MANUALE DI FL STUDIO 4.5.

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FL STUDIO 4.5.2 - MANUALE PRATICO. Release 1.0
C. 2004 Garcia Isacco - Tutti i diritti riservati.
Per domande e consigli tecnici scrivetemi a synthex@libero.it
Mi trovate anche in chat sul Sito MotoristMail.com col nick GRIEVER
PERCHE OUESTO NANUALE PRAT!CO ............................................................2
L'!NTERFACC!A PR!NC!PALE D! FL STUD!O ....................................................3
LA TRANSPORT BAR......................................................................................+
!L N!XER ......................................................................................................+
LO STEP-SEOUENCER....................................................................................+
LA F!NESTRA PLAY L!ST E P!ANO ROLL..........................................................5
CONF!GURAZ!ONE D! FL STUD!O...................................................................5
UNA PR!NA PROvA PRAT!CA. ALLA SCOPERTA DEL P!ANO ROLL E DELLA
PLAYL!ST - CREAZ!ONE D! UNA PARTE. ........................................................./
!L N!XER NE! DETTAGL!.............................................................................. 11
!L N!XER. UN PO D! PRAT!CA. ALLA SCOPERTA DELL'EFFETTO PERDUTO.... 13
!L N!XER - LE TRACCE ¨SEND" .................................................................... 15
ALTR! NOD! D! !NSER!NENTO DEGL! EvENT! OLTRE AL P!ANO ROLL. .......... 15
CONPL!CARE ULTER!ORNENTE LE COSE: CRE!ANO UNA PR!NA STRUTTURA
vERA E PROPR!A D! UN BRANO................................................................... 16
FUNZ!ONAL!TA' AvANZATE DELLA PLAYL!ST E SULLA REG!STRAZ!ONE D!
EvENT!. ...................................................................................................... 23
EvENT! D! AUTONAZ!ONE........................................................................... 2/
L'USO DE! COLOR!. ..................................................................................... 29
L'USO DE! NARKER (ET!CHETTE) NELLA PLAYL!ST. ...................................... 32
LA PLAYL!ST E L'AUD!O............................................................................... 33
CHANNEL SETT!NGS - ALCUNE OPZ!ON! !N DETTAGL!O. ............................. 35
!NSER!NENTO D! PART! AUD!O NELLA PLAYL!ST ......................................... 38
! GENERATOR! D! SUONO (PLUG!N) ............................................................ 39
L!NK DE! CONTROLL! vERSO ALTR! CONTROLL!. ......................................... +2
GENERATOR! PLUG!N D! EFFETT!................................................................ ++
CONCLUS!ONE E CONS!GL! PER LA CONPOS!Z!ONE. .................................... +/
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PERCHE OUESTO MANUALE PRATICO
Ho pensato di scrivere un MANUALE su un software che, da diverso tempo, ritengo sia fantastico
e molto potente per creare musica di qualunque genere. Ma nonostante tutto, il manuale in linea,
nonostante sia completo dal punto di vista tecnico, presenta 2 difetti:
1. E' in lingua inglese (non a tutti piace districarsi a capire un manuale in inglese}
2. Spiega cosa sono i vari controlli senza esempi pratici di situazioni reali.
Per questi motivi, ho preso questa decisione, insieme ad un amico che me l'ha suggerita.
In questo documento, verrà utilizzato il metodo dello "imparare facendo", affinché chiunque di voi,
dopo aver letto queste pagine, riesca a comporre il prossimo successo internazionale col minimo
sforzo. Vi accorgerete che, con un po' di pratica vi stupirete di cio che realmente potete fare, grazie
agli strumenti che FL STUDIO vi mette a disposizione, e che verranno trattati via via nel corso delle
varie prove pratiche.
PREMESSA: si presume che abbiate già installato FL STUDIO sul vostro PC. Percio non spieghero
come installare il software, poiché l'installazione è analoga a quella di qualsiasi altro applicativo.
Altra premessa: per la stesura di questo manuale è stato utilizzato un PC ATHLON-XP, 2GHz,
256MB di RAM, 40GB di Hard Disk e sistema operativo Windows XP Professional.
Inoltre è stato equipaggiato con due schede audio: una SoundBlaster Audigy2 ZS per la
riproduzione mediante un amplificatore esterno, dotata di interfaccia MIDI ed una SoundMax
Audio integrata nella scheda madre (utilizzata per la riproduzione in cuffia}. Per quanto riguarda il
software a disposizione, oltre a FL STUDIO sono stati utilizzati diversi plugin (per altri utilizzi che
verranno descritti via via}, ove specificato e mostrato.
Andiamo a scoprire come si presenta l'ambiente di lavoro, ossia l'interfaccia con la quale
lavorerete.
NOTA: questo documento NON sostituisce il Manuale in Linea di FL STUDIO, ma si integra con esso
al fine di fornire spiegazioni piú semplici con esempi pratici, fornendo cio che realmente vi serve
sapere per creare le vostre opere. Per tutto quello che non viene documentato in questo manuale,
viene rimandato l'utente al Manuale in Linea ove specificato. Solitamente si tratta del significato
delle varie opzioni disponibili per un effetto o plugin, che richiederebbero un manuale separato.
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L'INTERFACCIA PRINCIPALE DI FL STUDIO
La schermata di lavoro, all'avvio si presenta piú o meno come segue.
I componenti principali con i quali dovrete familiarizzare fin da subito (perché saranno molto
ricorrenti in futuro} sono:
1. La TRANSPORT-BAR (barra di trasporto}
2. Lo STEP-SEOUENCER
3. Il MIXER
Inoltre ci sono alcuni elementi aggiuntivi, che potrebbero venire di volta in volta utilizzati:
4. Il TREE-VIEW (albero delle risorse}
5. La STATUS-BAR (barra di stato} ed i menu di FL STUDIO.
6. La finestra PLAY-LIST.
Segue una spiegazione dettagliata di ciascuno di questi elementi.
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LA TRANSPORT BAR
Si presenta con alcuni pulsanti ed indicatori. Tra cui i bottoni PLAY, STOP e REC che fungono in
modo analogo a quelli di un registratore, con l'indicatore di TEMPO, piú altre diavolerie.
Visualizza l'Output (uscita} del segnale audio, la forma d'onda, la percentuale di CPU e POLIFONIA
MASSIMA utilizzate mentre il brano è in riproduzione, oppure mentre una risorsa è in riproduzione.
Ouesti 4 pulsanti nell'ordine eseguono le seguenti operazioni. Sono utilissimi soprattutto per
evitarvi di dover impazzire quando avete troppe finestre aperte sulla sessione di lavoro, magari
cercando il fatidico tasto "chiudi" nascosto dietro un'altra finestra.
- SS: Mostra]Nasconde lo STEP-SEOUENCER
- FX: Mostra]Nasconde il MIXER
- PR: Mostra]Nasconde il PIANO ROLL (altro strumento che dovrete farvi molto
amico, che descriveremo piú avanti}
- SB: Mostra]Nasconde il TREE-VIEW (albero delle risorse}
- PL: Mostra]Nasconde la PLAY-LIST.
IL MIXER
Si presenta come una finestra con diverse manopole. A prima vista sembrerebbe complicato, in
pratica, esso è alla base del vostro brano. Saper utilizzare correttamente il MIXER è fondamentale.
Percio il funzionamento dettagliato (con le descrizioni dettagliate di ciascun elemento} verrà
spiegato piú avanti con delle prove pratiche, che ritengo sia il modo migliore per capire.
LO STEP-SEOUENCER
Serve principalmente per inserire gli strumenti (sottoforma di plugin, che possono essere interni a
FL STUDIO od esterni} che comporranno il brano, oltre che per inserire gli eventi (note} di ciascuno
di essi. In pratica serve a creare le parti da inserire nella PlayList.
Per farvi capire meglio, immaginate un gruppo di 4 elementi: un basso, un chitarrista, un batterista
ed un cantante. Ognuno di essi è uno "strumento". Ogni strumento eseguirà una specifica "parte"
(PART} di una canzone, ognuna delle quali è costituita da tante tracce (tracks}, a loro volta
costituite da tante note, che rappresentano in FL STUDIO un singolo evento.
