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Disegni tecnici

NORMA ITALIANA

Metodi di proiezione
Rappresentazioni prospettiche

UNI EN ISO
5456-4
MAGGIO 2002

Technical drawings

Projection methods

CLASSIFICAZIONE ICS

01.100.01

SOMMARIO

La norma specifica le regole di base per lo sviluppo e lapplicazione della


rappresentazione prospettica nei disegni tecnici.

RELAZIONI NAZIONALI

La presente norma sostituisce la UNI 7349:1974.

RELAZIONI INTERNAZIONALI

= EN ISO 5456-4:2001 (= ISO 5456-4:1996)


La presente norma la versione ufficiale in lingua italiana della norma
europea EN ISO 5456-4 (edizione ottobre 2001) e tiene conto delle correzioni introdotte il 2 gennaio 2002.

ORGANO COMPETENTE

Commissione "Disegni tecnici e documentazione tecnica di prodotto"

RATIFICA

Presidente dellUNI, delibera del 27 febbraio 2002

UNI
Ente Nazionale Italiano
di Unificazione
Via Battistotti Sassi, 11B
20133 Milano, Italia

UNI - Milano
Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
pu essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
il consenso scritto dellUNI.

Gr. 10

UNI EN ISO 5456-4:2002

NORMA EUROPEA

Central projection

Pagina I

PREMESSA NAZIONALE
La presente norma costituisce il recepimento, in lingua italiana,
della norma europea EN ISO 5456-4 (edizione ottobre 2001 con
correzioni del 2 gennaio 2002), che assume cos lo status di norma
nazionale italiana.
La traduzione stata curata dallUNI.
La Commissione "Disegni tecnici e documentazione tecnica di prodotto" dellUNI segue i lavori europei sullargomento per delega della Commissione Centrale Tecnica.
Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione di nuove edizioni o di aggiornamenti.
importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di essere in possesso dellultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare lesistenza di norme UNI
corrispondenti alle norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dellarte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dellapplicazione di questa norma, di poter fornire suggerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dellarte
in evoluzione pregato di inviare i propri contributi allUNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terr in considerazione, per leventuale revisione della norma stessa.

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina II

INDICE
INTRODUZIONE

SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

RIFERIMENTO NORMATIVO

DEFINIZIONI

SIMBOLI

prospetto

1
Simboli letterali .............................................................................................................................................. 2

5
5.1
5.2
5.3
5.4

METODI DI PROIEZIONE CENTRALE (PROSPETTICA)


2
Prospettiva a un punto ........................................................................................................................... 2
Prospettiva a due punti .......................................................................................................................... 2
Prospettiva a tre punti ............................................................................................................................ 2
Metodo per coordinate ........................................................................................................................... 3

6
6.1
6.2

PRINCIPIO
3
Collocamento e posizione del piano di proiezione ................................................................. 3
Metodo di proiezione a due punti ..................................................................................................... 3
Modello di proiezione della rappresentazione prospettica.............................................................. 3

figura

figura

Cono visivo e angolo visivo nel modello di proiezione della rappresentazione


prospettica ....................................................................................................................................................... 4

figura

Modello di proiezione con piano di proiezione verticale ed un oggetto in posizione


speciale rispetto al piano di proiezione ................................................................................................. 4

figura

Modello di proiezione con piano di proiezione verticale ed un oggetto in posizione


particolare rispetto al piano di proiezione ............................................................................................. 5

figura

Modello di proiezione inclinato ed un oggetto in posizione qualunque rispetto al piano


di proiezione ( > 90) ................................................................................................................................ 5

figura

Modello di proiezione con piano di proiezione verticale ed un oggetto in posizione


speciale, che mostra le lunghezze utilizzate nella formula matematica per il calcolo
dellimmagine prospettica .......................................................................................................................... 6

figura

Disposizione dei piani di proiezione ....................................................................................................... 6

figura

Posizione dei piani di proiezione ............................................................................................................. 7

figura

Modello di proiezione con piano di proiezione verticale ed un oggetto in posizione


qualunque rispetto al piano di proiezione ............................................................................................. 7

figura

10

Oggetto, inscritto in un cubo, al di dentro ed al di fuori del cerchio visivo ................................ 8

6.3

Cerchio visivo e cono visivo ................................................................................................................ 7


Metodo di proiezione a tre punti ....................................................................................................... 9
Distanza ......................................................................................................................................................... 9

6.4
6.5
figura

11

7
7.1

Modello di proiezione con piano di proiezione inclinato ed un oggetto in posizione


qualunque rispetto al piano di proiezione ( > 90) ......................................................................... 9

