LE FORTIFICAZIONI

DELLA ROCCA 01 GIBILTERRA

Carlo Alfredo CLERICI e Francesco CAPELLETTO

Lo studio delle fortificazioni delle due guerre mondiali si sta diffondendo in Italia da alcuni anni. Appaiono in numero sempl·e crescente pubblicazioni su questo tema di buona qualita, anche se sono ancora molto rare Ie iniziative di restauro e tutela delle fortificazioni ancor oggi esistenti.

Altri Paesi sono assai piu avanzati in questa campo; in Francia da anni molte opere della Linea Maginot e del Vallo Atlantico sono aperte al pubblico.

Esiste pero un luogo che costituisce il migliore esem-

La Rocca di Cibifterra; al/'interno della montagna sono scavate oltre 30 migfia di gallerie sotterranee.

pio di come Ie fortificazioni possano essere riutilizzate COSI sapientemente da costituire una meta turistica di grande richiamo; si tratta della Rocca di Gibilterra. La nostra rivista I' ha visitata per voi.

Lo spettacolo che si presenta a chi vede la Rocca di Gibilterra per la prima volta e quello sicuramente impressionante di una montagna isolata che si staglia improvvisamente verso il cielo, spesso avvolta da nubi.

Gibilterra e un promontorio stretto ed allungato, unito alia Penisola Iberica da una stretta striscia di terreno sabbioso.

II versante orientale della Rocca e costituito da una parete rocciosa assai ripida. ai piedi della quale si trovano strette spiagge sabbiose.

La cima piu alta raggiunge la quota di 426 metri sui livello del mare.

II lato orientale e me no scosceso e sulla meta inferiore sorge il centro urbano. L'area superiore e stata trasformata in una riserva naturale e sono COSI stati preservati gli edifici storici e Ie fortificazioni che vi erano collocati.

Sulla vetta della Rocca e collocata fa batteria O'Hara. Nella foto e visibile un pezzo da 9.2 pollici.

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La batieria O'Hara e oggi una della piu visitete mete turistiche di Gibilterre anche per la sua eccezionsle posizione panoramica sullo Stretto.

GIBllTERRA 51 FORTI FICA

AII'inizio del ventesimo secolo, con il crescere della potenza ted esc a Gibilterra si trove ad assumere una posizione chiave ma fu con 10 scoppio del secondo conflitto mondiale che Ie sue difese furono enormemente accresciute.

A partire dal 1932 aveva preso il via il progetto di costruzione di un aeroporto. La pista venne realizzata a partire dal 1936, sfruttando un terreno, prima adibito ad ippodromo. Durante il secondo conflitto mondiale e con I'apertura del fronte in Nord Africa, I'esigenza di un aeroporto a Gibilterra divenne molto forte. La pista venne ampliata fino alia lunghezza dil600 metri, mediante un terrapieno artificiale, ricavato utilizzando materiali di scavo. La maggior parte di essi provenivano dal!a costruzione dei tunnel sotterranei. Durante il conflitto la lunghezza della pista fu progress ivamente aumentata.

In quel periodo I'armamento della Rocca fu potenzia-

Un cannone da 152 mm ancor oggi in posizione.

to; furono collocate numerose batterie in posizione fissa che contavano piu di due dozzine di pezzi. I cannoni di maggior calibro erano quelli da 9.2 pollici in 6 installazioni singole e in una doppia.

Le batterie contraerei erano per 10 piu armate con pezzi da 3.7 pollici (94mm) MKII (in posizione fissa) e MKI 0 MKIII (in posizione mobile).

La difesa contraerei contava anche su 29 proiettori "Z" singoli, 28 "Z" doppi e 4 proiettori multipli di tipo navale. Un reggimento d'artiglieria mobile disponeva poi di 3 pezzi da 6 libbre, 1 da 17 libbre, 9 da 25 libbre (88 rnm). 5 da 75 rnrn, 8 da 4 pollici di tipo navaIe, 10 obici da 4.5 pollici, 7 obici da 6 pollici (152 mm) e 2 obici da 9.2 pollici.

