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ARGOMENTI•LEASING

Leasing finanziario

Causa unitaria nell’ambito
dell’operazione di leasing finanziario
e tutela dell’utilizzatore:
una svolta della Cassazione?
di ENEA FOCHESATO

La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi in tema di leasing finanziario, ribadendo l’orientamento che
configura tale fattispecie come un’ipotesi di collegamento negoziale.
La pronuncia si segnala inoltre per l’importante affermazione secondo cui, accanto alle singole cause che
caratterizzano i contratti di leasing e compravendita, vi sarebbe una causa unitaria costituita dall’interesse dell’utilizzatore ad ottenere il godimento del bene concesso in leasing. A giudizio del Supremo Collegio,
la causa unitaria renderebbe i singoli contratti interdipendenti, con la conseguenza che qualora uno di essi venga meno per effetto di una patologia, anche l’altro seguirà la stessa sorte, determinando così la caducazione dell’intera fattispecie.
L’Autore si domanda se tale affermazione non costituisca un primo passo verso un’evoluzione giurisprudenziale volta a concepire una tutela dell’utilizzatore non più basata sulle norme in tema di mandato, bensì sui principi elaborati in tema di collegamento negoziale.

Premessa
La decisione da cui trae spunto il presente scritto (1) riguarda la tutela dell’utilizzatore nell’ambito dell’operazione (2) di leasing finanziario.
In particolare, il fornitore consegnava all’utilizzatore un
macchinario da stampa concesso in leasing finanziario
che presentava dei vizi tali da costringere l’utilizzatore ad
esperire la domanda di risoluzione del contratto di compravendita, con la relativa restituzione del corrispettivo
versato, comprensivo degli interessi, oltre al risarcimento del danno. In via subordinata, l’utilizzatore svolgeva
l’actio quanti minoris.
La Suprema Corte conferma, per motivi processuali, la
pronuncia d’appello che aveva dichiarato risolto il contratto di compravendita ma esclude che, in astratto, l’utilizzatore possa domandare la risoluzione del contratto
intercorso tra il fornitore ed il concedente, in assenza di
una specifica pattuizione al riguardo.
La Cassazione giunge a questa conclusione attraverso la
ricostruzione dell’operazione di leasing finanziario in termini di collegamento negoziale anziché di contratto pluNote:
(1) Cfr. Cass., III Sezione Civile, 27 luglio 2006, n. 17145. In particolare, la massima della pronuncia in questione così recita: «Il leasing finanziario realizza non già un rapporto trilaterale o plurilaterale, bensì un col-

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I CONTRATTI N. 4/2007

legamento negoziale tra contratto di leasing e contratto di fornitura, quest’ultimo venendo dalla società di leasing concluso allo scopo - noto al
fornitore - di soddisfare l’interesse del futuro utilizzatore ad acquisire la
disponibilità della cosa, con specifica ed autonoma rilevanza di tale causa rispetto a quella -parziale- dei singoli contratti, dei quali connota la
reciproca interdipendenza (sì che le vicende dell’uno si ripercuotono
sull’altro, condizionandone la validità e l’efficacia ), a tale stregua segnandone la distinzione con il negozio «complesso» e con il negozio
«misto». E poiché con la conclusione del contratto di fornitura viene a
realizzarsi, nei confronti del terzo contraente, la medesima scissione di
posizioni che si ha per i contratti conclusi dal mandatario senza rappresentanza, ai sensi dell’art. 1705, secondo comma Codice civile, deve riconoscersi la legittimazione dell’utilizzatore a far valere la pretesa all’adempimento o alla risoluzione del contratto, oltre che al risarcimento
del danno sofferto (soluzione, questa, sostanzialmente coincidente con
quella risultante dalla disciplina dettata in tema di leasing finanziario
dalla L. 14 luglio 1993, n. 259, di ratifica ed esecuzione della Convenzione di Ottawa del 28 maggio 1988 sul leasing internazionale, che, pur
se nel caso non applicabile, costituisce utile termine di raffronto, agli effetti della regolamentazione del leasing internazionale e nell’ambito soggettivo di relativa applicazione). Quanto invece alla possibilità per l’utilizzatore di chiedere direttamente la risoluzione del contratto di vendita
tra il fornitore e la società di leasing, la questione, in assenza di disciplina normativa di riferimento, va risolta caso per caso, con accertamento
spettante al giudice del merito, in ragione della sussistenza o meno nel
contratto di leasing di una specifica previsione con la quale le parti trasferiscono all’utilizzatore la posizione sostanziale originariamente propria della società di leasing acquirente».
