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ASSOPREM

Riuscire insieme non solo uno slogan.


la sinergia di intenti e di azioni che ha prodotto in soli
due anni di attivit una efficiente macchina organizzativa
e una qualificata rete relazionale con un unico grande
obiettivo condiviso: le Linee Guida per le Travi PREM.

Emilio De Seta

Vicepresidente Assoprem

La rappresentazione grafica pubblicata oltre ad essere la


sintesi del concetto espresso mostra quanto interesse c
sulle Travi Prefabbricate Reticolari Miste PREM e quanto
sia avvertita, dai diversi attori del mondo delle costruzioni, la necessit della redazione delle Linee Guida.
Pertanto la nostra associazione con questo articolo vuole
illustrare le competenze, le attivit e le relazioni dei vari
organismi e cogliere loccasione per presentarne i relativi componenti.
Latto pi recente stata la riunione dei Soci Assoprem
del 3 Aprile 08, nella quale oltre al rinnovo delle cariche
istituzionali e operative in essere si provveduto a com-

pletare lorganigramma della struttura operativa dellassociazione. Eccone lelenco delle nomine:
Presidente: Livio Izzo.
Vicepresidenti: Emilio De Seta, Giuseppe Reato.
Consiglio Direttivo: S. Asciutto, F. Belotti, A. Malnati, L.
Nisi, L. Izzo, E. De Seta, G. Reato.
Collegio dei Revisori: G. Sergi, L. Nisi, E. De Seta.
Collegio Provibiri: P. Reato, G. Sergi, L. Nisi.
Comitato Tecnico e di Ricerca: ing. Marco Assini, ing.
Anna Bati, ing. Giuseppe Borneto, ing. Antonia Nadia
Cancelli, ing. Nicol Cancelliere, ing. Livio Izzo, ing. Sergio Massa, ing. Gaetano Merenda, ing. Pierluigi Reato,

NEWS
ing. Giuseppe Sergi, ing. Giuseppe Suraci, ing. Raffaele Venir, ing. Giuseppe Vinonuovo.
Comitato di Comunicazione: L. Izzo, G. Reato, S. Asciutto,
F. Belotti, G. Son.
Mentre nel Gruppo di Lavoro che ha il compito di redigere
le Linee Guida delle Travi Prefabbricate Reticolari Miste
PREM confluiscono circa 50 risorse tra il Comitato Tecnico
di Assoprem, Liberi Professionisti, Enti Terzi, Associazioni
e Accademici di tutto il territorio nazionale di cui vi comunichiamo lelenco: (Assoprem) ing. Marco Assini, ing. Anna
Bati, ing. Giuseppe Borneto, ing. Antonia Nadia Cancelli,
ing. Nicol Cancelliere, ing. Simone Galante, ing. Livio
Izzo, ing. Andrea Malnati, ing. Sergio Massa, ing. Gaetano
Merenda, sig. Simone Morchi, ing. Pierluigi Reato, ing. Armando Rondinella, ing. Giuseppe Sergi, sig. Rosario Scurria, ing. Giuseppe Suraci, ing. Raffaele Venir, ing. Giuseppe
Vinonuovo; (CIS-E) ing. Fausto Minelli, prof. Giovanni Plizzari; (Assobeton) ing. Antonello Gasperi; (ATE) ing. Walter
Carni, ing. Alberto Perdomi; (CTE) prof. Giovanni Plizzari;
(Ferriere Nord) ing. Olivo Molinari; (ICMQ) ing. Costanzo
Riva; (INARsind) ing. Paolo Recalcati; (Politecnico di Milano) ing. Maurizio Acito, prof. Alberto Franchi, prof. Pietro
Gambarova, prof. Franco Mola, prof. Paolo Setti; (Politecnico di Torino) ing. Mario Sassone;
(Universit di Bergamo) prof. Paolo
Riva, prof. Alberto Meda; (Universit di Bologna) prof. Marco Savoia; (Universit di Brescia) prof.

Giovanni Plizzari; (Universit della Calabria) prof. Luciano


Ombres; (Universit di Cagliari) prof. Sergio Tattoni; (Universit di Ferrara) prof. Nerio Tullini; (Universit di Lecce)
prof. Maria Antonietta Aiello; (Universit di Messina) prof.
Piero Colajanni; (Universit di Palermo) ing. Francesco Di
Maio, prof. Lidia La Mendola, prof. Nunzio Scibilia; (Universit di Pisa) Prof. Luca Sanpaolesi; (Universit di Reggio
Calabria) ing. Raffaele Pucinotti; (Universit di Roma 1)
prof. Franco Bontempi; (Universit di Salerno) prof. Luigi
Ascione; (Universit di Trieste) prof. Claudio Amadio; (Universit di Venezia IUAV) ing. Sandra Bullo.
Vi precisiamo cha alcuni dei componenti del Gruppo di
Lavoro sono anche responsabili di un Centro di Ricerca o
sono Coordinatori per la redazione di un singolo Capitolo
delle Linee Guida. Infatti nel Gruppo di Ricerca lavorano
in team alcuni componenti del GdL e il Comitato dedicato di Assoprem che coordinano il Progetto di Ricerca
integrato e finanziato dai soci che ha istituito e avviato 10
Centri di Ricerca attribuendo ad ognuno di questi lo sviluppo di temi specifici. Assoprem in questa qualificata
rete di relazioni ha ritenuto opportuno affidare il delicato
e importante ruolo di coordinamento al Consorzio CISE in quanto in possesso dellesperienza necessaria per
contribuire al raggiungimento dellobiettivo finale. Tutti
questi organismi si muovono in sintonia per consentire al
Gruppo di Lavoro di dialogare con le Istituzioni per arrivare alla formulazioni di norme specifiche per le Travi
Prefabbricate Reticolari Miste PREM.

