Dispensa GiGoTec per la lettura veloce

A cura di Gianni Golfera e Freddie Robinson

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Introduzione
Dal giorno in cui abbiamo imparato a leggere in modo autonomo, pur avendo appreso una grande quantità di informazioni, a scuola, sul lavoro, e nel tempo libero, il nostro stile di lettura si è mantenuto assolutamente inalterato. Di fronte ad una tale situazione, potremmo essere portati a pensare, che la lettura sia in realtà un procedimento semplice e spontaneo, dal carattere meccanico, senza nessuna possibilità di modificazione e di miglioramento. In altre parole, la lettura, secondo molti, consiste nel muovere gli occhi lungo una riga di un testo, pensando contemporaneamente a ciò che si legge. Leggere, invece, significa relazionarsi in modo molto stretto agli argomenti, imparando a gestire, in tempi sempre più rapidi, le seguenti fasi: 1) Individuazione dei mattoni della comunicazione, cioè dei segni grafici, e successivo riconoscimento delle singole parole. 2) Montaggio delle parole, con relativa costruzione di periodi complessi, caratterizzati da un elevato valore significativo. 3) Interazione tra le conoscenze pregresse e quanto si sta leggendo; durante la comprensione del testo, avviene una vera e propria decifrazione del messaggio e di tutti i dettagli, che possono essere definiti come elementi di prova a supporto delle singole tesi di carattere generale. 4) Assimilazione: si tratta del fondamentale processo di interiorizzazione di quanto è stato letto, in modo tale da poter essere riprodotto in forma molto diversa da quella nella quale è stato presentato. Grazie all’assimilazione, noi siamo in grado di riferire nozioni di vario genere, senza dover ricorrere alla ripetizione di un testo parola per parola (cosa peraltro facilmente realizzabile utilizzando il metodo di memorizzazione Gigotec). Dobbiamo inoltre segnalare le notevoli differenze che esistono in funzione dei diversi tipi di lettura, e degli obbiettivi che ci prefiggiamo di ottenere leggendo un determinato testo, rispetto ad un’altro; come si può facilmente

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comprendere, un trattato di matematica, si presenta con una forma ed un contenuto molto diverso rispetto ad un romanzo. Quindi se a scuola ci è stato insegnato il procedimento della lettura, in seguito nessuno si è preso cura di noi, per dimostrarci come la nostra mente sia di fatto capace di leggere ad una velocità molto superiore a quella di solito utilizzata, e come questo abbia delle drammatiche conseguenze sia dal punto di vista quantitativo (numero di parole lette al minuto), che qualitativo (capacità di comprensione). Qualche lettore si domanderà, a questo punto, perché è possibile leggere più velocemente senza cadere vittima di inevitabili cali di comprensione, anzi incrementando in misura massiccia la nostra capacità inferenziale? La chiave per poter rendersi conto di quanto accade a livello cerebrale, consiste nel prendere in esame quello che, in gergo tecnico, viene chiamato tempo differenziale. In altre parole, durante una normale lettura, si verifica una notevole differenza tra la velocità con cui l’occhio riconosce le singole parole, e la capacità di recepimento ed elaborazione dei dati nel cervello. Per dimostrare quanto sopra affermato, possiamo dire che durante la lettura siamo in grado di scorrere circa 125-150 parole al minuto, mentre il cervello è capace di elaborarne più di 1000; la differenza tra le parole lette e quelle elaborate è chiamata tempo differenziale, ed è quindi di circa 850 parole al minuto. Questo parametro tecnico riveste una particolare importanza, in quanto, più lentamente si legge, maggiore sarà il tempo differenziale, che sarà riempito dal fenomeno della distrazione mentale. Per comprendere meglio quello che si è appena detto, proviamo ad immaginarsi ciò che ci potrebbe capitare nella preparazione di un esame universitario, incontrando durante la lettura, la parola mare; con grandissima probabilità, questo termine provocherebbe in noi una diramazione mentale, facendo scattare ricordi di piacevoli vacanze passate in riva al mare, con risultati sull’apprendimento che il lettore può facilmente immaginare. La soluzione ottimale consiste nell’aumentare la velocità di lettura e di conseguenza la capacità di comprensione.

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Cap. 1 - Fattori che condizionano il rendimento della lettura 1.1 - Abitudini di lettura
Questa caratteristica dipende da una sorta di specializzazione del lettore, conseguita e maturata nel corso degli anni, in funzione della modalità con cui ci è stato insegnato a leggere, e successivamente in relazione alla tipologia dei testi più frequentemente letti o studiati. Uno studente abituato ad approcciare con un testo tecnico – scientifico, tende a sviluppare uno stile di lettura adatto a quel determinato modello, tentando di riprodurlo in maniera inalterata al variare della materia trattata. Succede quindi frequentemente, che uno studente legga con la medesima velocità, con le stesse pause di riflessione, rileggendo più volte una determinata porzione di testo, la dimostrazione logico – matematica della teoria della Relatività di Albert Einstein, ed un quotidiano o una rivista di attualità. Per evitare tutti questi problemi, si rende necessario sviluppare una vera e propria scienza della lettura, che consenta di utilizzare in modo dinamico le nostre capacità mentali, in perfetta sintonia con le esigenze intrinseche di ciascun testo. 1.2 - Regressioni Con questo termine, si intende la tendenza del lettore inesperto a tornare indietro con lo sguardo, per rileggere porzioni di testo già affrontate in precedenza; come si può facilmente comprendere, è questa una delle cause più importanti che determina la diminuzione del ritmo di lettura. Una lettura ottimale, prevede un avanzamento continuo senza regressioni; questa regola ammette, come unica eccezione, il caso in cui si renda necessario memorizzare un testo parola per parola, o una formula matematica o chimica nella sua interezza, e più in generale per qualunque informazione debba essere appresa alla lettera.

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1.3 - Movimento delle labbra

Si tratta di una abitudine estremamente deleteria, che viene acquisita durante il periodo in cui si impara a leggere in modo scolastico. In tale fase, infatti, dobbiamo cominciare imparando a riconoscere il significato di ciascun simbolo grafico, leggendo ad alta voce, e solo in seguito, passare alla fase di componimento delle singole lettere in parole. Possiamo notare, come il lettore sia in grado di riconoscere le singole lettere con velocità sempre crescente, ma nonostante ciò, continui spesso a pronunciare i vocaboli ad alta voce anche in età adulta. In presenza di una simile e pesante sovrastruttura, la velocità di lettura non può essere incrementata in alcun modo, dal momento che si legge alla medesima velocità con cui si parla. Considerando che un buon oratore non supera le 100 parole al minuto, e nelle normali conversazioni possono essere riferite circa 150 – 200 parole al minuto, si deduce come i lettori che muovono le labbra siano di fatto vincolati ad un ritmo di lettura decisamente inferiore alle potenzialità del nostro cervello. Quale può essere un rimedio per risolvere questo problema? Un semplice metodo consiste nel tenere tra le labbra un oggetto leggero, quale ad esempio una matita o una penna, in modo da inibire meccanicamente il movimento labiale. Il principale problema che può insorgere in questa fase, riguarda i possibili movimenti della lingua, la quale, tende in maniera quasi inconscia, a compensare il mancato movimento delle labbra, pronunciando le parole a bassissima voce, a cui può essere più o meno associata, la vibrazione delle corde vocali. Contro tutta questa serie di effetti collaterali, occorre intervenire con una grande forza di volontà, perseverando sino all’ottenimento del nostro obbiettivo: leggere senza alcun movimento labiale.

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1.4 - Pronuncia mentale
La pronuncia mentale, trae le sue origini dalle stesse cause già ampiamente spiegate, in relazione al movimento delle labbra. Si tratta in effetti, di una lettura parlata che si produce a livello cerebrale, senza essere accompagnata da nessun movimento labiale. Anche questo fenomeno, pur essendo classificabile nella maggior parte dei casi, come un difetto di lettura, può risultare di una certa utilità nell’apprendimento alla lettera, e più in generale, dove sia richiesta una perfetta comprensione e raffigurazione per immagini, di tutte le variabili ritenute significative. In tutti i casi in cui è sufficiente apprendere per concetto, e quindi memorizzare un determinato contenuto, per poi riferirlo in forma parafrasata, occorre inibire la pronuncia mentale. Il migliore antidoto, consiste nell’aumento della velocità di lettura; infatti quando si legge superando le 300 – 400 parole al minuto, il lettore ha solo la sensazione di pronunciare le parole che sta guardando, mentre la lettura mentale è scomparsa ipso facto. Questo è un metodo indiretto risolutivo, che dimostra come la velocità di lettura del cervello sia di gran lunga superiore rispetto a quella della pronuncia. Un ulteriore procedimento, che esige un maggiore impegno personale, consiste nell’aumentare l’interazione tra il lettore e il testo, ricorrendo ad una strategia di tipo diretto. Si tratta di un processo di sintesi mentale, che prevede la possibilità di effettuare delle pause di riflessione, dopo aver letto ed individuato le idee principali sviluppate nell’ambito dei capoversi, allo scopo di eseguire un rapido riepilogo, esprimendo il proprio giudizio attraverso una breve espressione; quando diciamo breve, intendiamo anche una sola parola, che può riassumere il punto di vista critico del lettore, di accordo o di disaccordo, attribuendo un significato estetico più o meno elevato. Questo metodo di lettura, richiede un notevole sforzo iniziale, ma divenuto un’abitudine, ripagherà ampiamente, permettendo di raggiungere velocità di lettura doppie o triple (700-800 parole al minuto), rispetto alla media. Un ulteriore perfezionamento del metodo, consiste nel leggere cercando di formare contemporaneamente le immagini mentali dei concetti principali.
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Questa attività mentale, aumenta considerevolmente la capacità di concentrarsi e di memorizzare. Quando la mente è così impegnata, non c’è più spazio ne tempo per la pronuncia mentale.

1.5 - Movimenti errati del corpo
Ci sono molti lettori inesperti, che pensano di poter leggere con profitto in ogni situazione o contesto; non c’è niente di più lontano dalla verità. Esiste una stretta relazione tra il corpo e la mente (che rappresenta il fondamento di molte discipline orientali che hanno come scopo il riequilibrio dei flussi energetici); per concentrarsi e leggere in modo attivo si rende necessario eliminare tutte le tensioni a livello fisico, onde evitare pericolosi cali di attenzione. È da evitare nella maniera più categorica, la posizione di lettura supina sul divano, o sopra il letto, tenendo in mano il libro (tanto peggiore con l’aumento del peso del volume), sottoponendosi così ad una elevata tensione muscolare, che oltre ad aumentare la fatica fisica, favorisce l’accumulo di sangue a livello delle braccia, portando ad un inevitabile, quanto veloce disturbo della capacità di comprensione. Preferiamo non commentare le abitudine di alcuni studenti, che si accingono ad apprendere sdraiati a pancia in giù, tenendo il libro molto vicino agli occhi o addirittura per terra, preparandosi così ad un Buon sonno!!! Prima di iniziare una lettura proficua, sarà indispensabile prestare attenzione alle seguenti condizioni esterne: 1) Ambiente di lettura: dovrà trattarsi di un luogo privo di rumori e sufficientemente isolato da ogni possibile distrazione. 2) Condizioni ambientali: temperatura piuttosto fresca (16-19 C°), per mantenere vigile l’attenzione; evitare l’impiego di un sottofondo musicale. 3) Illuminazione: durante le ore giornaliere, la luce non dovrà mai essere diretta, ma provenire preferibilmente da sinistra, con una orientazione contraria se si è mancini. L’impiego della lampada, deve garantire, oltre alle suddette condizioni,
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l’illuminazione con luce diffusa sia del testo che di tutta la scrivania, allo scopo di evitare un pericoloso gioco di luci ed ombre. 4) Sedia e posizione del corpo: occorre utilizzare una sedia regolabile in relazione all’altezza del tavolo, ed in generale, a circa 60 cm dal suolo. La sedia deve altresì permettere di mantenere la schiena perfettamente eretta, evitando qualsiasi posizione che possa indurre tensione muscolare, o al contrario, induca un eccessivo stato di rilassatezza. I lettori esperti, muovono solo gli occhi, mantenendo nel contempo rilassati tutti i muscoli del corpo, per ridurre sia la fatica fisica che quella psichica. Per favorire un corretto movimento oculare, si consiglia di ricorrere ad un leggio, in modo da mantenere il testo perpendicolare rispetto allo sguardo.

1.6 - Struttura dei testi Il lettore che non è in grado di riconoscere la tipologia dello scritto, incontra inevitabilmente delle grosse difficoltà nella lettura, in quanto non riesce a distinguere in breve tempo, quali siano le parti più importanti e quelle puramente accessorie: in poche parole, ha problemi ad analizzare e suddividere il testo in modo gerarchico. La più logica conseguenza di questo comportamento, consiste nel porre ogni parola sul medesimo livello di importanza, ritardando la comprensione delle singole frasi, e rischiando di trascurare quelle a più elevato valore cognitivo.
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Il lettore esperto, invece, riesce a cogliere a colpo d’occhio il rapporto gerarchico tra le idee principali, può scremare il testo di tutti gli elementi ritenuti secondari, ottenendo una visione generale che funge da vera e propria chiave di lettura, consentendo in seguito, di procedere speditamente ad eventuali approfondimenti. Per ottenere questo obbiettivo, alleneremo i nostri occhi alla percezione simultanea di lunghe porzioni di testo. L’ottenimento dei migliori risultati nella lettura veloce, risulta fortemente condizionato, dalla nostra motivazione; bisogna evitare in tutti i modi l’atteggiamento passivo, ricordando che non si può leggere con profitto, con la medesima disposizione mentale, con cui spesso si assiste ad un programma televisivo di scarso interesse. Chi desidera leggere velocemente e in modo professionale, deve essere attento e non può certo cominciare una determinata lettura, aspettandosi che sia il suo contenuto a suscitare il proprio interesse; quando ciò si realizza, spesso abbiamo già perso molte delle parti più importanti. A questo riguardo, sconsigliamo di applicare la lettura veloce troppo vicino ai pasti principali, ed anche la sera tardi; infatti la persona che legge in un orario durante il quale si può generare un certo stato di sonnolenza, tende a favorire una pericolosa associazione tra l’attività del leggere e quella ben più rilassante del dormire. In altre parole, si può verificare che l’io dell’individuo voglia dormire mentre legge, portando rapidamente il rendimento della lettura ad un livello tale da non giustificare in nessun modo il proseguimento di questa attività. Ma non è tutto; una volta che si è innescato un simile riflesso condizionato, la mente, anche durante il giorno, tende a predisporsi in uno stato di leggero torpore, appena si decide di iniziare a leggere. Non è certamente questa la migliore premessa per applicare la lettura veloce con profitto! Un potente strumento in grado di focalizzare l’attenzione sul soggetto della lettura, permettendo di riattivare le conoscenze pregresse, è la tecnica dell’Anticipazione, sviluppata da René Descartes, il grande filosofo e matematico francese, meglio conosciuto col nome di Cartesio, oltre tre secoli e mezzo fa, nel suo Discorso sul metodo. Secondo Cartesio, prima di
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iniziare

la

lettura

bisogna

richiamare

le

nostre

conoscenze

sull’argomento, riflettendo sull’autore del testo, sul titolo e sugli eventuali paragrafi, cercando di anticipare gli argomenti trattati dall’autore. L’abitudine a fare il punto su quello che noi conosciamo di un determinato argomento, ci aiuta, inoltre, ad intuire il grado di difficoltà della lettura; il buon lettore si deve abituare a scegliere e variare la velocità di lettura in funzione del contenuto del testo e dell’utilità che da esso ne può ricavare: un testo relativamente facile o comunque ben conosciuto, potrà essere affrontato con velocità superiore rispetto ad un testo tecnico e/o pressoché sconosciuto. Non è però sufficiente porsi delle domande a priori, ma si rende necessario continuare ad interagire col testo anche durante la lettura, come un automobilista deve necessariamente prestare attenzione alla strada che sta percorrendo, modificando la sua velocità di marcia in relazione al grado di conoscenza del percorso e degli eventuali punti pericolosi in essa esistenti. In sintesi, la tecnica della anticipazione e lettura critica, prepara la nostra mente ad apprendere, favorendo una lettura concentrata, quella in cui ogni energia converge sul testo. Quando si verificano tutte queste condizioni, è possibili leggere velocemente e con profitto, diminuendo radicalmente il tempo di applicazione. Dal punto di vista squisitamente tecnico, per aumentare la velocità di lettura, si deve ridurre i momenti di fissità per ogni riga. Come è già stato affermato in precedenza, leggere non significa scorrere lo sguardo sopra una determinata riga; durante la lettura, invece, il movimento degli occhi risulta essere discontinuo, in quanto soltanto in corrispondenza dei momenti di fissità, che sono i punti nei quali lo sguardo si ferma, è possibile percepire ed identificare una porzione più o meno ampia di testo. Sulla base di numerosi studi sperimentali, possiamo senza dubbio affermare che mediamente un lettore esercitato necessita di 6-7 momenti di fissità per ogni riga che contenga circa 60-65 battute dattiloscritte. Al termine del corso sarà possibile ridurre questo valore del 50% .

