo canone affermasi come lo possono convivere insieme Chiesa e Stato. e quale per tutto il resto del genere tuttoquanto di umano che si sente così nuovo condannato. gerarchia dei vescovi. Quale speciale opportunità possa ai nostri giorni avere questa dichiarazione per i cento e tanti milioni di Cattolici. vengono finalmente si però supremazia assoluta E nel il ventunesimo sottratte le leggi della Chiesa ad ogni sanzione del diritto dello Slato.

solo capo il Papa.125 LO SCHEMA DE ECCLESIA. . che appensioni desterebbe essa nelle altre religioni e in tutti gli altri poteri costituiti Y enunciazione così compiuta e così assoluta di un tal in questi pochi articoli? potere. vincibile? Ma qual deve reputarsi ignoranza ine come commento di questa Immediatamente distinzione segue la condanna della libertà di coscienza. Sembrerebbe talvolta che dello se tamen apud horridas gentes schema ad alcune di quelle urbanas excue contuberniis nella parte dottrinale condanne si volesse por- tare qualche mitigazione. In alcun luogo per gli errori di fede si fa distinzione fra Y ignoranza invincibile e quella colpevole. Che sentimenti. sibi non obtrectari a hostem aspici. Dicono che un vescovo ame- servisse a questo proposito di una opportuna citazione di Tacito: bias. sociale noi spetta principalmente e civile della il lato questione. qual è compendiato Era la dimanda che si face- vano molti. qui habet sue leggi superiori plenam supremam potestatem. sopra le quali esso sentenzia de et le de uopo disponendo di pene e Dante aveva pensato di un Imperatore e di un Papa che avrebbero in tutt'e due retto il mondo: se questo concetto avesse la sua piena licito et illicito. a quelle dello Slato. Sola religione la cattolica. ed a sostenerlo in mezzo alle nazioni libere e professanti culti diversi nelle più civili regioni del ricano si mondo. non rimarrebbe più che un Papa solo. rispetto alla società applicazione pratica civile. e particolarmente quei vescovi che sono obbligati a far le sue parti. 4. a tal di sanzione sensibile. Non è ufficio di questo lavoro così ristretto discutere il lato teologico di A cotali decreti.

fra e tuttoció che Cristo e non è Roma. Questa condanna progredisce con una antitesi. quesito che abbiami al esclude per giustificazione testimonianza della pro- la pria coscienza e limita quella all' impotenza materiale di conoscere. al quale vien con- sanzione del diritto divino in compenso della la sottomissione al diritto ecclesiastico. ma dopo aver descritta Y intima unione fra la Chiesa e lo Stato come fonte per questo di grandi vantaggi. Imperocché. Lo dirsi del potere civile. aggiunge che per questa Stato ha il diritto ed il dovere di punire. la parte dottri- schema nale dello si affretta a soggiungere che siffatto legame non è lasciato libero agli uomini. a nessuno. conchiude che. ragione come lo di credenti. ma è determinato dalla legge divina. 126 Questa denominazione ha varie significazioni.. corollario.IL CONCILIO VATIC\NO. che è una unione Altrove. . il dee starvi egualmente. proseguendo con strettissimo sillogismo se i credenti sono subordinati alla Chiesa. fino al dua- bene e il male. lo Stato. poiché essa dell'ignoranza invincibile sua condanna così la semplicemente espressa risponde fatto fra le non piace quali la sola vera e che converrebbe a lutti. lo che particolarmente ai nostri giorni si restringe a certi casi che non possono riscontrarsi e non hanno veruna attenenza colle nostre società. prendendo per punto di partenza la Chiesa Romana fra il giusto e l'ingiusto la lismo assoluto fra il Belial. e perciò non è mai datori. Ma accolta né dai suoi lo- sopra. né dai suoi nemici. ossia stesso può ceduta Roma luce e le tenebre. e alla vera religione. se gli uomini presi a un per uno sono obbligati a star sottomessi sono anche collettivamente.

5. DE ECCLESIA. cioè. coautorità a questi di aver cura dei popoli . e sui pubblici affari del lecito e dell'illecito. in questi termini tersi alla legale scienza e che. alla questione politica: riprende le frasi litur- i benefìcii del medesimo. e i sovrani che non hanno tutti nella via la Chiesa per madre. Talvolta lo schema si eleva sopra questo stile assoluto e geloso. con determinate punizioni. che. non hanno per padre Iddio. in fatto di costumi appartiene alla Chiesa il supremo giudizio sulla società civile. Con- schema con quel che sopra già abbiamo notato. per se stesse. » Quando invece parla del principato temporale che dice singulari divino Providentìce Consilio dato alla Chiesa Romana. manda pure la « : che la religione insegna a sottomet- non per paura. ma per comentre comanda di obbedire ai re. . se vuoisi. ritorna all'antico stile adattato.LO SCHEMA. le opere e le persone che offendono chiude finalmente il suo dottrinale la lo religione. 127 indipendentemente dallo scopo esclusivo dell' ordine pubblico. Esso si esprime presso a poco Religione sullo Stato. tutti. ma per esercitare la creò il meschino come il grande perchè Dio ed ha egual cura di giustizia. perchè forza fu data loro non per soddisfare alla voglia di dominare. e sopra 1' empietà che questo principato quovis insidiarum et violentiarum genere labefactare ac convellere adni- giche sopra di coloro tantur: e per conseguenza condanna quelli che after- . illimitato che dell'impero fa ottima impressione. poiché essa è guida e maestra di della salute. e v'ha un raggio di bellissima luce in una dipintura che vi vien fatta dell' influenza della Questo brano astratto dal concetto domina nel resto dello schema.

quando l'autorità papale non trovi più verun limite nella costituzione della Chiesa. Ora essendo Papa giudice supremo nella Chiesa. come quel re . sincera creti sarebbero in tal caso già questa sentenza contro i suoi de- a priori sanzionati da coloro che non fossero tutti del suo parere. uno Stato eterno. nelle quali essa e quindi il ha diritto pericolo di di giudicare cangiare in ex cathedra. ne avverrebbe che secondo questa proposizione non sarebbe lecito di sentire nel do- minio temporale altrimenti che il Papa. al contrario è non solo probabile.128 IL CONCILIO VATICANO. il essa acquista delle più gravi difficoltà una si grande importanza per Una che sorgono. e pendiando il molto più com- egli in se stesso sotto altissima sanzione il giudizio della Chiesa. mano repugnare juri state in divino ut romanos Pontifices cum civilis spirituali potè- conjungalur . ma tutto complesso del decreto. si è quella di assegnarne uno alle materie. Tuttavia non può negarsi che quella forinola sia relativamente mo- necessità dei derata. Ma. dogma. del quale fa parte. e condanna egualmente la perversa sentenza di coloro. qui contendunt Ecclesia? non esse de hujus principatus civilis ad generale christiance reipublicce bonum reta- quidpiam cum auctoritate constitue^e adeoque licere catholicis hominibus ab illius decisionibus hac de tione re edilis recedere aliterque sentire. Ciò costituirebbe nel diritto pubblico delle nazioni uno derebbe sopra del diritto al di Stato che nel centro di Europa sficomune le vicende e le tempi. siccome non è probabile che il Papa decreti da se stesso la sua decadenza dal suo regno. ma razionale che egli decreti sempre e con convinzione in favore di questo.

semplicemente originale. di Frigia 129 cangiava in oro. Chi dirige costantemente la Chiesa negl'intervalli e nell'assenza della rara e lata la azione dei Concilii? Il Papa.LO SCHEMA DE ECCLESIA. Nel resto dello schema. un spontaneamente al suo regno terreno. se questa direzione potesse Per questo argomento costoro sembrano prendere T azione lenta. cioè che che ferisce tagli uno scudo. e così argomentavano. e le notizie e là sparsi più o che si ave- gran parte meno esplicite . cietà. se vano erano esatte. o ogni ordinaria ragione di credere. stavano degli argomenti qua del Sillabo. non gustano più l'autorità. Ora qui cade in acconcio di proporre una ipotesi. tutto quello che tocca. mentre è la libertà mondo. che ne sono così gelosi. Se. bensì quel che è antico quanto ogni assolutismo è un* il a due arma amici e nemici. ognuno trova un po' di riparo. come rimarrebbero essi soddisfatti dell' infallibilità? In quel giorno è probabile che essi non crederebbero venimento una di dover riconoscere in questo av- fase naturale e necessaria della Chiesa ma espressa nel suo verbo vivente. Come procederebbe Chiesa. a cui un uo- capriccio di ipotesi simili a questa potrebbero citarsi dietro GÌ' Infallibilisti però non facevano verun conto di queste considerazioni. se non la ricevono distillata per la volontà di un solo. e come tutti gli essere falsa? inetti a ma di complessiva uomini che subiscono com- una gli so- allet- tamenti e gl'influssi del dispotismo. contro un Papa. convinti di subire mo. Quante le quali ma la tirannìa e il sarebbero invece . 6. santo o giorno rinunziasse bel gi' Infallibilisti. peraltro non proverebbero nulla'di nuovo.

130 IL CONCILIO VATICANO. dentro e sotto società civile. e si il di- condannano varie per colpirne alcuni giustamente conchi condannasse la sete. almeno il solo criterio che in molti casi. come avviene nel Sil- abbonda troppo sovente si labo. tutte le dottrine favorite del partilo cattolico. se non il più vero. del suffragio universale. l'abolizione degli Ordini religiosi. che infallibili. perchè con- duce all'ebbrietà. Nel comdi plesso l' tal documento ideale espresso cioè quali un si nella solo ovile. si possa ottenere. prendendo la parte per fetto della cosa categorie di con fatti dannevoli. T incameramento dei beni del Clero. ma a sem- proposito. come abbiam oltre la detto più sopra. Alcune giuste rivendicazioni si trovano miste in questo schema con le più esorbitanti esigenze. particolarmente nella società moderna. suffragio universale. A proposito dell' insegnamento laicale. In quello venivano condannate. la il libertà di coscienza. r insegnamento laicale. come la in quella figura che tutto confonde insieme il cosa stessa. muove la un tutto converge a stabilire formola già sopra enunciala. bra invece che sia indistintamente condannato chiun- que prende a norma di alcun atto 1' opinione pubblica e la maggioranza: ora. solo pastore. e così via discorrendo. soppressione delle immu- nità ecclesiastiche. secondo i i dettami di questo: essa è perciò resa oggetto e strumento al tempo stesso del regime assoluto ed esclusivo che que- . per esempio. Nel parlare di tutte queste cose. se questi mezzi sono tutt' altro sono però spessissimo. l'obbligo del servizio militare per i chierici. è bene specificato che sia solamente da condannarsi que- gli che esclude gli ecclesiastici dall'insegnamento.

all'ombra sicura a quel che almeno fatto ne costerebbe un calcolo ap- prossimativo dei mali che converrebbe infliggere. e sangue che sarebbe necessario spargere per con- del durlo ad effetto? 8. abbiano messo insieme questo trattato De monarchia con un ordine ed un. opportuno. non basta. ma sic- dottrine in esso contenute sono inseparabili le da tutta sua parte specu- di fede.131 LO SCHEMA DE ECCLESIA. alle quali dee provvedere. Conoscendo il più alto come l'inflessibilità intelletto delle del suo tradizioni tempo di in Italia sola soluzione logica dell'eterno e gra- vissimo problema che ha per termini lo Stato e la . perchè esso ad una istituzione vivente e che sia utile deve muoversi nella Nella realtà. questo l' azione civile che sostanzialmente compren- dono. Ad 7. propone nella sua irresponsabile ed illimitala volontà. anzi diviene Tatto e l'incarnazione della Chiesa stessa. pensato I' applicazione? Hanno almeno essi latino. trovò. conviene che esso Che i teologi. Roma. anzi siccome cotale azione è in quelle particolarmente contemplata. come argomento lativa e riguarda solamente coloro che come la programma professano. un' Assemblea destinata ad esercitare azione pratica ed immediata sopra le una società.pieno accordo che soddisfa all'ideale della loro mente. hanno quei teologiche lo hanno così compilato in un mediocre del Vaticano. non basta che un concetto sia specioso per accoglierlo come oggetto delle sue delibe- ma razioni. quali hanno i e sia possibile anche compilato questo schema. ed in così fare la società civile pone in atto il gli ci pensiero della Chiesa.

il rimedio sarebbero primo del Concilio. secondo le sue proporzioni o ti- al quale tosto o il suo subietto. l'Inquisizione. riesce ogni sistema inesorabile ed assoluto. IL Chiesa Cattolica. Lo schema rigetta implicitamente anche questa transazione e condanna anzi esplicitamente chi dica che per società sia necessaria Stato. In la benessere della il separazione della Chiesa dallo ammesso questo caso. rimedio per portare caso fosse il Se possibile. la la separazione della Chiesa dallo SlaChiesa libera in Stato libero. e tutto le il sue prove: corredo di quel sistema triste rimedio assai più probabile. che conquista di queir ideale . le gione. tardi. In ognuno dei due casi però si ricorre col pensiero alla Bolla d' Indizione dov'era detto che questo era convocato ai bisogni ed ai mali della società. e cerca nel freme si al mondo la pensiero della resistenza che incontrerebbe. versa impressione dalla sproporzione fra l' altezza della sfida ed i mezzi per sostenerla. le guerre di reli- scismi. to. e delle sventure che spar- gerebbe sul suo cammino: o dall'altro camente ha fra i numero si riflette prati- che questo programma Cattolici stessi. . allora il il Se invece. 1 secondo ca- rimedio dov'è? Crudeltà o disprezzo: rannia o impotenza: fatale dilemma. attiva e possente. e invece si riceve una ben dial dei seguaci . non rimanevano più che due ipoda un lato si considera speculativamente una tesi. gli esilii. nelle condizioni da quello descritte. società qualunque cattolica.'132 CONCILIO VATICANO. quando fosse stato lo schema De ecclesìa. si avverasse so. gli che ha fatto com'è prigioni.

che avevano qualche attenenza col Concilio o semplicemente nel Concilio. era cosa ben più grave che ne le semplici proposizioni di un nu- l' fossero male accolte mero determinato benché prodotte dal Va- ticano. dove a tali questioni si dà importanza. 4. e sua il di alta teologi. riprovazione.133 III. per esempio. Furono fatte indagini ed investigazioni di ogni sorta: e ne furono vittime varie persone. 2. Se essa potesse. motori di questo malcontento era principali 1' aver compreso o meglio sentito l'effetto. ad altri venne ordinalo di lasciare Roma. Che l'Europa accogliesse indifferentemente o male i decreti delAssemblea cattolica. contro la quale lo schema esprime la servigi. rende pure grandi non voler consultarla o non volerla udire nessun patto è stato talora causa di profondi ed a ir- reparabili pentimenti. il quale da questi documenti doveva essere necessariamente prodotto. La pubblicazione di questi documenti com- mosse grandemente Roma. Ad alcuni fu tolto 1' ufficio. Condizioni delle popolazioni cattoliche. farsi udire nella Chiesa. e si colpì ovunque si credeva trovare^' autore o il comÈ manifesto che uno dei plice di queste rivelazioni. Anche questa specie d' molta inquietudine non era ragionevole: assai meglio era per Roma che i suoi schemi fossero conosciuti prima che dopo. L'opinion pubblica. massime nei paesi. e sostituire ai Canoni sopra descritti uno schema . .

non sarebbe degno del Concilio Ecumenico del decimonono secolo l' indagare ed esaminare le cause dei mali che travagliano. basta un semplice sguardo a far paragoni fra la prosperità ed il grado di Spagna con V Inghilterra. per esempio. della Savoia con la Svizzera. dello stato anormale. e dei Cantoni 1 cattolici con i Cantoni protestanti di questa. del Portogallo con 1' Olanda.importanza altrettanto genera* le. del tardo incremento e della relativa inferiorità morale.134 a VATICANO. dell' Ame- civiltà della le isole Sud con V America del Nord. o già da più o che vien descritto nello noscenze statistiche molto profonde. non potrebbe essa forse proporre al Concilio materie di un ordine più largo ed alto. dell' Italia con la Germania. dell' Irlanda con sorelle. e per i quali chiede da lungo tempo una soluzione razionale. Lemano . Chi è che rica del costeggiando da vicino sulle sponde del lago 1 Vedi l'Appendice. Concilio dopo Ecumenico riunito con tre secoli che non si così grande era più fatto. IL CONCILIO suo modo e l'agitano contenente tutti i soggetti che la occupano profondamente. ma assai più profonda pel Cattolicesimo che non sieno le ristrettezze scolastiche che questi contengono? La religion cattolica non ha essa proprio difetto d'al- E sempre autorità? La perdita dominio temporale è proprio il solo male. e di un' . civile e delle popolazioni cattoliche in questo stessa inferiorità in proporzione e politica tempo? E questa secondo che vi pre- meno tempo il sistema schema? Non fa d' uopo di co- domina oggi. a cui debba pensare? Non vi erano altri soggetti degni d' octro che di autorità? del cupare il solennità. per consultare dei suoi negozii?E così.

Eppure sta scritto nello schema De ecclesia. 3. o anche solamente primo emula comune il le secondo con la più grandi nazioni. che la Chiesa è una società visibile d' la sopra terra: uomini ed fatto indifferente la vi si esiste per la loro salute dunque non può neppure maniera. A . alle grandi intraprese ed alle utili istitu- bene complessivo .CONDIZIONI DELLE POPOLAZIONI CATTOLICHE. per accennare all'epoca. villaggi fra goni Il quelli? vore della fatto confronto fra l'Austria e sia nella stessa schiatta alla uni di contro agli gli non abbia anche involontariamente altri. le meno felici e con quelle. sistema di reggimento cattolico che si vuole sempre la più far prevalere nel Concilio Vaticano. cioè a quel è destinato e che è hanno portato il al più grande omaggio l' uomo Creatore. Quanta parte coltura. dall'altro dà giustamente e gravemente da pensare a quanti de- vono subire guardano. che servono il nostro subietto. 135 la paraPrus- germanica non è riuscito a fa- di tributo alla scienza. a cui pure zioni. lato essa è centro di civiltà e di vita. Essa si presenta gliosamente a mettere in evidenza Da un all' osser- ambedue meravi- vatore sotto due aspetti. La Francia è la nazione che meglio può chia- rire siffatte considerazioni. l'avvenire delle quali è più fosco ed incerto. Quei paragoni non vogliono assoggettarsi a discussione.. Per invece ha la il sua influenza. prima. colla quale i esserle af- suoi seguaci comportano. questi ultimi tempi fra le nazioni in sopra indicate tutte le prime a fronte delle seconde? Dico in questi ultimi tempi. dalla quale comincia non solo consolidamento delle il ma determinazione del grandi divergenze cristiane. i savoiardi e svizzeri.

la fra le la grandi sua scienza. per quel che la civiltà. le sventure che colpirono la Francia non potevano nemmeno essere supposte. quanta letteratura non sarebbe mestieri gettar via in Francia. . 1 Ma lasciando la Francia ed entrando in più am- Quando furono scritte queste pagine. che per suoi? nosciuti letterati. ma quante istituzioni. e questo in della rico- sarebbe male. Nel tempo slesso qual nazione più profondamente tra- sociali . dagli Enciclopedisti fino ai prela senti. * 4. alcun modo hanno i Francia moderna. se vi si men fosse udita la sua guarda la voce? Che sarebbe. essa fornimateria alle considerazioni che sulla condisce ampia zione politica delle popolazioni cattoliche esporremo più sotto. di una Francia da più scienza e un ri- di secolo a questa parte riveduta dice? Quale è la parte che V influenza cattolica. la un luogo sua cultura. vagliata dalle più gravi e pericolose questioni nazione è in condizioni meno favorevoli di essa e qual mali infiniti? Per questo lato per iscioglierle senza che concerne al suo stato sociale e politico. Si è creduto lasciarle intatte com' erano. gli scienziati. vale a dire sua industria. può riven- e corretta dall'In- dicare nelle glorie civili e nel progresso intellettuale della Francia? Questo è per il lato che la Francia ha comune colle nazioni più civili e più colte del mondo. cooperato Roma alla coloro infine che all' incremento prova avrebbe Quante leggi. la sua prosperità materiale? Quanti incominciando sono. per ai nostri giorni essa tiene nazioni.136 chi IL CONCILIO VATICANO. deve quale la Francia la parte della sua civiltà. nella maniera intesa dal partito di questo nome.

5. Questi fatti possono essere un senso o nell'alintesi in o meno. e quante. nell'America del Nord. Potrebbe anche farsi entrare nelle particolarità. ma esistono. gli appartengono ? Ecco che avrebbero meritalo da Sud che intieramente un numero di quesiti se soli di attirare tutta l' attenzione della gerarchia cat- Roma. trovali ed intraprese moderne. han presieduto le dottrine asso- lute. si parte può per esse il sono compite lor malgrado ? Qual Cattolicesimo rivendicare nella e miti che dopo tanti inutili slrazii facili sembrano nostri e di Filippo II il Cattolicesimo del nelle grandi colonizzazioni A chi ha profit- di Amerigo Ve- che sono l'onore dei due ultimi secoli? l' umanità dell' essersi finalmente stabilite nella società dei tempi? Qual parte ha preso Torquemada tato li- relativamente bertà. nella tolleranza. alle quali facciamo allusione. e in quelle relazioni opera di Cristoforo Colombo e spucci? Qual posto ha egli preso più tardi. e reggiano tutte le religioni? ste due parti di ter d' occhio mondo sono per un dove ga- Quale nell'Australia? Questate generate in un bat- miracolo di espansione e diffusione europee e per conseguenza cristiane: e quanta parte può attribuirsi in questo miracolo il Cattolicesimo? E non ha egli invece a meditare sul triste delle schiatte spettacolo del Messico bliche del già e di tutte le sventurate repub- . durando. in quella via. le un altro quesito. senza quali.CONDIZIONI DELLE POPOLAZIONI CATTOLICHE. 137 a quante fra le grandi istituzioni. e perciò meritano di essere considerati. terreno aperto a tutte le libertà. per quanto sem- . attribuiti all' una o all'altra causa. per quanto più rimessamente. incomin- ciando da Galileo. apprezzati più tolica raccolta in tro. pio campo.

oggi quel che sarà dimani. America vivere neh" esercizio vità ed in il mezzo Qual delle nazioni cattoliche può l' questa piaga non poter dire che è più. quello che esprime una legge universale più o meno sensibista parola le. s' ma comune tanto quello. La Germania. Esse avranno nità non n'è mai scevra. hanno come noi mali. si la rivolu- cambiano. il a tutta l'umanità. la morboso che stato sivamente che quesito di fatto. e quanti che possano ripromettersi un più si- curo avvenire? Ecco un'altra serie quali secondo le promesse di della Bolla si quesiti. nei sarebbe avuto . perchè l'uma- altri come l' della più una costante agitazione Inghilterra e grande sociale senza un esercito permanente? Quanti sono delle nazioni cattoliche che non abbiano atti- e politica i Governi crollato e an- che più d' una volta in questo ultimo periodo di storia. esse non quel permanente. possono da in solamente un discussione. progrediscono in meglio. brutale che dalla fine secolo a oggi tormenta e strazia le più dello scorso belle contrade d' la Svizzera . sopporta. l'Inghilterra. sociale. America hanno anch' esse zione delle idee. anch' esse si modificano. altri può dire in peggio. la rivoluzione ma non hanno divenuta l' l' esistenza per della sola forza ultimo nostro argomento in questi tempi. senza scosse e senza sangue. come non tale. il quale in ispecial ma s'intende modo sol- significa la rivoluzione violenta.138 CONCILIO VATICANO. senza ire. l' Europa. ma questo fanno senza violenze. e. Donde procede questo agita nel nostro le società cattoliche? la non essere poste altri intende qui dare esclu- tempo quasi rivoluzione? A que- senso lato. astiosa. IL brino evidenti a molti.

non solo della e del modo che tengono per trattarla dello scopo che si . si è assimilata ed ha prosperato a preferenza condizioni. I partigiani dell'assoluto pre- feriscono di accettare implicitamente la seconda. Le anime generose e liberali si contentano di abbondare nella prima ipotesi. propongono. della quale teniamo discorso. sta sfuggire alla guardi questo soggetto. diritto che Concilio il qualche ponesse 139 considera- zione. quando fosse vera. perchè meno scoraggiante e perchè meglio dà modo a trovarvi qualche riparo. benché umiliante per l'umanità e. 6. irreparabile. ma si dimenticano che quelli purtroppo si riscontrano fra va- rie genti e in diverse latitudini: e quando pur la loro non potrebbe neanche queseconda spiegazione. Talché da qual- ipotesi fosse ammissibile. si ritorna necessariamente ad una delle due proposizioni del dilemma.CONDIZIONI DELLE POPOLAZIONI CATTOLICHE. Ma con questo essi sembrano non le istituzioni sostanza non solo . siasi lato si che sono grave l' una e V altra del pari meritevoli della più considerazione. fatti fra Alcuni le nazioni che sono in queste compiacciono a spiegare questi con sconsolanti fatalità di clima e di schiatte. I primi tolgono alle istituzioni ogni responsabilità del male che si compie nel loro cerchio. per- chè più comoda. ma far conto della responsabilità che portano inerente con sé. ma del come . A tali questioni di fatto sembra a prima vista possano dare che due spiegazioni: o siffatto stato di cose è Y effetto dell' educazione che governa che non si queste popolazioni. ed in verità lo combattono anzi ad oltranza. ovvero la forma religiosa. bastando loro che esse lo combattano.

al- Sanfedista. .140 IL CONCILIO VATICANO. prendendo per unità di misura la Campagna Romana. ove si riscontrano con una scala esatta fino hanno ma al minuto. strarle più popolazioni queste stesse servono a dimo- evidentemente. perchè corrispondono nelle cattoliche. e largamente inteso. Infatti egli è proprio sovente l' eccesso di zelo che riesce ad effetto contrario è pro: prio l'assolutismo quel è l' che genera eccesso di legge che produce nelle compensa umane cose. poiché tanto varrebbe aggravarne . giunge fino alla prosperila del Belgio. sabile il in Vaticano. l' A 7. oltre che ingiusto. e quanto lo conseguono. scala che. L'Inghilterra non ha Rappel. non ma molto più eloquente per i Cattolici . come fonda- zione. o almeno simili pubblicazioni non ne mettono ogni giorno in dubbio l' esisten- za 1' : Univers ne non ha né essa fornisce inquisitori né settarii. porterebbe giudizio. ed è per quei veperchè scovi che nel Concilio hanno resistilo allo spirito precosì preciso dominante 8. ed il degli estremi del diametro. Chi di questi effetti volesse chiamare respon- Cattolicesimo preso in se stesso. Tutto capo si della ca- settario. o piutto- hanno perduta le idee contrarie. V'ha sto a quella che vi pure un altro modo di contarle queste eccezioni. v'hanno bensì alcune eccezioni. nel seno slesso della Chiesa. inutile. i Feniani li Irlanda. ed impunità. il siffatte regole di paragoni che abbiamo se- guite a più riprese in questo capitolo. all'influenza che in esse esercitala le idee più liberali e larghe. l' la all'altro tena che comincia con l'inquisitore sta Mazziniano il l' uno sta a altro del quale sta né il ribellione.

Ciò avvenne visibilmente per gradi ad ogni scoppio della rivoluzione. v'introdusse le sue passioni. moderna. pure aveva sempre conservato qualche cosa d'indeterminato . e grande influenza in tutto si denomina che ha esercitato una così quanto concerne al Concilio Vaticano. conseguenza anche civili e politiche dell'Europa. Guadagnando in già slata suo punto di par- quella a poco a poco sempre più terreno. e pro- priamente dopo e per reazione alla rivoluzione. prima solo francese. sebbene la Curia avesse e sostanzialmente sempre posseduto. prendendo esso il più grande incremento. Fino tutta la civiltà al Cristiani d' Occidente distinzione effettiva e sensibile: e lo stesso movimento religioso che non fece sentire si compiè formalmente la sua influenza sulle condizioni morali e scientifiche in quel secolo.141 CONDIZIONI DELLE POPOLAZIONI CATTOLICHE. retrocesse la sua azione sulla Curia tenza. e operò sì che in essa rimanesse evidente e distaccato da tutto il mondo moderno quel concetto politico e religioso che. che molto più tardi. poi cosmopolita. Fu anche più tardi che in seno e per della Chiesa Cattolica slessa si mostrò più spiccato ciò che chiamasi in Francia T Oltramontanismo. . vi fece prevalere le sue mire. Romana. come in» . sebbene non ultima fra le cause d'i essa fosse stalo quel sistema e quel concetto stesso che nel suo stato latente l' aveva preparata in Francia. Cristianesimo stesso che è il animato secolo non vi fu fra i Io il quale ha decimosesto spirito. perchè essa lo aveva sempre saviamente abitualmente ravvolto nella prudenza della sua politica tradizionale. e invece ai nostri giorni viene recisamente e con ogni esagerazione affermato dal partito che cattolico per eccellenza.

tutti altri gli nella paesi gran parte cattolici. e più sovente e citare ad interpretazioni di queste. quella particolarmente attecchisce. gli abusi. perchè venuta troppo tardi vi tiene venuta due secoli prima fra il la dove ribellione luogo della riforma av- i popoli del Nord. le istituzioni. Non è certo trattare a fondo que- stioni in parte già trite e tutte così gravi e complica- te. può anche ricevere una spiegazione soddi- sfacente. le costu- manze. rimane poi a giudicare se esse sieno tali co- da condanne e potersi curare empiricamente con nuove . alla buona fede mente senza diffi- cause principali. le abitudini che da lunga mano. nome le anche di prima impressione chiamare a una ad una le leggi.142 IL CONCILIO VATICANO. dalle Quando queste sieno nosciute. ma soprattutto negli ultimi secoli. se si prende a esame severo e spassionato lo spirito che generalmente informa V educazione delle popolazioni cattoliche. Si potrebbero. occorrono almeno alcune di quelle quali infinite altre procedono. Questa enunciazione che da principio a molti può sembrare ardita. Anche questa fu forse alterata dalla resistenza che incontrò: Ir" una e l' altra di siffatte crisi sarebbero state attenuate e forse anche prevenute da una riforma lenta successiva che si movesse costantemente intorno al centro immutabile dei del vero eterno. vi hanno prevalso e che sono le principali cause di quelli nostro ufficio né nostro scopo il effetti. oltre che trova una conferma da tal nell' esempio dei paesi più travagliati male. ma volendo solamente proporre pochi termini ge- nerali alle considerazioni di coloro che con vogliono riflettere coltà . secondo la variabilità tempi e dei costumi. senza gran tema di errare.

talché la più cieca sommissione corrispondesse alla più illimitata potestà. e diviene riflesso ed autoritativo. italiana a forza malato. Questa febbre d'autorità. si è sempre ed a tal segno tuzioni che vi esagerato nella educazione cattolica . bene e il di una non comune non conosce altrimenti il male che per quel che giudica per lui l'aumolte congiunture Dio sa da torità.143 CONDIZIONI DELLE POPOLAZIONI CATTOLICHE. riesce a distruggere più delle volte il sempre più il seconda. simo non da temersi che sia servano soltanto ad accrescere questi riinedii una scuola medica guarire non uccidano il il male. Sovente un cattolico che non sia fornito elevazione di sentimenti. o se invece e come salassi di i di volerlo 9. anzi esso ne costituisce il uno dei ma principali caratteri e la più gran forza: questo sentimento. Questo regime tende a paralizzare nella gerarchia della Chiesa F azione complessiva di tutte le membra per concentrarla nel Capo. che ad ogni titolo e sopra ogni soggetto vi ha tenuto luogo di ogni altro. autorità propria Nelle menoma dell' la dislacca dal resto moltitudini poi questa eccessiva e talvolta annulla perfino la coscienza individuo. e per conseguenza anche quella delle popolazioni a lei coscienza unica dell' commesse. per assorbirla nella autorità stessa. nuove restrizioni. Per queste il sen- timento del bene e del male cessa di essere proprio e spontaneo. provocata dalla contrarietà dei tempi. e nel tempo stesso isola quella e della società. ed alimentata a fine di mantenere invece nella Chiesa F ordine e primo. per una tendenza naturale delle istisi fondano. Domina per sua propria natura nel Cattolice- principio di autorità. ed assottigliare la F unità. la quale poi in .

e anime più semplici nelle più mi- nule e di nessuna importanza. avviene solo per le que- questa disciplina è quali comprensibile. Questa legge dinamica getta ogni dì non pochi allievi dei Gesuiti nelle secondo. Per il coscienza dell'autorità che non può mani- non per la lettera le infinite . la festarsi se guire tutte tutti i file dei rivoluzionarii più sfrenati.IL CONCILIO 144 chi è rappresentata. non essendo combinazioni degli abile a se- atti umani e ripieghi dell'animo umano. perde a ciò ogni disposizione. Di qui scaturisce egualmente funesto. stioni di principio. e nella vita ordinaria delle popolazioni in talvolta per le pur ogni occasione. al quale può solo bastare il sentimento indefinito e squi- sitissimo della propria coscienza. Un'altra tendenza. gliezze. lascia un infinito numero di quelle e di questi senza quel sindacato. e può anche talvolta essere ottima. e Donde le tutte le sotti- transazioni troppo frequenti nelle nostre popolazioni. gli accomodamenti. s'indebolisce e da ul- un doppio atrofizza del tutto. Questo eccesso di autorità fa sì che la coscienza dell' uomo molte volte mal guidala si smarrisce: ma in ogni modo non dovendo né sentire né giudicare da se stessa. ma s'avvera egualmente per tutte le applicazioni. è quella che dappertutto nella direzione cattolica inculcare la massima si manifesta ad affermare ed intolleranza per gii errori della . Né ciò le per VATICANO. 10. giorno che il direzione che lo man- tiene. non ha più né norma né freno di sorte. e tre facoltà timo si effetto un umane non come avviene di tutte le al- usate. Pel cattolico cosiffatto la perde primo. che è pure causa degli effetti che abbiamo lamentati.

meno dovere. Oltre di ciò bilita Una il sempre. menoma abbenchè debba meno è ma te- scusabile e sovente dispregevole. Non vuoisi già dire con questo che la severità nei principii ed una certa misericordia per la io . e trascorre perciò più facilmente nelle passioni che già per se stesse più attraenti hanno anche pro- messa di maggiore indulgenza pei trascorsi che da esse hanno origine. rivolge per sua vitalità nei senti- menti. quando anche sia colpevole che sa e conosce a il il lo trasgredisce. per si modo spoglia della questa seconda abitudine abbandona l'uso del giudizio proprio ad un ceto.CONDIZIONI DELLE POPOLAZIONI CATTOLICHE. mentre questi sono mente. 145 lo che induce per compenso la più gran tolleranza per quelli della volontà. Disgustata ed allontanata. se- le inclinazioni dell' indole naturale conseguenza tutta la umana. Dante in un tempo che certo non era afflitto alla tolleranza. dall'opera del pensiero. nello stesso che. per quel che abbiamo detto sopra. società per molti secoli educata per impulso della duplice direzione finora accennata. Che sappia e non comprenda. guendo le una e pensa per difficoltà che tal società. quello della volontà. da indifferenza religiosa né proclive pone gli eresiarchi fra le incontinenze. può essere deplorabile. un uomo non infinitamente più colpevoli di quelli. nersi conto della fragilità umana. e non il bene. ossia fuori della malizia. riguardando la loro prevarica- zione quasi come se fosse scevra e perciò bile di questa. per incontra. L' è sempre . coscienza individuale. di quello lo pratica errore della mente non carattere. mentre l'opera meno lavorìo della puni- mente no- delle passioni abbrutisce. ad una casta speciale di persone che sente lei.

adattano assai meglio all' umanità che una va- ghezza indeterminata nei primi ed un'assoluta infles- per la seconda. se . 11. La natura umana ne per giustificare e santificare trae tosto profitto uno dei suoi più facili e più perniziosi difetti. ed esercitino costante- mente sopra le popolazioni cattoliche. Questo stesso indirizzo accoppiato in alcune popolazioni col- l'abuso delle forme superstizione. Terzo soggetto di considerazione èia tendenza dell' educazione cattolica ad astrarre molti bisogni della vita i suoi seguaci da pratica per condurli ad una non risponde sempre inesorabili necessità umane. ma come tutte le cose buone. facilmente del sublime dispregio ad avvezzare quelle popolazioni a camminare nel mondo con gli occhi rivolti al cielo e senza guar- riesce dare in terra. portata questa nella vita privata. diven- gono soggetto degno di seria meditazione per l'influenza che abbiano potuto esercitare. prosibilità tratta l'altra fino alla indulgenza sistematica. e l'industria e l'attività cedono il loco all' infingardaggine ed all'accattonaggio. esagerata da un lato runa fin all'Inquisizione. un cattolico è Il esteriori le rende inchinevoli alla secondo e non lo meno grave male è che più un suddito comodo non sem- per pre un buon cittadino. due meravigliosi che si VATICANO. per una malintesa applicazione delle cose terrene. scaturiscono due mali. Il primo che. con saviezza e moderazione ado- perate.146 IL CONCILIO fragilità non sieno. che alle denza cosi fortemente determinata. come s'incontra sovente nella parte più fedele delle popolazioni cattoliche. poiché. la sua educazione . caratteri del Cristianesimo. Anche da questa ten- vita speculativa ed ascetica.

e per conseguenza con intenzioni del i più grandi sforzi e con le migliori mondo non sempre abili a comprendere . se quegli resiste. sebbene qualche volta sia stata utile nel limitarsi reciproca- mente. religiosa lo consiglia quasi vamente. che partono con quel peso già sopra notato. e conciliare non possono esservi due opinioni. e che se vi hanno alcuna attenenza. e da un centro ristrettissimo d'uomini. Ciò ha prodotto e produce sovente nelle società cattoliche il fenomeno che raro o mai non deplora nelle altre. in cui si trova. da un picco! cattolico. In quei casi questa o il suo celo l'attrae poten- temente a sé. su cui due interessi. l'abbandona e lo respinge da sé. questa è o indiretta o d'incerto giudizio. 12. Indipendentemente dalle leggi della morale eterna. abbiamo nucleo. e la la sua patria. o. generalmente indeborado possono riunire i nelle presenti condizioni lisce le società cattoliche che di insieme quelle due forze. Quarta fonte di polazioni cattoliche è il non poche difficoltà per le posoverchio accentramento nel- l'esercizio dell'autorità. cioè che la religione v'intralcia libero incremento della patria ed il si il patriottismo vi uc- cide la religione. Tutte le leggi sì generali particolari.CONDIZIONI DELLE POPOLAZIONI CATTOLICHE. Questa doppia azione del pari efficace della società e della Chiesa. nel attira sempre ad ubbidire passi- ad assorbirlo. come quelle che informano e regolano tutte le coscienze del mondo di autorità. e lo stesso tende tempo 147 costantemente verso un altro centro che non e la società civile. nei quali il cattolico è sovente contrastato fra la sua gente. v'ha un'infinità di oggetti che non rappresentano il bene o il male assoluto. sua Chiesa.

li mette ambo in un fascio e quindi la : volgendo loro le spalle. ne av- viene che tutti i vincoli imposti da questa gelosa au- torità all'intelletto che si ed al cuore. Eppure tuttociò. e non praticamente compiangere: polendosi punto estendere all'intiera società. specie una reazione nella gioventù. o almeno d' interessi pratici che la tratten- tengano occupata. se- in ogni paese dai costumi. guarda indietro. corrispondente e tanto più forte. o in quelli i rammarichi si getta nei piaceri e seppellisce e le aspirazioni di una vita abor- tita. e quindi senza l'aiuto di una solida istruzione.148 IL ed apprezzare i CONCILIO VATICANO. 13. pro- duce all'incontro. se questi impulsi dati ottenessero tutti il loro intento. formerebbero una società sui generis poco disposta allo incremento intellettuale e materiale. che abbiamo finora descritto. varii ed infiniti sentimenti e bisogni di tante e così svariate popolazioni. Una buona parte di essa giunta a maturità subisce necessariamente l'influenza dei tempi. ovvero. senza bastante conoscenza né carico gano. dagli affetti. poco idonea alla grandezza civile . e avvezza a confondere Dio col curato. subisce un'altra vicenda che. questo stato artificiale costruisce così laboriosamente negli animi. se meno non è meno pericolosa. ed in ciò fare prende i vizi per la cosa. se la natura generosa rifugge da questo suicidio. dagl'interessi del resto della nazione. Se queste ten- denze. Questi animi giovani ed triste. non contiene ancora il peggior male. del mondo cattolico tende a fare gregandolo pian piano e un Questo è quel che partito cattolico. aperti ad . e nuli' altro si avrebbe a ma non potendo siffatto regime applicarsi che a un ceto ristretto di persone. quanto più è intelligente.

Questo ragione. Quel ed intelligente della società trova egual riscontro nelle moltitudini meno più brutali. Non vi ha ribellione come quella d'uno schiavo: senza coscienza propria. quella che ha per insenegazione e per iscopo la distruzione. ma caro prezzo a coloro che ne hanno che brio la sì che si la responsabilità. con un giudizio non esercitato. o in mille pezzi. una eletta parte di gioventù va per di rancori e d' odii conflitti generazioni sempre crescenti ad ingrossare le file della rivoluzione. per dannoso. fra la e ad oltranza. giusta ponderazione è legge infallibile di equili- morale come materiale. conflitto inesorabile si risolve nelle società cattoliche in pò- . e che a volersi nare a far crescere quegli animi lo voglia Iddio! questi insegnerà forse troppo tardi ed a troppo si 1' uomo nelle fasce del vanno storpia. la nuova ragione: ad ogni tentativo. di quella rivoluzione cosmopolita che ha già vendicato e vendi- rivoluzione per gna la la cherà forse ancora. non lacerali. che passando. 149 ogni aspirazione cercano per qualche tempo una tregua una combinazione per accomodare la vecchia fede con . cioè il difetto di carattere e di ragionevolezza. col corredo che portano con se questi grandi morali. conflitto i suoi effetti riesce assai più mortale fra l'autorità e la legge e lo spirito. le percorrono macchiintelligenti e nalmente anch'esse per le stesse cause. allettarli. o queste della parte eletta è detto osti- bambino.CONDIZIONI DELLE POPOLAZIONI CATTOLICHE. senza rendersene conto. che se appare in loro meno sensibile in sé. ha ogni attrattiva per la libertà Innanzi a quest'impossibile si ribellano. l'impossibilità: la Chiesa coglie ogni pretesto per respingerli. per le stesse fasi. in questo penoso travaglio ne sentono.

cambiamenti nei di poli- invece per cambiamenti di Governi. riesce assai difficile e quasi impossibile a trovare per un paese cattolico. i secondi rivoluzionarii invece di essere progressisti. e nei quali vi quindi un trionfo ed un'offesa con quel che ne consegue. e quindi loro vicende invece di alternarsi le paesi a indole più razionale. ha sempre un vinto e un vincitore. i secondi. per l'inflessibilità che esse vi conservano. quando appena vi il Governo che si nella sospende assoluto. di disciplina e sovente di moralità. a costituirne uno solidamente: ma i egualmente inaprimi. più regolare di quelle settentrionali. La risultante delle due forze . perchè non possono. dove s'incontrino. cioè dello spirito con- servatore e del bisogno di progresso. i secondi di ordine.IL CONCILIO 450 VATICANO. come si per le quali la rivo- disse di sopra. # . per tica. Esso cade generalmente confusione e nel disordine. ambedue sono mancano sempre abili a bili di distruggere un Governo. se non lamente- d'Europa più uniforme. cioè quando questi due elementi convergono al bene comune. segnano vole stato si il politico delle nazioni occidentali a lato dell'andamento. doltrine le quanto più assolute vi prevalgono. e che perciò danno materia a luzione. riflettere sulle cagioni. perchè non sanno: immobili i primi invece di essere conservatori. si alternano come . più particolarmente mette radice nei paesi cattolici. e tanto più. Queste linee opposte ed interrotte sostituiscono alla linea retta. che è la linea che percorre un paese in condizioni prospere e normali. altro. non v' ha per loro discussione possibile né terreno. chi fedeli e molti ribelli o di diritto o di fatto: i primi vero vigore.

alternativa di sommissione e di ribellione. le civiltà. l'adorano servilmente il e l'infrangono sempre. Ma questi pochi e supertìcialissimi tocchi ne hanno già condotti fuori del nostro confine. poca prosperità. sempre bisognose una setta . per la sostanza. in . non hanno messe poche ravizii degli i ma. altri e più gravi potrebbero ancora addursene che di- pendono dall' andamento ordinario anche toccare proprio delle delle cose. poche ultra-cattolico: regime regnato che devozione virtù. reciproca intolleranza. 151 14 Oltre questi principali soggetti di considerazione che lo stato delle popolazioni cattoliche porge. presenta ai dove regna o dove abbia molte chiese. dici nelle loro istituzioni. i contatti. perchè ri- sponde alla fisionomia che con più o meno varietà. ossia per la parte morale e pratica. e mentre per la forma consuetudinaria ed esteriore è. sebbene non sempre con altezza e dignità. più passioni che giuscuole. com'è umane cose. secondo le influenze. i quali pure. lasciando così bozzata un* immagine. è spesso insufficiente. sovrabbondante. appena ab- che già può bastare ad atti- rar l'attenzione di chi voglia considerarla. senza di autorità in un convento come averne mai giusto concetto. senza ne- uomini. nostre osservazioni in questo. per dir molto in breve. noi compendieremo le che T educazione religiosa delle nostre popolazioni è più negativa che positiva. più nostri giorni ogni società.CONDIZIONI DELLE POPOLAZIONI CATTOLICHE. il dizio. e perciò ne conviene abbandonare cotal soggetto.

ed Le in questi ultimi le sètte. essa ha per il partito cattolico lo stesso uso che per i liberali la Compagnia di Gesù. Per mancanza d' ogni indipendenza nei giudizii da un lato. o ne son prive o non le fanno vivendo libere. chi dubita che un essi al mondo. attecchire. che. a cui spiacciono.152 IL CONCILIO VATICANO. Di questo tutte le società sane e virtuose. che mondo. caricarne Frammassoneria. e perciò sono tenute per ingiuriose da coloro. 1. e da tutto il gregge che essi conducono. Basta a costoro per isdebitarsi d' ogni responsabilità di ciò che avviene nel solita verni. per non volervi dall'altro riconoscere che o servi o nemici. Nuovo Kegolamento. Quanto Frammassoneria. fenomeno in- fanno fede separabile dalla loro corruzione. Quanto non sarebbero ai tutti in parere del Papa. tempi i la Go- valgono più come argomento di accusa essendoché non si producano e non ab- sètte di scusa. qualora potessero? E chi non sa che ai giorni che corrono essi batter di ciglio del . biano altrimenti facoltà di muovere per l'agio che danno loro esse nascono come le le società se non istituzioni. L'una e l'altra sono alla loro volta reciprocamente alla causa di tutto il male che avviene Governi. IV. nelle quali gl'insetti nei corpi. queste considerazioni vengono ordinariamente tacciate di essere fatte per animo ostile.

Nelle tante pubblicazioni venute da loro negli ultimi tempi non si trattano per che soggetti parziali senza collegarli fra sé e senza considerarli nella loro azione complessiva. 153 sono appena quel che vien loro concesso di essere dal preponderante spirito dei tempi? 2. atti a maggiore altezza . dei più notabili documenti che sieno venuti in luce sopra cosiffatte materie. non avrebbe per cominciare che a ripetere le parole ivi dette: Non ci dissimuliamo che l'esame particolarizzato. La sua teoria per le la risposta e 1 il Vedi Y Appendice. è l' degli Indirizzo dei Cattolici di Co- blenza all'arcivescovo di Treveri care entro ai Uno che. uno è. L'orga- dovrà creare nelle sue diverse parti a vincere il male ed a lasciare il spiegamento all'azione delle forze salutari. che abbiamo segnalato più sopra. provinciali e diocesani.NUOVO REGOLAMENTO. L' Indirizzo termina chiedendo il ristabilimento loro libero . Questo Indirizzo tutt' insieme. Anche fra Cattolici cosi detti liberali raro si i riscontra la questione religiosa elevata sinteticamenle a questo livello di generalità. sembra elevarsi i confini dell' * : e chi volesse cer- ordinamento cattolico rimedio mali sopraccennati. che provvedono sempre ai varii. nella lo più quale solamente appariscono nella vera luce. e che prendono radice nella vita sì molteplice della Chiesa. Esso contiene rimedio a tutte le questioni ed ai mali. sarebbe impossibile per nismo le della Chiesa forme più atte un Concilio generale. assemblee o sinodi nazionali. vecchi e nuovi delle bisogni delle Chiese e della Chiesa. . sebbene di natura parziale. e la soluzione delle difficoltà provenienti da quei bisogni numerosi.

ovvero che cosa pensino della semplicità di cune Fedi che in alcune genti ancora così vive alzeranno e si tanto sincere forse quanto la le spalle al- conservano loro: essi per compassione e non vi risponde- ranno neppure. relazioni fra la Chiesa e lo Stato è la forinola più razionale. abbatte con gran pena si fatica i despotismi e gli oracoli che con egual è fabbricati. per quanto essa può comportare. e poi torna a fabbricarli da capo. In brevi parole quell' Indirizzo è un pensiero bene ordinato ed assai compiuto di libertà applicata. ne impacciava ogni movimento la maggioranza non aveva più altro obbietto che questo. da se stessi nel seno della propria Fede e patria una di quelle condizioni che. dovunque la non ammetterebbero neppure discussione? Ma nondimeno l' umanità trovassero. più precisa. L' umanità che fa e disfà a vicenda sempre le stesse cose con la più di volere sincera convinzione di progredire di continuo. Diman- se agi* Infallibilisti delle antiche apoteosi. e lo persecilio e : guiva con queir intensità che è tutta propria dei sentimenti e delle passioni religiose. a che altro intendono alcuni di loro con altrettanta convinzione se non a creare. fuori di loro all' onore della non mostra mai passioni così violente come in questo. e sebbene la forma delle manifestazioni sia più mite. per quanto possono. Uniti insieme. . del concetto della Chiesa libera in Stato libero. all'istituzione cattolica. 3.154 IL CONCILIO VATICANO. persuasa di far cosa nuova e sprezzando anzi e deri- dendo i date ad passati come uno ad uno non fossero opera sua. Invece però di tali questioni l'attenzione del Concilio era ormai irrevocabilmente concentrata sopra T Questa definizione incombeva sul Con- infallibilità.

parte della immemorabile al cospetto del pubblico. metà fatta men- faceva sentire sopra questa In una delle ultime congregazioni. ogni qual volta si applicano a materie religiose. verso che mai sia stata dell' infallibilità. non a tutte le rappresentazioni. le quali incontrano favore si è occupato nello schema sui vescovi. facciano esclusivamente ovvero Brevi. e in esse hanno parlato 150 oratori zione circa. comprese le due sessioni.NUOVO REGOLAMENTO. tempo lenza l'opposizione. è sempre la stessa. che assalì con ostentazione e con molta vio- fatta nella stessa A questo secondo tentativo da molte voci con molto strepito maggioranza che è il basta applicalo da gridarono: sufficit. Gran parte del gennaio 4. dopo una splendida orazione del vescovo di Bosnia e Sirmio. un vescovo francese la prima volto in una sua orazione. Ostile fu pur l'accoglienza Congregazione al discorso di un altro vescovo. proponendone la pronta dichiarazione. come un la ne parlò modo . si faceva manifesta allusione alla Bolla In per dire la li- . anziché dal Papa per mezzo queste si di Bolle. e senza tutte e sopra tutti. che fu poi finalmente rinviato nella Congregazione del 24. nella quale perorò anche esso per il ristabilimento dei sinodi provinciali e dio- cesani. 155 l'intensità dei sentimenti. si mese di febbraio. Discorse in quella della necessità deli' intervento dei vescovi nelle dichiarazioni della Chiesa. ciò. e l'allusione che producesse verun lasciò cadere senza si effetto. quello stesso che viene chiesto nell'Indirizzo dei Cattolici di Coblenza. dal 6 dicembre fino al 22 febbraio. e la del nominò per di tagliar corto a tutte le questioni: l'accoglienza fu molto fredda. Trentun riunioni sono slate tenute.

si segnalò particolarmente monsignor Scissmor per la chiarezza e l'evidenza. in i di schema pre- lo ai di quella che il De I episcopis. Sulla fine di gennaio e sul co- minciare di febbraio schema Sui costami si trattò lo dei chierici: la discussione principiò il 26 agli 8 di febbraio. 156 mitazione delle censure. dopo che solamente per questo ebbero parlato circa 40 oratori. ve- Papa Fran- propugnarono con calore. Lo Strossmayer parlò un' altra volta più tardi nello schema De moribus ma non splendidamente come questa. emanata dal Papa prima dell'apertura del Concilio. Il resto di febbraio fu consumato sopra lo schema De catechismo. che venne condotto a fine. In questo e si compì domina il concetto scovi sopra i prende sopra cesi e gli compenso vescovi in quello Spagnuoli gennaio dare un'autorità illimitata di preti. quanto fu in clericorum. colla quale si chiude la fase del Concilio. fra coloro che l'oppugnarono. in cui prese fin da principio il primo posto fra gli oratori del Concilio. In questo discorso il vescovo Bosnia e Sirmio trattò anche della ma- di niera. Questa data tenersi per quella. e non vi abbiano parte bastante e adito abbastanza facile gli uomini eminenti vi trovino nella Chiesa ed appartenenti ad ogni nazione. nella può Congregazione del di 22 febbraio. Gonchiudeva dicendo.IL CONCILIO VATICANO. ma. che si è consumata prima nel rinviare senza . con cui dimostrò la tirannìa e tutte le enormità che dall'applicazione di quel sistema conseguirebbero. ond' era composto come non il Collegio dei cardinali. che il ri- durre i vescovi a semplici del uffiziali Papa è cosa contraria allo spirito della Chiesa. quella. nella quale dicesi che fosse tanto ammirabile.

nel quale riposa qualche volta. tutti i disegni che rando con lo scopo ossia il si pubblicò ultimo di risultato si andavano da gran tempo matu- di porre un limite scorso del quale atto fino dallo alle discussioni. Nello stesso giorno di dieci giorni periodo farne uso. rimanendo sempre fermo che. col quale fin da principio tutto era stato preparato ed ordinato. ma non si arresta mai. e con si Non giova ripetere che per questo nuovo Regolamento come pel primo non venne dimandato il parere dei Padri. cioè la spontaneità e V unanimità. le Commissioni s'inca- iscritto alle ricassero di distribuirle stampate in compendio a tutti ne conseguiva che i vescovi. 5. e posto in esecuzione con quello stesso intendimento.157 NUOVO REGOLAMENTO. a fine di norma Roma di nuova lena quel cammino. con queste varianti. e preferivano recitarle o anche leggerle. Da questa disposizione quanti non volevano servirsi di tale facoltà. cioè che sarebbe facoltativo e non obbligatorio per i Padri il presentare le orazioni in Commissioni. Esso contiene presso a poco che accennammo più sopra come quali si erano finalmente fermati i le disposizioni quelle. sopra le varii consigli della parte direttiva del Concilio riunita a tale effetto. si era in tanta mese venne pur concesso* un vacanze per prepararsi a riprendere poi con questa nuova aspettativa. esso fu comunicato al dalla autorità slessa e ma. quando fossero consegnate. Concilio. come il primo. né consultata l'Assemblea. e nella quale è perita senza remissione una parte del programma della Civiltà Cattolica. distinzione tutte le proposte. In il questo stesso giorno finalmente nuovo Regolamento. potessero farlo .

un semplice ma uno dei presi- assunse l'incarico di farne sentire giorno stesso. assai più importante del primo. e Episcopato. uno degli uomini più eminenti dell' opposizione tutta la gravità proprio nel fu pubblicata. mostrò all'opposizione Y uso che la Presidenza potrebbe fare delle facoltà che venivan date. e contenevano lo spirito del Il primo era la aveano sua ragione d'es- nuovo Regolamento. uel quale vescovo di Colocsza monsignor Haynald. potesse proporsi la chiusura della discussione per iniziativa fosse dimandata da Si la dei Padri purché di dieci. documento due da questo lato non Ma vi e perciò articoli che erano sere. un numero non minore tale effetto il giudizio della si accetterebbe maggioranza puro e . quando una materia le Il fosse satis excussa. discuteva. VATICANO.158 IL CONCILIO come per Y avanti . praticato gato il giorno appunto che era promul- nuovo Regolamento. disponeva egualmente in questo articolo che. Il dall' del Breviario tro gì' ambone per non so che citazione sto- quale recava in proposito della riforma la romano l'autorità di un Papa con- intendimenti della maggioranza. quando chiusura fosse richiesta . sarebbe votata nella tor- nata stessa per alzata e seduta. Questo inter- vento della Presidenza in materia che non era d'ornel dine. secondo articolo. e che a stessi. che veniva concessa la facoltà denti di poter troncare regolare denti del Concilio si si poteva sembrare disposizione mezzo per la ai presi- discorso ad un oratore ogni il qualvolta egli uscisse dal soggetto che Questa si in questo discussione. disponeva che. era fatta notabile innovazione. fu invitato dai presidenti a tacere e dell' a scendere per rica.

poiché veniva esso stabilito che le varie parli di uno schema in tutto anche in i ma quando questa condizione fosse adempiuta ? La maggioranza e excussa: il suoi emendamenti fossero votati per alzata e se- duta. 6. chi era giudice del il come Il maggioranza do- criterio della nuovo Regolamento. e arrestare ugualmente a suo piacere. Inoltre questo il più legale per ridurre sizione. e per la sua omogeneità essa la ovvio e più ampia fede. rimettendo ogni cosa nel giudizio della mag- gioranza. finché voleva . Quindi è che nel di accrescerne 1' all' disposta ed poteva riporre in si mezzo era nuovo Regolamento autorità. si è cambiato di direzione ed è stato mestieri accontentarsi della maggioranza: questa infatti si riscontrava nel Concilio già ordinata. e che decernetur quel che risulterebbe dal volo maggioranza. 159 Il risultato pratico di questi provvedimenti era che la maggioranza rimaneva unica ed assoluta semplice. per- incontra l'autorità papale che non titolo menomare né compromettere. Non essendosi potuto ottenere l'unanimità. padrona della discussione che essa poteva tollerare. Vero è che vi era espressa la condizione che la materia fosse satis e del minava stessa. Per la votazione definitiva dell'intiero schema è confermato il voto orale col placet o della non placet. Questo è ciò che dà sì grande importanza . muta lo schema e che per se sola e col solo suo placito in decreto. Chiaramente apparisce il concetto che ha governalo queste modificazioni.NUOVO REGOLAMENTO. ma per questo non chè in quel punto vuoisi per verun s' si dice più oltre. di il più impotenza l'oppo- darle la si cerca maggiore in- fluenza.

può arguirsi dall' ingiunzione inserita nel Regolamento. mediante un postulato di dieci di loro e con l'aiuto della maggioranza. Egli è proprio che queben preparata e così sta istituzione papale è talmente .160 IL CONCILIO VATICANO. a quel!' articolo. quando che vogliano. il opponenti. contrariamente all'opinione e agl'interessi dell'opposizione. quello che abUna volta stabilito il criterio della maggioranza. sono irrevocabili. ciò nulladimeno cose era. lo stato delle nuovo Regolamento. se sbagliati o non più oppor- possono revocarsi. sulla quale essi possono assegnamento. che tutti coloro. i quali posizione. votare lo tarlo all' schema De ecclesia. approvazione del Papa. quella nelle Regolamento gli dell' unanimità Quel che poi costituisce nel nuovo decisioui. dopo biamo il descritto. quelli del secondo. arrestare e dichiarare chiusa la fare discussione. Che essi e presen- non avessero intenzione di valersi di questa facoltà così presto. una delle più gravi questioni del Concilio. il quale pregiudica. debbano si oppongono ad alcuna pro- sostituire quella che combattono. e la propria opinione a non contentarsi alla semplice negazione della medesima: questa precauzione era inutile. nello spazio di una settimana. con questa differenza però che i giudizi^ della prima. si perchè concernono il più delle volte verità assolute. se si voleva illieo et immediate imporre gli schemi alla minoranza. per vecchia usanza nelle materie anche semplicemente disciplinari. si tuni. come avviene in un'assemblea del secolo. anche nel Concilio la minoranza si trova in balìa della maggioranza. punto immediatamente minaccioso per è che per suo mezzo gì' Infallibilisti possono.

era per pressione della la più viva da parte della minoranza prima che l'avvenire. la si era distri- nuovo schema Sugli Ordini religiosi. più de' vescovi da principio non troppo malcontenti di in ap- sembravano questa riforma. nel Regolamento l'approva. ogni giorno più disfatta. che erano dieci giorni di i concessi ai Padri per prepararsi ad adoperare modo. e dicesi che fosse anche distribuito un Indice generale delle buito un materie da trattarsi nel Concilio. Dopo questa Congregazione così piena di gravi avvenimenti incominciarono a decorrere vacanze. e per conseguenza impressione del presso.NUOVO REGOLAMENTO. perchè fondata sopra l'argomento più semplice e più connaturale ad un' Assemblea. che. tutti in momento quel tanto più minacciosa. bene adagiata nella Chiesa. loro Se si giudizio della 1! . In caso è con- nell' altro sua illimitata autorità. e se l'accettassero. La nuovo Regolamento non fu la come divenne così cattiva fra gli I e era resa sensibile. opponenti. quella che abbiamo percorsa. perchè corde nell' affermare uno e la quella stessa Congregazione 7. la loro condizione diverrebbe Il difficile. 161 come la movimento che simbolica. Questa pausa divide la stati nuovo il fase del Concilio prima Vaticano. Nello nell' contraddirsi. maggioranza si incerta come quanto più resistenza. rigettarlo talvolta e da ultimo indubitata non era neppure cosa aver torto nell' imporre il la facile. senza neppure aver timore di pre a galla. dalla seconda inaugurata con questo nuovo metodo. può si racchiudesse per loro. per qualsiasi schema condanna sua immagine faccia sta sem- maggioranza. ma gli opponenti non tardarono ad avvedersi qual pericolo vi come.

8. Il cardinale Di Pietro aveva risposto per il Sacro Collegio. Prima mese. si ha sempre nel non accettarlo. atti. ritorcendo l'argomento.162 IL CONCILIO VATICANO. egli era sui costumi dei cardinali antichi e non certo su Forsechè avevano ragione ambeopinione del vescovo d' Orléans per- quelli dei moderni. Fin qui non v' ha nulla di notabile: era uno degli assalti getto che fra si ripetevano ogni giorno e sopra quel dì fuori dell' ogni sog- maggioranza. che non mancano neppur essi di di episodii d'in- un certo color e locale. ne ricorrono questo dole di finirla del tutto meno alla con le mente adunanze oscura che avvennero durante quelle. nei quali il Sacro Collegio aveva maggior indipendenza ed autorità. Questo avve- carsi dalla sua villa . Del resto. come che sospeso. Dupanloup aveva fatto intendere ai cardinali che si desidererebbe da loro una maggior somiglianza con i Il loro predecessori dei tempi. che cioè. ma fu in ordinario che il Dupanloup nel re- l'opposizione e la al Vaticano perde una parte del manoscritto originale del suo discorso. senza che potesse dirsi a in tutti effetto. T esempio della riuscita dei primi Indirizzi che protestavano contro il primo Regolamento incoraggiante a ripetere simili rimarrebbero senza lasciava i primi La proroga dell'Assemblea si appiglierebbe l'opposizione a fronte questo nuovo stato. lasceranno riprendere le discussioni senza avervi prov- veduto. due. senza che l' desse per questo accomodamento nulla del suo valore. se alcuna cosa poteva trovarsi a ridire sopra questo venerabile corpo. maggioranza. ma è molto probabile che non qual partito di non era .

9. e ci volle del per persuader un manoscritto loro che tempo un vescovo poteva perdere come un altro semplice mortale. Armeni Non si E pensare che è poco che fra tanti ritrovi si deve un pensiero ai di Copti ed agli ! 10. anatemi e tante condanne semplice carità. affinchè si faccia dalla Chiesa alcuna dichiarazione tendente a prescrivere e limitare il diritto di guerra.163 NUOVO REGOLAMENTO. Negli ozii delle vacanze cominciò a pullulare i vescovi profittavano di ogni sorla di postulati. L'opinione cattolica liberale continuava intanto anch'essa a produrre pubblicazioni importanza contemporanea vivissima. come se non ve ne fosse già abbastanza da mettere alla prova poca fede del secolo XIX. senza che da ciò dovesse attendere alcun misterioso e si umoristico è ve- straordinario evento. nimento sità e la curio- fervide imma- niun valore in se stesso occupò di prestò per più giorni materia alle ginazioni dei novellieri conciliari. che è ripor- V Univers. ed questo riposo per accumulare nuova materia. che dicono destasse una lunga e strepitosa ilarità sopra le venerande faccie dei Padri del Concilio. Qualche tratto nuto pure a rallegrare a quando a quando queste monotone riunioni. e fra gli gno di particolare menzione altri si è citato il come de- discorso di un vescovo napoletano sopra l'uso della veste talare. Ve ne ha uno per la l'Assunzione della Vergine. che fu delle proposizioni annunziate nel primo programma della Civiltà Cattolica: tato ve ne ha uno dal giornale de' vescovi orientali. e fra queste tiene certamente il primo luogo d' l'articolo del Dttllinger sopra l'Indirizzo .

da Praga ed mente ma pensiero e di azione. nel suo genere scritta con particolare accuratezza e serietà. Mùnster. Fribourg. IL Dòllinger ne ricevè congratulazioni della Germania. dopo è nominato . che da nessuno si aspettava in tale occasione e che certo trovava difficilmente luogo in un discorso a proposito Esso ha dichiarato d' arte. intitolata: Della pretesa Italia. infallibilità del scevano e Papa. ed una.164 CONCILIO VATICANO. Breslau. consentivano con lui e vano a persistere nel suo proposito. il dire che es- Chiesa la abbia bisogno di riforma. Tutti questi Indirizzi la sua fermezza . sere errore. personaggio non Il una Roma. da Colonia. ma si doppia interpretazione della data in- Sembra che uno lico liberale di si dei capi del partito catto- Francia. anonima. e sulla quale cadeva l'altissima riCattolica provazione. La l' incoraggia- difesa del libro le lettere del Padre Gratry. irritato esserne stalo dei procedimenti caldissimo partigiano. del Maret per lui stesso furono dopo quella le principali pubblicazioni che apparvero di là dai monti. Ne apparvero alcune anche in . nel quale egli fece una dichiarazione. 11. di quelle che per i' anche addietro professavano opinioni disi accordavano nel lodare verse. anzi bestemmia. Il degl'Infallibilisli. Tutte queste pubblicazioni cre- moltiplicavano all' infinito. altri centri di particolar- dalle Università e dalle Facoltà teologiche. Tubingen. di si . ed Indirizzi da varie parti Bona. formò tosto dicazione. facendo allusione ad una frase detta in questo senso da un ragguardevole personaggio. Altra parte nella pubblica curiosità ebbe si discorso del Papa il all'apertura dell'Esposizione per l'arte applicata al culto cattolico.

L' Osservatore Romano si invece a cambiare direzione all' interpreta- la affrettò zione che Papa il aveva specificatamente attribuite al gran denominazione vaga. il Papa avrebbe molto probabilmente sbagliato cifra. c'è tutto da scommettere che un demagogo animi in quel detto il* avrebbe 93. dicendo che la Chiesa aveva bisogno di un 89. perchè se citato 1' il cattolico francese avesse in tale occasione 89. Ecco la se- conda interpretazione. piuttosto come tutto dà di motivo crederlo. facendola seguire liberali Cattolici da quella condanna. Se questa fosse stata la vera.NUOVO REGOLAMENTO. non avendo un senso determinato. Il Papa aveva citato tal frase. essa infliggere ai non sarebbe in è se slessa la come la più compongono il Sillabo. nello stato i particolarmente degli Cattolici liberali francesi. sostenendo che si modo escludeva un cattolico francese. Questa è prima interpretazione. se per riforma che il s' la intende quella di Lutero. cioè indefinita. 165 fosse aperto con qualche suo conoscente. ma se s'intende . essi lo stesso trattamento che liberali se non italiani. Se l'allusione tempo. italiano. non v'ha dubbio Papa non possa tesserne elogi. ma che in le italiano: demagogo ogni voleva dare a queste parole. Se per l'89. colpisca veramente. hanno creduto riconoscervi un' sione e perciò una condanna per nali oltramontani si il loro capo : i I allu- gior- sono con maligno piacere prestali a questa interpretazione per far loro dispetto. e riceverebbero dal Papa hanno voluto sotto questo aspetto Considerando però frase che produsse tanto effetto. si presta egualmente ad ogni commento favorevole o gran parte di quelle che sfavorevole che voglia farsene. e quindi. giustizia.

era inutile dopo tre secoli convocarlo. usando quella frase in senso assoluto. la qual cosa av- venendo. modificazioni e cambiamenti in sono necessarii. Ro- ma però se ne difese con la sua riconosciuta abilità diplomatica. talché. Tutti questi ultimi avvenimenti avevano. ora pareva che anche quelle delle grandi. qualche cardinale della Curia Romana. Se v'ha da cambiare. secondo che in questo caso richiedere. il Concilio. e si credè in quel tempo che la sua influenza non fosse estranea bavarese. Fino ad ora solamente al- dal canto loro Legazioni delle piccole potenze cattoliche ave- vano dato segno di occuparsi degli affari del Concilio . avessero ricevute istruzioni per occuparsene esercitare qualche azione più da vicino e cercassero di sopra gli avvenimenti che si passavano in Valicano.166 IL CONCILIO VATICANO. perchè allora si sia potrebbe convocato genere. Se non v' era nulla o poco da cambiare. fin di 12. e se n'era occupalo con più energia che non fosse richie- . s' indurrebbe il Papa a condannare se stesso. dei resto. strato di come quello che comprendere la alla caduta del Ministero primo e solo aveva mo- gravità della questione. v'ha da riformare. avrebbe potuto anche andar d' accordo con 1' opinione personale di varii prelati e . propriamente nel soggetto della convocazione del Concilio. provocato un cambiamento nel contegno delle potenze cattoliche rispetto al Concilio. sembravano sospetto di quella della cune delle la libertà dello cominciare a prender Chiesa. e par- ticolarmente la conoscenza delle massime di blico ecclesiastico contenute nello diritto schema De pub- ecclesia. le quali via via che la Chiesa accennava a non voler riconoscere Slato. e fin quella di Francia.

non si ma- discussione e non era sia da rammaricarsi. che l'ambasciatore. saggio di non poca destrezza e di non mediocre cono- scenza dei suo mestiere. Si tornò allora a parlare dell'invio da farsi degli am- basciatori al Concilio da parte delle varie potenze cattoliche. comecché perfino in queste fluenza. senza peraltro che an- cora se ne designasse così traeva tutto un ambasciatore spe- profitto.NUOVO REGOLAMENTO. quasi creduto che sarebbesi prim' ordine ne volessero prendere il le luogo. il si è Chie- di libera quale riuscirà d'ora in avanti ad assistere ad una congregazione del Concilio darà . Italia si di Clero di Milano indirizzò per che a focolare materie. ne iniziativa e la vita vi spandano per lei di esercitarvi poca in- vengano Nord. dalla quale ciale di Francia fuori di quello ordinario presso la ben giovato di il che adempiva ufficio (' Santa Sede. primo un ringraziamento Il al suo arcivescovo per non aver firmato l'infallibilità. che nuova . Si parlò sopratlutto di il nome. La Germania Roma dava il era sempre nifestava qualche sintomo troppo presto. rinunziando cosi all' Roma astensione. e dal che tardi e languidi riflessi. non èmen sia di queste voglie vero che l'attenzione dell'Eu- ropa cominciava a viepiù raccogliersi sopra il Vaticano. secondo che era l'antica usanza. le potenze cattoliche. Ora caduta del Ministero bavarese Roma si era sua piccolezza fra sta dalla che con la un imbarazzo tolto potenze 167 di . Anche in il postulato pregandolo di mantenere saldi i riti . Il Vaticano intanto questa prima prova sa. nelle quali essa non ha certo scusa di esser l' il più gran pensiero. e T opinione pubblica ad occuparsene più che non voleva. Checché ne dei Gabinetti.

della le sua durata. Altri fine o più longanimi almeno la si non era probadi vederne la contentavano sospensione per la festa di tro. proporzioni. pianta che alligna in quelle regioni con rara prosperità. L'abolizione delle prero- Roma si è provata a proha muovere. in questo tempo l' arcivescovo di all'arcidiacono diNótre-Dame: sua lettera Parigi in una ritorno colà egli dice: « sarà senza parlando del suo così ne ragionava dubbio a Pasqua. e che vi trova sempre qualcuno per coltivarla e trarne profitto. A Roma se ne intimorirono un poco. Del resto. » Secondo questo giudizio non sarebbero ri- maste Concilio. venivano minacciate di uno scisma. e le condiscendenze verso Roma di alcuni gative di quelle Chiese che dei loro vescovi che assistevano al Concilio. Armeni commuove uomini e dei più affatto insensibili all'oppo- Perchè il la separazione di pochi Valicano più di quella di tanti intelligenti di Europa? 13. nulla era cambiato. nelle condizioni del Concilio stesse probabilità. questa opinione bile. più di sei settimane. Da Oriente si af- facciavano più nere tempeste. IL e la dignità della Chiesa Ambrosiana. e nel far prevalere questa supposizione San Pie- avevano . Quanto a : le stesse quella come si vede.168 CONCILIO VATICANO. sia che il Concilio abbia terminata l'opera sua. mentre sembravano sizione occidentale. senza però desistere dal perseguire il proprio intento. trattarono per iscongiurare questa procella. per compire opera sua in questo anno. ma nulladimeno se ne diedero pensiero. Nonostante la competenza al 1' di chi la manifestava. sia che debba riprenderla nel prossimo dicembre. profondamente irritato quelle comunità cristiane.

l' il termometro e l'uso di 169 Roma che sospende dell'anno ogni attività. finché sorga una nuova occasione per riprendere l'opera interrotta fra e condurla a compimento. del quale dalla Curia Romana si terrebbe conto per quella parte che consente con essa. eccetto che questo sarebbe un precedente di più. e notabile degl'intelletti con al che si più degli i parti. Quanto alla so- questione rimaneva sempre tale e quale: opposizione riuscirebbe essa ad impedire tismo nella Chiesa? Questo è sul quale gravitano tutte le il compendio. e in balìa di un'unica volontà. secondo vano prevalere da ambe cattolici come cesserebbero di le alle gl'istinti di esser concetto dominante riguardo forma l'odierna civiltà loro. opposizione riesciva solamente a modificare in qualche modo. lasciando l'altra perdersi in appresso i banchi delle Congregazioni romane. Tre erano le ipotesi che si presentavano alla mente. l'opposizione perverrebbe . ed allora. caso non vi sarebbe pressoché nulla di cam- biato nella economia della Chiesa.NUOVO REGOLAMENTO. che restano si sarebbe pensato neppure. mentre questa. dalla loro in tal tempo la stanza. diminuita da cosiffatte perdite. secondane e a cui altrimenti non perciò 1* assolu- il punto. fatto pretensioni della tali. altre questioni. ed in tal i propositi della maggioranza. più nella forma della loro manifestazione l' che nella vera sostanza. vedeStati almeno pensiero che in- essi pure una parte vivi ed intelligenti che tuttora stanno nel grembo della Chiesa. l'opposizione riesciva vinta ed impotente a mettere alcun freno maggioranza. sarebbe spinta in un avvenire che niuna mente umana può saviamente apprezzare ne prevedere.

fin modesto. non lo dissimulava negli ultimi articoli. senso di sgomento prevaleva generalmente sizione. di di una praconsumata da tempo immemorabile.170 CONCILIO VATICANO. la Chiavi mantiene tutti il coloro che sottrarsi alla volontà così potenti mezzi. e che mentre spedienti preparati da secoli e maneggiati con tica questa rete la renza delle Somme involve. Ma questo scopo. abbenchè lora sembrava assai difficile assai La Gazzetta a conseguire. che è e forse prologo. della quale stessa riunione questa movimento il assoluto ed as- ed allora solo potrebbe cominquesto fatto. Ma. né la questione principale. dominante a vi- cenda e dominata dal partito cattolico. Certo è che la maggioranza. IL finalmente ad arrestare solutista nella Chiesa. 14. -¥-«- . s'affaticava assai diffìcile a disponendo di con tanta tenacità a con- seguire quel che loro appariva di chi. nei quali appariva successo finale di la più gran diffidenza nel sì grave questione. ciare una riforma. compongono fermi torità. e da tre era radunato. fatto stava mesi che il la nella disciplina ed obbedienti all'au- Era quindi per ogni ragione costoro rive- ancora contro Concilio si sì il giusti argomenti. il d'al- un certa nell' oppo- uno dei suoi più autorevoli giornali. ciò nonostante. e d' Augusta. non sarebbe che . nò alcuna delle altre avevano ancora fatto un sol passo verso qualsiasi soluzione. la disciplina ecclesiastica. come il compimento ideale dell' edifìcio della Chiesa. involveva l'opposizione in una rete di tradizioni e legalità.

vescovi un'Appendice quale si proponeva la dichiarazione pura e semplice dell'infallibilità personale materie costume. Era questo il famoso postulalo contenuto nell' In- del Papa quel che. e per la facoltà che vi sidenza la di limitare la sera del lunedì 7 distribuita allo De giudizio della mag- concedeva libertà della discussione marzo si improvvisamente sche ma il si ecclesia. e che nonostante ciò ma questa volta approvato dalla si riproduceva. per alla Pre- quando conobbe che era stata ai la . nelle come il testo di fede e di si dirizzo degl'Infallibilisti. secondo esprimeva.•171 MARZO allo Appendice 1. Commissione sopra postulati per essere messo in discussione . erasi ancora l'opposizione maraviglia che aveva destata in essa rimessa dalla riforma del la Regolamento. veniva domandato dal più gran numero dei vescovi raccolti in Concilio. dopo che i il terreno era stato preparato col nuovo Regolamento. anzi sempre più viva si manifestava fra i vescovi oppositori la disapprovazione per il criterio che conteneva. Non schema De ecclesia. quello cioè di accogliere apertamente in luogo della richiesta unanimilà gioranza. quello che aveva risvegliato tante contrarietà. .

rimaneva lardi l'altra data più Maret in un suo discorso. Fu questo un spettalo sul capo colpo di fulmine che scoppiò ina- dell' opposizione. . È il si accordasse un era non quale procedere. anche fuori del circolo speciale di coloro che si oc- chiaro che cupano particolarmente di tali materie. verificarsi che quando b. ossia in questo caso l'Episcopato. 172 Soggiungeva quell'atto che tale infallibilità dovesse ri- guardarsi in tutto e per tutto equivalente all' infallibidi tutta la Chiesa riunita. e certamente poi fini con modi così violenti. si ragionato. soffiato sopra la non era usa Il di volere i suoi vento d'oltremonte aveva cauta e longanime Curia.IL CONCILIO VATICANO. In verità nessuno vi si attendeva. sia zero. chiunque professi come Il documento. questo longanimità e di prudenza aveva non neppur mai della Curia Romana. e ne rimasero pieni di meraviglia tutti. la quale o almeno in forma cost professato dottrine così assolute neppure con le tradizioni di assoluta. Quando non volesse ammettersi la soluzione data dal periodico. che cioè questo fosse un mistero così incomprensibile come dal dogma quello della Trinità. e portava rapidamente i suoi propositi irrigiditi dalla propria influenza. Grande fu in quei giorni la commozione: l'opposizione fu colpita da vertigine ed era ben presso a disperare della salvezza. del quale abbiamo chiude con altra la sanzione espressa che credenza debba riguardarsi fuori della Chiesa Cattolica. 2. Questa enunciazione lità veniva non senza arguzia espressa in un periodico Ecumenico. intitolato II Concilio formula algebrica: a = aXb. con la formola che non può dell'Alta Italia.

il i vescovi opponenti per conoscere su quanti assegnamento per appigliarsi a loro nuniero si trovò di molta scemato.173 APPENDICE ALLO SCHEMA DE ECCLESIA. 4. 3. prendendo così rimaneva per non sottomettersi quella Quando però delle proprie diocesi. l'opposizione aveva compreso che. e questi giudizi on- deggiavano cinquanta e i trenta. Il processo era chiaro e non ammetteva dubitazione. se avesse accetlato di continuare la discussione nella forma da quello prescritta. e che eser- citava insieme coi presidenti una grande influenza sulla direzione del Concilio. vennero a contarsi avrebbe potuto tal fra di loro farsi partito estremo. che per una resistenza estrema fino ad Concilio non pra un abbandonare numero molto inferiore. per il quale a presentare le osservazioni in il tempo concesso iscritto sopra il sog- getto stesso veniva limitato a dieci giorni. i più positivi giudicarono. l' infallibilità Il il beneplacito ed portava con sé un monitum della missione che aveva approvato il testo della proposta del- il Com- postulato. Allorquando si era pubblicalo nuovo Regola- il mento. Alla dichia- razione dell'infallibilità si aggiungeva quella esplicita . se si non doveva protestare ed abbandonare l' unica via che le il Concilio. tutto era finito per essa. La distribuzione della nuova Appendice fra schema finì di il potesse allora far fondamento che so- si i allo sgomento e il disordine nelle loro file. e non andarono forse lontano dal vero. e perciò trovò ridotta dimandare a a se stessa. Il Regolamento aveva già provveduto alla gettare lo chiusura delle discussioni secondo giudizio della maggioranza. Si disse da principio che potevasi contare a ma questo effetto sopra ottanta.

ai della Chiesa. ed i Ga- un poco cerneva il negli binetti tornati. Il pericolo della cosa era dunque per T opposizione troppo evidente: nello spazio di dieci o quindici giorni la maggioranza volava lo schema De ecclesia con l'Appendice. allo stato quando vengono ai loro intollerabile in relegate fuori del precedenti . erano di nuovo cessati. della Chiesa.474 IL CONCILIO VATICANO. nei quali si sentiva più gravemente minacciata. che dovesse slimarsi fuori della Chiesa quegli che non si fosse sottomesso. alle le tengono collegale insieme. adesso pure l'opciascuno seposizione ebbe ricorso alla diplomazia. Come 5. e che in tanti In verità modi non e così tradizionale di v' La politica li riguardano. ha scusa adequata alla noncuranza da questi poi sempre addimostrata durante tutto il tempo che si sono trattate materie così gravi. alla prima inazione. grembo vincoli. ultimi come per incanto. questa volta ne ritrasse anche minor frutto che in erano che si e l'attenzione Il movimento questi ride- stati tempi per ciò che conConcilio. ha sempre avuto lo straordinario direttamente Roma . e condo la propria nazionalità ai varii Governi. riguardi. si comprenderà facilmente quale inquietudine gettasse fra ambizioni che esse il sinceri procedere ardito della maggioranza. ma l'altra. a tutti i cui son poste. I capi più ed i più compromessi erano nel più grande scoraggiamento. egli oppositori si troSe si pensa alla naturale delle persone sottomesse alia disciplina ec- vavano fuori timidezza clesiastica. soleva fare nei momenti. e che la si potè credere già in quel Civiltà Cattolica avesse ragione e che momento i Gesuiti avessero vinto.

sopra decadenza del sentimento religioso. se non unica. Tutte le antiche previsioni e provvisioni sono Governi poste da banda. affettano i Go- una particolare noncuranza per ciò che lo riguarda. era 1' professi la per lo meno confondere la questione politica con slorica: e qual che sia per essere con le tuzioni l'avvenire Stalo.APPENDICE ALLO SCHEMA DE ECCLESIA. ha pur goduto il Concilio Vaticano. Questa politica. volta disposata a un' idea. ostacoli che vi si guimento. delle schiatte latine. frappongono per ottenerne occasione all' Adoperata una adagia facilmente fra si dal Concilio del essa partito prevalente in Vaticano. 175 vantaggio le sue disue fortune: per molti secoli ha sfruttato l'entusiasmo che essa risvegliava. e perciò della poca influenza di questo sopra verni la vita e le sorti delle nazioni viventi. il non tener conto di ciò che si operava nel Concilio Vaticano . e perciò non può . della quale da qualche tempo Roma si vantaggia. Partendo dalla convinzione dell' affievolito sentimento religioso. non e di fatto è la maggioranze delle men vero religion delle moderne relazioni fra la Chiesa che il la isti- e lo Cattolicesimo è di diritto dominante. Di questa libertà. gli conse- il non ha fallito il segno. ora sembra privilegio di volgere a proprio sgrazie come le sfruttare egualmente l'indifferenza. Al Vaticano non si è mancato di trarne profitto. pel quale tutta la si facevano società sotto la direzione e l'autorità papale ed evidenza che nelle la Curia siasi schema con una chiarezza Romana non aveva mai sue formole da che tiene Ora qualunque lo viene ordinata il governo opinione che si usata della Chiesa. e i suoi infaticabili amici han state dai preparato in questi ozii che loro De ecclesia.

direzione ed affidata tutti punto ne a chi. fatta su nella questo soggetto avvenimenti gli Francia che sola teneva nelle mani per la Francia che vegliava coli' all' in- Camera politici fuori di qualsivoglia relazione ed influenza sopra la come più Visconti Venosta nella risposta essendo per italiana. e sempre tanto cattolica. l'assoluta impotenza sendo la Spagna tardi dichiarò terrogazione il in intero sfacelo. che fin da principio dato loro istruzione per conservare tralità. e particolar- mente per la pubblicazione del nuovo Regolamento. Per singolare ventura alcuni si trovarono anche neldi Baviera. in ciò riguardava. comunque ammi- fosse. senza prendervi alcuna parte. poco o nulla si erano la avevano più intera neu- in realtà dipoi scostati da . I richiami Francia ed Austria dei vescovi agli ambasciadori di si erano rinnovati. la cattolici se . poiché essa non sapeva rispettare le libertà altrui. I respeltivi Governi. verun' azione. e fino a qual Governi i cura. a vicenda la nazione cattolica e quella dell' 89. braccio alla porta del Concilio Vaticano. T uno e T altro vi avevano opposto la più ufficiale civiltà. e senza cercar di esercitarvi una tima influenza con 1' unico triste legit- spediente di essere poi. avrebbe rispettare la religione propria e che almeno dovuto saper non lasciarla. es- di esercitare Roma. Ma per le sorti del arme al Papato.176 IL CONCILIO VATICANO. il sia esercitata la questo ufficio fallirono eccettui per poco quello che solo parve intenderne tut!a l'importanza. secondo le circostanze. quanto liberale. si A le sorti. 6. e l'Italia. con deplorabile indifferenza la nislrare e modificare. essere indifferente a coloro che ne reggono come.

Infatti.APPENDICE ALLO SCHEMA DE ECCLESIA. poiché non era difficile lo schermirsi dalle loro esigenze con 1' autorità e la responsabilità di della discussione. Certo è che successo per la non lasciava già più la Francia fece pro- poste in questo senso per operare di concerto con altre 12 . opponesse più gran difficoltà all' invio degli ambasciadori. Roma non fatta questa specie di colpo di Stato. si tutta l'Assemblea. questa condotta. Gli arditi e ripetuti colpi dalla parte della maggioranza. dacché tutto il programma si del Concilio erasi fatto noto e non messo nel corso legale aveva più nulla a temere dagli oratori cesarei. è al dire dello stesso poeta . Vero è che sul Tebro ultime le rimostranze presentate dal Ministro degli affari esteri la riforma. nebbia che dal sol si doma. e a costoro. del Regolamento avevano invece avuto per risposta la distribuzione per s' del postulato per Y infallibilità. non compiere che quello in realtà altro ufficio da di assistere tranquillamente allo parte ufficiale di un dramma. dove non 177 voglia dare qualche im- si officiose del conte di portanza alle Dani. che era tornato il idea dell' ma questo ridestarsi della nuovo di invio degli oratori o ambasciadori al Con- Francia era stato in gran parte cagione che prontamente ed inaspettatamente si distribuisse ai vescovi la proposta dell' infallibilità: ed infatti si da narrò che. che. rimaneva quando pur venissero. Governo francese. e le grida moribonde che alzava l'opposizione. avevano riscosso per un mo- mento all' cilio. che producevano sulla Corte di Roma Y effetto già lettere ufficiali ed tremenda vanità descritto dal Monti a proposito della di Francia. conoscenza che aveva gran campo al si svolgimento logico della il cui delle cose dubbio. se non m'inganno.

IL CONCILIO VATICANO. Tregua. ha condannato a cosi dolorosa e maniera falsa con- . che per qualche giorno appena si e ben presto parlò di richiamo definitivo. Essendo così fallito questo tentativo di azione comune. però anche questo segno d' ira fu di breve durala e cosi poco significante. la cui influenza ha ardire degl' sostenere 1' posizione agli estremi. sia che il Papa tornasse ad av- opporre difficoltà. sia che il Governo francese vedesse anch' esso qual parte era serbata al suo ambaera meglio mai sciadore. L' ambasciadore francese venne chia- si mato a Parigi a dare spiegazioni sopra la sua condotta. in attenenza colla propria di sentire. come apparisce. 178 potenze cattoliche. si tornò a rassicurare del ritorno al suo posto questo signore di Banneville. e che ormai per questa volta si che tardi. In rale della Francia. uno di quei pochi che lo slato mo1. Infallibilisti molto cooperato a ed a ridurre 1' op- II. che non vennero accolte con gran calore. dalla circolare in- viala dal Ministero degli affari esteri di quella nazione a* suoi agenti diplomatici sopra il soggetto del Concilio: e quanto alla seconda. certo è che non si da mandarsi al Concilio: e il parlò più oltre di oratori movimento diplomatico sfogò in note e spegazioni reciproche fra il Valicano e le Tuileries. questo tempo era venuto a morte il conte di Montalembert. dal discorso del Visconti Venosta già sopra mentovato. La Spagna e l'Italia ricusarono recisamente. quanto alla prima.