TRAVI PREM

intervento preso in considerazione mette Travi PREM con piatto in acciaio, alte 15 cm, larghe
in evidenza la particolare versatilit della 40 cm, lunghe 600 cm, poste ad un interasse di 200
Trave PREM che ha permesso di risolvere cm e calcolate in semplice appoggio (foto 1-2).
numerose problematiche nellambito del In questo caso le travi, anche qui abbinate a solai
restauro di un edificio di notevole valore realizzati in lamiera grecata e getto integrativo in cls,
storico-artistico. Il Santa Maria Della Scala una non sono state fatte appoggiare direttamente sulle
costruzione in muratura portante risalente al IX se- murature portanti ma sono state saldate ad una parcolo D.C., nata come ospedale e ora adibita a museo, ticolare mensola in acciaio che a sua volta stata
situata in Piazza Duomo a Siena.
incastrata allinterno delle pareti mediante carotaLe Travi PREM sono state utilizzate in svariati am- tura e successivo riempimento del foro con resine
bienti e per molteplici motivi; hanno consen- epossidiche.
tito lutilizzo di pacchetti di solaio contenuti, Questo particolare dispositivo, assieme alle grandi
permesso la creazione di notevoli ef- capacit delle Travi PREM, ha consentito di creare
fetti architettonici, ridotto al minimo lungo il perimetro di alcune stanze, una fascia comgli interventi invasivi
pletamente vuota che stata pavisulle murature esistenti.
mentata con un cristallo al fine di
Progetto: Studio Canali-Parma
In particolare, ai piani superiori
consentire la visione del piano sottoImpresa Esecutrice: C.M.S.A. srl
di Montecatini Terme (PT)
delledificio, sono state utilizstante permettendo cos di soddisfare
Ubicazione: Siena
zate travi con il piatto, puntelquelle che erano state specifiche riTesto: Ing. Marco Assini,
late, alte 25 cm, larghe 30 cm,
chieste architettoniche (foto 3-4).
Calcolatore Travi Prem
lunghe 750 cm, posiPer finire occorre far notare che le
Scav srl
zionate ad interassi
Travi PREM non hanno solo grandi

Dalla quotidiana esperienza


dei Soci Assoprem in questa rubrica
proponiamo al lettore casi concreti
di soluzioni costruttive realizzate
con limpiego di Travi PREM nei
pi diversi scenari di cantiere

di circa 150 cm e calcolate in semplice appoggio. Il


solaio stato realizzato con lamiera grecata, disposta
fra trave e trave, rete elettrosaldata passante anche sopra le PREM e getto di completamento in cls.
Le Travi di alcuni ambienti hanno dovuto sostenere
carichi aggiuntivi derivanti da esistenti solai in legno di notevole valore storico-artistico che, mediante
particolari dispositivi, sono stati appesi alle travi
medesime. Ai piani inferiori sono state utilizzate

requisiti prestazionali, ma riescono a fornire, se utilizzate in maniera opportuna, anche notevoli effetti
estetici (foto 5); basti pensare agli ottimi abbinamenti
che si ottengono con i solai in legno in cui il piatto
della Trave PREM, su cui vengono fatti appoggiare i
travicelli o pi spesso le travi dellorditura principale,
viene spesso volutamente lasciato a vista o con i solai
a voltine di cotto in cui una PREM con un piatto molto
contenuto va a sostituire la tradizionale IPE.

IN CANTIERE

na delle caratteristiche che nella comparazione


tra sistemi costruttivi porta alla scelta di sistemi
prefabbricati la velocit di posa e il grado di sicurezza per gli operatori che essi garantiscono.
La realizzazione di un nuovo edificio a destinazione turistico - alberghiera, ampliamento di unadiacente azienda agrituristica a Castello di Godego (TV),
eseguito mediante lutilizzo di Travi Prefabbricate Reticolari Miste TAU PREM Acciaio e di solai alveolari autoportanti ha permesso la realizzazione dellopera in
tempi particolarmente brevi. Accanto alla struttura gi
esistente stato realizzato un nuovo edificio, destinato
ad accogliere un museo per macchine agricole antiche e
locali per laccoglienza, il soggiorno e il pernottamento
degli ospiti. Ledificio presenta un piano interrato (dedicato interamente al museo) e due piani fuori terra (per
le attivit ricettive).
I sistemi costruttivi utilizzati per la realizzazione delle
strutture orizzontali sono prefabbricati: solai alveolari
e travi TAU PREM Acciaio, mentre fondazioni, pareti in
elevazione e pilastri sono tutti in c.a. e sono stati eseguiti in opera. Le Travi PREM impiegate sono travi reti-

era destinata ad accogliere il materiale proveniente


dalle aziende di produzione. La seconda stazione, invece, allinterno del cantiere, riceveva i materiali provenienti dalla prima, trasportati mediante motrici e
carrelloni, e forniva le squadre di posa. Poich lo stesso
materiale doveva essere movimentato due volte (accatastato inizialmente nella prima stazione e stoccato
poi nella seconda, prima di essere posato), si proceduto a unattenta progettazione del processo costruttivo dellopera. Infatti il sincronismo individuato delle
varie fasi realizzative della costruzione stato studiato, tenendo in
considerazione lordine di posa
dei vari elementi, sin dal carico dei mezzi provenienti
dalle aziende di produzione. Nonostante la complessit logistica del cantiere, si riusciti
a posare ben 200 mq al giorno. Un risultato, questo, di poco inferiore alla
media registrata per la posa di tali
strutture e andando a incidere solamente sulla quantit di manodopera impiegata.

colari autoportanti in acciaio, con base di


Progetto: geom. Ciobatta Simonetto
30/40/50 cm. per una luce di 4 m; invece
Castelfranco Veneto (TV)
Il solaio alveolare stato realizzato con
Impresa Esecutrice: Meneghetti
Costruzioni Srl Ros (VI)
pannelli di vario spessore per sopportare
Ubicazione: Castello di Codego (TV)
sovraccarichi totali (permanenti + accidenTesto: Melissa Rizza, responsabile
tali) da 1135 a 2900 kg/mq .per una luce
comunicazione Tecnobau Srl
massima da coprire di circa 8,5 m.
Dal punto di vista tecnico-strutturale, la
realizzazione del nuovo edificio non presentava alcun tipo di difficolt in realt si dovuto affrontare in
modo alquanto originale il problema della logistica di
cantiere poich laccessibilit alle aree di cantiere era
molto scarsa. anche se ledificio si trova in un territorio
completamente pianeggiante. Lostacolo maggiore era
costituito dalla vegetazione ad alto fusto presente sui
confini della lottizzazione, vegetazione non eliminabile
per motivi estetici. Non essendo possibile il passaggio
dei bilici sono state allestite due stazioni di approvvigionamento del materiale distanti circa un chilometro tra
loro. La prima stazione, posta esternamente al cantiere,

RICERCA

e travi reticolari miste hanno rappresentato


una innovazione significativa nel campo dellindustrializzazione edilizia, consentendo
una significativa riduzione dei tempi di
costruzione e dei relativi costi, non richiedendo in genere luso di banchinaggi per la realizzazione degli orizzontamenti. Tuttavia, sono in
corso ancora numerosi studi di tipo sperimentale e
numerico per la calibrazione di modelli di calcolo
e verifica pienamente validi per la progettazione.
Come ben noto, le travi reticolari miste
possono essere trattate alla stregua di
travi metalliche
in Fase I (fino
allindurimento
del getto di calcestruzzo)
e di travi miste o in calcestruzzo
armato (a
seconda dei
casi) nella Fase II, cio a struttura completata (compresi i carichi permanenti
aggiuntivi e carichi variabili,
nonch nel caso di azioni di
tipo sismico).

