You are on page 1of 12

TECNOLOGIE

Misure per il collaudo e l’esercizio delle
reti ottiche passive

NICOLA FERRARI
LAURA GREBORIO
GAETANO VESPASIANO

Le misure sugli impianti con cavo ottico, come sulle reti GPON per la
NGN2, si basano principalmente sull’utilizzo dell’OTDR (Optical Time
Domain Reflectometer), uno strumento versatile, che si adatta molto bene
all’uso in campo nelle varie fasi di vita dell’impianto: realizzazione, collaudo
e manutenzione. Lo strumento consente inoltre di misurare l’attenuazione
di fibre, giunti e connettori, di rilevare guasti o punti di criticità e di valutare
la lunghezza delle singole tratte di fibra.
Le misure sulle reti PON (Passive Optical Network) sono rese più complesse dalla forte perdita localizzata dovuta al diramatore ottico passivo
(splitter) e dalla presenza di "n" rami a valle dello splitter stesso, che producono una sovrapposizione di segnali difficili da discriminare.
L’articolo è costituito da una parte generale sul funzionamento degli OTDR
e da una parte più specifica sulle caratteristiche di alcuni strumenti commerciali. Sono inoltre descritte le scelte operate da Telecom Italia per la
componentistica che sarà usata, in ottica NGN2, nella realizzazione delle
reti GPON sperimentali di Milano e di Roma.

1. Introduzione
Il metodo della retrodiffusione (backscattering),
indicato dall'ITU-T come metodo alternativo per la
misura dell'attenuazione delle fibre, è il più usato
per la misura in campo, nelle fasi di realizzazione,
collaudo e manutenzione dell’impianto, per rilevare l'attenuazione dei singoli componenti: fibre,
giunti, connettori ... . Può essere utilizzato anche
per valutare l’andamento del coefficiente di
dispersione cromatica lungo il collegamento e il
diametro di campo modale della fibra [1].
Lo strumento di misura basato sul metodo del
backscattering è l’OTDR (Optical Time Domain
Reflectometer). Processando opportunamente il
segnale, l’OTDR è in grado di effettuare misure di:
• attenuazione e localizzazione di giunti e
connettori;

• attenuazione specifica (chilometrica), di tratta e
di sezione;
• Return Loss di singoli eventi (RL) e totale (ORL);
• localizzazione di punti di attenuazione concentrata e di interruzioni;
• lunghezza assoluta e relativa.
Lo schema di principio di un OTDR è abbastanza
semplice (figura 1). Un diodo laser è modulato a produrre un treno di impulsi verso la fibra, ognuno di
questi subisce backscattering, producendo echi che
si propagano all’indietro verso l’ingresso fino a raggiungere, attraverso un accoppiatore direzionale, un
fotodiodo. In modo analogo a quanto avviene in un
radar, il segnale elettrico in ricezione viene quindi
elaborato al fine di tradurre le informazioni temporali
ad esso associate in informazioni spaziali sulla fibra:
l'asse dei tempi della forma d'onda ricevuta può,
cioè, essere tarato in distanza.

NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 17 n. 1 - Aprile 2008

47

Il distance range può cifico (per unità di lunghezza). un buon OTDR consente di selezionare durate nel range da 2 ns fino a 20 FIGURA 1› Schema di principio di un OTDR. uno dei di impulsi parametri caratteristici dell’OTDR è proprio la lunstabilizzazione ghezza d’onda della sortermica gente. 1550 nm. i valori tipici e più diffusi in commercio sono gen. 1 . . Poiché la potenza generata dalla sorgente è fissa. rappresendi durata molto lunga si propaga distribuendosi su tando il fondo di rumore prodotto dai circuiti una regione di fibra corrispondentemente lunga e elettronici di ricezione. come verrà meglio chiarito nel seguito. per misure su fibre attive.Aprile 2008 comando di guadagno e/o banda comando mascheramento livelli relativi comando impulsi Poiché l’attenuazione dei cassetto intercambiabile componenti ottici dell’impianto varia con la lunaccoppiatore fibra in misura generatore ghezza d’onda. s i A/D u s a n o a n c h e s o rg e n t i a in 1625/1650 nm e più recentastiera out temente anche a 780 nm. cammino di andata e ritorno sul collegamento. punti di distanza (km) rottura. e mento. inficiando così la risoluzione di misura dello stru• giunti a fusione che introducono una perdita. Gli eventi che possono essere rilevati sul collegamento sono: • eventi riflettenti. In ogni punto la pendenza della traccia esprime quando si fa riferimento alla lunghezza massima il valore locale del coefficiente di attenuazione spepossibile (distance range). la cui altezza rappresenta l’entità della dal tempo necessario all’impulso per compiere il perdita del giunto in decibel. sono tutti eventi cui si associano una perFIGURA 2› Traccia tipica di un OTDR. dita ed un picco di riflessione. µs. sono perciò rappresentati sulla traccia con un La frequenza di lancio degli impulsi è limitata gradino. si tratta di una rappresentazione in scala semilogaritmica. Fissati due punti. che è rappresentato con un picco di impulsi equivale ad accoppiare sulla fibra più o riflessione dopo il quale il segnale ottico retromeno energia e poter misurare.FERRARI › GREBORIO › VESPASIANO • Misure per il collaudo e l’esercizio delle reti ottiche passive 48 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 17 n. in cui i livelli relativi (asse delle ordinate) sono espressi in decibel. ad esempio giunto a fusione connettore di lancio. per non interferire con i sistemi di ricezione stampante convertitore schermo d e g l i a p p a r a t i d i re t e . radiofrequenza ricevitore Tuttavia. variare la durata degli • fine fibra. connettori e giunti mec0 2 4 6 8 10 12 canici intermedi. D’altra parte un impulso valle di esso la traccia continua. in realtà anche a menti più o meno lunghi. il essere selezionato in un set di valori predefiniti software di elaborazione di cui ogni strumento è ed è consigliabile sia maggiore del doppio della lunghezza vera (attesa) del collegamento. con frequenza di ripetizione di qualche chilohertz. Altro parametro fondasommatore processore base tempi mem. mod 850 nm. che si producono in presenza di connettore variazioni dell’indice di rifrazione. quindi. backscattering La figura 2 mostra una riflessione di Rayleigh fine fibra tipica traccia prodotta sul riflessione iniziale display di un OTDR. collegadiffuso dovrebbe annullarsi. 1310 nm. bassa mentale è la durata degli impulsi.

