You are on page 1of 8

19/2/2016

GiacomoLeopardielalunasalentina|Zibaldoniealtremeraviglie

Giacomo Leopardi e la luna salentina


Il26novembre2004,alleore11.00,nell'AuditoriumBibliotecadelLiceoScientificoStatale
AntonioVallonediGalatina,AntonioPretehatenutounarelazionesuGiacomoLeopardidavantiad
unaaffollataplateadistudentiliceali.Nepubblichiamoiltesto,sbobinatodaRobertaMarra,
studentessadelLiceoScientificodiGalatina,erivistodall'autore.Iltitoloredazionale.
di Antonio Prete in: Critica letteraria

(0) 07/02/2005

Grazieperquestoinvito,grazieancheallapresideperleparolechehadettoegrazie
al professore Virgilio per questa presentazione perch gi ha proposto alcune possibili
riflessioniintornoaLeopardi.Mipiacerebbechevenisserofuoridelledomandedaparte
vostra, che facessimo un dialogo, perch laspetto pi interessante della scuola il
dialogo, la possibilit di conversare insieme e conversando conoscere, approfondire,
scoprire.
Gi il professore Virgilio ha accennato a una serie di cose interessanti su Leopardi,
alcunipuntichepotreiriprendere.
Partireianzituttodaundiscorsopersonaleeautobiograficodatochemitrovoinuna
scuolaeinunpaesenonlontanidalpaesedoveiosononato,dovehopassatolinfanziae
ladolescenza, cio Copertino. Tante volte ho fatto in bicicletta, da ragazzo, Copertino
Galatina o paesi vicini, quando andare in bicicletta era pi consueto di oggi perch
ceranopochemacchineincircolazione.
Da adolescente ho cominciato, proprio mentre studiavo come voi, sui banchi di
scuola,aconoscereLeopardi.Mihacolpitosoprattuttounfatto,daragazzo:lapresenza
assiduadellaluna.Laluna,anchenelnostropaesaggiosalentino,unapresenzaforte
perchinpianura,soprattuttocertenotti,lalunapienadunapresenzaallecose,cio
rendetuttelecose(lepiantelepersoneglioggetti)pipresenti,purnascondendolila
luce lunare ha questa doppia capacit: da una parte nasconde le cose nellombra,
dallaltra,proprioperchclalucenellombra,lerivelainsiemevelaerivelalecose,le
http://www.zibaldoni.it/2005/02/07/giacomoleopardielalunasalentina/