Prof. Marco Savoia

Prog., Strutt. e Tecnica Costruzioni

Per supportare l'attivit del Gruppo


di Lavoro, nella redazione delle
Istruzioni per Travi Prefabbricate
Reticolari Miste, emersa la necessit
di eseguire una vasta campagna
di prove sperimentali nel pi breve
tempo possibile. Assoprem si fatta
carico di questa esigenza finanziando
un Progetto Nazionale Coordinato
di Ricerca redatto dallo stesso GdL.
Si tratta di un Progetto, del valore
approssimativo di 100.000,00 ,
che si snoda su 9 Centri di Ricerca
Universitari ed 1 privato coordinati
da un organismo nazionale.

Instabilit di tralicci metallici


In fase I, cio prima del completamento con il getto
di calcestruzzo, le verifiche nei riguardi dellinstabilit dellequilibrio rivestono una importanza fondamentale.
Le modalit principali di instabilit del traliccio metallico in fase I possono essere classificate in tre tipologie
principali: a) instabilit delle singole aste (del corrente
superiore o delle diagonali del traliccio), b) instabilit
di insieme del corrente compresso, c) instabilit flessotorsionale dellintera trave.
I criteri classici dellinstabilit possono essere utilizzati
solo nel primo caso, cio quando definibile la lunghezza libera di inflessione in funzione dellinterasse
dei ritegni trasversali del corrente o della lunghezza
dellasta (per le aste diagonali).
Nel caso b), i ritegni trasversali non hanno una rigidezza
sufficiente per impedire lo spostamento dei nodi del
corrente superiore, il quale pu instabilizzarsi con una
lunghezza libera che coinvolge pi campi del traliccio.
Linstabilit flessotorsionale, infine, pu coinvolgere
lintera trave, con lunghezza donda pari alla lunghezza
della trave stessa.
Essa tipicamente pu essere critica nel caso di travi
alte, molto rigide nel piano di azione del carico ma deformabili per sollecitazioni torsionali. In questo caso,
il carico critico significativamente inferiore a quello
euleriano delle singole aste.
A titolo di esempio, sono stati condotti alcuni calcoli
di instabilit di tralicci di travi reticolari miste mediante
un programma di calcolo ad elementi finiti, posti a
confronto con valutazioni semplificate basate sulla teoria dellinstabilit di Eulero.
Tale teoria richiede che sia definita la lunghezza libera
di inflessione di unasta Lc = L (vedi Figura 1b), dove
L la lunghezza di un campo tra due appoggi e un
coefficiente numerico.

Ad esempio, se = 1, lasta pu essere considerata


incernierata in corrispondenza dei diagonali, se =
1/2 pu essere considerata incastrata, se > 1 (come
nel caso di Figura 1b), i diagonali non sono sufficien-

temente rigidi da impedire lo spostamento dei nodi e


quindi il carico di instabilit pu ridursi notevolmente
rispetto al carico euleriano.
La rigidezza alla traslazione dei diagonali va valutata
su una schema di calcolo del tipo di quello riportato
in Figura 1a.
Il primo esempio riguarda una trave reticolare mista
(lunghezza 15,20 m, sezione 33 x 90 cm) con sezione
spaziale e due piani di aste inclinate danima 22 saldate al corrente superiore (3 quadri 45 mm) e fondello
dacciaio di spessore 10 mm.
La simulazione numerica condotta considerando un
carico distribuito applicato in corrispondenza del fondello inferiore.
Come mostra la figura 2b, a causa della elevata rigidezza delle aste danima, il carico critico del traliccio
corrisponde allinstabilit delle aste diagonali danima
poste alle estremit della trave, ove cio elevata la
sollecitazione tagliante.

Per confronto con i risultati delle analisi agli elementi


finiti, stato verificato che, in questo caso, il carico critico pu essere efficacemente valutato con la teoria di
Eulero ed assumendo = 1/2, a causa dellelevata rigidezza alla rotazione di corrente superiore e fondello
che forniscono sostanzialmente vincoli di incastro alle
estremit del diagonale.
Il secondo esempio riguarda una trave di tipologia
analoga ma dimensioni pi contenute (lunghezza 3,01
m, sezione 60 x 38 cm), con diagonali danima 16 (Figura 3(b)) oppure 14 (Figura 3(c). La trave ha passo
dimezzato dei diagonali nelle porzioni di estremit,

UNIVERSIT DI BOLOGNA
lunghezza libera di inflessione risulta essere 2,5 volte
pi grande della lunghezza L del corrente tra due ritegni successivi, ed il carico critico 3 volte inferiore a
quello ottenibile considerando i vincoli fissi.
Il risultato confermato dalla deformata della trave
riportata in Figura 4c: linstabilit coinvolge infatti
5 campi del corrente compresso, oltre i quali tuttavia, a causa della riduzione significativa del momento
esterno, il corrente non si in stabilizza, per cui in
grado di fornire un efficace vincolo alla rotazione,
schematizzabile come un incastro.
Coerentemente, la lunghezza libera di inflessione risulta quindi Lc = (5 L)/2 = 2,5 L.

gli Autori
Marco Savoia Professore Ordinario
presso la Facolt di Ingegneria
dellUniversit di Bologna, ove titolare
dei corsi di Progetti di Strutture e di
Tecnica delle costruzioni, e coordinatore
del Laboratorio Prove Strutture.
autore di circa 140 memorie, oltre 40
su riviste internazionali. Ha collaborato
alla stesura delle Istruzioni CNR sul
consolidamento con FRP (DT 200/2004)
ed i calcestruzzi fibrorinforzati (DT
204/2006). membro esperto del
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Loris Vicenzi laureato in Ingegneria
Civile (indirizzo strutture) presso
lUniversit degli studi di Bologna
(Titolo 1). Nel 2007, ha conseguito il
titolo di Dottore di Ricerca in Meccanica
delle Strutture (Titolo 3); tuttora svolge
attivit di ricerca presso il Dipartimento
di Ingegneria della Strutture, dei
Trasporti, delle Acque, del Rilevamento e
del Territorio (DISTART) della Facolt di
Ingegneria dellUniversit di Bologna.