Ma il sistema difensivo piu caratteristico di Gibilterra consisteva nelle sue numerose strutture sotterranee. Gia durante il Grande Assedio del 1782 Ie forze nemiche erano giunte cosl vicino alia Rocca che nessuna della batterie poteva essere impiegata. Fu quindi scavata una prima galleria di 600 piedi di lunghezza, armata con 7 cannoni.

Fra il1788 e il1797 il sistema difensivo fu ampliato con una nuova serie di tunnel detti Ie Middle and Lower Galleries (gallerie intermedie e inferiori). Durante il secondo conflitto mondiale tutti i sistemi sotterranei preesistenti vennero reimpiegati come postazioni difensive 0 ricoveri protetti. Nel contempo incessanti lavori di scavo portarono alia realizzazione di oltre 30 miglia di tunnel sotterranei, adibiti a rifugi antiacrei, posti comando, magazzini per munizioni, carburanti e vettovaglie.

Un particolare di un pezzo della batteria O'Hara.

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UN PROGETTO SEGRETO

Nell'agosto del 1997 i principali quotidiani br itannici annunciarono la divulgazione al pubblico di alcuni documenti fino ad allora segreti, conservati all'archivio di stato di Kew. Oa questo materiale si e potuto ricoslruire un progetto denominato "Tracer", sviluppato in previsione dell'occupazione eli Gibilterra da parte tedesca.

II piano prevedeva di lasciare, praticamente murati vivi all'interno eli un osservatorio in galleria nascosto nella ~occa, ~ei volontari: II. rifugio sarebbe statu dotato ell due rninusco!e fer itoie (oi 15 per 30 centrrnotri) per osservare i movimenti tedeschi. Unico contatto con lesterno. indispensabile per segnalare alia Royal Air Force eventuali obiettivi cia colpire, sarebbc stata la radio trasmittente, alimentata da un generatore a peelali, con un'antenna di quattro metri e mezzo. Volontari avrebbero ricevuto un addestramento particolare per poter sopportare questa increelibile situazione di "sepolti vivi".~ ayrebbero potuto contare su una dotazione di cibo sufficienteper sette anni. Per il loro addestramento era statu richiamato in servizio il sessantaquattrenne medico George Murray Levick, che aveva affitto parte della spedizione di Robert Falcon Scott in Antartico. Fra ielocumenti resi pubblici si puo leggere un rapporto elel medico per i servizi segreti che avevano commissionato uno studio di fattibilita. Egli fra laltro consigliava di selezionare accuratamente il persona Ie in base al carattere e considerazioni psicologiche, di studiare una dieta appropriata, di stabilirc tabelle di lavoro e di riposo e ricreazione. Fra i consigli forniti quello sulle tecniche di sepollura di eventuali caduti di questa missione; i loro cadaveri sarebbero stati imbalsamati e murati in una parete.

II progetto della missione "Tracer" sernbro cost promettente da ipotizzare una sua estensione ael altri teatri eli guerra come Aden, Malta e Colombo; il progetto fu poi abbandonato quando con I'andamento delle viccnde belliche I'occupazione di Gibilterra elivenne un'evenienza piu remota.

GIBILTERRA NEL DOPOGUERRA

Le travcrsie di Gibilterra non cessarono pero con la fi-

l cannoni da 5.25 pollici della batteria Princess Anne a doppio compito, di costruzione post - bellies, dominano fa pista dell'aeroporto.

Pezzi della batteria Princess Anne. Sullo sfondo fa pista dell'eeroporto allungata dopo fa /I Guerra Mondiafe. La strada per fa Spagna attraversa trasversafmente fa pisla.

