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Sentenza n. 2328/2016 pubbl.

il 20/08/2016
RG n. 1332/2014

N. R.G. 1332/2014

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO


Tribunale Ordinario di Monza
Seconda Sezione
Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Caterina Caniato
ha pronunciato la seguente

SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al n. R.G. 1332/2014 promossa da:
SPENGA LUIGI (C.F. SPNLGU69A19A059L),
con il patrocinio dellavv. Della Valle Tommaso, elettivamente domiciliato presso lo studio di
questultimo in Monza, Via De Amicis n. 6
PARTE ATTRICE
contro
GRUPPO EDITORIALE LESPRESSO S.P.A. (C.F. 00488680588 /p.i. 00906801006),
MANFELLOTTO BRUNO (C.F. MNFBRN49C22F839O)
GATTI FABRIZIO (C.F. GTTFRZ66C09B729S)
tutti con il patrocinio degli avv. Ripa di Meana Virginia, Vacchini Valeria e Rastrelli Clelia, ed
elettivamente domiciliati presso il loro studio in Milano, via Mozart n. 2
PARTI CONVENUTE

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REPUBBLICA ITALIANA

Sentenza n. 2328/2016 pubbl. il 20/08/2016


RG n. 1332/2014

CONCLUSIONI
Le parti all udienza di precisazione delle conclusioni hanno concluso come da documenti depositati

PRECISAZIONE DELLE CONCLUSIONI PER SPENGA LUIGI


Voglia lIll.mo Tribunale Civile di Monza, previa, ove del caso ritenuta, declaratoria incidenter
tantum, circa la sussistenza del reato di diffamazione, nonch ogni altra opportuna declaratoria,
NEL MERITO E IN VIA PRINCIPALE
- CONDANNARE i convenuti, in via tra di loro solidale e/o alternativa, al risarcimento dei danni
tutti, materiali e morali, patiti e patiendi dallattore a seguito della pubblicazione sul settimanale
LEspresso del 25 aprile 2013 dellarticolo riportato alle pagine 52-55 a firma di Fabrizio GATTI e
dal Titolo BRIANZA TRA LEGA E CLAN. IL SINDACO, IL NUMERO DUE DELLA
CONFINDUSTRIA LOCALE, IL CAPITANO DELLARMA. IN AFFARI CON I CASALESI. I SEGRETI
DEL MODELLO SEREGNO,
danno da determinarsi nella misura di 400.000,00,
- CONDANNARE, altres, i convenuti, in via tra di loro solidale e/o alternativa, in forza della
pubblicazione dellarticolo di cui sopra alla riparazione pecuniaria ex art.12 L.47/48 quantificata
nella ulteriore somma di 100.000,00,
e cos per un totale di 500.000,00 oltre interessi legali e rivalutazione monetaria dal giorno della
pubblicazione dellarticolo sino al saldo effettivo o, comunque, nella minore o maggiore somma che
lIll.mo Tribunale adito vorr ritenere di Giustizia, anche con ricorso al criteri equitativi.
-ORDINARE a cura e spese dei convenuti, la pubblicazione per estratto delleventuale sentenza di
condanna su almeno tre quotidiani a tiratura nazionale oltre alla pubblicazione della sentenza
integrale sulla rivista LESPRESSO.
Posto che i comportamenti dei convenuti sono oggetto di reato ex art. 595 c.p. e che, pertanto,
ricorrono gli estremi per lapplicazione della lettera D) dellart. 59 del Testo Unico del Registro
D.P.R. 26/04/86 n. 131,
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telematicamente, che qui di seguito vengono riportati.

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-ORDINARE che limposta di registro dellemananda Sentenza venga prenotata a debito nei confronti
dei soccombenti, ai sensi dellart. 59, lettera D del Testo Unico del Registro D.P.R. 26/04/86 n. 131.
In ogni caso, con vittoria di spese, diritti ed onorari di Giustizia.
Si richiamano le produzioni documentali in atti di causa.
Proseguendo nella numerazione si produce:
data 26/06/2015.