Validit di una modellazione in campo lineare


Il calcolo di tralicci metallici nei riguardi dellinstabilit andrebbe condotto in campo elastoplastico, al
fine di determinare il carico limite della struttura, che
risulta essere in genere inferiore al carico che conduce ad instabilit il traliccio secondo un calcolo elastico lineare.
Qualora leffetto della non linearit del materiale sia significativo, pu essere necessario determinare anche il
comportamento post-critico della struttura, cio il percorso di equilibrio della struttura oltre il carico limite
teorico tenendo in conto gli effetti del secondo ordine
ed il comportamento elastoplastico dellacciaio.
Il problema rilevante quando il carico critico euleriano dello stesso ordine di grandezza di quello
che corrisponde alla plasticizzazione della sezione (ad
esempio 1.5 3 volte superiore).
In questo caso, infatti, leffettivo carico di collasso del
traliccio pu risultare significativamente ridotto dalla
presenza di imperfezioni di tipo geometrico o dissimmetrie del carico applicato.
Ci accade in generale quando la crisi avviene per instabilit dei diagonali o del corrente compresso adeguatamente vincolato dai diagonali (primi due casi
esaminati), mentre nel caso di sbandamento laterale
(terzo caso), linstabilit avviene generalmente in
campo elastico e quindi il calcolo illustrato in precedenza pienamente valido.

Figura 1: (a) Calcolo della rigidezza alla


traslazione laterale dei ritegni danima
di un traliccio reticolare; (b) schema di
trave su suolo elastico per il calcolo del
carico critico del corrente compresso.
Figura 2: (a) sezione di trave reticolare
mista spaziale con 2 piani danime
(b) instabilit dei diagonali danima
compressi alle estremit della trave.
Figura 3: (a) Sezione di una trave
reticolare mista spaziale con 2 piani
danime, (b) instabilit del corrente
compresso della trave con diagonali 16,
(c) instabilit dei diagonali di sezione 14.
Figura 4: (a, b) Sezione e schema di
carico per una trave reticolare mista
a sezione piana, (b) instabilit del
corrente compresso della trave.

DISTART, Tecnica Costruzioni

fondello di spessore 12 mm, e corrente compresso costituito da 420.


Lo studio agli elementi finiti mostra che, nel primo
caso (diagonali danima 16), linstabilit del corrente
compresso precede quella dei diagonali, che sono
sufficientemente rigidi sia ad impedire lo spostamento
dei nodi che nei riguardi dellinstabilit.
Il carico critico in questo caso circa il 15% superiore
a quello che si otterrebbe considerando lo sforzo normale corrispondente al momento massimo in mezzeria e lunghezza libera di inflessione pari alla distanza
tra i ritegni.
Infatti, essendo il momento variabile, i campi reticolari adiacenti a quello centrale sono soggetti ad una
sforzo normale inferiore, per cui forniscono un vincolo alla rotazione al campo centrale pi sollecitato,
aumentando quindi il carico critico rispetto a quello
valutato con riferimento al solo campo centrale.
Nel secondo caso (diagonali danima 14), invece, la
crisi per instabilit avviene in corrispondenza dei diagonali a circa 1/4 della luce, cio in corrispondenza
della variazione di passo dei diagonali.
Infine, il terzo esempio si riferisce ad una trave reticolare mista a sezione piana (lunghezza 5,78 m, sezione
25 x 29 cm), con diagonali inclinati 22, corrente 226
e piatto inferiore di spessore 6 mm con due barre di
irrigidimento 20 (vedi Figure 4a, b).
Come mostrato in Figura 4c, la rigidezza alla traslazione degli irrigidimenti danima in questo caso
assai inferiore rispetto ai tralicci spaziali studiati in
precedenza, e linstabilit avviene per sbandamento
laterale del corrente compresso, nel tratto centrale
della trave. Con riferimento alla teoria di Eulero, la

Loris Vicenzi

COMUNICAZIONE

n obiettivo impegnativo richiede sforzi di comunicazione commisurati quindi limmagine istituzionale


deve sapersi adoperare per ottimizzare la propria
funzione relativamente agli investimenti e ai risultati conseguiti. Ecco quindi la scelta di enfatizzare,
attraverso immagini di vita e simbologia idonea, i messaggi di
comunicazione affinch laccattivante risultato possa introdurre
gradualmente i nostri target di riferimento nella mission dimpresa. Cosi stato per la filosofia della campagna pubblicitaria
istituzionale del 2007 (vedi articolo nel PREM Magazine n.1)
cos per quella di questanno. Infatti, troviamo la scalata di una montagna: come
meta impossibile da
raggiungere da soli,
o lenergia che serve

per attivare e mantenere vivo un progetto ambizioso, come


quello di Assoprem, o addirittura la forza del protagonista per
non subire passivamente gli eventi a tutto questo Assoprem
risponde: Insieme e uniti si pu!. La pianificazione della campagna di tipo istituzionale formata a pi immagini stata veicolata su alcune testate specializzate quali Il Nuovo Cantiere,
Progettare e Imprese Edili che con i loro specifici target di lettori,
la loro periodicit e tiratura complessiva ci aiutano, annuncio
dopo annuncio, a far calare il nostro interlocutore in un contenuto informativo costruttivo differente per ogni soggetto pubblicato. Ovviamente la campagna pubblicitaria una parte di tutta
la comunicazione di Assoprem ma anche
nelle altre attivit che lassociazione

Salvatore Asciutto

10

Membro Comitato di Comunicazione

I risultati della ricerca


presentati a Roma
al prossimo Congresso CTE
Nel novembre 2006,
durante lultimo
Congresso del CTE,
mentre ascoltavo le
varie relazioni che si
susseguivano sulla ricerca
su Travi Reticolari, tutte
cos slegate fra loro, spesso
sovrapposte e ridondanti,
andavo con la fantasia al

Congresso successivo
ed immaginavo
immaginavo quello
che oggi realt. Anche
questanno ci saranno
tante relazioni su ricerche
effettuate su Travi PREM,
anzi, questanno molto
pi di 2 anni fa. Ben
dieci centri di ricerca
sono attivi sul Progetto
Nazionale Coordinato di
Ricerca Assoprem e tutti

hanno un tema diverso e


complementare agli altri,
s da realizzare un vero e
proprio mosaico che, nella
sua completezza, rivela il
disegno complessivo.
E questo succeder a
Roma, a Novembre al
Congresso del CTE,
quando tanti relatori
potranno descrivere in
dettaglio il proprio tassello
e lo spettatore vedr

materializzarsi
il mosaico
davanti a lui.
Non certo
stato facile
organizzare tale
struttura. Dieci
Centri di Ricerca
e dodici soci di Assoprem
alle prese con un puzzle
molto complesso.
Ma ce la stiamo facendo.
Il mosaico st prendendo

ATTIVIT

Assoprem News last minute!


