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Cinquanta

sfumature di
Mr Grey
LIBRO PRIMO

Capitolo 1
Domani borbotto, e congedo Claude Bastille che in
piedi sulla soglia del mio ufficio.
Questa settimana si gioca a golf, Grey?
Bastille fa un sorrisetto arrogante, ben sapendo che sul
campo da golf ha la vittoria assicurata. Gli lancio
unocchiataccia mentre si gira e se ne va. Le parole con
cui si accomiatato sono come sale su una ferita perch,
nonostante i miei eroici tentativi, stamattina in palestra il
mio personal trainer mi ha fatto un culo cos. Bastille
lunico che riesce a battermi e adesso vuole ci che gli
spetta sul campo da golf. Io odio il golf, ma si fanno
parecchi affari tra una buca e laltra e cos mi tocca
prendere lezioni da lui anche l e, per quanto detesti
ammetterlo, Bastille riuscito a migliorare un po il mio
gioco.
Mentre osservo lo skyline di Seattle, sono preso dalla
solita sensazione di tedio. Il mio umore spento e grigio
come il cielo l fuori. Le mie giornate si susseguono
uguali e ho bisogno di qualche diversivo. Ho lavorato
tutto il weekend e ora, chiuso nei confini del mio ufficio,
sono irrequieto. Non dovrei sentirmi cos, non dopo
parecchi round con Bastille. E invece Mincupisco. La
verit, e dovrebbe farmi riflettere, che lunica cosa che
ha acceso il mio interesse recentemente stata la
decisione di inviare due navi da carico in Sudan. E questo
mi fa venire in mente che Ros dovrebbe venire da me con
tutti i resoconti delloperazione. Che cosa diavolo la
trattiene? Deciso a capire a che gioco sta giocando, do

unocchiata alla mia agenda e allungo la mano verso il


telefono. Oh, no! Devo sorbirmi lintervista con
quellinsistente Miss Kavanagh per il giornale studentesco
della Washington State University. Ma perch cazzo ho
accettato? Io odio le interviste, una serie di domande
inutili da parte di idioti altrettanto inutili, male informati
e superficiali. Suona il telefono.
S rispondo seccamente ad Andrea, come se fosse
colpa sua. Perlomeno posso tentare di far s che sia
unintervista breve.
C Miss Anastasia Steele per lei, Mr Grey
Steele? Io stavo aspettando Katherine Kavanagh.
Qui c Miss Anastasia Steele, signore
Detesto gli imprevisti.
Falla entrare dico, brontolando. Mi rendo conto che
sembro un adolescente lunatico, ma non me ne frega un
cazzo.
Bene, bene Miss Kavanagh non disponibile.
Conosco suo padre, il proprietario della Kavanagh
Media. Abbiamo fatto qualche affare insieme, e mi
sembra un professionista accorto e un uomo razionale.
Ho concesso questa intervista per fargli un favore, un
favore che ho intenzione di farmi restituire un giorno o
laltro. E devo ammettere che ero anche un po incuriosito
da sua figlia, minteressava capire se la mela era caduta
lontano dallalbero oppure no.

Un certo scompiglio vicino alla porta mi fa alzare in


piedi, mentre un vortice di capelli castani, pelle chiara e
stivali marroni si tuffa a capofitto nel mio ufficio. Alzo gli
occhi al cielo e reprimo la naturale reazione di fastidio per
tanta goffaggine, mentre mi precipito verso la ragazza che
atterrata con mani e ginocchia sul pavimento. La
prendo per le spalle esili e la aiuto a rimettersi in piedi.
Due luminosi e imbarazzati occhi azzurri incontrano i
miei, ed io mi blocco di colpo. Sono di un colore
straordinario azzurri, ingenui e per un terribile
istante ho la sensazione che lei possa leggere dentro di
me. Mi sento esposto. Il pensiero minnervosisce. Ha un
viso minuto e delicato, e sta arrossendo, un innocente
rosa pallido. Per un secondo mi domando se tutta la sua
pelle sia cos perfetta e che aspetto potrebbe avere
una volta arrossata e scaldata dal morso di una verga.
Cazzo. Caccio i miei pensieri capricciosi, preoccupato
dalla direzione che stanno prendendo. A che cazzo stai
pensando, Grey? Questa ragazza troppo giovane.
Mi sta fissando a bocca aperta, e per poco non alzo di
nuovo gli occhi al cielo. S, s, piccola. solo un bel viso,
e la bellezza esteriore effimera. Voglio togliere quello
sguardo dimpudente ammirazione da quegli occhioni
azzurri. Si va in scena, Grey. Divertiamoci un po.
Miss Kavanagh. Sono Christian Grey. Va tutto bene?
Vuole sedersi?
Di nuovo quel rossore. Sono tornato padrone di me, e
mi metto a studiarla. molto attraente, con quellaria
maldestra. magra, pallida, con una criniera di capelli
color mogano a stento trattenuti da un elastico. Una
bruna. S, decisamente attraente.

Le porgo la mano e lei comincia a balbettare una


mortificata serie di scuse, mettendo la sua piccola mano
nella mia. Ha una pelle fresca e morbida, ma la sua stretta
di mano sorprendentemente decisa.
Miss Kavanagh indisposta, quindi ha mandato me.
Spero che non le dispiaccia, Mr Grey.
Ha una voce pacata, con una musicalit un po esitante.
Continua a sbattere le palpebre e le lunghe ciglia
ondeggiano sui grandi occhi azzurri. Non riesco a
trattenere un sorriso mentre ripenso al suo ingresso non
esattamente elegante nellufficio.
E lei ...?
Anastasia Steele. Studio letteratura inglese con Kate,
cio Katherine cio Miss Kavanagh, alla Washington
State University di Vancouver.
La classica studiosa timida e nervosa, eh? Ne ha tutta
laria: vestita in modo tremendo, nasconde la sua
corporatura magra sotto un maglioncino informe e una
gonna marrone a trapezio. Non ha il minimo gusto nel
vestire. Si guarda intorno con aria nervosa Noto con
divertita ironia che guarda ovunque ma non verso di me.
Come fa questa ragazza a essere una giornalista? Non ha
un briciolo di assertivit. Agitata, mansueta, mite
sottomessa. In modo affascinante. Scuoto la testa, un po
perplesso quando mi rendo conto della direzione presa
dai miei pensieri inopportuni.
Mormoro qualche banalit e la invito a sedersi, poi vedo
che osserva con occhio attento i quadri appesi alle pareti.
Prima di riuscire a fermarmi, mi trovo a illustrarglieli.

Un artista locale. Trouton.


Sono belli. Elevano lordinario a straordinario dice
lei con aria sognante, persa nella squisita fattura artistica
dei miei quadri.
Ha un bel profilo, naso allins, labbra morbide e
piene, e ha trovato le parole che rispecchiano esattamente
quello che sento io. Elevano lordinario a straordinario.
Unosservazione acuta. Miss Steele sveglia.
Le dico che sono daccordo e osservo il rossore che si fa
strada sul suo viso ancora una volta. Mi siedo di fronte a
lei e cerco di mettere un freno ai miei pensieri.
Tira fuori un foglio di carta stropicciato e un
registratore digitale da uno zainetto. Un registratore
digitale? Ma una volta non andavano in giro con i
registratori a cassette?
Cazzo, cos maldestra, fa cadere due volte quel dannato
aggeggio sul mio tavolino Bauhaus. ovvio che non ha
mai fatto niente del genere prima, ma per qualche motivo
che non riesco a spiegarmi trovo tutto piuttosto
divertente. Di solito questo tipo di goffaggine mi irrita
profondamente, mentre adesso cerco di nascondere il
sorriso dietro lindice e resisto alla tentazione di
metterglielo a posto io.
Mentre lei si agita sempre di pi, mi viene in mente che
potrei migliorare le sue capacit motorie con laiuto di un
frustino da equitazione. Usato come si deve, in grado di
rimettere in riga anche il soggetto pi recalcitrante.
Questo pensiero errante mi fa cambiare posizione sulla
poltrona. Lei mi guarda, e intanto si morde il labbro
inferiore. Cazzo! Come ho fatto a non accorgermi prima

di quella bocca?
M-mi scusi, non sono abituata a usare questo arnese
Lo vedo, piccola penso con ironia ma in questo
momento non me ne frega un cazzo, perch non riesco a
togliere gli occhi dalla tua bocca.
Si prenda tutto il tempo che le occorre, Miss Steele.
Ho bisogno di un altro momento per ordinare i miei
pensieri vagabondi. Grey, adesso basta. Stop.
Le dispiace se registro le sue risposte? mi chiede,
con unespressione candida e speranzosa.
Vorrei mettermi a ridere. Mio Dio!
Me lo chiede adesso, dopo aver tanto faticato per far
funzionare il registratore?
Sbatte le palpebre, e per un attimo ha uno sguardo
smarrito. Mi sento leggermente in colpa, un sentimento
che non mi familiare. Piantala di fare lo stronzo, Grey.
No, non mi dispiace mormoro, non volendo essere il
responsabile di quello sguardo.
Kate, voglio dire, Miss Kavanagh, le aveva spiegato a
cosa destinata questa intervista?
S. Apparir sul prossimo numero del giornale
studentesco, dato che alla cerimonia di questanno sar io
a consegnare i diplomi di laurea.

Perch cazzo avr accettato di farlo, non lo so. Sam,


laddetto alle pubbliche relazioni, sostiene che un
grande onore e che il dipartimento di Scienze Ambientali
di Vancouver ha bisogno di un po di pubblicit per
trovare ulteriori finanziamenti di entit pari alla
donazione fatta da me.
Miss Steele sbatte le palpebre e mi guarda di nuovo
con gli occhioni azzurri spalancati, come se le mie parole
fossero una sorpresa, e, cazzo sembra che disapprovi!
Ma non si documentata neanche un po prima di venire
qui? Queste cose dovrebbe saperle. Il pensiero mi raggela.
spiacevole, non certo ci che mi aspetto, n da lei n
da chiunque altro a cui concedo un po del mio tempo.
Bene. Avrei alcune domande da farle, Mr Grey.
Sinfila una ciocca ribelle dietro lorecchio,
distraendomi dalla sensazione di fastidio che ho provato.
Lo avevo intuito mormoro seccamente.
Mettiamola un po in imbarazzo. Compiacente al
punto giusto, comincia ad agitarsi, poi si riprende e
raddrizza le spalle esili. Si china in avanti, preme il
pulsante del registratore e si acciglia mentre abbassa lo
sguardo sui suoi appunti stropicciati.
Lei molto giovane per aver creato un simile impero.
A che cosa deve il suo successo?
Oh, Cristo! Sono sicuro che pu fare molto meglio di
cos. Che stupida domanda del cazzo. Neanche un briciolo

di originalit. veramente deludente. Tiro fuori la solita


risposta sul fatto che negli Stati Uniti ci sono persone
eccezionali che lavorano per me, persone in cui ripongo la
mia fiducia, che sono ben pagate, bla bla bla.
Ma, Miss Steele, la verit semplice: nel mio lavoro
sono un fottuto genio. Per me come bere un bicchier
dacqua. Acquisto societ in crisi e gestite male e le risano
o, se sono casi disperati, le spoglio di tutto quello che pu
valere qualcosa, rivendendolo poi al miglior offerente.
Bisogna solo saper distinguere tra i due casi, ed sempre
questione di chi si trova al comando. Per avere successo
negli affari c bisogno di gente in gamba, e io so
giudicare le persone meglio di chiunque altro.
Forse ha solo avuto fortuna osserva lei, con calma.
Fortuna? Ho un brivido di fastidio. Fortuna? Qui la
fortuna non centra un cazzo, Miss Steele. Ha unaria
tranquilla e senza pretese, e poi se ne esce con queste
osservazioni! Nessuno mi aveva mai fatto notare che
poteva essere una questione di fortuna. Lavorare sodo,
portare le persone dalla mia parte, tenerle docchio,
magari dar loro una seconda possibilit e, se non sono
allaltezza del compito, farle fuori senza piet. questo
quello che faccio, e lo faccio bene. La fortuna non centra
niente! Ma vaffanculo. Do sfoggio di erudizione tirando
fuori una citazione di uno dei miei industriali americani
preferiti.
Lei sembra un maniaco del controllo mi dice, e ha
unespressione assolutamente seria.
Ma come cazzo fa? Forse quegli occhioni innocenti
riescono davvero a leggere dentro di me. Controllo il

mio secondo nome. Le lancio unocchiataccia.


Oh, io esercito il controllo su tutto, Miss Steele.
E mi piacerebbe molto esercitarlo su di te, qui e
adesso. Lei spalanca gli occhi. Quel rossore cos attraente
le attraversa il viso unaltra volta e si morde di nuovo il
labbro. Comincio a divagare, cercando di distrarre
lattenzione dalla sua bocca.
Inoltre, se nelle proprie fantasie segrete ci si convince
di essere nati per dominare, si acquista un potere
immenso
Lei pensa di avere un potere immenso? mi chiede
con una voce sommessa e vellutata, ma al tempo stesso
inarca un sopracciglio, rivelando cos la propria
disapprovazione.
Sono sempre pi infastidito. Sta cercando
deliberatamente di provocarmi? Non capisco se mi fanno
incazzare di pi le sue domande o il suo atteggiamento o
il fatto di trovarla attraente.
Ho pi di quarantamila persone alle mie dipendenze,
Miss Steele. Questo mi d un certo senso di
responsabilit di potere, se preferisce. Se io dovessi
decidere che il settore delle telecomunicazioni non mi
interessa pi e che voglio vendere, ventimila persone
faticherebbero a pagare il mutuo dopo un mese o poco
pi
A questa risposta, rimane a bocca aperta. Comincia ad
andare meglio. Prendi e porta a casa, Miss Steele. Sento

che lequilibrio sta tornando.


Non ha un consiglio di amministrazione a cui
rispondere?
La societ di mia propriet. Non devo rispondere a
nessun consiglio dichiaro seccamente. Ma questo
dovrebbe saperlo. Alzo un sopracciglio con aria
interrogativa.
E ha qualche interesse, al di fuori del lavoro?
continua come se niente fosse, interpretando
correttamente la mia reazione. Sa che sono incazzato, e
per qualche inesplicabile motivo questo mi d un enorme
piacere.
Ho interessi molto vari, Miss Steele. Sorrido. Molto
vari.
Nella mia mente si affacciano immagini di lei nelle
posizioni pi diverse nella stanza dei giochi: incatenata
alla croce, a gambe e braccia spalancate sul letto, distesa
sulla panca pronta a essere frustata. Cazzo! Da dove
viene tutto ci? Ed ecco di nuovo quel rossore. come
un meccanismo di difesa. Datti una calmata, Grey.
Che cosa fa per rilassarsi?
Rilassarmi?
Sorrido. Quelle parole uscite dalla sua bocca
impudente suonano strane. E poi, quando mai ho tempo
per rilassarmi? Ha idea del numero di aziende che
controllo? Ma l che mi guarda con quegli ingenui

occhioni azzurri e mi sorprendo a riflettere sulla sua


domanda. Che cosa faccio per rilassarmi? Vado in barca a
vela, volo, scopo Metto alla prova i limiti delle ragazze
brune come lei, e le rimetto in riga Il pensiero mi
costringe a cambiare posizione sulla sedia, ma le rispondo
con calma, omettendo i miei due hobby preferiti.
Lei investe
esattamente?

nellattivit

industriale.

Perch,

La domanda mi riporta bruscamente al presente.


Mi piacciono le cose. Mi piace sapere come
funzionano: quali sono i loro ingranaggi, come costruirle
e smontarle. E ho una passione per le navi. Cosa posso
dire?
Distribuiscono cibo in giro per il mondo, prendono
cose da chi le ha e le portano a chi non ne ha, e poi
tornano e ricominciano daccapo. Che cosa c di male?
Sembra che sia il suo cuore a parlare, pi che la logica
o i fatti.
Il cuore? Io? Oh, no, piccola. Il mio cuore stato
massacrato fino a diventare irriconoscibile tanto tempo
fa.
possibile. Anche se certe persone direbbero che io
non ho un cuore.
Perch direbbero una cosa del genere?
Perch mi conoscono bene.

Le rivolgo un sorriso sarcastico. In realt nessuno mi


conosce cos bene, eccetto forse Elena. Mi chiedo che cosa
ne penserebbe della piccola Miss Steele. La ragazza un
groviglio
di
contraddizioni:
timida,
ansiosa,
evidentemente molto sveglia e arrapante da morire. S,
daccordo, lo ammetto, piuttosto gnocca. Fa la
domanda successiva senza leggerla.
I suoi amici direbbero che facile conoscerla?
Sono una persona molto riservata, Miss Steele. Faccio
di tutto per proteggere la mia privacy. Non rilascio molte
interviste Per fare le cose che faccio, per vivere la vita
che ho scelto, ho bisogno della mia privacy.
Perch ha accettato di rilasciare questa?
Perch sono uno dei finanziatori delluniversit, e a
dispetto dei miei sforzi non sono riuscito a togliermi di
torno Miss Kavanagh. Ha tormentato i miei addetti alle
pubbliche relazioni fino allesaurimento, e io ammiro
questo genere di tenacia Ma sono felice che sia venuta
tu e non lei.
Lei investe anche in tecnologie agricole. Perch le
interessa questo settore?
I soldi non si mangiano, Miss Steele, e troppe persone
su questo pianeta non hanno abbastanza da mangiare
La guardo negli occhi, impassibile.
Sembra molto filantropico. una cosa che la
appassiona sfamare i poveri del mondo?

Mi guarda con unespressione interrogativa, come se


fossi una specie di enigma da risolvere, ma non ho
assolutamente intenzione di permettere a quei begli
occhioni azzurri di sondare il buio della mia anima. Su
questo argomento non si discute. N ora n mai.
solo senso per gli affari
Mi stringo nelle spalle, affettando una certa noia, e mi
immagino di scopare quella dolcissima bocca per
distrarmi dai pensieri legati alla fame nel mondo. S,
quella bocca ha bisogno di un po di addestramento.
Questo s che un pensiero affascinante, e mi concedo di
immaginare questa ragazza in ginocchio davanti a me.
Lei ha una filosofia? Se s, quale? Unaltra domanda
fatta senza leggere.
Non ho una filosofia vera e propria. Forse un
principio guida, quello di Carnegie: Un uomo che
acquisisce la capacit di prendere pieno possesso della
propria mente in grado di prendere possesso di
qualsiasi altra cosa a cui abbia diritto. Sono un tipo
molto particolare, motivato. Mi piace avere il controllo, di
me stesso e di quelli che mi circondano.
Quindi vuole possedere le cose? I suoi occhi si
spalancano. Oh, s, piccola. Per esempio, te.
Voglio meritarne il possesso, ma s, alla fine, voglio
possederle
Lei sembra il consumatore ideale

La sua voce venata di disapprovazione, il che mi fa di


nuovo incazzare. Sembra una ragazzina ricca che ha
sempre avuto quello che voleva, ma dopo unocchiata pi
attenta ai suoi vestiti roba da grandi magazzini
capisco che non cos. Non cresciuta in una famiglia
ricca. Potrei davvero prendermi cura di te. Merda, e
questa idea da dove viene fuori? Anche se, ora che ci
penso, ho proprio bisogno di una nuova Sottomessa.
Dopo Susannah quanto tempo passato? Due mesi? Ed
eccomi a sbavare su questa brunetta. Sorrido, in fondo
sono daccordo con lei. Non c nulla di male nel
consumismo: dopotutto la forza che traina quel che
resta delleconomia americana.
Lei stato adottato. In quale misura ritiene che ci
abbia influenzato il suo modo di essere?
E questo che cazzo centra con il prezzo del petrolio?
La guardo malissimo. Che domanda ridicola. Se fosse
stato per la puttana drogata, probabilmente a questora
sarei morto. La liquido con una non risposta, tentando di
mantenere lo stesso tono di voce, ma lei continua a
pressarmi, vuole sapere quanti anni avevo al momento
delladozione. Tappale la bocca, Grey.
uninformazione di pubblico dominio, Miss Steele
La mia voce gelida. Dovrebbe sapere queste cose. Ora
ha unespressione contrita. Bene.
Ha dovuto sacrificare la vita familiare al lavoro.
Questa non una domanda rispondo seccamente.

Arrossisce di nuovo e si morde quel maledetto labbro.


Ma ha il buon gusto di scusarsi.
Ha dovuto sacrificare la vita familiare al lavoro?
Perch dovrei volere una cazzo di famiglia?
Io ho gi una famiglia. Un fratello, una sorella e due
genitori
amorevoli.
Non
minteressa
allargarla
ulteriormente.
Lei omosessuale, Mr Grey?
Ma che cazzo! Non riesco a credere che labbia detto
davvero. Ecco la tacita domanda che neanche la mia
famiglia ha il coraggio di fare, cosa che mi diverte
parecchio. Ma come osa? Devo combattere limpulso di
tirarla su da quel divano, mettermela di traverso sulle
ginocchia e sculacciarla a sangue. E poi scoparmela sulla
scrivania con le mani legate dietro la schiena.
Questo risponderebbe alla sua domanda. Ma quanto
frustrante questa femmina! Faccio un profondo respiro
per calmarmi. Con mio grande e vendicativo piacere,
sembra decisamente imbarazzata dalla sua stessa
domanda.
No, Anastasia, non lo sono. Alzo un sopracciglio, ma
mantengo unespressione impassibile. Anastasia. un
nome delizioso. Mi piace il modo in cui la mia lingua ci
gira intorno.
Le chiedo scusa. ecco scritto qui.

Si sistema nervosamente alcune ciocche dietro


lorecchio. Non conosce neanche le sue domande? Forse
non sono sue. Glielo chiedo, e lei impallidisce. Cazzo,
davvero molto attraente, di una bellezza sobria, quasi
reticente. Mi spingerei quasi a dire che stupenda.
Ehm no.
prepararle

stata

Kate,

Miss

Kavanagh,

Siete colleghe al giornale studentesco?


No, lei la mia coinquilina. Allora non c da
stupirsi che sia cos in confusione. Mi gratto il mento,
cercando di decidere se farle passare un brutto quarto
dora oppure no.
Si offerta lei di farmi questa intervista? le chiedo, e
sono subito premiato dalla sua espressione sottomessa:
occhi sgranati, nervosa per la mia reazione. Mi piace
leffetto che ho su di lei.
Sono stata reclutata allultimo. Kate non sta bene
Questo spiega molte cose.
Qualcuno bussa alla porta, e compare Andrea.
Mr Grey, mi scusi se la interrompo, ma il suo
prossimo appuntamento fra due minuti
Non abbiamo ancora finito, Andrea. Per favore,
annulla il prossimo appuntamento
Andrea esita, mi fissa a bocca aperta. Anchio la

guardo. Fuori! Subito! Sono occupato con la piccola Miss


Steele. Andrea diventa paonazza, ma si riprende subito.
Certo, Mr Grey dice, poi gira sui tacchi e ci lascia
soli.
Rivolgo di nuovo la mia attenzione allintrigante e
frustrante creatura seduta sul mio divano.
Dove eravamo, Miss Steele?
La prego, non voglio distoglierla dai suoi impegni.
Oh, no, piccola, adesso tocca a me. Voglio sapere se
c qualche segreto da scoprire dietro quegli occhi
meravigliosi.
Voglio sapere qualcosa di lei. Mi sembra doveroso.
Mentre mi appoggio allo schienale e mi porto le dita alle
labbra, i suoi occhi si fermano per un istante sulla mia
bocca e lei deglutisce. Ah, s, il solito effetto.
gratificante sapere che non completamente insensibile
al mio fascino.
Non c molto da sapere dice, arrossendo di nuovo.
La intimidisco. Ottimo!
Che progetti ha dopo la laurea?
Si stringe nelle spalle. Non ho fatto progetti, Mr Grey.
Per il momento, mi basta superare gli esami
Nella mia azienda abbiamo un ottimo programma di

stage Cazzo. Come mi saltato in testa di dirle una cosa


simile? Sto per rompere una delle regole fondamentali:
mai, mai scoparsi una dello staff. Ma, Grey, non ti stai
scopando questa ragazza. Lei ha laria sorpresa, e
affonda di nuovo i denti nel labbro. Ma perch cos
eccitante?
Me
lo
ricorder
mormora.
Poi,
come
soprappensiero, aggiunge: Anche se non sono certa di
essere adatta a questo posto
Perch diavolo non dovresti esserlo? Cosa c che non
va nella mia azienda?
Perch dice cos? chiedo.
ovvio, no?
Non per me. La sua risposta mi confonde. Mentre
prende il registratore di nuovo in confusione. Merda,
se ne sta andando. Ripasso mentalmente i miei impegni
del pomeriggio, non c nulla che non possa aspettare.
Vuole che le faccia fare un giro dellazienda?
Sono certa che lei molto impegnato, Mr Grey, e io
devo fare un lungo viaggio.
Deve tornare a Vancouver? Lancio unocchiata alla
finestra. Non un viaggio da poco, e ha cominciato a
piovere. Non dovrebbe guidare con questo tempo, ma non
posso proibirglielo.
Be, meglio che guidi con prudenza. Il mio tono

pi severo di quanto volessi. Lei armeggia con il


registratore. Vuole andarsene dal mio ufficio e, per
qualche ragione che non mi so spiegare, io non voglio che
se ne vada.
Ha ottenuto quello che le serviva? aggiungo,
nellassai trasparente tentativo di trattenerla.
S, signore mi risponde con calma.
La sua replica mi manda al tappeto il suono di quelle
due parole mentre escono da quella bocca impudente e
per un istante mimmagino di poter avere la sua bocca ai
miei ordini.
Grazie per lintervista, Mr Grey
stato un piacere rispondo, e sono sincero visto che
nessuno da tempo mi affascinava cos. La cosa mi turba.
Si alza e le tendo la mano, impaziente di toccarla.
Alla prossima, Miss Steele. Parlo a voce bassa
mentre lei mette la sua piccola mano nella mia. S, voglio
frustare e scopare questa ragazza nella mia stanza dei
giochi. La voglio legata che mi vuole, che ha bisogno di
me, che si fida di me. Deglutisco. Non succeder, Grey.
Mr Grey Annuisce e ritrae in fretta la mano. Troppo
in fretta.
Merda, non posso lasciarla andare via cos. ovvio
che non vede lora di andarsene. Lirritazione e
unilluminazione mi colpiscono simultaneamente mentre
le tengo aperta la porta per farla uscire.

Solo per assicurarmi che la oltrepassi indenne, Miss


Steele.
La battuta la fa arrossire, con quella deliziosa tonalit
rosata.
molto premuroso da parte sua, Mr Grey! risponde
piccata.
Miss Steele mostra i denti! Sogghigno dietro di lei
mentre esce, e la seguo. Sia Andrea sia Olivia mi
guardano sbalordite. S, s, sto solo accompagnando la
ragazza alluscita.
Ha un soprabito? le domando.
Una giacca
Rivolgo uno sguardo corrucciato a Olivia che, con il
suo sorriso affettato, si alza immediatamente per
recuperare una giacca blu marina. La prendo, e le ordino
con lo sguardo di rimettersi a sedere. Cazzo, Olivia
fastidiosa. Mi guarda per tutto il tempo con quella sua
aria trasognata.
Mmh, come pensavo, la giacca un capo da grandi
magazzini. Miss Anastasia Steele dovrebbe vestirsi
meglio. Gliela porgo e, mentre la aiuto a indossarla, le
tocco la pelle alla base del collo. Il contatto la fa irrigidire.
Impallidisce. S! Le ho fatto effetto. La consapevolezza
di ci estremamente piacevole. La accompagno
allascensore e premo il pulsante, mentre lei rimane al
mio fianco, nervosa. Saprei io come calmarti, piccola.

Le porte si aprono; lei entra in fretta e poi si gira.


Anastasia le mormoro congedandola.
Christian sussurra. Le porte dellascensore si
chiudono, lasciando il mio nome sospeso a mezzaria,
come un suono strano, sconosciuto, eppure sexy da
morire.
Cazzo, che cos stato? Devo saperne di pi su questa
ragazza.
Andrea grido, ritornando a grandi passi in ufficio.
Chiamami Welch, subito
Seduto alla scrivania mentre attendo la chiamata,
guardo i quadri alle pareti dellufficio e le parole di Miss
Steele mi risuonano nella mente: Elevano lordinario a
straordinario. Potrebbe benissimo aver descritto se
stessa. Sento suonare il telefono.
Mr Welch in linea
Passamelo
S, signore
Welch, ho bisogno di un controllo sul passato di una
persona

Capitolo 2
Anastasia Rose Steele
Data e luogo di nascita:

10 settembre
Washington

Indirizzo:

SW Green Street, 1114, scala 7,


Haven
Heights,
WA
98888
Vancouver

Telefono cellulare:

360.959.4352

N di previdenza sociale:

987-65-4320

Coordinate bancarie:

Wells Fargo Bank, WA, 98888,


Vancouver

Conto corrente n.

309361, saldo: 683,16 Dollari

Occupazione:

Studentessa universitaria non ancora


laureata
Facolt di Lettere e filosofia,
Washington
State
University,
Vancouver Indirizzo di studio:
Letteratura inglese

Media:

4,0

Precedente titolo di studio:

Scuola superiore di Montesano

Punteggio:

2150

Impiego attuale:

Ferramenta Clayton
NW Vancouver Drive,
Oregon (part-time)

Padre:

1989,

Montesano,

Portland,

Franklin A. Lambert (1 settembre


1969 11 settembre 1989)

Madre:

Carla May Wilks Adams (18 luglio


1970)
Sposata con:
Frank
Lambert
(data
matrimonio:1 marzo 1989, data
vedovanza: 11 settembre 1989)
Raymond
Steele
(data
matrimonio: 6 giugno 1990,
data divorzio: 12 luglio 2006)
Stephen M. Morton (data
matrimonio: 16 agosto 2006,
data divorzio: 31 gennaio 2007)
Robbin (Bob) Adams (data
matrimonio: 6 aprile 2009)

Orientamento politico:

Sconosciuto

Orientamento religioso:

Sconosciuto

Orientamento sessuale:

Sconosciuto

Relazioni sentimentali:

Nessuna al Momento

Sto leggendo il curriculum per la centesima volta da


quando lho ricevuto due giorni fa, cercando di scoprire
qualcosa di pi dellenigmatica Anastasia Rose Steele.
Dannazione, non riesco a togliermela dalla testa, e sto
seriamente iniziando a incazzarmi. Durante la settimana
appena trascorsa, nel corso di qualche riunione
particolarmente noiosa, mi sono sorpreso a rivivere
lintervista nella mente. Le sue dita che armeggiano con il
registratore, il modo in cui si sistemava i capelli dietro
lorecchio, labitudine di mordersi il labbro. S. Quella
dannata abitudine mi d ai nervi ogni volta.
E ora, eccomi qui, in macchina fuori da Clayton, il
modesto negozio di ferramenta alla periferia di Portland

in cui lei lavora. Sei un cretino, Grey. Perch sei venuto


qui? Sapevo che sarei arrivato a questo. Durante tutta la
settimana sapevo che avrei dovuto rivederla. Lo sapevo
da quando ha pronunciato il mio nome sullascensore ed
scomparsa nelle profondit delledificio in cui ha sede la
mia societ. Ho provato a resistere. Ho provato ad
aspettare cinque giorni, cinque fottuti giorni, per vedere
se lavrei dimenticata. Non sono abituato ad aspettare.
Odio aspettare in qualunque cosa.
Non ho mai inseguito una donna prima dora. Le donne
che ho avuto sapevano perfettamente che cosa volevo da
loro. Adesso temo che Miss Steele sia semplicemente
troppo giovane e che non sar interessata a ci che posso
offrirle no? Diventer mai una buona Sottomessa?
Scuoto la testa. C un solo modo per scoprirlo quindi
eccomi qui, come un coglione, in un parcheggio di
periferia nella zona pi desolata di Portland.
Dalle indagini che ho fatto fare su di lei non emerso
nulla di significativo, tranne lultima informazione, che
balzata in cima ai miei pensieri. per questo che sono
qui. Perch non sei fidanzata, Miss Steele?
Orientamento sessuale sconosciuto. Forse lesbica.
Sbuffo, pensando che sia improbabile. Mi ricordo la
domanda sullomosessualit che mi ha rivolto durante
lintervista, il suo profondo imbarazzo, e il modo in cui
arrossita, con la pelle che le diventava di un color rosa
pallido Sono ossessionato da questi pensieri ridicoli da
quando lho incontrata. Ecco perch sei qui. Non vedo
lora di rivederla: i suoi occhi azzurri mi perseguitano,
persino nei sogni.
Non ho parlato di lei a Flynn e sono contento di non
averlo fatto perch ora mi sto comportando come uno

stalker. Forse dovrei parlargliene. Alzo gli occhi al cielo:


non voglio che lui mi perseguiti con lennesima cazzata
orientata alla soluzione. Voglio solo distrarmi e, ora
come ora, lunica distrazione che vorrei lavorare come
commesso in un negozio di ferramenta.
Sei arrivato fin qui. Vediamo se Miss Steele
affascinante come te la ricordi. Inizia lo spettacolo, Grey.
Scendo dalla macchina e attraverso il parcheggio, diretto
allingresso. Un campanello emette una nota elettronica
monocorde quando entro. Il negozio molto pi grande
di quanto sembra da fuori e anche se quasi lora di
pranzo tranquillo, per essere sabato. Ci sono corsie su
corsie della solita roba che ci si aspetta di trovare in un
posto del genere. Ho dimenticato le possibilit che un
negozio di ferramenta pu offrire a uno come me.
Compro quasi sempre online, ma, gi che sono qui, forse
posso fare scorta di alcune cose. Velcro, anelli
portachiavi s! Trover quella deliziosa Miss Steele e mi
divertir un po.
Ci vogliono tre secondi per individuarla. seduta
dietro la cassa, osserva lo schermo del computer e sta
mangiando qualcosa: un bagel. Soprappensiero, si toglie
con le dita una briciola dallangolo delle labbra, se la
mette in bocca e si succhia il dito. Il mio uccello ha un
fremito. Merda! Non sono mica un ragazzino, no?
dannatamente irritante. Forse questa reazione da
adolescente smetter se la lego, la scopo e la frusto e
non necessariamente in questordine. S. Devo proprio
fare cos. totalmente assorbita nel suo lavoro e cos ho
lopportunit di studiarla bene. Pensieri lascivi a parte,
attraente, molto attraente. Me la ricordavo bene.

Alza lo guardo e si blocca, inchiodandomi con quei suoi


occhi intelligenti e acuti, di quel meraviglioso azzurro che
sembra scavarmi dentro. sconcertante come la prima
volta che lho incontrata. Rimane a fissarmi, piuttosto
sbalordita, e non so se la reazione sia buona o cattiva.
Miss Steele. Che piacevole sorpresa
Mr Grey mormora, ansimante e confusa. Ah la
reazione buona.
Passavo di qua. Ho bisogno di fare qualche acquisto.
un piacere rivederla, Miss Steele
Un vero piacere. Indossa una T-shirt attillata e i
jeans, non quegli abiti informi che aveva la prima volta.
Ha le gambe lunghe, la vita sottile, e due tette perfette.
Continua a fissarmi a bocca aperta e devo combattere
contro il pressante desiderio di avvicinarmi e metterle un
dito sotto al mento per farle chiudere la bocca. Sono
venuto in elicottero da Seattle solo per vederti e, per il
modo in cui mi stai guardando, direi che ne valsa la
pena.
Ana. Mi chiamo Ana. Come posso aiutarla, Mr Grey?
Fa un respiro profondo, raddrizza le spalle come ha
fatto durante lintervista e mi rivolge un sorriso di
cortesia, di quelli che, ne sono certo, riserva ai clienti.
Inizia il gioco, Miss Steele.
Mi servono un paio di cose. Tanto per cominciare,
vorrei delle fascette stringi cavo

Lei schiude le labbra e inspira bruscamente.


Ti stupiresti vedendo quello che sono in grado di fare
con qualche fascetta, Miss Steele.
Ne abbiamo di diverse lunghezze. Vuole che gliele
faccia vedere?
Grazie, Miss Steele, la seguo
Esce da dietro il bancone e indica con la mano una
delle corsie. Indossa scarpe da ginnastica Converse. Mi
chiedo oziosamente come starebbe con un paio di scarpe
con i tacchi vertiginosi. Louboutin, ovviamente.
Si trovano nel reparto materiale elettrico, scaffale
otto dice, esitante, mentre arrossisce di nuovo.
Le faccio effetto. E nel cuore nasce un po di
speranza. Non lesbica, allora penso con un sorrisetto
malizioso.
Dopo di lei mormoro, e con la mano le indico di
farmi strada.
Facendola camminare davanti, ho il tempo e lo spazio
per ammirare il suo culo fantastico. Ha davvero tutto:
dolce, educata e attraente, con tutte le caratteristiche
fisiche che apprezzo in una Sottomessa. Ma la domanda
da un milione di dollari : pu diventare una Sottomessa?
Probabilmente non sa nulla di questo stile di vita, del mio
stile di vita, ma non vedo lora di farglielo conoscere. Stai
correndo decisamente troppo, Grey.

a Portland per affari? chiede, interrompendo i


miei pensieri.
Parla a voce alta e sta cercando di mostrarsi
noncurante. Mi fa venir voglia di sorridere, il che
tonificante. Raramente le donne mi fanno sorridere.
Ero in visita al dipartimento di agraria della
Washington State University. Ha sede a Vancouver
mento. In realt sono qui per vederti, Miss Steele.
Arrossisce e mi sento una merda.
Sto finanziando alcune ricerche sulla rotazione delle
colture e sulla micro morfologia del suolo Questo,
almeno, vero.
Fa tutto parte del suo piano per sfamare il mondo?
Le sue labbra si piegano in un mezzo sorriso.
Qualcosa del genere mormoro. Sta ridendo di me?
Se cos, mi piacerebbe tanto farla smettere. Ma come
cominciare?
Forse con una cena, invece che con il solito colloquio
Sarebbe davvero una novit portare una candidata
Sottomessa fuori a cena.
Arriviamo allo scaffale delle fascette, disposte per
lunghezza e per colore. Soprappensiero, faccio scorrere le
dita sulle varie confezioni. Potrei semplicemente
chiederle se viene a cena con me. Come se fosse un
appuntamento? Ci verrebbe? La sbircio, e vedo che si sta

fissando le dita intrecciate. Non riesce a guardarmi negli


occhi Promette bene. Scelgo le fascette pi lunghe.
Dopotutto sono le pi flessibili: possono contenere due
caviglie e due polsi in un colpo solo.
Queste
arrossisce.

dovrebbero

andare

mormoro,

lei

Le serve altro? chiede prontamente: o molto


professionale o vuole farmi uscire in fretta dal negozio.
Non saprei.
Vorrei del nastro adesivo di carta
Deve imbiancare?
Mi viene da sbuffare, ma mi contengo.
No, niente del genere. Non prendo in mano un
pennello da un sacco di tempo. Al pensiero mi viene da
sorridere; ho a chi delegare tutti questi lavoretti.
Da questa parte mormora, e pare imbarazzata. Il
nastro adesivo di carta nel reparto vernici
Dai, Grey. Non hai molto tempo. Falla parlare un po.
da molto che lavora qui?
Ovviamente conosco gi la risposta. A differenza di
altri, faccio tutte le ricerche del caso. Lei arrossisce di
nuovo: accidenti, com timida! Non ho la bench
minima speranza. Si gira velocemente e percorre la
corsia verso il reparto con il cartello vernici. La seguo con

impazienza. Che cosa sono diventato? Un fottuto


cagnolino?
Quattro anni mormora, mentre arriviamo al nastro
adesivo. Si china e ne prende due rotoli, di formato
diverso.
Va bene questo dico. Il nastro pi grande molto
pi efficace per tappare la bocca. Mentre me lo passa, le
punte delle nostre dita si toccano per un attimo. Leco di
quel contatto mi si riverbera nellinguine.
Impallidisce. Qualcosaltro? mi chiede con voce roca
e affannosa.
Cazzo, le faccio lo stesso effetto che lei fa a me.
Forse
Un po di corda, direi.
Di qua. Percorre la corsia a passo veloce, dandomi
unaltra possibilit di apprezzare il suo bel culo.
Che tipo di corda le serve? Abbiamo quella sintetica e
quella in fibre naturali lo spago il fil di ferro
Merdapiantala! Gemo silenziosamente, cercando di
scacciare limmagine di Ana sospesa al soffitto della mia
stanza dei giochi.
Prendo cinque metri di quella in fibra naturale.
pi ruvida e fa pi attrito sulla pelle quando una
cerca di liberarsi il tipo di corda che preferisco.

Le tremano leggermente le mani, ma riesce a


misurarne cinque metri con molta professionalit. Tira
fuori un coltellino dalla tasca posteriore dei jeans, taglia
la corda con un gesto rapido, la arrotola con precisione e
la lega con un nodo scorsoio. Notevole.
Era negli scout?
Le attivit di gruppo organizzate non sono la mia
passione, Mr Grey
Qual la sua passione, Anastasia? La guardo negli
occhi e, mentre la fisso, le si restringono le pupille. S!
I libri sussurra.
Che genere di libri?
Oh, le solite cose. I classici. Soprattutto letteratura
inglese
Classici inglesi? Bront e Austen, scommetto. Tutte
quelle romanticherie sdolcinate. Cazzo, cos non va.
Le serve altro?
Non so. Cosa mi consiglia? Voglio vedere come
reagisce.
Per il bricolage? mi chiede sorpresa.
Mi viene da ridere. Tesoro, il bricolage non la mia
passione. Annuisco, soffocando lilarit. I suoi occhi

guizzano sul mio corpo, e mi irrigidisco. Mi sta


osservando attentamente!
Tute da lavoro spara.
la cosa pi inattesa che sia sfuggita da quella bocca
dolce e intelligente, da quando mi ha chiesto se sono
omosessuale.
Non vorr rovinarsi i vestiti e indica i jeans, di
nuovo imbarazzata.
Non ce la faccio a trattenermi. Posso sempre
togliermeli
Ah. Diventa rossa come un peperone e fissa il
pavimento.
Prender qualche tuta. Dio non voglia che rovini i
miei vestiti mormoro, per toglierla dallimbarazzo.
Senza dire una parola, si gira e percorre a grandi passi la
corsia, e ancora una volta seguo la sua scia eccitante.
A posto cos? dice, senza fiato, passandomi un paio
di tute blu. mortificata, tiene gli occhi ancora piantati a
terra, e le guance sono sempre rosse. Cristo, che effetto
mi fa!
Come sta venendo larticolo? le chiedo, sperando
che si rilassi un po.
Alza lo sguardo, e mi fa un breve sorriso sollevato. Era
ora!

Non lo sto scrivendo io, ma Katherine. Miss


Kavanagh. La mia coinquilina, lei la giornalista.
soddisfatta di come sta venendo. il direttore del
giornale, ed era molto avvilita di non averla potuta
intervistare personalmente.
la frase pi lunga che ha pronunciato da quando ci
conosciamo, e sta parlando di qualcun altro, non di se
stessa. Interessante. Prima che io possa intervenire,
aggiunge:
Le dispiace solo di non avere sue foto
La tenace Miss Kavanagh vuole le fotografie. Le solite
foto posate a scopo pubblicitario, eh? Gliele posso
concedere. Mi permetteranno di trascorrere un po di
tempo in pi con la deliziosa Miss Steele.
Che genere di foto vorrebbe?
Mi guarda per un attimo, poi scuote la testa.
Be, io sono in zona. Domani, magari
Posso rimanere a Portland. Lavorare dallalbergo,
magari da una camera allHeathman. Dovr farmi
raggiungere da Taylor, per farmi portare il computer e
qualcosa da mettermi. Oppure da Elliot, a meno che non
sia in giro a cazzeggiare, che il suo passatempo abituale
nei fine settimana.
Sarebbe disponibile a posare per un servizio
fotografico? Non riesce a nascondere la sorpresa.

Annuisco brevemente. Saresti stupita da quello che


potrei fare per trascorrere pi tempo con te, Miss Steele.
In realt, sono stupito anchio.
Kate ne sarebbe entusiasta sempre che riusciamo a
trovare un fotografo. Sorride e il suo volto si illumina
come unalba estiva. Mi lascia senza fiato.
Mi faccia sapere per domani Tiro fuori il portafoglio.
Ecco il mio biglietto da visita. C anche il mio
numero di cellulare. Mi chiami prima delle dieci del
mattino
Se non lo far, ritorner a Seattle e mi dimenticher di
questa rischiosa, stupida avventura. Al solo pensiero mi
deprimo.
Okay e continua a sorridere.
Ana! Ci giriamo entrambi mentre un giovane, vestito
con abiti casual ma costosi, si materializza in fondo alla
corsia. tutto un fottuto sorriso per Miss Anastasia
Steele. Chi cazzo questo coglione?
Ehm, mi scusi un secondo, Mr Grey.
Lo raggiunge e il coglione la abbraccia con una mossa
scimmiesca. Mi si gela il sangue: una reazione istintiva.
Tira gi quelle zampacce da lei. Stringo i pugni e mi
calmo un po quando vedo che lei non fa cenno di
restituirgli labbraccio. Iniziano a conversare. Merda,
forse le informazioni di Welch erano sbagliate. Forse
questo tipo il suo fidanzato. Sembra dellet giusta, e

non riesce a toglierle di dosso i suoi piccoli occhi bramosi.


La scosta da s per un attimo, esaminandola, ma le tiene
un braccio sulla spalla. una mossa apparentemente
casuale, ma io so che cos sta rivendicando il possesso e
mi sta dicendo di fare marcia indietro. Lei sembra
imbarazzata, e sposta il peso da una gamba allaltra.
Merda. Dovrei andarmene. Poi gli dice qualcosaltro e si
muove con lui verso di me, tenendolo per un braccio, non
per mano. chiaro che non stanno insieme. Meno
male.
Ehm, Paul, ti presento Christian Grey. Mr Grey, Paul
Clayton. Suo fratello il proprietario del negozio. Mi
guarda in un modo strano, che non riesco a decifrare, e
continua: Conosco Paul da quando lavoro qui, anche se
non ci vediamo spesso. appena tornato da Princeton,
dove studia gestione aziendale.
il fratello del capo, non il fidanzato. Il sollievo che
provo, molto superiore al previsto, mi fa aggrottare le
sopracciglia. Questa donna ha proprio fatto colpo su di
me.
Mr Clayton dico con tono volutamente freddo.
Mr Grey. La sua stretta di mano molle. Coglione
untuoso.
Aspetti un attimoquel Christian Grey? Della Grey
Enterprises Holdings?
In men che non si dica assisto alla sua trasformazione:
da padrone di casa diventato uno zerbino. S, sono io,
cretino.

Wow Posso fare qualcosa per lei?


Ha gi provveduto Anastasia, Mr Clayton. stata
molto premurosa. E ora togliti dalle palle.
Ottimo mi dice con esagerato
spalancando gli occhi con deferenza.

entusiasmo,

Ci vediamo dopo, Ana


Certo, Paul dice. E lui si allontana con flemma,
grazie al cielo. Lo vedo scomparire nel retro.
Le serve altro, Mr Grey?
Solo queste cose mormoro.
Merda, ho perso tempo e non so ancora se la rivedr.
Devo sapere se c una minima speranza che possa
interessarle quello che ho in mente. Come faccio a
chiederglielo? Sono pronto ad affrontare una nuova
Sottomessa, totalmente inesperta? Dovr addestrarla per
bene. Gemo silenziosamente, pensando a tutte le
possibilit interessanti che la situazione comporterebbe
Cazzo, sarebbe met del divertimento. Le interesser?
Oppure ho frainteso tutto?
Ritorna alla cassa e batte i miei acquisti, tenendo gli
occhi bassi per tutto il tempo. Guardami, dannazione!
Voglio rivedere i suoi meravigliosi occhi azzurri e sondare
i suoi pensieri. Finalmente alza lo sguardo.
Sono quarantatr dollari.

Tutto qui?
Vuole un sacchetto? mi chiede, ritornando in
modalit commessa mentre le passo la carta di credito.
S, grazie, Anastasia. Accarezzo il suo nome un
nome bellissimo per una fanciulla bellissima
assaporandolo sulla lingua.
Veloce ed efficiente, mette i miei acquisti nel sacchetto.
tutto. Devo andare.
Mi chiamer se vorr fare il servizio fotografico?
Annuisce e mi restituisce la carta.
Bene. A domani, forse. Non posso andarmene via
cos. Devo farle capire che mi interessa.
Ah e Anastasia, sono felice che Miss Kavanagh
non abbia potuto fare lintervista. Deliziato dalla sua
espressione stupita, mi metto il sacchetto in spalla ed
esco lentamente dal negozio. S, contro ogni buonsenso,
la voglio. Ora devo aspettare. Una fottuta attesa. Di
nuovo.

Capitolo 3
Fisso da qualche minuto i dati dellultima spedizione,
sullo schermo del mio computer. Sono costretto a
rileggerli pi volte prima di riuscire ad afferrarli
completamente. Sono al buio, seduto alla scrivania della
mia suite, allHeathman Hotel di Portland.
Invano cerco di concentrarmi sulla marea di cifre che ho
davanti e sulle quali dovrei redigere un accurato rapporto
costi/guadagni. Tuttavia il mio cervello si ostina a
ripropormi sempre la stessa immagine. La dolce Miss
Steele e il nostro breve incontro di oggi. Ti stai fottendo il
cervello, Grey. Scuoto la testa e sospiro pesantemente.
Preferirei fottermi lei piuttosto. Solo per provare il
piacere di entrarle dentro o di vederla contorcersi sotto i
colpi della mia frusta. Chiudo gli occhi, perdendomi
nellimmagine di lei in ginocchio davanti a me, con le
mani legate saldamente dietro la sua candida schiena,
intenta a succhiare il mio uccello come oggi succhiava
quel dito. Il ricordo delle sue labbra unossessione. Cosa
non farei a quella dolcissima bocca. Per fortuna lo squillo
del telefono mi riporta alla realt, nelloscurit della suite
in cui alloggio, perch oggi non ho saputo resistere alla
tentazione di vedere la brunetta che da cinque giorni d il
tormento alla mia mente. Sei un fottuto stalker, Grey.
Si, lo so. Al diavolo!. Guardo velocemente il numero e
non lo riconosco. Rispondo seccamente, infastidito da
quellinterruzione al mio piacevole flusso di pensieri.
Pronto?
EhmMr Grey? Sono Anastasia Steele

Mi alzo dalla sedia, di scatto. Cazzo, lei! Sembra


assurdo, ma il cuore smette di battere per qualche
secondo. Poi riprende il suo ritmo a velocit folle. Che
cazzo mi sta succedendo? Mi riprendo quasi subito, per
fortuna.
Miss Steele, che piacere sentirla!
Mi rendo conto da solo che la mia voce si
trasformata. Sono davvero felice di sentirla e non riesco a
nasconderlo. Sinceramente non ero sicuro che mi
chiamasse, anche se speravo che quellinsistente di Miss
Kavanagh non si lasciasse sfuggire la ghiotta opportunit
che le ho praticamente offerto su un piatto dargento.
Miss Steele sembra molto imbarazzata, a stento
percepisco il suo respiro al telefono.
Dunque vorremmo procedere con il servizio
fotografico per larticolo
Si ferma per un attimo e sento un sonoro sospiro.
Sembra stia rilasciando tutto il fiato che tratteneva,
evidentemente, da qualche minuto. Leffetto che ho su di
lei mi gratifica. Sorrido a me stesso, compiaciuto,
rimanendo in silenzio ad ascoltarla.
Domani, se per lei va bene. Dove le farebbe comodo?
Lascio passare giusto qualche secondo prima di
rispondere. Mi diverte sentirla cos imbarazzata, con la
voce tremante. Per me.
Alloggio allHeathman di Portland le dico poi,

cercando di frenare la sua ansia per lattesa, percepibile


anche a distanza. Facciamo domattina qui alle nove e
mezzo?
Odio i servizi fotografici, ma per te, Miss Steele, questo
e altro. Hai davvero pensato questo, Grey?. Si, lho
fatto. Scaccio velocemente via il pensiero che sarei in
grado di fare davvero questo e altro per quella minuta
ragazzina allaltro capo del telefono.
Perfetto, ci vediamo l
La sua voce tradisce tutta la tensione e lagitazione che
in questo momento la divorano. Questa donna mi vuole.
Lo sento, lo percepisco. E io voglio lei. Legata,
ammanettata, in ginocchio, appesa alla mia croce di
legno, completamente esposta ai miei pi reconditi ed
oscuri desideri. Non puoi nemmeno immaginare in
quanti e quali modi riuscirei a farti ansimare ancora di
pi, Miss Steele. Mi rendo conto che sono agitato
anchio. Sto nervosamente passeggiando avanti e indietro
per la stanza, senza trovare pace. In realt non so cosa
riesca a trattenermi, fortunatamente, dal mettermi in
macchina e presentarmi da lei per far passare ad
entrambi questa agitazione. Non perdere il controllo,
Grey. Non ancora il momento. Sorrido.
Non vedo lora, Miss Steele
E non mi riferisco di certo al servizio fotografico. Sento
dal suo respiro, quasi spezzato, che riesce a percepire la
malizia nelle mie parole. Riattacca e mi lascia stranito.
Poggio distrattamente il Blackberry sulla scrivania,
accanto al computer acceso, e mi dirigo in camera da

letto. Domani la rivedr. Ok, ho bisogno di una doccia.


Possibilmente fredda. assurdo come una semplice
telefonata scateni in me un tumulto di sensazioni strane.
Nuove direi. Non sono mai stato cos prima. Mai. Mi
sento eccitato, quasi felice. Solo per il fatto di aver
ricevuto una sua telefonata. E la desidero, la voglio. Dio,
non ho mai voluto niente con tanta forza!. Questo
pensiero mi colpisce e mi spaventa, mentre mi spoglio. Lo
specchio dinnanzi a me mi restituisce un immagine che
vorrei non vedere. Osservo il mio corpo devastato.
Riflette quello che sono. Esattamente quello che sono. Un
pensiero lancinante mi attraversa la testa come un lampo.
Lei potrebbe volere tutto questo? Potrebbe essere una
Sottomessa pronta a darmi quello che voglio? cos
ingenua, dolce, bella, sexy da morire. E maledettamente
irritante a volte. Sospiro, sorridendo amaro. Forse sono io
a non meritarla. Forse loscurit della mia anima non fa
per lei. Avresti dovuto lasciarla in pace, Grey. Scuoto la
testa, come se questo servisse a scacciare via tutti i miei
pensieri, e mi infilo sotto la doccia. Lacqua tiepida mi
scivola sul corpo. una sensazione davvero piacevole.
Vorrei che potesse lavare via anche le tenebre che mi
trascino dietro da una vita. Tutto il dolore, tutta la paura,
la sofferenza, la fame. Tutta la devastazione e la
sensazione brutale della morte che ho incisa nella mia
mente. Come un marchio a fuoco. Mi tiro indietro i
capelli bagnati con una mano. Ho bisogno di distrarmi. Il
pensiero della splendida Miss Steele si insinua di nuovo
nella mia mente, irriverente come lei. Ricordo le sue
parole durante lintervista. Sembra un maniaco del
controllo, ha avuto solo fortunaLei omosessuale, Mr
Grey?. Nessuna donna ha mai osato sfidarmi tanto.
Faccio un sorriso sbilenco, sbirciando il mio uccello che si
appena rianimato al solo pensiero di Anastasia Steele.

Lei mi eccita. La sua sfida nei mie confronti mi eccita. La


mano destra scivola sul mio membro eretto, stringendolo.
Chiudo gli occhi ed inizio ad accarezzarmi piano,
pensando che potrebbe essere lei a farlo. O, meglio
ancora, la sua bocca. Sono fottutamente perso di quelle
bellissime labbra. La voglio. Voglio zittire quella sua
particolare impertinenza scopando le sua dolcissima
bocca rosea. Lo voglio ossessivamente da quando mi ha
chiesto se fossi gay. O forse ancora prima. Da quando
inciampata nel tuo ufficio. Il pensiero di averla in
ginocchio davanti a me, con il mio uccello tra le labbra,
mentre le stringo forte quei meravigliosi capelli castani,
mi basta per oltrepassare il limite.
Cazzo!.
Raggiungo un poderoso orgasmo che mi svuota
completamente. Appoggio le mani alle piastrelle fredde,
mentre lentamente scivolo in ginocchio nella doccia.
Sento il mio respiro calmarsi a poco a poco. Percepisco
solo il rumore dellacqua, che continua a scendere su di
me. Cosa diavolo avr di speciale questa Miss Steele, da
ridurmi in questo stato? Sar il fatto che non scopo da un
po, ma non mi era mai successa una cosa del genere. Mai.
Nessuna donna mi ha mai eccitato in questo modo folle.
Aggrotto la fronte a quel pensiero e lentamente recupero
le mie forze ed esco dalla doccia. Prendo un asciugamano
e me lo avvolgo intorno alla vita, tornando in camera. Mi
asciugo velocemente i capelli e mi infilo i pantaloni del
pigiama. Prima di mettermi a letto spengo il portatile e
prendo il Blackberry. Invio un messaggio a mio fratello,
chiedendogli di raggiungermi a Portland, domani
pomeriggio, per portarmi tutto quello che mi serve per
lavorare. Trenta secondi pi tardi lo schermo del mio

telefono sillumina. Il laconico


Ok, fratello!

mi fa sorridere. Scuoto la testa e mi metto a letto.


Rimango per un po ad osservare il soffitto. Il pensiero di
posare plasticamente e sorridere a comando, domattina,
non mi entusiasma per niente, devo ammetterlo. Odio
queste cose. Ma lunica opportunit che ho per
rivederla. In fondo sono stato io a proporglielo. Mi giro e
mi rigiro nel letto, fino a che, lentamente e con molta
fatica, riesco finalmente ad addormentarmi. Ma un paio
di occhi azzurri, intensi, e il ricordo di quelle dolci labbra
tornano insistentemente a farmi visita durante le poche
ore di sonno che mi concedo.
La sveglia si accende allimprovviso, ricordandomi che
sono le 7.30 e devo alzarmi se voglio essere pronto in
tempo per il servizio fotografico. In realt sono sveglio da
quasi tre ore, con unagitazione che mi divora lo stomaco.
Christian Grey dilaniato dallansia?. Anche il mio
cervello mi prende in giro. Andiamo bene. Mentre mi
alzo, ripenso a stanotte. Era da un po che i miei incubi
non mi lasciavano in pace. E ora, il pensiero di Anastasia
ha fatto il miracolo. Niente cinghia, niente dolore, niente
fame stanotte. Nessuno ha scovato il mio nascondiglio
sotto al tavolo, nessuno mi ha torturato. Nessun odore
nauseante di bourbon e sigarette. Nessuna mamma
indifferente che lascia il proprio figlio nelle mani di un
mostro. Solo occhi azzurri, labbra rosee e pelle candida,
perfetta. Solo Anastasia. Scuoto la testa e sorrido, anzi
rido di me stesso. Non sono abituato a provare queste
cose. Cazzo, Grey, devi scoparti quella ragazza e farti
passare alla svelta questa sensazione. S, ecco quello che

devo fare. Prima di andare a farmi la doccia, ordino la


mia colazione. Quaranta minuti pi tardi mi siedo a
tavola per gustare la mia omelette di albumi e il mio
succo darancia. Ho optato per un look non troppo
elegante. Camicia bianca di lino e pantaloni grigi di
flanella. Mi sento stranamente riposato, nonostante abbia
dormito per un numero esiguo di ore. La mancanza di
incubi mi ha completamente rigenerato. Anastasia Steele
ti ha rigenerato. Ed ecco che lansia torna a farsi sentire.
Cerco di metterla da parte. Apro il giornale e mi dedico
alla mia colazione. Sono le nove e quindici minuti quando
Taylor mi avvisa che sono atteso in una delle altre suite
dellalbergo. Ci siamo. Chiudo con cura il giornale,
prendo il mio Blackberry e mi avvio verso colei che, da
giorni, tiene vivo me e costante la mia erezione.
In perfetto orario, come dabitudine, faccio il mio
trionfale ingresso nella suite allestita per il servizio
fotografico, accompagnato da Taylor, il mio fedele
collaboratore, colui che da quattro anni diventato
praticamente la mia ombra. A volte non so cosa farei
senza di lui. Incrocio quasi subito lo sguardo ammirato di
Miss Steele, mentre Taylor si ferma in un angolo, discreto
come sempre. Mi osserva a bocca aperta, come se volesse
bere la mia immagine.
Miss Steele, ci incontriamo di nuovo
Le tendo la mano, con un sorriso compiaciuto, mentre
lei la stringe prontamente. Il desiderio di entrambi si
riverbera completamente in quel tocco. la stessa
sensazione che ho provato quel giorno nel mio ufficio,
prima ancora di conoscerla. I suoi occhi mi avevano gi
stregato. Lei continua a fissarmi, mentre il suo respiro

cambia, diventando pi affannoso, eccitato e sexy da


morire. Merda!. Per fortuna che i pantaloni di flanella
nascondono la consueta erezione che accompagna la sola
vista di questa ragazza. Le d una rapida occhiata. Ancora
blue jeans. Coshai contro le gonne, Miss Steele?.
Metterebbero in risalto le sue splendide gambe. Sarei
davvero curioso di vederla con qualcosa di diverso, di pi
sexy. Magari con addosso solo della preziosa biancheria
di ottima fattura. O, magari, assolutamente niente.
Allimprovviso Anastasia sembra risvegliarsi e ricordarsi
degli altri presenti in camera, riportandomi indietro con
lei da quel magico torpore in cui ceravamo persi.
Mr Grey, le presento Katherine Kavanagh.
Il suo imbarazzo tradisce i suoi pensieri,
evidentemente non molto differenti dai miei, mentre mi
indica la sua amica. Dalla sua destra si fa avanti una
ragazza alta, con i capelli di uno strano colore rossastro.
bella, ma nulla in confronto ad Anastasia. Avanza con
passo deciso, spavalda, trasudando sicurezza da tutti i
pori. Le due ragazze che ho di fronte sono talmente
diverse che anche un cieco lo noterebbe. E in questo
momento ringrazio Dio che sia stata Anastasia ad entrare
nel mio ufficio e non la sua amica.
La tenace Miss Kavanagh. un piacere. Le stringo la
mano, sorridendole educatamente, mentre lei ricambia
con forza. Spero che si sia ripresa. Anastasia mi ha detto
che la scorsa settimana stata male
Sto bene, grazie, Mr Grey
Miss Kavanagh mi scruta con attenzione, ma non si

scompone. Una delle poche donne che non mi sbava


addosso. Ne sono decisamente sollevato.
La ringrazio per aver trovato il tempo di fare questo
servizio fotografico dice, con un sorriso cortese e
professionale.
un piacere
Rispondo a lei, ma guardo Anastasia che arrossisce
fino al midollo. Accendendo di nuovo la mia eccitazione.
Voglio che si renda davvero conto che se sono qui, ad
aspettare di farmi fotografare in pose ridicole, solo per
lei. Il mio uccello freme di nuovo. Cazzo, Grey! Datti una
bella calmata. Anastasia continua le presentazioni.
Questo Jos Rodriguez, il nostro fotografo
Mi indica un giovane ragazzone, dai tratti latini, che,
dietro di lei, armeggia con una macchina fotografica. Gli
sorride teneramente e lui contraccambia in modo
affettuoso. Troppo affettuoso per essere solo un amico. Li
scruto attentamente. Ti prego Miss Steele. Non dirmi
che questo figlio di puttana il tuo fidanzato!.
Istintivamente vorrei spaccargli la faccia. Purtroppo
posso solo limitarmi a guardarlo con gelido disprezzo
mentre, rispondo al suo saluto. Fidanzato o meno, ti
conviene staccare i tuoi artigli dalla piccola brunetta, Jos
Rodriguez o come cazzo ti chiami. Lei mia. O meglio, lo
sar presto.
Dove vuole che mi metta? gli chiedo, senza
preoccuparmi di nascondere la mia stizza.

Non me ne fotte un cazzo delleducazione, in questo


momento. Sono furioso. Voglio marcare sin da ora il mio
territorio. Ed meglio che lui ne stia alla larga. Miss
Kavanagh interviene prontamente, senza lasciargli spazio
di manovra. Ecco unaltra che non si lascia mettere i piedi
in testa da nessuno.
Mr Grey, potrebbe sedersi qui, per favore? Faccia
attenzione ai cavi delle luci. Poi faremo qualche scatto in
piedi
Mi indica una poltrona, dove mi accomodo attendendo
le sue istruzioni. Ho capito che sar lei ad avere la
gestione completa di tutto il servizio. Lassistente mi
spara le luci in faccia, abbagliandomi, e per poco non mi
lascio sfuggire unimprecazione. Farfuglia delle scuse,
evidentemente imbarazzato, prima di allontanarsi,
insieme ad Anastasia, verso la porta. Il figlio di puttana
inizia a scattare, facendomi cambiare posa diverse volte.
Armeggia con il cavalletto, e cerca langolazione migliore.
Devo riconoscere che almeno non ho a che fare con uno
sprovveduto. Sembra davvero sapere quello che fa. Per
tutto il tempo sento lo sguardo di Anastasia addosso.
Cerco di incrociare i suoi occhi e riesco a guardarla un
paio di volte. li, in un angolo a divorarsi quel labbro.
Cazzo!. Faccio fatica a concentrarmi a causa
delleccitazione. Mr Rodriguez mi si sposta davanti,
occupandomi la visuale. Devo sapere se il suo ragazzo.
Si sposta e riesco a guardarla ancora una volta. La fisso
intensamente e lei abbassa lo sguardo imbarazzata. Mi
piace leffetto che ho su di lei.
Direi che pu bastare per le foto da seduto

Katherine Kavanagh mi distoglie bruscamente dai miei


pensieri. Mi alzo, sorridendo educatamente e lasciando
che lassistente sposti la poltrona. Altri cinque minuti di
tortura e poi, finalmente, riesco a tornare libero.
Grazie di nuovo Mr Grey
La Kavanagh mi stringe la mano, congedandomi,
seguita dal fotografo. Merda! Non posso andarmene
cos. Devo trovare un modo per restare da solo con Miss
Steele. Voglio tentare di capire quello che prova, se posso
continuare fino in fondo questa follia. E soprattutto
voglio tentare di capire quello che provo io.
Non vedo lora di leggere il suo articolo, Miss
Kavanagh
Saluto cordialmente la mia interlocutrice e mi giro
verso Anastasia. Intanto trasciniamola fuori di qui,
lontano dallo sguardo insistente di quel figlio di puttana.
Le andrebbe di accompagnarmi, Miss Steele? le
chiedo sorridendole.
Bene. Prendi tempo Grey. Colta alla sprovvista non
riesce a dire di no.
Certo
Guarda nervosamente la sua amica, sorpresa quanto
lei, e quel figlio di puttana, che ci osserva preoccupato. La
sua espressione soddisfa il mio animo vendicativo.

Buona giornata a tutti saluto, con una gioia che di


solito non mi appartiene.
Apro la porta e mi sposto per lasciare passare
Anastasia. Il suo sedere, fasciato dai jeans, rianima il mio
uccello. Taylor si muove dallangolo in cui era rimasto per
tutto il tempo, seguendomi. Noto vagamente
unespressione corrucciata passargli in viso per qualche
secondo. Si star chiedendo cosho in mente per la povera
Miss Steele. Gli lancio unocchiata fredda, mentre seguo
Anastasia. Non lo pago per preoccuparsi di chi mi porto a
letto. Appena fuori dalla porta, lo congedo e mi giro a
guardare la mia accompagnatrice. Ora o mai pi.
Rimane l, di fronte a me, contrita, divorata
dallagitazione, cos remissiva e si, sottomessa. Vorrei
prenderla qui, in corridoio, e farla mia subito. Non sai
quanto mi renderebbe felice invadere quella bocca
impudente, sculacciare a sangue il tuo sedere cos
perfetto o torturare i tuoi piccoli, meravigliosi seni. Ma
devo accontentarmi di guardare per il momento.
Guardare e sperare.
Mi chiedevo se ha voglia di prendere un caff con
me
Mi gioco la carta dellappuntamento informale. Mi
guarda stralunata, come se non capisse fino in fondo le
mie parole. Dopo un lasso di tempo che sembra
interminabile, si schiarisce la voce e sembra riaversi.
In realt, dovrei accompagnare gli altri a casa

Ma che cazzo...? Rimango interdetto dalla sua risposta.


Mi sta dicendo di no, per caso? No, non puoi rifiutare
Miss Steele. Non esiste. Io e te andremo via da questo
albergo, ci siederemo al tavolino di un bar e berremo un
fottutissimo caff mentre cerco di capire chi sei e cosa mi
stai facendo. In fondo so che lo vuoi. Forse sei solo tu a
volerlo, Grey. Per un istante temo che il mio cervello
abbia ragione. No. Non pu essere. Ho visto come
reagisce alle mie parole, ai miei sguardi. A me. ferma
davanti a me a tormentarsi le mani.
Taylor! urlo, spaventandola.
Taylor fa dietrofront lungo il corridoio e torna, con
calma, verso di noi.
Alloggiano alluniversit? le chiedo, fissandola
intensamente.
Annuisce, senza riuscire a spiccicare parola.
Pu accompagnarli Taylor. il mio autista la
rassicuro. Abbiamo un grosso SUV, sul quale riuscir a
caricare anche lattrezzatura
Taylor, nel frattempo, ci ha raggiunti.
Mr Grey? chiede.
Potrebbe accompagnare a casa il fotografo, il suo
assistente e Miss Kavanagh?

Certo, signore
Guardo Anastasia, con un sorrisetto soddisfatto.
Ecco fatto. Ora pu venire a prendere un caff con
me? torno a chiederle.
Lei continua ad esitare, giocherellando con le dita.
Cazzo Grey! Se ti dice ancora di no piantala in asso e
scordatela. Chi cazzo si crede di essere?
Mr Grey, ecco. Sembra imbarazzata e combattuta.
Mi sembra davvero Senta, non necessario che Taylor
li accompagni a casa. Lo fissa contrita, come per
scusarsi. Se mi d un attimo scambio la mia macchina
con quella di Kate
Il sollievo mi illumina il volto. Sorrido, davvero felice
per la sua risposta. Congedo nuovamente Taylor e le apro
la porta della suite, lasciandola entrare. Rimango ad
aspettarla fuori, socchiudendo leggermente la porta.
Riesco a sentire distintamente Miss Kavanagh che la
travolge con un fiume di parole.
Ana, penso proprio che tu gli piaccia! le dice.
Perspicace!
Per io non mi fido di quel tipo aggiunge poi.
Che cazzo? Con la coda dellocchio scorgo Anastasia
che cerca di zittire lamica, imbarazzata. Non ascoltarla,
non cambiare idea. Le voci si abbassano. Merda!.

Riesco solo a scorgere lo stupore che si dipinge sul volto


della Kavanagh e la rabbia su quello del fotografo. Di
colpo la sua amica le afferra un braccio e la trascina
nellaltra stanza. Cazzo! Cazzo, cazzo, cazzo! Cosa cazzo
le star dicendo? Potrebbe riuscire a convincerla a
rinunciare al nostro caff. Cazzo! Mi appoggio al muro
del corridoio, trattenendo a stento la rabbia mentre
aspetto. Sembra passare uneternit prima che lei
riemerga da quella cazzo di stanza. La guardo
preoccupato. molto agitata.
Okay, andiamo a prendere questo caff mormora
arrossendo, quasi come se si stesse liberando di un peso.
Le sorrido senza trattenere il sollievo.
Dopo di lei, Miss Steele
Ogni occasione, in fondo, buona per ammirare il tuo
splendido culo. Si avvia davanti a me, con unandatura
leggermente incerta. La guardo in silenzio. Deve essere
mia. Ad ogni costo. Mentre aspettiamo lascensore le
rivolgo qualche domanda sulla sua amica. Voglio capire
fino a che punto potrebbe farsi influenzare da lei.
Da quanto tempo conosce Katherine Kavanagh?
Dal nostro primo anno alluniversit. una buona
amica
Non riesco a trattenere un verso sarcastico. Una buona
amica che per poco non ha mandato a monte i miei sforzi
di restare da solo con te. Una buona amica che potrebbe

influenzarti al punto di farti cambiare idea su di me. O


credi che non mi sia accorto di come manipola chiunque
gli sia accanto. Te compresa, Miss Steele. E tu non riesci a
dirle di no. Altrimenti non ti saresti mai fatta convincere
a fare quella stupida intervista nel mio ufficio. Ma per
questo non posso fare altro che ringraziarla.
Premo il pulsante di chiamata dellascensore, che
arriva quasi subito. La guardo di nascosto. A cosa pensi
Miss Steele? Le porte dellascensore si spalancano,
sorprendendo, e mettendo in imbarazzo, una giovane
coppia di innamorati, che si separano di scatto. Mi scappa
un sorriso, mentre Anastasia fissa insistentemente il
pavimento, per tutto il tempo, imbarazzata pi dei due
giovani amanti. cos dolce, probabilmente molto
inesperta, considerata anche la sua giovane et. troppo
giovane, forse. Il mio cervello ha ragione, ma resta il fatto
che in lei c qualcosa che mia attrae. Peggio di una
calamita. cos bella, cos pura. Vorrei sfiorare la sua
pelle per sentire quella dolce sensazione che si irradia
dentro di me ogni volta. Finalmente le porte si aprono
davanti a noi. Non riesco a resistere. Le prendo la mano e
la conduco fuori, lasciando dietro di noi le risatine
soffocate della coppietta colta in fallo. Ed eccola,
finalmente. La sensazione che ho bramato per tutta la
mattina. Di nuovo quella tensione erotica al solo sfiorarsi
delle nostre dita. La sento che mi attraversa tutto, che mi
eccita oltremodo. Le sorrido. So che anche lei la
percepisce. Attraverso la hall tenendola per mano ed evito
le porte girevoli. Ora che mia non voglio dover
interrompere questo contatto. Il suo tocco mi rende felice
come un bambino. Certo, non potrei sopportarlo se mi
toccasse altrove. Ma sfiorarle la mano mi piace, mi eccita.
Ecco, a pensarci bene, magari qualche altro posto che

reclama il suo tocco in questo momento c Pochi


secondi e ci ritroviamo in strada. La guardo di sfuggita,
senza lasciare la stretta. Sembra alquanto scossa, ma non
in modo negativo. Pi che altro incredula, direi. Continua
a fissare la sua mano stretta nella mia. Fatico a reprimere
un sorriso. Oh, Miss Steele! Non sar di certo la prima
volta che un uomo ti tiene per mano!. Devo avere
proprio un effetto straordinario su di lei. Questo mi
appaga i sensi. Continua a rimanere in silenzio durante il
tragitto, offrendomi unoccasione unica per osservarla
meglio. Non molto alta, ma snella, slanciata. Forse un
po troppo magra. I capelli castani le incorniciano il viso
pallido, etereo. I suoi occhi sono di un azzurro intenso,
profondi. E le sue labbra Ho notato che spesso le
mordicchia quando nervosa. Quel gesto mi manda
letteralmente in estasi. Mi fa venire voglia di scoparmela
dovunque mi trovi. B proprio sexy! Continuo a
trascinarmela dietro, con aria decisamente compiaciuta,
per quattro isolati, prima di raggiungere il Portland Coffe
House. A malincuore, le lascio la mano, davanti alla
porta, per permetterle di entrare. Allinterno ci accoglie il
brusio sommesso, tipico di una caffetteria. Mi guardo
intorno. Sono diversi i tavoli ancora vuoti, mentre la fila
gi abbastanza lunga per i miei gusti.
Perch non sceglie un tavolo, mentre faccio le
ordinazioni? Che cosa prende? le chiedo gentilmente.
Arrossisce.
Prendo ehm un t English Breakfast, con la
bustina a parte
Cosa? Un t?

Niente caff? le chiedo, evidentemente sorpreso.


Non sono unamante del caff
Le sorrido compiaciuto.
Daccordo, t con bustina a parte. Dolce?.
Lei mi guarda per un attimo spiazzata, sbattendo
quegli occhi da cerbiatta pieni di stupore. La guardo
senza capire. Poi sembra riprendersi, anche se
limbarazzo non la molla.
No, grazie.
Qualcosa da mangiare?
No, grazie. vorrei ribattere a questultima cosa,
dicendole che nutrirsi non un crimine contro lumanit
e che dovrebbe iniziare a farlo sul serio, ma mi trattengo.
Meglio non contraddirla troppo per oggi. Mentre mi
dirigo alla cassa mi ritrovo a pensare che avrebbe potuto
facilmente declinare linvito con una scusa semplice e
banale. E invece e qui. Nonostante io labbia invitata a
bere caff, che lei detesta. Il mio sorriso si amplia.
Promette bene. Sorrido spavaldo e una serena gioia mi
invade. Non mi giro a guardarla, ma so che mi sta
osservando. Lo sento. Per tutta la mattina non ha fatto
altro. Ma il mio bellaspetto potrebbe ingannarti Miss
Steele. Non so quanto ti piacerei ancora se tu sapessi di
che pasta sono fatto. Il pensiero mi incupisce di colpo. Mi

passo una mano tra i capelli. Probabilmente lei non una


Sottomessa. Dovr spiegale, farle capire tante cose e
tenerla alloscuro di tante altre. E se non mi volesse?
Vengo distratto dalla commessa che mi chiede
gentilmente, con unespressione estatica sul viso, cosa
desidero ordinare.
Un t English Breakfast con bustina a parte, un caff
macchiato e un muffin ai mirtilli, per favore.
Efficiente e adorante la ragazza mi serve in pochissimo
tempo. Addirittura il mio caff simpaticamente decorato
con un motivo floreale. Le faccio il mio classico sorriso
abbagliante e lei sembra quasi sciogliersi mentre pago e le
lascio una consistente mancia. Mentre torno al tavolo con
le nostre ordinazioni osservo Anastasia. Ha gli occhi
bassi, persa nei suoi pensieri, e sembra imbarazzata. E si
sta mordendo il labbro. Il mio uccello ha un ulteriore
fremito e per poco non lascio cadere a terra il vassoio.
Vorrei morderlo io quel labbro. Quellinnocente gesto di
inquietudine mi fa venire uninsana voglia di scopamela
qui, davanti a tutti.
A cosa sta pensando? le chiedo quando arrivo
accanto a lei.
Diventa rossa di colpo, poi scuote la testa rimanendo in
silenzio. I tuoi pensieri non devono essere molto diversi
dai miei Anastasia. Le porgo una tazza sul piattino, una
piccola teiera e un secondo piattino con una bustina di t.
Davanti a me poso la tazza con il caff macchiato e il
dolce. Mi siedo tranquillamente di fronte a lei.
A cosa sta pensando? le chiedo di nuovo.

Lei guarda la bustina dinfuso.


Questo il mio t preferito
Guardo anchio. Twinings English Breakfast. Da tenere
a mente, non si sa mai. Ma comunque non barare Miss
Steele. Mi stai nascondendo qualcosa. Anastasia
immerge la bustina nella teiera, arrossendo, di nuovo
imbarazzata, e quasi subito la toglie, poggiandola sul
piattino. Le piace davvero leggero il t! La guardo
interrogativamente, chinando la testa di lato, divertito.
Mi piace che il t sia leggero mormora.
Oddio, sente il bisogno di giustificarsi anche per come
prende il t. Ha unaria cos contrita. Sembra una
ragazzina colta in fallo, sempre a scusarsi, sempre in
attesa di un rimprovero. E io voglio sempre pi che sia la
mia nuova Sottomessa.
Capisco le rispondo sorridendo.
Poi mi torna in mente il fotografo. Non riesco a frenare
la mia curiosit. Devo saperlo.
Lui il suo fidanzato?
Chi? mi chiede sorpresa.
Non ti legge la mente, idiota. Gi. Anche se quegli
occhi azzurri sembrano penetrarmi a fondo. Mi sento cos
esposto davanti a lei.

Il fotografo. Jos Rodriguez completo la frase.


Per tutta risposta lei scoppia a ridere, divertita e allo
stesso tempo imbarazzata. Bene, questa reazione mi
rassicura. Non il suo ragazzo.
No. Jos un mio caro amico, ma niente di pi.
Perch ha pensato che fosse il mio fidanzato? mi chiede
curiosa.
Il modo in cui lei gli ha sorriso, e in cui lui ha
contraccambiato il suo sorriso
La fisso dritto negli occhi e lei non riesce a staccarli dai
miei.
pi che altro una specie di fratello continua a
spiegare.
Annuisco e decido di darle qualche secondo di respiro.
Mi dedico al mio muffin, lasciandole un po di tempo per
riprendersi. Mi guarda estasiata mentre lo scarto. Mi fa
sorridere. Mi diverte.
Ne vuole un pezzetto? le chiedo.
Ovviamente non mi riferisco al muffin. Ma la sua
ingenuit non afferra il doppio senso.
No, grazie
La guardo, decidendo che la sua tregua durata

abbastanza. Sono avido di sapere. Se ha un ragazzo o


perch non ce lha. Se libera, disponibile. Se ho una
speranza. Voglio essere sicuro fino in fondo. Da quando
sua maest deve sperare per potersi scopare qualcuna?.
Il mio cervello si diverte a mandarmi qualche frecciatina
che decido di ignorare.
E il ragazzo che mi ha presentato ieri al negozio?
Nemmeno lui il suo fidanzato?
Mi guarda un po male.
No. Paul solo un amico. Glielho detto ieri. Perch
me lo chiede?
scocciata. Oh, Miss Steele caccia gli artigli!
Tranquilla, tesoro. Sono solo curioso. E ansioso di sapere
se ho il campo completamente libero.
Sembra nervosa con gli uomini. La punzecchio un
po.
Lei mi intimidisce
La sua risposta sincera, mentre arrossisce, mi colpisce
e gratifica allo stesso tempo. Le faccio effetto, questo
certo. Ma voglio sapere di pi.
Capisco. Lei molto schietta. La prego, non abbassi lo
sguardo le dico prima che possa spostare la direzione di
quei bellissimi occhi. Mi piace guardarla negli occhi. Mi
d unidea di quali possano essere i suoi pensieri le dico
piano. Lei un mistero Miss Steele.

Un bellissimo mistero che mi ha stravolto la vita. Lei


mi guarda amaramente.
Non c niente di misterioso in me.
Penso che sia molto riservata, osservo.
Ora il suo sguardo spiazzato. Continuo ad incalzarla.
A parte quando arrossisce, il che accade spesso.
Vorrei solo sapere cosa la fa arrossire.
Mastico un pezzetto di muffin e la guardo. Tre, due,
uno. E arrossisce. Oh, Miss Steele. Ti conosco da unora e
gi riesco a prevedere il tuo comportamento. Immagina
cosa potrei farti se ti lasciassi convincere a seguire il mio
sentiero oscuro.
Lei fa sempre commenti cos personali?.
La sua domanda mi coglie di sorpresa e abbandono di
colpo i miei pensieri lascivi su di lei. Uno strano senso di
colpa mi invade.
Non me nero reso conto. Lho offesa? le chiedo
preoccupato.
Non vorrei aver rovinato tutto per la mia mania di
controllo esagerata.
No risponde calma.

Bene
Ma devo dire che non ha molto tatto.
Mi spiazza completamente. Non volevo offenderla, non
era mia intenzione. Mi sento davvero in colpa. Forse ho
tirato troppo la corda. E, quasi senza accorgermene, mi
ritrovo a vergognarmi di me stesso. Mi rendo conto di
essere appena arrossito come lei. Cerco di riprendermi
subito. Che cazzo ti succede Grey? Questa donna
davvero un enigma. Ed frustrante. Nessuno mi aveva
mai messo in imbarazzo. Mai. E ora arriva questa Miss
Steele da chiss dove. E mi sento come un quindicenne
colto in fallo. Ora avrei davvero voglia di farle passare la
volont di fare limpertinente con una sonora sculacciata.
Magari seguita da una bella scopata. Gi, niente male
come idea.
Sono abituato a fare a modo mio, Anastasia. In tutte
le cose le rispondo fingendo una calma che in realt non
sento affatto.
Non ne dubito. Perch non mi ha chiesto di chiamarla
per nome?.
Audace e polemica la giovane Miss Steele. Mi
innervosisce il suo modo di sfidarmi. Lo ha fatto anche
durante lintervista e ora lo sta rifacendo. Nessuno mi
sfida mai. Soprattutto le mie Sottomesse o aspiranti tali.
Mi viene naturale mettere le distanze tra di noi. Non mi
va di farmi mettere i piedi in testa da una ragazzina.
Le uniche persone che mi chiamano per nome sono i

miei familiari e pochi amici intimi. Preferisco cos


Mi guarda e so che sta pensando che io sia un maniaco
del controllo. Ma i fatti sono questi. Nessuna delle mie
Sottomesse ha il permesso di chiamarmi per nome. Ma
lei non una tua Sottomessa, mi ricorda gentilmente il
mio cervello. I suoi occhi mi scrutano a fondo. Distolgo lo
sguardo da lei e ritrovo la mia compostezza. Addento un
altro pezzo del mio muffin ai mirtilli.
Lei figlia unica?
Voglio farla parlare di s. In realt conosco il suo
dossier a memoria, ma sono curioso di sapere fin dove si
spinge a parlare di s.
S risponde laconicamente.
Ricordo che nemmeno le altre due volte che ci siamo
incontrati stata molto loquace. Di questo passo dovr
cavargli le parole di bocca. Da quella dolcissima bocca che
volentieri userei per altro. Ma meglio non distrarmi ora.
Gi mi ha colto di sorpresa una volta.
Mi racconti dei suoi genitori
Rimango su un territorio neutrale. E poi ho notato che
si sente pi a suo agio a parlare di altre persone piuttosto
che di lei.
Mia madre vive in Georgia con il suo nuovo marito,
Bob. Il mio patrigno vive a Montesano

E suo padre?, la incalzo.


morto quandero appena nata
Forse non avrei dovuto farle questa domanda. Ma
probabilmente avrebbe potuto insospettirsi se non le
avessi chiesto nulla. Di certo non posso dirle che ho un
intero dossier che parla di lei nello schedario del mio
studio.
Mi dispiace le mormoro.
In fondo anche mia madre morta. Ma a me non
dispiace.
Non ho nessun ricordo di lui
Vorrei essere fortunato come te, piccola.
E sua madre si risposata?
Sbuffa. Le leggo negli occhi una traccia di ironia, mista
ad esasperazione.
Pu ben dirlo
Gi, quattro volte. Lho letto nel dossier di Welch.
Tuttavia lei non me lo ha detto.
Non lascia trapelare molto, eh? le dico quasi seccato.
Neanche lei mi risponde sullo stesso tono.

Piccola, non irritarmi troppo. Non farmi fare di nuovo


lo stronzo.
Mi ha gi intervistato una volta e ricordo qualche
domanda pungente
Chiedermi se fossi gay non ti bastato, Miss Steele?.
So di averla punta sul vivo. Le strizzo locchio divertito e
soddisfatto e lei abbassa lo sguardo, mortificata.
Finalmente inizia a farfugliare qualcosa.
Mia madre incredibile. uninguaribile romantica.
Al momento al quarto marito. Mi manca. Adesso ha
Bob. Spero solo che lui riesca ad aver cura di lei e a
raccogliere i cocci quando i suoi progetti sventati non
vanno come previsto
La guardo sorpreso. Non per il numero di mariti, ma
perch basta davvero poco per farla sbottonare. Anche se
preferire farlo nel senso letterale del termine. Sorride
affettuosamente parlando di sua madre. Sorseggio il mio
caff e il movimento delle mie labbra cattura la sua
attenzione. Pensa che non me ne accorga? Sembra
incantata. Potrei dirle qualcosa, ma non voglio metterla
in imbarazzo ora. Voglio solo conoscerla meglio e tentare
di capire se posso coinvolgerla nella mia vita.
Va daccordo con il suo patrigno?
Molto. Mi ha cresciuto. lunico padre che conosco
Come Carrick per me.

E che tipo ?
Ray? taciturno
La guardo sorpreso.
Tutto qui?
Lei per tutta risposta si stringe nelle spalle.
Taciturno come la figliastra, osservo.
Sembra seccata dalla mia battuta.
Ama il calcio, soprattutto quello europeo, il bowling,
la pesca con la mosca, e costruire mobili. un falegname.
Ex militare
Ha vissuto con lui?
S. Mia madre ha incontrato il Marito Numero Tre
quando avevo quindici anni. Io sono rimasta con Ray
Il fatto che non abbia seguito la madre mi incuriosisce.
Da come mi ha parlato di lei, prima, sembra abbiano un
buon rapporto.
Non ha voluto vivere con sua madre?.
Miss Steele assume unespressione davvero irritata. Ho
forse calcato troppo la mano?
Il Marito Numero Tre viveva in Texas. Casa mia era a

Montesano. E sa, mia madre era appena sposata


Si interrompe bruscamente, cambiando espressione.
Poi passa al contrattacco.
Mi dica dei suoi genitori
Oh, no. No Miss Steele. Non sono io quello sotto
interrogatorio oggi. Alzo le spalle imitando il suo
comportamento di poco fa.
Mio padre fa lavvocato, mia madre la pediatra.
Vivono a Seattle
Cosa fanno i suoi fratelli?
Non demorde. Vinco la reticenza e laccontento ancora
una volta.
Elliot lavora nelledilizia e mia sorella minore vive a
Parigi, dove studia cucina con qualche rinomato chef
francese
Dicono che Parigi bellissima
vero. C mai stata?
Approfitto di questa divagazione per spostare la
conversazione su un argomento che non sia io.
Non ho mai lasciato gli Stati Uniti
Le piacerebbe andarci?

A Parigi? Certo! Ma il posto che vorrei visitare pi di


tutti lInghilterra
Chino la testa di lato, genuinamente affascinato, e mi
sfioro la bocca con lindice. La giovane Miss Steele
sembra in estasi. A stento riesco a non sorridere a causa
della sua aria beata.
Come mai? le chiedo piano.
Esita per un attimo nel rispondere. Sembra a disagio,
improvvisamente accaldata. Si sta eccitando. Poi
allimprovviso ritorna padrona di s.
la patria di Shakespeare, della Austen, delle sorelle
Bront, di Thomas Hardy. Mi piacerebbe tanto vedere i
luoghi che hanno ispirato quelle opere meravigliose.
La guardo intensamente. Lascia perdere queste
stronzate romantiche Anastasia. Non fanno per me.
Mentre tu b penso che potresti essere davvero la mia
nuova Sottomessa. Mi sto convincendo che potrebbe
davvero funzionare. Certo mi sembra ovvio che lei non
sappia molto di queste cose. Ma, in fondo, quello che
serve un po dimpegno e un cambiamento delle sue
abitudini sessuali. Lei guarda nervosa lorologio.
meglio che vada. Devo studiare dice
frettolosamente. Allimprovviso sembra ansiosa di
tornarsene a casa.
Per gli esami?

S. Iniziano marted
Dov lauto di Miss Kavanagh?, le chiedo mentre ci
alziamo dal tavolino.
Nel parcheggio dellalbergo
La accompagno
Per qualche istante mi scruta a fondo, in silenzio.
Grazie per il t, Mr Grey
Di niente, Anastasia. stato un vero piacere.
Non ringraziarmi. Non lo merito. Non per tutto quello
che mi piacerebbe farti.
Venga le ordino, porgendole la mano.
Torniamo verso lhotel in rigoroso silenzio. In realt
continuo a pensare a come sarebbe vederla nuda. Osservo
il suo corpo esile, i suoi capelli bruni. Ha un seno perfetto
e un sedere da paura.
Indossa sempre i jeans?
La domanda inopportuna partorita dalla mia mente,
mi sfugge prima che possa fermarla.
Quasi sempre

ovviamente sorpresa. Tanto quanto me che glielho


chiesto. E poi, ad un tratto lei a sorprendere me.
Ha una fidanzata? mi chiede di getto.
A quanto pare non sono lunico che ha perso il contatto
bocca-cervello. Le sorrido amaro.
No, Anastasia. Non sono un tipo da fidanzate
Sono un tipo da fruste, manette, verghe. Un tipo
violento, duro. Sono un Dominatore che ama
sottomettere ragazze come te. Tutto, ma non un tipo da
fidanzate. Mi rendo conto solo in questo momento che
stato un errore vederla. Uno stupido errore. Lei dolce,
ingenua, una tipa romantica. Vuole un fidanzato, un
impegno serio. Io, invece, tutto quello che voglio una
firma su un pezzo di carta che mi autorizzi a fare di lei ci
che pi mi piace. Come legarla, frustarla, scoparla fino a
farle perdere i sensi. Sono solo uno stronzo che deve
lasciarla perdere. Eppure il solo pensiero di lasciarla
andare lancinante. Lei mi fissa, evidentemente a disagio
per la domanda che mi ha appena fatto. E, forse, delusa
dalla mia risposta. Il suo sguardo, allimprovviso, inizia a
vagare in cerca di una via di fuga. Perch sei cos ansiosa
di fuggire via da me, Miss Steele?. Fa qualche passo
incerto e inciampa in mezzo alla strada. Di sfuggita mi
accorgo di un ciclista in contromano, sparato a tutta
velocit sulla carreggiata.
Maledizione, Ana! urlo.
Faccio appena in tempo ad afferrarla e a tirarmela

addosso. Il ciclista la manca davvero per un soffio. Il


pensiero di cosa le sarebbe potuto accadere mi fa
aumentare i battiti del cuore. Non oso nemmeno
pensarci. La stringo forte a me. qui. Sta bene. La sento
rilassarsi e inalare il mio profumo. Mi calmo anchio.
Tutto bene? le chiedo preoccupato.
Siamo vicinissimi. Questa sensazione mi eccita e mi fa
paura allo stesso tempo. E non riesco a trattenermi. Le
accarezzo il viso, piano, assicurandomi che sia intatta.
un attimo e sono follemente perso di lei. Mai, prima dora
mi era capitato qualcosa di simile. Mi ritrovo a sfiorarle
piano con il pollice il labbro inferiore, quello che adora
tanto mordersi. Il respiro mi resta a mezzaria. Sono
stravolto dalleccitazione, dal desiderio di possedere
quelle labbra. La guardo e lei minchioda con il suo
sguardo adorante. Poi lascia cadere gli occhi sulla mia
bocca. Il suo sguardo implora un contatto. Il suo
desiderio di essere baciata percepibile. Sono tentato. Lo
voglio. Voglio farla mia ora. Poi un pensiero mi attraversa
la testa come un fulmine. Non posso. Non devo. La sua
adorazione troppo per me. Non la merito. Io non sono
luomo giusto per lei e di sicuro non voglio essere luomo
che la ferir.

Capitolo 4
Anastasia continua a fissarmi, come se fosse
ipnotizzata. immobile, in silenzio, lo sguardo fisso sulle
mie labbra. Vuole essere baciata, vuole essere mia. E Dio
solo sa quanto lo voglia io! La osservo, perdendomi in
tutto quellazzurro, in silenzio come lei. E sento
aumentare il desiderio, mentre il mio respiro accelera.
Eppure so che tutto questo sbagliato. Sbagliato per lei.
Non so il perch, ma sento che cos. Per la prima volta
nella mia vita mi sto facendo degli scrupoli. Ed
frustrante. So che sarebbe molto semplice per me, in
questo momento, schioccare le dita e farla cadere ai miei
piedi. Portarmela a letto, scoparla e fustigarla nella mia
Stanza dei Giochi fino a che questa assurda sensazione
che mi pervade non sia del tutto esaurita. Ma non posso.
Cazzo!. Con uno sforzo immane, stacco i miei occhi dai
suoi. Li chiudo lentamente ed il distacco visivo mi
permette di prendere la decisione giusta. Io non posso
baciarla. Non ora. Scuoto la testa per auto convincermi
che, nonostante la strana morsa allo stomaco che mi sta
divorando, questa la decisione giusta. Quando riapro gli
occhi lei ancora l, in attesa, adorante. Merda!. Non
riuscir a resistere per molto se continua a guardarmi
cos. Devo allontanarmi da lei.
Anastasia, devi stare alla larga da me. Non sono
luomo per te.
Le mormoro piano il mio avvertimento, cosciente
delleffetto che avr su di lei. E allimprovviso come se le
avessi dato uno schiaffo. La sua espressione passa dallo
stupore, alla confusione, alla rabbia in meno di tre

secondi.
Respira, Anastasia, respira. Cerco di tranquillizzarla.
Adesso ti aiuto a rimetterti in sesto e ti lascio andare
Mi rendo conto che sono io il primo a non volerlo. Ma
se non metto ora le distanze non ci riuscir pi. Mi
allontano leggermente da lei, senza per staccargli le
mani dalle spalle. La sento fremere, le ginocchia quasi le
cedono. Ho paura che mi svenga tra le mani, ma poi
sembra riaversi. Un moto di rabbia e delusione le accende
gli occhi. Sembra mortificata, umiliata. Odio essere io
lartefice di quelle sensazioni. Abbassa lo sguardo, in
silenzio, cercando probabilmente una spiegazione
plausibile al mio rifiuto.
Ho capito mormora alla fine.
Ha la voce spezzata, piena di vergogna. No, Anastasia.
Non hai capito niente. Sono io quello che dovrebbe
vergognarsi per averti trascinata fino a questo punto. Ora
potresti essere tranquillamente immersa nella tua vita se
io fossi riuscito a resistere ad una cazzo di tentazione.
Grazie aggiunge
completamente.

poco

dopo,

spiazzandomi

Per cosa? le chiedo sbalordito, tenendola ancora


salda tra le mani.
Non ci posso credere. Lho appena rifiutata e lei mi sta
ringraziando. La sua dolcezza, anche ora che la sua
espressione trasuda rabbia e delusione, mi tocca il

profondo dellanima. un angelo. E io non merito tutto


questo. Io sono solo un reietto. Non posso averla.
Per avermi salvata mormora a voce bassa.
Gi, il ciclista. Per un attimo lavevo scordato. Un
brivido mi attraversa la schiena al solo pensiero di quello
che poteva accaderle.
Quellidiota stava andando contromano sbotto.
Meno male che cero io. Mi vengono i brividi se penso a
cosa poteva succederti. Vuoi entrare un attimo nellhotel e
sederti?
Mi rendo a malapena conto che sono passato a darle
del tu. Devo allontanarmi da lei. La lascio andare
completamente, abbassando le braccia sui fianchi. Mi
guarda con aria delusa e scuote la testa. Sicuramente si
star dando la colpa per tutto questo. La colpa mia
Anastasia, solo mia. Non avrei dovuto tirarla in tutto
questo. Avrei dovuto lasciarla perdere quel giorno nel mio
ufficio. solo che tutta quella sua impertinenza, quel suo
sfidarmi, quel sentirla pronunciare il mio nome con le sue
bellissime labbra, mi ha acceso dentro qualcosa. Non so
nemmeno io bene cosa. Ma ora, a vederla cos, credo che
dovrei solo spegnere tutto e tornarmene nel mio oblio,
senza trascinarmela dietro in qualcosa che sono sicuro
non vorrebbe. O, comunque, non meriterebbe.
Allimprovviso si sposta, sembra avere fretta di
andarsene. Si porta le braccia intorno al corpo,
abbracciandosi. Vorrei farlo io, ma non ne ho il coraggio.
Christian Grey ha perso la sua spavalderia. Gi. Che
coglione sono stato. Anastasia si volta a guardare il

semaforo, in silenzio. Allo scatto del verde attraversa


velocemente. La seguo, senza riuscire a trovare qualcosa
di intelligente da dirle. Cammina a testa bassa, con la
schiena dritta, in una dignitosa quanto rassegnata marcia.
Giunti davanti allHeathman si gira per un momento,
senza riuscire a trovare la forza di alzare gli occhi ed
incrociare i miei.
Grazie per il
sommessamente.

per

le

foto

mormora

Sta per andarsene. Alza gli occhi, ti prego. Alzali.


Guardami e renditi conto che non voglio che tu te ne
vada. Guardami, cazzo!. Vorrei urlarle contro, ma le
parole non mi escono. come quando ero piccolo. di
nuovo quel dolore. Di nuovo quella sensazione di vuoto.
Non capisco come possa essere possibile una cosa del
genere. Ma ora non sono un bambino. Qualsiasi cosa lo
abbia scatenato io posso gestirlo, posso affrontarlo.
Voglio solo che mi guardi, solo che tu capisca che non
come pensi, che non sei sbagliata. Quello sbagliato sono
io. E questa mattina ti sto salvando per la seconda volta.
Rimango davanti a lei, fermo. Guardami. Guardami.
Guardami. Guardami. Guardami. Mi passo velocemente
una mano nei capelli in un moto di frustrazione e di
disperazione.
Anastasiaio quasi balbetto, nel vano tentativo di
trattenerla. Il mio tono angosciato la impietosisce forse.
Lentamente alza lo sguardo e mi rendo conto di essere
totalmente esposto a lei.
Cosa c Christian? sbotta, al culmine della

sopportazione.
No, no. Non giusto. Vedo la sua voglia di fuggire. Le
lacrime le velano gli occhi, ma le reprime fino a farle
sparire del tutto. meglio assecondarla. meglio cos. O
forse no. Non lo so. Se fosse legata e imbavagliata
sarebbe tutto pi semplice, Cristo!. Saprei come calmare
la sua ansia, come farla stare meglio. E come stare meglio
io. Ma ora non so come soffocare questo senso di vuoto
che sento dentro. So solo che devo allontanarmi da lei.
Trovo in fretta qualcosa da dirle.
In bocca al lupo per gli esami
Il suo viso mi restituisce unespressione di sorpresa
mista a sarcasmo. Gi, Miss Steele. Non una grande
frase daddio, lo so da me. Ma se ti avessi detto quello che
volevo dirti non sarebbe di certo stato un addio il nostro.
Grazie. Il suo tono sarcastico. Me lo aspettavo.
Addio Mr Grey aggiunge dopo qualche attimo, prima di
girarsi nuovamente e scomparire a passo spedito nel
parcheggio sotterraneo dellalbergo.
La guardo finch possibile, finch non sparisce dal
mio orizzonte. Le sue parole mi rimbombano in testa.
Addio Mr Grey. Un addio. Non pu essere. Non pu
dirmi addio. Io non voglio che sia un addio. Rimango a
fissare il marciapiede vuoto davanti a me. Devo lottare
contro me stesso con tutte le mie forze per reprimere
listinto di correrle dietro e fermarla, calmarla e dirle di
darmi una possibilit. Il pensiero mi colpisce
allimprovviso e mi sconvolge. Io non ho mai implorato
per avere una possibilit. Ho costruito il mio mondo su

questo principio. Non sar di certo Anastasia Steele a


buttarlo allaria in due secondi. Faccio un profondo
respiro, cercando di domare la tensione e, molto
lentamente, ritrovo un briciolo della mia forza interiore.
Io sono il padrone del mio universo. Mi giro e prendo la
mia decisione, avviandomi verso linterno dellhotel. Il
capitolo Anastasia Steele finisce in questo preciso istante.
Bentornato, Mr Grey
Passo davanti a Taylor senza nemmeno avvertire la sua
presenza e vado dritto in camera da letto, mentre inizio a
sbottonare la mia camicia, furioso. Mi sento oppresso. Il
mio malumore mi segue, come unoscura aura che mi
circonda. Sbatto forte la porta e do un pugno contro il
muro. Cazzo!. Voglio solo non pensare.
Cammino avanti e indietro nella mia lussuosa suite,
rimuginando su quanto accaduto questa mattina. Due
ore di palestra non sono servite a domare del tutto la mia
rabbia. Ma, dopo la sfuriata iniziale, dopo le
imprecazioni, dopo lo sforzo fisico e soprattutto quello
mentale, il pensiero di Anastasia pi vivo che mai.
Prendo il mio telefono e cerco il suo numero tra le
chiamate ricevute. Poi lo poggio sul tavolo di legno che
poco fa ha accolto la mia cena solitaria. Datti una
calmata Grey! Stai letteralmente correndo dietro a una
ragazza. Ma dentro di me, non so per quale motivo, si sta
facendo strada la consapevolezza inopportuna che lei non
sia una ragazza qualsiasi. Ma, in ogni caso, a cosa
potrebbe servire tutto questo? Probabilmente lei non
cederebbe mai alle mie richieste, non firmerebbe mai il
mio dannato contratto e non accetterebbe mai di
diventare la mia Sottomessa. E io non ho nientaltro da

offrirle. Questo pensiero fa male. Sapere che in ogni caso


lei non potr mai essere mia. E io invece voglio che lo sia.
Voglio che lei desideri di esserlo. Ne ho un bisogno
disperato, quasi folle. Ho bisogno di essere certo che
dora in avanti sar lunico a toccarla, a baciarla, ad
eccitarla. A scoparla. Voglio essere lunico per lei. Voglio
possedere il suo corpo e la sua anima in un modo che
oserei definire quasi ossessivo. Il solo pensiero di lei
accanto ad un altro uomo mi fa saltare i nervi. Quel Jos
Rodriguez, ad esempio. Potrebbe essere gi con lei in
questo momento, a consolarla per la delusione che io le
ho dato oggi. Faccio un respiro profondo e cerco di
calmarmi. Stai davvero esagerando, Christian. Sono
letteralmente distrutto. Decido da fare una doccia veloce
e di filare a letto, nella speranza di non pensare pi alla
disastrosa giornata appena terminata. Credo sia la prima
volta in tutta la mia vita in cui mi sento perso. Mi manca
qualcosa. Gi, Grey. Ti manca un mix di occhi azzurri ed
impertinenza. Sorrido amaramente a quella veritiera
quanto assurda precisazione della mia testa malata.
solo che quella ragazza mi fa sentire cos vivo, come non
mi capitava da tempo. una sensazione nuova. Un po
come i primi tempi con Elena. Solo... migliore. Anastasia
non di certo Elena. Non ha un briciolo della sua
esperienza, della sua sicurezza, del suo savoir faire.
Eppure proprio questo a renderla sexy da morire.
Devo assolutamente scusarmi con lei. Ho appena preso
la mia decisione. La seconda della giornata. Ma so che
questa quella giusta. Non lascer Portland fino a
quando non avr trovato il modo di farla sorridere di
nuovo. Quel suo bellissimo viso merita pi di ogni altro al
mondo di tornare ad essere sereno.
Dopo quattro notti insonni, piene dei peggiori incubi e

rese ancora pi angoscianti da quella che potrei definire


la sua mancanza, credo di aver finalmente trovato un
modo per farmi perdonare. Guardo soddisfatto il
pacchetto di carta semplice, marrone, che ho tra le mani.
Voglio scusarmi con lei e farle capire che la colpa non
assolutamente sua. E quale cosa migliore di un regalo per
la fine dei corsi accademici? Oggi dovrebbe essere
impegnata con il suo ultimo esame. Devo fare in fretta se
voglio che al suo ritorno il pacco sia li ad attenderla. Fisso
linvolucro marrone. Chiss se le piacer. Contiene una
prima edizione in tre volumi di Tess dei DUberville, di
Thomas Hardy, tra cui una del 1891. Hardy uno dei suoi
autori preferiti, me lo ha detto lei. E il suo esame
interamente incentrato sulla sua opera. Ho smosso mezzo
mondo per riuscire a saperlo. Perch sei un fottutissimo
stalker, Grey.
Mr Grey, il fattorino sta attendendo. Taylor mi
riporta alla realt.
Grazie, Taylor. Arrivo immediatamente. Prendo il
biglietto bianco che prima avevo appoggiato sul tavolo e
lo rileggo unultima volta.
Perch non mi hai detto che gli uomini sono pericolosi? Perch non
mi hai messo in guardia? Le gran dame sanno come difendersi
perch leggono romanzi che parlano di questi artifizi

In quale altro modo avrei potuto farle capire quello che


sento? un avvertimento, Anastasia. Ascoltalo.
Oppure b, oppure torna da me. Ma stavolta saprai cosa
ti aspetta. E io non dovr sentirmi pi in colpa. Scrivo
velocemente nome ed indirizzo sul pacco e lo consegno a
Taylor, fornendogli tutti i dettagli necessari. Ora non mi

resta che aspettare. Per lennesima volta.


tardi quando il mio telefono squilla. Sono seduto
nello studio della suite. Ho passato il pomeriggio in giro
con Elliot, attualmente sul divano della stanza accanto a
guardare la tv, e ora ho deciso di impiegare il mio tempo
in modo molto pi produttivo. Sto controllando il
resoconto dellultima acquisizione. Almeno evito di
lottare contro il mio unico pensiero fisso. Anastasia
Steele. Chiss se ha ricevuto il mio regalo. Il suo nome
che lampeggia sul display del mio Blackberry mi fa
fermare il battito cardiaco per qualche istante. Rispondo
immediatamente, come se avessi paura che fosse solo un
sogno e potessi perdere la mia occasione.
Anastasia?. Qualche secondo di silenzio. Poi la
sento. La sua voce confusa, quasi biascica le parole.
Perch mi hai mandato quei libri?
Anastasia, ti senti bene? Sembri strana. Sono
preoccupato. Sembra diversa.
Non sono io quella strana, sei tu. Il suo tono
inquisitorio. Non da lei. Sembra ubriaca. Probabilmente
fuori chiss dove a festeggiare la fine degli esami. La
mia ansia cresce.
Anastasia, hai bevuto? le chiedo cercando di
rimanere calmo. Mi passo una mano nei capelli.
E a te cosa importa?. Cosa mimporta? B, cazzo,
mi importa eccome!.

Sono curioso. Dove sei?