PRECISAZIONE DELLE CONCLUSIONI PER GRUPPO EDITORIALE LESPRESSO S.P.A.,


MANFELLOTTO BRUNO E GATTI FABRIZIO
La difesa dei convenuti si riporta a tutto quanto eccepito argomentato e dedotto nei precedenti scritti
difensivi e cos precisa le proprie conclusioni:
Piaccia allIll.mo Tribunale adito, ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione respinta e disattesa:
- in via preliminare: accertare e dichiarare (i) la carenza di legittimazione passiva del dott. Gatti per il
contenuto di titolo, sottotitolo occhiello e per tutti gli altri elementi redazionali a corredo del servizio di
cui causa e (ii) la carenza di legittimazione passiva di editore e direttore responsabile con riferimento
alla richiesta applicazione della sanzione pecuniaria di cui allart. 12 legge n. 47/1948;
- nel merito: rigettare tutte le domande dellattore come totalmente infondate in fatto ed in diritto e
comunque non provate;
- in ogni caso, condannare lattore al pagamento in favore dei convenuti delle spese, competenze ed
onorari del presente giudizio;
- in via istruttoria, ci si riporta alle conclusioni gi rassegnate nella seconda e nella terza memoria ex
art. 183 6 comma c.p.c. depositata dai convenuti, insistendo affinch venga disposta laudizione del
dott. Gatti, per i motivi e nei termini gi indicati al paragrafo 3 della citata nostra seconda memoria ex
art. 183 VI comma c.p.c..
Si deposita inoltre il decreto di citazione diretta a giudizio per ludienza del 12 luglio 2016 emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza PM. dott. Costa - nei confronti
dei sigg.ri Mario Barzaghi e Giovanna Barzaghi imputati del delitto di cui agli artt. 110 81 cpv, 56pagina 3 di 16

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15) copia dellordinanza di dissequestro emessa dal Tribunale Penale di Santa Maria Capua Vetere in

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610 c.p. perch in concorso tra loro con pi azioni esecutive del medesimo disegno criminoso con
violenza e minaccia compivano atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere il giornalista
Fabrizio Gatti a consegnare loro la videocassetta relativa alla videoregistrazione dellintervista
non riuscendo nellintento per cause indipendenti dalla loro volont, nonch costringevano il predetto

Concisa esposizione dei fatti


Il signor Luigi Spenga, Capitano dei Carabinieri di Seregno dal 2005 fino al mese di aprile 2013, si
rivolto a questo Tribunale con il fine di ottenere il risarcimento per i danni patrimoniali e non
patrimoniali derivanti dalla pubblicazione, nelledizione del giorno 25/04/2013 sul settimanale
LEspresso, dellarticolo a firma di Francesco Gatti, giornalista, sul tema delle infiltrazioni mafiose
in Brianza, dal titolo BRIANZA TRA LEGA E CLAN. IL SINDACO, IL NUMERO DUE DELLA
CONFINDUSTRIA LOCALE, IL CAPITANO DELLARMA. IN AFFARI CON I CASALESI. I
SEGRETI DEL MODELLO SEREGNO (vd. doc. 1 di parte attrice).
Parte attrice cita in questo giudizio il giornalista autore dellarticolo, lamentando la portata infamante
ed offensiva dello scritto in questione, che avrebbe attribuito ingiustamente un legame indiretto con la
mafia ad un Capitano dei Carabinieri, comportandogli ripercussioni devastanti sotto ogni profilo,
personale, professionale, patrimoniale e famigliare.
In particolare, secondo il signor Luigi Spenga, in conseguenza della pubblicazione dellarticolo il
Comando Generale dellArma aveva disposto lincompatibilit ambientale del Capitano, che fino a
quel momento aveva goduto di stima indiscussa, e aveva deciso di trasferirlo dautorit a Genova,
ridimensionando i suoi incarichi a quelli di addetto al reparto di comando.
Inoltre, la pubblicazione dello scritto in questione aveva dato adito ad altri giornalisti di scrivere articoli
simili e molti commenti dal contenuto altamente diffamatorio avevano cominciato a circolare sul web.
Infine, sul piano personale il trasferimento del Capitano aveva determinato la rottura del matrimonio
con la moglie Pilosio Romina, nonch un forte stress emotivo alla figlia Valentina, ancora in et
scolare.
Parte attrice cita altres in giudizio il Direttore del periodico LEspresso, responsabile ai sensi
dellart. 57 c.p., e leditrice Gruppo Editoriale LEspresso s.p.a., responsabile civilmente ai sensi
dellart. 11, l. n. 47/1948 (Legge Stampa).
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Gatti a rimanere allinterno dei locali dellazienda sino allarrivo del Carabinieri.

