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MATRICI

Una matrice di tipo m n e una tabella di numeri disposti su m righe ed n colonne. Per esempio


1
6

2
5

3
4


0

1
i
, ,
0
1
1

2
4

sono matrici rispettivamente di tipo 2 3, 4 1, 2 2. Quando m = n, come nellultimo esempio, la matrice


si dice quadrata di ordine n.
I singoli numeri si dicono coefficienti o elementi della matrice. Dentro una matrice ogni coefficiente
occupa una ben precisa posizione, identificata dalla riga e dalla colonna a cui appartiene; cosi nella prima
matrice dellesempio il coefficiente 3 si trova nella prima riga e nella terza colonna.
Linsieme delle matrici a coefficienti reali si indica con Rm,n , analogamente linsieme delle matrici a
coefficienti complessi si indica con Cm,n .
Diremo che due matrici sono uguali se sono uguali i coefficienti che hanno la stessa posizione. Cosi per
esempio

 

1 2 3
1 2 3
=
6 5 4
6 5 4
ma

1
6

2
5

3
4


6=

3
6

2
5

1
4

In generale, data una matrice, si denota con aij lelemento che appartiene alla i-esima riga e alla j-esima
colonna. La generica matrice di tipo 3 4 si puo quindi indicare con:

a11 a12 a13 a14


a21 a22 a23 a24
a31 a32 a33 a34
Ancora piu in generale si puo indicare una matrice con A = (aij ), senza specificarne il tipo.
Definizione. La trasposta di una matrice A e la matrice che si ottiene scambiando tra loro le righe e le
colonne; si indica con t A.
Se A Rn,m , si ha t A Rm,n . In particolare t (t A) = A.
Esempi.
t

1
6

2
5

3
4

1
= 2
3

6
5,
4


0
i

t
= (0
0
1

i 0

1)

Vettori. Sono di particolare importanza le matrici che hanno soltanto una riga oppure soltanto una colonna,
si dicono rispettivamente vettore riga e vettore colonna. Per esempio

2
1
A = ,
0
1

B = (0

oppure
B = (0, 1, 0, 1)
1

1)

Spesso la distinzione tra vettore riga e vettore colonna non e importante; in particolare di solito si identificano
gli insiemi R1,n e Rn,1 con Rn , esattamente come quando si scrivono le coordinate cartesiane di un punto
nel piano (vettori di R2 ) o nello spazio (vettori di R3 ).
Vettori riga e vettori colonna non sono solo casi particolari di matrici; infatti data una qualsiasi matrice
A Rm,n , possiamo considerare i suoi vettori riga r1 , . . . , rm R1,n e i suoi vettori colonna c1 , . . . , cn
Rm,1 .
Somma di matrici, prodotto di un numero per una matrice. Con le matrici si possono eseguire
operazioni algebriche che generalizzano quelle che si fanno abitualmente con i numeri.
Definizione. Se A e B sono matrici mn, si dice matrice somma A+B la matrice mn tale che il coefficiente
che appartiene alla i-esima riga e alla j-esima colonna e la somma dei coefficienti che appartengono alla
i-esima riga e alla j-esima colonna di A e B.
Esempio.

A=

1
6

2
5

3
4


, B=

0 2
0 1

1
4


, A+B =

1
6

4
4

4
8

Definizione. Data la matrice A di tipo m n e il numero k, la matrice kA e la matrice di tipo m n tale che
il coefficiente che appartiene alla i-esima riga e alla j-esima colonna e k volte il coefficiente che appartiene
alla i-esima riga e alla j-esima colonna.
Esempio.

A=

1
6

2
5

3
4


, k = 2, kA =

In particolare se k e zero, otteniamo la matrice nulla



0
0A =
0

0
0

0
0

2
12

4
10

6
8

Se k = 1 indichiamo kA con A e A + (A) = A A = O e la matrice nulla. Osserviamo che matrici


nulle di tipo diverso sono diverse, anche se usiamo lo stesso simbolo O per indicarle.
E immediato dimostrare il
Teorema. Le operazioni di somma e di prodotto per un numero soddisfano le seguenti proprieta:
-

la somma e commutativa (ossia A + B = B + A);


la somma e associativa (ossia (A + B) + C = A + (B + C));
il prodotto per un numero e distributivo rispetto alla somma (ossia k(A + B) = kA + kB);
dati i numeri k, m, (k + m)A = kA + mA;
dati i numeri k, m, (km)A = k(mA).

