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Cap.

03 SVILUPPO DEL LINGUAGGIO


Orientamenti Teorici:
La comunicazione verbale richiede competenze:
1) Linguistiche: abilit necessarie per comprendere e produrre frasi significative e ben formate (=
regole grammaticali)
2) Comunicative: abilit di utilizzare tali frasi in contesti appropriati e in interazioni sociali.
Una lingua formata da poche decine di fonemi ( unit minime prive di significato es. sillabe) la
cui combinazione d origine a decine di migliaia di morfemi/parole ( unit pi grandi e con
significato) che a loro volta si combinano in base a regole morfologiche e sintattiche a dare un
numero infinito di frasi che combinandosi generano discorsi/testi.
A 4-5 anni i bambini conoscono gi migliaia di parole (=dizionario/lessico mentale) con cui
possono produrre frasi anche mai sentite prima quindi ne conoscono, oltre al significato, anche la
pronuncia e le categorie grammaticali a cui appartengono (aggettivo, verbo, nome). Per parlare i
bambini devono possedere una sintassi ( insieme di regole che presiedono alla costruzione di frasi).
Come arrivano a tutto ci?
Approccio Ambientalista e Nativista
La controversia Natura/Cultura ha stimolato diverse ricerche anche per capire come si origina il
linguaggio negli anni '50.
Skinner sostiene la tesi culturale secondo cui il linguaggio si apprende secondo i meccanismi che
presiedono a qualsiasi forma di apprendimento (modellaggio, imitazione, rinforzo). Il bambino che
apprende le parole degli adulti imitandole viene ricompensato con un sorriso o con ci che aveva
chiesto, per es.
Chomsky sostiene la tesi naturale secondo cui il linguaggio, caratteristica prettamente umana, si
basa su meccanismi specifici (= preposti solo all'analisi delle frasi) innati e propri solo dell'uomo. I
meccanismi preposti all'acquisizione del linguaggio sarebbero diversi da quelli dell'apprendimento
associativo e presenterebbero affinit con la crescita fisica e la maturazione delle abilit motorie.
L'apprendimento del linguaggio qualcosa che succede al bambino posto in un ambiente
appropriato.
Facolt del linguaggio: secondo Chomsky tutte le lingue condividono molti aspetti per esempio la
costruzione di parole a partire da un certo numero di suoni e la combinazione di parole in frasi. In
tutte le lingue possiamo identificare elementi relativi a verbo, soggetto, oggetto.
I principi universali sono innati e si attivano alla maturazione dei circuiti cerebrali ad essi
corrispondenti.
I parametri ( =aspetti variabili) come soggetto sempre esplicito in inglese, anche implicito in
italiano, hanno gi un insieme prefissato di valori che il bambino deve scoprire ed applicare alla
lingua che sta imparando. Tale processo (= Fissazione dei parametri) diverso dall'apprendimento
associativo perch nel caso della fissazione si pu scegliere solo all'interno di una rosa di parametri
prefissati mentre nell'apprendimento associativo si riproducono delle configurazioni che si
presentano con regolarit ( per esempio una parola che sempre seguita da un'altra).
Punto di vista costruttivista:
Secondo tale teoria che,che pu essere interazionista, cognitivista, fuzionalista a secondo del punto
di vista e ha horigine in Vyjotskij e Piaget ( a seconda che si metta in primo piano lo sviluppo
sociale o quello cognitivo/percettivo), le abilit e le conoscenze linguistiche si costruiscono e si
fondano su altre conoscenze e abilit. Visione costruttivista differisce da nativista sia per
onotgenesi che per filogenesi.
Secondo la teoria della modularit ( nativista) il linguaggio viene acquisito e mantenuto grazie ad
una speciale facolt indipendente da altre facolt della mente e del cervello. Il linguaggio esempio
di un'improvvisa comparsa o mutazione che ha portato ad una nuova abilit complessa.
Secondo la teoria cognitivista-funzionalista (=costruttivista), il linguaggio acquisito e mantenuto
attraverso una serie di processi mentali/neurali condivisi con altri domini percettivi, cognitivi e

affettivi. Il linguaggio si evoluto gradualmente da abilit preesistenti quindi si ipotizza una certa
continuit e anche il fatto che substrato del linguaggio sono presenti anche nei primati non umani.