PRINCIPI E METODI DI RAPPRESENTAZIONE


10
Metodo di intersezione ........................................................................................................................ 10
Modello di proiezione ruotato sul piano del disegno con vista laterale ................................... 10
Punto di traccia - metodi del punto di fuga .............................................................................. 10

figura

12

figura

13

Oggetto, inscritto in un cubo, in posizione speciale rispetto al piano di proiezione


secondo il metodo A ................................................................................................................................. 11

figura

14

Oggetto, inscritto in cubo, in posizione particolare rispetto al piano di proiezione


secondo il metodo B ................................................................................................................................. 12

7.2

7.3

Metodo del punto di distanza (posizione speciale delloggetto) ................................... 12


figura

15

Oggetto, inscritto in un cubo, su una griglia orizzontale, in posizione speciale rispetto


al piano di proiezione ............................................................................................................................... 13

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina III

7.4

Metodo del punto di scala (posizione particolare delloggetto)..................................... 13


Oggetto, inscritto in un cubo, in posizione particolare rispetto al piano di proiezione ....... 14
Metodo del punto di traccia con il piano di proiezione inclinato ................................... 14

figura

16

figura

17

Oggetto, inscritto in un cubo, davanti ad un piano di proiezione inclinato verso il centro


di proiezione ................................................................................................................................................ 15

figura

18

Oggetto, inscritto in un cubo, davanti ad un piano di proiezione inclinato lontano


dal centro di proiezione ........................................................................................................................... 16

7.5

7.6
figura

19

8
8.1

Metodo di intersezione delle coordinate ................................................................................... 16


Metodo di intersezione delle coordinate ............................................................................................ 17
SVILUPPO DI UNA PROIEZIONE CENTRALE
17
Rotazione del piano di base verso il basso ............................................................................. 18
Sistemazione regolare (la rappresentazione sopra la linea di base X) ............................... 18
Rotazione del piano di proiezione verso il basso ................................................................. 18

figura

20

figura

21

Disposizione economica (la rappresentazione prospettica sistemata al di sotto


della linea di base X) ................................................................................................................................ 19

ESEMPI PER LA COMPARAZIONE DEI DIVERSI METODI DI


RAPPRESENTAZIONE

8.2

APPENDICE
(informativa)

20

figura

A.1

Immagine di uno spazio visto dallesterno, proiezione con un punto di fuga;


la scala a chiocciola rappresentata secondo il metodo descritto in 7.1 .............................. 20

figura

A.2

Immagine di uno spazio visto dallinterno, proiezione centrale di una scala a chiocciola
secondo il metodo descritto in 7.1 ....................................................................................................... 21

figura

A.3

Immagine dal di fuori di uno spazio interno, proiezione con un punto di fuga ..................... 22

figura

A.4

Immagine di uno spazio esterno, proiezione centrale con due punti di fuga;
la rappresentazione sembra distorta in modo innaturale a causa dellimpiego
del metodo descritto in 7.2.2 ................................................................................................................. 23

figura

A.5

Immagine di uno spazio esterno, proiezione con un piano di proiezione inclinato e


tre punti di fuga secondo il metodo descritto in 7.5.1 ................................................................... 24

figura

A.6

Immagine di uno spazio interno, proiezione secondo il metodo descritto in 7.2


con diversi punti di fuga e la rappresentazione di piani inclinati ............................................... 25

figura

A.7

Immagine di uno spazio interno, cos detta prospettiva di una sezione con un punto
di fuga ............................................................................................................................................................ 25

figura

A.8

Immagine di uno spazio interno, proiezione con un punto di fuga ed altri punti di fuga
per i piani inclinati (scalinate) ................................................................................................................ 26

figura

A.9

Immagine di uno spazio interno, proiezione con un piano di proiezione inclinato e


tre punti di fuga secondo il metodo descritto in 7.5.2 ................................................................... 26

figura

A.10

Immagine di uno spazio esterno, proiezione secondo il metodo descritto in 7.6


(modello semplice a fili con due punti di fuga) ................................................................................ 27

figura

A.11

Immagine di uno spazio esterno, proiezione secondo il metodo descritto in 7.6


(modello a fili con ulteriore elaborazione di dettaglio e due punti di fuga) ............................. 27

figura

A.12

Immagine di uno spazio esterno, dettaglio ingrandito dalla figura A.11 ................................. 28

figura

A.13

Immagine di uno spazio esterno con la rappresentazione dei dintorni, proiezione


con piano di proiezione inclinato e punti di fuga secondo il metodo descritto in 7.5.2 ...... 29

figura

A.14

Immagine di uno spazio esterno, rappresentazione dei dintorni ed accessori .................... 30

figura

A.15

Immagine di uno spazio esterno di un sito residenziale, rappresentazione con tre punti
di fuga ............................................................................................................................................................ 31

figura

A.16

Immagine di uno spazio esterno (vista a volo duccello), proiezione con piano di
proiezione inclinato ................................................................................................................................... 31

figura

A.17

Esempio di rappresentazione prospettica di un albero a gomito per motore a scoppio ... 32

