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Sonia Maura Barillari

IL GUERRIERO E L’OLTREMONDO:
RELITTI DI PERCORSI INIZIATICI NELLE VISIONES CRISTIANE

Abstract - This paper wants to investigate the traces that the shamanic thought and the shamamanic culture have left inside the European medieval texts. Particularly it is interesting to
notice as a lot of elements of this system of thought is preserved in medieval literary works
elaborated by Christian authors. A privileged observatory is offered by the visionary literature, in which converge many characteristic topois of the shamanic imaginary. Regarding this
are very interesting the descriptions of the Other World, of his topography, of his inhabitants.
Likewise are many interesting the way of access to the ecstatic experience: regarding them I
think that the XII century represents an important borderline, later which mostly prevail the
forms of search of the vision checked from the church. With these premises it is interesting to
compare the contents of the medieval visionary texts with some forms of shamanic ecstasies
attested in the modern age on the European territory because they show to share the same
mythical and symbolic horizon: an occurrence that offer numerous elements of reflection
about the longue durée of some cultural phenomena.

1. Le visiones dei laici
Nel complesso e variegato panorama della letteratura visionaria medievale occupano a buon diritto un posto a sé le visioni dei laici: in primo
luogo per le implicazioni che in esse assumono i rapporti – asimmetrici –
fra oralità (del ‘visionario’) e scrittura (dell’estensore), fra lingue vernacolari (della narrazione originaria) e latino (del testo scritto giunto fino a
noi)1. Secondariamente per il loro mettere in scena, e in parte risolvere, il

1.

In merito si veda S. M. Barillari, «Le visioni dei laici: (auto)biografismo, oralità, scrittura» in corso di stampa negli Atti del Convegno «Il mondo errante. Dante fra letteratura,
eresia e storia» (Bertinoro, 13-16 settembre 2010).

L’immagine riflessa, N.S. Anno XXI (2012), pp. 115-140.

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Sonia Maura Barillari

confronto – il conflitto – fra la cultura clericale propria a chi ha fissato
sulla pergamena quella vicenda per divulgarla fra i contemporanei e consegnarla ai posteri e altre forme di saperi tradizionali condivise dal laicato,
retaggio di un sistema di valori arcaico che un’evangelizzazione sommaria
e superficiale aveva preferito assorbire piuttosto che sradicare2.
Tali visioni vantano un esordio piuttosto precoce, esordio che può
essere fatto risalire alla visio di Curma di cui ci reca notizia Agostino nel
De cura pro mortuis gerenda3 (421) riferendosi a fatti databili fra 395 e
419, se non addirittura all’aurorale Passio Perpetuae4 (inizio del III secolo), benché le rivelazioni oniriche di una futura martire presto assurta alla
gloria degli altari meritino in effetti di essere considerate un caso a parte,
soprattutto in termini di rilevanza dottrinale5.
Ugualmente precoce è il temporaneo e spiritale accesso all’aldilà di un
appartenente all’ordo dei bellatores: il primo miles a beneficiarne è infatti,
almeno a quanto consta dalla tradizione superstite, l’anonimo protagonista
di un racconto di Gregorio Magno – quello di Dialogi IV, 37, 7-126 –
ambientato nel 590, dunque immediatamente a ridosso della stesura dell’opera (593-594). Questo miles, e forse non è una coincidenza, è anche il
primo a sostenere di aver visto nel suo cammino oltremondano un pons
subtilis7 sotto cui scorreva un fiume caliginoso8 e oltre il quale si aprivano

2.

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5.
6.

7.

Sulla pluralità di culture riconducibili al mondo dei laici nel medioevo rinvio a S. M.
Barillari, «Modelli antropologici e testi medievali», in S. M. Barillari e N. Pasero (a c.
di), Le voci del Medioevo. Testi, immagini, tradizioni, Alessandria, Edizioni dell’Orso,
2005, pp. 9-20.
Agostino, De cura pro mortuis gerenda, 12, 15 (in saint Augustin, Oeuvres, vol. 2, traduction, introduction et notes de G. Combes, Paris, Desclee de Brouwer, 1937).
Passio sanctarum Perpetuae et Felicitatis, a c. di C. van Beek, Nijmegen, Dekker & Van
de Vegt, 1936.
Com’è noto essa già prefigura modelli comportamentali conformi a quella che diverrà la
logica purgatoriale.
Si legge, con traduzione a fronte, in Gregorio Magno, Storie di Santi e diavoli, testo critico e traduzione a c. di M. Simonetti, commento a c. di S. Pricoco, Milano, Mondadori
(Fondazione Lorenzo Valla - Scrittori Greci e Latini), 2 voll., 2006.
«Aiebat enim . . . quia pons erat . . . Haec uero erat in praedicto ponte probatio, ut quisquis per eum iniustorum uellet transire, in tenebroso foetentique fluuio laberetur, iusti
uero, quibus culpa non obstiteret, securo per eum gressu ac libero ad loca amoena peruenirent» (Dialogi IV, 37, 8 e 10; Gregorio Magno, Storie di Santi e diavoli, pp. 280 e
282). Del ‘ponte sottile’ si è a lungo occupato Joan Petru Culianu che riconduce l’origine

preterintenzionale – dell’episodio estatico. d. egli è il primo a sostenere di avervi incontrato persone morte a lui note10. Secondo quanto ci narrano i Dialogi. si suppone risalga l’interpolazione presente nella Visio beati Esrae in cui compare per la prima volta il pons probationis. ecclesiasticae familiae maiorem. 280). l’assenza di una guida. 12. Storia e significato di un mito». Storie di Santi e diavoli. p. 282). infatti. l’incontro con i defunti. Gregorio Magno. 37. quando il ponte compare negli scritti di Gregorio di Tours e Gregorio Magno. J. P. «Transacto autem ponte amoena erant prata atque uirentia. odoriferis herbarum floribus exornata» (Dialogi IV. p. E forse non è una coincidenza neppure il fatto che non venga poi detto nulla in merito agli accadimenti occorsigli dopo aver ripreso i sensi11. Ovvero quando «ad corpus reuersus est»: Dialogi IV. 8. l’attraversamento di un ponte. Storie di Santi e diavoli. . – datazione ipotizzata per 4 Esdra. A questo lasso di tempo. 11. 280). . la presenza di un hortus deliciarum situato oltre il ponte. In eodem quoque ponte hunc quem praedixi Stephanum se recognouisse testatus est» (Dialogi IV. all’esistenza che in seguito condusse: silenzio che indurrebbe a escludere una sua eventuale ‘conversione’ religiosa. 11 e 12. Aevum LIII (1979): 301-312. 37. l’accesso a un livello di conoscenza superiore. 8. Storie di Santi e diavoli. p. Dialogi IV. qui ante quadriennium est defunctus . 7 (Gregorio Magno. Culianu. Circostanze che chi abbia un minimo di dime- di questo tema escatologico. 37. . 284). 37. «Pons subtilis. 37. 12 (Gregorio Magno. entro l’alveo della cultura giudaico-cristiana (anziché iranica o celtica come si era in precedenza sostenuto) e ne colloca l’elaborazione in un periodo compreso fra II sec.C. p. già organizzati in un continuum coerente: un referente identificato con un miles-guerriero. Gregorio Magno. 280). 9. il ‘veicolo’ che indusse quelle condizioni di alterazione dello stato di coscienza capaci di determinare la percezione di una dimensione ulteriore.Il guerriero e l’oltremondo 117 spazi ameni9. con le connotazioni e le implicazioni comunemente attribuitegli dal medioevo in poi. apocalissi redatta in ebraico o aramaico ma presto tradotta in greco – e la metà del VI. Ancora. Storie di Santi e diavoli. «Ibi se etiam Petrum. le circostanze che determinarono la visione furono del tutto casuali: durante la terribile pestilenza che colpì Roma e l’Italia nel 590 «quidam uero miles in hac eadem nostra urbe percussus ad estrema peruenit»12. Pertanto fu la malattia la causa scatenante – e fortuita. 8. Si può quindi affermare che fin dalla fine del VI secolo una ‘penna’ autorevole quale quella di Gregorio attesta la presenza dei tratti fondamentali del nucleo mitico-rituale che andremo qui ad analizzare. 10. Storie di Santi e diavoli. p. Gregorio Magno. «Sub quo [ponte] niger atque caliginosus foetoris intolerabilis nebulam exhalans fluuius decurrebat» (Dialogi IV.