Tutte le parti suonate ad esempio dalla chitarra, costituiscono un ARRANGEMENT (arrangiamento}
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e cosi via per tutti gli altri strumenti. In pratica si avrà questa struttura gerarchica:
------------------------ SONG -----------------------------
1 1 1
1 1 1
Arrangement_____________Arrangement________________ Arrangement
1 1 1 1 1
1___________1___________1____________1__________1
Part_______Part________Part_________Part_________ Part
1 1 1 1 1 1 1 1 1
1 1 1 1 1 1 1 1 1
Track Track Track Track Track Track Track Track Track
1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
event event event event event event event
event event event event event event event
Il funzionamento dettagliato verrà spiegato piú avanti nelle nostre prove pratiche.
LA FINESTRA PLAY LIST E PIANO ROLL
Sono strettamente collegate con lo step sequencer. Inserendo le note nella finestra PIANO ROLL,
chiamata anche KEY EDIT, si crea una parte, che potremo posizionare a piacimento all'interno della
griglia della PlayList.
CONFIGURAZIONE DI FL STUDIO
Innanzitutto se non lo avete ancora fatto, configurate l'uscita audio ed i parametri generali
andando nella barra dei menu. Selezionate la voce OPTIONS.
Selezionate la voce AUDIO SETTINGS e successivamente, come mostrato, la vostra scheda audio
dal menu a discesa (che d'ora in poi chiameremo Combo-Box}.
Nel frame (riquadro} DIRECTSOUND PROPERTIES, dovreste trovare un valore pari a 4096 samples.
Se avete un processore con almeno 1,5 GHz, puo andare bene. Consiglio comunque un valore
leggermente superiore, intorno ai 5500. Ouesto valore indica la quantità di MEMORIA BUFFER in
KB che viene allocata per memorizzare i samples generati dai vari strumenti. Valori troppo bassi
possono produrre disturbi pulsivi (clic} e rendere inadeguato l'ascolto. Lo stesso potrebbe
verificarsi usando valori elevatissimi, poichè viene assegnata una priorità maggiore al mixing
completo in background.
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Per ora lasciate perdere il significato delle altre opzioni (potrete approfondirle nel Manuale in Linea
di FL STUDIO}. Abilitate la voce USE HARDWARE BUFFER e lasciate il resto come proposto nella
schermata.
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UNA PRIMA PROVA PRATICA. ALLA SCOPERTA DEL PIANO ROLL E
DELLA PLAYLIST - CREAZIONE DI UNA PARTE.
Dallo STEP-SEOUENCER, innanzitutto aggiungiamo uno strumento. Lasciate perdere per ora i
canali visualizzati (potrebbero esserci KICK, SNARE ecc}. Col pulsante DESTRO del mouse, su un
canale qualsiasi, selezionate la voce INSERT CHANNEL. Supponiamo di dover registrare una parte
di BASSO, utilizzando come channel un BooBass come mostrato in figura. Viene mostrato qui di
seguito il plugin BooBass e lo Step-Sequencer (con il nuovo canale "BooBassl il tutto il loro
splendore}.
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Il BooBass visibile tra i channel dello Step-
Sequencer
Ouesto plugin, come si capisce dal nome, è un semplicissimo emulatore di Basso, per la precisione
emula il basso elettrico. Per ora ci limiteremo ad effettuare una banale regolazione mediante i 3
potenziometri di equalizzazione. Regolateli secondo un vostro particolare gusto. Il resto verrà
trattato piú avanti. Ora occupiamoci di creare una parte di basso.
Per prima cosa, occorre aprire la finestra PlayList, e selezionare una TRACCIA su cui lavorare tra le
999 disponibili. Si registrerà via MIDI. Il metodo utilizzato per creare la parte sarà di
programmarla direttamente col mouse senza suonarla. Ouesto è sicuramente il modo piú potente
per usare un sequencer, poiché permette di scrivere anche parti complicatissime passo per passo,
senza dover cercare di suonare tutto dallo strumento MIDI esterno (ad esempio una tastiera}, che
fra l'altro molti di voi potrebbero non possedere.
Poichè si creerà un basso, la traccia è stata chiamata "BASS". Conviene sempre che adottiate un
nome per le tracce che create. Eviterete confusione quando ne avrete troppe e quindi di andare a
controllare ogni volta il contenuto.
Dovreste trovarvi questa situazione (in questo caso, la traccia BASS è stata selezionata perchè
compare di colore ARANCIONE, cliccando col pulsante sinistro del mouse sul nome}. Per assegnare
il nome, cliccate su "Pattern 1" col DESTRO e inserite il nome nel riquadro che appare e premete
INVIO sulla tastiera:
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Assicuratevi che la traccia sia selezionata. Successivamente, dallo STEP-SEOUENCER, cliccando col
pulsante DESTRO del mouse sul canale BooBass, selezionate la voce PIANO ROLL.
A questo punto potete inserire i singoli eventi che compongono la parte di basso, peraltro molto
semplice questa riprodotta a modo di esempio, di un semplice riff di due battute, di 4]4 ciascuna.
Per iavorare con gli eventi, in alto a sinistra ci sono alcuni pulsanti che sono identici a quelli della
PlayList:
Il primo di essi (matita} serve per INSERIRE, CANCELLARE e]o SPOSTARE oggetti. Il secondo
(COPIA FORMATO} inserisce gli oggetti in modo continuo su una riga mntre trascinate il mouse. Il
terzo funziona come il pulsante DESTRO del mouse con "matita", ossia cancella gli oggetti. I
rimanenti sono TAGLIA, (cancella dal video gli oggetti copiandoli negli appunti di Windows},
SELEZIONA (per selezionare piú oggetti} e ZOOM (ingrandimento}. Attivate "matita" (il primo, che
potrebbe essere già selezionato per impostazione predefinita}.
Per inserire i mattoncini (eventi} cliccate col pulsante SINISTRO del mouse, per cancellarli clic col
pulsante DESTRO sulla nota. Per spostare le note, fate clic col pulsante SINISTRO sulla nota
desiderata (non ai bordi pero} e trascinatela dove volete. Per allungare o accorciare una nota, clic
col pulsante SINISTRO sul bordo destro della nota e trascinate. Potete anche riprodurre la parte in
figura.
Come avrete notato, la prima nota è una SEMIBREVE suonata sul tasto Do 5. Le barre in basso
nella sezione "velocity" sono il VOLUME di dinamica (ossia la pressione esercitata sui tasti}. Potete
regolarli cliccando sul pallino in cima alla barra e trascinando verticalmente col pulsante SINISTRO
del mouse (queste funzionalità verranno trattate approfonditamente piú avanti. Ora
preoccupiamoci di capire come si fa a creare le parti}.
Assicuratevi di aver selezionato "PART" nella TRANSPORT BAR come mostrato per poter ascoltare
la parte. Premete PLAY. Ouesta modalità "PART" (abilitando il pulsantino con la dicitura "PAT"},
dice a FL STUDIO di suonare solo la parte correntemente selezionata dalla PlayList, al contrario il
modo "SONG" suona tutte le tracce. Potete anche far suonare la parte mentre la state editando per
rendere piú facile la correzione di errori.
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Portate il tempo alla velocità desiderata. Tenendo premuto il pulsante SINISTRO del mouse,
trascinatelo verso l'ALTO per incrementare e]o verso il BASSO per decrementare il valore.
Bene, ora avete la vostra PARTEllll Andate a inserirla nella PlayList facendo clic col pulsante
sinistro del mouse alla posizione desiderata sulla traccia "BASSO". La finestra PlayList si comporta
allo stesso modo del Piano Roll, ossia si inseriscono, si cancellano e si trascinano oggetti allo
stesso modo già visto per la finestra Piano Roll.
La vostra parte di BASSO
Cosa potete farci con questa parte? Beh, supponiamo che vogliate ripeterla per esempio 4 volte, è
sufficiente inserirla 4 volte nella PlayList. Cosi facendo avrete duplicato la parte. Potete duplicare
parti all'infinito, spostarle ecc. E' sconsigliabile utilizzare sempre lo stesso pattern per tutta una
canzone intera. La cosa migliore è apportare una variazione. Per fare cio, in una nuova traccia che
chiameremo "BASSO 2" (il nome potete anche cambiarlo se volete}, possiamo creare un pattern
differente:
Nella figura seguente, è stato deciso di ripetere l'intro per 4 volte e poi effettuare uno stacco
sempre per 4 volte, utilizzando un riff che dura una sola battuta in 4]4 (si vede anche dalle
differenti lunghezze delle parti}.