La redazione, prima che questo numero vada in stampa, segnala due iniziative dellassociazione che si
nono realizzate nel mese di luglio in sintonia con la filosofia associativa illustrata nel

a Assoprem,

forma. Non posso che


ringraziare tutti i singoli
componenti di questa
grande famiglia che, in
maniera cos sinergica

e coesa,
hanno
voluto e
saputo
lavorare in
Team! A loro
tutti ed a
Voi tutti, per
giudicare
il lavoro
svolto, lappuntamento a
Roma. A novembre.
Ing. Livio Izzo

precedente articolo. Il 3 luglio CSP Prefabbricati ha organizzato,


come sua consuetudine, il Communication Day, un incontro
rivolto a tutta lorganizzazione tecnico commerciale interna ed
esterna aziendale. Obiettivo della riunione oltre ad informare
i propri collaboratori relativamente alle politiche di comunicazione quello di sensibilizzarli affinch, in occasione dei loro
contatti quotidiani con professionisti, solaisti e imprese edili,
possano dialogare e/o informare il loro interlocutore su tutte le
iniziative che la vedono coinvolta. Pertanto, anche le attivit che
la strategia di Assoprem intende sviluppare, sono state pre-

i Soci Assoprem: Manini Prefabbricati spa

realizza vive la filosofia individuata del riuscire insieme, dellunione delle forze per ottenere dei risultati. La partecipazione
sinergica di tre aziende socie dellassociazione alledizione
MADE Expo di questaanno a Milano, nello stand istituzionale
di Assoprem, una conferma della forte condivisione di questa filosofia che vive quotidianamente in ogni iniziativa promossa dallassociazione.

Anno di fondazione: 1962


Stabilimenti produttivi: 4
Dipendenti: circa 400
Gamma prodotti: ONDAL ONDAL+ - SUPREMA TAU TAU VELETTA TECTON MAX
- POKER PLURIMAN
La Manini Prefabbricati SpA ha iniziato la propria attivit nel 1962 ad Assisi ed
opera con continuit nel settore industriale da oltre 45 anni, ricoprendo un ruolo di
leadership a livello nazionale. Da piccola impresa specializzata nella produzione di
manufatti e componenti prefabbricati destinati ad un mercato regionale, lazienda
ha gradualmente ma costantemente ampliato e migliorato sia la propria gamma
produttiva che la qualit dei servizi offerti, posizionandosi ben presto a pieno titolo nel
segmento pi alto e qualificato del mercato
della prefabbricazione di sistemi, strutture
e componenti industrializzati per ledilizia.
A questo intenso sviluppo hanno concorso,
da un lato, una tradizione di cura quasi
artigianale nella concezione e realizzazione dei
manufatti, dallaltro una spiccata attitudine
ad individuare nellinnovazione tecnologica
uno strumento strategico fondamentale
per il successo commerciale dellazienda:
attitudine che ha spesso consentito a Manini
di anticipare, influenzandole,le tendenze
evolutive del mercato. A questa filosofia
imprenditoriale ha fatto riscontro una
precisa politica di strutturazione industriale,
finalizzata a potenziare la presenza
dellazienda sul territorio e, conseguentemente,
Sede centrale: 06088 S. Maria degli Angeli (PG)
la sua capacit di rispondere con puntualit ed Via S.Bernardino da Siena, 33
efficacia alle richieste del mercato. Lazienda si Tel. 075/8041018 - Fax 075/8040447
info@manini.it - www.manini.it
avvale di quattro stabilimenti produttivi:
Bastia (PG) disposto su unarea di mq 110.000 con mq 70.000 tra coperti e stoccaggio ed
una capacit produttiva giornaliera di mc 400;
Perugia con unarea di mq 40.000 ed una capacit produttiva di 180 mc/giorno;
Aprilia (LT) ubicato in unarea di mq 105.000, di cui mq 60.000, tra coperti e stoccaggio,
ed una capacit produttiva di oltre 350 mc/giorno;
Somaglia (LO), dove opera la MC-Manini Prefabbricati, con unarea di mq 100.000 , di cui
40.000 coperti ed una capacit produttiva di 270 mc/giorno.

sentate a tutti i partecipanti. In particolare il management di CSP Prefabbricati e di Assoprem hanno


evidenziato come lHouse Organ PREM Magazine
e il servizio PMP - PremMarketPoint dell'Associazione siano strumenti di cultura e informazione tecnica delle Travi Prefabbricate Reticolari Miste PREM
di eccellenza e unopportunit per distinguersi nel
mondo delle costruzioni.
Sempre in Luglio nei giorni 16 e 17 si sono riuniti i
componenti del Gruppo di Lavoro e del Gruppo di
Ricerca per verificare lo stato dellarte dei lavori che
consentiranno, ai relatori di Assoprem, di presentare
la loro relazione a Roma nel prossimo novembre in
occasione del Congresso CTE. La concomitanza delle
due riunioni ha permesso ad Assoprem di organizzare una cena,
quale momento conviviale tra i componenti dei gruppi, nelloccasione il Presidente Livio Izzo ha ringraziato tutti, ancora una volta,
del qualificato contributo sin qui prestato allAssociazione.