Sviluppo Fonologico:
Fin dai primi giorni di vita i bambini sono in grado di ascoltare e distinguere suoni molto simili
(ba/pa) nonch caratteristiche prosodiche dei discorsi (intonazione, andamento melodico, ritmo,
pause) anche se non riescono a riprodurre suoni linguistici.Nel primo mese riescono solo a piangere
o emettere suoni riflessi e vegetativi/fisiologici (ruttini, sospiri, sbadigli..) anche nel linguaggio
esiste sfasamento tra capacit percettive e motorie.
Processi
Il neonato non riesce a produrre suoni linguistici come un adulto per:
- Immaturit del tratto vocale( diverso per dimensioni e forma da quello adulto che limita i
movimenti della lingua e di conseguenza i suoni).
- Immaturit del sistema nervoso e mancanza di esercizio che non consentono il corretto controllo
dei movimenti degli organi coinvolti nella fonazione.
- Memoria di lavoro che consente di trattenere le info sentite per il tempo necessario a riprodurle.
Periodo pre- linguistico ( fino ai 10-12 mesi):
E' quello che precede la comparsa della prima parola.
Nelle prime settimane di vita si hanno solo suoni vegetativi,
Verso i 2 mesi iniziano le vocalizzazioni non di pianto ( cooing quando sono contenti e in
intreazioni sociali con mamma e altre persone).
Verso i 4 mesi aumenta variet di vocali e si aggiungono alcune consonanti (prima gh ek poi m, n,
p, d).
Verso i 7 mesi compaiono le prime sequenze CV( sillabe consonante/vocale)= fase di lallazione
canonica (balbettio/babbling). In tutto il mondo si preferiscono le combinazioni pi facili con a ed e
come vocale e b,p,m,n come consonanti.
Verso i 10-12 mesi: si ha lallazione variata: la gamma di suoni si amplia e si alternano sillabe
diverse. L'intonazione e il ritmo diventano quelli del linguaggio adulto. L'infante imita anche suoni
nuovi dell'adulto ma ne produce ancora una copia non esatta (=gergo espressivo= insieme di parole
senza senso). In questo periodo la lallazione di comincia a differenziare a seconda della lingua
parlata e si produce la prima parola. Dato che la lallazione ha base innata si pensa che serva a
qualcosa e secondo alcuni serve da esercizio che facilita la successiva acquisizione del linguaggio
ma una bambina la cui lallazione stata impedita fino ai 20 mesi ha imparato ugualmente a parlare.
I primi suoni emessi dagli infanti, inoltre partecipano agli scambi comunicativi preverbali e gettano
le basi per gli atti linguistici veri e propri.
Periodo linguistico ( dai 12 mesi in su):
I bambini cercano sempre pi spesso di imitare le parole che sentono dire e inseriscono sequenze
sempre pi complesse (CVCV, o CCV) anche se ci sono dei suoni che non san ancora
pronunciare ( f,s,sc,r,gl). Gli adulti cercano di aiutare i bambini sostituendo parole lunghe o
difficili con parole pi corte/facili( automobile tut, scarpe peppe) ma anche i bambini
usano strategie che dan origine a degli errori come sostituzione di certe consonanti con altri
suoni (aereo aejo), ripetere solo la 1a sillaba di una parola plurisillabica ( caff chech),
cancellazione di sillabe non accentate in parola plurisillabica ( banana nana), CCV CV
( stop top, brutto buto ecc.).
A 3 anni la maggior parte dei bambini italiani padroneggia tutti i fonemi della tuttavia alcuni ancora
sostituiscono r ed f con l e b per esempio.