1/8

19/2/2016

GiacomoLeopardielalunasalentina|Zibaldoniealtremeraviglie

nascondeelemostra.Nellalucelunarelecosesonoindefinite,icontorninonlivediamo
bene, per vediamo che c un albero, un muro, una siepe, una strada, ecc.. Credo,
quindi,chequestaesperienzadellalucelunareedelrapportotraluceedombrachela
lunacrea,dellalunacheapparesolennemente,nellasuaquasisacralitcomefosseuna
divinit che si leva nello spazio notturno e sorge e tramonta, ciascuno di voi labbia
vissuta e la viva e la pu vivere con un certo incantamento. Io, da ragazzo, avevo
percepitoquestaparticolaremagiadellapresenzalunare.QuandolessiLeopardiperla
prima volta, scoprii che il poeta della luna, il poeta che ha dato alla luna versi
bellissimi,chehafattoapparirelalunaneisuoiversiintantesituazioni,intantimodi,in
tante forme e che ha riflettuto con la sua poesia sulla natura di questa luce lunare. E
quando, sempre nelladolescenza, durante il primo viaggio dal Sud, andai a vedere
lAppenninodellItaliacentrale,attornoadAssisiepoiaRecanati,miaccaddechenella
notte,dallavetratadellalbergo,scorsiunalunasplendida,straordinarianonriuscivoad
andare a dormire perch quella luna mi affascinava e ritrovavo l la luna leopardiana,
appenninica, non pi la luna del Salento, che una luna che sorge sulla pianura e
tramonta magari nel mare o dietro un mantello di ulivi eppure questa luna aveva le
stessecaratteristiche,dalpuntodivistadellaluce,diquellacheavevovistodaragazzo
nel Salento. Allora nacque il rapporto con Leopardi, a quellepoca risale linizio di un
amore, di una passione per Leopardi e per la sua scrittura e in questa nascita di un
amore letterario, come spesso accade anche per altri tipi di amore, la luna stata
complice, la luna del Salento e lesperienza della luna appenninica, che ha sempre un
rapporto diretto con la linea oscura del monte e il cui tramonto totale: come dice
LeopardiinunversodelTramontodellaluna:Scendelalunaesiscolorailmondo
scende la luna, e vi una cesura, un intervallo, una pausa , e si scolora il mondo ,
secondapartedelversochechiamiamoemistichio,chehaquasiunintonazionebarocca,
dice una dilatazione assoluta. questa lesperienza della luna appenninica che
tramontandodietroilmonteinrealtnonancoratramontataperchdietroquelmonte
c una valle, e la luna ancora su quella valle, ma non la si vede pi e quindi devo
immaginareunalunachecmacheallostessotempononcdavantiaimieiocchi:ecco
ildiscorsoleopardianosullecosecheiovedosapendochedietrocunaltracosama
quellaltracosachecdietrocheimportante,perchrisveglialimmaginazione,attiva
la rappresentazione mentale. Quando sorge la luna nei componimenti di Leopardi, il
poetanonsololaguarda,macomincia,attraversolalucelunare,arivolgersiversodis,
allapropriainteriorit.PensiamoallibrodeiCanti,magarinelledizionediFirenzedel
1831: quando appare la luna, notiamo lapertura di un teatro interiore, cio il poeta
metteinscenauniolirico,chenonvaidentificatoconliobiografico,machestaad
indicare anche l io di un qualunque lettore. Dobbiamo leggere la poesia non come
purarappresentazionediuniodellautore,macomerappresentazionediunteatroin
cuisiamonoieiltuconvocatiaccantoaquell'io.Quandoapparelaluna,losguardo
del poeta si muove verso la propria interiorit, verso la coscienza, le ombre della
coscienza come se con la sua luce la luna volesse scoprire qualcosa che nascosto
dietro le ombre, rivelasse ci che nascosto nella coscienza, qualcosa che abbiamo
http://www.zibaldoni.it/2005/02/07/giacomoleopardielalunasalentina/

2/8

19/2/2016

GiacomoLeopardielalunasalentina|Zibaldoniealtremeraviglie

dimenticato. Il poeta con questa luce fa muovere verso la lingua qualcosa che era
perduto,nascosto:eccolinfanzia,ilricordochevienedallinfanzia,quellocheLeopardi
chiamaricordanza.Questalucelunarenonsolorivelailpaesaggioelovelaallostesso
tempo, ma rivela qualcosa che nascosto nel paesaggio interiore, dentro la coscienza,
nelleombredellacoscienza,echepossiamochiamareoblio,qualcosadidimenticato,un
ricordo dellinfanzia, unimmagine che sale da lontano, che era perduta e che il poeta
coglie nel linguaggio e fa vivere nel linguaggio. Perch la poesia ha questo compito:
comediceFoscolo,vincedimillesecoliilsilenzio,ciolapoesiatrapassailtempodella
dimenticanza. Noi viviamo esperienze che rimangono chiuse in una prigione che
loblio: esperienze, incontri, voci e tutto quello che viviamo, allontanandoci noi nel
tempo,vengonoovattate,imprigionatenelloblio,comeselobliofosseunascatola,uno
scrignochechiudeilnostrovissuto.Lecosevissutesonoancoranelnostrocorpo,nella
nostramente,masonochiuse,sigillate,ecisonodelleoccasioniesterneperLeopardi
ilsorgeredellaluna,perProustunraggiodiluce,ilvolodiunuccelloradentesulramo
diunalbero,ilcampanilepercepitoinlontananzaaunacurvadellastradainsomma
cunacosainattesacheallimprovvisorivelacicheabbiamodimenticato.Lapoesia
illinguaggiocheaccogliequellochedimenticato,inrelazioneconiltempo.Iltempo
irreversibile, una volta che passato non torna, passato, diventa cenere, diventa
qualcosadivissutoebasta.Leopardiangosciatodaquestapercezionedeltempo.Nello
Zibaldonecisonodellefrasimoltointensesuquestoargomento,sultempochefinito,
che non torna pi. Leopardi ci racconta che quando era bambino si svegliava
allimprovviso angosciato quando sentiva qualche suono che dava il segnale della
partenza di una persona, per esempio di quella cugina che aveva fatto visita in casa
Leopardi, e pensava allidea che quella persona non lavrebbe mai pi vista, che non
sarebbe pi tornata, e non poteva pronunciare quel mai pi se non con una grande
angoscia. Leopardi aveva il senso forte dellirreversibile, cio che il tempo arriva e si
allontana.Mentrenellospazioclapossibilitditornareindietro,neltempoquestonon
possibile.
Lapoesiaquellinsiemediritmi,ditecniche,diregolecheaccogliedaltempofinito
qualcosachedipersnonpotrebbetornarelapoesiatraforalirreversibilitdeltempo
e fa apparire qualcosa che era sparito. Leopardi nelle Ricordanze fa apparire le
immaginidellasuainfanzia,dellasuaadolescenza.QuandoaPisa,nel27,cominciaa
pensareimprovvisamenteadunafigura,adunavocechenonsentepiechetornanella
suamente:ilcantodiunaragazzacheavevaascoltatonellaprimagiovinezza:ilcanto
dellatessitrice,diSilvia.EcosnascelapoesiaASilvia,eSilviadiventapresente:Silvia,
rimembri ancora il poeta si rivolge a Silvia come se fosse l, accanto a lui quel
tempo della tua vita mortale, / quando belt splendea / negli occhi tuoi ridenti e
fuggitivi.Eccoilmiracolodellapoesia:unversobellissimoacuihodedicatonellibro
cheilprofessoreVirgiliocitava,Ildesertoeilfiore,unsaggioquestoversorecitatocos
sembrerebbeunodeitantiversi,maquestidueaggettiviridentiefuggitivinonsono
maistatiusatinellapoesiaitalianainquestomodo.statausatalaparolaridenteper
descrivere gli occhi di Beatrice, anche da Petrarca per Laura e dagli stilnovisti, oppure
http://www.zibaldoni.it/2005/02/07/giacomoleopardielalunasalentina/