In un bar. molto vaga e questo, misto alla sua
impertinente audacia dovuta allalcool, mi esaspera e mi
rende nervoso.
Quale bar?. Voglio solo riportarla a casa.
Un bar di Portland
Come farai a tornare a casa?. Cerco di rimanere
calmo. Prima di sbottare devo almeno scoprire in quale
cazzo di locale si sta allegramente ubriacando senza
considerazione alcuna per quello che potrebbe accaderle.
Trover un modo farfuglia.
In quale bar ti trovi?. La mia impazienza cresce,
come il tono della mia voce. Elliot spunta fuori dal
salotto. Devo aver urlato un po troppo. Mi guarda con
aria interrogativa, mentre gli rispondo semplicemente
con un gesto vago della mano. Resta in piedi a ficcare il
naso nella mia vita. Merda! Ci mancava solo Elliot!.
Perch mi hai mandato i libri, Christian?. Cazzo,
Anastasia! Non cambiare argomento e dimmi dove cazzo
ti trovi!. Respiro a fondo, tentando invano di calmarmi e
mi giro, dando le spalle a mio fratello.
Anastasia, dove sei? Dimmelo, subito
Sono davvero arrabbiato. In questo momento passerei

su tutti i miei sensi di colpa e la legherei volentieri,


sculacciandola fino a farle imparare che si risponde
quando le viene chiesto qualcosa. Dallaltro lato solo
silenzio. Poi, ad un tratto, scoppia in una sonora risata.
Un suono argenteo, genuinamente divertito. Mi coglie di
sorpresa.
Sei cos dispotico!.
Dispotico dir poco, mia cara Miss Steele. Non
immagini nemmeno quanto io possa essere dispotico.
Sto impazzendo per trovarti e tu mi trovi dispotico!.
Faccio un profondo respiro, per calmarmi. Non ci riesco.
Ana, dammi una mano, dove cazzo sei?. Per tutta
risposta ride di nuovo.
Sono a Portland un bel viaggio da Seattle. Certo,
ovviamente crede che io sia tornato a Seattle.
A Portland dove? la incalzo, cercando di cavarle di
bocca quante pi informazioni possibili.
Buonanotte, Christian
Cosa?!
Ana!
Faccio appena in tempo ad urlare il suo nome che lei
mi chiude in faccia il telefono. Maledizione!. ubriaca,
in un bar di Portland. Non si rende conto di quello che
potrebbe capitarle? Ha davvero cos poco rispetto per la

sua incolumit? Cazzo!. Compongo in fretta il numero


del mio consulente per la sicurezza.
Welch. Grey. Ho bisogno che rintracci lultima
chiamata ricevuta dal mio cellulare. Immediatamente!
Dieci minuti pi tardi sono gi in macchina, diretto
verso di lei.
Almeno carina?
Mio fratello mi sorride come un ebete. Lo guardo di
sfuggita. Non sono dellumore adatto per scherzare.
Oltretutto avrei preferito che evitasse di accompagnarmi.
Ma Elliot, da ficcanaso quale , ha ascoltato tutta la mia
conversazione e quando ha capito dove ero diretto si
fiondato in macchina. Avvio la chiamata dalla pulsantiera
che ho di fronte, sul volante dellAudi.
Pronto. La voce sorpresa di Anastasia riecheggia
nellauto.
Sto venendo a prenderti. Chiudo prima che possa
aggiungere altro. Probabilmente non mi avr nemmeno
creduto, dal momento che pensa che io sia a Seattle.
Lasciatelo dire fratellino. Sei davvero ossessivo con le
tue ragazze!. Elliot ride sguaiatamente, mentre lo
trucido non lo sguardo. Non sono assolutamente
dellumore adatto per scherzare. Non su Anastasia.
Vaffanculo! gli sibilo contro. Resta per qualche
attimo in silenzio, divertito. Poi mi guarda, curioso.

Deve piacerti davvero questa Ana, o come diavolo si


chiama
La sorpresa nella sua voce evidente. Non mi ha mai
visto insieme ad una ragazza. Non immagina neanche
lontanamente i mie gusti sessuali. Probabilmente anche
lui, come il resto della mia famiglia, pensava fossi gay.
Daltronde il playboy di casa Grey sempre stato lui.
Praticamente si scopato mezza Seattle! Lo guardo
esasperato, scuotendo la testa.
Ok, ok. Come non detto. Mi fa un ampio sorriso e
alza le mani in segno di resa.
Ci metto circa quindici minuti per arrivare al locale. Io
ed Elliot non fatichiamo certo ad entrare. Mi ritrovo
immerso in una folla di ragazzini ubriachi, che si
muovono pi o meno a ritmo della musica e delle luci
stroboscopiche. Odio i locali troppo affollati. Mi giro
intorno, in cerca della chioma bruna di Miss Steele. E
invece trovo quella rossiccia di Katherine Kavanagh,
scatenata in pista. Accanto a lei un povero ragazzo
ammaliato, ne subisce incantato il fascino. Mi faccio
spazio tra la folla, seguito da Elliot. Continuo a guardarmi
intorno, ma di Anastasia nemmeno lombra. Miss
Kavanagh rimane interdetta per qualche secondo quando
mi piazzo davanti a lei, chiedendole di Ana. Poi la sua
attenzione cade su Elliot. Distrattamente, a gesti, mi
indica lunica uscita che affaccia sul parcheggio sul retro.
Mi allontano in fretta, lasciando mio fratello nelle grinfie
di Miss Kavanagh. Se lo sta letteralmente mangiando con
gli occhi. Noto con rassegnazione che lui sta facendo
altrettanto. Scuoto la testa e mi affretto ad uscire dal

locale, evitando con cura ogni contatto con la folla. Apro


la porta e la individuo quasi subito. Il mondo mi cade
addosso. come se una voragine si fosse aperta sotto i
miei piedi e mi stesse inghiottendo senza lasciarmi
respirare. Anastasia stretta tra le braccia del fotografo.
Impallidisco dalla rabbia. Tutta quella preoccupazione,
quellagitazione. Tutto questo gran casino per trovarla e
lei qui ad amoreggiare con quel bellimbusto del suo
amico! Vaffanculo Anastasia! Vaffanculo!. Senza
rendermene conto mi avvicino, furioso. Ed cos che la
sento.
No, Jos, smettila no.
La sua voce debole, fioca, come i suoi vani tentativi di
scrollarsi di dosso quel bestione. Ma cosa cazzo sta
succedendo? Cosa le sta facendo quello stronzo? Mi
avvicino sempre di pi mentre lui, continua a starle
addosso, mormorandole qualcosa di incomprensibile.
Tenta di baciarla, mentre lei non riesce a reagire.
Jos, no. Lo supplica, ma lui non la molla.
Mi sembra che la signora abbia detto no
La mia voce risuona nel buio, calma e decisa,
nascondendo a stento tutta la rabbia che ho dentro. Ora
gli spacco la faccia a quel figlio di puttana!. Entrambi mi
guardano sorpresi e questa tregua permette ad Ana di
sciogliersi dalla stretta, anche se lui non la lascia del
tutto. Fulmino quel coglione con lo sguardo e stringo il
pugno, preparandomi a lasciarlo a terra morto. Non
toccare la mia Ana. Non toccarla mai pi. Lasciala.
Lasciala stare brutto pezzo di merda!. Lo stronzo sembra

leggermi il pensiero e allenta la sua presa, lasciandola


andare completamente.
Grey si limita a dire, fissandomi.
Lo inchiodo con lo sguardo. La sua arroganza senza
limiti. Sto davvero per spaccarti la faccia ora, stronzo. Il
mio impeto viene frenato giusto in tempo da Anastasia,
che, presa dallagitazione, in preda alla sua sbronza, si
china in avanti, tra noi due, e prende a vomitare
sullasfalto. Jos si sposta di colpo, disgustato. Mi
protendo immediatamente in avanti, raccogliendola dalla
strada. Le scosto delicatamente i capelli dal viso e la
trascino verso unaiuola sopraelevata, in un angolo del
parcheggio, lontano da occhi indiscreti.
Se vuoi vomitare di nuovo, fallo qui. Ti aiuto
La tengo per le spalle, stringendole con una mano i
capelli in una coda di cavallo. Lei si vergogna, cerca di
spingermi via, ma i conati di vomito hanno la meglio ed
costretta a svuotare il suo piccolo stomaco l sullerba. Si
ferma solo dopo qualche minuto, tenendosi salda con le
mani appoggiate al bordo dellaiuola, stremata. Estraggo
il mio fazzoletto di stoffa dal taschino e glielo porgo
gentilmente. Lo guarda stranita per un attimo, poi si
asciuga in silenzio la bocca, mentre un moto di vergogna
le segna il viso. Sospira, alzandosi, e si prende la testa tra
le mani, chiudendo gli occhi per il dolore. Poi alza lo
sguardo e mi fissa brevemente. La mia espressione
impassibile. In effetti davvero non so cosa pensare. La
dolce ragazza per la quale sembro aver perso la testa
passa i fine settimana ubriaca, a vomitare nei parcheggi
dei locali di Portland? No. Dal modo in cui sta male ora,

non si direbbe. Seguo i suoi occhi che si girano ad


osservare quello stronzo del fotografo, rimasto sulla
soglia della porta. Ci osserva mortificato. Poi si congeda
come un vigliacco, lasciandoci finalmente soli. La guardo
mentre tormenta il mio povero fazzoletto. ansiosa,
nervosa, imbarazzata. So bene cosa le ci vorrebbe per
rimetterla sulla retta via. Sono in piedi, accanto a lei, con
la schiena dritta e gli occhi fiammeggianti di rabbia. E
desiderio.
Mi dispiace cos tanto mormora piano.
Per cosa, Anastasia?
Riconosco il mio tono di voce preferito. Quello che
riservo alle mie Sottomesse prima di una punizione. Il
mio tono da Dominatore. Che tradisce quello che le sto
facendo nella mia testa. E anche lei sembra in qualche
modo accorgersene. sempre pi contrita. E accende il
mio desiderio ancora di pi. La guardo gelido,
intimandole di rispondere.
Per la telefonata, soprattutto. Per aver vomitato. Oh,
lelenco infinito
Quanto vorrei sculacciarla proprio ora!. Sospiro e
lentamente mi calmo. In fondo una ragazzina. E non mi
deve delle spiegazioni. Non ancora, almeno.
Ci siamo passati tutti, magari non in modo cos
spettacolare le dico seccamente. Si tratta solo di
conoscere i propri limiti. O meglio, io sono per spingere i
limiti sempre pi in l, ma in questo caso davvero
troppo. Ti comporti cos di solito?

Anastasia mi guarda con unespressione irritata, la


fronte corrucciata. furiosa per la mia insinuazione, ma
scommetto che non oser rispondere niente di
impertinente. Non dopo avermi quasi vomitato addosso.
No, non mi sono mai ubriacata in vita mia, e per ora
non ho nessuna voglia di ripetere lesperienza
Allimprovviso impallidisce e le gambe le cedono
leggermente. Lafferro prontamente, stringendomela al
petto. Il suo profumo mi colpisce e mi inebria. Sospiro
leggermente e decido di smetterla di fare lo stronzo per
stasera. Ha bisogno di una buona dormita e di rimettersi
in sesto.
Vieni, ti porto a casa le dico piano. Mi guarda come
se fossi il principe azzurro venuto sul cavallo bianco per
salvarla.
Devo avvertire Kate mormora.
Glielo dir mio fratello. Si agita confusa.
Cosa?
Mio fratello Elliot sta parlando con Miss Kavanagh
Eh?. Lalcool le annebbia il cervello.
Fatica a comprendere anche due parole messe in fila.
Andiamo bene, Grey. Magari in questo stato potrebbe
addirittura firmare il tuo contratto. Il mio cervello mi

schernisce. Scuoto la testa e tento di farle capire la


situazione.
Era con me quando hai telefonato
A Seattle?. Trattengo un moto di esasperazione.
No, alloggio allHeathman. Mi guarda stupita, poi
aggrotta la fronte.
Come hai fatto a trovarmi?
Ho rintracciato la chiamata, Anastasia
Si, Miss Steele. Sono un fottuto stalker. Ora
piantiamola per. Mi guarda strano, ma non mi sembra
di scorgere in lei della rabbia per il mio comportamento.
Comunque meglio cambiare argomento e soprattutto
andare via da questo posto.
Hai una giacca o una borsetta?
Ehmsi, tutte e due. Si ferma per qualche secondo.
Poi riprende decisa.
Christian, per favore, devo avvertire Kate. Si
preoccuper
Stavolta non riesco a trattenere la mia esasperazione.
Se proprio devi sbotto, prendendola per mano e
scortandola verso linterno.

Apro la porta e la lascio passare per prima. Anche


barcollante e mezza sbronza sei sempre una gran gnocca,
Miss Steele. Le prendo di nuovo la mano e mi faccio
strada tra la folla. Raggiungiamo il tavolo al quale
seduto il ragazzo che prima ballava con la Kavanagh.
Nessuna traccia del fotografo. Con lui ho ancora un conto
in sospeso. Ana recupera le sue cose e poi urla qualcosa al
suo amico, che le indica la pista, guardandomi male.
Seguo la direzione della sua mano e non fatico a capire il
perch di quella ostilit. Elliot avvinghiato alla focosa
rossa che gli balla accanto. O forse dovrei dire addosso.
Stanno praticamente scopando pi che ballando.
Anastasia mi tocca il braccio, per richiamare la mia
attenzione. Trasalisco. Ho paura che si spinga troppo
oltre. Si alza sulle punte dei piedi, avvicinandosi al mio
orecchio.
Lei in pista urla.
Mi sfiora leggermente i capelli con il naso e inspirando
piano. La guardo di nascosto, scoprendola ad inebriarsi
del mio profumo. Il mio uccello diventa duro di colpo. La
vista di lei, cos persa ad assaporare quel momento, mi fa
venire voglia di prenderla qui, sul tavolo del locale,
davanti a tutti. E invece ora dobbiamo andare a parlare
con la sua amica, che potrebbe facilmente allontanarla da
me unaltra volta. Alzo istintivamente gli occhi al cielo.
Meglio che si schiarisca un po le idee comunque. Le
prendo la mano e mi dirigo verso il bancone. Un breve
cenno al barista, che subito mi lascia ordinare un
bicchiere di acqua ghiacciata. La far sentire meglio.
Almeno per un po.
Bevi! le ordino, urlando per farmi sentire. La guardo

con insistenza finch non si decide a trangugiare un po


dacqua. Tutta!
Mi manda davvero in bestie quando si ostina a non
fare ci che le viene chiesto. Mi fa venire voglia di
mettermela sulle ginocchia e farle passare limpulso di
disobbedire. Sono davvero frustrato. Mi passo una mano
tra i capelli, mentre Ana mi osserva preoccupata. Poi
vacilla, perde lequilibrio e mi ritrovo a doverla sostenere
di nuovo. Finalmente si decide a bere tutta lacqua, con
aria disgustata. Le prendo il bicchiere dalle mani e lo
deposito sul bancone. Mi scruta dalla testa ai piedi,
ritrovando la sua aria trasognata. E in tutta questa
assurda situazione, mi viene da ridere. B magari potrei
giocare un po anchio. Sono curioso di vedere fino in
fondo leffetto che ho su questa ragazza. La trascino sulla
pista da ballo, vincendo la sua riluttanza. La attiro a me
ed inizio a muovermi. La tengo stretta, i nostri corpi
aderiscono alla perfezione. Si lascia andare al mio ritmo,
confusa ed eccitata. E anchio riesco a contenermi a
stento. Continuando a muovermi la trascino fino al lato
opposto della pista, raggiungendo Elliot e Miss Kavanagh
impegnati in un corpo a corpo estremamente erotico. Ana
rimane ad osservarli sconvolta. In effetti quei due si
stanno dando veramente da fare.
Elliot! urlo. Mio fratello si gira a guardarmi
riluttante, avvicinandosi. Anastasia viene via con me!
Lui fa un cenno dassenso con la testa e poi si avvicina
a Katherine, sussurrandole qualcosa allorecchio. Lei
annuisce maliziosamente e Elliot torna da me.
Tutto ok, fratellino! Io non credo di tornare in albergo

per stanotte!
Mi congeda con un ampio sorriso. Sono sempre
divertito dalla facilit delle conquiste di Elliot. Afferro la
mano di Anastasia e, mentre non riesce a smettere di
guardare a bocca aperta la sua amica, la trascino via con
passo deciso. Ho davvero bisogno di uscire da questo
posto. Mi giro a guardarla per un istante. Sul suo viso si
sta facendo spazio unespressione di atroce sofferenza.
completamente stordita dalle luci, dallalcool e dalla
musica sparata a palla. E ad un tratto la sento scivolarmi
dalle mani ed accasciarsi pesantemente verso terra,
perdendo i sensi. Faccio appena in tempo a prenderla tra
le braccia.
Cazzo!
La
porto
velocemente
fuori,
raggiungendo
immediatamente la mia auto. A fatica apro lo sportello
posteriore del Suv e la adagio cauto sui sedili in cuoio. Mi
fermo per un attimo a guardarla. Cavolo se bella. Con
riluttanza mi allontano da lei, chiudo lo sportello e salgo
in macchina, al mio posto. Accendo il Suv e parto in
direzione del mio albergo. Lo so, dovrei portarla a casa
sua. Ma la verit che non voglio lasciarla. Non in questo
stato. Non ha la minima considerazione per se stessa e,
ubriaca com, potrebbe cacciarsi in qualche altro
pasticcio. Ammetti che vuoi solamente tenerla con te
stanotte, Grey. Gi, forse vero. E poi nessuno mi
assicura che il suo cosiddetto amico non la raggiunga a
casa. Chiss cosa le avrebbe fatto quel figlio di puttana se
io non fossi arrivato in tempo! Povera piccola, ingenua
Anastasia. Accendo lo stereo e mi rilasso ascoltando un
brano di musica classica, a volume basso, per non

svegliarla. Lentamente tutta la tensione accumulata


questa sera, ma anche quella dellultima settimana, inizia
ad abbandonarmi. Lei qui con me. mia ora. Non so
tutto questo dove ci porter. Non so se sono destinato a
salvarla o a condurla sulla via della perdizione. So solo
che la desidero con ogni fibra del mio essere. E sono
calmo solo quando lei con me. La osservo dallo
specchietto retrovisore. Dorme. Ogni tanto emette
qualche lamento sommesso ed scossa dai conati.
Accelero. Non voglio che vomiti di nuovo. Soprattutto
nella mia Audi. Cinque minuti dopo spengo il motore del
Suv,
allinterno
del
parcheggio
sotterraneo
dellHeathman. Scendo e apro lo sportello posteriore. La
tiro fuori dallauto delicatamente, prendendola tra le
braccia. La porto su in ascensore, senza metterla a terra,
senza svegliarla. Apro a fatica la porta della mia suite e
me la richiudo dietro con un calcio una volta entrato. Mi
dirigo spedito in camera da letto. La poggio delicatamente
sul materasso, stando bene attento a non sballottarla
troppo. Accendo labat-jour e rimango a fissarla per
qualche attimo, seduto sul letto accanto a lei. cos bella.
Se fosse cosciente, ora, credo che non potrei resistere a
lungo. Ma meglio metterla a letto e lasciarla riposare in
pace per stanotte. Mi inginocchio davanti a lei e le sfilo
dolcemente le Converse bianche, macchiate di vomito, e
le calze. Accarezzo per un attimo la pelle delicata dei suoi
piedi, risalendo sino alle caviglie. Mi alzo e torno a
sedermi sul letto. Le sbottono piano i jeans sporchi e
guardo il suo ventre semi scoperto, senza resistere
allimpulso di avvicinarmi. Le sfioro delicatamente la
pelle candida con il naso, perdendomi nel suo profumo.
Non so nemmeno io come, ma riesco a resistere
allimpulso di baciarla. Ti stai comportando da maniaco,
Grey. Mi allontano stravolto. Ho il cuore che mi pulsa a

mille e luccello che freme di desiderio. Cazzo!. Faccio


un sospiro profondo e le sfilo via i jeans. Mi affretto a
coprirla con la trapunta. Mi giro, dandole le spalle.
Appoggio entrambi i gomiti sulle gambe, mettendo le
mani nei capelli. Non capisco cosa diavolo mi stia
succedendo. Fino ad una settimana fa ero il padrone
assoluto del mio mondo. Avevo tutte le certezze. Nessun
dubbio. Nessuna fragilit. Oggi stento a riconoscermi.
Tutta questansia, questa preoccupazione. Tutto questo
affanno. Ed solo per lei, solo per questa ragazzina
impudente che ora dorme nel mio letto. Mi scappa da
ridere. Si presa la mia sicurezza e ora anche il mio letto.
Mi giro a darle unultima occhiata. Mi alzo e vado in
bagno. Ho davvero bisogno di una doccia ora. Lacqua
tenta invano di lavare via i miei pensieri e le mie
preoccupazioni. Rimango immobile sotto il getto caldo
per molto tempo. Sto tentando invano di analizzare
quello che provo, di capire, dare un senso a quella
sensazione di completezza che provo quando sto con lei.
E allo stesso modo a quella di vuoto incolmabile quando
non mi sta davanti. Prima dora, prima di lei, non mi era
mai capitato nulla del genere. Non so come gestire bene
tutto questo. Non so per niente come gestirlo, anzi. Ci
metto un bel po prima di decidermi ad uscire dalla doccia
e mettermi a letto. Entro in camera e la trovo ancora l,
nella stessa posizione in cui lho lasciata. Dorme
profondamente. Potrei andare a stendermi di l, sul
divano. Ma qualcosa mi attira a lei come una calamita. In
fondo lintrusa lei. Sposto le coperte e mi infilo a letto.
Mi ritrovo ameno di due centimetri da Anastasia. Meglio
darle le spalle, per evitare tentazioni. Ma non resisto a
lungo. Mi giro di nuovo e la guardo. bellissima. I capelli
castani arruffati, scompigliati. La pelle candida, liscia. Le
labbra di un leggero colore rosato. perfetta. Non ho mai

visto niente di pi bello. Ha la fronte leggermente


aggrottata. Chiss cosa sta sognando. Il movimento
involontario le forma una deliziosa piccola v in mezzo agli
occhi. Mi avvicino e gliela bacio. morbida. Si muove
leggermente al tocco delle mie labbra, lamentandosi
piano e spostandosi di qualche millimetro. Rimango a
fissare quei lineamenti perfetti, delicati, senza riuscire a
staccarmi da lei. Ogni tanto le accarezzo piano il viso, le
sposto qualche ciocca ribelle dietro le orecchie. Pi volte
mi ritrovo a sorridere come un bambino. E prima che me
ne possa accorgere, gi arrivata lalba.

Capitolo 5
Rientro in camera dopo aver cercato di scaricare lo
stress e la tensione gi in palestra. Dopo una notte
insonne come quella appena trascorsa, non c niente di
meglio che un po di movimento fisico per lasciarsi
andare. Porto di la un bicchiere di succo darancia e le due
pastiglie di analgesico che mi sono fatto portare su per
Anastasia. Ho con me anche degli abiti puliti che le ho
fatto prendere da Taylor in un negozio del centro. Un
nuovo paio di jeans, una camicetta azzurra ed un nuovo
paio di Converse, bianche, come quelle che le ho sfilato
ieri sera. Qualcosa di semplice, pratico. Oh, e biancheria
pulita, ovviamente. Su quella ho seguito pi i miei gusti
che quelli della ragazzina bruna che dorme di l. Le ho
ordinato un costoso capo di biancheria francese,
interamente di pizzo e merletti. Anche questo di un
intenso azzurro cielo. Trovo che questo colore si abbini
perfettamente a quello dei suoi occhi, mettendoli in
risalto. E poi credo che sar fantastica con quello
addosso. Se mai avrai loccasione di vederla con quello
addosso, Grey.
Busso piano alla porta della camera da letto. Niente.
Entro e lei ancora l che dorme beata. Poggio il bicchiere
e le pasticche sul comodino e lascio la busta con gli abiti
su una sedia, di fronte al letto. Mi fermo per un attimo ad
osservarla. Mio Dio, sembra un angelo. Ho passato tutta
la notte a guardarla, a scrutare ogni minimo dettaglio del
suo viso. E anche ora fatico a smettere. Ma meglio
andarmene di qui. Non vorrei che si svegliasse e pensasse
che io sia un maniaco. Anche se ti comporti da tale,
Grey. A malincuore torno in salotto, dove Taylor mi

attende.
Taylor, occupati della colazione. Tra unora in
camera. Tutto quello che hanno sul men, non so cosa
faccia piacere mangiare a Miss Steele. Io prender
unomelette di albumi. Assicurati che ci sia una bustina di
t per Anastasia. Twinings English Breakfast
Certo, signore
Taylor si congeda con un cenno della testa. Sono
contento di poter sempre contare sulla sua efficienza.
Prendo il BlackBerry e avvio la chiamata.
Welch. Grey. Ho bisogno che tu faccia un controllo su
una persona... Jos Rodriguez. un fotografo.
Probabilmente studia allUniversit di Vancouver Tutto
quello che riesci a scoprire. Al pi presto Si, bene.
Chiudo il telefono soddisfatto. Non scherzavo quando
ho detto che io e te avevamo ancora un conto in sospeso,
figlio di puttana. Chiudo gli occhi per qualche secondo e
la scena di Anastasia stretta tra le sue braccia si
ripresenta nella mia mente vivida come non mai. La furia
torna a scorrere nelle mie vene come un fiume. Mi passo
una mano nei capelli e sospiro, lasciando che il mio corpo
assorba, lentamente, tutte queste nuove sensazioni. Mi
piacerebbe sapere cosa cazzo mi sta succedendo, ma pi
ci penso e pi non riesco ad afferrare il senso di tutto
questo. Come se non bastasse il mio analista immerso in
un tranquillo viaggio di piacere in Europa e non accenna
a tornare a casa. Maledetto Flynn! Ma guarda se tra i
mille strizzacervelli di Seattle dovevo pescarmi lunico

con una famiglia a Londra.


Sar meglio farsi una bella doccia rigenerante ora.
Voglio rimettermi in sesto e farmi trovare pronto per
quando Anastasia decider di svegliarsi. Raccolgo la
borsa della palestra dal pavimento e torno di nuovo a
bussare piano alla porta della camera da letto. Non vorrei
coglierla troppo di sorpresa nel caso si fosse gi svegliata.
Immagino la sua confusione e lagitazione nel ritrovarsi in
una camera dalbergo piuttosto che a casa sua. La mia
camera, oltretutto. Tendo lorecchio per un istante, ma
niente. Nessun rumore dallaltro lato. Apro la porta ed
entro piano per non disturbare il suo sonno. Ed invece
eccola l. sveglia, seduta in mezzo al letto. Tutta in
disordine, spettinata e ancora assonnata. Sexy come
sempre. Mi guarda sorpresa, senza proferire parola. In
realt mi sta letteralmente mangiando con gli occhi,
soffermandosi sul mio torace e sui miei bicipiti. Mi
scappa da ridere e per fortuna, proprio in quel momento,
lei chiude gli occhi, stringendoli forte e facendo un
respiro profondo. Mi ricompongo in fretta, cercando di
recuperare la mia seriet. Rimaniamo entrambi in
silenzio per un bel po. Ok, meglio rompere il ghiaccio.
Anche se credo che sarebbe divertente stare qui a fissarla
e ad aspettare che si decida ad aprire bocca.
Buongiorno, Anastasia. Come stai?
Apre gli occhi titubante e mi guarda con aria contrita.
Un leggero rossore le colora le guance.
Meglio di quanto mi merito sospira amara.
Poggio con noncuranza la mia borsa sulla sedia l

accanto e torno ad osservarla, calmo ed impassibile,


anche se in realt la situazione mi diverte da matti.
Anastasia torna ad imperversare nel suo mutismo, con
lespressione di una scolaretta in attesa di una bella
punizione. Oh, non immagini nemmeno quanto mi
renderebbe felice punirti sul serio, Miss Steele. La
guardo e so che in questo momento ho dipinta sul volto la
mia espressione autoritaria. Ora tocca a te parlare
tesoro. Mi guarda e quasi mi sembra di scorgere nei suoi
occhi la voglia insistente di ficcare la testa sotto le coperte
e non uscirne mai pi.
Come sono arrivata qui? chiede flebilmente dopo
uneternit.
Mi avvicino a lei, fissando i miei occhi nei suoi che mi
seguono ovunque, e vado a sedermi sul bordo del letto.
Siamo molto vicini e sento il suo respiro accelerare,
diventare quasi frenetico. Si, Miss Steele. Decisamente,
eccitata mi piaci di pi.
Dopo che sei svenuta non ho voluto mettere in
pericolo il rivestimento di cuoio dei sedili della mia auto
riaccompagnandoti a casa. La prendo in giro, ma se lo
merita. In fondo, appena sei giorni fa mi ha chiesto se
fossi gay. Posso permettermi un po dironia. E cos ti ho
portata qui
Mi guarda infastidita, mentre un moto di stizza le
attraversa il volto, ma decide saggiamente di ignorare la
mia arroganza mattutina. Pi che altro sembra farsi
distrarre da qualche altro pensiero.

Sei stato tu a mettermi a letto? mi incalza.


Si
Rispondo fingendo tutta linnocenza di questo mondo e
lei si acciglia ancora di pi. Ecco qual il punto. Vuole
sapere se abbiamo scopato. Potrei toglierle latroce
dubbio, certo, ma in realt mi secca che lei pensi a me
come uno stupratore che approfitta di giovani ragazze
ubriache. Vederla in difficolt, ora, la mia punizione
segreta.
Ho vomitato di nuovo?
No
Abbassa lo sguardo mortificata.
Mi hai tolto tu i vestiti? mormora piano, con un filo
di voce.
Si rispondo sarcastico, alzando un sopracciglio.
Chi altro avrebbe potuto farlo, Miss Steele, dato che
eri praticamente in coma?. Arrossisce con violenza,
senza avere il coraggio di alzare lo sguardo dalle sue
mani, che sta praticamente torturando.
Non abbiamo?
Lascia la frase a met, senza avere il coraggio di finirla.
Ma con che razza di uomini sei uscita fino ad ora, Miss
Steele?. Linopportuno pensiero di lei in balia di

approfittatori e maniaci mi disturba. Cosa le ha fatto


pensare che io appartenessi alla specie? Magari le tue
manie da stalker seriale, Grey. Sbuffo mentalmente in
direzione del mio cervello.
Anastasia, eri praticamente in coma le rispondo
deciso. La necrofilia non fa per me. Mi piacciono le
donne coscienti e ricettive
Lei si scusa, ancora pi imbarazzata.
stata una serata molto movimentata. Non la
dimenticher tanto presto la prendo maliziosamente in
giro, sorridendole, di nuovo in modalit bastardo
arrogante.
Non eri tenuto a rintracciarmi con le diavolerie alla
James Bond che produci per i tuoi clienti sbotta
infastidita.
Rimango a dir poco sorpreso dalla sua uscita.
Dopotutto se non lavessi rintracciata a questora si
sarebbe risvegliata del letto di quel figlio di puttana. E
probabilmente lui non si sarebbe fatto molti scrupoli ad
abusare di lei nonostante la sua incoscienza. La guardo
severamente di traverso, cercando di dominare la rabbia
crescente. Ora si che vorrei mettermela sulle ginocchia e
sculacciarla di santa ragione!.
Primo, la tecnologia che serve a rintracciare i cellulari
disponibile su Internet. Secondo, la mia societ non
investe in nessun tipo di sorveglianza n lo produce.
Terzo, se non fossi venuto a prenderti, probabilmente ti

saresti svegliata nel letto di quel fotografo del cui


corteggiamento, se ben ricordo, non eri troppo
entusiasta.
E che cazzo! Prendi e porta a casa, Miss Steele!.
Questa donna una continua sfida. Sono furioso in
questo momento e devo fare uno sforzo disumano per
contenere la mia rabbia. Invece di ringraziarmi se ne sta
qui, nel mio letto, ad accusarmi di aver avuto lardire di
recuperarla totalmente ubriaca dal bordo di un
marciapiede, mentre stava per essere molestata.
Finalmente alza gli occhi e mi guarda. Poi, allimprovviso,
scoppia a ridere. Un suono piacevole, fresco e argenteo.
Meraviglioso come lei.
Da quale cronaca medievale sei fuggito? Sembri un
cavalier cortese
La guardo stupito. La sua impertinenza mi fa sorridere
e ammorbidisce il mio umore. Cerco di contenere lilarit
e ci riesco a stento.
Non penso proprio. Un cavaliere nero, forse
Scuoto leggermente la testa. Il pensiero a dir poco
ridicolo. Un cavalier cortese io? Non lo direi se fossi in
te, Anastasia. Lei mi guarda adorante. E dentro di me il
desiderio esplode prepotente. Ho davvero bisogno di
quella doccia. E lei di mangiare. Aggrotto leggermente la
fronte.
Hai mangiato ieri sera?

Fa cenno di no con la testa. Deve mangiare. Si lo so,


sono dannatamente fissato con il cibo. Ma se tutti
avessero passato quello che ha passato quel bambino di
quattro anni che la mia mente cerca in ogni modo di
dimenticare, allora lo sarebbero tutti.
Devi mangiare. Per questo sei stata cos male.
Davvero, Anastasia, la regola numero uno di chi beve
E anche questo lo so per esperienza. Mi passo una
mano tra i capelli, cercando di allontanare tutti questi
ricordi indesiderati che stamattina hanno deciso di
bussare contemporaneamente alla porta del mio cervello.
Lei mi guarda, stupita dal mio tono severo. inutile,
Miss Steele. Se ti dico qualcosa la devi fare. meglio che
ti ci abitui in fretta.
Intendi continuare a sgridarmi?
La guardo sorpreso. E infastidito. Nessuna donna mi
ha mai parlato in questo modo. La sua impertinenza
davvero non ha limiti.
questo che sto facendo? le chiedo stizzito.
Mi pare di si
Mi sfida ad ogni parola, ad ogni sguardo. Che donna
frustrante!.
Sei fortunata che mi limito a sgridarti
Che vuoi dire?

B, se fossi mia, non potresti sederti per una


settimana dopo la bravata di ieri sera
Sul viso le si dipinge unespressione di sconcerto.
Non hai mangiato, ti sei ubriacata, ti sei messa in
pericolo
Si, Miss Steele. Ti avrei sculacciata fino a farti
implorare in ginocchio di smettere. Ti avrei frustrata fino
a farti capire che non ci si mette in pericolo in quel modo.
E poi ti avrei presa in mille modi, facendoti godere come
nessun uomo ha mai fatto. Il solo pensiero di lei tra le
braccia di quel figlio di puttana mi manda in bestie. Uno
strano brivido mi attraversa. Sei geloso, forse, Grey?.
Chiudo gli occhi per scacciare via linfausto pensiero.
Quando li riapro le lancio unocchiataccia.
Odio pensare a cosa ti sarebbe potuto succedere
Anastasia mi lancia uno sguardo acido.
Non mi sarebbe successo niente. Ero con Kate
Oh, dimenticavo la cara Miss Scopami-Elliot-Scopami
Kavanagh. Davvero un ottimo esempio.
E il fotografo? sbotto incazzato.
E, contro ogni aspettativa, lei azzarda anche una
giustificazione!

Jos ha solo perso il controllo


B, la prossima volta che perde il controllo, forse
qualcuno dovrebbe insegnargli le buone maniere
Mi guarda come se avessi appena detto la cazzata del
secolo.
Sei molto severo in fatto di disciplina
Oh, Anastasia, non ne hai idea
Un sorrisetto lascivo accompagna lo sguardo carico di
intenzioni che le rivolgo, mentre lei resta a fissarmi
inebetita, con i capelli arruffati e quellespressione
impertinente sul viso. Saprei io come rimetterti in riga,
Miss Steele. Ed il pensiero di quale sarebbe il modo
migliore per farlo torna a rianimarmi luccello. Cazzo!.
Meglio andarmene di qui prima che questi discorsi ci
portino ad altro. Con lei vicino non mi sento mai troppo
sicuro.
Vado a farmi una doccia. A meno che non voglia farla
prima tu
Le lancio un altro sguardo di fuoco e sento il suo
respiro spezzarsi e il suo corpo agitarsi. Oh, si!. Riesco a
stento a trattenere la profonda gioia che si diffonde
lentamente dentro di me. Si, gioia. Perch sono io a farle
quello strano effetto. Sono io a mandarla fuori di testa. Ad
eccitarla. Lei mi vuole, mi desidera. E io voglio lei. Con
tutto me stesso. Lentamente scivolo sul letto,
avvicinandomi e chinandomi su di lei. Con il pollice le

sfioro il labbro inferiore, quello che ama tanto mordere.


Respira, Anastasia mormoro divertito.
Quel breve contatto la mia rovina. Voglio queste
labbra, voglio questa donna. La voglio pi di ogni altra
cosa al mondo. Pi di quanto io abbia mai voluto tutto il
resto. Ma cosa cazzo mi succede?. Di scatto mi alzo,
lasciandola evidentemente insoddisfatta. I suoi occhi mi
fissano ipnotizzati, mentre rimane ferma, incapace di
muoversi. Cazzo, devo assolutamente allontanarmi da
quegli occhi azzurri.
La colazione sar in camera fra un quarto dora. Avrai
una fame da lupo esclamo un po troppo affrettato.
Poi, in silenzio, mi dirigo in bagno, chiudendomi dietro
la porta. Cazzo!. Mi appoggio alluscio, sospirando forte.
La donna che desidero al di l di questa maledetta porta
e io mi sono rintanato in bagno per paura di portarmela a
letto. Devo trovare una soluzione. troppo giovane e
probabilmente altrettanto inesperta. Di certo non posso
andare da lei ora e dirle Sai, voglio che tu sia la mia
nuova Sottomessa. Firma questo fottuto contratto e
lasciati fustigare da me. Anche se credo che sarebbe
relativamente facile convincerla ora che ha dipinta sul
viso quellassurda aria di beatitudine. Ma io voglio che sia
pienamente cosciente di ci che voglio da lei. Ora non
sarebbe leale.
Mi infilo in fretta sotto la doccia, per allontanare quei
pensieri. La sensazione dellacqua sulla pelle piacevole,
e lenisce il mio bisogno. Mi lascio andare, rilassandomi e
cercando di non pensare alla ragazza seminuda che ho

appena lasciato nel mio letto. Resto sotto la cascata


tiepida per un bel po prima di decidermi ad uscire,
tentando di recuperare pienamente le mie facolt
intellettive. Mi avvolgo un asciugamano attorno ai fianchi
e faccio un lungo e profondo sospiro. Finalmente sembro
tornato in me. Forza Christian, ce la puoi fare. Apro la
porta del bagno con rinnovata determinazione e
Merda!. Il mio uccello risponde automaticamente alla
vista di Anastasia seminuda, in piedi davanti a me, che mi
guarda con aria colpevole, cercando di coprirsi con le
mani. Il suo splendido corpo coperto solo dalla t-shirt e
dalle mutandine. Cristo!. Il respiro mi si mozza in gola,
mentre non riesco a toglierle gli occhi di dosso. La pelle
diafana, morbida, le sue mutandine striminzite che
lasciano ben poco spazio allimmaginazione, la
protuberanza dei suoi seni nascosti dalla maglietta. E lei,
con quei suoi capelli in disordine, le labbra morbide,
strette per limbarazzo e gli occhi grandi e azzurri, che mi
penetrano come pugnali. davvero strepitosa vista da
vicino. Sono eccitato, bramoso di possederla. Faccio una
fatica disumana per distogliere lo sguardo da lei e tentare
di domare i miei istinti animaleschi. Mi accorgo che in
cerca dei suoi pantaloni.
Se stai cercando i tuoi jeans, li ho mandati in
lavanderia. Erano macchiati di vomito
La mia voce bassa, roca, e tradisce loscuro desiderio
che mi sta dilaniando lanima in questo preciso istante.
Quanto mi piacerebbe arrossare quella pelle candida con
un flagellatore. Portare a galla il rossore e lasciarle i segni
del mio desiderio addosso. Cazzo, cazzo, cazzo! Meglio
sparire di qui.

Ho mandato Taylor a comprare un altro paio di


pantaloni e di scarpe. Sono nella borsa sulla sedia
Mi guarda sorpresa, arrossendo di nuovo e tirando la
maglietta con le mani, nel vano tentativo di coprirsi il
ventre. Mi eccita ancora di pi. Cristo santo, Anastasia!
Ora se non esci da questa stanza ti fotto. Per fortuna lei
a decidere e non io.
Mmh credo che far una doccia. Grazie
Imbarazzata ed impacciata, prende la borsa e scappa in
bagno, chiudendo la porta dietro di s. Mi appoggio al
muro, passandomi una mano nei capelli, mentre il mio
corpo cerca di calmarsi. Vederla in quello stato mi ha
acceso dentro un fuoco che non avevo mai sperimentato
prima. Anastasia Steele devi essere mia. Mia, mia, mia.
Sospiro pesantemente. meglio che mi vesta prima che
esca dal bagno. Non credo che riuscirei a resistere questa
volta se per caso me la trovassi davanti nuda e
completamente bagnata. Il solo pensiero rianima il mio
membro appena assopito. Grazie a lei, ormai convivo con
una costante erezione. Velocemente mi asciugo e mi
vesto. Quando ho finito busso alla porta del bagno, per
avvertirla che ha campo libero in camera.
La colazione pronta
B-bene...
Oh, Miss Steele, conosco quel tono. Cosa stavi facendo
sotto la doccia?. Mi sento compiaciuto ed appagato dal
fatto che, con tutta probabilit, la dolce Anastasia si stava

accarezzando sotto lo scroscio dacqua. Il pensiero di lei


che si masturba pensando a me mi manda letteralmente
in estasi. A malincuore mi allontano dalla camera da
letto, dirigendomi in salotto, mentre mi abbandono
ancora per un po alle mie fantasie perverse sulla piccola
Miss Steele.
Merda, Kate!
Il suo ingresso poco ortodosso, nella sala da pranzo, mi
riporta alla realt. Alzo lo sguardo dalla pagina
economica del quotidiano, posandolo su di lei. Indossa gli
abiti che ha comprato Taylor. E so anche cosa indossa
sotto quegli abiti. Di certo sar fantastica. E,
onestamente, spero di riuscire presto ad ammirarla in
quella mise.
Sa che sei qui e che sei ancora viva. Ho mandato un
messaggio a Elliot
E, a quanto pare, Lelliot ha tenuto viva anche lei
stanotte. Le sorrido, rassicurandola. Anastasia rimane in
piedi, senza avvicinarsi al tavolo da pranzo.
Siediti le ordino.
Sembra intimorita, ma obbedisce senza proferire
parola, sistemandosi di fronte a me. Piego con cura il
giornale, riponendolo al fianco del mio piatto, mentre
Anastasia ammira sorpresa il vero e proprio banchetto
che Taylor ha ordinato.
Non sapevo cosa ti piace le dico a mo di

spiegazione. Quindi ho ordinato un po di tutto dal


menu della colazione
Non hai badato a spese
No, infatti le rispondo un po seccato.
Odio sprecare il cibo, non mi fa sentire bene con me
stesso, e Taylor ha davvero esagerato. Tuttavia noto con
soddisfazione che lei sembra apprezzarlo, soprattutto
mentre si appropria di pancake, sciroppo dacero, uova
strapazzate e bacon in abbondanza. davvero
affamata!. Sorrido e mi dedico alla mia omelette.
T? le chiedo gentilmente.
Si, grazie
Le passo la piccola teiera con lacqua calda e un
piattino con la bustina di Twinings. Alza lo sguardo di
scatto, sorpresa e felice. Almeno credo. Si, Miss Steele.
Sono un fottuto stalker e mi ricordo di come prendi il t.
Ora non guardarmi come se fossi un santo. La scruto a
fondo per qualche secondo.
Hai i capelli bagnati
Lespressione beata le sparisce dal volto, lasciando
spazio allimbarazzo.
Non sono riuscita a trovare il phon mente
spudoratamente, mentre arrossisce leggermente.

Le faccio una smorfia sarcastica di disapprovazione,


ma evito di tornare sullargomento. Almeno per il
momento.
Grazie per i vestiti mormora.
un piacere, quel colore ti sta benissimo
Arrossisce di nuovo. Prevedibile.
Sai, dovresti davvero imparare a ricevere un
complimento
Anche perch presto sarai mia, Miss Steele. E se mi va
di farti un fottuto complimento tu devi accettarlo e non
vergognartene.
Dovrei restituirti i soldi dei vestiti
Alzo lo sguardo su di lei, guardandola torvo, ma la mia
espressione non la ferma.
Mi hai gi regalato i libri che, naturalmente, non
posso accettare. Ma questi vestiti lascia che te li
rimborsi
Mi sorride gentilmente, cercando di indorarmi la
pillola, ma non attacca con me.
Fidati, Anastasia, posso permettermelo le rispondo
secco, vagamente offeso dalla sua assurda proposta.
Ma

cazzo,

accettala

qualcosa.

Voglio

davvero

prendermi cura di te.


Non questo il punto. Perch dovresti comprare tutte
queste cose per me?
Perch voglio che tu stia bene. Perch voglio darti
tutto quello di cui hai bisogno.
Perch ne ho la possibilit
Lei mi guarda contrariata.
Il fatto che tu ne abbia la possibilit non significa che
devi farlo
ostinata la ragazzina!. La guardo ancora una volta,
con gli occhi pieni di desiderio. una sensazione strana.
Pi mi sfida, pi rifiuta le mie attenzioni e pi mi irrita. E
pi la desidero. Non mi mai capitato prima. Ma
letteralmente sublime. Ho solo il dubbio che potrebbe
faticare ad accettare il ruolo di Sottomessa. Dovrei
addestrarla a dovere. E credo che sarebbe immensamente
divertente. Questa sfida, la sua impertinenza, aggiungono
decisamente un tocco di eccitazione in pi a tutta questa
strana situazione che ci lega.
Perch mi hai mandato quei libri, Christian?
Il cambio di direzione diretto, anche se lei per prima
sembra essere spaventata dalla risposta. Me lo sta
chiedendo con un filo di voce, sussurrando. Poggio le
posate sul tavolo e la guardo intensamente per un attimo.
Ora o mai pi.

B, quando hai rischiato di farti investire dal


ciclistae io ti tenevo tra le braccia e tu mi guardavi con
quello sguardo, come per dire Baciami, baciami
Christian, ho sentito che ti dovevo delle scuse e un
avvertimento
Glielo dico tutto dun fiato, in un impeto di sincerit. E
di risoluto coraggio.
Anastasia, io non sono un tipo da cuori e fiori, non ho
niente di romantico, ho gusti molto particolari. Dovresti
stare alla larga da me
Ecco, lho detto. Mi sento male al solo pensiero che
sto allontanandola da me. Ma dovrebbe ascoltare il mio
avvertimento. Eppure eppure voglio che sappia lo stesso
quanto la desidero. So che non dovrei dirle nientaltro,
che non dovrebbe neppure essere qui ora, a guardarmi in
quel modo, ma
Ma in te c qualcosa, per cui non riesco a starti
lontano. Immagino che tu ormai labbia capito
E allora non farlo
Queste quattro parole mormorate dalle sue labbra, mi
colgono alla sprovvista, lasciandomi sorpreso, confuso e
stordito. Che cazzo ti succede, Grey?.
Non sai quello che dici le dico, improvvisamente
agitato.

Spiegamelo
No, tu neppure te lo immagini di cosa sto parlando
Anastasia. Mi fissa spavalda e non riesco a staccare i
miei occhi da quellazzurro intenso che mi penetra
lanima. Mi sento totalmente esposto a lei, mentre
rimaniamo entrambi in silenzio. Per minuti, forse.
E cos non sei asessuato?
La sua stravagante domanda rompe allimprovviso
lassordante quiete che ci avvolge. Le mie labbra si
piegano in un sorriso divertito, mentre, imbarazzata,
prende coscienza di quello che mi ha appena chiesto.
No, Anastasia, non lo sono
Diventa nuovamente paonazza, ma sono distratto dal
tumulto di pensieri che ho dentro la testa in questo
momento. E allimprovviso la decisione da prendere mi
sembra pi chiara che mai. Mi vuole. E io voglio lei
ovviamente. Probabilmente questo idillio durer fino a
quando non scoprir che sono un sadico pervertito, che
prova piacere a fustigare ragazze brune come lei, ma il
gioco vale la candela. Non potrei mai perdonarmi di non
aver almeno tentato.
Quali sono i tuoi piani per i prossimi giorni? le
chiedo a voce bassa, quasi timoroso.
Oggi lavoro, da mezzogiorno. Che ore sono? mi
chiede improvvisamente presa dal panico.

Le dieci appena passate. C tutto il tempo. E


domani?
Kate e io inizieremo a fare le valigie. Il prossimo
weekend traslochiamo a Seattle, e tutta la prossima
settimana lavorer al negozio
Avete gi un posto dove stare a Seattle?
S
Dove?
Non ricordo lindirizzo. nella zona del Pike Place
Market
Non lontano da dove abito io. Che lavoro farai a
Seattle?
Allimprovviso sembra stranamente a disagio e
insofferente alle mie domande. evidente che non ama
rivelare molto di s stessa.
Ho presentato domanda per alcuni stage. Sto
aspettando la risposta
Lhai presentata anche alla mia azienda, come ti
avevo suggerito?
Mmh no
Cosa cazzo c che non va nella mia azienda?. Potrei
avere il piacere di averla tutta per me per la maggior parte

della giornata. E Dio solo sa quanto sarebbe eccitante.


Decido di chiederglielo.
Nella tua azienda o nel capo della tua azienda?
risponde sarcastica
Piego la testa di lato e le sorrido, divertito ancora una
volta dalla sua adorabile impertinenza. Si, adorabile
come lei.
Mi prendi in giro, Miss Steele?
Lei abbassa gli occhi imbarazzata, mordendosi il
labbro inferiore. Merda, di nuovo!. Quel gesto mi fa
venire linsana voglia di scoparmela ovunque ci troviamo.
Il mio cazzo freme nei pantaloni, bramando qualcosa di
pi di un fottuto contatto visivo.
Vorrei essere io a mordere quel labbro mormoro
piano, con la voce bassa e piena di desiderio.
Il respiro le si mozza di colpo, per poi riprendere
affannoso. Leccitazione si ripercuote in tutto il suo corpo,
scosso da fremiti. E non ti ho nemmeno toccata Miss
Steele. Pensa solo a cosa potrei farti se ti abbandonassi a
me.
Perch non lo fai? mi sfida, con una presa
improvvisa di coraggio.
Ma in realt la sua sembra quasi una supplica. Riesco a
leggere il suo bisogno di me nelle sue parole, nei suoi
occhi, nel suo corpo teso. Mi vuole, decisamente. Le

faccio un sorrisetto compiaciuto.


Perch non ho intenzione di toccarti, Anastasianon
prima di aver avuto il tuo consenso scritto
Che intendi dire?
Rimango qualche attimo in silenzio, mentre la
curiosit la divora.
Esattamente quello che ho detto
Scuoto la testa, mentre sorrido divertito, senza svelarle
altro per il momento. Questa donna davvero
esasperante. Torno a guardarla per qualche secondo e
prendo coraggio definitivamente.
A che ora finisci di lavorare stasera?
Verso le otto
Bene, potremmo andare a Seattle stasera o sabato
prossimo e cenare a casa mia, cos potrei metterti al
corrente. A te la scelta
Ora sta a te Miss Steele. Prendere o lasciare. Si agita
sulla sedia, sempre pi curiosa.
Perch non puoi dirmelo ora? mi incalza.
Mi acciglio. Perch sono un pervertito figlio di
puttana, Anastasia. Perch ti voglio solo per il piacere di
picchiarti selvaggiamente e scoparti fino allo stremo.

Perch sono solo un bastardo e tu non ti meriti uno come


me. Perch voglio avere la possibilit di rivederti almeno
unaltra volta nella mia vita, prima di dirti addio.
Perch mi sto godendo la colazione e la tua
compagnia. Quando saprai come stanno le cose
probabilmente non vorrai rivedermi mai pi
Sicuramente andr a finire in questo modo, Anastasia.
Scapperai da me e io mi sentir un coglione perch ti
desidero e non posso darti quello di cui tu hai bisogno.
Sono pi che sicuro di questo. Ma so anche che questa
lunica opportunit che ho. Si fosse trattato di unaltra,
probabilmente avrei gi lasciato perdere. Ma si tratta di
lei. E io proprio non posso lasciar perdere. Il suo sguardo
corrucciato mi scruta a fondo, cercando di dare un senso
a quello che le ho appena detto.
Stasera
Sorrido. Ero quasi sicuro della sua risposta.
Come Eva, hai troppa fretta di mangiare dallalbero
della conoscenza la prendo bonariamente in giro.
Ma in realt il mio anche un avvertimento.
Mi prendi in giro, Mr Grey?
Fa la carina, rifacendomi il verso, ma le si legge
stampato in faccia che vorrebbe insultarmi. Estraggo il
Blackberry dalla tasca e premo il pulsante di chiamata.

Taylor. Mi serve Charlie Tango


Anastasia aggrotta le sopracciglia, senza riuscire a
capire, mentre dispongo i dettagli per il viaggio con il mio
elicottero. Oh, Miss Steele. Spero di passare lintera
notte in tua compagnia. Anche se probabilmente non sar
cos. Il pensiero mi distrae a tal punto che a malapena
riesco a sentire Taylor dallaltro lato.
Le persone fanno sempre quello che dici? mi chiede
con un pizzico di irritazione quando riattacco.
In genere s, se vogliono tenersi il posto riconosco,
molto schiettamente.
E se non lavorano per te?
Le sorrido malizioso, fissandola ardentemente.
Oh, so essere molto convincente, Anastasia
Non immagini nemmeno quanto
Dovresti finire la colazione le intimo, accorgendomi
che ha ancora nel piatto buona parte del cibo che ha
scelto. Poi ti porto a casa. Vengo a prenderti al negozio
stasera alle otto, quando stacchi. Voleremo a Seattle
Lespressione di stupore che le si dipinge sul volto
sarebbe quasi da immortalare in un ritratto.
Voleremo? mi chiede scioccata.

S. Ho un elicottero le dico come se fosse la cosa pi


normale di questo mondo.
Spalanca la bocca, fissandomi scioccata. Daltronde
chi non ha un proprio elicottero personale a sua
disposizione, Grey?. Oh, bene. Il mio cervellino
sconclusionato tornato dalle sue fottutissime vacanze.
Dove cazzo eri tre minuti fa quando mi servivi
realmente?.
Andremo a Seattle in elicottero?
S rispondo con soddisfazione.
Perch?
Sfodero un sorriso perverso da perfetto bastardo
arrogante quale sono. Perch lo voglio, perch voglio
stupirti.
Perch posso permettermelo le dico semplicemente.
Finisci la colazione aggiungo poi, severo.
Il suo interrogatorio deve concludersi qui. Odio le
domande. Anastasia continua a guardarmi, senza
muoversi. irritante.
Mangia le ordino deciso.
Non si muove.
Anastasia, non sopporto lo spreco di cibo mangia

Finalmente sposta lo sguardo sul tavolo imbandito,


ancora turbata.
Non posso mangiare tutta questa roba
Mangia quello che hai nel piatto. Se avessi mangiato a
sufficienza ieri, non saresti qui, e io non avrei dovuto
scoprire cos presto le mie carte sbotto irritato.
Forse questultimo pensiero avrei potuto tenermelo per
me. Lei aggrotta la fronte alle mie parole, ma resta in
silenzio e, finalmente, torna a mangiare. Poi mi guarda.
Un sorriso le aleggia sulle labbra.
Cosa c di cos divertente? le chiedo.
Scuote la testa, tornando a fissare la sua colazione. Poi,
scherzosamente, infilando la forchetta quasi come se
fosse una bambina, mangia tutto il cibo nel suo piatto,
seguita boccone per boccone dal mio sguardo attento e
soddisfatto. Mi concedo di pensare a come sarebbe
poterla avere sempre ai miei ordini, pronta a
compiacermi giorno e notte.
Brava bambina le dico con un mezzo sorriso quando
termina la colazione. Ti porter a casa quando ti sarai
asciugata i capelli. Non voglio che ti ammali.
Mi guarda leggermente imbronciata. Riluttante si alza
e resta qualche secondo come in attesa del mio
permesso? La guardo e lei si avvia imbarazzata verso
laltra camera. A met strada, per, si ferma

allimprovviso, tornando a guardarmi.


Tu dove hai dormito stanotte? mi chiede allarmata.
Nel mio letto
Ah
Sfodero uno dei miei sorrisi sfacciati, mentre la sento
smettere di respirare.
Gi, stata una novit anche per me
Non fare sesso? chiede, arrossendo.
No. Dormire con qualcuno le rispondo amaro,
mentre ricordi spiacevoli si affacciano alla mia mente.
Prima che possa continuare con le sue domande,
riprendo a leggere il mio giornale. Sento il suo sguardo
addosso ancora per un po, prima di udire i suoi passi
condurla nella stanza affianco. Rimasto completamente
solo, abbasso il quotidiano e mi ritrovo, a malincuore, a
riflettere su quanto le ho appena detto. la prima volta
che dormo unintera notte con qualcuno accanto. La
prima volta da quella volta. Solo da piccolo, con Grace ho
fatto qualche eccezione. Lei era la mia mamma. La mia
nuova mamma. Grace mi ha salvato. E quando stavo con
lei non avevo incubi. E ora successo lo stesso con
Anastasia. Certo, mi ha aiutato il fatto che lei fosse
totalmente andata. Probabilmente se fosse stata
cosciente avresti fatto lo stesso, Grey. Metto
mentalmente il broncio alla vocina nella mia testa, ma

dentro di me so che probabilmente ha ragione. Non riesco


a starle lontano. E non ne capisco il motivo. In lei c
qualcosa che mi fa stare bene, che mi fa dimenticare tutte
le mie preoccupazioni, le mie ansie. Anche se metto le
distanze, non riesco mai di allontanarmi del tutto. Per la
prima volta nella mia vita ho desiderato quasi di essere
toccato, anche se so che probabilmente non riuscir mai a
superare questo mio limite assoluto. La mia vita fatta di
limiti assoluti. E lei li sfida ad ogni parola, ad ogni gesto.
Mi ammalia, rendendomi impossibile pensare ad altro.
Prendo il mio BlackBerry e chiamo lufficio.
Andrea. Grey. Inviami una copia dellaccordo di
riservatezza
Come desidera, signore. Ah, Mr Grey, ci sono state
delle complicazioni per la spedizione in Darfur
Passami Ros ringhio contro la mia assistente.
Mentre la mia vice mi snocciola i punti salienti
dellultima spedizione in Darfur, Anastasia fa
silenziosamente ritorno in salotto. La osservo aprire la
borsetta e frugarci dentro freneticamente. Dopo qualche
secondo ne tira fuori, trionfante, un elastico per capelli,
raccogliendo la sua chioma bruna in una coda di cavallo.
cos dannatamente sexy. Non riesco a smettere di
guardarla, mentre si accomoda sul bracciolo del divano,
aspettando che io concluda la mia telefonata, perdendosi
nei suoi pensieri. Cerco di liquidare Ros il pi presto
possibile e, dopo aver concordato il modus operandi da
adottare per la spedizione, finalmente metto gi.

Sei pronta? le chiedo, riponendo il mio cellulare


nella tasca dei pantaloni.
Prendo la giacca e le chiavi della macchina, mentre lei
annuisce seguendomi verso la porta.
Dopo di te, Miss Steele le mormoro.
Anastasia si ferma a guardarmi. Mi scruta
attentamente, nei minimi dettagli. Mi sento come se
dovessi superare un test. Poi finalmente si decide ad
uscire, offrendomi come al solito unottima visuale del
suo splendido culo. Camminiamo in silenzio lungo il
corridoio, verso lascensore, scrutandoci a vicenda con la
coda dellocchio. dannatamente sexy!. Sento luccello
diventarmi di nuovo di marmo. Non vorrei altro, in
questo momento, che sbatterla al muro e farla godere fino
allo svenimento. Allimprovviso lei si gira a guardarmi.
Diretta. E mi sorride. In un modo meraviglioso. Tutto il
desiderio che provo nei suoi confronti mi si scarica
addosso allimprovviso. Entriamo in ascensore e siamo
completamente soli. Latmosfera cambia, si carica di
sensualit, erotismo, voglie reciproche. palpabile
nellaria. Siamo cos vicini, in uno spazio cos ristretto.
Sento il suo respiro accelerare. Mi giro a guardarla e lei
l, a dilaniarsi quel maledetto labbro, consumata
dallagitazione. Cristo!. Non qui dentro, per favore.
Chiudo gli occhi cercando di trattenere il mio impeto.
Non ha ancora firmato il contratto. Non ha ancora
firmato il contratto. Non ha ancora firmato quel
fottutissimo contratto!. Ma non riesco a resistere oltre.
Oh, al diavolo le scartoffie!

Mi fiondo letteralmente su di lei, sbattendola con forza


contro la parete dellascensore. I nostri corpi aderiscono
perfettamente. Le afferro entrambe le mani con le mie,
portandogliele al di sopra della testa, per impedirle di
toccarmi. Con i fianchi la inchiodo alla parete. La mia
mano destra scende, afferrandole i capelli e
costringendola ad alzare il viso. Sento i suoi gemiti contro
le mie labbra, mentre socchiude le sue, lasciandomi
spazio. E finalmente sono dentro la sua bocca. La esploro,
la assaggio. Le nostre lingue si sfiorano, si uniscono in
una danza dolce e impietosa al tempo stesso.
straordinario. Non ho mai provato nulla del genere.
Sposto la mano dai capelli al mento, per tenerla ferma.
Sei mia, Miss Steele. La sua lingua esita e infine si
unisce completamente alla mia, in un modo
straordinariamente lento ed erotico. Sa di fresco, di
buono. Sa di Ana. Il mio corpo la sovrasta, impedendole
di muoversi. letteralmente imprigionata. Il solo
guardarla in questo stato mi eccita al di l di ogni umana
immaginazione. Il mio cazzo sta per esplodermi nei
pantaloni. Le sfiora deciso il ventre, tendendosi sotto la
stoffa. E lei se ne accorge. Lo sente. Mi guarda incredula.
Si, Anastasia Steele. Ti voglio. Ti voglio davvero.
Tu. Sei. Cos. Dolce le mormoro piano, scandendo
ogni parola.
Fortunatamente siamo in ascensore. Probabilmente se
fossimo ancora in camera la starei gi scopando di santa
ragione. Allimprovviso le porte dellascensore si aprono,
lasciando entrare altri tre passeggeri. Faccio appena in
tempo a staccarmi da lei e a ricompormi velocemente,
come se nulla fosse accaduto. Anastasia mi guarda di

sottecchi, mentre, imbarazzata, cerca di darsi un


contegno. affannata, tremante. Mi studia, mentre mi
soffermo a pensare su quello che appena successo,
lasciando i tre uomini in giacca e cravatta, dietro di noi, a
sghignazzare maliziosamente. Vederla cos impotente tra
le mie braccia, baciarla, farla mia in qualche modo per la
prima volta. Mi sfugge un breve sospiro roco. Sono
fottutamente eccitato. Datti una calmata, Grey. Come se
fosse semplice. La guardo, mentre sembra quasi gioire
per la mia debolezza. Cazzo!. Non mi era mai successo
di perdere il controllo prima. Mai. I tre passeggeri ci
lasciano di nuovo soli. Manca un solo piano.
Ti sei lavata i denti le mormoro curioso,
ricordandomi solo ora di non averle procurato uno
spazzolino da denti.
Ho usato il tuo spazzolino mi dice di rimando.
Mi viene da sorridere, anche se cerco di trattenermi il
pi possibile.
Oh, Anastasia Steele, cosa devo fare con te?
A rompere quellidillio, appena ritrovato, ci pensa
lascensore. Le porte si spalancano al piano terra.
Uscendo le prendo la mano, bramando un contatto.
Perch gli ascensori sono cos imbarazzanti? mi
chiedo distrattamente, mentre devo letteralmente
trascinarmela dietro dal momento che non sembra essersi
ancora del tutto ripresa dal nostro incontro ravvicinato.

Capitolo 6
Le apro gentilmente la portiera dellAudi, in silenzio,
lasciandola accomodarsi. Mentre salgo al suo fianco, mi
ritrovo ad osservarla di nascosto. Si sta letteralmente
consumando dalla voglia di parlare di quello che appena
successo in ascensore. Ma troppo imbarazzata.
Incredula si sfiora le labbra con le dita, tastandone il
leggero gonfiore post-bacio, dovuto alla foga con cui mi
sono scaraventato su di lei. Lepisodio mi ha leggermente
irritato. Per la prima volta nella mia vita non sono
riuscito a resistere, a controllarmi. Nessuna mi ha mai
intrigato in questo modo assurdo. Non ho mai
sperimentato unattrazione di questo genere. Non saprei
neppure come classificarla. Distolgo lo sguardo dalle sue
labbra e tento di reprimere la prepotente voglia di
scopargliele sul sedile passeggero della mia Audi. Metto
in moto, con il suo sguardo pressante che mi brucia
addosso, e parto accendendo lo stereo, per dare
finalmente un taglio ai miei pensieri. Una soave melodia
copre adagio il nostro silenzio incessante, mentre
imbocco Southwest Park Avenue.
Cosa stiamo ascoltando? mi chiede dopo un po,
sinceramente interessata.
Sembra ammaliata dalle angeliche voci che avvolgono
labitacolo. I suoi occhi sono spalancati per la meraviglia.
il Duetto dei fiori di Delibes, dallopera Lakm. Ti
piace?
Christian, meraviglioso

Vero?
La guardo radioso, sinceramente colpito dal fatto che
le piaccia quel brano. uno dei miei preferiti. Lei
annuisce con convinzione, chiedendomi il permesso di
riascoltarlo.
Certo
Premo il pulsante e la melodia celestiale ci investe di
nuovo, fuoriuscendo dalle casse dellautoradio al quale
sono collegati sia il mio Mp3 che il mio Blackberry.
Anastasia guarda fuori dal finestrino, perdendosi
estasiata in quelle magnifiche note.
Ti piace la musica classica? mi chiede di colpo,
curiosa.
Ho gusti eclettici, Anastasia, da Thomas Tallis ai
Kings of Leon. Dipende dallumore. E tu?
Anchio. Per non so chi sia Thomas Tallis
Un giorno te lo far ascoltare le dico con un sorriso,
guardandola brevemente. un compositore inglese del
Sedicesimo secolo. Epoca Tudor, musica corale religiosa
Mi restituisce uno sguardo perplesso.
Suona molto esoterico, lo so, ma ha qualcosa di
magico, Anastasia

Mentre le spiego questo me la immagino nella mia


Stanza dei giochi, nuda, legata alla croce ed imbavagliata.
Nessun altro rumore se non le melodie di Tallis in
sottofondo. E i suoi gemiti di piacere. Ok. Meglio
cambiare genere. Premo il pulsante sul volante e partono
proprio i Kings of Leon con Sex on fire. Ana sorride, ma
ad interrompere lidillio ci pensa la suoneria del mio
cellulare che risuona negli altoparlanti. Premo il pulsante
di risposta, abbastanza infastidito.
Grey
Mr Grey, sono Welch. Ho linformazione che le serve
Ottimo. Mi mandi una mail. Altro da aggiungere?
No, signore
Termino la chiamata senza convenevoli e la musica
riprende. Ora ti ho in pugno figlio di puttana di un Jos
Rodriguez.
Anastasia
mi
guarda,
aggrottando
leggermente la fronte. Il Blackberry torna a squillare.
Grey
Le ho mandato laccordo di riservatezza via mail, Mr
Grey
Bene. tutto, Andrea
Buona giornata, signore
Pochi secondi pi tardi unaltra chiamata.

Grey
Pronto, Christian, ci hai dato dentro?
La mancanza di tatto di mio fratello non ha limiti.
Ciao, Elliot sono con il vivavoce, e c qualcuno in
macchina con me sospiro rassegnato.
Non cambier mai quella testa di cazzo
Chi ?
Alzo gli occhi al cielo, esasperato dalla sua invadenza.
Ana, invece, sembra piuttosto divertita dal nostro
siparietto familiare.
Anastasia Steele
Ciao, Ana!
Ana? Ma se nemmeno la conosce! Sempre il solito
Dongiovanni da strapazzo, mio fratello. Lei sorride,
contraccambiando il saluto.
Ciao, Elliot
Ho sentito molto parlare di te le mormora lui di
rimando, abbassando la voce.
Aggrotto la fronte infastidito. Certo, so che scherza, ma
mi da fastidio che Elliot si metta a flirtare con la mia Ana.

Non di tua propriet, Grey. Lei, sembra assecondare la


messa in scena di Elliot.
Non credere a una parola di quello che dice Kate
La risata divertita di mio fratello investe labitacolo.
Ok. arrivato il momento di darci un taglio.
Sto per riportare a casa Anastasia annuncio,
calcando volutamente sul suo nome. Vuoi che ti dia un
passaggio? gli chiedo.
Magari!
A fra poco
Attacco e i Kings of Leon ripartono, anche se abbasso
leggermente il volume.
Perch insisti a chiamarmi Anastasia?
La sua domanda mi fa sorridere. Non le sfuggita
lenfasi che ho utilizzato nel pronunciare il suo nome per
intero.
Perch il tuo nome le rispondo indifferente.
Io preferisco Ana
Ah, s? mi limito a mormorarle di rimando, con poca
convinzione.
Il fatto , mia cara Anastasia, che tu puoi preferire

tutto ci che vuoi, ma io ti chiamer come meglio credo. E


in questo momento Sottomessa sarebbe lideale. Arrivati
davanti casa sua spengo lauto e mi giro per un attimo a
fissarla.
Anastasia le dico mentre lei mi fissa con aria truce.
Quello che successo in ascensore non succeder pi,
a meno che non sia stabilito prima
Rimane molto sorpresa, ma non dice una parola. Credo
che stia riflettendo su quanto le ho appena detto,
cercando di dare un senso alle mie parole. bellissima
anche adesso, con la fronte corrucciata e lo sguardo
indagatore che cerca di penetrarmi. Approfitto di questo
suo momento di confusione per scendere dallauto e
aprirle la portiera. Arrossisce leggermente mentre salta
fuori dallAudi. Vorrei sapere cosa pensa. Sembra
frustrata, o qualcosa del genere. Sicuramente delusa dalle
mie parole. Questo glielo si legge in viso.
A me piaciuto quello che successo in ascensore
mormora piano.
Le sue parole mi colpiscono forte dentro, come un
pugno. Lo stomaco mi si contrae e il desiderio di averla
aumenta in modo esponenziale, acuito dalla nostra
vicinanza. Mi oltrepassa, decisa, evitando per di
guardarmi, e si dirige verso linterno del suo
appartamento. La seguo in silenzio attraverso la veranda,
aspettando che apra la porta. Entriamo e mi trovo davanti
un piccolo appartamentino tranquillo, molto adatto a
delle studentesse. Non mi soffermo molto a guardarmi
intorno, ma seguo Anastasia nel salottino, dove troviamo
Elliot e Katherine Kavanagh. Sono seduti al tavolo da

pranzo, entrambi sorridono come due idioti. Si vede da


lontano un miglio che hanno scopato. E quanto hanno
scopato. Con la coda dellocchio scorgo Miss Kavanagh
guardarmi con sospetto mentre si alza di scatto e
praticamente salta addosso alla sua amica. Mio Dio,
quant irritante questa donna!.
Ciao, Ana!
La abbraccia come se non la vedesse da dieci anni, poi
aggrotta la fronte, guardandola negli occhi. Si gira a
scrutarmi da capo a piedi.
Buongiorno, Christian mi saluta alla fine, con tono
freddo e quasi infastidito.
Oh. Bene. Si accorta anche di me.
Miss Kavanagh le rispondo con lo stesso identico
tono di voce.
Christian, si chiama Kate
Elliot mi borbotta contro, ammonendomi. Gli rivolgo
uno sguardo ostile, poi senza dissimulare il sarcasmo, ma,
comunque, in modo educato, saluto nuovamente Miss
Irritazione Dai Capelli Rossi di fronte a me.
Kate
Elliot mi sorride compiaciuto. Poi si alza e si fionda su
Anastasia.

Ciao, Ana le sorride, riservandole uno sguardo


carico di intenzione.
Il suo tipico sguardo alla Elliot Grey Il Puttaniere.
Quanto mi da sui nervi in questo momento! Ana gli
risponde in modo educato, ma divertito. Guardandola mi
accorgo che si sta mordendo il labbro inferiore. Lo fa
sempre quando imbarazzata. O eccitata. Dentro di me
rabbia e desiderio si fondono, rischiando di esplodere.
Non capisco nemmeno io perch sono tanto furioso. Non
sei furioso, Grey. Sei solo geloso. La sarcastica analisi
della situazione gentilmente offertami dal mio cervello
bacato non tarda ad arrivare, come al solito. Fatico ad
ammetterlo con me stesso, ma in realt so che ha ragione.
Io, Christian Grey, amministratore delegato di
unimmensa societ, signore assoluto della mia vita, mi
ritrovo ad essere geloso di una ragazzina impertinente
che conosco da meno di tre secondi. Mentre la guardo,
per, mi accorgo che come se la conoscessi da una vita.
mia. Le sue labbra sono mie. Il suo corpo mio. O
meglio, lo sar. Presto. Ho un fremito deccitazione
mentre ripenso alla splendida visione di lei mezza nuda
che mi ha offerto stamattina. Devo andare via di qua,
allontanarmi da lei. Ora.
Elliot, dovremmo andare annuncio a mio fratello.
Il mio tono non ammette repliche. Ed Elliot mi conosce
fin troppo bene.
Certo
Si gira verso Katherine e, prendendola tra le braccia, la

bacia platealmente. Una patetica scena degna di un


filmetto sdolcinato da quattro soldi. Distolgo lo sguardo
vagamente disgustato da loro due e mi soffermo su
Anastasia, che, imbarazzata, ha gli occhi fissi a terra.
Lentamente si gira a guardarmi. Mi fa una leggera
smorfia, divertita ma al tempo stesso come per farmi
capire che non le dispiacerebbe tutta quella teatralit.
Non sono fatto per queste stronzate, Anastasia. Elliot
continua ad esibirsi in imbarazzanti ed inopportune
acrobazie, sollevando Kate in aria e facendole inarcare la
schiena, senza smettere di baciarla. Io, invece, non smetto
di guardare lei. No, Ana. Io non sono un tipo da scene
damore plateali. Io non sono quello che pensi. Forse
nemmeno quello che cerchi. Ma tu sei esattamente quello
che voglio.
A pi tardi, piccola sta sussurrando Elliot, mentre
Kate si scioglie tra le sue braccia.
Anastasia torna a guardarli, con invidia malcelata. Alzo
gli occhi al cielo, esasperato, ma divertito, incrociando i
suoi, carichi di richieste inespresse. Cosa ti aspettavi?
solo una ragazzina, Grey. Le sorrido, infilandole una
ciocca di capelli ribelle dietro lorecchio. La sua reazione
al mio tocco straordinariamente immediata. Trattiene il
respiro e lentamente si sposta di lato, appoggiando
delicatamente la sua testa alle mie dita. cos dolce. Non
riesco a trattenermi e, quasi senza rendermene conto, mi
ritrovo a sfiorargli il labbro inferiore con il pollice,
delicatamente. La sua eccitazione cresce, cos come la
mia. Ritraggo in fretta la mano.
A pi tardi, piccola mormoro piano, prendendola un
po in giro. Passo a prenderti alle otto

La guardo sciogliersi alle mie parole e questo mi


inebria, facendomi sentire potente oltre misura. Voglio
che sia mia. In questo momento pi che mai. E stasera, se
Dio vorr, lo sar per davvero. Ho gi unidea di cosa le
far. Sorrido tra me e me, mentre mi allontano da lei,
dirigendomi fuori casa. Elliot mi segue. Prima di salire in
macchina si gira verso Katherine, in attesa sulla veranda,
accanto ad Anastasia, e le manda un ultimo bacio.
Aspetto impazientemente che si decida a smettere di fare
lidiota e a salire. Ancora qualche ultimo istante in cui mi
concentro a guardare la piccola Miss Steele. Osserva
leggermente imbronciata la patetica scena di Elliot e
sembra triste, come se le fosse stato appena negato
qualcosa. Ma non cos, Ana. Ho appena messo il
mondo ai tuoi piedi, anche se in un modo che tu fatichi a
comprendere. Voglio prendermi cura di te. Non sono un
tipo da cuori e fiori. La osservo rientrare in casa, dallo
specchietto retrovisore, cercando di capire cosa cazzo mi
stia succedendo.
Allora lo avete fatto?
La solita discrezione di Elliot mi riporta alla realt. Lo
guardo torvo, evitando di rispondere, anche se dentro di
me sono abbastanza divertito. Lui approfitta del mio
silenzio per dare libero sfogo alle sue congetture da
cazzaro quale .
carina la ragazza! Ci sa fare? stata allaltezza del
mio schizzinoso fratellino?
Continuo ad imperversare nel mio mutismo, ma

lombra di un sorriso aleggia sulle mie labbra.


Dai, Christian! Dettagli, dettagli, dettagli. Credo che
questa sia la prima ragazza che ti porti in camera
Rimango sempre sorpreso dalla capacit di mio fratello
di continuare a sparare cazzate anche quando nessuno gli
da corda.
Ho capito. Non ti va di parlare. Avrai fatto cilecca. B,
la ragazza ha decisamente sbagliato Grey!
Mi giro di scatto a guardarlo. So che scherza ma le sue
stronzate iniziano ad irritarmi sul serio. O forse il
pensiero di Elliot e Ana insieme ad irritarti sul serio.
Vaffanculo! sbotto, sia contro mio fratello che
contro il mio cervello.
Per tutta risposta Elliot scoppia in una fragorosa risata.
Tranquillo, fratellino, tranquillo! Nessuno qui ha
intenzione di toccare la tua Ana
Mi limito a fissarlo di sottecchi, ancora infastidito.
Credo di avere appena trovato una ragazza
meravigliosa con la quale passare la stragrande
maggioranza delle mie giornate. O delle mie nottate, se
preferisci!
Fa un profondo sospiro.

Stasera la rivedo
Sta sorridendo e gli occhi hanno uno strano luccichio.
Lelliot e Miss Irritazione. Ma dai! Non riesco ad
immaginare coppia peggiore al mondo. Il pensiero di quei
due insieme mi diverte sinceramente. Il suo slancio di
sincerit, tuttavia, ha ammorbidito il mio umore. E credo
mi contagi.
Stasera porter Anastasia a Seattle mi ritrovo a
dirgli.
Elliot mi sorride. Un sorriso sincero, spontaneo. E so
che felice per suo fratello.
E Elliot, non siamo andati a letto insieme. Non
ancora, almeno
Non so perch mi ritrovo a confessargli questo. Lui mi
guarda, senza smettere di sorridere.
Ti ha proprio preso di brutto questa Ana Steele,
Christian
Non rispondo e mi concentro, corrucciato, a guardare
la strada. Gi, mi ha proprio preso di brutto questa Ana
Steele.
Taylor parcheggia davanti allingresso della ferramenta
Clayton. Mancano circa cinque minuti alla fine del suo
turno di lavoro. Mentre aspetto, mi rilasso per la prima
volta dopo aver passato unintera giornata con Elliot.
Sono stato nervoso e inquieto tutto il giorno, senza capire

perch. E ora, mentre la vedo uscire dal negozio, capisco


che solo perch mi mancata. come se si fosse presa
un pezzo di me, quel giorno nel mio ufficio, e io sto
rincorrendola ovunque nel vano tentativo di farmelo
restituire. Salto fuori dal retro del Suv, per aprirle la
portiera, sorridendole calorosamente.
Buonasera, Miss Steele le dico, ammirandola da
capo a piedi.
Indossa un paio di onnipresenti jeans, neri stavolta,
una camicia di una particolare tonalit di verde e una
giacca nera. Semplice, discretamente elegante. Bella da
morire.
Mr Grey
La sua voce ha un fremito, mentre si accomoda sul
sedile posteriore, salutando Taylor. Chiudo la portiera e
raggiungo laltro lato dellauto, salendole accanto. Mi
accomodo sul sedile e non resisto allimpulso di stringerle
la mano, mentre Taylor parte. La sento fremere al mio
tocco. Oh, Ana. Non vedo lora di farti fremere sul serio.
Com stata la giornata? le chiedo, mentre lansia e
lattesa si fondono in me, portandomi ad uno stato di
inusuale agitazione.
Interminabile mi risponde, con la voce bassa, roca,
piena di desiderio.
Allora anchio ti sono mancato, Miss Steele.

Anche per me stata una giornata lunga


Le sorrido, nel buio del retro dellAudi.
Coshai fatto?
Mi sono solo arrovellato il cervello cercando di capire
come prenderai il fatto che voglio fare di te la mia
Sottomessa. La guardo nella penombra della macchina.
Probabilmente scapper e non vorr saperne nulla di me.
E io lavr persa. Il solo pensiero cos doloroso che lo
scaccio via immediatamente.
Sono stato in giro con Elliot
Le accarezzo piano con le dita il dorso della mano.
Riesco perfettamente a percepire leccitazione nel suo
respiro. Forseb, forse, se questo leffetto che le
faccio, potrebbe prendere in considerazione quello che le
offro. Continuo a toccarle la mano, accarezzandole le
nocche avanti e indietro. A tratti ho limpressione che stia
per raggiungere lorgasmo solo per questo. incredibile
quanto riesca ad eccitarmi il fatto di vederla in estasi per
me. Anastasia Rose Steele, devi essere mia ad ogni
costo. Dopo pochi minuti raggiungiamo ledificio con
lelisuperficie, sul quale sosta Charlie Tango in attesa di
spiccare il volo. Taylor parcheggia, scende dallauto e apre
la portiera ad Anastasia. Scendo anchio e la raggiungo,
prendendole nuovamente la mano nella mia. Mi piace
avere un contatto fisico con lei.
Sei pronta?

Annuisce, senza proferire parola. Sembra molto


nervosa, agitata in un modo fuori dal normale. Ho
limpressione che ci sia qualcosa che non mi sta dicendo.
Congedo in fretta Taylor e la conduco allinterno
delledificio, dentro uno degli ascensori. La guardo
mentre entriamo. distratta da qualcosa. Il suo respiro
diventa affannato non appena le porte si chiudono
davanti a noi. evidente che sta ripensando alla nostra
recente esperienza in ascensore. Io nemmeno ho smesso
di pensarci per tutto il giorno. Il ricordo di quelle dolci
labbra a contatto con le mie mi ha perseguitato. Il suo
corpo attaccato al mio, in simbiosi. Il suo dolce profumo.
stato incredibile. Sexy. Eccitante da morire. Incrocio il
suo sguardo e le sorrido. Si, piccola, ci penso anchio.
Sono solo tre piani le dico divertito.
Rimane basita, cercando di dissimulare lagitazione e
limbarazzo. E poi eccola. La solita carica magnetica tra di
noi. Sembriamo due calamite che si attraggono lun
laltra. La guardo intensamente, mentre chiude gli occhi
cercando di non farsi sopraffare dal desiderio. Io stesso
faccio fatica. Le stringo forte la mano, nel tentativo di
alleviare la sofferenza di non poterla avere qui. Ora.
Subito. Fortunatamente il viaggio davvero breve. Le
porte dellascensore si aprono sul tetto delledificio. Il mio
elicottero l ad aspettarci. uno spettacolo anche solo
guardarlo. Sulla fiancata blu torreggiano il nome e il logo
della mia societ. Conduco Anastasia nellufficio presente
sullelisuperficie, dove Joe ci attende, seduto alla sua
scrivania.
Ecco il suo piano di volo, Mr Grey. Tutti i controlli
esterni sono stati gi fatti. Il velivolo pronto a partire,

signore. Potete andare


Grazie, Joe
Gli rivolgo un sorriso sincero, prima di condurre via
Anastasia, che lo guarda incuriosita, probabilmente
chiedendosi perch sono stato cos gentile con un
membro del mio staff. La verit che Joe molto pi di
un mio dipendente. Mi ha insegnato una delle cose pi
belle che so fare. Pilotare. Mi ha insegnato a sentirmi il
padrone del mondo dallalto del mio trabiccolo, come lo
chiama Elliot. Ed qualcosa di veramente straordinario.
Conduco Ana allelicottero, mentre lei osserva ammirata
ed incuriosita ogni mio movimento. Apro la portiera e le
indico uno dei sedili anteriori.
Accomodati, e non toccare niente le ordino.
La aiuto a salire e poi la seguo. Mentre richiudo il
portellone, lei si siede obbediente nel posto che le stato
indicato. Mi avvicino per allacciarle la cintura di
sicurezza. E in quel momento come se stessi facendo
qualcosaltro. Stringo forte le cinghie, lasciandomi andare
a pensieri pi lascivi sulla splendida ragazza che ora si
trova a due millimetri dal mio naso. Me la immagino
legata stretta in questo modo al letto della mia Stanza dei
giochi, del tutto incapace di muoversi mentre, dominando
il suo corpo dallalto, le affondo dentro ripetutamente,
inchiodandola al letto. La fisso, sorridendo sardonico. Ti
far proprio questo, Miss Steele. Se, per miracolo,
decider di firmare il tuo contratto, Mr Grey.
Sei al sicuro, non c modo di scappare le sussurro

avvicinandomi al suo orecchio.


Lei sussulta, il suo respiro resta sospeso. Il suo corpo si
infiamma mentre le accarezzo piano una guancia con le
dita, arrivando fino al mento, che stringo delicatamente
tra le dita.
Respira, Anastasia
La voglia di baciarla improvvisa, ma devo
trattenermi. Rischio di scoparmela qui, sul mio elicottero,
stretta dalle cinture di sicurezza. A dire il vero, non
sarebbe una cattiva idea. La guardo e non ce la faccio a
resistere. Mi sporgo in avanti e la bacio rapidamente sulle
labbra. Un tocco leggero, ma ardente al tempo stesso, che
mi lascia stordito e confuso. Anastasia palesemente
eccitata, del tutto incapace di muoversi. Vederla in questo
stato mi riempie di una frenesia assurda.
Mi piace questa cintura di sicurezza le mormoro,
mentre ne seguo la linea con le dita.
Rimane interdetta, mentre mi allontano da lei,
lasciandola di nuovo in trepidazione. Mi siedo al mio
posto, preparandomi a decollare, mentre Anastasia si
abbandona ai suoi muti interrogativi sulle mie parole,
apparentemente prive di senso.
Infilati quelle le dico, indicandole un paio di cuffie.
Faccio lo stesso mentre avvio Charlie Tango.
Sto solo eseguendo i controlli preliminari le dico con

un sorriso, notando il suo sguardo curioso.


Sai cosa stai facendo?
Ho il brevetto di pilota da quattro anni, Anastasia.
Con me sei al sicuro. Le faccio un altro sorriso, pi
spavaldo stavolta. Almeno finch siamo in volo
aggiungo, facendole locchiolino. Sei pronta?
Annuisce, anche se il terrore le si legge negli occhi. E
non riesco a capire se la paura di volare o la paura di
quello che succeder dopo. E cosa vorresti che
succedesse dopo, Grey?. Cerco di concentrarmi il pi
possibile, comunicando alla torre di controllo
limminente partenza. Poi mi giro a guardarla.
Si parte le annuncio deciso, mentre il velivolo si
stacca dal suolo.
Durante i primi minuti di viaggio la osservo
segretamente, mantenendo il silenzio e dandole
lopportunit di raccogliere i suoi pensieri. Credo ne abbia
bisogno. La sua agitazione palpabile nellaria. E sono
sempre pi convinto che non sia solo per il volo. Il suo
sguardo vaga fuori dal finestrino, abbagliato dalle luci
della citt sottostante. Siamo persi nel buio della notte. E
io ti sto conducendo in un buio ancora pi oscuro, dolce
Anastasia.
Inquietante, vero?
Mi decido ad interrompere le sue fantasticherie.
Andiamo, Ana. Comunica.

Come fai a sapere qual la direzione giusta? mi


chiede curiosa.
Guarda qui
Le mostro la bussola elettronica sul quadrante.
Questo un Eurocopter EC135. Uno dei pi sicuri
della sua categoria. attrezzato per il volo notturno
Mi fermo qualche secondo, lasciandole assorbire le
informazioni che le ho appena snocciolato. La verit che
sono dannatamente fiero del mio elicottero. parte di
me. In effetti porta il mio nome. O meglio, le mie iniziali.
La C, di Christian, e la T, di Trevelyan, il cognome di mia
madre. Che nellalfabeto fonetico NATO corrispondono
esattamente a Charlie e Tango.
C unelisuperficie sul tetto della casa in cui vivo. l
che siamo diretti le spiego poi.
Torno a fissare il pannello di controllo, ma sento il suo
sguardo costantemente addosso. Cazzo, sta agitando
anche me. E questo silenzio non aiuta. Decido di
continuare a parlarle del volo.
Quando si vola di notte lo si fa alla cieca. Bisogna
affidarsi alla strumentazione
La sua voce, in risposta alla mia, stranamente debole
e fioca.

Quanto dura il volo?


Beccata di nuovo, Miss Steele. A cosa stavi
pensando?. Sorrido segretamente e sento leccitazione
crescere sempre di pi.
Meno di unora, il vento a favore
Rispondo ad entrambe le sue domande. Quella che mi
ha appena fatto e quella che si tenuta dentro. Meno di
unora e sarai mia. Almeno spero. La sua tensione
aumenta, si agita sempre di pi.
Tutto bene, Anastasia? le chiedo gentilmente.
S risponde in modo conciso e deciso.
Forse un po troppo affrettato, per. Sorrido nel buio
della cabina. Non sai quanta voglia di fotterti ho ora,
Miss Steele. Contatto nuovamente i controllori di volo,
mentre passiamo dallo spazio aereo di Portland a quello
di Seattle. Manca davvero poco per raggiungere lEscala e
sento la mia agitazione crescere di pari passo alla sua.
Che cazzo mi sta succedendo?. Cerco di calmarmi con
un profondo, ma silenzioso, respiro.
Guarda laggi
Le indico un puntino luminoso allorizzonte. Quella
Seattle
Usi sempre questo sistema per far colpo sulle donne?
Vieni a fare un giro sul mio elicottero?

La sua domanda impertinente, in perfetto stile


Anastasia Steele, mi coglie di sorpresa. La guardo, ma
sembra davvero interessata alla risposta.
Non ho mai portato una ragazza quass, Anastasia,
le rispondo pacatamente. unaltra prima volta per me
Resta in silenzio, a guardare, fuori dal finestrino,
Seattle che si avvicina. E anchio torno a chiudermi nel
mio mutismo, pensando a quello che le ho appena detto.
Tu, Anastasia, mi fai fare cose che non credevo di potere
o dovere fare. inutile che ci giri intorno. Per quanto
voglia negarlo, credo che Elliot ci abbia preso in pieno
stavolta. Questa ragazza mi ha proprio preso di brutto.
O forse devo solo scoparmela per togliermi questo
assurdo pallino dalla testa. Non ne posso pi di sentirmi
come un liceale al suo primo appuntamento. tutta una
fottuta tensione quando c lei di mezzo. I suoi occhi
vagano persi e affascinati, al di sotto del cielo scuro che ci
circonda.
Sei colpita? le chiedo.
Sono tramortita, Christian
Ancora il mio nome tra le sue labbra. una sensazione
piacevolmente inquietante.
Tramortita?
Annuisce piano. Sorrido. come mi sento io quando
ti guardo piccola.

che sei cos esperto


Oh, grazie, Miss Steele le rispondo compiaciuto.
E non solo in questo. Il silenzio cala nuovamente tra
di noi, interrotto solamente dalle comunicazioni di volo
tra me e la torre di controllo.
evidente che ti diverte molto esordisce ad un
tratto.
La guardo con unespressione curiosa, senza riuscire a
capire a cosa si stia riferendo di preciso.
Cosa?
Volare dice piano.
Le sorrido, compiaciuto.
Richiede controllo e concentrazione Come potrebbe
non piacermi? Anche se preferisco planare
Planare?
S. Andare in aliante. Alianti ed elicotteri, li guido
entrambi
Oh
Torna ad immergersi nel suo mutismo, rimuginando
sulla mia risposta. Sembra quasi amareggiata. Chiss

perch, poi.
Charlie Tango, rispondi, passo
La voce incorporea del controllore di volo ci distrae
entrambi. Scambio altri dati del volo con la torre di
controllo mentre Seattle si avvicina sempre di pi. La
guardo ammirare estasiata il panorama.
Bella, vero? le chiedo piano.
Quasi mi vergogno ad interrompere il flusso dei suoi
pensieri. Annuisce con un entusiasmo davvero genuino,
strappandomi un sorriso.
Arriviamo fra cinque minuti la avverto.
Il suo respiro diventa di colpo pi affannoso. Il
controllore di volo mi distrae nuovamente, ma sento che
lei mi nasconde qualcosa. La sua agitazione eccessiva e
si ripercuote sul mio stato danimo, rendendomi nervoso
a mia volta. Pochi minuti dopo stiamo atterrando in cima
allEscala. Anastasia, sul sedile accanto a me, prende ad
agitarsi convulsamente. Rallento piano e atterro con una
manovra precisa. Spengo il motore e le pale del rotore
diminuiscono la loro velocit, fino a fermarsi del tutto.
Cazzo, se sono nervoso. La ragazzina bruna al mio
fianco lo molto di pi comunque. Respira in modo
spasmodico. Probabilmente sar stato latterraggio.
Ricordo che al decollo era agitata allo stesso modo, anche
se poi si era calmata durante il volo. Oppure mi nasconde
qualcosa. Ma cosa?. Mi tolgo le cuffie e lentamente mi
avvicino a lei per fare lo stesso.

Siamo arrivati le mormoro, mentre il suo sguardo


stranito mi inchioda a lei per qualche attimo.
Cerco di mascherare lagitazione con il distacco. Ma
difficile rimanere distaccati da lei. Mi slaccio la cintura di
sicurezza e poi faccio lo stesso con la sua. Il mio viso a
pochi centimetri dal suo.
Non devi fare niente che non vuoi fare. Lo sai, vero?
Le sussurro queste parole per rassicurarla, ma in realt
me stesso che sto rassicurando. Anastasia, non farti
incantare dal mio bel faccino. Non so perch, ma vorrei
quasi confessare anche a lei questultimo pensiero. Si,
Grey, cos ci perdiamo lunica occasione che abbiamo di
scoparcela. Bene, anche il mio cervello ha subto il
fascino di Miss Steele.
Non farei niente che non voglia fare, Christian
Le sue parole mi riportano alla realt e mi
tranquillizzano. Non voglio spaventarla o metterla a
disagio. Voglio solo che sia consapevole di quello che le
posso offrire. E voglio che accetti. Lo voglio con tutto me
stesso. Apro agilmente il portellone dellelicottero e salto
gi. Ci siamo. La aiuto a scendere. Anastasia continua
ad essere tesa, nervosa. Si gira intorno smarrita,
lanciando uno sguardo atterrito attorno a s. La avvolgo
con un braccio, attirandola a me, per rassicurarla e
ripararla dal forte vento.
Vieni! le urlo, trascinandola verso lascensore.

Digito in fretta il codice ed entriamo. Allinterno, una


deliziosa atmosfera calda ci avvolge. Lascensore pieno
di specchi, che riflettono limmagine di me e Anastasia
abbracciati. bellissima e per niente al mondo mi
staccherei da lei in questo momento. Digito un altro
codice e iniziamo a scendere. Il tragitto dal tetto allattico
breve, pertanto non ho molto tempo per osservarla. La
sua agitazione torna a farsi sentire. Si contorce le dita.
Pochi istanti e siamo gi nellatrio del mio appartamento.
Anastasia
resta
per
un
attimo
interdetta,
contemplando a bocca aperta tutto quel bianco che ci
circonda, spezzato solo dal tavolo di legno scuro sul quale
poggiato un vaso contenente dei fiori. Bianchi anchessi.
Il bianco uno dei mie colori preferiti. come se la sua
accecante luminosit facesse da contrasto con il mio
animo oscuro, spazzando via le tenebre che mi porto
dietro da una vita. Ma solo unillusione, Grey. Miss
Steele, intanto, sta rapidamente dando unocchiata ai
quadri alle pareti. Sono tutte Madonne col Bambino. Non
che io sia un tipo religioso, ma quellimmagine di un
piccolo bambino stretto a sua madre che lo culla in modo
amorevole qualcosa di affascinante e crudele al tempo
stesso. Rappresenta tutto quello che da piccolo mi stato
negato e, allo stesso tempo, quello che solo Grace, quando
forse era troppo tardi, ha saputo darmi. Abbasso gli occhi
scacciando via pensieri inopportuni. Non questo il
momento, Christian. Non mai il momento, Grey. Solo
in quella stanza sai come affrontare tutto questo. Apro la
porta a doppio battente, e conduco Anastasia attraverso
lampio corridoio bianco che si affaccia nel salone. Il
familiare odore di casa mi avvolge e mi sento a mio agio
dopo ore. Osservo brevemente la mia ospite, che si
guarda intorno smarrita. Sta ammirando la parete di

vetro che affaccia sullampio terrazzo, dal quale


possibile osservare tutta Seattle. Il suo sguardo vaga
allinterno dellenorme sala, passando dal grande divano
in pelle, a forma di U, al caminetto in stile moderno, nel
quale Mrs Jones, la mia domestica, ha provveduto ad
accendere un piacevole fuoco. Si gira lentamente verso
sinistra, rimanendo ad osservare la cucina, bianca
anchessa, con gli ampi piani in legno scuro e un pratico
bancone per la colazione, circondato da sei sgabelli. Pi in
l, lambiente dominato da un ampio tavolo da pranzo,
accanto al quale sono disposte sedici sedie. La sua
attenzione viene catturata per qualche minuto dal mio
pianoforte a coda nero, per poi spostarsi sui quadri di
vario genere appesi alle pareti. Sembra molto
disorientata.
Vuoi darmi la giacca?
Scuote la testa, in muta risposta alla mia domanda.
Andiamo bene.
Gradisci qualcosa da bere?
Anastasia si gira a guardarmi strano. Probabilmente
pensa che voglia prenderla in giro dopo quanto successo
la notte scorsa. Mi affretto a fargli capire che non cos.
Io prendo un bicchiere di vino bianco. Ne vuoi uno
anche tu?
S, grazie
Finalmente mormora qualcosa. Mi tolgo la giacca,

poggiandola sul divano e mi avvicino alla cucina per


prendere una bottiglia di vino. Lei, intanto, si avvicina,
smarrita, alla parete di vetro, osservando fuori. Poi torna
indietro, e mi raggiunge, avvicinandosi al bancone.
Ti va bene un Pouilly-Fum? le chiedo.
Non capisco niente di vini, Christian. Sono sicura che
andr benissimo
La sua voce tremante tradisce tutta la sua ansia, e allo
stesso tempo tutto il suo desiderio. Leffetto che ho su di
lei davvero appagante.
Ecco le dico porgendole il calice di vino.
Ne beve un sorso, senza dire nulla.
Sei molto silenziosa, e non arrossisci nemmeno. Anzi,
penso di non averti mai visto cos pallida, Anastasia le
dico piano, anche se il mio tono leggermente
inquisitorio.
Voglio sapere cosa mi nasconde.
Hai fame?
Scuote la testa. Sembra voler aggiungere qualcosa, ma
si ferma.
Hai un appartamento molto grande riprende dopo
qualche attimo.

La guardo stupito. Probabilmente tutto questo lusso


a spiazzarla. Forse solo questo il motivo della sua
angoscia. La suite, lelicottero, lattico.
Grande?
S
S, grande ammetto divertito, cercando di metterla
di pi a suo agio.
Anastasia manda gi un altro sorso di vino, quasi per
farsi coraggio.
Sai suonare? chiede, indicandomi il pianoforte con il
mento.
S
Bene?
S
Modesto come sempre, Grey. E ti chiedi perch sia
cos intimorita?
Ovvio. C qualcosa che non sai fare bene?
Il vino la rende davvero audace.
S alcune cose
Non so amare, Miss Steele. Sorseggio un po di vino

dal mio calice, mentre la scruto a fondo. Gironzola per la


stanza, ammirando distrattamente tutto quello che in
esso vi contenuto.
Vuoi sederti? le chiedo.
Annuisce mentre mi avvicino a lei e le prendo la mano,
conducendola sullampio divano. Si siede e un sorriso
dovuto ad un pensiero segreto le anima il volto pallido.
Cosa c di cos divertente?
Mi siedo accanto a lei, girandomi a guardarla.
Perch mi hai regalato
dUrberville? mi chiede diretta.

proprio

Tess

dei

Rimango sorpreso dalla sua domanda. Resto qualche


secondo in silenzio, soppesando la mia risposta.
B, avevi detto che ti piaceva Thomas Hardy
lunico motivo?
Non riesce a nascondere la delusione e io mi sento una
merda. No, Ana. Non affatto lunico motivo. Ho smosso
mari e monti per sapere largomento del tuo esame finale.
Perch volevo far tornare quel tuo bellissimo sorriso dal
posto in cui la mia stupidit e la mia poca considerazione
lo avevano spedito. E mi sono letteralmente scervellato
per trovare una citazione adatta che ti mettesse in guardia
da me e da quello che sono in realt. Solo ora mi sto
rendendo conto che, invece di allontanarla come avevo

progettato, ho fatto di tutto per evitare che se ne andasse


via da me. Stringo le labbra cercando di placare quel
misto di rabbia e frustrazione che provo nei miei
confronti in questo momento.
Mi sembrava appropriato. Sarei capace di innalzarti a
qualche ideale impossibilmente alto come Angel Clare o
degradarti completamente come Alec dUrberville
mormoro alla fine, mentre questultimo pensiero mi
spinge verso scenari particolarmente interessanti.
Se le scelte sono solo queste due, opto per la
seconda
Queste poche parole, sussurrate da quelle labbra pure
e rosee mi mandano letteralmente in estasi. La
sensazione che scatenano mi colpisce dritta allo stomaco.
E anche pi gi. Il mio uccello freme nei pantaloni.
Rimango a fissarla, a bocca aperta, stupito dalla sua
temerariet. Lei nervosa, si morde il labbro. Quel gesto,
apparentemente innocente, mi da il colpo di grazia
definitivo. Se non la smette me la scopo ora, contratto o
non contratto.
Anastasia, smettila di morderti il labbro, per favore.
Mi distrae. Non sai cosa stai dicendo
per questo che sono qui
Mi sfida apertamente, resa probabilmente molto pi
audace del solito dal vino. Meglio arrivare in fretta al
sodo o potrei non rispondere pi delle mie azioni.

Gi. Vuoi scusarmi un attimo?


Mi alzo, lasciandola da sola sul divano, e mi reco nel
mio studio. Mi concedo un attimo di tregua, per calmarmi
e riprendere il mio abituale autocontrollo, che
stranamente ha deciso di dileguarsi dinnanzi alla piccola
ospite impertinente. Avvio il computer e stampo laccordo
di riservatezza inviatomi da Andrea. So che tra pochi
minuti la dolce Miss Steele sar sparita per sempre dalla
mia vita. Non appena le avr detto tutto se ne andr,
lasciandomi di nuovo vuoto e solo. Il solo pensiero mi
incupisce allistante. Meglio fare in fretta. Torno di l in
salotto, concedendomi un briciolo di speranza, e le porgo
i fogli che ho in mano.
Questo un accordo di riservatezza
Sono un po imbarazzato dal suo sguardo. Mi guarda
sgomenta. Il fatto che di solito a questo punto della
storia chi mi sta di fronte consapevole del ruolo che
intendo affidargli. Ma in tutto questo casino sono io il
primo a non capirci niente. Tento di scusarmi in qualche
modo.
Il mio avvocato ha insistito mento.
Ho imparato da Elena che meglio mettersi al riparo
da qualsiasi tipo di rivendicazioni. Con questo accordo,
con il contratto e con le foto. Meglio evitare di farsi
trovare impreparati.
Se scegli la seconda opzione, la degradazione, dovrai
firmarlo mormoro.

E se non voglio firmare niente?


Mi guarda con aria di sfida quasi, e nella mia testa
passano mille immagini diverse. Non sai in quanti modi
potrei convincerti, Miss Steele. Ma credo che basti negarti
quello che vuoi. Me.
Allora opteremo per gli alti ideali di Angel Clare,
almeno per buona parte del libro le dico, senza riuscire a
nascondere, comunque, un pizzico di amarezza.
Cosa significa questo accordo?
Significa che non puoi rivelare niente di noi due.
Niente, a nessuno
Mi guarda incredula, ma anche ansiosa. Ansiosa di
sapere.
Va bene. Firmo. Mi tende la mano e senza pensarci
le allungo la stilografica che ho in mano.
Non lo leggi neanche? le chiedo sbalordito anchio.
No
La guardo corrucciato.
Anastasia, dovresti sempre leggere qualsiasi cosa
prima di firmare la ammonisco.
Christian, quello che non riesci a capire che non

parlerei comunque a nessuno di noi due. Nemmeno a


Kate. Quindi irrilevante che io firmi questo accordo o
no. Se per te significa tanto, o per il tuo avvocato al
quale, a quanto pare, hai raccontato tutto, per me va
bene. Firmer
Annuisco, sentendomi di nuovo un verme per averle
mentito. Ma sono tuttavia colpito dalle sue parole.
Un punto per te, Miss Steele
Non posso fare altro che rimanere a fissarla mentre,
con un leggero tratto, firma entrambe le copie che le ho
dato, restituendomene una e mettendo in borsa laltra.
Prende il bicchiere e manda gi un altro abbondante
sorso di vino. Sospira, come se avesse acquistato nuova
linfa vitale.
Questo significa che stanotte farai lamore con me,
Christian?
Rimango scioccato dalla sua frase e lei stessa sembra
ripensare incredula a quello che le appena uscito di
bocca. Fortunatamente mi riprendo quasi subito. Ora che
ha firmato laccordo di riservatezza, in effetti, sono pi
rilassato. Tutto quello che le dir rimarr tra me e lei.
Faccio un respiro profondo. Devo mettere bene in chiaro
le cose come stanno sin da subito.
No, Anastasia. Primo: io non faccio lamore; io fotto
senza piet. Secondo: ci sono molte altre scartoffie da
firmare. Terzo: non sai cosa ti aspetta. Sei ancora in
tempo per dartela a gambe. Vieni, voglio mostrarti la mia

stanza dei giochi


Ho riacquistato gran parte della sicurezza che avevo
perso nelle ultime ore. Lei mi guarda a bocca aperta,
scossa e confusa dalle mie parole.
Vuoi giocare con la Xbox? mi chiede.
Non riesco a trattenere una risata divertita. La sua
ingenuit davvero disarmante.
No, Anastasia, niente Xbox, niente Playstation.
Vieni.
Le tendo la mano, alzandomi dal divano, e lei la afferra
con una leggera esitazione. Attraversiamo il corridoio e la
conduco su per le scale, al piano superiore. In cima alla
rampa giro a destra, aprendo la porta che mi sta di fronte.
Dalla tasca dei pantaloni tiro fuori una chiave e,
infilandola nella serratura, apro la seconda porta che mi
trovo davanti. Rimango immobile, senza spalancare
luscio. Faccio un respiro profondo, sentendo risalire tutta
lagitazione che ho provato questa sera. Ho paura. Si.
Christian Grey ha paura. Paura di perderla.
Puoi andartene in qualsiasi momento. Lelicottero
in attesa, pronto a portarti ovunque tu voglia; oppure,
puoi passare qui la notte e tornare a casa domani mattina.
Qualsiasi cosa tu decida per me va bene
Le rammento tutte le possibili vie di fuga, anche se
spero che lei non debba usarle.

Apri questa
esasperata.

dannata

porta,

Christian

sbotta

La sua curiosit pressante aleggia nellaria. Obbedisco


e, facendo un passo indietro, le lascio via libera. Il suo
sguardo mi inchioda ancora per qualche attimo. Poi, dopo
un lungo e profondo respiro, entra nella camera. Resto
dietro di lei e questo non mi permette di vedere la sua
espressione. Tuttavia il suo stupore percepibile a
distanza. Si blocca allimprovviso e distinto chiudo gli
occhi, aspettando che mi vomiti addosso ogni genere di
insulto.

Capitolo 7
Lassordante silenzio, che dura da qualche minuto
forse, mi costringe a riaprire gli occhi. Anastasia si erge
dritta, al centro della mia Stanza dei giochi, illuminata dal
familiare bagliore soffuso delle lampade alle pareti. di
spalle, e questo non mi permette di vedere la sua
espressione. Ma, al momento, non oso avvicinarmi a lei.
Rimane in silenzio per non so quanto tempo ancora. Si
guarda intorno sorpresa, ma in un certo senso curiosa
oserei dire. ovvio che le ho spalancato davanti un
mondo totalmente nuovo, che non ha niente a che vedere
con quello che ha conosciuto fino ad ora. Respiro a fondo
lodore acre di cuoio, legno e cera. Un odore perfetto per
scopare. E il solo pensiero fa placare la mia ansia.
Inspiro profondamente, come se insieme allaria potessi
farmi entrare dentro anche una buona dose di
determinazione. Continuo a guardarla con attenzione,
come se fosse una gatta selvatica pronta a scattare da un
momento allaltro. Da parte sua, invece, Anastasia
continua a squadrare attenta lambiente che la circonda,
cos diverso dal resto dellappartamento. Le pareti della
mia Stanza dei giochi sono di un rosso porpora, quasi a
sottolineare come qui, in questa stanza, che la luce non
pu nulla contro le tenebre. qui dove i demoni del mio
passato si impossessano di me, del mio corpo, della mia
anima, per liberarsi tutti in contemporanea e lasciarmi
soddisfare. A danno della Sottomessa di turno, Grey.
Chiudo brevemente gli occhi, solo per ritrovare la mia
fermezza. La mia forza interiore. Il Christian Dominatore.
Seguo i movimenti della sua testa, per indovinare cosa
accarezzer il suo sguardo penetrante. La croce di legno
alla parete, corde, catene, manette, verghe, frustini. Si,

Anastasia. Osserva. Osserva tutto quello che sono.


Sposta la sua attenzione ora su una cosa, ora su unaltra.
Guarda, studia, scruta in rigoroso silenzio. La panca di
cuoio imbottita, il tavolo sul lato opposto della stanza,
lenorme letto a baldacchino con il materasso in pelle
rossa e i cuscini di raso dello stesso colore, il divano rosso
scuro. I suoi occhi si alzano al soffitto, dal quale pendono
diversi moschettoni. Finalmente, dopo quella che sembra
uneternit, si gira a guardarmi. Ha unaria ovviamente
stupita, eppure non mi sembra di scorgere in lei alcuna
traccia di terrore, come invece mi sarei aspettato. Forse
c ancora spazio per le mie speranze. Il cuore accelera i
battiti e mi ritrovo quasi a pregare di avere ragione.
Anastasia imperversa nel suo silenzio, ma inizia a
muoversi allinterno della stanza, avvicinandosi ad un
flagellatore che ha catturato la sua attenzione. Curiosa, lo
osserva, lo tocca esitante, seguendone la linea con le dita,
sino alle perline di plastica alle estremit.
Si chiama flagellatore le spiego calmo, con una finta
dolcezza che maschera lagitazione che spinge prepotente
dentro me.
Non risponde, ma i suoi occhi implorano avidamente
altre informazioni. Una miriade di espressioni diverse le
animano il volto. Esitante, fa ancora qualche passo
incerto allinterno del perimetro della Stanza dei giochi,
avvicinandosi al letto. Alza la mano destra titubante e,
con delicatezza, la avvicina ad una delle colonnine
intagliate posizionate ai quattro angoli, facendoci scorrere
sopra le dita in modo delicato. Cazzo se eccitante
vederla aggirarsi in questa stanza. Dentro di me tento di
reprimere limpulso di avvicinarmi a lei e baciarla di
nuovo, per poi spingerla su quel letto che sta tanto

ammirando, e farla mia ripetutamente. Cazzo, parlami!.