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In conclusione, il Capitano Luigi Spenga chiede a questo Giudice di condannare i convenuti, in via
solidale e/o alternativa, al risarcimento di tutti i danni derivanti dalla pubblicazione del citato articolo,
quantificato in 400.000,00, ed alla riparazione pecuniaria ex art. 12, l. n. 47/1948, quantificata in
ulteriore somma di 100.000,00. Parte attrice domanda, inoltre, di ordinare, a cura e spese dei
convenuti, la pubblicazione integrale dellemananda sentenza sulla rivista LEspresso, nonch su

Si costituiscono i convenuti, eccependo, in via preliminare, la carenza di legittimazione passiva del


dott. Gatti per il contenuto del titolo, del sottotitolo, dellocchiello e per tutti gli altri elementi
redazionali a corredo del servizio di cui causa, nonch la carenza di legittimazione passiva di editore
e direttore responsabile con riferimento alla richiesta applicazione della sanzione pecuniaria di cui
allart. 12, l. n. 47/1948.
I convenuti chiedono, inoltre, il rigetto di tutte le domande di parte attrice. Infatti, larticolo in
questione si inseriva in una ricerca di giornalismo dinchiesta, che per sua stessa natura richiede totale
libert di informazione e autonomia nella ricerca della verit e delle fonti. Il dott. Gatti, semplicemente,
aveva esercitato il proprio diritto di cronaca e di critica, tutelato dallart. 21 della Costituzione. Tale
inchiesta si concentrava sulle infiltrazioni della camorra in Brianza e partiva dallesame di un
provvedimento di sequestro emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nellambito del
procedimento contro Pasquale Pirolo e Michele Santonastaso identificati come affiliati al clan
camorristico dei Casalesi. Il giornalista si concentrava sul legame daffari esistente dal giugno 2010 tra
la Simec s.r.l., societ di installazione di impianti fotovoltaici oggetto del sequestro in quanto ritenuta
gestita dai Casalesi, e la +Energy, societ di importazione dei medesimi impianti dalla Cina, le cui
quote erano riconducibili, direttamente o indirettamente, alle persone del sindaco di Seregno ragionier
Giacinto Mariani, del Vicepresidente di Confindustria di Monza e Brianza Cavalier Mario Barzaghi e
del Comandante dei Carabinieri di Seregno Capitano Luigi Spenga.
I convenuti ritengono esistente nel caso di specie la scriminante della libert di cronaca e di critica, in
quanto linchiesta giornalistica era stata svolta mediante unattenta e scrupolosa analisi delle fonti e
delle informazioni raccolte, nonch la rilevanza pubblica della notizia risultava evidente. Inoltre, mai il
giornalista aveva dato per certa alcuna indagine o alcun legame diretto tra il Capitano e la camorra,
avendo il semplice intento di sollevare dubbi o sospetti a riguardo.
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altre due riviste di tiratura nazionale.

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Sulle eccezioni preliminari


La prima eccezione preliminare riguarda la carenza di legittimazione passiva del dott. Gatti per il
contenuto del titolo, del sottotitolo, dellocchiello e per tutti gli altri elementi redazionali a corredo del
Gatti in quanto tali elementi non verrebbero elaborati dal giornalista, ma sarebbero invece opera della
redazione.
Tale eccezione deve ritenersi infondata. In primo luogo, parte attrice non ha lamentato un danno alla
propria reputazione derivante esclusivamente dal contenuto del titolo o degli altri elementi redazionali,
ma ha fatto riferimento allarticolo nella sua interezza. Pertanto, non possibile scindere la portata
infamante degli elementi redazionali da quella del contenuto dellarticolo in senso stretto.
In secondo luogo, la giurisprudenza solita considerare tali elementi come parti integranti dellarticolo.
Si veda, ad esempio, quanto affermato dalla Suprema Corte nella sentenza 14/10/2008 n. 25157: nel
rapporto di interazione tra testo e contesto, vanno tenuti in considerazione il titolo dell'articolo,
l'occhiello, il suo contenuto e le fotografie di corredo non come fatti distinti ma come un unico
contesto.
La seconda eccezione concerne la carenza di legittimazione passiva di editore e direttore responsabile
con riferimento alla richiesta applicazione della sanzione pecuniaria di cui allart. 12, l. n. 47/1948,
trattandosi di una sanzione che, ad avviso di parti convenute, deve essere disposta solo dal giudice
penale, essendo inscindibilmente collegata alla pena, e che in ogni caso comminabile solo al
giornalista in quanto autore materiale del supposto reato di diffamazione.
In primis, bisogna rilevare che, secondo giurisprudenza consolidata, la riparazione pecuniaria
prevista dall'art. 12 della legge 8 febbraio 1948 n. 47, una sanzione civilistica. (Cass.
Pen., 25/09/1989 n. 12890).
Per questo motivo, pu disporla anche il giudice civile. Cos la Suprema Corte: La riparazione
pecuniaria prevista dall'art. 12 della legge 8 febbraio 1948 n. 47, sulla stampa, una sanzione di
natura civilistica, anche se conseguente al solo reato di diffamazione a mezzo stampa, che pu essere
chiesta anche al giudice civile qualora il soggetto leso intenda, non presentando querela, adire detto
giudice, previo, in tal caso, accertamento incidentale degli elementi costitutivi del reato. Tale facolt
non sussiste, invece, qualora la persona offesa siasi costituita parte civile nel processo penale e non
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servizio di cui causa. Parti convenute considerano insussistente la legittimazione passiva del dott.