(2) Come evidenziato da Lener, Leasing, collegamento negoziale ed azione
diretta dell’utilizzatore, in Foro it., 1998, I, 3085, il termine «operazione di
leasing» indica l’insieme plurinegoziale composto dai contratti di leasing e
di compravendita.

il concedente stipula il contratto di fornitura. (7) Cfr. l’utilizzatore non potrà comunque chiedere la risoluzione del contratto di compravendita ovvero la riduzione del prezzo.. non può esercitare le azioni inerenti a detto contratto. occorre specificare che le clausole in discorso possono essere comprese nel contratto di compravendita ovvero in quello di leasing (7).. n. dando a quest’ultimo il diritto di usare il bene contro il pagamento di canoni. per tutti. Prima di entrare nel merito delle questioni sollevate dalla Cassazione. 5. il contratto di leasing finanziario può essere configurato come un rapporto trilaterale (4) in cui intervengono un’impresa finanziaria (concedente). 194 ss. n.nell’ambito dell’operazione di leasing finanziario cfr. Inoltre. l’azione di adempimento e quella volta ad ottenere il risarcimento del danno. 1998. in Giust. Una descrizione della struttura e delle caratteristiche dell’operazione in questione si trova all’art. I. La locazione finanziaria. l’utilizzatore può trovarsi nella condizione di non poter utilmente impiegare il bene oggetto del predetto contratto e. 815.. Nel primo caso. in Foro it. dover comunque pagare i canoni dovuti al concedente. Collegamento negoziale e efficacia della clausola compromissoria: il leasing e altre storie. civ. 182. tra cui l’azione di risoluzione ovvero di riduzione del prezzo. Cass. 10926. La locazione finanziaria. trim. l’utilizzatore sarebbe legittimato ad agire per il risarcimento del danno ovvero per l’adempimento del contratto di compravendita: ciò in base ai principi in tema di mandato senza rappresentanza (art. 1999. 2269. 2002. 33. Milano. 1494 Codice civile. Lener. Il Supremo Collegio affronta inoltre alcune questioni che rivestono particolare interesse e che attengono all’esistenza di una causa unitaria nell’ambito del collegamento attuato attraverso l’operazione di leasing finanziario. sulla base delle indicazioni dell’utilizzatore. Cass. Purcaro. l’altro di leasing tra il concedente e l’utilizzatore: quest’ultimo. 10032. De Nova. con un altro soggetto. In altri termini. 1705. Mass.. (4) Sulla sussistenza. Secondo autorevole dottrina (8). Come notazione generale. 2000. 13 dicembre 2000. 4. secondo comma. tra le altre. 11719... poiché non è parte del contratto. in questa Rivista. tra le altre. a detta della Suprema Corte. 2000. n. presenta le seguenti caratteristiche: i) l’utilizzatore sceglie il bene ed il relativo fornitore senza fare primario affidamento sulle capacità di giudizio del concedente. ma potrà agire per il risarcimento del danno ex art.sia pure con sfumature diverse . Torino. Cass. La locazione finanziaria. iii) i canoni fissati nel contratto di leasing sono calcolati tenendo conto in particolare dell’ammortamento di tutto o di una parte sostanziale del costo del bene. occorrerà svolgere un breve inquadramento della problematica attinente alla tutela dell’utilizzatore nell’ambito dell’operazione di leasing finanziario. 1994. 2004. resa esecutiva con la legge 14 luglio 1993. 15762. 4/2007 375 . 1995. Da un punto di vista strettamente giuridico. Gerhart Ruvolo. (5) Così Ferrarini. 1995. spesso la prassi contrattuale prevede delle clausole (6) il cui scopo è quello di permettere all’utilizzatore di azionare le sue pretese direttamente nei riguardi del fornitore. a fronte di clausole che esonerano il concedente dalla responsabilità per i vizi del bene concesso in leasing. Il contratto di leasing. in Giust. 2000. da un punto di vista economico. Leasing. vi sono due distinti contratti: l’uno di compravendita tra il concedente ed il fornitore. Detta causa viene identificata nell’interesse dell’utilizzatore ad ottenere il godimento del bene concesso in leasing. il fornitore si obbliga nei confronti del concedente a prestare la garanzia per i vizi (anche) nei confronti dell’utilizzatore. civ. 854. La clausola di inversione del rischio nella locazione finanziaria. n. in Resp. collegamento negoziale ed azione diretta dell’utilizzatore. Tali clausole possono atteggiarsi in vario modo e presentano delle problematiche giuridiche cui in questa sede è possibile solo accennare. Codice civile). 