Gli eventi che producono zone morte sono. per cui la perdita apparente risulta maggiore di quella vera. poiché il coefficiente di scattering diminuisce con la lunghezza d’onda come λ -4 . i ghost costituiscono quindi un problema non trascurabile. l’entità della potenza riflessa è molto maggiore di quella retrodiffusa e causa la saturazione del ricevitore. l’attenuazione media e la lunghezza della tratta di fibra in esame. Si tratta degli echi prodotti da riflessioni multiple che lo strumento. nello stesso punto il fenomeno è analogo. in primo luogo gli eventi riflessivi (connettori e fine fibra) e si definisce zona morta iniziale quella dovuta alla riflessione del connettore di uscita dello strumento. inoltre. però. quando. l’entità della zona morta dipende visualizzata sul display (minore rumorosità). NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 17 n. maggiore è l’entità del decibel tra il livello di ingresso in fibra e il fondo di segnale riflesso) e dal recovery time del circuito di rumore a fine fibra. e sono rilevabili sulla traccia alla stregua di quanto visto per un giunto (gradino verso il basso). Per evitare che tutta una prima parte della tratta non possa essere analizzata correttamente. quindi. ed è determinata essenzialmente dalla risposta in frequenza dell'amplificatore di ricezione. nell’ipotesi di distribuzione Gaussiana. 2. apparentemente. sulla fibra sono presenti punti di riflessione. tanti di un OTDR.2 Zona morta L’OTDR è progettato per lavorare con livelli di segnale molto bassi. Nell’analisi delle reti PON i picchi di riflessione sono fondamentali per riconoscere la fine dei singoli rami a valle dello splitter. 2. Il fenomeno si presenta quando la seconda tratta di fibra. Per misurare correttamente le perdite dei giunti è pertanto necessaria un’analisi bidirezionale e la perdita complessiva va calcolata come semisomma dei valori rilevati dalle due estremità. In alcuni casi il giunto viene rappresentato sulla traccia come un gradino verso l’alto e quindi. Anche le singole curvature presenti sulla fibra con raggio molto piccolo . e corrisponde alla condizione di rapporto segnale/rumore unitario. erroneamente. perché determina la massima attenuazione di tratta misurabile.56 dB rispetto a quella calcolata al 98% dei punti di rumore. L’entità della perdita cresce all’aumentare della lunghezza d’onda.Aprile 2008 49 . a valle del giunto. inoltre maggiore è la dinamica e migliore è la qualità della traccia In generale. e perciò definiti ghost. • è il valore quadratico medio (RMS). ha coefficiente di backscattering maggiore.56 dB (SNR = 1) lunghezza (km) È uno dei parametri più imporFIGURA 3› Definizioni di dinamica. dalla durata dell’impulso (maggiore è l’energia delLa dinamica è definita come la differenza in l’impulso lanciato in fibra. si introduce una fibra di lancio tra lo strumento e la fibra da testare lunga almeno quanto la zona morta. D’altra parte. interpreta e visualizza sulla traccia alla stregua di eventi reali. Vi può essere zona morta anche dopo una forte attenuazione concentrata. Il rumore può essere valutato secondo due diverse definizioni (figura 3): • è il livello al di sotto del quale sono compresi almeno il 98% dei punti di rumore (Standard IEC 61746). entrambi rilevati sulla traccia ricezione. 1 . Parametri caratteristici dell’OTDR In questo paragrafo sono descritte le principali figure di merito di un OTDR. quindi OTDR dotati di sorgenti con lambda elevata si prestano meglio a rilevare questo tipo di eventi. presentare dei picchi di riflessione non riconducibili a eventi realmente presenti sulla fibra. che viene detto appunto zona morta (dead-zone). ma di segno opposto.1 Dinamica dello strumento.producono un incremento localizzato di attenuazione. all’aumentare di lambda diminuisce il segnale utile per lo strumento e quindi si riduce la dinamica. come un punto di guadagno. La traccia dell’OTDR può. e la loro presenza sulla traccia può condurre a considerazioni sbagliate o può mascherare eventi realmente presenti sulla rete. La dinamica calcolata con riferimento al valore RMS è maggiore di 1. Dinamica IEC Dinamica RMS Livello di rumore (98% dei punti) Livello di rumore (RMS) 1. Naturalmente. livelli relativi (dB) dotato consente di stabilire l’attenuazione totale. effettuando la misura dall’altra estremità. Nel tempo necessario al ricevitore per tornare alle normali condizioni operative non è possibile elaborare i dati relativi al tratto di fibra immediatamente a valle del punto di riflessione.FERRARI › GREBORIO › VESPASIANO • Misure per il collaudo e l’esercizio delle reti ottiche passive 2.