3/8

19/2/2016

GiacomoLeopardielalunasalentina|Zibaldoniealtremeraviglie

laggettivo fuggitivo usato da Tasso, ma ridenti e fuggitivi insieme viene usato da


Leopardi come un hapax, come una cosa insolita, causando un effetto straordinario.
Cos nasce A Silvia, cos nascono altri versi leopardiani: attraverso questo tempo
irreversibilecheoblio,prigione,perdita,mancanza,finetornaqualcosalapoesia
rende vivo quel che non c, ravviva, permette che una cosa che non c pi torni ad
essere nel linguaggio, diventi una presenza. Questa la forza della poesia: portare alla
presenza qualcosa che non c pi. Quando dico portare alla presenza, dico
rappresentare: la funzione vera dellarte quella di portare alla presenza,
rappresentare:iGreciusavanounaparolaperdirequesto,usavanolaparolapoiesiseil
verbo poiein. La poiesis per i Greci, come Platone fa dire a Socrate nel Simposio, era
questoportareallapresenzaqualcosachenonesisteva.Farschequelchenonsia.Il
poetaeracoluichecreava,infattilaparolapoiesisinitalianotradottacreazione,ma
se vogliamo approfondire questa parola dobbiamo tradurla con rappresentare, cio
portare alla presenza. La poesia di Leopardi questo continuo portare alla presenza
qualcosa che era sommerso, che era perduto e per questo Leopardi coinvolge anche i
giovani, la sua una poesia giovanile dovete pensare che la poesia pi famosa della
letteraturaitalianaetradottainpilingueLinfinito:lapoesiachehapitraduzioni
inlingueeuropee,africane,ispanoamericane,asiatiche,inaraboeintantevariantidel
dialetto arabo. Questa poesia stata scritta a ventuno anni, quando Leopardi un
giovane quasi della vostra et. Ma gi a sedici, diciassette, diciotto anni Leopardi ha
scritto dei versi e dei testi anche di riflessione che sono straordinari: La storia
dellastronomia, per esempio, e il Saggio sopra gli errori popolari degli antichi sono
due opere in prosa filologiche, di grande erudizione che Leopardi ha scritto da
adolescente,allavostraetoanchequalcheannoprima,perchavevaunaformazione
classicaestesissimaeunapassioneparticolareperilmondoantico,perlelingueantiche.
Dopo aver appreso benissimo il latino ed il greco (si adoperava gi da adolescente a
scrivere in greco e a leggere direttamente i greci) era passato a studiare lebraico,
scriveva scorrevolmente in francese, leggeva linglese e lo spagnolo. Passioni di un
adolescentechevivevaaRecanatiinunpalazzonobiliare,totalmenteimmersoinquesta
grandebibliotecapaternadellaqualesarebbeinteressanteraccontaretuttalastoriadi
comeLeopardiragazzositrovincasasedicimilavolumiecomeilpadreavevaraccolto
tutti questi volumi. Leopardi un poeta, un filosofo, uno scrittore che gi
nelladolescenza comincia a pensare con profondit e a scrivere, e quindi voi ragazzi
dovetesentirlocomeprossimo,perchallavostraethascrittograndicose.
Dicevo delle Ricordanze: Leopardi definisce la ricordanza anche sul piano teorico.
Leopardiinfattinonsolounpoeta.anzituttounochepensa:lasuapoesiailpunto
difiltro,lesperienzaaffinata,quasidistillatadiunpensiero.Leopardiunpensatore,
unfilosofo:loZibaldonequellaseriediquadernichecominciaascriverenel1718e
chiude nel 32, quindi dai 1920 anni fino ai 34 anni, che si porter dietro in tutti gli
spostamenti chiusi in alcune casse lo smisurato manoscritto che rappresenta il
deposito di un pensiero filosofico straordinario, il pi grande momento della filosofia
italianadell800,eddiunintensit,diunaricchezzachesipudefinireunaselvadi
http://www.zibaldoni.it/2005/02/07/giacomoleopardielalunasalentina/