APPENDICE
(informativa)

APPENDICE
(normativa)

ZA

BIBLIOGRAFIA

33

RIFERIMENTI NORMATIVI ALLE PUBBLICAZIONI INTERNAZIONALI E


PUBBLICAZIONI EUROPEE CORRISPONDENTI

34

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina IV

Disegni tecnici
NORMA EUROPEA

Metodi di proiezione

EN ISO 5456-4

Rappresentazioni prospettiche
OTTOBRE 2001
Technical drawings
EUROPEAN STANDARD

Projection methods
Central projection (ISO 5456-4:1996)
Dessins techniques

NORME EUROPENNE

Mthodes de projection
Projection centrale (ISO 5456-4:1996)
Technische Zeichnungen

EUROPISCHE NORM

Projektionsmethoden
Zentralprojektion (ISO 5456-4:1996)

DESCRITTORI

ICS

01.100.10

La presente norma europea stata approvata dal CEN il 30 settembre 2001.


I membri del CEN devono attenersi alle Regole Comuni del CEN/CENELEC
che definiscono le modalit secondo le quali deve essere attribuito lo status di
norma nazionale alla norma europea, senza apportarvi modifiche. Gli elenchi
aggiornati ed i riferimenti bibliografici relativi alle norme nazionali corrispondenti possono essere ottenuti tramite richiesta alla Segreteria Centrale oppure ai
membri del CEN.
La presente norma europea esiste in tre versioni ufficiali (inglese, francese e
tedesca). Una traduzione nella lingua nazionale, fatta sotto la propria responsabilit da un membro del CEN e notificata alla Segreteria Centrale, ha il medesimo status delle versioni ufficiali.
I membri del CEN sono gli Organismi nazionali di normazione di Austria,
Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda,
Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito,
Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera.

CEN
COMITATO EUROPEO DI NORMAZIONE
European Committee for Standardization
Comit Europen de Normalisation
Europisches Komitee fr Normung
Segreteria Centrale: rue de Stassart, 36 - B-1050 Bruxelles

2001 CEN
Tutti i diritti di riproduzione, in ogni forma, con ogni mezzo e in tutti i Paesi, sono
riservati ai Membri nazionali del CEN.
UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina V

PREMESSA
Il testo della presente norma internazionale stato elaborato dal Comitato Tecnico ISO/TC 10
"Disegni tecnici e documentazione tecnica di prodotto" dellOrganizzazione Internazionale di
Normazione (ISO), la cui segreteria affidata al CMC.
Alla presente norma europea deve essere attribuito lo status di norma nazionale, o mediante pubblicazione di un testo identico o mediante notifica di adozione, entro aprile 2002, e le
norme nazionali in contrasto devono essere ritirate entro aprile 2002.
In conformit alle Regole Comuni CEN/CENELEC, gli enti nazionali di normazione dei seguenti Paesi sono tenuti a recepire la presente norma europea: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia,
Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera.

NOTIFICA DI ADOZIONE
Il testo della norma internazionale ISO 5456-4:1996 stato approvato dal CEN come norma europea senza alcuna modifica.

NOTA
I riferimenti normativi alle norme internazionali sono elencati nell'appendice ZA (normativa).

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UNI

Pagina VI

INTRODUZIONE
La rappresentazione prospettica una rappresentazione pittoriale realistica ottenuta
proiettando loggetto da rappresentare da un punto a distanza finita (centro di proiezione) su
un unico piano di proiezione (generalmente la superficie del disegno). La rappresentazione
prospettica fornisce unimmagine visiva eccellente delloggetto (visione monoculare) ed
spesso utilizzata nei disegni di architettura.

SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE


La presente parte della ISO 5456 specifica le regole di base per lo sviluppo e lapplicazione della rappresentazione prospettica nei disegni tecnici.