von). 14. Voci sciamaniche. questa. M. 13 e 18. per averli penetrati e percorsi. Karl Wachholtz Verlag. altri involontari pellegrini oltremondani: Dryhthelm. A. Rizzoli. p. Le due versioni pervenuteci si leggono in E. pp. Oxford. per averli esperiti direttamente e in prima persona. del tutto inattesa. G. von). Si legge in P. 17. 1989]. by). Edizioni Mediterranee. 39.: Hildesheim . lasso di tempo in cui il suo corpo giace senz’altra traccia di vita se non un impercettibile di calore in corrispondenza del cuore. Erlagen. L’altra è rappresentata dall’ereditarietà di mansioni e poteri: cfr. Visio Tnugdali. Godeschalcus und Visio Godeschalci.: New York. Dutton. Halifax. 12: B. Halifax. p. per nove giorni e nove notti resta immobile come morto prima di ritornare in sé. Franz Steiner Verlag. Il celeberrimo Tnugdal. il quale viene meno all’improvviso mentre cena a casa di un amico e si rianima dopo tre giorni. 1997. 1979]. Si tratta del protagonista della fortunatissima Visio Tnugdali. B. Assmann (hrsg. Stuttgard. von).118 Sonia Maura Barillari stichezza con le civiltà dedite a culti a impianto sciamanico immediatamente riconoscerà come una delle modalità13 con cui si attualizza l’iniziazione di quanti sono destinati a ricoprire il ruolo di guida spirituale della collettività alla quale appartengono. pp.Zurich . miles e vir nobilis irlandese18. 1999 [ed. p. or. i territori della morte15. Eliade. e l’acquisizione dei poteri funzionali allo svolgimento delle mansioni che competono a un ufficio siffatto: ovvero mediante «la crisi di una grave malattia»14 nel corso della quale i futuri sciamani giungono a conoscere. Mynors (ed. Schmidt (hrsg. 13. Historia ecclesiastica V. nei secoli a venire. Payot. 18. Lateinisch und altdeutsch. Il rusticus sassone Goteschalk fruitore di una visione19 che avrebbe avuto nel 13. per nulla auspicata. 1882 [rist. 1979. Esattamente come quelle che attenderanno. Milano. Una ‘prova’. Wagner (hrsg. 1982 [ed. 18.New York. i meccanismi interni della crisi medesima.: Paris. Visio Alberici. Roma. Bede’s Ecclesiastical history of the English people. 488-498. Si legge in A. Colgrave and R. 15. inaspettata. Ivi. Clarendon press. preso da spossatezza e caduto gravemente ammalato. che si ammala e muore nelle prime ore della notte per ritornare poi in vita sul far del giorno. Voci sciamaniche. Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi. e J. e a padroneggiare. ricercata o favorita. 16. Rassegna di narrativa visionaria. . secondo la Visio Alberici17. Neumünster. Verlag von Andreas Deichert. Georg Olms. L’italiano Alberico. 1951]. il paterfamilias inglese di cui ci riferisce Beda nella sua Historia ecclesiastica16. il puer filius nobilis militis che. 19. 1979. Si legge in Beda. or.

Thurkill. gli avesse fatto visita san Giuliano che avrebbe condotto via la sua anima lasciandolo addormentato nel proprio letto per due giorni e due notti. san Michele. dopo essere sprofondato nel sonno. G. attestando come una sera. È bene rammentare che la visione di Alberico conobbe due redazioni: la prima – composta fra il 1111 e il 1123 su istanza dall’abate Gerardo. o forse. Leipzig.Il guerriero e l’oltremondo 119 corso di un’infermità tale da lasciare il suo corpo totalmente inanimato per sette settimane.) e quella di Dryhthelm registrata da Beda (che scrive nel 731 di fatti avvenuti nel 696) passa un secolo o poco più. semimortui. ut videtur. esanimi. Fra la visio del miles riportata da Gregorio (fine VI sec. nel 1127. omissioni. di sperimentare. tutti vittime inconsapevoli di un comune destino che li costringe a restare per più o meno lunghi periodi privi forze vitali. Visio Thurkilli. Tutti colti da un improvviso e immotivato languore. Comunque. allora come in seguito. von). essa segna l’avvio di una ricca fioritura di visiones che hanno quali beneficiari 20. san Pietro. dove il fanciullo si fece frate. mentre il loro spirito vaga amorevolmente scortato da una guida – un angelo. di una visione avuta da un laico. per quanto solo simbolicamente. per altri ancora – ne offre un esempio Goteschalk – a nulla di che. dopodichè bisogna attendere che ne trascorrano altri tre prima che un altro testo – la sola versione della Visio Alberici pervenutaci è del 1127 e si rifà a eventi del 1110 – ci restituisca il resoconto. al di là della sfera di influenza diretta dell’abbazia di Montecassino. Schmidt (hrsg. Radulpho de Coggeshall. A onor del vero la Visio Alberici ebbe poca o nulla risonanza. piuttosto. Teubner Verlagsgesellschaft. pur trattandosi di un bimbo di soli dieci anni. modifiche…) di consistenza tale da inficiarne l’aderenza alla versione datane dal fanciullo. un’altra ‘penna’ illustre. 21. 1978. apre la strada a una più consapevole adesione al credo cristiano e ai suoi dettami (Dryhthelm e Alberico si rendono monaci in un monastero). san Giuliano… – fino a quando esso. . per altri a una missione di testimonianza (Thurkill e Tnugdal). Il testo si legge in P. ritornato nel proprio involucro corporeo. Relatore. che fosse più saldamente controllata dall’establishment monastico. il simplex rusticus dell’Essex di cui scrive – presumibilmente – Ralph of Coggeshall20. oggi perduta – sarebbe stata infatti oggetto di interventi esogeni (integrazioni. li restituirà alla condizione cosciente di veglia: per taluni di loro quanto hanno avuto modo di vivere. sebbene con tutta probabilità ampiamente manipolato21. l’abate Senioretto a commissionarne a Pietro Diacono una seconda che si attenesse maggiormente alle memorie di Alberico. Ciò avrebbe spinto.

23. Un discrimine cronologico. e in misura ancor maggiore. tanto è vero che l’espletamento di tale rituale fece del sito del Lough Derg un’importante meta di pellegrinaggio ininterrottamente frequentata dal medioevo ai giorni nostri. Tractatus de purgatorio sancti Patricii. poco dopo gli avvenimenti descritti – abbiamo varcato. di Saltrey – pretende che i casi oggetto della trattazione risalgano in realtà ad alcuni decenni prima. quelle di molta altra letteratura visionaria precedente – sono largamente debitrici 22. Tubingen. peraltro. Il Tractatus de Purgatorio sancti Patricii Con gli ultimi due testi – vergati. . 1973 [1938]. la Visio Thurkill subito dopo il 1206. anche se il redattore – un non meglio noto H. «in temporibus nostris. Poi. perché alla base di questo scritto c’è un rito. Preliminarmente occorre sottolineare che l’intera trama della visio e gran parte delle tematiche di cui è sostanziata – così come. Das Buch vom «Espurgatoire S. sia pure di poco. Easting.120 Sonia Maura Barillari individui appartenenti allo stato laicale: l’assai più nota Visio Tnugdali è del 1149. oltre che un mito: un rito regolamentato da un cerimoniale rigoroso e suscettibile di essere ripetuto. Speculum LIII (1978): 778-783. le due stesure della visione di Goteschalk (il Godeschalcus e la Visio Godeschalci) sono state redatte fra il 1190 e gli anni immediatamente successivi. 2. il discrimine cronologico segnato dal Tractatus de Purgatorio sancti Patricii: esso sarebbe stato composto fra 1179 e 118522. diebus scilicet Regi Stephani»23 (ossia Stefano di Blois. ma retrodatando fittiziamente tale pratica penitenziale all’epoca dell’apostolato di Patrizio. 1 a. Patrice». importante almeno sotto due profili: innanzitutto in quanto la vastissima diffusione che conobbe l’opera fece sì che i suoi contenuti (immaginifici e concettuali) e in special modo il suo impianto (‘topografico’ e diegetico) plasmassero per ampi tratti le visiones posteriori. 36). Owein. quello fissato dal Tractatus. p. Warnke (hrsg. Cfr. che regnò dal 1135 al 1154). nipote di Guglielmo il conquistatore. Più probabilmente verso la fine di questo periodo: ulteriori approfondimenti riguardo alla datazione del Tractatus si possono rinvenire in R. a detta degli estensori. situando la peregrinazione purgatoriale del suo protagonista. III iv. Max Niemeyer Verlag. von). «The date and dedication of the Tractatus de Purgatorii sancti Patricii».

27. . it. ed. pp. Tractatus de purgatorio sancti Patricii. 73. Das Buch vom «Espurgatoire S. 72: «dracones igniti super alios sedebant et quasi comedentes eos modo miserabili dentibus ignitis mordebant . Warnke (hrsg. p. Das Buch vom «Espurgatoire S. bufones etiam mire magnitudinis et quasi igniti uisi sunt super quorundam pectora insistere et. 19772]. pp.Il guerriero e l’oltremondo 121 di un immaginario assai prossimo sia per orizzonte metafisico sia per modellizzazioni cognitive sia. Boringhieri. declinato nella forma del pons subtilis28. per oggettivazioni espressive. Lo sciamanismo. Halifax. infine. Tractatus de purgatorio sancti Patricii. Cfr. 20. Patrice». pp. pp. che ne condensa le valenze semantiche nella formula «morte e resurrezione simboliche del neofita» (pp. alii quasi super sartagines urebantur. p. Sui rapporti fra fabbri e sciamani si veda Eliade. 28. In merito al significato dello smembramento cfr. Si veda inoltre Eliade. sempre riconducibili a un background culturale di tipo sciamanico. pp. e III xii. e ancora Propp. Patrice». Lo sciamanismo. III x. rostra sua deformia infigentes. Arti del metallo e alchimia. von). seppur sommario.: Leningrad. pp. III viii. 25. Demones omnes flagris ceciderunt». 2 a. 114. 25-28. ivi. III x. Firenze. 158-165. che caratterizzano in maniera precipua il Tractatus29 con- 24. Sulla bollitura dell’aspirante sciamano si veda Halifax. Cfr. Warnke (hrsg. von). la discesa agli inferi e l’ascesa al cielo per esperire nuove facoltà percettive e raggiungere una perfetta padronanza delle tre parti del cosmo27. pp. 358-365. or. p. Cardini. Le radici storiche dei racconti di fate. 26. 53-88. 2 a. Warnke (hrsg. pp. 151-158 e pp. 1946]. le figure dei demoni-fabbri26. Boringhieri. «erant autem fosse singule diversis metallis ac liquoribus bullientibusque plenis. or. Le radici storiche dei racconti di fate. 512-516. 6 a. p. 78: «alii diuersis metallis liquescentibus deguttauerunt. Ma ciò che appare maggiormente significativo ai fini di questa indagine sono alcuni aspetti. sull’essere inghiottito. M. Lo sciamanismo. Academia. quasi corda eorum conati sunt extrahere». Das Buch vom «Espurgatoire S. pp. Halifax. 55-56. il topos del passaggio stretto o difficoltoso. Voci sciamaniche. in quibus utriusque sexus diuerseque etatis erat demersa multitudo maxima hominum». 1980 [ed. 78. Alle radici della cavalleria medievale. La Nuova Italia. von). Cfr. Sempre a questo proposito vale la pena di rileggere V. 29. Torino. Voci sciamaniche.: Paris. 1981. Sul ruolo centrale della figura del fabbro all’interno di contesti iniziatici cfr. 1985 [I ed. Tractatus de purgatorio sancti Patricii. 77 e 8586). si rinvia a Eliade. e 86): «alii fornacibus sulphureis cremabantur. Patrice». Ja. alii verubus igneis infixi ad ignem assabantur». 3 a. a quello proprio dello sciamanesimo euroasiatico: vi troviamo le esperienze dello smembramento e dell’essere inghiottito24. Voci sciamaniche. Eliade. Torino. Cfr.: 1949. Per uno sguardo d’insieme. 499-503 e F. A questo proposito si noti come nelle vitae più antiche di san Patrizio a questi siano attri- . . Flammarion. quelle della bollitura e dell’essere arrostito25. 20-22. Propp. p.