4/8

19/2/2016

GiacomoLeopardielalunasalentina|Zibaldoniealtremeraviglie

saperi. Vi troviamo riflessioni di carattere metafisico, teorie letterarie, delle riflessioni


sul gusto, sul piacere, sulla vita quotidiana, parti autobiografiche, riflessioni sulla
politica, sul dispotismo, sulleguaglianza, sul rapporto tra eguaglianza e potere, sulla
scienza, sulla lingua e le lingue, sulle guerre, sullantropologia, sugli animali: lo
Zibaldone davvero una miniera su cui dovreste ogni tanto sporgervi per prendere
qualche passaggio, qualche elemento, qualche frammento. un insieme di frammenti
chesimuovonoversotanticampitematicipiunitari.
Leopardi un poeta che pensa. Lespressione di Nietzsche, riferita appunto a
Leopardi.Nondobbiamoseparare,dunque,lapoesiadallafilosofiadiLeopardi.Quello
di Leopardi un Pensiero poetante (cos intitolai il mio primo libro leopardiano, che
proponeva appunto una lettura di Leopardi che non separasse la poesia dal pensiero
filosofico). Nella filosofia leopardiana troviamo unidea di filosofia diversa da quella
tradizionale,edaquellamoderna,maunafilosofiachesiapreallavita,comelapoesia,
una filosofia che diventa interrogativa, che non si chiude nel sistema, che attraversa il
mondo della perplessit, del dubbio ed anche una filosofia che si pone come scrittura,
cos come nella poesia troviamo un movimento filosofico, interrogativo, aperto sulle
domande ultime, sulle domande che pi importano. Finalmente, dopo una serie di
ristampe, Il pensiero poetante verr stampato dalla Feltrinelli riversato in edizione
economica(cospotrforsecircolaretraipigiovani).
Vogliochiuderequestachiacchierata,cominciatadallesperienzaadolescenzialedella
luna ritrovata in Leopardi, se avete ancora qualche minuto di pazienza, ricordando la
poesiaLInfinitocheprimailprofessoreVirgiliomenzionava,perchlapoesiaitaliana,
come ho gi detto, pi tradotta una poesia sulla quale anche degli scienziati e dei
filosofi stranieri hanno detto che c unidea di infinito che uno scienziato pu
condividerequindinonsolounapoesia,maancheunameditazione,unariflessione
scientifica sullinfinito. Adesso passo a leggerla mentre voi la ripasserete nella vostra
mente. Se qualcuno non lha presente, la ascolti, anche se suppongo che tutti almeno
unavoltalabbiatesentita,epoicercherdifarequalcheosservazionesuquestapoesia:
Semprecaromifuquestermocolle,
equestasiepechedatantaparte
dellultimoorizzonteilguardoesclude.
Masedendoemirando,interminati
spazidildaquella,esovrumani
silenzi,eprofondissimaquiete
ionelpensiermifingooveperpoco
ilcornonsispaura.Ecomeilvento
odostormirtraquestepiante,ioquello
infinitosilenzioaquestavoce
vocomparando:emisovvieneleterno,
elemortestagioni,elapresente
eviva,eilsuondilei.Costraquesta
http://www.zibaldoni.it/2005/02/07/giacomoleopardielalunasalentina/