Le scimmie sono una presenza frequente nelle batterie di Gibilterrei.secondo una leggenda Gibilterra rimerrs britannica iinche questi primali continueranno ad abitare fiberi nella Rocca.

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Sulle alture di Gibilterra e visibile questa mortaio scavato nella roccia neI1771. Non fu un successo dato che i suoi proiettili cadevana al/'interno della citts !

Una batteria di missili Nike Hercules a pochi chilometri da Gibilterra ricorda fa difficile convivenza di questa insediemento britennico in territorio spagnolo.

Uno del molti pezzi d'artiglieria visibili a Gibilterra.

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Una grande casamatta spagnola per artiglieria, destinate ad appoggiare con il suo tiro la progettata invesione di Gibilterra.

LE FORTIFICAZIONI SPAGNOLE CONTRO GIBILTERRA

Durante la Seconda Guerra Mondiale la Spagna, sotto la dittatura del caudillo Francisco Franco, mantenne una posizione di neutral ita armata.

La Gran Bretagna si trove tuttavia a temere un attacco della sua Piazzaforte di G ibi lterra, soprattutto nel periodo dalI'autunno del 1940 alia primavera del 1941.

La Germania aveva infatti pianificato in quel periodo la realizzazione di un piano d'attacco denominato Felix. L'appoggio spagnolo ai piani tedeschi fu lungamente negoziato; alia fine, oltre a concedere libero passaggio aile truppe tedesche sui suolo iberico per un eventuale attacco alia Rocca, fu avviata la costruzione di una linea di fortificazioni permanenti, immediatamente a ridosso del confine fra Gibilterra e la Linea de la Concepcion.

Queste opere erano destinate a fornire un appoggio aile azioni di attacco tedesche e a contenere eventuali centro

offensive britann iche. .

Si trattava di una linea di casematte di chiara impostazione tedesca. Non erano infatti dotate, allo stesso modo delle opere della linea Sigfrido, di armamento speciale, installato in modo permanente, ma avrebbero alloggiato Ie armi di comune dotazione dei reparti destinati ad occuparle.

La linea era costituita da una zona di avanguardia, che ospitava una serie di ostacoli anticarro e da una zona di combattimento. Quest'ultima era composta da una prima linea con 14 casematte arrnate con 33 mitragl iatrici e 18 cannoni anticarro. Una zona piu arretrata, basata su 13 casematte era dotata di 27 cannoni da campagna da 6,5 cm, 8

pezzi anticarro e 7 mitragliatrici. _ _ '. .-

La maggior- parte di queste opere esiste ancor oggi ed e liberamente visitabile. Fra quelle'piu interessanti ricordiamo alcuni nidi di mitragliatrice all'interno del parco "Regina Sofia", che si affaccia all'ingresso del posto di frontiera. Altre opere interessanti si trovano all'estremo sud dell' Avenida del Ejercito, in particolare un bunker costiero per tre mitragliatrici, costruito sopra i ruderi del forte di Santa Barbara, una casamatta per pezzo anticarro e due grandi casematte, ciascuna per 6 cannoni da campagna da 6,5 cm.

Se Ie difese di Gibilterra da parte britannica sono state a lungo studiate dagli storici, quelle spagnole sono ancora poco note. Si tratta tuttavia di opere di estremo interesse, sia per Ie particolarita costruttive, sia per il particolare clima politico durante il quale vennero realizzate.

La Spagna possiede altri sistemi fortificati poco noti; ira questi vale la pena di citare Ie opere difensive lunge i Pireneil al confine Francese (denominate impropriamente Linea Franco) e nurnerose installazioni difensive costiere sulla costa mediterranea ed atlantica, parte delle quali ancora in uso. Fra queste meritano di essere ricordate Ie casematte aile foci del Guadalquivir, nel meraviglioso parco nazionale di Dofiana e la batteria costiera del Forte di San Sebastian a Cadice (quest'ultima ancora in uso)

