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Giurisprudenza

Diritto processuale civile
Imprudente esecuzione forzata e illecito processuale
Tribunale di Verona, Sez. II, 23 gennaio 2015 - Giud. un. Vaccari - Elda Service S.r.l. (avv. Rebesani - Benico) c. G. D.V. (avv. Sartori)
Chi agisce in via esecutiva sulla base di un titolo caducabile - come accade a chi effettua un pignoramento immobiliare sulla scorta di un decreto ingiuntivo sì provvisoriamente esecutivo, ma già oggetto di opposizione
e quindi revocabile - difetta della “normale prudenza” richiesta dall’art. 96, comma 2, c.p.c. ed è pertanto tenuto al risarcimento dei danni nei confronti dell’esecutato.
Il danneggiato può avanzare la propria domanda risarcitoria anche nell’ambito di un giudizio autonomo, allorquando non vi siano state le condizioni per proporre la domanda stessa nel corso del precedente giudizio, dal
quale è scaturita la responsabilità aggravata della controparte.

ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI
Conforme

Trib. Verona 14 novembre 2014.

Difforme

Cass. 18 febbraio 2000, n. 1861; Cass. 20 novembre 2009, n. 24538.

Il Tribunale (omissis).
Motivi della decisione
Elda Service s.r.l. ha convenuto in giudizio innanzi a
questo Tribunale l’arch. G. D.V. per sentirlo condannare al rimborso in proprio favore delle spese notarili, di
custodia e legali poste a suo carico nella procedura esecutiva immobiliare n. 183/2009 che lo stesso aveva proposto sempre davanti a questo Tribunale sulla base di
un decreto ingiuntivo ottenuto in data 10 maggio 2007
per il pagamento del compenso per prestazioni professionali rese in favore della odierna attrice, quantificato
in euro 105.861,07 oltre interessi.
L’attrice, per meglio dar conto delle ragioni della propria domanda, ha esposto:
- di aver proposto opposizione avverso il predetto decreto, contestando di essere debitrice del D.V. e sostenendo che le obbligazioni per il pagamento delle prestazioni
rese dallo stesso avrebbero dovuto carico ad altro soggetto, vale a dire la Ghes s.r.l. che era stata pertanto
chiamata in causa in quel giudizio;
- che il decreto opposto era stato dichiarato provvisoriamente esecutivo con ordinanza ex art. 648 c.p.c. del 9
giugno 2008;
- che in data 28 luglio 2008 il D.V. aveva notificato atto di precetto rinnovato l’8 gennaio 2009 e in data 27
marzo 2009 atto di pignoramento immobiliare avente
ad oggetto il fabbricato meglio descritto in atto di citazione;
- che il bene era stato quindi venduto all’asta e il ricavato della vendita era stato assegnato dal G.E. ad essa
attrice in accoglimento della sua istanza; - che, con sentenza n. 2373/2012, depositata in data 8 novembre
2012, il Tribunale di Verona aveva revocato il predetto
decreto e condannato la terza chiamata Ghes s.r.l. al
pagamento delle parcelle.
L’attrice ha anche chiesto la condanna del convenuto
al risarcimento del danno che questi le aveva arrecato
ponendo in esecuzione il succitato titolo giudiziale e

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che ha indicato nella differenza tra il valore dell’immobile, quale era stato accertato nel corso della procedura
esecutiva (euro 209.000,00), e il prezzo al quale era stato aggiudicato all’esito di essa (euro 166.000,00).
Il convenuto si è costituito ritualmente in giudizio e dopo aver eccepito in via preliminare la nullità dell’atto
di citazione ha sostenuto che, qualora il titolo della pretesa di controparte fosse stato rinvenuto nel disposto
dell’art. 96 secondo comma c.p.c. - come poteva desumersi dalla sua prospettazione - essa avrebbe dovuto essere avanzata davanti al giudice del merito vale a dire a
quello che aveva trattato il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo o al limite al giudice dell’esecuzione e
non poteva essere proposta in via autonoma con la conseguente incompetenza del giudice adito.
In via ulteriormente subordinata il convenuto ha avanzato istanza di sospensione del giudizio di opposizione a
decreto ingiuntivo, in attesa della definizione del giudizio di appello che era stato proposto avverso la sentenza
del Tribunale di Verona.
Nel merito il convenuto ha resistito alla domanda avversaria, assumendo che poiché, nel predetto giudizio
non vi era stata definitiva e totale soccombenza del
convenuto né era stata accertata l’inesistenza del diritto
esecutivamente azionato né vi era prova di colpa nemmeno lieve del convenuto e del danno conseguente alla
sua condotta non sussisteva nessuno dei presupposti per
l’affermazione di una propria responsabilità ai sensi dell’art. 96 comma 2 c.p.c.
La causa è giunta a decisione senza lo svolgimento di
attività istruttoria, a seguito del rigetto da parte di questo Giudice delle istanze istruttorie delle parti.
In via preliminare va disattesa l’eccezione di nullità dell’atto di citazione sollevata dal convenuto atteso che
egli stesso ha dimostrato di aver perfettamente compreso che il titolo della pretesa di controparte è costituito
dalla condotta, asseritamente illecita, che egli avrebbe
posto in essere, dando corso ad una esecuzione immobi-