40. sarebbe confortata anche dalle norme in tema di leasing finanziario internazionale di cui alla Convenzione di Ottawa del 28 maggio 1988. in questa Rivista. In particolare. un’impresa interessata all’uso della cosa oggetto dell’affare (utilizzatore) e il produttore o distributore della cosa (fornitore) (5). 4. Milano. restituirlo al concedente ovvero prorogarne il periodo di godimento. Cass. cit. Tutela dell’utilizzatore nell’ambito dell’operazione di leasing finanziario Da un punto di vista economico. De Nova. in dottrina. n. Zucconi Galli Fonseca. f. dir. Al termine del periodo di leasing l’utilizzatore potrà esercitare l’opzione d’acquisto del bene ad un prezzo predeterminato. I. ii) il bene è acquistato dal concedente in collegamento con un contratto di leasing. in Trattato Iudica-Zatti. stipulato o da stipulare tra concedente ed utilizzatore e di cui il fornitore è a conoscenza. materiali o altri beni strumentali alle condizioni approvate dall’utilizzatore e stipula il contratto di leasing con l’utilizzatore. L’operazione di leasing finanziario. cit. 2593. Padova. proc.. Mass. 39. civ. cfr. Cass. I. non essendo parte del contratto di compravendita. 376. in Foro it. 1977. ciononostante. 1 della già citata Convenzione sul leasing finanziario internazionale. cfr. Milano. s’è giustamente evidenziato che. 1087 ss. 3316. così come delineata dalla predetta Convenzione.ARGOMENTI•LEASING rilaterale (3): in virtù di tale orientamento. 5 agosto 2002. 803. Chindemi. in Riv. civ. Clarizia. Tale soluzione. 259. Tra i sostenitori del contratto plurilaterale nell’ambito dell’operazione di leasing cfr. 2 novembre 1998. (8) Cfr. in giurisprudenza. 26 gennaio 2000. Il contratto di leasing. a seguito della Note: (3) Tra i sostenitori del collegamento negoziale . 3089. I contratti tipici ed atipici. (6) Sul contenuto e la portata di tali clausole cfr. Il contratto di leasing. 1996. cit. nel caso in cui il bene sia affetto da vizi.. Trilateralità del contratto di leasing e riduzione del contratto ad equità senza ricorrere all’applicazione dell’art.. Luminoso. in giurisprudenza. 1999. I CONTRATTI N. di un rapporto trilaterale cfr. De Nova. 1526 Codice civile. n. il fornitore. 24 ss.. Per risolvere tale problema. Il concedente acquista quindi impianti. 25 maggio 2004.

in Riv. n. 2 novembre 1998.. in Riv.. in Giur. I.. Tale circostanza. costituito dal nesso economico o teleologico tra i negozi collegati. sancito dall’art. Tale contrasto andrebbe risolto attraverso il trasferimento. simul cadent. 1954. a questo punto. 1962. 13 febbraio 1992. cit. 25 maggio 1983. Messineo. 1984. Giorgianni. giur. 1998. simul cadent. Anche la pronuncia in commento si pone nella medesima ottica.. Giorgianni. in Riv. I. dare brevemente conto del fenomeno del collegamento negoziale nell’ambito dell’operazione di leasing finanziario. n. Anche in questo caso. Negozi giuridici collegati. in Enc. per i medesimi motivi esposti in precedenza. Mass. il collegamento può inoltre atteggiarsi come bilaterale ovvero unilaterale. vale a dire quello in cui vi siano clausole nel contratto di leasing che attribuiscano all’utilizzatore la legittimazione a far valere in giudizio e nei confronti del fornitore. dir. voce «Contratto collegato». specificando però la stretta relazione esistente tra: i) l’esistenza di una causa unitaria nell’ambito dell’operazione di leasing finanziario e ii) la caducazione di tutto lo schema contrattuale collegato in caso di patologia che colpisca uno dei contratti. 375. tit. civ. in base alle norme in tema di mandato senza rappresentanza. a seconda che la patologia di un contratto comporti o meno la patologia dell’altro. Venditti. 17 novembre 1983. ma potrà agire per il risarcimento del danno ex art.. 1979. it. I. in Enc.. 3081. 1494 Codice civile Tale risarcimento avrà peraltro ad oggetto il danno subìto dal concedente. 58. 49. 10. I. cit. ovvero sia il risultato della volontà delle parti. per tutti. n. 256 e 432.. civ. Come noto. comm. 1986. 96.. determinando il fenomeno comunemente riassunto nel brocardo simul stabunt. Negozi giuridici collegati. 49. Note in tema di tutela dell’utilizzatore rispetto ai vizi originari del bene nel leasing finanziario.. fasc. Cass. (11) Cfr. il collegamento negoziale (12) è caratteriz- (16) Cfr. Il collegamento è quindi caratterizzato da un elemento oggettivo. cit. II. cr. 4645. Cass. II. in Banca. Solo per citare alcune delle principali forme di collegamento (15). 