Una piccola variazione all’intro.
Si potrebbe poi riprendere col riff iniziale. Basta inserirlo ancora:
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Ripresa del giro iniziale
e cos' via. L'unico limite è la vostra fantasial Ora, se volete sentire tutto quanto, abilitate sulla
TRANSPORT-BAR il pulsantino "SONG" e premete PLAY.
Utilizzando i passi descritti fino ad ora, dovreste essere in grado di aggiungere anche altri
strumenti. Per esempio un Piano utiizzando il plugin FL-KEYS (nulla vieta di utilizzarne altri, che
fra l'altro ce ne sono di tutti i tipi scaricabili dal web. Alla fine del manuale ne tratteremo alcuni}.
IL MIXER NEI DETTAGLI
MMMM. non manca qualcosa? Com'è possibile che, nonostante le nostre parti siano tutte fatte,
messe nel punto giusto, tutto suona anche se nessun canale è stato inviato al mixer? Ma allora a
che cosa serve questo Mixer? Mi servirà? Certo che serve ed è essenzialel E' vero che nello STEP-
SEOUENCER avrete già notato le 2 manopoline poste a sinistra di ciascun canale, oltre ad un
piccolo LED di colore verde:
Un canale sullo Step-Sequencer
Ebbene, la prima delle due manopole regola il PAN, ossia la posizione del canale nell'immagine
stereofonica Destra]Sinistra, mentre la seconda manopola regola il volume. Il led verde è un
piccolo pulsante, che se spento, mette il canale in "mute" (ossia in muto, e verrà trattato in
dettaglio piú avanti}. Ma allora, il Mixer è superfluo? Scopriremo ora che mai fino ad ora vi fu un
affermazione tanto falsa come questa.
Infatti, tramite il Mixer, si possono fondere piú tracce su un unico canale, assegnare effetti ai
canali, suddividere i canali e cosi' via. Tramite questo dispositivo, potrete controllare tutta
l'effettistica in tempo reale, e dare una maggiore "spinta" al vostro brano. Supponete ad esempio
di aver composto un bel brano dance, ma che ascoltato nell'insieme risulta un po' povero. Potete
grazie al mixer e a specifici plugin renderlo piú piacevole e potentel Verrà trattato il Mixer di FL
Studio nei minimi dettagli, dopodiché si passerà ad una prova pratica, nella quale assegneremo ad
un canale dello STEP-SEOUENCER una traccia sul mixer ed un effetto.
Il Mixer di FL STUDIO mette a disposizione 64 tracce, suddivise in 4 gruppi di 16 tracce ciascuna. I
gruppi si selezionano mediante i 4 pulsanti ABCD sulla barra del titolo della finestra Mixer:
le prime 16 tracce del Mixer.
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A sinistra si trova la traccia MASTER. Ouesta è la traccia in cui tutto l'output audio viene diretto.
La traccia MASTER del Mixer di FL STUDIO.
Poi ci sono le 4 tracce SEND. Come dice il nome, sono tracce che vengono solo utilizzate come
mandate effetti e nient'altro. Li tratteremo in seguito con una prova pratica.
I controlli di volume e Pan su tutti i canali a disposizione: beh, piú semplice di cosi..
Il pannello inferirore, dove si inseriscono i vari effetti (fino ad S contemporaneamente}, e
l'equalizzatore generale di ciascuna traccia quando questa è selezionata (se selezionate una
traccia qualsiasi eccetto MASTER e SEND, appariranno le 4 manopole per controllare le tracce
SEND}, e l'assegnazione delle uscite e degli input in basso. Vedremo ora come si assegna una
traccia ad un canale e i relativi effetti (FX}.
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IL MIXER. UN PO DI PRATICA. ALLA SCOPERTA DELL'EFFETTO
PERDUTO.
Potete anche prendere la parte di BASSO utilizzata precedentemente. Se non l'avete piú,
utilizziamo un qualsiasi canale di quelli presenti nello STEP-SEOUENCER per la nostra prova. Ad
esempio il canale "KICK". Selezionatelo, vi comparirà la finestra CHANNEL SETTINGS (proprietà del
channel. Vi ricordate col BooBass?}.
Avete notato quella piccola casellina in alto a destra con sotto la scritta "FX"? Bene, ciccate col
pulsante SINISTRO del mouse e trascinate verso l'alto per incrementare il numero o verso il basso
per decrementare. Selezioniamo ad esempio la traccia 1.
Ora, noterete che sul Mixer, la traccia correntemente selezionata è la 1. Assegnate un nome alla
traccia del Mixer ciccando col pulsante destro del mouse sul nome FX1. Immettete un nome e
premete INVIO. Ad esempio "KICK".
Ora, selezionate nel pannello inferiore uno slot degli otto presenti ciccando sulla freccia. Ad
esempio il primo, e dal menu che compare, selezionate la voce SELECT e successivamente
dall'elenco, l'effetto FRUITY REEVERB. Dovrebbe apparire nel mixer come segue:
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Ora, potete controllarne il volume con la manopolina posta sulla destra e spegnere o accendere
l'effetto mediante il pulsante verde. Lasciatelo acceso.
Lasciamo pure i valori proposti. Per l'approfondimento dell'effetto vi rimando al Manuale in Linea
di FL STUDIO}. Ouesta è la schermata del Fruity Reeverb:
Andate sulla finestra CHANNEL SETTINGS del KICK, e provate a ciccare col pulsante sinistro del
mouse sulla forma d'onda visualizzata (nel BooBass era visualizzata una piccola tastiera virtuale,
questo perché si trattava di un plugin di tipo SINTETIZZATORE, mentre il KICK in questo caso è un
sample audio}.
Sentirete ad ogni click il suono del KICK. Ouesta volta non piú "secco", ma riverberato poiché al
plugin è stata assegnata la traccia 1 (chiamata KICK} sul mixer, contenente l'effetto di riverbero,
generato appunto dal Fruity Reeverb. Potevate assegnare lo stesso effetto a qualsiasi altro canale,
ad esempio sul BooBass trattato in precedenza. Potete anche sentirlo inserendo le note nel Piano
Roll oltre che dal Channel Settings. In generale, le tastiere virtuali o le forme d'onda del CHANNEL
SETTINGS forniscono un'anteprima del sound nel canale.
Se provate ora ad assegnare al KICK una traccia differente nel CHANNEL SETTINGS, siccome non
sono stati aperti effetti su altre tracce, questo suonerà senza alcun effetto.
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IL MIXER - LE TRACCE "SEND"
Per controllare le 4 tracce SEND (mandate effetti} si utilizzano 4 manopole che appaiono nella
sezione dell'equalizzatore della traccia correntemente selezionata. Le manopole SEND,
appariranno solo nei canali da 1 a 64 e non nel master o altro. Ad esempio selezioniamo sul mixer
la traccia 1 precedentemente usata col Fruity Reeverb:
Le quattro manopole “Send”, numerate da 1 a 4.
Muovendo ad esempio la manopola 2, tutto quello che è sulla traccia corrente (n questo caso la 1},
verrà inviato (da qui in verbo send} al canale SEND2. Le tracce SEND, possono contenere a loro
volta effetti ecc proprio come qualsiasi traccia normale. Le tracce normali si chiamano anche
INSERT TRACKS.
ALTRI MODI DI INSERIMENTO DEGLI EVENTI OLTRE AL PIANO ROLL.
Il Piano Roll, presenta sulla sinistra una tastiera virtuale. Essa è praticamente identica a quella
visualizzata nei CHANNEL SETTINGS per quanto riguarda il funzionamento. Premendo i tasti su di
essa, si sentiranno le note generate dallo strumento in uso (puo essere qualsiasi cosa, anche i
sample audio come KICK}, mentre nella griglia a quadratini si inseriscono le note.