Tractatus de purgatorio sancti Patricii. fide. spe. nello specifico. Cfr. III xii. Iorio (a c. della natura ‘guerriera’ – o ‘cavalleresca’ – che qualifica in chiave preminente. Warnke (hrsg. Patrice». tanto da arrivare a ingaggiare con essi quella che è stata definita «una vera e propria battaglia di magia». 9 a. 31. et iustitia ornatus ad pugnam audacter prorumpit demonum.122 Sonia Maura Barillari notando in termini bellico-cavallereschi l’avventura di Owein e. 146. 33. dell’accento posto sul motivo della battaglia contro gli spiriti maligni. Tali elementi si intridono di consistenza tangibile riverberandosi nel tessuto linguistico. 46 (corsivi miei). se non addirittura esaustiva. Diversamente. Rimini.33 30. L’apostolo rustico. von). nuove vesti rappresentate dalla cosiddetta lorica. Cfr. 2000. . imponendosi e disvelandosi per il tramite della scelta lessicale: l’impresa di Owein è infatti permeata da una terminologia che ne orienta il potenziale significante in senso bellico. si noti. Aspetti che rinviano. a una concezione della guerra proiettata inequivocabilmente in un’orbita magico-religiosa. Tractatus de purgatorio sancti Patricii. 2 a. Warnke (hrsg. Cfr. p. p. nel loro complesso. Cfr. 46. Tnugdal. Si tratta. di una militanza esercitata secondo canoni mondani30. attraverso una cerimonia di adoubement altrettanto simbolica. da quanto avviene per l’altro cavaliere ‘visionario’. il contesto entro cui si collocano e in relazione al quale acquistano pieno significato le tappe salienti del singolare percorso espiatorio peculiare al purgatorio patriciano. p. di). Vita e miracoli di s. Patrice». Così. Patrizio d’Irlanda. Das Buch vom «Espurgatoire S. 32. 8 a. nonostante il priore dell’abbazia sorta in prossimità del varco oltremondano ripetutamente lo avverta dei rischi che lo attendono e lo scongiuri di desistere dal suo proponimento. Das Buch vom «Espurgatoire S. von). Das Buch vom «Espurgatoire S. «non formidat periculum»32 e armis ferreis munitus qui bellis interfuit hominum. Warnke (hrsg. del suo assumere simbolicamente. buite connotazioni pertinenti alla sfera del magico che lo accomunano ai suoi ‘rivali’ druidi. von). 45 e i capitoli L-R della Vita redatta da Muirchù Maccumachteni riprodotta e tradotta all’interno del volume. G. più in generale. Il Cerchio. p. Tractatus de purgatorio sancti Patricii. III iv. il visionario che – lo ricordiamo – a differenza dei suoi predecessori intraprende il suo viaggio in forma corporea («corporalibus oculis hec se uidisse et in corpore corporaliter pertulisse dixit»31). Patrice». l’identità visionario. III iv.

pp. Das Buch vom «Espurgatoire S. I Mabinogi si possono leggere in traduzione italiana in G. 87-113. III v.Il guerriero e l’oltremondo 123 Poi. p. Paris. 35. Milano. Warnke (hrsg. 204. . Per quanto concerne la dimensione oltremondana dell’Yvain rinvio a J. com’è noto. A questo proposito si vedano S. p. in D. di maggiore pregnanza semantica e coerenza figurativa. Gallimard. l’Yvain di Chrétien de Troyes. 1982. L. «Yvain. 2007. di S. 1988. 111-122. J. Scafoglio (a c. di). tanto da iscriverli a pieno diritto nel novero degli eroi visitatori dell’Altro Mondo: occorrenza che certo poté avere influito sulla scelta del nome del miles fattosi pellegrino del nuovo regno oltretombale. Patrice». I racconti gallesi del Mabinogion. in C. Corradi Musi (a c. Il racconto della dama della fontana. Tractatus de purgatorio sancti Patricii. pp. Lambert (trad.35 E. A poem by Marie de France. Simboli e riti della tradizione sciamanica. Non è casuale che Marie de France al v. Owein e il leone. Carattere. la cui stesura sarebbe di poco precedente. 48 (corsivi miei). 23. in Id.-Y. Inoltre. nel loro complesso. von). Le Goff. Nel caso del racconto gallese gli elementi che identificano l’accesso a una sfera trascendente non solo sono più perspicui ma risultano anche dotati. Rubbettino. Saint Patrick’s Purgatory. by). Edizioni dell’Orso. è stato rilevato come all’azione di Owein e di Yvain faccia da sfondo un’ambientazione indiscutibilmente ultraterrena. Tempe. Mondadori. Curley (trans. par). Antropologia e romanzo. Soveria Mannelli. Magini (a c. di). Medieval & Renaissance texts & study. ac diutius per foveam. Cfr. rappresenta il nucleo narrativo di un ben più celebre romanzo. 1997 [1993]. 499 del suo volgarizzamento del Tractatus usi proprio il termine aventure. Agrati e M. di». oppure in traduzione francese nel più recente – e affidabile – P. Il meraviglioso e il quotidiano nell’Occidente medievale. nouam itaque exercens militiam. impavido attende la preannunziata irruzione dei demoni: 34. Alessandia. con la stessa baldanzosa sicurezza che condivide con i protagonisti di tanti romanzi arturiani34. e Ead. Va poi ricordato che al protagonista della peregrinazione purgatoriale è attribuito un nome provvisto di un background leggendario di tutto rispetto: Owein è infatti l’eroe eponimo di uno dei testi contenuti nella raccolta del Mabinogi. Relitti sciamanici in un romanzo cortese». «Abbozzo di analisi di un romanzo cortese» [1973]. p. 2006. edizione critica con traduzione italiana a fronte a c. Roma-Bari. Bologna. 1 a. Les Quatre Branches du Mabinogi et autres contes gallois du Moyen Age. 1993. Sull’equiparazione dell’aventure di Owein a quella cavalleresca si veda anche M. in sé allusivo dello spirito proprio all’universo arturiano. Barillari. abbandonato a se stesso dai misteriosi viri albi «quasi religiosi» che gli avevano impartito i loro ammaestramenti nella ‘basilica’ sotterranea. «Il viaggio ai morti di messer Ivano». M. M. Laterza. La vicenda attorno alla quale è ordita la sua trama. 2004. licet solus. per designare l’esperienza di quanti ebbero la fede e il coraggio di sottoporsi al cimento del purgatorium: si legge in Maria di Francia. Barillari. Arizona. 123-124. Il Purgatorio di san Patrizio.. pergit miles audacter. pp..

39. uno dei due poli della dialettica militia sacra vs militia saeculi che. la quale trova il suo antecedente più insigne nel passo della Lettera agli Efesini in cui Paolo esorta i membri della comunità cristiana a ingaggiare una strenua lotta contro il Maligno che dall’inizio dei tempi tende le proprie insidie ai danni dell’uomo. ut possitis stare adversus insidias Diaboli. come opportunamente nota Franco Cardini. p. III vi. . iam presto est certare contra demones.36 Le nuovi armi di cui si munisce. 56 (corsivi miei). quod est verbum Dei. Cfr. ut caput galea. e di fatto il solo realmente efficace in una simile impellenza: iustitie lorica induitur. va ribadito. Quia non est nobis colluctatio adversus sanguinem et carnem sed adversus principatus. Ivi. Warnke (hrsg. tutt’altro che inedita. omnibus perfectis. in quo possitis omnia tela Maligni ignea exstinguere. questa. 178-179. 37. Armis Christi munitus expectat quis demonum eum prouocet ad bellum prius. redimitur. le «arma Christi».37 Una tematica. spe uictorie salutisque eterne mens. passando per san Benedetto e la sua Regola. Cfr. State ergo succincti lumbos vestros in veritate et induti loricam iustitiae et calceati pedes in praeparatione evangelii pacis. ut possitis resistere in die malo et. in omnibus sumentes scutum fidei. verrà ripresa e ulteriormente sviluppata da san Bernardo40. von). 2 a. puramente metaforica39 – è un fedele riflesso della simbologia paolina della militia Christi e della pugna spiritualis. Alle radici della cavalleria medievale. Warnke (hrsg. Habet et gladium spiritus. raccomandando loro di non lasciarsi cogliere indifesi: induite armaturam Dei. Das Buch vom «Espurgatoire S. 11-17 (corsivi miei). 40. pp. 136. per altro verso. Cfr. Patrice». costituiscono l’equipaggiamento più appropriato all’inusitata battaglia che si accinge a combattere. Tractatus de purgatorio sancti Patricii. adversus mundi rectores tenebrarum harum. scuto fidei protegitur. et galeam salutis assumite et gladium Spiritus. Cardini. Propterea accipite armaturam Dei. adversus spiritalia nequitiae in caelestibus. 212-213. pp. quod est uerbum Dei.38 Ma se da un lato l’evocazione di uno scenario marziale – di consistenza. 56 (corsivi miei). adversus potestates. oppugnans olim homines. 38. p. stare. von). 1 a.124 Sonia Maura Barillari remanet ibi milites solus. la 36. Qui quidem. Patrice». Das Buch vom «Espurgatoire S. ad noui generis militiam instructus. III vi. Ef 6. Tractatus de purgatorio sancti Patricii.