Sto bruciando dalla curiosit di sapere cosa le passa per la
mente.
Di qualcosa le ordino, tentando di mascherare il
mio tono troppo severo. Non sono abituato a lasciarlo
fuori da questa stanza.
Lentamente, dopo ancora qualche minuto di silenzio,
la sua voce angelica torna a farsi sentire.
Sei tu a fare questo agli altri o sono gli altri a farlo a
te?
Tutta la tensione che ho accumulato negli ultimi dieci
minuti si scioglie in un mezzo sorriso. Finalmente! Non
mi ha detto che vuole andarsene. Non ancora, almeno.
Ma gi un inizio.
Agli altri?
Sbatto le palpebre un paio di volte, riflettendo su come
rispondere esattamente alla sua domanda, non del tutto
priva di fondamento. Certo, c stato un tempo in cui era
Elena a fare tutto questo a me. Un tempo in cui unaltra
persona ha usato tutto questo per darmi quello di cui
avevo bisogno. Ma ora ho tutto quello che mi serve. Io
sono tutto quello di cui ho bisogno. E quel tempo morto
e sepolto ormai. Faccio un piccolo sospiro, cercando di
riordinare le idee in modo da spiegarmi nel modo pi
chiaro possibile.
Lo faccio alle donne che lo desiderano

Anastasia mi guarda come se non afferrasse le mie


parole.
Se hai gi delle volontarie, cosa ci faccio io qui?
Opto per la sincerit.
Perch vorrei farlo con te, lo vorrei tanto
tutto quello che posso dire, la mia spiegazione
razionale, o semi razionale, a questo sentirmi cos preso
da lei. Lo voglio davvero tanto.
Ah sussulta.
Sento la sua eccitazione crescere, come anche la sua
ansia. Si guarda di nuovo intorno, pi timorosa stavolta.
Lentamente si sposta ancora, arrivando fino allangolo in
fondo della stanza, accanto alla panca di cuoio imbottita.
davvero eccitante vederla toccare, esplorare e ammirare
tutti questi oggetti del peccato. Sembra un angelo in visita
allinferno. Ed dannatamente sexy!. In questo
momento vorrei solo strapparle quei vestiti di dosso e
farla gemere di piacere. Mi piacerebbe sentirla implorare
il mio nome tra gli spasmi di un orgasmo, vederla
impazzire di goduria e lasciarla su quel letto rosso,
spossata dalla lussuria. A riportarmi alla realt la sua
espressione, che muta tutta allimprovviso. come se un
pensiero spiacevole le avesse attraversato la mente.
Sei un sadico? mi chiede, in apprensione.
Cazzo!. Se le dico di si, ora, se le dico la verit, so che
scapper via. Ne sono certo. Magari, per, potrei

continuare a spiegarle, a farle capire. Non so perch mi


sto perdendo in tutto questo groviglio di pensieri. solo
che mi sento una merda al pensiero di mentirle in
qualche modo. Andiamo, Grey. Lhai gi fatto con la
cazzata dellavvocato. B, so solo che non voglio perderla.
In fondo per Flynn non una patologia. Potrei dirle
questo. Oppure ometterlo del tutto. Che differenza
potrebbe mai fare, a parte riuscire a non farla scappare?
Di certo non le serve sapere perch lo faccio. A nessuna
delle mie Sottomesse ho mai dovuto spiegare perch mi
piace tanto fustigare le ragazze brune. Nessuna di loro ha
mai saputo di espiare le pene della puttana drogata che
mi ha generato. Perch dovrei fare uneccezione proprio
ora? E poi voglio davvero che rimanga e non scappi.
Sono un Dominatore le dico alla fine, sperando che
lei si concentri su questa nuova informazione e non sulla
mancata risposta alla sua domanda.
Per un attimo penso che la mia espressione tradisca la
mia omissione. Lei aggrotta leggermente le sopracciglia.
Cosa significa? mormora piano.
La guardo intensamente. cos ingenua, povera
piccola. Non so se giusto trascinarla in tutto questo. So
solo che la voglio.
Significa che voglio che accetti di abbandonarti
spontaneamente a me, in tutto
Ha unespressione corrucciata, mentre riflette sulle
mie parole.

Perch dovrei fare una cosa del genere?


Per compiacermi mormoro, inclinando la testa di
lato.
Le sorrido, come per calmare il flusso dei suoi pensieri.
La sua bocca si apre in un moto di stupore, come se le
avessi appena rivelato qualcosa di ovvio, che prima le
sfuggiva. Mi guarda, ma il desiderio non abbandona i suoi
occhi. E ora lo so. So che non vuole andare via, che mi
vuole. Tanto quanto io voglio lei. Ma so anche che sar
comunque difficile farglielo accettare.
In parole povere voglio che tu desideri compiacermi
Le parlo piano, come se fosse una bambina piccola.
E come dovrei fare?
La sua voce spezzata, mentre rivolge un breve
sguardo, quasi di paura, a tutto ci che ci circonda in
questo momento.
Ho delle regole e voglio che tu le rispetti. Sono per il
tuo bene, e per il mio piacere. Se le segui in modo
soddisfacente, ti ricompenso. Se non lo fai, ti punisco,
cos imparerai
La mia voce bassa, suadente, mentre parlo di quello
che mi piace fare, di quello che desidero, di quello che
sono. Seguo il suo sguardo, che si posa con terrore sulla
rastrelliera appesa al muro, che sorregge verghe di varie
dimensioni. Brava Anastasia, hai centrato in pieno cosa
intendo per punizione.

E tutto questo armamentario quando entra in gioco?


mi chiede, indicando con un cenno vago della mano gli
oggetti che la circondano.
Rientra tutto nel pacchetto degli incentivi. Premi e
punizioni le spiego paziente.
Quindi tu ti ecciti esercitando la tua volont su di
me
Non sai quanto, Miss Steele.
Si tratta di conquistare la tua fiducia e il tuo rispetto,
in modo che tu mi consenta di esercitare la mia volont
su di te. Io traggo un grande piacere, addirittura gioia,
direi, dalla tua sottomissione. Pi tu ti sottometti, pi la
mia gioia aumenta: unequazione molto semplice
Concludo il mio discorso con un piccolo sorriso
rassicurante. Ma la sento titubante. Andiamo. Chi vuoi
prendere in giro, Grey? Tu vuoi sottometterla per punire
tua madre. E questo ti eccita, perch la violenza ad
eccitarti. Ma non ti rende felice. Contraggo
impercettibilmente la mascella, sapendo che il mio
cervello ha ragione. La violenza lunico modo che
conosco. Lunico tipo di contatto umano che ho. Ma non
sono mai soddisfatto.
Daccordo, e io cosa ci guadagno? mi chiede dopo
qualche istante, distogliendomi dai mie pensieri.
Mi stringo nelle spalle, assumendo unaria leggermente
contrita.

Me le rispondo semplicemente.
Mi fissa in silenzio, senza replicare. Gi, non molto,
Anastasia. Ma so che mi vuoi. Il pensiero di averla mi fa
eccitare in un modo che non mi era mai capitato prima.
Mi passo una mano nei capelli, esasperato da quella
situazione, dal fatto di vederla in questa stanza e non
poterla toccare. Deve firmare quel fottuto contratto!.
Non rivelerai niente, Anastasia le dico piano.
Torniamo al piano di sotto, dove riesco a concentrarmi
meglio. Mi distrae molto averti qui dentro
Le tendo la mano, ma lei la guarda esitante, senza
prenderla.
Non ti far male, Anastasia la rassicuro.
Finalmente si lascia condurre fuori dalla stanza. Invece
di scendere al piano di sotto, per, giro a destra e imbocco
il corridoio.
Se accetti, ti faccio vedere cosa ti aspetta
Voglio darle un quadro completo di quello che posso
offrirle, anche se, ho il dubbio che quello che sto per
mostrarle non avr il potere di convincerla. Se ho ben
capito il suo carattere, in effetti, questa la parte che le
interesser di meno. Passiamo davanti a diverse porte
prima di arrivare a quella in fondo al corridoio. Al di l di
essa c una stanza completamente bianca, con un
enorme letto matrimoniale. Mobili, pareti. Tutto bianco.
Su un lato della stanza c unimmensa vetrata che

affaccia sullo skyline di Seattle. la stanza delle


Sottomesse. Un angolo della mia casa riservato alla mia
partner sessuale di turno. una sorta di rifugio, per
lasciarle allontanare da me e da quello che faccio loro. Ma
anche, per me, un modo per tenerle a distanza. Non
lascio mai che invadano i miei spazi, la mia vita. Ho
bisogno che dormano da sole, che vivano da sole. Mi
limito semplicemente a procurare loro quello di cui
hanno bisogno. Una stanza, dei vestiti, una macchina,
protezione. Sesso estremo e punizioni. Le uso, le fustigo,
le provoco fisicamente ed emotivamente. Ma in fondo
anche loro sfruttano me. Vogliono il mio denaro, le belle
cose che compro per loro. Non mi sento mai in colpa
proprio per questo, in effetti. Compro la loro lealt, la
loro devozione. una sorta di tacito scambio. Io voglio il
loro corpo e loro i miei soldi. Forse per questo che con
Anastasia mi sento cos strano. Ho visto la sua ritrosia
nellaccettare anche un paio di pantaloni. Sento di non
poterla ammaliare con il denaro. E questo mi mette in
crisi. E non mi permette di espiare le mie di colpe.
Questa sar la tua stanza. Puoi arredarla come vuoi,
farci mettere quello che vuoi
La mia stanza? Ti aspetti che mi trasferisca da te?
Il terrore le si legge stampato in faccia.
Non a tempo pieno. Diciamo, dal venerd sera alla
domenica. Dobbiamo discutere di tutti questi dettagli,
trattare. Sempre che tu accetti le spiego, esitante.
La mia gi poca sicurezza di averla in pugno inizia a
vacillare pesantemente. D di si, ti prego.

Io dormir qui?
Dormir? Allora, forse fatta!. Contengo a stento
leuforia.
S
Non con te constata amareggiata.
No. Te lho detto, non dormo con nessuno, a parte
quando sei rintronata dallalcool la rimprovero quasi
senza rendermene conto.
Ma, allo stesso tempo, lidea di dormire accanto a lei,
sentire il suo profumo, abbracciarla e stringermela al
petto, si fa strada dentro di me. questo che lei vorrebbe.
E, anche se davvero difficile ammetterlo, so che in fondo
lo vorrei anchio. Ma cosa cazzo pensi, Grey?. Gi, per
una volta la mia testa ha ragione. Come cazzo mi
vengono in mente determinate cose? Anastasia mi
guarda, intanto, divorata dal dubbio.
Tu dove dormi?
La mia stanza al piano di sotto. Vieni, devi essere
affamata
Meglio trascinarla via da questa stanza. Forse non
neppure stata una buona idea quella di mostrargliela. E
comunque di sotto potremmo discuterne meglio.
Ovunque, basta che non sia una stanza con un letto.
Perch in questo momento il mio unico pensiero quello
di ficcargli dentro il mio uccello e scoparla ad oltranza. E

la mancanza di un letto ti ha mai fermato, Grey?.


Strano, mi sembra di aver perso lappetito mi
mormora di rimando, stizzita, mentre la trascino per le
scale. La solita impertinente!.
Devi mangiare, Anastasia la ammonisco.
Percepisco distintamente lansia emanata dal suo
corpo, in costante aumento da quando siamo usciti dalla
Stanza dei giochi. Devo trovare in fretta un modo per
calmarla, altrimenti la perder.
Sono consapevole che un sentiero oscuro quello in
cui ti voglio condurre, Anastasia, ed per questo che
voglio che tu rifletta bene. Avrai delle domande da farmi
le dico, quando raggiungiamo il salone.
A malincuore, lascio la sua mano e mi dirigo in cucina.
Mi segue esitante. Ho capito perfettamente che non mai
stata coinvolta in nulla del genere. Ed ovvio che ora
bruci dalla curiosit di sapere a cosa potrebbe andare in
conto.
Hai firmato laccordo, puoi chiedermi quello che vuoi
e ti risponder le dico in tono conciliante.
In fondo mi vuole. Lo so. Parlarne potrebbe farla
eccitare e capitolare. Ottimo piano, Grey. Ti sei
appena guadagnato il titolo di maestro nellarte di
circuire le ragazzine.
Anastasia si ferma accanto al bancone, osservandomi
mentre traffico con il vassoio di formaggi assortiti e due

ciotole di uva rossa e verde, riposti in frigo da Mrs Jones.


Poggio il vassoio sul piano di lavoro e inizio a tagliare una
baguette. Mrs Jones me ne lascia sempre qualcuna nei
fine settimana. Sa benissimo che le adoro.
Siediti le ordino, indicandole uno sgabello accanto a
lei.
Mi obbedisce allistante, ma sembra riflettere
attentamente su quello che ha appena fatto. Si, Miss
Steele, visto come ti viene naturale obbedire a quello che
ti dico di fare?
Hai
parlato
improvvisamente.

di

scartoffie

mi

chiede

S
Che genere di scartoffie?
B, a parte laccordo di riservatezza, un contratto che
dice quello che faremo e quello che non faremo. Ho
bisogno di conoscere i tuoi limiti, e tu devi conoscere i
miei. un atto consensuale, Anastasia le spiego
premurosamente,
cercando
di
rassicurarla
maggiormente.
E se non voglio farlo?
Va bene lo stesso le rispondo con cautela.
E con un po di paura, che mi provoca un dolore
assurdo in una parte poco conosciuta del mio petto.
Accetta, Ana. Fallo!. Deve accettare, non pu essere

altrimenti.
Ma non avremo nessuna relazione? continua lei.
No
E mentre le rispondo percepisco una nota strana nella
mia voce. Vorresti altri tipi di relazione, Grey?
Perch?
Perch questo lunico genere di relazione che mi
interessa le dico deciso, rispondendo a lei e alla mia
testa.
Ho realizzato che lei vorrebbe tuttaltra storia con me.
Qualcosa di completamente diverso da quello che voglio
io. Ma sento che, nonostante loscurit che mi avvolge,
sempre attratta da me. E credo che sar proprio questo a
spingerla ad accettare alla fine. In fondo le sue paure sono
legate solo al fatto di non conoscere il mio mondo. Ma io
sono qui apposta per mostrartelo, Anastasia.
Perch? mi incalza, distogliendomi dai mie pensieri.
La guardo negli occhi, stringendomi nelle spalle.
Sono fatto cos le rispondo con molta onest.
Come sei diventato cos?
Ora sono io quello nervoso ed agitato dalla sua
curiosit crescente. Non posso dirtelo, Ana.

Perch le persone sono come sono? difficile


rispondere. Perch ad alcuni piace il formaggio mentre
altri lo odiano? A te piace il formaggio? Mrs Jones, la mia
domestica, lo ha lasciato per cena le rispondo con aria
vaga, tentando di cambiare argomento.
Almeno per qualche attimo. Mi giro, dandole le spalle,
ed estraggo dalla credenza alcuni piatti. Ne poggio uno
sul bancone, di fronte a lei, fingendo una calma e
unindifferenza che in realt sono ben lontane da ci che
provo.
Quali sono le regole che dovrei seguire? torna a
chiedere dopo un attimo di pausa.
Ne ho un elenco scritto. Le guarderemo, ma solo dopo
aver mangiato
Tenerla sulle spine. lunico modo che ho per farle
ingerire del cibo suppongo.
Non ho molta fame sussurra, guardando di traverso
il piatto davanti a s.
Mangerai lo stesso le dico semplicemente.
Mi guarda tentando di leggermi lanima. Senza sapere
che io unanima non ce lho. Ed come se avesse avuto
una visione completa di tutta quella che sar la sua vita
da oggi in avanti. Sei mia, Miss Steele. E presto potr
fare di te quello che pi mi piace.
Gradisci un altro bicchiere di vino? le chiedo
gentilmente.

S, grazie
Le riempio il bicchiere, sedendomi sullo sgabello
accanto a lei. Prende il calice e ne beve subito un sorso.
Forse questo la far sentire pi sicura, come prima.
Serviti pure, Anastasia
Con uno sforzo immenso allunga la mano e prende un
piccolo grappolo duva da una delle ciotole. Quando alza
gli occhi trova, ad attenderla, uno dei miei sguardi severi.
Ma non sembra importarle poi pi di tanto. concentrata
su altro.
da molto che fai queste cose? mi chiede.
S
Da quando, a 15 anni, una delle migliori amiche di
Grace mi ha preso per mano e mi ha trascinato in questo
mondo che non conoscevo. Da quando ho scoperto che
non cera altro modo per me, oltre alla violenza fisica, per
essere appagato. Da quando ho capito che avevo bisogno
di far ricadere su altre persone le colpe di quella drogata
di mia madre, per poterle affrontare e sconfiggere. E
pensi di esserci riuscito, Grey?. Cazzo, quanto odio il mio
cervello e le sue stupide domande inopportune!
facile trovare donne disponibili?
Alzo un sopracciglio. Non la domanda che mi
aspettavo.

Ti sorprenderebbe sapere quante ce ne sono


rispondo seccamente.
Non mi va di parlare di questo. Puoi trovare
sottomesse ad ogni angolo della strada, praticamente.
Basta avere un portafogli ben fornito. Ma non vado di
certo fiero del fatto che ho pagato per fare sesso. E non
voglio che Anastasia mi giudichi per questo. Oltretutto
non stasera.
E allora perch proprio io? Davvero non capisco
realmente confusa, lo sento dalla voce. Ma la sua
domanda fondata. Perch lei, Grey?. Faccio un leggero
sospiro. Oh, Anastasia. Davvero non vedi quanto sei
bella, sexy, attraente. Quanto sei dolce.
Anastasia, te lho detto. In te c qualcosa. Non riesco
a starti lontano le sorrido ironico, un po amaro. Sono
come una falena attratta dalla fiamma
Lei si morde il labbro, inconsapevolmente. Il mio
desiderio cresce allimprovviso. La voglio, ora. Sono
eccitato da morire. E il mio pene si tende
immediatamente sotto la stoffa dei pantaloni. Non riesco
a concentrarmi su nientaltro.
Ti voglio da impazzire, soprattutto adesso, che ti
mordi di nuovo il labbro
La mia confessione mi esce dalle labbra allimprovviso,
sorprendendomi. Ma, ora come ora, vorrei soltanto fare
spazio su questo bancone, mettercela sopra riversa,
spalancarle le gambe e fotterla fino a farla svenire.

Quanto mi piacerebbe guardare i suoi occhi mentre gode,


mentre si agita convulsamente animata dagli spasmi di
un potente orgasmo. Faccio un respiro profondo, nel
tentativo di placare la mia sete di sesso. Anastasia allenta
lentamente la morsa dei denti, sorpresa dalle mie parole,
come se faticasse a credere alleffetto che ha su di me.
Penso che tu abbia usato limmagine al contrario mi
dice alla fine, con uno sguardo adorante.
La guardo amareggiato. Non lo merito quello sguardo,
Ana. Non per quello che ti sto facendo. Ma ti voglio, e ora
non riesco a pensare ad altro. Sono irritato da tutto
questo sconvolgimento che provo. Ho bisogno di mettere
le distanze.
Mangia! le ordino seccamente.
No. Non ho ancora firmato niente, quindi credo che
mi terr il mio libero arbitrio ancora per un po, se per te
va bene
La guardo divertito, con laccenno di un sorriso sulle
labbra. La sua impertinenza la rende estremamente
interessante ed ancora pi eccitante.
Come
desideri,
Miss
Steele
accondiscendente, continuando a mangiare.

le

dico

Quante donne? mi domanda dimpulso.


Non capisco subito, ma credo si riferisca a quelle che
ho portato nella mia Stanza dei giochi. Conosco
perfettamente il numero preciso. Maniaco del controllo

fino alla fine, eh Grey?


Quindici
Per lunghi periodi?
Curiosa, la ragazza.
Con alcune, s
Hai mai fatto male a una di loro? mi chiede poi, con
un leggero timore.
Sincerit. Anche se il ricordo dellepisodio spiacevole
per me.
S
In modo grave?
La leggera traccia di paura e terrore nella sua voce mi
fa trasalire.
No
Si ferma per un attimo, come se un dubbio atroce le
scuotesse il corpo e la mente. Poi riprende esitante il suo
interrogatorio.
A me farai male?
No, no, no Ana. Io voglio solo farti star bene. La
guardo a fondo e credo che forse non si stia riferendo al
solo male fisico. Mi si stringe il cuore.

In che senso? le chiedo cauto.


Esita.
Fisicamente, mi farai male?
Sincerit anche questa volta. In fondo voglio che sia
pienamente consapevole di quello che laspetta.
Ti punir quando serve, e sar doloroso
Non voglio mentirti, Miss Steele. La vedo sbiancare
letteralmente. Afferra il suo bicchiere ed ingurgita un
altro abbondante sorso di vino. Sembra quasi ritrovare
lequilibrio appena perduto.
Sei mai stato picchiato?
Vorrei urlarle che questi non sono davvero affari suoi.
Nonostante laccordo di riservatezza, non mi va di
rivelare particolari del mio passato. Soprattutto alle mie
sottomesse. Ma poi alzo lo sguardo, incrocio i suoi occhi
azzurri. Ed come se lei mi strappasse da dentro tutto
quello che non vorrei mai dirle.
S
In fondo, forse, darle qualche rassicurazione non mi
far male. Ma ti senti, Grey?. Lo sgomento le si dipinge
sul suo bellissimo viso. Ok, non mi sento davvero pronto
a parlare di queste cose con lei. Prima che possa
travolgermi con altre mille domande la interrompo.

Andiamo a parlarne nel mio studio. Voglio mostrarti


una cosa
Mi alzo dallo sgabello e lei mi imita, seguendomi
titubante e con il passo incerto. Devo mostrarle il
contratto. Solo dopo averlo letto potr avere un quadro
completo di ci che voglio da lei. Soltanto in questo modo
potr decidere se accettare o rifiutare definitivamente
quello che ho da offrirle. Ovvero, Grey? Violenze,
punizioni, male fisico ed emotivo?. So che la mia testa ha
ragione, ma in fondo questo quello che sono. Lei libera
di prendere la decisione giusta. O quella sbagliata. Entro
nel mio studio con rinnovata decisione. Oltrepasso la
scrivania e mi siedo al mio posto. Il mio computer
ancora acceso e ne approfitto per scaricare il dossier di
Welch su quel figlio di puttana. Ecco, Miss Steele. Se
puoi farti molestare da pseudo amici ubriachi nei locali di
Portland, perch non potresti decidere di abbandonarti
spontaneamente e coscientemente a me?. Il ricordo
dellepisodio mi fa infuriare. E mi aiuta ad assumere il
giusto atteggiamento da tenere per un colloquio del
genere. Le indico la sedia di cuoio di fronte a me e lei vi si
accomoda, preoccupata. Lansia sta divorando quel corpo
minuto e meravigliosamente affascinante. imbarazzata.
E io sono in piena modalit Dominatore. Le porgo uno
dei fogli che ho davanti a me. Sono le regole. Le mie
regole. Quelle a cui, una volta concordato il tutto, dovr
sottostare senza obiezioni di alcuna sorta. Anche se,
dentro di me, vorrei che non lo facesse. Spero che non lo
faccia. La prospettiva del suo corpo in bala delle mie
punizioni, dei miei pi oscuri e reconditi desideri, mi
infiamma luccello, che svetta puntando sfacciatamente
allins sotto la stoffa dei jeans.

Queste sono le regole. Possono essere soggette a


cambiamenti. Costituiscono una parte del contratto, che
ti dar. Leggile e discutiamone
Sulla carta campeggiano a caratteri scuri parole scritte
da me, che oramai conosco a memoria e nei minimi
dettagli. Anastasia prende il foglio che le porgo e, senza
proferire parola, inizia a scorrerlo. Sussulta e sbianca ad
ogni rigo, mentre lo stupore non la abbandona.
REGOLE
Obbedienza
La Sottomessa obbedir a qualsiasi istruzione impartita dal
Dominatore, immediatamente, senza riserve e con sollecitudine. La
Sottomessa accetter qualsiasi attivit sessuale considerata
appropriata e piacevole dal Dominatore, fatta eccezione per le attivit
considerate limiti assoluti (Appendice 2). Lo far con zelo e senza
esitazioni.
Sonno
La Sottomessa garantir di dormire almeno sette ore per notte
quando non insieme al Dominatore.
Alimentazione
La Sottomessa manger regolarmente per mantenersi in forma e in
salute, scegliendo da una lista prescritta di cibi (Appendice 4). La
Sottomessa eviter gli spuntini fuori pasto, a eccezione della frutta.
Abbigliamento
Per tutta la durata del contratto, la Sottomessa indosser
esclusivamente abiti approvati dal Dominatore. Il Dominatore
fornir un budget per labbigliamento della Sottomessa, che lei
utilizzer. Il Dominatore, quando lo riterr opportuno,
accompagner la Sottomessa ad acquistare i vestiti. Se il Dominatore
lo desidera, la Sottomessa indosser qualsiasi ornamento il
Dominatore richieda, in presenza del Dominatore e in qualsiasi altra
occasione il Dominatore ritenga opportuno.

Esercizio fisico
Il Dominatore fornir alla Sottomessa un personal trainer quattro
volte alla settimana in sessioni di unora da concordare tra il personal
trainer e la Sottomessa. Il personal trainer riferir al Dominatore i
progressi della Sottomessa.
Igiene personale/Bellezza
La Sottomessa si terr pulita e depilata con rasoio e/o ceretta in
qualsiasi momento. La Sottomessa si recher in un salone di bellezza
a scelta del Dominatore nelle occasioni prescritte dal Dominatore, e
si sottoporr a qualsiasi trattamento il Dominatore ritenga
opportuno.
Sicurezza personale
La Sottomessa eviter di bere in eccesso, fumare, assumere droghe, o
mettersi in pericolo senza motivo.
Qualit personali
La Sottomessa eviter rapporti sessuali con persone che non siano il
Dominatore. La Sottomessa si comporter sempre in modo rispettoso
e modesto. Deve riconoscere che il suo comportamento ha un riflesso
diretto sul Dominatore. Sar ritenuta responsabile di qualsiasi
misfatto, trasgressione e comportamento scorretto commesso in
assenza del Dominatore.
La trasgressione di una qualsiasi delle regole precedenti
provocher unimmediata punizione, la cui natura sar
determinata dal Dominatore.

La osservo leggere sgomenta e in silenzio, fino in


fondo, il foglio che le ho consegnato.
Limiti assoluti? mi chiede poi, senza capire.
S. Quello che tu non farai e quello che io non far va
specificato nel nostro accordo le spiego.
Non mi piace molto lidea di accettare denaro per i

vestiti. Non mi sembra bello


Lavevo immaginato in verit, Miss Steele. Non
sembra essere minimamente attratta dal lusso e dallo
sfarzo che posso offrirle. Questo, di solito, rappresenta il
punto debole delle donne che frequento. Ma con lei non
basta mettere il mondo ai suoi piedi per avere il suo
consenso scritto. Per essere legalmente autorizzato a fare
di lei ci che pi mi aggrada. Allora cosa devo fare con
te, Miss Steele?. Devo dire che, difficolt a parte, questo
aspetto di lei non mi dispiace. qui perch vuole me, non
i miei soldi. E questo pensiero mi rendefelice.
Voglio riempirti di soldi. Lascia che ti compri qualche
vestito. Potrei avere bisogno che tu mi accompagni in
occasioni ufficiali, e voglio che tu sia vestita bene. Sono
certo che il tuo stipendio, quando troverai un lavoro, non
ti permetter di acquistare il tipo di vestiti che voglio
vederti addosso insisto dolcemente, evitando di
offendere il suo orgoglio o la sua sensibilit.
Cerco di rabbonirla, affinch mi lasci fare a modo mio.
Voglio davvero prendermi cura di te, Ana.
Non dovr indossarli quando non sono con te?
Nole concedo.
Okay mi risponde rassegnata. Non mi va di fare
ginnastica quattro volte alla settimana aggiunge poi,
riprendendo a scorrere il foglio.
Anastasia, ho bisogno che tu sia snodata, forte, e
resistente. Fidati, hai bisogno di allenarti le intimo.

Voglio che tu sia pronta a provare tutto quello che ho


in mente, Miss Steele. E gi mi concedo di
immaginarmela sul letto della mia stanza segreta, con le
gambe completamente spalancate, tenute ferme da una
barra divaricatrice, mentre piano, con lentezza, il mio
uccello la penetra a fondo. Cristo santo, se eccitante!.
Ma quattro volte alla settimana mi sembra troppo.
Che ne dici di tre?
Voglio che siano quattro le rispondo risoluto,
abbandonando a malincuore i miei pensieri lascivi su di
lei.
Pensavo che stessimo negoziando mi rimbrotta
contro, leggermente stizzita.
La guardo severamente. Ma neppure il Christian
Dominatore pu nulla contro il suo dolce broncio.
Almeno fuori dalla Stanza dei giochi. Cerco di andarle
incontro, non so nemmeno io perch. Forse
semplicemente che non voglio che si impunti su queste
cose. In fondo le regole sono soltanto un modo per
definire la mia autorit su di lei. Se le definiamo insieme
magari le rispetter pi facilmente. A beneficio della mia
pace mentale soprattutto.
Va bene, Miss Steele, un altro punto per te. Che ne
dici di tre giorni da unora e uno da mezzora?
Tre giorni, tre ore. Ho limpressione che tu mi terrai
in allenamento quando sono qui

Cocciuta la ragazzina!. Le sorrido perfidamente,


perch mi ha letto nel pensiero. E perch capisco dalle
sue parole che ormai il suo si solo una formalit.
mia. Anastasia Steele mia. La dolce e impertinente
Miss Steele, che mi eccita e mi rende nervoso e frustrato e
insicuro allo stesso tempo ha appena acconsentito ad
essere mia. Implicitamente. Ma gi un passo avanti.
vero. Daccordo, siamo intesi. Sei sicura di non
volere uno stage nella mia azienda? Sei una brava
negoziatrice le dico sorridendo.
No, non mi sembra una buona idea mi risponde
sarcastica.
Il suo sguardo torna a fissare il foglio che ha in mano.
Qualcosa la turba, in modo evidente, ma non dice cosa.
Decido di non chiederle nulla, per il momento, e passare
oltre.
Dunque, veniamo ai limiti. Questi sono i miei le dico
porgendole un altro foglio.
LIMITI ASSOLUTI
No ad atti che implichino giochi con il fuoco.
No ad atti che implichino di urinare o defecare.
No ad atti che implichino aghi, coltelli, piercing o sangue.
No ad atti che implichino strumenti medici ginecologici.
No ad atti che implichino bambini o animali.
No ad atti che lascino segni permanenti sulla pelle.
No ad atti che implichino il controllo del respiro.
No ad atti che richiedano il contatto diretto del corpo con la corrente
elettrica (alternata o diretta che sia) o con le fiamme.

Guarda il foglio esterrefatta, senza capire, forse, il


perch c bisogno di sottoscrivere quel documento.
assurdo invece a quanta gente piacciano queste stronzate.
A te piace scoparti ragazze che ti ricordano quella
puttana di tua madre, Grey. I problemi forse li hai tu.
Gi. Il problematico qui sono io. Anastasia mi guarda
agitata.
C qualcosa che vorresti aggiungere? le chiedo
gentilmente, in tono rassicurante.
Se c una cosa che ho imparato durante il mio
addestramento saper riconoscere i segnali del corpo di
chi ti sta di fronte. E in questo momento Anastasia
molto, molto agitata. Oserei dire sconvolta, cos
allimprovviso, senza un reale perch. Aggrotto la fronte
percependo di nuovo la strana sensazione che lei mi stia
nascondendo qualcosa. Ma cosa?.
C qualcosa che non farai? le chiedo.
Non lo so
Cosa significa che non lo sai?
La vedo agitarsi sulla sedia, mordendosi il labbro per
linquietudine. Non farlo Anastasia, altrimenti contratto
o non contratto ti tiro fuori da quei vestiti e ti scopo qui,
sulla mia scrivania. Fortunatamente la mia curiosit ha
la meglio. Cosa cazzo non mi sta dicendo? La guardo
con aria interrogativa. E il mio sguardo esige una
risposta, anche se io resto muto. Anastasia fa un profondo
sospiro, rimanendo in silenzio.

Non ho mai fatto niente del genere ammette dopo


uneternit.
La sua risposta mi spiazza un po. A cosa si riferisce in
particolare? Forse ha avuto solo relazioni vaniglia fino ad
oggi. Rapporti standard e monotoni. Quello che io non ho
mai avuto invece.
B, quando hai fatto sesso, non c stato qualcosa che
non ti piaciuto fare?
La graziosa ragazzina bruna che mi siede di fronte si
immobilizza, passando in un nanosecondo dal bianco
cadaverico al rosso porpora. Ma cosa cazzo le prende?.
Forse solo imbarazzata. In fondo nemmeno la conosco e
sto indagando sulla sua vita sessuale. Forse mi sono
spinto troppo oltre per lei. Magari avrei dovuto procedere
con pi calma. Cerco in tutti i modi di metterla di nuovo a
suo agio.
A me puoi dirlo, Anastasia. Dobbiamo essere sinceri
luno con laltra se vogliamo che tra noi funzioni
Si agita nuovamente sulla sedia. Stringe forte i pugni in
grembo. A momenti credo che stia per farsi male. Cazzo,
Anastasia! Sto davvero perdendo la pazienza.
Dimmelo le ordino, tornando ad assumere la mia
espressione severa.
Me ne fotto della sua timidezza. Deve fidarsi di me se
vuole che funzioni. Miss Steele sembra prendere un
briciolo di coraggio. Si raddrizza leggermente e la sua
espressione quella di bambino che sta per confessare di

aver rubato la marmellata dal barattolo. Dopo qualche


secondo prende a parlare con voce bassa, tremante, piena
di ansia e di paura, tenendo gli occhi fissi sulle sue mani.
Ecco, io non ho mai fatto sesso, quindi non lo so
Il mondo mi cade letteralmente addosso. come se
tutto intorno a me si sgretolasse e il silenzio assordante
che cala tra di noi mi attanaglia il cervello. Cosa? Cosa
cazzo vuol dire? Non. Rimango interdetto, senza
riuscire neppure a formulare un qualcosa che abbia
parvenza di pensiero. Riesco solo a fissarla sconvolto, a
bocca aperta, pallido come un cencio. Finalmente, dopo
svariati minuti, sembro ritrovare la facolt di parola.
Mai? le mormoro piano, sentendo il sangue
defluirmi completamente dal volto.
Lei scuote la testa, in silenzio. No, no, no! Non pu
essere!. Come ho fatto ad essere cos cieco, cos stupido.
Certo, avevo capito che fosse inesperta, ma non pensavo
fino a questo punto. Cazzo, cazzo, cazzo!!.
Quindi, sei vergine? sussurro, ancora in preda al
panico.
Mi manca il fiato. Anastasia annuisce, avvampando.
Ma come cazzo ha fatto? vergine Una cazzo di
vergine, Cristo santo!. Chiudo forte gli occhi. Sento la
rabbia montarmi dentro come un fiume in piena. Mi
ritornano in mente tutti i segnali che avrei dovuto
cogliere. Il suo modo di guardarmi quando le ho stretto la
mano allHeathman, il suo essere cos sorpresa per quel
bacio, il suo imbarazzo nello svegliarsi nel mio letto.

Tutto. Tutto, tutto, tutto, Cristo!! stato sempre tutto


sotto i miei occhi! E io sono stato cos stupido, cos
coglione da non capirlo. E lei, lei avrebbe dovuto dirmelo,
cazzo! Avrebbe dovuto dirmelo! Le ho appena mostrato
linferno a cui la sottoporr e lei probabilmente non ha
mai nemmeno baciato un ragazzo. Una vergine, una cazzo
di vergine!. Nonostante tutti gli sforzi disumani per
domarmi, sono accecato dalla rabbia. Quando riapro gli
occhi, nulla cambiato. Sono letteralmente infuriato.
Perch cazzo non me lhai detto? le sbraito contro,
senza riuscire a contenermi oltre. Riesco a malapena a
vederla sussultare e stringere forte gli occhi per la paura.
Fai bene ad avere paura, Miss Steele. Ora si che sono
fottutamente incazzato!.

Capitolo 8
Cammino avanti e indietro nel mio studio, frustrato.
Non riesco a tenere a bada la rabbia e lo sconvolgimento
per la sua rivelazione. vergine, cazzo!. Non sa niente
del mio mondo. Non sa niente del sesso in generale.
Penso alla sua agitazione durante il viaggio. Mi passo
entrambe le mani nei capelli, tirandoli leggermente come
per portare via da me tutti questi sentimenti. Ecco, lho
detto. Sentimenti. Almeno credo sia la parola adatta a
descrivere tutto quello che mi si sta velocemente
rivoltando nello stomaco. E ora non mi importa
nemmeno di come possa essersi sentita lei. Ora sono io a
sentirmi un pezzo di merda per averle mostrato la mia
stanza segreta e averle chiesto di firmare quel
fottutissimo contratto! Devi lasciarla perdere Grey!
Ora!. Eppure eppure non ci riesco.
Non capisco perch tu non me labbia detto la
sgrido, senza riuscire a frenare la rabbia.
Dio quanto vorrei mettermela sulle ginocchia e
sculacciarla di santa ragione!. Mi guarda con
unespressione di terrore sul viso, poi abbassa di nuovo
gli occhi, contrita.
Non ce n stata occasione. Non sono abituata a
rivelare i miei trascorsi sessuali al primo che incontro. In
fin dei conti, ci conosciamo appena
Torna a guardarmi, leggermente corrucciata. In fondo
ha ragione. Lo so. Anastasia non poteva immaginare che
io volessi coinvolgerla in una relazione sadomaso quando

lho trascinata a forza nella mia vita. Questo vuol dire


che farai lamore con me, Christian?. La sua inopportuna
frase di qualche minuto fa ora non mi sembra poi cos
inopportuna. Era questo che lei voleva, che si aspettava
da me. E io le ho messo davanti tutta questa merda.
Prendere coscienza della sua purezza mi sconvolge. Avrei
voluto saperlo prima. Avrei dovuto saperlo prima,
cazzo!.
Ma tu adesso sai molte cose di me sbotto contro quel
viso angelico. Che fossi poco esperta lo avevo capito, ma
addirittura vergine!
Io stesso riesco a percepire qualcosa di molto simile al
disgusto nella mia voce.
Cazzo, Ana, e pensare che ti ho appena mostrato
quella roba continuo a ringhiarle contro.
Ma mi rendo conto che la mia rabbia sta lentamente
scemando. Non colpa sua. E io lo so. E in meno di tre
secondi sono passato dalla versione di me Dominatore, a
quella di me incazzato, a quella di me che ancora non
conoscevo. Christian Grey, amministratore delegato, che
prova quasi tenerezza di fronte ad una verginella
impaurita. Faccio un profondo sospiro.
Che Dio mi perdoni. Hai mai baciato qualcuno, a
parte me? le chiedo premuroso.
Ma certo
Mi risponde piccata, anche se sembra dubitare lei per
prima delle sue parole.

E non c stato un bel ragazzo che ti abbia fatto


perdere la testa? Proprio non capisco. Hai ventun anni,
quasi ventidue. Sei una bella ragazza
La guardo mentre gioca con le sue dita. Sorride,
sorpresa del complimento che le ho appena fatto. S,
Ana. Sei bella, sei davvero bella. Come puoi essere ancora
vergine?. Il suo silenzio esasperante.
Stiamo discutendo seriamente di quello che ho
intenzione di fare, e tu non hai la minima esperienza
continuo, aggrottando la fronte. Come hai fatto a evitare
di fare sesso? Dimmelo, ti prego
Anastasia si stringe nelle spalle, imbarazzata.
Nessuno mai capisci
Non termina la frase e mi guarda, come se dovessi aver
afferrato un oscuro mistero. Chiss quale poi! Nessuno
mai cosa, Anastasia?. Nessuno ci ha mai provato? Non
credo. Il tuo amico figlio di puttana lo stava facendo ieri
sera. Nessuno si mai spinto troppo oltre? Sei lesbica e
hai deciso di provare a tornare sulla retta via con me?
NESSUNO COSA, ANASTASIA??? Dimmelo, cazzo!!.
Vorrei urlarle contro tutte queste cose, ma lespressione
del suo viso mi blocca.
Perch sei tanto arrabbiato con me? mormora
mortificata, mentre scruta a fondo i miei occhi grigi.
La fisso, senza risponderle. Anche ora, anche dopo
quello che mi ha appena detto, non riesco a non trovarla

estremamente desiderabile ed eccitante. Cosa cavolo mi


sta succedendo?.
Non sono arrabbiato con te, sono arrabbiato con me
stesso. Avevo dato per scontato che sospiro.
Avevo dato per scontato che qualcuno ti avesse messo
le mani addosso. Qualcuno che, come me, non fosse
riuscito a resistere al tuo fascino e alla tua bellezza.
Vuoi andartene? le chiedo infine con gentilezza,
reprimendo le mie riserve.
Dopo tutto questo ho comunque la forza di sperare che
dica di no. Che rimanga. Io voglio che rimanga. Anche se
vergine. Anche se non sa niente di queste cose e della
merda che mi porto dietro. Voglio che rimanga e basta. E
lei sembra leggermi nel pensiero.
No, se non lo vuoi tu mormora.
Certo che non lo voglio. Mi piace averti qui
Le parole mi escono quasi di getto, mentre mi acciglio.
Non so nemmeno io perch mi piace averti qui Ana. E
oltretutto il mio problema che mi piace troppo averti
qui. Vorrei che tu non te ne andassi mai da questo
appartamento. Guardo lorologio.
tardi
Quando alzo di nuovo gli occhi lei li. E si sta di nuovo
mordendo quel labbro. Quel gesto mi fa ribollire il sangue
nelle vene. Vederla affondare con i denti sulla pelle

morbida delle sue labbra favolose mi fa uscire di senno.


Quel gesto cos carnale, che vorrei essere io a compiere.
Ti stai mordendo il labbro le dico con la voce piena
di desiderio.
Vaffanculo!. La voglio. Ora.
Scusa sussurra lei.
Non chiedermi scusa. solo che ho voglia di
morderlo anchio, di morderlo forte
Sento il suo corpo tendersi ed eccitarsi subitaneamente
in risposta alle mie parole. Basta. Ho appena preso la
mia decisione.
Vieni le mormoro.
Dove?
Dobbiamo sistemare questa faccenda, subito
In che senso? Quale faccenda? chiede allarmata.
La guardo dritto negli occhi, risoluto.
La tua. Ana, intendo fare lamore con te adesso
Oh
Sembra sul punto di svenire. Le manca il respiro. Ora
non dire di no, Anastasia. Ti prego. Anche se non posso
pensare solo a quello che voglio io in questo momento. Lo

so. la sua prima volta, dopotutto.


Se tu lo vuoi, beninteso. Non voglio sfidare la sorte
Mi guarda a stento, con i suoi occhi azzurri come il
cielo.
Pensavo che tu non facessi lamore. Pensavo che
fottessi senza piet
Deglutisce a fatica mentre pronuncia le ultime parole.
La sua risposta mi diverte e mi rilassa al tempo stesso. Mi
sfugge un sorriso perverso, che lei regge a fatica.
Posso fare uneccezione, o forse combinare le due
cose. Vedremo. Desidero davvero fare lamore con te. Ti
prego, vieni a letto con me. Voglio che il nostro accordo
funzioni, ma tu devi farti almeno unidea di quello che ti
aspetta. Possiamo iniziare laddestramento stanotte con
le nozioni di base. Questo non significa che io sia
diventato un sentimentale; un mezzo per ottenere un
fine, ma una cosa che desidero fare, e spero che per te
sia lo stesso
Il mio sguardo arde su di lei. Ecco. Le ho riversato
addosso tutto quello che avevo dentro. Spero solo che
capisca. Spero che si abbandoni a me e si lasci trasportare
alla scoperta di questo nuovo mondo. Spero voglia essere
mia. E in un istante un pensiero distinto mi colpisce
dritto al petto. Mia!. Se mi dice di s sar davvero mia.
Non dovr pensare di averla condivisa con un altro. Non
avr avuto nessuno al di fuori di me. Io potr essere
davvero il suo Dominatore, il signore assoluto del suo
corpo, lunico che labbia mai posseduta, sia stato dentro

di lei, labbia mai fatta godere fino allo svenimento.


proprio questo che voglio fare. Ed come se mi scorresse
nuova linfa vitale nelle vene. Ora voglio pi che mai che
sia la mia Sottomessa. Voglio che sia mia. Mia, mia, solo
mia.
Ma non ho ancora fatto tutte le cose richieste dalla
tua lista di regole
La sua voce ansimante, tremante, mi riporta con i piedi
per terra.
Lasciamo perdere le regole e i dettagli, per stanotte.
Ti voglio. Ti voglio da quando sei inciampata dentro il
mio ufficio, e so che tu mi vuoi. Altrimenti non saresti qui
a discutere di punizioni e limiti assoluti come se niente
fosse. Per favore, Ana, passa la notte con me
Le porgo una mano e mi rendo conto che la sto
fissando intensamente, come per imporre su di lei la mia
volont solo con la forza del pensiero. Lentamente mi
tende la mano e io la attiro piano tra le mie braccia.
stupenda. La stringo forte, inalando a fondo il suo
profumo inebriante. I nostri corpi aderiscono
perfettamente. Piano, come fosse di cristallo, le sfioro
delicatamente la testa, i capelli, avvolgendo la sua coda
attorno al mio polso. Le do un piccolo strattone,
costringendola ad alzare gli occhi e guardare i miei.
Sei una ragazza molto coraggiosa. Ti ammiro
Anastasia mi guarda a bocca aperta, con il respiro
trattenuto. Non resisto allimpulso di fare mie quelle
morbide labbra. Mi chino su di lei e la bacio dolcemente,

succhiandole il labbro inferiore, quello che ama tanto


torturarsi.
Voglio mordere questo labbro
sfiorandoglielo piano con i denti.

le

sussurro,

La sento mugolare contro le mie labbra. Sorrido.


Siamo entrambi eccitati da morire. Non resisto pi.
Per favore, Ana, facciamo lamore
E si. Non le dico scopiamo, fottiamo, facciamo sesso.
Non le ordino di inginocchiarsi ed obbedirmi. Le dico
facciamo lamore. Non le sto proponendo quello che
faccio di solito. In realt non so nemmeno io cosa le sto
proponendo. Non so cosa ci aspetta, come comportarmi.
Ma la sua prima volta. E nonostante non sia molto
esperto di queste cose, lo splendido angelo che mi sta di
fronte merita di ricordarsi di questo momento come
qualcosa di positivo. Bene. Buona fortuna, Grey!. Me lo
immagino gi il mio cervellino che si predispone a
gustarsi la scena di me e Ana a letto insieme. Ho lansia
come un ragazzino. Non voglio sbagliare. La guardo
ancora, implorando il suo consenso.
S mormora finalmente.
Allento la stretta, sorridendole soddisfatto. Le prendo
la mano e la conduco nella mia camera da letto,
trattenendo a stento la fretta. La stanza enorme in cui la
faccio entrare torreggia sui grattacieli di Seattle. Ana si
guarda attorno agitata, posando gli occhi sulle pareti
bianche, i mobili azzurri, il letto moderno in legno grigio
con le colonnine, ma privo del baldacchino. Osserva

stupefatta per qualche secondo il dipinto sulla parete del


letto. Il mare. Unaltra delle mie passioni. Osservandola
mi accorgo che trema ed il suo respiro sempre pi
affannato. Mi fissa rimanendo immobile nella sua
posizione. Con tutta la disinvoltura che sono riuscito a
recuperare dopo le ultime ore in sua compagnia, mi
slaccio lorologio e lo appoggio sul cassettone di legno li
accanto. Poi mi sfilo via la giacca, appendendola allunica
sedia della camera, poco lontana dal letto. Il suo sguardo
si posa sulla mia camicia di lino bianco e i miei jeans. Il
desiderio si fa pi pressante. Dio quanto ti voglio!. Pur
sentendo il suo sguardo fisso su di me, proseguo con lo
svestirmi, togliendo le Converse scure e i calzini. Quando
rialzo lo sguardo lei ancora li, immobile, a fissare i mie
piedi nudi. La guardo dolcemente. Ancora una volta tocca
a me rompere il ghiaccio.
Immagino che tu non prenda la pillola
La sua espressione sembra quella di chi ha appena
involontariamente mandato allaria laffare del secolo.
Lo sapevo la rassicuro.
Apro un cassetto del comodino e tiro fuori una scatola
di preservativi.
Bisogna sempre essere pronti mormoro in risposta
al suo sguardo interrogativo e stupito al tempo stesso.
Vuoi che chiuda le tende? le chiedo gentilmente.
Non importa sussurra.
Sbircia il letto incuriosita.

Pensavo che non permettessi a nessuno di dormire


nel tuo letto
Chi ha detto che dormiremo?
Ah
Miss Steele, tra le mille cose che voglio fare con te,
dormire non lho neppure preso in considerazione. Mi
avvicino piano a lei, con un sorriso malizioso sulle labbra.
La sua vicinanza un afrodisiaco naturale per me. Sono
eccitato come non lo sono mai stato prima. Nel silenzio
della camera sento il suo cuore battere forte. Il suo corpo
emana un calore avvolgente. E desiderio. Desiderio di me.
Mi fermo a pochi millimetri da lei, fissandola dritto negli
occhi.
Togliamo la giacca, magari? le chiedo piano.
Delicatamente, gliela faccio scivolare dalle spalle e la
poggio sulla sedia, accanto alla mia. Non riesco a toglierle
gli occhi di dosso.
Hai idea di quanto ti desidero, Ana Steele? le
sussurro, lasciandola di nuovo senza fiato.
Le sfioro piano la guancia, arrossata per limbarazzo, e
continuo con le dita sino al mento.
Immagini quello che sto per farti? aggiungo,
stuzzicando la sua libido mentre continuo ad
accarezzarla.

Voglio che si rilassi e si lasci trasportare dal desiderio,


non dallansia. Voglio rendere indimenticabile la sua
prima volta. Il mio tocco la fa fremere leggermente. E
questo segna il mio punto darrivo. Non riesco pi a
resistere. Mi chino su di lei e la bacio avido, deciso, ma
con movimenti lenti, trascinando le sue labbra al mio
ritmo. Le mie mani scendono sulla sua camicia,
sbottonandola senza fretta, bottone per bottone. Torno ad
accarezzarle il viso con la bocca, tracciando scie di baci
dallo zigomo al mento e agli angoli delle labbra. Le sfilo
via la camicetta, lasciandola cadere a terra. Faccio un
passo indietro e la guardo, ammirato ed estasiato. una
dea. Semplicemente stupenda. Indossa un reggiseno di
merletto azzurro, che riprende il colore dei suoi bellissimi
occhi. Ed perfetta. Mi toglie il fiato.
Oh, Ana le sussurro eccitato. Hai una pelle
bellissima, candida e perfetta. Voglio baciarne ogni
centimetro
Lei si scioglie in uno sguardo adorante. Il suo respiro
diventa frenetico. Sposto gli occhi sul suo seno, che si
muove al ritmo dettato dai suoi polmoni. Un seno piccolo,
delicato, magnifico. Mi sento travolgere dal desiderio di
possederla. Non ho mai provato nulla del genere. Mai. Le
afferro la coda e gliela sciolgo, lasciando i suoi capelli
ricaderle sulle spalle. Ecco. Ora si. Ora si che davvero
perfetta.
Adoro le brune mormoro piano, infilandole le mani
nei capelli e stringendole i lati della testa.
La guardo ancora. qui per me. Bruna, candida,
perfetta, pronta a fare tutto quello che le chieder.

Eppure diverso. Non riesco a spiegarmi questa


sensazione. solo diverso. Non riesco a pensare di
punirla perch assomiglia alla puttana drogata. Voglio
scoparla, voglio frustarla, sculacciarla fino a farla gemere
forte, fino a farla svenire di piacere. Ma solo perch lei.
Solo perch mi vuole, vuole me. Solo perch la desidero
da impazzire. Il pensiero mi colpisce come un sonoro
ceffone. Per allontanare la strana sensazione che mi sta
assalendo, mi fiondo su di lei. La bacio con forza,
aprendole le labbra con le mie. La sento gemere piano
nella mia bocca e la stringo di pi al mio corpo. Il suo
calore mi avvolge. Non ho mai provato una sensazione del
genere. Mai ho permesso ad una Sottomessa di starmi
cos vicino. Lascio scivolare una mano dai suoi capelli
lungo la schiena. Le accarezzo piano la spina dorsale,
sfiorando ogni vertebra. Scendo lungo la vita e i fianchi,
fino al sedere. La attiro ancora di pi, facendole sentire la
mia erezione contro il ventre. Lei mi ansima in bocca.
Cazzo!. Sto per scoppiare solo per questo. Mi stringe le
braccia, per sostenersi, e per quanto vorrei fermarla non
ci riesco. Spero solo non vada oltre. Fortunatamente le
sue mani si spostano sul mio viso e, ancora, tra i miei
capelli. Li tira con delicatezza e questo suo piccolo assalto
mi sorprende e mi fa eccitare di pi. Nessuna ha mai
preso liniziativa con me. Non posso permetterlo. Ma
eccitante. O forse solo perch sta succedendo con
lei. Spingo Anastasia verso il letto, allontanandomi dal
suo corpo e inginocchiandomi. Afferro con le mani i
fianchi di questa bellissima dea, in piedi di fronte a me, e,
poggiandole la bocca sulla pancia, le passo la lingua
sullombelico. Mmm, il suo sapore. da ieri notte che
desideravo farlo. Mi sposto delicatamente da una gamba
allaltra, sfiorandole la sommit del pube. La sento
gemere di nuovo. La sensazione di essere lartefice del suo

piacere meravigliosa. Le sue mani mi stringono i capelli


con maggiore forza, il suo respiro affannato, rotto dal
desiderio. La spio con occhi ardenti, mentre le mie mani
vanno in esplorazione sul suo corpo. Le sposto sotto la
sua cintura, sfiorandole il sedere. Le lascio vagare un po,
portandole fin sulle cosce. Mi fermo un attimo e la guardo
mentre mi passo la lingua sulle labbra. Mi restituisce uno
sguardo di pura estasi. E non ho neppure iniziato con te,
Miss Steele. Con il naso le sfioro la sommit del ventre,
inalando il suo magnifico profumo.
Hai un odore cos buono mormoro ad occhi chiusi.
Allungo una mano e sposto la trapunta del letto.
Lentamente faccio distendere Anastasia sul materasso,
con dolcezza, rimanendo in ginocchio. Voglio stuzzicarla
a dovere. Voglio che sia del tutto pronta ad accogliermi e
per farlo devessere eccitata oltre ogni limite. Le afferro
un piede, slaccio la scarpa e gliela sfilo, insieme alla calza.
Lei si alza su un gomito, allarmata ed incuriosita dai miei
movimenti. Ansima. Ed eccitata. Il mio cazzo sta per
esplodere nei miei jeans. Le sollevo il tallone e passo il
pollice sul collo del suo bellissimo piede. Poi, senza
smettere di guardarla, le passo la lingua lungo il tracciato
lasciato dal mio dito, e infine i denti, mordendo piano.
Geme e si lascia ricadere sul letto, ansimando. Mi fa
sorridere il fatto che riesca a provocarle determinate
sensazioni solo sfiorandola. Ma cerco di trattenermi. Non
vorrei pensasse che sto ridendo di lei.
Oh, Ana, cosa ti farei le sussurro, mentre nella mia
testa si fanno spazio mille idee diverse per farla godere.
In fondo, la Stanza dei giochi a due passi da qui.

Ripeto tutto il rituale che ho appena compiuto con laltro


piede, poi mi alzo e le sfilo i jeans. E la vedo per la prima
volta in tutto il suo splendore. li, ferma, immobile sul
mio letto, coperta solo da pochi centimetri di stoffa
azzurra.
Sei bellissima, Anastasia Steele. Non vedo lora di
essere dentro di te
Rimane senza fiato, colpita dal pensiero che ho appena
espresso ad alta voce. E sono colpito anchio. Mi rendo
conto che non come le altre volte. Non sto facendo
questo per soddisfare qualche oscuro bisogno, o per
placare una mera esigenza fisica. Lo sto facendo perch lo
voglio, lo desidero. Voglio perdermi dentro di lei. E mi
viene da chiedermi come ho potuto vivere fino ad oggi
senza mai provare un desiderio di questo tipo. E allo
stesso modo sento che lei mi vuole. La sua eccitazione si
percepisce anche a distanza. Lei qui perch mi vuole,
non perch le stato ordinato di sdraiarsi su questo letto.
Si abbandonata a me completamente senza che la
obbligassi. La sensazione di potere che provo in questo
momento sublime. un potere diverso, certo, ma
paradossalmente pi importante di quello che ho
sperimentato fino ad oggi. La pressante voglia di vederla
perdersi nel piacere, contorcersi davanti a me, mi anima.
Voglio osservarla godere e gemere, nel mio letto, dove
non ho mai portato nessuna. Solo lei. Solo Ana.
Fammi vedere come ti tocchi
Mi guarda stralunata, con la fronte aggrottata.
Non essere timida, Ana, fammi vedere mormoro,

con la voce piena di puro desiderio.


Lei continua a fissarmi con aria strana. Infine scuote
lentamente la testa.
Non so che cosa vuoi dire
Come fai a raggiungere lorgasmo? Voglio vedere
Di nuovo scuote la testa, con maggiore decisione,
arrossendo.
Non lo faccio
Alzo un sopracciglio, sinceramente sorpreso. Ventuno
anni. Niente sesso, niente masturbazione, niente orgasmi.
Il primo sar quello che le far raggiungere io questa
sera. Il desiderio di possederla cresce allimprovviso.
Insieme ad una gioia quasi infantile. La guardo
bramando, ora pi che mai, di possedere quel
meraviglioso corpo. Sono invaso da mille sensazioni
nuove, diverse, fortissime. Scuoto la testa incredulo, sia
per la sua affermazione che per il tumulto che ho dentro.
Bene, vedremo che cosa possiamo fare al riguardo la
provoco con un sorriso dolcemente perverso.
Mi slaccio i jeans e li abbasso piano, continuando a
fissarla. Mi chino su di lei, le afferro le caviglie
divaricandole in fretta le gambe ed infilandomi in mezzo
a quel dolce paradiso. molto eccitata e il contatto con la
mia erezione, con il mio corpo, le fa aumentare la voglia.
Inizia a dimenarsi, sfiorandomi ripetutamente. Cristo!.
Quel movimento mi fa sussultare. Devo fermarla o rischio

di venirmi nelle mutande.


Stai ferma le mormoro piano, chinandomi fino a
raggiungere linterno delle sue cosce con la bocca.
La bacio risalendo fino al bordo degli slip. Continua a
contorcersi, il corpo percorso da spasmi di desiderio.
Dovremo trovare il modo di tenerti ferma, piccola le
dico divertito.
Ho voglia di legarla stretta e farla mia in ogni modo,
ripetutamente, per giorni. Le bacio il ventre candido,
affondando la lingua nel suo ombelico. E continuo a
salire, senza fermarmi. Sento la sua pelle rovente
accaldarsi ancora di pi, mentre si aggrappa al lenzuolo,
stringendolo forte. Se resto in questa posizione me la
scopo allistante. Ma voglio che sia preparata allidea di
quello che le aspetta. Mi sdraio piano accanto a lei,
sfiorandole le gambe, la vita e raggiungendo il suo
meraviglioso seno.
Le tue misure si adattano perfettamente alle mie
mani, Anastasia mormoro, infilandole lindice nella
coppa del reggiseno, scostandola piano.
Le libero un seno, in modo che il ferretto e la stoffa lo
spingano in su, e faccio lo stesso con laltro. Finalmente
posso ammirarla in tutto il suo splendore. I piccoli seni
candidi, i capezzoli turgidi.
Non male mormoro, guardandola con divertita
approvazione, mentre lei si eccita di pi, stringendo piano
le cosce.

Mi avvicino e soffio piano su un seno, mentre la mano


va a cercare laltro. Con il pollice sfioro il capezzolo e poi
lo pizzico dolcemente. Geme, fremendo, mentre le mani
stringono il lenzuolo ancora pi forte. Stringo le labbra
sullaltro capezzolo e lo succhio piano. quasi al limite, lo
sento. Bene.
Vediamo se riesco a farti venire cos le sussurro,
senza smettere di toccarla.
Labbra, dita, in un susseguirsi di movimenti che la
stimolano e la trasportano attraverso il desiderio.
Continuo nonostante lei si contorca sino a perdere il
controllo del suo corpo.
Oh ti prego mi supplica, rovesciando indietro la
testa, con la bocca aperta e le gambe irrigidite.
Sta per avere il primo orgasmo della sua vita. Ed
stupenda.
Lasciati andare, piccola le mormoro, stringendole i
denti su un capezzolo, mentre tormento laltro tra le dita.
Il suo corpo scosso dai brividi e il respiro le si spezza.
Mi fiondo sulla sua bocca, mentre lei urla ed esplode,
tremando dalla testa ai piedi, allacme del piacere. La
bacio a fondo, mentre mi urla in gola. splendido.
Meraviglioso. Assorbo le sue sensazioni facendole mie. Mi
rendo a malapena conto che sto quasi per venire anchio.
Tento di calmarmi, allontanandomi di poco dal suo corpo
e, soprattutto, lascio calmare lei. In questo momento so di
avere stampato in faccia un sorriso assurdamente

soddisfatto. Il tuo primo orgasmo mio, Miss Steele.


Ma tu vuoi anche tutti i prossimi, vero Grey?. Non mi
soffermo molto a pensare a quello strano pensiero appena
partorito dal mio cervello. La guardo riprendersi a fatica
dal torpore post godimento, sbattendo piano le palpebre.
Mi fissa con unespressione strana, che non ho mai visto
in faccia a nessuna delle mie partner precedenti.
Sei molto sensibile le mormoro. Dovrai imparare a
controllarti, e insegnartelo sar molto divertente
La bacio rapidamente, incontrando il suo respiro
ancora stremato. E, come se fosse una calamita per me, le
mie mani sono attratte di nuovo dal suo corpo. Ho voglia
di sentire la sua eccitazione. Scendo lungo la vita e i
fianchi, arrivando al suo ventre. La stringo piano,
possessivamente, avvolgendole il sesso con la mano. Un
leggero rossore le colora il viso. Le mie dita si fanno
intrepidamente strada sotto il merletto degli slip. Le
muovo in cerchio, delicatamente. E la sento.
completamente bagnata. spettacolare la sensazione che
mi provoca questa constatazione. Chiudo gli occhi,
godendomela fino in fondo. Sono vagamente cosciente
che il mio respiro fatica ad uscire. La voglio. Ora pi che
mai. Ho il cazzo letteralmente in fiamme. Mi piace da
matti sapere che cos pronta e vogliosa di accogliermi.
Sei cos deliziosamente bagnata. Dio, quanto ti
voglio
Di colpo, senza preavviso, le infilo dentro un dito.
Anastasia urla, presa alla sprovvista. Le avvolgo il
clitoride e lei delizia il mio ego con un altro urlo di
piacere. Continuo a spingere dentro, sempre pi forte,

mentre lei geme ad oltranza, di nuovo senza controllo.


stupenda. E io non riesco pi a resistere. Voglio fotterti
ora, Miss Steele. Mi siedo sul letto e le strappo con foga
le mutandine, gettandole a terra. Mi tolgo i boxer, dando
finalmente respiro al mio uccello che freme e pulsa come
non mai. Allungo la mano sul comodino, prendendo un
preservativo e poi mi fiondo tra le sue gambe,
divaricandole. Mi inginocchio e mi infilo il preservativo.
Guardo i suoi occhi osservare spaventati le dimensioni
del mio uccello. S, Miss Steele. Madre natura stata
molto pi generosa della mia madre biologica con me.
Non preoccuparti la tranquillizzo. Anche tu stai
diventando pi larga
Mi chino su di lei, prendendole la testa tra le mani. E
allimprovviso sono molto pi agitato di lei. Sto per
regalarle la sua prima volta. E voglio che sa
indimenticabile. Voglio essere alla sua altezza. Ma ti
senti, Grey? Alla sua altezza?. Il suo sguardo stralunato
accarezza il mio corpo, fissandosi sulla camicia di lino
bianca, che non ho tolto. Non posso. Non voglio
rischiare. Ti voglio, Ana Steele. E lei, Grey? Sei sicuro
che lei ti voglia davvero?. Il pensiero mi fulmina. E mi
blocca. Devo saperlo.
Sei sicura di volerlo fare? le chiedo dolcemente.
Ti prego
una supplica. E mi da lok definitivo per liberare il
mio desiderio.
Alza le ginocchia le ordino.

Obbedisce prontamente. Mi rendo distrattamente


conto che il mio tono autoritario si impossessato di me.
unabitudine di quando mi trovo in queste circostanze.
Ma devo cercare di ammorbidirlo un po per questa volta.
Sto per fotterti, Miss Steele sussurro piano,
posizionando la punta del mio uccello allingresso della
sua vagina. Senza piet aggiungo fissando i miei occhi
nei suoi.
Mi sento come un bambino che scarta il suo regalo di
Natale. E di colpo sono dentro di lei. Oh, cazzo!.
Anastasia urla forte. Di piacere, di dolore. Guardarla
percorsa dagli spasmi, sotto di me, meraviglioso. Il mio
uccello avvolto, assorbito da lei. Pulsa nel suo ventre,
ansioso di liberarsi. una sensazione al limite tra piacere
e dolore. E allimprovviso quasi come se fosse la prima
volta anche per me. Si sta da Dio, qui dentro, Miss
Steele. Non ricordo di aver mai provato nulla del genere.
Realizzo che mi sono appena preso la sua verginit. Il
pensiero di quanto questo sia importante mi avviluppa il
cervello. La osservo trionfante. Sei mia. Mia per
sempre. Schiudo la bocca e respiro a stento, sopraffatto
dallimportanza di quello che stiamo facendo.
Sei cos stretta. Stai bene?
Annuisce senza parlare, con gli occhi sbarrati,
stringendomi forte gli avambracci. Resto immobile per un
po, dentro di lei, lasciandola abituarsi alla sensazione di
avermi dentro. E anche per calmare me stesso. Rischio di
esplodere subito se non mi prendo qualche attimo.

Ora inizier a muovermi, piccola le dico in tono


deciso.
Indietreggio piano, facendole godere ogni sensazione.
Mi sfugge un gemito di puro piacere, mentre chiudo gli
occhi. talmente stretta che mi avvolge completamente.
Il mio uccello fatica ad uscire fuori dal suo sesso caldo e
bagnato. E in un attimo le affondo di nuovo dentro.
Lancia un altro eccitante urlo, mentre mi fermo. Oh, s
piccola. Urla per me.
Ancora? le chiedo.
Stento a riconoscere la mia stessa voce, percorsa dal
desiderio.
S geme.
Torno a riempirla, facendomi spazio in profondit
dentro di lei, mentre ansima e gode.
Ancora?
S
Mi supplica di scoparla con la voce, con gli occhi, con il
corpo. E questa volta continuo imperterrito a prenderla,
appoggiandomi sui gomiti in modo da renderle
impossibile ogni movimento. mia. Tutta mia. Inizio
con un movimento continuo e lento, mentre lei muove
piano i fianchi verso di me, abituandosi a tutta questa
serie di sensazioni nuove. Quando la sento pi sicura
accelero, colpendola forte e deciso. Ora ti fotto, Miss
Steele. Spingo il mio uccello dentro di lei velocemente,

senza riuscire a frenarmi. Sto per arrivare al culmine del


mio piacere. E sotto di me ho colei che ha animato le mie
fantasie, sessuali e non, nelle ultime due settimane. Non
riesco a smettere di guardarla mentre la scopo.
bellissima, sexy da morire cos, tutta eccitata e
scarmigliata sotto di me. Si contorce, percorsa da brividi
di piacere, e questo mi basta per arrivare al limite. Le
afferro la testa, baciandola con violenza. Sei solo mia,
Miss Steele. Le mordo forte il labbro inferiore. Dio,
quanto desideravo farlo da giorni!. I miei denti
affondano nella rosea carne delle sue labbra. La assaggio,
la gusto. E quando mi sposto per osservarla, lei giunta al
limite, come me. Si irrigidisce mentre io continuo ad
affondare dentro di lei con forza, senza riuscire pi a
fermarmi. Freme e si inarca sotto le mie spinte decise. Si
tende sempre di pi. splendida. E io non resisto oltre.
Vieni per me, Ana mormoro con il fiato corto.
E lei esplode, mentre vengo anchio, urlando il suo
nome e spingendomi fino in fondo dentro di lei. un
momento da immortalare. I nostri corpi sono spossati,
svuotati. Ansimiamo entrambi, mentre cerchiamo di
calmarci. Cosa diavolo mi ha fatto questa ragazza?. Non
ho mai provato nulla di simile. Non ho mai perso il
controllo fino a questo punto. E invece, mentre la
guardavo, non ho potuto fare altro che lasciarmi
trasportare. Ho avuto, per un attimo, la sensazione che
fosse lei a dominare me e non il contrario. Non ho potuto
fare altro che riversare il mio desiderio ed il mio seme in
lei. Sento i suoi occhi aprirsi lentamente e osservarmi,
mentre continuo a tenere la fronte premuta alla sua,
ansimando. Apro i miei di scatto, guardandola a met tra
il desiderio e la dolcezza. Chi sei, Ana Steele, e cosa mi

stai facendo?. Delicatamente, le deposito un bacio sulla


fronte e poi scivolo piano fuori dal suo corpo.
Ooh trasalisce.
Ti ho fatto male? le chiedo ansioso, sdraiandomi
accanto a lei, poggiandomi su un gomito per osservarla.
Una ribelle ciocca di capelli castani le scende sul viso.
La sposto con le dita e gliela infilo dietro lorecchio. Mi
rivolge un sorriso estatico.
Tu mi chiedi se mi hai fatto male?
Spiritosa, Miss Steele.
Lironia della situazione non mi sfugge osservo
sardonico. Sul serio, va tutto bene?
Voglio sapere assolutamente come si sente. Si
stiracchia accanto a me, con aria rilassata. Mi sorride e
non smette. Senza spiccicare parola. Perch non mi dice
come si sente?. La osservo mentre fa scorrere i denti sul
suo labbro inferiore. E in meno di tre secondi sono di
nuovo fottutamente eccitato.
Ti stai mordendo il labbro, e non mi hai risposto
La dolce brunetta al mio fianco mi sorride
maliziosamente, e mi osserva con occhi bramosi. Mi
accorgo a malapena di essere imbronciato come un
ragazzino. Cavolo, mi aspettavo almeno un commento
alla sua prima scopata!.

Mi piacerebbe farlo di nuovo sussurra finalmente,


dopo quella che mi sembra uneternit.
Finalmente!. Sono decisamente sollevato. Per
qualche istante ho anche creduto di averla delusa.
Socchiudo un po gli occhi, spiandola.
Adesso, Miss Steele? mormoro in tono malizioso ed
arrogante.
Mi chino e le bacio langolo della bocca. Ora, per, ti
fotto sul serio, piccola.
Sei una bambina esigente, sai? Girati dallaltra parte
Mi guarda stranita per qualche attimo, poi obbedisce.
Le slaccio il reggiseno e le accarezzo piano la schiena,
scendendo fino alle natiche. Resto ammaliato dal suo
candore.
Hai una pelle davvero stupenda le dico piano.
Mi sposto, in modo da infilare le gambe tra le sue,
attaccandomi a lei. Mi chino sulla sua schiena,
scostandole i capelli dal viso e baciandole le spalle nude.
un vero spettacolo vederla in questa posizione.
Perch porti
allimprovviso.

ancora

la

camicia?

mi

chiede

Mi fermo un istante, preso alla sprovvista. Ora non pu


muoversi, quindi non c pericolo che mi tocchi. E poi ho
una fottuta voglia di sentirmela addosso davvero. Mi sfilo
velocemente la camicia e sono di nuovo su di lei. La

sensazione dei nostri corpi nudi, sudati, che si incontrano


finalmente davvero divina. Ora, per, ho bisogno di
dominarti, Miss Steele. E non guardarla negli occhi mi
aiuta a recuperare un po del mio abituale controllo.
Dunque vuoi che ti fotta di nuovo? le sussurro
allorecchio, baciandola delicatamente fin sul collo.
Lascio scivolare una mano sul suo corpo, sfiorandole i
fianchi e arrivando al ginocchio, che sollevo. Mi sistemo
meglio tra le sue gambe e la mia mano risale fino al
sedere. La accarezzo piano, prima di infilarle le dita tra le
gambe.
Sto per prenderti da dietro, Anastasia le sussurro,
mentre le stringo i capelli, tirandoli piano per tenerla
ferma.
completamente bloccata. La testa tirata allindietro e
io alle sue spalle, pronto a prenderla di nuovo. Il
desiderio e la consapevolezza di averla posseduta io
soltanto tornano a farsi sentire.
Sei mia mormoro. Solo mia. Non dimenticarlo
Il mio uccello le sfiora deciso la gamba. Piano, con le
dita, trovo il clitoride e inizio ad accarezzarlo
delicatamente, descrivendo piccoli cerchi. Il mio corpo la
sovrasta. Con la bocca le mordicchio gli zigomi, inalando
il profumo dei suoi capelli.
Hai un profumo divino le sussurro allorecchio.
Anastasia, eccitata da morire, inizia a rispondere a tutti

i miei stimoli. Rotea piano i fianchi, assecondando i miei


movimenti. Il suo sedere sfiora diverse volte il mio cazzo,
bramoso di possederlo.
Stai ferma le ordino piano.
Sposto piano le dita, fino allentrata del suo sesso, ed
infilo dentro il pollice, roteandolo ed accarezzando la
parte anteriore della vagina. completamente bagnata.
Ana geme, contraendosi ed avvolgendo dentro di s il mio
dito.
Ti piace? le chiedo, tormentandole con i denti
lorecchio mentre fletto leggermente il pollice dentro e
fuori la vagina, continuando a girare in tondo le dita.
Chiude gli occhi, senza respiro, lasciandosi trasportare
dalla deliziosa tortura che le sto infliggendo. E poi geme,
infuocando il mio desiderio.
Sei cos bagnata, cos impaziente, cos sensibile. Oh,
Anastasia, questo mi piace. Mi piace da morire
Sono perso nel suo inebriante profumo e dalle reazioni
del suo corpo sinuoso. Tende inutilmente le gambe,
immobilizzate dalle mie. Sta per raggiungere nuovamente
il limite. Cerco di tenerla buona, senza smettere lo
spietato attacco, dolorosamente lento, delle mie dita.
S!. Voglio vederla contorcersi sotto di me. E il desiderio
di scoparle la bocca mi assale. Non so cosa darei pur di
metterla in ginocchio, ora, e affondarle luccello tra le
labbra morbide. Sentire la sua lingua accarezzare
languidamente il mio cazzo. Ma non stasera. Dopotutto,
la sua prima volta. I suoi gemiti mi distraggono. Mi

muovo allimprovviso, cogliendola di sorpresa. Estraggo il


pollice e glielo infilo in bocca.
Apri la bocca. Assaggia il tuo sapore le mormoro
seducente allorecchio.
Sbarra gli occhi, mentre accoglie il mio dito tra le
labbra. straordinariamente eccitante vederla in
ginocchio, la testa tirata allindietro, il mio dito in bocca.
Il suo delizioso sedere che ondeggia, sfiorandomi e
procurandomi piacere.
Succhia, piccola
Le premo il pollice sulla lingua e lei, senza obiettare,
inizia a succhiarlo forte. Il mio cazzo si tende oltremodo.
a dir poco favoloso.
Voglio scoparti in bocca, Anastasia, e presto lo far
Glielo preannuncio, con la voce rotta dal desiderio,
eccitato come non mai. Nella foga mi da un morso.
Sussulto, colto di sorpresa e le stringo forte i capelli, fino
ad indurla a lasciarmi andare. Oh, Miss Steele sfodera i
denti. La sua sfida mi ha eccitato ancora di pi, se
possibile.
Bambina cattiva e adorabile le mormoro con un
sorriso perfido.
Ora ti faccio vedere io chi comanda, Anastasia. Mi
sposto prendendo un altro preservativo dal comodino.
Stai ferma, non muoverti le dico severo.

Le lascio i capelli e strappo deciso la bustina, mentre la


sento ansimare forte. Infilo il profilattico e mi chino di
nuovo su di lei, afferrandole i capelli per tenerla ferma.
Sono pronto a prenderti di nuovo, Miss Steele. Come
piace a me.
Stavolta faremo pianissimo, Anastasia
Lentamente scivolo dentro di lei, fino in fondo.
Mugola, scossa dal desiderio. Ruoto i fianchi e mi tiro
indietro, fermandomi qualche istante. E poi affondo di
nuovo nella sua vagina, pianissimo, fino in fondo. Ripeto
il movimento pi e pi volte, sentendola ansimare di
piacere sotto di me.
Si sta cos bene dentro di te le dico, riuscendo a
stento a frenare laffanno.
Sta per venire, la sento tremare. Mi fermo di proposito.
Oh, no, piccola, non ancora mormoro.
Mi hai morso. E poi io non sono ancora pronto a
lasciarti venire. Aspetto che si calmi del tutto. Poi
riprendo da capo. Affondo, affondo, e affondo ancora in
quel delizioso lago dal profumo inebriante.
Oh, ti prego! urla, supplicandomi.
S, Miss Steele. Supplica, pregami, implorami.
Implorami di farti male. E di darti piacere.
Voglio farti male, piccola le mormoro mentre

continuo la lenta tortura. Voglio che domani, ogni volta


che ti muoverai, ti ricordi che sono stato qui. Solo io. Sei
mia
Geme in risposta alle mie parole.
Ti prego, Christian piagnucola.
Sentirle pronunciare il mio nome mi inebria.
Cosa vuoi, Anastasia? Dimmelo
Geme di nuovo mentre esco da lei e rientro subito,
ruotando i fianchi e affondando di nuovo. Sta
impazzendo. E io con lei. Ma voglio sentirlo. Voglio
sentirle dire che mi vuole.
Dimmelo le ordino.
Ti voglio
Le sue parole mi lasciano senza fiato. E il mio desiderio
esplode con una forza inaudita. Inizio a spingere
freneticamente, senza fermarmi. Lei mi vuole. Vuole
davvero me. Vuole che io la faccia godere. Mi vuole. E tu
vuoi lei. Allo stesso identico modo. Questo pensiero
squarcia via tutte le certezze che ho avuto fino ad oggi
nella mia vita. Ed il piacere sale incontrollabile. Sento che
a lei sta accadendo lo stesso.
Sei. Cos. Dolce le mormoro a denti stretti, al ritmo
delle mie spinte. Ti. Voglio. Da. Morire.
Anastasia ansima ormai senza controllo.

Tu. Sei. Mia. Vieni per me, piccola le ordino mentre


esplode, tremando ed urlando il mio nome contro il
materasso.
E a quella vista vengo anchio, senza riuscire a
contenermi, crollandole sulla schiena, con il viso tra i suoi
capelli.
Cristo, Ana
Scivolo subito fuori da lei, ancora stordito e rotolo
nella mia parte di letto, esausto. Ana si rannicchia di lato,
con le ginocchia al petto e perde i sensi, cadendo in un
sonno profondo. Resto per un po a fissare il soffitto,
ansimando, cercando di calmarmi. Ma quello che davvero
non riesco a calmare tutto il cumulo di emozioni che mi
sta attraversando. Da quando lho conosciuta non ho fatto
altro che pensare a lei, a come sarebbe stato scoparla. E
mi ero convinto che una volta soddisfatto questo mio
bisogno tutto sarebbe tornato alla normalit. Mi sarei
sbarazzato di quegli occhioni azzurri che non mi
lasciavano dormire di notte. Avrei appagato il mio
bisogno di lei dominandola e facendo in modo che si
comportasse da buona Sottomessa. Ma ora mi rendo
conto che non cos. Mi giro a guardarla, senza
avvicinarmi per non svegliarla. Lei qui, accanto a me. E
abbiamo appena fatto lamore. S, Grey. Hai fatto lamore
con lei. Non lhai semplicemente scopata o dominata.
Lhai amata. Guardo di nuovo il soffitto, cercando di
assorbire quel pensiero che mi squarcia lanima. vero.
Non ho mai fatto sesso vaniglia con nessuna. Sono stato
attento a farla stare bene, a capire come darle piacere.
Non stato per il mio godimento. Ma per quello di

entrambi. O forse forse mi sarebbe bastato anche solo


far godere lei per essere appagato. Mi giro su di un fianco
e la osservo. cos bella, nuda, persa nei suoi sogni.
Questa splendida ragazza che mi ha donato la cosa pi
preziosa che aveva. Ed ora mia. tutta mia. E questo
appaga totalmente il mio bisogno di controllo assoluto.
Nessun altro lha avuta. Finalmente ho qualcosa di mio,
solo mio. E posso prendermene cura, fare in modo che
non le accada nulla. E si tratta di Anastasia. Resto a
guardarla per non so quanto tempo. Probabilmente ore.
Non riesco a dormire. Non sono abituato ad avere
qualcuno nella mia stanza, nel mio letto. Ma stranamente
non provo fastidio. O paura. In ogni caso, meglio alzarmi
e allontanarmi per un po dal quel groviglio di emozioni
con i capelli castani che dorme beata ed appagata sul
cuscino accanto al mio. Scendo dal letto, nudo, e mi
avvicino al cassettone. Prendo un paio di pantaloni del
pigiama, li infilo ed esco dalla mia camera da letto.
Mi trovo a guardare la mia immagine nel vetro della
portafinestra in salotto. Il mio sguardo riflesso domina i
grattacieli di Seattle. Sembro il padrone del mondo da
quass. E, fino a ieri, era cos che mi sentivo. Ma ora non
ne sono poi cos sicuro. La serata appena passata mi sta
facendo dubitare della mia capacit di autocontrollo. Per
la prima volta nella mia vita non ho saputo resistere.
Sono stato con una ragazza per il puro piacere di farlo,
mettendola al mio livello. Avrebbe potuto dire no. E io
lavrei ascoltata. Non c stato nessun bisogno di vendetta
da soddisfare, nessuno sfogo, nessuna rabbia repressa.
Non so come prendere queste cose. Non sono in grado di
gestirle. Devo assolutamente fissare un appuntamento
con Flynn. Lui sapr analizzare il tutto meglio di me. In
fondo lo pago per questo. Mi allontano dalla vetrata e mi

sposto verso il pianoforte. Quasi senza accorgermene, mi


ritrovo a sfiorare piano i tasti con le dita. Mi sentivo
esattamente in questo modo quando ho iniziato a suonare
da piccolo. Perso, senza certezze. Mi siedo sullo sgabello e
intono le note di uno dei miei brani preferiti. Una
melodia triste, melanconica, che riflette il mio umore
attuale. Non capisco. Non capisco nulla in questo
momento. Per la prima volta, dopo tanto tempo, il mio
proverbiale autocontrollo andato beatamente a farsi
fottere. Mi sento perso, vulnerabile. Dentro di me so che
sono sempre io, sono il signore del mio universo. Ma so
anche che quello che ho avuto stasera con Anastasia, nella
mia camera da letto, tutto quello che cerco da una vita.
Fatico ad accettare la crudele realt che io da solo non mi
basto pi. Che voglio che sia mia in tutto, che abbia
bisogno di me soltanto. Voglio che da oggi in poi sia mia.
Sempre. Non voglio perderla di vista nemmeno per un
attimo. Voglio mettere il mondo ai suoi piedi e darle
limpossibile. Voglio proteggerla, in modo che mai al
mondo possa accaderle qualcosa. Voglio stare con lei,
passare la vita a farla star bene. Immerso nei miei tristi
pensieri, non mi accorgo subito della sua presenza.
Quando alzo gli occhi, Anastasia mi sta osservando
incantata, avvolta solo dalla trapunta presa dal mio letto.
Faccio quasi fatica a rendermi conto che non sto
sognando, che lei li per davvero.
Scusa sussurra piano, mortificata. Non volevo
disturbarti
La guardo per qualche secondo, rimanendo in silenzio.
Non sono abituato a questo. Le mie Sottomesse non se ne
vanno in giro per casa mia di solito. Il pensiero mi fa
accigliare. Ma, in fondo, lei non ancora una mia

Sottomessa. E io le ho appena rubato la verginit. Penso


che, dopotutto, abbia un po il diritto di girarmi per casa.
Almeno stanotte.
Forse dovrei dirlo io a te le dico dolcemente.
Smetto di suonare e appoggio le mani sulle ginocchia.
La guardo e tutti i pensieri che ho cercato di reprimere
riaffiorano alla mente. Mi ravvio i capelli con una mano,
cercando di allontanarli e mi alzo in piedi. Le vado vicino,
mentre i suoi occhi chiari mi scrutano.
Dovresti essere a letto la rimprovero.
Abbassa lo sguardo, contrita. Oddio, bellissima.
Rischio di scoparmela di nuovo, qui, sul pianoforte.
Era un brano magnifico.
genuinamente interessata.

Bach?

mi

chiede

La trascrizione di Bach, ma in origine era un


concerto per oboe di Alessandro Marcello le dico, colpito
dalla sua conoscenza in campo musicale.
Era meraviglioso, ma molto triste, una melodia cos
piena di malinconia
Le rivolgo un sorriso mesto. Piccola, non immagini
nemmeno quanta malinconia c in me.
A letto le ordino. Domani sarai sfinita
Mi sono svegliata e non ceri

Faccio fatica a prendere sonno, e non sono abituato a


dormire con unaltra persona
Mi scruta, con la fronte aggrottata. Mi avvicino e le
circondo i fianchi con un braccio, portandola di nuovo in
camera.
Da quanto tempo suoni? Sei bravissimo
Da quando avevo sei anni
Oh
La osservo riflettere sulle mie parole. Odio le
domande, Miss Steele.
Come ti senti? le chiedo, accendendo labat-jour sul
comodino.
Bene
Ci ritroviamo entrambi a guardare il letto spoglio. Sul
lenzuolo c una piccola chiazza di sangue. La sua
verginit oramai mi appartiene. Arrossisce, stringendosi
addosso la coperta.
B, cos Mrs Jones avr qualcosa su cui fantasticare
le mormoro divertito.
Le metto la mano sotto al mento e la costringo a
guardarmi. La scruto per bene. Ma ti guardi, Grey? Sei
preoccupato che stia bene?. Lei mi fissa di rimando, ma
la sua attenzione catturata dal mio torace nudo.
Distinto allunga un dito per toccarmi. Indietreggio

dimpulso.
Vai a letto le ordino severamente.
Abbassa lo sguardo mortificata. E mi fa sentire una
merda.
Verr a stendermi accanto a te aggiungo un po pi
dolcemente.
Mi dispiace Ana, ma questo proprio non lo
sopporterei. Questa sera ti ho gi dato abbastanza. Anche
se tu non lo sai. Ma io s. Un solo incontro con te ha fatto
crollare in mille pezzi le mie sicurezze. Mi sento gi
troppo esposto. Apro un cassetto e tiro fuori una t-shirt,
infilandomela in fretta.
A letto le ripeto, osservandola ancora li impalata.
Si stende, finalmente, un po a disagio. Mi metto al suo
fianco, deciso a mantenere le distanze. Ma non resisto. In
fondo ho la t-shirt. La attiro a me e la stringo forte da
dietro, inalando il profumo dei suoi capelli.
Dormi, dolce Anastasia sussurro piano al suo
orecchio, mentre lei chiude gli occhi.
E, stranamente, riesco ad addormentarmi anchio.

Capitolo 9
Mi sveglio allimprovviso come se mi mancasse il
respiro. Sono stordito, confuso. Fisso il cuscino vuoto
accanto a me e le lenzuola stropicciate. E lentamente
realizzo. Lei non c, non qui. Mi metto a sedere di
scatto nel letto, guardandomi intorno, di colpo nel panico.
Fuori il sole splende. Forse andata in bagno. I suoi
vestiti sono ancora qui a terra in effetti. Faccio un
profondo sospiro, realizzando che, per la prima volta in
vita mia, ho dormito con qualcuno. Ho lasciato che una
ragazza entrasse nel mio letto e dormisse con me. E non
ho sonnecchiato o vegliato. No. Ho dormito. Con il
pericolo che lei mi toccasse durante la notte, mi sfiorasse,
violasse il mio io troppo martoriato dal passato per
lasciarla entrare. Eppure lho fatto. Ho dormito con
Anastasia Steele. Scuoto la testa a met tra lincredulo e
il divertito. Dove si sar ficcata quella ragazzina?. Mi
alzo pesantemente, stiracchiandomi, e mi dirigo in bagno.
La porta socchiusa e dentro lei non c. Cosa star
architettando? Mi soffermo per un po davanti allo
specchio del bagno. I capelli aggrovigliati come una
matassa, la barba che inizia a crescere e lespressione
serena di chi ha appena avuto una nottata di ottimo sesso
seguita da un confortante riposo. Era da tempo che non
mi sentivo cos. Non ti sei mai sentito cos, Grey, mi
rammenta la mia testa. E forse ha ragione. Cos bene, in
fondo, non mi sono mai sentito. Ma non voglio
soffermarmi a pensarci ora.
Esco dalla stanza e imbocco il corridoio. Sento un po
di frastuono provenire dalla cucina. E quando la vedo non
posso trattenermi dal sorridere. ai fornelli, di spalle.

Indossa la mia camicia bianca, che cade larga sul suo


splendido corpo nudo, che ho avuto il piacere di
ammirare la scorsa notte. I capelli castani, spettinati,
sono legati alla meglio in due buffi codini, che la fanno
sembrare ancora pi giovane di quanto non sia. Ha un
paio di cuffie conficcate nelle orecchie e balla al ritmo di
chiss cosa. Mi siedo senza fare rumore su uno degli
sgabelli, poggiandomi al bancone, con il viso tra le mani.
Ogni tanto si ferma, come se un pensiero la attraversasse.
Scuote la testa, sorride e riprende allegramente a
cucinare. Si, sta cucinando per me. Nella mia cucina. Con
addosso i miei vestiti. E senza che io gli abbia dato il
permesso. Ci mette un bel po prima di accorgersi della
mia presenza. Quando si gira si immobilizza di scatto,
imbarazzata, arrossendo di colpo. Le lancio uno sguardo
divertito, con le sopracciglia alzate. Dopo qualche attimo
di incertezza si ricompone, cercando di darsi un
contegno, e si toglie le cuffie delliPod.
Buongiorno, Miss Steele. Ti vedo arzilla, stamattina
la saluto bonariamente, tentando di rimanere serio.
Stamattina sono di nuovo in modalit bastardoarrogante-che-cerca-di-metterti-in-difficolt-in-ognimodo. Tutte le incertezze di stanotte sono dimenticate. O
almeno assopite. Attenta, Miss Steele.
H-ho dormito bene farfuglia.
Chiss perch le dico con un mezzo sorriso.
Anchio, da quando sono tornato a letto ammetto poi
riluttante. Ed la verit.
Hai fame? mi chiede, ansiosa di evitare un silenzio
imbarazzante.

Parecchia le dico, guardandola maliziosamente.


Di certo non mi riferisco al cibo. Ho fame di te,
Anastasia. Ho voglia di prenderti qui, in cucina, e di farti
nuovamente mia. Non mi stancherei mai di questo
suppongo. Mi guarda imbarazzata, cogliendo lallusione.
Ma decide di ignorarmi.
Pancake, bacon e uova?
Sembra squisito le rispondo con un sorriso.
Non so dove tieni le tovagliette
Maschera poco bene lagitazione che la sta dilaniando.
Ci penso io. Tu cucina. Vuoi che metta un po di
musica cos puoi continuare ehm a ballare?
Si guarda le mani, imbarazzata e arrossisce di nuovo.
Per favore, non smettere per colpa mia. molto
divertente da guardare le dico in tono ironico.
Miss Steele mi rimanda indietro una smorfia,
voltandosi e continuando a sbattere le uova. Mi ignori e
ora mi fai le smorfie, Miss Steele? Ti stai pericolosamente
avvicinando ad una punizione epica. Con tre passi sono
dietro di lei. Il mio corpo la sfiora appena. Le tiro piano
uno dei codini.
Sono carini mormoro. Ma non ti proteggeranno

Mi guarda di sottecchi, divertita.


Come ti piacciono le uova?
Molto, molto strapazzate
La sento sorridere, mentre mi allontano. E sorrido
anchio. esasperante il fatto che continui a sfidarmi ad
ogni parola, ad ogni gesto. Ma, allo stesso tempo,
eccitante da morire. Prendo due tovagliette da un
cassetto, mentre lei finisce di preparare la colazione. Dal
frigo tiro fuori del succo darancia e in silenzio mi metto a
preparare il caff. Poi mi ricordo che lei non ama il caff.
Vuoi una tazza di t? le chiedo.
S, grazie. Se ce lhai
Frugo nella credenza, mentre Ana armeggia con i
piatti. stranamente rilassante stare qui a cucinare
insieme. Non credo di aver mai fatto qualcosa del genere.
Tiro fuori alcune bustine di Twinings English Breakfast.
Le avevo fatte mettere da parte a Mrs Jones proprio per
questa occasione. Lei mi guarda divertita.
La conclusione era scontata, eh?
Per un istante, la visione di quella fantastica brunetta
impertinente, vestita solo della mia camicia che lascia
vedere tutto, o quasi, mi fa infiammare di desiderio. Eh
s, Miss Steele. Finalmente posso confermarlo sul serio. Si
proprio una gran gnocca. Nella mia testa si susseguono
immagini di lei in ogni posizione, nella mia Stanza dei
giochi. Devo ricordare a me stesso che non ha ancora

firmato il contratto. E che ancora dolorante.


Ah, s? Non sono sicuro che abbiamo ancora concluso
alcunch, Miss Steele le mormoro.
Senza replicare dispone il cibo nei piatti preriscaldati e
li poggia sulle tovagliette. Apre il frigo e tira fuori lo
sciroppo dacero. Ma guardala! Stai qui da quanto? Tre
fottuti secondi? E gi sa dove trovare la roba. Io non
sapevo nemmeno di averlo lo sciroppo dacero!. La
guardo, aspettando educatamente che sia lei a sedersi per
prima.
Miss Steele, le dico, indicandole uno degli sgabelli.
Mr Grey risponde, con un cenno del capo.
Nel sedersi sussulta leggermente.
Quanto ti fa male, di preciso? le chiedo senza troppe
cerimonie.
B, a essere sincera, non ho termini di confronto
sbotta, piccata. Vuoi offrirmi la tua compassione? mi
chiede poi, con uno sguardo dolce.
Cerco di trattenere un sorriso. Che impertinente!.
Meglio non fare la carina con me, Miss Steele. Potrei
approfittarne.
No. Mi chiedevo se potevamo continuare il tuo
addestramento di base le dico con tutta la noncuranza di
questo mondo.

Oh sussulta.
Guardo soddisfatto il suo viso incredulo. E la sua
eccitazione cresce allimprovviso. Il suo corpo si contrae
impercettibilmente e quasi la sento gemere. Ma non ci
giurerei troppo. Non farlo, Ana. Non voglio prenderti
ora. Ho bisogno di avere la situazione sotto controllo.
Mangia, Anastasia le ordino.
Mi guarda, implorandomi con gli occhi di essere
scopata. Interrompo quel gradevole contatto visivo e mi
concentro sulla colazione.
Per la cronaca, delizioso le dico sorridendole.
Prende una forchettata di cibo dal piatto, delusa,
perdendosi quasi subito nei suoi pensieri. Osservo
voglioso le sue deliziose labbra strette nuovamente nella
morsa dei suoi denti. Cristo!. Lo fa sempre. E mi eccita
sempre.
Smetti di morderti il labbro. Mi distrae parecchio, e
poi so che non porti niente sotto la mia camicia, e questo
mi distrae ancora di pi le dico in un sibilo.
Resta attonita, liberando di colpo il suo labbro
inferiore. In silenzio torna ad occuparsi del suo t.
Scommetto che muore dalla voglia di saperne di pi.
Che genere di addestramento di base hai in mente?
mi chiede dopo qualche attimo.
Ecco, lo sapevo!. La voce stridula tradisce i suoi

pensieri, anche se fa di tutto per sembrare indifferente.


B, dato che sei dolorante, penso che potremmo
limitarci alle attivit orali
La guardo con tutta la calma di questo mondo,
osservando con divertita arroganza leffetto delle mie
parole su di lei. Il t le va di traverso, mentre mi fissa
sbalordita, a bocca aperta. Sono costretto a darle una
pacca sulla schiena per farla riprendere. Le passo del
succo darancia.
Sempre che tu abbia voglia di restare aggiungo.
In realt sarei molto contrariato se lei volesse
andarsene. Ho voglia di tenerla qui con me.
Per oggi vorrei restare. Se per te va bene. Domani
devo lavorare aggiunge finalmente, dopo essersi ripresa.
A che ora devi essere al lavoro?
Alle nove
Ottimo. Potrebbe passare qui unaltra notte. Magari
potremmo divertirci sul serio stavolta. Il solo pensiero
mi rianima luccello assopito. Mi sembra che tu ti sia
divertito abbastanza anche la scorsa notte, Grey mi fa
notare il mio cervellino sempre attento. E so che cos,
anche se non mi va di ammetterlo.
Alle nove sarai al lavoro
Anastasia aggrotta la fronte, leggermente contrariata o

forse preoccupata.
Stanotte dovrei tornare a casa. Ho bisogno di vestiti
puliti
Puoi prenderli qui le rispondo semplicemente.
Si morde di nuovo la bocca. Cazzo! Ma allora lo fa
apposta!. Alzo la mano e le afferro il mento, tirandogli il
labbro fino a liberarlo dalla morsa dei denti. nervosa.
Lo sento.
Che cosa c? le chiedo.
Stasera devo essere a casa
Stringo le labbra, indispettito. Ma so che non posso
costringerla a rimanere. Non ancora, purtroppo. Devo
ricordarmi di darle il contratto pi tardi. Voglio che lo
legga e ci pensi bene.
Va bene, stasera. Adesso fai colazione
China gli occhi, fissando il piatto, ma non tocca cibo.
Deve mangiare.
Mangia, Anastasia. Ieri sera non hai cenato
Non mi va mormora di rimando.
La guardo severamente, socchiudendo gli occhi. Credo
sia giunto il momento di farti conoscere il mio alter ego,
Miss Steele. E di farti vedere cosa fa alle bimbe
capricciose come te.

Vorrei che finissi la colazione le dico severo.


Perch hai questa fissa con il cibo? sbotta.
Ora la guardo veramente male.
Te lho detto, non mi piace vedere il cibo sprecato.
Mangia!
Anchio vorrei portarti subito di l e scoparti. Anzi
magari prenderti qui, sul bancone della cucina. Ma devi
metterti in forze. E poi sei ancora dolorante, Miss Steele.
Prende piano la forchetta e mangia con lentezza,
rimuginando sui suoi pensieri. Le rivolgo uno sguardo pi
dolce, mentre mi alzo e pulisco il mio piatto.
Pazientemente aspetto fino a che non ha inghiottito
lultima forchettata. La osservo di nascosto. Dio quanto
desidero quelle meravigliose labbra sul mio uccello. E
nella mia testa si forma lentamente un piano crudele.
Alza gli occhi, dopo aver finito la colazione e poggia la
forchetta nel piatto vuoto. Li prendo entrambi e li ripongo
in lavastoviglie. Mi guarda curiosa.
Tu hai cucinato, io sparecchio le dico in tono
asciutto.
molto democratico
Gi
Aggrotto la fronte. La democrazia di solito non
contemplata nei miei rapporti.

Non il mio stile. Quando ho finito qui, ci faremo un


bagno
Ah, va bene
Il suo cellulare squilla, interrompendoci. Risponde e si
allontana verso la vetrata della terrazza. Mentre traffico
nella mia cucina, riesco comunque ad afferrare la sua
conversazione.
Mi dispiace, sono stata sopraffatta dagli eventi...Si,
sto bene...Kate, non mi va di parlarne al telefono
quella ficcanaso della sua amica. Le lancio
unocchiata eloquente. Non deve parlare con nessuno di
quello che successo. E di tutto il resto. Tanto meno a
Miss Kavanagh.
Kate, per favore.Ti ho detto che sto bene...Kate, ti
prego! sbotta esasperata.
Ascolta ancora per qualche secondo la sua amica al
telefono, poi stacca la chiamata indispettita. Torna in
cucina mentre io sto finendo di riordinare. Ma perch
diavolo lo sto facendo, poi?.
Laccordo di riservatezza copre ogni cosa? mi chiede
timorosa, mentre metto via il t.
Mi giro di scatto, allarmato.
Perch me lo chiedi?
Arrossisce.

Ecco, avrei qualche domanda, sai, sul sesso. Abbassa


lo sguardo, imbarazzata. E vorrei chiedere a Kate
Puoi chiedere a me
Christian, con il dovuto rispetto solo una
questione pratica. Non accenner alla Stanza Rossa delle
Torture
Alzo un sopracciglio, stupito dallepiteto che ha appena
utilizzato per descrivere la mia Stanza dei giochi.
Stanza Rossa delle Torture? Si tratta solo di piacere,
Anastasia. Credimi. E poi la tua coinquilina ci sta dando
dentro con mio fratello. Preferirei che con lei non
parlassi aggiungo severo.
Stanza Rossa delle Torture? Ma dai!. Ripenso a
tutti gli arnesi contenuti nella mia Stanza dei giochi. In
effetti, Grey, il piacere, l dentro, solo tuo di solito.
I tuoi sanno della tua ehm predilezione? spara,
interrompendo il flusso dei miei pensieri.
No. Non sono affari loro
Come cazzo le viene in mente che potrei dire a Grace e
Carrick che amo fustigare le ragazze? E soprattutto per
quale motivo, poi!. Mi avvicino cautamente a lei.
evidente che ha solo bisogno di essere tranquillizzata. Per
lei tutto nuovo. Ricordo com stato per me, quando
Elena mi mostr tutti i suoi attrezzi. Ero spaventato, ma
eccitato. Ma tu volevi essere picchiato, Grey. Lei no.

Cosa vuoi sapere? le chiedo, sfiorandole la guancia e


il mento con le dita, costringendola a guardarmi.
Niente di specifico, per ora mormora.
Il suo corpo attraversato da un brivido non appena le
mie dita la sfiorano.
Possiamo cominciare cos: com stato per te la notte
scorsa?
In fondo non ne abbiamo parlato. E iosono curioso di
saperlo. Anche se mi sembrata molto soddisfatta.
Bello sussurra.
Le sue parole mi rilassano.
Anche per me. Non avevo mai fatto sesso alla
vaniglia. Devo dire che ha il suo interesse. Ma forse
stato solo perch eri tu
Non so da dove viene limpeto che mi spinge a farle
questa confessione. Ma in fondo vero. Non ho mai
desiderato niente del genere con nessunaltra. E ora ho
voglia di averla di nuovo. Le sfioro le labbra con il pollice.
Anastasia trattiene il fiato e so che lansia ha finalmente
lasciato il posto alleccitazione.
Vieni. Facciamoci un bagno le dico.
Poi la bacio, delicatamente, prima di condurla
nellaltra stanza. Riempio la vasca di pietra bianca, a

forma di uovo, con acqua calda, versandoci dentro un po


di bagnoschiuma. Ora, Miss Steele, faremo un po di
conoscenza approfondita dei nostri corpi. E se Dio vorr
riuscir a scoparti quelle dolci labbra, sradicando
finalmente quella lancinante ossessione che mi
accompagna da quando ti ho vista la prima volta. Ma
devo essere cauto con lei. Non mi va di perderla proprio
ora con mosse azzardate. Senza distogliere lo sguardo da
lei, mi sfilo la t-shirt bianca e la getto sul pavimento, poco
distante da me.
Miss Steele le dico, tendendole la mano. in piedi
sulla soglia, con le braccia conserte ed unaria sospettosa.
Fa un passo in avanti, guardandomi, e afferra la mia
mano. La faccio entrare nella vasca da bagno con addosso
ancora la mia camicia. Lei non replica. Obbedisce
soltanto. Questo mi piace. Mi piace davvero tanto. La
guardo. E le sue labbra catturano di nuovo la mia
attenzione.
So che quel labbro delizioso, posso confermarlo, ma
potresti smettere di mordertelo? le dico trattenendo a
stento la mia eccitazione. Se te lo mordi, mi viene voglia
di scoparti, e tu sei ancora dolorante, hai capito?
Sussulta, spalancando la bocca.
Ecco la provoco Non so se ho reso lidea
Annuisce a stento, mentre le lancio unocchiata severa.
Potrei davvero non resistere se lei continuasse a mordersi
quelle labbra meravigliose.
Bene

Tiro fuori liPod dal taschino della camicia che indossa,


appoggiandolo sul lavandino li vicino.
Acqua e iPod Non una combinazione intelligente
Afferro i lembi della camicia e gliela sollevo sulla testa,
sfilandola e gettandola accanto alla mia maglietta. Arretro
per guardarla meglio. una visione sublime. Potrei
rimanere qui, in piedi, a guardarla per tutto il giorno.
Piego la testa di lato per ammirarla da ogni angolatura.
Lei arrossisce e si copre leggermente linguine con le
mani.
Ehi la chiamo, facendole alzare lo sguardo.
Anastasia, sei una donna splendida, dalla testa ai
piedi. Non abbassare lo sguardo come se ti vergognassi.
Non devi vergognarti di niente, una gioia guardarti
Le prendo il mento e le alzo la testa, guardandola dritto
negli occhi. Brama la mia pelle sotto le sue mani, lo sento.
Ora puoi sederti dico, allontanandola dai suoi
pensieri e da quello a cui potrebbero portarla.
Si immerge completamente nellacqua calda. Forse un
po troppo calda, a giudicare da come sussulta. Poi
sembra abituarsi. Si lascia andare chiudendo gli occhi.
Non riesco a smettere di guardarla. Quando li riapre il
desiderio che leggo in tutto quellazzurro mi eccita
oltremodo.
Perch non vieni anche tu? chiede, con voce roca.