11

MERCATO

Geom. Franco Rossetto

12

Presidente Tecnobau

Focus sul Triveneto. In uno dei pi vitali tessuti


industriali il distretto delle Travi PREM
Attualmente nel Triveneto si concentra circa il 30% dei
produttori italiani di Travi PREM e di questi la maggior
parte dislocata in Veneto.
Come sempre i motivi di tale situazione si devono ricercare nella storia delle aziende che compongono il tessuto
industriale nel settore delledilizia.
In origine la prima Trave PREM (con marchio REP e con
brevetto registrato dalling. Leone) stata prodotta da
RDB di Verona e commercializzata da Cila.
Lavvento e la crescita di produttori di travi reticolari nel
Triveneto ebbero notevole spinta negli anni seguenti al terremoto del Friuli, nella seconda met degli anni Settanta,
quando la necessit di disporre in tempi brevi di prodotti
strutturali qualificati ne ha permesso la diffusione. Spesso
eventi legati a calamit naturali fanno emergere esigenze
non ancora soddisfatte dai prodotti presenti nel mercato e
conferiscono grande accelerazione alle attivit di ricerca e
sviluppo. Pensiamo al terremoto che si verificato in Umbria nel 2002 e che ha dato avvio alla riformulazione di
tutta la normativa relativa alle caratteristiche statiche degli
edifici, nonch ad una nuova mappatura del territorio italiano dal punto di vista sismico. Anche per il terremoto del
Friuli valgono le stesse considerazioni.
La necessit di ricostruire tutto ci che era andato distrutto impose la ricerca e lo sviluppo di prodotti facilmente reperibili, di semplice impiego nei cantieri e che
garantissero soprattutto tempi di posa molto
brevi. In pochi anni il Friuli super con successo quel periodo difficile, ripristinando il
tessuto abitativo e produttivo e dotandolo
di tecnologie tuttora allavanguardia. Inizialmente le realt produttive erano di tipo
artigianale. Inoltre, le Travi PREM non richiedevano investimenti particolarmente ingenti
per la loro produzione.
Nel tempo, una conoscenza pi approfondita
di tali strutture e unintensa attivit di ricerca
e sviluppo sul prodotto hanno consentito
levoluzione della produzione da artigianale
a industriale, ottimizzando i costi e la qualit
dei manufatti. Il Triveneto si sempre dimostrato un serbatoio di piccoli imprenditori
nel settore edile con una spiccata curiosit
nei confronti delle innovazioni tecnologiche da applicare al mercato e molto sensibili alle novit tecnicocommerciali. Focalizzando lattenzione sulle realt della
Regione Veneto, si possono individuare alcune aree pi
dinamiche rispetto ad altre in merito allo sviluppo e produzione di travi reticolari. La provincia di Venezia da
sempre una delle pi attive.
In questarea, a partire dagli anni Settanta, sono nate le
prime aziende che hanno iniziato a produrre Travi PREM
con piatto in acciaio, con tecnologia propria o con concessione del marchio REP. Realt come VTR, Tecnobau
e Tecnostrutture sono tuttora molto incisive nel mercato delle travi. Molto florida anche la provincia di
Vicenza, con aziende come Sterchele (che utilizza lo storico marchio di Essedi) e Vencato Prefabbricati, mentre
in provincia di Rovigo la produzione delle travi retico-

lari rappresentata da realt come Reato, CSE e Sime.


In Veneto si dunque sviluppata e diffusa una cultura
territoriale sulle travi reticolari che fa assomigliare larea
ad un distretto territoriale allargato, simile per esempio ai distretti di Montebelluna per le attrezzature sportive o a quelli dellocchialeria del bellunese, o ancora a
quelli di Manzano relativi alla realizzazione di sedie o a
quello vicentino per loreficeria. I motivi di diffusione
della trave reticolare si possono riconoscere nelle peculiarit del prodotto stesso:
la trave reticolare una struttura prefabbricata, che permette quindi di essere posata in cantiere in tempi brevi
e senza la necessit di ricorrere allimpiego di manodopera specializzata
il piatto in acciaio della trave funge da cassero, consentendo un impiego ridotto della quantit di calcestruzzo
rispetto ad una trave tradizionale in c.a.
la struttura autoportante, non richiede opere di puntellazione, con vantaggi notevoli sul fronte della sicurezza in cantiere
Daltra parte le aziende hanno saputo diffondere capillarmente la conoscenza del prodotto.
Infine limpiego massiccio di travi reticolari in acciaio si
rileva soprattutto nelle area a forte concentrazione industriale, come il Triveneto. La presenza disseminata sul territorio di molte unit di produzione e di numerose attivit
del terziario porta a preferire limpiego di strutture prefabbricate
rispetto a quelle tradizionali.

PREM MARKET POINT


I soci Assoprem quali punti di riferimento
del mercato nazionale delle Travi PREM
Era il 16 febbraio 2006, a Modena, che, per volere di
tre produttori, nasceva Assoprem. A soli due anni di
distanza dalla nascita di Assoprem, ecco un primo
qualificato servizio a disposizione del mercato delle
costruzioni il PMP - Prem Market Point.
Un punto di riferimento per dialogare
con un partner esperto per

la quotidiana attivit di professionisti, solaisti e imprese di costruzioni che intendono utilizzare o gi


impiegano le Travi Prefabbricate Reticolari
Miste PREM.
Nel panorama distributivo delle venti regioni
della presenza sul territorio dei 50 produttori di
Travi PREM in Italia, la compagine associativa di Assoprem copre il 50% delle regioni coinvolte.
La mappa dei Prem Market Point PMP
nel progetto di servizio Assoprem
uniniziativa volta a offrire, ai diversi attori del mercato delle costruzioni dei punti di riferimento
cui rivolgersi per il
corretto utilizzo delle
travi PREM sin dalla fase
progettuale alla loro
messa in opera. Una
rete di collegamenti sinergica ad alto contenuto tecnico in grado di
fornire allutente qualificate risposte e soluzioni
sulle Travi PREM.
Infatti, il diretto coinvolgimento dei soci
Assoprem in tutte le iniziative avviate in
questi due anni dintensa attivit a partire
dal Gruppo di Lavoro per la redazione
delle Linee Guida e dal Gruppo di Ricerca
che coordina 10 centri di ricerca in Italia
per un progetto finanziato da Assoprem,
per implementare ulteriormente le proprie conoscenze
sul prodotto, costituisce un importante elemento di
eccellenza nel territorio. Levoluzione industrializ-

zata del processo costruttivo


d i
una commessa unitamente alla
maggiore richiesta di soluzioni progettuali con sistemi costruttivi svilupper
lutilizzo delle Travi Prefabbricate Reticolari Miste PREM.
Un mercato che attualmente rappresenta una
produzione stimata in circa 25.000.000 di Kg per
Travi PREM con piatto in ferro e con fondello in calcestruzzo: con la regione Veneto che ha il maggior
numero di aziende presenti nel territorio e con i produttori dellItalia settentrionale che rappresentano il
50% circa della produzione nazionale.

13

LINEE GUIDA

uso di Travi Prefabbricate Reticolari Miste nel


nostro Paese diffuso da molti anni e, pur
senza una precisa regolamentazione normativa, i singoli produttori hanno stabilito modelli teorici e schematizzazioni che hanno
loro consentito di realizzare ed impiegare tali strutture
con margini di sicurezza adeguati. Lo scopo della pubblicazione di linee guida, come gi detto in precedenti
articoli, quello di fornire a tutte le figure interessate
(produttori, progettisti, direttori lavori, collaudatori)
unindicazione di come questi elementi
strutturali vadano considerati, sia in fase
di progettazione che di
utilizzo. Le Norme Tecniche per le Costruzioni del 14-09-2005 e quelle
del 04-02-2008, citano:
Tutte le opere e le componenti strutturali devono
essere progettate, eseguite, collaudate e soggette a
manutenzione in modo tale da consentire la prevista
utilizzazione in forma economicamente sostenibile e con
il livello di sicurezza previsto dalle presenti norme.