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abbia chiesto la riparazione pecuniaria in tale sede, a meno che la richiesta sia divenuta ammissibile
solo a seguito del giudizio di Cassazione in cui il fatto sia stato qualificato, per la prima volta, come
diffamazione. (Cass. Pen., 11/04/1986 n. 2817; vd. In questo senso anche Cass. Pen. 15/05/1991 n.
5250).
La lettera dellart. 12, l. 47/1948 si riferisce al caso di diffamazione commessa col mezzo della
la sussistenza dei requisiti per la configurazione del reato di cui allart. 595, c.p.
Se sussistono tutti gli elementi costitutivi del reato di diffamazione, certamente la richiesta sanzione ex
art. 12 pu essere applicata allautore del reato. Trattandosi di una sanzione civile, essa pu a ragione
essere applicata al proprietario della testata e alleditore, soggetti che sono civilmente responsabili in
solido con lautore, alla luce dellart. 11, l. 47/1948.
Per quanto riguarda lapplicabilit della sanzione al direttore responsabile, la questione controversa e
la soluzione dipende dallinterpretazione del sopra citato incipit dellart. 12.
Tale norma, introducendo una sanzione di tipo civilistico, non intende collegarsi strettamente al titolo
di reato di diffamazione, ma pi che altro tende a fornire una riparazione ulteriore al risarcimento dei
danni ex art. 185 c.p., in ragione della particolare incisivit dellevento, ossia della lesione alla
reputazione a mezzo stampa. La realizzazione dellevento resa possibile non solo dal reato di
diffamazione ex art. 595 c.p., ma anche dallomesso controllo colposo del direttore responsabile ex art.
57 c.p.
Infatti, la Corte di Cassazione sostiene che: La norma ha per oggetto tra i vari reati che possono
essere commessi con il mezzo della stampa, quello che implica l'evento di lesione della reputazione
altrui, mediante la diffusione di uno scritto offensivo, evento cui si ricollega, per i suoi effetti in termini
di danno, gi l'articolo 185 CP, nel secondo comma, anche alle persone che, a norma delle leggi civili,
debbono rispondere per il fatto dell'autore.
Pertanto la locuzione "nel caso di diffamazione a mezzo stampa" non concerne il titolo di reato per se
stesso, ma l'evento cagionato per i suoi effetti a stregua del mezzo, quale elemento tipico per
individuare il soggetto cui applicabile la speciale sanzione civile. []Orbene, l'evento che si verifica
sia nel caso di cui all'articolo 595, per condotta tipica dolosa del giornalista, che in quello di cui
all'articolo 57 CP, per omissione colposa di controllo del direttore responsabile, che non sarebbe
autore di condotta tipica neanche nel caso di concorso, il medesimo, cagionato direttamente dal
primo e non impedito dal secondo a stregua dell'inosservanza dell'obbligo giuridico impostogli dalla
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stampa. Pertanto, affinch tale sanzione sia applicabile, occorre verificare, anche solo incidentalmente,