5/8

19/2/2016

GiacomoLeopardielalunasalentina|Zibaldoniealtremeraviglie

immensitsannegailpensiermio:
eilnaufragarmdolceinquestomare.
Oradedichiamoqualcheminutoallariflessioneintornoaquestagrandepoesiache,
tralaltro,perquellichefannolultimoannodelliceo,credochesiaunapoesiadatener
presenteperchpropriounaspeciediviaticocheunosiportaconsdopoilliceo.Qui
potremmo sostare quanto vogliamo, ma vi assicuro che cercher di essere il pi breve
possibile.
Unapoesiadiquestotipocifapensareadunavocenascosta:nonlamiavoceche
voiaveteascoltatoprima,malavocedelpoetacheognunodinoi,leggendounapoesia,
riescearicomporre.Perquesto,Linfinitopuesserelettointantimodiperesempioc
una lettura de Linfinito di un grande salentino come Carmelo Bene che sottolinea
volutamente, nellultimo verso, il movimento di dilatazione assoluta. La voce va
naufragando nel mare, e quindi c una specie di sospensione prolungata del finale.
Carmelo Bene, se voi avrete loccasione di ascoltare lincisione della sua lettura de
Linfinito,hadatounasuainterpretazione,perchogniletturauninterpretazione,eha
voluto interpretare lultimo verso come veramente un perdersi della voce nel mare,
perchCarmeloBenedavamoltorilievoaquellocheluichiamavaphon,appuntoalla
voce.
Il primo verso e lultimo verso hanno qualcosa in comune: Sempre caro mi fu
questermocolle e lultimo verso e il naufragar m dolce in questo mare: cosa c in
comune? Al centro del primo e dellultimo verso c mi, c lio, c il corpo. Il corpo
compare proprio nella poesia de Linfinito, una poesia dedicata allinfinito: ebbene,
questalaforzadiLeopardi,parlaredelcorpo,renderepresenteilcorpo,isensi,inuna
poesia che rappresenta unodissea della mente, dellimmaginazione che tenta di
rappresentarelinfinito.Sempre caro mi fu, quindi un movimento affettivo, il sempre,
questo ermo colle, il colle solitario, e quella siepe ma vedete subito, e questo lavrete
notatotutti,chelapoesiadeLinfinitononsololapoesiadellapresenzadelcorpo,ma
unapoesiadellapresenzafortedelquestoedelquello,lapresenzadiqueglielementi
che i linguisti chiamano deittici, cio gli aggettivi dimostrativi questo e quello sono
presenti quasi a voler tenersi attaccati a qualcosa di concreto ma la poesia in realt
comeuntemamusicale,haduegrandimovimenti:unprimomovimentocheunadagio
musicale vero e proprio, ed un movimento molto aperto, per cui il poeta, quello che
diceio,cercadirappresentare,direnderepresenteallamente,nellamente,linfinito,
cerca di raccogliere, fingere, nella mente linfinito. Ma questa esperienza, questa
avventura porta a nulla, unesperienza che porta allo smarrimento, perch voler
rappresentarelinfinitoapartiredallimite,daquellocheimpediscedivedereoltre,cio
dalcolle,dallasiepe,dallultimoorizzonte,vuoldireimmaginare,starefermi,seduti
sedendoemirandoinunaposizionemeditativaecontemplativaquasiorientale.la
contemplazione, analoga alla contemplazione dellinfinito rappresentata dal pittore
romanticoFriedrich(ancheselilpersonaggioinpiedi).PerLeopardiquestovuoldire
tentare di rappresentare linfinito attraverso lestremo, cio gli interminati spazi, cio
http://www.zibaldoni.it/2005/02/07/giacomoleopardielalunasalentina/