il Corriere giuridico 2/2016

D.c. al giudice della esecuzione.). A ben vedere però nemmeno nel giudizio di esecuzione si erano ancora verificati tutti i presupposti per la formulazione di una domanda risarcitoria avente ad oggetto i danni qui lamentati. Occorre infatti tenere innanzitutto presente che. non indica cioè davanti a quale giudice va esercitata l’azione dalla norma (in tesi) riconosciuta. come parimenti sostenuto dalla difesa del convenuto.p. Sempre in via preliminare va parimenti disatteso il rilievo di parte attrice secondo cui sussisterebbero i presupposti per l’astensione da parte di questo giudice dalla trattazione del presente giudizio. È evidente quindi che alla data del 1 marzo 2012 quel danno per l’attrice non si era ancora realizzato. 24538).p. comma 2. 20 novembre 2009.p. della sussistenza o meno del diritto di credito dell’arch.V. istanza che è stata parimenti avanzata dal convenuto. che risale al 1 marzo 2012. c. Per essere ancora più espliciti se fosse 267 . come subito si chiarirà. 6 maggio 2010. (quale norma speciale rispetto all’art. L’attrice ha invece richiesto la rifusione delle spese sostenute nella procedura esecutiva e il risarcimento del conseguente danno emergente. si riferiscono ad ipotesi di riforma della sentenza di condanna di primo grado provvisoriamente esecutiva. Dall’applicazione di tale principio al caso di specie consegue che non è sufficiente a giustificare la conclusione che la domanda avrebbe dovuto essere proposta al giudice del merito la circostanza. Occorre ora valutare l’eccezione di incompetenza che il convenuto ha sollevato. che. sostenendo che le proprie domande si fondano sulla sopravvenuta illegittimità della procedura esecutiva promossa dal convenuto. secondo la Suprema Corte: “Chi intende chiedere il risarcimento del danno per l’eseguita esecuzione forzata illegittima può agire soltanto. e ha richiamato alcune pronunce di legittimità a sostegno del proprio assunto. Peraltro per quanto riguarda le spese della procedura esecutiva (spese notarili e di custodia. 9) rispetto alla quale ha anche formulato le proprie osservazioni. secondo comma. III.p. al 22 giugno 2009 l’istanza di vendita e al 14 dicembre 2011 l’aggiudicazione del bene) perché l’accertamento su di essi spetta. ai sensi dell’art.c. 96. ha fatto sorgere il diritto dell’esecutato ad ottenere il rimborso delle spese sostenute e il risarcimento degli ulteriori danni. e quindi all’azione di ripetizione conseguente. 96. è stato revocato il decreto ingiuntivo opposto ed esso non potrà riacquistare efficacia. questo giudizio non ha ad oggetto l’accertamento definitivo. non detta una regola sulla competenza. 96. che abbia ottenuto una somma di denaro sulla base di un titolo poi caducato.Giurisprudenza Diritto processuale civile liare divenuta illegittima. evidenziata dalla difesa del convenuto. Ciò detto. del potere di formulare una istanza collegata o connessa all’agire o al resistente in giudizio” (così Cass. funzionalmente competente sia sull’‘an’ che sul ‘quantum’. “l’art. è inammissibile una domanda di condanna generica. sez. può essere liquidato anche d’ufficio” (Cassazione civile.c. quale quella che avrebbe potuto essere spiegata dalla at- il Corriere giuridico 2/2016 trice per ottenere la restituzione della somma che avesse versato a seguito della concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo. ma casomai sarò sostituito da questa. n. e quindi su una fattispecie estranea all’ambito di applicazione dell’art. secondo la pronuncia sopra citata. come ha obiettato la difesa di parte attrice. comma 2. per espressa previsione normativa. nel merito. pertanto.c. Sul punto è necessario innanzitutto chiarire che tale rilievo non riguarda la competenza del giudice adito ma piuttosto l’ammissibilità della domanda di parte attrice poiché. n. sez. sul presupposto che l’ipotesi di responsabilità prospettata dall’attrice è riconducibile a quella prevista dall’art. questa ha determinato la caducazione del titolo sulla base del quale era stata promossa l’esecuzione e. da parte del litigante. sempre che questi ne abbia la possibilità. dinanzi al giudice dell’opposizione all’esecuzione. Indipendentemente dall’esito del gravame avverso la sentenza di primo grado. Va decisamente esclusa poi la ricorrenza dei presupposti per sospendere il presente giudizio.c. 96 c. comma 2. costituito dal decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. 2043 c. per aver egli trattato anche il giudizio di opposizione decreto ingiuntivo sopra citato. secondo la Corte di Cassazione. Orbene entrambe le alternative non possono essere accolte. 96. a ben vedere. risulta però fuorviante poiché le sentenze citate.. c. a seguito della caducazione a posteriori del titolo esecutivo sul quale si fondava. con la sentenza conclusiva del giudizio di primo grado. ma disciplina un fenomeno endoprocessuale. svolgendo quindi una domanda risarcitoria che ricade sicuramente nell’ambito di applicazione dell’art. Infatti. vale a dire al giudice del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo o al giudice dell’esecuzione. consistente nell’esercizio. spese per la cancellazione del pignoramento e spese legali) è bene precisare che Elda Service ebbe contezza del loro ammontare solo dopo la succitata udienza di precisazione delle conclusioni. con riserva di agire in un separato giudizio per il ‘quantum’. che gli eventi processuali integranti l’an della sua responsabilità del si fossero verificati ancor prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. laddove affermano che non rivelano gli stati soggettivi dell’accipiens.p. Infatti. quindi. occorre ora stabilire se tale domanda avrebbe dovuto essere proposta al giudice del merito. Quest’ultimo richiamo. La difesa di parte attrice ha contestato la summenzionata premessa. conseguentemente. dal momento che l’esecuzione era iniziata e proseguita sulla base di un titolo valido ed efficace. quando venne comunicata alle parti la prima bozza del progetto di distribuzione del ricavato della vendita (doc. 10960). c. c. nei confronti di Elda Service poiché in esso i controverte delle conseguenze pregiudizievoli dell’azione esecutiva che è stata promossa nei confronti dell’attrice sulla scorta di quel titolo. nemmeno qualora la suddetta pronuncia dovesse essere riformata in appello con contestuale condanna di Elda Service in favore del D. per la precisione in data 28 maggio 2012. (in particolare al 24 marzo 2009 il pignoramento. III.V.c.