1 dizione. particolarmente romano. che chiude la e la vita del Montalembert. Nondimeno gli amici del conte non si peri- tarono di dare una testimonianza dei loro vivi senti- menti alla memoria dell'illustre defunto. se a ciò non gli si voglia tener conto dell'opportunità che in questa occasione il suo nome ha procacciata all'opposizione. Molti hanno rimpianto in l'uomo erudito ed eloquente: pochi amici personali ed un piccolo partilo hanno potuto seguirlo nelle lui sue evoluzioni fra difficili fallibilità. un servizio funebre nella chiesa d'Aracceli. Ben diverso da questo fu però 1' effetto che quella lettera produsse sopra il partito domi- franco in gli nante in Vaticano. è morto assai vicino ad essere rinnegato dalla sua relisovente tire gione per il il suo liberalismo. per celebrarne l'esequie.TREGUA. e dominio temporale e l'inin lui l'uomo politico il perciò rimpiangere rappresentante di un'idea. e il partito sembra che anche liil Papa facesse qualche discorso in senso non troppo benevolo al conte di Montalembert avanti buon numero di uditori. al quale il . lieve sfogo delle pas- agitano in Vaticano. e o il dell'aiuto che ha dato ad essa Questa morte die occasione sioni religiose che nosce la lettera si un a il suo vivo ingegno. e ordina- rono. La vecchia ira contro berale cattolico ringagliardì. come chiesa addetta ai servizii del Municipio 1 Vedi P Appendice. per la quale animi generosi e liberali devono farne pietosa e grata ricordanza. che dopo avere speso la sua vita a 79 smen- suo liberalismo per la sua religione. Ognuno co- carriera politico-religiosa ' Quel linguaggio nobile e fin di vita è una testimonianza.

e doverono quindi ritornarsene mandato a domialle senza aver neppure potato ottenere che per il defunto una Messa letta. parte per non sembrare di voler cedere alla prepotenza. Ciò non ostante alcuni vescovi. quando peraltro non fosse per ispiccar glio il salto.180 IL CONCILIO VATICANO. e gì' invitali riceverono avviso che il fu- nerale non si farebbe più nel giorno prefisso. per avere ignorato la proibizione. e furono i più. e fu l'apogeo di questa fase di viva pressione. nel quale annunziava che per me- moria dal conte degli antichi servigi resi alla Chiesa Papa aveva voluto assistere personalmente ad un funerale che si era fatto a posta cele- di Montalembert il . parte. nel giorno stabilito. che incominciata con giunta fino alla la riforma del Regolamento era proposta inattesa dell'infallibilità. una profonda impres- sione. Il giorno appresso l' me- Osservatore Romano aveva un articolo. addietro. ne volle immediatamente la proibizione. Venuto a notizia del Papa l'ordinamento del funerale. qualche diplomatico e pochi amici del defunto. conte in occasione dei suoi buoni zione di Roma ufficii per la spedi- era stato dal Governo fatto ascrivere come patrizio romano. si dove trovarono un avviso dello slesso tenore di quello che era slato cilio. e niegare un omaggio di affetto a e di pietosa ricordanza un defunto che portava il nome di conte di Montalembert trascendeva ora fino al ! Qui comincia una tregua o piuttosto un movimento che poteva quasi accennare ad un tornare 2. alla contentati di assistere senza veruna Questo fatto alla chiesa recarono produsse in tutti quale proprie case si celebrasse si sarebbero pompa o solennità.

quello cioè tornare a formulare proteste e postulati contro il . gli estremi ufficii dopo la ciò avveniva a carico di mente benemerito un uomo morte! E illustre e particolar- della Chiesa. tisi dell' riposo 181 impressione prodotta del giorno innanzi. Frattanto i vescovi riavutisi dal primo stupore e vedendo come potessero confidar poco nella diplomazia. brare per il sinistra della dall'intolleranza anima sua nella chiesa della propria iniziativa. La ragione addotta dagli amici del Vaticano. animi negli studiassero di consiglieri del Vaticano i fecero preparare nella notte stessa un funerale nella chiesa delfa Traspontina.TREGUA. ai suoi. di essersi voluto con ciò solamente im- pedire una dimostrazione che per le ultime opinioni manifestate dal Montalembert potesse sembrare poco rispettosa. dopo molte incertezze si erano di nuovo appigliati al partito che di aveva già fatto così mala prova. e senza che resi questo piccolo episodio ne conservarono la più strana impressione. al il stesso vi assistè a insaputa di lutti. moni esservi L'Europa non ricevè che l'annunzio presente. dusse non valse ad attenuare V intervento dell' Autorità e l'effetto che pro- della forza ap- plicata a impedire a' dignitarii della Chiesa. 3. e nella mattina seguente Papa alcuno degli legrafico amici del conte avesse potulo degli onori di ma te- dal Papa coloro che furono testi- particolarmente conte di Montalembert. quando che della plebe voglia. o che avvedu- di Traspontina. si ripararla con questo mezzo. a' Padri che siedono in Concilio e ad altre ragguardevoli ed onorevoli persone più oscuro di rendere ad un amico quel che il rende liberamente.

esso n' fu sempre votato dai Padri stessi e ad unanimità. strare che si scissione nella Chiesa di Germania. 2° che si formasse alcuna Commissione mista. qua- * 1/ articolo intendeva a dimo- mai Concilio non ebbe un Regolamento che fosse imposto. ma bensì mità morale dei Padri. Nel tempo oralmente. vano ventilassero si 3° finalmente che le decisioni di tutte e sempre con l'unani- stesso che queste dai vescovi opponenti in di dimande Roma. la mag- gioranza non solo non può far essa un dogma. in ma certo solamente Chiesa. dove i contradetti punti di riformarli prima . sopra che la Concilio non gli fonderebbe fosse arrestato sulla china. di che sono neh' univer- lo . e che da quando incocipali minciò ad formularsene uno. nel quale si annunziavano e quasi si segnalavano già fin d'allora certamente lora il i punti principali. neppur esso Concilio di creare rendere testimonianza salità della non ha dogmi. Secondo questo principio. lo che fu negli ultimi Concilii. si face- appariva nella Gazzetta d'Augusta un articolo firmato dal Dòllinger. In essi si domandavano tre punti principali: 1° che si togliesse la limitazione dei tempo novellamente imposta per lo studio e la discussione degli schemi. che per molti Concini e per non ve i prin- ebbe punto. Regolamento. non qualsiasi specie si 4. per si cui veniva condotto. Proseguiva poscia dimostrando che mai nella Chiesa non si fece dichiarazione solenne di sorla altro che ad unanimità. 1 Vedi P Appendice. di quelli facoltà. dovessero prendere a volo maggioranza. e ciò giustificava razionalmente con questo che il modo.182 IL CONCILIO VATICANO.

a quella di universalità. Mentre che nomine alle oltremodo 5. sola maggioranza. Che debba opinione. le attribuirsi a questi movimenti delo ascriversi alle influenze laicali e diplo- quali pure. la opposta incomincia appunto l'altra finisce. Ecumenico: Concilio lo tico voleva significare i caratteri voluti per un che tradotto in linguaggio pra- che in queste condizioni Vaticano da coloro. Invece com' erasi annunziato 22 febbraio. continuavano minacce. benché languidamente. intorno a che essi sono gelosi. che soprammercato decida per non ha Armeni cattolici per la questione delle loro sedi vescovili. la quale dove là risulta attestarlo. l' il Con- cui idee erano rappresen- non sarebbe stato accettato linguaggio si teneva in Oriente le proteste e le in convertirono poco dopo in una vera si scissura fra gli le siffatto Germania. €he è accettato da perchè l'idea ma non può neppure maggioranza e minoranza è di tutti.183 TREGUA. cilio detto periodico. le di durare dieci giorni. Tutto ciò che si è narrato tempo che trascorrevano al finora era avvenuto nel vacanze seguite da vicino rinvio dei primi schemi. che crei dogmi e che per di fatto proprio. ed alla pubblicazione dei le nuovo Regolamento. nell'ultima Congregazione del sol dopo venticinque giorni si ripresero adunanze. matiche. Da quell'importante documento che un Concilio sottomesso ad un Regolamento impostogli altrimenti che da se stesso. e l'Appendice dell'infallibilità. e non per discutere lo schema De ecclesia. conti- nuavano ad esercitare qualche pressione. tate nel come tale. certo è che si depose l'idea di proporre a immediata discussione lo schema De ecclesia. .

riproduzione dei primi schemi rin- già emendati. Congregazione fu interrotta e sospesa per dar luogo ad dimostrazioni. che si una di quelle ripetevano assai sovente negli ul- timi anni a fine di lusingare l'inclinazione del Papa l'espansione ed alla cerimonia.184 ma IL bensì con viati e la CONCILIO VATICANO. Ritornano 1. i di cose e dopo queste vacanze avvenimenti ricominciavano le con- questo stato così ripiene di gregazioni col venerdì 18 marzo. ma trovò ciò contradiltori. Egli. poiché si prio un'adunanza . essendo un venerdì di marzo. che si tornava a proporre per la seconda volta dopo essere stato emendato dalla Commissione che gli era propria. In primi schemi. scendeva dai suoi appartamenti in San Pietro per visitare le reliquie maggiori che buna la : si conservano giurila l'ora di nella loggia questa visita. tornata e lutto insieme lasciò Papa nella cerimonia. Di cinque oratori iscritti tre parlarono in quel e poscia la primo giorno. po' di riposo. l' il laterale alla tri- Concilio sospese aula per unirsi al Sembra che questa fosse pro- destinata a grandi effetti. e così l'opposizione trovò final- mente un ebbe una tregua a questo ed periodo rapidissimo inaspettato di pressione che l'aveva ridotta in sì gravi angustie. com'è uso al- antichis- simo. ed IH. Esso era riapparso in nonostante migliori condizioni di prima. trattando primo lo schema De fide.

fuil seguì col rono prima per la gere tutto l' la difesa dei postulati fatti dall'opposizione maggior il libertà nelle discussioni e per respin- criterio del giudizio della maggioranza. che un tentativo al presa fu Padri. e in esso scoppiò la pro- era andata a grado a grado formando sotto si pressione degli ultimi avvenimenti. e tendenti a produrre sopra gli acattolici un effetto piuttosto cattivo che buono . fu giorno che cella i Padri a riunirsi memorabile. uno narrò che nella stessa Congregazione visa acclamazione dell'infallibilità. accidens. Cominciarono a ferire la posizione d'inutili. e per quel che riguarda eccezione ancora per fatla 1' di il nuovo nuovo Regolamento: poi allo schema già emendato eccessive sue condanne tacciate dall' op- improvvide. e fu solo episodio che illustrò il la riaper- tura delle congregazioni. più gran parte dei vescovi presenti alcune parole . talché se questa sormeditazioni degl' Infallibilisti riposo che aveva preceduto alla periodo esso inaridì e cadde appena discussioni delle . di il sbocciato. a dare occasione ad una improv- come per pari che dei si favellando nel senso della maggioranza. Tre furono gli oratori che la provocarono.RITORNANO I 185 PRIMI SCHEMI. I soggetti principali che attirarono l'ira della maggioranza. che tutti si accordavano a giudicare cattiva. e per la sua forma. e primo incominciò il la Schwarzemberg. arcivescovo cardinale vescovo di Grenoble: e finì di Praga: pro- lo Strossmayer provocare la chiusura dell'adunanza. provasse. perchè il martedì 22. alzandosi. piccolissimo durante ripresa numero di delle frutto il ma si narrava del non rispose. Tornarono 2. Padri.

si le quali nel trattare il secondo soggetto si rendeva giustizia ai Protestanti e ad alcuni di questi nominatadella mente. minacce d'ogni sorta. ed avendo ricominciato a parlare ebbe a interrompere di nuovo il suo discorso. Lo Schwar- la l'ultima. e ciò per rispetto al maggiore o minor valore da attribuirsi al lor voto. noni. e che pro- procedimenti. alla man con elle « viva Pio IX. A questo la procella i loro scanni. che non era tale il modo leva rispettare la libertà della testava contro tali si scatenò: i rono intorno e saon di pie so- da tenersi. secondo che erano rappresentanti delle di- verse popolazioni. grida. Allo Strossmayer. dovè tacere per intimazione del Legato De Angelis. viva i cardi- . quella cioè dell' unanimità dei voti contro la maggio- ranza dei medesimi. che cagionò la seconda dal Letempesta. Altre parole. 186 dette in proposito del giudizio della maggioranza. ferirono anche più l'intolleranza propria massima parte tenò dei membri dell'Assemblea . fu per tre volte intimato di lacere Il cortesi. e qui con come ragione di decretare ca- i sollevò la prima tempesta. se si vo- discussione. che procurò la prima. che meno gato Capalti e l' ultima con modi vescovo di di Bosnia e Sirmio rispondeva che era stanco essere così ricondotto all'ordine ad ogni spinto . per le quali si accennava a paragoni delicati fra vescovi e vescovi. soprattutto non si erano ancora vedute. si affolla- Padri lasciarono tribuna. e tralasciarne una parte per poter giungere in modo qualche alla fine in mezzo ai della sileat maggioranza. quali zemberg.IL CONCILIO VATICANO. Esse furono tali. e si sca- seconda tempesta. Gotal questione già assai scabrosa fu però assorbita dalla principale.

I folla. lo Strossmayer. . Alcuni partigiani dell'infallibilità all'udire quel fracasso crederono che fosse avvenuta la famosa accla- mazione spontanea tanto predetta. cioè per tutto quanto per la questione di massima quel che egli aveva combattuto con ogni suo potere. ne nacque anche Lo in cardinale gridava: si di udivano strepito fu così grande. dubitando che corres- qualche grave rischio in mezzo semblea tumultuante. udiva gridare si non più veneranda quella lei. risolse di bilità del fatto . in ogni Un 187 accento contro di noi. noi protestiamo contro Concetti egualmente gravi e sereni » ogni lato . assumere solo e stese in suo proprio testa tanto per le minacce e per era esercitata sopra di lui la la responsa- nome una pro- pressione che nella tornata si precedente. udire le grida dei padroni volevano ad ogni costo correre in loro soccorso. sero alle ire dell'As- giorno dopo questa scena violenta. e che è vero ed incontrastabile istrumento lità. e poco una scena anche gendarme. che era stato quasi ammonito da alcuno dei suoi proprii colleghi dell'opposizione come avesse ec3. e non incontrò altra resistenza neh" adempimento del suo i ufficio all' quali che nella fedeltà di alcuni servi dei Padri. . che mancò che non ne avvenisse nella chiesa di San Pietro. allontanò tutti i L' eterno argomento d'ogni discussione è l'ultimo d' infallibi- curiosi dalle vicinanze dell'aula. Dell' aula. ceduti Il i limiti. se ne burlavano. e per poco non si misero a gridare anche essi e davano segni di gioia: quelli che non partecipavano a questo entusiasmo.RITORNANO nali » legati « lei protesta d' PRIMI SCHEMI. che esterno nella chiesa qualche con- all' fusione.

aderirono alla sua protesta. dove sole- vano incontrarsi rie nazioni. e gli maggioranza. che diverrebbero rivoluzione anch'essi! Chi avrebbe detto loro nel 1860 che nel breve spazio di dieci anni. e quasi tutti. che s'intitola l'Opera delle Chiese povere. sforzo di una vasta classificazione. Alla altri capi. ed della Chiesa. lo compagnia sarebbero andati lutti insieme. Il Papa dall'altro canto coglieva occasione dalla distribuzione da farsi ai vescovi niere di un certo inviati a tal numero uopo in di delle missioni stra- arredi e paramenti sacri dono da una Società di pie dame del Belgio. il giudizio della abbiamo dei quali di- prima riunione internazionale. quantun- que non l'avessero materialmente firmala. lo tutti i capi dell' opposizione delle va- Strossmayer vi fu ricevuto con le più calde dimostrazioni d'affetto. vincoli posli alla discussione. per far sentire la sua voce: e in quella specie di cerimonia tenne un discorso tutto pieno d' allusioni alle presenti difficoltà. quanti n' erano corsi da quel tempo a questo 1870. Chi lo avrebbe detto a quei buoni Padri che agitati negli si erano tanto violentemente anni precedenti contro la rivoluzione. le quali è facile vedere come ven- gano da esso giudicate per queste parole che egli disse nella perorazione del suo discorso: siate uniti con me e non con la rivoluzione.188 IL CONCILIO ossia i VATICANO. scorso. sarebbero andati anch'essi a confondersi. in una frase pronunziala dal Capo quel conte di in cosi cattiva mediante per denominazione comune con Cavour che avevano tanto detestato. ad im- brancarsi anche col Mazzini ! La rivoluzione ! Mirabile denominazione che reciprocamente coloro che obbedì- . 4.

fatali della Vero è che questo discorso era 5. a quanto Que sembra. Si diffuse quindi verso di loro. coloro scono. parlava un linguaggio particolarmente adatto giunture. tacciandoli caldeo. facendo particolar menzione del rispetto che egli professava per i loro pur fatto riti. Ma nei tempo stesso che parole così benevolo verso il gli Papa si mostrava Orientali. del quale Papa. diretto vescovi orientali. biasimalo in parole ed in iscritto Hassun ed il servilità alla Corte di causa il Roma fossero stati stromento e di dispiaceri toccati al patriarca altrove abbiamo narrato. ma per la quale sovente. si nelle commet- teva contro di loro l'atto più strano e più inesplicabile di quanto è avvenuto in questo singolare che non ha esercitalo poca influenza tutto periodo. e rendono così egual- mente ambjdue istromenti loro rovina. mentre gli ultimi si studiano di ricacciare lo Strossmayer fino al Rochefort. rinfacciano sempre a chi obbedisce. atto che si è poscia andata sempre più facendo nella Chiesa Armena.RITORNANO I 189 PRIMI SCHEMI. invocano sempre contro chi impera. a quanto sembra da costoro intimò al vi una Casa di esercizii spiri punizione del linguaggio da esso tenuto. modo preoccupato forse delle minacce di scisma che venivano d'Oriente. Il vicario generale dell' arcivescovo di Diarbekir armeno aveva altamente nella separazione. alle con- come aveva per l'apertura dell'Esposizione cattolica. riconducono invece questo vicino a quello. con l'assenso del suo vescovo . Il per effetto dijagnanze fatte cario generale tuali in un ritiro in armeno come per ligia patriarca latino Valerga. sti. ai ai in ispecial quali. in parole piene di affetto e di pace. e che imperano.

continuano a celebrare con rito anche più solenne tutte le funzioni del sacro ministero ad essi interdetto. ai Mechitarisli della Congregazione di Ve- nezia. il quale una comunità di si Armeni conosciuta Frati Antoniani. . non aveva o esattamente o punto ubbidito mazione. già dimostrava. la ne fu ordi- venne eseguito. sudditi ottomani. Singoiar caso per i dilettis- fratelli Cristo di in trovarsi a farsi proteggere contro l'autorità del suo Vicario. mentre istrada: questi resistè. dovè comunicare agli Cilicia. tomettersi alle non volendo in sotto il nome verun modo di sot- ingiunzioni fatte loro più volte dalle Autorità ecclesiastiche. il Breve pontificio che qualche settimana dopo questi avvenimenti monsignor Pluym. e a tutti gli Antoniani. disprezleggi e l'autorità della Chiesa. suo malgrado. stro turco residente a Firenze a inti- alla Il Mini- venne immediatamente Roma come simi per prendere costoro sotto la sua protezione. compresi quelli di Roma. e la cosa fece grande scalpore. zando impudentemente il le Breve diceva che. nato Risaputasi disobbedienza.IL CONCILIO 190 VATICANO. delegalo apostolico in CostantinoArmeni del Patriarcato di poli . ne avvenne L'ordine l'arresto. Parlando di coloro che vi avevano preso parie. che. l'armeno era in uno scandalo. le conseguenze che quelli avevano prodotte. dopo molte vicende finirono con disciogliersi ed abbandonare Roma. da chi? dal Turco! Fu cosa malaugurata e da uomini poco destri in vero un affare di lieve lasciar acquistare questa gravità ad momento complicò con persecuzioni dello stesso genere e per le stesse ragioni praticate contro . ed accenna a molti preti secolari e molti monaci di Co- stantinopoli.

Quella del giovedì si passò con egual calma. come suole avvenire dopo le procelle. ma che pur serve a spargere qualche luce sopra lo spirito prevalente allora Per la elezione l'Università alla cattedra dei luoghi Romana. e in quella del sabato 26 furono zioni opposte allo ritirate schema De alcune delle fide scovi andarono d'accordo sopra . erano più compromessi si Questa era per specie di rivolta. che parlarono in quel giorno nello stesso senso dello Schwarzemberg e dello Strossma- yer. uno dei due domenicani addetti cen- alla sura della stampa nell'Uffizio del Maestro dei Sacri Palazzi . nel- teologici resa vacante dalla morte del Pa- dre Modena. si doveva estrarre concorso: sortì quello fra trenta un tèma per dell' infallibilità pontifìcia. in gran parte americani. furono dai Legati e dalla maggioranza lasciati andare sino al termine dei loro ragionamenti. 191 lontaria denunzia di se stessa in questa una invo- uno scisma incipiente. fu tranquilla. che dallo stato delle cose fino a quel giorno non poteva in verun modo prevedersi. 8. in Roma. . Ma torniamo dentro Concilio. osserva- e finalmente i ve- una parte di esso. se non già consumato. il Vedi stranissimo caso! 7. e così gli ottimisti cominciarono a potere da quel giorno veder riapparire sull' orizzonte la speranza di una fu- tura terza Sessione. ed i vescovi dell* opposizione. 6.RITORNANO come quelli che I PRIMI SCHEMI. Per intendere questa subitanea calma fa d'uopo conoscere che in una delle riunioni internazionali. il La tornata del mercoledì 23. Fu in questo slesso tempo narrato un aneddoto frivolo per sé.

si propose di far seguire a quella un'altra protesta formale. 192 dove si raccoglievano varie nazioni. Questa tattica avrebbe anche giovalo a dimostrare il loro buon volere concedere e il in tutto quel che per loro si poteva sincero desiderio che essi nutrivano di concordia. e quindi la pesta e le 9. un numero non Come ben si vede.IL CONCILIO VATICANO. Frattanto vamo calma che successe prime votazioni quasi unanimi spiegazione prin- ritiro di della tem- cominciavasi anche ad avere qualche remissione che dall'altro lato ave- già segnalata più neh' attività degl' alla del Concilio. per . Di qui venne immediatamente. dopo come la la tutti capi dell'opposizione delle i scena del 22 essendosi avvedati loro protesta contro il giudizio della maggio- ranza non avesse prodotto alcun effetto. e non validità del Concilio come ecume- nico. ma per gioranza. dell' opposizione contenute nello schema De si stabilì alle che si ri- questioni non ecclesia. secondo la si stabilisse quale senza ambagi che qualora fossero dichiarati dogmi senza unanimità. e vi- sciu- si passero in questioni di forma nello schema presente. questa non era che l'applicazione dei principii enunciati nell'articolo del Dollinger. essi opponenti non riconoscerebbero la li sola mag- accetterebbero. Però. come corollario e complemento serbassero tali le di forze questo disegno. quando si fosse posta ad affetto. La proposta trovò molti fautori in quella riunione. lo che fa credere che. come cipio d'esecuzione dei disegno proposto. il circa dodici emendamenti od osservazioni proposte dagli opponenti. sopra nella petulanza e anche Infallibilisti negli ultimi tempi. avrebbe potuto raccogliere iscarso di firme fra gli opponenti.

ed era stata strappata al Daru dai richiami dei vescovi dopo la pubblicazione del Gazzetta d' nuovo Regolamento. Que- Nota del cardinale Antonelli in risposta a quella del 13 . conoscenza per mezzo della Angusta. il un mezzo assai più facile per ischer- cardinale avrà mirsi dalle insistenze dei Gabinetti.RITORNANO I essere venula a congnizione È chiaro che questa dei quali si recente Nota francese. Questi due documenti sparsero molta luce sopra lo stato delle cose in quel momento. non se ne po- teva far giudizio. non avevano poi in veruna importanza pratica. Quando poi saranno passati pel Concilio. che cioè. e non v' era alcuna ragione. la era stata provocata dai canoni. Segreteria di Stato non ha più nulla a vederci. perchè i Governi se ne dessero pensiero. per i a altri- provare che quei quali tutta la società civile veniva coor- dinata e sottomessa al Papato. dicendo anche con miglior fondamento che. Con questa noscere la venne anche si a co- risposta del cardinale Anlonelli. La Nota francese conteneva nna ri-. dovendo essa riuscire canoni. Que- realtà fatti l'argomento principale che si adoperava a svolgere la Nota. era più facile a dimo- sto era in strare. sopra il quale si estende la Nota del Vaticano. avuto era 193 PRIMI SCHEMI. né potea essere menti. L'altro punto. sposta a quella della Segreteria di venne giudicala dal Stato in ri- lato dell'arte di- plomatica un vero capolavoro. finché non fossero usciti da quella prova. mostranza sopra prendeva verso De il contegno inquietante che la Chiesa per i 21 canoni dello schema lo Stato La Nota ecclesia. messi alla dovendo i detti canoni essere sotto- discussione dell'Assemblea. quando la sta la Chiesa ha deciso.

Non pertanto nel tempo necessario ad essere di ciò affatto sicura. non di tivo e uno raro scambiano od oltrepassano vedono talvolta scoglio. verso il quale impero assoluto della Chiesa e nella Chiesa. di trattenere l'invio oratore dell' francese per in- il Governo imperiale e rassicurare durlo ad astenersi da ogni immistione: e quindi" o che fosse stesa con destrezza o senza. ma lo stesso sempre che da molti secoli esse per- il corrono insieme per giugnere al state finalmente dirette. Curia riprese insieme con la Appena rassicurata. rimane anche spiegata della quale questi gua. ri- se non d'infran- gersi. V sono punto. quando acquistano una soverchia tensione. sopra il un porto il loro obbiet- dove non colà è che quale. anche ecclesia. Del resto essi avvidero che i tre- la godevano da qualche giorno. la maggioranza dei vescovi suo cammino. e per conseguenza per guadagnar tempo uno degli antichi schemi già emendati: e così. Queste poderose tendenze delle istituzioni. Roma trattenne la discussione schema De dello invece e riprodusse dell' infallibilità. come abbiamo dato ragione della nuova condiscendenza degli oppositori. cammino vario secondo le circostanze . 10. se non sieno condotte da destri duci e da ciurma esperta schiano per lo meno di arrestarsi. in ogni modo non aveva grandi resistenze da vincere per ottenere il suo intento. Si tralasciò ben presto non durarono gran uno speciale di parlare di . Le insistenze della Francia e ben disciplinata. non ne goderono a lungo. e presto si loro mezzani temperamenti non li con- ducevano a verun risultato.IL CONCILIO 194 Daru aveva per iscopo VATICANO. fallo.

riprendendo come per l'addietro il pacifico esercizio delle sue funzioni.RITORNANO oratore: parlò ancora quindi per poco di si sciadore con doppio incarico presso il 195 PRIMI SCHEMI. mentre non riesce per alcun modo a modificare sostanzialmente le sue condizioni morali. Il Vaticano esercita da qualche tempo sopra la Francia una singolare influenza. cominciò invece a tenere per più probabile che Roma come ritornerebbe fra breve in egli ambasciadore presso la semplice Santa Sede. acciocché si giudizii potessero dottrine e per essi tutta la Francia moderna: e per far Vaticano non aveva altro strumento che Francia stessa. Esso l'ha condotta negli anni scorsi e senza farle da sua parte . altamente. esso la rende ogni volta che voglia mirabilmente docile alle sue volontà. obbligandola a ristabilire e mantenere in Roma con contradizione con se medesima i tutte le sue più illimitate esigenze una forma di Governo <jhe n'era la più esplicita e più alta negazione. I la un amba- Corte e presso tempo stesso. ma pur -e si questa notizia presto perde credito. esso li condannava direttamente. con glia e l'alletta la quale esso l'abbasenza però attirarla. nominalmente. e nelle del Papa liberamente e di sua . a rinnegare con la più evidente famosi principii delF89. Questi stessi principii in tutti gli atti finora noti che proposti al Concilio. fatti la venivano mezzo emanarsi sicuramente. e quindi. veruna concessione. Si disse ancora per qualche tempo Concilio nel mine andò in che però si manterrebbe il richiamo del Banneville e che malgrado delle spiegazioni date non tornerebbe più a Roma. Anche questo mezzo terfumo. e insieme con costituzione che reggeva tutto questo la il la quale dava manforte. 11.

Dalla del conte di lettera ad Roma non delle quali parole. tali che ob- e dimostrazioni più che inefficaci. Il sono provocate consiste nei Cattolici d'Oriente. cia la Anche la Cancelleria Romana a resistervi per in cui la Fran- nella questione armena. perchè bligavano quasi cortesia. non avendo osato o saputo Roma torità a per prevenire il esercitare la sua au- male. La Francia non avendo osato curare il male nella sua radice. e di ordine al strarsi prenderli sotto|la sua protezione. Alla non sono: lunga la gli avrebbe Cattolici? Russia si non trova in condizioni molto più vantaggiose per farlo.IL CONCILIO VATICANO. In qualsivoglia questione il modo di essere si ripresenta sem- . e fiaccato la di specie le affatto palliativo ha fatto porre in opera una insufficiente allo scopo. ne di ciò hanno forse oggi a lodarsi né l'uno né T altra. tutto portava a credere. perchè si lega da vicino con sua influenza in Oriente. lo stesso incantesimo ha sua azione. Edgardo Ney fino non ha mai trovato Daru. essa alla Nota che altro ha tenuto verun conto. a che titolo protetti? sarebbero più Francesi? stati. ha invece dato suo rappresentante a Costantinopoli di mobenevolo verso i Cattolici dissenzienti. La Francia innanzi al Vaticano non ha mai osato aver volontà. Queste distaccandosi dal Cattolicesimo latino mal dalla necessità di prolezione in paesi così sono disposti verso di loro gettate in braccio di quella potenza. ha dovuto mischiarsi. credendo così di at- tenuare come essa il male: ma se la scissione si consumava. '196 spontanea volontà si smentiva e si condannava da sé. nel profitto che ne trae lato politico di l' influenza cristianità queste irritazioni che si greca rappresentata dalla Russia.

Veramente consenso e il loro stesse curare ne conservare né Y L' autorità tiene per esse cessi poi di questa la coscienza nazioni latine non sanno per le il loco d' non trovano una né ambedue. e si d' ogni libertà durevole. e fatti la Francia più particolarmente. Queste. altro l'altra. le quali per fasi periodiche e necessarie 12. Roma la per 197 PRIMI SCHEMI. con quasi una- tenere per fermo. talché dello per le si votò per capi ragioni sopra descritte. per lo più non s' intitolano cattoliche senza rispettare cettano : gli acla loro provano ad essere liberali senza poter mai fondare la loro libertà sopra la base necessaria religione. ossia universale. di marzo. Dal lunedì 28 le si riconducono al dispotismo. Non ultimo dei disinganni di questo periodo romana contemporanea è stata l' Esposizione degli oggetti appartenenti al culto cattolico. una buona parte nimità.RITORNANO pre lo stesso zioni. tenne Congregazione ogni coi quale si chiuse il mese giorno fino al giovedì 31 . che si annunzierebbe finalmente nella prossima Sessione al mondo cattolico che il Concilio Vaticano aveva decretato quasi creato il 43. di storia all' unanimità che Dio ha mondo. In queste congregazioni senza gran difficoltà. schema De fide. secondo che diceva uno spiritoso novelliere appena scherzando sopra la materia contenuta in quello si poteva già fin d'allora schema. I Francia ed anche per stabilisce i le altre suoi principii e compie i na- suoi indipendentemente da loro: a queste tocca accettarli o rigettarli quali sono e nel tutt' insieme. Essa erasi destinata ad adornare e compiere la solennità del Con- . e agli ec- rimedio che l' il- legalità. e riparano con le rivoluzioni.

e poco importante. e si è corso pericolo dimostrare proprio il contrario. con la quale le arti sono ben ricevute nel mondo . è stata pari al suo scopo. e poco visitatori che la custodivano. che cattolico era l'anima d'ogni arte. infine è un lavoro riuscito assai e felicemente che sta fra il quadro storico e il quadra romantico che è veste di di genere. con quella tinta di moda.498 IL CONCILIO cilio: ma non VATICANO. ed il Sembrava che Papa vi fece alluil sentimento sione nel suo discorso d'apertura. Se si eccettua qualche raro dipinto. 14. di febbraio. non anima il loro pensiero L'Esposizione romana è un argoda a che si in alcune disse più aggiungere quel considerazioni che facevamo nello scorso mese. D'antico vi aveva poco. soprattutto se Roma si paragona con tutto ciò che nelle chiese. parve vi si e per ogni quantità: mostrò di quell'arte in tutte le ma non si vede in dove. Questo dipinto è pieno di sentimento. volesse dimostrarsi con quella. Aperta lo mento di metà alla più. In ogni modo si è dimostrato che il mondo moderno non è con coloro di che hanno ordinato quella Esposizione. nuli' altro v' era che attirasse l'attenzione. si è fatto per essa notte innanzi dopo niuno più ne parlò. quanto in ogni altra Esposizione. amministrata nelle catacombe a Cristiani manifestamente destinati al tante martirio. e no- nee: la minatamente un quadretto del Ceccarini rappresenuna Comunione sotto le due specie. Di qualità più inferiore a quel che Esposizioni contempora- pittura tanto poco buona. 1' effetto buono e' è molta verità. nei palazzi moderno v'era maggior La scultura eletta. Il numero dei pareggiava raramente quello dei gendarmi sera.

Vi abbondavano invece figure dipinte ed altri oggetti. Pochi pas- ci pur sono materia destinata per lo più meno bronzi: alcune mostre di arredi al culto: era che intagli di legno anche sacri: pochi o niun organo. mentre ne ridondano generalmente le Esposizioni industriali. il il campanile di Giotto. che non nel pensiero di una Esposizione speciale indirizzata ad uno scopo lutto di convenzione e di fasto. non guari più soddisfazione. ro.RITORNANO del XIX secolo. testimonianza e intelligente e il le quali frutto di sono ad ogni questa fase modo la industriosa. Dove andarono quei tempi. mite delle società cristiane. dall'architettura fino all'arte della lana. le porte del Battiste- Vaticano stesso. Questo rone tedesco. che sono piuttosto l'espressione volgare di una devozione materiale che di terra manifestazione artistica di un alto sentimento la gioso: copia di altre reli- cose di niun valore e di gusto men che mediocre riempivano il severo e magnifico chiostro della Certosa cambiato in una sala d'Esposizione moderna. che da Giotto e da Andrea Pisano fino a Michelangelo e al Cellini. e l'Esposizione romana del 1870! L'espressione del pensiero cristiano passato in azione si rivela meglio fra la materia accumulata nelle grandi Esposizioni universali. quadro fu comprato da un badalla scultura e pittura si secondarie ed alle industrie. tutto era animato ed esercitato dal pensiero cristiano? Quai soggetto per un'altra specie di confronti. Santa Maria del Fiore. . Quando sava alle arti I 199 PRIMI SCHEMI.

determinazione del Go- astenersi interamente da tutto che ciò ri- Concilio. e nel quale- il Governo carattere di nella que- un avvenimen- non per se stesso. aveva diretto la Nota alla Segreteria di Stato ed aveva richiamato il Banneville.200 VATICANO. rinunziò l'ufficio: e vamente a riprendere il il Banneville tornò definiti- suo posto. se non forzò. la quale del resto si era . IL CONCILIO APRILE. mera fide per la seconda volta. almeno come segno dei tempi e dello stato dell'opinione in Quel discorso annunziava verno di guarda il Europa sopra la tal soggetto. Questa politica d'astensione così recisamente formulata dal Governo interessato più da vicino nella il questione. ebbe to. almeno segnalò movimento di ritirata definitiva da quella qualsiasi azione che per poco cattolici era sembrato volere riprendere a richiesta dei vescovi zione e nell'occasione che si pubblicava il i Governi deli' opposi- nuovo Re- golamento. discorso fatto dal Visconti Venosta nella Ca- Il dei Deputati agli ultimi di una interrogazione mossagli afferma nettamente del la politica stione del Concilio. Lo schema De 1. Infatti circa quel tempo stesso il Daru che aveva opinato per V immistione. Con questo cessa affatto l'azione diplomatica. se marzo per rispondere ad in proposito.

provocato da un Governo che cercava in ciò la forza che gli Francia il andava mancando ogni giorno più. Si damenti. martedì 12 aprile alla votazione generale e definitiva per appello nominale dello si schema De fide. ossia l'ultimo giorno. Intanto nei aprile si erano con- d' primi giorni tinuate le congregazioni con una nuova affrettare schema De la promulgazione dello venerdì 1°. E così con gran buona volontà messaci da tutti i lati. . Il Vaticano riprese suo cammino appena interrotto con la convinzione che da questo lato non avrebbe più nulla a teallora il mere: non ma solo. 201 ristretta alle considerazioni filosofiche della Nota fran- cese. 2. si schema per e seduta. Era nel il martedì santo. e quindi dal lunedi 4 fino erano votate le singole parli dello al fide. e ad una copia quasi medesima letterale della riprodotta dal Gabinetto austriaco. e che per conseguenza aveva il più assoluto bisogno di farsi proseliti in tutti i il partili. a più di cento volte. nel quale. si potesse tenere Congregazione. e con l'aver ridotto a quattro solamente. in tal momento facendosi in secondo plebiscito Napoleonico.LO SCHEMA DE FIDE PER LA SECONDA VOLTA. le proposizioni o meglio venne finalmente i nove che erano capitoli dello schema. e in particolare dall'opposizione. per le imminenti cerimonie solenni della Pasqua che avevano principio nel mercoledì santo. Il venerdì 8. di prima. mento per la sua si potè convincere che la poteva essere un valido argo- Papa fallibilità del plebiscito infallibilità. e in una sola Congregazione questa sorta assiduità per si alzata era ripetuta grave incomodo dei Padri. contarono fin più di cento emen- di votazione.

La Congregazione del martedì di sentimento e Pasqua non arrecò verun cambiamento nelle opinioni. 5. e assai più languidamente che all'ordinario. rimpiccioliva la sì anche perchè l'Aula del Concilio chiesa di San Pietro. Vi fu discrepanza di pareri fra i Legati : alcuni volevano che si facessero modificazioni per otte- di nere T unanimità. il la Papa situa- . Le feste di Pasqua passarono senza alcun in- cidente particolare. altri juxta modum. sopra 592 vescovi presenti a questa votazione generale vi furono 83 dissensemplicemente con la formola condizionatamente con formola placet zienti. come complemento delle feste di Pasqua. e dell' quantità di prelati che in anno vi assistevano.202 IL CONCILIO 3. Inoltre per la straordinaria quest' tutte nella Cappella Sistina. ma il Capalti ed il Bizzarri tennero fermo che nulla si dovesse cambiare. cioè pel martedì Pasqua. dei quali alcuni non placet. tutta la buona volontà che le due parli vi avevano posta. come dicesi. Ma nonostante VATICANO. per dare ai forestieri accorsi in Roma queir occasione una testimonianza del buon in procedere del Concilio. gazione per Fu intimata un' altra Congre- primo giorno che fosse il libero da fun- zioni sacre subito dopo finite le feste. che aveva perciò assai perduto della sua grandezza e della sua solennità. si dovevano abbandonare le cerimonie che si compiono ordinariamente che dal lato del arte hanno un carattere proprio. 4. Questa riuscita sconfortò grandemente il Papa e i cardinali Legati che si erano prefìssi di voler produrre una Sessione pubblica. ed si risolse da ultimo a forzare. negli altri sì per minore concorso di forestieri che anni.

giudicando che loro.. i resistenza pubblica si forma juxta mo&um. non assisterono alla Sessione. lio i le quali Y opposizione si fosse infatti tutto riusci come il Si tenne la terza riunione pubblica del Conci- Vaticano nella domenica in Albis. un solo. 6. Questa supposizione più probabilità. per molto compromessa. scia maggior valore vescovo in tutte dalla le altre e ma che acquistò po- condotta costante di quel più importanti materie che si trattarono in Concilio. preferì restare estraneo alla votazione: protesta. la cui coscienza rimase inflessibile. Ed Papa aveva preveduto. che passò allora quasi inosservata. il ve- scovo di Bosnia e Sirmio monsignor Strossmayer. i quali dissentivano sotto la e non pochi di quelli. e che non vollero dare il loro consenso. e neppure molto notabili. Si appigliarono a questo partito per la ragione che fu trovato essere. Dopo cerimonie vi fu promulgato suoi relativi canoni.. quali dissentivano mente. né riguardavano oggetti. zione e ad andare innanzi.. e tutti lo i schema De le fide solite con i Padri presenti dissero placet Coloro.203 LO SCHEMA DE FIDE PER LA SECONDA VOLTA. Fa d'uopo aver assistilo personalmente a quella cerimonia per avere avuto il senso dell' isolamento di . 7. e che nel- T adunanza pubblica nessuno o quasi nessuno avrebbe osato dire non placet. Posto nel bivio o di separarsi con uno scandalo dai suoi colleghi di proferire dell' il opposizione che avevano accettato placet. o di tradire le sue convinzioni. in quanto che aveva tanto cause di discrepanza non erano sostanziali. piuttosto che affrontare co- tutti assoluta- scandalo di una lo sarebbero piegati.

portati a porvela. Alla lettura di questi dettami formidabili della Chiesa. materie. la novità.204 CONCILIO VATICANO. Il cui solo. non accennava ad si ossequio. susseguenti nessuno conoscevano ciò in che Roma si era promulgato. La curiosità delle prime sessioni era cessata: una Sessione oramai non era che una cerimonia di più nella In quel lista lunga giorno e nei pensava e pochissimi del cerimoniale del Vaticano. e pochissima vi prendeva parte. si accordavano nel dire che le dichiarazioni di questo schema sono piuttosto miti e moderale. se si vuole. almeno nella sostanza. Nelle sessioni la curiosità. si occupano di esse . anche l'incertezza e forse anche la speranza dell'avvenire avevano attirato assai gente intorno a quelle cerimonie e avevano anche risvegliato una certa attenzione: in questa non eravi molta gente in chiesa. Eppure quei pochi che ne avevano notizia. e lieo. e dal mondo rappresentare. e dei nessuno presenti pensava che più. al quale quegli di dichiarazioni di articoli e di intelletto e la sua osserva- fare questa risposta del callo- la rivolgeva. e. fu un greco scismatico. Per coloro poi che sarebbero dalla natura o dalle circostanze particolar- mente perchè non hanno importanza. a il suo sentii zione. Ma esse non sono fatte per richiamare l'attenzione svanita e distratta della presente società. niuno porgeva ascolto: niuno sapeva di che si trattasse: lo spettacolo del- nella importava al pubblico. IL quella grave Assemblea stesso che essa era destinata prime dal resto del a mondo. Quasi sua qualità di cattolico quella sera andrebbe a letto con un carico quel che l'Aula era tutto nulla fede di più che pesava sopra coscienza.

Ritornando poi a quelli che foris sunt. quelli che son den- fondamenti primi e sostanziali della meno può sembrare superfluo. e perchè per il protestanti. Esso loro 205 le materie a Cattolici esse lei sotto- sono contenute già per se stesse nelle loro credenze in maniera sostanziale ed assoluta. queste condanne mancano di sanzione e di giurisdizione.LO SCHEMA DE FIDE PER LA SECONDA VOLTA. Per questa ragione e per già più e più volte esaurite. se non erro. si e la alcun effetto pratico. San Paolo stesso. Chiesa esiste. lutto ciò che è nella lare. per cui per può rego- dicono molti di costoro. e da vicino e seriamente di queste materie. Si è riformato. ed anche a priori a Chiesa. lo stesso. ma se sono né vi furono mai. ma de eis qui foris sunt. la ma dacché i i fu ultimi. già fatto si i dalla separarono. dice quid ad nos? Per il ripetere i fede per lo tammo prima già altrove che questa Il condannare materialisti ed anche i Chiesa Cattolica: per gli tutti gli altri. condanne sono comprese che i sin da principio la fu schema fosse rinviato lo volta. tro. No- causa principale. che si occupavano parte di quelli. dacché la la carattere è rimasto panteisti. razionalisti. come espellerli? come infligger loro questa pena? Tali erano le osserquesti non vazioni che vi si udivano generalmente fare da una gran non erano molti. produrre come quasi fuori dell'azione efficace del Concilio. per lutti quelli che non sono cattolici né cristiani. Anatema vuol dire fuori della Chiesa. perchè quelle nelle esplicazioni consecutive Chiesa ha date di tutte poste. Il Concilio Vaticano non volendo attendere alla missione che sem- . modo forma con cui quelle vi sono riguardano generalmente come non idonee il trattate.

e sovvertire ridurre il genere schema. cennava a fare in quello De come ac- ecclesia. dalla legge dei tempi. il panteismo e il raziona- . divideva in tre parti il suo soggetto: con la prima con- dannava stazioni. giova raffrontarlo con presentato quel dell' la stesso lo prima volta. come vien lo più chiaramente spiegato nella sua prima annotazione. Per meglio intendere quanto abbiam detto sul carattere mite e moderato dello schema promulgato. Lo schema nella sua prima forma così presso a poco era concepito. il il razionalismo assoluto nelle sue tre manife- materialismo. II. 4. dove s'indicavano i nemici da combattere. momento nel testo che venne e ciò giovava soprattutto in per riconoscere V influenza benefica opposizione e trarne qualche ragione di speranza per l'avvenire. Dopo un lungo proemio. 2.206 IL CONCILIO brava essergli imposta VATICANO. quella cioè di riformare secondo che questi richiedono e che i limiti segnati alla Chiesa comportano. niva nello schema De fide come avve- o a procedere anche più . umano all'incredulità. è stato dalla forza stessa delle cose condannato o a rimanere sta- zionario e con questo quasi all'inazione. Il primo schema De fide. ossia i molti che nei nostri tempi tentano anticristi ogni fondamento di religione. oltre nella via dell' autorità e dell'assoluto.

IL

207

PRIMO SCHEMA DE FIDE.

iismo propriamente detto; con la seconda condannava
nelle dottrine cattoliil semirazionalismo introdotto

che; e con

la

condannava parzialmente varii

terza

errori speciali che ne discendono.
3. 11 primo capo incominciava col titolo: Conéemnatio materialismi et pantheismi , i quali si descrivono e si condannano, conchiudendo con la profes-

sione

di fede in

Dio

:

una singularis simplex omnino,

et incommutabilis essentia, eternus, et necessario exi-

stens

t

intellectu ac volnntate,

finitus:

ter

omniqae perfectione

in-

quale profitendus est super omnia, qua? prce-

il

ipsum

sunt, aut concipi possunt, infinite exaltatus.

seguente capo aveva per titolo. Condemnatio rationalismi; ed in esso, dopo aver riconosciuto la validità
Il

della ragione

che, quando
altrimenti

umana ad

ottenere per se

conoscenza

la

sottomette poi alla rivelazione in

la

d'Iddio,

a quello

non

tal

modo

fosse piaciuto manifestarsi

che con questa,

la

prima debba

narsi egualmente innanzi all'ultima.

Dopo

seguendo con l'affermare come questa

inchi-

ciò, pro-

ipotesi siasi

effettivamente avverata nelle disposizioni della Provvidenza, anzi sia proprio la base della religione cristiana,

conchiude

sollevano

col
alla

la

condannare
condizione

ragione
e a norma d'ogni conoscenza e

d'

pra della rivelazione e della fede.

una fervorosa esortazione

ai

tutti
di

coloro

legge suprema,

ogni bene,
Il

che

al diso-

capo finisce con

governanti, affinchè pre-

servino da cotal peste l'insegnamento, ponendoli an-

che

in diffidenza contro quella specie di razionalismo

secondario introdottosi nei sani studii

terbum

veritatis

non

recte tractatur.

A

,

per

il

quale

questi due ul-

208

IL CONCILIO VATICANO.

come

limi tratti,

l'intenzione

suol dirsi che

della

si

lettera,

al

poscritto

si

conosce

ravvisa lo spirito che

animava

gli scrittori dello schema. Quel sospetto sistematico e quelle infinite precauzioni contro tuttociò
che sa di ragione; e l'invocazione intempestiva in un

atto d' indole affatto dottrinale e speculativa

decreto di

un

comandare

la

materiali,

di

tutela della fede all'intervento dei

cui

4.

affermava in esso

secondo

il

la

la

verità

mezzi

titolo

il

:

Scriptum

De

divince re-

et traditione.

divinità delle Sacre Scritture

che ebbe

testo

Trento, e

il

lasciare evidenti traccie di sé.

fontibus in Sacra

velationis
Si

può non

terzo capo portava

Il

è

dispongono; sono proprio i
dovunque esercita la sua in-

essi

caratteri del partito che,

fluenza, non

com'

,

Concilio, diretto ai governanti per rac-

la

delle

sanzione dal Concilio di
interpretazioni

contenute

nella tradizione e nel giudizio infallibile della Chiesa.

Nel quarto capo parlava
necessitate, che

ottenesse

quel che

la

la

De

supernaluralis revelationis

vien provata,

non solo perchè

si

rapida ed universale diffusione di tutto
ragione può, ma non sempre sa facilmente

comprendere,

la

quale diffusione non si sarebbe poma eziandio perchè vo-

tuta per altra via conseguire;

lendo Iddio innalzare
naturale,

l'uomo

zione di cose superiori

non bastando
dei
si

al

disopra dell'ordine

non poteva altrimenti condurlo
la

prima

alla

verun modo

in

dogmi soprannaturali

,

alla

ragione che per
alla

la

cognifede,

cognizione

e che perciò appunto

contengono nella manifestazione naturale

non

d' Iddio.

Da questa argomentazione logicamente condotta io
schema discende subito al poscritto, cioè ad una con-

PRTMO SCHEMA. DE FIDE.

IL

come

clusione

quella del secondo

209
la

capo,

quale per

mezzo di alcune frasi di significazione indeterminata
e vaga si presta mirabilmente e con l'aiuto di poco

commento
Secondo

costituzione dell'autorità più illimitata.
conclusione di questo capo, anche nelle ma-

alla

la

che non

terie

sono impervi®

ragione umana,

alla

cioè che possono trattarsi razionalmente, si deve riconoscere supernaturalìs revelationis maximum bene-

ficium; lo che tradotto nel linguaggio pratico significa
che si debbono anch'esse sottomettere volentieri ai

dettami della rivelazione.

Ognuno vede

le

conseguenze

che da questo postulalo, senza neanche sforzo, discendono per i suoi depositarli ed interpreti naturali e per

conseguenza per

il

Vaticano.

capo quinto tratta De misteriis fideiin divina
revelatione propositis, e condanna coloro che dicono
5.

Il

potersi con la

misteri della fede. Questa condanna a prima
sembra equivalente ad una proibizione di ve-

indagare
vista

ragione e con lo studio della filosofia

i

dere, quando

fa

buio. Se però essa contempla

nel quale in questa oscurità alcuno per
sia

provato

a valersi,

gione,

lasciando

trarne,

non

si

come guida,

stare

il

risultalo

lume

del

il

caso,

avventura

si

della ra-

che abbia potuto

comprende facilmente

a

qual

titolo si

vorrebbe infliggere la condanna. A questo caso si devono non poche opere dei Santi Padri, come De Trinitate e De opere sex dierum di Sant'Agostino, le
quali
si

non

solo la Chiesa

è valsa e
6.

Il

si

non ripudia,

ma

delle quali

onora grandemente.

capo sesto

s'

intitolava:

stinctione a scientia fiumana.

De

fidei divinai di-

Anche qui

la

prima im14

210

CONCILIO VATICANO.

IL

pressione è

come

cose che non
al

séguito

di chi dicesse della distinzione di

due

possono mai confondere. Esso faceva

si

capo precedente, condannando coloro che

non distinguono la fede divina dalla scienza umana, e
che credono, non perchè ciò che è da credere sia ri-

ma

velazione divina,
prensibile con

perchè possa da noi tenersi comnaturali. Presa letteralmente

mezzi

i

questa condanna, e considerandone il soggetto, secondo che è annunziato nel titolo del capo, parrebbe

non avere scopo; perchè
passa fra

la

scienza e

la

chi

non

sa la differenza

che

fede? Chi non sa che ciò che

appunto ciò che non si sa? E quindi
sembra che se ne debba cercare lo spirito nella esplisi

crede, è per

cazione data

di

1'

questo soggetto, cioè che, se alcuno cre-

desse tentar di far forse illusione a se stesso con cercar
di mettere nel suo spirito fino ad

cordo

la

un

certo punto d'ac-

fede con la ragione, e di spiegare, per quanto

con questa, una

sia in lui, quella

debba essere negata, dovendo

il

tal

consolazione

gli

sacrifizio della ra-

gione essere intero, assoluto per se stesso, come un
non come un omaggio. Questa conclusione

tributo e
ritrae

anch' essa

oscuro

nel

suo

linguaggio

misterioso

dei suoi

pensiero predominante
La guerra ad oltranza alla ragione sopra
il

nel quale essa

ed

estensori.
il

terreno,

può egualmente che su quello ove non

può, questa diffidenza sistematica e sempre costante
dei suoi lumi, sono parte principalissiraa dell'ordine d'idee che,

come

è prevalso da lungo

altra volta

tempo

abbiamo accennato,

e con singolare insistenza

tempi nella direzione e nell'impulso dato alle
istituzioni cattoliche. Essa tende particolarmente a ina' nostri

IL

PRIMO SCHEMA DE FIDE.

debolire e confondere spesso

il

211

giudizio naturale delle

e favorito abitudini
popolazioni; ha spesso generato
ha trattenuto la cied
e
superstiziose,
irragionevoli

quelle popolazioni che

viltà in

fluenze di questo sistema in tutta

hanno subito
la

le

in-

sua piena e libera

azione.
7.

De

Nel settimo capo che s'intitola:

necessitate

motirorum credibilitatis dopo avere nel precedente
capitolo messo l'uomo in diffidenza della propria ra,

gione, condanna sotto pena di anatema chi dica non poter avvenire che la verità sia resa evidente per

dei segni

esteriori

(ossia

i

prodigi).

mente contiene un buon numero

m' ordine,

e però

la possibilità dei

di

11

mezzo

Vangelo sola-

miracoli di pri-

l'affermare dopo diciannove secoli

prodigi, sembra per lo

meno

inoppor-

tuno e superfluo: e quindi anche di questa condanna
convien ricercare lo spirito più lontano che nella lettera.

che

Mentre

ci

il

capo sesto c'insegna a dubitare di quel

appare ragionevole,

si esita a

gionevole.

il

dar fede a quel che

La riproduzione

settimo ne condanna se
ci si

presenta

come

irra-

delle idee contenute nei

due capi, secondo che apparisce letteralmente, come
abbiam già osservato, non avrebbe scopo; ma il ribadirle così combinate non può averne che uno,
quello
d'inculcarne viepiù l'applicazione attuale e pratica e
favorirne, quanto si può, l'incremento nelle popolazioni cattoliche.

Ora quel che è avvenuto da

siffatto

insegnamento, costantemente applicato, si è che condotte spesso queste popolazioni senza una sicura guida
della ragione nella

selva oscura dei prodigi,

si

è

ri-

svegliato e coltivato in esse quel certo sentimento mi-

212

IL CONCILIO VATICANO.

vago, sovente superstizioso e talora stolido e

stico,

feroce che è stato loro

molle volte

sempre un ostacolo per acquistare
positive e produttive
concetti che noi

della

abbiamo

danno, ed è

di

abitudini miti,

le

vita civile.

Tutti

questi

abbiamo

rilevati, e di cui

de-

conseguenze pratiche, sono piuttosto nascosti
e contenuti potenzialmente che espressi nelle frasi mi-

dotto

le

surate e castigate dei sopraccennati capitoli; e l'intiero
senso loro è dimostrato meglio dalla connessione e
dall'ordine, col quale discendono dai capi precedenti,

e anche meglio dalla conoscenza dell'uso tradizionale
e dalla costante applicazione che di quei
principii da

lungo tempo

si

Questa specie

è voluto fare nell'
di

economia

moderazione di

che abbiamo

frasi

notata è una concessione, una specie

della Chiesa.

di

omaggio

allo

spinto prepotente dei tempi, il quale all'opposto dello
schema adora la Dea Ragione, e fa guerra implacabile
ai prodigii,

scere

almeno a

un carattere

particolarmente con
Il

teme

i

scienza e

la

la

ricono-

1'

pubblicità.

De supernaturali

capo ottavo:

di

una e persemezzi, ond'esso dispone, e

religioso: e difende

guita gli altri con tutti

8.

cui

quelli, in

viriate fidei et

de

liberiate voluntatis

in fidei assensu, condannava

chi

non riconoscesse

fede

la

come un dono sopranna-

una persuasione necessaria e
Anche
questo è talmente ovvio
ragione.

turale di Dio, anziché

naturale della

nella fede cattolica, che

il

ripeterlo è figlio dello stesso

sentimento: guardarsi dalla ragione, della ragione non
volere a nessun patto; non solo quando combatte
fede,

ma neppure quando

conforta.

Il

viene

in

suo soccorso e

la
la

capo nono continuava sopra questo ar-

PRIMO SCHEMA DE FIDE.

IL

col titolo:

gomento

De

213

necessitale et supernaturali fir~

mitate fidei. Questo capo assai oscuro condannava coloro che
(ossia

dicono essere pari
a

Cattolici)

i

alla

pervennero
sia lecito ai

quella

la

di

condizione dei

fede unicamente vera;

in

revocare in dubbio

Catlolici

fedeli

coloro che non ancora

modo che

la

fede rice-

vuta sub Eccìesice magisterio e sospendervi il loro assenso, finché abbiano ottenuto, secondo le regole della
scienza

umana,

la

dimostrazione della credibilità e ve-

Questo cnpo era diretto, a quanto sembra, contro le due particolari tendenze del secolo, la

rità di quella.

tolleranza
le

reciproca e

la

discussione, e forse perciò

sue sentenze erano involte nella oscurità, e

quelle del
certa

moderazione che

gli

estensori non

una

hanno sempre

ne nelle altre parti di questo schema, né
schemi e singolarmente in quello De ec-

conservata
altri

negli

come

seslo e del seltimo capo espresse con

clesia.
9.

Dopo avere

parlato fino ad

se slessa, cominciava lo

golare le attenenze tra

De

recto

divinata
scienze

schema
la

nel capo

fede e

la

ordine inter scientiam
e

dal

bel

principio

ora della fede per

decimo a re-

scienza, col titolo:

humanam

sottometteva

et

fidem

tutte

le

sindacalo della Chiesa con un
ragionamento
lasciando
stare tutto ciò che dall'aspetto cattolico
che,
al

possa contenere di giusto e di vero, perde gran parte
quando si riflette che l'applicazione di

del suo valore,

queste dottrine consisteva porlo più nel sottomettere
molteplici, lunghi e penosi sforzi dell'ingegno
no, e puranco del genio, alla ristretta ed

i

uma-

ignorante

tirannìa di qualche oscuro censore,

il

quale fra

là dif-

214

VATICANO.

IL CONCILIO

fìdenza e

dare

sospetto affaticandosi senza posa ad accor-

il

progresso della scienza con

il

fede, riesce alla fine a prodarre
quella,

ed

lia

onde han goduto
Messico.

il

la

l'

integrità della

una coltura simile

Spagna, alcune parti

a

d'Ita-

L'undecimo capo ritornava sopra

l'argomento: De incommutabili veniate illius dogmalum
sensus quem tenuit et tenet Ecclesia. Anche a questo
proposito tornava

lo

schema

di

e più viva-

nuovo,

mente, a scagliarsi contro l'intervento della ragione
e dell'umana filosofia per intendere o spiegare il senso
dei dogmi. La ragione! e sempre la ragione! Sembrava essere il nemico, e per servirmi del suo stesso

linguaggio,
il

il

più formidabile degli Anticristi, contro

quale combatteva questo voluminoso schema.
40. Nel dodicesimo capo si crede essere traspor-

tati

proprio nel terzo secolo

tura seu

essentice in tribus

decimoterzo
sonis
fatti

si

communi,
tempo

tratta:

De

et de

Dei

De

imitate divince

na-

distinctis personis.

Nel

:

divina operatione tribus per-

un compenso che

vano

in

compenso

i

in-

Domeneddio qual-

e giustizia di lasciare a

che libertà. La libertà retrospettiva di creare
era

Era

liberiate in creando.

il

mondo

teologi del Vaticano gli dove-

di tutta quella

che

governarlo. Nel decimoquarto capo

gli

tolgono nel

si tratta:

De Jesu

una divina persona in duabus naturis, de redemptione et vicaria prò nobis satisfactione etc. Non
Christo

,

si

direbbe

di

essere ai tempi di Nestorio,

cosa di

simile?

T opera

dalla

Non

conlenti

di

aver

redenzione, nel capo

risaliva fino ad

decimoquinlo

Adamo: De communi

generis origine ab uno

Adam,

et de

o qualche
ricominciato

totius

si

Immani

natura humana

IL

PRIMO SCHEMA DE FIDE.

una composita ex anima rationali

et

215

corpore.

Non

si

poteva riprendere
questione più da alto.
11. Nel decimosesto si riconosceva resistenza
la

e l'intervento

del soprannaturale,

ossia della

Prov-

videnza nel mondo, non solo per i fatti, ma anche per l'ordine morale e per le idee, e così anche
per giungere ad un certo grado di giustizia e di virtù
che, secondo questa dichiarazione,

non può

altrimenti

conseguirsi che per grazia soprannaturale. Tuttociò è
contenuto sotto il titolo: De ordine supernaturali et de

supernaturali stala originalis justitice.

simo

tratta

:

De

stinata cuilibet mortali peccato ; proprio

misteriosi

Il

diciassette-

peccato originali et de poena alterna de-

dogmi

come

se questi

del peccato senza colpa e della puni-

zione senza fine fossero da stabilirsi oggi per

la

prima

decimottavo parlava: De supernaturali ordine gratice, quce nobis per Christum
redemptorem donatur. In questo capo si coordinava
volta nel Cattolicesimo.

Il

compieva con questa tutto
condannavano quindi in questo

nella teoria della grazia e si
1'edifizio cristiano:

si

stesso capo coloro che negano essere la grazia divina

un dono soprannaturale permanente ed inerente
l'

anima

,

e che, quel che è più, credono

semplici forze naturali ottenere

seguire

lo stesso

si

al-

possa colle

scopo, e con-

la giustizia cristiana.

42. Questo era V ultimo capo, al quale seguivano lunghe annotazioni con diffusi commenti. Il primo
versava sopra l'iscrizione che portavano in fronte gli

schemi: Pius Episcopus sacro approdante Concilio.
Di

tal questione avrei per 1' ordine cronologico dovuto fare più amplia menzione sopra e fin da quando

216

IL

venne
dal

CONCILIO VATICANO.

agitata nell'Assemblea, allorché questo titolo fin

suo primo apparire incontrò

la

disapprovazione

dell'opposizione, e fa soggetto delle più gravi rimo-

ma V opistranze per parte dei principali suoi capi
nione pubblica non gli détte allora grande importanza,
:

e questa

si

perde fra

le altre

lamentanze,

delle quali

l'opposizione riempiva l'Aula Vaticana, e quindi non
mi occorse di notarla al tempo che surse primamente.

Essa però è questione per se stessa così grave da non
lasciarla passare senza qualche osservazione, ora che
le

annotazioni dello schema che primo

campo, ne porgono
che nel

titolo degli

l'occasione.

schemi

cato del Concilio Vaticano.

dentino portavano
ralis

:

si
I

la

trasse in

Può veramente

contiene tutto

il

dirsi

signifi-

decreti del Concilio Tri-

Sclerosando, (Ecumenica et gene-

Tridentina synodus in Spiritu Sancto legitìme

congregata prwsidentihus apostolica} sedis

legatis.

I

decreti del Concilio Vaticano s'intitolano invece: Pius

Episcopus sacro approbante Concilio. La differenza
due locuzioni è tale da non dover per lo
fra
queste

fece resistenza
parere strano, se l'opposizione
ad accettare la seconda, e se lo Strossmayer con molta
era una ineloquenza si studiò dimostrare che questa
modifiche
ma
novazione non solamente nella forma,

meno

cava in

modo

sostanziale

il

criterio dell' autorità di

un Concilio Ecumenico. L'opposizione non potè ottenere nulla sopra questo soggetto, e il titolo rimase
Welle annotazioni allo
tal quale era stato apposto.
schema De

fide si

rendeva ragione

di

questa formola,

quale veniva indicata in quel commento come quella
che deve usarsi nei Concilii che sono personalmente

la

e che egli presiedeva personalmente le adunanze pubbliche che Papa. ai quali a. ed comprende facilmente come questo schema incontrasse nell* Assemblea scarsa accoglienza. ma che ciò non poteva dirsi. le alla le belle quali die occasione da parte dell'oppo- quantunque memorie. e con uno un linguaggio sì pedantesco. tenne fermo. per loro che lo rappresentano nelle congregazioni particoVaticano. e contenevano tutte gioni e tato in le bpiegazioni del medesimo. e dini del sì passò tutto quel che s'era vo- le ra- Il tutto era trat- le odierne abitu- poco collegato con la scienza poco scientificamente espresso. Le annotazioni erano due volte più voluminose del testo. s'inlitolano presidenti invece lari del Concilio d'intitolarsi legati. come sogliono nei fare Concilii. forma sì odierna.217 PRIMO SCHEMA DE FIDE. che si gretto. Ognuno può rammentare i orazioni. Papa non è presente. nelle quali le che fatto sta come egli era Roma Regolamento il il Concilio fa atto d'autorità. e di quelle orazioni rimangono solo . per cui copresieduti dal Papa. perchè che andò soggetto. dove il poiché 1' egli non presiedeva le opera sostanziale del Concilio: neppure addursi teva una sì vano che cotal ragione doveva Concilio sono che però non po- e per giustificare grave innovazione. Dall'altro il che discussioni lato soggiunge- intendersi presieduto dal presente in Vaticano. e la il tempo abbia già disperso queste discussione allora non era affidata parola. sizione. vivi assalti. e e come il titolo luto colà dove si puote. IL la slessa ragione. A questo lo Strossmayer aveva replicato utinam che il Papa presiedesse personalmente il Concilio. dacché sono Il sole. stile sì si poco confacente con pensiero.

esso era heu quantum mutatus ab ilio! Esso conteneva nella sua seconda edizione solamente un proemio e quattro capitoli. titolo: volume schema non oltrepassa trentuna pagina. secondo schema Il 1. Quando questo stesso De fide. De Beo rerum omnium creatore. revelatione. IV. De dello il fide. nei quali vien ristretta una parte della materia del primo schema. Nel primo capo si racchiude in brevi parole tutto ciò che n'era dello nel primo capitolo dell'altro. 2. Del cosi detto semiraziona- lismo. Il proemio è in questo molto più lungo e indica la materia con più diffusione.218 IL CONCILIO VATICANO. De De II. l'in- differentismo e l'ateismo. non si parla affatto nel proemio e poco nel resto. le quali le sonno eterno negli archivii segreti del Concilio. IH. il il naturalismo. mentre primo superava le centoquaranta. . Ben si vede che il resto della materia ivi trattata è stalo posto in dimenticanza. o almeno messo da un canto temporaneamente. schema è ripresentato si dopo gli avvenimenti che abbiamo narrali. I quattro secondo schema portano per capitoli di questo I. e perciò fin da principio accenna partico- larmente come nemico da combattere nel quale include il panteismo. III. razionalismo. L' intiero fide et ratione. dormono un copie ritratte dagli stenografi. che era con tanta vivezza preso di mira nel primo schema.

mentre nel testo antico su questo soggetto lo stesso sentimento veniva espresso con locuzione assai più moderata. ed inoltre tutto quel che in questo proposilo era detto nel capo nono dell'antico schema. e vi Dio con lutti i si contiene anche suoi attributi. del materialismo. terzo e quarto capo dell'altro sopra la rivelazione e i libri che la contengono. dicendosi solamente in quello che ad fidem anice veram non pervenerunt. del dono della grazia. quasi riconoscesse più almeno come assoluta. terzo capo contiene mollo in ristretto presso la quel che si conteneva dal capo primo al nono. e della hanno ricevuto sanzione che dal Concilio e dalla tradizione della Chiesa. di- per essenza e per natura. a poco Il differenza fra intitolava il un nuovo di V'ha intorno capitolo i : due Trento alla rive- testi. della possibilità dei segni esteriori. Lo Della necessità tralascia quel capitolo. Aggiugnesi in fine di questo capitolo che della fede insegnata dalla Chiesa non si può nulla cambiare ne du- bitare. esprime che falsam re- ligionem seclantur. ec. della perfezione di questa in paragone colle altre confessioni e delle quali nel testo presente si credenze. del magisterio della Chiesa. . Nel secondo vien raccolto in com- pendio tutto quanto era detto nel secondo. cioè della sommissione della ragione alla fede. ossia de' prodigi. come non 3. lazione una notabile schema antico della rivelazione. 219 tralasciando le condanne nominali del panteismo. uno il concetto di nella sostanza. ma per l'autorità della rivelazione. e che Deum habent auctorem. Uberrimo Consilio. non per opera della comprensione. delle profezie.IL SECONDO SCHEMA DE FIDE. ec. stinto creatore del mondo.

Questo fu lo schema ripresentalo per otlenere lo scopo di una Sessione pubblica. E se non fosse per l'applicazione di quel jus riconosciuto divinitus Chiesa falsi nominis nella scientice oppositiones proscribendi dimostrato fin dove si per rispetto vi si contengono ha grandi questioni che nelle società cattoliche pratica ha la stesso forse po- estenda. per la quale nell' antico di schema con intollerante pedanteria sotto semirazionalismo le gono regolale modo meno si la perseguita attenenze fra assoluto. sparso già negli altri capitoli. e le variazioni che vi furono fatte in appresso prima di essere definitiva- mente promulgato nella Sessione del poche e appena degne di 24 aprile. le dell'antico e più schema. e da dice per ispiegare più veruna menzione. Di tutta la la materia contenuta nell'antico schema dal dodicesimo all' ultimo capitolo non Seguono la parte si a ciascuno dei titoli. Il capo quarto gione e la fede. i canoni corrispondenti ultimo una specie brevemente le ragioni ed di il appen- metodo tenuto nella emendazione del primo schema. sollevate odierna civiltà. IL 4. In questa se- . 5. Sparisce peraltro in questo tutta quella parie. cano le tratta delle attenenze fra la In questo capo particolarmente gravi differenze fra i due capo comprende presso a poco decimo nel undecimo e nell' raspic- Questo quarto materie contenute testi. sono considerazione. Tutte il ragione. lo trebbe dirsi di alcuni concetti che alle che . tutto quello che riguarda le attenenze fra la fede e la scienza. fa dottrinale.220 CONCILIO VATICANO. e questa titolo e ven- fede in la dottrine del secondo le schema possono giudicarsi come relativamente as^ai moderate.

Vero è che mentre a introdurre nello prova schema come per accessorio tamen. quantunque di non grave importanza. per esempio ficis delle annotazioni secondo testo dello schema De fide la storia proemio ricevè dalle annotazioni varii cambiamenti. essendo in minorità. e perciò le osservazioni furono fatte per la più gran parte in iscritto e distribuite ai vescovi. DE FIDE. Nulladimeno di quelle dell' in- omnibus per ordinarium Summi Ponti- preferiscono mettere in iscritto 1' dichiarazione dica che licei loro osservazioni. quel potente mezzo fortificarsi la e far prevalere le gravissima prevalenza opinioni getta gran luce sopra lutla Il perchè d'autorità che perchè. si proponendo che fallibilità. per portare giudizio sopra l'esito finale di tutti questi avvenimenti. Ve ne sono due o tre di vescovi osservazioni al indipendenti e relativamente più liberali : una prò- . pure numerose e sempre nell'ordine delle idee infallibiliste. II si la si magisterium satis fuerit provisum due o tre vescovi propongono emen- proemio il opposizione sente superiore in è P eloquenza miglior . È curioso ed assai importante. senso infallibilisla e in senso di restrizione e di esagerazione: così. vi- geva già il nuovo Regolamento. Le primo capo: De Deo rerum omnium furono creatore. Ecclesice necessitatibus regimen eie. Altri damenti alle et simili. segno infallibilisti osservazioni loro. preferisce farle a proprie idee. lo come scorgere vescovi fatte dai già corretto ed al la maggior parte emendato sia in sempre un vescovo . e così di queste rimane maggiortraccia.SECONDO SCHEMA. questo è mezzo per del Concilio. IL conda volta che fu discusso lo 221 schema De fide. si è particolarmente fatto i le vescovi sì voce.

e non potè ottenere neanche questa.222 IL CONCILIO VATICANO. altro 6. quando congregazioni. Vi fu un' annotazione stituire alla denominazione di romana fatta per so- catholica Eccle- sia quella di sancta catholica Ecclesia. e a far prevalere le sue idee nell'ultima revisione di questo primo capo. assai più che vazioni scritte. illese le la Chiesa di Roma con- sue prerogative. divenne sancta catholica apostolica romana Ecclesia. Il rimostrante ottenne una trasposi- clesia. zione invece di una virgola. Un vescovo propone che si tolga l'anatema.Un altro più di- screto si contentò che dica catholica et si romana. Di tutte e infatti quasi il si con- queste osservazioni non fu tenuto conto. e non potendo ottenere la particella congiuntiva finalmente non dimandò che una virgola fra romana e catholica. tranne una manifesta a quando a quando merose. e dannino gli errori e non mai le persone. non hanno nulla certa tendenza che vi si a fare una più larga parte nella coscienza cattolica alla . che solo era riuscito giunta dell'ultimo paragrafo. che furono adottale alla lettera come vennero proposte da un vescovo. Le osservazioni al secondo. non con miglior successo. La maggioranza tenne fermo. fu vivace si fece nelle la discussione orale. capo primo riapparisce nella promulgazione ha solo V agnella distribuzione. giudicando che basti già quel che si dice nel decreto. Sopra non apparisca dalle osser- cotal soggetto. V come apparve la soppressione di un vocabolo nel primo. e servò 7. benché assai nu- d' importante. pone la soppressione dei canoni nello schema. e altra modificazione che da sancta la formola romana non subì catholica Ec- com' era.

ma per la sostanza noi discerniamo appena questi cambiamenti.IL SECONDO SCHEMA DE FIDE. invece che sancta synodus ecumenica.la ma che per il picciol numero loro si perdono in mezzo alle testimonianze ossequiose ed alle sottigliezze teologiche. Esso con- dannava coloro che tengono opinioni che. Eccetto questo mutamento. Sul terzo capo numerose furono le annota- ma zioni dei vescovi. infatti la parte poco rilevanti per dottrinale dello schema i profani: è stata bensì la forma. è cioè che stessa che la una gran parte dano coloro che sono fuori est jtidicatns S' della fatta noi. e che le osserva- sopprimere. Sono queste le poche e rare tracce osservazioni sopra schema : che. condanne riguar- Chiesa. sono condannate dalla Chiesa. o almeno quasi nessuna. indipendenza e si trovano un sentire vivo per di di la una certa dignità e. Infatti 223 secondo capo il non ha subito nessuna modificazione. leggendo quei compendii. etc. I canoni sono rimasti inlibertà della Chiesa. tatti. il testo si è identico a quello ripresentato promulgato quasi all'Assemblea dopo la prima emendazione. le fuori di uno che riguardava attenenze fra ragione e la zioni dei vescovi hanno la fatto il quarto capo. i Due furono nella discussione di questo schema soggetti di difficoltà che nonostante tutte le buone . 8. con la quale s' intitola lo Pius Episcopus. intorno ai un vescovo che qui non quali giustamente nota jam abbiamo di quelle credit incontrano sempre frequenti le la formola. cioè fede. cognizione naturale d' Iddio. benché non dichiarate eretiche. L'osservazione che si trova sempre ripetuta fra quelle fatte dai ve- modificata per scovi allo schema.

l'appendice veniva contemplata e come ognun compresa nel . per combattono gli errori mezzo che. quale questa denominazione era questione in un certo senso vitale. disposizioni tennero per qualche il tempo divisi i Padri: primo fu quella parola romana aggiunta con senso esclusivo a catholica Ecclesia. quello che era contenuto nel canone soppresso. affinchè debbano osservarsi le in costituzioni e dei quali si i dai Cattolici tutte decreti della Santa Sede. Queste due parti del testo si vede. Quanto corrono per bene intenderlo più chiare spiegazioni. se non erro il quale condannava coloro che tenevano opinioni condannate dalla Chiesa. schema dopo quale i dello fine canoni era aggiunta un'appendice. condiscendendo solo desiderio degli oppositori più moderati. perchè. adducendo per. anche quando noi fosil terzo. al come aggiungessero al secondo soggetto. La Chiesa Piomana. tentavano che vi si i quali con- si tutti gli altri. il secondo. e che se episcopali gli V erano preso. già accennato.224 IL CONCILIO VATICANO. compievano l'una l'altra. si il priuio sog- trovano molte acciocché la parola romana venga tolta. nella dava una certa sanzione indeterminala (mo- si nemus). mantenne quel titolo. vi sono affini. etc. oc- sqncta apostolica.ragione che essi erano la Chiesa Cattolica. Inoltre. Un vescovo racconta ingenuamente che nella sua diocesi in Inghilterra venne lasciato per testamento un terrichieste. perchè denominava Cattolica la così delta Cattolica si Romana. Nel testo dello schema era un canone. Per come abbiamo getto. senza essere eresie in se stessi. sero sotto sanzione di eresia. non curò il terreno perduto del per la vescovo. reno alla Chiesa Cattolica.

loro l' troppo facilmente a stabilire o almeno a preparare con una specie di delegazione perpetua il magistero unico ed assoluto. anche tolto il canone. il canone fosse stato soppresso. schema distribuito altrettanto sono di lievo le variazioni che ha sofferte per la il è la prima niun ri- seconda di15 . come si è svolto nel primo schema. Veramente gravi furono tal nel terzo espressa resistenze le punto. ma spirito che biamo visto governava il le trattazioni conciliari. e differenza fra lo volta e quello emendato. 9. quella canone. 225 canone in modo che il semplice monemus per questa concordanza finiva con divenire una condanna pura e riportandosi a semplice. e intorno ad esso versavano quasi ottantatrè non sizione. Poi- ché. placet. lo presente solamente per potersi formare un'idea approssimativa del metodo che si è tenuto. e quel paragrafo fu mantenuto inalterato: ora le parole che vi contenevano. Abbiamo visto che quanto del Concilio notabile la . come abbiam veduto. quando questo schema. ossia l'infallibilità personale del Papa. Abbiamo narrato con qualche particolarità tutto questo processo. e dello lavoro. non già per continuare a far lo stesso degli che sarebbe affatto oltre i limiti e l' indole del altri. primo schema come apparve Ab- all'aprirsi come tornò a ricomparire dopo primo emendamento. per quella che appena chiamerei si ambiguità e per la collocazione. nell'appendice si tenne fermo.IL SECONDO SCHEMA DE FIDE. sembrava alopposizione che portassero. sebbene. o placet juxta quali abbiamo dei abbiamo parlato fatto della votazione di modum sopra tutti gli dell'oppo- menzione.

quale è stato blica del 24 nella promulgato non aprile. poiché si crede generalmente che la Nota cooperasse in parte alla moderazione relativa riuscì affatto dello schema.226 IL CONCILIO VATICANO. Ognuno può prendere conoscenza testo. scussione e per le nuove osservazioni dei vescovi. a quando è che stato promulgato. Delle poche emendazioni fatte allo schema in questa seconda volta. e perciò ci del Sessione pub- dilunghiamo più . per le quali i Protestanti erano giudicati assai severamente. Ciò risponde dimanda alla proponevano da principio su quel che avverrebbe degli schemi emendati. Questa Nota fece grande impressione. incluso che qualora accettassero siani al il la i quel documento vescovi prus- e perciò se ne facessero compartecipi si userebbero rappresaglie contro di loro. da quando è stato distribuito per la seconda volta. sia per lusingare P opposizione e con questa le opinioni predominanti nelle Provincie cattoliche della Germania. perchè il Gabinetto non aveva avvezzato prussiano. risentimenti. alcune. molto probabilmente. nistro della Confederazione del Sede ne fece soggetto di ciosa al Segretario di Nord presso una Nota violenta Stato. il come Vaticano a tutti gli siffatti altri. si al quale negli ultimi giorni dettero occasione certe parole in quello contenute. . doverono ad un intervento diplomatico. Questo procedere del Ministro della Confederazione nuovo e appunto per ciò forse non senza qualche efficacia. tutti si 10. Sia per sentirsene offeso. come sioni fossero dirette a diminuire dai sudditi cattolici Nella Nota era se il Mi- Santa e minac- quelle espres- sentimento dovuto re ed alle autorità di Prussia.

con cui si faceva un così gran passo verso F infallibilità. augurato che i decreti avvenire conservassero misura.IL SECONDO SCHEMA DE FIDE. 227 1 oltre neir esaminarlo nelle sue particolarità. anche l'opposizione se ne sarebbe e molti allora si sarebbero in gran parte contentata. e si tenga conto delle sia considerato produsse. non può non ri- vi abbia definitivamente prevalso un circostanze. e se non fosse stato l'ultimo paragrafo. la stessa . nelle quali conoscersi come si certo spirito di moderazione. Quando nel suo tutto. 1 Vedi r Appendice.

tutti quelli delle varie L'aver invertito Y ordine lascialo indietro gli altri due schemi De moribus clericorum. secondo le distri- Anche que- ritornava emendato . come osservazioni dei ve- modificato nel suo in realtà niente unificazione Chiese del famoso De fide distri- Catechismo. che era il presentire che avvicinavasi tregua De più breve. 24 erano succedute corte vacanze. che avrebbero dovuto ritornare alla lor volta dopo quello De fide per e giungere d'un salto a quello che si catechismo. dava chiaramente a vedere voleva accorciare la strada. Si cominciava a l'ultimo ed si sarebbe tornati il momento.228 IL CONCILIO VATICANO. MAGGIO. il scovi. Alla Sessione pubblica del 1. Lo schema De ecclesia per la seconda volta. come del un' unica forma mondo prima tenuto e De episcopis. in che rotta la che ognuno sen- tiva dover questa volta essere definitiva e suprema. e nella durata di esse buire nuovo di lo schema si tornò a del piccolo Questo schema era stato Y ultimo dei quattro buiti sto dice di quello prima come testo slesso. con- notò più sopra. . alla lotta. ecclesia. consiste nella Catechismo con la sostituzione di di si esso a cattolico. cetto: De quello ma il quale.

3. quale gravitava tutto Era emendato erasi ritirato ed il . DE ECCLESIA PER La prima Congregazione dopo LA. 30.laseconda con l'improvvisa apparizione del postulato per marzo. in- Concilio Vaticano. vacanze le 229 era tenuta si aprile. Per opera dì quella ripresentava come apparve volontà impersonale . Questa era la quella.LO SCHEMA. sione al quel giorno stesso venne di nuovo distribuito Infatti in famoso schema che il torno al 2. ed in quella stessa adunanza dopo una breve relazione incominciò la discussione De parvo catechismo. nella quale 1* la forze. Coir adunanza del sabato se- venerdì 29 il guente. anche l' quando non bene ordinati oltredichè giova non dimenticare che per gli opposilori il favore dei tempi teneva in parte luogo dei numero e dell'ordinamento. non diremo da battaglia si ambo i nel infallibilità terza. mesi che la terza volta nello spazio di sei la questione più fondamentale della costituzionedella Chiesa tornava in campo : la prima con il tentativo della deside- rata acclamazionespontanea. perchè di probabilità le quelle del- opposizione potevano appena chiamarsi tali. Roma di quel giorno per unica la sua im- non potendo forse contenere la notizia della chiusura di questa discuspubblico. si era già posto termine discussione alla dello schema. alla la Lo schema De : ecclesia non si discussione dei Padri tutto intiero. quantunque vi fosse seria e fondata opposizione tanta era la fretta che si aveva di andare : innanzi. Se non che le convinzioni e l' ingegno son sempre forze. e secondo tulle le mese darebbe con tutte lati. prima volta. che altrimenti era tenuto nella più compiuta ignoranza di ciò che avveniva nel Concilio. Giornale di Il eccezione détte. SECONDA VOLTA. pazienza.

per allora. contenevano È fatta alle i di cui braio. Le poten- la Francia. non fossero stati con poco queste materie. 230 e non circoscritta da limiti che cano. stata questa molto apprensioni poiché nella parte non riprodotta si famosi canoni pubblicati dalla Gazzetta delle potenze. ma poco o nulla della questione dell' infallibilità. per un ragionamento entrate in gran sospetto della sono poco comprensibile con cui maniera. tutte le occasioni. quanti ne possono scaturire da un'unica ed irresponsabile volontà. nelle quali le altre ri- si conosce- dell'altra infiniti come appariva da aveva potuto già in pre- . quelle relazioni erano regolate dai ze. avrebbero quel così la politica familiari facilmente inteso come l'infallibilità personale fosse questione di gran lunga più importante che solute dai canoni citati.IL CONCILIO VATICANO. Se gli uomini che reggevano in momento europea. perchè di queste vano sono gli effetti i ed i limiti. nel conosce. sacrificato senza lità gran danno quei canoni all' infallibili contiene tutti con molti altri che potestativamente ancora. probabilmente una concessione d' Augusta. lo reggeva o per meglio dire mutilato. almeno per ora. le relazioni fra la nel mese modo di feb- che ognun Chiesa e lo Stato. e tutta schema il schema senza essere discusso era la Concilio Vati- stato emendato prima parte dello in questa revisione era rimasta. nei laboratorii del Vaticano per essere forse riprodotta più tardi o in altra occasione. e particolarmente detti canoni. coi quali facemmo menzione si regolavano. si son date pensiero Roma invece per con- siderazioni assai più intelligibili ha. primi e nulli i mentre che secondi. e troppo distratti da tante altre vivissime questioni.

231 venzione esercitarsi. Il fatto sta di questa disposizione degli Commissione.LO SCHEMA DE ECCLESIA PER LA SECONDA VOLTA. Il avvertila della battaglia che approssimava. ha della parte che conteneva i Roma. è stato vescovi distribuito in di institu- modo marzo. fu- rono nella stessa adunanza votati parziali e l'intiero testo dello gli schema. 4. enunciando insieme con la lettura dello schema originale le osservazioni fatte e i cambiamenti che se ne erano dedotti: e dopo questa esposizione fatta dalla Commissione che lo aveva emendato. ed ha presentato invece solamente la parte che tratta De Apostolici primatus in beato lione. Tale votazione si fece. lo Se si considera la difficoltà di toccare il Catechismo. quantunque anche questo abbia subito qualche leggiera modificazione. cioè quella formula. cioè si ebbero cento voti quale contrarii. In questo sotto il titolo: inserito il nuovo schema testo di De romani Ponti ftcis postulato così inatteso nel dei mese Petro al quarto capo infallibilitate. animi. quasi che 1' opposizione. che lasciato da un canto tutta canoni. ne questo numero deve recare meraviglia. volesse si prepararvisi e provarsi alla resistenza. rimarrà anzi mara- si intiera popola- . emendamenti Il successo fu abbiamo narrato. numero Il dei votanti in quel giorno con sensibile diminuzione dalle prime votazioni dell'inverno fu di 591. dello valendosi schema De ec- originariamente dalle mani quale era uscito clesia. dei quali si è fatta la men- zione. mercoledì 4 maggio si procede alla votazione nominale dello schema Del piccolo Catechismo. il quale si ebbe circa cento non placet. come vedremo in appresso. con la quale una zione ha imparato a balbettare.

schema lo buon successo per confidando che quanto mancava nella stesso fide proce- suo scopo. Toccare Catechismo egli è la come toccare poiché grossa parte noscere tutto il valore delle parole. Per questa ragione. sol per note gli . La resistenza novellamente incontrala richiedeva consiglio. 5. portare un tale pernelle popolazioni cristiane per ottenere la turbamento unificazione che non accresce in nulla 1' unità. A che sono familiari un popolo. sarebbe scusato presso di questi nel giorno della Sessione pubblica dal timore dello scandalo. fede di la quello non essendo di . si procede in . l'opposizione fosse così scarsa. la quale consiste nel concetto che riunisce quelle popolazioni in una fede ed in una morale. e dalla forza di attrazione della gran maggioranza. senza arrestarsi più lun- gamente sullo schema De catechismo.232 IL CONCILIO come vigliati il VATICANO. 6. forse con intenzione di applicare a questo espediente adoperalo con quello De . Nella rese solamente conto erano tornati a fare sopra catechismo: né s'andò non valse linea dal compilazione dello schema per contentare gli oppositori. che gli sono aderisce al loro significato. dicevano molti vescovi. a Il risultato di queste considerazioni deviare far l'Assemblea d'una dere costante ed inalterabile verso Congregazione del 13 maggio emendamenti che per degli scovi si si le osservazioni dei ve- il lo schema De parvo più oltre per quel giorno. mezzo alle atta a co- quali per abito di quelle. prò. con cui sono espresse? Da quel giorno in poi fino al venerdì 13 maggio non vi furono più congregazioni. è larga di rispetto. e non nella disposizione dei periodi e delle parole.

quel giorno stesso all'apertura della discussione sopra il famoso schema De Ecclesia Christi ridotto. Una certa tale significazione data al martirio di San Pietro raffrontandolo a quello di San Paolo. per la quale. mentre al secondo avea permesso fosse mozzato il capo. De cioè Il Seguono i tre canoni. eie.LO SCHEMA DE ECCLESIA PER LA. Quindi segue T intitolazione: Pius Episcopus servus servorum Dei sacro approbante Concilio ad perpetuarti rei memoriam. Il Dopo un breve proemio il primo capo in- s' apostolici primatus in beato Petro institu- secondo: De perpetuitate primatus Petri in Il terzo: De vietratione prima- romanis Pontificibus. a differenza di quel che era scritto in fronte del capo corrispondente a questo nel primo schema emesso. furono il della cardine e il tèma del discorso del relatore. secondo quel che disse sopra. Commissione sopra le materie dogmadiscussione con un lungo discorso. e la misteriosa disposizione Provvidenza. procelloso titolo: Il quarto finalmente De romani porta il Pontificis infallibilitate . Esso porta per titolo: Constilutio dogmatica pri- seconda che per lasciare il posto ad una Christi Ecclesia De indietro: rimasta parte forse ma. ognuno intende l'uso. tus romani Pontificis. per le non valse a raltenere 7 coli in- ma invece qualche sorriso ciò meno che benevolo da parte degli oppositori. non aveva lasciato che lo stesso avvenisse del primo. la contenga reverendissimorum patrum examini proposila. a cui quella inter- . Una volta enunciata. titola: De tione. relatore della tiche aprì la immaginose sue ligure ottenne l' effetto fiammare le menti benevole degl' Infallibilisti. 233 SECONDA VOLTA. a soli quattro si capi e tre ca- noni. che Ecclesia? infallibilitate.

e sorriso degli opponenti fosse più giusti- entusiasmo degl' ficato dell' materia. e come argomento derà che la in favore dell' infallibilità meno am- del relatore sia assai questa considerazione mirabile che come sottigliezza che perciò il monsignor gli di artificio rettorico. in- sisteva nel voler risguardare questa mostra come una la civiltà. tanto ebbe veramente una parte nelle ceri- del Concilio Vaticano. nel quale. uno di coloro Il che relatore era erano ne- si ultimi anni particolarmente segnalati per il loro 01- tramontanismo. quale considerando destinata. Da quel giorno donò più quel soggetto. perchè in quel si fece la premiazione dell' Eposizione per l'arte cattolica. cogliendone occasione per fare un discorso allusivo alle congiunture presenti.234 IL CONCILIO VATICANO. Infallibilisti. alla quale pure esso as- sistè con solennità. parlarono solamente sette. ma che era in quel stesso vivo e sano in Francia. v'erano già tredici oratori iscritti. morto a Castelfidardo. Il Papa in questa occasione tenne un secondo discorso. ognuno parimente compren- di Poitiers. e di cui si narrò che recitasse in Francia solennemente l'orazione funebre di uno Zuavo pontificio tempo 7. Fortunata- . prova della benefica influenza del Papato sopra Pochi giorni dopo involse nello stesso concetto una Espo- sizione di agricoltura romana. All'udirli sistere ad gli colo una riunione argomenti erano ! giorno Il 8. 14. in poi la discussione Il non abban- sabato. pretazione era della si trattava. come in quello per l'apertura. sarebbe creduto di as- vieti e le forme di un altro se- lunedì non vi fu Congregazione. e fra questi il Cardinal Vicario. la quale monie si del Concilio di Firenze.

giorno anche il venerdì. che gli furono attribuite in quella veramente in occasione: Si afferma che voi crediate questo dogma. . 19. dove continuarono e ma non perciò si si seguirono senza avvenne cosa disse o che meritasse particolare attenzione. perchè la sua voceinverun modo non riusciva con a farsi intendere. l'arcivescovo di due oratori. mente Papa non aveva veduto il le grandi Esposizioni universali contemporanee. Nel mercoledì. parlò per la prima cardinal Moreau ed il patriarca Caldeo. può combattimento erano già accresciuti gl'iscritti per parlare fino a 70. L'arcivescovo di Vienna fu costretto a far leggere la sua orazione. propriamente per T che dirsi infallibilità. il svolgere ristrette. e se voi lo farete. Parigi. ed altri che il posa il giovedì. si può star certi che scopperanno scismi e vi saranno abiure nella Chiesa volta il Romana. Il discorso del cardinal Schwarzemberg nel senso dell'opposizione fu vivissimo. Parlarono in quel giorno tre cardinali.11 235 si principiasse il 1 8. il cardinal arcivescovo di Vienna e cardinal Donnay. primate d'Ungheria. ma quando anche pretendere che né io ne i ciò fosse . e fece una profonda impressione. Si ri- suo tèma nelle proporzioni sembrava volerlo mantenere. Egli sembrò formulare una formidabile nella sua orazione dichiarazione ed una terribile minaccia per l'avvenire con queste parole. 21. non vorrete miei compagni riconosciamo quel che ci sembra assurdo. nelle quali egli 9. Si tenne Congregazione anil sabato.LO SCHEMA DE ECCLESIA PER LA SECONDA VOLTA. senza di che masto più difficile gli sarebbe martedì 17 maggio la Congregazione fu di corta durala e parlarono solo tre oratori. gli Il cardinale arcivescovo di Dublino e nello stesso oratori. lo il Schwarzemberg. 20.

la politica fran- quale reggeva cese. la rottura del Concordato e altamente contraddette dalla Curia vatore il ri- truppe di occupazione. Correva anche voce che. Frattanto l'opposizione sembrava essersi riscossa dallo stupore ed aver ripreso forza ed ardire. Si non fossero tiro delle ascoltati . 1. IL Politica esteriore. che anzi nell' Osser- immediatamente pubblicato un di- spaccio. la più scrupolosa Dappoiché la pri- quale abbiamo poco più sopra accennato. firma dell' Ollivier ed era inviala prima che . avesse cominciato tal il a rivolgere l'occhio da questo lato. nel caso che i consigli di moderazione dell' infallibilità. Queste novelle erano Romano fu . non sentendosi per particolari riguardi verso ragione più obbligato a Clero. la la alla più stretta neutralità. e che nella mancanza del Ministro titolare degli affari esteri avvenuta per la dimissione del Daru avesse firmala comunicare per mezzo nuova Nota al del Vaticano. con egli stesso e fatta signor di la quale si Banneville una faceva di grave insistenza contro la promulgazione del nuovo dogma pretendeva perfino che si minacciasse in questa Nota. secondo il quale il Grammont. avrebbe dato a quelle ricevute fin al Banneville istruzioni analoghe dal principio. che era allora appena succeduto all' ufficio di ministro degli affari esteri. cessate il ministro Ollivier. il le preoccupazioni del plebiscito. cioè perchè fosse conservata per parte della Francia astensione e ma Nola portava .236 IL CONCILIO VATICANO.

se alla maggioranza o alla minoranza dei vescovi connazionali. S'ingiunge a questo di non tenere più verun discorso con la Corte di Roma sopra le materie in questione. aveva subite in nelle frequenti quei tempi la politica francese. quando finalmente più tardi nel mese giugno ne apparve sopra i giornali il testo originale.POLITICA ESTERIORE. che fecero grande stre- . mostrando ad essi che esso confida nella loro energia ed iniziativa. ma certo di persona competente. Con due terzi di vescovi francesi oltramontani ed un terzo di oppositori restava al signor di Banneville a sapere a chi dovesse recare questa ambasciata. Grammont assumesse il istruzioni sarebbero oscillazioni che il 237 portafoglio. In questo tempo appunto appariva in Francia un opuscolo anonimo. la Nota diretta all'Amdi basciatore a Roma è al tempo stesso rigida di tuono e vuota di conclusione. per già fatto abbastanza sentire le la quali la Francia aveva sua opinione. Secondo questa pubblicazione. e Ognuno i bisogni ed ha potuto leggerla più tardi nei gior- sapere che cosa pensare dell'influenza esercitata dal Ministero Ollivier sopra l'andamento del Concilio Vaticano. Di queste novelle più per qualche tempo. e la Nota non dell' Olii vier si l'al- parlò era ri- masta senza più essere né affermata né negala con qualche fondamento. avrebbe potuto anche darsi che l'una e tra notizia fossero vere. ma di grave importanza. A questo si riduceva la Nota tanto vantata e tanto negata da una parte e dall'altra. e che le seconde emanate dall'ultimo. 2. poche pagine. nali. Nel mede- simo tempo l'Ambasciatore viene incaricato di far conoscere ai vescovi la simpatia del Governo. secondo i desiderii.