RIFERIMENTO NORMATIVO
La norma sottoindicata contiene disposizioni valide anche per la presente parte della
ISO 5456, in quanto in essa espressamente richiamata.
Al momento della pubblicazione della presente norma era in vigore ledizione sottoindicata.
Tutte le norme sono soggette a revisione, pertanto gli interessati che stabiliscono accordi
sulla base della presente parte della ISO 5456 sono invitati a verificare la possibilit di
applicare l'edizione pi recente della norma richiamata. I membri dell'ISO e dell'IEC
posseggono gli elenchi delle norme internazionali in vigore.
ISO 10209-2:1993
Technical product documentation - Vocabulary - Terms relating to
projection methods

DEFINIZIONI
Ai fini della presente parte della ISO 5456, si applicano le definizioni indicate nella
ISO 10209-2 e le seguenti.

3.1

retta di allineamento: Retta parallela ad una data retta passante per il centro di proiezione.
La sua intersezione con il piano di proiezione individua il punto di fuga di tutte le parallele
alla retta data.

3.2

altezza di proiezione: Distanza verticale del centro di proiezione dal piano di base.

3.3

distanza orizzontale: Distanza tra il centro di proiezione e il piano di proiezione.

3.4

angolo di proiezione: Angolo formato tra il piano di proiezione e il piano orizzonte.

3.5

punto di scala: Punto di fuga della direzione orizzontale perpendicolare a quella che
biseca langolo formato tra la retta orizzonte e la retta di allineamento della retta
orizzontale data, che consente di determinare la vera lunghezza della proiezione della
retta data.

3.6

stazione di osservazione: Proiezione perpendicolare al centro di proiezione sul piano di


base.

SIMBOLI
I simboli letterali per i termini utilizzati nella rappresentazione prospettica sono dati nel
prospetto 1 ed illustrati nelle figure 1 e 2, nonch nelle figure menzionate nel prospetto 1.

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UNI

Pagina 1

prospetto

Simboli letterali
N

Figura

Piano di proiezione

1)

Piano di base

1)

Linea di base

Angolo di proiezione

1)

Piano orizzonte

HT

1)

Linea di orizzonte

3.1

Simbolo
letterale

1)

3.4

1)

Termine

Retta di allineamento

VI

1)

Punto principale

1)

Punto di fuga

1)

Proiettante principale

pL

1)

Centro di proiezione

3.2

Altezza di proiezione

3.3

Distanza orizzontale

1)

Cono visivo

1)

Cerchio visivo

Ks

1)

Angolo visivo

1)

Proiettante

PI

1)

Punto di distanza

DP

15

3.5

Punto di scala

MP

16

3.6

Stazione di osservazione

Sp

Termini gi definiti nella ISO 10209-2.

METODI DI PROIEZIONE CENTRALE (PROSPETTICA)


Il modo della proiezione centrale dipende dalla posizione delloggetto da rappresentare
rispetto al piano di proiezione.

5.1

Prospettiva a un punto
Una prospettiva a un punto la proiezione centrale di un oggetto avente la sua faccia
principale parallela al piano di proiezione (posizione speciale). Tutti i contorni e gli spigoli
delloggetto paralleli al piano di proiezione conservano la loro direzione in questa rappresentazione (le linee orizzontali restano orizzontali e le linee verticali restano verticali).
Tutte le linee perpendicolari al piano di proiezione convergono al punto di fuga V coincidente con il punto principale C (vedere figura 3 e 7.2.1 e 7.3).

5.2

Prospettiva a due punti


Una prospettiva a due punti la proiezione centrale di un oggetto avente i contorni e gli
spigoli verticali paralleli al piano di proiezione (posizione particolare). Tutte le linee
orizzontali di una rappresentazione convergono nei rispettivi punti di fuga sulla linea di
orizzonte (vedere figura 4 e 7.2.2 e 7.4).

5.3

Prospettiva a tre punti


Una prospettiva a tre punti la proiezione centrale di un oggetto che non ha contorni o
spigoli paralleli al piano di proiezione (posizione qualunque). Se il piano di proiezione
inclinato verso il centro di proiezione, cio > 90, il punto di fuga delle linee verticali
situato al di sotto della linea di orizzonte (vedere figura 5 e 7.5.1 e 7.5.2).

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UNI

Pagina 2

5.4

Metodo per coordinate


Il metodo di rappresentazione per coordinate basato su semplici proporzioni.
Le coordinate riferite alla proiettante principale di tutti i punti rilevanti delloggetto da
rappresentare, sono rilevate con un metodo grafico a partire dal piano di base e
dallelevazione. A partire da questi punti di coordinate, le coordinate dellimmagine sono
ottenute con un metodo di calcolo e riportate in scala. I punti immagine sono collegati tra
di loro per fornire una chiara rappresentazione delloggetto (vedere figura 6).