95-105. dell’invulnerabilità mediante l’assunzione di un costume-corazza atto a difenderlo nelle sue future lotte contro le forze del male45. 1998]. «Il guardaroba dello sciamano siberiano: il costume e gli accessori». conflittuale»41 fra le quali. Sem. dietro tutto ciò vi è il desiderio – o l’esigenza – della Chiesa di superare la resistenza a recepire i dettami del credo cristiano incontrata negli strati più elevati della società germanica e celtica. anche J. p. pp. Cfr. prevalentemente costituiti da un’élite militare. Einaudi. di). neppure troppo attutita. Alle radici della cavalleria medievale. Ivi. dei riti pagani di ammissione dei giovani nei ranghi dell’ordo militaris diffusi fra i popoli germanici42. pp. 309-310. p. In merito alle componenti simboliche del costume sciamanico si veda L. Roma. or. 44. 43. 179. in S. pp. 45. Mazzoleni (a c. Indubbiamente.Il guerriero e l’oltremondo 125 fenomenologia della «milizia sacra» si riscontra in quasi tutte le religioni «in cui sia viva una dimensione dualistica. 158-159. 46. 109-121 e T. pp. 42. nella fattispecie. Torino. Mariotti. 2002. da parte dello sciamano. mi permetto di aggiungere. 236-238. dove ai ‘professionisti del sacro’ è assegnato il ruolo preminente di combattere (in estasi) gli spiriti della malattia per assicurare benessere e salute alla collettività come ai suoi membri. Cavalieri e cavalleria nel Medioevo. Il volo dello sciamano. Cfr. Sull’acquisizione – previa rifunzionalizzazione – da parte della cultura cristiana del rito di investitura delle armi (benedette) si veda Cardini. I. A questo proposito cfr. Simboli ed arte delle culture siberiane. 1999 [ed. 159. quelle a carattere sciamanico. le Loricae ad daemones expellendos erano lunghe e modulate litanie caratteristiche del monachesimo irlandese in cui il nome di Dio e dei santi veniva invocato a protezione delle varie parti del corpo (da cui la denominazione di ‘corazza’). In questo senso la strada era già stata aperta e segnata dall’epistola inviata il 18 luglio 601 da Gregorio Magno all’abate Mellito in cui si incoraggiava Agostino a impostare il .: Paris. di incantesimi finalizzati a esorcizzare determinate malattie: in essi veniva evocato un duello che l’officiante – protetto da uno scudo – ingaggiava con gli spiriti che le avrebbero provocate. «Semiotica dei rituali degli sciamani della siberia e dell’estremo oriente». De Luca Editori d’Arte. Hachette. enfatizzando il carattere virile ed eroico della nuova fede46 col proporre il Cristo quale misura e modello dei 41. mentre la lorica – preghiera dalle decise valenze incantatorie fiorita in seno al monachesimo irlandese43 – esibisce evidenti residui di pratiche magiche druidiche a sfondo apotropaico44. ivi. Ivi. Si tratta. e trova un corrispettivo nel conseguimento rituale. pp. Propriamente. Massari e G. Flori. ivi. E la consegna iniziatica delle armi inequivocabilmente ci restituisce l’eco.

vi si collochino delle reliquie. Magia. Tractatus de purgatorio sancti Patricii. Firenze. 165-166. Warnke (hrsg. 49. Tractatus de purgatorio sancti Patricii. Cfr. p. Warnke (hrsg. Si usi acqua benedetta. Cardini. In merito a ciò. Warnke tiene a sottolineare come. In questa prospettiva non ci stupisce che Owein si mostri ben fermo nel dichiarare. il cistercense Gilberto di Luda. deponga l’errore e corra a conoscere e ad adorare il vero Dio in luoghi a lei familiari» (F. la cui valididità è asseverata dall’autorevolezza (e dalla sacralità) dell’esortazione regale50: 47. 3 a. del Cristo47. nelle mansioni di interprete. p. Cfr. o ‘tipi’. Va notato come i vv. Cfr. III iv. rifiutando il suggerimento del vescovo di entrare in un ordine monastico: ammonuit episcopus ut monachorum uel regularium canonicorum susciperet habitum.49 Diversanente fa Marie de France nel suo volgarizzamento dove – certo per compiacere una platea laica. perché se i templi sono ben costruiti è bene che dal culto dei demoni passino all’ossequio del vero Dio affinché la gente. von). prima di iniziare il proprio iter di purificazione – di iniziazione – di non voler affatto mutare la propria condizione.48 Tant’è che il miles resterà anche dopo aver compiuto la sua peregrinazione ultraterrena. p. sed se respondit non esse hoc facturum. stregoneria. a differenza di . 1979. 196). Patrice». 142. Cardini. Patrice». sed nec monachus nec conuersus esse voluit. Das Buch vom «Espurgatoire S. suo apostolato presso i popoli anglosassoni su una graduale sovrapposizione dei dogmi e dei precetti cristiani alle vestigia materiali delle antiche credenze: «i templi pagani non devono affatto esser distrutti ma siano distrutti gli idoli che sono in essi. inviato dal Galles in Irlanda per fondare un’abbazia. Das Buch vom «Espurgatoire S.126 Sonia Maura Barillari guerrieri. si asperga su questi templi. di servire Dio e di operare il bene. III xxi. 50. Una decisione di cui la redazione latina mette in risalto il tono perentorio. 1927-1932 del volgarizzamento di Marie non trovino riscontro nella sua fonte latina. vedendo che i suoi templi non vengono distrutti. 48. von). ma unicamente per adiuvare. pp. 4 a. un pubblico ‘cortese’ – tale risoluzione più apertamente si impone come un altro modo. 40. superstizioni nell’Occidente medievale. Alle radici della cavalleria medievale. si costruiscano altari. e col sollecitare i migliori di essi a farsi emuli. pur astenendosi da qualsivoglia giudizio in proposito: sicque miles cum ipso Gileberto mansit. alternativo ma parimenti degno. La Nuova Italia.

vv. . tornato nel nostro mondo. allora benedettina (passerà all’Ordine cistercense soltanto nel 1270). cfr. 316. /. Patrice». Owein. Il secondo. Le ragioni di tale discrepanze vanno a mio avviso ricercate nell’ambito culturale in cui i testi sono stati realizzati e nella temperie storica con cui si dialettizzano: se la Visio Tnugdali vede sì la sua genesi in un monastero cistercense – quello di st. attraversa il purgatorio in carne e ossa. p. . Jakob a Regensburg – ma a opera di un monaco benedettino itinerante52. / Egli [Owein] gli risponde che non lo farà: / che non vestirà mai altro abito / se non quello che aveva avuto / prima di vedere quel posto).Il guerriero e l’oltremondo 127 e li reis lui ad respondu chevaliers seit. / . Marcus. / così lo esortò a farsi monaco / fra gente devota / o con i canonici in convento / . in ultimo. proviene infatti dall’abbazia di Cashel. L. 51. in esso continua ad agire in qualità di cavaliere. . . il Tractatus è frutto diretto e ponderato del pro- quanto è detto nell’Espurgatoire. Si è accennato come le vicende dei due milites irlandesi che in tempi assai prossimi fra loro avrebbero penetrato i territori dell’aldilà mostrino divergenze notevoli: il primo. l’autore. . accompagnato dall’angelo custode. senza una guida. al termine della visione dona ogni suo avere ai poveri. / fors tel cume l’aveit eü / de ci k’il ait cel liu veü» (il vescovo vide la sua decisione. armato di tutto punto – sia pure soltanto di armi spirituali – e determinato a dar battaglia. 208-210 52. / si l’enorta k’a monïage / s’i mesist entre bone gent / ou od chanoignes en covent /. Das Buch vom «Espurgatoire S. / gli consigliò di conservare il suo stato: / in tale stato poteva servire bene Dio. Ivi. si cum il fu.51 (il re gli rispose / di restare cavaliere. pone il simbolo della croce sulle vesti e consacra la propria vita alla predicazione. così come era stato. pp. pur autre ne changa il mie. 1927-1932. Versi che fanno eco ai precedenti 549-558: «li eveskes vit sun corage. . / Così fece per tutta la sua vita: / non cambiò affatto [la sua condizione] per un’altra). Si fist il bien tute sa vie. Maria di Francia. compie il suo viaggio in spirito. Il Purgatorio di san Patrizio. ço lui loa il a tenir: en ço poeit Deu bien servir. Tnugdal. / Il lui respunt ke nun fera: / ja autre habit n’en recevra. . . . altri tre volgarizzamenti francesi del Tractatus lascerebbero invece l’iniziativa a Owein. il suo atteggiamento e il suo agire sono del tutto estranei alla dimensione bellica. p.