4. ed il Continuarono indefessamente lunedì. trattato dal l' sto Kettler non senza maestrìa fece qualche effetto. calmasse le irritazioni e i mali umori e rag- l'infallibilità che. degli oppositori. la al- Que- proclamazione argomento. Esso ne addita lo scopo nel desiderio di soddi- essergli fatto in appresso nella storia. descrive in tutte le irregolarità e le anormalità. per le quali potrà. Sia la Nota valore. e dicono che contro ciò che suole avvenire del mondo. narra i mezzi posti opera. e da ultimo vaticina i funesti effetti che ver- ranno si alla Chiesa dal compimento di questo che non perita di qualificare col 3. almeno una parte. nel tempo avvenire contrastarsi la sua validità. di- suoi colleghi quel che sarebbe rimasto Episcopato dopo dell'infallibilità. 23. siccome toccava da vicino tutti i Padri dell'Assemblea che avevano giurisdizione. parlò molto forte mostrando ai le congregazioni.238 IL CONCILIO VATICANO. Questo titolo: opuscolo fa al Concilio Vaticano il più severo ed il più formidabile sindacato che potrà mai dal critico più severo quando questa se ne occuperà. secondo l'autore. Francia. sia questa della nome di attentato. e nella damenti la Commissione sopra le si materie della fede occupò particolarmente nel cercare si una formola sul- senza diminuire punto la sostanza del concetto. granellasse meno la risoluta. monsignor Kettler. certo è che dal lato dell'opi- mostrò per la riunione solita per gli emenil Vaticano prima volta inquieto. riuscisse ai più forbiti discorsi veramente a scuotere alcune con- . quantunque di poco nuova ammonizione nione pubblica. ambizione della sfare le esorbitanti pretensioni e l'antica Corte di Roma. pito sotto il Ce qui se passe au Concile.

alla minoranza e variare si i le probabilità di riuscire. Per parte dell'opposizione ciò veniva dall'avere conservala costantemente la tattica che fin da principio imposta dalle congiunture. quanto era possibile. lunedì 30 e martedì 31 maggio. generi di pressione sopra con esercitare di questa . 5. si la voglia di parlare. cioè ripetendo tutti i luoghi comuni e gli argomenti già noti da una parte e dall'altra. sabato 28. nel sottometterla. Gli si fosse dichiarato favorevole esempi citati all' infallibi- dall'opuscolo erano per parte raccolti fuori d'Italia. in Roma la più potevano Chiunque faceva o . tanto poiché sembra che lista. come era fatto fin da principio anco nelle più minute parti- colarità. guadagnar tempo ed l'era attenderne i Da parte benefizi. In quest'ultimo giorno v'erano ancora 80 orase n'era aumentata la tori iscritti per parlare. come av- risvegli parlando. e ad aumentare così di qualche conquista le forze dell' opposizione. mercoledì 25.239 POLITICA ESTERIORE. fa citato che ha maggiore impressione. Anche citarsene alcuni e dei più curiosi. che più si fa- numero degli cevano discorsi. della maggioranza si trattava invece di circoscrivere. è l'elenco dei Brevi. Così proseguì nelle con- si gregazioni del martedì 24. e più aumentava il oratori. attendendo e affrettando così quale Una si potesse senza grave delle parti dell'opuscolo il ostacolo poco momento. fatto delle d' incoraggiamenti dati in nome o da altre Autorità Papa personalmente ed apertamente a chiunque e per qualsiasi motivo abbia coope- Lettere e di ogni sorta del rato o solo lità. viene dell'appetito. vinzioni e ad attirare a sé qualche pecora del gregge infallibilista.

di quei 1 ma La era si crisi cleri in fatto nel qual tempo osservazioni dal Governo questo mentre andata venne provocata Vedi P Appendice. libilità. acciocché fosse ac* cettata e firmala. gendo. nella quale si lodano e s' incoraggiano tutti coloro che nella stampa com- periodica (quella stampa talvolta tanto biasimata) battono per buona causa. di a notizia del dimostrazione dall'avere in favore svol- alcuni del- . per T Roma per . o specie di plebiinfallibilità. per i quali il Nunzio ebbe a ricevere severe rimostranze da parte del Governo francese. fu stessi giornali. Cotale storia non venne pubblico xhe nel mese di giugno. furono fatle le sopraccitate francese. e la De in pratica ecclesia anche Francia con sue le rimostranze già protestava contro l'applicazione quelle dottrine. che si affermava spedita da mezzo dei vescovi ai cleri delle proprie mandato imperioso. l'autore non conosceva ancora i ringraziamenti diocesi con e gì' a nome incoraggiamenti del Papa ufficiali dati dal ai varii cleri di assensi e le dimostrazioni fatte Nunzio di Parigi Francia per tutti gli in favore dell' infal- alti.240 IL CONCILIO VATICANO. Quando era scritto l' opuscolo francese. Negli la contemporaneamente ecclesiastico scito. e pubblicata per opera di un una formola di assenso. I giornali il farlo altamente. In questi i procedimenti il Nunzio metteva principii annunziati nello schema prima che fosse decretato. e hanno pubblicato una lettera papale. rimunerazioni lità ed onori: Papa stesso non si è talvolta peritato di senza verun riguardo. solamente diceva alcuna cosa in favore dell'infallibi- riceveva testimonianze di simpatia.

Sul bel principio di questo mese in una delle riunioni che si tengono Roma per consultare periodicamente insieme sopra le materie che riguardano il loro ufficio. Essendo agli . quelle stante i richiami dei vescovi interessati. pel quale vivente in mezzo si al chiede di urgenza 'apoteosi. grandi e piccoli. l'infallibilità. del quale faceva parte del Concilio . uno dei parrochi appartenenti ad un Ordine redai parrochi di ligioso. e sarebbe forse anche per essi inopportuno ed assai ardito emettere. Solo il prestigio ine- rente ad ogni convinzione profonda poteva sostenere la persona Papa per tanlo tempo in una condizione com'era quella. la condizione di un decimonono secolo. dei quali tavano parlavano contro quella. e nell' luno era giunto perfino a minacciare di dar la sua rinunzia. e del quale. mentre loro i vescovi in Roma sede- A opposizione .241 POLITICA ESTERIORE. lasciar cadere in dimenticanza un episo- dio di gran rilievo. 6. 16 . Ogni sorla di esempi di questo genere pote- vano addursi. sultati non avevano verun altro titolo. pure nel momento stesso che avvenne. e che i parrochi non essendosi con- favore dell' infallibilità. erano state accolte nonodimostrazioni Roma . in cui lo ponevano i suoi del così difficile uomo devoti. propose a' anche uno dei legati suoi colleghi un indirizzo in Un parroco rispose immediatamente a tal proposta. tale effetto si esercitava in non conviene ogni occasione. dicendo che non era questo ufficio loro. Per con che a farsi un'idea della pressione e del modo. appena si parlò. prima che fosse giudicata una opinione qualsiasi sopra materia di tanta gravità per la Chiesa.

si all'infallibilità. ma secondo certe discipline oltramontane. almeno poco Immediatamente intervenne affatto dell' infallibilità. in campo la questione del- . più d'ogni altro. che acquistava una certa gravità per essere cesi stessa del l' Roma. i quali parrochi suoi col- i passioni cleri- per l'esercizio del loro ministero hanno. è una delle cause che abbiamo altrove segnalale dei mali che travagliano 7. farlo Questa sostituzione della coscienza del- l'autorità alla coscienza individuale. neppure il titolo della sottomiscerta maniera di sentire e una sione. IL CONCILIO parrochi sembrate giuste altri considerazioni. la parte più ossia della dio- Papa. Autorità con quella preponderanza che nei costumi ha sopra chiunque per alcun modo è conveniva ri- ecclesiastici essa dipendente. uopo di star fuori.9i9. uomini fecero evidentemente violenza scienza: l'infallibilità alla loro co- non essendo ancora dichiarata. siffatte costui veniva ad avere saviamente liberato leghi dall' entrare nella corrente delle dalle cali. e quindi fortemente consigliato loro un indirizzo che. e fu loro fatto conoscere che parare a questo scandalo. 1 Gesuiti han il messo Cattolicesimo. Per avventura alcuni giornali menarono qualche ru- more di questo incidente. per quanto fosse dai par- rochi stessi scritto in senso molto moderato il pubblico non guarda tanto pel nere in la . di storia questo come favorevole Roma sottile. VATICANO. l'autorità ha una co- non avevano per scienza per tutti. siccome doveva te- Ognuno conosce Alcuni di quelli indirizzo. se entusiasta corpo dei parrochi il più viva del clero di eletta e la non agli avverso. e proprio in ogni cosa. che veniva cosi ad apparire occhi di tutti.

parola che con- della libertà e della spontaneità. e così a sfruttano secondo Qual giudizio porteranno i posteri sopra con questa fase di storia ecclesiastica. e che gravità tutti i ne risentano involontariamente e implicitariflesso sensibile. il solo averlo proposto gli toglie questi caratteri essenziali. per quanto questa prerogativa non si estenda oltre certe materie con certe condi- zioni. Se in Roma non si pone molta longanimità nell'andare alla conquista di quel che se ne adopera neppure molta a farsene. non si moderare non a coloro che voteranno per l'uso si l' che può voglia nepinfallibilità alcuna illusione sopra le conseguenze che possono derivarne. ed oggi recano per ardella necessità di gomento posta in discussione. col famoso articolo nel della Civiltà Cattolica del febbraio scorso. Evidentemente. per il in questi giorni del quale il duca di Saldanha con la violenza delle armi . !' momento quale certo in questo infallibilità.243 POLITICA. ciò anche per nullameno le è inevitabile che essa materie ordinarie del giudizio di quello che suoi atti il valore e accresca la ne è rivestito. e sembra anzi pur lasciare talvolta che vuole. le situazioni e si fare. alla mondo niuno pensava. chi: uno di loro Lo proclamarla V essere stata propone un tiene in sé l'idea avviene per stesso i parro- indirizzo. essi che mo libero d' ogni passione avranno tutti gli l'ani- elementi e la conoscenza di tutto il complesso delle circostanze die ne hanno accompagnato lo svolgimento? 8. e diviene vicenda i si argomento per doverlo creano desiderii. ESTERIORE. Giunse mente un'influenza ed un o poco appresso in Roma la notizia pronunciamento avvenuto in Portogallo.

e la mente di tutti coloro che si ricordavano del 16 novem- bre 4848. ed in qualunque nuovo .244 IL CONCILIO VATICANO. chiesa nazionale dei Por- Romano annunziava la sera era recato in quella chiesa per lavori di ristauro che vi erano stati ese- Papa il si guili per ordine del duca di Saldanha. non apprezzasse abbastanza quel che si possa esservi di pericoloso nella presunzione anche inesalta che una stare in alcun così alta sanzione sembrasse coone- modo colali atti. e ciò tanto più che il duca di Saldanha è clericale. ossia con le armi proprie rivolte contro cevere con la violenza il proprio palazzo per un Ministero dai ribelli ! ri- Essi dimandavano come quegli che aveva sperimentalo quella situazione. aveva imposto si suo Re un Governo. fu sensibile a tutti. quando era am- Roma. 1/ effetto di questa dimostrazione o fortuita o determinata che fosse. si recò a visitare L'Osservatore stessa che visitare i la notizia. perchè perturbano Y ordine in quel che deve esserne violano alla il fede la la più alta espressione. Questa coincidenza basciatore in dere facilmente che il Papa si lasciava cre- fosse affrettato a dare duca di Saldanha il solo segno di approvazione che era in sua facoltà di dargli. nella quale il duca di Saldanha aveva posto il Re di Portogallo. Papa toghesi. fra le rivoluzioni. del quale egli I pronunciamenti sono la peggiore al era fatto capo. ricorse a quel momento. in cui il Papa si trovò nella slessa condizione. e perchè che lega particolarmente i militari Non appena giunta questa loro bandiera. e per darne prova al appena giunto al potere aveva trovato un pretesto per bisticciarsi con marcata affettazione col Ministro d' Italia.

benché operosi ed imperiosi. nel quale ricorreva la festa di San Pietro e quella dell' la incoronazione del Papa. per momento ho riunite qui mostrare tutte insie- me. come anche come gli altri. 9. si procedeva con massima attività ed energia. perchè si era preso come ultimo termine per la proclamazione dell' infallibilità il mese di giugno. maggioranza. come quello. Con queste e scrupolosamente conio il le tutte di eccellenze carattere del simili cose che. ai desideri].245 POLITICA. ESTERIORE. Ora vedremo effettuazione sfuggisse della di questo proposito. benché alcune non venissero a cognizione del pubblico che sul principiare del mese venturo. passo che tenda ad addimesticarvi non sono neppure composte duca moltitudini che come il di Saldanha. . senza tenere della cronologia.

poiché ognuno sapeva che i Legali. di giugno si aprirono con un niuno quale s'aspettava almeno che si compi- Le congregazioni il rebbe sì ma presto. quandoché volessero. neli' ultimo Regolamento fosse articolo. si fanno e e conse- non sarà si faranno Concilio Vaticano. Fu questa riguardata come una delle disposizioni prese per dominare ed annullare gli sforzi della minoranza. Fu uno degli articoli che dispiacque più nel nuovo Regolamento. che intorno al Ognun descritti. Dopo il grande strepilo che se n' era fatto alla sua apparizione. atto. 1. GIUGNO. i quali erano sicuri. Chiusura della discussione generale. il Regolamento aveva potuto sem- . avrebbero anche molto più facilmente potuto avere dieci vescovi per dimandarla. che pure era guenza degli avvenimenti da noi senza effetto sui giudizii.246 IL CONCILIO VATICANO. cioè con la chiusura della discussione stato la legittima generale ricorda inserito come un sopra lo schema De ecclesia. nel quale si diceva che a richiesta di dieci vescovi si potrebbe mettere ai voti la chiusura di una discussioue. ranza per votare la di disporre della grande maggio- chiusura.

poscia il De Angelis fuori dei limiti della serenità presidenziale. e queste parole trassero prima sembra che ne avvenissero agitazioni dare quelle del marzo. e lo fece appena che volle. di nei discorsi Ratisbona. pel quale 28 del mese scorso l'opposizione era mostrata con particolare veemenza tenuti dai vescovi di Granvaradino. ed introdurvi libilità cata d' inno- l'infal- personale del Papa. In quel giorno. quasi messo in non cale. com'era ben naturale. e fu nella seconda Congregazione del venerdì 3 giugno. la Fu e ire da ricor- allora che. ed infatti coloro che lo fecero non ne han sempre usato. forza. Questa qualificazione appliideale accarezzato e proseguito con tanta all' tenacità dalla maggioranza. tollerarsi da non poteva cosi facilmente coloro che la rappresentavano. Il allo scopo . sicura della maggioranza deliberò di chiudere sua la discus- sione. di Monsignor di Savannah era giunto perfino a qualificare di sacrilego il pensiero vare alcuna cosa nella Chiesa. senza che dei presenti ne sospettasse punto Congregazione i . l'in- della stagione. ma però appena che venne opportuno. la più gran parte verso la fine della Legati produssero innanzi all'Assem- blea una petizione firmata da gran numero di vescovi . il suo valore e la gran numero Il più estesa ed intera ap- degli oratori iscritti. DISCUSSIONE GENERALE.CHIUSURA DELLA. dettero occasione a richia- calzare marlo era si in vigore ed a valersene destinato. come in questo caso. particolarmente per alcuna sua parte. esso si ripresentò con tutta la sua forza e ricevè tutto plicazione. quindi il Capalti . e qualche scena un po' viva avvenuta nell'Assemblea. 247 brare agli osservatori superficiali. Savannah ed altri.

ed ignorando ancora discussione come maggior parte dei la Padri che essa fosse imminente. cooperano a cambiare o volta tal- carat- grandemente aggravare almeno l' impressione prodotta da un avvenimento. nei alla Yalerga patriarca ladei più ardenti il Gerusalemme. 248 per dimandare la chiusura della discussione. chiusura della discussione. e immediatamente senza neppur togliere l'adunanza nella Con- gregazione stessa e per così dire in procinctu la posero ai voti per alzata e seduta riscontrata la grande : che essi avevano maggioranza la discussione generale sopra 2.IL CONCILIO VATICANO. nonostante che tino di Infallibilisti. benché lievissime. quello stesso pubblicazione del suo li- . lo dichiararono chiusa . ripetendo opposizione e quella dei suoi colleghi non era motivata se non che dalla considerazione gravissima delle credenze radicate nelle popolazioni da essi governate. per le quali queste non avrebbero mai accettata una tal definizione. Nel giorno stesso. ma con un linguaggio moderato e di tran- altamente che la sua quillo oltre all' usato . Questa sorpresa riuscì tanto più insopportabile minoranza che neh' adunanza precedente del mercoledì 1° giugno lo Strossmayer aveva parlato per essa alla nuovo. si era continuala nelle passate congregazioni. prima che avvenisse la il tere o chiusura. Questa moderazione aveva conservalo l'opposizione. ed parlato lungamente il vescovo monsignor Maret che con la di la aveva Sura. Certe forme e certe circostanze. schema De ecclesia. uno certamente inveisse contro modi più i vescovi dell' opposizione La Presidenza corrispondeva moderazione ed alla longanimilà di essa con T im- provvisa violenti.

da prima non intese. con dignità ed energia disse che per scienza e la sua co- onor suo avrebbe. tito si che i si faceva far loro verso la dichiarazione ricondusse a pensare a qual pardovessero apprendere. sche- Padri per in particolare sui diversi capi cioè sul primato. colpo maggioranza avendo così fortemente irritato i vescovi dell' opposizione. fu usato lo stesso trattamento. suo dire fino al termine. infallibilità sopra questo soggetto venne interrotto e oltre gli si voleva imporre silenzio. Varie furono le opinioni li manifestarono nella riunione internazionale che capi dell' opposizione tennero subito dopo queir av- . e dogma avrebbe opposto alle conversioni dei Protestanti nei suoi paesi. E così si venne. il la quale. portando questione sul terreno pratico. ma quando potè avvedersene. l'infallibilità. ec. due Nel continuare in una. Di debole udito per difetto di natura. e così fece. Ad un 1' condotto il vescovo dell' America del Nord. Egli l' all'Assemblea che il era studiato di far concordare 1' 249 opera del- comprendere l'infallibilità personale del Papa con Y infallibilità della Chiesa sarebbe intro- durre nella Chiesa Cattolica un mistero come quello della Trinità. come si narrò. lo del lo chiamavano. annunziando la Presidenza a prossima adunanza nel lunedì di tutti i 3.CHIUSURA DELLA DISCUSSIONE GENERALE. Questo nuovo. a malgrado di tutto. come essi la Pentecoste l'apertura della discussione medesimo. attestava la ripugnanza che un l' tal dogma incontrava ostacolo che lo slesso fra i suoi connazionali. bro può avesse iniziato in Francia dirsi si opposizione. alla chiusura della discussione generale sopra ma. i quali sol vedevano in esso di un passo che si tanto avversata.

1/ ultima proposta conteneva in sé una contradizione. o altri luoghi vicini. cominciarono in quel fino a ragionare della condotta da tenersi dopo e fuori del Concilio. ed alcuni di loro presero puranco brevi congedi sotto pretesto di visitare Napoli. altri tutto ciò che si opererebbe d'or innanzi nel Concilio. il non placet. dopo tutte le passioni suscitate. a cui si appiglia- disegni che n' erano sboc- una protesta che venne firmata da circa novanta vescovi.250 IL CONCILIO VATICANO. di fare? pure negativo. Ad alcuni di questi furono dalla Segreteria di Slato contrastati i passaporti . come essi sia Alcuni. Alcuui opinarono per la partenza immeper nuove proteste. il risultante di tutti Fu distesa i sarebbe Roma. e poi prendervi parte per dare si proponevano un voto. fu la ciali fuori. e fu presentata Papa. Intanto al una parte dei vescovi opponenti comin- ciò ad essere rilassala nella frequenza delle congrega- zioni. fino al giorno della votazione. aspettando quello per proferire definitivamente e altamente . Come suole venire in cosiffatte occasioni. tanta era l'irritazione momento. allu- dendo manifestamente mantenuta contro la resistenza che alla Chiesa di rono. altri per una condotta d'astensione e di evidente noncuranza per diata da Roma. una volta per sempre. venimento. se non che essendo per la più . in linguaggio molto fermo. donde solo avrebbe potuto discendere legittimamente l'indif- ferenza per ciò che vi si facesse: ma in che modo non riconoscere il Concilio come valido. contro la chiusura della discussione. si il av- primo sfogo di partito. perchè Y astensione e la noncuranza avevano implicitamente in sé non riconoscere più come valido il il concetto di Concilio.

proposto sulla questione dell' in- fallibilità. acciocché che pullularono opposizione. proprio nella questione stessa che venire 5. allora nelle di fare fra gli altri disegni menti riscaldate dell' una petizione. come soggetto troppo vivo e delicato. 1' opposizione non se ne sarebbe poco giovata. 251 parte stranieri ne fecero a meno. n' era stata momento che sembrava pale e nel alla soggetto princi- doversi finalmente sospirata conclusione. vicino a cen- tempo piuttosto numero. e se fosse stalo coronato da buon successo. e rendere a molti quella piena libertà morale che veniva loro tolta dalla singolarità del caso. quantunque non fosse da atten- dersi neanche da questo finale. Fu anche. come il famoso dogma gli oppo- altri e quanto potevano. la quale . e viaggiarono egualmente a loro bell'agio senza incontrare veruna difficolta. per le il quale prerogative del Papa avanti dovevano discutere si il Papa stesso. contro nenti che il sommavano in quel momento totrenta. si permettesse di votare con voto segreto a fine di mettere così in salvo molte responsabilità. essendone col progresso del aumentato che diminuito nione del Concilio in poi. Con questi ed mezzi protestavano. 4.CHIUSURA DELLA DISCUSSIONE GENERALE. dalla prima riuMa a causa delle divisioni il . Questa petizione venne formulata e ottenne anch'essa circa ottanta lìrme. mai Era però affatto una vera differenza neh" esito improbabile che. non essendosi data attenzione alle tante proteste e richieste di indole più generale e di ragione più evidente cettasse questa. Lo scopo era evidente. si ac- tendeva a modificare ecce- zionalmente l'andamento del Concilio.

avvenire del Cattolicesimo. che quanti giorno della Sessione pubblica? meno dalle erano abbastanza dimostrate che convinzioni dalla costanza nel manifestarle e sopra tutto di sostenerle sino alla Vero è che dopo essersi così altamente espresse. perchè i primi riuscivano logicamente im- i buon successo potenti a combattere con energia e con le opinioni della maggioranza. si avrebbero ecco donde dipendeva della questione. a causa anche della naturale diminuzione di volontà che duce in tutti quelli che ne sono il sacerdozio rivestiti. in- quanti di quei centotrenta avrebbero resistilo siuo in fondo? e per andare recisamente osato dire non placet Ecco l' il nodo il al fatto. perchè nella il più primi era una forma più mite e creduta più pratica di esprimere la stessa opinione che delle volte nei secondi. tutto lasciava credere allora che la maggioranza non pofine. Essa ebbe principio . perdere avanti il pel in autorità tutto ciò che con procedimenti energici e sommarli potrebbe acquistare in potere per domi- narle e ridurle al silenzio. e se ne straordinaria celebrazione con Eminentissimo Vicario. CONCILIO VATICANO. tesse grave pericolo di non tribunale imparziale dell' avvenire non tenerne conto. essendo da molti solamente oppugnata l'opportunità e non e da altri sostanza del dogma. era però di gravissimo effetto nell'azione comune. la stesso nella sua sostanza. quantunque in forma e luogo non solenne. 6. discre- non sempre molto importante se panza che. Intanto ordinava in editto dell' veniva Roma una la festa di Pentecoste. mente dogma il di chi professava tali opinioni.252 IL che regnavano fra loro.

Se- condannava con anatema chiunque avesse sostenuto essere nei vescovi compar- . Corporazioni della Padri del Con- discese cilio durante V Ottava attorno per lo Spirilo Santo. sopra il simbolo che lo rappresenta e le nere vesti dei monaci . non si scindessero essi stessi. che contro ogni loro uso mooccasione tutte le loro forze al pub- Gesuiti residenti in strarono in tale blico. come suole accadere sovente. propose invece una forcon la quale con un colpo solo si scomunicava mola e si . secondo che è lor costume. dubitando forse che questi tentativi potessero avere qualche buon successo. del quale la città dicevano i tutte in poi si a recarono propiziare popolani di Ro- ma satireggiando. idee. e tornava anch'essa posito di bolire gli al protrovare qualche mezzo per scindere ed indeavversarli ed i meno avventati si erano di : nuovo messi a cercare una formola che potesse attirarne almeno una parte nei loro interessi e nelle loro Ma nel provarsi a questo poco mancò che. che sarebbe spaurito piuttosto che attirato da questo nuvolo di corvi vaganti per la città. 7. si l' opposizione. tirava fuori della Chiesa tutta condo questa formola. Però non era fra queste dimostrazioni la affatto scevra di apprensione per maggioranza la tenace re- sistenza dell'opposizione. L'arcivescovo di Malines contrario ad ogni transazione.253 CHIUSURA DELLA DISCUSSIONE GENERALE. Fra queste processioni parve veramente singolare quella di tutti i Roma. con una processione composta di Pentecoste tutti i che nel lunedì Papa dalla Cappella Sistina nella chiesa di invocare le di processionalmente città d' insieme col San Pietro per Da quel giorno lo Spirito Santo.

la tèsi propriamente ne avveniva di fatto la scomunica complessiva di tutti quelli che la compongono. Anche questo è un procedimento novellamente invalso nelle abitudini del . egli la combatterebbe senza riguardo e con ogni mezzo che gli fornisse l' occasione e la sua mente. sembrò finalmente appaDeschamps stesso. e fosse dissenso. quello che aveva aperta la discussione col suo apologo sopra la decapi- tazione di San Paolo. Sopra le divisero in due gruppi si ri- sommaria de- due opinioni si vescovi della maggioranza. fece più parve che la maggioranza messa d' accordo sopra un' indusse egli stesso a menzione. quantunque si conoscesse bene che non veniva in quella fatta ziale alle opinioni della veruna concessione sostan- minoranza. e questa divergenza minacciò per un momento di pren- dere gravità. a quanto pare. Sembra che il Manning partecipasse alle opinioni dell'arcivescovo di Malines. In luogo si fosse altra in questi ri- di essa giorni formola che doveva prodursi istantemente.254 IL CONCILIO tecipazione di diritto VATICANO. e ammonito dal L' esorbitanza della proposta rire agli occhi del Maret quel che di mantenere tirarla e la l'attendesse. ma della quale s' ignoravano ancora i particolari. sta i disse che si perfino fra La condotta ferma del i Legati vi Maret in que- congiuntura non giovò poco a por fine alla difall' arcivescovo di Malines che . ma monsignor Pie vescovo di Poitiers. supremo questa è nella Chiesa: e siccome favorita dell'opposizione. era di parere contrario e fiutò. Egli dichiarò essendo questa una proposta fatta in odium di sé e suoi. quando insistesse a sua formola non se ne $' . ferenza. per parte sua capitazione dell' alla Episcopato.

Epilogo della questione 1. . medesima e un ed alle altro allo stato presente condizioni. per documenti il quale Presidenza sostituisce nuovi la a quelli già proposti senza che essi ricevuta una sanzione legale e modo conciliare.CHIUSURA DELLA DISCUSSIONE GENERALE. esaminando per poco i documenti ufficiosi che la contenevano tutta. nuova formola diamo uno sguardo questione. quali erano comfino parsi della allora. lis est. e Prima che si presenti questa intanto che sub judice retrospettivo alla dell' infallibilità. e si è in è va- prudenti tradizioni usitate nelle trattazioni conciliari. innanzi di condurla al suo termine. Questo 255 all' abbiano infuori dell'azione tutto famigliare di trattar le materie controverse toglieva una certa regolarità. nelle quali trova- vasi nel mentre che essa si avviava irrevocabilmente Ognuno ricorda quel che fu detto schema De ecclesia. Concilio. che conteneva i famosi primo noni riportati dalla Gazzetta a" Augusta. corda pure zione forma la cari- distribuzione improvvisa della dichiara- dell' infallibilità di nel fatta da molti un postulato da aggiungersi che nel marzo decorso pose vescovi sotto allo la schema De in tanto scompiV L' destala da quella glio indignazione opposizione. Ognuno alla decisione.. II. ecclesia. e per conseguenza anche una certa garanzia inerente alla discussione: esso discusso il è introdotto si Proemio rii casi sostituito dello alle da quando fin schema De si fide.

ecclesia riapparisce avvenimenti avevano conapparizione l'infallibilità un semplice postuprima che l'Assemblea se ne fosse altrimenti il suo carattere di occupata era passato frattanto a far parte integrale dei corpo dello schema. o meglio consigliò loro lasciar di di dar alla tempesta prima séguito colla sua appendice rientrò nelle latebre del Concilio. che non poteva dimandare in quelle di prima il intenzione e di sua iniziativa la propria perciò fu lasciata apparire per un postulato dei vescovi. Ma non conveniva neppure sciarla isolata in quella forma. Era evidente che Papa aveva un'azione così diretta nelle proposte conciliari. nella quale dell' disciplina e momento come un la- aveva mi- Assemblea. 2. Calmata la riproduzione dello fide la schema De modificato secondo che In sigliato. Nel tempo stesso essi avevano tolto via dallo . e gli novella della Segreteria venne ad occupare prima agitazione con fide e di quello Del De piccolo Catechismo. lo schema la passare Lo schema cosa. e lo schema De le menti conturbate. donde i suoi fautori aveano promesso a se stessi che non uscirebbe se non per divenire un ù^gma per tutta la Chiesa. che non manifestazione di un pensiero autorevole contenuto formalmente nello schema stesso: e quindi dopo quella prima mostra la dichiarazione dell' infallibilità fu immediatamente inserita nello schema. addimestiecclesiastica.256 IL CONCILIO VATICANO. Così si ebbe la ragione della pri- ma apparizione avvenuta nel marzo. sorpresa raffreddò per poco entusiasmo dei suoi au- l' tori. nore peso presso una parte cata alla più l' avesse la stretta infallibilità. questa aveva perduto lato.

e qui inco- sua apoteosi che la capo con gli effetti di il si consuma nell'ultimo personale. In questo terzo capo si afferma giurisdizione ordinaria ed immediata del la suprema Papa sopra tutte le Chiese singolarmente e complessivamente nei loro pastori come nei loro greggi. schema che annunciammo lo i la abbiamo parlato più già volte. lo che ha per conseguenza che ogni giurisdizione. Nel secondo sotto il titolo: De perpetuitate primatus Petri in romanis Pontificibus. come avevano fatto De per quello una fide. sacrificalo alle ri- gran parte. se ne afferma la continuazione perpetua e non interrotta nei vescovi di Roma come suoi successori nella Chiesa da esso fondata. cosi ridotto da un mollo maggior numero che ne conteneva il primo esemse : Constitutio dogmatica plare. considerando a ragione fra le relazioni nello scorso me- prima de Ecclesia Christi. o anche mera attribuzione. Sembra che con17 . Nel primo capo sotto il titolo: matus in Beato Petro institutione. l' infallibilità si De titolo: enumerano vi e questo Primato. Pontificis. e con questa facilmente mostranze della diplomazia tuttociò che contenevano famosi Canoni destinati a regolare Chiesa e lo Stato. schema. autorità. non come non sia esercitata ufficiali delegati dal dai vescovi se Papa. si De apostolici pri- contiene la dichia- razione del Primato di giurisdizione di San Pietro so- pra tutta la Chiesa.257 EPILOGO DELLA QUESTIONE DELL' INFALLIBILITÀ. dei quali tenzialmente apparve li contenesse come Y infallibilità po- In queste condizioni tutti. Nel terzo capo sotto primatus romani et ratione si descrivono mincia 4. in quattro capi e tre canoni. 3.

anziché ottenere il suo scopo. Lo schema San Gregorio Magno nella lettera ad Eulagio vescovo Alessandrino . dominante sanctitas dicit ne- fatetur universum. Ego enim non verbis qucero prosperari sed moribus. sembra riuscire piuttosto all'effetto contrario. ma quando vuol darne le prove. Meus namhonor Universalis Ecclesice. Meus honor fratrum solidus vigor. conseguenza logica lo schema quasi voglia respingerla. Nec honorem esse reputo in quo fratres meos honorem que honor est meum perdere cognosco. Ma queste parole sono contenute in un periodo che. quia vobis subtrahitur quod alteri plus quam ratio exigit prwbetur. a proposito del titolo di Apostolo Universale preso dal Patriarca di Costantinopoli. Quodpeto dulcissima mihi sanctitas vestra ultra non faciat. omet- citale estesa e più chiara. e sono le seguenti: Tura vero ego honoratus stira cura singulis cita le parole di quisque houor debitus non negatur. Tum vero ego honoratus sum cum singulis quisque honor debitus non negatur. e si schermisce di propria iniziativa dall' accusa di usurscio di questa pare o anche menomare la giurisdizione vescovile. se ne difende di proprio moto.258 IL CONCILIO VATICANO. L' tendo me sembra intendere della lettera. In a restringere un séguito il senso di lettere scritte . cosi esprime: Nani dixi nec mihi vos si nec cuiquara alteri tale aliquìd scribere debere : et ecce quara ad me ipsura qui prohi- in prcefatione epistola? bui direxistis sup erbce appellationis verbura universaleru me Papam dicentes imprimere curastis. Si est enim universalem me Papam vestra gai se hoc esse quod piute le parole il resto. Così com- hanno una signitìcazione più aver citato quella sola frase.

Lib. così si universalis dicitur Patriarcarum nomen cceteris de- rogatur. quod fuit a statu suo corruit absit. che significalo . omnium judicium universa ergo Ecclesia. XXXVI. ep. quando is qui appellatur universalis cadit. Al- trove in una lettera a Maurizio imperatore 2 sempre nomen in ea quod apud honorum sullo stesso soggetto dice: Si igitur illud Ecclesia sibi quisque arripuit. IV. ep. torna a narrare questa offerta. ne come la Chiesa di Roma. IV. Lib. In altra epistola a Maurizio imperatore parla anche con più 3 forza. esprime: Sed nullus unquam decessorum meorum hoc tam profano vocablilo uti consensit. XXXII. E qui. San Gregorio Magno si esprime anche più chiaramente e con la massima vivacità. ricusata dum privatim aliquid daretur uni honore debito sacerdotes privarentur universi.EPILOGO DELLA QUESTIONE DELL'INFALLIBILITÀ. VII. xxx. continuando a riprovare con le parole più severe il pensiero di universalità in un' unica . Sede. Lib. 259 delle pretensioni del Patriarca di «opra questo soggetto Costantinopoli. Tutto questo complesso di dichiarazioni amplis- sime chiarisce che cosa s'intenda da San Gregorio per honor debitus : ma nel concetto dello schema che le ha così 1 a » isolate e direi quasi ritagliate. Sed absit hoc absit a christiani mente id sibi velie quempiam ampere unde fralrum suorum hono- rem imminuere in quantulacumque parte videatur. quia videlicet si unus Patriarca dal Concilio di Calcedonia. ep. Allo stesso Eulagio Alessandrino in un' altra lettera 1 scritta sopra dopo aver accennato come il titolo di Universalità fosse slato offerto alla Sede di Roma lo stesso soggetto.

mentre e finché V Episcopato non interviene dittatura. soprat- riconoscono necessa- confine naturale dell'errore. suol dirsi. pongono questi e quello. IL hanno? Lo schema non lo dice e se dice qualche cosa più tardi nel quarto paragrafo. tente. ordinare. 5.2G0 CONCILIO VATICANO. Anche i re hanno suprema giurisdizione tutto quando sono assolute riamente il . non la si i pieni poteri. Col quarto paragrafo il citato. finché dell'autorità. lo spiega e scovi e definisce biamo terzo capo. Fin qui non pertanto rimane ancora. e di difenderla dalle immistioni novando antiche le Placet e tutti i che ab- due scopi. dove sor- . Quali sieno i limiti di questa giurisdizione. il ampio i significalo che gli dà è onnipo- Papa può disporre. rin- proteste contro V Exequatur. quello di laicali. Era poi questo punto. dove si condannano altamente tutti coloro che si oppongono all' eseregli è cizio della legittima giurisdizione del Papa sopra i vealcun ostacolo fra . lo schema riaffermare chiaramente ottiene giurisdizione illimitata nei la vescovi. come ev'è ancora un passo e non piccolo da fare per giugnere al regime affatto assoluto nella Chiesa. nelle ma monarchie. diritti laicali il che complessivamente col* pisce e condanna tutti. depositaria riunisce. non as- sua forma universale e solenne per ripren- derla ed esercitarla. sume più principia il complessivamente della i se somma la si . fra la giurisdizione che riguarda che concerne gistero primato secondo Roma. un certo margine per l'Episcopato. V'ha sempre una grande differenza. il Papa esercita vuole. ma particolarmente nella Chiefatti ed il maAmmesso anche il sa. la Chiesa.

erano tenute a vicenda avevano mantenuto nel quarto paragrafo di questo capo. osi dai giudizii del Papa. vien decretato al oltre la Papa il segue infallibi- suprema sommo il ed giuriinfalli- . prima che lo si ed rispetto. perturbi così la disciplina ecclesiastica. nella natura delle idee assolute di Ma non contentarsi è fa- cilmente in fatto di affermare se stesse e ribadire in ogni maniera i quarto capo intitolato: litate. onde non si eludano con T aspettativa di un Concilio dubbio e lontano i giudizii emanati dall' autorità ordinaria . per necessità di per ragioni di prudenza. credersi. Dal lato pratico la dichiarazione dell'infallibilità non può nulla aggiungere a quel che si è detto nel quarto paragrafo del terzo capo giudicarlo . e si fatto. 6. che i a tal discussione nella in qualche venga schema dichiara che non bili. benché riunita coi Papa. di fatto è infallibile. per tutti tare per la Chiesa il gli effetti Papa poiché se niuno può che ne possono risul. alcuna autorità che sia superiore al Papa solo. gevano le varie opinioni. QUESTIONE DELL' INFALLIBILITÀ. perchè non si riconosce dallo schema nella Chiesa. Ma si al disopra del Papa. principii.261 EPILOGO DELLA. sdizione. ma assoluta- mente per ragione di principio. medesimo trattare dell'infallibilità. e quindi proprii De romani Pontificis dove specificatamente. e infine appellare al si condanna formalmente chiunque Concilio Ecumenico come potrebbe e ciò non. le pretensioni dei curiali romani e dei loro fautori e le resistenze di certe scuole e di certe Chiese che in un certo punto indeterminato ed Chiesa. esiste nella Chiesa autorilà suoi giudizii sono inappella- che niuno e in niun caso può giudicare sopra di lui.

etc. a cui si estende V infallibilità della Chiesa. 7. L'antico testo quella dell'infallibilità. col quale perentoriamente a dieci giorni il si tempo restringeva utile ai ve- scovi per presentare le loro osservazioni. del postulato distribuito in marzo. sopra trus. mente Il nuovo testo. Questa era una nuova restrizione che si era proposta in via eccezionale a quelle introdotte nel nuovo Regolamento. Queste poche linee. com'è di quello un soggetto così dar un voto di fiducia a perpetuità alla persona del Papa e imprimere indelebilmente il carattere di un assolutismo illimitato alla sua costituzione. e spargeranno qualche dubbio sulla gravità dei loro concetti nelle menti non essi solo di tutti i filosofi. ligenti e spiritosi. Si chiudeva quel documento con un monitum. ed il quale il testo. ed aggiungeva che r obbietto di questa infallibilità è lo stesso. si edifica quale il es Pe- l'odierna ne deftciat fides tua. con cui un piccolo numero di persone si proponeva imporre alla Chiesa riunita in su- prema Assemblea di deliberante spazio brevissima lo dieci giorni per decidere sopra grave. dichiarava Papa. quello che è stato terminativa- inserito nella Costituzione De Ecclesia Christi . potranno essere forse un giorno rimpiante da coloro stessi che le hanno tracciate. quando definisce materie semplicemente che il di fede e di costumi errare non possit.262 IL CONCILIO VATICANO. perchè rimarranno come testimonianza della pressione che hanno voluta esercitare. Rogavi prò te si fonda sopra il il Tu primato. ma i pubblicisti e gli uomini intel- anche dei Cristiani moderati ed intelligenti dell'avvenire. bile magistero. dopo aver citato testo. dogma.

novellamente distribuito. asserendo che tutto quel che il Papa definisce in materie di fede e di costume debba tenersi come anche più esplicitamente del primo di fede. fallibilità testi ha soltanto il ma dottrinale. perpetuità di quello nei suoi successori. e in un canone proprio. dava nale del Papa presso a poco modo anche è possibile in dell' infallibilità 263 perso- stessa definizione. ne ha gl'intelletti sintetici. Questo gran numero di suprema capitolo dell'in- nessuno dei due è tutto ciò che finora aveva potuto ottenere dal Vaticano così il la la resistenza di vescovi e di Cattolici al un dogma che cioè esso non fosse compilato in forma di canone. I tre ai Ire per l' primi capi. Se ciò non ha significazione per semplici ed elevati. 8. In nessuno dei due testi peraltro è proposto ciale. della parola anatema. però una nelle volgimenti e infinite distinzioni e negli oscuri sottigliezze dialettiche che le rav- influenze . chiari. Ambedue i hanno per conchiusione che testi colui che (quod Detis avertat) conlradica chiarazione fallisce e il a questa di- dall'unità e dalla allontana si verità della Chiesa Cattolica. e la giurisdizione che ne scaturisce. allo dichiarazione che aveva la osservazioni del dato Maret sopra l'analogia che questa creava per la sua incomprensibilità fra nuovo dogma e il mistero della Trinità. e se la più esplicito o almeno più prolisso. cioè il un canone spe- infallibilità canoni dello schema De ecclesia rispondono Primato di San Pietro. e ripetendo testo che la stessa infallibilità è nella Chiesa e nel e che Era questa appunto motivo amendue estende in si alle Papa identico soggetto.EPILOGO DELLA QUESTIONE DELL' INFALLIBILITÀ. né sottoposto alla sanzione letterale dell'infallibilità.

presiedevano alla sua prima formazione. III. pra annunziato. e che non veniva mai in luce. ogni sorta di congetture si faceva. ma che si sarebbe tenuto fermo nella dichiarazione dell'infal- libilità pura e semplice. . hanno inoculalo nella Chiesa Romana. le quali greche. luta. discuteva quale opinione vi avrebbe prevalso fra quelle che formavano le varie gradazioni fra gli stessi La più gran parte non facevasi grandi ilche venendo dalla maggioranza e sosteneva lusioni. nel qual tempo avevano fatto assegnamento per la promulgazione del nuovo dogma. e particolarmente sopra la nuova forgì' Infallibilisti mola si tanto aspettata. non poteva essere che una formola egualmente asso- Infallibilisti. e si credeva generalmente che le più esagerate opinioni oltramontane vi sarebbero appena avvolte in qualche velo getlatovi attorno al solo scopo di strapin realtà pare qualche voto all'opposizione. Intanto si formola. siccome motus in fine velocior. In questo mezzo. Discussione sull' infallibilità. Anche gli oppositori dal canto loro avevano discusso ipoteticamente alcuna formola. il aspettava sempre e tuttavia disegno di conciliazione dursi dalla stessa maggioranza.IL CONCILIO 264 VATICANO. Era già erano da marsi ambo le parti della solennità di la le la che doveva pro- come abbiamo metà di nuova giugno apprensioni all' più soe gravi approssi- San Pietro. 1.

se non del tutto impossibile. che tiva di si potesse venire alla proclamazione defini- un dogma tanto controverso. finche rimanesse contrario a questo un quanto dovesse numero assottigliarsi. il Ma tutti questi movimenti erano più apparenti che La veri. che passerebbe oltre senza curare la minoranza. e si 265 era parlato in questo proposito di tale che era stata adoperata da Sant'Antonino vescovo di Firenze. e diceva più vero che non si credesse allora. La minoranza dall'altro lato si sen- un numero che poteva variare tiva sicura di fra gli ottanta e i di voti centotrenta per mantenere la resi- dubitavano che essa potesse veramente contare sopra un numero contenuto fra queste due cistenza. il quale ad ottenere lo scopo era mestieri fosse proferito non solo nelle congregazioni private. sopra cui avessero potuto accordarsi. La conseguenza di questo stato reciproco delle due parti era che la minoranza si sfor- zava di trattenere la maggioranza dal compimento dei . Tutti coche avevano tai dubbii. secondo la quale Papa è infallibile ogni qualvolta insegna col consiglio dei vescovi e coli' assenso della Chiesa Universale. ma eziandio da ultimo fre al Papa nella Sessione pubblica.DISCUSSIONE sull'infallibilità. poiché nella realtà tal era lo stato delle cose. di Padri. per rimarrebbe sempre rag- guardevole e acquisterebbe tanta più importanza dagli antecedenti di questa discussione e dallo stato dell'opi- nione pubblica. il quale. Molti per resistere fino al non placet. maggioranza lasciava credere. non potevano storo però in verun modo avvicinarsi neanch' essi tanto a quel anche avanti che sarebbe poi stata la verità da non considerare come cosa assai ardua.

pubbliche preci soggetto i si Con le mezzo è stato trascurato pubbliche processioni e le vollero risvegliare intorno a questo sentimenti religiosi del popolo a Roma e altrove. Si rinnovarono tutte le dimostrazioni fatte dal ses- santa in poi pel potere temporale. suoi disegni minacciandola del suo numero. se non a domare affatto. rilasciandone l'elemosina in offerta all'obolo di San Pietro. Collegiate e perfino all' Università ad una voce tenere il Romana. e mag- la sua volta minacciava questa del suo ar- alla gioranza dire e della fermezza dei suoi propositi. Per ot- di assensi nei varii cleri i singoli preti erano invitati a sottoscrivere per la celebrazione di una o più Messe in favore dell'infallibilità. almeno a scindere la minoranza o far altrimenti in modo che fosse meno pericoloso l'opprimerla. tutto portava a credere che procedendo questa con ardire verso il suo scopo perverrebbe. A questo fine niun dal partito cattolico. Dall'episodio dei parrochi descritto nello scorso mese si trasse argomento all'uopo: l'Indirizzo dei parrochi è slato segnale d'indirizzi d'ogni specie ri- chiesti a tutte le Corporazioni. con ogni mezzo di l' l' blandimenti e di devozioni.266 IL CONCILIO VATICANO. in tutti coloro che sono indipendenti. la coi quali indirizzi si dichiarazione più gran numero dimandava dell' infallibilità. Per ogni dove dentro e fuori si provocava entusiasmo religioso in favore del nuovo dogma. applicate invece al- infallibilità. con mezzi più diretti d'in- . 2. Quella delle due parti che avrebbe la prima il sentimento della de- bolezza dell'altra. deciderebbe della vittoria: e come mano mezzi d'autorità e d'influenza sono i sic- in tutti della maggioranza.

poiché egli è vero nel quale fornisse . Intanto la discussione parziale sopra i varii procedeva rapidamente. 3. e cosi ecco un altro desiderio o proposito della vuoto. ed erano gran parte di che dipendendo per qualche modo Roma. ed il mercoledì. dov' erano stati le pene più severe. incominciò la discusione sopra il quarto capo dell' infallibilità. non si vedeva un' altra stazione che un pretesto per arrestarsi. e verso la metà di giugno si erano trattati i primi tre capi. Il tempo si restringeva tanto che. 267 fluenza in tutti coloro. Una volta passato questo si entrava nel deserto arido e senza confini dell' estate ro- mana . come si notò. tal numero di oratori portava necessariamente la Un discussione oltre la festa di San Pietro. non si sarebbe potuto materialmente raccoglierne i frutti per quel giorno già imminente. molti vescovi affettavano di non mettervi alcuna im- capi portanza. Erano ottanta gli oratori iscritti solamente per questo capo. agitazione succe- Sotto l'impulso di questa fervente stati talvolta comici. cioè di compire la maggioranza andato a dichiarazione del dogma per quella solennità. e polo. perchè.DISCUSSIONE SULL'INFALLIBILITÀ. 15. si sempre vietati sotto chiedeva un plebiscito al po- quantunque fosse ben lungi dall' devano aneddoti che sarebbero esservi sovrano. se anche si fosse voluto tentare un altro di colpo mag- gioranza per chiudere la discussione. se non avessero dato troppo a temere di potersi in breve cambiare in qualche cosa di grave e di do- loroso. Curia sono particolarmente interessati a trovarla infallibile ad ogni dalla principio di mese. Si lasciavano fare a questo effetto indirizzi nel paese.

tornavano aveva il agli altri. 4. nulladimeno stava anche contro essa il fatto. Il programma essere bene studiato il cosa. e che perciò bastanza lungo da maturarla. importava però anche molto che si Pietro. poiché malgrado che si di tutto ciò radunava. avvicinava a gran e se questa stan- cherebbe l'opposizione o scoraggirebbe la maggioranza. e se da un lato per ogni ragione si dovevano riconoscere tutti i vantaggi che sotto ogni aspetto stavano per la seconda.268 che IL CONCILIO VATICANO. e si si di- in tale congiuntura l'effetto della stagione faticosa e malsana che le della s' sorti del Concilio. dalla quale dipendevano- sorti le non vi fosse tempo ab- della Cristianità. Ma trimenti inevitabile naufragio. non Ognuno sentimento di questa situazione. il che si Concilio era operato da sei mesi non aveva ancora appro- . sopra maggioranza congetture. dovesse salvarla dall' al. e perciò nel riscontrare questo apriva come nuovo scacco varco ad ogni specie mandava qual sarebbe di passi. dato a nulla. sembrava che non avrebbe apprezzata mezza la merebbero meno pieno loro trionfo. Ecco quel che si sarebbe veduto in breve. e se gnarsi che un giorno come facesse in il il quello di San pubblico devoto avesse dovuto rasse- Papa divenisse infallibile un povero lunedi d'una settimana qualunque. Per quanto importasse le una dichiarazione. ricorrenze hanno sempre una grande importanza nelle antiche istituzioni. il questi conti vedrà più si tardi. e i suoi fautori sti- dunque dell'opposizione pareva pareva veramente che Y indugiare conducendo per forza ad una proroga che si credeva necessaria per l'estate.

ossia dell' infal- giorno memorabile. e invece subito la si passò oltre per incominciare discussione del quarto capo. Implorò invece benedizione in favore di quelli che nelle vie del Signore (vedi gl'Infallibilisti). sebbene per tutto ciò che aveva preceduto dovesse reputarsi come beli' e giu- libilità: il lo dicato . Papa rispose. che sono e curano più egli li divise in dominati dallo spipopolarità che la la Oppositori). quando coci. Ai rallegramenti che si sogliono fare dal Sacro Collegio in questa occasione e che furono per all' espressi un discorso ripieno rii sì per esso uscire di cappella dal Cardinal Vicario in la di allusioni. perchè ricorreva l'incoronazione del Papa. anzi di schietti durata del suo regno oltre gli augu- anni di San Pietro. non cagione della festa del Corpus tenne Congregazione.269 DISCUSSIONE sull'infallibilità. il sì per la prossima definizione del dogma. Il a giovedì. sabato. verità (vedi gli- Roma. ma non si fece in Il quel giorno. Si attendeva per quel giorno la votazione del terzo capo che era stato ultimamente discusso. nondimeno era per quello che dovevano essere . non che si il ve- nerdì seguente. quelli che rimanevano incerti. una parte era già condannata ? 6. benché evitasse l'aperta accettazione con straordinaria schiettezza. Facendo di tali augurii. si ripresero le congregazioni. 5. perchè si apriva in esso combattimento finale che. cioè rito del quelli mondo. Questi giudizii potevano apparire per lo meno pre- poiché a che avrebbe valso discutere. 18. e pregò a fine che questi fossero illuminati. Domini. e per essi implorò dal Cielo semplicemente camminano la la decisione. allusione ai vescovi riuniti in categorie.

ordinamenti e gli la società civile dei nostri qui. le sorti della Chiesa Cattolica nel suo conflitto grave. il Papato nasceva contenendo in sé i semi di un' autosenza confini. occupala nel proprio orga- nella laboriosa gestazione del risorgimento quantunque avesse di fatto in molte con- giunture sempre reso omaggio al Roma. sempre conon erano mai stale poste in discussione né fatte soggetto di estimazione. non vi avessero aggiunto F opera poderosa del genio. stabilita questa legittima successione nei di Roma. quando che fosse. ne sia lecito dare un'occhiata rapidissima al passato e rintracciarne con brevissimi cenni le origini ed il procedimento fino ai nostri giorni. della convinzione e della virtù. 7. que- stione essa pur sostanziale. germogliare naturalmente col favore crescente dei rità tempi. e costituitasi la sede di questi per il trasfe- rimento operato da Costantino nella sede e quindi di fatto nella successione immediata dell' Impero Romano. Una volta ai successori di ammessa San Pietro e consentita Y applicazione delle parole dette a San Pievescovi tro. Innocenzo HI e Bonifazio VIII. che dovevano. anche quando uomini come Gregorio VII. tem- nodo sostanziale al agita nel Concilio Vaticano. la Chiesa. che non stanti ne uguali secondo i casi. critica e decisiva per la costituzione della Chiesa Cattolica. . e cristiano. pur non aveva avuto occasione ne sentilo bisogno di 1' determinarne a priori primato della sede di il il carattere e le con- dizioni delle relazioni reciproche. ora che siamo giunti della questione che si mai. Nondimeno namento.270 IL CONCILIO irrevocabilmente fissate VATICANO. quanto altro se n'ebbe con E pi.

col fiorire degli studii teologici. nel qual tempo studii canonici. o meglio con le collezioni delle Decretali. ma forma- la per quel che riguarda siccome essa oltrepassava i limiti della scienza del diritto. avrebbero condotto secondo lo spirito del ultima conseguenza che prima è oggi in discussione. e non sottoposta al non poterono se non giudizio la renderla una via. ma non potevano andare più oltre: e perciò solo di alcuno. come proposizione determinata entrò l'infalli- nel campo . i canonisti più lardi. per quanto prerogative della Sede sale. coli' aiuto susseguente della logica e della dialettica. quasi segnarle conseguenza necessaria. al disopra di di la Roma. apparisce per la prima volta come soggetto di discussione e come opinione determinata nella Chiesa. istromenti potentissimi del Ri- sorgimento. norme confini fino e cominciarono a al fiorire gli IX secolo. e operosa vita pratica della Chiesa e della della grande Cristia- nità fiorente. 8.DISCUSSIONE SULL' INFALLIBILITÀ. Fu allora che raccolta da quei giuristi la nacque sillogismo che il 271 maggiore sopra accennata. se le resistenze che emergegenio latino assai alla vano necessariamente e naturalmente. perchè entrava nella regione dei abbia fin scuola canonistica papale da principio e viepiù in appresso ampliato le dogmi. E per arrestarmi a un punto luminoso in mezzo alle infinite gradazioni di opinioni in quel tempo cosi fertile di discussioni bilità canoniche e teologiche. non vi avessero sempre messo impedimento. La scuola della potestà illimitata del Papa formulala e ridotta a teoria nasce con le Decretali. ossia con zione del Diritto canonico: la sua infallibilità. costituendola univer- ogni autorità.

L' opera peraltro dei giureconsulti e dei canonisti aveva continuato indefessa e non senza per tutto questo tempo effetto a cercare di estendere ed am- pliare in ogni maniera l'autorità papale.272 CONCILIO VATICANO. come San Gregorio Magno. e che fu Università particolarmente dedicata agli studii teologici. ebuon grado dalla Curia Ronuovi monaci mendicanti che San della teologia ai giorni di lìn d'allora mana fu sopportata di sostenuta dai e erano quasi una speciale milizia stante non era trastata vano . aveva combattuta arditamente e aveva fondato così in Francia le tradizioni Gallicane che con varia sorte l' si mantennero però costanti sino alla fine del secolo scorso. Ciò nono- di tempo una opinione incon- già in quel anzi neppure presso coloro che la professa- un aveva carattere ben determinato. come Innocenzo III. sebbene indirettamente. secondochè attestano tulle le opere che si diffondevano ed erano popolari nel XIII e XIV secolo sopra pali. tutamente. Erasi discusso più d'una volta quel che avverrebbe quando il Papa cadesse sertava se in eresia. non avevano accen- nato a volerla rivendicare. F avevano qualità pontificia. Alcuni di loro. I vivamente e ripe- Papi più zelanti per l'incremento dell'au- torità papale. L' Università di Parigi che fu prima a ordinare una facoltà teologica. I si declinata. come il Tolomeo da Lucca ed altri le prerogative pa- Tropau. IL Tommaso d'Aquino. e Papa per il sopra questo punto eresia perdesse di si dis- fatto la stessi Papi per lunghissimo tempo erano tenuti con cura estranei a questa opinione. Roma. quello di non pochi. Con tali mezzi libro di Martino e con l'altissima autorità che si di era acquistata dopo i .

fece fare una sosta all'in- della Curia Romana e per conseguenza a autorità papale e quindi indirettamente alla dell'infallibilità. che per nelle coscienze i quali il numero contendevano si una scossa la la ed i procedimenti dei Papi. risultalo della grande Il lotta in cui quello pre- Episcopato e questo senti- mento produsse il Concilio non fu veramente compiuta stanza. il sue gli errori per l'occasione che tina porgeva. sotto a sentire ul- Concilio di Costanza. e riconvocato da Concilio di Firenze. che fu prodotta nel Concilio di Firenze. l'opera del quale se che avevano prevalso a Costanza. Si ritornò invece in quei frangenti dell' sogno intervento dell' versava grandimento dell' questione lea. per le sue luttuose conseguenze. Sotto influenze uguali a quelle si radunò poco dopo. e riunione delle Chiese greca e autorità papale ricuperò il la- prestigio perduto. regni di Gregorio VII e Innocenzo le III. se non sulla fine del secolo sma l' XIV e Roma. per esser no. e per quanto la formola concernente il Papa. di infallibilità si sul principio del opponeva XV lo sci- sua durata. cattedra di San Pietro. allora dopo il Conci48 . l' commessi la il Papa Eugenio il in terreno italia- nel Concilio di Basilea. il Concilio di Basidisciolto questo con la deposizione di Eugenio pontificalo di e l'esaltazione di Felice V. 9. Eugenio IV.273 DISCUSSIONE sull'infallibilità. die sistema papale e diminuì di mollo al stigio della scuola che lo propugnava fino alle time conseguenze. e per l'incertezze che seminarono d' Occidente. il ma non dai Concilio di la Co- Chiesa. per bi- il di Pisa. la Sede prerogative di questa e perciò anche avrebbero fatto più rapido cammioo. fosse oggi l'ultima speranza dell'opposizione.

Vi furono bensì proteste in Italia scuola. il conflitti di Basi- i opere del cardinal le Torquemada. e che Dio gli ha conferito pieno potere di governare la Chiesa nella forma indicata negli atti dei Concilii Ecu- della Chiesa. il mo- Illustri cercarono di tanto limite. ad esempio. Allora infatti e lea dopo apparvero teologo e maestro dei Sacri Palazzi sono il punto di partenza. . Fra i cardinali stessi il Sadoleto. menici e nei Canoni. di già Eugenio IV. Ma già sin dalla fine del Concilio di Costanza e particolarmente dopo quel di Basilea le scuole autoritarie ed assolute avevano ripreso dentro e fuori della Curia l'opera loro: anzi essendo allora venuta più particolarmente in questione Y autorità papale. rialzando l'autorità e l'in- fluenza dei vescovi. questione dell' infallibilità prendesse veramente forma scolastica o meglio scientifica in quel tempo. le severe parole di Santa Caterina da Siena a Gregorio XI per arrestare vimento ascendente dell'assolutismo e chiarissimi uomini in tanto mettervi un nella Chiesa di Roma.274 lio di IL CONCILIO VATICANO. capo padre e maestro di tutti i Cristiani. La forinola Firenze suona presso a poco a stabilita dai Concilio di questo modo: che il Papa è Vicario di Cristo. Gostanza e quello di guadagnato per la il di Basilea dovè apparire un tanto prestigio dell'autorità papale e per fortuna rinascente della Curia Romana. e fino al Bellarmino fu un periodo ascendente di dottrine infallibiliste. stessa. il Cano. come. l'attività dei suoi fautori se ne accrebbe e talché può che dirsi la divenne più concreta. ed essendo per opera dei due predetti Concilii in grande pericolo l'impero della Curia. che manuale della nuova Lo seguirono poco dopo il cardinal Caetano.

atti il Polo ed ad esercitare famoso Memoriale del la 1538 ne riconobbero cessità e per quanto era in essi vi dopo lica il per dottrina o altri più grande influenza. che di-è opportuno terreno nelle popolazioni rotte. ma Concilio di Firenze le sorti della Chiesa Catto- erano decise. la teoria dell' infallibilità era stata con più o meno restrizioni e più o meno l' esplicitamente accettata in una gran parte delinsegnamento e certo fra le opinioni ben portate da chiunque aveva qualche aderenza con la Curia Romana. più severe e meno coruna profonda reazione. resistere alla secolo quella serie di pontificati che politicamente e religiosamente usando senza freno si la smisurata autorità che la Curia era pressoché assicurata. il il per condizione nel Caraffa. la Curia Ro- di riuscire. senza essere passata nella coscienza universale e senza neppur man- care di fermi ed aspri oppugnatori. la quale fu causa che l' infallibilità dovesse attendere ancora tre secoli prima suo trionfo. come suole avvenire. Contarmi. inaugurato papale conseguenza immediata era rinato col Torquemada e compagni il movimento verso Y infallibilità che si accrebbe progressivamente fino a che. non seppe ed incominciò nel XVI propria fortuna . eccitarono particolarmente germaniche. ai novatori religiosi. questa volta si scatenò una tempesta assai Ma anche più grave che non fu quella dello scisma d' Occidente. e che produsse un' altra sosta . si la ne- provarono. Fatta certa del mana.275 DISCUSSIONE sull'infallibilità. vano mostrando i quali già da fra quei popoli un secolo si anda- che venivano novella- . il tentativo di rivendicazione episco- e il trionfo del sistema pale avea naufragalo a Basilea e perciò come a si era Firenze.

con per essa di non nel quale e riuscita vittoriosa a Trento la crisi la prestasse. rea- rità si zione che incontrò meno resistenza e meno ostacoli di prima. stantechè le popolazioni più operose ed energiche si erano affatto distaccate.276 IL CONCILIO VATICANO. Avvenne però per Riforma quel che era avvenuto per dente. così la stessa reazione manifestò fra i Cattolici in favore di questa. per si altro a pensare che a discutere le Roma nel momento. col rapido tato successo della alto gran crisi che scisse Occidente. mente a civiltà. Scoppiata la Cristianesimo menti d' Riforma rimasero lavori incominciati dopo nella teorica e nella così felicemente segno vano il il 10. peto della bufera riformatrice. e si i cardini scotevano sotto l'im- due la perdita de- fiorenti regni della Cristia- pensò di nuovo che a profittare della come anche la scisma d'Occi- lo causa di Roma. prerogative di iì fonda- interrotti tutti potere della Curia. e perciò fatto far i ed inaspet- della Religione cristiana. e presso quelle che rimanevano cominciava a prevalere quello spirito leggiero e scettico che doveva preparare taire per giugnere poi alla nuova La manifestazione più solenne mento dell' autorità papale fu la i tempi del Vol- crisi del secolo di questo XIX. nità. anche ave- nell'opinione del saldi dell'edificio cristiano si finitiva progredire autorità papale ed arrivare al più I" cammino senza condizioni i Concilio di Firenze e che quanto quel secolo scettico e corrotto vi alla credenza nell' infallibilità. messi in questione vit- nella questione protestante l'auto- papale stava in prima linea. Si più pratica avevan fatto aveva ben toria. che passata tempo. rinvigori- famosa Bolla di Ur- .

il far fare un altro passo alla questione dell'infallibilità che aveva costantemente progredito per reazioni ad ogni denza che. il segno del suo cammino e sua ragion d'essere. Appartiene al carattere di reazione pas- siva contro ogni libertà dello spirito. per contrario. si compagni avessero cercato di dubitativo erasi sempre insinuato in il Papa eretico era il aveva ancora conservato qual- che cosa di dubitativo e di vago. a quello che generò l'Ordine dei Gesuiti. per quanto fosse voluta circonvenire e allontanare. Questa volta era Vili stesso che parlava. momento Una delle più alte espressioni di fu la formazione dell'Ordine dei Gesuiti. Per quanto mada Riforma il Torque- fissarlo. Quel che oc- reazione contro V indipen- la d'esame introdotta nel Cristiane- Riforma prese un carattere. bano In ccena Domini. e non vi modo si sapevano sottrarre in reciso.277 DISCUSSIONE sull'infallibilità. devozione e della più cieca e passiva ob- all' autorità. Per tutte queste ragioni la questione papale e l' infallibilità del Papa si trovarono sul che fece di siffatte qualità la terreno più propizio. così la Bolla In ccena Domini riconfermando quel che in essa si conla tiene. si d' indipen- era mostralo . in qualunque verso movimento si fosse. si presen- tava agli occhi loro. la Bolla Come Unam sanctam il Papa trecento e più anni prima di Bonifazio Vili aveva stabilito primazia del Papato sopra la terra. mezzo alle pure loro una probabilità che. concetto Fino dell' infallibilità al tempo della il e suoi teorie. esercita con particolare forza la giurisdizione ecclesiastica ed afferma il sovrano e potere del Papato sopra tutta corre di notare è che denza e simo dalla di affettata bedienza quel libertà la la il più illimitato Chiesa.

rappresentati oggi dal cosi detto partito cattolico. che a leggere massimamente Annali del famoso Cardinale non idee presenti il come si lasciasse linguaggio che in molte occasioni esso tessendo la storia del zione. hanno potuto riportare più alcuna ambage e con più recisa la la in campo senza formola più semplice e teoria dell' infallibilità personale del Papa. l'Orsi e presenti tutti gli apologisti di Infallibilisti. e dieci secoli circa da che era stata di- .278 IL CONCILIO VATICANO. e i il Baronio. e T adulto cinismo d' allora. a quesla alle gere torità sfrenate : si fa lecito Papato. Si apparteneva alla Rivolu- nuova e formidabile tempesta. ed è in queste condizioni che ossia diciannove secoli circa il sabato 18 giugno 1870. e condotti dall'Ordine dei Gesuiti che coerenti alla loro fondazione se ne sono fatti caldissimi patrocinatori. esiste ancora una lacuna così grande. la dottrina dell'infallibilità mediante il causismo e nono- stante. nella Chiesa : quindi in cotal lungo tempo di riposo e di rilasciamento che succede al Concilio di Trento. più precisa [e s'insinua per incipiente scetti- l' prende forma anche mezzo di numerosi tori e dellajpratica'incontrastata della Curia più avanti che mai non avesse denze e nelle rilassate scrit- Romana. nelle abitudini delle popolazioni cat- toliche e particolarmente dell'Italia e della Spagna. Ciò nulladimeno fra quel tempo. dopo la fondazione del Cristianesimo. più estreme conseguenze assoluta più gli comprende con le tenere ad un cardinale si in la formola opposizione alle di spindell' libertà aupiù solamente col favore delle diffidenze e sotto l'incubo generato da queste. tepide cre- fatto. gli antichi fautori dell'autorità più illimitata. o forse cismo mediante anch' esso.

da premesse che sembravano molto soddi- sfacenti per la maggioranza.279 DISCUSSIONE sull'infallibilità. aggiungendo la proposta di un canone. venne. scussa essa . almeno in quello di una conciliazione a questa accettevole. Cullen e Guidi. Il 11. a conseguenze. quale. che conteneva 1' anatema per chi asserisse che il Papa lo poteva. mento il ebbe grande quel giorno fu di il effetto. l'unico che palesemente minoranza! Una bomba che fosse alla Padri maggioranza. se cioè avesse detto sine Consilio. Per questo canone il Papa stesso per le molteplici manifestazioni così chiaramente fatte si sarebbe trovato in grave pericolo di essere colpito da siffatta cardinale condanna. si vescovi la I Fu un fulmine Un il primo. presenta a un Concilio radunato per si un dogma per farne tutta la Chiesa. Di Pietro. Questa fu molto moderata e ma non conciliativa. romano. Bonnechose. gli concilio Ecclesice. ed i modi più rivolsero a lui nei dell' a ciel sereno. o sine glio della Chiesa. rono. perchè la sua voce non si poteva sentire. fecero le più calde dimo- strazioni di affetto e insieme di gioia. gridaviolenti. vi avrebbe infallibilisti opposizione gli fatto susurrarono. Il giorno ap- . La sua conclusione era che Papa non poteva definire senza il Concilio o il il consi- dappoiché qui nacque incertezza neuditori. L'avveni- discorso del cardinal Guidi. Parlarono in primo fece leggere la sua orazione. consentiva con scoppiata in mezzo meno rumore. se non assolutamente nel senso della minoranza. Sembra che nella perorazione tra- scinato dalla propria eloquenza trapassasse perfino segno che si il era prefisso. quel giorno primi i cardinali Rauscher. con maraviglia di tutti.

Tornarono i Padri a riunirsi tuttavia dai Legati la il lunedì. ma di tutti questi racconti così particolareggiati che corsero non il giorno dopo per poteva far sicurtà. come s' Y avesse voltata a se stesso riguardo egli tradizione ecclesiastica. e del resto si vano alcuna importanza né toglievano proporzioni di al fatto reale. e si sembra che non di questo dialogo. nel quale sero risparmiati rimproveri.IL CONCILIO VATICANO. In quel giorno fu richiamato ordine il patriarca Valerga. Hanno attribuito in queir occasione al Papa la famosa frase di Luigi XIV. e vi si fece un monitum per raccomandar loro brevità nei discorsi. e la la terrompere essi la città. In quello stesso giorno dinal Guidi era chiamato al Vaticano. 12. e questa volta alla iscritti si da ottanta diceva che per Presidenza era determinata a non discussione per non incorrere di in- nuovo nella taccia di voler esercitare pressione o di far vio- lenza. diligite alterutrum. non ave- non l'aggiungevano che prese in quel momento le un vero avvenimento. 20. tale indulgenza essa era forse anche confortata dalla speranza che i calori estivi sforzerebbero alla chiusura. che si era ingolfato in all' un suo discorso a parlare sopra le cose orientali in . In quel giorno gli oratori erano già divenuti cent' otto. la di coloro con- si quale tiene nella semplice esortazione di San Giovanni: Fratres. e che il car- il narrò molto Guidi vi gli fos- si com- portasse con fermezza e dignità. 280 presso rEminentissimo Guidi era conversazioni e ìe i il soggetto di tutte più odiosi discorsi e le più crudeli maldicenze correvano sul suo conto fra alcuni che insegnano pure altrui la dottrina. A ma a lasciarla andare liberamente sino alla fine.

e la dall'essere umano. modo tanto violento. Tutti i par- hanno a vicenda esaltato ed hanno accumulato tutti gli onori intorno al suo altissimo ed unico trono: pena di non dir più nulla di nuovo. nel venticinquesimo anno del suo regno. il coso discorso del Valerga si Giova credere che veramente glienza. mercoledì si si ripresero di cominciò a porre ad nuovo effetto le il congre- monitiim . e tristi presagi in verità. Il venticinquesimo anno sembra veramente Papi un anno fatale. non gli restava che essere divinizzato. ne ricevesse assai il fo- ebbe poco buona accola maggioranza profonda impressione. ed è una delle prero- sotto gative della divinità che stava per essergli concessa. col quale i vescovi pochi dì prima aveva così vivamente offeso francesi. non senza coronazione del Papa. e per cessare in qualche uomo. acciocché se ne lonne per 13. nella condotta dei gli affari d' Patriarca aveva la più diretta ingerenza. Il gazioni. sia per i Per obbedire anch' esso a questa legge Pio IX.281 DISCUSSIONE sull'infallibilità. poiché lerga fu invitato a lasciare l'ambone. perchè ricorreva la Pio IX entrava. Questa volta però. doveva modo Queste considerazioni venivano offerte tracaltolici. quanto era stato quello. il quantunque Yafos- sero riposte in lui tutte le speranze per combattere l'effetto prodotto nella Congregazione precedente dal di- scorso del cardinal Guidi. a causa della cattiva piega che prendevano quali Oriente. uscirne qualche cosa più che ai giornali ul- valessero nelle loro co- fausta occasione. Nel martedì non v' ebbe riu- nione. Ventiquattro anni di dimostrazioni e di feste hanno condotto progressiva- mente e naturalmente Pio IX liti lo all' apoteosi.

fatto nel I lunedì per invitare alla brevità nei discorsi. quella che dai Concilio di Trento in poi era rimasta tacitamente la formola preponderante nelle abitudini della Teologia quella stessa che dopo il primo romana: presso a poco apparve nel secondo Indirizzo subito degl' Infallibilisti . stabilisce di diritto e di fatto Chiesa nel Papa e nei vescovi insieme . Il . escludendo la formola assoluta e ra- dicale dei Gesuiti e riproducendo in sostanza 1' antica formola romana. ma la taccia di d' interromperlo. si provò ad spazio di una conciliazione . e questo modo stava con vantaggio in luogo della chiusura della discussione. l' unità della e perciò nelle stesse condizioni sanziona anche la sua infallibilità. quale per adesso alla si era rinunziato. a traverso le difficoltà di un così breve tempo per svolgere materie per loro natura tanto complicate ed ardue . Fra questi aveva parlato un vescovo infallibilista . secondo quel che narrammo. e per quanto il suo discorso avesse ab- bondato in favore dell' infallibilità . pure anch' esso dopo il tempo prefìsso era stato obbligato a lasciare l'ambone. Per tenere potè sfuggire chiaro. e del quale abbiamo altrove dato cenno. In quel giorno poterono così parlare sette oratori soltanto. Questa formola. la sua parola non non essere stato abbastanza ciò nonostante. Dopo di lui parlò l'arcivescovo di Osimo in un senso revolmente e per predisporre favoPresidenza incominciò con dichiarare ai di conciliazione. Legati praticarono a questo scopo l'espediente di suonare campanello ed interrompere ogni discorso il limite brevissimo di circa venti mi- il che sorpassasse nuti. la Legati che non avrebbe dato loro agio tanto sarebbe stato breve.282 IL CONCILIO VATICANO.

giorno contro l'infallibilità Questi già vescovo di Grenoble era stato solamente da . affinchè si rimanesse come prima del Concilio. 28. tutti Il contro giovedì. lasciando a tempi migliori presso a l'incarico di decidere la gravissima questione: poco ma ciò no* era quel che si voleva . gettata a tutti proposta far né volendo precoloro che non potendo meglio siti. dall'altro nell'infallibilità personale. San Pietro. Altri oratori continuarono a par- Fu notata in quel giorno nell'Aula la presenza lare. gran pena per le mormorazioni della maggioranza a terminare il suo discorso. ipotesi. altri sette Si continuò bato. In una radunanza ormai riconosciuta aliena da larghe riforme e dove Y opposizione si è poi definitamente dimostrata impari a serie resistenze e a forti propo- questo era forse tutto quel che si poteva speuna cotal corda ed era rare. a perdersi con le altre nobili e generose voci eia- e questa orazione andò mantium in deserto. lo desiderio di far pre- Congregazione anche il martedì. e tornò in quel giorno ad iscriversi di per parlare l'illustre campione Strossmayer.DISCUSSIONE sull'infallibilità. 23. oratori. sì per diritto il lasciava più che fosse possibile in- modo il separazione del Papa la come 283 del reciproco influsso e le rela- zioni fra loro per evitar di cadere da un lato nel si- stema Gallicano. 25. Era così grande sto. che si tenne benché fosse la il il sa- nuovo dell'opposizione. vescovo Osimo rigettando di dai vescovi come per come il determinato fatto tèsi e . delle cose potessero giudicare per sempre lo stato appigliatisi . parlarono l' infallibilità. del cardinal Guidi. e parlò in quel vigilia di il primate delle Gallie moned ebbe signor Genuilhac.

non si tenne Congregazione a cagione della festa di San Pietro . ma pure accennava piuttosto ad accrescimento che a diminuzione. . le per candidalo. che era riconosciuto per abbastanza destro e circospetto. secondo Y indole cresce- di quelle mostrava per molti arguti e in forma più superficiale e leggiera. vaga. invece diminuire. cominciava a romoreggiare perfino sotto gradini del trono. credeva che T opposizione acquistasse ogni giorno terreno neh' nione e di i si notava come segno che la opi- procella. 14. 29. 1/ opposizione popolazioni. ed in Francia. come quella. generale e determinata vano viepiù. merco- II ledì. Ecco il la ragionamento che molti facevano dopo avvenimento. e per se stesso si fosse defi- rischiarato. poiché se tenace il fosse stato sue opinioni.284 IL CONCILIO VATICANO. pochi giorni elevato volere del Governo per questo a quella cattedra Santa Sede. cardinal Guidi. Per questo. divisa. per l'epi- cotale imprevisto sodio dei parrochi e molti altri si segni. da ultimo si uomo era in- maggioranza per andare a neir posto prender opposizione^ non poteva credersi facilmente che questa nave stésse a momenti per affondotto ad abbandonare dare. e il giovedì. si oscurava ogni giorno più. In Germania infatti profonda. Intanto Se San Paolo potesse tenere Congregazione. i segni di una resistenza. e Ostiense. affinchè la festa di lo stato delle cose almeno San Pietro era passata . il Papa tralasciò la solita cerimonia per la festa di si così affrettare desiderato zione il nonché nito o il alla Basilica momento della dichiara- dell' infallibilità. conoscendo la avrebbe preferito tutt' altri per non francese. 30. si non era più individuale.

e forse. universalmente sparsa. i quando pure per centocinquanta vescovi. che cioè oramai se passasse l'infallibilità. Dall'alsi potesse passare oltre un dogma contro il volere gli ottanta e più timidi e della quale. non cessava di pensare a ciò. confusamente in Europa . A chi conosce ipotesi' potesse farsi lunque sembrava inammissibile che a mezzo grave del cammino. se non affatto fondamente disciplinata.285 DISCUSSIONE sull'infallibilità. e. La maggioranza. e come si era risvegliata. non passerebbe il Concilio Vaticano. quanto più quello . per si quanto fosse risoluta. compresi più rimessi. e dal cercare formole sopra formole e se non desisteva n' era tentato in quei giorni un numero infinito per . però meglio ordinata e prosentita in una notabile parte della Chiesa. non arrestasse e le convin- una così autorevole minoranza che pure va- riava fra i si si uno scacco come tro lato niuno intendeva e dichiarare Vaticano il e subisse i i contotrenta. zioni di tanto più era compromesso. secondo che appariva dai suoi rappresentanti. la resistenza definitiva dovesse tener conto se non della cifra minore. non ostante questo rimaneva così notabile. della quale tenevamo discorso nei ragguagli mesi. Tale stato veniva dipinto da un uomo di grande spirito e insieme giudice sagace con queste parole che lo dipingevano in quel momento. nel dei primi momento della sorpresa. delle cose romane l'andamento 15. riconduceva ragionevolezza. ma bensì era oggi. che non si poteva impunemente trascurare. dai Cattolici della lontana America fino ai cardinali di Santa Chiesa. Infatti nel presente stato delle opinioni qua- che avesse una apparente a questo dilemma. se non universale.

e personalmente affetto e beneficato dal Papa. trovarne alcuna che valesse a scindere e raggranellare ma siccome essa non vo- una parte dell'opposizione. ed essendo già primato con la della più as- in pieno possesso del piena giurisdizione sopra tutta la Chie- . Conviene confessare che questo tentativo del di Guidi fu fallò con larghezza e non senza ardire parti- colarmente per la forma ma tutti questi tentativi riescivano sempre ugualmente infruttuosi per la stessa ragione che da un lato la maggioranza non voleva a : niun patto fare veruna volle illusa concessione sulP infallibilità opposizione che tante e delusa. era divenuta più diffidente e meno pieghevole. pianta che nel terreno religioso con grande slento. Questo stato di cose aveva finito con mettere insieme nel Concilio una spe- cie di terzo partito. leva sacrificare nulla della sostanza. in ciò essendo i che Papi giunti pian piano per una costante ed insensibile espansione fino al godimento soluta autorità. si espressione era in quel dappoiché. per così esprimersi. passato il dovè riconoscere che il movimento del Guidi era stalo un pensiero di conciliazione piuttosto che un vero passaggio all' opposizione. arcive- Bologna. attecchisce del quale la più alta momento il cardinal Guidi. fortemente irritata. e dall' altro 1' accomodarsi a nuovi equivoci.286 IL CONCILIO VATICANO. tecnica. si aggirava sempre in un cerchio senza riuscita. Fu riconosciuto benaugurato del vigore e nuovo partito di conciliazione Tessere giunto un stare da bel principio per capo scovo come un segno opportunità di questo dell* ad acqui- cardinale. non voleva personale del Papa. V'aveva inoltre anche un'altra difficoltà. primo momento di stupore.

e che in quel campo non resti più nulla a fare. in modo tutti. i quali una gran parte dei vescovi negli La dimanda si ebbe la ultimi giorni erasi ammalata. 16. o proclamare personale pura e semplice. le si seppe mai altra Papa voleva inesorabilmente che anche di questa non fuorché il congregazioni si notizia.287 DISCUSSIONE sull'infallibilità. e offrì al Papa scappatoia che metterebbe in salvo la assai diffìcile in tal questione. e di quelle. ma questo partito veniva reputato dalla maggioranza come una sconfitta. Molti vescovi oppo- conveniente per esso e per nenti sottoscrissero una dimanda collettiva per chie- dere una proroga al Concilio per cagione degli ardori estivi che cominciavano a farsi sentire fortemente in e per Roma. nella quale essere la prima parte e il una sua condizione veniva ad giudice principale. . e perciò il Concilio versa in questo inevitabile dilemma. Con questi e per la simili . stessa accoglienza di tutte le passate proteste. i sofismi e tutte le più acute sofisticherìe di combinazioni di frasi e di significazioni di parole sieno state esaurite durante lungo il cammino. godendo già i benefìcii dell' infallibilità. e di qui un* alcose tra ragione dell'impossibilità della conciliazione. e perciò processo tutte le sottigliezze. ne viene che in questo lungo e non incontrastato sa. nel quale i s'aggiravano da sei partiti mesi. o lasciare le l'infallibilità come stanno. e del circolo vizioso. L'opposizione gno meditò un altro nel finire di giu- infrattanto tentativo. Non rimane più che a dire la parola. fino quale a che fosse il come continuassero senza interruzione tutta discussa la materia Concilio era convocato.

e che maneva ancora runico possibile nella condizione che di presente essa trovava.288 IL CONCILIO VATICANO. per ia quale aveva potuto prodursi nell' opi- nione pubblica il giudizio. tranne quella maggiore consistenza ed estensione presa dall' opposizione d'allora in poi dentro e fuori dell'Ascora moralmente fatto semblea . settimo mese il era riunito Con- il questione dominante avesse an- un passo dal primo giorno. . tato dal Concilio la soluzione per le cui ragioni che Y opposi- zione ha spesso e vivamente lamentate per esso intendere che dappoiché in unanimità nelle il : ma si voleva mondo aveva aspet- popolazioni cattoliche dei grandi problemi politico-religiosi e sociale-religiosi che le travagliano. senza che parti venne la termine al mese da che giugno. ri- trovò costretto per la sue decisioni e per tutte mancanza le altre i di vincoli. sarebbe cosa as- che verrebbe da esso apertamente con- trastata la validità del Concilio per si in giudizio voleva . e che la sua influenza sarebbe giustamente infirmala nella società di tanto. di quanto si era creduto renderla più definitiva ed assoluta. di cui abbiamo dato più sopra la formola spiritosa. vedendolo consumare unicamente sue forze a conquistare una laboriosa e contrastata apoteosi. nella mente si che di quelli care che quando dichiarazione del sai probabile il lo partito dogma Né questo facevano signifi- numeroso contrario alla fosse vinto. e che era il solo stato finora proferito con qualche continuità ed universalità sopra il finale successo della gravissima questione. perdendo in esso ogni speranza ne distrar- le rebbe pure ogni sua attenzione. d'ambe tentativi di le cilio.

che altrimenti non hanno grandi conseguenze. alle arie sane. Chiunque effetto esse le abbia subite può im- dovessero produrre sopra maginarsi quale tutti quei vescovi del Nord abituati a temperature più vigorose. nei quali Calabrese. il Messicano. È difficile descrivere la stanchezza e lo scoraggiamento che nelle lunghe adunanze e negli ardui ed ingrati lavori conciliari s' impossessò di quelle nature più raffinate e gentili a lo Spagnuolo. per dal i tempera- sovente paludoso della campagna danno origine a condizioni climatologiche che riescono. almeno noiose agi' indigeni stessi.289 LUGLIO. men- tre per la loro azione diretta affievoliscono menti. Quei torrenti piombano sopra la deserta di fuoco che campagna di lo stato incolto e sole Roma. il quei gradi di temperatura. i. Una gran parte di quei vescovi e dei loro addetti si ammalò. alle chiare sche ombre della acque e alle freGermania! Nell'età avanzata queste mutazioni. Chiusura della discussione. Intanto la veneranda Assemblea era entrata già in piena estate. 1. se non sempre dannose. ne cagionano di gravi ed immediate. per abitudine 19 .