Il Piano Roll, denominato anche KEY-EDIT, è sicuramente la modalità piú utilizzata per inserire le
varie note della scala musicale. Tuttavia, esistono anche altri due modi differenti: i pulsanti
ON]OFF sullo Step Sequencer sono molto utili per creare le parti di batteria, ed il modo KEBOARD
EDITOR. Io personalmente l'unica modalità che utilizzo è il Piano Roll, poiché questo essendo
general pur pose (di utilizzo generale}, va bene per fare tutto: dalle parti di batteria agli assoli piú
disparati di chitarre o organi e chi piú ne ha piú ne metta.
Per accedere al KEYBOARD EDITOR, ciccate sul pulsante in alto a destra nello STEP-SEOUENCER
(raffigurante la tastiera di un pianoforte}.
E' un metodo semplice ed immediato per inserire note. L'unico limite è che le note inserite hanno
tutte la stessa durata. Non si possono inserire lunghezze differenti, come avviene invece col Piano
Roll.
I pulsanti ON]OFF, si accendono facendo click col pulsante sinistro del mouse, e si spengono col
destro. Ricoprono la maggior parte della finestra STEP-SEOUENCER.
Potete cosi creare facilmente parti di batteria. Il modo migliore è abilitare il modo PART sulla
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TRANSPORT-BAR (ve lo ricordate vero?} e buttare giú il pattern.
Ad ogni modo, tutto cio che è stato editato con il KEYBOARD EDITOR o i pulsanti ON]OFF, puo se
desiderato, essere inviato al Piano Roll selezionando la voce "Send To Piano Roll" col pulsante
destro del mouse, sul nome del canale.
Non dobbiamo dimenticare inoltre, che FL STUDIO essendo principalmente un sequencer, ha un
supporto MIDI completo. Ouindi, si poteva anche registrare le note suonando direttamente lo
strumento collegato via MIDI, premendo il pulsante REC.
COMPLICARE ULTERIORMENTE LE COSE: CREIAMO UNA PRIMA
STRUTTURA VERA E PROPRIA DI UN BRANO
Bene, ora che sappiamo come definire le tracce, creare le parti inserendo gli eventi, controllare gli
FX di ciascun canale, passiamo ad un esempio piú concreto che, servirà come ripasso di tutti gli
argomenti finora trattati, sia come idea di partenza per un vostro brano.
Andate nel menu di FL STUDIO
Dal menu FILE selezionate la voce NEW (nuovo}. Dovreste trovarvi una sessione di lavoro vuota
come questa:
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se cio che appare è differente, potrebbe esserci stato impostato il "DEFAULT SESSION" che indica a
FL STUDIO quale progetto aprire ogni volta che si fa NUOVO. Per ora aggirate il problema
selezionando non piú NEW dal menu FILE, ma selezionate TEMPLATES e quindi STUDIO.
Avete già 4 strumenti di default come canali nello Step Sequencer. Sono 4 pezzi ipotetici di una
batteria. Si potrebbero già utilizzare. Tanto per ripassare i canali (e selezionare un altro sound},
cancelliamo il canale SNARE. A fianco destro del nome SNARE, accendete il led verde grosso e, dal
menu CHANNELS selezionate DELETE SELECTED. In alternativa, posizionatevi sullo SNARE e
selezionate la voce DELETE CHANNEL col pulsante destro del mouse.
Ora, col tasto DESTRO del mouse, fate un INSERT CHANNEL dove volete. Per mantenere un certo
ordine, facciamolo sul canale KICK. Selezioniamo dall'elenco la voce SAMPLER.
Dovreste avere questa situazione, in cui ci sono 4 channels, di cui uno è il SAMPLER:
Click del mouse sinistro su sampler, apriamo il CHANNEL SETTINGS:
Sotto ai pulsanti SMP, INS, MISC FUNC troeverete un bottone raffigurante una cartella. Ciccateci e
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posizionatevi nella cartella PACKS:
il percorso completo è C:\Programmi\FL Studio 4\Data\Patches\Packs
Per default si posiziona sulla cartella Patches. Andate in PACKS\Dance e selezionate
DNC_Snare3.wav
Ora il SAMPLER è diventato DNC_Snare3 e viene mostrato che è un sample audio come si vede
dalla forma d'onda:
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Ora aspettiamo un attimo a creare gli altri canali che ci serviranno e cominciamo ad andare nella
PlayList. Create i nomi delle tracce come rappresentato nella figura sottostante:
Ora non ci resta che cominciare ad editare la parte di cassa, che solitamente è quella che meglio si
adatta alla creazione di una parte di batteria. Per farlo, selezioniamo dalla PlayList la traccia KICK
in modo che diventi arancione (non gli hats come nella figura sopra} e inseriamo 4 colpi di cassa,
selezionando col pulsante DESTRO del mouse, sul canale KICK (Step Sequencer}, la voce Piano
Roll. Ecco la parte di cassa:
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- 20 -
Andate sulla PlayList e duplicate il pattern inserendolo per 16 volte:
Ora selezionate la traccia HATS e dal Piano Roll, inserite questi eventi suonati sul SOL4. Si nota che
non cominciano proprio al margine sinistro. Sono infatti sfasati di un quarto:
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Inseriamo la parte appena creata nella PlayList, facendoli cominciare 4 battute dopo:
Ora editiamo ad esempio il DNC_Snare3, successivamente i CLAP e poi li inseriamo nella PlayList
(non dimenticare di selezionare la traccia corretta nella PlayListlll}. Ecco la parte di DNC_Snare3:
E quella dei CLAP:
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Ora posizioniamo il tutto nella PlayList ed ecco il disegno completo:
Potete ora aggiungere blocchi nella playlist, anche lasciando intervalli fra di essi per creare
variazioni ritiche figurative o break improvvisi. Potete aggiungere altri generatori di suoni nello
Step Sequencer e creare parti di Basso, di PianoFortre e tutto quel che volete. Potete inoltre
aggiuingere effetti ai generatori tramite il mixer, equalizzare il suono ecc (se non vi ricordate come
si fa meritate un bel quattrol}.
Ora dal menu di FL STUDIO, selezionate la voce SAVE AS e salvate il vostro lavoro, poiché lo
riprenderemo in mano tra poco per spiegare altre funzionalità della PlayList.
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FUNZIONALITA' AVANZATE DELLA PLAYLIST E SULLA REGISTRAZIONE
DI EVENTI.
Prima di proseguire occorre sapere che il MIDI è innanzitutto un linguaggio di programmazione
molto potente. I progetti salvarti con FL STUDIO, oltre che a contenere dati audio se inserit (la
PlayList è fatta anche per questo e ne parleremo tra poco}, contengo dati MIDI, nonostante i file
vengano salvati con estensione ".flp" che sta per Fruity Loops Project File.
Parlando di MIDI, i file midi (che solitamente hanno estensione ".mid"} non sono altro che
normalissimi file di testo, contenenti istruzioni che, sequenzialmente (da qui il nome sequencer},
vengono inviati a determinati dispositivi, per suonare le note e per numerosi altri motivi.
Tra i messaggi MIDI che possono essere eseguiti non ci sono soltanto i messaggi di nota (NOTE
ON, NOTE OFF}, ma anche altri messaggi che non staro qui a trattare nei dettagli: i Control
Message.
Ouesti ultimi non sono altro che variazioni applicate ad un controllo, che puo essere ad esempio il
volume, un filtro di qualche effetto e cosi' via. Cosi, come potete registrare le varie note, potrere
anche registrare le variazioni applicate ad uno o piú controlli direttamente agendo su di essi con il
mouse, o controllandoli remotamente mediante un dispositivo esterno . Ci pensa FL STUDIO a
generare le corrette istruzioni. Ouesti messaggi si chiamano anche AUTOMAZIONI.
Per capire meglio questi concetti, torniamo al brano che abbiamo appena costruito. Selezioniamo
una traccia sulla PlayList e assegniamoli un nome adeguato. Ad esempio, andremo a variare il
volume generale, facendo in modo che il brano cresca di volume lentamente. Ouesto effetto, molto
di moda viene chiamato FADE IN. Il contrario (ossia il descrescendo}, viene chiamato, con gramde
fantasia, FADE OUT.
E' importante sottolineare, che gli eventi registrati, possono essere modificati in seguito da
apposite finestre dedicate, cosi come le note errate sul Piano Roll o altro.
Apriamo adesso, se lo avete chiuso, il brano costruito in precedenza con le 4 tracce. Prepariamo
un nome adeguato per una track sulla PlayList, e già che ci siamo, inseriamo un blocco. Siccome è
una parte vuota, occuperà un quadrato della griglia. Si poteva già fare questa operazione anche
con le parti registrare in precedenza.