III xxi. quod ante nescierat. signo dominice crucis in humero suscepto. 1996 [ed. Alla luce di ciò ci è data l’opportunità di cogliere nel suo pieno significato anche il dato relativo alla decisione di Owein. pp. «omnia. or. appena reduce dal purgatorium. 138: «sicque. 55. nell’ambito della letteratura visionaria. von). p. Cfr. cum magna devotione et humilitate ac scientia predicabat». que habuit. p. Ritengo tuttavia che si faccia qui riferimento alla pratica della crucesignatura. Torino. 56. Gallimard. Das Buch vom «Espurgatoire S. Cfr. p. Cavalieri e cavalleria. E può non essere un caso che lo scritto che segna l’apertura di un terzo regno oltretombale – alla cui definizione teologica tanto alacremente si dedicarono i cistercensi53 – sia anche il primo. Flori. Patrice». La nascita del Purgatorio. di suscipere crucem e recarsi in pellegrinaggio a Gerusa lemme55: ‘pellegrinaggio’ che. Va segnalato che anche Tnugdal. Einaudi. 221-233. 1981]. dall’altro continuò a lungo a essere applicata nei casi di abiura all’eresia per i quali era previsto fosse imposto al ‘penitente’ di portare una croce color zafferano ben in vista sulle proprie vesti.128 Sonia Maura Barillari gramma dottrinale nonché del progetto catechetico predisposto dall’Ordine di Citeux. Cambridge. considerando come nel lessico omiletico l’espressione suscipere crucem equivalga a ‘farsi crociato’56. Tractatus de purgatorio sancti Patricii. Visio Tnugdali. cruce in humero suscepta. Warnke (hrsg. quibus verstiebatur. Sull’apporto fondamentale che diedero i cistercensi all’elaborazione dei principi teoretici alla base del perfezionamento del concetto di un ‘terzo luogo’ oltremondano deputato alla purgazione si veda J. consistente nell’applicare una croce di stoffa sugli abiti in segno di penitenza: pratica che se da un lato è all’origine della ‘divisa’ crociata. T. Le Goff. iherosolimam perrexit».: Paris. 2008. Appena più dettagliata la versione b: «deinde. Cambridge University Press. 53. In merito si veda Ch. pauperibus dispersit et signum sancte crucis suis vestimentis. non può se non alludere alla partecipazione del cavaliere a una spedizione armata in Terra Santa. dominici corporis sepulchrum Iherosolimis uisitare perrexit» (ibidem). tornato in sé dopo la visione. Crusade propaganda and ideology: model sermons for the preaching of the cross. E poiché la vicenda di cui è protagonista si dice essere avve- 53. von). Sull’evoluzione dell’ideologia espressa dalla Chiesa in merito alla funzione dei milites cfr. 55-56. superponi jussit». a riconoscere ed esaltare il ruolo della classe dei milites all’interno della società cristiana attribuendo alle attitudini e alle prerogative che le sono proprie nuove valenze. . A confortare tale ipotesi può essere del resto invocato il testo medesimo che in merito all’esistenza che condusse Tnugdal dopo la sua avventura oltremondana afferma: «verbumque dei. Maier. Wagner (hrsg. 1 a. 54. funzionali al rafforzamento delle istituzioni religiose54. pp. Cfr. 222.

se ebbe una parte di tutto rispetto nell’elaborazione dei presupposti teologici atti a legittimare l’idea di una purgazione dei peccati nell’aldilà58. dove prima l’autore nota come paia «che i miti indoiranici della vittoria sul Tricefalo conservino il ricordo preciso di rituali dove la vittima dell’eroe era un essere dell’altro mondo rappresentato materialmente in questo mondo: un uomo con una ricca maschera o un’imponente macchina di legno». intenda fare riferimento alla II Crociata (1147-1149)57. pp. poi. abbia quale sfondo un sottaciuto dissidio. fra militia terrena e militia spirituale che risolve presentando l’una quale precorritrice. Crociata promossa con fervore da san Bernardo il quale. sia pure implicitamente. 97. foriera dell’altra. conformandosi ai suoi intendimenti e ai suoi obiettivi. Cardini. Dal mito al rito Se davvero. la cui stesura – di molto posteriore – pur facendo tesoro di credenze ed esperienze plausibilmente autentiche. In definitiva. 162-163. Ritengo significativo il fatto che la stessa decisione non sia stata presa da Tnugdal (né sia stata a lui attribuita). nel 1149) a fronte della sostanziale artificiosità del Tractatus. 59. Le Goff. «Schemi e accessori». si ricorderà. l’anno successivo. parrebbe che nel Tractatus l’avventura di Owein. Alle radici della cavalleria medievale. nella sua sintesi. 3. pur collocandosi la sua esperienza visionaria (1148) in stretta concomitanza cronologica con la spedizione crociata: un’ulteriore prova a conferma della ‘genuinità’ (almeno parziale) dei contenuti di questa visio (redatta. Cfr. 58. a . un conflitto. p. in un capitolo del saggio di Dumézil dedicato a Le sorti del guerriero. Si tenga presente che lo studioso ribadisce con forza come mito e rito non debbano necessariamente essere legati da un «effettivo rapporto di consequenzialità cronologica» (ibidem): considerazione che riaffiora. il mito costituisce un modello. come si è detto. fu anche l’autore del De laude novae militiae ad Milites Templi (1128-1136) a cui si deve il primo tentativo organico di legittimare ruolo e funzione di un miles che sappia emanciparsi dalla brutalità della militanza secolare dotandosi di una ben definita fisionomia morale. il Tractatus e l’adito purgatoriale del Lough Derg offrono davve- 57. come sostiene Cardini.Il guerriero e l’oltremondo 129 nuta durante il regno di Stefano di Blois (1135-1154). è del tutto plausibile che il passo succitato. La nascita del Purgatorio. asseconda le urgenze didascaliche dell’Ordine cistercense. una misura costante a cui i partecipanti al rito si rifanno e da cui il rito è qualificato59. e assoggettandosi a una rigorosa disciplina comportamentale. oltre a sancire l’esistenza di un sito predisposto alla purgazione e a disegnarne la mappa.

Flammarion. Un rito assoggettato a un ceri- distanza di poche pagine. Ne forniscono un esempio quelle rilasciate a Giorgio Grissaphan dal vescovo di Clogher il 26 dicembre 1353 e dal priore generale dell’Ordine gerosolimitano il 29 gennaio dell’anno successivo in cui si certifica l’adempimento del rituale da parte del cavaliere ungherese. che fa della ricerca della visione una scelta volontaria e tenacemente perseguita. Adelphi. Aspetti della funzione guerriera presso gli Indoeuropei. Hammerich (ed. Halifax. più o meno lungo. Voci sciamaniche. Visiones Georgii. Le visiones a essa precedenti ricalcano infatti da vicino una specifica tipologia di iniziazione sciamanica in accordo alla quale il beneficiario della visione. similmente attestata negli studi etnografici. Dumézil. Si è anticipato come l’opera del monaco di Saltrey rappresenti uno spartiacque importante nel quadro evolutivo della letteratura visionaria medievale. pp. 1985 [ed.). MCC- . È necessario dunque tenere sempre ben presente come la dialettica mito / rito sia. 203 e 208). a esso organiche e omogenee. D. 39. Per ulteriori approfondimenti cfr. assai complessa e articolata. senza avere mai in precedenza manifestato una qualche predisposizione o espresso una qualsiasi intenzionalità in merito. pertanto difficilmente riconducibile a fenomeni di mera proiezione o di riproduzione mimetica. riproducono una tipologia differente. or. Visiones quas in purgatorio sancti Patricii vidit Georgius miles de Ungaria a. L’una e l’altra sono riportate in L. Le sorti del guerriero. 1985] pp. si ammala e resta privo di sensi. approdo di un sofferto percorso individuale a cui un rito scrupolosamente regolamentato garantisce un esito istituzionalizzato. 14-18 e Eliade. come morto per un periodo. e le altre riferite dai successivi ‘visitatori’ del purgatorio di san Patrizio.130 Sonia Maura Barillari ro un punto d’osservazione privilegiato per indagare le componenti riconducibili a un retaggio arcaico. durante il quale il suo spirito si stacca dal corpo e accede a un’altra dimensione60. per le interazioni reciproche che fra essi si instaurano nel corso tempo. Milano. quella descritta nel Tractatus. Al contrario. p. destinate non solo a confluire nei rituali iniziatici di cui si appropriano i milites cristiani ma anche a influenzare profondamente l’ideologia a essi sottesa surdeterminandola tanto nei lineamenti simbolici quanto nelle attualizzazioni effettuali. Lo sciamanismo. afferma che «ogni rituale è il doppione del mito che lo giustifica» (G.: Paris. Un rito disciplinato con rigore e accortamente controllato dal clero locale che si perita di rilasciare ‘patenti’ atte a certificare la penitenza effettuata61. 61. L. 60.