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Cap. 2 - Cenni fisiologici sul funzionamento dell’occhio in relazione al processo di lettura
L’occhio può essere visto come uno speciale organo che svolge la fondamentale interazione tra il cervello e la realtà circostante; può quindi essere considerato come il prolungamento del cervello. Le immagini sono veicolate dalla luce, che è composta da pacchetti di fotoni, le particelle fondamentali nella trasmissione dell’energia. Prima di comprendere in che modo sia possibile il miracolo della visione, presentiamo i vari componenti dell’occhio per poi analizzare la loro specifica funzione. Considerando la Fig. 1.2

che rappresenta in modo assai schematico la sezione longitudinale dell’occhio, possiamo mettere in evidenza le seguenti parti: 1) Iride: si tratta della parte più esterna dell’occhio, che presenta nella zona centrale il piccolo orifizio della pupilla, in grado di dilatarsi o restringersi in funzione dell’intensità della luce. 2) Cornea (a), posta anteriormente, svolge la funzione di protezione del cristallino. 3) Camera anteriore (c), situata nella zona compresa tra la cornea (a) ed il cristallino (b), contiene l’umore acqueo. 4) Corpo ciliare (d),costituito da un anello di fibre sottilissime, sulle quali è sospeso il cristallino (b). 5) Umore vitreo (e), che è una massa gelatinosa situata posteriormente rispetto al cristallino (b), che rappresenta la gran parte del globo oculare.
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6) Retina; riveste l’interno della porzione posteriore del globo oculare, da cui partono due fasci gangliari detti nervi ottici, che si originano da cellule gangliari retiniche: i bastoncelli e i coni. I bastoncelli sono le cellule in grado di percepire le forme e i contorni dell’immagine, mentre i coni sono sensibili alla stimolo della luce: queste cellule fotosensibili percepiscono i colori. Intorno al bulbo oculare, si trovano dei potenti muscoli ciliari che possono essere suddivisi in interni ed esterni; i primi trattengono il globo oculare all’interno dell’orbita ossea inserita nel tessuto connettivale. I muscoli esterni sono costituiti da quattro muscoli retti (fig. 1.3)

che sono direttamente responsabili dei movimenti verticali ed orizzontali dell’occhio, mentre i due muscoli obliqui agiscono provocando un leggero movimento in senso trasversale. Tutti questi muscoli, oltre a trattenere l’occhio all’interno della sua cavità, permettono una vasta gamma di movimenti spaziali, consentendo una elevata plasticità di funzionamento. Quando i muscoli si contraggono, si verifica, inoltre, la compressione del globo oculare, favorendo l’avvicinamento della retina al cristallino; questo fenomeno è conosciuto col nome di accomodazione, e riveste un ruolo di fondamentale importanza nella fisiologia dell’occhio. L’accomodazione garantisce l’adattamento dell’occhio alla visione di oggetti posti a diverse distanze, e si realizza attraverso differenti angoli di curvatura del cristallino, che può quindi variare in modo dinamico la sua distanza nei confronti della retina.

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Di fronte ad una immagine sfuocata, dovuta alla cattiva posizione dell’occhio rispetto alla distanza dell’oggetto osservato, i muscoli ciliari si rilasciano, aumentando la tensione del cristallino, che funge da vera e propria lente oculare. Quando il cristallino è stato messo in tensione, esso modifica la sua curvatura per ottenere una perfetta messa a fuoco, proprio come avviene con l’obbiettivo di una macchina fotografica. I muscoli ciliari sono controllati direttamente dalla placca motrice, che alternativamente invia l’ordine di contrarsi attraverso l’azione di neurotrasmettitori. La contrazione dei muscoli ciliari è responsabile del rilasciamento del cristallino; per successivi adattamenti si ottiene l’aggiustamento del campo visivo e la messa a fuoco degli oggetti. Per spiegare il fenomeno dell’accomodazione, sono state formulate due diverse teorie: 1) La teoria di Helmoltz, fisiologo tedesco, il quale ritiene che l’accomodazione dell’occhio dipenda unicamente dalla contrazione dei muscoli ciliari; in questo caso la forma assunta dal cristallino, dipenderebbe esclusivamente dall’intensità della contrazione dei suddetti muscoli. 2) La teoria di Bates, sviluppata dall’oculista americano Horatio Bates, secondo la quale l’accomodazione dipende soltanto dalla contrazione dei muscoli esterni, quindi il fenomeno sarebbe riconducibile al semplice avvicinamento del cristallino rispetto alla retina. Considerando la complessità di questo meccanismo fisiologico, oggi si ritiene che sia i muscoli ciliari che quelli esterni intervengano in modo intercorrelato tra di loro nella determinazione dell’accomodazione dell’occhio. Un altro parametro di notevole importanza è rappresentato dal campo visivo: con questo termine si intende la porzione di spazio che può essere vista con gli occhi lasciati a riposo. Alla zona centrale del campo visivo, corrisponde un punto di dimensioni pari alla testa di uno spillo, chiamato macchia gialla, caratterizzato da una elevata sensibilità visiva, le cui cellule ricevono direttamente la luce. L’estensione del campo visivo è strettamente correlata con la diversa tipologia dei colori. Il campo visivo più ristretto è quello impressionato dalla luce rossa (Fig.1.4 linea A), a cui segue in ordine progressivo, la zona
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sensibile alla luce blu e verde (linea B), mentre i raggi luminosi bianchi, grigio chiari e neri, sono percepiti da tutte le cellule situate sulla superficie della retina. Quando noi leggiamo, incontriamo generalmente i colori bianco e nero, quelli cioè che vanno ad eccitare l’intera superficie della retina, da cui dipende un elevato campo visivo; con esercizi appropriati è possibile ampliare ulteriormente il campo visivo, cogliendo un maggior numero di caratteri dattilografici con un solo momento di fissità. Da esso dipende direttamente il cosiddetto arco di riconoscimento, cioè il numero di parole riconosciute con un solo momento di fissità. Intervenendo su questo parametro, non si fa altro che migliorare l’abilità tecnica del lettore, e di conseguenza la sua velocità di lettura.

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2.1 - Momenti di fissità e tipologia di lettura
Come abbiamo precedentemente accennato, il riconoscimento delle parole e la decifrazione del loro significato, avviene quando gli occhi sono fermi. Il movimento oculare sulla riga è discontinuo, e composto da movimenti a scatto quasi impercettibili, conosciuti col nome di movimenti saccadici, la cui frequenza dipende dall’allenamento del lettore. Se quest’ultimo legge in modo scolastico, riconoscendo una o poche sillabe per volta, costruendo le singole parole o frasi a partire dai mattoni di base del linguaggio, le singole lettere, dovrà inevitabilmente ricorrere ad un elevato numero di momenti di fissità, rallentando enormemente la velocità di lettura e la capacità di compressione. Questo schema di lettura, determina un aumento del numero di regressioni, quei movimenti che portano l’occhio indietro, nel tentativo di rileggere e capire una porzione di testo già affrontata in precedenza. Essi si possono verificare sia in senso orizzontale (regressioni all’interno della riga), che in quello verticale (regressioni da una riga alla precedente). Quando si imparerà a limitarsi ad un momento di fissità ogni 15 caratteri, avremo già ottenuto, in media, un incremento di velocità pari al 100% ; in seguito si potranno raggiungere facilmente le 20 lettere (in media 3 parole, corrispondenti ad 1/3 della riga), da cui si deduce la possibilità di ricorrere a soli tre punti di fissità per ogni riga, rispetto ai 9 normalmente utilizzati. Il margine di miglioramento non termina neppure in questa fase, in quanto esistono lettori molto ben allenati, in grado di cogliere un’intera riga con un solo momento di fissità, limitando così, i propri movimenti oculari, dall’alto verso il basso (lettura verticale). Per raggiungere una elevata efficienza di lettura è necessario comprendere il lessico contenuto in un determinato testo; un bambino che conosce 1000 parole, incontra dei grossi problemi nella lettura di testi per adulti, ed una situazione analoga si può presentare a quest’ultimi, di fronte a testi che contengono un lessico complesso o specialistico. In tutti questi casi, il consiglio è quello di aumentare il proprio vocabolario (quello mentale naturalmente). Per compiere questa vera e propria opera di memorizzazione, sarà necessario annotare tutti i vocaboli sconosciuti, che successivamente
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dovranno essere memorizzati ricorrendo ad una associazione E.M.A.I. tra l’immagine della parola e quella relativa al suo significato. In sintesi, per aumentare la velocità di lettura si rende necessario, dal punto di vista tecnico, ridurre il numero dei momenti di fissità ed aumentare il campo visivo, a cui corrisponde in tutti i casi, un miglioramento della comprensione inferenziale del testo. Occorre, quindi, identificare caso per caso, quale deve essere la velocità di lettura (parametro quantitativo) che ci consentirà di ottenere un elevato livello di comprensione (parametro qualitativo): non avrebbe alcun senso, infatti leggere in maniera superveloce senza ritenere gli elementi essenziali di quel determinato scritto. Come può essere quantificata in modo globale, la velocità di lettura e la capacità di comprensione? La risposta non può prescindere dall’individuazione di alcuni parametri tecnici: 1) PAM: esprime il numero di parole lette al minuto, ottenuto contando le parole, compresi gli articoli, le congiunzioni, eccetto i segni di interpunzione, e dividendo il tutto per il tempo impiegato. Velocità di lettura (p/m) = Lunghezza del testo sono state lette, in media, 200 parole al minuto. 2) CC: si tratta di un indice che fornisce delle informazioni sulla reale comprensione del testo, e si ottiene rispondendo a domande estrapolate in modo più o meno specifico, riguardanti cioè i concetti più importanti oppure le idee secondarie o i dettagli. 3) RDL: indica il rendimento della lettura, e può essere visto come un’indice di efficienza globale, calcolato mediante la seguente formula: RDL = Velocità di lettura Capacità di comprensione/100 60/Tempo di lettura

Sé, ad esempio, abbiamo letto 1600 parole in 8 minuti, significa che

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Il risultato deve essere arrotondato per eccesso o per difetto a seconda che sia rispettivamente superiore od inferiore allo 0,5%

Il rendimento di lettura può essere determinato correttamente, quando la capacità di comprensione oscilla tra il 40-70% ed oltre, mentre diventa assolutamente inaffidabile per valori inferiori. Possiamo quindi affermare, che al raddoppio o triplicamento, della velocità media di lettura, deve verificarsi, almeno, un raddoppio della capacità di comprensione, in modo tale da elevare il proprio rendimento di lettura ad un valore 5-6 volte superiore a quello di partenza. 2.2 - Il campo visivo ed esercizi per il potenziamento della visione periferica Per poter aumentare la visione periferica dell’occhio, riuscendo a leggere il più elevato numero di caratteri possibile, dobbiamo procurarci un cartoncino che abbia almeno una parte liscia; tra le diverse possibilità vi è quella di ricorrere all’impiego di un biglietto da visita o di una carta da gioco. Il materiale che sarà utilizzato in questa fase del nostro lavoro, è costituito da stringhe di numeri, lettere, o di un mix di entrambi, senza alcun significato. Prepareremo 25 gruppi di cifre omogenee tra di loro, per quanto concerne il grado di difficoltà, ad esempio con 3-4-5-6 elementi per ogni riga, mantenendo la medesima distanza dei numeri o delle lettere sia nell’ambito della riga che nella colonna. Può essere altresì utile, tracciare una sottile linea verticale lungo la colonna di segni; si tratta di un ausilio per localizzare meglio la zona nella quale si compiono la maggior parte degli errori. Sé questi vengono compiuti nella stessa parte della verticale, sarà possibile spostarla nell’esercizio seguente, a mano a mano che migliora l’ampiezza del nostro campo visivo. Considerando che generalmente esiste una certa differenza visiva tra un occhio e l’altro, con questa tecnica si dovrà tracciare la verticale in

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corrispondenza della zona di fissità caratterizzata da una visibilità inferiore. La valutazione analitica degli esercizi, prevede l’assegnazione di un 4% ad ogni singolo gruppo riconosciuto perfettamente. 2.2.1 - Come eseguire gli esercizi Poniamo, a questo punto, il cartoncino sul foglio, coprendo il primo gruppo di segni, tenendo la mano sinistra rilassata, il palmo appoggiato esercitando una leggera pressione con le dita; da questa posizione iniziale faremo scivolare la carta verso il basso piegando le dita, scoprendo velocemente il gruppo di segni. Questa operazione richiede un tempo compreso tra 1/5 e 1/10 di secondo. Ci raccomandiamo in questa fase, di muovere solo ed esclusivamente le dita, allo scopo di ottenere un movimento continuo, rapido, che non provochi affaticamento o tensione muscolare. Per ogni gruppo di segni, si procederà ad annotare quanto siamo riusciti a cogliere. La rapidità e la precisione del movimento delle dita è fondamentale, in modo tale da costringere l’occhio ad un solo momento di fissità, per poter ampliare specificatamente il campo visivo. A partire dai gruppi di 5 segni in poi, la frequenza degli errori può salire ad un livello tale da scoraggiare i principianti. Bisogna però persistere, sicuri di raggiungere col tempo la percezione istantanea di una ventina di segni con un solo colpo d’occhio. Qualche lettore potrebbe, a questo punto, obbiettare l’impiego di gruppi di segni privi di alcun senso, in favore di parole concrete. Lavorare con stringhe casuali di dati, implica un maggiore coinvolgimento della memoria a breve termine; ricordiamo, però, che quando si diviene capaci di riconoscere anche solo un gruppo di 6 segni, si può facilmente riuscire a leggere correttamente 20 lettere di senso compiuto, e questo è perfettamente ottenibile dopo quindici giorni di applicazione. Un ulteriore avvertimento riguarda la tipologia degli errori; un’elevata frequenza di inversione dei segni, ad esempio, non deve essere considerato
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un errore grave, ma una semplice interferenza residuale della pronuncia mentale non ancora del tutto eliminata. Allo scopo di fornire al lettore uno strumento di valutazione critica della tipologia di esercizi affrontata, riportiamo di seguito un’analisi sul grado di difficoltà in funzione del materiale utilizzato.