invece. in quanto consentono di disporre di tutte le lunghezze d’onda e con diverse dinamiche. 1 . hanno dimensioni e peso ridotti e sono più flessibili. Pertanto. la risoluzione deve essere minore o uguale a 5 metri [2]. Per le misure in esercizio su reti in servizio è stata recentemente definita la banda U. dipende dal range di distanza impostato e dalla durata dell’impulso.5 dB risoluzione spaziale FIGURA 5› Definizione di risoluzione spaziale. cioè 1650 nm. è calcolato come la larghezza. • Attenuation Dead-Zone (ADZ): distanza tra il punto all’inizio della riflessione e quello a 0. definisce la capacità dello strumento di risolvere due eventi non saturanti adiacenti.4]. è la distanza in metri tra due punti consecutivi di campionamento. muniti di filtri alle altre lunghezze d’onda di utilizzo. 50 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 17 n. i costruttori hanno sviluppato strumenti con sorgenti a 1650 nm. per un buon OTDR. Altre opzioni possibili sono rappresentate da tool per la verifica del livello fisico durante l’installazione e la manutenzione. che si può estendere con l’utilizzo di una memoria esterna. per impulsi di durata minima. Cosa ancora diversa è la cursor resolution: passo minimo di spostamento del cursore sull’asse orizzontale. portando tuttavia ad un incremento nelle dimensioni dello strumento. cioè una sorgente nel visibile che consente di identificare la fibra in misura e di verificarne la continuità fisica.5 dB al di sopra del livello di backscattering a valle della riflessione. 2. e di ridurre dimensioni e peso 1. Gli strumenti modulari.Aprile 2008 3.dipende dalla durata dell’impulso. per incrementare l’efficienza delle operazioni in esercizio. per impulsi di durata minima. mediante l’inserimento di opportuni cassetti in un’unica piattaforma.FERRARI › GREBORIO › VESPASIANO • Misure per il collaudo e l’esercizio delle reti ottiche passive Sono definiti due tipi di zona morta (figura 4): EDZ 1. . oppure essere modulari e cioè avere cassetti a singola lunghezza d’onda intercambiabili. piuttosto che una sonda dotata di microscopio per il controllo della superficie del connettore di lancio. la event dead zone deve essere minore o uguale a 5 metri [2]. Alcuni OTDR possono anche essere predisposti per il controllo da remoto. Tutti gli strumenti hanno tipicamente un’elevata capacità di memoria (da 500 a 1000 tracce). ma sufficientemente elevato (figura 5). Classi di strumenti disponibili Gli OTDR commerciali per la caratterizzazione di collegamenti in fibra monomodale possono avere più lunghezze d’onda integrate. che comprende le lunghezze d’onda da 1625 a 1675 nm.5 dB sotto il valore di picco. utilizzata per i sistemi WDM [3. invece di 1625 nm che è l’estremo superiore della banda L. • risoluzione spaziale.5 dB sotto il picco. dal passo di campionamento e dalla banda passante del circuito di ricezione dell’OTDR.3 Risoluzione Può essere definita con due accezioni diverse: • passo di campionamento. di un evento non saturante. La tendenza attuale è quella di utilizzare per il monitoraggio la lunghezza d’onda centrale della banda U. tale parametro – che è il più significativo . Data la crescente necessità di utilizzo degli OTDR non soltanto in laboratorio ma anche in campo. deve essere inferiore a 25 metri [2].5 dB ADZ 0.5 dB ADZ = Attenuation Dead Zone EDZ = Event Dead Zone FIGURA 4› Definizioni di zona morta. a 1. si cerca di ridurre sempre di più i tempi di acquisizione delle tracce. • Event Dead-Zone (EDZ): distanza tra l’inizio della riflessione ed il primo punto in cui il livello si abbassa a 1. Nel primo caso le lunghezze d’onda disponibili contemporaneamente sono tipicamente due (1310/1550 nm) e possono arrivare fino a quattro (1310/1490/1550/1625 nm). Impostando il valore minimo di distance range e l’impulso più breve. quali un localizzatore di guasti visivo VFL (Visual Fault Location).

Aprile 2008 51 . a colori e. ma che in alcuni casi può essere esteso da -15°C a + 50°C.8 ore.1 fusione 50 m connettore perdita delle informazioni relative ai sinAPC goli rami d’utente. un diramatore con fattore di splitting 2:16 introduce un’attenuazione di almeno 12–13 dB. prevedono un intervallo di temperatura che tipicamente va da 0°C a 40°C. gli eventi connettori SC/PC successivi rimangono annegati nel giunti a rumore della traccia. Misure con OTDR sulle PON: problematiche di misura Rispetto al caso di collegamenti punto-punto.5 chilogrammi). inoltre. e può interpretare questa forte attenuazione localizzata come "fine fibra". Oltre all’alimentazione tramite rete elettrica. Un secondo splitter 2:2 è connesso all’altra porta di ingresso dello splitter 2:16 tramite una fibra di circa 18 chilometri: questa simula il caso in cui l’OLT sia collocata in uno Stadio di Gruppo [6]. se il livello del segnale a valle del diramatore è troppo basso. se non ha una dinamica sufficientemente elevata.3 chilometri. Questi dispositivi. D = 95 mm. ad uno splitter 2:16. la localizzazione di un even18 km 5 tuale guasto. rendendo problematica la valutazione di un eventuale stress FIGURA 6› Rete PON realizzata nei laboratori TILab per architetture FTTB. possono essere utilizzati sia in fase di collaudo che di manutenzione della rete: 1) lato OLT. con conseguente Ramo n. mentre le terminazioni della ODN sono state realizzate con normali connettori a contatto fisico (in questo caso SC/PC). per ottenere una buona visibilità anche sotto la luce solare diretta. In concreto. in alcuni casi. Essa riproduce in modo realistico la configurazione della rete di accesso prevista da Telecom Italia per architetture di tipo FTTB (Fiber To The Building) [5]. su uno dei rami di uscita dello splitter 2:16. il secondo splitter consente di inserire una ridondanza sia a livello di apparato in Centrale che di percorso fisico della fibra in rete.3 km rami d’utente rende difficoltosa l’individuazione delle singole tratte a valle dello splitRamo 200 m n. NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 17 n. si sono scelte lunghezze comprese tra 50 m e 800 m a passi di 50 m (anche se questa situazione non corrisponde a quanto si verifica nel caso reale. essenzialmente per la presenza dei diramatori ottici.16 Lato ONU avere la sovrapposizione totale delle APC = Angled Physical Contact tracce. l’utilizzo della tecnica OTDR nell’analisi delle reti PON risulta più complesso. oltre ad Lato OLT 800 m n. Le misure con l’OTDR sono state eseguite inserendo una bretella di lancio di circa 25 metri. tramite un segmento di rete (feeder) lungo 2. introducono una forte attenuazione localizzata.2 Inoltre. La Rete di Distribuzione Ottica ODN (Optical Distribution Network) è costituita da uno splitter 2:2 collocato in Centrale (Stadio di Linea) e connesso.3 2. infatti. I display sono tipicamente a cristalli liquidi. Nel caso in cui le lunghezze 8 6 di due o più rami siano uguali. con umidità fino al 95%. anche touch-screen. è stata collegata una bretella terminata con un connettore angolato (APC) per ridurre le riflessioni indesiderate. coincidono anche i picchi di riflesOLT = Optical Line Termination ONU = Optical Network Unit sione dei connettori. 2) lato ONU. Alla seconda uscita dello splitter 2:2. gli strumenti sono dotati di batterie di lunga durata (a ioni di Litio). peso massimo. non connessa al feeder. Le specifiche ambientali. W = 290 mm.in due punti di misura che. Nell’impianto reale. SPLITTER 2:2 100 m Ramo n. dove le lunghezze dei rami differiscono invece di quantità casuali). su uno dei rami di ingresso dello splitter 2:2. in condizioni di immagazzinamento le temperature devono essere comprese tra -40°C e +70°C. non riuscendo perciò ad eseguire un’analisi automatica degli eventi a valle dello splitter. che mette a dura prova lo strumento in termini di dinamica. 1 . 5. pari a 3. quindi. può non essere in grado di distinguere la traccia a valle del diramatore dal rumore. 4. sul cavo in base alla diminuzione del livello di tali riflessioni. le cose si Ramo complicano ulteriormente perché. distribuendo il segnale proveniente dalla Centrale sugli "n" rami di distribuzione agli utenti. in condizioni di normale funzionamento.FERRARI › GREBORIO › VESPASIANO • Misure per il collaudo e l’esercizio delle reti ottiche passive (dimensioni massime indicative H = 250 mm.4 7 ter e. In altre parole. che consentono di effettuare operazioni continuative per un periodo di 6 . comprensivo di batteria. da cui partono i rami di distribuzione verso gli edifici degli utenti. la sovrapposizione dei segnali 3 1 SPLITTER 2:16 di backscattering provenienti dai diversi Ramo 2 4 150 m n. Per rendere più semplice l’individuazione dei vari rami sulla traccia OTDR. Struttura dell’impianto sperimentale La PON illustrata in figura 6 è stata realizzata nei laboratori TILab proprio per valutare gli strumenti OTDR. I rami di ingresso ed uscita dello splitter 2:16 sono giuntati a fusione. Cosicché l’OTDR. nel caso reale. si genera una sovrapposizione dei segnali retrodiffusi da ciascun ramo a valle dello splitter.