PRINCIPIO

6.1

Collocamento e posizione del piano di proiezione


La grandezza dellimmagine di un oggetto varia cambiandone la distanza del piano di
proiezione. Se loggetto posto davanti al piano di proiezione limmagine ingrandita. La
disposizione delloggetto dietro al piano di proiezione d unimmagine rimpicciolita. La
figura 7 mostra la variazione della grandezza dellimmagine in funzione della posizione
relativa tra oggetto e piano di proiezione.
La figura 8 mostra la variazione dellimmagine e delle dimensioni in funzione del metodo
di rappresentazione con i piani di proiezione verticali o inclinati.

6.2

Metodo di proiezione a due punti


Il metodo di proiezione a due punti una proiezione centrale di un oggetto avente i suoi
contorni e spigoli verticali paralleli al piano di proiezione. Tutte le linee orizzontali di una
rappresentazione convergono nei relativi punti di fuga sulla linea di orizzonte (vedere
figura 9).
Modello di proiezione della rappresentazione prospettica

HT

pL

HT

O
h

C'
Sp

pL'
G

d
X

figura

C'
pL'
Sp
G

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UNI

Pagina 3

figura

Cono visivo e angolo visivo nel modello di proiezione della rappresentazione prospettica

C
K

pL
O

h
C

C'

Sp

pL'

r
C'

a
pL'

Sp
G

figura

Modello di proiezione con piano di proiezione verticale ed un oggetto in posizione speciale rispetto
al piano di proiezione

h
Pl

Ks

G
pL'
X
Sp

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UNI

Pagina 4

figura

Modello di proiezione con piano di proiezione verticale ed un oggetto in posizione particolare


rispetto al piano di proiezione

V
Ks

C
Vl
V
G

C'

pL'

Sp

figura

Modello di proiezione inclinato ed un oggetto in posizione qualunque rispetto al piano di proiezione ( > 90)

h
Vl
C

V
O

Sp
T

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UNI

Pagina 5

figura

Modello di proiezione con piano di proiezione verticale ed un oggetto in posizione speciale, che
mostra le lunghezze utilizzate nella formula matematica per il calcolo dellimmagine prospettica
x1

1
Y

x1

y1

y1

pL
O
C'

D1
Sp

D2

D3

figura

Disposizione dei piani di proiezione

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UNI

Pagina 6

figura

Posizione dei piani di proiezione

figura

Modello di proiezione con piano di proiezione verticale ed un oggetto in posizione qualunque


rispetto al piano di proiezione

V
Ks

C
Vl
V
G

C'
pL'

Sp

6.3

Cerchio visivo e cono visivo


Per ottenere unimmagine completamente istruttiva di un oggetto senza distorsioni
marginali sul piano di proiezione, loggetto deve essere posizionato entro un cono visivo
avente un angolo di apertura non maggiore di 60.
Al di fuori del cerchio visivo avvengono significative distorsioni periferiche dellimmagine;
limmagine non appare completamente istruttiva poich le lunghezze, le ampiezze e le
altezze non rispettano le proporzioni inerenti loggetto (vedere figura 10).

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UNI

Pagina 7

figura

10

Oggetto, inscritto in un cubo, al di dentro ed al di fuori del cerchio visivo

Ks

HT

Sp

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UNI

Pagina 8

6.4

Metodo di proiezione a tre punti


Il metodo di proiezione a tre punti la proiezione centrale di un oggetto senza contorni o
spigoli paralleli al piano di proiezione (posizione qualunque). Se il piano di proiezione
inclinato verso il centro di proiezione, cio > 90, il punto di fuga delle linee verticali
situato al di sotto della linea di orizzonte (vedere figura 11).
Un oggetto pu essere rappresentato quasi non distorto se le proiettanti sono comprese
entro un fascio di raggi inclinati di non pi di 30 rispetto alla proiettante principale. A
questo angolo di apertura il cono visivo d solo una piccola distorsione sul piano di
proiezione.
La proiettante principale dovrebbe incontrare loggetto da rappresentare in una parte
visualmente importante, in modo che loggetto sia compreso nel minimo cono visivo.