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legge civile, pur a fronte dell'autonomia dei reati alla luce del principio di personalit della
responsabilit penale e del suo conseguente accertamento. [..]Ma tale autonomia appunto rilevante
solo ai fini processuali dell'accertamento di responsabilit personale consentito in sede penale. Invero
questa Corte ha ritenuto non estensibile al direttore responsabile ex art. 57 CP, oltre la volont del
querelante, la querela proposta contro il giornalista per diffamazione, e rimarcato la riserva
dall'autonomia dei reati potesse discendere l'effetto sostanziale d'inapplicabilit dell'art. 12 L. cit. al
direttore responsabile in ipotesi di reato ex art. 57 CP, men che in quella di suo concorso con l'autore
tipico. In conclusione, il riferimento letterate alla "diffamazione a mezzo stampa" nell'articolo 12 L.
Stampa non autorizza a ritenere che, nel caso di evento tipico di quel reato, alla riparazione non sia
tenuto oltre all'autore della pubblicazione, chiunque abbia contribuito a cagionare lo stesso evento, in
concorso o per mancato impedimento ex artt. 40/1 - 57 CP.
Pertanto, allorquando si verifichi uningiustificata lesione della reputazione, la sanzione prevista
dallart. 12, l. 47/1948 applicabile anche al direttore.
In conclusione, in capo alleditore e al direttore responsabile sussiste la legittimazione passiva con
riferimento alla richiesta applicazione della sanzione pecuniaria di cui allart. 12, l. n. 47/1948.
[Difforme: Cass. Pen., 14/01/2002 n. 1188]

Nel merito
Lart. 21 della Costituzione al primo comma cos recita: Tutti hanno diritto di manifestare
liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Il diritto alla libera manifestazione del pensiero uno dei diritti fondamentali garantiti dalla nostra
Costituzione.
Quando si esplica attraverso il mezzo della stampa, il diritto alla libera manifestazione del pensiero
stato distinto in diritto di cronaca , consistente nel diritto di riportare fedelmente fatti veri di interesse
pubblico, sia pur lesivi della reputazione altrui, e nel diritto di critica consistente nel diritto di
elaborare in modo critico i fatti di cronaca esprimendo la propria ricostruzione degli stessi e la propria
opinione al riguardo.
Il giornalista deve avere cura di distinguere chiaramente nellesposizione fra i fatti oggettivi e le
proprie valutazioni, soggettive ed opinabili.
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d'impugnabilit ai fini penali ex art. 577 CPP per i soli reati di ingiuria e diffamazione, non mai che

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Proprio in ragione della sua importanza cruciale, il diritto alla libera manifestazione del pensiero
massimamente tutelato dal nostro ordinamento, che tende, qualora sussistano certe condizioni, a farlo
prevalere nel bilanciamento con gli altri diritti del medesimo rango. Infatti, molto comune, soprattutto
nel caso della stampa, che tale diritto si trovi a collidere con il diritto alla reputazione, diritto della
rango, spetta al Giudice compiere un bilanciamento tra di loro e decidere quale diritto deve prevalere
nel caso di specie.
Dal momento che questo problema si posto con particolare frequenza, la Corte di Cassazione si
espressa a riguardo, tracciando delle linee guida per operare il bilanciamento: [] va ricordato che come ormai la giurisprudenza di questa Corte ha pi volte avuto occasione di precisare, sia in sede
civile che penale - il diritto di stampa (cio la libert di diffondere attraverso la stampa notizie e
commenti) sancito in linea di principio nellart. 21 Cost. e regolato fondamentalmente nella l. 8
febbraio 1948 n. 47, legittimo quando concorrano le seguenti tre condizioni: 1) utilit sociale
dellinformazione; 2) verit (oggettiva o anche soltanto putativa purch, in questultimo caso, frutto di
un serio e diligente lavoro di ricerca) dei fatti esposti; 3) forma civile della esposizione dei fatti e
della loro valutazione: cio non eccedente rispetto allo scopo informativo da conseguire, improntata a
serena obiettivit almeno nel senso di escludere il preconcetto intento denigratorio e, comunque, in
ogni caso rispettosa di quel minimo di dignit cui ha sempre diritto anche la pi riprovevole delle
persone, s da non essere mai consentita loffesa triviale o irridente i pi umani sentimenti (Cass. Civ.
18/10/1984 n. 5259, cd. Sentenza decalogo).
Viene di seguito verificata la sussistenza dei presupposti legittimanti loperato di parte convenuta.
1) Utilit sociale dellinformazione
Affinch una notizia, pur lesiva della reputazione, possa legittimamente circolare, necessario che essa
susciti un attuale interesse pubblico. Questultimo deriva dal ruolo rivestito dalla persona coinvolta
nella societ, dal legame tra il ruolo e il fatto riportato dalla notizia e dalla gravit del fatto. Pertanto,
deve esserci in seno al soggetto coinvolto una grave contraddizione tra vita privata e ruolo pubblico.
Nel caso di specie, innegabile che sussista un serio interesse pubblico ed utilit sociale alla
divulgazione di una notizia relativa alla scoperta di un legame di affari tra la camorra e alcuni
esponenti politici, economici e amministrativi del comune di Seregno.
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personalit tutelato dallart. 2 della Costituzione. Trattandosi di due contrapposti diritti del medesimo