6/8

19/2/2016

GiacomoLeopardielalunasalentina|Zibaldoniealtremeraviglie

spazisenzafine,nonterminati,senzatermine,isovrumanisilenzi, cio silenzi al di l


dellumano, la profondissima quiete, cio quiete pi profonda del profondo: quindi la
mentetentadiavereesperienzadelleccesso,delloltrelimiteepersiaccorgechenon
riesce, nonostante questa grande odissea nellestremo, a rappresentare linfinito: il
pensieromostrailsuolimite,lasuaincapacit,eanziilcorpohauntremito,ilcuoresi
spaura. E comincia un secondo movimento. Il secondo movimento comincia da un
senso, ludito: prima era la mente che immaginava, adesso ludire posto al centro
dellattenzione. come lascolto dello stormire, tema romantico che ritroviamo nella
poesiadiKeatsedaltripoeti.
Ilpoeta,ilsoggettopoetante,odeilventotralepiante:questapresenzacosconcreta,
cosdefinita,delventotralepianteportailpoetaadunacomparazioneconquellaforma
dellinfinitospazialeetemporalecheleterno.Malacomparazionenonriesceperchil
poeta che vuole comparare questa voce con quellinfinito silenzio, vuole, in questo
momento, in questo istante, comparare la stagione che freme, che viva e dallaltra
parteinvece,le morte stagioni, il tempo perduto, irreversibile, vuole mettere insieme,
accostare il suono di questo tempo con il suono delloltretempo che leterno questa
comparazioneilpoetanonlaregge,nonriesceamettereinsiemequestapresenzavocale
del vento con la cancellazione di questa presenza, questo tempo con laltro tempo che
non c pi e quindi non pu apparire di nuovo. Questo secondo tentativo di
rappresentarelinfinitonaufragainquellaimmensitcheilpoetacercadievocare.Ed
lesperienzadiunnaufragiodeisensi,dellamente:limpossibilitdidirelinfinito.Main
questaodissea,inquestaavventuradellamentelapoesiafaesperienzadiunpassaggio
dellecose,deisensi,dellascolto,dellanaturasiconosce,avvertechecuninsondabile,
unoltrelimite,uninfinitodicuinonpossiamomaiappropriarci.LapoesiadeLinfinito
la poesia dellesperienza forte dei sensi, del naufragio dei sensi, ma che ci d la
consapevolezza che al di l dei sensi vi un oltrelimite e dunque lultimo verso il
naufragar m dolce in questo mare fa apparire il corpo come una zattera. In questo
naufragio c un io, un corpo che la zattera a cui mi attacco per sopravvivere. Un
richiamodeisensi,dellalorodolcezza,proprioinquestaimpossibilitdidirelinfinito.Il
pensiero mostra la sua impotenza: Linfinito una poesia che dice come il pensiero
delluomosiaimpotentenelrappresentarelinfinito.Lafilosofia,daltraparte,nonpu
dire linfinito perch linfinito coincide col nulla (lo dir Leopardi nello Zibaldone) e
linfinitoeilnullanonsipossonodiresenonnellinguaggio.Inquantolinguaggionon
sonopiinfinito,maparole,figure,approssimazioni.Inquestonaufragio,dicevo,cil
corpodelluomocheresiste,cilpiacere(il naufragar m dolce) di questa avventura
dellimmaginazione, di questa esperienza che attraversa il limite e guarda verso un
infinitodipersirrappresentabile,indicibile.Questa,inLeopardi,econcludodavvero,
lesperienza della poesia: cio Linfinito una poesia sulla poesia, ci racconta qual
lesperienza vera, profonda, della poesia: voler dire linfinito e riconoscere limpotenza
delpensiero,edellalinguapoetica,adirelinfinito.Equestaunagrandeesperienzadel
linguaggio,checoincideconunesperienzadis,delcorpo.
Questo direi che in poche parole, riassuntivamente, ci che possiamo pensare
http://www.zibaldoni.it/2005/02/07/giacomoleopardielalunasalentina/

7/8

19/2/2016

GiacomoLeopardielalunasalentina|Zibaldoniealtremeraviglie

intornoaquestapoesia,pertornarepoiarileggerlaconunattenzionechesideposititra
versoeverso,traparolaeparolaetraisilenzi,perchinognipoesiasonoimportantii
silenzi ed in particolare Linfinito costruito da tanti silenzi che sono come il vero
infinito: sono quei silenzi che si depositano tra le parole, che la parola non riesce ad
accoglieremachestannol,traleparole,edimportantechestianolquellalavera
presenza dellinfinito, che non pu diventare parola, non pu diventare linguaggio.
Grazie.

(Moltiecalorosiapplausi)
Questositoutilizzacookie.
CliccandosuACCETTAacconsentiall'usodeicookieepuoiutilizzaretuttelefunzionalitdelsito.Sevuoisaperne

Facebook Twitter Google PlusdipicliccaQUI.

Accetta

Tags: Antonio Prete Giacomo Leopardi

http://www.zibaldoni.it/2005/02/07/giacomoleopardielalunasalentina/

8/8