Dalla comunicazione preverbale a quella verbale:
Alternanza di turni:
Gli scambi tra infante e adulto sono avviati dall'adulto e resi possibili dalla ritmicit dei
comportamenti del neonato. Durante la suzione, per esempio, la madre parla al bambino durante
alcune pause che il neonato da tra una poppata e l'altra oppure quando emette suoni quasi come

se volesse intenzionalmente comunicare e dire qualcosa di significativo. I momenti di pausa


sono utili al bambino per evitare il sovraccarico di stimolazioni e sono utili anche all'adulto per
poter prevedere meglio cosa far il bambino e inserirsi a tempo debito. Tali pseudodialoghi sono
dovuti intereamente all'iniziativa dell'adulto ma verso i 12 mesi anche il bambino sembra aver
acquisito la regola dei turni e usa a sua volta le pause per inserire vocalizzazioni.
Comunicazione preintenzionale comunicazione linguistica:
Durante i primi mesi la comunicazione del neonato e preintenzionale ( 0-8 mesi). I suoni, i gesti, le
smorfie del bambino non sono intenzionalmente comunicativi ma automatica conseguenza di
uno stato interno come fame, disagio, interesse, godimento ecc. Nella prima parte di questo
periodo i bambini sono molto interessati agli stimoli che provengono dalle persone con cui
interagiscono.
Verso i 5 mesi il bambino impara a manipolare gli oggetti e la sua attenzione e completamente
catturata da essi tanto che si dimentica della madre che per arricchisce l'interazione mediante coorientamento visivo guarda verso lo stesso oggetto del bambino denominandolo e porgendolo al
bimbo). In tal modo si ha condivisione degli argomenti.
Verso gli 8 mesi compare la comunicazione intenzionale(8-12 mesi): il ambino comincia ad usare
vocalizzi, gesto e sguardi per attirare l'attenzione delle persone e fargli fare qualcosa. Le prime
intenzioni espresse sono di richiesta (indurre qualcuno a fare qualcosa) e dichiarazione( coinvolgere
l'adulto in un loro interesse per qualcosa). Il bambino capace di comportamento intenzionale e
anche di coordinare azioni sia sull'adulto che sull'oggetto.Secondo Case la capacit di coordinare
azioni prima eseguite separatamente dovuta all'aumento della memoria di lavoro. Il fatto che i
bambini cerchino di condividere i propri interessi con altri suggerisce che essi si rendano conto che
le persone sono dotate di stati mentali.
Nella comunicazione linguistica ( dai 12 mesi in su), i bambini cominciano ad usare le prime parole.
Per diversi mesi usano una sola parola (olofrasi) che per, accompagnata dai gesti opportuni nel
contesti adeguato, viene comunque compresa dall'adulto. Con questi mezzi rudimentali i bambini
riescono a compiere numerosi atti lingustici tra cui porgere domande, dare risposte e salutare.
Contributo degli adulti
Gli adulti:
- facilitano il percorso verso la comunicazione intenzionale rispondendo in modo appropriato al
comportamento del bambino.
- spianano la strada alla comunicazione linguistica vera e propria rivolgendosi con un linguaggio
particolare (motherese/ madrese) pi semplice ( frasi + corte, vocaboli e struttura grammaticale +
semplici), ed enfatico rispetto a quello adulto.
- facilitano la comunicazione ripetendo ed ampliando quanto detto dal bambino e stimolandolo a
parlare. in accordo con Vigotskij( i bambini acquisicono abilit pi tipiche della nostra specie
interagendo con persone pi esperte), e Bruner ( gli adulti svolgono una funzione di sistema di
supporto per l'acquisizione del linguaggio senza cui non sarebbe possibile l'attivazione dei processi
interni postulata da Chomsky).
Lo sviluppo del lessico:
Prime parole:
Le prime parole compaiono mediamente verso i 12 mesi anche se esistono grandi differenze
individuali ( ha a 18 ne dice pi di 300 e chi nessuna). Le parole ( che simulano, anche se con
qualche errore, quelle dette dagli adulti) compaiono assieme anche a protoparole ( sequenze di
suoni diverse dalle parole ma con preciso significato per esempio amam). Di solito le parole
comprese sono pi di quelle parlate e maggiore il numero di parole comprese maggiore sar
lo sviluppo del linguaggio parlato nella fase successiva. Nel periodo tra i 12 e i 18 mesi
l'aumento di parole conosciute graduale ( fase del lessico emergente) mentre dopo i 18
aumenta molto pi bruscamente ( esplosione del linguaggio).
