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Consumo.

Il consumo, ossia le spese per consumo personale, la prima componente importante del PIL, di gran
lunga la maggiore; le spese per consumo si suddividono in 3 categorie:
-beni durevoli come le automobili
-beni non durevoli come i generi alimentari
-servizi come lassistenza sanitaria
il settore in crescita pi rapida quello dei servizi
Investimenti e formazione del capitale.
Finora stato escluso dallanalisi tutto il capitale, ma nella vita reale le Nazioni riservano parte del loro
prodotto alla realizzazione di capitale, cio di beni durevoli che incrementino la produzione futura;
laumento del capitale esige il sacrificio del consumo attuale a favore di quello futuro: invece di
mangiare pi pizza adesso si costruiscono nuovi forni per produrre pi pizza da consumare in futuro
Nei conti economici linvestimento consiste nelle aggiunte al capitale sociale nazionale di costruzioni,
attrezzature, software e scorte nel corso di un anno; i conti nazionali comprendono in prevalenza il
capitale tangibile (per esempio edifici e computer), ma trascurano la maggior parte dei beni
intangibili (come la ricerca e lo sviluppo o le spese per listruzione)
Se i cittadini sfruttano parte delle possibilit produttive della societ per la formazione del capitale
invece che per il consumo, gli statistici riconoscono che tali uscite vanno incluse nel flusso indicato
nellanello superiore dello schema del PIL; gli investimenti rappresentano aggiunte alla dotazione di
beni capitali durevoli che accrescono le possibilit produttive del futuro; perci necessario
modificare come segue la definizione originale: il prodotto interno lordo la somma di tutti i prodotti
finali; insieme ai beni di consumo e ai servizi bisogna includere anche gli investimenti lordi
Investimenti reali e investimenti finanziari.
Gli economisti definiscono linvestimento (a volte detto investimento reale) come la produzione di
beni capitali durevoli; nelluso comune il termine indica spesso lutilizzo di denaro per acquistare azioni
della FIAT o per aprire un conto di risparmio: per chiarezza, gli economisti in questo caso parlano di
investimento finanziario
Questi 2 usi diversi della parola investimento non vanno confusi: se si prelevano mille euro dalla
cassaforte per acquistare alcuni titoli telematici, non si compie unoperazione che i macroeconomisti
definirebbero investimento, ma si semplicemente scambiata unattivit finanziaria con unaltra;
linvestimento comporta infatti la produzione di un bene capitale reale

Investimenti lordi e investimenti netti.


La definizione riveduta comprende, oltre al consumo, anche gli investimenti lordi; in questo
contesto, il termine lordo indica che gli investimenti comprendono tutti i beni capitali prodotti; gli
investimenti lordi non vengono corretti per tenere conto dellammortamento, che misura
lammontare di capitale consumato in un anno; perci includono tutti i macchinari, gli stabilimenti e le
case costruiti nel corso di un anno, anche se alcuni di questi sono stati acquistati semplicemente per
sostituire beni capitali andati distrutti o eliminati
Se si vuole ricavare leffettivo incremento di capitale della societ, gli investimenti lordi non sono un
criterio di misura sensato: poich escludono la necessaria quota di ammortamento, sono troppo
elevati; per trovare laumento netto del capitale si deve partire dagli investimenti lordi e sottrarre
lammontare del capitale consumato
Perci per valutare la formazione del capitale si misurano gli investimenti netti, dati dagli
investimenti lordi meno lammortamento
La Pubblica Amministrazione.
Finora si parlato dei consumatori, ma stato ignorato il maggior acquirente del sistema
economico, la Pubblica Amministrazione, statale e locale; in qualche modo il PIL deve tenere conto dei
miliardi di prodotto interno che una Nazione consuma o investe collettivamente
La misura del contributo della Pubblica Amministrazione al prodotto nazionale complessa perch la
maggior parte dei servizi forniti non sono venduti sul mercato: la Pubblica Amministrazione tende ad
acquistare beni che rientrano nella tipologia di quelli di consumo (per esempio, prodotti alimentari

per le forze armate) e beni come quelli di investimento (per esempio, computer e strade); nella
misurazione del contributo della Pubblica Amministrazione al PIL vanno semplicemente aggiunti tutti
questi acquisti al flusso di consumo, di investimento e, come vedremo in seguito, di esportazioni nette
Le spese della Pubblica Amministrazione per la retribuzione dei dipendenti pi i costi dei beni che
acquista dallindustria privata sono inclusi in questa terza categoria di flusso dei prodotti denominata
spese della Pubblica Amministrazione per consumi e investimenti lordi, che indica il contributo al
PIL della Pubblica Amministrazione, statale e locale
Lesclusione dei trasferimenti.
Il PIL comprende solo la spesa pubblica per beni e servizi, mentre esclude il costo dei trasferimenti
I trasferimenti pubblici costituiscono i pagamenti della Pubblica Amministrazione a singoli individui
che non forniscono in cambio alcun bene o servizio; esempi di trasferimenti pubblici includono i
sussidi di disoccupazione e le pensioni di anzianit o invalidit; questi pagamenti hanno uno scopo
sociale ma, poich non vengono effettuati per lacquisto di un bene o di un servizio corrente, sono
omessi dal PIL; invece lo stipendio che lo Stato versa ad un insegnante supplente rappresenta il
pagamento di un fattore produttivo, e viene quindi incluso nel PIL; una particolare forma di
trasferimento sono gli interessi sul debito pubblico: anchessi sono considerati trasferimenti e
vengono quindi omessi dal PIL
Infine, il modo in cui si misura la spesa pubblica per beni e servizi (G) nei conti economici nazionali
non va confuso con il bilancio pubblico ufficiale: quando il Tesoro valuta le proprie spese, queste
ultime comprendono i costi di beni e servizi (G) pi i trasferimenti
Le imposte.
Utilizzando lapproccio del flusso di prodotti per calcolare il PIL non ci si deve preoccupare di come lo
Stato finanzi la propria spesa, se paghi i beni e servizi acquistati con le imposte, battendo moneta o
contraendo prestiti; a prescindere dalla provenienza del denaro lo statistico calcola la componente
statale del PIL come costo effettivo dei beni e dei servizi per lo Stato
Al contrario, nel caso del metodo dei costi o dei redditi si deve tener conto delle imposte; si
considerino per esempio i salari: parte della retribuzione viene devoluta allo Stato sotto forma di
imposte sul reddito delle persone fisiche, imposte che compaiono comunque nei conti economici delle
imprese sotto la voce salari e stipendi (sono comunque un costo per le imprese, anche se il denaro
affluisce allo Stato, anzich ai lavoratori); lo stesso vale anche per le imposte dirette (sul reddito
delle persone fisiche o delle imprese) che si pagano su interessi, rendite e profitti
Considerate adesso le imposte indirette che i produttori e i dettaglianti devono pagare sulla vendita
di una pagnotta (o sulle varie fasi di produzione: il frumento, la farina e la pasta di pane); supponete
che queste imposte indirette ammontino a 10 centesimi per pagnotta e che i salari, i profitti e altre
componenti del valore aggiunto costino ai produttori di pane 90 centesimi; secondo il metodo dei
prodotti, il pane sar quindi venduto a 1 euro, pari a 90 centesimi di costi dei fattori di produzione pi
10 centesimi di imposte indirette; perci lapproccio al PIL secondo i costi comprende sia le imposte
indirette sia quelle dirette come elementi del costo per la realizzazione del prodotto finale
Le esportazioni nette.
In uneconomia aperta come quella italiana si importano ed esportano beni e servizi; lultima
componente del PIL (sempre pi importante negli ultimi anni) sono le esportazioni nette, la
differenza tra esportazioni e importazioni di beni e servizi
Il PIL italiano rappresenta tutti i beni e i servizi prodotti entro i confini nazionali; la produzione
differisce dalle vendite sotto 2 aspetti:
-parte del prodotto italiano (per esempio, molti prodotti di abbigliamento) viene acquistata dagli stranieri e
spedita allestero: questi prodotti costituiscono le esportazioni
-parte di ci che si consuma (per esempio, il petrolio e le auto tedesche) viene prodotta allestero e inviata
in Italia: tali prodotti rappresentano le importazioni italiane
Un esempio numerico.
Si pu utilizzare lesempio di una semplice economia agricola per comprendere come funziona la
contabilit nazionale: supponiamo che Agrolandia produca 100 quintali di grano e che 7 quintali
siano importanti; di questi, 87 quintali vengono consumati (in C), 10 sono acquistati dallo Stato per i

rifornimenti allesercito (come G) e 6 finiscono tra gli investimenti interni come aumento delle scorte
(I); inoltre, 4 quintali vengono esportati, mentre 7 sono importati, con esportazioni nette (X) pari a 4-7,
cio -3
La composizione del PIL di Agrolandia la seguente:

Prodotto interno lordo, prodotto interno netto e prodotto nazionale lordo.


Sebbene il PIL sia il criterio di misura pi usato del prodotto nazionale, si citano spesso altri 2
concetti, il prodotto interno netto e il prodotto nazionale lordo
Bisogna ricordare che il PIL comprende gli investimenti lordi, cio gli investimenti netti pi
lammortamento; comprendere lammortamento equivale ad includere nel calcolo del prodotto di un
determinato anno anche il capitale consumato nel corso dellanno, mentre un criterio di misura
migliore introdurrebbe nel prodotto totale solo gli investimenti netti; sottraendo lammortamento al PIL
si ottiene il prodotto interno netto (PIN); se questultimo rappresenta una misura pi valida della
produzione di una Nazione rispetto al PIL, perch nella contabilit nazionale si utilizza il PIL? perch
lammortamento alquanto difficile da stimare, mentre gli investimenti lordi si possono valutare in
modo piuttosto preciso
Una misura alternativa, ampiamente usata fino a poco tempo fa, il prodotto nazionale lordo (PNL);
il PNL il prodotto totale ottenuto con il lavoro o il capitale di propriet dei residenti in un dato Paese,
mentre il PIL il prodotto ottenuto con il lavoro e il capitale situati allinterno del Paese stesso
Parte del PIL italiano, per esempio, viene prodotta negli stabilimenti della Honda di propriet di aziende
giapponesi: i profitti derivanti da questi impianti sono inclusi nel PIL, ma non nel PNL dellItalia;
analogamente, quando un economista italiano si reca in Giappone per tenere una conferenza il suo
compenso viene incluso nel PIL giapponese e nel PNL italiano
Concetti essenziali relativi ai conti del reddito nazionale:
1.

2.

3.
4.

Il PIL dalla parte del prodotto la somma di 4 componenti principali:


spesa per i consumi personali di beni e servizi (C)
investimenti interni privati lordi (I)
spesa pubblica per beni e servizi (G)
esportazioni nette (X) o esportazioni meno importazioni
Il PIL dalla parte dei costi la somma delle seguenti componenti principali:
salari, interessi, rendite e profitti (ponendo sempre cura nellescludere, con la tecnica del valore
aggiunto, i doppi conteggi di beni intermedi acquistati da altre aziende)
imposte indirette che figurano come una spesa nella determinazione del flusso di prodotti
ammortamento
Le misure del PIL mediante il prodotto e mediante i costi danno un uguale risultato (in base al
concetto di valore aggiunto e alla definizione del profitto come residuo)
Il prodotto interno netto (PIN) pari al PIL meno lammortamento

PIL e PIN: uno sguardo ai numeri.


Una volta compresi i concetti si pu dare uno sguardo ai dati reali, presentati nella tabella

Prodotto interno lordo in Italia (anno 2003, milioni di euro a prezzi correnti)
Metodo dei prodotti
Metodo dei costi
Consumi delle famiglie
780436
Reddito da lavoro
dipendente
Investimenti fissi lordi
248770
Risultato lordo di gestione
Variazione scorte e discrepanza
5654
Imposte indirette nette
statistica
Spesa pubblica per beni e servizi
259182
di cui Amministrazioni
Pubbliche
Esportazioni nette
6884
Unione Europea
Esportazioni
330202

543817
584432
172677
17403
-1336

Importazioni
Prodotto interno lordo

323318
130092
6

Prodotto interno lordo

130092
6

Il metodo del flusso di prodotti.


Considerate innanzitutto il lato sinistro della tabella, che presenta lapproccio al PIL secondo il flusso
di prodotti (anello superiore dello schema): vi appare ciascuna delle 4 componenti principali insieme
alla relativa dimensione in Italia per il 2003; di queste, i consumi C e la spesa pubblica G non
necessitano di molte spiegazioni
Gli investimenti interni privati lordi, per, richiedono un qualche commento: il loro totale (248770
milioni di euro) comprende tutti i nuovi investimenti fissi delle aziende in impianti e attrezzature, la
costruzione di edifici a scopo abitativo e laumento delle scorte di beni; compresa anche la quota
relativa allammortamento del capitale, che andrebbe sottratta per ottenere gli investimenti netti
Si noti infine la voce positiva delle esportazioni nette, 6884 milioni di euro, a giustificazione del fatto
che nel 2003 lItalia ha esportato 6884 milioni di euro di beni e servizi in pi rispetto a quelli importati
Sommando le 4 componenti sul lato sinistro si ottiene il PIL totale di 1300926 milioni di euro: proprio
a questo si mirava, alla misura monetaria dei risultati economici globali italiani per il 2003
Il metodo del flusso di costi.
Considerate ora il lato destro della tabella, che illustra lapproccio del flusso di costi (anello inferiore
dello schema): qui si hanno i costi netti di produzione pi le imposte
I redditi da lavoro dipendente comprendono la paga netta, le indennit aggiuntive e le imposte su
salari e stipendi; il risultato lordo di gestione include tutte le altre forme di reddito (che nella
contabilit nazionale italiana, come abbiamo gi visto, non vengono ulteriormente suddivise); infine vi
sono le imposte indirette
Sul lato destro della tabella il metodo del flusso di costi d lo stesso risultato di 1300926 milioni di
euro di PIL dellapproccio del flusso di prodotti: il lato destro e quello sinistro concordano
perfettamente
Dal PIL al reddito disponibile.
La contabilit di base del PIL interessante non solo in se stessa, ma anche ai fini della
comprensione del comportamento di consumatori e aziende
Il reddito nazionale.
Per comprendere meglio lattivit macroeconomica a volte si vuole misurare il reddito totale di una
Nazione; per questo si elaborano dati sul reddito nazionale (RN), che rappresenta i redditi totali dei
fattori (il lavoro, il capitale e la terra), e si ottiene per lo pi sottraendo lammortamento e le imposte
indirette dal PIL
Il reddito nazionale pari al totale dei salari, delle rendite, degli interessi netti e degli utili delle
aziende
Il rapporto tra il PIL e il reddito nazionale indicato nelle prime 2 colonne della figura sotto: quella di
sinistra mostra il PIL, mentre la seconda indica i fattori da sottrarre per ottenere il reddito nazionale
Il reddito disponibile.
Un altro aspetto importante consiste nello stabilire quanto denaro le famiglie abbiano veramente a
disposizione da spendere ogni anno; il concetto di reddito personale disponibile (reddito disponibile
o RD) risolve questo problema: per ottenere il reddito disponibile si calcolano i redditi ricevuti dalle
famiglie e si sottraggono le imposte dirette
La figura mostra il calcolo del reddito disponibile: si parte dal reddito nazionale della seconda colonna,
si sottraggono poi tutte le imposte dirette sulle famiglie e sulle imprese e quindi il risparmio
aziendale netto (il risparmio aziendale dato dallammortamento pi i profitti meno i dividendi, mentre
quello netto costituito da questultimo totale meno lammortamento); infine si aggiungono i
trasferimenti che le famiglie ricevono dallo Stato: il tutto rappresenta il reddito disponibile, indicato

nella colonna di destra della figura; il reddito disponibile la somma che giunge effettivamente nelle
mani dei cittadini perch la usino come meglio preferiscono
Come vedremo, il reddito disponibile ci che la popolazione ripartisce tra (1) spesa per i consumi e
(2) risparmi personali

Risparmio e investimenti.
Come si visto, il prodotto pu essere consumato o investito
Linvestimento unattivit economica essenziale perch aumenta lo stock di capitale disponibile per
la produzione futura
Uno degli aspetti pi importanti della contabilit nazionale lidentit tra risparmi e investimenti:
dimostreremo che, in base alle regole di contabilit descritte sopra, i risparmi rilevati sono
esattamente uguali agli investimenti rilevati; tale uguaglianza unidentit della contabilit del reddito
nazionale e sussiste per definizione
Nel caso pi semplice, supponiamo per il momento che non esistano Pubblica Amministrazione e
settore estero; gli investimenti sono la parte del prodotto nazionale che non viene consumata,
mentre il risparmio la parte del reddito nazionale che non viene consumata; dato per che il
reddito nazionale e il prodotto nazionale sono uguali, i risparmi coincidono con gli investimenti; in
termini matematici:

Ma i 2 metodi danno la stessa misura del PIL, pertanto si ha:

Questo il caso pi semplice; necessario inoltre prendere in considerazione il caso complesso in cui
si tiene conto anche delle imprese, della Pubblica Amministrazione e delle esportazioni nette:
dal lato del risparmio, il risparmio nazionale o totale (RT) costituito dal risparmio privato delle
famiglie e delle imprese (RP) insieme al risparmio pubblico (RG), che uguale al surplus dello Stato,
cio lavanzo di bilancio o la differenza tra il gettito fiscale statale e le spese della Pubblica
Amministrazione
dal lato dellinvestimento, gli investimenti nazionali o totali (IT) comprendono gli investimenti
interni privati lordi (I) cui si aggiungono per anche gli investimenti esteri, che coincidono pressappoco
con le esportazioni nette (X)
Lidentit tra risparmi e investimenti data da:

Ossia:

Il risparmio nazionale uguale agli investimenti nazionali per definizione; le componenti degli
investimenti nazionali sono gli investimenti interni privati e gli investimenti esteri (o esportazioni
nette); le fonti del risparmio sono il risparmio privato (delle famiglie e delle imprese) e il risparmio
pubblico (cio lavanzo di bilancio dello Stato); gli investimenti privati pi le esportazioni nette sono
uguali al risparmio privato pi lavanzo di bilancio; queste identit devono valere comunque, a
prescindere dallandamento del ciclo economico

Oltre i conti economici nazionali.


I sostenitori dellattuale sistema economico e sociale spesso sostengono che la libera impresa ha
determinato una crescita del prodotto reale senza precedenti nella storia umana; chi a favore del
capitalismo sottolinea come sia cresciuto il PIL grazie al libero mercato
gli oppositori del sistema, per, mettono laccento sui limiti del PIL, che comprende molte voci
discutibili e tralascia varie attivit economiche utili
Negli ultimi anni gli economisti hanno iniziato ad elaborare nuove misure per correggere i principali
difetti delle cifre convenzionali del PIL e individuare meglio i prodotti che determinano effettivamente
la soddisfazione dei bisogni nelleconomia di un Paese; questi nuovi metodi tentano di allargare i
confini dei conti economici tradizionali includendo importanti attivit che si svolgono al di fuori del
mercato, oltre ad apportare correzioni per tenere conto di attivit dannose che sono comprese nel
prodotto nazionale; prendiamo ora in esame alcune di queste voci tradizionalmente omesse in
aggiunta o in detrazione
Attivit non market omesse.
Ricordate che i conti economici convenzionali di solito includono le attivit di mercato, ma che molte
attivit economiche utili si svolgono al di fuori del mercato: per esempio, gli studenti universitari
investono in capitale umano, mentre i conti economici nazionali registrano i costi delle lezioni, ma
omettono i costi opportunit dei guadagni cui gli studenti hanno rinunciato; le ricerche indicano che
linclusione degli investimenti non market nellistruzione e in altri settori determinerebbe un aumento
pi che doppio del tasso di risparmio nazionale
Analogamente, molte attivit delle famiglie producono beni e servizi utili assimilabili a quelli di
mercato, come pasti e servizi di lavanderia o di baby-sitting: stime recenti del valore del lavoro
domestico non retribuito indicano che potrebbe equivalere al 50% circa del consumo di mercato
totale
Forse la voce pi ampia tradizionalmente omessa quella del tempo libero: per esempio, negli Stati
Uniti si dedica in media lo stesso tempo alle attivit che producono denaro e a quelle che si traducono
in utilit dal punto di vista ricreativo, ma il valore del tempo libero escluso dalle statistiche nazionali
ufficiali
lecito chiedersi che cosa accada a molte attivit delleconomia sommersa, che riguarda
unampia gamma di attivit non denunciate allo Stato, come il gioco dazzardo, la prostituzione, il
traffico di stupefacenti, il lavoro di immigrati illegali, lo scambio di servizi e il contrabbando; in realt
molte attivit sommerse vengono omesse intenzionalmente, perch il prodotto nazionale esclude le
attivit illegali, considerate dalla collettivit dei mali e non dei beni; laumento del traffico di cocaina
non sar dunque incluso nel PIL; per altre attivit, perfettamente lecite, ma non registrate, viene
fatta una stima in base a sondaggi e verifiche
Danni ambientali omessi.

Oltre alle attivit omesse, a volte nel PIL non vengono inclusi neppure alcuni degli effetti collaterali
dannosi dellattivit economica; un esempio importante lomissione dei danni ambientali: la
misura del prodotto non dovrebbe aggiungere soltanto il valore, ad esempio, dellelettricit (cosa che
fa il PIL), ma detrarre anche i danni ambientali provocati dallinquinamento (di cui il PIL non tiene
conto)
Miglioramento dei conti economici nazionali.
Negli ultimi anni sono stati compiuti notevoli progressi per il miglioramento dei conti economici
nazionali, cio per la realizzazione di conti concepiti in modo da includere sia le attivit di mercato
sia quelle non market; il principio generale alla base di questo nuovo tipo di contabilit consiste
nellinclusione del maggior numero possibile di attivit economiche, a prescindere dal fatto che
abbiano luogo sul mercato; esempi di miglioramento dei conti sono le stime del valore degli
investimenti non market nel capitale umano, del valore dellattivit domestica non retribuita, del
valore delle foreste e del tempo libero
Resta ancora molto lavoro da compiere in questo settore prima che si possa avere un quadro
completo delle attivit economiche non market, ma economisti e ambientalisti seguono da vicino gli
sviluppi in questo ambito
Indici dei prezzi e inflazione.
In questo capitolo ci siamo concentrati sulla misurazione del prodotto, ma i cittadini si preoccupano
anche dellandamento dei prezzi, delle variazioni nel livello generale dei prezzi e dellinflazione
Lindice dei prezzi una misura del livello medio dei prezzi, mentre linflazione un aumento del
livello generale dei prezzi e il tasso di inflazione la velocit di variazione del livello generale dei
prezzi, che si misura come segue:

Il livello dei prezzi si misura come media ponderata dei prezzi dei beni e dei servizi di uneconomia;
in pratica lo si fa elaborando indici dei prezzi, che sono medie dei prezzi
Prendiamo, per esempio, il 2004, anno in cui in Italia i prezzi al consumo salirono del 2.2%: in
quellanno aumentarono i prezzi di tutti i principali gruppi di prodotti; questa tendenza generale
allaumento dei prezzi si definisce inflazione; non tutti i prezzi, per, salgono ad un tasso uguale:
nel 2004, per esempio, in Italia i prezzi dei prodotti energetici a prezzo libero salirono del 5.8% mentre
quelli dei prodotti alimentari trasformati salirono solo del 2.3%; il 2.2% quindi il dato che indica
laumento del livello medio dei prezzi
Lopposto dellinflazione la deflazione, che si verifica quando diminuisce il livello generale dei
prezzi; deflazioni sostenute, in cui i prezzi diminuiscono costantemente nel corso di molti anni, sono
connesse a depressioni come quelle che si verificarono negli anni 30

Indici dei prezzi.


Quando i giornali affermano che linflazione sta salendo, in realt riportano la variazione dellindice
dei prezzi, che rappresenta una misura del livello generale dei prezzi o, pi precisamente, una media
ponderata dei prezzi di un certo numero di beni e servizi; gli indici dei prezzi vengono elaborati dagli
economisti pesando i singoli prezzi in base allimportanza di ciascun bene: i pi importanti sono
lindice dei prezzi al consumo
il deflatore del PIL
lindice dei prezzi allingrosso
LIndice dei Prezzi al Consumo (IPC).
La misura dellinflazione pi ampiamente usata lindice dei prezzi al consumo, noto anche come
IPC, che misura il costo per lacquisto di un paniere standard di beni in periodi diversi; il paniere di beni

comprende i prezzi di prodotti alimentari, vestiario, abitazioni, carburanti, trasporti, cure mediche e
altri beni e servizi di uso quotidiano
Un indice dei prezzi viene elaborato pesando ciascun prezzo a seconda dellimportanza economica del
bene in questione
Nel caso dellIPC, ad ogni voce del paniere viene assegnato un peso fisso proporzionale alla relativa
importanza nel bilancio di spesa dei consumatori; i pesi di ciascuna voce sono proporzionali alla
spesa totale dei consumatori per quellarticolo
Per illustrare come si misura linflazione si pu utilizzare un esempio numerico: supponete che i
consumatori acquistino 3 beni: generi alimentari, case e cure mediche; unipotetica indagine sui
consumi rileva che i consumatori spendono il 20% del budget per i generi alimentari, il 50% per la casa
e il 30% per le cure mediche
Usando il 2004 come anno base si assegna il valore 100 al prezzo di ciascun bene in modo che le
differenze tra le unit dei beni non influiscano sullindice dei prezzi, con la conseguenza che anche
lIPC 100 nellanno base
[= (0.20 x 100) + (0.50 x 100) + (0.30 x 100)]; si calcolano poi lindice dei prezzi al consumo e il tasso
di inflazione per il 2005: supponete che nel 2005 i prezzi dei generi alimentari aumentino del 2%,
salendo a 102, quelli delle case del 6%, salendo a 106, e quelli delle cure mediche del 10%, salendo a
110; si ricalcola lIPC per il 2005 come segue:

In altri termini, se il 2004 lanno base in cui lindice dei prezzi al consumo 100, nel 2005 lIPC
106.4, e il tasso di inflazione nel 2005 quindi [(106.4 100)/100] x 100 = 6.4% annuo; notate che in
un indice con pesi fissi come lIPC i prezzi variano di anno in anno, ma i pesi rimangono immutati
Lesempio coglie lessenza del metodo di misura dellinflazione: lunica differenza tra questo calcolo
semplificato e quello reale che lIPC contiene in effetti un numero molto maggiore di beni; per il
resto la procedura esattamente la stessa
Il deflatore del PIL.
Abbiamo incontrato il deflatore del PIL nellanalisi della contabilit nazionale del reddito e del
prodotto; ricordate che il deflatore del PIL il rapporto tra il PIL nominale e quello reale e si pu
quindi considerare il prezzo di tutte le componenti del PIL (consumi, investimenti, spesa pubblica ed
esportazioni nette) anzich di un singolo settore; si distingue anche dallIPC perch un indice a
peso variabile, che valuta i prezzi in base a quantit del periodo corrente; esistono inoltre deflatori
per alcune componenti del PIL, come i beni di investimento, i consumi personali, .. e questi in genere
vengono usati ad integrazione dellIPC
LIndice dei Prezzi allIngrosso (IPI).
Questo indice misura il livello dei prezzi allo stadio di produzione o vendita allingrosso; i pesi fissi
usati per calcolare lIPI sono le vendite nette del bene; per il suo notevole grado di precisione, questo
indice ampiamente usato dalle imprese
Come misurare i prezzi.
Laccurata misurazione dei prezzi uno dei problemi fondamentali delleconomia empirica; infatti, gli
indici dei prezzi non influiscono solo su fattori ovvi come il tasso di inflazione, ma svolgono un ruolo
importante anche nella misura del prodotto reale e della produttivit; inoltre, attraverso le politiche del
governo, influiscono sulla politica monetaria, sulle imposte e sui programmi di trasferimento dello
Stato come la previdenza sociale e molti contratti privati
Lindice dei prezzi al consumo serve a misurare il costo della vita, una procedura che, a differenza di
quanto ci si potrebbe aspettare, piuttosto difficoltosa; alcuni problemi sono infatti intrinseci agli indici
dei prezzi: tra questi rientra il problema dei numeri indice, che riguarda la ponderazione e la media
di prezzi diversi

Il caso dei prezzi dellenergia pu servire ad illustrare il problema: quando i prezzi della benzina
subirono unimpennata negli anni 70, i consumatori tesero a ridurre gli acquisti e a comprare
automobili di cilindrata pi piccola o a viaggiare meno; laumento globale del costo della vita fu
dunque esagerato; gli statistici hanno per elaborato metodi per minimizzare i problemi relativi ai
numeri indice utilizzando sistemi di peso diversi, come i pesi a catena, anche se questi metodi
iniziano ad essere sperimentati soltanto ora per il calcolo dellIPC
Un problema ancora pi grosso deriva dalla difficolt di adeguare gli indici dei prezzi per tener conto
dellapporto dato da beni e servizi nuovi e migliorati; un esempio servir ad illustrare il problema:
negli ultimi anni i consumatori hanno beneficiato dellinvenzione di lampadine a risparmio energetico
che forniscono luce ad un quarto del costo delle vecchie lampadine, ma nessun indice dei prezzi
include questo miglioramento della qualit; analogamente, quando i CD sostituirono i dischi a 33 giri, i
voli aerei i viaggi per ferrovia o su strada, e nel caso di migliaia di altri prodotti e servizi, gli indici dei
prezzi non riflessero i miglioramenti qualitativi cos introdotti
Studi recenti indicano che, se la variazione di qualit fosse stata inserita adeguatamente negli indici
dei prezzi, lIPC sarebbe aumentato meno rapidamente negli ultimi anni; la misurazione del
miglioramento di qualit un problema spinoso ed improbabile che sia risolto nel prossimo futuro
Valutazione dei conti economici.
In questo capitolo sono stati analizzati i modi in cui gli economisti misurano il prodotto nazionale e il
livello generale dei prezzi; tutte queste valutazioni sono misure adeguate del benessere sociale
generale? non dovrebbe sorprendere che la prosperit non garantisca la felicit di una Nazione;
nessuna crescita del PIL pu far fronte alle tensioni che derivano da una guerra impopolare e
fallimentare, ad un esame di coscienza sullingiustizia razziale rimandato da troppo tempo, ..; tuttavia,
la prosperit rimane una premessa essenziale per il successo nel raggiungimento di molte nostre
aspirazioni

A.

CAPITOLO 20 > QUADRO GENERALE DI MACROECONOMIA.


Domanda e offerta aggregata.
Lanalisi della domanda e dellofferta aggregata stata elaborata dagli economisti per contribuire a
spiegare le principali tendenze della produzione e dei prezzi; partiremo dunque dallillustrazione di
questo importante strumento della macroeconomia per poi utilizzarlo per comprendere alcuni eventi
storici di rilievo
Dentro la macroeconomia: la domanda e lofferta aggregata.
Definizioni di domanda e di offerta aggregata.
La figura mostra le relazioni esistenti tra le diverse variabili nellambito della macroeconomia;
divide gli strumenti di politica economica e le variabili endogene (interne) in 2 categorie, quelle che
agiscono sullofferta aggregata e quelle che incidono sulla domanda aggregata; la separazione delle
variabili in queste 2 categorie essenziale per comprendere che cosa determini il livello della
produzione, i prezzi e la disoccupazione

In basso nella figura sono indicate le forze che influiscono sullofferta aggregata, che si riferisce alla
quantit totale di beni e servizi che le aziende della Nazione sono disposte a produrre e a vendere in
un dato periodo; lOfferta Aggregata (OA) dipende dal livello dei prezzi, dalla capacit produttiva
delleconomia e dal livello dei costi
In generale quando i prezzi sono alti le aziende vorrebbero vendere tutto quello che possono produrre;
se invece i prezzi e i livelli di spesa sono bassi, le imprese possono decidere di produrre poco e si
trovano cos ad avere uneccessiva capacit produttiva; in altre condizioni, per esempio durante
lespansione economica di un periodo di guerra, le imprese possono operare al massimo della
propria capacit, sforzandosi di produrre a sufficienza in modo da far fronte a tutti gli ordini
evidente perci che lofferta aggregata dipende sia dal livello dei prezzi che le aziende possono
chiedere, sia dalla capacit delleconomia, ossia dalla produzione potenziale, che a sua volta
determinata dalla disponibilit di fattori immessi nel processo produttivo (i pi importanti dei quali
sono il lavoro e il capitale) e dallefficienza tecnica e gestionale con la quale si combinano tali input
Il prodotto nazionale e il livello generale dei prezzi sono determinati dalle 2 lame della forbice
dellofferta e della domanda aggregata
La seconda lama costituita dalla domanda aggregata, che si riferisce allimporto totale che i
diversi settori delleconomia sono disposti a spendere in un dato periodo; la Domanda Aggregata (DA)
la somma della spesa dei consumatori, delle aziende e dello Stato, e dipende dal livello dei prezzi
oltre che dalla politica monetaria e fiscale e da altri fattori; tra le componenti della domanda aggregata
rientrano le automobili, i prodotti alimentari e altri beni di consumo comperati dai consumatori, gli
impianti e le attrezzature acquistati dalle aziende, i missili e i computer acquistati dalla Pubblica
Amministrazione e le esportazioni nette; gli acquisti totali sono influenzati dai prezzi ai quali sono
offerti i beni, dalle forze esogene (esterne) e dalle politiche pubbliche
Usando entrambe le lame della forbice della domanda e dellofferta aggregata si ottiene lequilibrio,
come mostra il cerchio a destra della figura; il prodotto nazionale e il livello dei prezzi stabiliscono a

10

che punto gli acquirenti sono disposti a comprare e le imprese a vendere: lequilibrio e il livello dei
prezzi che ne derivano determinano loccupazione, la disoccupazione e il commercio internazionale
Le curve della domanda e dellofferta aggregata.
Le curve della domanda e dellofferta aggregata si usano spesso come ausilio nellanalisi delle
condizioni macroeconomiche; ricorderete che nel capitolo 3 le curve della domanda e dellofferta di
mercato sono state utilizzate per analizzare i prezzi e le quantit dei singoli prodotti: un apparato
grafico analogo pu aiutarci a capire come le politiche economiche e le forze esogene agiscano
attraverso la domanda e lofferta aggregata per determinare il prodotto nazionale e il livello dei prezzi
La figura mostra landamento della domanda e dellofferta aggregata per la produzione di unintera
economia: sullasse orizzontale, o delle quantit, indicata la produzione totale (il PIL reale)
delleconomia, su quello verticale il livello globale dei prezzi
La curva con pendenza decrescente la rappresentazione grafica della domanda aggregata, o
curva DA, e indica la somma di ci che i vari agenti operanti in quelleconomia (consumatori, imprese,
acquirenti stranieri e Pubblica Amministrazione) sono disposti ad acquistare a diversi livelli dei prezzi
(a parit di altri fattori che incidono sulla domanda): dalla curva evidente che ad un livello globale
dei prezzi di 150 la spesa sarebbe di 3 mila miliardi di euro (allanno); se il livello dei prezzi dovesse
salire a 200, la spesa totale diminuirebbe a 2300 miliardi di euro
La curva con pendenza crescente la rappresentazione grafica dellofferta aggregata, o curva OA,
che indica la quantit di beni e servizi che le aziende sono disposte a produrre e vendere a ciascun
livello dei prezzi (a parit di altri fattori che determinano lofferta): in base alla curva le imprese, ad
un livello dei prezzi 150, vorranno vendere beni e servizi per un totale di 3 mila miliardi di euro, mentre
offriranno una quantit pi elevata, pari a 3300 miliardi di euro, se i prezzi salgono a 200; a mano a
mano che aumenta il livello della produzione totale domandata le aziende vorranno vendere pi
beni e servizi ad un livello dei prezzi pi elevato

(Il prodotto nazionale e il livello globale dei prezzi sono determinati allintersezione delle curve DA e OA
nel punto E; questo equilibrio si verifica ad un livello globale dei prezzi in cui le imprese sono disposte
a produrre e vendere ci che i consumatori e altri richiedenti sono disposti a comprare)

Lequilibrio macroeconomico.
I concetti di domanda e offerta aggregata possono essere utilizzati per vedere come vengono
determinati i valori di equilibrio di prezzo e quantit: in termini pi semplici ci significa che si vuole
trovare il PIL reale e il livello globale dei prezzi in grado di soddisfare sia gli acquirenti sia i venditori

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Per le curve DA e OA presentate nella figura, leconomia in equilibrio nel punto E: solo in quel
punto, in cui il livello di produzione Q = 3000 e il livello dei prezzi P = 150, gli acquirenti e i venditori
sono soddisfatti; solo nel punto E gli acquirenti sono disposti a comprare esattamente la quantit che
le imprese sono disposte a produrre e a vendere
Lequilibrio macroeconomico una combinazione del livello generale dei prezzi e della quantit
globale prodotta in cui n gli acquirenti n i venditori desiderano cambiare i propri acquisti, le proprie
vendite o i prezzi
Se il livello dei prezzi fosse pi elevato di quello di equilibrio, per esempio P = 200, le imprese
vorrebbero vendere pi di quanto gli acquirenti sarebbero disposti a comprare; le imprese
desidererebbero vendere la quantit C mentre gli acquirenti vorrebbero comprare solo la quantit B
I beni si accumulerebbero negli scaffali mentre le aziende produrrebbero pi di quanto i consumatori
acquistino, e alla fine le imprese diminuirebbero la produzione e inizierebbero a ridurre i prezzi; a
mano a mano che il prezzo scende dal livello troppo alto di 200, il divario fra la spesa desiderata e le
vendite volute si ridurrebbe fino a raggiungere lequilibrio con P = 150 e Q = 3000
Una volta raggiunto lequilibrio n gli acquirenti n i venditori desiderano modificare le quantit
rispettivamente richieste o fornite, e non ci sono pressioni perch sia alterato il livello dei prezzi
Alcuni episodi di storia macroeconomica.
Lapparato della domanda e dellofferta aggregata pu essere utilizzato per analizzare alcuni dei
principali eventi macroeconomici nella storia economica del 900
Crisi dellofferta e stagflazione.
Nel corso degli anni 70 il mondo industrializzato fu colpito da un nuovo tipo di malattia
macroeconomica, la crisi dellofferta, che consiste in improvvisi cambiamenti delle condizioni di
costo o produttivit che modificano rapidamente lofferta aggregata
Le crisi dellofferta si verificarono con particolare violenza nel 73, definito lanno delle 7 piaghe e
segnato dalla perdita di raccolti, da cambiamenti delle correnti oceaniche, da massicce speculazioni
sui mercati mondiali delle materie prime, da turbolenze nei mercati dei cambi e dalla quadruplicazione
del prezzo mondiale del petrolio grezzo
Laumento del greggio fece salire vertiginosamente i prezzi allingrosso: i prezzi delle materie prime e
dei carburanti aumentarono drasticamente; poco dopo la crisi dellofferta linflazione sal
bruscamente e la produzione reale diminu, mentre tutti i maggiori Paesi industrializzati attraversavano
un periodo di stagflazione (compresenza di elevata disoccupazione e di persistente inflazione)
Come si pu interpretare la combinazione di produzione calante e prezzi crescenti? questo grande
aumento inaspettato del costo delle materie prime determin una crisi dellofferta che si pu
rappresentare graficamente come uno spostamento verso lalto della curva dellofferta aggregata;
uno spostamento verso lalto sulla curva OA indica che le imprese forniranno lo stesso livello di
produzione solo a prezzi sostanzialmente pi elevati; il fenomeno illustrato dalla figura

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Conseguenza spiacevole della crisi dellofferta sono prezzi pi elevati, seguiti da una diminuzione
della produzione e da un aumento della disoccupazione, con conseguente peggioramento di tutti i
principali obiettivi della politica macroeconomica
(Stagflazione = stagnazione (produzione inferiore) + inflazione (prezzi pi elevati); la situazione
opposta alla crisi dellofferta aggregata, ossia la crisi dellofferta positiva, determin la cosiddetta
nuova era delleconomia negli anni 90)
Restrizioni creditizie negli Stati Uniti, 1979-1982.
Nel 79 leconomia statunitense si era ripresa dalla crisi dellofferta del 73, la produzione era ritornata
al livello potenziale, ma linstabilit politica in Medio Oriente port ad unaltra crisi petrolifera: a
seguito della rivoluzione iraniana i prezzi del petrolio aumentarono enormemente e linflazione
aument drammaticamente
Una simile situazione era inaccettabile, perci la Federal Reserve prescrisse lamara medicina delle
restrizioni creditizie per rallentare linflazione: i tassi di interesse aumentarono rapidamente, il
mercato azionario croll, mentre risultava difficile ottenere crediti; la politica delle restrizioni creditizie
della Federal Reserve rallent la spesa dei consumatori e delle imprese; furono colpiti in modo
piuttosto duro i fattori della domanda aggregata sensibili ai tassi di interesse; dopo il 79 la costruzione
di case, gli acquisti di automobili, gli investimenti delle aziende e le esportazioni nette diminuirono
rapidamente
Si pu vedere chiaramente dalla figura come le restrizioni creditizie fecero salire i tassi di interesse e
ridussero la domanda aggregata: ci equivale a dire che la politica delle restrizioni creditizie ridusse le
spese e produsse uno spostamento verso sinistra e verso il basso della curva della domanda
aggregata

La diminuzione della domanda aggregata fece scendere la produzione al di sotto del prodotto
potenziale e il tasso di disoccupazione sal; queste severe misure ebbero come effetto positivo una
netta diminuzione dellinflazione; la politica di restrizioni creditizie riusc a porre fine allinflazione, ma
il Paese ne pag il prezzo con una pi elevata disoccupazione e una minore produzione
Le politiche monetarie restrittive degli anni 80 crearono le premesse per la lunga espansione
economica che dur dall82 al 2000 e che, interrotta solo da una leggera recessione del 90-91, si rivel
il periodo di maggiore stabilit macroeconomica della storia americana; il PIL reale crebbe, mentre
linflazione si attest su una media accettabile
Alla fine degli anni 90 molti occupati non avevano mai sperimentato una situazione negativa o
unondata inflazionistica, tanto che alcuni proclamarono ingenuamente che in questa nuova era
delleconomia il ciclo economico era morto
Il secolo della crescita.

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Latto finale di questo dramma macroeconomico riguarda la crescita della produzione e dei prezzi in
tutto il periodo a partire dal 1900; in molti Paesi, tra cui lItalia, la produzione enormemente
aumentata; come si pu spiegare questo andamento di lungo periodo?
Parte di questa crescita dovuta allaumento della scala di produzione, dato che gli input di capitale e
lavoro sono cresciuti rapidamente in questo periodo; altrettanto importanti sono stati i
miglioramenti di efficienza dovuti a nuovi prodotti (come le automobili) e nuovi processi (come il
calcolo elettronico); hanno contribuito alla crescita economica anche altri fattori meno evidenti,
come migliori tecniche di gestione e migliori servizi (comprese innovazioni, come la linea di
montaggio); molti economisti ritengono che la crescita misurata sottovaluti quella reale, perch le
stime tendono a non cogliere il contributo al tenore di vita derivante da nuovi prodotti e da migliorie
nella qualit dei prodotti stessi
La figura rappresenta il grande aumento della produzione nel sistema DA-OA: laumento degli input e i
miglioramenti di efficienze portarono ad un netto spostamento verso destra della curva OA da OA1900
a OA2000; si verific inoltre un rapido aumento dei costi di produzione, dovuto a costanti incrementi dei
salari, perci la curva OA si spost anche verso lalto: leffetto globale, quindi, fu laumento sia
della produzione sia dei prezzi

Il ruolo della politica economica.


Il compito principale della politica macroeconomica diagnosticare le condizioni della macroeconomia
e prescrivere la medicina adeguata: i governi italiani, per esempio, hanno continuamente il
problema di ridurre il deficit di bilancio:
-il rimedio ovvio aumentare le imposte e ridurre le spese, ma una tale politica provoca una
diminuzione della domanda aggregata nel breve periodo (spostamento verso sinistra della curva DA),
rischiando quindi di provocare una recessione
-daltra parte chiaro che nel lungo periodo occorre adottare misure che portino al pareggio di bilancio
Gli economisti non possono fornire una risposta scientificamente fondata su quale sia lapproccio
corretto da adottare, perch si tratta di questioni normative che presentano anche dilemmi legati ai
valori sociali e politici; possono per analizzare questioni concrete di economia positiva, stimando
leffetto di un taglio delle aliquote fiscali sulle entrate dello Stato e sul disavanzo di bilancio, tentando
di stabilire come laccantonamento di fondi per pagare pensioni future influir sul risparmio e sugli
investimenti nazionali e, infine, contribuendo a vagliare i vantaggi e gli svantaggi di investire nelle
persone piuttosto che costruire nuove fabbriche

CAPITOLO 23 > LE FLUTTUAZIONI ECONOMICHE E LA TEORIA DELLA DOMANDA AGGREGATA.


La storia del capitalismo caratterizzata da periodi ricorrenti di recessioni ed espansioni; di solito
queste fasi discendenti hanno breve durata e modesta gravit; in casi pi rari, per, per esempio
durante la Grande Depressione degli anni 30, la contrazione pu protrarsi per un decennio e provocare
diffuse difficolt economiche

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In altri periodi le condizioni economiche sono buone: i favolosi anni 90 segnarono un periodo di
prosperit per i consumatori americani, anche perch, a differenza di quanto era avvenuto nelle
precedenti, lunghe fasi di crescita, linflazione rimase bassa per tutti gli anni 90
Le variazioni di breve periodo dellattivit economica sono definite cicli economici o fluttuazioni
economiche; la comprensione dei cicli economici uno dei problemi che da sempre accompagna la
macroeconomia
Fino agli anni 30 gli economisti non erano in grado di rispondere in modo esauriente alle domande
relative ai cicli economici; a quel punto le rivoluzionarie teorie macroeconomiche di Keynes misero in
rilievo limportanza delle forze della domanda aggregata nellandamento dei cicli economici; la lezione
che abbiamo appreso dalleconomia keynesiana che nel breve periodo le variazioni della
domanda aggregata possono esercitare un notevole influsso sul livello globale del prodotto,
delloccupazione e dei prezzi
Sin dallinizio la struttura di fondo delleconomia keynesiana stata messa in dubbio, modificata e
sviluppata, ma la teoria della domanda aggregata rimane il modo migliore per comprendere il ciclo
economico
Nella seconda parte di questo capitolo descriveremo i fondamenti dellanalisi della domanda
aggregata e illustreremo il fondamentale approccio keynesiano ai cicli economici
A.