n. in aderenza ad un orientamento della Suprema Corte che ha stabilito che “l’azione di risarcimento danni ex art.081. a ben vedere.00. L’assunto di Elda Service infatti si basa sul presupposto. ma avrebbe potuto legittimamente aspettare la ripresa del mercato immobiliare. 1861). Il compenso per la fase di trattazione va invece determinato riducendo del 30% il valore medio di liquidazione e quello per la fase decisoria riducendo del 50 % il corrispondente valore medio di liquidazione alla luce della duplice considerazione che la prima è consistita nel solo deposito delle memorie ai sensi dell’art. n. 2 c. davanti ad altro giudice.Giurisprudenza Diritto processuale civile stata avanzata in quella fase il giudice della esecuzione l’avrebbe rigettata. 96 c.081. Cass. anche in considerazione della ultimazione dei lavori che essa intendeva certamente completare prima della vendita”. entrato in vigore il tre aprile di quest’anno. che era stata esplicitata nella parte motiva del provvedimento. In particolare le somme spettanti per le fasi di studio ed introduttiva vanno determinate assumendo a riferimento i valori medi di liquidazione previsti dal succitato regolamento per le corrispondenti fasi delle cause di valore compreso tra euro 5. sorse il diritto dell’attrice ad ottenere il ristoro dei pregiudizi patiti. Deve anche escludersi che l’attrice abbia subito il danno emergente. 20 novembre 2009. Cass. sia rimasta preclusa in forza dell’evoluzione propria dello specifico processo dal quale la responsabilità aggravata ha avuto origine”. dal momento che Elda Service non ha pro- 268 dotto documentazione che comprovi che essa ha corrisposto all’avv.V. 24538. n. ed era quindi conscio del fatto che esso avrebbe potuto essere caducato all’esito del giudizio. 25143. Solo con la pubblicazione della sentenza che revocò il decreto ingiuntivo.p. che ha affermato che l’istanza ai sensi dell’art. Venendo alla regolamentazione delle spese di causa. n. 16559). esposto in atto di citazione. quindi..20001 ed euro 26.c.p. Il convenuto infatti ha agito in via esecutiva sulla base di un decreto ingiuntivo che presupponeva una valutazione sommaria dei motivi di opposizione. Negli stessi termini si è espressa anche Cass. 8829. 5 agosto 2005. nella memoria di replica alla conclusionale del convenuto. e quindi in via autonoma e consequenziale e successiva. sulla base dell’agevole e incontestabile rilievo che avrebbe dovuto essere proposta davanti al giudice del giudizio di merito. attraverso scritture private. La domanda.p.. esse vanno poste a carico del convenuto in applicazione del criterio della soccombenza e si liquidano come in dispositivo facendo riferimento. 183. comma VI. 96 c. data la fase stagnazione in cui già all’epoca del pignoramento dell’immobile si trovava il mercato immobiliare.m. salvo i casi in cui la possibilità di attivare il mezzo offerto dall’art.c e che nel corso della seconda le parti non hanno dovuto prendere posizione su nuove emergenze limitandosi a riprendere gli argomenti che già avevano svolto in precedenza.c.p.000. per la determinazione della somma spettante a titolo di compenso. che avrebbe potuto vendere quel bene se il convenuto non gliene avesse sottratta la disponibilità ma una simile prospettiva è stata esclusa dalla stessa attrice nel corso del giudizio. Nel caso di specie è ravvisabile anche l’elemento soggettivo richiesto dalla norma in esame per l’affermazione della responsabilità del D. 21992. o una offerta adeguata e non sottostimata. “pur essendo volta ad attivare una tutela di tipo aquiliano …non può tuttavia essere considerata espressione di una potestas agendi esercitabile al di fuori del processo in cui la condotta generatrice della responsabilità aggravata si è manifestata.p. come detto.. nemmeno ha formulato capitoli di prova orale (ad esempio per interpello) diretti a dimostrare tale circostanza (quello sub 1 della memoria ai sensi dell’art. tenuto conto che esso è costituto non già dalla mala fede o dalla colpa grave. essendo state detratte dalla somma ricavata dalla vendita dell’immobile per un ammontare di euro 7. 14 ottobre 2008 n.. presupposti per l’applicazione sia del primo che del terzo comma dell’art.22. non può di regola essere fatta valere in un giudizio separato ed autonomo rispetto a quello dal quale la responsabilità aggravata ha origine. n. Passando alla quantificazione dei danni. sulla base dell’esame delle difese che le parti avessero svolto e delle risultanze dell’istruttoria.c. non avrebbe potuto realizzare il prezzo quantificato in sede di perizia ha negato di aver avuto intenzione di alienarlo. di custodia e di cancellazione del pignoramento che l’attrice ha sostenuto nella fase esecutiva e che sono state comprovate. VI comma. Cass. era volto a dimostrare che l’attività descritta nei predetti documenti era stata effettivamente posta in essere). Nulla può invece riconoscersi alla attrice a titolo di rimborso delle spese legali asseritamente sostenute nella procedura esecutiva e in quella di opposizione agli atti esecutivi. 9-10) si è infatti espressa esattamente in questi termini: “Elda Service non avrebbe venduto l’immobile né in quel momento. 96 c. Essa infatti. cp. 19 ottobre 2007. salvo che ciò sia precluso da ragioni attinenti alla stessa struttura del processo e non dipendenti dalla inerzia della parte” (Cass. essi possono essere riconosciuti nelle spese notarili. è stata correttamente avanzata con un autonomo giudizio. Alla attrice spetta anche il rimborso delle spese generali nella misura massima consentita del 15 % e di quella di il Corriere giuridico 2/2016 .22 spettano gli interessi al tasso legale dal momento del pagamento a quello del saldo effettivo. ma dalla mancanza nell’esecutante della normale prudenza che la giurisprudenza di legittimità ha individuato nella “consapevolezza della rescindibilità del titolo e della provvisorietà del suoi effetti” (Cass. Rebesani le somme di cui alle fatture prodotte sub 19 e 21 e. né allo stato grezzo in cui si trovava. 96 c. pari alla differenza tra il valore dell’immobile esecutato e quello realizzato a seguito della sua vendita forzata. 13 aprile 2007. n. 55/2014. Sull’importo riconosciuto di euro 7. per ribattere al rilievo di questi secondo cui.c. 183.c. 18 febbraio 2000. In tale atto (pagg. al d.