2005. II. 1. in Nuova giur. voce «Collegamento negoziale». 1955. stante il ruolo di mero finanziatore attribuito al concedente. n.. il collegamento volontario è il risultante dell’attività creativa delle parti. Note: (9) Cfr. 376 Il collegamento negoziale nell’ambito dell’operazione di leasing finanziario (15) Per una disamina delle varie forme in cui può manifestarsi il collegamento. 1960. Il collegamento può atteggiarsi in vari modi. bensì attraverso una pluralità coordinata di contratti. 1993. n. e da un elemento soggettivo. è finalizzato ad un regolamento unitario di interessi (13). pur conservando una causa autonoma. Unità e pluralità di negozi. 27 aprile 1995. 624. quest’ultimo può essere necessario ovvero volontario. I. 1962. 77. a seconda dell’intensità del nesso che lega i vari negozi. in Giust. civ. 1093. n. 259. 2065. costituito dall’intento delle parti di combinare i vari negozi verso la realizzazione di un fine ulteriore (14). dir. Cass. Di Sabato.ARGOMENTI•LEASING cessione. non solo della legittimazione ad agire in giudizio. Ancora più problematico appare il secondo caso. 397. civ. Appunti in tema di negozi giuridici collegati. ciascuno dei quali. Cass. in Riv. le azioni spettanti al concedente: in questo caso vi sarebbe contrasto con il divieto di cessione delle posizioni processuali senza le relative posizioni sostanziali. dir. noto al fornitore. le quali. Cass. II. dir. dir. (14) Cfr. dir. Mass. Gandolfi. 6864. 412. 5. Negozi collegati in funzione di scambio. Messineo. 49. di soddisfare l’interesse del futuro utilizzatore ad acquistare la disponibilità della cosa.. cit. zato da una pluralità di negozi. op. Gasperoni. it. costituirebbe un sufficiente presupposto per legittimare l’utilizzatore ad esercitare le azioni derivanti dal contratto di fornitura.. 306. Castiglia. (12) In dottrina cfr.. hanno spinto la giurisprudenza ad individuare degli strumenti giuridici che fossero in grado di predisporre una tutela nei confronti dell’utilizzatore a prescindere dall’esistenza di disposizioni pattizie volte ad estendere a quest’ultimo le garanzie della vendita. in Giust. 1359. voce «Contratto collegato». 1983. la giurisprudenza (11) afferma come il contratto di fornitura sia concluso dalla società di leasing allo scopo. tra gli altri. Cass. la garanzia dovuta dal fornitore non muta di contenuto e quindi l’utilizzatore «non potrà chiedere il risarcimento del danno da lui sofferto. 3622. 6412 in Foro it. I.. comm. Ferrando. ciascuno dotato di una propria causa. De Nova. possono combinare le cause di diversi contratti per raggiungere un regolamento unitario di interessi. 4 maggio 1989. civ. (13) Cfr. 30 giugno 1998. tra le altre. 1322 Codice civile. da parte del concedente. cfr. Tali azioni sarebbero però limitate a quelle volte ad ottenere l’adempimento del contratto ovvero il risarcimento del danno. Il complesso dei negozi considerati è caratterizzato dalla volontà delle parti di realizzare un risultato economico unitario e complesso non per mezzo di un singolo contratto. 10926. con l’ordine pubblico o con il buon costume (16). A questo riguardo. I CONTRATTI N.. comm. 40. (10) Così Prosperetti. Civ... l’utilizzatore non potrà chiedere la risoluzione del contratto di compravendita ovvero la riduzione del prezzo. ma anche del diritto sostanziale avente ad oggetto la garanzia prestata dal fornitore. in Giust. 4/2007 . 1937. 1076.. Milano. Cass. fasc. la produzione del fenomeno riassunto nel brocardo simul stabunt. 1989. it. I. in Giust. cit. purché ciò non tenda a realizzare la frode alla legge e non contrasti con norme imperative. Collegamento e connessione tra negozi. Occorre. Le problematiche inerenti alla tutela convenzionale di cui si è accennato. 81 Codice procedura civile (10). 1959. sc. Messineo. nell’ambito dell’autonomia loro concessa dall’art.. a seconda che il fondamento del collegamento sia nella stessa natura dei negozi così come delineati dall’ordinamento. ad esclusione quindi dell’azione di risoluzione del contratto o di riduzione del prezzo. 1. X. Scognamiglio. n. 342. determinando. borsa. ma solo il risarcimento del danno subìto dal concedente: un danno che si rivelerà di norma insussistente» (9). In particolare.. 357.. nel primo caso. in Giur. 1751. Milano. Sui negozi collegati. I contratti collegati. in Riv.

