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Lanalisi

settembre 2016

NOI

25
famiglia

vita

Usa, n Trump n Hillary


credibili su vita e aborto
Gian Luigi
Gigli

America ha spesso anticipato le


tendenze culturali, anche sui temi che riguardano la vita. stato cos per
legislazione abortista, sospensione di idratazione e nutrizione, suicidio assistito, dichiarazioni anticipate di trattamento. Molte di queste tendenze si sono tradotte in modifiche costituzionali e legislative grazie alla Corte Suprema, i cui
giudici sono indicati dal Presidente e nominati a vita. Molte hanno prodotto effetti pratici grazie a ingenti finanziamenti
del governo federale, come quelli a Planned Parenthood, la multinazionale dellaborto, o come quelli ai Paesi in via di sviluppo, condizionati allaccettazione del
pacchetto sulla "salute riproduttiva": contraccezione, aborto e sterilizzazione.
Per questi motivi non ozioso prestare
attenzione a quanto potr accadere negli
Usa con le elezioni presidenziali del 6
novembre.
La scelta degli elettori sar tra Donald
Trump e Hillary Clinton. Quale risultato
pu augurarsi il popolo della vita? A prima vista sembrerebbe facile: Trump si
dichiarato contro laborto, mentre la Clinton una decisa sostenitrice del pro-choice. Non , tuttavia, cos semplice. Occorre chiedersi infatti quale sia la credibilit di Trump come paladino della vita,
non solo per la sua esistenza personale,
burrascosa e controversa, e per la sua indubbia volgarit. Si tratta della credibilit politica di chi, pur dichiarandosi contro laborto, resta un convinto sostenitore della pena di morte, della libera vendita delle armi da fuoco, dei muri per arrestare i flussi migratori dal Messico. Si
tratta di contraddizioni evidenti perch,
direbbe il Papa, non possiamo solo preoccuparci della vita che inizia, e magari di
quella al termine: dobbiamo aver cura anche della vita di mezzo. Anche dal punto di vista delle politiche sociali luomo
non sembra brillare.
Dunque Hillary? La candidata, insieme
allesperienza politica, garantisce certamente maggiore attenzione ai bisogni delle classi pi svantaggiate, alla tutela della salute, ai diritti delle donne incinte e
di quelle che hanno da poco partorito, al
sostegno per laccudimento dei bambini,
al superamento delle diseguaglianze salariali tra uomini e donne. E tuttavia la
prospettiva di una sua presidenza inquieta profondamente, e non solo per il convinto sostegno al "diritto" allaborto e per
i finanziamenti a Planned Parenthood, la
multinazionale dellaborto. Inquietano,
se possibile ancor pi, i suoi stretti lega-

La campagna elettorale di Hillary Clinton

mi con il potere finanziario: non un caso che Wall Street sia convintamente a
suo sostegno. Inquieta soprattutto lagenda internazionale. Come segretario di
Stato del presidente Obama, la Clinton
stata elemento fondamentale di politiche
che hanno prodotto destabilizzazione internazionale, guerre, bombardamenti,
profughi e miseria, giocando per esigenze di potenza come se fosse Risiko.
Forse al di l della sua consapevolezza,
Hillary oggi lo strumento di chi vuole
imporre il nuovo ordine mondiale, per la
cui affermazione sono fondamentali il
controllo delle nascite e lappiattimento
delle identit culturali. Molto significativo in tal senso, eppure passato nellindifferenza, un suo importante discorso,
tenuto a Washington il 23 aprile dello
scorso anno come ospite donore del sesto Summit "Women in the World". Insieme a molte cose condivisibili sulle politiche sociali, in tale occasione Hillary ha
affermato che occorre cambiare i codici culturali profondamente radicati, le credenze religiose e i pregiudizi strutturali, realizzando nei fatti la globalizzazione pi profonda: lomologazione culturale del pianeta. Non per limitare la stra-

ge degli innocenti, bens con lo scopo


di dare alle donne accesso alla salute riproduttiva e alla procreazione sicura,
che in politichese vuol dire pi aborto
per tutti. Cosa possano aspettarsi da
questo programma i popoli in via di sviluppo, le culture e le religioni facilmente
prevedibile. Chiss se la candidata Presidente era presente a Washington 10 anni prima, quando una donna minuta e fragile ebbe limpudenza di dire al Congresso Usa e al presidente Bill Clinton
che ogni nazione che accetta laborto
non sta insegnando al suo popolo ad amare, bens a usare la violenza per raggiungere ci che vuole.
Avrebbe dovuto aiutarla a riflettere che
quanto esposto lucidamente alle femministe nel 2015 progetto di ingegneria
sociale e culturale, che per realizzarsi ha
bisogno di strumenti coercitivi, tali da
renderlo potenzialmente totalitario, e si
accompagna (non a caso, direbbe Madre
Teresa) a esportazione di guerre e a interventi di destabilizzazione, piuttosto
che a lotta alla povert e alle malattie.
Santa Teresa era una donna buona, ma
non buonista.
Del resto, solo una donna fuori dagli schemi del politicamente corretto poteva ricevere il Nobel per la pace ammonendo
che se una madre pu uccidere suo figlio, chi impedisce agli uomini di uccidersi tra di loro?.
Come tutti i potenti,
forse anche Hillary aDilemma pesante:
veva applaudito la picil repubblicano,
cola donna che aveva
formalmente antiabortista, speso la sua vita per i
miserabili, gli abbansostiene per pena di
donati, gli agonizzanti,
morte e uso delle armi da
senza per condividerfuoco. Ma Clinton si batte
ne il messaggio.
per la "salute riproduttiva" Difficile dire quale esito sia preferibile attendelle donne. E quindi?
dersi dalle elezioni presidenziali negli Usa.
certo invece che a noi chiesto di lavorare per unazione politica in grado di
coniugare istanze sociali e rispetto della
vita, con la consapevolezza che insieme
al diritto alla vita verrebbero meno tutti
gli altri diritti. Di recente, le Commissioni Esteri e Affari Costituzionali della
Camera hanno approvato la risoluzione
che impegna lItalia a promuovere e
rafforzare la tutela dei diritti e della salute sessuale e riproduttivi . al fine di
favorire le condizioni per una vita autodeterminata, sana, produttiva.... La
lobby del controllo delle nascite in azione in tutto il mondo, sollecitata spesso dalle organizzazioni internazionali.
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