Credo proprio che lo far. Fammi posto le ordino,


sfilandomi in fretta i pantaloni del pigiama ed entrando
nella vasca.
Mi posiziono dietro di lei, stringendomela al petto.
Stendo le gambe sulle sue e gliele apro spostandole i piedi
con i miei. Ora inizia il mio gioco perverso, Miss Steele.
Voglio la tua bocca. E con calma me la prender. Siamo
perfettamente incastrati, e lei non ha possibilit di
movimento. Affondo il naso nei suoi lunghi capelli e inalo
il suo profumo inebriante, che si mischia a quello di
gelsomino del bagnoschiuma.
Hai un profumo cos buono, Anastasia
La sento tremare tutta. Il mio cazzo, gi duro come il
marmo, le sfiora piano una natica. Cerca di stare calmo,
Grey. Prendo il flacone di bagnoschiuma e me ne verso
un po in una mano. La strofino contro laltra e inizio a
massaggiarle il collo. Il suo corpo diventa di fuoco. Ana
inizia ad ansimare.
Ti piace? le chiedo sorridendo.
Riesce solo a mugolare il suo assenso. Scendo piano
dal collo, lavandola, accarezzandola, fino a giungere al
seno. Sospira pi forte. Glielo circondo con le mani,
palpandola. Anastasia spinge il suo corpo, inarcandosi e
cercando vogliosa le mie mani. Abbandono quella dolce
tortura per iniziarne unaltra, un po pi gi. Le mie mani
scivolano sul suo ventre, mentre sento distintamente le
pulsazioni del suo cuore aumentare. Vanno di pari passo
con quelle del mio uccello, che preme bramoso contro il

suo magnifico culo. Un giorno o laltro mi prender


anche questo, Miss Steele. Sono costretto a fermarmi di
nuovo, per alleviare il dolore. Cazzo! Se continuo cos,
sar io a non resistere. Mi fermo e, mentre lei non
smette di ansimare, afferro un guanto di spugna. Verso
un po di bagnoschiuma sul guanto, lo infilo e torno sul
suo ventre. Le sue mani si poggiano sulle mie cosce,
stringendo piano, mentre si abbandona totalmente al mio
tocco esperto. Arriva al limite, Miss Steele. Inizio a
strofinarle la spugna ruvida sullinguine, sempre pi
veloce, mentre lei prende ad essere scossa dagli spasmi,
anelando lorgasmo. Getta la testa allindietro, sul mio
collo, rovescia gli occhi e apre la bocca, gemendo forte.
Cazzo, se eccitante vederla godere. La sento sempre
pi prossima al piacere, mentre il mio cazzo sta
letteralmente per esplodere.
Godi, piccola la stimolo, mordicchiandole piano il
lobo dellorecchio. Ma non ho nessuna intenzione di
permetterlo. Voglio solo portarla al limite.
Oh ti prego mi sussurra, cercando di tendere al
massimo il suo corpo irrigidito.
Di colpo mi fermo.
Penso che adesso tu sia abbastanza pulita
Rimane di stucco, del tutto insoddisfatta.
Perch ti fermi? ansima, confusa.
Perch ho altri progetti per te, Anastasia le annuncio
con tutta la semplicit di questo mondo. Girati. Anchio

ho bisogno di essere lavato le mormoro in un tono che


non ammette repliche.
Ho bisogno di un po di sollievo. Vederla in quello stato
mi ha letteralmente scombussolato. Quando si gira,
guarda scioccata il mio uccello stretto nella mia mano.
duro come il marmo e affiora dallacqua con strafottenza.
Voglio che tu faccia conoscenza, se possibile amicizia,
con la parte del mio corpo che preferisco. Sono molto
legato a lui le dico sorridendole in modo perverso,
divertito dalla sua espressione di stupore e dal fatto che
non riesce a smettere di fissarmelo.
So che ti piace, Miss Steele. Dun tratto sembra
riprendersi. Mi sorride timidamente, prende il
bagnoschiuma e ne lascia cadere qualche goccia sul
palmo della mano, imitando i miei gesti di poco fa.
Strofina le mani fino a creare una leggera schiuma, senza
distogliere gli occhi da me. E poi parte allattacco. Si
morde di proposito il labbro e passa la lingua sul segno
lasciato dai denti. Sono sorpreso dalla sua audacia e la
guardo, eccitato pi che mai. Piano, si china stringendo
una mano intorno al mio uccello. Chiudo brevemente gli
occhi, godendomi quel tocco. Oh, cazzo! Finalmente!.
La sento stringere e poggio una mano sulla sua,
guardandola.
Cos mormoro, mostrandole i movimenti giusti.
Chiudo di nuovo gli occhi, mentre inizia ad andare su e
gi. Mi si accorcia il fiato. Molto bene, piccola le dico
guardandola nuovamente.
La lascio continuare da sola, rilassandomi ad occhi

chiusi. La sua inesperienza potrebbe eccitarmi ancora di


pi. Fletto leggermente i fianchi, per assecondare i suoi
movimenti, mentre lei stringe forte. Gemo e le sue mani
mi conducono verso il piacere. Il mio respiro si fa sempre
pi pesante. Sento la mano di Anastasia andare su e gi,
ancora, ancora e ancora. Si, piccola. Vai cos. Il mio
respiro accelera e cos la voglia di ficcarglielo in gola. Ad
un tratto la sento fermarsi e due secondi dopo una
sensazione sublime mi percuote dalla testa ai piedi. Sento
un enorme calore invadermi la punta del pene e apro gli
occhi di scatto. Nello stesso istante lei succhia piano il
mio uccello. Cristo santo, Ana!. La visione celestiale.
Oh Ana
lunica cosa che il mio cervello riesce ad articolare. E
sembra quasi una supplica. Christian Grey sta
supplicando di godere?. Anastasia succhia pi forte.
Ohsi!. una sensazione indescrivibile, meravigliosa.
La sua bocca calda e vogliosa accoglie il mio cazzo che
pulsa, freme ed sul punto di esplodere. la
realizzazione di tutte le mie fantasie delle ultime due
settimane.
Cristo! gemo.
Chiudo gli occhi, ormai fuori controllo. Cosa cazzo mi
succede? Cosa cazzo mi stai facendo, Anastasia Steele?.
Vorrei fermarla, ma ma sto godendo troppo. Apro gli
occhi e mi gusto la scena. Anastasia, con gli occhi
socchiusi, si abbassa di pi sul mio membro eretto,
facendolo scomparire tra le sue labbra. Lentamente
avvolge la sua lingua intorno alla cappella. Fletto le anche
per assecondare i suoi movimenti. Voglio scoparti la

bocca, Miss Steele. Sto godendo come non ho mai fatto


in vita mia. E la cosa assurda che non riesco a
controllarmi. La mia mente annebbiata dal piacere.
sconvolgente. Riesco solo a guardare con gli occhi
sbarrati la deliziosa brunetta che si sta dando da fare con
il mio uccello in bocca. Mi sento impotente. Ma allo
stesso tempo, quello che voglio ora. Tutto pur di non
interrompere questa goduria. Stringo i denti e mi inarco,
verso di lei, che lo prende ancora pi a fondo, senza
battere ciglio, sostenendosi con le mani sulle mie cosce.
Vederla cos mi fa perdere ogni freno. Le afferro con forza
i codini e inizio sul serio a scoparle la bocca. Mille
pensieri mi affollano la testa. Ma uno su tutti domina.
Lei omosessuale, Mr Grey?. Ho voluto questo da
quando la sua bocca impertinente ha partorito quella
assurda domanda. La bocca impertinente che ora sto
scopando a fondo. Ora potrai rispondere tu stessa a
questa domanda, Anastasia. Non sono gay. sono
fottutamente preso da te. Ana continua ad accogliermi,
senza fermarsi.
Oh piccola fantastico mormoro, in estasi,
mentre sento la sua lingua guizzare sulla punta del mio
uccello.
Le sue labbra si serrano in una dolce morsa, sempre
pi stretta. Cristo!. Emetto un sibilo di puro piacere.
Voglio arrivare pi a fondo. Voglio arrivarle in gola.
Oddio Fin dove riesci ad arrivare? le sussurro.
Senza smettere di fare quello che sta facendo lo prende
ancora pi dentro. Sono tutto dentro di lei. Oddio,
favolosa. La sua lingua torna a guizzare intorno alla

punta. Noto che sembra davvero piacerle quello che mi


sta facendo. Gode quasi nel vedermi inerme alla sua
merc. E godo anchio a questo pensiero. Questo mi
spaventa, ma non riesce a fermarmi. Sento che sto per
venire.
Anastasia, sto per venirti in bocca la avverto a denti
stretti. Se non vuoi, fermati adesso
E lei, ancora pi favolosa, invece di ritrarsi, spinge di
pi. E ancora. Ohhhh...cazzo, cazzo, cazzo!. La guardo
con gli occhi sbarrati, mentre impegnata a darmi il
maggiore piacere possibile, e non mi trattengo oltre. Urlo,
in un potente orgasmo, esplodendo nella sua bocca e Ana
mi da un ulteriore colpo di grazia, ingoiando tutto il mio
sperma. Mi accascio inerme nella vasca, completamente
appagato. Come non mi succedeva da tempo. Forse non
ti mai successo, Grey. Apro gli occhi e la guardo
esterrefatto, con il respiro spezzato dallo sforzo al quale
mi ha sottoposto. Mi rivolge uno sorriso trionfante.
Ma non ti vengono i conati? le chiedo sorpreso.
Ana stato fantastico, davvero fantastico, e non me
laspettavo
Aggrotto la fronte a quel pensiero. Ha preso liniziativa.
Di nuovo. Non sono abituato a questo.
Sai, non smetti mai di sorprendermi
Lei sorride e si morde il labbro imbarazzata. La guardo
sospettoso e un pensiero sgradevole mi attraversa la testa.
Lavevi gi fatto prima?

No risponde, quasi orgogliosa.


Mi fa sorridere la sua ingenuit. E non posso
nascondere di essere sollevato alla notizia.
Bene le dico, soddisfatto. Unaltra prima volta,
Miss Steele. Bene, nellesame orale ti meriti un 10. Vieni,
andiamo a letto, ti devo un orgasmo
Lo sguardo di Anastasia sconvolto mentre guizzo fiori
dalla vasca da bagno. Glielo devi, Grey? Da quando devi
qualcosa alle tue Sottomesse? il loro compito farti
godere. Ignoro il cinismo del mio cervello. Anastasia mi
ha reso felice, appagato. E io voglio che per lei sia lo
stesso. Sento i suoi occhi pieni di voglia addosso. Mi
guarda dalla testa ai piedi, bramosa, mentre, con calma,
mi avvolgo un piccolo asciugamani intorno alla vita. Ne
prendo un altro, pi grande e morbido, e tendendole la
mano la aiuto ad uscire dalla vasca e la avvolgo nella
spugna. La stringo tra le braccia, baciandola con
passione, in modo carnale. Ne ho bisogno. Le afferro la
testa e spingo la mia lingua nella sua bocca. Mi ha appena
regalato il pi bel pompino della mia vita e ho di nuovo
bisogno di lei. Indietreggio leggermente e, sempre
tenendole il viso con le mani, la osservo. Non riesco pi a
fare a meno di lei. Non voglio perderla per niente al
mondo. Devo fare in modo di legarla a me. Per sempre.
Mi sento sconvolto e smarrito di fronte a questo pensiero.
Accetta mormoro con passione.
Cosa?

Aggrotta la fronte, senza capire a cosa mi riferisco.


Il nostro accordo. Accetta di essere mia. Ti prego,
Ana
Mi scopro quasi ad implorarla. La bacio di nuovo, con
dolcezza, poi torno ad osservarla. Spero capisca che sono
sincero quando dico di volerlo davvero. Potrei farglielo
capire meglio magari. Nellunico modo che conosco.
Prendendole la mano la conduco in camera da letto. Mi
segue silenziosa, un po stordita.
Ti fidi di me? le chiedo cogliendola di sorpresa.
Annuisce e sembra davvero convinta, anche se un
brivido la percorre.
Brava bambina le sussurro, accarezzandole il labbro
inferiore con il pollice.
La lascio l, a crogiolarsi nelle sue sensazioni, ed entro
nella mia cabina armadio, uscendone dopo pochi secondi
con in mano una delle mie cravatte, quella di seta
argento.
Unisci le mani davanti a te le ordino, togliendole
lasciugamano e lasciandola nuda.
davvero stupenda. Poi le lego velocemente i polsi con
la cravatta, stando attento a fare un nodo ben saldo.
Quella visione sublime mi eccita da morire. Anastasia
sembra agitata ed eccitata al tempo stesso. Le sfioro i
capelli, raccolti nelle due piccole code ai lati.

Sembri cos giovane con questi


Mi avvicino e lei istintivamente si ritrae, toccando il
bordo del letto. Lascio cadere il mio asciugamano, mentre
i nostri occhi sembrano incollati.
Oh, Anastasia, cosa dovrei farti? le sussurro
facendola sdraiare sul letto.
Mi stendo accanto a lei le sollevo le mani sopra la testa.
arrivato il momento di giocare, Miss Steele.
Tieni le mani cos, non muoverle, capito?
La fulmino con lo sguardo e lei smette di respirare.
Rispondi le ordino piano.
Ho capito. Non le muover
Fatico quasi a sentire la sua voce.
Brava bambina mormoro, leccandomi le labbra.
Leffetto che ho su di lei mi appaga. Mi chino
velocemente e la bacio.
Ora ti bacer dappertutto, Miss Steele le annuncio,
sollevandole il mento per accedere alla sua gola.
Lentamente accarezzo il suo collo con le labbra,
succhio, mordo piano la sua pelle, eccitandola ed
eccitandomi. Il suo corpo cos sensibile. Geme
sommessamente. Anastasia muove le mani, cercandomi.

Mi sfiora i capelli. Smetto di baciarla allistante e la


guardo di traverso, scuotendo la testa e sbuffando. Non
farmi incazzare, Miss Steele. Arrabbiato non ti piacerei.
Le riporto le mani sulla testa.
Non muoverti, altrimenti dovremo ricominciare
daccapo la rimprovero.
Ma il mio tono non riesce ad essere severo. Non posso
certo condannarla. In fondo anchio fatico a starle
lontano. E mi piace che per lei sia lo stesso. Ti stai
rammollendo, Grey?.
Voglio toccarti
La sua voce colma di desiderio.
Lo so le mormoro consapevole. Ma proprio non
posso accontentarti Anastasia.
Tieni le mani sopra la testa le ordino di nuovo,
alzando la voce.
Riprendo da capo la dolce tortura. Le mie mani
scendono ad accarezzarle il corpo, raggiungendo i seni.
Mano a mano che scendo le sfioro la pelle con la punta
del naso, senza fretta, descrivendo piccoli cerchi e
seguendo la scia lasciata dalle mie mani. Bacio entrambi
seni, mordicchiando e succhiando dolcemente i suoi
capezzoli. I suoi fianchi iniziano a rispondere agli stimoli,
seguendo il ritmo imposto dalle mie labbra. Muove piano
le mani, poi si blocca, ricordandosi della mia minaccia.
Stai buona la ammonisco. Raggiungo lombelico e ci

affondo dentro la lingua, sfiorandole la pancia con i denti.


Mmh. Sei cos dolce, Miss Steele
La punta del mio naso scende sino al ventre.
Mordicchio piano la sua pelle, stuzzicandola con la
lingua. Mi inginocchio ai suoi piedi, afferrandole di colpo
le caviglie e divaricandole le gambe. Sento lagitazione
riverberarsi in tutto il suo corpo. Le prendo il piede
sinistro. Bacio ognuna di quelle piccole dita e poi
riprendo da capo, stavolta succhiandole, scrutando
attentamente le sue reazioni. Arrivo al mignolo e serro
pi forte i denti. Mugola forte e il corpo le trema tutto.
Bene. Continuo a baciarle la caviglia, il polpaccio,
arrivando appena sopra al ginocchio. Poi mi fermo e
ripeto tutto con laltro piede.
Oh, ti prego implora quando le mordo il mignolo.
Bisogna essere pazienti, Miss Steele le rispondo
arrogante.
Mi hai fatto godere, vero. E voglio far godere te, ora.
Ma sono comunque io a decidere esattamente quando,
Anastasia. Stavolta non mi fermo al ginocchio, ma mi
spingo allinterno della coscia, allargandole di pi le
gambe. Il suo sesso cos esposto. Freme, mentre cresce
la sua eccitazione. Ripeto loperazione partendo dallaltro
ginocchio e arrivo finalmente li dove voglio essere, nel
mio piccolo paradiso privato. La sfioro piano con il naso e
sento il suo lamento diventare carnale. Mi fermo qualche
secondo, aspettando che il suo corpo si calmi. Alza la
testa per guardarmi, in attesa della mia prossima mossa.

Lo sai che hai un profumo inebriante, Miss Steele?


le dico guardandola dritto negli occhi.
Poi mi tuffo in mezzo alle sue gambe, inalando il suo
dolce profumo. Arrossisce di colpo, chiudendo gli occhi
piena di vergogna. La accarezzo piano con la lingua, per
tutta la lunghezza.
Mi piace dico, tirandole leggermente i peli pubici.
Forse questi potremmo anche tenerli
Oh per favore mi implora.
Mmh, mi piace sentirti supplicare, Anastasia.
Rendere pan per focaccia non il mio stile abituale, Miss
Steele mormoro, continuando a leccare. Ma oggi mi hai
fatto godere, e meriti una ricompensa
La sento gemere e quasi penso che possa svenire.
Continuo ad usare la lingua, circondandole piano il
clitoride mentre le mie mani si aggrappano ai suoi
fianchi. Geme ancora, spingendo il corpo allins. Senza
badare ai suoi movimenti frenetici continuo la dolce
tortura che le sto infliggendo. La sento irrigidire
completamente le gambe. Bene, quasi vicina
allorgasmo. Le infilo un dito dentro, ansimando. Sono
eccitato quasi pi di lei. Il mio uccello tornato a guizzare
verso lalto. In realt non ha mai smesso di farlo. E ho
una maledetta voglia di scoparmela di nuovo. Cazzo,
letteralmente fradicia.
Oh, piccola. Mi piace che ti bagni tanto per me
Muovo le dita in cerchio, mentre la mia lingua

ripercorre lo stesso giro. E finalmente viene, nella mia


bocca, urlando sconnessamente. La visione celestiale.
Mentre cerca di calmarsi mi alzo, infilo velocemente un
preservativo, preso dal comodino, e mi immergo dentro
di lei. La penetro con lentezza straziante e inizio a
muovermi mentre lei ancora scossa dai postumi
dellorgasmo appena consumato.
Come ti senti? le chiedo piano.
Bene, mi sento bene
Anchio piccola. Dentro di te si sta divinamente bene.
Mi muovo pi in fretta, eccitato, affondando dentro di lei
implacabilmente. La sento irrigidirsi di nuovo. E anchio
sto per crollare.
Vieni per me, piccola
La mia voce roca, colma di desiderio e di lussuria.
Ancora poche spinte e viene di nuovo, urlando, sotto di
me. cos stretta, cos bagnata.
fantastico mi lascio sfuggire ad alta voce.
Spingo unultima volta e la stringo forte, svuotandomi
completamente in lei. Crollo esanime sul suo corpo,
sfinito. Anastasia mi stringe le braccia al collo, litigando
con limpedimento della cravatta che le lega i polsi.
Lentamente mi alzo sui gomiti e la guardo. Siamo
vicinissimi.
Hai visto come stiamo bene insieme? Se ti dai a me,
sar ancora meglio. Fidati, Anastasia, posso portarti in

luoghi di cui nemmeno sospetti lesistenza


E forse nemmeno tu, Grey. Strofino il naso contro il
suo, appagato da tutto questo sesso mattutino, mentre i
suoi occhi mi guardano con ammirazione e smarrimento
allo stesso tempo. Vorrei aggiungere qualcosa, per
rassicurarla, ma le voci nel corridoio ci interrompono.
Ma se ancora a letto, sar malato. Non dorme mai
fino a questora. Christian un tipo mattiniero
Merda. So bene a chi appartiene lautoritaria voce
che si avvicina sempre di pi alla mia camera da letto.
Cosa cazzo ci fa qui?.
Mrs Grey, per cortesia
Povero Taylor! In questo momento non lo invidio. Non
per niente facile convincere la dottoressa Grace di
qualcosa se non la vede con i propri occhi.
Taylor, non puoi impedirmi di vedere mio figlio
Mrs Grey, non da solo
Sento lesasperazione nella voce di quel poveruomo.
In che senso non da solo?
La voce di mia madre colma di incredulit.
C una persona con lui
Oh

Anastasia sgrana i suoi occhioni azzurri da cerbiatta.


Sorrido tra me e me, divertito. Stranamente non mi
dispiace che mia madre ci abbia colti in fallo. Almeno da
oggi la mia famiglia smetter di credere che io sia gay. Le
restituisco uno sguardo ironico di finto spavento.
Merda! mia madre

Capitolo 10
Forza, dobbiamo vestirci sempre che tu voglia
conoscere mia madre le dico divertito, scivolando in
fretta fuori dal suo corpo e sedendomi sul bordo del letto.
Sfilo il preservativo e lo butto a terra con noncuranza.
Le lancio un gran sorriso e in tre secondi sono gi in piedi
e mi sto infilando i jeans, senza le mutande.
Christian, non posso muovermi
Anastasia sta cercando in ogni modo di districare il
nodo della cravatta che le stringe i polsi. Mi chino su di lei
sciogliendolo, mentre la guardo. Tutta questa assurda
situazione mi intriga in modo pazzesco. Le bacio leggero
la fronte e le sorrido di nuovo. Miss Steele stai per
conoscere la dottoressa Grace. Il pensiero di mia madre,
di l in salotto, a chiedersi se uscir di qui con un uomo o
con una donna, mi diverte da morire. Ana le piacer, ne
sono certo. Gi solo per il fatto di essere colei che le ha
fugato ogni dubbio sulla mia presunta omosessualit. E
cos, Grey, stai per presentare una ragazza a tua madre.
Gi. E perch quel sorriso ebete stampato in faccia?
Unaltra prima volta osservo a voce alta, mentre Ana
mi restituisce uno sguardo incredulo, ovviamente non
capendo a cosa mi riferisco.
Non ho vestiti puliti qui replica nel panico. Forse
meglio se rimango qui
Niente affatto la minaccio. Puoi metterti qualcosa

di mio
Mi infilo la t-shirt bianca e mi ravvio alla meglio i
capelli totalmente scarmigliati, cercando di farli stare al
loro posto. Ci rinuncio. Poi mi volto a guardarla, serio.
Anastasia, saresti bella anche con un sacco della
spazzatura addosso. Non preoccuparti, davvero. Mi fa
piacere presentarti a mia madre. Vestiti. Intanto vado a
calmarla
Il che non sar affatto unimpresa semplice, Miss
Steele. So che dovr combattere contro le affinate
tecniche di indagine di mia madre. Lei e Mia sono peggio
di Holmes e Watson. Anastasia rimane immobile, con
unespressione angosciata dipinta sul viso. La fisso
severamente. Ma non riesci proprio a fare quello che ti si
dice, Miss Steele?.
Ti aspetto di l fra cinque minuti, altrimenti vengo a
tirarti fuori da qui con le mie mani, qualunque cosa tu
abbia addosso. Le mie T-shirt sono in questo cassetto. Le
camicie nella cabina armadio. Serviti pure
Stai davvero mettendo il mondo ai piedi di questa
ragazzina, Grey?. So perfettamente che se fosse stata
unaltra non mi sarei fatto scrupoli a lasciarla sul letto,
legata, mentre chiacchieravo allegramente con mia
madre. E invece sono qui, ora, a guardarla ammirato e a
metterle a disposizione tutto quello che ho. E voglio
presentarla a Grace. Lo voglio davvero. Lentamente mi
avvio lungo il corridoio, lasciandola da sola e in crisi a
prepararsi. Faccio un sospiro profondo prima di mettere
piede in salotto, incrociando lo sguardo esasperato di

Taylor, in piedi nella stanza. So bene cosa mi aspetta.


Mamma
Saluto con un sorriso la donna elegante e distinta,
seduta sul mio divano. Il suo viso si illumina non appena
mi vede. raggiante pi del solito, anche se scorgo un
briciolo di preoccupazione.
Christian, tesoro!
I suoi occhi mi scrutano e mi oltrepassano in fretta,
aspettando che qualcuno mi segua. Quando si rende
conto che sono solo non riesce a nascondere la delusione
totale. La guardo divertito, scoccandole un gran sorriso
mentre mi siedo accanto e lei e le bacio la guancia. Voglio
davvero bene a questa donna dai capelli di un biondo
rossiccio, che indossa magnificamente il suo abito di
maglina color cammello con scarpe rigorosamente in
tinta. Le devo tutto. Vorrei solo riuscire a dimostrarglielo
meglio. Anche se in fondo so che lei lo sa.
Come mai sei qui, mamma?
Lei non viene mai nel mio appartamento.
B, ero preoccupata a dire il vero, Christian. Ho
addirittura chiamato in ufficio ieri, ma la tua assistente
mi ha informata che eri a Portland da una settimana.
Credevo dovessi andarci questo gioved
Infatti cos. Dovr tornarci questa settimana. Ma
dovevo incontrare una persona. Tra poco la conoscerai
le dico sorridendole.

La sua curiosit si rianima allimprovviso. Mi sorride


con calore.
In effetti Taylor mi ha avvisata che cera qualcuno di
l in camera con te mi incalza maliziosamente dopo
appena qualche attimo di silenzio.
Eccola che parte. Grace Trevelyan-Grey alla riscossa.
Le sorrido di nuovo, senza rispondere, lasciandola in
sospeso. E quando alzo gli occhi la vedo arrivare. I miei
complimenti, Miss Steele. vestita di tutto punto, con i
suoi abiti di ieri. I capelli legati in una coda, dalla quale
fuoriesce qualche ciocca troppo ribelle, ancora provata
dallo splendido amplesso che abbiamo appena avuto di l
in camera.
Eccola qui dico con un sorriso.
Mi alzo dal divano e le vado incontro. Sono felice. E
ammirato. E orgoglioso di lei.
Mamma, ti presento Anastasia Steele. Anastasia, lei
Grace Trevelyan-Grey
Il volto di mia madre si illumina come unalba. Si alza
dal divano e le si avvicina, tendendole la mano,
guardandola estasiata. sorpresa. E sollevata. Tanto
sollevata. Gi mamma, non sono gay.
Piacere di conoscerla le dice poi, con uno sguardo
molto, molto compiaciuto.
Ana le stringe con decisione la mano, rispondendo al

suo sorriso con lo stesso calore, probabilmente contagiata


da Grace.
Dottoressa Trevelyan-Grey mormora.
Chiamami Grace le dice mia madre, con enfasi.
La guardo con un po di traverso, contrariato da tutta
questa familiarit. Mi chiedo vagamente se non sia stata
una mossa avventata. Grace mi ignora stoicamente e
continua a familiarizzare con la sconosciuta brunetta che
le sta di fronte.
Per tutti sono la dottoressa Trevelyan, mentre Mrs
Grey mia suocera le sta dicendo, facendole
locchiolino.
Oddio, mia madre che strizza locchio ad una mia
potenziale Sottomessa! Ora si che le ho viste tutte.
Allora, come vi siete conosciuti voi due?
La domanda rivolta direttamente a me. Non si pu
tenere a bada la sua curiosit nemmeno chiudendola in
un cassetto e buttando via la chiave. In questo la batte
solo Mia.
Anastasia mi ha intervistato per il giornale
studentesco della Washington State University, perch
questa settimana devo consegnare i diplomi di laurea
Dunque ti laurei questa
rivolgendosi ad Ana questa volta.

settimana?

dice,

S
Fortunatamente il suo cellulare si mette a squillare e
questo la salva da un lungo interrogatorio da parte di mia
madre, alla evidente ricerca di dettagli sulla nostra storia.
Non una storia, Grey. stata una notte di sesso e basta.
Seguita da un magnifico pompino. Ah, e da unaltra
magnifica scopata. Lascio perdere i miei pensieri, mentre
Ana si allontana verso la cucina, scusandosi.
molto carina, Christian. Davvero molto carina mi
sussurra Grace, facendomi locchiolino.
Torna lentamente a sedersi sul divano, accanto a me,
senza smettere di ammirare Anastasia. Meglio togliersi da
questa situazione imbarazzante.
Sono daccordo con te le dico sorridendo.
Poi, prima che possa aggiungere altro, le chiedo come
ha fatto a rintracciarmi. Mentre si dilunga a riferirmi di
come abbia tentato di rintracciare mio fratello per avere
mie notizie, qualcosa mi distrae.
Senti, Jos, non un buon momento
Percepisco distintamente le parole di Anastasia,
mentre lei, come se mi leggesse nel pensiero, si gira a
lanciarmi unocchiata furtiva. S, Miss Steele. Ho
sentito. La guardo impassibile, anche se dentro di me
sono furioso. al telefono con quel coglione!. Mia
madre mi costringe a tornare ad ascoltarla, cos non
afferro altro della conversazione telefonica.

...allora ho provato a richiamarlo diverse volte, ma


sembrava sparito dalla faccia della terra!
Era semplicemente a Portland con me, mamma la
rassicuro su Elliot.
Nel frattempo Anastasia, leggermente stizzita, riattacca
e torna da noi. Sono incazzato nero con lei. Avrei davvero
voglia di legarla stretta, mettermela di traverso sulle
ginocchia e sculacciarla forte, senza piet.
Cos Elliot ha chiamato per dire che eri da queste
parti sono due settimane che non ti vedo, tesoro
Mi rendo a malapena conto che mia madre sembra
aver finalmente finito il suo estenuante racconto sulla
disperata ricerca di me e mio fratello maggiore.
Ah, davvero? mormoro.
Per quanto cerchi di riportarla su di lei, la mia
attenzione, in questo momento, concentrata tutta su
Anastasia. E la dottoressa Grace se ne sta rendendo
perfettamente conto. Anzi, sembra esserne addirittura
contenta.
Pensavo che potessimo pranzare insieme, ma vedo
che hai altri piani, e non voglio guastarti la giornata
Si alza con un gran sorriso, prendendo il suo soprabito
color crema, appoggiato l di fianco. S, mamma. Ti
voglio davvero bene, ma preferisco che ora mi lasci da
solo con la mia ospite. La imito, alzandomi, e le deposito
un rapido bacio, sinceramente affettuoso, sulla guancia

che felice di offrirmi.


Devo riaccompagnare Anastasia a Portland le dico a
mo di giustificazione.
Certo, tesoro. Anastasia, stato un vero piacere.
Spero proprio di rivederti presto
Non contarci troppo, mamma. Le tende la mano
entusiasta. Taylor esce dal suo ufficio e accompagna
allascensore Grace, che sembra camminare a mezzo
metro da terra per la felicit. Umore che condividevo
anchio fino a tre minuti fa. Ma ora sono incazzato.
Incazzato nero. La fisso, mentre rimaniamo soli nella
stanza.
Allora, ha chiamato il fotografo?
S mi risponde con aria di scuse.
Cosa voleva?
Solo chiedere scusa, sai per venerd
Stringo gli occhi e la fisso. Sono accecato dalla rabbia.
Capisco le dico seccamente.
Taylor ci interrompe, rientrando nel salone.
Mr Grey, c un problema con la spedizione in
Darfur
Annuisco, seccato. Questa spedizione si sta rivelando

pi difficoltosa del previsto.


Charlie Tango stato riportato a Boeing Field?
Sissignore
Educatamente fa un cenno di saluto ad Anastasia.
Miss Steele
Lei sorride di rimando, esitante, mentre lui si congeda.
Ma Taylor vive qui?
S sbotto.
Le rispondo in modo brusco, lo so. Ma il fotografo e
ora il lavoro. Cazzo!. Prendo il Blackberry e chiamo in
ufficio.
Ros, cos successo? sbotto.
Cammino per la stanza, ascoltando la mia vice e
guardando si sottecchi Anastasia. Non posso farne a
meno. Resta immobile, accanto al divano a tormentarsi le
mani, guardandomi di nascosto. Pensa davvero che non
me ne accorga? Tuttavia Ros cattura la mia attenzione,
dilungandosi sui particolari della spedizione di
rifornimenti in Darfur.
Non intendo mettere a rischio lequipaggio. No,
annulla Faremo un lancio del carico con il paracadute
Bene

Riattacco, seccato. Il mio sguardo si poggia su di lei,


freddo, gelido. Non riesco a togliermi dalla testa quel
cazzo di fotografo da strapazzo e quello che ha tentato di
farle. La lascio per qualche attimo da sola, nel salone,
mentre, senza fiatare, vado nello studio a prendere il
contratto. Lo infilo in una anonima busta per documenti
marrone. Prima sar mia, meglio sar. Per tutti e due.
Ci metto meno di un minuto a tornare.
Questo il contratto. Leggilo, ne discuteremo il
prossimo weekend. Ti consiglierei di fare qualche ricerca,
per capire di cosa si tratta
La guardo per qualche secondo e non riesco pi ad
avercela con lei.
Mi auguro che accetti, con tutto il cuore aggiungo
pi calmo, senza riuscire a nascondere lansia. Ansia per
un suo possibile rifiuto.
Ricerca? mi chiede lei, stupita.
Non hai idea di cosa si trovi su Internet
Per un attimo sembra smarrita, come se si vergognasse
di qualcosa. Chino la testa di lato e la guardo incuriosito.
Qualche problema?
Non ho un computer. Di solito uso quello
delluniversit. Vedr se riesco a farmi prestare quello di
Kate
Tutto qui, Miss Steele?. Trattengo un piccolo sorriso.

Potrebbe offendersi magari. Le porgo la busta con il


contratto.
Sicuramente posso ehm, prestartene uno. Prendi le
tue cose, partiamo subito per Portland e mangeremo
qualcosa per strada. Vado a vestirmi
Devo fare una chiamata mi mormora di rimando.
Aggrotto la fronte, mentre la rabbia mi acceca di
nuovo. gelosia, Grey, mi ricorda seccamente il mio
cervello. Ma dove cazzo sta quando ho davvero bisogno
di lui?.
Il fotografo? le sibilo a denti stretti. A me non piace
condividere, Miss Steele. Tienilo bene a mente
La guardo freddamente, a lungo, mentre rimane muta.
Il viso attraversato da un leggero moto di stizza. come
se mi sfidasse silenziosamente. Mi volto, accigliato, ed
esco dalla stanza, lasciandola da sola. Brucio dalla
curiosit di sapere se lui che si sta affrettando a
richiamare. Potresti sempre origliare, Grey. Scaccio via il
pensiero prima che sia davvero tentato di metterlo in
pratica.
Venti minuti pi tardi sono di nuovo da lei, in piedi
davanti alla porta, vestito di tutto punto. Mi sono rasato e
ho optato per un look molto casual rispetto al solito. La
mia giacca di pelle nera si adatta perfettamente allauto
che ho intenzione di guidare. Prendo la mia cartella di
cuoio, contenente alcuni documenti importanti, e il mio
pc. Taylor si occuper del resto. Dovr fermarmi a
Portland almeno fino a gioved, per la consegna delle

lauree. E poi devo ammettere che non mi va di starle


troppo lontano. La guardo, mentre lei fa lo stesso con me.
Pronta?
Annuisce poco convinta, con la fronte aggrottata. Mi
giro verso Taylor, fermo pi distante.
Allora a domani
Certo. Che automobile prende, signore?
Guardo Ana per qualche secondo. Quella che
preferisco. Come la ragazza che mi sta di fronte.
La R8
Buon viaggio, Mr Grey. Miss Steele
Ci tiene aperta la porta mentre chiamo lascensore.
Approfitto del tempo che ci mette ad arrivare lascensore
per osservarla di sottecchi. La scopro li a tormentarsi per
chiss cosa, con la fronte aggrottata, immersa nei suoi
pensieri. Piccola, non pensare. Firma quel maledetto
contratto e lascia pensare me. Lasciati andare.
C qualcosa che non va, Anastasia?
Colta alla sprovvista dalla mia domanda, si afferra
dimpulso le labbra tra i denti. Con le dita le prendo il
mento, guardandola dritto negli occhi.
Smetti di morderti il labbro, o ti scopo qui
nellascensore, e non mi importa se sale qualcuno

Arrossisce violentemente, mentre mi scappa un


sorriso. Sospira e mi guarda decisa.
Christian, ho un problema
La guardo serio. Ora hai davvero tutta la mia
attenzione, piccola.
Dimmi
Entriamo nellascensore appena arrivato. Un diffuso
rossore le colora il viso.
Ecco Ho bisogno di parlare con Kate. Ho un sacco
di domande sul sesso, e tu sei parte in causa. Se vuoi che
io faccia tutte queste cose, come faccio a sapere?. Esita
per qualche istante. Il fatto che non ho termini di
paragone
Alzo gli occhi al cielo, esasperato. Non la smetter mai
con questa storia. Ma se serve a farle dire di s, che parli
pure con quella impicciona della sua amica.
Parlale pure, se proprio devi. Ma assicurati che lei
non dica niente a Elliot
Anche se non ci vorr molto prima che mia madre
divulghi la notizia della scopata dellanno e che Elliot
venga a saperlo comunque.
Non lo farebbe mai. Risponde stizzita, quasi offesa
dalla mia insinuazione sulla sua amica. Cos come io non
direi nulla a te, se lei mi raccontasse qualcosa su Elliot

La sua ingenuit mi sorprende sempre.


Vedi, la differenza che io non voglio sapere niente
della vita sessuale di mio fratello le mormoro. Elliot
invece un ficcanaso. Comunque, puoi raccontarle solo
quello che abbiamo fatto finora la avverto serio.
Probabilmente mi strapperebbe le palle se sapesse cosa
ho intenzione di farti aggiungo quasi senza volerlo.
un avvertimento pi a me che a lei, questo.
Daccordo
La sua ansia lascia il posto ad uno splendido sorriso.
ferma di fronte a me, la desidero da impazzire. E lei mi ha
appena strappato unaltra concessione. E ora mi sorride,
come se avesse vinto una competizione. Contro di me. Le
mie labbra fremono di rabbia, di desiderio, di mille
sentimenti contrastanti.
Prima avr la tua sottomissione, meglio sar, cos
potremo smetterla con tutto questo le mormoro.
A che cosa ti riferisci?
Alla tua sfida nei miei confronti
Prima che possa replicare le afferro il mento e la bacio
dolcemente sulle labbra, mentre lascensore raggiunge il
garage. Le prendo la mano e la porto fuori.
Bella macchina commenta quando il mio
telecomandino disattiva lantifurto della mia Audi R8.

La guardo sorridendo, orgoglioso del mio bolide


sportivo.
Lo so le dico, con una strana eccitazione addosso.
Le apro la portiera e la lascio salire. Poi giro intorno
allauto, con una certa dose di spavalderia, e mi accomodo
agilmente ed elegantemente al posto di guida. Il mio
atteggiamento le fa spuntare un sorriso divertito sul viso.
Che modello ?
UnAudi R8 spider. una bella giornata, possiamo
abbassare la capote. L c un berretto da baseball. Anzi,
dovrebbero essercene due
Le indico il vano portaoggetti, di fronte a lei.
E un paio di occhiali da sole, se ti servono
Giro la chiave e faccio rombare il motore della R8.
Che meraviglia il mio gioiellino. Non delude mai.
Proprio come te, Ana. Mi giro per depositare la cartella
di cuoio marrone nello spazio dietro i sedili. Premo il
pulsante
del
tettuccio,
lasciandolo
abbassare
completamente. Accendo lo stereo e parte Im on fire di
Springsteen.
Ci vuole proprio Bruce le dico sorridendo, mentre
imbocco la rampa duscita dal garage e attendo che la
sbarra si alzi per lasciarci passare.
Anastasia fruga nel vano portaoggetti, mentre la luce

del sole mattutino e la piacevole aria di maggio ci


avvolgono. Tira fuori due berretti dei Seattle Mariners, la
squadra di baseball della quale io e la mia famiglia,
compresa limpeccabile dottoressa Trevelyan, siamo
tifosi. Mi passa uno dei berretti e io lo indosso, insieme ad
un paio di Ray-Ban scuri, mentre lei fa lo stesso con il suo
berretto, calcandolo per bene sul suo splendido viso.
Partiamo a tutta velocit, con la gente che ci guarda
sfrecciare, o meglio guarda il mio bolide nero. Sono
abituato alle folle incuriosite, a differenza sua che guarda
a bocca aperta tutto quello che ci circonda. La lascio in
pace per un po e mi concentro su me stesso. Mi sto
rilassando. Guidare questa splendida auto mi fa scaricare
la tensione accumulata negli ultimi giorni. Facciamo il
punto della situazione, Grey. Il mio cervello non mi lascia
mai in pace, dannazione! Bene. Accontentiamo, allora.
Ho incontrato per caso una giovane, anzi giovanissima,
brunetta. Intelligente, sexy, arguta e maledettamente
irritante. Eccitante da morire. Ho incaricato il mio
consulente per la sicurezza di compilare un dossier su di
lei, sono andato a trovarla al lavoro come un fottuto
stalker, tentando di convincerla che fossi l per caso. Ho
combinato un servizio fotografico pur di rivederla, lho
invitata fuori a prendere un caff. Lho rifiutata, cercando
di convincermi che non la volessi. Poi le ho mandato oltre
15mila dollari di prime edizioni del suo autore preferito,
solo per chiederle scusa, e quando ha provato a chiedermi
spiegazioni mi sono ritrovato a raccoglierla mezza ubriaca
dal ciglio di una strada, in un parcheggio di Portland,
mentre un fottuto pervertito figlio di puttana stava
cercando di infilarle la lingua in bocca, con la speranza di
infilarle dentro anche luccello. E sono ancora incazzato
per questo. Ho dormito con lei per unintera notte, o
meglio lho guardata per unintera notte. Lho portata nel

mio appartamento con il mio elicottero privato, dove non


mai salita una donna prima dora. Le ho mostrato il mio
mondo, le mie regole, tutta la merda che mi trascino
dietro da una vita. Ho scoperto che era vergine e questo
non mi ha fermato dal mio insano desiderio di averla. E
lho avuta, ripetutamente. Oh, e come dimenticare quel
pompino gratificante che mi ha fatto nella vasca. E il fatto
che lho legata e scopata di nuovo. E poi lho presentata a
mia madre, mentre lei chiacchierava con quel figlio di
puttana del suo amico. E ora sono ancora qui, ad
arrovellarmi il cervello sul perch tutto questo mi fa
sentire arrabbiato, incazzato. Ma anche eccitato. E vivo
come non mai. Sento che il controllo mi sta scivolando
dalle mani, ma la sensazione stranamente piacevole. Le
lancio una fugace occhiata, mentre imbocco la I-5. La
voce di Springsteen ci fa ancora da colonna sonora.
davvero bellissima con i capelli ribelli, che fuoriescono
dal berretto, e gli occhi socchiusi per il vento. Sospiro
leggermente, di nuovo eccitato. Allungo la mano destra,
poggiandola delicatamente sul suo ginocchio, dandogli
una leggera strizzata. Il suo respiro sembra fermarsi.
Forse meglio rimandare a dopo i miei pensieri. Magari
potrei andare a trovare Elena, o chiamarla. Lei potrebbe
aiutarmi a decifrare tutto questo.
Hai fame? le chiedo, ansioso di pensare ad altro.
Non tanta
Devi mangiare, Anastasia brontolo piano. Conosco
un posto fantastico vicino a Olympia. Ci fermeremo l
Le stringo di nuovo il ginocchio con la mano, prima di
poggiarla di nuovo sul volante. Accelero, cogliendola di

sorpresa e inchiodando entrambi allo schienale.


Il Cuisine Sauvage uno dei miei posti preferiti. Un
piccolo ed intimo ristorantino allinterno di uno chalet di
legno immerso nel verde. Arredamento rustico, con i
tavoli ricoperti con tovaglie a quadretti e fiori selvatici
raccolti in piccoli vasi.
tanto che non vengo qui. Non c un menu:
cucinano quello che hanno raccolto o cacciato
Alzo un sopracciglio, fingendo unespressione di orrore
e Anastasia ride divertita. Una cameriera con una fluente
chioma bionda si avvicina e arrossisce, mentre ci
sediamo. Il solito effetto. Ignoro la sua reazione. La mia
attenzione tutta per Anastasia.
Due bicchieri di pinot grigio ordino.
Ana mi fa una smorfia, storcendo la bocca.
Che cosa c? sbotto.
Volevo una Diet Coke mormora.
La guardo male, scuotendo la testa deciso.
Qui hanno un ottimo pinot grigio. Andr bene per
accompagnare il pranzo, qualsiasi cosa ci diano le spiego
pazientemente.
Qualsiasi cosa ci diano? mi risponde sbalordita.
Gi

Le faccio uno dei miei sorriso alla Christian, piegando


la testa di lato. Di solito lascia le donne senza fiato,
imbambolate. E incapaci di replicare ai miei ordini. Lei,
invece, mi sorride di rimando. Ed bellissima. Come non
rimanere affascinati da lei? Il tuo stesso gioco ti si ritorce
contro, Grey.
A mia madre sei piaciuta
Davvero? chiede arrossendo, anche se sembra felice.
Eh, s. Ha sempre pensato che fossi gay
La frecciatina che le lancio non le sfugge. Non ha di
certo dimenticato la sua intervista. Eh, s, Miss Steele.
Prendi e porta a casa. Rimane a fissarmi a bocca aperta.
Perch pensava che fossi gay? sussurra con voce
flebile.
Perch non mi ha mai visto con una ragazza
Ah nemmeno con una delle quindici?
Sorrido, ricordando la sua domanda di ieri sera.
Sembra passata gi uneternit.
Hai una buona memoria. No, nemmeno con quelle
Ah
Sai, Anastasia, anche per me stato un weekend di
prime volte

Mi sorprendo della tranquillit che provo a parlare con


lei.
Davvero?
Sembra davvero sorpresa.
Non avevo mai dormito con una donna, mai fatto
sesso nel mio letto, mai portato nessuna su Charlie
Tango, mai presentato nessuna a mia madre. Cosa mi stai
facendo?
Lascio che i miei pensieri pi reconditi prendano vita.
Glieli riverso addosso come un fiume di parole. Forse
spero che dopo aver causato il problema, mi offra anche
una soluzione. La cameriera ci interrompe, portando i
bicchieri di vino. Afferra il suo calice e beve un
abbondante sorso di vino.
Io mi sono molto divertita mormora,
mordendosi il labbro inferiore. Merda!.

poi,

Smettila di morderti il labbro. Sto ansimando, me ne


rendo appena conto. Anchio aggiungo poi,
rassicurandola.
Cosa si intende per sesso alla vaniglia? chiede
allimprovviso.
Scoppio a ridere, sinceramente divertito. Non sa
proprio niente di sesso!
Quello tradizionale Anastasia. Senza giochetti, senza

accessori strani. Mi stringo nelle spalle, senza sapere


come continuare. Sai, no? B, ovvio che non lo sai,
comunque significa questo
Ah
Riflette sulle mie parole, rimanendo per un attimo
interdetta. La cameriera bionda torna di nuovo a rompere
le palle, mettendoci davanti due zuppe. Entrambi la
guardiamo con sospetto.
Zuppa di ortiche ci informa, prima di tornarsene
rapidamente in cucina.
Ne assaggio un po, senza sapere cosa aspettarmi. Non
ho mai mangiato zuppa di ortiche in vita mia. ottima!.
Quando alzo gli occhi lei fa lo stesso. Piego la testa di lato,
mentre le scappa una risatina argentea, fresca e giovane
come lei.
un suono adorabile dico.
Lei prende di nuovo coraggio e continua il suo
interrogatorio.
Perch non hai mai fatto sesso alla vaniglia, prima?
Hai sempre fatto ehm, quello che fai? chiede, curiosa.
Annuisco lentamente, cercando di ponderare bene la
mia risposta.
Pi o meno
Aggrotto un attimo la fronte, pensando a cosa posso

rivelarle del mio passato. E i suoi occhi azzurri non mi


lasciano scampo. La guardo deciso. Deciso ad aprirle un
piccolo spiraglio dal quale sbirciare uno scorcio della mia
vita.
Una delle amiche di mia madre mi ha sedotto quando
avevo quindici anni
Oh
Ma che cazzo sto facendo? Come cazzo mi viene in
mente di parlarle di Elena?. Senza rendermene conto
continuo.
Aveva gusti molto particolari. Sono stato il suo
schiavo per sei anni aggiungo stringendomi nelle spalle.
Oh
Mi guarda a bocca aperta, tramortita. Come vedi,
Anastasia, il giovane milionario sicuro di s che ti sta
davanti una volta si trovava nella tua identica situazione.
Quindi so cosa si prova, Anastasia
La guardo con comprensione, mentre lei rimane muta.
comprensibilmente scioccata dalla mia ammissione.
In realt, non ho avuto unintroduzione molto
normale al sesso
Ora ho acceso la sua curiosit. Lo vedo da come si
raddrizza sulla sedia, nuovamente interessata a quello che
le dico.

Quindi al college non sei mai uscito con nessuna?


No
Scuoto la testa, con decisione. La cameriera torna a
riprendere i piatti vuoti, lasciando il nostro discorso in
sospeso.
Perch? torna a chiedermi Ana quando siamo di
nuovo soli.
Le faccio un ghigno beffardo.
Sei certa di volerlo sapere?
S
Ce la puoi fare, Christian.
Non ne avevo voglia. Lei era tutto ci che volevo, e di
cui avevo bisogno. Senza contare che mi avrebbe
ammazzato di botte
Sorrido al ricordo di quegli anni passati alla merc di
Elena. S, lei mi dava tutto quello di cui avevo bisogno
allepoca. Nessunaltra mi ha mai dato tanto. la prima
volta che parlo di questo ad alta voce con qualcuno che
non sia Flynn. Faccio un respiro un po pi profondo. Ma
nessuna ti ha mai dato quello che ti ha dato la dolce Miss
Steele, Grey. Neppure Elena.
Se era unamica di tua madre, quanti anni aveva?

Interrompe bruscamente il flusso dei mie pensieri.


Abbastanza da saperci molto fare le rispondo
compiaciuto e in un certo senso divertito.
La vedi ancora?
S
Ma ci fai ancora ehm?
Arrossisce, senza riuscire a completare la domanda.
No. Scuoto la testa sorridendole. Siamo buoni
amici le spiego.
Ah. E tua madre lo sa?
Ma come cazzo le viene in mente una cosa del genere?
E perch continua ad insistere su questo punto?. La
guardo sbalordito.
Certo che no
Ci interrompiamo mentre ci viene servita della carne di
cervo. Anastasia ne approfitta per bere un altro sorso di
vino. So che cerca di farsi coraggio. Cosaltro avr in
mente di chiedermi, ora?. Aggrotta la fronte con quel
modo delizioso che ha di fare, cercando di assorbire il
carico di notizie che le ho appena consegnato. Ma non
sembra soddisfatta.
Ma non sar stato a tempo pieno?

Miss Steele torna allattacco.


In realt, s, anche se non la vedevo tutto il giorno.
Era complicato. Dopotutto, andavo ancora a scuola, e
poi al college. Mangia, Anastasia
Cerco di sviarla dai suoi pensieri. Forse avrei fatto
meglio a tacere.
Davvero, Christian, non ho fame
La guardo in modo severo. Non sono ancora abituato
al fatto che una donna mi chiami per nome. E che
disobbedisca a un ordine.
Mangia le ripeto tranquillo, ma deciso.
Dammi un attimo mormora.
Alzo gli occhi, sorpreso. Non sono abituato ad avere
Sottomesse che mi chiedono tempo, attimi e tutto il resto.
Non ha ancora firmato, Grey. Per il momento una
ragazzina confusa che ti sei scopato.
Va bene le concedo, senza per darle lopportunit
di farmi altre domande.
Mi concentro sul cibo che ho nel piatto. Dopo qualche
attimo, sento le sue posate fare rumore. Taglia un piccolo
boccone di carne di cervo e lo assaggia. La osservo
accuratamente. So che sta ancora rimuginando su tutto
quello che le ho detto.
Sar cos la nostra ehm, relazione? sussurra. Tu

che mi comandi?
Non mi guarda negli occhi, ma continua a tagliare la
carne.
S
Capisco
E c di pi: sarai tu a volerlo aggiungo a bassa voce.
Sul viso le si dipinge unespressione fortemente
dubbiosa.
un passo importante mormora poi, mettendo in
bocca un altro piccolo pezzo di carne.
S
Chiudo gli occhi, staccandomi per un momento dalla
visione dello splendido angelo dai capelli castani che mi
siede di fronte. Cos non va. Ho bisogno che decida in
fretta. Nessuno mi ha mai tenuto in sospeso. Quando
torno a guardarla sono serio.
Anastasia, devi seguire listinto. Leggi il contratto, fai
le ricerche Sar felice di discutere con te ogni dettaglio.
Rester a Portland fino a venerd, se desidererai parlarne
prima
So che le sto mettendo davanti troppe cose, ma devo
farlo. Voglio che sia mia. Lo voglio pi di quanto avrei
mai potuto immaginare. Mi viene in mente che potrei
invitarla a cena. Potremmo chiacchierare mentre

sorseggiamo dellottimo vino. Diventa pi audace con il


vino. E pi sincera. E meno lucida, aggiunge il mio
cervello ingrato.
Chiamami Magari possiamo uscire a cena, diciamo,
mercoled? Voglio davvero che tra noi funzioni. A dir la
verit, non ho mai voluto niente cos tanto
Non so perch, ma non riesco a non essere sincero
davanti a quegli occhioni azzurri che mi guardano con
ammirazione e paura. E i miei la scrutano con evidente
desiderio, invece, bramando nuovamente il suo corpo e le
sue dolci labbra.
Perch finita con la numero quindici? chiede
dimpulso.
La guardo sorpreso, scuotendo la testa e sospirando
rassegnato. Non ti riesce proprio di frenare la lingua,
Miss Steele.
Per varie ragioni, ma in definitiva era solo una
questione di
Mi fermo senza sapere bene quale termine usare per
descrivere il fatto che Susannah, la mia ultima
Sottomessa, non brillasse certo per intelligenza e
discrezione.
incompatibilit
spalle.

concludo,

stringendomi

E pensi che noi due saremo compatibili?

nelle

S
Perch io lo voglio. E non sai quanto
Quindi non vedi pi nessuna di loro?
No, Anastasia. Sono un tipo monogamo
Sembra sorpresa da questultima affermazione.
Capisco
Fai le tue ricerche, Anastasia le dico semplicemente.
Capir molto di pi del mio mondo se si documenta.
Sospira profondamente, posando forchetta e coltello sul
tavolo, accanto al piatto ancora pieno per met.
Tutto qui? Non intendi mangiare altro?
Annuisce. La sua espressione triste, confusa. Le
faccio il broncio, ma preferisco non rimproverarla o
obbligarla a mangiare. Dal canto mio ho una fame
tremenda. Mi fiondo sul cibo contenuto nel mio piatto,
mangiando con gusto. Anastasia mi osserva, perdendosi
in chiss quale fantasia. Quando si accorge dei miei occhi
su di lei, arrossisce violentemente, rivelandomi
implicitamente la natura dei suoi pensieri.
Darei qualsiasi cosa per sapere a cosa stai pensando
in questo momento mormoro.
Diventa ancora pi rossa, se possibile. Le sorrido in
modo perverso.

Posso indovinare le dico maliziosamente.


Sono contenta che tu non possa leggere nel pensiero
Nel pensiero, no, Anastasia, ma nel tuo corpo, s
Ieri ho imparato a conoscerlo piuttosto bene
Sono eccitato di nuovo, soprattutto dopo aver scoperto
che fantastica su di me. Mi vuole. E io voglio lei. Ma
adesso arrivato il momento di andare. Faccio un cenno
alla cameriera e chiedo il conto.
Vieni le dico alzandomi, dopo aver pagato.
Le prendo la mano e ci dirigiamo verso la macchina. Il
viaggio sino a Vancouver continua silenzioso, interrotto
solo dalla musica che fuoriesce dagli altoparlanti. Ripenso
a tutto quello che le ho detto di me oggi. Voglio che si fidi
di me. Completamente. Non mi va di perderla. Non posso
perderla. Quando arriviamo davanti casa sua, parcheggio.
Noto con disappunto che le luci sono accese. Oh, Miss
Ficcanaso Kavanagh devessere in casa. Meglio andar via
subito. Spengo il motore e mi giro a guardarla.
Ti va di entrare? mi chiede piano.
No, ho del lavoro da fare
Abbassa lo sguardo mortificata e dispiaciuta. No, Miss
Steele. Abbiamo bisogno di prendere le distanze luno
dallaltra. Le prendo la mano sinistra e la porto
lentamente alla bocca, baciandole piano il dorso.

Grazie per questo weekend, Anastasia. stato


fantastico. A mercoled? Ti vengo a prendere al lavoro, o
dove preferisci le dico dolcemente.
Dio solo sa quanto non vorrei dovermi separare da lei
ora.
A mercoled mormora lei, sommessamente.
Le bacio di nuovo la mano e poi, con delicatezza
estrema, come se fosse di cristallo, gliela poggio
nuovamente in grembo. Esco dallauto e vado ad aprirle la
portiera. Ha lo sguardo basso, spento, malinconico. Come
mi sento io dentro al solo pensiero di lasciarla. Ma
dobbiamo. Quando scende dallauto sembra pi risoluta.
Mi sorride e si allontana, dirigendosi verso la porta. A
met strada ferma la sua andatura incerta e dubbiosa e si
gira a guardarmi. La fisso curioso. Alza la testa, con
divertita decisione.
Ah per la cronaca, indosso i tuoi boxer
Con un sorrisetto compiaciuto, solleva lelastico delle
mie mutande dai suoi pantaloni. Rimango a bocca aperta,
sconvolto dalla sua audacia. Si gira sui tacchi ed entra in
casa pi disinvolta e sicura di s. Scuoto la testa divertito
ed ammaliato da quella splendida creatura che
Anastasia Steele. Metto in moto e mi dirigo verso
Portland. Ho bisogno di mettere un po di ordine nella
mia vita ora e di ripensare con calma alle ultime due
settimane. E credo di sapere a chi rivolgermi per questo.

Capitolo 11
Faccio ingresso nella mia camera allHeathman. La
stessa suite in cui ho passato la notte con Anastasia. Mi
sembra quasi di sentire ancora il suo odore. Ma forse
solo che me lo porto addosso dopo esserle stato cos
vicino. Ho lasciato quella ragazzina impertinente circa
otto chilometri fa, nel suo appartamento. E gi mi manca.
Estraggo il BlackBerry dalla tasca dei pantaloni e
compongo il numero del mio consulente informatico.
Barney. Grey. Ho bisogno di un nuovo account
informatico. Ti invio tutti i dettagli tra cinque minuti
Certo, Mr Grey
Chiudo la telefonata ed entro nello studio. Poggio il
mio portatile sulla scrivania, avviandolo, e la cartella di
cuoio l affianco. Dieci minuti pi tardi Miss Anastasia
Rose Steele possiede il suo nuovo account personale.
Bene. Almeno non qui a dirmi che non pu accettare
neppure un fottuto indirizzo mail. Sorrido tra me e me,
tra lironico e il soddisfatto. Ordino la cena in camera e ne
approfitto per fare una bella doccia rinfrancante. Lacqua
lenisce piano le mie ferite, che per una volta sono di altro
genere. come se avessi passato gli ultimi due giorni in
una realt parallela, completamente estraniato dal mondo
e dalla mia vita precedente. Nessun incubo con lei
accanto. Nessuna puttana drogata morta o lurido porco
ubriaco che mi scova negli angoli pi bui di una
catapecchia fatiscente per riempirmi di calci. Niente di
niente. come se avessi preso una pillola magica e avessi
resettato tutto. bastata lei. E ora ho quasi paura a

rimanere da solo. Riluttante, esco dalla doccia e mi


avvolgo un asciugamani attorno alla vita. Prendo il
BlackBerry sul comodino accanto al letto e chiamo
Taylor.
Ho bisogno che ti occupi di unaltra consegna per
Miss Steele
Certo, Mr Grey. Dica pure
Snocciolo a Taylor tutti i dettagli del nuovo portatile
che ho intenzione di regalare ad Anastasia. Un MacBook
Pro, sistema operativo avanzato, tutti i programmi di base
installati, hard disk di 1,5 terabyte e 32 giga di RAM. Il
meglio del meglio. Un gioiellino a malapena messo in
commercio.
Ti mando una mail con i dettagli dellaccount
personale e lindirizzo dellappartamento di Anastasia. In
consegna domattina presto
Certo, Mr Grey
Chiudo la conversazione e inoltro a Taylor lmail
inviatami poco fa dal mio consulente informatico. Poi,
mezzo nudo come sono, vado nellaltra stanza ad
occuparmi della mia cena.
Quando guardo lorologio di nuovo, tardi. Ma voglio
inaugurare la sua casella di posta elettronica. Le scrivo
velocemente una mail dal mio Blackberry.

Da: Christian Grey


A: Anastasia Steele
Data: 22 maggio 2011 23.15
Oggetto: Il tuo nuovo computer
Cara Miss Steele,
spero che tu abbia dormito bene. Mi auguro che farai buon uso di
questo computer, come daccordo. Aspetto con ansia la nostra cena di
mercoled. Sar lieto di rispondere a qualsiasi tua domanda anche
prima, via mail, se lo desideri.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Sorrido mentre mi infilo il pigiama e mi metto a letto.


Devo davvero ricordarmi di prendere appuntamento con
il mio strizzacervelli. Flynn sar lieto di avere qualcosa di
nuovo su cui discutere approfonditamente. Anche se
continuer a darci dentro con le sue stronzate orientate
alla soluzione. Prima, comunque, voglio vedere Elena e
sapere la sua opinione su tutto questo. In fondo lei se ne
intende di pi di Sottomesse e relazioni sessuali. Sospiro
un po amaro, aggrottando la fronte. Da quando ho
iniziato questa vita non ho mai avuto problemi di questo
genere. Ho avuto a che fare sempre e solo con sottomesse
convinte e coscienti di quello che volevo da loro. Ripenso
al contratto che ho dato ad Anastasia. Gi la immagino
tutta concentrata a sputare sentenze impudenti sui vari
punti, arrossendo di tanto in tanto e lanciando qualche
gemito di sorpresa qua e l. Mi scappa una risatina al solo
pensiero di lei, cos giovane e inesperta, che tenta di dare
un senso al mio essere in questo modo. Mentalmente
ripercorro il documento. Lo conosco a memoria, ormai.
molto simile a quello che ho ricevuto io stesso, qualche
anno fa, da Elena. Certo, rispetto a quello stato

cambiato, modificato in base alle mie esigenze, ma il


succo non cambia.
Lo scopo fondamentale di questo contratto consentire alla
Sottomessa di esplorare in sicurezza la propria sensualit e i propri
limiti, con il dovuto rispetto e la dovuta considerazione per i suoi
bisogni e il suo benessere.

proprio quello che ho fatto lo scorso sabato.


Permetterle di scoprire la propria sensualit e i propri
limiti, rispettandola, venerandola e dandole quello di cui
aveva bisogno. Ma un altro il modo in cui intendo
esplorare la sua sensualit da oggi in poi. Chiudo
brevemente gli occhi, rivedendola sotto di me, mentre
urla il mio nome percorsa dagli spasmi. Ho intenzione di
darle molto di pi. E da domenica potremmo iniziare a
giocare sul serio. Se per miracolo firmasse il tuo
contratto, Grey. Il pensiero che lei possa rifiutare la mia
offerta doloroso, francamente. E non mi sono mai
trovato, in tutta la mia vita, a fronteggiare unemozione
simile. Ma sono quasi certo che lei voglia scoprire tutto
quello che posso ancora darle. Lo percepisco da come si
muove accanto a me, da come cerca il mio corpo, da come
lo accarezza con gli occhi. Sono certo che tutto quello che
ha scoperto fino ad ora le sia piaciuto.
E hai ancora tanto da scoprire su questo argomento,
Miss Steele.
Il Dominatore e la Sottomessa convengono e concordano che tutto
ci che avverr nei termini di questo contratto sar consensuale,
confidenziale e soggetto ai limiti concordati e alle procedure di
sicurezza in esso stabilite. Limiti e procedure di sicurezza aggiuntivi
possono essere concordati per iscritto.

B, non credo che avr da ridire sulla propria

sicurezza. Anzi, immagino che mi tormenter di domande


in merito. Ho notato che tende a farsi sopraffare dalla
paura di ci che non conosce. Ma credo sia normale
considerata la sua inesperienza. Ricordo quando anchio
ero un giovane ragazzino inesperto. La prima volta che
Elena mi port nella sua camera da letto, gli strumenti
che possedeva, rinchiusi tutti in un enorme baule. Anchio
avevo paura. Ma volevo Elena. Lei era cos bella, cos
ammaliatrice. E io avevo un disperato bisogno di liberare
i miei ormoni impazziti. Non potevo tollerare nessun tipo
di contatto fisico. Scopare con qualcuna era totalmente
fuori questione. Sapevo che non avrei potuto reggere alla
pressione ed al dolore. Ma lei mi stava offrendo tutto
quello che volevo. E, arrivato a quel punto, io avrei
sopportato angherie su angherie pur di scoparmela.
Tanto, comunque, nessun dolore avrebbe potuto superare
quello gi provato. Era lunico modo in cui potevo
tollerare di essere toccato. E lei stranamente lo sapeva.
Aveva capito tutto. Probabilmente la stessa Grace le aveva
rivelato il mio passato e le mie fobie. Elena aveva
semplicemente iniziato a sfruttare questa informazione a
suo vantaggio. E per il mio piacere.
Richiudo gli occhi al ricordo della prima volta in cui
us la cinghia su di me. Era cos carnale, cos necessario.
Dovevo subire tutto quello, per arrivare ad avere la mia
ricompensa. Elena mi puniva perch meritavo di essere
punito. Perch non ero nientaltro che un reietto. Non ero
allaltezza della mia famiglia. Non ero perfetto come
Grace, Carrick ed Elliot. E la piccola Mia, cos pura e
bisognosa di affetto. Prima o poi si sarebbero accorti tutti
del marciume che mi portavo dentro. E mi avrebbero
cacciato via. Avrebbero smesso di desiderarmi e
considerarmi loro figlio e parte della loro famiglia. In

fondo, non era per questo che quel lurido porco del
magnaccia di Ella mi picchiava selvaggiamente e di
continuo? Perch non ero desiderato. Non era per questo,
forse, che si divertiva a spegnermi addosso il fuoco delle
sue sigarette, mentre mi contorcevo e urlavo di dolore,
implorando mia madre di prendersi cura di suo figlio per
una volta. Di amarlo per una sola volta. Il tempo
necessario a farlo smettere, ad impedirmi di provare cos
tanto dolore. Ma io non ero nessuno. E nessuno mi
voleva. Solo Elena. Nonostante il mio bagaglio. E sapeva
in che modo darmi quello di cui avevo bisogno. Sapeva
cosa era meglio per me. Sempre. Ma dovevo meritarmelo
quel meglio.
Riapro gli occhi, aggrottando la fronte. Ho lo stesso
diritto su Anastasia? davvero questo che meglio per
lei?.
Sia il Dominatore sia la Sottomessa garantiscono di non soffrire di
malattie sessuali, gravi, infettive o letali, tra cui HIV, herpes ed
epatite. Se nel corso della durata del contratto o di qualsivoglia sua
estensione, a una delle due parti dovesse essere diagnosticata una di
tali malattie, questa tenuta a informare laltra immediatamente, e in
ogni caso prima di qualsiasi forma di contatto fisico tra le parti.

Non dovrebbe avere da ridire nemmeno su questo.


Oltretutto, essendo io il suo unico partner sessuale il
rischio di malattie gravi trasmissibili drasticamente
ridotto. Bene, questo un vantaggio anche per me. I
problemi potrebbero arrivare andando avanti nel
contratto, suppongo. A partire dalla definizione dei ruoli.
Il Dominatore si assumer la responsabilit del benessere e del
corretto addestramento, guida e disciplina della Sottomessa.
Decider la natura di tali addestramento, guida e disciplina e il

tempo e il luogo in cui verranno dispensati, nel rispetto dei termini,


limiti e procedure di sicurezza definiti in questo contratto o
concordati a posteriori.

Sui tempi sono stato gi chiaro. Ci vedremo nei fine


settimana, cos potr concentrarmi sul mio lavoro negli
altri giorni. Anche perch averla accanto una
distrazione continua. Per quanto riguarda il suo
addestramento, credo di aver iniziato piuttosto bene e di
essere a buon punto.
La mia mente ritorna al nostro incontro ravvicinato di
stamattina. Il solo pensiero della sua bocca sul mio cazzo
mi lascia senza fiato. Non avrei mai creduto di riuscire a
provare simili sensazioni. Mai nessuna nella mia vita mi
ha fatto godere come oggi Anastasia. Nemmeno Elena,
per quanto sia strano ammetterlo. stato cos
inaspettato, desiderato. Fuori dal normale. E vedere il suo
sguardo voglioso, il suo atteggiamento da piccola
ragazzina impertinente mi manda fuori di testa. Anche
ora. Sento il mio uccello pulsare violentemente e tendersi
sotto la morbida stoffa dei pantaloni del pigiama. Odio
sentirmi cos. Non mi sono mai sentito cos. Prima di
conoscerla avevo tutto sotto controllo, anche le mie
esigenze fisiche. Ma da quando entrata nella mia vita
tutto un caos indefinito.
Christian Grey. Un uomo, unerezione.
Oh, vaffanculo, cervello del cazzo!.
Se il Dominatore dovesse mancare di rispettare i termini, limiti e
procedure di sicurezza definiti in questo contratto o concordati a
posteriori, la Sottomessa avr il diritto di rescindere il contratto
seduta stante e lasciare il servizio del Dominatore senza preavviso.

Questo non mai accaduto fino ad ora e non accadr di


certo con lei. Sono sempre io a rescindere i contratti. Di
qualsiasi genere essi siano. E, oltretutto, lultima cosa che
voglio che Ana decida di andarsene. Ho quasi paura ad
ammetterlo, ma al momento credo di non volere
rescindere assolutamente nulla.
Il tuo ultimo contratto, Grey? E poi che farai? Le
chiederai di sposarti e diventerai un marito perfetto, che
si occupa della spesa e dei figli?. Aggrotto la fronte,
disgustato al pensiero. Il mio cervello irritante, ma ha
ragione. Cosa mi sto mettendo in testa? Devo stare ben
attento a definire i ruoli sin da subito. Conosco bene il
rischio di un coinvolgimento da parte di una Sottomessa.
Ti rovina tutto il piacere. E sei costretto a mollarla. gi
successo in passato. Lultima a mettermi nei casini in
questo modo stata Leila. Per fortuna ha quasi subito
trovato quello che voleva dopo essersene andata da me.
Un marito che si prendesse cura di lei. Il giorno in cui
andata via dal mio appartamento aveva uno sguardo
triste, strano. Io ho dato disposizione a Taylor che avesse
tutto quello di cui poteva aver bisogno e mi sono
semplicemente girato dallaltro lato. Non sopportavo
quello sguardo implorante piet. Io non sono un uomo da
amare. Non sono capace di provare amore. Con Anastasia
dovr stare attento il doppio. Non una Sottomessa, non
sa niente di tutto questo. Il rischio che possa provare
qualcosa di pi gi dietro langolo. E io non voglio in
nessun modo farla soffrire. Tuttavia, non riesco a
spiegarmi perch, in fondo, il pensiero che lei possa
provare di pi non mi risulta poi cos sgradito. Anzi.
Pensare che lei possa volere me soltanto, per sempre, per
tutta la vita, mi calma, mi appaga e mi eccita al tempo
stesso.

Mi passo una mano nei capelli, sospirando. Sono


fottutamente eccitato in questo momento. Se fosse qui le
salterei addosso e la scoperei di santa ragione fino a
domattina.
La Sottomessa tenuta a servire e obbedire al Dominatore in tutto.
In base ai termini, limiti e procedure di sicurezza definiti in questo
contratto o concordati a posteriori, offrir al Dominatore senza
domande o esitazioni qualunque piacere da lui richiesto, e accetter
senza domande o esitazioni laddestramento, la guida e la disciplina
in qualunque forma essi si presentino.

Suppongo che su questo punto avr da dire e da ridire.


Il fatto che non riesce assolutamente ad obbedire a
quello che le si dice senza domande o esitazioni. Le riesce
difficile accettare di volere compiacermi, anche se
quello che vuole. E lo sappiamo entrambi. Ma no. Lei ha
sempre da chiedere, precisare, curiosare nella mia vita e
spingermi a farle confidenze inopportune. Lei non ti ha
spinto a niente, Grey. Hai parlato di tua spontanea
volont.
Sbuffo, ripensando a quello che le ho detto. Confidarmi
con lei, oggi, mi ha fatto sentire strano. Le ho raccontato
di Elena solo perch volevo che capisse che so benissimo
come ci si sente a stare dallaltro lato. E io ricordo bene il
giorno in cui tutto questo iniziato. Ero un ragazzino di
15 anni, difficile, irascibile e perennemente incazzato. E
lei era dannatamente sexy con quellabito nero e i suoi
meravigliosi capelli biondi. Lavoravo a casa sua tutto il
giorno, per poter raggranellare qualche soldo da spendere
in alcolici, nella speranza di lenire in qualche modo il mio
malessere. Quando, quel pomeriggio di giugno, mi ha
diede quello schiaffo e poi, subito dopo, quel bacio, provai
qualcosa di indescrivibile. Finalmente mi stavo liberando

di un peso. Finalmente i miei ormoni impazziti da anni,


davano libero sfogo ai loro desideri repressi. Era il mio
primo bacio, il primo contatto con un essere umano
femminile che non fosse Grace o Mia. O la puttana
drogata. E quando tutta quella storia iniziata sul serio,
sapevo di meritare le frustate, i ceffoni. Desideravo essere
punito e compiacere quella donna grande, bella e sexy.
Sapevo di meritare di essere sodomizzato da lei,
trascinato in giro come un cane, costretto a subire ogni
cosa le venisse in mente e a soddisfare ognuno dei suoi
capricci sessuali. Dovevo espiare la mia colpa, prima di
essere pronto a far espiare ad altre le colpe di mia madre.
Era lunico modo per avere quello che volevo. E tutto quel
controllo mi affascinava. Elena era perfetta, in tutto.
Bramavo segretamente di riuscire, un giorno, ad essere
perfetto come lei. Capace di avere tutto quel controllo su
me stesso e su unaltra persona. Proprio come lei faceva
con me. Forse era questo che pi di ogni cosa mi
affascinava di lei. La sua sicurezza. La guardavo e
desideravo essere come lei. Freddo, calmo, sicuro di me
di fronte ad ogni cosa. Di fronte al dolore soprattutto.
Riuscire a domare la mia rabbia. Ma lunico modo era
lasciarle fare di me quello che voleva, lasciare che mi
conducesse dove dovevo essere condotto.
Sospiro pesantemente. Flynn, come al solito, non
sarebbe affatto daccordo su questo punto. Spesso
abbiamo discusso in modo acceso di questa cosa. Mi
chiedo vagamente se torner mai dalle sue fottute
vacanze.
La Sottomessa si render disponibile al Dominatore da venerd sera
fino a domenica pomeriggio, ogni settimana per tutta la durata del
contratto, alle ore che saranno specificate dal Dominatore. Eventuali

ore aggiuntive potranno essere concordate di volta in volta.

Gi. Probabilmente avr bisogno di qualche ora


aggiuntiva. Il pensiero mi fa sorridere lascivamente. Non
mai capitato con le precedenti Sottomesse. Per me la
definizione di ruoli e regole fondamentale in ogni
rapporto. Ma con Anastasia tutto questo rischia di andare
a puttane, a causa della sua inesperienza e di quanto
questa sia fottutamente eccitante. E poi non posso
mentire a me stesso. Ho perennemente voglia di
scoparmela. E non so se riuscir ad accontentarmi del
solo weekend avendola praticamente a due passi da casa
mia. La voglio, la desidero pi di ogni altra cosa al
mondo. Vorrei poterla avere a mia disposizione ad ogni
ora del giorno e della notte. Sempre pronta, sempre cos
bagnata e vogliosa di accogliermi dentro di lei. Vorrei
ammirare il suo bellissimo candido corpo per giorni.
Guardarla ridere, arrossire, dormire, mettere il broncio.
cos bella. Il mio uccello svetta decisamente allins. Oh,
Miss Steele. Se solo fossi qui ora.
Vorrei mettermela a cavalcioni e affondarle dentro in
modo lento e delizioso. Dedicarmi con le mani e la bocca
a quel suo bellissimo seno. Farla contorcere, gemere di
piacere con la bocca spalancata e gli occhi fissi nei miei.
Guardarla perdere il controllo e godere, mentre
lentamente assaporo la sensazione di perdermi dentro di
lei. Dentro quello stretto lago di piacere che il suo sesso.
Sentire il mio nome tra le sue labbra, pronunciato come
una supplica, una preghiera. strano quanto mi piaccia
sentire quel suono articolato a stento, tra un gemito e
laltro. Nessuna ha mai azzardato tanto. Non ho mai
permesso a nessuna di osare con me. Ho bisogno dei miei
limiti e lei, quasi senza che io me ne accorgessi, ne ha gi
superati parecchi. E la realizzazione di questo mi

sconvolge. Cosa diavolo mi prende?.


Il Dominatore si riserva il diritto di congedare la Sottomessa in
qualsiasi momento e per qualsiasi ragione. La Sottomessa ha facolt
di chiedere di essere congedata in qualsiasi momento, ma la sua
richiesta sar esaudita a discrezione del Dominatore, in
considerazione dei diritti della Sottomessa.

Non potrei mai chiederle di andare via. Daltro canto


lei potrebbe stancarsi di me, non volere quello che le offro
e scappare. Non glielo potrei mai permettere. Il tuo
contratto non legalmente vincolante, Grey, mi ricorda
gentilmente il mio cervello. Ed vero. Non ho il potere di
trattenerla. N io, n il mio stupido pezzo di carta.
La Sottomessa si render disponibile durante gli Orari Stabiliti e
negli orari aggiuntivi concordati in luoghi decisi dal Dominatore. Il
Dominatore si assicurer di coprire tutte le spese di viaggio sostenute
a tal fine dalla Sottomessa. Le seguenti forniture di servizi sono state
discusse e concordate e saranno rispettate da entrambe le parti nel
corso della Durata del contratto. Entrambe le parti accettano che
possano sorgere questioni non coperte dai termini di questo
contratto o dalle forniture di servizi, o che certe questioni possano
essere rinegoziate. In tal caso, potranno essere proposte ulteriori
clausole in forma di emendamento. Qualsiasi clausola o
emendamento aggiuntivo dovr essere concordato, documentato e
sottoscritto da entrambe le parti e sar soggetto ai termini
fondamentali definiti.

Di solito le mie Sottomesse non fanno storie su questo.


Le tue Sottomesse non parlano, Grey. Non fanno storie
su nulla. Sospiro irritato. Sento gi il mio prezioso
controllo fuggire via. So gi che dovr esasperarmi e
faticare per farle accettare che voglio prendermi cura e
provvedere a lei in ogni modo. So che sar sfiancante. Ed
ho il vago presentimento che noi due avremo molte
questioni da rinegoziare. Mi sfugge un sorriso al solo

pensiero della dolce e impertinente Miss Steele, che


scuote la testa scioccata e contrariata alla lettura delle
mie regole e spara Oh di meraviglia a destra e sinistra.
Mi tiro su a sedere, appoggiando la schiena alla testiera
del letto. Non so come far ad affrontare questi due giorni
senza vederla. Ho bisogno di lei. Magari magari posso
andare a trovarla prima di mercoled. Cosa successo al
dobbiamo prendere le distanza luno dallaltra, Grey??.
Gi, non lo so. Forse dovresti chiederlo al mio uccello
ancora duro cosa successo.
Il Dominatore considerer in qualsiasi momento sua priorit la
salute e la sicurezza della Sottomessa. Il Dominatore non dovr in
nessun caso richiedere, esigere o consentire alla Sottomessa di
partecipare, per mano del Dominatore, alle attivit definite come
Limiti assoluti o a qualsiasi azione considerata rischiosa da una delle
due parti. Il Dominatore non intraprender n consentir che siano
intraprese azioni che possano causare danni gravi o mettere in
pericolo la vita della Sottomessa.

Il fatto di non potermi toccare non le andr gi tanto


facilmente. So che lo vuole, che lo desidera. E dentro di
me so che vorrei che lo facesse. Ma non posso. un limite
assoluto per me. Anzi molto pi di un limite assoluto. La
violenza lunica cosa che mi abbia mai toccato. Ho
ancora un nitido ricordo della mia infanzia. Purtroppo. E
mi tocca rivivere nei miei sogni tutte le atrocit che ho
vissuto sulla mia pelle. Letteralmente. Tutto quel
lancinante dolore della mia pelle che brucia. Del mio
copro che viene percosso, spossato, ricoperto di lividi. Io
lo ricordo. Ricordo tutto. E ora troppo tardi per aprirmi
a qualcuno.
Sospiro pesantemente, cercando di allontanare da me
tutti quei pensieri sgradevoli. Sono davvero curioso,
comunque, di conoscere i suoi di limiti, assoluti e relativi.

Se potesse sono certo inserirebbe qualsiasi cosa che si


discosti un po dalla vaniglia in quel cazzo di contratto.
Il Dominatore accetta la Sottomessa come sua e potr possederla,
controllarla, dominarla e disciplinarla per tutta la Durata del
contratto. Il Dominatore ha facolt di usare il corpo della Sottomessa
in qualsiasi momento durante gli Orari Stabiliti o gli orari aggiuntivi
concordati, in qualunque modo riterr opportuno, a scopi sessuali e
non.

Questo il punto cruciale. Ho paura che non accetter


mai di essere definita mia. Il concetto di possesso non le
ancora chiaro del tutto. Tende a fare di testa sua in tutte
le cose. Temo sar unardua sfida convincerla a lasciarsi
possedere da me. Almeno per quanto riguarda il senso
inteso da questo contratto. Perch, ad essere sincero, fino
ad ora non mi sembrata molto contrariata al fatto di
lasciarsi possedere da me in senso biblico. In camera da
letto o nelle vasche da bagno per quel che vale.
Un sorriso sbilenco si affaccia sul mio viso. Oh, Miss
Steele, cosa non ti farei.
Il Dominatore dovr fornire alla Sottomessa laddestramento e la
guida necessari al fine di servire il Dominatore nel modo
appropriato.

Su questo sono un vero maestro. Sorrido


maliziosamente. Plasmare Anastasia, farla diventare una
buona Sottomessa, sar una sfida che intendo onorare
fino alla fine.
Il Dominatore manterr un ambiente stabile e sicuro in cui la
Sottomessa possa adempiere ai suoi doveri al servizio del
Dominatore.

Farei di tutto per tenerla al sicuro. Mi rendo conto solo

ora di quanto sia preziosa per me, nonostante la conosca


da tre cazzo di secondi. giovane, indifesa, inesperta.
Tende a cacciarsi nei guai di continuo e non ha il minimo
riguardo per la sua incolumit. Ha bisogno di qualcuno
che si prenda cura di lei. Ha bisogno di me. Io voglio che
ne abbia bisogno, che non voglia nessun altro al di fuori
di me. E se firmer questo fottuto contratto, tutto sar
notevolmente pi semplice.
Il Dominatore pu punire la Sottomessa quando necessario ad
assicurare che la Sottomessa comprenda appieno il proprio ruolo di
subordinazione al Dominatore e a scoraggiare condotte inaccettabili.
Il Dominatore pu frustare, sculacciare, fustigare o infliggere altre
punizioni corporali alla Sottomessa, a scopo di disciplina, per il
proprio godimento personale o per qualsiasi altra ragione, che non
tenuto a esplicitare.

Questo sar un vero piacere per me, Miss Steele.


Sorrido tra me e me pensando a tutto quello che potr
farle. Che vorr farle. Il pensiero di Anastasia riversa sulle
mie ginocchia, mentre la sculaccio forte, percuotendo la
sue pelle candida e arrossandola a dovere, mi tormenta
da quando lho conosciuta. Ma non mi fermer a questo.
La fruster, la legher stretta, in modo che non possa
muoversi e la scoper fino a farle urlare il mio nome a
gran voce. Sar per la sua disciplina. E per il mio
godimento personale. E per altre ragioni che non le
spiegher. Ricordo la sua domanda alla vista della mia
Stanza dei giochi. Sei un sadico?. Le ho detto solo parte
della verit, per non farla scappare. Non sono abituato a
dovermi giustificare con le mie Sottomesse. E invece lei
andata dritta al punto. Avrei dovuto dirle perch faccio
quello che faccio.
Sospiro al ricordo degli anni passati alla merc di

Elena. Dopo essermi sottomesso per sei anni a lei era


arrivato il mio momento. Dopo aver espiato tutte le mie
colpe ero finalmente pronto a fare espiare ad altri le loro.
Elena per prima. La prima volta in cui si sottomessa a
me, dopo mesi di pratica in addestramento, ero eccitato
ed impaziente. Finalmente avevo io tutto il potere. Potevo
rivalermi su di lei come meglio credevo. Elena continuava
a ripetermi da anni, ormai, che dovevo incanalare la mia
rabbia dentro di me, per averne il controllo, per domarla
e soggiogarla, tirandola fuori solo quando fossi stato io a
volerlo. E quando la situazione si faceva pi difficile, mi
bastava chiudere gli occhi e interrompere il contatto
visivo. E ora, dopo aver imparato tutte le tecniche, tutto
ci che andava fatto, ora ero pronto a mettere tutto in
atto. Era da tempo che ci pensavo. E lei lo aveva capito.
Durante il mio addestramento, in uno dei centri di
Seattle, avevo gi sperimentato linebriante sensazione di
avere il controllo sulla mia partner sessuale. Ma era lei
che volevo sottomettere davvero. Era attraente, sexy e pi
grande. Tanto grande che avrebbe potuto essere mia
madre. Avrebbe potuto essere la puttana drogata che mi
aveva messo inutilmente al mondo. Colei che mi lasciava
torturare fisicamente e psicologicamente da quellorrido
mostro. Colei che non aveva compassione nemmeno per il
suo stesso sangue. Ricordo che quel giorno, con Elena, fui
implacabile nelle mie punizioni corporali. La scopai in
ogni modo, godendo come mai prima di allora e
negandole inesorabilmente lorgasmo fino alla fine.
Quando finimmo non ero ancora soddisfatto. Fu di nuovo
lei, a quel punto, a darmi la chiave di volta.
Christian, tesoro, sottomettermi non placher di certo
la tua sete di vendetta nei confronti di tua madre.
Sottomettere tua madre la placherebbe

Guardava il mio corpo mentre parlava, bramandolo


ancora. A dire la verit era raro che Elena mi guardasse
negli occhi. Tende a non farlo neppure oggi. Non ho mai
capito questo suo comportamento.
Quella puttana morta, Elena le risposi con rabbia,
ancora provato dallo sforzo fisico del rapporto appena
consumato.
Ma puoi sottomettere qualcuno che le somigli
abbastanza da sembrare lei mi disse semplicemente, con
un sorriso perfido e sexy allo stesso tempo, mentre,
alzandosi dal letto, nuda comera, veniva verso di me.
Gir alle mie spalle, accarezzandomi i capelli. Ad un
tratto li tir forte allindietro. Era arrivato il suo turno. Il
suo momento di essere lape regina e di farmela pagare. Il
pensiero di poter trovare qualcuno a cui far espiare le
colpe di quella donna mi aveva aperto tutto un mondo
davanti. Quello che non sapevo ancora era che purtroppo
la mia rabbia non sarebbe mai svanita. Tutto quel nuovo
mondo mi stava solo aiutando ad accumulare dentro di
me cinquanta sfumature diverse di tenebra. Cinquanta
sfumature diverse di stronzate, di merda, di orrore.
Scuoto la testa, sospirando, risvegliandomi dai miei
ricordi. Eppure, con Anastasia stato diverso. Per la
prima volta nella mia vita ho fatto quello che ho fatto
semplicemente per la persona che mi stava di fronte. Non
ho sentito il bisogno di scoparla o punirla perch bruna,
magra e con la pelle diafana. Volevo scoparla e punirla
perch era lei, perch indisponente, per la sua lingua
biforcuta e la sua bruciante curiosit. Perch ha mandato

in pezzi le mie certezze con un sorriso e un paio di occhi


azzurri. Merda!. Maledetto John Flynn e le sue vacanze!
Vorrei riuscire a pensare ad altro che non sia Anastasia.
Ma credo sia impossibile al momento.
Nelladdestramento e nellamministrazione della disciplina il
Dominatore si assicurer che sul corpo della Sottomessa non restino
segni permanenti n che si producano ferite che richiedano un
intervento medico. Nelladdestramento e nellamministrazione della
disciplina il Dominatore si assicurer che la disciplina e gli strumenti
usati per impartirla siano sicuri, non vengano usati in modo da
provocare danni gravi e non eccedano in nessun caso i limiti definiti e
dettagliati in questo contratto. In caso di malattia o infortunio il
Dominatore si prender cura della Sottomessa, facendosi carico della
sua salute e sicurezza, offrendole sostegno morale e ordinando cure
mediche, quando giudicato necessario dal Dominatore. Il
Dominatore si manterr in forma e ricorrer a cure mediche, quando
necessario, al fine di mantenere un ambiente sicuro.

successo solo una volta. Ma stato un incidente


involontario. E per fortuna senza conseguenze gravi. Era
una delle mie primissime esperienze da Dominatore. La
mia Sottomessa si chiamava Jennipher. Lavevo legata al
soffitto della mia Stanza dei giochi, sospesa e stavo
torturando il suo corpo con un vibratore. Gli spasmi la
scuotevano da parecchi minuti ormai, era quasi sul punto
di venire, anche se le avevo ordinato di non farlo.
Altrimenti lavrei punita. Ed era questo che volevo in
realt. Punirla, frustarla. Ad ogni colpo che avessi sferzato
sulla sua pelle pallida un po del mio male sarebbe stato
sradicato. Un crescendo di euforia mi attraversava il
corpo, in attesa che questo accadesse. Ma, ad un tratto, lo
strazio nella sua voce mi fece rabbrividire.
Rosso...

I suoi occhi verdi mi guardavano spalancati, ricolmi di


lacrime. Mi affrettai a slegarla, ma ci misi un bel po.
Quando finalmente riuscii a liberarla del tutto, mi accorsi
delle escoriazioni sulla schiena, provocate da una delle
corde con cui era legata. Era troppo stretta. Il segno della
bruciatura provocata dallo sfregamento della fibra
naturale sulla sua candida schiena era di un rosso acceso.
Sanguinava appena. Per fortuna non era ferita in modo
grave. Stava con gli occhi bassi, aspettando cosa avrei
deciso di fare di lei. Lepisodio mi turb non poco. Non
aveva urlato neppure nel pronunciare la safeword.
Probabilmente se avessi deciso di continuare a fustigarla
lei sarebbe rimasta in quella stanza senza la minima
esitazione. Non era questo che io volevo, per. Volevo fare
male alle mie Sottomesse, ma non in quel modo. Non
quel tipo di male fisico. Troppe volte lavevo visto subire
alla puttana drogata. Avevo avuto a che fare con troppo
sangue nei primi quattro anni della mia vita. Non era
questo quello che intendevo fare. Quella fu lultima volta
che vidi Jennipher. Mi assicurai che venisse medicata e
curata nel migliore dei modi. Ma non riuscii pi a volere
che rientrasse nella mia stanza segreta. Avevo finalmente
preso coscienza del mostro che ero. E questo non mi
piaceva. Il fatto di non capire come avessi fatto a
trasformarmi nellessere ripugnante che si rifletteva nello
specchio di fronte a me mi tormentava. Fu allora che
decisi di riprendere la terapia con uno psicologo. Non un
coglione, come lultimo dal quale i miei mi avevano
portato per cinque anni. Avevo bisogno di capire a fondo.
E fu allora che trovai Flynn. Ne avevo sentito parlare
come uno dei migliori psicologi di Seattle, anche se la sua
eccentricit era abbastanza criticata. Il fatto che non
piacesse a tutti mi aveva spinto a prendere un
appuntamento preliminare e recarmi nel suo studio.

Ricordo che era un sabato mattina. Arrivai nella sala


daspetto arredata in verde senza sapere cosa aspettarmi,
preoccupato di cosa avrebbe pensato un uomo di mezza
et di un ragazzo di 21 anni che si era trasformato nel
mostro che ero. Cynthia, la segretaria, con il suo sorriso
gentile, mi sped direttamente nello studio. Temetti di
aver sbagliato stanza quando di fronte a me si present
un giovane uomo, biondo e sorridente. Mi strinse la mano
e si present, mentre facevo lo stesso. Io e John ci
capimmo sin da subito. Aveva solo tredici anni pi di me,
una piacevole sottile ironia, anche se a volte faticavo a
star dietro al suo humor britannico, e mi piaceva il fatto
che avesse accettato la flessibilit di orari di cui avevo
bisogno. Dietro lauto compenso, ovviamente. Fu con lui,
che per la prima volta, mi sentii di affrontare i miei
demoni, come in seguito li defin Flynn stesso. Dopo
avergli raccontato la mia infanzia, la morte di mia madre,
le violenze subite, ladozione, la mia relazione con Elena e
quello che ne era venuto fuori, John mi sorprese un
giorno, mettendo tutto in una prospettiva nuova.
Christian, tutto questo spiega molto di te, di quello
che sei diventato. Ma, francamente, a noi tutto questo
non serve. Non trovi?
Lo guardai senza capire e, dopo un ampio sorriso, lui
continu il suo strano discorso.
A noi interessa quello che sei oggi. Come sei arrivato
ad essere in questo modo tu lo sai. E ora lo so anchio. Ma
se sei qui, ora, perch non vuoi essere in questo modo.
Quindi da questo che partiremo, ed questo che
cercheremo di capire davvero

Mi parl del metodo della terapia breve orientata alla


soluzione. La TBOS. Flynn abbastanza fissato con gli
acronimi e le sigle.
Devi semplicemente concentrarti su dove vuoi essere
ora e come vuoi esserci. Pensa a quello che ti rende felice,
ti fa star bene. E fai quello che credi giusto per
raggiungere il tuo obiettivo
Riuscivo solo a guardarlo senza capire. Scossi la testa,
negando quello che aveva appena detto.
Non soffermarti nel passato, non sognare il futuro.
Concentra la mente sullistante presente rispose con un
ampio sorriso al mio muto interrogativo. Lo diceva
Buddha aggiunse poi strizzandomi locchio.
Sospirai pesantemente.
John io sono un sadico. Un pervertito. E faccio
quello che faccio perch ho vissuto tutto quello schifo.
Come posso non pensare a questo e fare di colpo finta che
non sia mai accaduto?
Le etichette si mettono sui prodotti in scatola,
Christian, non sulle persone
E io dovrei crederci perch lo dici tu, John?
In realt stato Anthony Rapp a dirlo
Gi, Flynn fissato anche con le citazioni. Sorrido
mestamente. A distanza di tempo mi rendo conto che, s,

ho davvero affidato la mia psiche piena di stronzate ad


uno che cita degli attori. Ma se volessi seguire davvero il
suo consiglio alla lettera e rendere giustizia alla terapia
che sto seguendo da anni, ora dovrei prendere e correre
da lei a scoparmela.
Il Dominatore non prester la propria Sottomessa a un altro
Dominatore.

Il solo pensiero di lei a letto con un altro mi rende


inquieto. Mi giro su un fianco, con un braccio piegato
sotto la testa e laltro lasciato a ciondolare sul letto. Non
ho mai provato tutte queste cose e non so come
affrontarle. Non potrei mai accettare di saperla in bala di
un altro uomo. E non solo come Sottomessa. Non voglio
che lei veda nessun altro, senta nessun altro, provi anche
un semplice senso di ammirazione per nessun altro. Non
devesserci nessun altro uomo nella sua vita. mia. Solo
mia. Un moto di esasperazione mi fa tornare nella
posizione che avevo appena lasciato. Torno a guardare il
soffitto della mia suite. Cristo santo, Anastasia!.
Il Dominatore pu legare, ammanettare o imprigionare la
Sottomessa in qualsiasi momento durante gli Orari Stabiliti o gli
orari aggiuntivi concordati per qualsiasi motivo e per periodi
prolungati di tempo, con il dovuto riguardo per la salute e la
sicurezza della Sottomessa.

Sorrido sardonico. Ecco, posso sempre rinchiuderla


da qualche parte. Cos non scapper via da me. Il
pensiero mi eccita da morire. Voglio legarti, Miss Steele.
E poi entrarti dentro, fottendoti senza piet. Mentre tu
cerchi inutilmente di divincolarti, gemendo di puro
piacere. E voglio riempirti ancora. E ancora. Fino ad
esploderti dentro.

Mi passo una mano nei capelli, tirandoli, esasperato da


tutta questa eccitazione che non posso sfogare.
Il Dominatore si assicurer che tutta lattrezzatura utilizzata a scopo
di addestramento e disciplina sia costantemente mantenuta in
condizioni di pulizia, igiene e sicurezza.

Di solito sono le stesse sottomesse ad occuparsi della


pulizia di tutti gli strumenti. Ma io ne compro di nuovi
per ognuna di loro, rinnovando lattrezzatura non appena
rescindo un contratto e arricchendola a mano a mano con
oggetti nuovi e adatti alla mia partner. Ora che ci penso
dovrei comprare qualcosa per lei. Ma cosa?.
Il mio uccello ha un nuovo fremito al solo pensiero di quel
suo delizioso culo che ondeggia davanti a me e mi manda
in estasi. Ma dovr essere paziente. Comprer uno di quei
minuscoli, ma molto efficaci, dilatatori anali. Un giorno o
laltro ci sar occasione di usarlo. E delle sfere vaginali.
Serviranno a metterle addosso una gran voglia di scopare.
E voglio che lei sia sempre pronta ad accogliermi. Voglio
poterla prendere a mio piacimento, magari soltanto
alzandole la gonna e strappandole le mutandine di dosso.
Bel tentativo, Grey. Dimentichi che Miss Steele la
promotrice della Campagna-anti-vestiti-gonne-e-robasimile. Mi viene da sorridere, mentre la mia mente scorre
a memoria altre pagine del contratto.
La Sottomessa accetta il Dominatore come suo padrone, con la
consapevolezza di essere adesso propriet del Dominatore, che pu
disporne a suo piacimento per tutta la durata del contratto, ma in
particolare durante gli Orari Stabiliti o gli orari aggiuntivi
concordati.

Questo non le piacer. Sono sicuro che la sua bocca

partorir obiezioni a raffica sul fatto di essere considerata


di mia propriet. Ma questo il punto. Lei mia. Solo io
sono stato dentro di lei. Solo io ho assaggiato il suo
piacere e lho portata oltre i suoi limiti. Solo io ho
imparato a riconoscere i segnali del suo corpo, ad
apprezzarlo in modo carnale e necessario. Sei mia, Miss
Steele. Solo ed esclusivamente mia.
La Sottomessa obbedir alle regole elencate nellAppendice 1 di
questo contratto. La Sottomessa servir il Dominatore in qualsiasi
modo egli ritenga opportuno, e dovr sforzarsi di compiacere il
Dominatore in qualsiasi momento e al meglio delle proprie capacit.

Compiacere il Dominatore. Lo ha fatto senza


rendersene conto. Lo ha fatto senza nemmeno volerlo. Lo
ha fatto fin da quando caduta nel mio ufficio, in quel
groviglio di capelli castani e pelle bianca. Fin da quando
mi ha guardato per la prima volta con quegli occhi
azzurro cielo. Nei quali mi sono perso. Lo ha fatto
acconsentendo ad essere mia, donandomi la sua prima
volta, facendomi assaporare per primo il suo dolce
nettare. Lo ha fatto sorridendomi in quel modo tutto suo,
rispondendomi in modo impertinente, guardandomi con
quella voglia e quel desiderio misti a quel candore che
solo lei, solo Anastasia, in grado di portare con tanta
eleganza. E s, si sforzata anche di darmi quello che
volevo, comportandosi esattamente come volevo che si
comportasse. E dandomi anche quello che non le avevo
chiesto. strabiliante leffetto che ha su di me.
La Sottomessa prender tutte le misure necessarie a mantenersi in
buona salute, e dovr chiedere o cercare cure mediche ogni volta che
sar necessario, tenendo il Dominatore informato in ogni momento
di qualsiasi problema di salute che possa insorgere. La Sottomessa
assicurer di far uso di contraccettivi orali e di assumerli nei tempi e

nei modi prescritti al fine di prevenire una gravidanza.

La sua capacit di tenersi al sicuro e in buona salute


scarsa. Non mangia, non si asciuga i capelli ed incurante
di quello che potrebbe capitarle. Lo spiacevole ricordo del
fotografo che cercava di approfittarsi di lei, mi fa
infuriare. Ho chiesto a Welch di indagare su di lui. Poca
roba il suo dossier. Studia ingegneria e fa il fotografo a
tempo perso. Anche se devo ammettere che ha talento.
Ho visto le foto che mi ha scattato. Ma almeno ora so
dove abita quel figlio di puttana. E se dovesse ancora
provare a toccarla con un solo fottuto dito, giuro che lo
ammazzo con le mie mani.
Come cazzo fa ad essere cos ingenua? Davvero non vede
come gli uomini la squadrano? Il fotografo, il fratello del
suo datore di lavoro. Tu, Grey. Scuoto la testa con un
sorriso sulle labbra. S, io. Oh, Miss Steele. Cosa dovr
fare con te?. Di certo dovr ricordarmi di dirle che dovr
prendere un contraccettivo. Odio i preservativi. E,
soprattutto, voglio che sia mia in tutti i sensi. Voglio avere
il piacere di venirle dentro. Riversare il mio seme, parte di
me stesso, dentro di lei.
La Sottomessa accetter senza fare domande qualsiasi azione
disciplinare considerata necessaria dal Dominatore, e ricorder in
ogni momento la propria condizione e il proprio ruolo rispetto al
Dominatore.

Non ho dubbi che invece ci saranno fiumi di domande


impertinenti e dimenticanze del proprio ruolo di
subordinazione. Ma questo potrebbe essere divertente
considerata la voglia che ho di sculacciarla e punirla. Per
il semplice gusto di vederla contorcersi di piacere sotto di
me. Di vedere il suo splendido culo arrossarsi sotto i miei

colpi. Sono nuovamente eccitato, dannazione!.


La Sottomessa non si toccher n si dar piacere sessuale senza il
permesso del Dominatore. La Sottomessa si sottoporr a qualsiasi
attivit sessuale pretesa dal Dominatore senza esitazioni n
discussioni. La Sottomessa accetter frustate, fustigazioni,
sculacciate e qualsiasi altra disciplina il Dominatore decida di
infliggerle, senza esitazioni, domande o lamentele.

Non si masturbata sino ad oggi e non dovr farlo da


oggi in poi. Il suo piacere devessere solo mio. Sempre e
solo mio. Per quanto riguarda le punizioni, sono pi che
sicuro che sar in grado di meritarsele tutte.
La Sottomessa non guarder il Dominatore negli occhi, a meno che
non le venga espressamente richiesto. La Sottomessa tenuta a
tenere gli occhi bassi e a mantenere un contegno modesto e
rispettoso in presenza del Dominatore. La Sottomessa dovr sempre
comportarsi in modo rispettoso nei confronti del Dominatore e
rivolgersi a lui chiamandolo solo signor, Mr Grey o con altri titoli
ordinati dal Dominatore.

Tutta questa distanza necessaria. Per mantenere in


vita questo gioco di ruoli delineando i confini da non
oltrepassare e sancendo tutto il controllo che intendo
esercitare sullaltra persona. Ed inebriante il potere che
queste semplici parole ti danno. Quando mi ha chiamato
signore, nel mio ufficio, mi sono eccitato da morire.
Anche quando ti ha chiamato Christian. Gi. Anche
quando mi ha chiamato Christian. Il mio nome sulle sue
labbra ha un effetto estremamente eccitante su di me.
Nessuna donna mi chiama Christian dai tempi di Elena. E
anche lei, in fondo, usava raramente il mio nome di
battesimo. Ma Anastasia, invece, non abituata al ruolo
di Sottomessa. Mi chiama per nome. Eppure
dannatamente speciale. Non appartiene al Dominatore, al

Padrone. Appartiene a me. Appartiene a Christian.


Semplicemente perch vuole appartenere a me. Mi tiro
indietro i capelli con entrambe le mani, premendole ai lati
della testa. Mi sento bene e male allo stesso tempo.
stata mia. Ieri notte, questa mattina. Ma lo sar in futuro?
Prender la decisione giusta? Io non sono preparato
allidea di lasciarla andare. Ho bisogno del suo consenso
scritto.
La Sottomessa non toccher il Dominatore senza il suo esplicito
permesso.

Stringo forte gli occhi e sospiro forte. Nessuno pu


toccarmi. Nessuno mi ha mai toccato negli ultimi 23 anni.
Anche da bambino, a casa dei Grey, dopo ladozione,
Grace e Carrick hanno sempre rispettato i miei limiti.
Quelli che nemmeno io sapevo di avere. Lunico modo di
toccare che conosco violento. Ho sentito sulla mia pelle
il dolore, la cattiveria, la perversione. Non sono capace di
donare nientaltro che questo a chi mi sta di fronte. Anche
se la notte passata con Anastasia ha notevolmente
cambiato la prospettiva su tutto questo. Per la prima volta
nella mia vita avrei voluto che lei potesse toccarmi.
Potesse far volare via tutta quella merda che mi porto
dietro, con il solo tocco delle sue dita. Vorrei che fosse
cos, che fosse semplice e indolore. Ma non lo . Poggio
lentamente la mano destra sul mio cuore. Lo ascolto
battere leggero. Poggio lindice su una delle cicatrici che
mi deturpano il corpo. Fa male. Ogni singolo segno,
inciso a fuoco sul mio corpo, fa male. Non potr mai
essere altrimenti.
La Sottomessa non parteciper ad attivit o atti sessuali considerati
rischiosi da una delle due parti, o alle attivit elencate nellAppendice
2. Il Dominatore e la Sottomessa ammettono che il Dominatore possa

avanzare alla Sottomessa richieste che non possono essere esaudite


senza incorrere in danni fisici, mentali, emotivi, spirituali o di altro
tipo nel momento in cui le richieste sono fatte alla Sottomessa. In tali
circostanze la Sottomessa ha facolt di usare una parola di sicurezza,
o safeword. Saranno utilizzate due safeword, a seconda della durezza
delle pretese. La safeword Giallo servir ad avvertire il Dominatore
che la Sottomessa vicina al limite di sopportazione. La safeword
Rosso servir ad avvertire il Dominatore che la Sottomessa non in
grado di tollerare ulteriori richieste. Quando questa parola verr
pronunciata, lazione del Dominatore cesser completamente con
effetto immediato.

Utilizzo da sempre queste due safeword. Anche se non


ce ne sarebbe quasi bisogno. Sono un maestro ormai nel
capire le sensazioni, i sentimenti e i bisogni delle mie
partner. In tutti questi anni solo una volta ho sentito
pronunciare una di queste parole, a causa di un mio
errore di valutazione, e fortunatamente in tempo per
evitare conseguenze. tutta una questione di fiducia. Per
questo ho cos bisogno di tutte queste regole. Voglio
potermi fidare di chi mi sta di fronte. E allo stesso modo
loro devono fidarsi di me. Solo cos possono lasciarsi
completamente andare e conferirmi potere e controllo.
Gi. Le regole. Le mie regole. Tutta una serie di
disposizioni scritte che mi aiutano a mettere dei paletti
per i comportamenti scorretti delle mie Sottomesse. Sono
certo che avremo molto da discutere su queste regole. Di
solito non sono negoziabili, ma Anastasia avr da ridire
sul sonno, sullalimentazione, anche se la lista di cibi che
ho stilato ragionevole e prevede una dieta corretta ed
equilibrata senza eccessi. E non dimentichiamoci
dellabbigliamento. Sono sicuro che anche per il fatto di
metterle a disposizione un armadio pieno di vestiti ed
accessori sar deliziato dalla sua fronte aggrottata e il suo
sguardo inquisitorio. Sospiro di nuovo. Mi sta
sfiancando anche a distanza.

Restano i limiti assoluti. E su quelli non discuter in


alcun modo. Anche se, data la sua poca esperienza, non
credo affatto sia interessata a provare determinate cose.
Sar pi divertente, invece, discutere dei limiti relativi.
Ovvero tutto quello che lei vuole o non vuole fare. Spunto
mentalmente la lista. Masturbazione, penetrazione
vaginale,
cunnilingus,
fisting
vaginale,
fellatio,
penetrazione anale, ingoiare lo sperma, fisting anale.
Sorrido. Abbiamo fatto buona parte di queste cose. E
vederla succhiarmi luccello e ingoiare il mio sperma
stato fantastico. Mi agito sotto le lenzuola. Quanto vorrei
averla qui ora. Dovremo concordare anche quali
giocattoli erotici usare e quali strumenti di contenimento.
Di questi ultimi ce n per ogni gusto. Corda, nastro
adesivo, che per ironia della sorte mi ha venduto lei
stessa, cinghie di pelle, manette. E poi bisogna definire
anche in che modo posso punirla. Sculacciate, frustate,
bacchettate, morsi, pinze, ghiaccio, cera bollente.
Possiamo sbizzarrirci come pi ci piace, Miss Steele. E io
non vedo lora. Il pensiero di lei in mille posizioni
diverse nella mia Stanza segreta mi culla fino a farmi
cadere, finalmente, in un sonno profondo, animato da
vivaci occhi azzurri e morbide labbra sensuali.

Capitolo 12
No. No, no, no!
Mi sveglio di soprassalto gridando la mia supplica. Mi
guardo attorno stranito, senza riuscire a mettere bene a
fuoco dove mi trovo. Riconosco lentamente la mia suite
allHeathman. Fuori, a malapena lalba. Lascio ricadere
pesantemente il mio corpo sul materasso, affondando sul
morbido cuscino bianco. Erano giorni che non mi
succedeva. Giorni che la puttana drogata e il suo
magnaccia non mi assalivano di notte, mentre sono
incapace di scacciare il loro crudele ricordo. Guardo fuori
dalla finestra. Il sole sta sorgendo proprio in questo
momento. Mi sento cos solo, come se mi mancasse un
pezzo. E quel pezzo, malgrado io non voglia ammetterlo
con me stesso, Anastasia. Non capisco come possa
sentirmi cos legato ad una sconosciuta. Perch cos. In
fondo io non la conosco. Ci siamo visti quante volte? Tre?
Eppure cos sconvolgente sentire quanto mi manca.
Scuoto la testa, ancora turbato dallincubo che mi ha
svegliato. Come sempre, rivivere momenti della mia
infanzia mi lascia spossato. Vorrei non ricordare. Vorrei
poter cancellare con un solo colpo tutta quella violenza,
quella crudelt, quellodio che ho sentito e che ora provo.
Vorrei non essere cos, non sentire il bisogno di farla
pagare a mia madre. Ancora oggi. Ma cos che sono.
Quasi due ore pi tardi sono comodamente seduto al
tavolo da pranzo a fare colazione. Mi sono allenato nella
palestra dellhotel, rimuginando sui miei pensieri, e ora
sono fresco di doccia e molto pi rilassato di quando mi
sono svegliato.

Mr Grey. La consegna per Miss Steele stata appena


effettuata, signore. Ho ricevuto conferma dal corriere
Taylor davanti a me, mi osserva impassibile. Mi piace
la sua efficienza. Sono contento di aver trovato un cos
valido e fidato collaboratore.
Grazie, Taylor
Si congeda con un cenno, lasciandomi alla mia
omelette di albumi e allottimo succo darancia. Sorrido
tra me e me, pensando alla reazione di Anastasia al mio
nuovo regalo. La vibrazione del mio BlackBerry mi
distrae. una mail. Sua.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 23 maggio 2011 08.20
Oggetto: Il tuo nuovo computer (in prestito)
Ho dormito benissimo, grazie per qualche strano motivo
signore. Pensavo che questo computer fosse in prestito, dunque
non mio.
Ana

Il suo tono mi strappa un sorriso. evidente che ha


letto il contratto. Chiss cosa ne pensa. Magari ha qualche
domanda. Clicco su rispondi.

Da: Christian Grey


A: Anastasia Steele
Data: 23 maggio 2011 08.22
Oggetto: Il tuo nuovo computer (in prestito)
Il computer in prestito, s. A tempo indeterminato, Miss Steele.
Noto dal tuo tono che hai letto la documentazione che ti ho dato. Hai
domande?
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

La sua risposta immediata.


Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 23 maggio 2011 08.25
Oggetto: Menti curiose
Ho molte domande, ma non sono adatte a una mail, e alcuni di noi
devono lavorare per vivere. Non voglio e non mi serve un computer a
tempo indeterminato. A pi tardi, buona giornata, signore.
Ana

Sorrido di nuovo allo schermo del mio telefono.


Impertinente come al solito.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 23 maggio 2011 08.26
Oggetto: Il tuo nuovo computer (ancora in prestito)
A pi tardi, piccola.
PS: Anchio devo lavorare per vivere.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Lo scambio di mail con la dolce Miss Steele, ha


migliorato significativamente il mio umore. Mi alzo e mi
dirigo nello studio, accendendo il mio notebook sulla
scrivania. Mi concentro sul lavoro, che ho trascurato negli
ultimi due giorni. Non da te, Grey. Quando finalmente
stacco gli occhi dal monitor gi ora di pranzo. Non mi va
di mangiare in camera. Scendo gi, nella sala da pranzo
dellhotel e ordino lo spettacolare merluzzo che fanno
solo in questo albergo, accompagnato da un ottimo
Sancerre. Quando torno di sopra mi attacco al
BlackBerry. Ho alcune chiamate di lavoro urgenti che ho
rimandato. impressionante quanto lavoro si accumuli
se poco poco abbasso la guardia. Per ultima contatto Ros,
per assicurarmi che in ufficio la giornata si sia conclusa
senza problemi. Quando stacco, do unocchiata
allorologio. Sono da poco passate le 17.00. Anastasia
dovrebbe essere di ritorno da lavoro. Apro il programma
delle mail sul BlackBerry e trovo il suo ultimo messaggio.
Ho voglia di scriverle, ma per la prima volta in vita mia
mi mancano le parole. Cosa posso dirle? In effetti non
avrei niente da dirle. Ma voglio. Magari un saluto veloce.
Clicco su rispondi.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 23 maggio 2011 17.24
Oggetto: Lavorare per vivere
Cara Miss Steele,
spero che tu abbia avuto una buona giornata al lavoro.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Aspetto la sua risposta immediata, che per non arriva.