Rimini.. 1930. suscettibile di essere ripetuto. nella fovea del Lough Derg sarebbe da ravvisare «un nekyomanteion. con l’auspicio che il santo dedicatario apparisse nel sonno al dormiente per apportare la guarigione65. 84-86. in G. di passaggio fra i due mondi62. 25-54. Su tali testimonianze si veda S. Un rito che trova le sue remote origini nel paleolitico. Eliade. Paravicini Bagliani.d. di). F. Oxford. Rivista di storia del cristianesimo VII (2010): 149-180. O. è il ben più aggiornato saggio di Francesco Benozzo. Itinerari terreni e viaggi oltremondani».s. Dimitriadis (ed. 66. «Sounds of the silent cave. Atti della giornata di studi malatestiani a Sestino. ma non era riuscita a cancellare»63: propriamente. pp. Archaeologies and Soundscapes. Cardini. pp. uno di quei ‘passaggi’ attraverso i quali era possibile discendere a visitare e consultare le ombre dei defunti»64. come in effetti lo è stato e lo è ancora tutt’oggi. 71-85. Archaeopress. A questo proposito. reseci da quanti si succedettero ad affrontare quel cimento – tutti. gradatamente adeguato a una concezione più confacente ai principî dell’ortodossia religiosa. Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi. . Un rito che. by). Ne hanno trattato in maniera accurata Luigi Canetti. «Passaggio in Irlanda. Sounds of the silent cave. 65. in merito. Grazie al Tractatus e alle altre testimonianze. cfr. Tavarnuzze (Firenze). 74. 73. (2010). «L’incubazione cristiana tra antichità e medioevo». Di particolare interesse. dove la caverna assumeva un’importanza centrale nelle pratiche iniziatiche fornendo un correlativo oggettivo del punto di incontro. più o meno veridiche. CLIII. Kobenhavn. Benozzo. p. Barillari. Ibidem. F. si riallaccia a «pratiche sacrali celtoiberniche di origine pagana che la Chiesa cristiana aveva in qualche modo ereditato e tendeva a obliterare. 73-107. Ghigi. «Malatesta ‘Ungaro’ al purgatorio di san Patrizio». pp. Zecchino (a c. a p. c. e sul ruolo che continuano ad avere le caverne nell’iniziazione sciamanica. M. Giornale Storico della Letteratura Italiana XVII (1891): 46-79. Terapie e guarigioni in età normanno-sveva. 64. quella dell’incubatio. «Sogno e terapia nel medioevo latino». Itineraria 3-4 (2004-2005): pp. A. lo rileva Franco Cardini.Il guerriero e l’oltremondo 131 moniale rigoroso. variamente praticata presso i santuari fino a tempi abbastanza recenti soprattutto ai fini terapeutici. 66. 67 e 72. pp. SISMEL Edizioni del Galluzzo. Frati «Tradizioni Storiche del Purgatorio di San Patrizio». Id. Bianco Lunos Bogtrykkeri. in E. D’Angelo. An ethnophilolgical perspective on prehistoric incubatio». in Le Signorie dei Malatesti. 63. 3. 1990. cavalieri66 – è possibile ricostruire 62. tranne il mercante fiorentino Antonio Mannini. Un analogo certificato fu stilato per Malatesta ‘Ungaro’ e Niccolò de’ Beccari da Edoardo II il 24 ottobre 1358: L.

185-187). p. Per cominciare il luogo: il purgatorium patriciano si trova su un’isola – la Station Island67 – dunque è circondato dall’acqua68. 102. assopitisi per il calore emanato dalla grotta. par J. 1982. III iv. Così lo descrivono Gilbert de Lannoy e Antonio Mannini: Ghillebert de Lannoy. Das Buch vom «Espurgatoire S. la presenza di vapori – testimoniata da Guillaume de Lille a Jean Froissart71. e vi si accede tramite una barca. Alle radici della cavalleria medievale. «Il Purgatorio di S. Siena. 92. Si tenga presente come il cosiddetto ‘pozzo della visione’ costituisca un elemento centrale in molti processi di iniziazione sciamanici: Halifax. 68. L. Cardini. tome XVe. in partic. «en dormant . 77. von). 74. p. San Galgano e la spada nella roccia. 171. pp. 35. Imprimerie de P. Voci sciamaniche. 77-91. 93-103. Lefever. 70. Alle radici della cavalleria medievale. L’edificio stesso. . Edizioni Cantagalli. Chroniques. bassa e allungata69. M. Guillaume. 73. Cfr. Patrizio secondo Stefano di Bourbon e Umberto da Romans». p. Poi. 7.132 Sonia Maura Barillari in modo sufficientemente fedele l’ambientazione entro cui si svolgeva tale rituale. Devaux. più semplicemente. Cardini. e Halifax. l’una e l’altro contraddistinti da spiccati connotati iniziatici. B. Cardini. Cfr. Inoltre. In effetti Guillaume confida a Froissart come lui e chi lo accompagnava. ibidem. Le credenze popolari la dicevano dimora dei potenti maghi Tuatha che vi avrebbero risieduto in palazzi sotterranei. 160. Warnke (hrsg. Bruxelles. 71. Voci sciamaniche. Scontato è il rinvio alla «capannuccia» nella foresta di cui tratta diffusamente Propp (Le radici storiche dei racconti di fate. A ciò si aggiunga che 67. p. Louvain. Kervyn de Lettenhove. pp. 1871. In merito alla tipologia orografica di questo tipo di santuari si veda F. entrèrent en ymaginations très-grandes et songes merveilleux». Jean Froissart. IV. 145-146. 75. Giornale Storico della Letteratura Italiana VIII (1886): 140-179. tra l’altro. che tali esalazioni contribuissero a favorire le tecniche estatiche svolgendo funzioni analoghe a quelle che assolve la ‘tenda del sudore’ nelle pratiche sciamaniche73. p. p. di conformazione stretta. Frati. Cfr. et J. e suffragata dall’origine vulcanica del lago – fa pensare che essi potessero avere poteri onirogenetici72 oppure. . Patrice». C. 91 69. le istruzioni impartite a Owein prima dal priore74 e in seguito dagli individui biancovestiti incontrati nella sala ctonia sembrano riprodurre il rapporto fra istruttore-iniziatore e allievo-iniziando che ritroviamo sia nell’ambito dello sciamanesimo sia nelle usanze delle società guerriere75. e pp. publ. pp. Oeuvres. Potvin. pubbl. p. Tractatus de purgatorio sancti Patricii. 1878. ricorda molto da vicino una caverna70. par Ch. . 72. descrive il purgatorium come un «celier». p.

dell’esperienza vissuta78. 15. von). U. Cfr. costituisce una tappa fondamentale dell’iniziazione del futuro sciamano. 1 a. III i. attestata ancora nel XVI secolo da un testimone d’eccezione: Francesco Chiericati. Mazzi (a c. Alle radici della cavalleria medievale. I giorni di digiuno prescritti erano quindici. il quale il 28 agosto 1517 invia a Isabella d’Este una lettera in cui. cfr. Nella fattispecie. Atti dell’Accademia Olimpica III (1873): 121-237. 32. «quorum relationes et dicta iussit beatus Patricius scribi in ecclesia illa». sia l’imposizione rivolta a chi fosse ritornato dalle plaghe purgatoriali di raccontare quanto aveva veduto affinché se ne potesse stilare un resoconto scritto da conservare a futura memoria: Tractatus de purgatorio sancti Patricii. anche Ramón de Perelhos è trattato alla stregua di un mor- 76. da parte di persone investite di questo compito. Warnke (hrsg. Patrice». «redeuntium autem narrationes et dicta a canonicis loci illius sunt in monasterio scripta». 77. p. di). p. 26. III iii. Il riconoscimento da parte della collettività d’appartenenza del pieno adempimento dei rituali previsti. evidentemente suscettibili di essere ridotti visto che Antonio Mannini. per lui sono recitati la funzione dei morti e la messa da requiem mentre le campane suonano «sicut pro defunctis fieri est consuetum»80. Cfr. 9 a. p. Testi dello sciamanesimo. Alle radici della cavalleria medievale. a p. Warnke (hrsg. 94-95: «dicitur per V dies mane et vespere pro illo officium mortuorum. p. Tale può essere considerate sia l’uso – di cui si è detto in precedenza – di rilasciare attestati che certificassero l’impresa. Altri elementi di considerevole rilievo – in quanto strettamente coerenti col quadro appena tracciato – si possono desumere da resoconti successivi. Tractatus de purgatorio sancti Patricii. Visiones Georgii. «Francesco Chiericati vescovo e diplomatico del secolo decimosesto». Milano. Cardini. 36. Hammerich (ed.Il guerriero e l’oltremondo 133 il digiuno a cui si deve sottoporre chi voglia intraprendere la prova76 è un altro tratto perspicuo dei processi iniziatici77. questa. in ragione della rigidità del clima. pp. 79. 208.). il primo dei quali «fu Guerino da Durazzo». ac si esset mortus et sicut pro mortuo per hunc modum: collo- . p. Morsolin. 45. è autorizzato a farne soltanto tre. TEA. 80. come lo è il riconoscimento ‘ufficiale’. Patrice». 1990. Un’usanza. fra l’altro. riferisce della consuetudine di registrare su un libro tutti coloro che avevano affrontato la penitenza purgatoriale. Das Buch vom «Espurgatoire S. von). B. cfr. Das Buch vom «Espurgatoire S. e del relativo conseguimento della visione. Cfr. Cardini. Cfr. circostanza che perfettamente si attaglia alla condizione dell’iniziando in un contesto di morte e rinascia rituali79: Giorgio Grissapan viene disteso su un feretro parato a lutto. 78. è indicativo che nel cerimoniale propedeutico all’ingresso nel purgatorium abbia una parte preminente l’ufficio per i defunti. nunzio pontificio presso la corte inglese.

