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Il paradosso dei buchi neri

Ing. Silvano DOnofrio

Ci hanno raccontato della esistenza di questi corpi chiamati buchi neri che ingoiano tutto ci che
capita dalle loro parti.
Anche se non sono stati mai osservati direttamente la loro esistenza stata rilevata dagli effetti che
producono sullo spazio circostante.
La loro esistenza credibile perch questi corpi sono previsti dalla relativit generale di Einstein.
Sono corpi talmente densi da deformare lo spazio tempo e a causa dellelevato campo
gravitazionale prodotto anche i fotoni che viaggiano alla velocit di 300.000 km/s non riescono a
sfuggire. Per questo motivo vengono chiamati buchi neri, perch non visibili in assenza di luce.
Detta in maniera pi scientifica la deformazione dello spaziotempo dovuta ad una massa cos densa
tale che la luce subisce, in una simile situazione limite, un redshift gravitazionale infinito. In altre
parole, la luce perde tutta la sua energia cercando di uscire dal buco nero e finisce per caderci
dentro.
Tutto questo lo sapete gi. Credo.
Ma non tutti sono dello stesso avviso. C chi respinge questa teoria.
Vediamo il motivo.
Gli scienziati ritengono che i buchi neri si formano quando una stella massiccia collassa sotto la
propria gravit in un singolo punto nello spazio (per capire cosa significa, immagina la terra che
viene schiacciata in una palla delle dimensioni di una nocciolina). Questo singolo punto viene
chiamato singolarit.
Si crede anche che ci sia una membrana invisibile conosciuta come lorizzonte degli eventi che
circonda la singolarit. Attraversando questo orizzonte non si potrebbe mai pi tornare indietro.
Questo il punto in cui la forza gravitazionale di un buco nero cos forte che nulla pu sfuggire.
In realt qualcosa sfugge. E quella che viene chiamata la radiazione di Hawking, una radiazione
termica emessa dal buco nero.
C tuttavia una differenza importante tra la radiazione del buco nero, cos come calcolata da
Hawking, e la radiazione termica emessa da un corpo nero. Una radiazione termica contiene
informazioni sul corpo che lha emessa, mentre la radiazione di Hawking sembra non contenerne:
dipende solo dalla massa, dal momento angolare orbitale e dalla carica del buco nero.
Alla met degli anni settanta, Stephen Hawking fece una serie di scoperte inquietanti, secondo cui i
buchi neri potrebbero evaporare, o anche esplodere, e distruggere tutta linformazione sulla materia
caduta al loro interno.
Questo scenario tuttavia contrasta con una legge fondamentale della teoria quantistica secondo la
quale nessuna informazione delluniverso pu scomparire.
In pratica la domanda la seguente: cosa succede ad un oggetto risucchiato in un buco nero?
Continua ad esistere o viene perso per sempre?
Gli sforzi per combinare le due teorie della relativit generale e la teoria quantistica portano ad un
assurdo matematico, noto come il paradosso della perdita di informazioni nei buchi neri.
Allora c chi afferma che i buchi non esistono. E il problema risolto.
Laura Mersini-Houghton, professore di fisica presso lUniversit del North Carolina a Chapel Hill
(USA), ha detto che matematicamente dimostrato che i buchi neri non esistono.

Vediamo il suo ragionamento.


Gli scienziati ritengono che i buchi neri si formano quando una stella massiccia collassa sotto la
propria gravit in un singolo punto nello spazio.
La fisica daccordo con Hawking che, quando una stella collassa sotto la propria gravit, produce
la cosiddetta radiazione di Hawking, una radiazione termica. Tuttavia, nel suo nuovo lavoro,
Mersini-Houghton dimostra che attraverso il rilascio di questa radiazione, la stella lancia anche la
massa. Cos, la stella si restringe e non ha pi la densit necessaria per diventare un buco nero.
Secondo il ricercatore, prove sperimentali potrebbero un giorno fornire la prova fisica se o non ci
sono buchi neri nelluniverso. Per ora, la matematica dimostra definitivamente che i buchi neri non
esistono.