cit. 2000.. il contratto di leasing. cit. «(…) si deve indagare sui concreti risvolti dell’operazione economica vista nella sua complessità. giur. occorre precisare che l’assetto unitario di interessi consiste in un risultato economico complessivo che le parti riescono ad ottenere solamente legando tra di loro contratti (tipici o atipici) dotati di causa autonoma.. Bianca. Torino. 1955. il controllo circa la sussistenza della causa nell’ambito dei contratti tipici viene operato una volta per tutte dal legislatore. Il contratto.. 573. 788. pag. vale a dire soddisfare l’interesse dell’utilizzatore al futuro godimento della cosa concessa in leasing. I. 547. in Riv. 38. 6 agosto 1997. 8 e 9. giur.. La locazione finanziaria. Clarizia. 1718 con nota di Rolfi. con la conseguenza che ogni ulteriore indagine circa il reale assetto di interessi perseguito dalle parti risulta preclusa. la causa viene estrapolata attraverso un’indagine volta ad individuare l’interesse concretamente perseguito dalle parti con il contratto. civ. 68.ARGOMENTI•LEASING Ruolo fondamentale assume pertanto l’assetto unitario di interessi cui il collegamento è finalizzato e che connota il contratto collegato e lo differenzia dai singoli frammenti che lo compongono (17). Padova 1999. 19 ottobre 1998. una nozione di causa c. A questo proposito. in Giust. 377. voce «Causa». Secondo questa impostazione. In quest’ottica. Luminoso. 1966.B. I. Milano. II. In virtù di tale nozione. simul cadent a prescindere dall’accertamento della volontà delle parti circa una possibile graduazione degli effetti di eventuali patologie inerenti uno dei contratti sull’altro. (24) Così Gazzoni. in Enc. in Nuova giur. (23) Bianca. Lener. I contratti tipici ed atipici. 203. Torino. Milano. G. op. 975. Tale interesse viene elevato al rango di causa dell’intera fattispecie collegata. ult.. I contratti collegati. in giurisprudenza. civ. nell’ambito dell’operazione di leasing. cit.. A tale stregua. 1995. si segnalano le seguenti opere in tema di causa: Betti. tomo I.d. G. Un. A questo proposito. Milano. La causa. civ.. Cass. si è sviluppata in dottrina e giurisprudenza (21). cit. quale ragione ragione concreta del contratto (23). n. 1960.. 26 gennaio 1995. 662. cfr. op. creandosi in tal modo una presunzione di causalità nell’ambito dei contratti tipici. Come lucidamente evidenziato da un illustre Autore. 11 gennaio 1973. 603. il risultato economico complessivo (rectius. la nozione di causa (19) accolta dal Codice Civile corrisponde alla «funzione economico-sociale» che il contratto obiettivamente persegue e che l’ordinamento riconosce rilevante e meritevole di tutela (20). op. comm. Sulla causa dei contratti atipici a titolo gratuito. cit. le quali potrebbero subire degli effetti del collegamento non voluti. il godimento del bene da parte dell’utilizzatore) non sarà più realizzabile. In particolare e. (18) In dottrina. c. in Sacco De Nova. in Corr. 2001.. in Corr. (19) Senza pretese di esaustività. Milano. (22) Giorgianni. con l’applicazione del principio simul stabunt. 370. Si può quindi dire che le parti. Inoltre. Sacco. Teoria generale del negozio giuridico. Causa e tipo nella teoria del negozio giuridico. risulterebbero già determinati a priori. in caso di patologia. Diritto civile. n. Cass. 2006. Ferri. VI. oggettiva. concreta. cit. Cass. 3. 187. attraverso il collegamento. Manuale di diritto privato. con la conseguenza che. Causa e tipo nella teoria del negozio giuridico.B. la figura di collegamento profilata dalla Suprema Corte. 10332 in questa Rivista. intesa in un’accezione diversa da quella dominante in dottrina e giurisprudenza. 370. cit. occorre ricordare che in dottrina (18) si nega che il collegamento attuato per il tramite dell’operazione di leasing abbia natura bilaterale. 80. 1988. 791. cfr. dotata di autonoma rilevanza rispetto a quella che caratterizza i contratti di compravendita e quello di leasing.. 3. Gazzoni. Diritto civile e commerciale. per tutti. 452. qualora uno dei predetti venga meno per effetto di una patologia. 452. n.d. 717.. tornando al caso esaminato dalla Suprema Corte nella pronuncia in commento. 