6.5

Distanza
Le distanze relative influenzano la dimensione dellimmagine ed il suo aspetto. Quando
fissata la distanza tra oggetto e piano di proiezione ed il centro di proiezione e loggetto si
trovano da parti opposte del piano di proiezione, aumentando la distanza (d ) tra il centro
di proiezione ed il piano di proiezione si ottiene unimmagine ingrandita ed appiattita.
Quando la distanza (d ) fissata e loggetto ed il centro di proiezione giacciono da parti
opposte del piano di proiezione, aumentando la distanza tra oggetto e piano di proiezione,
si ottengono rappresentazioni ridotte ed appiattite.
figura

11

Modello di proiezione con piano di proiezione inclinato ed un oggetto in posizione qualunque


rispetto al piano di proiezione ( > 90)

h
Vl
C

Sp
T

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UNI

Pagina 9

PRINCIPI E METODI DI RAPPRESENTAZIONE

7.1

Metodo di intersezione
Usando il metodo di intersezione, i punti di intersezione delle proiettanti con il piano di
proiezione sono rappresentati dal piano di base e dallelevazione e possono essere determinati sia dal disegno, sia da calcoli (vedere figura 12).
Il metodo di intersezione consente la rappresentazione in proiezione centrale di oggetti
anche complessi (forme rotonde, elicoidi, ecc.).
figura

12

Modello di proiezione ruotato sul piano del disegno con vista laterale

C''

pL

X
Ks

C'

pL'
pL

Pl

Sp

7.2

Punto di traccia - metodi del punto di fuga


Con il metodo del punto di traccia - metodi del punto di fuga, i contorni e gli spigoli delloggetto da disegnare sono rappresentati dal piano di base e dallelevazione.

7.2.1

Punto di traccia - metodo A del punto di fuga (posizione speciale delloggetto)


Nel metodo A, una faccia verticale delloggetto parallela al piano di proiezione verticale
(posizione speciale delloggetto rispetto al piano di proiezione), di modo che il punto di
fuga per gli spigoli paralleli al piano di proiezione sia situato allinfinito e il punto di fuga per
gli spigoli perpendicolari al piano di proiezione sia il punto principale (vedere figura 13).

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UNI

Pagina 10

figura

13

Oggetto, inscritto in un cubo, in posizione speciale rispetto al piano di proiezione secondo il


metodo A
Ks

C'

pL'
Pl

60
a

Sp

7.2.2

Punto traccia - metodo B del punto di fuga (posizione particolare delloggetto)


Nel metodo B, le facce orizzontali delloggetto sono perpendicolari al piano di proiezione
verticale (posizione particolare delloggetto rispetto al piano di proiezione) di modo che le
linee siano rappresentate dalla loro traccia sul piano di proiezione e dal loro punto di fuga
(vedere figura 14).

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina 11

figura

Oggetto, inscritto in cubo, in posizione particolare rispetto al piano di proiezione secondo il


metodo B

14

Ks

V'

V'

pL'
Vl

Vl

Sp

7.3

Metodo del punto di distanza (posizione speciale delloggetto)


Il metodo del punto di distanza fornisce la proiezione centrale di un oggetto senza il suo
piano di base, installando una griglia prospettica. I contorni e gli spigoli sono paralleli o
perpendicolari al piano di proiezione (posizione speciale). Il punto di distanza ha la stessa
distanza dal punto principale, come il centro di proiezione dal piano di proiezione. Tutte le
linee orizzontali inclinate a 45 rispetto al piano di proiezione si allineano al punto di
distanza. Il punto di fuga delle linee di profondit della griglia il punto principale (vedere
figura 15).

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UNI

Pagina 12

figura

15

Oggetto, inscritto in un cubo, su una griglia orizzontale, in posizione speciale rispetto al piano di
proiezione

C
Ks

DP

DP'

Sp

7.4

Metodo del punto di scala (posizione particolare delloggetto)


Per ogni punto di fuga esiste il corrispondente punto di scala. Con laiuto dei punti di scala,
determinate dimensioni delloggetto da rappresentare possono essere trasferite dalla
linea di base sul piano di proiezione alle linee di profondit (vedere figura 16). Per mezzo
del piano di base pu essere stabilita una relazione definita tra la rappresentazione
prospettica delloggetto e loggetto stesso.

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UNI

Pagina 13

figura

16

Oggetto, inscritto in un cubo, in posizione particolare rispetto al piano di proiezione

Ks

MP

MP

MP'

V'

MP'

vl

V'

vl
pL'

Sp

7.5

Metodo del punto di traccia con il piano di proiezione inclinato

7.5.1

Piano di proiezione inclinato < 90


Per effetto dellinclinazione del piano di proiezione rispetto al piano di orizzonte, il punto di
fuga per le linee verticali delloggetto da rappresentare si muove dallinfinito al finito.
Langolo , cio langolo di inclinazione del piano di proiezione rispetto al piano orizzonte,
definisce la posizione del punto di fuga al di sopra dellorizzonte. Le linee verticali
delloggetto sono rappresentate come linee cadenti, il che genera una distorsione ottica
che suggerisce una forma conica (vedere figura 17).