Fluttuazioni economiche.
La storia economica mostra che leconomia non cresce mai seguendo un percorso regolare e uniforme:
alcuni anni di vivace espansione e di prosperit sono seguiti da una recessione e persino da una
grave crisi; allora il prodotto nazionale cala, i profitti e i redditi reali scendono e il tasso di
disoccupazione sale a livelli elevati che creano disagio sociale, mentre schiere di lavoratori perdono
limpiego
Quando, alla fine, si tocca il fondo, inizia la ripresa, che pu essere lenta o veloce, incompleta o
tanto forte da portare ad una nuova espansione; la prosperit pu implicare un lungo periodo
sostenuto di vivace domanda, posti di lavoro in abbondanza e tenore di vita in aumento, oppure pu
essere segnata da una fiammata inflazionistica, che sar seguita da unaltra crisi
Le oscillazioni del prodotto, dellinflazione, dei tassi di interesse e delloccupazione costituiscono il ciclo
economico, che caratterizza tutte le economie di mercato
Caratteristiche del ciclo economico.
Un ciclo economico unoscillazione del prodotto nazionale, del reddito e delloccupazione, che di
solito dura per un periodo variabile dai 2 ai 10 anni, segnato da una diffusa espansione o contrazione
nella maggior parte dei settori delleconomia
Di solito gli economisti suddividono i cicli economici in 2 fasi principali, la recessione e lespansione;
i massimi e i minimi segnano i punti di svolta dei cicli; la figura mostra il susseguirsi delle fasi nel
ciclo economico; la fase decrescente di un ciclo economico viene detta recessione, che un periodo
ricorrente di diminuzione del prodotto totale, del reddito e delloccupazione ed segnata dalla diffusa
contrazione di molti settori delleconomia; la depressione una recessione su scala pi ampia sia per
entit che per durata
Landamento del tasso di variazione del PIL (a prezzi costanti) evidenzia landamento del ciclico di
uneconomia; in Italia, nel dopoguerra, con le eccezioni del 75 e del 93, unici anni a crescita
negativa, le recessioni hanno visto un semplice rallentamento della crescita
Bench le fluttuazioni di breve periodo siano denominate cicli, leffettivo andamento irregolare e
nessun ciclo economico uguale allaltro; non si pu utilizzare alcuna formula esatta per prevedere
la durata dei cicli economici e il periodo in cui si verificheranno
Bench i cicli economici non siano come gemelli identici, presentano spesso delle somiglianze; quelle
che seguono sono alcune caratteristiche tipiche di una recessione:

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spesso gli acquisti da parte dei consumatori diminuiscono rapidamente, mentre le scorte di
automobili e altri beni durevoli delle imprese aumentano inaspettatamente; le aziende reagiscono
limitando la produzione e il PIL reale cala; poco dopo anche gli investimenti delle imprese in impianti e
attrezzature diminuiscono rapidamente
la domanda di manodopera cala: ci si nota innanzitutto nella riduzione della settimana lavorativa
media, seguita da licenziamenti e da una disoccupazione pi elevata
mentre il prodotto diminuisce, linflazione rallenta, e mentre la domanda di materie prime scende, i
prezzi crollano; improbabile che i salari e i prezzi dei servizi calino, ma nelle fasi decrescenti tendono
ad aumentare meno rapidamente
i profitti delle imprese scendono rapidamente durante le recessioni e, in previsione, i prezzi delle azioni
ordinarie di solito calano, poich gli investitori hanno sentore di una fase decrescente degli affari, ma
siccome la domanda di crediti scende, durante le recessioni anche i tassi di interesse in genere
diminuiscono
Si parlato delle recessioni; le espansioni ne sono limmagine speculare, in cui ognuno dei fattori
opera in modo inverso
Le teorie del ciclo economico.
Meccanismi esogeni ed endogeni.
Nel corso degli anni la macroeconomia stata animata da accesi dibattiti sulle cause dei cicli
economici; non vi limite alle possibili spiegazioni, ma utile suddividere le diverse teorie in 2
categorie, quelle esogene e quelle endogene
Le teorie esogene individuano lorigine del ciclo economico nelle fluttuazioni di fattori al di fuori del
sistema economico: nelle guerre, nelle rivoluzioni e nelle elezioni politiche; nei prezzi del petrolio, nella
scoperta di giacimenti doro e nelle migrazioni; nella scoperta di nuove terre e risorse; nel progresso
scientifico e nelle innovazioni tecnologiche e persino nelle macchie solari e nelle condizioni
meteorologiche
La recessione del 73-75, dovuta alla grande crisi petrolifera, si presta ad essere spiegata attraverso
la teoria esogena; in tempi pi recenti molti analisti hanno ritenuto che la recessione del 90-91 fosse
stata scatenata dalle preoccupazioni dei consumatori dopo linvasione irachena del Kuwait
Un esempio di ciclo economico stato la scoperta del Nuovo Mondo: quando gli esploratori
iniziarono a tornare in Europa con i loro tesori, fecero crescere le quantit di oro e argento destinate
alla coniazione di moneta, favorendo cos lincremento dei prezzi e lespansione economica; la
scoperta dellAmerica rappresent un evento esogeno che produsse unespansione economica
Le teorie endogene, invece, cercano di individuare allinterno del sistema economico stesso i
meccanismi che creano i cicli economici; secondo questo approccio qualsiasi espansione determina la
recessione, e ogni contrazione genera la ripresa e lespansione (secondo una catena che si ripete in
modo semiregolare)
Un esempio rilevante quello della teoria del moltiplicatore-acceleratore: secondo il principio
dellacceleratore, la rapida crescita del prodotto stimola gli investimenti che a loro volta favoriscono
una maggior crescita del prodotto; il processo continua fino a quando si raggiunge la capacit
produttiva delleconomia e a quel punto il tasso di crescita economica rallenta; a sua volta la crescita
pi lenta riduce la spesa per investimenti e le scorte si accumulano tendendo ad indurre una
recessione delleconomia; il processo funziona allinverso fino a quando si raggiunge il punto di
minimo, leconomia si stabilizza e inizia la risalita
Espansione e contrazione speculativa.
Un altro ciclo endogeno quello dellespansione e contrazione speculativa verificatosi nel
capitalismo dell800 e durante la Grande Depressione, per poi riapparire negli Stati Uniti alla fine degli
anni 90 e allinizio del nuovo millennio
Il fenomeno della crescita e dellinnovazione nei settori della new economy (tra i quali, computer,
software e Internet) provoc, nel periodo compreso tra il 95 ed il 2000, unespansione di tipo
speculativo nelle azioni della new economy; tutto ci avveniva a prescindere dai beni e servizi
prodotti: le societ potevano vendere online qualsiasi bene o servizio

16

Gli studenti abbandonavano gli studi al college per diventare istantaneamente milionari; al culmine
della frenesia speculativa, le persone facevano la coda per acquistare azioni di societ che stavano
registrando forti perdite e, talvolta, non vendevano nulla; il valore delle aziende della new economy
sal fino a raggiungere cifre smisurate
Tutto ci stimol gli investimenti reali in computer, software e telecomunicazioni; gli investimenti in
attrezzature informatiche aumentarono enormemente, contribuendo di 1/5 alla crescita complessiva
del PIL reale nel periodo
Infine, gli investitori cominciarono a dubitare del valore reale di molte di queste imprese: le perdite
non facevano che accumularsi e limpulso ad acquistare i titoli prima che aumentassero fu sostituito
dal desiderio incontrollato di venderli prima che scendessero ancora; il prezzo delle azioni di una
societ-tipo della new economy scese da
50-100 dollari a pochi centesimi per azione e molte di esse fallirono; gli studenti che avevano
abbandonato luniversit tornarono sui banchi pi giudiziosi di prima ma raramente pi ricchi
La contrazione del mercato azionario negli anni 2000-2003 contribu alla recessione e alla bassa
crescita dello stesso periodo; gli investimenti in attrezzature informatiche e in computer scesero di
moltissimo; le impressionanti innovazioni della new economy si sono diffuse nella vita economica
ma, tranne qualche rara eccezione, gli investitori hanno ottenuto profitti minimi o nulli per i loro sforzi
Cicli indotti dalla domanda.
Una fonte importante di oscillazioni economiche data dalle crisi della domanda aggregata; un
caso tipico illustrato nella figura, che mostra come la riduzione della domanda aggregata incida sul
prodotto: supponiamo che inizialmente leconomia si trovi nel punto di equilibrio di breve periodo B;
successivamente, a causa della diminuzione della spesa per la difesa o di restrizioni creditizie, la curva
della domanda aggregata si sposta verso sinistra in DA; se non subentrano variazioni nellofferta
aggregata, leconomia raggiunger un nuovo equilibrio nel punto C; si noti che il prodotto scende da
Q a Q e inoltre che i prezzi sono inferiori rispetto allequilibrio precedente e il tasso di inflazione e
sceso

(La diminuzione della domanda aggregata porta ad una fase di recessione; in seguito allo
spostamento verso il basso della curva DA, il divario tra il PIL effettivo e potenziale diventa maggiore
durante la recessione)
Il caso di una forte espansione esattamente opposto: la curva DA si sposta verso destra, il
prodotto raggiunge il PIL potenziale o forse lo supera e i prezzi e linflazione aumentano
Le fluttuazioni del prodotto, delloccupazione e dei prezzi durante il ciclo economico sono spesso
provocate da variazioni della domanda aggregata che si verifica quando i consumatori, le imprese o
i governi modificano la spesa totale rispetto alla capacit produttiva delleconomia; quando queste
variazioni della domanda aggregata determinano brusche contrazioni leconomia attraversa periodi di
recessione o persino di depressione; una brusca espansione dellattivit economia pu portare
invece allinflazione
La riflessione sui cicli economici.

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Gli economisti osservano i cicli economici da quasi 200 anni; di seguito presentiamo alcune delle pi
importanti teorie del ciclo economico:
le teorie monetariste attribuiscono il ciclo economico allespansione e alla contrazione della moneta
e del credito

secondo il modello di interazione moltiplicatore-acceleratore gli shock esogeni vengono


propagati dallinterazione del moltiplicatore con una teoria degli investimenti nota come acceleratore,
generando fluttuazioni cicliche regolari del prodotto; questa teoria mostra come linterazione del
moltiplicatore e dellacceleratore possa determinare cicli regolari della domanda aggregata; uno
dei pochi modelli che prevedono cicli endogeni

le teorie politiche dei cicli economici attribuiscono la causa delle fluttuazioni ai politici che
manovrano le politiche monetarie e fiscali per essere rieletti; storicamente, le elezioni presidenziali
statunitensi vengono influenzate dalle condizioni economiche dellanno precedente alla data in cui si
tengono

nelle teorie del ciclo economico di equilibrio si sostiene che percezioni errate delle variazioni dei
prezzi e dei salari inducono i cittadini a fornire troppo o troppo poco lavoro, che determina i cicli di
prodotto e occupazione; in una versione di queste teorie, la disoccupazione aumenta durante le
recessioni perch i lavoratori aspettano di ricevere salari che in realt sono troppo elevati

i fautori del ciclo economico reale sostengono che congiunture positive o negative della produttivit
in un settore possono estendersi al resto delleconomia e provocare fluttuazioni; secondo questo
approccio classico, i cicli sono provocati principalmente da crisi dellofferta aggregata e non da
variazioni della domanda aggregata; tale approccio appare particolarmente interessante per spiegare
situazioni quali quella della Russia nel periodo di transizione dalla pianificazione centralizzata al
mercato negli anni 90, quando la rapida diminuzione del prodotto era dovuta principalmente
allincertezza e alla confusione che regnava

gli shock dellofferta si verificano quando le fluttuazioni economiche sono determinate da variazioni
dellofferta aggregata; gli esempi classici si sono avuti durante gli shock petroliferi degli anni 70,
quando bruschi aumenti dei prezzi del petrolio fecero contrarre lofferta aggregata, aumentare
linflazione e ridurre il prodotto e loccupazione; molti economisti ritengono che si possano spiegare la
bassa inflazione e la rapida crescita delleconomia americana del periodo 94-2000 con linfluenza
favorevole di shock dellofferta: in quel periodo i costi crebbero lentamente a causa della
diminuzione dei prezzi del petrolio, dei beni e delle importazioni, della rapida crescita della produttivit
e di aumenti dei prezzi dellassistenza sanitaria al di sotto della media
Ciascuna di queste teorie in competizione tra loro contiene elementi di verit, ma nessuna
universalmente valida; infatti, un saggio macroeconomista non soltanto conosce le diverse teorie, ma
sa anche quando e dove applicarle
Previsione dei cicli economici.
Gli economisti hanno elaborato strumenti di previsione in grado di anticipare le variazioni
delleconomia; una buona previsione illumina il terreno economico davanti a s e aiuta chi preposto
alle decisioni ad adeguare i propri interventi alle mutevoli condizioni economiche
Modelli econometrici e previsioni.
In passato gli economisti tentavano di prevedere le tendenze future studiando dati facilmente
disponibili relativi a fattori come la moneta, i carichi dei carri merci e la produzione di acciaio: una
diminuzione della produzione di acciaio, per esempio, era un segno che le imprese avevano ridotto gli
acquisti e che leconomia avrebbe ben presto rallentato
Questo processo venne infine formalizzato combinando diverse statistiche in un indice degli
indicatori anticipatori, ora pubblicato mensilmente negli Stati Uniti dal Department of Commerce;
bench non sia infallibile, questo elenco fornisce davvero automaticamente un segnale precoce della
tendenza allespansione o alla contrazione delleconomia
Per uno sguardo pi accurato nel futuro gli economisti si rivolgono a modelli computerizzati di
previsione economica; un modello econometrico un insieme di equazioni che rappresentato il

18

comportamento delleconomia stimato utilizzando dati storici; oggi questa una vera e propria
industria: gli econometristi stimano i modelli macroeconomici e prevedono il futuro delleconomia

In genere, gli elaboratori di modelli partono da una struttura analitica contenente equazioni che
rappresentano sia la domanda sia lofferta aggregata
sfruttando le tecniche della moderna econometria, ciascuna equazione viene adeguata ai dati storici
per ottenere stime dei parametri (come la propensione marginale al consumo, la forma dellequazione
di domanda di moneta, la crescita del PIL potenziale, ..)
ad ogni stadio gli elaboratori di modelli utilizzano inoltre la propria esperienza e la propria capacit di
giudizio per stabilire se i risultati sono verosimili
infine lintero modello viene elaborato e fatto girare sotto forma di sistema di equazioni (oggi i grandi
sistemi effettuano previsioni in base ad un numero di variabili molto elevato)
una volta specificate le variabili esogene e politiche (popolazione, spesa pubblica e aliquote dimposta,
politica monetaria, ..), il sistema di equazioni pu proiettare nel futuro importanti variabili
economiche
In normali circostanze gli addetti alle previsioni compiono un buon lavoro nellilluminare la strada che
ci attende; altre volte, soprattutto quando intervengono grandi variazioni di politica economica, la
previsione un mestiere rischioso
La figura mostra i risultati di una recente indagine sulle previsioni del PIL da parte delle principali
societ di previsione degli Stati Uniti; ai fini del confronto lo studio utilizzava come riferimento una
previsione ingenua secondo cui la crescita prevista del prodotto per lanno successivo era
semplicemente uguale al tasso di crescita dellanno corrente
Come indica la figura, i professionisti delle previsioni hanno ottenuto risultati sistematicamente
migliori rispetto alle previsioni ingenue; unaltra caratteristica importante illustrata nella figura che
linstabilit varia da periodo a periodo, con gli anni 50 e 70 relativamente instabili e gli anni 60 e 80
piuttosto tranquilli
Questa esperienza sottolinea il fatto che nel nostro mondo incerto la previsione economica tanto
unarte quanto una scienza; ma la sua forza tale che, anno dopo anno, i professionisti forniscono
risultati pi precisi di coloro che usano metodi non sistematici n scientifici

B. Fondamenti di analisi della domanda aggregata.


Nella prima met del capitolo sono state descritte le variazioni di breve periodo del prodotto,
delloccupazione e dei prezzi che caratterizzano le fluttuazioni economiche delle economie di mercato
ed stato illustrato come si possono verificare movimenti ciclici in concomitanza di variazioni della
domanda aggregata
giunto il momento di analizzare in modo approfondito gli aspetti fondamentali della domanda
aggregata, per comprendere meglio le forze di mercato che spingono leconomia
La domanda aggregata (DA) la quantit totale o aggregata di prodotto che viene acquistata
volontariamente ad un dato livello di prezzi e a parit di altri fattori; la spesa complessiva prevista in
tutti i settori economici, ed costituita da 4 componenti principali: il consumo, gli investimenti interni
privati, la spesa pubblica per beni e servizi e le esportazioni nette
1.

2.

3.

Consumo. Il consumo (C) determinato principalmente dal reddito disponibile, cio dal reddito
personale al netto delle imposte; altri fattori che incidono sul consumo sono le tendenze di lungo
periodo del reddito, la ricchezza delle famiglie e il livello dei prezzi; lanalisi della domanda aggregata
si incentra sui fattori che determinano il consumo reale (cio il consumo nominale o monetario diviso
lindice dei prezzi al consumo)
Investimenti. La spesa per investimenti (I) comprende gli acquisti di strutture e attrezzature e
laccumulo di scorte da parte di privati; i principali fattori che determinano gli investimenti sono il
livello di produzione, il costo del capitale (cos com definito dalle politiche fiscali insieme ai tassi di
interesse e altre condizioni finanziarie) e le aspettative sul futuro; il principale canale attraverso il
quale la politica economica pu agire sugli investimenti la politica monetaria
Spesa pubblica. Una terza componente della domanda aggregata la spesa pubblica per beni e
servizi (G); a differenza del consumo e degli investimenti, questa componente determinata
direttamente dalle decisioni di spesa pubblica

19

4.

Esportazioni nette. Lultima componente della domanda aggregata sono le esportazioni nette (X),
pari al valore delle esportazioni meno quello delle importazioni; queste ultime sono determinate dal
reddito e dal prodotto interno, dal rapporto tra prezzi interni ed esteri e dal tasso di cambio della
nostra moneta; le esportazioni sono limmagine speculare delle importazioni, determinate dai
redditi esteri, dai prezzi relativi e dai tassi di cambio esteri; le esportazioni nette saranno quindi
determinate dai redditi interni ed esteri, dai prezzi relativi e dai tassi di cambio
La figura mostra la curva DA e le sue 4 componenti principali; al livello dei prezzi P si possono
individuare i livelli dei consumi, degli investimenti, della spesa pubblica e delle esportazioni nette, la
cui somma Q: linsieme delle 4 categorie di spesa a questo livello dei prezzi costituisce la spesa
aggregata o domanda aggregata

(La curva della domanda aggregata si sposta quando si verificano cambiamenti nelle politiche
macroeconomiche (variazioni dellofferta di moneta, della spesa pubblica o delle aliquote dimposta) o
nei fattori esogeni che agiscono sulla spesa (come nel caso di cambiamenti del reddito estero, che
incidono sulle esportazioni X, o della fiducia delle imprese che influiscono sugli investimenti I)
La curva della domanda aggregata con pendenza decrescente.
Avrete notato innanzitutto che la curva della domanda aggregata della figura precedente ha
andamento decrescente: ci significa che, a parit di altre condizioni, il livello della spesa reale
diminuisce allaumentare del livello globale dei prezzi di uneconomia
Landamento decrescente dovuto allesistenza di alcuni elementi di reddito o del patrimonio che non
aumentano allaumentare del livello dei prezzi:
-quando il livello dei prezzi cresce, il reddito reale disponibile diminuisce, provocando un calo nella
spesa reale per i consumi
-se il livello dei prezzi sale, il valore reale del patrimonio diminuisce provocando, anche in questo caso,
la riduzione del livello reale di consumi
Una modalit importante con la quale i prezzi influenzano la spesa rappresentata dallofferta di
moneta; a volte, la Banca Centrale mantiene lofferta di moneta invariata in termini di euro (o la fa
aumentare ad un tasso prestabilito); quando i prezzi aumentano, pertanto, lofferta reale di moneta
(lofferta nominale di moneta corretta in base alle variazioni nel livello dei prezzi) si riduce: se, per
esempio, lofferta di moneta fissata a 600 miliardi di euro e lindice dei prezzi al consumo raddoppia,
lofferta reale di moneta si riduce passando da 600 a 300 miliardi di euro
Al contrarsi dellofferta reale di moneta, il denaro diventa relativamente difficile da reperire o scarso,
i tassi di interesse salgono e diventa pi arduo ottenere crediti; la scarsit del denaro fa diminuire gli
investimenti e il consumo; in breve, un aumento dei prezzi con offerta di moneta fissa, a parit di altre
condizioni, determina scarsit di denaro e una diminuzione della spesa reale totale
A seguito di tutti questi effetti dellaumento dei prezzi, leconomia si sposterebbe verso lalto e
verso sinistra lungo la curva decrescente DA
Illustriamo leffetto dellofferta di moneta della figura: ipotizziamo che leconomia sia in equilibrio nel
punto B, con un livello dei prezzi di 100, un PIL reale di 3 mila miliardi di euro e unofferta di moneta
di 600 miliardi di euro; supponete poi che in seguito il livello dei prezzi salga da 100 a 150; siccome

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lofferta nominale di moneta tenuta costante, quella reale scende da 600 a 400 miliardi di euro; la
riduzione dellofferta reale di moneta fa salire i tassi di interesse: ne deriva una diminuzione della
spesa per le case, gli impianti, le attrezzature, le automobili e altri acquisti sensibili ai tassi di
interesse; leffetto che la spesa reale totale scende a 2 mila miliardi di euro, in corrispondenza del
punto C, che mostra la riduzione della spesa reale prodotta dallaumento dei prezzi

La curva DA ha un andamento decrescente, indice del fatto che la spesa reale diminuisce
proporzionalmente allaumento del livello dei prezzi, a parit di altre condizioni; la spesa reale si
riduce con un livello dei prezzi superiore a causa delleffetto dei prezzi pi elevati sui redditi reali, sul
patrimonio reale e sullofferta reale di moneta
Differenza tra la domanda in microeconomia e in macroeconomia.
necessario soffermarsi per dare un importante avvertimento sulla differenza tra la curva della
domanda in microeconomia e in macroeconomia
-Ricordate dallo studio della domanda e dellofferta che il diagramma della domanda in microeconomia
presenta il prezzo di un singolo bene sullasse verticale e la produzione di tale bene su quello
orizzontale, a parit di tutti gli altri prezzi e dei redditi totali dei consumatori
-nella curva della domanda aggregata, invece, il livello generale dei prezzi varia se ci muoviamo lungo
lasse verticale; inoltre il prodotto e i redditi totali variano lungo la curva DA, mentre sono tenuti
costanti per la curva della domanda in microeconomia
-La pendenza negativa della curva della domanda in microeconomia deriva dalla capacit dei
consumatori di sostituire altri beni al prodotto in questione: se il prezzo della carne varia, la
quantit richiesta diminuisce perch i consumatori sostituiscono la carne con il pane e le patate,
usando una quantit maggiore dei beni relativamente a buon mercato e una minore di quelli
relativamente costosi
-la curva della domanda aggregata ha pendenza decrescente per una ragione ben diversa: la spesa totale
diminuisce quando il livello globale dei prezzi sale principalmente perch lofferta fissa di moneta
devessere razionata tra i richiedenti alzando i tassi di interesse, imponendo restrizioni creditizie e
riducendo la spesa
Le curve DA della macroeconomia differiscono dalle loro cugine della microeconomia perch le prime
descrivono variazioni di prezzi e prodotto dellintera economia, mentre le seconde analizzano il
comportamento di un singolo bene; inoltre la curva DA ha una pendenza decrescente soprattutto a
causa delleffetto dellofferta di moneta, mentre la curva di domanda della microeconomia ha un
andamento decrescente perch i consumatori sostituiscono con altri beni quelli i cui prezzi sono
aumentati
Spostamenti della domanda aggregata.

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Si visto che, a parit di altre condizioni, la spesa totale delleconomia tende a diminuire
allaumentare del livello dei prezzi; anche altri fattori, per, tendono a variare, e questi influssi
determinano spostamenti della domanda aggregata

I fattori che determinano la curva DA possono essere suddivisi in 2 categorie, come indica la tabella:
la prima comprende le principali variabili di politica economica soggette al controllo pubblico, e sono
rappresentate dalla politica monetaria (costituita da provvedimenti mediante i quali la Banca
Centrale pu agire sullofferta di moneta e sulle altre condizioni finanziarie) e dalla politica di
bilancio (che comprende le imposte e la spesa pubblica)
la seconda categoria costituita dalle variabili esogene, o variabili che vengono determinate al di
fuori dellapparato DA-OA: come indica la tabella, alcune di queste variabili (come guerre e rivoluzioni)
esulano dallambito dellanalisi macroeconomica propriamente detta, alcune (come lattivit
economica estera) sfuggono al controllo della politica interna, e altre ancora (come il mercato
azionario) godono di un ampio spazio di manovra indipendente
Variabile
Variabili di
politica
economica
Politica monetaria

Politica di bilancio

Incidenza sulla domanda aggregata

Laumento dellofferta di moneta fa scendere i tassi di interesse e


migliora le condizioni di credito determinando livelli pi elevati di
investimenti e consumo di beni durevoli
Gli aumenti degli acquisti di beni e servizi fanno salire direttamente la
spesa; le riduzioni delle imposte o gli incrementi dei trasferimenti fanno
crescere il reddito e determinano un maggior consumo; le agevolazioni
fiscali come quelle sugli investimenti possono portare ad una maggiore
spesa in un settore particolare

Variabili esogene
Prodotto estero
Valori delle attivit
patrimoniali

Progresso
tecnologico

Varie

La crescita del prodotto estero determina un aumento delle esportazioni


nette
Laumento dei prezzi delle azioni e delle case determina una maggiore
ricchezza delle famiglie e quindi incrementa il consumo; porta inoltre ad
un costo minore del capitale e fa crescere gli investimenti delle imprese
Il progresso tecnologico pu creare nuove opportunit di investimenti
delle imprese e di consumo; esempi importanti ne sono stati la ferrovia,
lautomobile e i computer
Eventi politici come gli accordi di libero scambio e la fine della guerra
fredda rafforzano la fiducia dei consumatori e delle imprese e accrescono
la spesa per investimenti e beni di consumo durevoli

Consideriamo lentrata in guerra degli Stati Uniti in Iraq nel 2003; i costi aggiuntivi del conflitto
comprendevano le retribuzioni dei militari, gli acquisti di munizioni e di equipaggiamento e i costi di
trasporto: tutto ci avrebbe avuto leffetto di aumentare la spesa G; se qualche altra componente
della spesa non avesse compensato la crescita di G, tutta la curva DA si sarebbe spostata
progressivamente verso lalto e verso destra; analogamente, un incremento dellofferta di moneta,
uninvenzione completamente nuova o un aumento del valore della ricchezza dei consumatori dovuta
ad un rialzo delle azioni porterebbero ad una crescita della domanda aggregata e ad uno
spostamento verso lesterno della curva DA
La figura mostra come i cambiamenti delle variabili elencati nella tabella influirebbero sulla curva DA;
per verificare la vostra comprensione, costruire una tabella simile che indichi le forze che tenderebbero
a far diminuire la domanda aggregata

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(In questo caso gli altri fattori non sono pi costanti; i cambiamenti di variabili che sono alla base
della curva DA, come lofferta di moneta, la politica fiscale o la spesa militare, determinano variazioni
nella spesa totale ad un dato livello dei prezzi e uno spostamento della curva)
Importanza relativa dei fattori che incidono sulla domanda.
Sebbene gli economisti generalmente concordino sui fattori che incidono sulla domanda, divergono
per laccento posto sulle diverse forze: alcuni, per esempio, si concentrano principalmente sui fattori
monetari nellanalisi delle variazioni della domanda aggregata, sottolineano in modo particolare il ruolo
dellofferta di moneta, che secondo questi economisti, spesso definiti monetaristi, il principale
fattore che determina il valore monetario totale della spesa
Altri economisti si concentrano invece su fattori esogeni: alcuni, per esempio, hanno sostenuto che il
progresso tecnologico uno dei fattori determinanti nelle fasi di espansione e contrazione; le
ferrovie, per esempio, divennero economicamente convenienti solo intorno alla met dell800: tale
innovazione segn linizio di 2 decenni di massicci investimenti in strade ferrate in tutto il mondo e
favor una notevole espansione economica delle economie industrializzate; analizzando gli eventi degli
anni 90 gli economisti hanno concluso che le fondamentali innovazioni nellhardware, nel software
e nelle comunicazioni determinarono una rapida diminuzione dei prezzi del settore e delleconomia in
generale producendo un aumento significativo della crescita potenziale globale delleconomia e un
notevole incremento degli investimenti
La corrente principale del pensiero macroeconomico attuale una sintesi di diversi approcci; nello
studio dei cicli economici, gli studiosi di macroeconomia si basano solitamente sugli approfondimenti
delleconomia keynesiana, che considera gli shock alla domanda aggregata come fonte di disturbi
ciclici; questi shock potrebbero derivare dalla politica monetaria o fiscale oppure da disturbi nel
settore privato
Ogni periodo porta con s shock tecnologici, politici e militari che producono un impatto ciclico dalle
caratteristiche uniche
possibile evitare il ciclo economico?
La storia dei cicli economici degli Stati Uniti mostra unevidente tendenza ad una maggiore stabilit
negli ultimi 150 anni; nel periodo conclusosi con il 1940 si verificarono numerose crisi e depressioni,
cio contrazioni prolungate che si soprapponevano; dal 45 i cicli economici sono divenuti meno
frequenti e pi moderati e molti statunitensi entrano nel nuovo millennio senza aver mai
sperimentato una grave contrazione economica
Alcuni ritengono che il capitalismo sia intrinsecamente pi stabile ora di un tempo; parte della
stabilit deriva da un settore pubblico pi esteso e prevedibile; a nostro modo di vedere ci che
conta maggiormente che una migliore comprensione della macroeconomia consente ora al

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governo di attuare politiche monetarie e di bilancio per impedire che le crisi di trasformino in
recessioni e per impedire che queste ultime si traducano in depressioni
Negli anni 90 leconomia statunitense godette del periodo di maggiore stabilit della sua storia
macroeconomica; alcuni si chiesero persino se il ciclo economico fosse morto; scrissero infatti che
grazie ad una saggia gestione e ai liberi mercati, le recessioni e linflazione erano state bandite per
sempre dal Paese; secondo noi simili affermazioni sono premature; possibile che i cicli economici
abbiano abbandonato il Nordamerica, ma in altre economie sono stati addirittura pi frequenti negli
anni 90 rispetto ai decenni precedenti
Ormai le recessioni in genere vengono considerate fondamentalmente prevenibili, tuttavia il loro
pericolo non del tutto scomparso

CAPITOLO 31 > LA DISOCCUPAZIONE E I FONDAMENTI DELLOFFERTA AGGREGATA.


B. La disoccupazione.
Nei primi anni del 2000, tra declino della borsa, attacchi terroristici, scandali finanziari e guerra, il
numero di disoccupati negli Stati Uniti aument vertiginosamente; la maggior parte erano persone che
avevano perso lavoro involontariamente
Misure della disoccupazione.
I dati sul lavoro e sulla disoccupazione sono tra i dati economici pi completi e pi attentamente
elaborati che un Paese raccolga; vengono redatti ogni mese secondo una procedura nota come
campionamento casuale della popolazione (il campionamento casuale una tecnica essenziale
per la stima del comportamento o delle caratteristiche di unintera popolazione; consiste nella scelta
a caso di un sottogruppo della popolazione e nel successivo svolgimento di unindagine sul gruppo cos
selezionato)

Nel sondaggio la popolazione in et da lavoro viene suddivisa nei seguenti 4 gruppi:


occupati. Sono persone che svolgono un lavoro retribuito, oltre a coloro che hanno un lavoro ma sono
assenti per motivi di malattia, per scioperi o ferie
disoccupati. Questo gruppo comprende persone che non sono occupate ma cercano attivamente un
impiego o sono in attesa di tornare a lavorare; per essere considerata disoccupata una persona deve
riferire di aver compiuto precisi sforzi (come recarsi nelle aziende del luogo o rispondere ad annunci
economici) per trovare un lavoro
persone non appartenenti alla forza lavoro. Si tratta di quella parte della popolazione adulta che
frequenta una scuola, fa i lavori domestici, in pensione, troppo malata per lavorare o
semplicemente non cerca lavoro
forza lavoro. Comprende tutti coloro che sono occupati o disoccupati
Le persone che hanno un lavoro sono occupate; quelle che non lo hanno, ma lo cercano, sono
disoccupate; quelle che non lo hanno e che non lo cercano non rientrano nella forza lavoro; il
rapporto tra forza lavoro e popolazione totale detto tasso di attivit, mentre il tasso di
disoccupazione dato dal numero di disoccupati diviso la forza lavoro totale
Limpatto della disoccupazione.
Lelevata disoccupazione un problema sia economico sia sociale: come problema economico
rappresenta uno spreco di risorse preziose; quale problema sociale costituisce una fonte di enorme
sofferenza per i lavoratori che restano con un reddito ridotto
Limpatto economico.
Quando il tasso di disoccupazione sale, leconomia spreca effettivamente tutti i beni e i servizi che i
lavoratori disoccupati avrebbero prodotto: durante le recessioni come se enormi quantit di
automobili, case, vestiti e altri beni fossero semplicemente gettati via
La tabella fornisce un calcolo della misura in cui il prodotto si scostato dal PIL potenziale nei
principali periodi di disoccupazione elevata nel corso degli ultimi 50 anni negli Stati Uniti; la maggiore
perdita economica si verific durante la Grande Depressione, ma anche negli stagnanti anni 70 e 80
si assistette ad unenorme perdita di prodotto
La quantit di prodotto perso calcolata come differenza tra il PIL potenziale e quello effettivo

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Le perdite nei periodi di elevata disoccupazione sono i maggiori sprechi documentati di uneconomia
moderna, e sono molto superiori alle stime delle inefficienze microeconomiche dovute al monopolio o a
quelle indotte da dazi doganali e contingentamenti
Limpatto sociale.
Il costo economico della disoccupazione certamente elevato, ma quello sociale enorme; nessuna
cifra pu indicare adeguatamente il prezzo umano e psicologico di lunghi periodi di persistente
disoccupazione involontaria
La legge di Okun.
La conseguenza pi dolorosa di qualsiasi recessione laumento del tasso di disoccupazione: quando il
prodotto cala, le imprese necessitano di minori input di lavoro, perci non assumono nuovi lavoratori
e licenziano parte della forza lavoro
La disoccupazione di solito procede parallelamente al prodotto: la natura esatta di questa
correlazione, inizialmente individuata da Okun, ora nota come legge di Okun: per ogni 2 punti
percentuali di diminuzione del PIL rispetto al PIL potenziale, il tasso di disoccupazione sale di 1 punto
percentuale
Se, per esempio, il PIL parte dal 100% del potenziale e scende al 98%, il tasso di disoccupazione
cresce di 1 punto percentuale, diciamo dal 6 al 7%
La figura mostra che il prodotto e la disoccupazione procedono insieme nel corso del tempo

Possiamo illustrare la legge di Okun analizzando le tendenze del prodotto e della disoccupazione negli
Stati Uniti negli anni 90: durante lultima recessione del 91 il tasso di disoccupazione sal al 6.9%; a
quel punto si stim che il PIL effettivo fosse inferiore a quello potenziale del 2.5%; nei successivi 9 anni
il prodotto crebbe pi velocemente del potenziale del 5.8%, tanto che nel 99 si stimava che il PIL
effettivo fosse superiore al potenziale del 3.3%; secondo la legge di Okun, il tasso di disoccupazione
avrebbe dovuto scendere di 2.9 punti percentuali (5.8/2) attestandosi al 4% (6.9 - 2.9); in effetti il
tasso di disoccupazione del 99 era del 4.2%, una previsione decisamente azzeccata a dimostrazione
del fatto che la legge di Okun pu essere utilizzata per mettere in relazione le variazioni del tasso di
disoccupazione con la crescita del prodotto
Unimportante conseguenza della legge di Okun che il PIL effettivo deve crescere con la stessa
rapidit di quello potenziale unicamente per impedire che la disoccupazione aumenti; se si vuole far
scendere il tasso di disoccupazione, inoltre, il PIL effettivo deve crescere pi velocemente di quello
potenziale
La legge di Okun crea un legame fondamentale tra il mercato del prodotto e quello del lavoro, e
descrive il rapporto tra modifiche del PIL nel breve periodo e variazioni della disoccupazione
Leconomista come responsabile politico.
Okun (900) fu uno dei pi creativi economisti americani del dopoguerra; diede inizio allanalisi del
prodotto potenziale, che sfrutt per scoprire la relazione tra prodotto e disoccupazione, nota come
legge di Okun; una delle sue principali preoccupazioni era trovare modi per contenere linflazione
senza lasciare disoccupate milioni di persone; spos gli innovativi metodi di approccio alle politiche

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antinflazionistiche detti politiche dei redditi su base fiscale; Okun era famoso anche per luso di
semplici similitudini per illustrare le questioni economiche; paragon le argomentazioni contro
laumento delle imposte del 68 negli Stati Uniti a quelle di suo figlio di 7 anni per non prendere la
medicina: dice che sta benissimo, oppure che sta cos male che niente pu aiutarlo, che la prender in
seguito nel corso della giornata se la sua gola non migliora, che non giusto se non la prendono anche
i suoi fratelli; Okun dimostr pi volte che una storia ben raccontata spesso vale pi di mille
equazioni
Problemi del mercato del lavoro.
Chi sono i disoccupati?
Si possono constatare le condizioni del mercato del lavoro confrontando gli anni in cui il prodotto
vicino al livello potenziale con quelli delle recessioni; le differenze tra questi anni mostrano come i
cicli economici incidano sullentit, sulle origini, sulla durata e sulla distribuzione della
disoccupazione
Il tasso di occupazione in Italia molto maggiore per i maschi rispetto alle femmine e, di riflesso, il
tasso di disoccupazione mostra uno svantaggio per le femmine e per i giovani, anche se, per la
seconda met degli anni 90 e i primi anni del 2000, la disoccupazione giovanile si ridotta
considerevolmente
Durata della disoccupazione.
Un altro problema fondamentale riguarda la durata; una caratteristica sorprendente dei mercati del
lavoro americani che una porzione consistente della disoccupazione di breve durata: nel 2003 un
terzo dei lavoratori disoccupati rimasero senza impiego per meno di 5 settimane, mentre la
disoccupazione a lungo termine era rara
In Europa, dove il lavoro caratterizzato da una minore mobilit e da maggiori ostacoli al
cambiamento economico, la disoccupazione a lungo termine alla met degli anni 90 raggiunse il 50%
dei disoccupati; questo fenomeno pone gravi problemi sociali perch dopo alcuni mesi le risorse a
disposizione delle famiglie (i risparmi, i sussidi di disoccupazione e la disponibilit ad aiutarsi
reciprocamente) iniziano a venir meno
Origini della disoccupazione.
Alcune informazioni possono essere tratte dalle indagini condotte negli Stati Uniti sulle ragioni per
cui si diventa disoccupati
Sussiste sempre una certa disoccupazione derivante dal cambiamento di residenza o dal ciclo di vita:
trasferimenti, entrata nella forza lavoro per la prima volta, ..; i principali cambiamenti nel tasso di
disoccupazione nel corso del tempo derivano dallaumento delle persone che perdono il lavoro;
questa fonte di disoccupazione aumenta enormemente durante una recessione per 2 motivi:
innanzitutto il numero di persone che perde il lavoro aumenta e poi ci vuole pi tempo per trovare un
nuovo impiego
La disoccupazione giovanile.
I giovani al di sotto dei 20 anni in genere presentano il tasso di disoccupazione pi elevato di
qualsiasi gruppo demografico
Negli Stati Uniti, e anche in Europa, la disoccupazione giovanile ha una grande componente
frizionale: i giovani trovano lavoro velocemente e lo cambiano spesso
La durata media della disoccupazione giovanile solo la met di quella degli adulti: per esempio, negli
Stati Uniti la durata media di un lavoro tipico 12 volte maggiore per gli adulti rispetto ai giovani
Quasi tutti gli anni la met dei giovani disoccupati al di sotto dei 20 anni rappresentata da nuove
entrate, persone che precedentemente non avevano mai avuto un lavoro retribuito
Tutti questi fattori indicano che la disoccupazione giovanile in gran parte frizionale, cio riflette le
ricerca e lavvicendamento necessari ai giovani per scoprire le proprie capacit personali e imparare
che cosa significhi lavorare
Ma i giovani alla fine giungono a possedere le stesse capacit e abitudini di lavoro delle persone con
esperienza: lacquisizione di esperienza e laddestramento, insieme ad un maggior desiderio di lavoro

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a tempo pieno, sono i motivi per cui i lavoratori di mezza et hanno tassi di disoccupazione molto pi
bassi dei giovani al di sotto dei 20 anni
La disoccupazione: alta in Europa, bassa in America.
Mentre in America i tassi di disoccupazione sono scesi ai minimi storici alla fine degli anni 90, la
disoccupazione europea salita vertiginosamente negli ultimi 30 anni
Come possiamo spiegare lesistenza di mercati del lavoro cos diversi nelle 2 regioni? in parte il motivo
va probabilmente ricercato nelle differenze in termini di politiche macroeconomiche: gli Stati Uniti
hanno ununica Banca Centrale, la Federal Reserve, che controlla attentamente leconomia
americana; quando la disoccupazione inizia ad aumentare, la Federal Reserve allenta la politica
monetaria per stimolare la domanda aggregata e arginare laumento della disoccupazione
In Europa, invece, le Banche Centrali sono state storicamente pi di una; fino al 99 lEuropa era una
confederazione di Paesi le cui politiche monetarie erano dominate dalla Banca Centrale tedesca, la
Bundesbank, che era fieramente indipendente e mirava in primo luogo a mantenere la stabilit dei
prezzi in Germania; quando la disoccupazione saliva nel resto dEuropa e quindi anche in Germania, la
Bundesbank alzava i tassi di interesse; questo tendeva a far diminuire il prodotto e aumentare la
disoccupazione in Paesi le cui politiche monetarie erano legate a quella della Germania
Unaltra caratteristica della disoccupazione europea riguarda laumento della disoccupazione
strutturale: lEuropa stata la culla dello stato assistenziale e Paesi come la Germania, la Francia e
la Svezia hanno concesso per legge una generosa previdenza sociale, sussidi di disoccupazione, salari
minimi e tutela dellimpiego per i lavoratori; queste politiche tendono ad aumentare i salari reali
perch i lavoratori possiedono un maggiore potere contrattuale e possono fare un interessante uso
alternativo del loro tempo; chi beneficia della previdenza sociale o dei sussidi di disoccupazione
potrebbe essere volontariamente disoccupato, ma in genere viene considerato come disoccupato
nelle statistiche reali
Gli Stati Uniti sono stati meno generosi nel concedere benefici in termini di previdenza sociale e
sussidi di disoccupazione e le recenti modifiche alle leggi di previdenza rendono lo stato del benessere
ancora meno attraente per quanto riguarda le prospettive di lavoro dei prossimi anni
Possiamo scorgere le differenze tra i sistemi economici guardando i diagrammi del mercato del lavoro
e le curve della domanda e dellofferta: le istituzioni del lavoro americane assomigliano a quelle
delleconomia con salari flessibili; le pi rigide istituzioni del lavoro europee, invece, assomigliano a
quelle delleconomia con salari rigidi; in Europa i salari reali non sono diminuiti quanto negli Stati Uniti,
ma il numero degli occupati salito lentamente mentre la disoccupazione subiva unimpennata
Qual il rimedio per lalto livello di disoccupazione in Europa? alcuni economisti ritengono che la
nuova Banca Centrale Europa potrebbe mantenere un miglior equilibrio dellofferta e della domanda
aggregata in quella regione; le politiche di gestione della domanda potranno per fare ben poco per
curare la disoccupazione strutturale dellEuropa; molti esperti ritengono che sar necessario migliorare
le istituzioni del mercato del lavoro limitando le misure pi generose di previdenza sociale e i sussidi
alla disoccupazione ed eliminando le restrizioni allassunzione e al licenziamento delle imprese
Seppure lentamente e con disagio sociale, in molti Paesi sono state introdotte riforme che, insieme
alle facilitazioni del credito, al deprezzamento delleuro e allazione trainante delleconomia americana,
hanno iniziato a ridurre lelevata disoccupazione presente nelleconomia europea

CAPITOLO 32 > ASSICURARE LA STABILIT DEI PREZZI.