1996. con conseguente limitazione dell’autonomia delle parti. simul cadent. La causa come «funzione economico sociale»: tramonto di un idolum tribus? I CONTRATTI N. n. con la recente pronuncia n. 1973. vol. Gazzoni. (20) Cfr. 2000. cit. Manuale di diritto privato. ha abbandonato la concezione di causa adottata dal codice (e reiterata negli anNote: (17) Così Rappazzo. L’uso giurisprudenziale della causa nel contratto. vol. In antitesi a questa teoria. 1998. dir. (25) In Corr. II. 10490 dell’8 maggio 2006 (25). Concezione della causa come assetto di interessi concretamente perseguito dalle parti Come noto. 2003. i cui effetti. dir. Galgano. ivi compresi gli aspetti soggettivi ed oggettivi che sfuggono del tutto ad una indagine condotta per schemi e tipi» (24). 452. La pronuncia in commento pare quindi configurare. per tutte. cit. 787. Tale risultato appare come la conseguenza dell’affermazione dell’unitarietà della causa. Alpa. dir. Milano.. voce «Causa». collegamento negoziale ed azione diretta dell’utilizzatore. Orientamenti della dottrina in tema di locazione finanziaria. relazione al re. tipico od atipico che sia. 319. e quindi anche l’altro contratto rientrante nel collegamento verrà meno. 1995. 547. Giorgianni. nn. in Enc. 1.. 44. 1978. Il contratto. Napoli.. Giorgianni. civ.. in ultima analisi. 1999. Tale impostazione ha ricevuto un importante avallo dalla Suprema Corte che.. Rolfi.. II. Ferri. 7266. Leasing. il legame tra il contratto di leasing e quello di compravendita viene realizzato dalle parti per conseguire un risultato economico ben preciso. Diritto civile. giur. individuata non come funzione economico sociale ma quale funzione economico -individuale del contratto. 34. (21) Cfr. una forma di collegamento molto intensa. pare prevedere l’automatica applicazione del principio simul stabunt. De Nova. in Giust. Calandra Bonaura. Bianca. 1995. 3087. Sez. la causa unitaria connota l’interdipendenza dei singoli contratti collegati. 4/2007 377 .. seguendo il ragionamento della Suprema Corte. Il contratto. la causa viene qualificata come la giustificazione dell’operazione economica posta in essere tra i privati (22) e quindi. II. Cass.. pongono in essere una fattispecie ulteriore e diversa rispetto a quella risultante dai singoli contratti autonomamente considerati. Torino. 188.

è stato fatto notare (29) che la Suprema Corte fonda l’azione dell’utilizzatore su presupposti in parte diversi e comunque più articolati rispetto a quelli previsti dall’art. vi sarà l’automatica applicazione del principio simul stabunt. 1705. Questa impostazione non pare condivisibile in quanto tutte le prestazioni oggetto del contratto di compravendita e di leasing finanziario sono poste in essere per realizzare. (29) Cfr. in via diretta e non in via surrogatoria. 579. quindi. Padova. 1999. identificata nell’interesse dell’utilizzatore ad ottenere il godimento della cosa. Infatti. La conseguenza che la Suprema Corte trae da questo ragionamento consiste nel fatto che. 2004. Ciò premesso. è al cor- Unitarietà di causa e tutela dell’utilizzatore (28) Cfr. Operazioni economiche e collegamento negoziale. Bravo. 11118. (30) Cfr. Riguardo alle possibili azioni a tutela dell’utilizzatore in caso di vizi o difetti del bene concesso in leasing. per tutte. Tale divieto viene motivato dalla circostanza che l’esercizio dell’azione diretta da parte del mandante costituisce una deroga alla regola generale dell’inesistenza di rapporti tra il mandante ed il terzo sancita al primo periodo del comma secondo dell’art. Questa impostazione si scontra con il più recente orientamento giurisprudenziale in tema di mandato senza rappresentanza (30). cit. in questa Rivista. secondo comma.). Sintesi (e dunque ragione concreta) della dinamica contrattuale (…. 