Proultimi vi avevano contato su ed ave- vano aspettato loro i Nord oppositori del confratelli stregua di trentotto o trentanove gradi alla all' ombra. ne fu una la delle colpa della durata prime vittime egli Mentre con bello sdegno il vescovo. delle mese i segni di questa stanchezza avevano incominciato a manifestarsi. il il narrarono i presenti quale arrestò in quel più grato che avesse aula per tutta la durata del Con- cilio. memoria minava nostra? di studii classici col il che gli era rimasta e li ful- famoso qitousque tandem abntere patientia Legato gli fece osservare che le sue parole erano così giuste. Quando venne a notizia dei vescovi che rifiutava di arrendersi alle intimazioni il Papa più che legali . rivolgendosi verso gli oppositori. ed a tacere. quando avevano fatta la ai ve- richiesta che procedere alla nota prorogasse il Mezzogiorno teneva il seggio. Questa considerazione non era neppure sfuggita scovi opponenti. esalava sovr'essi l'ultima stesso. rigettando sopra di essa di tali sofferenze. ed il ma definizione. e suono del campanello giorno il focoso oratore. sentivano in pieno stato normale. 3. fu mai risuonalo nell' . che lo invitava a dare egli stesso l'esempio di ciò che fosse da farsi. Già fin dallo scorso di Ferentino che aveva voluto farsene argomento in delle ultime congregazioni per combattere l' oppo- una sizione. L'Assemblea stanca di lui quanto d' altri salutò cordial- mente l'intervento che il del Legato. Il vescovo 2.290 IL connaturale si babilmente gli CONCILIO VATICANO. Nord non riusciva a far prevalere né questa né altra si il Concilio prima di sue pretensioni.

concedendo al Papa V porre questa credenza tica.291 CHIUSURA DELLA DISCUSSIONE. incominciarono a partire alla spicciolata da Roma per tornare il alle A loro sedi. 4. . a tutto ciò che è magistero senza im- ai fedeli sotto la la ambone Papa. qualche zia di sommissione liberato per il a quel che il dagli promessa o garan- Concilio avrebbe de- caso oramai probabile e prossimo che fosse avvenuta la desiderata definizione. scovi muto oppositori. di una temperatura si mutò tropicale . ed hanno tea varie riprese che si volesse esigere da loro dell' senso. e questo timore è stato negli alcun atto in tal ultimi giorni uno dei principali agenti nelle loro deli- berazioni. Avevano parlalo vescovi di Savannah e di Paderbona. sperando forse di diminuire così opposizione con offrirle un 1' modo ebbe plausibile d'astensione e di ritirata. in parte perchè indignati della poca generosità in in siffatti benevolenza che si rivelava procedimenti . Più tardi si rammarico non avere di richiesto prima di lasciarli partire. ed il vepropose invece di nella la fede e morale i costu- cattolica. in parte perchè comin- ciavano a prevedere quel che sarebbe per avvenire . Vaticano fu allora largo di congedi. ed in questo scoraggiamento i vescovi di fatto pro- e prio. parte per necessità di salute. si era tenuta la prima Congrega- di luglio. oltre compreso sanzione dogma- proposta. quelli che ne fecero richiesta. vero disgusto. ed il in quella secondo i si era anch' esso provato a proporre una conciliazione. Il zione del venerdì. mese 1°. Almeno i ve- opposizione lo hanno creduto. Un infallibile grido sdegnoso accolse scovo che lo estendere l' seguì all' infallibilità del mi.

dei quali più gran numero apparteneva alla Come mezzo per abbreviare e gua- al parlare. Ormai si sapeva da tutti che esso non intendeva più ad altro che a conseguire contro e malgrado di tutto. Non si narra che a tal posta l'Assemblea facesse cosi cattiva accoglienza all'altra. che terminò. 2. giunsero il seconda categoria. modo gno Il pro- come sabato. senza tregua e sto.. essa fu giorno dello unanimemente si fece la respinta. Alcuni degli oratori dichiararono che non avrebbero più parlato: di finirla in iscritti onde ne avvenne che in quel giorno solo fra quelli che parlarono e quelli che dichiararono di non voler manifestamente numero di trentadue.292 IL CONCILIO come scienze. ec. era stato posto che si il 2 da alcuni vescovi proal giorno: è tenessero due congregazioni immaginarsi nelle disposizioni. cominciarono a manifestarsi in più sensibile nell'aula la stanchezza ed il biso- qualche modo. scopale. Se alla più preindicata il clima e la pazienza epiprova Papa a concedere una proroga» solennità di San Pietro. come disse. se passata la al era evidentemente rifiuto del i Padri del Concilio lo scoraggiamento disgusto. dopo la quale si riprese la discussione. Non era ormai più permesso dubitare degl' intendimenti del Vaticano. quello scopo che gli dal favore e dagl'intenti della le lungaggini avevano messo il spargendo fra ed il maggioranza. VATICANO. si 5. con la renunzia della più gran parte degli oratori che erano chiamati all'ambone. l'aveva consumata. in qual modo la proposta vi fosse ac- facile 1' colta. politica. questa convinzione. divenuta oggimai . dagnare tempo. In quello stesso votazione del primo e secondo capo schema. nelle quali era Assemblea .

a questo invito unanimemente . avendo incominciato a parlare vescovi opponenti. colse con evidente soddisfazione l'occasione. e che allora uno dei vescovi dell'opposizione. si uno dei facessero sentire dalla parte della grida d'impazienza abstineas. renimela. una certezza. di qualun- que opinione e colore. 1* opposizione tenne una riunione internazionale. discussione e l'adunanza: dirsi che la combattenti. uno dei presidenti. si levasse dichiarando maggioranza le solite di rinunziare a parlare. 3. Tutti gli oratori iscritti. Nella domenica. ec. segnalò alla gratitudine dell'Assemblea quelli che avevano preso di chiuse insieme mente può l'iniziativa la idea. ne li lodò mol- to. da tutti i gioranza esempio che fu tosto seguito suoi colleghi. dissero lo Slrossmayer. nella quale decise un combattimento divenuto di cessare inutile e forse e con questa risoluzione anche dannoso: movimento spontaneo e presa per unanimità s'avvia- all' quasi rono tutti i vescovi dell' opposizione alla Congregazione dei lunedì. eccetto due o tre che insistevano per valersi dei loro diritti. cambiò d' un tratto cotali sentimenti in un vero timor panico. questa felice guerra finì e vera- per mancanza di . Il cardinale a continuare la discus- De Luca. ma quasi tutti convengono nel narrare che. rinunziarono sione. invitando perciò anche maggioranza ad uniformarsi gli agli altri e a tale. Allora un vescovo della si levò e disse che per la positori a parlare più oltre la discussione riguardare come oratori della tenerla come mag- renunzia degli opsi poteva chiusa.4 29d CHIUSURA DELLA DISCUSSIONE. In varii modi è stata raccontata la chiusura della discussione.

ed i discorsi dell' opposizione più che a stento fra le non si finivano disapprovazioni e le interru- zioni ironiche della maggioranza. e da che molti dei vescovi tedeschi. e neppure delle non per- tradizioni né dell' avvenire della Chiesa. La natura del soggetto lunghezza delle discussioni per mantenersi fedeli e la alla loro tattica obbligava gli oppositori naturalmente a ri- . del quale zione. e sembra che uno per sé e per i di loro lo dichiarasse suoi. giustizia conviene mettere in chiaro questo scoraggiamento. come i Russi del 1812. proprii dichiarazione dei vescovi opponenti risultato il votazione della venne ben presto a ridonare il giusto defi- valore a queste interpretazioni. voleva da principio colorire si secondo i Ma desiderii. Si sarebbe detto che quei meridionali. Nel prestarsi così alla chiusura dei dibattimenti vescovi dell' opposizione avevano fatto sentire. 7..29 ì IL 6.e che appena ne sentirono i benefici influssi si sentirono egualmente padroni dello stato delle cose e cominciarono a degustare le dolcezze della vittoria. i CONCILIO VATICANO. Ciò tanto questa astensione dalla maggioranza anche senza che fosse nitiva la intervenuta. gl'Infallibilisti avevano rincarato d' ardire. attendevano che il clima combattesse per loro. si era manifestato fra i i fatti. ungheresi e francesi dell'oppo- sizione erano partiti. abbiamo Da che fatto men- Padri. che essi anche altamente erano indotti a ciò non si per altra ragione che perchè avevano riconosciuto essere inutile lo sprecar tempo ed argomenti contro chi aveva deliberato di non tenerne conto. Molti la hanno voluto in tale occasione criticare ma per giudicarla con condotta dell'opposizione.

quando una volta certa che l'Assemblea non si sarebbe di- prima di aver compiuta Y opera sua. non potendosi ora. ogni giorno che si perdeva doveva giudicarsi a danno della minoranza ed in vantaggio della maggioranza. petere sempre rare così. non solo non poteva più risultato. Concilio. e perciò più esposti alle sofferenze provenienti dal clima. non aveva insistito né fatto nulla direttamente per provocare più la chiusura. ma poteva anzi piuttosto nuocere alla loro più oltre. nonostante la continua- Infatti. perchè. le stesse Una volta ben accertati che ad ogni patto una proroga. togliendo così ogni giorno qualche volo all' opposizione . la quale si com- poneva particolarmente di uomini del Nord. ma ne aveva lasciato la cura alla stansciolta chezza e agli avvenimenti che la cagionarono forse . seguitato a partire. e che la non potevano du- cose. di buono o mal grado. Essi si Papa rifiutava il stava per proporre forinola dell' infallibilità personale pura e semplice. al temporeggiare. i zione di esse.295 CHIUSURA DELLA DISCUSSIONE. per essa ogni perdita era assai più sensibile che non fosse per la parte avversa. andando più in lungo le riunioni del vescovi avrebbero. Ciò era da evitarsi in ogni modo dalla minoranza. La discussione soche speranza vieto ormai non poteva più avere un così soggetto pra non v'era più scopo altra influenza sopra le varie opinioni: inoltre il prolungarla una temperatura canicocondurre ad alcun buon lare. siccome alla fine dei conti il risultato concludente ed ultimo stava nella votazione. più pensare ad altro che alla votazione finale. Egli è perciò che. la quale si era forse avveduta di questo. non rimaneva nella votazione. fra le sofferenze di causa.

la quale. Se gli avvenimenti non avessero avvalorato con tutto il loro peso questa ipotesi. parte senza le molti a piedi. maggioranza non rato. giorno che questa adunanza si chiuse . che per essa era di finire che già decisa prima di cominciare. altri stipati insieme nelle vetture pubbliche. nessuno forse pensò all'influenza che quell'umile processione avrebbe sopra l'avvenire religioso e politico del suo paese. anche si i può immaginare più strani che si i commenti di ogni fecero perla città: sorta. difficilmente avrebbe potuto farsi rimprovero all' opposizione di una condotta.296 IL CONCILIO anche più presto che dalla VATICANO. alla chetichella. e se ragione dovuto riconoscere in nonostante tutto ciò che si è sua difesa. non si dovesse poi sentenziare che la sua pazienza aveva naufragato dinanzi al porto. naturalmente. ma di ebbero Y agio di vederla. la più gran loro carrozze che avevano rimandate. appena incomodo che abbiam descritto. fin d'allora grosso di burrasche politiche e di gravi avvenimenti in Europa. doveva svelarci se l'opposizione aveva avuto torto o d' affrettarsi. il compimento dei desiderii della maggioranza. e tutti quelli eh' di buona parte dell' Europa e del mondo i . per un caso che avreb- be sorpassato ogni previsione. che era stata fatalmente governata dallo stato dello spirito pubblico e dal corso Il naturale delle cose. non dimandava in sostanza altro sin da principio una discussione. L'avvenire. benché involontariamente. Queste considerazioni fecero si sì che gli si era spe- oppositori accordassero anch' essi ad affrettare cotal risultato e ad accelerare. nel un' ora così insolita ritornare dal Vaticano tutti scovi i ve- com'erano venuti. al vedere ad minciata.

presentato riceverne 1' al Papa per approvazione. Da questo momento mente: damenti il martedì. questi aneddoti perdono già ogni importanza. si 297 andò spedita- in poi tutto terzo capo. blea senza resistenza seria. non incontrò quasi più ostacolo. sebbene non ancora materialmente votato. ossia dei Primato. giorno. dimandarono che quel capo con gli emendamenti accettati fosse ristampato e distribuito di nuovo ai Padri. Ma sizione le ultime manifestazioni di tardivo e riconosciuto del resto ognuno comprende che. ed inoltre è assai difficile per noi Certo soltanto è che il terzo il riscontrarne capo la verità. che si conosceva . passò nell'Assenti. acciocché potessero ancora esa- questo richiedeva qualche alla votazione che il minarlo a loro bell'agio. 9. Il risultato di sì poco valida opposizione al terzo capo fu di far bene sperare alla maggioranza non solo per quello della votazione di esso. egli vi aggiugnesse alcuna cosa di proprio moto. forse ancora per guadagnar tempo. ed infatti lunedi 11. che una volta al cessata la resistenza sopra tutta la linea. 8. Fu può chiamarsi non fu portato questa 1' ultima concessione. Queste speranze erano tanto più fondate. e che quando la modificazione venne a notizia dell'Assemblea. Alcuni vescovi . ma eziandio per T altra prossima e tanto agitata sul quarto capo. Si narrò a . se pure fece la Presidenza. dopo che era già stato emendato ed accettato dal Concilio. che tale proposito di questo capo che. 5. ridotte a tal punto le cose. la emen- fece la discussione degli quantunque Congregazione fosse numerosissima. vi eccitasse da parte dell'oppo- uno sdegno ormai affatto impotente.CHIUSURA DELLA DISCUSSIONE.

fra di loro che si rinunzia nella chiudesse la discussione. cessata ogni resistenza. condotta da tenersi subito dopo. 10. e quindi. abbastanza determinati né infatti ciò. sia che da quelle ivi fossero che l'andamento naturale e la logica confortati. Sembra che il vescovo d' Orléans e con esso la più gran parte degli oppositori francesi voles- sero che si facesse una protesta solenne contro i mezzi usati contro di loro. Fatta la pro- opinavano di lasciar Roma immediatamente. sopra i quali si voleva far lagnanza. e nel lasciar pensarono anche alla i capi dell' opposizione. contro la poca equità mo- strata da Presidenti verso di loro durante tutta la di- scussione. sia irresistibile dell' indirizzo preso lo portasse inevitabil- . Queste divisioni dettero anch' esse bene al a sperar Vaticano.298 VATICANO. che non era più dignità il farne: oltreché i soggetti. L' Haynald e i Tedeschi erano di contrario paessi testa. ai quali la maggioranza era trascorsa contro di essi. rere. IL CONCILIO come fossero nati dissensi fra questi convennero Quando di parlare. facili all' a provarsi. Quanto tempo ha dimoTedeschi avevano ragione: andarsene o al rimanere. i non si fece. allorché gli avvenimenti. si restare a opponevano Roma vano torto: protesta ed alla opinavano sino alla fine. profittando della malefica stagione per istancarli ed opprimerli. avreb- bero precipitato alla fine già presentita e preveduta ormai da tutti. e senza verun risultato. Forse costoro delle proteste se n'erano di non ave- fatte già tante. forse strato che anche in i ma non La protesta il schietti son quasi partiti più risoluti e soprattutto più sempre i migliori. ed in ultimo contro gli eccessi. erano forse giusti.

la forinola dell'infallibilità. quella che sembrava dovesse essere veramente somma la della volontà definitiva. procedevano negli ultimi tempi le trattazioni conciliari. che erasi cercata dalla maggioranza con tanto studio e di cui si era tanto parlato. che dopo tante proteste. doctoris cum omnium Christiane-rum pastoris et munere fungens prò suprema sua apostolica auctoritate doctrinam de fide vel moribus ab universa Ecclesia tenendam definii per assistentiam divinam ipsis in Beato Pelro promissam ea infallibilitate pollere qua Redemptor Ecclesiam suam institutam esse voluit. mente. col quale cioè il Papa. senza che questo fosse stato rinviato alla Commis- con quella forma più spedita e scevra sione. unanime aveva convocato e condotto il l'ultimo portato.299 CHIUSURA DELLA DISCUSSIONE. della la maggioranza che Concilio Vaticano. il Vaticano proponeva ai vescovi stanchi e affaticati . La formola era così concepita. Que- sto era l'ultimatum. Que- formola presentata a parte ed. prima della chiusura di essa. senza che fosse mai apparsa in una forma definitiva e concreta. e come conchiusione dell'ardua e tempestosa discussione. in fine della discussione. quella che si attendeva già dal mese scorso. locior. introdotto durante la discussione. certo è che con tali auspicii si produsse finalmente sul termine della discussione degli emendamenti al quarto capo e proprio nella stessa Congregazione 4. di cerimonie che era invalsa nel motus in fine ve* cosi. dovea intendersi sta che fosse una specie di emendazione di quella già contenuta nel quarto capo. nella quale tutti avevano fatto la renun- del giorno zia di parlare. un emendamento al nuovo schema De ecclesia.

Ma hanno queste sotticon un questa formola. è dire se difficile in mezze si è detto quando percettibili: ma delle poteva dir si meglio o peggio. che sfidava tutti sotto i il commenti. che la difficile un concetto farsi quando non sono neve è bianca. si è detto tutto quel che si aveva da dire. quale sembrava indicare che cipalmente nella Chiesa. il Sembra che. i vescovi dell'op- di altri dei loro colleghi a fine di conoscere che cosa intenderebbero di fare. del prestigio gerarchico e del torrido clima di Roma. quando il Papa. qualche segno. dopo portato così il colpo defi- Vaticano slesso rimanesse per un attonito ed incerto dell'effetto che Certo è che si fecero pratiche presso posizione per mezzo momento avrebbe prodotto. ben verità è tinte. Questa formola era tanto precisa. V'era bensì in questa for- mola. altri che era peggiore della precedente. nitivo. a cui cotal privilegio esempi di non era ancora stato decretato da un Concilio Ecumenico? 11. tanto chiara. c'è nella pratica soprattutto che valore gliezze? In tanta potestà da mettere il mondo a soqquadro. quando il l'infallibilità risiede prinil definisce Papa ne fruisce quasi ex cathedra. pel quale quelle parole significato. non tenendo conto della loro resistenza e mal- . Alcuni volevano persuadersi che era mi- gliore. onde la non è avara storia fra quei Pontefici.300 IL CONCILIO VATICANO. peso simultaneo di una tenace volontà. ec. almeno hanno un reale tutto quello. dicendo che è bianca. l'ingegno e a ogni la volta che quegli che la tiene abbia volontà di farlo. Papa che volesse fino a le tutte sue usarla logicamente conseguenze. Qual limite è indicato questa possibilità. e che ex derivalo. volendo aguzzare lo sguardo.

per cettassero Il il il si o rinunziassero essere la fir- i loro vescovati. Pare che il Segretario di ch'egli particolarmente inquieto intorno all'accoglienza che dopo questa dichiarazione sarebbe Governi bero a rappresentare nei loro rità fatta dai diversi vescovi. sopra e fuori di ogni interesse nazionale e locale. 301 grado del loro non placet. Quanto città sentiva abbastanza unanime all' opposizione che non nei suoi divisamenti. Posti da una pressione così violenta nella nescegliere. i vescovi dell'opposizione per cessità di uscirne logicamente avrebbero dovuto impugnare non solo l'infallibilità del Papa. il Concilio rinunzia di tutti Per la il come valido. traendo argomento da questo fatto stesso per dimostrare la mancanza di libertà nelle loro decisioni: poi- ché. die da pensare assai si primo dub- presentare insieme con vescovi che avessero votato negaquale o si sottomettessero ed ac- dogma timore che di al dogma un documento per definizione del mato da o di nazione.CHIUSURA DELLA DISCUSSIONE. nuovi vicarii papali. si disopra di qualunque altro dovere e sen- al costringe timento di sul serio parlò tutti i tivamente. o a torto o a ragione. se riconoscevano veramente la veniva invece delle cose. mala validità del Concilio. con interessi e politica propria e con una disciplina che li bio . ma Y autorità di Roma e per conseguenza di un principe estraneo. che andreb- ai Stati non più un' auto- propria e per conseguenza nazionale . allora vescovi opponenti diconseguenza logica della condizione primo i partito non era né quello il . prendesse questo partito. né abbastanza compatta da uscire felicemente da questa prova. promulgasse il dogma delStato fosse anl' infallibilità.

valendosene nel tempo stesso. secondo ciò che abbiamo narrato. pensando che peccato di autorità trova sempre in- dulgenza presso coloro che ne esercitano una. si confidava in quella stessa tolleranza e libertà del pensiero che ha dappertutto trionfato nei tempi moderni. 302 tempo. da principio non si la ri- . e perciò per evitare le i uomini da prenconseguenze del secondo luogo. capo terzo. che erano definitivamente ritornati cesi. quando se ne presenti il come destro. È chiaro che. e che perciò con qualche Nota simile a quella diretta dal Segretario di Stato si sarebbe fatto ingoiare anche ai Governi. perduti 42. dacché si era rinunziato alla discussione del testo. né essi il gli vescovi rimanevano in molte cose incerti e perplessi per tema di siffatta minaccia.IL CONCILIO VATICANO. Trenta o irremissibilmente quaranta non placet certi erano già vescovi causa dei a ungheresi e frantedeschi. e che esso combatte ardentemente. fu votato il cesi. non vi fu più discussione sugli emendamenti. Fuvvi non pertanto un'ultima riscossa per quale. sebbene i più perspicaci non si sentissero punto rassicurati. i il la alle loro dio- discussione de- risultato della discussione quali giungevano quasi a cento. come ognun ricorda. Il lunedi. gli altri si consolavano fra sione pubblica. Nel giorno stesso s'intraprese gli emendamenti che erano del capo quarto. e la medesima non ebbe poca influenza sulla condotta che scelsero per la Ses- secondo dubbio. la parola anatema. né Roma derlo. quello che riguardava i Governi. Quanto al sé. e meglio dei li: berali stessi. Il partito cattolico la pillola propriamente detto. 11. per ciò che toccava l'opinione pubblica.

non placet. come la discussione degli giungevano quasi a cento. già si sottoponeva alla votazione con quelle modifica- zioni che abbiamo accennate e che aveva ricevute nella discussione del lunedì. che il capo quarto nel corso stesso di si votavano aggiunte ed fretta di venire a conclu- del quale si era intrapresa . fra i quali i il quali tre cardinali Segretario di Stato . fra novantuno . il si disse. dive- nuti affatto padroni del campo. In quel giorno si votò il capo quarto dello schema De ecclesia sulla infallibilità del Papa con questo risultato: vescovi iscritti. emendamenti che. Costoro. ottantotto juxta modum. proposta in scovi 303 dell' infallibilità e per conse- riscontrava neppure nel testo riportato ma con una specie di sorpresa veniva un nuovo emendamento sostenuto da infallibilisti in ve- questa Congregazione. visione delle Commissioni. Questa condanna infatti si del nella Sessione pubblica. assenti. Tutto negli ultimi tempi e col progredire dei Concilio prendeva il carattere di una precipitazione non più re- febbrile: formole succedevano a formole. sempre memoranda nei Questa giornata sarà mai della Chiesa per le conseguenze che avrà sul suo avvenire. sessantadue. scontrava nella forinola guenza non si dal relatore. cet. 13. riuscirono in quel giorno a farla aggiungere alla formola che doveva promul- si gare. e vi dogma promulgato legge nella definizione ha preso il luogo della circonlocuzione più rimessa che chiudeva tutte le altre formole presentate all'Assemblea. pia quattrocento cinquantuno. mercoledì 13.CHIUSURA DELLA DISCUSSIONE. fasti seicento novantadue : votanti. seicentuno . una il lunedì 11. discussione ma sostituivano e si emendamenti. Si aveva così sione-.

Questa è stata la votazione. 14. superavano di poco assenti si numero il di trenta possono tenere. L' assenza in quella votazione del Segretario di Stato fa credere che fino a momento quel non egli fosse ancora certo ne della riuscita finale. i placet juxta ossia gli assensi condizionali. delle sempre preso nota nel corso di questa cronaca. ossia senza cura d'anime tolo reale. tutti gli eccitamenti e le pressioni. respinsero la formola tale era proposta sull'infallibilità personale del Papa. includendo in esso Padri che in quella Congregazione più o tamente.304 VATICANO. Ordine che vi sono in parte e che ap- . parecchi di loro in quel giorno stesso presenti in Roma e non intervenuti a bello stu- lontani dal vero. in tutto o in parte. e perciò se si tien conto dei vescovi in e quindi senza tipartibus. per dio. . dei cardinali che dei generali d' sono in pari condizione. ed altri partiti manifestamente per non interve- nirvi. l'espressione dell' opinione Assemblea dell' sull' infallibilità personale malgrado di quali abbiamo del Papa. usate in favore dell'infallibilità. si può tenere che giudichi senza passione equità chi stabilisca cencinquanta e i numero il dei dissenzienti dugento. IL CONCILIO Dacché quelli che erano lontani dal Concilio per giuste cause. fra i non placet. che in materia assoluta sono per loro natura negativi . e fra le asten- modum. Malgrado di tutta la propaganda. senza timore di . sioni. gli altri andare molto la più gran parte come altrettante essendo astensioni. più o meno con parole o con fatti meno con fra i lutti i esplici- assolutamente. si e ritorna ai calcoli che abbiam fatti nella quale Ora se cronaca dei primi mesi. né degli ul- timi propositi del Papa.

alla oltre a influenza esercitata. Rimane ancora ma dell' un osservatore sa- criterio indiretto. ne saranno zate le considerazioni sopra proposte. se si pon mente a tuttociò. e a quella naturalmente prodotta dalla Maestà presente del Vaticano sopra timo anche alla tutti i Padri dell' in ul- debolezza umana. par tenendo ad una milizia speciale son pure allevati in una scuola ed in una disciplina affatto eccezionale. si la pon mente enunciate. pon mente che i vescovati dell' Italia e delle Provincie pontificie per scere che cifra il dalle cifre maggioranza e tutto ciò. Se poi. rac- o di una dovrà finalmente ricono- e si . ultimi. pure da non potersi omettere nel giudicare 20 il . e si pensi che questi come son tutte personalità diCorte di Roma. della quale conviene in ogni cosa tener conto in pure Assemblea ed presenza del dispen- satore d' ogni bene e d" ogni male nell' ordine ecclesiastico. di si lo stesso coglie quasi esclusivamente fra apprezzamento morale di questa votazione con differenze assai meno sensibili di quel che non apparisca fra la nu- darebbe nelle proporzioni dell' Assemblea. il nucleo gli altri pendenti particolarmente dalla dei dissenzienti anche ridotto alla sua minor di quella che acquista un' importanza maggiore mero gli Se poi si numero di diocesi stanno a quelli come cinque di diocesani e vastità Francia e di Germania di o sei a uno.305 CHIUSURA DELLA DISCUSSIONE. e che l'opposizione gli numero come rappresentanza un pensiero forza cresce di valore 1* ristabilisce. la relazione minoranza. e il raffor- concetto maggioranza e la minoranza seintendimenti ordinarli ed umani ne rimarrà del rapporto fra la condo gì' sempre più modificato nell' animo gace e imparziale.

lo che in ogni è. né può essere senza importanza per l'avvenire della Religione della onore e per l' grande maggioranza delle popolazioni latine. le né contrastabile norme . arguiva da essa che questa^ dichiarazione contrastata da un terzo circa dei rappresentanti legittimi del- si l' opinione cattolica con tutte nicoli sopra descritti. ed è l'estimazione del valore morale e intellettuale delle popolazioni e dei vescovi che in qualche si modo ne sono avranno veramente rimasti fuori tutti gli : e con questo estremi per apprezzarlo modo non dal lato civile ed istorico. ma che nel farne la definizione se ne attesti la sempre ed universalmente professata da solo credenza già tutta la Chiesa. Il risultato di questa votazione né contrastata secondo sapienza Sessione. Ra- tiene universalmente particolarmente. volontà del mondo le condizioni e non potrebbe con gli la ammin- più forte condursi ad atto. sembrava che avrebbe dovuto arrestare qualsiasi Assemblea dal prendere alcuna decisione. voto del 13 luglio. ma dell' antica una ordinaria dì semplicemente prudenza. massimamente in materia di tal gravità. che cioè non mai per essa un dogma nuovo. nonché romana.306 IL CONCILIO VATICANO. poiché trovandosi . Infatti per essa tornava a porsi anche più formidabile e più chiaro uno dei lati del dilemma posto gionando secondo quel che dalla Chiesa e da si crei Roma si dall' opposizione. Quarta 1 . II.

sarebbe stato voler dimostrare a sere e il non-essere. per ista- comune accordo come dovesse condursi in questi gravissimi frangenti: ivi si deliberò di nomi- nare una Commissione che si presentasse in loro nome Papa per implorare una sospensione alla definizione del dogma. Questa votazione aveva generalmente giustificato costoro avevano fatti intorno allo gli apprezzamenti che stato dell'opinione della Chiesa. che già ne dubitava. consapevole che malgrado del voto dato da essa voleva tirare innanzi e tenere al più presto la Ses- fatta si sione pubblica per procedere alla promulgazione definitiva del dogma. tosto si ebbe la Vaticano fu.307 QUARTA SESSIONE. e non senza non perciò certo sarebbe almeno sospesa. venne 2. che la definizione. Si raccolse quindi in una riunione internazionale bilire di il giovedì 14. e il venerdì 15. Per quel giorno i Legati si contentarono di annunziare ai Padri che si modum. ma nella sua commozione né mosse collo. mente commosso Il affatto mancata. né ingannassero volontariamente tutti coloro di che fino all'ultimo giorno credettero che l'opera intrapresa dalla Civiltà Cattolica fallirebbe. né piegò sua costa. nella sarebbero considerati e se ne sarebbe fatta i placet juxta una speciale relazione prossima Congregazione. presunzione. facendo conoscere a Sua Santità il loro nu- al . è vero. A s' imme- un tempo l'es- fronte di queste considerazioni non possono ad ogni modo accusarsi dire che contra- credenza così altamente nel passato. l'universalità stata non solo della ma nel presente più diato. se certezza del contrario. La minoranza. e quindi lasciava pur credere loro. profonda- a questa grave resistenza. Ma ben ragione.

3. quando la dimanda non fosse esaudita. di quel di Milano e dell'arcivescovo di Halifax. disse che conferirebbe coi Legali. Ma dubbio. dell'arci- vescovo di Lione. affinchè lo schema si cero intendere . anche in faccia al mondo e nella Sessione pubblica.IL CONCILIO VATICANO. Costoro fecero al Papa le più vive rimostranze sopra pericoli della i Chiesa. secondo che ne avevano istruzione. Ciò avveniva il venerdì. il non placet che avevano proferito nella Congregazione privata. e nella Congregazione che 1' l' si tenne il giorno seguente. il sabato 16. 308 mero e la decisione. Gli fecero anche come a questo scopo essi potevano con cer- tezza contare sopra centoventi Padri circa che parteci- pavano schiettamente Il e senza ambagi Papa diede risposte ambigue : si alle loro opinioni. quando conoscere vi fossero stati costretti. Da questa accoglienza del Papa si può comomento egli dubitava ancora del gli noscere che in quel contegno che e perciò il le non opposizione nel fatto avrebbe tenuto. se pure ve ne fu. di tutte rimostranze conobbe altro fatte dalla effetto che emendamento prodotto Commissione la al Papa. La Commissione fu composta del cardinale Schwarzemberg. di ripetere. dell'arcivescovo di Parigi. di tutta opposizione incontrata nell'ultima votazione. di proferire il non placet fin nella Sessione publica. non presentazione di un si altro dagl' Infallibilisti più estremi . . non durò a lungo. abbenchè con gran rammarico. e le più calde modificasse: e gli fepreghiere. promise di provvedere e ricevè la petizione che la Commissione consegnò. il proposito fatto e che ancora non avevano abbandonato . volle per quel giorno manifestarsi. mostrò non bene informato.

escludendo a bello studio e specificatamente che sia necessario per T infallibilità dei decreti papali vi. L'ultimo emendamento fu di prima intenzione così proposto.309 QUARTA SESSIONE. come quella che fu promulgata nella Sessione pubblica. quella invece data solo poco prima dall' Unità Cat- . per il forraola già nota e già la quale nedi era portata alla emendala il lu- più recisa espressione. non riuscì a farsi accettare neh" Assemblea . per giorno di lunedì. ex sese non autem ex consensu aggiunta potesse aspirare dovè modificarsi così: Ecclesìa? irreformabiles esse. Questa formola. dall'Assemblea nel corso della stessa discus- E ciò deve arguirsi da questo. contiene infatti la frase si esclude espressamente vescovi. sue più favorevoli disposizioni verso E perchè questo emendamento. e la sua esclusiva. mentre la Roma ed in ogni altro formola data dal Giornale di modo ufficialmente. malgrado T delle infallibilità. sebbene in una forma di ciò fu definitivamente Dopo meno intimata la Sessione pubblica. quarta del Concilio Vaticano. 18 luglio. come venne proposta. deve essere avvenuto qualche cosa di simile a quel che avvenne per la parola anatema introdotta nel testo nella Congregazione del lunedi il: cioè che anche questa deve essere stata senza veruna preparazione proposta e accettata sione. che. il consenso dei vesco- approvazione. qual si la con cui necessità del consenso dei era votata nella Congregazione del sa- bato. questa al voto della maggioranza. che cioè i decreti il pontificii ex cathedra fossero irreformabiles ex sese absqae consensu Ecclesia?. sta Per nuova clausola che alludeva l' aggiunta di que- all'esclusione dei ve- scovi nei decreti universali della Chiesa.

tuttociò prova che questa clausola non era neppure conseguenza di una escussa elucubrazione della maggioranza. e se avevano anche lasciato pubblicare la formola che era il risultato come formola di quella votazione. prima dell'ultima dopo aggiunta fatta al testo nell'adunanza del 16 da noi già la non era descritta. Ideoque ejusmodi Romani Pontificis defìnitiones esse ex sese irreformabiles. ma semplicemente un'espressione parziale presentala sotto forma di un emendamento dopo la votazione fina- la le. comunicazioni direttamente come la formola definitiva che sarebbe promulgata. asserendo invece che erano state inserite nella Congregazione del sabato. se fino al giorno della votazione venuto in mente né alla Commissione né Presi- alla denza di esprimere questo pensiero. T Unità Cattolica aveva ricevuta da l' 1 È chiaro che Roma subito votazione del mercoledì 13. e minoranza fatta votare si in era ritirata dal com- compendio neh' adu- nanza del 16. non conteneva nulla che allu- desse all'esclusione esplicita dei vescovi. martedì 49 luglio. . definitiva. » Unità Cattolica.310 IL CONCILIO tolica che riceveva le sue da si Roma. ma il Giornale di Roma non diceva neppur esso a richiesta o ad istigazione di chi era stata proposta in queir ultima Congregazione Commissione 1 « fino allora la postilla che la stessa non aveva messa innanzi. che le parole esclusive del consenso dei vescovi fossero state apposte dal Papa. e allorché la battimento . Ora. anch'essa VATICANO. Ma chi ne ha avuta l'idea? ad istigazione di chi è stata proposta? Il Giornale di Roma del 26 luglio pochi giorni dopo respingeva l' data da accusa altri giornali.

sia quel che si voglia delle ragioni minarono mento . e nuove difficoltà. non diceva qual'era conosciuto. correre stesso. dopo la visita della Commissione. e aveva ripreso al libero giudizio dei commentatori. dopo emanato e già per modificarlo così profondamente. sia che essendo tratto il dado. Sia che il Papa si fosse accertato che la mi- noranza non protrarrebbe la sua resistenza fino alla Sessione pubblica . in alcuno dei ve- scovi più scevri di passione si vedevano palesi segni profonda commozione. nella votazione dell' ultimo emendamento aggiunto.311 QUARTA SESSIONE. venne invece stabilita pel lunedì 18. il perciò pra stata la mano autorevole il Giornale Ufficiale non isparse verun lume so- questione che resta tuttavia esposta tal che voto del giorno 13. e si abbandonò perfino ogni forma esteriore d' esitazione e festò uu notabile di temperanza. come abbiam visto. nella Congregazione stessa del sabato. probabilmente provocati dal considerare con che sicurezza e rapidità si compiva di e si portava alle sue ultime conseguenze un atto che . Per aggiunta fu pure anticipata di 24 ore la Sessione pubblica che era stata da prima fissata. Questa è la risposta che si ebbero le rimostranze della Commissione dai vescovi dopo l'ultima votazione. nella quale si votò il nuovo emendamento. Si è narrato che. se ne volesse pure cogliere nel tempo il maggior frutto possibile. per il inviata al Papa martedì e che. la che deter- condotta dei principali attori in quel certo è che fra il venerdì e il sabato si mo- mani- cambiamento nei loro modi. a scanso di più rapidamente che si potesse al conseguimento dello scopo divenuto ormai per la maggioranza necessario e fatale.

ec. Alla fine di questa stessa si lesse blea una protesta che Ufficiale di non Roma. fu poscia nella quale nel Giornale stile assai vibralo e inserita con una gli atti della la Romana. e le turpissime menzogne. si oppone una generale smentita a prolesta senza veruna distinzione chiama calunnie putridissime e non ultimi tempi Cancelleria diffidazione generale quel che sa- a tutta l'Assem- esente da quella violenza che negli assunsero le Congregazione del per parte dei Presidenti bato solo degli eterodossi. fa delle quali verun conto. e nomina partico- due opuscoli Ce qui se passe au Concile . e ma perfino dei sacri ministri. venne giudicata poco favorevolmente.312 IL CONCILIO vatica. Checché ne 1' opportunità della protesta. dei sedicenti cattolici. come questi assalti e invece di ottenere proponeva. ossia stampa. ec. stendeva un velo. e nel quale conizzava un futuro Concilio che si si pre- dovrebbe tenere nelle condizioni di libertà e di giustizia che si richiedono per provvedere seriamente ai mali della Chiesa. 4. sembrarono invece dimostrare sentisse il circa la sostanza e bisogno di difendersi. la direzione eia libertà del Concilio.no. Una protesta così solenne firmata dai Presidenti e dal Segretario del Concilio contro opuscoli coli di giornali. Ed la sia forma infatti chi . dietro il quale niuno poteva indovinare quel che sarebbe per avvenire nella Chiesa. ed un altro che si era pubblicato in quei giorni ed aveva per tilarmente tolo : La i : dernière heure du Concile. contro Y andamento. di cui abbiamo più sopra tenuto discorso. un semplice dette fine che si che si arti- privato per Io più non a vedere fossero riusciti sensibili a il anonimi e contro quelle produzioni della Roma.

vuoi provare troppo riesce a non provare niente. Si può definite . poiché ogni atto riprende il si chiudesse annunziarono rogato.313 QUARTA SESSIONE. e che al principio di invitati a riunirsi in Vaticano per continuare Y opera loro. le quali scuotono che con una savia cri- adoperare che sopra la critica determinati. Di quella protesta firmata Presidenza furono dispensate ad ogni Padre del dalla due esemplari. Prima Congregazione del sabato. 5. ora si non potendosi genere è un atto in menzogne le convinzioni. ma tale protesta. la quale lio aveva tutto disposto e tutto fatto. ai il il suo vero giu- vaglio delle generazioni. la quale del resto aveva perduto assai della sua importanza e utilità dopo V ultima dichiarazione. invitandoli Concilio a conservarne uno e firmare V altro rilasciandolo negli Archivii del Concia perpetua memoria del fatto. Ogni cosa nelle ore che bato fino alla si tentò rimanevano da parte della minoranza dalla Congregazione del sa- Sessione ordinata per il lunedi: preghiere. ne avviene che per essa cotale specie di eloquenza generica non ha verun uso e perciò non esercita sopra le convinzioni e le opinioni della sto- fatti ria veruna sensibile azione. Quest' atto ebbe le firme solite che costituivano la maggioranza. i Legati il Concilio non sarebbe pro- la Padri che che solamente loro le vacanze per autunno erano che ed ogni avvenimento non suo giusto valore e non trova dizio che a traverso che anche posteri insieme con la storia di i Sommo Pontefice concedeva il mesi nuovo estivi . sarà pur essa consegnata ai del Concilio. . ma il protestare contro una o più menzogne protestare contro le gratuito e senza effetto sopra una volta sorte non tica.

dal Papa a rivolgergli in dei si capi dell'opposizione. della condotta che avevano deliberato di tenere. Ma prima di metterla in pratica sembra che nella giornata mede- sima domenica uno della l'arcivescovo di Vienna. se si dovesse per essi Sessione pubblica e ripetere pubblica- assistere alla mente non placet. messaggio fosse ricevuto con un diniego assoluto per ciò che riguardava le preghiere rivoltegli. alcuni dei Padri togliesse ma a voce . cioè di non Sembra che questa volta senza dissimulazione né circon- assistere alla Sessione pubblica. o se si i Tedeschi fin dal principio dovesse meglio seguire Y opi- nione già altre volte espressa dai Francesi. per pietà filiale. e nel tempo stesso a dargli parte. e nel tutto insieme con tuono poco benevolo. che più facile . nulla. vedendo che tutto era perduto. . quel che nella stessa e partire. come il avevano voluto. perlochè locuzione al i il ritorno di questo ultimo messaggero di conciliazione vescovi protesta . e per ogni via. in caso di rifiuto. si Roma per timore che spingessero verso di loro a qualche via ovvero che una volta promulgato il dogma . protesta loro è detto. tornarono a discutere. la si Vedendo contentavano parola anatema. suppliche in iscritto non ottener di che si almeno cosi la proposizione pio. Nella giornata della domenica i vescovi dell'opposizione. opposizione firmarono prontamente la e la maggior parte di essi con la più grande dell' rapidità che poterono lasciarono i vincitori di fatto . protestare come più benigna e ansecondo prevalse.314 IL CONCILIO VATICANO. ritornando com' era slata proposta in princi- tutto fu inutile. 1/ ultima opinione. recasse anche nome una volta dei suoi colleghi le ul- time preghiere.

quando.315 QUARTA SESSIONE. cioè di doversi sottomettere o loro sedi. e i loro fedeli nelle proprie quindi sottoscritta da loro in quel domenica della protesta in la numero vescovi residenti e delle sedi più tutti di 63. stesso sotto gli occhi del Papa. più valido. volta dichiarato nella Sessione pubblica grado del non placet che l' il le della Chie- dogma. si l' potessero trovare nella dura alternativa. levò offuscato dalle nubi e la dominazione terrena. si fosse offerta loro la scelta fra il sottomettersi e il di- mettersi dalle loro sedi? Essi non vollero farsi cogliere in questo frangente a Roma preferirono di aspettar fra Fu diocesi. L' aula del Concilio i più gran già appariva sul- alba del giorno. anatema contro coloro che non contenute nello schema. Questo timore fu. illustri e più cospicue della Cristianità: e in quella sera parte di loro aveva abbandonato Roma ed Ormai T orizzonte piersi i 1' tutto era consumato e un violento uragano durante la pioggia incessante si come aveva come la s' si limiti as- dovevano com- sole del 18 luglio si quello del 6 dicembre. scatenò sopra tere freddo e severo che dove Il la città Sessione quarta del Concilio. città avevano quel caratimprime naturalmente là compiono grandi avvenimenti sotto l' influenza . com'era inevitabile. mal- avrebbero potuto dire. nel quale destini del Vaticano. giorno eterna come una accompagnato la prima. sai circoscritti della sua 6. oltre il abbandonare grembo la pietà filiale. e forse chi sa? anche sa. alla quale anatema aggiunto dichiarazione dava facile pre- alla testo. pel quale prevalse l' e per di più bandito aderivano l' essi argomento Una opinione francese. che alle dottrine avrebbero eglino fatto.

opposizione Dei cinque- Sessione cinquecento- voto favorevole: vescovo dell' alla definizione. 316 Niun rappresentante de' gravi pensieri. il il alla al Papa.IL CONCILIO VATICANO. del Portogallo. Questo di Caiazzo era no- . centotrentacinque presenti trentalrè dettero nome di Caiazzo e il soli due dissero vescovo di Little Rok gli nell'Arkansas. delle potenze cristiane assisteva alla Sessione. Toaltri che facevano parte del- vescovi presenti nell' aula erano 535 Concilio composto di 692 iscritti. e corrispondono infatti gli altri numero che al quando che la Commissione aveva dato nel venerdì implorava a si facesse una tregua non placet. e di qualche sfuggono ad ogni apprezzamento politico. del principato di Mo- altro piccolo Slato fra quelli che naco. potevano tenersi come contrarii al dogma costantemente e sino alla fine. Vienna. : come ve- demmo qui sopra. Si son fatti commenti anche sopra questi due l' si soli non placet distaccati dal resto del- opposizione. essendo il tutti I gli Parigi. tranne quelli del Brasile. Monaco. gli assenti sommavano 157. tutto è comprensibile. dei tranne 38 che erano tali per titoli giustificati e quali. la quale prese viva parte a questa lotta. rino. Mancavano anche alla Sessione i vescovi delle sedi più eminenti come del Cattolicesimo. di cui per conseguenza non può riconoscersi Y opinio- ne. un Napoletano ed un Americano: estremi si toccano. e che erano rimasti indietro quasi come fossero dimenticati ad arte dalla maggioranza fare testimonianza della libertà del dubbio nacque da che vescovo il per Concilio. Nell'eccitamento degli spiriti che negli ultimi sei mesi si fece in quella classe di persone. Milano e l' opposizione. dell'Olanda.

le privata erano illuminate. Tutto può supporsi e dirsi in tali momenti di crisi. i pochi devoti che porta dell'aula. invece di ren- dere semplicemente giustizia a quei due unici rappresentanti della loro opinione che prescelsero la forma più autentica per manifestarla e che dettero prova indubitata di coraggio morale nell' aula conciliare ? Ap- pena proferita dal si alla stringevano simile gente. aveva chiesto non esser chiamato. e che fatta più forte dalla presente dichiarazione. e in una storia come quella che abbiamo narrata. il quale avrebbe pubblicamente sostenuto il suo parere contrario. 317 vellaraenle nominato dal Papa alla sua sede. ma perchè cercare concerti astrusi e complicati. e l'Ameri- cano. i quali pure se ne sarebbero avvantaggiati. . a si il dicendo che abbandonarono plauso. segno di dimenticare no. ed allora di ne sarebbe volle essere interrogato e détte l'ultimo ultimo suono che tima protesta nell' il aula rispose quasi alla definizione del non placet. governativi . frati. di confidare che tutti gli assenti avrebbero consentito. si sarebbe riverberata anche sopra i vescovi. Quel plauso e due o tre case nella città parate a festa che accolsero gli ediiizii la furono le definizione dell' infallibilità. nel quale si trovavaPapa tenne un breve discorso. credendo da prima di essere solo.QUARTA SESSIONE. ovazioni La sera case religiose e qualche casa il resto della città rimase nella più profonda oscurità e nel più perfetto silenzio. In conseguenza di questo ra- gionamento conchiuse. il il sua era una gran dignità. ma tosto gli fu detto che ce stato un altro. la formola. Cessato la Papa alla monache e più espansiva gioia luogo. dicendo. come un ul- dogma.

ma come nella i ses- votazione del votanti erano seicenluno. Che cosa era av- venuto d' allora in qua per cambiare il loro pensiero? La formola era rimasta intatta nella sostanza. durante il quale caddero fulmini nel le undici e mezzo e momento il stesso della funzione fra mezzodì. tranne l'emendamento che la esagera senza alterarla essenzialmente. e che concernevano cosi direttamente ai vincoli. li tengono i quali da così lungo tempo uniti. ossia ottantadue più che nella prima. ed aveva fatto scoppiare un uragano sopra Roma durante la cerimonia. quale in quel giorno era slata votata.318 Il IL CONCILIO VATICANO. Il risultato del voto dà luogo a considerazioni che non sono senza importanza per la storia degli uomini come per quella votazione del dell'infallibilità. 7. aveva dal canto suo cercato cielo di compensare questa calma terrena. e per quanto la cifra lo concede. quella Nella prima del mercoledì 13. nel massimo imperver- sare della tempesta. in due o tre luoghi della ramente in quel giorno il cielo e la città di città. coloro che hanno assentito alla definizione dal mercoledì in poi. e nella Sessione pubblica solo cinquecentotrentacinque. il dogma si ebbe quattrocentocinquantun voto. e la . Ve- Roma sem- bravano portare V impronta esteriore degli avvenimenti che succedevano nel seno di quella. nella Sessione pubblica ne ebbe cinquecentotrentatrè. Concilio.gli assenti solo fa non diminuirono di numero. ma crebbero non del dop- pio circa: egli è quindi piuttosto frai sessantadue voti condizionali che convien cercare principalmente. Questi certamente mestieri prenderli sopra santadue juxta mercoledì i i novantuno assenti e modum.

almeno per 1' opdichiarazione del dogma. Alcuni vescovi si della » pos- mi- . quale sarebbe il valore calcolabile storicamente di una testimonianza duplice e contraria non ve ne soggetto stesso? Fra co- nello stesso tempo e sopra loro che astennero dalla Congregazione del 13. ne Padre Luigi da Trento. già vicario l'Hohenlohe. ed in questo del Capitolo di San Pietro. « e il suo voto. sua assenza nella Sessione pubblica. vicario avendo notato la Papa . Quale era per assai fredda. che sentendolo buon uomo. si annoveravano l'Antonelli.319 QUARTA SESSIONE. 13. vedendo che era vano il resistere . Il Guidi aveva già rinunziato essere passato al suo breve trionfo. bellicoso ministro di Castelfidardo. col quale aveva votato in quel giorno. massima parte xtamodum. avevano votato ju- dei sessantadue che era conosciuta personalmente per essere affatto di essi la ragione plausibile cambiare giudizio sullo stesso soggetto a così poca distanza di tempo. per juxta modum. Due e semplice. già il momento predicatore apostolico. perchè desse fiso. e dopo nell'adunanza del mercoledì. il conte Ludovico De Besi vescovo di Canopo. alla non avversa. era ritornato nel l' grembo con un placet puro quando tore. À questa non assisterono neppure il De Merode. e quando fosse. come persona che Il godeva fama di scienza e di opinioni non favorevoli al dogma. apostolico in Cina. ne fece a lui stesso rimostranza. nella Sessione pubblica fu » altri frasi del resto il proferire Dicono che chiamato dal bandi- Papa il credettero udire : lo guardasse placet dicesse: « pò ver uomo. se portunità. il il Berardi. che nella lingua' volgare sono facilmente scambiare. il si Grassellini.

di Marsiglia. Rimasero però dei tutto estranei a tal fatto forse meno che un cencinquanta ma pastori del gregge cattolico. di Torino e di Milano. e così via discorrendo. le illu- mi- della Chiesa. La protesta firmata prima di lasciare Roma e nel giorno stesso dai sessantatrè vescovi opponenti è scritta nel più sobrio e più rispettoso stile. noranza e particolarmente francesi avevano negli ultimi momenti cambiato parere. lo gliori che vale a dire. le più importanti e illustri sedi della più Cristianità. Stava ad accrescere il numero di d'Orléans. di mio. anch' egli ora con- tutti gli altri cardinali dissenzienti cappello rosso sugli occhi e non fecero più motto. gli stri. quel di Colocsza. oltre le più cospicue sedi. si op- personale. si calarono il infallibilità questi . quelli di Monaco. se non erro. vescovo il l'arcivescovo di primate d'Ungheria. al Egli era stato fin qui tenuto fra quelli che all' ponevano Come sentì. quel di Vienna. L'arcivescovo voto del quale si dava gran peso.8. costoro il primate delle Gallie. e così fu ottenuto il numero che votò favorevolmente nella Sessione pubblica e si spiega la differenza fra questo e quello dei voti favorevoli nella Congregazione del mercoledì. quelli di Reims. Abbiamo già no- talo l'arcivescovo di Parigi. ossia. i uomini più tempi che corrono. per speranze .320 IL CONCILIO VATICANO. perchè cardinale e insieme uomo di molta pietà. e fa in ciò sin- golare contrasto con quella dei Legati. fu fra quedi Pisa. l'arcivescovo di San Luigi. vano le vero è pure che sta- fra questi le più eminenti. di Tre veri. sti. come. Avignone ed anche Salisburgo. il di Nizza. Bosnia e Siri vescovi di Magonza. Per la memoria . Praga.

constitutionis dogmatica. Pietas enim filialis ac reverentia quce missos novi . His accedunt et olii qui infirmitatibus aut aliis gravioribus rationibus ducti ad suas diceceses reversi sunt. 321 del fatto e per Y importanza del documento noi esteso : per portiamo lo ri- Beatissime Pater. Ab eo inde tempore nihil prorsus evenil quod sententiam nostram mutar et . quin imo multa eaque gravissima acciderunt quce nos in proposito confirmaverunt. denique septuaginta circiter qui a Con- gregatione abfuerunt atque a suffragio emìttendo abstinuerunt. Atque ideo nostra jam edita suffragia nos renovare ac confirmare declaramus. Hac ralione Sanctitati vestrce et toti mundo suf- fragia nostra nota atque manifestata fuere. Notum est Sanctitati vestrce octoginta fuisse qui conscientia urgente et amore odo Patres sanctce Ecclesia} per moti suffragium suum per verba nonplacet emiserunt: sexaginta duo alios qui suffragati sunt per verba juxta modum. Confirmantes itaque per hanc scripturam suffragia nostra a Sessione pubblica die decimoctava hujus mensis habenda ut abesse liceat costituimus.QUARTA SESSIONE. In Congregatione generali die XIII hujus mensis habita dedimus saffragia nostra super schemata pri- ma. de Ecclesia Christi. atque hoc modo munus officiumque quod nobis incumbit persolvimus. patuitque quam multis episcopis sententia nostra probetur.

i membri per quanto della sia si esatta di il così dando dogma placet. il Roma Giornale di conto della Sessione pubblica annunziava che era passato i all' unanimità. e che folla il loro as- andava egualmente ripetendo maggioranza rimasti diffìcile ai profani misteri delle ritrattazioni segrete. meno due non vescovi assenti avevano inviato in senso in scritto.322 IL CONCILIO VATICANO. quibus post tam longam absentiam ob mores atque pressantissimas eorum gentias belli ti- spirituales indi- necessarii sumus. etiam conscientiarum pacem et tranquillitatem turbatam Intrìstitiam in quibus ter fideles nostros reperturi sumus. Et aliunde suffragia in solemni Sessione edenda repeterent dumtaxat suffragia in generali Congrega- tone deprompta. conoscere farsi i anche quel lavorio delle coscienze in- . e un' idea un protesta era firmata da di vescovi il il in Roma. . Sanctitatis vestrce personam adeo proxime concernente palam et in facie patris cere non di- placet. stros super rime ad pedes Sanctitatis non sinnnt nos in causa vestrce advexit. lnterea Ecclesiam Dei et Sanctitalem vestram cui intemer atam fidem et obedientiam profilemur Domini nostri Jesu Christi gratice et pr Cesidio toto corde com- mendantes sumus Sanctitatis vestrce Devotissimi et Obedientissimi Seguono giorno dopo che Il gran numero la le firme. dolentes quod ob summopere versamur rerum adjunclam. Redimus itaque sine mora ad greges nostros. Questo da tutti Ora .

storia di questi la mondo convenire chè qualunque si la miglior vo- nell'assenso universale. tutta E in ultimi mesi. per- accetti dei numeri indicati. è sempre tale che non può eliminarsi come una quantità inapprezzabile nell'universalità della Chiesa. non hanno ritrattato le loro proteste. tuttavia colali parole non bastano a cancellare d' un tratto di penna le proteste senze volontarie e. anche semplicemente quello dei firmatarii dell'ultima protesta. cui dovrebbero propugnare. Sessione pubblica e di ripetervi alta- questo primo saggio T opposizione non dente. Se quegli che lo fece prevalere fu di marico per cia buona fede. in che la 9. tati. più ardita opposizione. dilemma ogni modo rimane as- le inevitabile l' ultimo o tutti costoro che hanno così pubblicamente : e formalmente protestato . era placet. Roma dava la misura di quel che produrrebbe di equivoci e di falsi giudizii Tessersi appigliati a più mite consiglio. ne avrà ram- suo partito . o quando fosse vero che costoro appena o contempo- raneamente che avevano protestato si fossero ritrat- quel caso come testimonianza gli assensi nocerebbero più alla causa. A la di assistere alla mente il si conobbe come per proposta recisa e chiara dei Tedeschi. Un' altra fase s' il fac- ini- . detto nella Congregazione prece- assai più semplice L' asserzione del Giornale di e più sicuro partito. e che perciò il Gior- abbia avuto bel giuoco nelT annunziare universale assenso. insomma. ferme che si compie negli arcani recessi "delle congre- gazioni e degli ufficii di Roma nale di l' Roma. ed allora è impossibile con lontà del .323 QUARTA SESSIONE. altrimenti ne porterà in a questo tutta la responsabilità.

ma quale che siasi lore teologico o canonico. e non v'ha dubbio che si otterrà La costituzione della Chiesa nel secolo a farlo il fine. tutte le ruote secondarie perduto ogni azione determinante. . ma con ciò si toglie anche alla loro testimonianza. lo rigetta fuori. si possa ritrattare l' opinione emessa e dire nel tempo stesso sì e no. cioè se la credenza dell' infallibilità T universalità era ab initio e sia presentemente nel- Chiesa . Le approvazioni quindi dovevano venire e sono venute alla fine tutte o almeno quasi tutte. Ora che il fatto è compiuto . XIX rende im- una macchina con un solo possibile ogni resistenza: è motore. alla seconda almeno quanto alla prima e con quella degli oppositori indirettamente a quella della maggioranza. ed era quella delle approvazioni. Si comprende come per devozione possa cambiarsi volontà. e coloro che vi si le provarono. zìava con questo articolo. venga impresso ne sono sempre rimasti schiacciati. avanti dei il il loro va- giudizio semplice non potrà non rimaarduo a comprendere come. è più nessun resistenza legale ed non si ri- accoglie den- argomento possibile di ordinata a qualsiasi impulso dall'alto. è chiaro che tutta T intensione adoperata a produrlo si adopererà accettare. e passa i segni di ogni conces- sione razionale. che tutto quel che non assorbisce dentro di Avendo sé.324 IL CONCILIO VATICANO. trat- contemporanei e dei posteri nere sempre assai tandosi di una questione di fatto. ma della veder bianco invece di veder nero non è in facoltà dell' uomo. Per isfuggire a questa contradizione conviene togliere valore al giudizio proferito da prima. e non avendosi a gettar fuori più che pugnanza non vi tro.

I lettori che volessero andarne in cerca.325 QUARTA SESSIONE. non il giudizio deldai giornali di quella citata o sfruttata quotidianamente dalla politica. ma di quel nella quale ogni im- con trovare. sostrato della coscienza umana. malgrado e contro suo giusto peso. quindi sarebbe troppo lungo ed inuT tile aggiungerlo qui per intero. allora Ma ! il lato teologico e canonico. Ma qui immediatamente occorre ci sotto gli canoni che ne contengono tutta time decisioni. lo riscontreranno tutto nel- legge * l'Appendice. ex novo una maniera opinione pubblica. Ognuno può procurarsi lo schema De ecclesia ora che è divenuto non solo di pubblico diritto. il e che che furono ci ha porre lettori sostanza e i le ulil sog- occupati compie Y opera seguita con mirabile costanza per tanti secoli. Se non ma si tratta di di suscitare quante mai altre difficili questioni mulano nella respinta fin mente fatto sorgono e osservatore dell' di essere. 40. solo ab- queste considerazioni. Le poche parole di getto tutto dramma questo finora e con le quali si riportare occhi dei la 1 cattolica Vedi f Appendice. il di la sua figura e il suo valore: ed è perciò necessario conoscerle da prima per calcolarne gli effetti sopra le condizioni religiose e politiche dei Cattolicesimo. perchè son quelle che influiranno necessariamente sopra l' accu- si noi abbiamo da principio questa parte interna della questione per biamo prestare una testimonianza di fatto. ma comune. pressione finisce tutto. il suo giusto carattere. e costituzione nostri più assoluto si suggella nella impero che si .

Canone Si quis dixerit IL non esse ex ipsius Christi Domini institutione seu jure divino ut Beatus Petrus in Pri- matu super universam Ecclesiam habeat perpetuo s successores. seguenti: Canone I. sive in . un paragrafo che e sono i VATICANO. non autem verce propriceque jurisdictionis Primatum ab eodem Do- mino nostro Jesu Christo pisse. vel eumdem honoris tantum. anathema directe et immediate acce- sit. Bomanum Pontificem habere tannon au. non vero totam plenitudinem hujus supremo? potestatis : aut hanc ejus potestatem non esse or dinar iam et immediatam.326 IL CONCILIO conosca sulla terra in sono contenute in tre canoni ed . tien luogo di un quarto canone. officium ispectionis vel directionis tem plenam et supremam potestatem jurisdictionis in universam Ecclesiam. anathema sit. aut Bomanum Pontificem non esse Beati Petri in eodem Primatu successorem. Canone Si quis dixerit tummodo III. Si quis dixerit esse a Christo Beatum Petrum Apostohim non Domino constitutum Apostolorum om- nium Principem et totius Ecclesia militaniis visibile caput. non solum in rebus quo? ad fidem et moreSy sed etiam in Ecclesia? per tolum iis quce orbem ad disciplinam et regimen diffuso? pertinent aut eum habere tantum potiores partes.

327 QUARTA SESSIONE. mesi si è combattuto con sorte appena varia e con successo conforme a quello che hanno in tutti i costumi e in tutti i tempi cotali combattimenti. ogni qualvolta essa è bene organata ed ha costanza di proposito e mezzi per recarlo ad effetto: ecco l'atto formale e solenne. Ecco Tatto. qua divinus Redemptor Ecclesiam suam in definienda doctrina de fide vel moribus instructam esse voluit ideoque ejus- modi Romani Pontificis definitiones ex sese. si costituisce definitivamente in una . onde la Chiesa. sacro approdante Concilio docemus et divinitus Romanum Pontificem revelatnm dogma esse definimus cum ex cathedra loquitur. Itaque nos traditioni a fidei Christian® exordio perceptce fideliter infierendo ad Dei Salmtoris nostri gloriam. luogo del Canone IV. presumpserit. omnes et singulas Ecclesias. secondo che abbiamo più volte notato. sire in pastores et fideles. pel quale durante sit. anathema 11. quod Deus avertat. religionis catholicod exaltationem et christianoram populornm salutem. cioè col trionfo dell'autorità. id est cum omnium christianorum Pastoris et Doctoris mu- nere fungens prò suprema sua apostolica auctoritate doctrinam de fide vel moribus ab universa Ecclesia te- nendam definii per assistentiam divinam ipsi in Beato Petro promissam ea infallibilitate pollere. anathema Paragrafo che tiene il omnes et singulos sit. nonautem ex consensu Ecclesia? irr eformabile s esse. sette . Si quis autem huic nostro? definitioni contradicere.

monarchia assoluta. per la uomo quale un dinati sottomessi solo per mezzo dei suoi verun sindacato dispone della coscienza di più di cento milioni di persone. nel significato intelligibile per tutti che ha quel concetto. può argomentarsi con ragionevolezza da quel che è avvenuto per lo passato. e già più volte ricor- curano si risultati pratici le attinenze affatto sociali e collegano con sì grande queche possono derivare per la società dall' influenza dei Concilio Vaticano. la Religione Cattolica Romana è certo più facile ad essere retta e più idonea ad operare e a gettarsi con tutto il peso che ha nelle lotte politiche e sociali. non deve essere la qual religioso altro che riflesso del pensiero e della volontà di lui.328 IL CONCILIO VATICANO. essa si presta anche per questa via a divenire uno strumento ed è in condizioni assai più vantaggiose per operare come un partito. Così organizzata. per apprezzamenti riconosciamo volentieri sol che per necessità stione. coscienza. cioè in una forma di reggimento. Secondo queste considerazioni tutte pratiche ed umane. trovandosi sempre più co- . ma che più facilmente ci guadagna essa con questo per conseguire quell'uni- versalità che è il genio proprio del Cristianesimo. di liberale nel Cattolicesimo. sotto pena di che la diriga e la un immenso subor- più stretta obbedienza e senza alla rompere ogni legame conforti. suoi diocesani e sudditi. e che sta particolarmente scritto nella significazione del suo proprio nome? dato ai lettori. pei quali ci incompetenti. gli sempre. civili ma i questione. i Come abbiamo nostri giudizii schivano quanto è possibile in tal teologici. che per una organizzazione cosi fatta ciò che v' ha d' intelligente . di razionale .

col Papa innanzi a esperimenlare dei tempi. e dipingere condizioni della Chiesa di durante questa corsa faticosa a traverso la so- . più capace a con- tenerlo nel quale lo slancio irresistibile della vita tutto lo spazio che gli è necessario a e . stretto in questa cerchia tenda sempre più ad uscirne . e se ne troverà di fatto e senza grande sforzo fuori. Secondo necessità e gli avvenimenti. questi compire non sentendosi Vaticano si a tener dietro validi alle novelle del contenteranno ancora dell'antica novella. correrà.329 QUARTA SESSIONE. ma si periti di che perciò? La sua azione liberale in quelle condizioni smisurate di potere non conterrà anch' essa gli stessi pericoli che la Un sua politica di reazione? principio. se troveranno ancora alcuna guida. della buona novella per eccellenza. e dipenderà in gran parte dai varii umori dei Papi che si troveranno a farne sta resperimento. per sua può esso produrre veri La denominazione stessa di partito illiberale i paesi. Quel che nel Cattolicesimo si racchiude di più disciplinato e di più devoto. è vero. e significare ziato sembra di un libertà? i da se Cattolici devoti già preludere all'avvenire coscienza di costoro che hanno rinun- all'universalità per tino ad Roma la di cattolico che sono data stessi e così volentieri si di tutti frutti natura -certo segno le il loro regno. le non potrà anche darsi che qualche Papa accostarsi a idee larghe e liberali. moderna abbia la sua orbita: e non sarà poco se coloro fra che vorranno pure conservare una religione. in un circolo più largo. la sua forza contro Ma quando e la preponderanza dove andrà ad arrestarsi que- corsa? Niuno può dirlo. più razionale. alcun conforto nel Vangelo.

12. picciola parte inetta a seguir la prima. JESU COLLEGII CIVILTATIS CATHOLICE SESSIONIS IV CONCILII VATICANI MNEMOSYNON. andrà a perdersi nelle sabbie ardenti formate dai detritus di tutte le credenze e di tutte le moralità distrutte che che si derna compongono distende interminabile lungo i il deserto contini della mo- civiltà. ne abbia avanti la storia la l'iniziativa lode o il biasimo. intollerante della seconda. ed ognun come questi sono stati l'intelligenza e la volontà quella idea. due correnti. dogma sa di giorno stesso della promulgazione del monsignor Manning ricevè in dono dalla ComIl pagnia di Gesù il ritratto del Bellarmino con questa epigrafe: HENRICO EDWARD MANNING ARCHIEP. D'ogni opera si conviene che chi n'ebbe ed il pensiero. SODALES SOC. Fra cietà le VATICANO.330 IL CONCILIO moderna. WESTMONAST. Ognuno ricorda dri della Civiltà Cattolica e la parte che monsignor Manning i Pa- arcive- scovo di Westminster recitarono nella definizione del dogma dell'infallibilità personale del Papa. . nelle quali si di- viderà inevitabilmente tutto quel mondo che fino a questa ultima fase si chiamava indistintamente Catto- una non lico.

grandi interessi le società. quella im- in quella parte che si è più adoperata per le pressione negativa di sproporzione fra il il desiderato e conseguito. Esse possono considerarsi sotto tre aspetti corrispondenti ai tre che determinano l'esistenza di tutte religioso . quella specie di sospensione che nello . nelle quali si tro- popolazioni cattoliche e la società in genere di- nanzi ad esso.331 CONCLUSIONE. anche nuove dot- trine. di Questi avvenimenti sono già lontani da noi più due anni . quanto Concilio prorogato. 1. ne presta già un certo margine di ma sufficiente un batter che pure a deporvi sopra i resultati fin d' ora opera del Concilio Vaticano e par- qualche considerazione apprezzabili dell' ticolarmente sopra vano le le condizioni. cioè sociale e politico. sia per noi un'importanza pratica ed immediata il conoscerle ed estimarle al loro giusto valore durante questo tempo di d' interruzione e di riposo. Dal lato religioso l'effetto dal Concilio Vaticano immediato dell'opera nei Cattolici più devoti. tempo che è meno spazio di di ciglia innanzi alla storia del pensiero. essendo stato il opportuno . è stato quel sentimento di lassezza. E ciò sarà tanto più che. 2.

più immediatamente dap- lo una il realtà. La parte Chiesa che costituiva l'opposi- della come zione è invece rimasta. della quale è predire l'importanza e 4. a fare alcuna con- può cominciarsi oggi fatica natura dei sentimenti e soprattutto soche vi si produrranno. conservano bensì una spiccata personalità che potrà forse un giorno acquistare. ma quasi universale. guardevole particolarmente in Germania. conseguimento un desiderio. temporale.332 IL CONCILIO spirito umano segue il presso per non plus ultra di VATICANO. ed a gettura sopra pra può i vinti. sottomissione dei vescovi.un' importanza di ge- nere più universale. 3. scissa ed incerta. e quelle individualità che si sono sottratte alla sottomis- sione. una istituzione. Non inferiori della gerarchia ecclesiastica. per parte dell'Episcopato dell'opera del Concilio Vaticano. I vescovi la gli effetti pratici dirsi che si sieno universalmente sottomessi. ma per ora non cambiano punto il fatto dominante dell'accettazione più o meno spontanea. è impossibile ad un osservatore co- . ai quali è riuscita i del Vaticano. resistenza viva ed operosa dei vecchi Cattolici. un popolo. di uno scopo che abbia ardentemente appassionato un uomo. e per quel che riguarda sì per quel che concerne si le la politica suo stato il sue relazioni internazionali. e un una il di laici hanno scissione. A dare maggior forza a questo sentimento non han di poco valso rovesci. In fondo però egualmente che alla alla numero anche più gittato le prematuro la rag- nelle varie nazioni e più di cherici sparsi ragguardevole così nei gradi- Un numero fondamenta di e sarebbe ardito durata.

quelli per disciplina d'ordine e di gerarchia. Incominciando dai vescovi che hanno aderito dopo aver sostenuto il contrario. hanno condotto finalmente a quelle conclusioni che ne sono state gello. alle dottrine e terno fino a la loro tutti tazioni o si il loro carattere in- influenza esteriore. o per meglio dire. una linta generale di rassegnazione. opinioni sono passate a far comune per tutto mondo il cattolico. e proseguendo che dopo molte ed evidenti esiastennero o accettarono senza resistenza. presso i quali è imche questo primo e spontaneo attestato della possibile loro coscienza non modifichi essenzialmente. scienzioso ed imparziale non discernere un' assenza. largo se non nel più gran numero. con la quale dallo stato parte del diritto 5. sempre più prevalendo in questi ultimi anni nella direzione generale della Chiesa. di il la conseguenza e compendio e la il sug- forinola. per sentimento dovere. in un numero. Essa prende perfino il carattere di una certa resistenza passiva. de' Catun giudizio proprio a ri- tolici intelligenti e capaci di guardo delle dottrine e per la politica che. quel che con la resistenza non avrebbero potuto respingere. e per altre simili ragioni meglio che per propria vera convinzione e per sincera e spontanea testimonianza della loro coscienza. una gran parte dell'Episcopato viene ad avere manifestamente accettato le dottrine e la politica che questa prima di hanno prevalso in fase del Concilio Vaticano. per cura del minor male. Nel clericato inferiore il numero sentimento e spesso la penosa esperienza il di coloro che hanno delle diffi- .333 CONCLUSIONE. di entusiasmo. di fronte che hanno accettato. secondo le opinioni e i temperamenti.

tori. questa moltitudine. ma tutti in qualche difficoltà pratiche. sente più o meno.334 IL CONCILIO VATICANO. ma ed an- che una minore indipendenza personale mantiene anche questi „neir obbedienza ed in una specie di rassegnazione passiva che paralizza istromenti imperfetti anziché azione e ne la loro membra Chiesa. cioè fra i razionalisti. e che preferiscono vedere costantemente diminuirsi numero dei fedeli a riconoscere come tali il quelli che . se ne rende più o meno conto. Fra la peraltro Non cherici. secondo il grado d' intelligenza e di moralità onde ciascuno è fornito. e quelli che mente detto il nella quale si i i due veri liberi pensa- compongono quel che partito fa viventi della è propria- cattolico. tutta la grossa parte vivente comprende ed operante delle popolazioni cattoliche. è un neh" Episcopato eguale sentimento d' ordine e di disciplina . li seguano in questa evoluzioe con zelo no- vengono volentieri per opera dei quali si moltiplicano. nel laici nei i modo provano pericoli e i e riconoscono le danni che si producono costante perseguimento di cotale indirizzo. almeno per pria le Chiesa. di appartenere alla pro- però loro coscienza serenamente e con esatta cognizione di causa ne. Nel laicato tutto quel che si contiene fra estremi. la resistenza si trattenuti massima parte i manifesta altrimenti che da legami o condizioni di costoro tormentati dall'an- gusta cerchia saltano fuori e cessano temporaneamente. coUà e dei pericoli che incontra l'applicazione di quelle dottrine e Y indirizzo di quella politica nelle società assai più grande che moderne. speciali. forme senza profonde e che la esteriori. . Siffatte diserzioni tate da coloro che convinzioni sicure e stessi.

6. esso è per carattere e per educazione poco addimesticato con interessi quotidiani della vita. Questo partito. di rapidi e alle quali bruschi rivol- gimenti come quelli. forte del progressivo e logico svolgimento. e se- rammarichi e aprono largo varco i tempi le speranze. col quale ha conseguito la sua mèta. Ardente. nei quali n'è toccato in sorte di vivere. i disinganni sofferti. tenace. esso è forte dell'incomparabile organamento che quindici secoli di esperienza e di lotta hanno dato alla Chiesa e nel quale per lunghi e preparati metodi d'in- segnamento. ed ha la più gran pena del mondo a farsi tollerare da Dio e da' nemici suoi. e sopra della le più assolute tradizioni Curia Romana: esso è tenuto insieme e cementato da tutte le rovine. Il suo programma è gì' fondato sopra più larga interpretazione dell'antica la scuola autoritaria. spesso convinto. e la riluttanza dei sentimenti. sta una scuola o meglio un partito. di pratiche e di combinazioni ha finito con ottenere una influenza preponderante. ha per se molte tradizioni e infiniti volumi che ciascuno per volta sua parte ha contribuito. Munito di . e ciascuno alla sua può essere citato in suo favore. in tutto e ciecamente non sono loro si piccolissima parte di resistere sommessi. A fronte di queste varie e molteplici forme di resistenza e al disopra di questa moltitudine neutraliz- zata e resa inerte dal conflitto fra l'autorità costituita preponderante. sempre appassionato e fanatico. condalo da tutti i i terrori.333 CONCLUSIONE. Una prende l'ingrata ed enorme briga contemporaneamente alla forza oppressiva ed espulsiva cheli urge. Ma quel che è la più. degl'inte- ressi e talvolta della ragione e della coscienza propria.

La volontà di un sali solo è un imbuto. esso esercita un domi- nio oramai incontrastato sopra sa più né obbedirgli partito. direi quasi. Su questo proposito ne sia concessa. Al disopra di questo nucleo questo che. e più fa- . rattere resistere alle correnti molteplici. di moltitudine che non resistergli. varie. e che stesso prevalendo sopra gli altri valgono per questo ad imprimergli un carattere meno universale. talvolta violentissime d'interessi e di passioni che esse incontrano nel loro lento e maestoso cammino. nel quale gl'interessi univer- trovano difficilmente accesso: essa diviene natu- ralmente l'espressione dei più prossimi. spesso pode- rose. hanno mestieri di essere impersonali.336 IL CONCILIO VATICANO. come vi sono responsabilità che niuna individualità umana. Le grandi autorità morali per 7. nel quale vanno ad infrangersi: poiché vi sono ste combinazioni di forze. la né il chia cattolica. personificazione stessa. per grande che sia. per il caindeterminato e libero di questo lavoro. potrà mai sopportare. È necessario che que- non possano mai isolare né personificare Y ostacolo. e con le quali devono inevitabilmente lottare. tutti questi formidabili elementi. secondo un dato ordine imprime d'idee. ossia che gli sono necessarii per convertirsi in di coloro effetto. sta carattere e il Papa. deve portarne necessariamente sabilità tutta la gerar- la il più alto tutta la respon- più alta espressione. una brevissima digressione. torità che si è viepiù e che ha toccato per il il moto a quale per la ed esserne la somma d'au- sempre accumulata sul suo capo. le ultime conclusioni segno. sopra e contro le quali non v' ha potere e resistenza isolata che valga .

la responsabilità e le difficoltà da superare per con universalità liberà ed esercitarla anch'esse in proporzioni infinite. sebbene come non nei nostri tempi affermata così esplicitamente . Se dei grandi Papi che nelle epoche sioni. e l'influenza che esercitarono su quelli. acquistando nella Chiesa un valore infinito. e strati modo ammae- curioso potremmo forse apprez- zare con esatta cognizione di causa qual sia la condi- zione di così stragrandi autorità a fronte delle passioni violente che vi mira. e per tutto quel che da quattro secoli ha mutato la già incominciato a sollevare già a sapere che cosa faccia dell'Europa. più le aumentano conseguenze di Papa La volontà del gravità. ovvero. delle 22 . della Rivoluzione d'Inghilterra. cilmente tirannico. era di gran lunga più effettiva ed universalmente rispettata. di quando la si si sua mantenerla aumentano maestose ombre le trovarono a governare la Chiesa grandi colluttazioni e di violente pasloro suprema autorità. Più questi caratteri d'isolamento e di accentramento di potere si fanno spiccali. se semplicemente gli Archivii Vaticani ne lasciassero leggere nei loro preziosi documenti e conoscere quali furono di quelle grandi personalità le vere attinenze con quei grandi fatti. I convergono e che le prendono di lavori critici sopra la storia ecclesiastica e le monografie dei grandi Pontefici che si moltiplicano ai nostri tempi. particolarmente per tutto quel che riguarda le straordinarie vicissitudini della Pùforma. della Lega. quale la parte che vi ebbero.337 CONCLUSIONE. noi saremmo probabilmente in sopra questo soggetto. il velo: e noi dobbiamo pensare hanno cominciamo circa il valore reale delle volontà assolute nelle gravi vicende.

338 IL CONCILIO quali VATICANO. ossia con le società informate a confessioni diverse. spesso l'opinione volgare attribuisce loro tutta la responsabilità. Più felice in questa seconda ten- egualmente denza che nella prima. e circa la vera azione individuale che Ma vi hanno esercitato quei personaggi. ben si comprende come Fazione continua ed universale della Chiesa nelle società cattoliche sia trattenuta ed intralciata nel suo . l'assassinio di Enrico III e quante mai colpe e delitti sono risalite per questo meccanismo nell'opinione di molti e molti tutte intiere altre fino del al Vaticano libro La prima accettazione ! della dedica III non è Copernico per parte valsa a cancellare dalla storia a carico del Papato la di di Paolo prigionìa di Galileo. 8. declinata da tutto il resto della gerarchia ecclesiastica per rivestirne soltanto il suo unico capo. Il primo sentimento che dopo o quanto quello della autorità assoluta ed illimitata prevale nello spirito che dirige il sentimento cattolico. esso è riuscito ad isolare nel . di intanto la notte San Bartolo mmeo. mentre che le resistenze luterane al nuovo sistema del mondo si sono smarrite nell'onda E in quei tempi la non era ancora responsabilità del l'opera compiuta. è quello dell'esclusività assoluta. libero svolgimento dallo stato presente delle relazioni reciproche di tutti i suoi elementi interni. dal lato esclusi- vamente religioso. non era stata ancora solennemente della Chiesa governo incessante dell'opinione universale. Ma facendo rapidamente ritorno da questa breve digressione al nostro soggetto. le condizioni della Chiesa Cattolica non sono né più facili né più larghe di liete speranze. Per quel che riguarda le sue relazioni esteriori.

stalo Sovente i il suo buon sucai Cattolici nostri giorni non hanno. essi ostilità per questo quello che per sono aumentati in pro- ambedue seporzione ed hanno toccato condo che la loro applicazione pratica era più in conil tradizione con l'indole e epoca. Per l'esagerazione delle applicazioni di questo sentimento nella rità vita pratica. nella vita reale. suoi fedeli fra tutte le altre confessioni e particolarmente cesso è le cristiane. dare e ricevere nel tempo stesso una cooperazione attiva sul terreno morale che è tutto pratico. sca- turiscono per le istituzioni cattoliche non poche difficoltà dalla tenacità e dall'esagerazione di questo nelle loro infinite attenenze le quali con le sentimento confessioni affini. che cioè si ravvicinano sioni anche più simili ed affini. In una universale tolleranza. ed in un piano al disotto delle questioni teolo- giche. le istituzioni cattoliche. sentimento il di sentimento si dal del lato accostino le fini- È avvenuto esclusivismo e di di autorità. con sono costrette ad incontrarsi sopra ogni terreno e subire per forza in ogni occasione con esse una pa- che non accettano mai francamente. come i la presente. come mente o di a volersi modificare al contatto delle confes- Che anzi si manifeun curioso fenomeno. di quel che mai non time dal lato della religione. sta in essi ' più fra loro le più lontane confessioni razionalismo. di quasi i ostile. in un tempo che a tutla la società tanto im- . In ciò intero. invece di ricambiarsi con le altre. praticamente. o almeno non professano più alcuna ma rado come individui e non mai società essi accennano a fraternizzare menoma- religione. 339 un isolamento fatto. di loro apogeo costumi dei tempi.CONCLUSIONE.

quanto all'ordinamento civile delle nazioni. 9. al più . Questa situazione che abbiamo descritta autorità nel seguire tutto il inerte fra i . lottando fuori contro il resto del mondo. di una stesso inflessibile ed impari a con- tempo suo proposito. gl'interessi. e sono infatti . con orribili sofferenze e tremende scosse. dovrebbero essere.340 IL CONCILIO VATICANO. la scienza. né a quello al allo spirito del Van- della civiltà. porta di rafforzarsi su quel terreno. Questa è pure la ragione. e tutto quel che costituisce le società moderne. le quanto più esso sfugge non solo ad essa leggi. mantengono e creano diffidenze e rancori là dove dovrebbero cer- care amici o almeno ausiliarii: diffidenze e rancori che per non essere consentanei né gelo. con le quali convive. e lottando per questo contro i tempi. riescono tanto nocevoli sentimento religioso. per salti. ed è ragione noi non si riesce a ottenerla fra perchè principale. la lotta agitandosi di continuo ideale che per il tanto più ardentemente. il ma incapace di vincere ha intrapresa con esse conseguimento di un . questa situazione che paralizzano forma lo è una delle principali cause svolgimento naturale della presente di civiltà fra le nazioni cattoliche. comunicare loro incapace di assimilarseli e di suo spirito. i costumi. perchè le istituzioni religiose che. gravitando nell' interno di suo peso sopra una moltitudine riluttante o il abbastanza forte da impedire ogni resistenza ma suoi soggetti. ma lontano orizzonte dell'umanità. che a mezzo. ed in ciò fare alla sua volta potente ed atta a creare ostacoli alle società civili. i bisogni. secondo quel che la storia di lutti i grandi popoli ne insegna.

là dove s'immedesimano ed informano uomini in genere una speterreno neutro per i molteplici conflitti. come reggono il i ed secondi i primi secondo lato della que- lato sociale. l'equilibrio. quanto più tarde. e un terreno sempre aperto alla lotta e dove non s'incontrano che amici o nemici. ambedue ugualmente peri- Ma quel che offre un segno manifesto si dei è come pel rapido loro mapiù tempi turarsi nei continui e perigliosi conflitti. meccanico essa in generale ostacoli passeggeri il delle forze morali è una legge anche quella che governa le forze materiali che mondo. dell'ingegno anche l' e che sovente attestano umano. e non si turba senza che si producano più gravi disordini e le più violente reazioni. ed inabili talvolta. Non fa mestieri illudersi. quando troppo tarde. ma gì' inconvenienti di quelle e le rea- zioni presto o tardi si manifestano e tanto più pro- fonde. una nazioni. non incontrano più che loro ultimo fato. il 10. tificii abilissimi. di conflagrazioni e di difficoltà. nei quali si colosi per V ordine sociale. trova avvolta la il ormai Chiesa. e per le per la vila civile. direi quasi. riescono invece fra noi una delle sorgenti inesauribili consolazione per di ritrovo di divisioni.341 CONCLUSIONE. a ristabilire Y ordine primitivo e non di : . un punto di partenza e nell'avventuroso pellegrinaggio della vita. di unità e di forza l'elemento più efficace d'ordine. Questo è stione. cie di gli i disinganni. ed è perciò il risultato di una legge superiore a tutte le leggi che possano essere fatte dagli uomini. si può creare e la Con i àr- potenza prolungare esistenza di situazioni artificiali fuori di quel- l'equilibrio.

a definire. si definiva. tesi mantengono nei si I nel emana si si uniformano. cale. talvolta con mirabili risultati. fece la a si infatti sotto semplice impulso il Cristianesimo in quattro o cinque secoli conquista di tutto il mondo conosciuto. raro in questo caso valgono solo a trascinare nella rovina tutta r opera così faticosamente e talora così mirabilmente composta e tenuta insieme. con- tempo dall' tengono in sé la più alla espressione scritta' di una legge che risponda a tutte le condizioni. dili- si parlicolarizzava e dissensioni Roma Si continuò . Secondo che vano le della Sede di te. una politica. a nacque tutto un sistema. ma perdendo pur tuttavia costantemente di quella semplicità e di quella generalità. radici. e . nasce- e la definitiva elevazione giuridica fu segnalata dallo scisma d'Orien- a ordinare.342 IL CONCILIO VATICANO. formano carattere primitivo del Cristianesimo. A mano di questo mano il che le sue istituzioni si sono andate svolgendo. e diritto. a tutti i bi- Ed sogni dell'umanità. Fratres. un stabilire. questa grande voluti limiti equilibrio. prosperano giusto delle norme alle di e formano sviluppano la mettono e legge per questo felicità le loro pochi precetti sparsi nel Vangelo e quella sinstesso indeterminata e compiuta che insieme di quel codice meraviglioso . era di tutti il precetto predicato come sintesi da uno dei suoi primi e più chiari luminari. e per conseguenza di quella convenienza facilmente ed evidentemente universale che il gite alterutrum. ma anche nel loro successivo svolgimento accomodano si morale. dove società. Secondo che le istituzioni non solo nella loro fondazione. si sono compli- son pure andate particolarizzando.

decreti La conseguenza di un che sono intervenute in così lunga esplicazione di un'autorità così illimi- come conteneva potestativamente ed effettivamente nella Chiesa Romana. amici e nemici. ma pure si procede e continuando sempre a far leggi. è stata di aver tata. ed a fare al e canoni fino al 18 luglio 1870. e questa vitalità. D'allora in è continuato a specificare e a particolareggiare. così come nelle appliminuta. quella che prodotto e condotto si alla sua ultima perfezione un si- stema che.343 CONCLUSIONE. tutti coloro che vi erano sog- eguale pressione sopra . quale nuta nel Vangelo. a ordinare. a governare e a centralizzare. per i soggetti con una più minuti particolari . lità nel questo movimento questi attriti stessi produssero . Pur tuttavia durante tutta questa fase si procede sempre a traverso ostacoli e difficoltà . ma anche più semplice. Questa fase fu di gran vita- Cristianesimo e nella Chiesa. si giunse casuismo. resistenze d' ogni sorta. nella teoria più vasti come per come i nella pratica. così uniforme nei principii cazioni. si è progressivamente e definitiva- mente incarnato in una legislazione cosi compiuta. sorsero discussioni. i più grandi uomini e le più meravigliose istituzioni. d'interessi e di passioni. non cristiana e se ne poi si finché solamente dell' Europa volle più accomodarsi al diritto di formò un Roma altro a sua convenienza. finché dopo molte agitazioni e resistenze che erano passeggiere. numero una state finalmente una gran parte infinito di circostanze leggi. morali e materiali. avendo per punto di partenza la legge più è quella contepura. d'opinioni e d'interessi. con questo naturalmente si risvegliarono anche differenze di giudizii.

mezzi. non solo nella sua sostanza. che l'infinita varietà della natura umana trotali vandosi per essa costretta in una forma unica. l' influenza che esercita so- non era più all'uopo e neppure valeva . apertamente e disordinatamente. in tempi progredivano e si cangiavano i costumi. era necessario aprire o meglio allargare una valvola che fosse di ristoro alla grave pressione. senza o con distinzione appena sensibile di paese al fine di condurli a tale effetto. tanto numero maggiore era il delle applicazioni. Quel mezzo. quella valvola già per sé pericolosa per pra i caratteri. si Inflessibile per sua propria natura. limitata. invariabile. per tale via determinata. quanto più allargava e diveniva precisa. per le difficoltà ognora per l'aflìevolimento delle credenze breve tempo non vi sarebbe stato più un fedele che. ha incominciato a reagire da prima istintivamente e rimessamente. secondo quelle norme. . con o di schiatta. . Ma questa ticolarizzarsi legislazione nel!' esplicarsi. Ma intanto i e dei caratteri dall' altro. nelle quali aveva trovato le sue fondazioni e ricevuto il maggior incretere dei mento. e perciò si dovè neh" economia della Chiesa abbondare dal Iato del perdono. così e non altrimenti. perchè ne fosse possibile 1' applicazione. potesse considerarsi veramente come tale. Senza crescenti da un lato di questo. alle quali s'imprimeva quel carattere e si estendeva queir inflessibilità.344 IL CONCILIO getti. VATICANO. quindi coscientemente 11. ma in tutte le sue più particolari applicazioni. Quindi addivenne che. conservava il carat- tempi e delle condizioni. nel par- e nel compiersi. ed ambedue si trovavano sempre più in contradizione con le forme che li reggevano.

