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Jean-Bedel Bokassa

Jean-Bedel Bokassa, noto anche come Salah Eddine


Ahmed Bokassa (Bobangi, 22 febbraio 1921 Bangui,
3 novembre 1996), stato Presidente della Repubblica
Centrafricana (dal 1 gennaio 1966 al 4 dicembre 1976)
e poi imperatore dell'Impero Centrafricano (no al 21
settembre 1979) col nome di Bokassa I.
Fu destituito da David Dacko.

Primi anni

Bokassa nacque a Bobangi, nella colonia francese chiamata Africa Equatoriale Francese, oggi Repubblica Centrafricana. Il padre si chiamava Mindogon Mbougdoulou,
era un capo villaggio ed insieme alla moglie Marie Yokowo ebbe dodici gli, che trascorsero l'infanzia nel borgo
di M'Baka situato nella prefettura di Lobaye, a circa 80
chilometri a sud ovest di Bangui[1] .

Francobollo da 40 F, del 4.12.1977,


emesso in occasione dell'incoronazione di Bokassa I

grammatica scritto da un tale Bedel, decise di chiamare il


ragazzo Jean-Bedel[5] . Ci fu un tentativo di farlo diventare prete, ma i suoi docenti ritennero che non avesse n la
cultura n la bont d'animo per poter intraprendere questa missione: in ogni caso, Bokassa riusc ad ottenere il
diploma.
Dopo aver lavorato come cuoco a Brazzaville, il 19 maggio 1939 si un da privato (su suggerimento di suo nonno
M'Balanga) all'esercito della Francia libera[5] . Inizi cos
la sua carriera di soldato professionista, che alla ne della
seconda guerra mondiale lo avrebbe portato ad ottenere
il grado di sergente maggiore (novembre 1941[6] ) nonch
due importanti decorazioni: la Legion d'Onore e la Croce
di Guerra[7] .

La corona imperiale di Bokassa I

Nel 1927 Mbougdoulou, ascoltando i consigli del


"santone" Karnu, decise di resistere alla dominazione
francese[2] : scontto, venne brutalmente ucciso il 13 novembre dello stesso anno e una settimana dopo anche la
madre di Bokassa decise di suicidarsi, perch incapace
di sopportare il dolore della perdita del coniuge[1][3][4] .
Rimasto orfano, i suoi parenti decisero di assicurargli
l'iscrizione in una scuola di missionari cattolici[5] .

Successivamente, frequent la scuola di formazione per


uciali a Saint-Louis, in Senegal. Il 7 settembre 1950
Bokassa si trasfer in Indocina come esperto di trasmissioni e venne dislocato a Saigon[8] ; il militare centrafricano partecip ad alcune battaglie della guerra d'Indocina
ed il suo periodo di servizio si concluse nel marzo del
1953.

Continu la sua carriera militare e il 1 luglio 1961 venne


Si impegn ad imparare bene la lingua francese ed un suo promosso al grado di capitano[9] . Lasci l'esercito franinsegnante, vedendo che era molto attaccato ad un libro di cese nel 1962 per arruolarsi nell'esercito della Repubbli1

2 IL GOVERNO, LA DITTATURA E L'IMPERO

ca Centro Africana, in cui ebbe n dall'inizio il grado di


comandante[10] . Cugino del Presidente David Dacko e nipote del predecessore Barthlemy Boganda, Bokassa arriv al grado di colonnello e capo di stato maggiore delle
forze armate[11] .