il procedimento ordinario di opposizione a decreto ingiuntivo prosegue regolarmente. di custodia. si conclude anche la procedura esecutiva: il Giudice dell’esecuzione quantifica le relative spese di procedura ponendole a carico di Alfa. . 645 c. Non avendo ricevuto il pagamento delle proprie spettanze. Il Giudice unico del Tribunale di Verona dichiara inammissibile la domanda risarcitoria avanzata dall’attrice e avente ad oggetto la condanna del convenuto al pagamento della somma pari alla differenza tra il prezzo ricavato dalla vendita forzata dell’immobile per cui è causa e il valore stimato dal ctu.p. comma 2. Sulla base del titolo così ottenuto. come già anticipato dal progetto di distribuzione. fino a giungere all’udienza di precisazione delle conclusioni. il Tribunale scaligero revoca il decreto ingiuntivo originariamente emesso e condanna la società terza chiamata Beta al pagamento della parcella dell’architetto.c.c. Giudizio autonomo per l’azione di risarcimento danni da imprudente esecuzione di Serena Corongiu e Giulia Carlotta Salvatori Con la sentenza annotata.c.tornando al giudizio ordinario di opposizione. . il decreto ingiuntivo è comunque dichiarato provvisoriamente esecutivo ex art. L’esecutato ha quindi diritto al relativo risarcimento danni.successivamente. società (che chiameremo “Beta”). oltre rimborso spese generali nella misura del 15 % sulla somma liquidata a titolo di compenso.00 a titolo di ripetizione del contributo unificato versato. Infatti: .nel frattempo.l’architetto ottiene dapprima il pignoramento immobiliare di un fabbricato di Alfa. diversa. il Tribunale di Verona ha stabilito che chi agisce in via esecutiva sulla base di un titolo caducabile . la società esecuta- 269 . per la cancellazione del pignoramento e legali).assume una condotta priva della “normale prudenza” richiesta dall’art.tre mesi dopo l’udienza di p. sostenendo che il soggetto tenuto al pagamento del compenso dell’architetto è in realtà un’altra. progetto nel quale la società esecutata Alfa viene gravata delle spese della procedura esecutiva (spese notarili.. nei mesi successivi all’udienza di p. l’architetto notifica un atto di precetto alla opponente Alfa.M.081.Q.c. 648 c. .da ultimo. presenta la relativa parcella. il Corriere giuridico 2/2016 .545.Giurisprudenza Diritto processuale civile euro 660.00 a titolo di ripetizione del contributo unificato versato.c. l’architetto presenta istanza di vendita dell’immobile pignorato. alla conclusione dell’incarico. se dovuta. Il caso Un architetto rende alcune prestazioni professionali a favore di una società veronese (che chiameremo per comodità “Alfa”) e.. Secondo il Tribunale veneto. il quale viene aggiudicato a un prezzo considerevolmente inferiore rispetto al valore previamente accertato durante la procedura esecutiva. egli può avanzare la richiesta di risarcimento anche nell’ambito di un giudizio autonomo. condanna il convenuto a corrispondere all’attrice la somma di euro 7. e Cpa nonché la somma di euro 660. Non essendo tenuta al pagamento secondo quanto accertato dal giudizio ordinario.p. . l’architetto deposita un ricorso per decreto ingiuntivo contro Alfa e ottiene il relativo provvedimento monitorio. le parti del processo esecutivo ricevono la prima bozza del progetto di distribuzione del ricavato della vendita. Iva.00.come ad esempio chi aziona un decreto ingiuntivo già oggetto di un giudizio di opposizione . P.p. c.22 oltre agli interessi al tasso legale su tale importo dal momento del pagamento a quello del saldo effettivo nonché alla rifusione delle spese di lite che liquida nella somma complessiva di euro 3. quando l’esecutato non abbia potuto proporre la domanda risarcitoria nel corso del giudizio in cui è sorta la responsabilità aggravata dell’esecutante incauto. 96. Nel corso del procedimento ordinario radicatosi a seguito dell’opposizione. la quale viene pertanto chiamata in giudizio. La società ingiunta Alfa propone opposizione ex art. l’intreccio fra gli eventi del giudizio ordinario di opposizione e le tappe della procedura esecutiva si intesse in maniera sempre più stretta. A partire da questo momento.