345 CONCLUSIONE. nel quale questa isti- la la tolleranza. Era venuto il tempo. diveniva Per parte artifi- della Chiesa aumentavano leggi. vivendo di un obbedienti regime eccezionale. tendevano a divenire sempre più una classe a parte. che per un tempo si erano confusi insieme. nuovi segni di ricono- scimento e lutto quel che suole chiamarsi in soccorso delle istituzioni appena che debbono vivere in condizioni speciali. e perciò sue relazioni con i le difficili di modificarsi con affinità la difficili egualmente sentimenti e im- ha stessa le abitudini che si andavano svolgendo nel resto deli' umanità : e quindi pian piano cominciò a disegnarsi il distacco fra il mondo e la Chiesa. tanti. A questo o queir effetto si moltiplicavano nuove devozioni. longanimità e con la'quale la sperimenprudenza della Curia Romana moderava la politica ecclesiastica. Questo distacco crebbe ogni giorno. nuove associazioni. ha impedito essi. reso Questa progresso. o il nuovo carattere e le nuove esigenze trovarsi in conflitto con al sommo autoritativa progressivamente con pedito o almeno ha scienza e le il le La sua costituzione questi. più la pressione delle istituzioni religiose nelle società cattoliche ciale da un lato e grave dall' altro. pene. tata tuzione. e più esso diveniva sensibile. e fuori dell'equilibrio Dalla parte del mondo i normale Cattolici e. come suol dirsi. inquisinuove e nuovi Ordini religiosi miliistituzioni zioni. censure. praticanti. ma in ogni speciale ed uniforme e perciò tanto meno adatto modo . doveva necessariamente o dei tempi. delle società umane. talvolta più perfetto. che rivendicava a sé la somma del sapere e del modificarsi secondo potere.

e tutti quelli quindi che non si adattavano a questo re- gime non pensavano punto a trattare la questione formalmente e dalle fondamenta. Il risvegliarsi mente a tutte le dei pensiero in improvviso ropa sul finire dello scorso mediante alcune finale. quella pressione determinata. Per coil i storo la : speranza di un pentimento e di un perdono la facoltà alla Chiesa di ritenerli in un dava tardivo secondo cerchio assai più lato. a divenire o gersi nel mente numero. uniforme. tali i Cattolici A forza di restrin- considerati come vera- tendevano a divenire quel che sono in ulinfatti. che per non produceva la sua applicazione fra quelle alternativamente e talvolta anche contemporaneamente che bigotti e corrotti: ed ha principio con quel momento quella terribile fase di reazione feroce che 1793 del e incomincia con non ha ancora trovato la gli orrori del sua fine con quelli 1871. né a fare una riforma o uno scisma . facoltativo. ma bensì per quel che riguarda pensiero ne facevano a meno. compiuta in tutte le . ed fece ai tutta la falsità di questa situazione Eu- sentire viva- cuori ancor vivi. mantenersi universale. e nacque quindi lo sdegno e Y irri- verenza contro un regime. I tempi non erano timo divenuti più propizii alle passioni e alle discussioni religiose. un partito. direi quasi di membri onorarli durante tutta la vita. Stabilito così questo antagonismo. e per quel che ricostumi non praticavano di qui pian piano guarda T indifferentismo e la corruzione abituale. secolo menti elevate. a patto di non porre in discussione i principii e pratiche ed una resipiscenza 12.346 IL CONCILIO VATICANO. morale delle popo- lazioni cattoliche.

prendere le . non tutte le nature. da gettar via. del giusto secondo esse costituisce v' ha un codice relativo. sue parti. esse. che aveva fallito nella sua intenzione universale. per essere un buon cattolico. inalterabile in una certa forma ed inesorabile. aderì tenacemente più bene non formale. dopo la lunga Successione di tutti questi avvenimenti. opinioni scientifiche. di male bene e da rispettare prescritte. secondo certe dottrine che prevalgono con carattere di generalità nella direzione che lo conduce. obbligatoria. ma rac- distacco che. più gravi perchè ne condizionato. principii politici. e non di raro fa patria stessa. rità e E ciò che asilo. stione sociale. tante difficoltà da superare con le isti- tuzioni che ci governano. sono quelle di un talmente scabroso e rita difficile. l' altra ad uso dello Stato. tante cose da rinnegare. si ribelgenze prima ne . che sarebbe mestieri avere due coscienze. l'una ad uso della propria religione. cui accesso è il sua presenza la non per quelle maschie contradizioni che s' le ir- forti aspe- incontrano nel sen- ma perchè . che il vi sono tempo ha sludii che il così il e dell' onesto bene ed voluminoso tante il di costumanze male assoluto. minacciava proporzioni : e le difficile. anziché calmarle. tanta parte di scienze e di nostro tempo richiede ed a cui esso gli ha abituati. fuori ed oltre tutto quel che tiero del bene .347 CONCLUSIONE. seb- nocque anziché giovarle rendeva sempre più mente adatto a di Chiesa alla dopo questo nuovo colta in se slessa sì bene alla facil- minor Le condizioni quindi della Chiesa nelle popolazioni cattoliche di fronte alla que- parte di l'accesso. A questa prova le intelliche da sentono tutto il peso.

rifiuta loro la animo che non dell' queir equilibrio loro i che rifiuta loro ai preti che la suoi nemici dichiarati ne pro- fittano così largamente. Quindi è che stri giorni si il è dimostrato impari quali versa. senza direzione e senza conforto. del resto. pur nobilitano innalzano l'anima consiglia sue facoltà tro- le quando anche non sieno nifestazione senza figli. e Un ne. ottiene che si ciò per un' opinioentusiasmo.348 IL CONCILIO VATICANO. lano e dopo esse l'istinto delle moltitudini. Da delitti. quella Chiesa che educa le ma loro mogli. sommarie brigantaggio. il colpi di Stato. Di qui pure le aberrazioni e le poiché ne. Le rivoluzioni più spietate. egli è perchè trovano il terreno mirabilmente disposto. reazione in esse è tanto forte quanto l' azio- prevaricazioni sommo tanto feroce quanto è stata inesorae perchè in esse dei rimedii. sta manenti del male. si i cause per- delle Cattolicesimo ai noalle difficoltà. il dove dovrebbe là una le mannaie. e quindi le une rimangono prive anche e soprattutto le altre della parte sostanziale e benefica della religione. quella pace. per quelli che. inasprite. e talvolta di in ogni loro umana. le esecuzioni moltiplicano fra quelle senza effetto: e . la terribili la ribellione bile la pressione. pace. gravi i le anime tutto ciò scatu- Chiesa e l'odio alla guerra ma- sempre ed pecca. che riescono a trovare nella sua misericordia macchiate dai più risce la rappresentano e se . essere il delle popolazioni cattoliche. nelle mali sociali contem- poranei. La Chiesa è sempre tuttavia dinanzi a loro. per un'idea. ossia riman- gono moralmente monche. e impotente contro i petrolio. quando tutti i suoi sentimenti e vano la loro giusta sodisfazione.

perchè non tiene nessun conto di sibbene a questi di ac- tutti quelli questo che criterio tali non sono. 13. cioè quello. Di qui pure 1' altro fenomeno sconsolante e che non può per il carattere di generalità che ha acquistato non prendersi quale come avanzati in considerazione. Militando mistiche e anch' esso. ma comodarsi a quella. la le associazioni pellegrinaggi di Francia. che nel compiere cio assai scabroso ai nostri tempi di l' mantenere il gli uffi- l'or- dine debbono sovente combattere contemporaneamente le della aggressioni rivoluzione e le esigenze della Chiesa. Ben lungi dal voler giudicare questi uno ad uno. quando scende nel terreno dei fatti. Questo aspetto tutto unilaterale per i Cattolici. Chiesa non ha altro ad opporvi che declamazioni vane e postume lamentazioni. poiché senza involgere in queste denominazioni tutti i traviamenti. al progresso ed ai costumi. e già troppo grande dei comuh elemento di più nella guerra soè divenuto battenti. cercato rifugio e gli errori e le follìe che vi hanno .349 CONCLUSIONE. e. i le dimostrazioni periodiche. e perciò inabile a pacificarla come a vincerla. conservatori. non fortunato nel numero ciale. dizioni la un fenomeno organico degno rivela fatti ad loro ripetizione in così differenti condella più profonda considerazione. non è neppure secondo giustamente giudicato. per o quasi tutti i tutti i Governi di Europa. rimedii come l'obolo di San Pietro. che cioè non si ap- partenga alla Chiesa di accomodarsi alla scienza. E qui è mestieri una seconda digressione per fare alcun appunto su quel che obbiettano i propugnatori di quelle dottrine.

ricade. sta però in mano di pochi e ci sta effettivamente per tutte quelle materie che non costituiscono la sua essenza. sì perchè quella stessa autorità che essa esige gliela impone. del resto. e che perciò integrali. in ogni VATICANO. responsabilità dal suo indeclinabile. Gli grandi fasi del cosciente attribuire ad alcuno distinta- uomini più eminenti figurano come in istromenti e galleggiano o queste si som- mergono secondo che le loro forze infinitesime si adoperano con discernimento e con equanimità in quelle poderose correnti. la responsabilità del provvidenziali. intervenendo efficace- mente nella vita giornaliera sociale e politica delle na- contengono i soggetti principali della lotta e del pericolo. ne per loro natura invariabili. lo svolgimento della scienza. per tutte le materie contenute in quella parte del suo organamento che si chiama disciplinare.350 IL CONCILIO che. o almeno non si può modo in alcun mente. son fatti che si compiono fuori dell'orbita si della potenza umana. ma che altri tempi ed altri bisogni vi hanno introdotte. non sono nò e che sono poi esclusivamente quelle che. tempo e sotto ogni forma si ri- producono nell'umanità. lutto quel che chiama con una parola sola il progresso dei tempi. sebbene per i principii e per le grandi questioni sia anch' essa fondata nella fede e nell'opinione dei fedeli. L' amministrazione invece della Chiesa organata e disciplinata. e ne porta tutta proprio aspetto illimitata la responsabilità. le grandi evoluzioni sociali e politiche. e quindi fatti bene o male generale che si o non produce per essi. Per tutte queste materie sta in essa il potere zioni. fa pur d'uopo riconoscere che il cambiar dei costumi. si .

perchè la nobile ed alta missione che porta scritta sulla sua fronte. parte di cose la Questo è ciò che dà importanza grandissima del periodo il Concilio nuovo che ha Vaticano. e avveni- gli avuto altro effetto quello di portare in sé. proseguito costantemente. a favore di questo stato sanzione ed il sigillo di un Concilio Ecumenico. cioè per più di trecento anni. quanto passato che ha sanzio- nato. si indirizzo la nuovo. in- inaugurato da lunga data. quale ne apparisce presentemente anche dopo e perciò del Concilio Vaticano. parte in modo 1870 non hanno che pratico come fin in realtà per presunzione. perchè esso proroga né è il resultato vece la di quel conseguenza di che vi un non è È è operato. non era mai stata messa in discussione e non aveva mai clesiastici ricevuto dalla Chiesa sanzione solenne. il ai primo quasi tanto. Tutto quel che si è operato nella Chiesa dal Concilio di Trento in poi. esplicito. di costumi ec- che hanno prevalso in questi tre secoli. di interpretazioni. e dello spirito quasi senza sindacato: quindi dal lato religioso menti del dal che vi domina qui nulla è lato sociale nuovo. Un Concilio . dell' abbiamo ripreso allargati e le cose dall'alto nel dipingere questo stato di cose.351 CONCLUSIONE. eia sua origine sta immobile sul più grande sacrifizio che si sia fatto per 14. e viepiù manifesto in questi ultimi anni nella direzione cattolica. il lungo spazio di tempo contiene necessa- e che per riamente una parte grandissima delle cause. Noi ci la salvezza siamo umanità. tutta quella parte di leggi. introdotto. delle quali abbiamo finora rapidamente discorso gli effetti . è la pace. sebbene con varia sorte. è la buona novella.

estranee ad esso. e che determina nel tempo per conseguenza. e di questa lotta noi co- nosciamo da quasi ormai un secolo tutte le vicende e tutte le probabilità. Da tutto l'insieme di questa situazione sembrerebbe dovesse pur dedursi la sospensione di ogni speranza nella cessazione di questa lotta e nella modificazione di questo stato di cose. l'immobilità. questo è ciò che ha dato un carattere così grave al primo periodo via del di tal riunione. le il cose sono andate invece molto diversamente. si radunava dopo un così lungo spazio di un bel campo innanzi a sé. dalla proroga del Concilio in poi.352 IL CONCILIO VATICANO. stesso. e a volerne trar profitto. Il non aver fatto nulla che finora accennasse ad apprezzare i grandi vantaggi di questa situazione. Ire secoli di aveva tempo vincolo precedente durante questo e nessun esperienza quindi che lungo periodo. Per quel che riguarda la questione politica. Il si giorno 18 lu- .fronte moderna cattoliche. l'immobilità assoluta opposta al progre- dire e al muoversi più affrettato. la lato religioso e dal lato sociale a . se fosse dato ad alcuno segnare vere ì limiti alla speranza e circoscriindeterminato ed infinito dell'avvenire. Questa parola in queste condizioni significa lotta. e l'avere invece rapidamente percorso nelle sue prime sessioni quel cammino che rimaneva ancora a fare nella tratto di dommatismo e dell'assolutismo. vera situazione della Chiesa dal e particolarmente in relazione società della con nazioni le Essa può compendiarsi in una sola parola. e la situa- zione della Chiesa sotto questo aspetto. campo 15. presenta sotto quantunque per circostanze si è affatto profondamente modificata e un aspetto affatto nuovo.

Nel tuzione papale toccava perdeva appunto mento per il compimento la caduta dell'altro. i di cingere il capo in polvere. con una indifferenza che sino a quel giorno mai addimostrare. in momento stesso il mondo la esplicitamente. quel ziare solennemente al vedeva rimaner priva di quella modesta e limitata onde aveva sino allora goduto senza contrasto. 353 1870 era proclamata a Roma l'infallibilità e 19 luglio dello stesso anno era presentata a Berlino glio il la dichiarazione di quella guerra che doveva trascinare nella sua mina il dominio temporale: e così per una singolare disposizione della Provvidenza di un dell' edilìzio lato a traverso ai secoli coincideva con Nel momento corona. è entrato in tanto nuova.CONCLUSIONE. in- Nel nel quale essa credè poter alla fine annun- momento. una vera innovazione nell'economia della Chiesa: e per essa il lato politico della questione che concerne le attinenze delle nazioni 16. che niuno le una fase nuovissima. della sua ultima aurea piedi di creta del colosso sono andati il perseguilo con tanta costanza si momento. può adeguatamente valutarne conseguenze. e perciò possono meglio farsi conget- 23 . mondo la possanza. più pratico ed il più polente istru- esercitarlo il a quel modo e in quella tenzione. non avrebbe potuto ma prevedibile. sono stritolati e nel quale l'isti- più alto grado di potere. Questa cattoliche colla Chiesa. per cui era stata levata così in alto. forse previamente colla speranza che si avverasse il contrario ! è una grande. Strano risultato. a cui essa come non aveva mai sino allora osato fare pretendeva. non preveduto da coloro che hanno cooperalo a produrlo.

la politica. . congetture però che. e fra loro la sua via. con profonde perturbazioni sociali: ma le società non hanno fatto un passo verso la soluzione lotte. dei suoi elementi di moralità e di forza: ma tentativi è è sempre stato stato invano. i costumi moderni. vale a dire con tutti questi elementi. o del problema. piuttosto sono distinte piuttosto subbietlivamente. e la politica della tranquillamente ed Quantunque Chiesa ha proceduto inalterabilmente per molti. ture che considerazioni. così non può essere a meno che questa nuova e singolarissima fase politica della Chiesa non reagisca in qualche modo anche sopra le sue condizioni e le sue attenente religiose e e forse più che alcuno sociali. Ma quei che v' ha di anche più importante in questa novità si è che come le diverse facce di una delle cose. riguardo all' osservatore che non sieno in nella questione realtà sostanza stessa della questione. quando sieno dedotte da una giusta conoscenza degli uomini e possono argomentarsi con qualche fondamento. Ognuno segnalato nella storia di questi con scissioni.334 IL CONCILIO VATICANO. secondo che si sono modificati e costituiscono 1' insieme della civiltà moderna. 17. acciocché essa non fosse più come un nemico o una lungamente a fronte di essa vittima. non pensa. es- sendoché ognuna di esse influisce sempre in qualche modo e rimane ugualmente influenzata e finisce a confondersi con le altre. non ultimo l'Alighieri. uno ma sibbene al suo fianco o in mezzo a lei come dei suoi fattori. Ogni tentativo è slato fatto nel passato al di fuori ed al di dentro della Chiesa per ottenere la sua convivenza pacifica con le scienze.

politicamente. i bisogni del i sen- tempo. i di vescovi dei citta- non esserne prendono. ma per la tica e materiale. a di di il primato parte che concerne della Sede la potenza prache più particolarmente intende quel che propriamente si chiama la Curia Romana. non sembrava aver mai dato gran peso a tutta la parte che potesse avere sul carattere e quindi nei fenomeni caratteristici di questa istituzione. già per la parte che tocca le regioni speculative e tutte spirituali. In questa seconda ipotesi le opinioni. distaccato nel tempo stesso per educazione. com' è na- turale. perciò anche in questa sua tenacissima resistenza.CONCLUSIONE. elemento meramente riprende naturalmente nendo a cessare rale politico. munito di un potere illimitato e dotato di un meraviglioso organamento gerarchico. spontaneo il della luogo l'unità mo- omogeneità dei rimane la principii e dei sentimenti: sospesa la forza coscienza. dagl'interessi ordinarli della vita e isolato dalle sue tradizioni e dalle sue forme. il posto occupato finora esclusivamente dalla . e ve- centralizzazione meccanica di uno necessariamente ne prende Stato. La disparizione questo elemento. per cui assottigliandosi l'elemento ecclesiastico l' la come effetto i] disopra. questo centro di autorità fornito di mezzi materiali e morali infiniti. è un fatto nuovo del nostro tempo. alle quali si eleva Roma. pure la 355 società considerala coni» plessivamente. ossia la non Curia Romana. per sue condizioni speciali. non possono a meno non esercitare una potenza modificatrice ed il clero che vivono della vita ordinaria : dini e che perciò appunto non possono fino ad un certo segno partecipi. ne avessero dubitalo. timenti.

e perciò sono più reali e saranno per conseguenza più profonde. Quale sarà di il ed as- risultato questa duplice e [contraria combinazione nell'eco- nomia della Chiesa? Come si acconceranno insieme questi due ordini di fatti? Qual di essi prevarrà? Vero è che. che le passioni po- i litiche stabiliscono in tempi di rivoluzione nell' opinione pubblica. né può re- . possono renderla vana e tornare a legare quel che la libertà ha disciolto. perchè questa trasformazione produca tutti suoi effetti. Queste modificazioni non sono effetto di un disegno o di una volontà preconcetta. prelatura e pone dall' elemento misto tutto speciale che com- Congregazioni ecclesiastiche: e la gravitazione Curia sopra l'Episcopato diminuisce di tutto il le della peso del prestigio e del potere. Ora questa trasformazione così essenziale nella vita pratica della Chiesa coincide e controbilancia in essa il coronamento dell'edificio autoritativo soluto nella sua vita speculativa. Le pressioni contrarie dello Stato o delle correnti assolute e violenti. L' esperienza è troppo breve. ed in ogni modo è impossibile a priori. ma il portato notevole della situazione. In ogni dagli avvenimenti degli ultimi tre anni.356 IL CONCILIO VATICANO. Ma in di questo sta precisamente l'incognita del problema che non è facile risolvere. è necessario che si operi nell'atmosfera serena della libertà. e riprodurre sotto la forma un organamento oscuro e compatto li stessi fenomeni che si producevano sotto la forma evidente e solenne della Curia munila di potere temporale. e non può ancora servirci di lume sopra questo sog- risolvere modo però pesando i due ordini di fatti che stanno di contro nelle condizioni poste alla Chiesa getto.

e con il come era disordine e magun po- onesto. dei pensatori e degli uomini di Stato. la quale epiloga in sé operosità dove e che gli vengono come gli si il offrono nelle condizioni imposte dai tempi e dalle circo- stanze. né può dall'altro tenersi in non cale la potenza meccanica dei fatti e degl' interessi che ne determinano la maniera di esistenza. ed al giudizio dei più prevenuti e dei più interessati : anzi a questi Questo è quanto religione è apparisce sotto un aspetto esclusivo. La situazione. sentimento che trova i mezzi necessarii al suo alimento e alla sua Chiesa. Conviene in ultimo tener conto della forza vitale che anima una grande istituzione come la sentimento religioso e morale di numerose e polenti schiatte. se valsero a qualche cosa. 48. che abbiamo sopra brevemente descritta. della Chiesa nella società moderna e le condi- zioni religiose delle popolazioni cattoliche appariscono poco confortevoli anche agli occhi meno veggenti.357 CONCLUSIONE. valsero a metterla in giore evidenza. non hanno potuto finora cambiar nulla in questa condizione dell'umanità. Quanto degli elementi loro insopportabile. Le teorie namenti ed esperimenti molteplici e varii ragio- i astratte. laborioso. anzi. deplorabile ed speciale ed uno alla Chiesa. la integrali che la com- pongono. Fin dalla più remota antichità polo era religioso e forte. una delle basi che sostengono un edifizio sociale. dei filosofi. carsi da un dubbio lato in forza la grandissima che hanno sopra le istituzioni i principii che le governano. alla società. morale la decadenza sta la corru- . uno dei legami più solidi che la mantengono.

prepara o segue la loro decadenza. applicato razionalmente. finalmente ve ne ha una che informa. 358 zione e l'empietà: la storia contemporanea non ha an- cora aggiunto né mutalo nulla all' insieme di questo semplice concetto. di tenaci volontà e di poderosi sistemi per confutarlo hanno naufragato innanzi alla potente logica dei fatti e sono rimasti impotenti innanzi alla sua mi- steriosa semplicità. e sulla fronte dei mondo. 19. Ve ne ha una che informa l' le piccole e disgraziate popolazioni del- Affrica centrale. ed è. ha scritto nella Divina Commedia. come ve ne aveva una che informava greche e la gigantesca società romana. sono state animate da una religione che rappresenta il loro misterioso legame con l' infinito. l'anima della meravigliosa nostra civiltà. sviato o nel suo obbiettivo o nella sua forma. e i tentativi e gli sforzi di menti elevate. Questo sentimento religioso peraltro è tutti gli altri umana. della quale siamo Questo sentimento relisé il vincolo morale che gioso che per contenere in dritto così superbi. . mantenuto nel suo giusto equilibrio con tutte le altre forze vitali anch'esse necessarie alla conservazione dell'umanità. e Tutte non di rado perisce con tutte le società costituite le civiltà. la come vitalità esercitato rettamente. forma grandi società e i forti popoli. nella Disputa del Sacramento. loro. a buon il templi sparsi sopra tutta la faccia del carattere di questa civiltà. sentimenti che costituiscono circoscritto nei suoi giusti limiti. le frastornato. L'arte che traduce in caratteri indelebili lo spirito dei tempi. con Dio. che è le gentili società e come stata.IL CONCILIO VATICANO. benché inconsciamente per molti.

Il Cristianesimo ha già subito anche esso una riforma. e le applicazioni e le partecipazioni sono variabili all'infinito. Le società cor- nel si distruggono. relativamente oscuro. ma il mondo è destinato. ma altre se lo appropriano. Così il sta e compie Paganesimo gli alti fini. sente l'influsso dello svolgersi della ragione e tende a divenire razionale. Con essa si il tempo stesso causa ed germe. ai è caduto ventevole corruzione per non rialzarsi quali con una spamai più: non un pagano sulla faccia della terra. Quel che avviene in epicicli la storia di minori per un' epoca. è . civiltà. Il si ripro- dei singoli principio è invariabile. Di . Con anima essa s'ingentilisce ed Due tere ed alle arti. è nel è parte della yita. si è invece nella sua decadenza trasformato nel Cristianesimo ed ha invaso in tutto il mondo. fase di lo spirito di e la fede viva fondazione e di forbisce. la storia popoli e nella vita delle singole nazioni. Ed intanto il Monoteismo giudaico. Le prevaricazioni degli uomini primo enei secondo caso non lo turbano. ma bensì solamente corrompono le loro società. ne segnano il una grande orbita per duce in tanti il bigottismo e l'indiffe- decadimento.359 CONCLUSIONE. Con questa finalmente degenera e si corrompe. è si fortifica. con essa cresce e forte sentire la segnano incremento. lo informano più degnamente. e nascosto esiste più un angolo dell' Impero Romano. Le società e gli uomini rotte passano. renza. lega insieme effetto una ed il una società. fasi e si disposa alle let- sono queste che segnano l'apogeo di una civiltà. e la sovrabbondanza nelle forme e l'abbandono della sostanza. e con questa ha già animato nuove società ed una nuova forma della moderna civiltà.

modificando se stessa. parte e specialmente per nella vita delle quanto hanno e modo. come può educivile. le sue istituzioni religiose.le la forza e la grandezza di un popolo e di una nazione. e dove nel tempo slesso comincia la responsabilità degli uomini considerati indei dividualmente. ma non noi l'avanzarle o ritardarle d'un secondo. pure cambiarla a sua è lecito a Ma per una loro svolgimento parziale il gli non può vivere senza una azione all' Una tempo come società. il nazioni. e soprattutto giudizio uomini considerati indivi- diretta della volontà degli dualmente: esse sono come grandi vicissitudini della le materia. della sua mezzi volontà effettibile. educando si- suo sentimento multaneamente e progressivamente i sentimenti suoi ed operando egualmente. religione. noi possiamo riscontrarle. modificarla. che sole costituiscono . benché facenti parte di un tutto com- . punto dove cessa la responsabilità umana il definire individuale suoi grandi rivolgimenti. suo sentimento religioso. 360 fasi queste la specialmente. può educare care il il calcolabili e concreti. dei suoi Ma una società può.IL CONCILIO VATICANO. la sua ragione e l'armonia tra la sua volontà. L' indagare e ridurre a cognizione certa e precisa il il mistero dell'ordine morale e sociale. così non posta. acquistare lentamente quelil suo modo di sentire. il Questo ordine può nepdi fatti è disopra della sua azione ordinaria. fuori e al uomini non isfuggono a di responsabilità complessiva per nel quale si compiono. Essa può. 20. per una parte sfugge al loro grande orbita. assiduamente e costantemente sopra le sue istituzioni civili e e la sua ragione. quell'unità d'azione coordinata in tutte sue facoltà.

più ne allarga i confini. 37. Purg. Seconda. 21. Ili. Prima. accomo- preme ugualmente. darsi alla propria. . e insieme nocevoli incremento allo della civiltà e della religione. ultime considerazioni che abbiamo aggiunte. Terza. sconfortanti. promovendone State contenti. Dante.. Epilogando tutto quanto abbiamo discorso in questa rapidissima disamina del popolazioni cattoliche sotto sociale e politico vi e . di una società. appariscono del pari evidenti tre conclusioni. importa modificare questo stato di cose. e più si fa esso stesso l'arbitro della sua sorte: e l'incognita delle cause e delle influenze generali perde tanto del suo valore. umana la modificazione gente. zioni. Più esso vuole e sa esser forte e grande. nelle il presente stato delle triplice aspetto religioso. non toglie nulla del suo valore alla responsabilità che » resta tutta intiera ad ogni popolo per i suoi destini. al quale « deve Ma questo mistero stare conlenta la umana gente. non potendo essa vivere in forma civile senza religione.361 CONCLUSIONE. che alla Chiesa stessa. 1 non potendola cambiare se non più. a sua voglia. che l'odierne relazioni Chiesa e lo Stato e fra la condizioni religiose e civili delle le al nostro tempo sono. plessivo. al quia. pericolose all'ordine pubblico. per ragioni di vitalità propria e per corrispondere pienamente alla sua missione. più diviene forte e grande. quanto ne acquistano che formano la le somma quantità cognite e determinate sua sapienza e delle sue della virtù. è il quia. sebbene con varie interpreta- popolazioni nei paesi cattolici a giudizio universale . che alla società.

ma come ogni sentimento si svolge principalmente con l'educazione. che del resto è risoluto quoti- dianamente dalle moltitudini istituite a società quella educazione. le tradizioni. razionale la a priori. in materia religiosa. acciocché i due interessi possano incontrarsi e produrre un risultalo: ed inoltre conviene anche insistervi. perchè e della fede si compone il regno del sentimento ed ha uno di facoltà speciali. e degli uomini di Stato che non sentendone stessi. ma solamente nel relativo. i . fede con la ragione lo scetticismo. con quelle tradizioni e con -quelli af- . uomini La sua giustificazione per di Slato sta nei suoi i effetti. Conviene insistere so- pra quest'ultima condizione.362 IL CONCILIO VATICANO. filosofi meglio che nelle sue cause. I primi secondi il Questo errore comune giorni dimostra in coloro che vi partecipano più grande ignoranza dell' origine delle cose. acciocché l'intera proposizione abbia per se stessa un senso pratico e non sia una frase priva d'effetto. si il bisogno per se sentimento con ai nostri riconoscono per lo vogliono fabbricare la gli altri. lì sentimento religioso non si promuove di animo deliberato con un disegno stabilito. simmetrico. e particolarmente si nutre di e per gli affetti. nella parte e nei limiti che la fondazione. non può essere razionale nel senso assoluto. l'indole e principi! di i questa consentono. gli esempli. non l'inefficacia religiosi essi provano a fabbricare una religione che possa soddisfarli. ossia con le bensì forte abitudini. La riforma. le quali rimangono per loro il che non si conosce se non dalla mistero. l'incognito soluzione del problema. svolgimento tutto proprio: quindi proviene di certi riformatori razionalisti che.

non dubbiosa responsabilità in pretesto. E con queanche costoro sul terreno pratico non cambiano nulla a quel che è. le forti e fonde convinzioni. ma la vita delle conoscenza e che non sibbene con si le la dell' umanità. scienza nazioni. quale la libertà fanno giustizia a tutto e a sto riserbo noi la conosciamo. gliosa disposizione della tal- per meravi- volta rapidamente. non limitare il se uomini gravi e loro esperimento al speculativo. talvolta lentamente. Le 22. coscienziosi. direzione degl'interessi trattano per tentativi e per norme che stanno nella storia. a quel che nei scritjte costumi e nella co- . e non per moda o professano questa fortunosa opinione. importa per la reali quotidiani ipotesi . non sempre condurre lasciano si mente. a quel che costituisce. ed hanno in complesso 1' pro- intuito dell'onestà e della giustizia. cate. nelle tradizioni. sintetico istinto ragione.363 CONCLUSIONE. tre affermazioni o conclusioni quantunque diversi. prima di portarlo nel pratico: il campo tempo e tutti. dai paradossi e dalle soper- chierìe. subiscono stesse moltitudini che loro natura. sono evidenti ed accettevole da che credono ad una società di intraprendere con la storia anzi accettate fare obbiezione All'ultima possono tutti. per acutissimo che in loro tiene sovente luogo di naturale. noi siamo convinti che coloro che seriamente . coloro Anzi che voler vecchia e nuova alla mano una discussione sopra questo soggetto. come si così facil- crede. Ma queste fetli. sopra indi- vi si possa giungere da punti affatto filosofi. in presenza della possano materia così vitale per la società.

ha strettissime ed le quistioni sociali e politiche. inte- perchè in que- ste la cura prende volta naturale della propria conservazione ridiritti suoi in ciascuno di noi. noi abbiamo riscontrato fenomeni che si manifestano nelle società cattoliche. i il . 23. di uscire dai limiti applicazioni che costituiscono tutti i e delle per condurci nel questioni parziali conflitti fra la Chiesa e lo Stato siamo imposti come limile da non doversi mai oltrepassare in questo breve saggio ogni civile. appunto dall'aderenza intima che queste materie hanno fra loro. grali con di cui trattiamo. Se alcuna i abbiamo per poco sconfinato da questa è stato senza volerlo e tratti traccia. contentandoci di ragionare soltanto delle attinenze che materie.364 IL CONCILIO VATICANO. che per uscire da questo stato anormale e morboso. Noi ci argomento che riguardi direttamente questioni teolo- giche o anche semplicemente canoniche. la materia. hanno fra d' uopo i di far ces- principali elementi che antagonismo vernano e di coordinare sotto l'egida l' loro sentimento religioso e il civile per le go- della libertà il procedere senza impacci e senza scossa al conseguimento dei loro destini. Riesce dunque . 24. Fin qui ne ha potuto condurre la via che siamo rebbe nel rischio labirinto delle ci Ogni ulteriore deduzione ne mette- tracciata. ed avviarsi senza grave preoccupazione nelle oscure e cupe probabilità dell' avvenire. nel quale si quillamente sare agitano sterilmente." perchè sono dalle quali giova ai profani tenersi lontano. da ogni lato che si consideri del pari evidente che le nazioni cattoli- la questione. e per riprendere tranloro il cammino. Conseguen- temente a queste promesse.

una in opposi- ad una coscienza unica d'accordo con loro sentimenti e i ogni giorno più sostituzione di due co- ed una religiosa coli' altra. vi è gran fondata sopra lo scetticismo. le per ma può avverar- del della sentimento coscienza sua applicazione è un fatto e non una convinzione. perchè . altro che una riunione forza sta nella loro coscienza. loro civiltà. zione tutti suprema nel civile.365 CONCLUSIONE. La forza l'uomo. . e perciò affatto nei loro costumi e nella Il è quello del religioso solo caso. che la libera esse: avvegnaché è un espediente politica meravigliosa. e quindi la coscienza lo Stato: umana non può esserne può essere divisa in due. timamente trovato per ot- la vita ufficiale nelle condizioni presenti delle popolazioni cattoliche. distacco che si va operando in esse fra la religione e la civiltà una scienze. si. fisicamente debole che è genza e coscienza : più alte cognizioni la lor civiltà soddisfatta. le come guida già per se stesso difficile. che come non la Le nazioni non sono e lo Slato nella Non di uomini. Tutto ciò noi abbiamo discorso. di si sia questo essere sta nella sua intelli- per prima diviene capace delle per la seconda di ogni grandezza. nel quale essa massimo aftievolimento e dell'intero assorbimento umana per nazioni che nella loro indole. e non società che abbia perdurato in grandezza nel conflitto ed irreconciliabile permanente degli elementi che la costituiscono. la : loro facoltà. giusto e dell'onesto: l' da questa separazione e contraddizione conseguono per unaformola Chiesa in libero Slato. è una forma so- ciale impraticabile e particolarmente sono istituite dominante con una religione unica. del indebolimento e i disordini che cammino.

i la quale riescono e si riprodurranno tutte le nazioni che avranno vita. questi . 25. egli possibile che sia così diffìcile di accomodarsi con questo concetto? Ovvero. ve ne ha egli un altro in alcuna legge passata o avvenire più idoneo e più conveniente per fondarvi una civiltà? sibile. della pacifica convivenza della Chiesa con lo Stato e le società moderne. I semplici: damenti fondamenti i la della Chiesa Cattolica Misteri rappresentano morale. e il mo- società. senza mancare al Noi possiamo vietate.366 si IL CONCILIO VATICANO. che in tulio ciò è ordinato e stabilito in essa uomini e slessi quanto riguarda la quanto riguarda la gli uomini disfare né gli . universale. per umana. da apparire quasi insolubile. La sintesi dei primi come dei se- condi sta scritta in queste laconiche e semplici parole: In his duobus mandatis universa lex pendet. non possano. conteneva nella sfera delle considerazioni politiche che ci eravamo proposta sociali e ma non : con- n' è cesso di andare più oltre senza entrare più avanti che nelle questioni ci siamo tuttavia. il Coman- i primi in ogni religione sfuggono secondi egualmente al giudizio della ragione contengono la morale unica. I sono assai dogma. in che si del tempo fuori di in pos- per opera degli tempo. sotto- porre ancora alcuna considerazione generale che valga a ridurre a maggior semplicità la questione così spi- nosa ed intricata. non debbano più E egli questi due mandati elementi che lo han fatto. ossia dificare nulla? È Chiesa. nostro proposito. eterna. Biliges dominum Deum tuum et proximum tuum sicut te È ipsum. e particolarmente nelle nazioni catto- liche che più ci stanno a cuore.

d'ogni istituzione. Le co- forma civile. volonta- riamente e con libera scelta. il libero una parola vuota di senso e il mondo preda di un fatalismo rivoltante ed ini- arbitrio sarebbe cadrebbe in quo. dono il le onde noi ciascuno di noi. riscontrarla e rispettarla. che si altrimenti che per Non così dell'opera compie eventualmente. l'emanazione di se stesso: e se non potesse con V edule leggi. degli uomini. vi si mo- . quando una società diviene ammalata. che per cause preponderanti può incontrare eccezioni speciali o temporanee. la religiosa cazione. la volontà modificarle. le virtù. le caste. e perciò dell'opera del tempo noi non possiamo occuparci studiarla. che decade. dove spariscono i popoli ripren- loro carattere complessivo che è determinato dall'azione successiva o simultanea menti che li compongono: di tutti ele- gli e perciò è stato detto che ogni popolo ha la sorte che merita. Il tempo e gli uomini Questi due grandi fat- ! tori d'ogni ordine. e pur troppo -. Infatti levan- distinzioni. la cui responsabilità è perciò tutta nostra. ed in questo soggetto. tempo Il la compie sempre. irresistibilmente. d'ogni civiltà.367 CONCLUSIONE. la forma stumanze. primo fenomeno. mostra in sostanza all'esperi- mento di lungo tempo tutti i caratteri di verità. Questo assioma. compiono con diversa legge e diversa misura l'opera loro. neces- sariamente. e questo stesso tempo potranno mai couna altrimenti ed altrove che dentro i limiti uomini stessi stituirne di quelli? 26. Ora. lo studio. trattiamo. veramente di doci ad una certa altezza di concetti le passioni. il si disordina. l'applicazione. d'un popolo sono opera sua.

è che ne accagiona sempre qualche cosa si qualcuno dei mali che gli uni negli i tormentano e Governi. preparano e dominano quelle. tutto. come queste alla loro volta dirigono . a zioni dell' opinione e dell' educazione e tellettuale e morale delle nostre popolazioni le nano ad agitarsi sempre più pericolosi. In quelle che mare le schiatte Ialine. preti. noi costituiamo loro forza. altri: la i i mente. e conoscere più esaltamente quel che sia da farsi per ogni mettervi riparo. l'opinione universale di un popolo è quella che determina la moralità e il valore di tutte le autorità e le forze che lo governano materialmente. si o rigettano da- le sètte. noi cause dei pericoli potremo più facilmente rintracciare le e delle difficoltà. i Ma tutti costoro son sempre noi: noi facciamo loro contingenti. chi più largamente. in cui versano nostre popolazioni. i li- tiranni. Lo la loro potenza.368 IL CONCILIO VATICANO. le e quindi anche rendere più facile e più giusta la di- stribuzione della responsabilità che ne tocca. stra. classe o ceto. imprimete il la di chia- massima movimento . noi determiniamo la loro opportu- nità e la loro noi siamo la forma. condan- fra gli estremi più opposti e le si è convenuto quali formano parte delle nazioni cattoliche. slato morale. la loro responsabilità parper eccezione ed anche per regola sempre gra- ziale e vissima. chi più ristretta- berali. moralmente. Così ristabilito bilità il criterio dell' azione e della responsa- complessiva classi di di tutti gli elementi un popolo nella costituzione e del tutte di le suo ordine sociale e nello svolgimento della sua prosperità. la Chiesa. Le condila dinamica in- ordine. sono a volta a volta causa di Tulli costoro hanno in verità.

e le si vedranno procedere con una logica spietata fino alla teocrazia e alla superstizione: risvegliate il sentimento di libertà e 1' eserci- zio della ragione. si Le nostre nifestano in alcuna ma- forma o istituzione. della vita nella 27. La si sarebbero potute attendere o con- logica nella sata nel nostro modo forma. e con la stessa logica V anarchia di- viene il solo limite. della vita come per esso umana. La legge dei contrasti e dei compensi riproduce ed alterna que- dando ste oscillazioni. si schiatte. che per la forma scolastica. di tutti e di ciascuno.369 CONCLUSIONE. i loro movimenti la negazione d'ogni cosa sono l'effetto di questa seconda orbita. per la quale si è immedesimato risorgimento . nella quale essa è pas- di ragionare e di sentire. acuì si arrestano e l'empietà e sociali e politici. gli sarebbe per un individuo. è un . E abbastanza poiché abbiamo parlato di logica. le seconde alle prime in durala quel che attribuiscono in intensità e in violenza. sociale viduale. sembrano di- menticare che solo nel giusto temperamento di quei sentimenti e delle facoltà concesse per ridurli in atto può consistere la loro vitalità mantiene l'economia . non è mai l' insistere sopra Y uso che si fa da noi di quello istromento. Neil' uno e nell' altro caso il risultato è la morte. ogni volta che si concretano. ed un'altra di empietà e di anarchia. una Il passare la solo si e indi- vita con fase di superstizione e di tirannìa. dell'autorità e della fede. un popolo quel che quale consumasse la metà è per il crapula per restare digiuno neh" altra metà. nelle tradizioni del nostro sovente per noi diventa fatale ed ha le conclusioni più formidabili che per condotto a tutte nessun' altra via seguire.

perper poterle chè niente nasconde il pericolo di condurre all'assurdo della mente. e che non l'infinito si questo non è racchiude nel se è dato a tutti di aspirare e di avvici- non narsi al vero. si ottiene la Ma per fare la verità. mistico. una difficoltà talvolta insuperabile. perciò durano sì lungamente e producono tante sventure. diviene in- vece un ostacolo.370 IL CONCILIO VATICANO. quella slessa logica le affatto Con nostre nature se ne spogliano e incapaci di gradazioni e di mezze tinte per deduzioni egualmente assolute l'abbandonano. e alla quale è me- supplire con altre facoltà che non sono quelle stieri facoltà che conviene svolgere ed educare usare efficacemente. se ne dislacca. è ha dubbio che una macchina per <T infanzia queir scintilla. istromento imperfetto. quanti servigi abbia potuto rendere. intollerante. non con- viene dimenticare che che un che artificio e finito. mente umana due proposizioni come con la prova ad molte occasioni sia stata in aiuto all'infermità delia sue epoche si artificio le due di af- Non grande e soprattutto nelle per . quale con il elettricità si verità sopra ogni produce soggetto. di possederlo. perchè vi ci conduce logicamente. Questa è ragione. perde il il suo principale compagno. Per essa il sentimento restri errori è condotto ligioso carattere. e vi ci conduce senza rime- dio. e la so- . Ognuno dei no- un sillogismo. Vi è che sfugge alla fin dei conti alla è egualmente dato a tutti e sempre sempre in ogni verità qualche cosa nostra conoscenza . s'isola e il fattore. come quel che per natura chiamiamo abitudine divenuta in noi seconda la logica. quello cioè di essere l' anima d' una civiltà. diviene sue ultime deduzioni alle astratto. con cui l'uomo ferrare v' il vero.

CONCLUSIONE.
cietà

sciolta così da ogni

perde

la

374
di

legame

unità e di virtù

sua forza, decade dal suo carattere e dalla sua

prosperità e finalmente
disordine. In

casi si è seguito

ed in ambedue

gica inflessibile,

nell'anarchia e nel

disfà

si

ognuno dei due

casi

i

una

lo-

siamo arrivati

all'assurdo.
28. Tutte queste considerazioni
in

un terreno comune

la

Chiesa e

la

hanno

già posto

società civile e ne

additano già un punto comune, dove s'incontrano tutti
gl'interessi e
cessarii

donde pure possono

pratiche che possono condurre

blema sociale

le

alla

i

criterii ne-

soluzione del pro-

nelle popolazioni cattoliche.

veramente l'ultimo limite che
così

trarsi

all'una e all'altra per venire alle applicazioni

compendioso e d'indole

Ma

così generale.

egli è

qui

un lavoro

è concesso ad

Il

dedurre

conseguenze e le varie e molteplici applicazioni

appartiene per la sua parte ad ognuno, secondo che lo

consentano, anzi

determinino. le condizioni, nelle

lo

Non

quali è circoscritta la sua azione.

terminare

punto ed

,

in ciò che riguarda

in

qual

modo

le

la

istà a

Chiesa

,

noi

il

de-

fino a qual

modificazioni volute dall'esi-

stenza stessa delle società cattoliche possono e debbono
avverarsi nelle sfere della legge; come non istà a noi
il

segnare

fatale

la

delle

via e
società

i

limiti al

hanno un terreno fecondo
zio ad ogni benefica

gere utilmente

la

progresso irresistibile e

umane. L'una
d'

e le altre peraltro

ogni buon

effetto, propi-

combinazione, dove possono svol-

loro azione,

il

Vangelo e

la

libertà.

Dei primo può accomodarsi ogni legge civile. Nella seconda può trovare luogo ogni istituzione religiosa. E
la

semplice e leale osservanza dell'una e dell'altra è

372

IL CONCILIO VATICANO.

quel segreto che appunto per

mai scoperto

è ancora

le arruffate passioni

pimenti

dell'

e

umanità

,

la

sua semplicità non

e chi sa se

gli

si

si

scoprirà mai fra

speciosi e complicali conce-

1

29. Egli sarebbe pure assai desiderabile che esso
si

trovasse, poiché noi non entreremo qui nell'ardua

questione^ dell' avvenire religioso del nostro tempo.

fuor di dubbio che

le

pertutto profondamente scosse, e niuno
gli

arcani

effetti

di

È

convinzioni religiose sono dap-

può prevedere

queste grandi evoluzioni sociali

:

esse possonolrascinare con se istituzioni e società intiere,

cambiare l'equilibrio

mondo; ma

sorti del

delle nazioni e

mutare

le

queste ipotesi sono tutte specula-

prenderle in considerazione non può
riuscire ad alcuna conclusione certa ne ad alcun uso
tive e perciò

il

pratico.

Quel che a noi importa

lunque

sieno

mondo,

alle

pericolo ed

le

condizioni

è di

provvedere

nostre, a quelle che costituiscono
il

,

religiose universali
il

quadel

nostro

nostro danno e l'essenziale differenza del

nostro stato sociale da quello delle altre popolazioni
cristiane.

più o

Fra queste finora la religione e la civiltà con
costante armonia corrono tuttavia insieme

meno

confuse,

si

sopportano,

si

modificano scambievolmente,

convivono, se non senza divergenze, però senza odii
né rancori. Si è invece definitivamente stabilita una
lotta

mortale nelle nostre popolazioni fra

il

principio

religioso rappresentato da un'Autorità esclusiva ed inflessibile,

con una forma assoluta ed immutabile in

tutte e singole le

sue parti, e

la

rivoluzione morale

che necessariamente e inevitabilmente esse subiscono,

compendiata anch'essa e concretala in un'altra forma

CONCLUSIONE.

373

egualmente organata e munita di grande autorità e
che tende sempre più a divenir pure esclusiva, inflessibile ed assoluta. Le une come le altre obbediscono
alla

legge universale, seguono

destini che loro

une come

le

ma

le altre

i

con sorte ineguale

sono prefissi,
le seconde senza catastrofi e

e profondamente diversa:

neppure grandi sventure e sofferenze;
la

le

prime per
da

resistenza che cagiona l'impeto delle correnti,

cui son trascinate, seminando

la

loro via di danni e di

rovine. Questo è quel che importa e non può

non im-

portare a coloro che appartengono a queste nazioni,
le quali

hanno pur segnata

la

via percorsa di

cia di luce splendidissima, sì che

rare

i

morale

una

trac-

ne avanza a rischia-

foschi e codardi dubbii sopra la loro inferiorità
e politica.

30. Perciò,

prima

di

chiudere queste brevissime

considerazioni, noi non possiamo a
volgerci a quelle e

meno

di

non

ri-

rammentar loro che per quanto

vogliano ricercare nelle istituzioni le cause del

si

loro

anormale, tuttavia sono sempre i costumi che
fanno le leggi, quanto e più che queste non facciano
stato

quelli e che

il

sentimento universale di una società è

l'elemento che costituisce l'atmosfèra, della quale si
nutrono tutte le istituzioni viventi in essa , e che quindi
dall'

indole e dalla natura di questa atmosfera dipende

loro stessa vita o

la

loro morte.

Ora

è necessario che le

nazioni cattoliche non solo vivano esse,

casione di rovina

alle altre:

di trovare finalmente

il

la

ma non

sieno oc-

ed è pure necessario per esse

loro equilibrio morale. Questo

equilibrio morale, questa condizione essenziale di vita, è

mestieri che esse lo sappiano, non

la

troveranno mai

374

IL CONCILIO VATICANO.

né sotto

gli

auspicii del misticismo inesorabile del par-

tito cattolico

,

nella piena dissoluzione d' ogni prin-

cipio.

Non

nulla

non nasce che

pure

in

la

troveranno nello scetticismo, perchè dal
il nulla; non la troveranno
nep-

nuove

scissure, perchè queste generano divi-

sioni, ire, discordie, e separando

la

parte operosa ed

ardita la indeboliscono, lasciando l'altra alla reazione

e ai rancori. Esse la troveranno solo in

una modifica-

zione profonda della loro maniera di sentire, opera
del pensiero e del tempo, per la quale le loro istituzioni religiose e le civili,

movendosi intorno

ai principii

eterni della morale e della verità, sapranno convivere

insieme ed immedesimarsi con
infinite accidentalità

delia

che

si

le

varie forme e

le

producono nello svolgimento

natura umana.

31. Se dall'altro lato noi potessimo farci ascoltare
con animo scevro da giudizii preconcetti, e da sospetti
di parte, da coloro, ai quali è affidata ed incombe la
responsabilità dell' indirizzo dato alle istituzioni cattoliche, e dell'azione

che queste esercitano sopra

polazioni che vi sono informate, noi

potremmo

mente dimostrare loro che, quantunque
tempi

sia

religiose,
i

le

po-

facil-

lo spirito dei

generalmente poco propizio alle credenze
pur tuttavia sta in fatto chele vere resistenze,

conflitti pericolosi, le ire e le catastrofi

non

si

pro-

ducono mai sopra soggetti che sieno esclusivamente
religiosi e d'indole meramente speculativa, e ne anche sopra soggetti che direttamente riguardino la fede
o la morale: ma bensì esse si avverano sopra materie
e

forme che sono sempre più

politiche che religiose,

più disciplinari che assolutamente dommatiche e nep-

CONCLUSIONE.

pur morali; più materiali che

375

ed eterna, e

le leggi

È

quindi non solo evidente,

queste

si

ciò addi-

morale è unica

la

che rappresentano

forme sono

plici applicazioni e

spirituali.

viene senza ragione naturale, perchè

sue molte-

le

variabili e passeggere.

ma

è anche logico che

cambino e che intorno a queste

si

agiti

il

movimento

sociale, ed eserciti pressione

dei tempi,

mentre intorno a quella non può esservi
né serio antagonismo fuori di

valevole
quello

il

progresso

contrasto

eterno del bene e del male

,

le

cui vicende

sono d'ogni tempo e d'ogni

istituzione,

scritte nei destini dell' universo.

Non

e stanno

vi sono due veri

come non vi sono due beni che si contradiNon vi è un vero per la Chiesa ed un altro per
lo Stato. Non vi è un vero per la religione ed un altro
per la scienza. E non vi è un bene per una nazione
opposti,

cano.

che

sia

un male per

artificiali e

un'altra. Tutte queste antitesi

Quindi è che una religione vera e

sono

un errore.
grande, una reli-

contengono sempre dentro

di sé

gione che abbia veramente solida e larga base nella
terra ed alto

vertice al cielo,

il

non può trovarsi

in

vera e reale opposizione con nessun Vero e con nessun bene. Essa può invece e deve trovarla solo e sempre nel male. Ora
condizioni che

il

dove

bene e

la

la lotta

si

e che tutte le forze vive ed ordinate
si

e

presenta in

un

verità son tutti da

tali

lato

dell'umanità vi

raggruppano intorno, allora il male si rimpiccolisce
torna al suo posto di soggezione e d' inferiorità ,

quello che

chè

la

gli

è destinato dall'ordine universale, per-

sua esistenza sia possibile. Allora pure

più quanto più

si

ravvicina a questo ideale,

,

e tanto
si

prò-

IL CONCILIO VATICANO.

376

ducono quelle
scono

felici

combinazioni, dalle quali scaturi-

grandi nazioni, e tanti problemi sociali e

le

che a priori sembrano insolubili,
nebbia ai raggi del sole.

si

politici

come

32. Questo è ciò,

mente

le

ad avere

di

disciolgono

che abbisognano principal-

nazioni cattoliche: abbisognano di tornare
rettificato

e

reso più chiaro e semplice

il

bene e del male: abbisognano di essere
sollevate da tutto il male artificiale, onde sono state
criterio del

sopraccaricate, perchè tornino ad

mento chiaro
loro forze

gnano

e semplice del

avere

male reale e perchè

le

sieno valide a combatterlo. Esse abbiso-

inoltre di essere condotte in

mento con

discerni-

il

lo spirito e

informa

non con

questo combatti-

la lettera,

perchè

lo spi-

neppur giunge a
correggerli. Quid leges sine moribus ? Per conseguire
rito

un

costumi,

i

e la lettera

tanto effetto molti elementi è necessario che inter-

vengano: e dapprima che le Autorità che
ed i principii che le informano non sieno
di

un concetto

dal resto del

dirigono

il

prodotto

parziale, esclusivo, assoluto ed isolato

mondo, ma bensì trovino

le loro radici,

le

sieno

il

portato della

l'

une e

gli altri

opinione universa-

le, dello spirito universale della Chiesa;

perchè solamente cosi vi troveranno accesso e vi saranno rappresentale tutte

le

comportabili con

più varie forme del bene che sieno
suo carattere e con la sua unità.

il

sua gerarchia, invece di

Quindi è necessario che

la

essere l'espressione della

somma

di tutti

i

diritti, sia

della
quel che già fu nella sua origine, V espressione

somma

di tutti

primo desiderato

i

la

sacrificii e di tutte le virtù.

religione sfugge

al

Per

il

pericolo di dive-

377

CONCLUSIONE.
nire l'arma,

il

segnale d'un partito, per rimanere quel

che essa deve essere in verilà,
l'

ordine sociale,

il

il

benefattore,

legame,
l'amico

lo spirito deldell'

umanità.

secondo essa diviene operosa, scende dalle speculazioni astratte per entrare nel terreno dei fatti,

Per

il

ove non
zione e

si

la

fa

cammino che con Y esempio,

ha compiuto

la

sua missione:

stro potere e perciò

e

la

l'abnega-

virtù. Ridotte le cose a questo punto, essa

anche

alla

il

resto sfugge al no-

nostra responsabilità:

sorte delle nazioni torna nelle

Ma

mani

di chi ha di-

punto nostra è la
responsabilità, nostro ogni male che scaturisce da uno
stalo di cose che con le nostre mani noi abbiamo creato,
sposto l'universo.

fino a quel

e che a dispetto dell'evidenza e della ragione mante-

niamo gelosamente

una costanza degna

e con

di

una

molto miglior causa.
33.

Quando non

più volte addotte,
nella quale si

la

fossero le ragioni altrove

vi

forma specialissima

compiono

le

e

tutta propria,

evoluzioni interne e

le

ma-

nifestazioni esterne della Chiesa, ne tratterrebbe per se
sola dall'entrare in discussioni particolareggiate,

det-

tar leggi o far proposte speciali su questa materia alle

Autorità che

mia.

I

la

guidano e presiedono

fondamenti, sopra

legami,

i

loro movimenti,

proprie ed inaccessibili
estranee

:

i

alle

alla

sua econo-

quali esse riposano,

i

loro

reggono con leggi tutte
considerazioni che le sono

si

e quindi sul terreno pratico e delle applica-

zioni ogni ricambio d' idee

sente delle cose

con esse nello stato pre-

mancherebbe, per lo meno, per noi di
un linguaggio comune, nel quale potesse operarsi. Egli
è perciò che come avviene oggi allo Stato per la sua

378

IL CONCILIO VATICANO.

parte, così anche la Chiesa non
se stessa

modi, le forme, i
nuove condizioni create

nelle

i

e dalla storia.

può trovare che da

limiti, in cui adagiarsi
fra gli

uomini dai tempi

È

questo il solo senso, nel quale la parola conciliazione può avere un significato , cioè come

punto di arrivo e non come segnale di partenza. Sia
quindi ad essa il trovare il modo di comporre la sua
sostanza, ossia

la

sua fede e

sua morale, nelle

la

nuove forme, con lo svolgimento maggiore della ragione e con le nuove condizioni sociali e civili delle
nazioni, cioè

il

comporre

tutto quel che

ha

bene

di

con quel che v'ha di bene nella scienza, nel dicostumi costantemente moventisi e progre-

in sé

ritto, nei

dienti

deir umanità. Sta ad essa nei burrascosi

menti

di

tempi

transizione, per

le società

i

quali passano

l'essere

umane,

un

mo-

nostri

ai

benefìcio anziché

un ostacolo, l'essere un'ancora anziché uno scoglio,
dove vanno a rompersi gli sforzi di coloro che posti,
pel loro stato o

semplicemente per

lere, nelle condizioni di

reggere

il

il

loro

timone

buon vodi

queste

navi sbattute dal fiotto dell'onda sociale, devono neces-

sariamente o tenersene

al

largo o cadervi infranti, lai

frantumi sparsi delle so-

momento

stesso, nel quale mani-

sciando in balìa delle acque
cietà naufragale e distrutte.

34. In questo

festamente scossa dalle
che la

commovono

e

gravi e molteplici questioni
turbano forte, essa si era

la

condotta a convocare ed aveva riposta
nei suoi Stati Generali

,

nella sua

la

sua fiducia

Assemblea Ecumeni-

ca, proprio per trovarvi le desiderate soluzioni; stava

più particolarmente ad essa di riuscire al fine,

al

quale

CONCLUSIONE.

379

tempo stesso i suoi propositi e i suoi
preliminari non hanno risposto all' altissima

r indirizzavano nel
destini.

I

eppur è ancora stimma lex per essa, perchè

richiesta,

salvezza pubblica lo richiede, di trovare nelle in-

la

finite forze della

sua costituzione interna, forse anche

sua stessa autorità, nella sua esperimentata abitudine alle più ardue e difficili interpretazioni, che vi
nella

si

contengono, ovvero, quel che sarebbe anche più sa-

una larga e profonda discussione, un mezzo,
un elemento, un sentiero per avviarsi almeno ad

lutare, in

una possibile soluzione del gran problema che importa
alla vita della

egualmente
le

Chiesa e all'esistenza di tutte

nazioni cattoliche.
35. Infatti, per quanto sia vero che la modifica-

zione del sentimento religioso di un popolo in faccia
al

sia

razionalismo più indipendente e più intemperante
opera talmente ardua, talmente piena di mezze

tinte impossibili a rendersi

scriversi né compiersi

con

dalla Chiesa

sue leggi;
più sopra,

ma
l'

i

a priori, che non può deStatuto politico, né

come uno

suoi canoni, ne dallo Stato con le

che debba essere, come abbiam detto

opera complessiva del tempo,* di tutto e di

tutti; pur, se ad alcuno più direttamente è lecito

volgersi con alcun

titolo

e senza

stizia, egli è a coloro, cui fu

dovessero uscire nel
1

specialmente detto che
cercare e riportar

mondo per

e ai quali fu anche aggiunto,

frutto;
a questa

come commento

missione, che un albero buono non può re-

1

Ego

ri-

commettere ingiu-

elegi

vos et posui vos ut eatis et fruclum afferaiis

cius vester maneat. Joan,

XV,

46.

et fru-

380

IL CONCILIO VATICANO.

care frutti cattivi.
fu fatto richiesta

1

A

coloro infine, dei quali, quando

a qual segno

si

sarebbero potuti

ri-

conoscere questi profeti, questi apostoli della buona
novella e della verità, questi, a cui era confidata una
così delicata missione,

non

fu risposto che

si

dovesse

riguardare per tale effetto alla sapienza delle loro
leggi, all'armonia simmetrica delle loro costituzioni,

somma

alla

di

dei beni da loro posseduti,

potenza, a che fossero

giunti, e molto

loro privilegi o alle loro vesti

mente che
bero

:

1

2

si

Non

;

ma

riconoscerebbero

Igitur ex

friictibiis

potest arbor

o

eorum

al

al

grado

meno

frutto

che fareb-

cognoscetis eos.

2

Iona malos fructus facere. S. Matteo, VII,

San Matteo, VII, 20.

ai

fu detto semplice-

'18.

Aeterni Patris Unigenitus Filius propter nimiam. ut praedicarent evangelium omni creaturae. SANCTISSIMI DOMINI NOSTRI PII DIVINA PROVIDENTIA TAPAE IX. de cadesti sede descendens. ac caelestibus ditata thesauris tutum salutis iter. ac verae doctrinae lucem omnibus populis ostendit. caritatem. Antequam vero. eamdemque tot admirandis operibus testatam fecit. et erre-rum tenebris. ac daemonis captivitate. et a paterna gloria non recedens. misit Apostolos in mundum universum. eisque potestatem dedit regendi Ecclesìam suo sanguine acquisitam. oblationem et hostiam Deo in odorem suavitatis. PIVS EPISCOPVS SERVVS SERVORVM DEI Ad futuram rei niemoriam. quibus primi parentis culpa iamdiu misere premebatur. doctrinam. mortalibus ex Immaculata Sanctissimaque Virgine Maria indutus exuviis. qua nos universum humanum genus a peccati iugo. et constitutara. ac vivendi disciplinam e caelo delatam manifestava. quae est columna et firmamentum ventatisi. in plenitudine temporum vindicaret. et instar navis in alium saeculi huius ita natat. LITTERAE APOSTOLICAE QVIBVS INDICITVR OECVMENICVM GONCILIVM ROMAE HABENDVM ET DIE IMMACVLATAE CONCEPTIONI DEIPARAE VIRGINIS SACRO AN. ut . ac semetipsum tradidit prò nobis. triumphans in caelum consessurus ad dexteram Patris conscenderet. MDCCCLXIX INCIPIENDVJI. devicta morte. dilexit.381 DOCUMENTI Documento I.

et populorum religionem. morumque honestatem fovere. caelis iudiciorum suorum definitione. quae ad fidei potissimum dogmata ad catholicam fìnienda. ac viget. et ipsius civilis societatis ordini. ipsissima suprema Petri in omnem Ecclesiam potestas. ac ligandorum. fundamentum ac centrum constituit. rationibus consu- tranquillitati. Iam vero omnibus compertum. ac iustitiam defendere. in gravissimis praesertim temporum perturbationibus. ut cum ordinis et honoris gradu. suumque hic in terris Vicarium. . servet illaesos. * . plenissimaeque auctoritatis. nationes evangelicam doctrinam agnoscerent. confirmaret fratres. pietatem. ac matrimonii sanctitatem dignitatemque tutari . ad ecpropugnandam. San Leo Serm. mansura etiam in 2 Et quoniam Ecclesiae ab eodem Christo institueiusqne regimen permanere debet. exploratumque est qua hor1 2 San Max. Primatus pienissime perseverat. ut cum totius catholici orbis Ecclesiam Dei. coniunctisque viribus ea omnia provide. cantate. tum etiam ex omnibus unumselegit Petrum. 89.. EpiscOpis. nunquam intermiserunt omnes perferre labores. tum praecipuae. ut. ad corruptos populorum mores corrigendos possent conducere. quos Spiritus Sanctus posuit regere collatis consiliis. omnia suscipere Consilia. doctamque tionem. ac iurisdictionis amplitudine pasceret agnos. et oves. civilisque societatis calamitatibus generalia convocare Concilia. Omnes autem norunt quibus indefessis curis iidem Romani Pontifices fidei deinstitupositimi. ubi opportunum existimarunt. ac iustitiae viis ambulantes vitam assequerentur aeteroam. et christianam utriusque sexus iuventutis educationem quotidie magis promovere. iurisdictio. Ecclesiaeque caput. II. pereunte mundo. ac sanctissimae nostrae religionis . unitas. eiusquesanctam. quem Apostolorum Principem.* Ut autera eiusdem Ecclesiae regimen recte semper. Itaque Romani Pontifices omnem Dominicum gregem pascendi potestate et cura ab ipso Christo Domino in persona Beati Petri divinitus sibi commissa utentes. universamque regeret Ecclesiam. et omnis christianus popalus in una semper fide. atque ex ordine procederet. et in veritatis.382 IL CONCILIO VATICANO. et esset carli ianitor. omnes quos suscipit.. gentes. doctrina. solvendorumque arbiter. ut a solis ortu usque ad occasum omnes populi. Neque omiserunt ipsi Pontifices. Cleri disciplinam. tum perpetuo stabile . ad grassantes errores profligandos. Serm. lere studuerint. et integritas. prosperitati . sa1 depienterque constituerent. illustrandam et evolvendam doctrinam. potestatis. et communione persisteret. clesiasticam tuendam ac reparandam disciplinam. tum semetipsum perpetuo affuturum usque ad consummationem saecnli promisit. iccirco in Romanis Pontificibus Petri successoribus qui in hac eadem Romana Petri Cathedra sunt collocati.

Nos quidem. ac suprema huius Apostolicae Sedis auctoritas oppugnata. In tanta igitur calamitatum. verum etiam humana societas miserandum in modum perturbetur. opportunum propterea esse existimavimus. omniumque vitiorum. divinarum. veritatisque iura propugnare. non paucis in locis iniquitatis. et scelerum contagio. et nunquam satis deplorando animarum amota. Verum illustribus Praedecessorum Nostrorum vestigiis in- haerentes. et Apostolicis Litteris Nostrani attollere vocem. ac pestiferae ephemerides. ad universi Dominici gregis salutem curandam. et ercommissa. et una Nobiscum tristissimam rei cum sacrae tura publicae conditionem maxime dolentes. et spectatissimi viri divino ministerio addicti. ac universi Dominici gregis saluti advigilare et consulere. ac Dei. si fieri unquam posset. et miserae iuventutis institutio ubique fere a Clero ribili quod peius est. Etenim ab acerrimis Dei hominumque hostibus catholica Ecclesia. Deo auxiliante. eiusque salutaris doctrina. qui in sollicitudinis Nostrae partem vocati sunt. eximiaque erga Nos. ac Sacrorum Antistites. atque huius Apostolicae Sedis. quibus cor Nostrum obruitur. proculcata. ut non solum sanctissima nostra religio. et muitiformes perniciosissimae sectae undique diffusae. errores. qui ipsam Ecclesiam.DOCUMENTI. et sacra omnia despecta. humanarumque legum violatio. quod iamdiu Nostris erat in votis. et civilem societatem funditus evertere connituntur. morumque corru- pravarum cuiusque generis opinio- num. et impietatis sectas proscrivere. Qui quidem Venerabiles Fratres singulari in calholicam Ecclesiam amore incensi. et ecclesiastica bona direpta.Hinc cum summo Nostro. et conferre Consilia. vel ab ipso supremi Nostri Pontificatus exordio nunquam prò gravissimi Nostri officii debito destitimus pluribus Nostris Consistorialibus Allocutionibus. et Religiosae Familiae extinctae. et effrenata licentia. et sapientia. et quibus quantisque malis civilis ipsa affligatur societas. et inimicorum hominum insidias detegere. ac divexetur. cogere omnes Venerabiles Fratres totius catholici orbis Sacrorum Antistites. ac salutaria tot calamitatibus adhi- . et honorum omnium moerore. ad exitiales eorum impetus conatusque reprimendos. mole supremum Pastorale ministerium Nobis divinitus commissum exigit. eiusque sanctae Ecclesiae causanti Nobis a Christo Domino concreditam omni studio constanter defendere. quam sua Nobiscum communicare. et impii omnis generis libri. eruditione praestantes. in Generale Concilium. et roris magistris damno ubique adeo propagata ptio. nihil antiquiushabent. ac est impietas. ut omnes Nostras magis magisque exeramus vires ad Ecclesiae reparandas ruinas. hominesque catholicis sensibus praestantes modis omnibus divexati. doctrina. et iustitiae. ac hanc Sedem pie- de animarum salute anxii. et Apostolicam tate et observantia spedati. et veneranda potestas. falsasque doctrinas damnare. 383 tempestate nunc iactetur Ecclesia.

E. atque ecclesiasticarum legum observantiam. omnia ab Ecclesia. ad universi Christiani populi salutem absolvendum. quae ad maiorem Ecclesiae suae sanctae utilitatem quovis modo pertinent. morumque emendationem. ut miseri errantes ad rectum veritatis. omnesque alios. divinique cultus decorem. refìcit. eiusque salu- tarem. et quotidie magis propagetur. iccirco dubitare non possumus. prosequendum. annuntiamus. iustitiae. eiusque doctrinae vim non solum aeternam hominum salutem spedare. quin Ipse in hoc Concilio Nobis in abundantia divinae suae gratiae praesto esse velit. 20. catholicae Ecclesiae. Cardinalium Consilio et assensu. ac Domino adiuvante. Archiepiscopos. omnes ex omnibus locis tam Venerabiles Fratres Pa- triarchas. in Basilica Vaticana habendum. et humanarum quoque scientiarum progressui ac soliditati. quibus iure. et Filii. augusta nostra religio eiusque salutifera doctrina ubique terrarum reviviscat. Ac proinde volumus. ac statuenda. Deo bene iuvante. ordini. Et quoniam Christus Dominus illis verbis Nos minfice recreat. Episcopos. caritas omnesque cbristianae virtutes cum maxima bumanae societatis Nemo enim inficiari unquam utilitate vigeant. . ac die octava mensis Decembris Immaculatae Deiparae Virginis Mariae Conceptioni sacra incipiendum. et dominetur. quam Dilectos Filios Abbates.. et efflorescant. bere remedia. sempiternamque hominum saluterei. quae bisce praesertim asperrimis temporibus maiorem Dei gloriam. evidenterque demonstrant. et utriusque Cleri disciplinam. ac tranquillitati. freti et innixi. ut vitiis. de Venerabilium Fratrum Nostrorum S. cap. sacrum Oecumenicum et Generale Concilium in hac alma Urbe Nostra Roma futuro anno millesimo octingentesimo sexagesimo nono. verum etiam prodesse temporali populorum bono. et Spiritus Sancti. iustitia.384 IL CONCILIO VATICANO. atque ita pietas. et fidei integritatem. et communem omnium pacem et concordiam in primis respiciunt. Ferventissimis igitur ad Deum luminum Patrem in humilitate cordis Nostri dies noctesque fusis precibus hoc Concilium omnino cogendum esse censuimus. erroribusque eliminatis. Atque etiam intentissimo studio curandum est. salutisque tramitem reducantur. et perficiendum hisce Litteris indicimus. poterit. solidamque culturam. eorumque verae prosperitati. et consolatur: Ubi sunt duo vel tres congregati in nomine meo ibi sum in medio corum. convocamus et statuimus. In Oecumenico enim hoc Concilio ea omnia accuratissime examine sunt perpendenda. v. et constanter. XVIII . iubemus. Quamobrem Dei ipsius omnipotentis Patris. aut privilegio Conciliis 1 Matth. probitas. qua Nos quoque in terris fungimur. ad ipsius gloriam. quo ea omnia statuere possimus . honestas. ac beatorum eius Apostolorum Petri et Pauli 1 auctoritate. veluti sacrae ac profanae historiae annales splendidissimis factis dare aperteque ostendunt. et christianam iuventutis institutionem. et civili societate amoveantur mala. R. ut.

nisi forte iusto detineantur impedimento. verum etiam ipsis libenter faveant. tutus forsitan pateat accessus. et sunt hominum corda. requirentes. Ut vero Nostrae hae Litterae. ad hoc Oecumenicum Concilium a Nobis indictum venire debere. mandantes. In eam autem spem erigimus fore. ut ipsimet. ut in Patriarchalibus Basilicis Lateranensi. ut fides certa. quae in maiorem Dei gloriam. affixionemque. aut subscripta. vel ei ausu temerario 25 . aut aliquos publicos notarios legantur. publicationem. quominus Venerabiles Fratres Sacrorum Antistites. et quae in eis continentur ad notitiam omnium. Vaticana. convocationis. non solum minime impediant. mandati. admonentes. Sacro huic Concilio omnino adesse. omnes. hortantes. annuntiationis. mandamus ac decernimus. ipsamque firmissimum esse Imperiorum. quorum oportet. opemque ferant. volumus. praecepti. et Campi Florae solito loco. quibus nominatim illae essent intimandae . ubi ad lectionem et notitiam cunctorum aliquandiu expositae pendeant. quos praedictae Nostrae Litterae comprehendunt. lectaeque in valvis dietarum Ecclesiarum. ac si ipsismet illae coram lectae et intimatae essent. et indubitata habeatur. Nostns votis propitius annuens ineffabili sua misericordia et gratia efficiat. et in aliis consuetis locis affigantur. Regnorumque fundamentum. itemque Cancelleriae Apostolicae portis. transumptis quidem earum. post spatium duorum mensium a die Litterarum publicationis et affixionis ita volumus obligatos esse et adstrictos. neve quis iliorum ignorantiae excusationem praetendat. Nulli ergo omnino hominum liceat hanc paginam Nostrae indiclionis. proponi solitis. et Moderatores praesertim catbolici quotidie magis noscentes maxima bona in humanam societatem ex catholica Ecclesia redundare. cumque inde amovebuntur. et quoscumque. eiusdemque Concilii bonum cedere queant. et sub poenis iure. decreti. earum nihilominus exempla in eiusdem locis remaneant affixa. arcteque praecipientes. et Liberiana. ut Deus. uti decet Catholicos Principes. statuti. quae manu pubblici notari scripta. quod Nobis. quod tamen per legitimos procuratores Synodo probare debebunt. aut consuetudine in celebrationibus Conciliorum adversus non accedentes .etobsecrationis infringere. 385 Generalibus residendi et sententias in eis dicendi facta est potestas. et sigillo personae alicuius Ecclesiasticae in dignitate constitutae munita fuerint. cum praesertim etiam non ad omnes eos. in cuius manu ferri. Nos enim per huiusmodi lectionem. palam clara voce per Curiae Nostrae cursores. cum ibi multitudo populi ad audiendam rem divinam congregari solita est.DOCUMENTI. iis cooperentur. et huic Sanctae Sedi praestiterunt. et mandamus. et studiosissime. ac nihilominus eis vi iurisiurandi. aliique omnes supra commemorati ad hoc Concilium veniant. ac sanctae obedientiae virtute. ut omnes supremi omnium populorum Principes. et interesse teneantur. perveniant.

et S. E. S. Presb. Guidi Archiep. Quatuor Coronator. ac Beatorum Petri et Pauli Apostolorum eius se noverit incursurum. d'Hohenlohe. S. Bizzarri. S. E. . Mariae in Ara Caeli Presb. Tusculanus Card. R. Ego Ioseph Andreas Tit. Card. Crucis in Hierusalem Presb. tertio kalendas Iulias. Pitra. Bononiensis. SS. Loco >$< Signi Ostiensis et Veliternus Card. Card. autem hoc attentare praesumpserit. Monaco. Callixti Presb. Andreae et Gregorii in Monte Coelio Presb. Card. Card. S. Panebianco Poenitentiarius Maior. >£ Ego Philippus Tit. Card. SS. Decanus Mattei Pro-Datari us. Patrizi. Vice- Episc. Card. Ego Ioannes Bapt. De Reisach. %< gg >& i% Ego Ego Ego Ego Ego * © © Bilio. Carolus Tit. Ioseph Tit. Laurentii in Lucina Proto-Presb. Camerari us. Ego Fr. Laurentii in Pane Perna Presb. Susannae Presb. Xysti Presb. SS. Paracciani Clarelli a Secretis Brevium.. Portuen. Marci Presb. De Angelis Archiep. Sabinensis Card. S. Bonaparte. Card.386 IL CONCILIO VATICANO. Card. Card. SS. Pontificatus Nostri « EGO PIVS >£ Anno Yicesimotertio CATHOLICAE ECCLESIAE EPISCOPVS Ego Marius Episc. Mariae de Populo Presb. Alexander Tit. XII Apost. contraire. Mariae in Transpontina Presb. Tit. Philippus Maria Tit. Card. >$< Ego Constantinus Episc. Presb. S. >& Ego Fr. Pudentianae Presb. S. Card. S. indignationem Omnipotentis Dei. De Luca. >5< Ego Gustavus Tit. Praenestinus Card. Marcellini et Petri Presb. Di Pietro. S. Cancellarius. ggt Ego % Ego Nicolaus >£ Ego Fabius Maria Amat S. De Silvestri. Petrus Tit. Card. Stephani in Monte Coelio Presb. Hieronymi Illyricorum Presb. et S. S. Sacconi. Rufinae Card. Card. SS. Si quis Datum Romae apud Sanctum Petrum Anno Incarnationis Dominicae millesimo octingentesimo sexagesimo octavo. S. >$< Ego Lucianus Tit. j& Ego Carolus Augustus Episc. Card. Card. Asquini. S. >%> Ego Aloisius Tit. Aloisius Episc. Card. Quaglia. Card. >$( Angelus Tit. Tit. Antonius Maria Tit. %< Ego Camillus Episc. Albanus Card. Firmanus. Milesi. Tit. >£ Ego Antoninus Tit. Barnabò. Be- >£ Ego Raphael >£ rardi. Ego Ioseph Tit. R.

Paracciani Glarei. Corrispondenza di Francia. Essa riuscirebbe indirettamente ad annullare la famigerata Dichiarazione del 1682. Finalmente un gran numero di cattolici emettono il voto futuro Concilio chiuda il ciclo degli omaggi resi dalla Chiesa alla Vergine Immacolata. Card.DOCUMENTI. ma ben anco in un gran numero d'intelligenze per altro colte. Viti et Modesti Diac. Checché ne sia. Potrebbe darsi che il Concilio. Nessuno però si dissimula che il Sommo Pontefice. non voglia da per sé prendere l' iniziativa di' una proposizione. Caterini. e la verità. Mertel. Mattei Pro-JDatarius — N. già dissi che i cattolici desidererebbero che il futuro Concilio Ecumenico promulgasse le dottrine del Syllabus. coli' andar del tempo i pregiudizi! si dilegueranno. Card. sotto forma negativa. trionferà colle sole sue forze. facesse compiutamente sparire il malinteso che sussiste non solo nelle sfere del potere. Card. I cattolici riceveranno con gioia la proclamazione del futuro Concilio sull'infallibilità dommatica del Sommo Pontefice. Card. Ego Dominicus S. M. Bruti Loco-\-Vlumbi Rcg. ® © Ego Eduardus SS. sono che il .) Documento II. promulgando il dogma della gloriosa Assunzione di lei. essendo immortale. Capalti. per un sentimento di augusta riserbatezza. © Ego Iacobus S. (Dalla Civiltà Cattolica. in Secretarla Brevium I.li. che furono per si gran tempo l'anima del Gallicanismo. Borromeo. enunciando con forinole affermative e col necessario svolgimento le proposizioni stanziate nel Syllabus. Mariae in 38/ Via Lata Proto-Diac. Ego Theodulphus S. zione. Siffatti sono i voti in ciò che riguarda il dogma. Consolini. Mariae in Aquiro Diac. Ma si spera che la manifestazione unanime dello Spirito Santo per la bocca dei Padri del futuro Concilio Ecumenico la definirà per acclama5. Card. Mariae Scalaris Diac. Visa de Curia D. che sembra riferirsi a lui direttamente. Eustachii Diac. Mariae in Domnica Diac. in ciò che spetta alla disciplina. I bisogni della Chiesa di Francia. gli occhi si avvezzeranno alla luce. Ergo Hannibal S. Cugnionius. Card. Card. Per ciò che riguarda la parte dommatica. ma non intendenti di stile teologico. Card. An- tonella >$< >$t %* Ego Prosper S. senza che fosse necessaria una speciale discussione di quei malaugurati quattro articoli. 48 luglio 4868.

che io prendo la liberta di rimettere ad una prossima corrispondenza. ma esse hanno unicamente per iscopo di renderci.) Documento III. che forse potrebbero nascere. in fraterna conferenza. la persuasione quasi direi universale. e di coltivare fra noi quell'unione e carità. molteplici ed esigono spiegazioni più estese. — come una nota caratteristica. Anche quest'anno noi Vescovi tedeschi. 6 febbraio 4869. ecclesiastici e secolari. (Dalla Civiltà Cattolica. mediante vicendevoli colloqui. Questa idea non procede soltanto dalle difficoltà sentite di tenere ora lunga assemblea. in guisa che la minorità. che trovasi nella più parte dei cattolici. al quale nostro Santo Padre Pio IX ha convocato tutti i Vescovi della in stra conferenza fu di prepararci al Concilio il terra. Scopo di queste adunanze non è già quello di emanare decisioni obbligatorie in materie ecclesiastiche. il che secondo le leggi della Chiesa può farsi soltanto nelle assemblee ecclesiastiche propriamente tali e tenute nella dovuta forma (nei Sinodi o Concilii). Allorché erasi fatta certa la convocazione di un Concilio Ecumenico. per quanto eloquente esser possa. Non quasi fosse il Concilio un mezzo magico per togliere da noi ogni male e pe- . più atti ad adempiere nel modo migliore il nostro sacro ministero. e migliaia di essi tengono rivolti con figliale fiducia i loro sguardi a Roma. che é la madre e nutrice di ogni bene.388 IL CONCILIO VATICANO. ci siamo uniti a Fulda presso al sepolcro di San Bonifacio. Essi credono cheli futuro Concilio sarà molto breve. nello spirito di Gesù Cristo e della sua santa Chiesa. Bisogna altresì avvertire. Pastorale collettiva dei Vescovi tedeschi riuniti a Fulda. che anzitutto è spirito di unità e di comunione. alcune brevi parole. A questo riguardo noi abbiamo giudicato cosa buona e salutare. E altrove: Il presentimento delle traversie politiche. non potrà durarla in una lunga opposizione. di rivolgere in comune ai nostri amati diocesani. ma rampolla anzi tutto dal sentimento che i Vescovi di tutto il mondo si troveranno d'accordo nelle quistioni principali. Naturalmente quest'anno un oggetto principale della noEcumenico. prima di separarci. nell'animo di molti si combina con una non sa quale confidenza di un esito fortunato. per una parte gli animi dei fedeli furono riempili da pia aspettazione e lieta speranza. Finalmente non potrebbero non vedersi senza un certo stupore delle lotte prolungate di opinioni e di discorsi nel seno del futuro Concilio. e che rassomiglierà sotto questo rispetto a quello di Calcedonia.

e che mancherà anche agli stessi Vescovi la necessaria cognizione e il necessario coraggio per adempiere il loro dovere nel partito. e per mutare d'un 389 ma tratto la faccia della terra. che non sarà conassa ai Vescovi la piena libertà di discussione. che d'altra parte persino da membri fervorosi e fedeli della Chiesa si nutrono timori. e in conseguenza" di ciò si pone persino in questione la validità stessa del Concilio e delle sue decisioni. Perciò i figli fedeli della Chiesa hanno salutato in ogni tempo i Concilii Ecumenici con gioia e con santa fiducia. si accusa il Santo Padre che egli. ricolo. ciò. che noi finqui eravamo usi di sentire solamente dalla bocca dei più dichiarati nemici della Chiesa Quindi non si ha alcun riguardo di far sentire il sospetto. Ciò che il santo pontefice Gregorio Magno dice sì bellamente. colla civiltà e colla scienza. i quali non si contengono nella rivelazione di Dio e nella tradizione della Chiesa. essi non sono certamente dettati da fede viva. Si aggiunge che dagli avversari della Chiesa vengono mosse accuse. così pure il vero benessere temporale dell'umanità. mai il sato i Signore . secondo pienza alla Chiesa. non mai i santi di Dio. per istaEer ilire una signoria spirituale incompatibile colla cristiana libertà. questo si effettua nel modo più grandioso mediante i Concilii Ecumenici. amati alla Chiesa. come pure colla legittima libertà e colla prosperità temporale dei popoli. Dall'essere poi la dottrina di Cristo esattamente conosciuta e la sua legge più universalmente osservata dipende senza dubbio.DOCUMENTI. Da qualunque parte provengano questi e simili discorsi. Cosi si sentono delle voci che il Concilio possa e voglia promulgare nuovi dogmi di fede. voglia Concilio. e di risvegliare persino il sospetto dei Governi. sotto l'influsso di un puramente usare del Concilio come di un mezzo per accrescere smodatamente il potere della Sede Apostolica. Si va ancor più innanzi. l'unione dei successori degli Apostoli intorno al successore di San Pietro in un Concilio Ecumenico è il mezzo principale per mettere in più chiara luce la verità salutare del Cristianesimo e per introdurre nella vita più efficacemente la sua santa legge. che di suscitare vastamente la diffidenza e l'avversione contro il Concilio. che non alla sua Chiesa sottrae. che nel corso dei tempi le porte della divina verità e sapienza si aprono sempre di più alla cristianità. come l'eterno. sieno incompatibili colle giuste pretese dello Stato. e che esso possa e intenda stabilire dei principii che. cambiare l'antica e vera costituzione della Chiesa. Tuttavia non possiamo dissimularci. pregiudicievoli agli interessi del Cristianesimo e della Chiesa. Non si ha rossore di designare il Capo supremo della Chiesa e F Episcopato con nomi di fazione." le quali non hanno altro scopo. da fedele amore da un' incrollabile fiducia in quell'aiuto. Così non hanno mai pennostri padri nella fede. atti a scemare la fiducia. perla costituzione data da Cristo nella sua divina sa- chè. Egli è nostro sacro dovere di nutrire in noi stessi e di diffondere negli altri cotali sentimenti anche riguardo all'imminente Concilio.

a non vacillare per cagione di essi nella vostra fede e nella vostra spe- — Giammai un 'Concilio Ecumenico pronuncierà né può pronunciare una nuova dottrina. ranza. oppure che esso. il Papa e i Vescovi. che Gesù Cristo è colla sua Chiesa tutti i dì sino alla fine del mondo. che non sia contenuta nella Sacra Scrittura o nella Tradizione Apostolica. E come si può anche solo ragionevolmente temere una tal cosa da un'aduil nanza dei Vescovfdi tutto il mondo cattolico. ma mette l'antica e originaria verità in chiara luce e la difende contro nuovi errori. perchè possiamo noi fare questa dichiarazione con tale precisione e fidanza? Perchè noi siamo accertati dalla fede. voglia trapiantare nell'età presente costumi e istituzioni di tempi trascorsi. Anche il solo temere che un Concilio Ecumenico nelle sue decisioni dottrinali possa errare contro la verità della Tradizione. è contrario senza dubbio anche al vostro intimo convincimento cristiano. e le ricorda ogni cosa e la introduce in ogni verità. Concilio le — A Concilio Ecumenico prenda inconsideratamente e con precipitazione delle risoluzioni. Ecumenico può promulgare e promulquali sono in contraddizione coi principii della giustizia. e la sua parola dura sempre. quella maniera. che esso possa in alcun modo alterare nella sua essenza la costituzione della Chiesa stabilita da Dio. Non pertanto noi vogliamo anche esplicitamente esortarvi a non vi lasciar sedurre da tali discorsi. quando i successori di Pietro e degli Apostoli. In generale il Concilio non istabilirà nuovi principii. e la verità di Cristo rimane in lei perpetua e immutabile. diocesani. e l'efficacia dell'aiuto della divina grazia. cui le stesse porte dell'inferno non possono espugnare. e sui quali ora e sempre riposa la prosperità degli Stati. finalmente perchè noi crediamo e sappiamo che. non promulga nuove dottrine. la libertà dei popoli. i quali forniti delle . che Cristo è il medesimo ieri e oggi e in eterno. per modo che essa é e rimane la colonna e il sostegno della verità. né altri da quelli. colla moralità e coi veri interessi della scienza. sono assicurati contro ogni errore della provvidenza e assistenza divina. o colla legittima libertà e col benessere dei popoli. seguendo il fanatismo di umani pensamenti. che Giammai un gherà dottrine. che sono scritti dalla fede e dalla coscienza nel cuore di tutti voi . come in generale la Chiesa.390 IL CONCILIO VATICANO. le quali senza necessità si oppongano ai vigenti rapporti e ai bisogni della presente età. è un disconoscere la virtù delle divine promesse fatte alla santa Chiesa. che lo Spirito Santo non la abbandona mai. quando pronuncia in cose di fede. Egualmente nessuno ha ragione di temere. l'autorità dei superiori. col diritto dello Stato e delle sue autorità. che furono sacri ai popoli cristiani di tutti i secoli. quand'anche passino cielo e terra. E e che costituiscono la base di ogni vera scienza e moralità. adunati legittimamente in un Concilio Ecumenico fanno delle decisioni in cose della fede e della legge morale. così anche la sua Chiesa rimane la stessa in ogni tempo.

non dimenticheranno mai il più santo dei loro doveri. Infatti in un Concilio della Chiesa i varii partiti non combattono con tutte le arti dell'eloquenza per ottenere la vittoria. . aggravati dalla responsabilità della più santa missione. e ciò é nella natura stessa delle cose. che è la salute delle anime e il bene del Cristianesimo. conoscono i sentimenti del Papa. non si discute se non per fare risplendere la verità sotto ogni suo aspetto e per non decider nulla prima di aver risolto tutte le difficoltà e chiarito tutto ciò che è oscuro. che è uno dei loro obblighi? Noi ricordandoci del comando del nostro Maestro non risponderemo con ingiurie a coloro che e' insultano. per deliberare con lui. penseranno eh' essi non hanno altra regola da seguire che quella della loro coscienza. i sentimenti dei Vescovi e il modo di procedere della Chiesa! Noi sappiamo nel modo più certo che è volere formale e dichiarato del Santo Padre di non mettere alcun ostacolo alla libertà e alla durata delle deliberazioni. Le discussioni non hanno dunque per oggetto di vincere un avversario o di far trionfare un interesse particolare. famigliari alle condizioni dei più svariati paesi. il dovere di rendere testimonianza alla verità: si rammenteranno di quelle parole dell'Apostolo: Chi vuol piacere agli nomini.DOCUMENTI. tutti sono anticipatamente d'accordo sui principii della fede. In ciò che riguarda soprattutto le eterne verità della fede il Concilio non deciderà nulla prima di aver esauriti tutti i mezzi della scienza e delle più mature deliberazioni. Quanto poco coloro che ciò pensano. e non tendono che ad uno scopo. Non abbiam creduto che fosse indegno di noi il difendere F Episcopato Cattolico e il Concilio Ecumenico contro questi tristi sospetti. non è servo di Cristo. i diversi membri dell'Assemblea non cercano di vincerla sui loro avversarii coli' acquisto di una magsi gioranza favorevole alle loro opinioni. ricordandosi del conto che dovranno rendere quanto prima dinanzi al tribunale di Dio. in quale modo migliore le eterne verità della religione debbansi attuare nella presente età. e ci contenteremo di dire semplicemente e lealmente: Quando i Vescovi della Chiesa Cattolica saranno riuniti in Concilio Ecumenico. 391 più ricche esperienze della vita . noi sappiamo che lo stesso Apostolo dei Gentili non ha disdegnato nell'interesse dell'Apostolico suo ministero e del suo amore per le anime e per la Chiesa. di respingerne in tal modo le accuse più insussistenti. A malgrado delle differenze di sentire. e come il beneficio del Cristianesimo si possa meglio conservare e trasmettere alle presenti e future generazioni? Egli è con sì poco fondamento e con sì poca giustizia che temerebbe di veder attentare alla libertà delle deliberazioni del Concilio. E che direm noi a proposito degl'indegni sospetti che suppongono che i Vescovi potrebbero per considerazioni umane rinunciare nel Concilio alla libertà della parola. dal Capo supremo della Chiesa vengono adunati principalmente allo scopo.

dimenticando completamente il rispetto e l' affetto che dobbiamo alla Chiesa ed al suo capo. o piuttosto sarà Cristo ed il suo Spirito Santo. poiché la sua fede lo induce a subordinare con umiltà. ma non tollera ed approva mai i partiti. Essa abbraccia le associazioni. corporazioni e manifestazioni più diverse della vita religiosa. Ma quando giunge persino ad incriminare ed oltraggiare Padre e la Santa Sede Apostolica stessa. essa tollera e protegge persino la varietà delle dottrine teoriche e pratiche. fondata sulla fede e su 11' amore. finché la sua fede ed il suo amore non sono oscurati dalle passioni. È vero che la Chiesa si compone di una immensa quantità di caratteri nazionali ed individuali. sottoporre tutti all'autorità paterna di quel pastore ed unire a lui tutti i vescovi. e per dichiararci contro lo spirito. . il suo proprio giudizio e più ancora i suoi interessi e le sue passioni alla Sede suprema. amore e fiducia illimitata. il fondatore della Chiesa. delia menti ed alia vi ascolta . é impossibile che sotto il rapporto religioso ed ecclesiastico sia mai penetrato dallo spirito di parte. Chiesa. le parole ci mancano per esprimere il nostro dolore nell' udire simili discorsi. che Cristo ha scelto fra tutti gli Apostoli uno solo per fare di lui il centro dell' unità ed pastore supremo. che parleranno mediante l'organo di quella Sede. sarà rivelato a tutto il mondo che. quando lo si rappresenta lui. Il divin Salvatore ed i suoi Apostoli non hanno condannato nulla più energicamente della scissione e della divisione in partiti. così pure non vi sarà oggidì che una sola opinione ed una sola lingua. Per un cuore cattolico. e tutti gli uomini di buona volontà. giustizia. questa Sede suprema ed infallibile della Chiesa parlerà a tutti.392 IL CONCILIO VATICANO. che si le intenzioni del Sa'nto Cristo ha costituito pastore di tutti e di cui fece quale riposa tutta mento d' un la partito. di essere un ribelle e di ammutinare il popolo. » Al prossimo Concilio Ecumenico. Nulla è tanto contrario ed estraneo all'essenza della Chiesa Cattolica quanto lo spirito di partito. udiranno la voce di Cristo: « La voce della verità. anche oggidì tutti gli aderenti della Chiesa Cattolica non hanno che un cuore ed un' anima sola. » Como Pietro e i suoi Apostoli non avevano che una sola e stessa opinione al primo Concilio di Gerusalemme. e non parlavano che una sola lingua. di cui Cristo e' impose di ascoltare gì' insegnail quale si applica eternamente la sua parola: « Chi mi ascolta. ed essa stessa non è mai un partito. da cui sono inspirati. della pace di Cristo. quando come un gli si partito e la pietra sulla lo stru- come attribuiscono progetti di do- minazione ed ambiziosi. come nella prima comunità cristiana. preti e fedeli del mondo intero col legame indissolubile dell'obbedienza. ed è precisamente per im- pedire ogni fatto di questo genere e conservare V unità degli animi mediante il legame della pace. tutti coloro che amano Iddio. assolutamente come coloro che davanti Ponzio Pilato accusarono altre volte Cristo.

e che il clero ed il popolo sono pure d' accordo coi loro Vescovi. grazie al Cielo. regna in tutto il mondo cattolico. se il coraggio della fede e l'amore per la Chiesa sono divenuti più forti in tutti gli ecclesiastici ed i laici. dalla scissione e dalla secessione sono sòrti i mali peggiori. la gli altri beni di le benedizioni. ed astenendosi da tutto ciò che potrebbe servire di alimento alla discordia e risvegliare le passioni umane. gli scritti e l'esempio. secondo la loro posizione. ha stretto Non è vana iattanza. noi consigliamo. la fede. poiché ì benefizi di questa unità comprendono tutti pace e tutte la forza. come dobbiamo riconoscerlo.393 DOCUMENTI. in nome di Cristo e per il Suo Cuore. ed i nostri cuori sono grandemente commossi. salute. all'epoca nostra. di mantenere e sviluppare questa perfetta concordia. le calamità e le burrasche dei tempi non fecero che consolidare questa unità e specialmente l'affettuosa cooperazione di tutte le nazioni a proteggere il Santo Padre. allorché pensiamo sempre più i i . noi non dubitiamo che ciò non sia soprattutto il risultato di queir armonia ìntima e di quella unità di sentimento che. Se. colle parole. se si eccettuano alle . da cui siano mai stati afflitti il Cristianesimo ed il mondo. Nello spirito di questa unità. se la vita ecclesiastica e religiosa ha guadagnato forza. e se è stato fatto molto bene per la salute delle anime e la consolazione dei poveri e di coloro che soffrono. se in tutto l'universo il regno di Dio cresce con novello vigore e porta frutti se anche tutti gli attacchi contro la Chiesa e tutt' i suoi patimenti non si rivoigono che a suo vantaggio. mentre che al contrario la salvezza dipende dalla conciliazione e dal ristabilimento dell' unità. facendo sparire completamente tutti conflitti che potrebbero essere avvenuti precedentemente da una parte o dall'altra. vi si riferiscono tutti i vantaggi del Cristianesimo e soltanto mediante questa unità noi partecipiamo alla luce ed alla vita di Cristo. è così che l'unione più cordiale esiste generalmente fra i varii servi della Chiesa e che i cattolici di tutte le nazioni si sentono pure d'accordo ed uniti nella fede e nell'amore per la Chiesa. molti mali di passati tempi nefasti furono guariti. gravemente minacciato. malgrado tutte circostanze sfavorevoli. AH' opposto. ma rendere omaggio ad una verità Vescovi del mondo cattolico sono uniti fra loro e colla Sede Apostolica nella più perfetta unità. Fra breve noi lasceremo per lungo tempo le nostre diocesi. È da questa fonte dell' unità che deriva nella Chiesa tutto ciò che v'ha di grande. cune tristi ed insignificanti perturbazioni. Perciò Cristo nella sua preghiera dopo la Cena implorò dal suo Padre Celeste i benefizi di questa unità. di buono e di salutare. come inviati da Cristo. evidente dire che tutti i legami di questa unità. l'amore. preghiamo e scongiuriamo tutti e particolarmente i nostri fratelli nel sacerdozio e nel santo ministero dell'insegnamento.