Sono le cinque e mezzo del pomeriggio. Dove diavolo si


sar ficcata? So che oggi staccava alle cinque dalla
ferramenta, che oltretutto non eccessivamente distante
da dove abita. Limpazienza mi rende nervoso. Mi ritrovo
a percorrere tutto il perimetro della suite, stanza dopo
stanza, guardando lo schermo del BlackBerry e
passandomi le mani nei capelli. Cristo, Grey! Datti una
calmata!. Finalmente un trillo. Una nuova mail.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 23 maggio 2011 17.48
Oggetto: Lavorare per vivere
Signore Ho avuto unottima giornata al lavoro.
Grazie.
Ana

Sospiro di sollievo. Bene. Per qualche strana ragione


temevo che non lavrei pi sentita. Ora, per, deve fare le
ricerche che le ho consigliato. Voglio che sappia
esattamente a cosa sta andando incontro. Prima
conoscer il mio mondo, prima potr abbandonarvisi.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 23 maggio 2011 17.50
Oggetto: Fai i compiti!
Miss Steele,
mi fa piacere che tu abbia avuto una buona giornata. Finch mi scrivi,
non ti dedichi alle ricerche.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Il mio tono pi severo di quello che avrei voluto.


Labitudine a comandare innata. La sua risposta arriva
istantaneamente.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 23 maggio 2011 17.53
Oggetto: Tormento
Mr Grey,
smettila di scrivermi, cos posso iniziare i miei compiti. Vorrei
prendere un altro 10.
Ana

La sua risposta mi diverte e mi eccita al tempo stesso.


Ricordo le sue labbra avvolte al mio uccello. Anchio
vorrei darti un altro bel voto nelle materie orali, cara Miss
Steele.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 23 maggio 2011 17.55
Oggetto: Impaziente
Miss Steele,
smettila di rispondere, e fai i compiti. Anche a me piacerebbe darti
un altro 10. Il primo era davvero meritato. ;)
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Questo scambio di battute mi diverte. Ma spero che si


concentri su quello che le ho detto di fare. Anche se io per

primo fatico a concentrarmi. Il ricordo di noi due nel mio


appartamento mi accende un desiderio incontrollabile.
Sento il mio pene diventare di marmo e tendersi sotto la
stoffa dei miei pantaloni.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 23 maggio 2011 17.59
Oggetto: Ricerche sul web
Mr Grey,
cosa suggerisci di inserire nel motore di ricerca?
Ana

La sua inesperienza totale mi fa sorridere di nuovo. Ma


deve darci un taglio. Altrimenti staremo qui in eterno. E
io ho bisogno di sapere cosa ne pensa, invece.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 23 maggio 2011 18.02
Oggetto: Ricerche sul web
Miss Steele,
comincia sempre da Wikipedia. Basta con le mail, a meno che tu non
abbia domande. Intesi?
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 23 maggio 2011 18.04
Oggetto: Prepotente!
S, signore. Sei un vero prepotente.
Ana

Scoppio a ridere di gusto leggendo la sua risposta.


Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 23 maggio 2011 18.06
Oggetto: Controllo
Anastasia, non sai quanto. B, forse cominci ad averne unidea. Fai il
tuo dovere.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Finalmente sembra applicarsi nelle sue ricerche da


internauta. Sono davvero curioso di sapere quale sar il
suo parere su tutto quello che riuscir a scoprire. Mi resta
ancora unora prima della cena che ho appena ordinato.
Infilo lindice e il medio tra la camicia e la cravatta,
allentando questultima. La sfilo e mi dirigo in camera da
letto, poggiandola sulla sedia di fronte al letto. Tolgo la
giacca, che va a raggiungere la cravatta blu intenso, ed
entro in bagno. Pigramente mi tolgo i pantaloni del
completo blu gessato, la camicia grigio perla e i boxer
neri. Ho bisogno di una doccia, ma vorrei non essere solo.
Apro lacqua, che scroscia calda e lenitiva sul mio corpo
nudo. Cosa non farei a quella meraviglia umana se solo
lavessi qui, a mia completa disposizione. Penso a come
potrebbe essere la nostra relazione se finalmente
accettasse di darsi totalmente a me. A volte la vedo
esitare, e non ne capisco il motivo. Non riesco ad afferrare
completamente cosa pensa, cosa prova. Ed assurdo che
proprio io, dopo anni passati ad allenarmi ad intercettare
ogni minimo accenno di movimento del corpo altrui, non
riesca a capire cosa pensa. A letto una passeggiata,
soprattutto perch cos inesperta. E sensibile. Ma

quando siamo luno di fronte allaltra mi trovo in


difficolt. Chiudo lacqua ed esco dalla doccia,
avvolgendomi un piccolo asciugamani intorno alla vita.
Prendo i vestiti che ho lasciato a terra e li riporto con me
nella camera da letto. Mi asciugo, tamponandomi il corpo
con la morbida spugna e prendo dallarmadio una camicia
bianca di lino e i pantaloni grigi di flanella, indossandoli.
Mi dirigo nellaltra stanza, stranamente di buonumore,
nonostante i mille pensieri contrastanti che mi
attanagliano il cervello. La graziosa Miss Steele ti
attanaglia il cervello, Grey. Come dare torto alla mia
testa? Sospiro. Meglio occuparsi della cena ora.
Sto completando una relazione, da presentare al
meeting di lavoro di domani mattina, quando il mio
BlackBerry ronza di nuovo. Dovr tornare a Seattle per
almeno met della mia giornata, domani. Ma credo di
sapere chi sia. E non ce la faccio ad aspettare di terminare
la mia fottuta relazione. Apro impaziente la mail di
Anastasia.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 23 maggio 2011 20.33
Oggetto: Studentessa sconvolta
Okay, ho visto abbastanza. stato bello conoscerti.
Ana

Il mio cuore smette di battere. stato bello


conoscerti. Cosa? Che cazzo vuol dire? Che non intende
continuare? Cosa cazzo le successo nelle ultime due
ore?. Mi alzo in piedi, senza riuscire a placare lansia. Mi
passo una mano nei capelli, esasperato. Merda!. Non

posso perderla. Non posso, non posso, non posso. Pensa,


Grey. Pensa a qualcosa, cazzo!. Il mio cervello si rifiuta
di collaborare e mi lascia in un vuoto assordante. Rileggo
la sua mail, cercando qualche traccia di ilarit. Niente.
Nulla che faccia pensare che stia scherzando. Ma cazzo,
Anastasia! Vaffanculo!. Sbatto il BlackBerry sul tavolo,
accanto al pc. Poi prendo la mia decisione. Sono furioso.
Avrei voglia di legarla, sculacciarla a sangue e scoparla
fino a domattina. stato bello, Miss Steele? Ora ti
mostrer quanto pu essere bello. Poi vedremo se avrai
ancora voglia di scappare via da me. Vado in camera e
apro il comodino, estraendo il pacco di preservativi. Infilo
una bustina in tasca. Apro larmadio e afferro la cravatta
di seta argento, quella che ho usato per legarla nel mio
appartamento. Torno in fretta nello studio e, mentre
salvo il documento al quale stavo lavorando, chiamo
Taylor.
Prepara la R8
Chiudo bruscamente la conversazione ed esco,
sbattendomi dietro la porta della suite. Un minuto pi
tardi sto salendo in auto. Sfreccio attraverso il traffico.
Sono appena le nove quando parcheggio davanti casa sua.
Non so cosa mi dovr aspettare. Se sar una visita breve
o, come spero, lunga e soddisfacente. Scendo sbattendo lo
sportello. Sono incazzato nero. Voglio affrontarla. Mi
avvio a grandi passi, raggiungendo la veranda. Busso, un
po pi forte del dovuto. Trovarmi Miss Kavanagh
davanti, e non lei, mi spiazza leggermente. Cazzo!. Per
fortuna mi ricompongo alla svelta.
Christian, cosa ci fai qui? Ana non ha detto che saresti
passato

Ha uno sguardo inquisitorio. Ci mancava solo la copia


mal riuscita di Christiane Amanpour!.
Buonasera, Katherine. Ho deciso di farle una
sorpresa. Anastasia in casa?
Faccio del mio meglio per risultare cortese. Ma il mio
sguardo gelido si fissa nel suo. Fortunatamente lo squillo
del telefono ci interrompe.
Entra pure. in camera sua si arrende.
Si avvicina allapparecchio e risponde. Chiudo la porta
dietro di me, mentre sento la sua voce addolcirsi. Si
rifugia nellaltra stanza, indicandomi la porta della
camera di Anastasia con una mano. Devessere Elliot al
telefono. Per una volta, quella testa di cazzo si
dimostrato utile facendomi sfuggire ad unintervista
indesiderata a tu per tu con Miss Irritazione. Busso alla
porta. Nessuna risposta. Abbasso la maniglia con cautela
ed entro. Anastasia seduta alla scrivania, intenta a
scribacchiare qualcosa. Ha le cuffie delliPod infilate e la
musica a tutto volume. Ha i capelli raccolti in due codini,
che mi evocano ricordi estremamente piacevoli. Indossa
una tuta e scarpe da ginnastica. evidentemente andata a
correre. Forse aveva bisogno di schiarirsi le idee. Peccato
che tu abbia preso la decisione sbagliata, Miss Steele.
Legge attentamente il foglio che ha in mano e annota con
cura ai margini. Da quello che riesco a sbirciare, sembra
proprio il contratto che le ho dato ieri. Ma allora...?.
Aggrotto la fronte. Non si neppure accorta che sono
entrato. Faccio ruotare piano le chiavi della macchina
attorno al mio dito, stampandomi in faccia

unespressione arrogante. Chiss quando si render conto


di non essere da sola. Quasi in risposta alla mia domanda
segreta, i suoi meravigliosi occhi azzurri si alzano,
poggiandosi increduli su di me. Si toglie le cuffie,
rimanendo paralizzata. La guardo impassibile.
Buonasera, Anastasia
Il mio tono freddo, inquisitorio. So di sembrare
calmo, ma dentro di me ribollo di rabbia. Continua a
guardarmi inerme, senza riuscire a spiccicare parola.
Ho pensato che la tua mail esigesse una risposta di
persona spiego, rispondendo alla sua domanda
inespressa.
Apre e richiude la bocca due volte, ma la facolt di
parola lha letteralmente abbandonata.
Posso sedermi? le chiedo, divertito dalla sua
reazione.
Annuisce, mentre io mi guardo intorno, andando a
poggiarmi su una sedia, vicinissimo a lei.
Mi chiedevo come fosse la tua camera osservo.
Si tratta di una piccola camera da letto, piuttosto
scarna nellarredamento. I pochi mobili sono in vimini,
laccati di bianco. Al centro, lampio letto matrimoniale di
ferro bianco coperto da un curioso copriletto patchwork
azzurro e crema. Sulla parete di fronte alla porta c una
finestra.

un posto molto tranquillo e sereno mormoro.


Anastasia fa un profondo respiro.
Come?
Le sorrido, interrompendola.
Sto ancora allHeathman
Questo breve accenno di conversazione sembra ridarle
il colore che le era defluito dal volto non appena mi aveva
scorto sulla soglia.
Vuoi bere
riprendendosi.

qualcosa?

chiede

educatamente,

No, grazie, Anastasia


La guardo incuriosito, piegando la testa di lato. Come
possibile che voglia smettere di vedermi se ancora le
faccio questo effetto?.
E cos, stato bello conoscermi?
Per tutta risposta, lei abbassa lo sguardo, pentita.
Pensavo che mi rispondessi con una mail
nervosa e si morde la bocca. Mi fa infuriare il suo
comportamento. La mia rabbia, repressa per pochi
minuti, torna a spingere nel mio petto.
Fai apposta a morderti il labbro? le chiedo

severamente.
Mi guarda, sussultando alle mie parole e liberandosi
dalla sua stessa morsa.
Non me nero accorta mormora.
Il silenzio mi restituisce il forte battito del suo cuore.
Non capisco perch mi abbia scritto quella mail. Si
comporta come sempre. intimidita da me e mi desidera,
lo percepisco chiaramente. La speranza inizia a farsi
sempre pi spazio dentro di me. Forse ha cambiato
nuovamente idea. Mi sposto leggermente in avanti,
slegandole uno dei codini. Le libero i capelli con le dita,
mentre lei ansima, eccitata. Lentamente ripeto
loperazione con laltro codino. Ana mi osserva immobile.
Cos, hai deciso di fare un po di movimento le
mormoro, infilandole i capelli dietro le orecchie. Perch,
Anastasia?
Le sfioro un orecchio e, dolcemente, le pizzico il lobo
diverse volte. Il suo corpo si tende, eccitato.
Avevo bisogno di pensare sussurra incantata.
Pensare a cosa, Anastasia? le dico in tono
ingannevolmente dolce.
A te
E hai deciso che stato piacevole conoscermi?
Intendevi in senso biblico?

Il viso le si infiamma in un batter docchio.


Non pensavo che avessi familiarit con la Bibbia
Ho frequentato il catechismo, Anastasia. Mi ha
insegnato parecchio
Che ognuno ha dei peccati da farsi perdonare, ad
esempio.
Non ricordo di aver letto di pinze per capezzoli nella
Bibbia. Forse tu hai studiato su una traduzione moderna
Ecco la sua lingua biforcuta che torna a farsi sentire.
Cerco di reprimere un sorriso. Oh, Miss Steele. Fossi in
te non provocherei ulteriormente un uomo incazzato.
Bene, ho pensato di venire a ricordarti quanto sia
stato bello conoscermi
Mi fissa a bocca aperta, mentre le mie dita vagano
dallorecchio al suo mento.
Coshai da dire a riguardo, Miss Steele?
La
sfido.
Le
mie
labbra
si
schiudono
involontariamente. Ho voglia di baciarla. E poi di
scoparla fino allo svenimento. Attendo impaziente la sua
prossima risposta impertinente per scatenare il mio
desiderio. A sorpresa, invece, si alza, protendendosi verso
di me. Percependo il suo movimento, gioco danticipo,
afferrandola e gettandola sul suo letto. Mi fiondo
immediatamente su di lei, incastrandola con il mio corpo.
Le tendo entrambe le braccia sulla testa, fermandole con

la mia mano sinistra, mentre con la destra le afferro il


viso e la bacio con violenza. La mia lingua la esplora,
forzandole le labbra. Di colpo mi fermo, fissandola con
desiderio e ardore. Voglio averla. Qui. Ora. Quando apre
gli occhi mi fissa di rimando. Siamo vicinissimi.
Ti fidi di me? mormoro.
Annuisce, con gli occhi sbarrati per lagitazione e il
desiderio. Tiro fuori dalla tasca destra la mia cravatta. Mi
muovo su di lei, mettendomi a cavalcioni sulle sue gambe
e protendendomi per legarle i polsi. Lego anche la
seconda estremit della cravatta ad una delle sbarre del
letto, controllando per bene il nodo in modo da
assicurarmi che non possa muoversi per davvero. Scivolo
gi dal letto, e la guardo. In questo momento, legata,
impossibilitata a muoversi, impaurita ed eccitata
davvero bellissima. in febbricitante attesa per quello
che le far. Mi rilasso.
Cos va meglio, mormoro dispettoso.
Posso farle quello che voglio e sono sicuro che non mi
toccher. Ora le mostrer quanto pu essere bello quello
che posso farle. E la costringer a cambiare idea. Dovessi
rimanere qui a scoparla per tre giorni consecutivi. Mi
chino e inizio a slacciarle una scarpa.
No protesta, scalciando contro di me.
Mi fermo. Un lampo di sfida mi luccica negli occhi.
Se ti ribelli, ti lego anche i piedi. Se fai rumore,
Anastasia, ti imbavaglio. Stai buona. Probabilmente

Katherine sar qui fuori ad ascoltare.


La mia minaccia ha effetto immediato. Rimane muta e
io riprendo a slacciarle le scarpe, sfilandole insieme alle
calze. Tiro gi anche i pantaloni della tuta, lasciandoli
cadere sul pavimento. La sollevo leggermente dal letto,
spostando le coperte e rimettendola gi sul lenzuolo. Mi
guarda in attesa e, inavvertitamente si morde il labbro. Il
desiderio di possederla istantaneamente torna a pulsare
nelle mie vene e nel mio cazzo.
Allora. Mi passo la lingua sul labbro inferiore,
eccitato come non mai. Ti stai mordendo il labbro,
Anastasia. Sai che effetto mi fa
Lentamente, come per avvertirla, le poggio
delicatamente lindice destro sulla bocca. Mi sposto,
discostandomi dal letto e spogliandomi con noncuranza.
Tolgo le scarpe, le calze, slaccio i pantaloni e anche la
camicia di lino.
Penso che tu abbia visto troppo ridacchio alla fine,
salendo a cavalcioni su di lei e sollevandole la maglietta
fino a coprirle gli occhi.
Lascio liberi bocca e naso. Voglio giocare con il suo
desiderio ora.
Mmh mormoro, godendomi lo spettacolo. Sempre
meglio. Ora vado a prendermi un drink
Mi chino a baciarla delicatamente prima di scendere
dal letto. So benissimo cosa voglio farle. Apro la porta,
facendo apposta rumore. Lei si accorge di quello che sto

facendo. Bene. Lansia la divorer. Esco, dirigendomi in


cucina, dove trovo Katherine Kavanagh ancora incollata
al telefono. Si gira e alza le sopracciglia, guardandomi
sorpresa. Con noncuranza assoluta, come se invece che
seminudo fossi vestito di tutto punto, le chiedo del vino e
del ghiaccio. Fa una smorfia di disgusto, stupita
dallimprobabile accostamento. Poi apre il frigo e tira
fuori una bottiglia di vino bianco. Mi indica il mobile dei
bicchieri, dal quale ne prendo uno.
Ecco mi dice lei, quando mi volto, porgendomi il
ghiaccio.
Ne metto tre cubetti nel bicchiere, riempiendolo di
vino e le scocco un sorriso soddisfatto, mentre lei fa un
sorrisetto ironico di rimando. La lascio sola a ridacchiare
e raccontare i dettagli ad Elliot. Dovr iniziare a farci
labitudine. Torno finalmente in camera, rimanendo in
silenzio, ma accentuando i miei movimenti in modo che
Anastasia possa sapere sempre cosa sto facendo. Chiudo
la porta e cammino, lasciando che il ghiaccio cozzi contro
il vetro. Appoggio il bicchiere sulla scrivania e tolgo il
preservativo dalla tasca dei pantaloni, poggiandolo sul
comodino. Accendo labat-jour e spengo la luce. Finisco di
slacciarmi i pantaloni, sfilandoli e lasciandoli cadere
pesantemente sul pavimento, insieme ai boxer. Riprendo
il bicchiere e salgo di nuovo su di lei, mettendomi a
cavalcioni.
Hai sete, Anastasia? le chiedo maliziosamente.
S mormora flebilmente.
Bevo un sorso di vino bianco, mentre il ghiaccio

tintinna nel bicchiere. Mi chino su di lei e la bacio,


versandole in bocca il vino freddo. Ingoia, sorpresa,
mentre il suo corpo si tende, eccitato.
Ancora?
Annuisce e io ripeto il mio rituale. Ingoia di nuovo,
ansiosa di ricevere altro vino. E un altro bacio.
Non esageriamo, sappiamo che hai una tolleranza
limitata dellalcol, Anastasia le dico, prendendola in
giro.
Sorride, mentre mi chino su di lei, ripetendo il mio
dolce tormento. Mi sdraio accanto a lei. Mi premo contro
il suo fianco scoperto, facendole sentire quanto sono
eccitato.
bello, questo? le chiedo acidamente.
Il suo corpo si tende, mentre la mia erezione le sfiora il
fianco. Bevo ancora. Mi chino su di lei, depositandole in
bocca un po di vino insieme con una piccola scheggia di
ghiaccio. Lentamente continuo il mio assalto, baciandola
ripetutamente dalla base della gola fino alla pancia.
Arrivo allombelico e vi deposito allinterno il ghiaccio
freddo che ho in bocca e il vino, creando un piccolissimo
lago.
Ora devi stare ferma le mormoro prima che possa
agitarsi troppo.
arrivato il momento di punirti, Miss Steele.

Se ti muovi, Anastasia, verserai tutto il vino sul letto


I suoi fianchi si inarcano.
Oh, no. Se versi il vino, ti punir, Miss Steele
Geme, tentando di controllare il suo corpo che anela il
godimento. Con lindice le abbasso entrambe le coppe del
reggiseno, tirando fuori i suoi meravigliosi seni. Mi chino
su di lei, incapace di resistere e le bacio i capezzoli,
succhiandoli forte uno per volta. La sua pelle bollente
sotto le mie labbra fredde. Si sposta, domando limpulso
di inarcarsi. La pozza di vino si agita nel suo ombelico,
mentre il ghiaccio si scioglie.
bello, questo? mormoro, soffiando delicatamente
su ogni capezzolo.
Prendo un pezzo di ghiaccio dal bicchiere e le stuzzico
il capezzolo destro, mentre succhio avidamente laltro.
Geme, spossata, cercando di rimanere ferma.
Aumentiamo la posta in gioco, Miss Steele.
Se versi il vino, non ti lascer venire
Oh ti prego Christian Signore Ti prego
Sorrido a quelle parole. Sentirle da lei mi manda in
estasi. Sto godendo e voglio averla. Il mio uccello punta
dritto in alto, fremendo. Poggio le dita gelate sulla sua
pelle, accarezzandole la pancia. Inarca i fianchi e versa il
vino nel suo ombelico. Finalmente!. Sorrido di nuovo.
Mi abbasso velocemente e lo lecco via, baciandola e
mordicchiandole la pelle percorsa dal liquido.

Oh, Anastasia, ti sei mossa. Cosa devo fare con te?


Il mio respiro cambiato, pi pesante. Mi attrae. Non
desidero altro che lei. Ora. Sempre. Infilo le dita sotto le
sue mutandine, sospirando e fremendo. Sto perdendo di
nuovo il controllo. Ti capita spesso ultimamente, Grey.
Oh, piccola mormoro, infilandole di colpo due dita
dentro.
Smette di respirare. Poi riprende a farlo, pi
velocemente. completamente bagnata.
Sei gi pronta per me
Muovo le dita lentamente, dentro e fuori, mentre
Anastasia inarca i fianchi e solleva le anche, venendomi
incontro.
Sei una bambina avida la rimprovero a bassa voce,
eccitato da lei, dal suo corpo, dal suo volere me.
Con il pollice le circondo il clitoride e premo,
sfregandolo. Geme sonoramente, perdendosi sotto le mie
carezze. Con la mano sinistra le sfilo la maglietta dalla
testa, in modo che possa guardarmi mentre la faccio mia.
Sbatte le palpebre, mentre si riabitua alla luce dellabatjour.
Voglio toccarti sussurra allimprovviso.
Lo so le rispondo semplicemente.

Ma non puoi, Anastasia. Mi piego su di lei,


continuando ad esplorarla e stuzzicarla con le dita. Con
laltra mano le afferro i capelli , immobilizzandole la testa.
La bacio, seguendo il ritmo dettato, pi gi, dalle mia dita
dentro di lei. Inizia ad irrigidirsi. Sta per venire. Oh, no,
Miss Steele. Rallento, fino a fermarmi. La lascio calmare
e poi ricomincio a torturarla mentre geme.
Questo il tuo castigo, cos vicino eppure cos
lontano. bello? le sussurro allorecchio.
Continua
ad
emettere
suoni
incontrollati,
completamente persa sotto di me, arrendendosi al mio
tormento impietoso.
Ti prego mi supplica alla fine.
Non resisto. Daltronde ho voglia di scoparla e di
vederla perdere il controllo sotto di me.
Come devo scoparti, Anastasia?
Brividi la scuotono nuovamente, mentre fermo di
nuovo il mio supplizio, lasciandola calmare.
Ti prego implora nuovamente.
Cosa vuoi, Anastasia?
Te adesso urla, in preda al desiderio.
Devo scoparti in questo modo o in questaltro? O in
questaltro ancora? Le possibilit sono infinite le
mormoro contro la bocca.

Allungo una mano, prendendo il preservativo dal


comodino. Mi inginocchio tra le sue gambe, sfilandole
molto lentamente gli slip. La sua nudit mi fa impazzire.
Mi rialzo e infilo il preservativo, sotto il suo sguardo
incantato.
bello, questo? la provoco,
luccello, duro come il marmo.

accarezzandomi

Era uno scherzo piagnucola, contorcendosi.


Le sue parole mi colpiscono come uno schiaffo. Uno
scherzo? Un cazzo di scherzo!?. La furia mi acceca, ma
stranamente leccitazione cresce a dismisura. Continua a
sfidarmi, a disobbedire, a non prendersi cura di s. E io
sono sempre pi eccitato, arrabbiato e confuso. Alzo un
sopracciglio, domando la mia rabbia allesterno.
Uno scherzo?
Il mio tono minaccioso, mentre continuo lentamente
a masturbarmi di fronte a lei.
S. Per favore, Christian mi implora.
Il suo sguardo voglioso mi tiene incollato a lei.
Guardami, Miss Steele. Guarda cosa mi fai.
Stai ridendo, adesso? le chiedo severo.
No
La sua voce debole ricolma di desiderio. La squadro

per un istante, dalla testa ai piedi. Voglio scoparla, ma


non come vorrebbe lei. Non le dar la soddisfazione di
fare a modo suo anche stavolta. La afferro, girandola di
colpo. Ora ci divertiamo, Miss Steele. La spingo sul
letto, mettendola in ginocchio. Il suo meraviglioso sedere
completamente esposto. Non resisto. Sono incazzato,
eccitato, e ancora incazzato. La sensazione che provo ora
qualcosa di molto simile alla frenesia. La sculaccio forte
e, prima che possa anche solo aprire bocca, la penetro a
fondo, con un solo colpo. Viene allistante, urlando e
crollando sotto di me. Non mi fermo. Continuo ad
affondarle dentro ripetutamente e furiosamente. Sono
arrabbiato, si presa gioco di me e io la desidero ancora.
La desiderio sempre. E questo pensiero mi colpisce
allimprovviso, accendendo il mio desiderio fino al limite.
La sento tendersi di nuovo sotto di me. Geme, incredula.
Vieni, Anastasia, di nuovo sibilo a denti stretti.
Il suo corpo reagisce allistante, tremando e lasciandosi
andare in un nuovo e potente orgasmo.
Christian! grida forte il mio nome, mentre mi fermo.
Sentirla gridare a gran voce il mio nome mi d lultimo,
decisivo colpo di grazia. Nessuna lo ha mai fatto. un
suono straziante ed eccitante al tempo stesso. Il mio
desiderio esplode dentro di lei, mentre le crollo sfinito
addosso, ansimando.
stato bello, questo? le chiedo, mentre ancora
entrambi stiamo respirando rumorosamente.
Mi sfilo da lei, rialzandomi immediatamente. Nella mia

testa si affacciano tutta una serie di pensieri che non


voglio analizzare troppo. Mi affretto a rivestirmi prima di
slegarla. Sono ancora turbato da quello che appena
accaduto. La guardo mentre finisco di abbottonarmi la
camicia. completamente nuda, a parte il reggiseno fuori
posto e la maglietta incastrata alle sue braccia, poco sopra
la testa. Il suo meraviglioso corpo candido si muove
ritmicamente, seguendo il suo respiro che ancora non si
placato. bellissima. Non smette mai di accendere il mio
desiderio. La prenderei di nuovo, ma non ho pi
preservativi, tardi e ancora non ho terminato di lavorare
alla mia relazione. Finisco di allacciare i bottoni e risalgo
sul letto, slegandole i polsi delicatamente. Infilo la
cravatta nella tasca dalla quale lho estratta prima,
mentre la guardo strofinarsi i polsi e sgranchirsi le dita.
Sembra quasi contenta dei leggeri segni lasciati dalla
stoffa sulla sua pelle. Si sistema il reggiseno, mentre mi
chino a coprirla con le coperte, sorridendole.
stato davvero
timidamente di rimando.

bello

dice

sorridendomi

Di nuovo quella parola rispondo contrariato.


Non ti piace?
No. Non fa per me
Non sono un tipo romantico, Miss Steele. Non voglio
che sia bello. Voglio che sia intenso, forte, duro. Ma non
bello.
Mah, non saprei Sembra averti fatto un effetto
benefico

Piccola impertinente!.
Un effetto benefico, eh? Continua pure a ferire il mio
ego, Miss Steele le dico divertito.
Non penso che il tuo ego abbia problemi
Dici?
Corruga la fronte alla sua affermazione, mentre la
guardo curioso. Mi sdraio al suo fianco, tenendo la testa
rialzata, appoggiata su un gomito.
Perch non ti piace essere toccato? esordisce
allimprovviso.
No, Miss Steele. Non il momento dei discorsi troppo
complicati.
Perch no taglio corto, avvicinandomi a lei e
baciandola piano sulla fronte. Dunque, quella mail era il
tuo concetto di scherzo
Annuisce. Sembra pentita. Ancora non riesco a credere
di esserci caduto come un coglione. Ma quello che mi
spaventa il cumulo di sensazioni che ho provato quando
ho pensato che non mi volesse. stato fuori dal comune.
Sembrava che mi stessero togliendo il terreno da sotto i
piedi. Non mi ero mai sentito cos prima.
Capisco. Dunque stai ancora considerando la mia
proposta?

La tua proposta indecente S, la sto considerando.


Ma vorrei discutere di alcune cose
Sorrido, divertito e soprattutto sollevato.
Ci resterei male se non fosse cos
Volevo scriverti, ma diciamo che mi hai interrotto
Coito interrotto
Vedi, sapevo che avevi un senso dellumorismo
nascosto da qualche parte
Mi sorride, sinceramente divertita, come del resto lo
sono io. Ma non deve rifarlo. Credere di averla persa
stato terribile.
Solo alcune cose sono divertenti, Anastasia. Pensavo
che volessi dirmi di no, senza discutere
A malapena sono consapevole che il mio tono di voce
riflette tutta langoscia che ho provato prima. Anastasia si
fa seria.
Non lo so ancora. Non ho preso una decisione. Mi
metterai un collare?
Alzo le sopracciglia stupito. Ha fatto i compiti, la
ragazzina.
Dunque, hai fatto le tue ricerche. Non lo so,
Anastasia. Non lho mai messo a nessuna

A te lhanno
leggermente.

messo?

mormora,

arrossendo

S rispondo pacato.
Mrs Robinson?
Gi, Mrs Robinson!
Scoppio a ridere fragorosamente. Paragonare Elena
alla co-protagonista de Il Laureato mi sembra eccessivo,
ma in un certo senso calzante. Non riesco a smettere di
ridere. Sono sul suo letto, con la testa rovesciata
allindietro e per la prima volta mi sento davvero felice,
rilassato. Ana ridacchia insieme a me.
Le dir che lhai chiamata cos. Le piacer molto
La senti ancora?
Sembra esterrefatta. Una strana espressione di stupore
le si dipinge sul viso.
S rispondo, improvvisamente serio.
Il suo umore cola notevolmente a picco. Mi guarda
accigliata.
Ho capito dice infine, in modo acido. Dunque tu
hai qualcuno con cui parlare del tuo stile di vita
alternativo, mentre a me non concesso
Aggrotto la fronte, pensando alle sue parole.

Non credo di aver mai pensato al nostro rapporto in


questi termini. Mrs Robinson faceva parte di quello stile
di vita. Te lho detto, ora siamo buoni amici. Se vuoi,
posso presentarti a qualcuna delle mie sottomesse
precedenti. Potresti parlare con loro
Si gira di scatto, lanciandomi unocchiataccia. Credo
stia tentando di uccidermi con lo sguardo.
Questa sarebbe la tua idea di scherzo?
No, Anastasia
Scuoto la testa, stupito dal suo tono. In effetti potrebbe
esserle daiuto parlare con qualcuna di loro. Magari
Susannah, la mia ultima sottomessa. Di certo non Leila,
ora che sposata. Forse Elena stessa potrebbe fare al caso
nostro.
Me la cavo da sola, grazie tante sbotta,
interrompendo i miei pensieri e tirando su la trapunta
sino al mento.
Anastasia, io. Non so cosa dirle. Sembra
arrabbiata e io non so cosa dirle. Sono confuso dalla sua
reazione. Non avevo intenzione di offenderti
Non sono offesa. Sono sgomenta
Sgomenta?
La guardo senza capire.
Non voglio parlare con una delle tue ex ragazze

schiave sottomesse o come vuoi chiamarle


Ma cosa cazzo le succede? Non sar che. Merda.
Anastasia Steele, sei gelosa?
Arrossisce violentemente, confermando il mio
pensiero. Non so se essere divertito dal suo
comportamento o preoccupato. Di certo sono eccitato. Il
pensiero che lei mi voglia al punto di non volere che
nessunaltra abbia a che fare con me riflette i mie
sentimenti nei suoi confronti. cos sbagliato, ma cos
tremendamente eccitante.
Ti fermi a dormire? chiede, cambiando argomento.
Ho una colazione di lavoro domani allHeathman. E
poi te lho detto: non dormo con ragazze, schiave,
sottomesse, n con chiunque altro. La volta scorsa stata
uneccezione. Non ricapiter pi
Sono determinato, ma la mia voce roca tradisce il
desiderio che questo, invece, accada di nuovo. Anastasia
mi restituisce una smorfia indispettita.
B, adesso sono stanca
Mi stai cacciando? le dico divertito, ma con una
punta di amarezza.
Non voglio andarmene. Anche se devo. La guardo
con le sopracciglia alzate, mentre lei si imbroncia,
dispettosa.

S
Unaltra prima volta per me osservo pensieroso.
Sono state tante le prime volte per me nellultima
settimana. E tutte con la dolce, impertinente ed
esasperante Miss Anastasia Rose Steele.
Dunque, per il momento non vuoi discutere del
contratto? aggiungo, sperando che dica di si, dandomi
un pretesto per rimanere.
No risponde lei stizzita.
Il suo tono mi indispettisce e mi fa venire voglia di
prenderla di nuovo. A modo mio.
Dio, avrei voglia di dartele di santa ragione. Ti
sentiresti molto meglio dopo, e io pure le dico dun fiato.
Non puoi dire queste cose Non ho ancora firmato
niente risponde sorpresa dalla mia uscita.
Un uomo ha il diritto di sognare, Anastasia
Mi chino su di lei, prendendole il mento con le dita.
A mercoled? mormoro, baciando leggero le sue
labbra prima della sua risposta.
A mercoled. Ti accompagno alla porta, se mi dai un
minuto
Si mette a sedere sul letto, prendendo la t-shirt e

spingendomi via da lei. Mi alzo, divertito, ma con poca


convinzione. La voglio di nuovo. Ma devo tornare in
albergo. E non ho preservativi con me.
Per favore, passami i pantaloni della tuta ordina
autoritaria.
Mi chino a prenderli da pavimento, con un sorrisetto
divertito sulle labbra.
S, signora la prendo in giro.
Mi guarda in cagnesco, mentre se li infila. bellissima,
tutta in disordine. Si alza, prende un elastico da chiss
dove e si lega i capelli arruffati. Socchiude la porta e spia
fuori per controllare se Miss Kavanagh nei paraggi. La
seguo fuori, in rigoroso silenzio, mentre lei rimugina, con
lo sguardo basso, su chiss cosa. Perch devi pensare
cos tanto, Anastasia?. Mi guarda di sottecchi e noto che
la spavalderia di poco fa lha abbandonata del tutto.
Sembra triste, come se qualcosa di tremendamente
angusto le appesantisca il cuore. Sei tu, Grey, che le
appesantisci il cuore. Mi apre la porta, staccandomi dai
miei pensieri. Tiene gli occhi bassi, senza avere il coraggio
di guardarmi. Mi fermo sulla soglia, afferrandole il
mento, in modo da guardarla negli occhi. Aggrotto la
fronte davanti alla sua espressione tormentata.
Tutto bene? le chiedo preoccupato.
Lascio scorrere il pollice lungo il suo labbro inferiore.
S risponde poco convinta.

So che sta pensando a qualcosa, ma non riesco ad


afferrare cosa. Mi sembrava fosse andato tutto bene,
onestamente. Mi sembrava di averla lasciata soddisfatta.
E invece ora me la ritrovo qui davanti, con unespressione
strana, sofferente per chiss quale motivo.
A mercoled le dico poi, senza riuscire ad articolare
altro.
Mi chino per posarle un bacio leggero sulle labbra, ma
il bisogno di lei sceglie questo momento per riaffiorare.
Le mie labbra si fanno avidamente spazio sulle sue. La
tiro a me, afferrandole la testa con entrambe le mani,
mentre il mio respiro di nuovo rotto dalleccitazione e
dal bisogno. Di lei, di farla star bene e di stare bene
insieme a lei. Anastasia appoggia le mani sulle mie
braccia, rimanendo in equilibrio. Quel contatto mi ferma.
Poggio la mia fronte alla sua, chiudendo gli occhi,
spossato.
Anastasia, cosa mi stai facendo? mormoro, turbato
da tutto quello che mi sta succedendo dentro.
Potrei chiederti la stessa cosa risponde lei, quasi
rassegnata.
Sospiro pesantemente, chiudendo gli occhi e sapendo
che ora devo andarmene. Le do un ultimo bacio sulla
fronte e mi giro, allontanandomi deciso. Devo lottare
contro limpulso di tornare indietro. Cosa cazzo mi
succede?. Mi passo una mano tra i capelli, aprendo i
polmoni a quanta pi aria possibile e ritrovando un
briciolo di stabilit. Quando apro la portiera e mi giro a
guardarla lei ancora l, con lo sguardo perso nel mio. Le

sorrido calorosamente, mentre salgo in auto. Sorride


piano, mentre rientra chiudendosi dietro la porta.
Quindici minuti pi tardi faccio ingresso nella mia
suite. Sospiro pesantemente, mentre mi dirigo in fretta
nello studio. Devo terminare la mia relazione, anche se so
che non sar facile. Durante tutto il tragitto non ho fatto
altro che pensare a lei. Non so cosa aspettarmi da tutto
questo. Non mi mai capitato qualcosa del genere. Non
sono mai stato attratto in questo modo da una donna.
Nemmeno da Elena. qualcosa di nuovo, sconvolgente,
destabilizzante. Davanti ad Anastasia perdo tutte le mie
certezze di una vita. Non sono mai sicuro, non so mai se
sto facendo o meno la cosa giusta. E poi tutta questa
attesa per il contratto mi sta snervando. la prima donna
a tenermi in sospeso. La prima a cui ho concesso questo
privilegio. Credo che farei di tutto pur di guardarla
perdersi dentro di me. Mi incanta, mi ammalia. come se
mi avesse fatto un incantesimo quel giorno che cascata
nel mio ufficio. Sorrido teneramente al ricordo della goffa
ragazzina bruna che arrossiva in continuazione. Chi
avrebbe mai immaginato che si rivelasse una cos ardua
sfida? Ma forse proprio questo che mi affascina pi di
tutto. La sua impertinenza ed il suo carattere mi fanno
letteralmente impazzire. E allo stesso tempo mi eccitano.
tutto nuovo. E linsieme di tutto quello che mi
confonde, fino a farmi perdere le mie certezze. Sospiro
mentre accendo il mio pc. Devo lavorare. Sbrigo in
fretta, anche se non senza difficolt, la mia relazione,
preparando i dettagli per la riunione di domani. Mando
un messaggio a Taylor, che alloggia in una delle suite pi
piccole, avvertendolo che domattina partiremo molto
presto per Seattle. Quando finisco, decido di inviare una
mail ad Anastasia.

Da: Christian Grey


A: Anastasia Steele
Data: 23 maggio 2011 23.16
Oggetto: Stasera
Miss Steele,
Non vedo lora di ricevere i tuoi commenti sul contratto. Per il
momento, dormi bene, piccola.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Chiudo il pc e faccio una doccia veloce prima di


mettermi a letto. Metto il BlackBerry sul comodino e fisso
il soffitto. Ho quasi paura ad addormentarmi. Rifletto sul
fatto che ho dormito veramente bene, come non mi
succedeva da tempo, solo con lei accanto. Scuoto la testa,
sorridendo. Mi basta una piccola impertinente brunetta
per guarire da tutti i miei mali?. Sento il telefono vibrare.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 24 maggio 2011 00.02
Oggetto: Problemi
Caro Mr Grey,
ecco la mia lista di obiezioni. Non vedo lora di discuterle pi
estesamente alla cena di mercoled. I numeri si riferiscono alle
clausole.
2. Non sono certa che sia solo per il MIO beneficio, cio per esplorare
la MIA sensualit e i MIEI limiti. Sono certa che per questo non mi
servirebbe un contratto di dieci pagine! Di certo il beneficio anche
TUO.
4. Come sai, sei il mio unico partner sessuale. Non prendo droghe e

non ho mai fatto una trasfusione di sangue. Con ogni probabilit


sono al riparo da rischi. Cosa mi dici di te?
8. Posso rescindere il contratto in qualsiasi momento se mi sembra
che tu non ti attenga ai limiti concordati. Bene, questa mi piace.
9. Obbedirti in tutto? Accettare senza esitazioni la tua disciplina? Di
questo dobbiamo parlare.
11. Un periodo di prova di un mese. Non tre.
12. Non posso impegnarmi per tutti i weekend. Ho anchio una vita, o
comunque lavr. Perch non tre su quattro?
15.2. Usare il mio corpo come ti sembra opportuno, a scopi sessuali e
non. Per favore, definisci e non.
15.5. Tutta questa clausola sulla disciplina. Non sono certa di voler
essere frustata, fustigata o sottoposta a punizioni corporali. Sono
sicura che questa sia una violazione delle clausole 2-5. E anche per
qualsiasi altra ragione. Questa pura crudelt, e mi avevi detto di
non essere un sadico.
15.10. Come se prestarmi a qualcun altro fosse unipotesi
contemplabile. Sono felice che sia nero su bianco.
15.14. Le Regole. Di questo discutiamo pi avanti.
15.19. Toccarmi senza il tuo permesso. Che problema c? Tanto sai
che non lo faccio comunque.
15.21. Disciplina, vedi la sopracitata clausola 15.5.
15.22. Non posso guardarti negli occhi? Perch?
15.24. Perch non posso toccarti?
Regole
Sonno: accetter 6 ore.
Alimentazione: non intendo mangiare cibi scelti da una lista. O la

lista, o me. Su questo non transigo.


Abbigliamento: finch si tratta di indossare i tuoi vestiti solo quando
sono con te, ci sto.
Esercizio fisico: avevamo concordato tre ore, questo contratto dice
quattro.
Limiti relativi
Possiamo rivederli insieme?
Niente fisting di nessun genere.
Cos la sospensione?
Pinze per genitali vorrai scherzare.
Puoi farmi sapere lorario per mercoled? Quel giorno stacco alle
cinque del pomeriggio.
Buonanotte.
Ana

Leggo in fretta la sua mail, preoccupato dalloggetto,


scorrendola fino alla fine. Mi fa sorridere il suo tono
autoritario. Vuoi essere tu la mia Dominatrice, Miss
Steele?. Clicco su rispondi.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 24 maggio 2011 00.07
Oggetto: Problemi
Miss Steele,
una lunga lista. Perch sei ancora sveglia?
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Risponde immediatamente.

Da: Anastasia Steele


A: Christian Grey
Data: 24 maggio 2011 00.10
Oggetto: Ore piccole
Signore,
se ti ricordi, stavo scrivendo la lista quando sono stata distratta e
scopata dal maniaco del controllo che passava di qua.
Buonanotte.
Ana

Sorrido divertito, ma comunque contrariato dal fatto


che sia ancora sveglia quando domattina dovr alzarsi
presto per il lavoro.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 24 maggio 2011 00.12
Oggetto: In branda!
VAI A LETTO, ANASTASIA.
Christian Grey
Amministratore delegato e Maniaco del Controllo, Grey Enterprises
Holdings Inc.

Invio, soddisfatto per la piccola aggiunta alla mia


firma. Smette di rispondermi, probabilmente arrabbiata a
causa del mio tono. Ma non mi importa. Deve dormire.
Devo anchio, oltretutto. Scorro le ultime mail, aprendo
quella con le sue obiezioni. La rileggo attentamente.
Quando ho finito, la rileggo di nuovo. Dal suo tono si
capisce perfettamente che non ha intuito per niente il suo

ruolo, in tutto questo, qual . Non sa minimamente cosa


vuol dire essere una vera Sottomessa. Anzi, non ha
neppure unidea aleatoria del concetto. Mi soffermo sul
sollievo espresso nei confronti della possibilit di
rescindere il contratto. Il suo spavento evidente. Ma io
non voglio spaventarla. La sua reticenza ad obbedire, mi
fa sorridere. Non credo che la sua obbedienza possa
durare per lunghi periodi. Avr sempre qualcosa da
ridire. E questo vorr dire che avr sempre un motivo per
punirla. E questa consapevolezza mi eccita da morire. Se
solo penso a quello che potr farle, a quanto potremo
sperimentare insieme. Sono contrariato dal suo limite di
un mese alla nostra relazione, con un weekend libero. Io
sarei pronto ad estenderlo anche ad un anno. Voglio lei.
Dubito che questo possa stancarmi presto. Tutta questa
clausola sulla disciplina. Non sono certa di voler essere
frustata, fustigata o sottoposta a punizioni corporali.
Sono sicura che questa sia una violazione delle clausole 25. E anche per qualsiasi altra ragione. Questa pura
crudelt, e mi avevi detto di non essere un sadico. Mi
soffermo su questa sua obiezione. Dritta al punto come
sempre, Miss Steele. Non posso dirle che sono un sadico.
Si spaventerebbe ancora di pi e scapperebbe subito,
senza darmi neppure una possibilit. Dovr decidere
come affrontare questo ostacolo senza rivelarle loscuro
segreto che mi trascino dietro. E ancora, toccarmi. So che
lo vuole. Ma so anche di non poterlo fare. Le sue obiezioni
alle regole e ai limiti assoluti e relativi, invece, mi fanno
sorridere abbastanza. possibile trovare qualcosa su cui
non abbia da ridire? tardi, ma decido comunque di
rispondere alla sua mail. Avvio Google, cercando la
definizione di Sottomessa e copiandola.

Da: Christian Grey


A: Anastasia Steele
Data: 24 maggio 2011 01.27
Oggetto: Le tue obiezioni
Cara Miss Steele,
dopo un pi attento esame delle tue osservazioni, posso permettermi
di attirare la tua attenzione sulla definizione di Sottomessa?
sottomesso part. pass. di sottomettere, anche agg.
1. incline o pronto a sottomettersi; persona che obbedisce umilmente
e senza resistenze: un servo sottomesso.
2. caratterizzato da o indicante sottomissione: un comportamento
sottomesso.
Dal latino submittere, mettere sotto.
Sinonimi: 1. arrendevole, compiacente, adattabile, condiscendente. 2.
passivo, rassegnato, paziente, docile, domato, soggiogato.
Contrari: 1. ribelle, disobbediente.
Per favore, tienilo a mente durante il nostro incontro di mercoled.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Poggio soddisfatto il BlackBerry sul comodino. Rifletti


su questo, Miss Steele.

Capitolo 13
Ho appena concluso la mia riunione di lavoro a
Portland e sto tornando allEscala per recuperare delle
cose a casa e pranzare con Elena. Forse lei potr aiutarmi
a fare chiarezza su quel tornado dagli occhi azzurri di
nome Anastasia Steele. Quando entro nel mio
appartamento, inizio lentamente a scaricare tutta la
tensione accumulata. Poggio la mia cartella di cuoio
marrone sul divano e mi dirigo verso il bagno. Apro
lacqua calda, che inizia a scorrere, e torno in camera da
letto, dove mi spoglio del tutto. Mi infilo sotto la cascata
calda e, in fretta, faccio una doccia purificatrice. Dieci
minuti pi tardi sono gi vestito con un paio di pantaloni
scuri e una camicia di lino bianca e sto facendo ingresso
in sala da pranzo, dove unefficiente Mrs Jones al lavoro
dietro i fornelli. Mi fa un ampio sorriso, mentre mi dirigo
nel mio studio. Sono stato davvero fortunato, quattro
anni fa, a trovare sia lei che Taylor. Discreti, efficienti,
infaticabili. A differenza di quello che si pu pensare dai
miei modi bruschi, sono davvero affezionato a Gail e
Jason. Non a caso ho destinato unintera ala del mio
appartamento alla loro convivenza. Professionale e, da
qualche tempo, sentimentale. Mi siedo alla mia scrivania,
cercando di lavorare, ma i miei pensieri sono altrove. Mi
ritrovo a giocherellare con la mia stilografica, con lo
sguardo perso nel vuoto. So che dovrei mettere le cose in
chiaro con Anastasia. Questattesa mi logora, mi
distrugge e mi rende emotivamente instabile. Cosa che
non mi succedeva da anni. Meglio parlare prima con
Elena. Magari parlare anche con Flynn non sarebbe una
cattiva idea, Grey. Annoiato, controllo le mail sul
BlackBerry. Anastasia non ha ancora risposto allultima

che le ho inviato. Sorrido tristemente tra me e me. Star


pensando a qualcosa di arguto e pungente da dirmi. O
probabilmente non ha ancora controllato la posta
elettronica. E io sono qui, come un fottuto cagnolino, ad
aspettare che lei mi sorrida per scodinzolare. Dovrei
regalarle un BlackBerry. Taylor mi strappa bruscamente
dai miei pensieri, bussando alla porta dello studio.
Mrs Lincoln sta salendo, signore
A Taylor non piace Elena, ma molto discreto nel
darlo a vedere. Sorrido tra me e me, mente rientro nel
salone. Elena appoggiata al bancone della cucina.
Indossa un pantalone nero, dal taglio classico ed elegante,
ed una camicetta semitrasparente di un blu intenso. I
suoi corti capelli biondi scintillano alla luce del sole che
entra dalla vetrata che affaccia sul terrazzo. Il suo viso si
illumina con un grande sorriso non appena mi scorge.
Smette di giocherellare con i due grossi anelli che indossa
e si rialza. alta quasi quanto me sui suoi tacchi
vertiginosi. appariscente, bella, sensuale. Come sempre.
E una volta ero pazzo di lei. Ma ora quello che ci lega sono
solo gli affari.
Christian!
Mi bacia su entrambe la guance quando mi avvicino,
sorridendo calorosamente. Il contatto non mi crea nessun
problema. Con Elena posso stare tranquillo.
Benvenuta, Elena. Accomodati
Le sorrido mentre le indico con la mano lo sgabello

dietro le sue spalle. Mi siedo accanto a lei, in modo che


possa guardarla in faccia. Mrs Jones poggia sul bancone,
completamente imbandito, i piatti con il pollo alla
cacciatora, per poi dileguarsi discretamente, lasciandoci
da soli. Elena deposita la sua enorme borsa blu sullo
sgabello accanto al suo e si siede, pronta ad ascoltarmi.
Mi hai detto che era urgente, Christian. Cos
successo?
Fisso il cibo nel mio piatto. Mi sento come se dovessi
confessare una marachella a mia madre. Quando alzo lo
sguardo lei mi sta guardando, in attesa.
Dovremmo cominciare a mangiare, Elena. Come sta
Isaac?
Isaac il suo nuovo schiavo. Ha pressappoco la mia et
e lei si dilunga nei particolari della loro relazione mentre
le verso del vino nel bicchiere. Ascolto la mia
interlocutrice senza prestarle davvero attenzione. A
riportarmi alla realt Elena stessa, che mi schiocca le
dita davanti agli occhi.
Mi dici cosa c che non va, Christian?
Alza le sopracciglia, guardandomi
preoccupata. Sospiro pesantemente.

con

aria

Si tratta di una nuova Sottomessa


Elena sorride, visibilmente rilassata, tornando ad
occuparsi della sua porzione di pollo.

Non sapevo che ne stessi cercando una nuova.


Dimmi, come andato il colloquio preliminare?
Non c stato nessun colloquio preliminare. Diciamo
che mi caduta tra le braccia. Nel senso letterale della
frase
Le racconto brevemente di come ho conosciuto
Anastasia e del nostro strano accordo-non accordo. Mi
guarda scioccata.
Una vergine, Christian? Non sar forse troppo
inesperta?
Forse. Ho il dubbio che non possa essere davvero una
buona Sottomessa. cos indisponente, cazzo!
Elena ridacchia, guardandomi con affetto.
Le ho raccontato di noi. Senza scendere nei dettagli,
ovvio
Mentre pronuncio questa frase mi rendo conto che il
nodo della questione questo. Perch ho sentito il
bisogno di raccontarle cos tanto di me?
Come mai ne hai sentito il bisogno?
La domanda di Elena riecheggia i miei pensieri. La
guardo, cercando di interpretare la sua espressione. Mi
sembra sia leggermente sbiancata allimprovviso.
Probabilmente teme mi sia fatto sfuggire il suo nome.

Tranquilla, Elena. Non le ho rivelato niente di


particolare. Forse volevo solo che si fidasse di me, che
sapesse che conosco bene la sensazione
Sospira, senza aggiungere nulla. Gioca con la forchetta
e il cibo, pensierosa. Mi sento quasi obbligato a darle
qualche altra spiegazione. Non so nemmeno io perch.
Volevo che si fidasse di me. Non ho mai desiderato
nessuna in questo modo. Volevo fosse mia e credevo che
una volta che lavessi scopata la sensazione di vuoto che
provo quando non c sarebbe passata. E invece.
Mi fermo, agitando in aria la mano e scuotendo la
testa, senza riuscire a trovare le parole giuste. Elena mi
fissa. Ancora una volta non so cosa le passa per la mente.
Dimmi qualcosa, cazzo. Il silenzio assordante, non
riesco a non riempirlo di banali scuse al mio
comportamento. Mi sento come se avessi tradito Elena e
tutto il mondo in cui lei stessa mi ha introdotto per
buttarmi a capofitto in qualcosa di proibito.
solo solo che non riesco a starle lontano. Mi
attrae ad un livello profondo. E il fatto di averla
posseduta io soltanto mi fa sentire potente. Per la prima
volta ho trovato una persona che pu essere
completamente mia. In tutto. E poi poi la desidero.
Sempre. Voglio possederla costantemente, non sono mai
sazio di lei, mai appagato fino in fondo. Ho bisogno di
sentirla, vederla, saperla al sicuro. Anche se mi sfida, mi
provoca, mi risponde in modo impertinente o non fa mai
quello che le dico di fare. La sua sfida nei miei confronti
mi confonde. Mi fa infuriare. Ma allo stesso tempo mi
eccita da morire

Elena sposta il suo braccio, poggiando la mano sul mio.


Mi accarezza, senza guardarmi. Dopo qualche attimo di
silenzio, torna a fissare il suo piatto. Perch si comporta
in questo modo? cos sbagliato quello che ho fatto?.
Ti ha chiamata Mrs Robinson le mormoro, cercando
di farla sorridere.
Scoppia a ridere, ma in qualche modo quel suono
strano. Una risata vuota. Solo rumore, senza nessuna
emozione sincera.
Perdonami, Christian. Ma credo che questo tipo di
rapporto in cui sei andato ad infilarti non faccia per
niente al caso tuo. Mi sembra evidente, da quello che mi
hai raccontato, che tu e questa ragazzina vi trovate su
piani completamente differenti. Non fa parte del nostro
mondo e, inesperta com, non credo possa arrivare a
comprenderlo del tutto. Suppongo che prima o poi
inizier a volere molto di pi da questa relazione. Perch
la realt questa, volete cose diverse. Non credo affatto
che lei possa essere una buona Sottomessa. E avere lei
vorrebbe dire rinunciare completamente al tuo mondo.
Sei pronto a farlo e a tornare a tutto il caos di prima?
La fisso sconcertato, a bocca aperta, senza rispondere.
Scusa la franchezza, Christian. Ma volevi la mia
opinione
Torna ad occuparsi del suo cibo, con aria
apparentemente indifferente, lasciandomi a riflettere

sulle sue parole. Ha ragione. Ricordo perfettamente


comera prima. Comera il mio mondo prima di riuscire a
definirne i contorni. Forse davvero impossibile che tra
me e Anastasia funzioni. Di nuovo, Elena interrompe i
miei pensieri.
Ora devo lasciarti Christian. Devo passare al salone di
bellezza. Grazie per il pranzo
Mi sorride, mentre mi alzo insieme a lei,
accompagnandola alla porta. Chiamo lascensore, assorto
nei miei pensieri. Elena si avvicina, accarezzandomi
teneramente il viso.
Non lasciarti sopraffare, Christian. Tu sei il signore
del tuo universo. Hai bisogno di quel controllo. Nessuno
pu togliertelo
Le porte dellascensore si aprono e lei mi deposita
velocemente un casto bacio allangolo della bocca prima
di sparirvi allinterno. Torno dentro, rimuginando su
quanto mi ha appena detto. So perfettamente che Elena
ha ragione. Ho faticato tanto per arrivare ad essere quello
di oggi. Ho bisogno delle mie regole, del controllo e di
contorni definiti, che tengano soprattutto fuori le mie
fragilit. Ma dentro di me so anche di aver bisogno di
Anastasia. Sospiro, mentre torno in camera a prepararmi
per ripartire. Il mio umore sta decisamente colando a
picco.
Dopo essere passato in ufficio a discutere con Ros
dellesito della riunione di questa mattina, sono di nuovo
in viaggio verso Portland. Lincontro con Elena non ha
chiarito nulla, anzi. Mi sento ancora pi combattuto, se
possibile. Ho lumore a terra. Il mio BlackBerry suona.

Apro lmail appena arrivata.


Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 24 maggio 2011 18.29
Oggetto: Le mie obiezioni E le tue?
Signore,
ti prego di notare la lontana origine del termine. Vorrei
rispettosamente ricordare a vossignoria che lanno in corso il 2011.
Dallepoca romana sono stati fatti molti passi avanti. Mi permetto di
offrirti anchio una definizione su cui riflettere in vista del nostro
incontro:
compromesso sostantivo maschile
1. appianamento delle differenze per mezzo di reciproche
concessioni; accordo raggiunto trattando su rivendicazioni e principi
conflittuali o contrastanti, tramite la vicendevole modifica delle
rispettive esigenze.
2. il risultato di tale accordo.
3. via di mezzo tra cose diverse: La villetta a schiera un
compromesso tra un condominio e unabitazione isolata.
4. agg. danneggiato, spec. di reputazione; esposizione al rischio, al
sospetto ecc.: la sua integrit compromessa.
Ana

Sorrido amaramente. Elena aveva ragione pi di


quanto io credessi. Forse non riuscir mai a darmi quello
che voglio. Eppure non posso fare a meno di notare come,
nonostante limpertinenza, non abbia tutti i torti. Le ho
proposto io di trovare un punto dincontro. Attenta e
puntigliosa come sempre, Miss Steele. Forse riusciremo
a trovare un accordo domani sera. Il pensiero mi d una
piccola speranza.

Da: Christian Grey


A: Anastasia Steele
Data: 24 maggio 2011 18.32
Oggetto: E le mie obiezioni?
Un punto per te, come al solito, Miss Steele. Vengo a prenderti
domani alle 19.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 24 maggio 2011 18.40
Oggetto: 2011 Le donne possono guidare
Signore,
io possiedo unautomobile. Ho la patente. Preferirei incontrarti da
qualche parte. Dove ci vediamo? Al tuo hotel alle 19?
Ana

irritante ed esasperante persino via mail.


Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 24 maggio 2011 18.43
Oggetto: Giovani donne caparbie
Cara Miss Steele
faccio riferimento alla mia mail inviata il 24 maggio 2011 all1.27 e
alla definizione l contenuta. Pensi che sarai mai in grado di fare
quello che ti viene detto?
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Da: Anastasia Steele


A: Christian Grey
Data: 24 maggio 2011 18:49
Oggetto: Uomini intrattabili
Mr Grey,
ho voglia di guidare.
Per favore.
Ana

Avrei voglia di sculacciarla quando non riesce a fare


quello che le dico. Ma decido che meglio acconsentire.
Magari riesco ad ammorbidirla prima di domani. E si
sentir pi tranquilla, forse, sapendo di poter andare via
quando vorr. Tuttavia non riesco a nascondere di essere
irritato.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 24 maggio 2011 18:52
Oggetto: Uomini esasperati
Daccordo. Al mio hotel alle 19. Ci vediamo al bar al pianterreno.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 24 maggio 2011 18.55
Oggetto: Uomini non cos intrattabili
Grazie.
Ana X

Il suo bacio, alla fine della mail, mi fa sorridere.


Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 24 maggio 2011 18.59
Oggetto: Donne esasperanti
Prego.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Quando arrivo allHeathman, mi cambio, indossando


la tuta. Ho bisogno di andare a correre. Sorrido,
pensando che appena ieri sera ho preso in giro Anastasia
per questo. Riesco a fare un bel po di chilometri prima di
decidermi a tornare nella mia suite e buttarmi sotto la
doccia. Il getto dacqua calda mi rilassa, mentre la
tensione della giornata appena trascorsa mi scivola
lentamente di dosso. Infilo in fretta i pantaloni del
pigiama, dopo essermi asciugato, e torno in sala da
pranzo per la cena. Mentre consumo il mio pasto solitario
ripenso allincontro con Elena. Mi sembrata molto
contrariata dal mio racconto. Non da lei. Di solito mi
pressa per conoscere le mie Sottomesse e mi chiede di
portarle al salone di bellezza che gestisce, per darmi la
sua opinione. In effetti non ha minimamente contemplato
la possibilit per Anastasia. Probabilmente davvero
convinta che lei non sia una buona partner per me.
Tuttavia la risolutezza di giudizio di Elena non cambia, di
fatto, quello che provo. Voglio dare a Miss Steele una
possibilit. E voglio darla a me stesso. Voglio davvero
provare a far funzionare le cose. Non mi va di perderla.
Mi alzo dal tavolo e vado nello studio. Accendo il pc e mi
rimetto a lavoro. quasi mezzanotte quando finalmente

finisco di redigere il progetto di acquisizione per la nuova


societ a Portland. Mi alzo e vado in camera da letto.
Lentamente, e controvoglia, scivolo in un sonno profondo
dettato dalla stanchezza, animato da tristi occhi azzurri
che mi implorano di fare qualcosa. Anche se non afferro
bene cosa.
Lindomani mattina mi sveglio presto. Ho un po di
lavoro
arretrato
da
completare
prima
della
videoconferenza di questo pomeriggio. La giornata
sembra interminabile e neppure lallenamento riesce a
farmi scaricare tutta la tensione accumulata. Non vedo
lora di vedere Anastasia. Questa potrebbe essere la volta
buona. Mi preparo trattenendo a stento lagitazione. E la
mia erezione. Manca un quarto dora alle sette quando
faccio il mio ingresso trionfale nel bar dellHeathman. Mi
avvicino al bancone ed ordino un bicchiere di Sancerre,
uno dei miei vini preferiti. Ho fatto preparare anche una
saletta privata per la cena e ho gi ordinato tutto. Ma
quello che realmente mi interessa il dopocena. In realt
ho gi in mente qualcosa. Nella tasca interna della giacca
ho uno di quei graziosi ed efficaci ovetti vibranti che si
azionano a distanza. Arriva direttamente dalla Stanza dei
giochi. Potrebbe essere davvero interessante scoprire
leffetto che hanno su Miss Steele. Controllo il mio
abbigliamento. Ho indossato una camicia bianca, di lino, i
jeans neri e giacca e cravatta sempre nere. I miei capelli
hanno preso ognuno una direzione diversa, ma non ci
faccio mai caso onestamente. Ti stai davvero
preoccupando del fatto che ti trovi carino, Grey?.
Sorseggio
lottimo
vino
bianco,
guardandomi
nervosamente intorno. Dovrebbe arrivare a momenti.
Spero sia puntuale. Odio i ritardatari. Bevo un altro sorso
di vino e sospiro pesantemente. Sono cos agitato,

cazzo!. Il mio cuore manca un battito quando la scorgo


allingresso. Poi riprende la sua corsa, impazzito. Wow!.
Sono letteralmente senza fiato. Ha i capelli castani sciolti,
che le ricadono morbidamente sulle spalle. avvolta in
un meraviglioso tubino color prugna e indossa un paio di
tacchi a spillo dello stesso colore, abbinati ad una piccola
borsetta. Le sue magnifiche gambe scoperte mi rievocano
dolci ricordi. dannatamente sexy. Rimango interdetto
per qualche secondo, sbattendo le palpebre dinnanzi a
quella visione celestiale. Il mio uccello si produce in una
poderosa erezione, che dubito di riuscire a nascondere al
pubblico. Le rivolgo un sorrisetto provocante, mentre mi
avvicino.
Sei splendida mormoro quando la raggiungo,
chinandomi a baciarle la guancia. Un vestito, Miss
Steele. Hai tutta la mia approvazione
Le prendo un braccio, accompagnandola verso un
separ. Con un cenno chiamo il cameriere.
Cosa bevi?
Lei mi fa un sorriso furbo.
Quello che stai bevendo tu, grazie dice, con tutta la
grazia di questo mondo.
Sorrido, divertito dalla sua insolita spavalderia. Ordino
un altro bicchiere di Sancerre e mi siedo di fronte a lei.
Qui hanno unottima cantina

Vengo subito distratto dai suoi occhi ricolmi dansia. Il


desiderio mi attanaglia le viscere e mi sento attratto verso
di lei da una misteriosa carica elettrica che ho gi
sperimentato nellascensore dellHeathman la scorsa
settimana. Appoggio i gomiti sul tavolo, unendo le dita
dinnanzi alla bocca, in piena contemplazione della
magnifica opera darte umana che mi siede di fronte. Mi
guarda, agitandosi e riabbassando subito lo sguardo. Il
suo respiro accelera, animandole il petto.
Sei nervosa?
S
Mi chino verso di lei, con fare cospiratorio.
Anchio sussurro.
Alza lo sguardo di scatto, incredula, come se facesse
fatica ad accettare le mie parole come vere. E invece
cos. Per la prima volta nella mia vita sento, anzi so, di
non avere il completo controllo della situazione. Sono in
attesa di una sua decisione. Potrebbe accettare o rifiutare.
Forse avrei dovuto ascoltare Elena, ma desidero
Anastasia in un modo cos intenso, cos sconosciuto e
primordiale. Ho il dovere di non lasciare nulla di
intentato per averla. Deve essere mia. Un modo lo
troveremo. Il cameriere interrompe il nostro silenzio,
portando un calice di vino per Anastasia, noci ed olive.
Dunque,
come
procediamo?
mi
chiede
allimprovviso. Esaminiamo i punti che ho sottolineato
uno per uno?

Sorrido.
Impaziente come sempre, Miss Steele
Se vuoi, allora, possiamo parlare del tempo
Non mi sembrato che il tempo avesse niente di
eccezionale, oggi
Prendo unoliva dal piattino e osservo i suoi occhi
fissarmi avidamente le labbra, arrossendo. Mi eccito
immediatamente.
Mi prendi in giro, Mr Grey?
S, Miss Steele
Tu sai che questo contratto non ha valore legale
Lo so perfettamente, Miss Steele
Avevi intenzione di dirmelo, prima o poi?
Aggrotto la fronte. Hai una bella opinione di me, Miss
Steele!. Non che tu faccia molto per farti apprezzare da
lei, Grey.
Pensavi che ti costringessi a fare qualcosa che non
vuoi fare e poi fingessi di avere qualche diritto legale su di
te?
Ecco s

Non hai unopinione molto alta di me, vero?


Non hai risposto alla mia domanda
Mi rende nervoso il suo atteggiamento. Ripenso alle
parole di Elena. Dovresti lasciar perdere. evidente che
siete su due piani diversi.
Anastasia, non importa se legale o no. Rappresenta
un accordo che vorrei stringere con te: quello che vorrei
da te e quello che tu puoi aspettarti da me. Se non ti
piace, allora non firmarlo. Se lo firmi e poi decidi che non
ti piace, ci sono clausole che ti permettono di uscirne.
Anche se fosse legalmente vincolante, pensi che ti
trascinerei in tribunale se tu decidessi di filartela?
Si agita di nuovo, bevendo un abbondante sorso di
vino. Ho notato che lo fa quando si sente insicura. E
diventa molto pi sciolta. Continuo ad incalzarla,
cercando di spiegarle chiaramente quello che voglio da
lei.
Questo tipo di relazioni si basa sullonest e sulla
fiducia. Se non ti fidi di me, se credi che io non conosca
leffetto che ho su di te, che non sappia fin dove posso
spingermi, fin dove posso portarti, se non sei in grado di
essere onesta con me, allora meglio che lasciamo
perdere
So bene di suonare duro con le mie parole. Le sto
sbattendo in faccia la realt. Ma forse meglio cos.

Dunque, Anastasia, il discorso semplice. Ti fidi di


me o no?
La guardo fisso, ardendo di desiderio.
Hai avuto discussioni simili con ehm le altre
quindici?
La sua domanda mi spiazza un po.
No rispondo dopo un attimo.
Perch?
Perch erano tutte sottomesse convinte. Sapevano
cosa volevano da una relazione con me e, a grandi linee,
che cosa mi aspettavo. Con loro era solo una questione di
mettere a punto i limiti relativi, e dettagli del genere
C un negozio in cui ci si rifornisce? Tipo
Schiave&Co.?
Scoppio a ridere di gusto.
Non proprio le rispondo, guardandola con affetto.
E allora come si fa?
di questo che vuoi parlare? O vogliamo venire al
dunque? Alle tue obiezioni, come dici tu
Latmosfera si fa di nuovo seria. Deglutisce a fatica,
sospirando piano. Cerco di metterla pi a suo agio.

Hai fame?
No
Hai mangiato oggi?
Mi guarda, improvvisamente in ansia. E so che non ha
mangiato.
No risponde alla fine, la voce a malapena udibile.
La guardo di traverso.
Devi mangiare, Anastasia. Possiamo cenare qui o
nella mia suite. Come preferisci
Penso che dovremmo stare in pubblico, su un terreno
neutrale
Sorrido perfidamente alla sua affermazione.
Pensi che questo mi fermer? le chiedo piano.
Anastasia spalanca gli occhi per lo stupore.
Lo spero! esclama.
Ma neppure lei ne sembra convinta del tutto.
Vieni, ho prenotato una saletta privata. Niente
pubblico

Le faccio un sorriso carico di promesse, alzandomi ed


uscendo dal spar, tendendole la mano.
Portati il vino mormoro mentre mi afferra la mano,
seguendomi sullo scalone, fino al mezzanino.
Un cameriere in livrea si avvicina.
Mr Grey, da questa parte, prego
Ci fa strada attraverso un magnifico soggiorno, fino ad
arrivare alla sala da pranzo privata che ho prenotato.
Latmosfera intima, grazie al legno del rivestimento
delle pareti. Il tavolo perfettamente apparecchiato con
bicchieri di cristallo, posate dargento. Al centro, un
bellissimo mazzo di rose bianche, al di sopra del quale
brilla sontuoso lampadario scintillante. Il cameriere
scosta gentilmente la sedia di Anastasia, stendendole il
tovagliolo in grembo una volta accomodata. Lansia la sta
divorando. Si morde il labbro, stringendo forte con i
denti. Quanto vorrei essere io a farlo, Anastasia. Mi
siedo di fronte a lei, senza smettere di guardarla.
Non morderti il labbro sussurro.
Aggrotta la fronte, rendendosi conto del suo gesto.
Ho gi ordinato. Spero che non ti dispiaccia
Per me va bene mi dice, quasi sollevata.
bello sapere che riesci a essere malleabile. Dunque,
dove eravamo?

Dovevamo venire al dunque


Beve ancora dal calice di vino. Qualcosa le attraversa la
mente ed arrossisce di colpo. Non voglio metterla a
disagio ulteriormente, quindi ignoro le sue reazioni e tiro
fuori dalla tasca la sua mail.
Gi, le tue obiezioni
La apro, scorrendola con gli occhi. A noi due, Miss
Steele.
Clausola 2. Concessa. Il beneficio di entrambi. Devo
riformulare
Non alzo gli occhi dal foglio, ma posso sentire la sua
ansia crescere. Di sfuggita, noto che sta bevendo di
nuovo.
La mia salute sessuale. Dunque, tutte le mie partner
precedenti avevano fatto il test, io mi sottopongo ogni sei
mesi agli esami per le malattie citate. Gli ultimi sono
negativi. Non ho mai fatto uso di droghe. Per dirla tutta,
sono assolutamente contrario alla droga. In azienda
conduco una politica di tolleranza zero, e faccio test a
campione sui dipendenti
Alzo gli occhi mentre parlo e la scruto attento e serio.
Mi guarda sbalordita. Dopo quello che ho passato non c
da stupirsi della mia fissazione con la droga.
Non ho mai fatto trasfusioni di sangue. una risposta
soddisfacente alla tua domanda?

Annuisce semplicemente, senza parlare. So di essere


molto secco e diretto. La verit che non voglio
permettere a questi nuovi e sconosciuti sentimenti, che
mi animano quando sono con lei, di prendere il
sopravvento.
Al punto successivo ho accennato prima. Puoi
andartene quando vuoi, Anastasia. Io non ti fermer. Se
te ne vai, per, finita. Mi sembra giusto che tu lo
sappia
Daccordo
Il suo un mormorio basso, senza convinzione.
Sembra afflitta da quella prospettiva. Anche tu lo sei,
Grey. Il cameriere porta il primo piatto del men.
Ostriche su ghiaccio.
Spero che le ostriche ti piacciano mormoro,
osservando il suo stupore.
Non le ho mai mangiate
Davvero? Bene
Ne prendo una, facendole vedere come si fa.
Non devi far altro che infilartele in bocca e deglutire.
Penso che tu possa farcela
La guardo malizioso e il doppio senso non le sfugge.
Arrossisce violentemente. Le sorrido divertito, mentre
spruzzo del limone sulla mia ostrica e la mando gi,

ingoiando.
Mmh, deliziosa. Sa di mare. Coraggio! la esorto
sorridendo.
Quindi, non devo masticarla? dice esitante.
No, Anastasiale rispondo divertito.
Si morde il labbro, agitata. La mia eccitazione cresce
nei miei pantaloni e la guardo severamente. Smettila.
Smettila subito, cazzo!. Anastasia prende unostrica,
spruzza sopra del limone, imitandomi, e se la infila in
bocca. Socchiudo gli occhi, mentre la lascia scivolare
lentamente gi per la gola. davvero eccitante
vederglielo fare.
Allora? le chiedo curioso.
Ne prendo unaltra
Brava bambina
Le sorrido soddisfatto.
Le hai scelte apposta? Non sono note per le loro
propriet afrodisiache?
No, sono il primo piatto del menu. Quando sono con
te non ho bisogno di afrodisiaci. Penso che tu lo sappia, e
che valga la stessa cosa per te nei miei confronti dico
semplicemente, prima di riprendere a guardare il foglio
che ho in mano, mentre lei prende una seconda ostrica,
leggermente soddisfatta.

Bene, dove eravamo? Obbedirmi in tutto. S, questo


che voglio da te. quello di cui ho bisogno. Consideralo
un gioco di ruolo, Anastasia
Ma ho paura che tu mi faccia male
La fisso, senza riuscire a capire fino in fondo a cosa si
riferisca.
Che tipo di male?
Male fisico risponde esitante.
Ho il sospetto che non sia davvero quello che avrebbe
voluto dirmi.
Pensi davvero che lo farei? Pensi che oltrepasserei i
limiti che hai fissato?
Hai detto di aver fatto male a qualcuna prima di me
Aggrotto leggermente la fronte. questo che la
preoccupa davvero?
S. stato molto tempo fa
Com successo?
Cazzo. Non mi va di rievocare la storia di Jennipher.
Ho appeso una donna al soffitto della stanza dei
giochi. A proposito, questa una delle tue domande. La
sospensione a quello che servono i moschettoni. Una

delle corde era legata troppo stretta


Mi ferma immediatamente, alzando una mano.
Non ho bisogno di sapere di pi. Dunque, non mi
sospenderai
No, se non vuoi. Puoi indicarlo come limite assoluto
Va bene
Per quanto riguarda lobbedienza, pensi di potercela
fare?. Alzo la testa e la fisso risoluto. Il silenzio tra di noi
diventa assordante.
Potrei provarci sussurra piano, dopo uneternit.
Sorrido rilassato.
Bene. Per quanto riguarda la durata. Un mese invece
di tre troppo poco, soprattutto se vuoi un weekend
libero al mese. Non penso che potr starti lontano per
tanto tempo. Faccio fatica anche adesso. Mi interrompo
di colpo. Mi sto svelando un po troppo. Sospiro
brevemente. Che ne dici di prenderti un giorno di un
weekend al mese, ma in cambio io mi prendo una notte
infrasettimanale di quella settimana?
Va bene acconsente.
E per favore, proviamo per tre mesi. Se la cosa non fa
per te, puoi andartene quando vuoi
Tre mesi?

Ha lo sguardo terrorizzato. Prende il bicchiere del vino


e beve un sorso abbondante. Afferra una terza ostrica,
facendola scivolare gi per la gola. Sembra distratta.
Scorro ancora la lista. Devo convincerla che la scelta
giusta. Che io sono la scelta giusta per lei.
La storia del possesso solo una questione di
terminologia, e si riconduce sempre al principio
dellobbedienza. Serve a metterti nel giusto stato mentale,
a farti capire quello che desidero. Devi sapere che non
appena varchi la mia soglia per essere la mia Sottomessa,
io far di te quello che voglio. Devi accettarlo, e
desiderarlo. Per questo devi fidarti di me. Ti scoper in
qualsiasi momento, in qualsiasi modo, in qualsiasi luogo
ne avr voglia. Ti punir quando mi ostacolerai. Ti
addestrer a compiacermi Le riverso addosso un fiume
di parole, cercando di mettere tutto nella prospettiva
giusta. So, comunque, che non hai mai avuto esperienze
del genere. Allinizio faremo le cose con calma, e ti
aiuter. Creeremo varie situazioni. Voglio che tu mi dia la
tua fiducia, ma so di dovermela guadagnare, e ho
intenzione di farlo. Quel e non serve, ancora una volta,
ad aiutarti a entrare nella mentalit; significa che non ci
sono tab
Mi guarda, ma sembra persa nei suoi pensieri, a
rimuginare su chiss cosa. La fisso, alzando le
sopracciglia.
Mi stai ascoltando? le chiedo, abbassando la voce.
Bevo anchio un delizioso sorso di vino bianco. Sulla
soglia compare il cameriere e gli faccio un cenno. Si

avvicina al tavolo e sparecchia.


Vuoi altro vino? le chiedo gentilmente.
Devo guidare
Non credo proprio, Miss Steele. Ho altri piani per te.
Un po dacqua, allora? le do corda.
Annuisce.
Naturale o frizzante?
Frizzante, per favore
Il cameriere si allontana, lasciandoci di nuovo soli. La
guardo, mentre lei osserva la sala, in imbarazzo.
Sei molto silenziosa
Tu sei molto loquace mi dice di rimando.
Le sorrido brevemente, continuando con le sue
osservazioni.
Disciplina. C una linea molto sottile tra piacere e
dolore, Anastasia. Sono due facce della stessa medaglia, e
uno non pu esistere senza laltro. Posso mostrarti quanto
pu essere piacevole il dolore. Ora non mi credi, ma
questo che intendo per fiducia. Ti farai male, ma niente
che tu non riesca a sopportare. Ancora una volta, una
questione di fiducia. Ti fidi di me, Ana?

Mi meraviglio di me stesso per il fiume di parole che


sgorga dalla mia bocca. La sua risposta immediata,
spontanea.
S mi dice, ed sinceramente colpita da questa
rivelazione.
Sospiro, sollevato.
Bene, allora. Il resto sono soltanto dettagli
Dettagli importanti
Dio, se fastidiosa quando insiste. Sorrido tra me e
me.
Okay, discutiamone acconsento, poi.
Il cameriere torna a fare il suo ingresso nella sala,
portando il mio piatto preferito: merluzzo nero, servito
con asparagi e pur di patate con salsa olandese.
Spero che il pesce ti piaccia le dico, notando la sua
espressione preoccupata.
Assaggia il merluzzo in silenzio e beve un lungo sorso
di acqua frizzante. Continuo ad elencarle le sue obiezioni.
Le regole. Parliamone. Il cibo non negoziabile?
No risponde decisa.
Posso pretendere che tu consumi almeno tre pasti al
giorno?

No
So che non lavr vinta su questo. Storco il naso.
Devo essere certo che tu non abbia fame
Anastasia mi guarda, aggrottando la fronte.
Dovrai fidarti anche tu di me mi dice provocatoria.
La guardo per un attimo, con la voglia di prenderla a
sculacciate. Poi sospiro, rilassandomi. Se questo che
vuoi, Anastasia.
Touch, Miss Steele. Sul cibo e sul sonno te la dar
vinta
Perch non posso guardarti negli occhi? mi incalza.
una regola del rapporto
sottomissione. Ti ci abituerai

di

dominazione

Rimane perplessa.
Perch non posso toccarti?
Perch no le dico semplicemente, serrando le
labbra. Non ho voglia di parlare di questo, Miss Steele.
per via di Mrs Robinson?
Aggrotto la fronte, confuso.

Cosa te lo fa pensare?. Poi, di colpo, realizzo. Pensi


che quella donna mi abbia traumatizzato?
Annuisce, rimanendo in un silenzio imbarazzato.
No, Anastasia. Non lei il motivo. E poi, Mrs
Robinson non avrebbe sentito ragioni
Mi guarda male.
Quindi non ha niente a che fare con lei? dice.
No. E non voglio nemmeno che ti tocchi da sola
Vado avanti. So benissimo che Elena rappresenta un
argomento poco gradito per Anastasia.
Per curiosit mi diresti il motivo?
Perch voglio per me tutto il tuo piacere
Il mio tono di voce subisce una mutazione. Il solo
pensiero di Anastasia che si tocca davanti a me mi fa
perdere la ragione. cos meraviglioso guardarla godere,
sapere che io sono la causa di tutto il suo godimento. Lei
rimane a bocca aperta, poi si concentra sul cibo. Aggrotta
la fronte mentre mangia un altro boccone di merluzzo,
soprappensiero. Mi rendo conto che il carico di pensieri
immenso per lei.
Ti ho dato molte cose a cui pensare, no?
S

Vuoi parlare adesso anche dei limiti relativi?


Non durante la cena
Il suo tono mi fa sorridere.
Schizzinosa?
Qualcosa del genere
Non hai mangiato molto
Ho mangiato abbastanza
Tre ostriche, quattro pezzi di merluzzo, e un
asparago, niente patate, niente noci, niente olive, e non
hai mangiato altro per tutto il giorno. Hai detto che posso
fidarmi di te
Mi guarda con unespressione indecifrabile sul volto.
S, Ana, sono un fottuto maniaco del controllo.
Christian, per favore, non affronto ogni giorno
conversazioni di questo tipo
Ti voglio sana e in forma, Anastasia
Lo so
E adesso voglio tirarti fuori da quel vestito le dico in
un sibilo lussurioso.
Fa fatica a deglutire e rimane scioccata dalle mie
parole. Sento la tovaglia tendersi e capisco che sta

stringendo le cosce luna contro laltra, eccitata. E sono


eccitato anchio. La desidero. Qui. Ora. Nella sala da
pranzo privata dellHeathman. Mi guarda in preda al
panico per un attimo. Poi, ristabilisce il suo equilibrio con
un breve sospiro.
Non mi sembra una buona idea. Non abbiamo ancora
mangiato il dessert
Alzo le sopracciglia, incredulo.
Vuoi il dessert?
S
Potresti essere tu il dessert le dico malizioso.
ovvio che cerca un pretesto e non gliene importa un
cazzo del fottuto dessert.
Non sono certa di essere abbastanza dolce
Anastasia, sei dolcissima. Lo so le dico allusivo.
Hai un sapore dolce e meraviglioso, Miss Steele.
Christian. Tu usi il sesso come unarma. Non
corretto, davvero
Si guarda le mani, imbarazzata. Poi alza gli occhi
azzurro cielo, fissandoli nei miei. La guardo sorpreso
dalle sue parole. In fondo ha ragione, vero. Sto usando il
sesso come unarma. Ma lunica arma che possiedo. E
che non ho paura di usare. Mi accarezzo il mento con la

mano destra.
Hai ragione. Nella vita si usa quello che si conosce,
Anastasia. Ma questo non cambia il fatto che ti voglio.
Qui. Adesso
Apre la bocca, ansimando. La sento fremere anche
dallaltro lato del tavolo. Dio, Miss Steele. Quanto ti
voglio!. Il mio uccello si tende contro la stoffa dei mie
jeans. Quanto vorrei che la sua bocca calda e inesperta si
schiudesse sul mio cazzo proprio ora. Magari possiamo
divertirci un po, Miss Steele.
Vorrei provare qualcosa di nuovo le sussurro.
Penso allovetto vibrante che ho in tasca. So bene
leffetto che ho su di lei. Forse posso convincerla.
Anastasia continua a fissarmi, aggrottando la fronte.
Devo continuare il mio assalto. Sento che sta per cedere.
Se fossi la mia Sottomessa, non dovresti pensarci.
Sarebbe facile. La mia voce volutamente calda, bassa e
sensuale. Tutte quelle decisioni tutto lo sfiancante
processo mentale che ci sta dietro. Tutte quelle domande:
la cosa giusta da fare? bene che succeda qui? bene
che succeda adesso?. Non dovresti preoccuparti di
nessun dettaglio. Spetterebbe tutto quanto a me, come
tuo Dominatore. E in questo preciso momento, so che mi
vuoi, Anastasia
Si acciglia, sorpresa dalle mie parole.
Lo capisco perch il tuo corpo ti tradisce. Stai
premendo le cosce una contro laltra, sei arrossita, e il tuo

respiro cambiato
visibilmente scioccata.
Come fai a sapere delle mie cosce? sussurra. Quasi
balbetta per lo shock.
Sento la tovaglia che si muove, ed unipotesi basata
su anni di esperienza. Ho ragione o no?
Arrossisce di colpo, abbassando lo sguardo. Sembra
irritata dal fatto che io abbia svelato il suo gioco.
Non ho finito il merluzzo spara ad un tratto.
Preferisci il merluzzo freddo a me? dico divertito.
Alza di scatto la testa e mi lancia unocchiataccia. Quel
lampo di sfida che le attraversa gli occhi mi accende un
desiderio bruciante nelle vene. Voglio scoparti, Miss
Steele. Senza piet.
Pensavo che ti piacesse che io finisca tutto quel che
ho nel piatto
In questo preciso momento, Miss Steele, non mi
potrebbe importare meno della cena
Christian, non sei corretto
Lo so. Non lo sono mai stato
Non replica alle mie parole, ma torna a guardare il suo
piatto. Sembra in cerca di ispirazione. Dun tratto prende

un asparago e mi fissa. Si morde il labbro inferiore, di


proposito. Schiudo le labbra leggermente, inspirando
piano. Con una lentezza straziante infila la punta
dellasparago in bocca, succhiando. Il mio cazzo si tende a
dismisura a quella vista. Sono eccitato oltre il limite, mi
sento scoppiare nei pantaloni.
Anastasia, cosa stai facendo?
La mia voce carica di bisogno. Spezza con i denti la
punta dellasparago.
Sto mangiando lasparago
Mi sposto sulla sedia, cercando di alleviare la tensione
ed il dolore pulsante al basso ventre.
Penso che tu mi stia provocando, Miss Steele
Mi guarda con occhi innocenti.
Sto solo finendo la cena, Mr Grey
Il gioco di seduzione, che si appena capovolto a
quanto pare, viene interrotto dal cameriere che bussa
piano alla porta ed entra, senza che nessuno lo abbia
invitato a farlo. Mi guarda brevemente e io annuisco dopo
un breve sguardo di rimprovero. Lo lascio sparecchiare.
Sospiro, cercando di recuperare lequilibrio. Anastasia, di
fronte a me, sembra riprendere aria e recuperare del tutto
le sue facolt intellettive. Lincantesimo tra di noi ormai
spezzato. Posso solo sperare di trattenerla. E che ceda.
Allora, ti va il dessert? le chiedo gentile.

Ma dentro di me brucio ancora di desiderio.


No, grazie. Penso che dovrei andare
Abbassa lo sguardo sulle sue dita, imbarazzata.
Andare?
Sono evidentemente sorpreso. Non voglio che tu te ne
vada, Miss Steele. Il cameriere ci lascia di nuovo soli,
allontanandosi in fretta.
S dice con rinnovata decisione.
Si alza, pronta ad andarsene.
Abbiamo entrambi la cerimonia delle lauree domani
Mi alzo automaticamente, seguendo il suo esempio.
Non voglio che tu te ne vada riesco a dirle.
Per favore Devo
Perch? chiedo insistente.
Perch mi hai dato molte cose su cui riflettere e ho
bisogno di prendere le distanze
Potrei farti restare
Le mie parole suonano vagamente come una minaccia.
Sono esasperato.

S, e senza sforzo, ma non voglio che tu lo faccia


Mi passo entrambe le mani nei capelli, fissandola. Mi
tornano in mente di nuovo le parole di Elena.
Sai, quando sei entrata nel mio ufficio per
intervistarmi, eri tutta un sissignore, nossignore.
Pensavo che fossi una Sottomessa nata. Ma a dire il vero,
Anastasia, non sono certo che il tuo corpo meraviglioso
abbia il nerbo della Sottomessa
Mi avvicino lentamente a lei. La mia voce tradisce tutta
la tensione sessuale che ho accumulato durante la cena. E
anche prima.
Forse hai ragione mormora lei.
Voglio avere la possibilit di esplorare questa ipotesi
sussurro, senza smettere di guardarla.
Siamo luno di fronte allaltra, a meno di tre centimetri
di distanza. Le accarezzo dolcemente il viso, sfiorando il
labbro che prima ha stretto tra i denti.
Non conosco altro modo, Anastasia. Sono fatto cos
Lo so
La sincerit di entrambi ci unisce ancora di pi. Mi
chino su di lei, fermandomi appena prima di toccare le
sue labbra. La guardo negli occhi, cercando il suo
consenso. Christian Grey chiede il permesso ora?. Ana
mi distrae dal mio pensiero spiacevole, tendendo le sue

labbra verso le mie. Il contatto tra le nostre bocche


fuoco allo stato puro. Anastasia mi travolge, afferrandomi
i capelli con le mani, scompigliandoli, e tirandomi verso
di lei. La sua lingua incalza la mia. Questo suo modo di
fare, il suo prendere liniziativa, mi sconvolge i sensi. Le
afferro la testa con una mano, baciandola con forza,
mentre con laltra scendo lungo la schiena, fino alla base
della spina dorsale. La spingo contro il mio corpo, contro
la mia prepotente erezione che la vuole, la desidera pi di
ogni altra cosa al mondo.
Non posso convincerti a restare? le chiedo,
ansimando, mentre continuo a baciarla.
No
Sembra davvero decisa ad andarsene.
Passa la notte con me
Senza toccarti? No
Un gemito di dolore mi sfugge dalle labbra. Non
posso. Mi allontano da lei, spaventato, guardandola
attentamente. Un pensiero doloroso mi attraversa la
mente. E se non volesse pi rivedermi?.
Perch ho limpressione che tu mi stia dicendo
addio?
Anastasia risponde dimpeto, con il suo solito
sarcasmo.
Perch me ne sto andando

Non intendevo questo, e lo sai


Christian, devo pensarci. Non so se posso sopportare
il tipo di relazione che tu desideri
Chiudo distinto gli occhi, appoggiando la mia fronte
alla sua. Non riesco ad accettare che potrebbe finire tutto
in questo stesso attimo. Forse avrei dovuto lasciarla
perdere, ascoltare il consiglio di Elena. Ma dentro di me
so che c qualcosa che non riesco ad afferrare e che mi
tiene legato ad Anastasia pi di quanto io voglia. Resto
qualche attimo in quella posizione, poi mi ricompongo.
Le bacio la fronte, inspirando a fondo il suo meraviglioso
profumo, e la lascio andare.
Come desideri, Miss Steele. Ti accompagno nella
hall
Le tendo la mano, mentre lei afferra la sua borsetta e
mi segue, in silenzio, gi per lo scalone. La tensione tra di
noi palpabile nellaria.
Hai il tagliando del parcheggio? le chiedo una volta
arrivati nella hall.
Lei fruga nella borsa e infine me lo porge. Lo consegno
al portiere e rimaniamo in attesa della sua auto. Guardo
fisso dinnanzi a me, ma sento il suo sguardo addosso.
Spero solo che prenda la decisione giusta, che questa non
sia lultima sera in cui avr il piacere di godermi la sua
compagnia. E lei. E il suo corpo. Questo sabato si
trasferisce a Seattle. Magari potremmo vederci,
riparlarne, trovare una soluzione. Non voglio perderla.

Grazie per la cena mormora piano, distraendomi.


stato un piacere come sempre, Miss Steele le
rispondo cortese, ancora perso nelle mie congetture.
Devo provarci. Devo strapparle la promessa di
rivederci almeno unaltra volta. Mi giro allimprovviso,
risoluto e la scopro a fissarmi attentamente, come se
dovesse farmi un ritratto.
Questo weekend vi trasferite a Seattle. Se prendi la
decisione giusta, possiamo vederci domenica?
Esito quasi nel chiederglielo. Non voglio sembrarle
troppo pressante. Ma tu sei troppo pressante, Grey.
Forse mormora.
Il sollievo mi travolge per qualche istante, ma lo tengo
a bada, cercando di rimanere impassibile. Non voglio
tradire ancora una volta le mie emozioni davanti a lei. La
guardo, accorgendomi solo ora che non indossa niente
sopra al suo bellissimo vestito color prugna.
Adesso fa pi fresco, non hai una giacca?
No
Scuoto la testa irritato dalla sua noncuranza verso s
stessa. Mi tolgo la giacca e gliela appoggio sulle spalle, per
ripararla dal vento. Quando imparerai, Miss Steele?.
Tieni. Non voglio che tu prenda il raffreddore

Anastasia mi guarda per qualche secondo, prima di


infilarsi nella mia giacca, troppo grande per lei. Il valletto,
alla guida di un catorcio, accosta davanti a noi. Rimango a
bocca aperta.
Tu guidi questaffare?
Davanti a me si erge un maggiolino azzurro, vecchio e
decrepito, che dubito sia in grado di percorrere pi di un
metro senza fermarsi. Prendo la mano di Anastasia e
insieme usciamo fuori. Il parcheggiatore le consegna le
chiavi, mentre tiro fuori del denaro dal portafogli,
lasciandoglielo cadere in mano.
in grado di viaggiare?
unespressione furiosa sul volto.

le

chiedo,

con

S
Ce la far ad arrivare a Seattle?
S
sicura?
S!. Anastasia sbotta esasperata dal mio
interrogatorio. Daccordo, vecchia. Ma mia, ed
perfettamente in grado di viaggiare. Me lha comprata il
mio patrigno
Oh, Anastasia, penso che possiamo fare di meglio le
rispondo risoluto.

Compro unauto a tutte le mie Sottomesse. Di solito


unAudi A3. Anche se Anastasia non ancora la mia
Sottomessa, posso fare uneccezione. Magari un regalo
per la sua laurea di domani.
Cosa vuoi dire? Non vorrai comprarmi unauto
Sembra irritata. E furiosa. La guardo, in silenzio per
qualche attimo.
Vedremo le dico alla fine, con una smorfia,
lasciando cadere il discorso per il momento.
Le apro la portiera e la aiuto ad entrare. Anastasia la
richiude, si toglie le scarpe e abbassa il finestrino,
guardandomi. Rimango l, in piedi, senza sapere cosa
pensare. Davvero non hai considerazione per la tua
incolumit, Miss Steele.
Vai piano la raccomando, in ansia.
Ciao, Christian
Ha la voce roca. Credo che stia per scoppiare in
lacrime. Risponde al mio sguardo severo, preoccupato,
con un sorriso tirato. Mette in moto e io resto impotente,
davanti allingresso principale dellHeathman Hotel di
Portland, a guardarla allontanarsi. Forse per sempre.
Sospiro pesantemente prima di ritornare dentro. Salgo in
camera e mi siedo sullampio sof nel salotto. So di aver
agito nel migliore dei modi. Le ho spiegato per filo e per
segno tutto quello che mi aspetto da lei, tutto quello che
cerco in una relazione. Ho limpressione che lei voglia
tuttaltro. Lho capito laltra sera, quando ha quasi

ammesso di essere gelosa. Ma io non conosco nulla di


quelle cose. Vorrei darle il mondo, ma lunico mondo che
conosco il mio. E spero che le basti. Mi passo le mani
nei capelli, esasperato, frustrato. Oltretutto sono anche
abbastanza preoccupato per via di quel macinino sul
quale si allontanata. E poi, perch scappata via? Mi
alzo dal divano sul quale sono seduto e vado in camera da
letto. Mi spoglio completamente e mi butto sotto la
doccia, cercando di lavare via tutta la tensione e quel
carico di sentimenti sconosciuti che mi porto dentro da
quando la conosco. Quando esco dal bagno, mi butto di
peso sul letto, con addosso solo un morbido asciugamani
di tela bianco, avvolto attorno alla vita. Controllo il
BlackBerry. Nessuna mail. N chiamate o sms. In effetti
ancora troppo presto. Devessere ancora per strada.
Decido di scriverle comunque una mail. Devo farle capire
che quello che voglio lei.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 25 maggio 2011 22.01
Oggetto: Stasera
Non capisco perch sei scappata questa sera. Spero sinceramente di
aver risposto a tutte le tue domande in modo soddisfacente. So di
averti dato molte cose su cui riflettere e mi auguro di tutto cuore che
considererai seriamente la mia proposta. Voglio davvero che tra noi
funzioni. Faremo le cose con calma.
Fidati.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Finisco di asciugarmi e infilo i pantaloni grigi del


pigiama e una t-shirt bianca. Torno nel salone e mi siedo
sul divano, in attesa. Per ingannare il tempo, riprendo in

mano un libro che stavo leggendo ieri, sulle energie


ecosostenibili. Riesco a scorrere qualche pagina prima di
tornare a guardare ossessivamente lorologio. Chiss se
Anastasia gi arrivata a casa. Vorrei chiamarla, ma non
mi va di correre il rischio che risponda al telefono mentre
ancora alla guida. Opto per un sms.
Sei arrivata a casa?

Dopo dieci minuti buoni passati ad aspettare risposta,


decido di chiamarla. Lansia che possa esserle accaduto
qualcosa cresce. Mi alzo, incapace di rimanere immobile
sul divano. Cerco il suo numero in rubrica e avvio la
chiamata. Il telefono squilla a vuoto per un bel po, prima
di avviare in automatico la segreteria. Stacco, veramente
incazzato. Magari ha seguito il tuo consiglio, per una
volta, Grey mi suggerisce la vocina nella mia testa. Gi,
magari ha deciso di andare piano con quellaffare e non
ancora arrivata a casa. S, devessere cos di sicuro. Il
mio cervello si rifiuta di partorire idee diverse da questa.
Aspetto qualche altra manciata di minuti prima di
provare a richiamarla di nuovo. Niente. Ancora squilli a
vuoto e segreteria. Guardo di nuovo lorologio. A
questora, Miss Steele, saresti arrivata persino a piedi!.
Spingo forte una delle sedie di legno, della sala da pranzo,
contro il tavolo. Sono infuriato. O le successo qualcosa,
o ha deciso di ignorarmi. Non saprei scegliere quale delle
due opzioni sia la pi dolorosa. Riprovo a chiamarla, ma
ancora squilli a vuoto. Le scrivo veloce un sms.
Chiamami

quasi mezzanotte. Dove cazzo ti sei ficcata, Miss


Steele?. Decido di fare un ultimo tentativo, inviandole

una mail.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 25 maggio 2011 23.58
Oggetto: Stasera
Spero che tu sia arrivata a casa con quella specie di macinino. Fammi
sapere se sei sana e salva.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Aspetto. E aspetto. E aspetto ancora. Sono le due di


notte quando mi metto a letto. Sono distrutto. Lansia mi
sta divorando. Lultima immagine che ho di Anastasia
quella di lei che si allontana su quel catorcio. Spero che
non le sia accaduto niente. Guardo il soffitto, in preda ad
unisteria strana, sconosciuta. Cosa cazzo mi sta facendo
questa ragazzina?. Mi sento diverso. Allimprovviso non
rimasto pi nulla delluomo controllato, padrone di s e
delle sue certezze, padrone del suo mondo, della sua vita,
privo di dubbi, con la cosa giusta da fare sempre a portata
di mano. Al suo posto mi ritrovo un ragazzino furioso, in
ansia, preoccupato e bramoso di possedere lei. Sempre.
Come si pu cambiare cos tanto da un giorno allaltro?.
Oltretutto non so cosa siano tutte queste cose che si
agitano dentro di me. Non mi mai capitato nulla del
genere prima dora. Mi rigiro nel sontuoso letto
dellHeathman, senza riuscire a chiudere occhio. Ho
paura che questangoscia si rifletta anche nei miei sogni.
Spero solo che non le sia accaduto nulla. Non voglio
perderla. Rimuginando su questo pensiero, cado in uno
stato di dormiveglia, tormentato e doloroso. Ma non
resisto a lungo in questo stato. Mi metto a sedere sul letto

e chiamo Welch, chiedendogli di rintracciare il telefono di


Anastasia. Una rabbia profonda mi esplode dentro
quando sento lindirizzo. quello di casa sua. Quindi
arrivata. E mi sta deliberatamente ignorando? Non vuole
pi avere nulla a che fare con me? Calmati, Grey. S,
giusto. Magari c una spiegazione. Magari ha fatto tardi,
le si fermata lauto, magari appena arrivata a casa e
non vuole disturbarmi a questora. O si addormentata.
Questultimo pensiero lunico che mi permette di
desistere dal chiamarla di nuovo. Ok, sei a casa. Domani
faremo i conti, Miss Steele.

Capitolo 14
Quando apro di nuovo gli occhi non neppure lalba.
Balzo gi dal letto, portando con me il BlackBerry che
stringo ancora nella mano sinistra. Lo controllo. Ma
niente. Nessuna mail, chiamata o sms. Cazzo,
Anastasia!. Sospiro, passandomi una mano nei capelli e
guardando il soffitto per qualche istante. Ho appena
messo i piedi gi dal letto e gi mi sento frustrato. Butto
il telefono sul materasso e mi sfilo il pigiama.
Dallarmadio tiro fuori una tuta, indossandola e mi infilo
le scarpe da ginnastica. Mentre esco dallHeathman, con
liPod nelle orecchie, il sole sta facendo timidamente
capolino allorizzonte. Metto il cappuccio della felpa in
testa e inizio la mia corsa solitaria. Non so neppure io per
quanto corro. Sono esasperato, arrabbiato e
preoccupato. Almeno credo. Non conosco tutte queste
sensazioni nuove che mi attanagliano lo stomaco da
quando frequento Anastasia. Oh, se solo riuscisse ad
essere pi obbediente!. Oltretutto non ha un minimo di
riguardo per s stessa e la sua sicurezza. Mi fa sentire
spaesato e non posso sfogarmi come vorrei. Tutta questa
attesa mi lacera lanima. Non so fino a quando sar in
grado di resistere. Quando finalmente mi decido a
tornare in albergo, trovo un impeccabile Taylor pronto a
aspettarmi davanti alla porta della mia suite.
Mr Grey
Mi saluta con un diplomatico cenno della testa. Mi
conosce abbastanza bene da sapere che quando vado a
correre prima dellalba sono di cattivo umore.

Taylor, ho bisogno che ti occupi di una faccenda gli


dico in modo sbrigativo, passandogli davanti ed entrando
nella suite.
Lascio la porta aperta e Taylor mi segue allinterno,
senza aggiungere altro. Quando riemergo dalla mia
stanza dalbergo sono vestito di tutto punto, pronto per
prendere parte alla prestigiosa cerimonia delle lauree
presso la Washington State University di Vancouver.
Dentro di me sto ribollendo di rabbia nei confronti di una
piccola brunetta impertinente, anche se da fuori non si
direbbe. E non solo rabbia. Sono eccitato. Nessuna
donna mi ha mai tenuto in sospeso in questo modo. So
sempre cosa aspettarmi e quando aspettarmelo.
Anastasia, invece, si diverte a prendere il mio mondo,
capovolgerlo e sedervisi sopra con noncuranza. Fa
sempre quello che non deve. Dice sempre quello che non
deve. E io ho un fottuto bisogno di vederla ora. Ed
accertarmi che stia bene, soprattutto. In ascensore mi
aggiusto la cravatta. quella di seta argento. Quella che
ho usato per legarle i polsi prima di scoparla. Ne seguo la
linea morbida con le dita, immaginando di fare lo stesso
con il suo corpo. Lho scelta apposta, pregustando il
delizioso rossore che si diffonder sul suo viso non
appena i suoi occhi azzurri si poseranno su di essa.
Agilmente, con ritrovata determinazione, salgo al posto di
guida della mia R8. Faccio rombare il motore ed esco in
pochi secondi dal garage sotterraneo. Il viaggio corto,
piacevolmente allietato dalla musica classica in
sottofondo. Fermo la mia Audi nellampio parcheggio
riservato al corpo docente e scendo dallauto,
richiudendola col telecomandino. Mi abbottono la giacca
del completo grigio, dandomi una fugace occhiata nel
finestrino. Poi, a grandi passi, mi avvio verso lufficio del

rettore, dove sono atteso.


Passo molti minuti tra strette di mano e sorrisi a gente
di cui gi non ricordo il nome. Odio gli eventi pubblici. La
gente sempre troppo servile nei miei confronti.
Andiamo, Grey. Ti piace metterti in mostra. Mi
imbroncio. S, ok, vero. Ma mi piace di pi starmene
rinchiuso nel mio appartamento. Anzi, meglio. Nella mia
Stanza dei giochi. Finalmente, il tanto atteso inizio della
cerimonia arriva e, insieme ai professori ed al rettore, mi
avvio verso il padiglione nel quale si svolger la consegna
delle pergamene. Il cuore inizia a martellarmi nel petto,
mentre mi giro intorno cercando di scorgerla. Dove
cazzo sei, Anastasia?. Il padiglione affollatissimo, pieno
di studenti vestiti tutti allo stesso modo. Il brusio di
sottofondo continuo e incessante. Stiamo per salire sul
palco quando mi raggiunge Miss Kavanagh, trafelata,
vestita con tocco e toga. Si mette in coda alla fila, proprio
accanto a me.
Christian mi saluta, guardando fissa dinnanzi a s,
quasi saltellando per lagitazione.
Buon pomeriggio, Katherine le dico gelidamente.
Brucio dalla curiosit di sapere dove si ficcata
Anastasia. Ma non voglio doverlo chiedere proprio a lei.
Questa donna mi irrita. Come se avesse appena sentito i
miei pensieri, Kate si gira a squadrarmi, stringendo gli
occhi a fessura. Le rivolgo anchio una breve occhiata
scostante. Non vorrei insistere, ma credo che le sia
appena sfuggita unesclamazione sarcastica.
Ana arrivata poco fa, insieme a suo padre mi dice,

poi, scuotendo leggermente la testa.