n.avrebbe dovuto essere proposta nel giudizio ordinario di opposizione e precisamente in occasione dell’udienza di precisazione delle conclusioni (udienza svoltasi successivamente alla data della vendita coattiva). Secondo un consolidato insegnamento della Cassazione. Cass.c. in Banca-Dati Pluris. c. 451. nell’ambito di un autonomo giudizio. 96.c. Nel costituirsi nel secondo giudizio. l’architetto eccepisce.p. n. rilevando in capo al professionista una condotta priva della “normale prudenza”. il Tribunale veronese sussume effettivamente la fattispecie nel disposto dell’art. ibi- dem. comma 2.c. 96 c.c. mer. passibile dunque di responsabilità aggravata per aver agito in via esecutiva sulla base di un titolo caducabile (il decreto ingiuntivo opposto). 96. 96.impedirebbe al danneggiato di avanzare la corrispondente richiesta risarcitoria nell’ambito in un giudizio autonomo: la domanda risarcitoria dovrebbe giocoforza essere formulata nel corso dello stesso processo in cui si è verificato l’illecito. 17 luglio 2007.p. 15882. né nell’ambito del giudizio di opposizione. Campobasso 7 aprile 2011. 4 giugno 2007. 14 aprile 2000.. 270 L’accessorietà della domanda risarcitoria ex art. Secondo la giurisprudenza pressoché unanime. n. rispetto alla domanda principale: cenni alla tesi prevalente in giurisprudenza e in dottrina In chiave processualistica.p. 12952. da un lato. comma 2. 96. Per quanto attiene alla domanda risarcitoria corrispondente al minor valore dell’immobile aggiudicato. l’art.c. c. Nella sentenza in commento. il Tribunale afferma che l’avvio di un giudizio autonomo appare del tutto legittimo. invece. dall’altro lato. 4816.p. prima parte. Più precisamente. In altri termini. ibidem. in questa Rivista. v. Quanto alla possibilità.p. al rimborso delle spese relative alla procedura esecutiva immobiliare ingiustamente subita e. (1) Cass. n. a pena di preclusione. la domanda relativa alla rifusione delle spese della procedura esecutiva. che tale domanda risarcitoria non avrebbe potuto essere proposta in via autonoma. di proporre la richiesta risarcitoria ex art. Cass.ritiene il Giudice . Giur.c. 96.c. il Tribunale opera una precisa distinzione fra le due voci di danno. la tradizionale lettura dell’art. 2000. 1861. n.. posto che la società esecutata non avrebbe potuto formulare la domanda risarcitoria prima di tale momento processuale. bensì avrebbe dovuto essere avanzata in uno dei due procedimenti già conclusi: o direttamente nel previo giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. Trib.pari alla differenza fra il prezzo di aggiudicazione e il valore stimato del fabbricato. c. c. La richiesta non avrebbe potuto. comma 2. comma 2. e ci “non solo perché nessun giudice può giudicare la temerarietà processuale meglio di quello stesso che decide sulla domanda che si assume.: Alfa lamenta infatti un difetto di “normale prudenza” nell’avvio della procedura esecutiva. . c. la peculiare natura dell’illecito ex art. secondo questa tesi la domanda risarcitoria deve di regola essere avanzata in simultaneus processus anche e soprattutto allo scopo di evitare contrasti pratici di giudicati (2). per l’appunto. (2) Cass. disciplinerebbe insomma “un fenomeno endoprocessuale. 18 febbraio 2000. Per quanto concerne. la sentenza veronese in commento riveste un notevole interesse perché si sofferma sulla questione dell’autonoma proponibilità della domanda risarcitoria poggiante su un illecito processuale ai sensi dell’art.quest’ultimo . 96 c. comma 2.p. al risarcimento del danno patito per la vendita coattiva dell’immobile pignorato: danno . ritiene che la domanda diretta al ristoro del pregiudizio patito a causa dell’abuso del processo si configuri come necessariamente connessa con la domanda già oggetto del procedimento principale (1). ove fosse separatamente condotta. Cass. essere avanzata né nell’ambito della procedura esecutiva (che era stata iniziata in forza di un titolo valido ed efficace). c. ibidem. essendosi quest’ultimo concluso prima del termine della procedura esecutiva. 96. il Tribunale veronese accoglie parzialmente la richiesta risarcitoria di Alfa. per il danneggiato. oppure innanzi al Giudice dell’esecuzione. 4. comma 2. dunque. La domanda appare così preclusa nel nuovo procedimento de quo.c. di un contrasto pratico di il Corriere giuridico 2/2016 . essa .originato dalla condotta antigiuridica assunta nel contesto di un processo . prevedendo che la domanda è proponibile solo nello stesso giudizio dal cui esito si deduce l’insorgenza della detta responsabilità”. 4030. 6 aprile 1995.Giurisprudenza Diritto processuale civile ta Alfa instaura allora un nuovo giudizio contro l’architetto per sentirlo condannare. procedendo alla quantificazione del danno risarcibile.p. in particolare. ma anche e soprattutto perché la valutazione del presupposto della responsabilità processuale è così strettamente collegata con la decisione di merito da comportare la possibilità. temeraria.p. La causa petendi della nuova azione giudiziale di Alfa contro il professionista poggia sull’art. infatti. Limitatamente a questo capo della domanda.

