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L’ALLENATORE: IL RAPPORTO CON L’ARBITRO

Dipende da i punti di vista ma è sempre colpa dell’arbitro. La squadra che perde ( a volte
anche con un sonoro passivo) è solita dare la colpa all’arbitro, e la squadra che vince invece
dà i meriti al mister, all’organizzazione di gioco, ecc.
Spesse volte ci imbattiamo in scene da western sui campi di gioco, dove tutti sono contro
l’arbitro, o dove molti si scontrano, a dir loro, per colpa dell’arbitro.
Ogni allenatore dovrebbe essere la prima persona ad aiutare l’operato del giudice di gara.
Sembra marginale, ma per esempio,le continue richieste da parte dell’allenatore dalla
panchina di fuorigioco, punizioni, ecc,non fanno che diminuire l’attenzione dell’arbitro e
aumentare la sua pressione. A mio avviso, questo è uno dei comportamenti più sbagliati
nei confronti dell’arbitro, sia per quanto riguarda la direzione della gara, sia per l’esempio
che si da ai nostri giovani calciatori, se ci troviamo ad allenare in un settore giovanile.
Sappiamo tutti che l’allenatore delle giovanili e una sorta di modello da seguire da parte
dei ragazzi, e se l’allenatore tende ad enfatizzare il suo atteggiamento contro l’arbitro, per i
ragazzi questo è un atteggiamento giusto perché svolto dal proprio allenatore. Niente di
più sbagliato.
A tutti è capitato di prendersela con l’arbitro, ma si dovrebbe sempre cercare di mantenere
la calma, di parlare con l’arbitro piuttosto che urlare all’arbitro. Anche lui si troverebbe più
a suo agio e con una minor pressione da fronteggiare e quindi con una possibilità minore di
commettere errori. Indipendentemente dall’esito della partita, anche a fine gara sarebbe
utile confrontarsi con l’arbitro,su perché ha applicato quel metro di giudizio, sulle varie
regole applicate , ecc, sempre mantenendo calma e spirito di confronto, sapendo che
anche se questa volta è andata così per una svista contro la partita successiva può
accadere l'inverso.
Specie nelle partite di settore giovanile, gli arbitri designati per la conduzione della gara
sono ragazzi, giovani magari con un paio d’anni superiore ai giocatori o magari anche di
pari età. Per questo non ci dobbiamo dimenticare, che come noi veniamo da una settimana
di lavoro, anche loro possono essere stanchi e facilmente suscettibili a determinate
situazioni. Anche loro possono aver fatto un lungo viaggio per arrivare al campo e dirigere
una partita nelle prime ore del mattino con una temperatura ostile e campi impraticabili, e
loro come noi sentono tutto questo.
Gli arbitri in messo al campo sono soli conto 22 giocatori più le rispettive panchine. Se un
nostro giocatore commette un errore, un piccolo incoraggiamento può farlo risollevare di
morale e fargli disputare la sua miglior partita, ma all’arbitro chi lo incoraggia?! Deve farlo
da solo e molte volte non è facile, avendo tutti contro sentendo dagli spalti solo urla contro
e nessun plauso.
Come per tutti nel mondo dilettantistico, anche per gli arbitri , il calcio è una passione e
non un lavoro. Proprio per questo dovrebbero essere applauditi per la loro costanza e loro
voglia di mettersi in gioco tutte le domeniche contro uno stadio intero, e noi dovremmo
cercare di aiutarli proprio per non fargli perdere la pazienza e la loro voglia di calcio.
A dire il vero nemmeno la televisione, le trasmissioni calcistiche, ci aiutano a migliorare il
nostro atteggiamento nei confronti del direttore di gara, perché prima di modificare il
nostro comportamento dovremmo modificare le nostre abitudini calcistiche, soprattutto
iniziando dal dopo partita.

Angelo Iervolino
Allenatore Calcio Giovanile