2.3 - Gradi di difficoltà della lettura
L’esperto di lettura veloce Wolfgang Zielke, ha creato una tabella, grazie alla quale è possibile identificare chiaramente i diversi gradi di difficoltà che si possono incontrare analizzando in dettaglio i segni grafici. Sulla base di tali osservazioni sperimentali, possiamo dedurre come sia assolutamente fondamentale eseguire il maggior numero di esercizi utilizzando sequenze di segni privi di alcun senso logico, allo scopo di migliorare la capacità di lettura dei testi. Gradi di difficoltà del materiale in esercizi per il campo visivo. 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 3
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3 8 4 491 5 a c K X g o F 8 1Ca 4 P V s X NWO J L N 7 h qfg m P x 8

3 cifre – 1 intervallo 3cifre senza intervallo 3 cifre su una larghezza di 7-9 segni – intervalli irregolari 3 minuscole separate da un intervallo 3 minuscole senza intervallo 3 minuscole su una larghezza di 7-9 segni – intervalli irregolari 3 maiuscole – 1 intervallo 3 maiuscole senza intervallo 3 maiuscole su una larghezza di 7-9 segni – intervalli irregolari 3 cifre e lettere mescolate –1 intervallo 3 cifre e lettere mescolate senza intervallo 3 cifre e lettere mescolate su una larghezza di 7-9 segni – intervalli irregolari

13) 14) 15) 16) 17) 18) 19) 20) 21) 22) 23) 24) 25) 26) 27) 28) 29) 30) 31) 32) 33) 34) 35) 36) 37) 38) 3k G CM T g g k j f

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4 maiuscole su una larghezza di 9-11 segni – intervalli irregolari 4 cifre e lettere mescolate – 1 intervallo 4 cifre e lettere mescolate senza intervallo 4 cifre e lettere mescolate sua una larghezza di 9-11 segni – intervalli irregolari 5 cifre – 1 intervallo 5 cifre senza intervallo 5 cifre su una larghezza di 11-13 segni intervalli irregolari 5 minuscole – 1 intervallo 5 minuscole senza intervallo 5 minuscole su una larghezza di 11-13 segni – intervalli irregolari 5 maiuscole – 1 intervallo 5 maiuscole senza intervallo 5 maiuscole su una larghezza di 11-13 segni – intervalli irregolari 5 cifre e lettere mescolate – 1 intervallo 5 cifre e lettere mescolate senza intervallo 5 cifre e lettere mescolate su una larghezza di 11 – 13 segni – intervalli irregolari 6 cifre - 1 intervallo 6 cifre senza intervallo
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Un’altra tipologia di allenamento, riguarda l’impiego di liste con parole di senso compiuto, più o meno concrete. Gli esercizi potranno essere presentati in duplice modo: 1) Piramide, nell’ambito della quale si ricorre all’impiego di parole o frasi composte da un numero di lettere sempre maggiore disposte in senso verticale. 2) Rombo, dove si impiegano parole o frasi di medesima lunghezza, situate in posizione speculare rispetto ad un piano immaginario passante per il centro della figura, in corrispondenza della frase composta dal maggior numero di lettere.

2.4 - Esercizi per riposare gli occhi Gli allenamenti a cui ci sottoporremo, possono ragionevolmente dar luogo ad un certo grado di stanchezza oculare. Quando leggiamo, la gran parte del lavoro viene svolta dal cervello; l’apprendimento della lettura veloce comporta, però, l’utilizzo e la sollecitazione di alcuni muscoli oculari in modo assolutamente diverso dal normale. Una simile
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situazione si verifica ogni qual volta intraprendiamo una nuova attività ginnica che coinvolge gruppi muscolari di cui, fino ad allora ignoravamo l’esistenza; dopo la prima seduta in palestra ci sentiamo talmente affaticati e spossati, da ricordare questa sensazione per molto tempo. Gli esercizi di lettura veloce, soprattutto durante la fase di apprendimento, necessitano di un periodo più o meno prolungato di pausa, in corrispondenza dei quali sarà consigliabile ricorrere all’impiego di un percorso ottico di riposo.

Nel compiere questo percorso, bisogna seguire la linea scura nel senso indicato dalle frecce, soffermandosi per alcuni istanti (1-2 secondi), sugli
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oggetti che si incontrano sino alla fine del tracciato. Sarebbe bene ricorrere a questa tecnica di distensione oculare, quando si avverte una certa stanchezza, ma anche in via preventiva, ripetendo l’intero percorso 2 o 3 volte consecutive. Possono essere compiuti, a seconda delle necessità, anche altri tipi di esercizi, tra i quali ricordiamo: 1) Muovere gli occhi in senso verticale (prima in alto poi in basso), per almeno 5-6 volte, e procedere, quindi, a movimenti laterali tenendo ferma la testa, allo scopo di ampliare il campo visivo. 2) Esercizio del Blinking (battito delle palpebre), per allentare la tensione a livello dei globi oculari. 3) Swinging (dondolio); si tratta, a differenza degli altri metodi, di un movimento corporeo, da eseguire in posizione eretta con le braccia distese lungo i fianchi ed una distanza tra i piedi di circa 30 cm. Da questa posizione di base, cominciamo ad oscillare lentamente visualizzandosi come un pendolo di un orologio. 4) Per rilassare i nervi, poniamo le mani sugli occhi (palming), evitando di comprimere i globi oculari, visualizzando nel contempo il vuoto mentale. 5) Alternare l’osservazione di oggetti posti a diversa distanza e su piani non coincidenti, cercando di disporre sulla stessa linea 4 oggetti posti ad una distanza progressiva di 20 cm, 2 m, 4 m, 50 m, in modo tale da favorire un preciso e rapido accomodamento oculare, ripetendo l’esercizio a velocità crescente per almeno 10 volte. Concludendo questo argomento, consigliamo di dedicare quotidianamente circa 10-15 minuti all’esecuzione degli esercizi di ampliamento del campo visivo, onde evitare un eccessivo affaticamento degli occhi.

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2.5 - Riduzione dei punti di fissità Il numero dei momenti di fissità è strettamente correlato con l’ampiezza del campo visivo e quindi con il numero di segni che possono essere riconosciuti esattamente con un solo colpo d’occhio. L’ampliamento del campo visivo, provoca una riduzione dei punti sui quali si ferma lo sguardo nella riga, che come già sappiamo, costituisce l’unico momento nel quale è possibile riconoscere i segni. Un metodo diretto, consiste nel prefissare dei punti ad hoc sul testo, in corrispondenza dei quali fermare lo sguardo. Con questo allenamento l’allievo acquista l’abitudine ad effettuare una lettura ritmica caratterizzata da un ampio campo visivo. In condizioni normali, il lettore tende a variare il numero dei momenti di fissità in funzione del grado di conoscenza, della tipologia e difficoltà dell’argomento trattato. Con la pratica ed un adeguato periodo di tirocinio, sarà possibile scegliere il numero di punti di fissità più adeguato al tipo di testo oggetto di lettura. Il metodo che seguiremo sarà quello di cominciare con un solo punto di fissità per un segno, ampliando gradualmente il campo visivo con un segno in più, sino ad ottenere una riga dattiloscritta completa.

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Cap. 3 - Test iniziale di comprensione
Effettueremo ora un test, allo scopo di caratterizzare la vostra efficienza di lettura, ricorrendo ai parametri tecnici di cui si è parlato precedentemente. Al termine del corso confronterete questi risultati con quelli relativi ad una nuova lettura, che vi fornirà la reale misura dei vostri progressi, che saranno certamente estremamente gratificanti!

3.1 - Primi anni Nella storia familiare di Einstein non esistevano precedenti che facessero sospettare in lui speciali doti scientifiche o intellettuali. Egli stesso esaminò, fin dove riuscì, la vita dei suoi predecessori, sia da parte di madre che di padre, e scoprì che erano mercanti e artigiani di tradizioni tedesche e più in generale ebree europee. Suo padre, Hermann, era un uomo d’affari piuttosto facilone e non molto abile; quando Albert aveva un anno si trasferì da Ulm (Monaco), dove si mise in affari con un fratello, e le due famiglie andarono ad abitare insieme in una villetta. Il fratello era ingegnere e si occupava del lato tecnico dell’impresa: una piccola fabbrica di attrezzature elettriche. Da sua madre Einstein imparò presto ad apprezzare la musica classica. Lei suonava il piano e lui incominciò a prendere lezioni di violino all’età di sei anni. Non c’erano segni visibili di una spiccata precocità in Einstein bambino. Era un sognatore che non amava gli sport e i giochi, parlava con qualche difficoltà (i suoi genitori temevano che non fosse normale perché iniziò a parlare solo a tre anni), ed era soprannominato Pater Langweil (Padre Noia) dalla sua bambinaia. Un anno dopo il trasferimento della famiglia a Monaco nacque una bambina, Maja. Dopo di lei gli Einstein non ebbero altri figli. L’infanzia di Einstein fu solitaria e introversa, e forse per questo ne serbò sempre un vivo ricordo nel corso della vita. Non è poi azzardato affermare che certe intuizioni in merito al misterioso ordine che sottende l’insieme armonico dei fenomeni naturali – la scoperta cioè che la natura si presenta come un enigma matematico con soluzioni formali molto semplici ed
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eleganti – si formarono durante l’infanzia. Quando aveva compiuto quarant’anni, in una conversazione con il critico letterario berlinese Alexander Moszkowski (discutevano sulla fede religiosa di Newton) egli osservò: In un vero studioso della natura esiste una specie di timore religioso, poiché egli trova impossibile immaginare di essere il primo ad aver studiato a fondo i delicatissimi fili che collegano le sue percezioni. L’aspetto della conoscenza che non è ancora stato svelato da nessuno dà al ricercatore una sensazione analoga a quella vissuta da un bambino che cerca di comprendere l’abilità eccezionale con cui gli adulti maneggiano gli oggetti. Benché non credesse in un Dio impegnato nell’elaborazione di un destino umano, Einstein per tutta la vita fece continui ed amichevoli riferimenti a «Dio», che spesso definiva «il Vecchio». In questo senso «Dio» rappresentava le connessioni razionali, le leggi responsabili del comportamento dell’universo, ed anche il fatto che queste leggi esistono e che sono, almeno in una certa misura, comprensibili a noi. In un saggio scritto per una conferenza su scienza, filosofia e religione nel 1940, Einstein espresse così le sue convinzioni: “La fonte principale degli attuali conflitti tra le sfere della religione e della scienza risiede nel concetto di un Dio personale. La scienza si propone di stabilire regole generali che determinino le relazioni reciproche degli oggetti nel tempo e nello spazio… È un progetto ancora da attuare, e la fiducia nella possibilità della sua realizzazione in teoria si basa soltanto su successi parziali. Ma sarebbe difficile trovare qualcuno che negasse questi successi parziali attribuendoli all’autoinganno umano… Più un uomo è persuaso dell’ordinata regolarità di tutti gli eventi e più si convince che ai lati di questa ordinata regolarità non c’è più spazio per fenomeni di altra natura. Per lui né la volontà umana, né quella divina esistono come cause indipendenti degli eventi naturali. È fuor di dubbio che la fede in un Dio personale che interferisce con gli eventi naturali non potrebbe mai essere contestata dalla scienza, perché questa fede può sempre
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rifugiarsi in settori dove la conoscenza scientifica non è stata ancora stabilita… Alla sfera della religione appartiene la credenza secondo cui le regole valide per il mondo dell’esistenza sono razionali, cioè comprensibili per la ragione. Non riesco ad immaginare un vero scienziato privo di questa fede profonda. La situazione può essere spiegata con un’immagine: la scienza senza la religione è zoppa, la religione senza la scienza è cieca.” Le due osservazioni scientifiche che impressionarono maggiormente Einstein nella sua infanzia furono la scoperta del funzionamento della bussola – il fatto che grazie a una misteriosa attrazione l’ago della bussola puntava sempre in una data direzione – e, qualche tempo dopo, del teorema di Pitagora nella geometria euclidea. Queste due rivelazioni costituiscono due illustrazioni quasi perfette degli aspetti complementari dei fenomeni scientifici. Il funzionamento dell’ago della bussola è uno straordinario fatto empirico che qualcuno potrebbe anche considerare come prova dell’esistenza della magia. È necessaria una certa mentalità e tradizione scientifica per arrivare ad immaginare che questo fenomeno può avere una spiegazione o, se si preferisce un termine meno significativo, una descrizione in termini di leggi fisiche generali. D’altro canto le verità della geometria euclidea appaiono in un certo modo ovvie, e quindi occorre, a quell’età, non poco acume anticonformista per cercare di creare un modello formale in grado di interpretare correttamente una realtà empirica qual era il funzionamento di una bussola. Einstein continuò comunque per tutta la vita a parlare del senso di «meraviglia»che la bussola produceva in lui. All’età di 67 anni cercò così di spiegare la genesi delle sue idee scientifiche: “Da bambino (avrò avuto 4 o 5 anni) provai un senso di assoluta meraviglia quando mio padre mi mostrò una bussola. Il fatto che questo ago in un modo così determinato non rientrava affatto nel corso naturale degli eventi che potevano trovar posto nel mondo inconscio dei concetti (effetto connesso con la percezione diretta). Mi ricordo ancora – o almeno credo di ricordarmi – che questa esperienza determinò in me un’impressione intensa e duratura. Dietro alle cose poteva esserci qualcosa di nascosto nel profondo. Ciò che l’uomo vede davanti a sé fin dall’infanzia non causa una
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reazione di questo tipo; egli non si sorprende per la caduta dei corpi, per il vento o la pioggia, o per la luna o per il fatto che essa non cade giù, o per le differenze fra la materia viva e quella morta» Sia alla scuola elementare che al Gymnasium Luitpold di Monaco, Einstein ricevette un’istruzione religiosa. Era l’unico studente ebreo nella sua scuola elementare cattolica e aveva ricevuto, ed apprezzato, le stesse nozioni di cattolicesimo degli altri allievi. Non aveva idea di cosa fosse l’antisemitismo e non era particolarmente attaccato alle tradizioni ebraiche. La sua famiglia non era religiosa, anche se manteneva, interpretandola in modo personale, l’antica consuetudine del Sabbat di invitare ai pasti un ebreo povero. Nel caso di Einstein questo accadeva il giovedì a mezzogiorno, quando la famiglia pranzava con un povero ebreo proveniente dalla Russia. Questo studente, Max Talmey, fece conoscere al giovane Albert alcuni libri divulgativi di scienza, che egli lesse avidamente. Nello stesso tempo nel Gymnasium di Monaco cominciò a ricevere, secondo l’uso dell’epoca per gli studenti ebrei, insegnamenti sull’interpretazione del Vecchio Testamento, e per un certo periodo, suscitando il divertimento della sua famiglia, sviluppò una concezione quasi fondamentalista della Bibbia, che non tardò ad entrare in conflitto con i suoi studi scientifici. Come scrisse nel suo «necrologio»: “Leggendo libri scientifici raggiunsi presto la convinzione che molti elementi delle storie della Bibbia non potevano essere veri. La conseguenza fu una quantità fanatica (un’orgia) di libertà di pensiero associata all’impressione che lo stato inganna intenzionalmente i giovani, con menzogne: fu un’idea sconvolgente. Da questa esperienza scaturì la diffidenza verso ogni tipo di autorità, un atteggiamento scettico verso le convinzioni esistenti in qualunque ambiente sociale – un atteggiamento che non mi ha più abbandonato, anche se in seguito, grazie ad una migliore comprensione delle relazioni causali, ha perso un po’ della sua intensità originaria.” Più o meno in questo periodo lo zio ingegnere cominciò ad impartire ad Einstein lezioni di algebra e geometria. Tra le altre cose gli insegnò il teorema di Pitagora, che Einstein riuscì a dimostrare, dopo averlo studiato
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con notevole impegno. Tuttavia non capì l’intricata struttura logica della geometria euclidea finché non ricevette un libro di testo da suo zio. “All’età di 12 anni provai per la seconda volta un senso di meraviglia, di tipo completamente diverso: in un libretto che trattava della geometria piana euclidea, che mi ritrovai in mano all’inizio di un anno scolastico, c’erano delle asserzioni, quali ad esempio le intersezioni delle tre altezze di un triangolo in un punto, che – anche se non erano affatto evidenti – potevano nondimeno essere provate con una tale certezza che ogni dubbio era impossibile. Questa lucidità e certezza mi fecero un’impressione enorme. Non mi disturbava il fatto che l’assioma doveva essere accettato senza prova. In ogni caso per me era sufficiente poter appuntare prove su teoremi la cui validità non mi sembrava dubbia. Ricordo ad esempio che uno zio mi aveva esposto il teorema di Pitagora prima che quel benedetto manuale di geometria mi capitasse in mano. Dopo molti sforzi riuscii a «dimostare» questo teorema sulla base della somiglianza dei triangoli; nel farlo mi apparve «evidente» che le relazioni dei lati dei triangoli rettangoli dovevano essere completamente determinate da uno degli angoli acuti. Pensavo che le prove fossero necessarie solo per la cose che, come questa, non sembravano «evidenti». Inoltre gli oggetti di cui si occupa la geometria non mi sembravano diversi dagli oggetti della percezione sensoriale, «che possono essere visti e toccati». Questa idea di base, che probabilmente sottostà alla ben nota problematica kantiana dei «giudizi sintetici a priori», è fondata ovviamente sul fatto che la relazione tra gli oggetti geometrici e gli oggetti dell’esperienza diretta (barra rigida, intervallo finito, ecc.) era presente, in modo inconscio. Tratto da “Einstein, di Jeremy Bernstein; edizione Oscar Mondadori, 1990“pag.21-27