come dimostrano i casi di altre disposizioni processuali. per la parte lesa. si possono annoverare quelle in cui l’illecito processuale sia avvenuto all’interno di un procedimento diverso da quello ordinario. 408. le ragioni a sostegno della tesi in parola sarebbero le seguenti.c. 91 c. L’Autore cita l’art. Da un lato. Allo stesso modo della giurisprudenza. come ad esempio l’art. e in generale sia nel codice di rito che nell’ordinamento giuridico. e l’art. nella sentenza. 18344 e 26004 del 2010. Tale differente soluzione sarebbe. 91 c. (7).c.c. Le locuzioni “oltre alle spese” .p. 96 c. (4) Così Calvosa.. 96 c. 392 ss.p. “indubbiamente avrebbe potuto essere più chiara e avrebbe potuto.che non sia possibile far valere la responsabilità processuale aggravata nell’ambito di un autonomo giudizio: e ciò non senza aver evidenziato che la formulazione dell’art. 96 c. XXVI. Secondo tale opinione prevalente. per tutte le ipotesi disciplinate dall’art. si sottolinea la formulazione letterale dell’art.p. sicché non può assolutamente revocarsi in dubbio che la detta condanna debba essere pronunciata con la sentenza che chiu- il Corriere giuridico 2/2016 La tesi dell’autonoma proponibilità del giudizio risarcitorio nella dottrina minoritaria degli Anni Novanta e nella scarsa giurisprudenza anteriore alla sentenza veronese In senso contrario all’opinione prevalente della giurisprudenza e della dottrina. 96 c. cit. 92.c. accessorie devono essere sempre pronunciate in una con la sentenza di merito..c. 96 c. né quale altra sentenza si sia altrimenti voluta indicare (6). “non si ha condanna al risarcimento danni per responsabilità aggravata. Fermo restando che .Giurisprudenza Diritto processuale civile giudicati.c. ed il giudizio di merito diretto ad accertare la fondatezza della domanda avanzata temerariamente (5). La condanna al risarcimento danni per responsabilità aggravata. anche d’ufficio. ovviamente. Ciò vale. In queste ipotesi. Responsabilità aggravata. Logico corollario di tale ricostruzione è la necessaria formulazione della domanda in un autonomo giudizio in alcune specifiche ipotesi. (9) Scarselli. (5) Calvosa. (7) Calvosa.sarebbero indicative del necessario rapporto di accessorietà intercorrente tra la domanda di risarcimento danni ex art. eliminare ogni dubbio” (4). 1991. è indicativa della necessità che la liquidazione avvenga con la sentenza di merito. civ.secondo l’interpretazione predominante .. esecutivo. di giurisdizione volontaria. L’A. 408. la possibilità di proporre un giudizio risarcitorio autonomo si imporrebbe al fine di garantire sia i normali gradi di giudizio sulla domanda in questione. si pongono alcuni approfondimenti scientifici . sommario.non permetterebbe né di individuare la ratio di una simile precisazione inserita dal Legislatore nel testo dell’articolo. 1998. a) In primo luogo.p. condanna al risarcimento” . come a titolo esemplificativo nel processo cautelare. giur. 407. parte seconda. in tema di querela di falso (sia pure correttamente sottolineando che.p. anche la dottrina maggioritaria ritiene . dall’altro lato. 96 del codice di rito. 4 febbraio 2015. Milano. 226 c. cit. nn. b) In secondo luogo si sottolinea che il diritto alla prova spettante al soggetto danneggiato potrebbe essere pienamente garantito solo là dove l’istanza risarcitoria ex art.. poggiante su due motivazioni. n. 392. la precisazione. la quale richiama sul punto le precedenti decisioni Cass. 5 ss. 96 c. proc.p. (3) Così Cass.. in quest’ultimo caso. si rimarca l’assenza di una espressa preclusione in tal senso.e “il giudice che accerta l’inesistenza del diritto. In altri termini. Le spese giudiziali civili.c.editi negli Anni Novanta . secondo i suoi sostenitori.a partire dagli studi più autorevoli e risalenti . secondo cui il Giudice liquida i danni.p.p. trim.c.contenuta nel comma 1 . b) In secondo luogo. cit. 1952. in Banca-Dati Pluris. Roma. Abbracciare una lettura diversa . 1954. Scarselli. a supporto della lettura in esame si afferma che l’impianto processuale del nostro ordinamento obbedisce a un principio sistematico generale. precisando che: “è specifico a proposito della condanna nelle spese. in Riv. in Enc.. sia il pieno esercizio dei diritti processuali delle parti (in primis il diritto alla prova). 407. comma 1. fosse formulata e valutata nell’ambito di un giudizio di cognizione ordinaria (9). c. dir..si precisa . (6) Calvosa.. e 12952 del 2007.vi deve essere un simultaneus prode il processo di merito”.. i casi in cui il soggetto danneggiato si renda conto della mala fede o della colpa grave o di altra illiceità procedurale posta in essere da controparte solamente in fase di impugnazione o dopo il trattenimento della controversia in decisione.che ammettono la possibilità.c. di proporre la domanda di risarcimento del danno ex art. in un autonomo e separato giudizio (8). nel disposto dell’art..p. a) Innanzitutto.. 9297. richiama inoltre anche l’art.p. così. (…)” (3). (8) Bongiorno. cit.racchiusa nel capoverso .. secondo il quale le condanne cc.c. 271 . ma condanna a una pena pecuniaria”).dd.