in modo che una molteplicità di ONT (Optical Network Termination) possano condividere la larghezza di banda disponibile sulla fibra. Per limitare gli effetti del macrobending.connettori e giunti. . sono state recentemente standardizzate due classi di fibre a maggior resistenza alle curvature. rispondenti alle Raccomandazioni ITU-T G. Nella direzione inversa (upstream) i segnali provenienti dalle diverse ONT sono combinati sulla stessa fibra e trasmessi all’OLT.PLC (Planar Lightwave Circuit). Confronto tra i risultati ottenuti con strumenti commerciali Grazie alla disponibilità offerta da alcuni costruttori. basati su tecniche di deposizione in fase vapore (CVD) o a scambio ionico. Indipendentemente dalle tecnologie realizzative il componente di base deve essere inserito in un package di protezione che ne consenta l’installazione sia in ambienti controllati all’interno di telai ottici nelle centrali. . basate sulla Raccomandazione ITU-T G. 1 . Esse trovano il loro campo di applicazione nella rete all’interno degli edifici e degli appartamenti. Il wafer è successivamente connesso alle fibre in ingresso e uscita. I diramatori sono componenti passivi. anche se. le PON non sono limitate da Dispersione Cromatica né da PMD. Il campo di temperature di funzionamento è tipicamente da –45°C a +85°C. per contenere i costi di installazione sono in fase di sperimentazione diverse soluzioni di minicavi: si tratta di cavi di ridotte dimensioni (un cavo da 72 fibre ha diametro di circa 7 mm.652 o IEC 60793-2-50. con l’obiettivo di individuare le configurazioni di misura più adeguate per effettuare sia il collaudo iniziale che il successivo monitoraggio delle reti PON. • Diramatori ottici Il componente fondamentale e maggiormente critico della rete PON è il diramatore ottico. Poiché i componenti maggiormente utilizzati sono i diramatori a 4. nel dimensionamento del sistema si deve tenere conto che essi introducono rispettivamente attenuazioni di circa 7. I cavi ottici impiegati nella rete esterna sono di tipo tradizionale. 8. Sono quindi da tenere sotto controllo in modo particolare gli effetti dovuti al macrobending (fenomeno per il quale.671 e quelle ambientali dalla L. Questi nuovi tipi di cavi e le relative tecniche di installazione sono in corso di standardizzazione in ITU-T ed in IEC. In ambito ITU-T le caratteristiche trasmissive dei diramatori sono trattate dalla Raccomandazione G. 6. con riferimento alla lunghezza d’onda della sorgente. nella quale due fibre sono avvolte tra loro. è stato possibile effettuare misure sulla rete di figura 6. che serve come elemento base per fabbricare quelli con maggior numero di uscite con un processo a cascata. l’unico parametro trasmissivo di interesse per il dimensionamento è perciò l’attenuazione. sottoposte a trazione e fuse. . 52 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 17 n. 15 e 19 dB. in figura 7 si vede come a 1550 nm. che ha la funzione di dividere il segnale proveniente dall’OLT – Optical Line Termination (downstream) su un numero N di uscite. mentre la dinamica dello strumento è maggiore per impulsi più lunghi. potendo sopportare raggi di curvatura fino a 1 centimetro. che hanno messo a disposizione i loro OTDR. devono essere non selettivi in lunghezza d’onda e introducono una attenuazione concentrata nel collegamento.diramatori (splitter) 1xN o 2xN.FBT (Fused Biconical Taper). e in particolare per localizzare un eventuale guasto. . La tecnologia PLC offre evidenti vantaggi di economie di scala. sia all’interno di muffole in pozzetto o in cabinet nella rete esterna. 11. È quindi necessario valutare attentamente il tipo di informazioni che si vogliono ottenere ed impostare opportunamente i parametri dell’OTDR. è possibile visualizzare bene la tratta tra i picchi di riflessione. Per quanto detto sulle problematiche delle misure da Centrale. Si ottiene così il diramatore 2x2. g a r a n t e n d o u n a migliore uniformità e una più spinta miniaturizzazione. risulti più evidente l’abbassamento del picco di riflessione del connettore su uno dei rami a valle dello splitter . al disotto del raggio di curvatura minimo permesso tipicamente 3 cm . in quanto si tratta di un processo di massa e si presta maggiormente alla fabbricazione di componenti con alto numero di porte (tipicamente s u p e r i o re a 4 ) . è necessario effettuare le misure anche lato Utente. Si tratta di un componente bi-direzionale non selettivo in lunghezza d’onda.la radiazione subisce una attenuazione che cresce con la lunghezza d’onda). Ad esempio. in modo da raggiungere il miglior compromesso tra risoluzione e dinamica. che consiste nella realizzazione di un circuito ottico su un wafer di silicio con processi analoghi a quelli impiegati nell’industria elettronica. nel senso che non hanno necessità di alimentazione per poter funzionare.muffole e sistemi di gestione delle fibre e dei diramatori. 16 e 32 porte. Se i rami hanno lunghezze differenti e se la risoluzione dello strumento è adeguata.37.fibre ottiche e cavi. la risoluzione spaziale migliora al diminuire della durata degli impulsi.Aprile 2008 • Fibre ottiche e cavi Le fibre ottiche impiegate nella rete esterna sono del tipo mono modo a dispersione non spostata. la metà di un cavo tradizionale) da installare all’interno di tubetti del diametro interno di 10 mm che sono direttamente interrati. L’attenuazione dipende dal numero N di porte ed è teoricamente di 3dB per ogni diramazione 1x2. per ottenere un’informazione completa sulla rete.657B e compatibili col la fibra G. In virtù della lunghezza limitata dei collegamenti.652. Le tecnologie di costruzione sono sostanzialmente due: . e ancor più a 1625 nm. in ambito IEC lo standard è il 6751-2-3.657A e G.FERRARI › GREBORIO › VESPASIANO • Misure per il collaudo e l’esercizio delle reti ottiche passive I principali componenti d’impianto delle reti PON I principali componenti ottici passivi impiegati nelle reti PON (Passive Optical Network) sono i seguenti: . Come già anticipato. in quanto dividono il segnale di ingresso sulle porte in uscita.

