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IV Edizione

SIMONE
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Esselibri - Simone

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Pozzuoli (NA) per conto della Esselibri S.simone.80123 .TUTTI I DIRITTI RISERVATI Vietata la riproduzione anche parziale Di particolare interesse per i lettori di questo volume segnaliamo: 43/1 43/2 43/3 43/6 43/10 44/6 201 201/1 - Compendio di Statistica Esercizi svolti per la prova di Statistica Prepararsi per l’esame di Statistica Compendio di Statistica Economica Compendio di Econometria Compendio di Matematica per l’Economia Nozioni elementari di Statistica Elementi di Matematica per l’Economia Microsoft Excel è un marchio registrato dalla Microsoft Corporation La casa editrice desidera ringraziare il dott.Via F.A.Napoli Grafica di copertina a cura di Giuseppe Ragno . Russo 33/D . Stefano Lanna per la preziosa consulenza sugli strumenti finanziari derivati I fogli Excel riportati nel volume possono essere scaricati al seguente indirizzo internet http://www. .it/catalogo/v43_4. 234 .htm Finito di stampare nel mese di gennaio 2011 dalla Litografia Enzo Celebrano .Via Campana.p.

volta a dare un significato numerico al concetto di incertezza. A tale capitolo si deve ricorrere ogni volta che nel testo è stato fatto un richiamo ai concetti e alle definizioni proprie della disciplina. ma anche avvalendosi direttamente delle espressioni analitiche risolutive di tali problemi. . in due parti: — la prima fornisce i fondamenti della matematica finanziaria classica. Un ultimo capitolo è dedicato alla teoria della probabilità e delle variabili casuali. volta allo studio e alla valutazione delle operazioni finanziarie effettuate in condizioni di certezza. in quanto diversi problemi di interesse finanziario possono essere risolti tramite l’uso di fogli elettronici.PREMESSA Il testo offre una trattazione sistematica dei principali argomenti che normalmente costituiscono i contenuti di un corso universitario di Matematica finanziaria. sostanzialmente. Si è ritenuto utile corredare ciascun capitolo di esempi svolti in Excel. Il volume si divide. — la seconda fornisce gli strumenti fondamentali per la comprensione della realtà dei mercati finanziari e dei modelli per la valutazione di scelte operate in condizioni di incertezza elaborati dalla matematica finanziaria moderna. non solo grazie alle numerose funzioni finanziarie predefinite.

) covarianza D(.c.) valore medio v.ALFABETO GRECO Α Β Γ Δ Ε Ζ Η Θ α β γ δ ε ζ η θϑ alfa beta gamma delta epsilon zeta eta theta Ι Κ Λ Μ Ν Ξ Ο Π ι κ λ μ ν ξ ο π Ρ Σ Τ Υ Φ Χ Ψ Ω iota kappa lambda mi ni xi òmicron pi ρ σ τ υ ϕφ χ ψ ω rho sigma tau ypsilon phi chi psi òmega INDICE DEI SIMBOLI > < ≥ ≤ ≠ ∞ → ∀ ∼ ≅ ± maggiore minore maggiore o uguale minore o uguale diverso da infinito tende a per ogni distribuito come circa uguale a più o meno log(.) TAN TAEG TIR TRES TRI variabile casuale varianza tasso annuo nominale tasso annuo effettivo globale tasso interno di rendimento tasso di rendimento effettivo a scadenza tasso di rendimento immediato ...) e logaritmo in base 10 logaritmo neperiano numero di Nepero exp (-1) 1 e limite derivata parziale integrale sommatoria produttoria lim ∂ ∫ ∑ ∏ ABBREVIAZIONI an i valore attuale di una rendita nel regime finanziario dell’interesse composto sn i montante di una rendita nel regime finanziario dell’interesse composto Cov(.) devianza E(. Var(.) ln(.

8.12.4. . . Introduzione alle operazioni finanziarie. ma rappresenta un valido supporto per la risoluzione di problemi di natura decisionale laddove bisogna effettuare una valutazione economica tra più alternative possibili.9.7. prescindendo da qualsiasi considerazione circa il potere di acquisto di tali valori che varia nel tempo a causa di situazioni d’inflazione o di deflazione. allo stato attuale. . Tassi nominali e tassi istantanei.10. . In questo testo si rispetterà l’accezione corrente della matematica finanziaria che la vede articolata in matematica finanziaria classica. Essa stabilisce i criteri in base ai quali valutare i capitali utilizzati nelle operazioni finanziarie e le funzioni che consentono la determinazione del capitale in qualunque momento. e in matematica finanziaria moderna che fornisce gli strumenti per la comprensione della realtà dei mercati finanziari e dei modelli elaborati per la valutazione di scelte operate in condizioni di incertezza. i piani di ammortamento e la valutazione di numerose altre operazioni finanziarie certe. . In base a tale obiettivo. disponibili in epoche diverse. La disciplina ha per oggetto di studio le operazioni finanziarie.5. .6. Forza d’interesse. L’evoluzione dell’economia ha decisamente ampliato il suo campo d’azione che. Principio dell’equivalenza finanziaria. INTRODUZIONE ALLE OPERAZIONI FINANZIARIE La risoluzione di diversi problemi di natura economico-finanziaria richiede l’utilizzo di strumenti di analisi mediante i quali sia possibile mettere a confronto. Regime finanziario dell’interesse e dello sconto composto. non solo comprende la soluzione di problemi relativi alla valutazione di operazioni economiche strettamente legate al credito. cioè di segni non tutti concordi. .CAPITOLO PRIMO LEGGI E REGIMI FINANZIARI SOMMARIO: 1. Il suo scopo principale è trasferire valori monetari nel tempo consentendo la loro comparabilità. .3. Tassi equivalenti. parametri economici non omogenei dal punto di vista temporale. Scadenza media e tasso medio. fornendo gli elementi teorici necessari per la loro formalizzazione e relativa risoluzione. 1.2. come nella sua accezione tradizionale. le operazioni finanziarie si distinguono in operazioni di: — capitalizzazione se i valori monetari sono trasferiti avanti nel tempo. . i cui elementi fondamentali sono le leggi e i regimi finanziari. La matematica finanziaria è quella branca della matematica che si occupa di tali problemi. Regime finanziario dell’interesse semplice e dello sconto razionale. . — attualizzazione se i valori monetari sono trasferiti indietro nel tempo. Scindibilità delle leggi finanziarie.11. Un’operazione finanziaria si estrinseca in una sequenza temporale. .Questionario. Confronto tra i regimi finanziari. le rendite. Convenzione lineare e convenzione esponenziale. . cioè operazioni di scambio di moneta contro moneta in tempi diversi. . in uno stesso momento. ossia operazioni che impiegano capitali monetari. di somme di denaro in entrata e in uscita. Regime finanziario degli interessi anticipati e dello sconto commerciale. finita o infinita.

tra due individui. si ha che: — A è detto creditore o mutuante. Si dice interesse prodotto dal capitale C nel periodo [x. 2. di due capitali. l’incremento assoluto del capitale a seguito dell’operazione di impiego dello stesso. anche nulli) relativi agli n tempi sintetizzati dal vettore t = {0. si dice che C e M sono finanziariamente equivalenti tra loro per il principio dell’equivalenza finanziaria che approfondiremo nel corso di questo e dei successivi capitoli. …. y] è il periodo di impiego. allora M si dice montante.1) da cui: M=C+I (1. in due successivi istanti di tempo.2) L’interesse rappresenta. x e y. Poiché tale notazione appesantisce la trattazione. x2. dove x = {x0. Gli importi e le scadenze di un’operazione finanziaria possono essere rappresentati attraverso vettori del tipo x | t. Se nell’operazione finanziaria l’elemento fondamentale è il capitale C impiegato. Avendo supposto x < y. con 0 < x < y: 0 C x M y 䉴 Se l’operazione di scambio dell’importo C all’istante x contro l’importo M all’istante successivo y è accettata dai due individui.6 Capitolo Primo Gli elementi fondamentali di un’operazione finanziaria sono: importi e scadenze. — operazioni finanziarie aleatorie che sono quelle i cui importi si rendono disponibili solo se si verificano eventi aleatori. anticipato o investito. …. del capitale C impiegato al tempo x. al tempo y. — x è la data di investimento. — M è il capitale dovuto alla scadenza. n}. cioè. — C è il capitale impiegato. 1. xn} sono i flussi di cassa (di diverso segno. Sulla base di questi due elementi si effettua una prima distinzione tra: — operazioni finanziarie certe che sono quelle i cui importi si rendono disponibili a determinate scadenze con certezza. — B è detto debitore o mutuatario. y] la quantità: I=M–C (1. . — y è la scadenza. Si consideri un’operazione finanziaria semplice consistente nello scambio. x1. rispettivamente C e M (con M > C). — [x. in questo testo preferiamo evitarla. A e B.

all’inizio del periodo per ogni unità di capitale dovuta al termine del periodo: v= C M (1.2) e (1. allora C si dice valore attuale al tempo x del capitale M dovuto al tempo y.8) — v è il valore attuale. Per generalizzare i calcoli si assume C = 1.7) ed è detto fattore di montante o fattore di capitalizzazione. .3) si evince che I = D. e si usano le seguenti notazioni: — i è il tasso effettivo d’interesse prodotto da un capitale unitario. — d è il tasso effettivo di sconto relativo al periodo considerato. Si dice sconto sul capitale M per l’anticipo dal tempo y al tempo x.5) — r è il montante di un capitale unitario. invece.4) Dalle relazioni (1. ossia lo sconto su ogni unità di capitale dovuta alla scadenza: d= D M (1.4) e (1.1) e (1.3) da cui: C=M–D (1.7 Leggi e regimi finanziari Se nell’operazione finanziaria. l’elemento fondamentale è il capitale M dovuto alla scadenza. la quantità: D=M–C (1. è uguale a: r= M C + I C + Ci = = = 1+ i C C C (1. al termine del periodo considerato: r= M C (1.10) ed è detto fattore di sconto o fattore di anticipazione o fattore di attualizzazione.9) che.5). date le relazioni (1.6) che. date le relazioni (1. è uguale a: v= C M − D M − Md = = = 1− d M M M (1.8). relativo al periodo considerato: i= I C (1.

si ha che: 1 1 = v 1− d (1. la data iniziale e la data finale del periodo di investimento [x.12) r = 1+ i = e. r. la cui lettura è immediata (tutte le grandezze i. rispettivamente. si ha che r (x. y) è la funzione o legge di capitalizzazione a due variabili ed esprime il montante alla data y del capitale unitario investito alla data x.14) v= d= Le relazioni tra i.11) 1− v d = 1− d v (1.12). — d(x.13) e (1. — v(x.6) e (1.y) è la legge dell’interesse.y) è la legge del valore attuale. che sono dette leggi finanziarie a due variabili. d e v indicate nella prima colonna sono espresse in funzione delle corrispondenti grandezze indicate nella prima riga): i r d v i — r–1 d 1− d 1− v v r 1+i — 1 1− d 1 v d i 1+ i r −1 r — 1–v v 1 1+ i 1 r 1–d — Se si esprime r in funzione delle due variabili x e y che rappresentano. r. y]. d e v sono indicate nel prospetto seguente. risolvendo rispetto a i.9). . v e d: i = r −1= 1 1 = = 1− d r 1+ i (1.8 Capitolo Primo Dalle relazioni (1. Dalle (1.y) è la legge dello sconto.13) r −1 i = = 1− v 1+ i r (1.14) si ottengono le corrispondenti leggi finanziarie: — i(x. (1. poiché le grandezze date fanno riferimento alla medesima operazione finanziaria.

ad esempio: r(x. quindi. 0 ≤ v(t) ≤ 1 per t ≥ 0. espresse unicamente in funzione del tempo.9 Leggi e regimi finanziari Se si tiene fisso x e. r(t) = 1 per t = 0. si fa variare y. i). r(t) ≥ 1 per t ≥ 0. i) ⋅ v(t. i) = 1 Il prospetto seguente indica i regimi finanziari di capitalizzazione e i corrispondenti regimi di attualizzazione a essi coniugati che andremo a illustrare: Regimi coniugati { Interesse semplice → Sconto razionale Interesse composto → Sconto composto Interesse anticipato → Sconto commerciale . i) e v(t. Due regimi r(t. secondo cui la funzione è crescente per il cosiddetto postulato del rendimento del denaro. 3. CARATTERISTICHE DEL FATTORE DI SCONTO 1. 2. 3. si dicono coniugati se: r(t. r ( t2 ) ≥ r ( t1 ) per t 2 ≥ t1. che rappresenta la durata dell’investimento. y) = r(t) Nella pratica. rispettivamente di capitalizzazione e di attualizzazione. le funzioni che esprimono il fattore di montante o il fattore di sconto. si dicono leggi finanziarie del regime considerato. v(t) = 1 per t = 0. e si ottiene una legge finanziaria a una variabile. Guardandole come funzioni del solo tempo (fissando. CARATTERISTICHE DEL FATTORE DI MONTANTE 1. il valore del parametro tasso) le caratteristiche di tali funzioni sono espresse di seguito. in corrispondenza. ossia la funzione è decrescente. Se si fissa il valore del tasso. si può porre t = y – x. Una volta specificata la funzione matematica del fattore di montante o del fattore di sconto espressi in funzione del tempo e del tasso di interesse si dice che si è dato un regime finanziario. 2. v ( t2 ) ≤ v ( t1 ) per t 2 ≤ t1. i fattori di montante e di sconto sono specificati da espressioni matematiche che li denotano come funzioni del tempo e di un altro parametro che generalmente è rappresentato dal tasso di interesse o di sconto.

(1. sia i il tasso effettivo annuo d’interesse.3) d (t ) = it 1 + it (2.6) da cui le formule inverse: C (t ) = M 1 + it i (t ) = M−C Ct t= M−C Ci Interessante è il calcolo del tempo occorrente perché un dato capitale C.4) Sia C il capitale impiegato.11).5) da cui le formule inverse: C (t ) = I I I . dalla (2. Assumendo come unità di misura del tempo l’anno. proporzionalmente al tempo.14) si ottengono le seguenti leggi: r(t) = 1 + it (2. con m numero reale positivo. diviene: t= mC − C ( m − 1) C m − 1 = = Ci Ci i . i (t ) = . t = Ci Ct it Analogamente. diventi M = mC.2) v (t ) = 1 1 + it (2.1) si ha che l’interesse prodotto da C nel tempo t è: I(t) = Cit (2.2). REGIME FINANZIARIO DELL’INTERESSE SEMPLICE E DELLO SCONTO RAZIONALE 2. allora. dalla (2.13) e (1. diverso da 1.1) Dalle (1. si ha che il montante M prodotto dal capitale C è: M(t) = C(t)r(t) = C(t)(1 + it) (2.1 Interesse semplice Nel regime finanziario dell’interesse semplice l’interesse si calcola sul capitale.10 Capitolo Primo 2. ossia l’interesse prodotto da un capitale unitario in un anno. l’interesse prodotto dopo il tempo t per ogni unità di capitale impiegato è: i(t) = it (2. impiegato in regime di capitalizzazione semplice. La terza delle formule inverse appena viste. sostituendo a M il valore mC.

si ha: t= 2 −1 1 = i i Praticamente. anziché in anni. il tempo occorrente a un capitale per raddoppiarsi è pari al reciproco del tasso d’interesse. 43 ⋅ 0. Calcolare gli interessi e il montante prodotti dopo 1 anno e 3 mesi in regime di interesse semplice.5) si ha che l’interesse prodotto da 900. Dalla (2. 06 ⋅ 15 = 67. ESEMPIO 1 Un capitale di 900.06 e per un tempo t = 15 12 ammonta a: I = 900. ottenendo dal primo impiego 850.43 + 67. Qual è il capitale complessivamente impiegato? Sia C il capitale impiegato.43 € al tasso i = 0.07. dove 360 è l’anno 360 commerciale.19 € in più rispetto al secondo.96 ESEMPIO 2 Si impiegano per 7 mesi a interesse semplice i 2/3 di un capitale al tasso annuo i = 0. APPLICAZIONI Operazioni finanziarie con scadenza non superiore all’anno. Se si esprime il tempo in giorni (g).53 = 967. si ha che t = g .11 Leggi e regimi finanziari da cui. se si vuole ottenere un montante M pari a 2 volte il capitale iniziale C. 53 12 Il montante è uguale a: M = 900. ossia M = 2C. 06 ⋅ = C 3 12 36 . 84 I1 = C ⋅ 0. l’interesse prodotto dal primo impiego di C è: 2 7 0.43 € è impiegato in regime semplice al tasso annuo effettivo d’interesse del 6%.06 e il rimanente 1/3 al tasso annuo i' = 0.

448. 49) = 87. volendolo esprimere in funzione del tasso effettivo di sconto annuo d.4).2 Sconto razionale Nel regime finanziario considerato. è: D(t ) = Mdt 1 + d ( t − 1) (2.12 Capitolo Primo L’interesse prodotto dal secondo impiego è: 1 7 0. il fattore di sconto è espresso dalla (2.19 36 36 Risolvendo rispetto a C: C = 850. riferito a un capitale dovuto M. 84 0. La formula del tasso di sconto per un’operazione di durata t è la (2.12).11 2. 49 C= C + 850. 84 − 0. esso diviene: d t it 1 − d ( ) d t = = 1 + it 1 + d t 1− d da cui: d (t ) = dt 1 + d ( t − 1) che. si ha: I1 = 0.19 ⋅ 36 ( 0.19 .7) .3). 49 I 2 = C ⋅ 0. essendo I1 = I 2 + 850. tenendo presente la (1. 07 ⋅ = C 3 12 36 Segue che.

0 ⎟ e l’asse delle ordinate nel punto (0. quindi il grafico della funzione passa per l’origine degli assi. . la sua rappresentazione grafica è la seguente: r(t) r(t) = 1 + it 1 t O -1 i Fig. Funzione: r ( t ) = 1 + it Supposta definita la funzione per un tempo t continuo. Essendo il coefficiente angolare di tale retta positivo e pari a i. 2. 2 È una retta passante per l’origine degli assi con coefficiente angolare positivo pari a i. anche tale funzione è finanziariamente valida solo per t ≥ 0. Ovviamente. per cui la funzione è crescente. 1 La funzione è rappresentata da una retta di coefficiente angolare pari a i e che interseca l’asse ⎛ 1 ⎞ delle ascisse nel punto ⎜ – . la funzione è crescente (il montante è infatti funzione crescente del tempo e del tasso di interesse).13 Leggi e regimi finanziari RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE 1. Funzione: i(t) = it i(t) i(t) = it i 1 O t Fig.1) e per questo è detta legge ⎝ i ⎠ lineare. Finanziariamente è valida solo per t ≥ 0. Per t = 0 è i(t) = 0.

. Funzione: v ( t ) = 1 1 + it Supposta definita la funzione per un tempo t continuo. 3. i ovviamente la funzione è finanziariamente valida solo per t ≥ 0. al termine di ciascun periodo gli interessi maturati sono aggiunti al capitale e fruttano anch’essi nel periodo successivo realizzando la cosiddetta capitalizzazione degli interessi. 3 La v(t) rappresenta un’iperbole che ha per asintoti la retta t = – 1 e l’asse delle ascisse. quindi la funzione è decrescente.14 Capitolo Primo 3. se calcoliamo la derivata prima della funzione v(t): v '(t ) = −i (1 + i ⋅ t )2 si ha che v'(t) < 0 per ogni t non negativa. detti periodi di capitalizzazione. mentre per v(t) = 0 si ha: t = – . la sua rappresentazione grafica è la seguente: v(t) v(t) = -1 i O 1 1 + it t Fig. REGIME FINANZIARIO DELL’INTERESSE E DELLO SCONTO COMPOSTO 3. 1 Per t = 0 la funzione assume valore 1.1 Interesse composto Nel regime finanziario dell’interesse composto. il periodo di impiego di un capitale è diviso in intervalli. i Inoltre.

1) Dalle (1. diventi m · C. infatti. si ha: 2C C log log M − log C log 2C − log C C = log 2 t= = = log (1 + i ) log (1 + i ) log (1 + i ) log (1 + i ) In generale. anche se è possibile usare logaritmi di qualunque base) si può ottenere il tempo occorrente perché un dato capitale C. dalla (3.1).13) e (1.6) da cui le formule inverse: 1 M log M − log C ⎛ M⎞t C (t ) = i ( t ) = ⎜ ⎟ − 1. impiegato in regime di capitalizzazione composta. con m numero reale positivo.2) 1 ( )− t = v t t = 1+ i (1 + i ) (3.3) 1 t ( )t t = 1− v = 1− 1− d (1 + i ) (3. dalla (3. se si vuole un montante M pari a 2 volte il capitale iniziale C. (1. … periodi di uguale durata.14) si ottengono le seguenti leggi: v (t ) = d (t ) = 1 − i(t) = (1+ i) t – 1 (3. a un tasso periodale i.Leggi e regimi finanziari 15 Supponendo che la durata complessiva di impiego del capitale sia divisa in 1.5) Analogamente. 3. — alla fine del secondo periodo: (1 + i) + (1 + i)i = (1 + i)(1 + i) = (1 + i)2 — alla fine del terzo periodo: (1 + i)2 + (1 + i)2i = (1 + i)2 (1 + i) = (1 + i) 3 —… Pertanto.2) si ha che l’interesse prodotto da C nel tempo t è: I(t) = Ci(t) = C[(1+ i)t – 1] (3. il montante prodotto da un capitale unitario è: — alla fine del primo periodo: 1 + i. si può scrivere che il montante composto di un capitale unitario alla fine del t-esimo periodo è: r(t) = (1+ i)t (3. per un montante M = mC. t = t . ⎠ ⎝ (1 + i ) C loog (1+ i ) Dalla terza delle formule inverse appena viste (in cui log ( ) sta a indicare il logaritmo decimale. 2. con formula sintetica.12). diverso da 1. si ha che il montante M prodotto dal capitale C è: M(t) = C(1 + i) t (3. si ha: t= log M − log C log mC − log C log m = = log (1 + i ) log (1 + i ) log (1+ i ) .4) Sia C il capitale impiegato. ossia M = 2C.

C e i.75% per 9 anni. 5 log5 541.12 Il valore (1 + 0.6) si ottiene il montante: M = 130.93 € disponibile tra 4 anni.0475)9 è tabulato sui prontuari finanziari. ESEMPIO 1 Calcolare il montante del capitale di 130.708.48 (1 + 0.6) si ottiene il tasso d’interesse applicato: 1 ⎛ 307 ⎞ 15 i =⎜ − 1 = 0.7 € dà come montante 2.708.16 Capitolo Primo APPLICAZIONI Operazioni finanziarie con scadenza superiore all’anno. il tasso d’interesse applicato è 4. 04019 ⎝ 170 ⎟⎠ Pertanto. Applicando la (3. Noti M. in regime composto al tasso annuo effettivo d’interesse del 3%. 93 (1+ 0.5 se è stato impiegato in regime composto al tasso del 6. 065 log ossia t = 25 anni 6 mesi e 20 giorni. 557 log (1+ 0. mediante i logaritmi si trova il valore di t: 2. ESEMPIO 3 Calcolare il valore attuale di un capitale di 104.0475)9 = 198.6). Il valore attuale si ottiene applicando la prima delle formule inverse della (3.5% annuo.48 € investito in regime di capitalizzazione composta al tasso del 4.6): C= 104. qual è il tasso d’interesse applicato? Il montante alla fine del periodo è pari alla somma iniziale C più gli interessi prodotti I: M = 170 + 137 = 307 Dalla seconda delle formule inverse della (3. ESEMPIO 2 Un capitale di 170 € impiegato per un tempo di 15 anni produce interessi per 137 €.02% circa. 065) log1. 7 t= = = 25. . 23 ESEMPIO 4 Calcolare in quanto tempo un capitale di 541. 03)4 = 93. dalla terza delle formule inverse della (3.

Finanziariamente è valida per t ≥ 0.17 Leggi e regimi finanziari 3.4). mentre il tlim →+∞ t t →. È sempre maggiore di 0. la formula appena citata diviene: D ( t ) = M [1 − (1 − d ) t ] RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE 1.1). Funzione: r ( t ) = (1 + i ) t r(t) r(t) = (1 + i)t 1 O t Fig. Il lim (1 + i ) = 0 . Per t = 0 la funzione assume valore pari a uno quindi passa per il punto (0. quindi al crescere di t la funzione tende a infinito. t (1 + i ) = ∞ . è espressa dalla (3.∞ La derivata prima della funzione è: r ' ( t ) = (1 + i ) ln (1 + i ) t (dove ln ( ) rappresenta il logaritmo neperiano). volge inoltre la concavità verso l’alto e ha per asintoto l’asse delle ascisse. . noto il tasso effettivo di sconto d relativo al periodo considerato.2 Sconto scomposto Nel regime finanziario considerato il fattore di attualizzazione è: v (t ) = 1 (1 + i )t = (1 + i ) −t La formula dello scompo composto su un capitale unitario dovuto dopo t periodi. ne segue che la funzione è crescente. 4 È una curva crescente e tendente a infinito per valori di t tendenti all’infinito. Se il capitale dovuto alla scadenza è M.

1). La funzione ha un andamento analogo a quello della r(t) = (1 + i)t. 5 È una curva crescente e tendente ad infinito per t tendente ad infinito. quindi la funzione ha per asintoto l’asse delle ascisse. La derivata prima è sempre maggiore di zero.0). quindi la funzione passa per il punto (0. Per t = 0 la i(t) = 0 quindi passa per il punto O (0. Infatti si ottiene sottraendo a (1 + i)t l’unità. Funzione: i ( t ) = (1 + i ) − 1 i(t) i(t) = (1 + i)t – 1 t O Fig. 3. Funzione: v ( t ) = 1 (1 + i )t v(t) v(t) = 1 (1 + i)t 1 O t Fig. quindi per t che tende a – ∞ la funzione tende a infinito. (1 + i )t . Essa esprime gli interessi prodotti da un capitale unitario che sono pari al montante meno il capitale stesso. presenta inoltre la concavità verso l’alto e passa per l’origine degli assi. Il lim t →∞ 1 = 0 . (1 + i )t Il tlim →−∞ 1 = +∞ . 6 È una curva avente come asintoto l’asse delle ascisse. finanziariamente significativa per valori del tempo t ≥ 0 ed è simmetrica rispetto alla curva rappresentativa della funzione r(t) = (1 + i)t. Per t = 0 la v(t) = 1.18 Capitolo Primo t 2.

il montante prodotto al tasso del 6% in 13 anni da 100 €: M1 = 100 (1 + 0. quindi la funzione è decrescente. Oggi. grazie alle calcolatrici scientifiche disponibili in commercio. Facendo uso delle tavole finanziarie si calcola. Chiaramente le tavole non possono contenere gli infiniti valori delle funzioni al variare di i e di t. è quasi superflua l’esposizione dell’esempio seguente. ipotizzando che nell’intervallo considerato la funzione abbia un andamento lineare.5% in 13 anni da 100 €: M2 = 100 (1 + 0. di 100 € dopo 13 anni al tasso annuo effettivo d’interesse del 6. ad esempio. ESEMPIO Calcolare il montante. Il risultato che si ottiene è del tutto approssimativo.Leggi e regimi finanziari 19 La derivata prima v'(t) è sempre negativa per ogni t appartenente a R.26748750 = 226. allora si procede mediante interpolazione alla ricerca del tasso incognito. noti i valori y1 e y2 di una funzione in corrispondenza di due punti x1 e x2.748750 .292826 e il montante prodotto al tasso del 6. Se.13292826 = 213. Soprattutto in passato. in regime composto. L’interpolazione sarà fatta tra i montanti calcolati con lo stesso capitale al tasso del 6% e al tasso del 6. frequente era l'uso delle tavole finanziarie e attuariali per la ricerca di determinati valori di funzioni in corrispondenza di dati tassi d’interesse i (generalmente da 0% a 40%) e tempi d’impiego t (da 1 a 100). Si cerca cioè un valore approssimato del tasso d’interesse calcolando il valore della funzione in corrispondenza del punto in cui è nota l’ordinata e considerando la funzione come se avesse un andamento lineare. è noto il valore e sulle tavole finanziarie tale valore non corrisponde ad alcun tasso. ma contengono solo i più noti. si calcola il valore della funzione in corrispondenza di un punto x0 intermedio. CENNI SULL’INTERPOLAZIONE LINEARE L’interpolazione lineare è il procedimento mediante il quale.5%.25% mediante interpolazione.065)13 = 100 ⋅ 2.06)13 = 100 ⋅ 2. innanzi tutto. L’interpolazione è strumento utile per la risoluzione di non pochi esercizi di matematica finanziaria.

065 – 0. in un dato regime di capitalizzazione.020788 La funzione r(t) è concava verso l’alto per cui il valore del montante ottenuto tramite l’interpolazione è approssimato per eccesso. individueremo tassi d'interessi equivalenti.925812 4. 7 I due triangoli ABE e ECD sono simili.748750 – 213.727962 È ora possibile calcolare il montante ricercato: M = 226.748750 – 6.748750 – (226. In questo paragrafo otterremo una formula per il calcolo del montante utilizzando tassi di interesse relativi a periodi diversi da quelli presi come unità di misura. infatti il montante ricercato. sono tali se i corrispondenti fattori di capitalizzazione per un'operazione della stessa durata t risultano uguali.06) : (0.06 B 0.748750 – x M2 = 226.19925812 = 219.005 : 0.292826) : (226. TASSI EQUIVALENTI Il tasso di interesse i è relativo a un periodo di tempo prescelto come unità di misura (in genere l’anno).748750 – x)) da cui: 0.0625) = (226. .748750 r(t) E D C A 0.0625)13 = 100 ⋅ 2.20 Capitolo Primo Si rappresenta graficamente la funzione (1 + i)t ponendo sull’asse delle ascisse i tassi e sull’asse delle ordinate i corrispondenti valori di r(t): M1 = 213.727962 = 220.0025 = 13.065 i Fig.065 – 0. è: M = 100 ⋅ (1 + 0.455924 : x e svolgendo: x = 6.0625 0. facendo uso di una calcolatrice. per cui si può scrivere la proporzione: AB : CD = EB : ED ossia: (0. ossia tassi che.292826 M = 226.

il montante prodotto alla fine dell’anno. si ottiene i dalla seguente relazione: k ( ) −1 i = 1 + i1 k (4.Leggi e regimi finanziari 21 REGIME DI CAPITALIZZAZIONE COMPOSTA Si suddivida un anno in k periodi e si supponga di impiegare un capitale unitario per un anno.4) ( k ) . il tasso effettivo di sconto d 1 k relativo a 1 di anno. si ha che: due tassi di interesse si dicono equivalenti se. nel regime finanziario dello sconto composto. Volendo generalizzare la (4. si dice equivalente al tasso annuo i quando.3) k Volendo generalizzare la definizione data di tassi equivalenti. producono in tempi uguali lo stesso montante. riferiti a periodi di capitalizzazione diversi ma applicati allo stesso capitale. k Dalla (4. ossia. noti i 1 e k. se: (1 + i ) 3 t = (1 + i ) 3t Analogamente.2) k che è la formula che consente di calcolare i 1 . a interesse composto. a un tasso i 1 relativo a k 1 di anno. si ha: k k i1 = k 1 + i − 1 (4. produce un montante uguale a quello che si ottiene impiegando lo stesso capitale per un anno al tasso di interesse composto annuo i. applicato a un k k capitale impiegato per k periodi (ossia per un anno). è: (1 + i ) k 1 k 1 Il tasso i 1 . è equivalente al tasso effettivo annuo di sconto d se: k k 1 − d1 = 1 − d (4.1) riferendola t periodi: (1+ i ) kt 1 k = (1 + i )t Un tasso triennale i3 è equivalente al tasso annuo i. relativo a di anno. in regime di capitalizzazione k composta. quando vale la seguente relazione: ( ) = 1+ i k 1 + i1 (4. noti i e k.1). elevando ambo i membri a 1 e risolvendo rispetto a i 1 .1) k da cui.

determinare il tasso di interesse quadrimestrale equivalente a i. la formula per la determinazione del tasso di interesse i 1 .22 Capitolo Primo da cui: d 1 = 1 − (1 − d ) k 1 (4. ossia in k = 3 periodi. la formula per la determinazione del tasso di interesse annuo i.5) k relazione che consente di ottenere il tasso di sconto relativo a 1 di anno. noto d 1 si può ottenere d dalla seguente relazione: k ( d = 1 − 1 − d1 k ) k (4. il tasso di interesse quadrimestrale equivalente a i è: i 1 = 3 1.9) ESEMPIO 1 Dato un tasso annuo di interesse i = 0.06. noti i 1 e k.06 − 1 = 0. è: k i = i1 k (4. noto il tasso di sconto k annuo d.7) k da cui.8) k Analogamente. noti i e k è: k i1 = k i k (4. Avendo suddiviso l’anno in quadrimestri.0196 3 . Viceversa.6) REGIME DI CAPITALIZZAZIONE SEMPLICE In regime di capitalizzazione semplice la relazione di equivalenza tra montante di un capitale unitario impiegato per un anno al tasso di interesse semplice annuo i e montante dello stesso capitale impiegato per k periodi al tasso di interesse i 1 relativo a k 1 di anno è: k 1 + i = 1 + i1 k (4.

0275)4 = (1+ i ) 2 1 2 Mediante i logaritmi decimali: ( ) 4log (1+ 0.05575625 2 ESEMPIO 3 Determinare.92 . poi. dividendo ambo i membri per 2 e ricordando la proprietà dei logaritmi n log a = log a n. dalla relazione (4.03)3 – 1 = 0.23 Leggi e regimi finanziari ESEMPIO 2 Determinare il tasso semestrale equivalente al tasso trimestrale i 1 = 0. il tasso annuo equivalente al tasso quadrimestrale del 3%. si ha: 100.023563661 = 1+ i 1 2 per cui: i 1 = 0. per verifica. 0275 . Calcolare. si ha: (1+ 0. detti k e s i periodi in cui si suddivide l’anno.92 quindi. si ha: ( ) ( ) 1+ i 1 k = 1+ i 1 k s s pertanto.0275) = 2log 1+ i 1 2 da cui.092727)2 = 363. Essendo 3 i quadrimestri in un anno. ponendo k = 4 (numero di trimestri in un anno) e s = 2 (numero di semestri in un anno).78 € in 2 anni con entrambi i tassi.78 ⋅ (1 + 0.092727 Calcoliamo il montante prodotto prima al tasso quadrimestrale del 3%: M1 = 304.78 ⋅ (1 + 0. il montante prodotto da un capitale di 304. 4 Dalla relazione di equivalenza tra due tassi è possibile affermare che. il montante al tasso annuo del 9.3) si ha che: i = (1 + 0.03)6 = 363. in regime di capitalizzazione composta.2727%: M2 = 304.

La somma aritmetica di tali grandezze. ossia non è capitalizzato. L’investitore. j(3). j(2). Il significato finanziario di tale tasso d’interesse è che esso non tiene conto degli interessi maturati nei periodi intermedi. non incrementato degli interessi prodotti sino a tale istante. …. Si supponga che un capitale unitario sia investito in regime di interesse composto al tasso annuo i. si divide l’anno in tre parti (k = 3) e quindi in quadrimestri. TASSI NOMINALI E TASSI ISTANTANEI I tassi d’interesse analizzati nel paragrafo precedente sono tassi effettivi.075 = 0. noto il tasso nominale j(k).9). da cui: k i1 = 4 0. indicata con j(k). Se. a ogni k-esimo di anno. il tasso effettivo d’interesse annuo i è pari a: j (k )⎞ ⎛ i = ⎜1+ ⎟ −1 ⎝ k ⎠ k Si consideri la successione di tassi nominali convertibili 1. calcolando gli interessi prodotti da un capitale C in un anno con j(k) si considerano gli interessi prodotti nei primi 4 mesi cui si aggiungono quelli prodotti nei successivi 4 mesi dallo stesso capitale. ad esempio.1) k che consente di determinare j(k) noto il tasso effettivo annuo d’interesse i. ma è pari a i 1 . 2. l’interesse non produce a sua volta interessi. quindi. In tale circostanza. in regime di capitalizzazione semplice.01875 4 5. volte l’anno: j(1) = i. In regime di capitalizzazione semplice la formula del tasso d’interesse i 1 è la (4. k…. …. in questo paragrafo andremo ad analizzare tassi nominali d’interesse. j(k). Reciprocamente. … .5%. è detta tasso k nominale annuo d’interesse convertibile k volte l’anno ed è numericamente minore di i che è detto tasso effettivo o reale in quanto rappresenta l’interesse prodotto da un capitale unitario in un anno. il tasso d’interesse semestrale equivalente al tasso annuo d’interesse del 7. per la fine dell’anno avrà riscosso k rate k di ammontare i 1 ciascuna. Il tasso nominale j(k) è espresso dalla seguente relazione: j ( k ) = ki1 = k ⎡⎣(1 + i ) k − 1⎤⎦ 1 (5. e che all’investitore l’interesse sul capitale sia corrisposto k volte l’anno ed esattamente alla fine di ogni k-esimo di anno.24 Capitolo Primo ESEMPIO 4 Determinare. e così via.

5) si ha: d1 = k ρ (k ) k La successione di tassi nominali convertibili 1. si definisce tasso nominale annuo di sconto convertibile k volte l’anno. j(k) e δ: k ( ) t M = C (1 + i ) = C 1 + i 1 j (k )⎞ ⎛ δt = C ⎜1+ ⎟ = Ce ⎝ k ⎠ kt kt k Analogamente. il montante di un capitale C in regime di capitalizzazione composta è esprimibile in funzione di i. volte l’anno: ρ(1) = δ.2) si indica con δ ed è il tasso istantaneo d’interesse o tasso nominale annuo d’interesse convertibile infinite volte l’anno corrispondente all’assegnato tasso annuo effettivo d’interesse i. ρ(k). . k….2) 1 k →∞ k →∞ 1 →0 k k Il limite (5. il tasso: ρ ( k ) = kd 1 ovvero 1 ρ ( k ) = k ⎡⎣1 − (1 − d ) k ⎤⎦ (5. è strettamente crescente e convergente. … tutti corrispondenti al medesimo tasso annuo effettivo di sconto d. essa è strettamente decrescente e convergente. …. Ricordando il limite notevole.25 Leggi e regimi finanziari tutti corrispondenti al medesimo tasso annuo effettivo d’interesse i.5) k dalla prima delle (5.4) Pertanto. 2. esso si riferisce ad un regime finanziario in cui gli interessi sono disponibili istante per istante ad intervalli infinitesimi di tempo: 1 j (k )⎞ ⎛ δ = ln (1 + i ) = ln ⎜ 1 + ⎟ ⎝ k ⎠ k (5.3) da cui: 1 + i = eδ ossia la formula inversa: i = eδ – 1 (5. ρ(2). …. i1 . per a > 0: ax − 1 = lna x→0 x lim si ottiene il limite della successione data: 1 k (1 + i ) − 1 lim j ( k ) = lim k ⎡⎣(1 + i ) k − 1⎤⎦ = lim = ln (1 + i ) (5. ρ(3).

b) il tasso istantaneo d’interesse δ.12550881 i = 1+ i 1 4 4 4 da cui: δ = ln(1 + 0.12550881) = 0. 4 a) Il tasso semestrale equivalente al tasso trimestrale dato si ottiene dalla seguente relazione di equivalenza: (1+ i ) = (1+ i ) 4 1 4 2 1 2 ossia: (1+ 0.03) − 1= 0.03)4 = (1+ i ) 2 1 2 da cui.6) = − ln (1 − d ) lim ρ ( k ) = lim k ⎡⎣1 − (1 − d ) k ⎤⎦ = − lim 1 k →∞ k →∞ 1 →0 k k Il limite (5.609 2 È agevole trovare che: j ( 2) = 2 ⋅ 0.118235209 .6) si indica con ρ ed è denominato tasso nominale annuo di sconto convertibile istante per istante corrispondente all’assegnato tasso annuo effettivo di sconto d.26 Capitolo Primo Il limite della successione data è: 1 1 (1 − d ) k − 1 (5. 609 = 0.3) si ha: ( ) − 1= (1+ 0.03 = 2log 1+ i 1 2 cioè: ( ) 0. mediante i logaritmi: ( ) 4log1. ESEMPIO 1 Sia dato un tasso d’interesse trimestrale effettivo del 3%. dalla (4.025674449 = log 1+ i 1 2 da cui il tasso semestrale è: i 1 = 0. Calcolare. L’unico dato è i 1 = 0. in regime composto: a) il tasso nominale convertibile 2 volte l’anno a esso equivalente.1218 b) Per calcolare la forza dell’interesse calcoliamo dapprima il tasso annuo.03 .

Relativamente all’E SEMPIO 1. Per ottenere il tasso d’interesse effettivo annuo i equivalente al tasso nominale d’interesse convertibile due volte l’anno. in «Visualizza» selezionando l’opzione «Formule». noto il tasso di interesse effettivo. ossia j(2) = 0. imposteremo un foglio elettronico per rendere meccanici i calcoli più laboriosi. . Il foglio elettronico con le funzioni da digitare è illustrato di seguito.periodi). ossia i = 0. Reciprocamente. mostriamo le funzioni: EFFETTIVO e NOMINALE. in una qualsiasi cella di un foglio elettronico.periodi).Leggi e regimi finanziari 27 UTILIZZO DEI FOGLI ELETTRONICI IN MATEMATICA FINANZIARIA Diversi problemi di interesse finanziario possono essere risolti tramite l’uso di fogli elettronici. nel foglio.12550881. Tale visualizzazione si ottiene aprendo il menu «Strumenti» scegliendo «Opzioni». quindi. anche se il problema da risolvere non appartiene a tale categoria. inseriamo la funzione EFFETTIVO che dipende dal tasso j(k) e dal numero k di periodi. come Microsoft Excel. La sintassi della seconda è NOMINALE(tasso_effettivo. grazie alle numerose funzioni definite nella categoria «Finanziarie». Essa consente di calcolare il tasso di interesse annuo effettivo in base al tasso di interesse nominale annuo e al numero dei periodi di capitalizzazione per anno. La sintassi della prima è EFFETTIVO(tasso_nominale. ad esempio la cella B2. In questo volume ci riferiremo più volte a esse nello svolgere gli esempi. Essa consente di calcolare il tasso di interesse nominale annuo in base al tasso di interesse effettivo e al numero di periodi di capitalizzazione per anno. Talvolta.1218. A fini puramente didattici. invece dei risultati figureranno le funzioni. calcoliamo l’equivalente tasso d’interesse nominale convertibile 2 volte l’anno attraverso la funzione NOMINALE che dipende dal tasso effettivo i e dal numero di periodi k.

Nell’esempio dato è: i = e0. da cui i = eδ – 1. ossia è del tipo t = n0 + f.05 – 1 = 0.33 €: a) determinare il montante prodotto in 13 mesi al tasso annuo istantaneo d’interesse del 5%. CONVENZIONE MISTA O LINEARE Con la convenzione mista o lineare. per valori interi di t.05 13 12 = 155.8). si ha: k i = j (k) per ogni k > 0 6. CONVENZIONE LINEARE E CONVENZIONE ESPONENZIALE Nei prontuari finanziari sono tabulati i valori delle funzioni del montante e del valore attuale. ottenendo il montante: M ' = C (1 + i ) 0 n e al capitale M' la capitalizzazione semplice per la restante frazione f di periodo ottenendo: M = M ' (1 + if ) cioè: M = C (1 + i ) 0 (1 + if ) n (6. 98 che coincide con il valore trovato con il corrispondente tasso istantaneo d’interesse. 98 b) Per trovare il tasso annuo effettivo d’interesse equivalente al tasso istantaneo si consideri che essendo δ = ln(1 + i) segue che e δ = 1 + i. per il calcolo del montante si adottano due convenzioni: convenzione lineare e convenzione esponenziale. In regime di capitalizzazione semplice. b) calcolare quale tasso d’interesse effettivo annuo produrrebbe nello stesso tempo lo stesso montante. i = i 1 k.05417 = 163. 33 ⋅ e 0.1) .051271096 da cui il montante: 13 M = 155. 051271096 )12 = 163.28 Capitolo Primo ESEMPIO 2 Dato un capitale di 155.33 € si ottiene nel seguente modo: M = 155. Quando il tempo t di impiego di un capitale è costituito da un numero intero n0 di periodi e da una frazione propria f. 33 ⋅ e 0. con 1 ≤ t ≤ 100. si applica la capitalizzazione composta per il numero n0 intero di periodi. 33 (1+ 0. essendo per la relazione (4. a) Essendo δ = ln(1 + i). e per diversi valori del tasso d’interesse i. il montante M di un capitale di 155.

infine. 12 Si ha. che: (1 + 0.0095 ⎝ 365 ⎠ Il montante per i due anni che vanno dal 31-12-2010 al 31-12-2013 in regime composto è: r2 = (1 + 0. 41 giorni 2 anni 196 giorni 31-12-2012 20-11-2010 31-12-2010 15-7-2013 Si calcola anzitutto il montante prodotto da un capitale per i primi 41 giorni applicando la formula del regime semplice: 41 ⎞ ⎛ r1 = ⎜ 1+ 0.04)–4 = 0. in regime di capitalizzazione composta al tasso effettivo annuo d’interesse del 4%.177225) ⋅ (1.85480419 e (1 + 0.0456) = 292.0456 ⎝ 365 ⎠ A questo punto si applica la formula della capitalizzazione mista: M = 235.085) 2 = 1.49 € in capitalizzazione mista per il periodo dal 20-11-2010 al 15-07-2013.29 Leggi e regimi finanziari CONVENZIONE ESPONENZIALE Secondo questa convenzione il montante M prodotto da un capitale C per un numero non intero di periodi del tipo t = n0 + f.0095) ⋅ (1. inoltre.085 ⋅ ⎟ = 1.62 ESEMPIO 2 Trovare il valore attuale di 1 euro disponibile tra 4 anni e 5 mesi. si ottiene applicando la relazione del montante composto: M = C (1 + i ) 0 (1 + i ) = C (1 + i ) 0 n f n +f (6.04)–5 = 0.5%.2) ESEMPIO 1 Calcolare il montante di 235. se il tasso annuo effettivo di interesse è pari all’ 8. Applicando la convenzione esponenziale si esprime il tempo in termini di mesi per cui scrivere 4 anni e 5 mesi equivale a scrivere 53 . il montante per gli ultimi 196 giorni in regime semplice: 196 ⎞ ⎛ r3 = ⎜ 1+ 0.085 ⋅ ⎟ = 1.49 ⋅ (1.82192711 .177225 Si calcola. mediante interpolazione lineare.

85480419 – x 0.82192711) : 0. 12 v(t) 1 E 0. ponendo in corrispondenza 12 53 . 84094853 .01369878 Quindi: ⎛ 53 ⎞ v ⎜ ⎟ = 0. t = di t = 53 .85480419 – x.85480419 − 0. 8 I due triangoli AEB e CED sono simili.85480419 C 0. 04 )12 = 0.85480419 − x ) ⎝ 12 ⎠ da cui: x = 0.30 Capitolo Primo Rappresentando graficamente la funzione v (t) si segnano sulle ascisse i valori del tempo t = 4.82192711 D A 4 B 53 12 5 t Fig. 84110541 ⎝ 12 ⎠ che. 85480419 – x = 0. data la forma della curva. t = 5. è sicuramente maggiore del valore trovato con una calcolatrice: ⎛ 53 ⎞ v⎜ ⎟ = ⎝ 12 ⎠ 1 53 (1+ 0.85480419 − ( 0. quindi si può stabilire la proporzione: AB : CD = AE : CE ossia: ( 5 − 4 ) : ⎛⎜ 53 − 4⎞⎟ = ( 0. e sulle ordinate i corrispondenti valori di v (t). v (t) = 0.

5) APPLICAZIONI 1 è v(t) < 0 per cui. REGIME FINANZIARIO DEGLI INTERESSI ANTICIPATI E DELLO SCONTO COMMERCIALE Grazie al regime finanziario dello sconto commerciale si definisce una legge di capitalizzazione a partire dallo sconto anziché dall’interesse.Leggi e regimi finanziari 31 7. si ottiene: r (t ) = 1+ i 1 − ( t − 1) i (7. Dalla (7.1) diviene: D(t) = Mdt da cui la legge di attualizzazione commerciale: v(t) = 1 – dt (7. considerando i tassi di sconto praticati.1) Se il capitale dovuto alla scadenza è M.2) si evince che per t > .1) e dalle definizioni esposte.3) in funzione del tasso effettivo annuo d’interesse i.3) i (t ) = dt 1 − dt (7. che corrisponde al tasso di sconto d. d esso trova applicazione per operazioni finanziarie con scadenza inferiore all’anno. la (7. se si conosce il tasso effettivo annuo di sconto d.2) che rappresenta il valore attuale di un capitale unitario dovuto al tempo t in funzione del tasso annuo di sconto d. la legge di capitalizzazione a interessi anticipati è: r (t ) = 1 1 − dt (7.4) Infine. Lo sconto si calcola sul capitale dovuto proporzionalmente alla durata. lo sconto su un capitale unitario dovuto dopo t anni è: d(t) = dt (7. Dalla (7. la legge dell’interesse: Volendo esprimere la legge di capitalizzazione (7.

d r(t) 1 1/d O t Fig. quindi passa per il punto O (0. per d 1 si ha che r(t) → ∞. Funzione: d(t) = d t d(t) d(t) = d t t O Fig. d 2. 9 Man mano che l’epoca si avvicina a t = t→ 1 . Per t = 0 la funzione assume valore zero. Funzione: r ( t ) = lizzazione iperbolica) con asintoto t = 1 .32 Capitolo Primo RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE 1 1 − dt Graficamente. la funzione è rappresentata da un’iperbole (da cui la denominazione di capita- 1. . 10 È una retta passante per l’origine degli assi. al limite. il fattore di capitalizzazione cresce e.0).

07. 8. come quello prodotto da un capitale per un periodo di tempo inferiore all’anno in capitalizzazione semplice è maggiore di quello prodotto in regime composto. è: D(t) = Mdt Si calcola lo sconto commerciale sulla cambiale al tasso d = 0. r2 (t ) = (1 + i ) t e r3 (t ) = .07: D = 750 ⋅ 0. rispettivamente. 1 – i (t – 1) che esprimono. Confrontando il montante prodotto nei diversi regimi si può vedere.75 b) Se il creditore vuole ricevere almeno 700 € dallo sconto della cambiale vuol dire che D deve essere pari a M meno 700 €: D = 750 – 700 = 50 Ponendo poi D pari a Mdt con M.Leggi e regimi finanziari 33 ESEMPIO Il possessore di una cambiale di 750 €. la presenta allo sconto al tasso effettivo annuo d = 0.07 ⋅ 14 = 61. che a sua volta è maggiore del montante che si sarebbe ottenuto con la capitalizzazione commerciale. quella composta e quella commerciale. ovvero il tempo che deve ancora attendere il possessore della cambiale.952380952 = 343 giorni Sottraendo ai 14 mesi (cioè il tempo fino alla scadenza della cambiale) 343 giorni (cioè il tempo necessario per recuperare almeno 700 €) si ottiene 77 giorni. a) Quanto riceverà? b) Quanto tempo avrebbe dovuto aspettare ancora per ricevere 700 €? a) La legge dello sconto commerciale. con un capitale dovuto alla scadenza pari a M.25 = 688.25 12 Il creditore riceverà l’importo della cambiale diminuito dello sconto dovuto per l’anticipata riscossione: C = 750 – 61. CONFRONTO TRA I REGIMI FINANZIARI 1+ i . d e D noti si trova: 750 ⋅ 0. Consideriamo le tre leggi di capitalizzazione: r1 (t ) = 1 + it .07 ⋅ t = 50 da cui: t = 0. scadente tra 14 mesi. graficamente. la capitalizzazione semplice.