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina 14

figura

17

Oggetto, inscritto in un cubo, davanti ad un piano di proiezione inclinato verso il centro di proiezione
V

T
Ks

h
b

V'

Pl

V'

Vl

Sp

7.5.2

Piano di proiezione inclinato > 90


Per effetto dellinclinazione lontano dal centro di proiezione, il punto di fuga per le linee
verticali delloggetto da rappresentare si muove dallinfinito al finito al di sotto della linea di
orizzonte, di modo che le proiettate linee verticali cadenti generano una distorsione ottica
che suggerisce una forma conica (vedere figura 18).

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina 15

figura

18

Oggetto, inscritto in un cubo, davanti ad un piano di proiezione inclinato lontano dal centro di
proiezione

Ks
T

V
V'
V'

Vl

Sp

7.6

Metodo di intersezione delle coordinate


Il metodo di intersezione delle coordinate basato su semplici proporzioni, in cui ogni
punto di intersezione delle proiettanti con il piano di proiezione non stabilito dal disegno,
ma da calcoli. Questo metodo basato sulla divisione dello spazio in quattro quadranti
mediante due piani di riferimento, uno orizzontale e laltro verticale, entrambi perpendicolari al piano di proiezione ed aventi come intersezione la proiettante principale. Le linee
di intersezione dei due piani di riferimento con il piano di proiezione costituiscono gli assi
X e Y di un sistema di assi coordinati cartesiani ortogonali situato sul piano di proiezione,
la cui origine il punto principale. La proiettante OP del punto P interseca il piano di
proiezione nel punto P (X, Y ) .

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Pagina 16

Le coordinate X ed Y del punto P possono essere determinate dalle distanze


PA 1 = B 1 C 1 e PB 1 = A 1 C 1 del punto P dai piani di riferimento, dalla distanza
delloggetto D = OC 1 e dalla distanza d = OC :
X = B1 C1 d D e Y = A1 C1 d D
I valori calcolati per X ed Y per tutti i punti delloggetto da rappresentare sono trasferiti sul
sistema di coordinate per ottenere la rappresentazione delloggetto. Le dimensioni necessarie per il calcolo di B 1 C 1 , A 1 C 1 e D sono ricavate dal piano di base, dallelevazione,
dalla vista laterale, ecc. delloggetto, il che permette di disegnare loggetto a varie scale.
Analogamente la rappresentazione pu essere ridotta o ingrandita moltiplicando le
coordinate X ed Y per un fattore di scala (vedere figura 19).
Nota 1

figura

19

B 1 C 1 positivo (negativo) quando B1 sul lato destro (sinistro) della proiettante principale; A 1 C 1 positivo
(negativo) quando A1 al di sopra (al di sotto) della proiettante principale.
Metodo di intersezione delle coordinate
Y

P' ( X , Y )

A1
C

B1

C1

d
D
O

HT

SVILUPPO DI UNA PROIEZIONE CENTRALE


Ruotando il piano di base sul piano di proiezione (vedere figura 1), possibile presentare
la rappresentazione del piano di base sul foglio da disegno e successivamente creare la
rappresentazione completa delle dimensioni prese dallelevazione.
Vi sono due modi diversi per ruotare il piano di base:

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UNI

Pagina 17

8.1

Rotazione del piano di base verso il basso


La stazione di osservazione, (Sp), situata alla distanza d da C, al di sotto della linea di
base (X). La rappresentazione al di sopra e il piano di base al di sotto della linea di
base; questi non si toccano. Questa sistemazione detta sistemazione regolare e d la
migliore rappresentazione, ma richiede uno spazio considerevole sul foglio da disegno
(vedere figura 20).
figura

Sistemazione regolare (la rappresentazione sopra la linea di base X)

20

Ks

T
C

C'

pL'
Pl

60

Sp

8.2

Rotazione del piano di proiezione verso il basso


La linea di base diventa lasse di simmetria. Questa disposizione, frequentemente
utilizzata, salva spazio sul foglio da disegno ed chiamata disposizione economica
(vedere figura 21).