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Una casamatta costiere spagnola realizzata durante il secondo conflitto mondiale, in previsione di un attacco tedesco a Cibilterra.

ne del secondo conflitto mondiale. Vista la sua posizione strategica Ie batterie cosLiere continuarono a r'irnanere ancora a lungo in uso. Nel 1951 la nave Bedenham carica di rnunizioni per Ie batterie della piazzaforte esplose nel porto; in seguito all'incidente fu costruito un deposito munizioni .Iungo il lato orientale della Rocca fra Sandy Bay e la Spiaggia del Governatore. Anche la costruzione dei tunncf continuo per alcuni anni dopo il conflitto; lultirno ad essere terrninato fu il Molesend Way nel 1968.

Negli anni sessanta si riaccese il clima di tensione con la Spagna che torno a proporre rivendicazioni sui territorio di Gibilterra.

Nel gennaio 1966 la Spagna annuncio ai Paesi N.A.T.O. la proibizione di sorvolare il proprio territorio se diretti a Gibilterra. Questo divieto, esteso anche i velivoli britannici fu spesso trasgredito c nell'ottobre della stesso anna segul una formale denuncia spagnola. Oi fatto, visto il particolare andamento dei venti e difficile I'atterraggio senz a sorvolare il territorio iberica; a complicare Ie cose va ricordata la costruzior:re, nel.1970, di un ripetitore televisivo spaonolo, irnrnediatamente a rrdosso del confine e delI-aeroporto, che costituisce un rischio per la navigazione aerea. e di quegli anni poi I'installazione ad alcuni chilometri da Gibilterra, di una minacciosa batteria di missili contracrci Nike Hercules.

Solo nel 1985 i rapporti con la Spagna si norrnaliz zarono e IJ frontiera fu riaperta.

Gibilterra continua a rappresentare una posizione rilevante per la NATO ed ospita ancor oggi numerose installazioni militari britanniche.

Le difese costiere d'artiglieria sono state abbandonate gradualmente nel corso degli anni.

Negli anni Ottanta IJ Royal Navy schiero a Gihilterra il sistema Excalibur della Vesper Thornvcroft, basato su due lanciator i autocarrati armaLi con due missili

Una postazione spagnola per un pezzo anticarro alia Linea.

I tedeschi programmarono l'operarione FELIX per impadronirsi della rocca.

anti nave ExoceL MM-38 e da un posto di comando con radar di sorveglianza. Nel1998 il sistema e stato ceduLo al Cile che, dopo una revisione eseguita dalla ditta Aerospatiale, 10 ha integrate nel suo sistema di d ifesa costi era,

RI NG RAZIAMENTI

Gli autori desiderano ringraziare la dottoressa Elisabetta Lamarque ed il Centro Studi Storia e Tecnica Militare di Milano per il fondamentale aiuto ai-

le ricerche. .

Tutte Ie fotografie pubblicate in questo articolo sono di Carlo Alfredo Clerici ed Elisabetta Lamarque.

BIBLIOGRAFIA

Serie "After the Battle", Gibraltar, n021, Plaistow Press, Londra 1978,

J, E. Kaufmann, R.M., Jurga, Fortress Europe. European fortifications of World War II, Combined Publishing, Pennsylvania 1999.

I. Hogg, British & American Artillery of World War II, Hippocrene Books, New York 1978,

Q. Huges, The last of the big guns at Gibraltar, in "Fort", n° 1, 1976.

Per un confronto fra Ie difese costiere di Gibilterra e quelle italiane si vedano i seguenti volumi:

Carlo Alfredo Clerici: Le difese costiere ltaliane nelIe due guerre mondiali, Albertelli Edizioni Specia-

Ii, Parma 1996 e _ .

Carlo Alfredo Clerici, FUI'io Lazzarini; Gli artigli del Leon. La Batteria "Arnalfi" e Ie fortificazioni costiere di Venezia nelle due guerre mondiali. Albertelli

Editore, Parma 1997. .

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