leventuale piattabanda metallica) compresi nella trave


stessa; il comportamento quindi quello di una trave
in calcestruzzo armato.
Gi da questa successione temporale del comportamento delle Travi PREM si evince che ciascuna fase
debba essere verificata in funzione dellelemento strutturale resistente (traliccio metallico trave in c.a.),
considerando tutti i carichi significativi per la fase considerata e, soprattutto in fase 1 considerando anche le
condizioni di vincolo dovute a puntellazioni provvisorie
(se la Trave PREM non autoportante), che possono
indurre sollecitazioni di segno opposto negli elementi
strutturali che la costituiscono (ad esempio: diagonali
che possono essere compressi in corrispondenza dei
puntelli e tesi in fase di esercizio).
Per queste fasi, i carichi che andrebbero presi in considerazione sono:
fase 0: azioni che dipendono dalla tipologia, dalle tecnologie di produzione, dalla movimentazione e dallo
stoccaggio;
fase 1: il peso proprio della trave; il carico permanente
dovuto al peso proprio ed al getto del solaio (considerando i vincoli provvisionali del solaio stesso nel caso in

Il 12/10/07 stato pubblicato, fra gli


addetti ai lavori, il terzo draft delle
Istruzioni per Travi Prefabbricate
Reticolari Miste. Si tratta di un
documento di 94 pagine suddivise
nei seguenti 13 capitoli:
01) SCOPO
02) DEFINIZIONI E MORFOLOGIE
STRUTTURALI
03) PRINCIPI DI PROGETTAZIONE
04) MATERIALI
05) PRINCIPI STRUTTURALI
06) STATI LIMITE ULTIMI
07) STATI LIMITE DI ESERCIZIO
08) RESISTENZA AL FUOCO
09) DETTAGLI COSTRUTTIVI
E PRESCRIZIONI SPECIFICHE
10) PRESCRIZIONI PARTICOLARI
NEI NODI STRUTTURALI
11) PRESCRIZIONI PARTICOLARI IN
PRESENZA DI SOLLECITAZIONI SISMICHE
12) SALDATURE
13) FABBRICAZIONE, ESECUZIONE,
MONTAGGIO E COLLAUDO.

Ing. Walter Carni

14

socio ATE e Libero Professionista

un documento ancora in fase evolutiva


e, perci, non pubblicabile nella sua
integrit. Ciononostante, proponiamo
una rubrica di approfondimento
redatta di volta in volta da un membro
del gruppo di lavoro.

Pensando alle strutture in calcestruzzo armato o alle


strutture in acciaio, i principi di progettazione e lesecuzione sono facilmente individuabili poich, in questi casi,
la struttura sempre omogenea, dalla nascita fino alla
dismissione, cosa che invece non succede per le Travi
Prefabbricate Reticolari Miste.
Per le Travi Prefabbricate Reticolari Miste possono considerarsi le seguenti fasi di vita;
fase 0: realizzazione in stabilimento della trave e quindi
da considerarsi come una struttura costituita da elementi
prefabbricati in acciaio (trave reticolare)
fase 1: quella che riguarda la Trave PREM posta in
opera, quando il getto integrativo non ha ancora sviluppato una resistenza significativa; durante la fase 1 reagisce unicamente il traliccio metallico unitamente alla
piattabanda inferiore metallica o allarmatura annegata
nel fondello in calcestruzzo
fase 2: quella che riguarda la Trave PREM una volta
che il getto integrativo realizzato in opera maturato;
nella fase 2 la trave inserita nellinsieme strutturale
di cui fa parte.
Nella fase 2 la Trave PREM reagisce impegnando sia
il calcestruzzo (armato) sia il traliccio metallico (con

cui non sia auto-portante; i carichi da considerare presenti durante la costruzione (secondo quanto indicato
nelle norme vigenti, in particolare in accordo con EN
1991-1-6, 4.11.1); i carichi dovuti al vento ed alla neve; i
carichi dovuti allazione sismica; il ritiro agente nel fondello di calcestruzzo (gli effetti del ritiro possono essere
ridotti, o anche annullati, con luso di opportuni additivi
nel getto di calcestruzzo e adottando adeguate tecnologie); le variazioni termiche; i carichi presenti durante
la costruzione, sono da intendersi relativi a: personale
di servizio eventualmente munito di piccola attrezzatura
di cantiere; deposito transitorio di materiale, come ad
esempio materiali da costruzione, elementi prefabbricati,
attrezzature di cantiere; attrezzature temporanee utili alla
costruzione, come ad esempio casseforme, strutture di
sostegno, impalcature; attrezzature e veicoli da cantiere
pesanti, come ad esempio gru, elevatori, centraline elettriche per cui lentit del carico dipende dalle condizioni
particolari di progetto; deposito di materiale di risulta,
come ad esempio il materiale demolito o la terra asportata; carico prodotto temporaneamente da una parte di
struttura durante lesecuzione, come ad esempio il peso
del calcestruzzo fresco (considerando un sovra spessore

TRAVI PREM
di calcestruzzo non previsto dal progetto ed un carico
che simula laccumulo di calcestruzzo fresco); tali carichi devono essere considerati come carichi distribuiti e/o
concentrati sugli elementi che gravano sulla Trave PREM
o sulla stessa, in modo da massimizzare le sollecitazioni
negli elementi costituenti la trave (correnti e diagonali).
fase 2: il peso proprio della trave (in assenza di puntelli); il carico permanente dovuto al peso del solaio gettato (in assenza di puntelli); i carichi permanenti portati;
i carichi variabili agenti sullinsieme strutturale di cui la
Trave PREM fa parte; i carichi dovuti al vento ed alla
neve; i carichi dovuti allazione sismica; le variazioni termiche; il ritiro del calcestruzzo; i cedimenti riguardanti
linsieme strutturale di cui la Trave PREM fa parte.
Per la fase 1, i carichi dovuti al vento, alla neve e al sisma,
sono significativi solo per geometrie particolari (ad esempio travi alte con cassero in lamiera in fase di montaggio
possono essere soggette ad effetti torsionali ed orizzontali a causa del vento).
Nella determinazione degli stati di sollecitazione e di
deformazione della Trave PREM nella fase 2, a seconda
delle verifiche che si eseguono (nellambito degli stati
limite di esercizio e degli stati limite ultimi) sono da

