Inter: nuovo corso e nuovo mondo

Dopo che ben quattro volte all’Inter è stato impedito di partecipare alla Champions league, a causa
di errori arbitrali e disparità di trattamento, dovuti, probabilmente, a “sudditanza psicologica” e
prevenzione preconcetta (gli episodi sono tali e tanti da presuppore di non poter essere riconducibili
al puro caso), i danni economici subiti dai nerazzurri sono ormai irreparabili.
Naturalmente ci può sempre essere un recupero di posizioni, ma c’è il senso che ormai, anche per
via delle nuove regole che il calcio si è dato e si sta dando, sia finanziarie che riguardanti le Coppe,
siamo di fronte a una nuova era calcistica.
Un nuovo mondo del calcio e una nuova Inter. E questo non perché a Moratti è succeduto Thoir,
anche se può esserne una conseguenza, ma perché la società nerazzurra si è dovuta rinnovare in
senso vero e non solo figurato, e rinnovare profondamente. Come una nuova fondazione.
Sembra che tra l’Inter di pochissimi anni fa e quella attuale senza Coppe, vi sia uno stacco simile, e
un conseguenzialità simile, a quella che c’è tra la Associazione Calcio Fiorentina, società che
ufficialmente non esiste più per fallimento, e la Florentia Viola, l’attuale Fiorentina, che pur essendo
nuova di zecca, della precedente ha ereditato tutto.
Naturalmente l’Inter non ha fallito e la società, anche di fatto, è la stessa, ma il senso di novità è
forte.
Nella stagione 2015 – 16, il mercato in uscita dell’Inter è caratterizzato soprattutto dalle partenze
di: Campagnaro, Jonathan e Felipe, per fine contratto, Schelotto, per rescissione del contratto,
Podolski, per fine prestito e dalle cessioni di Kuzmanovic, Obi, Botta, Taider, Andreaolli, oltre
che dei talentuosi Shaqiri, Hernanes e Kovacic.
I principali acquisti sono: i forti difensori Murillo e Miranda, il giovane ma fortissimo
centrocampista Kondogbia, gli attaccanti di grande talento Ljaijc e Jovetic e il fortissimo tornante
Perisic.
A gennaio viene rescisso il contratto a Vidic, vengono ceduti in prestito Dodò e Ranocchia e, in via
definitiva, Guarin, mentre viene acquistato l’attaccante Eder.
Formazione: Handanovic, D’Ambrosio (Santon), Murillo, Miranda (Juan Jesus), Nagatomo (Telles),
Ljaijc (Biabiany), Brozovic (Melo), Kondogbia (Medel), Perisic (Palacio), Icardi, Jovetic (Eder).
In campionato la partenza dell’Inter è folgorante: 5 vittorie su 5, ma il gioco è stentato. L’Inter
manifesta una buona difesa, molta classe in avanti, ma il centrocampo soffre: Kongdombia, molto
giovane, sebbene sia molto forte, non si mette in mostra. Inoltre manca un regista.
In questo inizio campionato si parla di favori arbitrali per i nerazzurri ma, in realtà, l’Inter è in
credito di episodi, solo che vince.
Alla 3^ giornata c’è il derby: Inter – Milan: 1-0. L’Inter ha giocato senza Miranda e con Icardi
reduce da un infortunio. I nerazzurri, nel primo tempo, chiuso sullo 0-0, hanno avuto 2-3 occasioni
in più. Nel secondo tempo il Milan ha attaccato di più, ma è stata l’Inter a rendersi più pericolosa.
Fino al gol di Guarin. Poi, in successione, sono usciti l’esausto Jovetic, che fino a quel momento
aveva fatto impazzire i difensori rossoneri, e, poco dopo, nel Milan è entrato Balotelli, che è subito
apparso in gran forma, e l’Inter ha iniziato a soffrire. Il Milan ha colpito un palo esterno con
Balotelli, ma anche l’Inter si è resa pericolosa. In sostanza la vittoria dei nerazzurri è meritata
soprattutto per aver creato qualche occasione da rete in più.
8^: Inter – Juventus: 0-0. Un pareggio sostanzialmente giusto, con poche azioni da rete,
equamente distribuite. L’Inter ha giocato decisamente meglio nel primo tempo e la Juve nella
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ripresa. Nell’Inter grandissima prova di Jovetic che, finché ha retto fisicamente, ha portato
scompiglio nella difesa bianconera ed ha attirato su di se diversi falli.
La Juventus ha giocato duro, più dell’Inter, ma l’arbitro, che aveva iniziato con 4 ammonizioni in
16 minuti, non ha continuato, e a rimetterci è stata soprattutto l’Inter.
Alla 14^ giornata c’è Napoli – Inter: 2-1. Il primo gol del Napoli, proprio a inizio gara, è nato da
una svirgolata di Murillo che ha servito Higuain: è un regalo dei nerazzurri, che Higuain ha sfruttato
da campione. Ci sta. Ma a fine primo tempo, sull’1-0, viene ingiustamente espulso l’interista
Nagatomo. Il Napoli raddoppia a inizio ripresa, con Higuain. Poi l’Inter, in 10, domina. Accorcia le
distanze Ljiac e in più di un’occasione può segnare. Nel finale l’Inter colpisce prima un palo a
portiere battuto con Jovetic, poi, sul proseguo dell’azione, è il portiere del Napoli a deviare sul palo
un altro colpo di testa di Murillo.
Nelle ultime giornate di campionato, con l’Europa league in tasca, l’Inter ha giocato senza stimoli e
ha perso sia con la Lazio, che con il Sassuolo.
Anche quest’anno, sebbene meno che negli anni precedenti, l’Inter si è trovata ad essere vittima di
errori arbitrali, che presumibilmente le sono costati almeno 12 punti e, perciò, la Champions league
(anche perché se i nerazzurri fossero stati sollecitati dalla Coppa, avrebbero giocato alcune partite in
modo più determinato).
In Coppa Italia l’Inter viene eliminata dalla Juventus ai calci di rigore.
Juventus – Inter: 3-0. L’Inter gioca bene per 15-20 minuti, poi un leggero predominio della Juve
che, alla fine del primo tempo, segna su rigore (che non c’era, ma ce n’era uno in precedenza). Nel
secondo tempo crollo fisico dei nerazzurri (o sono i bianconeri ad essere instancabili?). Il terzo gol
della Juventus arriva con l’Inter in 10.
Inter – Juventus: 3-0. Se la Juventus fa a meno di vari titolari e inizia la gara sottovalutando i
nerazzurri, anche l’Inter deve fare a meno di qualche titolare e, soprattutto, appare una squadra
diversa rispetto alle ultime partite, sia riguardo la grinta, che alla tenuta atletica.
Come la Juventus in questa occasione non è la vera Juventus, così l’Inter della precedente occasione
non era la vera Inter.
La Gazzetta dello Sport del 7 aprile 2016, riporta delle parole dell’ex Commissario Tecnico della
nazionale di atletica leggera svedese, Ulf Karlsson su Ibrahimovic: “Secondo me Zlatan
Ibrahimovic era dopato quando giocava nella Juventus…Zlatan ha messo su 10 chili in sei mesi
nella Juventus, non è fisicamente possibile”.
Ibrahimovic è stato alla Juventus dal 2004 al 2006. Nello stesso periodo nel Milan metteva su molti
chili di muscoli Kaka (e, più tardi, Pato).
In quella stessa epoca in Italia 10 giocatori rifiutarono il controllo incrociato sangue urine (non
obbligatorio), atto a escludere l’uso dell’EPO. Tra questi 4 erano del Milan, tra cui Gattuso e
Pancaro.

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