5 novembre 1998. sentenza ult. 128. i diritti di credito sorti in testa al mandatario. Cass. vengono concepiti in modo da concorrere alla realizzazione della causa concreta unitaria che. . anche quella unitaria costituita dal far ottenere all’utilizzatore il godimento del bene. è attribuito all’utilizzatore anche il diritto di agire per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione da parte del fornitore. essendo i contratti di compravendita e di leasing funzionalmente collegati per il soddisfacimento della causa concreta unitaria. secondo cui il mandante è legittimato ad agire contro il terzo in sostituzione del mandatario esclusivamente per conseguire il soddisfacimento dei crediti sorti a favore del mandatario in dipendenza delle obbligazioni assunte dal terzo con la conclusione del negozio gestorio. A questa stregua.ARGOMENTI•LEASING ni dalla giurisprudenza) per accogliere quella basata «sulla sintesi degli interessi reali che il contratto è diretto a realizzare (…. Codice civile. connota le prestazioni dei singoli contratti. oltre alle singole cause che li contraddistinguono. A questa stregua. delle obbligazioni derivanti dal contratto di compravendita. n. Occorre poi precisare che la pronuncia in commento equipara la posizione del fornitore con quella del terzo con cui il mandatario–concedente conclude il contratto di compravendita in nome proprio ma nell’interesse del mandante–utilizzatore. A questa stregua. al mandante il diritto «di far propri di 378 I CONTRATTI N. precisando che tale causa va intesa come causa concreta. 4/2007 Note: (26) Cfr. pur conservando una loro autonomia causale.d. secondo comma. in virtù dell’art. i singoli contratti. L’unicità di regolamento nel collegamento negoziale: la «sovrapposizione» contrattuale. in quanto la prima pone l’accento sull’interesse dell’utilizzatore al godimento del bene oggetto di compravendita tra il fornitore ed il concedente. ciascuna delle parti rientranti nell’operazione di leasing. 10490. con ciò individuando nel predetto interesse il fondamento e la ragione del collegamento attuato attraverso l’operazione di leasing finanziario. Infatti. il mandante non può esperire le azioni volte ad ottenere la risoluzione per inadempimento ed il risarcimento dei danni. creando così un sinallagma complessivo che si affianca a quello che caratterizza i contratti di compravendita e di leasing. assumendo l’esecuzione dell’affare.dei singoli contratti. di questi ultimi connotando la reciproca interdipendenza (sì che le vicende dell’uno si ripercuotono sull’altro. (27) Peraltro. il quale fa riferimento ad una sovra-causa quale elemento di un contratto «composto» o «sovrapposto» ai singoli contratti rientranti nel collegamento. vale a dire come giustificazione concreta dell’intera operazione economica posta in essere per il tramite del leasing finanziario. costituendone pertanto la causa concreta.. senza specificarne l’accezione: è andata tuttavia oltre. 342. fronte ai terzi. 1999. ma secondo la concezione delineata dalla pronuncia n. con specifica ed autonoma rilevanza rispetto a quella . entrambe le sentenze sono state pronunciate dalla III Sezione della Corte di Cassazione. condizionandone la validità e l’efficacia)».t. a condizione che egli non pregiudichi i diritti spettanti al mandatario in base al contratto concluso. Codice civile.)» (26). 1705. fino al punto di elevarlo al rango di causa.parziale . potendo il mandante peraltro esercitare in confronto del terzo le azioni derivanti dal contratto concluso dal mandatario volte ad ottenerne l’adempimento od il risarcimento del danno in caso di inadempimento». il Supremo Collegio afferma che «è proprio l’interesse al godimento da parte dell’utilizzatore della cosa (…) che l’operazione negoziale [attuata attraverso il leasing finanziario. Il collegamento tra la sentenza oggetto del presente commento e quella di cui sopra (27) offre degli interessanti spunti di riflessione. in questa Rivista. Colombo. 1705 Codice civile. la Suprema Corte ribadisce il proprio consolidato orientamento richiamando le norme in tema di mandato che attribuirebbero. in caso di patologia di uno dei due contratti: ciò a prescindere da una diversa volontà delle parti in tal senso.] è sostanzialmente volta a realizzare. A questa stregua. la Suprema Corte si sarebbe potuta limitare ad affermare l’esistenza di una causa unitaria (28) nell’ambito dell’operazione di leasing finanziario. da intendersi non nell’accezione tradizionale di funzione economico sociale del contratto. simul cadent.