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 24 -
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Ora, a fianco dei Menu di FL STUDIO, individuate i due SLIDER:
il primo è il VOLUME MASTER (ossia il volume generale del Progetto}, l'altro controlla il Pitch Bend,
ossia la tonalità in centesimi di semitono. Concentriamoci sul primo. Abbassatelo tutto in modo da
avere un volume ZERO. Notare che, quando si muove una qualsiasi manopola, spider o altro, sulla
Status-Bar al di sotto del Menu, compare il valore che il controllo sta assumento in quell'istante.
Provate a trascinare lo Slider del Volume e guardate:
Sulla Transport Bar, premete il pulsante REC, successivamente premete PLAY (assicuratevi di
essere nel modo SONG} e, intanto che sentite il brano, alzate lentamente lo spider del Master
Volume sopra citato fino a raggiungere il volume desiderato. Ouando avete finito, premete STOP e
disabilitate il REC.
Ora, ascoltate il risultato con PLAY. Noterete (e sentirete} il volume alzarsi da solo secondo i
movimenti da voi registrati, e sulla playlist vedrete la parte appena creata:
Il discorso appena fatto con l'esempio del volume poteva essere applicato a qualsiasi controllo
regolabile. Ora. che succede se, nella fase di registrazione degli eventi, avessi svagliato qualcosa,
oppure volessi eliminare questi eventi per diverse ragioni?
Il metodo piú ovvio consiste nel cancellare il mattone dalla PlayList. Cosi' facendo pero, non avete
cancellato gli eventi di Master Volume appena creati. Dentro alla song, comunque ce li ha
memorizzati. Infatti se ri-cliccate sulla traccia FADE IN (in un punto a piacere, oppure all'inizio} col
pulsante sinistro del mouse, ricomparirà la parte. In sostanza, occorre sapere che, pur escludendo
parti dalla PlayList cancellandole, i dati registrati (lo stesso vale per il resto creato col Piano Roll},
sono sempre MEMORIZZATI. Ouesto discorso è valido, fino a che non eliminerete gli eventi dai
rispettivi Piano Roll e altri editor (vi ricordate che esistono anche i pulsanti ON]OFF e il modo
KEYBOARD EDITOR vero, e che ne abbiamo già discusso?}.
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 25 -
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Ok, per ora sapete comeandare nel piano ROLL. Sappiarte che, in una song, i dati inutili non
utilizzati occupano spazio sul file che salverete. Ouindi, è buona norma eliminare tutto cio che non
serve nella versione finale del progetto. Ora, se cliccate sui nomi delle tracce nella PlayList che
abbiamo creato per fare la batteria, nello step sequencer, vedrete l'anteprima della parte di Piano
Roll in essa contenuta. L'anteprima, consente infatti di sapere se c'è qualche dato su quella
particolare traccia, oltre che fornire una piccola visione delle note sempre sottoforma di
mattoncini. Ad esem,pio, come si vede dalla PlayList, selezionando CLAPS:
Avrete notato nello Step-Sequencer, che al posto dei pulsanti ON]OFF, sul channel "CLAP" viene
visualizzato il PIANO ROLL in anteprima.
Ora provate a fare questo: selezionate la traccia FADE IN e guardate nello Step Sequencer:
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 26 -
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Sorpresal Non appare nessun'anteprima nello Step Sequencer (in fondo, se ci pensate è correttol
Vedete qualche canale creato apposta per la traccia FADE IN?}. Se qualcuno ricorda, non abbiamo
creato canali per fare cio, anche perché non è possibile. Ma allora, dove diavolo finiscono gli eventi
che in questo caso sono della traccia FADE IN? Un attimo di pazienza e lo scoprirete.
Stiamo per affrontare il paragrafo EVENTI DI AUTOMAZIONE.
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 27 -
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EVENTI DI AUTOMAZIONE
I messaggi come quelli utilizzati per creare l'effetto di FADE IN muovendo lo slider MASTER
VOLUME, finiscono in tracce midi speciali. Solitamente in un midifile standard, nella traccia Master.
Ouesta è accessibile dal TREE-VIEW alla voce CURRENT PROJECT.
Alla voce HISTORY si trovano tutte le azioni intraprese dall'utente: inserimento di note, canali,
spostamento di blocchi, azioni annullate ecc. E' in pratica la "storia" del progetto. Selezionate
invece la voce AUTOMATION, che è poi quella che interessa a noi:
Comparirà "FADE IN" che è appunto la parte che abbiamo registrato come EVENT AUTOMATION.
Cliccateci e vi apparirà il tipo di messaggio MIDI registrato. In questo caso, siccome si trattava del
MASTER VOLUME, apparirà appunto MASTER VOLUME.
Selezionatelo e vi apparirà la finestra in cui potete effettuare modifiche al messaggio. Vedrete
l'andamento che il control MASTER VOLUME ha subito mentre voi lo muovevate in fase di
registrazione:
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 28 -
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Potete ridisegnare l'andamento come volete con il mouse. Col pulsante SINISTRO disegnerete
linne che seguono la vostra mano. Col pulsante destro, potete disegnare linee dritte. La figura
sottostante spiega piú di mille parole quanto appena detto:
Per cancellare alcune parti potete metterle voi a ZERO, oppure al volume desiderato oppure,
selezionando la parte dalla barra indicante le suddivisioni della griglia tenendo il pulsante destro
del mouse:
Per cancellare premete CANC (oppure Menu di FL STUDIO]Edit]Delete}. Per copiare CTRL + C
(oppure selezionare COPY dal menu EDIT}. Per tagliare la parte premete CTRL + X (oppure CUT dal
menu EDIT}. Per selezionare tutto quanto CTRL + A (oppure SELECT ALL dal menu EDIT}. Oueste
funzioni valgono anche per il Piano Roll ed altri editor.
Per certi tipi di messaggi midi, cliccando col pulsante DESTRO del mouse sul nome dell'evento nel
Tree-View, è possibile cancellare tutto mediante la voce DELETE EVENT.
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 29 -
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L'USO DEI COLORI.
Vi renderete conto che, nonostante assegnate nomi coerenti sulle tracce del Mixer, sulle tracce in
PlayList o cambiando nomi ai channel dello Step Sequencer, che a volte non si ha una situazione
chiara del nostro lavoro. Si rischia di dover farsi venire il mal di testa (e agli occhi} soprattutto
quando si ha a che fare con un brano costituito da moltissime tracce, parti e tutto il resto.
Vediamo un esempio: andate sul Tree-View alla voce PROJECTS. Selezionate COOL STUFF.
Selezioniamo la voce SYLEXZ-MELANGE e guardiamo la PlayList:
Nonostante i nomi che identificano il tutto, la situazione non è per niente chiara. Si potrebbe fare
in modo che tutto venga reso piú gradevole e immediato. Un particolare colore ci ricorderà subito il
contenuto di un mattone ed è un ottimo riferimento in questi casi.
Cliccando col pulsante DESTRO su un nome qualsiasi della PlayList, abbiamo visto come assegnare
i nomi alle tracce. ma se siete stati attenti, avrete notato che, nel campo dove digitate il nome,
c'è un piccolo quadrato (per default del colore grigio}:
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 30 -
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Se ci cliccate col SINISTRO, potrete scegliere il colore per questa riga della PlayList. Selezionate un
colore, date l'OK per confermare il colore scelto. Vedrete che il quadratino ha cambiato colore.
Premete INVIO mentre la PlayList è in attesa che conferiate il nome per la traccia. Ora, tutte le
parti di quella traccia saranno di quel colore. Sarebbe buona norma assegnare un colore per tutte
quelle tracce che fanno riferimento ad un particolare canale dello Step Sequencer. Ad esempio
potreste avere 4 tracce di Chitarra sparse per la PlayList, magari solo perché sono state create in
seguito, come in questo esempio:
Siete riusciti ad individuare le tracce corrispondenti al channel "CHITARRA" in modo rapido?
Non avete notato che tutto quanto sembra disordinato?