In alcune tracce. Reiss Romoli" (figura 10) [7]. mentre per la OLT si utilizzano gli SC-PC lato ODN e gli LC-PC per i collegamenti verso la rete core. è evidenziata un’errata interpretazione del "fine fibra".51 e le IEC 61758-1 (interface standard) e 62134-1 (Generic Specification) francesco. con sovrastima della misura di attenuazione. Tuttavia un fronte molto ripido in risposta ad un evento può introdurre una distorsione della traccia dopo un salto di attenuazione elevato (splitter). potrebbero consentire economie di scala. Le misure descritte in precedenza FIGURA 7› Misura a diverse lunghezze d’onda in presenza di curvatura su un ramo a sono state ripetute sull’impianto sperivalle dello splitter. Le caratteristiche trasmissive di connettori e giunti sono trattate nella Raccomandazione ITU-T G.Aprile 2008 53 . evidenziando maggiormente la presenza di dato solo tre (dei quattro) strumenti commerciali.FERRARI › GREBORIO › VESPASIANO • Misure per il collaudo e l’esercizio delle reti ottiche passive • Connettori e giunti Le specifiche di installazione della rete PON di Telecom Italia non prevedono l’impiego di connettori ottici nella rete esterna. tutti gli strumenti hanno una buona risoluzione spaziale. zona morta e risoluzione Per quanto riguarda invece risoluzione e dinaspaziale. Come si può osservare dalla figura 8. mentre quelle meccaniche e ambientali nella L.it dalla OLT a 1550 nm. Un altro elemento di confronto è fornito dalla figura 9 per la risoluzione.12 per i giunti.36 per i connettori. I tipi di connettore in uso per la ONU sono gli SC-PC. le caratteristiche di dinamica e risoluzione degli strumenti determinano una diversa rumorosità della traccia ed una differente discriminabilità degli eventi. Come si può notare. • Muffole e sistemi di gestione delle fibre Le muffole della rete PON sono sostanzialmente quelle standard impiegate da Telecom Italia.1 dB) e di affidabilità meccanica e ambientale.montalti@telecomitalia. 1 . Per tutti gli strumenti è stata utilizzata la mica. nella seconda traccia.3 chilometri. I connettori sono impiegati solo in centrale per la connessione dell’OLT e nella terminazione ottica della ONU (Optical Network Unit) presso la sede del cliente. Sono progettate per controllare i raggi di curvatura delle fibre e il fenomeno del "transient loss" che si verifica quando si deve intervenire su una muffola con fibre attive per esempio per collegare il ramo di un diramatore. Sono disponibili sul mercato anche giunti di tipo meccanico. per installazioni in grande numero quali quelle necessarie in una rete FTTH. La tecnica impiegata per la realizzazione dei giunti delle fibre è quella a fusione. la figura 8 mostra un confronto qualitativo tra medesima configurazione di misura. a causa dell’elevato rumore non è possibile visualizzare il segnale di backscattering proveniente dai vari rami. I connettori sono attestati in fabbrica a semibretelle ottiche monofibra che sono giuntate alle fibre di impianto. Le misure hanno riguar2:16. per le misure di dinamica. Consentono l’ingresso e la gestione di un cavo continuo e la gestione di un diramatore fino a 16 porte. nei quali la giunzione è realizzabile senza necessità di giuntatrici ad arco e che tendenzialmente. Le misure sono state effettuate zioni di 180 secondi e distance range di 40-80 chi- NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 17 n. una curvatura critica o di danneggiamenti sulla con l’intento di effettuare un confronto quantitativo linea. e nella L. Esse consentono l’installazione al loro interno dei diramatori ottici con le relative giunzioni alle fibre dei cavi.3 dB e Return Loss maggiore di 55 dB. In ambito IEC i connettori ottici fanno riferimento alla serie 60874 e i giunti allo standard 61073-1. la seconda e la quarta. con acquisiquattro strumenti. Dal punto di vista normativo gli Standard di riferimento sono la Raccomandazione ITU-T L. inoltre. mentale realizzato presso i laboratori della Scuola Superiore "G. essi garantiscono perdite di interconnessione tipicamente inferiori agli 0.671.30 ns e lunghezza del feeder pari a 2. con durate dell’impulso di 20 . Nella bretella connettorizzata di connessione della terminazione di rete con la ONU è integrato un filtro a reticolo di Bragg a 1650 nm necessario per proteggere il ricevitore durante le misure di collaudo e di esercizio della rete. che garantisce i migliori risultati in termini di attenuazione (valori tipici inferiori a 0.