34 Capitolo Primo In altri termini.45 € verificare a quale regime conviene investire se: a) si investe per 6 mesi al tasso annuo del 5%. b) si investe per 9 mesi al tasso bimestrale del 2.05)12 = 717.05 ⋅ ⎟ = 717. rispettivamente la (2. a) 6⎞ ⎛ — M1 = 700.5). la (3.45 €. . Infine per t = 0 le tre leggi danno luogo allo stesso risultato. Calcoliamo il montante nel regime semplice (M1).45 (1+ 0.534 . 11 ESEMPIO Dato un capitale di 700. per 0 < t < 1. r (t ) r3 ( t ) r2 ( t ) r1 ( t ) 1+i 0 t 1 Fig. poi in composta ed infine in commerciale.05) = 717. dai risultati che. ⎞ ⎛ 6 1− 0. conviene investire prima in capitalizzazione semplice.75 .2). c) si investe per 4 mesi al tasso quadrimestrale del 3%.96 . ⎝ 12 ⎠ 6 — M 2 = 700.45 (1+ 0.05 ⎜ − 1⎟ ⎝ 12 ⎠ Si riscontra.45 ⎜ 1+ 0. composto (M2) e commerciale (M3) applicando al capitale C = 700.2%. — M3 = 700. per 0 < t < 1: 1 + ( it ) > (1 + i ) > t 1+ i 1– ( t –1) i Se invece t > 1 vale il contrario.1) e la (7.

03) = 721. 700. t + Δt ) = M ( t + Δt ) − M ( t ) r ( t + Δt ) − r ( t ) = M (t ) r (t ) . 022) — M3 = 4+ 1 2 = 772.58 . essendo t = 1.Leggi e regimi finanziari 35 b) ⎡ 1⎞ ⎤ ⎛ — M1 = 700. 1 — M3 = 700. FORZA D’INTERESSE I regimi finanziari esposti possono essere descritti a partire dal processo di formazione dell’interesse.46 . t + Δt ) = M ( t + Δt ) − M ( t ) rappresenta la variazione nell’interesse dovuta al passaggio temporale da t a t + Δt.45 ⎢1+ 0. — M 2 = 700.45 (1+ 0. c) — M1 = 700. 2 ⎦ ⎣ — M 2 = 700.03 ⋅ 1) = 721. In questo caso la situazione si è capovolta rispetto al caso precedente. Consideriamo una generica legge di formazione del montante: M(t) = Cr(t) e un intervallo infinitesimo di tempo compreso tra gli istanti t e t + Δt.022) ⎡⎛ 1⎞ ⎤ 1− 0. In questo stesso intervallo consideriamo il tasso effettivo d’interesse: i ( t. la quantità. 45 (1+ 0. data dalla differenza tra i montanti relativi ai due istanti temporali: I ( t.46 . 51 . i tre regimi portano a uguali risultati.03) = 721.46 .45 (1+ 0.45 (1+ 0.79 . 9. per t > 1 (in quanto il periodo di capitalizzazione è il bimestre) conviene investire prima in capitalizzazione commerciale poi in composta ed infine in semplice.022 ⎢⎜ 4 + ⎟ − 1⎥ 2⎠ ⎦ ⎣⎝ = 775.022 ⎜⎝ 4 + ⎟⎠ ⎥ = 769.45 (1+ 0. 1 In questo caso. infatti.

δ (t) è la derivata logaritmica della legge di capitalizzazione r(t): δ (t ) = r '(t ) d = ln ( r ( t )) r ( t ) dt Nota la forza d’interesse è possibile individuare. in modo univoco la corrispondente legge di capitalizzazione. REGIME DI SCONTO COMMERCIALE δ (t ) = d ⎛ 1 ⎞ d ln ⎜ ⎟= dt ⎝ 1 − dt ⎠ 1 − dt . il suo limite per Δt → 0 si chiama forza d’interesse al tempo t. o intensità istantanea d’interesse. δ (t): i ( t. REGIME DI CAPITALIZZAZIONE SEMPLICE δ (t ) = i r '(t ) d = ln (1 + it ) = r ( t ) dt 1 + it REGIME DI CAPITALIZZAZIONE COMPOSTA δ (t ) = (1 + i ) ln (1 + i ) r '(t ) d t = ln (1 + i ) = = ln (1 + i ) (1 + i )t r ( t ) dt t In tale regime. t + Δt ) r ( t + Δt ) − r ( t ) 1 r′ (t ) ⋅ = lim = Δt → 0 Δt → 0 Δt Δt r (t ) r (t ) δ ( t ) = lim Praticamente. la forza d’interesse coincide con il tasso istantaneo d’interesse. Per ciascuno dei regimi finanziari studiati è possibile definire la forza d’interesse. t + Δt ) r ( t + Δt ) − r ( t ) 1 = ⋅ Δt Δt r (t ) ossia il tasso di interesse per unità di tempo. Se r(t) è differenziabile.36 Capitolo Primo Si definisce intensità d’interesse da t a t + Δt il rapporto tra tasso d’interesse e durata dell’operazione finanziaria: i ( t. per relazione inversa.

01s )ds 0 = 1. 01 ∫ sds =0.01t.04+ 0.87 10.000 ⋅ ⎢⎣e 2 . Una legge di capitalizzazione è scindibile secondo Cantelli se vale la relazione: r(x.115 = 0. 25)2 0 ⎞ − ⎟ = 0.000 € investito per 2 anni e 3 mesi. È inoltre condizione necessaria affinché la r(x.25 2.121.25 0. In altre parole. Una funzione di capitalizzazione in due variabili r(x. Pertanto.04ds + ∫ 0. una legge a due variabili rappresenta sia la data di inizio che quella finale dell’operazione.25 = 1. 04 ⋅ [s ]0 2.y) = r(x. 04 ⋅ ( 2.y) con x < z < y ossia se il montante calcolato dall’epoca x all’epoca y è uguale al montante prodotto nello stesso periodo di tempo impiegando la stessa legge di capitalizzazione prima da x a z e poi capitalizzando il montante così ottenuto da z a y.y) rappresenta il montante al tempo y di un capitale unitario investito al tempo x < y. Praticamente si chiede di trovare la legge di capitalizzazione r(t) a partire dalla forza d’interesse che rappresenta proprio la derivata logaritmica di r(t). occorre applicare la formula inversa: t r (t ) = e ∫ δ (s )ds 0 da cui: 3⎞ ⎛ 2+ ⎝⎜ 12 ⎟⎠ t M = 1.y) si possa dire legge di capitalizzazione che sia non decrescente al crescere di y.37 Leggi e regimi finanziari ESEMPIO Calcolare il montante prodotto da un capitale di 1. è quindi evidente che se x e y sono uguali (cioè la data di inizio e fine dell’investimento coincidono) tale montante sarà pari all’unità.25 ∫ 0 2.25 ds + 0. 01sds = 0.01sds ⎤ ⎥⎦ Volendo analizzare l’esponente di e si ha: 2. 04 ∫ 0 2.25 0 ⎡s2 ⎤ + 0. 01⋅ ⎜ ⎝ 2 2⎠ da cui: M = 1. .115 = 1.04 + 0.04+ 0.25 0 0 ∫ 0.25 2.01s )ds ⎡ = 1.04 + 0. 025 = 0. 04ds + ∫ 0 0.000 ⋅ e0.z) ⋅ r(z.25 2 . 01⎢ ⎥ ⎣ 2 ⎦0 = ⎛ ( 2.000 ⋅ e ∫ 0 (0.000 ⋅ e ∫ ( 0. la legge di capitalizzazione è scindibile se disinvestendo e reinvestendo immediatamente il montante prodotto all’epoca intermedia z fino al tempo y il risultato non cambia.000 ⋅ e ∫ 0 (0. 25 − 0) + 0.01s )ds 2 .0 09 + 0. SCINDIBILITÀ DELLE LEGGI FINANZIARIE Si è visto che mentre una legge finanzaria a una variabile considera solo il tempo (t) intercorrente tra l’inizio (x) e la fine (y) di una operazione (cioè t = y – x). supposto che la forza d’interesse sia data da δ(t) = 0.

LEGGE DI CAPITALIZZAZIONE COMPOSTA r ( x .06 + 1 = 1. quindi.x .000 € al tasso annuo d’interesse del 6% per un tempo di 3 anni.06 ⋅ (3)2 + 0. 1. ESEMPIO 1 Si investe un capitale di 1.06 + 0.12 = 1.06 ⋅ (2)2 + 0.06 ⋅ 2 + 1 = 1. sostituendo i valori di i e di t nell’equazione data: r1 = 0.2 Se avessimo calcolato il montante dopo 3 anni senza disinvestire e poi reinvestire alla fine del primo anno. Esiste un legame tra forza d’interesse e scindibilità reso esplicito da un teorema secondo cui: condizione necessaria e sufficiente affinché una legge finanziaria sia scindibile è che la forza d’interesse sia costante (non dipenda cioè dalla data d’inizio dell’operazione).06 ⋅ 3 + 1 = 1. y− z ed è: [(1 + i ) ][(1 + i ) ] = (1 + i ) z− x y− z z − x + y− z = (1 + i ) y− x per cui la legge è scindibile. y ) = (1 + i ) y− x r ( z. y ) = (1 + i ) r ( x .36 Si capitalizzano 1. z ) = 1 + i ( z − x ) .120 € per 2 anni: M3 = 1.120 Il fattore di capitalizzazione relativo ai rimanenti 2 anni è: r2 = 0. ma: [1 + i ( z − x )] ⋅ ⎡⎣1 + i ( y − z )⎤⎦ ≠ ⎡⎣1 + i ( y − x )⎤⎦ per cui la legge non è scindibile.12 Si capitalizzano. z. r ( z. z ) = (1 + i ) .120 ⋅ 1.36 = 1. avremmo avuto: r3 = 0.000 ⋅ 1. tenendo conto che dopo il primo anno si disinveste e si reinveste il montante sino a quel punto accumulato secondo la stessa legge di capitalizzazione r(t) = i ⋅ t 2 + i ⋅ t + 1.000 € per il primo anno: M1 = 1. y ) = 1 + i ( y − z ) r ( x. determinare il montante dopo 3 anni.72 .38 Capitolo Primo LEGGE DI CAPITALIZZAZIONE SEMPLICE r ( x. y ) = 1 + i ( y − x ) .523. Si calcola il fattore di capitalizzazione relativo al primo anno.

l’unica soluzione accettabile è: i = 0. 1− d (z − x) ma: 1 1 1 ⋅ ≠ 1− d (z − x ) 1− d ( y − z) 1− d ( y − x ) per cui la legge non è scindibile.200 € in regime di capitalizzazione composta.188i – 64 = 0 da cui: i= −1.000 ⋅ 1.200 (1 + i ) [1 + (i – 0.01)] – 1.523.200 (1 + i) [1 + ( i – 0.400 che dà luogo a due soluzioni di cui si accetta solo quella positiva in quanto quella negativa è finanziariamente insignificante.200 (1 + 0.411. ESEMPIO 2 Calcolare il tasso annuo d’interesse al quale si investe un capitale di 1.01)] – 1.344 + 307.200i 2 + 1. nell’ipotesi in cui all’inizio del secondo anno il tasso incognito è diminuito dell’1% e che l’interesse prodotto tra la fine del primo e la fine del secondo anno sia stato pari a 52 €.05122 Volendo verificare. r ( z.72 = 1.188 ± 1.05122) [1 + (0. si può considerare una prima scadenza alla fine del primo anno.200 (1 + i ) M2 = M1 [1 + (i – 0.200 (1 + i) – 52 = 0 svolgendo ne deriva l’equazione di secondo grado: 1. ottenendo.200 2. 1− d (y − x) r ( x.200 (1 + 0.01)] – 1.05122 – 0. y ) = 1 . con i dovuti arrotondamenti: I = 1. y ) = 1 1− − d ( y − z) . si sostituisce il valore trovato nella relazione dell’interesse. Essendo la legge di capitalizzazione composta scindibile.200 (1 + i) = 52 da cui: 1.05122) = 52 LEGGE DI CAPITALIZZAZIONE COMMERCIALE r ( x.01)] L’interesse prodotto dalla fine del primo alla fine del secondo anno è pari a 52 € ed è anche pari alla differenza tra M1 e M2: I = 1.000 €: M '3 = 1. una seconda alla fine del secondo anno: M1 = 1.39 Leggi e regimi finanziari capitalizzando 1.720 ≠ 1.2 = M3 è quindi verificato che la legge non è scindibile. z ) = 1 .

REGIME FINANZIARIO DELL’INTERESSE SEMPLICE M1 = C1(1 + it 1) = C1 + C1it 1 M2 = C2(1 + it 2) = C2 + C2it 2 ………………………… Mn = Cn(1 + it n) = Cn + Cnit n Sommando membro a membro. è proprio uguale a M. disponibili alle scadenze t1. Se la legge finanziaria è scindibile allora si afferma che l’operazione finanziaria è equa se. si ha. attraverso semplici passaggi: Ct = C1t 1 + C2t2 + … + Cntn . PRINCIPIO DELL’EQUIVALENZA FINANZIARIA L’operazione finanziaria consistente nel prestito dal mutuante al mutuatario del capitale C al tempo x. i valori ottenuti sono uguali. si ha che essa è equa. t2. in quanto: M(1 + i)z–y = C(1 + i) y–x(1 + i) z–y = C(1 + i)z–x 12. e riportando finanziariamente a quell’istante i valori delle somme dovute da entrambi i contraenti. SCADENZA MEDIA E TASSO MEDIO 12.1) M = M1 + M2 + …+ Mn Si chiama scadenza media quella scadenza t tale che il montante della somma C. Mn. in base alla posizione fatta: M = C + i(C1t1 + C2t2 + … + Cntn) ed essendo M = C + Cit. tn. si ha. e i corrispondenti montanti M1. La legge di capitalizzazione composta è scindibile per cui considerando l’operazione finanziaria appena descritta nell’intervallo (x. M2. …. si ponga: C = C1 + C2 + …+ Cn (12. Consideriamo i tre regimi finanziari. ….40 Capitolo Primo 11. e nel rimborso del capitale M al tempo y (con x < y). investiti a una certa data.1 Scadenza media Siano dati n capitali C1. y): M = C(1 + i)y–x dato un qualsiasi istante z. …. dal mutuatario al mutuante si dice equa se M è il montante di C. ad esempio con y < z. Cn. considerando un qualsiasi istante z. secondo una assegnata legge finanziaria. C2.

Cn si ha: Mvt = M1vt1 + M2 vt2 +…+ Mn vtn da cui: vt = M1vt1 + M2 vt2 +…+ Mn vtn M (12. in base alla posizione fatta: C = M – d(M1t1 + M2t2 + … + M ntn) ed essendo C = M – Mdt. M2. per il principio di equivalenza finanziaria. essendo M = C(1 + i) t. si ha attraverso semplici passaggi: Mt = M1t1 + M2t 2 + … + Mnt n da cui. risolvendo rispetto a C. il valore attuale al tempo t di M. quindi. facilmente dalla (12.1) da cui. …. deve essere uguale alla somma dei valori attuali degli n montanti M1. REGIME FINANZIARIO DELLO SCONTO COMMERCIALE C1 = M 1(1 – dt1) = M1 – M 1dt1 C2 = M 2(1 – dt2) = M2 – M 2dt2 ………………………… Cn = M n(1 – dtn) = Mn – M ndtn Sommando membro a membro. M n.Leggi e regimi finanziari 41 C1t1 + C2 t 2 +…+ Cn t n C (12. C2. la scadenza media è: t= M 1t1 + M 2 t 2 +…+ M n t n M (12. si ha. C1. ….2) t si ricava.3) .2). la scadenza media è: t= REGIME FINANZIARIO DELL’INTERESSE COMPOSTO M1 = C1 (1 + i ) 1 t M2 = C2 (1 + i ) 2 t ……………… Mn = Cn (1 + i ) n t da cui.

i 5 = 0.42 Capitolo Primo 12. È in questa circostanza che nasce l’esigenza di sintetizzare attraverso un unico tasso (il tasso medio) il risultato economico conseguito. da una successione di tassi diversi i1. …. in applicabili ciascuno a un dato tempo. il tasso medio è tale che: – C(1 + i) · (1 + i 2) · … · (1 + in) = C(1 + i )n – da cui risolvendo rispetto a i : 1 i = ⎡⎣(1 + i1 ) ⋅ (1 + i2 ) ⋅…⋅ (1 + in )⎤⎦n − 1 o analogamente: i = n (1 + i1 ) ⋅ (1 + i2 ) ⋅…⋅ (1 + in ) − 1 (12. per 5 anni e i tassi d’interesse annui sono. pari a: i1 = 0. applicato al medesimo capitale e per il medesimo periodo. Il montante prodotto dal capitale unitario impiegato per 5 anni ai tassi riportati si ottiene nel modo seguente: — alla fine del primo anno il capitale unitario ha prodotto un montante pari a: 1 + i1 = 1 + 0. n. i 3 = 0. anziché da un solo tasso d’interesse costante nel tempo. a parità di capitale iniziale investito e di tempo totale di impiego.05. il montante di un capitale C prodotto da tali tassi è: M = C (1 + i1) · (1 + i 2) · … · (1 + in) Poiché uguaglia i montanti. 45. spesso.2 Tasso medio Nella realtà dei mercati finanziari. la capitalizzazione è regolata. rispettivamente. nel senso che. 49. Alla fine dell’n-esimo anno. i2 ….4) Nell’espressione appena ottenuta il primo termine a secondo membro è la media geometrica dei fattori di montante. produrrebbe lo stesso montante.52. i 4 = 0. Trattasi di quel tasso – d’interesse i equivalente alla sequenza di tassi variabili data. i 2 = 0. 2.05 . per un dato regime di capitalizzazione. in regime di capitalizzazione composta degli interessi. Determinare il tasso d’interesse composto costante che. i2 …. in rappresenti la sequenza dei tassi d’interesse degli anni 1. Interessante è la trattazione del tasso medio in regime di capitalizzazione composta. Si supponga che la sequenza i1. produce lo stesso montante prodotto dai tassi variabili. 48. ESEMPIO Un capitale unitario è impiegato.

045) … Pertanto. dire per quali valori di t è definita. il tasso d’interesse quadrimestrale a esso equivalente. è pari a: (1+0.049) (1+ 0.05. impiegato per 5 anni. Data la legge di capitalizzazione r(t) = (1.05) (1+ 0. 5) 3. reinvestito alla fine del primo anno al tasso i2 = 0.088)t. risolvendo rispetto a i : 1 i = ⎡⎣(1+ 0.52) = 126899 – Il testo richiede la determinazione di quel tasso i costante che. 48) (1+ 0.5 52) – da cui. 48) (1+ 0. 7) 4. calcolare la forza d’interesse. 4) 2. Lo stesso si ottiene impostando la seguente uguaglianza: (1+ i ) 5 = (1+ 0.048) + In n (1+ 0.05)(1+0. produrrebbe il montante appena ottenuto. con il valore ottenuto con i singoli tassi. (par.052)⎤⎦⎬ − 1 = 0.05)(1 + i2) = (1 + 0.045) + In (1+ 0. Dato il tasso d’interesse annuale i = 0. calcolare. y) = 1 + i ln ( 2 y − x ) . 9) 5. appunto.05) (1+ 0.045) (1+ 0. (1+ i1 ) (1+ i 2 ) (1+ i 3 ) (1+ i 4 ) (1+ i 5 ) = (1+ 0. Verificare se è scindibile la legge di capitalizzazione r ( x. (par.048797 ⎩5 ⎭ che. Data la legge di attualizzazione commerciale v(t) = 1 – dt. calcolare il tasso d’interesse semestrale effettivo.05) (1+ 0.015.445) (1+ 0.049) + In (1+ 0. 45) (1+ 0. 10) .05) + In (1+ 0.048) (1+ 0. 49) (1+ 0.045.052)⎤⎦5 − 1 e ricorrendo ai logaritmi naturali: ⎧1 ⎫ i = exp ⎨ ⎡⎣In (1+ 0. (par.43 Leggi e regimi finanziari — alla fine del secondo anno il capitale di 1. il montante prodotto dal capitale unitario alla fine del quinto anno è pari a: .048. (par. 49) (1+ 0. (par. Sapendo che il tasso d’interesse nominale annuo convertibile 6 volte l’anno è j(k) = 0. Questionario 1. applicato al montante unitario. dopo 5 anni produrrebbe un montante pari a: (1+ i ) 5 = (1+ 0. in regime di interessi composti. 48797) = 126899 . 5 che coincide.

.

4. . È una rendita quella che percepisce il proprietario di un podere agricolo. .CAPITOLO SECONDO RENDITE CERTE SOMMARIO: 1. stipulato un contratto di mutuo o sottoscritte le obbligazioni di un prestito diviso in titoli. Rendite costanti nel regime finanziario dello sconto commerciale. In termini rigorosi. il creditore che.2. trimestre etc. attraverso un contratto di leasing. in progressione geometrica etc.) RENDITA ANTICIPATA RENDITA POSTICIPATA La scadenza di ciascuna rata avviene all’inizio di ogni periodo La scadenza di ciascuna rata avviene alla fine di ogni periodo RENDITA IMMEDIATA RENDITA DIFFERITA La prima rata scade nel primo periodo (all’inizio o alla fine) La prima rata scade in un periodo successivo al primo . Rendite costanti nel regime finanziario dell’interesse semplice.) RENDITA COSTANTE RENDITA VARIABILE L’importo delle rate è costante L’importo delle rate è variabile (in progressione aritmetica.6. 1. Rendite variabili nel regime finanziario dell’interesse composto.5. nella realtà dei mercati finanziari. in conformità a un contratto finanziario. a determinate scadenze. a fronte del versamento di una somma unica di capitale. . riceve pagamenti periodici. Rendite costanti nel regime finanziario dell’interesse composto. e che sono identificate tutte con la denominazione di rendita. RENDITA PERIODICA L’intervallo di tempo tra due rate consecutive è costante RENDITA NON PERIODICA L’intervallo di tempo tra due rate consecutive non è costante RENDITA ANNUALE RENDITA FRAZIONATA Il periodo è l’anno (le rate sono dette annualità) Il periodo è una frazione di anno (semestre.3. quotidianamente. DEFINIZIONI Le operazioni finanziarie di cui ci siamo occupati nel capitolo precedente contemplano. ancora. Definizioni. Di seguito è riportata una prima classificazione delle rendite certe. . In questo capitolo introdurremo operazioni più complesse che si realizzano. una rendita si può definire come una successione di capitali (rate) disponibili. Le rendite di cui si occupa la matematica finanziaria sono le rendite certe. mentre la matematica attuariale fa riferimento a rendite per cui la riscossione delle rate è legata alla probabilità di eventi aleatori. Rendite perpetue.Questionario. . ossia quelle per cui la riscossione delle rate avviene con certezza. oppure colui che cede. o. la corresponsione periodica di interessi a un tasso fisso o variabile. . l’uso di un bene.

Per semplicità di trattazione faremo riferimento a rate di importo unitario. ottenuti all’istante finale di decorrenza della rendita. k 2. in altri termini. essendo la durata delle rendite perpetue teoricamente infinita. in altri termini. non ha senso parlare di montante di tali rendite. in genere. la scadenza e l’importo di ognuna di esse. all’inizio del primo periodo della rendita. MONTANTE Il montante (o valore finale) di una rendita è la somma dei montanti di tutte le rate della rendita. è l’importo che si è disposti a cedere all’istante iniziale di decorrenza della rendita in cambio delle rate della rendita disponibili in epoche successive. Per calcolare il valore attuale o il montante di una rendita è necessario precisare il regime in cui sono capitalizzate le rate della rendita. con la successione delle rate della rendita stessa.1 Rendita unitaria posticipata La rendita sia costituita da n rate di importo unitario scadenti alla fine di ogni k-esimo di anno. VALORE ATTUALE Il valore attuale di una rendita è la somma dei valori attuali di tutte le rate della rendita. e alla fine dell’ultimo periodo della rendita. Valore attuale e montante di una rendita rappresentano l’importo che è equo scambiare (per il principio di equivalenza finanziaria). per cui si tratta. . RENDITE COSTANTI NEL REGIME FINANZIARIO DELL’INTERESSE SEMPLICE Tali rendite fanno riferimento a operazioni di breve durata. Ovviamente. ottenuti all’inizio del primo periodo della rendita. è il capitale accumulato con la rendita. 2. capitalizzando ciascun termine dalla sua scadenza alla fine dell’operazione. di rendite frazionate in cui il periodo è 1 di anno e i è il tasso effettivo annuo d’interesse.46 Capitolo Secondo RENDITA TEMPORANEA RENDITA PERPETUA Il numero delle rate è finito Il numero delle rate è infinito Ciò che interessa conoscere di una rendita è un unico valore della stessa. l’omogeneità dei dati consente di calcolare espressioni compatte funzioni del numero delle rate e del tasso d’interesse: il valore attuale e il montante. infatti. rispettivamente. da cui la denominazione di rendite unitarie.

+ ⎜ 1 + i ⎟ + 1 + ⎜1+ i s = ⎜1+ i ⎟ ⎟ ⎝ ⎝ k ⎠ k⎠ k ⎠ ⎝ Trattasi della somma di n termini di una progressione aritmetica. è nullo.48 € rappresenta il montante di una rendita mensile posticipata in regime di interesse semplice. quello k k dell’ultima..47 Rendite certe VALORE ATTUALE La prima rata di questa rendita scade dopo esima dopo 1 2 di anno.1) Sia R l’importo costante di ciascuna delle n rate. Pertanto. il valore attuale di tale rendita si indica con: A = Ra MONTANTE Considerando il ragionamento fatto per calcolare il valore attuale. in regime di capitalizzazione semplice.2) Se R è l’importo costante di ciascuna rata. il tempo in cui resta n –1 n–2 di anno. Determinare l’importo di ciascuna rata. l’nk k n di anno. la seconda dopo di anno. L’importo di 1. invece. la cui rata costante R si deduce dalla relazione: R= S s . il valore attuale di tale rendita è: k a= 1 1 1+ i k + 1 2 1+ i k +…+ 1 n 1+ i k (2.48 €.150. il montante di tale rendita è: investita la prima rata è 1⎞ n − 2⎞ n − 1⎞ ⎛ ⎛ ⎛ + . in quanto essa è corrisposta nel momento della valutazione.. versando.150. …. che può essere scritta sotto la forma: n − 1⎤ ⎡ s = n ⎢1 + i 2k ⎥⎦ ⎣ (2. …. allora il montante è: S = Rs ESEMPIO Un individuo si impegna a costituire ogni anno un capitale di 1. rate costanti mensili posticipate al tasso del 7%. Pertanto. quello della seconda rata è di anno. per cui il suo montante è 1. presso un Istituto di credito.

+ ⎜⎝ 1 + i ⎟⎠ ⎝ ⎠ ⎝ k k k Trattasi della somma di n termini di una progressione aritmetica.4) . Pertanto.48. scadenti all’inizio di ogni k-esimo di anno. il valore attuale di tale rendita è: k a = 1 + 1 1+ i 1 k +…+ 1 n −1 1+ i k (2. l’n-esima dopo 1 di anno.2). quello dell’n-esima è n n –1 di anno.150.48 = 92.2 Rendita unitaria anticipata La rendita sia costituita da n rate di importo unitario.48 Capitolo Secondo dove S = 1. il montante di tale rendita è: k 1⎞ n − 1⎞ n⎞ ⎛ ⎛ ⎛  s = ⎜1+ i ⎟ + ⎜1+ i ⎟⎠ + .. il valore attuale di tale rendita è:  = Ra A MONTANTE Il tempo in cui resta investita la prima rata è anno. Pertanto.3) Sia R l’importo costante di ciascuna rata. …. allora il montante è: S = Rs (2.150.07 ⋅ ⎣ 2 ⋅ 12 ⎥⎦ 2. k n –1 di anno. che può essere scritta sotto la forma: n + 1⎤ ⎡  s = n ⎢1 + i 2k ⎥⎦ ⎣ Se R è l’importo costante di ciascuna rata. quello della seconda rata è di k k 1 di anno. la seconda dopo ….89 12 − 1⎤ ⎡ 12 ⋅ ⎢1+ 0. pertanto la rata R è: R= 1. VALORE ATTUALE La prima rata è corrisposta nell’istante stesso della valutazione.. s è il montante di una rendita unitaria in regime di interesse semplice ed è fornito dalla formula (2.

49 Rendite certe 3. è nullo. rispettivamente: A = Ra e S = Rs . …. il montante di tale rendita. k 3. per cui il suo montante è 1.1) MONTANTE n –1 n–2 di anno. la seconda dopo di anno. quello della seconda rata è k k di anno.1 Rendita unitaria posticipata La rendita sia costituita da n rate di importo unitario. in base alla legge di attualizzazione commerciale. quello dell’ultima. invece. scadenti alla fine di ogni k-esimo di anno. …. VALORE ATTUALE 1 2 n di anno.2) Ovviamente. è: Il tempo in cui resta investita la prima rata è s= 1 1 1 + +…+ +1 n −1 n−2 1 1− d 1− d 1− d k k k (3. se la rendita costante è R. allora valore attuale e montante della rendita considerata sono. Pertanto. il valore attuale di tale rendita. che può essere scritta sotto la forma: n + 1⎞ ⎛ a = n ⎜1− d ⎟ ⎝ 2k ⎠ (3. è: La prima rata scade dopo 1⎞ ⎛ 2⎞ n⎞ ⎛ ⎛ a = ⎜ 1 − d ⎟ + ⎜ 1 − d ⎟ +…+ ⎜ 1 − d ⎟ ⎝ ⎝ k⎠ k⎠ ⎝ k⎠ Trattasi della somma di n termini di una progressione aritmetica. RENDITE COSTANTI NEL REGIME FINANZIARIO DELLO SCONTO COMMERCIALE Sono rendite frazionate in cui il periodo è 1 di anno e d è il tasso effettivo annuo di sconto. Pertanto. in quanto essa è corrisposta nel momento della valutazione. in base alla legge di capitalizzazione a interessi anticipati. l’n-esima dopo di k k k anno.

2. presso una banca che pratica lo sconto commerciale al tasso del 12%. …. rispettivamente:  = Ra A e S = Rs ESEMPIO Determinare la somma realizzata scontando 15 cambiali da 150 € l’una. il cui valore attuale si calcola applicando la (3. d = 0. Pertanto. che può essere scritta sotto la forma: n − 1⎞ ⎛ a = n ⎜ 1 − d ⎟ ⎝ 2k ⎠ (3.12.3) MONTANTE Il tempo in cui resta investita la prima rata è …. il montante di tale rendita è: k  s= 1 1− d n k + 1 1 +…+ n −1 1 1− d 1− d k k (3. gli altri dati del problema sono: n = 15. il valore attuale di tale rendita è: k 1⎞ ⎛ 2⎞ n − 1⎞ ⎛ ⎛ a = 1 + ⎜ 1 − d ⎟ + ⎜ 1 − d ⎟ +…+ ⎜ 1 − d ⎟ ⎝ ⎝ ⎠ ⎝ ⎠ k ⎠ k k Trattasi della somma di n termini di una progressione aritmetica. allora il valore attuale e il montante sono.1) alla rata costante R = 150.50 Capitolo Secondo 3. k k 1 di anno. Trattasi di una rendita posticipata immediata in regime di sconto commerciale. scadenti all’inizio di ogni k-esimo di anno. quello dell’n-esima è n n –1 di anno. . con scadenze fra 1. Pertanto. 15 mesi.4) Se R è l’importo costante di ciascuna rata. la seconda dopo …. l’n-esima dopo 1 di anno. quello della seconda è di anno. k = 12. VALORE ATTUALE La prima rata è corrisposta nell’istante stesso della valutazione. k n –1 di anno.2 Rendita unitaria anticipata La rendita sia costituita da n rate di importo unitario.

per cui il suo valore attuale è: 1 1+ i La seconda rata scade alla fine del secondo anno. per cui il suo valore attuale è: vn = 1 (1 + i )n L’operazione finanziaria può essere rappresentata su un asse dei tempi. 4. alla fine dell’n-esimo anno. rendita immediata).12 ⋅ ⎟ = 2. il valore attuale è: 15 + 1⎞ ⎛ A = 150 ⋅ 15 ⋅ ⎜ 1− 0. VALORE ATTUALE La prima rata scade alla fine del primo anno. rendita posticipata). Valori attuali Scadenze 0 Rata v1 v2 v3 1 2 1 1 3 1 vn – 1 vn Fig. Sia i il tasso effettivo annuo d’interesse. la scadenza delle rate successive alla prima coincide con la fine di ciascun periodo (cfr. come indicato nella figura seguente. infine.1 Rendita unitaria immediata posticipata La prima rata scade alla fine del primo periodo (cfr. per cui il suo valore attuale è: v= 1 (1 + i )2 ……………… v2 = L’n-esima rata scade.51 Rendite certe Pertanto. RENDITE COSTANTI NEL REGIME FINANZIARIO DELL’INTERESSE COMPOSTO La rendita sia costituita da n annualità di importo unitario.070 ⎝ 2 ⋅ 12 ⎠ 4. 1 n–1 n 1 1 .

calcolato alla fine dell’n-esimo anno è: rn – 1 = (1 + i)n – 1 La seconda rata frutta interessi per n – 2 anni. il valore attuale di tale rendita si indica con: A = Ran i MONTANTE La prima rata di questa rendita frutta interessi per n – 1 anni.1) è la somma di n termini in progressione geometrica di ragione v.2) 1 1 −1 ( )− n .2) è scritta equivalentemente nella = (1 + i ) e v n = n = 1+ i (1 + i ) 1+ i forma: 1 1 − (1 + i ) 1 − (1 + i ) ⋅ −1 = 1 + i 1 − (1 + i ) 1+ i − 1 −n an i = −n ossia: 1 − (1 + i ) an i = i −n (4.1) m =1 I valori di an i . la (4. il valore attuale della rendita è: n an i = v + v 2 +…+ v n = ∑ v m (4. La (4. e di i compresi tra 0 e 40. pertanto il suo montante. per cui il suo montante è: rn – 2 = (1 + i)n – 2 L’ultima rata scade nell’istante della valutazione. minore di 1. . che si legge a figurato n al tasso i. per cui non frutta interessi. ossia il suo montante è 1.52 Capitolo Secondo Pertanto.3) Sia R l’importo costante di ciascuna delle n rate. o tra 1 e 100. per cui può essere scritta nella forma: an i = v Essendo v = 1 − vn 1− v (4. sono tabulati sui prontuari per calcoli finanziari e attuariali per valori di n generalmente compresi tra 1 e 50.

5) (essendo 1 = r n ) si evince che: vn 1 1 − vn 1 − (1 + i ) − 1 v n n 1 − vn v 1 − vn n = v = vr = an i r n = ⋅ n = sn i = 1− v (1 + i ) − 1 1 − v v v 1 − 1 −1 v v n ossia: sn i = an i (1 + i ) n (4.4) Anche i valori di sn i . sono tabulati sui prontuari per calcoli finanziari e attuariali.5) Se l’importo della rata costante è R. 2 Il montante di tale rendita è.2) con la (4. per cui può essere scritta nella forma: sn i = (1 + i )n − 1 (1 + i ) − 1 ossia: sn i = (1 + i )n − 1 i (4. dunque: sn i = (1 + i ) n −1 + (1 + i ) n− 2 +…+ 1 (4. maggiore di 1. come indicato in fig. allora il montante della rendita è: S = Rsn i RELAZIONE TRA an i E sn i Dal confronto tra la (4.6) . La (4. 2. che si legge s figurato n al tasso i.4) è la somma di n termini in progressione geometrica di primo termine 1 e di ragione 1 + i.53 Rendite certe L’operazione finanziaria può essere rappresentata su un asse dei tempi. Scadenze 0 Rate 1 2 1 1 3 n–1 1 n 1 rn–2 r1 Montanti rn–1 Fig.

045)15 = 6. — il valore futuro o montante.73954573 .235.3) alla rata R = 300: A = 300 ⋅ a15 0.7) Il valore attuale della rendita si calcola anche come valore attuale di un unico capitale.val_futuro. noti: — il tasso d’interesse effettivo annuo. .86 Il montante si ottiene applicando la (4.221.86 ⋅ (1 + 0.045 Dalle tavole finanziarie si rileva che s15 0.6) si ha anche: an i = sn i v n (4.045 Dalle tavole finanziare si rileva che a15 0.78405429 . il montante della rendita si calcola anche come montante di un unico capitale.54 Capitolo Secondo Pertanto. — la rata della rendita (il cui importo dovrà essere preceduto da un segno meno a indicare che si tratta di un pagamento). La sintassi della prima è VA(tasso_int. Il valore attuale della rendita si ottiene applicando la (4.periodi. infatti nel campo Tipo si distingue tra pagamento all’inizio del periodo (allora si digita 1) e pagamento alla fine del periodo (allora si digita 0 o non si digita alcunché come nel nostro caso).5) alla rata R = 300: S = 300 ⋅ s15 0. per cui: S = 300 ⋅ 20.pagam. che si renderà disponibile alla fine dell’ultimo periodo della rendita.045 = 20. — il numero di periodi della rendita.22 A tale risultato si poteva pervenire sfruttando la scindibilità della legge di capitalizzazione composta.FUT di Excel. ESEMPIO 1 Determinare il valore attuale e il montante di una rendita costituita da 15 rate annuali posticipate immediate di 300 € al tasso effettivo annuo del 4. Essa consente di calcolare il valore attuale della rendita. Dalla (4.78405429 = 6. — la scadenza dei vari pagamenti.045 = 10.22 Relativamente all’ESEMPIO 1. tale valore dovrebbe essere digitato nel campo Val_futuro ma può anche essere omesso. il valore attuale della rendita. mostriamo le funzioni VA e VAL. il montante della rendita. ossia capitalizzando per 15 anni il valore attuale.tipo).73954573 = 3.5%. impiegato per n anni.221. per cui: A = 300 ⋅ 10.235. infatti: S = 3.

quindi.65 .065 = 450 ⋅ 3. per la quale vale il discorso fatto per la funzione VA. Il foglio elettronico con le funzioni da digitare è illustrato di seguito. — la rata della rendita. alla fine del quarto anno 150 €.065: M = 450 ⋅ s3 0. ESEMPIO 2 Il debitore di un capitale di 2.FUT(tasso_int. tipo).Rendite certe 55 La sintassi della seconda è VAL. — il numero di periodi della rendita.199225 = 1. al tasso i = 0. Essa consente di calcolare il montante della rendita.5%? La prima operazione che si compie è quella di calcolare il montante di una rendita di rata R = 450 e n = 3. val_attuale. Quanto dovrà restituire alla fine del quinto anno per saldare completamente il suo debito se il tasso d’interesse è del 6.300 € restituisce al creditore 450 € alla fine di ogni anno. periodi. per 3 anni. noti: — il tasso d’interesse effettivo annuo. pagam.439. — il valore attuale che può anche essere omesso. — la scadenza dei vari pagamenti.

5% dal capitale dato a prestito di 2. allora il valore attuale della rendita è:  = Ra A ni (4. M" e x: 1.065)2 =1.300 €: S = 2.20 Detto x l’importo cercato. quindi. il montante prodotto in 5 anni al tasso del 6.9) Confrontando la (4. cioè v(1 + i) = 1.358.75 Si calcola.8) con la (4.439. rendita anticipata).151. rendita immediata). esso si individua uguagliando il montante S alla somma di M'.89 + 159. la scadenza delle rate successive alla prima coincide con l’inizio di ciascun periodo (cfr.75 + x = 3.56 4. VALORE ATTUALE Da considerazioni analoghe a quelle fatte per la rendita immediata posticipata si deduce che il valore attuale di tale rendita è: an i = 1 + v + v 2 +…+ v n−1 = Scadenze 0 Valori attuali Rate 1 1 − vn 1− v (4.20 da cui.632.151.56 Capitolo Secondo Quindi. si capitalizza questo valore per 2 anni.89 Si capitalizzano 150 € per un anno: M" = 150 ⋅ (1 + 0. per sapere a quanto ammonta alla fine del quinto anno ottenendo: M' = 1.632.065)5 = 3. 3 Essendo v = 1 .65 ⋅ (1 + 0. in base alla (4.8) 1 2 n–2 n–1 1 1 1 1 n v1 v2 vn –2 vn – 1 Fig.2): 1+ i an i = (1 + i ) an i (4.300 ⋅ (1 + 0.2 Rendita unitaria immediata anticipata La prima rata scade all’inizio del primo periodo (cfr.1) si ha anche: an i = 1 + an−1 i Se l’importo costante della rata è R. si ha.065) = 159. risolvendo rispetto a x: x = 1.10) .

05908692 = 2. 33 ⋅ ( 20. si ha: ( ) S = 615. 33 ⋅ s13 0. quindi.07 − 1 Dalle tavole finanziarie si evince che s19 0.980.25%.07 = 10. capitalizzando per 18 anni il valore attuale.07 Dalle tavole finanziarie si evince che a18 0. Essendo la rendita anticipata si applica la (4.5: ( ) S = 250.13) alla rata costante R = 615. 37896479 . si deduce che il montante di tale rendita è:  sn i = (1 + i ) + (1 + i ) n n −1 +…+ (1 + i ) = (1 + i ) (1 + i )n − 1 i (4.112.0725 − 1 = 615.5 ⋅ (1 + 0.33 € tenendo presente che il tasso annuo d’interesse è del 7. 93 Sfruttando la scindibilità della legge di capitalizzazione composta. ESEMPIO 2 Calcolare il montante di una rendita costituita da 12 rate annue anticipate di 615.33.13) alla rata R = 250. 47001634 − 1) = 11.57 Rendite certe MONTANTE Da considerazioni analoghe a quelle fatte per il montante di una rendita immediata posticipata. 5 ⋅ s19 0. 48 . 5 ⋅ ( 37. verificare che il risultato sarebbe stato identico.13) ovvero: Se la rata costante è R. 05908692 . 07 ) ⋅ a A 18 0.07) ⋅ 10.12)  sn i = sn+1 i − 1 (4.5 €. al tasso effettivo annuo d’interesse del 7%. Il valore attuale della rendita si ottiene applicando la (4.5:  = 250. 37896479 − 1) = 9. per cui il montante è: S = 250. allora il montante della rendita è: S = Rsn i ESEMPIO 1 Calcolare il valore attuale e il montante di una rendita immediata di rata annua anticipata pari a 250. 5 ⋅ (1+ 0.696.11) ossia:  sn i = (1 + i ) sn i (4. della durata di 18 anni.187 Il montante della rendita si ottiene applicando la (4.07 = 37. per cui il valore attuale è: Ä = 250.9) alla rata R = 250.

Se l’importo della rata costante è R.10) alla rata R = 700: ( A = 700 ⋅ 1+ a17 0.31 Il montante della rendita si ottiene applicando la (4.14) Quindi. 5. 4 Pertanto. il differimento non influisce sul valore del montante.704. Al tempo m il valore attuale della rendita è uguale al rispettivo valore attuale an i di una rendita immediata. per cui il valore attuale è: A = 700 ⋅ (1 + 14. il valore attuale della rendita è: A = R ⋅ m / an i .02 ) Il valore di a17 0. attuale: 1 1 m+n 1 an i m/ an i Fig. per cui. come indicato in fig. L’operazione finanziaria può essere rappresentata su un asse dei tempi. rendita differita). allora. Il valore attuale della rendita si ottiene applicando la (4. data la scindibilità della legge di attualizzazione composta. il valore della rendita al tempo zero è uguale al valore attuale composto del capitale an i . rendita posticipata). in quanto il suo calcolo si effettua allo stesso modo delle rendite immediate.13) alla rata R = 700: ( ) S = 700 ⋅ s19 0.881.29187188. 81 4.02 è = 14. la prima rata scade dopo m + 1 anni (cfr. scontato per il tempo m.3 Rendita unitaria differita posticipata Il primo periodo di capitalizzazione inizia dopo m anni (cfr. il valore attuale m/ an i della rendita è: m/ an i = an i ⋅ 1 = an i ⋅ v m (1 + i )m (4. Ovviamente.29187188) = 10.11686844 − 1) = 16.03 − 1 = 700 ⋅ ( 25. il valore attuale di una rendita posticipata differita di m anni è uguale al valore attuale della rispettiva rendita immediata posticipata moltiplicato per il fattore vm. Calcolare il valore attuale e il montante ipotizzando un tasso mensile del 3%. differimento 冦 Scadenze 0 m m+1 m+2 m+3 1 Rate: V.58 Capitolo Secondo ESEMPIO 3 Sia data una rendita costituita da 18 rate mensili immediate anticipate di 700 € al tasso del 2% mensile. per cui delle rendite differite considereremo solo il valore attuale.

4 Rendita unitaria differita anticipata Il calcolo del valore attuale della rendita si effettua considerandola come posticipata e differita di m – 1 periodi. il tasso effettivo annuo d’interesse i.16) può essere scritta nella forma: k an i (k ) i 1 – (1 + i ) = ( j k) i –n ossia: an i ( k ) = i a j (k ) n i (4. invece.5 Rendita unitaria frazionata immediata e posticipata Trattasi di una rendita in cui il periodo di capitalizzazione è rate è n ⋅ k. il valore attuale della k k rendita è: an i ( k ) = 1 k ( ) 1 – 1 + i1 – nk k (4. il valore attuale della rendita si ottiene moltiplicando la (4. e l’importo di ciascuna di esse è pari a 1 di anno.15) per R. il valore attuale della rendita è: m/ an i = an i ⋅ v m –1 (4.15) Pertanto. considerando la relazione tra tassi equivalenti e che ki 1 = j ( k ) . Il montante di tale rendita si ottiene sfruttando la scindibilità della legge di capitalizzazione composta. quindi. Ovviamente. allora la (4.17) . k VALORE ATTUALE 1 Se è assegnato il tasso effettivo d’interesse i 1 relativo a di anno. 4. con ragionamento analogo a quello visto per le rendite posticipate.16) i1 k Se è assegnato. il valore attuale di una rendita anticipata differita di m anni è uguale al valore attuale della rispettiva rendita immediata posticipata moltiplicato per il fattore vm – 1. se l’importo costante della rata è R.59 Rendite certe 4. per cui il numero delle k 1 .

44 ⋅ 0.6 Rendita unitaria frazionata immediata e anticipata Per calcolare il valore attuale e il montante della rendita data si deve considerare che versare ( ) 1 1 all’inizio di ogni k-esimo di anno equivale a versare 1 + i 1 alla fine di ogni k-esimo di anno.86994120 = 4.06 0. per cui j (k ) il calcolo del valore attuale della rendita considerata è agevole.17) per (1 + i ) k : 1 an i ( k ) = (1 + i ) k i a j (k ) n i (4. 02721070 e il montante della rendita unitaria è j (12) = 16.60 Capitolo Secondo i è detto fattore di correzione ed è tabulato sui prontuari finanziari. Il rapporto MONTANTE Il montante della rendita si ottiene considerando la scindibilità della legge dell’interesse composto: sn i ( k ) = (1 + i ) an i ( k ) n (4.19) ESEMPIO Calcolare il montante di una rendita mensile di rata pari a 250.44 € al tasso annuo effettivo di interesse del 6%. dopo 12 anni. pertanto il montante della rendita considerata è: Il fattore di correzione tabulato è s12 0.17): sn i ( k ) = i s j (k ) n i (4. tenendo presenti la (4.7) e la (4.44: S = 250.87 4.20) . il valore attuale della rendita si ottiene 1 moltiplicando la (4. 86994120 .02721070 ⋅ 16. 06 = 1.44 ⋅ 1.19) alla rata R = 250.06 S = 250.18) ossia. k k k VALORE ATTUALE Sulla base della considerazione appena fatta.339. 06 ⋅s j (12) 12 0. Il montante della rendita si ottiene applicando la (4.

diviene: 1+ i d 1 an i ( k ) = (1 + i ) k 1 k ⎡⎣(1 + i ) k – 1⎤⎦ an i ossia: an i ( k ) = d k ⎡⎣1 – (1 + i ) ⎤⎦ – 1 k an i = d 1 k ⎡⎣1 – (1 + d ) k ⎤⎦ an i da cui: an i ( k ) = d a ρ (k ) n i (4.61 Rendite certe Esprimendo la (4.24) 4.7 Rendita unitaria frazionata differita e posticipata Il ragionamento è analogo a quello fatto per le rendite non frazionate.23) 4.8 Rendita unitaria frazionata differita e anticipata Il valore attuale della rendita è: m/ an i ( k ) = an i ( k ) ⋅ v m (4. Essa è rappresentata da una somma unitaria annua corrisposta in modo continuo.9 Rendita continua unitaria annua immediata Si ottiene dalla rendita unitaria annua frazionata. si ottiene: che. Anche in questo caso il differimento non influisce sul valore del montante.25) 4. quando il numero k delle rate corrisposte in un anno tende a infinito. tenendo presente la relazione d = 1 i 1 an i ( k ) = (1 + i ) k j (k ) 1 + i an i (4.20) in funzione del valore attuale dell’annualità anticipata. .21) i .22) MONTANTE Il montante della rendita si ottiene considerando la scindibilità della legge dell’interesse composto:  sn i ( k ) = d  s ρ (k ) n i (4. pertanto il valore attuale è: m/ an i ( k ) = an i ( k ) ⋅ v m (4.

produce.26) è il tasso istantaneo d’interesse δ equivalente al tasso effettivo annuo i. RENDITE PERPETUE In questo paragrafo saranno trattate solo rendite con rate costanti.1 Rendita unitaria annua immediata posticipata Passando al limite per n che tende a infinito della (4.27) i ⋅a δ ni (4.17): 1 – (1 + i ) = ln (1 + i ) –n an i = lim an i (k ) k →∞ (4.26) Il denominatore della (4. i .30) 5. I valori attuali si ottengono come caso limite dei corrispondenti valori attuali delle rendite temporanee.29) ossia. in ogni periodo. in base alla (4.62 Capitolo Secondo VALORE ATTUALE Si ottiene passando al limite per k che tende a infinito della (4.1) Il valore attuale della rendita considerata non è altro che quel capitale che. investito al tasso i. infatti 1 ⋅i = 1 . Delle rendite perpetue si considerano solo i valori attuali non i montanti. in quanto questi ultimi sono teoricamente infiniti. l’interesse di un capitale unitario.28) o moltiplicando e dividendo la (4.27): sn i = eδ n – 1 δ (4. 5.3) si ha: 1 – (1 + i ) n→∞ i a∞ i = lim an i = lim n→∞ –n = 1 i (5. per cui il valore attuale si può esprimere anche in funzione di δ: an i = 1 – e –δ n δ (4.26) per i: an i = MONTANTE In base alla scindibilità della legge dell’interesse composto. il montante di tale rendita è: sn i = (1 + i ) an i n (4.

2 Rendita unitaria annua immediata anticipata Il valore attuale si ottiene passando al limite per n che tende a infinito della (4.400 5.600.4 Rendita unitaria annua differita anticipata Il valore attuale della rendita è: m/ ⎛ 1⎞ a∞ i = ⎜ 1 + ⎟ ⋅ v m ⎝ i⎠ (5.63 Rendite certe ESEMPIO Calcolare il valore attuale di una rendita perpetua di rata annua posticipata pari a 270 € al tasso d’interesse annuo del 5%. si aggiunge al valore attuale della rendita perpetua posticipata il valore del capitale disponibile all’inizio del primo periodo della rendita. in effetti. 37 0.2) 5. Per un capitale unitario si ha: a∞ i = lim an i = 1 + a∞ i = 1 + n→∞ 1 i (5.350: A = 2.4) .350 ⋅ 1 −3 ⋅ (1+ 0.3) ESEMPIO Determinare il valore attuale di una rendita perpetua posticipata di 2.3) alla rata R = 2. si ha che: 0. Il valore attuale della rendita si ottiene applicando la (5.05 Essendo 1 = 20 .10). Il valore attuale della rendita si ottiene applicando la (5. 05 5. 05) = 40.1) alla rata R = 270: A = 270 ⋅ a∞ 0. differita di 3 anni.05 A = 270 ⋅ 20 = 5.350 €.3 Rendita unitaria annua differita posticipata Essendo il regime dell’interesse composto scindibile la rendita considerata ha valore attuale pari a: m/ 1 a∞ i = v m i (5. tenendo presente che il tasso d’interesse è del 5%.