Proviamo in questo modo:
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 31 -
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Non vi sembra tutto piú chiaro? Le parti di Chitarra sono tutte quelle ARANCIONI, i Pianoforti
quelle gialle. ecco perché è buona norma colorare le parti. Lo stesso discorso vale anche per le
tracce del mixer. Il funzionamento è il medesimo. Cliccate sul nome della traccia nel mixer e
seguite gli stessi passi per cio che è stato trattato qui per cambiare un colore ad una traccia.
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 32 -
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L'USO DEI MARKER (ETICHETTE} NELLA PLAYLIST.
Un'altra funzione molto utile, per individuare le parti della struttura che comprende un vostro
brano è l'uso dei cosiddetti MARKER. Sono delle piccole etichette che servono meglio ad
identificare le sezioni che compongono un brano, al fine di ricordarne il contenuto logico.
Procedete come segue: nella finestra PLAYLIST individuate il pulsante in alto a sinistra, vicino al
pulsante "matita"
Ouesto è un menu. Da questo menu, selezionate "Add Time Marker", assegnate un nome al marker
e confermate premendo INVIO (ad esempio"INTRO"}:
I successivi marker, si inseriscono posizionando il mouse sulla barra contenente il Marker appena
creato, alla posizione desiderata, ad esempio alla misura numero 7, cliccando col DESTRO del
mouse, selezionando la voce "Add Marker". Ad esempio, creando un nuovo marker di nome
"STROFA 1":
e cosi' via per tutti i marker che vorrete. Per cancellare un Marker, cliccate su di esso col DESTRO
del mouse, e selezionate la voce "Delete Marker".
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 33 -
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LA PLAYLIST E L'AUDIO.
Abbiamo già accennato che la PlayList consente anche registrazioni audio. Se noterete bene, la
PlayList è suddivisa in 2 sezioni da una barra (regolabile}:
In alto ci sono le parti MIDI, in basso le parti audio. Chiudete il progetto che avevamo in corso,
salvate il lavoro e, dal Tree-View, andiamo alla voce Projects:
La voce Projects espansa sul Tree-View.
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 34 -
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Ora selezionate la voce "NEW STUFF". Si aprirà un brano dimostrativo, realizzato dai Produttori di
FL STUDIO. Osservate attentamente la PlayList. Si notano le due sezioni con entrambi i dati MIDI
e AUDIO:
Spiegheremo in dettaglio successivamente come andare ad inserire le parti audio alla sezione
INSERIMENTO DI PARTI AUDIO NELLA PLAYLIST. Chiudete il progetto e tornate al brano che
stavamo costruendo. Andiamo a trattare i channel Settings nel dettaglio.
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 35 -
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CHANNEL SETTINGS - ALCUNE OPZIONI IN DETTAGLIO.
Oualcuno di voi, molto probabilmente si sarà già chiesto a cosa servono tutte quelle manopole e
bottoni presenti nel Channel Settings. Beh, potete stare certi che servono davvero e sono
essenziali anche essi per la riuscita delle vostre creazionil Verranno trattate alcune delle funzioni
disponibili. Per approfondimenti ulteriori vi rimando al manuale in linea di FL STUDIO.
NOTA: Alcune funzioni potrebbero essere differenti da quelle che ho elencato. Ouesto ad
esempio se visualizzate i Channel Settings di plugin come SymSynth o FL DrumSynth Live o altri
ancora scaricati da internet.
Non è scopo di questo manuale trattare le varie funzioni, percio a tal proposito, vi rimando al
manuale di FL STUDIO, che su questi argomenti è molto chiaro. Percio ho deciso di fornire
spiegazioni sulle funzioni che potrebbero essere piú "comuni".
Ora, dallo Step-Sequencer creiamo un nuovo canale (se non vi ricordate come si fa, tornate alla
sezione LO STEP SEOUENCER e beccatevi un bel quattro }.
Selezioniamo sempre un SAMPLER. E prendiamo dalla cartella PACKS]PADS un pad qualsiasi.
Vediamo adesso cosa si puo fare col sound. Ho preso ad esempio il PAD_Fantasy_C3:
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 36 -
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Innanzitutto il Channel Settings si divide in un numero di pagine variabili, anche a seconda del tipo
di plugin utilizzato. Nel nostro caso, invece che utilizzare un plugin come BooBass abbiamo usato
un wave file, ossia una porzione di audio. Vicino alla casellina FX, si notao 3 manopole che sono
comuni a tutte le pagine:
1. PAN: Regola la posizione del suono nell'immagine stereofonica Destra]Sinistra.
2. VOL: Volume di uscita.
3. Pitch (con casellina numerica a fianco}: Regola la tonalità (altezza} con cui viene riprodotto
il sample, e quindi piú è alta questa, piú il sample aumenta la sua velocità di riproduzione,
come se si stesse accelerando la velocità di un disco su un giradischi.
Stiamo sulla prima pagina "SMP" e vediamo a cosa servono le varie funzioni:
Si notano principalmente tre riquadri: Wave, Loop e Precomputed Effects. Nel primo troviamo le
seguenti voci:
1. KEEP ON DISK: indica a FL STUDIO di non caricare la forma d'onda in memoria, ma di
leggerla dal disco. In questo modo, si risparmia uso di memoria RAM. Occorre ricordare che
il disco è piú lento della RAM in fase di accesso da parte del Processore. (potrebbe non
essere sempre disponibile questa voce come "attivabile"}.
2. RESAMPLE (Ricampiona}: Serve per ricampionare il suono con frequenze diverse, ad
esempio per trasformare un sound a 44KHz. (Anche questa opzione potrebbe non essere
sempre "attivabile"}.
Nel riquadro a fianco LOOP, troviamo le opzioni che consentono di mettere la forma d'onda in
LOOP. Ossia, mentre terremo premuto un tasto sulla tastiera del Piano Roll, la nota suonerà
all'infinito ciclicamente. E' un effetto molto utile per suoni come Organi e Tappeti. Non sarebbe
buona norma applicare i loop su suoni come Pianoforte o un KICKl Le opzioni disponibili sono:
1. USE LOOP POINTS: Dice a FL STUDIO di utilizzare i punti presi nell'intervallo selezionato
sotto nella forma d'onda. Vedete le 2 barre rosse? Si regolano con i crossfade (spiegate di
seguito}.
2. PING PONG MODE: il suono viene suonato "avanti" ed al "contrario" di continuo.
Subito sotto troviamo la sezione PRECOMPUTED EFFECTS, dalla quale si possono applicare alcune
modifiche al suono, come il cambiamento di tonalità o velocità:
1. REMOVE DC OFFSET: Se selezionato, rimuove dalla forma d'onda tutti i BYTE DC OFFSET
(maggiori chiarimenti sull'argomento potrete trovarle in rete}.
3. REVERSE POLARITY: Ribalta la forma d'onda verticalmente, come se ribaltaste una
qualunque immagine.
4. NORMALIZE: Massimizza il volume audio ad un livello ottimale senza distorcere.
5. FADE STEREO: Crea un effetto di dissolvenza tra i canali stereofonici.
6. REVERSE: Suona il sample al contrario.
7. SWAP STEREO: Inverte i canali stereo della forma d'onda.
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 37 -
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S. IN: Aumentando il valore applica un effetto di volume "crescendo" (FADE IN}.
9. OUT: Il contrario di "IN".
10. POGO: Pitch bend, ossia cambia la tonalità (altezza} con cui viene suonato il sample. E
quindi la velocità.
11. CRF: Cross Fade Loop, serve per mettere il sample in LOOP, utile per tappeti ed archi. Il
sample viene ripetuto senza fine nell'intervallo compreso tra le barre rosse. Per fare questo,
il processore effettua un algoritmo di interpolazione in modo da non fare sentire CLICK o
altri disturbi pulsivi.
12. TRIM: Elimina i silenzi alla fine della forma d'onda liberando RAM senza alterare la qualità
del sample.
13. FIT: il sample viene adattato al numero di battute specificate nella casella. Per fare questo
viene alterato il pitch bend e la velocità. E' utile per i sample che contengono LOOP di
batterie.
Scorrendo la barra di scorrimento della finestra CHANNEL SETTINGS verso il basso abbiamo un
ulteriore sezione LEGACY PRECOMPUTED EFFECTS:
1. AMP: Amplifica il volume del sample.
2. FX1: Distorce leggermente il sample.
3. SINE FX: Sovrappone al sample un onda sinusoidale. La prima manopola controlla la
modulazione del seno, la seconda la frequenza.