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Pagina 18

21

Disposizione economica (la rappresentazione prospettica sistemata al di sotto della linea di base X)

C'

pL'

Pl

60

figura

G
Sp

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Ks

UNI

Pagina 19

APPENDICE
(informativa)

A ESEMPI PER LA COMPARAZIONE DEI DIVERSI METODI DI RAPPRESENTAZIONE


Le figure da A.1 ad A.17 illustrano i diversi metodi di rappresentazione descritti in 7.

figura

A.1

Immagine di uno spazio visto dallesterno, proiezione con un punto di fuga; la scala a chiocciola
rappresentata secondo il metodo descritto in 7.1

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UNI

Pagina 20

figura

A.2

Immagine di uno spazio visto dallinterno, proiezione centrale di una scala a chiocciola secondo il
metodo descritto in 7.1

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina 21

figura

A.3

Immagine dal di fuori di uno spazio interno, proiezione con un punto di fuga

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina 22

figura

A.4

Immagine di uno spazio esterno, proiezione centrale con due punti di fuga; la rappresentazione
sembra distorta in modo innaturale a causa dellimpiego del metodo descritto in 7.2.2

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina 23

figura

A.5

Immagine di uno spazio esterno, proiezione con un piano di proiezione inclinato e tre punti di fuga
secondo il metodo descritto in 7.5.1

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina 24

figura

A.6

Immagine di uno spazio interno, proiezione secondo il metodo descritto in 7.2 con diversi punti di
fuga e la rappresentazione di piani inclinati

figura

A.7

Immagine di uno spazio interno, cos detta prospettiva di una sezione con un punto di fuga

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina 25

figura

A.8

Immagine di uno spazio interno, proiezione con un punto di fuga ed altri punti di fuga per i piani
inclinati (scalinate)

figura

A.9

Immagine di uno spazio interno, proiezione con un piano di proiezione inclinato e tre punti di fuga
secondo il metodo descritto in 7.5.2

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina 26

figura

A.10

Immagine di uno spazio esterno, proiezione secondo il metodo descritto in 7.6 (modello semplice a fili
con due punti di fuga)

figura

A.11

Immagine di uno spazio esterno, proiezione secondo il metodo descritto in 7.6 (modello a fili con
ulteriore elaborazione di dettaglio e due punti di fuga)

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina 27

figura

A.12

Immagine di uno spazio esterno, dettaglio ingrandito dalla figura A.11

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina 28

figura

A.13

Immagine di uno spazio esterno con la rappresentazione dei dintorni, proiezione con piano di
proiezione inclinato e punti di fuga secondo il metodo descritto in 7.5.2

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina 29

figura

A.14

Immagine di uno spazio esterno, rappresentazione dei dintorni ed accessori

a) Rappresentazioni ortogonali

b) Proiezione con piano di proiezione inclinato

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina 30

figura

A.15

Immagine di uno spazio esterno di un sito residenziale, rappresentazione con tre punti di fuga

figura

A.16

Immagine di uno spazio esterno (vista a volo duccello), proiezione con piano di proiezione inclinato

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina 31

figura

A.17

Esempio di rappresentazione prospettica di un albero a gomito per motore a scoppio

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina 32

APPENDICE
(informativa)

B BIBLIOGRAFIA
[1]

ISO 841:1974

[2]
[3]
[4]

ISO 1503:1977
ISO 5456-1:1996
ISO 5456-2:1996

[5]

ISO 5456-3:1996

[6]

ISO 10209-1:1992

UNI EN ISO 5456-4:2002

Numerical control of machines - Axis and motion


nomenclature
Geometrical orientation and directions of movements
Technical drawings - Projection methods - Synopsis
Technical drawings - Projection methods - Orthographic
representations
Technical drawings - Projection methods - Axonometric
representations
Technical product documentation - Vocabulary - Terms
relating to technical drawings - General and types of
drawings

UNI

Pagina 33

APPENDICE
(normativa)

ZA RIFERIMENTI NORMATIVI ALLE PUBBLICAZIONI INTERNAZIONALI E


PUBBLICAZIONI EUROPEE CORRISPONDENTI
La presente norma europea rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni
contenute in altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati
del testo e vengono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive
modifiche o revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte
nella presente norma europea come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non
datati vale lultima edizione della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli
aggiornamenti).
Nota

Quando una pubblicazione internazionale stata modificata mediante modifiche comuni, indicate come
(mod.), si applica la corrispondente EN/HD.
Pubblicazione

Anno

Titolo

EN

Anno

ISO 10209-2

1994

Technical product documentation - Vocabulary - Terms


relating to projection methods

EN ISO 10209-2

1996

UNI EN ISO 5456-4:2002

UNI

Pagina 34

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Ente Nazionale Italiano
di Unificazione
Via Battistotti Sassi, 11B
20133 Milano, Italia

La pubblicazione della presente norma avviene con la partecipazione volontaria dei Soci,
dellIndustria e dei Ministeri.
Riproduzione vietata - Legge 22 aprile 1941 N 633 e successivi aggiornamenti.