5 Rendita unitaria annua frazionata posticipata Passando al limite per n che tende a infinito della (4. 6.5) 5. n. 5 Il valore attuale complessivo della rendita è: ( Ia )n i = v + 2v 2 + 3v3 +…+ nv n (6.64 Capitolo Secondo 5.6) 6.6 Rendita unitaria annua frazionata anticipata Con ragionamento analogo a quello fatto per ottenere la (5. la quale mostra altresì i valori attuali delle diverse rate di importo 1.1 Rendite variabili in progressione artimetica Di tali rendite consideriamo due casi.17). RENDITE VARIABILI NEL REGIME FINANZIARIO DELL’INTERESSE COMPOSTO In questo paragrafo saranno considerate esclusivamente rendite le cui rate formano una progressione aritmetica o geometrica.1) . 2. VALORE ATTUALE Le rate della rendita possono essere rappresentate su un asse dei tempi. Scadenze Valori attuali Rate v1 2v2 3v3 1 2 3 n–1 n 1 2 3 n–1 n (n–1)vn – 1 nvn Fig. come indicato nella figura seguente. n – 1. …. il valore attuale della rendita considerata è: a∞ i ( k ) = 1 1 + k j (k ) (5. Sia data una rendita immediata posticipata di n rate che costituiscono una progressione aritmetica di primo termine unitario e di ragione unitaria. I. il valore attuale della rendita è: a∞ i ( k ) = lim an i ( k ) = n→∞ i 1 1 ⋅ = j (k ) i j (k ) (5.2).

Rendite certe

65

Moltiplicando ambo i membri della (6.1) per (1 + i), si ha:

( Ia )n i (1 + i ) = 1 + 2v + 3v 2 +…+ nv n –1

(6.2)

Sottraendo la (6.1) dalla (6.2) si ottiene:

( Ia )n i (1 + i ) – ( Ia )n i = 1 + v + v 2 + v3 +…+ v n – nv n
in cui la somma dei primi n + 1 termini a secondo membro è il valore attuale, an i , di una rendita
immediata anticipata, per cui:

( Ia )n i (1 + i – 1) = an i – nv n
Pertanto, con espressione sintetica, il valore attuale di una rendita posticipata con rate variabili
in progressione aritmetica è:

( Ia )n i =

an i – nv n
i

(6.3)

MONTANTE
Data la scindibilità della legge di capitalizzazione composta, il montante della rendita considerata
si ottiene capitalizzando per n anni il valore attuale (6.3):

( Is )n i = ( Ia )n i (1 + i )n
da cui:

( Is )n i =

an i – nv n
i

(1 + i )n

ossia:

( Is )n i = 

sn i – n
i

(6.4)

II. Sia data una rendita immediata posticipata di n rate che costituiscono una progressione
aritmetica di primo termine R e di ragione d.
VALORE ATTUALE
Il valore attuale della rendita considerata è:
A = Rv + (R + d)v2 + … + [R + (n – 1)d]vn
che può essere scritto nel seguente modo:
A = Rv + dv – dv + Rv2 + 2dv2 – dv2 + … + Rvn + ndvn – dvn

66

Capitolo Secondo

da cui:
A = (R – d) (v + v2 + … + vn) + d(v + 2v2 + … + nvn)
che, considerando la (4.1) e la (6.1), diviene:
A = ( R – d ) an i + d ( Ia )n i

(6.5)

MONTANTE
Data la scindibilità della legge di capitalizzazione composta, il montante della rendita
considerata si ottiene capitalizzando per n periodi il valore attuale fornito dalla (6.5):
S = A(1 + i)n
che, attraverso ovvi passaggi, diviene:
S = ( R – d ) sn i + d ( Is )n i

(6.6)

ESEMPIO
Tra 4 mesi un individuo stipulerà un contratto di assicurazione sulla vita, in cui è previsto il
pagamento di 10 rate annue, la prima delle quali è di importo pari a 500 €, le successive
aumentano di un ammontare pari a 100,5 € ogni anno.
Determinare il valore attuale dei suoi versamenti, sapendo che il tasso d’interesse è pari al
4,5%.
Trattasi di una rendita temporanea con rate variabili in progressione aritmetica di ragione d = 100,5
e prima rata R = 500. Il valore della rendita tra 4 mesi si ottiene applicando la (6.5).
Essendo:

R – d = 500 – 100,5 = 399,5;
a10 0,045 = 7, 91271818 ;

(Ia )10 0,045 =

7, 91271818 ⋅ (1+ 0, 045) − 10 ⋅ (1+ 0, 045)
0, 045

−10

= 40, 6558595 ;

Il valore cercato è:

A = 399,5 ⋅ 7,91271818 + 100,5 ⋅ 40,6558595 = 7.247,045
Essendo il pagamento della prima rata differito di 4 mesi, il valore attuale (al tempo zero) della
rendita è:
A ′ = 7.247, 045 ⋅ (1+ 0, 045)

4
12

= 7.141, 49

67

Rendite certe

6.2 Rendite variabili in progressione geometrica
Sia data una rendita immediata posticipata di n rate che costituiscono una progressione
geometrica di primo termine unitario e di ragione q > 0, ossia una rendita del tipo:
1, q, q2, …, qn – 1
VALORE ATTUALE
Il valore attuale della rendita è:
a = v + qv2 + q2v3 + …+ qn – 1vn
che costituisce la somma di n termini di una progressione geometrica di primo termine v e di
ragione qv; si distingue:
— se q = (1 + i) ⇒ qv = 1, allora:
a = nv
(6.7)
— se q ≠ (1 + i) ⇒ qv ≠ 1, allora:
1 – ( qv )
a=v
1 – qv

n

(6.8)

Ovviamente, se la prima rata è R, il valore attuale della rendita considerata, se qv 1, è:

1 – ( qv )
A = Ra = Rv
1 – qv

n

MONTANTE
Il montante della rendita si ottiene sfruttando la scindibilità della legge di capitalizzazione
composta, ossia capitalizzando per n periodi il valore attuale a (o equivalentemente A):
s=v

(1 + i )n – q n
1 – qv

(6.9)

ESEMPIO

Una rendita, della durata di 5 anni, è costituita da rate mensili che variano in progressione
geometrica di ragione q = 1,01. Sapendo che il primo termine della rendita è R = 200 € e che
il tasso effettivo annuo d’interesse è i = 0,065 , determinare il valore attuale della rendita.
È necessario, innanzi tutto, calcolare il tasso d’interesse mensile equivalente al tasso
annuo i :
1

i 1 = (1+ 0, 065)12 − 1 = 0, 00526
12

68

Capitolo Secondo

Essendo q ≠ (1 + i), per calcolare il valore attuale della rendita si applica la (6.8) alla prima
rata R = 200, ottenendo:
A = 200 ⋅ (1+ 0, 00526 )

−1

−1
1− ⎡1, 01⋅ (1, 00526 ) ⎤⎦
⋅ ⎣
−1
1− 1, 01⋅ (1, 00526 )

60

= 13.759, 76

Questionario
1. Determinare il valore attuale di una rendita, in regime di capitalizzazione semplice, costituita
da 5 rate mensili anticipate dell’importo di 100 € al tasso d’interesse mensile dello 0,03%.
(par. 2.2)

2. Calcolare il montante dopo 5 anni di una rendita, in regime di capitalizzazione composta,
costituita da rate annue anticipate di importo pari a 250 € sapendo che il primo pagamento
avviene dopo due anni e che il tasso effettivo annuo d’interesse è pari al 6,5%.
(par. 4.4)

3. Calcolare il valore attuale di una rendita, in regime di capitalizzazione composta, costituita
da 18 rate semestrali posticipate di importo pari a 138 € al tasso effettivo annuo d’interesse
del 5,4%.
(par. 4.5)

4. Dimostrare l’espressione analitica del valore attuale di una rendita unitaria frazionata
differita di m periodi e anticipata costituita da n rate, in regime di capitalizzazione composta,
al tasso d’interesse di periodo i.
(par. 4.8)

5. Dimostrare l’espressione analitica del valore attuale di una rendita perpetua unitaria
annua frazionata posticipata.
(par. 5.5)

si presentano i problemi inversi.1) si ha che la rata R è data da: R= A an i (2. SIANO NOTI IL VALORE ATTUALE. le formule: A=R 1 – (1 + i ) i –n = Ran S=R i (1 + i )n – 1 = Rsn i i (1. 1. .1) Nei prontuari per calcoli finanziari e attuariali sono tabulati i reciproci di an i . rispettivamente. Talvolta. calcolato alla fine del periodo della rendita. calcolato all’istante zero. indicati con α n i . il valore attuale. Ricerca del tasso. RICERCA DELLA RATA Bisogna ulteriormente distinguere a seconda che sia noto il valore attuale o il montante della rendita. ciascuno di questi problemi. 2. Questionario.4.CAPITOLO TERZO PROBLEMI SULLE RENDITE SOMMARIO: 1.2) . ora.2. quando siano noti la rata R. noti gli altri tre elementi che compaiono nelle (1. . Ricerca del numero delle rate. . il tasso i e il numero n delle rate. Notazioni.1).1) ne esprimono. ossia di determinazione della rata R.1). del tasso i o del numero n delle rate. IL TASSO E IL NUMERO DELLE RATE Dalla prima delle (1. e sono dette dirette. ossia: 1 αn i = an i per cui la (2. e il montante. può essere scritta nella forma: R = Aα n i (2. NOTAZIONI Si consideri una rendita immediata posticipata di rata costante R. Esaminiamo. che consente di risolvere il problema della determinazione della rata costante posticipata da versare per n anni per estinguere il debito A. Ricerca della rata.3.

per cui la rata di costituzione del capitale di 9.05 Dalle tavole si evince che σ 11 0.800 ⋅ 0. cioè: σn i = 1 sn i Pertanto. Con analoghi ragionamenti si può ricavare la rata R per qualsivoglia tipo di rendita fino ad ora esaminata. essa si ottiene dalla differenza: αn i – σ n i = iv n i (1 – v n ) i i i iv n i – = – = – =i = 1 – vn 1 – v n r n – 1 1 – v n ( r n – 1) v n 1 – v n 1 – v n da cui: αn i = σ n i + i (2.07038889 = 689.800 € è: R = 9. IL TASSO E IL NUMERO DELLE RATE Dalla seconda delle (1.3). La rata si determina applicando la (2.1) si ha che la rata R è data da: R= S sn i (2.05 = 0.3) Anche i reciproci di sn i sono tabulati nei prontuari e sono indicati con σ n i .800 € da costituire: R = 9.5) ESEMPIO 1 Calcolare la rata annua posticipata necessaria per costituire.800 €. la (2. si scrive sotto la forma: R = Sσ n i (2. in 11 anni al tasso del 5%. il capitale di 9. 07038889 . A questo punto è interessante ricavare la relazione sussistente tra α n i e σ n i .800 ⋅ σ 11 0.4) al capitale di 9. SIANO NOTI IL MONTANTE. Si tratta di risolvere un’equazione lineare nell’incognita R. che consente di risolvere il problema della determinazione della rata costante posticipata R da versare per n anni per costituire il capitale S.81 . Anche in questo caso si tratta di risolvere un’equazione lineare nell’incognita R.70 Capitolo Terzo in cui α n i rappresenta la rata di ammortamento del debito di un capitale unitario.4) in cui σ n i rappresenta la rata per la costituzione di un capitale unitario.

val_futuro. La sua sintassi è. RATA(tasso_int.val_attuale.tipo). — la scadenza dei vari pagamenti: all’inizio o alla fine di ciascun periodo (quest’ultimo può anche essere omesso). infatti. Il foglio elettronico relativo all’ESEMPIO 1 è illustrato di seguito. .periodi. — il valore attuale e/o il montante della rendita (uno dei due può anche essere omesso). — il numero di rate della rendita.Problemi sulle rendite 71 La funzione RATA di Excel consente di risolvere il problema della ricerca della rata di una rendita dati: — il tasso d’interesse effettivo di periodo della rendita. Il valore che si ottiene ha segno negativo in quanto si tratta di un pagamento.

affinché il problema della ricerca del numero delle rate abbia senso. si ha che.1) si evince che. 987803062 0. . ed è: j ( 2) 0.315.315. 05 j ( 2) . 05 j ( 2) 1 = = 0. 99 ⋅ 1 a12 0. la rata costante è: R = 2. Considerando l’espressione (4.1) Dalla (3. 01234754 Quindi. LA RATA COSTANTE E IL TASSO Dalla prima delle (1.987803062 = 258.1) si ha: (1 + i )– n = 1 – A i R da cui.315.11282541 .05 . Può risultare. la rata è: R = 2. noto il valore attuale della rendita. RICERCA DEL NUMERO DELLE RATE Anche qui bisogna distinguere a seconda che sia noto il valore attuale o il montante della rendita. A deve essere i < 1 .1) risulta un valore di n intero. ossia. ossia: R R > Ai Se dalla (3.99 € a un tasso effettivo d’interesse del 5%. invece un numero n tale che: n = n0 + f in cui n0 è il massimo intero contenuto in n e f è una frazione propria.05 ⋅ j ( 2) 0. mediante i logaritmi: A ⎞ ⎛ log ⎜ 1 – i ⎟ ⎝ R ⎠ n=– log (1 + i ) (3.11282541 ⋅ 0.72 Capitolo Terzo ESEMPIO 2 Calcolare la rata di una rendita semestrale posticipata immediata di durata pari a 12 anni che ha valore attuale di 2. allora il problema della determinazione del numero delle rate è risolto. il tasso d’interesse e il numero di anni. inoltre è tabulato il reciproco di 0.05 = 0.99 ⋅ 0.11 3. 05 1.17) del valore attuale di una rendita frazionata immediata e posticipata vista nel capitolo secondo. che è α12 0. il fattore di correzione . SIANO NOTI IL VALORE ATTUALE. 05 Sulle tavole finanziarie è tabulato il reciproco di a12 0.

allora il problema della determinazione del numero delle rate è risolto. si modifica la rata R per difetto per costituire il capitale in n0 + 1 periodi. invece. ottenendo la rata R ' = Sσ n i . si modifica la rata R per eccesso per ammortizzare il debito in n0 periodi. Pertanto. si versano n0 rate di importo R. n0 +1 SIANO NOTI IL MONTANTE. IV. si rende necessario. con n0 rate non si estingue il debito A. con R' > R. si effettua un versamento integrativo alla fine (avendo supposto la rendita posticipata) del periodo n0 + 1. è necessario ricorrere a degli artifici. Anche in questo caso può risultare. IV. in cui f è l’approssimazione dello sviluppo di (1 + i) f in serie di potenze di i.2) Se dalla (3. si versano n0 rate di importo R. 0 III. n = n0 + f. di importo pari a R "' = ( A – A') (1 + i ) . si modifica la rata R per eccesso per costituire il capitale in n0 periodi. ottenendo un montante S ' = Rsn i e si effettua un versamento 0 integrativo R"' dopo un tempo t sufficiente a costituire l’intero capitale S. con R" < R. . il cui valore al tempo zero è pari a A' = Ran0 i . ricorrere anche in questo caso a degli artifici. si versano n0 rate di importo R e si effettua un versamento integrativo alla fine del periodo n0 + f. LA RATA COSTANTE E IL TASSO Dalla seconda delle (1. 0 III. in modo che il debito residuo sia pari ad A – A'.2) risulta un valore di n intero. si modifica la rata R per difetto per ammortizzare il debito in n0 + 1 periodi. mediante la rata RIV = Rf. con n0 rate non si costituisce il capitale S. ottenendo la rata R " = Sσ n +1 i . ottenendo la rata R " = Aα n +1 i . quindi. i principali sono i seguenti: I. mediante i logaritmi: ⎞ ⎛S log ⎜ i + 1⎟ ⎠ ⎝R n= ( ) log 1 + i (3. si versano n0 rate di importo R e si effettua un versamento integrativo alla fine del periodo n0 + f . in tal modo. con R" < R. di importo pari a RIV = Rf. II. ottenendo la rata R ' = Aα n i .1) si ha: (1 + i )n = S i + 1 R da cui. con R' > R. estinguendo. i principali sono i seguenti: I. 0 II.Problemi sulle rendite 73 Poiché. una parte di debito A.

verificando i dati del problema: R 4.05 = 500 ⋅ 8. Si può modificare la rata R per eccesso. sarà effettuato un versamento integrativo di importo pari a: R "' = 148. Pertanto.05 = 0. 05) che equivale a 12 anni 6 mesi e 19 giorni.05 = 0. ottenendo la rata R" che ammortizza il debito di 4. del debito estinto alla fine del dodicesimo anno.580 ⋅ 0. in cui il logaritmo al numeratore della frazione ha senso se e solo se A i < 1.63 = 148.580 ⋅ α12 0.580 ⋅ α13 0. La durata n della rendita si ottiene applicando la formula (3. Si può modificare la rata R per difetto. al tempo zero.580 ⎞ log ⎜ 1− ⋅ 0.580 ⋅ 0.05 Dalle tavole si desume che α12 0. Non essendo intero il numero ottenuto. pertanto la rata R' è pari a: R' = 4. 63 Il debito residuo è pari a 4.580 ⋅ 0.05 Dalle tavole si desume che α13 0.10645577 .458 < 1 500 Si applica ora la formula: ⎛ 4.05 e la rata è pari a 500 €.10645577 = 487. Calcolare la durata della rendita e. 86325164 = 4.431.37 ⋅ (1 + 0.74 Capitolo Terzo ESEMPIO Il valore attuale di una rendita immediata posticipata è pari a 4. 05⎟ ⎝ ⎠ 500 5354 n=− = 12.11282541 = 516. versando la rata posticipata costante R = 500 è pari a: A' = 500 ⋅ a12 0.74 II.11282541.431.57 III. ricorrere agli accomodamenti descritti.05)13 = 279. Il valore. 55 log (1+ 0. I. ma costituito dalla parte intera n0 = 12 e dalla parte decimale f = 0. per risolvere il problema si ricorre alle convenzioni descritte in questo paragrafo.580 – 4. ottenendo la rata R' che ammortizza il debito di 4.55354. per estinguere il debito. per cui la rata R" è pari a: R " = 4.580 €.05 = 0. alla fine del tredicesimo anno.37.580 € in 12 anni e che si ottiene dalla relazione: R ' = 4. il tasso d’interesse effettivo annuo è i = 0.77 .580 € in 13 anni e che si ottiene dalla relazione: R" = 4. nel caso in cui il numero teorico delle rate non risulti intero.1).

RATE di Excel consente di risolvere il problema della ricerca del numero delle rate noti: — il tasso d’interesse effettivo di periodo della rendita. La sua sintassi è NUM. il foglio elettronico è illustrato di seguito.pagam.val_futuro. non intero. .55354 = 276.55354. — l’importo di ciascuna rata.77 La funzione NUM. Relativamente all’E SEMPIO dato.tipo). Si versano 12 rate di importo R = 500 e dopo 12 anni 6 mesi e 19 giorni si effettua un versamento integrativo di importo pari a: RIV = 500 ⋅ 0. Per ovviare all’inconveniente si usano gli artifici visti. Il valore risultante è 12.RATE(tasso_int. — la scadenza dei vari pagamenti che può verificarsi all’inizio di ciascun periodo (allora si digita 1) o alla fine di ciascun periodo (allora si digita 0 o non si digita alcunché come nel nostro caso).Problemi sulle rendite 75 IV.val_attuale. — il valore attuale della rendita che può anche essere omesso se è dato il valore futuro ossia il montante della rendita all’istante finale.

quello concernente la ricerca del tasso d’interesse è. . RICERCA DEL TASSO Tra i problemi relativi alle rendite. nella incognita i: A n n i (1 + i ) – (1 + i ) + 1 = 0 R In modo analogo. 296296296 Il valore trovato non è tabulato.1) si ha: A –n i = 1 – (1 + i ) R da cui. Nelle (1. senza dubbio.76 Capitolo Terzo 4. tali equazioni non sono risolvibili facilmente.1) siano noti l’importo della rata R.970 = 270 ⋅a10 i da cui: a10 i = 7. Di tale argomento ci occuperemo dettagliatamente nel capitolo settimo concernente la valutazione delle operazioni finanziarie certe. Dai dati del problema si ha che: 1.970 €. Si consideri la determinazione del tasso i della rendita. dalla seconda delle (1. b) un procedimento iterativo. nell’incognita i: (1 + i )n – S i – 1 = 0 R Il problema della determinazione del tasso consiste nel risolvere una delle due ultime equazioni. il più discusso. Quando si cerca di valutare l’effettiva gravosità di un credito al consumo. Dalla prima delle (1. moltiplicando ambo i membri per (1 + i)n. ESEMPIO 1 Sia data una rendita periodica di 10 rate di 270 € il cui valore attuale è pari ad A = 1. l’uso di un’unica espressione analitica permette il confronto tra diverse tipologie di credito offerte sul mercato. si ottiene l’equazione di grado n + 1. il numero n delle rate e il montante o il valore attuale della rendita. Determinare il tasso della rendita attraverso: a) un procedimento di interpolazione lineare. per cui si ricorre a metodi di approssimazione: i più utilizzati sono l’interpolazione e l’iterazione. In generale.1) si ottiene l’equazione di grado n. per valori elevati di n.

061845879 b) Si ricorre. sia i0 il valore trovato.0625 – 0. 0625 − i 0. 022605456 ⋅ 0.3) del secondo capitolo. 08639621 ossia: 0.296296296 – 7. cioè 7.0025 : (0.0625 – i) Si divide il prodotto dei medi per il primo estremo e si ha: 0. alla riga corrispondente a n = 10 si leggono. Pertanto. la proporzione è la seguente: (7. cioè 7.000654121 = 0.06) : (0. ora.022605456 = 0. CE = 7. quindi: AD : CE = DB : EB dove: AD = 7.0625 – 0.296296296 C 7. al variare dei tassi.0625 i Fig. all’iterazione.25%. I due triangoli ADB e CEB sono simili.06 i B 0.36008705 – 7.296296296.360008705 in corrispondenza del tasso del 6%. DB = 0.27369084.27369084) : (7.0625 – i da cui: i = 0. Si prenderanno quello immediatamente più grande. 0025 = 0. an i A 7.27369084 in corrispondenza del tasso del 6.27369084.27369084 D E 0. per i valori di an i .27369084) = (0. 1 Si sostituisce all’arco di curva AB illustrato nella figura un segmento lineare. EB = 0.08639621 : 0. e quello immediatamente più piccolo.0625 – i) da cui: 0.36008705 – 7. lo si sostituisce nell’equazione . 296296296 Attraverso le tavole finanziarie è possibile scegliere un valore di a10 i prossimo alla radice positiva della (4.06.36008705 7.0625 – i. Si è già trovato: a10 i = 7.77 Problemi sulle rendite a) Sulle tavole. diversi valori di a10 i fino a trovarne due che sono più vicini possibile a 7.296296296 – 7.

ottenendo: i2 = 1− (1+ 0. 296296296 −10 = 0.062169995 = 1− (1+ 0. per il quale si ha: a10 0. 062306361 Proseguendo lungo l’algoritmo di iterazione si sostituisce il valore del tasso d’interesse appena trovato.0625. 061841527 −10 = 7. 062169995 −10 = 7. .062073798 = 1− (1+ 0. allora i0 è il valore di i richiesto. i5 = 0.061841527 = 1− (1+ 0. sostituito in a10 i . Ponendo an i = a nella (4. 296296296 . 062073798) 0.061841527. 285006598 Proseguendo ulteriormente si ha: i3 = 1− (1+ 0. 062073798 che.296296296. 288310223 Il procedimento si ripete ottenendo i tassi: i4 = 0. 296296296 −10 i1 = = 0. 062169995) 0. 296296296 −10 = 0. sostituito in a10 i . dà: a10 0.3) si ottiene un primo valore i1 approssimato del tasso d’interesse: i1 = 1− (1+ i 0 ) −n a Si scelga i0 = 0.061957827. 0625) 7. 061841527 ) 0. 062306361) 7. 062073798 −10 = 7. dà: a10 0. dopo diverse iterazioni. Se il valore ottenuto è pari a 7.062005855. 062169995 che. 062169995) 7. 296296307 che è un valore molto vicino al valore a10 i = 7. in quanto a esso corrisponde un valore approssimato per difetto del valore di a10 i . al tasso i = 0.78 Capitolo Terzo suddetta. ………… Il procedimento si arresta. pertanto: 1− (1+ 0.

300 ⋅a7 i da cui: a7 i = 7.167 = 1.Problemi sulle rendite 79 La funzione TASSO di Excel consente di risolvere il problema della ricerca del tasso d’interesse di una rendita dati: — il numero di periodi della rendita. Relativamente all’E SEMPIO il foglio elettronico è illustrato di seguito. — l’importo di ciascuna rata. Dai dati del problema si ha che: 7. — il valore attuale della rendita che può anche essere omesso se è dato il valore futuro ossia il montante della rendita all’istante finale.167 = 5.val_attuale. ESEMPIO 2 Calcolare il tasso annuo effettivo d’interesse di una rendita posticipata costituita da 7 rate annue ognuna di 1300 € sapendo che il valore attuale di tale rendita è pari a 7.639. La sua sintassi è TASSO(periodi.639.val_futuro.300 .167 €. 876282308 1.tipo).639. — la scadenza dei vari pagamenti che può verificarsi all’inizio di ciascun periodo (allora si digita 1) o alla fine di ciascun periodo (allora si digita 0 o non si digita alcunché).pagam.

2 e par. 2) 3. il valore è 5. in regime di interessi composti. 876282308 −7 i1 = Andando a calcolare a7 0.4 cap.5%.047199972 = 1− (1+ 0. ……………… Il procedimento si arresta. 047199972 −7 = 5. 0475) = 0. 4) . i3 = 0. Si ottiene così la successione di tassi: i2 = 0. Quanti semestri occorrono per costituire.045763002 = 1− (1+ 0.500 € al tasso d’interesse i = 5. (par. in regime di interessi composti. da corrispondere per 14 anni per estinguere un prestito di 55. in regime di interessi composti. per la ricerca del tasso d’interesse si ricorre al procedimento d’iterazione.046749616. per il quale si ha: a7 0. ottenendo il tasso i1: 1− (1+ 0. 047199972) 0.000 € al tasso effettivo annuo del 6. 3) 5.83916556 cui corrisponde un tasso i0 = 4. da versare per 5 anni per costituire un capitale di 11. Calcolare la rata mensile posticipata costante.500 € versando rate semestrali costanti posticipate di 400 € al tasso d’interesse effettivo annuo del 5%? (par.045763002.75%.8%. da corrispondere tra 2 anni. si procede ancora con l’iterazione sostituendo il tasso i1 nell’algoritmo di iterazione. 876282308 Questionario 1. necessaria per costituire tra 10 anni un capitale di 30.876282308. 045763002) 0. 3) 4. Si sceglie. per cui. (par.000 € al tasso effettivo annuo del 5. (par.6%.000 € se si paga una rata mensile di 238 € per 6 anni? (par. in regime di interessi composti. Quale tasso d’interesse effettivo mensile è corrisposto per estinguere un debito di 10. Se ci si vuole avvicinare maggiormente al tasso d’interesse cercato. Calcolare la rata annua anticipata costante. 047199972 5. 845550897 che è un valore più piccolo di 5. un capitale di 2. 2) 2. innanzitutto. 4. al tasso i = 0. Calcolare la rata annua anticipata costante.046953128. 045763002 −7 = 5.047199972 si ha: a7 0.80 Capitolo Terzo Il valore appena trovato non è tabulato. sulle tavole un valore di a7 i prossimo a quello ottenuto. Quindi si sostituisce questo tasso nell’algoritmo di iterazione. 2 cap. dopo diverse iterazioni.

detta locataria o conduttrice. cede in uso. . — lease-back che è un contratto in base al quale un’azienda industriale o commerciale vende alla società di leasing il bene e la società di leasing concede lo stesso bene in leasing all’azienda venditrice. Il conduttore si impegna a corrispondere al locatore un canone che può essere bimestrale. ma che solitamente è mensile ed è calcolato sulla base di diversi fattori tra cui il costo di ammortamento del bene e gli utili spettanti all’impresa locatrice. — richiedere la sostituzione con altro bene. detta locatrice. — riscattare il bene e diventarne proprietario pagando un importo stabilito. INTRODUZIONE In questo capitolo ci occuperemo di una particolare operazione finanziaria. che applica i principi e i metodi propri delle rendite studiate nei capitoli precedenti. .2. che necessita della disponibilità del bene e che non intende acquistarne la proprietà. se non altro inizialmente. — agire secondo altre previsioni contrattuali. 2. anche se è frequente la pratica del leasing indicizzato. con il termine leasing si fa riferimento alla tipologia più diffusa in Italia del leasing finanziario.Questionario. Introduzione. a epoche stabilite. Generalmente. — rinnovare il contratto per un ulteriore periodo. o locazione finanziaria. esistono. detto prezzo di riscatto. un dato bene a un’altra. . tuttavia. un canone di leasing costante per tutta la durata dell’operazione. La durata di una operazione di leasing generalmente non supera la durata economico-tecnica del bene. dietro la corresponsione di somme. trimestrale. . il leasing. per un certo periodo di tempo.CAPITOLO QUARTO IL LEASING SOMMARIO: 1. CANONE DI LEASING Le parti convengono. 1.3. dette canoni. Tasso di una operazione di leasing. altre forme di leasing: — leasing operativo che non prevede un’opzione di riscatto e può essere posto in atto o da un intermediario finanziario o direttamente dal produttore del bene. Al termine dell’operazione il locatario può assumere una delle seguenti decisioni: — restituire il bene. Canone di leasing. Attraverso tale operazione un’impresa. generalmente.

e calcolato con la formula: AT = CR ( i − i ) t 36. — n è il numero dei canoni.82 Capitolo Quarto Per la determinazione del canone costante si deve considerare che.1) dove: — j è il numero di canoni anticipati. il locatore versa un numero j di canoni all’atto della stipulazione del contratto. Si tratta del tasso interno di attualizzazione per il quale si verifica l’uguaglianza fra costo di acquisto o realizzazione del bene locato (al netto delle imposte) e valore attuale dei canoni e del prezzo di riscatto. si ha: C = jR + Ran− j i + E (1 + i ) –n (2. — i è il tasso medio dell’ultimo periodo di indicizzazione. il costo C del bene oggetto del contratto di leasing deve essere uguale al valore attuale delle somme a carico del locatore. ed è un tasso a 3 o 6 mesi nel periodo di indicizzazione di cui è calcolato l’adeguamento. n. a rata costante posticipata (i pagamenti sono effettuati alla fine del periodo di riferimento). alla scadenza del contratto. solitamente. — i è il tasso di riferimento del contratto di leasing. — R è l’importo di ciascun canone. altrimenti detto a tasso indicizzato. inoltre si deve tenere conto del prezzo di riscatto che il locatore si impegna a versare se. considerando un contratto di leasing in cui i canoni periodici sono posticipati. invece.2) L’insieme dei pagamenti del conduttore si configura come una rendita temporanea. ciascuna rata del canone di leasing è legata alle variazioni di un parametro finanziario preso a riferimento inserito nel contratto in una clausola contrattuale. — E è il prezzo di riscatto del bene. è possibile ricavare l’importo del canone R: R= C – E (1 + i ) j + an− j i –( n − j ) (2. . in simboli. Per il principio di equivalenza finanziaria. intende acquistare la proprietà del bene. — i è il tasso leasing concretamente praticato al cliente ed è espressamente indicato in contratto. noti C. Con il leasing indicizzato. ossia di un tasso di riferimento interbancario fissato sulla base dei tassi praticati dalle principali banche attive nell’area dell’euro. In tale clausola è indicato il parametro alla base dell’indicizzazione e le modalità di calcolo dell’indicizzazione del canone in relazione alle variazioni del parametro.500 in cui: — CR è il credito residuo al termine del periodo di indicizzazione precedente a quello in cui si calcola l’adeguamento. e jR è detto maxicanone. i ed E. immediata (il primo pagamento è effettuato a partire dal primo periodo). Dalla (2. Alla fine di ogni periodo di indicizzazione sarà calcolato il cosiddetto importo di adeguamento dei canoni al tasso di indicizzazione del contratto.1). indicato con AT. — t è il periodo di indicizzazione espresso in giorni. calcolato come media del tasso Euribor. j.

000 € se decide di acquistare la proprietà dell’impianto.350.14% annuo. — dopo 43 mesi. 015) R= 5 + a43 0. . – 43 canoni mensili posticipati ciascuno di importo R. dunque. — 40 canoni trimestrali di importo da determinare. I flussi dell’operazione di leasing sono i seguenti: — 5 canoni anticipati ciascuno di importo R.350 €. l’impresa conduttrice verserà: — all’atto della stipulazione del contratto.015 −43 = 1.000 € dopo 43 mesi.000. 12 — j = 5.89 €. — i 1 = 0. sulla base del quale si impegna a pagare mensilmente 48 canoni posticipati e costanti versandone 5 anticipatamente. 89 Pertanto. — riscatto finale pari al 20% del valore del bene da versare due trimestri dopo il pagamento dell’ultimo canone.89 €.000 ⋅ 0. Per conoscere l’importo di ciascun canone occorre applicare la (2.000 €.5% del valore del bene. — riscatto finale pari a 160. — tasso di riferimento dell’operazione pari al 6. 5 canoni da 1.000 ⋅ (1+ 0. — 43 canoni mensili da 1. Redigere il piano di ammortamento dell’operazione. 8.20 = 32.673. Il canone mensile è.125 = 20. — 8. — E = 8. I flussi dell’operazione di leasing sono i seguenti: — anticipo all’atto della stipulazione del contratto pari a: 160.83 Il leasing ESEMPIO 1 Una società ha bisogno di un impianto il cui costo è di 65. 015 . — n = 4 ⋅ 12 = 48.350 − 8.000 €. — 40 canoni trimestrali.673.000 € da versare dopo 42 trimestri dalla stipulazione del contratto. pari a: 65. — maxicanone pari al 12.673. Determinare l’importo di ciascun canone sapendo che il tasso mensile dell’opeazione di leasing è pari all’1. ESEMPIO 2 Un contratto di leasing è strutturato come segue: — valore del bene pari a 160. a tal fine stipula un contratto di leasing con un’impresa.2) sapendo che: — C = 65.5% e che il prezzo di riscatto è di 8.000 ⋅ 0.000 €.

✔ Nella cella C9. — j = 0. a Rv40.000 (avendo già corrisposto 20.14 = 4.015 −42 = 122.107.015) a40 0. R (1− v 39 ). . tasso e periodi del piano di ammortamento. rispettivamente. Rv39. Rv2 e Rv. il canone è pari alla rata di una rendita temporanea di 40 periodi e di tasso pari all’1. 0614 ) 4 − 1 = 0. ✔ Nelle celle C2. innanzi tutto. calcolare il tasso di interesse trimestrale equivalente al tasso di interesse annuo del 6. 015 4 Praticamente.2) premettendo che l’importo del capitale finanziato non è 160. Rv3.000 (1+ 0. dovendo essere l’importo delle quote capitale pari.000 − 32. A questo punto occorre. capitale (al netto di maxicanone e riscatto). trasciniamo la selezione fino alla cella C48.000 ma 160. C3 e C4 inseriamo.000 €) e che: — E = 32. …. Rv38.000. ✔ Nella cella B9 calcoliamo il valore assoluto della cella C5.0614 (con i tasso di interesse annuo).2) si ha: R= 140.000 = 140. R (1− v 2 ) e R (1− v ) otteniamo la prima quota interesse digitando: =$B9*(1-($C$6)^(41-$A9)) trasciniamo la selezione fino alla cella D48 per ottenere le restanti quote interesse. ✔ Nella cella C7 calcoliamo il fattore di attualizzazione composto v = 1 . digitando =ASS($C$5) e trasciniamo la selezione fino alla cella B48. R (1− v 3 ). 43 a40 0. a: R (1− v 40 ). digitando: 1+ i =1/(1+$C$3) ✔ Nelle celle da A9 ad A48 scriviamo i numeri da 1 a 40. — i = 0. ✔ Nella cella C6 calcoliamo la rata del piano con la funzione RATA di Excel. ✔ Nella cella D9. …. R (1− v 38 ). dovendo essere l’importo delle quote interesse pari.000 – 20.84 Capitolo Quarto Per conoscere l’importo di ciascun canone occorre applicare la (2.015 Per costruire il piano di ammortamento ci serviremo di un foglio elettronico di Excel. rispettivamente.14%: 1 i 1 = (1+ 0. digitiamo: =$B9*($C$6)^(41-$A9) essendo 40 il numero di trimestri. applicando la (2. rispettivamente. — n = 40.877.5%. per ottenere la prima quota occorre sottrarre a 41 la quantità 1 rappresentante la cella A9.

fissa. in sostanza bisogna risolvere l’equazione (2.1) nell’incognita i la quale è di grado superiore a n.Il leasing 85 Il foglio elettronico è illustrato di seguito. Determinare il tasso di interesse trimestrale dell’operazione considerata. per cui si nota un salto dal 5° al 32° trimestre.000 €. per confrontare le condizioni imposte da diverse società si rende utile conoscere il tasso in base al quale il valore attuale degli impegni del conduttore coincide con il valore attuale degli impegni del locatore. All’atto della stipulazione del contratto versa 2 canoni dell’importo di 2. un prezzo di riscatto pari al 10% del costo iniziale.250 € e si impegna a versare per 3 anni il suddetto canone con cadenza trimestrale. è stato utilizzato il pulsante Blocca riquadri a partire dalla riga 13. Nella pratica. TASSO DI UNA OPERAZIONE DI LEASING Interessante è la determinazione del tasso in base al quale è effettuata l’operazione di leasing. 3. ESEMPIO Un’impresa stipula un contratto di leasing per l’uso di una automobile del costo di 25. per consentire la visualizzazione di tutto il piano. inoltre. In esso. .

93863604 da cui si ricava i ≅ 0.93863604. — per i2 = 0. Cosa si intende per leasing indicizzato? (par. Determinare l’espressione analitica del canone di un’operazione di leasing ipotizzando assenza di canoni anticipati.250 ⋅ a12− 2 i + 2. n = 3 ⋅ 4 = 12. 03 − 0. j = 2.250. Sapendo che ciascun canone è pari a 2. 2) 3. Determinare l’espressione analitica del canone di un’operazione di leasing ipotizzando canoni anticipati. a tal fine stipula un contratto di leasing con un’impresa.795. 2) 2. 21276468 − 81. 2) 4. Una società ha bisogno di un impianto il cui costo è di 37. Questionario 1. sulla base del quale si impegna a pagare mensilmente 14 canoni posticipati e costanti versandone 2 anticipatamente.800 €.250 + 2. 3) . E = 2. ossia il tasso d’interesse trimestrale è all’incirca pari al 3. R = 2. (par.000 = 2 ⋅ 2. 035 84. Per trovare il tasso d’interesse si deve risolvere la seguente equazione nell’incognita i: 25. determinare il tasso dell’operazione di leasing.72€ e che il prezzo di riscatto è di 1. si ottiene: — per i1 = 0. 035 82 − 81. 93863604 = 0.500.86 Capitolo Quarto Il problema fornisce i seguenti dati: C = 25.035 il valore 81.03 il valore 84. semplificando e portando tutti i termini con l’incognita a primo membro e il termine noto a secondo membro: 9 ⋅ a10 i + 10 ⋅ (1+ i ) −10 = 82 Risolvendo per tentativi l’equazione data.03486. (par.000.486%. Il valore incognito di i si può trovare attraverso un procedimento di interpolazione: i − 0.21276468. (par.800 €.500 ⋅ (1+ i ) −10 da cui.

Formula di Makeham. .4. un mutuante. Ammortamento con interessi anticipati (tedesco). Prestiti a rimborso unico del capitale. PRESTITI A RIMBORSO UNICO DEL CAPITALE Consideriamo.7. che rappresentano parti degli interessi che il mutuatario è tenuto a corrispondere al mutuante. Il mutuatario deve corrispondere l’interesse in base a un dato tasso effettivo annuo i detto tasso di remunerazione del prestito. Prestiti indivisi. le due modalità di rimborso unico del capitale citate nel paragrafo precedente. 2. . che rappresentano parti dell’importo prestato. allora il prestito si dice redimibile.5. Valore di un prestito. PRESTITI INDIVISI I prestiti indivisi. . o debitore. o illimitata e allora il prestito si dice irredimibile. calcolate in base a una legge finanziria data e costituite da quote capitale. . che è rappresentato da un istituto di credito o da una società finanziaria. Ammortamento con quote capitale costanti (italiano). . — rimborso unico del capitale a una data scadenza e corresponsione periodica degli interessi (anticipati o posticipati rispetto a ciascun periodo) per tutta la durata del prestito. Ammortamento dei prestiti. che cede una certa somma di denaro a un mutuatario. e sono riconducibili alle seguenti tipologie: — rimborso unico del capitale e degli interessi a una data scadenza. Le modalità attraverso cui è generalmente effettuato il rimborso di un prestito sono di vario tipo. o creditore.2. . . definiti anche semplicemente prestiti. Ammortamento con quote di accumulazione. — rimborso graduale del capitale secondo un prefissato piano di ammortamento finanziario che prevede il rimborso del prestito mediante una serie di rate periodiche (corrisposte all’inizio o alla fine di ciascun periodo). in questo paragrafo. La durata di un prestito può essere limitata. 1. Ammortamento con rate costanti (francese).Questionario. sono operazioni finanziarie in cui vi sono solo due contraenti. .CAPITOLO QUINTO I PRESTITI INDIVISI: AMMORTAMENTO E VALUTAZIONE SOMMARIO: 1.6. e quote interesse. pattuendo la successiva restituzione del capitale preso a prestito e degli interessi dovuti per l’uso del capitale.3. .8. La durata del prestito è il periodo intercorrente tra la data di cessione del capitale mutuato e la data in cui sarà ultimato il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi.

il montante della rendita che si viene a creare deve essere proprio uguale a S.05 si ha. il mutuatario deve restituire al mutuante l’importo S che si desume dalla (2.5%.2) da cui. la rata R deve essere uguale a: R = C (1 + i ) σ n i ' n (2. una somma costante tale che il montante della rendita così costituita sia proprio uguale all’importo che deve restituire. 075) ⋅ σ 6 0. Se la capitalizzazione è composta il debitore restituisce: S = C(1 + i) n (2.3) ESEMPIO Determinare la rata annua costante da versare presso un istituto di credito che applica un tasso del 5%.2 Rimborso unico del capitale e corresponsione periodica degli interessi Si distingue ulteriormente: RIMBORSO UNICO DEL CAPITALE E CORRESPONSIONE PERIODICA DEGLI INTERESSI Il mutuatario. RIMBORSO UNICO DEL MONTANTE Il mutuatario riceve il capitale C all’istante iniziale e restituisce al mutuante dopo n anni il capitale avuto in prestito e gli interessi maturati.000 € al tasso del 7.05 = 1.1 Rimborso unico del capitale e degli interessi Nell'ambito di questa modalità di rimborso del prestito si distingue ulteriormente tra rimborso unico del montante e rimborso unico del montante e sua contestuale ricostituzione rateale da parte del mutuatario. Inoltre. ossia: S = Rsn i ' = C (1 + i ) n (2. inoltre versa ogni anno gli interessi sulla somma . in modo da estinguere fra 6 anni. restituisce al mutuante l’intera somma alla fine del periodo che rappresenta la durata del prestito.075.14 6 2. detto tasso di ricostituzione del montante. n = 6 e i ' = 0. cioè dopo n anni. Sia C il capitale avuto in prestito.1) RIMBORSO UNICO DEL MONTANTE E SUA RICOSTITUZIONE RATEALE Il mutuatario.000. alla fine di ogni periodo.000 ⋅ (1+ 0. può trovare conveniente versare presso un istituto di credito.815.1). in cui C = 8. che estingue il suo debito dopo n anni corrispondendo al mutuante il montante del capitale avuto in prestito. Il debitore deve corrispondere al mutuante il montante del capitale C.3) ai dati. pertanto: R = 8. sia R l’accantonamento periodico costante e i' il tasso praticato dall’istituto di credito. i = 0. un prestito contratto oggi di 8. Per determinare l’importo della rata R si applica la (2.88 Capitolo Quinto 2. in questo caso.

alla fine di ogni anno. con corresponsione periodica degli interessi al tasso del 9% annuo. È quindi chiaro che le quote interesse sono costanti e uguali a Ci. può trovare conveniente versare presso un istituto di credito una rata periodica costante che.06 = 1. un tale che ha preso a prestito 14. gli consenta di accumulare. il debito estinto sarà nullo per i primi n – 1 anni e pari a C l’ultimo anno. sarà sempre pari a C e si annullerà del tutto all’ultimo anno. dalla relazione tra α n i e σ n i . che deve restituire il capitale mutuato C alla scadenza n del prestito. infine.000 € deve essere rimborsato in un’unica soluzione in 4 anni.5%.5) Se i = i'. CON RICOSTITUZIONE GRADUALE DEL MONTANTE Il mutuatario.000 ⋅ 0. quote tali da consentirgli il rimborso della somma presa a prestito. il capitale C. Le quote interesse sono tutte uguali e si calcolano applicando il tasso d’interesse a cui si ammortizza il debito sull’intera somma mutuata. per tutta la durata del prestito.4) Pertanto. presso un istituto di credito al tasso del 7. le rate annue saranno tutte pari a Ci tranne l’ultima che sarà pari a Ci + C. dopo n anni.534.320 RIMBORSO UNICO DEL CAPITALE E CORRESPONSIONE PERIODICA DEGLI INTERESSI. l’importo complessivo di cui deve disporre il mutuatario alla fine di ogni anno è: ( ) C σ n i + i = Cα n i (2. mentre le quote capitale sono pari a zero per i primi n – 1 anni e a C per l’ultimo anno. Determinare le quote interesse da corrispondere alla fine di ogni anno fino all’estinzione del debito sapendo che il tasso d’interesse è pari al 6%. alla fine di ogni anno. alla fine di ogni anno. esse valgono: I = Ci = 22. sapendo che accantona alla fine di ogni anno. remunerata a un tasso i'. il mutuatario deve disporre di un importo pari alla somma della rata R così determinata e della quota interesse al tasso i sul capitale preso a prestito: ( Cσ n i ' + Ci = C σ n i ' + i ) (2. Viceversa. ESEMPIO Un prestito di 22. ossia: Rsn i ' = C da cui: R = Cσ n i ' (2. ne consegue che il debito residuo.6) ESEMPIO Determinare l’importo costante di cui deve disporre.63 € da rimborsare fra 5 anni. L’importo della rata posticipata R deve essere tale che il montante della rendita così costituita sia uguale a C. .I prestiti indivisi: ammortamento e valutazione 89 C mutuata a un determinato tasso d’interesse i.

il valore attuale della rendita. Cn. e cioè la restituzione del capitale C preso a prestito. C2. e dalle quote interesse I1. I 2. la loro somma è: C1 + C2 + … + Cn = C Il principio dell’equivalenza finanziaria impone. corrisposte con cadenza annuale e per questo motivo sono designate con il termine annualità.075 + 0. l’ammortamento nell’ambito della teoria finanziaria designa la modalità di rimborso di un prestito indiviso o obbligazionario. 63 ⋅ σ 5 0. Cn. ossia: R1 = C1 + I1. C2. …. R2. le quote capitale siano C1. ….5) ai dati del problema ed è pari a: ( ) 14. poi. lo stesso prevede il rimborso del prestito mediante una serie di rate. il cui importo è in funzione del tipo di ammortamento parescelto. Le rate sono. …. Nel piano di ammortamento del prestito sono descritte le modalità di corresponsione delle quote capitale e delle quote interesse. Si consideri un prestito della durata di n anni. deve essere pari alla somma mutuata C. o piano di rimborso. — la quota interesse.90 Capitolo Quinto L’importo costante di cui deve disporre il mutuatario alla fine di ogni anno. per cui. le n rate di cui si compone il piano d’ammortamento. che riguarda gli impegni in conto capitale che il mutuatario ha assunto nei confronti del mutuante. costituita dalla successione di rate dovute. un prestito indiviso implica la corresponsione unica e immediata del capitale dato a prestito dal mutuante al mutuatario e la sua restituzione con periodicità costante. rispettivamente. R2 = C2 + I2. che in qualunque istante la somma del valore attuale di tutte le rate che devono ancora essere pagate sia pari agli impegni in conto capitale ancora dovuti. 47 3. costituite. all’istante iniziale del prestito. Il mutuatario può pattuire con il mutuante la restituzione del prestito secondo un prefissato piano di ammortamento finanziario. che riguarda la remunerazione del prestito. …. Rn. In.810. la somma delle quote capitale che costituiscono un piano d’ammortamento deve essere pari al capitale che è stato prestato. Le rate attraverso cui si estrinseca la restituzione del prestito sono costituite da due quote: — la quota di ammortamento (o quota capitale). dalle quote capitale C1. si ottiene applicando la (2. cioè gli interessi che il debitore paga al creditore per aver usufruito del servizio del prestito.534. Siano R1. AMMORTAMENTO DEI PRESTITI Nella pratica. ………… Rn = Cn + In. che contiene l’insieme delle descrizioni analitiche dei tempi di rimborso del capitale e del pagamento degli interessi. 09 = 3. Diversamente dal significato contabile. . generalmente.

2. 2. essendo direttamente proporzionali ai numeri 1. la seconda. Per quanto riguarda le n quote interesse. tali che: C1 : 1 = C2 : 2 = C3 : 4 = C4 : 5 In una catena di rapporti uguali la somma degli antecedenti sta alla somma dei conseguenti come ogni antecedente sta al proprio conseguente. 4. è pari a I2 = (C2 + … + Cn – 1 + Cn) i. innanzi tutto. per cui: (C1 (C1 (C1 (C1 + C2 + C3 + C4) : (1 + 2 + 4 + 5) = C1 : 1 + C2 + C3 + C4) : (1 + 2 + 4 + 5) = C2 : 2 + C2 + C3 + C4) : (1 + 2 + 4 + 5) = C3 : 4 + C2 + C3 + C4) : (1 + 2 + 4 + 5) = C4 : 5 . i4 = 5%. di debito estinto riferendosi alla parte della somma mutuata che è stata già restituita in un tempo determinato. invece. che i tassi d’interesse annui sono variabili e pari a: i1 = 5. le quattro quote capitale e le quattro quote interesse. altrettanto fondamentale per la costituzione di un piano di ammortamento. la prima è costituita dagli interessi sull’intero capitale C preso a prestito. il piano di ammortamento del prestito di una somma C è il seguente: Anni Quota capitale Quota interesse Rata Debito residuo a fine anno Debito estinto a fine anno 1 C1 (C 1 + C2 + … + C n– 1 + C n)i C 1 + I1 C2 + C 3 + … + Cn C1 2 C2 (C2 + … + Cn– 1 + C n) i C 2 + I2 C3 + … + Cn C 1 + C2 : : : : : : n –1 Cn – 1 (Cn– 1 + Cn) i Cn – 1 + In – 1 Cn C 1 + C2 + … + C n –1 n Cn Cni C n + In = C ESEMPIO Redigere il piano di ammortamento di un prestito di 60. per cui è pari a I1 = Ci. 5).000 i =1 e.91 I prestiti indivisi: ammortamento e valutazione all’istante iniziale deve essere: R1v1 + R 2v2 + … + Rnvn = C Questi concetti conducono a quello. l’n-esima quota interesse si calcola sul debito residuo alla fine dell’anno n – 1.000 € su quattro anni. Le quote capitale C1.2%. C3 e C4 devono essere tali che: 4 ∑C i = C1 + C 2 + C3 + C 4 = 60. …. di debito residuo che esprime gli impegni in conto capitale che in una data epoca devono essere ancora assolti nei confronti del creditore. sapendo che le quote capitale sono proporzionali al vettore (1. per cui essa è pari a I n = Cni.5%. 4 e 5. i2 = 5. avendo corrisposto la prima quota capitale. C2. In generale. i3 = 6%. ■ Calcoliamo. Si parla.

l’importo delle rate costanti posticipate R da corrispondere si ottiene considerando che. al decrescere delle quote interesse.000 1.1) .000 2 10.025 13. AMMORTAMENTO CON RATE COSTANTI (FRANCESE) Il metodo.06 = 2. detto progressivo o progressivo francese.000) ⋅ 0.120.000 4.000 3 20. a: I1 = 60. C4 = 25.025. Anni Quota capitale Quota interesse Rata Debito residuo a fine anno Debito estinto a fine anno 1 5.000 + 25.000 ⋅ 0.000) ⋅ 0. C2 = 10.000 + 20.000 ⋅ 0.000.000.000 4 25. per il principio di equivalenza finanziaria.250 = 60.000 : 12 = C4 :1 :2 :4 :5 da cui si ricava facilmente: C1 = 5. Dovendo essere la rata di ciascun periodo costante. A questo punto la redazione del piano di ammortamento è semplice. I4 = 25. C3 = 20.000 3.05 = 1.250. I3 = (20.000. essendo decrescente il debito residuo. le quote capitale sono necessariamente crescenti.000 35.250 26.120 55. rispettivamente.000 : 12 = C1 60. consente di estinguere il debito mediante il pagamento di n rate costanti posticipate. il valore attuale della successione di rate R deve essere pari alla somma C presa a prestito.000 5.000 3.120 8. ■ Le quote interesse sono calcolate sul debito residuo a fine anno e su tassi d’interesse diversi ogni anno. comprensive di una quota di ammortamento del capitale e di una quota interesse calcolata sul debito residuo e il cui importo è ovviamente decrescente.000 2. ossia: C = Ran i (4.000 : 12 = C2 60.025 45.000 15.700 22.700 25.055 = 3.000 : 12 = C3 60. Esse sono pari.052 = 3. I2 = (10.000.700.92 Capitolo Quinto cioè: 60.000 + 25. Sia i il tasso di interesse composto relativo a un periodo.