Carlo Giuseppe. sia e rimanga con voi tutti. Vescovo di Culm. Vescovo eletto di Rottenbourg. Vicario Apostolico di Sassonia. Nepomuceno. Luigi. Gio. cap.. In conseguenza abbiamo deed ordinato che siano indirizzate preghiere durante tre giorni al Sacro Cuore di Gesù. Filippo. .) Documento IV. P. Vescovo di Wurzborgo. 84. Vescovo di Fulda. fase. Vescovo cT Hild'escheim. Gregorio. Fatto a Fulda. Antonio. Vescovo d' Osnabruck e Provicario Missioni settentrionali tedesche e danesi. G. Enrico. delle dell' Ar- cidiocesi di ìfa >$< >$< ^ Friburgo.394 IL CONCILIO VATICANO. Nicolò. Nicolò. incominciando dall' 8 dicembre di quest'anno in tutte le parrocchie delle nostre diocesi. Vescovo di Leuca in p. i. voi. Lettera di Padre Giacinto. Noi ci riserbiamo di prendere ulteriori disposizioni intorno a queste ai ciso preghiere. Vescovo di Augsborgo. Vescovo di Magonza. Gio. votre estime et votre confiance ne m'ont pas fait un seul instant défaut. Depuis cinq années que dure mon ministère à Notre-Dame de Paris. Guglielmo Em. très-rév. >£ % )% %< >$s 1% %< >& ìfc ì£ >& )% % © >£< il 6 settembre 4 869. Vescovo di Ermeland. Francesco Leopoldo. Principe Vescovo di Breslavia. Arcivescovo di Colonia. Mon. Enrico. J'en conserve de nombreux té- . X. Mattia. e Vie. EdoardoGiacomo. Vescovo di Paderbona. l'intercessione della Santissima Vergine e di tutti i Santi. et malgré les attaques ouvertes et les délations cachées dont j'ai été l'objet. Vescovo di Tr everi. General des Carmes déchaussés. Vescovo di Eichstaedt. (Dalla Rivista Universale. Arciv. i. Pére. di Monaco e di Frisinga. Paolo. Au R. La grazia e la pace di Gesù Cristo. Cristoforo Fiorenzo. Pancrazio. Vicario Apostolico di Lussemburgo. gravi pericoli dell' età presente. Vescovo d' Alicarnasso in p. Vescovo di Spira. ottobre 4869. Corrado. Lotario. Vescovo di Leontopoli in p.

Si en échange de mes sacrifices on m'offre aujourd'hui des chaines. J'en sous le bénéfice decette loi super ieure de justice et deroyale liberto qui est. Je l'ai promise tout-à-1'heure. Je n'hésite pas un instant. à qui le prophéte reproche de ne pouvoir point aboyer: Canes muti non vaknles latrare. peut consentir à se taire. je n'ai pas seulement le droit. de ses sympathies. et vous exigez que je parie un langage. et qui dans les circonstances nouvelles qui me sont faites. j'allais presque dire de son amitié. toutefois je me sens de leur race. dans l'élan d'un enthousiasme pur de tout calcul humain. comme ces chiens muets d'Israel. Aujourd'hui cependant. Avec une parole faussée par un mot d'ordre ou mutilée par des réticences je ne saurais remonter sur la chaire de Notre-Dame. Quoi qu'il arrive. la loi propre du chrétien. mais dans les limites de l'honnèteté de ma conscience. selon l'apòtre saint Jacques. Je ne suis pas l'un d'eux. et qui s'adressent à mes prémoignages dications autantqu'à ma personne. J'en exprime mes regrets à l'intelligent et courageux archevèque qui me l'a ouverte. de la dignité de ma personne et de mon ministère. et m'y a maintenu contre le mauvais vouloir des hommes dont je parlais exprime mes regrets à l'imposant auditore qui m'y envìronnait de son attention. J'élève donc devant le Saint-Pére et devant le Concile ma protestation de chrétien et de prétre contre ces doctrines et ces mais . L'heure présente est solennelle. et j'ai toujours ambitionné de meltre mes pas. C'est la pratique la plus parfaite de cette liberté sainte que je suis venu demander au cloiire. par un brusque changement dont je ne cherche pas la cause dans votre coeur. Ce n'estpas dans un pareil moment qu'un prédicateur de l'Evangile. voici plus de dix annèes. se change pour moi en une prison de l'àme. ni de ma conscience. un Concile QEcuménique est non seulement convoqué. mon sang dans les traces où ils ont laissé les leurs. Je m'éloigne en mème temps du couvent que j'habite. En agissant ainsi je ne suis point infidèle à mes vceux: j'ai promis l'obéissance monastique. si je pouvais consentir à jouer devant eux un pareil ròle. vous accusez ce que vous encouragiez.DOCUMEMTI. mais déclaré nécessaire: ce sont les expressions du Saint-Pére. j'ai le devoir de les rejeter. et s'il le fallait. Je ne serais digne de l'auditoire ni de l'évèque. gardiens infldèles. filii sanctorum sumus. je n'ose pas ajouter degagé de toute illusion de jeunesse. ou que je garde un silence qui ne seraient plus l'entière et loyale expression de ma conscience. Les saints ne se sont jamais tus. fùt-il le dernier de tous. 395 de votre main. mais dans les menées d'un parti tout-puissant à Rome. les plus obscures et les plus décisives de son existence ici-bas. L'Église traverse une des crises les plus violentes. mes larmes. Pour la première fois depuis trois cents ans. j'en gardeécrits rai un souvenir reconnaissant. vous blàmez ce que vousapprouviez. ni de Dieu.

beaucoup attendu.Esprit. l'oppression des autres. J'en appelle au Concile qui va se réunir pour chercher des remédes à l'excès de nos maux. après avoir beaucoup prie. come dall'/mite.) Et enfin j'en appelle à votre tribunal . mais ne sont pas chréprati ques . .396 IL CONCILIO VA. Ad tuum Domine Jesu tribunal appello. la souffrance de la Glie de mon peuple. beaucoup souffert. qui est notre mère selon l'éternité. représentant réellement l'Eglise universelle. (Dai Giornali contemporanei. Mais si des craintes que je ne veux point partager venaient à se réaliser. et qui dans leurs envahissements toujours plus audacieux et plus funestes. qu'elle en a déjà dans sa préparation si en un mot elle ètait privée des caractéres essentiels à un Concile CEcuménique. Je proteste contre le divorce impie autant qu'insensé qu'on s'efforce d'accomplir entre l'Eglise.NO. et l'épouvante m'a saisi. Fr. non le silence des Je souffre cruellement à cause de uns. morale et religieuse. et pour les appliquer avec autant de force que de douceur. et envers qui nousavons fond de sa aussi des devoirs et des tendresses. dont nous sommes les fils selon le temps. J'en ai la confiance: si les hommes les condamnent sur la terre. mais dans la manière dont le catholicisme est depuis longtemps compris et pratiqué. Vili. n° 23. vous les approuverez dans le ciel. Cela me suftìt pour vivre et pour mourir. N'est il plus de baume à Galaad? et n'y a-t-il plus là de médecin? Pourquoi donc n'est-elle pas fermée la blessure de la fille de mon peuple? [Jérémie. non dans l'esprit des partis. et jusqu'à l'esprit piété. C'est en votre présence que j'écris ces lignes: c'est à vos pieds. tendent à changer la constitution de l'Eglise. ò Seigneur Jesus. Je proteste par-dessus tout contre la perver- sion sacrilège de l'Evangile du Fils de Dieu lui-méme. c'est à vos pieds que je les signe. sett. Je proteste contre cette opposition plus radicale et plus effrayante encore avec la nature humaine atteinte et révoltèe par ces faux docteurs dans ses aspirations les plus indestructibleset les plus sai ntes. Ma conviction la plus profonde est que si la France en particulier et les races latines en general. beaucoup réfléchi. deuxfème déflniteur de l'Ordre dans la province d'Avignon. sont livrées à l'anarchie sociale. Hyahinthe Supérieur des Carmes déchaussés de Paris. le se comme la forme de son enseignement. 4d69.) . je pousse des cris de douleur. nomment romaines. si l'auguste assemblée n'avait pas plus de liberté dans ses délibérations. et la société du dix-neuvième siècle.TICA. le 20 settembre 4869. qui tiennes. la cause principale en est non pas sans doute dans le catholicisme lui-mème. dont l'esprit et la lettre sont également foulés aux pieds par le pharisaì'sme de la loi nouvelle. — — Paris-Passy. je crierais vers Dieu et vers les hommes pour en réclamer un autre véritablement réuni dans le Saint.

l'équilibre des élé: . c'est la constilution méme. ce qui l'autorise. d'appeler par leurssupplications les lumières et lesgràces de Dieu sur les travaux decette grande assemblée. ce qui va s'accomplir et les motifs que vous avez d'y prendre un religieux inlérét. archevèque de Paris. aussitót qu'il le pourrait. Est-ce à dire que notre siècle. 397 Documento V. Ainsi le moment approche où les évéques du monde calholique vont répondre à l'appel du Saint-Pére. qu'il souffre de choses que le pas^é n'aurait pas connues et qu'il se présente avec une plus grande somme d'ignorances et de perversités? Nous ne pouyons pas l'admettre les erreurs et les crimes sont de toutes les époques. en traversant des vicissitudes pleines de grandeurs et de misères qui recommencent toujours et ne se ressemblent jamais. L'état general du monde est tei qu'il préoccupe les moralistes et les politiques autant que les hommes de religion. ce qui permet d'y rattacher de solides et consolantes espérances. un Concile general pour rechercher avec eux les remédes nécessaires aux maux présents de l'Église. soit plus mauvais que les siècles antérieurs. divinement établie pour veiller au salut des àmes.DOCUMENTI.le droitet le devoir de l'Église. Georges Darboy. et un peu plus tard il a demandò à tous les fidéles. Au clergé et aux fidéles de notre diocèse. en leur accordant une inIl dulgence pionière en forme de jubilé. c'est l'état general du monde. Il importe donc de vou& exposer. et où vous-mémes. nos très-chers frères. Quelques mois après. le Souverain Pontife a manifeste aux évéques réunis à Rome autour de lui le vif désir de convoquer. et l'imparfaite humanité marche vers son but et accomplit sa destinée. il a publiè la bulle d'indiction qui" fixe l'ouverture du Concile au 8 décembre prochain. le libre arbitre de la créature a ses défaillances et ses emportements inévitables. Ellecherche. grand aumónier de l'Empereur. c'est avec les dispositions de l'épiscopat la bénédiction d'en haut et l'assistance promise du Saint-Esprit. Nos très-chers Frères. Lettre Pastorale de Monseigneur l'Àrcheveque de Paris sur le prochain Concile. au moins brièvement. Ce qui rend plausibte et moralement nécessaire aujourd'hui la tenue d'un Concile. considéré dans l'ensemble de ses actes.sans parvenir à le réaliser parfaitement ni pour longtemps. par la gràce de Dieu et l'autoritè dir Saint-Siége apostolique. devrez vous méler à leur oeuvre par vos prières et vos actes de piété. y a deux ans. salut et bénédiction en Notre-Seigneur Jésus-Christ.

la force seule y règne. quels maux immenses souffre elle-méme la société civile. monde: autorité et liberté. est une oeuvre où l'on peut difficilement ètre et paraitre impaniai. Tout ce que nous voulons dire. malgré ses défauts. absente des choses humaines. la morale. dit-il. le bien et le mal prennent des aspects qui se modifient sans cesse.398 IL CONCILIO ments dont se compose le VATICANO. droit et devoir. État et Eglise. qui prennent la négation pour de la force et le rire pour de la hardiesse et de la raison? Les journaux les livres et les discours publics ne sont-ils pas à toute heure dirigés contre ce qu'il y a de plus nécessaire et de plus sacre. les hommes les plus vénérables consacrés au divin ministère. et tout est en proie à tous. l'audes saintes Ecritures. Personne en effet ne refuserà de reconnaitre que bien des choses se passent qui génent l'action de l'Égliseetcompromettent les salut des àmes. et que nous l'aimons. Les vérités de la foi. les personnages émi- . si l'autorité n'est pas dans le ciel? Mais s'il n'existe de droits nulle part. Du reste. la religion. et qui du reste sont une cause de souffrance une menace pour la société civile. sont attaquées et foulées aux pieds par des ennemis acharnés de Dieu et des hommes. et chaque generation semble avoir ses vertus et ses vices préférés. L'Eglise catholique et sa doctrine salutaire. une oeuvre qui d' ailleurs ici ne serait pas à sa place. tout le monde sait et constate quelle horrible tempéte subit aujourd'hui l'Eglise. la famille et la société? La liberté de parler et d'écrire ne ya-t-elle pas jusqu'à l'extrème licence. comment ceux de l'homme ne seraient-ils pas précaires et plus que discutables? Et comment y aurait-il des autorités sur la terre. c'est que notre temps ne nous fait pas peur. Si en effet les droits de Dieu sont contestéset méconnus. toutes les choses sacrées sont vouées au mépris. et de et torilé . c'est aussi l'ordre public et la tranquillile des Etats: les sophistes sèment le vent. autant qu'on le croit. ou par un scepticisme froid et Tailleur. l'existence méme de Dieu ne sont-elles pas incessamment attaquées par une critique intemperante. sa puissance vénérable et la suprème autorité de ce Siège apostolique. et les biens ecclésiastiques dilapidés. intérèt et conscience. les pontifes. Dresser le tableau comparatif de ces évolutions morales et faire la part de responsabilité qui revient aux divers àges et aux diverses régions. la divinité du christianisme. Telle est la situation morale de notre epoque. dès lors le respect n'a rien à faire dans le monde. Dans les milieux complexes et si varia bles où elle se meut avec des forces et des faiblesses qui restent les mémes. il n'existe point de devoirs non plus. Ce qu'elle règie se pratiqne mal ou ne dure pas. car il a des défauts. ouvrant le chemin à la liberté de tout faire et de tout défaire? Car la logique n'est pas. et nous n'avons point envie de les dissimuler. le Saint-Pére. en y cherchant un remède. Ce n'est donc pas seulement la religion qui est en cause. l'a décrite dans les termes suivants: « Depuis longtemps. et les nations moissonnent la tempéte.

et ce qui est encore pire. les sectes les plus pernicieuses se multiplient partout et sous toutes les formes: l'enseignement de la malheureuse jeunesse est presque partout retiré au clergé. la violation deslois divines et humaines. quelque effort qu'on fasse. la corruption des mceurs. qu'on ne pourra jamais assez pleurer. Par suite de tous ces faits. tei est précisément le droit et le devoir de l'Eglise. En conséquence. divinement investi d'une primauté d'honneur et de juridiction s'étendant à toute l'Eglise. ils la remplissent depuis dix-huit siécles. Les délibérations générales. d'ailleurs le ròle des justes dans cette vie de luttes et d'épreuves. sous la commune houlette dn Souverain Pontife . l'objet de leur travail est de se maintenir et de maintenir les fidèles dans il l'unite. pour maintenir et relever la discipline ecclésiastique. mais encore la sociétè humaine sont misérablement dans le trouble et la confusion. » Cette peinture est triste. la licence sans frein. on anéantit les communautés religieuses. mais elles y ont toujours paru d'une force considérable et d'une grande efficacitè. Or. diriger et soutenir les àmes par la prédication de la vérilé. que les évéques soient dispersés ou réunis. On n'a rien trouvé de meilleur que cette union des conseils et des sollicitudes pour faciliter la définition des dogmes de foi. formulóes et décrétées par les évéques du monde . ils instruisent et gouvernent avec autorilé et succès. On n'a rien trouvé de meilleur non plus pour engager les chrétiens à recevoir avec promptitude et respect les décisions doctrinales et disciplinaires de l'Eglise. les résolutions concertées ne sont donc pas absolument nécessaires dans l'Eglise. Jésus-Christ l'a confiée aux apótres et aux évéques leurs successeurs. par ses règles de discipline et par l'efficacité des sacrements. Elle est instituée de Dieu pour éclairer. se sont partout propagées. des livres impies de toute espèce et des journaux pestilentiels sont répan- dus de toutes parts. mais est possible d'en arréter le développement et d'en limiter les funestes conséquences.DOCUMENTI. confié en beaucoup de lieux à des maìtres d'erreur et d'iniquité. de tous les vices et de tous les crimes. l'impiété. L'oeuvre s'accomplit dans ces conditions. pour mettre en lumière et développer la doctrine reli- gieuse. pour corriger et perfectionner les mceurs. successeur de Pierre . pour notre désolation et la désolation de tous les gens de bien. à ce point que. 399 nents par leurs sentiments catholiques sont tourmentés de toutes maniéres. pour la perle des àmes. avec le qui a pour signe public et permanent la communion Pape. Non pas qu'il faille se flatter d'en avoir entièrement raison. la contagion des opinions perverses de toùt genre. c'est de venir en aide à la vertu. et de tels maux ont besoin d'ètre combattus avec zèle et vigueur. chargé de paitre les agneaux et les brebis. veillant sur tout le troupeau où le SaintEsprit les a placés pour gouverner l'Eglise de Dieu. pour réfuter et dissiper les erreurs les plus répandues. Cette mission de salut. non-seulement notre trèssainte religion.

en ces temps si calamiteux. l'honnéteté. la charité et toutes les vertus refleurissent pour le salut du monde. la justice. Enfin nous devons reprimer tout vice et repousser toute erreur. que des questions iniéressant la société civile et les relations de l'Eglise et de l'Etat seraient traitées et décidées dans un esprit d'opposition aux lois et aux mceurs politiques du temps . par exemple. et qu'ainsi la piété. dont ils sont les pasteurs et les guides. Non-seulement. afin que notre auguste religion et sa doctrine salutaire reprennent partout une vigueur nouvelle. la probité. qu'elles reconquièrent hur légitime empire. en effet. ainsi qu'on le voit par les paroles du SaintPére. et de la manière la plus evidente? » Tel est donc. Naturellement il se decompose en divers points qui deviendront à leur tour l'objet de décisions speciales. pour l'observation des lois ecclésiastiques. « Le Concile oecuménique. devra donc examiner avec le plus grand soin et déterminer ce qu'il convieni de faire. Cette perspective ne vous a pas toujours été présenlée d'une manière satisfaisante. pour la plus grande gioire de Dieu. et plusieurs semblent avoir pris à tàche de vous inquiéter à ce sujet. Mais cela ne peut se faire sans qu'on agisse par là méme sur vos opinions et vos doctrines pour les fixer et peut-étre les corriger. de la justice et du salut les malheureux qui s'égarent. des habitudes et des besoins de leurs diocèses. Il nous faudra travailler aussi de toutes les forces de notre esprit. où tous les évéques du monde catholique seront appelés à s'entendre sur le caractère et la portée des maux actuels. et donneront lieu sans doute à des mesures particulières. pour la discipline et la solide instruction du clergé régulier et eéculier. l'intégrité de la foi. pour leducation pour chrétienne de lajeunesse. le bonheur temporel des peuples. et des sentiments. leur véritable prospérité. mais aussi. et personne ne le niera. Ils vous ont dit. pour la splendeur du eulte. pour la paix generale et la concorde universelle. à ramener dans la voie de la vérité. à délivrer de tout mal l'Eglise et la société civile.400 IL CONCILIO VATICANO. entierqui ne prononcent qu'en tenant compte tout-à-la fois de la révélation dont ils sont les gardiens. dit la Bulle d'indiction. pour le salut eterne! des hommes. Aussi le Saint-Pére déclare-t-il opportune la réunion d'un Concile. et sur les remèdes qu'il est expédient de leur appliquer. qu'on imposerait à votre foi catholique des articles que jusqu'ici vous n'étiez pas tenus de croire. qu'elles se propagent de jour en jour. le progrés méme et la solidité des sciences humaines: les faits les plus éclatants de l'histoire ne le prouvent-ils pas constamment. tei est l'objet general dont s'occuperà l'assemblée des évéques. et sur certains détails de votre conduite privée ou sociale pour y apporter quelque heureuse modification. et avec Faide de Dieu. pour la réforme des moeurs. le maintien de la paix et de l'ordre. la puissante influence de l'Eglise et de sa doctrine a pour objet direct le salut éternel des hommes.

des décrets comme ceux que redoutent plusieurs personnes. on n'en saurait douter. Dans ces conditions. mais pour l'édificatiotf. obligations du peuple chrétien et d'accroitre peut-éjxe les obstacles qui s'opposent au retour de nos frères dissidents. comme le témoigne l'histoire desConciles. en ce qui touche les définitions nouvelles. qu'on enlèverait certain vote par acclamation. 401 présent. L'Église n'est pas une école de désordre et de violence. ne voudront pas se départir du plus religieux respect pour la véritó et des plus grands égards pour les personnes. c'est qu'elles existent déjà dans les monuments de la tradition et dans le commun enseignement de la théoiogie. fùt-elle eloquente. et c'est de la sorte aussi que procèderà la prochaine assemblée des évéques. par voie de tradition. cinq ou six cents évéques n'altesteront pas. Si donc elle ordonne. n'auraient rien d'abusif ni de pé- d'ailleurs jugée utile 26 . c'est que ces choses seraient déjà certaines et généralement admises. c'est que cette vérité se trouverait déjà dans la tradition léguée par vos ancètres. et qu'ainsi elles ne sont pas une nouveautó. sous peine d'anathème. si le Concile oecuménique ordonne de croire explicitement des choses qu'on pouvait nier jusqu'ici sans étre herétique. les évéques. et non pas des auteurs qui inventent. car en ces matières les évéques sont des témoins qui constatent. Il y a plus: les évéques auraient regu des siècles antérieurs. ils voudraient examiner sérieusement les dispositions générales du monde et rechercher si ces nouvelles définitions de foi sont op portunes et vraiment réclamées par l'état des esprits. avoir trouvé dans les croyances de leur Eglise respective ce qui n'y est pas. certaines vérités considérables. Avant donc d'ajouter aux . D'abord. ses représentants et ses interprètes au concile. qu'ainsi les évéques ne seraient pas libres. Le pouvoir de l'enseignement ne leur a pas été donne pour la destruction. ne peuvent prendre leur source que dans une connaissance imparfaite des choses. Mais rassurez-vous. Ces plaintes. qu'ils ne s'empresseraient pas pour cela de les déclarer articles de foi. et que la minorité. délibérés en concile par le Pape et les évéques. en concile. et ces menaces offensantes viennent assurément d'hommes plus hardis qu'autorisés. Or. de croire désormais quelque vérité qui jusqu'à présent n'était pas de foi catholique. nos très-chers frères. Si donc ils proposent. et qu'elle serait au progrès du sentiment religieux. C'est de la sorte que nos ainés ont procède. et ils traiteront leurs droits comme ceux des autres avec une conscience réfléchie et avec un profond sentiment de justice. au moins prématurées. serait traitée corame un parti d'opposition qu'étoufferait bientòt la majorité. des vérités à croire. Pour qu'une vérité devienne aril faut ticle de foi qu'elle ait été révélée de Dieu et qu'elle soit contenue dans le dépót que les siècles chrétiens gardent fidèlement et se transmettent l'uà à l'autre sans altération. et au triomphe de l'Eglise. à la face de l'univers.DOCUMENTI.

des explications plus complètes comme le concile peut en fournir réussiront à les faire ment . ont besoin d'avoir raison pour valider leurs actes. est un élément de dissolution universelle et qu'il importe de la condans de plus justes bornes que la liberté des cultes. et la théocratie est au bout d'une telle entreprise. telle que vous l'avez faite. et qu'ainsi tous encore. Mais peut-étre n'y a-t-il là que des malentendus en ce cas. rilleux.sans vous blesser ni vous nuire. doit étre autrement entendue et pratiquée.402 IL CONCILIO VATICANO. dites-vous. se sont accordés pour éveiller ces alarmes et ont tout fait pour les nourrir et les répandre. et que déjà nous vous avons dites et rèpétées. l'une privée et l'autre publique. et qu'on ne crée ainsi entre les devoirs du fidèle et du citoyen un antagonismo violent et douloureux. et. nos très-chers frères: vous ne mourrez pas de cette maladie. comme elles ne le sont pas assez. Ce sont là certainement des vérités que vous n'ignorez pas. puisque vous saurez mieux des choses dont la connaissance est pour vous un devoir et un intérét de premier ordre? Mais. laqueUe nous oblige tous. 11 n'est pas loisible de penser autrement à qui veut rester catho- lique. mais une seule. quoique placés à des points de vue contraires. eri appliquant ces principes aux détails de nolre vie privée et sociale. sinon servir la cause de parties l'Église et de la société? Quelle est leur doctrine sur les matières dont il s'agit? En ce qui vous concerne. quelques-uns d'entre vous craignent qu'on ne les décide dans un sens oppose aux lois et aux moeurs politiques de l'Europe. bon nombre d'écrivains. individus et nations. venir étant souvent prise pour le droit legai d'outrager tous les cultes et de n'en professer aucun. vous n'en étes pas atteints. Soyez sans peur. qu'il y a donc lieu de les corriger. ils diraient sans doute que vous étes une nation baptisée et qu'ainsi vous appartenez à Jésus-Christ. qu'enfm le nombre et la force ne suffisent pas à tout justifier. quant aux questions qui intéressent plus directela société civile et les rappórts de l'Église et de l'État. que Rome de toutes les peuvent vouloir les évéques rassemblés à du monde. ils ajouteraient probablement que la liberté de la presse. Il faut le reconnaìtre. elles vous seront expliquées par le concile avec plus d'autorité et de vigueur et sans doute aussi avec plus de précision. que par conséquent vos lois et vos mceurs doivent étre chrétiennes. Au fond. en les rendant plus conformes à l'Evangile et par là méme plus en rapport avec vos véritables intéréts du temps et de l'éternité. on nous piacerà sous l'inspiration et la tutelle du clergé. Ensuite. princes et peuples. . et . Mais cette fois. cesser. Qu'avez-vous donc à y perdre. ils seraient au contraire l'exercice régulier d'un droit et ne pourraient qu'avoir en definitive de salutaires effets. qu'il n'y en a pas deux. que la morale n'est pas un vain mot. Partant de ces principes et de ces faits. par exemple.

Or. l'intérét méme. à coté des catholiques il y aura des dissidents. soit parce que Dieu mème inspire aux hommes l'amour du sol natal et met le patriotisme au nombre de nos obligations. Ainsitoutce que vous nommez vos conquétes vous resterà. Notre cceur y tient par toutes ses fibres. c'est le coin de terre que vous honorez de vos travaux et de vos vertus. L'indépendance et la grandeur de la nation nous sont aussi chères qu'à vous la France. et qu'en traitant des sujets qui toucheraient à la politique. gieuses. Bien des années s'écouleront. tout nous commande la : . et qu'ainsi la liberto de la presse vous soit ravie par vos archevéques peut-étre penserez-vous qu'il ne faut pas se donner le tort de craindre un perii aussi lointain. 403 vous avez tout ce qu'il faut pour la prevenir. Est-ce donc à dire que nous allons combattre matériellement les autres cultes. vous ne pouvez que nous trouver logiques. plusieurs craignent au contraire qu'il ne trouve pas le moyen de vous aider efficacement à rendre sage la liberte de la presse et à rétablir en Europe l'unite si désirable des croyances reli. Loia donc d'appréhender que le concile ne tranche violemment toutes ces questions dèlicates et ne règie tous ces détails épineux. acceptent la censure ecclésiastique. à la peine encore plus qu'à la fortune. les évéques ne fermeront pas les yeux sur le còlè positif et les exigences de la vie réelle.DOCUMENTI. si nous vous pressons avec instance d'y adhérer et de vous y maintenir fidélement. C'est un commun drapeau qui nous couvre. dans la mesure de nos forces. puisque nous tenons l'un d'eux pour le meilleur et le seul vrai. Le senti ment religieux nous y attaché aussi. leurs destinées terrestres. avant que les soixante journaux que Paris voit éclore chaque matin et les douze mille volumes qu'il publie par an. ils n'oublieront pas ce qu'ils doivent à leur pays? Nous n'avons donne à personne le droit de suspecter la voix du sang. Après comme avant le Concile. nous vivons de la mème vie et voulons ètre avec vous dans toutes les vicissitudes. la religion. sympathie et le dévouement pour nos concitoyens. et où coulent. et vous en étes trop pour les faire. une commune loi qui nousprotège. telle étant notre conviction et notre foi au sujet du catholicisme. chaque jour. c'est le sol que nos a'i'eux ont habité et qui garde leurs ossements avec leur souvenir et leur histoire. soit parce que nous trouvons dans notre pays une grande facilitò pour pratiquer notre patriotisme. on peut le prévoir. Est-il besoin d'ajouter qu'en rappelant la règie et l'idéal. en provoquant contre eux des mesures sévères et des décrets d'expulsion? En vérité. vous ne le croyez pas: nous sorames assez de ce siècle pour ne pas réclamer de telles choses. et tout nous engagé à servir. en nous prescrivant d'aimer nos semblables et surtout ceux qui nous sont plus proches. vos sueurs et vos larmes. Il en est de mème pour la liberto des cultes: vous n'attendez pas de nous sans doute que nous les mettions tous sur un rang d'ègalité.

des scrupules respectables et présentés avec modestie. lareligion et remplir les devoirs que la conscience nous impose. Sans doute une mutuelle condescendance ne tranche pas les difficultés. et commencera-t-elle demain ? Dans le concile de Jérusalem. tout est matière où prétexte à des réclamations contradictoires et à des prétentions rivales. c'est de s'en tenir à de sages transactions qui garantissent suffisamment tous les intéréts et tous les droits essentiels. Elle n'édictera pas d'enthousiasme une peine aussi terrible que celle de l'anathème. elle les assoupit. ce qu'on a dit de l'entraìnement avec lequel certain dogme serait vote d'acclamation par la majorité des évéques étouffant ainsi la liberté de leurs collègues dont la conscience ne se trouverait pas tout de suite pónétrée des mémes lumiéres irrésistibles. nos très-chers frères. dans le miet tourmenté où nous vivons.404 IL CONCILIO VATICANO. les rapports de l'Eglise et de l'Etat tels que le concordat les a déterminés. et cinq ou six cents évéques. Aussi croyons-nous que. en le dépouillant des conditions qui peuvent le recommander à vos yeux. Est-ce que l'Eglise a jamais manie les àmes avec ce sans-facon. dans le règlement des questions mixtes. à ne point obéir à des ardeurs intempérantes. complexe nous ne l'ignorons pas plus que vous. mais les laisse vivre. s'il y en a. Un Concile cecuménique s'est tenu trois siècles . ce peut étre l'objet de demandes et d'explications que vous ne refuserez pas d'entendre. sous peine de damnation éternelle. Du lieu reste. elle ne le fera point de manière à déconsidérer son acte. dans les affaires religieuses. pour les plus graves motifs. et l'on peut dire ainsi que la modération méme a ses désavanlages: mais il n'est pas expédient non plus de tout surmener avec l'impuissant dessein de tout refaire. Si. autant que les hommes politiques peuvent l'étre d'autre part. Ils sont disposés. qui fut le premier des Conciles et leur servit de modèle. malgrè les imperfections qu'on y peut voir. l'Eglise juge qu'il faut vous imposer. méme après l'avis du plus autorisè. S'il est certains points où nous voudrions exprimer des regretset des voeux. en dédaignant d'écouter et de calmer. quoique tous les membres de cette auguste assemblée fussent personnellement infaillibles. mais à mesurer leur action sur les circonstances et à faire prévaloir. il faut maintenir. Le bori sens et l'histoire protestent contre ces insinuations mal venues et vaines. l'obligation de croire à l'avenir ce qu'elle ne vous avait pas demandé de croire jusqu'à présent. on a délibéré. Enfin. et tous ont pu dire leur avis. Ce qui est donc possible et plausible. et nulle solution n'est entièrement satisfaisante ou durable. mérite à peine qu'on s'y arréte pour le réfuter. ces tempéraments qui sont la condition de la marche correcte et prospère des choses humaines. car l'àpreté du zèle aigrit les esprits et la violence ne finit rien. ne semporteront pas à les décider de haute lutte. réunis pour délibérer sur des intéréts si eraves. et c'est là que tend le patriotisme des évéques.

ses travaux seront conduits avec une sagesse dont la présidence du Saint-Pére est la garante. un dogme qui avait renversé les religions anciennes et laitla conquéte du monde. c'était celle d'Arius. le 28 octobre 4869. Selon l'invitation qu'il adresse au monde entier. Certes. la pratique généreuse de la charité. et. le dogme fondamental du christianisme. Arehevcque de Paris. et le prochain concile ne flétrira pas son oeuvre en supprimant la discussion. nos très-chers frères. afin qu'elles soient plus méritoires et plus efficaces. Ce précédent. et pourtant on delibera dans le Concile de Nicée. sous notre seing. Le but de ceVe assemblée est élevé et d'une suprème importance. Petit. pour ne parler que de celui-là. et d'assurer de nouveau le Saint-Pére de votre religieux et filial devouement. il n'y a rien de sérieux ni de fonde dans les alarmes que vous auraient fait concevoir. . la sincérité et l'energie de la foi. on entendit les raisons des contradicleurs. malgré les légions romaines et les lois de l'empire. jfc GEORGES. Grand Aumónier de l'Empereur. an sujet du concile. où il l'Eglise touchant : (Seguono gli articoli riguardanti il Giubileo che omettiamo. un dogme pour lequel étaient morts plusieurs millions de martyrs. Pour vous.405 DOCUMENTI. De notre coté. on ne vota point par acclamation. profilez de la gràce que le Souverain Pontife accorde sous la forme d'une indulgence plénière. c'était celui-là. Ch. afin que Dieu soit avec nous dans nos travaux et qu'il bénisse le retour comme le départ. les évéques y porteront un égal souci de leur dignité.) Donne à Paris. Vous le voyez donc. s'il y avait une erreur eclatante et absurde. plus tard. eri d'autres termes d'affirmer la divinité de Jésus-Christ. doit vous rassurer on ne sera pas moins libre à Rome aujourd'hui qu'on ne l'était à Nicée il y a quinze siècles. et. si jamais dogme devait échapper à toute délibération. gén. préparez-vous par de pieux exercices au jubilé qui va s'ouvrir. Permettez qu'en nous éloignant de vous pour quelque temps. le sceau de nos armes et le contre-seing du secrétaire general de notre Archevéché. aidez-les par la prière et les bonnes ceuvres. au point de vue du cnristianisme. ramenez dans l'Eglise et failes-y régner la pureté des moeurs antiques. nous sollicitions le secours de vos prières fralernelles. Secr. en ce qui vous concerne. hon. dans les sanctuaires privilégiés de Rome. de vos intérèts et de vos droils. si infìrmes qu'elles fussent. les paroles de quelques personnes prévenues ou simplement irréfléchies et maladroites. Par Mandement de Monseigneur l'Archevcque: E. s'agissait de definir et de formuler la foi de la consubstantialité du Verbe. nous ne manquerons pas de porter votre souvenir devant lui.

Lettre de Monseigneur l'Éveque d'Orléans au Clergé de son diocèse. Documento VI. de voir acclaIl mer s'agit ici ce qu'ils considèrent comme l'honneur et la glorie de leur pére. et écoutè avec respect des discussions respectueuses.406 IL CONCILIO VATICANO. Des polémiques sur l'infaillibilité du Souverain-Pontife devaient donc inévitablement susciter dans les àmes ces deux sentiments. ce qui ne doit pas s'oublier. à méler. c'est-à-dire de ce qui parie le plus au coeur catholique. qui ont pu. les l'amour aussi : : : : inconvénients. Il est naturel à la piété filiale de vouloir orner un pére de tous les dons. partager de grands esprits il y a de plus les intéréts mème du Pére vènere et chériqu'on voudrait exalter. Messieurs. tous deux respectables. etqu'on pourrait compromettre il y a surtout les intéréts de l'Eglise. il y a. ni leurs vues pour ou contre l'opportunité. vous m'avez dit les inquiétudes et le raon départ trouble que répandent autour de vous. si on ne veut s'exposer. j'aurais gardè le silence. Messieurs. malgré les meilleures intentions. ni leurs doctrines pour ou contre la question. sans contredire. autre chose à considérer et à ècouter que les élans du sentiment. En m'adressant vos adieux et vos voeux. dont il faut bien aussi tenir compte il y a. qu'il convient de peser mùrement et gravement. et faire d'une question de teleologie une question d'enthousiasme ou de colere. Sans vouloir juger ici aucune con- les inspirations . Messieurs. Voilà. vous le sentez. du Saint-Pére et de ses priviléges. Dieu ne plaise. si douces et si chères que soient les suggestions de filial. l'état des esprits contemporains. avant pour Rome. en particulier touchant la définition de l'infaillibilité du Pape. dans une question delicate que la proclamation d'un dogme. à coté des avantages qu'on croirait voir. que je veuille contrister un seul de mes vénérables Frères dans l'Episcopati S'il n'y avait A que des Evéques qui eussent exprimè ici leurs pensées d'après de leur conscience. parrni les fidèles. Ces inquiétudes. les violentes polèmiques soulevées dans les journaux relativement au futur Conet cile. sans f)0int e vouloir. qui sont avant tout les siens il y a enfìn l'intérét sacre des àmes. au contraire. la querelle à l'amour. dans une question non rìéfinie. de toutes le prérogatives. je les ai coraprises. Messieurs. là où il leur serait doux. et combien il est pénible à des fils d'entendre discuter. en un mot. Mais. Il y a les raisons pour et contre.

n'en a pas été ainsi. selon eux. et jetée dans la rue et dans la presse. je l'ai vu. a produit dans les àmes les inquiétudes que vous m'avez exposées . il y a deux ans. et . et aurait dù n'étre traitée que par lui. Forcant les portes du Concile. et d'annoncer à l'avance en quel sens le Concile décideraitet devait décider. de tout le poids de cette opinion préjudicielle. duite. que la question de l'infaillibilitè personnelle du Pape y serait définie bien plus. sur les Evéques assemblés. des petitions sur ce sujet pour le Concile. ' daient certes pas le premier mot de la question. auparavant. il s'en faut. des journalistes intempérants n'ont pas réservé ce soin à la future Assemblée de l'Église. Te's. dont et n'entenbeaucoup.et pour peser. contenant le voeu de croire à l'infaillibilitè personnelle et séparée du Pape. Ils ont annoncé. Mgr Dechamps. ainsi que je vous l'ai promis. Dois-je aller jusqu'à mentionner ici les pieuses industries qui ont été imaginées dans le méme but? On a été jusqu'à distribuer dans les rues.jel'aurais fait pour ma part. C'étaitun effortpour crèer dans l'opinion un courant favorable à leursdésirs. dans la simplicité de ma conscience. et où la question en est à ce moment. dans la vérité et la charité Mais de mon àme. et la question. c'est qu'une telle Deux journaux surtout. je dois rappeler ce qui s'est dit. Malheureusement. I. mon saint ami. Tandis que le Saint-Pére imposait un prudent et rigoureux silence aux Consulteurs des Congrégations romaines chargés des travaux prépails n'ont pas craint de livrer au public les questions qui. assurément. Et si. et on n'a pas cesse de le faire depuis. des milliers de petites feuilles imprimées. Mes- question regardait le Concile. soit le voeu de croire à l'infaillibilitè. il Ce que je commencerai par vous faire remarquer. un prélat belge. ce qui s'est fait jusqu'ici. jetée d'une tout autre manière dans le public. sieurs. doivent étre agitées et résolues par la future Assemblée. a ratoires au Concile. au Concile. ils se sont hàtés d'ouvrir le débat sur un des sujets tbéologiques les plus dèlicats. ont pris ici la plus étonnante des initiatives. Cette delicate question ayant été ainsi soulevée. Mais. : publié un écrit special sous ce 1 titre: Est-il opportun de definir. qu'elle serait définie par acclamation. n'étaient guère théologiens. II y a cerlaines villes. On les faisait signer à de bons fidèles. et sur lesquelles. je me fais un devoir de vous dire maintenant ma pensée. la Civiltà Cattolica et YUnivers. telle eut été la mienne. avant mème et longtemps avant qu'il pùt étre réuni. récemment nommé Archevéque de Malines. plus tard. en particulier.407 DOCUMENTI. j'avais été appelé à me prononcer entre eux. où des larcs ont pris l'initiative vis-à-vis de leurs cusont alles leur demander de soit signer.

Malheureusement les journaux s'en sont immédiatement èmparés avec une ardeur extréme: la prompte et vive simultanéitè des attaques a ému le public.408 dans IL CONCILIO le prochain Concile. au mème point de vue. du Ponti/e romain sur le Concile oecumènique et l'infail- — Postscriptum. pour lui demander de ne permettre pas que la question de son infaillibiliié personnelle fùt posée au prochain Concile. depuis dix-huit siècles. elle les déclare. « en dehors du corps épiscopal. »* » 1 lìbililè Lettre pastorale de Monseigncur. D'un autre coté les Évéques allemands réunis à Fulda. qu'un dogme serait creò par le Concile: l'Eglise ne crée pas les dogmes. dans une seconde lettre à ses diocésains. d'élevation et de gravite. en Angleterre et en Allemagne. Il était difficile. Nous disons dogme nouveau. Messieurs. vous le comprenez. ont rompu le silence et exprimé à leur tour leurs opinions et leurs craintes. à croire ainsi. réuni ou disperse. sous peine de cesser d'ètre catholiques. Il s'agirait donc d'obliger désormais tous les catholiques à croire. quand il prononce seul. Car il s'agirait de proclamer un dogme nouveau. plus expressément encore. outre cette Lettre si pleine de mesure. une fois de plus. une certaine presse. Déjà. mais sans le livrer à l'avide publicitédes journaux. Vinfaillibilité du Pape? affirmativement. dans un premier écnt. si elle vient à étre introduite au Concile? Et il était impossible de ne pas sentir. avait question. laì'ques ou ecclésiastiques. en effet. que toute l'Europe a admirée. les fidèles ne furent tenus. d'autres écrivains. ont pris une part active à la controverse. » et qu'il peut definir les dogmes Seul. suivant l'exemple qui leur avait élé donne. ont adressé au Souverain-Pontife. le dogme de l'infaillibilité personnelle et séparée du Pape. non pas en ce sens. INDEPENDAMMENT DE l'ePISCOPAT. Les choses en étaient là. La question. en France. ont soulevé. les premiers. que sera-ce. « SÉPARÉMENT. devant ce spectacle. avec une suprème indiscrétion. quand la controverse s'est réveillée en France entre plusieurs de nos vénérés Collègues. sous peine d'anathème. s'en est tristement égayée. le tort grave des journalistes qui. et en a traité depuis. Enfin. je me sers des propres expressions de Mgr l'Archevèque de Westminster. sous les yeux de laquelle s'agitait ce débat. et des publicistes connus se sont moqués de ce qu'ils appelaient la guerre traité la mème sainte. Les journaux anglais catholiques et protestants. Je dis dogme nouveau en ce sens que jamais. le et il a répondu nouvel arche- véque de Westminster. . que le Pape est infaillible. et il ne faut pas ici d'équivoque. le pieux et éloquent Mgr Manning. de ne pas se dire: si la question se traité déjà de la sorte devant le public. le Mémorial dtplomatiqve l'annongait il y a quelques jours. est très-grave. une question de cette nature. méme. VATICANO. unMémoire.

Messieurs. qui entendait l'infaillibilité autrement que Bellarmin qui ne s'accorde pas de tout point ici avec d'autres théoloentendre ces journalistes. longuement. des réflexions de sens commun. non-seulement par vous-mémes. et si certaine. de telles discussions. qui m'ont été exposées. non pas de savoir si certains hommes suspecteront plus ou moins et calomnieront mon zèle pour le Pape et pour l'Église.DOCUMENTI. queces polémiques. Messieurs. ne le savait pas. si facile. et le déJDat s'envenime étrangement. el les jettent dans la situation évidemment dangereuse que vous m'avez dite. 409 sans aucun concours exprés ou tacite antécédent ou subséquent. C'estce qu'ils disent. ne semblent-ils pas dénoncer à l'avance comme des schismatiques ou des he étiques. Cependant tout le monde ignore absolument ce que jugera bon de faire ou de ne pas faire sur ce point le Concile. il A du Pape est si nécessaire. qui n'existe pas encore. ni Fénelon . avec la plus étrange liberto. ne paraitra-t-il pas à plusieurs avoir manqué à son devoir? On aflirme. et des meilleurs. que nous voyons chaque matin traitée et tranchée. d'un bien tiède dé- dogme de l'infaillibilité vouement pour PÉglise et pour le Pape. ce serait lui faire injure: ce serait aussi se montrer suspect. que le Concile n'aura méme pas à examiner. préoccupent et agitent. Or ce n'est pas là. qu'à leurs yeux n'y a là aucune difficulté. la proclamation du giens romains. Car. et des plus chrétiens. Bossuet. qu'en vérité il n'y a plus de limites . Mais en attendant. mais ce que j'avais à faire pour servir comme je le dois ces causes si chères. Mais vraiment quelle liberto leur laissent. autour de moi ou loin de moi. par un journalisme téméraire. dit l'uri d'eux. la J'ai . attendu beaucoup avant de me rósoudre à prendre la parole sur un tei sujet. Je m'iuquiétais en effet. à tout le moins. si le Concile vient à juger convenable de ne pas suivre la ligne qu'on lui trace si impérativement. de vive voix et par écrit. et avec raison. Plusieurs du reste la traitent de telle sorte. Il suffit pour cela. et surtout au point de vue pratique. les plus sérieuses conséquences. ces excés de la controverse troublent les fidèles. et douter un instant de sa décision. des Évéques. dans la réalité pratique. menées de cette fagon par le journalisme? A la manière dont ils poursuivent ce débat. on le voit. de savoir son Catéchisme. et avec de tels outrages pour ceux qui ne pensent pas comme eux . Vous m'y avez décide. apparemment. sous toutes ses faces. ceux qui se permettront d'étre d'un sentiment contraire? Ce sont là. J'ai examiné. mais bien des fois déjà par une foule d'esprits. dès à présent. Telleestla question. Messieurs. que les Evéques auront au Concile une pleine et entière liberté. un dogme spèculatif: c'est une prerogative qui aurait.

est-ce pour se faire déclarer infaillible. son projet de convoquer un Concilie oecuménique. de France et d'ailleurs. accourant. à eux comme à moi. Messieurs. ne m'ont pas moins étonné. Je gémis de la controverse qui s'agite devant le public. Ces débats. sur cette inopportunilé. frapper ceux méme qui sont le plus convaincus. je la crois très-inopportune. mais sur un simple désir du Pape. qu'à tout le moins sontelles de nature à faire réfléchir la presse religieuse. je l'ai toujours pensé. Le silence s'était fait. des extrémités du monde. question discutée dans les journaux. Je n'ai certes aucun goùt à me jeter dans une mèlée si violente. Je ne discute pas l'infaillibilité mais l'opportunité. et ces raisons nous ont paru si graves.410 IL CONCILIO VATICANO. aux Évèques rassemblés à Rome en 4867. dans la Bulle d'indiction. très-regrettable pour le Saint-Siége lui-méme. gràce à Dieu. si Enfin. pour moi. ne dirent pas non plus un seul mot de cette question. qu'attristó. et les querelles qui viennent d'avoir lieu n'ont fait qu'ajouter à ma conviction. et avec un si grand langage. déjà ancienne. et à lui persuader enfin de réserver aux Evéques de si délicates discussions. je vous l'ai dit. dans deux allocutions célè- bres. Et les cinq cents Évèques réunis alors à Rome. ni sa parole mieux écoutée. Jamais les Évèques n'avaient été plus empressés à se serrer autour de la chaire pontificale. En quoi donc le Concile pouvait-il étre une occasion de provoquer des controverses sur les prérogatives pontificales? Est-ce dans ce but. sans toucher au fond mème Ce sont ces difficultés que. sur des querelles qu'il vaut mieux. car. que le Saint-Pére a voulu assembler les Evéques du monde entier? La définition de l'infaillibilité personnelle est-elle entrée pour quelque chose dans les motifs et les causes de la convocation du Concile? Pas le moins du monde. Car enfin. je voudrais exposer simplement dans cet écrit. et ce n'est pas pour l'irriter. oublier que raviver. de l'infaillibilité pontificale. en réponse à cette communication. si j'écris. le programme du futur . Je m'en suis entretenu souvent avec un grand riombre de mes vénérés Collègues. non pas mème sur un ordre. pour ma part. mais plutòt pour la calmer. ce me semble. au centre de la catholicité. la question n'était pas posée. la supprimer. — — de la question théologique. J'y ai vu. Jamais l'autorité du Saint-Pére n'avait été plus respectée dans l'Église. il ne dit pas un mot de la nécessité ou de l'utilité de faire eriger en dogme de foi par la future Assemblée son infaillibilité personnelle. avant cette ingérence et ces èclats d'une certaine presse. Quand le Pape Pie IX annonga. les vues que je presenterai ici ne me sont pas personnelles. des difficultés de plus d'une sorte. théologique- ment. II. s'il sepouvait. où le Saint-Pére a trace largement. et mème. . dans leur adresse au Saint-Pére. Et du reste. et qui doivent.

Messieurs. Et c'est au milieu de tant d'urgentes et nécessaires questions qu'on voudrait tout à coup en jeter une. d'une solution difficile assurément. à une epoque aussi incertaine ment à l'autre peuvent surgir des événements capables de dissoudre le Concile avant qu'il ait achevé son oeuvre les Évèques auront mème le temps de les traiter. Vous le savez. nulle part. à en donner un tout contraire Hélas! on peut prévoir déjà. et de là certes. et par la crise actuellel On se demande de toutes parts où d'un moavec anxiétó si. au lieu de ce magnifique spectacle d'union que le monde attend de nous. cette préoccupation de grandir son autorité au moyen du Concile et à la faveur de ce respect dont le monde entoure ses vertus et ses malheurs. croiront plus facilement à l'inpersonnelle et séparée du Pape? Est-ce qu'il y a dans l'Église catholique un doute sur l'infaillibilité de l'Église? Est-ce qu'ici tous ne sont pas d'accord? Est-ce que le moindre fidèle ne se sait pas en communion avec son pasteur. imprévue. inattendue. et la solution de cette question n'est à sa vie mule pas plus indispensable qu'elle n'était réclamée. qu'il devienne dogme de foi? Comment alors expliquez-vous que l'Église ait vécu dix-huit siècles.DOCUMENTI. Mais j'entends dire qu'il s'agit ici d'un principe. qui ne voudront pas croire à l'infaillibilité de l'Église unie au Pape. produit tous ses docteurs. sans cette définition? De nécessité il n'y en a évidemment aucune ici. à l'àpreté de ces débats préliminaires. n'apparait un seul instant. La raison. sans que ce principe essentiel cipe. nouvelle. Concile . qui est en faillibilité communion avec le Pape? Est-ce que cela ne suffit pas pleine- . Craignez-vous qu'à l'avenir elle devienne insuffisante. ce prinsi c'en est un. qui est en communion avec son Evéque. et vous flatteriez-vous que ceux. et pleine d'orages! Et que l'on s'exposerait. est-il donc nécessaire à la vie de l'Église. en est simple. L'Église est infaillible. d'ailleurs. » voilà pourquoi le Pape a convoqué le Concile. que de questions posées par les temps nouveaux. dans aucun des actes du Saint-Pére. « Porter remède aux maux du siècle présent dans l'Église « et la sociétó. ce que cette question. Non. condamné toutes les hérésies. il ne fut de mème 411 nullement parlò de son infaillibilité personnelle. si on l'y porlait. en suivant la voie tracée par les journalistes. pourrait soulever de discussions au sein du Concile 1 Mais pourquoi l'y porter? Est-ce que la nécessité y force? Est-ce que les périls du temps l'imposent? Non. et l'infaillibilité de l'Église suffit à tout jusqu'à cette heure. — — 1 D'un principe? Eh quoil répondrai-je à mon tour. ce sont d'autres et bien grands buts que le Vicaire de Jésus-Christ assigne à l'Assemblée des représentants de l'Église catholique. ait été défini? Comment expliquez-vous qu'elle ait fortoute sa doctrine.

. Quand le chéne est vingt fois séculaire. celle-là méme dont nous traitons ici. étonner et désorienter le bon sens des fidèles par des controverses violentes. de qaibus l Inter Patres unanimi consennone constaret. en la soumettant à mes vénérés Collègues. qui a le droit d'enseigner inf^illiblement! Et cela à la face du monde incredule et protestant qui nous regarde! Non. du temps du Concile de Trente. ma pensée. Mais n'y-a-t-il pasdéjà. Au fond. mais contro versées parmi les doc1 Voir ce recit dans Pallavicini. eh. des précédents décipour cette question d'opportunité qui nous occupe? Je rappellerai d'abord la sage conduite du Concile de Trente et du sifs Pape Pie IV. devant les erreurs du temps. est formelle sur ce point. voyant combien les esprits étaient émus. Messieurs. creuser. car les questions ne reviennent jamais absolument sous les mémes formes. c'était. . Pour moi. Que des publicistes téméraires n'aillent pas. XIX. avant l'heure. la question qui passionila si vivement les esprits. laissons-là ces questions que rien n'appelle.412 IL CONCILIO ment à la sécurité de témoignages. et ailleurs encore. c'est vouloir ébranler l'arbre entier! III. notre siècle qu'il devient nécessaire de venir mettrecelaen question. et déclara qu'il ne fallait rien traiter qui pùt provoquer des discussions orageuses et jeter de la division parmi les Evéques. et fut méme sur le point d'amener la dissolution du Concile. à ce ressort principal de la vie de l'Égìise! Nous aurions été constitués durant tanl de siècles d'une facon défectueuse ou incomplète! Après dix-huit cent soixante-dix années d'enseignement. que d'eriger en dogmes des opinions. qui semblent vouloir imposer d'avance ces questions aux Evéques. si respectables quelles fussent. écrivit à ses légats pour leur ordonner de retirer le sujet du litige. sous une autre forme. pour chercher le gland originaire sous ses racines. VATICANO. à la fin. Il posa cette règie si sage qu'il ne fallait rien décider que de leur ronsentement unanime: Ne defìnirentur. Comment oublier avec quelle sagesse le Saint-Siége sut écarter le perii de ces controverses en écartant le débat? Pie IV. Messieurs. il faut qu'on en Vienne à se demander dans un Concile. XV. nisi ea. de toucher à ce principe constitutif. de notre foi? et dans cet accord merveilleux pas tous une sùre garantie les fidèles n'ont-ils contre l'erreur? Craignez-vous que l'Égìise ne puisse plus vivre à l'avenir sur les mémes bases qui l'ont soutenue dans un passe de dix-neuf siècles? Que parlez-vous donc de la necessitò de faire dans un Conune définition nouvelle sur la règie de la foi et de constituer dogmatiquement une nouvelle règie de foi? Quoi! c'est en cile . Hv. Le Concile comprit qu'il avait autre chose à faire.

c'était qu'il n'y surgit quelque question de nature à provoquer des discussions orageuses et des divisions dans l'Épiscopat. le point controverse. dans lesquels il le félicitait d'avoir écrit ce lime aveo une méthode et une sagesse bien propres à ramener les hérétiques dans la voie salut. et de flétrir des théologiens catholiques. en 1867. dressée par l'ordre de Pie IV et insérée au pontificai romain. et que nous vivions à une epoque de foi plus vive. Et il n'en est pas question non plus dans la solennelle profession de foi . Que fit le Très-Saint Pére? Dans une ré- du — . n'avait fait qu'imiter le Catéchisme du Concile de Trente. c'est la conduite du Pape InnocentXI à l'égard de Bossuet. après avoir. car ce saint Papeadressa à Bossuet deux brefs.DOCUMENTI. et de plus generale soumission à PÉglise! Un autre prócédent de sagesse et de modération qu'il faut rappeler ici. et à procurer à ÉglUe hs plus grands biens pour la propagation de la foi orthodoxe. et des Papes ses successeurs. expressément et à dessein. à l'article de Pautorité établi fortement la primauté de droit divin. puisqu'elles ne sont pas de la foi catholique. Mais le Pape se souvint de la conduite si sage du Concile de Trente et de Pie IV. dans la pensée si sagement exprimée par Innocent XI. la primauté d'honneur et de juridiction de saint Pierre. Je me souviens très-bien. tholique. compose sur l'ordre du saint Concile et des Souverains Pontifes. sur Pespoir qu'on ne Poublierait pas au futur Concile. il passa sous silence. pourquoi ne citerions-nous pas ici l'exemple du vènere Pie IX lui-mème? On sait qu'il y a deux ans environ. « Quant aux choses dont on sait qu'on dispute dans les » écoles. Enfin. par les plus célèbres théologiens romains: je l'ai lu. avant de se décider à convoquer le préoccupations Concile du Vatican. 413 teurs. qu'une des plus sérieuses de Pie IX. cent quatre-vingt-huit ministres anglicans lui écrivirent pour lui témoigner de leur bonne volonté. d'ailleurs. et lui demander les bases possibles de l'union. Bossuet. quoique les Ministres ne cessent pas de les alléguer » pour rendre cette puissance odieuse. avec la pensée expresse de chercher s'il parlait. oui ou non. de l'infaillibilité du Pape. et. et j'ai constate qu'il n'en dit pas un seul mot. il n'est pas nécessaire d'en » parler ici . Est-ce qu'on penserait que. J'ai lu et relu ce grand Catéchisme. pour soulever et trancher une question aussi delicate que celle de la définition dogmatique annoncée. Et la discussion fut mise de coté. la question de l'infaillibilité pontificale. et plus d'un Évéque présent à Rome en 1867 peut se le rappeler. en écartant avec soin. nous sommes aujourd'hui en des temps plus favorables que ceux du Concile de Trente. » Ce silence réfléchi et calculé à l'endroit de l'infaillibilité du Pape empécha-t-il Innocent XI d'approuver l'ouvrage? Bien loin de là. sans doramage aucun pour PÉglise. Quand Bossuet écrivit son Exposition de la doctrine cadu Saint-Siége. il passa outre.

efficacement. à force d'affirmations tranchantes. ni après Lyon. d'un nouvel ana- 1 Car. comme s'ils voulaient intimider les fermer la bouche. C'est en effet quand on se place à leur point de vue. Et voilà qu'à cette difficulté. c'est l'infaillibilité personnelle du 1 Pape. du Evéques et leur ! copat. à donner son sang. thème s'ils ne l'acceptent pas. c'est bien le retour à l'unite de tant de frères sortis du giron de la méme mère. ils tiennent suspendues audessus de leurs tètes des insultes et des attaques pleines de violence et de fiel Je puis leur dire: Vous ne connaissez ni Pie IX. insurmontable jusqu'à ce jour . Nous parlions de nos frères des communions séparées. s'il est un intérét suprème pour l'Église. en s'abntant derrière le noni vènere qu'ils profanent dans de semblables luttes. IV. que la question d'une définition de l'infaillibilité personnelle du Pape parait surtout grave et périlleuse. de peser sur l'opinion publique. et aujourd'hui éloignés de nous. qu'est-ce qui séparé de nous les Orientaux? La suprématie du Pape. Ils ne veulent pas la reconnaitre comme de droit divin. ment ce que le boti sens a déjà inspiré à ceux qui ont voulu y qu'ils — 1 Monseigneur Manning. C'est le point sur lequel on n'a jamais pu. méme coup. un vceu ardent de tous les cceurs vraiment catholiques. ponse pleine de charité et de sagesse. les menagant. élever entre eux et nous une barrière qui n'a jamais existé. mais il ne parla pas de son infaillibilité. on voudrait ajouter une difficulté nouvelle et beaucoup plus grande.414 IL CONCILIO VATICANO. Voilà la grande cause pour laquelle il faudrait ètre prèts. donne de tels exemples de modération et de sagesse. il y a près de 90 millions de protestants de loutes nuances. ont entrepris. et amener un retour durable. tous. ni aprés Florence. les décider sérieusement. Certes. je le demande. que des journalistes. en un mot leur imposer un dogme dont on ne leur parla jamais. Aussi quelles invitations pressantes du Saint-Pére aux Églises aux communions protestantes bien. il parla de la suprématie du Pape. ce n'est plus seulement la primauté de juridiction devront reconnaitre. et trembler à la seule pensée de ce qui pourrait la mettre en perii. ni l'Épis- tandis que. il parla de l'autorité de l'Église. orientales! Quel appel ! Eh qui les tient depuis neuf siécles séparés de l'Église et de nous. « EN DEHORS ET SEPAREMENT DU CORPS EPISCOPAL. dans l'inspiration de son noble et pacifique cceur. . Qu'on y songe: il y a 75 millions de chrétiens orientaux séparés. Et c'est quand le Saint-Pére. » et ici je répète simpleSe pourrait-il.

sur ce point. à savoir. quelque conviction personnelle qu'on puisse avoir sur l'infaillibilité du Pontife Romain. l'infaillibilité quelles conditions nous venons vous proposer l'entente. vis-à-vis des Églises Orientales séparées. 415 — se pourrait-il. d'une telle définition. Parmi les raisons alléguées par lui pour décliner l'invitation venue de Rome. En fait. une nouvelle et plus haute barrière entre vous et nous. Voilà danS accepté par vous. Les Grecs ne sont donc en rien préparés à la définition qu'on voudrait leur faire imposer par le Concile du Vatican. ni Melchior Cano. Lorsqu'on traite avec les hommes. « que le dogme mème non encore personnelle du Pape. — Cite par Monselgneur l'Évé- . dans réfléchir. pour vous expliquer et vous entendre avec nous. et de moins persuasif qu'un tei langage: « Nous vous invitons à profiter de la grande occasion du Concile oecuménique. rien de plus contradictoire qu'une telle conduite. Et. se trouvait celle-ci: que » l'Église grecque ne peut reconnaitre l'infaillibilité du Pape. Ma conviction profonde est qu'un des effets certains. » Parler ainsi. serait de faire reculer bien loin la réunion des Églises Orientales. Une telle considération ne paraitra légère à aucun de ceux qui savent le prix des àmes. ne serait-ce pas vraiment une dérision? Et ne serait-ce pas aussi un malheur? appeler et éloigner en méme temps ? Ces considérations devront frapper encore plus. » 1 Civiltà Cattolica. INDÉPENDAMMENT ET SEPAREMENT DES ÉvÈQUES. au IX siècle. * » et sa superiorità sur les Conciles cecuméniques. les Conciles étaient la grande forme de la vie de l'Église. Ils n'ont pas marche depuis. pour vous. et à admettre ce que jusqu'ici des docteurs catholiques eux-mèmes n'ont pas admis nous allons eriger en dogme une doctrine bien plus obscure. il faut bien savoir où ils en sont. nous allons vous obliger préalablement à croire bien autre chose. : l'Écriture et dans la Tradition. Vous vous étes refusés jusqu'à présent à reconnaitre la simple Primauté de juridiction du Pontife Romain. inévitables. où en sont nos frères séparés? Ils en sont restés précisément aux temps du schisme. du Concile. nous allons en faire un abime. Seul. jusque-là. Un fait récent montre si la crainte que nous exprimons ici est sans fondement: c'est la réponse faite à l'envoyó du Souverain-Pontife par le vicaire general du Patriarche schismatique de Constanti nople. il faut bien reconnaitre que le ix siècle était loin d'ètre dispose à la définition d'un tei dogme. Or. toutes les plus grandes définitions dogmatiques avaient été rendues en Concile. si l'on réfléchit à l'état d'esprit des chrétiens schismatiques de l'Orient. Un fosse nous séparé. ni Bellarmin. cLronique que de Grenoble. Ils n'ont lu ni Bossuet. Mais voici auparavant ce que nous allons faire: élever un nouveau raur de séparatìon. Ils ne connaissent pas les controverses qui se sont agitées sur ces matières dans l'Église Occidentale.DOCUMENTI. il s'en assemblait sans cesse.

est la grande controverse entre lui et nous. dans cet immobile Orient. à la demande des ambassadeurs vénitiens. et en outre. Là. fut tempere de manière. et de leur rendre le retour plus difficile. je ne me crois pas permis de sceller ainsi la tombe de ces antiques nations chrétiennes. des Basile. Tout théologien sait comment. Certes. active. Le Protestantisme est tels l'autorité . de vives susceptibilités. des Cyrille. pour ce qui est — — des grandes questions dogmatiques. des Hilarion. quand aucun soufflé de Dieu ni aucun effort des hommes ne devrait rappeler de l'erreur qui les a perdus ces vieux peuples de l'Orient. pour les moindres détails de leurs vieilles coutumes: à combien plus forte raison. avec plusieurs d'entre eux. et de la mission d'un grand Concile. Les schismatiques arméniens parlent le mème langage. une correspondance particuliére. Qu'importe entre eux et nous une barrière de plus! Je suis loin. dans une question d'une capitale importance. à maintenir la vérité et à ménager les Orientaux. et sans connaitre les desseins de Dieu sur les peuples. des Antoine. des Grégoire. m'a permis de connaitre un J'ai peu l'état des choses. sont travaillées par ces aspirations. avec les Evéques orientaux qu'il m'a été donne de rencontrer à Rome dans nos grandes réunions. Car le schisme orientai. sur ce point précis et décisif. — reposent des cendres comme celles des Athanase. des Chrysostóme. pour ma part. dans ce sol de l'Orient. Ce que j'ai appris d'eux. eu souvent l'heureuse occasion de m'entretenir longuement des intéréts de ces antiques Églises. admet l'aude ceux qu'il regarde comme torilé des Conciles cecuméniques — et — de l'Église. -— surtout quand je viens à penser que dans cette tombe. et cela. le fameux canon: Si quis dixerit Ecclesiam errare. l'autorité de l'Église. La question est plus delicate encore en ce qui touche le Protestantisme. » On dira peut-étre: Mais de quoi vous préoccupez-vous? Les Schismatiques ne veulent pas de l'union.416 IL CONCILIO VATICANO. et des ménagements bien autrement dignes de TÉglise de JésusChrist vis-à-vis des Églises orientales. mélées à celles des Paul. dont il se persuade faire toujours partie. tout-à-la fois. et eu sous les yeux un journal arraénien qui prétend que si Rome les invite au Concile. le Concile de Trento eut une tout autre conduite. alors méme je ne croirais pas qu'il fùt de la charité de Jésus-Christ. en méme temps. c'est ceri: un grand désir du rapOui. de perdre ainsi l'espérance. du moins. c'est « pour leur imposer l'infailli- j'ai » bilité du Pape. beaucoup d'àmes prochement. Et. de les éloigner davantage. Tandis que le Protestantisme n'admet pas cette autorité. non. V. chef-d'ceuvre de prudence théologique et de charité. et de tant d'autres saints à jamais illustres. Mais quand cela serait. des Pacóme.

ne compatit à ce travail et à ces souffrances de tant d'àmes? Qui ne les appelle avec amour? Qui ne prie avec elles? car elles prient. » Ah si les rapprochements tant désirés parvenaient enfin à se faire! Si l'Angleterre surtout. dont surtout l'Angleterre et l'Amérique nous donnent le spectacle. comme il siérait à vos mains de le relever. dans ce livre de la Souveraineté pontificale. pour ce grand et suprème intérét. Que du moins le Concile. l'infaillibilité personnelleetséparée du Pape! Car ce serait l'oubli de toute prudence comme de toute charité. parmi nous. la grande Angleterre. » pour l'union. que Pannonce d'une définition a troublés. avec la gràce de Dieu. se retournait un jour vers nous De toutes les réconciliations que le monde a vues. sont pleins de pour ce dogme. ce serait assurément la plus heureuse et la plus feconde. que cela seul fait reculer. il y a trois siècles. « huit mille en Angleterre. d'autres convertis. ferait le reste. Ils sentent qu'un principe qui permet la division à l'infini. elles ne seront pas toutes réalisées. surtout une puissante impulsion peut étre donnée. Dans ce principe de division est son essence. Je le disais. ces grands et consolants retours. des retours partiels peuvent se voir. Ahi sans doute. Mais au moins. ne peut pas étre le vrai principe chrétien.DOCUMENTI. qui sont. et en grand nombre. De là ce travail qui se fait au sein du Protesta ntisme. les plus redoutables ennemis de l'unite: quel honneur il y aurait pour vous à ramener en Europe l'unite Cet étendard de la Catholicité chrétienne. je le sais encore. Qui. certains nouveaux catholiques peut-étre. sa plaie fatale. il y a deux ans. pour ceux à qui le Saint-Pére adressait naguère ce pressant appel. et chez nous. au coeur de tant de Protestants. qui prions. ferveur 27 . Oui. qui peut-étre ne sont pas éloignés! » Eh bien! le Concile a ranimé chez un grand nombre de nos frères séparés. ces espérances. Et c'est ce que beaucoup de nos frères séparés commencent à entrevoir. l'union des Églises chrétiennes. » me disait à Orléans méme le docteur Pusey. ne devienne pas la plus dure des pierres d'achoppement! Ne parlez donc plus de leur imposer préalablement. je le sais. Maisje connais. « Nous sommes. désireux de venir à nous. leurs préjugés: « 1 1 Les nouveaux catholiques. et ces aspirations vers l'union. qui permet méme de n'étre plus chrétien tout en demeurant toujours protestant. on doit le craindre. et à vos vaisseaux de le porter par-delà les mers sur toutes les terres que vous visitez Heureux ceux à qui il sera donne de voir ces temps meilleurs. je le disais avec confiance aux Anglais maitres d'eux-mémes et de ! ! Vous avez été. 417 avant tout la négation de l'autorilé de l'Église. J'en connais que cette définition repousserait absolument. ai-je ouT dire. Le temps. écrit en quelque sorte sous le feu des luttes pour le Saint-Siége. moi. Je connais certains protestants. chaque jour. pour condition de retour.

de bonnefoi. je rappellerais ici simplement les faits rontemporains. Évéques catholiques d'Irlande sont forcés d'en venir a protester qu'ils ne croient pas « qu'il soit licite de » porel et les le Pape. que les inconvénients possibles de la définition ne soient très-considérables. les Archevéques et Évéques catholiques d'Angleterre et d'Écosse. ontils été obligés de signer les deux déclarations que j'ai sous les . et des plus courageux. la Hollande. la Suède. gardée par elle.bien peu ou bien mal renseigné sur les dispositionsactuelles de nos frères séparés. en 1826. non sans cause. Je sais que beaucoup d'Évéques. dix-huit siècles. un grand nombre aussi appartiennent au schisme et à l'hérésie. ce sera rendre meilleure la position des catholiques dans tous ces pays? Croit-on que la Russie. la Saxe. à ce point de vue encore.que déclarer le Pape infaillible. Mais attendez donc! dirai-je aux impatients: les schismes et les hérésies ne sont pas éternels. une sagesse dont PÉglise ne peut se départir. ces craintes sur les dispositions des Gouvernements non catholiques. entre eux et nous.418 IL CONCILIO faut étre. examinons l'élat de l'Europe. la Prusseet PAngleterre. Qui ne sait quels ombrages tous ces Gouvernements nourrissent encore contre PÉglise? Òr. Archevéques et » . et la vérité. les Archevéques et Évéques catholiques d'Irlande. L'Église a bien altendu. placés en face de ce grief: « On accuse les » catholiques de partager leur fidelità entre leur souverain tem- y rèpondent longuement. car il y a de sérieuses raisons de craindre. Sur les cinq grandes puissances européennes. le Danemark. me semble. peut-ètre à jamais infranchissable. que le Danemark en deviendront plusdoux pourleurs sujets catholiques? Leurs haines conlre Rome en seront-elles apaisées. a été bien gardée. et ceux d'Angleterre et d'Écosse. trois ne sont pas catholiques: la Russie. et trésgraves encore. Il VI. d'un autre ordre. une nouvelle barrière. Il est d'autres périls. infailliblement. Je ne parie pas ici de l'Amérique et des États-Unis. et dans l'autre. sans cette défìnition. 11 faut calculer les conséquences que pourrait avoir un tei acte au point de vue des Gouvernements modernes: c'est là une politique. ou pour mieux dire. ce VATICANO. la Grece. ces gouvernements regardent le Pape comme un souverain étranger. Et parmi les États secondaires de l'Europe. Pourquoi donc. Voyons les faits. que la Suède. par un préjugé invelerò qu'on dissipar ne détruira pas en l'aggravant."croit-on. et le rapprochement rendu plus facile? Si quelqu'un était tenté de traiter à la légère. Et certes. pour ne pas voir qu'on élèverait là. comme chimériques. je pose simplement la trés-grave question que voici: Croil-on qu'une définition de l'infaillibililé personnelle du Pape soit de nature à ces ombrages? Quand. en sont préoccupés. yeux? Dans l'une. la Suisse.

et laissant de coté. Cette doL-trine. songea. reconnu dogmatiquement au Pape. démontrent assez quelle est la puissance de ces préventions. ne croiront pas à cette infaillibilitè. et de trouver vivantes dans leur pays. ce qui sera grave à leurs yeux. de plus dèlicat dans l'honneur! En veut-on d'autres preuves encore? On sait les lois atroces qui restèrent si longtemps suspendues sur la lète des catholiques d'Angleterre et d'Irlande. et ce pouvoir immense. » Qu'on se récrie tant qu'on voudra sur l'injustice de ces ombrages et de res préventions. J'ai lu cette déclaration des Évéques d'irlandeje dois le dire. de Valladolid: toutes. par conséquent. ni aucun corps ou individu de l'Eglise Romaine. en effet. qui s'attaquaient à tout ce qu'il y a de plus sacre dans la conscicnce. Combien ils ont dù souffrir d'avoir à repousser. C'est pourquoi. sons prétexte qu'elle serait souvenir exagéré. ni les Cardinaux. dans une pensée politiquequeje veux croire généreuse.419 DOCUMENTI. Britannique de leur serment de fidélilé. M. aucnn pouvoir de délier les sujets de S. aucune autorité civile sur l'Angleterre. les vieux souvenirsdes démélés des Papes avec les couronnes. leurs sujets catholiques y croiront. le Pape. d'Espagne et d'Alle- magne. se plagant au point de vue du droit divin. mais évident et permanent hérétique: » des bulles lancées contre Henri Vili et de plus ceci est à « qu'il n'est pas exigé d'eux decroire que le Pape remarquer » — » — — — est infaillible. J'ai sous les yeux les réponses des Universités de Paris. les limites. et seront obligés de se soumettre à toutes ses dècisions. de Salamanque. de pareilles défìances. avant tout. Eh bien? quand le célèbre Pitt. Mais. méme les plus abusives au point outrepasser . dans des bulles cèlèbres. de par Jésus-Christ. Mais supposez la Papautè déclarée infailliEar le: cétte définition dogmatique de l'infaillibilité du Pape ne serait-elle pas de nature à raviver les vieilles défìances? Certes. ni le Pape. et il s'adressa dans ce but à toutes les plus savantes Universilés de France. en . d'Alcala. en pourra abuser. et qu'ils ont eu tant de peine à faire abolir. ce qui a pu étre le droit public d'un autre àge. qu'est-ce qui obsédait et arrétait tout court l'homme d'État anglais? La Puissance pontificale. de Belgique. de Douai. pour la première fois. de telle3 déclarations solennelles imposées à l'Épiscopat d'un gran pays. on peut le craindre. de Louvain. n'ont. il le faut dire. professée alors par les plus grandes Universités de l' Église catholique pouvait rassurer Pitt sur la doctrine contraire. selon eux. rèpondent expressément que. plus d'un Pape. professée. et voici pourquoi: Les Gouvernements non-catholiques. il voulut savoir quelles ètaient sur ce point les doctrines cafholiques. à dèlivrer de ce joug les catholiques. la rougeur au front. à la fin du siècle dernier. tner une personne quelconqne.

definir. les Gouvernements raient déclarer le Pape infaillible. les Gouverne- VII. Le grand fait. ou peuvent se trouver de plus en plus en conflit avec se. ne peut-il pas surgir un litige? Et ce mot ne serait-il pas encore trop doux. est-ce que trois des quatre grandes puissances catholiques de l'Europe. Qui leur persuaderà qu'elle ne les regarde pas? lei encore. que les Gouvernement soient. ne consultant que les principes de sa pleine indépendance à l'égard des Gouvernements humains. de quel oeil C'est ce qu'il ments ne se regarderont jamais comme désintéressés dans la question. ils conserverà contre : les dèfiances ombrageuses que chacun sait: combien plus suspecteront-ils le Pape infaillible. Et les mémes. qui. et sans s'in- là n'est pas la non. que je ne suis pas de ceux qui reculent alors et faiblissent? Mais quand question. car l'hisloire estpleine des conflits entre les deux puissances. l'Autriche. coupables. et ce qui sera. Est-ce là une timide préoccupation? Et l'Église doit-elle. placons-nous dans la réalité des choses.mème chez les nations catholiques. sont. méme sur les questions pratiques les plus cates. 420 de vue de ces Gouvernements non-catholiques corament ne pas voir que dès lors le pouvoir pontificai leur semblera bien plus redoutable et plus odieux? Ils ont déjà.IL CONCILIO VATICANO. malheureux. C'est l'Église. à leur point de vue. on me pardonnera de le rappeler. c'est-à-dire un seul homme. devraient cesser. l'Italie et l'Espagne ne sont pas engagées plus ou moins dans de tristes luttes avec l'Église? Et chez nous-mèmes. d'un moment à l'autre. et les plus réservées de l'Église. dans les faits voyons — — . peut-étre ai-je montré. mais incontestable. dans ses Conciles. l'heure en est venue. Certes. Mais que parlé-je du passe? A l'heure mème où j'écris ces lignes. ce . sont pleins d'ombrages contre l'Églice que toute l'histoireproclame. et plus que jamais subsistant. aujourd'hui. dans la terrible éventualité de telle revolution possible? Voilà la situation: les Gouvernements catholiques ont été. c'est-à-dire que les Évèques de leur pays et de tous les pays ? l'Église Gouvernements des nations catboliques ellesverront-ils proclamer le dogme nouveau? faut se demander aussi. Il vers'agit de savoir de quel ceil. et si peu de goùt que j'aie pour ces luttes. ils se produisent. et. ce qui est. leur offrirà bien moins de garanties que l'Église. certes.et sollicitée avec tant de bruit par des journalistes qui. comme si les Gouvernements n'existaient pas. de se méler dans les affaires les plus intimes. agir. pour apprécier sans illusionetselon lavorile les conséquences de la déùnition dogmatique annoncèe. nul plus que moi ne deploro ces redoutables conflits. ou n'est pas non plus de cela qu'il s'agit. les plus graves. Car enfin. dedélicréter. le voici: c'est que les pouvoirs publics.

si l'on veut. car l'histoire y condamne. ces prétextes? Certes. au vif? si 421 ses actes les blesserònt. en outre. des Papes qui se sont montrés faibles. ce qui s'est déjà vu se pourra voir encore. Quand il n'y aurait que les matières mixtes. Telle n'est pas. le grand historiographe de l'Église romaine. il y en a eu. je ne prétends en rien justifier ici les Gouvernements: presque toujours. en effet. or. les éternels prétextes. où les conflits furent toujours si fréquents. si le Pape est proclamò infaillible. loin de supprimer les défiannes anciennes. Or on a vu . et de les envenimer. Ahi si d'un coup. des Papes ambitieux.DOCUMENTI. par décret. aujourd'hui surtout. et. En déclarant le Pape infaillible. on a vu dans cette longue et incomparable sèrie des Pontifes romains. mais il faut — le dire. pourront se demander les Souverains. supprimer les vieux ombrages. n'est-il pas inutile. et par une simple proclamation dogmatique. à ce qui fut. mais il faut voir les hommes et les choses comme ils sont. ou. on pouvait couper court aux conflits. dans les choses qui ne sont point de necessitò. le déclarera-t-on impeccable? Non. corame des brebis! Cela en vaudrait la peine! Mais s'en flatter. ne ferait qu'en raviver les causes. presque partout. en leur donnant une apparence de l'infaillibilité plus? Quels sont. on se demanderà sur quels objets s'exercera cette infaillibililé personnelle. il faut le dire avec respectet avec tristesse. On n'est pas assuré d'avoir. N'est-il pas naturel de penser que. et rendre. confondant le spirituel et le tempore! affectant * . Mais. des Papes entreprenants. mais enfin. je l'ajouterai. en petit nombre. quiéter. et Baronius lui-méme. telle ne fut jamaié. 11 y a d'abord ici les souvenirs du passe. quelles 1 Et il suffit de lire dans ses Annales que lui-méme ne la dissimule pas. ce n'est pas moi qui les réveillel mais pourquoi d'imprudents ayocats de la Papautè se donnent-ils tous lesjoursla triste mission de les réveiller. serait la plus chimé- rique des illusions. la coutume de la sainte Église. dissimuler la vérité. en aucune sorte. en histoire. lesGouvernements des nations catholiques dociles à PÉglise et au Pape. Quelqu'un peut-il douter qu'une définition dogmatique de personnelle du Pape. dans toute la suite des siècles» un Pie IX sur le tróne pontificai. ces réflexions se présenteront d'elles-mémes aux Gouvernements d'aujourd'hui? Et déjà. des prètentions dominatrices sur les couronnes. de savoir ou non. très-dangereux de réveiller de tels souvenirs? Certes. La dèclaration qu'on provoque ne devant rien ajouter ni retrancher à ce qui est. l'histoire du dixième siècle pour \o\x . ils ont voulu opprimer l'Église. nous enseignequ'il ne faut pas. quelques Papes.

dans la Bulle Unam sanctam. on et . de cette Bulle? Me sera-t-il permis de dire ici toute ma pensée . si elle venait jamais à étre érigée en dogme. ce n'est pas moi qui ai la moindre envie de défendre ici Philippe— le-Bel et ses imitateurs. et ma conviction profonde est que tout cela si jette dans les meilleurs esprils un trouble déplorable. et qui ne le serait? en rappelant ces grands douloureux faits de l'histoire. ne déliait-il pas de leur serment de fidélilé les sujets du roi d'Angleterre. Ils nous y forcent. une puissance illimitée. il demandait au Boi d'envoyer à Bome les Archevéques et les Évèques de France. dontjecitais tout à l'heure quelques mots. avec les Abbés. meubles et immeubles. à l'epoque où elle fut publièe. sur tous leurs sujets calholiques. Paul III. donnant. que l'abus leur paraitra toujours possible? Alors on se souviendra des doctrines formulées. et que le successeur de Pierre a le droit d'instituer et dejuger les souverains: Potestas spiritualis terrenam potestatem instituere habet et judicare. qui ne sont pas théologiens. dans des Bulles célèbres. dans le Pape. on ne contredirait aucun dogme calholique. en pensant ainsi . tout vivant encore. d'autant non plus sujette aux ombrages. Mais enfin. la proelamation du nouveau dogme ne paraitra-t-elle pas. pour eux Gouvernements. que ce dernier aussi appartient à Pierre. pour y traiter de tout ce qui paraitrait utile au bon gouvernement du royaume de France. des Anglais devenus dissidents? Croit-on que cette Bulle soit oubliée en Angleterre? Et les déclarations. si non définies. dans la fameuse Bulle qui excommuniait Henri Vili. et. Et après méme que le protestantisme fut venu changer si profondément l'état de l'Europe. mais ils nous y forcent. Je suis triste. non aux théologiens habiles. n'était-elle pas de nature à précipiter. mais aux Gouvernements. penset-on qu'elles n'ont pas été demandées aux Évèques calholiques d'Irlande par le souvenir. etc. à ceux qui en feraient la conquète. plulòt qu'à ramener. consacrer. Et dans la Bulle Ausculta fili. et que on avait entrepris de rendre la puissance pontificale odieuse. parexemple. le spirituel et le temporel. pas méme celui de l' infaillibililé du Pape. Certes. la nation anglaise? Est-il bien certain qu'elle n'a pas élé pour la Chrétienlé un grand malheur? Du moins. et n'est-il pas permisde le demander après l'histoi re: cette Bulle effrayante. limites? Qui lesdéterminera? Le spirituel ne touchet-il pas au temporel de tous còlés?Qui persuaderà aux Gouvernements que le Pape ne passera plus. jamais. et n'offrait-il pas l'Angleterre à qui la voudrait conquérir. dans aucun en- sont ici les trainement. sur des matières peu définies et parfois définissables. Boniface Vili ne déclare-t-il pas qu'il y a deux glaives. ceux dont la légéreté et la témérilé remuent ces questions brùlanles. souveraine. du spirituel au lemporel? Dès lors.422 IL CONCILIO VATICANO. tous les biens.

sinon l'athéisme. catholiques. peutavoir de telles con- séquencesl Et ils pourront étre d'autant plus induits à considérer la définition de l'infaillibililé du Pape comme une consécration implicite de ces doctrines si redoulées. que les droits civils des rois et des peuples lui sont subordonnés? l Mais alors. catholiques comme non catholiques. politiques. seraient entre les mains d'un seul hommel Et vous penseriezque les Gouvernements verraient avecindifférence l'Église s'assembler de tous les points du monde. comme entachée d'alhéisme.numents. comme toutes les croyances religieuses. Ces excès lui ont peu rétissi. qu'il est dans ses attribulions d'instituer et de déposer les souverains. la doctrine. où l'on compare aux manichèens ceux qui soutiennent que les deux glaives ne sont pas dans la méme main: « Y aurait-il donc deux sources d'autorité et de pouvoir. Mais plus ils re1 souteou Ignore-t-on que Bellarmin lui-mcme fut mis à l'index pour n'avoir pa& le pouvoir direct da Pape sur les couronnes? . sous ce rapport. et après la proclamation du dogme nouveau. Sans cesse les journaux. au fond. 11 y a trés-peu de temps que nouslisions. » C'était là aussi ce que prétendait l'abbé de Lamennais. les écrivains dont il s'agit ici sont de l'école de Lamennais. suivant eux. » deux buts divers dans l'idée de Tètre ordonnateur. Et. à laquelle tiennent si fort les souverains. Car. qui se donnent parmi nous comme les purs représentants des principesromains. et vont méme jusqu'à signaler. la proclamation dogmatiquè de l'infaillibilitè du Pape rendra-l-elle. nul clergé. et deux » deslinées distinctes chez un méme homme qui est à la fois » membre de l'Église et sujet de l'État? Mais qui ne voit de » suite l'absurdité d'un semblable système? C'e*t le dualismo » des manichèens. il posait ce dilemne: ultramontain ou athée. pourront encore se demander les Souverains. pour proclamer un dogme qui. de l'indépendance des deux puissances chacune dans sa sphère. » deux fins snprémes pour les membres d'une mème sociétè. les paroles suivantes.enfin. dans les emportements de sa logique. étalent ces théories dans leurs colonnes. à l'avenir de telles Bulles impossibles? Qui donc alors empèchera un nouveau Pape de definir ce que plusieurs de ses prédécesseurs ont enseigné: que le Vicaire de Jésus-Christ a un pouvoir direct sur le temporel des princes. les établissent à grand reufort d'ar.DOCUMENTI. 423 ne pourrait rien faire de mieux que de perpéluer de telles controverses. nul calholique ne pourra récuser cette méme doclrine si odieuse aux Gouvernements: c'est-à-dire qu'à leurs yeux tous les droils civils. nul évéque. et. que ces doctrines sont loin d'étre abandonnées. oui ou non. citéesavec éloge par un journal frangaìs. contre le premier des qu atre articles.

de prodigieusement anormal. non cette question. ni dans l'apostolique Espagne. dans l'état actuel de l'Italie et de l'Europe. encore précisément de l'infaillibilité pontificale. je ne la traite. et nulle part. procheront aux Gouvernements de ne pas admettre la doccine de la Bulle Unam sanctam. Et quand je parie de l'indépendance des deux puissances. dans les afFaires les plus intimes du gouvernement de l'Église. proclamer. pour definir. les saintes et éternelles règles du juste et de l'injuste! Mais là n'est pas la question. on ne le dirait pas. aux Gouvernements comme aux sujets. pour amener les plus grands malheurs? Il est impossible de se le dissimuler: il y a des esprits qui tiennent à pousser l'Église aux dernières extrémités la séparation ! Dans quel intérét? Vili. ni dans un sens. les dispositions des Gouvernements européens ne sont favorables à la proclamation du dogme annoncé. Messieurs. on le sait bien. et de la definir par acclamation. sont aussi une forte — — raison contre l'opportunité. J'arrive maintenant aux difficultés théologiques. ni dans la Bavière et sur les raitre: bords du Rhin. vous connaissez toutes les questions que je vais rappeler: elles vous sont de ce qu'il y a . plus ils démontreront eux-mèmes la force des répugnances et l'universalité des répulsions que je redoute. se doutent-ils des conditions dans lesquelles le Concile aurait à faire cette définition? Certes. Ils ne sont pas théologiens. L'heure vous parait-elle donc venue de réveiller d'un bout de l'Europe à l'autre les haines contre le Saint-Siége? Ou plulòt. de l'Église et de l'Élat? Veut-on méme faire courir au Concile d'autres chances? Que faudrait-il. loin de moi la pensée de mettre en doute un seul instant la divine et certaine aulorité de l'Église. l'heure présente n'est-elle pas déjà pleine d'assez et d'assez grands périls? nombreux Veut-on mettre à l'ordre du jour. et c'est trop evidenti Non. et rappeler. ni en France. on le peut affirmer avec certitude. les vieilles susceptibilités ne sont pas près de dispa- un journalisme passionné a tout fait pour les ranimer. en s'ingérant au point où ils le font. Je ne suis pas surpris d'ailleurs de leur extraordinaire imprudence. Vous. Les journalistes qui semblent vouloir enjoindre au Concile de definir l'infaillibilité du Pape. dans le ròle qu'ils se donnent depuis six mois surtout. à la manière dont ils en parlent. et de tout à fait impossible. comme ils ne se doutent guères — d'étrange. qui naguère chassait les Soeursdecharité. dans l'Europe entière. mais aux difficultés théologiques de la définition: car ces diffìcultés-là. ni dans la catholique Autriche. ni dans un autre. une fois. et de tenir à cette indépendance des deus puissanees. si elles sont vraiment sérieuses. ni dans ce Portugal.424 IL CONCILIO VATICANO.

soit en théorie.les plus grands partisans de l'infaillibilité avouent eux-mèmes les prodigieuses difficultés pratiques qui peuvent se rencontrer ici. et en fait. 3° Difficultés tirées des multiples questions de fait qui se peuvent poser à propos de tout acte ex cathedra. tous les mots doivent ètre pesés et expliqués. c'est d'étudier les choses obscures et de ne prècher que les choses claires. encore une fois. tous les cas prévus. ce serait donc de déterminer les conditions de l'infaillibililé. Parmi les théologiens. ont toute la peine du monde à s'en tirer. Mais comment déterminer ces conditions? Les théologiens en disputent. mais je leur reproche d'agiter et de trancher les questions qu'ils ignorent. tous les inconvénients ì> balancés avec les avantages. sans préciser et definir les conditions de cette infaillibilité. tou» tes les faces de la question examinées. ni par le sentiment » personnel. ce que vous savez déjà. ou pas ici une définition assez. Mgr l'Évéque de Poitiers n'est pas le seul à parler ainsi. toutes 1 les fois qu'il parie. dit avec » une raison supérieure Mgr l'Évéque de Poitiers.425 DOCUMENTI. et les plus habiles. in quibus dissolvendis multum theologi peritiores laborant. » toutes les fansses application écartées. Messieurs. on vous apprend à ne pas en entretenir inutilement les fìdèles. ajoutent-ils. 4° Difficultés tirées du passe et des faits historiques. parce que ce serait definir trop. car definir l'infaillibilité du Pape. Le Pape. Des . in abstracto. En un mot. intricatissima difficultates. soit comme Pape. avant de porter dogmatique. disent-ils. Mais c'est ici que les difficultés ne sont pas médiocres. tirées de l'état des esprits contempo2° Difficultés tirées comme soit rains. Il ne savent pas à quelles difficultés ils toucbent étourdiment. soit in concreto. en vous rappelant. à vous. 5° Difficultés tirées du fond méme de la question. » Au reste. La première chose à faire par le Concile. on ne doit » se laisser guider ni par l'enthousiasme. enfin. je ne leur reproche pas d'ignorer. Mais en méme temps qu'on vous les enseigne. quand et comment le Pape est-il infaillible? Voilà ce qu'il faudra déterminer. Ce sont. enseignées dans non écoles. considerò docteur prive. 6° Difficultés. si déHcate et si complexe. des difficultés inextricables. tous les actes pontificaux n'ayant pas ce caractère. ce serait ne rien definir. « En matiére si grave. Prètres. nous avons un doublé devoir. 1° Difficultés tirées de la nécessité de definir les conditions de l'acte ex cathedra. et je suis malheureusement obligé de les en avertir. du doublé caractère du Pape. Quant aux lai'ques. Homelie prononcée dans la est-il infaillible? chapellc de son Grand-Se'minaire.

qui fut depuis le Pape Grégoire XVI. faudra donc qu'il enlreprenne. die Pape. ni Bellarmin comme le Cardinal Capellari. disent les autres. Eh bien. non. l'erreur? — Ou suffit-il. un choix parrni toutes cesopinions théologiques: mais sur queiles bases. comme plusieurs le réclament. proOui. Et c'est assez. — Ou bien ne l'est— il que quand il parie . etiam solus. en effet. s'il jugeait à propos d'entrer dans cette question. — — ne parlerait qu'à un seul Évéque. qu'est-ce donc exactement qu'un acte ex cathedra? Est-ce un simple bref? Oui. quoique laì'que. fesseur laì'que de théologie 3 et journaliste contemporain: quand bulle. soit de « Conciles assemblés préalablement. que le Pape définisse la doctrine sous la sanction d'un anathème contre il la'fque. — M. disent la plupart. l/iesis duodecima. d'une facon dogmatique etabsolue. c'est précisément pour definir les conditions de la parole ex cathedra. ex cathedra? Mais. » soit de « Gongrégations instituées » et de « supplications publiques. alors. Le Cardinal Orsi ne parie pas précisément comme le Cardinal Bellarmin. eh. Maistre. pour qu'il n'y ait aucun doute sur son intention. De iiifallibilitalii extensione. dit un Anglais. que Bos» suet le sache bien. nous ne reconnaissons plus le Pape vomme » infaillible. » soit de « docteurs appelés. » * Bellarmin essaie de concilier ceux qui disent: Ponfifex consilium audiat pasiorum . Waid. que le Concile. que le Pape s'adresse à toute l'Église? Non. * Eh n'en cite bien! devant toutes ces divergences d'opinions.426 IL CONCILIO VATICANO. théologiens l'ont pensé. faut-il au moins. disent les uns. Ward est un ancien ministre an^lican converti. zc'le' catholique aujourd'hui. Est-ce une une allocution consistoriale. Qu'est-ce. qu'il exprime > d'une manière quelconque. une encyclique? Faut-il. professeur de théologie au Grand-Séminaire de . 35. la rude tàche de faire. car on en compte un bien — nombre. que la parole ex cathedra? quelles en sont les conditions. I. Mansi parie.claires et indiscutables. ? On discute là-dessus dans toutes les écoles: les uns exigent plus et les autres moins. s'appuiera-t-il pour cela? plus grand — comment agira le Concile? Il Encore une fois. certaines. p. méme parmi les théologiens ultramontains. X. 3 et qui a eté. son intention de faire un dogme? 1 De 2 Disputai ioiies BeUarmini. dit-il. liv. Est-ce un rescrit? Meme partage d'opinions. ou mème à un simple il peut avoir voulu enseigner ex cathedra. avec ceux qui disent qu'il peut definir tout seul. » « Sans cela. approuvant les unes. et je ici que quelques-unes. V. aurait fort à étudier et fort à faire. dans l'acte ex cathedra. comme d'autres le prélendent. Parcbeveche' de Weslminster. réprouvant les autres. corame on dit. M.