Mi rilasso impercettibilmente, lasciando scorrere via
da me parte della tensione che ho accumulato dentro.
Sta bene, per fortuna!. Ma mi ha ignorato. E questo mi
provoca un moto di rabbia.
Credo che pi tardi lo conoscerai aggiunge Kate, con
unespressione furba ed arrogante sul viso.
Cosa cazzo le passa per la testa?. Tengo lo sguardo
fisso davanti a me, guardandola di sottecchi. Per un
attimo lidea di conoscere davvero il patrigno di Anastasia
mi attraversa la mente. Ma ti senti, Grey? E dopo cosa
vorrai fare? Chiedergli la sua mano?. Ad interrompere lo
sgradevole, quanto giusto, discorsetto del mio cervello
lo scroscio di applausi che accolgono lentrata in scena del
rettore e dei professori. Poi tocca a me e Miss Kavanagh.
Lascio galantemente passare Katherine avanti e la seguo
sulla scaletta, cercando di smettere di rimuginare.
Cammino deciso, raggiungendo il mio posto, ma continuo
a scrutare la folla sottostante il palco, tutta in piedi. Cerco
Anastasia, ma non riesco a scorgerla. Solo un mare di
toghe nere. Mi siedo, aggrottando la fronte, infastidito.
Sbottono la giacca e mi aggiusto la cravatta. Quando
finalmente anche la folla si accomoda nelle sedute, riesco
a guardare meglio gli studenti in fila di fronte a me. Dove
cazzo ti sei ficcata, Miss Steele?. Il rettore si alza, dando
inizio al suo pomposo discorso. Nemmeno faccio a caso a
quello che sta dicendo. Guardo e scruto tutti quei ragazzi
vestiti in modo identico. Passo in rassegna uno per uno
tutti volti della prima fila, ma niente. Dopo qualche
attimo, finalmente, la individuo. Eccoti, Miss Steele!.
seduta in seconda fila, sprofondata nella poltrona, con le

spalle curve, come se volesse nascondersi. Nascondersi da


me. La guardo dritto negli occhi, sfidandola, mentre
accanto a lei, una per ogni lato, due ragazze parlottano tra
di loro. La fisso, legando il suo sguardo al mio, e la vedo
arrossire anche da qui. Ti punir per questo, Miss Steele.
E sar estremamente eccitante. Passo le dita sulla
cravatta e so benissimo che ha capito che lho indossata
apposta. Sorrido perfidamente, soddisfatto della riuscita
del mio piccolo scherzo segreto. Poi mi ricompongo,
fissando il mio sguardo dritto di fronte a me. Ho bisogno
di rimanere concentrato. Anche se, ora come ora, ho il
cazzo in tiro e vorrei solamente scoparmela. il turno di
Miss Kavanagh di pronunciare il suo encomiabile
discorso. Approfitto della sua distrazione, mentre
intenta a prestare attenzione alla sua amica, per tornare a
guardarla. Sono davvero sollevato di vederla l, seduta,
tutta intera. Anche se mi ero parzialmente tranquillizzato
ieri sera dopo aver rintracciato il suo telefono, mi era
comunque rimasto il dubbio che potesse esserle accaduto
qualcosa di spiacevole. Bene, Grey. Quindi sei sollevato
nonostante ti abbia ignorato di proposito?. No. Per
quello sono incazzato come una bestia. Stringo le labbra
in una linea sottile, tornando a fissare lemblema
delluniversit di fronte a me. Sono incazzato, s, ma
sempre pi convinto che anche con la forza dovr
accettare il mio regalo di laurea. Mi viene da sorridere.
Immagino quante storie far. Ho spedito Taylor a ritirare
per lei una Audi A3 rossa. Comoda, sicura, compatta.
Certo, forse sar meglio soprassedere sul fatto che ne
compro una per ogni mia Sottomessa. Sar il mio regalo e
basta. Non c bisogno che sappia. Cosa c, Grey? Hai
paura della sua reazione?. Mi imbroncio, sapendo che il
mio cervello ha ragione. Ma so anche che lei non una
Sottomessa, non fa parte del mio mondo e devo accettare

un po di resistenza in pi da parte sua. Soprattutto su


queste cose. Il discorso di Katherine Kavanagh, intanto,
riesce a catturare anche la mia attenzione. La guardo
sorpreso, in senso positivo. preparata, intelligente,
arguta. Sospetto che far una brillante carriera nel mondo
del giornalismo. E pensare, Grey, che sarebbe potuta
capitarti lei tra lei braccia, due settimane fa, piuttosto che
Anastasia Steele. Istintivamente rabbrividisco. Ringrazio
il cielo per la fortuna che ho avuto. Miss Kavanagh
conclude il suo discorso sul futuro dopo il college con un
inchino, mentre la folla in estasi e scoppia in una
standing ovation. Guardo Anastasia sorridere e gridare,
felice per la sua amica, che torna a sedersi al suo posto
accanto a me, con un ghigno soddisfatto sul viso. Questa
donna mi fa paura. Il pubblico ancora in visibilio per
lei, mentre il rettore si alza e mi presenta. il mio turno.
Vengo descritto come proprietario e amministratore
delegato di unazienda di successo, un uomo che si fatto
da solo. Pu ben dirlo!. Mi alzo, ridendo alla platea. A
differenza di Kate non mi sono preparato un discorso.
Non lo faccio mai. So bene cosa la gente vuole sentire.
la solita pappa che rifilo in occasioni del genere. Tuttavia,
mentre stringo la mano che il rettore mi porge, lansia mi
assale per un attimo. Parler davanti a lei. Mi avvicino
al leggio, inalando a fondo una boccata daria, ed osservo
la platea. So di apparire sicuro di me e, forse, anche
arrogante. Sono tutti in attesa di quello che dir. Bene.
Chiudo per qualche secondo gli occhi e quando li riapro
ritrovo completamente la mia stabilit.
Sono profondamente grato e commosso per il grande
onore che mi viene accordato oggi dalle autorit della
Washington State University. Mi si offre una rara
occasione di parlare dellincredibile lavoro svolto dal

dipartimento di Scienze ambientali dellateneo. Il nostro


scopo sviluppare metodi di coltivazione ecologici e
sostenibili per i paesi del Terzo mondo; il nostro obiettivo
finale contribuire a sradicare la fame e la povert dal
pianeta. Pi di un miliardo di persone, soprattutto in
Africa subsahariana, Asia meridionale e America Latina,
vivono nella miseria. Il sottosviluppo agricolo dilaga in
queste regioni del mondo e il risultato un disastro
ecologico e sociale. Io so cosa significa avere fame. Questo
per me un percorso molto personale
Di sfuggita, mentre continuo a parlare, scorgo
Anastasia che mi fissa a bocca aperta. Gi, Miss Steele.
Ero un povero bambino di quattro anni, affamato,
disidratato. Non ero nientaltro che una valvola di sfogo
per il magnaccia di mia madre, che mi picchiava e mi
torturava, mentre lei rimaneva a guardare, impotente ed
indolente. Sono stato marchiato a fuoco da un crudele
bastardo squilibrato. Il mio corpo porta ancora i piccoli
segni di quella che stata una non piccola violenza. Ero
nulla. E ora cosa sono? Un maniaco del controllo, come
piace dire a te, che sottomette ragazze brune per riuscire
a liberarsi di quel senso di amarezza, sconforto e agonia
che ancora prova. Un guscio di un uomo, senza cuore, che
tenta di vendicarsi di quella lurida puttana che lha messo
al mondo senza amore. Che invece di proteggerlo si
affidata a lui. A lui che, con il suo piccolo corpicino, ha
cercato pi volte di farle da scudo, prendendo le cinghiate
destinate a lei e, poi, anche la dose che spettava a lui. Ero
una nullit. E oggi sono ancora una nullit. Dietro i soldi,
le macchine, lazienda che dirigo come un fottuto genio,
non c nulla. Un bel faccino e basta. Cerco di scacciare
via i miei pensieri importuni, rimanendo concentrato su
quello che sto dicendo. Non vorrei lasciarmi trasportare e

svelare un po troppo. Chiudo brevemente gli occhi e li


riapro quasi subito, con rinnovata sicurezza. Concludo
con un sorriso educato, ma breve, mentre la platea si alza
applaudendo fragorosamente. Anche Anastasia, che non
ha perso la sua aria sorpresa e trasognante. Forse inizi a
capire un po pi di me, Miss Steele. Uno dei vicerettori
mi raggiunge per iniziare la consegna dei diplomi.
Pazientemente aspetto oltre due ore prima che arrivi il
turno di Anastasia. Mi tocca sorbirmi lo sguardo estasiato
di tutte le ragazze che mi passano davanti. S,
dannazione. solo effimera bellezza esteriore. Toglietevi
di mezzo e lasciatela arrivare da me, ora.
Miss Anastasia Rose Steele!
Il suo nome, pronunciato ad alta voce, mi fa quasi
sussultare. La guardo mentre sale sul palco. Dio quanto
desiderabile anche in questo momento!. Il suo splendido
corpo coperto dalla toga scura, ma la mia attenzione
catturata dai suoi occhi. Faccio fatica a distogliere i miei
da tutto quellazzurro penetrante. Ammirato, le consegno
la pergamena e le stringo forte la mano, tenendola serrata
nella mia un po pi a lungo del dovuto.
Congratulazioni, Miss Steele
Il solo contatto con la sua pelle mi fa trasalire. Lei
rimane inebetita, a guardarmi, scossa da un leggero
fremito. eccitata, come me. Ed come se fossimo da
soli, noi due a guardarci, a volerci, a desiderarci.
Immagino le deliziose curve del suo corpo sotto la toga, i
suoi seni candidi che si muovo al ritmo del suo respiro
che si sta leggermente affannando. Le sue gambe, lunghe,
sensuali. Ti sei fottuto il cervello, Grey. Bdetto dal

mio cervello, poi!.


Il tuo computer ha qualche problema? le chiedo
allimprovviso, stupendo me per primo.
Le stai facendo una scenata, Grey?.
No risponde spaesata, risvegliandosi da quella
magia che ci teneva avvinti.
Quindi stai ignorando le mie mail?
Ho visto solo quella sulle fusioni e acquisizioni
Risponde di getto, mentre la guardo senza capire,
aggrottando le sopracciglia. Dietro di lei unaltra
studentessa impaziente gi scalpita per avere la sua
stretta di mano da Mr Christian Grey. Ci scruta curiosa,
cercando di capire da quale strano legame siamo uniti.
Poi ne parliamo sibilo, liquidando Anastasia.
Lascio che si allontani da me e torni a sedersi, mentre
limpazienza mi divora. Finalmente, dopo unaltra ora di
saluti e sorrisi falsi, riesco a liberarmi di tutto quel
frastuono. Guardo la folla, ma non riesco pi a vederla.
Dove si sar ficcata?. Esco dal padiglione e mi ritrovo
nel corridoio. Mi incammino a grandi falcate verso
linterno delledificio. Ad un tratto spunta Miss Kavanagh,
che cammina spedita nella direzione opposta alla mia. Le
afferro un braccio, bloccando la sua camminata veloce.
Katherine. Vorrei parlare con Anastasia il mio tono
freddo, asciutto.

Cazzo, potevo essere anche un po pi cortese.


Lei si ferma, interdetta. Resta in silenzio, guardando
corrucciata prima la mia mano sul suo braccio e poi i miei
occhi di ghiaccio. La fisso freddamente, avendo il garbo
tuttavia di abbassare la mano e rimetterla in tasca.
Ho bisogno di parlare con Anastasia. Ora le dico,
prima che possa aggiungere qualcosa.
Alle spalle di Kate si materializza il rettore, che si
ferma per congratularsi con entrambi per i nostri
discorsi. Guardo ancora una volta Miss Kavanagh. Resta
ferma per un attimo, sorridendo al rettore. Poi mi guarda,
stringendo le labbra. Mi fa un breve cenno dassenso e,
scusandosi, si allontana in fretta. Qualche minuto pi
tardi la vedo rientrare nel corridoio, seguita da Anastasia,
ancora vestita con tocco e toga. Al rettore, intanto, si sono
aggiunti due professori che continuano a chiedermi
notizie della mia azienda e dei finanziamenti con i quali
intendo sostenere lUniversit. Gentilmente, con un
sorriso che non ammette repliche, mi scuso con tutti e tre
e mi dirigo verso le due ragazze, poco distanti.
Grazie dico sorridendo a Kate e, prima che lei possa
replicare, prendo Anastasia per un gomito e la spingo
allinterno della stanza pi vicina.
uno spogliatoio maschile. Controllo che sia
completamente vuoto e chiudo la porta a chiave. Quando
mi giro a guardarla, Anastasia mi rivolge uno sguardo
terrorizzato. Rimane immobile, senza riuscire a spostarsi.

Perch non mi hai scritto una mail di risposta? O un


sms? le ringhio contro, fulminandola con lo sguardo.
Mi avvicino a lei. Il suo corpo mi attrae come una
calamita.
Oggi non ho guardato il computer e neanche il
cellulare mi dice, corrucciandosi.
Fa una breve pausa, imbarazzata. Forse si sente in
colpa. E fai bene a sentirti in colpa, Anastasia. Dio solo
sa quanto mi hai fatto preoccupare.
Il tuo discorso stato molto toccante aggiunge con
un sorriso sincero.
Grazie le rispondo in automatico, preso alla
sprovvista.
Ora capisco perch hai tanti problemi con il cibo
Non fare la furba con me, Miss Steele. Non cambierai
argomento. Mi passo una mano nei capelli, esasperato.
Anastasia, non voglio parlare di questo adesso
Chiudo gli occhi per lasciar scorrere da me tutta la
tensione che non sapevo nemmeno di avere accumulato.
Finalmente, dopo pi di 12 ore passate a preoccuparmi
per lei, ho la piena certezza che sta bene. Anastasia sta
bene. Il mio corpo espelle tutta laria che tratteneva da un
po. Se fosse davvero mia ora sarebbe inchiodata al muro
dietro di lei e la starei scopando di santa ragione. Ma non
ha firmato. E quindi, per il momento, io e il mio uccello

rimarremo a bocca asciutta. Lentamente tento di tornare


me stesso.
Mi hai fatto preoccupare le dico.
E per la prima volta lo ammetto davvero, fino in fondo,
ad alta voce.
Preoccupare, e perch?
Mi guarda sbalordita, arrossendo lievemente.
Perch te ne sei andata su quel catorcio che tu chiami
auto sibilo con rabbia.
Cosa? Non un catorcio. Va alla grande. Jos la fa
revisionare regolarmente
I suoi occhi si stringono e si riaprono alla velocit della
luce. Sa bene leffetto che mi fa anche il solo sentirlo
nominare.
Jos, il fotografo? sbraito, fissandola truce.
E io dovrei fidarmi di quel maniaco figlio di puttana?
Andiamo bene!. Anastasia mi guarda con unespressione
contrita. Poi si riprende. Rialza le spalle, per niente
intimidita. Mi fissa con aria di sfida, accendendo di nuovo
il mio desiderio e animando il mio pene. I miei pantaloni
rischiano di esplodere.
S, il Maggiolino era di sua madre ammette.
Gi, e probabilmente della madre di lei e della madre

di sua madre le urlo contro, avvicinandomi di pi a lei.


Lo guido da pi di tre anni. Mi dispiace che tu ti sia
preoccupato. Perch non mi hai telefonato?
tornata allattacco. Sospiro profondamente. Mi rendo
a malapena conto che sembro un fidanzato geloso ed
irascibile. Sono fuori di me. evidente che il nocciolo
della questione un altro.
Anastasia, ho bisogno di una
Questattesa mi sta facendo impazzire

tua

risposta.

Sono esasperato. La desidero con tutte le mie forze.


Non averla potuta prendere a mio piacimento, ieri sera, e
poi tutta quella preoccupazione, quellattesa, mi hanno
fatto uscire di senno. Cristo, se la voglio!. E ora siamo
qui, chiusi in questa stanza, completamente soli. Il mio
corpo brama il suo come non ha mai fatto con
nessunaltra prima dora. Vorrei solo lasciar scivolare le
mie mani sotto la sua toga, scoprire cosa indossa. Riesco
a vedere le sue caviglie, quindi devessere un vestito.
Potrei riuscire facilmente ad accarezzarle le gambe e
risalire, sempre pi su. Fino ad arrivare ai suoi slip. Con
un profondo sospiro cerco di prendere laria che in questo
momento mi sta mancando. Ma la voglia di farla mia, di
entrarle nelle profondit del suo ventre, immergermi in
quel delizioso nascondiglio che solo mio, che solo io ho
violato, sempre pi forte. Purtroppo, o per fortuna, lei
ad interrompere i miei pensieri poco eleganti.
Christian, io Senti, ho lasciato il mio patrigno da
solo

Fa qualche passo in avanti. Un movimento


impercettibile. Probabilmente vuole solo scappare da una
situazione che si sta evidentemente facendo troppo
pericolosa. Per entrambi.
Domani. Voglio una risposta domani la incalzo.
Devo avere il suo consenso scritto. Il pi presto
possibile.
Va bene. Per domani ti faccio sapere acconsente,
anche se poco convinta.
Faccio un passo indietro, guardandola con sospetto.
Ma mi accorgo che le sue parole hanno effetto immediato
su di me. Tutto il mio corpo si rilassa. Tranne il mio
cazzo, che continua ad issarsi, tendendola stoffa grigia del
mio completo, al solo pensiero di cosa significhi per me il
suo consenso. Devo uscire immediatamente da questa
stanza, altrimenti me la scopo qui.
Rimani per il cocktail? le chiedo.
Non so se Ray ne ha voglia
Il tuo patrigno? Mi piacerebbe conoscerlo
Non so nemmeno io perch le dico questo. Lidea mi
stava frullando in testa prima e non sono riuscito a
frenare la lingua. Guardiamo il lato positivo. Potrebbe
essere pi facile farle accettare il mio regalo di laurea con
laiuto di suo padre. Devo studiare un piano.
Non sono sicura che sia una buona idea afferma

decisa, interrompendo le mie fantasticherie.


Mi giro a guardarla, mentre apro la porta. Si vergogna
di me?. Dentro di me so che ne avrebbe tutti i motivi.
Ti vergogni di me?
No!. Mi guarda arrabbiata, sconcertata. Come
dovrei presentarti a mio padre? Questo luomo che mi
ha deflorato e vuole che iniziamo una relazione
sadomaso? Non indossi le scarpe da corsa
La guardo, trattenendo a stento un sorriso divertito.
bellissima. Arrabbiata, il viso in fiamme, quello sguardo
di sfida. Il mio sorriso la contagia.
Per la cronaca, corro abbastanza veloce. Digli solo che
sono un tuo amico, Anastasia
Le faccio un cenno con la mano, invitandola ad uscire
fuori. Sembra confusa e imbarazzata quando si trova
davanti rettore, professori e Kate che la fissano. Si
allontana in fretta, accennando un saluto. Tiene gli occhi
incollati a terra per tutto il tempo. Vengo trattenuto, cos
non posso seguirla. Dopo un altro migliaio di domande e
un altro migliaio di sguardi adoranti da parte di ragazzine
che passano nel corridoio, riesco finalmente a liberarmi
di quei ficcanaso. Appena qualche attimo dopo Miss
Kavanagh. La raggiungo nel corridoio, mentre si dirige
verso il rinfresco. Leuforia la rende pi affabile, anche se
ho il presentimento che stia tramando qualcosa.
Se cerchi Ana sto giusto andando da lei

Mi sorride, camminando a passo spedito. Le rivolgo un


breve cenno dassenso ed evitiamo, fortunatamente, di
dirci altro per tutto il tragitto. Kate non ci mette molto ad
individuare Miss Steele e suo padre nel padiglione
stracolmo di gente. Stanno chiacchierando, mentre
sorseggiano del vino. Anastasia bella da togliere il fiato.
Ha tolto la toga e indossa un graziosissimo abito color
argento, legato alla nuca, che le lascia parte della schiena
scoperta. Il vestito scende morbido sul suo piccolo corpo,
coprendo, con delle graziose pieghe, le sue gambe
mozzafiato sino ad appena sopra il ginocchio. Pi su il
suo seno fasciato dalla stoffa liscia e tesa, che mette in
evidenza le sue deliziose curve e non riesce a nascondere
del tutto i suoi capezzoli. Accanto a lei, un ragazzo alto e
biondo le stringe la vita con un braccio. vicinissimo ad
Anastasia e il suo sguardo famelico, intervallato da sorrisi
sfrontati, la dice lunga su quanto vorrebbe entrarle nelle
mutandine. Accanto a loro un uomo dallespressione
burbera li guarda accigliati almeno quanto me. Devessere
Mr Steele. Anastasia alza gli occhi proprio mentre ci
avviciniamo, come se avesse percepito la mia presenza.
La fisso con uno sguardo gelido. Mi guarda, intimorita
dalla mia espressione. Fai bene ad esserlo, Miss Steele.
Sono incazzato nero, ora. Mi fermo a pochi passi da lei,
mentre Katherine saluta affettuosamente Mr Steele. Lui
arrossisce, proprio come la figliastra.
Hai gi conosciuto il fidanzato di Ana? Christian
Grey gli dice, poi, con aria furba.
Cazzo! Ma che stronza!. Dopo la presentazione
solenne di Miss Kavanagh, non posso certo tirarmi
indietro. Anastasia sbianca di colpo alle parole della sua
amica, guardando prima me e poi suo padre con ansia e

timore. Inghiottisco il boccone


lespressione di Ana mi fa sorridere.

amaro,

anche

se

Mr Steele, un piacere conoscerla dico prontamente


alluomo dallespressione sempre pi burbera che mi
guarda con gli occhi colmi di stupore, cercando di capire
se ho scopato o meno con sua figlia. Mi stringe la mano.
Una stretta forte e decisa, quasi un sottile avvertimento.
Mr Grey borbotta.
Il suo sguardo, si trasforma in un muto rimprovero,
quando si sposta su Anastasia, che si morde forte il labbro
inferiore, divorata dallagitazione.
E questo mio fratello, Ethan Kavanagh
Di
nuovo
Miss
Kavanagh
ci
interrompe,
presentandomi ladone biondo che continua a stringere
Anastasia, nonostante io sia stato presentato come suo
fidanzato. Lo guardo freddamente, allungando la mano.
Mr Kavanagh mormoro.
Lui la stringe e ritrae la sua, mentre io sposto la mia da
lui ad Anastasia.
Ana, piccola mormoro.
Lei si scioglie dalla stretta del suo amico e si avvicina a
me, mentre Katherine le sorride maliziosamente.
Ethan, mamma e pap vorrebbero parlarci aggiunge
la Kavanagh.

E prendendo per mano il fratello, lo trascina via.


Allora, da quanto tempo vi conoscete, ragazzi?
Il patrigno di Ana ci guarda entrambi, con
unespressione indecifrabile. Anastasia non proferisce
parola, imbarazzata. Ha la testa china e guarda suo padre
e me da sotto le ciglia. Probabilmente sta cercando di
capire quanto sia forte il mio disagio in questo momento.
E quanto suo padre sia incazzato. Cerco di tranquillizzarla
il pi possibile. Sciolgo la mano dalla sua stretta e la
abbraccio. Mi soffermo qualche attimo sulla sua schiena
nuda, accarezzandola con il pollice. Mi eccito subito, ma
devo calmare i miei bollenti spiriti. Le stringo una spalla,
in modo apparentemente affettuoso. Anche se percepisco
distintamente tutto quel magnetismo che abbiamo gi
sperimentato altre volte.
Un paio di settimane rispondo tranquillamente,
divertito in fondo da tutta questa assurda situazione.
Sei diventato un vero e proprio fidanzato americano,
Grey?.
Ci siamo conosciuti quando Anastasia venuta a
intervistarmi per il giornale studentesco continuo con la
mia faccia di bronzo, guardando senza timore Mr Steele
che non smette, a sua volta di scrutarmi.
Mi sembra di stare in uno di quei film western in cui,
ad un certo punto, i due avversari si guardano in attesa di
sapere chi prender la pistola e sparer per primo. Non
sar io a distogliere lo sguardo, Mr Steele.

Non sapevo che lavorassi per il giornale studentesco,


Ana dice lui distogliendo lo sguardo da me.
La sua attenzione si catalizza completamente su
Anastasia. Bene.
Kate era ammalata si giustifica lei.
stato bello il suo discorso, Mr Grey
Mr. Steele torna a concentrarsi su di me. Meglio
trovare un argomento di conversazione. E credo anche di
sapere quale.
Grazie, signore. Ho sentito che lei un pescatore
esperto
Luomo alto e scontroso che mi sta di fronte mi fa
finalmente un piccolo sorriso, piacevolmente sorpreso.
Iniziamo a discorrere di pesca, gli racconto delle lunghe
imprese con Elliot ad Aspen e ben presto Anastasia si
sente di troppo. Dopo averci scrutato per qualche attimo,
valutando se sia il caso o meno di lasciarci soli, si scusa e
ne approfitta per raggiungere Katherine, non molto
distante da noi, che chiacchiera con la sua famiglia. Pi
tardi dovr ricordarmi di salutare Mr Kavanagh.
Dopotutto abbiamo concluso degli ottimi affari insieme.
Magari far un saluto anche a suo figlio. Ma non credo di
riuscire ad essere cordiale allo stesso modo con lui. Ora,
invece, arrivato il momento di mettere in atto il mio
diabolico piano.
Mr Steele, vorrei conoscere la sua opinione su una

questione di vitale importanza per me


Lui mi guarda sorpreso, alzando un sopracciglio. Con
un cenno del capo mi invita a parlare. Brevemente,
stando attento a non offendere il suo orgoglio, che
suppongo sia pari a quello della figliastra, lo informo del
mio ultimo acquisto per Anastasia. Resta di stucco
quando capisce che sto parlando di unautomobile. Senza
lasciarmi intimorire dalla sua espressione, incentro il
discorso sulla sicurezza di Anastasia. Sicurezza di cui lei
non si preoccupa minimamente. Dopo avergli elencato le
statistiche, la percentuale di riduzione di rischi ed
incidenti, sfodero la mia arma segreta. Il mio sorriso
ammaliatore alla Christian Grey, nella speranza di
convincerlo definitivamente. E, contro ogni prospettiva,
funziona.
Mia figlia non ha molta considerazione per la sua
incolumit esclama Mr Steele, girandosi a guardarla.
Lo faccio anchio, sorridendo.
Gi. Lho notato
Anastasia, ignara delle nostre attenzioni, parlotta
animatamente con Miss Kavanagh. Allimprovviso si gira
a guardarci e, dopo qualche secondo, si avvia verso di noi,
mentre la sua amica le urla dietro qualcosa.
Ciao
Saluta e sorride timidamente ad entrambi quando
arriva da noi. Le sorrido anchio, divertito dalla riuscita
del mio diabolico piano segreto. Si infurier come una

matta, ma non potr farci nulla.


Ana, dove sono le toilette? le chiede suo padre.
Subito fuori dal padiglione, a sinistra
Ci vediamo fra un attimo. Voi ragazzi divertitevi
Rimaniamo in silenzio, mentre Mr Steele si allontana
da noi. Anastasia si gira a guardarmi, nervosa. Uno dei
fotografi presenti allevento si avvicina, scattando una
foto ad entrambi, mentre rimaniamo fermi in modo
plastico. Devessere la mia prima foto in compagnia di
una ragazza. Escludendo quelle della tua Stanza dei
giochi, Grey.
Grazie, Mr Grey
Il fotografo si allontana, visibilmente soddisfatto.
Anastasia resta per un attimo abbagliata dal flash, poi si
gira verso di me.
E cos hai sedotto anche mio padre? mi dice con un
piccolo sorriso.
Anche?
La guardo, bramoso di possederla, con le sopracciglia
inarcate. E cos ti avrei sedotta, Miss Steele? Credo
proprio sia il contrario. Le sfioro la guancia con le dita,
mentre lei arrossisce. Quel piccolo contatto mi manda in
frantumi il cervello. Inspiro forte, completamente
ammaliato. Lei guarda a terra, pensierosa.

Ah, cosa darei per sapere cosa pensi, Anastasia


Un moto di tristezza mi attraversa la voce. Con te,
Miss Steele, non sono mai certo di nulla. Non sono certo
neppure di poterla desiderare cos tanto. Se mi dicesse di
no, non oso immaginare come mi sentirei. Dopo ieri sera,
non so cosa pensare. Le prendo il mento tra le dita,
costringendola a guardarmi negli occhi. La scruto a fondo
e lei sussulta. come se ci fossimo noi due soltanto in
questo momento. E Dio solo sa quello che le farei. Lascio
che il mio sguardo si posi beato sulle sue labbra morbide,
sulla pelle delicata del suo collo, sulla scollatura del suo
vestito che lascia libero un prezioso ed intrigante angolo
con vista sul paradiso. Anastasia respira in modo pi
frenetico. I seni si muovono al ritmo dei suoi polmoni.
Deglutisco, cercando di trattenermi dal saltarle addosso
qui, ora. Inspiro bruscamente, mentre lei mi fissa negli
occhi, eccitata quanto me.
Penso che hai una bella cravatta ansima,
socchiudendo le palpebre e cercando di resistere a quella
frenetica attrazione che ci spinge luno verso laltra.
Rido piano.
Ultimamente la mia preferita
Lei arrossisce violentemente, rimanendo in silenzio e
cercando di sfuggire al mio sguardo indagatore.
Sei bellissima, Anastasia. Questo vestito ti dona, e
posso accarezzarti la schiena, sentire la tua splendida
pelle

Quasi senza rendersene conto, come se fosse attirata in


qualche modo dalle mie parole, il suo corpo si fa pi
vicino al mio. Ho una fottuta voglia di possederla. E so
che anche lei mi vuole in questo momento.
Sai che sar bellissimo, vero, piccola? le sussurro,
cercando di convincerla.
Abbassa lo sguardo, triste e animata da una strana
espressione. Sembra dilaniata da qualche oscuro pensiero
interiore, che non vuole condividere con me.
Allimprovviso mi guarda, trattenendo il fiato.
Ma io voglio di pi
Il suo mormorio basso mi colpisce forte, come uno
schiaffo. La fisso sconvolto, con unespressione cupa sul
viso che non riesco a nasconderle. Ecco qual il punto.
Ma io non posso darti di pi, Anastasia. Non ne sono
capace. Dentro di me so questo lunico modo per
averla. lunica condizione che lei mi chiede di accettare
per essere mia. Ma io sono in grado, voglio darle di pi?
No... ma voglio lei. Allimprovviso i ruoli sono rovesciati.
lei che detta le regole ora? Sei pronto a tornare nel
caos, Christian?. Le parole di Elena scelgono questo
preciso momento per riaffiorare. Aveva fottutamente
ragione, come al solito. E ora dovrei lasciarla perdere? E
se invece non volessi? Cosa sarebbe questo di pi che
dovrei darle?
Di pi? le chiedo quasi timoroso della sua risposta.
Anastasia deglutisce faticosamente, come se avesse
paura della mia reazione, e annuisce.

Di pi ripeto a bassa voce, analizzando a fondo


quelle due semplici parole.
Sono davvero capace di darle di pi?. Forse forse
potrei provare. Forse per Anastasia potrei provare. Sono
combattuto. Tra quello che sento e quello che invece
dovrei sentire. Le sfioro piano il labbro, con un dito.
Vuoi una storia romantica le chiedo, come per
accertarmi di aver capito bene il significato delle sue
enigmatiche parole.
Annuisce di nuovo, senza parlare. Potrei mai darle
quello che vuole? Dentro di me so che la risposta no.
Non ne sei capace affatto, Grey. Ma so anche che non
voglio perderla, che scalerei montagne pur di averla
ancora una volta. Quindi no, non ne sono capace. Ma se
quello che devo fare per averla, magari
Anastasia esordisco, senza avere davvero preso una
decisione. Io non so nulla di queste cose
Neanchio mi risponde sincera, con quegli occhioni
azzurri che mi rapiscono lanima.
Sorrido leggermente, ripensando alla sua prima volta.
Alla nostra prima volta.
Non sai molto, no mormoro divertito.
E tu sai tutte le cose sbagliate
Sgrano leggermente gli occhi per la sorpresa. ovvio

che per lei sia tutto sbagliato. Ma se solo si lasciasse


andare, magari capirebbe il mio mondo.
Sbagliate? Non per me scuoto la testa. Poi piego la
testa di lato, sorridendole. Fai una prova sussurro
piano, sfidandola.
La sento trattenere il fiato mentre lansia e quella che
decido di interpretare come voglia di cedere le dilaniano
lanima. Abbassa gli occhi, la fronte corrucciata, le dita
tormentate. Alla fine, dopo uneternit, alza di nuovo lo
sguardo su di me.
Va bene mormora.
Sono talmente stordito che ho paura di non aver capito
bene quello che mi ha appena detto. La guardo con gli
occhi spalancati, che tradiscono unemozione nuova e
sconosciuta che si fa spazio dentro di me.
Cosa? le chiedo, scuotendomi dal mio stordimento.
Va bene. Ci prover sussurra flebilmente.
Le sue parole mi lasciano a bocca aperta, incredulo.
Lentamente una gioia profonda mi invade il corpo,
lanima, la mente.
Stai accettando?
Non riesco a nascondere la mia incredulit in nessun
modo. La guardo con ammirazione, desiderio. Mi sento
scoppiare di quella che potrei definire felicit, se solo
sapessi realmente cos la felicit.

Se vengono rispettati i limiti relativi, s. Ci prover


mi dice, tentennando leggermente.
Chiudo gli occhi, sollevato, e la stringo forte a me,
esalando un profondo e calmante sospiro di sollievo. Il
suo calore mi pervade. E mi sento fottutamente bene. In
pace con me stesso. Ora come ora potrei darti il mondo,
Miss Steele. Non solo quel fottuto di pi che mi chiedi.
Accidenti, Ana, mi sorprendi sempre. Mi togli il fiato
Con la coda dellocchio scorgo Mr Steele, di ritorno
dalla toilette. Faccio un passo indietro, allontanandomi
da lei, senza riuscire a smettere di sorridere come un
ebete. Anche lei si ricompone leggermente. Mi scruta di
sottecchi, imbarazzata.
Annie, vuoi che andiamo a pranzo?
Il suo patrigno la guarda affettuoso e probabilmente
desideroso, come me, di uscire da tutta questa folla.
Va bene acconsente lei.
Un leggero rossore le anima il viso. E la rende
decisamente affascinante.
Vuole venire con noi, Christian?
Linvito di Mr Steele gentile ed educato, ma nasconde
la voglia di indagare ancora su di me in quanto fidanzato
di sua figlia. E la cosa non mi mette particolarmente a
mio agio. Prima che possa rispondere, comunque,

intercetto lo sguardo di Anastasia, che mi implora di


rifiutare. Non voglio lasciarla. Dalle respiro, Grey!. Mi
viene da ridere, ma mi trattengo. Ora che sei mia, Miss
Steele, forse posso anche aspettare per averti. Magari
stasera.
Grazie, Mr Steele, ma ho un impegno. Lieto di averla
conosciuta, signore
Ha fatto piacere anche a me replica lui. Abbia cura
della mia bambina aggiunge poi, con unocchiata
complice.
Ne ho tutte le intenzioni, Mr Steele
Mentre ci stringiamo la mano, noto con soddisfazione
che questultima affermazione non di certo sfuggita ad
Anastasia. Come non le sfuggito il significato implicito.
sbiancata di colpo, ansiosa. Vorrei baciarla, ma non
davanti a suo padre. Le prendo gentilmente la mano e,
accostandola alle labbra, le sfioro delicatamente le
nocche, continuando a fissarla. S, Miss Steele. Non vedo
lora di scoparti.
A pi tardi, Miss Steele mormoro sommessamente.
Rimane inebetita, mentre suo padre la trascina via per
un braccio. Guardo il suo splendido corpo, fasciato
dallargento del vestito, allontanarsi da me. davvero
bellissima. Quando sparisce dallorizzonte cerco di
riprendermi. Estraggo il Blackberry dalla tasca e avvio la
chiamata.
Taylor, come sta procedendo?

Tutto a posto, Mr Grey. La consegna pronta


Bene. Me ne occuper io stesso
Chiudo il telefono, sorridendo soddisfatto. Vorrei
riflettere su quanto ha detto Anastasia, ma vengo
risucchiato in un vortice di presentazioni, domande e
curiosit. Tra gli altri, ho il tempo di salutare anche Mr
Kavanagh. Non c traccia di quel coglione del figlio, ma
vengo deliziato da uno sguardo di sfida e di vittoria da
parte di Kate. Le rispondo con un sorrisetto arrogante.
Miss Kavanagh, stato un colpo basso. Ma alla fine chi
ha vinto sul serio sono io. Quando finalmente riesco a
liberarmi, mi allontano dal padiglione affollato e salgo a
bordo della mia R8. Provo un senso di sollievo quando
chiudo lo sportello. Tutta questa folla non fa per me.
Sospiro. Metto finalmente in moto e sfreccio via dal
parcheggio sotto gli occhi sbalorditi di un gruppetto di
studenti che mi guardano a bocca aperta. Il tragitto fino
allHeathman non eccessivamente lungo. Mi concedo un
attimo di respiro. Il pensiero torna ad Anastasia. Ha
parlato di limiti relativi. Prendo il BlackBerry e apro la
posta elettronica.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 26 maggio 2011 17.22
Oggetto: Limiti relativi
Cosa posso dire che non abbia gi detto? Comunque stato bello
parlarne. Oggi eri stupenda.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Sospiro di nuovo, rilassandomi brevemente, e accendo


lo stereo. In sottofondo si diffonde una melodia lenta.
Nelly Furtado dice di volerci provare. Ascolto
attentamente le sue parole, sorridendo al pensiero di
come, a volte, le canzoni sappiano meglio di te cosa pi
giusto fare. Anche Ana vuole di pi. E tutto ci che posso
fare provare. Entro nellascensore numero 3
dellHeathman Hotel, nel quale, appena qualche mattino
fa ho perso definitivamente il controllo di me stesso. Mi
ero ripromesso di non toccare mai una donna senza
prima aver avuto il suo consenso scritto. Non so mai
come posso reagire. Ma con lei stato dannatamente
naturale mettere da parte le mie riserve e schiacciarla
contro questa parete. Con le dita, piano, sfioro il punto in
cui lho spinta. Non vedo lora di scoparti, Anastasia.
La malinconia mi assale di nuovo mentre entro nella
doccia. tutto il pomeriggio che rimugino su cosa diavolo
fare. Non mi sono mai trovato in una situazione del
genere. Non sono mai stato cos coinvolto e non ho mai
trovato nessuna che fosse cos coinvolta. Anastasia mi
desidera. E, caso strano, mi desidera per quello che sono,
per come sono, non per quello che possiedo. liberatorio
in un certo senso. Ho sempre pensato che nessuna
potesse mai essere cos coinvolta con un uomo come me.
Un uomo senza cuore, sadico e crudele. Ma lei buona,
gentile. E vuole me. Non entrata nella mia vita per
soddisfare i miei bisogni perversi. Ci entrata di sua
spontanea volont, spinta dal desiderio nei miei
confronti. Questo pensiero mi riempie di gioia e di
tristezza allo stesso tempo. Perch so di non poterle dare
quello che vuole. Non completamente almeno. Provaci,
Grey. La mia testa, come al solito, mi ricorda

saccentemente che lei sa molto meglio di me quello che


meglio fare. Finisco di lavarmi, esco e mi appoggio
lasciugamani attorno alla vita. Dopo aver cenato mi reco
nello studio della suite e accendo il pc. Devo stampare la
lista dei limiti relativi e la mail con tutte le sue obiezioni.
Aprendo la posta elettronica trovo una nuova mail di
Anastasia. Il cuore mi balza in gola mentre la apro.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 26 maggio 2011 19.23
Oggetto: Limiti relativi
Potrei venire stasera a discuterne, se vuoi.
Ana

Sorrido tra me e me. Cazzo che voglia di scoparti,


Miss Steele. Ma non voglio che prenda di nuovo quella
trappola mortale che osa definire maggiolino.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 26 maggio 2011 19.27
Oggetto: Limiti relativi
Vengo io da te. Quando ho detto che non mi piace che guidi quella
macchina non scherzavo. Arrivo fra poco.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Mi vesto in fretta. Maglietta bianca e jeans. Prendo la


mia giacca di pelle e lascio i capelli umidi. Di l, nello
studio, raccolgo i fogli che ho appena stampato e,
piegandoli con cura, li infilo nella tasca della giacca. Sto

per uscire quando mi ricordo dei preservativi. Cazzo,


odio questi fottuti aggeggi!. Torno in camera e apro la
scatola, estraendo una bustina. Poi ci ripenso. Lultima
volta che sono stato da lei sono quasi dovuto scappare per
sfuggire alla voglia che avevo e che non potevo soddisfare
a causa della mancanza di preservativi. Meglio
prenderne un altro. Prendo il BlackBerry nella tasca dei
jeans e chiamo Taylor.
Prepara lauto di Miss Steele e procurati una bottiglia
del migliore champagne che hanno allHeathman
Non faccio in tempo a chiudere che il telefono mi
squilla tra le mani. Oh, no. Ecco il mio tormento. Faccio
un profondo sospiro.
Mia
Quando diavolo pensavi di dirmelo? la voce stridula
di mia sorella mi perfora un timpano.
un piacere anche per me sentirti, sorellina la
prendo in giro, sapendo benissimo a cosa si sta riferendo.
Grace deve averle spifferato tutto.
Non fare il finto tonto, fratellone. Allora? Chi ?
Racconta!
Scoppio a ridere, mentre lei dallaltro capo del mondo
boccheggia per avere notizie sulla mia fantomatica
fidanzata.
Senti Mia, ora sono di fretta. Ma prometto che prima
o poi ti racconter tutto quello che credi di dover sapere

Gi la immagino mettere il broncio, ma sa benissimo


che non amo discutere.
Ok, fratellone. Che ne dici di venire a prendermi
allaeroporto sabato mattina. Cos avremo tutto il tempo
per fare una bella chiacchierata. Ti prego, ti prego, ti
prego!
Faccio un sospiro indulgente.
Ok, ma ora devo davvero andare. Avviso Elliot del
cambio di programma
Saluto mia sorella e, finalmente, esco dalla suite.
Trovo Taylor ad aspettarmi in corridoio.
Mr Grey
Mi porge una bottiglia di un ottimo Bollinger del 1999.
Ci vediamo allappartamento di Miss Steele. Alle nove
in punto
Taylor annuisce, e io mi allontano nel corridoio.
Chiamo lascensore e quasi non mi riconosco. Una strana
euforia mi pervade. Ho voglia di lei, ho voglia di renderla
felice. Velocemente scrivo un sms ad Elliot, avvisandolo
che Mia lo ha gentilmente liberato dellonere di andarla a
recuperare allaeroporto a discapito del suo fratellone
preferito. Elliot mi risponde con un enorme smile,
ringraziandomi per avergli dato la possibilit di aiutare
Kate con il trasloco. E non solo con quello. Il mio passo

accelera fuori dallHeathman. Individuo subito lAudi A3,


di un rosso fiammante, pronta ad aspettarmi. Do
velocemente una mancia al giovane valletto che mi tende
le chiavi della vettura. Entro e lodore di macchina nuova
mi invade le narici. Metto in moto ed esco dal parcheggio
a tutta velocit. Lansia inizia a crescere. Cosa le dir
ora?. Di certo dovr lottare per farle accettare il mio
regalo. E farle accettare anche alcune delle mie richieste.
Ma forse forse potrei cedere anchio. La stravagante
idea inizia a farsi strada dentro di me. Forse potrei
provare a concederle un po di quel di pi che chiede.
Magari far convivere i nostri due modi di essere. Ho in
mente qualche soluzione e credo che forse possa essere
un passo avanti nella sua direzione, che permetter a lei
di farne uno nella mia. Christian Grey va incontro ad una
sua Sottomessa?. S, non da me, sbagliato da tutte le
prospettive, ma non voglio soffermarmici troppo. Voglio
provare. Nessuno mi obbliga a continuare se non dovesse
fare per me. Potrei sempre rescindere il contratto. O fare
un passo indietro solo su questo lato della nostra
relazione. Tento deliberatamente di ignorare le acute fitte
al petto, fino ad oggi mai provate. Quando scendo
dallAudi, nel vialetto davanti al suo appartamento,
lansia mi assale. Ma, oramai, ho preso la mia decisione.

Capitolo 15
Ciao
Anastasia sulla soglia, con ancora addosso il vestito a
pieghe, color argento. Le sue lunghe gambe che fanno
capolino mi fanno venire voglia di prenderla qui, sulla
soglia di casa sua. Mi sorride timidamente. La guardo
negli occhi, rispondendole con un sorriso sincero e
caloroso. Sono davvero felice di essere qui. E lei
dannatamente sexy!. La voglia e il desiderio animano
anche i suoi occhi e, per qualche istante, si dimentica
delle buone maniere, lasciandomi sulluscio mentre il suo
sguardo guizza ammirato sul mio corpo. Finalmente,
sembra riaversi.
Accomodati mi dice imbarazzata.
Se posso rispondo, divertito dalla sua aria ancora
trasognante.
Una volta dentro le mostro la bottiglia di Bollinger, che
avevo nascosto con il braccio dietro le spalle.
Ho pensato che dovevamo festeggiare la tua laurea.
Niente di meglio di un buon Bollinger
Stiamo attenti a non versarlo, questo mi dice
maliziosa.
Sorrido, divertito dalla sua ironia, ripercorrendo con la
mente tutti gli attimi della bellissima scopata di qualche
sera fa. Io, il vino ed Anastasia. Un trio da urlo.

Mi piace il tuo senso dellumorismo, Anastasia le


dico divertito.
La seguo nel salone. Cammina spedita, concedendomi
ancora una volta la vista del suo bellissimo culo,
accarezzato dalla morbida stoffa argentea del vestito.
Abbiamo solo tazze. I calici sono negli scatoloni mi
dice con un pizzico di preoccupazione.
Andranno benissimo
Le scocco un sorrisetto, mentre i miei occhi faticano a
lasciarla. Il mio sguardo rovente le accarezza di nuovo il
corpo da capo a piedi. Mi sento esplodere i pantaloni.
Andrebbe benissimo anche se potessi berlo di nuovo dal
tuo ombelico Anastasia. China il capo, senza riuscire a
leggere la mia occhiata di fuoco. Si rifugia in cucina,
lasciandomi da solo a scrutarmi intorno. Lappartamento
piccolo per i miei standard, ma relativamente comodo
per due studentesse. In giro non c molto. Probabilmente
gi tutto impacchettato per il trasloco. Sul tavolo da
pranzo un pacchetto in bella vista cattura la mia
attenzione. Sopra torreggia un biglietto. Mi avvicino
curioso.
Vuoi anche i piattini? la sento urlare dallaltra
stanza.
Bastano le tazze, Anastasia le dico di rimando,
distratto.
Accetto le condizioni, Angel; perch tu sai meglio di me quale
debba essere il mio castigo; solo solo non fare che diventi pi
pesante di quanto io sia in grado di sopportare!.

Devessere per me. una battuta tratta da Tess dei


DUberville. Il pacco evidentemente contiene i libri che le
ho regalato.
per te mormora in apprensione, quando mi arriva
accanto. Poggia sul tavolo due tazze da t.
Mmh, lo immaginavo.
pertinente mormoro.

La

citazione

molto

Rileggo il biglietto, seguendo con lindice le parole


scritte dalla sua mano.
Pensavo di essere dUrberville, non Angel. Tu hai
scelto la degradazione aggiungo malizioso. Ero certo
che avresti trovato qualcosa di appropriato
anche una supplica mi sussurra nervosamente.
Mi giro a guardarla e trovo i suoi grandi occhi azzurri
ricolmi di paura e speranze inespresse.
Una supplica? Mi chiedi di andarci piano? le chiedo
guardandola serio.
Annuisce silenziosamente. Dentro di me si va pian
piano formando un pensiero. Mi viene in mente unidea
per costringerla ad accettare il mio regalo.
Ho comprato questi libri per te le dico piano, con
uno sguardo irremovibile. Ci andr piano solo se li
accetti
Faticosamente deglutisce, implorandomi con gli occhi
di accettare la sua richiesta.

Christian, non posso accettarli, valgono troppi soldi


mi supplica, sospirando.
Vedi, questo che intendevo quando parlavo della tua
sfida nei miei confronti. Voglio che tu li tenga, fine della
discussione. molto semplice. Non devi pensarci pi. In
quanto Sottomessa, dovresti essere riconoscente e basta.
Accetteresti quello che ho comprato per te perch a me fa
piacere le dico esasperato.
Non ero una Sottomessa quando me li hai comprati
Puntigliosa, come sempre. La sua voce bassa, un
leggero mormorio che mi eccita costantemente.
No ma adesso hai accettato, Anastasia
La guardo attentamente, mentre scandisco le mie
parole. Ripeterlo mi eccita, mi riempie di una sensazione
di euforia, follia allo stato puro. Hai accettato. Sei mia.
La sua espressione, tuttavia, mi preoccupa e mi costringe
a tornare con i piedi per terra. Aggrotta la fronte e
sospira, probabilmente esasperata e sopraffatta.
Se sono miei, posso farne quello che voglio esordisce
dopo qualche attimo.
La guardo con diffidenza. Dove diamine vuoi andare a
parare, Miss Steele?.
S le rispondo cauto alla fine.
In questo caso, vorrei darli a un ente benefico, uno
che lavora in Darfur, visto che sembra starti tanto a
cuore. Possono metterli allasta

La determinazione con cui inizia la frase va via via


scemando prima di arrivare alla fine di fronte alla mia
espressione. Faccio una fatica immensa per trattenermi
dal mettermela ora sulle ginocchia. La rabbia per la sua
aperta sfida nei miei confronti mi fa ribollire il sangue
nelle vene. Ma non posso rischiare di perdere il controllo.
Faccio un profondo sospiro.
Se quello che vuoi acconsento, senza nascondere la
mia aria contrariata.
Anastasia arrossisce di colpo. S, Miss Steele. Mi hai
dato un dispiacere. Ma pi tardi posso restituirti il favore.
Ora che sei mia.
Ci penser mormora alla fine.
La vedo perdersi per un attimo nei suoi pensieri.
Spegni il cervello e lasciati andare, maledizione.
Non pensare, Anastasia le dico seccamente.
Si agita tra s, imbarazzata, e fissa il suo sguardo sulle
sue mani. Il capo chino, quel vestito che mette in risalto
tutto il suo corpo, la sua pelle candida. davvero
splendida. Poggio la bottiglia di Bollinger sul tavolo da
pranzo, accanto alle tazze e ai libri. Mi avvicino,
afferrandole il mento e costringendola a guardarmi.
Ti comprer molte cose, Anastasia. Dovrai farci
labitudine. Posso permettermelo, sono molto ricco
E prima che possa rispondere la bacio dolcemente. Le
sue labbra calde che si schiudono sulle mie mi fanno
desiderare molto di pi. Le nostre bocche roventi si

incollano per qualche secondo, mentre le lingue si


toccano, in una piccola e armoniosa danza di piacere.
Per favore aggiungo quando la lascio andare, per
addolcire la mia imposizione.
Anastasia mi fissa, con la fronte aggrottata.
Mi fa sentire volgare mormora poi, abbassando lo
sguardo.
Mi passo una mano nei capelli, irritato. Tutta questa
situazione cos esasperante, cazzo!. Prima di adesso
non ho mai dovuto giustificare le mie azioni, i miei ordini,
le mie imposizioni. Tutte le altre erano Sottomesse, felici
di esserlo e grate per quello che potevo offrirgli.
Anastasia, invece, sempre l ad analizzare, pensare,
riflettere. Mi sfianca, mi sfinisce del tutto.
Non dovrebbe. Tu pensi troppo, Anastasia. Non dare
di te stessa un vago giudizio morale basato su quello che
potrebbero pensare gli altri. Non sprecare la tua energia.
solo perch hai delle riserve sul nostro accordo; del
tutto normale. Non sai in che cosa ti stai facendo
coinvolgere
Aggrotta la fronte, riflettendo sulle mie parole.
Inavvertitamente si morde le labbra, accendendo il mio
desiderio. Di nuovo. Non riesce proprio a farne a
meno!.
Dai, smettila le intimo con dolcezza.
Le prendo nuovamente il mento e le tiro il labbro
inferiore, fino a liberarlo dalla morsa dei denti.

Non c niente di volgare in te, Anastasia. Non ti


permetter di pensare una cosa del genere. Ti ho solo
comprato qualche vecchio libro che pensavo significasse
qualcosa per te, fine della storia. Ora beviamo lo
champagne
Finalmente mi fa un sorriso. Un bellissimo sorriso,
anche se velato di tristezza. Ma mi rilassa. Abbiamo
superato almeno questo ostacolo. La vedo dura fare lo
stesso con lostacolo rosso parcheggiato nel vialetto,
Grey!. Allontano il pensiero per il momento.
Cos va meglio le dico alla fine.
Mi giro e afferro la bottiglia, stappandola e riempiendo
le tazze a met. Questo laiuter a sciogliersi un po.
rosato mormora con sorpresa.
Bollinger La Grande Anne Ros 1999, unannata
eccellente le rispondo, atteggiandomi ad esperto.
In tazze da t aggiunge lei, divertita.
In tazze da t. Congratulazioni per la laurea,
Anastasia
Le sorrido mentre le tazze di porcellana si scontrano
leggermente. Lo champagne ovviamente ottimo.
Anastasia tentenna per qualche secondo prima di
assaggiarlo, come se stesse rimuginando su qualcosa che,
per fortuna, decide saggiamente di ricacciare indietro.
Grazie mormora. Vuoi che parliamo dei limiti
relativi? mi chiede poi, allimprovviso.

Mi viene da sorridere e lei arrossisce violentemente.


Sei sempre cos impaziente le mormoro.
Le prendo la mano e la trascino sul divano. Mi siedo e
la faccio accucciare accanto a me. Chiudo gli occhi,
godendomi fino in fondo quel contatto. Il suo corpo, cos
vicino, inizia a surriscaldarsi, come il mio.
Il tuo patrigno un uomo molto taciturno le dico,
per alleggerire la tensione erotica che si sta creando tra di
noi.
Mi guarda ansiosa e in un certo senso delusa. Sei
troppo impaziente, Anastasia.
Sei riuscito a conquistarlo constata.
Scoppio a ridere, ripensando a quel paio di occhi
burberi che hanno tentato di uccidermi per qualche
attimo questo pomeriggio.
Solo perch so pescare
Come facevi a sapere che amava la pesca? chiede
curiosa.
Sei stata tu a dirmelo, quando siamo andati a
prendere il caff
Ah davvero?
Sembra sorpresa dal fatto che me ne ricordi. Io
ricordo tutto di te, Anastasia. Beve un altro sorso di
champagne dalla tazza, che si svuota del tutto.

Hai assaggiato il vino al ricevimento? mi chiede.


Faccio una smorfia al ricordo del sapore dolciastro
dello spumante da quattro soldi che ho assaggiato oggi
pomeriggio.
S, era uno schifo confermo.
Bevendolo ti ho pensato. Quando sei diventato un
esperto di vini?
Non sono un esperto, Anastasia. Conosco solo quelli
che mi piacciono
Bene. Si sta lasciando andare lentamente.
Ne vuoi ancora? le chiedo gentile.
Grazie dice annuendo.
Mi alzo dal divano, interrompendo di malavoglia il
nostro prezioso contatto, e afferro la bottiglia sul tavolo.
Gli verso altro champagne e poi torno a sedermi accanto a
lei, pi vicino stavolta, poggiando la bottiglia a terra,
vicino alle mie gambe. Meglio tenerla a portata di
mano. Anastasia mi segue con gli occhi, in silenzio,
catturando ogni mia mossa.
Questa casa sembra molto spoglia. Siete pronte per il
trasloco? le chiedo, per fare conversazione.
Sto deliberatamente aumento la sua ansia. Voglio che
scoppi di desiderio. E, in fondo, mi diverto a tenerla sulle
spine proprio come ha fatto lei con me.

Pi o meno risponde.
Domani lavori?
S, il mio ultimo giorno al negozio
Vi aiuterei per il trasloco, ma ho promesso di andare
a prendere mia sorella allaeroporto
In realt Mia mi ha estorto quella promessa. E per
colpa tua, Miss Steele. Anastasia mi rivolge uno sguardo
sorpreso. Ebbene s. Lamministratore delegato
megalomane e maniaco del controllo, con uno stile di vita
sessuale ben pi che alternativo, fa anche da babysitter
alloccorrenza.
Mia arriva da Parigi sabato mattina presto. Domani
torno a Seattle, ma ho sentito che Elliot vi dar una
mano
S, Kate molto eccitata da questa prospettiva mi
dice con un sorriso.
Ho il sospetto, a questo punto, che Elliot avesse gi
deciso da tempo di rifilare a me larduo compito di
recuperare nostra sorella. Aggrotto involontariamente la
fronte al pensiero di Lelliot e Miss Irritazione.
Gi, Kate e Elliot, chi lavrebbe mai detto? mormoro.
Tra le mille persone con cui mio fratello poteva
invischiarsi doveva scegliere proprio la coinquilina di
Anastasia. Non vorrei che, per qualsiasi motivo, Elliot
venisse a conoscenza dei miei oscuri segreti.

Dunque, ci sono novit per il lavoro a Seattle? le


chiedo allimprovviso, risvegliandomi dai miei pensieri.
Anastasia
mi
guarda,
cercando
di
capire,
probabilmente, perch continuo a divagare piuttosto che
affrontare largomento spinoso.
Ho un paio di colloqui per posti da stagista afferma
riluttante.
La guardo, sorpreso, inarcando un sopracciglio.
Quando pensavi di dirmelo? le dico autoritario,
rivendicando una sorta di possesso su di lei che esula dal
campo sessuale. Perch avrebbe dovuto dirtelo, Grey?
B te lo sto dicendo adesso afferma sorpresa.
Sembra molto imbarazzata e reticente. La fisso, con
uno sguardo inquisitorio.
Con chi? chiedo perentorio.
Mi fissa per qualche secondo, indecisa sulla risposta da
darmi.
Due case editrici sputa fuori, poi, rimanendo sul
vago.
questo che vuoi fare, lavorare nelleditoria?
Annuisce, allimprovviso pi timida, come se avesse
paura che questo, per me, non sia abbastanza.
Allora? la incalzo pazientemente.

Allora, cosa?
Distoglie lo sguardo, fissandosi le dita che continua a
torturare.
Non fare finta di non capire, Anastasia: quali case
editrici? sbotto esasperato.
Due piccole mormora alla fine.
Perch non me lo vuoi dire? le chiedo corrucciato.
Pressioni indebite sputa fuori allimprovviso.
La guardo, sbalordito dalla sua uscita.
Adesso sei tu che fai finta di non capire mi dice di
rimando alla mia espressione.
La mia bocca si piega in un sorriso che non riesco a
trattenere. Scoppio a ridere di gusto.
Finta? Io? Certo che sei una provocatrice nata. Bevi,
parliamo di questi limiti
Mi metto comodo sul divano e tiro fuori i fogli che
avevo riposto nella tasca. Anastasia ingoia tutto lo
champagne che le rimasto nella tazza. I miei occhi si
posano sulla sua gola, mentre deglutisce. La guardo
attento e bramoso, passandomi la lingua sul labbro
inferiore. Oh, Miss Steele. Vorrei farti ingoiare
qualcosaltro proprio ora. Ho un fremito di eccitazione
che mi fa vibrare luccello, gi teso per la sua vicinanza.
La guardo di sottecchi, mentre cerco di concentrarmi sul
foglio che ho in mano, apprezzandola davvero in tutto il

suo splendore.
Ne vuoi ancora?
Grazie
Le sorrido maliziosamente, afferrando la bottiglia ai
miei piedi. Quando beve diventa molto pi disinvolta. E
anche straordinariamente arrendevole. Il mio cervello mi
riporta alla mente lo spiacevole episodio con il suo amico
figlio di puttana. Resto con la bottiglia a mezzaria. Non
voglio farla ubriacare in quel modo.
Hai mangiato qualcosa? le chiedo brusco.
S, ho fatto un pasto di tre portate con Ray
Esasperata, alza gli occhi al cielo. Lo fa sempre quando
irritata da quello che le dico. Le afferro di colpo il
mento, spinto dalla rabbia per la sua continua sfida nei
miei confronti. Fisso il mio sguardo nel suo. La mia
espressione la dice lunga su quello che vorrei farle.
La prossima volta che alzi gli occhi al cielo con me, ti
prendo a sculacciate sibilo.
E il pensiero di lei nuda, riversa sulle mie ginocchia, mi
eccita al di l di ogni limite. Il mio uccello pulsa nei
pantaloni come non mai. Le mie labbra quasi sfiorano le
sue, ma mi trattengo dal baciarla. Non credo che riuscirei
a fermarmi se lo facessi.
Oh ansima lei, impaurita, ma credo eccitata come
me.

Oh la prendo in giro, rifacendole il verso. Si


comincia cos, Anastasia
Mi guarda, persa nelle mie parole. palesemente
combattuta tra la ragione e il desiderio di oltrepassare i
suoi limiti. Non pensare, Anastasia. E tu invece pensa
un po di pi, Grey. Abbasso gli occhi, espirando laria
che trattenevo a causa della sua vicinanza, e la lascio
andare, riempiendole la tazza con altro champagne. Mi
viene da ridere.
Adesso s che ho la tua attenzione, eh? le chiedo
sarcastico.
Annuisce, nuovamente in silenzio. Odio quando le
chiedo qualcosa e non risponde.
Rispondimi le intimo in tono severo. Devi capire
chi comanda, Miss Steele.
S hai tutta la mia attenzione risponde alla fine,
con un filo di voce.
Bene le dico, con un sorriso arrogante stampato sul
viso.
Apro la lista dei limiti relativi e spiego per bene il
foglio, dandole la possibilit di guardarlo insieme a me.
Dunque, per quanto riguarda gli atti sessuali, ne
abbiamo gi fatto la maggior parte
Si avvicina di pi, sbirciando il foglio.

APPENDICE 3
Limiti relativi
Da discutere e concordare tra le due parti.
La Sottomessa consente a?
Masturbazione
Penetrazione vaginale
Cunnilingus
Fisting vaginale
Fellatio
Penetrazione anale
Ingoiare lo sperma
Fisting anale

Niente fisting, hai detto. Qualche altra obiezione? le


chiedo con rinnovata dolcezza, capendo perfettamente il
suo imbarazzo nel parlare di queste cose.
Deglutisce,
guardarmi.

fissando

il

foglio,

senza

riuscire

Il rapporto anale non mi ispira molto sussurra.


Ripenso per un attimo al suo delizioso sedere che
ondeggia davanti ai miei occhi. Prima o poi devo averlo,
Anastasia. Mi dispiace.
Il fisting te lo concedo, ma ci terrei davvero a
esplorare il tuo sedere, Anastasia. Comunque, per questo
possiamo aspettare. E poi, non una cosa da fare in modo
precipitoso la rassicuro, strizzandole locchio. Il tuo
sedere ha bisogno di allenamento

Allenamento? mormora intimidita.


Eh, s. Ci vuole unattenta preparazione. La
penetrazione anale pu essere molto piacevole, fidati. Ma
se ci proviamo e non ti piace, non siamo obbligati a
rifarlo
Le sorrido, divertito da quello scambio di battute.
una situazione del tutto nuova anche per me. Non ho mai
dovuto affrontare discussioni del genere con nessuna
prima dora. Anastasia mi restituisce uno sguardo a dir
poco incredulo.
Tu lhai provato? chiede flebilmente.
La mia testa torna per un attimo a giorni in cui non
voglio tornare.
S le rispondo sincero.
Con un uomo?
No. Non ho mai fatto sesso con un uomo. Non fa per
me
Mrs Robinson? azzarda.
S rispondo con un piccolo sospiro.
Mi guarda a bocca aperta, scioccata. Ripenso
brevemente alla prima volta in cui Elena mi ha fatto una
cosa simile. stato brutale, degradante. La sensazione di
avere un corpo estraneo dentro di me. Quasi mortificante.
Prima che un piacere intenso mi avvolgesse. Ricordo che
mi vergognai, quella volta. E tutte le altre volte che

successo. Ma non ho mai rifiutato quella punizione. La


meritavo. Come tutte le altre. Ad essere sincero,
comunque, sono contento che non mi tocchi rifarlo.
Guardo il foglio, andando avanti, incoraggiato dal suo
silenzio.
Bene ingoiare lo sperma. In questa materia, hai gi
preso 10
La guardo con un sorrisetto, alzando un sopracciglio.
Anastasia arrossisce violentemente, anche se nei suoi
occhi scorgo un pizzico di orgoglio e di compiacimento.
Ho il sospetto che le piaccia davvero tanto succhiarmi
luccello. E non immagini quanto piaccia a me, Miss
Steele. Le sorrido, radioso.
Dunque ingoiare lo sperma per te va bene?
Annuisce senza fiatare, bevendo lultimo sorso di
champagne. La guardo, malizioso, compiere quel gesto
naturale che sta assumendo un significato altamente
erotico nella mia testa. Lei abbassa lo sguardo. Sembra
una vera Sottomessa in questo momento. Bella, sexy,
muta e docile.
Ancora? le chiedo allusivo, eccitato.
Ancora mormora a bassa voce, guardandomi da
sotto le lunghe ciglia.
E questa volta doppio senso non le sfugge. Se non
vado avanti la scopo ora. Le riempio di nuovo la tazza.
Giocattoli erotici? chiedo, poi, con naturalezza.

Si stringe nelle spalle, senza sapere cosa rispondere. Si


allunga, leggendo la lista che ho in mano.
La Sottomessa consente alluso di?
Vibratore
Dildo
Dilatatore anale
Altri giocattoli vaginali/anali

Dilatatore anale? Fa quello che dice il nome? chiede,


facendo una smorfia.
S le rispondo con un sorriso. E rimanda alla
penetrazione anale di cui sopra. Allenamento
Oh Cosa si intende per altri giocattoli
vaginali/anali? chiede curiosa, con la fronte aggrottata.
Perline, uova cose cos
Uova?
Mi guarda spaventata.
Non uova vere le rispondo, scoppiando a ridere di
gusto. Scuoto la testa, divertito dalla sua uscita. Mi
guarda truce, stringendo gli occhi a fessura.
Mi fa piacere che mi trovi ridicola dice, offesa.
Smetto di ridere allistante, cercando di non farla
incazzare. Merda. Ma sono divertito e non riesco a
nasconderlo del tutto.
Scusami, Miss Steele, mi dispiace

Faccio uno sforzo immenso per calmare la mia ilarit,


tornando allargomento di discussione.
Problemi con i giocattoli erotici?
No sbotta.
Lhai fatta grossa, Grey. Gi. La donna che desidero
qui, pronta ad ascoltarmi e a sforzarsi di accettare il mio
contratto, nonostante la sua inesperienza totale, e io lho
appena presa in giro. Che coglione che sono!.
Anastasia cerco di calmarla e farle tornare il
buonumore. Mi dispiace, credimi. Non volevo ridere di
te. Non ho mai avuto conversazioni cos dettagliate sul
tema. Il fatto che sei cos inesperta. Mi dispiace
Si rilassa leggermente, anche se non abbandona la sua
aria offesa.
Dunque bondage dico, tornando alla lista. Torna
ad osservarla anche lei.
La Sottomessa consente a?
Bondage con corda
Bondage con nastro adesivo
Bondage con cinghie di pelle
Bondage con altro
Bondage con manette/ceppi di metallo

Allora? la incalzo dopo qualche attimo.


Va bene sussurra, tornando a guardare il foglio.

La Sottomessa consente a essere costretta con?


Mani legate sulla fronte
Polsi legati alle caviglie
Caviglie legate
Legatura a oggetti fissi/mobili ecc.
Gomiti legati
Legatura a barra divaricatrice
Mani legate dietro la schiena
Sospensione
Ginocchia legate
La Sottomessa consente a essere bendata sugli occhi?
La Sottomessa consente a essere imbavagliata?

Della sospensione abbiamo parlato. E se vuoi


inserirla tra i limiti assoluti, per me va bene. Richiede un
sacco di tempo, e io avr a disposizione solo brevi periodi
in tua compagnia. Qualcosaltro?
Non ridere, ma cos una barra divaricatrice?
Ti prometto di non ridere. Ti ho gi chiesto scusa due
volte. Assumo unaria severa. Non farmelo fare di
nuovo
Un brivido la percorre da capo a piedi.
Una barra divaricatrice una barra con manette per
le caviglie e/o i polsi. divertente
Mi scruta per un attimo, soppesando le mie parole.
Daccordo Poi, essere imbavagliata.
preoccupata di non riuscire a respirare

Sarei

Sarei preoccupato io, se tu non riuscissi a respirare.


Non voglio soffocarti le dico aggrottando la fronte. La
necrofilia non fa per me, Miss Steele, te lho gi detto.
Storce un attimo la bocca.
E come faccio a usare le safewords se sono
imbavagliata?
Rimango per un attimo senza parole. Certo che pensa
proprio a tutto la ragazzina!.
Tanto per cominciare, mi auguro che non dovrai mai
usarle. Ma se sei imbavagliata, ricorreremo a segnali con
le mani
Mi guarda con unespressione strana. Aggrotta la
fronte, come se la cosa non la convincesse del tutto.
La storia del bavaglio mi rende nervosa dice dopo
qualche attimo di silenzio, sospirando.
Evito di insistere. In fondo non qualcosa di realmente
necessario per me. Anzi. Devo dire che mi eccita sentirla
gemere e urlare di piacere. Magari il bavaglio le
servirebbe quando dice cazzate impertinenti.
Va bene. Ne prender nota acconsento.
Allimprovviso mi fissa, come se avesse appena fatto
una scoperta eclatante.
Ti piace legare le tue sottomesse in modo che non
possano toccarti? esclama, con gli occhi sgranati.

Spalanco leggermente gli occhi. Acuta, Miss Steele.


Per tutte le altre, questa era solo una delle tante richieste
di un Dominatore. Erano tutte abituate a sottomettersi ad
ogni tipo di desiderio sessuale e non. Lei invece, estranea
a tutto quel mondo, sta cogliendo tutte le tante sfumature
del mio carattere.
una delle ragioni rispondo pacato.
E dentro di me, improvviso, torna il desiderio di
sentire le sue mani su di me. Forse dovresti lasciare che
provi, Grey. Il pensiero mi spaventa.
per questo che mi hai legato le mani? mi incalza.
Torno a guardarla negli occhi, scorgendovi un pizzico
dansia.
S rispondo sincero.
Non ti piace parlare di questo asserisce seria.
No. Vuoi altro champagne? Ti sta rendendo audace, e
ho bisogno di sapere come la pensi riguardo al dolore le
dico pratico, scacciando gli inopportuni pensieri che sono
appena affiorati nella mia testa. Le riempio per
lennesima volta la tazza e lei beve un altro sorso di
Bollinger.
Dunque, in generale qual il tuo atteggiamento
riguardo alla prospettiva di provare dolore fisico?
La guardo, con ansia. Mi fissa agitata, mordendosi le
labbra. Cristo.

Ti stai mordendo il labbro la riprendo con severit.


Lo lascia andare immediatamente, abbassando lo
sguardo, senza rispondere alla mia domanda.
Probabilmente non ha termini di confronto.
Da piccola ti picchiavano?
No ammette, quasi come se fosse una colpa.
Vorrei aver avuto io la tua fortuna, Anastasia.
Quindi non hai nessun punto di riferimento?
No
Sento che tocca a me rassicurarla.
Non male come pensi. In questo campo
limmaginazione il tuo peggior nemico le sussurro
dolcemente.
Dobbiamo farlo per forza?
S
E quasi mi sento in colpa. Dobbiamo? Non posso
proprio farne a meno di picchiarla? B a me piace farla
godere, e il pacchetto premi/punizioni rientra nel farla
godere.
Perch?
Fa parte del gioco, Anastasia. cos che agisco. Vedo
che sei agitata. Diamo unocchiata ai metodi

Le mostro di nuovo la lista, cercando di mantenere


sotto controllo anche la mia di agitazione, animata dalla
paura che possa cambiare idea.
Sculacciate
Sculacciate con strumenti appositi
Frustate
Bacchettate
Morsi
Pinze per capezzoli
Pinze per genitali
Ghiaccio
Cera bollente
Altri tipi/metodi di dolore

Allora, hai detto niente pinze per genitali. Va bene.


Quelle che fanno pi male sono le bacchettate le spiego
paziente, mentre la osservo impallidire.
Ricordo quando sono toccate a me per la prima volta.
Elena era parecchio incazzata con suo marito quel giorno.
E come al solito io ero perfetto per i suoi sfoghi. Mi
picchi selvaggiamente, senza badare a me. Sfog tutta la
sua rabbia su di me e sul mio corpo. Non potr mai
dimenticare la sua espressione, cos crudele, assetata di
vendetta. Riusc a calmarsi e a tornare serena solo dopo
un numero infinito di bacchettate. Mi lasci per
settimane i segni sulla pelle. Istintivamente stringo le
spalle, provando una sorta di brivido. Lho fatto anchio,
con le mie Sottomesse. E allora perch mi sembra tanto
innaturale pensare di farlo ad Anastasia.
Possiamo arrivarci per gradi la tranquillizzo.
O evitarle del tutto mi sussurra di rimando.

Questo fa parte del contratto, piccola, ma ci


arriveremo pian piano. Non ti spinger troppo oltre
Questa storia delle punizioni quella che mi
preoccupa di pi ammette.
La sua voce udibile a malapena.
Sono felice che tu me labbia detto. Per il momento
elimineremo le bacchettate. E a mano a mano che
acquisisci dimestichezza con queste cose, aumenteremo
lintensit. Procederemo molto lentamente la rassicuro.
Mi chino a baciarla dolcemente sulle
ripiegando il foglio e rimettendolo in tasca.

labbra,

Non stato cos male, no?


Si stringe nelle spalle, senza abbandonare del tutto la
sua agitazione. E la mia torna a farsi sentire. arrivato il
momento di rivelarle quello che ho in mente. Dopotutto
lei mi ha concesso tanto. Mi ha concesso s stessa,
nonostante la sua inesperienza, i suoi timori e la sua
paura del dolore. Non so perch, ma sento davvero il
bisogno di cedere anchio in qualche modo.
Probabilmente tutto questo dovuto al fatto che io so. So
di essere un mostro, un pervertito. So di essere animato
da una profonda oscurit. E so di non poterla ammaliare
in nessun modo. Lei cos pura, cos bella. una piccola
anima innocente che rischia di incamminarsi sulla via
della perdizione a causa mia. Forse concederle un minimo
aiuter anche me ad affrontare il senso di colpa. Forse
solo che voglio essere sicuro che lei non vada via. E sento
che lunico modo quello di legarla a me. In un modo che
piaccia anche a lei.

Senti, voglio parlare di unultima cosa, poi ti porto a


letto
La mia voce tenta di nascondere una punta di
nervosismo.
A letto?
Mi guarda scioccata, sbattendo le sue lunghe ciglia su
quegli occhioni azzurri ingenui e caparbi allo stesso
tempo. Mi viene da sorridere, ma lansia fa sparire in
fretta questo sentimento.
Andiamo, Anastasia, a forza di parlare di queste cose
ho voglia di scoparti fino alla settimana prossima. Anche
a te deve fare un certo effetto
Il suo corpo attraversato da uno spasmo di piacere.
eccitata.
Hai visto? E poi c una cosa che voglio provare
Glielo dico dun fiato. Senza sapere nemmeno io dove
mi porteranno le mie assurde intenzioni. Ma voglio
regalarle qualcosa. Dopo tutto quello che ha fatto per me,
sento di doverle almeno un po di spazio di manovra
questa sera.
Una cosa dolorosa? chiede flebilmente.
No, smettila di vedere il dolore ovunque.
soprattutto piacevole. Ti ho fatto male finora?
No ammette.

Bene. Senti, oggi mi dicevi che vuoi di pi


Mi interrompo, cercando di trovare le parole giuste. In
realt non so nemmeno io cosa voglio dirle. Le prendo
entrambe le mani tra le mie, sospirando leggermente.
Rilassati, Grey. Penser che tu voglia sposarla.
Forse, al di fuori degli orari in cui sei la mia
Sottomessa, potremmo provarci. Non so se funzioner.
Non so come sia separare le cose. possibile che non
funzioni. Ma sono disposto a provarci. Magari una sera
alla settimana. Non so
Mi guarda a bocca aperta, mentre le sto affidando la
mia esistenza. Se solo sapessi quanto mi costa tutto
questo, Miss Steele.
Ho una condizione continuo, con cautela.
Quale? mormora.
Che accetti il mio regalo di laurea
La fisso, scrutando i suoi occhi a fondo.
Oh mormora.
Sembra sorpresa, ma nemmeno tanto. Credo che abbia
gi immaginato di cosa si tratti. La osservo per qualche
attimo, cercando di capire i suoi pensieri.
Vieni mormoro alla fine, alzandomi e prendendola
per mano.
Mi tolgo la giacca di pelle e gliela appoggio sulle spalle

lasciate nude dal vestito. Poi le riprendo la mano,


avviandomi verso la porta. A cosa ti sei ridotto, Grey? Per
far accettare la tua volont ad una Sottomessa devi prima
scendere a patti ora?. Mando al diavolo il mio cervello.
Dentro di me so che non cos. Che non sto scendendo a
patti. B, forse solo un po. Ma una semplice occhiata ad
Anastasia mi rende maggiormente sicuro della mia
decisione. Usciamo sul vialetto e ad attenderci c lAudi
A3 a due volumi, rossa, che ho guidato prima.
per te. Congratulazioni per la laurea le sussurro.
La prendo tra le braccia e le bacio i capelli. Quel
contatto mi fa eccitare ancora di pi. Non vedo lora di
possederla. Anastasia rimane a guardare lauto nuova
senza proferire parola. Niente. Zero. Non so come
prendere il suo silenzio. Ma alla fine decido di prenderlo
per quello che . Rassegnazione e frustrazione. Ripenso a
quanti problemi si fatta per quei vecchi libri
impolverati. E ora le ho messo davanti unauto. Le prendo
la mano, cauto, e laccompagno sul vialetto daccesso dove
ho parcheggiato.
Anastasia, il tuo Maggiolino decrepito e pericoloso.
Non mi perdonerei mai se ti succedesse qualcosa, quando
per me cos semplice sistemare la situazione
Cerco di darle una spiegazione razionale, che possa
accettare. La guardo, ma lei continua a fissare incredula il
veicolo davanti a s.
Ne ho parlato con tuo padre. Era molto contento
mormoro.
Allimprovviso si volta, sconvolta, lanciandomi uno

sguardo carico di rabbia.


Lhai detto a Ray? Come hai potuto? mi urla contro.
Cazzo, davvero arrabbiata! Dovrebbe smetterla di
fare tante storie. Ha accettato ormai.
un regalo, Anastasia. Cosa ti costa ringraziare e
basta? le dico infastidito.
Lo sai che troppo il suo tono di voce cala di poco,
ma resta comunque alterato.
No, non per me, non per la mia pace mentale sbotto.
Aggrotta la fronte, come se volesse farmi capire il suo
punto di vista. Poi rinuncia. Allimprovviso gli occhi le si
illuminano. come se un pensiero le avesse attraversato
velocemente la mente e finalmente si placa, rassegnata.
Guarda di nuovo la macchina, sospirando e calmandosi.
Sono felice se me la presti, come il computer
Sospiro. Di frustrazione, di sollievo, di non so
nemmeno io di cosa.
E va bene. Un prestito a tempo indeterminato
No, non a tempo indeterminato, ma per adesso.
Grazie
Aggrotto la fronte dinnanzi a quellautorit nel rifiutare
il mio regalo. Sono io il Dominatore. Sono io che
comando, Miss Steele. E tu le hai anche concesso quel
fottuto di pi, Grey. Anastasia si alza sulle punte e mi

bacia dolcemente su una guancia.


Grazie per lauto, signore mi dice dolcemente.
La guardo senza capire pi niente. Nessuna ha mai
osato sfidarmi tanto. La afferro brutalmente, attirandola
al mio corpo. Trattengo la sua schiena con una mano,
mentre laltra prende una ciocca di capelli.
Sei una donna complicata, Ana Steele
La bacio con passione, forzando le sue labbra sorprese
dal mio attacco. Pochi attimi e risponde al mio bacio con
la stessa intensit. Sento il suo desiderio, la sua
eccitazione che raggiunge la mia. Si scontrano e si
fondono, fino a farmi impazzire. I nostri corpi aderiscono,
si strusciano luno contro laltro, surriscaldandosi. A
fatica mi stacco da lei, guardandola dritto negli occhi.
Devo usare tutto il mio autocontrollo per non scoparti
sul cofano della macchina seduta stante, solo per
mostrarti che sei mia, e che se mi va di comprarti una
fottuta auto, te la compro
Mi guarda con desiderio ardente.
Ora andiamo dentro, voglio vederti nuda
Apre la bocca e penso che stia per svenire alle mie
parole. La bacio di nuovo, furiosamente. Le nostre labbra
si scontrano fino a farsi male. La mia lingua penetra in
profondit, gi per la sua gola, prendendo tutto quello
che pu prendere. Mi stacco di colpo, afferrandole la
mano e trascinandola di nuovo in casa. Non mi fermo se
non quando arrivo nella sua camera. Accendo labat-jour

e rimango per un attimo a guardarla. Anastasia ne


approfitta per implorarmi.
Per favore, non essere arrabbiato con me mormora,
contrita.
La guardo impassibile, mentre cerco di far tornare
stabile il mio respiro.
Mi dispiace per lauto e per i libri
Si interrompe, guardando
imbronciata, come un ragazzino.

la

mia

espressione

Mi fai paura quando ti arrabbi sussurra alla fine.


Chiudo gli occhi, assorbendo le sue parole. No, Ana.
Non voglio farti paura. Non quello che voglio. Quando
riapro gli occhi, la guardo con pi dolcezza. Scuoto la
testa, respirando a fondo.
Girati le ordino piano. Voglio toglierti quel vestito
Obbedisce, senza fiatare. Mi avvicino, sentendo la sua
eccitazione anche a distanza. La vista della sua schiena
nuda riaccende il mio sangue. Le scosto leggermente i
capelli di lato, in modo che pendano dalla sua spalla
destra sul seno. Punto lindice della mano destra sulla sua
nuca, scendendo lentamente lungo la sua spina dorsale. Il
mio tocco, scendendo, le fa inarcare la schiena. Geme
sommessamente. Un suono che mi invade i sensi e mi fa
venire voglia di prenderla subito, senza starci troppo a
pensare. Ma altrettanto eccitante vederla contorcersi
per le mie carezze.

Mi piace questo vestito. Mi piace vedere la tua pelle


perfetta mormoro.
Raggiungo la chiusura dellabito, sulla schiena e infilo
il dito nel vestito, attirandola a me. I nostri corpi
aderiscono perfettamente, mentre le annuso i capelli e mi
inebrio del suo odore. Il mio uccello si tende oltremodo e
va a strusciarsi sul suo meraviglioso sedere.
Hai un profumo cos buono, Anastasia. Cos dolce
Scendo lungo il suo orecchio, annusandola ancora, e
arrivando al collo. Inizio a baciarle piano la spalla
sinistra, mentre Anastasia ansima, vogliosa. Lentamente
abbasso la cerniera, mentre le mie labbra si spostano da
una spalla allaltra, succhiando piano la sua pelle e
leccandola. Ana freme e inizia a reagire alle mie
attenzioni, dimenandosi contro di me. Il mio cazzo ha un
ulteriore fremito.
Dovrai. Imparare. A. Stare. Ferma. sussurro,
scandendo le parole tra un bacio e laltro.
Sciolgo il laccio del vestito attorno al suo collo e labito
scivola a terra, lasciandola con addosso solo le
mutandine. E i tacchi a spillo. una visione celestiale. Sto
per scoppiare.
Niente reggiseno, Miss Steele. Mi piace mugolo
contro la sua spalla.
Le circondo entrambi i seni con le mie mani, mentre i
suoi capezzoli diventano turgidi.
Alza le braccia e mettimele intorno alla testa

Obbedisce velocemente, impaziente come sempre. Il


suo corpo si inarca, consentendomi una presa migliore
per i suoi seni sodi, mentre lei intreccia le sue mani nei
miei capelli, girando la testa di lato e offrendomi il collo
scoperto. Lo lecco, succhio forte la sua pelle e continuo a
strofinare il mento sotto il suo orecchio.
Mmh ansimo dietro di lei.
E iniziamo una straziante danza con le nostre dita. Io
le torturo i capezzoli e lei segue il mio ritmo con i miei
capelli. Siamo entrambi al limite. Allimprovviso
Anastasia geme forte.
Vuoi che ti faccia venire cos? mormoro divertito
dalle sue reazioni.
Anastasia inarca la schiena, spingendosi di pi contro
le mie mani.
Ti piace, vero, Miss Steele? mormoro con voce roca.
Mmh
Dimmelo le ordino.
Continuo a torturarla, mentre lei si scioglie tra mie
mani. Adoro guardarla contorcersi.
S geme.
S, cosa? le chiedo severo, stringendole forte i
capezzoli. E dentro di me so, lo so che sto cercando un
pretesto per punirla. Uno qualsiasi. Perch al momento
non ne ho. Non riesco ad associare questo splendido

angelo a quella puttana drogata di mia madre. E questo


mi destabilizza.
S signore articola a stento la risposta.
Brava bambina mormoro soddisfatto.
Le pizzico pi forte il seno, eccitato dalle sue parole. Il
suo corpo, inarcato, struscia deliziosamente contro il mio
uccello, che mi diventa di marmo. Anastasia ansima,
dolcemente, afferrando con forza i miei capelli. Oh, no,
Miss Steele. Non decidi tu quando venire. E poi mi hai
fatto incazzare. E poi voglio gustarmi il tuo orgasmo.
Penso che tu non sia ancora pronta per venire
mormoro, smettendo di muovermi e mordicchiandole il
lobo sinistro.
Geme di nuovo, in risposta al mio morso.
Quindi, forse, dopotutto, non ti lascer venire
La lascio calmarsi per qualche secondo. Poi ricomincio
a torturarle i capezzoli, mentre lei si struscia su di me,
risvegliando le mie fantasie pi recondite. Sorrido contro
il suo collo, mentre le mie mani scendono lungo i suoi
fianchi, infilandosi nel retro delle mutandine e tirando.
Infilo i pollici nella stoffa, lacerandola e sventolandola
sfacciatamente sotto il suo naso. Le mie mani prendono il
posto della stoffa, accarezzandole la pelle. La avvolgo, poi
mi sposto piano, scendendo lungo il suo fantastico culo e
arrivando in mezzo alle sue gambe. Piano, con una
lentezza straziante, le infilo dentro due dita.
completamente bagnata.

Oh, s. La mia adorabile bambina pronta mormoro


con la voce rotta dalla lussuria.
La giro verso di me, mentre sento la mia eccitazione
crescere sempre pi. Mi infilo in bocca lindice che fino a
qualche secondo fa era dentro di lei, gustandomi il suo
meraviglioso e dolce sapore.
Hai un sapore cos buono, Miss Steele
Mi guarda sconvolta. Mettiamola alla prova.
Spogliami
desiderio.

le

ordino

piano,

guardandola

con

Lei sembra spaesata.


Puoi farcela la prendo un po in giro.
Ana mi restituisce uno sguardo perplesso. Poi allunga
timidamente le mani verso la mia maglietta. Ci avrei
scommesso!. Gliele afferro appena prima che possa
toccarmi, sorridendole malizioso.
Oh, no. Scuoto la testa. Non la maglietta. Forse
dovrai toccarmi, per quello che ho in mente
Il pensiero del suo tocco sulla mia pelle mi infiamma
nuovamente le vene di desiderio. Le prendo la mano
sinistra e gliela appoggio sul mio uccello fasciato dai
jeans.
Ecco leffetto che mi fai, Miss Steele le dico con voce
roca.

Sussulta. Poi mi accarezza piano, strappandomi un


sorriso di apprezzamento. nuda, davanti a me, indossa
solo i tacchi a spillo e mi sta accarezzando luccello. Dio,
quanto la voglio!. Vorrei sentirla urlare di piacere.
Prenderla con forza e sentirla dimenarsi contro il mio
corpo. Ma non voglio spaventarla proprio ora che ha
detto di s.
Voglio entrarti dentro. Toglimi i jeans. Prendi tu le
redini le sibilo tutto dun fiato.
Mi guarda sbalordita, sbattendo piano le palpebre.
Cosa vuoi farmi? la provoco, divertito.
Allimprovviso mi guarda con aria di sfida, rialza la
testa e mi spinge sul letto. Scoppio a ridere, mentre Ana
mi guarda trionfante. In fretta e un po impacciata mi
sfila via scarpe e calzini. La guardo, senza riuscire a
nascondere il mio divertimento, misto alleccitazione.
Nessuna ha mai preso liniziativa con me. una
sensazione nuova. Mi guarda con adorante meraviglia,
mentre sale a cavalcioni su di me. Sbircio con desiderio il
suo sesso esposto al mio sguardo di fuoco. Infila le dita
sotto la cintura, sfiorandomi delicatamente il ventre. Quel
tocco mi fa trasalire di piacere. Chiudo gli occhi,
inarcandomi sotto di lei. Cazzo! meraviglioso. Perch
non mai stato cos prima di lei?.
Dovrai imparare a stare fermo mi rif il verso lei,
tirandomi piano i peli del ventre.
Respiro affannosamente, eccitato al limite, e le sorrido.
Cazzo, non ho mai provato nulla di simile.

S, Miss Steele mormoro affannato, contenendomi a


stento. I preservativi, nella mia tasca
Ansimo sotto il suo tocco. Mi guarda sfacciatamente
negli occhi, mentre lentamente esplora la mia tasca,
toccandomi ancora. Schiudo la bocca e fatico a non
avventarmi su di lei. Tira fuori i preservativi e guarda le
due bustine con gioia. Oh, s, Miss Steele. Voglio scoparti
pi di una volta. Le sue dita tornano sui miei jeans e
slacciano il bottone. Anastasia si agita su di me, eccitata.
La prendo un po in giro.
Sei cos impaziente, Miss Steele
Mi abbassa la cerniera e prova a spostare i miei boxer.
Li tira, cerca di spostarli. Ma niente. Rimangono ancorati
al mio uccello in tiro. Aggrotta la fronte e si morde il
labbro. Sento lennesimo fremito nel basso ventre.
Cazzo!.
Non posso stare fermo se ti mordi il labbro gemo.
Ma il mio sembra quasi un avvertimento. Inarco il
bacino, staccandomi dal letto e permettendole di
abbassarmi jeans e boxer. Muovendo le gambe scalcio i
miei vestiti a terra. I suoi occhi luccicano, animati dalla
sfrenata voglia di avermi. Il mio stomaco si contrae per il
desiderio.
E adesso cosa pensi di fare? le mormoro, eccitato e
preoccupato al tempo stesso.
Non ho il controllo, non so cosa far. Mi sento
vulnerabile. Sono completamente suo. Almeno in parte.
Anastasia alza una mano, toccandomi luccello. Apro la

bocca per dire qualcosa, ma fallisco miseramente. Inspiro


profondamente, eccitato come non mai da questo
turbinio di sensazioni nuove. Si piega in avanti, i capelli le
cadono sul viso. E la sua dolce bocca si schiude sulla mia
cappella in fiamme. Succhia forte, mugolando il suo
piacere. Chiudo gli occhi, trattenendo il fiato, mentre il
mio corpo freme. Cazzo, proprio quello che volevo!. La
sua lingua serpeggia lungo la mia asta di marmo, mentre
io godo senza ritegno. Cristo, cristo, cristo!.
Dio, Ana, piano gemo, con gli occhi stretti, cercando
di farle rallentare il ritmo.
Rischio di esploderle in bocca se continua in questo
modo. Anastasia continua incessantemente a stuzzicarmi.
un turbinio di labbra e lingua, che succhiano,
esplorano, accendono il desiderio, portandomi sullorlo
del precipizio. Mi tendo, cercando di resistere, mentre le
sue labbra si serrano sempre di pi attorno al mio uccello,
andando su e gi. Lo lascia scivolare gi fino in gola. Pi
volte. Cazzo, divina.
Fermati, Ana, fermati. Non voglio venire la supplico
con un gemito roco.
Si tira su, sorpresa. Ansimiamo insieme, mentre mi
osserva, confusa, con la fronte aggrottata, le labbra
arrossate e gli occhi spalancati.
La tua ingenuit e il tuo entusiasmo sono disarmanti
le spiego affannato. Mettiti sopra la cosa migliore
sospiro, ancora scosso.
Se si mette sotto di me ora, la scoper in modo brutale,
preso dal desiderio come sono.

Tieni, infilami questo


Le passo uno dei preservativi. Lo guarda incerta. Poi
strappa la bustina e prende tra le dita il profilattico
appiccicoso, osservandolo.
Pizzica la punta e poi srotolalo. Non deve entrarci
laria le spiego paziente.
Fissa il mio membro che punta sfacciatamente in alto.
Poi si china e con tutta la concentrazione e la precisione
di questo mondo, srotola il profilattico sul mio uccello
lentamente. Merda!.
Anastasia, mi fai morire gemo ancora sotto di lei.
Si risolleva, guardando soddisfatta il frutto del suo
lavoro.
Ora voglio affondare dentro di te le sussurro.
Mi guarda spaventata. Mi alzo a sedere di colpo. Siamo
faccia a faccia, lei seduta a cavalcioni su di me.
Cos le mormoro contro la bocca, circondandole i
fianchi con il braccio destro e sollevandola di poco.
Mi posiziono e lentamente la lascio scivolare su di me,
riempiendola. Il suo sesso bagnato mi accoglie e si serra
intorno a me. Finalmente!. Geme sonoramente, a bocca
aperta.
Cos va bene, piccola, sentimi, fino in fondo chiudo
gli occhi, affondando completamente dentro di lei.

Mi fermo, con la testa poggiata sul suo seno,


godendomi quella sensazione e lasciandola abituare a me.
Anastasia respira sonoramente, stringendomi i capelli
con una mano. Non so per quanto tempo resto fermo, con
lei che mi avvolge, mi tiene ancorato a s. Alzo la testa,
guardandola.
profondo, qui mormoro con un sorriso, contro le
sue labbra, inarcando e ruotando contemporaneamente i
fianchi.
Geme, fremendo. I suoi occhi si chiudono, per poi
riaprirsi bisognosi.
Ancora mi ordina piano.
Si, signora. Sorrido lascivamente e obbedisco,
strappandole un altro gemito, mentre porta allindietro la
testa, facendosi ricadere lentamente i capelli sulle spalle.
Mi lascio andare allindietro anchio, affondando sul
materasso. Le mie mani scivolano sui suoi morbidi
fianchi, sulle sue gambe e poi ai lati della mia testa, sul
materasso.
Muoviti, Anastasia, su e gi, come vuoi. Prendi le mie
mani ansimo, con la voce rotta dal desiderio.
Afferra le mie mani, bisognosa. Si solleva sulle
ginocchia e poi scende gi, affondando di nuovo sul mio
cazzo. Quel movimento mi spezza il respiro. Le vado
incontro mentre mi lascia immergermi di nuovo in lei,
spingendola in alto di nuovo. E ancora. E di nuovo
ancora. Iniziamo a muoverci allunisono, seguendo il
ritmo dettato dai nostri desideri che si fondono. Mi

cavalca, vogliosa di raggiungere lapice del piacere.


Respira affannosamente, mentre la guardo ergersi su di
me, come una dea. I seni si muovono a ritmo del rapporto
che stiamo consumando. Ed una visione meravigliosa.
Le sue mani stringono con forza le mie, mentre i nostri
respiri si fondono. I suoi occhi sono velati di desiderio, di
bisogno. Spingo forte dentro di lei, arrivando fino in
fondo. I nostri corpi, sudati, spossati, si muovono in
sintonia, alla ricerca del piacere estremo. Il mio sguardo
si fissa sui suoi capezzoli turgidi. Vorrei avere la forza di
alzarmi e succhiarli. Ma sono completamente preso da lei,
che mi tiene avvinto. La guardo. Ed come se la vedessi
per la prima volta. I suoi occhi si fissano nei miei e
Anastasia si crogiola nello sguardo stupito che le sto
rivolgendo. Cazzo, se bella. Ed mia. O meglio, in
questo momento, con lei che mi guarda dallalto, che
affonda su di me, che mi prende al suo ritmo, al nostro
ritmo io sono suo. E straordinariamente realizzo. lei
che sta scopando me. davvero lei che tiene le redini, il
controllo. Magari inconsapevolmente, magari non fino in
fondo. Ma lei che mi sta dominando, torreggiando in
alto su di me. In quello stesso istante, Anastasia viene,
urlando, completamente fuori controllo. Quella visione
mi basta per crollare sotto di lei. Le lascio le mani e le
afferro forte i fianchi, imprimendo i segni delle mie dita
su di lei. Chiudo gli occhi e rovescio la testa allindietro, in
silenzio, ancora scioccato per quel lampo di rivelazione.
E, come un fiume in piena, mi riverso dentro di lei.

Capitolo 16
Anastasia crolla pesantemente sul mio corpo e,
insieme, ansimiamo in silenzio, fino a calmarci. La sua
testa poggiata sul mio petto e la sento annusare piano il
mio profumo. Per fortuna ho lasciato addosso la t-shirt.
Restiamo cos per non so quanto tempo. La prima a
muoversi lei. Alza piano un braccio e poggia una mano
sul mio petto. Ci metto meno di un secondo per realizzare
quello che ha fatto. Cristo santo, Anastasia. No!. Il
dolore fisico che si riverbera in tutto il mio corpo mi fa
stringere forte gli occhi. Le afferro la mano con forza. Mi
guarda impaurita. Per smorzare la violenza del mio gesto
mi porto la sua mano alle labbra. Delicatamente bacio
piano ogni nocca. Mi sposto, girandomi sul fianco destro
e la trascino con me, per guardarla negli occhi. E per
tenerla ferma.
Non farlo le mormoro piano, a mo di avvertimento,
depositandole un leggero bacio sulle sue labbra morbide.
Perch non ti piace essere toccato? mi chiede con
dolcezza.
Perch dentro ho cinquanta sfumature di tenebra,
Anastasia ammetto sinceramente, senza avere il
coraggio di dirle di pi. La mia introduzione alla vita
stata molto dura. Non voglio annoiarti con i dettagli. Non
farlo e basta
Non posso dirtelo, Anastasia. Non posso darti nessuna
spiegazione che tu giudicheresti razionale per dare un
senso alle mie azioni, alla mia vita e al mio essere cos

follemente depravato. Per smorzare la tensione che si


creata tra di noi, mi avvicino e strofino la punta del mio
naso contro il suo. Un piccolo contatto che riesco a
tollerare e che le lascia un sorriso sulle labbra. Poi mi
alzo, sedendomi sul letto. Sono ansioso di cambiare
argomento.
Abbiamo affrontato tutte le nozioni di base. Ti
piaciuto?
Perch a me piaciuto davvero un sacco, Miss Steele.
Anastasia rimane per qualche attimo a guardare il
soffitto, pensierosa. Poi piega la testa di lato. Imitando
me, credo. Mi fa un piccolo sorriso, frenato dalla tensione
che ancora non si del tutto dissolta.
Se immagini che io creda di aver preso il controllo
anche solo per un istante, b, non hai tenuto conto del
mio quoziente di intelligenza mi dice, con un sorriso
timido. Ma grazie per avermi illuso
Sorrido, divertito dalla sua osservazione. Anche se non
del tutto vera.
Miss Steele, tu non hai solo un bel visino. Finora hai
avuto sei orgasmi e mi appartengono tutti mi vanto,
spavaldo.
Di colpo arrossisce in modo violento, guardandomi in
modo strano. Cosa mi nascondi, Miss Steele?. Aggrotto
la fronte.
Devi dirmi qualcosa?
Il mio tono severo. Riconosco il Dominatore che in

me. E che tenta di uscire fuori ad ogni costo. La voglia di


vedere la sua pelle arrossarsi sotto le mie mani mi fa
svettare luccello di nuovo allins. Cristo santo, che
effetto mi fa!.
Stamattina ho fatto un sogno
La voce le trema. spaventata di dovermi confessare
qualcosa.
Ah, s?
Le lancio unocchiata di fuoco. Dimmi che hai
disobbedito e ti sei data piacere da sola, Miss Steele, e
potrei anche decidere di non ragionare pi. Avresti
deliberatamente infranto una delle mie regole.
Sono venuta nel sonno
Mentre lo dice si copre gli occhi con il braccio,
rimanendo distesa sul letto. Mi viene cos tanto da ridere
che a malapena riesco a trattenermi. La vedo spostare di
poco il braccio, per sbirciare nella mia direzione.
Nel sonno? le chiedo, mentre un sorriso aleggia sulle
mie labbra.
Mi ha svegliato dice, abbassando il braccio.
Lo immagino.
incuriosito.

Cosa

stavi

sognando?

chiedo

Anche se credo di sapere la risposta. O meglio, non


posso immaginare che la sua risposta sia diversa da
quello che penso. Non so come potrei reagire. Dopo

qualche attimo di reticenza, dovuta allimbarazzo di


confessarmi il suo sogno erotico, probabilmente il primo,
finalmente si decide a rispondere.
Te ammette vergognandosi.
Il suono di quella parola mi inebria. E mi eccita.
Cosa facevo?
Di nuovo si copre gli occhi con il braccio, imbarazzata.
Il silenzio assordante. E io voglio sapere. buffa cos
distesa sul letto, nuda eccetto che per i tacchi a spillo e
con il braccio sugli occhi come se fosse una bambina
scoperta a fare una qualche marachella. Ma non pu
sempre fare cos. Oramai ha accettato e deve capire che
quando io le chiedo qualcosa lei tenuta a rispondere. Di
qualsiasi cosa si tratti.
Anastasia, cosa facevo? Non te lo chieder ancora le
dico con un tono che non ammette repliche.
Avevi un frustino mi dice frettolosamente,
probabilmente spaventata dal mio tono.
La cosa mi colpisce alquanto. Ha sognato me, con un
frustino, che probabilmente la frustavo o sculacciavo o
torturavo fino a farla venire. E le piaciuto talmente da
venire sul serio. Le scosto il braccio dagli occhi per
guardarla. Voglio sapere se mi sta dicendo la verit.
Davvero? chiedo scettico.
Perch dovrebbe mentirti, Grey?.

S
Diventa viola dallimbarazzo.
C ancora speranza per te mormoro. Ne ho diversi,
di frustini
Di cuoio marrone intrecciato?
Scoppio a ridere, sinceramente divertito dalla sua
uscita.
No, ma sono sicuro che potrei procurarmelo
Mi chino su di lei, ancora distesa sul letto, e la bacio. Di
sfuggita, guardo lorologio. tardi. Devo tornare in
albergo e prepararmi per la riunione di domattina. Mi
alzo, sfilo il preservativo e mi infilo i boxer grigi.
Anastasia si agita sul letto, ma rimane in silenzio. Si alza
e, imitandomi, inizia a vestirsi. La guardo mentre le sue
deliziose labbra si contraggono in un altrettanto delizioso
broncio. Guardo il profilattico che ho in mano. Che odio
questi aggeggi!.
Quando dovrebbe venirti il ciclo? le chiedo di getto.
Mi guarda stranita, terrorizzata oserei dire.
Odio mettermi questaffare brontolo, dandole una
spiegazione. Sollevo a mezzaria il preservativo e poi lo
getto incurante a terra. Prendo i jeans l accanto e li infilo.
Anastasia rimane in silenzio a fissarmi, con addosso i
pantaloni di una tuta e un top.
Allora? la incalzo, esigendo una risposta alla mia

domanda.
La settimana prossima mi dice alla fine, riluttante.
Devi iniziare a prendere la pillola le dico in tono
autoritario.
Non vedo lora di riversare sul serio il mio seme in te,
Miss Steele. Cos sarai mia fino in fondo. Il solo pensiero
mi fa eccitare di nuovo. Il suo sguardo smarrito segue i
miei movimenti, mentre con calma, mi siedo sul letto e
mi infilo le calze e le scarpe.
Hai un medico di fiducia?
In effetti, non avendo mai avuto rapporti sessuali
prima dora, probabilmente non ha mai avuto bisogno di
uno specialista in campo ginecologico. A conferma dei
miei pensieri scuote la testa. Aggrotto la fronte. Ok,
posso occuparmene io.
Posso chiedere al mio di venire a visitarti a casa tua,
domenica mattina, prima che ci incontriamo. Oppure pu
visitarti a casa mia. Cosa preferisci?
Mi rendo conto di essere pratico e diretto, come se
invece che di visite ginecologiche stessi contrattando un
affare. Ma non ho tempo per perdermi in stronzate, ora.
Ho avuto il suo consenso, ci siamo accordati sui termini
del contratto. Non voglio che queste cazzate ci facciano
perdere altro tempo prezioso.
A casa tua mi dice dopo averci pensato qualche
secondo.

Cos possiamo inaugurare la Stanza dei giochi. Dovr


trovare un ginecologo disponibile. La guardo. Magari
facciamo una ginecologa.
Va bene. Ti far sapere lora
Te ne stai andando?
I suoi occhi dolci e azzurri mi implorano di restare. Ma
non posso. Tutte le concessioni di questa sera, tutto
quello che le ho permesso di fare. Ho bisogno di riflettere.
Di allontanarmi per un attimo e riprendere in mano la
mia vita. E non importa se non voglio. Devo.
S dico, cercando di non lasciar trapelare lamarezza
per quella decisione.
Come torni in albergo? mormora a bassa voce.
Viene a prendermi Taylor
Posso accompagnarti io. Ho una bellissima macchina
nuova mi dice con un mezzo sorriso.
La guardo con affetto. terribilmente carina quando fa
limpertinente.
Cos mi piaci. Ma temo che tu abbia bevuto troppo
ammicco divertito.
Mi hai fatto ubriacare apposta? chiede leggermente
piccata.
S ammetto.

Il mio tono nasconde una nota di arroganza.


Perch?
Perch ragioni troppo sulle cose, e sei reticente come
il tuo patrigno. Un goccio di vino e cominci a parlare, e io
ho bisogno che tu sia sincera con me. Altrimenti ti chiudi
a riccio e non so cosa pensi. In vino veritas, Anastasia
Le schiocco un sorrisetto compiaciuto e saccente. C
poco da essere compiaciuti per il tuo comportamento,
Grey.
E tu pensi di essere sempre sincero con me? mi
chiede sarcastica.
La sua domanda mi mette un po sulla difensiva.
Ci provo. La nostra storia funzioner solo se siamo
sinceri luno con laltra
Mi mordo linterno del labbro inferiore. Per questo le
hai detto che sei un sadico, vero? mi schernisce il mio
cervello. Anastasia guarda le lenzuola stropicciate sotto di
lei. Sopra di esse giace ancora il secondo preservativo che
non abbiamo usato. Allunga le dita e lo prende,
mostrandomelo.
Vorrei che restassi e usassi questo mi dice con
sospiro.
La sua voce ridotta a un filo, ansima eccitata. Le
sorrido, divertito dalla sua audacia, ma anche bramoso di
possederla di nuovo.

Anastasia, ho superato tante barriere qui, stasera.


Devo andare. Ci vediamo domenica. Il contratto con le
modifiche sar pronto, cos possiamo iniziare a giocare
sul serio
Nel dirlo il mio corpo attraversato da un brivido di
lussuria.
Giocare?
La sua voce sempre pi fioca. palesemente eccitata
e stringe forte la bustina del preservativo tra le dita,
sempre pi desiderosa di utilizzarlo. Continuo a
stuzzicarla.
Mi piacerebbe mettere in scena una cosa con te. Lo
far solo quando avrai firmato, quando sapr che sei
pronta
Ho voglia di vedere il tuo corpo contorcersi, per le tue
stesse carezze Anastasia. doppiamente eccitante
pensarla in quel modo, soprattutto perch so che dovr
insegnarle tutto io. Chiudo brevemente gli occhi e vedo le
mie mani che conducono le sue lungo tutto il suo corpo,
accarezzando attraverso insieme quel dolce paradiso che
il suo sesso bagnato e voglioso di accogliermi. E poi ho
ancora quellovetto vibrante nella tasca della mia giacca.
Potrei sempre usarlo per vederla implorarmi e
supplicarmi di darle piacere. O potrei procurarmi lo
stesso frustino del suo sogno. Sorrido segretamente
pregustandomi la sua espressione alla vista delloggetto
dei suoi sogni. S, credo proprio che sar quello che far.
Ah. Quindi potrei rimandare, se non firmo?

La sua domanda mi riscuote dai miei pensieri lascivi.


Aggrotto leggermente la fronte. Per qualche attimo ho il
dubbio atroce che voglia tirarsi indietro. Ma non pu
essere. La sua voglia percepibile anche a distanza.
Siamo attratti come due calamite, i nostri desideri si
fondono anche quando non ci tocchiamo. E lei sta solo
aumentando deliberatamente la mia eccitazione. Le
sorrido sardonico, stando al gioco.
S, immagino di s, ma io rischierei di cedere sotto la
pressione
Cedere? In che modo?
La mia risposta lha incuriosita. Piega la testa di lato,
stringendo gli occhi e scrutandomi. Annuisco piano,
rimandandole indietro un altro sorriso da bastardo
provocatore.
Le cose potrebbero sfuggirmi di mano le sibilo
contro.
Anastasia sorride maliziosa a sua volta. Il mio uccello
sta letteralmente per saltarle addosso, aspettando che io
mi decida a seguirlo.
In che senso? chiede, con la voce melliflua.
Sai, esplosioni, inseguimenti in auto, rapimenti
gioco con la sua fantasia.
E con la mia. Il pensiero di lei segregata nella mia
Stanza dei giochi mi manda in estasi. La scoperei senza
sosta. Sempre. In ogni modo. Senza piet.

Potresti rapirmi? mi dice incredula, aggrottando


leggermente la fronte.
Oh, s le scocco un gran sorriso.
Non sai cosa darei per tenerti legata nella mia camera
da letto, Miss Steele.
Tenermi prigioniera contro il mio volere?
Abbassa volutamente la voce. Cristo santo se
eccitante. Immaginarla legata, ansimante, disperata e
vogliosa di prendermi tutto. La sua eccitazione raggiunge
quasi il livello della mia. Me ne accorgo da come cambia il
suo respiro, dalle cosce che continuano a sfregarsi luna
contro laltra, dal luccichio di suoi occhi azzurri da
cerbiatta.
Oh, s. E a quel punto passeremmo a un TPE 24/7
Temo di non seguirti ansima, accaldata e desiderosa
di scopare di nuovo.
Un Total Power Exchange, uno scambio totale di
potere, ventiquattro ore su ventiquattro
Non riesco a trattenere la mia eccitazione. Ho
unerezione da paura, sento il mio uccello pulsare e
implorarmi di essere liberato dentro di lei. Il solo
immaginarla alla mia merc, poterle fare quello che
voglio, mi rende euforico.
A quel punto non avrai scelta le dico con un sorriso
perfido sulle labbra.

E lei, a questo punto, fa lunica cosa che non avrebbe


dovuto fare. Lunica cosa che in realt mi aspettavo che
facesse. Lunica cosa che volevo facesse.
Ovvio! sorride sarcastica, alzando al cielo i suoi
meravigliosi occhi azzurri.
come se ad un tratto, quel gesto, avesse rotto un
argine. E io non sono pi disposto a farmi sfidare in quel
modo da una ragazzina impertinente. Sarai anche una
gran gnocca, Miss Steele, ma ti serve qualcuno che ti
rimetta in riga. E quel qualcuno sono io.
Oh, Anastasia Steele, hai appena alzato gli occhi al
cielo con me?
Mi rendo a malapena conto che la fisso famelico, come
un lupo farebbe con un agnellino indifeso. Sono ansioso
ora. Ansioso di vedere il suo sedere arrossarsi sotto le mie
mani. Ed eccitato. Mi guarda in apprensione, ma nei suoi
occhi leggo anche la convinzione che non terr realmente
fede alla mia minaccia di prima. Quanto ti sbagli, Miss
Steele.
No mi dice di rimando con una voce stridula.
Ha anche il coraggio di negare levidenza.
Mi sembrato di s. Cosa ti ho detto che ti avrei fatto
in questi casi?
Non risponde e mi guarda con aria di scuse. Mi eccita,
ma non basta. Voglio sculacciarla. Lo voglio da quando
lho incontrata. E questa la mia occasione per fargli
capire qual il suo ruolo in tutto questo. Con lentezza mi

siedo sul bordo del letto.