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Per ci che attiene specificamente il Capitano Spenga, linteresse pubblico risiede nel fatto che lattore
rivestiva, al tempo delluscita della notizia in causa, un importante ruolo pubblico, essendo
Comandante dei Carabinieri di Seregno ed avendo il medesimo collaborato con la DDA di Milano
nelloperazione INFINITO, di indagine sulla criminalit organizzata.
Il fatto riportato, vale a dire di avere partecipato direttamente alla vita di una societ strettamente
istituzionale che ricopriva il sig.Spenga, la cui rilevanza pubblica e dignit ben descritta dallo stesso
attore nellatto di citazione.

2) Verit, di fatto o putativa, dei fatti esposti


Affinch si possa configurare la scriminante del diritto di cronaca, occorre che il fatto esposto dalla
notizia sia vero: se rispondente a verit, la notizia, anche se lesiva della reputazione, legittima.
Cos la Corte di Cassazione sul punto: Ai fini della configurabilit dell'esimente del diritto di cronaca,
anche sotto l'aspetto putativo o dell'eccesso colposo, in relazione al reato di diffamazione a mezzo
stampa, la necessaria correlazione fra quanto stato narrato e ci che realmente accaduto importa
l'inderogabile necessit di un "assoluto" rispetto del limite interno della verit oggettiva di quanto
riferito, nonch lo stretto obbligo di rappresentare gli avvenimenti quali sono, risultando inaccettabili i
valori sostitutivi di esso, quali quello della veridicit o della verosimiglianza dei fatti narrati; ne' il
giornalista pu appagarsi di notizie rese pubbliche da altre fonti informative (altri giornali, agenzie e
simili) senza esplicare alcun controllo, perch in tal modo le diverse fonti propalatrici delle notizie attribuendosi reciproca credibilit - finirebbero per rinvenire l'attendibilit in se stesse (Cass. Pen.
23/01/1997 n. 6018; si veda in questo senso anche Cass. Civ. 04/02/2005, n. 2271).
Lautore dellarticolo , quindi, tenuto a provare di aver effettuato tutte le ricerche possibili e di aver
verificato con seriet lattendibilit delle fonti, fondamento delleccezione scriminante del diritto di
cronaca.
Sarebbe irrilevante il fatto tuttavia non provato nel presente giudizio - che eventualmente tale notizia
risultasse in un successivo momento non rispondente al vero.
La condizione della verit della notizia comporta, quindi, come inevitabile corollario, l'obbligo del
giornalista, non solo di controllare l'attendibilit della fonte (non sussistendo fonti informative
privilegiate), ma anche di accertare e di rispettare la verit sostanziale dei fatti oggetto della notizia;
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collegata in affari con il clan dei Casalesi, per s gravissimo, a maggior ragione considerato il ruolo