Ni qtiil et udie soigneuscment la queation à la lumière de la parole de Dieu écrite et traditionnelle. — Ou bien enfin. cela suffit. ni l'Église romaine. au noni des apòtres Pierre » et Paul. » (Phillips. faut-il. aussi obligatoire pour tonte VEylise. 1 Ibid. et ne demando. peut-il parlerà cathedra. les congré^ations romaines? ou. Pour lui. selon ce docteur. étudié. dict. donne à tous les fidèles chrétiens. » une décision relative au dogme ou à la morale. pour que le Pape. dans un Concile ou hors d'un Concile. que s'il avait observé toutes les précautions que diete la foi. Goschlez. pour qu'une définition soit eoe cathedra? Le voici: « Il reste à dire d'après cela. à l'exercice de l'infaillibilité. parlant à l'Église universale. les cardinaux? ou. non pas qu'il ait pré. et combien? Suffirait-il d'un décret qu'il aurait dressé seul dans son cabinet? Pourquoi distinguer. article Pape. consulte. des docteurs. soit infaillible. Le docteur allemand va plus loin encore: selon lui. avec ou sans la menace de l'anathème. verbalkmeint ou par ccit. Que faul-il lorsque le Pape. Ou bien. donc. ou en vertu de Tautorité du Saint-Siége. qu'elle existe. nous l'avons vu. l'allemand — Phillips. Sans tonti s ces condilions. et qu'il n'ait pas été violente. Ward. disent quelques-uns. comme lesoutientencorele théologien que que jecitais tout à l'heure. que le Pape rcfléchisse il n'est pas nécessaire. que cette difficultó n'arréte pas. » comme Vicaire de Jésus-Christ. que le Pape ait consulte? Et s'il le faut. qu'une condition.427 DOCUMENTI. ou en d'au» tres termes semblablcs. Un écrivain frangais. la piété. la définition ex cathedra ne demande que le Pape consulte qui que ce soit: ni le Concile. là où les paroles des promesses ne distinguent pas? Voici du reste un aulre théologien contemporain. ne demande mème pas que le Pape s'adresse à l'Église: qu'il s'adresse à un seul Évéque ou à un seul laì'que. laì- mème quan<l il n'exprimerait pas clairement son intention d'imposer la x foi? Etiamsiobliyatio assensum pramlandi non diserte eocprimafur. M. aussi volable. murement. à défaut des congrégations romaines. pour » défendre la valeur d'une décision ex cathedra. qui doit-il consulter? Quelques évèques? ou. à dèfaut des cardinaux . non pas qu'il ait deliberò. des théologiens. quant à la validi» » té. auteur d'un récent traile De Papa. sa dédsion rìen serait pas moins aussi valide. . comme certains aulres le veulent. ne dit guère autre chose. l'Église n'a pas le droit de mettre une restriclion ni une condition quelconque. ni le Collège des cardinaux. mais simplemenl qu'il ait eu l'intention de faire un dogme. Thesis duodecima. Nt quii élève sa prière vers Dieu avant de prononcer.) D'après ce théologien. à défaut d'évèques. le bon sens.

jure censeatur. s'y prendra-t-on pour fixer sont-elles clairement dans l'Ecriture? Où sontelles dans l'enseignement. je ne voudrais pas que toutes les plus extrèmes théories parussent étre. avec une modestie qui l'honore. ni consulte. il et le dogme de la faillibilité? On non-seulement que le Pape est infaiiconditions. ne » il faul regarder » quels sont ceux » censé parler ex d » à-dire infailliblement. mème toutes les contiennent pas des définitions ex cathedra. si varie et si contradictoire ici. Lethéologien anglaisWard. des ces limites? Où théologiens? Quelles opinions va-t-on eriger en hérésies? Et si on ne le fait dogmes? ou en dans quel inconnu va-t-on jeter pas. mises au compte de toute la théologie catholique. et je prie qu'on veuille remarquer ce mot. et opiniàtrement soutenu une grave mé- 1 Circa has igitur allocutiones et litteras dignoscatur in quibusnam earum ex cathedra docere. Ward reconnait. contre mon intention. et est. de trailer ces immenses questionsl Je dis quelques-uns. dit expressément: « Puisque toutes les alloc. le Concile déclarera-t-il qu'il y a une forme nécessaire. en fait. ni etudié. que M. c'est-à-dire dans les actes infailli» bles. il y aura encore la question de fait. Mais ce n'est pas tout: outre la question de droit.utions apostoliques. au lieu d'un : le dogme de déclarera. puisque déterminer en quelles circonstances le Pape est infaiilible. car. Eh bien! en présence de toutes ces opinions. et s'adressant au premier fìdèle venu? Et. comme de foi. que telle dècision du Pape remplit toutes les conditions d'un décret ex cathedra? Ce discernement sera-t-il toujours facile? Non. Voilà donc de quelle sorte quelques-uns ne craignent pas. et il faut y regarder de prés dans les » actes mémes ex cathedra. l'Église? IX. de près pour dUcerner d'une facon suffìsante de ces actes où le Souverain-Pontife doitèlre cathedra. Et comment. c'est» pontificales.428 IL CONCILIO VATICANO. telles et telles dans lible l'infaillibilité. avoir commis. c'est déterminer aussi dans quelles conditions il ne Test pas. sans avoir ni prie. mais qu'en dehors de ces est faillible. conditions. pour bien discerner ce qu'il enseigne ex cathedra. Qui deciderà. » l Et ce discernement est si difficile parfois aux théologiens eux-mémes. ut quidnam . quand et de la manière qu'il jugera bon de Tètre. satis Pontifex apostolicas adlaborandum ex cathedra loqui. aujourd'hui. sous laquelle le Pape sera tenu d'exercer son infaillibilité? ou bien la forme n'y feraitelle rien? et le Pape sera-t-il infaiilible. toutes les lettres encycliques. encore une fois. il y aura donc à definir ici deux dogmes . par exemple. C'est ce que reeonnaissent de bonne foi les partisans les plus avancós de l'infaillibilité pontificale.

ne le pourra-t-il jamais par entrainement. a-t-il parla ex cathedra? Les théologiens ont encore là-dessus vivement discutè. partisans de l'infaillibilité. Quand le Pape Etienne condamna saint Cyprien dans la question du baptéme des hérétiques. et il affirmait. par passion. qu'un Pape. peut definir l'erreur. errer sous le coup de l'intimidation et de la crainte. prise. ajoutent quelques-uns. et d'autres Évéques orientaux. N'y eri a-t-il pas une quatrième? car. méme dans un acte ex cathedra. Ward . disent-ils. à constater: la pleine et entière liberté du Pape. ce? — — . dans les tempspassés. pour empécher un Pape faible de céder à la crainte. Quand le Pape Honorius. mémedéclaré infaillible.429 DOCUMENTI. du reste. consulte sur la question du monothélisme par Sergius.devait étreregardé par cela seul corame ayant le caractére d'un acte ex cathedra. Il faudra donc souvent en revenir. de fait. dans la suite des tei Pape de la liberto duquel on puisse légitiraement douter? Les plus zélés sont bien forcés de le reconnaitre. une troisième question de fait. Voi là donc. et d'admettre. pour savoir s'ils sont. Patriarche de Constantinople. outre les deux questions de fait dont parie M. Qui deciderà donc? L'Église. pourrait encore. Cequ'il confesse maintenant avec franchise avoir été une grosse erreur. et disputent encore. les autres nient. et qui se doivent poser à propos de tout acte ex cathedra: Et s'il l'est. si un Pape. L'histoire ecclésiastique. se peut-il jamais rencontrer. Qu'on se rappelle certains actes considérables des Papes. Et en effet. en effet. écrivitcesfameuses lettres qui donnèrent lieu à tant de débats. touchant la nature des actes pontificaux de diverses sortesati avaient été flétries les propositions signalées plus tard dans une pièce recente émanée de Rome. à une decision de l'Église. et que — voici — — : Ne siécles. a-t-il parie ex cathedra? Les uns affirment. Il avait cru. ex cathedra. sous l'influence de la crainte. sur lesquels les théologiens ont tant dispute. méme quand le Pape n'aurait pris aucune des précautions qu'on apporte d'ordinaire dans une affaire sérieuse: ils savent qu'un Pape peut definir l'erreur par faiblesse. expliquent que non: Dieu. Pape passionné ou téméraire d'errer par imprudence. pour empécher un et cela. que chacun des antes qui a fourni des propositions au recueil appelé Si///a&tis. sur quoi l'acte est il ex cathedra? il porte précisément la définition? y en a un autre. ne fera pas de miracle dans le premier cas. pas autrement. en présence de l'histoire. dans certaines circonstances. oui ou non. pas si simple dans la pratique qu'on pourrait le croire d'abord. par imprudenLes théologiens. est pleine de faits semblables. mais il en fera toujours un dans le second.

430 IL CONCILIO VATICANO. La tradition. obligatoirement. La proclamation dece dogme donnerait. ont jamais décide. de bien longs iabeurs peuvent étre réservés à ses délibérations. » Comme aussi. parce que les difficultés ne les inils ne les voient seulement pas sont-ils quiétent guére. et que. la dispute du Pape saint Etienne avec saint Cyprien. C'est bientót fait de dire que la question. d'un coup. et l'histoire sans embarras? C'est sur ce terrain surtout que la définition de l'infaillibiliié pontificale. deux souvenirs historiques. s'Ms l'avaient fait dans les conditions et les formes que l'on anrait déterminées pour Pexercice de l'infaillibilité. il l'a toujours élé. Il peut se rencontrer des cas où une telle constatation soit chose fort delicate.* il croyait donc qu'après le jugement de Rome. savent bien qu'au fond il n'en est rien. quels que puissent étre ses témoignages. de Pinfaillibilité personnelle du Pape. l'entraineraitforcémentdans longues et les plus délicates recherches. s'il était prouvé que saint Etienne avait prononcé ex cathedra. parce que. à prescrire aux Évéques de s'en : — — charger? X. ment de Rome. dit-il l'Église 1 n'avait pas encore prononcé. comme ils le font. infailliblement. si le elle Concile croyait devoir s'en occuper. autorisés. Je dis que le Concile ne pourrait rien avoir à examiner de plus grave et de plus épineux. le caractère de décisions infaillibles à tout ce que les Papes. Mais jfì pose ici cette question Sera-t-il toujours faciled'apprécier la contrainte qu'aura pu subir un Pape? Non. saint Cyprien et les Évéques qui ont resistè ne croyaient donc pas à l'infaillibilité du Pape? Et saint Augustin . qui les excuse. « toutes les faces de la question examinées. Par la définition. qu'après le juge. en effet. .Augustin a Epist ad Geor. au sujet du monothélisme. Eleus. aujourd'hui. n'y croyait donc pas non plus? Et quand il écrivait. et « tous les cas doivent étre prévus. xlviii. depuis dix-huit siècles. est jugée. tout-à-1'heure. si le Concile ici veut procéder avec la maturitè et la gravite dont ces saintes assemblées de l'Église ne se sont jamaisdèparties. le jugement de l'Église restabat De 1 Saint. les théologiens sérieux. estdonc ici unanime. il restait encore celui de l'Église universelle. qui en parlent si fort à leur aise. si le Pape est infaillible. » Croit-on que la solution de toutes ces diffi'cullés serait une mince besogne pour le Concile? Et ces écrivains quotidiens. Eh bien. ce les plus serait aussi loul le passe. adhuc plenarium universa? Ecclesia? cnncilium. mais les vrais théologiens. Je rappelais. ce ne serait pas l'avenir seulement qu'on engagerait. Voilà l'explication de ces théologiens. Baplismo. au sujet des Donatistes. . Car. lorsqu'il s'est agi de proclamer les dogmes. et la réponse du Pape Honorius à Sergius.

s'expliquant sur des questions de foi porlées à son tribunal. pour prouver que les actes du 6» Concile. un Pape. devait entrer pour quelque chose dans la définition de la foi? Voilà un nouvel exemple des difficultés que l'examen des faits historiques peut soulever. considérait donc le Souverain-Pontife lui-mème.'histoire incontestés. se présente . qui devait plus tard monter lui-méme sur la chaire de Saint-Pierre.' comme sujet à l'erreur. déclare que la concession faite par le Pape implique une véritable hérésie. p. une revue complète de l'histoire.431 DOCUMENTI. Je n'ai ni la pensée ni le temps de faire ici. qu'un Concile s'assemble à Vienne. l'Église parconséquent. On a écrit des volumes. fort sérieuse assuré- ici: Dans ce temps-là.un fauteur de l'hérésie. Je laisse les difficultés que peuvent soulever les Papes Vigile et Libere. une concession tellement exorbitante sur l'investiture des Évéques. et les Évéques réunis. Li'teras dogmaticas . des lettres dogmatiques. ment. les Eglises d'Orient et d'Occident l'ont acceptée. fait à un empereur d'Allemagne. sous le nom de Calixte II. Honorio hcerctico anathema. Le pape Leon II et les Églises croyaient donc également qu'un pape. des volumes. qui a prononcè. maisje demande permission de rappeler encore un seul fait. De mème pour Honorius. le Concile oecuménique. et réprouvé comme tei par les Papes ses successeurs. Quoi qu'il en soit de ces discussions. hceredm esse j udìcicimus et condamné sa lettre à l'Empereur. Au moyen-àge. peut mèriter Et le rana thè me? Voilà un point sur lequel le Concile aurait encore à se pro- noncer. ou qu'il ait été simplement. pour prouver qu'Honorius n'a écrit qu'une lettre privée. avaient élé allérés. t. Henri V. ce qu'il serait nécessaire que le Concile fit pour procéder avec la circonspection accoutumée des Conciles. qu'Honorius ait élé hérétique et condamné justement comme tei par un Concile oecuménique. — — — d. comme compétents pour le condamner et lui dire anathème? pape Leon TI a confirmé la sentence du Concile. et qu'un Archevéque. pour prouver que ce Pape n'a pas réellement enseigné l'hérésie: des volumes encore. Ili. et le Concile avait casse et annulè sa concession. Pascal II. 1331. était humilié de son propre mouvement. dans la formule de serment qu'ils prononcaient à leur sacre: c'est ainsi Qui pravi* eorum a«svrttonibus fomenlum impendii. que s'exprime le Liber diurnus ponfifìcalis recueil des actes auen dehors de ces points thentiques de la chancellerie romaine. qui l'a condamné. . Et déjà le Pape lui-méme. . si fàcheuses à soulever. adressant sur une question de foi à de grandes églises. en plein Concile de Latran. une autre question. 1 Cono. en présence de plus de cent Évéques.

depose. On nous contraint de réveiller le passe endormi. Mais je parie du passe et pour l'avenir. Pour ma part. et cependant digne d'anathème. quel désarroi dans les àmes! Il faudra donc faire le procés pour cause d'hè- Eh rèsie à celui dont l'infaillibilité sera un dogme? Qu'un nouvel Honorius dans l'avenir se rencontre. Bien plus. condamné. et puis me — — étre jugé. XI. les théologiens distingueront ici les nuances et les délicatesses. peut. Voilà donc le Pape déclaré infaillible. mais se représente-t-on quei — en paréil cas le trouble des Eglises et des consciences! Sans doute. quand il ne parie pas ex cathedra. qui. bien! supposons un Pape errant. mais la foule des esprits qui ne sont pas théologiens. en ce qui n'est pas l'objet précis de la définition . qui . dans tei ou lei acte. je ne puis penser sans effroi au nombre de ceux que peut-étre de nous à jamais Mais pour les fidèles la définition demandée éloignerait définition serait-elle I eux-mémes. la sans inconvénients? Je me vois encore ici contraint de poser des questions qui répugnent profondément. ne l'est plus dans tei ou tei serait autre? Comment comprendra-t-elle qu'il puisse èire infaillible. adresla déclaration sées à de grandes Églises. ne prouve rien contre l'infaillibilité. comment pourra-t-elle discerner que le Pape faillible. enseigner l'erreur. peut comme éenvain. C'est l'opinion generale.432 IL CONCILIO VATICANO. à tout le moins. de l'avis universel. mais encore sur la masse enorme des esprits chez qui la foi est faible. ses contemporains et lui-méme croyaient donc qu'un Pape peut tomber dans l'hérésie? Dira-t-on qu'une hérésie implicite. néanmoins. ou accuse d'erreur: il faudra prouver que son enseignement. dont le Concile aurait encore à se préoccuper sériusement: les conséquences de la définition hommes de au point de vue des ce temps. et nous avons à travailler pour les siècles futurs. par des lettres dogmatiques. et mème dans un acte où il parie ex cathedra. mème comme Pape. fornente l'hérésie. l'hérésie? . et fomenter. par de grands actes pontificaux . ne semblera-t-on pas contester un droit? Et si le Pape s'obstine. mais. Quoi qu'il en soit de la faute de Pascal II. d'infaillibilité ne l'empècuera pas. voilà le Pape qui. faire un livre hérétique. je ne dis pas définisse. comme docteur prive. errer. mème comme Pape. et montreront qu'il n'y a pas précisément définition. dans un grane! acte pontificai. non-seulement sur les esprits incrédules . ou n'est pas ex cathedra. et s'opiniàtrer dans l'hérésie. Il ne faut pas se faire d'illusion. ou n'est pas erronè: quelle difficulté nouvelle si le Pape aété déclaré infaillible! En ne contestant qu'un fait. quand cet acte n'est pas une définition ex cathedra? Mais comment faire comprendre à la foule ces distinctions? Car voici un autre coté de la question.

puisque celle-ci est et a toujours èté article de foi . Sans vouloir. c'est là ce qui étonnera les fidèles. trouble pour les consciences. moins établie que ne l'est l'infaillibilité de l'Eglise elleméme .433 DOCUMENTI. quaest. cesse-t-il d'étre Par qui et comment Pape? peut-il étre depose? Quand le Pape est-il censé agir comme — — — — Pape ou comme personne privée? etc. in quibus dissolvendis multum peritiores theologi laborant. et plus étonnante que l'infaillibilité de l'Eglise tout entière.peuvent entrainer. dans la pratique. nous ne pouvonscependant nous défendre ici. agere — — censeatur ? La déclaration d'infaillibililé rendra-t-elle toutes ces difficultés moins inextricables? Tout au contraire.I. 2^ 28 le . quelques-unes des questions— si pénibles Un Pape. constitue une institution. en lui imputanti comme dogme ce qui ne le serait pas. ce sera toujours l'infaillibilité. encore une fois. par le qui alors se posent: fait de l'hérésie. non pas sans doute au-dessusdu pouvoir du Tout-Puissant. que ce privilége immense se trouve ótre à la fois celui dont la définition est. Intricatissimo? diffìcullates . L'infaillibilité personnelle du Pape. faillibilité l'infaillibilité évident: ex cathedra. et sa certile tude. de proclamer l'inabsolue. et quelques autres. et si on ne proclame qu'une infaillibilité conditionnelle. An Papa per hceresim a dignitate excidat? A quo et quomodo veniat deponend U s? Quandonam ut Pontìfex. De là. par exemple. puisque l'Eglise a pu s'en passer pendant dix-huit siècles. aut ut privata persona. disent-ils. à un Et perii ils prouvent. l'entend. cites par Bannès. la moins nécessaire . inconditionnelle et universelle. Et voici en effet. tandis que l'autre n'a jamais été professée dans l'Eglise comme un dogme ? Au reste. toujours selon eux. non pas l'absurde infaillibilité. Ecclesia — evidenti — on expose periculo l'Eglise exponeretur. etc. disent-ils. 1 Albert Pighius. en citant certains théologiens. roccasion de décrier la doctrine catholique. au point de vue des gens du monde. faillible ou infaillible. suivant la lent différence descas. qui se croiront toujours obligées de faire des actes de foi. elle y ajouterait. à ce qu'il parait par l'histoire. dubit. pour les ennemis de l'Eglise. Comment se fait-il. et. Aux yeux du public. à la question mème de l'infaillibilité.toucher à la question de fond. mais l'infaillibilité. d'une réflexion. mais assurément bien prodigieuse. les plus grands partisans de l'infaillibilité détail- eux-mémes les prodigieuses difficultés praliques que ces deux manières d'étre du Pape. d'énormes embarras. inconditionnelle et universelle du Pape. dont nous parlions tout à l'heure. Sans cela. telle que Bellarmin. Aussi certains théologiens ultramontains i ne voient-ils qu'un moyen de se tirer de là: c'est.

comme une opinion parfaitement libre: De libere controversa opinione quce tenet romanum Pontificem. quce omnia suaviter dìsponit. comme docteur prive. implique unevraie contradiction. grande miraculum esset. et qui. de fide Petri tom personali et privata. cependant. erro- rem suum pertinaciter tueri . et ne peut pas arriver à faire une Bulle que nulle puissance humaine ne peut conari — eum d'écrire. pugnat Pontificem posse personaliter errare? Etenfin. mème quandil le voudrait. 257. l'erreur que. ne se réalisera jamais. un et qui définit de l'autre: Aut certe l'empécher Pape qui pense d'une facon. disent-ils. pourquoi distinguer là où JésusChrist n'a pas distingue du tout: Oravi prò te. ajoutent-ils. soitpublique. logiques et résolus. intelligitur ? Voilà donc des théologiens qui constatent. cela. en effet.et de sa faillibilité dans les autres. ou bien. Petre. vont jusqu'au bout. une anomalie élrange. qui accable d'injures les plus grands hommes de son pays. de l'infaillibilité du Pape dans certains cas. répliquent-ils. tomber dans aucune erreur. il aura cru la vérité c'est-à-dire définisse dans un acte infaillible l'erreur et veuille l'imposer à l'Eglise? Posset nam- que ipse suum errorum definire et Ecclesiae obtrudere. Ne pourra-t il. arriver que le Pape enseigne comme Pape. véritablement insense. préeisément parce qu'elle implique contradiction. poursuivent-ils. tumpublica et pastorali . et. quod ampi tu s est. disent-ils. I. velie et Ecclesia? obtrudere et proponere. soit privée: Ut non possit. Eh! mon Dieu on est libre aussi de controverser. . et lui. Le système. se contente de présenter ce romanisme. qui pourrait si facilementrendre le Pape infaillible dans tous les cas aussi bien que dans quelques-uns: Contra divinam Providentiam. et qui natnrellement fait tous ses efforts pour proposer son erreur à la foi de l'Eglise: Potest Pontifex personaliler in fide deficere. n'y a-t-il pas. esse infallibilem. la question de savoir si les hommes des antipodes mar1 1 De Papdj t. si cela plait. Et de plus. et qui. dans cette faillibilité et cette infaillibilité tout ensemble chez le mème homme. ut non deficiat fides tua. ne pourrait pas. Mais alors. ex cathedra. etiamm velit. qui démontrent les périls de l'infaillibilitó ex cathedra. in errorem privatim aut publice cadere! Un théologien frangais 1 expose au long tous ces raisonnements. disent-ils. p. quod ipse definiendo contra mentem suam definirei. s'entend de la foi de Pierre dans tous les sens.jusqu'à l'infaillibilitó absolue. etiam quate- nos doctokem privatum. inconditionnelle et universale du Pape: de telle sorte qu'un Pape.434 IL CONCILIO VATICANO. et profondément injurieuse à la divine Pro- vidence. s'abstiendra toujours de la definir. vous étes forcés d'avoir recoursà un miracle: un Pape qui erre avec opiniàtreté. On répond que cette hypolhèse.

il en diminuera singulièrement l'impor: . penseront-ils. que deviendront les Conciles? été jusqu'ici une des grandes formes de la ses plus puissants moyens d'action. vie Les Conciles ont de l'Église. la politique ombrageuse d'un regime qui n'est plus. les fidèles ne pourraient-ils pas penser et se dire à quoi bon désormais les Conciles cecuméniques? Puisque un seul. de grands esprits. sinon en droit. ne trouble et n'embarrasse. du moins en fait et danslapratique.435 DOCUMENTI. définitiou qui dise le contraire. une fois proclamò. en ce moment. et qui poussent à d'étranges excès! Mais le Concile. « en dehors des evéques. Comment. en abrégeant les distances. et ces assemblées délibérantes. se trouvent plus en harmonie aujourd'hui avec lesvceux des peuples chrétiens. eton n'est justiciable ici sens. » pourra tout décider infailliblement. dès les temps apostoliques. tane©. un de Il y a mème de saints personnages. les conquètes de la science contemporaine. tous les siècles chrétiens. en mème temps qu'elles sont devenues plus ladies. ont frayé partout des voies rapides aux Evéques du monde entier vers la Ville éternelle. ne se laissera pas entrainer sur une telle pente. sauf les deux derniers. qui ont reclame ou décrélé le retour périodique de ces saintes assemblées. les discussions des Conciles? 11 est évident en effet que si le dogme nouveau. Il y a plus d'un point encore où il est à craindre que proclamation du nouveau dogme . ne supprime pas en droit ces grandes assemblées. le Pape. ce qu'iis ont cru la jusqu'ici. Ilsont commencó dès l'origine de l'Eglise. un amoindrissement de l'Épiscopat? Et d'abord. Ainsi donc. on voudrait que le futur Concile fit un décret qui désormais supprimàt ou amoindrit les Conciles! Et que les Évèques décrétassent eux-mémes pour ainsi dire leur abdicationl Mais ce n'est pas là le seul amoindrissement que l'Épiscopat . à ce point de vue. la lète ou sur les Il n'y a. par exemple. 11 est vrai . XII. il y a dans l'Église. bien des gens passionnés. Nepeut-on pas voirentout cela des coìn- cidences vraiment providentielles? Mais. nous en sommes sùrs. des Conciles. dans l'esprit des fidèles. pieds. mais les libertés modernes ont abaissé eesjalouses barrières. si le prochain Concile définissait l'infaillibiìité du Pape. les ontconnus. leur persuader que cette déflnition n'entraìnera pas. mème les questions de foi à quoi bon réunir les Evéques? A quoi bon les longueurs. les avait rendues dans les siècles derniers plus difficiles. les recherches. si elle avait lieu. que je sache. bon aucune que du chent sur Évidemment. à tout le moins. en fait.

Le ju- réels: Ego judicans. du Pape. lorsque le Pape aura proclamé. car la sentence du Pape est obligatoire par elle-méme. seul. où en sera-t-il? Sans douie le Pape est le juge principal. Ses plus essentielles prérogatives. Benoit XIV. car ils sont — — — Est-elle méme requise? Non. perdre singulièrement aussi de leur réalité? Et d'abord les Évèques sont juges de la foi: juges avec le Pape. Comment en effet. un tribunal dont le président aurait le privilége de décider et de juger tout. Non-seulement il prèside le tribunal r mais il confirme le jugement des autres juges. tout seul r de Ielle sorte que tous les autres juges seraient obligés de juger comme lui? Le vote seul du président suffirait la sentence des autres serait faite par la sienne. indépendamment de toute adhésion de l'Épis- copat. Les théologiens peuvent argumenter et distinguer ici. Mais avec la nouvelle règie de foi. ego comme le dit . on n'en verrait qu'un. elle n'est pas libre. en effet. qu'un seul juge. dansla pratique du moins. le Pape. « en dehors et indépendammeint jje l épiscopat. en dehors de l'épiscopat et sans les Évéques. ne semblerait-il pas aux fìdèles qu'il n'y a plus qu'un juge réel. comme dit Monsignor Manning. Dans les tribunaux . les fìdèles considécomme de vrais juges? Que serait en effet. tribunal paraitrait dérisoire. subscripsi.436 IL CONCILIO VATICANO. ce grand public qui n'entend pas les distinctions Evidemmentun tei théologiques. comment fàire comprendre aux fìdèles ces deux choses: que la sentence du Pape a immédiatement par elle-méme. et son jugement est toujours indispensable. et que les Évéques ne le sont plus sérieusement? Leur coopération antecèdente ou subséquente. et l'adhésion de ses si. » Ils pourront ne plus entrer pour rien si le Pape le veut ainsi. sembìerait subir aux yeux des fidéìes. jusqu' ici. et que les Évéques cependant restent vrais juges! Une senQuelle sentence peuvent-ils donc alors porter? tence de simple adhésion. Toujours ils ont été. nul ne pourrait juger après lui autrement que lui. sera en lui-méme. Et toujours. ne vontelles pas. co-judices. un dogme de foi r gement infaillible complet et parfait . indépendamment de toute adhésion episcopale. en réalité. Je me demande dans ces conditions. à leurs yeux. dictée par la sienne. juges de la foi avec le Pape. dit-on. la force de chose jugée. quise d'aueune facon. elle n'est reobligés d'adhérer. sur lesquelles aucun catholique ne dispute. ils ont eu une part effective dans les jngements et les définitions du dogme: toujours ils ont décide dans les Conciles comme des juges definiens. Mais les fìdèles. ne sera plus en rien nécessaire. Mais cette sentence du moins sera-t-elle libre? Non. en fait. dans les jugemenls sur la foi. reront toujours les Évèques : collègues ne serait méme pas requise pour la décision. et de juges. mais vrais juges. Alors il n'y aura plus. bien entendu.

mais tout à fait conforme à la Un . Ni le Pape. C'est aux Apòtres. les Évéques et le Pape ont respectivement leur part nécessaire. quand Pape. quelque chose où l'assistance divine est requise. » c'est. en parlant des Évéques. dans définitif la pourles Évéques. les Évéques sont docteurs. Et enfìn: Qui vos audit. dit expressément: In locum Apostolorum successerunt . C'est aux Apòtres. me audii. sans le concours des Évéques. ni l'Église ne font le dogme: ils le constatene La révélation est un fait. un seul qui enseigne. Messieurs. résumant toute la tradi- et le Concile tion. Ce sont là autant de paroles que tous les fidéles savent par cceur. Ecce ego vobiscum sum omnibus diebus. mais de simples échos. Messieurs. à rechercher et à examiner quels peuvent étre les inconvénients probables de la définition dogmatique en question. Et un jugement doctrinal n'est au fond que l'attestation oVun fait révélé. et indépendamment du Corps épiscopal. jugerait seul? XIII. a constamment assimilé ici les Évéques de Trente.. Ainsi donc. avec le Pape. la voix du président est ordinairement prépondérante. et par conséquent aux Évéques successeurs des Apòtres. les Évéques ne sont pas seulement des échos. assemblée ou dispersée. n'est mot. aux yeux des fidéles. déclarè le infaillible. l'Église enseignante. et par conséquent aux Évéques. la voix du Pape est de plus nécessaire. L'adhésion du corps enseignant pouvant n'entrer pour rien dans ce qui est l'essence du jugement doctrinal comment les . Continuons..437 DOCUMENTI. sans clou te. aux yeux des fidéles. C'est pourquoi saint Paul dit: Fundati estis super fundamentum Apostolorum. En un définition de la foi. En méme temps que juges. comme il est Et les Évéques ne semblent plus des voix dans l'Église. qui prononce le jugement. mais dans l'Église. Or. les vérités révélées sont des faits. en nous placant toujours au point de vue des fidéles. seul juge. qu'est-ce que l'euseignement de l'Église? témoignage. caléchismes disent cela. c'est là quelque chose que les fidéles concoivent sans peine. ilsenseignent: ilsconstituent. Tous les — Toute la tradition aux Apòtres. etc. quand c'est l'Église. Les paroles de Notre-Seigneur Jésus-Christ sont formelles. Mais avec l'infaillibilité personnelle du Pape. qu'il a été dit: Euntes docete omnes gentes. « en dehors. fidéles comprendront-ils que ce corps enseignant enseigne? De plus. ordinaires. que Jésus-Christ a dit encore: Accipite Spiritum Sanclurn. un seul qui est docteur. successeurs des Apòtres. Posuit Episcopos regere ecclesiam. Cela serait-il encore vrai que. et le jugement des Évéques. un seul qui définit. méme dans un Concile ceeuméni- que quand celui du Pape s'y ajoute.

Le mot Eglise est un mot collectif. quelle qu'elle soit. dans une question de témoignage. par le fait méme qu'elles témoignent. principal témoin. méme de PÉglise. s'il y a encore miracle. il n'est pas toute PÉglise. Les fidèles com- prennent facilement cela. Tandis qu'un jugement doctrinal du Pape seul. lei du moins. placée au centre. et impliqué dans la notion méme de PÉglise: sans Pinfaillibilité dans PÉglise. la foi de PÉglise universelle. dans ce grand et universel témoignage de PÉglise. la foi de PÉglise est constatée: ce qui n'était qu'implicite est devenu explicite. dans Pordre spirituel. les fidèles concoivent que ce miracle est absolument nécessaire. prononcant seul. qui pourra. il le serait quand il voudrait. qui ne peut s'entendre d'aucune individualité séparée. telle quo un témoignage. remplacer tous les autres: un seul témoin. à l'harmonie . témoin de la principale et souveraine Église. ni de leur témoignage. un témoin. on dirait que le Pape est à lui seul tonte PÉglise. a parie. XIV. et le dogme est défini. quand il le voucira. comme toutes les autres doivent communiquer avec elle. Mais jusqu'ici les fidèles n'ont pas cru que le Pape fùt dans PÉglise le seul témoin. Et la grande maxime catholique se réalise: Quod ubique. et il n'y a pas . Ce sera. quod semper. Quand toutes les Èglises. Mais ils concoivent moins la necessitò de ce miracle le Pape seul. On dit bien. pas d'Église. s'il le trouve bon. et bien autre que celui de Pinfaillibilité de PÉglise. communique avec toutes les autres. C'est là vains.Jésus-Christ Pa constituée. aux yeux des fidèles. ce sont les Eglises particulières. on substituerait. Non. A entendre certains écrisia. d'anormal. ibi Eccleun grand mot de saint Ambroise. et il faut le dire: Ubi Petrus. par là-méme. PÉglise se comprend encore parfaitement: Pinfaillibilité de PÉglise pourra toujours suffire à tout. attestò par tous nature des choses. des autres témoins.438 IL CONCILIO VATICANO. C'est ceux qui sont les témoins. ni gnère à personne. pour savoir ce qui est la tradition et la foi de leurs Églises. comme elle y a toujours suffL Les fidèles savent très-bien que. C'est-à-dire qu'à quelque chose de très-simple et de trèseompréhensible. quelque chose d'extraordinaire. quod ab omnibus. sans que Padhésion de PEpiscopat n'y fùt à aucun point de vue requise. dont les exagérations assurément ne plaisent ni au Pape. un miracle perpétuel. le Pape est le Chef de PÉglise. se presenterà à eux sous un autre aspect. de celle qui. Mais on abuse quelquefois de ce mot étrangement. quand le corps des pasteurs unis à leur chef. le Pape est témoin. au lieu de tous: un témoin qui n'a aucun besoin. parce que sans Pinfaillibilité personnelle et séparée du Pape. attestare. pour Désormais. L'Église de Jésus-Christ a pour chef nécessaire le Pape.

Certains disent: Pierre est tout. Vicaire de Jésus-Christ. et le chef avec l'Église. parce qu'elle rel'Église catholique romaine est la téte. ni gallicane. ni germaniste. ce serait un corps sans (TÉglise de Jésus-Christ sans le Pape: Mais le Pape n'est pas et n'a jamais pretendi! étre toute de ce mot célèbre. Jésus-Christ a voulu autre chose: romaniste. et les autres l'Épiscopat du Pape. Pasteur universel non-seulement des bre- . en sens contraire: les uns voulant séparer le Pape de l'Épiscopat. Successeur de Pierre. Messieurs. et l'harmonie de l'organisme tout entier. ibi Ec- clesia. ce qui ne doit pas étre séparé: le Pape et l'Épiscopat. l'édifice ne serait le fondement de rien. pourquoi vouloir isoler le fondement de l'édifice. séparer* par une définition qui les troublerait. ni autrement. Pontife de la chaire principale. dement? L'Église est bàtie sur la pierre: oui. et la pierre n'est le fondement que par sa liaison avec l'édifice: Super hanc petram cedificabo Ecclesiam meam. et au contraire vraie Église. parce qu'elles n'ont pas le Pape avec.439 DOCUMENTI. Cette conception de l'Église ne nuit du reste en rien à la divine autorité et à l'initiative souveraine du Pontife romain. Il est le fondement. Chef de tous les Evéques. ni 1 Laissons-là les vieilles et vaines querellesl Les fidéles ne comprennent que l'Église avec son Chef suprème. il faut regarder où est le Pape. n'est pas tout le corps. Le Pape est la tète. L'Église est un corps vivant: Corpus. mais au-dessus de la pierre il y a l'édifice. ni ultramontaine. où sera la vie? L'Église est un édifice: cedificabo Ecclesiam meam. et l'édifice du fon- Ne fidèles. l'Église anglicane ne sont pas l'Église de Jésus-Christ. aux yeux des paraissons donc pas. dans les divisions produites par les schismes et les hérésies.elles. TÉglise. en laquelle toutes les autres gardent l'unite. C'est ainsi que nous sommes certains que l'Église russe. corinait le successeur de Pierre pour Chef: Ubi Petrus. il Evidemment non: Chef n'est pas tout l'édifice. Le vrai et légitime usage pratique c'est que. qui s'applique à montrer dans ce corps mystique les rapports de la téte et des membres. Unum sint séparation. C'est là le mot sans cesse répétó par saint Paul. pour reconnaitre où est l'Église. Point donc de le le fondement sans Messieurs. ni dans les définitions dogmatiques. Mais si l'on met la téte d'un coté et le corps de l'autre. le Chef visible de l'Église. L'édifice sans le fondement croulerait. en qui réside la plénitude de la puissance apostolique. Certaines écoles théologiques ont eu longtemps ici le méme tort.

Pasteurs des peuples. Et voici les Evéques: Successeurs des apótres. hommes légers qui vous moquez d'un labeur entrepris pour vous! Vous ne vous plaignez pas des calculs minutieux des astronomes et des marins. en scrupules. nous offrirons à la société en perii le secours de Dieu qu'elle attend. participe à la force du tout. nous travaillions unanimement à la conservation de cette paix et de cette unite où Dieu habite! C'est alors. avant de vous embarquer. Mais quand il faut arriver aux décisions néces. clef de voùte la catholicité: Voilà le Pape. voilà la téte de l'Eglise enseignante. Ah! que plutót. et où l'assemblage et la correspondance sont tels que chaque partie. ni des investigations du juge qui tient votre sort . et des témoins qui dé- posent. et sacri fiant à l'Eglise nos préoccupations personnelles. Et c'est alors ausssi que. où tout est divin. ces discussions entre théologiens. invincible. Juges et Docteurs. au milieu des oiseaux moqueurs. bien des détails de théologie que j'aurais voulu éviter: je les destine au clergé.440 bis. autour du Souverain-Pontife. quand elle est à sa place. nous ne sommes pas alors des philosophes qui disputent. Du reste. par l'exemple non moins que par la doctrine. dont parie l'Ecriture. nous sommes des docteurs qui enseignent. obéissance et amour. mais alors seulement. bouche de l'Eglise. XV. Or nous devons nous consumer en réflexions. in omnibus caritas. nous éloignions de nous jusqu'à l'ombre mème de la division! Que tous. mais aussi des Pasteurs. Voilà. n'étonnons pas les fidéles en portant la critique sur cette divine constitution: ne creusons pas autour et au-dessus de ces fondements sacrés: que personne ne séparé ce que JésusChrist a fait pour demeurer éternellement uni. et aussi la charité. parce qu'elle est la rité rangée. des ennemis et des ignorants. que nous présenterons au monde le spectacle de cette grande armée rangée en botatile. avant de donner quelque chose à porter à vos esprits ou à vos consciences. Messieurs. Cette diversité. et enseigner toutes les nalions: Tel le est l'economie toute puissante de cette mystérieuse et vivante unite de l'Eglise. in necessariis unitas. en distinctions. de IL CONCILIO VATICANO. sur la pierre et parmi les ronces. avec lesquels Jésus-Christ est chaque jour et jusqu'à consommation des siècles. parce que tout est un. sous l'autosupérieure et principale du Pontife souverain: pose* par V Esprit-Saint pour régir l'Eglise de Dìeu. nous oubliant généreusement nous-mèmes. saires sur lesquelles l'accord doit se faire. mais ils tomberont aussi sur le grand chemin. nous serrant tous plus que jamais avec vénération. que nul ne s'étonne des opinions agitées dans nos écoles. et cette dernière ressource de vie qu'elle appelle à grands cris. prouvent la liberto in dubiis libertas. Non.

et du Christ. les plus tristes pages de l'histoire du passe remises en lumière. d'astres sans nombre et d'une seule et mème lumière en tous lieux répandue. quelques-uns se sont mis à demander en qui réside originairement dans cette Eglise l'infaillibilité? Et les yeux fixés sur un fait merveilleux. entrez dans cet admirable tempie de la vérité chrétienne. Devant un fait. il y a un accord infaillible. mais si la nuit s'obscurcit. Devant une solution. Je voudrais résumer toute cette longue sèrie de quesexprimer clairement l'état de mon àme. entre les témoignages des Evéques. consulte l'histoire. quelle que fùt la conduite adoptée. l'homme ennemi se réveille. cornine nul ne doute de la Primauté du Pape. la dispute à l'amour. aprés avoir lu XVI. l'Eglise de France a. mille rayons se fondant sur sa téle dans une seule clarté. là où l'on rencontre cette alliance unique de l'assistance de Dieu et de 1 unanimità des témoignages. termine par un accord admirable. on se met à agiter des questions. convoque les Conciles. Ne vous moquez pas. noni nous ne nous réunirons pas pour substituer rait-il? la division à l'unanimité. les protestants refoulés. ranimé. remis au feu! Aussitòt. des Apótres. nous avons la paix. afin que l'homme puisse toujours se conduire. récitent du fond du cceur: Credo Ecclesiam. dont dix-neuf siècles iront pas arraché une pierre. et la voie du salut rendue plus difficile. les éléments du problème sont remis en doute. on voit au firmarnent des astres innom- -entre les mains. Pourquoi? dans quel intérét? avec quel profit? Demain. et une fois l'habitude des discussions reprise. et les fidèles sont déconcertés. brables. Dans l'éclat d'un midi tranquille. des Papes. qui s'appelle l'Eglise: semblable en quelque sorte au système luminenx du monde. et à l'énoncé du problème. Par la gràce de Dieu. qui institue les Evéques. Au lieu d'écouter aux portes de nos écoles. ce qu'on oubliait serait reproduit. apostolicam. catholicam. depuis le commencement. Nul catholique ne doute de l'infaillibilité de l'Eglise. ècoulé leurs pasteurs. et un procès jugé. qu'arriveCe qu'on ne discutait pas serait discutè. depuis deux . propose les décrets. de l'unanimité de la tradition sur tout cela. qui se compose d'un principal foyer. la paix des àmes compromise. un Seul foyer semble répandre la lumière. on se plait à remuer des hypothèses. les Evéques attristés. 441 Les tbéologiens méritent aussi vos respects dans des recherches qui regardent vos àmes et la vérilé. l'Orient arrété. confirme les décisions. Tous les fidèles. unam y sanctam. et ì'Evangile. Tout à coup. Et de fait.DOCUMENTI. et Dieu méme est dans cet accord. et c'est la viel mais sur c^tte grande question de l'Eglise. est repris. Nous avons bien des combats. et ne vous troublez pas. plus de paix! Eh bien. tions. nul ne doute de la perpetuità. les gouvernements inquiets. depuis dix-neuf siècles.

ne vous troublez pasl Si je me suis décide à entrer avec vous. . Ce sont les Evéques frangais qui ont défendu. il n'est pas de branche de l'arbre divin qui ait été mieux unie au tronc et à la racine. les colléges des Jésuites et des Dominicains. l'Orient écrasé. Messieurs. j'ose le dire. servi. frappé. assistè. la liberté de la charité. par-delà toutes les frontières. le tempérament. comme notre armée guerrière. L'Eglise entière doit à la Franco les Soeurs de charité. exalté. pas de branche plus romaine. et c'est de Rome que part la modération. livré à des adversaires implacables. la sagesse. J'en suis convaincu: à peine aurai-je tocche la terre sacrée. les PetitesSceurs des pauvres. IIs se sont rénconlrés sur toutes les routes de l'exil avec Pie VI et Pie VII. Cette Église. et elle le serait toujours. le développement des missions civilisatrices. donne à l'Eglise de France le droìt d'étre crue. la Pologne opprimée. l'QEuvre de la propagation de la foi dans les deux mondes. c'est par un secret instinct que j'avais plutòt à calmer des émotions dans mon pays qu'à devancer des objections à Rome. pas de branche plus cathosiécles. héro'fne et martyre de l'Unite. en s'étendant plus loin. pour ne pas rompre l'unite. dans la communion du martyre. ni à Poppression du peuple. pas de branche plus apostolique. et toute cette incomparable armée pacifique qui est. les Frères des écoles chrétiennes. les Conférences de Saint-Vincent de Paul. avec plus de zèle. le droit d'étre entendue. Et ne sont-ce pas eux encore. Aussi mes frères. quand elle parie de son attachement au Saint-Siége. C'est dans le Glergé francais que Pie VII a trouvé ses plus vives consolations. Nous avons tous ensemble reclame et obtenu la liberté des pères de famille dans l'éducation de leurs enfants. a été. et au Vicaire de Notre-Seigneur Jésus-Christ. Les Evéques frangais l'ont défendu. et en public dans ces détails. Depuis cent années surtout. tous ensemble défendu la liberté des associations religieuses. Nos prédécesseurs sont morts sur l'échafaud. trahi r opprime. que les doctrines exagérées passent les monts en venant de France. console dans un magnifique mouvement que le temps n'a pas affaibli. qui ont donne la première impulsion à cette oeuvre si touchante et aujourd'hui universelle du Denier de saint Pierre? Ah! j'ose dire que tant de dévoùment à Rome et au monde catholique. largement mérité d'étre affranchie de tons les ombrages surannés. le Siége pontificai a été altaqué. l'Irlande affamée. ni à la tyrannie du maitre absolu. la première du monde. sans faiblir. dans les mauvais jours que nous traversons. lique. Depuis vingt ans. Les Églises des Etats-Unis ont commencé par des Evéques frangais. ne soyez pas inquiets! Hommes de foi. c'est Rome qui arréte la furia francese. aimé. à peine aurai-je baisé le tombeau des Apòtres. IIs ont accepté l'exil et la confiscation sans céder. et se refuse à mettre les excès dans les dogmes. Que dis-jel Tel est l'entrainement de la France vers le centre de l'unite.442 IL CONCILIO VATICANO.

cap IX. 4. v. nous croirons les voir encore en face du monde à conquérir et du Maitre à écouter. i. terre redira à : : © Orleans. Omnipotentis dexterae auxilium. et inclinet aures suas ad sis . die 8 futuri men- Decembris. Nous penserons aux àmes dont nous répondons devant Dieu. ut coniunctis Nobiscum precibus. 10.. preces Nostras. M. quo hoc Concilio ea omnia statuere valeamus. et Nobiscum laboret. Nemo certe ignorat. ac maio- . praesentes litteras inspecturis. 1 Sant Jac. Documento VII. ce 11 novembre. » Veuillez agréer. nous penserons aux Apótres. et omne donum perfectum descendit 1 . la nouvelle assurance de mon profond et religieux dévouement. et sciamus quid acceptum sit apud eum 2 Et quo facilius Deus Nostris annuat votis. Depuis vingt ans. au sein d'une assemblée présidée par un Pere et composée de Fréres. de saint Martin. Là. toutes les imprudences disparaitront. je ne me suis laissé vaincre par per» sonne. son Vicaire sur la que je chacun de nous: « Mon Frère. 2 Sapient. Oecumenicum Goncilium a Nobis fuisse indictum in Basilica Nostra Vaticana. toutes les ingérences téméraires cesseront. inchoandum. vous savez si je vous aimel comme disait le » doux Evéque de Genève Dans la confention d'amour povr le » Vicaire de Jésus-C tirisi. nous penserons au Dieu qui nous voit et nous jugera. tous les bruits expireront. en FELIX. Itaqne hoc potissimum tempore nunquam desistimus in humilitate cordis Nostri ferventissimis precibus orare et obsecrare clementissimum luminum et misericordiarum Patrem. Saint-Pére. a quo omne datum optimum. les flots et les vents seront apaisés. IX salutem et apostolicam benedictionem. PIUS PP. ac pietatem excitare decrevimus. hors de la bataille. et lorsqu'à la place de ce Maitre souverain des esprits. quae ad commu- in nem totius populi christiani salutem. m'aimez-vous? » ah! croyez que votre vieil Evéque ne sera pas le dernier à répondre « Pere. cap. Messieurs et chers Coopérateurs. quae Nobiscum sit. me sentirai dans la paix.443 DOCUMENTI. omnium Ghristifidelium religionem. et cadeste lumen imploremus. mes cheveux ont bianchi. ut mittat de caelis sedium suarum assistricem sapientiam. Omnibus ChristiQdelibus. Promulgazione del Giubbileo. Dieu sait que la » dernière parole de mes lèvres et le dernier soupir de mon » cceur appartiendront a l'Eglise et à vous. v. ma main » s'est épuisée à votre service. Evéque la féte d'Orléans. utilitatemque. I. Immaculatae Sanctissimaeque Deiparae Virginìs Mariae Conceptioni sacro.

et intra commemoratum temporis spatium peccata sua confessi Sanctissimum Eucharistiae Sacramentum reverenter susceperint. et bis visitata Ecclesia Cathedrali. licet indignis. qui a die primo futuri mensis lunii usque ad diem. S. gratiores Deo esse hominum preces si mundo corde. et gratiam in auxilio opportuno. vel Maiori. universis ac singulis ntriusque sexus Christifidelidus in alma Urbe Nostra degentibus. nec non aliis quibuscumque tam laicis. et Sabbato ieiunaverint. et pauperibus aliquam eleemosynam. vel ad eam advenientibus. qui Ecclesias. quo Oecumenicus Synodus a Nobis indicta fuerit absoluta. quam saecularibus . quam . ac Beatorum Petri et Pauli Apostolorum eius auctoritate confisi.444 IL CONCILIO VATICANO. per modum suffragii applicari poterit. Quamobrem de Omnipotentis Dei misericordia. se domicilia receperint. Et quoniam compertum est. ut inde ad veram poenitentiam incensi. et. Ioannis in Laterano. aut . aliaque recensita opera devote peregerint. tenore praesentium misericorditer in Domino strae praefiniti concedimus atque indulgemus: quae Indulgentia animabus etiam quae Deo in cantate coniunclae ex hac vita migraverint. et prò catholicae Ecclesiae pace. postquam ad illorum notitiam hae NoLitterae pervenerint. vel eorum Vicariis. rem catholicae Ecclesiae gloriam et felicitatem. operibus suprascriptis. iccirco hac occasione caelestes Indulgentiarum thesauros dispensationi Nostrae commissos Apostolica liberalitate Christifidelibus reserare contituimus. designandas. prò sanctissimae fidei propagatione. qui ibi curam animarum exercent. contulit. eamdem ludulgentiam consequi primum ad sua possint. sicut in anno Iubilaei visitantibus certas Ecclesias intra. nempe quarta et sexta feria. ceteris vero extra Urbem predictam ubicumque degentibus. et extra Urbem praedictam concedi consuevit. ac pacem maxime pertinent. etiam non continuis. ex illa ligandi ac solvendi potestate. vel propria Parochiali loci ipsorum domicili. tranquillilate. ab Ordinariis locorum. hoc est animis ab omni scelere integris ad ipsum accedant. et praeter consueta quatuor anni tempora tribus diebus. Hoc nos Consilio Indulgentiam ad instar Iubilaei Catholico Orbi denunciamus. vel earum aliquam temporis spatio bis visitaverint. quam Nobis Dominus. ac triumpho devote oraverint. et valeant. Regularibus vero personis utriusque sexus etiam in claustris perpetuo degentibus. plenissimam omnium peccatorum suorum remissionem et Indulgentiam. ad Thronum Dei fidentius accedant. Principis Apostolorum. aut de illorum mandato. erogaverint. et per Poenitentiae Sacramentum a peccatorum maculis expiati. prout unicuique devotio suggeret. eiusque misericordiam consequantur. ibique per aliquod temporis spatium prò omnium misere errantium conversione. et Sanctae Mariae Maioris Basilicas. vel earum aliquam bis visitaverint. ipsis deficientibus. Concedimus etiam ut navigantes atqué iter agentes. itemque in carcere. seu Officialibus. per eos.

seu in quibus agatur de praeiudicio tertii semper exceptis. vel in aliud proximum tempus prorogare possit. et facultatem. Non intendimus autem per praesentes super alia quavis irregularitate sive ritate ex defectu. Praedecessore Nostro Sacramentum Poenitentiae . aut inhabilitate facultatem tribuere super praemissis dispensandi. quatenus ea vota sint perfecta et absoluta. quae ipsi poenitentes efficere possint cum facultate etiam dispensandi super Communione cum pueris. et quorum absclutio alias quantumvis ampia non intelligeretur concessa. seu Iudice Ecclesiastico nominatim exeommu- . qui eos ab excommunicationis. dummodo Confessarius appobatus sit prò Coniali bus). 445 captivitate existentibus. et ab Apostolica Sede. quoad inhabilitatem absol- quam bilitandi. excessibus. etiam specialiter nominando licentiam concedimus. et Sedi Apostolicae reservata (castitatis. vel ali- tate. et censuris a iure vel ab homine quavis de causa latis vel inflictis praeter infra exceptas. qui a Nobis. Concedimus insuper facultatem dispensandi super irregulaex violatione Censurarum contracta. sive Nobis. tam Saecularem. Insuper omnibus et singulis Christifidelibus Saecularibus et Regularibus cuiusvis Ordinis et Instituti. etiam in foro coscientiae neque etiam derogare Costitutioni cum appositis declarationibus editae a fel. suspensionis. vel de facili deducenda. et eorum cuilibet in supradictis omnibus poenitentia salutari. panter concedimus atque indulgemus. ree. vendi complicem. vel aliqua corporis infirmitate. qui nondum ad primam Communionem admissi fuerint. vel aliquo Praelato. in foro conscientiae. necnon ab omnibus peccatis. et insuper vota quaecumque etiam iurata. criminibus et delictis quatumvis gravibus et enormibus. qui memorata opera. vel eorum aliqua praestare nequiverint. in alia pia et salutarla opera dispensando commutare r iniuncta tamen eis. aliaeque mulieres intra claustra degentes. ut sibi ad hunc effectum eligere possint quemcumque Praesbyterum Confessarium. et Sedi Apostalicae speciali licei forma reservatis. ut illa Confessarius ex actu approbatis a locorum Ordinariis in alia pietatis opera commutare. quam Regularem ex actu approbatis a locorum Ordinariis (qua facultate uti possint etiam Moniales. quae praeservativa a peccatis nuncupantur. et quoad obiigationem denunciationis. aliaque incapaciquoquomodo contracta dispensare. quam prior voti materia). quatenus ad forum externum non sit deducta. vel occulta. etiam locorum Ordinariis. nec non poenalibus. nequ& easdem praesentes iis. aliisque ecclesiasticis sententiis. vel publica. Novitiae. seu alio quocumque impedimento detentis. et obligationis. religionis. eaque iniungere. aliisque eiusdem Gonfessarii arbitrio iniungendis. seu haet in pristinum statum restituendi. aut nota.DOCUMENTI. et hac vice tantum absolvere valeant. quae a tertio acceptata fuerit. nisi commutatio futura indicetur eiusmodi ut non minus a peccato committendo refraenet. Benedicto XIV.

expressa et individua. atque mandamus omnibus. et Congregationum sive Institutorum etiam iuramento. illorum tenores praesentibus prò sufficienter expressis. aliisque Basilicis. ab omnibus universis catholici Orbis utriusque Cleri Sacerdotibus quotidie addi in Missam Conventualem. et Ordinationibus Apostolicis. et Litteris Apostolicis eisdem Ordinibus. Ouod si intra praefinitum terminum iudicio Confessari satisfacere non potuerint. seu alias in sententias. quoque. illorumque personis quomodolibet concessis. Praecipimus autem. confirmatione Apostolica. Non obstantibus Constitutionibus. qui curam animarum exercent. Ecclesiam. et Collegialibus et Collegiatis Ecclesiis ab earum Canonicis. iniuncta obligatione satisfaciendi statim ac poterunt. quoad fièri possit. et qui- buscumque Ordinariis locorum ubicumque existentibus. praesertim quibus facultas absolvendi in certis tunc Oppida. ac quorumcumque Ordinum. et censuras incidisse deelarati. Civitates. vel quavis firmiate alia roboratis. illis. nisi de illis expressa mentio. vel publice denunciati fuerint. seu alia quaevis expressio habenda. nominatim et expresse ad effectum proemissorum. nec non regula de non concedendis Indulgentiis ad instar. interdicti . absolvi posse concedimus in foro conscientiae ad effectum dumtaxat assequendi Indulgentias lubilaei. vel publicari faciant. nisi intra nicati iempus praefinitum satisfecerint. eorumque totis tenoribus. qui Conventualem Missam celebrare tenentur. . ut nec etiam similes. aut specialis derogatio fiat. Provincias. aut cum partibus concordaverint. et loca publicent. ac formam in iis traditam prò servata habentes. specifica. Sacrificium fieri in omnibus buius Urbis Patriarchalibus. . Quapropter in virtute sanctae obedientiae tenore praesentium districte praecipimus. hac vice specialiter. expressis casibus ita romano Pontificis prò tempore existenti reservatur. ut cum praesentium Litterarum transumpta. quo Oecumenica Synodus finem habuerit. vel dissimiles Indulgentiarum. ubi primum prò temporum ac locorum ratione satius in Domino censuerint. nullomodo suffragari posse aut debere. et Institutis. per suas Ecclesias ac Dioeceses. aut exempla etiam impressa acceperint. illa. ceterisque contrariis quibuscumque. specialis. seu Ecclesias visitandas prò presenti Iubilaeo designent. derogamus. Congregationibus. populisque etiam Verbi Dei predicanone. privilegiis . cuiquam suffragari possint. suspensi. rite praeparatis. feria quaque quinta. non autem per clausulas generales idem importantes. approbatis. eorumque Vicariis et Officialibus. atque etiam in singulis cuiusque Religiosae Familiae Ecclesiis ttegularium. indultis. a commemorato die primo Iunii usque ad diem. mentio.446 IL CONCILIO VATICANO. Terras. et facultatum huiusmodi concessiones. et innovatisi quibus omnibus et singulis etiamsi de illis. statutis et consuetudinibus. vel ipsis deficientibus. aut alia aliqua exquisita forma ad hoc servanda foret.

quam Vestra haec exoptata. putavimus Apostolica Nostra sollicitudine dignum esse. VV. ut antequam Conciliarium rerum actio in iti una habeat. Vobis aperire possemus. ad omnium notitiam facilius deveniant. FF. Cum faine dies auspicaturi. nec satis verbis explicare possumus ingentem eam consolationem. Card. (Dalla Civiltà Cattolica. quin tamen haec de Spintu Sancto Missa ullam habeat applicationis obligationem. in omnis gratiae auspicium Vobis caelestis benedictionis opem a Deo clementissimo precaremur. VV. 4° maggio 4869. quam ut Vos universos hodierno die iuxta Nostra hic desideria congregatos alloqui. Ut autem praesentes Nostrae. il dì 2 dicembre dell' anno 1869 ai vescovi del mondo cattolico per lo stesso Concilio in Roma convenuti. qua festum duplex primae et secundae classis non agatur. et debita Apostolicae vocis obsequio frequentia Nobis ingerit. constituendas esse iudicavimus. ubicumque locorum et geutium. Vicesimotertio. quae haberetur ipsis praesentibus. Paracciani Clarelli. nini! enim de re maxima agatur. N. Vobis eas tradere normas. Allocuzione tenuta nella Congregazione generale innanzi la prima sessione del Concilio Vaticano dal Santissimo nostro Signore per la divina Provvidenza PAPA PIO IX. Pontificatus Nostri Anno Piscatoris. ac praecipuam caritatem. quae ad singula loca deferri non possunt.447 DOCUMENTI. FF. volumus ut praesentium transumptis. Datum Romae apud Sanctum Petrum sub Annulo die li Aprilis anno 1869. manu alicuius Notarii publici subscriptis.) Documento Vili.. qualis est illa in qua de remediis comparandis agitur tot malis. quas ad omnia in Gonciliaribus actionibus rite et ordine agenda. ac necessarium censuimus. quod Deo et Immaculata Deipara votis Nostris annuente hodierno die in amplissimo hoc Vestro conventu peragimus. et summa animorum consensione Nobiscum . quam intimo corde alimus. indicti a Nobis Concilii causa convenisse. Apostolicis Nostris litteris consignatas atquo editas. vel exemplis etiam impressis. si forent exhibitae vel ostensae. et tanlae rei magnitudini consentaneum. Hoc autem illud est. cum Vos tandem ex omnibus Catholici Orbis partibus in hanc almam Urbem. Venerabiles fratres Sacri oecumenici Vaticani Concilii Conventus post paucos opportunius Nobisque iucundius existimavimus. et sigillo personae in dignitate ecclesiastica constituae munitis. eadem prorsus fides habeatur.. que Christianam et civilem societatem hoc tempore perturbant.

fideliter quacunque iter haberet. ut multi discipulorum. et duodecim cum Sanctus Lucas loquitur. abirent retro et* non cum Ilio ambularent. atque ita Magistri pertaesam se ostendisset. 28. 22. . Illique omni tempore concordibus animis adhaeraemus. 67. diuturna iam contentione verse- riter Nostri mur. » Haec nos animo recolentes. omnique studio curare. conditione constituti sumus. tum divina innixi auctoritate. Eius Apostolos pari omnes studio adhaesisse. Utamur oportet spiritualibus militiae Nostrae armis. quid porro etiam firmius ac stabilius tueri debeamus? Non deerunt certe Nobis. FF. haec Vestra Nobiscum coniunctio eo gratior Nobis accidit.. si in Auctorem et Consumatorem Fidei nostrae. quid dulcius aut iucundius hac nostra coniunctione reputare. Apostolorum tamen amor in Magistri veneratione lateri 1 Ilio. nec inimicus homo segnis erupit: « Dominum erit. et Iesu Apostolos percunctante num et ipsi vellent abire.. oculos animosque coniicere voluerimus.448 IL CONCILIO VATICANO. In ea enim. quod in ea haerentes Apostolorum vestigiis insistimus. i.. uti et obsequio immotus perstitit. cum caelestis Magister docens in Capharnaum. non deerunt contradictiones ac dimicationes subeundae. Lue. at Nos meet constantiae.. ac rationem adiecit quare constanti fide sequi velie statueret: « Verba vitae aeternae habes. Nihil autem metus est ne vires nobis in hac dimicatione deficiant. Si enim Apostoli oculis et cogitatione in Christo Iesu defixi satis ex hoc animi viriumquo 1 * 8 8. Lue. nil magis cupiens quarn superseminare zizania. esse versatos. patientiae. Ioann. ut in acie adversus multiplices eosdemque acerrimos hostes. tum caritati. totamquae certaminis vim. graviter id ferens Petrus in eas voces Domine ad quem ibimus? ». FF. de divinae Eucharistiae mysterio coram Hebraeis fusiori sermone pertractavit: tunc enim cum gens illa carnalis et obtusioris sensus sibi de tantae caritatis opere persuadere non posset. coniunctos aspiciamus: qnos eximia erga Nos et Apostolicam Sederti devotio. Nostis enim ex sacris litteris. VV. loanne testante. una licet in Christi nomine coniunctis. Atque haec Apostolorum coniunctio splendidius etiam enituit eo tempore. 6. quae Domini estis qui permansistis mecim* mores Apostolicae firmitudinis Vos praeconio laudari meruit: cr in tentationibus meis. praedicanset evangelizans regnum Dei. precationis et constantiae clypeo sustineamus. denunciantis: « Qui » 3 memores Redemptoris mecum non est contra me Nostri diserte est ». mirificus ad navandam Christi Regno operam ardor. cum Christus Oominus Falaestinae regiones paragrans iter faceret per civitates et castella. et in pluribus etiam tribulationum prò Christo perpessio iure efficit cordi Nostro carissimos. VV. Haec autem. qui suae unaniinae et constantis cum divino Magistro coniunctionis luculenta Nobis exempla reliquerunt. officii pa- memores esse debebimus. ut inconcussa fide ac firmitate Christum sequamur.

verba Dei audit. ac tum corpora tum animos Vestros benedictionis suae gratia prosequatur: corpora nempe. » Iesum igitur prono mentis obsequio audiamus utique in omni re. loann. Ipsum audite. in quibus verae nobis divitiae et gloria continetur. strenue alacriterque ferre valeatis.^picuum aeternae salutis pignus inesse reperiemus 2 in Nobis: « Qui enim ex Deo est. efBcialque propitius. 47. Non aliud sane Nobis maiori consolationi futurum est quam si obsequentem Christi monitis aurem cordis iugiter praebuerimus. ut caelestibusauxiliis abunde repleti. ipsa Patrem suum obsecrare in novissima Caena effusis iteratisque votis non omiserit: « Pater Sancte. pieni sanctorum operum fructibus.) H. de Illa. ut praenoscens difficultates quibus ipsa obnoxia futura esset in mundo.. inquit. » atque aditum Nobis patere piane confidamus in Montem sanctum Sion. Neque vero Redemptorem Nostrum respicere contenti. inimicorum artes superemus. pieni sanctitatis et iustitiae. Huius autem benedictionis gratia Vobis continenter adsit. 449 sumpserunt. » Has Pontificiae Nostrae cohortationis voces ex intimo corde depromptas. Convertat deinde faciem suam ad Vos.. ac salutem Nobis. quo pacto et Nos esse cum Christo agnoscemus. 8. Hoc est enim quod ipse Pater caelestis Maiestatis suae auctoritate praecepit. VV. potenti sua ope confìrmet. Deipara Immaculata deprecante. ut Eidem libenter toto cordis affectu audientes simus. totque etiam miseris a via veritatis errantibus ex Christi Cruce haurire laetabimur. ex hoc aspectu. 29 . atque omnibus vitae Vestrae diebus clementer adspiret. et per.. Filius meus dilectus in quo mihi bene complacui. unde divina manat virtus. »* Una itaque anima cum uno corde in Christo Iesu sit cunctis. animos vero. in novissimo ilio vitae die dicere cum Propheta Rege non vereamur: « Laetatus sum in his quae dieta sunt mihi. Atque ita Nobis continget feliciter ut expleto roortalis peregrinationis cursu. ut sint unum sicut et nos. ut labores omnes. Omnipotens et Misericors Deus. sacerdotalis vitae exemplis et virtutum omnium splendore in Christiani Gregis salutem praeluceatis. FF. at in ea praecipue quam Ipse ita o cordi habuit. caelestem Hierusalem. ut uberibus fructibus augeantur. Nos eam vini roburque inveniemus. ut adversa quaeque strenue perferrent. quo caìumnias. 48 1 2 Ioann. ut dies pieni inveniantur in Vobis. in (Dalla Civiltà Cattolica. iniurias. decembre 4869. qui a Vestro sacro ministerio abesse non possunt. Nos pariter Ipsum adspicientes in salutari pignore Redemptionis nostrae. eam quoque mentis docilitatem induamus necesse est. serva eos in nomine tuo quos dedisti mihi.DOCUMENTI. 17. cum revelante Christo Do- mino gloriam suam in monte praecelso coram electis testibus: Hicest. domum Domini ibimus.

qua propitiante. Lettere Apostoliche della Santità di nostro Signore per divina Provvidenza PAPA PIO IX. ex sancta disciplina institutisque statuantur. sitate. ut extirpandis erroribus. quo omnium Paslorum sollicitudo. coniuncta Nobiscum sacrorum Ecclesiae Antistitum adhibeatur opera. in Anniver. 17. ut ea omnia. atque ab omnibus in hoc Vaticano Concilio servanda esse praecipimus. dum Apostolicis num 1 IL Corinth. a San Leo P. Lue. feliciter auspicemur. negotii maiorum I. Reputantes animo quod omne dalum optimum. . ad Divinae l Clementiae. 2 Iam vero memores hoc oecumenicum Concilium a Nobis convocatum fuisse. colle quali si stabilisce l'ordine generale da osservarsi nella celebrazione del sacrosanto ecumenico Concilio Vaticano. quos praesertim huius saeculi conflavit impietas. Assumplionis 8 * Iacob. tractandi ac perficiendi pertinent. 2. et omne do8 perfectum desursum est. quam ut det spiritum bonum petentibus se. quae ad rectam rationem tam salutaris et in sibi gerendi. eosque in Vaticana Nostra Basilica inituri ante Beatissimi Petri cineres. De modo vivendi in Concilio. quibus Ecclesia affligitur. quo studio intentaque sollicitudine curare debeamus. * iam Nos. qui in accepta fortitudine Petrae perseverans suscepta Ecclesia e gubernacula non reliquit. cum commendatarum ovium custodia perseverat. quodque nihil Caelestis Patris benignitati pronius est. ac probe noscentes. 4. idcirco Apostolica Nostra auctoritate ea quae sequuntur decernimus. I. Multiplices inter.. quod salutares Concilii eiusdem conventus solemni die Immaculatae Dei Matris Mariae semper Virginis Conceptioni sacro. illud maxime gratias persolvendas excitamur. 13. atque adeo sub potentibus maternisque auspiciis eius aggressuri sumus. removendis malis.. Gaudium autem in Domino iure praecipimus. quibus divexamur angustias. Documento IX. I. descendens a Patre luminum. celeriter Nobis continget.450 IL CONCILIO VATICANO. Pivs Papa IX AD FVTVRAM REI MEMORIAM. quae consolatur Nos in omni tribulatione Nostra. Serm. XI. emendandis moribus et utriusque Cleri disciplinae instaurandae. ut sacrosanctum generale et oecumenicum Concilium Vaticanum iam a Nobis ea adspirante indictum.

munus proponendi 1. 4. in gravitate. sacrosancta Synodo perdurante singulis diebus Dominicis hora. irreprehensibile . Ep. CXXXII. i II. ut Ila dominante et incolumi. ad Hebrae. f die undecimo Aprilis hoc anno datis.. ut in huius almae Urbis Noslrae Ecclesiis. modo proponendi. Ep.Timoth. 3 Quare veterani Conciliorum ac Tridentini nominatim vestigiis inhaereiites hortamur illos omnes in Domino. . uti ministros Christi et dispensatores mysteriorum Dei oportet in omnibus seipsos praebere exemplum honorum operum in doclrina. quae in sancta debebunt. negotia. obsecrationibus. 451 Nostris Litteris. quae inter ceteras virtutes eminet charitas. quos. Ecclesiae thesauros sacrosancti huius Concilii occasione Christifideli- bus reseravimus. aliisque qui in Sacerdotali Ordine censentur hoc Goncilium concelebrantibus. ad prosperum a Domino huic Concilio exitum. memores quam gravibus verbis Paulus Apo5 stolus praecipiat Episcopis. quanti fieri possit.DOCUMENTI. praestandum est. Nost. caelestium rerum meditationibus prò sua cuiusque pietate studiose intendant: ut pure casteque sancto Missae sacrificio. quolidie in universo Orbe Cattolico implorari mandavimus. de hoc sacro Episcoporum Ecclesiae conventu dici possit: Ecce quam bonum et quam iucundum 4 habitare fratres in unum. ut emundantes conscentiam ab operibus mortuis ad serviendum Deo viventi* orationibus. ieiuniis hortati aliisque pietatis actibus insistere velint: sed etiam Divini Spiritus lumen et opem in sacrosancto Missae sacrificio celebrando. Ps. animum mentemque ab humanarum rerum curis immunem servent. li aprilis 1869. absit prava aemulatio et contentio. Evigilent demum Patres in domesticorum suorum cura.. ut sint suae domui bene praepositi. in integritate. 14. modestiam in moribus. 7. sed omnibus imperet. De Licet ius et iure et oecumenica Synodo 1 2 3 * tractari Litt. II. non solum eosdem Christifideles vebementer sumus. sacrae lectioni. ut. et christianae ab eis sanctaeque vitae disciplina exigenda. de iisque Patrum senten- . frequenler operentur. verbum sanum. Quas quidem adhortationes et praescriptiones modo renovantes et confirmantes. id praeterea iubemus. * I. ad Tit. IX. his qui ex adverso est vereatur nihil habens malum dicere de nobis. ut orationi. et in omni actione religionem retineant. At longe his maius aliquid et excellentius ab Episcopis. quae prò fideli populo magis congrua videatur. et salutares ex eo Ecclesiae sanctae fructus impetrandos.111. in victu temperantiam. Litaniae aliaeque orationes ad hunc finenti constitutae recitentur. Absint animorum dissidia.

publicum rei christianae bonum vere respiciat. eiusque inviolabilibus traditionibus alie- num sit. non parum necessario Conciliarium actionum ordini offieere posse. nec non discussiones et singulorum sententias non evulgent. Prudentiae hic ratio Nos admonet. III. CardinaliurcT. in universa huius Concilii actione ser- vandam iubeamus. rogandi nonnisi ad Nos. quaein superioribus Conciliis non semel. tum Synodi Patrum a Nobis deputandae privatim exhibeatur: 2. ut secreti fidern. et de secreti fide servanda circa ea omnia quae supra praescripta sunt. ac peculiari Congregationi nonnullorum. ut si qui inter Concilii Patres aliquid proponendum habuerint.452 IL CONCILIO VATICANO. . suumque circa earum admissionem vel exclusionem consilium Nostro iudicio submittet. nec non super iis rebus. quod a conexequi velint. nisi stanti Ecclesiae sensu. quae specialiter ipsis committentur. qui praedictis quovis modo in rebus huius Concilii praebent. Offìcialibus Con- Theologis. ob quas utilis et opportuna censetur: 4. ut decreta et alia quaecumque. R. ceterisque. S. rationes contineat. Si enim unquam alias. Peculiaris praedicta Congregatio propositiones sibi exhibitas diligenter expendet. quo in omnem occasionem excubat invidiae conflandae contra Catholicam Ecclesiam eiusque doctrinam. utrum ad Synodalem deliberationem deferri debeant. praecipimus pariter ut Oftìciales Concilii. quae iis examinanda proponentur. De secreto servando in Concilio. id libere tias Cum vero probe perspiciamus hanc ipsam rem. nec alicui extra gremium Conpandant. NN. adiunctorum gravitate exigente. non singularem dumtaxat unius vel alterius Dioecesis utilitatem: 3. et ad hanc Aposfolicam Sederti pertineat. qui episcopali dignitate praediti non sunt. quod ad publicam utilitatem conferre posse existiment. ut earum quaelibet 4 scripto mandetur. FF. Quapropter praecipimus omnibus et smgulis Patribns. pluribus nocendi opibus pollens impietas. sed etiam horlamur. qui ratione cuiusvis demandati a Nobis ministerii Conciliaribus disceptalio- cilii nibus inservire debent. hoc maxime tempore haec cautio necessaria visa est. aliique omnes. congruo tempore et modo perficiatur. nihil praeseferat. nihilominus non modo optamus. idcirco statuimus eiusmodi propositiones ita fieri debere. Peritis. Sacrorum Canonum operam suam Patribus vel Offìcialibus cilii. tum VV. E. ut Nos deinde matura consideratione de iis statuamus. iuramentum emittere teneantur de munere fidetiter obeundo. indicenda fuit.

. agi gerive debent. sextum Abbates Nullius Dioecesis. atque ita. impedialur. etiamsi Vicarii Generali* lilulo appellentur. R. quoad eius fieri possit. NN. secundum Patriarchae. si in quibuslibet Conciliaribus actibus. et alios quoscnmque actus facere. De ordine sederteli. atque ad normam conciliaris disciplinae et SS. Ceterum ex superiorum Conciliorum disciplina institutoque decernimus. Quo graviorum rerum quae in hac sacrosanta minus quam fieri possit. septimum Abbates Generale*. nulli propterea praeiudicium generetur. iustam discedendi causam se habere putaverint. aut relardetur ob cognitionem causarum. universe suo Ordini legitime praesunt. iuxta suae ad Archiepiscopatum promotionis ordinem. ut ex hac Nostra concessione nullum ius vel ipsis Primatibus datum. quintum Episcopi. eorum postulata. Con- re ipsa gregationibus interesse. dum tamen cum omnibus supremi moderatoris iuribus et pnvilegiis. Trid. excipere. in quibus solemnia vota nuncupantur. inxta ordinem suae promotionis ad Primatialem gradum. FF. ter- les Episcopi. ex speciali Nostra indulgentia. Diaconi. et de non inferendo alieni praeiudicio. pariter iuxta ordinem promotionis suae. CardinaPresbyteri. praecidendas. nullique novum ius acquiratur. et sententiae etiam sub verbo placet proferre. Id autem prò hac vice tantum indulgemus. 2. qui. * cilio De Iudicibus excusationum et querelarum. E. quod. infrascriptum ordinem inter diversas dignitates servari praescribimus. Concilio nondum dimisso. Primates. unusquisque suae dignitatis ordinem fideliter ac modeste custodiat: hinc ad offensionum occasiones. S.DOCUMENTI. Condurante. Sess. Quartum locum tenebunt Archiepiscopi. aliquos debito in loco non sedere. aliique Generales Moderatores Ordinum Religiosorum. necnon Synodo pertractatio. Decret. 453 IV. sed de omni1 Conc. tium. De modo vìv. quorum erit procurationes et excusationes Praelalorum absentium. quae singulos respiciunt: statuimus ut ipsa Synodus per schedulas secretas quinque ex Concilii Patribus eligat in lwlices eremationum. vel aliis imminutum censeri debeat. § Insuper. si forte contigerit. Cum ad tranquillitatem concordiamqne animorum tuendam non parum momenti habeat. Canonum expendere: quod cum fecerint. Primum locum obtinebunt VV. non quidquam de bisce rebus decernent.

dilectos filios Canonicos Camillum Santori et Angelum Iacobini. qui Notariis eisdem adiutricem operam navent. Hi porro controversias omnes circa ordinem sedendi. eisque adiungimus dilectos filios Salvalorem Pallottini et Franciscum Santi "Àdvocatos. 3. 4. ac praeterea singula paria singulos ex Notariis secum habere debebunt. 6.454 IL CONCILIO VATICANO. dilectos filios Aloisium Ferrari Antistitem Nostrum domesticum Praefectum. et Laurentium Nina Abbreviatorem ex maiori Parco. Promotores Concilii. Venerabilem Fratrem Iosephum S. magni refert. et . De Quo vero et illud Offìcialibus Concila. dilectos filios Lucam Pacifici. Ioannem Simeoni. aliasque. Hi autem octo scrutatores in quatuor distincta paria distributi. 2. VI. ita ad suffragia procedent. Hippolyti. et Dominicum Bartolini Nostros et huius Apostolicae Sedis Protonotarios. et Philippum Ralli S. iudicio sommario atque occonomice. ut bina paria unum Conciliaris excipienda Aulae latus totidemque alterum obeant. Aloisium Pellegrini et Leonardum Dialti Nostrae Camerae Apostolicae Clericos. ut nulli praeiudicium inferatur: et quatenus componere nequeant. iuxta conciliarem consuetudinem et disciplinam. nec non adiutores. ut eadem Synodus pariter per schedulas secretas. Fridericum de Falloux du Coudray Nostrae Cancellariae Apostolicae Regentem. Concilii Episcopum Secretarium. ut necessarii ac idonei mi- nistri et officiales. Scrutatores Suffragiorum. si quae forte inter congregatos oriantur. ut aiunt. scilicet: 1. eique adiicimus cum officio et titulo Subsecretarii. Carolum Cristofori et Alexandrum Montani Signaturae Iustitiae votantes. Generales Concilii custodes. dum in munere fungendo versantur. dilectos filios Ioannem Baptistam de Dominicis-Tosti. alios quinque ex Patribus eligat. 5. Magistros Caeremoniarum Concilii. omnibus in hac Synodo actibus rite et legitime perficien- dis designentur. Concilii Notarios. infrascriptos viros ad ea deligemus et nominamus. dilectum filium Ludovicum Iacobini e Nostris et huius Apostolicae Sedis Protonotariis. Praeterea sta- tuimus. dilectos filios Ioannem Columna et Dominicum Orsini romanos Principes Pontificio Nostro solio Adsistentes. Consistorii Advocatos. Aloisium Pericoli. vel ius praecedendi. Aloisium Colombo. in ludices querelarum et controversia rum. ita componere studebunt. eas Congregationis generalis auctoritali su- biicient. bus ad Congregationem generalem ordine referent. Noshuiusmodi ministeriorumrationem habentes. dilectos filios Aloisium Serafini et Franciscum Nardi causarum Palatii Nostri Apostolici Auditores.