Vieni qui le sussurro piano.
Anastasia diventa pallida di colpo, ma il suo corpo non
accenna nessun movimento. Sembra paralizzata. Mi fissa.
Ed ha un ultimo impeto di audacia.
Non ho ancora firmato mormora.
Il suo sguardo fisso nel mio mi acceca. Azzurro contro
grigio. Grigio contro azzurro. Non ho nessuna intenzione
di dargliela vinta questa volta. So che la sua obiezione
dovrebbe fermarmi. Non ha firmato e le conseguenze
potrebbero essere catastrofiche. Ma se faccio un passo
indietro ora avr perso del tutto la mia autorit e la mia
capacit di controllo. E io proprio non posso.
Ti ho detto cosa avrei fatto. Sono un uomo di parola.
Ora ti sculaccer, poi ti scoper, molto in fretta e senza
piet. Alla fine quel preservativo torner utile
La mia voce roca e tradisce tutto il desiderio che,
attualmente, concentrato nel mio basso ventre. Il mio
uccello non vede lora di affondargli dentro, colpo dopo
colpo, dopo averla sculacciata per bene. Dopo averla fatta
mia. A modo mio. La fisso con gli occhi colmi di lussuria e
noto con stupore che i suoi sembrano rispecchiare il mio
stesso desiderio. Si sposta sul letto, esitando. Poi torna a
fermarsi e mi guarda come se stesse per prendere la
decisione pi importante della sua vita. Il dubbio la
divora, le anima lo sguardo inquieto.
Sto aspettando le dico severo. Non sono un tipo
paziente

E sono eccitato. E ti voglio, Anastasia. Ti voglio sulle


mie ginocchia. La sento ansimare, improvvisamente di
nuovo agitata e tremante. Con lentezza scivola piano sul
letto, arrivando a me. Si mette di fianco, mentre la guardo
senza riuscire a nascondere una traccia di ammirazione.
Per lei. Per il suo coraggio.
Brava bambina mormoro. Ora alzati in piedi
Mi guarda con un vago senso di mortificazione negli
occhi. Ma palesemente eccitata da tutto questo. E la
constatazione mi infiamma ancora di pi. Si alza,
traballando leggermente e tendo la mano destra in avanti,
aspettando che mi consegni il preservativo che ancora
stringe tra le dita. Quando lo fa, non perdo un attimo di
pi. La afferro di colpo, cogliendola di sorpresa,
mettendomela di traverso sulle ginocchia. Oh s, Miss
Steele. Ora sei nella posizione in cui ti ho sempre voluta.
Mi piego in avanti, schiacciandole il torace sul letto e alzo
la gamba destra sulle sue, andandogliele a bloccare. Con il
braccio sinistro le fermo la schiena.
Metti le mani sopra la testa le ordino duro,
raddrizzando le mie spalle.
Senza proferire parola fa quello che le ho chiesto.
Perch sto facendo questo, Anastasia? le chiedo.
Sono io. Sono Christian Grey il Dominatore. Eppure
non so perch nella mia voce c una nota di nervosismo.
Vorrei doverti fare questo perch sei bruna, pallida,
minuta come quella puttana drogata che mi ha generato.
Vorrei doverti fare questo per sconfiggere qualche oscuro

male che mi avviluppa lanima. Ma la verit, Miss Steele,


che non devo farti questo. Io voglio farti questo. Perch
mi ecciti in un modo fottutamente fuori dal normale. E
perch sei mia, mia soltanto e di nessun altro. E hai
deliberatamente disubbidito ad una mia richiesta.
Perch ho alzato gli occhi al cielo quando mi hai detto
una cosa
Le parole escono smorzate dalla sua gola a causa della
posizione in cui lho costretta.
Ti sembra educato? le intimo, ritrovando un briciolo
di stabilit.
No ammette a fatica.
Lo farai di nuovo? chiedo duro.
No
Ti sculaccer ogni volta che lo farai, chiaro? la
minaccio, mentre il pene si ingrossa senza ritegno nei
miei pantaloni.
Quindi, Miss Steele, spero che tu lo faccia altre mille
volte.
Con lentezza straziante le abbasso i pantaloni della
tuta, lasciando che la stoffa morbida le scivoli sulla pelle
sensibile. Anastasia sussulta quando si accorge del suo
sedere completamente esposto. E io con lei a quella
meravigliosa vista... Il mio cazzo fa male, pulsa
violentemente e spinge contro la stoffa dei jeans,
sfiorandole di poco il ventre appoggiato sulle mie gambe.

Non la tocco, aumentando i nostri desideri a dismisura.


Mi limito ad ammirare quella pelle splendida, bianca
come il latte, pregustandomi il pensiero di come sar
quando avr finito. Il suo respiro si carica di attesa,
eccitazione, terrore. un groviglio di sentimenti
contrastanti. Sento il suo corpo teso, quando finalmente,
molto lentamente, le poggio una mano sul sedere.
Accarezzo piano la sua pelle, delicatamente, descrivendo
un percorso circolare. Brucia sotto le mie mani,
attraendomi ancora di pi. Non riesco a decidermi a
sferrare il colpo, perch, per la prima volta nella mia vita,
sento di non avere un reale bisogno di tutto questo. solo
puro desiderio di punire la sua impertinenza. Hai alzato
gli occhi al cielo quando ho parlato, esprimendo fastidio e
scetticismo per le mie parole. Bene. Partiamo da questo
magari. Alzo la mano e di colpo affondo nella sua carne.
Forte, duro, deciso. La sculacciata sonora e la sua pelle
dalabastro si colora allistante. Un diffuso rossore si
espande come una macchia dolio. La sola vista di tutto
questo sta per farmi venire. Il mio respiro cambia, ho il
cuore in gola. Il suo corpo si irrigidisce e si tende per
alzarsi e scappare via, ma la blocco con la mano. No,
Miss Steele. Non fuggirai da me. Lascio passare qualche
secondo, in modo che la smetta di divincolarsi. I miei
polmoni non mi danno tregua, gli occhi si caricano di
lussuria sfrenata. Alzo di nuovo la mano, inspirando
bruscamente. E affondo di nuovo su di lei. La colpisco pi
forte di prima. Perch ti mordi di continuo il labbro
sapendo che mi eccita. Il rossore sulla sua pelle aumenta
e io non riesco pi a resistere. Affondo su di lei
ripetutamente, senza apparente controllo, furioso.
Perch ti sei ubriacata e stavi per farti molestare da quel
fottuto figlio di puttana. Il suo corpo si irrigidisce
ancora. Perch ti sei lasciata abbracciare dal fratello

della tua coinquilina oggi. Un altro colpo, forte e deciso.


Il cazzo mi sta esplodendo. E anche dal fratello del tuo
datore di lavoro. Alzo ancora la mano senza riuscire a
controllarmi. Perch non hai un briciolo di fottutissima
considerazione per te stessa!. Mi fermo di colpo,
ansimante. Lo sguardo sconvolto. Le ho appena dato sei
sculacciate di santa ragione, il suo culo di un delizioso
colore rosso. E lei non ha emesso un gemito. Il suo corpo
cerca di divincolarsi piano. Incredulo, con la mano le
accarezzo le natiche rosse come il fuoco. Soddisfatto
Grey? Non ha emesso un urlo. Aggrotto la fronte. Anche
mentre la sculaccio mi sfida. Non urla, non geme. Nessun
suono. Pensa di potermi resistere per quanto? Non riesco
pi a trattenere il desiderio nel mio respiro. Laria esce
prepotente dai polmoni e il mio uccello
scandalosamente proteso allins. Ho voglia di fotterla
senza piet. Continuo ad accarezzarla, mentre il suo corpo
freme.
Stai ferma le ringhio contro. Altrimenti ti sculaccio
pi a lungo
Non voglio smettere questa tortura nei suoi confronti.
Chiudo gli occhi e mi vengono in mente tutte le sue azioni
sconsiderate, tutta la sua sfida nei miei confronti. E poi,
Miss Steele, hai anche cercato di restituirmi i libri che ti
ho regalato. Alzo la mano e la colpisco di nuovo. Ora
per me la prendo con pi comodit. Non una necessit.
Non un istinto irrefrenabile. Voglio punirla per il mio
piacere, per la mia eccitazione. Nientaltro. Voglio
gustarmi ogni colpo che infliggo alla sua carne.
Laccarezzo nel punto in cui lho colpita e le massaggio
piano le natiche. Cerco di calmare anche il mio respiro,
ma fallisco miseramente. Un sospiro roco e lussurioso mi

esce dalla gola. Hai fatto storie per il computer che ti ho


regalato. Unaltra sculacciata la colpisce forte su un altro
lato del suo sedere. Ancora una carezza, un massaggio
delicato. Hai fatto storie per la macchina che ti ho
regalato. E gi unaltra dura sferzata. Il suo corpo freme,
si tende, ad ogni colpo. Mi hai fatto preoccupare te ieri
sera. Questa volta il colpo molto pi duro. E finalmente
urla.
Ahi!
S, Anastasia. E non ancora finito con te. Sorrido
arrogante, eccitato, completamente preso da lei.
Mi sto solo riscaldando le annuncio con voce dura.
Le assesto unaltra sonora sculacciata, dopo averle
massaggiato la natica destra che, sospetto, le bruci da
morire. Questo, Miss Steele, perch mi sfidi sempre, in
ogni momento. La sento contrarsi e stringere forte la
mascella. E il suo corpo agitato dagli spasmi. Si muove
contro il mio ventre, mentre il mio cazzo pulsa appoggiato
al suo fianco. Le accarezzo la pelle delle natiche bruciante
e dolorante, in modo dolce. E poi ancora un altro colpo
ben assestato. Questo lo so per che cos. Questo
perch mi hai chiesto se fossi gay. Massaggio, mentre mi
delizia con un altro urlo spasmodico. Poi ancora un altro
colpo. E io voglio farti sapere che non cos. Urla
ancora.
Nessuno pu sentirti, piccola, solo io
Colpisco sempre pi forte. E voglio che urli. E
colpisco ancora. Voglio che urli ancora. Ancora. Ancora.

E ancora, Cristo santo!. Fermo la mia mano dopo


diciotto sculacciate. Il mio respiro non si placa, la mia
sete di sesso mi invade i sensi e i miei occhi sono incollati
al suo culo favoloso, attualmente di un bellissimo colore
rosso vivo. Sono frastornato, confuso, eccitato, poco
lucido. COSA CAZZO MI HAI FATTO, ANASTASIA?.
Non mi sono mai sentito in questo modo. Mai cos
euforico, cos... cos non so nemmeno io come. Ho solo
voglia di fotterla ora.
Basta cos le ringhio
Anastasia. Ora ti fotto

contro.

Complimenti,

Allento un po la presa su di lei e le massaggio piano il


sedere, per lenire il dolore. Anastasia ha il respiro corto.
Non lho guardata in faccia, ma sono certo che non ha
pianto. ancora scossa dai fremiti. Allimprovviso,
cogliendola di sorpresa, le infilo dentro due dita, per
prepararla allassalto del mio cazzo che pulsa
violentemente. La scoperta del suo sesso gi
completamente bagnato, invece, mi lascia senza parole.
Sussulta, presa alla sprovvista.
Senti qui. Senti come il tuo corpo ha gradito,
Anastasia. Sei fradicia le mormoro stupito.
Questo davvero non me lo sarei mai aspettato. Non
solo ha lasciato che la sculacciassi. Ma le addirittura
piaciuto. meravigliosamente bagnata, pronta per me.
Spinto dal desiderio, inizio a scoparla freneticamente con
le dita. Le infilo e le sfilo, godendo dei suoi gemiti attutiti
contro il copriletto. Gode per il mio tocco esperto, mentre
io mi sento morire di piacere. Lo stomaco si attorciglia,
ho voglia di lei, ho voglia di sentirmi avviluppato dal suo

sesso. E non resisto oltre. Sfilo di colpo le dita dalla sua


vagina e afferro il preservativo che rimasto sul letto,
dietro di me. Con attenzione la sollevo e la adagio sulle
lenzuola, a testa in gi. Sbottono i miei jeans e li abbasso
un po, insieme ai boxer, quel tanto che serve per entrarle
dentro e consentirmi di scoparla. Non voglio perdere
altro tempo a spogliarmi. Strappo la bustina del
preservativo e lo infilo velocemente. Delicatamente,
stando ben attento a non provocarle bruciore, le sfilo la
tuta e la metto in ginocchio sul letto. Il suo culo, di un
rosso intenso, nuovamente esposto ai miei occhi
insaziabili.
Ora sto per prenderti. Hai il permesso di venire
mormoro piano, con la voce rotta dal desiderio di farla
mia.
Geme di incredulit alle mie parole. S, Anastasia.
Decido io se e quando tu puoi venire. E di colpo le
affondo dentro, facendola gemere di nuovo. Non riesco a
frenare il mio impeto. Continuo a spingere il mio cazzo
implorante trovando sollievo dentro di lei. Dentro
Anastasia. Un colpo dietro laltro, veloce, forte, mentre i
miei occhi si beano della vista del suo meraviglioso sedere
ancora segnato dal mio desiderio. Le mie palle sbattono
con forza contro di lei, contro la sua pelle, acuendo la
sensazione di piacere che sto provando. Affondo tutto
dentro di lei, neppure un centimetro del mio sesso
pulsante resta fuori dal suo corpo. Vedo i suoi pugni,
allungati sul letto davanti a lei, stringersi convulsamente
attorno alle lenzuola. Anastasia geme forte, anelando il
piacere. E, finalmente, esplode urlando contro il
materasso. Il suo sesso si stringe forte attorno al mio
cazzo in fiamme, avviluppandolo, tenendolo ben saldo al

suo interno. Reclino la testa allindietro, mentre il mio


corpo con un movimento contrario si protende in avanti.
Stringo forte gli occhi, rivolti verso il soffitto, e contraggo
la mascella, riversandomi di nuovo dentro di lei.
Oh, Ana! grido, affondandole le dita nei fianchi, fino
a quando non mi sono del tutto svuotato.
Crollo esanime al suo fianco, con il respiro corto. Senza
aspettare di calmarmi o che si calmi lei, la attiro a me,
sollevandola sul mio corpo, completamente vestito, ad
eccezione dei pantaloni semi abbassati. Affondo il naso
nei suoi capelli, inalando il suo profumo come fosse aria
preziosa. Circondo il suo corpo con le braccia e la stringo
forte. Ancora non riesco a credere a quello che appena
accaduto tra di noi. Lho punita. Ed piaciuto ad
entrambi. come se qualcuno avesse appena aperto uno
spiraglio su tutto un mondo sconosciuto. Sar
interessante vedere dove tutto questo ci porter. Ma resta
il fatto che sono sconvolto. Mi sento strano. Non riesco a
non pensare a quello che mi ha detto Elena, ma allo
stesso tempo sento, anzi ora so che un modo ci pu
essere. Che possiamo davvero trovare un punto di
incontro tra il mio mondo ed il suo. Lei ha appena fatto
un passo nella mia direzione.
Oh, piccola gemo di appagamento. Benvenuta nel
mio mondo le annuncio.
Restiamo per non so quanto tempo sdraiati in questa
posizione, cercando di calmare i nostri respiri che quasi si
sono fusi a causa della vicinanza. Le accarezzo i capelli,
assaporando quella sensazione di profonda calma che mi
ha invaso. Anastasia rimane immobile, gustandosi, come

me, la calma di questo momento. Inalo a fondo ancora


una volta il suo profumo. come se stessi facendo scorta
per quando dovr andarmene da questa stanza.
Complimenti, piccola le mormoro contro la testa.
Sono davvero compiaciuto dal suo comportamento e
dalla sua resistenza. La sento sospirare profondamente,
soddisfatta del mio sincero apprezzamento nei suoi
confronti. Chi lavrebbe mai detto, Miss Steele. Sbircio
la sua espressione. Sorride, compiaciuta. Le accarezzo
una spalla e lentamente le prendo tra le dita una spallina
del top a buon mercato che indossa. Possiamo fare molto
meglio di cos, Anastasia.
Usi questa per dormire? le chiedo contrariato.
S risponde, soffocando uno sbadiglio.
Dovresti indossare raso e seta, stupenda ragazza. Ti
porter a fare shopping
Mi piace la mia tuta mormora, fingendo irritazione.
Le do un piccolo affettuoso bacio sulla testa,
sorridendo per il suo tono.
Vedremo le annuncio.
Dovr incaricare la mia solita personal shopper di
Neiman Marcus di scegliere qualcosa per lei. Invier a
Caroline Acton la sua foto e le sue misure, in modo che
possa fornirle un ricco guardaroba adatto a lei. Sospiro di
nuovo, affondando la testa sulle lenzuola e continuando
ad accarezzarle piano i capelli. Non so per quanto tempo

rimaniamo cos, in silenzio. Anastasia chiude gli occhi e


credo si addormenti per un po. Ne approfitto per mettere
un po di ordine nei miei pensieri. Mi sento attratto da lei
ad ogni livello. Fisico, emotivo, mentale. Starle accanto
placa la mia insicurezza, la mia paura di essere solo che
non mi abbandona mai. Non mi abbandona da quando
avevo quattro anni, da quando lunico essere che avrebbe
potuto e dovuto amarmi mi ha lasciato solo per tutto quel
tempo, a cibarmi di piselli congelati e morte. Accanto ad
Anastasia tutto questo senso di inadeguatezza, coperto
dalla mia maschera di ricco e potente uomo daffari,
scompare. Ci siamo io e lei soltanto. E il bisogno
primordiale che avverto di tenerla al sicuro. Ad un tratto
si muove sul mio corpo. Credo che il suo pisolino si sia
appena concluso. E forse meglio, perch devo andare
via e fare un minimo di chiarezza dopo tutto questo.
Devo andare le annuncio, sporgendomi su di lei e
stampandole un sonoro bacio sulla fronte. Stai bene? le
chiedo, poi, dolcemente.
Aggrotta la fronte, riflettendo sulle mie parole. E lo
sguardo che mi restituisce confuso, incerto. Cazzo.
Forse non andata cos bene come speravo.
Sto bene mormora alla fine con poca convinzione.
Vigliaccamente mi accontento della sua spiegazione e
non indago oltre. Non voglio discutere e finire con il farle
cambiare idea. Mi alzo dal letto, spostandola. Ho bisogno
di andare in bagno.
Dov il bagno?
In fondo al corridoio, a sinistra

Esco dalla stanza e non fatico a trovare la porta giusta.


Dopo essermi risistemato, frugo tra le creme ed i
cosmetici contenuti nellarmadietto. Trovo una lozione
per bambini che fa al caso mio. Prendo il flacone e torno
in camera di Anastasia. La trovo in piedi, con la testa tra
le mani. Mi scorge ed abbassa lo sguardo.
Ho trovato un po di olio per bambini. Lascia che te lo
spalmi sul sedere le dico in tono pratico.
Non vorrei che domattina avesse uno spiacevole
ricordo di tutto questo.
No, non c bisogno replica immediatamente, in
evidente imbarazzo.
Anastasia la avverto in tono asciutto.
Sta per alzare gli occhi al cielo, ma si ferma memore
della punizione appena ricevuta. E che a quanto pare
stata davvero efficace. Incoraggiato dal suo silenzio, mi
siedo sul bordo del letto, abbassandole piano i pantaloni
della tuta. Verso la lozione, dal gradevole profumo di
camomilla, sul palmo di una mano e delicatamente le
massaggio i glutei, ancora piacevolmente arrossati. Il mio
cazzo, come me, non ne ha mai abbastanza di lei e
sarebbe pronto a ricominciare anche ora. Ma non posso.
Mi piace metterti le mani addosso mormoro senza
nascondere il mio desiderio carnale nei suoi confronti.
Le sfugge un lievissimo gemito di assenso, che mi
strappa un sorriso compiaciuto. Quando finalmente ho
finito le tiro su i pantaloni, con dolcezza.

Devo andare le dico, non senza una punta di


rimpianto.
Ti accompagno fuori
Mi parla tranquilla, ma continua a tenere gli occhi
bassi. Ho come il sospetto che se mai li alzasse
scoppierebbe in lacrime. O forse gi lo ha fatto, mentre
sono andato in bagno. Le tendo la mano, afferrando la
sua e mi avvio verso lingresso, uscendo dalla sua camera.
Non devi chiamare Taylor? mi chiede, con lo
sguardo fisso sul pavimento del corridoio, appena sulla
soglia della porta.
Perch cazzo non mi guardi, Anastasia?
Taylor qui dalle nove. Guardami le ordino
seccamente.
Alza gli occhi riluttante e, quando finalmente riesce ad
incrociare i miei, la fisso con stupore. Non ha pianto,
come invece mi aspettavo. Ma allora cosa c che non va?
Non hai pianto le mormoro.
La attiro a me di colpo e la bacio. Deciso, intenso,
sospirando di sollievo nel vedere i suoi occhioni asciutti.
A domenica le mormoro contro le labbra quando
finalmente riesco a staccarmi.
La mia voce tradisce il desiderio di ripetere
lesperienza carnale che abbiamo appena sperimentato
nella sua camera. A malincuore esco sulla veranda e

imbocco il vialetto, dove Taylor, alla guida del Suv nero,


mi attende. Evito di voltarmi indietro a guardarla,
altrimenti so che tornerei da lei immediatamente. Le
concedo un ultimo sguardo solo quando, nel retro
dellAudi, riesco a nascondermi dietro i finestrini scuri.
Anastasia, resta qualche secondo ancora sulla soglia. Poi
china il capo e rientra, lasciandomi con una sensazione
strana addosso. Durante il breve tragitto fino
allHeathman rimango con la testa appoggiata al sedile,
un braccio sulla fronte, in rigoroso silenzio. Chiudo gli
occhi e la scena di me e Anastasia a letto torna nella mia
mente vivida come non mai. I segni che le ho lasciato
addosso, il rossore diffuso della sua pelle. I suoi occhi
azzurri che si perdono nel vuoto mentre gode sopra di
me. Cristo!. Lho appena scopata due volte e sono
ancora in questo stato. Non riesco a pensare ad altro. Mi
passo una mano nei capelli, guardando fuori dal
finestrino. Il traffico scorrevole permette a Taylor di
arrivare pi in fretta di quello che mi sarei aspettato.
Scendo davanti alla hall ed entro, mentre lui si dirige nel
parcheggio sotterraneo. Prendo di nuovo lascensore
numero 3. Quello dove lho baciata. Ormai diventata
una fissa. Quando entro in camera, vado dritto in bagno e
mi butto sotto la doccia. Ci resto per un bel po, facendo
scorrere lacqua sulla mia testa, sperando che possa
portare via da me tutto questo casino. Suvvia, Grey. In
fondo hai avuto quello che volevi. Gi. In effetti cos.
Ma ho come limpressione di averla lasciata insoddisfatta
per qualche motivo. Esco dalla doccia, in fretta, mi
asciugo e torno in camera. Afferro il BlackBerry dal
comodino e decido di scriverle una mail. Voglio che
sappia che ho apprezzato davvero quello che si lasciata
fare da me.

Da: Christian Grey


A: Anastasia Steele
Data: 26 maggio 2011 23.14
Oggetto: Tu
Cara Miss Steele,
sei semplicemente deliziosa. La donna pi bella, intelligente,
spiritosa e audace che abbia mai incontrato. Prendi un analgesico
Non una richiesta. E non guidare pi il tuo Maggiolino. Lo verrei a
sapere.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Non saranno un po tanti questi complimenti, Grey?


Da quando ti serve adulare le tue Sottomesse per
tenertele buone?. Oh, cazzo! Ma perch questa tortura
non pu semplicemente finire? Perch non posso
semplicemente fare di lei ci che voglio, invece di stare
qui a preoccuparmi di come si sente e di cosa pensa? E
ora lho anche minacciata se per caso volesse di nuovo
guidare la sua macchina. Penser che sono un maniaco.
La sua risposta arriva finalmente, dopo pochi minuti.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 26 maggio 2011 23.20
Oggetto: Adulatore
Caro Mr Grey,
ladulazione non ti porter da nessuna parte, ma dato che sei gi stato
dappertutto, la questione controversa. Dovr guidare il mio
Maggiolino fino a unofficina per poterlo vendere, quindi non star a
sentire nessuna delle tue stupidaggini in proposito. Il vino rosso
sempre preferibile a qualsiasi analgesico.
Ana
PS: Le bacchettate per me sono un limite ASSOLUTO.

Spiritosa come sempre, Miss Steele. Io cercavo di


essere un minimo carino e lei mi accusa di essere un
meschino adulatore. In effetti, Grey. Zittisco il mio
cervello. Meglio cedere sulle bacchettate, comunque. Ho
notato che la cosa la rende nervosa.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 26 maggio 2011 23.26
Oggetto: Donne frustranti che non sanno accettare i complimenti
Cara Miss Steele,
non ti stavo adulando. Dovresti andare a letto. Accetto la tua
aggiunta ai limiti assoluti. Non bere troppo. Taylor si sbarazzer della
tua vecchia auto, e riuscir anche a spuntare un buon prezzo.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

La sua risposta tarda ad arrivare stavolta. Ne


approfitto per infilarmi i pantaloni del pigiama e
rimettere a posto i documenti che mi serviranno
domattina per la riunione. Il suono del mio BlackBerry mi
richiama allordine.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 26 maggio 2011 23.40
Oggetto: Taylor. luomo giusto per la missione?
Caro signore,
sono sorpresa che tu sia disposto a correre il rischio di far guidare la
mia auto al tuo braccio destro, e non a una donna che ti scopi di tanto
in tanto. Come fai a essere certo che Taylor riesca a spuntare il prezzo
migliore per la suddetta macchina? In passato, probabilmente prima
di incontrarti, ero nota per essere un osso duro nelle contrattazioni.
Ana

Ma che razza di impertinente! Sono letteralmente


furioso! Una donna che mi scopo di tanto in tanto, Miss
Steele? Se solo tu sapessi come mi fai sentire vulnerabile
ed esposto al mondo grazie a quei tuoi meravigliosi occhi
e il tuo sorriso da favola! Ma Cristo santo, vaffanculo
Anastasia!. Per la rabbia fatico quasi a digitare la
risposta sulla tastiera del telefono.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 26 maggio 2011 23.44
Oggetto: Stai attenta!
Cara Miss Steele,
immagino che sia il VINO ROSSO a parlare, e che tu abbia avuto una
giornata molto lunga. Ciononostante, sarei tentato di venire l e fare
in modo che tu non possa sederti per una settimana, invece che per
una sera soltanto. Taylor un ex militare ed capace di guidare
qualsiasi cosa, da una motocicletta a un carro armato. La tua auto
non rappresenta un rischio per lui. Per favore, non riferirti a te stessa
come a una donna che mi scopo di tanto in tanto perch, molto
francamente, la cosa mi fa INFURIARE, e ti assicuro che, arrabbiato,
non ti piacerei.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Mi siedo sul bordo del letto, sbattendo il telefono sul


materasso. Sospiro e mi lascio cadere allindietro,
affondando sulla morbida trapunta. Come fai a non
vedere come sono cambiato nel poco tempo che ci
conosciamo, Anastasia?. Mi sento cos diverso, cos
vulnerabile. Non mi riconosco pi da quando le ho
permesso di entrare nella mia vita. E lei pensa di contare
cos poco per me. Sarebbe chiaro anche ad un cieco tutta

lammirazione che provo nei suoi confronti e tutto il


desiderio prepotente di averla. La vibrazione del telefono
interrompe i miei pensieri.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 26 maggio 2011 23.57
Oggetto: Stai attento tu
Caro Mr Grey,
non sono certa che tu mi piaccia in ogni caso, soprattutto adesso.
Miss Steele

Resto a fissare lo schermo del telefono per non so


quanto tempo. Cosa cosa cazzo vuol dire?. Il mio petto
attraversato da una fitta dolorosissima. Fa quasi pi
male delle mie cicatrici. Fa pi male di tutto. Ho quasi
paura di chiederle una spiegazione. Ma devo. Voglio.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 27 maggio 2011 00.03
Oggetto: Stai attento tu
Perch non ti piaccio?
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Rispondi in fretta, Miss Steele. Rispondimi, cazzo!


Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 27 maggio 2011 00:09
Oggetto: Stai attento tu
Perch non resti mai con me.

Resto interdetto, leggendo la sua risposta. Sospiro di

rabbia mescolata a sollievo e a qualcosa di indefinito. Mi


alzo dal letto come una furia e apro larmadio. Scelgo in
fretta cosa indossare per la riunione di domattina.
Indosso i boxer scuri, i jeans, una camicia bianca e una
giacca gessata. Infilo le scarpe e do unultima veloce
occhiata allo specchio. Prendo telefono, chiavi e
portafogli e infilo tutto nelle tasche dei jeans. Raccolgo
velocemente i fogli della relazione che ho preparato e li
infilo in una cartellina. Mentre scendo in ascensore,
mando un sms a Taylor per avvisarlo del brusco cambio
di programmi. Quando arrivo in garage apro la mia
macchina, butto la cartellina sul sedile di fianco al mio, e
parto a tutta velocit. Ci metto davvero poco per tornare
da lei. Sapevo che non avrei dovuto lasciarla. Lo sapevo.
Ma ho voluto deliberatamente ignorare le mie sensazioni.
Parcheggio con una brusca frenata nel vialetto. Scendo
dallauto e con passo veloce mi dirigo sulla veranda,
bussando forte alla porta. Le luci sono ancora accese
allinterno. Quando luscio si apre lo sguardo fulminante
di Katherine Kavanagh mi coglie di sorpresa. Lultima
persona al mondo che avrei voglia di vedere. Ma ad
investirmi non tanto il suo sguardo, bens le sue parole e
la rabbia che vi riversa dentro.
Che cazzo sei venuto a fare? mi urla contro senza
ritegno.
Mi guarda con unespressione truce. Credo che se
potesse mi prenderebbe a sprangate in questo momento.
Kate, devo vedere Ana le dico, cercando di rimanere
calmo.
B, non puoi!

Mette le mani sui fianchi, bloccando lentrata. Mi fissa


negli occhi e io fisso i suoi di rimando. una sfida a chi
cede per primo.
Kate, ho bisogno di vederla le dico deciso.
La mia calma non regger ancora per molto. Il mio
sguardo gelido le intima che meglio si tolga dalle palle
prima che la mia furia prenda il sopravvento. Stringo
forte i pugni, nel tentativo di calmarmi. Dio, quanto
esasperante questa donna!.
Che cosa le hai fatto stavolta? Da quando ti ha
incontrato non fa che piangere
Sbarro gli occhi alle sue parole. Piangere? Ma che
cazzo le successo??. Con un rapido gesto sposto la
Kavanagh di lato. Si appoggia al muro del corridoio per
non cadere, ma non me ne fotte un emerito cazzo. La
scavalco, fiondandomi in camera di Anastasia.
No, non puoi entrare! mi urla dietro Kate, ma sto gi
aprendo la maniglia e cercando alla cieca linterruttore.
Finalmente ci riesco e, quando la vedo, smetto di
respirare. Ha gli occhi rossi, gonfi e grosse lacrime le
rigano il suo bellissimo viso. accecata dal forte bagliore
della luce elettrica.
Cristo, Ana mormoro,
avvicinandomi in fretta a lei.

spegnendola

luce

Cosa ci fai qui? singhiozza tra le lacrime.


Il suo corpo minuto si muove a ritmo dei suoi singulti.

Mi siedo sul letto e accendo labat-jour, per guardarla,


mentre lei stringe gli occhi, cercando di abituarsi alla
fioca luce della lampadina. Katherine irrompe nella
stanza. Rimane sulluscio, senza avvicinarsi.
Vuoi che butti fuori questo stronzo? chiede ad
Anastasia, continuando a guardare me come se volesse
trafiggermi con lo sguardo.
Alzo un sopracciglio, incredulo. Come cazzo mi ha
chiamato??
Anastasia scuote piano la testa e la sua amica alza gli
occhi al cielo, rassegnata ed arrabbiata.
Se hai bisogno, lancia un urlo le dice di rimando,
con un tono pi dolce rispetto a quello che ha usato per
me.
Poi mi guarda, incazzata di nuovo.
Grey, sei sulla mia lista nera, ti tengo docchio
La guardo senza sapere cosa dire, sorpreso dalle sue
minacce. Credo sia la prima donna a comportarsi in
questo modo in mia presenza. Quando finalmente ci
lascia soli, senza del tutto chiudere la porta, ma
semplicemente socchiudendola, mi giro a guardare Ana.
La sua espressione non so nemmeno io in che modo
descriverla. Ho lasciato una ragazza un po triste qualche
ora fa, ma non mi aspettavo di trovarne una distrutta ora.
Le lacrime le segnano il volto pallido. Gli occhi azzurri
sono arrossati, rimpiccioliti dal gonfiore, ma sempre
bellissimi, come lei. E la cosa che fa male che il
responsabile di tutto questo sono io. Dal taschino interno

della giacca tiro fuori un piccolo fazzoletto bianco e glielo


porgo.
Cosa succede? le chiedo, tentando di nascondere
lapprensione, mentre lei prende il mio fazzoletto e si
asciuga il viso.
Non piange, ma continua a singhiozzare.
Perch sei venuto qui? mi apostrofa.
Fa parte del mio ruolo vegliare sulle tue necessit.
Hai detto che volevi che rimanessi, quindi eccomi qui.
Per ti trovo in questo stato le rispondo confuso.
In realt fatico a capire il perch delle sue lacrime.
Abbiamo passato una serata splendida. Magari stata
splendida per te, Grey. A te nessuno ti ha preso a
sculacciate.
Sono certo di essere io il responsabile, ma non so
perch. perch ti ho picchiato?
Ho quasi paura a sentire la risposta. Si tira su, nel
letto, appoggiandosi alla testiera, sussultando per il
dolore. Mi guarda, immediatamente in apprensione.
Hai preso un analgesico? le chiedo.
Non risponde. Scuote soltanto la testa, mentre la
guardo male. Mi alzo e mi dirigo di l in salotto. So che
dovr affrontare quella furia di Miss Kavanagh di nuovo.
E, a quanto pare, me lo merito. La trovo seduta sul
divano, intenta a leggere un libro. Ma ho il sospetto che il
suo reale intento sia quello di accertarsi che dalla camera

di Anastasia non provengano rumori equivoci. Si gira a


guardarmi, alzando un sopracciglio e preparandosi subito
ad attaccare come un mastino.
Kate, ho bisogno di un analgesico per Anastasia le
dico cercando di non perdere il mio cipiglio calmo.
Si alza di scatto, preoccupata per la sua amica.
Sta bene? mi chiede in ansia.
S. solo mal di testa
Mi guarda con sospetto. Poi si alza e va in cucina,
avvicinandosi alla credenza. Tira fuori due o tre pacchetti
di medicinali e, quando torna, mi consegna una pastiglia
e una tazza da t riempita dacqua.
Grazie le mormoro, prendendoli.
Ringrazia Ana, Grey. Fosse stato per me avrei preso a
calci quel culo da milionario che ti ritrovi mi dice acida.
La fisso, con gli occhi leggermente spalancati per lo
stupore. Sospiro e mi giro di spalle, per andarmene.
Non ti azzardare a toccarla, mentre in quello stato,
Grey mi sibila contro.
Non mi giro. Chiudo gli occhi e lascio passare il
lancinante dolore del senso di colpa. Sono un pervertito.
Sono un fottuto pervertito. Sento Kate che torna a
sedersi sul divano. Prendo coraggio e torno in camera.
Quando rientro Anastasia ha lo sguardo perso nel vuoto.
Si ricompone in fretta non appena mi scorge.

Prendi questa le dico, porgendole la tazza e la


pillola.
Non replica. Mette in bocca la medicina e lacqua e
deglutisce piano. Prendo posto accanto a lei, sedendomi
sul letto.
Parlami le mormoro. Mi avevi detto che stavi bene.
Non ti avrei mai lasciato sola se avessi pensato che ti
sentivi cos
Abbassa lo sguardo, mortificata. Ma io mi sento allo
stesso modo. Non voglio farti piangere, Ana. Voglio solo
il meglio per te. Il suo silenzio non accenna ad essere
infranto.
Devo dedurre che quando mi hai detto che stavi bene
non era vero
Arrossisce violentemente. Riesco a vederlo anche con
la fioca luce che ci illumina.
Pensavo di stare bene mi dice alla fine.
Anastasia, non puoi dirmi quello che pensi io voglia
sentire. Non sincerit, questa la sgrido, ma il mio tono
pi amaro che arrabbiato.
Non con lei che devo prendermela. Ma con me stesso,
se le incuto tutto questo timore.
Come posso fidarmi di quello che mi dici?
Il mio sguardo si perde nel vuoto. Mi sento spaesato.
Vorrei farle capire fino in fondo cosa provo e invece non

ci riesco. Perch io per primo non lo so. Sospiro forte,


passandomi le mani nei capelli. Deve riuscire ad essere
sincera con me. Lultima cosa che voglio farle del male.
Come ti sei sentita mentre ti colpivo, e subito dopo?
Mi risponde di getto.
Non mi piaciuto. Vorrei che non lo facessi pi
Non doveva piacerti le dico con tutta la semplicit di
questo mondo.
Non era una sculacciata erotica, Miss Steele. Era una
punizione. Mi convinco sempre di pi che non ha
afferrato per niente il concetto fondamentale che sta alla
base di un rapporto come quello che le chiedo. Cristo!.
Perch a te piace? mi chiede, fissandomi con i suoi
occhi azzurri.
La guardo sorpreso. Non posso dirtelo. Non posso
dirti il vero motivo, Anastasia. Magari posso
semplicemente spiegarle come mi fa sentire tutto quello
che faccio. Questo posso rivelarglielo in fondo.
Vuoi saperlo davvero?
Oh, largomento mi affascina, fidati
Mi risponde in modo sarcastico, facendomi irritare.
Non sono abituato al fatto che le persone mi parlino in
questo modo. E non intendo abituarmici in verit.
Stai attenta

Il mio tono quasi minaccioso, ma la cosa non


intenzionale. Anastasia sbianca, sgranando gli occhi
ancora arrossati.
Vuoi picchiarmi di nuovo? mi chiede con aria di
sfida.
No, non stasera rispondo secco.
Fa un profondo sospiro di sollievo, prima di tornare
allattacco.
Allora? insiste.
Guardo il soffitto per un attimo, quasi aspettandomi
che dal cielo piova una sorta di ispirazione.
Mi piace sentire di avere il controllo, Anastasia.
Voglio che tu ti comporti in un certo modo, e se non lo
farai ti punir, cos imparerai a comportarti come
desidero. Mi piace punirti. Ho voluto sculacciarti da
quando mi hai chiesto se ero gay
Arrossisce, mentre io spero solo che abbia capito
quello che intendevo. O meglio, quello che volevo farle
intendere. Aggrotta la fronte, confusa.
Quindi non ti piaccio cos come sono
Ora sono io ad essere confuso. Perch pensa questo?
Penso che tu sia fantastica come sei
E allora perch tenti di cambiarmi?

Io non voglio cambiarti. Vorrei che fossi educata,


seguissi le regole che ti ho dato e non mi provocassi.
Semplice le dico.
Per ti piace punirmi?
Ok. Mi accorgo da solo che il discorso che le sto
facendo abbastanza contorto. Meglio rispondere con
tutta la sincerit che posso permettermi alle sue
domande.
S sospiro.
questo che non riesco a capire
Sono esasperato.
Io sono fatto cos, Anastasia. Sento la necessit di
controllarti. Ho bisogno che tu ti comporti in un certo
modo, e se non lo fai, mi piace guardare la tua splendida
pelle di alabastro arrossarsi e scaldarsi sotto le mie mani.
Mi eccita
Ecco. Lho detto. Non le hai detto un cazzo, Grey.
Quindi il punto non farmi soffrire?
Il punto dovrebbe essere proprio farti soffrire, Ana.
per questo che scelgo sempre Sottomesse convinte, che
sanno cosa le aspetta e si abbandonano con devozione
alle punizioni corporali che infliggo loro. Con te tutto
cos contorto. Perch il punto non farti soffrire, ma farti
godere. E io non riesco a spiegarmelo.
In parte lo , per vedere se riesci a sopportarlo, ma

non lunica ragione. il fatto che sei mia e che posso


fare di te quello che voglio, il fatto di avere il controllo
totale su unaltra persona. E poi mi eccita. Da morire.
Senti, non mi sto spiegando molto bene Non ho mai
dovuto farlo prima. Non ho mai analizzato tutto questo in
profondit. Sono sempre stato con persone che avevano i
miei stessi gusti
Non so cosaltro dirle. E comunque, motivi a parte, a
lei piaciuto.
E poi non hai ancora risposto alla mia domanda
Come ti sei sentita dopo? la incalzo.
Confusa risponde abbassando lo sguardo.
Eri sessualmente eccitata, Anastasia
Chiudo gli occhi cercando di reprimere il desiderio che
si appena affacciato di nuovo dentro me. Mi bastato
ricordare il suo sedere arrossato, il suo sesso bagnato e le
mie dita che scivolavano frenetiche al suo interno.
Merda!. Il mio cazzo si tende oltremodo. Quando riapro
gli occhi, sento ancora tutte queste cose. La guardo e lei
mi restituisce uno guardo voglioso, libidinoso, mentre il
suo corpo si tende. Unaura di eccitazione ci avvolge
entrambi, tentando di avvicinarci.
Non guardarmi cos le mormoro con la voce bassa.
Corruga la fronte, indispettita.
Non ho preservativi, Anastasia, e poi tu sei molto
agitata. Al contrario di ci che pensa la tua coinquilina,
non sono un mostro o un maniaco sessuale. E cos, ti sei

sentita confusa?
Il suo corpo attraversato da un brivido, mentre
imperversa nel suo mutismo.
Non hai problemi a essere sincera con me quando
scrivi. Le tue mail mi dicono sempre con precisione come
ti senti. Perch non riesci a fare lo stesso di persona? Ti
metto cos in soggezione?
Mi incanti, Christian. Mi tramortisci. Mi sento come
Icaro, che volava troppo vicino al sole mi mormora alla
fine, non potendo esimersi pi dal rispondere. Ha lo
sguardo basso e continua a strofinare il dito sulla coperta,
in modo maniacale. Le sue parole mi fanno sussultare.
Io credo proprio che sia il contrario ammetto
sinceramente.
In che senso?
Oh, Anastasia, sei stata tu a stregarmi. Non
evidente?
Tutte queste cose, queste sensazioni nuove. Questo
nuovo me che non credevo potesse esistere. Lei mi fissa,
incredula. Sospiro di nuovo.
Non hai risposto alla mia domanda. Fallo via mail,
per favore. Adesso, per, vorrei davvero dormire. Posso
fermarmi? le chiedo retoricamente.
Vuoi fermarti? chiede speranzosa.
Hai cambiato idea di nuovo, Miss Steele?

Volevi che restassi qui le dico semplicemente.


Non la risposta alla mia domanda
Ti scriver una mail le rispondo con un sorrisetto
ironico.
Mi alzo e tolgo tutta la roba che ho ficcato nelle tasche
dei jeans, appoggiando tutto sul comodino, assieme
allorologio. Tolgo le scarpe, i calzini, i pantaloni e la
giacca, che appendo con cura alla sedia. Domattina sar
lunica cosa stirata e decente che potr permettermi per la
riunione se non riuscissi a passare in albergo. Tengo
addosso la camicia, non voglio rischiare. Faccio il giro del
letto e mi sdraio.
Stenditi le ordino.
Obbedisce, immergendosi nelle coperte, mentre mi
guarda negli occhi, stordita, sorpresa, come se ancora
faticasse a credere che dormir con lei. Fatico a crederci
anchio. Mi appoggio su un gomito, di lato, e la fisso
intensamente.
Se devi piangere, fallo davanti a me. Ho bisogno di
saperlo le dico calmo.
Vuoi che pianga?
Non particolarmente. Voglio solo sapere come ti
senti. Non voglio che mi scivoli tra le dita. Spegni la luce.
tardi, e domani andiamo entrambi a lavorare
Confusa, si gira un po per spegnere labat-jour.

Girati sul fianco, dandomi le spalle le mormoro


quando siamo immersi nel buio.
Sento un piccolo sospiro e so che ha appena alzato gli
occhi al cielo. Ma per stasera posso soprassedere. Non
voglio spaventarla con la minaccia di unulteriore
punizione. Mi avvicino piano, abbracciandola e
stringendomela forte al petto.
Dormi, piccola mormoro piano.
Inspiro forte lodore dei suoi capelli e lentamente
scivoliamo entrambi in un sonno profondo.

Capitolo 17
Una sensazione mista tra piacere e dolore mi invade i
sensi allimprovviso. Non capisco cosa succede. Riesco
solo a mugugnare il mio fastidio, prima di muovermi nel
letto, scontrandomi con un altro corpo. Apro di scatto gli
occhi, per met coperti dal mio ciuffo ribelle, per
realizzare dove mi trovo e incontro lazzurro infinito dei
suoi. Giusto. Ieri sera mi sono addormentato a casa sua.
Anastasia ha la mano sinistra poggiata sul petto e stringe
forte il lenzuolo con le dita strette a pugno. Ha gli occhi
spalancati e laria chi stata appena colta a fare una
marachella. Aggrotto leggermente la fronte, cercando di
tenere aperti gli occhi. Che stesse cercando di
toccarmi?. Non lo so. Quello che so che al solo vederla
il mio cazzo gi in tiro. Sono completamente
avvinghiato a lei, solo ora me ne rendo conto. La mia
testa di poco sollevata dallincavo del suo collo, proprio
sopra il suo meraviglioso seno, che si intravede dal top
del pigiama. Il mio braccio sinistro la stringe in modo
possessivo, mentre le mie gambe sono praticamente
avvinghiate alle sue. Ma sei davvero tu in questo letto,
Grey?. In effetti fatico a credere che ho dormito in questo
modo, per tutta la notte, con una ragazza.
Buongiorno le dico, scandendo a malapena le
parole, senza riuscire a staccarmi dal calore che emana il
suo corpo. La guardo e le metto il broncio, divertito dalla
sua espressione. Maledizione, mi attiri anche nel sonno
Mi stacco piano da lei e il mio uccello, duro come il
marmo, le sfiora deciso un fianco. Il contatto anche se
attutito dalla stoffa dei miei boxer e del suo pigiama, mi

provoca un improvvisa scossa di desiderio, che mi attrae


verso di lei. Anastasia sussulta, stupita, guardandomi
dritto negli occhi. S, Miss Steele ho fame di sesso. Ho
fame di te. Sempre. Le faccio un sorrido compiaciuto e
arrogante, notando con piacere che la voglia sta assalendo
anche lei.
Mmh non sarebbe una cattiva idea, ma penso che
dovremmo aspettare fino a domenica mormoro allusivo.
Strofino il mio naso contro il suo orecchio, gustandomi
il rossore che si diffonde lentamente sul suo viso. cos
sexy vederla arrossire, senza sapere cosa dire. Sarebbe
una perfetta Sottomessa. Senza quella lingua biforcuta
magari. E la sua impertinenza. E quellaria di sfida. Non
sarebbe lei, Grey. Gi. E invece io voglio lei.
Sei bollente mi dice, tenendo lo sguardo fisso sulle
sue mani che ancora stringono le lenzuola.
In effetti fa una caldo infernale. Ma non mi lascio
sfuggire loccasione di sferrarle un colpo basso. Adoro
vederla in imbarazzo.
Anche tu sei piuttosto sexy le sussurro piano
allorecchio, allungando la lingua e sfiorandoglielo piano.
La sento trasalire, mentre un brivido la scuote da capo
a piedi. Ne approfitto per strofinare la mia poderosa
erezione mattutina contro il suo fianco, gustandomi il suo
bellissimo volto che ancora una volta si tinge di un rosso
porpora. Piano, lascio scivolare il mio uccello su e gi,
lungo la sua gamba, sentendo il suo corpo teso che inizia
a surriscaldarsi per leccitazione. Mi guarda negli occhi,
con tutto quellazzurro splendente. Le scocco un sorriso

scanzonato, alzandomi su un gomito per guardarla meglio


in viso. cos delicata, bella, gli occhi ancora assonnati, i
tratti morbidi. Mi piego su di lei, senza riuscire a
resisterle. Resto un attimo sospeso, guardando le sue
labbra schiudersi di poco. Le sfioro con le mie e la bacio.
Un bacio morbido, sensuale, dolce. Non chiudo gli occhi,
ma la guardo, lasciando che le nostre lingue si scontrino
piano, dolcemente, senza inutili corse o affanni. Un
piccolo momento tutto nostro che sembra cos naturale,
nonostante ci conosciamo da cos poco. La guardo
riaprire gli occhi, mentre mi stacco da lei di qualche
millimetro. Mi rimanda indietro uno sguardo stupito e
felice al tempo stesso. Sta bene. Me lo sta dicendo in
questo modo. E la parte migliore di tutto questo che
sono io a farla stare cos bene. Sai anche come farla star
male, Grey?. Questo pensiero doloroso mi fa allontanare
da lei, mettendo un minimo di distanza tra i nostri corpi
bollenti.
Dormito
premuroso.

bene?

le

chiedo

improvvisamente

Ho bisogno di una rassicurazione. Ho bisogno di


sapere che tutto il pianto di ieri sera ormai acqua
passata. Anastasia annuisce. Mi lancia una lunga
occhiata, scrutando il mio viso in ogni minimo
particolare. Poi sospira, come se volesse fissare nella testa
questo momento, per poi gustarselo a suo piacimento
durante la giornata.
Anchio le rispondo, aggrottando la fronte.
Non avevo mai dormito con nessuna prima di lei. Ed
fottutamente rilassante poterlo fare. Non ho avuto incubi.

S, ho dormito molto bene continuo, come per


convincere me stesso, pi che lei.
Allimprovviso mi ricordo che ho una riunione di
lavoro, stamattina. E non ho la minima idea di che ore
siano. Cazzo. Cazzo, cazzo, cazzo!.
Che ore sono? chiedo allarmato, girandomi intorno
alla ricerca del mio orologio.
Ana si gira a guardare la sveglia sul comodino, dietro
di lei.
Le sette e mezzo
Le sette e mezzo Cazzo
Salto gi dal letto con un unico movimento. Afferro i
jeans e li infilo in fretta. Merda. tardissimo. Ed ho la
camicia in condizioni pessime. Pi che pessime. La
liscio, facendo del mio meglio per renderla presentabile.
Anastasia mi guarda, divertita da tutta lassurda
situazione. Noto, con la coda dellocchio, mentre finisco
di rimettermi in sesto, che si muove nel letto, tirandosi su
a sedere e constatando con gioia che il suo fantastico culo
non pi dolorante. Per un attimo la ripenso riversa sulle
mie ginocchia. Il cazzo mi si tende sotto i jeans, mettendo
in risalto una notevole protuberanza. Cristo! Ma come fa
a farmi sempre questeffetto. Se non avessi due persone
che mi attendono ad un tavolino da colazione
allHeathman, probabilmente me la starei gi facendo.
Anastasia riporta lattenzione su di me, alzando entrambe
le sopracciglia e sorridendo di fronte ai miei movimenti
frettolosi.

Hai uninfluenza terribile su di me. Ho una riunione.


Devo andare, devo essere a Portland alle otto. Stai
ridendo di me? le chiedo sarcastico, lanciandole occhiate
rapide e furtive mentre finisco di abbottonare i jeans.
S ammette arrogante.
Piccola impertinente! Ringrazia che sono in ritardo!.
Le faccio un gran sorriso, sinceramente divertito dalla
situazione assurda in cui mi trovo.
Sono in ritardo. Non mi succede mai. Unaltra prima
volta, Miss Steele
Mi infilo in fretta la giacca. Poi mi avvicino al suo lato
del letto, mi chino su di lei e le prendo la testa tra le mani,
guardandola dritto negli occhi.
A domenica le dico, a voce bassa, lasciandole
immaginare tutto quello che ho intenzione di farle.
Ogni muscolo del suo corpo si tende, pregustando il
momento in cui le mie mani lo percorreranno di nuovo.
E la prossima volta sar nella mia Stanza dei giochi, mia
cara Miss Steele. Dove n tu, n i tuoi occhi da cerbiatta
mi terrete lontana dal mio vero io. Le deposito un rapido
bacio sulle labbra morbide. Poi raccolgo le mie cose dal
comodino e prendo le scarpe a terra, accanto al letto,
senza infilarle.
Taylor verr a ritirare il Maggiolino. Non stavo
scherzando, non devi guidarlo. Ci vediamo a casa mia
domenica. Ti scriver una mail con lorario le dico in
tono sbrigativo.

Senza aspettare la sua replica esco di fretta dalla


stanza. Ringrazio mentalmente Dio di non incontrare
Miss Kavanagh nel corridoio. In fretta mi infilo le scarpe
senza le calze prima di salire in auto. Esco dal vialetto e
premo forte lacceleratore. Non posso assolutamente fare
tardi al mio appuntamento di lavoro. Ho programmato
questo incontro con il mio consulente finanziario da
settimane. E ora sono in ritardo. Schiaccio il pulsante di
avvio di chiamata sul volante.
Buongiorno, Mr Grey
Taylor sprizza efficienza da tutti i pori gi a questora.
Taylor, ho bisogno di una camicia pulita. Ci vediamo
tra due minuti nel garage dellalbergo
Come desidera, Mr Grey
Ah, e anche di un caff. Doppio
Chiudo la conversazione e continuo a districarmi nel
traffico mattutino di Portland. Pochi minuti pi tardi
faccio il mio ingresso nel garage sotterraneo
dellHeathman. Taylor gi in attesa. Non avevo dubbi.
In quattro anni non ha mai deluso le mie aspettative.
Parcheggio in ununica mossa. Scendo e afferro la camicia
grigia che Taylor mi porge. Tolgo la giacca e sfilo in fretta
la camicia stropicciata che ho addosso. Infilo in un batter
docchio quella pulita e stirata e rimetto la giacca. Mi
chino a prendere la cartellina con i documenti, sul sedile
della mia auto, prendo il caff che Taylor mi porge.
Insieme a lui mi infilo in ascensore. Lorologio segna le
otto e sette minuti. Bene. Quasi in perfetto orario. Mando
gi il caff, appena prima che le porte dellascensore si

aprano nella hall. Uscendo mi passo una mano nei capelli,


nel vano tentativo di rimetterli in ordine. Fanculo,
dannati capelli del cazzo. Forse dovrei tagliarli. Tendo il
collo, leggermente indolenzito dalla nottata passata
avvinghiato ad Anastasia, e sento un leggero scricchiolio
delle ossa. Mi giro a guardare Taylor, impassibile come
sempre.
Grazie Taylor
il mio lavoro, Mr Grey
Pi tardi ho bisogno che tu vada a casa di Miss Steele
a ritirare la sua auto. Portala in unofficina e vendila,
regalagliela, fai che cazzo ti pare. Ma toglimela di torno
dico con un moto di esasperazione.
Nessun problema, Mr Grey mi risponde, impassibile
come sempre.
Gli rivolgo un breve sorriso soddisfatto. Poi, a grandi
passi, mi avvio nella sala bar, verso il tavolo della
colazione che ho prenotato ieri. Al quale, per fortuna, non
mi aspetta ancora nessuno. Mi siedo, rilassandomi per la
prima volta da quando mi sono alzato. Dannata
ragazzina!. Mi viene da ridere. Da quando la mia vita
non era cos eccitante?. Forse non lo mai stata, Grey.
Arriccio leggermente le labbra. Gi, forse mai. Ma ora
sto recuperando alla grande. Il cameriere si avvicina e
ordino una ricca colazione. La vibrazione del BlackBerry
mi distrae. Lo tiro fuori dalla tasca. una mail. Di
Anastasia. La scorro in fretta, pregando che il mio
interlocutore e il suo assistente arrivino in ritardo. Non
interrompetemi ora, per favore.

Da: Anastasia Steele


A: Christian Grey
Data: 27 maggio 2011 08.05
Oggetto: Violenza e percosse: i postumi
Caro Mr Grey,
volevi sapere perch mi sono sentita confusa dopo che mi hai che
eufemismo dovremmo utilizzare? sculacciato, castigato, picchiato,
aggredito. Ecco, durante tutta lallarmante operazione, mi sono
sentita avvilita, degradata e maltrattata. E per aumentare la mia
mortificazione, hai ragione, ero eccitata, cosa che non mi sarei mai
aspettata. Come ben sai, tutti gli aspetti del sesso per me sono una
novit Vorrei tanto essere pi esperta, e quindi pi preparata. Il
fatto di essere eccitata mi ha sconvolto. La cosa che mi ha davvero
preoccupato stata ci che ho provato dopo. ancora pi difficile da
spiegare. Ero felice perch tu eri felice. Mi sentivo sollevata, perch
non era stato doloroso come pensavo. E quando mi sono trovata tra
le tue braccia, ero soddisfatta. Ma mi sento imbarazzata, persino
colpevole, per le cose che ho provato. Non si addicono alla mia
persona, per questo sono cos confusa. Ho risposto alla tua
domanda?
Spero che il mondo degli affari sia stimolante come sempre e che tu
non sia arrivato troppo tardi.
Grazie per esserti fermato a dormire.
Ana

Violenze e percosse?? Che cazzo dici, Anastasia?.


Ripenso a quello che le ho fatto ieri sera. S, va bene, lho
sculacciata. Ma nemmeno cos forte poi. Non mi ha
fermato. A malapena ha urlato. E soprattutto le
piaciuto. Tanto. Ma, magari non tanto come piaciuto a
te, Grey. B, s. O forse no. Non ne sono pi cos sicuro in
effetti. Rileggo in fretta la mail. Aggredita addirittura?
Non ti ho aggredita, Anastasia. Guardo lo schermo del
telefono sentendo lansia attraversarmi. Se tu mi avessi
visto con le altre Sottomesse probabilmente saresti gi
fuggita via da me. Il mio piede destro inizia un

incessante movimento nervoso sotto al tavolo. Cristo


santo!. Faccio un bel respiro e rileggo la mail per la terza
volta. In fondos, in fondo ha ammesso di essere
eccitata. Il suo problema semplicemente che troppo
concentrata a pensare quale idea potrebbe farsi la gente
di lei se sapesse. Cazzo, fottitene Anastasia. Fai come
me. Premo il tasto rispondi.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 27 maggio 2011 08.24
Oggetto: Libera la mente
Oggetto interessante, anche se un tantino esagerato, Miss Steele.
Venendo alle questioni che sollevi. Propenderei per sculacciare,
perch di questo si trattava. Dunque ti sei sentita avvilita, degradata e
maltrattata Vedo che hai molti punti in comune con Tess
Durbeyfield. Mi sembrava che fossi stata tu a scegliere la
degradazione. Ti senti davvero come dici, o pensi solo che dovresti
sentirti cos? Sono due cose molto diverse. Se ti senti davvero cos,
non pensi che potresti cercare di lasciarti andare a queste sensazioni,
di guardarle in faccia, per me? questo che una Sottomessa
dovrebbe fare. Sono felice della tua inesperienza. Per me preziosa, e
solo adesso sto iniziando a capire cosa significa. In poche parole
significa che sei mia da ogni punto di vista. S, eri eccitata, il che, a
sua volta, era molto eccitante. Non c niente di male in questo.
Felice non rende lidea di come mi sono sentito. Estasiato ci va
pi vicino. La sculacciata di punizione fa molto pi male di quella
erotica quindi questo il massimo del dolore che proverai, a meno
che, naturalmente, tu non compia qualche trasgressione grave, nel
qual caso user qualche arnese per punirti. A me bruciavano le mani.
Ma la cosa mi piace. Anchio mi sono sentito soddisfatto, pi di
quanto potresti mai immaginare. Non sprecare energie nei sensi di
colpa, nei rimorsi ecc. Siamo adulti consenzienti e quello che
facciamo nellintimit riguarda solo noi. Devi liberare la mente e
ascoltare il tuo corpo. Il mondo degli affari non stimolante quanto
te, Miss Steele.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Ecco, Miss Steele. Ho cercato di rassicurarla e


metterla nel giusto stato danimo. Voglio che domenica
lasci a casa pregiudizi e preoccupazioni inutili. Voglio che
capisca quanto importante per me il fatto di averla
posseduta io soltanto. Il fatto che mi abbia concesso cos
tanto di lei. Voglio che si goda ogni momento, proprio
come me. Senza la paura del dolore. O meglio, voglio che
un po abbia paura del dolore. Questo sono sicuro che la
terr al suo posto e le impedir di infrangere le regole. E
potr fare di lei quello che voglio, prenderla a mio
piacimento, sbatterla contro la croce di legno
ripetutamente, mentre Ana ansima e gode, sopraffatta da
me e dal mio bisogno di controllo.
I miei pensieri poco ortodossi vengono bruscamente
interrotti dallarrivo di Bill Mayers e del suo assistente
legale. Mi alzo, accogliendoli calorosamente. Anastasia
dovrebbe essere gi sulla strada per il lavoro, quindi non
dovrei ricevere pi sue mail per il momento. La
conversazione al tavolo viene subito incentrata
sullacquisto del nuovo cantiere navale a Taiwan tramite
futures, una modalit contrattuale che permetter alla
Grey Enterprises Holdings una assicurazione finanziaria
senza rischi di oscillazioni di prezzo. La vibrazione del
telefono, poggiato sul tavolo, mi distrae di nuovo. Apro la
mail, convinto che sia da parte dellufficio. Ma invece
sua. Che cazzo fa? ancora a casa a questora?. Mi
acciglio. Continuando ad ascoltare Bill, scorro in fretta il
messaggio.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 27 maggio 2011 08.26
Oggetto: Adulti consenzienti!
Non dovresti essere in riunione? Sono felice che ti bruciassero le

mani. E se avessi ascoltato il mio corpo, adesso sarei in Alaska.


Ana
PS: Sul fatto di lasciarmi andare, ci penser.

Il suo tono mi fa sorridere, ma la battuta sullAlaska mi


d da pensare. stato davvero cos traumatico per lei?.
Eppure poteva fermarmi, ma non lha fatto. E non lha
fatto perch era fottutamente eccitata. Il ricordo delle mie
dita che scivolano nel suo sesso bagnato mi fa perdere
buona parte del discorso di Bill. Ho un dolore pulsante al
basso ventre e unerezione che difficilmente riuscirei a
nascondere al pubblico se non fossi diligentemente
seduto ad un tavolo, in un lussuoso hotel di Portland. Per
fortuna riesco a concentrarmi di nuovo. Cazzo, Christian.
Datti un contegno. Stai lavorando!. Furtivamente le
scrivo una mai di risposta.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 27 maggio 2011 08.35
Oggetto: Non hai chiamato la polizia
Miss Steele,
se proprio vuoi saperlo, sono in riunione, a parlare del mercato dei
futures. Per la cronaca: mi hai dato corda, sapendo cosa stavo per
fare. Non mi hai chiesto in nessun momento di smettere, non hai
usato nessuna delle due safeword. Sei unadulta: puoi scegliere.
Sinceramente, non vedo lora di avere di nuovo il palmo dolorante. A
quanto pare, non ascolti la parte giusta del tuo corpo. In Alaska fa
molto freddo, non un bel posto in cui nascondersi. Ti troverei.
Posso intercettare il tuo cellulare ricordi?
Vai a lavorare.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

La sua risposta immediata. Ma non dovrebbe essere


gi per strada, diretta al lavoro?.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 27 maggio 2011 08.36
Oggetto: Stalker
Ti sei mai rivolto a uno psicologo per queste tue tendenze
da stalker?
Ana

Sorrido brevemente, mentre Bill mi osserva curioso.


Una buona notizia dallufficio rispondo al suo
sguardo enigmatico con un sorriso, agitando in aria la
mano che stringe il BlackBerry.
Bill riprende ad esporre la sua relazione, in modo
efficiente e pratico, mentre digito segretamente e
velocemente una nuova risposta per Anastasia.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 27 maggio 2011 08.38
Oggetto: Stalker? Io?
Corrispondo una piccola fortuna al dottor Flynn per il trattamento
delle mie tendenze da stalker e altro.
Vai a lavorare.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

La risposta che ricevo mi irrita un po. Soprattutto


perch lei dovrebbe essere al volante in questo momento.

Odio pensare che potresti essere in pericolo, Miss


Steele.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 27 maggio 2011 08.40
Oggetto: Ciarlatani costosi
Posso umilmente consigliarti di chiedere un secondo parere? Non
sono sicura che il dottor Flynn sia molto bravo.
Miss Steele
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 27 maggio 2011 08.43
Oggetto: Altri pareri
Non che siano affari tuoi, umilmente o meno, ma quello del dottor
Flynn gi il secondo parere che chiedo. Dovrai premere
lacceleratore della tua nuova auto, mettendoti in pericolo senza
motivo. Mi pare che sia contro le regole.
VAI A LAVORARE.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Il mio umore sta tendendo pericolosamente al basso.


Sono molto irritato. Ho due dei miei collaboratori davanti
e non riesco a prestargli la giusta dose di attenzione. Lei
sta deliberatamente cercando di rompersi losso del collo
in auto e io riesco solo a pensare quanto vorrei essere
rimasto accanto a lei nel suo letto a scoparmela per tutto
il giorno. Non da te, Grey. Come se io non lo sapessi.
il turno di Jake Gallagher, lassistente legale di Bill, di
espormi i vantaggi pratici di questa nuova acquisizione e
le grane a cui potremmo andare incontro. Il telefono vibra
di nuovo. Non. Ci. Credo.

Da: Anastasia Steele


A: Christian Grey
Data: 27 maggio 2011 08.47
Oggetto: LARROGANZA DELLE MAIUSCOLE
Per quanto riguarda le tue tendenze da stalker, mi sembra che un po
siano anche affari miei. Non ho ancora firmato niente. Quindi, regole,
marameo. E poi non inizio prima delle 9.30.
Miss Steele

Bene, signori. Il quadro che mi avete esposto del


tutto convincente. Da parte della mia societ avete la
piena disponibilit a concludere laffare. Gli incentivi
sono ottimi e dovremmo riuscire a contenere di molto gli
esuberi dovuti allo spostamento dellattivit di cantiere,
anche reimpiegando il personale. Direi che possiamo
occuparci della colazione ora
Con un sorriso da sfinge chiudo la conversazione. Ho
sentito abbastanza e ora ho altro per la testa.
Bill, ho sentito dire che hai acquistato una barca
dico rivolgendomi al mio interlocutore.
Mentre il povero Bill si dilunga sui particolari del suo
acquisto, io rispondo alla mail di Miss Steele. Sono pi
rilassato sapendo che non sta deliberatamente cercando
di rompersi losso del collo in macchina, scrivendo
mentre guida. E poi sono contento che abbia voglia di
parlare con me. Io non smetterei per tutto il giorno.
Anche a discapito del tuo lavoro, Grey. Inalo
profondamente laria e mi rilasso per qualche attimo,
cercando di godermi la conversazione. Mmm a
proposito di barche, potrei portare Anastasia sulla Grace,

magari. Comunque, la cosa pi urgente al momento


procurarle un fottuto BlackBerry. Devo poterla contattare
quando mi va. Rileggo con pi attenzione la sua ultima
mail. Marameo?
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 27 maggio 2011 08.49
Oggetto: Linguistica descrittiva
Marameo? Non so se si trova sul dizionario.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Mi dedico alla fetta di torta di mele che ho nel piatto,


accompagnandola con un delizioso succo fresco. Sospiro
leggermente, rilassandomi davvero, per la prima volta, da
questa mattina e scopro con piacere che anche Jake un
esperto di barche.
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 27 maggio 2011 08.52
Oggetto: Linguistica descrittiva
una via di mezzo tra il maniaco del controllo e lo stalker. E la
linguistica descrittiva per me un limite assoluto. Ora vuoi smetterla
di tormentarmi? Vorrei andare al lavoro con la mia nuova auto.
Ana

Divertente, Miss Steele. Sorrido, mentre fingo un


vivo interesse per la conversazione in atto.

Da: Christian Grey


A: Anastasia Steele
Data: 27 maggio 2011 08.56
Oggetto: Ragazze impertinenti ma spassose
Mi prudono le mani.
Guida piano, Miss Steele.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Mezzora pi tardi sono gi nella mia camera. Mi


spoglio del tutto e mi infilo in bagno per concedermi una
meritatissima doccia. La mente vaga tra i ricordi della
serata di ieri. Cazzo se mi piaciuto sculacciarla. La
scoperta del suo desiderio, del suo sesso bagnato e
voglioso, mi ha letteralmente sconvolto. Non so cosa
darei per rivederla in quella posizione e tornare a sentire
il suo bisogno di me. Lentamente e con poca convinzione
mi strofino addosso il bagnoschiuma. Poi passo ai capelli.
Reclinando la testa allindietro lascio che lacqua scorra
sul mio viso. E poi in testa. Rimango cos per molto
tempo. Quando finalmente mi decido ad uscire dal bagno,
non che mi senta meglio. Sono eccitato e avrei voglia di
sentirla. Ma lei al lavoro. Finisco di asciugarmi e prendo
il telefono.
Taylor, mi serve che ti procuri un BlackBerry identico
al mio per Miss Steele. E provvedi a far effettuare la
consegna presso la ferramenta Clayton, Anastasia al
lavoro
Come desidera, Mr Grey
Riattacco e mi vesto. Dopo pranzo devo ripartire per

Seattle. E stasera ho quella noiosissima cena di


beneficenza. Per non parlare di Mia, domattina. Mi
tempester di domande inopportune. E poi, finalmente,
dopodomani la rivedo. Sono cos impaziente di scoprire
come sar il suo rapportarsi con la mia Stanza dei giochi.
A proposito. Accendo il pc e accedo a uno dei siti dove
faccio rifornimento di giocattoli erotici. Veloce, facile e
completamente anonimo. Scorro la lista del campionario
on line. Finalmente, dopo un attenta ricerca, lo trovo.
Uno splendido frustino di cuoio marrone intrecciato.
Proprio come quello che ha sognato. Lo metto nel carrello
e continuo a scorrere la lista. Ecco quello che cercavo.
Navigo un bel po tra i giocattoli erotici prima di decidere
che ora di pranzo. Invio lordine, sapendo che quando
arriver allEscala, questa sera, trover una scatola
contenente il frustino, delle sfere vaginali in argento e
una graziosa mascherina per gli occhi. Ordino il pranzo in
camera e decido di scriverle una mail. Immagino gi le
storie per quel telefono nuovo. Quindi gioco danticipo.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 27 maggio 2011 11.15
Oggetto: BlackBerry IN PRESTITO
Devo poterti contattare in qualsiasi momento e, dato che la mail la
tua forma pi sincera di comunicazione, ho pensato che avessi
bisogno di un BlackBerry.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Passo le restanti due ore ad occuparmi del pranzo e a


preparare le mie valigie. Tra una telefonata di lavoro e
laltra. Il segnale acustico di posta in arrivo mi riporta al
presente. Anastasia deve aver ricevuto il mio regalo.

Da: Anastasia Steele


A: Christian Grey
Data: 27 maggio 2011 13.22
Oggetto: Alla faccia del consumismo
Penso che dovresti chiamare il dottor Flynn, subito. Le tue tendenze
da stalker stanno arrivando al limite. Sono al lavoro. Ti scriver
quando torno a casa. Grazie per lennesimo gadget. Non sbagliavo
quando ti ho detto che sei il consumatore ideale. Perch lhai fatto?
Ana

Sorrido e le digito una risposta velocemente.


Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 27 maggio 2011 13.24
Oggetto: Sagace per essere cos giovane
Un punto per te, come al solito, Miss Steele. Il dottor Flynn in
vacanza. Lho fatto perch posso permettermelo.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Cazzo. E io che speravo di sentirla per tutto il giorno


in questo modo. Sorrido tra me e me, leggermente
frustrato. La piccoletta ti tiene in pugno, Grey. Scaccio
via quel pensiero, ricordandomi solo ora che dovrei
contattare un medico per farla visitare domenica mattina.
Torno al pc e cerco su internet i migliori specialisti di
Seattle. Mmm potrei chiamare mia madre e farmene
suggerire qualcuno. Ma, forse, meglio evitare. Non voglio
si metta strane idee in testa. Dopo una attenta ricerca
compongo il numero della dottoressa Joanne Greene. S,
una dottoressa. Non voglio che nessun altro uomo,

neanche un medico, la tocchi.


Studio della dottoressa Greene, sono Megan la voce
squillante della segretaria mi riporta alla realt.
Salve, vorrei prenotare un appuntamento per la mia
fidanzata. Ma avrei bisogno di parlare personalmente con
la dottoressa Greene
Mi sento nervoso a fare tutto questo. E a presentare
Anastasia come la mia fidanzata. Ma, in un certo senso, lo
.
Pu dirmi il suo nome?
Mr Grey. Lappuntamento per Miss Anastasia
Steele
Attenda in linea, Mr Grey
Pochi secondi pi tardi una voce autoritaria risuona
nelle mie orecchie.
Mr Grey, sono la dottoressa Joanne Greene. La mia
assistente mi ha informata che la sua fidanzata ha
bisogno di un appuntamento. Qual il problema?
Faccio un piccolo sospiro.
Dottoressa Greene, la mia fidanzata vorrebbe iniziare
una cura contraccettiva. Vorrei prenotare una visita a
domicilio per questa domenica
La donna allaltro capo del telefono non riesce a
trattenere unesclamazione di sorpresa e sarcasmo allo

stesso tempo.
Mr Grey io non faccio visite a domicilio. Meno che
mai di domenica. Mi dispiace ma non posso esserle
daiuto
Scuoto la testa, stringendo la mascella.
Sono pronto a pagarle dieci volte il suo onorario le
dico con convinzione.
Le ripeto che non faccio visite a domicilio. Non so chi
lei aspetti Mr Grey? Mr Christian Grey? lo stupore
nella sua voce evidente.
S, dottoressa Greene. E sono pronto ad alzare la
posta. Cento volte il suo onorario
Fanculo, Grey. la migliore di Seattle, va bene, ma
cento volte il suo onorario??. Qualche attimo di silenzio,
poi sento un sospiro.
A che ora le pi comodo, Mr Grey?
Sorrido soddisfatto. I soldi sono sempre la chiave di
tutto.
Direi per le 13.30 . Le far un bonifico entro stasera
La mia assistente le dar le coordinate bancarie e
annoter il suo indirizzo. Le annuncio che lei ha appena
sborsato la bellezza di 15mila dollari. Spero che ne
valgano la pena. A domenica, Mr. Grey
Chiudo la telefonata e scoppio in una risatina da idiota.

Idiota proprio il termine adatto, Grey. Il mio cervello


stenta a credere che io abbia pagato 15mila dollari per
una fottuta visita ginecologica. Velocemente scrivo una
mail ad Anastasia.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 27 maggio 2011 13.40
Oggetto: Domenica
Ci vediamo domenica alle 13? Il dottore arriver allEscala per
visitarti alle 13.30. Parto adesso per Seattle. Spero che il trasloco
vada bene, e aspetto con ansia il nostro prossimo incontro.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Dopo aver preso la mia cartella, affido le valige a


Taylor.
Occupati dellauto di Anastasia. Ci vediamo questa
sera gli dico, mentre aspettiamo lascensore.
Il numero 3, come sempre. Anche se entrarci con
Taylor fa tutto un altro effetto. Lui si ferma nella hall, per
prendere il taxi che ha prenotato e recarsi da Miss Steele.
A pi tardi, Mr Grey saluta educatamente, uscendo
dallascensore.
Sta attento con quella trappola mortale gli dico con
un sorrisetto che Taylor ricambia prima che le porte si
chiudano.
Salgo in macchina e sfreccio fuori dal parcheggio
dellHeathman. Voglio solo rilassarmi. Accendo lo stereo

e dalle casse esce un ritmo che non riconosco subito.


Aggrotto le sopracciglia, ascoltando la cadenza ritmata
del brano. Ah, ecco. Flying machine di Bethany Joy
Galeotti. Dannata Leila, i suoi gusti musicali e la sua
mania di ficcare il naso nelle mie cose. Mi ha riempito
liPod di canzoni. Sospiro, infastidito. B, in fondo non
mi dispiace poi cos tanto questo brano. A tratti sembra
parlare di me. Canticchio il ritornello sottovoce, quando
ad un tratto sento il suono del mio BlackBerry che
interrompe la musica.
Grey rispondo freddo e infastidito.
Ciao, Christian la voce familiare mi fa tornare il
buonumore.
Ciao, mamma
Tesoro, Elliot mi ha appena chiamata per dirmi che
sarai tu ad andare a prendere Mia allaeroporto
domattina. Come mai questa decisione improvvisa?
Sorrido tra me e me. Grace Trevelyan sei davvero una
grande, adorabile, impicciona.
stata Mia ad implorarmi in realt. Credo voglia
sapere qualcosa in pi sulla mia ehm, fidanzata
Persino a distanza riesco a percepire il sorriso
compiaciuto di mia madre. Resta qualche attimo in
silenzio. Poi sembra recuperare le facolt mentali. Non
capisco tutta questa sua gioia da dove esca fuori.
Sono davvero felice per te, Christian. Ascolta. Il
suo imbarazzo mi dice che sta tramando qualcosa e non

sa come dirmelo. Ecco domani sera sai che c la cena


in famiglia per il ritorno di Mia. Ma domenica mi farebbe
piacere che tu portassi a cena Anastasia. Ho chiesto ad
Elliot di fare lo stesso con quella meravigliosa Kate
Solo mia madre pu definire meravigliosa Miss
Kavanagh!. Sospiro pesantemente. Portare Ana a casa
dei miei? Non stiamo ingranando un po troppo la marcia
magari?. questo che fanno i fidanzati, Grey. Gi, in
fondo questo che fanno i fidanzati.
Mi piacerebbe molto, mamma. Ma voglio sapere cosa
ne pensa Anastasia. La vedr domenica mattina. Ti faccio
sapere rispondo, allimprovviso quasi timido.
Cos questa improvvisa agitazione? Ma che cazzo mi
prende ultimamente?.
Perfetto! Ci vediamo domani, tesoro la sua voce un
po troppo squillante ora.
A domani, mamma le rispondo preoccupato.
La musica riprende gradualmente ad uscire dalle casse.
Questa la conosco. Iris dei Gol Gol Dolls. Mi lascio
trasportare dalla musica e soprattutto dalle parole. Mai
come in questo momento sembrano scritte apposta per
me. Anchio voglio solo che tu sappia chi sono,
Anastasia. Voglio che tu mi conosca fino in fondo, che
impari a fidarti di me. Senza per forza stare a pensare a
tutte le stronzate del mondo esterno. Contiamo solo noi.
Il BlackBerry squilla di nuovo. Cristo santo, che palle!.
Grey

Tesoro! la voce stridente di Elena rimbomba


nellabitacolo.
Ciao, Elena la saluto cercando di dissimulare il
fastidio.
Ho saputo che questa sera ci sarai anche tu alla cena
di beneficenza dei Roberts
S ammetto riluttante.
Me nero quasi dimenticato a dire il vero. E non posso
annullare allultimo secondo. Devo andarci per forza.
Ho interrotto qualcosa? Ti sento strano
Il suo infallibile intuito non sbaglia mai. Il suo
infallibile intuito ti ha consigliato di lasciare perdere
Anastasia, Grey. Mi imbroncio.
Sto guidando, Elena. Volevi qualcosa?
Nulla in particolare. Avremo modo di scambiare
quattro chiacchiere stasera, magari
Solo Elena sa rendere maliziosa anche una semplice
frase come questa. Sorrido.
Certo, a dopo
Chiudo e cerco di rilassarmi. Per tutto il tragitto evito
di pensare a qualsiasi cosa. Alzo il volume dello stereo.
Ho solo bisogno di un po di tranquillit e di pace
mentale. E so chi farebbe al caso mio. E, per una volta,
non Flynn.

Quando riemergo dalla mia camera trovo Taylor ad


aspettarmi. Ho indossato uno smoking nero, corredato di
camicia bianca e papillon. Mi sistemo i capelli alla meglio.
Guardo lorologio. Sono da poco passate le 20 e Anastasia
non si ancora fatta sentire. Provo a chiamarla, ma
niente.
Ti sei sbarazzato di quel catorcio? sbraito contro
Taylor.
Certo, Mr Grey. Ho portato lauto di Miss Steele da un
rivenditore. Mi contatter non appena avr venduto la
vettura
Venduto?
sbalordito.

gli

dico

di

rimando,

sinceramente

Non riesco a credere che qualcuno possa volere un


catorcio del genere.
Sembra fosse un modello classico che vale qualche
decina di migliaia di dollari
Faccio una smorfia, sibilando un fischio tra i denti.
Meglio non dirlo ad Anastasia. Mi ammazzer. Sorrido
tra me e me mentre e insieme a Taylor, mi avvio verso
lascensore.
Anastasia ha detto qualcosa? Ha fatto storie?
Miss Steele stata molto cordiale, Mr Grey
Taylor fissa lo sguardo davanti a s, evitando
accuratamente di guardarmi negli occhi. Lo conosco bene
e so che mi sta nascondendo qualcosa. Non mi piace, ma

probabilmente avr solo dovuto vedersela con la furia di


Miss Steele. O peggio, di Miss Kavanagh. Quando mi
accomodo sui sedili posteriori del Suv chiamo di nuovo
Anastasia. Ancora niente. Il suo cellulare squilla a vuoto.
La rabbia inizia a montarmi dentro. Cosa cazzo le costa
scrivermi una mail? Non stata di certo trattenuta al
lavoro fino a questora!. Calmati, Grey. Dalle un po di
respiro. La mia mente ritorna a ieri sera, anche se ho
fatto di tutto per evitare di pensarci per tutto il giorno.
Lentamente giro il collo a destra e sinistra, allentando di
poco il papillon che inizia a darmi sui nervi. stata una
scopata eccellente. Strana, forse. Ma il desiderio che ci
univa stato pi forte di tutto il resto. Quello che mi
preoccupa, che mi ha reso nervoso e inquieto per tutto il
giorno, oggi, stato il dopo. Qualcosa di inatteso, mai
sperimentato prima. Forse qualcosa che non avevo mai
neppure sperato di poter provare. Un legame forte, unico,
che mi tiene connesso a lei ad ogni livello. Non riesco a
starle lontano. Semplicemente perch non voglio. Voglio
saperla al sicuro, protetta, al riparo da dolori che non pu
affrontare. Che io non posso gestire per lei. Tutto questo
mi ha spinto a tornare da lei ieri sera. Tutto questo
groviglio indefinito di sensazioni nuove mi hanno
condotto di nuovo da lei. E lei ancora l, a preoccuparsi in
lacrime di me e di quello che provo. Credevo fosse lei a
non aver capito i ruoli, ma la realt che io non la voglio
come mia Sottomessa. O meglio, s, voglio che si
sottometta a me a letto, che sia completamente e
ineluttabilmente mia e di nessun altro sempre. Ma, per la
prima volta nella mia vita, non sto affrontando un
rapporto in modo chiaro e definito. Non sono Christian
Grey il Dominatore che interagisce con una Sottomessa
qualunque. Con lei sono Christian. E basta. Sono aperto,
vulnerabile, esposto a tutta una serie di colpi della vita

che avevo fino ad oggi evitato accuratamente. E voglio


Anastasia. Per quella che , non per i ricordi che i suoi
capelli scuri e la sua pelle chiara mi evocano. Vederla in
lacrime ieri stata dura, ha aperto dentro di me una
crepa che ora fa male. Avrei solo voluto riuscire ad
esprimermi invece di rimanere imbambolato e senza
parole. Avrei voluto dirle che non solo volevo restare, ma
non volevo andare mai via. Che non mi importato nulla
di dover dividere il letto con unaltra persona. Non ci ho
neppure pensato in quel momento. La mia fobia era
annullata di fronte al suo bisogno di me. Perch era lei. E
non potevo desiderare nullaltro di pi. Sbarro
leggermente gli occhi nel buio dellauto. Ci sono arrivato
solo ora. Ieri sera ho agito in automatico. Perch lei aveva
bisogno di me. E io avevo bisogno di farla star bene. Il
mio cervello muto per una volta, segno che era arrivato
a questo molto prima di me. La sensazione di chiarezza
lascia subito posto alla rabbia. Mi hai mandato la vita a
puttane, Anastasia!.
Taylor mi lascia allingresso dellenorme villa
illuminata a giorno. La residenza dei Roberts poco
lontana da casa dei miei, che per fortuna stasera non
saranno presenti a causa di impegni precedenti. Almeno
mi sar risparmiata lennesima tiritera di mia madre su
Anastasia. Quando arrivo, il padiglione allestito a festa
nel giardino enorme gi stracolmo di gente. Stringo
mani a destra e sinistra per un bel po, prima di scorgere
Elena tra la folla. Stasera dovrebbe essere presente anche
Linc, il suo ex marito. Lascio che sia lei ad avvicinarsi,
contando sulla sua discrezione. In fondo a lei che
toccata la parte peggiore quando suo marito ci ha beccati
in flagrante sei anni fa. Stringo la mascella al ricordo di
come quel bastardo lha sfigurata dopo averla trovata a

letto con me. Il sorriso di Elena, che si avvicina a passo


spedito, mi rassicura.
Christian!
Mi bacia su entrambe le guance. davvero
affascinante nel suo vestito nero, lungo, che le fascia il
corpo ancora giovane e mette in mostra il suo seno
prosperoso. A Elena piace attirare gli sguardi maschili su
di s. E sa benissimo come farlo. Ma oramai il suo fascino
non ha pi potere su di me. Le sorrido di rimando,
guardandola negli occhi. Lei mi tranquillizza subito.
Linc non venuto
Mi rilasso impercettibilmente. Non che abbia paura di
lui. Magari il contrario. Ma non ho mai troppa voglia di
trovarmi lui e la sua spavalderia del cazzo davanti agli
occhi. Mentre Elena mi informa che siamo seduti allo
stesso tavolo, prendo il BlackBerry dalla tasca,
controllando le chiamate. Nulla. Provo con la posta
elettronica, ma niente. Quasi senza rendermene conto
avvio la chiamata. Il telefono squilla diverse volte. Ma di
Anastasia nemmeno lombra.
Cazzo! mi lascio sfuggire a bassa voce.
Elena mi guarda stupita. Non da me imprecare in
pubblico.
Brutte notizie al lavoro, tesoro?
Scuoto la testa, rivolgendo un cenno di saluto a Mr
Everett, un uomo alto e burbero con il quale ho fatto
qualche affare un po di anni fa. Elena mi guarda in attesa

e quando vede che non mi sbottono facilmente spalanca


gli occhi, guardandomi con sorpresa e sarcasmo.
Oddio, Christian. Non dirmi che stai chiamando la
tua piccola impertinente?
Colgo la nota di disprezzo sullaggettivo tua. Stringo la
mascella e serro le labbra. Mi sto vergognando per te,
Grey. Oh, eccoti tornato cervello del cazzo. Lo stupore
di Elena aumenta grazie al mio silenzio.
Christian... non ti riconosco pi, davvero
Mi giro a fissarla, catturando nella sua voce una nota
strana mista al sarcasmo. Cosa diavolo le prende?. La
liquido con uno sguardo gelido, mentre ci accomodiamo
al tavolo che ci stato assegnato. La serata scorre noiosa
come al solito. Guardo freneticamente il telefono nella
speranza di ricevere qualcosa. Una chiamata, una mail,
un segno dal cielo magari. Decido di scriverle io.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 27 maggio 2011 22.14
Oggetto: Dove sei?
Sono al lavoro. Ti scrivo quando torno a casa. Sei ancora al lavoro o
hai messo negli scatoloni anche il telefono, il BlackBerry e il
MacBook? Chiamami, o potrei essere costretto a chiamare Elliot.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Poggio il BlackBerry sul tavolo, anche se so che da


maleducati. Fanculo leducazione per stasera. Elena,
seduta accanto a me, mi sfiora il braccio attirando il mio

sguardo nel suo. Mi sta guardando con cosa?


Compassione, forse. Pena. Per me questa cena gi
durata fin troppo. Mi scuso con i presenti al tavolo e mi
alzo. Elena mi segue con lo sguardo, ma, saggiamente,
rimane seduta al suo posto senza nascondere, tuttavia, un
moto di fastidio. Ma che cazzo le prende? Gira male
anche a lei, probabilmente. Mi scuso con i padroni di
casa, adducendo ad una balla non so neppure io quanto
plausibile e fuggo via il prima possibile da quellinferno.
In macchina provo a richiamare Anastasia, ma come se
fosse sparita dalla faccia della Terra. Arrivati allEscala mi
faccio lasciare da Taylor allingresso, mentre lui si occupa
della vettura. Respiro laria fresca di questa splendida
serata di maggio. Ma non riesco a placare lansia. Cosa
diavolo le sar successo?. Prendo il telefono e la
richiamo. Ancora nulla. Decido di lasciarle un messaggio
vocale.
Penso che tu debba imparare a gestire le mie
aspettative. Non sono un uomo paziente. Se dici che
intendi contattarmi quando stacchi dal lavoro, dovresti
avere la decenza di farlo. Altrimenti mi preoccupo, ed
unemozione a cui non sono abituato e che non sopporto
bene. Chiamami
Chiudo il telefono e sospiro. Entro nellingresso a
grandi passi e prendo lascensore. Quando finalmente
rimetto piede a casa e riesco a sfilarmi il papillon, la
tensione inizia a scemare lentamente. Mi verso un
bicchiere di vino bianco, avvicinandomi alla portafinestra
che affaccia sullimmensa Seattle. Sospiro di nuovo,
profondamente, sorridendo mestamente al mio riflesso
che mi guarda malinconico. Come ti sei ridotto per una
donna, Grey. Ma sono pur sempre il padrone della mia

vita. Il signore del mio universo. Mi viene da ridere.


Definirmi il signore del mio universo, ora come ora, mi
sembra la cazzata pi grande che potessi dire. Lo squillo
del BlackBerry mi fa mozzare il respiro. Chiudo gli occhi.
Ecco. Eccola la signora del mio universo. Rispondo
subito, quasi per paura che possa ripensarci.
Pronto
Il mio tono inaspettatamente dolce. Non sono pi
incazzato. Sono rassegnato al fatto che riesca a mandarmi
allinferno e in paradiso quasi contemporaneamente. E
sono anche sollevato dal fatto che viva e stia bene.
Ciao mormora piano, come se si aspettasse una bella
lavata di capo.
Mi hai fatto preoccupare le dico sinceramente.
Mi sposto dalla vetrata e vago in salotto.
Lo so. Mi dispiace di non aver risposto, ma sto bene
Chiudo gli occhi, rimanendo per qualche istante in
silenzio. Sto bene. Era questa la rassicurazione che ho
cercato per tutta la sera? Mi ritrovo seduto al pianoforte.
Non so nemmeno io come ci sono arrivato. Lentamente
sfioro con le dita i tasti, senza produrre alcun suono.
Hai passato una bella serata? le chiedo, infine,
cercando di trovare una sorta di compostezza nel
formulare la domanda.
S. Kate e io abbiamo finito gli scatoloni, poi abbiamo
mangiato cibo cinese con Jos

Sentirle pronunciare quel nome mi manda in bestie.


Quindi eri impegnata con il figlio di puttana? Era per
questo che non mi rispondevi? Che mi hai fatto passare
ore di interminabile attesa? Vaffanculo, Anastasia!. Mi
alzo dal pianoforte e vado a versarmi altro vino,
rimanendo in silenzio. Come se fosse cosciente del mio
stato danimo, Anastasia cerca di riportare il buonumore
tra di noi.
E tu? chiede tentennando.
Alzo gli occhi, guardando il soffitto. Suvvia, Grey. A 21
anni tu stavi chiuso in casa i venerd sera?. Io scopavo
con Elena i venerd sera. E anche le altre sere. Ma la mia
unaltra storia. Sospiro pesantemente, prima di ritornare
a fissare il vino che ho nel bicchiere.
Sono stato a una cena di beneficenza. Una noia
mortale. Me ne sono andato appena ho potuto
Ecco. Sono passato da scopare una bellissima donna
tutte le sacrosante sere, o quasi, a passare da un
ricevimento allaltro, concedendomi dei brevi momenti di
relax solo nei weekend. A danno di ragazze belle e brune
come te Ana.
Vorrei che fossi qui mi sussurra allimprovviso.
E quella rivelazione mi lascia perplesso. Allora perch
non mi hai chiamato? Perch te ne sei stata con quel
coglione, senza cercare di contattarmi. Avrei mollato tutto
e sarei corso da te. Di nuovo. Sempre.
Ah, s? le chiedo sarcastico.

S mormora convinta.
E lo so. So che sincera. Lo so da quando inciampata
in quel cazzo di ufficio e mi ha guardato negli occhi. Lo so
da quando mi ha donato la sua verginit. Da quando si
lasciata sculacciare da me. Da quando ha preso in mano
quel fottuto contratto, con le dita tremanti. Sospiro. Falla
respirare, Grey.
Ci vediamo domenica? le chiedo, quasi speranzoso.
S, domenica
Nella sua risposta sento una leggera tensione. Paura?
Eccitazione? Valla a capire. Ho bisogno di sfogare la
mia tensione.
Buonanotte tento di salutarla. Anche se non mi va di
chiudere.
Buonanotte, signore
Il mio pene si tende improvvisamente, concentrando in
s il desiderio, la tensione, la voglia di strapparle di dosso
qualsiasi cosa indossi e farla mia. Chiudo gli occhi,
sopraffatto da quella sensazione.
In bocca al lupo per il trasloco, Anastasia
Il mio respiro spezzato e la mia voce satura di desiderio
tradiscono tutto quello che provo. Devo chiudere.
Altrimenti so che correr da lei. E non voglio mostrarmi
di nuovo cos debole a me stesso.
Riattacca tu mormora.

Mi strappa un sorriso e sento sorridere anche lei.


Sembriamo due sciocchi ragazzini di 15 anni. Ma ora
come ora, non mimporta. Farei di tutto per il suo sorriso.
No, tu le dico ridendo piano, scuotendo la testa.
Non voglio
La sua voce bassa, morbida. Me la sento addosso,
come se potesse accarezzarmi. Ovunque. Porto
istintivamente una mano sul cuore, godendomi il
formicolio di piacere che mi percorre. Cristo, se mi
eccita.
Neanchio le sussurro, sedendomi sullampio sof.
Mi appoggio allo schienale, espirando a fondo e
rilassandomi davvero. Lentamente inizio a sbottonare la
camicia.
Eri molto arrabbiato con me? mi chiede esitando.
Arrabbiato un eufemismo, Miss Steele.
S
Lo sei ancora?
Questa volta la speranza ad insinuarsi nella sua voce.
No le dico.
E sono sincero. Sono solo vuoto senza di te, Miss
Steele.
Quindi non mi punirai? chiede timorosa.

Mi fa sorridere di nuovo.
No. Sono uno che reagisce dimpulso ammetto con
sarcasmo.
Lho notato
Sento il suo bellissimo sorriso anche attraverso il
telefono. E so di avere impresso anchio sul viso un
sorriso ebete solo per il fatto che sto parlando con lei. Ma
ho bisogno di rimettermi in sesto. E magari anche di una
doccia.
Ora puoi riattaccare, Miss Steele le dico con tutta la
severit che riesco ad infondere nel mio tono. Ed
davvero poca in questo momento. Perch vorrei solo
prenderla e risolvere le cose a modo mio. Dentro di lei.
Vuoi davvero che lo faccia, signore?
Il suo tono e le sue parole sono una dolce e maliziosa
provocazione. Che non posso cogliere.
Vai a letto, Anastasia le impongo autoritario.
S, signore
La sua dolcezza mista a quella sua particolare
impertinenza che tanto adoro. Nessuno dei due riattacca.
Pensi che riuscirai mai a fare quello che ti viene
detto? le dico con un sorriso esasperato.
Forse Vedremo dopo domenica

Improvvisamente interrompe la chiamata, lasciandomi


solo, frustrato e fottutamente eccitato. Mi guardo intorno,
di colpo di nuovo solo, sperando di riuscire a resistere.
Non toccarti. Non devi toccarti. La smania che provo
ora insopportabile. Oh, andiamo Christian! Dov finito
il tuo autocontrollo del cazzo?. Entro in camera mia,
deciso a fare una doccia e lasciare che questo dolore
pulsante che mi anima il cazzo si sciolga sotto lo scroscio
dacqua. Ma quando ci sono sotto non riesco a resistere.
Limmagine di Anastasia nuda, che geme sotto di me, mi
si fissa nella testa e non riesco a scacciarla via. Voglio la
sua morbida e deliziosa bocca. Voglio i suoi piccoli seni
sodi, candidi, da torturare con le labbra. Voglio
accarezzare ogni centimetro del suo corpo con la mia
lingua rovente, mentre ascolto rapito i suoi mugolii di
piacere. Voglio affondare la testa tra le sue cosce e
succhiare avidamente quella delizia. Fino a sentirla
implorare sollievo. Le mie mani scendono sul mio corpo,
insaponandolo. Afferro il mio uccello, duro come lacciaio
e inizio freneticamente a masturbarmi. Chiudo gli occhi e
la rivedo. Rivedo le mie dita dentro di lei, che la
penetrano a fondo dopo averla sculacciata. Il ricordo della
sua eccitazione mi accende il sangue nelle vene. Stringo
pi forte il mio cazzo. Pi la voglia di lei aumenta pi il
mio piacere sale. Cazzo, Anastasia. cos duro solo per
te. Prendilo. Prendilo tutto. Le forze stanno per
abbandonarmi mentre lascio la mia mano scorrere
sempre pi veloce sulla mia asta dura. E mi basta solo
pensare a lei che urla spasmodicamente il mio nome, in
preda ad un orgasmo, mentre sono ancora affondato
dentro di lei, per raggiungere lapice del piacere,
svuotandomi e lasciando che i fiotti del mio desiderio si
mescolino allacqua calda nella doccia. Scivolo anchio a
terra, appoggiando la schiena e la testa alle mattonelle

fredde dietro di me. Lacqua mi scorre addosso, mentre


riapro lentamente gli occhi, riabituandomi al mondo
esterno. Respiro a fatica, lasciando che il mio corpo si
muova tutto al ritmo dettato dai miei polmoni. Cristo!.
Sospiro, cacciando fuori tutto il fiato che avevo trattenuto
per lo sforzo. Meglio che mi dia una calmata.
Mia mi tortura incessantemente, in auto, di ritorno
dallaeroporto. Non si d per vinta. Vuole continue
informazioni su Anastasia, su come ha i capelli, gli occhi.
A saperlo, mi sarei portato dietro il fascicolo di Welch.
Sorrido, sbottonandomi poco con la piccola curiosa
ragazzina che siede sul sedile passeggero della mia R8.
cresciuta cos tanto negli ultimi mesi. partita che era
una bambina e mi ritrovo davanti una giovane splendida
donna, dai capelli corvini, che non posso pi tenere sotto
controllo come quando era piccola. Ha voluto a tutti i
costi che prendessi questauto per venire a prenderla. La
guardo e provo un senso di malinconia. Sembra solo ieri
che si affacciata nella mia vita, ridandomi la voglia di
tornare a vivere, di tornare a parlare. Di essere presente
per qualcuno a cui io potessi essere daiuto, per cui
potessi essere indispensabile. Prima del suo arrivo a casa
Grey ero io il pi piccolo. Tutti mi dedicavano attenzioni.
Ma io non le volevo. Io volevo qualcuno da proteggere,
perch ero stato cattivo. Avevo fallito la prima volta e la
mamma era andata via. Ora potevo rimediare. E Mia mi
guardava con i suoi piccoli occhi, veniva a cercare
protezione quando Elliot la infastidiva. E io ero sempre
pronto a difenderla. Le sorrido divertito, mentre lei cerca
di scoprire un po di pi sulla mia relazione.
Dai fratellone, non puoi tenermi sulle spine per
sempre piagnucola, mettendomi il broncio.

Mia, cosaltro dovrei dirti? la guardo per un attimo,


scuotendo la testa. La conoscerai presto
Gli occhi di Mia luccicano di gioia.
Verr a cena da noi, stasera? mi chiede con un
entusiasmo infantile. Mi chiedo come mai non stia
saltando di gioia sul sedile.
No, Mia. Ma la mamma vorrebbe che ci fosse per la
cena di domani. Ho promesso di chiederglielo
Mi getta le braccia al collo, incurante del fatto che io
sia al volante e lancia un gridolino di gioia. Per fortuna
siamo quasi arrivati a casa e non dovr subire a lungo il
suo entusiasmo ingiustificato. Cavolo, soltanto una
ragazza!.
Dopo essere tornato allEscala per il pranzo, mi
concedo qualche attimo di riposo. Sono seduto sul divano
a riflettere su tutto quello che successo nellultima
settimana. Mi ha detto che vuole di pi. E io ho
acconsentito a questo di pi. Anche se non so bene a cosa
ho realmente acconsentito. Quello che vedo una
ragazzina spaventata, confusa, che sta iniziando qualcosa
di totalmente nuovo e non sa cosa fare. E io vorrei tanto
vedere quella ragazzina davvero felice. Mi ha scritto di
essersi sentita umiliata dopo la sculacciata, di non voler
pi subire una cosa del genere. Ma ha anche ammesso di
essere eccitata. Tanto. E tu, Grey?. E io. E io non lo so.
Credo di sentirmi come lei. In bilico costante tra ci che
voglio e ci che la prospettiva di averla mette in gioco. Mi
alzo e mi dirigo in camera mia per cambiarmi. Entro nella
cabina armadio e scelgo un paio di jeans e una camicia

bianca. Indosso le Converse scure e mi passo una mano


tra capelli, scompigliandomi il ciuffo. Che ragazzo ribelle,
Grey. Sempre pronto a schernirmi, il mio cervello.
Quando torno nel salone, Taylor in piedi accanto al
tavolo da pranzo, sul quale poggiata una bottiglia di
Bollinger al quale legato un simpatico palloncino a
forma di elicottero che ricorda moltissimo Charlie Tango.
Al filo legato anche un biglietto con gli auguri per il
trasloco.
Taylor, occupati della consegna per Miss Steele e
Miss Kavanagh, ovviamente rimbrotto, ricordandomi
delle buone maniere.
Grace sarebbe fiera di me. Afferro la mia giacca di pelle
e le chiavi della R8.
A pi tardi, signore
Rispondo al saluto di Taylor con un cenno, prima di
scomparire in ascensore.
Quando arrivo a Bellevue, trovo tutta la mia famiglia in
salotto. Stanno parlando della nuova fidanzata di Elliot. E
so che ora il fuoco incrociato di Grace e Mia Grey, con
occasionali interventi da parte di mio padre, si riverser
su di me. Saluto i miei, mentre Mia si fionda su di me,
abbracciandomi e dandomi un sonoro bacio sulla
guancia.
Christian, Elliot dice che Ana talmente carina!
squittisce Mia.
Elliot dovrebbe imparare a guardare la sua di
fidanzata le dico, fissando mio fratello gelidamente.

Dai, Christian. Non essere cos scontroso. La dolce


Ana ti manda i suoi pi calorosi saluti. E non solo. Mi ha
pregato di recapitarti un bacio. E quindi ho dovuto
prenderlo per te e interrompe il suo stupido scherzo
scoppiando a ridere. Scusa, Christian. Ma davvero
dovresti vedere la tua faccia ora!
Lo fisso truce, mentre anche tutti gli altri si uniscono
alla sua risata. Gretchen, la giovane cameriera bionda, ci
interrompe per annunciare che la cena in tavola. Mi
guarda al di sotto delle sue ciglia folte, arrossendo. Le
lancio un sorriso e per poco non perde il respiro. Il solito
effetto. La cena si svolge in perfetto stile Grey. Si parla
dei Mariners, del viaggio di Mia a Parigi. Qualche
frecciatina su Anastasia e Kate. Quando torno a casa sono
davvero esausto, tardi e vorrei scrivere ad Anastasia.
Devo anche darle il codice dellascensore. Ma posso farlo
domattina. Non mi va di svegliarla. Entro in camera da
letto e faccio appena in tempo a spogliarmi ed infilare i
pantaloni del pigiama prima di crollare in un sonno
ristoratore.
Il suono della sveglia mi impone di alzarmi. Sono
appena le sette e trenta, ma sono sveglio gi da un po.
Leccitazione per quello che succeder oggi mi rende
strano, nervoso, particolarmente agitato. Mi faccio una
doccia ed esco da bagno con una nuova vitalit. Afferro il
BlackBerry e le scrivo in fretta una mail.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 29 maggio 2011 08.04
Oggetto: La mia vita in cifre
Se arrivi in auto, ti servir il codice di accesso al parcheggio

sotterraneo dellEscala: 146963. Lascia la macchina nel posto 5, uno


di quelli riservati a me. Codice dellascensore: 1880.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

La velocit della sua risposta mi sorprende. Sei gi


sveglia, Miss Steele? Impaziente come me?
Da: Anastasia Steele
A: Christian Grey
Data: 29 maggio 2011 08.08
Oggetto: Unannata eccellente
Sissignore. Ricevuto. Grazie per lo champagne e il Charlie Tango
gonfiabile, che ora legato al mio letto.
Ana

Oh. Dovresti esserci tu legata a quel letto, Anastasia.


Mentre io ti scopo. Ma oggi possiamo rimediare.
Da: Christian Grey
A: Anastasia Steele
Data: 29 maggio 2011 08.11
Oggetto: Invidia
Prego. Non fare tardi. Beato Charlie Tango.
Christian Grey
Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.

Mi concedo una piacevole colazione. Poi, quando ho


rimesso tutto in ordine, salgo al piano superiore per
controllare che tutto sia al suo posto. Il solito odore
confortante della Stanza dei giochi mi fa sentire in pace
con me stesso. Ho dimenticato il frustino che ho
comprato per lei di sotto, in camera mia, nella scatola

insieme alle sfere vaginali e alla mascherina. Dovr


ricordarmene. La Stanza dei giochi in ordine, come
sempre. Ogni tanto mi chiedo cosa avr provato Gail la
prima volta che entrata qui dentro. Terrore? Sgomento?
Probabilmente non lo sapr mai. Quello che ammiro di
lei, come anche di Taylor, che non mi ha mai giudicato.
Esco, chiudendo la porta dietro di me, soddisfatto.
Scendo di sotto e mi concedo un po di tempo per me
stesso, rilassandomi con della buona musica. Mi capita
cos di rado di oziare. E limpazienza non aiuta di certo.
Quando guardo lorologio per la cinquecentesima volta mi
sento morire. appena passato mezzogiorno. Cristo!
Quanto vorrei che fosse gi qui. Mi metto seduto sul
divano, sconsolato, e passo in rassegna i giornali della
domenica. Mi soffermo un bel po sui rendiconti
finanziari e il sempre pi altalenante andamento
finanziario di Wall Street. Poi prendo in mano il Seattle
Times, scorrendo pigramente i fogli. A pagina 8 mi
fermo sorridendo. Si parla della consegna dei diplomi alla
WSU e al centro della pagina, in rilievo, c la foto che mi
hanno scattato con Anastasia. Sotto, la didascalia:
Christian Grey e una sua amica alla cerimonia di laurea
alla Washington State University di Vancouver. La
guardo senza riuscire a smettere di sorridere. la mia
prima foto in pubblico con una ragazza. E la ragazza lei.
Piego la testa di lato, ricordando il momento
immediatamente successivo a quella foto, quando ha
acconsentito ad essere mia. E oggi lo sar per davvero.
Taylor interrompe il mio piccolo sogno ad occhi aperti,
annunciando larrivo di colei che stavo appunto
sognando. Alzo gli occhi su di lei, mentre Taylor laccoglie
in modo gentile. Cazzo!. La mia erezione immediata.
Indossa il vestito color prugna. Quel vestito. Desidero
strapparglielo di dosso da quella sera allHeathman.

Anastasia si guarda intorno, come per fare un veloce


ripasso dellambiente circostante. Si sofferma un attimo
di pi sulla mia camicia bianca, i miei jeans e indugia
forse troppo sui mie piedi nudi. Mi viene da sorridere. Poi
torna su, schiudendo le labbra quando i suoi occhi si
fissano sul mio viso, sui miei capelli che non mi sono dato
la pena di pettinare e sui miei occhi maliziosi. Mi alzo,
divertito, e le vado incontro. Ana non accenna a muoversi
dalla soglia, immobile come una statua. Sento lattrazione
inesorabile tra i nostri corpi. Anche a lei deve fare un
certo effetto.
Mmh quel vestito le mormoro, apprezzandola
davvero. Bentornata, Miss Steele
Mi chino su di lei e delicatamente le poggio le dita sul
mento. La attiro a me e le deposito un leggero bacio sulle
labbra morbide. Sento il suo corpo eccitarsi
immediatamente e scuotersi dalla testa ai piedi.
Ciao sussurra flebilmente.
Fa quasi fatica a tenere gli occhi aperti per quanto
eccitata. Mi piace, Miss Steele.
Sei arrivata puntuale. Mi piacciono le persone
puntuali. Vieni. Volevo mostrarti una cosa
Le prendo piano la mano e la conduco sul divano.
Prendo il giornale e glielo porgo. Quando scorge la nostra
foto si mette a ridere di gusto. bello vederla ridere.
Quindi adesso sono una tua amica mi dice,
alzando lo sguardo su di me.

Ha gli occhi luminosi e unespressione cos bella.


Cos pare. E se sul giornale, devessere vero
Le strizzo locchio, contagiato dal suo buonumore. Mi
accomodo accanto a lei e mi chino a rimetterle una ciocca
troppo ribelle dietro lorecchio. Sento che il suo
meraviglioso corpo si agita di nuovo, tutto in tensione. Mi
si contorce lo stomaco dalleccitazione.
E cos, Anastasia, adesso
dellultima volta che sei stata qui

mi

conosci

meglio

S risponde timida, aggrottando leggermente la


fronte.
Eppure sei tornata
Annuisce piano. Scuoto la testa incredulo, guardandola
con adorante meraviglia. Non immagini neppure quanto
tutto questo mi renda immensamente felice, Miss Steele.
Ho voglia di farla mia immediatamente. Ma purtroppo
devo aspettare che vada via la dottoressa Greene. Ma
dopo
Hai mangiato? le chiedo sperando di poter saltare
questo passaggio.
Ho troppa voglia di lei. Il suo sguardo spaventato mi
dice che invece dovr aspettare che si nutra, prima di
averla.
No
Hai fame? le chiedo cercando di sembrare gentile.

La verit che sono incazzato. Coshai contro cibo e


pasti regolari, Miss Steele? Mi sembrava di essere stato
chiaro in quel fottuto contratto.
Non di cibo mi mormora di rimando.
E dun tratto la rabbia si trasforma in desiderio. La sua
sfida cos sfrontata, la sua eccitazione, la sua voglia di me.
Tutto mi rende un fascio di nervi. Mi chino su di lei,
avvicinandomi al suo orecchio e resistendo allimpulso di
sfiorare le sue bellissime gambe con la mia mano.
Sei impaziente come sempre, Miss Steele, e ti confido
un segreto: lo sono anchio. Ma la dottoressa Greene
arriver da un momento allaltro le sussurro.
Poi mi rialzo di scatto.
Vorrei che avessi mangiato la rimprovero.
Anastasia si agita, guardandomi nervosa.
Cosa puoi dirmi di questa dottoressa? mi chiede.
la miglior ginecologa di Seattle. Cosaltro posso
dirti?
Pensavo che dovesse visitarmi il tuo medico di
fiducia, e non venirmi a raccontare che in realt sei una
donna, perch non ti crederei
Cosa cavolo dici, Miss Steele? Mi sembrava ovvio che
dovesse visitarti uno specialista. La guardo con
unespressione strana. A volte sembra che non metta in
moto il cervello, per.

Mi sembrato pi opportuno che ti visitasse uno


specialista. Non sei daccordo?
Annuisce, imbarazzata. Allimprovviso mi ricordo
dellinvito a cena di mia madre. Cazzo. Mi faccio
coraggio.
Anastasia, mia madre vorrebbe invitarti a cena
stasera. Credo che anche Elliot lo chieder a Kate. Non so
se te la senti. Per me sarebbe strano presentarti alla mia
famiglia
Ti vergogni di me? mi chiede di getto, offesa.
Certo che no
Alzo gli occhi al cielo, esasperato.
Perch, allora, sarebbe strano per te?
Perch non lho mai fatto le spiego paziente.
Perch tu puoi alzare gli occhi al cielo, e io no?
La sua domanda mi colpisce allimprovviso. Che
cosa?
Non mi ero accorto di averlo fatto le rispondo
lentamente. Ti stai quasi scusando forse, Grey?.
Di solito non me ne accorgo nemmeno io sbotta.
Non so cosa dirle. Che donna esasperante!.
Per fortuna Taylor ci interrompe, annunciando larrivo

della dottoressa Greene. Gli dico di accompagnarla nella


stanza di Anastasia. Poi mi rivolgo di nuovo a lei, mentre
entrambi ci alziamo dal divano.
Sei pronta a prendere un contraccettivo?
Non vieni anche tu? chiede terrorizzata.
Scoppio a ridere di gusto.
Pagherei una fortuna per guardarti, Anastasia,
credimi, ma non penso che la dottoressa approverebbe
La attiro a me, stringendola tra le braccia e la bacio
intensamente, come per lasciarmi dentro il suo sapore
fino al suo ritorno. Sorprendentemente Anastasia mi
stringe. Il suo calore cos confortante. Le accarezzo
dolcemente i capelli, mentre il mio corpo aderisce al suo e
i nostri odori si mescolano. Appoggio la mia fronte alla
sua, inalando a fondo non solo il suo profumo, ma tutto il
suo essere.
Sono cos felice che tu sia qui le sussurro Non vedo
lora di spogliarti.