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3.2 - Domande test iniziale di lettura Rispondete alle seguenti domande: 1) Qual’era stata la principale occupazione dei predecessori di Einstein? …………………………………………………………………………… 2) Come si chiamava suo padre? ………………………………………………………………………….. 3) A che età Einstein cominciò a parlare? …………………………………………………………………………. 4) A quale età iniziò a prendere lezioni di violino, e chi era l’insegnante? …………………………………………………………………………. 5) Da cosa dipende, secondo Einstein, la principale fonte di conflitto tra le sfere della religione e della scienza, e quale rapporto esiste, secondo lui, tra la scienza e la religione? …………………………………………………………………………… 6) Quali sono le due osservazioni scientifiche che impressionarono maggiormente Einstein negli anni della sua infanzia? ……………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………… 7) In che cosa consisteva l’abitudine della famiglia Einstein di rispettare il Sabbat, e in che giorno si svolgeva? ……………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………… 8) In quale città e scuola studiava il giovane Albert in quel periodo? ………………………………………………………………………………
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9) Dalla studio dei libri scientifici, che cosa scaturì nella mente di Einstein, e quali ripercussioni avrebbe avuto nel prosequio della sua vita? ……………………………………………………………………………….. ……………………………………………………………………………….. ……………………………………………………………………………….. 10) All’età di 12 anni come considerava Einstein, gli oggetti studiati dalla geometria euclidea? ……………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………

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3.3 - Risposte al test iniziale di lettura 1) Erano mercanti ed artigiani (10 punti). 2) Hermann (5 punti). 3) All’età di 3 anni (5 punti). 4) A 6 anni riceveva lezioni di violino da sua madre (10 punti). 5) Questo conflitto a sede nel concetto di un Dio personale; la scienza senza la religione è zoppa, la religione senza la scienza è cieca (15 punti). 6) La scoperta del funzionamento della bussola; il teorema di Pitagora nella geometria euclidea (10 punti). 7) Consisteva nell’invitare un povero ebreo a pranzo, e si svolgeva regolarmente tutti i giovedì (10 punti). 8) Studiava a Monaco, la città dove risiedeva, presso il Gymnasium Luitpold (10 punti). 9) Molti elementi della storia della Bibbia non potevano essere veri; da ciò scaturì la necessità della libertà di pensiero, insieme alla convinzione che lo Stato inganna intenzionalmente i giovani. Perciò Einstein fu diffidente verso ogni sorta di pensiero dominante ed autorità costituita (10 punti). 10) Perfettamente simili agli oggetti reali (15 punti).

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3.4 - Calcolo della capacità di comprensione
La determinazione di questo valore, si basa sull’attribuzione di un punteggio per ogni risposta esatta. Dal punto di vista qualitativo, possiamo affermare che le domande formulate sono suddivisibili in due grandi categorie: 1) Domande di tipo generale, le quali sottendono a questioni di tipo concettuale, le cui risposte possono essere riferite in forma parafrasata 2) Domande di dettaglio, riguardanti cioè degli elementi della trattazione da citare alla lettera (nomi, numeri, dati in genere). La somma del punteggio totale per ogni box di domande deve risultare pari a 100, in modo tale da ottenere direttamente la nostra capacità di comprensione espressa in percentuale. Per quanto concerne le domande generali, per ogni risposta corretta si assegneranno 10 punti, mentre alle risposte di dettaglio saranno attribuiti 5 punti. Si possono presentare dei casi in cui una domanda in cui sono insiti sia elementi concettuali che di dettaglio: in tutte queste situazioni il computo della risposta corretta sarà pari a 15 punti come somma dei 10 punti riguardanti la questione generale e i 5 punti della domanda specifica. Qualora una domanda di dettaglio implichi nella risposta due dati distinti, il suo valore salirà a 10 punti. Con un minimo di pratica, comunque, si imparerà velocemente a valutare le proprie risposte e quindi la propria capacità di comprensione in qualunque lettura. Per quanto riguarda i test proposti nella presente dispensa, troverete i punteggi da assegnare per ciascuna risposta corretta. La corretta determinazione del vostro RDL seguirà le indicazioni che troverete in dettaglio nel capitolo relativo alle Conclusioni

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Cap. 4 - Il campo visivo
Con un cartoncino, coprire ciascun gruppo di segni, quindi, con un velocissimo movimento delle dita, spostare il cartoncino in modo da poter leggere con un solo colpo d’occhio quel determinato gruppo di segni. Successivamente, si procederà a trascrivere i segni su di un foglio, controllando l’esattezza del proprio riconoscimento. 4.1.1 - Esercizio con tre caratteri per riga
582 123 674 936 609 1 41 324 412 394 124 516 701 456 027 443 602 218 897 514 758 571 132 376 451 193 597 283 067 736 603 179 401 831 593 101 715 359 647 380 721 373 814 913 325 457 769 651 267 017 150 tc r xav djq hvl sra mfy oif yvx tco qew lpm zrc sig ahf iok pvs crt yiu sef n vw loq hbm res dgv jkl tdp mnl uzo pmq jks btg laz nko fxj twe dci pjr lsx eaz mid rey ikn rtu jcn fqp vml own xju zth car

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4.1.2 - Esercizio con quattro caratteri per riga

7905 0397 1790 6846 6426 8751 6923 7743 5316 5030 5492 6319 1012 8432 2739 6058 32 82 2196 1271 6611 4578 4730 2287 1575 3280

3269 4786 0629 6457 1803 2535 2178 3720 9062 5791 1706 6119 1014 7596 8026 6287 1956 2012 4506 6930 1265 1674 4865 7609 3685

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4.1.3 - Secondo esercizio con quattro caratteri per riga

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4.1.4 - Esercizio con cinque caratteri per riga

81596 74098 65487 17563 85902 60163 12534 67801 02365 32469 17808 42536 78958 12657 06421 25748 47019 61673 05841 10294 13417 95236 14965 83761 39 647

53791 23185 52370 48217 38702 93166 80357 18462 76954 78563 87921 25346 52498 64706 93421 10476 79632 45901 02836 31895 61076 98630 37412 09875 58431

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4.1.5 - Secondo esercizio con cinque caratteri

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4.1.6 - Esercizio con sei caratteri per riga

296571 053746 107465 413687 237106 645821 367041 601259 156430 028973 547219 956178 856304 695047 325685 962501 083645 210587 342502 132487 156792 237308 568135 492704 406982

098647 894561 423587 132940 041856 346284 785971 305285 432491 902854 324717 105376 894136 785127 634597 204931 152348 987521 045768 729348 834126 479431 596740 190574 857025

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4.1.7 - Secondo esercizio con sei caratteri per riga

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MvNZb HdQaFp ChALrT 1Df4jL Ph7JsA Ag12Ni W8Zard qLWS23 EjOnFG GhgIpx NFtyC4 OR5h2L 91M6DG BuGYn9 Tuarjy 7nGDfj bLErfK MOkUi Ag1SpR 4NrfV3 Tgt7ML 1c5FdX aPtVWI 5G9Knb aJDsBP

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4.2 - Esercizi sul campo visivo con parole significative

Deve Parola Cantina venduti palleggio Circolare Dirigibile Passamano Giustiziare Successione Plutonismo Ricoverare Stabulazione Leggicchiare Piagnucolare Rimpinzatosi Sbancamento Rinascimento Sbalordimento Chiacchierare Spartitraffico Farmacologia Politecnologia Angioplastica Sapientissimo Proiezionismo Politecnologia Accompagnano Moltiplicazione Neopositivistico Precompressione Polimerizzazione Temporeggiatore Sbandeggiamento Impercettibilmente Precipitevolissimevolmente

Verrà Oggi tu Lunga sera Dopo tutto il Campeggiare Allor si mosse Mi mancherai Questo si farà Meravigliare Salute guastata Pensando che voi In fondo al cuore Ma tu che né pensi Vecchio grammofono I meravigliosi viaggi Ancora una scommessa Bella passeggiata estiva Alla vigilia di un’estate Viaggiare verso l’ignoto Tu credi di comprendere Hai sostenuto poi l’esame Porre un caso di coscienza I punti più significativi del Non si può pensare di farla Sentire questa problematica Nell’estremo tentativo di una Una specie di bella antologia Ma perché non me lo dicesti La ragione del più forte porta Non penso che questo esempio L’arte di leggere efficacemente Forte rialzo del prezzo dell’oro L’arte di leggere efficacemente la Non penso che questo esempio possa Il cielo è completamente azzurrognolo Genealogia dei grandi uomini della terra

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4.3 - Esercizio del Rombo
Per poter eseguire il presente esercizio, occorre munirsi di un cartoncino scuro di una grandezza tale da ricoprire completamente tutta la figura. Con una rapida flessione del polso, si procederà a scoprire la prima riga, cercando di ricoprirla nel più breve tempo possibile, focalizzando lo sguardo nel centro della riga. Dopo aver verificato l’esattezza della visione, si proseguirà la procedura con la riga seguente. Sarà opportuno, inoltre, trascrivere il numero massimo di caratteri letti correttamente, in modo tale da poter valutare lo sviluppo del campo visivo ottenuto con il procedere degli esercizi.

2 4 6 8 10 12 14 16 14 12 10 8 6 4 2

Da Gara Palese Maialino Università Autoritratto Internazionali Caratterizzabile Decisionalismo Preoccuparsi Mnemonista Alfabeto Traino Mano Lo

43

4.3.1 - Esercizio del rombo di fissità con una parola per riga

2 4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 24 26 28 30 28 26 24 22 20 18 16 14 12 10 8 6 4 2

Da Tira Lavoro Cagliata Decremento Interessanti Motorizzazione Ricristallizzare Neutrocondensatore Otorinolaringoiatria Preterintenzionalmente Dodicimilacinquecentosei Precipitevolissimevolmente Millequattrocentoquarantasei Diecimilacinquecentoquarantuno Seimilacinquecentoquarantuno Millenovecentocinquantatre Indesiderabilissimamente Frastagliatissimamente Mainertzhageniellidi Decongestionamento Petalodiplostomo Celacantiformi Mittofiformi Mulattiere Serpente Tesoro Sale Un

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4.3.2 - Esercizio del rombo con una o più parole per riga

2 4 6 8 10 12 14 16 14 12 10 8 6 4 2

La Cena Questo Che ne era Partimmo da Si pensava che Il tribuno disse Una bella giornata Occorre in primo La velocità di La mostrina Finestra Calcio Mina Da

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4.3.3 - Esercizio del rombo con più parole per riga

2 4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 24 26 28 30 28 26 24 22 20 18 16 14 12 10 8 6 4 2
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Ma Dito Sei mio La vita di Sempre pare Il cannone fra La canottiera era La maglia di cotone Il cacciatore uscì da La ricerca del petrolio Ma viaggiare intorno alle La valutazione dei successi La meditazione aiuta la salute Quando pensate che un buon affare Il più grande mammifero del terra ci Una buona giustificazione per il Nonostante le sue richieste la Dopo l’ultima competizione Leggere con alternanza di I truffaldini sembrano Evidenziando il telo Correndo nei campi La siepe potata e Le corse d’auto Suoneranno Scoperte Fatato Casa Lì

4.4 - Esercizio della piramide di fissità

6 8 10 12 14 16 18 20 22 24 26 28 30 32 34 36 38 40 42 44 46 48 50 52 54 56 58 60

Colore Politici Cominciato Era tutta sola Mangiando aglio Le cose vogliono Carissimi amici tra La vita comincia con noi Viaggiare in aereo auto la Nei pittoreschi borghi deve Vari produttori italiani sono Un ambiente quanto mai fragile ma La temperatura massima possibile è Oggi non è per niente facile trovare un Quando ci si prepara a sostenere un esame In tutti e due i casi lo sguardo dovrà andare I vantaggi di una specifica preparazione in un Specchio d’acqua tranquilla sembra essere meno Quando vidi costui nel gran diserto miserere di me Le più divertenti simulazioni del computer saranno Non è neppure escluso che nelle manovre militari possa Durante la grande carestia che imperversò nel mondo antico Esistevano diverse varietà di pane tra cui elencheremo la Perché pensate cose malvage nei vostri cuori infidi e cattivi I cacciatori di frodo hanno dimezzato il già esiguo numero oltre Il pane quotidiano era la più grossa preoccupazione ai tempi degli La conquista normanna si è attuata senza una forte resistenza contro Forse dovrebbe nascere un nuovo Tremal Naik eroe dei misteri di Salgari

47

4.5 - Esercizi per la riduzione dei punti e del tempo di stazionamento
Lo scopo di questa esercitazione consiste nel far acquisire all’allievo un determinato ritmo di lettura, riducendo i punti di fissità. In seguito sarà possibile aumentare la capacità del colpo d’occhio senza pregiudicare la larghezza del campo visivo. In questo primo esercizio, si dovrà muovere lo sguardo in orizzontale, in verticale, ed in diagonale alla massima velocità possibile, fissando lo sguardo su ciascuno punto nero. Si consiglia di ripetere più volte l’esercizio.

. . . .
48

. .

. .

. . . . . . . .

. . . .

. . . .

49

. . . . . . . .
50

. . . .

. . . .

. . . . . . . .

.

. . . .

51

. . . . . . . .
52

. . . .

. . . . . . . .

. . . .

53

Il seguente esercizio deve essere effettuato muovendo lo sguardo in orizzontale a velocità variabile.

. . . . . . . .

Ripetere più volte l’esercizio.

. .

.

.

. . . . .

54

. . . . . . . . . .

.

. . . . .

55

. . . . .
56

. . . . . .

. . .

.

.

4.5.1 - Esercizi sui punti di fissità Per svolgere in modo corretto gli esercizi quì proposti, è necessario spostare lo sguardo dall’alto verso il basso, fissando il punto situato al centro della parola. Due punti di fissità

.
socievole civiltà

.
lampada pane

.

.

patibolo

. . . . . . .

situazione

.

cassaforte

. . . . . . .

inchiesta

.

nutrimento

corteo

coraggio

esame

aiuto

produzione

incendio

miele

campi

licenza

traliccio

fustagno
57

orologio

. .

cattedra

. .

lampone

normale

.

pomodoro

lucchetto

.

appartamento

.

stazione

. . . .

apicoltore

.

conte

.

tennis

. . . .

giardino

.

alpinismo

giocoliere

salvare

room

.

palazzo

lesina

.

mnemonista

aerostato

.

carrettiere

mangiafuoco

.

superman

.

palleggiatore

.