Recentemente, gli Stati Uniti hanno registrato un livello di inflazione contenuto e stabile senza
precedenti nella storia della Nazione e unico tra i Paesi ad alto reddito; ci principalmente dovuto al
successo della politica monetaria nel mantenere la produzione in uno stretto corridoio tra gli
eccessi inflazionistici e le contrazioni che caratterizzano le fasi di depressione; si scoperto che la
bassa inflazione era in parte dovuta al declino dei sindacati, ad una forza lavoro che stava
invecchiando e ad una maggiore docilit dei lavoratori di fronte allaggressivo contenimento dei costi
da parte della direzione aziendale

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Inoltre, la contenuta inflazione era legata al calo straordinario dei prezzi di computer e altri prodotti
della new economy, nonch alla stabilit delle quotazioni del petrolio e delle materie prime; un fattore
nuovo nellequazione dellinflazione fu la crescente globalizzazione della produzione; man mano
che gli Stati Uniti si integravano nei mercati mondiali, le imprese americane scoprivano che i loro
prezzi erano vincolati da quelli dei concorrenti a livello internazionale; anche quando le vendite di
automobili erano in forte espansione, i produttori statunitensi non aumentarono troppo i prezzi per
timore di perdere quote di mercato a favore dei giapponesi e di altri produttori
Allinterno delleconomia statunitense agivano forze che tenevano sotto controllo linflazione anche
quando la disoccupazione diminuiva; altri Paesi non furono per altrettanto fortunati
In questo capitolo verranno analizzati il significato dellinflazione e i fattori che la determinano; inoltre
si illustreranno importanti problemi inerenti allintervento pubblico che sorgono in questo ambito
A.

Definizione ed effetto dellinflazione.


Cos linflazione?
Linflazione si verifica quando aumenta il livello generale dei prezzi; attualmente viene calcolata
utilizzando gli indici dei prezzi, medie ponderate dei prezzi di migliaia di singoli prodotti; per
esempio, lIndice dei Prezzi al Consumo (IPC) misura il costo di un paniere di beni di consumo e
servizi rispetto al costo di paniere in un particolare anno base, mentre il deflatore del PIL il prezzo
del PIL; il tasso di inflazione la velocit di variazione del livello generale dei prezzi e si misura
come segue:

La storia dellinflazione.
Linflazione esiste da quando esistono le economie di mercato; la figura illustra la storia dei prezzi in
Inghilterra a partire dal 200: nel lungo periodo, i prezzi in genere sono saliti, ma esaminiamo anche la
linea che raffigura landamento dei salari reali (il tasso salariale diviso i prezzi al consumo):
confrontando le 2 linee si deduce che linflazione non necessariamente accompagnata da una
diminuzione del reddito reale; possiamo vedere inoltre che i salari reali sono aumentati
costantemente dall800 circa e che sono pi che decuplicati da allora
La seconda figura si incentra sul comportamento dei prezzi al consumo negli Stati Uniti dalla
Rivoluzione Americana: fino alla Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti erano un sistema monetario
misto aureo e argenteo e landamento dei prezzi era regolare: i prezzi salivano alle stelle durante i
periodi bellici e poi riscendevano durante le basse congiunture postbelliche; landamento, per,
cambiato nettamente dopo la Seconda Guerra Mondiale: i prezzi ora viaggiano su una strada a
senso unico, in salita, lascesa rapida in periodi di espansione economica e contenuta nei periodi di
stallo
La terza figura mostra linflazione da prezzi negli ultimi 50 anni: si pu vedere come gli ultimi anni,
caratterizzati da uninflazione contenuta e stabile, siano insolitamente tranquilli
Tre tipi di inflazione.
Linflazione presenta diversi livelli di gravit, quindi utile suddividerla in 3 categorie: inflazione
moderata, inflazione galoppante e iperinflazione
Inflazione moderata.
Linflazione moderata contraddistinta da prezzi che aumentano lentamente e in modo prevedibile;
il termine potrebbe essere utilizzato per descrivere situazioni in cui il tasso di inflazione annuale ad
una sola cifra; quando i prezzi sono relativamente stabili, i cittadini si fidano della moneta, sono
disposti a tenerla perch il mese o lanno successivo varr quasi quanto vale in quel momento, e sono
disposti a stipulare contratti a lungo termine in termini monetari perch confinano che i prezzi e i costi

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dei beni che acquistano e vendono non varieranno molto; nella maggior parte dei Paesi industrializzati
si registrata una bassa inflazione negli ultimi decenni
Inflazione galoppante.
Linflazione a 2 o 3 cifre, del 20, 100 o 200% allanno, viene definita inflazione galoppante o
inflazione altissima ed relativamente comune, soprattutto in Paesi caratterizzati da governi deboli,
guerre o rivoluzioni
Quando linflazione galoppante si consolida, si verificano gravi distorsioni economiche; in genere i
contratti vengono agganciati ad un indice dei prezzi o ad una valuta estera come il dollaro: in queste
condizioni la moneta perde valore molto rapidamente, e i cittadini ne conservano il minimo
indispensabile per le transazioni quotidiane; i mercati finanziari si indeboliscono mentre il capitale
viene trasferito allestero; i cittadini accumulano beni, acquistano case e in nessuna circostanza
prestano denaro a bassi tassi di interesse nominale
Iperinflazione.
Mentre le economie sembrano sopravvivere in condizioni di inflazione galoppante, un terzo tipo di
inflazione, questa volta letale, subentra quando colpisce il cancro delliperinflazione
Non si pu dire nulla di positivo di uneconomia di mercato in cui i prezzi salgono di un milione o un
miliardo per cento allanno
Le iperinflazioni sono particolarmente interessanti per gli studiosi dellinflazione, perch ne mettono in
luce gli effetti disastrosi
Il caso di iperinflazione documentato in modo pi esauriente si verific nella Germania di Weimar negli
anni 20: il govern stamp cartamoneta in quantit enorme, facendo salire a livelli astronomici sia la
moneta sia i prezzi; se una persona avesse posseduto obbligazioni tedesche per un valore di 300
miliardi di marchi allinizio del 22, con gli stessi soldi non avrebbe potuto comprare una caramella 2
anni dopo
Nei primi anni 20 la Germania non riusc ad incassare imposte a sufficienza, perci utilizz la zecca
per pagare i conti dello Stato; le scorte di moneta salirono a livelli astronomici dallinizio del 22 al
dicembre 23 e i prezzi aumentarono vertiginosamente, mentre i cittadini tentavano disperatamente di
liberarsi della moneta prima che perdesse tutto il suo valore

Gli studi hanno individuato molte caratteristiche comuni delliperinflazione:


la domanda reale di moneta (misurata come massa monetaria divisa per il livello dei prezzi)
diminuisce drasticamente; i cittadini in effetti si danno da fare per liberarsi dei soldi come se fossero
patate bollenti, prima di rimanere scottati dalla perdita di valore della moneta
i prezzi corrispondenti diventano altamente instabili: in condizioni normali il salario reale di una
persona varierebbe solo dell1% o meno di mese in mese; nel 23 i salari reali tedeschi variarono in
media di un terzo (in pi o in meno) ogni mese; questa grande variazione dei prezzi relativi e dei salari
reali (e le iniquit e distorsioni provocate da queste oscillazioni) colpirono duramente i lavoratori e le
imprese, mettendo cos in luce uno dei principali costi dellinflazione
Linflazione prevista contrapposta a quella imprevista.
Una distinzione importante nelle analisi dellinflazione riguarda la prevedibilit o limprevedibilit
degli aumenti dei prezzi; gli economisti in genere ritengono che linflazione prevista a tassi modesti
avrebbe scarso effetto sullefficienza economica o sulla distribuzione del reddito e della ricchezza: i
prezzi sarebbero semplicemente un criterio di misura mutevole al quale i cittadini dovrebbero
adeguare il proprio comportamento
In realt, per, linflazione di solito imprevista; in Paesi stabili come gli Stati Uniti leffetto
dellinflazione imprevista meno drammatico, ma vale lo stesso principio generale: un balzo
improvviso dei prezzi render pi poveri alcuni e pi ricchi altri; a volte gli effetti sono pi sociali
che economici: la ridistribuzione casuale della ricchezza determinata dallinflazione equivale a
costringere i cittadini a giocare ad una lotteria che preferirebbero evitare

29

La palude della deflazione.


Se linflazione cos negativa, le societ dovrebbero forse impegnarsi a raggiungere una situazione di
deflazione, nella quale i prezzi scendono invece di salire? lesperienza storica e lanalisi
macroeconomica suggeriscono che la deflazione associata a bassi tassi di interesse pu comportare
gravi difficolt a livello macroeconomico
Una modesta deflazione non in s particolarmente dannosa, ma pu determinare problemi economici
perch in grado di favorire una situazione caratterizzata dallimpotenza della politica monetaria
Normalmente, se i prezzi iniziano a scendere a seguito di una recessione, la Banca Centrale (BC) pu
stimolare leconomia aumentando le riserve bancarie e abbassando i tassi di interesse; tuttavia, se i
prezzi scendono rapidamente, allora i tassi di interesse reali possono essere relativamente elevati; per
esempio, se il tasso di interesse nominale pari allo 0.25% e i prezzi diminuiscono del 3.75% allanno,
allora il tasso di interesse reale pari al 4% allanno; un tasso di interesse cos alto rischia di
soffocare gli investimenti, con gli effetti di recessione che ne conseguono
La BC pu decidere di abbassare i tassi di interesse; ma il limite minimo sui tassi di interesse
nominali pari a zero; perch una volta azzerati i tassi di interesse, le obbligazioni diventano come
la moneta ed difficile che le persone vogliano detenere obbligazioni che fruttano interessi negativi
quando la moneta offre un tasso di interesse pari a zero; una volta che la BC ha azzerato i tassi, nel
nostro esempio, i tassi di interesse reali possono continuare ad essere pari al 3.75% annuo, un livello
che potrebbe risultare sempre troppo elevato per stimolare leconomia; la BC impantanata in una
palude, la cosiddetta trappola della liquidit, che non le consente di abbassare ulteriormente i tassi
di interesse a breve termine
La deflazione stata registrata spesso nel corso dell800 e allinizio del 900, ma quasi scomparsa
alla fine del secolo scorso
Esistono rimedi alla deflazione e alla trappola della liquidit? una soluzione chiara consiste
nelladozione di misure fiscali: uno stimolo fiscale far aumentare la domanda aggregata e senza
alcun effetto di spiazzamento legato ai maggiori tassi di interesse; alcuni monetaristi sostengono che
la BC potrebbe acquistare obbligazioni di lungo termine, obbligazioni indicizzate allinflazione o
persino titoli azionari, in quanto esenti dal rischio di trappola della liquidit; tuttavia, secondo gran
parte degli economisti, la miglior difesa lattacco: bisogna tenere leconomia lontana dalla deflazione
mantenendo la piena occupazione e una crescita graduale dei prezzi
Gli effetti economici dellinflazione.
Le BC sono unite nello sforzo comune di contenere linflazione: ad alcune di esse negli anni pi
recenti vengono assegnati addirittura obiettivi quantitativi di lotta allinflazione; abbiamo appena
osservato che durante i periodi di inflazione non tutti i prezzi e i salari variano allo stesso ritmo, si
verificano cio variazioni dei prezzi relativi che, essendo divergenti, hanno sicuramente i seguenti
effetti:
-una ridistribuzione del reddito e della ricchezza tra diversi gruppi
-distorsioni dei prezzi relativi e dei rendimenti di attivit diverse o, a volte, del prodotto e
delloccupazione di uneconomia nel suo insieme
Effetti sulla distribuzione del reddito e della ricchezza.
Il principale effetto dellinflazione sulla distribuzione del reddito e della ricchezza deriva dalle
differenze nei tipi di attivit e passivit detenuti dai cittadini
Quando si indebitati, un rapido aumento dei prezzi rappresenta un guadagno fortuito: supponete
di prendere a prestito 100 mila euro per acquistare una casa e che i vostri pagamenti annuali del
mutuo a tasso di interesse fisso siano di 10 mila euro; improvvisamente, una forte inflazione fa
raddoppiare tutti i salari e i redditi: il vostro pagamento nominale del mutuo ancora di 10 mila euro
allanno, ma il costo reale dimezzato; avrete bisogno di lavorare solo met del tempo per ripagare
il mutuo, perch la forte inflazione ha aumentato la vostra ricchezza dimezzando il valore reale del
debito

30

Se siete un creditore e possedete attivit sotto forma di mutui o obbligazioni a lungo termine siete
nella situazione opposta: un aumento inatteso dei prezzi vi lascer pi povero, perch le somme
che vi vengono rimborsate valgono la met di quelle che avete prestato
Se linflazione persiste per molto tempo i cittadini giungono a prevederla e i mercati cominciano ad
adattarsi; a poco a poco si inserir nel tasso di interesse di mercato un premio che tenga conto
dellinflazione; supponete che leconomia parta da tassi di interesse del 3% e prezzi stabili; quando i
cittadini si attendono che i prezzi salgano ad un tasso del 9% annuo, le obbligazioni e i mutui, invece
del 3%, tenderanno a rendere il 12%, un tasso di interesse nominale che riflette quello reale del 3%
pi il 9% di premio sullinflazione, mentre non si verificano altre grandi ridistribuzioni del reddito e
della ricchezza una volta che i tassi di interesse si sono adattati al nuovo tasso di inflazione;
ladeguamento dei tassi di interesse allinflazione cronica stato rilevato in tutti i Paesi con una
lunga storia di prezzi in aumento
In seguito a modifiche istituzionali, alcuni vecchi miti non reggono pi:
-un tempo si riteneva che le azioni ordinarie fossero una buona protezione contro linflazione, ma in
generale oggi hanno un andamento inverso a quello dellinflazione
-si diceva anche che linflazione colpisce le vedove e gli orfani, che per oggi sono tutelati da sussidi di
previdenza sociale indicizzati
-inoltre, linflazione imprevista va a vantaggio dei debitori e a svantaggio dei creditori in misura minore
di un tempo perch molti tipi di debito (per esempio i prestiti a tasso fluttuante) hanno tassi di
interesse che variano con quelli del mercato
Il principale effetto ridistributivo dellinflazione si verifica mediante limpatto sul valore reale della
ricchezza dei cittadini; in generale linflazione imprevista ridistribuisce la ricchezza dai creditori ai
debitori, favorendo chi assume e colpendo chi concede prestiti; una diminuzione imprevista
dellinflazione sortisce leffetto opposto, ma linflazione erode perlopi il reddito e i beni capitali,
ridistribuendo in modo casuale la ricchezza tra la popolazione, con scarso impatto su qualsiasi singolo
gruppo
Effetti sullefficienza economica.
Oltre a ridistribuire i redditi, linflazione influisce sulleconomia reale sotto 2 aspetti particolari:
-influenza il prodotto totale
-incide sullefficienza economica
Linflazione riduce lefficienza economica perch distorce i segnali dei prezzi; in uneconomia con
bassa inflazione, se il prezzo di mercato di un bene sale, sia gli acquirenti sia i venditori sanno che si
verificato un reale cambiamento nelle condizioni di domanda e/o offerta per quel bene e possono
reagire adeguatamente; se, per esempio, tutti i mercati del quartiere aumentano i prezzi della carne di
manzo del 50%, i consumatori perspicaci sanno che tempo di iniziare a mangiare pi pollo e,
analogamente, se i prezzi dei computer diminuiscono del 90% potreste decidere che tempo di
sostituire il vostro vecchio modello
In uneconomia con inflazione elevata molto pi difficile distinguere tra variazioni dei prezzi relativi
e variazioni del livello globale dei prezzi: se linflazione viaggia ad un tasso mensile del 20-30%, i listini
cambiano cos spesso che le modifiche dei singoli prezzi si perdono nella confusione del momento
Linflazione distorce anche luso della moneta; poich i contanti sono moneta con tasso di
interesse nominale nullo, se il tasso di inflazione sale dallo 0 al 10% annuo, quello reale scende da 0 a
-10% allanno; per una BC o un governo non c modo di correggere questa distorsione
In seguito al tasso di interesse reale negativo sulla moneta, i cittadini destinano risorse reali alla
riduzione delle proprie disponibilit monetarie: si recano pi spesso in banca, accollandosi spese e
perdendo tempo prezioso; le societ creano programmi elaborati di gestione della liquidit; si
consumano quindi risorse reali per ladeguamento al mutevole criterio di misura monetario invece di
effettuare investimenti produttivi
Molti economisti mettono in rilievo leffetto distorsivo dellinflazione sulle imposte: quando i
prezzi aumentano il valore reale delle disposizioni monetarie in termini di imposte tende a diminuire;
per esempio, calcolando il reddito imponibile, potreste essere in grado di effettuare una detrazione
standard in valuta fissa dal vostro reddito; in presenza di inflazione il valore reale della detrazione
standard diminuirebbe e il valore reale delle imposte aumenterebbe; questa imposizione fiscale

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senza legislazione ha portato molti Paesi a indicizzare (adeguare) le leggi fiscali per impedire aumenti
delle imposte indotti dallinflazione; in Italia questo risultato stato perseguito dal recupero del
drenaggio fiscale, per mezzo della riduzione delle aliquote, che il governo concorda di volta in volta
con i sindacati
Lindicizzazione delle fasce di reddito non eliminer gli effetti dellinflazione dal sistema fiscale, in
quanto laumento dei prezzi distorce la misurazione del reddito: se per esempio percepite un tasso di
interesse del 10% sui vostri fondi nel 2003, met del ricavo compenserebbe semplicemente la
perdita del potere dacquisto dei fondi dovuta al tasso di inflazione del 5%; ma codici come quello
tributario italiano non distinguono tra ricavo reale e interesse che compensa semplicemente
linflazione, e attualmente comportano quindi molte distorsioni analoghe
Questi non sono per gli unici costi determinati dallinflazione, che provoca distorsioni in tutta
leconomia; alcuni economisti parlano dei cosiddetti costi di listino dellinflazione, fondati sul
presupposto che, quando variano i prezzi, le imprese utilizzeranno risorse reali per adeguare i propri
prezzi: i ristoranti ristampano i menu, le aziende di vendita per corrispondenza cambiano i cataloghi, le
societ di taxi modificano il tassametro delle proprie auto, i comuni adeguano i parchimetri e i negozi
cambiano i cartellini dei prezzi delle merci
Effetti macroeconomici.
Fino agli anni 70 nei Paesi industrializzati lelevata inflazione di solito andava di pari passo con alti
livelli di occupazione e di produzione, mentre i periodi di diminuzioni impreviste dellinflazione o di
deflazione furono caratterizzati da unalta disoccupazione e da un basso grado di utilizzazione del
capitale
Un esame pi attento della storia, per, ha fatto emergere un dato interessante: il rapporto positivo tra
prodotto e inflazione sembra essere unassociazione solo temporanea; nel lungo periodo pare
infatti non sussista un rapporto duraturo tra il tasso di inflazione di un Paese e il livello di crescita del
prodotto o delloccupazione; nel lungo periodo tra linflazione e la crescita del prodotto sembra esserci
un rapporto a U inversa; la tabella mostra i risultati di un recente studio sul rapporto tra inflazione e
crescita condotto in molti Paesi; lo studio indica che la crescita economica pi forte nei Paesi con
bassa inflazione, mentre le Nazioni con alta inflazione, o deflazione, tendono a crescere pi
lentamente
Qual il tasso ottimale di inflazione?
Le Nazioni cercano perlopi rapida crescita economica, piena occupazione e prezzi stabili
Una scuola di pensiero sostiene che la politica dovrebbe mirare a prezzi assolutamente stabili e
inflazione pari a zero; se si ha fiducia che il livello dei prezzi tra 20 anni sar molto vicino a quello
odierno si possono prendere decisioni migliori di investimento e di risparmio a lungo termine
Molti macroeconomisti ribattono che, per quanto un obiettivo di inflazione zero possa essere sensato in
uneconomia ideale, non viviamo in un sistema privo di attriti, tra i quali il pi importante forse la
resistenza dei lavoratori alle riduzioni dei salari monetari; se fosse stabile, il livello medio dei
salari sarebbe la media di salari in discesa e di salari in salita; ma i lavoratori e le imprese sono
estremamente restii a tagliare i salari monetari
Linflazione zero sarebbe legata ad un livello di disoccupazione sostenibile pi alto ed un livello di
produzione inferiore a quanto si avrebbe nel caso di un tasso di inflazione tra il 2 e il 4%
Anche se gli economisti possono non essere daccordo sullobiettivo preciso per linflazione, la maggior
parte di loro conviene che un livello dei prezzi in leggero e prevedibile aumento il clima migliore
per una sana crescita economica; un attento vaglio delle evidenze empiriche indica che la bassa
inflazione come quella che si registrata di recente negli Stati Uniti ha uno scarso effetto sulla
produttivit o sul prodotto reale; linflazione galoppante o liperinflazione possono invece provocare
gravi danni alla produttivit e ai singoli individui attraverso la ridistribuzione del reddito e della
ricchezza
B. La moderna teoria dellinflazione.
A conclusione di questo capitolo esamineremo la moderna teoria dellinflazione e analizzeremo i costi
insiti nella riduzione dellinflazione

32

I prezzi nello schema DA-OA.


Non esiste una causa unica dellinflazione; linflazione si verifica per molti motivi: alcuni tipi di
inflazione derivano dal lato della domanda, altri da quello dellofferta, ma un aspetto chiave che
sviluppano una forza dinerzia interna e, una volta che sono stati avviati, sono difficili da arrestare
Linflazione inerziale.
Nelle moderne economie industriali linflazione altamente inerziale, cio rimane allo stesso livello
fino a quando gli eventi economici la fanno cambiare
Negli anni 90 i prezzi negli Stati Uniti sono saliti costantemente del 3% annuo e la maggior parte dei
cittadini giunta ad aspettarsi quel tasso di inflazione, che stato incorporato nelle istituzioni
economiche; gli accordi sindacali sono stati elaborati tenendo conto di un tasso di inflazione del 3%; il
PIL nominale cresciuto del 6% (3% di crescita del prodotto e 3% di inflazione) senza altre grandi
sorprese: in questo periodo il tasso di inflazione inerziale era del 3% annuo; altri termini che si
sentono usare a volte per designare questo concetto sono tasso di inflazione di fondo o previsto
Bench il tasso di inflazione possa restare invariato per un certo periodo, la storia mostra per che
linflazione non rimane indisturbata a lungo: shock frequenti derivanti da alterazioni della
domanda aggregata, brusche variazioni dei prezzi del petrolio, raccolti scarsi, movimenti del tasso di
cambio, cambiamenti di produttivit e innumerevoli altri eventi economici spostano linflazione al di
sotto o al di sopra del tasso inerziale; i principali tipi di shock derivano dalla domanda e dai costi
Inflazione da domanda.
Uno dei principali shock inferti allinflazione deriva da una variazione della domanda aggregata;
nei capitoli precedenti abbiamo visto che variazioni degli investimenti, della spesa pubblica o delle
esportazioni nette possono modificare la domanda aggregata e spingere il prodotto oltre il suo livello
potenziale; linflazione da domanda si verifica quando la domanda aggregata cresce pi rapidamente
del potenziale produttivo del Paese, facendo salire i prezzi per equilibrare la domanda e lofferta
aggregata; in effetti la domanda compete per lofferta limitata di beni e ne fa salire i prezzi; mentre
la disoccupazione cala e si crea scarsit di manodopera i salari aumentano e il processo inflazionistico
accelera
Un aspetto importante alla base dellinflazione da domanda la rapida crescita dellofferta di
moneta, che incrementa la domanda aggregata, che a sua volta fa salire il livello dei prezzi; cos
quando nel 22-23 la BC tedesca fece stampare miliardi e miliardi di cartamoneta e questa fu immessa
nel mercato per pagare pane e case, non sorprende che il livello dei prezzi sal di un miliardo di volte,
rendendo priva di valore la moneta circolante; si tratt di una furiosa inflazione da domanda
La figura illustra il processo di inflazione da domanda in base alla domanda e allofferta aggregata:
partendo da un equilibrio iniziale nel punto E, supponiamo che si verifichi unespansione della spesa
che spinga la curva DA verso laltro e a destra; lequilibrio delleconomia passa da E a E; a questo
livello pi elevato della domanda i prezzi sono saliti da P a P: si verificata linflazione da domanda

Inflazione da costi.

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I rudimenti dellinflazione da domanda vennero compresi dagli economisti classici e usati per spiegare
le variazioni storiche dei prezzi, ma negli ultimi 50 anni il processo di inflazione cambiato
I prezzi oggi viaggiano su una strada a senso unico: salgono durante le recessioni e ancora pi
velocemente durante le espansioni, e questo vale per tutte le economie di mercato del mondo; la
moderna inflazione si distingue dalla semplice inflazione da domanda perch i prezzi e i salari
iniziano a crescere prima che sia raggiunta la piena occupazione, salgono perfino quando il 30% della
capacit industriale rimane inutilizzato e il 10% delle forze di lavoro disoccupato; questo fenomeno
noto come inflazione da costi o da shock dellofferta
Linflazione derivante dai costi crescenti durante periodi di elevata disoccupazione e modesta
utilizzazione delle risorse si definisce inflazione da costi
Nel cercare spiegazioni dellinflazione da costi gli economisti partono spesso dai salari, che
costituiscono chiaramente una parte importante dei costi delle imprese; i salari tendono ad
aumentare persino durante la recessione, perch sono prezzi amministrati ed esiste una forte
resistenza ai tagli dei salari
A volte le crisi da prezzi esercitano una pressione verso lalto per linflazione: nel 73, nel 79 e di
nuovo a cavallo del 2000 i Paesi controllavano landamento macroeconomico quando si verificarono
gravi carenze nei mercati del petrolio, il cui prezzo sal rapidamente con conseguente aumento dei
costi di produzione delle imprese e una rapida fiammata di inflazione
A volte le variazioni dei prezzi hanno andamento favorevole: per esempio, negli anni 90 gli Stati
Uniti godettero di pressioni verso il basso sullofferta aggregata a causa della rapida crescita della
produttivit, prezzi dellenergia, delle importazioni e delle merci in discesa e andamento favorevole dei
costi della sanit
Le aspettative e linflazione inerziale.
Possiamo utilizzare un esempio ipotetico per illustrare il ruolo delle aspettative nellinflazione
inerziale: supponiamo che nel 2004 la nostra azienda stia considerando le proprie decisioni annuali
sulle retribuzioni per il 2005; le sue vendite presentano una buona crescita e lazienda attraversa un
periodo non caratterizzato da grandi shock di domanda o offerta; il responsabile economico riferisce
che non sono previste grandi scosse inflazionistiche o deflazionistiche e i principali servizi di previsione
annunciano una crescita nazionale dei salari del 4% nel 2005; la nostra azienda ha condotto
unindagine sulla aziende locali e ha constatato che la maggior parte progetta di aumentare le
retribuzioni del 3-5% nel corso dellanno seguente; tutti i segnali indicano che, nel 2005, i salari
aumenteranno del 4% circa rispetto al 2004
Nellesaminare il proprio mercato del lavoro interno, la nostra azienda ha stabilito che i suoi salari
erano in linea con il mercato del lavoro locale; poich i responsabili aziendali non intendono ridurre i
salari locali, la societ ha deciso di tentare di adeguarsi agli incrementi delle retribuzioni locali e ha
stabilito quindi incrementi salariali al livello atteso di crescita del mercato, pari al 4% annuo per il
2005
Il processo di determinazione dei salari e degli stipendi, con un occhio alle condizioni economiche
future previste, pu essere esteso praticamente a tutti i datori di lavoro; questo tipo di ragionamento
vale anche per molti prezzi dei prodotti (come le rette delle scuole private, i prezzi dei modelli di
automobili e le tariffe delle telefonate interurbane) che non si possono variare facilmente una volta
fissati; a causa dei tempi lunghi richiesti per modificare le aspettative di inflazione e per adeguare la
maggior parte dei salari e molti prezzi, linflazione inerziale ceder solo di fronte a grandi crisi o a
variazioni della politica economica
La figura illustra il processo di inflazione inerziale: supponiamo che il prodotto potenziale sia costante e
non ci siano shock da domanda o offerta; quando tutti si aspettano che i salari e i prezzi salgano del
3% allanno, i costi medi aumenteranno a quel ritmo e la curva OA si sposter verso lalto del 3%
allanno; se non si verificano shock da domanda, anche DA si sposter verso lalto a quel ritmo
Lintersezione delle curve DA e OA sar superiore del 3% ogni anno, quindi lequilibrio
macroeconomico si sposter da E a E a E; i prezzi saliranno del 3% da un anno allaltro: linflazione
inerziale si assester al 3%

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Linflazione inerziale si verifica quando le curve DA e OA si spostano costantemente verso lalto allo
stesso ritmo

(La spirale prezzi-salari si verifica quando la domanda e lofferta aggregata si spostano insieme
verso lalto: supponiamo che i costi di produzione e DA aumentino del 3% annuo: le curve DA e OA si
sposterebbero verso lalto del 3% allanno; man mano che lequilibrio si sposta da E a E a E i prezzi
salgono costantemente a causa dellinflazione inerziale)
I livelli dei prezzi e linflazione.
Utilizzando la figura precedente possibile attuare unutile distinzione tra variazioni del livello dei
prezzi e variazioni di inflazione; in generale, un aumento della domanda aggregata, a parit di altre
condizioni, far aumentare i prezzi; analogamente, a parit di altre condizioni, uno spostamento
verso lalto della curva OA derivante da una diminuzione dei salari e di altri costi far salire i prezzi
Naturalmente, per, le altre condizioni variano costantemente; in particolare, le curve DA e OA non
rimangono mai immutate; la figura precedente, per esempio, mostra che DA e OA salgono insieme
Che cosa accadrebbe se si verificasse uno spostamento imprevisto di DA o OA durante il terzo
periodo? supponete, per esempio, che la curva DA del terzo periodo si sposti a sinistra in DA a
causa di una contrazione della moneta; questo potrebbe provocare una recessione, con un nuovo
equilibrio in E sulla curva OA; a questo punto anche il prodotto scenderebbe sotto il livello
potenziale; i prezzi e il tasso di inflazione sarebbero inferiori a E, ma leconomia subirebbe ancora
linflazione perch il livello dei prezzi in E continuerebbe ad essere superiore a quello di equilibrio E
del periodo precedente con prezzo P
Questo esempio ci ricorda che le crisi da domanda o da offerta possono ridurre il livello dei prezzi al
di sotto di quello che sarebbe stato altrimenti raggiunto; nonostante ci, a causa dellinerzia
dellinflazione, leconomia pu continuare ad essere afflitta dallinflazione

PARTE VI > DETERMINAZIONE DEL REDDITO E CRESCITA.


CAPITOLO 22 > IL CONSUMO E LINVESTIMENTO.
Il consumo, il risparmio e linvestimento svolgono un ruolo fondamentale per i risultati economici di
una Nazione; i Paesi che risparmiano e investono una grande porzione del loro reddito tendono a
registrare una rapida crescita del prodotto, del reddito e dei salari; al contrario, le Nazioni che
consumano la maggior parte del reddito, come molti Paesi poveri dellAfrica e dellAmerica Latina,
investono poco in nuovi impianti e attrezzature e presentano modesti tassi di crescita della
produttivit e dei salari
Linterazione tra spesa e reddito svolge un ruolo ben diverso durante le espansioni e le contrazioni
del ciclo economico: quando le condizioni economiche determinano la rapida crescita del consumo e
degli investimenti, aumenta la spesa totale o domanda aggregata, incrementando nel breve periodo il
prodotto e loccupazione; quando invece i consumi diminuiscono a causa dellaumento delle imposte o
della perdita di fiducia da parte dei consumatori, la spesa totale tende a ridursi e pu subentrare la
recessione

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A. Il consumo e il risparmio.
Iniziamo con lanalisi del comportamento di consumo e di risparmio partendo dai modelli di spesa
individuale per considerare poi il consumo aggregato; il consumo (o, pi precisamente, le spese per
i consumi) la spesa delle famiglie per beni finali e servizi, mentre il risparmio la parte del reddito
disponibile non destinata ai consumi
In Italia il consumo la principale componente del PIL; tra le categorie pi importanti del consumo vi
sono la casa, i veicoli a motore, i generi alimentari, labbigliamento; negli anni si rivelata
unimportanza sempre maggiore dei servizi
Le dimensioni del settore dei servizi aumentano sempre pi a mano a mano che si soddisfano le
necessit essenziali; cibo e salute presentano degli andamenti abbastanza stabili, mentre crescono
attivit ricreative e istruzione
Modelli di spesa.
Non esistono 2 famiglie che spendano il proprio reddito disponibile esattamente nello stesso modo, ma
le statistiche mostrano che esiste una prevedibile regolarit nel modo in cui i cittadini ripartiscono
le proprie spese tra prodotti alimentari, abbigliamento e altri articoli importanti; le migliaia di indagini
condotte in diversi Paesi sui modelli di spesa delle famiglie concordano notevolmente sugli schemi
comportamentali qualitativi generali (i modelli di spesa presentati nella figura sono definiti leggi di
Engel; il comportamento medio nella spesa per consumi cambia in modo piuttosto regolare in
funzione del reddito, ma la media non dice tutto: allinterno di ciascuna classe di reddito c una
notevole oscillazione del consumo intorno alla media)
La figura spiega che cosa accade: le famiglie povere devono spendere i propri redditi in gran parte per
i bisogni primari, quali il cibo e la casa; allaumentare del reddito anche la spesa per molti prodotti
alimentari aumenta: si pu mangiare meglio e di pi; vi sono per limiti al denaro in pi che i cittadini
spenderanno per il cibo quando i redditi aumentano, perci la proporzione della spesa totale per
prodotti alimentari diminuisce allaumentare del reddito
Le spese per vestiti, attivit ricreative e automobili aumentano in modo pi che proporzionale al
reddito al netto delle imposte, fino a quando si raggiungono redditi elevati; la spesa per articoli di lusso
aumenta in proporzione maggiore rispetto al reddito; se si considera infine uno spaccato delle
famiglie si nota che il risparmio cresce molto rapidamente man mano che il reddito sale: il risparmio
il maggior lusso che una famiglia si possa concedere

(Si confermata limportanza del reddito disponibile nel determinare la spesa per consumi; si noti
la diminuzione dei prodotti alimentari come percentuale dei redditi pi elevati; si osservi inoltre che il
risparmio negativo con redditi bassi, ma diventa cospicuo con redditi elevati)
Consumo, reddito e risparmio.
Il reddito, il consumo e il risparmio sono strettamente correlati; per essere pi precisi, il risparmio
personale la parte del reddito disponibile che non viene consumata; pari al reddito meno il
consumo

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Il tasso di risparmio personale pari al risparmio personale come percentuale del reddito
disponibile
Studi empirici hanno dimostrato che il reddito il principale fattore che determina il consumo e il
risparmio: i ricchi risparmiano pi dei poveri, sia in termini assoluti sia come percentuale di reddito; chi
poverissimo del tutto incapace di risparmiare, anzi, finch pu ottenere prestiti o intaccare la
propria ricchezza, tende ad attuare un risparmio negativo, cio a spendere pi di quanto guadagni,
riducendo il risparmio accumulato in precedenza o indebitandosi sempre pi
Il punto di pareggio il punto in cui la famiglia tipo non presenta risparmio positivo n negativo, ma
spende tutto il reddito per beni di consumo; al di sotto di questo punto, la famiglia in realt consuma
pi del proprio reddito, ha cio un risparmio negativo; al di sopra comincia invece ad apparire un
risparmio positivo
Dato che il reddito viene suddiviso tra la parte destinata ai consumi e quella risparmiata, la somma del
consumo e del risparmio devessere sempre pari al totale del reddito disponibile
Per comprendere come il consumo influisca sul prodotto nazionale necessario introdurre alcuni
nuovi strumenti; infatti necessario capire quale sia lincremento del consumo e del risparmio per
ogni aumento unitario del reddito; questo rapporto indicato da 2 funzioni:
-la funzione di consumo, che mette in relazione consumo e reddito
-la funzione di risparmio, che mette in relazione risparmio e reddito
La funzione di consumo.
Una delle relazioni pi importanti di tutta la macroeconomia la funzione di consumo, che mostra il
rapporto tra il livello delle spese per i beni di consumo e quello del reddito disponibile delle famiglie
Questo concetto, introdotto da Keynes, si fonda sullipotesi che esista una relazione empirica costante
tra consumo e reddito
Il modo pi chiaro per analizzare la funzione di consumo sotto forma di grafico: la figura illustra
graficamente 7 livelli di reddito; il reddito disponibile posto sullasse orizzontale e il consumo su
quello verticale
Ciascuna delle combinazioni di reddito e consumo rappresentata da un singolo punto e i punti sono
poi uniti da una curva continua
Il rapporto tra consumo e reddito indicato nella figura si definisce funzione di consumo

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(Per ciascun livello di reddito disponibile la funzione di consumo mostra il livello del consumo per
famiglia; si noti che il consumo cresce allaumentare del reddito disponibile; la bisettrice degli
assi serve ad individuare il punto di pareggio e aiuta a misurare il risparmio netto)
Il punto di pareggio.
Per comprendere la figura utile considerare la bisettrice degli assi che, data lidentit della scala
degli assi orizzontale e verticale, ha una funzione molto importante: in qualsiasi punto di tale retta il
consumo (misurato sullasse verticale) uguale al reddito disponibile (misurato sullasse orizzontale)
La bisettrice indica immediatamente se la spesa uguale, maggiore o minore del livello di reddito
disponibile; il punto sulla curva di spesa che la interseca rappresenta il livello di reddito disponibile al
quale le famiglie giungono esattamente al pareggio, ossia spendono tutto il proprio reddito
disponibile per beni e consumo
Nella figura questo punto di pareggio si trova in B; qui la spesa per il consumo esattamente uguale al
reddito disponibile: la famiglia non contrae debiti e non risparmia; a destra del punto B la funzione
di consumo si trova sotto la bisettrice degli assi; si pu notare che il consumo minore del reddito:
nel punto E la funzione di consumo si trova al di sotto della bisettrice
Quello che una famiglia non spende si traduce in risparmio; la bisettrice degli assi consente di
stabilire lammontare di questultimo; il risparmio netto espresso dalla lunghezza del segmento
verticale che va dalla funzione di consumo alla bisettrice degli assi, come mostra la linea EE
La bisettrice indica che a sinistra del punto B la famiglia spende pi del proprio reddito; leccedenza
del consumo sul reddito indica il risparmio negativo ed espressa come lunghezza del segmento
verticale che va dalla funzione di consumo alla bisettrice degli assi
Limporto del risparmio negativo o positivo sempre espresso come lunghezza del segmento
verticale che va dalla funzione di consumo alla bisettrice
La funzione di risparmio.
La funzione di risparmio mostra il rapporto tra il livello di risparmio e il reddito, indicato
graficamente nella figura: ancora una volta il reddito disponibile posto sullasse orizzontale, ma ora
sullasse verticale indicato il risparmio, di importo positivo o negativo
Questa funzione di risparmio ricavata direttamente dalla figura precedente, ed la lunghezza del
segmento verticale che va dalla bisettrice alla funzione di consumo: nel punto A della figura
precedente, per esempio, si vede che il risparmio della famiglia negativo perch la funzione di
consumo si trova al di sopra della bisettrice degli assi; la figura sotto mostra direttamente questo
risparmio negativo: nel punto A la funzione di risparmio si trova sotto la linea di risparmio pari a zero;
analogamente, il risparmio positivo si verifica a destra del punto B perch la relativa funzione si
trova al di sopra della linea di risparmio pari a zero

38

La propensione marginale al consumo.


La moderna macroeconomia attribuisce molta importanza alleffetto delle variazioni di reddito sul
consumo; questo concetto viene definito Propensione Marginale al Consumo o PMC
La propensione marginale al consumo limporto aggiuntivo che i cittadini consumano quando
ricevono 1 euro in pi di reddito
La propensione al consumo designa il livello desiderato di consumo; la propensione marginale al
consumo, quindi, il consumo addizionale o aggiuntivo che deriva da 1 euro in pi di reddito
La spesa per il consumo sale in corrispondenza a livelli pi elevati di reddito
La colonna (3) della tabella mostra come si calcola la propensione marginale al consumo: da B a C il
reddito aumenta di 1000 euro, passando da 25000 a 26000 euro; quanto aumenta il consumo? da
25000 a 25850 euro, un incremento di 850 euro: il consumo addizionale quindi lo 0.85 del reddito
aggiuntivo, e per ogni euro in pi di reddito 85 centesimi si traducono in consumo e 15 in risparmio;
spostandosi da B a C si vede che la propensione marginale al consumo 0.85; si pu calcolare la
propensione marginale al consumo tra altri livelli di reddito: nella tabella, la PMC parte da 0.89 per i
pi poveri e infine si riduce a 0.53 per i redditi pi elevati
(1)
Reddito
disponibile

(2)
Spesa
per
consumi

24000

24110

25000

25000

26000

25850

27000

26600

(3)
Propensione
marginale al
consumo (PMC)

(4)
Risparmio
netto
(4) = (1)
(2)
-110

890/1000 = 0.89

(5)
Propensione
marginale al
risparmio (PMR)

110/1000 = 0.11
0

850/1000 = 0.85

150/1000 = 0.15
+150

750/1000 = 0.75

250/1000 = 0.25
+400

640/1000 = 0.64

360/1000 = 0.36

La propensione marginale al consumo come pendenza geometrica.


noto ormai come calcolare la propensione marginale al consumo in base ai dati sul reddito e sul
consumo; la figura indica come si pu calcolare tale propensione graficamente: vicino ai punti B e C,
a destra, viene tracciato un piccolo triangolo; con incrementi del reddito di 1000 euro dal punto B al
punto C, limporto del consumo aumenta di 850 euro; la propensione marginale al consumo in questo
punto quindi 850 euro/1000 euro = 0.85, ma la pendenza di una retta pari al rapporto fra la

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distanza tra 2 punti misurata sullasse verticale e la distanza misurata sullasse orizzontale; si pu
quindi vedere che la pendenza della funzione di consumo tra i punti uguale alla propensione
marginale al consumo
La pendenza della funzione di consumo, che misura la variazione del consumo per ogni euro di
variazione del reddito, la propensione marginale al consumo

La propensione marginale al risparmio.


Oltre alla propensione marginale al consumo esiste anche la sua immagine speculare, la
propensione marginale al risparmio o PMR, definita come la frazione di 1 euro addizionale di
reddito che si traduce in un risparmio aggiuntivo
Perch queste 2 propensioni sono legate tra loro come immagini speculari? si ricordi che il reddito
uguale al consumo pi il risparmio: ci implica che ogni euro addizionale di reddito va ripartito tra il
consumo e il risparmio aggiuntivo, perci se PMC 0.85, PMR devessere 0.15
Il confronto delle colonne (3) e (5) della tabella precedente conferma che ad ogni livello di reddito la
propensione marginale al consumo e al risparmio, sommate, devono essere sempre uguali a 1, n
pi, n meno; sempre e comunque PMR = 1 PMC
Il consumo nazionale.
Finora sono stati esaminati i modelli di comportamento relativi al consumo di famiglie tipo dai livelli
di reddito diversi; ci si occuper ora del consumo della Nazione nel suo insieme; questo passaggio
dal comportamento delle famiglie a quello nazionale esemplifica la metodologia seguita in
macroeconomia: si parte dallesame dellattivit economica a livello individuale e poi si aggregano i
singoli individui per studiare come funziona leconomia nel suo insieme
Il consumo essenziale per comprendere i cicli economici di breve periodo e la crescita economica
di lungo termine; nel breve periodo il consumo la principale componente della spesa aggregata;
quando il consumo varia bruscamente, probabile che questa modifica influenzi il prodotto e
loccupazione agendo sulla domanda aggregata
Inoltre il consumo fondamentale perch ci che non si consuma (il reddito che si risparmia) a
disposizione della Nazione per linvestimento, e questultimo funge da forza propulsiva della crescita
economica di lungo periodo; il consumo e il risparmio sono elementi chiave per la comprensione
della crescita e dei cicli economici
Fattori che determinano il consumo.