Capitolo 18
Entro, insieme ad Anastasia, allinterno di quella che
sar la sua camera da letto. Di fronte a noi la dottoressa
Greene si erge impettita, circondata da tutto quel bianco
accecante. alta quasi quanto me, bionda, professionale.
Troppo altezzosa per i miei gusti. Schizzinoso, Grey.
Sappiamo tutti che le bionde non fanno per te.
Mr Grey
Si avvicina e mi stringe la mano con vigore.
Grazie per essere venuta con cos poco preavviso le
dico educatamente.
Grazie per aver fatto in modo che ne valesse la pena,
Mr Grey. Miss Steele mi risponde sarcastica.
La sua attenzione, cos come la sua curiosit, si
concentrano tutte su Anastasia. Si stringono la mano,
sorridendosi a vicenda. La dottoressa Greene mi lancia
unocchiata eloquente, mentre su di noi cala un silenzio
imbarazzante. S, ok. Sono di troppo. Ho capito.
Io sono al piano di sotto mormoro, uscendo a
malincuore dalla stanza.
Sospiro mentre mi trascino per le scale. Mi rendo
conto che anche starle lontano per pochi minuti inizia a
crearmi qualche problema. Prendo il BlackBerry dalla
tasca dei pantaloni e ne approfitto per chiamare mia
madre. Grace squittisce di gioia alla notizia che Miss

Steele si unir a noi perla cena. Anche Kate ha


acconsentito. Sai che gioia. Mi sposto in cucina e inizio
ad apparecchiare il bancone per il pranzo. Mrs Jones ha
lasciato la sua ottima insalata di pollo. Spero che ad
Anastasia piaccia. Lo squillo del telefono mi distrae.
Rispondo in modo automatico, continuando a scrutare il
cibo nel frigo.
Grey
Christian, tesoro!
Chiudo il frigo, poggiandoci contro la fronte. Cazzo,
Elena. Non proprio il momento adatto per te.
Elena...
Ho per caso interrotto qualcosa?
Il suo infallibile sesto senso. Hai solo interrotto i miei
pensieri lascivi su Miss Steele.
Non ancora, Elena
Oh sembra quasi stupita.
domenica. Ho una nuova Sottomessa. Cosa c da
stupirsi?. Cio, no. Tecnicamente non ho una nuova
Sottomessa. Ho una specie di qualcosa. Tipo una
fidanzata.
Cosa c Elena? le dico infastidito.
Volevo solo sapere come stavi. Ieri sera sei corso via
cos velocemente

Sembra agitata in qualche modo. Vorrei sapere perch


si preoccupa tanto per me. Si comporta come una madre
iperprotettiva.
Sto bene, Elena. Avevo solo di meglio da fare. Come
ora, del resto
Resta interdetta per un attimo. Ok, sono stato brusco,
vero. Ma non ho voglia di stronzate ora.
Certo, Christian. Buon divertimento con la piccola
impertinente sbuffa, infastidita, chiudendo la
conversazione.
Aggrotto la fronte, scuotendo piano la testa. Ma che
cazzo le prende?. Finisco di preparare tutto e mi avvicino
al divano, accendendo liPod e riprendendo in mano il
Seattle Times. Torno a guardare la nostra foto insieme.
bellissima. Ricordo perfettamente la meravigliosa
sensazione di toglierle di dosso quello svolazzante vestito
color argento. Un piccolo sorriso mi si stampa in viso. E
mi sento bene. Non mia soltanto su quel pezzo di carta.
mia per davvero. Ora. Qui. Come se fosse la
materializzazione dei miei pensieri, eccola che rientra in
salotto, seguita dalla dottoressa Greene. La ammiro dalla
testa ai piedi. un piccolo angelo sceso dal cielo solo per
me. Le sorrido, abbassando il volume della musica. Mi
alzo e vado incontro alle mie due ospiti.
Avete finito? chiedo gentile.
Il mio sguardo catalizzato su Anastasia. Accarezzo
piano con gli occhi le sue curve sinuose, pregustando il
momento in cui potr toccarla.

S, Mr Grey. Abbia cura di lei: una ragazza bella e


intelligente risponde prontamente la dottoressa.
Io e Anastasia ci giriamo a guardarla, con al stessa
espressione stupita dipinta sul viso. Ma la donna alta e
bionda che mi fissa spavalda sembra non essere per
niente in imbarazzo per il suo poco velato avvertimento.
Mi riscuoto dallo stupore, ritrovando la mia stabilit.
Ne ho tutta lintenzione mormoro, guardandola
gelido negli occhi.
Anastasia mi guarda, ancora sorpresa, stringendosi
nelle spalle, come per rispondere alla mia domanda
inespressa. Cosa cazzo le avr detto in quella stanza?.
Ma, comunque, sembra del tutto estranea alla faccenda.
La dottoressa Greene mi tende la mano.
Le mander la fattura dice seccamente, senza
abbandonare il suo cipiglio scostante. Buona giornata e
in bocca al lupo, Ana aggiunge poi, rivolta a Miss Steele,
con un ampio sorriso.
Magari gli sei solo antipatico, Grey. Nonostante i
15mila dollari. Magari gli servirebbe una bella scopata.
Ma che hanno tutte le bionde in questo periodo? Anche
Elena, negli ultimi giorni, stata indispettita.
Taylor esce prontamente dal suo ufficio, dal quale
sorveglia diligentemente tutta la casa tramite il sistema di
videosorveglianza, e si occupa di scortarla fuori
dallappartamento. Finalmente posso tornare ad
occuparmi di Miss Steele.
Com andata? le chiedo curioso.

Bene, grazie. Ha detto che devo astenermi da


qualsiasi attivit sessuale per le prossime quattro
settimane
COSA CAZZO HA DETTO?. Sono tentato di correre
dietro alla dottoressa Greene e farmi restituire i miei
fottuti soldi. Resto a bocca aperta a fissarla. Non riesco a
crederci. Per tutta risposta, Anastasia scoppia a ridere
fragorosamente.
Ci sei cascato!
Mi sorride, divertita dal piccolo scherzo che riuscita a
portare a segno. Dentro di me, tiro un sospiro di sollievo.
Avrei dovuto capirlo che Miss Simpatia qui di fronte stava
scherzando. Bene, ti render pan per focaccia, Miss
Steele. Le lancio unocchiata severa e lei smette
allistante di ridere. Sgrana i suoi grandi occhi blu e mi
fissa, terrorizzata allidea di quello che potrei farle. Il suo
bellissimo viso scolorisce allistante. Non riesco a reggere
oltre.
Ci sei cascata! esclamo, strizzandole locchio e
tirandomela tra le braccia, per calmarla. La stringo,
rilassandomi insieme a lei. Sei incorreggibile, Miss
Steele mormoro piano.
Il divertimento lascia subito il posto al desiderio. Le
mie dita scivolano tra i suoi capelli di seta, agganciandosi
e trattenendole la testa. Le mie labbra si protendono
spontaneamente verso le sue, catturandole, straziandole
in modo carnale, mentre lei si aggrappa con tutte le sue
forze alle mie braccia per controbattere al mio impeto.

Anche se vorrei prenderti qui e subito, hai bisogno di


mangiare, e anchio. Non voglio che tu mi svenga
addosso, pi tardi sussurro con voce roca, staccandomi
di poco da lei.
solo per questo che mi vuoi per il mio corpo?
Mi guarda con i suoi occhioni spalancati, aperta e
vulnerabile come non mai. Io ti voglio tutta per me, Miss
Steele. Corpo, mente ed anima. Tutta mia.
Il tuo corpo e la tua lingua biforcuta rispondo con
un piccolo sorriso.
Le afferro ancora una volta le labbra, lasciando le
nostre lingue scontrarsi avide. La bacio con ardore, fino a
quando non ho pi fiato. Dio, se voglio scoparti,
Anastasia. Mi stacco da lei allimprovviso, lasciandola
stordita, confusa, traballante, e la trascino in cucina.
Voglio finire di pranzare subito e fotterti, Miss Steele.
Con la coda dellocchio la vedo sventolarsi il viso, rosso
acceso, con la mano libera, quasi incespicando sui tacchi
a causa della rapidit con cui me la tiro dietro. La lascio
accomodarsi su uno degli sgabelli, mentre apro il frigo e
tiro fuori la ciotola con linsalata.
Cos questa musica? chiede interessata.
Villa Lobos, unaria delle Bachianas Brasileiras.
Bella, vero?
S risponde sincera.
Va bene uninsalata di pollo? le chiedo speranzoso.

Benissimo, grazie mi dice con un piccolo sorriso.


Mentre traffico con ciotola e piatti sento il suo sguardo
incollato addosso. Mi segue ovunque. Mi giro a guardarla
e lei immersa in chiss quale congettura.
A cosa pensi? le chiedo.
Sono un po timoroso di sentire la risposta. Non vorrei
ci stesse ripensando su noi due. Arrossisce di colpo.
Stavo guardando il tuo modo di muoverti
Non immagini neppure come vorrei muovermi ora,
Anastasia. Su di te. Dentro di te. La guardo, divertito,
alzando un sopracciglio.
E allora? chiedo curioso.
Il suo imbarazzo aumenta.
Sei molto elegante mi dice a voce bassa.
Caspita, grazie, Miss Steele
compiaciuto dal complimento.

le

dico

piano,

Prendo posto accanto allo sgabello sul quale si


seduta, portando con me una bottiglia di vino. La guardo,
piegando la testa di lato, con un sorriso.
Chablis?
S, grazie
Serviti pure le dico porgendole la ciotola con il pollo,

mentre mi occupo di riempire i bicchieri. Raccontami:


che metodo avete scelto?
Mi guarda spaesata, forse un po in imbarazzo.
La minipillola confessa alla fine.
Aggrotto la fronte. Ho i miei dubbi che si ricordi di
prenderla puntualmente.
E ti ricorderai di prenderla regolarmente, allora
giusta, ogni giorno?
Ha un moto di esasperazione. Arrossisce di nuovo, ma
evita di alzare gli occhi al cielo. Non posso evitare di
sentirmi compiaciuto per questo.
Sono sicura che tu me lo ricorderai risponde piccata.
Le rivolgo uno sguardo divertito.
Metter un appunto sul calendario le dico
prendendola in giro e strizzandole locchio. Mangia
ordino.
Per la prima volta, da quando la conosco, non solo non
fa storie, ma ingoia fino allultimo boccone, finendo
addirittura prima di me. Ogni tanto sorseggia il suo vino,
mentre mi lancia qualche occhiata. E i suoi occhi la
dicono lunga su quello che vorrebbe in questo momento.
Non vedo lora di affondarti dentro, Miss Steele. Sorrido
soddisfatto quando posa la forchetta nel suo piatto vuoto.
Impaziente come al solito, Miss Steele?

Mi lancia uno sguardo da sotto le sue bellissime ciglia.


S mormora, muovendo appena le labbra e lasciando
la mia immaginazione vagare allinfinito.
Mi rendo conto che il mio respiro si accorcia, eccitato,
mentre laria si carica di aspettative, di desiderio, di pura
lussuria. La voglio. Qui, ora. Sempre. Non riesco pi a
resistere. Mi alzo e me la tiro addosso. Il suo piccolo
corpo sbatte contro il mio e lo scontro mi provoca un
piacere immenso. Il mio cazzo freme di voglia,
strofinandosi sul suo ventre. Non riesco a frenare il mio
ansimare. La nostra vicinanza mi manda fuori di testa,
rischio di non rispondere delle mie azioni.
Vuoi farlo? le dico senza preamboli, fissandola dritto
negli occhi.
Le mie mani stringono la base della sua schiena,
mentre il mio corpo si muove piano contro il suo. Sto
impazzendo di desiderio.
Non ho ancora firmato mi ricorda a voce bassa.
Non riesce a sostenere il mio sguardo, abbassa gli
occhi, vogliosa come me.
Lo so ma oggi intendo infrangere tutte le regole
Cazzo dici, Grey?. Non lo so nemmeno io. Ora come
ora potrei dire di tutto pur di vederla godere sotto di me.
Anastasia rialza gli occhi di scatto, fissandomi a bocca
aperta.
Mi picchierai? dice piano, poi, timorosa.

La sua domanda mi coglie di sorpresa. Chiudo


brevemente gli occhi, sospirando appena.
S, ma non ti far male. Non voglio punirti per ora. Se
ci fossimo visti ieri sera, B, sarebbe stata unaltra storia
Le rispondo con sincerit. vero, le ho promesso di
pi. Ma non posso rinnegare quello sono. Sul suo viso si
dipinge unespressione allarmata. Aggrotto la fronte.
Devo tentare di farle accettare e superare questo scoglio.
Non lasciare che qualcuno ti convinca del contrario,
Anastasia. Uno dei motivi per cui quelli come me fanno
quello che fanno perch amano infliggere o subire
dolore. molto semplice. A te la cosa non piace, per cui
ieri ci ho riflettuto a lungo
E non sono riuscito a capirci niente. Se non che ti
voglio. Il pensiero di possedere ogni millimetro del suo
corpo mi eccita al di l di ogni possibile concezione
umana. La stringo a me, deglutendo a fatica, con il
respiro che mi si mozza in gola quando il mio uccello le
sfiora di nuovo prepotente il ventre.
E sei arrivato a qualche conclusione? chiede
flebilmente.
Cazzo, Miss Steele. Lascia perdere i pensieri per ora.
No, e in questo momento voglio solo legarti e scoparti
fino a farti perdere i sensi. Sei pronta? le sussurro
contro il viso.
Le mie parole sono solo un sibilo, in cui riverso tutta la
mia eccitazione, e raggiungono a malapena il suo

orecchio.
S la sento gemere.
Il suo corpo si tende, aderendo al mio.
Bene. Vieni con me
Prima che possa replicare, le afferro dolcemente la
mano e la trascino su per le scale. Le sue dita mi
stringono forte, trasmettendomi lansia e la paura che la
stanno attraversando da capo a piedi. Piano, apro la porta
della Stanza dei giochi, addossandomi alluscio per
lasciarla passare per prima. Lentamente fa qualche passo
in avanti e, quando finalmente dentro, la seguo,
chiudendomi la porta alle spalle. Ora sei mia, Miss
Steele. Si guarda brevemente intorno e la sento inspirare
piano il particolare odore che ci avvolge. Mi sento pi
rilassato ora che sono nel mio ambiente naturale. Sospiro
profondamente, lasciando i miei polmoni inebriarsi del
suo aroma mescolato a quello della mia stanza segreta.
Raddrizzo le spalle, sentendomi completamente a mio
agio tra queste quattro mura. La guardo intensamente,
quasi a voler imprimere la mia volont su di lei solo per
questo. Ora si gioca a modo mio, Miss Steele. E penso
che ti divertirai un sacco.
Quando sei qui dentro, sei completamente mia le
sussurro lentamente. Posso fare di te quello che voglio.
Lo capisci?
Annuisce, perdendosi nei miei occhi, senza riuscire a
proferire parola. La guardo, bramando il suo corpo. I suoi
seni, agitati dal suo respiro, i suoi fianchi invitanti, le sue
bellissime gambe.

Togliti le scarpe le ordino a bassa voce.


Fatica a reggere il mio sguardo. Deglutisce a fatica,
capendo che la nostra relazione ad un punto di svolta
cruciale. Esitante si abbassa e sfila i sandali. Mi chino a
raccoglierli per lei e li deposito accanto alla porta.
Bene. Non esitare, quando ti chiedo di fare qualcosa.
Ora ti tiro fuori da quel vestito. una cosa che desidero
fare da qualche giorno, se ben ricordo. Voglio che tu ti
senta a tuo agio con il tuo corpo, Anastasia. Hai un corpo
splendido, e a me piace guardarlo. una gioia
contemplarlo. Anzi, lo contemplerei per tutto il giorno, e
voglio che tu non sia imbarazzata dalla tua nudit. Hai
capito? le intimo.
S risponde in un sussurro.
Oh, no, Miss Steele. Io sono il tuo Dominatore qui
dentro.
S, cosa? le chiedo con severit.
Mi protendo verso di lei, guardandola, lanciandole uno
sguardo crudele.
S, signore
Quasi balbetta per quanto intimidita.
Dici sul serio? sbotto.
S, signore mormora, accendendo la mia voglia
sfrenata di sesso.

Abbassa di poco lo sguardo mentre io non riesco a


distogliere il mio, fisso su di lei.
Bene. Alza le mani sopra la testa le intimo.
Obbedisce allistante. Lentamente mi chino e afferro
lorlo del suo vestito. Piano, lo alzo, lasciandolo scorrere
sulla sua pelle, insieme alle mie mani, e liberando
gradualmente le sue carni nude. Avidamente poggio gli
occhi su di lei. Su quello che mio. Solo mio. Le cosce
lisce, candide, il suo ventre piatto, il suo sesso voglioso
coperto solo da un minuscolo pezzettino di stoffa. Libero i
suoi piccoli seni, costretti sotto il merletto del reggiseno.
Le sfilo completamente labito, piegandolo e poggiandolo
sul cassettone accanto alla porta. Torno da lei. Le mie dita
le sfiorano il mento. Un piccolo tocco che la fa fremere,
mentre il mio cazzo si tende oltremisura. I suoi denti
affondano piano nella morbida carne delle sue labbra.
Quel gesto carico di sensualit mi infiamma il sangue.
Ti stai mordendo il labbro ansimo. Sai che effetto
mi fa. Girati
Obbedisce, senza batter ciglio. Le mie dita esperte
slacciano il reggiseno in un attimo e lo lasciano scivolare
piano lungo le sue braccia, mentre la accarezzano leggere.
La sua eccitazione evidente. I nostri corpi non si
toccano, ma sono talmente vicini che come se lo
facessero. cos fottutamente eccitante. Le raccolgo i
capelli con una mano, spostandoli di lato e inclinandole la
testa. Inspiro bruscamente il suo odore, accostando il
naso al suo collo e percorrendolo lentamente con la
punta. Arrivo al suo orecchio, mentre lei si eccita ancora
di pi, stringendo piano le cosce luna contro laltra. Le

sue braccia si cercano, tentando di coprire il ventre.


Hai un profumo divino come sempre, Anastasia le
sussurro, depositandole un bacio appena sotto lorecchio.
Un gemito di puro desiderio le sfugge dalle labbra e mi
infiamma luccello. Un brivido la percorre dalla testa ai
piedi.
Piano le mormoro. Non fare rumore
Le tiro i capelli allindietro, intrecciandoli in modo
veloce e legandoli con un elastico preso dal cassettone. La
attiro a me, sempre tenendola per i capelli, lasciandola
appoggiare al mio corpo. Il mio cazzo le sfiora le natiche.
Mi piaci con la treccia, qui dentro
Le lascio i capelli, evitando di pensare troppo al perch
mi piaccia la treccia in questa stanza.
Girati le ordino risoluto.
Tremante e ansimante, obbedisce senza fiatare. E
quando si gira davvero fantastica. La sua nudit mi fa
impazzire. I miei occhi la penetrano a fondo, proprio
come vorrebbe fare il mio uccello che pulsa
violentemente. vestita solo con quelle minuscole
mutandine azzurre. I capelli raccolti, il viso scoperto, gli
occhi che sfarfallano per leccitazione. Quelle labbra
schiuse, che a malapena respirano. I suoi capezzoli turgidi
e la sua pelle candida.
Quando ti dico di venire in questa stanza, dovrai
essere vestita cos. Solo con gli slip. Hai capito?

La mia voce fatica ad abbandonare la mia gola, mentre


mi abbevero di quella visione fantastica.
S mormora, in evidente imbarazzo.
S, cosa? le dico, alzando il tono, anche se non riesco
a nascondere il mio desiderio nei suoi confronti.
S, signore si affretta a correggersi.
Sorrido soddisfatto.
Brava bambina. Quando ti dico di venire qui, mi
aspetto che ti inginocchi l le indico il suo posto, accanto
alla porta.Fallo subito
Mi guarda sgranando gli occhi per lincredulit. Poi,
ricordandosi del mio ammonimento sullesitare, lo
raggiunge e si inginocchia traballante.
Puoi sederti sui talloni
Esegue. E io inizio a comporre la mia piccola opera
darte personale.
Tieni le mani e gli avambracci sulle cosce. Bene. Ora
divarica le ginocchia. Esegue, ma non basta. Ancora.
Ancora. Perfetto. Guarda il pavimento.
Guido i suoi movimenti, fino a farle assumere la
posizione che voglio. La guardo e il mio cuore manca un
battito. stupenda con il capo chino, i seni che si
muovono al ritmo del suo respiro eccitato, le gambe
divaricate che mi lasciano immaginare il posto in cui
vorrei essere gi. Mi avvicino, chinandomi su di lei. Le

afferro la treccia e le tiro la testa indietro, in modo che mi


possa guardare negli occhi.
Ricorderai questa posizione, Anastasia? le dico, il
mio sguardo carico di intenzione.
S, signore
Questa volta non si dimentica il mio appellativo. Le sue
labbra si schiudono appena. Devo fare uno sforzo
immane per non baciarla. Chiudo gli occhi, rialzandomi.
Devo tornare gi. Ho dimenticato il frustino in camera. E
voglio mettermi comodo. E dovresti anche calmarti,
Grey. Gi. Non voglio che tutto questo finisca troppo
presto.
Bene. Stai l e non ti muovere
Esco dalla stanza e mi appoggio allo stipite della porta.
Cristo! Neppure qui dentro sono al sicuro dal suo
incantesimo. Chiudo gli occhi e, quando li riapro, ho una
nuova determinazione che mi scorre nelle vene. Sono io il
Dominatore. Io che comando. Scendo le scale lentamente,
sapendo che lattesa la dilanier. Me la pendo con
comodo, tentando invano anche di raffreddare i miei
bollenti spiriti. Entro in camera e mi dirigo nella cabina
armadio. Sfilo via i jeans che ho addosso e prendo quelli
vecchi, slavati e stracciati che utilizzo di solito per la
Stanza dei giochi. Non vorrei le si rovinassero i vestiti
mi aveva detto lei stessa quel giorno alla ferramenta.
Ricordo che mi aveva fatto sorridere il suo modo di
fissarmi i pantaloni, magari immaginando quello che
cera sotto. Bene, Anastasia. Come vedi sono un uomo
previdente. Da sempre. Li abbottono, lasciando il

bottone in cima slacciato. Mi sfilo anche la camicia. Prima


di salire di sopra, porto con me un accappatoio preso dal
bagno oltre al frustino, le sfere dargento e la mascherina.
Prendo anche tre preservativi dal comodino. Quando
ritorno nella Stanza dei giochi, Anastasia non si mossa
dalla posizione in cui lho lasciata. Chiudo la porta,
sentendo il suo respiro farsi pi pesante. Appendo
laccappatoio al retro della porta e poggio piano i miei
strumenti sul cassettone, tranne il frustino che tengo in
mano, nascondendolo appena dietro la schiena.
Brava, Anastasia. Sei una meraviglia in quella
posizione. Ottimo. Alzati
Obbedisce, tenendo il capo chino, senza guardarmi. Ma
io voglio vederla.
Puoi guardarmi
Piano, timidamente, solleva la testa, fissando i miei
occhi con quella meraviglia di azzurro che sono i suoi.
Accenno un sorriso, mentre lei mi osserva rapita,
soffermandosi sulla pelle nuda del mio torace e sul
bottone slacciato dei jeans. Inspira bruscamente, mentre i
seni si muovono veloci. Ha voglia di toccarmi, ci
scommetto. Ma non posso permetterglielo.
Ora ti incatener, Anastasia. Dammi la mano destra
Mi tende la mano tremante, senza esitare. La giro,
aprendole il palmo e, prima che possa rendersene conto,
la colpisco al centro con il frustino. Non geme, non
replica. Assorbe il colpo in silenzio.
Tutto bene? le chiedo, cercando di mascherare

lapprensione per come reagir.


Resta in silenzio, aggrottando la fronte.
Rispondimi le intimo.
Bene sussurra piano.
Non aggrottare la fronte
Raddrizza
leggermente
unespressione impassibile.

la

testa,

assumendo

Ti ha fatto male?
Voglio solo iniziare a capire fin dove posso spingermi.
No
Sono sollevato.
Non ti far male. Capisci?
S afferma
Ma si vede che ci crede poco.
Dico sul serio aggiungo, rassicurandola.
Il suo respiro accelera. Le mostro il frustino e lei sbarra
gli occhi, riconoscendo quello che mi ha descritto qualche
sera fa. Mi guarda, mentre le rivolgo unocchiata divertita
e impertinente.
Il nostro scopo il piacere, Miss Steele mormoro
arrogante. Vieni

La prendo delicatamente il gomito e la sposto nella


stanza, proprio sotto la griglia dei moschettoni, che
pendono dal soffitto. Allungo la mano e ne tiro gi alcuni.
Allestremit sono appese delle manette di cuoio nero.
Ottime per quello che ho in mente.
Questa griglia fatta in modo che i moschettoni si
spostino lungo di essa
Deglutisce, guardando la griglia con attenzione.
Inizieremo da qui, ma voglio scoparti in piedi. Quindi
finiremo laggi, vicino al muro
Segue attentamente con gli occhi il percorso che le ho
indicato, fino alla croce di legno appesa al muro. Voglio
inchiodarcela sopra e fotterla di santa ragione. Ma prima
voglio divertirmi.
Alza le mani sopra la testa
Obbedisce ancora una volta, guardando i miei
movimenti. Al mio tocco, il suo corpo ha un fremito.
spaventata. Ed eccitata. Che adorabile combinazione.
Chiudo le manette attorno ai suoi polsi delicati, mentre
Anastasia non smette di fissarmi il torace nudo. Faccio
istintivamente un passo indietro, guardandola con un
desiderio carnale che parte dal profondo di me.
indifesa, completamente esposta alla mia lussuria, pronta
per darmi piacere. Stringe piano le cosce, luna contro
laltra, vogliosa di avermi. Come lo sono io. E non parla.
Non mi sfida con le parole, non mi interrompe, non fa
limpertinente. Si piega al mio volere, eseguendo gli
ordini che le impartisco in modo esemplare.
ammirevole. E questa sua dedizione dovuta al fatto che

mi desidera cos tanto. Come io desidero lei.


Sei uno schianto legata cos, Miss Steele. E la tua
lingua biforcuta tace per un momento. Mi piace
Le giro intorno, ammirandola da ogni angolatura. Poi
torno davanti a lei. Piano, faccio scivolare le mie dita sulla
pelle del suo ventre. Sfioro il bordo delle mutandine e
lentamente infilo le dita dentro, accarezzandole il sesso.
Mi muovo senza fretta, scivolando tra le sue grandi labbra
gi bagnate, mentre Anastasia sospira. Lascio scivolare i
minuscoli slip lungo le sue cosce. Mi abbasso piano,
seguendo la loro discesa verso il pavimento. La punta del
naso quasi le sfiora le gambe, mentre segue la scia del suo
dolce profumo. Quando glieli sfilo del tutto, li
appallottolo e li annuso, senza smettere di guardare la sua
espressione. Il suo odore inebriante. Anastasia mi
guarda a bocca aperta, sconvolta. Le lancio un sorriso
sardonico prima di infilarli nella tasca dei miei jeans. Poi,
piano, mi rialzo. Mi bagno le labbra, pregustandomi il
momento in cui sentir il suo sapore. Punto il frustino sul
suo ombelico e inizio a disegnare lenti movimenti
rotatori. Sfioro piano la sua pelle con il cuoio. Sento il suo
calore senza neppure toccarla e i suoi fremiti di
eccitazione. Mi fermo qualche secondo, per farle
assorbire la nuova sensazione. Poi riprendo a girarle
intorno, lasciando che il frustino le sfiori il corpo. Un giro
intero. E poi un secondo. Ed ecco che lascio che il frustino
schiocchi sulle terminazioni nervose del suo clitoride.
Lancia un gridolino, sorpresa, strattonando le manette di
cuoio che la tengono bel salda. Il suono mi arriva dritto al
cazzo, che si tende, pulsando violentemente. Anastasia mi
guarda ad occhi spalancati, sconvolta.

Stai buona le mormoro provocatorio.


Continuo a girarle intorno, sfiorandole la pelle ancora
una volta con un frustino. Il mio respiro accelera, mentre
la brama e la lussuria sfrenata tentano di impadronirsi
definitivamente di me. Torno a colpirla. Sempre nello
stesso punto. Non grida, ma lancia la testa allindietro,
fremendo e godendo. La visione estatica. Non ho mai
goduto tanto a portare una Sottomessa sullorlo del
piacere. Le giro ancora attorno, e di nuovo la colpisco.
Questa volta su un capezzolo, che si tende a causa del
contatto. Trascino il cuoio sulla sua carne candida. Un
altro giro. Colpisco laltro capezzolo. Anastasia apre la
bocca, stremata, emettendo un dolcissimo e straziante
gemito che mi si riverbera dentro.
Ti piace? mormoro eccitato.
Ho il cazzo in fiamme, che si tende sotto la stoffa
ruvida dei jeans e cerca sollievo. La guardo famelico,
affamato di sesso, di lei, del suo dolce nettare.
S geme.
Oh, Miss Steele. Il piacere ti fa dimenticare di essere
una Sottomessa qui dentro.
Sorrido perfidamente. Mi sposto dietro di lei, alzo il
frustino in aria e le sferzo un colpo duro sul suo delizioso
sedere nudo.
S, cosa? ringhio.
S, signore articola a stento, mentre il suo corpo si
tende in avanti.

Inizio a colpirla piano e ripetutamente sul ventre,


mentre lei chiude gli occhi, stringendoli, cercando di
resistere al mio assalto. A poco a poco, senza smettere di
colpirla, mi sposto verso il basso, sempre di pi. Stringe
gli occhi pi forte, cercando di prepararsi inutilmente al
colpo finale. Ed eccolo che arriva. Le colpisco forte il
clitoride con lo scudiscio. Anastasia lancia un urlo di puro
piacere.
Oh ti prego! mi ringhia contro esausta.
Le braccia si tendono mentre le gambe cedono
leggermente. bellissima. un angelo alla mia merc.
Buona le ordino severo, sferzandole di nuovo il
sedere.
Ansima, tendendosi sotto il mio ennesimo colpo.
Sposto la punta del frustino verso il suo sesso,
strusciandolo in quel piccolo pezzo di paradiso. Il cuoio
scivola facilmente tra le sue cosce, entrando di poco tra le
sue labbra gonfie e bagnandosi dei suoi umori. Cristo,
sto per scoppiare!.
Senti quanto sei bagnata, Anastasia. Apri gli occhi e la
bocca le dico con voce spezzata dal desiderio.
Esegue, come ipnotizzata da quello che sta accadendo.
Appoggio il frustino impregnato del suo stesso liquido
sulla sua lingua.
Assaggia il tuo sapore. Succhia. Succhia forte,
piccola
Socchiudo gli occhi mentre le sue labbra morbide si

schiudono sul frustino. Sento la pressione della lingua e


lei che succhia. E non riesco a non immaginare lo stesso
trattamento per il mio uccello duro come il marmo.
Cazzo!. Le sfilo il frustino di bocca e le afferro
violentemente la testa, baciandola di colpo. La mia lingua
raccoglie da lei il suo sapore. Dolce, perverso,
straordinariamente erotico. La stringo tra le braccia,
attirandomela contro il petto.
Oh, Anastasia, hai un sapore delizioso ansimo, in
preda al desiderio. Vuoi che ti faccia venire?
Per favore mi supplica.
Le do unaltra sferzata sul culo, che ancora porta un
flebile segno rosso di quella precedente.
Per favore, cosa? ringhio.
Per favore, signore implora.
Il suo gemito mi entra dentro e mi accende un fuoco.
Le lancio un sorriso trionfante. Sei completamente in
mio possesso, Miss Steele.
Con questo? le dico, mostrandole il frustino, senza
nascondere un sorriso.
S, signore geme sommessamente.
Sei sicura?
Non posso fare a meno di essere sorpreso dalla sua
arrendevolezza. fottutamente eccitante che lei, sempre
pronta a battere e ribattere a tutto quello che le viene

detto, qui dentro si affidi completamente a me.


straordinario quanto mi piaccia che lei mi lasci essere il
suo Dominatore. E un pensiero mi attraversa come un
fulmine. Non sei tu che hai scelto lei, Grey. lei che ha
scelto te. La guardo spalancando gli occhi.
S, per favore, signore mi implora, riportandomi al
presente.
Chiudi gli occhi riesco a mormorare, ancora scosso
da quella rivelazione improvvisa.
Stringe forte gli occhi ed ecco che inizia di nuovo il suo
supplizio. Questa volta dettato dalla mia confusione e
dalla rabbia crescente per non essere il reale artefice di
tutto questo. Piccoli colpi che le tempestano il ventre.
Perch Ana, perch mi sfidi e mi sconvolgi? Perch ho
cos tanto bisogno di te?. Scendo dritto sul clitoride.
Voglio che sia lei ad avere bisogno di me ora. Continuo
imperterrito a colpirla, con gli occhi che luccicano di
piacere e desiderio. E rabbia. E desiderio ancora. Voglio
vederla contorcersi. Voglio il suo piacere. Solo per me. E
alla fine non riesce pi resistere. Lancia un urlo catartico,
liberandosi e godendo fino allo stremo. Il suo corpo si
tende fino al limite e poi si accascia inerme. Le ginocchia
le cedono. Lancio a terra il frustino e la prendo tra le
braccia. Si lascia andare del tutto, mentre la sposto,
trascinandola lungo la griglia, senza sganciarle le
manette. La appoggio alla croce di legno, mentre mi
slaccio i bottoni del jeans. Dalla tasca estraggo un
preservativo e me lo infilo sulluccello che pulsa e non
vede lora di tuffarsi dentro di lei. La sollevo leggermente,
prendendola per le gambe. Ora tocca a me, Miss Steele.
Ora puoi avermi.

Alza le gambe, piccola, e avvolgimele intorno ai


fianchi
Debolmente obbedisce. La sistemo meglio intorno alla
mia vita e posiziono il mio membro allentrata del suo
sesso. Di colpo le entro dentro e la sua testa si poggia sul
mio collo, mentre le mani, ancora legate, si fermano sulle
mie spalle. Gemo rauco, assaporando quel momento di
pura estasi. La penetro a fondo. E non mi fermo. Spingo
dentro di lei, preso dal desiderio, dalla frenesia. Continuo
ad affondare nel suo ventre, in profondit, senza riuscire
a fermarmi. Sei mia, Anastasia. Sei solo mia. E ora ti
fotto per bene. I suoi gemiti si fondono ai miei, mentre
inesorabile la trascino di nuovo verso lorgasmo.
Continuo ad inchiodarla ad ogni spinta. Forte, duro.
Senza alcuna piet. Nascondo il viso nellincavo del suo
collo, respirando animatamente contro la sua pelle nuda,
sudata, tesa fino al limite. Cazzo. Sto per venire.
Prendimi, Anastasia. Tutto. Fino in fondo. Fin dentro
lanima. Aumento le spinte, sempre pi profonde. E
Anastasia esplode allimprovviso, di nuovo. Rovescia la
testa allindietro, contro la croce di legno, e poi crolla su
di me. La visione mi provoca unulteriore tensione del
pene. Scoppio, senza riuscire a trattenermi oltre. Stringo i
denti, sorreggendo il peso del suo corpo mentre mi svuoto
dentro di lei con violenza. Non aspetto di calmarmi, ma
scivolo fuori e la appoggio alla croce, sostenendola con le
gambe. Alzo le braccia e slaccio le manette che la tengono
costretta. Mi accascio sul pavimento, portandola con me,
poggiandomela in grembo e stringendola. Siamo
entrambi stremati, sudati, con il respiro troppo corto per
parlare. Mi prendo un attimo di respiro, cullandola tra le
braccia. Ma ho bisogno di sapere come si sente. Ho
questo fottuto bisogno di saperla appagata e serena.

Molto bene, piccola le mormoro soddisfatto. Ti ha


fatto male?
No mi sussurra piano, stanca.
Pensavi di s? le chiedo.
La stringo forte a me, come per rassicurarla ancora
prima che mi dia la risposta. La guardo e qualche ciocca
di capelli le si appiccicata al viso. La sposto dolcemente
al lato, scoprendolo.
S ammette con le poche forze che le rimangono.
Vedi, le paure sono quasi tutte nella nostra testa la
rassicuro.
Lancio uno sguardo al suo corpo nudo tra le mie
braccia. Ho voglia di averla di nuovo. Non vorrei
sopraffarla, ma ma lo voglio. Il mio cazzo si sta gi
riprendendo ed pronto ad un nuovo incontro a tu per tu
con Miss Steele.
Vorresti farlo ancora? azzardo.
Resta in silenzio per qualche istante, aggrottando la
fronte.
S risponde alla fine.
La stringo forte al mio corpo, sollevato.
Bene, anchio mormoro felice.
Mi chino su di lei, baciandole dolcemente il capo. Il suo

odore mi invade e lo respiro a pieni polmoni. Cazzo se ti


voglio, Anastasia.
Non ho ancora finito con te le preannuncio,
trattenendo a stento il desiderio.
Sono avvinghiato al suo corpo, la tengo stretta in
grembo tra le braccia e le gambe. Si sposta leggermente,
mentre sul viso le compare un piccolo sorriso. Sorrido
anchio, al di sopra del suo capo, rilassandomi e
lasciandomi andare prima del secondo round. E ad un
tratto una sensazione strana mi si riverbera dentro.
Ancora prima di abbassare gli occhi, capisco. Cristo! Ma
cosa cazzo fai, Ana!. La guardo mentre strofina la punta
del suo naso sul mio torace. No! E soprattutto non qui
dentro! Smettila, cazzo!. Il mio corpo si tende,
irrigidendosi. Alza gli occhi e il suo sguardo stupito
incontra il mio. Incazzato nero. Le. Cazzo. di. Regole.
Anastasia!.
Non farlo le sussurro con rabbia.
Il suo viso si colora di un rosso acceso. Torna a
guardarmi il petto e aggrotta la fronte. E ora sa. Lo vedo
dalla sua espressione. Dalla sua confusione. Ha notato le
cicatrici sul mio corpo. Ha visto. Ha visto che sono stato
marchiato a fuoco come un mostro. Il mostro che sono.
Devo allontanarla da me ad ogni costo.
Inginocchiati vicino alla porta le ordino severo,
mentre mi metto a sedere, lasciandola.
Tentenna, ma esegue, accucciandosi a terra, accanto
alla porta, proprio come le ho fatto vedere prima.
ancora stordita dallorgasmo. E confusa per la mia

reazione di qualche secondo fa. Mi alzo da terra e mi


allontano di qualche passo, in modo che lei, che tiene
rigorosamente il capo chino, non riesca a scorgere quello
che faccio. Cristo, Ana. Stavi per rovinare tutto. Sospiro
leggermente e mi passo le mani nei capelli. Mi ha appena
sfiorato, nonostante sappia che questo sia un limite
assoluto per me. Le lancio unocchiata. Oh, Cristo!.
una meraviglia in quella posizione, completamente nuda,
con il suo sesso ancora deliziosamente bagnato e
completamente esposto ai miei occhi. Hai bisogno di una
bella strigliata, Miss Steele. Sospiro e mi dirigo verso il
cassettone, aprendolo. Ne estraggo una delle fascette
stringi cavo che mi ha venduto lei stessa qualche
settimana fa e un paio di forbici. Vediamo se con questa
ti riesce di star ferma, Miss Steele. Quando mi giro a
guardarla, sta tentando di trattenere uno sbadiglio. Mi
acciglio.
Ti annoi con me, Miss Steele? le chiedo rude.
Scuote piano la testa e mi guarda, esitando per qualche
attimo. Scolorisce quando incontra il mio sguardo duro.
Ho le braccia incrociate davanti a me, ma pi la guardo e
pi mi viene da sorridere.
In piedi le ordino piano.
Si alza, timorosa, e non riesco a non sorridere nel
vedere la sua espressione stanca. Lhai sfiancata, Grey.
S, ma merita una punizione comunque.
Sei distrutta, vero?
Annuisce, quasi vergognandosi della sua mancanza di
forza.

Resistenza, Miss Steele. Io non sono ancora sazio di


te. Unisci le mani davanti a te, come se stessi pregando
Non batte ciglio ed esegue lordine. Miss Steele, mi
piaci zitta ed obbediente.
Le lego i polsi con la fascetta che ho in mano. Anastasia
spalanca gli occhi e mi guarda con unespressione
smarrita.
La riconosci? le chiedo, sorridendo sardonico.
Spalanca la bocca, senza riuscire a proferire parola.
Tanto meglio, Miss Steele. Il suo corpo percorso da un
brivido e la sua espressione cambia. Diventa attenta.
Qui ho un paio di forbici le dico, tirandole fuori dalla
tasca posteriore dei jeans. Posso tagliare la fascetta in
qualsiasi momento.
Muove i polsi, allontanandoli tra di loro e verifica la
stretta. Poi li rilassa. Ripete loperazione un paio di volte,
poi mi guarda, in attesa. Bene.
Vieni
Le prendo le mani e la conduco verso lampio letto a
baldacchino. Le giro attorno e mi chino al suo orecchio.
Voglio di pi molto, molto di pi le sussurro.
Il suo corpo si tende, mentre le mie mani scorrono
sulla pelle delicata dei suoi fianchi.
Ma far alla svelta. Sei stanca. Aggrappati alla

colonnina le ordino.
Esita un secondo, poi obbedisce, senza fiatare,
afferrando il ceppo di legno. una meraviglia in questa
posizione.
Pi in basso le intimo.
Lascia scorrere le mani verso il basso, eccitandomi a
dismisura, e assume la nuova posizione, inarcando la
schiena profondamente. Cristo!.
Bene. Non lasciarla. Se lo fai, ti sculaccio. Chiaro? le
dico severo, impaziente di entrarle dentro di nuovo.
S, signore risponde col fiato mozzo, sforzandosi a
causa del torace piegato.
Bene replico soddisfatto.
Il suo delizioso sedere completamente esposto a me,
cos come parte del suo sesso. Mi posiziono perfettamente
dietro di lei e lascio vagare le dita sui suoi fianchi in un
modo lento e delicato. La sua pelle brucia di desiderio
mentre la accarezzo godendomi quel tocco. Ad un tratto,
cogliendola di sorpresa, afferro forte i suoi fianchi e la tiro
violentemente indietro, verso di me.
Non mollare la presa, Anastasia la avverto.
meravigliosa in questa posizione. Le gambe aperte
quel tanto che basta per darmi libero accesso alla sua
vagina gi grondante umori. Il suo meraviglioso culo
esposto alla lussuria dei miei occhi grigi e vogliosi. La
pelle candida della sua schiena non fa che aumentare la

voglia che ho di lei. E poi le sue mani, costrette, legate,


aggiungono quel tocco in pi che mi fa oltrepassare il
limite. Sar spietato. Duro. Ed implacabile.
Sto per fotterti da dietro. Tieniti forte per sostenere il
mio peso. Chiaro? la avverto.
S
Oh, Miss Steele. Mi stai viziando troppo, piccola.
Le assesto una sonora sculacciata sul culo,
imprimendole il segno rosso della mia mano. Soltanto il
suono basterebbe ad eccitarmi. Ma posso anche
ammirarla. Il mio cazzo non riesce pi a trattenersi.
S, signore si corregge in fretta.
Apri le gambe le ordino.
Le divarica, ma non abbastanza, a causa della
stanchezza suppongo. Infilo la gamba destra tra le sue,
divaricandogliele. Ora sono abbastanza aperte da
permettermi un facile accesso a quella meraviglia.
Cos va meglio. Dopo, ti lascer dormire la
rassicuro.
Piano, come se fosse di cristallo, accarezzo delicato la
sua schiena. Sento il calore della sua pelle eccitata,
accarezzo le vertebre una per una, arrivando alla base
della sua spina dorsale e risalendo. Anastasia ansima,
cercando di trattenersi. La sua testa si alza e si abbassa al
ritmo delle mie carezze.

Hai una pelle meravigliosa, Anastasia sospiro


estasiato.
Mi chino su di lei e ripercorro con le labbra,
delicatamente, tutto il tragitto lungo la sua schiena.
Lascio scivolare le mani sulla sua schiena e poi ai lati,
lungo le costole, arrivando a cingerle i seni. Con le dita
stringo i capezzoli in una dolorosa morsa, mentre
continuo la languida tortura fatta di baci sulla sua pelle.
Anastasia fatica persino a gemere. Il suono strozzato della
sua voce mi esalta ancora di pi se possibile. Si
irrigidisce, ma non voglio ancora spingerla troppo oltre.
Voglio solo che sia pronta per me. Allontano le mani dal
suo corpo, prendendo un preservativo dalla tasca e
indossandolo. I jeans mi impediscono i movimenti,
quindi li abbasso e li sfilo via. Il suo culo in bella mostra
mi tenta.
Hai un culo cos adorabile, cos sexy, Anastasia
Steele. Cosa non gli farei
Le afferro con decisione le natiche, palpandola e
stringendo tra le dita la sua morbida carne. Il mio uccello
le sfiora il sesso, bagnandosi di lei. Faccio scivolare una
mano tra le sue gambe e infilo due dita dentro di lei. un
lago. Un piccolo lago di desiderio. Desiderio di me.
Sei cos bagnata. Non mi deludi mai, Miss Steele
mormoro sorpreso.
Ha sempre voglia di me. Proprio come io di lei. Non
riesco ancora a capacitarmene di come, pur conoscendoci
cos poco, proviamo la stessa intensa attrazione luno per
laltra. E ora ho solo voglia di prenderla. Fino in fondo.

Resisti Non ci vorr molto, piccola


Infiammato dai suoi gemiti di assenso, le afferro
entrambe le gambe con le mani, posizionandola meglio.
Faccio risalire la mano destra fino alla sua nuca,
afferrandole la treccia e avvolgendomela attorno al polso,
tirandole la testa allindietro, in modo che non possa
muoversi da quella posizione. Ho io tutto il controllo. E
Dio solo sa quanto questo fottutamente eccitante con
lei. Posiziono il mio uccello e poi, con una lentezza
esasperante, la penetro. Mi godo la sensazione di ogni
millimetro della mia carne che viene bagnato e avvolto
dal suo sesso pulsante. Tiro ancora pi forte i capelli di
Anastasia, quasi come se fossero la mia ancora di salvezza
per non soccombere a quel vortice intenso di emozioni
che mi aggroviglia lo stomaco e scende ancora pi gi. Un
gemito strozzato tutto quello che le esce di bocca mentre
la riempio. Con la stessa dolorosa lentezza scivolo fuori
dal suo corpo e poi torno a riempirla violentemente. Fino
in fondo. Fottutamente a fondo. Il suo corpo viene spinto
in avanti dalla violenza del mio e vedo le sue mani
stringere forte la colonnina del letto. Ora ti fotter a
dovere, Miss Steele. I miei occhi sono famelici, ho la
bocca spalancata e il respiro spezzato.
Reggiti forte, Anastasia! le urlo.
E lei spinge allindietro quel suo bellissimo culo,
venendomi incontro. Cristo! Ora vengo. Cerco di
resistere affondando ripetutamente in lei. Di pi. Pi a
fondo che posso. Le arrivo nelle profondit del suo
ventre, mentre lei mi regala gemiti di puro piacere,
aggrappandosi al ceppo di legno. spossata, sta godendo.
E io la sto dominando. Continuo spietato, come un

forsennato. Io stesso mi meraviglio per la forza che ci sto


mettendo nello scoparla. Ma la voglio. La desiderio. E
continuo imperterrito a possederla senza tregua,
tirandole i capelli allindietro, mentre il mio desiderio
acuito dai suoi spasmi e dai suoi lamenti sconnessi. Le
mie dita affondano dolorosamente nei suoi morbidi
fianchi, quasi come se volessero imprimere le mie
impronte su di lei. E dimostrare al mondo intero che
mia. Solo mia. Anastasia prende a tremare tutta, mentre
le ginocchia si fanno pi deboli. sul punto di venire.
Come me. Di nuovo. Continuo a sbatterle contro. Le mie
palle mi fanno male per quanto i nostri corpi si scontrano
in modo ruvido e duro, sfregandosi, urtandosi, uniti verso
il piacere. Aumento il ritmo, sempre pi frenetico e quasi
non riesco a resistere. Unultima spinta pi profonda mi
d il colpo di grazia. Ecco. Sto per venire. Mi fermo,
stringendo forte i denti per resistere. Non voglio farlo
senza di lei.
Vieni, Ana, dammi il tuo orgasmo riesco a malapena
a dirle.
E ancora una volta obbedisce. Senza remore, senza
freni. Gode fino allo stremo. Come me che mi riverso
completamente in lei. La sento gemere forte di piacere e
poi accasciarsi di colpo. Le mie ginocchia cedono di colpo
e cado lentamente sul pavimento. Respiro a fatica e mi
distendo sul pavimento, trascinandomela addosso. Sono
completamente sfinito e mi accorgo a malapena che Ana
sembra essere svenuta. Sorrido soddisfatto. Miss Steele,
ti avevo avvisata. Resto in questa posizione per non so
quanto tempo. Non voglio svegliarla. Mi piace averla
addosso. Lascio calmare il mio respiro, perdendomi ad
osservare la griglia dei moschettoni appesa al soffitto.

Sono completamente svuotato. Da ogni cosa. Chiudo gli


occhi e ripenso al suo breve tocco di prima. Non stato
come mi aspettavo. S ho provato dolore, fastidio. Ma non
repulsione. Non come le altre volte. E non ho reagito
come le altre volte. Per lho punita. Ma lhai davvero
punita o volevi solo farla godere ancora di pi?. La
domanda del mio stupido cervello del cazzo non
infondata. Perch non riesco a punire Anastasia? Punire
sul serio, intendo. Con unaltra non mi sarei fatto tutti
questi scrupoli. Ma lei... ho troppa paura di perderla.
Quasi come se leggesse il mio pensiero, lei torna da me.
La sento spostarsi di poco, sul mio corpo. Sorrido,
mordicchiandole piano un orecchio e stuzzicandola con la
lingua. Allungo un braccio e afferro le forbici, cadute poco
distanti da me, sul pavimento.
Alza le mani mormoro piano, al suo orecchio.
A fatica riesce ad obbedirmi e cos riesco a tagliare la
fascetta che le tiene legati i polsi.
Con grande soddisfazione, taglio questo nastro
sussurro divertito.
La sua risatina argentea mi si riverbera nel corpo,
mentre si strofina i polsi doloranti. E mi vengono in
mente le parole di Kate. Da quando ti ha conosciuto non
fa che piangere.
Adoro questo suono le mormoro mestamente.
Stringo gli occhi e mi rialzo, mettendomi seduto e
trattenendola su di me. Non voglio farti piangere, Ana.
colpa mia le sussurro, mentre afferro le sue spalle

doloranti e prendo a massaggiarle piano.


I suoi occhi azzurri mi scrutano da sopra una delle sue
spalle, senza capire, con unespressione interrogativa.
Il fatto che non ridi pi spesso le spiego.
Non sono una che ride molto mi risponde,
trattenendo a stento uno sbadiglio.
Oh, ma quando succede, Miss Steele, un tale gaudio
ammirarti le dico pomposo.
Molto forbito, Mr Grey mormora divertita, ma
stanca.
Le sorrido teneramente.
Direi che sei stata fottuta per bene e hai un gran
bisogno di dormire
Questo era meno forbito scherza lei.
Lascio che si alzi e poi la seguo, ammirando ancora il
suo corpo nudo. Afferro i jeans dal pavimento e li infilo
senza mutande, mentre lei mi guarda divertita.
Non voglio spaventare Taylor, o Mrs Jones
mormoro.
Mi sgranchisco il collo e poi la spingo dolcemente
verso la porta. Sfilo laccappatoio appeso alla porta e
glielo metto addosso, avvolgendola pazientemente,
facendo attenzione alle sue membra doloranti. Quando la
giro mi chino su di lei e le deposito un piccolo bacio sulle

labbra, sorridendole.
A letto le dico.
La sua espressione di colpo allarmata.
A dormire la rassicuro, divertito.
Mi abbasso e la prendo in braccio, prima che possa
replicare qualcosa. Esco, riuscendo a malapena a
chiudermi la porta dietro le spalle. Attraverso il corridoio
dirigendomi verso la sua stanza, intenzionato a lasciarla
dormire da sola. Durante il breve tragitto crolla contro il
mio petto, ma talmente stanca che non penso osi
toccarmi stavolta. Arrivati in camera scosto la trapunta
con una mano e la poggio sul letto. Dovrei coprirla e
andarmene in camera mia, ma vederla qui, su queste
lenzuola bianche, bella come un angelo, mi fa capire che
io sono gi esattamente dove vorrei essere. Senza starci
troppo a pensare mi infilo a letto con lei. Siamo luna
contro laltro. Lei in accappatoio, io solo con i jeans
addosso. La stringo a me, in modo che mi dia le spalle.
Ora dormi, splendida ragazza le sussurro, inalando a
fondo il profumo dei suoi capelli.
La sento inspirare a fondo e mi aspetto che dica
qualcosa. Ma il suo corpo che si rilassa, mi avverte che si
appena addormentata. Ma io no. Io sono pi che
sveglio.

Capitolo 19
Anastasia dorme da un bel po quando mi decido ad
alzarmi dal letto. Sto attento a non muovermi troppo,
mentre mi sfilo dallabbraccio che ci teneva uniti e scendo
dal materasso. A piedi nudi esco dalla stanza, chiudendo
la porta dietro di me. Aggrotto la fronte guardando la
maniglia. Non si ancora accorta che manca la chiave.
Che questo rifugio solo per mantenere le distanze da
chiunque entri nella mia Stanza dei giochi. Ma che quel
chiunque, di fatto, continua ad appartenermi come e
quando voglio. Mentre scendo le scale ripenso a tutte le
volte in cui sono entrato in quella stanza, trovandomi di
fronte ragazze sconvolte, tristi, ancora doloranti. E di
come tutto questo non mi abbia mai fermato dal bisogno
primario di appagare il mio senso di vendetta. Anzi. A
volte era anche meglio. Rivedevo nei loro visi addolorati
quello di mia madre. E finalmente era addolorata anche
lei. Per me. Per quello che ero. Finalmente il suo viso
indifferente, la sua espressione abulica e apatica, veniva
sostituita da un paio di occhi tristi e desolati, e un viso
contratto dal dolore. E io potevo sfogare tutta la mia
rabbia. Potevo liberare i miei demoni e lasciare che
prendessero il sopravvento, distruggendo fisicamente ed
emotivamente colei che mi aveva causato tanto dolore.
Entro in camera mia e mi lascio cadere sul letto,
guardando il soffitto. Ora tutto questo non c pi. Il
dolore ancora vivo, esiste dentro me. Ma rifugge da
Anastasia. Allarrivo di una sparisce laltro. Quel viso non
si sovrappone al suo. Esiste lei. Nientaltro distoglie la
mia attenzione da lei quando stiamo insieme. Le tenebre
del mio passato si squarciano e lasciano entrare una luce
calda ed avvolgente. Come se venissi trasportato in

unaltra dimensione. Unimprovvisa arsura mi riporta al


presente. Mi infilo in fretta una t-shirt e vado in cucina.
Gail sta trafficando con le pentole, completamente a
proprio agio dietro i fornelli.
Buonasera, Mr Grey mi dice con un sorriso ampio e
caloroso.
Non posso fare a meno di contraccambiare.
Salve, Gail. Ero venuto a prendere un bicchiere
dacqua
Efficiente come sempre, Mrs Jones mi porge lacqua
fresca e dissetante. Prima di tornare in camera e farmi
una doccia decidiamo assieme i men della settimana,
come di consueto. Mi piace sapere cosa manger quando
torno a casa. S, Grey. Hai una vera e propria fissa con il
cibo. Quando abbiamo terminato mi alzo dallo sgabello,
scoccandole un sorriso soddisfatto.
Gail, volevo avvertirla che abbiamo unospite. Miss
Anastasia Steele rester qui nei prossimi weekend.
Stasera ceneremo fuori
Certo, Mr Grey
La conversazione stata affrontata migliaia di volte.
Non c bisogno di specificare a Mrs Jones in qualit di
cosa Anastasia rester qui nelle prossime settimane.
Anche se ora provo quasi un senso di vergogna nel
parlarne. Attraverso velocemente la camera e mi spoglio
in bagno. Quando ne riemergo, indosso laccappatoio e
porto con me la t-shirt e i jeans sdruciti. Prima di portarli

in lavanderia tiro fuori dalla tasca gli slip azzurri di


Anastasia. Li annuso con possessivit. mia. Tutto
questo mio. Mi viene in mente unidea perversa e
sorrido arrogante tra me e me. Questa sera voglio
giocare, Miss Steele. Solo se ti scopo a modo mio posso
riequilibrare il nostro rapporto. Poggio quelle deliziose
mutandine sul letto e mi preparo. Loccasione informale
mi d lopportunit di vestirmi comodo. Indosso un paio
di pantaloni grigi di flanella e una camicia di lino bianca.
Mi avvio a grandi passi nel mio studio, portando con me il
telefono. Ho trovato diverse chiamate da parte di Mia. E
anche una di Elena. Chiamo mia sorella.
Christian!
La gioia che mi infonde quando pronuncia il mio nome
mi fa sempre sorridere.
Sei una vera tortura, Mia Grey le dico sorridendo.
La sento ridacchiare dallaltro lato.
Allora porterai Ana con te stasera, vero?
S, Mia, Anastasia verr con me
Smettila di essere cos pomposo. Elliot mi ha detto
che le piace essere chiamata Ana!
Scuoto piano la testa, sconfortato al pensiero di mio
fratello e di tutto quello che dice o fa. O semplicemente
pensa. Poi sorrido.
Ci vediamo pi tardi, Mia

l con te, vero? squittisce di gioia.


Non proprio. Ora devo lasciarti. A dopo
Il mio tono che non ammette replica alcuna. Mia lo
conosce. E cede.
Va bene, fratellone. Non vedo lora
Chiudo la chiamata, preparandomi mentalmente ad
affrontare Elena. Non capisco cosa le prende
ultimamente. sempre cos agitata. incazzata. pur
sempre una donna, Grey. B, gli ormoni a una certa et
dovrebbero calmarsi per. Quando risponde, il suo tono
molto diverso da appena qualche ora fa. Pi dolce, pi
maliziosa.
Tesoro, pensavo stessi cercando di convincere la tua
brunetta impertinente a sottomettersi a te
Lascio cadere la provocazione.
In verit volevo scusarmi per il modo brusco in cui ti
ho risposto oggi pomeriggio. Volevi dirmi qualcosa?
Volevo invitarti a cena, in verit. Sempre che tu non
abbia deciso di infrangere anche il divieto delle visite
infrasettimanali per lei
Sorrido sarcastico.
No, Elena. Le mie regole sono e resteranno quelle di
sempre

Quindi possiamo cenare insieme marted? Oppure


devi prima chiederle il permesso?
Un moto di stizza mi attraversa da capo a piedi. Io non
prendo ordini da nessuno. Tanto meno da Anastasia. Ne
sei sicuro, Grey?. La furia mi fa rispondere
impetuosamente.
Marted perfetto
Vedi di non mancare, Christian mormora Elena.
Riconosco in lei un piccolo accenno del suo tono da
Dominatrice. Le vecchie abitudini sono dure a morire. S,
Grey. Anche le tue vecchie abitudini sono dure a morire.
Ricaccio indietro quella cinica battuta partorita dal mio
cervello nei confronti di Elena, ma non posso fare a meno
di sorridere. Mando un messaggio a Taylor, dicendo di
preparare lauto e torno di l. Mi fermo davanti alla
portafinestra che affaccia allesterno della salone. Il sole
inizia a tingersi di rosso. Il mio umore altalenante. Un
minuto prima sto bene, poi cola a picco. E poi di nuovo
su. Questo non capire, non avere un perimetro stabile
entro il quale potermi muovere a mio piacimento mi agita
e mi rende confuso. Scuoto piano la testa e decido di
andare a svegliarla. Le preparo un bicchiere di fresco
succo di mirtillo e lo porto con me di sopra. Poggio il
bicchiere sul comodino accanto al letto e mi chino su di
lei. Osservo per qualche minuto i suoi lineamenti morbidi
e delicati, mentre il suo profumo mi inebria. La bacio
delicatamente, a pi riprese, sui capelli, poi sulle tempie,
mentre inizia a muoversi e a lamentarsi.

Anastasia, svegliati le dico, sorridendo divertito.


No si lamenta di rimando, continuando a tenere gli
occhi chiusi.
Fra mezzora dobbiamo uscire per andare a cena dai
miei genitori le annuncio senza smettere di sorridere.
cos buffa, dolce, sexy anche mentre dorme. A fatica
apre gli occhi. Mi allontano di poco da lei, osservando
incantato il suo viso illuminato dalla calda luce del
tramonto. Cazzo. Ho sempre voglia di prenderla.
Su, dormigliona, alzati
Le bacio di nuovo al tempia, in un impeto di
affettuosit che di solito non mi appartiene. Ma lei b,
s. Lei mi appartiene. E io la voglio. Proprio ora. Chiudo
gli occhi per qualche secondo, cercando di riacquistare
equilibrio. Mi rialzo e raddrizzo le spalle, inspirando.
Ti ho portato una bibita. Ti aspetto al piano di sotto.
Non riaddormentarti, o passerai un brutto guaio la
minaccio, ma non sul serio. Le stampo un bacio leggero
sulle labbra e, facendo appello a tutta la mia forza di
volont, esco dalla stanza.
Scendo di nuovo in salotto e accendo liPod. Sinatra
intona in sottofondo Fly me to the moon, mentre mi
allontano in camera da letto. Lo specchio mi restituisce
unimmagine che stento a riconoscere. Quello riflesso non
sono io. Ho davanti un ragazzo di 28 anni, con un lieve
accenno di barba, il ciuffo ribelle, e gli occhi sorridenti. La
visione mi sconvolge. Dove sono io? Dove sono finito?

Cosa ne stato di tutta quella pesantezza alle membra che


mi teneva ancorato al suolo? Sono rinato da quando la
conosco. Me ne accorgo da solo. E la cosa mi rende felice.
E mi spaventa allo stesso tempo. Cosa ne sar del mio
mondo, delle mie regole, dei miei limiti e del mio spazio
definito? Pensi davvero di far coesistere il tuo mondo e
quello di Anastasia, Grey?. Distolgo lo sguardo dallo
specchio, evitando di dare una risposta alla domanda
postami dal mio io pi profondo. Gli occhi mi cadono
sulle sue mutandine azzurre, sul bordo del mio letto.
Sorrido. Dovrei restituirgliele. Ma non lo far. Voglio
vederla implorare di riaverle. E poi decider io se potr
indossarle stasera oppure no. Un sorriso beffardo si
allarga sul mio viso. Mi avvicino al letto e prendo le
mutandine, sfiorandole piano con le dita. Le annuso, e in
un attimo sono di nuovo perso del suo odore. Chiudo gli
occhi e mi prendo qualche istante per gustarmi il ricordo
della nostra scopata di qualche ora fa. Quando li riapro la
decisione di rifarla mia si gi fatta strada di nuovo nel
mio corpo e nella mia testa. Appallottolo gli slip e li infilo
in tasca. Prendo la giacca e torno di l in salotto. Mi
avvicino alla dispensa, poggiando la giacca su uno
sgabello, e mi verso un bicchiere di vino bianco,
nellattesa. Quanto cambiata la mia vita nelle ultime
settimane?. Prima di conoscere Anastasia non avevo mai
dato tanto peso alle mie relazioni. Forse solo con Elena,
allinizio del nostro rapporto. Avevo creduto di provare
qualcosa per lei, ma ben presto mi ero dovuto rendere
conto che io non ero in grado di provare nulla. Che
neppure lei lo era. Eravamo fatti della stessa pasta. Lei mi
stava modellando a sua immagine, per rendermi pi
forte, pi deciso, pi controllato. Solo che io avevo molto
di pi dentro. Avevo cose inimmaginabili. Avevo dolore.
Orrore. E porto ancora tutto qui con me. Poggio il

bicchiere vuoto sul bancone e mi allontano, raggiungendo


la portafinestra. Chiudo brevemente gli occhi e li riapro,
espirando profondamente. Mi sta mandando la vita a
puttane. Ma io ho le sue mutandine. Ed ecco che, prima
ancora di girarmi, sento la sua presenza. Sorrido e mi
volto, guardandola curioso. Il vestito color prugna fascia
il suo corpo alla perfezione. dolce, sexy, bella da morire.
Volentieri passerei tutta la serata a scoparmela in ogni
angolo della casa. Ma ho promesso ai miei di esserci
stasera. E soprattutto voglio che ci sia lei. Voglio
mostrarla al mondo, far sapere a tutti che mia. Il mio
sguardo rovente la inchioda. Mi aspetto che avvampi di
colpo e mi chieda delle sue mutandine.
Ciao mormora.
Ma invece di essere imbarazzata sembra radiosa.
Giochi a fare la dura con me, Miss Steele?.
Ciao replico al suo saluto, divertito. Come ti
senti?
Bene, grazie. E tu?
Molto bene, Miss Steele
La guardo bramando il momento in cui il suo volto si
tinger di rosso e io potr avere la mia piccola vendetta.
Vendetta di cosa, Grey? Non colpa sua se non riesci a
starle
lontano.
Anastasia
si
guarda
intorno,
completamente a proprio agio. Sembra animata da una
forte determinazione interiore.

Non avrei mai pensato che fossi un fan di Sinatra mi


dice con un altro sorriso, penetrandomi con gli occhioni
azzurri che si ritrova.
Piego la testa di lato, aggrottando leggermente la
fronte. A che gioco stai giocando, Anastasia?.
Gusti eclettici, Miss Steele
Mi avvicino, trovandomi velocemente accanto a lei.
Witchcraft in sottofondo sembra essere stata scelta
apposta. Accosto le dita alle sue guance, percorrendole
con i polpastrelli. Freme, trema da capo a piedi. E di
colpo sono affamato di nuovo. Di lei. Ho bisogno di un
contatto fisico.
Balla con me le mormoro, senza neppure tentare di
nascondere il mio desiderio nei suoi confronti.
Estraggo il telecomandino dalla tasca e alzo il volume.
La guardo, divertito ed ammirato. Voglioso di averla. Le
tendo la mano e lascio che lei la prenda. Anastasia appena
mi sfiora, intimorita. Sorrido pigramente e la attiro tra le
mie braccia, stringendola a me e tenendole la vita. Alza gli
occhi nei miei e mi fulmina con un sorriso, poggiando la
sua mano sulla mia spalla. Mi tiene praticamente
incollato a s, tanto che quasi non mi rendo conto che
entrambi partiamo e stiamo volteggiando in salotto e poi
attorno al tavolo da pranzo. Ci muoviamo in perfetta
sincronia, mentre non riesco a distogliere lo sguardo dal
suo. Mi tiene avvinta a s, perso nei suoi occhi, nelle sue
labbra, nel calore del suo fantastico corpo. I nostri corpi
legati danzano leggeri, attorno al pianoforte e poi accanto
alla vetrata, mentre le luci soffuse di Seattle brillano sotto

di noi e ci rischiarano di poco. Latmosfera quasi magica


e la canzone non poteva essere pi appropriata. Il sorriso
che le anima il volto si trasforma in una risata
spensierata, da ragazzina. Un suono meraviglioso, che mi
inebria, mi rende felice almeno quanto lei. Mentre la
musica sfuma, la stringo pi forte contro il mio corpo.
Sei tu la strega di cui parla le sussurro.
Mi chino su di lei e la bacio delicatamente e
dolcemente. Le mie labbra sfiorano le sue, la lingue si
intrecciano come se non facessero altro da anni. Quando
riapro gli occhi osservo il suo viso arrossato.
B, almeno abbiamo dato un po di colore alle tue
guance, Miss Steele. Grazie per avermi concesso un ballo.
Allora, andiamo a conoscere i miei?
Prego. S, non vedo lora mi risponde senza fiato.
Oh, Anastasia. Pi tardi ti far rimanere di nuovo
senza fiato, stanne certa. Solo ora mi ricordo che ho io le
sue mutandine. Dove crede di andare senza biancheria?
Hai tutto quello che ti serve? le chiedo curioso.
Oh, s
Il suo sorriso dolcemente provocante mi fa capire che
ha intenzione di sfidarmi di nuovo. Bene, Anastasia. Ma
non perder questa volta.
Sei sicura?

Cerco implicitamente di avvertirla. Chiedimelo, Ana.


Chiedimi di restituirti le mutandine. Per tutta risposta le
annuisce, con aria tranquilla. Vorr dire che ti far
pentire della tua scelta, Miss Steele. Sorrido mentre gi
penso a come stuzzicarla, pi tardi. Scuoto la testa
divertito dalla sua incoscienza. Se la conosco bene, se ne
pentir non appena metter piede fuori di casa.
Okay, se a questo gioco che vuoi giocare, Miss
Steele
Le prendo la mano, mentre con laltra recupero la
giacca, e insieme ci avviamo verso gli ascensori.
Rimaniamo entrambi in silenzio, in ascensore, mentre di
nascosto me la rido. Vedo il cambiamento del suo viso a
mano a mano che ci avviciniamo al piano terra. La
spavalderia che di certo non le congenita lascia presto il
posto allagitazione. Bene, Anastasia. Vedo che hai
finalmente preso coscienza di quello che hai fatto. Mi
giro a guardarla palesemente e lei mi spia. Di colpo
latmosfera si carica di altro. sempre cos. Riesco a
sentire il legame che ci unisce. intenso, forte, erotico.
Sapere che potrei allungare una mano e trovare il suo
sesso esposto e voglioso, gi bagnato di desiderio, mi fa
desiderare di fermare lascensore e prenderla ora, qui,
senza fregarmene di Taylor che ci aspetta fuori o della
cena dei miei. Voglio solo entrarle dentro. Solo rifugiarmi
dentro di lei. E scoparla forte. Lascensore che si apre
interrompe bruscamente i miei pensieri. Mi riscuoto
allimprovviso e la invito ad uscire per prima, simulando
una galanteria che in questo momento cerca di reprimere
la lussuria. Anastasia esce, aggrottando leggermente le
sopracciglia. Vedere il suo corpo sinuoso, il suo culo
meraviglioso ondeggiarmi davanti, mi fa eccitare ancora

di pi. Cristo santo, che effetto che mi fa. La seguo,


ammirando la sua schiena, la curva delicata del suo
sedere e le sue gambe affusolate. LAudi accosta davanti a
noi. Le apro la portiera e lei sale, a disagio, cercando di
tenere gi il vestito attillato. Restiamo in silenzio
entrambi, mentre Taylor parte alla volta di Bellevue.
Guardo fuori dal finestrino e non riesco a fare a meno di
sentirmi strano. Accanto a me ho una bellissima ragazza,
dolce, ingenua, scandalosamente ignara del suo fascino.
Non ho mai provato una cosa del genere per nessuno.
Non ho mai affrontato questo tipo di situazione. Mai.
Nessuna mai uscita con me, mai venuta a casa dei
miei. Fino a ieri ero una persona sola che sapeva badare
meravigliosamente a s stesso. Oggi sto elemosinando
attimi di una storia destinata, per mia stessa definizione,
a finire. Anche se non voglio. So che non posso tenere
legata a me Anastasia con un pezzo di carta in eterno.
Magari, Grey, se tu provassi a cambiare pezzo di carta .
Spalanco gli occhi nel buio dellauto stentando a credere a
quello che ho appena pensato. No. Non esiste. Un
contratto del genere implicherebbe troppo. E non merito
n il tempo, n la vita di Anastasia. Non merito una vita
normale come gli altri. Stasera sto solo fingendo di averla.
Devo dare un taglio a tutte queste stronzate e ridefinire i
termini del contratto. Deve firmarlo. Magari stasera,
quando rientriamo. Anastasia si agita sul sedile,
riportando la mia attenzione a lei.
Dove hai imparato a ballare? mi chiede dopo
qualche attimo.
Mi giro e la guardo. Non vorresti saperlo, Anastasia.
Non vorresti davvero sapere quello che ho fatto pur di
continuare a farmi punire e scopare da Elena.

Sei certa di volerlo sapere? mormoro, allimprovviso


oppresso.
Il suo petto si gonfia, pieno daria che non riesce a
buttar fuori e gli occhi le si intristiscono.
S conferma.
Mrs Robinson adorava ballare.
Ana abbassa lo sguardo.
Devessere stata una brava maestra
S le rispondo piano.
Mi rendo conto che le sto facendo del male. Non ne
capisco il motivo. O forse s. Se lei mi avesse avuto altre
relazioni prima di me, forse a questora sarei gi
impazzito. Anastasia stringe piano i pugni in grembo,
come se un pensiero doloroso e frustrante lavesse appena
resa consapevole delloscurit che mi trascino dietro
come unombra pesante. Si gira di nuovo verso il
finestrino. Spio il suo bellissimo viso attraversato da mille
emozioni diverse. Poi sorride, ma riesco a vederla solo
riflessa nel finestrino. Le sue dita strofinano i polsi e
perverso ricordo di lei legata e piegata davanti a me mi
rianima il cazzo assopito. agitata, ma il mio pensiero
ormai fisso su Anastasia chiusa nella mia Stanza rossa
che geme e ansima e invoca il mio nome mentre la fotto
senza piet. Il suo sguardo si corruga e la sento sospirare.
Non farlo le intimo piano.

Si gira di scatto, sgranando gli occhi, senza capire.


Non fare cosa?
Gli occhi guizzano sul mio torace. Mi sento una merda.
No, non mi hai toccato, Ana. Ma come se lavessi fatto
per certi versi.
Non rimuginare troppo sulle cose, Anastasia. Mi
avvicino a lei e le prendo la mano destra. Delicatamente
me la porto alle labbra, sfiorando piano le nocche. Stacco
i pensieri e mi concentro su di lei. stato un pomeriggio
straordinario. Grazie
Mi guarda sorpresa e poi mi illumina con un sorriso
dolce e timido.
Perch hai usato una fascetta stringi cavo? mi
domanda allimprovviso.
Sorrido, notando che i suoi pensieri non si allontanano
mai troppo dai miei.
facile e veloce, e per te una cosa nuova da
sperimentare. So che un po brutale, ma questo che mi
piace in un dispositivo di contenimento. molto efficace
per tenerti al tuo posto
Diventa di colpo color porpora e guarda Taylor, che
rimane impassibile come da protocollo. Alzo le spalle,
fingendo divertita innocenza, mentre lei in imbarazzo.
Fa tutto parte del mio mondo, Anastasia le dico.

Stringo forte la sua mano, come per imprimerle a fuoco


quella affermazione. Poi la lascio andare e torno a girarmi
verso il finestrino. Gi, il mio mondo. Tu non ne fai parte
Anastasia. Vorrei che tu potessi, vorrei non provare
nessun rimorso al solo pensiero di trascinarti nella mia
merda. Ma non cos. Devo tenerti a distanza. Devo
ritornare dietro la barriera che mi tiene al sicuro dalle
emozioni e dal mondo esterno. E devo tornarci
soprattutto per tenere al sicuro te. La sento sospirare e mi
giro. La scorgo mentre guarda fuori dal finestrino, triste,
poco appagata. Inspira forte e mi lancia unocchiata.
A cosa pensi? le chiedo.
Sospira di nuovo. Ma non risponde.
Niente di bello, eh? le chiedo, retoricamente.
So che non sta di certo facendo i salti di gioia in questo
momento.
Vorrei sapere cosa pensi tu mi chiede a sua volta.
Le faccio un piccolo sorriso.
Idem, piccola mormoro.
Quando imbocchiamo il vialetto della casa dei miei,
sento la sua agitazione tornare in superficie. E anche la
mia.
Sei pronta? le chiedo mentre Taylor parcheggia
davanti allentrata.

Annuisce, non del tutto convinta. Le stringo la mano,


con fare rassicurante.
la prima volta anche per me le mormoro
allorecchio.
La guardo ricordandomi che ho le sue mutandine con
me.
Scommetto che a questo punto vorresti indossare la
biancheria intima la provoco con un sorriso da bastardo
arrogante.
Arrossisce di colpo violentemente, mentre Taylor le
apre la portiera e lei, prima di scendere, mi lancia
unocchiataccia. Le faccio un sorriso sfacciato, aperto,
realmente divertito dal mio scherzo andato a segno.
Mentre scendo, mia madre apre la porta e ci aspetta sulla
soglia, meravigliosa nel suo vestito azzurro cielo. Dietro
di lei compare Carrick, alto e biondo, col suo sorriso
rassicurante. Non avevo amai visto quellespressione
negli occhi dei miei. Sono felici. Felici per me. E
sembrano fieri. Il pensiero mi intristisce. Non devono.
Non possono. Quando arriviamo sulla soglia faccio
educatamente le presentazioni.
Anastasia, conosci gi mia madre, Grace. Ti presento
mio padre, Carrick
Mr Grey, un piacere conoscerla
Ana sorride, con quella sua espressione gentile che la
rende adorabile, e stringe forte la mano di mio padre.

Il piacere mio, Anastasia le risponde lui,


ammaliato.
La prego, mi chiami Ana
Sono lieta di rivederti, Ana
Grace meno formale. La abbraccia, stringendola
forte. Accomodati pure, cara
Facciamo appena in tempo a mettere piede in casa che
sento strillare dallaltra stanza.
arrivata?
Ana mi guarda confusa, mentre chiudo gli occhi,
sconsolato allidea di tutto quel fermento.
Questa deve essere Mia, la mia sorellina le spiego.
Sono rassegnato allirruenza di Mia. un tocco di
colore nella mia vita grigia e monotona. Una piccola peste
irruente che non fa altro che parlare, ciarlare e sorridere
con i suoi occhi luminosi e la sua aria sognante e
sbarazzina. Il tornado Mia Grey, alta, bella, con il suo
caschetto color ebano, attraversa in fretta il corridoio e si
fionda su Ana, abbracciandola forte.
Anastasia! Ho tanto sentito parlare di te
Miss Steele sorride sorpresa, divertita, mentre ho
paura che Mia la stritoli.

Chiamami Ana, per favore riesce a mormorare


mentre mia sorella la trascina sul pavimento di legno
scuro. Le si accosta allorecchio, mentre mi avvicino a
loro, seguito dai miei.
Lui non ha mai portato a casa una ragazza prima
dora la sento sussurrare ad Anastasia, eccitata ed
emozionata.
Alzo gli occhi al cielo. Cristo santo, ma che avete tutti?
una fottuta ragazza!. Ana mi lancia uno sguardo truce.
La fisso di rimando, sfidandola.
Mia, calmati la rimprovera Grace, indulgente. Poi mi
guarda amorevolmente. Ciao, caro dice, baciandomi
sulle guance. Preme un po pi forte del solito, mentre le
sorrido con affetto. Condividiamo lo stesso segreto. Ma io
so molte pi cose di te, mamma. Mio padre mi tende la
mano e io la stringo, sorridendogli. Ci avviamo in
soggiorno, con Mia che trascina Anastasia per mano,
avanti a tutti. Seguo io e poi i miei genitori. Mia madre mi
si avvicina, stringendomi un braccio.
Sono cos contenta, Christian sussurra con gli occhi
lucidi, prima di tornare accanto a suo marito.
Il mio umore non dei migliori. Nono sono abituato a
tutto questo. Attenzioni, smanceria e roba simile non
fanno per me. Guardo la mano di Mia che stringe ancora
quella di Anastasia. strano, ma sento di avere un
legame profondo con entrambe le giovani donne che mi
camminano davanti. La stessa purezza, la stessa
freschezza. Una mia sorella. Laltra B laltra Ana. La
mia Ana. Entrando nellampio salotto scorgo Lelliot e

Miss Irritazione seduti vicini sul divano a sorseggiare


vino e confabulare. Miss Kavanagh si alza di scatto,
fiondandosi su Anastasia, come se non la vedesse da una
vita. Ma dai!. Mia si sposta di lato, lasciandole la mano
e guardandola estasiata. Scommetto che si unirebbe
volentieri a quellabbraccio tra donne, se la sua
educazione non glielo impedisse. Le guarda con unaria
gioiosa.
Ciao, Ana!
Kate la saluta con gioia. Poi si volta a guardarmi il
suo sguardo si raffredda di colpo, ancora memore dello
scontro che abbiamo avuto laltra sera.
Christian. Accenna un saluto.
Il mio tono parimenti glaciale, mentre la saluto.
Colgo Ana a fissarci, con la coda dellocchio, mentre Elliot
si alza e si fionda su si lei, abbracciandola forte.
Stronzo. Allungo il braccio e le avvolgo la vita,
stringendomela accanto. mia. La mia fidanzata, no? La
mia mano scende lungo la sua coscia, a sottolineare la
mia possessivit nei suoi confronti. La attiro al mio corpo
pi che posso, avvolgendola, riparandola da tutta quella
ondata di saluti troppo espansivi. Gli sguardi di tutti sono
fissi su di noi. Colgo stupore, felicit, divertimento.
Persino i dubbi di Miss Kavanagh.
Qualcosa da bere?. Il primo a ritrovare il buonsenso
mio padre. Del Prosecco?
S, grazie rispondiamo in coro io e Ana.

Mia batte le mani e per poco non saltella.


Dite persino le stesse cose! Vado io a prendere il
vino
Scappa fuori dalla stanza correndo, su di giri. Mi giro a
guardare Miss Steele, che per ha lo sguardo fisso sui
piccioncini seduti sul divano. Arrossisce, mentre il suo
sguardo si fa triste. Ana, chiedimi tutto, ma non effusioni
del genere. La sua espressione sempre pi cupa, nel
silenzio generale.
La cena quasi pronta
Grace ci riscuote tutti, con il suo annuncio. Poi esce
dalla stanza. Ma io sono ancora concentrato su Ana.
agitata, strana. Molto ansiosa. Ma dai, Grey. In fondo hai
tu le sue mutande. Come credi si possa sentire?. La
guardo, senza riuscire a nascondere il mio disappunto.
Siediti le ordino, allungando una mano verso il
divano. Stordita, mi guarda, poi obbedisce, accavallando
deliziosamente le se gambe nude. Ho voglia di
scoparmela su questo divano, Cristo santo!. Distolgo lo
sguardo da lei e mi siedo, stando bene attento a non
toccarla. Non ora.
Stavamo parlando delle vacanze, Ana dice mio
padre, guardandola gentile. Elliot ha deciso di seguire
Kate e la sua famiglia a Barbados per una settimana
La notizia, francamente, una delle pi piacevoli per
me. In un colpo solo mi libero di Lelliot e dellinfluenza
negativa che Miss Irritazione dai Capelli Rossi ha su Ana.

Grey, dovresti rivedere il concetti di influenza


negativa.... Anastasia sorride alla sua amica, che non
smette di guardare Elliot con gli occhi che le brillano. Mi
viene da ridere. Mio fratello deve davvero saperci fare a
letto per farle quelleffetto.
E tu, Ana, ti prenderai una pausa adesso che ti sei
laureata? mio padre torna a rivolgere la parola a Miss
Steele.
Sto pensando di andare in Georgia per qualche
giorno
La sua risposta mi lascia spiazzato, sorpreso. La
guardo senza riuscire ad assumere un contegno.
Cosa.cazzo.stai.dicendo.Miss.Steele. Lei chiude gli
occhi, come per imprecare. Tu non vai da nessuna parte,
Anastasia, senza di me. Ora che ti ho trovato, sei mia. E
non voglio perderti. Dentro di me ribollo di rabbia,
mente cerco di domarmi, almeno allesterno.
In Georgia? riesco a mormorarle, tentando
reprimere linsano istinto di trascinarla di sopra
mettermela sulle ginocchia per aver solo pensato
scappare via da me. Pensi voglia scappare, Grey?. S,
effetti penso di s. E ne avrebbe tutte le ragioni.

di
e
a
in

Mia madre vive l, e non la vedo da molto tempo


replica lei, contrita.
Quando pensavi di partire? le chiedo un po troppo
duramente.
Domani sera

Il suo sguardo non regge il mio, mentre Mia torna con i


bicchieri di vino.
Alla vostra salute!
La voce di mio padre mi costringe a spostare il mio
sguardo dal suo profilo. Ana gli sorride, voltandosi verso
di lui. No, Miss Steele. Questa conversazione non
finita.
Quanto tempo starai via? le chiedo, fingendo un
interesse tenero e amorevole.
Mi guarda negli occhi e vedo dalla sua espressione che
sa benissimo quanta furia ho dentro in questo momento.
Non lo so ancora. Dipende da come vanno i colloqui
domani mi risponde titubante.
La guardo, inspirando forte e irrigidendomi. Non
sono pronto a lasciarti andare, Miss Steele.
Ana merita una pausa
Miss Irritazione si rivolge a me, con aria di sfida. So
che sta pensando che le serve una pausa da me. quello
che penso anchio. Sta fuggendo via da me, per qualche
motivo, e io non posso biasimarla. Anche se non voglio
assolutamente che lo faccia.
Devi fare dei colloqui di lavoro? chiede mio padre ad
Ana.

S, due, domani. Per uno stage presso case editrici


ammette lei timidamente.
Ti faccio i miei migliori auguri
Il sorriso di Carrick sincero e Ana lo contraccambia
senza pensarci su.
Mia madre annuncia che la cena servita e ci alziamo
tutti quasi contemporaneamente. Mio padre e Mia si
avviano, seguiti da Kate e da Elliot, che le tiene un braccio
attorno alla vita, mentre le sussurra qualcosa allorecchio.
Anastasia si aggiusta il vestito, lisciandolo lungo le gambe
e cerca di accodarsi al gruppo. Le afferro una mano e la
tiro indietro, verso di me.
Quando pensavi di dirmi che stai per andartene in
vacanza? le chiedo, calmo.
Dentro si me ribollo di furia e di rabbia.
Non me ne vado in vacanza, vado a trovare mia
madre, e comunque era solo unidea
Mi fissa, assumendo una postura pi rigida e
contraccambiando il mio sguardo truce.
E il nostro accordo? le ringhio contro a bassa voce.
Non abbiamo ancora un accordo risponde piccata.
Oh, Miss Steele. Non vuoi giocare a questo gioco con
me. Per un attimo la voglia di punirla mi fa quasi
perdere la ragione. La guardo, stringendo gli occhi. Poi,

ricordandomi dove sono, li chiudo per una frazione di


secondo e cerco di tornare in me. Inspiro forte e le lascio
la mano. La pendo galantemente sottobraccio e insieme ci
dirigiamo in sala da pranzo. Stai certa, Anastasia, che
stasera rimpiangerai la tua voglia di sfidarmi sempre e
comunque.
Il discorso non finisce qui
Le mormoro la mia minaccia allorecchio, mentre
facciamo ingresso nella sontuosa sala a pranzo. Mi
restituisce unocchiata torva, che non fa altro che
aumentare la mia voglia di punirla. E forse so anche come
fare. Ci sediamo, mentre unatmosfera calda ci accoglie.
La guardo, sotto la luce del lampadario di cristallo, e non
posso fare a meno di trovarla bellissima. Anche se sono
incazzato a morte con lei. Ana seduta accanto a mio
padre, posizionato a capotavola. Io sono seduto al suo
fianco e accanto a me c Mia. Di fronte a lei si posiziona
Grace e poi Elliot e infine Kate. Mio padre si occupa di
offrire il vino a Miss Kavanagh, mentre Mia richiama la
mia attenzione prendendomi la mano destra, poggiata sul
tavolo, e stringendola forte. Il suo sguardo luccicante
abbastanza eloquente. Non ho mai affrontato il discorso
con Mia, ma lei deve sapere quello che ho passato da
piccolo. E ora felice per me. Tutti sono felici per me.
Come se Anastasia mi avesse salvato da qualcosa. E, in
fondo, inizio a crederci anchio forse. Le sorrido
affettuosamente, mentre lei mi ripaga con un sorriso
spettacolare.
Dove vi siete conosciuti? mi chiede poi, da
impicciona patentata quale .

Ana mi ha intervistato per il giornale studentesco le


rispondo, voltandomi verso Anastasia.
Di cui Kate era il direttore aggiunge lei, cercando di
deviare lattenzione di mia sorella su unaltra persona.
E Mia, di fatto, sorride a Kate e insieme intavolano un
discorso sul giornale e sullattivit redazionale di Miss
Kavanagh.
Un po di vino, Ana? le chiede mio padre.
Sospetto che qui tutti abbiano una cotta per Anastasia.
S, grazie risponde lei, con un sorriso adorabile.
Mio padre le riempie il bicchiere e poi si alza per
riempire anche gli altri. Ana mi guarda di sottecchi. Piego
la testa di lato e la guardo interrogativo.
Cosa c? le chiedo preoccupato.
Per favore, non essere arrabbiato con me mi
sussurra piano.
Mi fai paura quando ti arrabbi mi aveva detto appena
due sere fa.
Non lo sono tento di farle credere.
Mi guarda scettica e mi scappa un sospiro di
frustrazione.
E va bene, sono arrabbiato

Lammissione quasi una sconfitta. Non riesco pi a


gestirmi come prima. Chiudo brevemente gli occhi. Poi li
riapro, inspirando a pieni polmoni.
Tanto arrabbiato che ti prudono le mani? mi chiede
preoccupata.
Non faccio in tempo a dirle che no, non al punto di
punirla e farle del male, perch mi basta guardarla e
sentirla vicina per calmarmi. Nonostante tutto. Ma Miss
Kavanagh mi interrompe.
Cosavete voi due da bisbigliare? si intromette tra di
noi.
Ana arrossisce e io rivolgo a Kate unocchiata senza
mezzi termini. Fatti.i.fottutissimi.affari.tuoi. Miss
Kavanagh si ritrae leggermente allindietro, mentre la sua
amica le va in aiuto.
Stavamo parlando del mio soggiorno in Georgia
mente, cercando di rimettere le cose a posto.
Kate le sorride maliziosamente. E poi sferra a me il
colpo di grazia.
Come stava Jos quando siete andati fuori a bere,
venerd?
Anastasia rimane a guardarla a bocca aperta. Il sangue
le defluisce dal viso, mentre io mi sento esplodere di
rabbia. bere con quel figlio di puttana, Anastasia?
questo che vuoi? lui che vuoi? Tanto da raccontarmi

balle?. Mi sposto sulla sedia, tentando di contenere la


mia furia scatenata. Miss Kavanagh le scocca un
sorrisetto soddisfatto.
Stava bene
La voce di Anastasia un basso mormorio.
consapevole di quello che le aspetta. Ma voglio che ne sia
certa. Mi chino sul suo orecchio, sfiorandoglielo
delicatamente con la punta del naso, come se fossimo una
coppia felice ed innamorata.
Mi prudono le mani le sussurro gelido. Adesso pi
che mai
Un brivido le scende lungo la schiena, mentre mi rialzo
soddisfatto. Ma ancora furioso. Mia madre entra con due
piatti, seguita da Gretchen, che non riesce a smettere di
fissarmi. Arrossisce e abbassa lo sguardo, spiandomi da
rotto le ciglia. Lo squillo del telefono interrompe lidillio.
Scusatemi dice mio padre alzandosi e uscendo dalla
stanza.
Grazie, Gretchen dice Grace, nel frattempo. Metti
pure il vassoio sulla console.
Lei obbedisce e , dopo avermi guardato di nuovo,
sparisce in cucina. Il solito effetto.
Mi giro verso Anastasia, che ha gli occhi bassi, per
qualche motivo frustrata e mortificata. Cosa c Miss
Steele?. Vorrei tanto capire cosa le passa per la testa.

Carrick ritorna in sala da pranzo.


Una telefonata per te, tesoro. lospedale dice a mia
madre.
Vi prego, iniziate pure dice lei, porgendo un piatto
ad Ana, prima di sparire.
Il profumo di chorizo e capesante con peperoni e porri
grigliati, cosparsi di prezzemolo fa venire lacquolina. Ma,
in questo momento, con tutto il rispetto per questa
fantastica cena, ho fame di altro. Ana guarda il piatto e
arrossisce. Credo abbia una fame da lupi considerato la
fatica di questo pomeriggio.
Mia madre ritorna da noi, preoccupata. Carrick piega
la testa di lato e la guarda. Credo di aver preso proprio da
lui in questo. Non il mio padre naturale, ma come se lo
fosse.
Tutto bene? chiede a sua moglie.
Un altro caso di morbillo sospira Grace.
Oh, no
S, un bambino. Il quarto caso del mese. Se solo i
genitori vaccinassero i figli!. Scuote la testa, poi sorride,
sospirando piano. Sono felice che i nostri non ci siano
passati. Non hanno mai preso niente di pi grave della
varicella, grazie al cielo. Povero Elliot dice, sedendosi, e
guardandolo con indulgenza.
Oh. Ecco che arriva la storia delle pustole di Elliot. Per

carit, Grace. Anche Lelliot si rende conto del pericolo


imminente, fermando il suo boccone a met.
Christian e Mia sono stati fortunati. Hanno preso una
forma cos leggera che quasi non avevano pustole
Alzo gli occhi al cielo, mentre al mio fianco, sento Mia
ridacchiare divertita.
Allora, pap, hai visto la partita dei Mariners? la
interrompe Elliot, evidentemente desideroso di non
andare a fondo su quella storia.
Intavoliamo un discorso sullo sport, mentre Anastasia,
che tengo sottocchio, si concentra sul cibo. A mano a
mano che la serata va avanti mi rilasso, sempre pi a mio
agio. Ho quasi dimenticato persino di doverla punire
quando torniamo a casa. Ma non del tutto. Non amo le
bugie. Meno che mai se vengono da lei. Questo le coster
caro. La osservo perdersi in chiss quale posto.
Evidentemente sta pensando a cosa laspetta.
Come ti trovi nel nuovo appartamento, cara?
Grace interrompe i suoi pensieri e lei le parla del suo
trasloco e del suo nuovo appartamento. Fingendo
interesse per la conversazione con mio padre e Elliot,
ascolto lei invece, la sua voce, guardo le sue labbra
muoversi e schiudersi. E la vedo ridere, aggrottare la
fronte, gesticolare. Sono ancora arrabbiato per via di quel
fottutissimo figlio di puttana dai tratti spagnoleggianti.
Lui non pu avere quello che mio. E lei mia. Solo ed
esclusivamente mia.

Gretchen ritorna a prendere i piatti e Anastasia si agita


di nuovo. La discussione su Parigi tra Mia e Kate cattura
lattenzione un po di tutti.
Sei mai stata a Parigi, Ana? le chiede Mia,
riportandola definitivamente tra noi.
No, ma mi piacerebbe ammette lei sognante.
Noi abbiamo fatto il viaggio di nozze a Parigi dice
mia madre, guardando Carrick e sorridendogli in modo
tenero.
Ho sempre invidiato quel tipo damore, quel rapporto
cos completo che io non potr mai avere. Non sono fatto
per queste cose.
una citt meravigliosa. Nonostante i parigini
riprende il discorso Mia. Christian, dovresti portarci
Ana aggiunge decisa.
Credo che Anastasia
rispondo con dolcezza.

preferirebbe

Londra

le

Ana mi guarda con aria sorpresa, come ogni volta che


mi ricordo i dettagli che la riguardano. Le poggio una
mano sul ginocchio, lasciando le mie dita vagare sulla sua
pelle, sino alle cosce. Il suo corpo reagisce distinto,
tendendosi ed eccitandosi. La mancanza di biancheria
intima, sotto il suo vestito, sta animando le mie fantasie
pi recondite. Posso punirti cos, Anastasia. Scappa da
me, menti, e io ti far passare moltissimi momenti come
questo. So che odia essere in imbarazzo. Ma mi ha dato
un dispiacere. Diversi dispiaceri. E se lo merita. Ana

arrossisce violentemente, cercando di spostarsi sulla


sedia, in modo da sottrarsi alle mie dita.
Non.scappare.via.da.me.Ana. La mia mano sinistra le
stringe la coscia. Sento la sua pelle accaldata. Ho voglia di
penetrarla qui. Ora. Subito. Sto perdendo ogni tipo di
inibizione e ogni forma di controllo. Voglio solo
imprimerle nella mente che mia. Solo mia. E posso
averla quando mi pare. Ana afferra il calice con il vino e
ne beve un sorso, per placare lansia per quello che le sto
facendo. La cameriera bionda torna a gironzolarmi
intorno. irritante. Mentre mi porge il piatto, mi giro
verso Anastasia, che la fissa come se volesse trafiggerla
con lo sguardo. Non afferro subito, ma quando ritorna
per distribuire il filetto e lei le rivolge lennesimo sguardo
assassino, tutto mi chiaro. La guardo curioso e
compiaciuto. Stai assaggiando la tua stessa medicina,
Miss Steele. Ora sai cosa provo verso quel figlio di
puttana.
Che cosa c che non va nei parigini? sento chiedere
da Elliot a Mia. Non gradivano le tue maniere
seducenti?
Sentire accostare Mia e seduzione nella stessa frase mi
rende nervoso.
Ehm, no. E Monsieur Floubert, lorco per cui
lavoravo, era un prepotente, un dominatore nato
La battuta inconsapevole di Mia, per poco non fa
strozzare Ana con il vino.
Anastasia, stai bene? le chiedo
togliendo la mano dalla sua coscia.

preoccupato,

Mi viene da ridere, vedendo leffetto che solo la parola


Dominatore ha su di lei. Annuisce e le do una leggera
pacca sulle spalle, aiutandola a ricomporsi. Lascio vagare
la mia mano finch non sono certo che si sia ripresa e non
rischi di soffocare. Mentre mangiamo ritrovo una buona
dose del mio umore migliore, aiutato dal fatto che Ana
sembra essere davvero affamata. Mentre gustiamo il
sorbetto al limone ascoltiamo divertiti Mia che ci racconta
il suo soggiorno a Parigi, fino a quando senza rendersene
conto, inizia a parlare in un perfettissimo francese. Tutti
rimangono a bocca aperta, mentre lei, ignara, continua
tranquillamente il suo discorso.
Mia, ma chre, si vous parlez franais, je doute que
nos amis vont comprendre le dico in francese anchio.
Mia scoppia in una risata fragorosa, seguita da tutti gli
altri. La conversazione allegra, e si sposta sui progetti di
Elliot. Ma a me interessa solo di Anastasia. La guardo,
mentre con malcelata invidia osserva le effusioni di mio
fratello e della sua psicotica ragazza. Sospira e mi guarda.
Ha quello sguardo particolare di quando eccitata,
vogliosa di me, di sesso. Senza accorgersene lascia vagare
i denti sul labbro inferiore, perdendosi in chiss quale
fantasia erotica. Il mio uccello si tende sotto la stoffa dei
pantaloni. Le prendo il mento e sollevo il suo viso verso di
me.
Non morderti il labbro le mormoro eccitato. Voglio
farlo io
La lascio crogiolarsi nelleccitazione mentre mia madre
e mia sorella sparecchiano. Kate, Elliot e mio padre sono

impegnati in una conversazione sui pannelli solari. Mi


fingo interessato, mentre, incapace di resistere al
desiderio, le poggio di nuovo la mano sulla coscia. Risalgo
sino al bordo del vestito mentre lei ansima. Quando lascio
scivolare la mano in mezzo alle sue gambe per cercare di
penetrarla, lei le stringe. Mi sento euforico e allo stesso
tempo arrabbiato. Mi ha rifiutato. Mi ha appena rifiutato.
Le mie Sottomesse non mi rifiutano. Mai. Sorrido
arrogante.
Vuoi che ti faccia vedere la casa? le chiedo
apparentemente gentile.
Ana deglutisce a fatica, senza riuscire a rispondere. Sa
benissimo che non voglio farle vedere la fottuta casa.
Prima che possa replicare mi alzo in piedi e le tendo la
mano. Le lancio uno sguardo carico dintenzione. Tu sei
mia, Ana. Solo mia. Non puoi rifiutarmi. E ora te lo
dimostro. Ho un fottuto bisogno di mettermela sulle
ginocchia. Una fottuta voglia di farle vedere chi comanda.
Di dimostrare a me stesso che sono io a condurre il gioco
e non questa ragazzina impertinente.
Con permesso dice a mio padre, scusandosi e
seguendomi fuori dalla sala da pranzo.
Ho bisogno di portarla in un posto dove nessuno venga
a disturbarci. La guido nel corridoio, fino alla cucina,
dove Mia e la mamma stanno armeggiando vicino alla
lavastoviglie.
Porto Anastasia a vedere il giardino annuncio in
risposta ai loro sguardi interrogativi. Esco ed oltrepasso
in fretta il giardino, raggiungendo il prato che conduce

alla baia. enorme e sarebbe perfetto per una


passeggiata tranquilla al chiaro di luna. Ma non quello
che voglio. Sono accaldato, furioso per Jos, la Georgia,
ma soprattutto perch ha appena deciso che non era
pronta a giocare al mio gioco. Questo non lo tollero. Ma
mi eccita da morire. Ho il cazzo in fiamme e una fottuta
voglia di liberarlo e infilarlo dentro di lei. Da lontano si
intravede la nostra rimessa delle barche. l che voglio
portarla. La trascino sentendola incespicare sui tacchi.
Fermati, per piacere mi implora.
Mi fermo di colpo e al guardo, eccitato, confuso. Da
quando detti tu le regole, Miss Steele?.
I tacchi. Devo togliermi le scarpe aggiunge,
guardandomi spaventata.
Non serve le dico, chinandomi e prendendomela in
spalla.
Farei di tutto pur di non farle prendere ancora
lennesima decisione. Si fa a modo mio, Ana. Strilla,
sorpresa, e le assesto una sonora sculacciata, preludio di
quello che accadr in quella rimessa tra poco.
Abbassa la voce le sibilo contro.
Dove andiamo? sussurra con voce tremante.
Nella rimessa
A passo spedito mi dirigo dove le ho appena detto,
incurante del fatto che la sento sballottolare sulle mie

spalle.
Perch? ansima col respiro corto.
Ho bisogno di stare da solo con te le dico.
E di scoparti. E di punirti. E farti mia ripetutamente,
fino a vederti perdere i sensi.
Perch? chiede piagnucolando.
Perch voglio sculacciarti e poi fotterti
Perch? la sua voce ridotta ad un sussurro.
Lo sai sibilo.
Pensavo che fossi uno che vive nel presente tenta di
supplicarmi.
Anastasia, lo sono, fidati le rispondo con tono
arrogante.
Sono tutto quello che vuoi, Anastasia. Ma resto il tuo
Dominatore. E tu non puoi rifiutarmi.

Capitolo 20
Portandola sempre in spalla, varco la porta di legno
della rimessa delle barche. Mi fermo pochi secondi
accanto allinterruttore delle luci. Lambiente viene
illuminato dalla luce biancastra e fredda delle lampade
fluorescenti. Senza fiatare inizio a salire le scale che
portano al piano superiore. Sulla soglia ancora una sosta
obbligata, per accendere lennesima luce. Anastasia si
zittita. Sento solo il suo respiro spezzato e qualche
mugolio per gli spostamenti troppo bruschi. Ma non
mimporta. Una luce pi soffusa, proveniente dalle
lampade alogene, illumina la stanza della soffitta della
rimessa, decorata in stile marinaro. Finalmente la rimetto
gi, delicatamente, facendole recuperare lequilibrio sul
parquet. Mi fissa, con gli occhi azzurri spalancati. Il mio
respiro spezzato, irregolare. Un po per lo sforzo, un po
per la prospettiva di quello che le far. Stringo di poco gli
occhi, guardandola con rabbia fusa a desiderio puro. Ha i
capelli in disordine, le guance arrossate e unespressione
sconvolta.
Ti prego, non picchiarmi sussurra a voce bassissima,
senza smettere di guardarmi.
Aggrotto la fronte e sbatto le palpebre diverse volte.
Cosa?. Non pu, lei lei non dovrebbe parlare. Non
dovrebbe decidere. Non ha pronunciato nessuna
safeword.
Non voglio che mi sculacci, non qui, non adesso. Ti
prego, non farlo continua, ansimando.

Apro la bocca per replicare. Ma fallisco. La verit che


lei non potrebbe prendere iniziative, decisioni. Il suo
ruolo non glielo consente. Sono io il Dominatore. Io
decido come, quando e in che modo prenderla e farla mia.
Lei mi appartiene. mia. Sono talmente arrabbiato che il
petto mi fa male per la furia che sento. Anastasia si
avvicina di qualche millimetro. Allunga una mano e mi
sfiora la guancia destra con le dita. Una carezza delicata,
morbida. Le sue dita vagano sullaccenno di barba che mi
copre il viso. Chiudo gli occhi, inspirando lentamente e
godendomi quel tocco. questo che volevo. questo
contatto intimo e profondo che solo lei sa darmi, anche
solo sfiorandomi a malapena. Smetto di respirare per
qualche attimo, perdendomi in qualche posto sconosciuto
della mia mente e della mia anima, mai esplorato fino ad
oggi. Sento laltra sua mano infilarsi nei miei capelli ed
accarezzarli. Gemo, eccitato dalla sua vicinanza. Sento i
nostri corpi spingersi inesorabilmente luno verso laltro.
E non sono in grado di fermare tutto questo. Apro piano
gli occhi, guardandola con diffidenza, mentre lei si muove
verso di me. Cosha in mente?. Anastasia si avvicina
fino a toccare il mio corpo con il suo. Li fa aderire, lascia
fondere i nostri calori. Dolcemente, con le mani mi
afferra la testa e, alzandosi sulle punte, poggia le sue
labbra morbide sulle mie. Spalanco gli occhi, sorpreso
dalla sua audacia, e ci metto un po a rispondere al bacio.
Lei mi forza le labbra con le sue, accarezzandomi la lingua
con la sua, morbida e setosa. Quel contatto profondo e
intimo mi fa perdere i freni. Gemo, abbracciandola forte e
attirandola ancora di pi contro il mio corpo. Il mio pene
grosso, duro come il marmo, pulsa contro il suo ventre.
Le mie mani scivolano nei suoi capelli, stringendoglieli ai
lati della testa. La bacio avido, violento, possessivo. Mi
prendo le sue labbra morbide e dolci. Le faccio mie fino a

quando non sento la bocca bruciarmi e pulsare. Le lingue


si fondono, si muovono in sincronia perfetta e mi gusto il
suo sapore. Il sapore di colei che mi ha stravolto la vita,
me lha messa sottosopra. Di colei che mi ha tirato gi
dalla mia torre e ha fatto crollare, una ad una, tutte le
certezze di una vita. Di colei che, pur avendo accettato di
sottomettersi a me, mi ha rifiutato appena pochi minuti
fa. Quel pensiero mi colpisce forte come uno schiaffo. Mi
allontano da lei, sconvolto, continuando a tenerle le mani
in vita. Il mio respiro spezzato, proprio come il suo.
Abbassa le braccia lungo i fianchi, mente la fisso
stravolto.
Cosa mi stai facendo? le mormoro, confuso,
sconcertato.
Ti sto baciando mi risponde lei, esitante.
Hai detto di no riesco ad articolare.
Cosa?
Non afferra, non capisce a cosa mi riferisco.
A tavola, durante la cena. Con le tue gambe
Di colpo come se fosse
unilluminazione improvvisa.

stata

colpita

da

Ma eravamo insieme ai tuoi genitori tenta di


giustificarsi.
Mi acciglio di pi. Decido io, Miss Steele. Sempre e
solo io. Ma se non ti avesse rifiutato, ti sarebbe venuto
cos duro, Grey?. Penso a quanto sia vero questo. Non

che mi serva aiuto per eccitarmi quando sono con


Anastasia. Il mio corpo reagisce istintivamente,
eccitandosi di colpo appena lei entra nella stessa stanza
dove sono io. Ma il fatto che lei cerchi di sottrarsi a me,
nonostante il desiderio sia reciproco, mi manda fuori di
testa.
Nessuno mi ha mai rifiutato prima. Ed cos
eccitante
La guardo sorpreso, confuso. Non ci sto capendo pi
nulla. So solo che la voglio. Anche se siamo qui, in casa
dei miei genitori. Anche se potrebbe sorprenderci
qualcuno. Anche se lei pensa che non dovremmo. Anzi.
Forse soprattutto perch lei pensa che sia inopportuno.
Ho bisogno di dimostrarle che io ho ragione e so cosa
meglio per lei. Sempre. Mi vengono in mente le parole di
Elena, di questo pomeriggio. Devi chiederle il
permesso?. Mai. Io non chiedo mai il permesso a
nessuno. Meno che mai ad una Sottomessa. Che questa
sia o meno Anastasia Steele. Sono io che ho il comando. E
poi ha deciso di partire per la Georgia, chiss per quanto
tempo. Senza avvisarmi. Senza tenere conto di me e delle
mie esigenze. Di quanto la voglio. Ed uscita con quel
coglione che ha cercato di approfittarsi di lei. Mentre io
cercavo di rintracciarla. Mentre io ho perso il controllo,
nella mia doccia, dandomi piacere da solo pur di alleviare
il dolore fisico che continuava a tormentarmi a causa
della sua mancanza. Ora non ti chieder il permesso,
Miss Steele. Ora mi darai quello che mi spetta. Perch
tu.sei.mia. Le mie mani si spostano con decisione.
Scendono lungo i fianchi e si incollano al suo sedere. Lo
stringo, spingendola contro di me e strofinandole
addosso il mio cazzo duro. Il suo respiro si blocca, mentre

attraversata da uno spasimo di piacere.


Sei arrabbiato ed eccitato perch ti ho detto di no?
mormora, sorpresa dalla sensazione del mio uccello
contro il suo corpo, che spasima di averla.
Sono arrabbiato perch non mi hai parlato della
Georgia. Sono arrabbiato perch sei andata fuori a bere
con un tizio che ha tentato di sedurti quando eri ubriaca
e, appena hai iniziato a vomitare, ti ha lasciato con un
perfetto sconosciuto. Che razza di amico sarebbe? E sono
arrabbiato ed eccitato perch hai chiuso le gambe mentre
ti toccavo le dico a denti stretti.