3) da cui: R Cn = = Rv (4. L’importo costante della rata R è: R = 25.93 I prestiti indivisi: ammortamento e valutazione da cui: R=C 1 = Cα n i an i (4. dalla differenza tra la rata costante R e la quota capitale.2) La successione delle quote capitale si ottiene partendo dall’ultima rata R. poiché per due anni successivi. deve essere: Ck + (Ck + Ck + 1 + … + Cn)i = Ck + 1 + (Ck + 1 + Ck + 2 + … + Cn)i (4.7) discende che le quote capitale crescono in progressione geometrica di ragione 1 + i. le quali si desumono.4) 1+ i Inoltre.7) ossia: Dalla relazione (4. l’importo della rata R è costante. è illustrato nel piano di ammortamento seguente: Anni Quota capitale Quota interesse Rata Debito residuo a fine anno Debito estinto a fine anno 1 Rvn R(1 – vn) R Ran−1 i Rvn 2 Rv n – 1 R(1 – vn – 1) R Ran –2 i R(vn + vn – 1) : : : : : : n–1 Rv 2 R(1 – v2) R Ra1 i R(vn + vn – 1+ …+ v2) n Rv R(1 – v) R = Ran i ESEMPIO Costruire il piano di ammortamento di un debito di 25. 89 .6) Ck = Ck + 1v (4.244.000 ⋅ α 6 0.07 = 5.5) da cui discende. la quale deve essere pari a: R = Cn + Cni = Cn (1 + i) (4. attraverso opportune semplificazioni: Ck + Cki = Ck + 1 (4. relativamente a ciascun anno. k e k + 1. Il loro importo.000 € ammortizzabile con metodo a rate costanti in 6 anni al tasso annuo effettivo di interesse del 7%. così come l’importo delle quote interesse.

77 343. In Excel si procede in maniera analoga a quella vista. ■ La prima quota interesse è pari al prodotto del debito residuo. Il piano di ammortamento è riportato di seguito.244.765.36 5.244. =ASS($C$6) e trasciniamo la selezione fino alla cella D17.243.31 1.494.80 5.739.89 9.89 2 3.000 ⋅ 0.517.77 20.494. quindi.89 21. C3 e C4 di un foglio di lavoro inseriamo.000.43 3 4.74 4 4.235. Digitiamo. che.23 6 4. cioè la prima: E1 = 3.94 Capitolo Quinto Costruiamo il piano di ammortamento a partire dalla fine del primo anno.09 663.40 963. coincide con il capitale preso a prestito.000 Excel consente di costruire un piano di ammortamento sia grazie alle funzioni finanziarie predefinite sia perché facilita i laboriosi calcoli.494. trattandosi di un pagamento. capitale. ci fornisce un valore negativo.244.26 11.764. Nella cella C6 calcoliamo la rata del piano con la funzione RATA già usata nel capitolo terzo.89 = 21. tasso ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ e periodi del piano di ammortamento.57 7.494.244.244. prima del pagamento della prima rata.750 = 3.54 1.001. Nella cella D12 calcoliamo il valore assoluto della cella C6 appena ottenuta.244.87 15.750 5.07 = 1.89 Si procede in maniera analoga per gli anni successivi al primo.000 – 3.482.89 1.505.505.901.13 5 4. Nella cella C12 otteniamo la prima quota interesse digitando: =$E11*$C$3 .901.89 0 25.244.89 13.750 ■ Dalla rata costante si sottrae la prima quota interesse.89 17. ✔ Nelle celle C2.89 4. Nelle celle da A11 ad A17 scriviamo i numeri da 0 a 6. Si consideri l’ESEMPIO fatto.12 5. ottenendo la prima quota capitale: C1 = R – I1 = 5.505.098.11 ■ Il debito estinto è pari all’unica quota capitale versata.59 5.494. per il tasso d’interesse: I1 = Ci = 25.11 3.234.281.581. Anni Quota capitale Quota interesse Rata Debito residuo Debito estinto 1 3.89 ■ Il debito residuo è pari alla differenza tra l’importo del capitale preso a prestito e la prima quota capitale: D1 = 25.50 5. Nella cella E11 scriviamo l’importo del capitale C ossia 25. rispettivamente.89 – 1. in quanto Excel.

rispettivamente. come illustrato nel foglio elettronico seguente. è pari alla differenza tra la cella E11 e la cella E12: =$E$11-$E12 I restanti valori si ottengono in maniera analoga. è pari alla differenza tra la cella E11 e la cella B12: =$E11-$B12 ✔ Il debito estinto. ottenuto nella cella E12. con Excel la procedura può essere semplificata adoperando direttamente le espressioni analitiche che figurano nel piano di ammortamento francese citato nel paragrafo. ✔ Nelle celle C2. tasso e periodi del piano di ammortamento. scrivendo. quando le rate da corrispondere sono mensili.95 I prestiti indivisi: ammortamento e valutazione ✔ Per differenza tra la cella D12 e la cella C12 otteniamo la prima quota capitale. quando il numero di periodi relativo all’estinzione di un prestito è lungo o. ottenuto nella cella F12. comunque. C3 e C4 di un foglio di lavoro inseriamo. ✔ Nella cella C6 calcoliamo la rata del piano con la funzione RATA di Excel. capitale. per cui diventano in numero notevole. Questo metodo è quello canonico da seguire nella costruzione di un piano di ammortamento francese. nella cella B12: =$D12-$C12 ✔ Il debito residuo. digitando: 1+ i . ✔ Nella cella C7 calcoliamo il fattore di attualizzazione composto v = =1/(1+$C$3) 1 . In pratica.

. Rv 4.000. a Rv6. ottenuto nella cella E12. ✔ Nella cella D12 calcoliamo il valore assoluto della cella C6. dovendo essere l’importo delle quote capitale pari. ✔ Nella cella B12. per ottenere la prima quota occorre sottrarre a 7 la quantità 1 rappresentante la cella A12. D13 …) e i fattori di attualizzazione relativi a ciascun periodo.96 Capitolo Quinto ✔ Nelle celle da A11 ad A17 scriviamo i numeri da 0 a 6. ottenuto nella cella F12. ✔ Nella cella E11 scriviamo l’importo del capitale C ossia 25. Rv 2 e Rv. digitiamo: =$D12*$C$7^(7-$A12) essendo 6 il numero di anni. ✔ Il debito estinto. ✔ Nella cella C12. ✔ Il debito residuo. a questo punto trasciniamo la selezione fino alla cella B17. Il foglio elettronico è illustrato di seguito. digitando =ASS($C$6) e trasciniamo la selezione fino alla cella D17. otteniamo la prima quota interesse (pari a R(1–v n)) digitando: =$D12*(1-$C$7^(7-$A12)) trasciniamo la selezione fino alla cella C17 per ottenere le restanti quote interesse. rispettivamente. Rv 3. è pari alla differenza tra la cella E11 e la cella B12: =$E11-$B12 trasciniamo la selezione fino alla cella E17. effettuiamo i prodotti tra la rata costante (indicata nelle celle D12. è pari alla differenza tra la cella E11 e la cella E12: =$E$11-$E12 trasciniamo la selezione fino alla cella F17. Rv 5.

n Si presenta. quindi. Se la somma data in prestito è quindi pari a C e il numero di anni di C . n C [1 + ( n – s + 1) i ] . detto italiano. prevede la ripartizione degli impegni in conto capitale in quote uguali. n .97 I prestiti indivisi: ammortamento e valutazione 5. n — il debito residuo Ds al tempo s è C (n – s) . immediato il calcolo degli altri elementi necessari alla costruzione del piano di ammortamento: durata del prestito è n. le quote capitale sono pari al rapporto — la quota interesse Is al tempo s è — la rata Rs al tempo s è C ( n – s + 1) i . AMMORTAMENTO CON QUOTE CAPITALE COSTANTI (ITALIANO) Il metodo di ammortamento. n Il piano di ammortamento è il seguente: Anni Quota capitale Quota interesse Rata Debito residuo a fine anno Debito estinto a fine anno 1 C n Ci C (1+ ni ) n C ( n – 1) n C n 2 C n C ( n – 1) i n C [1 + ( n – 1) i ] n C ( n – 2) n : : : : : : n–1 C n C 2i n C (1 + 2i ) n C n ( n − 1) C n C n C i n C (1+ i ) n = C 2 C n n Dall’esame delle formule si nota che la successione delle quote interesse e delle rate decresce in progressione aritmetica di ragione C i.

E2 = 5. ■ Il debito residuo.052.710 ⋅ 2 = 11.3 = 6. I4 = I3 – 171. R3 = R2 – 171.710. una volta calcolata la prima.566.710 ⋅ 4 ⋅ 0. R2 = R1 – 171.3 = 342. Si può procedere ricordando che.9.2.5. D3 = 5. per ogni anno.881. D2 = 5.710 ⋅ 4 = 22.9.550 € estinguibile in 5 anni con il metodo delle quote costanti e al tasso annuo del 3%.3 = 6.5.3.550 = 5.3 = 5. ■ La successione costante delle quote capitale è la seguente: C1 = C 2 = C3 = C 4 = C5 = 28.710 5 ■ La successione delle quote interesse è: I1 = 28.710.710 ⋅ 2 = 11.03 = 856.420.3 .710 ⋅ 3 = 17.3 = 6.223. Essendo i = 171. .3 = 513.3.130. ■ Il debito estinto alla fine di ogni anno è: E1 = 5.395. si ha: n n I3 = I2 – 171.550 ⋅ 0. considerando che anch’esse variano in progressione aritmetica di ragione − C i: n R1 = C1 + I1 = 6. D5 = 0. R4 = R3 – 171. D4 = 5.6. R5 = R4 – 171.98 Capitolo Quinto ESEMPIO 1 Costruire il piano di ammortamento di un prestito di 28. si ottiene considerando che esso esprime gli impegni in conto capitale ancora dovuti C (n − s ) : n D1 = 5. ■ La successione delle rate si ottiene. nel metodo a quote capitale costanti.420. la successione delle quote interesse decresce in progressione aritmetica di ragione C C i . I2 = 5.6.840.3 = 171.710 ⋅ 1 = 5.03 = 685. I5 = I4 – 171.2.

✔ Nelle celle da A11 ad A16 scriviamo i numeri da 0 a 5. Il debito estinto.223.6 6. Il piano di ammortamento del prestito è il seguente: Anni Quota capitale Quota interesse Rata Debito residuo a fine anno Debito estinto a fine anno 1 5.3 0 28. rispettivamente.710 2 5.550 Si consideri l’ESEMPIO fatto. E 5 = 5.840 5.710 856.420 17. per ottenere tutte le quote capitale.710 513. .052.5 22. costante in ogni periodo.130 11.710 171. tasso e periodi del piano di ammortamento.550.710 22. In Excel si procede in maniera analoga a quella vista. ✔ Nella cella C12 otteniamo la prima quota interesse con la formula: =$E11*$C$3 ✔ Le rate nelle celle da D12 a D16 si ottengono sommando le corrispondenti celle relative ✔ ✔ a quote capitale e quote interesse. è pari alla differenza tra la cella E11 e la cella B12: =$E11-$B12 I restanti valori di debito residuo si ottengono in maniera analoga.9 6. dividendo l’importo della cella C2 per 5: =$C$2/5 e trasciniamo la selezione fino alla cella B16.2 6.710 ⋅ 3 = 17. ✔ Nella cella B12 calcoliamo la quota capitale.566. Il debito residuo.130.710 342. E 4 = 5. relativamente al primo anno.9 11.130 4 5. capitale.2 17. è pari alla differenza tra la cella E11 e la cella E12: =$E$11-$E12 I restanti valori di debito estinto si ottengono in maniera analoga. relativamente al primo anno.395.3 5.840.710 ⋅ 4 = 22.881.710 ⋅ 5 = 28.420 3 5. Il foglio elettronico è riportato a pagina seguente.6 5.99 I prestiti indivisi: ammortamento e valutazione E 3 = 5. C3 e C4 di un foglio di lavoro inseriamo.5 6. ✔ Nelle celle C2.840 5 5.710 685.

000 ⋅ ( y − 6 ) ⋅ x = 486 ⎪ y ⋅ ( y − 6 ) ⋅ x = 486 ⎩ ⎪⎩ y . di cui è nota la quinta e la settima quota interesse pari a 594 € e a 486 €.000 € ammortizzabile in y anni con il metodo a quote capitale costanti. a: I5 = I7 = 15. è possibile impostare il sistema tra le due equazioni ottenute nelle due incognite x e y : ⎧15.000 ⋅ ( y − 4 ) ⋅ x − 594 y = 0 → ⎨15. ricordando la formula delle quote interesse nell’ammortamento con quote capitale costanti.100 Capitolo Quinto ESEMPIO 2 Determinare il tasso d’interesse relativo a un prestito di 15.000 ⎨ ⎪15.000 ⋅ ( y − 5 + 1) ⋅ x y 15. rispettivamente. si ha che la quinta e la settima quota interesse sono pari. Determinare anche in quanto tempo si ammortizza il prestito. Sia x il tasso d’interesse incognito.000 ⎪⎪ y ⋅ ( y − 4 ) ⋅ x = 594 ⎧⎪15.000 ⋅ ( y − 7 + 1) ⋅ x y Essendo I5 = 594 e I7 = 486.

000 594 y 15 .03 . prevede il pagamento anticipato della quota interesse e può essere adottato in combinazione con gli altri due metodi di ammortamento esaminati: con rate costanti o con quote capitale costanti.000 ⋅ ( y − 4 ) 15.000 ⎨ ⎪⎩ y = 15 Il tasso d’interesse è.03 = 0. dunque.I prestiti indivisi: ammortamento e valutazione 101 ⎧ 594 y 594 y ⎧ ⎪x = 15. 000 ⎪ ⋅ ( y − 6) ⋅ = 486 ⋅ ( y − 6 ) ⋅ x = 486 ⎪ ⎪⎩ y ⎪⎩ y 15. il tasso effettivo di sconto d a esso corrispondente si ottiene dalla relazione: i =d 1+ i All’accensione del prestito di una somma C il debitore paga al creditore la prima quota interesse Cd.000 ⋅ ( y − 4 ) →⎨ ⎨ ⎪8.000 ⎪x = 15. 054 ⎪x = 165. Assegnato il tasso effettivo annuo d’interesse i. con quote interesse pagate anticipatamente. 6.000 ⋅ ( y − 4 ) ⎧ 594 y ⎧ 594 y ⎪⎪x = ⎪⎪x = 15. Il tasso anticipato corrispondente al 3% annuo è: 0.000 ⋅ ( y − 6 ) − 7.430 = 15 ⎪⎩ ⎪⎩ 162 8.910.000 ⋅ ( y − 4 ) = 0 ⎪ y = 2. ESEMPIO Costruire il piano di ammortamento del prestito considerato nel primo esempio del paragrafo precedente. detto tedesco. i = 0.054 e il numero di anni di durata del prestito è n = 15.029 1+ 0. AMMORTAMENTO CON INTERESSI ANTICIPATI (TEDESCO) Il metodo di ammortamento.000 ⋅ ( y − 4 ) 4 ⋅ y − ( ) ⎪ ⎪ →⎨ ⎨ 15.290.910 ⎧ = 0.

420 3 5.710 2 5. sull’intero capitale C la quota interesse al tasso i. ossia: C = Qsn j (7. l’importo costante di cui egli deve disporre alla fine di ogni anno è: ( Cσ n j + Ci = C σ n j + i ) (7.130 11.59 5.550 7. AMMORTAMENTO CON QUOTE DI ACCUMULAZIONE Attraverso questo metodo di ammortamento il debitore versa le quote in conto capitale in un fondo apposito. il loro montante dopo n anni deve essere pari al capitale C. inoltre.36 6. detto sinking fund. Siano Q le quote capitale costanti da versare ogni anno nel fondo al tasso annuo j. considerando la relazione tra α n i e σ n i . (presso una banca o presso una delle due parti dell’operazione) lasciandole capitalizzare ad un tasso annuo (tasso di accumulazione) che può coincidere o no con il tasso di remunerazione del prestito.710 22.95 28.130 4 5.18 11.710 0 5.206.3) si trasforma nel modo seguente: ( ) C σ n i + i = Cα n i e coincide con la rata annua costante da corrispondere per estinguere un debito secondo l’ammortamento francese. in quest’ultimo caso il metodo si dice americano.3) Nel caso particolare in cui i = j.2) La quota interesse costante che il debitore corrisponde al creditore alla fine di ogni anno è Ci.710 0 28.36 22.710 496.77 17. la (7.840 5 5.840 5.18 6.710 331.77 6.710 165.710 662.1) da cui: Q=C 1 = Cσ n j sn j (7. versa alla fine di ogni anno.59 5.041. .102 Capitolo Quinto Il piano di ammortamento del prestito è il seguente: Anni Quota capitale Quota interesse Rata Debito residuo a fine anno Debito estinto a fine anno 0 0 827.420 17.372.95 827.550 0 1 5. pertanto. diverso dal tasso di remunerazione del prestito i.875.

al tempo t e a un dato tasso di valutazione. Di seguito illustreremo la valutazione di un prestito eseguita prospettivamente.44 8. a un dato tempo t e a un dato tasso di valutazione. delle restanti quote capitale. calcolato al tasso di valutazione.5%. Nella valutazione è opportuno distinguere tra: — incassi in conto capitale che danno luogo alla nuda proprietà.21 La rata costante.434. 2.434. Si parla.21 = 4.03 = 3. che deve essere accantonata ogni anno per la costituzione del sinking fund. generalmente diverso da quello corrisposto dal debitore. Per essere rinegoziato. j ) .434. n (posto t = 0 l’istante iniziale dell’operazione) da cui decorrono gli interessi. al momento della valutazione. delle somme non ancora corrisposte. 23 Le quote interesse sono pari a: I = 18. VALORE DI UN PRESTITO. Il valore del prestito. di cui si deve disporre alla fine di ogni anno. indicato generalmente con j. j è il suo tasso di rendimento effettivo. di valutazione retrospettiva se si fa riferimento alla storia passata del prestito. di valutazione prospettiva se la stessa è eseguita tenendo conto dello svolgimento futuro del prestito rispetto al tempo della valutazione. si parla. è A (t . il tasso di accumulazione è del 3% e il prestito è ammortizzabile in 5 anni. . La valutazione prospettiva è una particolare tipologia di valutazione di rendite temporanee di rate R alle scadenze t = 0. Al tempo t 0. per cui gli elementi fondamentali dell’operazione sono i valori. per un qualsiasi motivo. calcolato secondo questa tipologia di valutazione. Se al tempo t. La valutazione retrospettiva di un prestito è. FORMULA DI MAKEHAM In un qualunque istante del periodo di ammortamento. la differenza tra il montante del capitale ricevuto (C) e il montante delle rate già pagate. infatti. nel senso che. 1. un prestito può essere rinegoziato. il prestito è stato acquistato al prezzo A (t . per cui il valore al momento della valutazione delle somme già erogate sono gli elementi da considerare nell’operazione. il prestito deve essere valutato e gli elementi che occorre considerare nel calcolo sono diversi a seconda del tipo di valutazione. invece. è possibile che il debitore possa voler liquidare anticipatamente il creditore o uno dei due voglia negoziarlo sul mercato.472.035 = 645. j ) .117.I prestiti indivisi: ammortamento e valutazione 103 ESEMPIO Calcolare le quote necessarie alla costituzione di un piano di ammortamento di un prestito di 18. ….56 ⋅ 0. eseguita rispetto al passato ed è effettuata calcolando.56 € con il metodo a due tassi sapendo che il tasso effettivo del prestito è del 3. è pari alla somma della quota di accumulazione e della quota interesse: 3. che rappresenta il valore attuale.472. 56 ⋅ σ 5 0. La quota di accumulazione costante Q. Il tasso di valutazione è il tasso espresso dal mercato finanziario all’istante della valutazione. invece. è: Q = 18. si può determinare il tasso di rendimento effettivo (che esiste ed è unico) del prestito.23 + 645.

j ) + i [C − K (0. mentre la seconda sommatoria è la nuda proprietà. j )] j Inoltre.1) si ha: jU ( 0. è: A ( 0. la valutazione è diversa a seconda delle modalità di rimborso del prestito e. j ) = K ( 0. dalla (8.M. Makeham.1 Valore di un prestito rimborsabile alla scadenza con interessi corrisposti annualmente TEMPO 0 La nuda proprietà del prestito al tasso di valutazione j è: K ( 0.2) . che rappresenta il valore attuale. j )] da cui l’usufrutto: U ( 0.1) in cui la prima sommatoria entro la parentesi quadra rappresenta il valore nominale. j ) = i [C − K (0. j ) + U ( 0. a seconda del tempo di valutazione. cioè la parte della somma mutuata che il debitore deve versare. j ) = i ⎡⎣C − K ( 0.104 Capitolo Quinto — incassi in conto interesse che danno luogo all’usufrutto. Ovviamente. La distinzione tra nuda proprietà e usufrutto è indispensabile quando queste debbano essere assegnate a persone diverse. j ) = Ci 1 − (1 + j ) j −n i −n = ⎡⎣C − C (1 + j ) ⎤⎦ j ossia: U ( 0. delle quote interesse ancora da corrispondere. j )] j (8. j ) = C (1 + j ) −n L’usufrutto del prestito è: U ( 0. j ) ⎤⎦ = i ⎡⎣C − A ( 0. j ) i j −i (8. calcolato al tasso di valutazione. j ) = i [C − A (0. j ) = C − A ( 0. La formula per la valutazione di un prestito. nell’ambito di tali tipologie. j ) ⎤⎦ da cui: ( j − i )U (0. dovuta all’attuario inglese W. 8.

j )] j h = 1. 2. j ) = K ( h. j ) − iC j −i (8. 2. il valore attuale dei capitali al tempo h + f coincide con il loro valore attuale al tempo h. j ) = jA ( 0. La nuda proprietà. 2.3) TEMPO h (con h = 1. j ) − U ( 0. 2. j ) = A ( h. n – 1 L’usufrutto è: U ( h. . invece. j )] j h = 1. attraverso semplici passaggi: K ( 0. n – 1 La formula di valutazione di Makeham diviene: A ( h. ossia del tempo 1 – f (di una frazione di anno). j ) = A ( h + f . n – 1 TEMPO t (con t = h + f per h = 1. …. j ) = C (1 + j ) −( n−h ) h = 1.1)) Se il tempo di valutazione è un tempo qualsiasi intermedio tra l’emissione e l’estinzione del prestito e intermedio tra l’anno h e l’anno h + 1. ma una anticipata differita del tempo (h + 1) – t.105 I prestiti indivisi: ammortamento e valutazione La nuda proprietà è: K ( 0. la seguente formula di valutazione globale del prestito: A (t . È possibile scrivere. capitalizzato del periodo f. allora la nuda proprietà continua ad assumere valore: K (t . …. j ) + i [C − K (h. le rate relative agli interessi non rappresentano più una rendita immediata posticipata. j ) = C (1 + j ) −( n−t ) Complicata è la valutazione dell’usufrutto in quanto. j ) = A ( 0. …. praticamente h deve corrispondere a una delle scadenze del prestito. j ) i j −i da cui. …. j ) (1 + j ) f in quanto. …. n – 1) Le formule dell’usufrutto e della nuda proprietà possono essere riferite a qualsiasi istante intero non nullo h appartenente all’intera durata del prestito con h minore o uguale a n. j ) = i [C − K (h. j ) = A ( 0. n – 1 e f ∈(0. è: K ( h. all’istante t = h + f. grazie alla scindibilità dell’interesse composto. j ) − C − A ( 0. 2. in tal caso.

0. j ) = Ran−h j (8.4) si ottiene l’usufrutto: U ( 0. J) – K(0. Andando a sostituire tali valori nella (8. si determina anzitutto la rata R che in ammortamento francese è pari a: R = 8. j ) = Ran−h i (8. il suo valore.5%. J) = A(0.500 ⋅ α12 0. ricordando le formule sulle rendite: K ( h. è il seguente: A ( h.77 . Per calcolare il valore del prestito alla fine del quarto anno e al tasso di valutazione j = 5%.5) cioè il valore attuale delle stesse rate ma al tasso i.3). tenendo presente che il tasso di emissione del prestito è del 4. J). dopo 4 anni e al tasso di valutazione del 5%. pari a: A ( h. l’usufrutto e quindi il valore di un prestito di 8. invece. in tal caso il valore attuale degli impegni residui del debitore è pari al valore attuale di una rendita di n – h rate di importo pari a R (rata di ammortamento).6) dalla (8.500 €. j ) = Ran−h j − jRan−h j − iRan−h i j −i da cui: U ( 0.05) = 932.16 ⋅ a8 0.16 Il valore del prestito al quarto anno è: A ( 4. al termine di h periodi.024.8) ESEMPIO Calcolare la nuda proprietà.106 Capitolo Quinto 8. al tasso di valutazione j. la nuda proprietà è: K ( h. Il valore nominale del prestito è.6) da cui.4) Infatti. j ) = R ⎡( −( n−h ) −( n−h ) ⎤ − (1 + j ) ⎣ 1+ i) ⎦ j −i (8.05 = 6. j ) = jRan−h j − iRan−h i j −i (8.2 Valore di un prestito ammortizzabile con metodo a rate costanti Nel caso in cui il prestito sia ammortizzabile con metodo francese. j ) = Ri an−h i − Ran−h j j −i (8.045 = 932.7) Essendo U(0. sottraendo la (8. ammortizzabile con il metodo a rate costanti in un tempo di 12 anni.

applicando la (8.05) ⎤⎦ = 4. 0. 0.024. j ) − K (h. ed è pari a: U ( 4.91171 . j ) = i [ A (h. ESEMPIO Sapendo che la quarta rata di un prestito ammortizzabile con metodo a quote capitale costanti in 5 anni. 0.76 che.06 Per verificare i risultati è sufficiente eguagliare il valore del prestito A(4. coincide con il risultato trovato.71 = 6.05) = −8 −8 932.05 − 0. 0. il valore del prestito al tempo h si ottiene dalla somma di nuda proprietà e usufrutto.045 − a8 0.05 + 4.045) − (1+ 0.05) = 932. Per calcolare la quota capitale è necessario calcolare prima il capitale prestato.05 0.3 Valore di un prestito ammortizzabile con metodo a quote capitale costanti Nel caso in cui il prestito sia ammortizzabile con metodo italiano.8).113.045 L’usufrutto si ottiene. al tasso annuo effettivo d’interesse del 5% è di 3. cioè: R (h ) = C C C + (n − h + 1) i = [1+ (n − h + 1) i ] n n n .05 − 0.9) L’usufrutto del prestito al tempo h e al tasso di valutazione j è: U ( h. la nuda proprietà al tempo h può essere espressa come una rendita di rata K ( h.045 = 1. calcolare la nuda proprietà e l’usufrutto del prestito alla fine del quarto anno al tasso di valutazione del 6%. j )] = j ⎤ i ⎡C ( C ⎢⎣ n − h ) − an−h j ⎥⎦ j n n da cui: U ( h. ed è pari a: K ( 4.I prestiti indivisi: ammortamento e valutazione 107 La nuda proprietà si ottiene applicando la (8.911.16 ⋅ 0. 0.10) Ovviamente.113.7). 8. Poiché la rata al tempo h è uguale alla somma della h– esima quota interesse e della corrispondente quota capitale. a meno di arrotondamenti.05) prima calcolato con la somma dell’usufrutto e della nuda proprietà: A (4. invece. j ) = iC ⎡n − h − an−h j ⎤⎦ j n⎣ (8.05) = 1.000 €. j ) = C e di durata n – h al tasso di valutazione j: n C a n n −h j (8.045 ⋅ a8 0.16 ⋅ ⎡⎣(1+ 0.

Calcolare il valore di un prestito di 10. ammortizzabile con rate costanti in 15 anni.06) = 2.636.000 1+ ( 5 − 4 + 1) ⋅ 0. tenendo presente che il tasso di valutazione è del 5. 8) . n e i. Calcolare il valore di un prestito di 15.64 0. 36 = = 2. (par.10) ed è pari a: U ( 4. 0. 5. 0. 27 n 5 La nuda proprietà al quarto anno si ottiene applicando la (8. 5.9) ed è pari a: K ( 4. 4) 3. ammortizzabile con rate annue posticipate in 6 anni. noti R(h).90 + 128. (par.27 ⋅ a1 0. al tasso del 5%. 1 e par. (par.000 € su 5 anni con rate proporzionali al vettore: (1.0.06) = 0. 4.06 = 2. tenendo presente che il tasso di valutazione è del 6%. al tasso del 5%.108 Capitolo Quinto da cui.90 L’usufrutto al quarto anno si ottiene applicando la (8. il valore del prestito è: U(4.572. 6) al tasso di interesse i = 8%.000 € su 7 anni con quote capitale costanti al tasso effettivo di interesse annuo i = 5. 36 Le quote capitale costanti sono pari a: C 13. (par. sapendo che le rate sono proporzionali al vettore (1. 2.5%.000 €. Redigere il piano di ammortamento di un prestito di 95.572. è possibile calcolare C: C= n ⋅ R (h ) 1+ (n − h + 1) i ossia: C= 5 ⋅ 3. 05 = 13.727. Redigere il piano di ammortamento di un prestito di 100. 4 cap. 3.06 ⎤⎦ = 128. Redigere il piano di ammortamento di un prestito di 75.8%.645 = 2.701. dopo 8 anni.727. 8) 5. 4.727.54 Questionario 1.27 ⋅ ⎡⎣1− a1 0.636. 2. 3) 2. (par.05 ⋅ 2. 4 cap. tramite relazione inversa.6%.06 Pertanto. 3. 6) dopo 4 anni.000 € su 5 anni con rate costanti posticipate mensili al tasso effettivo di interesse annuo i = 6.06) = 2. 5) 4.000 €.

3.7. .CAPITOLO SESTO PRESTITI DIVISI IN TITOLI: LE OBBLIGAZIONI E LORO VALUTAZIONE SOMMARIO: 1. . L’emissione dei titoli di Stato garantisce la copertura annuale del deficit pubblico. si emettono però anche titoli multipli che rappresentano un certo numero di tagli unitari. esistono varie denominazioni riguardanti il valore da essi assunto: — valore nominale che è il valore facciale del titolo. In questo capitolo ci occuperemo di quest’ultima categoria. Nel caso di titoli a reddito fisso. I TITOLI Nel mercato borsistico sono negoziati particolari valori mobiliari ovvero strumenti finanziari che sono rappresentativi di quote di capitale di un’impresa. Valore di un prestito obbligazionario. Modalità di rimborso dei prestiti obbligazionari. Questionario.4. determinando parallelamente l’accrescimento del debito pubblico. . La duration. La composizione e il volume del portafoglio titoli variano al mutare degli operatori e degli scopi che questi si prefissano (ottenimento di un reddito o incremento del valore dei titoli).6. . come controparte di un unico debitore. esso rappresenta la somma sulla quale si calcolano gli interessi al tasso stabilito. I titoli. Struttura per scadenza dei tassi d'interesse. Tali strumenti. In un dato momento il portafoglio titoli è il complesso di strumenti finanziari che un privato o un investitore pubblico (ad es. . . Convessità. I titoli emessi dalle aziende. di debiti o sono da questi derivati. società d’assicurazione.5. Tasso di rendimento immediato e tasso di rendimento effettivo a scadenza. 1. . Anche gli enti pubblici economici e gli enti pubblici territoriali emettono titoli che vengono detti obbligazioni pubbliche o obbligazioni garantite dallo Stato. banca. . Le obbligazioni. se sono emessi da enti pubblici. figura una pluralità di creditori. detti genericamente titoli. sono sottoscritti dal pubblico dei risparmiatori e si distinguono in pubblici. atti al finanziamento interno o esterno dell’attività economica. e in privati se sono emessi da società private. appartengono a due categorie generali: — le azioni che sono titoli rappresentativi di una quota parte del capitale sociale di un’impresa costituita sotto forma di società per azioni o in accomandita per azioni. In relazione ai titoli.8. Il valore nominale di un titolo è detto anche taglio unitario ed è generalmente molto piccolo ed espresso in cifra tonda. fondo comune d’investimento) detiene. — le obbligazioni che sono titoli rappresentativi di forme di prestito in cui.2.

in tal caso. dal valore nominale. — ex cedola. In realtà. se le obbligazioni sono cedute senza considerare la quota di interesse già maturata. i quali assumono la veste di creditori dell’ente. per procurarsi nuovi mezzi finanziari. invece. infatti. — integralmente alla scadenza. detto corso. Si è visto che esistono tipologie di prestito in cui enti (come Stato o Governo. LE OBBLIGAZIONI Fino a ora ci siamo occupati di contratti di prestito stipulati tra due operatori finanziari: un mutuante e un mutuatario. in tal caso si parla di titoli di puro sconto o di zero coupon bonds. il valore nominale di un titolo può risultare superiore o inferiore al suo prezzo di mercato. o società). per i quali il rendimento è dato dalla differenza tra prezzo di emissione e valore di rimborso (coincidente con il valore nominale). si tratta di un premio d’entrata offerto per stimolare la sottoscrizione dei titoli. — valore di rimborso che è il valore assunto dai titoli in sede di rimborso. — valore di mercato che è il valore che risulta definito dall’incontro della domanda e dell’offerta sul mercato mobiliare di tale titolo. in tal caso i risparmiatori realizzano un maggiore rendimento rispetto al rendimento nominale. Durante la loro vita.110 Capitolo Sesto — prezzo di emissione che è il valore al quale sono emessi i titoli e può differire. Il capitale CC prestato è suddiviso in un numero di obbligazioni N. che è pari a: C= CC N Le obbligazioni possono essere emesse: — alla pari se il valore nominale coincide con il prezzo di emissione. per la società si determina. In un dato momento. se le obbligazioni circolano prive della cedola in maturazione. tale importo è detto cedola e si parla. 2. a un tasso i (fisso o variabile). emettono titoli. di un importo pari al prodotto tra valore nominale C e tasso. stampigliato su ciascuna obbligazione. tutte di uguale taglio o valore nominale. — tel quel. che può essere unitario o percentuale (espresso in centesimi del valore nominale). offerti in sottoscrizione al pubblico dei risparmiatori. . La remunerazione del capitale può avvenire nei modi seguenti: — mediante corresponsione periodica di un interesse. — sotto la pari se il valore nominale è maggiore del prezzo di emissione. ossia pari a Ci. denominati obbligazioni. — sopra la pari se il valore nominale è inferiore al prezzo di emissione. il cosiddetto disaggio sui prestiti. di obbligazioni con cedola o di coupon bonds. se le obbligazioni sono cedute tenendo in considerazione la quota di interesse maturata (dietimo d’interessi) fino al momento della cessione. a sua volta il corso percentuale può essere: — secco. le obbligazioni possono essere negoziate presso le Borse valori a un dato prezzo. gli stessi non sono emessi mai al loro valore nominale ma a un valore inferiore. come vedremo in seguito.

ogni anno. bolli e spese). — il corso di mercato o il prezzo di emissione (a seconda dei casi). 3. a ogni scadenza. mentre con il rimborso progressivo mediante sorteggio annuale. per cui la società emittente estrae a sorte. l’investitore opera in condizioni di certezza. ed è tale che. — rimborso progressivo titolo per titolo. tanto minore sarà il numero di titoli in circolazione tutti aventi il valore nominale del momento dell’emissione. Il rendimento di un titolo rappresenta l'incremento di valore del capitale iniziale investito nel titolo in relazione alla durata temporale. — gli oneri accessori (commissioni. un numero prefissato di titoli. — la modalità di rimborso. Nella pratica finanziaria vengono calcolati due tipi tasso di rendimento: — tasso di rendimento immediato. per cui. . sotto la pari o sopra la pari a seconda che sia uguale.Prestiti divisi in titoli: le obbligazioni e loro valutazione 111 Anche il rimborso delle obbligazioni può essere alla pari. — tasso di rendimento effettivo a scadenza. ossia del periodo di tempo intercorrente tra il momento dell’emissione e quello dell’ultimo rimborso. consente di acquistare i titoli quando sono quotati sotto la pari. — rimborso mediante acquisto sul mercato di un determinato numero di obbligazioni che saranno successivamente annullate. Generalmente si distingue tra: — rimborso globale alla scadenza. il proprietario di ogni obbligazione viene rimborsato parzialmente e il titolo avrà un valore via via minore del valore nominale di tutti i titoli emessi. Questa modalità di rimborso. — rimborso progressivo mediante un piano di ammortamento che prevede l’estrazione a sorte annuale. quanto più ci si avvicina alla data di estinzione del prestito. — il prezzo di rimborso (depurato anch’esso dell’incidenza fiscale nei casi in cui il valore di rimborso risulti essere più alto del prezzo di emissione). in quanto conosce il numero di cedole che incasserà nel corso dell’operazione e il momento del rimborso. TASSO DI RENDIMENTO IMMEDIATO E TASSO DI RENDIMENTO EFFETTIVO A SCADENZA Per valutare la convenienza economica dell’acquisizione di un titolo a reddito fisso il sottoscrittore analizza il suo rendimento. Con il rimborso globale alla scadenza. appunto. funzione della durata del prestito. che deve essere prevista tra le condizioni del prestito. Gli elementi che entrano nel calcolo di tale rendimento sono: — la cedola di interesse (depurata della incidenza fiscale). il numero di cedole che incasserà e il momento del rimborso dipendono da un evento aleatorio: l’estrazione. — la durata. Le modalità di rimborso di un prestito obbligazionario esercitano una notevole influenza sulla valutazione di convenienza dell’investimento che è. minore o maggiore del valore nominale.

tra il tasso di interesse cedolare (i) e il prezzo di acquisto (solitamente il corso secco) (A): i ⋅100 (3. supera la maggior parte dei limiti di tale tasso. relativamente all’intervallo di tempo tra lo stacco di due cedole consecutive. moltiplicato per 100. Esso rappresenta il ricavo globale derivante dall’investimento. se un titolo ha un tasso d’interesse cedolare annuo del 12% e un prezzo di mercato pari a 102 centesimi (per ogni titolo con valore nominale 100) il rendimento immediato è il seguente: TRI = TRI = 12 ⋅ 100 = 11. tiene conto dell’insieme dei ricavi monetari derivanti dall’investimento e fa intervenire nel calcolo sia il reddito periodico (ovvero le cedole) che la differenza fra il costo di sottoscrizione o di acquisto e il valore di rimborso. Il tasso di rendimento effettivo a scadenza. riportato su base annua. 3. detto anche tasso di rendimento reale a fine durata. la vita residua dell’obbligazione e il suo valore di rimborso. in termini percentuali. invece. partendo dal presupposto (più tecnico che pratico) che l’investitore possa reimpiegare gli interessi cedolari maturati nel corso dell’anno alle stesse condizioni (tasso di interesse e prezzo di mercato) del titolo acquistato. è dato dal rapporto. Non considera.1) A Quindi. tiene conto di tutto l’insieme dei ricavi monetari derivanti dall’investimento. Esso. Il TRI considera solo i flussi derivanti dallo stacco della cedola. la remunerazione nel corso di ciascun anno del capitale investito in titoli a reddito fisso. il secondo. che vedremo di seguito. infatti. 3. In regime di capitalizzazione composta. n = 4 in caso di cedole trimestrali). . la formula per determinare il rendimento immediato è la seguente: n ⎡ ⎤ TRI = ⎢ 1+ i −1⎥ ⋅ 100 ⎣ A ⎦ ( ) (3.2) dove n è il numero dei periodi di pagamento delle cedole in un anno (n = 2 in caso di cedole semestrali. per un titolo con cedola annuale. attraverso il ricorso a formule di attualizzazione e nella ipotesi che l’investitore conservi i suoi titoli per tutta la durata del prestito. 76 102 Nel caso di titoli con cedole infrannuali (semestrali o trimestrali) occorre tener conto dell’interesse composto (capitalizzazione della cedola).1 Tasso di rendimento immediato Il tasso di rendimento immediato (TRI) misura.112 Capitolo Sesto Il primo misura il reddito che l’investitore incassa nel corso di ciascun periodo annuale.2 Tasso di rendimento effettivo a scadenza Il tasso di rendimento effettivo a scadenza.

dunque. l’aumento della durata comporta una riduzione del rendimento effettivo. Sostituendo i valori nella formula (3. è costituito dal tasso di interesse al quale il valore attuale di tutti i ricavi monetari derivanti dall’investimento eguaglia il costo di acquisto. n è il numero dei periodi sino alla scadenza finale. 1 2 ESEMPIO Determinare il tasso di rendimento effettivo a scadenza di un titolo che paga una cedola annua del 12% .11197 cioè circa l’11. La durata dell’investimento influenza notevolmente il tasso di rendimento. in altre parole. in regime di capitalizzazione composta. n Fk ∑ (1 + i ) k =1 k = F1 F2 + +…+ Fn è la somma dei valori attuali delle (1 + TRES ) (1 + TRES ) (1 + TRES )n cedole di interessi scadenti nei vari periodi sino alla scadenza finale. bisogna risolvere per TRES l’equazione seguente: n Fk Vr k + (1 + TRES )n k =1 (1 + TRES ) P=∑ (3. A tal proposito è bene specificare che per i titoli quotati al di sotto della pari. Il calcolo del tasso di rendimento effettivo a scadenza (TRES) è notevolmente più complesso di quello del rendimento immediato.3) dove: P è il prezzo di mercato ossia il prezzo tel-quel. Vr è il valore di rimborso. Fk è la cedola di interessi relativa al periodo k. avremo: 3 102 = ∑ 12 k k =1 (1+ TRES ) + 100 (1+ TRES )3 ovvero: 102 = 12 12 112 + + 2 1+ TRES (1+ TRES ) (1+ TRES )3 Risolvendo questa equazione per tentativi si avrà: TRES = 0.20%. che costa sul mercato 102 centesimi e che ha una durata triennale. .Prestiti divisi in titoli: le obbligazioni e loro valutazione 113 Tale rendimento.3). e viceversa per i titoli quotati al di sopra della pari. è il tasso interno di rendimento del titolo.

5 + 0. noti come BOT. il rimborso alla scadenza avviene. Lo Stato utilizza tale modalità di rimborso per prestiti a breve termine (3. la durata. a: 96. Essendo 96. I BOT sono titoli privi di cedola. pertanto. sono negoziati al corso tel quel. MODALITÀ DI RIMBORSO DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI 4. 6 o 12 mesi) emessi per provvedere alla copertura del deficit statale e per regolare la liquidità del sistema economico e la struttura dei tassi di interesse. innanzi tutto. Occorre. 32% . le categorie di operatori ammessi a concorrere all’assegnazione dei buoni e ogni ulteriore caratteristica. le modalità di assegnazione. 2 .4375 = 96.9375 Per determinare il rendimento del titolo ricorriamo alla formula del montante semplice rispetto al capitale investito.1 Rimborso globale alla scadenza: i BOT La denominazione tipicamente usata per i titoli rimborsabili in un’unica soluzione globalmente è quella di buoni. 2 Il rendimento netto è i 1 = 6.5) ⋅ 0.4375 I flussi previsti da tale titolo ammontano. calcolare l’importo dell'imposizione fiscale sul BOT: Imposte = (100 – 96. il loro rendimento è dato. alla pari. ESEMPIO Calcolare il rendimento al netto delle imposte di un BOT a 6 mesi avente prezzo di emissione pari a 96.9375 il capitale investito e 100 il montante si ha: ⎛ i1 ⎞ 100 = 96. Le emissioni dei BOT sono attuate con la tecnica dell’interesse anticipato che viene scontato dal valore nominale del titolo.5 che paga un valore nominale pari a 100 a scadenza. offerto sotto la pari. il prezzo base di collocamento. Il decreto di emissione dei BOT indica: l’importo. 9375 ⎜ 1+ 2 ⎟ ⎝ 2⎠ da cui: ⎛ 100 ⎞ − 1⎟ ⋅ 2 = 0. quindi.114 Capitolo Sesto 4. Gli interessi e premi di tali titoli sono soggetti a un’imposta sostitutiva del 12. I titoli in tal modo emessi sono i buoni ordinari del tesoro. dalla differenza tra il prezzo di emissione (o di acquisto sul mercato) e il valore nominale rimborsato alla scadenza. invece. 0632 i1 = ⎜ ⎝ ⎠ 96 9375 .125 = 0.5% se percepiti da alcune categorie di soggetti.

da rimborsare a ogni scadenza. Nk. la durata effettiva dell'investimento rappresenta una variabile casuale. n C C C C costituiscono i numeri N1. ovviamente. . secondo. ….. …. se le quote di ammortamento sono multiple del valore nominale. Ck = NkC. per le quali valgono le seguenti uguaglianze: C1* = N1C. …. del primo. Cn* = N n C Si ottiene. …. Supposto che le obbligazioni siano rimborsate alla pari. di fronte a una distribuzione di risultati probabili suscettibile di elaborazione matematica al fine di ricavarne valutazioni atte a orientare le scelte di investimento. per cui. A ogni risultato possibile si associa una probabilità. C2. Ck* = N k C. …. k . Cn* Il procedimento per ottenere le quote effettive di ammortamento è semplice. egli si trova. …. per l'investitore. . n–esimo anno. quindi.Prestiti divisi in titoli: le obbligazioni e loro valutazione 115 4. N2. …. Nn di obbligazioni da rimborsare a ogni scadenza. …. N1. Cn* . C1. …. multiple di C. ….. ….. Nk. C2. C n e un piano di ammortamento effettivo in cui figurano le quote: C1* . — il numero di obbligazioni. estratte a sorte tra tutte quelle non ancora rimborsate fino a quell’epoca e tali che la loro somma: n ∑N k =N k =1 sia pari. C k. …. C2* . i rapporti: C C C1 C2 . Ck* . un piano di ammortamento teorico in cui figurano le quote: C1. k–esimo. . al numero di obbligazioni emesse. C2* = N 2C. in tal modo.2 Obbligazioni rimborsabili mediante estrazione a sorte Se il rimborso del prestito obbligazionario è attuato mediante estrazione a sorte di un prefissato numero di titoli a date scadenze. C2 = N2C. …. N2. …. Nn. Cn = NnC Se dal piano di ammortamento si evincono quote capitale non multiple del valore nominale. …. C2* . Ck.…. l’investimento assume carattere aleatorio in quanto il risultato economico varia a seconda del verificarsi o meno dell’evento estrazione alla k – esima scadenza. per cui sono verificate le seguenti uguaglianze: C1 = N1C. …. — le n quote capitale. rispettivamente. da rimborsare al termine. esse sono arrotondate ottenendo le quote C1* . Ck* . Dal piano di ammortamento del prestito si evincono: — le n scadenze annuali in cui si articola tutta la durata del prestito e a cui si effettua il rimborso di quota parte dell’importo del prestito. Cn. …. ….

06 = 23. C3 = 19. Il procedimento continua fino a ottenere il numero Nn di obbligazioni da rimborsare alla fine dell’ultimo anno: Cn + Cfn−1 = Nn C con una quota effettiva di ammortamento pari a Cn* = N n C .739.773 + 0. Essendo le obbligazioni rimborsabili con rate costanti. la differenza C − C1* = Cf1 andrà ad aumentare la seconda quota teorica di ammortamento. C2 = 18. le quote capitale teoriche sono le seguenti: C1 = 17. ottenendo il numero decimale: C1 = N1 + f1 C in cui N1 è il massimo intero contenuto nella frazione e rappresenta il numero di obbligazioni da rimborsare al primo anno. la rata annua è individuata dalla seguente relazione: R = NCα n i Pertanto.739. C5 = 22. e la seconda quota di ammortamento effettiva è C2* = N 2C .20.000 ⋅ 10 ⋅ α 5 0.000 obbligazioni del valore nominale di 10 €.773. 964 = 1.804. Considerando che anche il rimborso avverrà alla pari e che il tasso di emissione del prestito è del 6%. ESEMPIO Una società emette alla pari 10. Al secondo anno.116 Capitolo Sesto Si divide la prima quota capitale per il valore nominale di ciascuna obbligazione.26. C4 = 21.02. mentre f1 è la parte decimale.89 Dal rapporto tra la prima quota capitale teorica e il valore nominale di ciascuna obbligazione si ottiene il numero: 17.128.64.64 In un piano di ammortamento francese la generica quota capitale è: Cs = Rv n – s + 1 Pertanto. 964 10 . 64 = 1.739. essa è pari a: R = 10. per cui la prima quota di ammortamento effettiva sarà C1* = N1C .932. redigere il piano di ammortamento ipotizzando il rimborso a rate costanti in 5 anni.395. per cui dal rapporto: C2 + Cf1 = N 2 + f2 C si evince il numero N2 di obbligazioni da estrarre al secondo anno.