Prodotto di matrici. Oltre alle operazioni di somma e prodotto per un numero, e possibile definire per
le matrici anche unoperazione di prodotto: il prodotto righe per colonne tra una matrice A di tipo m k e
una matrice B di tipo k n. Per cominciare consideriamo il caso in cui m = 1 ed n = 1.
Definizione. Siano a un vettore riga e b un vettore colonna aventi entrambi k componenti. Il prodotto di a
per b e il numero

b1
b2

a b = ( a1 a2 . . . ak )
... = a1 b1 + a2 b2 . . . + ak bk
bk
Definizione. Sia A una matrice di tipo m k avente righe r1 , . . . , rm e B una matrice di tipo k n avente
colonne c1 , . . . , cn , allora AB e la matrice di tipo m n avente ri cj come coefficiente di posto i, j.
2

Esempi. Date le matrici



A=

1
0

0
5

3
4

1
, B = 0
1

 
1
M=
, N =t M = ( 1
2

2
4
0
2)

dalla definizione segue che si possono eseguire i prodotti AB, BA, N A, BM con i seguenti risultati

AB =

4
4

2
20

1
, BA = 0
1

10
20
0

11
16 , N A = ( 1
3

10


5
11 ) , BM = 8
1

mentre invece non si puo eseguire per esempio il prodotto M B.


Proprieta. Date le matrici A, B, C, per le quali abbia senso eseguire le operazioni indicate, si ha:
- A(B + C) = AB + AC, (B + C)A = BA + CA;
- (AB)C = A(BC);
- dato un numero k, k(AB) = (kA)B;
- t (AB) =t B t A
Osservazione. Non sempre per il prodotto tra matrici vale la proprieta commutativa: nellesempio AB 6= BA
e, mentre BM si puo calcolare, addirittura M B non risulta definito.
Definizione. Una matrice quadrata M = (aij ) si dice diagonale se gli unici coefficienti non nulli sono quelli
che appartengono alla diagonale principale, ossia quelli per i quali i = j. Una matrice quadrata M = (aij ) si
dice triangolare alta se tutti i suoi coefficienti al di sotto della diagonale principale sono nulli, ossia aij = 0
se i > j. Una matrice quadrata di ordine n tale che :
aij = 1 se i = j
aij = 0 se i 6= j
si dice matrice identita e si denota con In .
E facile verificare che
Proposizione. Data A Rm,n , si ha Im A = A = AIn .
Potenza e inversa di una matrice quadrata. Data una matrice quadrata A di ordine k, possiamo
calcolare An , per ogni intero positivo n. Per esempio A3 = AAA = A2 A = AA2 . Poniamo, per convenzione,
A0 = Ik .
Diversamente da una coppia qualsiasi di matrici, si verifica che le potenze di una data matrice commutano
tra di loro:
Am An = An Am , m, n N
Ricordiamo ora che, dato un numero a 6= 0, linverso a1 di a e lunico numero b tale che ab = 1. Nel
caso delle matrici quadrate vale una definizione analoga, tenendo pero conto del fatto che il prodotto non
e commutativo.
Definizione. Data una matrice quadrata A, si dice che A e invertibile se esiste una matrice quadrata B
dello stesso ordine tale che
AB = BA = I
In questo caso B si dice matrice inversa di A e si denota con A1 .
Nel caso di matrici di ordine 2, il calcolo dellinversa segue facilmente dalla definizione e si ha il risultato
seguente:
3


Lemma. La matrice A =

a b
c d

e invertibile se e solo se ad bc 6= 0; in tal caso A1 =

1
adbc


d b
.
c a

Esempi.
1) Calcolare (A + B)2 nel caso in cui A e B sono matrici quadrate di ordine k = 1 e nel caso in cui sono
matrici quadrate di ordine k = 2.

2
Calcolare
2)
D = 2(A
+ B)C , nel caso in cui A = 1, B = 3, C = 2 e nel caso in cui A =


1 0
1 0
0 1,B = 1 0,C = 1 0 .
1 1
1 3
1 1




1 2
2 1
3) Calcolare linversa di A =
; verificare che B =
non e invertibile;
2 1
2 1



a b
1 2 3
4) Date le matrici A =
, B = 0 c , trovare a, b, c tali che AB = I2 ; dire se esiste una
0 6 9
0 0
matrice C tale che CA = I3 .
Determinanti. Ad ogni matrice quadrata A di ordine n e possibile associare un numero, detto il determinante di A, che si indica con det(A) e si calcola a partire dai coefficienti di A con una regola ben precisa.
Per esempio nel caso della matrice A di ordine 2 vista prima, il numero ad bc e il determinante di A.
Esaminiamo per ora i casi n = 1, 2, 3.
n=1
A = a, det(A) = a
n=2


A=

n=3

a11
a21

a12
a22


, det(A) = a11 a22 a21 a12

a11
A = a21
a31

a12
a22
a32

a13
a23
a33

det(A) = a11 a22 a33 + a12 a23 a31 + a13 a21 a32 a13 a22 a31 a11 a23 a32 a12 a21 a33
= a11 (a22 a33 a23 a32 ) a12 (a21 a33 a23 a31 ) + a13 (a21 a32 a22 a31 )






a22 a23
a21 a23
a21 a22
= a11 det
a12 det
+ a13 det
a32 a33
a31 a33
a31 a32