considerare opportunamente anche gli effetti dei carichi


di fase 1 presenti anche in fase 2.
Un altro aspetto fondamentale, che complica ulteriormente progettazione, che le morfologie strutturali
delle Travi PREM presenti sul mercato sono molteplici,
ad esempio:
elemento teso in fase 1 (con trave in semplice appoggio) realizzato con un piatto in acciaio, con tondi o quadri in acciaio o con fondello in calcestruzzo in questo
caso in funzione della tipologia dovranno quindi essere
prese in considerazione verifiche diverse, ad esempio la
connessione del piatto con montanti e diagonali generalmente realizzati con tondi in acciaio, la possibile instabilit del piatto compresso in corrispondenza dei puntelli,
la fessurazione del fondello in calcestruzzo da considerarsi poi anche in fase 2.
elementi danima con montanti verticali e diagonali inclinati oppure con diagonali tesi e compressi in questo caso
possibile linversione del segno delle sollecitazioni in corrispondenza di vincoli provvisionali e quindi la necessit di
eseguire verifiche di stabilit anche per i diagonali
elementi di sostegno dei solai fissati direttamente agli
elementi danima in questo caso necessitano verifiche

locali per garantire il corretto trasferimento delle azioni


agli elementi resistenti.
Un altro aspetto importante da considerare nella realizzazione delle Travi PREM la necessit di avere, alle due
estremit del traliccio, un traverso di estremit che:
in fase 1 garantisca la stabilit sullappoggio della trave
soggetta a carichi asimmetrici e porti le tensioni di contatto tra il traverso e lelemento strutturale su cui appoggia la trave entro i limiti ammissibili per i materiali
in fase 2 garantisca lancoraggio degli elementi terminali sollecitati dagli sforzi conseguenti agli effetti combinati di flessione e taglio di progetto.
Le verifiche di questi elementi dovranno tener conto delleffettiva giacitura degli elementi terminali e degli eventuali monconi inferiori; (ad esempio, se presente un
fondello in calcestruzzo la giacitura dei monconi non
sar sullo stesso piano dellarmatura inferiore delle trave
e quindi in fase di verifica della sezione si dovr considerare unaltezza utile inferiore).
Un altro requisito richiesto alle Travi PREM, come del resto a tutte le strutture, quello della durabilit e pertanto,
durante la loro vita utile, devono mantenere i requisiti
di resistenza, stabilit e funzionalit in esercizio previ-

l'Autore
Walter Carni, laureato in
Ingegneria Civile sez. Edile nel 1981
presso il Politecnico di Milano.
Fino al 1990 ha con lo Studio
Finzi, Nova e Castellani (oggi Finzi
Associati), svolgendo compiti di
calcolo e progettazione strutturale
nei vari settori dellingegneria civile,
per strutture edili e di impianti di
produzione di energia nucleare.
Dal 1990 titolare di uno studio
proprio, ha svolto incarichi di
progettazione e direzione lavori
nellambito dellingegneria civile
edile e industriale.
Dal 2002 socio della CeAS s.r.l. e
responsabile del settore strutturale,

sti in sede di progetto. La durabilit delle Travi PREM


ottenuta attraverso opportune scelte riguardanti la concezione strutturale, i dettagli ed i particolari costruttivi,
le caratteristiche dei materiali (in particolare del calcestruzzo) impiegati, le dimensioni degli elementi strutturali, ecc. Per le travi con fondello in calcestruzzo sono
fondamentali le verifiche a fessurazione nelle varie fasi.
Il capitolo in esame, come sommariamente esposto, si
sofferma principalmente sulla definizione dei carichi che
devono essere considerati nelle varie fasi di vita della
struttura, con riferimento anche a quanto previsto nella
EN 1991-1-6, rimandando a capitoli specifici, delle istruzioni sopra menzionate, per le verifiche sia agli stati limite di esercizio che per gli stati limite ultimi.
Alla luce delle considerazioni precedentemente illustrate
immediato comprendere che lo scopo delle linee guida
non quello di dare una soluzione univoca ed esaustiva
delle problematiche connesse alla produzione e allimpiego delle Travi PREM ma, quello di fornire indicazioni
per individuare il comportamento delle stesse nelle varie
fasi di vita e, di conseguenza, individuare come e quali
carichi applicare e quali verifiche significative eseguire
per le tipologie pi diffuse.

in particolare per la progettazione


delle strutture in c.a. e acciaio e
la direzione lavori. socio ATE e
da questa delegato nel Gruppo di
Lavoro CIS-E Assoprem come esperto
su Travi PREM.
1. Forte autoportanza: Trave Prem
con fondello prefabbricato e solai
alveolari autoportanti;
2. Forte autoportanza: Travi Prem
con fondello in acciaio principali
e secondarie e solai a predalles
autoportanti;
3. Semi autoportanza: Travi Prem
con fondello prefabbricato e solai a
predalles autoportanti in fase di posa
e puntellati prima del getto;
4. Debole autoportanza: Travi Prem
con fondello in acciaio e solaio a
travetti e pignatte puntellato;
5. Autoportanza nulla: Travi Prem
principali e secondarie senza fondello
posate sopra un solaio a predalles.

15

Affrettati a qualificare
la tua attivit...
...entra nel progetto
Assoprem:
la tua grande opportunit.
La struttura associativa: snella
e di facile interazione in grado
di darti ogni tipo di informazione
su programmi e obiettivi finalizzati
al progetto e allo sviluppo
normativo delle Travi Prefabbricate
Reticolari Miste PREM.
Ladesione ad Assoprem: come
Socio Ordinario ( 5.000,00) o come
Socio Aggregato ( 2.000,00),

permette non solo


di partecipare a tutte le fasi
di questo stimolante progetto
ma pu certamente aiutarti ad
aumentare il livello di conoscenza
di queste sorprendenti strutture...
e poi, come per tutti gli avvenimenti
considerati storici, bello,
a obbiettivi raggiunti, poter dire:
cero anchio!

Sulle attivit di Assoprem e del GdL

DESIDERO RICEVERE INFORMAZIONI: Sulle modalit di partecipazione al GdL

Sulle modalit di adesione ad Assoprem

Nome e Cognome
Qualifica/Professione
Associazione
Nazionale
Produttori
Travi Reticolari
Miste

Denominazione Azienda
Tipo di Attivit
Indirizzo
CAP

Citt

Tel.

Fax

E-mail

Data

Firma

20090 Assago (Mi)


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Strada 1 - Palazzo F2
fax 1782274856
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INFORMATIVA TRATTAMENTO DATI PERSONALI - AI sensi dellart. 10 Legge 675 del 31-12-1996 e dellart. 13 D.L. 196 del 30-6-2003, si comunica che tutti i dati personali saranno utilizzati unicamente nellambito
dellattivit associativa: corsi di formazione, iniziative e manifestazioni del settore delle costruzioni in edilizia prefabbricata. Ogni interessato pu esercitare i diritti previsti dallart. 13 della Legge 675/96 e
art. 7 del D.L. 193/2003.