Il governo, la dittatura e l'impero

fricain, uni au sein du parti politique national, le MESAN,


Imperatore del Centro Africa per volere del Popolo Centro Africano, unito nel seno del partito politico nazionale,
il MESAN).
La cerimonia dell'incoronazione fu sfarzosa e Bokassa,
con in mano lo scettro preziosissimo, emulo di Napoleone
I e alla presenza del vescovo di Bangui, suo cugino, cinse la corona da solo: era d'oro massiccio, tempestata da
5000 diamanti e realizzata in Francia come tutti gli altri
accessori.
Il corteo imperiale era partito dal palazzo del Rinascimento, sede della corte, in direzione della cattedrale: il
cocchio, color verde-oro con l'aquila araldica, era trainato da bianchi cavalli normanni e portava la coppia imperiale e il principe ereditario Jean-Bedel di quattro anni;
Catherine sfoggiava un manto di ermellino, come il consorte, e un diadema aureo. Concluso il rito, Bokassa I si
sedette sul gigantesco trono, a forma di aquila, di bronzo
dorato, del peso di due tonnellate e costellato da 785.000
perle e un milione di cristalli.

L'ingresso del palazzo di Berengo

Il 1 gennaio del 1966, con la nazione in gravi dicolt


economiche, Bokassa esautor l'autocratico Dacko con
un audace colpo di Stato ed assunse il potere come presidente della Repubblica e capo dell'unico partito politico legalmente ammesso, il Movimento per l'Evoluzione
Sociale dell'Africa Nera (MESAN)[12] .
Il 4 gennaio dello stesso anno Bokassa abol la costituzione del 1959 ed inizi a governare per decreto. Nell'aprile
del 1969 un tentato e fallito colpo di Stato[3] dette la possibilit a Bokassa di consolidare il proprio potere. Nel
marzo del 1972 si autoproclam presidente a vita.
Scongiur un altro colpo di Stato nel dicembre del 1974
e sopravvisse ad un attentato alla sua vita realizzato nel
febbraio del 1976[13] . Dopo l'incontro con il leader libico
Ghedda avvenuto nel settembre del 1976, Bokassa decise di convertirsi all'islamismo e cambi il suo nome in
Salah Eddine Ahmed Bokassa.
Si ritiene che questa sia stata una mossa calcolata per avere gli aiuti nanziari libici e non certo dettata da motivi
spirituali. Riabbracci il Cristianesimo dopo pochi mesi. Nel settembre del 1976 Bokassa sciolse il governo
e lo rimpiazz con il Consiglio della rivoluzione Centrafricana. Il 4 dicembre 1976, al congresso del MESAN,
Bokassa dichiar la trasformazione della repubblica in
monarchia e la nascita dell'Impero Centro Africano.
Promulg una costituzione imperiale, si convert nuovamente al cattolicesimo e il 4 dicembre del 1977, esattamente un anno dopo la trasformazione monarchica si autoproclam imperatore col nome di Bokassa I,[14] attenendosi ad un solenne rituale (il titolo completo era Empereur de Centrafrique par la volont du Peuple Centra-

Segu, inne, il lauto banchetto con le pi costose prelibatezze e il personale in costume ottocentesco. Deposta la pesante corona, il monarca indossava un diadema
d'oro riproducente un ramoscello di lauro.[15] Bokassa
tent di giusticare la sua azione con la scusa che creare
una monarchia avrebbe aiutato il Centro Africa ad elevarsi dal resto del continente e guadagnarsi il rispetto del
mondo. La sua mossa per ebbe solo conseguenze negative: ad esempio furono spesi pi di 20 milioni di dollari
per l'incoronazione[13] (che nelle forme volle rispecchiare
quella di Napoleone, idolo di Bokassa[16] ) e tale perdita
gett sul lastrico le gi esigue risorse del povero Stato.
Inoltre, nonostante fossero stati diramati moltissimi inviti, quasi nessun leader straniero partecip all'evento, pertanto il prestigio tanto agognato non fu aatto raggiunto:
addirittura Bokassa desiderava che fosse il papa Paolo
VI ad incoronarlo, ma ci non avvenne[17] . Molti ritengono che Bokassa fosse malato di mente e confrontano le
sue stravaganze egoistiche con l'altro ben noto dittatore
africano Idi Amin. Come su quest'ultimo, si hanno notizie non confermate che occasionalmente Bokassa avesse
mangiato carne umana. Anche se il nuovo impero era nominalmente una monarchia costituzionale, non vennero
fatte riforme democratiche di rilievo, in compenso rimase ampiamente praticata la soppressione con tutti i mezzi
degli oppositori politici.
Le torture erano largamente praticate, con la precisazione che di tanto in tanto lo stesso Bokassa partecipava ai
maltrattamenti. Nonostante la nazione si dirigesse verso
la dittatura, la Francia rimase il principale sponsor internazionale di Bokassa. Il presidente francese Valry Giscard d'Estaing fu un alleato fedele dell'impero e support il regime con aiuti nanziari e militari. In cambio Bokassa ospit molte volte d'Estaing in safari e lo riforn di
uranio, un minerale vitale per il programma nucleare militare francese[18] . Con il passare degli anni, comunque,