395.530 3. Si consideri l’ESEMPIO fatto. 02 + 10 ⋅ 0.611. Digitiamo: =ASS($C$6)*$C$7^(6-$A11) occorre calcolare.400 2.130 22.02 1.746. ✔ ✔ Nella cella B11 calcoliamo l’importo della prima quota di ammortamento teorica.128.344 23. ✔ Nella cella C6 calcoliamo la rata del piano con la funzione RATA di Excel. in quanto Excel.60 4 21. sono contenute nel piano di ammortamento seguente: Anni Quota teorica Numero di Quota effettiva Debito residuo Quota effettiva Rata effettiva di ammortamento obbligazioni di ammortamento a fine anno di interesse di ammortamento estratte 1 17. ottenute con il procedimento illustrato.460 4.80 23. rispettivamente. 366 10 si ottiene il numero di obbligazioni da estrarre alla fine del secondo anno pari a 1.881.20 2.739.810 Le successive quote di ammortamento effettive.400 0 1. il valore assoluto dell’importo della rata (cella C6). 366 = 1.804.773 è il numero di obbligazioni da estrarre alla fine del primo anno.810 63. ✔ Nelle celle C2.773 17. Excel consente di costruire il piano di ammortamento del prestito obbligazionario.20 3 19.936.60 23.932.20 23. digitando: 1+ i =1/(1+$C$3) Nelle celle da A11 ad A15 scriviamo i numeri da 1 a 5.89 2.881+ 0.26 1. C3 e C4 di un foglio di lavoro inseriamo. La seconda quota di ammortamento effettiva è dunque: C 2* = 1. dovendo essere . tasso e periodi del piano di ammortamento.741.807. trattandosi di un pagamento. capitale.730 Dal rapporto: 18.881.881⋅ 10 = 18.881 18.993 19.113 21. Inoltre.270 6.730 2 18.804.730 82. 964 = 1.737.773 ⋅ 10 = 17.000 23. La prima quota effettiva di ammortamento è.240 22. ✔ Nella cella C7 calcoliamo il fattore di attualizzazione composto v = 1 .744 Nell’ultima colonna sono state ottenute le rate effettive di ammortamento sommando ciascuna quota effettiva di ammortamento alla corrispondente quota effettiva di interesse.64 1. infatti. quindi: C1* = 1.80 5 22.930 43. ci fornisce un valore negativo.117 Prestiti divisi in titoli: le obbligazioni e loro valutazione per cui 1.

a Rv5. Nella cella D11 otteniamo la prima quota di ammortamento effettiva il numero di obbligazioni rimborsate alla prima estrazione (cella C11) per il valore nominale (10) di ciascuna obbligazione. digitare: =ARROTONDA. moltiplichiamo il valore assoluto ottenuto per: $C$7^(6-$A11) essendo 5 il numero di anni. a: R (1− v 5 ). Digitiamo: =C11*10 ✔ trasciniamo la selezione fino alla cella D15. Rv2 e Rv. . Digitiamo: =D11+E11 trasciniamo la selezione fino alla cella F15. R (1− v 4 ). digitando: =ASS($C$6)*(1-$C$7^(6-$A11)) in quanto. Il valore così ottenuto deve essere arrotondato. R (1− v 3 ). innanzi tutto. ✔ Nella cella C11 otteniamo il numero di obbligazioni rimborsate alla prima estrazione dividendo ciascuna quota di ammortamento per il valore nominale (10) di ciascuna obbligazione. il valore assoluto della rata. quindi. al solito. R (1− v 2 ) e R (1− v ) ✔ trasciniamo la selezione fino alla cella E15. per ottenere un numero intero. Rv4. Nella cella F11 otteniamo la prima rata effettiva. per difetto. si deve calcolare. Rv3. Nella cella E11 otteniamo la prima quota effettiva di interesse. a questo punto trasciniamo la selezione fino alla cella B15 per ottenere le restanti quote di ammortamento teoriche. poi.118 Capitolo Sesto l’importo delle quote capitale pari. rispettivamente. per ottenere la prima quota occorre sottrarre a 6 la quantità 1 rappresentante la cella A11.1) ✔ a questo punto trasciniamo la selezione fino alla cella C15. Occorre.DIFETTO(B11/10. rispettivamente. si deve tener conto del fatto che l’importo delle quote interesse pari.

Nel corso dell’esistenza del prestito. 4. le società scelgono i soggetti cui rimborsare la somma avuta in prestito mediante estrazione a sorte e la possibilità di essere scelti ai vari sorteggi. Si noti che nel foglio non è stato calcolato il debito residuo alla fine di ciascun anno. ma la modalità di calcolo è la stessa vista nel capitolo quinto relativo all’ammortamento di prestiti indivisi. all’emissione del prestito e fino alla prima . per ora ci basti sapere che la probabilità è un numero associato a un evento aleatorio ed è espressa dal rapporto tra numero di casi favorevoli al verificarsi dell’evento e numero di casi possibili. Dei concetti e delle definizioni di quella branca della matematica nota come teoria della probabilità ci occuperemo diffusamente nel capitolo decimo. Infatti.Prestiti divisi in titoli: le obbligazioni e loro valutazione 119 Il foglio elettronico è illustrato di seguito.3 Probabilità di rimborso delle obbligazioni Generalmente. Nei calcoli di convenienza di un investimento a tale possibilità si assegna un numero: la probabilità. la probabilità che ha ciascuna obbligazione di essere estratta alla k–esima scadenza cambia. e quindi di ottenere una minore remunerazione dall’investimento (in termini di numero di volte in cui sono corrisposti gli interessi) è un elemento di apprezzamento dell’investimento da parte di chi valuta diverse alternative di impiego dei capitali.

per cui parleremo di corso dei titoli. 2. n Dopo la seconda e fino alla terza estrazione. . In questo paragrafo ci riferiamo dapprima al caso di obbligazioni rimborsabili a scadenza o. in quanto hanno senso solo se si è verificato l’evento l’obbligazione non è stata ancora estratta. il valore A (t. Dopo la prima e fino alla seconda estrazione. equivalentemente. supposte emesse al tempo 0. Supporremo. le obbligazioni ancora in circolazione sono pari a N(2) = N – N1 – N2 = N(1) – N2 e la probabilità che ciascuna di essa ha di essere rimborsata a una qualsiasi delle estrazioni successive è: pk(3) = Nk N ( 2) k = 3. 3. Qualora il titolo è negoziato al corso secco cioè al prezzo del titolo senza tener conto degli interessi già maturati (linearmente rispetto al tempo). inoltre. al caso di obbligazioni a rimborso progressivo. j) al tempo t e al tasso di valutazione j di tali obbligazioni è diverso a seconda del corso in cui è espresso il titolo. n di essere rimborsata alla k–esima estrazione. 5.. ogni obbligazione ha probabilità pari al rapporto tra il numero (Nk) di obbligazioni che saranno rimborsate alla k–esima scadenza e il numero (N) di obbligazioni emesse. a obbligazioni di data cedola annua e. il numero di obbligazioni ancora in circolazione non coincide più con il numero di obbligazioni emesse. che le obbligazioni siano negoziate nelle Borse valori.. pertanto. che poi. successivamente. …. 4. nella fattispecie. di obbligazioni di durata prefissata e. tra l’altro è il corso riportato dai .. VALORE DI UN PRESTITO OBBLIGAZIONARIO Anche i prestiti obbligazionari possono essere valutati in una data epoca e a un determinato tasso j e la valutazione è diversa a seconda delle modalità di rimborso del prestito. ossia: pk(1) = Nk N k = 1. n Il calcolo di tali probabilità per ciascuna obbligazione è subordinato al mancato rimborso nelle estrazioni precedenti. la probabilità che un’obbligazione sia estratta a una qualsiasi delle estrazioni successive è pari a: pk( 2) = Nk N = (k1) N − N1 N k = 2.1 Corso delle obbligazioni rimborsabili a scadenza Siano C il valore di rimborso (coincidente con il valore nominale) di tali obbligazioni. per cui le probabilità di sorteggio successive alla prima estrazione appena viste sono denominate probabilità condizionate. Ci l’importo della cedola annua.120 Capitolo Sesto estrazione. 3. 5. ma è pari alla differenza (N(1) = N – N1) tra il numero di obbligazioni emesse e numero di obbligazioni estratte. ….

Per questo motivo occorre ragionare in termini probabilistici. siano: — A(k) (t. j) il corso. a una data epoca. il valore a un’epoca intermedia h + f con f frazione di anno (0 ≤ f ≤ 1) è pari alla somma seguente: A (t .2 Corso delle obbligazioni a rimborso progressivo Diversa. è la valutazione del corso di un titolo qualora il prestito obbligazionario comporti una procedura di rimborso progressivo. Il valore di un titolo espresso al corso tel quel al tempo h + f è: A (t . ossia al corso tel quel (prezzo) cui si detrae la cedola in maturazione. j ) = Ci (1 − f ) (1 + j ) −(1− f ) + Cif (1 + j ) −(1− f ) + ∑ Ci (1 + j ) −( k −t ) k >h+1 + C (1 + j ) dove Cif è il dietimo d’interessi maturato e in cui la somma Ci (1 − f ) (1 + j ) − (1− f ) −( n−t ) + Cif (1 + j ) − (1− f ) rappresenta la cedola Ci scontata al tempo di valutazione. j ) = Ci (1 − f ) (1 + j ) −(1− f ) + ∑ Ci (1 + j ) −( k −t ) k >h+1 + C (1 + j ) −( n−t ) (5. al tempo t.1) in cui Ci (1 – f) sono gli interessi da maturare tra h + f e h + 1. 5. j ) al tempo t e al tasso j di una generica obbligazione è pari al valore medio dei corsi A(k) (t. l’acquisto a un tempo t del titolo non comporta una successione di ricavi certi essendo aleatoria l’epoca di rimborso dello stesso. — pk( t ) la probabilità. j) di obbligazioni rimborsabili a scadenza con pesi pari alle probabilità pk( t ) .121 Prestiti divisi in titoli: le obbligazioni e loro valutazione listini. j ) k >t Analogamente a quanto visto per i prestiti indivisi. e senza dubbio più complessa.1) per 0 < f < 1. . di una obbligazione rimborsata con certezza al tempo k valutato al tasso j. Infatti. può essere decomposto in corso secco e dietimo d’interessi (scontato a quell’epoca) ossia rateo d’interessi maturati nell’intervallo tra h e t pari a Cif. interessante è la determinazione dei valori di nuda proprietà e usufrutto di un prestito obbligazionario a rimborso progressivo. j ) = ∑ pk(t ) A( k ) (t . j ) = ∑ Ci (1 + j ) ( − k −t ) k >h+1 + C (1 + j ) −( n−t ) che è minore del valore del corso secco espresso dalla (5. dove t = h + f. j ) = Ci (1 + j ) −(1− f ) + ∑ Ci (1 + j ) −( k −t ) k >h+1 + C (1 + j ) −( n−t ) Se il titolo è negoziato al corso ex cedola. Usiamo la notazione seguente. per cui l’espressione appena ottenuta diviene: A (t . al tempo t. Il corso A (t . che un’obbligazione sia rimborsata al tempo k. con h ≤ t < h + 1. in simboli: A (t . Il corso tel quel di un titolo. allora il suo valore è: A (t .

j ) = [C − k ( h )] j (5. a un dato tempo h e a un dato tasso j. il valore di un’obbligazione. si ottiene l’usufrutto di una obbligazione: n −h u ( h. Se il prestito obbligazionario è rimborsabile con il metodo a rate costanti.122 Capitolo Sesto La nuda proprietà di un prestito obbligazionario rappresenta il valore attuale. j ) = ∑ CN h+r (1 + j ) −r (5. degli interessi che si pagheranno sulle Nh + r obbligazioni che saranno via via sorteggiate: n −h U ( h. dei capitali che saranno rimborsati per le obbligazioni ancora in vita in quel momento: n −h K ( h.3) per le Nh obbligazioni ancora in vita.2) per le N(h) obbligazioni ancora in vita a quell’epoca. si ottiene la nuda proprietà di una obbligazione e cioè: n −h k ( h. j ) = ∑CN h+r iar j r =1 (5.4) N (h) L’usufrutto di un’obbligazione può anche essere espresso mediante la formula: i u ( h. j ) = ∑CN h+r (1 + j ) −r r =1 N (h) L’usufrutto di un prestito obbligazionario è. j ) = C an−h j an−h i dove C è il valore nominale di ciascuna obbligazione.3) r =1 Anche in tal caso. è: a ( h. il valore attuale. Il valore di un’obbligazione sarà chiaramente pari alla somma dell’usufrutto e della nuda proprietà. al tasso j. j ) = ∑ CN h+r iar j (5.2) r =1 dove Nh + r rappresentano le obbligazioni da rimborsare di volta in volta nelle restanti n – h estrazioni. dividendo la (5.5) che esprime una relazione tra usufrutto e nuda proprietà di un’obbligazione. (5. Dividendo la (5. invece.6) . al tempo h e al tasso j.

in questo contesto.07 = 6. 1 . Questi rischi sono rappresentati dal rischio di prezzo e dal rischio di reinvestimento. il prezzo di cessione dipenderà dai tassi di mercato del momento.Prestiti divisi in titoli: le obbligazioni e loro valutazione 123 ESEMPIO Un prestito obbligazionario è costituito da obbligazioni del valore nominale di 7 € ed è rimborsabile in 6 anni con il metodo a rate costanti al tasso annuo effettivo d’interesse del 7%. entrambi con lo stesso prezzo iniziale e finale. in un arco temporale rappresentati in figura: Valore di mercato titolo X titolo Y Tempo Fig. Il valore di un’obbligazione al terzo anno si ottiene applicando la (5.6): a ( 3. esso riguarda qualsiasi operazione effettuata su un valore mobiliare che presenta flussi in entrata durante il periodo di detenzione.09) = 7 ⋅ a3 0. A proposito del secondo tipo di rischio.75 6. in misura di gran lunga maggiore rispetto al titolo Y. nel corso dell’orizzonte temporale d’investimento. se il periodo di detenzione del titolo non coincide con la sua vita residua. Per quanto riguarda il primo. se da un lato garantiscono all’investitore un rendimento costante per tutta la loro durata tutelandolo contro l’alea implicita negli investimenti in titoli a reddito variabile (es. infatti. azioni).Andamento del prezzo del titolo X e del titolo Y L’andamento seguito dal prezzo durante il periodo di tempo analizzato è stato diverso: nel caso del titolo X. LA DURATION I titoli a reddito fisso. . 0. il prezzo è fluttuato. si verifica una variazione dei tassi di mercato. Ci occuperemo. della prima tipologia di rischio. sia al rialzo che al ribasso. per cui la sua instabilità è stata maggiore. Consideriamo due titoli.09 a3 0. dall’altro non lo preservano da due tipi diversi di rischio allorquando. Determinare il valore di una obbligazione al terzo anno al tasso di valutazione del 9%. X e Y.

2) . In secondo luogo. 2 −2 k −2 k (6. L’espressione analitica della duration (D) di un generico titolo a reddito fisso che paga interessi su base annuale è: n ∑ kF (1 + TRES ) −k k D= k =1 n ∑ F (1 + TRES ) −k (6. …. Fk è il k–esimo flusso di cassa. La duration è la durata media finanziaria del titolo. 1. Nella formula appena data. praticamente è il prezzo P corrente del titolo. senza dubbio. n è il numero di anni alla scadenza. ovvero la vita residua del titolo ponderata con il flusso di cedole che il titolo pagherà in futuro. TRES è il tasso di rendimento effettivo a scadenza o tasso di rendimento corrente richiesto dal mercato sull’investimento. ossia una misura della sensibilità del prezzo di un titolo a una data variazione dei tassi d’interesse. si consideri che l’n–esimo flusso di cassa è rappresentato dalla somma del valore nominale del titolo e della cedola periodica. il contrario accade in caso di decremento dei detti di interesse di mercato. di ciascun flusso di cassa relativo al titolo. minore o maggiore. che a parità di cedola. ….1). diviene: TRES ∑1 kFk ⎛⎜⎝ 1 + 2 ⎞⎟⎠ k= n D= 2 TRES ∑1 Fk ⎛⎜⎝ 1 + 2 ⎞⎟⎠ k= n 2 1 in cui k = .1) k k =1 in cui: k è la scadenza. 2. n ∑ F (1 + TRES ) k k =1 −k è il valore attuale dei flussi di cassa del titolo. in caso di cedole semestrali. col tempo. n. tra questi la funzione più importante sono.124 Capitolo Sesto Le oscillazioni del prezzo di un titolo sono attribuibili a diversi fattori. Si consideri. è fornito dalla cosiddetta duration o Macaulay duration. n . innanzi tutto. in quanto il suo detentore accetta per un lungo periodo il tasso d’interesse stabilito che potrà risultare. La (6. con la conseguente riduzione del prezzo del titolo. k = 1. quanto maggiore è la durata di un titolo tanto più il prezzo del titolo stesso è sensibile a variazione dei tassi d’interesse di mercato. la durata del titolo e i tassi di interesse di mercato. si considerino le instabilità di prezzo attribuibili alle variazioni dei tassi di interesse di mercato: un incremento degli stessi rispetto a quello garantito dal titolo implica che nessun investitore è disposto ad acquistare il titolo in quanto garantisce un rendimento inferiore a quello offerto da investimenti alternativi al tasso di mercato. di quello offerto sul mercato. Un indicatore di rischio.

Le obbligazioni a tasso fisso. dunque. …. I titoli con duration più alta e. quindi non presentano alti rischi in caso di variazione dei tassi di mercato. con tasso di interesse nominale del 10%. in cui la cedola si adegua ai tassi di mercato. sarà pari a: Fk = 100 ⋅ i 100 ⋅ 0. relativo.08/2)^(-2*A2) trasciniamo la selezione fino alla cella C9. ESEMPIO Determinare la duration di un’obbligazione del valore nominale di 110 €. Le obbligazioni a tasso variabile. trasciniamo fino alla cella B8. ciascun flusso di cassa. pagato su base semestrale. ✔ Nelle celle da A2 ad A9 scriviamo i valori di k = 0. un grado di rischiosità elevato. Sia i il tasso di interesse nominale annuo al netto di aliquota fiscale. ossia la somma tra valore nominale e importo di ciascuna cedola: 115. quindi. nella cella B9 scriviamo il valore del flusso all’ultima scadenza. hanno duration breve. hanno una duration pari o inferiore alla vita residua del titolo. tasso di rendimento effettivo dell’8%. 1. .Prestiti divisi in titoli: le obbligazioni e loro valutazione 125 Quanto più è basso il valore della duration minore è la sensibilità del prezzo di un titolo a variazioni inattese dei tassi d’interesse. ✔ Nella cella B2 scriviamo il valore della cedola (5) costante per tutte le scadenze. digitiamo: =B2*C2 trasciniamo la selezione fino alla cella D9. con le massime oscillazioni di prezzo. quindi. a parità di durata.1 = =5 2 2 Per la determinazione della duration facciamo uso di un foglio elettronico di Excel. costante. Dalla (6. moltiplichiamo il valore delle celle B2 e C2. al netto di aliquota fiscale.5. digitiamo: =(1+0. in cui la cedola resta fissa a prescindere dall’andamento dei tassi di mercato. scadenza a 4 anni. presenta una duration bassa ed è. in caso di variazione dei tassi d’interesse di mercato sono gli zero coupon bonds. ✔ Nella cella D2 calcoliamo il valore attuale del flusso F1. ✔ Nella cella C2 calcoliamo il valore attuale di un flusso unitario relativo alla prima scadenza. al primo periodo.1) si evince che: — un titolo con durata in vita più alta presenta una duration più alta e.5. per i quali duration e vita residua hanno lo stesso valore: uno zero coupon bond che scade fra 1 anno ha duration di 1 anno. poco sensibile a variazioni dei tassi d’interesse. cioè. I portafogli di titoli a reddito fisso possono dirsi immunizzati quando la loro duration equivale al periodo di detenzione atteso dei portafogli stessi. L’immunizzazione indica il complesso di operazioni che rendono insensibile un portafoglio titoli alle variazioni dei tassi di interesse. — un titolo con cedola elevata. 1. 8.

il denominatore e il numeratore della (6.126 Capitolo Sesto ✔ Nella cella E2 moltiplichiamo il valore della cella A2 per il valore della cella D2.2). Il foglio elettronico è il seguente: Il valore assunto dalla duration. digitiamo: =SOMMA(D2:D9) =SOMMA(E2:E9) che rappresentano. rispettivamente. ✔ Nelle celle D10 ed E10 otteniamo le somme delle colonne D ed E. è: D = 3.45 6.3) . in simboli: D= − dP / P d (1 + TRES ) / (1 + TRES ) (6. rispettivamente.1 Duration modificata La duration costituisce una misura dell’elasticità della funzione che lega il prezzo (P) di un titolo (variabile dipendente) al suo rendimento (variabile indipendente). digitiamo: =A2*D2 Trasciniamo la selezione fino alla cella E9. ✔ Dal rapporto tra la cella E10 e la cella D10 si ottiene il valore della duration. ossia la media aritmetica ponderata delle scadenze.

quindi.4) può essere scritta in modo equivalente: dP = − MD ⋅ d (1 + TRES ) P (6. essa è la retta tangente alla curva nel punto relativo al rendimento in corso del titolo. 2 – Duration Pertanto. perché maggiore è la variazione dei rendimenti rispetto al rendimento contemporaneo del titolo. mentre la duration rappresenta un’approssimazione lineare della curva prezzo-rendimento. Prezzo Funzione prezzo-rendimento reale Funzione prezzo-rendimento stimata dalla duration Rendimento Fig. Si scrive: dP ≅ − MD ⋅ ΔTRES P (6.3) può essere scritta in questo modo: dP D =− ⋅ d (1 + TRES ) P 1 + TRES (6. L’approssimazione è tanto meno accettabile quanto più è ampia la differenza tra rendimento effettivo e rendimento stimato.6) La duration modificata fornisce.Prestiti divisi in titoli: le obbligazioni e loro valutazione 127 L’espressione (6. quanto più ci si allontana dal punto di tangenza. in altre parole quanto più è convessa la curva. la frazione a secondo membro rappresenta l’espressione della duration modificata (o modified duration MD): MD = D 1 + TRES (6.4) in cui. .5) Pertanto. una misura della variazione unitaria del prezzo di un titolo rispetto a una variazione del suo rendimento. la (6. L’errore commesso dall’approssimazione è uguale alla distanza verticale tra la retta tangente alla curva e la curva stessa. la relazione tra prezzo di un titolo e rendimento è di tipo curvilineo. tanto maggiore è l’errore che si compie utilizzando la duration per stimare le variazioni di prezzo.7) Infatti.

nel confronto tra titoli.128 Capitolo Sesto A parità di duration (e di rendimento) risultano più appetibili titoli o portafogli con maggiore curvatura. 8. Analiticamente. al diminuire dei tassi. — l’importo delle cedole. STRUTTURA PER SCADENZA DEI TASSI D’INTERESSE Finora si sono supposti tassi d’interesse costanti. è differente per i diversi titoli. — il trattamento fiscale differente che comporta che alcuni titoli presentano vantaggi fiscali tali da renderli particolarmente appetibili. tra questi occorre annoverare: — l’inflazione. — un maggiore incremento dei prezzi in caso di riduzione del rendimento di mercato. a parità di variazioni dei tassi. È una caratteristica che. e quindi di duration. Essa misura l’accelerazione (decelerazione) nella velocità di aggiustamento del prezzo al tasso. equivalentemente. la convessità di una funzione esprime il suo grado di curvatura. — l’istante di valutazione. La convessità elimina l’errore insito nella duration. si preferiscono quelli con maggiore convessità che comporta: — un minore decremento dei prezzi all’aumentare del rendimento di mercato. infatti. — la vita residua o. . la convessità è fornita dalla seguente espressione: n C= ∑(k + k 2 ) ⋅ Fk (1 + TRES )− k k =1 (7. la convessità esprime la differenza tra i valori assoluti della variazione del prezzo di un titolo dovuta a variazioni dei rendimenti dello stesso ammontare. causa variazioni nel livello dei tassi. differenti variazioni relative del prezzo. ossia l’aumento del livello generale dei prezzi. a parità di inclinazione. 7. in misura maggiore rispetto a una sua riduzione dovuta a una variazione positiva di identico ammontare dei tassi. A parità di duration e rendimento. in un dato istante i tassi a breve termine e i tassi a lungo termine sono diversi. quindi. È indipendente dal peso dei titoli nel portafoglio e da valutazioni soggettive sulle aspettative del mercato. giacché si ha un maggiore incremento dei prezzi in caso di ribasso dei tassi e un minore decremento in caso di aumento dei tassi. CONVESSITÀ In generale. la cui variazione. la data di scadenza del titolo.1) P Se un titolo presenta convessità positiva il suo prezzo cresce. Per quanto concerne la funzione prezzo-rendimento. in modo da determinare. nella realtà diversi fattori influenzano i livelli dei tassi d’interesse (o i prezzi) dei titoli.

Prestiti divisi in titoli: le obbligazioni e loro valutazione 129 — il rischio di insolvenza ossia il rischio che l’emittente non adempia ai pagamenti. t ) = 1 r ( 0. t ) = ln ⎡⎣r ( 0. denominato tasso a pronti. Essi corrispondono a una legge finanziaria a una variabile e sono tassi spot o tassi a pronti.t )t ⎤ ⎦ r ( 0. eccetto la scadenza. t ) = ⎡⎣1 + i ( 0. . Si scrive: ⎡δ ( 0 . sulle ascisse le varie scadenze e in ordinata il valore dei corrispondenti tassi a pronti. ossia con valore facciale unitario. t )⎤⎦ = e⎣ t le cui relazioni inverse consentono di ottenere i due tassi: 1 i ( 0. sono i tassi seguenti: i ( 0. t )⎤⎦ = ln ⎡⎣1 + i ( 0. t ) . t ) è. Si tratta di un’informazione fondamentale per calcolare il valore attuale di un flusso di importi e rappresenta la distribuzione dei rendimenti effettivi di un insieme di titoli obbligazionari identici sotto tutti i profili. t ) In regime di interesse composto. la struttura per scadenza dei tassi di interesse è costruita a partire dai titoli senza cedola (tsc) o a capitalizzazione integrale o di puro sconto o zero coupon bond. o yield curve. Le disponibilità da 0 a t possono essere capitalizzate secondo il fattore seguente: 1 A Il fattore di anticipazione combinato con r ( 0. che si ottiene ponendo. t ) che è il tasso periodale vigente nell’intervallo [ 0. — la liquidità. ad eccezione che per la loro scadenza.t ) che è il tasso istantaneo d’interesse vigente nell’intervallo [ 0.t ] . equivalentemente. proprio perché sul mercato non esiste un tasso d’interesse unico ma un tasso per ciascuna scadenza. t ) = v ( 0. in un sistema di assi cartesiani. ipotizzando che tutti gli altri fattori. ogni pagamento futuro disponibile a una certa data s è scontato utilizzando un tasso di interesse funzione della data. δ ( 0. tassi di rendimento inferiori. restano immutati. t )⎤⎦ t La struttura per scadenza dei tassi di interesse.t ] . in funzione della loro vita residua. Con il termine struttura per scadenza dei tassi d’interesse (SPS) o struttura a termine dei tassi d’interesse si intende la relazione strutturale tra tassi di interesse (o prezzi) dei titoli presenti su un dato mercato e le relative scadenze o durate. In pratica. Si consideri un tsc unitario. t ) = ⎡⎣r ( 0. secondo la notazione usata nel testo. che è specifico per la scadenza considerata. t )⎤⎦ t − 1 1 δ ( 0. i titoli più liquidi hanno prezzi superiori o. il seguente: r ( 0. Generalmente. associati a r ( 0. consente di confrontare i tassi di interesse dei titoli. che paga un importo unitario all’istante t e che può essere acquistato alla sua emissione (tempo 0) a un prezzo A.

— ingobbimento. TEORIA DEL PREMIO PER LA LIQUIDITÀ Il mercato richiede un compenso. inoltre. TEORIA DELLE ASPETTATIVE PURE (O NON DISTORTE) La curva riflette le aspettative attuali del mercato sui tassi futuri a breve termine.1 Tassi a termine I tsc possono essere negoziati. TEORIA DELL’HABITAT PREFERITO Gli agenti investono su un dato segmento di scadenze. La SPS cambia se cambia l’istante di valutazione. i quali sono reputati più rischiosi.130 Capitolo Sesto La curva dei tassi assume tre tipiche inclinazioni: — crescente se i tassi a lungo termine sono maggiori di quelli a breve. il cosiddetto premio per la liquidità. Essa può presentare un caratteristico andamento a gobba. esecuzione in un tempo futuro s comunque antecedente a t (tempo di rimborso del tsc). per ipotesi. ossia scelgono di detenere titoli appartenenti a un segmento dell’asse delle scadenze. — piatta se i rendimenti di obbligazioni con differenti scadenze sono uguali. — rotazione. senza considerare i prezzi degli altri titoli. oltre che a pronti. se cambia l’imposizione fiscale. se variano i rendimenti a breve scadenza in misura proporzionalmente maggiore della variazione dei rendimenti a lunga scadenza. Diverse sono le teorie elaborate per spiegare la struttura della yield curve. la domanda e l’offerta di titoli sono scisse per i diversi segmenti. i rendimenti tendono a crescere con la scadenza fino a un certo punto e poi tendono a decrescere con la scadenza. quindi. per la detenzione di titoli con scadenza più lunga. Di seguito ne illustriamo alcune. ma sono disposti a uscire dall’habitat preferito se i titoli di un altro segmento offrono un rendimento maggiore. 8. per cui nel tratto iniziale è crescente mentre nel tratto finale è decrescente. TEORIA DELLA SEGMENTAZIONE DEL MERCATO Gli investitori hanno specifiche preferenze di scadenza. e può presentare tre diversi movimenti: — traslazione parallela. e ricevere. e ricevere esecuzione al tempo 0. — decrescente se i tassi a breve sono più alti dei tassi a lungo. se tutti i rendimenti si muovono dello stesso ammontare. . se. per cui il valore stabilito dal mercato per i tassi a termine coincide con il valore che il mercato stesso si attende per i tassi a pronti futuri. a termine. non comportando una diversa forma né pendenza della curva. se cambia il rischio di insolvenza etc.

s ) s ⎡⎣1 + i ( 0. t )⎤⎦ = ln ⎡⎣1 + i ( s. t )⎤⎦ = e (t − s ) δ ( s. t ) = 1 ln ⎡⎣r ( s. t )⎤⎦t −s − 1 δ ( s. t ) = v ( s. In regime di interesse composto. s )⎤⎦ t ⎡⎣1 + i ( s.Prestiti divisi in titoli: le obbligazioni e loro valutazione 131 Pertanto. Sono espressi dalle relazioni seguenti: 1 i ( s. Per le (8. quindi.t]. t ) = ⎡⎣r ( s. Se è verificata l’ipotesi di coerenza del mercato.t].1) equivalenti alla relazione: r ( 0. t ) che è il tasso periodale praticato sul mercato al tempo 0 per operazioni che si svolgeranno nell’intervallo [s. t ) − sδ ( 0. Si tratta. t ) = r ( 0. quindi. t ) = 1 r ( s.1) i tassi forward sono forniti a partire dai tassi spot e sono impliciti in quanto il loro valore è derivato dalla relazione tra tasso spot di un titolo di durata maggiore e tasso spot di un titolo di durata minore. t ) che è il tasso istantaneo d’interesse praticato sul mercato al tempo 0 per operazioni che si svolgeranno nell’intervallo [s. δ ( s. t )⎤⎦ relativamente all’intervallo [s. t )⎤⎦ t−s Per ogni coppia di istanti s e t.t]. t ) = tδ ( 0. s ) r ( s. Essi sono tassi forward o tassi a termine. usando la simbologia solita. di una legge finanziaria a due variabili cui è associato il fattore di attualizzazione: r ( s. sono i tassi seguenti: i ( 0. i tassi spot e forward praticati devono soddisfare le seguenti relazioni: ⎡⎣1 + i ( 0. t ) = ⎡⎣1 + i ( s. t ) e che indica. e sono tassi d’interesse impliciti nella curva dei tassi spot e rappresentano il rendimento di un tsc con inizio differito. la struttura dei tassi a pronti dà luogo a una legge finanziaria scindibile avente legge di capitalizzazione: r ( s. con s < t. t ) (8.t )(t −s)⎦ ⎡ ⎤ .2) che si assume come ipotesi di coerenza del mercato necessariamente soddisfatta in un mercato dove non esistono opportunità di arbitraggio. il prezzo stabilito in 0 di uno zero coupon bond scambiato al tempo s e scadente al tempo t. t −s = e ⎣δ( s . secondo quanto stabilito in 0. con: 1 A si indica il montante che sarà riscosso in t per ogni importo unitario emesso in s. t )⎤⎦ t −s (8. associati a r ( s. t ) .

5.2) .2) 5. 2) 3.132 Capitolo Sesto Questionario 1. Quando un’obbligazione si dice emessa alla pari? (par.2) 4. In un piano di ammortamento di un prestito obbligazionario. Cosa si intende per zero coupon bond? (par. che differenza esiste tra quota teorica di ammortamento e quota effettiva di ammortamento? (par. 4. 4. Quando si rende necessario effettuare una valutazione distinta di nuda proprietà e usufrutto di un prestito obbligazionario? (par. 2) 2. Cosa si intende per probabilità di rimborso delle obbligazioni? (par.

Fig.2. . . OPERAZIONI FINANZIARIE CERTE Nei capitoli precedenti abbiamo trattato la nozione di operazione finanziaria intesa come operazione di scambio di moneta contro moneta e abbiamo sottolineato come sia possibile riportare finanziariamente somme a una medesima epoca. .4. ossia di fattibilità di un progetto finanziario.a) se comporta uno o più esborsi di risorse monetarie ai quali seguono introiti di flussi anch’essi monetari. in termini di variazioni che interverranno nelle liquidità immediate per effetto dell’operazione. 1. Il TAEG e il TAN. di scelta degli investimenti. 1 – Aspetto monetario dell’investimento (a) e aspetto monetario del finanziamento (b) . Una generica operazione finanziaria è costituita da una successione temporale di entrate e uscite ed è denominata: — investimento (v. Operazioni finanziarie certe. Si parlerà. . quindi. In questo capitolo ci occuperemo della valutazione delle entrate e delle uscite cui le operazioni finanziarie daranno luogo nel corso della loro esistenza. 1. Criterio del risultato economico attualizzato (REA). Fig.3. Criterio del tasso interno di rendimento (TIR). Flussi di cassa Flussi di cassa Tempo Tempo (a) (b) Fig.Questionario. 1.CAPITOLO SETTIMO VALUTAZIONE DELLE OPERAZIONI FINANZIARIE CERTE SOMMARIO: 1. — finanziamento (v.b) se comporta uno o più introiti di risorse monetarie ai quali seguono esborsi di risorse monetarie.

I. U2. noi ci occuperemo del: — criterio del risultato economico attualizzato (REA). di progetto di investimento e di progetto di finanziamento. acronimo di point inputs – continuous outputs. ossia di entrate e uscite puntuali. occorre tenere in considerazione: — l’entità dei flussi monetari compresi e prodotti dall’investimento o dal finanziamento. En. ossia di entrate e uscite che si materializzano in flussi continui. le entrate concernenti le epoche r + 1.I.O. della valutazione di progetti finanziari certi. 1. CRITERIO DEL RISULTATO ECONOMICO ATTUALIZZATO (REA) Sia data una operazione di investimento. ….I. le uscite concernenti le epoche 0.134 Capitolo Settimo Nella valutazione di un investimento e di un finanziamento. 2. rispettivamente. fondamentalmente. ossia di entrate puntuali e uscite che avvengono sotto forma di flussi continui.P. Le operazioni appena descritte sono operazioni finanziarie certe ossia scambi di prestazioni monetarie certe in termini di ammontare e di epoca in cui sono disponibili. I criteri di valutazione dei progetti finanziari sono diversi e dipendono dalla tipologia e dalla natura del progetto: certi o aleatori. — il valore finanziario del fattore tempo. — criterio del tasso interno di rendimento (TIR). Ur. r. è difficile valutare l’attendibilità del debitore. Tra i criteri di scelta di progetti finanziari certi. — criterio del tasso annuo effettivo globale (TAEG) e del tasso annuo nominale (TAN). U1. — C. Essendo la valutazione fatta in via preventiva. Per semplicità di trattazione. si distinguono le seguenti tipologie di operazioni finanziarie: — P.C. ….O.P. …. si parlerà.I. ossia di entrate che avvengono sotto forma di flussi continui e di uscite puntuali.C.. acronimo di point inputs – point outputs. innanzi tutto. quindi. che l’istante iniziale dell’operazione coincida con il tempo 0 e che l’istante finale coincida con il tempo n. Er + 2. In questo capitolo ci occuperemo. — P.O. …. nel successivo dei progetti finanziari aleatori. . — la distribuzione temporale di tali flussi. siano: — U0..O. — Er + 1. acronimo di continuous inputs – continuous outputs. 2. — C.. A seconda che i flussi di capitale in entrata e in uscita siano puntuali o diluiti in un intervallo di tempo. n. anzi.. useremo la convenzione. Nella pratica non si individuano operazioni caratterizzate da uno schema così rigoroso che caratterizza le uscite e le entrate. Non tutte le operazioni finanziarie sono certe. acronimo di continuous inputs – point outputs. r + 2. considereremo solo operazione che originano flussi di cassa nel caso discreto. nella maggior parte delle ipotesi.

— t = [0. In questo volume indicheremo con: — C = [U0. n] il vettore delle scadenze. 1. si definisce risultato economico attualizzato (REA).99. gli esborsi e gli introiti sono: — resi confrontabili dal punto di vista temporale.535. 104. Ma anche con riferimento a un singolo progetto finanziario il criterio è utile in quanto un REA negativo è indice di un’operazione che dà luogo a un flusso in entrata minore di quello ricavabile impiegando i medesimi capitali in base al tasso di attualizzazione del REA. — sommati algebricamente. . 1. Assunta la legge di attualizzazione composta. Risulterà più conveniente quella che presenterà il REA maggiore.050.44] e dal seguente vettore delle scadenze t = [0. La scelta del tasso i è importante.75] e dal seguente vettore delle scadenze t = [0. faremo precedere i singoli flussi in uscita da un segno meno. Er + 1. 1.08. ESEMPIO Si considerino le seguenti operazioni alternative: a) la prima costituita dal seguente vettore di flussi monetari C = [–600. 2. 155. Il criterio può essere utilizzato per valutare la convenienza tra due o più progetti finanziari alternativi. essendo essa soggettiva cioè rimessa alla discrezione del valutatore. … . indicativo delle condizioni a cui un individuo può indebitarsi o reinvestire. il valore attuale netto dei diversi flussi di cassa valutati al tasso i all’epoca 0. U1. Anche se tale scelta costituisce uno dei punti di debolezza del criterio. 3]. 2. in quanto deve essere un tasso di mercato. Determinare quale delle due operazioni è più conveniente sulla base del criterio del REA al tasso del 9%. b) la seconda costituita dal seguente vettore di flussi monetari C = [–500. 3].1) k = r +1 In pratica. ….Valutazione delle operazioni finanziarie certe 135 Stabilito un tasso di valutazione composto i. detto anche valore attuale netto (VAN) o discounted cash flow (DCF). En] il vettore dei flussi monetari. …. il criterio del risultato economico attualizzato è espresso dalla relazione: r REA ( i ) = − ∑ Uk (1 + i ) + −k k =0 n ∑ E (1 + i ) k −k (2.

indubbiamente. 99 ⋅ (1+ 0.1) rispetto a i*.99 1. In ogni caso un’operazione di investimento. Per la determinazione del TIR di una operazione finanziaria occorre risolvere l’equazione (3. 08 ⋅ (1+ 0. 3. più radici. 155. bensì il tasso i* che si ricava dai capitali investiti e che rende uguali il valore attuale dei flussi di cassa attesi in uscita e il valore attuale dei flussi di cassa attesi in entrata. . se si deve decidere tra: — alternative di finanziamento si preferisce quella con TIR minore. 2 – Flussi monetari delle due operazioni Per risolvere il problema si applica la formula (2.050. è denominato tasso interno di rendimento (TIR).1) ai dati: a) REA ( 0. 09 ) + 1.136 Capitolo Settimo Dai dati e dal grafico seguente si evince che si tratta di operazioni di investimento in quanto gli esborsi monetari precedono gli introiti.535. In generale. la più conveniente. La risoluzione di tale equazione può condurre all’individuazione di nessuna radice. che spesso la soluzione della (3. 09 ) = −500 + 104. 25 . 66 .75 b) 0 2 1 2 3 Fig. singolarmente considerata. rende nullo il REA di un’operazione. — alternative di investimento si preferisce quella con TIR maggiore.1) k = r +1 Il tasso incognito che.050. una radice. CRITERIO DEL TASSO INTERNO DI RENDIMENTO (TIR) La soggettività intrinseca al criterio del REA può essere corretta ricorrendo a un criterio in cui l’incognita non è il valore attuale netto delle somme dei diversi flussi di cassa di un’operazione valutati a un tasso scelto. è conveniente se il TIR è maggiore del tasso di interesse di mercato. appunto. a volte più di una finanziariamente accettabili. o comunque una delle soluzioni è finanziariamente insignificante. 09) = 341.08 1. 09) = −600 + 155.44 –600 a) 0 1 –500 3 104. in simboli: r REA ( i *) = − ∑ Uk (1 + i *) + k =0 −k n ∑ E (1 + i *) k −k =0 (3. praticamente. 44 ⋅ (1+ 0.535. 09 ) = 774. −2 −3 L’alternativa b) è. 09) + 1. Uno dei limiti all’applicabilità del criterio in esame è. −2 −3 b) REA ( 0.1) non è unica. ed è noto anche come internal rate of return (IRR). 75 ⋅ (1+ 0.

300. 3. complessa per cui. ✔ Nelle celle dalla A1 alla A6 di un foglio elettronico digitiamo i valori relativi ai 6 flussi di cassa. 4.600.5 e t 2 = 0. per il fattore di anticipazione: (1+ i * )−1 = t e semplificando si ottiene l’equazione di secondo grado nell’incognita t: 10 t 2 + 7t – 12 = 0 le cui radici sono t1 = –1.500 + 500 ⋅ (1+ i * ) + 1. 8 da cui: 1+ i * = 1 0. 1. 2.500 ⋅ (1+ i * ) + 4. 700. 1. 1. 8 cioè: i * = 0. ci avvaliamo di Excel. ✔ In una cella qualsiasi del foglio digitiamo: =TIR.COST(A1:A6) . 5]. 2. Il TIR si trova risolvendo la seguente equazione nell’incognita i*: REA (i * ) = −10. mentre per la seconda si ha: (1+ i * )−1 = 0.800 ⋅ (1+ i * ) = 0 −4 −5 La soluzione di tale equazione è.000 ⋅ (1+ i * ) = 0 −1 −2 Ponendo. 500. essendo una soluzione negativa.200 + 700 ⋅ (1+ i * ) + 1.600 ⋅ (1+ i * ) + −1 −2 −3 +3. 1. evidentemente. ESEMPIO 2 Si determini il TIR dell’operazione finanziaria in cui il vettore dei flussi di cassa è C = [–10.8.500.800] e il vettore delle scadenze è t = [0. 3.200.300 ⋅ (1+ i * ) + 2.500.000] e il vettore delle scadenze è t = [0.25. La prima non è accettabile. 2]. Il TIR si trova risolvendo la seguente equazione nell’incognita i*: REA (i * ) = −1.137 Valutazione delle operazioni finanziarie certe ESEMPIO 1 Si determini il TIR dell’operazione finanziaria in cui il vettore dei flussi di cassa è C = [–1. 4.

TIR = 0. e a entrate Ek alle scadenze tk (k = 1. circa. m).11%. e tale che la somma delle entrate supera quella delle uscite.0511. cioè: n m ∑ E > ∑U k k =1 s s =1 condizione sufficiente di esistenza e unicità del TIR è che la scadenza media aritmetica delle uscite preceda la scadenza della prima entrata. numerate in ordine crescente. per cui il tasso interno di rendimento dell’operazione è pari. 2. quindi. Se nel calcolo del TIR si evidenzia l’esistenza di più radici. al 5. individuare delle condizioni attraverso le quali si può garantire l’esistenza di un unico TIR. il criterio non è immediatamente applicabile per la scelta tra operazioni finanziarie alternative. arrotondando. È necessario.138 Capitolo Settimo Il foglio elettronico è illustrato di seguito: Il valore trovato è. …. n). …. . 2. A tal fine valgono i seguenti teoremi: TEOREMA DI LEVI Data un’operazione finanziaria che dà luogo a uscite Us alle scadenze ts (s = 1. numerate in ordine crescente.

Valutazione delle operazioni finanziarie certe

139

TEOREMA DI NORSTROM
Indicando con S(t) il saldo in t di un’operazione finanziaria, se:
a) S(0) < 0;
p

b) la successione delle somme parziali

∑S

k

cambia segno una sola volta;

k =1

c) la somma S1 + S2 + … + Sn > 0;
allora esiste un solo tasso i * > 0 per il quale REA (i *) = 0.
4. IL TAEG E IL TAN
Il tasso annuo effettivo globale (TAEG) è definito come quel tasso che rende uguali, su base
annua, i valori attuali di tutti gli impegni (prestiti, rimborsi e oneri) esistenti o futuri presi dal
creditore e dal consumatore.
Per l’art. 122 del D.Lgs. 1-9-1993, n. 385 esso rappresenta il costo totale del credito a carico
del consumatore, espresso in percentuale annua del credito concesso. Si contrappone al tasso
annuo nominale (TAN) che è il tasso di interesse, su base annua, richiesto come remunerazione
per l’erogazione di un finanziamento.
Il calcolo del TAEG permette di valutare correttamente il costo effettivo di un finanziamento,
tenuto conto della durata del prestito e delle date previste per i rimborsi, nonché di tutti i costi (quali,
ad esempio, le spese di istruttoria) richiesti al debitore per l’erogazione del prestito. L’adozione di
un’unica formula di calcolo per l’erogazione del credito al consumo consente di effettuare
significative comparazioni tra le diverse offerte del mercato.
Il valore del TAEG è fornito dalla seguente formula:
n

C = S + ∑ Rj (1 + iTAEG )

–j

(4.1)

j =1

dove:
C
S
Rj
iTAEG

è il capitale finanziato;
sono le spese d’istruttoria;
è l’importo della rata da rimborsare in ciascun periodo j, con j = 1, 2, …, n;
è il TAEG incognito.

Si osservi che dall’importo del capitale erogato dal finanziatore vanno preventivamente
scontati, nell’applicare la formula del TAEG, tutti i costi addossati al debitore.
A tal proposito la legge prevede che siano tenute in considerazione anche le eventuali
coperture assicurative stipulate in favore del finanziatore allo scopo di garantire, in caso di morte,
invalidità o infermità del consumatore, il rimborso del credito.
Ciò rende il TAEG più elevato del TAN, anche se offre maggiori garanzie al debitore che non
si vedrà addebitati altri costi oltre a quelli espressamente indicati. Ne è prova il fatto che le
banche, nei contratti di credito al consumo, devono indicare necessariamente non il valore del
TAN bensì quello del TAEG.

140

Capitolo Settimo

ESEMPIO

Una casa automobilistica effettua una campagna pubblicitaria in cui offre un’automobile di un
nuovo tipo al prezzo di 15.600 €. Le condizioni di pagamento sono le seguenti:
— un anticipo di 600 €;
— 15.000 e pagabili mediante 15 rate mensili posticipate di importo pari a 1.025 €;
— TAN 0,025%;
— spese di istruttoria pari a 75 €.
Determinare il TAEG dell’operazione.
Considerando che l’importo della rata è costante e pari a 1.025 €, il TAEG dell’operazione,
espresso in termini mensili e indicato con iTAEG, si ottiene dalla (4.1):
15.000 = 75 + 1.025 ⋅a15 i

TAEG

da cui, attraverso semplici passaggi, si ottiene:
a15 i

TAEG

= 14, 56097561

Il valore del TAEG non si desume direttamente dalle tavole finanziarie relative ai valori attuali
di rendite costanti immediate e posticipate in regime finanziario di interesse composto, ma può
essere ottenuto per interpolazione in corrispondenza della riga n = 15, tra i tassi 0,0025 e 0,005.
Dalle tavole si desume che per i = 0,0025 è a15 0,0025 = 14, 70420264 e per i = 0,005 è
a15 0,005 = 14, 41662465.
Per impiegare il procedimento di interpolazione si applica la seguente proporzione:
(14,70420264 – 14,41662465) : (14,56097561 – 14,41662465) = (0,005 – 0,0025) : (0,005 – iTAEG)
da cui:
0,28757799 : 0,14435096 = 0,0025 : (0,005 – iTAEG)
che dà il valore iTAEG = 0,003745114 ≅ 0,0037.

Questionario
1. Come si chiama l’operazione finanziaria caratterizzata da entrate e uscite puntuali?
(par. 1)

2. Il criterio del risultato economico attualizzato è un criterio soggettivo? Se sì, perché?
(par. 2)

3. Per il criterio del tasso interno di rendimento, tra due alternative di investimento quale si
preferisce?
(par. 3)

4. Per un’operazione finanziaria, cosa vorrebbe dire un TAEG uguale al corrispondente TAN?
(par. 4)

CAPITOLO OTTAVO
VALUTAZIONE DELLE OPERAZIONI FINANZIARIE ALEATORIE

Sommario: 1. Operazioni finanziarie aleatorie. - 2. Criterio del valore medio. - 3. Criterio dell’utilità attesa. - 4.
Criterio della dominanza stocastica. - 5. Criterio media-varianza. - 6. I coefficienti alfa e beta e il CAPM. Questionario.

1. OPERAZIONI FINANZIARIE ALEATORIE
Finora si è supposto di effettuare delle scelte in un contesto di certezza dove esiste un legame
biunivoco tra azioni perpetrate realizzando un progetto finanziario e conseguenze, dove a ogni
azione corrisponde, cioè, una e una sola conseguenza e viceversa: la corresponsione (periodica
o una tantum) degli interessi, contro il rimborso graduale o in un’unica soluzione del capitale
investito.
Nella realtà, non tutti i titoli sono caratterizzati da rendimenti certi in termini di ammontare
e di epoca in cui si rendono disponibili; si considerino i titoli azionari i cui dividendi sono ripartiti
una sola volta nel corso dell’anno e dipendono dall’andamento del mercato azionario, oppure i
titoli obbligazionari rimborsabili mediante estrazione a sorte per i quali, al verificarsi dell’evento
estrazione, si interrompe il reddito cedolare ed è corrisposto all’investitore il valore di rimborso.
In questo capitolo tratteremo i criteri di scelta di progetti i cui flussi di cassa sono legati a eventi
aleatori, le cosiddette operazioni finanziarie aleatorie, e precisamente ci occuperemo del:
— criterio del valore medio;
— criterio dell’utilità attesa;
— criterio della dominanza stocastica;
— criterio media-varianza
Infine, analizzeremo un modello di equilibrio dei mercati finanziari, il CAPM, che muove dai
principi propri del criterio media-varianza.

2. CRITERIO DEL VALORE MEDIO
Per valutare il flusso dei rendimenti di investimenti aleatori, il criterio del valore medio
opera sulla base di aspettative e ragiona, quindi, in termini probabilistici; non parla di rendimenti
effettivi bensì di rendimenti attesi.
Del concetto di valore medio ci occuperemo nel capitolo decimo sulle variabili casuali (v.c.).
Per applicare il criterio occorre considerare una grandezza finanziaria incerta come una v.c., in cui
a ogni possibile valore della grandezza si associa una probabilità. Si sostituisce, pertanto, alla
successione di flussi aleatori il loro valore medio considerato, quindi, grandezza certa; anche se tale
valore è in teoria atteso (da cui la denominazione di valore atteso) in realtà potrebbe realizzarsi mai.

142

Capitolo Ottavo

Il criterio è anche denominato della speranza matematica, definizione mutuata della teoria
dei giochi d’azzardo, secondo cui, un gioco a seconda del guadagno attivo (ossia della differenza
tra quanto si incassa e quanto si paga) si definisce:
— equo se il valore medio del guadagno è nullo;
— vantaggioso se il valore medio del guadagno è positivo;
— svantaggioso se il valore medio del guadano è negativo.
Ovviamente, il criterio risente della soggettività della scelta sia del valore da attribuire alle
grandezze sia del valore da assegnare a ciascuna probabilità.
Sia data una grandezza finanziaria incerta X, la sua distribuzione di probabilità è:
⎧ x , x , …, xn
X :⎨ 1 2
⎩ p( x1 ), p( x2 ), …, p( xn )
dove con xi, i = 1, 2, …, n, si sono indicati i possibili valori della grandezza, mentre con p(xi),
i = 1, 2, …, n, si sono indicate le rispettive probabilità.
Si noti, che per semplicità di trattazione, abbiamo utilizzato una v.c. discreta, anche se il
criterio è applicabile anche al caso di v.c. continue.
Il valore medio di tale variabile è:
n

E ( X ) = ∑ xi p ( xi )

(2.1)

i =1

Dal confronto tra l’esborso iniziale con il valore medio trovato, si conviene l’opportunità del
progetto finanziario; infatti, se il valore atteso è maggiore dell’esborso iniziale il progetto risulta
realizzabile, viceversa il progetto non è conveniente.
Nel valutare più progetti finanziari aleatori, per il criterio del valore medio, conviene quello
con valore medio più elevato.
ESEMPIO 1

Un giocatore d’azzardo vince 20 € se una carta estratta da un mazzo è di cuori, ne vince 40
se la carta è di quadri, ne perde 30 se la carta è di fiori e non vince né perde se la carta è di picche.
Determinare il suo guadagno atteso.
La v.c. X è data dalla vincita (o dalla perdita) e la sua funzione di probabilità è rappresentata
nella tabella seguente:

xi
20
40 –30
0
p(xi) 0,25 0,25 0,25 0,25
Tabella 1
La speranza matematica è data da:
E (X ) = 20 ⋅ 0,25 + 40 ⋅ 0,25 – 30 ⋅ 0,25 + 0 ⋅ 0,25 = 7,5
Ne consegue che il guadagno atteso dal giocatore è di 7,5 €.