possibile identificarli. ma non c’è corrisponFIGURA 9› Tracce da ONU a 1550 nm con impulso di 100 ns (feeder 2. In primo luogo si confrontano i picchi di riflessione di fine fibra. c o m m u t a re l a misura su più PON attestate alla stessa centrale. la fattibilità del monitoraggio è stata utilizzata la PON realizzata nei laboratori della Scuola Superiore "G. È possibile infatti controllare un OTDR tramite un PC per realizzare misure periodiche e. scompaiono: c’è un’interruzione di uno o più in corrispondenza di una riflessione non saturante. si distinghezze d’onda di 1310. con la successiva segnalazione del tipo di evento. . 54 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 17 n. denza tra le collocazioni dei fine fibra: è probabile sia cambiata la configurazione della PON a seguito. Una volta acquisita la traccia di riferimento (PON integra. il tool di monitoraggio la confronta con la traccia attuale.uno o più picchi della traccia acquisita (EDZ). guono allora i due sotto-casi: La tabella 2 riporta invece i valori di zona morta . calcolando la differenza tra le altezze assolute dei picchi delle due tracce e tra le loro posizioni lungo l’asse orizzontale. Per verificare FIGURA 8› Confronto tra le tracce OTDR ottenute con quattro diversi strumenti commerciali. ma ci gli impulsi comuni a tutti gli strumenti. Reiss Romoli" [7].3 km). sono confrontati i valori di sentano un livello più basso: c’è una perdita risoluzione spaziale rilevati con un impulso da 100 (per stress o bending) su uno o più rami ed è nanosecondi. via via aggiornata. 1550 e 1650 nm. La tabella 1 vento su uno dei rami. • le differenze dei livelli sono insignificanti.Aprile 2008 . sulla quale sono state simulate alcune condizioni di guasto o di malfunzionamento. Monitoraggio della PON Le tecniche di misura descritte in questo articolo possono essere utilizzate per realizzare dalla centrale il controllo remoto ed automatico della PON. alle lunsono differenze sui livelli dei picchi. di un interlometri (a seconda del modello). mediante uno s w i t c h o t t i c o . mostra i valori di dinamica (per SNR=1) valutati per • la collocazione dei rami corrisponde.FERRARI › GREBORIO › VESPASIANO • Misure per il collaudo e l’esercizio delle reti ottiche passive 7. La raccolta e l’elaborazione delle tracce di ciascuna PON consente di rilevare situazioni di guasto o malfunzionamento. in assenza di guasti). tra quelli disponibili. infine. della PON colpita e del ramo interessato dall’evento. valutati alle tre lambda e per ciascun OTDR. rami ed è possibile identificare il ramo guautilizzando ogni volta l’impulso di durata minima sto. ad esempio. l’eventuale disservizio è da attribuire agli apparati. A seconda della differenza tra le altezze dei picchi e della loro collocazione si aprono vari possibili scenari: • le differenze dei livelli e delle collocazioni dei fine fibra sono insignificanti: non ci sono guasti sulla rete.uno o più picchi della traccia acquisita preNella tabella 3. 1 .

85 m 16.12 m OTDR B 1. si cerca di individuare la comparsa di un nuovo picco sulla traccia (riflessione di Fresnel in corrispondenza del punto di interruzione della fibra) ed è quindi possibile la localizzazione.99 dB 25.valutati alla lunghezza d’onda di 1650 nm . che l’interruzione non dia luogo a riflessione.25 dB 17. per normali rapporti di diramazione.59 dB 29.23 m 1.15 m 2.55 m 11.53 m 10. pretendere di rilevare e localizzare punti di attenuazione che .75 dB 16. è necessario inserire nel connettore della bretella terminale di collegamento alla ONT un f i l t ro / r i f l e t t o re d i B r a g g c e n t r a t o a 1650nm.92 dB 32.Aprile 2008 55 . Problematiche di esercizio Agli OTDR utilizzati per le misure sulle reti PON sono richieste le due lunghezze d’onda di funzionamento tradizionali (1310/1550 nm) e quella di monitoraggio (λ m ) a 1650 nm da utilizzare quando le fibre della tratta primaria sono in servizio.82 dB 16. quindi.26 dB 23. Nel caso. La difficoltà aumenta all’aumentare del numero dei rami della PON e al diminuire della durata dell’impulso. NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 17 n.57 m OTDR B 10. = 1310 nm = 1550 nm = 1650 nm = 1310 nm = 1550 nm = 1650 nm OTDR A 10.34 dB 20 s 38.51 dB 17.64 m OTDR A 1.19 dB 21. l’algoritmo procede alla ricerca del punto in cui la traccia si discosta in maniera significativa da quella di riferimento.13 dB 34.36 m 10. con valori ben al di sotto di un decimo di decibel.11 dB OTDR = Optical Time Domain Reflectometer TABELLA 1› Confronto dei valori di dinamica. un’attenuazione concentrata di 1 dB viene rappresentata.producano perdite inferiori a 3 dB.43 dB 1 s 27.23 dB 14.05 dB 1 s 31. OTDR B 100 ns 20. OTDR C 100 ns 22.73 dB 26.70 dB 26.FERRARI › GREBORIO › VESPASIANO • Misure per il collaudo e l’esercizio delle reti ottiche passive connettori SC/PC 1100 m Ramo 1 connettori SC/PC 1252m Ramo 2 SPLITTER fibra di lancio 150 m 11 km 1137 m Ramo 3 Ramo 4 Lato OLT Ramo 16 OLT = Optical Line Termination ONU = Optical Network Unit Lato ONU FIGURA 10› Rete PON realizzata nei laboratori Reiss Romoli. Ad esempio.11 m 9.98 dB 20 s 39.11 m 10. In caso di interruzione.13 dB 1 s 30.97 dB 36.99 dB 8.04 m 2.83 m OTDR C 2. invece.64 m 12. Ha poco senso.58 m OTDR C OTDR = Optical Time Domain Reflectometer TABELLA 2› Confronto dei valori di zona morta. 1 . ciò per l’effetto di mascheramento dovuto alle "n" fibre connesse a valle dello splitter e perchè il rumore presente sulla traccia diventa comparabile con l’entità della perdita cercata.55 dB 35. = 1310 nm Pulse Width = 1550 nm = 1650 nm OTDR A 100 ns 18. OTDR = Optical Time Domain Reflectometer TABELLA 3› Confronto dei valori di risoluzione spaziale a 100 ns.71 dB 38.62 m 2. e non può essere correttamente individuata e localizzata in condizioni di misura reali. Per impedire il t r a n s i t o d e l l a λ m v e r s o i l r i c e v i t o re remoto (ONT).12 dB La localizzazione è il punto più critico dell’analisi delle PON.72 dB 20 s 40.68 dB 38.15 m 1.11 dB 29.40 m 1.