3
crebbero le critiche al presidente francese, specie quando Bokassa, frattanto, si era rifugiato in Costa d'Avorio, dove
venne rivelato che Bokassa gli regalava frequentemente sarebbe rimasto per quattro anni. Un tribunale nazionale
diamanti[19][20] .
lo condann a morte in contumacia nel dicembre del 1980
e tale provvedimento veniva sponsorizzato e approvato da
molti ex rivali politici del tiranno[23] .

La caduta

Nel 1985 Bokassa si trasfer in Francia, a 40 km da


Parigi, dove gli venne concessa ospitalit per i suoi trascorsi nell'esercito. Risiedette con la numerosa famiglia
nel castello di Hardricourt, ricostruito nell'Ottocento, che
aveva acquistato[13] . Il 24 ottobre del 1986 Bokassa fece inaspettatamente ritorno nel suo Paese lanciandosi in
paracadute da un aereo: nelle settimane precedenti, alcuni oppositori di Kolingba lo avevano contattato informandolo di un imminente colpo di Stato in Centrafrica e proponendogli di ritornare al potere, a patto che avesse garantito il mantenimento di relazioni fra il nuovo governo
e la Francia. L'operazione fu un fallimento e poco dopo
Bokassa venne arrestato e processato per alto tradimento,
assassinio, cannibalismo ed appropriazione indebita.

Il castello di Hardricourt, presso Parigi

A partire dal gennaio del 1979 l'aiuto della Francia a Bokassa si interruppe dopo la sommossa di Bangui che port
ad un massacro di civili[21] . Dal 17 al 19 aprile molti studenti vennero arrestati per aver protestato per l'obbligo
di utilizzare le costose uniformi scolastiche imposte dal
governo e di conseguenza circa 100 di loro vennero uccisi: venne detto che lo stesso Bokassa avesse partecipato al massacro e che avesse anche mangiato alcuni dei
corpi[22] .
L'ex presidente Dacko riusc ad ottenere l'aiuto del governo francese e riusc ad organizzare un colpo di Stato
il 20 settembre 1979 utilizzando truppe di Parigi mentre
Bokassa era in Libia: l'operazione Barracuda (cos venne
chiamato l'intervento, denito da Bokassa: l'ultima spedizione coloniale francese) venne diretta con successo
dal diplomatico francese Jacques Foccart.

Il palazzo di Berengo in rovina

Segu il processo. Dopo alcuni mesi, Bokassa fu scagionato dalle accuse di cannibalismo, ma fu comunque condannato a morte il 12 giugno 1987[24] . La pena fu commutata
in ergastolo nel febbraio del 1988 e poi ancora ridotta a
venti anni di carcere.
Con il ritorno della democrazia nel 1993, Kolingba concesse un'amnistia generale per tutti i condannati come
uno degli ultimi atti della sua presidenza e Bokassa fu
rilasciato il 1 agosto dello stesso anno[16] , vivendo i suoi
ultimi anni da uomo libero in una villa alla periferia di
Bangui. A coloro che vennero ad intervistarlo parl di
un incontro segreto con il Papa, che a suo dire lo aveva incaricato, negli anni in cui era regnante, di una nuova evangelizzazione del continente africano. Dichiar anche di sentirsi tradito da quella Francia per la quale aveva
combattuto da giovane.[25]