33 0. 26 ⋅ 0.19 = 0. e l’altro contraente. attraverso il pagamento del premio.20 0.10 ⋅ 0.c.25 0. 30 + 0. 33 + 0.20 0.15 0.30 0.: X. E ( Z ) = 0.23 0. — assicurazioni caso morte quando l’evento che fa sorgere l’impegno dell’assicuratore è la morte dell’assicurato entro la scadenza stabilita.16 ⋅ 0. 23 ⋅ 0. La definizione appena data si riferisce a un contratto di assicurazione sulla vita.10 ⋅ 0. mira a procurarsi una somma o una rendita in relazione a un evento attinente la vita umana.18 + 0. è preferibile a X e a Y.10 0. .25 0.35 0. 08 ⋅ 0. dietro pagamento di un compenso. 0943 .24 0. l’assicuratore.19 Tabella 2 I rendimenti attesi ottenuti utilizzando la formula (2. passa da una situazione aleatoria a una situazione di certezza.c. per cui. Prima di addentrarci nell’argomento diamo alcune necessarie definizioni. E (Y ) = 0.1 Il criterio del valore medio nella teoria delle assicurazioni Il criterio del valore medio trova un’importante applicazione nella teoria delle assicurazioni. 25 = 0. 2. 20 ⋅ 0. 35 = 0. 25 + 0.1) sono i seguenti: E ( X ) = 0. Z presenta il rendimento atteso più alto.15 ⋅ 0. Il contratto di assicurazione è un contratto bilaterale attraverso cui una parte. ESEMPIO 2 Siano date tre v.06 0.10 0.26 0. Y e Z.18 0. si impegna al pagamento delle prestazioni assicurate come contropartita del premio. 26 + 0.18 0.20 0.143 Valutazione delle operazioni finanziarie aleatorie A questo punto sarebbe anche possibile stabilire una misura dell’equità del gioco in base alle poste stabilite per giocare. La tabella seguente illustra le aspettative circa il valore del loro rendimento e le rispettive probabilità pi: X Y Z xi p(xi) yi p(yi) zi p(zi) 0.11⋅ 0. 24 ⋅ 0.26 0. 35 + 0. l’assicurato.16 0.171 . 20 + 0. detto premio. 06 ⋅ 0. — assicurazioni miste che è una combinazione delle due precedenti.14 0.11 0. in cui l’assicurato.08 0. È evidente che la v. in quanto il rischio insito nell’evento assicurato è a carico dell’assicuratore.1922 . per il criterio del valore medio.35 0.14 + 0. 20 + 0. Si distinguono tre tipologie di assicurazioni sulla vita: — assicurazioni caso vita quando l’evento che fa scaturire l’impegno dell’assicuratore è la sopravvivenza dell’assicurato alla scadenza o alle scadenze stabilite.18 ⋅ 0.

definisce l’utilità come un indice cardinale delle preferenze del consumatore in un ambito di incertezza del risultato e parte dal presupposto che l’individuo non conosce con certezza in anticipo quale stato del mondo si verificherà. inevitabilmente. quindi non si parla solo di valore medio. Il premio si dice puro quando stabilisce l’equivalenza attuariale tra gli impegni dell’impresa di assicurazione. appunto. che consente di riportare finanziariamente a un dato tempo gli importi a carico di entrambe le parti. CRITERIO DELL’UTILITÀ ATTESA Il criterio che andremo a illustrare si basa su una teoria elaborata da von Neumann e Morgenstern nel 1947. che devono essere commisurate agli impegni dell’impresa di assicurazione. che studia le preferenze del consumatore in condizioni di rischio. cioè quando l’individuo è chiamato a prendere una decisione senza conoscere ex ante quale stato del mondo si verificherà. di un bene a soddisfare determinati bisogni. il beneficiario è distinto dal contraente (che può essere anche assicurato). Il modello teorizzato da von Neumann e Morgenstern si basa sul concetto di utilità ossia sull’attitudine. per calcolare gli impegni delle parti contraenti si deve verificare l’uguaglianza seguente. e quelli del contraente. in cui. Le tre figure possono anche convergere in un’unica persona.a. il tasso tecnico coincide con il tasso in base al quale l’impresa di assicurazione investe i propri fondi. In pratica. denominato tasso tecnico.). sono: — il contraente che è colui che stipula il contratto di assicurazione e che è tenuto al pagamento dei premi e che esercita i diritti del contratto. quindi. L’assicurato ha diritto alle prestazioni stabilite contro una o più prestazioni. come si è visto. intesi come pagamento delle prestazioni assicurate. 3. Questo modello è stato largamente applicato allo studio del comportamento economico. che consentono all’assicuratore di recuperare spese e provvigioni. In teoria. nel sostituire alle grandezze i corrispondenti valori medi. Concludendo.144 Capitolo Ottavo I soggetti che intervengono nel contratto di assicurazione. — il beneficiario che è colui che è investito dal contraente a ricevere le somme assicurate. tranne per l’assicurazione caso morte. Nel quantificare gli impegni delle parti si deve considerare il carattere aleatorio dell’operazione e applicare il criterio del valore medio che consiste. reale o presunta. denominata. bensì di valore attuale medio (v. i premi sono soggetti a incrementi. a ciascuno dei quali associa . detti caricamenti.m. ma solo la lista dei possibili eventi. dette premi. sulla cui vita è stipulato il contratto. nel gergo attuariale definita testa assicurata. Nel caso specifico dei contratti di assicurazione oltre all’aleatorietà si deve prendere in considerazione anche il fattore temporale. — l’assicurato che è la persona fisica. equivalenza attuariale: valore attuale medio impegni impresa di assicurazione = valore attuale medio impegni assicurato Per valutare tali valori medi si deve fare riferimento a un tasso d’interesse. oltre all’assicuratore.

Per il criterio in esame. se il comportamento di un individuo si conforma ad alcuni assiomi.c. non comporta lo stesso incremento di soddisfazione rispetto al passare dal possesso di 100. ….000 euro.000 euro. che permette di valutare l’attitudine al rischio e che gode di due proprietà: — rispetta l’ordine delle preferenze. Muove dal presupposto che quantità aggiuntive di un bene. — continuità. variando la probabilità assegnata alle conseguenze. p( x2 ). La funzione è del tipo: u = u(x) ed è una funzione reale di variabile reale che associa a ogni determinazione del capitale una certa utilità. per un individuo. secondo cui tutte le distribuzioni possono essere ordinate e in questo ordinamento non esiste contraddizione. secondo cui. — permette di esprimere l’utilità attesa in funzione dei risultati possibili e delle probabilità che tali risultati si verifichino. pari a: ⎧⎪u ( x1 ) .Valutazione delle operazioni finanziarie aleatorie 145 una probabilità di realizzazione.c. allora è del tipo: ⎧ x .000 euro a 101. secondo cui si preferiscono le distribuzioni che assegnano le conseguenze migliori con la probabilità più alta. discreta con valori e. Secondo tale modello.000 euro al possesso di 1. È questo il concetto di utilità marginale decrescente di un bene. cambiano anche con continuità le preferenze. p ( x2 ) . le decisioni degli agenti economici si conformano a una funzione di utilità attesa dei risultati.010. — monotonicità. u ( xn ) U (X) : ⎨ ⎩⎪ p ( x1 ) . Per il criterio dell’utilità attesa. …. ASSIOMI DELLE PREFERENZE Gli assiomi su cui il criterio si fonda sono i seguenti: — completezza e coerenza. …. comportano. …. xn X :⎨ 1 2 ⎩ p( x1 ). allora dire che un’azione o una distribuzione di probabilità è preferita a un’altra distribuzione equivale a dire che ha un’utilità attesa maggiore. x . X). p ( xn ) . l’agente economico mira a massimizzare il valore atteso della funzione di utilità. nel nostro caso quantità aggiuntive di capitale. u ( x2 ) . p( xn ) l’utilità del possesso che dalla stessa deriva sarà una v. rispettive probabilità (coincidenti con quelle della v. aumenti di soddisfazione via via più piccoli: passare dal possesso di 10. in quanto l’agente economico è sempre in grado di confrontare tali distribuzioni a due a due e di esprimere un giudizio. Data una grandezza aleatoria X se essa è: — discreta. che caratterizza la teoria economica.

Nel valutare più progetti finanziari aleatori. occorre individuare. per il criterio dell’utilità attesa. pertanto. se X è una: — variabile discreta. allora l’utilità attesa è: E [U ( X )] = +∞ ∫ u ( x ) f ( x ) dx (3.c. dell’ammontare incerto X. allora a essa è associata la funzione di densità di probabilità (concetto di cui ci occuperemo nel par. .c. L’utilità attribuita a un ammontare aleatorio è essa stessa aleatoria. 2 — la funzione logaritmica u(x) = ln(x). ma sono costituiti da trasformazioni di tali espressioni. continua del tipo U(x) cui è associata la funzione di densità di probabilità f(x)..4) e che è denominato equivalente certo. le espressioni analitiche delle funzioni di utilità degli individui non sono così semplici.2) i =1 — variabile continua. Nella realtà. per cui l’utilità del possesso che dalla stessa deriva sarà una v. a — la funzione quadratica u ( x ) = x − x 2 con a numero reale positivo. un valore xc tale che: u ( xc ) = u [ X ] (3. conviene quello con utilità attesa più elevata.146 Capitolo Ottavo — continua.1) data dal valore medio delle utilità ponderate con le rispettive probabilità. 6 del capitolo decimo). Nella pratica la funzione u = u(x) non è calcolabile per valori del suo argomento che hanno la natura di v.3) −∞ Le funzioni di utilità tipicamente usate sono: — la funzione lineare u(x) = x. o equivalente a certezza. definita in tutto l’asse reale. — la funzione esponenziale u(x) = 1 – exp(–ax) con a numero reale positivo. se esiste. allora l’utilità attesa è: n E [U ( X )] = ∑ u ( xi ) p ( xi ) (3. Il possesso di xc procura a un individuo lo stesso livello di soddisfazione del possesso di X. ma si può trasformare in grandezza certa attraverso la determinazione del suo valore atteso o utilità attesa: u [ X ] = E [U ( X )] (3. pertanto.

25 ⎪ Y :⎨ 1 1 1 ⎪⎩ 3 . d) Y. 3 . . b) Per determinare quale delle due operazioni è preferita per il criterio dell’utilità attesa calcoliamo: 1 u [ X ] = ( 25) 2 ⋅ 1 1 1 1 1 + (16 ) 2 ⋅ − ( 4 ) 2 ⋅ = 1. 16. 25 4 4 2 1 1 1 E (Y ) = 64 ⋅ + 16 ⋅ + 25 ⋅ = 35 3 3 3 da cui: E [Y ] > E [ X ] In media. 4 .: ⎧25.Valutazione delle operazioni finanziarie aleatorie 147 ESEMPIO Un individuo deve scegliere tra due operazioni con guadagno aleatorio rispettivamente uguale alle v. 3 Le preferenze del soggetto sono espresse dalla funzione di utilità: 1 u (x ) = x 2 Determinare qual è l’operazione preferita dall’individuo in base al criterio: a) del valore medio. Y è preferita a X . Determinare l’equivalente certo del guadagno aleatorio: c) X.c. 667 3 3 3 da cui: u [Y ] > u [ X ] Anche secondo il criterio dell’utilità attesa. b) dell’utilità attesa. 16 –4 ⎪ X :⎨ 1 1 1 ⎪⎩ 4 . 2 e ⎧64. a) Per determinare quale delle due operazioni è preferita per il criterio del valore medio calcoliamo: E ( X ) = 25 ⋅ 1 1 1 + 16 ⋅ − 4 ⋅ = 8. il rendimento Y è preferito al rendimento X . 25 2 4 4 1 1 1 1 1 1 u [Y ] = ( 64 ) 2 ⋅ + (16 ) 2 ⋅ + ( 25) 2 ⋅ = 5.

ossia la derivata seconda u "( x ) > 0 (v. — nel caso di avversione al rischio. guadagno aleatorio coincide con quella del suo valore medio. Fig.a). 25) = 1. l’utilità della v. ossia la derivata seconda u "( x ) < 0 (v. 1. . un’utilità marginale crescente.148 Capitolo Ottavo c) L’equivalente certo del guadagno aleatorio X è quell’ammontare monetario xc tale che: u ( x c ) = u [X ] ossia: 1 ( x c ) 2 = 1. presenta. Fig. si ricava facilmente: x c = (1. la funzione di utilità è convessa. l’utilità di ricevere con certezza una somma pari al rendimento atteso è inferiore all’utilità attesa. la differenza tra u [ X ] e E [U ( X )] dipende dal verso in cui la curva rappresentativa della funzione di utilità volge la sua concavità.c. il valore atteso della quantità aleatoria piuttosto che la quantità aleatoria stessa e attribuisce utilità decrescente agli importi via via che questi crescono. si ricava facilmente: y c = ( 5. Da tale verso si evince. l’atteggiamento di un agente economico nei confronti del rischio: — nel caso di neutralità al rischio. utilità marginale decrescente. la funzione di utilità è una retta e il criterio dell’utilità attesa coincide con quello del valore atteso. quindi. rende l’individuo indifferente al guadagno aleatorio X. cioè. quindi. per l’agente economico. piuttosto che compiere un’azione il cui risultato dipende da un elemento aleatorio. esibisce. — nel caso di propensione al rischio. 667 da cui. 25 da cui. l’agente preferisce restare nella situazione in cui si trova. se.111 2 3. la funzione di utilità è concava. 5625 2 tale ammontare monetario. 1.b). preferisce. cioè. 667 ) = 32. d) L’equivalente certo del guadagno aleatorio Y è quell’ammontare monetario xc tale che: u ( y c ) = u [Y ] ossia: 1 ( y c ) 2 = 5. se ricevuto con certezza.1) è valida.1 Avversione o propensione al rischio Per una generica funzione di utilità non sempre l’uguaglianza (3.

la funzione di utilità impiegata per valutare importi aleatori è crescente. La misura dell’avversione al rischio di un individuo. invertibile. secondo Arrow-Pratt. in simboli: α (x) = − u "( x ) u '( x ) che è: — nulla solo se l’utilità è lineare. cambiato di segno. — positiva in caso di avversione al rischio. si ha: α(x) = 0 a — per la funzione u ( x ) = x − x 2 con a numero reale positivo. si ha: α (x) = a (3.5) . La (3.5) assume i seguenti valori in corrispondenza delle funzioni indicate di seguito: — per la funzione u(x) = x. 1 – Propensione al rischio (a) e avversione al rischio (b) Generalmente. — negativa in caso di propensione al rischio. si ha: 2 α (x) = a 1 − ax — per la funzione u(x) = ln(x). concava. si ha: α (x) = 1 x — per la funzione u(x) = 1 – exp(–ax) con a numero reale positivo. è espressa dal rapporto. tra la derivata seconda della funzione di utilità e la derivata prima della stessa.149 Valutazione delle operazioni finanziarie aleatorie u(x) u(x) u(E(x)) u[x] Premio per il rischio xc x (a) E(x) x (b) Fig. continua e derivabile.

889 4. Vi possono essere così diversi ordini di dominanza stocastica a seconda dei vincoli imposti alle preferenze.5 ) = 0.5−1 = 0. 5x 0. determinare: a) la misura dell’avversione al rischio. 6875 l’individuo è disposto a pagare tale ammontare per eliminare il rischio e ottenere sicuramente il guadagno atteso.5): u ' ( x ) = 0. Il rapporto tra le derivate è: α (x ) = – –0. 0. si avvale di un concetto molto importante. CRITERIO DELLA DOMINANZA STOCASTICA Con il criterio della dominanza stocastica le distribuzioni sono ordinate partendo dalle caratteristiche delle preferenze individuali. 5x −0.5 b) Il premio per il rischio per il guadagno aleatorio X è: Premio ( X ) = E ( X ) − x c = 8. b) il premio per il rischio per il guadagno aleatorio X. c) Il premio per il rischio per il guadagno aleatorio Y è: Premio (Y ) = E (Y ) − y c = 35 − 32. 25x −15. un aumento nella rischiosità implica un aumento del premio per il rischio.150 Capitolo Ottavo Il criterio dell’utilità attesa. infatti. 5x –0. 25x –15. Il premio per il rischio dipende dalla rischiosità della combinazione rischiosa. +0. 5) x −0.111 = 2. Come si vede dal valore assunto dalla derivata seconda. inteso come il pagamento massimo che l’individuo è disposto a effettuare per eliminare il rischio e ottenere con certezza il guadagno atteso dalla combinazione rischiosa. 5625 = 6. . la funzione di utilità è concava.b. ESEMPIO Relativamente all’esempio precedente. 25 − 1. 5x –15. inoltre. esso è pari alla differenza tra il valore atteso e l’equivalente a certezza ed è stato tracciato nella figura 1.5−1 = −0. 5x –1 = x 0.5 u " ( x ) = ( −0. applicato in svariati ambiti economici: si tratta del premio per il rischio. per cui l’individuo è avverso al rischio. 5 = – ( –0. 1 a) La misura dell’avversione al rischio si ottiene applicando alla funzione di utilità u ( x ) = x 2 la (3. 5)( 0. c) il premio per il rischio per il guadagno aleatorio Y.

Ci serviremo di seguito. Nella realtà. Fx(x). dominata (nel nostro caso la Y) al di sotto della v. in un punto almeno. X domina stocasticamente Y se è preferita da tutti gli individui che hanno preferenze monotòne..c. le distribuzioni di due v. ossia funzioni di utilità crescenti. Analizziamo il caso di dominanza stocastica del secondo ordine in cui.c. .1) che è detta relazione di dominanza stocastica e in cui la disuguaglianza stretta vale per almeno un x.1 Dominanza stocastica del primo ordine In caso di dominanza stocastica del primo ordine. è semplicistica. 2 – X è in relazione di dominanza stocastica del primo ordine con Y Dalla figura si evince che X domina stocasticamente Y. si considerano individui avversi al rischio (con funzioni di utilità decrescenti e concave).c. di caratteristiche relative alle v. che. su un’altra.c. X e Y che possono assumere: — valore comune xa con probabilità p. e precisamente del concetto di distribuzione cumulata che sarà esposto nel paragrafo 6 del capitolo decimo.151 Valutazione delle operazioni finanziarie aleatorie 4. in quanto tutti i valori di X sono uguali o superiori a Y.1) è rappresentata dal grafico della v. la sola caratteristica delle preferenze presa in considerazione è quella della monotonicità. con distribuzione cumulata Fx e Fy. per ogni x reale: Fx(x) ≤ Fy(x) (4.2 Dominanza stocastica del secondo ordine L’ipotesi di dominanza stocastica di una v. difficilmente si trovano in relazione di dominanza stocastica così come è espressa dalla (4. oltre alla caratteristica delle preferenze di monotonicità.. 4.c. Si considerino due v. si dice che X domina stocasticamente Y se. Geometricamente. — valori xb o xc con la restante probabilità 1 – p. Praticamente. la (4.c. rispettivamente. Fy(x) Curva continua = Fx Curva tratteggiata = Fy 1 p • • • ° ° ° xa xc xb X Fig. X e Y (discrete o continue). o semplicemente dominanza stocastica.c.1). Siano date due v. considerata analizzando semplicemente la distribuzione cumulata delle due v. si trova strettamente al di sopra.c.

152 Capitolo Ottavo Volendo definire la dominanza stocastica in termini di funzione di distribuzione cumulata occorre introdurre il concetto di area cumulata di una v.c.c. in quanto l’area cumulata della v. discrete. Fx(x). Y.2) y −∞ Esiste almeno un valore di x per cui la disuguaglianza (4. .c. espressa da: x AX ( x ) = ∫ F (t ) dt x −∞ e che rappresenta l’area del trapezoide individuato da Fx(x).c. 3 – X è in relazione di dominanza stocastica del secondo ordine con Y Dalla figura si evince che X domina stocasticamente Y. si verifica dominanza stocastica del secondo ordine di X su Y se: Ax(x) ≤ Ay(x) ovvero se: x ∫ Fx (t ) dt ≤ −∞ x ∫ F (t ) dt (4. e la relazione è di dominanza stocastica del secondo ordine. si può avere dominanza stocastica del secondo ordine anche se i grafici di Fx(x) e di Fy(x) si intersecano purché si mantenga non negativa la somma delle aree con segno della funzione differenza delle due funzioni di distribuzione.2) vale in senso stretto. X non supera mai l’area cumulata corrispondente di Y. Fy(x) Area tratteggiata orizzontalmente Ax(x) Area tratteggiata verticalmente Ay(x) 1 Fx(x) Fy(x) X Fig. Definita in maniera analoga l’area cumulata di una v. Graficamente. La definizione di dominanza stocastica del secondo ordine può essere estesa anche a v. X definita per ogni x reale.

a parità di valore medio.c. in modo particolare. una misura di questo aspetto della variabilità è fornita dalla varianza dei rendimenti attesi. tale che: ⎧ x . E(X) e E(Y). o piano M-V. la dispersione. — a parità di valore medio. rispettivamente. La varianza è un indice statistico di variabilità che si ottiene come media dei quadrati degli scarti dal valore medio. Il criterio media-varianza (M-V) effettua un’analisi rischio – rendimento di un progetto. noto anche come piano rischio-rendimento. Gli individui preferiscono quei portafogli che presentano un rendimento atteso maggiore a parità di rischiosità e. …. discreta X. x . E ( X )) . per convenzione. in simboli se Var(X) = Var(Y) e se E(X) > E(Y). per cui la v. rispettivamente. si sceglie quella con maggiore valore medio. Una caratterizzazione più completa del criterio del valore medio si può ottenere valutando la variabilità del rendimento. ….c. mostra varianza minore. sull’asse delle ascisse la varianza e sull’asse delle ordinate il valore medio. mostra maggiore valore medio. allora X è preferita a Y. mentre progetti aleatori presentano varianza crescente al crescere del rischio.Valutazione delle operazioni finanziarie aleatorie 153 5. xn X :⎨ 1 2 ⎩ p( x1 ). CRITERIO MEDIA-VARIANZA Due progetti finanziari diversi possono avere lo stesso valore atteso ma diversa rischiosità: è questo uno dei limiti fondamentali posti alla opportuna applicazione del criterio del valore medio nella valutazione di progetti finanziari aleatori. una rischiosità minore a parità di rendimento atteso. che stima il rischio al quale l’investitore può andare incontro. . che specifica il maggiore o minore addensamento attorno al rendimento atteso. e varianze. — X è preferibile a Z in quanto. con valori medi. date due grandezze aleatorie X e Y. per tale criterio. di conseguenza è nulla.1) i =1 I progetti finanziari certi non presentano dispersione dei dati attorno al valore medio e la varianza. X sarà evidentemente identificata dal punto ( Var ( X ) . Data una v. al tempo stesso. in simboli se E(X) = E(Y) e se Var(X) < Var(Y). si ha che: — a parità di varianza. si sceglie quella con minore varianza. Una grandezza aleatoria è caratterizzata soltanto da questi due parametri: valore medio e varianza. Le rette tratteggiate costituiscono l’insieme delle grandezze che sono preferibili a Y. a parità di varianza. p( xn ) l’espressione analitica della varianza è: n Var ( X ) = σ 2 = ∑ [ xi − E ( X )] p( xi ) 2 (5. Graficamente si è soliti rappresentare il criterio in esame in un piano cartesiano. p( x2 ). in cui si pone. ossia la sua attitudine ad assumere diversi valori e. allora X è preferita a Y. Var(X) e Var(Y). Dalla figura 4 si evince che: — Y è preferibile a Z in quanto.

dal tratto crescente compreso tra il punto più alto e quello più a sinistra dell’insieme delle opportunità e che in figura è rappresentata dal tratto in neretto.c. detta frontiera efficiente (o dell’efficienza). detto insieme delle opportunità. . La composizione ottimale dipende dai rendimenti attesi e dalle varianze dei rendimenti connessi con le diverse composizioni nonché dalla struttura delle preferenze dell’investitore. l’investitore accetta una opportunità con maggiore varianza. Fig. precisamente. rappresentante una opportunità. 4 – Criterio media-varianza per le v. Ogni punto della curva consente la massimizzazione del rapporto rendimento-rischio. X.154 Capitolo Ottavo M • Y X • •Z V Fig. rappresentabile graficamente con una regione chiusa (v. salendo sulla curva. concetto noto in economia e che indica che non ci si può spostare da uno di essi sulla curva senza peggiorare almeno una delle variabili. si potrà desumere dalla frontiera di tale insieme una curva continua. luogo geometrico delle cosiddette opportunità efficienti. solo se tale opportunità presenta un maggiore valore medio. 5 – Insieme delle opportunità e frontiera efficiente I punti della frontiera efficiente sono di ottimo paretiano. Dato un punto sulla frontiera. dato. Y e Z Supposto che le alternative costituiscano un insieme. M V Fig. 5).

c. con varianza maggiore solo se questa presenta maggiore rendimento atteso.000086 0.000841 0.000299 Totale 0. rappresentante una certa combinazione di rendimento atteso e rischio.000873 Totale 0.000204 0. i calcoli per la determinazione della varianza si desumono dalla seguente tabella: X [xi – E(X)] Y Z [xi – E(X)] p(xi) [yi – E(Y)] [yi – E(Y)] p(yi) [zi – E(Z)] [zi – E (Z )]2p(zi) 0.000389 Totale 0.002285 0.c.000210 0. per l’agente economico.000011 0. sta al singolo investitore. identificare l’insieme delle proprie curve di indifferenza.000037 0. che presenta maggiore variabilità.000032 0.c. poi. Fig.000441 0. Essa è concava verso l’alto in quanto a elevati livelli di varianza aumenta il rifiuto da parte dell’individuo di ulteriori aumenti della stessa. tale pendenza è positiva in quanto.008501 0.000121 0.000081 0.000165 0.c.000132 0. Le curve di indifferenza di un individuo sono parallele tra loro (v.000371 0.001176 0. dove per curva di indifferenza si intende quel luogo dei punti del piano M-V che.000016 0. sono ugualmente desiderabili e la cui pendenza misura il grado individuale di avversione al rischio. data una v.002975 0. 6 – Punto di ottimo per l’agente economico ESEMPIO Facendo riferimento ai dati di cui alla Tabella 2 relativa al criterio del valore medio stabilire qual è la v.. l’individuo è disposto ad accettare una v. M P V Fig.000246 0. L’ottimo individuale è nel punto P in cui la curva di indifferenza più elevata è tangente alla frontiera efficiente.000457 0.001429 0. Per le tre v.004597 0.004676 2 2 2 2 2 Tabella 3 .155 Valutazione delle operazioni finanziarie aleatorie Per ordinare tali preferenze.000030 0. 6).

è perfettamente correlata al rendimento di mercato. La v. essendo una rappresentazione semplificata ed analogica della realtà. I valori assunti da β consentono di evidenziare la .000299. mentre. Var(Z) = 0. A maggior ragione. dal modello ipotizzato è stata eliminata una componente stocastica di disturbo.1) è una retta. le varianze delle tre v.c. quindi. Per descrivere sinteticamente il legame esistente tra rendimento di un titolo e rendimento di mercato si ricorre a un modello matematico che. Assunto un legame di tipo lineare tra il rendimento di un titolo e il rendimento di mercato.156 Capitolo Ottavo Pertanto. Ne conseguirà uno spostamento della domanda di mercato e quindi del prezzo che porterà il rendimento effettivo a un livello più in linea con la variabilità della distribuzione dei probabili risultati. sebbene essa presenti il più alto rendimento atteso è anche la più rischiosa. Nella (6. è indipendente dallo stesso. la cosiddetta retta di regressione. non tiene conto di tutti i fattori che concorrono alla determinazione del rendimento.1) α rappresenta l’intercetta. che presenta maggiore variabilità è Z. 6. denominata rendimento diversificabile. nello scegliere tra X e Z . Var(Y) = 0. l’altra.000389. per questo motivo un investitore. potrebbe essere orientato verso la prima. denominata rendimento sistematico. mentre β è il coefficiente angolare. sono: Var(X) = 0. ossia il punto di intersezione della retta con l’asse delle ordinate ed esprime la propensione del titolo a variare indipendentemente dal variare del rendimento di mercato. Per semplicità di trattazione. Siano R il rendimento del titolo e Rm il rendimento di mercato.1) La rappresentazione grafica della funzione matematica espressa dalla (6.004676. ossia l’inclinazione della retta e rappresenta l’indice di reattività al mercato. è ora possibile dare una rappresentazione analitica del modello ipotizzato: R = α + βRm (6. I COEFFICIENTI ALFA E BETA E IL CAPM Per valutare il grado di rischiosità di un titolo è possibile scindere il suo rendimento in due parti.c. due investimenti che hanno un medesimo tasso di rendimento ma diversa variabilità dei rendimenti probabili non presentano la stessa appetibilità. il fattore che lega le due variabili è indicato con β (beta) e fornisce una misura del comportamento del titolo rispetto a un dato indice di riferimento. A parità di rendimento effettivo l’investitore razionale sceglierà quell’investimento che presenta il minor grado di variabilità dei rendimenti e quindi un minore rischio. il fattore che definisce il rendimento diversificabile è indicato con α (alfa) e rappresenta il valore medio dei diversi rendimenti non sistematici. che passa attraverso i punti-immagine del diagramma rappresentativo dei dati. l’una.

66 0.540 25.510 25. nelle prime due colonne. il suo valore è dato dal rapporto tra la covarianza (Cov (R.550 25.40 1.600 0.200 – 0.500 1.66 – 0.510 25. Pertanto: — se β > 0 esiste una relazione diretta tra rendimento del titolo e rendimento del mercato.40 1.79 Tabella 4 .65 – 0. Inoltre.67 0.100 0. le successive due colonne illustrano. ossia al crescere dell’indice di mercato decresce il rendimento del titolo e viceversa. La tabella seguente illustra.95 – 0.540 25.Rm)) tra le due variabili e la varianza (Var (Rm)) di Rm.157 Valutazione delle operazioni finanziarie aleatorie relazione esistente tra R e Rm. in altre parole.32 0.400 – 0. le variazioni percentuali da una seduta all’altra. — se 0 < β < 1 il titolo presenta scarsa sensibilità a variazioni del rendimento di mercato. — se β = 1 le variazioni del rendimento del titolo coincidono con le variazioni del rendimento di mercato.80 1.550 25.500 25.300 0.39 1.300 0.39 1. — se β < 0 esiste una relazione inversa tra rendimento del titolo e rendimento del mercato.40 1. in simboli: β= Cov ( R.78 1.500 25.65 0.000 — 1. infatti.520 25.300 – 1. sia nel rendimento del titolo sia nell’indice di borsa: Titolo Indice di borsa Variazione percentuale rendimento titolo — Variazione percentuale indice di borsa 1. Rm ) Var ( Rm ) dove la covarianza è un indice statistico atto a fornire una misura della contemporanea variazione di due variabili.510 25.65 0. al crescere dell’indice di mercato cresce il rendimento del titolo e viceversa. le quotazioni di un titolo e le quotazioni di un indice di borsa in riferimento a 10 sedute.67 0. il rendimento del titolo aumenta in misura più che proporzionale. invece.500 2. si distingue: — se β > 1 a un aumento di un punto percentuale del rendimento di mercato.79 1.

✔ Nella cella C14 calcoliamo il valore di α con la funzione di Excel INTERCETTA. la variazione percentuale del rendimento del titolo tra la prima e la seconda seduta.158 Capitolo Ottavo Per determinare i coefficienti α e β della retta di regressione ci si serve di un foglio di lavoro Excel. scriviamo: =(A3-A2)/A2*100 trasciniamo la selezione fino alla cella C11 per calcolare le successive variazioni percentuali.D3:D11) ✔ Nella cella D14 calcoliamo il valore di β con la funzione di Excel PENDENZA. ✔ Per le 10 sedute borsistiche inseriamo nelle celle da A2 ad A11 le quotazioni del titolo e nelle celle da B2 a B11 quelle dell’indice. ✔ Calcoliamo. digitiamo: =INTERCETTA(C3:C11.D3:D11) . ✔ Calcoliamo. digitiamo: =PENDENZA(C3:C11. nella cella C3. scriviamo: =(B3-B2)/B2*100 trasciniamo la selezione fino alla cella D11 per calcolare le successive variazioni percentuali. la variazione percentuale dell’indice tra la prima e la seconda seduta. nella cella D3.

il rischio specifico. come ricordato per il rendimento. 3. al limite annullare. Il CAPM individua la composizione ottimale di portafoglio e l’efficienza dei mercati finanziari. ogni investitore sceglie il proprio portafoglio massimizzando l’utilità attesa. 6. può essere scisso in due componenti: un rischio sistematico e un rischio residuale o specifico. invece. Posta la relazione diretta fra variabilità del rendimento atteso di un titolo e rischiosità dello stesso è possibile considerare gli indici analizzati come fattori che misurano la rischiosità di un titolo. tutti gli investitori dispongono delle stesse informazioni. sono avversi al rischio. . l’incidenza del rischio sistematico è dominante.Valutazione delle operazioni finanziarie aleatorie 159 I coefficienti sono: α = –0. 2. attraverso una mirata diversificazione dei loro portafogli titoli. sono d’accordo sui rendimenti attesi dei titoli e sulle loro varianze e covarianze. dunque.0371 + 1. l’equazione della retta di regressione è: R = –0. ogni titolo è infinitamente divisibile.8479Rm Il valore di β è maggiore di 1. Essendo un modello matematico. Quest’ultimo è pari al prodotto tra il beta del titolo e lo scarto quadratico medio del rendimento di mercato. per cui il titolo è strettamente correlato all’indice di borsa.). i costi di transazione sono nulli. settore di riferimento. 7. se è superiore ad 1. il CAPM si basa su un certo numero di ipotesi semplificatrici della realtà: 1. dipende dalla situazione economica e dall’andamento del mercato finanziario. Ciò significa che se il beta è pari a 1 la rischiosità del titolo è ripartita equamente fra rischio sistematico e specifico. Attraverso un’adeguata diversificazione dei titoli detenuti in portafoglio. Le scelte di portafoglio sono effettuate secondo il criterio media-varianza. stabilità dell’emittente etc. Il primo. ne consegue che le loro aspettative di rendimento sono rivolte a ripagare l’unico rischio effettivamente assunto: il rischio sistematico.0371. 4. Pertanto. il rischio specifico può essere ridotto in maniera significativa. gli investitori sono in grado di contenere o. quest’ultima differisce da investitore a investitore ma dipende in ogni caso soltanto da μ e σ2. tutti gli investitori hanno lo stesso orizzonte temporale. I coefficienti α e β hanno origine da uno dei più importanti modelli della finanza moderna: il Capital Asset Pricing Model (CAPM).8479. hanno le stesse aspettative riguardo ai rendimenti futuri dei titoli e alla loro variabilità. le quantità disponibili di tutti i titoli sono fisse e. il secondo è invece strettamente correlato alle caratteristiche peculiari del titolo considerato (attività svolta. 5. strategie gestionali. β = 1. tutti gli investitori assumono come dati i prezzi dei titoli. inoltre. mentre lo stesso non accade per il rischio sistematico influenzato dall’andamento di variabili macroeconomiche sulle quali difficilmente può agire l’investitore con le sue scelte. Secondo tale modello il rendimento dell’attività dipende linearmente dai coefficienti α e β. Anche il rischio. Si tratta di un modello matematico atto a descrivere la relazione esistente tra rischio e rendimento atteso di un’attività finanziaria.

In base alla (6. 3. (par. 6) . Che forma hanno. Può essere applicato il criterio del valore medio a una variabile aleatoria continua? Giustificare la risposta. E(Rm) è il rendimento atteso dal mercato. Trasportando a primo membro Rf . la (6. generalmente.1) 4. 2) 2. 4) 6. mentre.160 Capitolo Ottavo L’equazione su cui si basa il modello è la seguente: E ( Ri ) = R f + βi ⎡⎣ E ( Rm ) − R f ⎤⎦ (6. 3.1) 5. Quando un individuo si dice propenso al rischio? (par. l’equazione (6. Cosa si intende per equivalente certo? (par. βi è il coefficiente beta dell’attività i-esima.2) diventa: E ( Ri ) − R f = βi ⎡⎣ E ( Rm ) − R f ⎤⎦ (6. 3) 3. Questionario 1. Che differenza esiste tra dominanza stocastica del primo ordine e dominanza stocastica del secondo ordine? (par. Rf è il rendimento di un’attività priva di rischio (risk . la differenza E(Rm) – Rf è il premio per il rischio di mercato. Pertanto.2) il rendimento atteso di un’attività dovrebbe superare il rendimento di un’attività esente da rischio di un ammontare proporzionale al beta dell’attività stessa.3) stabilisce che il premio per il rischio atteso di un’attività è uguale al prodotto del suo beta per il premio per il rischio atteso di mercato. In corrispondenza di quale punto si realizza la scelta ottimale per un individuo secondo il criterio media-varianza? (par. Quali sono le ipotesi su cui si basa il CAPM? (par.3) in cui la differenza E(Ri) – Rf rappresenta il premio per il rischio dell’attività i-esima. le funzioni di utilità impiegate per valutare progetti finanziari aleatori? (par.free).2) in cui: E(Ri) è il rendimento atteso dell’attività i-esima. 5) 7.

. titoli azionari. I futures. si effettuano. ossia strumenti finanziari il cui rendimento è legato al rendimento di un’attività finanziaria sottostante (underlying asset) emessa in precedenza e negoziata separatamente. senza rischio. In Italia il mercato regolamentato degli strumenti derivati è denominato IDEM (Italian Derivatives Market) ed è gestito da Borsa Italiana S. si occupa dell’organizzazione. a elevati rischi. uniformate e concernono: l’attività sottostante. . Una distinzione fondamentale tra strumenti finanziari derivati riguarda: — i derivati negoziati sui mercati regolamentati che sono contratti standardizzati le cui caratteristiche fondamentali sono. operazioni di acquisto e operazioni di vendita di strumenti finanziari su diversi mercati.Questionario. varia anche il valore del derivato.). in tal modo. INTRODUZIONE AGLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI L’incertezza che caratterizza i mercati finanziari condiziona fortemente la raccolta di capitali da parte delle società quotate come pure le scelte di investimento degli investitori. 1. Le options. il cosiddetto hedging. la loro durata etc. Introduzione agli strumenti finanziari derivati.2. Al variare del valore dell’attività sottostante. contemporaneamente. .CAPITOLO NONO STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI Sommario: 1. in modo da evitare il rischio di ribasso del prezzo dello stesso. volta al mantenimento del valore di una posizione a seguito di variazioni nei prezzi di mercato. esponendosi. o acquistando contratti su strumenti affini a quello da coprire. A prescindere dal movimento seguito dai mercati. Per superare tale incertezza sono nati gli strumenti finanziari derivati. — speculazione volta a realizzare un profitto basato sull’evoluzione attesa del prezzo dell’attività sottostante. (nata dalla privatizzazione dei mercati di borsa. Gli strumenti derivati hanno finalità di: — copertura.p. a prezzi disallineati. La copertura può essere realizzata vendendo contratti su strumenti finanziari affini a quello da coprire. Gli arbitraggisti mirano ad allineare i prezzi dei contratti con quelli delle corrispondenti attività sottostanti. oro etc. — arbitraggio quando. sia istituzionali che privati. con i derivati l’investitore ha possibilità di guadagno anche in condizioni di mercato sfavorevoli. relativi indici) o reale (petrolio.A. . Le attività sottostanti possono avere natura finanziaria (tassi di interesse. in modo da evitare il rischio di rialzo del prezzo dello stesso. appunto.3. Gli speculatori «scommettono» sull’ascesa o sulla caduta del prezzo di uno strumento finanziario. o semplicemente i derivati. della gestione e del funzionamento dei mercati finanziari) e i principali derivati che circolano in tale mercato sono i futures e le options. tassi di cambio.

e non lo scambio dei titoli che compongono il paniere dell’indice. In questo capitolo ci occuperemo di contratti futures e contratti options. e in tal caso si parla di financial futures. mentre nei contratti a termine vi è il contatto diretto e non istituzionalizzato tra le due controparti. il valore di mercato) dello strumento migliora. L’attività sottostante di un future può essere: — un’azione. a eventuali profitti derivanti da tali variazioni. viceversa. I FUTURES Il future è un contratto a termine standardizzato con cui acquirente e venditore si impegnano a scambiarsi una determinata quantità di una certa attività. ossia. La possibilità di stabilire il prezzo dei titoli o della merce prima della scadenza del contratto copre l’acquirente e il venditore da eventuali perdite derivanti da oscillazioni improvvise dei prezzi nel periodo che va tra la stipulazione del contratto e la sua esecuzione. sul mercato. per questo si dice che è un ribassista. Si pensi. cereali. i principali derivati di questo genere sono gli swap e i forward. mentre. più in generale. 2. Come spesso accade. in particolare.) e in tal caso si dice commodity futures. un tasso di interesse a lungo termine. Chi acquista un future si dice che apre una posizione lunga. materie prime (petrolio. . metalli preziosi etc. ai futures sugli indici di borsa. un indice azionario. — beni reali. un’obbligazione. ma. detta short position. che sono negoziati direttamente tra le due parti al di fuori dei mercati regolamentati. rinunciando. una valuta. si impegna ad acquistare alla scadenza l’attività sottostante al prezzo prefissato. Prima di definire le varie tipologie di strumenti derivati occorre ricordare la distinzione tra: — contratti a pronti in cui la esecuzione. però. a un prezzo prefissato e con liquidazione differita a una prestabilita data futura. e ciò ne fa un contratto a termine. non è detto che alla scadenza vi sia il materiale trasferimento dell’attività sottostante. o over the counter. ha luogo immediatamente. per questo si dice che è un rialzista. ossia la consegna fisica dell’oggetto della transazione da parte del venditore e il pagamento del prezzo corrispondente da parte del compratore. chi vende il future si dice che apre una posizione corta.162 Capitolo Nono — i derivati negoziati su mercati non regolamentati. in quanto si impegna a vendere a termine l’attività sottostante al prezzo prefissato. per i quali alla data di scadenza è previsto il regolamento della differenza monetaria tra il valore del contratto al momento dell’acquisto/vendita e il valore del contratto alla scadenza. un tasso di interesse a breve termine. L’acquirente del future realizzerà un profitto se la quotazione (o. La dimensione del contratto definisce l’ammontare che il venditore dovrà consegnare al compratore per ogni contratto stipulato. il venditore realizzerà un guadagno esclusivamente in caso di ribasso del valore di mercato. detta long position. — contratti a termine in cui la esecuzione è rinviata a una data futura predeterminata. ad esempio. la trattazione di un future avviene in mercati organizzati e centralizzati. finanziaria o reale. sul mercato a termine.

l’obbligo del versamento dei margini ricade sia sull’acquirente che sul venditore. infatti. . Considerato il carattere simmetrico dei contratti futures. che hanno subito variazioni sfavorevoli di prezzo. ciò rende il rischio di insolvenza un aspetto determinante di tali forme contrattuali. è pari alla differenza tra il valore al prezzo di negoziazione e quello al prezzo di chiusura della giornata precedente. Ogni giorno. Al fine di minimizzare il rischio di insolvenza. è pari alla differenza tra il valore al prezzo di chiusura della giornata e quello al prezzo di chiusura della giornata precedente. diversamente dai margini iniziali che possono essere versati in denaro e titoli di Stato. in caso di andamento favorevole del mercato e richiedendone in caso contrario. stipulando un’operazione di segno opposto e regolando la differenza tra prezzo iniziale e quello finale. pari a una percentuale sul valore del contratto. l’investitore è in grado di monitorare quotidianamente l’andamento della propria posizione (in perdita o in guadagno). la clearing house. sono contratti a termine in cui i contraenti possono subire perdite elevate anche superiori a quanto effettivamente investito. nei contratti futures è previsto l’intervento della clearing house (in Italia la Cassa di compensazione e garanzia) che obbliga i contraenti a liquidare quotidianamente le posizioni aperte in future attraverso il meccanismo del marking to market. è pari alla differenza tra il valore al prezzo di negoziazione e il valore al prezzo di chiusura della giornata stessa. il margine di variazione è pari alla differenza tra i valori ai prezzi di negoziazione. In tal modo. — per le posizioni contrattuali in essere alla fine della giornata di contrattazione precedente e chiuse nella giornata di contrattazione. procede al calcolo dei margini di variazione accreditando fondi. mentre sono dovuti dalla clearing house in caso di variazioni favorevoli di prezzo. oltre a garantire la copertura di eventuali situazioni di insolvenza. I futures. Il sistema dei margini di garanzia. per mezzo di intermediario aderente. da versare alla stipula dello stesso. quotidianamente. In cambio della garanzia prestata. controllare uno strumento finanziario (il contratto derivato) che vale molto di più. Detti margini sono dovuti alla clearing house dagli investitori. — per le posizioni contrattuali aperte e chiuse nel corso della medesima giornata di contrattazione. è richiesto a ognuno un margine iniziale. vale a dire la possibilità di beneficiare di rendimenti (o anche di perdite) amplificati se confrontati a quanto effettivamente investito. in seguito alle variazioni dei prezzi. la clearing house effettua una compensazione tra profitti e perdite relativi al conto di ciascun negoziatore. I margini di variazione devono essere versati in denaro. Il margine di variazione giornaliero è calcolato nell’ultima giornata di contrattazione e assume valori differenti a seconda dei seguenti casi: — per le posizioni contrattuali in essere alla fine della giornata di contrattazione precedente e ancora in essere. consente a chi opera in futures di sfruttare il cd. — per le posizioni contrattuali aperte nel corso della giornata di contrattazione. effetto leva (gearing). con un esborso iniziale contenuto (il margine iniziale). per cui le parti sono esposte al medesimo rischio di insolvenza.Strumenti finanziari derivati 163 La standardizzazione rende tali contratti perfettamente sostituibili tra loro in quanto gli impegni di acquisto o di vendita a termine possono essere annullati tramite compensazione. per le loro caratteristiche teoriche. Successivamente. Ciò avviene perché proprio attraverso la gestione dei margini è possibile.

1) dove: ρ è il coefficiente di correlazione lineare tra le variazioni di prezzo del futures (ΔF) e le variazioni di prezzo dell’attività da coprire (ΔS). è: h= Cov ( ΔS. tra le tipologie di operatori che impiegano gli strumenti derivati si annoverano gli hedger che coprono i rischi aprendo posizioni a termine di segno contrario rispetto a quello delle corrispondenti contrattazioni a pronti. dell’attività da coprire.164 Capitolo Nono Come si è visto nel paragrafo precedente. per un derivato con scadenza addirittura più lunga di quella indispensabile per effettuare la copertura. La copertura perfetta non è sempre realizzabile in quanto: — difficilmente la durata della copertura coincide con la scadenza naturale del contratto future. del contratto futures. il numero ottimale di contratti futures necessari per effettuare la copertura è pari a: N= hN a QF (2. che minimizza la varianza della posizione dell’operatore e che è pari al rapporto tra la dimensione della posizione sui futures e la dimensione dell’esposizione. Per conoscere il numero ideale di contratti futures indispensabili per la copertura si utilizza il cosiddetto hedge ratio (o rapporto di copertura).1). scritta in modo equivalente. σF è la variabilità. il rapporto suddetto è definito dalla seguente espressione: h=ρ σS σF (2. espressa tramite la deviazione standard (pari alla radice quadrata della varianza). — non sempre esiste correlazione tra l’attività sottostante il contratto futures e l’attività da coprire. In simboli. ΔF ) σ Sσ F in cui Cov (ΔS. per cui (2. Per definizione di coefficiente di correlazione lineare si ha: ρ= Cov ( ΔS. espressa tramite la deviazione standard (o scarto quadratico medio). mentre Pf è il prezzo del contratto futures. Inoltre.3) . A causa dei problemi suddetti l’operatore corre il cosiddetto rischio base (rb). σS è la variabilità. può far coincidere l’attività sottostante il contratto futures con l’attività da coprire. innanzitutto.ΔF) è la covarianza tra ΔS e ΔF.2) Pertanto. definito dalla differenza seguente: r b = Ps – Pf in cui Ps è il prezzo a pronti dell’attività da coprire. L’hedger può risolvere i problemi indicati optando. ΔF ) σ F2 (2. — le date di vendita o di acquisto dello strumento finanziario non sono note a priori.

noto anche come single stock future. — i è il tasso di interesse. noto anche come stock index future. acquirente e venditore si impegnano a negoziare una certa quantità di indici azionari. sono contratti a termine standardizzati con cui acquirente e venditore si impegnano a negoziare attività finanziarie a prezzi prefissati e con liquidazione differita a una data futura. una certa quantità di titoli azionari. Esistono due diverse tipologie di contratti: gli FTSE/MIB futures e i Mini FTSE/MIB futures. — n – t è la durata residua del contratto. acquirente e venditore si impegnano a negoziare. 2.Strumenti finanziari derivati 165 in cui Na rappresenta la quantità di attività finanziarie da coprire e QF è la dimensione del contratto futures in termini unitari. FUTURES SU AZIONI Il future su azioni. è uno strumento derivato standardizzato avente come sottostante un indice azionario. FUTURES SU INDICI AZIONARI Il future su indici azionari. I futures su azioni sono liquidati quotidianamente attraverso il meccanismo del marking to market. il giorno t. definito lotto minimo. i negoziatori preferiscono chiudere le posizioni aperte rivendendo (o acquistando) il contratto future precedentemente acquistato (o venduto). a un prezzo. detti anche financial futures. Attraverso tale contratto. Di seguito ci occuperemo di alcune tipologie di financial futures. negoziato sui mercati regolamentati. a una data futura. è uno strumento derivato standardizzato. a un prezzo fissato. . — q è il dividend yield dell’azione. avente come sottostante titoli azionari quotati su mercati regolamentati. ossia il rapporto dividendo-prezzo e che corrisponde al rapporto tra l’ultimo dividendo per azione corrisposto agli azionisti o annunciato e il prezzo in chiusura dell’anno di un’azione ordinaria. a una data futura.1 Futures finanziari I futures finanziari. Attraverso tale derivato. di un future su azioni è dato da: F ( t ) = S ( t ) e(i − q )( n−t ) in cui: — S(t) è il prezzo a pronti del sottostante il giorno t. Il prezzo teorico F(t). Il valore di un single stock future è pari al prodotto tra il suo prezzo e il numero di azioni sottostanti il singolo contratto. Generalmente. Sul mercato italiano sono negoziati futures su indici azionari il cui sottostante è rappresentato dall’indice FTSE/MIB.

i componenti dell’indice sono sottoposti a revisione formale. — 1 € per il contratto Mini FTSE/MIB future. una corretta rappresentazione per settori.5% del valore del contratto. disponibili quindi per le contrattazioni giornaliere). è. L’indice misura la performance di 40 titoli italiani. calcola e diffonde quotidianamente il valore dell’indice. in collaborazione con la Borsa di Londra. È ponderato in base alla capitalizzazione di mercato dopo aver corretto i componenti in base al flottante (che indica le azioni di una società liberamente negoziabili sul mercato regolamentato. Ciascun titolo è analizzato per dimensione e liquidità e l’indice fornisce. Gli stock index futures sono quotati in punti indice. per verificare che rappresentino al meglio il mercato italiano. Il giorno successivo l’indice scende a 38. nel complesso. occorre conoscere il moltiplicatore ed effettuare il prodotto tra questo e il numero di punti indice. — D(t) rappresenta il valore del divisore allo stesso istante ed è modificato a seguito di cambiamenti dell’indice o di date operazioni sul capitale delle società. ed è composto da società a liquidità elevata.992 punti indice. inoltre. introdotto nel mercato italiano a partire dal 1° giugno 2009 con un valore base riferito al 31 dicembre 1997.961 punti indice e versa alla clearing house un margine iniziale pari al 7. ricavato dall’universo di trading di titoli sul mercato azionario principale di Borsa Italiana (BIt). Il valore del moltiplicatore è pari a: — 5 € per il contratto FTSE/MIB future.914. mentre il secondo giorno sale a 38. Ogni 6 mesi. possedute dal pubblico dei risparmiatori. Quanto incassa o perde l’investitore? . Per calcolare la dimensione del contratto future. ESEMPIO Un investitore acquista un contratto future su indice FTSE/MIB con prezzo pari a 38. I futures su indice azionario sono liquidati giornalmente attraverso il citato meccanismo del marking to market. L’espressione analitica dell’indice FTSE/MIB è: I (t ) = M (t ) D (t ) in cui: — M(t) rappresenta la capitalizzazione di borsa al periodo t. lo stesso coglie circa l’80% della capitalizzazione di mercato interna.166 Capitolo Nono INDICE FTSE/MIB L’indice FTSE/MIB è il principale indice di benchmark dei mercati azionari italiani. Borsa Italia.

calcoliamo la dimensione del contratto.805 € Ogni giorno il margine di garanzia in valore deve essere il 7.5% = 14.805 ⋅ 7.960 € il margine è però pari a: 194. l’investitore deve ancora corrispondere la differenza: 14. pertanto incassa tutto l’utile registrato nell’ultima giornata e in più ritira l’importo del margine di garanzia presente fino al giorno prima (14.610.37 € Il secondo giorno l’indice sale a 38.375.622 € – 14.914 ⋅ 5 = 194.592. l’investitore chiude la posizione. per cui l’investitore deve versare alla clearing house un margine pari a: 194. l’investitore subisce una perdita (cd.75 – 14.75 € + 390 € = 14.38 = 217.25 €).75 € = 29.622 € A questo punto consideriamo cosa accade nelle due alternative possibili: 1.610.38 € questo è l’importo che l’investitore versa per controllare un derivato di 194.570 = 235 € che fa scendere il suo margine da 14.5% = 14. .805 €. 29.75 € considerato che l’importo esistente del margine ammonta a 14.961 ⋅ 5 = 194.38 €. 2.992 ⋅ 5 = 194.38 € a 14. in tal caso dei 390 euro di utile.38 €.960 – 194.570 ⋅ 7.375.982.75 € saranno incassati.960 ⋅ 7. per cui il future vale: 38.805 – 194.375. deve quindi adeguare il margine di garanzia al nuovo valore del future (14.75 €).5% = 14.592. l’investitore mantiene la posizione aperta.25 € saranno impiegati per ripristinare il margine e i restanti 360.570 € Pertanto. Il giorno successivo l’indice scende a 38.592. Essa è pari al prodotto tra il prezzo del future e il moltiplicatore del contratto (fissato a 5 €): 38.952.960 € L’investitore consegue un guadagno (margine di variazione) pari a: 194. margine di variazione) di: 194.5% del valore del future in quel giorno.914 €. vale a dire: 194. Per mantenere la posizione aperta l’investitore deve ripristinare il margine di garanzia sulla base del nuovo valore del future.992 punti indice.570 = 390 € Con un future del valore di 194. per cui il future vale: 38.Strumenti finanziari derivati 167 Innanzi tutto.

con tale contratto una parte si impegna a cedere e l’altra ad acquistare una valuta a termine a un tasso di cambio prefissato. semplici ma lunghi. mostrare le formule da utilizzare non i risultati. La posizione si chiude con la materiale consegna o il materiale ritiro della valuta alla data di scadenza dei contratti o attraverso la vendita o l’acquisto dei contratti entro tale data.168 Capitolo Nono I calcoli relativi alla movimentazione del margine di garanzia. Il pagamento può avvenire al momento della stipulazione del contratto o alla sua scadenza. come al solito. Questi contratti tipo con quantitativi e scadenze uniformi hanno a oggetto valute forti e sono utilizzati da operatori commerciali che svolgono la loro attività all’estero. in cui abbiamo preferito. 3. CURRENCY FUTURES Il currency future è un contratto future avente a oggetto una valuta. LE OPTIONS Il contratto di opzione attribuisce al compratore (holder o buyer) la facoltà (non l’obbligo) di acquistare (option call) o vendere (option put). un determinato bene . sono stati riportati nel foglio Excel seguente. entro una data specifica oppure ad una data futura determinata. ad un prezzo prefissato (detto prezzo di esercizio o strike price).