4. CUT: Cutoff del filtro. Valori piú alti esaltano le alte frequenze del sample.
5. RES: Risonanza. Produce una campana nella banda audio esaltando le frequenze alte.
6. REVERB: Aggiunge del riverbero al sample.
7. STEREO DELAY: Effetto eco sul sample.
Per le altre pagine del Channel Settings consultate il Manuale in linea di FL STUDIO.
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 38 -
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INSERIMENTO DI PARTI AUDIO NELLA PLAYLIST
L'inserimento di parti audio (samples} avviene alla stessa maniera del medesimo per inserire le
parti fatte in MIDI.
L'unica differenza è il modo di selezione dei channels da inserire. Non essendoci una lista di nomi
per le tracce.
Vediamo come fare a inserire parti differenti nella PlayList.
Nello Step Sequencer creiamo altri 2 nuovi channels. Ouesta volta pero non SAMPLER, ma
selezioniamo dll'elenco dei plugin la voce AUDIO CLIP.
La finestra CHANNEL SETTINGS per Audio Clip è molto simile a quella del SAMPLER. In sostanza
Audio Clip è la versione evoluta del Sampler.
Per ogni Audio Clip, caricate un file .WAV (wave} qualsiasi prelevandoli dalla cartella
C:\Programmi\FL STUDIO 4\Data\Patches\Packs\Vocals
Ora, andate sulla PlayList e nella sezione Audio fate click col pulsante sinstro del mouse in un
punto qualsiasi. Verrà inserito l'ultimo file che avevate caricato:
Ora, supponete di voler inserire l'altro file, oppure cambiare questa parte con l'altra. Sulla forma
d'onda vedrete oltre al nome del file, una piccola freccia rivolta verso il basso:
Facendo click col pulsante SINISTRO del mouse sulla freccia, apparirà la voce SELECT CHANNEL.
Da qui potrete dire quale degli audio clip caricati utilizzare. Per le altre funzioni vi rimandiamo al
Manuale in linea di FL STUDIO.
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 39 -
- 39 -
I GENERATORI DI SUONO (PLUGIN}
FL STUDIO 4 è principalmente nella sua forma base un sequencer di eventi MIDI. Gli arrangiamenti
possono essere fatti suonare dai cosiddetti generatori di suono caricati, oppure a dispositivi remoti
MIDI, o entrambi. FL STUDIO mette già a disposizione diversi Plugin a livello avanzato, che vi
consentono di emulare qualunque tipo di suono, dai sintetizzatori di Bassi come BooBASS, i
sintetizzatori analogici che emulano ad esempio le vecchie macchine del passato (ora
ricercatissime dai musicisti moderni}, ecc. Esistono i plugin di generazione del suono ed i plugin di
effetti (applicabili non allo Step Sequencer ma al Mixer}.
L'elenco completo dei Plugin di FL STUDIO lo trovate sul Manuale in Linea di FL STUDIO. In questa
sezione volevo semplicemente mostrarvi che, oltre ai plugin interni, FL STUDIO sopporta anche la
tecnologia VST progettata da Steimberg, e diventata ormai uno standard per quanto riguarda la
scrittura di Plugin da parte dei programmatori di terze parti.
Ouesto ad esempio, è la schermata che vedrete se andate nel Channel Settings alla pagina PLUG
caricando un Native Instruments FM7:
si tratta ovviamente di un plugin esterno che emula il sintetizzatore YAMAHA DX7, che puo anche
funzionare come ESEGUIBILE al di fuori di FL STUDIO. Ci sono plugin che per poter funzionare
devono per forza appoggiarsi ad un applicazione in grado di eseguirli, mentre altri come FM7 in
grado di funzionare da soli.
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 40 -
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Esiste una piccola applicazione che, consente l'esecuzione dei VST Plugin senza dover per forza
aprire FL STUDIO 4. E' molto utile per provare i plugin senza essere costretti ai rallentamenti ed
alla quantità di CPU e RAM utilizzati da FL STUDIO. Ouesta applicazione, si chiama VSTHOST, ed è
semplicemente un "esecutore" di VST.
Ma cosa sono effettivamente questi VST PLUGIN? Sono semplicemente dei file ".dll".
Ouesto ad esempio è un altro bellissimo PLUGIN che consiglio caldamente di acquistare: il
SuperWave PS, che emula il mitico ROLAND JPS, sintetizzatore analogico utilizzato parecchio dagli
artisti del passato.
Elencare tutti i plugin esistenti occorrerebbe un manuale intero. Sappiate che ogni giorno, in tutto
il mondo vengono scritti Plugin. Tra i produttori di Plugin consiglio caldamente di visitare i siti di
Native instruments (http:]]www.native-instruments.net]} che ha prodotto anche un emulatore
dell'organo HAMMOND B4 (spettacolarel}, poi ovviamente il sito di FL STUDIO (www.flstudio.com}
che vi rimanderà a numerosi siti di produttori di Plugin, tra cui ReFX, produttore degli ottimi
emulatori di chitarra elettrica FL_SLAYER (già incluso in FL STUDIO 4.5.2} e SLAYER II (scaricabile
in versione DEMO dal sito di ReFX}.
Tra i poduttori merita una citazione anche Artruria, che ha prodotto oltre che a "Storm" (un
software molto potente per fare musica} anche il Minimoog V, eccolo in tutto il suo splendore.
Sicuramente qualcuno tra i non giovanissimi lo ricorderà con nostalgia:
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 41 -
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Funziona esattamente come l'originale Minimoog. Cliccando sul pannello superiore addirittura
verranno visualizzati tutti i connettori interni che aveva il vero MiniMoog sollevando il pannello dei
controlli.
Per quanto riguarda gli effetti, anche qui FL STUDIO mette a disposizione un elevato numero di
effetti. L'elenco completo dei Plugin di effetti è disponibile nel manuale in linea. Anche in questo
caso, produttori di terze parti producono plugin esterni (sempre con tecnologia VST o DirectX}.
Ad esempio AKAI (un marchio famosissimo} è uno dei tanti produttori oltre che di apparecchiature
come tastiere anche di Plugin VST.
NOTA: i Plugin richiedono CPU e quantità di RAM adeguate. Soprattutto se utilizzate plugin pesanti
e se ne utilizzate parecchi in esecuzione sul vostro progetto FL STUDIO. E' impensabile utilizzare
anche un quantitativo non troppo elevato di Plugin, tracce e audio senza una macchina adeguata.
Per questo per FL STUDIO sono consigliati l'uso di CPU veloci (intorno ai 1,5GHz} e RAM minimo da
256 MB. Una elevata complessità di calcolo potrebbe rendere non suonabile il vostro progetto.
Sarebbe frustrante scoprire che, dopo ore di fatiche per aver composto il vostro brano, scoprire che
FL STUDIO si blocca o peggio ancora che l'intero sistema operativo si blocchi, costringendovi al
riavvio e alla perdita del vostro lavorol
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 42 -
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LINK DEI CONTROLLI VERSO ALTRI CONTROLLI.
Oualunque manopola o slider, sia interno a FL STUDIO o plugin esterno, puo essere controllata da
un altro controllo o da piú controlli che, possono essere a loro volta sempre interni a FL STUDIO,
esterni oppure comandati da remoto via MIDI, oppure ancora comandati da plugin e]o software
esterni.
Ouesto offre sicuramente la creazione di effetti o eventi particolari.
Vediamo un esempio pratico di LINK tra due controlli. Gli eventi scatenati dal primo, influiscono sul
comportamento del secondo controller.
Aprite il progetto sul quale stavamo costruendo il giro di batteria. Dovreste avere ancora il canale
"PAD_FantasyC3" nello step sequencer. Se non ce lo avete, utilizzate pure un altro canale qualsiasi
come ad esempio il KICK o altro (anche se l'effetto che otterremo non si adatta bene a suoni corti
come il KICK, SNARE ecc}. Ouesto esempio serve solo per darvi l'idea di cio che stiamo per fare.
Assegnate un canale al Mixer (rimando per chi non lo ricordasse alla sezione IL MIXER - UN PO DI
PRATCA ALLA SCOPERTA DELL'EFFETTO PERDUTO}.