Mor di infarto a Bangui il 3 novembre del 1996, all'et


di 75 anni. L'ex imperatore fu sepolto tra le rovine del
suo palazzo di Berengo, a Bobangui (suo villaggio natale,
Dacko rimase in carica come presidente no a quando non a 65 km da Bangui): sotto un padiglione di legno vigilato
venne rovesciato il 20 settembre 1981 da Andr Kolingba. da una statua che lo ritrae. Il capo della casa imperiale
Tomba di Bokassa (palazzo di Berengo)

10

COLLEGAMENTI ESTERNI

Bokassa, in esilio in Francia, il principe della corona [21] Martin Meredith, The Fate of Africa, pag. 230.
e imperatore titolare Jean-Bedel Bokassa II, glio dell'ex
imperatrice Catherine, che, bambino in uniforme, aveva [22] Papa in the Dock, Times Magazine
partecipato con i genitori alla spettacolare incoronazione [23] Christenson 1991, pag. 37.
del 1977.

[24] Cannibal Emperor Bokassa Buried in Central African


Republic

Ascendenza

[25] Smith-Faes, p. 123

7 Bibliograa
5

Onoricenze

5.1

Onoricenze centrafricane

5.2

Onoricenze straniere

Note

[1] Titley 1997, pag. 7.


[2] Titley 1997, pag. 6.

J. B. Bokassa, Ma vrit, Paris, 1985.


J. B. Bokassa, Saga Bokassa, Paris, 2000.
P. Pan, Bokassa Ier, Paris, 1977.
C. Ruo, Papaia, Longanesi, Milano, 1980.
S. Smith - G. Faes, Bokassa 1er, Paris, 2000.

8 Voci correlate

[3] Appiah & Gates 1999, pag. 278.

Impero Centrafricano

[4] Howard Waring French (5 novembre 1996).Jean-Bedel


Bokassa, Self-Crowned Emperor Of the Central African
Republic, Dies at 75, New York Times

Echi da un regno oscuro, documentario su Bokassa


diretto da Werner Herzog

[5] Titley 1997, pag. 8


[6] Titley 1997, pag. 9.
[7] Lloyd Garrison, Coups, Dahomey Style. New York Times,
7 January 1966 pag. 2.
[8] Delpey 1981, pagg. 166167.
[9] Titley 1997, pag. 10.
[10] Titley 1997, pag. 23

9 Altri progetti

Wikimedia Commons contiene immagini o


altri le su Jean-Bdel Bokassa

10 Collegamenti esterni

[11] Bokassa 1985, pag. 21

Esempio di francobollo imperiale (JPG), linns.com.

[12] Titley 1997, pag. 27.

Esempio di moneta imperiale (JPG), notalia.com.

[13] Lentz 1994.

Bandiera imperiale (GIF), ag.de.

[14] Kalck 2005, pag. xxxv.


[15] Smith, p. 88
[16] La voce Jean-Bedel Bokassa nell'Enciclopedia Britannica
[17] BOKASSA, IMPERATORE CANNIBALE, La Repubblica,
5 novembre 1996
[18] Shaw 2005, 50.
[19] Hoyle, Russ (30 marzo 1981), A Campaign Catches
Fire, Time
[20] Fuller, Thomas (28 febbraio 2002). But ex-presidents past
looms large: Giscards new role at heart of Europe, New
York Times

11
11.1

Fonti per testo e immagini; autori; licenze


Testo

Jean-Bedel Bokassa Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Bedel_Bokassa?oldid=82448196 Contributori: Gac, TierrayLibertad, Panairjdde, SpeDIt, Cruccone, Blackcat, Resigua, Mauriziogio, Pil56, Malemar, Yupa, Alec, YurikBot, INeDiA, Marko86, Moongateclimber,
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11.2

Immagini

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