Strumenti finanziari derivati 169 o uno strumento finanziario (attività sottostante o underlying). — le opzioni su futures su titoli di Stato. negoziate sull’IDEM. in quanto il compratore è esposto al rischio di perdita potenziale. che l’obbligo del versamento dei margini a garanzia dell’adempimento a scadenza debba essere osservato solo nel caso di vendita di opzioni allo scoperto. Sottoscrivendo un contratto di opzione le parti assumono posizioni asimmetriche. rimanendo però esposto al rischio di perdite potenzialmente illimitate. per le opzioni negoziate sull’IDEM. I compratori di opzioni pagano. A seconda della natura dell’attività sottostante si possono distinguere quattro principali tipologie di opzioni: — le opzioni su singoli titoli azionari. Questa asimmetria comporta. non negoziate sui mercati regolamentati. opzione europea se la facoltà è limitata al giorno di scadenza del contratto. — il momento in cui il compratore può esercitare l’opzione. come i futures. opzione americana se la facoltà può essere esercitata in qualunque momento compreso tra l’acquisto dell’opzione e la scadenza della stessa. Come tutti gli strumenti derivati anche le opzioni generano profitti (o perdite) il cui ammontare è influenzato dall’effetto leva. — le opzioni su valuta (currency options). dunque. negoziate sul MIF. per questo sono contratti asimmetrici in quanto solo il venditore è obbligato a soddisfare la volontà del compratore. . La caratteristica più rilevante è la natura americana di tali opzioni e la liquidazione mediante consegna fisica delle azioni. riportate di seguito. Anche le opzioni. dello strike price e della scadenza. mentre il venditore può registrare un profitto massimo pari all’importo del premio. pertanto. Tuttavia. ma può percepire profitti illimitati. put se è di vendere. ottiene il controllo di un’attività sottostante il cui valore di mercato a pronti è più elevato. sono applicabili a tutte le opzioni indipendentemente dal mercato in cui esse sono negoziate. stile dell’opzione: si ha. un premio per avere il diritto di esercitare alla scadenza (entro la scadenza) la facoltà di acquisto o di vendita su un predeterminato quantitativo di attività sottostante. Le principali distinzioni tra le diverse opzioni riguardano: — la natura della compravendita: call se la facoltà è di acquistare. in tal caso le condizioni contrattuali sono liberamente fissate dalle parti. attraverso un esborso contenuto (il premio). floor e collar). le principali caratteristiche dello strumento derivato in esame. La leva finanziaria deriva dal fatto che nei contratti di opzione l’acquirente. versando al venditore (writer o seller) un premio (detto anche prezzo dell’opzione). cd. dello stile. possono essere negoziate sui mercati regolamentati. negoziate sull’IDEM (FTSE/MIB). non negoziate sui mercati regolamentati. — le opzioni su indici di borsa. al limite. pari al premio pagato. nel qual caso sono caratterizzate dalla standardizzazione del sottostante. oppure possono essere scambiate sui mercati a termine over the counter. — le opzioni su tassi di interesse (interest rate cap.

l’investitore registra ancora una perdita ma riesce a ridurne l’entità. guadagnando la differenza che in ogni caso non è sufficiente a recuperare anche l’esborso iniziale del premio. In tal caso.170 Capitolo Nono Graficamente la funzione profitto di un’opzione call. l’investitore registra un utile effettivo. — esercita la facoltà di acquisto quando il prezzo di mercato è superiore allo strike price comprensivo del premio (prezzo di break-even point). fin tanto che il prezzo di mercato è inferiore allo strike price. 1 – Acquisto e vendita di una call dove: P0 = premio. quando il prezzo di mercato è compreso fra lo strike price e il prezzo di break-even point. affrontando una perdita pari al premio. l’investitore: — non esercita la facoltà di acquisto. può essere illustrata come segue: profitti acquisto di una call P0 E P0 S prezzo a scadenza del sottostante vendita di una call perdite Fig. — percepisce un utile decrescente. Discorso inverso deve essere fatto nel caso di vendita di una call. in quanto acquista allo strike price l’attività sottostante e la rivende ad un prezzo di mercato superiore al punto che riesce a percepire un utile al netto dell’intero esborso sostenuto (strike price + premio pagato per acquistare la call). in quanto compra allo strike price il sottostante che può rivendere sul mercato ad un prezzo superiore. In tal modo. pertanto: — percepisce un utile massimo corrispondente al premio. E = prezzo di esercizio (strike price). In caso di acquisto di una call. S = prezzo di esercizio + premio (break-even point) Dall’analisi del grafico è possibile individuare tre intervalli a seconda del prezzo dell’attività sottostante alla data di scadenza. — esercita la facoltà di acquisto quando il prezzo di mercato del sottostante a scadenza è compreso nell’intervallo tra lo strike price e il valore di quest’ultimo più il premio. analizzata sia dal punto di vista dell’acquirente che da quello del venditore. In tale circostanza il venditore sottostà alla volontà della controparte. . fin tanto che il prezzo a scadenza del sottostante è inferiore al prezzo di esercizio.

considerando il caso dell’acquisto di una put. 2 – Acquisto e vendita di una put dove: P0 = premio. . — esercita la facoltà di vendita quando il prezzo di mercato del sottostante a scadenza è compreso nell’intervallo tra lo strike price e il valore di quest’ultimo decurtato del premio. E = prezzo di esercizio (strike price). Anche con riferimento ad un’option put è possibile individuare tre intervalli in base al livello del prezzo dell’attività sottostante alla data di scadenza. in quanto vende allo strike price l’attività sottostante e la riacquista ad un prezzo di mercato talmente inferiore che riesce a percepire un utile al netto dell’intero esborso sostenuto (prezzo di mercato per riacquistare il sottostante + premio pagato per acquistare la put). l’investitore: — non esercita la facoltà di vendita. analizzata sia dal punto di vista dell’acquirente che da quello del venditore. al crescere della differenza fra prezzo di mercato e prezzo di breakeven point. — esercita la facoltà di vendita quando il prezzo di mercato è inferiore allo strike price decurtato del premio (prezzo di break-even point). fin tanto che il prezzo a scadenza del sottostante è superiore al prezzo di esercizio. può essere illustrata come segue: profitti P0 acquisto di una put S P0 E prezzo a scadenza del sottostante vendita di una put perdite Fig. affrontando una perdita pari al premio. S = prezzo di esercizio – premio (break-even point). in quanto vende allo strike price il sottostante che può riacquistare sul mercato ad un prezzo inferiore. pertanto: — percepisce un utile massimo corrispondente al premio. guadagnando la differenza che in ogni caso non è sufficiente a recuperare anche l’esborso iniziale del premio. In tale circostanza il venditore subisce la volontà della controparte. In tal caso.Strumenti finanziari derivati 171 — subisce perdite illimitate. Graficamente la funzione profitto di un’opzione put. In particolare. l’investitore registra un utile effettivo. In tal modo. l’investitore registra ancora una perdita ma riesce a ridurne l’entità. Discorso inverso deve essere fatto nel caso di vendita di una put. fin tanto che il prezzo di mercato è superiore allo strike price.

può essere suddiviso in due componenti principali: il valore intrinseco e il valore temporale. il valore del sottostante sia inferiore al prezzo di esercizio. ESEMPIO 1 OPZIONE CALL SU «ABC» OPZIONE PUT SU «ABC» prezzo esercizio 3.80 2. Infine. in base alla posizione dello strike price rispetto al prezzo di mercato dell’attività sottostante. vale a dire quando il prezzo di mercato del sottostante è superiore (o inferiore) al prezzo di esercizio. out-of-the-money o at-themoney. e cioè quando il prezzo di mercato è inferiore al prezzo di esercizio per una call e superiore per una put. essa è detta out of the money. In particolare.20 3. Il valore intrinseco (cd. Le opzioni. in quanto risulta sempre più conveniente l’esercizio della facoltà di acquisto. l’opzione è detta at the money cioè comporta un flusso di cassa nullo. Tale valore può essere stimato con riferimento al tipo di opzione (call o put) e alla relazione tra prezzo di mercato dello strumento sottostante e prezzo di esercizio (strike price). poiché la facoltà non sarà esercitata e il possessore del contratto subirà una perdita corrispondente al premio pagato per acquistarlo.60 ⇒ in the money 2.20 3.00 € prezzo corrente ABC 3. il valore intrinseco è pari alla differenza fra prezzo di mercato dell’attività sottostante e strike price: al crescere di tale differenza aumenta il valore intrinseco dell’option. Se l’esercizio dell’opzione non è conveniente per il compratore.80 2.00 € prezzo corrente ABC 3.40 prezzo esercizio 3.172 Capitolo Nono — percepisce un utile decrescente.40 Il valore di un’opzione.40 ⇒ in the money 3. si definiscono in-the-money. il possessore dell’opzione call (o put). — subisce perdite illimitate. quando risulta conveniente per il detentore.60 ⇒ out of the money 2.00 ⇒ at the money 2. in ragione delle caratteristiche che distinguono lo strumento finanziario in questione. vale a dire al valore che avrebbe l’opzione se scadesse in quel determinato giorno.40 ⇒ out of the money 3. Qualora. invece. quando il prezzo corrente dell’attività è uguale allo strike price. acquistando (o vendendo) al prezzo di esercizio l’attività sottostante. . In particolare. quando il prezzo di mercato è compreso fra lo strike price e il prezzo di break-even point. avrà la possibilità di rivenderla (o riacquistarla) al prezzo di mercato più elevato (o più basso) lucrandone la differenza.60 3. in caso di option call. al crescere della differenza fra prezzo di break-even point e il prezzo di mercato. intrinsic value) corrisponde al valore reale dell’opzione. l’opzione call (o put) è in the money. siano esse su indici o titoli.00 ⇒ at the money 2. il valore dell’option call è nullo. In tal caso.60 3.

173 Strumenti finanziari derivati Il valore intrinseco di un’opzione put è una v. Il valore intrinseco di un’opzione call è una v. poiché la facoltà di vendere non sarà esercitata. . avente valore: C = max [0. E Call Put S>E valore intrinseco (in the money) valore intrinseco nullo (out the money) S=E valore intrinseco nullo (at the money) valore intrinseco nullo (at the money) S<E valore intrinseco nullo (out the money) valore intrinseco (in the money) La seconda componente che caratterizza il valore di un’opzione è detta temporale (time value) e tiene conto del periodo intercorrente fra la stipula del contratto e la scadenza. aggiuntiva rispetto al valore intrinseco. S – E] dove: S è il prezzo spot del sottostante. E – S] dove: E è il prezzo d’esercizio. maggiore è il premio da corrispondere per la facoltà negoziata. più è elevato il suo valore in quanto è maggiore la probabilità di variazioni sensibili nel prezzo di mercato dell’attività sottostante tali da rendere conveniente l’esercizio dell’opzione stessa. S è lo strike price. le eventuali variazioni favorevoli di prezzo. che l’investitore è disposto a pagare nella speranza che si verifichino variazioni nel prezzo del sottostante a lui favorevoli. Ne consegue che le opzioni di tipo americano risultano più apprezzabili perché consentono di cogliere. Se il valore corrente dell’attività sottostante è maggiore dello strike price. avente valore: P = max [0. in qualsiasi momento. E è il prezzo di esercizio. Essa è la componente del premio (o prezzo) di un’opzione. In conclusione le variabili che influenzano il prezzo dell’opzione sono: — la scadenza dell’opzione: più è lontana. Maggiore risulterà tale differenza più elevato sarà il margine di profitto derivante dall’esercizio della facoltà di vendere. Valore di un'opzione Relazione S.c. — la volatilità dello strumento sottostante: più è elevata la variabilità del prezzo dell’attività.c. il valore intrinseco dell’opzione put è nullo.

20 € e scadenza il 3-3-2010. il che comporta per le call riferite al medesimo titolo una riduzione del prezzo e per le put un incremento del loro valore. — si vuole limitare la perdita massima al premio pagato.15 €. — la differenza.20 € premio = 0. piuttosto che venderlo a termine. Il 3-3-2010 il titolo quota 4. ESEMPIO 2 Il 10-2-2010 si acquista un contratto call con prezzo di esercizio 4.35 e prezzo di vendita –0.50 € e di rivenderle sul mercato a 4. conviene acquistare un’opzione put o vendere un’opzione call se: — si attende un ribasso del titolo. più elevata è la riduzione del valore dell’azione. premio pari a 0. Le alternative possibili sono: — esercizio della call che consente di ritirare le azioni a 4. Si decide di chiudere la posizione.85 €.174 Capitolo Nono — i dividendi distribuiti dallo strumento sottostante: maggiore è il dividendo. risulta strettamente correlato anche alle aspettative degli operatori di apprezzamento/deprezzamento dell’attività sottostante. . in quanto all’aumentare del tasso aumenta il valore opportunità dell’opzione call poiché risulta più conveniente l’impiego dell’opzione per controllare il sottostante. Al netto del premio pagato di 0. — si vuole limitare la perdita massima al premio pagato. Il valore di un’opzione.85 € con un utile di 0. — chiusura della posizione: vendita della call → (+ 0. tra il valore di mercato dell’attività sottostante e il prezzo di esercizio: al crescere di tale differenza aumenta il valore dell’opzione.35 €. il profitto è di 0. A tal proposito è opportuno tener presente che conviene acquistare una call o vendere un’opzione put (posizione lunga rispetto al sottostante) se: — si attende un rialzo del titolo sottostante. Individuare le alternative. mentre rispetto alle put. infine. espressa in valore assoluto.20 €. — non si hanno capitali sufficienti per acquistare il titolo sottostante.15 e profitto). Conviene vendere una call o una put se si attende stabilità del titolo sottostante o se si vuole generare reddito addizionale. risulta essere più conveniente vendere a pronti il sottostante e impiegare il ricavato al tasso di mercato. Al contrario. — il livello del tasso di interesse: generalmente presenta una relazione positiva per le call e negativa per le put. — si vuole proteggere il proprio portafoglio da un ribasso dei prezzi. piuttosto che chiedere in prestito ad un tasso elevato il capitale necessario per acquistare il sottostante.50 €.

Analogamente al currency futures. alla scadenza dello stesso.175 Strumenti finanziari derivati Nello schema seguente sono riportati i fattori che influenzano il prezzo di un’opzione. Esse si possono distinguere in tre tipologie: — interest rate cap. INTEREST RATE CAP Il contratto di interest rate cap prevede che l’acquirente (detentore dell’opzione). — interest rate floor. siano più favorevoli all’operatore rispetto a quelli prefissati originariamente nel contratto. — interest rate collar. per .2 Le interest rate options Le opzioni su tassi di interesse conferiscono la facoltà di ricevere o pagare un ammontare prefissato di interessi su un capitale nominale. una quantità di valuta ad un cambio prefissato e a una scadenza prestabilita. 3. verso pagamento di un corrispettivo (detto premio). Si tratta di contratti over the counter ossia non negoziati sui mercati regolamentati. previo pagamento immediato o periodico di una somma (premio). a differenza del primo. riceva dal venditore (emittente). il contratto di currency options consente all’operatore nazionale di coprirsi dai rischi di cambio acquistando la divisa estera ad un cambio fisso. Fattori Call Put Prezzo del sottostante ⇓ ⇑ ⇓ ⇑ ⇑ ⇓ Strike price ⇑ ⇓ ⇑ Volatilità ⇓ ⇑ ⇓ ⇑ ⇓ ⇑ Tempo a scadenza ⇓ ⇑ ⇓ ⇑ ⇓ ⇑ Tassi di interesse ⇓ ⇑ ⇓ ⇑ ⇑ ⇓ Dividendi ⇓ ⇑ ⇑ ⇓ ⇓ ⇑ 3. il currency options prevede la possibilità di recedere dal contratto nell’ipotesi in cui i cambi.1 Le currency options Le currency options (o opzioni valutarie) conferiscono il diritto di acquistare (opzione call) o di vendere (opzione put). Tuttavia.

Anche in questo caso. g sono i giorni. detto cap rate o strike rate. INTEREST RATE FLOOR Il contratto di interest rate floor prevede che l’acquirente. Cnoz è il capitale nozionale. cioè di rialzo.176 Capitolo Nono tutta la durata del contratto ed alle scadenze future stabilite. in tal modo. previo pagamento immediato del premio. il detentore del cap riesce. Se l’importo è minore di 0 non avviene alcuna compensazione. avendo sopportato il costo della copertura. pari al premio. Il calcolo dell’importo C dovuto per un contratto di cap è il seguente: C= (i M – iCAP ) ⋅ Cnoz ⋅ g 36. riceva dal venditore. di tutelare un investimento a tasso variabile dagli effetti negativi di una eventuale discesa dei tassi di interesse. Se l’importo è maggiore di 0 viene versato dal venditore al compratore. la differenza. . Il calcolo dell’importo C dovuto per un contratto di floor è il seguente: C= (i – iM ) Cnoz ⋅ g 36. a tutelarsi dagli effetti negativi del rialzo dei tassi di interesse conservando. Infatti. Se l’importo è minore di 0 non avviene alcuna compensazione. da parte dell’acquirente. la differenza sarà corrisposta sulla base di un prefissato capitale nozionale che non è mai oggetto di scambio tra le parti. Si ricorre ad un contratto cap per coprire un finanziamento a tasso variabile dal rischio di un aumento dei tassi di interesse. la possibilità di lucrare nell’ipotesi opposta di ribasso. la differenza. iCAP è il tasso di interesse determinato nel contratto di interest rate cap. tra un tasso minimo concordato (floor rate o strike rate) ed un tasso variabile legato ad un parametro di riferimento.000 FLOOR in cui iFLOOR è il tasso di interesse determinato nel contratto di interest rate floor. se positiva. In caso contrario. se positiva. tra un tasso di interesse variabile assunto come parametro di riferimento (ad esempio tasso interbancario a tre mesi lettera) ed un tasso di interesse fisso. però. sia pure decurtato del premio. Il ricorso a un contratto floor è dovuto alla necessità. alle scadenze concordate e per tutta la durata contrattuale.000 in cui: iM è il tasso di interesse di riferimento. l’investitore ottiene un rendimento superiore. Tale differenza sarà corrisposta sulla base di un prefissato capitale nozionale che non è mai oggetto di scambio tra le parti. sia pure in misura minore. Se l’importo è maggiore di 0 viene versato dal venditore al compratore.

— due scadenze annuali del terzo e quarto anno che seguono l’anno in corso. — i min (tasso minimo) = tasso floor = 8%. a) Se i > imax ⇒ A incassa (imax – i) da B . Determinare quanto incassa o paga ciascuna parte nelle tre ipotesi seguenti: a) i > i max. — quattro scadenze trimestrali dell’anno in corso. al contrario la vendita di un collar corrisponde alla vendita di un cap ed all’acquisto di un floor. L’acquisto di un collar equivale all’acquisto di un cap e alla vendita di un floor.5 € per ogni punto indice. con cui il compratore limita le oscillazioni del tasso variabile all’interno di una predefinita banda delimitata verso l’alto dal cap e verso il basso dal floor (detta.3 Opzioni su indici L’opzione su indice è un contratto derivato in cui il sottostante è rappresentato da un indice di borsa. b) se i < imin ⇒ A paga a B (i – imin). semestrali e annuali. — i = tasso variabile. In ciascuna seduta di contrattazione sono simultaneamente quotate le: — due scadenze mensili più vicine. 3. Sono negoziabili contratti opzione sull’indice FTSE/MIB aventi scadenze mensili. b) i < i min. collar). .Strumenti finanziari derivati 177 INTEREST RATE COLLAR Il contratto di interest rate collar è una combinazione di un contratto cap con un contratto floor a tassi di esercizio diversi. — quattro scadenze semestrali del primo e secondo anno che seguono l’anno in corso. c) se imin < i < i max ⇒ non c’è alcun flusso di cassa tra A e B. Sul mercato italiano sono scambiate opzioni aventi come sottostante l’indice FTSE/MIB e il cui moltiplicatore è pari a 2. Come tutte le opzioni può essere call oppure put.trimestrali. Naturalmente tanto più è elevato il differenziale tra tasso cap e tasso floor tanto maggiore è la possibile variabilità all’interno del collar. La dimensione di ciascun contratto appartenente a tale tipologia è data dal prodotto tra lo strike price (espresso in punti indice) e il moltiplicatore. ESEMPIO Ipotizziamo che A acquisti da B un Collar in cui: — i max (tasso massimo) = tasso cap = 11%. appunto. c) i min < i < i max.

178 Capitolo Nono Questionario 1. Quando un operatore in futures acquista un contratto future? (par. Che differenza c’è tra un’opzione call e un’opzione put? (par. 2) 4. 2) 3. 3) 5. Cosa sono i commodity futures? (par. Da quali variabili dipende il valore intrinseco di un’opzione (put o call)? (par. 1 e 2) 2. 3) . un contratto a termine e un contratto future? (parr. Che differenza c’è tra un contratto a pronti.

Affinché l’esperimento interessi il calcolo delle probabilità deve soddisfare le seguenti condizioni: — tutti i possibili risultati devono essere noti a priori. Probabilità condizionata. Introduzione al calcolo delle probabilità. . Assiomatizzazione del calcolo delle probabilità. Covarianza e coefficiente di correlazione lineare di variabili casuali. fa delle supposizioni su quello che sarà il risultato di qualche evento. le relazioni tra gli eventi e le loro proprietà. la politica relativamente alle preferenze esprimibili da un dato gruppo di elettori. tramite l’utilizzo di simboli e di operazioni. In ogni caso.CAPITOLO DECIMO INTRODUZIONE AL CALCOLO DELLE PROBABILITÀ E ALLE VARIABILI CASUALI Sommario: 1. . Analisi della regressione. EVENTI E ALGEBRA DI BOOLE In stretto parallelismo con l’algebra di Boole. Essa nasce qualche secolo fa ed è fatta risalire al gioco d’azzardo anche se. — l’esperimento può essere reiterato sotto date condizioni. — il risultato di una particolare prova deve essere incognito. La gente scommette con differenti pronostici sul risultato della partita di calcio.2.6. devono essere incerti nei risultati e ripetibili. .4. l’algebra degli eventi studia. le scienze attuariali relativamente alla sopravvivenza o mortalità di individui. le estrazioni del lotto in relazione all’uscita su una data ruota di uno o più numeri. Teorema delle probabilità totali.7. Eventi e algebra di Boole. La probabilità è quella parte della matematica che dà un preciso significato al concetto di incertezza. Variabili casuali discrete e variabili casuali continue. è un fondamentale strumento per diverse discipline e fenomeni: la matematica finanziaria quando è volta alla valutazione di operazioni finanziarie in cui importi e scadenze sono incerti. . 1. . può presumere una temperatura sulla base di quella dei giorni precedenti. . allo stato attuale. Queste ed altre discipline o fenomeni. .Questionario. La teoria della probabilità è la scienza che quantifica l’ignoranza umana relativamente ai risultati di eventi.5. la meteorologia relativamente alle temperature di un’area geografica. 2. . . Per prova si intende un esperimento soggetto a incertezza. Prima di spiegare il concetto di evento esplicitiamo il concetto di prova. Definizioni alternative della probabilità. così come incerta è la temperatura del giorno seguente.3. INTRODUZIONE AL CALCOLO DELLE PROBABILITÀ Un numero incalcolabile di fenomeni e processi sono svelati alla mente umana solo comprendendo i principi fondamentali della probabilità.8. per interessare la teoria della probabilità. Incerto è il risultato di una partita di calcio.

L’esperimento può suddividersi in sottoprove. Per analogia. E2 l’evento «faccia con 2 punti». un evento è dato dal numero rappresentato sulla faccia in alto del dado dopo il lancio. E2). in tal modo ogni unità della popolazione può essere estratta una sola volta. Siano E1 l’evento «faccia con 1 punto». gli altri sono gli eventi «faccia con 2 punti». è rimessa nella popolazione. l’estrazione consiste nella individuazione di un insieme di unità statistiche da una popolazione tramite un procedimento casuale. (E6. l’estrazione della prima e della seconda pallina. Le operazioni tra insiemi sono illustrate dai diagrammi di Venn. mutuate dalla teoria degli insiemi. In generale. …. Uno dei possibili risultati è l’evento «faccia con 1 punto». …. allora gli eventi di A necessariamente si verificano. E6). …. (E1. Se per l’evento A vale la relazione di uguaglianza A = Ω. detta anche algebra di Boole. L’insieme di tutti i possibili risultati di una prova è denominato spazio campione (indicato con Ω) mentre i suoi elementi sono denominati punti campione. Per evento si intende uno dei possibili risultati di una prova. un esempio di spazio continuo è fornito dalle diverse misurazioni dell’altezza di un individuo. …. dall’estrazione di una pallina da un’urna etc. Si consideri un esperimento consistente nel lancio di un dado non truccato. E6}. E2. . senza reimmissione. Uno spazio campione si dice: — discreto se è costituito da un numero finito o da una infinità numerabile di punti campione. Le operazioni tra eventi. si ricorre a una schematizzazione che riesce a comprendere gran parte degli esperimenti. L’insieme vuoto è l’insieme senza alcun elemento ed è denotato con il simbolo ∅. ad esempio l’estrazione di due palline da un’urna è una prova consistente in due sottoprove che sono. Siccome è praticamente impossibile circoscrivere a date categorie tutte le prove possibili. Le modalità secondo cui sono estratte le unità si distinguono in due tipologie: — estrazione con ripetizione (o bernoulliana) in cui l’unità statistica. negazione. se vale la relazione A = ∅. E5). …. o della temperatura di un ambiente. — continuo se è costituito da un’infinità non numerabile di punti campione. Nella prova «lancio di un dado non truccato». intersezione. Le definizioni che seguono sono mutuate dall’algebra degli insiemi. una volta estratta. Nei diagrammi di Venn lo spazio campione è rappresentato generalmente da un rettangolo. E6. in cui ogni insieme è delimitato da una porzione di piano racchiusa da una figura.180 Capitolo Decimo Esempi classici di prove sono forniti dal lancio di una moneta. per cui. per cui la stessa unità può entrare a far parte del campione più volte. lo spazio campione è dato dall’insieme Ω = {E1. Lo schema cui si fa riferimento è quello della estrazione di una o più unità statistiche da una popolazione. sono le seguenti: unione. E2. E3). E1). — estrazione senza ripetizione (o in blocco) in cui le unità statistiche sono estratte insieme. (E1. E6 l’evento «faccia con 6 punti». all’interno del quale si rappresentano altre figure rappresentanti i diversi eventi. un esempio di spazio discreto è fornito dal duplice lancio di un dado non truccato. i punti campione sono gli elementi E1. rispettivamente. tale rappresentazione è utilmente adoperata per illustrare relazioni ed operazioni dell’algebra degli eventi. allora gli eventi in A non si verificano. (E6. e A è l’evento impossibile nel senso che non può mai essere il risultato di una prova. «faccia con 6 punti». in cui i punti campione sono (E1.

Dall’operazione di unione di due o più eventi è possibile trarre. i = 1. E2. in altre parole se si verifica A. l’evento C che si verifica quando si verifica almeno uno dei due eventi A e B.181 Introduzione al calcolo delle probabilità e alle variabili casuali 2. siano E1. — evento composto è quello che è costituito dall’unione di più eventi elementari. …. e si denota con il simbolo: A∪B (dove ∪ è il simbolo di unione). …. 2. E2. En e si verifica se si verifica almeno uno degli eventi Ei. Ω Ω A A B A∪ B B A∪ B Ω B A A ∪ B = B quando A ⊂ B L’operazione di unione di eventi si può estendere anche a un numero finito o numerabile di eventi. si dice unione di A e B. n. si ha che: n E1 ∪ E2 ∪…∪ En = ∪ Ei i =1 è l’evento unione degli eventi E1. . En. in prima approssimazione. B o se si verificano A e B contemporaneamente. una raccolta di eventi. ….1 Unione (somma logica) Siano A e B due eventi. le due definizioni seguenti: — evento elementare è quello che non può essere costituito dall’unione di altri eventi elementari. Pertanto.

un evento che nello spazio campione è costituito da un solo punto campione è un evento elementare.2 Negazione L’insieme degli elementi non inclusi in A è denominato complemento o negazione di A e si indica con il simbolo A . Grazie all’operazione di intersezione è possibile dare un’ulteriore e più precisa definizione di evento elementare. per ogni evento A. oppure con Ω – A. è tale l’evento E che.3 Intersezione (prodotto logico) Siano dati due eventi A e B. La negazione dell’evento A riguarda tutti gli eventi di una prova escluso l’evento A. 2.182 Capitolo Decimo Lo spazio campione è l’evento certo. può solo verificarsi che E è incluso in A oppure che E è incompatibile con A. Ω Ω – A – A A A – A A∪ A = Ω 2. Formalmente: A ∩ E = E oppure A ∩ E = ∅ Ω Ω A B A∩ B A B A∩ B . si dice intersezione di A e B e si denota con il simbolo: A∩B (dove ∩ è il simbolo di intersezione) quell’evento C che si verifica se e solo se si verificano contemporaneamente sia A sia B.

T )} = A .T). sulla base di queste notazioni gli eventi sono i seguenti: a) A = {(T.T)}. determinare i seguenti eventi: a) A = {esce esattamente una volta testa }. per cui è: A ∪ B = {(T. c) A ∪ B. c) l’evento unione di A e B si verifica quando si verifica almeno uno dei due eventi A e B. b) B = {esce almeno una volta testa}.T)} = B in questo caso è A ⊂ B.C). (T.T). b) B = {(T.183 Introduzione al calcolo delle probabilità e alle variabili casuali La tabella seguente riporta alcune notevoli proprietà dell’unione e dell’intersezione di due eventi: PROPRIETÀ UNIONE INTERSEZIONE Idempotenza A∪A=A A∩A=A Elemento neutro A∪∅=A A∩Ω=A Commutativa A∪B=B∪A A∩B=B∩A Associativa (A ∪ B) ∪ C = A ∪ (B ∪ C) (A ∩ B) ∩ C = A ∩ (B ∩ C) Distributiva A ∩ (B ∪C) = (A ∩ B) ∪ (A ∩ C) A ∪ (B ∩ C) = (A ∪ B) ∩ (A ∪ C) Tabella 1 La figura seguente illustra la proprietà distributiva dell'intersezione rispetto all'unione. d) l’evento intersezione di A e B si verifica quando si verificano contemporaneamente sia A sia B . (C. Ω A B C A ∪ ( B ∩ C ) = ( A ∪ B) ∩ ( A ∪ C ) ESEMPIO Una moneta è lanciata due volte. (C.C).T )}. Sia T il risultato testa e C il risultato croce. (C. (T. per cui è: A ∩ B = {(T.C).C). (C. d) A ∩ B.

1 – Spazio campione ed eventi incompatibili Una raccolta di eventi necessari e incompatibili Ei si dice una partizione di Ω. in simboli: A∪ B = A∩ B — la negazione dell’intersezione tra due eventi è uguale all’unione delle negazioni degli eventi stessi. a dispetto del forte contenuto intuitivo. DEFINIZIONI ALTERNATIVE DELLA PROBABILITÀ Nonostante sia un concetto primitivo. che è tale se e solo se: ∞ — la loro unione è l’evento certo.184 Capitolo Decimo Il legame esistente tra le operazioni espresse è fornito dalle leggi di De Morgan. 3. almeno dal punto di vista del rigore scientifico. presentano rilevanti inadeguatezze. invece. soggettivista. ossia Ei ∩ Ej = ∅. le quali. e quindi della loro plausibilità. i =1 — sono incompatibili a due a due. Di seguito diamo tre definizioni di probabilità: classica. frequentista. ossia ∪ Ei = Ω . ∀i ≠ j. necessari se la loro unione è l’evento certo. allora si dice che A e B sono incompatibili o mutuamente esclusivi. la probabilità ha ricevuto nel tempo definizioni diverse. . — Due eventi A e B si dicono. in simboli: A∪B=Ω La rappresentazione grafica dei due eventi è la seguente: Ω B A Fig. in simboli: A∩ B = A∪ B PARTIZIONE DI Ω — Se A ∩ B = ∅. per le quali: — la negazione dell’unione tra due eventi è uguale all’intersezione delle negazioni degli eventi stessi.

Pertanto. purché gli n risultati possibili siano tutti ugualmente possibili. ESEMPIO 1 Da un mazzo di 52 carte ne viene estratta 1. la probabilità dell’evento E. il valore della . mentre assume valore estremo 1 quando il numero dei casi favorevoli coincide con il numero dei casi possibili. mentre il numero dei casi possibili è 52. Fermat e formalizzata da Laplace. la frequenza assoluta di E. stabilisce una relazione tra il concetto di frequenza e quello di probabilità. opera di R. Il numero dei casi favorevoli è 13. è la seguente: Sia dato un esperimento e un evento E tra i possibili eventi risultanti dall’esperimento. von Mises.Introduzione al calcolo delle probabilità e alle variabili casuali 185 3. infatti 13 sono le carte di cuori. la prima calcolata dopo avere effettuato l’esperimento (a posteriori). Essa può essere espressa nella forma seguente: Sia dato un esperimento perfettamente ripetibile ed un evento E tra i possibili eventi risultanti dall’esperimento. è: P( E) = m n La probabilità di un qualsiasi evento E è sempre un numero tale che: 0 ≤ P(E) ≤ 1 Assume valore estremo 0 quando il numero dei casi favorevoli all’evento è pari a 0. la seconda definita prima dell’esperimento (a priori). in tal caso l’evento è certo. ossia il numero di volte in cui si è verificato E in una serie di n esperimenti ripetuti nelle medesime condizioni. sia frn(E). e n il numero di tutti i possibili risultati dell’esperimento allora.2 Definizione frequentista La definizione frequentista di probabilità di un evento. in tal caso l’evento è impossibile. utilizzata già da Galileo. effettuando un gran numero di prove nelle medesime condizioni. sia m il numero dei possibili risultati che danno luogo all’evento E. la probabilità richiesta è: 13 P (carta di cuori) = = 0. in simboli: P ( E ) = lim n→∞ frn ( E ) n La probabilità di un evento si definisce ricorrendo alla cosiddetta legge empirica del caso per la quale.1 Definizione classica La definizione classica della probabilità.25 52 3. Determinare la probabilità che si estragga una carta di cuori . allora la probabilità dell’evento E è il limite cui tende la frequenza relativa dell’evento E quando il numero delle prove n tende all’infinito.

se si verifica E. In base alla definizione frequentista della probabilità e alla legge empirica del caso. un importo unitario e se non si verifica E un importo nullo. ed esprime il grado di fiducia che un individuo coerente. logiche e matematiche. — mediante tali concetti si enunciano assiomi o postulati. Essa è espressa nella forma seguente: Sia dato un esperimento e sia E un evento tra i possibili eventi risultanti dall’esperimento. pervenendo alla dimostrazione di teoremi. sulla base delle informazioni di cui dispone. Ora. necessari e coerenti. Inoltre. 4. e l’approssimazione migliora al crescere del numero delle prove. in ambiti normali non è dato ad uno sperimentatore umano di ripetere infinite volte una prova. In altri termini. — da questi ultimi si deducono tutte le conseguenze. la definizione necessita che le successive prove si svolgano nelle medesime condizioni. se si verifica E. anche la seconda definizione non è adeguata. Per fare in modo che la teoria della probabilità assumesse la veste di scienza matematica a tutti gli effetti. che si basa sullo schema seguente: — si introducono i concetti primitivi. in cui particolare importanza hanno le frequenze calcolate per la sopravvivenza e la mortalità di individui per diverse fasce di età. la quota di una scommessa. Kolmogorov nel 1933.186 Capitolo Decimo frequenza si approssima al valore della probabilità. le frequenze suddette sono assimilate alla probabilità di sopravvivenza e di mortalità. La definizione esposta sebbene sia di tipo più concreto della precedente. pur pienamente accettate dal senso comune. in quanto equa. . ASSIOMATIZZAZIONE DEL CALCOLO DELLE PROBABILITÀ Le considerazioni sull’inadeguatezza delle definizioni precedenti. la probabilità di E rappresenta la disponibilità di un individuo a pagare. che non sono dimostrabili ma che si ritengono utili. La definizione trova applicazione nel campo delle assicurazioni in relazione agli eventi attinenti la vita umana studiati nei confronti di una collettività. opera di De Finetti. portarono i matematici ad un notevole sforzo di ricerca e di fondazione teorica. ha affrontato le problematiche connesse alla probabilità secondo il metodo tipico delle scienze deduttive. al pari della Geometria e dell’Algebra. poiché. È questa la condizione di ripetibilità dell’esperimento in pratica quasi mai attuabile. — si formalizzano tali concetti. cioè delle nozioni originarie non definibili. attribuisce al verificarsi di un evento.3 Definizione soggettivista La definizione soggettivista della probabilità. trae le sue origini nel gioco d’azzardo. allora la probabilità dell’evento E è la somma che un individuo coerente è disposto a scommettere in un gioco equo in cui. per riscuotere. necessita di un numero infinito di prove per essere effettivamente una definizione. 3. egli riceve un importo unitario.

Per esprimere i postulati del calcolo delle probabilità si deve introdurre. 2. Per probabilità si intende. un numero associato al verificarsi di un evento. n. ∀ Ei ⊂ Ω POSTULATO 2 L’evento certo Ω ha probabilità 1: P(Ω) = 1 POSTULATO 3 La probabilità dell’unione di una infinità numerabile di eventi incompatibili è uguale alla somma delle singole probabilità: ( ) ∞ ∞ Ei ∩ E j = ∅. comunque. Ad ogni evento Ei dello spazio campione è associato un numero reale P(Ei) che soddisfa i seguenti postulati: POSTULATO 1 La probabilità di un evento è una funzione che assegna ad ogni evento un numero reale non negativo: P(Ei) ≥ 0. i = 1. — la probabilità dell’evento i-esimo sia P(Ei).Introduzione al calcolo delle probabilità e alle variabili casuali 187 I concetti primitivi su cui poggia l’assiomatizzazione del calcolo delle probabilità sono quelli di prova. …. evento e probabilità. la seguente simbologia concernente gli eventi: — siano Ei. d’ora in poi. ∀i ≠ j ⇒ P ∪ Ei = ∑ P ( Ei ) i =1 i =1 Sulla base dei postulati esposti si possono dimostrare i seguenti teoremi: TEOREMA 1 P ( B ∩ A ) = P ( B) − P ( A ∩ B) TEOREMA 2 P ( A ) = 1 − P ( A) TEOREMA 3 P (∅) = 0 . n eventi dello spazio campione Ω.

l’evento A è un evento certo. inoltre. TEOREMA DELLE PROBABILITÀ TOTALI Siano dati due eventi A e B. quale che sia la definizione della probabilità.188 Capitolo Decimo TEOREMA 4 A ⊂ B ⇒ P ( A) ≤ P ( B) TEOREMA 5 0 ≤ P ( A) ≤ 1 TEOREMA 6 (probabilità dell’unione di eventi non incompatibili) P ( A ∪ B) = P ( A) + P ( B) − P ( A ∩ B) TEOREMA 7 P ( A ∪ B ∪ C ) = P ( A) + P ( B) + P (C ) − P ( A ∩ B) − P ( A ∩ C ) − P ( B ∩ C ) + P ( A ∩ B ∩ C ) TEOREMA 8 (noto anche come principio di inclusione-esclusione) n n i =1 i ≠ j =1 P ( E1 ∪ E2 ∪…∪ En ) = ∑ P ( Ei ) − ∑ P ( Ei ∩ E j ) + + ( −1) n +1 n ∑ P( E ∩ E i i ≠ j ≠ h =1 j ∩ Eh ) −…+ P ( E1 ∩ E2 ∩…∩ En ) Valgono. la configurazione dello spazio campione. quindi.1) . rapportando la probabilità dell’evento intersezione A ∩ B (che rappresenta gli eventi elementari comuni ad A e a B) alla probabilità dell’evento A. si definisce la probabilità dell’evento B dato che si è verificato l’evento A. assumendo. le seguenti relazioni fondamentali: — disuguaglianza di Boole n P ( E1 ∪ E2 ∪…∪ En ) ≤ ∑ P ( Ei ) i =1 — disuguaglianza di Bonferroni n n i =1 i =1 P ( E1 ∩ E2 ∩…∩ En ) ≥ 1 − ∑ P ( E i ) = ∑ P ( Ei ) − ( n − 1) 5. in simboli la probabilità condizionata o subordinata di B dato che si è verificato A è: P ( B A) = supposto P(A) > 0. Pertanto. P ( A ∩ B) P ( A) (5. talvolta è interessante sapere se il verificarsi del primo può in qualche modo condizionare la probabilità del verificarsi del secondo. PROBABILITÀ CONDIZIONATA. A questo punto una volta verificatosi.

la probabilità dell’evento intersezione o del prodotto logico A ∩ B è pari al prodotto della probabilità di un evento per la probabilità dell’altro condizionata al verificarsi del primo: P ( A ∩ B) = P ( A) P ( B A) (5. … una partizione di Ω . il verificarsi di A non altera la probabilità del verificarsi di B.3) oppure Se. dati due eventi A e B. E2. si ha: ∞ ( P ( A ) = ∑ P ( Ei ) P A Ei i =1 ) La dimostrazione del teorema è semplice. diviene: P ( A ∩ B) = P ( A) P ( B) Tale definizione può essere estesa ad un qualsivoglia numero di eventi indipendenti. si scrive che i due eventi sono indipendenti se: P ( A B) = P ( A) Pertanto. allora l’evento A si scrive nel modo seguente: A = A ∩ Ω = ( E1 ∪ E2 ∪…) ∩ A = ( E1 ∩ A ) ∪ ( E2 ∩ A ) ∪… Dal postulato 3 si ha: ∞ P ( A ) = P ⎡⎣( E1 ∩ A ) ∪ ( E2 ∩ A ) ∪…⎤⎦ = ∑ P ( Ei ∩ A ) i =1 . la probabilità del contemporaneo verificarsi di A e di B.Introduzione al calcolo delle probabilità e alle variabili casuali 189 PROBABILITÀ COMPOSTE Dalla (5. analogamente. eventi mutuamente incompatibili che costituiscono una partizione di Ω . …. allora si dice che i due eventi sono indipendenti. Essendo E1. TEOREMA DELLE PROBABILITÀ TOTALI Siano E 1. per ogni evento A ⊂ Ω . la (5. che esprime la probabilità del contemporaneo verificarsi dei due eventi.3). E2. invece. in altri termini.2) P ( A ∩ B) = P ( B) P ( A B) (5. per cui: P ( B A) = P ( B) Analogamente.2) o. dati i due eventi A e B. la (5. Dal concetto di probabilità condizionate è possibile trarre un importante teorema.1) si deduce che.

d. E2 {prima pallina rossa. b) la seconda pallina è rossa.190 Capitolo Decimo in cui. Si tratta di eventi costituiti da più elementi. N2. Più precisamente abbiamo: E 1 = N1 ∩ R 2 E 2 = R1 ∩ R 2 dove: — N1 e R2 sono tra loro dipendenti. dato che la prima pallina è nera. Calcolare le seguenti probabilità: a) la seconda pallina è rossa. Gli eventi individuati sono a loro volta eventi intersezione di altri eventi. c) ambedue le palline sono rosse. ESEMPIO Supponiamo di avere un’urna contenente tre palline nere (che indichiamo con N1.v. a) La prova è l’estrazione di due palline da un’urna. Le probabilità P (R2⎪N1) e P (R2⎪R1) sono calcolate tenendo presente che all’estrazione della seconda pallina il numero totale di palline estraibili si riduce da 5 a 4. è: E {seconda pallina rossa}. unione degli eventi individuati. N3) e due rosse (indicate con R1 e R2). Supponiamo di estrarre due palline senza reimmissione nell’urna. si ha: ∞ ∞ i =1 i =1 ( P ( A) = ∑ P ( Ei ∩ A ) = ∑ P ( Ei ) P A Ei ) c. 4 5 4 5 4 10 10 10 5 dove le probabilità sono calcolate come rapporto tra casi favorevoli e casi possibili. una dopo l’altra. . L’evento complesso. dalla relazione (5. Gli eventi elementari sono: E1 {prima pallina nera. seconda pallina rossa}. incompatibili e con diverse probabilità. — R1 e R2 sono tra loro dipendenti. Per cui abbiamo: ( ) ( ) P (E ) = P (E1 ) + P (E 2 ) = P (N1 ∩ R 2 ) + P (R1 ∩ R 2 ) = P (N1 ) ⋅ P R 2 N1 + P (R1 ) ⋅ P R 2 R1 = = 3 2 2 1 3 1 4 2 ⋅ + ⋅ = + = = = 0. seconda pallina rossa}.2).

…. abbiamo: P (E ) = 3 2 3 ⋅ = = 0. Si tratta di un evento complesso costituito dall’intersezione dei due eventi elementari R2 e N1.1 Teorema di Bayes Dal teorema delle probabilità totali si trae il teorema di Bayes che consente di calcolare la probabilità che. — le probabilità a priori P(Hi) che hanno le singole ipotesi di verificarsi. 2. Hm sono eventi che costituiscono una partizione di Ω. — le verosimiglianze o probabilità probative P(E ⎜Hi) che l’effetto sia stato causato da una data ipotesi. 3 5 4 10 c) L’evento complesso. essendosi verificato un evento. la probabilità di Hi dato E è: P ( Hi E ) = ( P ( Hi ) P E Hi m ( ) ∑ P( H j ) P E H j j =1 ) ∀i = 1. abbia agito una data causa in un gruppo di cause incompatibili ed esaustive. H2. Abbiamo quindi: ( ) P (E ) = P (R1 ∩ R 2 ) = P (R1 ) ⋅ P R 2 R1 = 2 1 2 ⋅ = = 0. per cui la sua probabilità è: ( P (E ) = P (R 2 ∩ N1 ) = P (N1 ) ⋅ P R 2 N1 ) in quanto R2 ed N1 sono tra loro dipendenti. ESEMPIO In una popolazione di studenti universitari. per qualunque evento E ⊂ Ω. supponiamo che il 40% provenga dalla città sede universitaria. m Nella formula del teorema di Bayes intervengono: — le probabilità a posteriori P(Hi ⎜E) dell’ipotesi Hi dato l’effetto E.1 5 4 20 5. Quindi. Di quelli che provengono dalla città . seconda pallina rossa}. …. TEOREMA DI BAYES Se H 1. seconda pallina rossa}. intersezione dei due eventi elementari R1 e R2 è: E {prima pallina rossa.Introduzione al calcolo delle probabilità e alle variabili casuali 191 b) L’evento complesso è: E {prima pallina nera. Gli eventi elementari R1 e R2 sono tra loro dipendenti e non equiprobabili. allora. il 50% dalla regione e il 10% da altre regioni.