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Partiamo dallanalisi delle forze principali che incidono sulla spesa per consumi
Reddito disponibile corrente.
Il consumo ha seguito da vicino landamento del reddito disponibile corrente negli Stati Uniti per il
periodo
1929-2004; lunico intervallo in cui il reddito e il consumo non si sono sviluppati parallelamente si
avuto durante la Seconda Guerra Mondiale, quando molti beni erano razionati e si invitavano i cittadini
a risparmiare per contribuire allo sforzo bellico; anche lItalia ha avuto andamenti analoghi
Gli economisti possono quindi effettuare buone previsioni sul consumo in base allandamento storico
del consumo stesso
Sia losservazione diretta sia le analisi statistiche mostrano che il livello corrente del reddito disponibile
il fattore essenziale nella determinazione del consumo di una Nazione
Reddito permanente e ipotesi del ciclo di vita.
La teoria pi semplice sul consumo si fonda unicamente sul reddito dellanno corrente per
prevedere le spese per consumi; consideriamo i seguenti esempi, che sembrano indicare il contrario:
-se il maltempo distrugge un raccolto, gli agricoltori utilizzeranno i loro precedenti risparmi
-poich gli studenti di giurisprudenza hanno la prospettiva di ricavare cospicui guadagni dalla propria
professione, quando sono giovani possono contrarre prestiti per utilizzarli ai fini del consumo corrente
In entrambi i casi i consumatori in effetti si chiedono quanto possono consumare oggi senza
indebitarsi eccessivamente, dato il loro reddito corrente e futuro; studi accurati dimostrano che in
genere i consumatori scelgono i propri livelli di consumo tenendo conto sia del reddito corrente sia
delle relative prospettive a lungo termine

Per comprendere in che modo il consumo dipenda dalle tendenze del reddito nel lungo periodo gli
economisti hanno elaborato la teoria del reddito permanente e lipotesi del ciclo di vita:
il reddito permanente il livello tendenziale del reddito, cio il reddito che si ottiene una volta
eliminati gli influssi temporanei o transitori dovuti al tempo o ad una vincita inaspettata alla lotteria; se
il cambiamento appare chiaramente transitorio (per esempio, se deriva da un premio una tantum
(straordinario) o da un buon raccolto) una frazione significativa dellincremento pu essere risparmiata
lipotesi del ciclo di vita presuppone che lindividuo risparmi per ripartire equamente il consumo nel
corso della propria vita; un obiettivo importante avere una pensione di anzianit adeguata,
quindi gli individui tendono a risparmiare mentre lavorano per costruirsi un margine di sicurezza per la
fine della propria vita lavorativa, e poi spendere negli ultimi anni di vita traendo i fondi dai risparmi
accumulati; unimplicazione dellipotesi del ciclo di vita che un programma come quello della
previdenza sociale, che fornisce una cospicua integrazione del reddito dopo il pensionamento, ridurr
il risparmio dei lavoratori di mezza et, che non hanno pi bisogno di risparmiare tanto per la
vecchiaia
La ricchezza e altri influssi.
Un altro fattore che determina lammontare del consumo la ricchezza; immaginate 2 consumatori
che guadagnano entrambi 50 mila euro allanno: uno ha 200 mila euro in banca, mentre laltro non ha
alcun risparmio; il primo pu consumare parte della propria ricchezza, mentre il secondo non ne ha e
non ha quindi fondi da cui prelevare; il fatto che una maggiore ricchezza porti a maggiori consumi si
definisce effetto ricchezza
Di solito la ricchezza muta lentamente da un anno allaltro: quando per aumenta o diminuisce
rapidamente pu determinare impennate del consumo; un caso storicamente importante fu il crollo
del mercato azionario dopo il 29, quando intere fortune svanirono e i capitalisti che possedevano la
maggior parte della propria ricchezza sotto forma di azioni si ritrovarono poveri da un giorno allaltro;
gli storici delleconomia ritengono che la brusca riduzione della ricchezza dopo il crollo della borsa nel
29 ridusse la spesa per consumatori e contribu ad aggravare la Grande Depressione
Il caso contrario si verific durante la grande espansione del mercato azionario negli anni 90: a
causa del deciso aumento dei prezzi dei titoli, il valore netto delle famiglie pass da 28 mila a 42 mila
miliardi di dollari dal 95 al 2000 incrementando il consumo e riducendo il risparmio; molti

41

macroeconomisti si preoccupano dellincidenza sul consumo e sulleconomia di un eventuale brusco


ribasso del mercato azionario rispetto alleuforia del 2000
La funzione del consumo nazionale.
Dopo aver passato in rassegna i fattori che determinano il consumo, si pu concludere che il livello di
reddito disponibile lelemento principale che incide sul livello del consumo nazionale; con questo
risultato possiamo costruire un grafico che metta in relazione le 2 grandezze (figura sotto); ciascun
punto del diagramma a dispersione rappresenta il livello di consumo e di reddito disponibile per un
dato anno

Inoltre nella figura si potrebbe tracciare una retta che unisce i punti di dispersione e definirla funzione
del consumo adattata, che mostra quanto il consumo abbia seguito da vicino il reddito disponibile
negli ultimi 25 anni
Misure alternative del risparmio.
A questo punto ci si potrebbe chiedere perch ci siano tante persone ricche se si risparmia cos poco;
questo interrogativo solleva unimportante questione sulla misurazione del risparmio, che alle famiglie
appare diverso rispetto a quello che sembra alla Nazione nel suo insieme, perch nel calcolo che ne
viene fatto per i conti del reddito e del prodotto non risulta uguale a quanto misurato dai contabili o
nei singoli bilanci; nella misura del risparmio fornita dai conti economici nazionali sono esclusi i
guadagni in conto capitale (gli aumenti nel valore dei beni capitali), che sono invece inclusi nei bilanci
I diversi punti di vista offerti dai conti economici nazionali e dai bilanci delle famiglie sono indicati nella
figura; includendo il principale aumento nel valore delle attivit (in particolare delle azioni) il tasso di
risparmio degli anni 90 era addirittura del 33% rispetto al 6% misurato dai conti economici nazionali;
molti economisti ritengono che leffetto ricchezza possa contribuire notevolmente a spiegare la
diminuzione del risparmio secondo le misure dei conti economici nazionali
probabile che questo punto di vista alternativo non implichi che possiamo tirare un sospiro di
sollievo, perch lelevato risparmio degli anni 90 era perlopi una ricchezza sulla carta; un aumento
delle quotazioni di borsa non riflette necessariamente la produttivit o la ricchezza reale
delleconomia; anche se ci si sente pi ricchi quando i corsi azionari salgono durante una bolla
speculativa, leconomia non in grado di produrre pi auto, pi computer, pi prodotti alimentari o
pi abitazioni
Inoltre, se tutti decidessero di convertire i titoli in denaro, le quotazioni scenderebbero e non si
potrebbe tradurre in consumo la ricchezza posseduta sulla carta; gli economisti sono perci
giustificati quando si preoccupano della diminuzione del tasso di risparmio nei conti economici
nazionali; anche se i consumatori si possono sentire pi ricchi per la forte espansione del mercato
azionario, la Nazione davvero pi ricca solo quando aumenta le attivit materiali e immateriali
produttive

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B. Gli investimenti.
La seconda componente principale della spesa privata costituita dagli investimenti, che hanno un
duplice ruolo nella macroeconomia:

essendo una componente ragguardevole e imprevedibile della spesa, spesso determinano variazioni
della domanda aggregata e influiscono sul ciclo economico

portano allaccumulazione di capitale; laumento della capacit produttiva incrementa la produzione


potenziale della Nazione e favorisce la crescita economica a lungo termine
Gli investimenti svolgono perci un duplice ruolo, dato che agiscono sia sulla produzione di breve
periodo, mediante limpatto sulla domanda aggregata, sia sulla crescita economica del prodotto di
lungo periodo, mediante lincidenza della formazione di capitale sulla produzione potenziale e
sullofferta aggregata
Il significato di investimento in economia.
Si ricordi che in macroeconomia si usa il termine investimento o investimento reale per indicare
aggiunte allinsieme delle attivit produttive o di beni capitali, come i computer o i camion; quando
unazienda costruisce un nuovo magazzino o quando una famiglia costruisce una nuova casa queste
attivit rappresentano investimenti
Molti parlano di investimento quando acquistano un pezzo di terra, un valore mobiliare consolidato o
qualsiasi diritto di propriet, mentre in economia questi acquisti sono definiti transazioni finanziarie,
in quanto ci che una persona compra venduto da unaltra; si hanno investimenti solo quando si
crea capitale reale
Fattori che determinano gli investimenti.
Questa analisi incentrata sugli investimenti interni privati lordi o I, cio sulla componente
interna degli investimenti nazionali; si ricordi per che I solo una componente degli investimenti
totali, che comprendono anche gli investimenti esteri, gli investimenti pubblici e investimenti
immateriali nel capitale umano e in migliore conoscenza
Le componenti principali degli investimenti interni privati lordi sono la costruzione di strutture
residenziali, gli investimenti in attrezzature fisse, software e attrezzature aziendali e quelli in aggiunta
alle scorte; del totale, costituito dalledilizia residenziale, un ventesimo generalmente da
modifiche delle scorte e il resto (in media il 70% degli investimenti totali negli ultimi anni)
rappresentato dagli investimenti in impianti, attrezzature e software aziendali
Il motivo fondamentale per cui le imprese acquistano beni capitali che si aspettano che ci porti
loro profitti, cio che determini per loro entrate superiori ai costi degli investimenti; questa semplice
affermazione contiene 3 elementi essenziali per la comprensione degli investimenti: ricavi, costi e
aspettative
I ricavi.
Linvestimento porter ad unazienda entrate aggiuntive se la aiuta a vendere di pi; ci indica che
un fattore molto importante nella determinazione degli investimenti il livello globale di
produzione (o PIL); quando gli stabilimenti non lavorano le imprese hanno un bisogno relativamente
ridotto di nuovi impianti, perci gli investimenti sono bassi; pi in generale, gli investimenti
dipendono dai ricavi che saranno generati dalle condizioni dellattivit economica nel suo insieme; la
maggior parte degli studi indica che gli investimenti sono molto sensibili al ciclo economico
I costi.
Il secondo fattore importante nella determinazione del livello di investimento sono i costi
dellinvestimento stesso; poich i beni di investimento durano molti anni, calcolare i relativi costi
un po pi complicato che nel caso di altri prodotti, come il carbone e il frumento; per i beni durevoli il
costo del capitale non comprende solo il prezzo del bene capitale, ma anche il tasso di interesse che
chi contrae il prestito paga per finanziare il capitale oltre alle imposte sul reddito sostenute dalle
aziende
Per comprendere questo punto notate che gli investitori spesso raccolgono fondi per acquistare beni
capitali attraverso il prestito (per esempio, mediante un mutuo o lemissione di obbligazioni (vincolo,

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derivante da legge o da contratto, per il quale un soggetto ha lobbligo di fornire una prestazione ad un
altro e, in difetto, una congrua soddisfazione patrimoniale); qual il costo del prestito? il tasso di
interesse sui fondi presi in prestito; si ricordi che il tasso dinteresse il prezzo pagato per
prendere in prestito denaro per un certo periodo di tempo; nel caso di una famiglia che acquista una
casa, il tasso di interesse quello del mutuo
Inoltre le imposte possono incidere sugli investimenti; a volte lo Stato concede agevolazioni fiscali
per particolari attivit o settori; per esempio, pu favorire lacquisto della casa di abitazione
consentendo ai proprietari di detrarre le imposte sugli immobili e gli interessi del mutuo dal reddito
imponibile
Le aspettative.
Il terzo elemento nella determinazione degli investimenti sono le aspettative; gli investimenti sono
soprattutto un azzardo sul futuro, una scommessa che le entrate derivanti dagli investimenti
effettuati supereranno i costi
Se le imprese temono linstabilit politica in America Latina saranno restie ad investire in quel
continente; quando invece ritengono (a ragione o a torto) che le-commerce svolger un ruolo
importante nella rete di distribuzione investiranno notevolmente in quel settore
Perci le decisioni di investimento sono legate in parte alle aspettative e alle previsioni sugli eventi
futuri, ma fare previsioni rischioso, soprattutto se si tratta del futuro; le aziende dedicano molte
energie ad analizzare i propri progetti di investimento e a cercare di limitarne le incertezze
Le aziende investono per ottenere profitti; poich i beni capitali durano molti anni le decisioni di
investimento dipendono:
(1) dalla domanda del prodotto generato dai nuovi investimenti
(2) dai tassi di interesse e dalle imposte che incidono sul costo degli investimenti
(3) dalle aspettative delle aziende in merito allo stato delleconomia

CAPITOLO 25 > I MERCATI FINANZIARI, LE BANCHE E LA MONETA.


Uno degli elementi pi importanti e innovativi di uneconomia moderna il suo sistema finanziario;
esso costituito da una serie di istituzioni e di strumenti che formano il sistema circolatorio vitale
attraverso il quale le decisioni di risparmio di un gruppo di individui e di Nazioni vengono incanalate
verso gli investimenti di altre imprese e Nazioni
La nostra attivit finanziaria dalle caratteristiche uniche, detta moneta, svolge un ruolo importante
nelleconomia: il lubrificante che agevola le operazioni tra i diversi attori nel sistema economico
A.

Il sistema finanziario moderno.


Il ruolo del sistema finanziario.
Tra i settori che assumono unimportanza sempre maggiore nelleconomia moderna vi sono la finanza
e il sistema finanziario; per finanza intendiamo il processo attraverso il quale gli agenti economici
richiedono e concedono prestiti ad altri agenti per consumo o investimento; le persone possono
richiedere e concedere prestiti perch talvolta le loro entrate monetarie non sono in linea con i loro
obiettivi di spesa
Per esempio, dovendo pagare tasse scolastiche e universitarie e sostenere spese di mantenimento che
solitamente superano le loro entrate correnti, gli studenti finanziano spesso le loro spese con prestiti
speciali; allo stesso modo, le coppie in cui entrambi i coniugi sono lavoratori accantoneranno in genere
una parte delle loro entrate correnti per la pensione, magari acquistando azioni e obbligazioni,
finanziando in tal modo il proprio pensionamento
Le attivit che riguardano la finanza si svolgono allinterno del sistema finanziario, costituito dai
mercati, dalle imprese e da altre istituzioni che eseguono le decisioni finanziarie assunte dalle famiglie,
dalle imprese e dalle amministrazioni pubbliche, a livello nazionale e internazionale

Tra le componenti pi importanti del sistema finanziario vi sono:


-il mercato monetario
-i mercati di attivit a tasso fisso, come le obbligazioni e i mutui
-i mercati azionari per lacquisto di aziende
-i mercati valutari dove si scambiano le monete di diversi Paesi

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Il sistema finanziario statunitense prevalentemente costituito da entit operanti a scopo di lucro,


ma gli organismi pubblici come il Sistema della Riserva Federale (Federal Reserve) e altri enti di
regolamentazione sono particolarmente importanti al fine di garantire la stabilit e lefficienza del
sistema finanziario; anche in Europa il sistema finanziario largamente privato, mentre la Banca
Centrale Europea (BCE) lorganismo pubblico di regolazione
La richiesta e la concessione di prestiti avvengono sui mercati finanziari e attraverso intermediari
finanziari; i mercati finanziari funzionano come gli altri mercati, ma i loro prodotti e servizi
consistono in strumenti finanziari quali le azioni e le obbligazioni; i pi importanti sono i mercati
azionari, i mercati obbligazionari e i mercati valutari
Le istituzioni che offrono servizi e prodotti finanziari prendono il nome di intermediari finanziari; le
istituzioni finanziarie si differenziano dalle altre imprese perch si occupano prevalentemente di
attivit finanziarie, invece che di attivit materiali come, per esempio, gli impianti e le attrezzature
Molte operazioni finanziarie al dettaglio (per esempio, le operazioni bancarie o lacquisto di
unassicurazione) avvengono attraverso intermediari finanziari e non direttamente sui mercati
finanziari

Gli intermediari finanziari pi importanti sono:


le banche commerciali, che prendono a deposito i fondi delle famiglie e di altri gruppi e li prestano
alle imprese e ai soggetti che ne hanno bisogno; le banche creano, inoltre, lo speciale prodotto che
prende il nome di moneta
le compagnie assicurative e i fondi pensione, che offrono prodotti specializzati, polizze
assicurative e investimenti finalizzati alla pensione
un terzo gruppo di intermediari che raggruppa e ripartisce i titoli; ne fanno parte i fondi comuni (che
detengono obbligazioni e azioni per conto di piccoli investitori) e le societ finanziarie (che
acquistano i mutui dalle banche e li ridistribuiscono ad altri investitori)
Le funzioni del sistema finanziario.
Trasferisce risorse nel tempo, tra i settori e tra le regioni; questa funzione consente agli investimenti
di essere impiegati nel modo pi produttivo, invece di restare bloccati dove servono meno; un
esempio si pu trovare nella finanza internazionale: il Giappone, che presenta un alto tasso di
risparmio, trasferisce risorse alla Cina, che offre solide opportunit di investimento, e tale
trasferimento avviene sia con prestiti che attraverso investimenti diretti in Cina

Gestisce i rischi delleconomia; in un certo senso, la gestione dei rischi come il trasferimento di
risorse: il sistema finanziario si fa carico dei rischi delle persone o dei settori che hanno maggiormente
bisogno di ridurre i propri rischi e li trasferisce o distribuisce ad altri che sono maggiormente in
grado di sopportarli; per esempio, lassicurazione contro gli incendi sottoscritta dal proprietario di una
casa si fa carico del rischio che questi perda un investimento di 200 mila euro e ripartisce tale rischio
tra centinaia o migliaia di azionisti della compagnia di assicurazioni

Raggruppa e ripartisce i fondi a seconda delle necessit del singolo risparmiatore o investitore; gli
investitori potrebbero mirare ad un investimento di 10 mila euro in un portafoglio diversificato di azioni
ordinarie; per acquistare in modo efficiente un portafoglio di 100 societ, possono essere necessari
fondi per 10 milioni di euro ed a questo punto che interviene un fondo comune di investimento:
contando su 1000 investitori, pu acquistare il portafoglio, suddividerlo e gestirlo per conto degli
investitori; un fondo comune ben gestito pu, in cambio, addebitare 30 euro allanno su un
portafoglio di 10 mila euro; inoltre, uneconomia moderna ha bisogno di societ di grandi dimensioni
che investano miliardi di euro in impianti e attrezzature; probabile che nessuno possa permettersi di
farlo singolarmente e, se ci riuscisse, non vorrebbe rischiare, mettendo tutte le uova nello stesso
paniere: qui che interviene limpresa moderna, con la sua capacit di vendere azioni di capitale a
molte persone e di mettere insieme questi fondi per effettuare investimenti rischiosi e di grandi
dimensioni

Svolge unimportante funzione di compensazione, che agevola le operazioni tra i soggetti paganti
(acquirenti) e i beneficiari (venditori); quando, per esempio, si compila un assegno da addebitare sul
proprio conto corrente per lacquisto di un nuovo computer, una stanza di compensazione si
preoccuper di addebitare la somma alla banca dellacquirente e di accreditarla alla banca della

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societ che effettua la vendita del computer; questa funzione consente di trasferire rapidamente
fondi in tutto il mondo
Il flusso dei fondi.
possibile illustrare il funzionamento semplificato dei mercati attraverso la rappresentazione grafica
del flusso dei fondi della figura sotto; lo schema riporta 2 agenti economici (i risparmiatori e gli
investitori) e degli esempi di risparmio e investimento, attraverso i mercati finanziari e gli intermediati
finanziari; si tratta di una rappresentazione estremamente semplificata, in quanto esistono molte
differenti tipologie di attivit finanziarie e di strumenti finanziari

(Il flusso dei fondi disegna i flussi finanziari nelleconomia: i risparmiatori e gli investitori trasferiscono
fondi nel tempo, nello spazio e tra i settori attraverso i mercati finanziari e gli intermediari finanziari;
alcuni flussi (es: lacquisto di azioni XYZ) vanno direttamente nei mercati finanziari, mentre altri (es:
lacquisto di quote di fondi comuni o i depositi di denaro sul conto corrente) passano attraverso gli
intermediari finanziari)

Un insieme di attivit finanziarie.


Le attivit finanziarie sono diritti monetari di una parte su unaltra e consistono principalmente in
attivit patrimoniali denominate in euro (i cui pagamenti sono fissi in termini monetari) e titoli (il cui
valore fissato dal mercato); i principali tipi di attivit patrimoniali sono i seguenti:
la moneta
i conti di risparmio sono depositi presso le banche, di solito garantiti dallo Stato, che hanno un
valore monetario fisso del capitale e tassi di interesse determinati dai tassi di interesse di mercato a
breve
i Titoli di Stato sono certificati e obbligazioni di Stato che garantiscono il rimborso del capitale alla
scadenza e il pagamento di interessi nel tempo; i Titoli di Stato sono considerati la forma pi sicura di
investimento
le azioni sono diritti di propriet sulle imprese che rendono dividendi, cio pagamenti derivanti
dallutile netto delle aziende; i titoli scambiati pubblicamente (o azioni ordinarie) sono quotati in
borsa, dove i prezzi sono stabiliti in base alla valutazione di mercato di guadagni e dividendi futuri; i
titoli non quotati di solito sono relativi a societ di persone
i derivati finanziari sono nuove forme di strumenti finanziari i cui valori si basano su quelli di altre
attivit e sono derivati da esse; un esempio importante sono le opzioni, strumenti il cui valore dipende
da quello dellazione rispetto alla quale sono legati
i fondi pensione rappresentano titoli di propriet di attivit detenuti dalle imprese o da programmi di
pensionamento; i lavoratori e le aziende contribuiscono a questi fondi negli anni di lavoro; i fondi
vengono poi utilizzati per pagare le pensioni

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Si noti che queste attivit finanziarie non comprendono lattivit pi importante posseduta dalla
maggior parte dei cittadini: la casa, che unattivit materiale invece che finanziaria; inoltre, le
persone dispongono di attivit implicite nei versamenti di previdenza sociale futuri e nellassistenza
sanitaria pubblica, che per non hanno valore di mercato immediato
I tassi di interesse e il rendimento delle attivit finanziarie.
Quando si prendono a prestito attivit finanziarie o si investe su di esse, si vuole naturalmente
conoscere il costo del finanziamento o il rendimento dellinvestimento; nel caso specifico del
rendimento di titoli a tasso fisso, tale rendimento prender il nome di tasso di interesse; da un punto di
vista economico, i tassi di interesse e gli altri rendimenti sono il prezzo dellassunzione di debiti o
della concessione di crediti
Il tasso di interesse il prezzo pagato per prendere a prestito del denaro; normalmente, il calcolo
degli interessi avviene su base annua, in termini percentuali, sullimporto dei fondi presi in prestito;
esistono molte classificazioni dei tassi di interesse, in base alla scadenza, al rischio, al trattamento
fiscale e ad altre caratteristiche del debitore

Alcuni esempi serviranno ad illustrare il funzionamento dellinteresse:


quando vi siete diplomati avete ricevuto 500 euro in regalo e avete deciso di tenerli nel portafoglio; se
non spendete alcuno dei vostri fondi, alla fine dellanno avrete ancora 500 euro perch la valuta
cartacea ha un tasso di interesse zero
mettete 2 mila euro in un conto di risparmio nella banca locale, dove il tasso di interesse per tali conti
del 4% annuo; alla fine dellanno 1, la banca avr versato 80 euro di interessi sul vostro conto, che
perci varr 2080 euro
iniziate a lavorare e decidete di acquistare un appartamentino che costa 100 mila euro; vi recate alla
banca pi vicina e scoprite che i mutui trentennali a tasso di interesse fisso hanno un tasso di interesse
del 10% annuo; ogni mese pagate una rata del mutuo pari a 877.58 euro; notate che questo
pagamento un po pi delladdebito di interessi mensili ripartito in quote dello 0.83% al mese;
perch? perch non comprende solo gli interessi, ma anche lammortamento, che il rimborso del
capitale, limporto preso in prestito; quando avrete effettuato i 360 pagamenti mensili avrete ormai
restituito completamente il prestito
Da questi esempi si vede che i tassi di interesse si misurano in percentuali annue; linteresse il
prezzo che si paga per prendere in prestito il denaro, che consente al richiedente di ottenere risorse
reali nel corso del prestito stesso
Una rassegna dei tassi di interesse.
Vi unampia gamma di tassi di interesse nel complesso sistema finanziario odierno; i tassi di
interesse differiscono tra loro soprattutto in base alle caratteristiche del prestito o del suo richiedente

I prestiti differiscono per scadenza, il tempo nel quale devono essere restituiti: i pi brevi durano un
solo giorno; una banca, per esempio, pu prestare ad unimpresa fondi che si attende di ricevere in
restituzione il giorno seguente
I titoli a breve termine coprono un periodo fino ad un anno; le societ spesso emettono
obbligazioni con scadenza di 10-30 anni e i mutui di solito durano fino a 30 anni; i titoli a pi lungo
termine in genere esigono un tasso di interesse pi elevato di quelli a breve scadenza, in quanto
coloro i quali prestano sono disposti al sacrificio del rapido accesso ai fondi solo se possono aumentare
il rendimento

I prestiti variano anche in termini di rischio; alcuni prestiti sono praticamente privi di rischi, altri sono
altamente speculativi (vantaggiosi); gli investitori richiedono che si paghi un premio quando
accettano di farsi coinvolgere in imprese a rischio; tipicamente a basso livello di rischio sono i titoli di
Stato, obbligazioni sostenute dai poteri impositivi del governo: sono sicuri perch linteresse sul debito
statale sar quasi certamente pagato; di rischio intermedio sono i prestiti contratti da una societ, o
da altri enti solvibili; gli investimenti rischiosi, con grosse probabilit di inadempienza o mancato
pagamento, sono quelli delle aziende prossime al fallimento, o di Paesi come lArgentina con grandi
debiti esteri e scarso reddito da importazioni

Le attivit variano per liquidit; unattivit patrimoniale si dice liquida se si pu convertire in


contanti velocemente e con una scarsa perdita di valore; la maggior parte dei titoli commerciabili,

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comprese le azioni ordinarie e le obbligazioni aziendali o statali, possono essere trasformate


rapidamente in contante per un valore prossimo a quello corrente; le attivit patrimoniali non liquide
comprendono attivit con speciali peculiarit per le quali non esiste un mercato consolidato: se, per
esempio, possedete una casa in una regione depressa, potreste avere difficolt a venderla
velocemente o ad un prezzo vicino al costo di sostituzione; analogamente, potrebbe essere difficile
sfruttare il valore teorico di una piccola societ di propriet privata: la casa e la piccola impresa sono
attivit patrimoniali non liquide; a causa del rischio pi elevato e della difficolt di recuperare gli
investimenti da parte di chi concede il prestito, le attivit patrimoniali non liquide di solito prevedono
tassi di interesse notevolmente pi elevati di quelle liquide, esenti da rischi
Una volta considerati tutti questi 3 fattori (insieme ad altre considerazioni come la posizione fiscale e i
costi amministrativi) non sorprende che si vedano tanti strumenti finanziari diversi e tanti tassi di
interesse diversi; nellanalisi che segue, quando si parler del tasso di interesse, ci si riferir
generalmente a quello a breve termine sui titoli di Stato, come quello sui Buoni del Tesoro a 3 mesi;
la maggior parte degli altri tassi di interesse salgono e scendono seguendo quello sui Titoli di Stato
I tassi di interesse si muovono insieme e nella stessa direzione; il tasso pi basso in genere
quello dei fondi federali, fissato dalla Federal Reserve nella sua politica monetaria (negli Stati Uniti); i
tassi di interesse pi a lungo termine e pi rischiosi sono solitamente superiori a quelli sicuri e a
breve termine
Principali attivit finanziarie:
Titoli di Stato
3 mesi
10 anni
Obbligazioni societarie
Sicure
Rischiose
Azioni di capitale
Prestiti al consumo
Mutui (a tasso fisso)
Carte di credito
Finanziamenti acquisto automobili
I sicuri Titoli di Stato offrono i rendimenti pi bassi; i consumatori pagano una consistente penale
sui debiti della carta di credito; i tassi di interesse reali sono corretti sulla base dellinflazione nelle
spese per consumi personali
Tassi di interesse pi elevati tendono a ridurre i prezzi delle attivit.
Un aspetto importante dei mercati finanziari il rapporto inverso fra tassi di interesse e prezzi delle
attivit, fenomeno che si pu comprendere utilizzando il concetto di valore attuale; supponete di
possedere una sorgente di acqua minerale che decidete di vendere; il prezzo di mercato dipender
sia dal flusso di reddito futuro che dal tasso di interesse; mettendo insieme questi 2 fattori si ottiene il
valore attuale dellattivit; il valore attuale di unattivit il valore monetario che ha oggi un flusso
di reddito nel corso del tempo e viene determinato calcolando quanto denaro investito oggi sarebbe
necessario, al tasso di interesse corrente, per produrre il flusso di entrate futuro dellattivit

Ecco alcuni esempi:


Iniziate con unobbligazione annuale che rende 50 euro di interessi pi il capitale originario di 1050
euro ad un anno esatto da oggi; supponete inoltre che il tasso di interesse sia del 10% annuo; quanto
dovreste pagare oggi per lobbligazione? pagate esattamente 1000 euro perch 1000 euro investiti
oggi al tasso di interesse di mercato del 10% varranno 1100 euro tra un anno, quindi il valore attuale
dellobbligazione 1000 euro
Unattivit perpetua ha un rendimento costante per sempre; supponiamo che ci si attenda che la
sorgente minerale renda perennemente N euro di acqua; qual il valore attuale (V) se il tasso di
interesse i% allanno? il valore attuale semplicemente V = N/i euro

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Poniamo che esista un flusso variabile di reddito in futuro; la formula generale per il valore attuale
stima il valore attuale di ogni componente del flusso delle entrate future e poi somma tutti i diversi
valori attuali; laddizione nella seguente formula dar il valore attuale dellattivit:

In questa equazione i il tasso di interesse di mercato di un periodo che si suppone sia costante;
inoltre N1 sono le entrate nette (positive o negative) nel periodo 1, N 2 le entrate nette nel periodo 2, Nt
le entrate nette nel periodo t e cos via
Possiamo vedere ora che i prezzi delle attivit tendono a variare inversamente ai tassi di interesse
perch il valore attuale si riduce allaumentare del tasso di interesse; per esempio, nel caso di
attivit perenne, il raddoppio di i al denominatore dimezzer il valore di V; in generale, quando i tassi
di interesse aumentano, il valore delle azioni, delle obbligazioni, dei beni immobili e di molte altre
attivit di lunga durata diminuir
Tassi di interesse nominali e reali.
Gli interessi si misurano in termini monetari, non in termini di case o automobili o beni in generale
Il tasso di interesse nominale misura il rendimento in euro annui per euro investito, ma la moneta
pu diventare un criterio di misura distorto: i prezzi delle case, delle automobili e dei beni in genere
possono infatti salire in seguito allinflazione; in altre parole, il tasso di interesse in euro non misura
ci che un prestatore guadagna veramente in termini di beni e servizi
Supponete di prestare oggi 100 euro ad un interesse annuo del 5%; alla fine dellanno vi sarebbero
restituito 105 euro, ma se i prezzi variassero nel corso dellanno non sareste in grado di ottenere la
stessa quantit di beni che avreste potuto acquistare allinizio dellanno se avreste avuto 105 euro
Appare chiaro che necessario definire un concetto diverso di interesse, che misuri il rendimento
degli investimenti in termini di beni e servizi reali invece che in termini monetari; questo concetto
alternativo il tasso di interesse reale, che misura la quantit di beni che si otterranno in futuro
rispetto a quelli cui si rinunciato oggi; il tasso di interesse reale si ottiene correggendo il tasso di
interesse nominale o monetario mediante il tasso di inflazione
Il tasso di interesse nominale (o monetario) il tasso di interesse misurato in termini monetari;
quando leggete dei tassi di interesse sul giornale o esaminate il loro andamento in una figura, state
guardando tassi di interesse nominali, che forniscono il rendimento monetario per euro di
investimento
Il tasso di interesse reale, invece, viene corretto per tenere conto dellinflazione e si calcola
sottraendo al tasso di interesse nominale il tasso di inflazione; a titolo desempio, supponete che il
tasso di interesse nominale sia dell8% annuo e quello di inflazione del 3%; si pu calcolare il tasso di
interesse reale come 8 3 = 5% annuo
Per fare un semplice esempio, supponete di vivere in uneconomia nella quale il pane sia lunico
prodotto presente; supponete inoltre che il suo prezzo, nel primo periodo, sia di 1 euro a pagnotta e
che il tasso di inflazione sia pari al 3% annuo; se prestate 100 euro ad un tasso di interesse dell8%
annuo, otterrete 108 euro alla fine dellanno; tuttavia, a causa dellinflazione, nellanno successivo
otterrete solo 105 (e non 108) pagnotte di pane; il tasso reale di interesse (o in termini di pagnotte)
quindi pari a 8 3 = 5%
Nei periodi di inflazione si devono usare i tassi di interesse reali, non quelli nominali o monetari, per
calcolare il rendimento degli investimenti in termini di beni guadagnati per anno sui beni investiti; il
tasso di interesse reale dato dal tasso di interesse nominale meno il tasso di inflazione

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Linvestimento pi sicuro al mondo.


I titoli del Tesoro statunitense sono generalmente considerati un investimento privo di rischi; il loro
limite che pagano un tasso di interesse fisso pertanto, se linflazione sale, il tasso di interesse
reale pu facilmente diventare negativo
Nel 97, il governo statunitense risolse il problema introducendo Titoli del Tesoro protetti
dallinflazione; i TIPS indicizzano (adeguano) gli interessi e il capitale allinflazione, pagando cos un
tasso di interesse reale costante per tutta la loro durata
Ecco come funzionano: ogni anno il valore del capitale viene adeguato allincremento nellindice dei
prezzi al consumo (IPC); facciamo un esempio specifico: nel gennaio 2000, il Tesoro ha emesso
unobbligazione protetta dallinflazione di durata decennale, ad un tasso del 4.25%; tra il gennaio 2000
e il giugno 2003, lIPC aumentato del 12%; nel giugno 2003, un titolo di 1000 dollari sarebbe
pertanto valutato 1120 dollari; se il Tesoro effettuasse il pagamento degli interessi in giugno, esso
ammonterebbe al 4.25% di 1120 dollari, invece che al 4.25% di 1000 dollari per un normale titolo;
facciamo lipotesi ulteriore che il tasso di inflazione presenti una media del 3% annuo dal 2000 al
2010: in tal caso il valore al rimborso sarebbe pari a 1343.92 dollari [= 1000 dollari x (1.03) 10] e non
di 1000 dollari come sarebbe stato per unobbligazione convenzionale
Se le persone si aspettano un aumento dellinflazione negli anni futuri, il tasso di interesse sui TIPS
sar inferiore a quello delle obbligazioni standard del Tesoro; per esempio, nel maggio 2003, i titoli
del Tesoro decennali offrivano un rendimento del 3.57%, mentre i TIPS decennali garantivano l1.90%;
ci indica che linvestitore marginale si aspettava uninflazione media decennale pari a: 3.57% - 1.90
= 1.67% annuo
Differenza tra il tasso di interesse nominale e reale sulle obbligazioni di lungo periodo: laumento del
tasso di interesse nominale dal 60 all80 era meramente illusorio, in quanto i tassi di interesse
nominali non facevano che tenersi al passo con linflazione durante il periodo; dopo il 1980,
tuttavia, i tassi di interesse reale salirono rapidamente e rimasero elevati per un decennio; i dati sui
TIPS mostrano che il tasso di interesse reale sceso notevolmente dal 97 al 2003
Da molti anni gli economisti sono entusiasti delle obbligazioni indicizzate, acquistabili dai pensionati
che vogliono esser certi che i loro redditi non verranno erosi dallinflazione e, analogamente, dai
genitori che desiderano risparmiare per listruzione dei loro figli e possono accantonare una parte dei
loro risparmi sapendo che si manterranno in linea con il livello generale dei prezzi; anche i responsabili
della politica monetaria apprezzano le obbligazioni indicizzate, perch la differenza tra i titoli
convenzionali e i TIPS fornisce unindicazione sullandamento dellinflazione attesa
B. La funzione speciale della moneta.
La politica monetaria rappresenta oggi lo strumento pi importante a disposizione del governo per
stabilizzare il ciclo economico: la Banca Centrale utilizza il suo controllo sullofferta di moneta per
stimolare leconomia quando la disoccupazione comincia ad aumentare o per frenare leconomia
quando i prezzi crescono troppo velocemente
Quando la moneta ben gestita, la produzione aumenta gradualmente, mantenendo i prezzi stabili; al
contrario, un sistema monetario inaffidabile pu portare allinflazione o alla depressione economica;
molti dei pi devastanti problemi macroeconomici mondiali del 900 possono essere ricondotti al
cattivo funzionamento dei sistemi monetari
Levoluzione della moneta.
La moneta tutto quello che serve come mezzo di scambio comunemente accettato
La storia della moneta.
Il baratto.
Il baratto consiste nello scambio di beni per ottenere altri beni e si contrappone allo scambio
mediante la moneta perch i maiali, i tacchini e i limoni non sono denaro generalmente accettato che
noi possiamo usare per acquistare beni

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Bench il baratto sia meglio della totale assenza di scambi, presenta grandi svantaggi; una complessa
suddivisione del lavoro sarebbe impensabile senza lintroduzione della grande invenzione sociale
rappresentata dalla moneta
Con il progressivo sviluppo delle economie, i cittadini non scambiano direttamente un bene con un
altro, ma vendono beni per ottenere denaro e poi utilizzano il denaro per acquistare altri beni; a
prima vista, sostituire una transazione con 2 sembra complicare anzich semplificare la questione
In realt vero il contrario: 2 transazioni monetarie sono pi semplici di un baratto; per esempio,
alcuni possono voler acquistare mele e altri possono voler vendere noci, ma sarebbe estremamente
insolito trovare una persona i cui desideri siano esattamente complementari ai vostri, che sia cio
desiderosa di vendere noci e comprare mele
Le societ caratterizzate da una fitta rete di scambi semplicemente non potevano permettersi i
chiari limiti del baratto; luso di un mezzo di scambio comunemente accettato, la moneta, consente
allagricoltore di acquistare i pantaloni del sarto, che compra le scarpe dal calzolaio, che compra il
cuoio dallagricoltore
La moneta merce.
La moneta come mezzo di scambio entr per la prima volta nella storia umana sotto forma di
particolari merci; una grande variet di beni sono serviti come moneta in diversi periodi storici: bovini,
olio doliva, birra o vino, rame, ferro, oro, argento, anelli, diamanti e sigarette
Ciascuno degli elementi succitati presenta vantaggi e svantaggi: un bovino non si pu dividere in
spiccioli, la birra non migliora con linvecchiamento, ma il vino s; lolio di oliva una bella moneta
liquida divisibile nelle pi piccole parti che si possano desiderare, ma un po difficile da maneggiare,
e cos via
Nell800 la moneta merce era ormai limitata quasi esclusivamente a metalli come largento e loro;
queste forme di denaro avevano un valore intrinseco, il che significava che avevano un valore duso
in s; poich la moneta aveva un valore intrinseco, non cera bisogno che lo Stato ne garantisse il
valore, e la quantit di moneta era regolata dal mercato mediante la domanda e lofferta di oro e
argento; ma le monete metalliche presentano difetti, perch richiedono lutilizzo di risorse scarse
per estrarre dal sottosuolo il minerale necessario a produrle; inoltre, potrebbero diventare abbondanti
semplicemente a causa di scoperte accidentali di nuovi giacimenti
Lavvento del controllo monetario da parte delle Banche Centrali ha portato ad un sistema di valuta
molto pi stabile; il valore intrinseco oggi laspetto meno importante della moneta
La moneta moderna.
Allera della moneta merce segu quella della moneta cartacea; a questo punto emerge lessenza
stessa della moneta: non si desidera la moneta di per s, ma per ci che pu comprare; non si
desidera consumare il denaro direttamente; piuttosto lo si usa per liberarsene; anche quando si sceglie
di tenerlo, vale solo perch si pu spendere in seguito
La moneta cartacea si diffusa perch un mezzo comodo di scambio, si trasporta e si conserva
facilmente; con unattenta incisione, il suo valore pu essere protetto dalla contraffazione: poich i
privati cittadini non possono produrla legalmente, la sua scarsit assicurata
Dato questo limite dellofferta, la valuta ha un valore e ci serve a comprare cose; fino a quando i
cittadini possono pagare i propri conti con la valuta cartacea, fino a quando questa accettata come
mezzo di pagamento, svolge la funzione di moneta
Quella attuale lera della moneta bancaria, degli assegni coperti da fondi depositati in una banca o
in un altro istituto di credito; gli assegni vengono accettati al posto del pagamento in contanti per
molti beni e servizi; in effetti, se si calcola limporto monetario totale della transazioni, 9 decimi di
queste avvengono in moneta bancaria e il resto in valuta cartacea
Negli ultimi anni si assiste ad unevoluzione estremamente rapida delle diverse forme di utilizzo
della moneta; molti istituti di credito collegano ora un conto corrente ad uno di risparmio o persino ad
un portafoglio di titoli, consentendo ai clienti di emettere assegni per il valore del proprio capitale;
grazie alla diffusione di Internet, le persone possono pagare le bollette elettronicamente ed

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effettuare acquisti on-line; allorizzonte c la moneta elettronica, o e-money, che trasferisce il


potere di acquisto su una carta dotata di un chip elettronico incorporato
Componenti dellofferta di moneta.
Consideriamo ora i diversi tipi di moneta in uso; i principali aggregati monetari sono le misure
quantitative dellofferta di moneta, oggi note come M1 e M2, delle quali si possono leggere i movimenti
di settimana in settimana sui quotidiani, insieme a dotti commenti sul significato degli ultimi sviluppi;
qui verranno esaminate le definizioni precise aggiornate al 2003

Moneta in senso stretto (o moneta per transazioni).


Una misura importante e attentamente osservata la moneta per transazioni o M1, che consiste di
elementi effettivamente usati per le transazioni; quelle che seguono sono componenti di M 1:
monete metalliche: M1 comprende le monete metalliche che non sono in possesso delle banche
moneta cartacea: pi importante la valuta cartacea; le banconote da 5 e 10 euro recano
limmagine di un elemento architettonico e la bandiera dellUnione Europea e ciascuna porta una cifra
che ne indica il valore nominale; qualsiasi banconota pagabile a vista al portatore; oggi tutte le
monete metalliche e cartacee sono moneta a corso forzoso; questo termina significa che qualcosa
costituisce valuta, anche se non ha valore, perch lo stabilisce lo Stato
La moneta cartacea e le monete metalliche sono moneta a corso legale che devessere accettata in
pagamento di qualsiasi debito, pubblico o privato; note nel loro insieme come valuta, costituiscono la
met del totale della moneta in senso stretto, M1

conti correnti: vi una terza componente della moneta per transazioni, i depositi in conto corrente o
moneta bancaria: questi sono costituiti da fondi, depositati nelle banche e in altri istituti di credito, sui
quali si possono emettere assegni, e sono noti a livello tecnico come depositi a vista e altri depositi
traibili; se si hanno 1000 euro in un conto corrente in banca, tale deposito pu essere considerato
come moneta, per la semplice ragione che si possono pagare acquisti con assegni emessi su di esso;
possedendo le propriet essenziali della moneta, i depositi in conto corrente si considerano moneta
per transazioni o M1
Dal 99 non esiste una moneta italiana e la Banca dItalia stima le componenti rilevanti per il nostro
Paese delleuro

Moneta in senso ampio.


Sebbene M1 sia, a rigor di termini, la misura pi appropriata della moneta come mezzo di pagamento,
un altro aggregato attentamente osservato la moneta in senso ampio o M2, talvolta definita quasimoneta; M2 comprende M1 nonch altri surrogati stretti di M1, ossia precisamente:
M1
conti di risparmio e piccoli depositi a risparmio
fondi comuni monetari
Si parla di quasi moneta perch si tratta di strumenti sicuri (alcuni sono garantiti dal governo) che
possono essere rapidamente convertiti in M1
Queste voci non rappresentano moneta per transazioni perch non si possono usare come mezzo di
scambio per tutti gli acquisti; non possibile entrare in un negozio e pagare con i fondi depositati sul
proprio conto di risparmio
La domanda di moneta.
La domanda di moneta differisce da quella di altri beni; la moneta richiesta perch serve
indirettamente come lubrificante del commercio e dello scambio

Le funzioni della moneta.