e propr. di una domanda giudiziale non ricompresa tra quelle ex artt. mettendo in luce la complessa cronologia degli eventi processuali e rimarcando la concreta impossibilità. 499. (14). 2043 c. poiché manca una norma analoga all’art. 31. sia per quanto riguarda l’an. Non essendo. 1. Il danno da trascrizione illegittima: art. 96. 26 giugno 2001. nonché per un approfondimento dottrinale delle questioni giuridiche ricollegate all’art. alla presentazione di un’istanza di fallimento priva di fondamento. n. n. processo civile. 20 ss.c. (15) Piccoletto. 96 c..p. il Tribunale ha sottolineato che di regola l’accertamento circa l’esistenza di un danno ex art. n.la n. 2012. Sul punto della competenza funzionale o meno del Giudice dell’esecuzione. È necessario distinguere. deve necessariamente essere proposta in un autonomo giudizio. 875. che vede come Coautore lo stesso magistrato estensore della sentenza qui in commento. 1473.c. spetta unicamente al Giudice dell’opposizione all’esecuzione.p. Illegittima trascrizione della domanda giudiziale e risarcimento del danno. n. infatti. 10.p. 2652 e s.c. Da un lato. 8738. Prime applicazioni del Protocollo ‘Valore Prassi’ sugli artt. ibidem. le ipotesi in cui è ammessa la trascrizione di atti o domande giudiziali sono tassative (per la dottrina. Belli. in Banca-Dati Pluris. fra queste ipotesi si può annoverare il caso in cui il comportamento temerario sia stato posto in essere nell’ambito di un giudizio poi definito in forma diversa dalla sentenza. (13) Per una completa disamina dei precedenti provvedimenti del Tribunale scaligero stesso. sia per quanto riguarda il quantum. le ipotesi che si presentano con maggiore frequenza sono quelle inerenti alla imprudente attuazione di un provvedimento cautelare emesso a tutela di un diritto inesistente. vi sono i casi di trascrizione illegittima.) (15). inoltre. Infine. civ.c. Per comprendere il quesito sottoposto alla S. c. 1962. in Guida dir. citata dallo stesso Tribunale veronese). Vanz. dir. in Riv. e in particolare del comma 3 (13)). la domanda diretta ad ottenere il risarcimento dei danni patiti in conseguenza della presentazione dell’istanza di fallimento deve essere necessariamente proposta in un autonomo giudizio. (11) Cass. per l’esecutata Alfa. Napoli. vengono in rilievo le ipotesi in cui il danno si sia verificato in un momento successivo rispetto a quello ultimo utile per poterlo dedurre nel giudizio di merito in cui è stata accertata l’inesistenza del diritto (11). per esempio.UU. n. n.. Si pensi. di formulare le proprie istanze risarcitorie nei precedenti giudizi (di opposizione al decreto ingiuntivo ed esecutivo). n.C. 14 marzo 1962. 2011. 2012. pur essendo la domanda contemplata dagli artt.c. la domanda trascritta risulta infondata all’esito del giudizio (si parla quindi di c.c. 96 c.c.c..Danno da illegittima trascrizione della domanda giudiziale. 657 ss. “intrascrivibilità in concreto”). In primo luogo. Innanzitutto. 18/11.. configurabile una competenza funzionale del Tribunale fallimentare. si profilano i casi di trascrizione ingiusta: con la locuzione si fa riferimento alle ipotesi in cui. del 23 gennaio 2015 (sentenza che si colloca nella scìa di una numerosa serie di pronunce del Tribunale di Verona dedicate all’analisi dell’art. 199 ss. Cass.Giurisprudenza Diritto processuale civile cessus fra giudizio in cui si verifica la condotta antigiuridica e domanda risarcitoria. in Imm. c. al giudice competente secondo le regole ordinarie (10). n. proc. si veda Dalla Massara Vaccari. 6597/ 2011 in tema di competenza a conoscere dell’azione risarcitoria in caso di imprudente trascrizione. due ipotesi. nei registri immobiliari. 6 novembre 1987. per completezza d’indagine. vale la pena aprire una breve parentesi e ricordare. in Contr. 96 c. in Banca-Dati Pluris. bensì si proceda al rigetto del ricorso con decreto motivato. Cass. 91. secondo le regole ordinarie. Prelazione convenzionale .. 11 febbraio 1988.. 2013. 1861. a cui non sia poi seguita l’instaurazione del giudizio di merito (12).p.c. 23 marzo 2011. nel nostro ordinamento giuridico.?..d. rispetto a quella degli atti.p. 2652 e 2653 c. il Giudice scaligero ha aderito pienamente alla tesi “possibilista”. il Corriere giuridico 2/2016 . In secondo luogo.. e impr. del 18 febbraio 2000.c. o art. SS. per tali intendendosi la trascrizione eseguita al di fuori delle ipotesi di cui agli artt... quando poi non venga dichiarato il fallimento con sentenza. I. 96 c.. 96 e 614-bis c. Economia processuale e comportamento delle parti nel 272 Conclusioni Nella sent. 8 febbraio 1990. 8223. la tassatività in tema di trascrizione di domande giudiziali è ancora maggiore. (10) Cass. comma 2. una piccola parte della giurisprudenza ha concesso una timida apertura alla tesi minoritaria: si è così chiarito che il giudizio autonomo resta l’unica strada percorribile quando la via maestra del simultaneus processus “sia preclus(a) da ragioni attinenti alla stessa struttura del processo e non dipendenti dalla inerzia della parte” (come sottolineato dalla sentenza Cass. in Foro it. Dall’altro lato. (12) Cass.p.. (14) Cass. il principio espresso da una nota sentenza delle Sezioni Unite . 1110. A tal fine gli stessi giudici hanno provveduto ad enucleare una serie di ipotesi in cui la domanda risarcitoria ex art. 2645 c. bisogna innanzitutto rammentare che. 6597.