Non si può escludere che il suddetto episodio tragga spunto dall’incontro di Tnugdal con il re Cormach: cfr. missa autem dicte dictus peregrinus absoluitur. lat. Visions de Tundal e de St. sicut pro defunctis fieri est consuetum». et ibidem peregrinus Purgatorium intraturus tamquam mortuus collocatur. Vignaux et A. Ludovico di Francia84 nelle versioni latine e catalana mantiene un rispettoso riserbo sul re condannato a espiare la propria indole lussuriosa85. e lo stesso avviene per Antonio Mannini al quale. sicut pro mortuis parari consueuerunt. Visio Tnugdali. Vind. vengono chiusi gli occhi e messe le mani in croce sul petto a stringere un crocifisso. mentre nei rimaneggiamenti d’area veneta non si trattiene dal fare i nomi di alcuni dei peccatori incontrati. . Patrizio». . thuribulo et aqua benedicta incipitur alta voce cantando conplete officium mortuorum. Paul. Johnson Reprint Corporation. 83. Frati. Hammerich (ed. 258-263): un testo a cavallo fra Medioevo e Rinascimento». Et sic paratis omnibus cum cruce. nelle Visiones Georgii. par). 57. 159. Voyage au Purgatoire de St. 1971].). talaltra no: ad esempio Giorgio Grissaphan preferisce rimanere nel vago nominando. fra quanti vi riconosce. a c. «Il Purgatorio di Ludovico di Sur (Napoli. Patrice. pp. dopo essere stato posto a giacere (e annota: «come se fussi morto»). per parte sua. catur enim in medio chori . Toulouse. afferma di avervi visto molti suoi parenti e conoscenti fra cui il suo signo- 81. E se le anime scorte da Owein rimangono anonime – come del resto si conviene a un testo che vuol essere normativo. . 85. Il sovrano innominato si potrebbe forse identificare con Filippo VI di Valois nominato (ma in un altro passo dell’opera) nei volgarizzamenti d’area veneta e. come l’uso prescriveva. feretrum cum panno nigro coopertum. cc. paratis sacerdote et dyacono. Jeanroy (publ. dopo di che è asperso d’acqua benedetta «con le proprie orazioni e solennità [che] si fanno sopra un morto. di). 84. . Visiones Georgii. pulsando tunc campanas. Biblioteca Nazionale. . pp.134 Sonia Maura Barillari to. 1903 [rist. e nel registro dell’impersonale trova un valido adiutorio alle proprie ambizioni di universalità – ciò non vale per i suoi emuli i quali nel loro itinerario sotterraneo incontrano persone conosciute. 19. Wagner (hrsg. textes languadociens di quinzième siècle. Studi medievali 3a serie XLIX (2008): 759-808. New York-London. p. 82. Editions Edouard Privat. fece «so que fan aquels que per malautias o per aures perilhs esperan la mort» (ciò che fanno quelli che per malattia o altre minacce s’aspettano di morire): A. von). Barillari (ed. Ramón de Perelhos. o di un moribondo81. subdyacono et accolitis. In merito si veda S. E in effetti. 185-189. 42-45. p. né più né meno»82. solamente i suoi famigliari e pochi altri83. Quo de mane cantato statim dicitur missa de Requiem . provviste di una propria identità storica che talvolta è sottaciuta. ac si deberet ad sepulchrum deduci. M. prima ancora. «Il Purgatorio di S.

ne sancirebbe infatti la riabilitazione. L’acciar de’ cavalieri. p. Tali fattori convergono a confermare come la catabasi purgatoriale fosse concepita. Un’altra occorrenza degna di essere messa in luce è l’acquisizione di conoscenze non condivisibili. a cui conduce l’esperienza estatica: privilegio concesso a Giorgio Grissaphan. dall’XI secolo in poi. prelude alla resurrezione e alla conquista dell’immortalità91. di). Insomma. traslata sull’asse della trascendenza. La parola del testo XII/2 (2008): 309-330. . F. l’angelo dei morti. pp. «Viatge al Purgatori de sant Patrici di Ramon de Perelhos: dalla visione al viaggio». Barillari (ed. o del cerimoniale. il santo cavaliere per antonomasia90. A questi fini – nella finzione letteraria – lo visiterà Guerrin Meschino. XII-XV). Firenze. E per finire va rimarcato come a guidare Giorgio nella seconda parte del suo cammino sia l’arcangelo Michele. 91-92.Il guerriero e l’oltremondo 135 re. Il fatto di trovarlo in purgatorio. il culto cavalleresco per eccellenza: Cardini. e a Ludovico che apprende da un homo albus «aliqua que nemini revellarem»89. morte che. Cardini. Per ulteriori approfondimenti rinvio al ben documentato saggio di Martina Di Febo. 37. spintosi nella remota terra d’Irlanda per aver notizie dei propri genitori. 329. da mantenere segrete. 34. 806. il purgatorium del Lough Derg si configura più decisamente come un luogo dove era possibile discendere per interpellare le anime dei trapasati87. 92. morto senza aver avuto l’opportunità di confessarsi86. 87. Alle radici della cavalleria medievale. p. Cfr. 233. Studi sulla cavalleria nel mondo toscano e italico (secc. 313. o interpretata. 90. a c. p. ai cavalieri: figure nell’esistenza terrena candidate alla morte. p. ma anche l’angelo psicopompo. Ivi. «Il Purgatorio di Ludovico di Sur». in qualità di prassi iniziatica. 1997. almeno nei suoi epigoni. riservata originariamente in prevalenza – se non esclusivamente – ai milites. que nullus mortalis sciebat»88. 89. in partic. anziché all’inferno. Le Lettere. la promozione. Giovanni I d’Aragona. a cui la sua guida angelica affida «certissima et secretissima intersigna. dall’una all’altra classe di età avveniva grazie a un’iniziazione che contemplava il superamento di prove di coraggio implicanti un cimento magico connesso all’invulnerabilità ritualmente conseguita92: su questo fondale mitico-simbolico la guerra diventa ‘figura’ del- 86. Visiones Georgii. Tanto che il suo culto diventa. 88. p. p. Figure per le quali il passaggio. Ivi. 91. ai guerrieri.). Hammerich (ed.

136 Sonia Maura Barillari l’impresa cosmogonica ed escatologica della lotta contro forze oscure. San Galgano. Ivi. p. In tale visio Cardini riconosce un andamento iniziatico di impressio- 93. compresa la più illustre stilata nel 1220 dal cistercense Rolando da Pisa95. Vitalità e produttività di un nucleo mitico In verità. . Al di là di esso si apriva «un bellissimo e dilettevole prato. Cfr. 95. 4. forse soltanto pretesi – pellegrinaggi al purgatorio di san Patrizio per comprovare la vitalità del nucleo mitico a esso soggiacente e la produttività letteraria che entrambi conservano intatta nel corso dei secoli. Si cita dalla Legenda trecentesca edita ivi. lo quale era pieno di fiori»98: traversatolo i due si addentrano in una cavità sotterranea che li porta a Montesiepi dove trovano «dodici appostoli in una casa ritonda»99 mirabilmente edificata. 101-111. Ibidem. Cardini. Ibidem. indagine i cui ‘atti’ finiranno col costituire la fonte primaria per le successive biografie. 98. Vitalità e produttività avvalorate dalla seconda visione che segna l’esistenza di Galgano. p. apparso in sogno al giovane poco più che trentenne96. gli ingiunge di seguirlo conducendolo «fino a un fiume sopra el quale era un ponte el quale era molto longo e senza grandissima fadigha non si poteva passare»97. 97. 193 e 242. Gli studi più accreditati ne fisserebbero infatti la data al 1181. In verità san Michele era già apparso un’altra volta in sogno a Galgano fanciullo preannunziandogli «ch’elli doveva essere cavaliere di Dio»: ivi. com’è noto. e il guerriero l’alter ego del monaco. già basterebbero i reiterati – forse pretestuosi. 101. p. minacciose. pp. entrambi protagonisti di forme diverse eppure simili di ascesi93. Ivi. testificata a seguito dell’inchiesta disposta dal pontefice Lucio III nel 1185 a soli quattro anni dalla morte del futuro santo94 per certificarne i miracoli. ostili. p. 99. 94. 11. 96. 103. forse fittizi. 20. sorgerà la famosa ‘rotonda’ al cui interno si trova confitta nella roccia la spada che Galgano volle mutare in croce per raccogliersi in preghiera. pp. Su quel poggio. San Michele.

già in epoca precedente. quando lo stesso arcangelo gli si manifestò nel sonno dicendo a sua madre che lo doveva «vestire e adornare d’abito di cavaliere»103. Pfister. che nel suddetto fregio compare nella forma Galvagin. A suffragare la precoce diffusione della leggenda arturiana in Italia può essere invocato il fregio scolpito sull’archivolto della Porta della Pescheria del Duomo di Modena.. Guidotto. p. magari in forma orale. si veda anche Cardini. p. 101. più saldi e tracciabili paiono quelli istituibili con Tractatus e con il milieu in cui venne elaborato: la rete di relazioni istituita dal poderoso apparato propagandistico facente capo all’Or- 100. 102. p. il Monte Gargano. . E se per un verso questa legenda vede l’ideologia feudale piegare verso aspirazioni ascetiche. oppure in memoria di un pellegrinaggio alla volta del santuario pugliese intrapreso dal padre o da entrambi i genitori. San Galgano. Pfister. 104. 102. Sicuramente un’investitura simbolica l’ebbe da fanciullo. 103. Si noti che anche il nome di Galgano è stato messo in relazione con l’onomastica arturiana riconducendolo a quello di Galvano. p. 38-39. 104-105. San Galgano. cavaliere come suo padre. 40) può considerarsi senz’altro corretta riguardo alla tradizione scritta. Edizioni Cantagalli. cingeva la spada e portava speroni101. pp. pp. Mentre i legami con motivi e personaggi della narrativa bretone si rivelano labili e quanto meno aleatori. Si può dunque concludere che se l’osservazione di Cardini secondo cui «la matière de Bretagne non giunse nella penisola prima dell’inizio del Duecento» (ivi. O. La rotonda sul Montesiepi. pp. Cardini. La rotonda sul Montesiepi. particolarmente devoto al culto di Michele arcangelo102. databile ai primi decenni del XII sec. Non si può escludere che il nome Galgano gli fosse stato imposto in onore dell’arcangelo ricordando il suo luogo di culto più famoso. in cui si rievoca l’episodio del rapimento di Ginevra successivamente immortalato nel Lancelot di Chrétien de Troyes. Sul particolare appeal di cui godeva l’angelo guerriero presso gli appartenenti alll’ordo cavalleresco si è detto sopra. In merito si veda P. Ivi. San Galgano. p. Ivi. 104. Siena. 101. d’altro canto propone e mette in scena una vocazione eremitica marezzata dalle tinte vivaci proprie del roman arturiano104 che nell’estrinsecazione iconica della spada nella roccia condensa l’essenza dei suoi molteplici possibili narrativi. l’attestazione iconografica succitata lascia ampi margini alla possibilità di una sua circolazione. 2001. Cfr. alla nota 89. 43-45. 40.Il guerriero e l’oltremondo 137 nante chiarezza100 che si staglia fra le quinte di un mondo profondamente improntato da tematiche cavalleresche: con tutta probabilità era cavaliere Galgano che montava a cavallo. A ogni buon conto la Legenda di santo Galgano confessore lo dice «nato di nobile parentado e di generazione»: Cardini.