n. è sovrano.accanto alle cause dei singoli contratti .e. al pari del mandante (l’utilizzatore. bensì la posizione di parte in senso sostanziale che. incide sul nesso di corrispettività che connota le prestazioni che legano i diversi contratti. anziché ai principi in tema di mandato senza rappresentanza. Tale risultato appare peraltro in contrasto con il principio di autonomia delle parti che.d. I CONTRATTI N. attraverso cui il mandante potrà far valere non solo le pretese fondate sul negozio gestorio (formalmente spettanti al mandatario). il godimento della cosa da parte dell’utilizzatore) non assume rilevanza solamente da un punto di vista economico ma anche (e soprattutto) da un punto di vista giuridico. tale circostanza legittima pertanto un’estensione del contenuto dell’azione diretta. 10. Le parti dovrebbero quindi restare libere di regolare gli effetti della patologia di un contratto sull’altro. è destinataria delle obbligazioni di garanzia scaturenti dal contratto di compravendita. In quest’ottica va forse spiegata l’affermazione da parte della Suprema Corte. concreta che caratterizza .d.per effetto di un evento patologico che colpisca uno dei contratti .) è solo formale. In altri termini. sì da determinare la caducazione dell’intera fattispecie. Nota: (31) Cfr. ma anche quelle (direttamente a lui imputabili) che trovano la loro fonte nell’operazione complessa. come giustamente è stato fatto notare (31).t.t. Infatti. in tema di collegamento negoziale. a condizione che tale regolamentazione non contrasti con il conseguimento del risultato unitario. «la terzietà di colui (il fornitore. primo comma dispone che «gli obblighi del fornitore in base al contratto di fornitura potranno essere fatti valere anche dall’utilizzatore come se egli stesso fosse parte di tale contratto e come se il bene gli dovesse essere fornito direttamente».ARGOMENTI•LEASING rente dell’esistenza e delle caratteristiche dell’operazione in questione. la disposizione in questione pare attribuire all’utilizzatore non un’azione basata sulle norme in tema di mandato. in quanto da un punto di vista sostanziale egli è parte dell’operazione articolata. n. caratterizzato dall’esistenza di un sinallagma complessivo. 4/2007 379 .) che conclude il contratto con il mandatario (il concedente. n. vale a dire il perseguimento del godimento del bene da parte dell’utilizzatore. con particolare riguardo alla conoscenza da parte del fornitore della circostanza che il bene venduto al concedente sarà successivamente concesso in leasing all’utilizzatore.) e del mandatario. Operazioni economiche e collegamento negoziale. il conseguimento del risultato cui il collegamento è finalizzato. n. simul cadent: infatti la mancata realizzazione . cit. A tale stregua. in quanto partecipante all’intera operazione negoziale complessa.t. è parte sostanziale dell’intera operazione economica complessivamente considerata e quindi legittimato a far valere in proprio i diritti derivanti dalla posizione di acquirente nel contratto intercorso con il fornitore.dell’assetto unitario di interessi cui il collegamento è finalizzato. A tale stregua. non è una vicenda che riguarda il solo rapporto tra concedente ed utilizzatore ma anche il rapporto tra quest’ultimo ed il fornitore.d. In conclusione. nonché dei soggetti ad essa partecipanti. essendo l’intera fattispecie collegata caratterizzata dall’unità della causa e dalla stretta interdipendenza delle prestazioni che caratterizzano i contratti di compravendita e di leasing. influenzando così l’intero regolamento contrattuale. selezionando sia il venditore che il bene. alla cui formazione l’utilizzatore ha partecipato. quale causa c. a quelli in tema di collegamento negoziale. in un contesto di così stretta interdipendenza delle prestazioni che formano oggetto dell’intera fattispecie in questione. Colombo. il fornitore è a conoscenza del fatto che il contratto di compravendita con il concedente è stato concluso per soddisfare l’interesse dell’utilizzatore. 343.l’intera fattispecie collegata. pur essendo formalmente terzo rispetto al primo. del principio simul stabunt. Conclusioni L’apertura della Cassazione circa l’esistenza di una causa unitaria che caratterizza il leasing finanziario è senz’altro da apprezzare in quanto riconosce che il risultato ricercato dalle parti attraverso il collegamento (i. l’utilizzatore. ma sui principi in tema di collegamento negoziale. la sentenza in commento rappresenta forse un primo passo verso un’evoluzione giurisprudenziale volta ad elaborare una forma di tutela dell’utilizzatore non più basata sulle norme in tema di mandato. accanto a quello che qualifica il contratto di compravendita e quello di leasing. poiché è stato quest’ultimo a scegliere sia il bene che il fornitore stesso. la quale è in (tutto o in parte) fallita per l’inadempienza del terzo (il fornitore. Inoltre.)».d. Quindi. appare opportuna una rivisitazione dei mezzi di tutela attribuiti all’utilizzatore nel caso di vizi del bene concesso in leasing che potrebbero essere ricondotti. a prescindere dalla volontà delle parti in tal senso. anche la Convenzione di Ottawa sul leasing internazionale pare partire dal medesimo presupposto: infatti l’art.d.t. Peraltro.