c. (16) Accogliere il contrapposto indirizzo. Con riguardo a tale seconda ipotesi.E.c. n.c. questi casi si verificano quando. Con la sent.p. 96 c. “intrascrivibilità in astratto”): in altri termini. 6597/2011. all’ipotesi in esame si applicherebbe l’art. a causa dell’avviluppato intreccio degli eventi processuali. 96 c. quindi. 2043 c. posto che la trascrizione della domanda costituisce attività processuale. 2043 c.c. si vedrebbe preclusa la domanda per danni per non aver introdotto la relativa istan- za nel giudizio promosso dall’attore per vedere accertato il diritto da lui vantato. 96 c. come tale non esercitabile al di fuori del processo in via autonoma. in cui manca in toto la trascrivibilità della domanda (c.non sia stata trascritta. Inoltre. ora nella responsabilità da fatto illecito ex art. Non essendo sussistenti i presupposti per la domanda risarcitoria di Alfa. chiamate a risolvere il contrasto. sostengono le Sezioni Unite. infatti. hanno ritenuto di abbracciare l’orientamento fino ad allora minoritario.: il soggetto danneggiato potrebbe. si arriverebbe al paradosso per cui chi ha fatto legittimo affidamento sul fatto che la domanda . si può notare come .c. La mancanza di una indicazione formale nella norma codicistica e l’assenza del presupposto necessario per radicare la competenza del giudicante ai sensi dell’art.E. con un giudizio autonomo. il caso della trascrizione illegittima sarebbe riconducibile all’art. significherebbe dover valutare il fatto della trascrizione non consentita in rapporto al canone del dolo/colpa grave...perché non trascrivibile . Chiusa questa breve parentesi e tornando all’esame della sentenza veronese. sarebbe possibile proporre l’azione risarcitoria anche in un giudizio autonomo. invece. viene trascritta una domanda giudiziale non ricompresa tra quelle per le quali la legge prevede detta formalità.che la competenza a conoscere del risarcimento danni apparterebbe allo stesso giudice dinnanzi al quale si svolge il processo nell’ambito del quale la domanda è ritenuta illegittima: sia perché funzionalmente ed inderogabilmente competente a decidere su tale questione.d. invece che a quello della colpa/omissione della normale prudenza. alternativamente nel comma 1 o nel comma 2.c. per errata interpretazione dei suddetti articoli di legge. la giurisprudenza ha qualificato la conseguente responsabilità da trascrizione illegittima ora nell’alveo della responsabilità processuale di cui all’art..p. le Sezioni Unite. il Corriere giuridico 2/2016 273 . Nel procedimento esecutivo.Giurisprudenza Diritto processuale civile 2652 e 2653 c. di pronunciarsi sulla domanda risarcitoria dell’esecutata Alfa.nel caso di specie il Tribunale abbia rilevato la concreta impossibilità per lo stesso G. il Tribunale non avrebbe potuto fare altro che rigettarla: il diritto risarcitorio era sorto solo a seguito della pubblicazione della sentenza di revoca del decreto ingiuntivo e alla danneggiata non restava dunque altra possibilità che l’avvio di un giudizio autonomo. costituito dal decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo ottenuto dall’architetto contro Alfa. se tale domanda fosse stata proposta innanzi al G.c. Secondo un primo orientamento. sia perché l’istanza risarcitoria costituirebbe espressione di un potere endoprocessuale. Secondo un altro orientamento. infatti. secondo la Cassazione sono elementi sufficienti per ritenere che l’ipotesi in esame ricada nell’alveo dell’art.a prescindere dall’affermato carattere funzionale della competenza del Giudice dell’opposizione all’esecuzione . in tal caso proporre la domanda di risarcimento danni anche successivamente.p. 2043 c. non si erano ancora verificati tutti i presupposti per la formulazione della richiesta risarcitoria: l’esecuzione era iniziata e proseguita sulla base di un titolo valido ed efficace. per mala fede o per altra causa. consentendo la proposizione dell’azione risarcitoria anche in un separato giudizio (16). Ne consegue ecco il punto che rileva in questa sede . In ultima analisi.