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con la conseguenza che, solo se tale obbligo sia stato scrupolosamente osservato, potr essere
utilmente invocata l'esimente dell'esercizio del diritto di cronaca, restando peraltro escluso che, ove le
suddette condizioni non ricorrano, l'equilibrio generale dell'articolo giornalistico escluda la natura
diffamatoria dei fatti riferiti, potendo eventualmente comportare una minore gravit della diffamazione
ed incidere quindi sulla liquidazione del danno (Cass. Civ. 04/07/1997 n. 6041).
solo in minima parte, concentrandosi invece maggiormente sulle attivit del sindaco Mariani in primis,
e su quelle del Cavalier Barzaghi poi.
La notizia riportata nellarticolo qui in causa frutto di un lavoro di giornalismo dinchiesta, volto ad
analizzare le fonti e a suscitare linteresse del pubblico su comportamenti potenzialmente illegittimi ad
opera della pubblica amministrazione. Tale tipo di attivit giornalistica precede per sua natura
laccertamento giudiziario dei fatti e, di conseguenza, si basa su fonti di diversa origine.
Nel caso di specie, linchiesta aveva preso le mosse da un fatto certo, ossia lordinanza dell11/10/2012
con cui la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere aveva disposto il
sequestro della Simec s.r.l., sia per quanto riguardava la sede legale in Somma Vesuviana, sia lufficio
amministrativo in Cesano Maderno. Secondo la Direzione investigativa antimafia di Napoli e la
questura di Caserta, la Simec, gestita da Ugo Ersilio Cincotto, di fatto faceva capo al casertano
Pasquale Pirolo, membro del clan dei Casalesi .
Sono prodotti i verbali del procedimento avanti al Tribunale di S.Maria Capua Vetere coinvolgenti
anche lattivit della societ Simac s.r.l.
Circa la veridicit quantomeno putativa (non essendo prodotta sentenza definitiva) del fatto del
coinvolgimento di Simac s.r.l. in attivit di criminalit organizzata non vi alcun dubbio.
A partire dal provvedimento di sequestro penale, il dott. Gatti svolgeva una approfondita ricerca,
documentata con produzioni anche nel presente giudizio, riguardo alla compagine societaria della
+Energy s.r.l. ed ai sui rapporti commerciali con la societ camorrista .
Ha estratto visura storica e bilanci della + Energy, prodotti in questo giudizio, dai quali risulta fra
laltro che:
la societ veniva costituita il 24 giugno 2010 con A.U. Mascheroni Fabio e con socio all80% Aperta
Fiduciaria ed al 20% la Immobiliare Stefania (del gruppo Barzaghi);
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Innanzitutto, opportuno sottolineare che larticolo in causa faceva riferimento al Capitano Spenga

Sentenza n. 2328/2016 pubbl. il 20/08/2016


RG n. 1332/2014

nellaprile del 2011 vi stato un radicale cambiamento nella societ, in quanto ne divenuto AU il
sig.Barzaghi Mario, che anche divenuto socio all80%, rilevando personalmente le quote della
Aperta Fiduciaria , mentre il restante 20% era rimasto alla Immobiliare Stefania.
Il dott. Gatti ricercava inoltre notizie riguardo ai rapporti commerciali fra la Simec s.r.l. e la +Energy
s.r.l. estraendo visure e bilanci e rinvenendo documentazione societaria a prova di una relazione
Particolarmente significativo laccordo di riservatezza prodotto sub doc. 16, che contiene in realt
principalmente la premessa che le predette societ - di cui la + Energy commercializza moduli
fotovoltaici ed accessori e la Simec progetta realizza e mantiene impianti fotovoltaici - hanno
manifestato la volont di creare un gruppo di lavoro teso a realizzare impianti fotovoltaici chiavi in
mano;
Laccordo redatto sotto forma di modulo compilabile in parte a mano. Infatti sono lasciate alcune
parti in bianco in particolare alle premesse: dovendo provvedere a formulare una comune offerta per
lesecuzione di n. .. impianto/i fotovoltaico/i , nel comune di Terno dIsola 8Bg), presso la
ditta Colombo Design s.p.a., la societ + Energy s.r.l. e la societ Simec s.r.l. dichiarano di voler
regolamentare i loro rapporti lavorativi e commerciali in vista del/i progetto/i sopra richiamato/i come
in appresso.
Lulteriore documentazione prodotta dal dott.Gatti conferma non trattarsi di un caso isolato ma di una
modalit esercizio congiunto dellattivit commerciale, quale gruppo di lavoro stabile.
Infatti, nelle offerte di impianto a diverse impese, prodotte sub docc. da 19 a 24, nellintestazione sono
riprodotti luno in fianco allaltro il logo di Simec ed il logo di + Energy.
Sono prodotte due fatture da +Energy a Simec per materiali fotovoltaici sub doc. 17
Il giornalista ha pertanto dimostrato di avere effettuato diligenti ricerche circa leffettiva sussistenza di
rapporti commerciali stabili e non meramente occasionali fra la +Energy e la Simec e circa la
compagine societaria di +Energy, effettivamente costituita fino allaprile 2011 prevalentemente da una
fiduciaria (facile schermo per i veri detentori delle quote societarie).
Ha inoltre rilevato che la sede legale della +Energy si trovava presso la sede della Abens Professional
s.r.l., di cui il sindaco Mariani era socio (come risulta dal doc.68).
A seguito del rinvenimento di tali fonti documentate, il dott. Gatti richiedeva ed otteneva una intervista,
eseguita personalmente il 10/04/2013, al Cavalier Barzaghi. Nel corso dellintervista, questultimo
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commerciale a ragione definibile di esclusiva tra le due imprese, intorno agli anni 2010 e 2012.