1 10) + ( 0. Se si sceglie uno studente universitario a caso e si trova che ha un voto superiore a 105/110.c. H3 {provenienza da altre regioni} (evento «causa»). 50 ⋅ 0. 067 Quindi. 40 ⋅ 0. si definisce una variabile casuale quando si crea una corrispondenza tra l’insieme dei risultati di una prova e l’insieme dei . 025 + 0.02 = 0. è una funzione misurabile e a valori reali definita sullo spazio campione Ω. Per rispondere alle tre domande sopra riportate è necessario applicare il teorema di Bayes in base al quale è possibile calcolare le probabilità delle «cause» dato che un evento «effetto» si è verificato. VARIABILI CASUALI DISCRETE E VARIABILI CASUALI CONTINUE Una variabile casuale (v.). 40 ⋅ 0.030 0. 02) = = 0. 002 = 0. di quelli di altre regioni il 2% ha un voto superiore a 105/110 ..10 ⋅ 0. 05) + ( 0. determinare la probabilità che provenga: a) dalla città sede universitaria. H1 {provenienza dalla città sede universitaria} (evento «causa»). Più precisamente: P (H i E ) = ( P (H i ) ⋅ P E H i ) ∑ P (H ) ⋅ P (E H m j j =1 j ) in cui: E {studente universitario con voto superiore al 105/110} (evento «effetto»).50 ⋅ 0. detta anche variabile aleatoria. 067 ) = 0.10 ⋅ 0. 067 6.05 = 0. b) dalla regione.10 = 0. 04 + 0. A ogni elemento dello spazio campione corrisponde uno e un solo valore della v. H2 {provenienza dalla regione} (evento «causa»).373 0.192 Capitolo Decimo sede universitaria il 10% si laurea con un voto superiore a 105/110. 3 3 j =1 j =1 ( ) P (E ) = ∑ P (E ∩ H j ) = ∑ P (H j ) P E H j = ( 0. c) da altre regioni.597 ( P (H 2 ) ⋅ P E H 2 P (E ) ( P (H 3 ) ⋅ P E H 3 P (E ) 0.c. di quelli che provengono dalla regione il 5% ha un voto superiore a 105/110. applicando la formula del teorema di Bayes: a) P (H1 E ) = b) P (H 2 E ) = c) P (H 3 E ) = ( P (H1 ) ⋅ P E H1 P (E ) ) = 0. 067 ) = 0.

Tuttavia.c. 2 – Variabile casuale discreta Nell’inferenza statistica fondamentale importanza ha la funzione di ripartizione o funzione di distribuzione cumulata che esprime la probabilità che la v. X assuma valori inferiori o uguali a un valore prefissato. Generalmente.. è discreta se i valori che assume sono in corrispondenza di un insieme numerabile. 6. …. i i =1 L’insieme delle probabilità dei diversi valori possibili di una v. come sinonimo di v. graficamente si pongono in ascissa di un sistema di riferimento cartesiano i valori reali che essa assume e in ordinata le corrispondenti probabilità: P(X = x) p(x2) p(xi) p (x1) x1 x2 xi x Fig.c. essa è definita se e solo se: — p(xi) ≥ 0 ∀ i = 1.c. costituisce una distribuzione di probabilità di tale v. un valore qualsiasi. si usa l’espressione variabile stocastica.c. se è vero che può assumere. 2.. inoltre.c.c.c.c. discreta è associata la funzione di probabilità. ∞ — ∑ p(x ) = 1. che una v. dopo la prova assume uno e un solo valore numerico. Volendo indicare una v.1 Variabili casuali discrete Una v. detto determinazione della v.c.c. che esprime la probabilità: P(X = x) = p (x) di ogni valore assunto dalla v. nei risultati etc. A una v. Si deve sottolineare. prima di una data prova. la corrispondenza tra eventi e numeri non deve essere necessariamente biunivoca.Introduzione al calcolo delle probabilità e alle variabili casuali 193 numeri reali. anche se Dall’Aglio (1987) ha operato una distinzione definendo stocastico ciò che concerne il calcolo delle probabilità e casuale ciò che deriva da situazioni in cui esiste indifferenza probabilistica nelle preferenze. cioè per ogni x reale: F ( x ) = P ( X ≤ x ) = ∑ p ( xi ) xi ≤ x .

b) La rappresentazione grafica della funzione di ripartizione è una funzione a gradini: F(x) 1 5/6 4/6 3/6 2/6 1/6 0 1 2 3 4 5 6 Fig. i quali sono ugualmente probabili e con probabilità pari a 1/6. 3 – Funzione di ripartizione della v. b) la rappresentazione grafica della funzione di ripartizione. 6. ha senso calcolare i possibili valori della funzione di ripartizione. ESEMPIO Si consideri l’esperimento consistente nel lancio di un dado non truccato. i seguenti valori: x F (x) <1 0 i≤x≤i+1 i/6 per i = 1. ….c. 3. La v. 2. …. anche se i valori della x inferiori ad 1 o superiori a 6 sono impossibili. determinare: a) i valori che assume la funzione di ripartizione relativa alla v. compresa sempre tra 0 e 1. 5 x≥6 1 Tabella 2 In effetti.c. x →−∞ lim F ( x ) = 1 x →+∞ Inoltre. associata al lancio del dado. ed è tale per cui: lim F ( x ) = 0. lancio di un dado x . 2. quindi.194 Capitolo Decimo Essa è non decrescente. X associata al lancio del dado assume i soli valori 1. è continua da destra.c. a) La funzione di ripartizione assume.

corrisponde al valore medio della distribuzione di probabilità della v. discreta X che assume i valori x1.0625 + 264.195 Introduzione al calcolo delle probabilità e alle variabili casuali I valori caratteristici di una v.c.056. p(x2).0625 Tabella 3 Applicando la formula. sono: il valore medio e la varianza.c. il valore medio.5 1. la varianza è: σ2 = 39.75 Si definisce scarto quadratico medio (o deviazione standard) σ la radice quadrata della varianza.c.406.25 12. Essa è definita come la speranza matematica del quadrato della differenza tra la variabile X e la sua speranza matematica. è quel valore caratteristico che indica la dispersione dei valori intorno al valore medio.5 Per determinare la varianza della v.25 264. x2.0625 40 0.25 –37.5 56.5 1.25 14. Data una v.25 –7. . o valore atteso o speranza matematica. presa in esame si consideri la seguente tabella: xi p(xi) xi – μ (xi – μ)2 (xi – μ )2p(xi) 20 0.25 39. È noto. definita nella tabella 1 riportata nel capitolo ottavo. X. …. in simboli: 2 σ 2 = Var ( X ) = E ⎡⎣( X – μ ) ⎤⎦ Se la v.c.0625 –30 0.0625 + 351. con probabilità p(x1). che il valore medio della v.c. sia σ2 la varianza della v.0625 = 668.c. dall’esempio riportato nel capitolo ottavo. …. X è discreta la varianza è pari a: n 2 Var ( X ) = ∑ ( xi – μ ) p( xi ) i =1 ESEMPIO Determinare la varianza della v..5625 0 0.5625 + 14.c.25 351.5 156.c.25 32.c. è: E(X) = μ = 7. in simboli: ∞ E ( X ) = μ = x1 p( x1 ) + x2 p( x2 ) +… = ∑ xi p( xi ) i =1 VARIANZA La varianza di una v.

continua è: 2 Var ( X ) = σ 2 = E ⎡⎣( X − μ ) ⎤⎦ = +∞ ∫ (x − μ) 2 f ( x ) dx −∞ 2 La quantità entro parentesi è lo scarto di X dalla media.c. è la più importante v. È una v.c.196 Capitolo Decimo 6. ∞ — ∫ f ( x )dx = 1.c. assuma valori in un intervallo infinitesimo centrato su x. A essa è associata la funzione di densità di probabilità che è una funzione che. base dei logaritmi neperiani. .c.c. cioè: P(x ≤ X ≤ x + dx) = f(x)dx Perché una funzione a valori reali possa essere una funzione di densità ben definita occorre e basta che sia: — f(x) ≥ 0.2 Variabili casuali continue Una v. detta anche di Gauss. Per una v. Quindi.c. utilizzata in Statistica e nelle scienze sperimentali. E ⎡⎣( X − μ ) ⎤⎦ è una media degli scarti al quadrato dalla media.c. continua è definito nel modo seguente: E( X) = μ = +∞ ∫ xf ( x )dx −∞ La varianza di una v.c. in relazione all’area sottesa alla curva. discrete. LA VARIABILE CASUALE NORMALE La v. in simboli: F( x ) = P( X ≤ x ) = x ∫ f (ψ ) dψ −∞ Il valore medio di una v. è proporzionale alla probabilità che la v.c. normale. le condizioni sono analoghe alle corrispondenti viste per le v. continua la funzione di ripartizione è espressa come l’integrale della funzione di densità. −∞ Come si vede. continua definita per ogni x reale con funzione di densità: f (x) = ⎪(x − μ) 1 exp– ⎨⎪ 2 ⎪⎩ 2σ 2 2πσ ⎧ 2 ⎫ ⎪ ⎬ ⎪ ⎪⎭ dove si è usata l’espressione exp in luogo di e. è continua se i valori che può assumere sono tutti quelli di un intervallo reale.

sono disponibili numerose ed estese tavole per la v. normali indipendenti (collegate a prove che generano eventi indipendenti) è ancora normale.c. la si indica con X ~ N (μ.. Data la difficoltà di calcolo della sua funzione di ripartizione. ottenuta dalla v. La sua importanza in Statistica deriva dalle notevoli proprietà teoriche e dal fatto che numerosi fenomeni reali sono bene approssimati da tale v.27% μ μ–σ μ+σ 99.c. . Gauss dimostrò che gli errori accidentali tendono a distribuirsi come una v. σ 2).73%. in simboli: Z= X–μ σ ed ha sempre valore medio 0 e varianza 1. Ha una caratteristica forma campanulare simmetrica con un punto di massimo in corrispondenza di μ che è. moda e mediana. dividendo i suoi scarti dalla media per lo scarto quadratico medio. La figura 4 evidenzia le aree sottese alla curva in relazione a tre valori di deviazione standard.c.c.45% μ – 2σ μ μ + 2σ μ – 3σ μ μ + 3σ Fig.73% 95.197 Introduzione al calcolo delle probabilità e alle variabili casuali Essa dipende dal valore medio μ e dalla varianza σ2. non essendo espressa in alcuna unità di misura. poi decresce più lentamente. 4 – Area sottesa alla curva normale Gode della proprietà riproduttiva per cui una combinazione lineare di v. normale. Tre deviazioni standard arrivano a comprenderne il 99. La curva a partire dal punto di massima densità decresce dapprima rapidamente fino ai punti di flesso. trova molteplici utilizzi. normale standardizzata. e. 68. anche.c. equidistanti dalla media. Nella distribuzione normale il 68.27% dell’area soggiacente alla curva è compreso in una deviazione standard su ogni versante della curva rispetto al valore medio. in corrispondenza di x = μ ± σ.

c.c. allora i loro prodotti saranno positivi e la covarianza è positiva. doppia continua (X. allora i loro prodotti saranno negativi e la covarianza.c. X e Y di media. continua dove pxy indica la probabilità del contemporaneo verificarsi delle v. Si parla di concordanza quando scarti positivi o negativi della v. E ( X ) = μ x e E ( Y ) = μ y . X tendono ad associarsi. e che sia funzione di entrambe. Si parla di discordanza quando scarti positivi della v.Y) = 0 .c.c. ogni distribuzione normale può avere un numero infinito di valori per la sua media e per il suo scarto quadratico medio ed è quindi impossibile tabulare l’area associata ad ogni singola curva. Y.c.1) e la sua funzione di densità è: f (z) = ⎛ z2 ⎞ exp ⎜ – ⎟ ⎝ 2⎠ 2π L’utilità di definire la variabile standardizzata risiede nel fatto che essa è adattabile alle infinite gaussiane. Y ) è una v. 7.Y).c. Se le due v.c.y(x. e essendo la curva standardizzata simmetrica rispetto allo zero. risulta negativa.c. Infatti.c.c. la cui espressione analitica è la seguente: Cov ( X . 7. Y ) è una v. X tendono ad associarsi a scarti negativi della v. rispettivamente. rispettivamente. Y ) = σ xy = E ⎡⎣( X − μ x ) ( Y − μ y ) ⎤⎦ = ⎧∑ ∑ ( x − μ x ) ( y − μ y ) pxy ⎪⎪ x ∈R y∈R = ⎨ +∞ +∞ ⎪ ∫ ∫ ( x − μ x ) ( y − μ y ) fx .198 Capitolo Decimo Dunque. X e Y. è la covarianza. discrete X e Y. la v. mentre fx. COVARIANZA E COEFFICIENTE DI CORRELAZIONE LINEARE DI VARIABILI CASUALI A questo punto è opportuno introdurre un indice statistico che consenta di misurare l’eventuale dipendenza lineare tra due v. si verifica che l’area sotto la curva a destra di 0 è uguale all’area sotto la curva a sinistra di 0. discreta se ( X .c. I valori dell’area sotto la curva standardizzata sono tabulati.y) è la funzione di densità di probabilità della v. Y o viceversa. ovviamente.c. a scarti positivi o negativi della v. un indicatore della dipendenza lineare tra le due v. y ( x .1 La covarianza Siano date due v. y ) dxdy ⎪⎩ −∞ −∞ se ( X . normale standardizzata è indicata convenzionalmente con Z ~ N(0. sono indipendenti si ha: Cov (X.

Y ) = σ XY Pertanto. in simboli: Corr ( X . Y ) è una v. ponendo α = β = 1 si ha: Var ( X ± Y ) = Var ( X ) + Var ( Y ) 7. β1 ∈R 3.: Cov ( X . La covarianza è un operatore lineare: Cov ( β 0 + β1 X . Y ) = Cov ( X . nell’ipotesi di massima dipendenza tra X e Y. β X ) = β 2Cov ( X . si verifica che: Cov ( X . y ) dxdy ∫ ∫ ⎜ ⎟⎜ ⎪ σ σ ⎝ ⎠ −∞ − ∞ ⎝ ⎠ x y ⎩ se ( X . essendo Cov(X.c. presenta il limite di dipendere dall’unità di misura delle v. X ) = β 2Var ( X ) A questo punto è possibile introdurre una notazione per la varianza di v. Y ) con β 0 . discreta se ( X . β1 . un indicatore relativo.c. Dalle proprietà 1. Y) = 0.c. La covarianza è un operatore bilineare: Cov ( β 0 + β1 X . γ 1 ∈R 4. per tale valore si ottiene un numero puro: il coefficiente di correlazione lineare di Bravais Pearson. e 3.c.c.c. Y ) è una v. γ 0 . della covarianza si ha che. y ( x. β 0 + β1Y ) = β1Cov ( X . per cui non è individuabile un suo valore minimo e massimo.. Sia data una combinazione lineare di v. Y ) = ρ xy = Cov ( X . γ 0 + γ 1Y ) = β1γ 1Cov ( X . Covarianza di una stessa v. tuttavia. Y ) σ xσ y ⎧ ⎛ x − μ x ⎞⎛ y − μ y ⎞ ⎪∑ ∑ ⎜ ⎟ pxy ⎟⎜ ⎪ x ∈ R y∈ R ⎝ σ x ⎠ ⎝ σ y ⎠ = ⎨ +∞ +∞ ⎛ x − μ x ⎞⎛ y − μ y ⎞ ⎪ ⎟ fx . Dalla proprietà 1. continua . infatti.2 Il coefficiente di correlazione La covarianza è. Y ) Se X e Y sono indipendenti.Introduzione al calcolo delle probabilità e alle variabili casuali 199 Per la covarianza valgono le seguenti proprietà: 1. Y ) con β 0 . X e Y si ha che: Var (α X ± β Y ) = α 2Var ( X ) + β 2Var ( Y ) ± 2αβ Cov ( X . si ha: Var ( β X ) = Cov ( β X . dividendo la covarianza tra due v. X ) = E ⎡⎣( X − μ x ) ( X − μ x ) ⎤⎦ = E ( X − μ x ) = Var ( X ) 2 2.c.

ma per l’influenza esercitata sulle stesse da uno o più fattori comuni. in generale. prevedono. y2). esponenziale. ANALISI DELLA REGRESSIONE Nell’analisi statistica la regressione è volta alla ricerca di un modello atto a descrivere la relazione esistente tra una variabile dipendente e una o più variabili indipendenti o esplicative. È tuttavia. Il termine regressione fu coniato da Galton che. logaritmico etc. Ciò a conferma che il coefficiente di correlazione non è. …. ma di concordanza. La scelta dell’una o dell’altra variabile come indipendente non è arbitraria ma legata alla natura del fenomeno: si sceglie come indipendente la variabile che sia logicamente antecedente rispetto all’altra. Se non esiste relazione di tipo lineare tra le due v. nel misurare la relazione tra statura dei padri e quella dei figli. tra le due v. Y • • • • • • • •• • • •• • • •• • • • • • • • • • • • • • • • • • • • X Fig. osservò una regressione dei valori delle altezze dei figli verso la media. parabolico. Per evidenziare il tipo di legame tra le variabili è di notevole ausilio il diagramma a dispersione (o scatter plot). controllano la variabile dipendente.Y) = 0 e le stesse si dicono incorrelate. sono legate da una relazione diversa da quella lineare. 3. allora Corr (X. Per effettuare una regressione si fa riferimento a modelli teorici di vario tipo: lineare. 4.c. Talvolta Corr(X. simulano. è un indice di dipendenza solo nel caso in cui quest’ultima sia di tipo lineare.. Assume valori compresi tra +1 e −1.c. un indice di dipendenza. ossia il diagramma empirico costituito dalle n coppie di osservazioni (x1. yn) sulle variabili X e Y. (xn.200 Capitolo Decimo Per il coefficiente di correlazione lineare valgono le seguenti proprietà: 1. le variabili esplicative (dette anche regressori) spiegano. y1). 8.Y) = ± 1.c. 5 – Diagramma a dispersione .. allora esiste. un legame lineare perfetto di tipo concorde (Corr(X. Se Corr(X. 2.Y) = − 1). In un modello di regressione. possibile che esso sia nullo anche quando le due v.Y) può assumere un valore elevato pur non sussistendo alcuna relazione tra le v.Y) = + 1) o discorde (Corr(X.c.. in tal caso si dice che esiste correlazione spuria. (x2.

— se β < 0. considerando come variabile dipendente Y e come variabile indipendente X. l’associazione tra le variabili X e Y è positiva. — se β = 0 non esiste associazione lineare tra X e Y.c. da cui: n S = ∑ (α + β xi – yi ) = min 2 i =1 da cui derivando rispetto ai due parametri e uguagliando a zero ottiene il sistema normale: n ⎧ ∂S = 2 ⎪ ∑(α + β xi − yi ) ⋅ 1 = 0 ⎪ ∂α i =1 ⎨ n ⎪ ∂S = 2 (α + β xi – yi ) xi = 0 ∑ ⎪⎩ ∂β i =1 da cui. nel senso che al crescere di X anche Y cresce. l’associazione tra le due variabili è negativa. semplificando. A seconda del valore assunto dal coefficiente β si desume l’associazione tra X e Y. nel senso che al crescere di X. X e Y. infatti: — se β > 0. Date le due v. I coefficienti incogniti della retta di regressione sono stimabili ricorrendo al metodo dei minimi quadrati che consiste nel determinare valori dei parametri della curva teorica che rendono minima la somma dei quadrati degli scarti tra valori teorici e valori osservati della variabile Y. è la seguente: Y = α + βX (8. Il metodo dei minimi quadrati è tale per cui la somma: n S = ∑ ( yˆi – yi ) = min 2 i =1 dove yˆi sono i valori teorici e yi sono i valori osservati. sono incogniti.Introduzione al calcolo delle probabilità e alle variabili casuali 201 Dall’osservazione del diagramma a dispersione di una distribuzione doppia si può evincere la linearità dell’associazione tra le variabili se i punti empirici sono distribuiti attorno ad una retta. cioè è del tipo: ∧ Y = α + βX i parametri da determinare sono α e β. la variabile Y decresce. detti coefficienti di regressione. Quest’ultima è denominata retta di regressione e la sua espressione analitica. si ottengono le equazioni normali: n n ⎧ n α + β x = yi ∑ ∑ i ⎪ ⎪ i =1 i =1 ⎨ n n n ⎪α x + β x 2 = x y ∑ ∑ ∑ i i i i ⎪⎩ i =1 i =1 i =1 . se la funzione teorica è lineare nei parametri.1) in cui i coefficienti α e β.

facendo uso del metodo di Cramer. sussiste la seguente relazione tra il coefficiente di correlazione Corr (X. si ha: n n ∑( x − μ )∑( y − μ ) i βˆ = x i i =1 i =1 n ∑( x − μ ) i i =1 x 2 y = Cov ( X .202 Capitolo Decimo da cui. dopo semplici passaggi. Y ) Var ( X ) (8.1) . i coefficienti stimati: n n ∑y ∑x i i =1 n αˆ = i i =1 n ∑ xi yi ∑ x i2 i =1 ∑x n n n n i =1 i =1 i =1 i =1 2 ∑ yi ∑ x i2 – ∑ xi ∑ xi yi = i =1 n n ⎛ n ⎞ n∑ x i2 – ⎜∑ xi ⎟ ⎝ i=1 ⎠ i =1 n i i =1 n ∑x n ∑x i i =1 2 i i =1 n ∑y n i i =1 n n i βˆ = n ∑x ∑x y i i i =1 = i =1 n ∑ xi n n n i =1 i =1 n∑ xi yi – ∑ xi ∑ yi i =1 ⎛ n ⎞ n∑ x i2 – ⎜∑ xi ⎟ ⎝ i=1 ⎠ i =1 2 n i =1 n n ∑x ∑x i 2 i i =1 i =1 Inoltre.Y) e il coefficiente βˆ della retta di regressione Yˆ = αˆ + βˆ X : n ∑( y − μ ) i βˆ = Corr ( X . Y ) 2 y i =1 n ∑( x − μ ) i 2 x i =1 da cui.

Introduzione al calcolo delle probabilità e alle variabili casuali 203 ESEMPIO Sia data la seguente tabella: X Y 1 2 4 5 7 9 10 1 5 6 7 9 11 15 Tabella 4 a) Determinare. l’equazione della retta di regressione di Y su X. b) Misurare la relazione esistente tra X e Y. ricorrendo al metodo dei minimi quadrati. a) Per determinare la retta di regressione si fa riferimento al seguente schema: Totale xi yi x i2 y i2 xiyi 1 2 4 5 7 9 10 1 5 6 7 9 11 15 1 4 16 25 49 81 100 1 25 36 49 81 121 225 1 10 24 35 63 99 150 38 54 276 538 382 Schema 1 La retta di regressione di Y su X ha equazione: Yˆ = α + βX Per trovare i coefficienti α e β attraverso il metodo dei minimi quadrati si considera il sistema normale: ⎧7α + 38β = 54 ⎨ ⎩38α + 276β = 382 .

674 – 2. fa uso della funzione: — INTERCETTA per determinare α. 795 + 1.516 388 = = 0. cui è stata sovrapposta la retta di regressione di Y su X .932 – 1. la retta di regressione di Y su X ha equazione: Yˆ = 0.904 – 14.795 αˆ = = 7 38 488 1.204 Capitolo Decimo da cui: 54 38 382 276 14. è il seguente: Y 20 15 • • 10 • • 5 • • • 0 2 4 6 8 10 12 X Fig. 6 .932 – 1. — PENDENZA per determinare β. In particolare. 7 38 1. .Diagramma a dispersione e retta di regressione di Y su X Il foglio elettronico seguente illustra le modalità di determinazione dei coefficienti della retta di regressione.052 622 βˆ = = = = 1275 .444 488 38 276 Pertanto. 275X Il diagramma a scatter.444 38 276 7 54 38 382 2.

Trattasi di una misura simmetrica di concordanza o discordanza. b) Per misurare la relazione tra X e Y si fa ricorso al coefficiente di correlazione lineare di Bravais Pearson che è un numero puro.1). particolarmente adatta. Il calcolo del coefficiente è effettuato applicando la relazione inversa della (8. I calcoli per la determinazione dei parametri sono illustrati di seguito.Y ) = βˆ ∑ (x i =1 i − μx ) i − μy 2 n ∑ (y i =1 ) 2 . infatti: n Corr ( X .Introduzione al calcolo delle probabilità e alle variabili casuali 205 Inseriamo i dati nelle celle dalla A2 alla A8 per la variabile X e dalla B2 alla B8 per la variabile Y .

9658 Il foglio elettronico seguente illustra due funzioni statistiche di Excel che consentono il calcolo del coefficiente di correlazione: CORRELAZIONE e PEARSON.Y ) = 7 ⋅ 382 − 38 ⋅ 54 7 ⋅ 276 − (38) 2 7 ⋅ 538 − (54) 2 = 0. I dati sulle variabili sono inseriti nelle celle dalla A2 alla A8 per la variabile X e dalla B2 alla B8 per la variabile Y.Y ) = n n n∑ x i y i − ∑ x i ∑ y i i =1 i =1 ⎛n ⎞ n∑ x i2 − ⎜∑ x i ⎟ ⎝ i =1 ⎠ i =1 2 n i =1 ⎛n ⎞ n ∑ y − ⎜∑ y i ⎟ ⎝ i =1 ⎠ i =1 2 n 2 i che. assume valore: Corr (X . applicata ai dati che si desumono dallo schema 1. .206 Capitolo Decimo da cui dopo diversi passaggi: n Corr (X .

presenta un 15% di falsi positivi. dimostrare che: P ( A ∩ B) = P ( A) P ( B) (par. Un esperimento consiste nel lanciare due dadi.1) 9.c.Introduzione al calcolo delle probabilità e alle variabili casuali 207 Questionario 1. (par. 2. 6. discreta? (par. Individuare lo spazio campione. 5) 6. 7) .1) 4. che accerta l’uso di steroidi il 95% delle volte. Sapendo a priori che la probabilità di trovare una persona che fa uso di steroidi è pari al 10%. 2) 2. 5) 5. Quando una v. identificare l’evento unione: A∪ B (par. (par. Qual è il valore massimo assunto dalla funzione di ripartizione di una v. 6) 7. Se A è l’evento piove domani e B è l’evento non piove domani. individuare la probabilità che una persona risultata positiva al test abbia fatto uso di steroidi. Quando un evento si dice impossibile? (par.c. sono indipendenti che valore assume la covarianza? (par. Un test. Dati due eventi indipendenti A e B. 6. 2) 3. Come si esprime la probabilità condizionata dell’evento B dato che si è verificato l’evento A? (par. si dice discreta? (par.c.1) 8. Se due v.

.

INDICE ANALITICO .

.

199-200 Corso (di un’obbligazione). evento. 159-160 Caricamenti (contratto di assicurazione). 143 — caso vita. 148 Azioni. BOT) C Call (options). 182 Coefficiente di correlazione lineare. 48. 110. 56-58 Anticipati. rendita. 114 Buoni ordinari del tesoro (v. ammortamento (v. variabile (v. 161 Arrow-Pratt. 156-160 Boole. contratto di. Algebra degli eventi) BOT. Ammortamento con quote di accumulazione) Ammortamento (di un prestito) — americano (v. 109 B Beta (di un titolo o di un portafoglio). CAPM) Capitalizzazione — iperbolica. 149 Assicurato. 33-35 Continua. 102-103 — con rate costanti. 179-184 Alla pari. 110 — secco. 143 — miste. 143 Assicuratore. 110 Americano. Variabile casuale) Cedola. 5 Avversione al rischio. 45. 6. 143 Assicurazioni — caso morte. 50-51. 97-101 — con quote di accumulazione. rendita. Valore medio) Attualizzazione. coefficiente di. legge di. Scindibilità delle leggi finanziarie) Capital Asset Pricing Model (v. valore (v. 143 Assicurazione. operazioni finanziarie. obbligazioni emesse. 156-159 Algebra degli eventi. algebra di (v. 110 Certo. 110 — tel quel. 168-175 Cantelli (v. 143 Assiomi delle preferenze. legge di capitalizzazione a interessi. 143 Convessità. 31 — operazione di. 90-92 — di prestiti divisi. 144 Casuale. Ammortamento con interessi anticipati) Annuale. rendita. 128 Convenzione — esponenziale. 31-32 Arbitraggio. 145 Atteso. misura dell’avversione al rischio di. 61-62 Contratti a — pronti. 199-200 Coefficienti alfa e beta. 5 CAPM. Convenzione mista) — mista. 162 Contratto di assicurazione. 162 — termine. 101-102 — con quote capitale costanti. 156-160 Confronto tra i regimi finanziari. 28 Correlazione lineare. Ammortamento con quote capitale costanti) — tedesco (v. Ammortamento con rate costanti) — italiano (v. Ammortamento con quote di accumulazione) — con interessi anticipati. 121-123 — rimborsabili a scadenza. 141-160 Alfa (di un titolo). 110 — delle obbligazioni — a rimborso progressivo. 29-30 — lineare (v. 120-121 — ex cedola. 45 Anticipata. — commerciale.A Aleatorie. 92-96 — dei prestiti (indivisi). 45 Annualità. 121 . 32 — operazioni di. 115-120 — francese (v.

Titoli) Formula di Makeham. 175 — con ripetizione. 182 — composto. 141-144 — dell’utilità attesa. gioco. Fattore di montante) — montante. 133-134 Floor. 127-128 Curve di indifferenza. 176 Fondi (v. 165-168 — finanziari (v. Fattore di anticipazione) Financial futures. 58-59 Dominanza stocastica. 161-168 — commodity. interest rate. 110 Differita. 153-156 Curva prezzo-rendimento. 182 — complemento di un. 166 Funzione di utilità. 181 — elementare. TAN) — del tasso interno di rendimento (v. 144-150 — della dominanza stocastica. 150-152 — media-varianza. leggi di. 150-152 — del primo ordine. 87 — media finanziaria (v. 181-182 Evento — certo. 165-168 Finanziamento. operazione di. Ammortamento con rate costanti) Frazionata. 169. 7 — sconto (v. 45. indice. 110 Covarianza. 104-108 Forza d’interesse. 198-199 Criterio — del risultato economico attualizzato (v. 145-150 Futures. 163 Efficiente. 45. 142 . 151-152 Durata — del prestito. obbligazioni rimborsabili mediante. REA) — del tasso annuo effettivo globale (v. 7 — attualizzazione (v. tassi. Financial futures) — su azioni. 146 Equivalenti. Scarto quadratico medio) Dietimo d’interessi. 91 De Morgan. 142 Estrazione — a sorte. 162. 181-184 — unione di. 180 — senza ripetizione. TAEG) — del tasso annuo nominale (v. 169. TIR) — del valore medio. rendita. 35-37 Francese. 162. ammortamento (v. frontiera. 115-120 Fattore di — anticipazione. Duration) Duration. 126-128 E Effetto leva. 180 Euribor. Fattore di anticipazione) — capitalizzazione (v. 164. Duration modificata) Equivalente certo. rendita. Variabile casuale normale) Gioco equo. 165-166 G Gauss. 182 — operazioni tra. 91 — residuo. 154 Elasticità (curva prezzo-rendimento) (v. 82 Eventi — algebra degli. 123-128 — modificata. 20-24 Equo. 180 — negazione di un. 181-182 — impossibile. 162 — financial. 168 — options. 155 Currency — futures. 184 Deviazione standard (v. 59-61 Frontiera efficiente. variabile casuale di (v. 151 — del secondo ordine.212 Indice Analitico Coupon bonds. 154-155 FTSE/MIB. 182 F D Debito — estinto. 179-184 — intersezione di. 165 — su indici azionari.

formula di. ammortamento (v. 141-160 — certe. 177 — floor. 13 Legge finanziaria — a una variabile. 8 — dello sconto. 6. 45 Immunizzazione. 133-134 — di investimento. 133-140 Opportunità — efficienti. 8 — di capitalizzazione a interessi anticipati. 122 Numero ottimale (contratti futures). operazione di. 169. 133-134 Operazioni finanziarie. 104-108 Margine (di garanzia). regime finanziario dell’. 176 — options. Opzioni) Opzioni. 164-165 O Obbligazioni. 169. 109 Operazione — di finanziamento. 81-85 — indicizzato. Ammortamento con quote capitale costanti) L Leasing. 103-108 — di un prestito obbligazionario. 154-155 Intensità — d’interesse. Valore medio) Montante. 138 Locazione finanziaria (v. duration di (v. teorema di. speranza (v. 82. 8 — di capitalizzazione a due variabili. 82 — tasso. 154-155 — insieme delle. 31-32 — lineare (capitalizzazione semplice). 163 Matematica. legge di capitalizzazione a. 133-134 IRR (v.213 Indice Analitico H Hedge ratio (v. 5-6 — aleatorie. 125 Indice — di reattività al mercato (v. rendita. Duration) Makeham. 139 Nuda proprietà — (di un prestito indiviso). 175-177 Interesse. 37-39 Leggi finanziarie. 46 N Neutralità al rischio. regime finanziario dell’. 19-20 Investimento. 85-86 Legge — del valore attuale. 169. Beta) — S&P/MIB. 9 — scindibile. 155 Insieme delle opportunità. TIR) Interpolazione. 36 — istantanea d’interesse (v. 168-175 — put. Leasing) M Macaulay. 10-12 Interessi anticipati. 14-16 — semplice. 168-175 . 161 Immediata. 161 I IDEM. Forza d’interesse) Interest rate — cap. 175-176 — collar. 168-178 — call. 163 Margini di variazione. curve di. 166 Indifferenza. Valore medio) Maxicanone. TIR) Italiano. 5-43 — a due variabili. 154-155 Options (v. 6 — composto. Rapporto di copertura) Hedging. teorema di. 163 Marking to market. 148 Norstrom. 6 — di una rendita. 8 — dell’interesse. 82 Media (v. 31-32 Internal rate of return (v. 8 Levi. 81-86 — canone di. 109 — modalità di rimborso (delle). 111 — valore nominale (delle).

214

Indice Analitico

— su tassi d’interesse (v. Interest rate options)
— su indici, 177
— valutarie (v. Currency options)
Ottimo paretiano, 154

P
Periodica, rendita, 45
Perpetue, rendite, 62-64
Piano
— di ammortamento
— finanziario, 87, 90-103
— del prestito (obbligazionario), 115-119
— di rimborso (v. Piano di ammortamento finanziario)
— M-V, 153-156
— rischio-rendimento (v. Piano M-V)
Portafoglio
— titoli, 109
— immunizzazione del (v. Immunizzazione)
Posticipata, rendita, 45-49, 51-56
Postulato del rendimento del denaro, 9
Premio
— (currency options), 175
— di un contratto di assicurazione, 143
— per il rischio, 160
Prestiti
— divisi in titoli, 109-132
— indivisi, 87-108
Prestito
— a rimborso unico del capitale, 87-90
— nuda proprietà di un, 103-108
— usufrutto di un, 104-108, 122
— valutazione di un (v. Valore di un prestito)
Prezzo di emissione (obbligazioni), 110
Principio dell’equivalenza finanziaria, 6, 40
Probabilità, 179
— assiomatizzazione del calcolo delle, 186-188
— condizionata, 188
— definizione classica della, 185
— definizione frequentista della, 185
— definizione soggettivista della, 186
— di rimborso delle obbligazioni, 119-120
Propensione al rischio, 148
Put, 168-175

Q
Quota
— capitale, 90-92

— di ammortamento (v. Quota capitale)
— interesse, 90-92

R
Rapporto di copertura, 164
Rata (ricerca della), 69-72
Rate, 45
— ricerca del numero delle, 72-75
REA, 134-136
Regime finanziario, 9
— degli interessi anticipati (v. Regime finanziario
dello sconto commerciale)
— dell’interesse composto, 14-16
— dell’interesse semplice, 10-12
— dello sconto
— commerciale, 31-33
— composto, 17-19
— razionale, 12-14
Regimi coniugati, 9
Regressione
— analisi della, 200-202
— retta di, 156-159, 201-203
Rendimento (di un titolo)
— diversificabile, 156
— sistematico, 156
Rendita
— annuale, 45
— anticipata, 45, 48, 50-51, 56-58
— continua, 61-62
— costante, 45
— differita, 45, 58-59
— frazionata, 45, 59-61
— immediata, 45
— non periodica, 45
— periodica, 45
— perpetua, 46
— posticipata, 45-49, 51-56
— temporanea, 46
— variabile, 45
Rendite
— certe, 45-80
— costanti
— (interesse composto), 51-62
— (interesse semplice), 46-48
— (sconto commerciale), 49-51
— perpetue, 62-64
— unitarie, 46
— variabili (interesse composto), 64-68

215

Indice Analitico

— in progressione aritmetica, 64-66
— in progressione geometrica, 67-68
Retta di regressione, 156-159, 201-203
Rischio
— avversione al, 148
— di prezzo, 123-128
— di reinvestimento, 123
Risultato economico attualizzato, criterio del (v. REA)

S
Scadenza media, 40-41
Scarto quadratico medio, 195
Scindibile, legge finanziaria, 37-39
Scindibilità delle leggi finanziarie, 37-39
Sconto
— commerciale, regime finanziario dello, 31-33
— composto, regime finanziario dello, 17-19
— fattore di (v. Fattore di anticipazione)
— razionale, regime finanziario dello, 12-14
Sinking fund (v. Ammortamento con quote di accumulazione)
Sopra la pari, obbligazioni emesse, 110
Sotto la pari, obbligazioni emesse, 110
Speculazione, 161
Speranza matematica (v. Valore medio)
SPS (v. Struttura per scadenza dei tassi d’interesse)
Strumenti
— finanziari, 109-132
— finanziari derivati, 161-178
Struttura
— a termine dei tassi d’interesse (v. Struttura per
scadenza dei tassi d’interesse)
— per scadenza dei tassi d’interesse, 128-131

T
TAEG, 139-140
TAN, 139-140
Tassi
— a pronti, 129
— a termine, 130-131
— forward, 130-131
— equivalenti, 20-24
— (regime di capitalizzazione composta), 21-22
— (regime di capitalizzazione semplice), 22-24
— istantanei, 24-28
— nominali, 24-28
— spot, 129

Tasso
— annuo effettivo globale (v. TAEG)
— annuo nominale (v. TAN)
— di accumulazione, 102
— di rendimento
— effettivo a scadenza (v. TRES)
— immediato (v. TRI)
— di remunerazione del prestito, 87
— di un’operazione di leasing, 85-86
— di valutazione (di un prestito), 103
— effettivo
— d’interesse, 7
— di sconto, 7
— interno di rendimento (v. TIR)
— istantaneo d’interesse, 25, 129
— medio, 42-43
— nominale annuo
— d’interesse convertibile infinite volte l’anno, 25
— d’interesse convertibile k volte l’anno, 24
— di sconto convertibile istante per istante, 26
— di sconto convertibile k volte l’anno, 25
— periodale, 129
— ricerca del (rendite), 76-80
Tedesco, ammortamento (v. Ammortamento con
interessi anticipati)
Teorema
— delle probabilità totali, 189
— di Bayes, 191-192
— di Levi, 138
— di Norstrom, 139
Teoria
— del premio per la liquidità, 130
— dell’habitat preferito, 130
— della segmentazione del mercato, 130
— delle aspettative pure, 130
TIR, 136-139
Titoli, 109-132
— di puro sconto, 110
TRES, 111-113, 124-128
TRI, 111-112

U
Unione di eventi, 181
Usufrutto
— (di un prestito), 104-108
— di un prestito obbligazionario, 122
Utilità, 144-150

216

Indice Analitico

V
V.c. (v. Variabile casuale)
Valore
— atteso (v. Valore medio)
— attuale, 7
— di una rendita, 46
— medio, 144
— netto (v. REA)
— di mercato (titoli), 110
— di rimborso, 110
— di un prestito, 103-108
— obbligazionario, 120-123
— finale di una rendita (v. Montante di una rendita)
— medio, 142-144
— nominale, 109-111
Valutazione delle operazioni finanziarie
— aleatorie, 141-160
— certe, 133-140

VAN (v. REA)
Variabile aleatoria (v. Variabile casuale)
Variabile casuale, 115, 192-198
— continua, 196-198
— discreta, 193-195
— normale, 196-198
— valore medio di una, 195-196
— varianza di una, 195
Variabili casuali, 192-198
Varianza, 195-196

Y
Yield curve, 129-130

Z
Zero coupon bonds, 110

INDICE GENERALE

Capitolo Primo: Leggi e regimi finanziari
1. Introduzione alla matematica finanziaria .............................................................................. pag.
2. Regime finanziario dell’interesse semplice e dello sconto razionale ................................... »
2.1 Interesse semplice ......................................................................................................... »
2.2 Sconto razionale ............................................................................................................ »
3. Regime finanziario dell’interesse e dello sconto composto ................................................. »
3.1 Interesse composto ........................................................................................................ »
3.2 Sconto scomposto ......................................................................................................... »
4. Tassi equivalenti ................................................................................................................... »
5. Tassi nominali e tassi istantanei ........................................................................................... »
• Foglio elettronico: tasso effettivo ...................................................................................... »
6. Convenzione lineare e convenzione esponenziale ................................................................ »
7. Regime finanziario degli interessi anticipati e dello sconto commerciale ........................... »
8. Confronto tra i regimi finanziari ........................................................................................... »
9. Forza d’interesse ................................................................................................................... »
10. Scindibilità delle leggi finanziarie ........................................................................................ »
11. Principio dell’equivalenza finanziaria .................................................................................. »
12. Scadenza media e tasso medio .............................................................................................. »
12.1 Scadenza media ............................................................................................................ »
12.2 Tasso medio .................................................................................................................. »
Questionario ................................................................................................................................ »

5
10
10
12
14
14
17
20
24
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28
31
33
35
37
40
40
40
42
43

Capitolo Secondo: Rendite certe
1. Definizioni ............................................................................................................................
2. Rendite costanti nel regime finanziario dell’interesse semplice ...........................................
2.1 Rendita unitaria posticipata ..........................................................................................
2.2 Rendita unitaria anticipata ............................................................................................
3. Rendite costanti nel regime finanziario dello sconto commerciale ......................................
3.1 Rendita unitaria posticipata ..........................................................................................
3.2 Rendita unitaria anticipata ............................................................................................
4. Rendite costanti nel regime finanziario dell’interesse composto .........................................
4.1 Rendita unitaria immediata posticipata ........................................................................
• Foglio elettronico: valore attuale e montante di una rendita ...................................
4.2 Rendita unitaria immediata anticipata ..........................................................................
4.3 Rendita unitaria differita posticipata ............................................................................
4.4 Rendita unitaria differita anticipata ..............................................................................
4.5 Rendita unitaria frazionata immediata e posticipata .....................................................
4.6 Rendita unitaria frazionata immediata e anticipata ......................................................
4.7 Rendita unitaria frazionata differita e posticipata .........................................................

»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»

45
46
46
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49
50
51
51
55
56
58
59
59
60
61

220

Indice Generale

4.8 Rendita unitaria frazionata differita e anticipata ........................................................... pag.
4.9 Rendita continua unitaria annua immediata ................................................................. »
5. Rendite perpetue ................................................................................................................... »
5.1 Rendita unitaria annua immediata posticipata .............................................................. »
5.2 Rendita unitaria annua immediata anticipata ................................................................ »
5.3 Rendita unitaria annua differita posticipata .................................................................. »
5.4 Rendita unitaria annua differita anticipata .................................................................... »
5.5 Rendita unitaria annua frazionata posticipata ............................................................... »
5.6 Rendita unitaria annua frazionata anticipata ................................................................. »
6. Rendite variabili nel regime finanziario dell’interesse composto ........................................ »
6.1 Rendite variabili in progressione artimetica ................................................................. »
6.2 Rendite variabili in progressione geometrica ............................................................... »
Questionario ................................................................................................................................ »

61
61
62
62
63
63
63
64
64
64
64
67
68

Capitolo Terzo: Problemi sulle rendite
1. Notazioni ...............................................................................................................................
2. Ricerca della rata ..................................................................................................................
• Foglio elettronico: rata .....................................................................................................
3. Ricerca del numero delle rate ...............................................................................................
• Foglio elettronico: numero rate ........................................................................................
4. Ricerca del tasso ...................................................................................................................
• Foglio elettronico: tasso ....................................................................................................
Questionario ................................................................................................................................

»
»
»
»
»
»
»
»

69
69
71
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»
»
»
»
»

81
81
85
85
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»
»
»
»
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»

87
87
88
88
90
92
94

Capitolo Quarto: Il leasing
1. Introduzione ..........................................................................................................................
2. Canone di leasing ..................................................................................................................
• Foglio elettronico: leasing .................................................................................................
3. Tasso di una operazione di leasing .......................................................................................
Questionario ................................................................................................................................

Capitolo Quinto: I prestiti indivisi: ammortamento e valutazione
1. Prestiti indivisi ......................................................................................................................
2. Prestiti a rimborso unico del capitale ....................................................................................
2.1 Rimborso unico del capitale e degli interessi ...............................................................
2.2 Rimborso unico del capitale e corresponsione periodica degli interessi ......................
3. Ammortamento dei prestiti ...................................................................................................
4. Ammortamento con rate costanti (francese) .........................................................................
• Fogli elettronici: ammortamento francese e ammortamento francese bis ........................

................ pag.................... 5............ » 103 8................................................ » 107 Questionario .................................................................................... 4...............................................1 Rimborso globale alla scadenza: i BOT ..................1 Duration modificata ...... 6................................................. Convessità .......................... » 99 6.................. » 104 8......1 Tassi a termine .............................. • Foglio elettronico: duration .............. 7............................................................... 4.................................................... • Foglio elettronico: TIR ......................................................................................2 Valore di un prestito ammortizzabile con metodo a rate costanti ............................................................................... I titoli .............................................................2 Tasso di rendimento effettivo a scadenza ................ 5.............................. 2....................................................1 Corso delle obbligazioni rimborsabili a scadenza ........................ » » » » » » » » » » » » » » » » » » » » 109 110 111 112 112 114 114 115 117 119 120 120 121 123 125 126 128 128 130 132 » » » » » » 133 134 136 137 139 140 Capitolo Settimo: Valutazione delle operazioni finanziarie certe 1.................... 97 • Foglio elettronico: ammortamento italiano ................... 8............................................................................................................... 6........................... Modalità di rimborso dei prestiti obbligazionari ..................1 Tasso di rendimento immediato ............................................................................................................................................................. Tasso di rendimento immediato e tasso di rendimento effettivo a scadenza ... 4.................................................................................................................................... • Foglio elettronico: obbligazioni . Questionario ............ 5.............................1 Valore di un prestito rimborsabile alla scadenza con interessi corrisposti annualmente .......................................................... Ammortamento con quote capitale costanti (italiano) ......................................................................................................................221 Indice Generale 5.............................................................................. Valore di un prestito obbligazionario ................ .............. 3. Valore di un prestito............. Questionario ......................................................................................................3 Valore di un prestito ammortizzabile con metodo a quote capitale costanti ........................................................................................................................................... Formula di Makeham ............................................................. 4...................................... Criterio del risultato economico attualizzato (REA) . » 101 7............... Criterio del tasso interno di rendimento (TIR) ..................... 3.................................................................................................................................. La duration ..... » 106 8............................................................................................................................................. Ammortamento con quote di accumulazione . 2..........................2 Corso delle obbligazioni a rimborso progressivo ...................... » 102 8...............3 Probabilità di rimborso delle obbligazioni ............. 8................ » 108 Capitolo Sesto: Prestiti divisi in titoli: le obbligazioni e loro valutazione 1................... Operazioni finanziarie certe . 3.................................. Struttura per scadenza dei tassi d’interesse ............................ Il TAEG e il TAN ............................................................................................. 4.......................................................................................................................................... 3..................................2 Obbligazioni rimborsabili mediante estrazione a sorte ......... Ammortamento con interessi anticipati (tedesco) ... Le obbligazioni ......................................

.............................2 Dominanza stocastica del secondo ordine ......................................... I futures .......................................................................1 Unione (somma logica) ........ Teorema delle probabilità totali .......................1 Futures finanziari ......................3 Intersezione (prodotto logico) ............................................................... » 156 • Foglio elettronico: coefficienti alfa e beta ................................................. 3............................ 3......................................................... » 160 Capitolo Nono: Strumenti finanziari derivati 1. 2........................................................ 2.......................................................................... » 148 4.................................... Criterio della dominanza stocastica ............................................................................................................................................................ pag............................................................................................... 6........................................ 3....................... Assiomatizzazione del calcolo delle probabilità ................................... 5.................................................................................................................................................................. » 150 4.......................................1 Dominanza stocastica del primo ordine ................ 2.............. Criterio dell’utilità attesa ...................... » » » » » » » » » 161 162 165 168 168 175 175 177 177 » » » » » » » » » » » » » » » 179 179 181 182 182 184 185 185 186 186 188 191 192 193 196 Capitolo Decimo: Introduzione al calcolo delle probabilità e alle variabili casuali 1.....................................................................................1 Il criterio del valore medio nella teoria delle assicurazioni ................................................................................. Questionario ....2 Negazione ...............................................1 Definizione classica .................................... » 143 3...................... 2...................1 Le currency options ......................1 Avversione o propensione al rischio ......................... 3........................222 Indice Generale Capitolo Ottavo: Valutazione delle operazioni finanziarie aleatorie 1.......................................... Criterio media-varianza ...................... » 151 4.............................................2 Variabili casuali continue .......................................................... 2......................................................................................................................................... » 144 3................................................... 5....... 2............... Operazioni finanziarie aleatorie ..................... Probabilità condizionata.................................... 3...................... 3............................................................................ » 141 2.............2 Le interest rate options ................................. Variabili casuali discrete e variabili casuali continue ...................1 Variabili casuali discrete ........................... 141 2....3 Definizione soggettivista ......................................................2 Definizione frequentista ............................................. Criterio del valore medio ............................................................................................................................................... Definizioni alternative della probabilità ................................................................................ • Foglio elettronico: margine di garanzia ........................................... ..................................1 Teorema di Bayes ................... 3.. » 151 5......................................................................... » 158 Questionario ......................................................................... 6...... 4..............................................................................................................3 Opzioni su indici ..................... Eventi e algebra di Boole .................................................................................................... Le options ............................................................................................................ I coefficienti alfa e beta e il CAPM .................... » 153 6................. 6............................................................................................................ Introduzione al calcolo delle probabilità .............................. 3............................... Introduzione agli strumenti finanziari derivati .................................................

......................................................... » 207 Indice Analitico ............................................................. Covarianza e coefficiente di correlazione lineare di variabili casuali .................................. » 198 7.................................................................................................................. » 206 Questionario ............................................................................................................................ Analisi della regressione ..................................... » 205 • Foglio elettronico: correlazione ................................................2 Il coefficiente di correlazione ........................................1 La covarianza ........................................................................................................... 198 7.. » 209 ....... » 200 • Foglio elettronico: retta di regressione .................................... pag...................................................................... » 199 8...............Indice Generale 223 7.

.

non solo a studenti delle facoltà economiche e scientifiche. Per la completezza degli argomenti trattati. Leggi e regimi finanziari . le rendite. Strumenti finanziari derivati 10. In questa parte sono introdotti gli strumenti finanziari derivati.4. Ciascun capitolo è corredato da applicazioni su fogli di lavoro in Excel.3. Un ultimo capitolo.9. fornisce gli strumenti per la comprensione della realtà dei mercati finanziari e dei modelli elaborati per la valutazione di scelte operate in condizioni di incertezza. Rendite certe . relativa alla matematica finanziaria moderna. Problemi sulle rendite . il volume è destinato. i piani di ammortamento e la valutazione di numerose altre operazioni finanziarie certe. utili per la risoluzione di problemi di carattere finanziario. Il leasing .6. Indice 1. ma anche a tecnici che hanno necessità di ricorrere a strumenti matematici applicati alla realtà dei mercati finanziari e a coloro che partecipano a corsi di formazione per operatori in campo finanziario. Valutazione delle operazioni finanziarie aleatorie . Prestiti divisi in titoli: le obbligazioni e loro valutazione .7. è dedicato alla teoria della probabilità e delle variabili casuali.8.2. Introduzione al calcolo delle probabilità e alle variabili casuali  .5. Valutazione delle operazioni finanziarie certe . infine. I prestiti indivisi: ammortamento e valutazione . s la seconda.I volumi di base Compendio di Matematica Finanziaria (classica e moderna) Questa quarta edizione del compendio è articolata in due parti: s la prima fornisce i fondamenti della matematica finanziaria classica quali le leggi e i regimi finanziari.