Le prime parole che si imparano son quelle che servono per interagire ( saluti, indicare
oggetti/persone). In questa fase le parole sono per lo pi nomi ( niente articoli o altro) e vengono

usati molto anche i gesti per comunicare. Secondo katherin Nelson nei bambini di 15 mesi del suo
studio le parole pi usate erano nomi o azioni e tra i nomi quelli di animali o cibi, giocattoli, abiti,
veicoli i bambini selezionano attivamente quegli aspetti dell'ambiente che sono pi coinvolti
nella loro attivit. Secondo Derdre Gentner le prime parole dei bambini occidentali sono per lo pi
nomi perch possono essere facilmente accoppiati agli oggetti delle conoscenze acquisite.
Decontestualizzazione e uso referenziale delle parole:
Inizialmente i bambini usano le parole per definire gli oggetti in un specifico contesto (spazio) e
momento ( azione in corso, tempo). Non sanno ancora che le parole possono riferirsi a categorie
di oggetti. Per Piaget l'uso del linguaggio per riferirsi a situazioni e oggetti non presenti una
delle espressioni della funzione simbolica che emerge tra i 18 e i 24 mesi. Secondo alcune
studiose ( Volterra '77) si evidenziano in bambini italiani e americani 4 livelli di progressiva
decontestualizzazione del linguaggio:
1. Il bambino usa le parole solo per accompagnare i suoi schemi d'azione (Pap= andando verso il
padre che sta entrando).
2. Le parole servono anche per anticipare o ricordare degli schemi ( pap= detto subito dopo che il
padre ha lasciato la stanza).
3. Le parole possono designare anche gli schemi o le persone che li mettono in atto o gli oggetti che
usano per farlo ( pap= usato per chiamare il padre).
4. Le parole possono anche categorizzare nuove persone, oggetti, eventi ( pap= quando B vede una
persona di sesso maschile).
Tali livelli sembrano andare di pari passo con i progressi verso l'acquisizione del gioco simbolico.
In corrispondenza del primo livello riconoscono solo l'uso appropriato degli oggetti senza essere in
grado di svincolarsi dal contesto, in corrispondenza del 2 livello applicano gli schemi anche al di
fuori del contesto abituale, in corrispondenza del 3 livello fanno eseguire ad altri i propri schemi
( alla bambola), in corrispondenza del 4 iniziano a mettere in atto schemi con oggetti non
appropriati ( cucchiaio= telefono).
I significati delle prime parole:
Le prime parole dei bambini denotano una categorizzazione di base ( es. gatto) che corrisponde alle
differenze oggettive pi evidenti ( gatto diverso da cane). Non imparano le categorie
superordinate ( animale) o subordinate ( siamese) anche se non detto che il bambino usi un
certo termine attribuendogli lo stesso significato di un adulto. In alcuni casi ci sar
sovraestensione ( verr utilizzata una parola per indicare cose con caratteristiche simili per es.
brum= tutti i veicoli) che avviene molto pi di frequente nel detto pi che nel compreso
probabilmente a compensare una limitatezza di lessico. Molto pi mascherata la
sottoestensione ( non viene detto cane per indicare un animale diverso da quello di casa perch
il bambino non generalizza o perch non ha voglia di dire quella parola?). Da studi su bambini
di 1-2 anni la sottoestensione sembra pi estesa che la sovra estensione ma a quanto pare i
bambini che imparano una nuova parola sono un po' cauti nell'estenderla a oggetti diversi.
Esplosione del vocabolario:
Imparare una nuova parola non facile ma facilitato dalla definizione ostensiva (= indicazione
dell'oggetto a cui ci si riferisce). Ciononostante ci potrebbero essere mille combinazioni
possibili. La parola coniglio potrebbe riferirsi sia all'animale che si sta indicando, sia al suo
movimento, colore, al fatto che sia a 4 zampe ecc. Quindi non c' tempo per verificare tutte le
ipotesi plausibili. Quando si sente una nuova parola, le ipotesi formulate sono limitate da
vincoli:
1) Vincolo dell'oggetto intero: la parola si riferisce all'oggetto nella sua totalit e non alle sue
parti/attributi.