Camillura Balestra. Remigium Ricci. E. Venerabilem Fratrem Nostrum Carolum S. licae Sedis Caeremoniarios. Cardinalem Diaconum S. Gustavum Gallot. R. quae publicis sessionibus praemittuntur quinque ex VV. Aloisium Pallotti intimos Nostros Cubicularios. et dilectum filium Nostrum Hannibalem S. Pium Martinucci. et dile- ctos filios Scipionem Perilli.455 DOCUMENTI. Presbyteros Cardinales Antoninum titulo SS. Rochum Massi Nostros. S. quae ad fidem pertinent. quae Congregationum generalium ordinem respiciunt. quae ad aptam horum Conventuum moderationem spectant. Antonium Gattoni. Quatuor Coronatorum De Luca nuncupatum. Hi autem Praesides. R. R. Cardinalem Episcopum Sabinensem De Reisach nuncupatum. Franciscum Re- gnani. prout opportunum iudicaverint. Iosephum Andream titulo S. quo Apostolicas Litteras ad hoc Concilium indicendum dedimus. E. De Congregationibus generalibus Patrum. Petrum Iosephum Rinaldi-Bucci. et huius Aposto. Franciscum Riggi. ac Aloisium Naselli. Antonium Cataldi . E. ut schemata decretorum et canonum ab iisdem viris expressa et redacta. ut iisdem Patrum Congregationibus. curantibus memoratis Praesidibus. Balthasarem Baccinetti. aliquot ante dies quam Congregata generalis habeatur. dilectos filios Henricum Folchi Praefectum. dilectos filios Nostros S. et ad hoc munus eligimus et nominamus. praeter alia. Alexandrum Tortoli. Nicolaum Vorsak. integra integre Patrum cognitioni reservavimus. Itaque. nulla Nostra approbatione munita. R. Hieronymi Illyricorum Bizzarri nuncupatum. 7. Ad ea modo curam convertentes. quae ad huius generalis Synodi scopum pertinente atque itaexpeditior via in rerum traclatione Patribus patere posset. Paulum Bastide. rebus apparandis darent operam. Laurentii in Panisperna Bilio nuncupatum. Caesarem Togni. curabunt ut in rebus pertractandis initium fiat a disceptatione eorum. Aloisium titulo S. VII. Iosephum Romagnoli. iisdem Patribus in Congregationem generalem collectis ad examen et iudicium subiicianlur. statuimus ac decernimus. ex variis Catholici orbis regionibus in hanc almam Urbem Nostram evocandos curaverimus. Assignatores locorum. deinde integrum ipsis erit consultationes in fidei vel disciplinae capite conferre. decretorum et cano- . et Philippum Silvestri Cubicularios Nostros honorarios. E. quae Nos. Mariae in Aquiro Capalti nuncupatum. Edmundum Stonor. NN. hinc volumus et mandamus. Aloisium Sinistri. ut una cum aliis huius Urbis. Cardi nalibus Nostro Nomine et Auctoritate praesint. Viros Theologos et ecclesiastici iuris Consultos. Cum vero Nos. Auiiustinum Accoramboni. iam inde a tempore. FF. et earumdem disciplinarum peritis viris.

ut nimirum in generali Congregatione quaestio de proposito schemate exorta dirimi non potuerit. typis impressa singulis Patribus distribuentur. quominus. quam heic infra statuimus. quem dicentium dignitas postulaverit. de quo agitur. opus erit. decreti vel canouis Conciliaris. ad quam. ita tamen. statualur. NN. ut stabili et opportuno modo huic rei provideatur. iuxta assignata cuique rerum trartandarum genera pertinere intelligiQuae in hac peculiari Deputatione deliberata fuerint. ut deinde in proxima Congregatione tur. sententiis in contraria conversis. formula. ut ipsis integrum sit etiam de scripto illa pronuntiare. disceptationibus compositis. si alii etiam post eos in conventu ipso disserere voluerint. tertia de rebus Ordinum Regularium quarta demum de rebus ritus Orien. iuxta melhodum a Nobis superius praescriptam. via non suppetat. rogatis Patrum suffragiis. tum ea ratio ineunda erit. . Igitur si illud contigerit. ad debitum inter oratores ordinem prò nuiusque dignitatis gradu servandum. tum Cardinales eiusdem generalis Congregationis Praesides curabunt ut schema. de quo agitur. Volumus itaque. vel nonnisi leves difficullates in ipso congressu facile expediendas obtulerit. Sin autem circa schema praedictum huiusmodi oriantur difficultates. generali.456 IL CONCILIO VATICANO. Si quis Patrum de schemate proposito sermonem in Congregatione ipsa habere voluerit. perdurante. altera de rebus disciplinae ecclesiasticae. quarum prima de rebus ad fidem pertinentibus. E. si nihil amplius obstiterit. eorum relatio typis edita Patribus diribenda erit. Concilio unum constituet. unum aut plures in commodum suae Congregationis seu Deputalionis adsciscet. Quaevis ex praedictis Congregationibus seu Deputationibus numero Patrum quatuor et viginti constabit. SufTragia autem a Patribus oretenus edentur. S. Iamvero si in ea quae habetur Congregatione exhibitum schema vel nullas. ut. qui ex Conciliaribus Teologis vel Iuris Canonici pentis. qui Secrelarii munere eidem Congregationi seu Deputationi operam navet. obtenta prius a Praesidibus dicendi venia. nura schemata. una cum obiectis difficultalibus examini subiiciatur illius ex specialibus Deputationibus. FF. ut ab ipso Concilii exordio quatuor speciales ac distinctae Patrum Congregationes seu Depufationes instituantur. de quibus in Congregatione indicta agendum erit. Praesidibus suum disserendi propositum significandum curet. ut saltem pridie diei Congregationis ipsius. tunc nihil morae erit. qua in ipso conventu componi possint. decreti vel canonis Conciliaris formula condatur. Cardinalibus a Nobis designandus. quod supra innuimus. rogatis Patrum suffragiis. atque ex iis talis. et eo ordine. quointerim illa diligenti consideratone in omnem partem expendant. cognoscere et tractare debebit. Auditis autem islorum Patrum sermonibus. Unicuique ex iisdem Congregationibus seu Deputationibus praeerit unus ex VV. qui a Concilii Patribus per schedulassecretaseligentur. hoc iisdem fas erit. et quid sibi sententiae esse debeat accurate pervideant. R.

qua Praedecessores Nostri in eiusmodi Conciliari actione uti consueverunt. eo ordine. nempe: Pius Episcopus Servwt Surrorum Dei. Concilii Seeretarius una cum supradictis scrutatoribus penes Pontifiealem Nostram Cathedram. congrua ratione consuiamus.dimissnpe- discedat. deinde decreta de disciplina pronuncientur. nemine dissenlieme . minime fasessea Sessione absentibus quavis de causa. No*que. iis accurate dirimendis ac numerandis operanti dabunl. aliisque qui eidem interesse debenl praecipimus sub poenis per SS. Vili. ac impetrata a sii. ut de omnibus et singulis in Sessione peractis. nisi discessionis causa iuxta nonnam rius definilam cognita et probata fuerit. ut leda sànt. Tunc vero rogabuntur Patres. Publicarum nunc Sessionum celebratio exigit. antequam Sacrosawimn hoc generale et Oecu- menicum Coneilium Vaticanum nle aUsoluium sum et a Nobis. iuxta methodum superius constitutam. ari placeant canones et decreta perlecta. ut primum canones de dogmatibus Fidei. ac statini procedent scrutatores suffragiorum. i'ìa ita decernimus statuimus atque sanrimus. servatisque adamussim caeremoniis quae in rituali instructione iisdem Patribus de mandato Nostro tradenda continentur. instrumentum vel instrumenta conficiantur. suffragium suum scripto con>ignalum ad Concdium mittere. IX.457 DOCUMENTI. Denique die proximae Sessionis de mandato Nostro indicta. unum vel plura. ut rebus et actionibus in ea rite dirigendis. lamvero suffragiis collectis. » Hisce autem omnibus expletis. considenlibus suo loco et ordine Patribus. Nobis . ut ne quis eorum. ad suffragia singillatim et ordine exeipienda. ac de ip<is ad Nos referenti Nos deinde supremam Nosiram sententiam edicemus. et ea adhibita solemni titilli praefatione. Itaque in unaquaque publica Sessione. vel (si qui forte dissenserint) tot numero exceptis. hac adhibita solemni formula: « Deere'a modo l'C'a placuerunt omnibus Patribus. abeundi i'acultas. aut non placet: ac simul edicimus. phcet. Sessionis . Hac autem in re declaramus suffragia pronunciari debere in haec verba. ad perpetuam rei mcmoriam. sacro approbante Concilio. conventus dimittetur. sacro approbante Concilio. eamque enunciari et promulgari mandabimus. De non discedendo a Concilio* Universis porro Concilii Patribus.de suggestu decretorum et canonum formulae in superioribus Congregationibns generalibus condilae. voce sublata et darà iussu Nostro recitabunlur. De Sessionibus publicis. Canones indictis. eaque accurate describent. erit Promotorum Concilii rogare Prolonotarios praesentes.

Pius IV. Vos qui in partem sollicitudinis Nostrae vocati estis. ut tum Praesules aliique suffragii ius in hoc Concilio habentes. iis tantum diEcclesiae deserviant. Nov. Ianuarii 1546. die XXVII Novembris anno MDCCCLXIX. Haec volumus atque mandamus. idque concedimus Synodo perdurante. quamvis speciali atque individua mentione ac derogatione dignis. Brev. ut Quod Oecumenicum Concilium a Nobis indictum concelebrare possemus. quae inter praesentes fieri dicuntur. quod auspicatissimo hoc die Immaculatae Dei Genitricis Virginis Mariae Conceptioni sacro. 25. tum ceteri omnes eidem Concilio operanti quovis titulo impendentes. ea in re universali interesse tenen- Praedecessorum Nostrorum etiam exemplum sequuti * Apostolica benigniate indulgemus. Brev. in contrarium facientibus quibuscumque. ab omnibus et singulis ad quos spectat. 1561. stributionibus exceptis. I. Allocuzione che Santissimo nostro Signore per divina Provvidenza PAPA PIO IX. . id insigni ac singulari Dei ipsius beneficio. suorum beneficiorum fructus. per dare principio al sacro Concilio ecumenico il dì 8 decembre dell' anno 1869 tenne nella Basilica vaticana ai vescovi del mondo cattolico convenuti allo il stesso Concilio. Petrum sub Annulo Piscatoris. proventus ac distributiones quotidianas percipere possint. Non obstantibus. 48 decembre 4869. decernentes has Nostras quaecumque. Paracciani-Clarelli. Card. Venerabiles Fratres omnibus ac precibus ab Deo petebamus. in proximo sacrosancto generali et Oecumenico Concilio Vaticano. N. iterum votis 1 Paulus III. et donec quisque eidem adsit aut inserviat. Datum Romae apud S. respective et inviolabiliter observari debere. Pontificatus Nostri anno Vigesimo quarto. Itaque exultat cor Nostrum in Domino et incredibili consolatione perfunditur. reditus. Indultum Apostolicum de non residentia prò iis qui Concilio intersunt Cum ii omnes qui Conciliaribus actionibus Inr. datum Nobis esse summopere laetamur.) Documento X.458 IL CONCILIO VATICANO. Lilteras et in eis contenta (Dalla Civiltà Cattolica.

Versatur Vobis continenter ante oculos sanarum doctrinarum. 9 Homil. Abd quam alias frequenta.. acerrimum adversus Sanctam Christi Ecclesiam bellum. XLVII. 13. narremus in turribus eius. 9 et portae inferi non prevalebunt adversus eam. et ponaNostra in virtute eius. multiplices mentiendi audacter et corrumpendi artes.. 20.DOCUMENTI. a salus Nobis et Dominici zelus.. Venerabiles Fratres. 16. perturbatio et confusio. aggressus sit et usque aggrediatur. eam viam et rationem ineundam Nobis esse duximus. 20. 24. ut Nobiscum2 testimoniun perhibeatis Verbo Dei et testimonium Iesu Christi. Civitas Dei Nostri inexpugnabili fundamento nitatur. quae ad tot mus corda 1 8 8 * 8 « * Matth. arma. Act.. et velamen habens malitiae liberta— 8 tem. n. quibus humanae res in suis quaeque ordinibus innituntur. 18. 6. Si enim unquam alias hoc maxime tempore. honestatis et auctoritatis salutaria vincula solvuntur. « Psalm. Vos autem nunc. progressus. I. Petr . Nos qui aeterni Pastoris Vicaria in Terris procuratione fungentes. Caeium et terra transibunt.. quibus iustitiae.. At nihil Ecclesia potentius. viamque Dei in veritate omnes maiori l homines Nobiscum doceatis. verba autem mea non transibunt. Tira. munita institutis. I. 1. Apost. et super hanc Petram aedificabo Ecclesiam meam. 15. quo vere luxit 6 divinae gloriae et defluxit terra infecta ab habitatoribus suis. ita ut certum hoc tempore Ecclesiae Dei metuendum esset exitium. luctuosa iuris cuiusque perversio. 19. Quamquam vero Civitas Domini virtutum. ante exil. Apoc .14. quae coniunctione forlis. 2. Christiana Fides ab animis funditus convellitur. quanto impetu antiquus humani generis hostis Domum Dei. quam decet sanctitudo. . si ullis hominum machinationibus et conatibus excindi posset. omni scelere imbutum urgere non desinit. scientiae. 4. opibus potens. 16. 3 et de oppositionibus falsi nominis 5 4 Nobiscum Spiritu Sancto duce iudicetis. tamen agnoscentes ac intimo corde dolentes tantam malorum congeriem animarumque ruinam. zelo domus Dei prae caeteris incendamur necesse est. Eo auctore funesta illa impiorum coniuratio late grassatur. ad quam avertendam vel vitam ponere parati essemus. Maith. 5. in hac catholicae "Religionis arce praesentes intuemur. vim. pessimae quaeque cupiditates inflammantur. Isai. inquiebat sanctus Ioannes Chrysostomus: Ecclesia est ipso caelo fortior. ut circumdemus Sion et complectamur eam. Venerabile^ Fratres. 22. aspectuque Vestro perfruimur iucundissimo. Consilia non ignoratis. Quae verba? Tu es Petrus. Huius belli genus. 1. gregis postulat. in nomine Christi congregati adestis. 2. 7 Videtis enim.

Venerabiles Fratres. nihil Ecclesiae utilius esse potest. Nostrani erga eos omnes gratissimam voluntatem. magis magisque folcire et con- firmare voluerit.460 IL CONCILIO VATICANO. Tot autem sunt. ideoque verae felicitatis decepti aberrant. sanctae Congregationis initia. post expetita etiam plurium Sacrorum Antistitum suffragia.. quod ad Vestrum munus impiendum attulistis. ut ad certam solidamque spem uberrimorum fructuum et maxime optabilium. atque ad Dei benignitatem extollendam vocamur. quae tantae rei impedimenta sustulit. apud hanc Petri Cathedram censuimus evocandos. quae Dei munere tradita non fuit in dire- ptionem gentium.Vos. in quorum sollicitudine. Ecclesiae delrimenta sarcienda utilior et opportunior videretur. quibus hoc tempore afficimur. qui divini sui praesidii spem in Nobis hoc tempore. ut semper alias in maximis Nostris acerbitatibus. illud Isaiae saepe animo revolventes: « Ini consilium. Àt praecipue Vos cogitatione complectimur. Deum enixe adprecemur. qua. solemni et publica significatione profitentes. inveniatur in laudem et 1 gloriam et honorem. in hanc almam Urbem. atque hac cogitatione Nobis temperare non possumus. ac porro probant. ut probatio eorum fidei multo pretiosior auro. ut eos in sinu continere non valeamus. ductu et exemplo suam pietatem et observantiam Nobis et huic Apostolicae Sedi mirifice probarunt. memores Di- vini Redemptoris et Magistri Nostri Iesu. Petr. Venerabiles Fratres. zelo et concordia. Intendimus praeterea oculos in hoc Principis Aposlolorum Trophaeum apud quod consistimus. magnum momentum ad Dei gloriam operandam positum nunc esse intelligimus. ex Synodali hac Vestra coitione concipiendam impella1 I. solemni maiorum ritu celebramus. Miseranti deinde eliam tot hominum conditionem cogitamus. quin in vestro amplissimo coetu. tot ferventis animi opera. qui a via veritatis et iustitiae. tamque uberes caritatis sensus. ita potissimum hoc tempore nihil Nobis iucundius. quibus Vestro impulsu. » et reputantes huiusmodi remedium in gravissimis rei christianae temporibus a Praedecessoribus Nostris salutariter esse usurpatum. obsequio circumdamur. agnoscimus flagrans studium. post diuturnas preces. ac vehementer gaudemus in Domino Vos ita esse animo comparatos. in revelatione Iesu Christi. atque hodie. post collata cum Venerabilibus Fratribus Nostris Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalibus Consilia. cuius constanti amore. qui venit quaerere et salvum facere quod perierat. . Custodes Dominici Gregis et Pastores. Venerabiles Fratres. carissimos Nobis Ac Filios praesenìes intueri: cogitamus tot amoris pignora. ac praesertim praeclaram et arctissimam illam Vestrum omnium cum Nobis. fide. qui estis sai terrae. coge concilium. in Romanum hunc Populum Nobis dileclissi- mum. divina benignitate favente. Viclemus enim in Vestro Conspectu universam Catholicae gentis familiari) . eorumqnè saluti opem afferre desiderio desideramus. L 7. et hac Apostolica Sede coniunctionem.

ut ea quae recta. quae optima sunt videamus. mur. Sancti caelites. i Sed nostrae infirmitatis conscii. 4. Tu vero Mater pulchrae dilectionis. sanctificati in veritate. confortamini in Domino: 1 ac in nomine ipsius Trinitatis Augustae. 19. labores Nostros in Tuam maternam fìdem tutelamque ricepias. Paulle. * San Bern. Vos quoque Nostris adeste votis. 47. e.) . Vosque omnes. et futuram magis confidamus in dies. dirige.. Angeli et Archangeli. atque huic ministerio ita Nos inservire oportet. divinae Tuae gratiae lumen praefer mentibus Nostris. doctor gentium. precesque convertimus. mundo et angelis et hominibus. quae quidem unio. ut in uno semper spiritu maneamus et corde. Cui honor et gloria in saecula saeculorum. lex barbaris.461 DOCUMENTI. De Con. Nostris interest consiliis et actibus. salubriter perficiantur. 1. fove. prospere promoveantur. tot agitata aerumnis gens humana iam non adspirare potest. potenti Vos deprecatione efficite. suscipiamus misericordiam Dei in medio Templi Eius. postnlaretur. ut huius Concilii actiones rite inchoentur. Ecclesiae quorum cineres hic veneramur. ministerium Nostrum fideliter implentes. Tu Nos. a qua in Ecclesiam mira vis manat. Tuque Apostolorum Princeps. Tuque Coapostole Eius. suos Ipse ministros et adiu- ad quam non tores in tam eximio misericordiae suae opere Nos adlegit. ventatem et vitam.. lus acceplabilis restitui possit.sic nullum fuit tempus in quo magis Sacerdotum Domini cum Supremo Gregis Eius Pastore unio. o Divine Spiritus. clericis disciplina. Tu fons verae lucis et sapientiae. Deo popu2 Stat Deus in loco sancto suo. corda. ut pax regnis. Beatissime Petre. consultationes. ad Te levamus cum fiducia oculos. ita iugiler reipsa constitit. Nostris diffis. induti arma lucis. Ut nullum fortasse aliud infestius et callidius belìum in Christi Regnum exarsit. agnitionis et sanctae Regina et propugnatrix. ac Tuis age apud Deum precibus. et praecipue. ut Ili unice hoc tempore mentes. date Nobiscum operam. spei. docete Nobiscum viam. (Dalla Civillà Cattolica. Venerabiles Fratres. ut omnes. Ecclesiis ordo. Agite igitur. singulari divinae providentiae munere et spedata virtute Vestra. Corda rege. ut spectaculum facta sit.i viribus.. et predicator veritatis in universo mundo. vires consecremus. decembre 4869. 4$ * Ioann. monasteriis quies. 4. quae salutaria.

SANCTISSIMI DOMINI NOSTRI PII DIVINA PROVIDENTIA PAPAE IX. de quo. Eccles. cum Oecumenicum et Generale Concilium Vaticanum per Apostolicas Litteras quae incipiunt Aeternis Patris III kal. compertum ex historia est tempore generalis Concilli Lateranensis V lethali morbo correptum Cardinales co1 a 8 Cap. Iulii II. ex hac mortali vita migrare. Decet 8 Ad 7 Romanum Romani Pontificem. quamcumque occasionem discordiarumetdissensionum circa electionem Summi Pontificis praevenire ac praecidere. eodem Concilio perdurante. Ubi de Electione in 6. pax et unitas ipsiusEcclesiae in grave discrimen facile adducerentur si. VII. Constitutiones. E. generatim et ab- ulla exceptione declaratur ac decernitur electionem Summi Pontificis ad S. quod eam incertam . Apostolatus. Decessoris 7 Nostri. in eo iam sit ut solemniter initietur. ac dnbiam reddere posset. fel>ruarii 1625. record. Apostolici Nostri muneris esse ducimus. Licet de Electione. Quapropter exemplo permoti fel. si Divinae voluntati placuerit Nos. s a gorio 4 5 XII 6 editae sunt Clemente ab Urbano Vili età Gregorio XV. R. Documento XI. . 1 a B. * Constit. CONST1TUTIO DE ELECTIONE ROMANI PONTIFICIS SI CONTINGAT SEDEM APOSTOLICA»! VACARE DORANTE CONCILIO OECUMENICO. record. Cap. quibus dum multa alia praescribuntur. Annoi. Iulias anno 1868. a Nobis indictum. ac praesertim a fel. PIUS EPISCOPUS SERVUS SERVORUM DEI Ad perpetuavi rei rnemoriam. n. Pontificis. Cum Romanis Pontificibus in B. Ad tam funestum periculum avertendum plures a Romanis Pontificibus Decessoribus Nostris.462 IL CONCILIO VATICANO. ut nego- X tium sque tanti momenti rite recteque expediatur. ad annum 1513. Constit. Petro Apostolorum Principe pascendi. V kal. in electione novi Pontificis quidquatn fieri contingeret. a Clemente V. Raynald. Clement. Cardinalium Collegium unice et exclusive spedare. 2 de Electione. Haec Nos animo recolentes. IV nonas octobris 1732. Alexandro III in generali Concilio Lateranensi III. Gre2 in generali Concilio Lugdunensi II. Apostolica Sede vacante. regendi et gubernandi universalem Ecclesiam a Domino Nostro Iesu Christo piena potestas tradita fuerit. 6 Constit.

Decembris an. quorum primus Apostolicis Litteris datis III kal. idem Concilium in quibuscumque statu et terminis existat. ram 463 se convocasse. quaemadmodum per Nostras has litteras illud nunc prò tunc suspendere atque in tempus infra notandum differre intendimus. R. illieo et immediate suspensum ac dilatum intelligatur. pari scientia et potestate decernimus atque statuimus. licitum. casum mortis suae praevidentes cum datis Tridentina Synodus celebraretur. Quin imo ut in eiusmodi electione memorati Cardinales. certam stabilemque normam in simili rerum eventu perpetuo servandam suppeditent. praedicto generali Concilio Vaticano perdurante. minime vero per ipsum Concilium. nonnisi per S. adeo ut nulla prorsus interiecta mora. R. praedicto Vaticano Concilio perdurante. finem imponere. Opportunum autem censentes.DOCUMENTI. et a quibusvis decretis seu canonibus conficiendis. decernimus atque statuimus quod. atque etiam omnino exclusis ab eadem X electione peragenda quibuscumque aliis personis cuiusvis. 1544. ree. sed ab eorum tantum Collegio esse perfiqiendam. cessare statim debeat a quibuscumque conventibus. eiusmodi casu occurrente. congregationibus et sessionibus. E. liberius et expeditius procedere queant. tum quoad eiusdem Concilii suspensionem. etiamsi gravissima et speciali mentione digna videatur. nec ob qualemcumque causam. electionem novi Pontificis nonnisi a S. quandocumque contigerit Romanum Pontificem decedere. Cardinalibus esse faciendam. prout reapse. E. ut futuris quibuscumque temporibus. si placuerit Deo mortali Nostrae peregrinationi. Motu proprio ac de Apostolicae potestatis plenitudine declaramus. praeter Cardinales praedictos. ulterius progredì. Cardinalibus matura deliberatione et diligenti examine. omni^prorsus impedimento submoto. donec novus Pontifex a Sacro Cardinalium Collegio canonice electus suprema sua auctoritate Concilii ipsius reassumptionem et prosequutionem duxerit intimandam. Nos decedere contigerit. in quibuscumque statu et terminis Concilium ipsum subsistat. decreverunt.de eadem scientia et Apostolicae potestatis plenitudine. atque exemplo insuper excitati aliorum Decessorum Nostrorum item fel. Octobris 1561 . exclusa prorsus quacumque memoratae Synodi participatione: atque insuper de his habita cum nonnullis Venerabilibus Fratribus Nostris eiusdem S. R. et quavis perturbationum et dissidiorum occasione sublata. perdurante celebratione alicuius Concilii Oecumenici sive Romae illud ha- . memorati Iulii sequuta morte. Cardinales fieri debeat. alter vero similibus Litteris kal. ac de legftima Successoria Sui electione solillis adstantibusedixisse hanc non a praedicto Concilio. E. licet ipsius Concilii auctoritate forte deputandis. illud praeterea decernimus atque statuimus ut si. ut quae occasione praedicti Concilii Vaticani hactenus ordinavimus tum quoad Summi Pontificis electionem. factum fuisse constat. ex certa scientia Nostra. electio novi Summi Pontificis. Pauli III et Pii IV.

sub quibuscumque tenoribus et formis ac quibusvis etiam derogaloriarum derogatoriis. beatur. aliisque efiìcacioribus. et tamdiu dilatum. illis alias in suo robore permansuris. E. statim ab accepto certo nunlio de mortui Pontificis suspensum ipso iure intelligatur. irritantibusque et aliis decretis in genere vel in specie. ceterisque contrariis quibuscumque. in ea tantum parte. verborum tenoribus Apostolica Sede vacante. seu prò tempore exsistentium S. quae incipit « Licet de vitanda» et quibuscumque aliis etiam in universalibus Conciliis latis specialibus vel generalibus Constitutionibus Aposlolicis. ac cum quibusvis clausulis et decretis. quae ad effectum validitalis praemissorum necessario exprimenda foret. E. redarguì. sub quibuscumque et formis. donec novus Pontifex canonico electus illud reassumi et continuar! iusserit. invalidari.ulis quatenus pariter opus sit eorumque omnium tenoribus perinde ac si praesentibus de verbo ad verbumexprimantur. aut causa quantumvis tali. electio novi Pontificis ab uno S. aut ex quocumque alio capite a iure statuto. etiamsi in eis de hisce praesentibus. limita- modificalionibus. retraclari. neque easdem praesentes sub quibusvis similium vel dissimilium dispositionum revocationibus. vel alio quopiam. et insolitis clausulis.464 IL CONCILIO VATICANO. pariter iuxta regulam superius sancitam. ratione. in ius vel controversiam revocari po«se. R. defectu. derogationibus. attentatum. felicis recordationis Alexandri Papae III Decessoris Nostri in Concilio Laleranensi edita. fìrmas et efficaces existere et fore. sed semper et omnino ab illis excipi debere atque ex nunc quidquid contra tionibus. vel obreptionis seu nullitatis vitio. vel alterius cuiuscumque futuris temporibus Concilii Oecumenici. vel intentionis Nosirae. prò tempore factis et concessis ac faciendis et concedendis comprehendi. quibus omnibus et sin°. Cardinalium praemissa. Cardinalium Collegio semper et exclusive iuxta modum superius detinitum fieri debeat. R. etiam Motu pari ac consistorialiter statutis. acnullo unquam tempore ex quocumque capite. quavis auctoritate etiam memorati Concilii Vaticani. ad praemissorum omnium et singulorum validissimum effectum hac vice dumtaxat latissime et pienissime ac sufficienter nec non specialiter et expresse harum quoque serie derogamus. licet de unanimi consensu hodiernorum. quantumvis substanliali inexcogitato et inexrogitabili ac specificane et individuam mentionem aut expressionem requirente. earumque loto tenore ac data specialis mentio fieret. Praesentesautem litteras semper validas. scienler vel ignoranter fuerit nullius roboris decernimus. suosque plenarios et integros effectus sortiri et obtinere . sive in alio quovis orbis loco. notari. impugnari. irritum et inane ac Non obstantibus quatenus opus sit. quae presentibus adversatur. quamvis in corpore iuris clausis. aut qualibet causa de subreplionis. et . vel quocumque praetextu. prò insertis et expressis habentes. atque ipsum Concilium.

Visa de Curia Domiivicus Brvti plumbi. SS. (Dalla Civiltà Cattolica. sive in ipsis fidelibus dubietates. ut diligenti adhi. magnum ad numerum sensim excrevisse. tatis infringere. vel a pristina utilitate. Nulli ergo omnino hominum 465 hanc paginam Nostrae dedecreti. Nos eiusmodi incommodisoccurrere volenles. a fine atque causis. plenam earumdem recensionem fieri Nobisque proponi iussimus. quibus animarurn cura commissa est. Si quis autem hoc attentare praesumpserit. Card. Datum Romae apud S. statuti. angoresque conscientiae. sic retinere. eadem Apostolica Sedes congruum supremae suae potestatis remedium ac providentiam impendat. Loco >$* — N. eamque ob rem non infrequentes oriri sive in iis. anxietates. Mattei Pro-Datarius. PII DIVINA PROVIDENTIA PAPAE IX covstitutio qua censurae latae sententiae limitantur. COGNOM. vel illis ausu temerario contraire. P1US EPISCOPUS SERVUS SERVORUM DEI Ad perpetuavi rei memoriam. N. Pridie Nonas Decembris. Quamobrem cum animo Nostro iampridem revolveremus.DOCUMENTI. quae salubriter veterum canonum auctontate constituta sunt.) Documento XII. ecclesiasticas censuras. quae per modum latae sententiae. temporibus moribusque mutatis. I. Pontifieatus Nostri anno vigesimoquarto. ob quas impositae fuerant. indignationem Omnipotentis Dei ac Bealorum Pelri et Pauli Apostolorum eius se noverit incursurum. 30 . ordinationis.Card. effrenemque improborum licentiam coercen- dam et emendandam sancte per singulas aetates indictae ac promulgatae sunt. D. ipsoque facto incurrendae ad incolumitatem ac disciplinam ipsius Kcclesiae tutandam. Paracciani Clarelli. 4° gennaio -1870. ut si temporum rerumque mutatio quidpiam esse tempera ndum prudenti dispensatione suadeat. atque opportunitale excidisse. derogationis et volun- liceat clarationis. Apostolicae Sedis moderationi convenit. Petrum Anno Incarnationis Dominicae millesimo octingentesimo sexages mo nono. M. quasdam etiarn.

vel rata habentes. seu Dominiis ejicientes. deque Apostolicae Nostrae potestatis plenitudine hac perpetuo valitura Constitutione decernimus. Cardinalibus in negotiis Fidei Generalibus Inquisitoribus per universamChristianam Rempublicam deputatis in consilium adscitis. Omnes interficientes. percutientes. statuéremus. % Omnes et singulos scienter legentes sine auctoritate Sedis Apostolicae libros eorumdem apostatarum et haereticorum haeresim propugnantes. non secus ac si primum editae ab ea fuerint. Ea igitur recensione peracta. Sedisque Apostolicae Legatos. Excommunicationes Romano latae sententiae speciali Pontifici reservatae. simul declarantes easdem non modo ex veterum canonum auctoritale. consilium vel favorem. Consilio vel i. aut eos a suis Dioecesibus. vel Nuncios. quocumque nomine censeantur. nec non libros cuiusvis auctoris per Apostolicas litteras nominatimi prohibitos. Terris. modo Itaqne excommunicationi latae sententiae speciali modo RoPontifici reservatae subiacere declaramus i. Schismaticos et eos qui a Romani Fontificispro tempore existentis obedientia pertinaciter se subtrahunt. ut ex quibuscumque censuris sive excommunicationis. Territoriis. nec non eos. ditionis et singulos. matura deliberatione nostra. Cardinales. certa scientia. favore appellatum fuerit. vel recedunt. et omnes ac singulos mano : haereticos. fuerint. Patriarchas. mutilantes. ac generaliter quoslibet illorum defensores. quasnam ex illis servare ac retinere oporteret. quae per modum latae sententiae. verum etiam ex hac ipsa Constitutione Nostra. Episcopos. carcerantes. R. Archiepiscopos. eoque modo. reque diu ac mature perpensa . eosdemque libros retinentes. et cuiuscumque sectae existant. quorum auxilio. 3. nonnisi illae. R. E. vel hostiliter insequentes S. 5. seu praestantes in eis auxilium. sive interdicti. detinentes. et ad hoc recurren- . Impedientes directe vel indirecte exercitium iurisdictionis ecclesiasticae sive interni sive externi fori. eisque credentes. gradus seu conab ordinationibus seu mandatis Romanorum Pontificum prò tempore existentium ad universale futurum Concilium appellantes. E. fautores. quo inserimus. nec non ea mandantes. Omnes cuiuscumque status. quatenus cum hac Nostra Constitutione conveniunt. ipsoque facto incurrendae hactenus impositae sunt. vim suam prorsus accipere debere. imprimenles et quomodolibet defendentes. quas vero moderari aut abrogare congrueret. bita consideratone. robur exinde habeant. motu proprio. eorumque receptores. Omnes a Christiana fide apostatas. quas in hacipsa Constitutione inserimus. 6.466 IL CONCILIO VATICANO. capientes. ac Venerar/i libus Fratibus Nostris S. sive suspensionis.

aut eorum causa sive ipsas partes. exeommunicationis vinculo Romano Pontifici reservatae innodatos se sciant. Societatis et Insti tu ti. aut auxilium. vel ab eiusdem Legatis aut Delegatis quibuscumque profecta. revocatis insuper earumdem respectu quibuscumque indultis concessis sub quavis forma et quibusvis personis etiam Regularibus sitis cuiuscumque Ordinis. etiam speciali mentione dignis et in quavis dignitate constitutis. in . destruentes. 40. Congregationis. Absolvere autem praesumentes sine debita facultate. sive indirecte iudices laicos ad trahendum ad suum tribunal personas ecclesiasticas prp^ter canonicas dispositiones: item edentes leges vel decreta contra libertatem aut iura Ecclesiae. favorem praebentes. articulo. consilium vel favorem praestantes. et prò ea generalem concessionem absolvendi a casibus et censuris. edentes. Terras. 4 1.DOCUMENTI. 4 2. 467 tes ad forum saeculare eiusque mandata procurantes. consilium. etiam in forma Brevis. vel perterrefa- cientes. 9. dummodo non agatur de mortis quo tamen firma sitquoad absolutos obligatio standi mandatis Ecclesiae. sive excommunicationibus Romano Pontifici reservatis nullo pacto sufficere declaramus. Usurpantes aut sequestrantes iurisdictionem. E. bona. etiam quovis praetextu. Absolventes complicem in peccato turpi etiam in mortis articulo. 7.eorumque promulgationem vel executionem directe vel indirecte prohibentes. loca aut iura ad Ecclesiam Romanam pertinentia. seu Vice-Cancellarii aut Gerentis vices praedictorum. Vice-Cancellarios seu Gerentes vices eorum aut de mandato eiusdem Romani Pontificis signatarum: nec non falso publicantes Litleras Apostolicas. sine gravi aliqua exoritura infamia et scandalo. Invadentes. 8. Cogentes sive directe. sive alios laedentes. si convaluerint. perturbantes. Recurrentes ad laicam potestatem ad impediendas litteras vel acta quaelibet a Sede Apostolica. si alius Sacerdos licet non adprobatus ad confessiones. vel S. A quibus omnibus excommunicationibus bue usque recen- absolutionem Romano Pontifici prò tempore speciali modo reservatam esse et reservari. per Romanum Pontificem. vel usurpantes. Omnes falsarios litterarum Apostolicarum. reditus ad personas ecclesiasticas ratione suarum Ecclesiarum aut beneficiorum pertinentes. retinentes supremam iurisdictionem in eis. et etiam falso signantes supplicationes huiusmodi sub nomine Romani Pontificis. detinentes per se vel per alios Civitates. nec non ad singula praedicta auxilium. etiam in forma Brevis ac supplicationum gratiam vel iustitiam concernentium. possit excipere morientis confessionem. R.

Immunitatemasyli ecclesiastici violare iubentes. donec non denun4. autausu temerario violantes. aliis ciaverint. injicientes in Cle1 ricos. cuiuscumque dignitatis sint. cuiuscumque generis aut conditionis. 7. nec non iisdem sectis favorem qualemcumque praestantes.sive privatim proposiliones ab Apostolica Sede damnatas sub excommunicationis poena latae sententiae: item docentes vel defendentes tamquam licitam praxim inquirendi a poenitente nomen complicis . aut eiusdem generis sectis quae contra Écclesiam vel legitimas polestates seu palam. nec non de industria spectantes. vel qualemcumque operam aut favorem praebentes. vel quantum in illis est. tionem casibus 3. de quibus iure vel privilegio permittitur. pronti damnata est a Benedico XIV in Const. 8. 11. faciendo eas celebrari rum prò missis. 12. Ubi prirnum 2 lunii 1746. Suprema 7 Iulii 7 45 . . Excommunicationi latae sententiae Romano Pontifici reser- vatae subiacere declaramus: 1. Reos simoniae realis ob ingressum in Religionem. 10. Violantes clausuram Monialum. Omnes qui quaestum facientes ex indulgentis aliisque gratiis spirilualibus excommunicationis censura plectuntur Con- stitutione S. autsimpliciter ad illud provocantes. suadente diabolo. ut Episcopus aut alius absolvat. pariterque eos introducentes vel admittentes.468 IL CONCILIO -VATICANO. vel ulriusque sexus Monachos. itemque Rloniales ab illa exeuntes extra casus ac formam a S. et Superiores aliosve eas admittentes. Duellum perpetrantes. Ad eradirandum 28 Septembris 1746. Omnes qui excommunicatione mulctantur in Constitu- 13. Nomen dantes sectae Massonicae. Decori praeseriptam. 5. aut Carbonariae. eleemosynas maioris pretii lucrum captantes. in earum monasteria absque legitima licentia ingrediendo. earumve occullos coriphaeos ac duces non denunciantes. 6. vel ipsum acceptantes. 9. Docentes vel defendentes sive publice. 2. Pii V. exceptis quoad reservaet personis. etiam regalis vel imperialis. Reos simoniae confidentialis in beneficiis quibuslibet. Excommunicationes latae sententiae Romano Pontifici reservatae. Violentas manus. et quoslibet complices. Mulieres violantes Regularium virorum clausuram. sexus vel aetatis fuerint. Colligentes iis Quam plenum 1 Ianuarii 1569. eorumque complices. seu clandestine machinantur. non prohibentes. Reossimoniae realis in beneficiis quibuscumque. et ex in locis ubi missa- stipendia rninoris pretii esse solent. iliudque permittentes. Pio V in Constit. cuiuscumque sint dignitatis.

effeotu sequuto. Clementis Vili Ad Romani Pontificii curam 26 Iunii 4592. Ciericos in Sacris constitutos vel Regulares aut Moniales post votum solenne castitatis matrimoniunj contrahere praesumentes. Utwe>s> 2u Augusti 1622. 47. Admonet nos quarto Kalendas Aprilis 1567. 2. Religiosos praesumentes clericis aut laicis extra casum necessitalis Sacramentum extremae unctionis aut Eucharistiae per vialicum ministrare absque Parochi licentia. vel crimini ea in re cooperantes. 45. tes. nec non omnes cum aliqua ex praedictis personis raatrimonium contrahere praesumentes. nemini reservatae subia- cere declaramus: 1. respicientibus. Mandantes seu cogentes tradì Ecclesiasticae Sepulturae haereticos notorios aut nominatim excommunicatos vel inter- dictos. Alienanles et recipere praesumentes bona ecclesiastica absque Beneplacito Apostolico. testes. 469 tionibus S. Laedentes aut perterrefacientes Tnquisitores. consilium. Extrahentes absque legitima venia reliquias ex Sacris Coemeteriis sive Catacumbis Urbis Romae eiusque terrilorii. alienationem et infeudalionem Civitatum et locorum S. Nostris Gregorio XV Constit.DOCUMENTI. eisque auxilium vel favorem praebentes. Negligentes sive culpabililer omittentes denunciare infra mensem Confessarios sive Sacerdotes a quibus sollicitati fuerint ad turpia in quibuslibet casibus expressis a Praedecess. ad formam Extravagantis Ambitiosae De Reb. Innocentii IX Quae ab hnc Sede pridie nonas Novembris 4591. Procurantes abortum. et Alexandre VII Inter ceteras nono Kalendas Novembris 4660. Ecc. aut comburentes. crimine criminoso. R. Litleris Excommunicationes Excommunicationi latae sententiae latae sententiae nemini reservatae. eiusve Sacri 3. Olficii. aliosve ministros S. E. Excommunicationi latae sententiae Episcopis sive Ordinariis reservalae subiacere declaramus: 4. vel praedictis quibuslibet auxilium. denuntianTribunalis scripturas diripientes. Sacramentum pomitentiae 1 Iunii 1741. 2. etBenedicto XIV Constit. Communicantes cum excommunicato nominatim a Papa in ei scilicet impendendo auxilium vel favorem. 4 4. favorem praestantes. et ipsos in officiis recipientes. Pii V. . 3. apostolicis falsis scienter utentes. non alienandosi 4. Ciericos scienter et sponte communicantes in divinis cum personis a Romano Pontifice nominatim excommunicatis ì 6. Excommunicationes latae sententiae Episcopis sive Ordinariis reservalae.

vel etiam quam in praedicto examine reiecti a proprio Ordinario posteafuerint. sed miipso facto incurrunt a 1. aut ab haeretico vel schismatico notorio: eum vero qui bona fide a quopiam eorum est ordinatus. vel absque praevio examine 5. Suspensionem per annum a collatione Ordinum ipso iure incurrit. Urbis Vicarium. si ordinentur extra suam dioecesim. 2. vel patrimonii cum pactó ut ordinatus non petat ab ipsis alimenta. titur. sive reservata Summo Pontifici aut Ordinariis absolutione. Clerici saeculares exteri ultra quatuor menses in Urbe commorantes ordinati ab alio quam ab ipso suo Ordinario absque licentia Card. aut iam collati. Stispensiones latae sententiae Summo Pontifici reservatae* suorum BeneficioSuspensionem perceptione ad beneplacitum S. in qua solemnis professio non emitA. Sedis Capitula et Conventus Ecclesiarum et Monasteriorum aliique omnes. Urbis Vicarii. vel etiam religioso nondum professo. donec dispenselur. absque sufficientis. Suspensionem ab Ordine suscepto ipso iure incurrunt. qui alibi tanto tempore moratus ut canonicum impedimentumconlrahere ibi potuerit. qui excepto casu legitimi privilegii. vel non praemissis . IV De editione et usu Sacrorum Librorum constituta. rum nime absque eius Episcopi litteris dimissorialibus. qui eumdem ordinem recipere praesumpserunt ab excommunicato vel suspenso. qui ad illarum seu illorum regimen et administrationem recipiunt Episcopos aliosve Praelatos de praedictis Ecclesiis seu Monasteriis apud eamdem S.sive absque ullareservatione excommunicavit. subditum proprium. 6. excepta anathematis poena in Decreto Sess. eos quoque quos Sacrosanctum Concilium Tridentinum. vel etiam sit. vel interdicto nominatim denunciatis. coram eodem peracto. Praeter hoshactenus recensitos. antequam ipsi exhibuerint Litteras Apostolicas de sua promotione. Ordinarli eius loci litteris testimonialibus. dimissorialibus sui Ordinarli ad alium directis quam ad Card. aut imprimi faciunt. Suspensionem per annum ab Ordinum administratione ipso iure incurrunt Ordinantes alienum subditum eliam sub praetextu beneficii statim conferendi. declaramus. cui illos tantum subiacere volumus: qui libros de rebus sacris tractantes sine Ordinarli approbatione iraprimunt.470 IL CONCILIO VATICANO. 3. ordinem sacrum contulerit absque titulo beneficii vel patrimonii clerico in aliqua Congregatane viventi. 7. Suspensionem per triennium a collatione Ordinum ipso iure incurrunt aliquem Ordinantes absque titulo beneficii. exercitium non habere ordinis sic suscepti. Sedem quovis modo provisos. Nos pariter ita excommunicatos esse declaramus. extra Religionem degentes. nec non clerici per- tinentes ad aliquem e sex Episcopatibus suburbicariis. Suspensionem perpetuam ab exercitio ordinum ipso iure incurrunt Religiosi eiecti.

Interdicta latae sententiae reserrata.471 DOCUMENTI. easque omnes Nostra hac Constitutione revocatas. etiam specialibus comprehensis. competenter 2. . supprimimus. ea omnia. cuius sententiam contempserunt. S. prout reapse revocamus. suppressas et abolitasesse volumus. vel . nullo modo ac ratione intelligi unquam debere. Ceterum decernimus. sive interdicti rumcumque Collegiorum Congregationum coetuum locorumque piorum cuiuscumque nominis aut generis sint. Ordini. et censuris quibuslibet Romano Pontifici reservatis. et in suo robore tigerit. vel ecclesiasticam sepulturam admittentes. aut nominatim excommunicatos ad divina officia. aut posse comprehendi facultatem absolvendi a casibus. in novis quibuscumque concessionibus ac privilegiis. turum Concilium appellantia. sive etiam a Nobiscuilibet Goetui. vel a iure interdictis. quas recensuimus. atque etiam speciali mentione digno a quovis unquam tempore huc usque concessae fuerint. rurn. minime refragantibus aut obstanlibus privilegiis quibuscumque. vel non in corpore iuris. interdictum ab ingressi! Ecclesiae ipso iure incurrunt. ac individua mentio facta fuerit: quae vero privilegia aut facultates sive a Praedecessoribus Nostris. vel delegato Iudice. aut Predecessorum Nostrorum Constitutionibus aut sacris canonibus praeter eas. explicita. Denique quoscumque aìios Sacrosanctum Concilium Tridentinum suspensos aut interdictos ipso iure esse decrevit. sive prò interno regimine quorumcumque Ordinimi et Institutorum Regularium. satisfecerint. aut Apostolicis Constitutionibus. necnon quo- sionis. sive suspen- Nostris. etiam regulari cuiusvis speciei. etsi titulo peculiari praedito. Scientercelebrantes vel celebrari facientes divina in locis ab Ordinario. latae sunt. Ordinem Sacrum suscipiendum exerciliis spiritualibus per decem dies in domo urbana Sacerdotum a Missione nuncupatoante suspensionem ab ordinibus sic susceptis ad beneplacitum Sedis ipso iure incurrunt: Episcopi vero ordinantes ab usu Pontiiìcalium per annum. Interdictum Romano Pontifici speciali modo reservatum ipso iure incurrunt Universitates Collegia et Capitula quocumque nomine nuncupentur. ab ordinationibus seu mandatis eiusdem Romani Pontificis prò tempore existentis ad universale fu. et abolemus. Pontificis electione. 1. donec ad arbitrium eius. eas omnes firmas . atque hactenus in suo vigore perstiterunt sive prò R. nisi de iis formalis. Societati et Instituto. permanere volumus et declaramus. Nos pari modo suspensioni vel interdicto eosdem obnoxios esse volumus et declaramus. seu ecclesiastica Sacramenta. Congregalioni. Quae vero censurae sive excommunicationis. quae ab Apostolica Sede concedi cuivis conesse. et quavis confirmatione Apostolica.

iis tantum exreptis. sublata eis. derogationes. et auctoritale. voluntat. ceterisque contrariis quibuseumque. suosque plenarios et integros effectus obtinere debere. etiam praetextu cuiuslibet privilegi! . vel ei ausu temerario contraire. Non obstantibus praemissis. memorabilibus. iudicari. VI de Reform. Petrum. sicque et non aliter in praemissis per quoscumet Delegatos. et irritum atque inane esse ac fore quidquid super his a quoquam quavis auctoritate. limitalionis. Decernentes has Litteras atque omnia et singula. et eorum cuilibet quavis aliter iudicandi et interpretandi facultate. quam abusum esse declaramus. ac definiri debere. et derogamus. Firmam tamen esse volumus absolvendi farultatem a Tridentina Synodo Episcopis concessam $**«. Ordinationis. scienter vel ignoranter contigerit attentari. ac potestate lungentes. nec non consuetudinibus quibusvis etiam im- que Iudices Ordinarios. aliisque quibuslibet ordinationibus. aut ex aliis sacris Canonibus quibuseumque.is infringere. in quibuseumque censuris Apostolicae Sedi hac Nostra Constitutione reservalis. cap. Card. indignationem Omnipotentis Dei et Beatorum Petri et Pauli Apostolorum eius. quae in eis constitula ac decreta sunt. N. R. quae in eisdem factae sunt ex anterioribus Gonstitutionibus Praedecessorum Nostrorum atque etiam Nostris. etiam Conciliorum Generalium. Quarto Idus octobris. XXIV. Pontificatus Nostri anno vigesimo quarto. quibus omnibus. Si quis autem hoc attentare praesumpserit. ac reapse obtinere. anno Incarnationis Dominicae Millesimo Octingentesimo Sexagesimo Nono. aut alia quacumque firmitate roboratis. et functuros. et cum quibusvis derogatoriarum derogatoriis. etiam de Latere Legatos. etiam Causarum Palatii Apostolici Auditores. omnesque et singulas. constitutionibus. Pakacciani Clarelli. Nulli ergo omnino hominum liceat hanc paginam Nostrae Constitutionis. derogationis. etiam speciali et individua mentione dignis. privilegiis.472 IL CONCILIO VATICANO. ac quosvis alios quacumque praeminentia. Mattei Pro-Datarius. — Loco Jj< plumbi. suppressiones atque abrogationes ratas et firmas ac respeetive rata atque firma esse et fore. et ipsius Tridentini. aut consuetudinis inductae vel inducendae. ac S. suppressionis. Visa de Curia Domimcus Bkoti I. GUGNONI. 45 gennaio 4870. Cardinales. se noverit incursurum. (Dalla Civiltà Cattolica. derogare intendimus. Datum Romae apud S. quatenus opus sit. M. ac Apostolicae Sedis Nuntios. immemorabili etiam consuetudine. E. Card. aliisque efficacioribus et insolitis clausulis.) . quas eidem Apostolicae Sedi speciali modo reservatas declaravimus. quibuslibet etiam formis ac tenonbus. mutationes.

Si quis dixerit. Si quis dixerit. anathema sit. aut infici malis. quae necessario requiruntur. catholica anathema sit. anathema lemporum diver- subiectam fuisse. Can. Ecclesiam a Christo Domino nullara certam ac immutabilem constitutionis formanti accepisse. sed a singulis seorsum. anathema sit. X. ideoque omnes sectas religiosas ab Ecclesia tolerandas esse. per easque diffusam esse. prò sitate vicissitudinibuset transformationibus subjici posse. IH. qua Ecclesia Can. Can.' Can. aut depravata et corrupta tandem desinat esse. Si quis dixerit. V. esse societatem externam ac omnes religiosas sectas a sua communione separatas proscribit et damnat. non autem certitudinem haberi posse. Si quis dixerit. anathema sit. Ecclesiam Christi non esse societatem ad aeternam salutem consequendam omnino necessariam. anathema sit. anathema sit. Can. Documento XIII. Si quis dixerit. Si quis dixerit. VII. Si quis dixerit. quae divina revelatione continentur. aut varias societates ab invicern fidei professione dissidentes atqne communione seiunctas tanquam membra vel partes unam et universalem constituere Christi Ecclesiam. ab originali sua institutione deviet. IX. sed exspectandam esse aliam. sed ex vanis dissitisque Christiani nominis societatibus constare. anathema sit. VI. rite observari et excoli posse. quibusa salutari (idei morumque veritate aberret. per novam vel pleniorem divini Spiritus effusionem. religionem in nulla pecuab ipso Chrislo fundata extantem et expressam esse. Si quis dixerit. aut homines per cuiusvis religione cullum salvari posse. eandem Christi Ecclesiam posse offundi tenebris. Si quis dixerit. Christi societate sed aeque acreliquas hominum societates. Can. Can. aut sit. De Ecclesia Christi. anathema sit. aut de veritate religionis opiniones tantum. sed totam ac invisibilem. divino iure non praecipi. IV. praesentem Christi Ecclesiam non esse ultimami ac supremam consequendae salutis oecono- miam.473 DOCUMENTI. I. qnae vera ipsius Ecclesia sit. intolerantiam illam. Ecclesiam non esse societatem . non habita ratione ad ullam societatem. Vili. divinarum promissionum Eccleconspicuam. II. Ecclesiae infallibilitatem ad ea tantum restringi. Can. veram Ecclesiam non esse unum in se corpus. ut revelationis depositum integrum custodiatur. Canon liari I. siam non internam Can. nec ad alias etiam veritates exlendi. Si quis dixerit.

Can. vel eum tantum honoris. potestatem. nisi quatenus civilis potestatis sanctione firmentur: . potestatem ecclesiasticam independentem . non autem plenam et supremam potestatem iurisdictionis in universam Ecclesiam. quae ipsis divina ordinatione competat. anathema sit. aut vi iuris civilis fieri licitum. aliam esse praeterunam. in lege status politici. quaeque ab iisdem sit libere exercenda. Si quis dixerit. potestatem. non autem verae propriaeque iurisdictionis . XVIII. veram Christi Ecclesiam. Can. Beatum Petrum Apostolum a Christo Domino constitutum non esse Apostolorum omnium principem et totius Ecclesiae militantis visibile caput. extra quam nemosalvusesse potest. Can. minis libertati repugnare. Can. XX. Romanum Pontificem habere tantummodo officium inspectionis vel directionis. sit. vel in publica hominum opinione constitutam esse prò publicis ac socialibus actionibus supremam conscientiae normam. ab episcopis vero haberi quidem olficium et ministerium. XIII. quod iure divino . Can. vel ecclesiastico est illicitum. aut eidem ex ipsa Dei lege subieclionem non deberi. quae ad regendam civilem societatem necessaria est. anathema sit. aut hanc eius potestatem non esse ordinariam et immediatam in omnes ac singulas Ecclesias. a Christo Domino et Salvatore nostro Ecclesiae suae collatam tantum fuisse potestatem dirigendi per Consilia et suasiones. XIV. XVII. anathema sit. catholicam et apostolicam Romanam anathema sit. aut eam naturali ho- consistere. Romanum cem non anathema esse iure divino Petri in eodem primato successorem. anathema sit. ut saeculari dominationi subjiciatur. non vero etiam iubendi per leges. Si quis dixerit. non esse ex ipsius Christi Domini institutione. Can. anathema sit. anathema sit. aut ad easdem non extendi Ecclesiae iudicia quibus ea de licito et illicito pronuntiat. XII. anathema sit. anathema sit. supremamque potestatem civilem non posse simul ut iura utriusque salva sint. primatum accepisse.474 IL CONCILIO VATICANO. Can. omnia inter homines iura derivari a statu politico. serì collegium. XI. quam Ecclesia Catholica sibi a Christo tributam esse docet. ac devios contumacesque exteriori iudicio ac salubribus poenis coèrcendi atque cogendi. Si quis dixerit. Si quis dixerit. Can. Si quis dixerit. ita Can. XIX. XV. ut Beatus Petrus in primatu super universam Ecclesiam habeat perpetuos successores. non autem propriam regiminis perfectam. XVI. aut nullam nisi ab ipso communicalam dari auctoritatem anathema sit. aut Pontifi- Can. Ecclesiam institutam divinitus esse tanquam societatem aequalium. Si quis dixerit. XXI. Si quis dixerit. non esse a Deo. Si quis dixerit. Si quis dixerit. Si quis dixerit. aut ita in civili societate seu in statu esse. sanctam. leges Ecclesiae vim obligandi non habere. Can. Si quis dixerit.

85. in causis religionis iudicare et decernere. Schema della costituzione dogmatica della Chiesa di Cristo. etc. perfetta. pag. che. 3. L' apostolico ministero di Sommo Pastore . La Chiesa è il Corpo misterioso di Cristo. parte li.) Cap.. mentre differisce da tutte le altre società umane. 1 Noi puLLlichiamo articolo quale esso apparve nel giornale citato più Questo documento è stato poscia pubblicato per esteso in originale latino nel Friedrich.. al quale Dio per sua ineffabile provvidenza e misericordia ci ha chiamati. sotto. ci impone urgentemente e continuamente l'obbligo di nulla trascurare onde a tutti gli uomini chiaramente sia palese la via che conduce alla vita eterna ed alla salvezza. gli errori esistenti e sparsi contro la medesima. 2. Cap. La religione Cristiana può essere insegnata unicamente nella Chiesa fondata da Cristo. Cap. Fuori della Chiesa. Noi insegniamo pertanto. La medesima invece è in se stessa tanto perfetta. agli attributi e alla potestà della Chiesa. l' . CON l'approvazione del sacro concilio AD ETERNA MEMORIA. 4 febbraio 4870. e di condannare.. 5. nessuno può essere salvo. La Chiesa è una società visibile.) II. (Allgemeine Zeitung. pag. si esclude che la Chiesa sia come una parie o un membro subordinato alla società civile. 6. Sulla unità visibile della Chiesa. tradotto dal tedesco. 4. essa sommamente si vi — eleva al di sopra di tutte. La Chiesa è la vera. 55. anathema sit. Cap. PIO VESCOVO. e che questa società non è stata lasciata da Cristo né indeterminata né informe. * ec. 1. e dichiariamo che nella Chiesa sono tutte le proprietà di una vera società. nei seguenti articoli canonici. 475 aut eidem civili potestati' vi suae supremae auctoritatis competere. e da essa soltanto. spirituale e sopranla naturale società. Perciò noi crediamo nostro dovere di esporre gli articoli più importanti della vera e cattolica dottrina che si riferiscono alla natura. Documenta . 7. La Chiesa è una società assolutamente necessaria per conseguire la salvezza. (Con V annotazione 5. Cap. Cap.DOCUMENTI. Cap.

di abbandonare. Di questa altra potestà giurisdizionale insegniamo che essa non è soltanto del fòro interno e sacramentale. e proposta e spiegata in modo certo e definitivo per esser creduta... Dell'immutabilità della Chiesa.. a cui Cristo promise lo spinto della sua verità Cap. imperciocché costoro vituperano la Chiesa stessa. ma ben anche del fòro esterno e pubblico. giudiziaria e penale. quella religione. quanto tutto ciò che di sua natura non può essere oggetto di rivelazione. » 9. Della potesià della Chiesa. . illimitata e in tulio completa. » Cap. e particolarmente legislativa. allorquando disse agli Apostoli: « Andate dunque ed insegnate ec. A questa però nessuno perverrà che lasci questa vita colpevolmente disgiunto dall'unità della fede o dalla comunione colla Chiesa. La infallibilità però. che sostiene di essere essa la sola vera religione e che condanna e maledice tutte le altre religioni e sètte staccatesi dalla di lei comunità. io sono con voi ec.. — Inoltre è dogma di fede che fuori della Chiesa nessuno può esser salvo. posseduta dalla Chiesa di Criso. 10. senza di che essa non può essere serbala inviolata. il quale vuole che tutti gli uomini si salvino e pervengano alla cognizione della verità. Di questa potestà sono però investiti i pastori e maestri dati da Cristo. Dell'infallibilità della che resta presso di loro ec. e non sua grazia a colui il quale fa quanto da lui dipende per poter conseguire la giustificazione e la vita eterna. Chi non si troverà in quest' arca. mano non esser decoroso ed in modo alcuno necessario alla rifiuta la . e che perciò la prerogativa dell'infallibilità. ancorché falsa. nella quale uno è nato od è stato educato ed ammaestralo. i quali la esercitano liberamente ed indipendentemente da qualunque dominazione secolare: ed è cosi . Vedete. Perciò riproviamo e malediciamo la tanto empia quanto irragionevole dottrina della nessuna differenza tra le religioni sostenuta dai figli di questo secolo col togliere ogni distinzione tra verità ed affererrore. e. Perciò insegniamo che l'infallibilità si rende per se stessa intelligibile.47G IL CONCILIO VATICANO. come se potesse mai esservi alcun che di comune fra la giustizia e V ingiustizia. società alcuna fra la luce e le tenebre o qualsivoglia attenenza tra Cristo e Belial. Chiesa. perirà nel diluvio. Parimente riproviamo l'empietà di coloro che. quando si consideri come il deposito della fede e come l'uffizio di conservazione che la stessa richiede.. né validamente protetta e difesa contro gli errori degli uomini e le obbiezioni della falsa scienza. non sono per questa ignoranza da condannarsi alle pene eterne. » e con coloro.. Cap.. Coloro però che intorno a Cristo e alla sua Chiesa sono ravvolti in una ignoranza invincibile.. è propria alla cattedra che Cristo ha instituita nella sua Chiesa per tutti i tempi.. abbraccia tanto l' intiera parola rivelata di Dio. salvezza. perchè di ciò non hanno colpa innanzi agli occhi di Dio. 8..

ma alla Chiesa. » Ed al solo Simon Pietro affidò Gesù dopo la sua risurrezione il supremo ufficio di Pastore e di Giudice. sia mediante editti giudiziarii e pene salutari. vale a dire l'intiero suo gregge. stabilì nell'apostolo San Pietro il continuo reggimento ed il fondamento visibile della unità di entrambe col promettere e conferire. L'Eterno Pastore e Vescovo dell'anime nostre. non solo le cose che riguardano la fede ed costumi. respingendo la forma del regime istituito da Cristo nella sua Chiesa. 11. o di coloro che sostengono che il detto Primato non sia stato immediatamente e direttamente conferito a San Pietro. Questa vera Chiesa di Cristo è beatificante.DOCUMENTI. Ma ciò che il primo dei Pastori ed il sommo Pastore delle pecorelle Gesù Cristo stabilì in San Pietro per l'eterna salute ed loro. non ve n' è altra all' infuori dell'Unica Santa Cattolica i Apostolica Romana. » Perciò noi condanniamo e rigettiamo le opinioni di coquali contrariamente a questa manifesta dottrina delle Sacre Scritture. e a te ec. che dalla Chiesa Cattolica venne costantemente cosi interpretata. quantunque non volontariamente accettate. deve per virtù dello stesso Autore continuamente durare nella Chiesa che edificata sulla pietra durerà sino alla consumazione dei secoli. i il bene perenne della Chiesa. quando gli disse: « Palica. per la perpetua conservazione dell'unità tanto della fede catto- quanto della cattolica comunione. sia mediante leggi necessarie che obbligano anche la coscienza. Cap. Imperocché al solo Pietro disse Cristo figlio di Dio vivente: « Tu » sei Pietro ec. e da questa trasferito a lui come a suo Ministro. ma benanche quelle che si riferiscono alla esterna disciplina e alla amministrazione ecclesiastica. E perciò la Chiesa di Cristo deve essere considerata come una società perfetta. cosicché colui che in quella cattedra succede a Pietro. il quale presiede ed esercita V ufficio di giudice. Spetta . negano che il solo Pietro sia stato rivestito del vero e proprio primato di giurisdizione a preferenza degli altri Apostoli. sia di alcuni di essi come di tutti insieme. e San Pietro non abbandonò l'assunta direzione della Chiesa. secondo la testimonianza del Vangelo. » sci ec. il culto e la santificazione. Ciò resta dunque stabilito come verità inconcussa (ovvero: dunque (sottinteso alla Chiesa) il diritto di disporre sulla verità) (Manet ergo dispositio vcritutis). che egli stesso da prima avea fondata e consacrata col suo sangue. Imperocché nei noi successori vive il Vescovo della Santa Sede Romana. Del Primato del Vescovo di Roma. 477 che essi governano con pienezza di poteri la Chiesa di Dio. il quale prima d'essere glorificato pregò il Padre che tutti coloro che credessero in lui fossero tutti come il Padre ed il Figliuolo sono. immediatamente e direttamente all'apostolo Pietro il primato della giurisdizione su tutta la Chiesa. per instituzione di Cristo ottiene il primato di Pietro sull'intera Chiesa.

Ma da questo supremo potere giurisdizionale. che questo primato della potestà debba senza interruzione durare nei suoi successori. Cap. Questa è la dottrina della verità cattolica. che lo slesso Romano Pontefice è il successore di San Pietro principe degli Apostoli. e che questa sua potestà giurisdizionale è regolare ed immediata. Perciò condanniamo e riproviamo gli insegnamenti di coloro. aveva bisogno .. ne segue che il Romano Pontefice ha nell'esercizio di questo ministero il necessario diritto di comunicare liberamente coi pastori e greggi dell'intiera Chiesa. Perciò Noi condanniamo e riproviamo i perniciosi insegnamenti di coloro. i quali affermano che questa comunione del supremo Capo coi pastori ed i greggi debba essere impedita.. professione di fede. Del temporale dominio dell'attuale Papato (Sancfae Sedi*). con la subordinazione gerarchica e con la vera ubbidienza. o dichiarata nociva al potere secolare.. che inoltre nella persona di San Pietro è stata da Nostro Signore Gesù Cristo trasmessa la potestà di pascere. il Maestro e a lui il Giudice supremo di tutti i Cristiani. Rinnovando dunque ed osservando in tutto tanto i decreti dei Nostri predecessori. dalla quale nessuno può scostarsi senza porre in pericolo la sua fede e la sua salvezza. il Capo dell'intera Chiesa. come ad una autorità superiore ai Romani Pontefici. e il vero Vicario di Cristo. insegniamo e dichiariamo che tutti i fedeli Cristiani sono obbligati a credere che questa Santa Sede Apostolica e il Romano Pontefice hanno il primato su tutto l'orbe terrestre. prese nel loro o prese separatamente. affinchè la Chiesa di Cristo custodita dal Romano Pontefice nella sua unità tanto di comunità. 12.478 IL CONCILIO VATICANO. cosicché essi sostengono che ciò che viene ordinato dalla Sede Apostolica o in norne suo pel governo della Chiesa. sotto di un solo pastore. quanto su tutti e su ciascun pastore e credente della Chiesa. Vescovi Romani. il Padre. o di coloro che affermano quanto che la di Romani Pontefici non sia regolare ed sulle Chiese affidate a speciali pastori. alla quale i pastori ed i fedeli delle singole Chiese devono assoggettarsi tanto indivi- dualmente quanto insieme. distaccandosi dalla fede e dando ascolto agli spiriti dell'errore. Ma affinchè niente esercitare il il Romano Pontefice potesse in modo convePrimato trasmessogli da Dio. sia un gregge solo. i quali. di guidare e di governare l'intera Chiesa. o anche di coloro che sostengono giurisdizione dei immediata insieme che sia lecito di appellarsi contro le decisioni dei Romani Pontefici ad un prossimo Concilio. non abbia forza né validità se non vien confermato dal beneplacito del potere secolare. negano che il primato della potestà sia siato da Cristo istituito nella persona di San Pietro in modo tale. quanto le dotte e non ambigue definizioni dei precedenti Concilii. affinchè questi possano essere da lui istruiti e guidati sulla via della salute. tanto sulla Chiesa unita.

da' quali ambedue sono governate. alle legittime benanche per . non v'ha dubbio che il benessere dello Stato è pienamente assicurato. e così di giorno in giorno maggiormente accrescere la divina religione e con più efficacia eseguire quello che. non unicamente spinti dal timore. coll'approvazione del Sacro Concilio e rinnovando le condanne e decreti di questa Sede Apostolica e dei precedenti Concilii. il il possedesse un temporale dominio. La Chiesa anzi conferisce allo Stato la maggiore solidità. secondo il modo diverso che il loro diverso ordinamento e fine richiede. ed esercitare più facilmente il supremo potere e l'autorità ricevuta dallo stesso Nostro Signore Gesù Cristo. tempo. forma ancora. di quelle guarentigie che corrispondessero alle condizioni e alle esigenze dei tempi. fondandosi sull'autoglielo che gli uomini devono assoggettarsi autorità. Imperocché quella giustizia che santifica gli uomini. istituito pel e l'utilità del Cristianesimo. Sulla concordia tra la Chiesa e lo Slato civile. rafforza 1* autorità dei Regnanti con una dottrina efficace e con le leggi divine. tentano di abbattere questo porale dominio della Santa Romana Chiesa. e se i medesimi sono tali prescrive la Dottrina Cristiana. non sottoposto a Principe alcuno. Poiché la Chiesa Cattolica insegna. Dovendosi dunque ammettere che delle due società Iddio sia l'Autore. non può veramente esservi lotta alcuna o ostilità. le quali mirano a rove- tembene diritto sulla terra. supremo Pastore dell'intera Chiesa. ma dovere di coscienza. come i buoni cittadini. mentre il potere terrestre per fare osservare le sue leggi si fonda siili' interesse mondano e sul timore delle pene. rità divina. quali pretendono che non spetti alla Chiesa di stabilire pel bene dell'intiera Cristianità alcunché di obbligatorio in ordine al detto poter temporale. la vera religione. ovvero poteri. e che perciò sia in facoltà dei Cattolici di dissentire dalle decisioni da lei prese in proposito e di avere intorno ad esse differente opinione. tanto l'eretica dottrina di coloro che affermano repugnare al diritto divino l'unione del potere spirituale col temseduto con porale nei tutti i Romani titoli di Pontefici. mediante la virtù tra i cristiana e la pietà. secondo le circostanze ed tutto il 1' egli giudicasse di maggiore Siccome però persone empie. e dalla Chiesa legittimamente sciare ogni posdurante tanti secoli. Accadde perciò che per speciale consiglio della divina Provvidenza fra la grande moltitudine e diversità di Principi secolari anche affinchè la Chiesa Romana Papa Romano. 13. Inoltre. diritto quanto la perversa dottrina di coloro. così noi rigettiamo e condanniamo. così ne viene per naturai consei — guenza che tra la Chiesa e la società civile (lo Stato). e lo difende e veglia alla sua sicurezza. potesse con piena libertà per orbe terrestre pascere e governare l' intero gregge del Signore. di cui è maestra e custode la Chiesa Cattolica. Cap. utilità allo Stato cristiano.479 DOCUMENTI.

come ministri del suo Regno. e la concordia stà ecclesiastica. dei dissidii tra il Sacerdozio e la Potestà civile. Imperocché. ed Autore di ambo gli Stati. imperocché ad esse si collegano i doveri mediante la i i . ma tutti anche nella vita pubblica e lo Stato slesso tenuti alla vera religione verso Iddio. imperocché Egli ha creato il piccolo ed il grande. ma li ha invece uniti con vincoli di pace. la dottrina della vera religione e le leggi ed Laonde nessuno deve arrogarsi di dire che l'autorità ed i diritti della Chiesa non possono accordarsi con l'autorità ed i e che pel bene della società sia nediritti del potere laico cessaria la separazione dello Slato dalla Chiesa. la forza e il potere per soddisfare alla cupidigia di dominio. difende tanto i diritti dei Re e dei popoli. ma è prescrilta da legge divina. La Chiesa Cattolica pertanto. da ciò ognuno comprenderà facilmente che con tanta sapienza e bontà Iddio. insegnando e prescrivendo divina religione i doveri. o finalmente che non si debba fare differenza alcuna tra la vera e le false religioni. Questa unione dei due Stati però. Distributore della grazia. così lo Stato medesimo. non possono essere in alcun modo mantenute qualora siano tolte o premeditatamente manomesse le libertà di Gesù Cristo. rettamente giudicassero ed adempissero la legge della divina giustizia. promuovendo l'ubbidienza dei fedeli. e ad entrambi consacra eguali impone se da di una parte ubbidire ai i cure. Creatore della natura. è legato da grandi doveri ed obblighi alla Chiesa di Dio. la quale custodisce e protegge. coloro quali offendono la religione cattolica. ma ad ufficio di tutela. Ogni qualvolta sono sorti. Se dunque questo Stato di Dio tanto contribuisce alla sicurezza ed alla felicità dello Stato terrestre. dalla quale risulta tanto bene allo Stato civile. e con umili preghiere implora da Dio. stesso credenti. e dalle leggi della religione obcui cittadini sono al tempo bligati. vino. quanto quelli di tutti gli individui in particolare. e così dà alle leggi umane una base più santa. e loro Sovrani. non ha in condizioni ostili costituito il potere del Principato e del Sacerdozio. affinchè essi. La vera pace tra che la Chiesa desidera sempre. non è abbandonata al libero piacimento degli uomini. cosicché il Governo secolare non abbia il diritto e il dovere di punire. la Chiesa ammonisce i sudditi. non essendo soltanto gli individui come privati. all'esercizio ed integrità delle quali la Chiesa non soltanto può. a nessuno è lecito di asserire che essi derivano dall'indole e dalla natura della Potedue poteri. più di quello che la pubblica tranquillità lo consenta con pene sancite. i i .480 IL Ma CONCILIO VATICANO. d'altra parte non spetta meno ai Sovrani il dovere di far capire e comprendere ai popoli che l'Altissimo non ha dato a coloro che governano la terra. o fossero per sorgere. secondo comandamenti dati da Dio. in forza di mandato didiritti. ma deve provvedere. ovvero che la società umana si debba regolare e governare senza avere alcun riguardo alla religione.

che non dipenda da loro. Del diritto e dell'uso della potestà civile. affinchè essi. un ordinamento politico ch'essi chiamano costituzionale e che dichiarano essere la sorgente di ogni autorità e diritto fra gli uomini. se negli animi tanto dei Regnanti quanto dei popoli sempre tenuta nel debito onore la verità. secondo la dottrina della Chiesa Cattolica. ed al quale gli uomini devono essere dalla Chiesa guidati. Cap. ma da essi si deve pretendere che preferiscano alla loro felicità i temporale quella eterna. e che perciò la semplice ragione insegna che negli scopi finali dei due poteri la Chiesa di Gesù Cristo di tanto sovrasta lo Stato civile. che l'acquisto fosse anche di tutto il mondo non giova agli uomini. Ora. quantunque la civile società per se stessa e più direttamente miri a procurare il benessere temporale della sua comunità che non la soprannaturale felicità. Altri poi si sono figurati nell'animo loro una falsa specie e forma di società umana. ma col prezioso sangue di Gesù. che tutti gli uomini per legge di natura abbiano diritti talmente eguali che si debba dichiarare ingiusto. 14. che alla medesima sono imposti dal suo divino Fondatore per la salute delle anime. tutto struggere a loro volontà. quanto qualsiasi altro privilegio dell'uno sopra gli altri. Simili iniquissime guerre contro la propria Chiesa non verrebbero mai intraprese da coloro che vogliono essere veri figli della stessa. nemici non solamente i ma di supremazia in modo l'umano consorzio. eecetto quella che essi hanno spontaneamente accettata. quando al dominio temporale paresse utile ciò che è contrario ai beni supremi della Chiesa e dell'eterna salvezza. contro l'aperto comando di D:o. che si deve subordinare il regno terrestre a quello celeste. e che al di sopra di fosse quella felicità umana che il potere mondano può procurare sia l'acquisto dell'eterna beatitudine. Controia dottrina e l'autorità della Chiesa Cattolica ed i di lei ben fondati diritti sulla società umana. sprezzano ogni che sostengono di non essere soggetti a nessun' altra legge. ai giorni nostri si fecero innanzi dei falsi maestri. ed alla felicità della vita eterna.481 DOCUMENTI. cosicché da questo ordinamento 31 . quali. con energiche parole inculcata dal Signor Nostro. pur non di meno Cristiani non devono unicamente industriarsi di ottener quello. bene più elevato e unicamente necessario. di quanto i comodi ed i beni di questa vila sono inferiori alla salute delle anime. riscattate non già coli' oro e coli' argento. che dichiarano ogni potere superiore. una ingiusta violenza die essi possono respingere e di- della Chiesa. e che tanto negli affari pubblici quanto in quelli privati non guardino al fine secondario in modo da perdere di vista l'ultimo ed inevitabile. ed abolire tanto il diritto di proprietà privata. non considerino ciò per un vero bene. e cerchino invece di sinceramente uniformarsi al detto di Gregorio Magno. che affermano altresì.

per conseguenza anche quella civile. il quale tiene in tal modo nelle sue mani il potere. si oppongono.lationem. si oppone agli ordini di Dio. che attribuiscono forza di diritto agli eventi fortunati e si arbitrano a dire che. per questa circostanza acquista in affari di Stato e negozii politici il carattere e valore di giustizia. ovvero con abominevole audacia l'abbatterlo mediante ribellioni e congiure: chi si oppone a qualunque potestà. ha per suo autore Iddio. e secondo l'Apostolo è un precetto. sia per i loro alti sociali. se qualche cosa stando alle leggi morali fosse ingiusto. sia por quelli politici. quanto per la domestica società o famiglia. ogni base d'esistenza. come per errore di scrittura si legge nel testo latino). scrive l'Apostolo. in forza del suo diritto. « Ogni essere vivente. la quale costituisce la norma suprema della coscienza e dei doveri in tutte le azioni pubbliche e sociali.figli degli uomini l'immutabile santità e giustizia dell'eterno Dio. » Nessuno dunque ardisca insegnare che sia lecito l' opporsi colla forza a quel legittimo potere. e cosi. come non meno per coloro che reggono il governo e amministrano i pubblici ulficii. Noi insegniamo quindi ciò che la Chiesa per tradizione dell'Apostolo ha sempre insegnato. si preparano da se stessi la loro perdi- Quindi in senso di pace insegniamo che i Governanti nel uso del loro potere devono seguire la norma medesima della legge divina. e coloro che così zione. ma venisse coronato da un esito felice. è stata data così per le persone private e le loro azioni. tanto dei Sovrani quanto dei loro sudditi. come se fosse realmente una legge morale per tutti gli atti sociali e politici. e a far appestare la terra dai suoi abitanti che sotto le apparenze della legge scontro volgono il diritto e distruggono l'eterna alleanza. . senza che però lo fosse in ugual modo per le azioni private. politico e dalle sue leggi unicamente e solamente deriva tanto il diritto di proprietà privata. Ma queste finzioni dell' umana superbia non portano ad alche a strappare dal cuore dei . affinchè essa venga custodita pura ed inviolata. ad estinguere nelle loro menti il senso del giusto e dell'ingiusto. Molti ancora vanno tanto oltre. è servo di Dio che rimunera le buone opere col bene e le azioni cattive colla pena. Poiché la legge morale manifestata sia dal lume far della ragione. e che dal medesimo emanino e dipendano tutti i diritti dei genitori sui loro figli. esige ubbidienza dai suoi dipendenti. abbiamo deciso di richiamare alla i memoria di tutti la dottrina cattolica. e che questa sorgente scaturisca dalla legge dello Stato o dalla maggioranza di voti dei cittadini e dalla cosiddetta opinione pubblica. che ogni legittima podestà. Contro simili errori. che hanno incominciato a serpeggiare anche fra popoli cattolici. sia da soprannaturale rivelazione {reve.482 IL CONCILIO VATICANO. non già rebellaiionem.

A questa iniquità si aggiunge un'altra usurpazione. e secondo la quale tutti nel giudizio finale reggeranno o cadranno dinanzi al comune Signore. per ciò che è lecito. Di alcuni speciali diritti della Chiesa in relazione allo Stato civile. per il fine stesso. E non è men vero anche per i Regnanti. la guida e maestra sulla via dell'eterna salute. in modo tale che siano completamente impedite alla Chiesa l'istruzione religiosa e l' educazione della gioventù cristiana. devono con le azioni e le opere poter dimostrare di aver la Chiesa per madre. spetta. o nell'opinione e nella volontà della moltitudine. quando essa spinge a ciò che è proibito o contrario alla legge divina. la più perniciosa è certamente quell'asserzione posta innanzi da uomini ingannatori. alla cattedra della Chiesa. tanto per sudditi. che è stato quello di guidare gli uomini colla fede salutare e colla disciplina. e per ciò che è illecito. che si vuole assolutamente esclusa dal pubblico insegnamento la Religione Cattolica. ha il diritto e l'obbligo di invigilare essa stessa. Tutti devono riconoscere che. insegnando e governando. ma invece la regola morale. la Chiesa. norma d'operare. affinchè suoi servi sieno educati nelle sane i dottrine cattoliche e menino santa vita ecclesiastica. Si vuole sottrarre persino l'educazione ed istruzione del Clero nelle scienze ecclesiastiche. per cui venne fondata da Cristo Nostro Salvatore. Cap. che coloro che non hanno la Chiesa per madre. 483 La norma per operare non sta quindi nell'utile. tanto nei pubblici Istituti. alla efficace direzione e vigilanza della Chiesa mira all' le età violazioni dei più nostra di trarre santi i assoggentandolo al potere laico. affinchè la gioventù cattolica sia prima d'ogni altra cosa rettamente istruita nella vera fede e nei buoni costumi. contro questa corruzione delle sane dottrine e dei costumi. e per la società civile e per i pubblici affari. quanto anche nei Seminarli. mercè le quali si popoli in errore ed alla corruzione dei cristiani costumi. 45.DOCUMENTI. alla vita eterna. Anzi si va tanto oltre. Che anzi . quanto per i Regnanti. non hanno neppure Iddio per padre. necessaria nell'adempimento dei doveri del loro ufficio sì per i sudditi. e non darsi a credere che a loro sia permesso in affari privati o pubblici per ragioni politiche di poter violare le leggi ed i diritti di Dio e della Santa Madre Chiesa. Affinchè dunque essi possano avere il Re dei Re per loro padre propizio. si trova nella legge di Dio che comanda e proibisce. e che si chiedono dappertutto scuole che non professino religione alcuna e siano unicamente destinate alle scienze. i Fra diritti. contro il diritto della Chiesa che deve aver cura. per quanto 11 giudicare però di questa riguarda l'onestà dei costumi. come per i Regnanti. E in verità la Chiesa fondata da Dio è. che le scuole cioè debbano sottostare unicamente alla direzione e all'arbitrio della potestà laica.

i quali per titolo di proprietà legale sono in possesso della Chiesa. come per tera nazione. stantechè Cristo. ed osano affermare che la vocazione monastica ripugni ai diritti naturali ed alla libertà umana. In questo modo s'impugnano con riprovevoli dottrine i più certi diritti della Chiesa. Si dice che il diritto di acquistare e possedere beni temporali dipenda in tulli tempi dall'arbitrio dello Stato politico e dalla di lui libera concessione. e recano con ciò a Dio stesso ed alla Santa Religione Cattolica grave danno. umane. Si afferma inoltre che il diritto di disporre e distribuire i beni ecclesiastici beni che appartengono all' insia.4S4 IL CONCILIO VATICANO. questa soppressione dovrebbe farsi tanto più che perfino fra i legislatori vi sono uomini che si dichiarano cattolici. indicò e tracciò nella Sua Santa Chiesa la via del- pure l'evangelica perfezione. (Srguz una difesa deyli Ordini religiosi. . con le quali uomini ingannatori cercano di ricoprirla. non è neppure avuto ritegno di strappare colla forza alla loro santa vocazione coloro che si dedicano al servizio del Signore e di sottoporli alla sommamente ingiusta legge dell'obbligo si mondano della milizia. Dobbiamo quindi nuovamente condannare una ingiustizia. e proscrivere le perniciose illusioni. opponendosi ad esso quanto possono con leggi ingiuste. che derivano dalla costituzione datale da Dio. e che perciò non possono esser aboliti con leggi. come loro. quasiché fossero senza padroni. essendo essa contraria al progresso ed alla felicità dei popoli. l'Eterna Sapienza. fondati sulle soprannaturali leggi di Dio e sui suoi precetti.) Ora essendo questi diritti della Chiesa e dei fedeli. in modo che la Potestà politica la i io forza della sua suprema autorità possa abolire questo diritto aggiudirare i beni. gli obblighi provenienti dai voti fatti. essi non possono con leggi politiche essere uè cambiati né soppressi. quanto gli empi sforzi degli uomini che invadono i suaccennati diritti della Chiesa e dei credenti. e che non si vergognano di conculcare sotto questo riguardo il diritto della Chiesa. un diritto naturale del supremo potere politico delle e con leggi farsi i nazioni. che crudelmente e ogni giorno più sacrilega infierisce contro Madre Chiesa. Un'altra grave ingiuria viene recata alla Chiesa da coi quali con iniquo rancore perseguitano l'esercizio della perfezione evangelica negli Ordini e Stabilimenti religiosi dalla Chiesa approvati. e sia da bandire dagli Stati e domimi moderni. E perciò condanniamo tanto la dottrina che dichiara la vocazione monastica illecita e nociva al vero benessere dei popoli e chiede perciò che sia limitata. Perciò dichiariamo ed insegniamo che i predelti diritti ed ufficii spettano alla Chiesa e furono col suo magistero d' istruzione istituiti da Dio e sono strettamente congiunti colla costituzione e fine della stessa.

quali anche Ed é per questa sua missione che la Chiesa visibile ha per sua natura. Ticino) hanno snolo più fertile di quello dei Protestanti di Ginevra. che Cattolici. Solerà. e consta dalle relazioni unadi quanti hanno Protestanti vi percorsa la Svizzera. mostreremmo ignorare che più Cantoni cattolici (per esempio. che ha il diritto di acquistare e possedere beni temporali. indipendenti dal medesimo. mentre la Chiesa è una comunità perfetta. San Gallo. come per un supremo diritto a lui inerente. anzi le è proprio come a società da Dio stabilita per più alti fini. ed è perciò che condanniamo gli anzidetti errori e dichiariamo che le leggi. Appenzello. ma invece. ivi sono questi non poco superiori a quelli in benessere. e perciò ad essa occorrono pure cose visibili ed esterne. quali non dipendono dal potere secolare.) Documento XIV. ed è dovere e diritto di questa slessa Chiesa di aver cura tanto del decoro del sprvizio divino. e che non può essere spogliata di questo diritto da nessuna potenza mondana. Ecco perchè noi insegniamo che la Chiesa è una società visibile. e lo è anche in grado più santo e più elevato. (Estratto dalla Sùtìdeultehe Presse del \% febbraio 1870. fra le beni temporali. Lucerna. e soprannaturale. ec. e conforme alla divina sua istituzione. sono ingiuste spogliazioni. che essa sceglie fra gli uomini e che a loro destina. Neuchatel. E veramente il diritto di acquistare e possedere che spetta -alle società del tutto umane. s* impossessa dei beni ecclesiastici. non soggetta a dominio mondano. Adunque molti dei Protestanti vanno dicendo esser la renimi i i i .DOCUMENTI. e ciò si tocca con mano nei Cantoni di Glarona. Apparisce da questo prospetto. ec. in forza delle quali lo Stato politico. che dove Cattolici si trovano misti ai Informali su terreno di egual indole. esercitano i loro santi ministeri. es-a è anche una società visibile di uomini che per la loro salute esiste sulla terra. Friburgo. e i i perciò la Chiesa per proprio diritto provvede a loro. per diritto divino costituita. perchè i beni in questo modo vengono destinati al misterioso Corpo di Cristo e perciò a Cristo stesso in particolare. non manca alla Chiesa. i suoi proprii ministri. istituita da Dio fra gli uomini. Friburgo. quanto delle molteplici necessità dei poveri Cristiani e delle altre opere di carità cristiana e di pietà che essa giulica opportune. Se cercassimo di godono di maggior prosperità che ascrivere un tal fatto alla differenza del territorio. Grigioni. 485 Ora.

pubblica e sincera dinanzi a voi e dinanzi tutta la Chiesa. come voi dite. lettera che concerne il digiuno. essendo essi i successori degli Apostoli. Infatti vei diamo. dicevate che certamente in un Concilio generale ai soli Vescovi spettava un suffragio decisivo . l'esperienza e la prudenza non solo dei Vescovi. e perciò gli intere. che si sforza col maggior zelo di dare all'azione del futuro Concilio. per così dire. Questi fedeli hanno al centro della Chiesa. o di considerare i loro tentativi come beneficii. in un affare importantissimo. ticinese.4S6 IL CONCILIO VATICANO. un organo. nel!' istessa Roi ma. 1827. nel quale recentemente pubblicarono.>si più consii derevoli della nostra esistenza. ma eziandio di tutti i membri della Chiesa e che non solamente i preti. sotto forma d'una corrispondenza venuta di Francia. perchè sonosi Cattolici lasciali sorpassare in prosperità dai Riformati? Chi adduce una causa. e chiamare Cattolici * liberali » in opposizione ai Cattolici « veri » tutti coloro che si sentono incapaci di riconoscere loro insegnamenti come dogmi. serio. Noi li vediamo confondere i loro voti e le loro opinioni di predilezione colle credenze ed i bisogni della Chiesa. ma laici pure potrebbero essere chiamati ad esercitare un'influenza sulle decisioni del Concilio. anche in quistioni importanti. una direzione determinata. Nella vostra lettera Pastorale di quest' anno. e chi un'ali tra. le proposizioni seguenti. sin d'ora un certo numero di fedeli. ma che ciononostante si sarebbero ascoltate e prese in considerazione. ci indirizziamo a Vostra Eccellenza come nostro pastore spirituale e nostro Vescovo. Noi sottoscritti. I Cattolici di Coblenza a Monsignor Vescovo di Treveri. e la nostra coscienza ci obbliga di fare una dichiarazione rispettosa. ma religiosi regolari o laici. nella quale voi indicavate ai fedeli la significazione del prossimo Concilio generale.) Documento XV. ma essi la discorrono alla peggio. gli organi dei quali più importanti non sono Vescovi. perchè in ciò l'essenza della religione non ha parte. ma dicesi dunque. ligione riformata migliore della cattolica. la Civiltà Cattolica. le quali sono state riprodotte . Lugano. Venerandissimo Signore. I prudenti sono d'avviso concorrere insieme parecchie ra- gionile. (Statistica della Svizzera di Stefano Franscini. fedeli della diocesi di Treveri. Venerandissimo Signore. concernente da vicino la nostra Santa Chiesa.

con tutta la potenza d'una organizzazione centralizzata. e. cioè a dire la gran maggioranza dei fedeli. » Venerabilissimo Signore.. come. » I Cattolici accoglieranno con giubilo il Proclama dell'infallibilità dogmatica del Papa. che sembrerebbe riguardarlo » I Cattolici sperano. 487 un giornale del pari in essenzialmente riormente. nutrono una ben diversa speranza. isolato.. e che pretende godere in tal modo dell'approvazione universale. affinchè la minoranza non possa fare una lunga opposizione. sarà silenzioso e riserbato. Perciò si intende facilmente come un movimento tanfo coordinato. Naturalmente il Papa non prenderà l'iniziativa in tale questione. i malgrado la sua eloquenza. vi è in Francia un gran numero di Cattolici. cilio personalmente. quello di Calcedonia: perchè nelle circostanze presenti si sente la difficoltà di mantenerlo riunito per lungo tempo. e la Santa Sede sìessa.. Nello stesso modo si lusingano colla speranza che il Concilio « I clami la non non si occuperà punto dell'infallibilità del Papa od almeno che la proclamerà. tanto energico. senza essere state modificate da altre dichiarazioni fatte poste- Cattolici liberali temono che il prossimo Concilio prodottrina del Sillabo e l' infallibilità dogmatica del Papa. Ma è noto che questi fedeli si promettono di veder inclinare dalla loro parte le Autorità ecclesiastiche.. » Ria veri Cattolici. che il ConEcumenico proclamerà le dottrine del Sillabo. avrebbe potuto essere una sorgente d'errori considerevoli sulle disposizioni reali de' Cattolici. per esempio.DOCUMENTI. » Quasi in ogni luogo si trova sparsa la convinzione che il futuro Concilio sarà breve.. » Infine. E sembra che un Ordine considerabile. di religiosi tedeschi. che esprimono il voto che il futuro Concilio coroni i numerosi omaggi che la Chiesa rende alla Vergine Immacolata col dogma del glorioso ricevimento di Maria al cielo. In tale sialo di cose noi non dobbiamo e non possiamo . Se queste espressioni fossero quelle d'un giornale cattolico qualunque. inoltre sperano che il Concilio modificherà alcune proposizioni del Sillabo o che le commenti in un senso a loro favorevole. prima di tutto. Ma si spera che l'una- nime manifestazione dello Spirito Santo per la bocca de' Padri del Concilio Ecumenico stabilirà il dogma dell'infallibilità del Papa per acdamazinne. si attendono Vescovi che si mostrino uniti nelle questioni principali. non incoraggiato dal favore d' un'Autorità ecclesiastica. come abbiamo già detto. noi non ci saremmo creduti obbligati di uscire dal nostro riserbo. si spinga verso lo stesso scopo. se non incontrava su alcun punto un' opposizione pubblica: anzi quegli errori sarebbero due volte deplorevoli nelle circostanze attuali..

e fare altameute. nelle quali il Concilio generale sta per riunirsi. il regolare organamento della partecipazione de' fedeli agli interessi della Chiesa. nostro Vescovo. ci ispirò altri pensieri. secondo la volontà di Dio. noi non vediamo manifestarsi. noi che ci studiamo d'essere non meno che quelli. ed a lasciare il loro lii . L'organismo slesso della Chiesa dovrà creare nelle sue diverse parti leforme le più capaci a vincere il male. quali hanno formulato gli insegnamenti della Chiesa. Ed in quanto a' nostri fratelli cristiani e divisi. non sarebbe abbastanza agevolala coli' aumentare con alcuni articoli di fede nuovamente formolati . la somma di quelli che servono già a separarci. credenti e zelanti pel benedetta nostra madre comune. bisogni che noi altresi sentiamo vivamente. noi invece ce ne teniamo in guardia nella maniera la più risoluta. V unione fra essi e noi. in nessun luogo in questi ultimi tempi. diretto dallo Spirito Santo ed illuminato dai Padri di tutta la Chiesa. La sua liberazione dal potere dello Stato. la vita dell'umanità deve svilupparsi. conservare più a lungo il silenzio. Noi dobbiamo dunque alzare la voce. la cui falsità è slata da molto tempo messa in luce dalle grandi verità cristiane. di vincere il male sociale. innanzi a voi. Se esaminiamo le circostanze. di stabilire la vera attitudine del Clero e di ogni cristiano riguardo alla diffusione dell'istruzione e della scienza. Non ci dissimuliamo che l'esame particolareggiato^ la soluzione delle minime difficoltà. rigu