La funzione centrale qui sottolineata quella di mezzo di scambio; spesso della moneta si ricorda
lutilit quando essa non funziona adeguatamente: dopo che la Russia, per esempio, abbandon il
sistema di pianificazione centrale agli inizi degli anni 90, i suoi cittadini passavano ore in fila in attesa
di merci e cercavano di ottenere dollari e altre valute straniere perch il rublo non funzionava pi come
mezzo di scambio accettabile
La moneta si usa anche come unit di conto, con la quale si misura il valore delle cose; luso di
ununit di conto comune semplifica enormemente la vita economica

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La moneta si usa a volte come riserva di valore; rispetto ad attivit patrimoniali rischiose come le
azioni, gli immobili o loro, il denaro relativamente esente da rischi; in passato i cittadini
tenevano la moneta nella propria casa come una forma sicura di ricchezza; invece oggi, quando i
cittadini cercano un rifugio sicuro per la propria ricchezza, destinano la stragrande maggioranza del
loro patrimonio ad attivit non monetarie, come i conti di risparmio, le azioni, le obbligazioni e le
propriet immobiliari
Quanto costa possedere moneta.
Queste 3 funzioni della moneta sono estremamente importanti per i cittadini, tanto importanti che i
singoli individui sono disposti a sostenere costi per possedere valuta cartacea o conti correnti a
basso rendimento; il costo insito nel possedere moneta il sacrificio in termini di interessi che si
deve accettare per possedere contanti invece di unattivit patrimoniale o un investimento pi
rischioso, meno liquido
Supponete di aver messo 1000 euro in un conto di risparmio allinizio del 2000; avreste guadagnato,
per esempio, il 5% di interesse e alla fine dellanno avreste avuto 1050 euro, pari al 5% di interesse
nominale; supponete invece di aver lasciato i 1000 euro in contanti: alla fine avreste solo 1000 euro,
perch la valuta cartacea non d interessi; il costo per tenere il denaro sotto forma di contanti in
questo caso sarebbe 50 euro
Le determinazioni della domanda di moneta.
La domanda transazionale di moneta.
Le persone hanno bisogno di moneta principalmente perch i redditi non vengono percepiti nel
momento in cui si devono sostenere delle spese; la necessit di avere denaro per pagare gli acquisti, o
le transazioni di beni, servizi e altri articoli costituisce la domanda transazionale di moneta
Supponiamo, per esempio, che una famiglia che guadagna 3000 euro al mese conservi lintera
somma in contanti e la spenda gradualmente nel corso del mese; un semplice calcolo dimostrer che
la famiglia tiene in media 1500 euro in moneta
Questo esempio pu servire a vedere come reagisce la domanda monetaria ai diversi influssi
economici: se tutti i prezzi e i redditi raddoppiano, la domanda nominale di M raddoppia, perci la
domanda transazionale di moneta raddoppia se il PIL nominale raddoppia senza che vi siano
cambiamenti nel PIL reale e in altre variabili reali
estremamente importante stabilire come varia la domanda di moneta al variare dei tassi di
interesse: allaumento dei tassi di interesse la famiglia potrebbe decidere di mettere met del denaro
nel conto corrente allinizio del mese e laltra met in un conto di risparmio che rende l8% annuo; poi
potrebbe stabilire di prelevare dal conto di risparmio 1500 euro il giorno 15 e di versarle sul conto
corrente per pagare le spese delle successive 2 settimane
Quindi, se i tassi di interesse aumentano e la famiglia decide di mettere met dei propri guadagni in un
conto di risparmio, il saldo monetario medio della famiglia stessa diminuisce da 1500 a 750 euro;
questo dimostra come la disponibilit monetaria (o la domanda di moneta) possa essere sensibile ai
tassi di interesse: a parit di altre condizioni, allaumento dei tassi di interesse diminuisce la quantit
di moneta richiesta
La domanda patrimoniale.
Al di l delluso per le necessit di transazioni, la moneta funge a volte da mezzo di tesaurizzazione
(accumulo di ricchezza); leconomia finanziaria studia il ruolo della moneta come investimento,
analizzando come gli investitori dovrebbero impiegare i loro fondi per raggiungere gli obiettivi
desiderati nel miglior modo possibile
In generale, un portafoglio (o combinazione di attivit) ben costruito conterr investimenti a basso
rischio oltre ad investimenti pi rischiosi, ma di solito non consigliabile tenere M1 (valuta o conti
correnti) tra questi risparmi perch altre attivit (come i Titoli di Stato) sono altrettanto sicuri e
rendono interessi pi elevati; nel gergo della finanza, la moneta in senso stretto unattivit
denominata perch altre attivit sono ugualmente sicure, ma hanno rendimenti pi alti; sarebbe
invece ragionevole tenere le attivit in M2 (per esempio, in conti di risparmio) perch sono attivit
sicure ad alto rendimento
Possiamo riassumere i dati sulla domanda di moneta come segue:

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il principale motivo per cui si detiene la moneta in senso stretto (M 1) la domanda di transazioni,
cio per la necessit di un mezzo di scambio generalmente accettato per acquistare beni e pagare
conti; allaumento dei redditi il valore monetario dei beni che si acquistano sale ed necessario pi
denaro per le transazioni, il che fa crescere la domanda di moneta
la domanda transazionale di M sar sensibile al costo insito nel detenere moneta; quando i tassi di
interesse su attivit patrimoniali alternative alla moneta salgono, i cittadini e le aziende tendono a
ridurre la disponibilit di moneta
inoltre a volte le persone detengono moneta come attivit o deposito di valore, ma la moderna teoria
della finanzia indica che la moneta in senso stretto (M 1) in generale non dovrebbe far parte di un
portafoglio ben differenziato

D. La borsa.
La borsa uno dei componenti pi straordinari di un sistema capitalistico; al suo interno si vendono
e si acquistano le azioni di societ quotate, i titoli delle imprese; la borsa il fulcro delleconomia
fondata sulle imprese; il New York Stock Exchange (NYSE) la principale borsa americana; un altro
mercato importante il NASDAQ; ogni grande centro finanziario ha una borsa
Rischio e rendimento di attivit patrimoniali diverse.
Prima di affrontare i principali temi riguardanti lanalisi del mercato azionario, dobbiamo presentare
alcuni concetti elementari di economia finanziaria; le attivit presentano diverse caratteristiche: 2
di esse sono il tasso di rendimento e il rischio
Il tasso di rendimento il guadagno monetario totale derivante da un titolo (misurato come
percentuale del prezzo allinizio del periodo); per i conti di risparmio e le obbligazioni a breve il
rendimento sarebbe il tasso di interesse; per la maggior parte delle altre attivit il rendimento
unisce un reddito (come i dividendi) con un guadagno o una perdita in conto capitale, che rappresenta
un aumento o una diminuzione del valore dellattivit
Possiamo descrivere il tasso di rendimento delle azioni usando i relativi dati (per questo esempio non
saranno prese in considerazione le imposte e le commissioni): supponiamo di aver acquistato un
portafoglio rappresentativo di 10 mila euro di azioni di aziende statunitensi nel dicembre 97; nel 98 il
fondo ha versato dividendi pari a 256 euro; inoltre, poich il 98 stato un anno particolarmente
positivo per le azioni, il fondo era aumentato a 13500 euro alla fine dellanno, con un guadagno in
conto capitale del 35%; il rendimento totale stato quindi di (256 + 3500)/10000 = 37.6% per il 98;
prima che vi entusiasmiate troppo per questi guadagni, ricordate che nel periodo che segu il 2000, chi
invest in azioni sub forti perdite; per esempio, se aveste deciso di investire in unampia gamma di
titoli nellottobre 2001, avreste patito una perdita del 27% nel corso dellanno successivo
Il fatto che alcune attivit abbiano tassi di rendimento prevedibili mentre altre siano piuttosto rischiose
ci porta alla seguente caratteristica importante degli investimenti: il rischio si riferisce alla variabilit
dei rendimenti su un investimento; se si acquista un Buono del Tesoro annuale con un rendimento del
6%, questo titolo un investimento privo di rischio, perch si sicuri di recuperare linvestimento; se
invece si acquistano 10 mila euro di azioni non si pu essere certi del valore alla fine dellanno
Spesso gli economisti misurano il rischio in termini di deviazione standard dei rendimenti, una
misura della dispersione di entit pari a circa 2 terzi della variazione; per esempio, dal 26 al 2003 le
azioni ordinarie statunitensi avevano una deviazione standard (deviazione media di una serie rispetto
al suo valore standard) di rendimento del 22% e un rendimento medio annuo dell11%; ci implica
normalmente che per 2 terzi del tempo il rendimento si collocava tra -10% e +33%; il rendimento
maggiore fu del 54% nel 93, la perdita maggiore
-43% nel 31
I cittadini generalmente preferiscono un rendimento pi elevato, ma anche un rischio minore perch
sono avversi al rischio; in altri termini devono essere compensati da rendimenti pi elevati per essere
indotti a detenere investimenti a pi alto rischio; non sorprenderebbe dunque di apprendere che nel
lungo periodo gli investimenti sicuri come le obbligazioni abbiano rendimenti minori di investimenti
rischiosi come le azioni
Per comprendere questa relazione, osserviamo le attivit pi importanti nel grafico rischio-rendimento
della figura, che indica il rendimento medio reale (o corretto per linflazione) sullasse verticale e il

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rischio storico (misurato come deviazione standard) sullasse orizzontale; si noti la stretta relazione tra
rendimento e rischio: il rischio cresce con il rendimento

Bolle e crolli.
Talvolta, i giudizi pi prudenti vengono messi da parte e i mercati si lasciano conquistare dalla frenesia
della speculazione, seguita spesso da una fase pessimistica e dal crollo dei prezzi
A volte gli investitoti si possono dividere in 2 categorie: quelli che ritengono che le attivit
andrebbero valutate sulla base del loro valore intrinseco e quelli che cercano di indovinare la
psicologia del mercato
Per le azioni ordinarie il valore intrinseco il valore attuale atteso dei dividendi; se unazione ha un
dividendo costante di 2 euro allanno, e il tasso di interesse appropriato al quale scontare i dividendi
il 5% annuo, il valore intrinseco sarebbe 2 euro/0.05 = 40 euro per azione; questo metodo un
modo lento, ma sicuro di arricchirsi
Chi impaziente potrebbe imitare Keynes, secondo il quale era pi probabile che gli investitori si
preoccupassero della psicologia del mercato e speculassero (avvantaggiarsi) sul valore futuro delle
attivit anzich aspettare con calma che le azioni mostrassero il loro valore intrinseco; Keynes
sosteneva che non aveva senso pagare 25 per un investimento che ne vale 30, se si ritiene che
anche il mercato lo valuter 20 tra 3 mesi; lo psicologo del mercato cerca di indovinare cosa pensa
linvestitore medio, il che implica prendere in considerazione cosa linvestitore medio pensa
dellinvestitore medio e cos via, fino allinfinito
Quando leccitazione assale il mercato pu determinare bolle speculative e crolli; le prime si
verificano quando i prezzi aumentano perch i cittadini pensano che in futuro i titoli saliranno: un
appezzamento di terreno pu valere solo 1000 euro, ma se si prevede un rialzo dei prezzi del 50%
annuo, potreste acquistarlo per 2000 euro nella speranza di poterlo vendere lanno successivo a 3000
Una bolla speculativa per un certo tempo mantiene le promesse: se i cittadini comprano perch
ritengono che le azioni saliranno, latto di acquisto far salire i prezzi inducendo gli investitori a
comprare ancora di pi e innescando cos una spirale vertiginosa; apparentemente nessuno perde
quello che guadagnano i vincitori; naturalmente i prezzi sono tutti sulla carta e perderebbero
qualsiasi consistenza se tutti cercassero di incassarli; ma perch qualcuno dovrebbe vendere titoli
tanto redditizi? i prezzi salgono per le speranze e i sogni degli investitori, non perch i profitti e i
dividendi delle aziende siano aumentati
La storia segnata da bolle in cui i prezzi speculativi furono spinti ben oltre il valore intrinseco
dellattivit
Le bolle speculative provocano sempre crolli e a volte scatenano il panico
Le tendenze del mercato azionario vengono seguite utilizzando gli indici dei prezzi delle azioni, che
sono medie ponderate dei prezzi di un paniere di titoli societari; gli indici comunemente seguiti sul
mercato statunitense sono il Dow-Jones, che segue levoluzione di 30 grandi aziende, e lo Standard
& Poor basato su 500 societ, una media ponderata dei prezzi delle azioni delle 500 maggiori imprese
americane
In Italia gli indici principali sono il MIBTEL e il MIB; il primo calcolato su un numero pi ristretto di
societ quotate
La figura mostra la storia dellindice Standard & Poor 500 dal 1900: la curva inferiore indica la media
nominale dei corsi azionari, che registra la media effettiva in un dato mese; la curva superiore mostra
il prezzo reale delle azioni, che uguale al prezzo nominale diviso un indice dei prezzi al consumo; le
linee rette mostrano i tassi di crescita media dal 1900 al 2003; il tasso di crescita media dei titoli

55

stato pari al 5% annuo in termini monetari, ma soltanto dell1.8% annuo considerando la correzione
dellinflazione
Gli anni 90 segnarono un altro periodo di favolosi risultati economici e corsi azionari in forte rialzo; le
azioni legate ad Internet divennero le preferite dagli investitori; alcuni misero in guardia contro
unesuberanza irrazionale; altri avvertivano dei rischi di un mercato sopravvalutato spinto ancora
pi in alto da un comportamento gregario senza alcun fondamento nella realt, ma gli investitori
ignorarono questi avvertimenti e proseguirono imperterriti
I tassi di crescita del 20% annuo non potevano per durare allinfinito; la bolla di Internet inizi a
scoppiare allinizio del 2000: lindice NASDAQ, che conteneva la maggior parte delle societ
speculative della new economy, perse il 75% del suo valore in meno di 2 anni; i titoli prediletti del 99
diventarono carta da parati 2 anni pi tardi; il valore delle azioni diminu di 7 mila miliardi di dollari in
un breve periodo di tempo
C una sfera di cristallo in grado di prevedere le variazioni dei prezzi delle azioni? questo
loggetto della moderna teoria della finanza

CAPITOLO 26 > LATTIVIT DELLE BANCHE CENTRALI E LA POLITICA MONETARIA.


I principali responsabili della politica macroeconomica di oggi si trovano in un edificio di Francoforte
che ospita la Banca Centrale Europea (BCE): l infatti che vengono fissati i tassi di interesse a
breve termine, influendo cos profondamente sui mercati finanziari, la ricchezza, il prodotto,
loccupazione e i prezzi; linfluenza della BCE non limitata agli Stati Membri dellUnione Europea ma,
mediante legami finanziari e commerciali, si estende anche ad altri Paesi del mondo
La BCE ha come obiettivo fondamentale una bassa e stabile inflazione; cerca inoltre di
promuovere la costante crescita del prodotto e la bassa disoccupazione e di assicurare lordine nei
mercati finanziari

Se il prodotto aumenta rapidamente e linflazione sale, probabile che la BCE alzi i tassi di
interesse, perch questo intervento frena leconomia e riduce le pressioni dei prezzi
se leconomia stagnante e gli affari languono, la BCE pu considerare lopportunit di abbassare i
tassi di interesse, una misura che incentiva la domanda aggregata, fa aumentare il prodotto e riduce
la disoccupazione
Tutti i principali Paesi hanno una Banca Centrale (BC) responsabile della gestione degli affari
monetari
La figura mostra il ruolo della BC nelleconomia e illustra il rapporto tra lautorit monetaria e le
banche, i mercati dei capitali e i tassi di interesse

56

(Visione dinsieme del modo in cui la politica monetaria influisce sul prodotto e sullinflazione: questo
diagramma illustra graficamente le misure di politica monetaria mediante le quali la BC influisce
sullattivit economica: (1) rappresenta una variazione delle riserve, che porta a (2) una modifica della
quantit di moneta M, che determina (3) cambiamenti nei tassi di interesse e nelle condizioni
creditizie; nel punto (4) la curva DA risulta modificata per la reazione degli investimenti e di altre spese
sensibili ai tassi di interesse; in (5) ne derivano variazioni di prodotto, occupazione e inflazione;
ricordate per che la politica monetaria non lunico influsso: intervenendo nello stadio decisivo (4),
la politica fiscale si inserisce nel circolo della domanda aggregata)
A.

Lattivit delle Banche Centrali.


La responsabilit della politica monetaria oggi della BCE, che, assieme alle Banche Centrali
Nazionali, costituisce il Sistema Europeo di Banche Centrali; iniziamo con lo studio della Banca dItalia
e del suo ruolo precedente la costituzione della BCE
La Banca dItalia.
Storia.
Nei primi decenni del Regno dItalia vi erano 6 banche autorizzate dallo Stato ad emettere
banconote aventi corso legale: la Banca Nazionale del Regno dItalia, la Banca Nazionale Toscana, la
Banca Toscana di Credito per le Industrie e il Commercio, la Banca degli Stati Pontifici, il Banco di
Napoli e il Banco di Sicilia
Nel 1893, dalla fusione della Banca Nazionale del Regno dItalia con la Banca Nazionale Toscana e la
Banca Toscana di Credito per le Industrie e il Commercio venne creata la Banca dItalia, con la
struttura legale di una societ per azioni di diritto privato; il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia
mantennero lautorizzazione ad emettere banconote aventi corso legale; solo nel 1926 la Banca
dItalia divenne lunico istituto di emissione
Con la legge del 36, la Banca dItalia fu trasformata in un istituto di diritto pubblico; si stabil che le
sue azioni potessero essere possedute solo da Casse di Risparmio e altri enti di diritto pubblico e
istituti di previdenza sociale

57

In quel momento si complet levoluzione della Banca dItalia da istituto bancario privato con
privilegio di emissione a moderna BC, dotata del monopolio delle emissioni e incaricata delle funzioni
di rifinanziamento e controllo del sistema creditizio, assieme al ministero del Tesoro
Struttura e indipendenza.
La Banca Centrale Italiana ha una struttura fortemente centralizzata, nella quale le decisioni cruciali
in tema di tassi e di politica monetaria venivano prese in modo indipendente dalle 4 persone che
compongono il direttorio, e in ultima istanza dal governatore che ne a capo
Una volta nominato dal potere politico, il governatore poteva contare su una carica a vita; ad
attribuire il ruolo di governatore della Banca dItalia devessere un decreto del presidente del
Consiglio, su parere del ministro del Tesoro, controfirmato dal presidente della Repubblica; la stessa
procedura devessere rispettata anche per tutti e 3 gli altri membri del direttorio, ossia il direttore
generale e i 2 vicedirettori; la recentissima riforma di fine 2005 ha introdotto il mandato a termine,
per 6 anni rinnovabile una sola volta, e maggiore collegialit nelle decisioni del direttorio
La Banca dItalia opera in modo relativamente indipendente dal potere politico, ma la sua
indipendenza abbastanza recente: prima del 92, infatti, la possibilit ultima di determinare le
condizioni del credito spettava al ministero del Tesoro, mentre prima dell81 (anno in cui avvenne il
divorzio tra Banca dItalia e ministero del Tesoro) la nostra BC era addirittura obbligata a coprire
qualsiasi deficit di bilancio pubblico che non trovava copertura sul mercato
Di fatto, dalla met degli anni 80 alla met degli anni 90 la normativa italiana in tema di indipendenza
dalla BC ha fatto tanti passi avanti, molti dei quali sono stati chiesti esplicitamente dalla Comunit
Europea, che sembra mirare ad una BC totalmente indipendente dal potere politico, unica paladina
della stabilit della moneta e della lotta allinflazione; il modello di riferimento per questi cambiamenti
spesso stata la Banca Centrale tedesca, la tanto potente quando indipendente Bundesbank; fino
al 99 era invece di competenza del governo italiano la regolamentazione dei mercati valutari e la
decisione di aderire agli accordi di cambio
Spesso lindipendenza della BC porta a conflitti con il potere politico: un aumento dei tassi di
interesse pu essere benefico per contrastare la pressione inflazionistica, ma pu avere leffetto
indesiderato di accrescere il costo del denaro, non solo per i cittadini, ma anche per i conti dello
Stato; anche in Italia, come in molti altri Paesi, la BC non esentata da critiche quando muove i tassi
di interesse
Le attivit della BC.
La figura mostra le varie fasi delle operazioni della BC, la quale ha a disposizione un certo numero di
strumenti di politica monetaria che possono incidere su alcuni obiettivi intermedi (come le
riserve, lofferta di moneta e i tassi di interesse); questi strumenti sono concepiti per contribuire al
raggiungimento degli obiettivi finali di uneconomia sana: bassa inflazione, rapida crescita del
prodotto e bassa disoccupazione; nellanalisi importante tenere questi diversi gruppi (gli strumenti,
gli obiettivi intermedi e quelli finali) nettamente distinti

I 3 principali strumenti di politica monetaria sono:


le operazioni di mercato aperto, lacquisto o la vendita di Buoni del Tesoro in modo permanente o
temporaneo

58

la politica del tasso di sconto, la fissazione del tasso di interesse, detto tasso di sconto, al quale le
banche possono prendere a prestito riserve della Banca dItalia
la politica della riserva obbligatoria, la variazione del rapporto tra depositi e riserva obbligatoria di
banche e altri istituzioni finanziarie presso la Banca dItalia
Nella gestione della moneta la BC deve sempre sorvegliare landamento di un insieme di variabili note
come obiettivi intermedi; queste sono variabili economiche che non rientrano n tra gli strumenti di
politica monetaria della BC n tra i veri obiettivi della politica stessa, ma fungono da intermediari nel
meccanismo di trasmissione tra gli strumenti e gli obiettivi; quando la BC vuole incidere sugli
obiettivi finali inizia col variare uno dei suoi strumenti; questa modifica influisce su una variabile
intermedia come i tassi di interesse, le condizioni creditizie o lofferta di moneta
La BCE nellEurosistema.
Dal 99 il Sistema Europeo di Banche Centrali (SEBC) svolge le funzioni di BC nellUnione
Monetaria, che comprende, al 2005, 12 Paesi dei 25 dellUnione Europea
Precisamente, il Sistema Europeo di Banche Centrali composto dalla Banca Centrale Europea (BCE)
e dalle Banche Centrali Nazionali (BCN) degli Stati membri; esso include pertanto anche le BCN
degli Stati membri che non hanno ancora adottato leuro; per assicurare una maggiore trasparenza e
agevolare la comprensione della struttura che svolge le funzioni di BC nellarea delleuro, il Consiglio
direttivo della BCE ha adottato il termine Eurosistema
LEurosistema comprende la BCE e le BCN degli Stati membri che hanno adottato leuro; finch
esisteranno Stati membri che non hanno adottato leuro, sar necessario distinguere tra Eurosistema
e SEBC
La BCE dotata di personalit giuridica ai sensi del diritto pubblico internazionale; essa stata
costituita come perno del sistema e assicura che i compiti dellEurosistema siano svolti sia attraverso
proprie attivit, sia tramite le BCN
Mentre il processo decisionale allinterno dellEurosistema e del SEBC centralizzato, nel prendere
decisioni riguardo allo svolgimento dei compiti la BCE tenuta a seguire il principio del decentramento
secondo quanto stabilito nello Statuto del SEBC; ciascuna della BCN gode di personalit giuridica in
base alla legislazione nazionale del rispettivo Paese
Le BCN dellarea delleuro, che fanno parte integrante dellEurosistema, svolgono i compiti a questo
conferiti in conformit alle regole fissate dagli organi decisionali della BCE; le BCN contribuiscono
inoltre ai lavori del SEBC attraverso la partecipazione dei loro rappresentanti ai diversi Comitati del
SEBC; le BCN possono svolgere funzioni estranee allambito dellEurosistema sotto la loro
responsabilit, a meno che il Consiglio direttivo non ritenga che tali funzioni interferiscano con gli
obiettivi e i compiti dellEurosistema
La BCE tiene in conto tutti gli aspetti dellevoluzione delleconomia per decidere la strategia di
politica monetaria, che ha come obiettivo fondamentale la stabilit dei prezzi e si basa su 2 schemi di
analisi (cosiddetti pilastri) che contribuiscono a fornire una valutazione prospettica dei rischi per tale
stabilit

Il primo pilastro assegna un ruolo preminente alla moneta; landamento della moneta e del credito
viene analizzato attentamente per capire se leconomia si sta surriscaldando o se in rallentamento
Il secondo pilastro si basa sullanalisi di unampia gamma di altri indicatori economici e finanziari; in
esso sono compresi diversi modelli nei quali i fattori di pressione sui costi e le relazioni tra offerta e
domanda di beni e servizi, da una parte, e il mercato del lavoro, dallaltra, determinano levoluzione
dei prezzi
LEurosistema e il SEBC sono retti dagli organi decisionali della BCE: il Consiglio direttivo e il Comitato
esecutivo; fatto salvo il loro ruolo, se e finch esisteranno Stati membri che non hanno ancora
adottato leuro, istituito anche un terzo organo decisionale della BCE, il Consiglio generale; il
funzionamento degli organi decisionali regolato dal Trattato che istituisce la Comunit Europea,
dallo Statuto del SEBC e dai relativi regolamenti interni
Il Consiglio direttivo, che lorgano decisionale supremo della BCE, comprende tutti i membri del
Comitato esecutivo e i governatori delle BCN degli Stati membri che hanno adottato leuro

59

Secondo il Trattato le responsabilit principali del Consiglio direttivo sono quelle di:
adottare gli indirizzi e prendere le decisioni necessarie ad assicurare lo svolgimento dei compiti affidati
allEurosistema
formulare la politica monetaria dellarea delleuro, ivi comprese, a seconda dei casi, le decisioni
relative a obiettivi monetari intermedi, ai tassi di interesse di riferimento e allofferta di riserve
nellEurosistema, nonch stabilire i necessari indirizzi per la loro attuazione
Il Consiglio direttivo si riunisce, di norma, ogni 2 settimane presso la struttura della BCE a
Francoforte sul Meno e alcune volte anche in altri Paesi dellarea delleuro; il Consiglio direttivo ha
stabilito di dedicare specificamente la prima riunione del mese alla valutazione approfondita degli
andamenti monetari ed economici e alle relative decisioni, riservando di norma la seconda riunione
alle questioni connesse con gli altri compiti e responsabilit della BCE e dellEurosistema
Il bilancio della BCE.
Nella tabella riportato lo Stato patrimoniale consolidato dellEurosistema al 31 dicembre 2004,
tratto dal Rapporto annuale 2004; il conto include lo stato consolidato fra tutte le BCN, e quindi al
netto dei rapporti reciproci allinterno del sistema e presenta la situazione complessiva verso lesterno
Le riserve estere (denominate crediti in valuta estera) e i prestiti alle banche (denominati
rifinanziamento alle istituzioni creditizie) costituiscono le voci pi importanti dellattivo
Al passivo si notano: banconote in circolazione, che riflette il ruolo della BCE come istituto di
emissione della moneta a corso legale (leuro); i depositi tenuti dalle banche sotto forma di riserve
presso la BC, denominati passivit verso le istituzioni creditizie
Le riserve bancarie sono alla base del processo di creazione di moneta da parte del sistema bancario

CAPITOLO 27 > LA CRESCITA ECONOMICA.


Per quanto importanti, gli sviluppi del ciclo economico non sono che increspature nellonda della
crescita economica, in cui Paesi avanzati come gli Stati Uniti accumulano maggiori quantit di beni
capitali, spingono pi in l le frontiere della conoscenza tecnica e diventano sempre pi produttivi; nel
lungo periodo di decenni e generazioni, il tenore di vita misurato dal prodotto pro capite e dal consumo
per famiglia determinato principalmente dallofferta aggregata e dal livello di produttivit del Paese

60

(La crescita economica la chiave del tenore di vita nel lungo periodo; nel lungo periodo le sorti
economiche di una Nazione dipendono dalla crescita del prodotto potenziale)
Il significato di crescita economica di lungo periodo.
Nel 900 la rapida e continua crescita economia ha consentito ai Paesi industrializzati avanzati di
fornire ai propri cittadini quantit maggiori e qualit migliori di tutti i beni
La recente guerra in Iraq ha mostrato come il potere economico degli Stati Uniti si traduce in potere
militare; attraverso la sua rapida crescita economica, gli Stati Uniti producono circa un quarto
delloutput mondiale; con una percentuale pari ad appena il 4% del suo PIL, gli Stati Uniti destinano
al settore una somma pari alla spesa militare complessiva del resto del mondo; la spesa militare
irachena, pari alla met del suo output, stata superata di almeno 50 volte in termini assoluti
Vista la sua enorme importanza per il tenore di vita, la crescita un obiettivo centrale della politica
economica; i Paesi pi veloci nella corsa allo sviluppo economico, come la Gran Bretagna nell800 e gli
Stati Uniti nel 900, fungono da modello per altri Paesi alla ricerca del benessere; sul versante
opposto, i Paesi in fase di declino attraversano spesso difficolt politiche e sociali; le rivoluzioni
nellEuropa orientale e nellUnione Sovietica tra l89 e il 91 sono state innescate dal confronto
operato dai cittadini di quelle Nazioni tra la stagnazione economica dei loro sistemi socialisti e la
rapida crescita attraversata dai vicini Paesi occidentali, caratterizzati da economie orientate al
mercato: nel lungo periodo la crescita economica il fattore pi importante per il successo delle
Nazioni
A.

Teorie della crescita economica.


La crescita economica rappresenta lespansione del PIL o del prodotto potenziale di un Paese; in altri
termini, la crescita economica si verifica quando la frontiera delle possibilit produttive (FPP) si
sposta verso lesterno; un concetto strettamente connesso il tasso di crescita del prodotto pro
capite, che stabilisce il ritmo al quale sale il tenore di vita nel Paese; i Paesi si occupano
principalmente della crescita del reddito pro capite perch questo determina un aumento del reddito
medio

61

Quali sono le dinamiche di lungo periodo della crescita economica nei Paesi ad alto reddito? la tabella
mostra la storia della crescita economica di 16 Paesi ad alto reddito, compresi i principali Paesi
dellAmerica settentrionale e dellEuropa occidentale, il Giappone e lAustralia, a partire del 1870; si
nota la costante crescita del prodotto nel corso di questo periodo, ma ancora pi importante per il
tenore di vita la crescita del prodotto per ora di lavoro, che segue da vicino laumento del tenore di
vita; nel corso dello stesso periodo il prodotto per lavoratore aumentato di quasi 20 volte rispetto al
valore iniziale
Quali sono le prospettive per il 21 secolo, considerato il rallentamento della crescita della
produttivit negli ultimi 30 anni insieme alla possibilit di vincoli ambientali pi stringenti?

I 4 fattori della crescita.


Anche se i singoli percorsi possono essere diversi, tutti i Paesi dalla rapida crescita economica
presentano alcuni tratti comuni; lo stesso processo fondamentale di crescita economica che ha
contribuito alla formazione della Gran Bretagna e del Giappone, in atto oggi in Paesi in via di
sviluppo come la Cina e lIndia; gli economisti che hanno studiato la crescita economica hanno
scoperto che questa si fonda sempre sugli stessi 4 fattori, indipendentemente dalla ricchezza o dalla
povert del Paese; fattori che sono:
le risorse umane (offerta di manodopera, istruzione, disciplina, motivazione)
le risorse naturali (terra, minerali, carburanti, qualit dellambiente)
la formazione di capitale (macchine, fabbriche, strade)
la tecnologia (scienza, tecnica, capacit gestionale e imprenditorialit)
Spesso gli economisti scrivono la relazione in termini di funzione della produzione aggregata (o
FPA) che mette in relazione il prodotto nazionale totale con gli input e la tecnologia; dal punto di vista
algebrico FPA pari a:
Q = A x F (K, L, R)
dove Q = prodotto, K = servizi produttivi del capitale, L = input di lavoro, R = input di risorse naturali,
A rappresenta il livello di tecnologia delleconomia e F la funzione di produzione
Allaumento degli input di capitale, lavoro o risorse ci attenderemmo lincremento del prodotto, anche
se probabilmente presenter rendimenti decrescenti a fronte di input aggiuntivi dei fattori produttivi;
possiamo ritenere che il ruolo della tecnologia sia di incrementare la produttivit degli input; la
produttivit indica il rapporto tra il prodotto e una media ponderata di input; con il miglioramento
della tecnologia (A) grazie alladozione di tecniche innovative provenienti dallestero questo progresso
consente ad un Paese di realizzare una maggiore produzione con lo stesso livello di input
Le risorse umane.
Gli input di lavoro consistono nelle quantit e abilit della forza lavoro; molti economisti ritengono
che la qualit degli input di lavoro (le abilit, le conoscenze e la disciplina della forza lavoro) sia il
fattore pi importante nella crescita economica
Un Paese potrebbe acquistare computer veloci, dispositivi moderni per le telecomunicazioni,
apparecchiature sofisticate per la produzione di energia elettrica e aerei da caccia supersonici, ma
questi beni capitali possono essere efficacemente usati e conservati solo da lavoratori specializzati e
addestrati; il miglioramento dellistruzione, della sanit e della disciplina, e pi di recente la capacit di
utilizzare i computer, hanno accresciuto notevolmente la produttivit del lavoro
Le risorse naturali.
Il secondo fattore classico della produzione sono le risorse naturali; sotto questo profilo le risorse
importanti sono la terra arabile, il petrolio e il gas, le foreste, lacqua e le risorse minerali; alcuni
Paesi a reddito elevato come il Canada e la Norvegia sono cresciuti principalmente grazie allampia
base di risorse disponibili, realizzando una grande produzione nei settori dellagricoltura, della pesca e
delle foreste
Nel mondo moderno, per, il possesso di risorse naturali non indispensabile per il successo
economico: New York prospera principalmente grazie allalta densit di industrie di servizi; molti Paesi
che sono praticamente privi di risorse naturali, come lItalia e il Giappone, prosperano concentrandosi
in settori che dipendono pi dal lavoro e dal capitale che dalle risorse naturali autoctone

62

La formazione di capitale.
Ricordate che il capitale tangibile comprende strutture, come strade e centrali elettriche,
attrezzature, come camion e computer, e riserve di scorte; i racconti pi drammatici della storia
economica riguardano spesso laccumulazione di capitale: nell800 le ferrovie transcontinentali del
Nordamerica portarono il commercio nel cuore del subcontinente che aveva vissuto in isolamento fino
ad allora; nel secolo scorso ondate di investimenti in automobili, strade e centrali elettriche
aumentarono la produttivit e fornirono linfrastruttura per creare industrie completamente nuove;
molti ritengono che i computer e lautostrada informatica porteranno al 21 secolo quello che le
ferrovie e le autostrade portarono ai periodi precedenti
Attualmente, gli Stati Uniti presentano segnali contrastanti: nel 2003, il tasso netto di risparmio
nazionale scese a zero, rispetto ad una media intorno al 7% di buona parte del periodo successivo
alla Seconda Guerra Mondiale; questo tasso contenuto il prodotto del basso livello dei risparmi
personali, riscontrabile soprattutto attraverso il consistente disavanzo (commerciale) con lestero,
nonch di disavanzi pubblici elevati; gli economisti temono che il basso livello dei risparmi personali
comporti un ritardo negli investimenti e nella crescita economica nei prossimi decenni, e che il forte
indebitamento con lestero possa imporre cambiamenti radicali e sfavorevoli nella politica dei tassi di
cambio e dei salari reali
Quando si pensa al capitale non si deve pensare unicamente ai computer e alle fabbriche; molti
investimenti vengono intrapresi solo dai governi e servono a creare la struttura per lo sviluppo di un
fiorente settore privato; questi investimenti vengono definiti capitale fisso sociale e consistono in
progetti su larga scala che agevolano lattivit economica: i progetti di strade, sistemi di irrigazione e
acquedotti ne sono esempi importanti
Si tratta di grandi investimenti, che tendono ad essere indivisibili e a volte presentano rendimenti di
scala crescenti; spesso questi progetti presentano anche economie esterne significative; le imprese
private non sono in grado di catturare questi benefici generali per il sistema economico, per cui lo
Stato deve intervenire per assicurare che siano intrapresi questi investimenti in capitale fisso sociale;
alcuni investimenti come i trasporti e i sistemi di comunicazione comportano esternalit di rete in
cui la produttivit dipende dalla densit della popolazione che le utilizza
Sviluppo e innovazione tecnologica.
Oltre ai 3 fattori descritti sopra, la crescita economica dipende da un quarto fattore essenziale, la
tecnologia; storicamente, la crescita non stata affatto un processo di semplice replicazione, con
laggiunta di lavoratori e macchinari identici di generazione in generazione; si trattato piuttosto di un
flusso inesauribile di invenzioni e sviluppo tecnologico che ha portato ad un notevole miglioramento
delle possibilit produttive dellEuropa, del Nordamerica e del Giappone
Oggi si assiste allesplosione delle nuove tecnologie, soprattutto nel settore informativo,
computazionale, delle comunicazioni e delle scienze della vita, ma non la prima volta che le societ
vengono sconvolte da invenzioni fondamentali: anche lelettricit, la radio, lautomobile e la televisione
si sono diffuse rapidamente nelle economie avanzate in epoche precedenti; la figura mostra la
diffusione delle principali invenzioni del 900 negli Stati Uniti; questo andamento a S tipico della
diffusione di nuove tecnologie
Lo sviluppo tecnologico determina cambiamenti nei processi produttivi, o lintroduzione di nuovi
prodotti, per rendere possibile una produzione migliore e pi abbondante partendo dallo stesso
insieme di fattori
Invenzioni che hanno aumentato notevolmente la produttivit sono state la locomotiva a vapore, la
produzione di energia elettrica, gli antibiotici, il motore a combustione interna, quello a reazione e la
macchina del fax; innovazioni fondamentali comprendono invenzioni di prodotti come il telefono, la
radio, laeroplano, il fonografo, la televisione, il microprocessore e il videoregistratore; gli sviluppi
tecnologici pi importanti negli ultimi decenni si sono verificati nel settore dellelettronica e dei
computer
Queste invenzioni rappresentano gli esempi pi spettacolari di evoluzione tecnologica, che per in
effetti un processo continuo di piccoli e grandi miglioramenti

63

A causa della sua importanza per la crescita del tenore di vita, gli economisti si interrogano da tempo
su come si possa favorire il progresso tecnologico: sta diventando sempre pi evidente, infatti, che
non si tratta di un procedimento meccanico che consiste semplicemente nellindividuare prodotti e
processi migliori; la rapida innovazione rende invece necessario incoraggiare lo spirito
imprenditoriale; considerate la fiorente industria odierna di Internet, che sta cambiando il volto del
commercio e della vendita al dettaglio; un motivo fondamentale per il quale lo spirito imprenditoriale
ha prosperato negli Stati Uniti la combinazione tra libera circolazione delle idee, assenza di
regolamentazione e opportunit di profitto
Fattori di crescita economia
Risorse umane

Esempi
Dimensione della forza lavoro
Alfabetizzazione, capacit, disciplina

Risorse naturali

Petrolio e gas
Terreni e clima

Formazione di capitale

Attrezzature e fabbriche
Capitale sociale fisso

Tecnologia e imprenditorialit

Qualit delle conoscenze scientifiche e tecniche


Abilit manageriali
Ricompense per linnovazione

Istituzioni, incentivi e innovazione tecnologica.


Nel lunghissimo periodo la crescita del prodotto mondiale e della ricchezza derivata
principalmente dal miglioramento delle conoscenze, anche se le istituzioni che ne promuovono la
creazione e le diffondono, insieme agli incentivi per consentire allumanit di dedicarsi a questo
compito, furono sviluppate tardi nella storia umana
Linnovazione dipende dallo sviluppo di incentivi e istituzioni; tra gli strumenti per favorire
linnovazione si sottolinea in particolare il ruolo della propriet privata, del sistema dei brevetti e di un
sistema fondato su norme per appianare le controversie

CAPITOLO 29 > TASSI DI CAMBIO E SISTEMA FINANZIARIO INTERNAZIONALE.


Legami internazionali.
Il 900 si divide in 2 periodi distinti:
il periodo che va dal 1914 al 1945 fu caratterizzato da concorrenza distruttiva, commercio
internazionale in contrazione, crescente isolamento finanziario, manifesti o latenti conflitti militari e
commerciali, dispotismi e depressione
dopo la Seconda Guerra Mondiale la maggior parte del mondo godette di crescente cooperazione
economica, rapporti commerciali sempre pi ampi, mercati finanziari sempre pi integrati, espansione
della democrazia e rapida crescita economica
Il netto contrasto tra la prima e la seconda met del secolo un avvertimento su quanto alta sia la
posta in gioco per quanto riguarda una saggia gestione delleconomia nazionale e mondiale; dal punto
di vista economico, nessuna Nazione unisola; quando la campana annuncia una depressione o una
crisi finanziaria, il suono echeggia in tutto il mondo

Quali sono i legami economici tra le Nazioni? i concetti economici importanti sono connessi al
commercio di beni e servizi e alla finanza internazionale:
il primo consente alle Nazioni di innalzare il tenore di vita specializzandosi in settori in cui godono di
un vantaggio comparato nella produzione, esportando beni e servizi per cui sono relativamente
efficienti e importando quelli per cui sono relativamente inefficienti; in uneconomia moderna il
commercio si svolge utilizzando valute diverse
il sistema finanziario internazionale svolge un ruolo importante perch il lubrificante che facilita
il commercio consentendo la compravendita di beni mediante pagamenti in dollari, euro e altre valute
e lo scambio di una valuta per unaltra
Il commercio internazionale spesso si configura come una lotta darwiniana a somma zero per quote
di mercato, profitti e risorse essenziali; uno sguardo pi attento rivela per che i Paesi nella seconda
met del 900 si sono evoluti ben oltre la lotta per la sopravvivenza e hanno creato istituzioni che

64

servono la causa comune della crescita e dellequit nellarena internazionale; lintegrazione


economica non per priva di rischi: nellultimo decennio si assistito a crisi finanziarie in rapida
successione; tutte queste crisi hanno richiesto che i responsabili delle politiche economiche
considerassero la necessit di intervento e di adeguamenti, ma alla fine nessuna ha portato al crollo
economico diffuso
Nei prossimi 2 capitoli passeremo in rassegna la macroeconomia internazionale, compresi i principi
che regolano il sistema monetario internazionale, che il punto centrale di questo capitolo, oltre
allimpatto del commercio estero sul prodotto, loccupazione e i prezzi che sar affrontato nel prossimo
Tendenze del commercio internazionale.
Uneconomia che simpegna in modo significativo nel commercio internazionale si dice uneconomia
aperta; una misura utile dellapertura il rapporto tra le esportazioni o le importazioni di un Paese e
il suo PIL
La figura mostra levoluzione tendenziale delle quote di importazione ed esportazione degli Stati Uniti
negli ultimi 50 anni: si noti il grande avanzo delle esportazioni nei primi anni dopo la Seconda
Guerra Mondiale quando lAmerica finanziava la ricostruzione in Europa; la quota delle importazioni e
delle esportazioni, per, era bassa negli anni 50 e 60; con la crescita dellestero e leliminazione delle
barriere commerciali, la quota del commercio crebbe costantemente
Negli Stati Uniti, dagli anni 80, le importazioni hanno distaccato notevolmente le esportazioni facendo
diventare gli Stati Uniti il Paese pi indebitato del mondo
Si potrebbe essere sorpresi nellapprendere che gli Stati Uniti sono uneconomia relativamente
autosufficiente; la figura mostra le proporzioni del commercio di alcuni paesi: quelli piccoli e quelli
con regioni altamente integrate come lEuropa occidentale sono pi aperti degli Stati Uniti; inoltre in
molti settori industriali statunitensi il grado di apertura molto pi alto di quello del sistema
economico in generale, soprattutto in industrie manifatturiere come quella siderurgica, tessile,
automobilistica e dellelettronica di consumo; alcuni settori come listruzione e la sanit sono in gran
parte esenti da commercio estero
Grandi Paesi come gli Stati Uniti e la Cina hanno quote commerciali ridotte, mentre le citt-stato come
Singapore sono centri che commerciano molto pi del loro prodotto netto
A.

La bilancia dei pagamenti internazionali.


I conti della bilancia dei pagamenti.
Iniziamo questo capitolo passando in rassegna i modi in cui i Paesi tengono i loro conti internazionali;
gli economisti ne trovano traccia nei conti economici e negli stati patrimoniali; nellambito
delleconomia internazionale i conti fondamentali consistono nella bilancia dei pagamenti di una
Nazione; la bilancia dei pagamenti internazionali un rendiconto sistematico di tutte le
transazioni economiche tra un Paese e il resto del mondo; le sue principali componenti sono le
partite correnti e i movimenti dei capitali; la struttura essenziale della bilancia dei pagamenti
illustrata nella tabella sotto
La bilancia dei pagamenti consiste di 2 parti fondamentali:
le partite correnti rappresentano le spese e le entrate per beni e servizi insieme ai trasferimenti
i conti patrimoniali comprendono le compravendite di attivit e passivit patrimoniali

Un principio importante che la somma delle 2 parti devessere sempre pari a zero:
partite correnti + conti patrimoniali = I + II = 0
I. Partite correnti
private:
Merci (o bilancia
commerciale)
Servizi
Investimento netto

65

Trasferimenti unilaterali
II. Conti patrimoniali:
Privati
Pubblici
Variazioni delle riserve
ufficiali
Altro

Debiti e crediti.
Come gli altri conti, la bilancia dei pagamenti registra ogni transazione con un segno positivo o
negativo; la regola generale della contabilit della bilancia dei pagamenti la seguente:
se una transazione determina lafflusso di valuta estera nel Paese viene definita un credito e
registrata con segno positivo
se una transazione prevede una spesa in valuta estera, consiste in un debito ed registrata con
segno negativo
In generale, le esportazioni sono crediti e le importazioni debiti: le esportazioni portano un afflusso di
valuta estera, perci sono dei crediti; le importazioni richiedono di utilizzare valuta estera, quindi
costituiscono dei debiti
Limportazione italiana di una macchina fotografica giapponese, dato che la macchina alla fine
devessere pagata in yen giapponesi, rappresenta un debito; il reddito di interessi e dividendi ricevuto
dagli italiani e proveniente dallestero sono voci di credito come le esportazioni, perch ci forniscono
valute estere
Parti della bilancia dei pagamenti.
Le partite correnti.
Linsieme delle voci della parte I nella tabella designano di solito partite correnti, riassume la
differenza tra le esportazioni e le importazioni totali di beni e servizi di una Nazione ed quasi identico
alle esportazioni nette della contabilit nazionale del prodotto
In passato molti economisti si concentravano sulla bilancia commerciale, consistente nelle
esportazioni e importazioni di merci; la composizione delle importazioni ed esportazioni di merci
consiste principalmente di prodotti primari (come generi alimentari e combustibili) e di prodotti
industriali
In passato i mercantilisti cercavano di conseguire un avanzo commerciale (uneccedenza delle
esportazioni sulle importazioni), che definivano una bilancia commerciale favorevole, e di evitare
una bilancia commerciale sfavorevole, espressione con la quale designavano il disavanzo
commerciale (uneccedenza delle importazioni rispetto alle esportazioni); perfino oggi troviamo
tracce di mercantilismo quando molte Nazioni tentano di conservare avanzi commerciali
Oggi gli economisti evitano questo linguaggio perch un disavanzo commerciale non
necessariamente negativo; come vedremo, in realt il riflesso dello squilibrio tra gli investimenti e il
risparmio interni
Spesso una Nazione presenta un disavanzo commerciale perch il suo capitale interno altamente
redditizio ed quindi vantaggioso contrarre prestiti allestero per investire in patria e aumentare i
redditi nazionali
Inoltre, i servizi, che consistono in articoli come i trasporti, i servizi finanziari e i viaggi, sono sempre
pi importanti nel commercio internazionale; la terza componente delle partite correnti data dal
reddito da investimenti, che include i guadagni sugli investimenti stranieri (per esempio i guadagni
sulle attivit italiane allestero); uno dei principali sviluppi degli ultimi 20 anni stata la crescita dei
servizi e del reddito da investimenti; un ultimo elemento costituito dai trasferimenti, che
rappresentano i pagamenti che non vengono effettuati in cambio di beni e servizi
I movimenti dei capitali.

