You are on page 1of 3

Moto parabolico

1
3
2

Lo strumento utilizzato risale alla fine del ‘700;
permette uno studio completo del moto sia dal
punto di vista geometrico che fisica con particolare
attenzione al principio di conservazione
dell’energia.
E’ interessante analizzare la relazione tra la gittata e
la quota di caduta del grave come proposto da
Galileo sfruttando anche conoscenze di geometria
euclidea.

Come mostrato in figura lo strumento propone tre traiettorie parabolica indicate con 1 2 3 .
Nella seconda traiettoria l’angolo di caduta è pari a 45°, quindi vx=vy=vcos45.
Considerazioni geometriche.
Le seguenti osservazioni possono essere proposte in una I liceo, come completamento allo studio
delle coniche; potrebbe essere interessante affiancare lo studio con il programma Derive.
Si richiede di ricavare l’equazione della parabola noti tre punti. Si considerano come asse y la retta
verticale HO e come asse x la retta AO.
L’equazioni risultano le seguenti:
traccia 1 : y = x2/45
traccia 2 : y = x2 + bx
traccia 3 : y = 4x2/45+

A

A’

Traccia 1 e 2:

Hanno uguale ampiezza

La curva 2 è la traslata rispetto alla 1di un vettore pari ad AA’; si può verificare calcolando i
vertici delle due parabole

Si possono calcolare le intersezioni tra le due curve

Curve 1 e 3:

La curva 3 è uno stiramento della1 secondo la trasformazione:
x’ = x/2
y’ = y

Si partendo dalla 1 effettuando lo stiramento e la successiva traslazione

Conclusioni:
l’analogia formale delle tre curve è riconducibile ad una unica causa!
Considerazioni fisiche:
Si osserva che per 1 e 2 la pallina cade “ da uguale altezza” per la 3 la caduta è spostata un po’ più
in alto.
In realtà si osserva una piccola differenza che verrà analizzata in seguito, tuttavia è trascurabile in
prima approssimazione; le due curve sono infatti l’una la traslazione dell’altra e quindi l’altezza è
identica.
La pallina lungo la traiettoria 3 produce una curva analoga, ma percorre un tragitto più lungo e
quindi è soggetta a una maggiore dispersione per attrito e per il rotolamento, pertanto è necessario
avere una maggiore energia potenziale e quindi una quota più alta.
Considerazioni quantitative.
Teoricamente si deduce che per la 1 :
OA= d = 2 HC
Con HC2 = HO * BH
BH = h dislivello di caduta prima della traiettoria
Da considerazioni cinematiche h = v2 /2g (eq.2)
Si capisce, ora , i motivo per cui le altezze sono uguali.
H
Bisogna tenere presente la perdita di energia per:
1. rotolamento della sfera
2. attrito sul binario
A

O

1. Momento d’inerzia I = 2 m r2/5 riferito al baricentro della sfera. Energia necessaria per il
rotolamento: Er = I 2 / 2.
Per i motivi di cui ai punti 1 e 2 la quota di partenza del grave deve essere maggiore.
Trascuro la perdita di energia per attrito:
Per il principio di conservazione dell’energia:
mgh = mv2/2 + I 2/2

( Eq. 3)

in realtà sono variazione di energia; la sfera parte da ferma e quindi vi e i iniziali sono pari a 0;
quindi  = v2/r
L’equazione 3 si trasforma:
mgh = mv2/2 + [(2mr2/5) v2/r2]2

( Eq. 3)

semplificando:
gh = 7 v2/10
Sperimentalmente si ha:
h = BO – HO = 61-45=16 cm=0.16 m
V sperimentale = gh10/7 = 1.497 m/s
Confrontando con quanto previsto teoricamente:
HC 2 = HO BH con HO = 45 cm
AO = d = 2 HC con AO = 45 cm
HC = 2205 cm
Da cui BH = HC 2 / HO = h = 11.25 cm = 0.1125 m contro i 0.16m sperimentali
La velocità teorica = 2gh da considerazioni cinematiche è 1.485 m/s


’ = 8% circa