58

Altri esercizi con due punti di fissità

.
lampione presidente

.
carreggiata marca

.

.

scolare

.

predicare

.

digestione

.

fuggire

.

riscuotere

.

cicala

.

rimpiangere

.

guerriglia

. .

malizia

.

pendenza

.

comprare

. .

alidata

.

pazzesco

avanzare

.

circense

legiferare

.

riuscire

.

chimica

.

vendita

.

fuliggine
59

.

capire

. . .

normale

.

tabulato

. . .

agitazione

.

cancelliere

principe

.

computare

archibugio

.

ultimo

dimostrazione

.

guerriero

inizio

.

deputato

.

avversità

. . .

soprattutto

.

abbattersi

.

notare

. . .

creare

.

vivere

persone

artistico

paragrafo

.

notarile

auspicio

.

ingegnere

.

paradosso

.

portata

.

geniale

.

clessidra

.

nutrirsi

.

60

contesto

. .

simbiosi

. .

fogliame

diniego

.

durezza

sussidio

.

regista

.

certificato

.

61

Esercizi con tre punti di fissità Leggere le seguenti parole, prima in senso orizzontale, e poi verticale, facendo attenzione a fissare lo sguardo sul puntino al di sopra di ogni parola.

giustizia

.

regista

.

comandi

.

bloccaggio

. . . .

aggiunta

.

finestra

. . . . . . . . . .

verdetto

.

orario

. . . . . . . . . .

iniquità

.

vestiario

raggio

formula

corso

verticale

girandola

leggenda

album

. . . . . .

sapienza

collaborare

raffineria

ricerca

pensare

correre

argomentare

istantanea

marketing

caffè

aiutare

dipanare

pozzo

questione

ancora

ignoti

egiziani

gobbo

gelato

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.
pastiglia riga

.
disco fiocina

.
scaffale cucina

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

dedica

calunnia

arpia

cacciucco

periferica

astronave

metodo

balzo

gomma

visione

altezza

cappio

barca

arco

aspide

perché

alcuni

tratta

velocità

biblioteca

salita

capitano

saldatore

soggetto

medico

molto

tuttavia

trovato

performance

volo

benessere

imputato

ascolto

vasto

zona

campagna

63

.
preoccupante spazio

.
originale chiacchierare

.
aria diritto

. . . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . . .

tossiche

marcio

festoso

intorno

fucile

curva

imputato

automobile

Gufo

pazzo

acrobata

giungla

frodo

grande

tonico

forse

cavallo

marinaio

sconfiggere

mondo

non

felini

argento

numero

schiavitù

hanno

solito

balie

infuso

professore

tutti

fuga

distruzione

vietò

romano

campione

guardia
64

virgola

vino

spesso

. . . . . . . . . . . . .

lavaredo

. . . . . . . . . . . . .

simile

. . . . . . . . . . . . .

eccidio

fantasia

precedente

insomma

suggerimento

struttura

matita

scuola

estranee

adrenalina

pensi

fuorchè

baratro

durante

tornante

trattazione

idee

paragrafo

tempi

carota

campo

importanza

attacco

motorino

ricordo

esperimento

capoverso

indicare

occorre

assume

agraria

centrale

nuovo

rimprovero

anche

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4.5.2 - Esercizio delle tre piramidi
Per eseguire questo allenamento visivo, si dovrà indirizzare il proprio sguardo, in modo tale da dare colpi d’occhio in orizzontale e/o in verticale.

Ma Tale Direi Erano in due Ma voi pensate che

Di Tra Frac Vincere il Presero una via

Che Non si Fuori dal Pensando che Visioni paradossali

Ci Mano Correre Apparente Medico di famiglia Aiutami da lei famoso saggio

Si Dato Saltare Doccia fredda Professore di Latino Non girare intorno al problema

Fra Vita Girare Invito a pranzo Gareggiare in pista Studiare all’università

Mi Da Sul Cirro Pepe Rullo Calesse Dosso Emerso Difendere gli Acchiappare Bighellonare Quale che sia la sua Immagazzinare dati Pugile fortissimo La selezione concorsuale Per superare brillantemente Agire velocissimamente Chiudere la porta contro gli invasori Fabbricare una nuova casa in campagna Litigare violentemente contro

66

4.6 - Esercizi di lettura flessibile Lo scopo di questa esercitazione consiste nel far acquisire all’allievo un determinato ritmo di lettura, riducendo i punti di fissità. In seguito sarà possibile aumentare la capacità del colpo d’occhio senza pregiudicare la larghezza del campo visivo. In questo primo esercizio, si dovrà muovere lo sguardo in orizzontale, in verticale, ed in diagonale alla massima velocità possibile, fissando lo sguardo su ciascuno punto nero. Si consiglia di ripetere più volte l’esercizio.

. . . . . . . . .

. . . . . . . . .

. . . . . . . . .

. . . . . . . . .
67

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

. .

68

4.6.1 - Esercizio di lettura divergente con stazionamento variabile Leggere velocemente, muovendosi prima in senso orizzontale e poi verticale, i seguenti blocchi di parole caratterizzati da una lunghezza decrescente delle parole. 1°Esercizio

riuscire nel fare un bel

.

purtroppo il diritto internazionale

.

oggi vado al bar sotto casa

.

si tiene conto del fatto

.

accadde così che alcuni paesi

.

la moderna navigazione

.

lo spazio aereo viene

egli convocò il parlamento

con le scelte si decide

. .

non si può escludere che

per riuscire a superare

. . .

patristica

rapinatore

. .

ma su questo fatto

.

sultanato

ideosincratico
69

. .

2° Esercizio

la tela mostrava un bel

.

adorando un uomo si

.

la giustizia prevede in

.

condizione essenziale per

.

quando si legge un libro

.

dalle undici alle

.

dal monte si poteva vedere

.

già da gran tempo

.

era così persuaso

.

la primavera stava

.

non aveva paura

.

una buona memoria

.

nel parco correvano

.

gli accessori erano

.

attenzione agli esami

.

canto nella piazza

.

come credi si possa

.

i pezzi grossi

.

si ragionava di

.

miscredenza

.

voi sapete la

.

carrettiere

.

camaleonte

.

presidente

.

70

4.6.2 - Esercizi di stazionamento
Leggete le seguenti parole, in senso orizzontale (per riga), e verticale (per colonna), utilizzando un solo punto di fissità al centro di ognuna. 1°Esercizio Indescrivibile aggiustare mulattiera biglietteria minestrone quadrante particella mazzachera arrischiate endoderma stillicidio euclidea espansione pezzettino perduto salterio follatura fattore passaggio intervento ciglionamento barile inserzione voltaorecchio millantatore informatica riduzione giudizio ingiallire cartografico rincarare cartellone mulino territorio centigrado sublimazione pigliatutto chirurgo placenta lottatore riassunto stuzzicadenti tentazione carcerare telofase marchio casamicciola temporale poggio terrazza addestrare tafferuglio carlinga indovinare cacciatore affrancatura viandante monsignore
71

2°Esercizio costruzione desinare provincia narratore beneficio principessa anima gioventù voluttuosamente caminetto orologio gorgierina sonnambulo bisognerebbe maestra camera indeterminato luccicante sforzesco rifiuto allodole medesima bianchiccio tappeto cavallo eccellente dividere occhio ridicolo organizzazione benedetta crepuscolo
72

raccoglitore cronologia arciduca fratello classico apparizione valletta cappello maniscalco scorciare diventano abbozzo materiale corridoio villaggio abbonato tramonto traditore addirittura canzone braccio aumento coraggioso episodio gloriosa battaglia rasoio protezione inferno borioso virus lanzichenecco

4.6.3 - Esercizio della clessidra
Leggere il seguente testo, utilizzando, al massimo, cinque punti di fissità per ogni riga.

Per prendere appunti in modo efficace si rende necessario pensare che Le marcite lombarde costituiscono un tipico esempio di agricoltura L’impianto è piuttosto complesso dal momento che deve garantire Branca dell’analisi matematica che studia le condizioni in cui si Al termine di ogni elaborazione viene stampato un messaggio In quell’epoca fiorirono gli studi architettonici che hanno La specie più rappresentativa del suddetto ordine di Complesso di mezzi e delle insidie che l’Uomo Insieme di apparecchiature che possono La consapevolezza sembra La Giustizia deve Da che parte state voi che La terminologia scientifica indica un Nella Marina Militare il grado di Capitano può La caricatura è un ritratto di una persona con fattezze Le moderne procedure di progettazione prevedono l’impiego di Nell’età del Bronzo gli abitanti deponevano i cadaveri all’interno In origine i canali di distribuzione idrica prevedevano la possibilità di Tipo di antico sedile di legno o di pietra in uso presso gli antichi Greci e Quasi contemporanea il termine passò ad indicare un particolare stato dovuto Il suolo è generalmente fertile al punto tale da non richiedere nessun intervento

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Leggere prima la parte sinistra, poi quella destra, e successivamente ripetere l’esercizio fissando lo sguardo sequenzialmente da sinistra verso destra.

L’unico all’etere del 1905 frase nella trattazione. luogo nella di Einstein di relatività che forma assiomistica dalla quale dedurre tutte le e le conseguenze. relatività ristretta seconda ipotesi che a considerare la velocità universale indipendente sorgente nei confronti di Ora secondo le leggi di che vista dal veicolo la luce è solo la metà di quella

riferimento nell’articolo è la famosa parte della In secondo formulazione il principio no è qualcosa parte della base della teoria dalla si devono problematiche Al principio della è stata unita una potrebbe portare della luce una costante dalla velocità della sua un osservatore esterno. Newton ne consegue velocità relativa della vista da un’osservatore.

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Cap. 5 - Ricerca veloce di parole, numeri e dati in genere.
Una delle più interessanti applicazioni della lettura veloce, riguarda la ricerca e l’individuazione di singole parole o di brani specifici. Per riuscire in questa impresa, senza inutili perdite di tempo, si rende necessario essere perfettamente concentrati, evitando ogni forma di distrazione, in modo tale da poter focalizzare interamente la nostra attenzione sulle informazioni oggetto di ricerca. Dal punto di vista metodologico, è possibile ricorrere a tre diverse tecniche: la lettura diagonale, la scrematura, e l’impiego di opportuni schemi di ricerca. Tutte queste tecniche, si basano sulla possibilità di poter muovere gli occhi sul testo, ricorrendo ad un numero di punti di fissità variabile per ogni riga. Ciò si ripercuote positivamente anche nella normale applicazione della lettura veloce sui testi, imparando, quindi, a scegliere in modo dinamico il numero dei momenti di fissità durante la lettura. Riportiamo, di seguito, gli schemi di ricerca più utilizzati, consigliando il lettore di testare specificatamente ognuno di essi, individuando quello che più si adatta alle sue reali esigenze.

75

76

77

5.1 - Esercizio di ricerca di numeri Utilizzando lo schema n.1, si dovrà scorrere tutte le righe per individuare il numero di volte in cui si ripetono i seguenti numeri: 15 – 89 – 151 - 1016 – 3325 – 4258 - 8103

2503684818981088800698213325331016625786789483307108448824649 2703938068224155787256808722009839078204996241012718390593325 8970750463558846344368090210678166998425853504258119086470500 5376714829044715054491332574267735910165536722495810320315590 4842581230836151816930864258840748932935684087198013229340113 2657101652703151864239357074610862317384469127081570627888791 9847945285941535443434469281030603629773619463028381033211680 7370728402399611894933808124898624721016804839164720310165587 3020771311139767008575057010623028087513657709176368915607674 4098093253325745614299863020154468521332562538182746850475689 Risposte. Il numero 15 è ripetuto 8 volte. Il numero 89 è ripetuto 8 volte. Il numero 151 è ripetuto 2 volte. Il numero 1016 è ripetuto 5 volte. Il numero 3325 è ripetuto 5 volte. Il numero 4258 è ripetuto 4 volte. Il numero 8103 è ripetuto 3 volte.

78

5.2 - Esercizi di lettura diagonale. Per svolgere nel modo corretto i seguenti esercizi, si consiglia di ricorrere all’utilizzo di un punto di fissità nel centro di ogni riga, leggendo prima la colonna di sinistra, poi quella di destra.
scatola di sardine datore di lavoro nel primo giro voi sapete che non è possibile viaggiare per le attenzione sempre ricorrere al tribunale sontuoso castello del secondo la sua idea non affaticano più di ripetere l’esercizio più che fosse docile e bravo vicolo della città comincia la sua per proseguire in queste zone volete rendervi andando nel sole potenziamento del sapere in anticipo che il dipinto non è bello ma per cavalcare occorre che nuove tecniche di percorso credere di riuscire a vincere o voi dite che l’albero è buono

la visione d’insieme è ampiamente riconosciuta qualora doveste essere scelti per la sua per potersi affermare in questo è stranamente timido precipitare fare permesso recitare dall’alto dei stranamente il suo normale l’adattamento a questo stile di vita oggi la scelta di un lavoro non può prescindere da attentato dinamitardo la fiera del levante si il soggiorno estivo può si fecero avanti due tipi talora un nuovo prodotto ora come la mettiamo un neonato per essere mangiare una bistecca il conducente di una l’estate era ormai alle porte come interpretare questi segni non occorre una laurea in legge progressiva immersione nel suo il fuoco di selce si può accendere la prestidigitazione consente degli il treno permetteva di stabilire legami rendere più efficace e funzionale la sua una serata passata al luna-park sembra 79

Esercizio n°2

per mettere ogni cosa chi può sapere con attenzione alla strada i vecchi film western la costruzione di un sviluppare la memoria ci sono alcune attività nel tardo quattrocento tagliare l’erba con un riusciremo così in una

la struttura del legno le galline vanno a letto i nuovi processori danno l’anagrafe ci fornisce delle la grande fortuna consiste leggete le seguenti righe che vediamone qualche tappa per poiché la più importante ha un viso rosso come un ciò significa che è molto

la possibilità di nell’ipotesi fatta cinque ricercatori la ricerca è stata quando si devono in primo luogo si giganteggiava con fino all’apoteosi

le possibili scelte secca la disdetta il suo ingresso fra che il siluriforme allora decise che è la visione globale ognuno crede sempre ho letto un nuovo libro

chi di voi sa rispondere a questa difficile ho comprato una bellissima villa sopra che pensate della mia teoria cosmica i giornali hanno l’abitudine errate ci sono momenti in cui si deve lontanamente imparentati fino allor posai un poco il corpo un quiz televisivo rende più il prezzo della benzina sale il nuovo fenomeno europeo dopo il test sull’intelligenza dal balcone si gode una vista può sembrare un giorno in cui oggetto dello scambio può essere il trattamento anticrittogamico di è divenuto un grande campione la richiesta di marmo appare in di tanto in tanto quando si avverte la professoressa ha assegnato dei a titolo esemplificativo e per una apparentemente il meccanismo è in queste zone di mare il clima può la seconda categoria comprende gli tale formula deve essere il più breve Enrico pensava che sarebbe riuscito 80