66

Quali sono le conseguenze di un saldo attivo delle partite correnti sulle altre parti della bilancia dei
pagamenti? un saldo attivo significa che si sono acquisite attivit estere, con cui gli stranieri hanno
pagato le nostre merci
Questo significa che la bilancia dei pagamenti internazionali nel suo insieme per definizione deve
presentare un saldo finale pari a zero
I movimenti di capitale sono prestiti che i privati cittadini o lo Stato assumono da privati cittadini o
Stati stranieri o concedono agli stessi; si verificano, per esempio, quando un fondo pensioni
giapponese acquista Titoli di Stato statunitensi o quando un italiano acquista azioni di una societ
inglese
facile stabilire quali voci rappresentino crediti e quali debiti per i movimenti dei capitali se si usa la
seguente regola: pensate sempre che lItalia esporti e importi azioni, obbligazioni e altri titoli o, per
brevit, che esporti e importi pagher in cambio di valute estere; allora potete trattare queste
particolari esportazioni e importazioni come qualsiasi altra; quando si contraggono prestiti con
lestero per finanziare un disavanzo delle partite correnti si inviano pagher (sotto forma di Buoni del
Tesoro) allestero e si ottengono valute straniere; chiaro che questo determina un credito perch
ha portato valute estere in Italia
Analogamente, se le banche italiane effettuano prestiti allestero per finanziare la costruzione di uno
stabilimento per la produzione di elettrodomestici in Cina, importano pagher dai cinesi e perdono
valute estere: questa chiaramente una voce di debito
Le componenti che sfuggono ad una contabilit precisa sono gli errori e omissioni
Le variazioni delle riserve ufficiali.
Quando uno Stato segue una rigida politica di non intervento per le proprie transazioni esterne,
devesserci uno zero alla voce Variazioni delle riserve ufficiali della tabella; i Paesi che intervengono
nei mercati dei cambi chiudono i libri contabili con i pagamenti dello Stato o le ricevute di valute
estere: questi flussi di compensazione forniti dallo Stato sono definiti variazioni delle riserve
ufficiali; il modo pi comune per far variare le riserve ufficiali oggi risiede nel comprare o vendere
Titoli di Stato; lentit di questa posta tutto sommato limitata; se confrontate queste liquidazioni
ufficiali con altre entrate, vedrete che i flussi privati dominano la bilancia dei pagamenti di economie
di mercato come lItalia
Il ciclo di vita della bilancia dei pagamenti.
I Paesi industrializzati attraversano cicli di vita della bilancia dei pagamenti al passaggio dalla
condizione di giovane debitore a quella di maturo creditore; questa sequenza si trova, con variazioni
connesse alla storia particolare delle singole Nazioni, nelle economie avanzate del Nordamerica,
dellEuropa e del Sudest asiatico

1.

2.

3.

4.

Si possono illustrare le varie fasi riportando brevemente la storia della bilancia dei pagamenti degli
Stati Uniti:
giovane Nazione debitrice: dalla Rivoluzione Americana fino al periodo successivo alla Guerra Civile
gli Stati Uniti effettuarono pi importazioni che esportazioni; lEuropa concesse prestiti per la differenza
del saldo, il che consent al Paese di accumulare capitale; gli Stati Uniti erano una tipica Nazione
giovane con un debito crescente
Nazione debitrice matura: dal 1873 al 1914 circa la bilancia commerciale statunitense pass in
attivo, ma la crescita dei dividendi e degli interessi sui prestiti passati dovuti allestero mantenne le
partite correnti pi o meno in equilibrio; anche i movimenti di capitale erano pressoch in equilibrio,
dato che i prestiti concessi compensavano appena quelli contratti
giovane nazione creditrice: durante la Prima Guerra Mondiale gli Stati Uniti aumentarono
enormemente le proprie esportazioni; i cittadini americani e lo Stato prestarono denaro allInghilterra e
alla Francia di cui erano alleati per attrezzature da guerra e per le necessit di ricostruzione
postbellica; gli Stati Uniti uscirono dalla guerra come Nazione creditrice
Nazione creditrice matura: nella quarta fase i profitti derivanti dagli investimenti allestero crearono
un grande saldo attivo delle partite invisibili cui faceva riscontro un disavanzo nel settore delle merci;
gli Stati Uniti seguirono questo andamento fino ai primi anni 80; Paesi come il Giappone oggi svolgono

67

il ruolo di Nazione creditrice matura, dato che godono di saldi ampiamente attivi delle partite correnti,
che poi investono allestero
Negli ultimi 20 anni gli Stati Uniti sono entrati in una nuova fase interessante: sorprendentemente, si
sono pesantemente indebitati con lestero per finanziare gli investimenti interni; in parte
lindebitamento estero stato determinato dal risparmio interno statunitense rispetto agli
investimenti; a fare da contraltare al risparmio negativo degli americani cerano altri Paesi, in
particolare il Giappone, in cui si risparmiava pi di quanto si investisse e si registrava un avanzo delle
partite correnti
Molti economisti si preoccupano del grande deficit e si chiedono se porter ad una notevole discesa
del tasso di cambio del dollaro; anche se le partite correnti statunitensi ritornassero in equilibrio, il
Paese sar obbligato ad onorare il servizio di un grande debito estero; quando si avr lequilibrio, gli
Stati Uniti saranno di nuovo una Nazione debitrice matura, ritornando alla fase 2
B. La determinazione dei tassi di cambio.
I tassi di cambio.
Tutti hanno familiarit con il commercio interno: quando un italiano acquista arance di Sicilia,
lagricoltore siciliano fissa il pagamento in valuta italiana, perci lintero scambio commerciale pu
essere effettuato in euro; le transazioni economiche allinterno di uno stesso Paese sono semplici
Con lUnione Monetaria Europea la valuta comune circola in tutti i Paesi aderenti, e quindi le stesse
considerazioni valgono per gli scambi tra Milano e Parigi
Se per un italiano possiede un negozio che vende racchette da tennis inglesi, la transazione diventa
pi complicata: il produttore di racchette devessere pagato in valuta inglese, cio in sterline,
anzich in euro, per cui il negoziante italiano, per acquistare una racchetta inglese, deve innanzitutto
comperare sterline inglesi e usarle per pagare il produttore inglese; questa nuova complicazione
prevede il cambio
Il commercio estero prevedo luso delle diverse valute nazionali: il tasso di cambio il prezzo di una
valuta in termini di unaltra ed stabilito dal mercato dei cambi, dove vengono scambiate le varie
valute
I principali Paesi hanno la loro valuta; i Paesi europei sono uneccezione perch hanno una moneta
comune, leuro; seguiamo la convenzione di misurare i tassi di cambio come importo della valuta
estera che si pu acquistare con 1 unit di valuta nazionale; per esempio, il cambio delleuro potrebbe
essere di 1.10 dollari per 1 euro (1.10$/euro)
Quando si vuole scambiare una valuta nazionale con unaltra si effettua questa operazione al tasso di
cambio
Grazie al cambio estero il negoziante italiano pu acquistare racchette da tennis inglesi: supponiamo
che il prezzo quotato sia di 50 sterline luna; il negoziante pu consultare un quotidiano per vedere il
tasso di cambio della sterlina: se il tasso di 0.60 sterline per euro, va semplicemente in banca con
83.33 euro, le converte in 50 sterline, e con queste pu poi pagare lesportatore nella valuta
necessaria per lacquisto della racchetta da tennis
Questi esempi non prendono in considerazione i costi di transazione e il divario tra il prezzo di
acquisto e quello di vendita; questi costi possono essere notevoli, soprattutto per piccole transazioni;
uno dei vantaggi di una valuta comune tra regioni con intensi rapporti commerciali che riduce i
costi di transazione e quindi migliora lefficienza
Le imprese e i turisti non devono sapere nientaltro per le loro transazioni di importazione ed
esportazione, ma non si pu comprendere leconomia dei tassi di cambio se non si analizzano le
forze alla base della domanda e dellofferta di valute estere e il funzionamento del mercato dei cambi
Il mercato dei cambi.
Come la maggior parte degli altri prezzi, i tassi di cambio variano di settimana in settimana e di mese
in mese a seconda delle forze della domanda e dellofferta; il mercato dei cambi il mercato in cui
si effettuano gli scambi delle monete dei diversi Paesi e se ne determinano i tassi di cambio; la valuta
estera viene poi trattata al dettaglio in molte banche e uffici specializzati nel settore

68

Possiamo utilizzare le familiari curve di domanda e offerta per illustrare in che modo i mercati
determinino il prezzo delle valute estere; la figura mostra la domanda e lofferta di sterline inglesi in
Italia (questo naturalmente un esempio semplificato nel quale viene considerato solamente il
commercio bilaterale tra Gran Bretagna e Italia)

(Il mercato dei cambi dato dallincontro di domanda e offerta di valuta straniera; alla base della
domanda di sterline vi sono, per esempio, acquisti di beni, servizi e attivit finanziarie inglesi da parte
di cittadini italiani; alla base dellofferta di sterline da scambiare con euro vi , per esempio, il
desiderio degli inglesi di prodotti e servizi italiani; se il tasso fosse al di sopra di E, ci sarebbe
unofferta eccessiva di valuta straniera; a meno che lo Stato non acquisti questa moneta in eccesso
per le riserve ufficiali, le forze di mercato farebbero scendere di nuovo il tasso di cambio per
equilibrare la domanda e lofferta in E)
Le sterline inglesi vengono richieste da cittadini che in Italia ne hanno bisogno, per esempio, per
acquistare beni, servizi o strumenti finanziari inglesi, mentre vengono offerte da individui in Gran
Bretagna che acquistano beni, servizi e beni dinvestimento italiani e che quindi li pagano in sterline; il
prezzo del cambio, ossia il tasso di cambio, si fissa nel punto in cui la domanda e lofferta sono in
equilibrio
Consideriamo innanzitutto il lato dellofferta che, nel caso delleuro, o per il cambio ha origine
quando gli italiani necessitano di valuta inglese per acquistare racchette da tennis inglesi, per
trascorrere le ferie a Londra, ..; il cambio necessario, inoltre, se gli italiani vogliono acquistare terreni
in Gran Bretagna o azioni di societ inglesi; in breve, si offre valuta nazionale quando si acquistano
beni, servizi e attivit patrimoniali estere
Nella figura lasse verticale il tasso di cambio fondamentale (e), misurato in unit di valuta estera
per unit di valuta nazionale, cio in sterline per euro; lasse orizzontale mostra la quantit di euro
che vengono comprate e vendute nel mercato dei cambi
Lofferta di euro rappresentata dalla curva OO con pendenza crescente, che indica che allaumento
del tasso di cambio sale il numero di sterline che si possono comprare per ogni euro; in altri termini, a
parit di altre condizioni, i prezzi dei beni inglesi scendono rispetto a quelli italiani, quindi gli italiani
tenderanno ad acquistare pi prodotti inglesi e lofferta di euro aumenter; ci spiega perch la curva
di offerta ha pendenza crescente; prendiamo lesempio delle biciclette: se il tasso di cambio dovesse
salire da 0.60 sterline/euro a 0.70 sterline/euro, le biciclette che costavano 100 sterline scenderebbero
di prezzo da 166 euro a circa 143 euro
A parit di altre condizioni le biciclette inglesi sarebbero pi convenienti e gli italiani venderebbero pi
euro sul mercato dei cambi per acquistare pi biciclette inglesi, quindi la quantit di euro offerta
sarebbe superiore ad un tasso pi alto
Cosa sta dietro la domanda di euro (rappresentata nella figura dalla curva di domanda DD per il
cambio di euro)? gli stranieri domandano euro quando acquistano beni, servizi e attivit patrimoniali
italiane; supponiamo per esempio che uno studente inglese acquisti un libro italiano o faccia un
viaggio in Italia: per pagare questi articoli avr bisogno di euro; gli stranieri domandano euro per
pagare i loro acquisti di beni, servizi e attivit patrimoniali italiane

69

La curva di domanda della figura ha pendenza decrescente per indicare che, per esempio, alla
diminuzione del valore delleuro (quando la sterlina diventa pi cara) i residenti inglesi vorranno
comprare pi beni, servizi e investimenti esteri e domanderanno pi euro sul mercato dei cambi;
considerate cosa accade quando il tasso di cambio delleuro scende da 0.60 sterline/euro a 0.50
sterline/euro: gli abiti italiani che erano stati venduti a 1000 euro x (0.60 sterline/euro) = 600 sterline,
ora vengono venduti a 1000 euro x (0.50 sterline/euro) = 500 sterline; gli acquirenti inglesi
tenderanno quindi a comprare pi abiti italiani e la quantit domandata sul mercato dei cambi
europeo aumenter
Le forze di mercato fanno salire o scendere il tasso di cambio per bilanciare domanda e offerta; il
prezzo si fisser al tasso di cambio di equilibrio, che il tasso al quale gli euro comprati
volontariamente sono esattamente uguali agli euro venduti volontariamente
Lequilibrio della domanda e dellofferta di cambio determina il tasso di cambio di una valuta; al tasso
di cambio di 0.60 sterline per euro indicato nel punto E nella figura, il tasso di cambio in equilibrio e
non ha tendenza ad aumentare n a diminuire
Abbiamo analizzato il mercato dei cambi in termini di domanda e offerta di euro, ma in questo mercato
sono presenti 2 valute, quindi si potrebbero esaminare con altrettanta facilit la domanda e lofferta
di sterline inglesi; per comprendere questo punto dovreste tracciare un grafico della domanda e
dellofferta con la quantit scambiata di sterline sullasse orizzontale e il tasso di cambio delleuro
(euro per sterlina) su quello verticale; se 0.60 sterline/euro lequilibrio considerato dal punto di vista
delleuro, 1.66 euro/sterlina il tasso di cambio reciproco; vedrete che in questo mondo semplice di
rapporti bilaterali, ad ogni denominazione delleuro c un corrispondere nella sterlina: lofferta di
euro la domanda di sterline; la domanda di euro lofferta di sterline
necessaria solo unulteriore estensione per arrivare agli effettivi mercati dei cambi; in realt
esistono molte valute diverse; abbiamo quindi bisogno di conoscere la domanda e lofferta di ogni
valuta; in un mondo composto da molte Nazioni sono lo scambio multilaterale e il commercio, con
domande e offerte che provengono da tutto il mondo, a determinare i tassi di cambio
Effetti delle variazioni nel commercio internazionale.
Che cosa accadrebbe se si verificassero cambiamenti nel volume del commercio internazionale? per
esempio, se la Gran Bretagna attraversasse una fase di recessione, la sua domanda di importazioni
diminuirebbe; di conseguenza scenderebbe la domanda di euro
Il risultato illustrato nella figura: la diminuzione di acquisti di beni, servizi e investimenti italiani
farebbe scendere la domanda di euro del mercato; questa variazione rappresentata da uno
spostamento verso sinistra della curva di domanda; il risultato sar un tasso di cambio inferiore;
in altri termini, leuro si deprezzer e la sterlina si apprezzer; al cambio inferiore, la quantit di euro
offerti sul mercato diminuir perch i prodotti inglesi adesso sono pi cari; inoltre, la quantit di euro
domandati dagli inglesi scender a causa della recessione; i tassi di cambio varieranno quanto basta
perch la domanda e lofferta siano di nuovo in equilibrio

Nellesempio indicato nella figura leuro si deprezzato passando da 0.60 sterline/euro a 0.50
sterline/euro

70

Prendiamo il caso dei movimenti di capitale: supponete che la BCE attui una politica monetaria
restrittiva a causa delle crescenti pressioni inflazionistiche; in Europa questa manovra renderebbe
leuro pi attraente delle attivit patrimoniali estere man mano che i tassi di interesse salgono
rispetto a quelli sui titoli giapponesi o inglesi; di conseguenza la domanda di euro aumenta e leuro si
apprezza; questa sequenza illustrata nella figura sotto

(Le restrizioni monetarie aumentano la domanda di euro e determinano lapprezzamento delleuro; la


politica monetaria pu influire sul tasso di cambio mediante i conti patrimoniali; se la BCE aumenta i
tassi di interesse in euro, questa operazione induce gli investitori ad acquistare titoli in euro e
aumenta la domanda di euro; ne deriva un apprezzamento delleuro)
La terminologia inerente ai tassi di cambio.
I mercati dei cambi hanno una terminologia particolare: per definizione, la diminuzione del prezzo di
una moneta rispetto ad unaltra o a tutte le altre si definisce deprezzamento; un aumento del prezzo
di una moneta rispetto ad unaltra viene detto invece apprezzamento; nellesempio precedente,
quando il prezzo della sterlina variava da 0.60 a 0.50 euro, la valuta britannica si apprezzava e leuro
subiva un deprezzamento; in altre parole, deprezzamento delleuro significa che occorrono pi euro
per acquistare una sterlina, apprezzamento delleuro significa che occorrono meno euro per una
sterlina
Il termine svalutazione viene spesso confuso con deprezzamento: la svalutazione si riferisce
unicamente a situazioni in cui un Paese ha ufficialmente fissato o stabilizzato il tasso di cambio
rispetto ad unaltra moneta o alloro, e in cui il tasso stabilizzato, o parit, viene modificato alzando il
prezzo dellaltra moneta; la rivalutazione si verifica quando aumenta il prezzo ufficiale
Per esempio, nel dicembre 94 il Messico svalut la moneta quando abbass il prezzo ufficiale al quale
difendeva il peso portandolo da 3.5 pesos per dollaro a 3.8 pesos per dollaro; ben presto scopr che
non era in grado di difendere la nuova parit e lasci fluttuare il cambio; a quel punto il peso scese,
cio si deprezz, ulteriormente
I tassi di cambio e la bilancia dei pagamenti.
Qual il legame tra i tassi di cambio e gli adeguamenti della bilancia dei pagamenti? nel caso pi
semplice supponiamo che i tassi di cambio siano determinati dalla domanda e dallofferta; poniamo
che la Germania inizi in condizioni di equilibrio e poi sia soggetta ad una variazione della bilancia dei
pagamenti: si consideri cosa accadde dopo la riunificazione tedesca allinizio degli anni 90, per
esempio, quando la BC decise di alzare i tassi di interesse per reprimere linflazione
Dopo lintroduzione di restrizioni monetarie, gli stranieri spostarono parte delle proprie attivit
patrimoniali in marchi per trarre vantaggio dagli elevati tassi di interesse tedeschi; questa manovra
determin un eccesso di domanda di marchi tedeschi al vecchio tasso di cambio; in altri termini, al
vecchio cambio gli individui acquistavano marchi tedeschi e vendevano altre valute
Questo il punto in cui il tasso di cambio svolge il proprio ruolo di stabilizzatore: mentre la
domanda di marchi tedeschi aumenta, la situazione determina un apprezzamento della moneta
tedesca e un deprezzamento delle altre valute; la variazione del tasso di cambio continua fino a

71

quando la bilancia in conto capitale e quella in conto corrente sono di nuovo in equilibrio; la
stabilizzazione di questultima la pi facile da comprendere: in questo caso lapprezzamento del
marco rende i beni tedeschi pi costosi e determina una diminuzione delle esportazioni tedesche e un
aumento delle importazioni tedesche, il che tende a ridurre il saldo attivo in conto corrente della
bilancia tedesca
Le variazioni dei cambi fungono da stabilizzatore per eliminare squilibri della bilancia dei pagamenti
La parit di potere dacquisto e i tassi di cambio.
Nel breve periodo i tassi di cambio fissati dal mercato tendono a fluttuare ampiamente in seguito alla
politica monetaria, a eventi politici e a modifiche delle aspettative, ma nel lungo periodo sono
determinati principalmente dai prezzi relativi dei beni in Paesi diversi
Unimportante implicazione la teoria della Parit del Potere dAcquisto (PPA) dei tassi di cambio, in
base alla quale il tasso di cambio di un Paese tender a bilanciare il costo di acquisto di prodotti
commerciati internamente con quello di acquisto di quegli stessi beni allesterno
Questa teoria pu essere illustrata con un semplice esempio: supponiamo che il prezzo di un paniere
di beni (automobili, gioielli, petrolio, generi alimentari, ..) sia pari a 1000 dollari negli Stati Uniti e 10
mila pesos in Messico: ad un tasso di cambio di 100 pesos per 1 dollaro, questo paniere costa in
Messico 100 dollari; dati questi prezzi relativi e il libero commercio tra i 2 Paesi, ci si aspetterebbe
di vedere le imprese e i consumatori americani attraversare in massa il confine per comprare ai prezzi
messicani inferiori; ne deriverebbero importazioni pi elevate dal Messico e una maggiore domanda
di pesos messicani, che farebbero salire il tasso di cambio della moneta messicana rispetto a quella
statunitense, per cui sarebbero necessari pi dollari per acquistare lo stesso numero di pesos, quindi
i prezzi dei beni messicani in dollari salirebbero anche se quelli in pesos non fossero variati
Solo quando il tasso di cambio fosse salito a 10 pesos per dollaro varrebbe nuovamente la legge del
prezzo singolo; solo a questo tasso di cambio il prezzo del paniere di beni sarebbe uguale nei 2
mercati; a 10 pesos il dollaro si dice che le monete hanno lo stesso potere dacquisto in termini di
beni scambiati
La dottrina della PPA afferma inoltre che i Paesi con tassi di inflazione elevati tenderanno ad avere
monete che si deprezzano: pi precisamente, se linflazione nel Paese A del 10% annuo, mentre nel
Paese B del 2% annuo, la valuta del Paese A tender a deprezzarsi rispetto a quella del Paese B
dell8% annuo, la differenza tra i tassi di inflazione
A titolo di esempio, si supponga che linflazione galoppante abbia portato ad un aumento di 100 volte
dei prezzi in Russia nel corso dellanno, mentre i prezzi negli Stati Uniti rimangono invariati; secondo la
teoria della PPA, il rublo russo si deprezzerebbe del 99%, in modo da far tornare i prezzi dei beni
statunitensi e russi in equilibrio
La teoria della PPA solo tendenziale e non prevede una stabilizzazione completa dei prezzi relativi
(vi uno spazio di manovra della teoria); le barriere commerciali, i costi di trasporto e la presenza di
servizi scambiati rendono molto diversi i prezzi nei vari Paesi; i flussi finanziari possono inoltre
sopraffare i flussi commerciali nel breve periodo, perci, bench la teoria della PPA sia una guida
utile ai tassi di cambio nel lungo periodo, in effetti questi possono divergere per molti anni dal livello di
PPA
La PPA e le dimensioni delle Nazioni.
Secondo tutte le misurazioni gli Stati Uniti sono ancora la maggiore economia mondiale; ma quale
Paese il secondo? forse penserete che questa sia una domanda semplice cui rispondere; il problema,
per, risiede nel fatto che il Giappone indica il totale del proprio prodotto nazionale in yen, la Russia in
rubli e gli Stati Uniti in dollari; per essere confrontati, i prodotti devono essere convertiti tutti nella
stessa moneta

Sembra ovvio che il tasso di cambio da usare sia quello di mercato: in base a tale criterio di misura il
Giappone risulterebbe la seconda economia mondiale; vi sono per 2 difficolt insite nelluso del
tasso di cambio di mercato:
poich i tassi di mercato possono salire e scendere bruscamente, le dimensioni dei Paesi potrebbero
variare del 10 o 20% da un giorno allaltro

72

utilizzando i tassi di cambio di mercato sembra che molti Paesi poveri abbiano un prodotto nazionale
ridottissimo
Oggi gli economisti preferiscono invece utilizzare tassi di cambio con PPA quando confrontano il
tenore di vita dei diversi Paesi; la differenza pu essere sostanziale:
quando si usano i tassi di cambio di mercato, il prodotto di Paesi a basso reddito come la Cina e lIndia
tende ad essere sottostimato, in quanto una parte cospicua del prodotto stesso riguarda servizi ad
uso intensivo di lavoro, non commerciati, che di solito sono estremamente economici nelle Nazioni a
basso salario
quando si calcolano i tassi di cambio con PPA, che comprendono i prezzi di beni non commerciati,
quindi, il PIL dei Paesi a basso reddito aumenta rispetto a quello delle Nazioni ad alto salario
Se, per esempio, si usano i tassi con PPA il PIL della Cina 5 volte superiore al livello calcolato con i
tassi di cambio di mercato; inoltre, in base ai tassi con PPA la Cina balza davanti al Giappone e diventa
la seconda economia del mondo

A.

CAPITOLO 15 > IL VANTAGGIO COMPARATO E IL PROTEZIONISMO.


Il fondamento economico del commercio internazionale.
Nellaffrontare la vita quotidiana, facile trascurare limportanza del commercio internazionale; il
commercio promuove la specializzazione e la specializzazione aumenta la produttivit; nel lungo
periodo, lincremento del commercio e la maggiore produttivit fanno aumentare il tenore di vita di
tutti, e le Nazioni si sono rese conto a poco a poco che il commercio internazionale una delle strade
pi sicure verso la prosperit economica
In questo capitolo ampliamo lanalisi esaminando i principi alla base del commercio internazionale,
ovvero il sistema attraverso il quale le Nazioni esportano e importano beni, servizi e capitali

1.

2.

3.

Commercio nazionale e internazionale.


A ben guardare, il commercio commercio, che riguardi individui allinterno della stessa Nazione o in
Paesi diversi; esistono, tuttavia, 3 differenze importanti tra il commercio nazionale e internazionale,
che comportano conseguenze significative a livello pratico ed economico:
maggiori possibilit di scambio: il principale vantaggio del commercio internazionale sta
nellampliamento degli orizzonti di scambio; se i cittadini fossero costretti a consumare solo quello che
producono in patria, il mondo sarebbe pi povero sia dal punto di vista materiale che spirituale
nazioni sovrane: il commercio oltre le frontiere nazionali coinvolge persone e imprese situate in Paesi
diversi; ogni Nazione unentit sovrana che regola il flusso di persone, merci e beni patrimoniali che
attraversano i suoi confini; ci in contrasto con il commercio interno, dove c una sola valuta,
lattivit di scambio si svolge liberamente entro i confini e le persone si spostano facilmente per motivi
di lavoro; a volte vengono erette barriere politiche al commercio internazionale, quando i gruppi
interessati si oppongono alla concorrenza delle merci straniere e le Nazioni impongono dazi doganali o
contingenti (imposte) dimportazione; questa prassi viene definita protezionismo
tassi di cambio: quasi tutte le Nazioni hanno una moneta propria: gli europei vogliono pagare le
automobili giapponesi in euro, mentre la Nissan vuol essere pagate in yen; euro e yen vengono
scambiati in base al tasso di cambio, ovvero il prezzo relativo di valute diverse (per esempio il prezzo
dello yen giapponese in termini di euro); il sistema finanziario internazionale deve assicurare un flusso
regolare di dollari, euro, yen e altre valute se non vuole correre il rischio di un blocco del commercio
Tendenze del commercio internazionale.
Esaminiamo brevemente landamento del commercio internazionale; la tabella mostra la composizione
dei beni che costituiscono il commercio estero italiano per il 2004; un tradizionale problema del
commercio estero del nostro Paese che le esportazioni sono concentrate in industrie a bassa
intensit di ricerca e sviluppo, come per esempio abbigliamento e mobili, e questo fa s che le nostre
esportazioni siano particolarmente elastiche rispetto ai prezzi
La seconda tabella rappresenta la composizione del commercio estero degli Stati Uniti; il forte
sbilancio (passivo) fra esportazioni e importazioni diffuso in quasi tutte le categorie di beni:
alimentari, beni di consumo, autoveicoli; al contrario, il comparto dei servizi mostra un attivo
(esportazioni maggiori delle importazioni)

73

Il superamento delle esportazioni statunitensi da parte delle importazioni dovuto in particolare al


forte incremento dellindebitamento verso lestero
Le fonti del commercio internazionale di beni e servizi.
Le Nazioni trovano utile partecipare al commercio internazionale per vari motivi: a causa delle
diverse condizioni di produzione, a causa dei costi decrescenti di produzione e a causa di differenze di
gusti tra i Paesi stessi
Diverse condizioni di produzione.
Il commercio pu avvenire a causa delle diverse possibilit di produzione tra i vari Paesi; in parte
queste differenze riflettono le dotazioni di risorse naturali: uno Stato pu avere la fortuna di avere
riserve di petrolio, mentre un altro pu avere una grande quantit di terreno fertile; un Paese
montuoso pu produrre grandi quantit di energia idroelettrica che vende ai propri vicini, mentre una
Nazione con porti dalle acque profonde pu diventare un centro di commercio marittimo
Differenze di gusti.
Una seconda causa del commercio internazionale rappresentata dalle preferenze; anche se le
condizioni di produzione fossero uguali ovunque, gli Stati potrebbero intraprendere il commercio
internazionale se i loro gusti per i prodotti fossero diversi
Supponiamo, per esempio, che la Svezia e la Norvegia ricavino pesce dal mare e producano carne
pressappoco nelle stesse quantit, ma che gli svedesi amino molto la carne, mentre i norvegesi
preferiscano il pesce: si verificherebbe unesportazione, vantaggiosa per entrambi, di carne dalla
Norvegia e pesce della Svezia
Costi decrescenti.
Forse la ragione pi importante allorigine del commercio risiede nelle economie di scala di cui
godono molti processi produttivi, che tendono cio a presentare costi medi di produzione decrescenti
al crescere del volume di produzione, per cui, quando un Paese consegue un vantaggio in relazione ad
un prodotto, pu diventarne il produttore in grande quantit e a basso costo
Le economie di scala danno al Paese un notevole vantaggio sotto il profilo dei costi e della tecnologia
rispetto ad altri Stati, che trovano meno caro acquistare dal maggiore produttore che realizzare da
s il bene in questione
Prendete per esempio lelettronica di consumo: senza dubbio una societ come la General Electric o
lIBM sarebbe in grado di realizzare videoregistratori negli Stati Uniti se lo volesse, ma non potrebbe
costruirli a prezzi sufficientemente bassi da competere con produttori giapponesi come la Sony, che
hanno il vantaggio di enormi volumi e una lunga esperienza nellelettronica di consumo, e per questo
gli Stati Uniti importano quasi tutti i loro videoregistratori

Una societ leader in un settore ha 2 importanti vantaggi:


ha una lunga storia nella costruzione di quel determinato prodotto, fattore non facile da uguagliare per
un concorrente, in quanto servono tempo e pratica per imparare come costruire prodotti di buona
qualit ad un prezzo abbordabile
pu ripartire i costi di progettazione e sviluppo di un nuovo prodotto su un grande volume di vendite;
ci significa che pu vendere i propri prodotti ad un prezzo inferiore rispetto a concorrenti che hanno
un volume minore di vendite
Lesempio dei costi decrescenti aiuta a spiegare limportante fenomeno del commercio su larga
scala fra le imprese; perch gli Stati Uniti non solo sono esportatori, ma anche importatori di computer
e loro accessori? si prenda in considerazione una societ come Intel, che produce semiconduttori di
alta qualit; lazienda dispone di stabilimenti di produzione negli Stati Uniti come anche in Cina,
Malesia e nelle Filippine e trasferisce spesso i suoi prodotti in un Paese diverso da quello di
produzione, al fine di assemblarli e testarli
Un altro esempio quello di Dell Computers, il maggiore produttore mondiale di computer; in pratica,
lazienda assembla parti prodotte da altre societ, effettuando per una selezione dei componenti
provenienti da ogni parte del mondo, in base al prezzo e allaffidabilit del produttore; gli stessi modelli
di specializzazione infrasettoriale si trovano in campo automobilistico, tessile e in molti altri prodotti

B. Il vantaggio comparato.

74

Principio del vantaggio comparato.


Esiste un principio pi profondo alla base di tutto il commercio (in una famiglia, allinterno di una
Nazione e tra le Nazioni): il principio del vantaggio comparato afferma che un Paese pu
beneficiare del commercio anche se in termini assoluti pi efficiente (o meno efficiente) di altri Paesi
nella produzione di ciascun bene; il commercio che tiene conto del vantaggio comparato d senzaltro
benefici reciproci ad ogni Paese
Senso non comune.
Immaginate che lItalia abbia un prodotto per lavoratore (o per unit di fattore) pi elevato del resto
del mondo nella produzione di computer e acciaio; supponete per che lItalia sia relativamente pi
efficiente nella produzione di computer che di acciaio: la produttivit italiana potrebbe essere, per
esempio, superiore del 50% rispetto a quella di altri Paesi in relazione ai computer e del 10% riguardo
allacciaio; in questo caso sarebbe vantaggioso per lItalia esportare il bene nel quale
relativamente pi efficiente (i computer) e importare il prodotto nel quale relativamente meno
efficiente (lacciaio)
Considerate invece un Paese povero come il Mali: come potrebbe il depauperato Mali, la cui
produttivit per lavoratore solo una frazione di quella dei Paesi industrializzati, sperare di esportare
uno qualunque dei suoi tessuti o il frumento? sorprendentemente, secondo la legge del vantaggio
comparato, il Mali pu ottenere benefici dallesportazione di beni per i quali relativamente pi
efficiente (come i tessuti) e dalimportazione di prodotti per i quali relativamente meno efficiente
(come le turbine e le automobili)
Il principio del vantaggio comparato afferma che ogni Paese avr un vantaggio se si specializzer
nella produzione e nellesportazione dei beni che pu produrre ad un costo relativamente basso (nei
quali relativamente pi efficiente di altri Paesi); al contrario, ogni Paese avr un vantaggio se
importer i beni che produce ad un costo relativamente elevato (nei quali relativamente meno
efficiente di altri Paesi)
Questo semplice principio costituisce la base incrollabile del commercio internazionale
Lanalisi di Ricardo del vantaggio comparato.
possibile illustrare i principi fondamentali del commercio internazionale considerando lAmerica e
lEuropa del secolo scorso; se il lavoro (o, pi in generale, le risorse) pi produttivo in America che
in Europa in termini assoluti, significa che lAmerica non importer nulla? economicamente
opportuno che lEuropa protegga i propri mercati con dazi e contingenti?
Queste domande trovarono risposta per la prima volta nel 1817 quando leconomista inglese
Ricardo, dimostrando come la specializzazione a livello internazionale vada a beneficio delle singole
Nazioni, giunse ad enunciare la legge del vantaggio comparato
Per semplicit Ricardo oper con 2 sole regioni e 2 soli beni e scelse di misurare tutti i costi di
produzione in termini di ore-lavoro; qui seguiremo il suo esempio, analizzando i generi alimentari e il
vestiario in relazione allEuropa e allAmerica
La tabella illustra il principio del vantaggio comparato: in America necessaria unora di lavoro per
produrre ununit di generi alimentari, mentre ununit di vestiario richiede 2 ore di lavoro; in Europa
il costo di 3 ore di lavoro per i generi alimentari e di 4 per il vestiario; possiamo vedere, quindi, che
lAmerica ha un vantaggio assoluto in entrambi i prodotti, in quanto li pu realizzare con maggiore
efficienza assoluta rispetto allEuropa; ma lAmerica ha un vantaggio relativo nei generi alimentari,
mentre lEuropa lo ha nel vestiario, in quanto il cibo relativamente economico in America, mentre i
vestiti sono relativamente meno costosi in Europa
Basandosi su questi fatti, Ricardo dimostr che entrambe le regioni trarranno beneficio dalla
specializzazione nei rispettivi settori di vantaggio comparato (cio se lAmerica si specializza nella
produzione di generi alimentari e lEuropa in quella del vestiario); in questa situazione lAmerica
esporter generi alimentari per pagare il vestiario europeo, mentre lEuropa esporter vestiario per
pagare i generi alimentari americani
Per analizzare gli effetti del commercio e i benefici insiti nella specializzazione in settori di vantaggio
comparato, vanno misurate le quantit di generi alimentari e vestiario che devono essere prodotte e

75

consumate in ciascuna regione (1) se non esiste commercio internazionale e (2) se vige il libero
scambio con ciascuna regione specializzata nel proprio settore di vantaggio comparato
Prima del commercio.
Iniziamo considerando che cosa accade in assenza di qualsiasi commercio internazionale,
supponiamo cio che tutto il commercio sia illegale o esista un dazio proibitivo
La tabella mostra il salario reale del lavoratore americano per unora di lavoro sotto forma di 1 unit
di generi alimentari o unit di vestiario; il lavoratore europeo se la cava meno bene in assenza di
scambi, in quanto ottiene solo 1/3 di unit di generi alimentari o di unit di vestiario per ora di lavoro
evidente che, se prevale la concorrenza perfetta in ogni regione isolata, i prezzi dei generi alimentari
e del vestiario saranno diversi nei 2 luoghi a causa della differenza nei costi di produzione: in
America il vestiario sar 2 volte pi costoso dei generi alimentari perch ci vuole il doppio del lavoro
rispetto alla produzione di ununit di generi alimentari, in Europa il vestiario coster solo 4/3 rispetto ai
generi alimentari
Dopo lintroduzione del commercio.
Supponiamo adesso che tutti i dazi siano aboliti e sia consentito il libero scambio; per semplicit
immaginiamo inoltre che non vi siano costi di trasporto: in questo caso le merci affluiranno dalla
regione con i prezzi bassi a quella con i prezzi alti
Qual il flusso delle merci una volta liberalizzato il commercio? il vestiario relativamente pi
costoso in America (con un rapporto dei prezzi di 2 a 1) e i generi alimentari relativamente pi cari in
Europa (con un rapporto dei prezzi di rispetto a ); dati questi prezzi relativi e lassenza di dazi o
costi di trasporto, ben presto i generi alimentari verranno spediti dallAmerica allEuropa e il vestiario
dallEuropa allAmerica
Mentre il vestiario europeo penetra nel mercato americano, i produttori americani vedranno scendere
i loro prezzi e ridursi i loro profitti, e inizieranno a chiudere le loro fabbriche; in Europa accadr
esattamente il contrario: gli agricoltori europei riscontreranno che i prezzi dei loro prodotti alimentari
iniziano a scendere quando i generi alimentari americani giungono sui mercati europei; subiranno
perdite, alcuni falliranno e le risorse verranno sottratte allagricoltura
Dopo che saranno avvenuti tutti gli adeguamenti al commercio internazionale, vedremo che i prezzi
del vestiario e dei generi alimentari sono stati uniformati in Europa e America; senza ulteriori
informazioni sulla domanda e sullofferta, non possiamo sapere lesatto livello al quale si porteranno i
prezzi, ma sappiamo che i prezzi relativi dei generi alimentari e del vestiario devono collocarsi tra il
rapporto dei prezzi europei (dove il rapporto tra prezzi dei generi alimentari e del vestiario di ) e
quello dei prezzi americani (dove ); immaginiamo che il rapporto finale dei prezzi sia 2/3, cosicch
2 unit di vestiario vengono scambiate per 3 di generi alimentari; per semplicit misuriamo i prezzi in
euro e supponiamo che il prezzo di libero scambio dei generi alimentari sia di 2 euro per unit, il che
significa che quello del vestiario devessere di 3 euro per unit
Le regioni, inoltre, hanno variato le loro attivit produttive: lAmerica ha sottratto risorse al vestiario
e le ha investite in generi alimentari, mentre lEuropa ha contratto il settore agricolo e ampliato la
produzione di vestiario; con il libero scambio i Paesi spostano la produzione verso i settori in cui
godono di un vantaggio comparato
Benefici economici del commercio.
Quali sono gli effetti economici dellapertura delle 2 regioni al commercio internazionale? lAmerica
nellinsieme beneficia del fatto che il vestiario importato costa meno di quello prodotto in patria;
analogamente, lEuropa trae vantaggio dalla specializzazione nel vestiario e dal fatto che ottiene
generi alimentari a prezzi inferiori importandoli anzich producendoli da s nel continente
Possiamo valutare con estrema facilit i benefici del commercio calcolando leffetto sui salari reali,
che si misurano in base alla quantit di beni e servizi che un lavoratore pu acquistare con la
retribuzione di unora; dalla tabella possiamo vedere che i salari reali dopo lintroduzione del
commercio saranno maggiori di quelli precedenti per i lavoratori sia in Europa sia in America; per
semplicit, supponiamo che ciascun lavoratore acquisti ununit di vestiario e una di generi alimentari:
prima del commercio questo paniere di beni di consumo costa ad un lavoratore americano 3 ore di
lavoro e ad uno europeo 7

76

Dopo lapertura del commercio, come rilevato in precedenza, il prezzo del vestiario di 3 euro per
unit mentre quello dei generi alimentari 2 euro per unit; un americano deve ancora lavorare unora
per acquistare ununit di generi alimentari ma, con un rapporto dei prezzi di 2 a 3, ha bisogno di
lavorare solo 1 ora e per produrre quanto basta per comprare ununit di vestiario europeo, quindi il
paniere di prodotti costa al lavoratore americano 2 ore e di lavoro, quando permesso il
commercio internazionale: ci rappresenta un aumento del 16.66% del salario reale del lavoratore
americano medio
Per i lavoratori europei ununit di vestiario coster ancora 4 ore di lavoro in condizioni di libero
scambio, perch viene prodotta in questo continente; per ottenere ununit di generi alimentari, per,
il lavoratore europeo deve produrre solo 2/3 di ununit di vestiario (che richiede 2/3 x 4 ore di lavoro) e
poi li scambia per ununit di generi alimentari americani; il lavoro europeo totale richiesto per
ottenere un paniere di consumo quindi 4 + 22/3 = 62/3, che rappresenta un aumento dei salari reali
del 5% circa rispetto alla condizione di assenza di scambi
Quando ogni Paese si concentra sul proprio settore di vantaggio comparato, tutti ne beneficiano; i
lavoratori in ciascuna regione possono ottenere un quantitativo maggiore di beni di consumo con la
stessa quantit di lavoro, quando gli individui si specializzano nei settori di vantaggio comparato e
scambiano la produzione con beni per i quali hanno uno svantaggio comparato
Analisi grafica del vantaggio comparato.
Si pu utilizzare la frontiera delle possibilit produttive (FPP) per ampliare lanalisi del vantaggio
comparato continuando ad utilizzare lesempio numerico basato sul costo del lavoro, ma la teoria
ugualmente valida in un mondo concorrenziale con molti fattori diversi
LAmerica senza il commercio.
Il concetto di frontiera delle possibilit produttive (FPP) mostra le combinazioni di beni che si
possono realizzare con date risorse e la tecnologia di una societ; utilizzando i semplici dati di
produzione indicati nella tabella precedente e supponendo che sia lEuropa sia lAmerica abbiano 600
unit di lavoro, possiamo derivare facilmente la frontiera delle possibilit produttive di ciascuna
regione; la tabella che accompagna la figura mostra i possibili livelli di generi alimentari e vestiario
che lAmerica pu produrre con i propri fattori e la propria tecnologia
Diagramma delle possibilit produttive dellAmerica (rapporto tra i costi costante 1 a 2):
Possibilit
A
B
C
D

Generi alimentari
(unit)
600
400
200
0

Vestiario
(unit)
0
100
200
300

(La retta dei costi costanti DA rappresenta la frontiera delle possibilit produttive interna
dellAmerica; in assenza di scambi lAmerica produrr e consumer quanto indicato nel punto B)

77

La figura rappresenta le possibilit di produzione; la retta DA mostra la FPP dellAmerica, che ha una
pendenza di -, perch questo rappresenta le condizioni nelle quali i generi alimentari e il vestiario
possono essere sostituiti nella produzione; nei mercati competitivi privi di commercio internazionale il
rapporto tra i prezzi dei generi alimentari e quelli del vestiario sar solo di
Finora ci siamo concentrati sulla produzione e abbiamo ignorato il consumo; se per lAmerica isolata
dal commercio internazionale, quello che produce anche quello che pu consumare; immaginiamo
che, per i redditi e la domanda del mercato, il punto B della figura rappresenti la produzione e il
consumo americani in assenza di scambi, senza i quali lAmerica produce e consuma 400 unit di
generi alimentari e 100 unit di vestiario
Possiamo utilizzare esattamente lo stesso procedimento per lEuropa, ma la frontiera delle possibilit
produttive avr un aspetto diverso rispetto a quella dellAmerica, perch lEuropa ha unefficienza
diversa nella produzione di generi alimentari e vestiario; il rapporto dei prezzi dellEuropa , il che
rispecchia la produttivit relativa di generi alimentari e vestiario di questa regione
Lapertura al commercio.
Immaginiamo ora che il commercio tra le 2 regioni sia possibile: i generi alimentari possono essere
scambiati con il vestiario in base ad un rapporto tra i prezzi o ragione di scambio, che designa il
rapporto tra i prezzi di esportazione e importazione; per indicare le possibilit di commercio le 2 FPP
vengono rappresentate insieme nella figura

La retta FPP mostra le possibilit produttive dellAmerica, mentre la retta dellEuropa indica le
condizioni alle quali la regione pu trovare generi alimentari e vestiario sostitutivi al proprio interno;
notate che la retta FPP dellEuropa tracciata pi vicina allorigine di quella dellAmerica perch
lEuropa ha produttivit inferiori in entrambi i settori, e quindi ha uno svantaggio assoluto nella
produzione sia dei generi alimentari sia del vestiario
LEuropa non deve scoraggiarsi per il proprio svantaggio assoluto, perch la differenza nelle
produttivit relative, o vantaggio comparato, a rendere utile il commercio; i vantaggi sono illustrati
dalle rette pi esterne della figura
Se lAmerica potesse commerciare ai prezzi relativi dellEuropa potrebbe produrre 600 unit di
generi alimentari e spostarsi a nord-ovest lungo la retta pi esterna della figura a, retta che
rappresenta il rapporto tra i prezzi determinato dalla frontiera delle possibilit produttive dellEuropa;
analogamente, se lEuropa potesse commerciare con lAmerica senza influire sui prezzi relativi
americani, potrebbe specializzarsi nel vestiario e spostarsi a sud-est lungo la retta pi esterna della
figura b, in cui la retta il rapporto tra i prezzi americani precedenti lapertura al commercio
(Mediante il commercio, sia lEuropa sia lAmerica migliorano il loro consumo disponibile; se non
consentito il commercio, ciascuna regione deve accontentarsi della propria produzione e si limita

78

quindi alla curva delle possibilit produttive, indicata per ciascuna regione dalla retta Prima del
commercio; dopo lapertura delle frontiere e luniformazione dei prezzi relativi dei 2 beni dovuta alla
concorrenza, la retta dei prezzi relativi sar come indicato dalla freccia)
Rapporto di equilibrio dei prezzi.
Quando inizia il commercio internazionale, i prezzi sul mercato cambieranno; senza ulteriori
informazioni non possiamo specificare lesatto rapporto tra i prezzi, ma possiamo determinare la
gamma di variazione; i prezzi staranno ad un livello intermedio tra quelli delle 2 regioni, vale a dire
che sappiamo che il prezzo relativo dei generi alimentari e del vestiario deve trovarsi tra e

Il rapporto finale tra i prezzi dipender dalle relative domande di generi alimentari e vestiario:
se i generi alimentari sono molto richiesti, il loro prezzo sar relativamente elevato; se la loro
domanda fosse tanto elevata da indurre lEuropa a produrli, il rapporto sarebbe ai prezzi relativi
dellEuropa, cio
se la domanda di vestiario fosse relativamente elevata, il prezzo corrispondere aumenterebbe; se
fosse tanto forte da indurre lAmerica a produrre vestiario, le ragioni di scambio sarebbero pari al
rapporto americano tra i prezzi, vale a dire
se ciascuna regione si specializza completamente nel proprio settore di vantaggio comparato,
lEuropa produce solo vestiario e lAmerica solo generi alimentari, il rapporto tra i prezzi sar tra e
Il rapporto esatto dipender dalla forza della domanda
Nellesempio supponiamo che i livelli di domanda siano tali da determinare un rapporto finale tra i
prezzi di 2/3, con 3 unit di generi alimentari vendute per 2 unit di vestiario; con questo rapporto
ciascuna regione pu specializzarsi (lAmerica nei generi alimentari e lEuropa nel vestiario) ed
esportare parte della produzione per pagare le importazioni al rapporto mondiale dei prezzi di 2/3
La figura precedente illustra come avverr il commercio: ciascuna regione avr una curva di
possibilit di consumo secondo la quale pu produrre, commerciare e consumare; questa curva inizia
dal punto di massima specializzazione della regione e termina al rapporto del prezzo mondiale di 2/3
La figura a mostra le possibilit di consumo dellAmerica mediante una sottile freccia con una
pendenza di -2/3 che esce dal punto di massima specializzazione a 600 unit di generi alimentari e
senza vestiario; analogamente, le possibilit di consumo dellEuropa dopo lapertura al commercio
sono indicate nella figura b con la freccia che esce dal punto di massima specializzazione con
pendenza di -2/3
Il risultato finale indicato dai punti E nelle 2 figure; in questo equilibrio di libero scambio lEuropa si
specializza nella produzione di vestiario e lAmerica in quella di generi alimentari; la prima esporta
133.3 unit di vestiario per 200 unit di generi alimentari americani
Entrambe le regioni sono in grado di consumare pi di quanto produrrebbero da sole, entrambe
hanno beneficiato del commercio internazionale
La figura sotto illustra i benefici del commercio per lAmerica; la linea pi interna mostra la FPP,
mentre quella esterna indica le possibilit di consumo al rapporto mondiale dei prezzi di 2/3; le frecce
indicano le quantit esportate e importate; lAmerica finisce nel punto B: mediante il commercio si
sposta lungo la retta DA proprio come se una nuova, utile invenzione avesse spinto la sua FPP verso
lesterno

79

(Il libero scambio amplia le possibilit di consumo dellAmerica; la retta DA rappresenta la curva delle
possibilit produttive interne, la retta DA la curva delle possibilit di consumo quando lAmerica
pu commerciare liberamente al rapporto dei prezzi di 2/3, e quindi specializzarsi completamente nella
produzione di generi alimentari (in A); le frecce da O a B e da A a O mostrano le quantit esportate
(+) e importate (-) dallAmerica; con il libero scambio lAmerica finisce nel punto B, con quantit
maggiori di entrambi i beni a disposizione rispetto a quelle che avrebbe se producesse ci che
consuma lungo DA)
Le lezioni che si possono trarre da questa analisi sono riassunte nella figura sotto, che mostra la
frontiera mondiale delle possibilit produttive; la FPP mondiale rappresenta il prodotto massimo che
si pu ottenere dalle risorse mondiali quando i beni vengono prodotti nel modo pi efficiente, cio con
la divisione pi efficace del lavoro e con la specializzazione regionale

La frontiera mondiale delle possibilit produttive costituita dalle 2 FPP regionali della figura iniziale
(a + b), determinando il livello massimo di produzione mondiale che si pu ottenere dalle singole FPP
regionali; nella figura iniziale, per esempio, si vede che la quantit massima di generi alimentari che si
pu produrre (senza vestiario) di 600 unit in America e 200 in Europa, pari ad un massimo
mondiale di 800 unit; questo stesso punto (800 unit di generi alimentari, 0 di vestiario) viene poi
rappresentato nella FPP mondiale mediante il rilevamento delle FPP regionali; tutti i punti intermedi
possono essere costruiti mediante laccurato calcolo dei massimi prodotti mondiali che si possono
realizzare se le 2 regioni si specializzano efficacemente nei 2 beni
Prima dellapertura delle frontiere al commercio, il mondo si trova nel punto B, che un punto di
inefficienza (allinterno della FPP mondiale) perch le regioni hanno 2 diversi livelli di efficienza relativa
nei diversi beni
Dopo lapertura delle frontiere al commercio, il mondo si sposta verso lesterno nel punto E,
lequilibrio di libero scambio; nel punto E, i Paesi si specializzano nei settori di vantaggio comparato
Estensione a molti beni e molti Paesi.
Il mondo del commercio internazionale consiste in pi di 2 regioni e di 2 beni, ma i principi sopra
delineati sono essenzialmente validi anche in condizioni pi realistiche
Molti beni.