2) Vincolo tassonomico: una parola denota una categoria e non un singolo oggetto o
raggruppamento tematico.
3) Vincolo dell'esclusione reciproca: ogni cosa ha un nome solo e consente ai bambini di
delimitare il significato di termini precedentemente sovraestesi facilitando anche l'acquisizione di

parole diverse dai nomi e apprendere termini che denotano categorie di differente ordine gerarchico
(animale diverso da cane).
Lo sviluppo morfosintattico:
Verso i 18 mesi i bambini conoscono circa 100 parole e cominciano a legarne 2 o 3 assieme ma
senza formare delle vere e proprie frasi ( le parole sono separate da uno stacco e manca
un'intonazione comune). In questa fase i bambini usano parole di contenuto omettendo funzioni
preminentemente grammaticali ( articoli, preposizioni, pronomi). Questa fase e chiamata fase
presintattica o, secondo Brown, del linguaggio telegrafico. I bambini italiani, a differenza di quelli
inglesi, devono acquisire comunque qualche elemento di morfologia per poter acquisire il lessico
( altrimenti come farebbero a distinguere bambino/bambina/bambini/bambine) quindi i suffissi di
genere e numero compaiono gi nelle prime espressioni come anche la concordanza tra nome e
aggettivo anche se vengono preferite le forme singolari. Le espressioni telegrafiche sono guidate da
regole semantiche pi ce sintattiche: prima i bambini esprimono la relazione tra 2 elementi e poi
ampliano e costruiscono espressioni pi lunghe.
Tra i 2 e i 3 anni sono sempre pi frequenti enunciati a 2 parole anzich 1 e compaiono preposizioni
articoli, congiunzioni e avverbi.
Entro i 3 anni e mezzo i bambini riescono a ripetere le frasi pronunciate da un adulto senza omettere
parti. L'articolo la essendo facile e frequente non crea problemi al contrario di lo-gli che ne danno
fino a 4-5 anni. Si impara prima il presente indicativo e l'imperativo e poi il passato (prossimo e
imperfetto) e da ultimo il futuro. I bambini di 2-3 anni, una volta apprese le regole grammaticali
tendono a usarle anche su sostantivi e verbi irregolari.
La spiegazione dello sviluppo linguistico:
Nella comuunicazione sono necessarie sie abilit linguistiche che quelle sociali.
Gli adulti facilitano i compiti dei bambini:
rispondeno ai loro segnali
intrattenendoli in attivit con alternanza di turni
rivolgendosi a loro mediante linguaggio semplificato.
Inserendo le prime parole in contesti familiari
Anche lo sviluppo delle abilit cognitive generali per dominio contribuisce in vari modi
all'acquisizione del linguaggio. Per esempio lo sviluppo della memoria di lavoro:
rende possibile la rappresnetazione e l'analisi di parole composte da pi sillabe
la costruzione di frasi sempre pi lunghe
favorisce l'acquisizione (es. lingue straniere) anche attraverso i limiti perch favorisce la
focalizzazione sulle parole piuttosto che sui concetti/frasi.
Le conoscenze via via acquisite sul mondo danno il loro contributo favorendo lo sviluppo della
sintassi. La conoscenza di azioni consente di differenziare tra le categorie semantiche di agente,
oggetto e azione e da queste verrebbero costruite le categorie sintattiche ( soggetto, verbo,
complemento) corrispondenti necessarie per acquisire le regole grammaticali.
Altro contributo dato dallo sviluppo fonologico che consente di distinguere le configurazioni
melodiche di frasi e segmentare il flusso di suoni per identificare le parole di cui composto.
Per i nativisti le abilit cognitive e sociali no sn determinanti per il linguaggio ( in Samoa gli infanti
imparano a parlare nonostante gli adulti parlino poco con loro e non giochino con loro perch
ascoltano i discorsi tra adulti e bambini pi grandi). Oltre a ci esistono lesioni che colpiscono
capacit cognitive senza intaccare quelle linguistiche e viceversa, esistono aree cerebrali deputate a
funzioni linguistiche., esistono periodi critici per l'acquisizione del linguaggio.
Il dibattito tra nativisti e costruttivisti ancora in corso.