5.3 - La scrematura
Durante la lettura o lo studio di un testo, può risultare molto utile essere in grado di individuare una porzione di testo, da destinare a successivi approfondimenti, o addirittura singole parole che possono fungere da guida, nell’ambito di un argomento già conosciuto. In tutti questi casi, si tratta di effettuare un vero e proprio lavoro di scrematura, che può essere agevolmente condotto ricorrendo ad uno degli schemi precedentemente esposti. Si consiglia, come sempre, di provare più volte un singolo schema, per poter individuare quello più adatto a velocizzare la ricerca, in relazione alla tipologia del materiale esaminato. Passiamo ora ad eseguire alcuni esercizi, nell’ambito dei quali sarà necessario individuare in ciascun blocco di parole o/e numeri quelli evidenziati in grassetto. 5.3.1 - Ricerca di singole parole 1) scultura – carattere pantaloni, papa, chimico, malato, acciuffare, laurea, udito, carattere, urlare, odontostomatologia, anno, parlamento, occhio, francia, cinema, più, accadde, altalena, siluro, giraffa, bruciata, certo, anguilla, scultura, volta, giostra, circo, organo, tralcio, regno. 2) cerotto – carretto oca, notturno, mugnaio, porto, cercare, pistola, tornio, affrontare, piccolo, frase, penna, massa, siete, cerotto, sera, stare, vittoria, pipa, generale, seduto, significa, carretto, parco, fiori, rendimento, solco, fiocina, zigrinare, ora, pista. 3) volume – solstizio labbro, minuti, guancia, guardò, lenza, esperienza, mosca, sci, orso, botte, catasta, presidente, computer, solstizio, carato, salvagente, odioso, faro, volume, movimento, sembra, circostanza, rispetto, parapiglia, campione, automobile, lezione, poco, dai, figli. 4) fetta – giustizia
81

onore, correre, gioiello, benzina, arancio, verde, presente, cobra, discorso, aggiornamento, fetta, bersaglio, lascia, questionario, lettera, zodiaco, fucile, scappatoia, torta, giustizia, bottiglia, caffettiera, stivali, volante, spiaggia, anfiteatro, ottone, bianco, notte, stufato. 5) uovo – vedetta soldato, prima, diavolo, linea, contrario, feritoie, vedetta, orsù, attenti, nostro, uovo, piacere, ritirata, capitano, neppure, voci, cannone, maschio, filosofia, coperta, super, frittelle, ancora, spalle, tutto, tagliati, briglia, braccio, vedetta, respinti. 6) taleggio – caravan errore, comando, tale, momento, mente, caravan, paura, serventi, giardino, conti, cavo, vite, cassoni, ebrezza, sudore, caro, sbigottita, sino, modestia, fune, precipitare, termosifone, acrostico, fermata, taleggio, cielo, rame, tenebroso, vano, nobiltà. 7) terrore – samba albicocca, parlato, disonesto, sguardi, valgo, poteva, abito, immagine, rasa, ermellino, compagnia, samba, convivio, baro, radiofonico, ombrellata, mese, daino, leggerezza, patrimonio, piccola, presto, scogliera, riconoscendo, ragionamenti, tallone, formula, certosa, terrore, catena. 8) vino – ora aneddoto, carcassa, istruttore, ora, sovrano, pudore, onore, molto, allegri, che, linea, figlia, felicità, diplomatica, formattato, buratto, ricevuta, saperlo, convinto, splendere, fisiognomica, bazzecole, passo, quando, dolce, fidanzata, vetta, telaio, vino, treno. 9) finito – brontolio musica, tedioso, sentire, poltrona, chiacchierare, brontolio, sarabanda, ventoso, dadi, mora, armaggedon, tao, paciere, carpaccio, adesso, immersione, dirigibile, prataiolo, arte, scansione, viso, duolo, norcino, festino, attore, cartiera, addottorarsi, finito, marcio, carretta.
82

10) scimmia – dossier olivo, nastro, tonfo, campo, bue, spazzacamino, dama, pilota, faccendiere, topo, artista, gonfiato, superman, tiglioso, scimmia, legamenti, schema, provare, combattente, nubifragio, pagina, orlo, commentatore, egregio, generale, momentanea, dossier, disse, accento, uscì. 11) migliore – segno stupendo, fuoco, gridare, ostaggio, nuca, scuro, quasi, borsa, calarla, trattoria, bocca, sforzo, siete, tolse, stucco, segno, ponte, medesimo, zigomi, parapetto, gambe, fotografare, pigliare, ipocrita, trai, adesso, ufficiali, vecchio, migliore, tappo. 12) colpo – medico ussaro, piede, spuma, lucentezza, asino, nubi, fumo, movimenti, visibili, fantasma, disceso, aspetta, ruote, sonanti, punte, zaini, tavole, medaglia, onda, violento, medico, fiume, nappa, trave, donna, fila, stringa, squadrone, colpo, rana.

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5.3.2 - Ricerca di parole e dati in genere.
Leggere i seguenti blocchi contenenti numeri, parole, e simboli non correlati tra loro, concentrandosi sulla ricerca di ciascun dato, proposto all’inizio di ogni serie. 1) Cavolo – 2145 apparizione, lascito, candido, pareva, Flavio, 5246, ottone, 8785, quattrino, 0124, G125, F117, pericolo, 2145, rete, riflettere, ammarare, rotto, villa, 7542, 56, 12, 85, giro, mare, cozza, piccone, cavolo, agenda, zingara. 2) scatola – 852 forte, oscuro, matita, 52, 78, 96, 3899, ZK142, esagitato, truppe, cingolo, settimana, avrebbe, scatola, incontro, sei, tetro, turbine, fenomenale, 75, 06, 6854, 2568, 1896, retro, grano, piretro, 852, 564, 153. 3) 122 – 6455 573686, 5866, 8757, 79c8, 852, 655, 4565, 76456, 8251, 97653, 5479, 737668, 24658, 983532, 7754, 58689, 87128, 3682, 6455, 4278, 482566, 0213676, 856, 3876576, 4645, 33642, 122, 533158, 847365, 827947, 565, 431, 658, 454. 4) 28prt – sale scrivere, pensieri, 235lkj, tri355, p5g4r1, ascensore, TFny5, asce457, ritto, dopo, hitL14, 28crt, largo, mentre, onore, impaccio, 45iL, 82gh, ml75, pittore, soglia, meridiano, 123s, k852, sale, we1R5, matto, stato, 28prt, 478.

5) 2758 – pietra 34, 5675, fg12, rottura, esegenesi, sudare, 95465, Guglielmo, 53, 8975, prendo, 329, pensieri, ad12, mano, grattugiare, 563e, trattore, 2752, 8674, 2758, calzari, pou3, scriba, 631, wa42, mesto, 235, pietra, cotto.

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6) tiro – calze – 123 denti, 712, 2486, fronte, 34865, 9465, nibbio, calze, 0876, arco, dubbio, 9135, fr5h, u5d2, voi, 69, frate, 81f6, 123, polso, 756, tirapiedi, ciglia, 5412, 10012, gat5, tiro, 41, ret8, 101.

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5.4 - Intuizione del significato dei vocaboli
Quando noi leggiamo normalmente, avvertiamo spesso la sensazione di dover rallentare la nostra velocità per essere sicuri di saper riconoscere tutti i singoli segni costituenti una determinata parola. Questo approccio si rivela estremamente dannoso per la nostra capacità di comprensione, oltre che sulla velocità di lettura. Per liberarsi da questa abitudine mentale negativa, lo strumento migliore è rappresentato dal verificare, di persona, come le capacità mentali siano di gran lunga maggiori di quello che siamo soliti ritenere. Quindi un corretto modo di procedere nella lettura, non necessita affatto della visione di ogni vocabolo, ma si basa, piuttosto, sulla capacità di selezionare le parole, in modo da riuscire a cogliere le idee che l’autore desidera trasmetterci, nella loro interezza. Ciò giustifica ampiamente, come sia sempre necessario, approcciare al testo, procedendo dal generale al particolare. Per riconoscere ciascuna parola, bisogna sapere che nella scrittura occidentale, ogni parola può essere riconosciuta osservando la parte superiore delle lettere, mentre non occorre affatto prestare attenzione alla metà inferiore. Gli stessi risultati sono ottenibili, trattando un testo nel quale mancano alcuni caratteri nell’ambito di ciascuna parola, e addirittura, intere parole. In tutti questi casi, si potrà constatare come il significato testuale rimanga assolutamente comprensibile. Sulla base di quanto è stato sopra detto, passiamo ora ad effettuare degli appropriati esercizi, che dovranno sempre essere condotti ad alta velocità.

5.4.1 - Esercizi di comprensione in assenza di simboli.
Leggere rapidamente il testo, cercando di individuare le parole, in assenza di caratteri. Primo esercizio cicl ne, perm sso, anc lla, d ttore, l tro, carruc la, inf sso, ol va, pi tà, s rvo, in inf ne, d nza, c rvo, m lla, j t, d to, t po, grig o, alm no, n nno, t ornio, tr lcio, marm tta, f lo, g lf, l no.
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Secondo esercizio me ta, s imbecco, pin a, la ile, ca ota, la illo, ma mo, ca ino, pe ca, fe era, ri mo, de te, ca liggine, sfi are, ibia, or ano, su tano, ma ino, riu ione, la oro, se bra, pe siana, ori liare, ma cio, sa ire, ri a, o dine, cin illà, sa vo, vo pe. Terzo esercizio p cchi re, q oti ianietà, sco ri ento, rie tr re, stru enta ione, c ttu a, ta ent, l tte, ma chin rio, fro talm nte, sc na, gioi llo, rie pire, da tilog afo, di turbo, m ele, to no, fi nile, capan to, ri gra io, fa ore, mi liaia, po itica, ro anzo, g bbia, carro rmat , g iaccio, cie o, sop attut , ce cando. 5.4.2 - Esercizio completo di riconoscimento in assenza di caratteri. Oltr passato il v llaggio, ra giun endo e inco trando co tinua ente s ldati in ca min ,uffi iali di di ersi c rpi, vi ero sulla sinistra a cuni trincera enti rosseggianti d’a gilla fre ca, appena smossa. Al une compa nie di soldati, in cami iotto e senza gi bba, nono tante il ve to fre do, come fo miche bianche, bru icavano su qu lle trincee; da die ro al vallo, mani invi ibili butta ano continuamente pal te di argilla rossa. Si avvi inarono alla trincea, la esaminarono e an arono oltre. Proprio di tro alla trincea s’im batterono in alcune di cine di soldati che si succe evano s nza posa e discen evano di corsa dal terra ieno. Dovettero tapp rsi il naso e sp ngere i cavalli al tr tto, per usc re da quell’atmo fera avve enata. (Tratto da Guerra e pace).

5.4.3 - Esercizio di lettura con caratteri dimezzati
Leggere speditamente il seguente testo, verificando come sia possibile comprendere tutte le singole parole anche sé mancanti della parte inferiore dei caratteri dattilografici.

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5.5 - Lettura a gruppi di parole
In questo tipo di esercizio, si rende necessario puntare lo sguardo nella zona centrale tra le coppie di parole. comprensione del significato. Successivamente sarà possibile cogliere gruppi di parole, senza alcun problema per quanto riguarda la

5.5.1 - Esercizio di lettura di coppie di parole
L’esecuzione corretta di questo esercizio, prevede lo scorrimento dello sguardo in senso verticale ed orizzontale su ogni coppia di vocaboli, focalizzandolo sui rispettivi punti di fissità. cerniera allegria carpentiere

paniere riunione

.

padrone marketing

.

attaccabrighe marciume

.

inaspettato

.

piccino

.

mattina

.

villa

francese specchio

.

aeroplano

fosforescente annusare

.

tentazione

invitante barone

.

rigido infermiera

.

carreggiata bersagliere

.

ricamato parrucchiere

.

denaro

.

arricciare

.

travicello

.

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brancolare

brontolare desolazione

.

turchese

zappatore impassibile

.

marinaio

ringhiera gramigna

.

stellato caduta

. . . . . .

entrambi dondolio

. . . . . . . .

carrucola fisarmonica

. . . . . . . .

arnese cotone

baruffa armeria

pineta ballare

mestiere ricco

peggio capricorno

scappato arrischiare

grigio sentire

buoi meraviglia

andando travaglio

sottoscala camion

ragazzo serrato

lucerna interpretazione

cognato fascia

castagno rumore

grattandosi arlecchino

costola berretto

. .

volume decennio

giugno assillato

pavone

inferiore

stregato

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spruzzatore

ipnosi

. . . . . . .

adesivo

gabbia

. . . . . . .

parlare

colomba

. . . . . . .

giocondo

super

ricordo

distillato pioggia

australe sigaro

cavallerizzo giullare

macinato origliare

formula compromesso

insetto lavorio

guastatore macerie

secchio fistola

fornaio muratore

borsetta diario

mansueto professore

alzare donna

serpente grano

accozzaglia aliante

tema origano

contadino

medicina

.
.

missile

confondere

.
.

pestello

sublimare

.

raffinare sicuramente

leggenda pazzesco

albume ferrovia

.

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critico sposi

. . .

metallurgico agguato

. . . . .

grottesco creditore

. . . . .

normale pensatore

distillato interprete

comodato disse

palombaro egiziano

ammiraglio rosa

pista stampa

sollevatore verità

. .

giallo imbianchino

cinese gallina

trentennio

maestro

lode

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5.5.2 - Esercizio di lettura a gruppi di parole

Quella fatale tendenza verso l’ignoto che c’è nel cuore

. . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . .

umano, e si rivela nelle grandi come nelle piccole cose,

nella sete della scienza come nella curiosità del bambino,

è uno dei principali caratteri dell’amore, direi la principale

attrattiva: triste attrattiva, gravida di noie o di lagrime – e di

cui la triste scienza inaridisce il cuore anzi tempo. Cotesto amore

dunque che ha inspirato tanti capolavori, e che riempie per metà

gli ergastoli e gli ospedali, non avrebbe in sé tutte le condizioni

di essere, che a patto di servire come mezzo transitorio di fini assai

più elevati – o assai più modesti, secondo il punto di vista – e non

verrebbe che l’ultimo nella scala dei sentimenti? La ragione della sua

caducità starebbe nella sua essenza più intima? e il terribile dissolvente

che c’è nella sazietà, o nel matrimonio, starebbe nell’insensato

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soddisfacimento d’una pericolosa curiosità? la colpa più grave del

. . . . . . . .

. . . . . . . .

fanciullo-uomo sarebbe la pazza avidità del desiderio che gli fa frugare

colle carezze e coi baci il congegno nascosto del giocattolo – donna

il quale ieri ancora gli faceva tremare il cuore in petto come foglia?

All’ultimo veglione della Scala, in mezzo a quel turbine d’allegria

frenetica, avevo incontrato una donna mascherata, della quale non avevo

visto il volto, di cui non conoscevo il nome, che non avrei riveduto mai più,

e che mi fece battere il cuore quando i suoi sguardi s’incontrarono nei miei,

e mi fece passare una notte insonne, col suo sorriso sempre dinanzi agli

.

.

occhi, e negli orecchi il fruscìo del raso del suo dominò.

. . . . .

.

Ella appoggiatasi al braccio di un bel giovanotto, era circondata dagli

. . . .

eleganti del Circolo, adulata, corteggiata, portata in trionfo; era svelta,

elegante, un po’magrolina, avea due graziose fossette agli ómeri, le braccia

delicate, il mento roseo, gli occhi neri e lucenti, il collo eburneo, un po’

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troppo lungo ed esile, ombreggiato da vaghe sfumature, là dove

. . . . . . . .

. . . . . . . .

folleggiavano certi riccioloni ribelli; il suo sorriso era affascinante; vestiva

tutta di bianco, con una gala di nastro color di rosa al cappuccio, e faceva

strisciare sul tappeto il lembo della veste, come una regina avrebbe fatto

col suo manto. Tutto ciò insieme a quel pezzettino di raso nero che le celava

il viso, ricamato da tutti i punti interrogativi della curiosità, dove brillavano

.