probabilmente sarà guasto il ramo primario. di rilevare direttamente e con una buona velocità di misura l’attenuazione tra OLT e ONU. al danneggiamento o al disallineamento dei connettori. si possono verificare nell’esercizio di una PON sono: • il livello di potenza ricevuto in una o più ONT è insufficiente. I problemi di rete. La traccia "composita" che ne deriva rende difficile individuare l’eventuale ramo guasto e quasi impossibile la localizzazione.FERRARI › GREBORIO › VESPASIANO • Misure per il collaudo e l’esercizio delle reti ottiche passive La misura alla lunghezza d’onda di 1490 nm. 200. onde evitare il mascheramento dovuto all’accavallarsi di più zone morte. La misura dell’ampiezza delle singole riflessioni fornisce informazioni sull’attenuazione di ciascuna linea. i problemi sono in genere dovuti alla scarsa pulizia. 20/30. consente di visualizzare tratti di fibra non superiori a circa 2 km. localizzare il guasto tra ONT e splitter. delle giunzioni di linea e dei connettori. La realizzazione di un sistema di monitoraggio della PON può produrre molteplici vantaggi: controllo costante dell’attenuazione delle fibre. aumento dell‘affidabilità complessiva del collegamento. trasmettendo il segnale di sorveglianza su fibre dedicate. 500 ns). Ad esempio l’Operatore NTT utilizza il metodo delle riflessioni di riferimento nel suo sistema denominato "AURORA". oppure a interruzioni o infine a micro e macro curvature delle fibre. ma piuttosto tutto il cavo. sufficientemente forte da elevarsi decisamente sopra il segnale di retrodiffusione [8]. lungo la linea e presso la OLT. La sparizione o l’abbassamento di una riflessione segnala un guasto sullo specifico ramo. pertanto si eseguirà un test con l’OTDR a qualunque λ dal lato della OLT. mentre la sparizione o l’abbassamento di un gruppo di riflessioni segnala problemi a monte dello splitter comune. 100. La disponibilità di una gamma d’impulsi molto ampia nell’intervallo da zero a 500 ns consente di ottimizzare la misura alle varie condizioni di attenuazione con la risoluzione più adatta (es: 3/5. più frequentemente. Dopo lo splitter. BER aumentato. visualizzando il collegamento fino all’OLT. Per la diagnosi del singolo ramo è necessario effettuare la misura dal lato ONT.02 dB più elevata rispetto a 1550 nm. 1 . Per la localizzazione di un guasto si può quindi operare come segue: • se tutti i clienti che afferiscono allo stesso splitter sono fuori servizio. alcuni o tutti i clienti della rete in dipendenza della localizzazione del problema stesso. non è così invece per le fibre prodotte prima del 1990. cioè non usate per il servizio (dark fiber). impiegando un accoppiatore WDM per iniettare il segnale di controllo al primo stadio di diramazione ubicato in centrale ed un filtro/riflettore di Bragg alla λm di 1650 nm per bloccare il segnale di controllo alla ONT. . La sorveglianza avviene osservando l’ampiezza delle riflessioni sulla traccia. non è necessaria.con OTDR a 1650 nm o 780 nm. Un OTDR per reti PON deve quindi realizzare un buon compromesso tra dinamica e risoluzione.Aprile 2008 stesso splitter sono fuori servizio.misurare la potenza del segnale ricevuto alla ONT. si deve: . Un metodo semplice ed efficace per monitorare l’attenuazione dei vari rami di una PON. quando non è necessario caratterizzare i singoli elementi dell’impianto.è necessaria un’alta dinamica. • componenti guasti in corrispondenza delle ONT. L’interesse per questi sistemi muove dall’ipotesi che la gran parte dei guasti in rete non riguarda la singola fibra. è quello di creare al termine di ogni linea una riflessione di ampiezza nota e stabile. L’impulso da 500 ns è molto importante in quanto consente. . infatti un impulso largo consente di coprire un ampio range dinamico con scarsa risoluzione. esistono soluzioni alternative che prevedono la sola sorveglianza dell’integrità dei cavi. che produce la riflessione di riferimento selettiva alla λm.verificare lo stato dell’apparato in sede d’utente (ONT). che. Poiché tutti i componenti di rete sono passivi. Purtroppo alla λ m di 780 nm la sensibilità ai fenomeni di bending è limitata. analisi statistica del comportamento di fibre e componenti alle diverse condizioni ambientali. La localizzazione di anomalie presenti tra lo splitter di rete e l’ONT . • se invece uno solo o pochi clienti afferenti allo 56 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 17 n.un tratto piuttosto breve e con diversi componenti passivi in cascata richiede l’impiego di impulsi molto stretti (≤ 10 ns). utilizzata sulle PON in direzione downstream. 10.652 C (low water peak fiber). Accanto ai sistemi che prevedono la sorveglianza diretta e totale delle singole fibre usate per la trasmissione. 50.che presentano forti salti di attenuazione . Tali problemi possono interessare uno. o segnale degradato. . in quanto la sua dinamica. L’ impiego di quest’ultimo è limitato al tratto splitter di rete – ONT. Queste due esigenze sono contraddittorie e non realizzabili a parità di larghezza d’impulso. la traccia è di difficile interpretazione per la presenza delle "n" fibre di uscita. mediante un OTDR. ubicato alla ONT. Per testare le PON . Ciò è vero per le fibre di costruzione più recente ed in special modo per le fibre G. mentre per discriminare eventi riflessivi molto vicini fra di loro è necessaria un’alta risoluzione. All’atto pratico. la misura con OTDR consente di misurare tutta la tratta primaria dall’OLT fino allo splitter.solo 0. pari a circa 7dB. In Giappone si adottano sistemi di monitoraggio con OTDR ad alta dinamica a 1650 nm sulla tratta primaria e OTDR ad alta risoluzione a 780 nm sul cavo drop. in quanto l’attenuazione a 1490 nm è – mediamente . ma presenta un’elevata risoluzione. • nessun segnale ricevuto alla ONT. mentre un impulso stretto limita la dinamica. riduzione dei tempi di intervento nella manutenzione correttiva (guasti). punto di forza di questo sistema è un connettore ottico a basso costo.