80

Quando 2 regioni producono molti beni a costi costanti, i beni stessi possono essere classificati in
ordine di vantaggio comparato o di costo; questi prodotti potrebbero essere, per esempio,
microprocessori, computer, frumento, automobili, vino e croissant, tutti ordinati in sequenza in base al
vantaggio comparato, come mostra la figura sotto; come potete vedere dal grafico, di tutti i beni i
microprocessori sono i meno costosi in America rispetto ai costi europei, mentre lEuropa ha il
maggiore vantaggio comparato nei croissant, e il suo vantaggio nel vino leggermente inferiore a
quello dei croissant; possiamo essere praticamente certi che lintroduzione del commercio indurr
lAmerica a produrre ed esportare microprocessori, mentre lEuropa produrr ed esporter croissant,
ma dove cadr la linea di demarcazione?

Non sarete sorpresi di scoprire che la risposta dipende dalla forza relativa della domanda
internazionale dei diversi prodotti; una maggiore domanda di microprocessori e computer, per
esempio, tender a far spostare i prezzi in direzione dei prodotti americani; questo spostamento
potrebbe indurre gli americani ad indirizzare sempre pi le proprie risorse verso le industrie in cui
godono di un vantaggio comparato, abbandonando quei settori (come le automobili) in cui il loro
vantaggio comparato debole
Molti Paesi.
Introdurre molti Paesi non deve necessariamente modificare lanalisi condotta finora; per quanto
riguarda un singolo Stato, tutte le altre Nazioni con le quali commercia possono essere riunite in un
unico gruppo designato come il resto del mondo; i vantaggi del commercio non hanno alcuna
relazione particolare con i confini nazionali; i principi gi esposti valgono anche tra gruppi di Paesi e
perfino tra regioni allinterno dello stesso Stato
Commercio triangolare e multilaterale.
Una volta introdotti nel quadro molti Paesi, tutti troveranno vantaggioso impegnarsi nel commercio
triangolare o multilaterale con una moltitudine di altri Pesi; in genere il commercio bilaterale tra 2
Nazioni non equilibrato; un semplice esempio di flusso commerciale triangolare illustrato nella
figura sotto, dove le frecce mostrano la direzione delle esportazioni; nella realt, i modelli di
commercio sono ancora pi complessi che in questo esempio triangolare

Precisazioni e conclusioni.
Abbiamo cos terminato lanalisi dellimportante teoria del vantaggio comparato, le cui conclusioni
valgono indipendentemente dal numero di Paesi e di beni; questa teoria pu inoltre essere
generalizzata per applicarla a molti input, a proporzioni variabili dei fattori e a rendimenti decrescenti
1.

Non possiamo tuttavia concludere senza 2 importanti precisazioni su questa raffinata teoria:
presupposti classici: da un punto di vista teorico, il principale difetto della teoria del vantaggio
comparato sta nei suoi presupposti classici, perch prevede uneconomia concorrenziale
regolarmente funzionante; il commercio potrebbe portare al peggioramento dei problemi ambientali
in presenza di beni pubblici a livello mondiale o regionale; inoltre, la presenza di prezzi e salari
inflessibili, cicli economici e disoccupazione involontaria potrebbero determinare inefficienze
In caso di fallimenti del mercato a livello macroeconomico o microeconomico, il commercio potrebbe
benissimo spingere una Nazione allinterno della sua FPP; quando uneconomia attraversa una
depressione o funziona male, non possiamo essere sicuri che i Paesi guadagnino dal commercio

81

Date queste riserve, non ci possiamo stupire poi molto che la teoria del vantaggio comparato abbia
meno adepti in periodi di grandi sconvolgimenti macroeconomici; durante la Grande Depressione
degli anni 30, mentre la disoccupazione saliva e il prodotto reale scendeva, le Nazioni eressero grandi
barriere doganali ai loro confini e il volume del commercio estero si ridusse rapidamente; inoltre,
durante i prosperi anni 90, il libero commercio fu ripetutamente attaccato da difensori
dellambiente, che lo consideravano come uno strumento che permetteva alle societ di scaricare
sostanze inquinanti negli oceani e in Paesi con regolazioni permissive
2.

distribuzione del reddito: una seconda precisazione riguarda limpatto su particolari individui, settori e
fattori di produzione; abbiamo visto precedentemente che lapertura di un Paese al commercio fa
crescere il suo reddito nazionale, consentendo un aumento dei consumi di tutti i beni e servizi rispetto
a quanto non sarebbe possibile se i confini fossero chiusi al commercio; tuttavia questo non significa
che ogni individuo, impresa, settore e fattore di produzione ne beneficer; se, attraverso le
importazioni, il libero commercio aumenta lofferta di beni prodotti da particolari fattori di produzione o
in particolari regioni, tali fattori o regioni possono finire per avere redditi minori rispetto a quando il
commercio era limitato
Supponiamo che il libero commercio aumenti lofferta di camicie di cotone a basso costo negli Stati
Uniti; non stupirebbe apprendere che le imprese tessili patiscano perdite e registrino fallimenti; studi
recenti indicano che i lavoratori non specializzati nei Paesi ad alto reddito hanno patito riduzioni dei
salari reali negli ultimi 30 anni a causa dellaumento delle importazioni di beni da Paesi in via di
sviluppo con salari bassi
La diminuzione dei salari si verificata perch le importazioni sono determinate da fattori dei Paesi in
via di sviluppo che sono stretti sostituti del lavoro non specializzato nei Paesi ad alto reddito; la teoria
del vantaggio comparato mostra come i guadagni di altri settori siano superiori alle perdite subite
dai settori danneggiati
Inoltre, nel lungo periodo coloro che sono sostituiti nei settori a basso salario tenderanno infine a
spostarsi verso impieghi maggiormente retribuiti; ma chi invece stato temporaneamente leso dal
commercio internazionale ha subito un danno autentico ed un acceso difensore del protezionismo e
delle barriere commerciali

C. Il protezionismo.
Oggigiorno, le persone guardano spesso con sospetto alla concorrenza straniera e le campagne che
invitano ad acquistare i prodotti nazionali sanno di patriottismo
Tuttavia gli economisti si dichiarano di diverso avviso sin dai tempi di Adam Smith: in generale, essi
ritengono che il libero commercio promuova una divisione del lavoro tra le Nazioni reciprocamente
vantaggiosa e che il mercato libero e aperto consenta a ciascuno Stato di espandere le proprie
possibilit produttive e di consumo aumentando il tenore di vita mondiale; il protezionismo
impedisce invece alle forze del vantaggio comparato di operare al meglio
Analisi dei dazi doganali basata sulla domanda e sullofferta.
Il libero scambio contrapposto allassenza di scambi.
La teoria del vantaggio comparato pu essere spiegata mediante il ricorso alla domanda e allofferta
di beni nel commercio estero; consideriamo il solo mercato del vestiario in Italia; supponiamo per
semplicit che lItalia rappresenti una piccola parte del mercato e quindi non possa influenzare il
prezzo mondiale del vestiario
La figura mostra le curve di domanda e offerta del vestiario in Italia: la curva di domanda dei
consumatori italiani indicata con DD e quella dellofferta interna delle imprese italiane con OO;
supponiamo che il prezzo del vestiario sia fissato sul mercato mondiale (che si presume sia molto
pi ampio di quello italiano) e sia pari a 4 euro per unit; bench le transazioni nel commercio
internazionale siano effettuate in monete diverse, per ora si pu semplificare trasformando la scheda
dellofferta estera in una curva dellofferta in euro, utilizzando il tasso di cambio corrente

82

Equilibrio in assenza di scambi.


Supponiamo che i costi di trasporto o i dazi doganali per il vestiario siano proibitivi; dove si troverebbe
lequilibrio in assenza di scambi? in questo caso lequilibrio nel mercato italiano del vestiario sarebbe
allintersezione della domanda e dellofferta interne, indicata dal punto N nella figura; in questo
punto, caratterizzato da assenza di scambi, i prezzi sarebbero relativamente elevati (8 euro per
unit) e i produttori nazionali soddisferebbero tutta la domanda
Libero scambio.
Supponiamo che in seguito venga introdotto il commercio internazionale del vestiario; in assenza di
costi di trasporto, dazi doganali e contingenti, il prezzo in Italia devessere uguale a quello mondiale;
e questo perch se il prezzo italiano fosse superiore a quello mondiale, imprenditori astuti
comprerebbero il vestiario dove economico e lo venderebbero dove costoso (in Italia): lItalia
importerebbe vestiario; una volta che i flussi commerciali si fossero adeguati completamente alle varie
domande e offerte, il prezzo in Italia sarebbe uguale al livello mondiale (in un mondo che
includesse costi di trasporto e dazi doganali il prezzo in Italia sarebbe uguale a quello mondiale
modificato per tener conto di questi costi)
La figura illustra come vengano determinati i prezzi, le quantit e i flussi commerciali in condizioni di
libero scambio nel caso del vestiario; la linea orizzontale a 4 euro rappresenta la curva di offerta per
le importazioni; orizzontale, vale a dire con prezzi perfettamente elastici, perch si presume che la
domanda italiana sia troppo ridotta per poter incidere sul prezzo mondiale del vestiario
Dopo lapertura del commercio, le importazioni affluiscono in Italia, facendo scendere il prezzo del
vestiario a quello mondiale di 4 euro per unit; a quel livello i produttori nazionali forniranno la
quantit ME, pari a 100 unit, mentre i consumatori vorranno acquistare 300 unit; la differenza,
indicata dalla linea EF, la quantit delle importazioni; chi ha deciso che si sarebbe importata proprio
questa quantit di vestiario e che i produttori nazionali avrebbero fornito solo 100 unit? lentit del
commercio stata determinata dalla domanda e dallofferta
Possiamo inoltre dire che il livello dei prezzi nellequilibrio in assenza di scambi determina la
direzione dei flussi commerciali; i prezzi italiani in assenza di scambi erano pi elevati di quelli del
resto del mondo, perci le merci affluivano in Italia; ricordate questa regola: in condizioni di libero
scambio i beni affluiranno dalle regioni con prezzi bassi a quelle con prezzi alti; quando i mercati
sono aperti al libero scambio, labbigliamento affluisce dal resto del mondo, a basso prezzo, a dove i
prezzi sono pi elevati
Barriere commerciali.
Per secoli gli Stati hanno utilizzato i dazi doganali e i contingenti per aumentare i ricavi e influire sullo
sviluppo delle singole industrie; dal 700, quando il Parlamento inglese tent di imporre dazi sul t, sullo
zucchero e su altre merci delle colonie americane, la politica dei dazi si rivelata un terreno fertile per
la rivoluzione e la lotta politica

83

Possiamo usare lanalisi della domanda e dellofferta per comprendere gli effetti economici dei dazi e
dei contingenti; tenete conto, innanzitutto, che un dazio doganale un tributo prelevato sulle
importazioni; un contingente di importazione un limite alla quantit di beni importati
I dazi doganali variano notevolmente a seconda del bene di riferimento nella maggior parte dei
Paesi; non difficile comprendere la ragione dellesistenza di contingenti di importazione restrittivi o di
dazi doganali elevati sui prodotti tessili e sullacciaio: si tratta infatti di industrie che esercitano
uninfluenza politica sul Congresso o sul governo americano; lItalia ha completamente eliminato
dazi e contingenti dimportazione dei confronti dei Paesi dellUnione Europea; permangono invece
vari provvedimenti restrittivi del commercio estero nei confronti dei Paesi esterni allUnione
Dazio doganale proibitivo.
Il caso pi semplice da analizzare quello di un dazio doganale proibitivo, un dazio cos elevato da
scoraggiare qualsiasi importazione; ritornando alla figura precedente, che cosa accadrebbe se il dazio
doganale sul vestiario fosse superiore a 4 euro per unit (cio, pi della differenza tra il prezzo
italiano di 8 euro in assenza di scambi e quello mondiale di 4 euro)? questo sarebbe un dazio doganale
proibitivo, che ostacolerebbe lintero commercio internazionale dellabbigliamento; qualsiasi
importatore che acquista abiti al prezzo mondiale di 4 euro pu venderli in Italia al massimo al prezzo
di 8 euro, ma il dazio che deve pagare risulterebbe superiore alla differenza tra il prezzo italiano e
quello mondiale; in tal modo i dazi doganali proibitivi stroncano il commercio internazionale
Dazio doganale non proibitivo.
Dazi doganali pi moderati (inferiori a 4 euro per unit di vestiario) colpirebbero, ma non
stroncherebbero il commercio; la figura mostra lequilibrio nel mercato dellabbigliamento con un dazio
di 2 euro; supponendo ancora una volta lassenza di costi di trasporto, un dazio di 2 euro implica che
il vestiario estero sar venduto in Italia a 6 euro per unit (pari al prezzo mondiale di 4 euro pi il
dazio di 2 euro)

Il risultato di equilibrio di un dazio di 2 euro il seguente: il consumo interno (o la quantit richiesta)


scende da 300 unit nella situazione di equilibrio di libero scambio a 250 unit dopo limposizione del
dazio, la quantit di produzione interna aumenta di 50 unit e quella delle importazioni diminuisce di
100
Questo esempio riassume leffetto economico dei dazi doganali: un dazio doganale tender a far
aumentare il prezzo, a ridurre le quantit consumate e importate e ad incrementare la produzione
nazionale
Contingenti dimportazione.
I contingenti dimportazione hanno lo stesso effetto qualitativo dei dazi doganali; un contingente
proibitivo (un contingente, cio, che impedisce tutte le importazioni) produrr lo stesso risultato di un
dazio proibitivo; il prezzo e la quantit ritornerebbero allequilibrio in assenza di scambi al punto N
della figura precedente; un contingente meno restrittivo potrebbe limitare le importazioni a 100

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unit di vestiario, equivalenti alla linea HJ, nella figura precedente; un contingente di 100 unit
porterebbe allo stesso prezzo e prodotto di equilibrio di un dazio di 2 euro

Bench non vi siano differenze sostanziali tra i dazi doganali e i contingenti dimportazione, esistono
effettivamente alcune sottili differenze:
un dazio fornisce entrate allo Stato, magari consentendo che altre imposte vengano ridotte e
compensando quindi parte del danno arrecato ai consumatori nel Paese di importazione
un contingente, invece, trasferisce i profitti derivanti dalla differenza di prezzo nelle tasche degli
importatori o degli esportatori che sono cos fortunati da ottenere il permesso o la licenza di
importazione e che in tal modo possono ricompensare, o perfino corrompere, i funzionari che
concedono le licenze di importazione
A causa di queste differenze, gli economisti in genere considerano i dazi il male minore, e tuttavia,
se uno Stato deciso ad imporre contingenti dovrebbe mettere allasta le poche licenze di
importazione; unasta assicurerebbe che lo Stato, anzich limportatore o lesportatore, percepisca le
entrate derivanti dal limitato diritto allimportazione; inoltre i funzionari non sarebbero tentati di
assegnare i diritti sui contingenti per corruzione, amicizia o nepotismo
I costi di trasporto.
Il costo per il trasferimento di merci ingombranti e deperibili ha lo stesso effetto dei dazi doganali, in
quanto riduce lentit della positiva specializzazione regionale; se, per esempio, il trasporto del
vestiario verso lItalia costa 2 euro per unit, lequilibrio della domanda e dellofferta apparir
proprio come nella figura precedente, con il prezzo italiano di 2 euro al di sopra di quello mondiale

C per una differenza tra i costi di protezione e di trasporto:


i secondi sono imposti dalla natura (dalle distanze, dalla presenza di monti o fiumi)
dei dazi doganali restrittivi sono unicamente responsabili le Nazioni

Costi economici dei dazi doganali.


Che cosa accade quando lItalia impone un dazio doganale sul vestiario, come quello indicato nella
figura precedente? si hanno 3 effetti:
(1) i produttori nazionali, operando al riparo dellalto prezzo causato dal dazio, possono espandere la
produzione
(2) i consumatori si trovano di fronte a prezzi pi elevati e quindi riducono il consumo
(3) lo Stato ottiene entrate doganali
I dazi doganali determinano linefficienza economica; pi precisamente, quando si impongono dazi, la
perdita economica per i consumatori supera le entrate ottenute dallo Stato pi i profitti aggiuntivi dei
produttori

Analisi grafica.
La figura sotto mostra il costo economico di un dazio doganale: le curve della domanda e dellofferta
sono identiche a quelle della figura precedente, ma sono evidenziate 3 aree:
larea B rappresenta le entrate derivanti dai dazi ottenute dallo Stato, pari allimporto del dazio
moltiplicato per le unit di beni di importazione, e in totale di 200 euro
il dazio aumenta il prezzo nei mercati interni da 4 a 6 euro e i produttori incrementano il prodotto
portandolo a 150, quindi i profitti totali salgono di 250 euro, indicati dallarea LEHM e pari a 200
euro di vecchie unit e ad altri 50 euro per le nuove 50 unit
infine, notate che i consumatori pagano un prezzo elevato; la perdita totale di benessere dei
consumatori data dallarea LMJF ed pari a 550 euro

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Limpatto sociale globale quindi composto da un utile di 250 euro per i produttori, un utile per lo
Stato di 200 euro e una perdita per i consumatori di 550 euro; il costo sociale netto (contando in
ugual misura ognuno di questi euro) quindi di 100 euro; si pu dunque calcolare che ci
corrisponde alle aree A e C

Larea A la perdita netta derivante dal fatto che la produzione nazionale pi costosa di quella
estera; quando il prezzo interno aumenta, le imprese sono indotte ad aumentare limpiego della
capacit produttiva nazionale relativamente costosa; producono fino al punto in cui il costo
marginale di 6 euro per unit (anzich fino a 4 euro per unit in condizioni di libero scambio);
riaprono vecchie fabbriche inefficienti o fanno lavorare a pi turni gli stabilimenti esistenti; dal punto di
vista economico, lutilizzazione di questi impianti ad alto costo inefficiente, perch il nuovo
abbigliamento prodotto da queste fabbriche potrebbe essere acquistato a meno dallestero; il nuovo
costo sociale di questa produzione inefficiente larea A, pari a 50 euro
Dal prezzo pi elevato indicato dallarea C deriva inoltre una perdita netta per il Paese: la perdita di
benessere dei consumatori che non pu essere compensata dai profitti delle imprese o dalle entrate
statali costituita dai dazi; anche questarea di 50 euro
La perdita sociale totale derivante dal dazio quindi di 100 euro, calcolati sia nelluno sia nellaltro
modo
La figura precedente illustra una caratteristica importante per la comprensione della politica e della
storia relativa ai dazi; quando simpone un dazio, una parte dellimpatto deriva dalla ridistribuzione
del reddito dai consumatori ai produttori e ai lavoratori interni protetti
Nellesempio indicato nella figura, le aree A e C rappresentano perdite di efficienza derivanti
rispettivamente da una produzione interna inefficientemente elevata e da un consumo interno
inefficientemente basso; in base alle ipotesi semplificate utilizzate sopra, le perdite di efficienza
ammontano in totale a 100 euro
La ridistribuzione connessa, per, molto maggiore, essendo pari a 200 euro raccolti mediante le
entrate dei dazi imposti ai consumatori della merce pi 250 di profitti pi elevati; i consumatori
saranno insoddisfatti del maggior costo del prodotto, mentre i produttori e i lavoratori interni di quelle
aziende ne trarranno vantaggio; possibile dunque vedere perch le battaglie sulle restrizioni alle
importazioni in genere si focalizzano pi sui ricavi e sulle perdite ridistributive che sui problemi di
efficienza economica
Dazi doganali e tessuti.
opportuno approfondire lanalisi esaminando gli effetti di un dazio particolare, per esempio un dazio
sul vestiario
Innanzitutto, il dazio fa aumentare i prezzi interni: comprare un vestito costa pi di quanto sarebbe
costato in condizioni di libero scambio; a causa dei prezzi pi elevati, molte fabbriche, che altrimenti
sarebbero fallite di fronte ad un vantaggio comparato decrescente nei tessuti, rimangono aperte;
sono appena redditizie, ma in qualche modo riescono a realizzare vendite sufficienti a continuare la

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produzione nazionale; vengono assunti alcuni lavoratori in pi rispetto a quelli altrimenti impiegati,
bench, a causa della pressione esercitata dalla concorrenza straniera, i salari nel settore rimangono
tra i pi bassi dellindustria manifatturiera
Dal punto di vista nazionale si sprecano risorse nei tessuti; questi lavoratori, materiali e capitale
sarebbero usati in modo pi produttivo in altri settori; il potenziale produttivo pi basso perch la
Nazione impiega fattori di produzione in un settore in cui ha perso il vantaggio comparato
Naturalmente i consumatori pagano per questa protezione dellindustria tessile con prezzi pi
elevati; ottengono meno soddisfazione dal loro reddito di quanta ne avrebbero avuta se avessero
potuto acquistare tessuti da Hong Kong, dalla Corea o dalla Cina a prezzi che escludono i dazi elevati; i
consumatori sono indotti a ridurre gli acquisti di vestiario, incanalando i fondi verso i generi
alimentari, i trasporti o le attivit ricreative, i cui prezzi relativi sono resi pi bassi dal dazio
Lo Stato invece ottiene alcuni milioni di euro in pi di entrate dai dazi sui tessuti; queste entrate
possono essere utilizzate per acquistare beni pubblici o ridurre altre imposte, perci (a differenza della
perdita dei consumatori o dellinefficienza produttiva) questo effetto non un vero costo per la
societ

Economia del protezionismo.


Gli argomenti a favore della protezione mediante dazi o contingenti dimportazione contro la
concorrenza delle imprese straniere assumono molte forme diverse; quelle che seguono sono le
principali categorie:
argomentazioni non economiche indicanti che auspicabile sacrificare il benessere economico per
sostenere altri obiettivi nazionali
argomentazioni basate sul fraintendimento della logica economica, per esempio del principio del
vantaggio comparato
analisi che si basano sul potere di mercato o su imperfezioni macroeconomiche
Obiettivi non economici.
Il benessere economico non lunico obiettivo nella vita; uno Stato non dovrebbe sacrificare la
propria libert e sicurezza nazionale per pochi euro in pi di reddito reale ottenuti con il commercio
internazionale (es: dipendenza dei militari americani nei confronti di altri fornitori stranieri per i chip ad
alta tecnologia necessari agli armamenti); i Paesi possono, inoltre, desiderare di preservare le
proprie tradizioni culturali o le proprie condizioni ambientali (es: la Francia che difende la propria
industria cinematografica dalle pellicole provenienti da Hollywood; il governo svizzero che impedisce ai
camion di attraversare il Paese nel tentativo di salvaguardare la tranquillit e laria pulita delle sue
vallate)
Motivi poco fondati dei dazi doganali.
Mercantilismo.
A Lincoln stata attribuita questa osservazione: non so molto dei dazi; quello che so che quando
compro un cappotto dallInghilterra, io ho il cappotto e lInghilterra ha i soldi, ma quando compro un
cappotto in America, io ho il cappotto e lAmerica ha i soldi; questo ragionamento un antico errore
tipico dei mercantilismi del 600 e 700, che consideravano fortunato un Paese che vendeva pi merci
di quante ne acquistasse, perch tale bilancia commerciale favorevole significava che loro sarebbe
affluito nel Paese per pagare i residui di esportazioni
Largomentazione dei mercantilisti confonde i mezzi con i fini; accumulare oro o altri strumenti
monetari non migliorer il tenore di vita di un Paese; la moneta non vale in s, ma per quello che
con essa si pu comprare da altri Paesi; oggi la maggior parte degli economisti respinge quindi lidea
secondo cui laumento dei dazi per ottenere uneccedenza della bilancia commerciale migliori il
benessere economico di una Nazione
Dazi per gruppi di interesse.
Le maggiori pressioni per limposizione di dazi protettivi sono quelle esercitate da potenti gruppi di
interesse; sia le imprese sia i lavoratori di un settore sanno benissimo che un dazio sui loro prodotti
aiuter loro, qualunque sia leffetto su qualche degno obiettivo quale il benessere economico globale
Se il libero scambio tanto vantaggioso per una Nazione nel suo insieme, perch i fautori del
protezionismo continuano ad esercitare uninfluenza tanto sproporzionata? i pochi che ne beneficiano
ottengono molto da tale protezione e quindi investono grandi somme per fare pressioni sui politici; i

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singoli consumatori, invece, sono solo leggermente colpiti dal dazio su un unico prodotto, per cui le
perdite sono piccole e diffuse e il singolo ha scarso incentivo a consumare risorse per esprimere
unopinione su ogni caso di dazio; un secolo fa era utilizzata apertamente la corruzione per ottenere
i voti necessari a far approvare le leggi sui dazi; oggi i metodi sono forse pi sottili, ma i risultati sono
gli stessi
Se i voti politici fossero espressi in modo proporzionale al vantaggio economico totale, ogni Nazione
approverebbe leggi che abolirebbero la maggior parte dei dazi; molto pi difficile mobilitare masse
di consumatori e produttori a favore dei benefici del libero scambio che riunire qualche societ o
sindacato per portare argomenti contro la manodopera del terzo mondo a basso costo o la concorrenza
sleale giapponese; in ogni Paese gli instancabili nemici del libero scambio sono gli interessi
particolari di imprese e lavoratori tutelati
Un caso molto significativo il contingente statunitense sullo zucchero, che va a beneficio di alcuni
produttori mentre costa ai consumatori americani oltre 1 miliardo di dollari allanno; il consumatore
medio probabilmente non a conoscenza che il contingente sullo zucchero costa 1.5 cent al giorno
per persona, e per questo lincentivo ad esercitare pressioni a favore del libero scambio scarso
Concorrenza della manodopera straniera a basso costo.
Largomentazione apparentemente pi convincente a favore del protezionismo sta nel fatto che il
libero scambio espone i lavoratori di un Paese alla concorrenza di lavoratori stranieri molto meno
costosi; lunico modo per preservare gli elevati salari italiani, secondo questa argomentazione,
consiste nel tutelare i lavoratori nazionali mantenendo o imponendo dazi elevati sulle merci prodotte
nei Paesi a basso salario; secondo una versione estrema di questa tesi, in condizioni di libero scambio,
i salari italiani si avvicinerebbero a quelli stranieri molto pi bassi
A prima vista questa argomentazione attraente, ma ha un grande difetto: ignora il principio
fondamentale del vantaggio comparato; i lavoratori italiani hanno salari pi elevati perch sono
mediamente pi produttivi; se il salario italiano di equilibrio il triplo di quello turco, questo dipende
dal fatto che gli italiani sono (circa) 3 volte pi produttivi nella realizzazione di beni commerciabili; il
commercio segue il vantaggio comparato, non i tassi salariali o il vantaggio assoluto
Una volta mostrato che la Nazione guadagna nellimportazione di merci prodotte da manodopera
straniera a basso costo, merci per le quali la Nazione ha uno svantaggio comparato, non si dovrebbero
ignorare i costi che questa strategia pu temporaneamente imporre ai lavoratori e alle aziende
colpite
Se gli stabilimenti di una localit particolare fossero inaspettatamente chiusi perch la produzione
viene trasferita allestero, il mercato locale del lavoro potrebbe essere inondato di persone alla
ricerca di un impiego; i lavoratori pi anziani con capacit professionali obsolete potrebbero avere
difficolt a trovare posti di lavoro decenti e soffrirebbero di una diminuzione del loro reddito reale; le
difficolt dei lavoratori licenziati saranno maggiori quando lintera economia depressa o quando il
mercato locale del lavoro presenta unelevata disoccupazione; nel lungo periodo, i mercati del lavoro
destineranno di nuovo i lavoratori dei settori in declino ad industrie in fase di sviluppo, ma la
transazione potrebbe essere dolorosa per molti cittadini
La risposta economica allargomentazione della manodopera straniera a basso costo si fonda
sullanalisi del vantaggio comparato, il che dimostra che un Paese trarr vantaggio dal commercio
anche se i suoi salari sono molto superiori a quelli dei suoi partner commerciali; i salari elevati
derivano dalla grande efficienza, non dalla protezione fornita dai dazi
I dazi doganali di ritorsione.
Bench molti convengano che un mondo in cui vige il libero scambio sarebbe il migliore di tutti i mondi
possibili, osservano anche che questo non il mondo in cui viviamo, poich sostengono che, fino a
quando altri Paesi imporranno restrizioni alle importazioni o faranno altre discriminazioni a danno dei
prodotti importati, chi esporta in quei Paesi non avr altra alternativa che giocare in difesa, e il
libero scambio potr avvenire solo se sar uno scambio equo, quindi in condizioni paritarie
Pur sembrando sensata, questa argomentazione non ha solide basi nellanalisi o nella storia
economica; come abbiamo visto, quando un altro Paese alza i propri dazi, ci equivale ad aumentare
i costi di trasporto; se un Paese decidesse di infliggere un colpo alla propria vitalit economica,

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imponendo dazi alle proprie importazioni, non sarebbe sensato che i partner commerciali
aggravassero il danno imponendo a loro volta dazi sui loro prodotti
Lunico senso possibile dellargomentazione secondo cui si dovrebbero mettere in atto ritorsioni
quando un Paese straniero aumenta i dazi risiede nel fatto che la minaccia potrebbe dissuadere il
Paese dallattuare i propri propositi; ma questa argomentazione dovrebbe essere usata con grande
cautela; i bluff protezionistici, oltre a colpire lavversario, potrebbero ritorcersi contro chi li mette in
atto; studi storici mostrano infatti che i dazi di ritorsione di solito inducono altre Nazioni ad
aumentare ulteriormente i propri dazi, e che raramente sono un effettivo strumento di contrattazione
per la riduzione multilaterale dei dazi stessi

Argomentazioni potenzialmente valide a favore del protezionismo.


Infine consideriamo 3 argomentazioni a favore del protezionismo che potrebbero avere un qualche
fondamento economico:
i dazi possono volgere le ragioni di scambio a favore di un Paese
la temporanea protezione offerta dai dazi alle industrie nascenti con potenziale di crescita potrebbe
essere efficiente nel lungo periodo
in certe condizioni un dazio pu contribuire a ridurre la disoccupazione
Largomento delle ragioni di scambio o del dazio ottimo.
Unargomentazione valida per limposizione di dazi consiste nel fatto che in tal modo si volgeranno
(ribalteranno) le ragioni di scambio a favore di un Paese e contro le Nazioni estere (ricordate che le
ragioni di scambio rappresentano il rapporto tra i prezzi di esportazione e di importazione)
Lidea che, quando un grande Paese impone dazi sulle proprie importazioni, questi in effetti
ridurranno il prezzo mondiale delle sue importazioni, mentre aumenteranno quello delle sue
esportazioni; volgendo le ragioni di scambio a proprio favore, gli Stati Uniti possono esportare meno
frumento e aeroplani per pagare le importazioni di petrolio e automobili; linsieme di dazi che
massimizza i redditi reali interni viene definito dazio ottimo
Largomentazione delle ragioni di scambio risale a 150 anni fa, al fautore del libero scambio Mill, ed
stata recentemente rispolverata dai teorici del commercio internazionale; lunico argomento a
favore dei dazi che sarebbe valido in condizioni di piena occupazione e concorrenza perfetta
Lo si pu capire considerando il semplice caso di un dazio ottimo sul petrolio, che far salire il prezzo al
di sopra di quello estero, ma, poich la domanda ridotta a causa del dazio e gli Stati Uniti
costituiscono una parte significativa della domanda mondiale di petrolio, il prezzo mondiale verr
spinto verso il basso; perci parte del dazio in realt cade sui produttori di petrolio ( evidente
che un Paese molto piccolo non potrebbe utilizzare questo argomento, dato che non influisce sui
prezzi mondiali)
Si sarebbe dunque trovato un argomento teoricamente valido a favore dei dazi, se si potesse
dimenticare che questa una politica a scapito dei propri partner commerciali e se si potessero
ignorare le reazioni di altri Paesi; ma probabile che gli altri Paesi reagiscano; dopo tutto, se lItalia
dovesse imporre un dazio ottimo del 30% sulle importazioni, Stati Uniti, Giappone e Brasile
potrebbero imporre dazi del 30 o 40% sulle loro importazioni; alla fine, mentre ogni Paese calcola e
impone il dazio interno, il livello globale dei dazi potrebbe salire al 30 o 50%
Alla fine tale situazione non rappresenterebbe sicuramente un miglioramento del benessere
economico n mondiale n individuale; quando tutti i Paesi impongono dazi ottimi probabile che il
benessere economico di tutti diminuisca mentre gli ostacoli al libero scambio aumentano;
probabile invece che tutti i Paesi beneficino dellabolizione di barriere commerciali
Dazi per industrie nascenti.
Nel 1791, Hamilton propose di incoraggiare la crescita della produzione proteggendo le industrie
nascenti dalla concorrenza straniera; secondo la sua dottrina, esistono linee produttive in cui un
Paese potrebbe avere un vantaggio comparato, se solo potessero essere avviate
Tali industrie nascenti, se dovessero affrontare le tempeste della concorrenza internazionale prive di
qualsiasi protezione, non sarebbero in grado di superare il periodo iniziale di avviamento e
sperimentazione; con qualche riparo temporaneo, per, potrebbero ottenere economie nella
produzione di serie, formare lavoratori capaci, e acquisire lefficienza tecnologica tipica di molte

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industrie mature; bench allinizio la protezione faccia salire i prezzi, lindustria, una volta crescita,
sar cos efficiente che i prezzi e i costi in realt diminuiranno; un dazio sarebbe giustificato se il
beneficio ai consumatori in seguito fosse pi che sufficiente a compensare i prezzi pi elevati durante
il periodo di protezione
Questa argomentazione devessere soppesata con cura: gli studi storici hanno rivelato casi di industrie
nascenti protette che, una volta cresciute, sono effettivamente riuscite a diventare competitive;
ma la storia dei dazi presenta un numero ancora maggiore di casi opposti, in cui industrie in fasce
costantemente protette non sono mai cresciute, neppure dopo molti anni
Dove le protezione fall: lindustria brasiliana dei computer.
Il Brasile offre un esempio lampante delle insidie del protezionismo; nell84 il governo brasiliano
approv una legge che in effetti bandiva la maggior parte dei computer stranieri: lintenzione era di
fornire un ambiente protetto nel quale lindustria nascente dei computer potesse svilupparsi; i risultati
erano prevedibili: dal punto di vista tecnologico, i computer prodotti in Brasile erano arretrati di anni
rispetto a quelli disponibili sul mercato mondiale in rapido cambiamento e, quando riuscivano ad
ottenerli, i consumatori pagavano il doppio o il triplo del prezzo mondiale; secondo una stima
questa legge cost circa 900 milioni di dollari allanno ai consumatori brasiliani
Poich inoltre i computer brasiliani erano cos costosi, non potevano competere sul mercato
mondiale, per cui le aziende brasiliane di computer non potevano sfruttare le economie di scala
vendendo ad altri Paesi, cos il prezzo elevato dei computer si ripercosse anche sulla competitivit
del resto delleconomia
La combinazione delle pressioni esercitate dai consumatori e dalle imprese brasiliane, unite alle
richieste statunitensi di mercati aperti, alla fine costrinsero il Brasile a far cadere il bando ai
computer importati nel 92; nel giro di un anno i negozi di elettronica del Brasile si stavano
rapidamente riempiendo di computer portatili, stampanti laser e telefoni cellulari importati e le
aziende brasiliane potevano cominciare a sfruttare la rivoluzione informatica; ogni Paese e ogni
generazione imparano in modo diverso gli insegnamenti del vantaggio comparato
Dazi doganali e disoccupazione.
Storicamente, un forte motivo di protezione stato il desiderio di aumentare loccupazione in un
periodo di recessione o stagnazione; la protezione crea posti di lavoro, aumentando il prezzo delle
importazioni e deviando la domanda verso la produzione nazionale; mentre la domanda interna sale,
le imprese assumono pi lavoratori e la disoccupazione cala (i dazi aumentano loccupazione nel
breve periodo; le misure protezionistiche aumentano la spesa destinata alla produzione interna,
facendo cos salire la domanda aggregata; la maggiore spesa avr un effetto di moltiplicatore nel
breve periodo molto simile a quello degli investimenti o della spesa pubblica su beni e servizi)
Anche questa una politica a scapito dei partner commerciali, perch aumenta la domanda interna a
spese del prodotto e delloccupazione in altri Paesi
Ma anche se pu incrementare loccupazione, la protezione economica non costituisce un
programma efficace per conseguire elevata occupazione, efficienza e prezzi stabili; lanalisi
macroeconomica dimostra che vi sono modi migliori di ridurre la disoccupazione, al di l della
protezione dalle importazioni; attraverso un uso appropriato della politica fiscale e monetaria un
Paese pu aumentare il prodotto e far diminuire la disoccupazione; lutilizzo di politiche
macroeconomiche accorte consentir inoltre ai lavoratori rimossi da impieghi a bassa produttivit, in
industrie che stanno perdendo il proprio vantaggio comparato, di passare ad impieghi ad alta
produttivit in settori che godono di un vantaggio comparato
Altre barriere al commercio.
La maggior parte di ci che abbiamo detto finora altrettanto valida per altri ostacoli al commercio;
i contingenti hanno pi o meno gli stessi effetti, perch impediscono ai vantaggi comparati dei diversi
Paesi di determinare prezzi e prodotti sul mercato
In anni recenti diversi Paesi hanno negoziato contingenti con i propri partner commerciali: gli Stati
Uniti, per esempio, hanno costretto il Giappone ad imporre contingenti desportazione "volontari" sulle
automobili e hanno contrattato contingenti simili per i televisori, le scarpe e lacciaio

90

Infine dovrebbero essere citate le barriere non tariffarie, che consistono in restrizioni (normative o
informali) che rendono difficile ai Paesi vendere le loro merci sui mercati stranieri; le imprese
americane, per esempio, si sono lamentate che le normative giapponesi le abbiano escluse dalle
industrie delle telecomunicazioni, del tabacco e delle costruzioni
Qual il peso delle barriere non tariffarie rispetto a quelle tariffarie? secondo studi economici, le prime
sono state effettivamente gi pi importanti delle seconde durante gli anni 60 per via di un
contingente sulle importazioni di petrolio; in anni recenti il peso delle protezioni su base tariffaria
stato superato; in un certo senso, le barriere non tariffarie hanno di fatto sostituito le tariffe pi
convenzionali, mentre queste venivano diminuite
Negoziati commerciali multilaterali.
Dato il contrasto tra i benefici economici del libero scambio e il fascino politico della protezione dalle
importazioni, quale forza prevalsa? la storia dei dazi piena di alti e bassi; in genere, se
confrontati con la situazione attuale, i dazi doganali sono stati storicamente molto elevati, anche
in Paesi che si proclamavano a favore del libero scambio
In particolare, durante gli anni 30 molti Paesi cercarono di scaricare sui propri vicini i costi sociali
della Grande Depressione erigendo barriere protezionistiche a difesa dellindustria nazionale
Le barriere commerciali erette durante la Depressione contribuirono ad aggravare le difficolt
economiche; nel corso delle guerre commerciali degli anni 30, i Paesi tentarono di aumentare
loccupazione e la produzione a spese dei vicini, ma impararono presto a proprie spese che, alla fine
del gioco di ritorsione dei dazi, tutti risultavano perdenti
La negoziazione del libero scambio.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale la comunit internazionale cre un certo numero di
istituzioni per promuovere la pace e la prosperit economica mediante politiche di cooperazione
Accordi multilaterali.
Uno degli accordi multilaterali pi riusciti fu lAccordo Generale sui Dazi Doganali e il Commercio
(GATT), che divent lOrganizzazione Mondiale per il Commercio (WTO) allinizio del 95; i loro statuti
sanciscono il miglioramento del tenore di vita mediante la sostanziale riduzione dei dazi doganali e di
altre barriere al commercio e leliminazione del trattamento discriminatorio nel commercio
internazionale; nel 2003, il WTO contava 146 Paesi membri, che comprendevano il 90% del
commercio internazionale
Tra i principi alla base dellOrganizzazione vi sono i seguenti:
(1) i Paesi dovrebbero operare per ridurre le barriere commerciali
(2) tutte le barriere commerciali dovrebbero essere applicate su base non discriminante a tutte le Nazioni
(cio tutte le Nazioni dovrebbero godere dello status di Nazione pi favorita)
(3) quando un Paese aumenta i dazi oltre i livelli concordati deve compensare i partner commerciali per il
danno economico
(4) i conflitti commerciali dovrebbero essere risolti mediante consultazioni e arbitrati
Le negoziazioni commerciali multilaterali sono riuscite a ridurre le barriere commerciali nei 50 anni
successivi alla Seconda Guerra Mondiale; tra i temi allordine del giorno vi sono stati lagricoltura, i
diritti della propriet intellettuale e lambiente; le nuove negoziazioni sono state contestate sia tra i
Paesi in via di sviluppo, che ritengono che i Paesi ricchi stiano proteggendo in modo eccessivo
lagricoltura, sia tra i gruppi no-global, i quali sostengono invece che il commercio stia danneggiando
lambiente e non faccia quasi nulla per aiutare i Paesi poveri
Sviluppi regionali.
Negli ultimi anni molti governi hanno adottato un certo numero di misure atte a promuovere il libero
scambio o ad espandere i mercati
La proposta pi ambiziosa e controversa di riduzione delle barriere commerciali stata lAccordo per il
libero scambio in Nordamerica (NAFTA), oggetto di accesi dibattiti, ma poi approvato con una stretta
maggioranza nel 93
Il Messico il terzo partner commerciale degli Stati Uniti per volume, e la maggior parte del
commercio

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Messico-Stati Uniti riguarda i prodotti industriali; il NAFTA non solo consente alle merci di passare i
confini senza essere soggette a dazi, ma liberalizza le normative sugli investimenti da parte degli Stati
Uniti e del Canada in Messico
I fautori del piano sostenevano che avrebbe consentito una divisione pi efficiente del lavoro e
permesso alle imprese statunitensi di competere in modo pi efficace con le aziende di altri Paesi,
mentre i detrattori, soprattutto le organizzazioni dei lavoratori, ritenevano che avrebbe aumentato
lofferta di beni prodotti con manodopera poco specializzata e quindi avrebbe fatto diminuire i salari
dei lavoratori nelle industrie interessate
Gli economisti avvertono tuttavia sul fatto che gli accordi regionali sul commercio come il NAFTA
possono determinare inefficienze se escludono potenziali partner commerciali, riferendosi alla
stagnazione dei Paesi caraibici, esclusi dalle disposizioni sul libero commercio dellaccordo
Il trattato commerciale di maggior portata stato il movimento verso un mercato unico dei maggiori
Paesi Europei; sin dalla Seconda Guerra Mondiale le Nazioni dellUnione Europea hanno sviluppato un
mercato comune con barriere minime al commercio internazionale e allo spostamento dei fattori di
produzione
La prima fase ha visto leliminazione di tutte le tariffe interne e le barriere di regolamentazione del
commercio, del lavoro e dei flussi di capitale, mentre la fase pi recente stata lintroduzione di una
moneta comune (leuro) nella maggior parte dei Paesi membri dellUE
Lunificazione europea uno dei tributi pi eloquenti della storia alla forza di unidea, lidea che il
commercio libero e aperto promuova lefficienza economica e il progresso tecnologico
Valutazione.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale i responsabili politici di tutto il mondo credevano fermamente che
il libero commercio fosse essenziale per la prosperit mondiale; queste convinzioni si tradussero in vari
accordi per la riduzione dei dazi doganali; la filosofia del libero commercio degli economisti e dei
rappresentanti politici orientati al mercato stata messa a dura prova da periodi di elevata
disoccupazione e di inquietudini sul mercato dei cambi oltrech, recentemente, da gruppi contrari alla
globalizzazione; tuttavia, la maggior parte degli Stati ha continuato la tendenza di crescente
apertura e orientamento verso lesterno
In genere, le analisi economiche mostrano che i Paesi traggono vantaggio dalla riduzione delle
barriere commerciali, in quanto aumenta il flusso degli scambi e il tenore di vita; ma la battaglia per
difendere il libero mercato messa costantemente alla prova ogniqualvolta cambia il contesto
politico o economico
Una delle sfide pi dure al libero scambio stata lanciata dallattacco terroristico dell11 settembre
2001; tale avvenimento ha riportato lattenzione sul fatto che i confini nazionali siano attraversati da
beni e persone utili alleconomia, ma anche da beni e persone pericolose; molti economisti
temevano che linnalzamento dei livelli di sicurezza avrebbe rinsaldato i confini e rallentato i flussi
degli scambi; i pochi anni di esperienza successivi agli attacchi dell11 settembre dimostrano che, ad
eccezione del turismo, il commercio internazionale stato investito solo marginalmente dagli
attacchi e dalle politiche pubbliche adottate per incrementare la vigilanza

CAPITOLO 30 > LA MACROECONOMIA DELLECONOMIA APERTA.