corrispettivo abbastanza scoperto della «fovea subterraneam» che il miles irlandese percorre fino a giungere nell’«aula» dalla «mirabile structura» in cui lo attendono i «quindecim uiri quasi religiosi et nuper rasi»108: rappresentazioni di icasticità patente concretamente allusive di una morte prefigurata che prelude alla rinascita a una vita nuova. pp. p. Tale cunicolo ebbe forse una consistenza concreta: dinanzi alla Rotonda di Montesiepi. von). il cunicolo106 che immette nella «domo rotunda odore referta mirabiliter sculpta»107 dove Galgano trova i dodici apostoli. Das Buch vom «Espurgatoire S. Tractatus de purgatorio sancti Patricii. Citazioni tratte da Cardini. virtualmente coincidente con gli atti della canonizzazione del santo di Chiusdino (giuntici attraverso una trascrizione dei primi del cinquecento). può senz’altro avere favorito e incentivato la circolazione di un testo che all’innovativo messaggio dottrinale univa istanze pragmatiche. 3-5 a. ivi. Un altro punto di contatto può essere ricercato nei riferimenti di carattere astronomico: il Tractatus (forse sulla scorta della Visio Drithelmi) attribuisce infatti alla prima tappa del cammino di Owein nell’Aldilà direttrici solstiziali («uersus locum illum recto tramite militem traxerunt. Patrice». III v. 108. 14. La rotonda sul Montesiepi. a cui la promozione della seconda crociata forniva motivazioni aggiuntive. Milano. intese alla definizione di un modello di spiritualità conciliantesi con lo svolgimento di un ruolo attivo all’interno della società cristiana105. San Galgano. Per una disamina più approfondita di tali tematiche rinvio al saggio di Giorgio de Santillana e Herta von Dechend. Pfister. 73-79. 48 e 50. 106. 87-93 e 279-289. possono essere confluite testimonianze agiografiche seriori. sotto una grossa lastra di pietra.138 Sonia Maura Barillari dine cistercense. 59-61. Saggio sul mito e sulla struttura del tempo. pp. Patrice». 66) e hanno presumibilmente la funzione di segnare i solstizi le aperture circolari della cupola di Montesiepi (Pfister. Cumque illuc euntes uenissent quasi in mundi fine. 107. A ciò si aggiunga che nella legenda galganiana originaria. Adelphi. 1983 [1969]. von). La rotonda sul Montesiepi. Reminiscenze della visio di Owein potrebbero ravvisarsi nel «sotterraneus specus». quo sol oritur longioribus diebus in estate. Warnke (hrsg. Il mulino d’Amleto. Se per Galgano tale pattern mitico si esplica e rimane conchiuso entro 105. Warnke (hrsg. 40. ceperunt dextrorsum conuerti et quasi per uallem latissimam contra austrum tendere. in particolare pp. si apre infatti una grotta sotterranea che pare condurre all’interno della chiesa: cfr. Cfr. p. scilicet uersus locum quo sol oritur breuioribus diebus in hieme». Cfr. pp. Tractatus de purgatorio sancti Patricii. 3 a. Das Buch vom «Espurgatoire S. . p. III vII. A questo proposito va tenuto presente che il Tractatus conobbe diverse stesure e non si può escludere che i suoi contenuti fossero in parte noti in ambiente cistercense anche prima della sua fissazione definitiva sulla pagina scritta.

L’acciar de’ cavalieri. Tale inestricabile connessione fra mito e letteratura. e a essere percepita. Su Malatesta ‘Ungaro’ e la sua visita al purgatorium irlandese si vedano L. 79-101. Ecco dunque che l’imagerie patriciana saldamente si innesta sugli ideali romanzeschi dell’amor cortese. 111. The Malatesta of Rimini and the Papal state. In merito si veda Ph. «Il pellegrinaggio di Malatesta ‘Ungaro’». che sembra accreditare l’ipotesi secondo cui la memoria dell’originaria natura di nekyomanteion ipotizzata per il trou del Lough Derg abbia continuato per secoli ad agire sottotraccia. Così per Malatesta ‘Ungaro’109 che effettua il pellegrinaggio in Irlanda dieci anni dopo quello compiuto a Gerusalemme110. secondo i contemporanei «per cagione di una sua innamorata chiamata la Viola Novella»111 uccisa dal marito legittimo dopo aver scoperto la sua relazione adultera con il signore di Rimini: proprio per poterla rivedere un’ultima volta almeno in spirito quest’ultimo avrebbe affrontato il cimento del ‘pozzo’112. a c.Il guerriero e l’oltremondo 139 coordinate prettamente visionarie per altri acquisisce una consistenza concreta. LI (2000): 243-266. p. Cfr. afferma infatti di aver veduto «dominum Malatestam Ungarum cum familia magna» in procinto di entrarvi. 110. 114. 113. Si noti come – segno evidente dei tempi mutati – l’ordine sia invertito rispetto a Owein. . del ‘voto’ cavalleresco113 che si accampano su una percezione di sé dei ceti nobiliari profondamente imbevuta di reminiscenze letterarie114: un’aventure dalle connotazioni prevalentemente erotiche. a vent’anni. 35-50 («Un romagnolo al Purgatorio di san Patrizio»). pp. fra letteratura e vita. p. Mascanzoni. Cambridge University Press. Cfr. «Il pellegrinaggio di Malatesta ‘Ungaro’». 806. di). 1974. a dispetto del processo di appropriamento e rifunzionalizzazione a cui fu sottoposta da parte della Chiesa. 112. Id. trova – per quanto concerne la matière patriciana – la sua più piena 109. quella di Ludovico di Sur (o di Francia): questi. dell’aventure. London. uscendo dalla porta ferrea che rinserrava il sito di purgazione. da Ludovico d’Angiò re d’Ungheria. e dall’allure magica. Mascanzoni. pp. Atti e memorie della Deputazione di storia patria per le province di Romagna n. a. «Il Purgatorio di Ludovico di Sur». 1358)». p. J. 261. «Il pellegrinaggio di Malatesta ‘Ungaro’ al cosiddetto ‘purgatorio di san Patrizio’ (Irlanda. della quête. «Malatesta ‘Ungaro’».s. 255. Ovvero Galeotto Malatesta. Jones. Una testimonianza relativa alla visita di Malatesta al purgatorio irlandese ci è resa anche da un’altra visio patriciana. una connotazione mondana. Barillari (ed.. il cui soprannome gli deriva dall’essere stato armato cavaliere nel 1347. Cardini. Mascanzoni.

Roma Padova. 115. 2005. Presses Universitaires de France.S. L’Immagine riflessa N. Una legittimazione che solo grazie all’istituzione. «Introduzione» a Andrea da Barberino. In merito si veda S. secolare. Gli anni. Bologna. quella che consente alla rappresentazione dell’iter iniziatico del guerriero. In esso compare infatti un episodio che pare prefigurare l’avventura di Guerrino nell’antro sibillino. Il Mulino. giunse a compimento. in una stratigrafia figurale di forte pregnanza ideologica e di respiro metaletterario in quanto attinta attraverso fonti già ampiamente sedimentate nell’immaginario del suo pubblico: l’Huon d’Auvergne che lo stesso Andrea aveva volgarizzato115. 117. fattosi miles Christi. p. 116. 1980].140 Sonia Maura Barillari espressione nel Guerrin Meschino. Cfr. A. Ph. in cui Andrea da Barberino giustappone e aggrega. or. appunto. 372. Editrice Antenore. Nel romanzo di Andrea. e il Tractatus. infatti. di giungere dalle remote steppe eurasiatiche fino agli emigranti italiani stabilitisi in America nel primo Novecento116: legittimazione segnata forse già da quella Vita di san Gerardo d’Aurillac composta nel 930 da Oddone abate di Cluny a confortare i membri dell’ordo dei bellatores che aspiravano di accedere alla santità senza dover necessariamente deporre le armi117. La sovranità ctonia declinata al femminile fra l’Irlanda e i Monti Sibillini». 1986 [ed. sul finire dell’XI secolo. in cui venne redatto il Tractatus de Purgatorio sancti Patricii. Una via lunga. XVIII/1-2 (2009): 87-121. tradizioni leggendarie – tradizioni letterarie – che mostrano di possedere presupposti mitici comuni: quelle inerenti alla grotta della Sibilla appenninica e quelle relative al purgatorio di san Patrizio. «La città delle dame. sono proposti in immediata successione. Contamine. . La guerra nel medioevo. M. e al progressivo perfezionamento di cui fu esso oggetto a partire dalla seconda metà del secolo successivo. l’uno il presupposto dell’altro.: Paris. XV. Il Guerrin Meschino. p. amalgamandole fin quasi a fonderle. e dall’elaborazione grossomodo coeva di un rituale che prevedeva la benedizione delle armi medesime. i due anditi ipogei. del parallelismo fra pellegrinaggio e crociata. Cfr. e le vicende di cui sono teatro. i cui contenuti erano arcinoti grazie all’opera indefessa di divulgazione posta in atto dai predicatori. Cursietti. presentandoli quasi quali l’uno lo specchio dell’altro. Barillari.