ferrari@telecomitalia. con un confronto tra le prestazioni di alcuni strumenti disponibili in commercio. "Sperimentazione in laboratorio della manutenzione ottica". La stesura dell’articolo è stata possibile grazie alla preziosa collaborazione di Paola Regio (TILab – Torino) e di Mariangela Trotta (Università dell’Aquila). con riferimento specifico a quanto può essere fatto tramite l’uso di OTDR. "NGN2: accesso e impiantistica".com — [1] ITU-T Recc. Requisiti fondamentali". N.38 [6] M. "Optical fibre cable maintenance criteria for in-service fibre testing in access networks". 2007 [5] M. S. 3. Burzio. 1 . Ottobre 2000 — ACRONIMI ADZ APC EDZ FBT FTTB GPON NGN2 ODN OLT ONU OTDR PLC PON RL VFL Attenuation Dead Zone Angled Physical Contact Event Dead Zone Fused Biconical Taper Fiber To The Building Gigabit Passive Optical Network Next Generation Network 2 Optical Distribution Network Optical Line Termination Optical Network Unit Optical Time Domain Reflectometer Planar Lightwave Circuit Passive Optical Network Return Loss Visual Fault Location BIBLIOGRAFIA NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 17 n. "Misure di backscattering su reti PON".G. e sono state delineate le linee guida per l’attività di esercizio della PON. anno 16. Ricaldone. tesi di laurea.650.FERRARI › GREBORIO › VESPASIANO • Misure per il collaudo e l’esercizio delle reti ottiche passive 9. In questo articolo sono stati presentati i risultati delle misure effettuate su due impianti sperimentali. nicola. Notiziario Tecnico Telecom Italia. L. Notiziario Tecnico Telecom Italia. Università dell’Aquila – Facoltà di Ingegneria. N. Monacelli. 29 . documenti tecnici CSELT.Aprile 2008 57 . 2008 [8] A. Orlando.66. Dicembre 2007. 2004 [2] N. "Definitions and test methods for linear. Luglio 2007. G.it laura. "NGN2: il case study Milano". anno 16. P.vespasiano@tils. 2. Ferrari. S. per poter conciliare i requisiti di dinamica con quelli di risoluzione.41. Aprile 1999 [3] ITU-T Recc. Panattoni. "Maintenance wavelength on fibres carrying signals". P. Gnazzo. L. 2000 [4] ITU-T Recc. "OTDR portatili per la manutenzione della rete in fibra ottica.it gaetano.1. Trotta. documenti tecnici CSELT. Conclusioni L a p e c u l i a r i t à d i u n a re t e o t t i c a p a s s i v a richiede un’attenta impostazione della configurazione di misura dell’OTDR. pp. Ricaldone.42 [7] M. deterministic attributes of single-mode fibre and cable".G. pp.greborio@telecomitalia. 40 .

Etecsa. su incarico della DG. dal 1986 è stato docente della Scuola Superiore "G. nuovi attrezzi ed accessori. conferenze di settore e di libri. Attualmente. ed ha partecipato alla realizzazione di norme tecniche di esercizio e manutenzione della rete in cavo. Reiss Romoli (ora TILS) per alcuni moduli didattici inerenti i portanti in rame e in fibra ottica. nel 1997 è entrata in Telecom Italia. rete di accesso a larga banda. È membro del CEI e dell’AICE. 1 . 58 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 17 n.FERRARI › GREBORIO › VESPASIANO • Misure per il collaudo e l’esercizio delle reti ottiche passive Laura Greborio laureata in Fisica. Si è occupato inizialmente di esercizio e manutenzione dei cavi speciali.Aprile 2008 . divenendo poi responsabile del settore "esercizio cavi" della regione Abruzzo e Molise. Dal 1996 svolge seminari sulle tecnologie ottiche applicate alle TLC presso le facoltà di ingegneria di Cagliari e dell’Aquila. Ha collaborato. Ha partecipato a numerose missioni all’estero presso altri operatori di TLC quali Telecom Argentina. Inizialmente. attività di analisi e prove in campo della strumentazione di misura per gli impianti in cavo ottico e in rame. fra cui "Le fibre ottiche nelle telecomunicazioni" e "L’ecometria applicata alle telecomunicazioni in cavo". dove si è occupata di diversi aspetti della Rete di Accesso. ha lavorato nell’ambito delle tecnologie su rame (ISDN). WDM-PON). G a e t a n o Ve s p a s i a n o . È autore di articoli. Reiss Romoli" (ora TILS) dove si occupa di sistemi di trasmissione in fibra ottica. Hondutel e svolto. quali OTDR (Optical Time Domain Reflectometry). Nicola Ferrari è in Telecom Italia dal 1978. di cui ha curato l’edizione e del libro "Collegamenti in fibra ottica". di analisi dei possibili scenari architetturali e di affidabilità delle reti PON. Ha collaborato al progetto europeo IST GIANT (GIgaPON Access NeTwork). Dal 2000 collabora con la Facoltà di Ingegneria dell’Aquila. Successivamente. È stato co-autore del libro "Le fibre ottiche per telecomunicazioni". misure su fibre e componenti optoelettronici. al progetto SOCRATE. si è occupata di Qualità del Servizio e di allocazione dinamica della banda nei sistemi GPON (è co-inventrice di un algoritmo per la gestione dinamica della banda upstream nei sistemi GPON). poi si è occupata di accesso wireless (WiMAX) e di tecnologie ottiche (GPON. nell’ambito della DG. si occupa dell’evoluzione delle tecnologie ottiche nella Rete di Accesso e di tecniche per il monitoraggio delle reti PON. dove tiene attualmente il corso di Comunicazioni Ottiche. Dal 1990 è coordinatore e docente presso la "Scuola Superiore G. È autore di numerosi articoli presentati a conferenze e convegni nel settore delle comunicazioni ottiche e delle reti di TLC. Nell’ambito del settore E/ATC (Esercizio Apparati Trasmissivi e Cavi) è stato responsabile "Esercizio e Manutenzione cavi" della Direzione Territoriale "Centro 2" in Roma. Attualmente opera presso il CSL di Pescara. l a u r e a t o in Ingegneria Elettrotecnica presso l’Università dell’Aquila. Dal 2001 al 2006 ha svolto in TILS funzioni di Key Account per il mercato Mobile e Internazionale e di Account per il mercato Aziende. amplificazione ottica. in cui è stata coinvolta per le tematiche di definizione dei servizi a larga banda.