Quella attuale lera delleconomia globale; sviluppi rivoluzionari nelle comunicazioni, nei trasporti
e nella politica commerciale hanno legato sempre pi le fortune economiche delle Nazioni
Oggi i legami commerciali tra le Nazioni sono pi stretti di quanto non fossero un secolo fa; il ciclo
economico internazionale ha una notevole incidenza su ogni Nazione della terra; ignorare il
commercio internazionale significa dunque non comprendere met del gioco economico
A.

Il commercio estero e lattivit economica.


Le esportazioni nette e il prodotto nelleconomia aperta.
La macroeconomia delleconomia aperta lo studio del comportamento delleconomia quando si
prendono in considerazione i legami commerciali e finanziari tra le Nazioni; in precedenza sono stati

92

descritti i concetti fondamentali della bilancia dei pagamenti, che possono essere riformulati in
questa sede in termini dei conti del reddito e del prodotto nazionale
Il commercio estero prevede importazioni ed esportazioni; anche se gli Stati Uniti producono la
maggior parte di ci che consumano, hanno comunque una grande quantit di importazioni, cio di
beni e servizi prodotti allestero e consumati nel Paese; al contrario, le esportazioni sono beni e
servizi di produzione interna acquistati dagli stranieri
Si definiscono esportazioni nette le esportazioni di beni e servizi meno le importazioni di beni e
servizi; quando un Paese registra esportazioni nette positive accumula attivit estere, perci la
controparte delle esportazioni nette sono gli investimenti esteri netti, che indicano il risparmio o gli
investimenti netti allestero e sono pressappoco uguali al valore delle esportazioni nette
Nel 2000 gli Stati Uniti registrarono esportazioni nette negative, erano cio indebitati con lestero e
quindi avevano investimenti esteri netti negativi; in altri termini, gli stranieri contribuivano in
modo significativo agli investimenti statunitensi; perch la ricca America contraeva tanti prestiti con
lestero? questo strano fenomeno si spiega con il tasso di risparmio relativamente basso degli Stati
Uniti e lelevato tasso di investimento interno alimentato dalla lunga espansione economica e dal
dinamismo tecnologico del Paese

In uneconomia aperta le spese della Nazione possono divergere dalla sua produzione; le spese
interne totali (domanda interna) sono pari al consumo pi gli investimenti interni pi la spesa
pubblica; questa misura differisce dal prodotto interno (o PIL) per 2 motivi:
una qualche parte delle spese riguarder le merci prodotte allestero, articoli che costituiscono le
importazioni (Im), come il petrolio messicano e le automobili giapponesi negli Stati Uniti
una parte della produzione interna americana sar venduta allestero sotto forma di esportazioni
(Ex), per esempio articoli come il frumento e i Boeing
La differenza tra prodotto nazionale e spesa interna semplicemente Ex Im = esportazioni nette =
X
Per calcolare la produzione totale di beni e servizi prodotti in Italia si deve includere non solo la
domanda interna, ma anche il commercio, vale a dire che si deve conoscere la produzione totale dei
residenti italiani cos come la produzione totale degli stranieri; questo totale deve comprendere le
spese interne (C + I + G) pi le vendite agli stranieri (Ex) meno gli acquisti interni dagli stranieri (Im); il
prodotto totale o PIL uguale ai consumi pi gli investimenti interni pi la spesa pubblica pi le
esportazioni nette:
Prodotto interno totale = PIL = C + I + G + X

Fattori che determinano le esportazioni nette.


Le importazioni sono correlate positivamente con il reddito e il prodotto italiani; quando il PIL italiano
aumenta, le importazioni nel Paese salgono perch
(1) parte dei maggiori acquisti di C + I + G (per esempio automobili e calzature) sono di produzione
straniera
(2) lItalia utilizza input prodotti allestero (come petrolio e acciaio) per realizzare i propri prodotti
La domanda di importazioni dipende dal prezzo relativo dei beni interni ed esteri: se il prezzo delle
automobili nazionali sale in relazione a quello delle automobili giapponesi, supponiamo perch il
cambio dello yen si deprezza, gli italiani acquisteranno pi auto giapponesi e meno italiane
Le esportazioni sono limmagine speculare delle importazioni: le esportazioni italiane rappresentano
le importazioni di altri Paesi, perci dipendono principalmente dai redditi e dal prodotto dei partner
commerciali dellItalia, nonch dai prezzi relativi delle esportazioni italiane e delle merci con le quali
competono; quando aumenta il prodotto estero o scende il tasso di cambio delleuro, il volume e il
valore delle esportazioni italiane tendono a crescere
La figura mostra il rapporto tra esportazioni nette e PIL negli Stati Uniti; dopo la Seconda Guerra
Mondiale gli Stati Uniti registrarono un grande avanzo di bilancio mentre finanziavano la ricostruzione
dellEuropa; per buona parte del periodo postbellico i conti esteri statunitensi erano in pareggio; nei
primi anni 80, una brusca diminuzione del risparmio interno, innescata dal deficit pubblico, determin
un netto apprezzamento del dollaro; inoltre le altre economie crebbero meno rapidamente di quella

93

statunitense portando alla riduzione delle esportazioni nette, al deficit commerciale e allaumento del
debito estero
Dopo un periodo di ripresa, alla fine degli anni 90 gli Stati Uniti subirono un nuovo aumento
repentino del disavanzo commerciale quando leconomia crebbe rapidamente, mentre il Giappone
versava in profonda recessione; lEuropa aveva una crescita lenta e molte economie in via di sviluppo
si trovarono di fronte a notevoli limitazioni finanziarie
Di conseguenza le esportazioni ristagnarono mentre le importazioni erano in forte espansione e le
esportazioni nette avevano un segno decisamente negativo
Molti lamentavano il grande disavanzo commerciale chiedendosi al contempo se fosse un fattore
positivo o negativo; il disavanzo commerciale venne cos contestualizzato: in s il disavanzo estero e
delle partite correnti non intrinsecamente positivo n negativo; quel che conta sono i motivi del
deficit; attualmente la ragione principale sembra essere la forza dellespansione economica
statunitense rispetto alla crescita lenta o negativa di molti altri Paesi; questi disavanzi sono
essenzialmente un fenomeno macroeconomico che riflette un tasso pi elevato di investimento
interno rispetto al risparmio nazionale; laumento del deficit rispecchia investimenti in crescita
anzich risparmio in diminuzione
Leffetto di breve periodo del commercio sul PIL.
Come influiscono variazioni dei flussi commerciali sul PIL e sulloccupazione? analizziamo questo
problema innanzitutto nel contesto del modello di breve periodo della determinazione del prodotto, il
modello del moltiplicatore, che mostra come, nel breve periodo e in presenza di risorse inutilizzate,
variazioni del commercio influiranno sulla domanda aggregata, sul prodotto e sulloccupazione

In presenza del commercio internazionale i fattori macroeconomici principali sono 2:


una quarta componente della spesa, le esportazioni nette, che fanno aumentare la domanda
aggregata
uneconomia aperta con moltiplicatori diversi per gli investimenti privati e per la spesa pubblica
interna, in quanto parte della spesa si disperde nel resto del mondo
La tabella mostra in che modo lintroduzione delle esportazioni nette influisce sulla determinazione
del prodotto partendo dalle stesse componenti indicate per uneconomia chiusa prendendo come
esempio gli Stati Uniti (quindi tutte le grandezze utilizzate sono espresse in dollari)

(Le esportazioni nette fanno aumentare la domanda aggregata delleconomia; alla domanda interna
si devono aggiungere le esportazioni nette per ottenere la domanda aggregata totale del prodotto
di un Paese; notate che esportazioni nette pi elevate hanno lo stesso effetto sulla domanda
aggregata degli investimenti e della spesa pubblica)
La domanda interna totale della colonna (2) composta dal consumo, dagli investimenti e dalla
spesa pubblica; la colonna (3) aggiunge poi le esportazioni di beni e servizi; come si gi detto,
queste dipendono dai redditi esteri, dai prezzi e dai tassi di cambio, anchessi considerati come se
fossero determinati al di fuori del modello; le esportazioni sono quindi ad un livello costante di 250
miliardi di dollari di spesa estera per i beni e i servizi nazionali
Il nuovo elemento interessante deriva dalle importazioni, indicate nella colonna (4): queste, al pari
delle esportazioni, dipendono da variabili esogene come i prezzi e i tassi di cambio, ma anche dai
redditi e dal prodotto interni, che ovviamente variano nelle diverse righe della tabella; per semplicit

94

si suppone che il Paese importi sempre il 10% del prodotto totale, perci le importazioni della colonna
(4) sono il 10% della colonna (1)
Sottraendo la colonna (4) dalla (3) si ottengono le esportazioni nette della colonna (5), che sono un
numero negativo quando le importazioni superano le esportazioni e positivo nel caso contrario; le
esportazioni nette della colonna (5) sono laggiunta netta al flusso di spesa cui contribuisce il
commercio estero
Il prodotto di equilibrio in uneconomia aperta si ha nel punto in cui la spesa totale della colonna (6)
esattamente uguale al prodotto totale; in questo caso, lequilibrio viene raggiunto con esportazioni
nette esattamente uguali a -100, ad indicazione del fatto che il Paese importa pi di quanto esporta; si
osservi inoltre che, al livello di equilibrio, la domanda interna maggiore del prodotto
La figura mostra graficamente lequilibrio delleconomia aperta: alla retta C + I + G si aggiungono
le esportazioni nette della colonna (5) della tabella per ottenere la retta della domanda aggregata
totale o spesa totale; a sinistra del punto F, le esportazioni nette sono positive, perci la retta della
spesa totale si trova al di sopra di quella della domanda interna; a destra le importazioni superano le
esportazioni e le esportazioni nette sono negative, per cui la retta della spesa totale si trova sotto
quella della domanda interna

(Laggiunta delle esportazioni nette alla domanda interna determina il PIL di equilibrio in uneconomia
aperta; la retta C + I + G rappresenta la domanda interna, gli acquisti da parte dei consumatori
interni, delle imprese e dello Stato; a ci si deve aggiungere la spesa estera netta; le esportazioni
nette pi la domanda interna generano la retta della spesa totale; lequilibrio si ha nel punto E, dove
il PIL totale uguale alla spesa totale per beni e servizi prodotti nel Paese; notate che la pendenza
della curva della domanda totale inferiore a quella della domanda interna a causa della spesa per
importazioni)
Il PIL di equilibrio si colloca nel punto in cui la retta della spesa totale interseca la bisettrice degli
anni (punto E), esattamente nello stesso punto, a 3500 miliardi di dollari, del PIL di equilibrio della
tabella; solo a questo livello il PIL esattamente uguale a ci che i consumatori, le imprese, lo Stato
e gli stranieri vogliono spendere per beni e servizi prodotti negli Stati Uniti

CAPITOLO 34 > POLITICHE DI STABILIZZAZIONE E CRESCITA.

95

Leconomia americana, quella italiana, come quelle degli altri maggiori Paesi industrializzati,
cambiata enormemente negli ultimi decenni, ma gli obiettivi fondamentali della buona politica
macroeconomica rimangono gli stessi: alta occupazione, produttivit e redditi reali crescenti e
inflazione bassa e stabile; la sfida sta nel trovare un insieme di politiche che possano raggiungere
questi obiettivi nel nuovo millennio
In questo capitolo verranno utilizzati gli strumenti di macroeconomia descritti finora per analizzare
alcune delle principali questioni odierne di politica economica
A.

Le conseguenze economiche del debito pubblico.


Agli inizi del 2000, la politica fiscale statunitense era stabile e il governo federale registrava un avanzo
di bilancio; poi emerso il deficit di bilancio che ha inghiottito tutte le risorse finanziarie della
Nazione, gettando la popolazione nel panico; a causa della recessione, del terrorismo, dei tagli fiscali e
della guerra in Iraq, la Nazione passata da un avanzo di 240 milioni di dollari ad un disavanzo di 460
milioni di dollari
La preoccupazione dei cittadini per i deficit ha un solido fondamento economico; avere un grande
disavanzo pubblico in periodi di piena occupazione ha gravi conseguenze, tra cui la riduzione del
risparmio nazionale e degli investimenti e una crescita economica di lungo periodo pi lenta
Tendenze e definizioni.
Per 2 secoli dopo la Rivoluzione Americana il governo federale degli Stati Uniti ha in genere presentato
un bilancio in pareggio; le grandi spese militari nei periodi di guerra sono state tradizionalmente
finanziate mediante prestiti, perci nel periodo bellico il debito pubblico (limporto totale dovuto dallo
Stato) tendeva a salire, mentre in tempo di pace lo Stato saldava parte del debito e il costo di
riduceva
Le cose cambiarono negli anni 80, quando le politiche economiche orientate verso lofferta
dellamministrazione Reagan determinarono un grande taglio alle imposte e il potenziamento della
difesa senza una diminuzione compensativa della spesa per scopi civili; con minori entrate e pi spesa,
lo Stato dovette assumere prestiti per colmare il vuoto; il disavanzo del Bilancio Federale crebbe e il
debito pubblico sal; analogamente anche in Italia il debito pubblico aument
I governi usano il bilancio pubblico per pianificare e controllare i propri affari fiscali; il bilancio
pubblico mostra, per un dato anno, le spese pianificate nei programmi statali e le entrate previste
derivanti dal sistema fiscale; di solito contiene un elenco di programmi specifici (istruzione,
assistenza sociale, difesa, ..) nonch di risorse fiscali (limposta sulle persone fisiche, i contributi per la
previdenza sociale, ..)
Lavanzo di bilancio si verifica quando tutte le imposte e altri introiti fiscali superano la spesa
pubblica dellanno; si incorre in un disavanzo di bilancio quando le spese superano le imposte;
quando gli introiti e le spese sono uguali durante un dato periodo lo Stato registra un bilancio in
pareggio
Quando lo Stato incorre in un deficit di bilancio deve assumere prestiti dal pubblico per pagare i
conti; per fare ci emette obbligazioni, con cui si impegna a versare una somma di denaro in un
certo momento futuro; il debito pubblico consiste nel totale dei prestiti accumulati dallo Stato, ed il
valore monetario totale delle obbligazioni di propriet del pubblico
utile distinguere tra debito totale (o debito lordo) e debito netto: il debito netto viene chiamato
anche debito di propriet del pubblico ed esclude quello detenuto dallo Stato stesso ed detenuto
dalle famiglie, dagli istituti di credito, dalle imprese, dagli stranieri e da altri; il debito lordo pari al
debito netto pi le obbligazioni detenute dallo Stato, principalmente dal fondo di previdenza sociale
La storia fiscale.
I responsabili delle politiche economiche federali faticano duramente per trascinare la pietra del
pareggio fiscale fino in cima alla montagna, al solo scopo di vederla rotolare e dover poi rifare tutto
daccapo; negli anni 80 e 90, il governo americano approv tutta una serie di leggi per fermare
lavanzata del deficit: non appena stato raggiunto il pareggio, il deficit ha fatto la sua ricomparsa e,
dal 2001, ha iniziato a correre speditamente; una caratteristica tipica delleconomica americana o si
tratta invece di un elemento nuovo?

96

I disavanzi non sono una novit per leconomia americana, ma lesistenza di deficit elevati in tempo
di pace rappresentano una caratteristica unica dopo la Rivoluzione Americana; nei primi 2 secoli dopo
la fine della rivoluzione, il governo federale degli Stati Uniti ha quasi sempre mantenuto il pareggio di
bilancio; le ingenti spese militari sostenute in tempo di guerra venivano finanziate mediante
prestiti; di conseguenza, lindebitamento aumentato vertiginosamente nei periodi di conflitto; in
tempo di pace, invece, il governo provvedeva a ripagare una parte dei debiti e faceva calare il peso
del debito

Poi, a partire dal 1940, la politica fiscale pubblica inizi a cambiare rapidamente; la tabella ne riporta
le caratteristiche principali, elencando le principali voci del bilancio federale ed il loro peso in rapporto
al PIL nel periodo compreso tra il 1940 ed il 2004; le caratteristiche principali erano le seguenti:
la quota di spesa federale e di imposte aument considerevolmente dal 40 al 60, soprattutto a causa
dellespansione della spesa civile e militare, e la sua crescita venne finanziata attraverso un
significativo incremento delle tasse a carico delle persone e delle societ
il periodo dal 60 all80 vide il lancio dei programmi per la sanit, la tutela dei redditi e il rafforzamento
del sistema previdenziale; di conseguenza, la quota delle spese aument rapidamente, mentre il
peso delle entrate a livello federale si stabilizz nel corso di questo arco di tempo
nel periodo dall80 al 2000, nelle 2 principali coalizioni politiche americane inizi ad emergere una
politica di contrasto verso un intervento pubblico eccessivo; i tagli fiscali dal lato dellofferta fecero
registrate una lunga serie di disavanzi e la preoccupazione generale che ne consegu spinse ad
adottare provvedimenti di riduzione dei disavanzi, tra cui i pi importanti posero un limite alla
crescita della spesa e aumentarono le imposte; se da un lato la spesa sanitaria cresceva rapidamente,
la maggior parte delle altre voci di spesa diminuiva il suo peso sul PIL
i primi anni del 2000 segnarono il peggior deterioramento della situazione fiscale degli Stati Uniti
dalla Seconda Guerra Mondiale: il brusco calo del mercato azionario fece diminuire gli introiti fiscali; la
recessione e la lenta ripresa fecero aumentare il disavanzo; 2 importanti tagli fiscali ridussero le
entrate; lincremento della spesa militare, per la sicurezza interna e per la guerra in Iraq, infine,
determinarono un forte aumento delle spese
Debito vs. disavanzo.
Spesso si confonde il debito con il disavanzo, ma possibile ricordare la differenza se si pensa che il
debito pubblico linsieme delle passivit dello Stato, mentre il disavanzo, o deficit, un flusso di
nuovo debito in cui incorre lo Stato quando spende pi delle entrate che ottiene
Per esempio, quando il governo statunitense present un disavanzo pari a 460 miliardi di dollari nel
2003, aggiunse quellimporto allinsieme del debito pubblico; quando invece registr un avanzo di
240 miliardi di dollari nel 2000 ridusse il debito pubblico di quello stesso importo

La politica di bilancio.
Il bilancio pubblico svolge 2 funzioni economiche principali:
lo strumento con il quale il governo stabilisce le priorit a livello nazionale, ripartendo il prodotto
tra il consumo e gli investimenti pubblici e privati e fornendo incentivi allaumento o alla riduzione
della produzione in particolari settori
dal punto di vista macroeconomico, influisce sui principali obiettivi macroeconomici con la politica
fiscale
Pi precisamente, per politica fiscale si intende il processo di determinazione delle imposte e della
spesa pubblica che permette di attenuare gli eccessi del ciclo economico e che contribuisce al
mantenimento di uneconomia in crescita con alta occupazione e senza inflazione
Alcuni dei primi fautori dellapproccio keynesiano ritenevano che la politica fiscale fosse come una
manopola che poteva essere girata per controllare il ritmo delleconomia: un maggiore disavanzo di
bilancio significava un maggiore stimolo per la domanda aggregata, che poteva abbassare la
disoccupazione e far uscire leconomia dalla recessione; un avanzo di bilancio poteva rallentare
uneconomia surriscaldata e ridurre la minaccia di inflazione
Oggi pochi credono che il ciclo economico possa essere eliminato con tanta facilit; circa 70 anni
dopo Keynes, recessione e inflazione sono ancora presenti e la politica fiscale funziona meglio in
teoria che in pratica; la politica monetaria, inoltre, diventata lo strumento preferito per limitare le
oscillazioni economiche; ma ogni volta che la disoccupazione sale esistono di solito forti pressioni da
parte dei cittadini perch lo Stato incentivi la spesa; in questa sezione passeremo in rassegna i

97

principali modi di impiego della politica fiscale da parte dello Stato e ne esamineremo le carenze
pratiche
Disavanzi strutturali e disavanzi ciclici.
La moderna finanza pubblica attua una distinzione tra disavanzi strutturali e ciclici; lidea semplice:
la parte strutturale del bilancio attiva, cio determinata da politiche volontarie come la
fissazione di aliquote dimposta, le spese per le opere pubbliche o listruzione o lentit delle spese per
la difesa; la parte ciclica del bilancio, invece, determinata passivamente dalle condizioni del ciclo
economico, cio dal grado pi o meno alto del reddito e del prodotto nazionali

I bilanci vengono definiti precisamente come segue:


il bilancio effettivo registra le spese, le entrate e i disavanzi monetari effettivi in un determinato
periodo
il bilancio strutturale calcola quali sarebbero le entrate, le spese e i disavanzi del settore pubblico se
leconomia operasse al suo prodotto potenziale
il bilancio ciclico la differenza tra il bilancio effettivo e quello strutturale, e misura lincidenza del
ciclo economico sul bilancio tenendo conto delleffetto del ciclo sulle entrate, le spese e il disavanzo
La differenza tra bilancio effettivo e strutturale importante per i responsabili politici che vogliono
distinguere tra variazioni di bilancio di lungo e di breve periodo che sono determinate principalmente
dal ciclo economico; la spesa e le entrate strutturali consistono nei programmi discrezionali attuati
dalla legislatura; la spesa e i disavanzi ciclici consistono nelle imposte e nella spesa che si adeguano
automaticamente allo stato delleconomia
Il bilancio del risparmio e degli investimenti del Paese influenzato principalmente dal bilancio
strutturale; gli sforzi per modificare il risparmio pubblico dovrebbero dunque concentrarsi su questo
bilancio perch da maggiori imposte dovute allespansione economica non deriva alcun cambiamento
duraturo
Applicazioni del bilancio ciclico e strutturale.
La distinzione tra disavanzo ciclico e strutturale essenziale per determinare il vero effetto della
politica fiscale; se il deficit effettivo aumenta in un dato anno, potreste essere tentati di concludere
che la Pubblica Amministrazione stia stimolando leconomia, ma questa valutazione potrebbe essere
del tutto errata; il maggiore deficit potrebbe dipendere da aliquote dimposta pi basse o da un
nuovo programma per la sanit; questi creerebbero un disavanzo strutturale pi elevato e avrebbero
davvero una funzione espansionistica
Daltro canto, il disavanzo di bilancio pi elevato potrebbe essere il risultato di una bassa fase
economica che segnerebbe un incremento del disavanzo ciclico anzich unespansione fiscale
La figura mostra le tendenze del bilancio strutturale ed effettivo degli Stati Uniti nel corso degli ultimi
30 anni; il dato principale la costante tendenza decrescente delle curve, ad indicazione del fatto
che il deficit cresciuto quale quota del PIL
Il disavanzo maggiore si avuto nei primi anni 80, dopo di che varie correzioni fiscali hanno
contribuito ad arginare le perdite; notate inoltre che il disavanzo strutturale e quello ciclico
differiscono durante i principali cicli economici: dal 79 all82 il bilancio ciclico pass rapidamente al
disavanzo; quello strutturale, invece, vari di poco mentre gli introiti fiscali diminuivano e leconomia
entrava in una fase di recessione; poi, a partire dall82, il bilancio strutturale pass rapidamente al
deficit, ma la ripresa economica ridusse il disavanzo ciclico
Per lItalia evidente che laccrescimento del disavanzo pubblico nei 2 decenni, dalla met degli anni
70 alla met degli anni 90, stato di carattere strutturale e non ciclico; importanti cause del
disavanzo sono state da un lato la spesa previdenziale e sanitaria e dallaltro la spesa per interessi; la
spesa per pensioni e sanit si accresciuta sia per specifici provvedimenti legislativi sia a causa del
progressivo invecchiamento della popolazione; la crescente spesa per interessi, indotta dai disavanzi
accumulati nel passato, stata ulteriormente stimolata dagli alti tassi di interesse prevalenti in
Italia e nel resto del mondo nel corso degli anni 80, fino a circa il 97

98

Nella seconda met degli anni 90, a seguito delle politiche di rigore per la preparazione allingresso
nellUnione Monetaria, il disavanzo strutturale italiano si fortemente ridotto

Lonere del disavanzo e del debito.


Non vi oggi questione pi controversa dellimpatto prodotto dai pesanti disavanzi pubblici
sulleconomia:
alcuni sostengono che i pesanti disavanzi stiano caricando un pesante fardello sulle spalle delle
generazioni future
altri ribattono che non esistono prove sufficienti di un impatto dei deficit sui tassi di interesse o sugli
investimenti
un terzo gruppo sostiene che i disavanzi producano effetti positivi sulleconomia, soprattutto nei
periodi di recessione
Da un lato dobbiamo evitare la prassi comune di supporre che i deficit pubblici siano negativi perch
vengono puniti i debitori privati, dallaltra dobbiamo riconoscere i veri problemi connessi agli
eccessivi disavanzi pubblici e i vantaggi che derivano da un minore debito pubblico
Limpatto di breve periodo dei disavanzi pubblici.
Breve e lungo periodo.
utile distinguere limpatto della politica fiscale a breve e a lungo termine; in macroeconomia, per
breve periodo si intendono le situazioni in cui pu prevalere la non piena occupazione, ossia quando
la produzione reale pu discostarsi da quella potenziale; per lungo periodo, invece, si intende una
situazione di piena occupazione, nella quale la produzione reale corrisponde a quella potenziale
Abbiamo gi visto il ruolo della politica fiscale nel breve periodo e in questa sezione ci limiteremo
pertanto ad un breve cenno
La politica fiscale e il modello del moltiplicatore.
Abbiamo visto precedentemente il modo in cui la politica fiscale influenza leconomia nel breve
periodo, ossia uneconomia caratterizzata da una non piena occupazione
Supponete che il governo acquisti computer per le sue scuole o missili per il suo esercito; il nostro
modello del moltiplicatore dice che, nel breve periodo, in assenza di variazioni del tasso di
interesse o di cambio, il PIL aumenter di un dato numero di volte (forse 1.5 o 2) rispetto
allincremento di G; lo stesso discorso vale (con un moltiplicatore pi basso) per le riduzioni delle
imposte, T; al tempo stesso, il disavanzo pubblico aumenter perch il disavanzo pari a T G e
quindi cresce con le riduzioni di T o gli aumenti di G
Il risultato nel breve periodo dunque questo: in presenza di una non piena occupazione, gli aumenti
del disavanzo strutturale derivanti dalle riduzioni discrezionali di T o dagli aumenti discrezionali di G
tenderanno a determinare una maggiore produzione e una minore disoccupazione, e forse laumento
dellinflazione
tuttavia necessario approfondire lanalisi di base del moltiplicatore, che dovr tener conto della
reazione dei mercati finanziari; allaumentare della produzione e dellinflazione, probabile che i
tassi di interesse crescano e che il tasso di cambio si apprezzi (se nel Paese vige un tasso di cambio
fluttuante); lincremento dei tassi di interesse e lapprezzamento della valuta tenderanno ad
escludere o spiazzare gli investimenti nazionali ed esteri
Pu accadere che lo spiazzamento metta interamente fuori gioco lo stimolo fiscale? dipende da
molti fattori, per esempio le dimensioni delleconomia e le politiche della Banca Centrale; opinione
diffusa tra i macroeconomisti che limpatto netto dello stimolo fiscale (dopo aver considerato ogni
eventuale effetto di spiazzamento) eserciti sicuramente un effetto positivo per almeno uno o 2 anni
La politica fiscale tende ad espandere leconomia nel breve periodo, ovvero in condizioni di non
piena occupazione; una spesa superiore e un carico fiscale inferiore tendono ad accrescere la
domanda aggregata, la produzione, loccupazione e linflazione; a causa della reazione finanziaria dei
tassi di interesse e di cambio, limpatto di tipo espansionistico si riduce e pu in seguito svanire

CAPITOLO 30 > LA MACROECONOMIA DELLECONOMIA APERTA.


C. Questioni economiche internazionali allinizio del secolo.

99

Lunione monetaria europea.


Un sistema di cambio ideale quando rende altamente prevedibili i prezzi relativi, assicurando al
contempo un adeguamento senza traumi alle crisi economiche; in un sistema che funziona a dovere
gli individui possono effettuare cambi e investimenti in altri Paesi senza preoccuparsi che il tasso di
cambio vari improvvisamente e renda infruttuose le loro attivit
Durante lera del sistema di Bretton Woods, caratterizzato da scarse variazioni dei tassi di cambio
e, al contempo, da un rapido sviluppo della produzione e degli scambi, sembr che tale ideale si fosse
realizzato
Dai primi anni 90, tuttavia, i sistemi a tasso fisso si sono rivelati pi spesso elementi destabilizzatori
piuttosto che stabilizzatori e, ancora una volta, sono stati al centro di intensi attacchi speculativi che
contagiarono altri Paesi
In Europa occidentale le critiche al sistema dei tassi di cambio flessibili sono state costanti e intense
come in nessun altro luogo; di conseguenza, i Paesi dellUnione Europea hanno optato per un sistema
di tassi di cambio fissi e hanno poi fatto il grande passo unendo le loro fortune economiche
attraverso lUnione Monetaria Europea, che ha dato vita ad una moneta comune, leuro
Il Sistema monetario europeo: il sistema europeo di Bretton Woods.
Dopo labbandono del sistema di Bretton Woods nel 73, diversi Paesi dellEuropa occidentale si sono
uniti per creare un sistema di cambio fisso noto con il nome di Sistema Monetario Europeo (SME);
una delle caratteristiche dei tassi di cambio fissi e dellapertura delle frontiere la rinuncia da parte
degli Stati allesercizio di un controllo sui tassi di interesse interni: se il tasso di interesse francese
strettamente correlato a quello tedesco, i tassi di interesse della Francia non possono discostarsi in
modo significativo da quelli della Germania
La perdita del controllo sulla politica monetaria non comporterebbe conseguenze fatali in periodi
normali; al contrario, in periodi di crisi, un tasso di interesse comune pu favorire livelli di inflazione
e di disoccupazione cos divergenti che i Paesi colpiti da recessione possono essere tentati di svalutare
i loro tassi di cambio; esattamente ci che si verificato nell89-93 e che ha condotto allo
smantellamento quasi totale dello SME e, successivamente, allunione monetaria
Il primo fattore chiave nella crisi dello SME fu la riunificazione della Germania nel 90; in seguito a
questo avvenimento la politica fiscale tedesca divenne decisamente espansionista per convogliare
denaro verso la ex Germania Est; in questo caso la politica monetaria era utilizzata per la gestione
macroeconomica interna e gli effetti internazionali delle misure sui partner commerciali della Germania
erano subordinati alle preoccupazioni economiche interne
Di fronte allaumento dei tassi di interesse tedeschi, gli altri Paesi aderenti allo SME dovettero
aumentare i propri per impedire che le loro valute si deprezzassero nei confronti del marco tedesco e
uscissero dalla fascia prescritta; molti Paesi si trovarono con il cambio sopravvalutato; questi
aumenti del tasso di interesse, uniti ad una recessione mondiale e ad una netta diminuzione della
produzione proveniente dal blocco comunista in disgregazione, spinse lEuropa, eccetto la
Germania, in una recessione sempre pi grave
La fondamentale contraddizione insita nei cambi fissi.
Secondo uno dei principi fondamentali delleconomia, non si pu avere tutto; man mano che i Paesi
con cambi fissi liberalizzavano i mercati finanziari, si trovavano di fronte alla fondamentale
contraddizione dei tassi fissi: un Paese non pu avere contemporaneamente
(1) un cambio fisso ma aggiustabile
(2) movimento libero di capitali e titoli
(3) una politica monetaria interna indipendente

Questa contraddizione fra i 3 obiettivi stata spiegata come segue: un Paese deve scegliere 2 di
questi 3 obiettivi:
pu fissare il cambio senza togliere potere alla Banca Centrale, ma solo mantenendo il controllo sui
flussi di capitale (come fa oggi la Cina)
pu lasciare libero il movimento di capitali e mantenere lautonomia monetaria, ma solo lasciando
fluttuare il cambio (come la Gran Bretagna o il Canada)

100

pu scegliere di lasciare libero il capitale e stabilizzare la moneta, ma solo rinunciando alla possibilit
di adeguare i tassi di interesse per combattere linflazione o la recessione (come la maggior parte
dellEuropa)
Attacco speculativo.
Nellestate del 92, i Paesi europei caddero in questa fondamentale contraddizione quando i loro cambi
furono soggetti allattacco degli speculatori, i quali ritenevano che i Paesi non avrebbero tollerato
cambi sopravvalutati e i conseguenti alti livelli dei tassi di interesse e della disoccupazione; una ad una
le monete subirono lattacco; alla fine soltanto il cuore economico dellEuropa, Francia e Germania,
resistette allattacco speculativo
Questo episodio dimostra un corollario della contraddizione fondamentale: un sistema di cambio fisso
vulnerabile ai devastanti attacchi speculativi se i capitali finanziari circolano liberamente nei diversi
Paesi, perch un cambio fisso ma aggiustabile soggetto allattacco ogni volta che gli speculatori
ritengono che siano imminenti variazioni del cambio stesso; se probabile che una moneta sia
svalutata, gli speculatori inizieranno velocemente a venderla; in tal modo lofferta di moneta aumenta
mentre la domanda scende
A questo punto interviene la Banca Centrale per difendere la moneta; date le risorse private esposte
ad attacchi speculativi, che possono arrivare a decine di miliardi di euro in poche ore, chi difende una
moneta debole esaurisce velocemente le riserve; a meno che Paesi con una valuta forte siano
disposti a fornire credito illimitato, prima o poi la Banca Centrale che attua la difesa rinuncer e
svaluter la moneta o la lascer fluttuare
Verso una moneta comune: leuro.
Dalla Seconda Guerra Mondiale, i Paesi democratici dellEuropa occidentale hanno perseguito
unintegrazione economica sempre maggiore, principalmente per promuovere la stabilit politica
dopo 2 guerre disastrose; secondo molti politologi, infatti, la pace e il commercio vanno di pari
passo; a partire dal 57, con un accordo di libero scambio, i cittadini dellEuropa occidentale hanno
eliminato gradualmente tutte le barriere al commercio di beni, servizi e prodotti finanziari; il
passaggio conclusivo dellintegrazione economica stato ladozione di una moneta comune volta
non soltanto a promuovere legami economici pi stretti, ma anche a risolvere il problema
dellinstabilit delle monete che ha afflitto i precedenti sistemi di cambio fisso
Gli esperti europei ritennero necessario che, per poter entrare nellunione monetaria, i Paesi
soddisfacessero determinati criteri di convergenza, tra cui tassi di inflazione e di interesse vicini al
livello minimo vigente nellUE insieme a severi limiti al disavanzo pubblico e al debito pubblico;
soddisfacendo i criteri di convergenza, 11 Paesi europei aderirono allUnione Economia e Monetaria
(UEM); il primo gennaio 99 questi Paesi, a volte chiamati Eurolandia, adottarono leuro come nuova
moneta dellEuropa occidentale
La struttura monetaria dellUEM assomiglia a quella degli Stati Uniti: la politica monetaria di
competenza della Banca Centrale Europea (BCE), che dirige la politica monetaria per i Paesi aderenti;
la BCE svolge operazioni di mercato aperto determinando quindi i tassi di interesse relativi alleuro
Tra i principali problemi della politica monetaria si possono annoverare gli obiettivi della Banca
Centrale; in base al suo atto istitutivo, la BCE deve perseguire la stabilit dei prezzi come obiettivo
primario, anche se questo non esclude altri obiettivi di interesse comunitario, a condizione che non
compromettano la stabilit dei prezzi; la BCE definisce la stabilit dei prezzi come un aumento dei
prezzi al consumo di Eurolandia al di sotto del 2% nel medio termine
Costi e benefici dellunione monetaria.
I fautori dellunione monetaria vedono importanti benefici: con una moneta unica, la discontinuit
dei cambi allinterno dellEuropa sar ridotta a zero, quindi il commercio e la finanza non dovranno
pi lottare con le incertezze dei prezzi indotte da cambi variabili
La principale conseguenza sar la riduzione dei costi di transazione tra i Paesi; fintantoch i mercati
finanziari nazionali sono divisi, il passaggio ad una moneta unica pu consentire unallocazione pi
efficiente del capitale in tutti i Paesi

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Alcuni ritengono che una BCE indipendente, impegnata a perseguire precisi obiettivi in termini di
inflazione, garantir una rigida disciplina macroeconomica; forse il beneficio pi rilevante sar
lintegrazione e la stabilit politica dellEuropa occidentale, un continente in pace da 50 anni dopo
esser stato in guerra per la maggior parte della sua storia documentata
Molti economisti esprimono scetticismo e mettono in rilievo i costi significativi dellunione
monetaria; la preoccupazione principale sta nel fatto che i singoli Paesi hanno perso la possibilit di
utilizzare sia la politica monetaria sia i cambi come strumento di adeguamento macroeconomico
Questo problema riguarda larea monetaria ottimale, unidea avanzata per la prima volta da Mundell;
in unarea monetaria ottimale le varie regioni presentano elevata mobilit del lavoro o hanno shock
sincronici della domanda e dellofferta; inoltre, non sono necessarie variazioni significative dei cambi
per assicurare un rapido adeguamento macroeconomico
Perlopi gli economisti ritengono che gli Stati Uniti siano unarea monetaria ottimale perch, quando
si trovano di fronte ad una crisi che incide sulle diverse regioni del Paese in modo asimmetrico, la
migrazione del lavoro tende a restaurare lequilibrio; per esempio, dopo gli shock petroliferi degli anni
70, i lavoratori abbandonarono gli Stati del Nord colpiti pi duramente ed emigrarono in quelli
sudoccidentali ricchi di petrolio
Secondo alcuni economisti, lEuropa non rappresenta unarea monetaria ottimale per la rigidit
delle strutture salariali e il basso grado di mobilit del lavoro tra i vari Paesi; quando si verifica una
crisi, come avvenne per esempio dopo la riunificazione della Germania nel 90, salari e prezzi inflessibili
determinarono una crescente inflazione nelle regioni con aumento della domanda e crescente
disoccupazione nelle zone depresse; lunione monetaria pu quindi condannare le regioni pi
sfortunate a persistente crescita lenta ed elevata disoccupazione
Malgrado queste difficolt, gli europei decisero di portare avanti lunione monetaria; come primo
passo si inaugurarono le operazioni in euro; il passo pi difficile fu compiuto il primo gennaio 2002,
quando i Paesi di Eruolandia sostituirono le loro monete nazionali con monete e banconote in euro; il
lancio delleuro avvenuto senza intoppi e questa moneta si sta ora conquistando un ruolo tra le
principali divise mondiali
La creazione delleuro ha eliminato una delle principali fonti di instabilit delleconomia europea: le
oscillazioni dei tassi di cambio infraeuropei: inoltre, ha portato alla convergenza dei tassi di interesse
e dei livelli di inflazione dei diversi Paesi; daltro canto, lEuropa ha continuato a registrare elevati
livelli di disoccupazione anche dopo lintroduzione della moneta unica e si trova, inoltre, ad
affrontare una grave crisi economica che funger da elemento finale di prova del funzionamento di
questa rivoluzionaria nuova istituzione
La UEM uno dei grandi esperimenti economici della storia; mai in passato un gruppo di Paesi cos
grande e potente ha affidato le proprie sorti economiche ad un organo multinazionale come la BCE;
mentre gli ottimisti sottolineano i benefici microeconomici di un mercato pi ampio e dei minori costi
di transazione, gli scettici temono che lunione monetaria possa portare stagnazione e
disoccupazione per la mancanza di flessibilit dei prezzi e dei salari e per linsufficiente mobilit del
lavoro tra i Paesi; sinora, il funzionamento delleuro e della BCE stato soddisfacente

Considerazione finale.
Va riconosciuto che da questa rassegna delleconomia internazionale emerge un quadro incerto,
caratterizzato da alcuni successi e alcuni fallimenti, ma se si fa un passo indietro rispetto alle singole
questioni, una giuria imparziale di storici sicuramente classificherebbe la seconda met del 900 come
un periodo di successi senza precedenti per i Paesi del Nordamerica e dellEuropa occidentale:
i solidi risultati economici: il periodo ha visto la crescita economica pi rapida e sostenuta della
storia; lunico 50nnio dalla Rivoluzione Industriale in cui stata evitata la profonda depressione e
nessuno dei principali Paesi industrializzati ha sofferto della gravissima malattia delliperinflazione
il sistema monetario emergente: il sistema monetario internazionale continua ad essere fonte di
turbative, con shock frequenti mentre i Paesi attraversano crisi monetarie o della bilancia dei
pagamenti; nonostante ci, si pu notare un sistema emergente in cui le principali regioni
economiche (Stati Uniti, Europa e Giappone) attuano politiche monetarie indipendenti con cambi
flessibili mentre i Paesi pi piccoli fanno fluttuare i cambi o hanno cambi fissi rigidamente agganciati

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ad uno dei principali blocchi valutari; uno dei pi importanti terreni di prova nei prossimi anni sar la
capacit di Eurolandia di sopportare i grandi shock macroeconomici
la vittoria dei mercati liberi: in economia limitazione si verifica quando una Nazione adotta il
sistema organizzativo di unaltra nella speranza che determini crescita e stabilit; nellultimo 15nnio,
molti Paesi si sono liberati, uno dopo laltro, delle catene del comunismo e della soffocante
pianificazione centrale, non solo perch hanno considerato autonomamente la situazione e hanno
potuto vedere come prosperavano i Paesi dellOccidente orientati al mercato, mentre le economie
pianificate dellEst crollavano; per la prima volta un impero caduto semplicemente perch non era in
grado di produrre il burro oltre ai cannoni

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