Ma proprio cos?
Non curante di ci il celebre fisico Stephen Hawking, insieme al suo team, ha fornito una possibile
soluzione al cosiddetto paradosso dellinformazione del buco nero, uno dei misteri pi fitti nel
campo della fisica.
I dettagli sono stati resi noti in un articolo estremamente tecnico, Soft hair on black holes (Soffici
capelli sui buchi neri).
La cosa migliore riportare una sintesi dello stesso Stephen Hawking.
Ci che ipotizzo che linformazione non venga immagazzinata allinterno del buco nero, come ci
si aspetta, ma sul suo bordo, sullorizzonte degli eventi, ha spiegato Hawking nellagosto del 2015.
Il nocciolo di questo ragionamento che i buchi neri non sono cos neri come vengono dipinti.
Non sono le prigioni eterne che immaginiamo. Le cose possono venire fuori da un buco nero e
possibilmente raggiungere anche unaltra dimensione.
Quando una particella carica entra in un buco nero, aggiunge un fotone. come se aggiungesse un
pelo.
Ora c tutta una questione tra scienziati attorno a questo pelo che in qualche modo Hawking si
allaccia in risposta con il suo articolo (Soft hair on black holes) che non sto a spiegare.
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Sta di fatto che quando le particelle cariche vengono risucchiate in un buco nero, dunque, le loro
informazioni lasciano dietro di s una specie di impronta olografica a due dimensioni sullorizzonte
degli eventi.
Questo significa che, mentre tutti i componenti fisici delloggetto potrebbero essere totalmente
rimossi, dimenticati, la sua impronta potrebbe continuare a vivere.
Quello che rimane un ologramma delle particelle entranti che contiene tutta linformazione che
altrimenti andrebbe persa, ha spiegato lo scienziato.
Secondo il fisico, le radiazioni rilasciate dal buco nero potrebbero portare con s un po di
informazione dellorizzonte degli eventi, ma difficilmente questa rimarrebbe inalterata.
In pratica il buco nero pu cancellare linformazione, pur conservandola.
Secondo lo scienziato, quindi, qualsiasi cosa venga risucchiata da un buco nero, una parte di essa
rimarrebbe intrappolata nel cosiddetto orizzonte degli eventi, la sfera che circonda il buco nero, per
poi riemergere nel nostro universo o in uno parallelo attraverso la radiazione di Hawking.
Dunque, Hawking ritiene di aver risolto il paradosso assumendo che la radiazione Hawking sia
proprio il mezzo attraverso il quale linformazione pu essere trasportata verso lesterno una volta
prodotta nellorizzonte degli eventi. Questa radiazione, chiamata radiazione Hawking, descrive,
quindi, il destino finale di tutti i buchi neri. Per, la cosa peggiore che la radiazione Hawking non
ha memoria di ci che precipita nel buco nero. Questo ci che sta alla base del paradosso
dellinformazione: alla fine, linformazione che entrata nel buco nero viene persa nel corso del
tempo.
Non crediate che stiamo ricevendo un messaggio dalla parte interna di un buco nero, afferma
Hawking. Linformazione contenuta nelle particelle che entrano verso il buco nero viene ritornata
in una forma caotica che non pu essere utilizzata. Questo risolve il paradosso dellinformazione,
ma dal punto di vista pratico linformazione viene perduta.
Se linformazione non avesse una forma caotica, un osservatore sarebbe in grado di ricostruire
qualsiasi cosa che sia precipitata nel buco nero ma si dovrebbe aspettare un tempo estremamente
lungo.
Quanto tempo?
Occorrono 1067 anni prima che un buco nero di massa solare evapori completamente e 10100 anni
per un buco nero supermassiccio. Alla fine, quindi, non ci saranno pi buchi neri ma solo un mare
di radiazione termica di corpo nero.
Una ricerca che, secondo alcuni, potrebbe valere il Nobel ad Hawking.
Il mio cane che ha sempre qualcosa da ridire mi dice che se le cose stanno cos perch preoccuparsi
cos tanto del paradosso.
Scusatelo, lui un cane che non sa che farsene di questi problemi, ha altro per la testa.