.

i suoi occhi, e dietro al quale l’immaginazione avrebbe potuto vedere tutte le

bellezze della donna, e porla su tutti i gradini della scala sociale. Ella

imponeva l’ingenuità, la grazia, il pudore di una fanciulla da collegio in mezzo ad un crocchio di uomini, fra i quali una signora per bene non sarebbesi avventurata neppure in maschera. Era seduta colle spalle rivolte alla sala, accanto al suo giovanotto, e gli parlava come parlano le donne innamorate, divorandolo cogli occhi, e facendogli i vaghi rossori che scorrevano sotto la sua maschera, e i sorrisi affascinanti; gli posava la mano sulla spalla, e l’accarezzava col ventaglio; sembrava che si facesse promettere qualche cosa, con una insistenza affettuosa e carezzevole. Io avrei dato qualunque cosa per essere al posto di quel giovanotto, il quale sembrava mediocremente lusingato da quella preferenza; avrei voluto indovinare tutto quello che non potevo udire, tutto quello che si agitava nel cuore di lei; avrei voluto penetrare attraverso la seta di quella maschera; l’incognito di quel viso, di quella persona, e di quel modesto romanzetto sbocciato al gas della Scala avea mille attrattive per un osservatore. La mia
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simpatia, o la mia curiosità, avrà dovuto penetrarla come corrente elettrica: ella si volse a guardarmi due o tre volte, con quei suoi occhini neri; poi si alzò, prese il braccio del suo compagno e si allontanò. Sembrommi che all’allegria di quella festa fosse succeduta una inesplicabile musoneria, che mi mancasse qualche cosa; la cercavo con un’avida speranza di rivederla, quasi cotesta sconosciuta fosse diggià qualche cosa per me. Sul tardi ci trovammo di nuovo faccia a faccia accanto alla porta, mentre ella usciva dalla sala ed io vi rientravo. Rimanemmo immobili, guardandoci fissamente, a lungo, come due che si conoscono, quasi anch’io, dopo averla guardata tre o quattro volte durante la sera, fossi diventato qualche cosa per lei; il cuore mi batteva, e sentivo che doveva battere anche a lei; sembravami che entrambi bevessimo qualche cosa l’uno negli occhi dell’altra; assaporavo il suo sorriso assai prima che le sue labbra si schiudessero: ella mi sorrise infatti – un getto di buonumore e di simpatia che diceva: «So che ti piaccio, e anche tu mi piaci!». La parola più affettuosa, la lingua più dolce del mondo, non avrebbero potuto riprodurre l’eloquenza di quel sorriso; il pensatore più eminente, o l’uomo di mondo più sperimentato, non avrebbe potuto analizzare quel sentimento che irrompeva improvviso in un’occhiata, fra due persone che s’incontravano in mezzo alla folla, come due viaggiatori che partono per opposte direzioni s’incontrano in una stazione, l’una accanto ad uomo che amava forse ancora, l’altro che avea visto il braccio di lei sull’ómero di quell’uomo. Due o tre volte ella si volse a guardarmi collo stesso sorriso, ed io la seguii, senza sapere io stesso dietro a quale lusinga corressi. La folla me la fece perdere di vista; la cercai inutilmente nel ridotto, pei corridoi, nel caffè, in platea, da Canetta, in quei palchi che potei passare in rassegna, dappertutto. Avevo la febbre di uno strano desiderio; divoravo cogli occhi tutti i dominò bianchi, tutte le vesti che avessero ondulazioni graziose. Tutt’a un tratto me la vidi improvvisamente dinanzi, o piuttosto incontrai il suo sguardo che mi cercava. Io davo il braccio ad una donna che rivedevo quella sera dopo lungo tempo. Nello sguardo dell’incognita c’era una muta interrogazione; ella mi sorrise di nuovo; non potei far altro che mandarle un
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saluto mentre mi passava accanto; ella si voltò vivamente, mi lanciò a bruciapelo uno sguardo ed un sorriso e ripeté: - Addio! – Non dimenticherò mai più quella voce e quell’accento! Tratto da «Tutte le novelle di Giovanni Verga, volume primo, Oscar classici Mondadori, 1988.

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Cap. 6 - Test finale di comprensione
6.1 - Lontano dalla Mirandola: i luoghi del sapere A quattordici anni Giovanni Pico era già iscritto alla Facoltà di Diritto dell’Università di Bologna: lo aveva deciso, come era avvenuto prima per la sua educazione familiare, la madre Giulia che voleva e prevedeva per il ragazzo una brillante carriera lontano dalle armi. Ma Giulia muore qualche mese dopo e il figlio fa, questa volta, una scelta tutta sua: andrà a Ferrara a seguire i corsi della Facoltà delle Arti, come si chiamava allora la facoltà di Filosofia, e a studiare la lingua greca. Il devoto nipote Giovanfrancesco nella sua biografia parlerà di Ferrara come di una seconda patria per lo zio, che vi soggiornò senza interruzione un intero anno accademico (il’79-80) ritornando più tardi di tanto in tanto. «Egli non scelse mai una sede stabile ma si fermava più sovente che in altri luoghi a Firenze e a Ferrara e io credo che amasse quest’ultima città ancora più dell’altra per vari motivi. Ferrara non solo era vicina alla sua casa natale ma era stata la sede dei suoi primi studi letterari appena dopo Bologna; va ricordato anche che il principe di Ferrara, Ercole d’Este, lo amava in modo particolare». E a Ferrara anche negli ultimi anni della sua breve vita il conte della Mirandola si recava spesso. Gli studi ferraresi possedevano del resto alcune particolarità attraenti per un giovane curioso, colto e originale come Pico. Il latino con la sua grammatica e gli autori classici, lo insegnò per quarant’anni un maestro come Battista Guarini figlio del celebre grecista Guarino Guarini. La lingua greca, che raramente veniva insegnata come corso regolare nelle università, aveva dato profondità e nuovi testi agli studi umanistici: la sua conoscenza poteva modificare la prospettiva di discipline come l’astronomia e la medicina. Il Pico dunque era allora giovanissimo, il più giovane come sovente gli accadrà di essere in un circolo di sapienti o in una discussione: Raffaele Mattei di Volterra lo ricorda un po’ incostante, ma capace di affrontare con ammirevole preparazione una discussione teologica tenendo testa a maestri ben più navigati di lui.
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A quanto pare il giovanissimo conte aveva discusso in pubblico, forse nella piazza o in una sala del palazzo ducale, come si usava in quel secolo anche se il tema affrontato aveva carattere tipicamente scolastico e universitario. Il tema poteva riguardare, per esempio, il quesito «se la felicità consista in un atto della volontà o dell’intelletto» o «se sia buona cosa il desiderare di diventar vescovo», o «se uno scorpione scolpito nella pietra nel momento in cui la luna entra nel segno dello Scorpione può guarire dal morso di uno scorpione». Il dibattito si svolgeva secondo il modello tradizionale, una cascata di argomenta pro et contra, obiezioni e controbiezioni che terminavano nella solutio finale. Per Giovanni Pico questo era stato il primo passo sulla strada che altre volte nella vita percorrerà: a dispute del genere parteciperà anni dopo a Firenze, nella sua stessa casa alla presenza del Ficino e dell’amico Benivieni o nel palazzo dello stesso Lorenzo il Magnifico o ancora a Ferrara, ventisettenne, in un dibattito che lo vedrà opporsi al maestro Ludovico di Valenza. Persino qualche mese prima di morire, sempre a Ferrara nel maggio del ’94, partecipò a un dibattito del genere. Un mostrarsi, un giostrare, un combattere che sembrerà all’austero nipote biografo segno di una deplorevole persistenza delle ambizioni vane della gioventù. Ma Pico fu giovane sempre, per età e anche per altri aspetti, l’entusiasmo per le idee nuove, la passione della ricerca, la fretta e rapidità febbrile con la quale esponeva le sue opinioni, sovente senza la prudenza tipica del suo ceto nobile e cortigiano. La città di Ferrara con il suo circolo di intellettuali e signori attraversava – come del resto altri luoghi di allora in Europa – un periodo di innamoramento collettivo per l’astrologia. Il famoso Pietro Bono Avogaro, quando il Pico giunse nella città vi aveva insegnato astrologia già da vent’anni – e avrebbe ancora continuato per altrettanti – dedicando una lunga serie di prognostica al duca Ercole d’Este. Assoluto assertore della verità dell’astrologia, Pietro Bono scriveva: «Se si mettessero insieme rigorosamente e si prendessero in considerazione tutti i reciproci rapporti benefici e malefici delle stelle, la forza dei luoghi celesti e
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dei segni insieme alle potenze di ogni parte del cielo, si potrebbe arrivare a conoscere e spiegare agevolmente ogni vita umana dal primo all’ultimo giorno…». Il giovane Pico noterà che affermazioni del genere o anche più temerarie potevano cadere sotto occhi cristiani ed essere credute in quegli anni senza scandalo. Insomma gli astrologi più o meno interessati e venali erano grandemente popolari, piacevano ai potenti e al popolino, non solo, ma pretendevano per la loro arte o scienza un preciso posto all’interno dell’accademica e aristotelica physica o filosofia naturale, chiamando a testimoni alcuni scritti di Aristotele, il De caelo, il De generatione e i Metereologica. Lo sforzo teorico più notevole delle Disputationes del Pico, come vedremo, fu quello di tagliare il legame fra la materia astrologica e la fisica aristotelica, un legame oramai tradizionale da tre secoli. Dei Metereologica gli astrologi alla moda citavano una frase divenuta proverbiale che alludeva alla necessità che il mondo inferiore o sublunare dove l’uomo è destinato ad abitare fosse governato dalla medesima forza delle regioni superiori o celesti. Anche il noto Pietro Bono, forse proprio rispondendo agli attacchi contenuti nelle Disputationes di Pico della Mirandola, si faceva forte della sententia di Aristotele ironizzando sulla «ignoranza dei nemici della scienza delle stelle». Quella degli astrologi era tuttavia una galassia in cui si potevano distinguere diverse posizioni: un altro studioso, Nicolò Leoniceno, che si definiva anche lui «interprete di Aristotele», pur dichiarando che il mondo inferiore era governato dal cielo, su alcuni punti cruciali mostrava un certo scetticismo. Come sul fatto che l’apparizione delle comete fosse segno di morte per i principi, d’accordo in ciò con Giangaleazzo Visconti che di fronte a tali predizioni se la rideva. Ma questi occasionali sarcasmi a proposito dell’arte astrologica, non scuotevano certo dalle fondamenta una dottrina che godeva così largo credito presso il popolo e molti intellettuali. Un’analisi critica più robusta sarebbe stato compito di «spalle filosoficamente più larghe» (G. Fioravanti), appunto come quelle del Pico poco prima di morire.

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In quei mesi ferraresi il giovane conte non studiava soltanto: scriveva poesie e raccoglieva successi mondani e amorosi. «Conduceva allora una vita voluttuosa», così scriverà il virtuoso nipote. Quindici mesi dopo il Pico è già a Padova per approfondire lo studio della filosofia alla più famosa università italiana di allora, centro di studi aristotelici ispirati alla interpretazione di Averroè. Aveva appena compiuto i diciotto anni, ricordiamolo. A Padova il Pico rimase due anni accademici fino al 1482 e fece incontri importanti. Insegnava allora in quella città Elia del Medigo nato a Creta, coetaneo del Pico e destinato come lui a una morte prematura, a trentatré anni. Per Elia come per altri magisteri padovani, Aristotele era «il padre di tutti i filosofi» e Averroè «il suo fedele commentatore»: sulla traccia di quest’ultimo Elia distingue fra la conoscenza raggiunta dai filosofi e quella dei credenti. Una distinzione che polemicamente e volgarmente era stata chiamata «dottrina della doppia verità», denominazione che ben rispecchiava i sospetti cristiani. La presunta dottrina della doppia verità aveva generato quindi furibondi attacchi: ma la verità per un credente, musulmano come Averroè o cristiano come Boezio di Dacia, non può che essere una sola. Da due invece sono le prospettive tutte umane dalle quali guardarla. Elia del Medigo dunque conosce e cita ampiamente un’opera di Averroè ancora poco nota, L’incoerenza della incoerenza dei filosofi, anche se tradotta in latino da più di un secolo con il titolo fuorviante di Destruccio destructionum, che il filosofo musulmano aveva scritto a difesa della filosofia e in polemica serrata contro il grande mistico al Gazali. Elia è in polemica anche con gli umanisti (forse del tipo di Ermolao Barbaro che aveva ingentilito Aristotele traducendolo):«I moderni che credono di render più chiari i testi fanno peggio; la scienza d’oggi è poco o niente anche se i volumi sono tanti e poderosi… È proprio su richiesta del suo amico Giovanni Pico che Elia compone in latino due opere che però sono arrivate a noi solo nella versione in lingua ebraica fatta dallo stesso autore: entrambi riguardano l’unità dell’intelletto degli uomini, una teoria che già nelle università medioevali aveva sollevato il sospetto e lo scandalo dei teologi come Tommaso d’Aquino. È proprio
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contro costoro che Elia rivolge la sua polemica: essi non hanno – dice conosciuto a fondo Averroè e hanno interpretato scorrettamente, anzi «perversamente», il suo pensiero. Elia attaccando quei latini, che egli chiama non «filosofi» ma «filosofanti», Tommaso d’Aquino e Giovanni di Jandum per esempio, sostiene che l’anima intellettiva è unica per tutto il genere umano. Tratto da “Pico della Mirandola, di Maria Teresa Fumagalli Beonio Brocchieri; edizioni Piemme, 1999”. Totale parole 1452.

6.2 - Domande Test finale di lettura
1) A che età Pico della Mirandola frequentava l’università? ……………………………………………………………. 2) Quale è la città che egli considera la sua seconda patria? …………………………………………………………….. 3) Chi era a Ferrara il celebre latinista maestro di Pico? ………………………………………………………… 4) Come si svolgeva una discussione a quei tempi? ……………………………………………………. …………………………………………………… …………………………………………………… 5) Quale fu lo sforzo teorico perseguito da Pico nelle sue “Disputationes” ……………………………………………………………………………. 6) Come si chiamava il più famoso astronomo di Ferrara? …………………………………………………………… 7) Vi erano studiosi che non credevano al malefico influsso provocato dal passaggio delle comete? E sé si come si chiamavano? ……………………………………………………………………………… 8) Quanto tempo Pico della Mirandola è rimasto all’università di Padova. ……………………………………………………………………………..

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9) Di che cosa trattava la cosiddetta “teoria della doppia verità”? ………………………………………………………………….. ………………………………………………………………….. 10) Qual è la categoria e il suo più importante rappresentante che manifestava una netta opposizione nei confronti “dell’unità dell’intelletto degli uomini”? ……………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………… 11) Qual era l’argomento delle opere scritte in latino da Elia del Medigo su esplicita richiesta di Pico della Mirandola? …………………………………………………………………………….. …………………………………………………………………………….. 12) Che cosa pensava Elia del Medigo dei filosofi teologi? Oltre a Tommaso d’Aquino, quale altro filosofo viene citato? ……………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………

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6.3 - Risposte al test finale di comprensione

1) 14 anni (5 punti). 2) Ferrara (5 punti). 3) Battista Guarini (5 punti). 4) Una cascata di argomenta pro et contra, obiezioni e controbiezioni che terminavano nella solutio finale (10 punti). 5) Il suo sforzo teorico è stato quello di tagliare il forte legame esistente tra la materia astrologica e la fisica aristotelica (10 punti). 6) Pietro Bono (5 punti). 7) Certamente, pur appartenendo alla galassia degli astrologi; tra di essi il testo cita Nicolò Leoniceno e Giangaleazzo Visconti (10 punti). 8) Due anni accademici fino al 1482. (5 punti). 9) Questa teoria trattava della distinzione fra la conoscenza raggiunta dai filosofi e quella dei credenti (10 punti). 10) Si tratta dei teologi, e del suo grande rappresentante: Tommaso d’Aquino (10 punti). 11) Queste due opere trattavano la teoria dell’unità dell’intelletto umano (10 punti). 12) I filosofi in questione, secondo Elia del Medigo, non hanno conosciuto a fondo Averroè, interpretando in modo scorretto, addirittura perverso, il suo pensiero, e sono perciò considerati non filosofi ma filosofanti. Giovanni di Jandum. Come si sarà certamente notato, il test finale appena proposto, riguardava un testo più complicato rispetto a quello iniziale, in quanto più ricco di date, nomi, titoli di libri in lingua latina, e questioni concettualmente impegnative. Nonostante ciò, siamo sicuri che gli indici di lettura (velocità di lettura, capacità di comprensione, ed il rendimento di lettura), che vi invitiamo a calcolare, confrontati con quelli relativi al test iniziale, potranno fornirvi la misura tangibile dei vostri progressi, che saranno assolutamente gratificanti. Noi per primi ci congratuliamo con voi!