Ora nel Mixer, per quel canale, selezioniamo l'effetto PAN-O-MATIC e Fruity Formula Controller
(potevano essere qualsiasi altri effetti, ma per rendervi piú chiara l'idea ho scelto questi due}.
Ecco come si presentano i 2 plugin:
Cliccate col mouse sulle frecce in alto a destra del pulsante "Chiudi" sul Formula Controller per
selezionare uno dei preset già disponibili. Cliccando su METER verrà visualizzata la formula
mediante un grafico (quando la song è in riproduzione}. Se siete proprio curiosi, provate per un
attimo a premere PLAY e vedrete il grafico.
Fermate tutto e concentriamoci sul PAN-O-MATIC. Avete individuato la manopolina "PAN"? Bene,
ora cliccate col tasto DESTRO del mouse, selezionate la voce "Link To Controller".
Comparirà la finestra "Remote Control Settings":
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 43 -
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Dal combo-box nel riquadro INTERNAL CONTROLLER, selezionate Fruity Formula Controller. Per
confermare cliccate sul segno di spunta in basso a destra della finestra.
Ora fate partire la song. Se avete eseguito tutto correttamente, vedrete la manopola "PAN" del
PAN-O-MATIC seguire l'andamento datogli dal Formula Controller ed il grafico del PAN-O-MATIC
muoversi.
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 44 -
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GENERATORI PLUGIN DI EFFETTI.
Cosi come i generatori di suono, anche gli effetti si presentano sottoforma di plugin. FL STUDIO ve
ne mette a disposizione un gran numero, ed altri possono essere scaricati ed ascuistati in Internet
dai rispettivi produttori.
Non tratteremo il significato delle varie funzioni di ciascun effetto poiché lo spazio a disposizione
richiederebbe un manuale apposito. Sul manuale di FL STUDIO, questi sono spiegati piú che bene,
tranne uno che è davvero molto interessante, e che per questo ho deciso di dedicargli appieno
questa sezione: il FRUITY VOCODER.
Il VOCODER, avvalendosi di sample audio, produce effetti di voci piú disparati, come voci
"robotizzate". Inoltre, è possibile far cantare voci PARLATEl Ovvio che è possibile far passare
qualsiasi cosa si desideri attraverso il VOCODER, ma sicuramente la voce è quella che meglio si
adatta.
Andate nel Tree-View alla voce "Projects", selezionate "Cool Stuff" e infine "Vocoder Test". E' un
esempio di cio che è possibile fare mediante questo plugin.
Premete PLAY per ascoltare l'esempio.
Se avete fatto attenzione, sullo Step Sequencer sono visibili 2 canali: un Audio Clip ed un
PolisynthB (che non è altro che un SymSynth}.
Nella PlayList noterete sia la parte "pattern1" che non è altro che una parte ripetuta di una serie di
accordi suonati col PoliSynthB, e una parte audio "I will vocals mono".
Ma vediamo da vicino come funziona questo VOCODER. Se non è visualizzato, andate nel Mixer,
selezionate la traccia "Voco" e vedrete il Fruity Vocoder. Cliccateci pe visualizzarlo. Ecco come si
presenta il plugin in questione:
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 45 -
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Al vocoder servono due sorgenti per poter funzionare: il sample audio, detto MODULATORE e la
portante, detta CARRIER.
Se fate attenzione al Mixer, noterete alcune tracce chiamate rispettivamente "Mod" e "Carr" (i
nomi possono essere diversi se lo volete}.
Occorre sapere, che le due sorgenti devono stare su canali del mixer differenti, ma anche il
posizioni stereo differenti. Noterete infatti che, per le tracce "Mod" e "carr", è stato settato il PAN
rispettivamente tutto a sinistra nel primo, e tutto a destra nel secondo.
Ora concentriamoci sempre su queste due tracce: guardate attentamente in basso dove viene
diretto l'output di entrambe:
"Mod" e "Carr" non sono diretti verso il MASTER come le altre tracce, ma semplicemente dirottate
verso la traccia "Voco", che è quella in cui è presente il Fruity Vocoder.
Ok, ora che sappiamo come impostare i canali e le tracce per il VOCODER, è ora di esaminare le
funzioni che questo offre. Nel vocoder ci sono alcune levette (slider} ed alcune manpole oltre che
alcuni pulsanti. Segue una descrizione dettagliata di ciascuna funzione.
Per la sezione FREO abbiamo:
1. FORM: questo slider agisce come un filtro CUT. Piú questo slider viene sollevato, e piú
l'output risultera privo di basse frequenze.
2. MIN: Regola la frequenza minima di ingresso nel vocoder.
3. MAX: Regola la frequenza massima di ingresso nel vocoder e quindi il livello di alte
frequenze.
4. INV: Inverte le funzioni delle manopole appena descritte.
5. BW (BandWidth}: Filtro passa banda utilizzato per il Carrier. Funziona come un CUT e RES.
Per la sezione ENV:
1. ATTACK: Fade In. Funziona come l'IN trattato nel Channel Settings.
2. DECAY: Funziona come l'OUT trattato nel Channel Settings
Per la sezione MIX abbiamo tre slider, con 3 piccoli led (pulsantini} sopra ciascuno di essi, ed una
piccolissima dicitura "L" o "R" sopra i primi due:
1. Il primo slider, controlla il livello del volume di uscita del canale "Modulatore".
2. Il secondo slider, controlla il livello del volume di uscita del canale "Carrier".
3. Il terzo controlla il livello del volume in uscita del MIX di entrambi. Miscelando Modulatore e
Carrier.
4. Pulsante "L" e "R", swicth tra modulatore e carrier. Cliccando col pulsante sinistro del mouse
sopra di essi, a seconda che il Modulatore sia impostato nel Mixer come traccia sinistra o viceversa.
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 46 -
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Sotto troviamo l'equalizzatore grafico:
Cliccando col mouse sulle barre potete variare ciascuna frequenza. Potete inoltre scegliere il
numero di bande visualizzabili (attenzione, perché piú bande usate e piú CPU verrà usata dal
vocoder} ed il tipo di filtro tra i 3 disponibili. Piú alto il valore (max. 3} e piú esalterete le frequenze
alte.
MANUALE DI FL STUDIO 4.5.2 – ITALIANO - - 47 -
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CONCLUSIONE E CONSIGLI PER LA COMPOSIZIONE.
Ora che avete appreso gli strumenti necessari per poter fare musica con FL STUDIO (non tutte le
sue funzioni sono necessarie}, siete veramente pronti per tirar fuori delle hit da far impallidire
chiunquel I consigli che seguono sono rivolti NON a utenti esperti (con un discreto bagaglio
musicale}, bensi ai principianti desiderosi di coronare il sogno di realizzare i propri capolavori:
1. Non strafatel Soprattutto se siete all'inizio, correte solo il rischio di complicare le cose. Se non
siete convinti di una parte che stavate facendo, piuttosto fermatevi e riprendete il lavoro in un
secondo tempo.
2. Alcune parti, magari molto belle se prese singolarmente suonano "da Dio", ma nell'insieme del
resto stanno male? Non abbiate timore di cancellarlel Ricordatevi che, quando componete un
brano, la coerenza e la chiarezza sono importantissimel Non vi mettete ad esempio a parlare di
donne nel bel mezzo di un discorso di calcio, a meno che non vi capiti l'appiglio. E' un esaferazione
ok, ma utile a chiarire il concetto. Se non tenete conto di questo, il risultato finale non sarà un
brano bello, ma uno schifo totalel
3. Ascoltate piú generi di musica possibile. Solo cosi' riuscirete ad aumentare le conoscenze e le
idee per creare veri capolavori. Non storcete il naso di fronte a nulla. Non limitatevi solo ad
ascoltare il genere preferitol
4. La coerenza è molto importantel Non dimenticatevelo, quando andrete a fare uno stacco in nove
ottavi su un pezzo in cinque quartil
5. Si accettano domande e CONSIGLI. Perché non si finisce mai di imparare. Percio, se avete dubbi
o volete semplicemente darmi consigli tecnici e]o pratici, non esitate a scrivermi all'indirizzo
synthex@libero.it.
Concludo qui, augurandovi buona fortuna e soprattutto, buona composizione.
GARCIA ISACCO.