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In conclusione, riteniamo utile fornire alcune tabelle che consentiranno agli allievi la misurazione di alcuni parametri tecnici, allo scopo di poter valutare in modo analitico i propri esercizi, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

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Ricordiamo sempre, che lo scopo di questa dispensa, non è quello di spingere l’allievo ad un lettura super veloce con una bassa capacità di comprensione, ma al contrario massimizzare la capacità di comprensione ottimizzando i tempi di applicazione. Come sempre gli inizi non sono facili, in quanto si tratta di utilizzare la mente e soprattutto gli occhi, in un modo nuovo e molto diverso da quello tradizionale. Per raggiungere questo scopo, si dovranno testare individualmente le proprie abilità, cercando, nel tempo, un sovraccarico graduale della difficoltà dei testi sui quali si intende far pratica, in maniera tale da sviluppare una elasticità di lettura tale da consentire la scelta del giusto numero di momenti di fissità, fermo restando la possibilità di variare quest’ultimo

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parametro

nell’ambito

del

testo

al

variare

delle

difficoltà

di

comprensione. Oltre agli esercizi proposti, sarà possibile variare il training di lettura veloce, ricorrendo alla seguente tipologia di esercizi: 1) Segnare in modo casuale delle ics sulle pagine di giornali e riviste, muovendo successivamente lo sguardo velocemente, focalizzandolo sul punto di intersezione del segno sulla riga dattiloscritta e sforzandosi contemporaneamente di ampliare il proprio campo visivo, in modo tale da cogliere il maggior numero di caratteri. 2) Tracciare degli ovali su pagine di riviste contenenti ciascuno una porzione di testo di circa 10 – 20 caratteri da leggere ricorrendo ad un solo colpo d’occhio per ciascun ovale, per poi ricostruire la struttura dell’intero testo. 3) Nell’ambito di un articolo, ricercare il più velocemente possibile, in ordine sequenziale, nomi, numeri, località ed eventuali parole in lingua straniera. 4) Dopo aver fotocopiato un testo cancellare con un correttore alcuni caratteri o addirittura intere parole, quindi coglierne il senso in lettura veloce. 5) Per un ulteriore incremento della velocità di lettura, ma anche per approfondire il testo in fase di studio, consigliamo di leggere il testo più volte ad elevata velocità, in modo tale da abituarsi, tra l’altro ad identificare delle informazioni caratterizzate da un diverso livello di importanza. 6) Indipendentemente dal tipo di testo, per esercitarsi proficuamente nella lettura veloce, si rende necessario ruotare il foglio di 180° allo scopo di evitare seppure inconsciamente di scorrere alcune parole, che possono generare delle pause di riflessione in grado di ridurre il ritmo di lettura.

L’esecuzione degli esercizi su testi scritti, prevede, come primo passo la determinazione del tempo di lettura e del numero di parole lette in un minuto.
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Il primo parametro viene determinato cronometrando il tempo necessario alla lettura completa del testo, opportunamente convertito in secondi. Si rende ora necessaria una precisazione; un ipotetico tempo di lettura di 1minuto e 40 secondi, corrisponderà ad un totale di 100 secondi e non, come potrebbe apparire a prima vista, 140 secondi. A questo punto non resta che determinare il numero di parole totali presenti nel testo, che può essere individuato con sufficiente approssimazione, grazie al numero medio di parole per riga che sarà moltiplicato per il numero totale delle righe. Il calcolo del numero medio di parole per riga sarà determinato ricorrendo alla formula della media aritmetica:

Numero medio parole = Numero parole presenti in 10 righe dattiloscritte / 10

Dopo aver individuato il nostro tempo di lettura espresso in secondi ed il numero di parole del testo potremo calcolare la velocità di lettura grazie alla seguente formula: Velocità di lettura = Numero parole totali / Numero secondi

. 60

Con questa formula otterremo direttamente il valore della velocità di lettura espresso in parole / minuto. Per poter semplificare ulteriormente la determinazione della propria velocità di lettura, è possibile ricorrere alla tabella 8.1, relativa ai fattori di conversione. Allo scopo di chiarire il suo corretto utilizzo, immaginiamo di aver letto un testo contenente 800 parole in 2 min. 40 sec; a questo punto sarà sufficiente consultare la suddetta tabella in corrispondenza del tempo di lettura impiegato, per individuare un fattore di conversione pari a 0,375. La nostra velocità di lettura può ora essere facilmente calcolata, ricorrendo alla seguente formula:

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Velocità di lettura = N di parole lette Fattore di conversione

.

quindi 800

. 0,375 = 300 p/m

Qualora si affrontino dei testi molto lunghi, dell’ordine delle 750 –5000 parole, dovremo fare ricorso alle Tab. 8.2c e 8.2d relative alla determinazione della velocità di lettura. Ipotizzando di aver un testo contenente 1800 parole, si procederà dividendo per due questo valore, ricercando poi il risultato (900 parole), che nel nostro caso si trova nella colonna Z. A questo punto, noto il tempo di lettura ( ad es. 5 min), sarà sufficiente identificare il punto di intersezione tra la riga e la colonna in questione, per trovare il numero 180 che moltiplicato per due ci fornirà una velocità di lettura pari a 360 p/m. Sé invece abbiamo letto un testo di 1250 parole in 5 min, non essendo disponibile nessun rilievo diretto per questo valore, occorre considerare la colonna per testi da 2500 parole (esattamente il doppio), identificando una velocità di 500 p/m, che divisi per due ci forniranno una velocità di lettura pari a 250 p/m. Non è però possibile costruire una tabella universale comprensiva di tutti i risultati, ma la determinazione della velocità di lettura sarà ugualmente facile e veloce ricorrendo alla formula già esposta in precedenza, che per maggiore chiarezza riproponiamo: Velocità di lettura p/m = Numero di parole totali/Numero sec

. 60

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Cap. 7 - Lettura veloce e apprendimento

In questo paragrafo passeremo ad analizzare la metodologia applicativa della lettura veloce nell’ambito di un argomento di fondamentale importanza: l’apprendimento per scopi informativi e di studio. Come si può facilmente immaginare, esiste una notevole variabilità nella tipologia del testo oggetto della lettura, per cui non è possibile definire in modo univoco un protocollo che consenta una lettura di elevata qualità con un numero predeterminato di momenti di fissità. Si tratta in altre parole di imparare a leggere ad alta velocità un intero testo. In linea generale, un simile obbiettivo può essere ottenuto ricorrendo ad una lettura flessibile che si basa sull’utilizzo di 2 – 4 momenti di fissità, considerando che il numero dei punti di fissità dipende dai seguenti parametri tecnici: 1) Prerequisiti della materia: si tratta del livello di conoscenza pregressa dell’argomento; se esso è ben noto, risulta possibile aumentare la velocità di lettura, riducendo di conseguenza il numero dei momenti di fissità, mantenendo una elevata capacità di comprensione. 2) Struttura del testo: rientra in questa categoria lo stile di scrittura, il tono, e la modalità espositiva, dell’autore; il livello di difficoltà si eleva passando dallo stile giornalistico discorsivo, alle letture di studio impegnative. 3) Quantità e tipo di informazioni specifiche e di dettaglio: rientrano in questa categoria le citazioni degli autori, i dati numerici, parole straniere, citazioni in lingua latina, titoli di libri, termini tecnici, giuridici, medici, chimici, fisici, botanici ecc. 4) Scopo della lettura: che può essere riassunto nella necessità di un’acquisizione di informazioni generali, o più specificatamente nella ricerca e comprensione di tutti i dettagli di supporto alle idee

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principali, per studiare e padroneggiare a fondo un determinato argomento o una materia scolastica. Riteniamo utile, per permettere al lettore di fissare degli obbiettivi di lettura da raggiungere, in funzione della diversa tipologia dei testi, elencare alcuni parametri tecnici orientativi della velocità di lettura espressa in parole al minuto: 1) Lettura semplice: 500 p/m; rientrano in questa categoria articoli di quotidiani e riviste, romanzi gialli, e diverse letture di evasione. 2) Lettura normale: 360 – 400 p/m; in questo ambito segnaliamo letture professionali, romanzi classici, articoli giornalistici più impegnativi. 3) Lettura di difficoltà media: 250 – 300 p/m; saggi critici, articoli divulgativi di tipo scientifico, libri di storia, opere letterarie complesse, copioni teatrali. 4) Lettura difficile: 140 – 200 p/m; nell’ambito di questa categoria possiamo mettere in evidenza lo studio di libri tecnici e/o caratterizzati da un contenuto molto impegnativo, e testi di lingua straniera. 5) Lettura molto difficile: fino a 100 p/m; testi di discipline scientifiche ( es. Matematica, Fisica, Chimica ecc.), ricchi di formule complesse e testi di lingua straniera al primo apprendimento.

Tutti questi valori sono da considerarsi puramente indicativi della reale capacità di lettura, in quanto un giudizio qualitativo della propria efficienza non può assolutamente prescindere dalla valutazione della capacità di comprensione, che in ogni caso, non deve mai essere inferiore al 40% durante la prima lettura. Dal punto di vista metodologico, l’applicazione delle tecniche di lettura veloce allo studio, deve essere valutata alla luce delle difficoltà insite nella materia oggetto di studio, della propria motivazione, e dell’esigenza di pervenire ad una completa padronanza di tutti gli argomenti sviluppati nel testo. In questo contesto, consigliamo di ricorrere alla tecnica della
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doppia lettura, che prevede una prima lettura ad alta velocità, ricorrendo all’impiego di un adeguato numero di momenti di fissità; questo primo step, ci permetterà di formarsi un’idea generale del testo (principio del primato della forma). Dopo aver compreso l’ossatura del testo, possiamo passare ad un ulteriore approfondimento concettuale rivolto ad un esame mirato dei singoli dettagli, che costituiscono le indispensabili prove di supporto della validità e coerenza delle idee principali sviluppate dall’autore. In questa seconda lettura, da condurre ad una velocità moderata (non per questo lenta), sarà possibile sottolineare le parti più importanti da organizzare in modo gerarchico per assicurare una perfetta comprensione inferenziale della materia, la cui assimilazione completa deve essere completata da una memorizzazione a prova di errore, tale da permettere, ad esempio in sede di esame universitario una preparazione strabiliante, che costituisce l’unico vero premio e motivo di gratificazione per uno studente. Si tratta, come si può facilmente comprendere, di un argomento estremamente affascinante, che riveste un’importanza decisiva in grado di determinare il successo dell’apprendimento scolastico, e per questo merita di essere affrontato in una futura dispensa di metodologia di studio. Un altro importante momento in cui può essere utile ricorrere alla lettura veloce, è quello del ripasso, che riguarda diverse applicazioni nel campo dello studio. Tutte le volte in cui ripassiamo un testo già studiato in modo corretto, la mente svolge l’importante compito di controllare le informazioni già apprese e di inserire eventuali dettagli. Grazie a queste nuove associazioni inconsce, si assiste ad un ulteriore consolidamento delle informazioni, favorendo la fissazione di quei dettagli che non hanno ancora acquistato la forza necessaria per creare delle reti neuroniche permanenti. Questa attività, svolge un ruolo fondamentale, in quanto fornisce allo studente la sensazione gratificante della padronanza della materia, sviluppando quelle emozioni positive che sono uno degli ingredienti per poter affrontare con successo esami, concorsi, interrogazioni. Quindi in fase di ripasso, le tecniche di lettura veloce sono da ritenersi ottimali.

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Concludiamo la presente dispensa consigliando di esercitarsi con costanza sui testi che sono normalmente oggetto dei propri interessi, augurando a tutti

Buona lettura !!!

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Indice Introduzione ____________________________________________pag.3 Cap.1 Fattori che condizionano il rendimento della lettura______pag.5 1.1 Abitudini di lettura_________________________________pag.5 1.2 Regressioni________________________________________pag.5 1.3 Movimento delle labbra_____________________________ pag.6 1.4 Pronuncia mentale__________________________________pag.7 1.5 Movimenti errati del corpo___________________________pag.8 1.6 Struttura dei testi___________________________________pag.9 Cap.2 Cenni fisiologici sul funzionamento dell’occhio in relazione al processo di lettura_______________________pag.12 2.1 Momenti di fissità e tipologia di lettura________________pag.16 2.2 Il Campo visivo ed esercizi per il potenziamento della visione periferica______________________________pag.18 2.2.1 Come eseguire gli esercizi__________________________pag.19 2.3 Gradi di difficoltà della lettura______________________pag.20 2.4 Esercizi per riposare gli occhi_______________________pag.22 2.5 Riduzione dei punti di fissità________________________pag.24 Cap.3 Test iniziale di comprensione________________________pag.26 3.1 Primi anni_______________________________________pag.26 3.2 Domande test iniziale di lettura______________________pag.31 3.3 Risposte al test iniziale di lettura_____________________pag.33 3.4 Calcolo della capacità di comprensione_______________ pag.34 Cap. 4 Il Campo visivo___________________________________pag.35 4.1.1 Esercizio con tre caratteri per riga__________________pag.35 4.1.2 Esercizio con quattro caratteri per riga______________pag.36 4.1.3 Secondo esercizio con quattro caratteri per riga_______pag.37 4.1.4 Esercizio con cinque caratteri per riga_______________pag.38 4.1.5 Secondo esercizio con cinque caratteri per riga________pag.39 4.1.6 Esercizio con sei caratteri per riga__________________pag.40 4.1.7 Secondo esercizio con sei caratteri per riga__________ pag.41 4.2 4.3
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Esercizi sul campo visivo con parole significative______pag.42 Esercizio del rombo______________________________ pag.43

4.3.1 Esercizio del rombo di fissità con una parola_________pag.44 4.3.2 Esercizio del rombo con una o più parole per riga_____pag.45 4.3.3 Esercizio del rombo con più parole per riga__________pag.46 4.4 4.5 Esercizio della piramide di fissità___________________pag.47 Esercizi per la riduzione dei punti e del tempo di stazionamento___________________________pag.48 4.5.1 Esercizi sui punti di fissità________________________pag.57 4.5.2 Esercizio delle tre piramidi________________________pag.66 4.6 Esercizi di lettura flessibile________________________pag.67 con stazionamento variabile_______________________pag.69 4.6.2 Esercizi di stazionamento_________________________pag.71 4.6.3 Esercizio della clessidra___________________________pag.73 Cap.5 Ricerca veloce di parole, numeri, dati in genere_________pag.75 5.1 Esercizio di ricerca di numeri______________________pag.78 5.2 5.3 Esercizi di lettura diagonale_______________________pag.79 La scrematura__________________________________pag.81 4.6.1 Esercizio di lettura divergente

5.3.1 Ricerca di singole parole__________________________pag.81 5.3.2 Ricerca di parole e dati in genere___________________pag.84 5.3.3 Intuizione del significato__________________________pag.86 5.4.1 Esercizi di comprensione in assenza di simboli________pag.86 5.4.2 Esercizio di riconoscimento completo assenza di caratteri_______________________________pag.87 5.4.3 Esercizio di lettura con caratteri dimezzati___________pag.87 5.4 Lettura a gruppi di parole_________________________pag.89 5.5.1 Esercizio di lettura di coppie di parole_______________pag.89 5.5.2 Esercizio di lettura a gruppi di parole_______________pag.93 Cap.6 Test finale di comprensione_______________________pag.98 6.1 Lontano dalla Mirandola: i luoghi del sapere___________pag.98 6.2 Domande test finale di comprensione________________pag.102 6.3 Cap.7 Risposte al test finale di comprensione______________pag.104 Lettura veloce e apprendimento___________________pag.112

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