Sentenza n. 2328/2016 pubbl. il 20/08/2016


RG n. 1332/2014

affermava che parte delle quote della +Energy erano detenute da alcuni famigliari del sindaco Mariani
e del Capitano Spenga.
Ed proprio il contenuto di tale intervista che veniva riportato fedelmente nellarticolo in causa. Infatti,
il dott. Gatti riproduceva le esatte parole del Cavalier Barzaghi: Ma sugli ex proprietari occulti, il
vicepresidente di Confindustria di Monza e Brianza dice proprio cos: Non era il sindaco, la
compagna del sindaco, non so se la compagna o la moglie del capitano o qualche altro parente. La
mamma? Mi sembra. Sinceramente io non lo so neanche. Perch io ero solo come finanziario e
basta.
Il contenuto delle dichiarazioni del sig.Barzaghi un fatto storico e la fonte particolarmente
attendibile in quanto persona direttamente coinvolta nella +Energy quale amministratore unico e socio
di maggioranza.
La veridicit delle dichiarazioni del sig.Barzaghi ulteriormente confermata dalla sua violenta reazione
immediatamente successiva alle dichiarazioni sopra riprodotte ed alle conseguenti domande del
giornalista sui rapporti con la Simec. Risulta dalla documentazione a video (doc.73, 74, 75) la sua
pressante richiesta di restituzione immediata della cassetta contenente la registrazione dellintervista e
le minacce rivolte al giornalista.
Per quanto riguarda la posizione del capitano Spenga e la sua partecipazione alla compagine societaria
di +Energy, in mancanza di documentazione circa i soci di Aperta Fiduciaria,

il giornalista si

esprimeva sempre in termini di dubbio (amico e probabile socio occulto del ragionier Mariani e del
cavalier Barzaghi).
Tale conclusione argomentata sulla base della documentazione sopra richiamata: anche la +Energy
sembra costruita apposta per garantire la riservatezza ai suoi soci. Solo il 20 per cento in chiaro:
appartiene allimmobiliare di famiglia del vicepresidente di Confindustria. Il resto coperto da una
societ del Credito Valtellinese: lAperta fiduciaria che nel 2011 per lapprovazione del bilancio
delega un medico chirurgo di Seregno, Paolo Villa un anno dopo ecco che si siede la compagna
del sindaco, Antonella Mauri sua la delega per il 20 per cento della +Energy.
Riguardo allesatta configurazione del rapporto con il clan dei Casalesi, sono indicati come ammessi
dal sig.Mario Barzaghi affari occulti con la famiglia del sindaco Mariani, con quella del comandante
locale dei carabinieri e , tutti insieme, con una societ paravento del clan dei Casalesi.
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compagna del sindaco. E come lei parla di Spenga, non era Spenga. Io sinceramente non so. Come la

Sentenza n. 2328/2016 pubbl. il 20/08/2016


RG n. 1332/2014

Parti convenute considerano come ulteriore prova della veridicit dei fatti la mancata risposta alle
richieste di incontro pronunciate dal giornalista nei confronti del Capitano Spenga. Tuttavia, da una
mancata disponibilit al confronto si ritiene eccessivo desumere unammissione dei fatti.
Per quanto attiene la verit dei fatti, parti convenute producono una intervista, successiva alla
pubblicazione dellarticolo in questione, datata luglio 2013, dellallora Amministratore Unico della
Spenga alle principali attivit sociali della +Energy, a conferma della previa supposizione (sulla base
delle sole dichiarazioni del sig.Barzaghi), che lintestazione delle quote alla madre del Capitano fosse
meramente fittizia e che in realt nella societ operasse Spenga.
Nellatto di citazione lattore non nega ed anzi conferma che la madre fosse socia della +Energy al 20%
e si limita ad affermare la propria estraneit dagli affari della societ.
Non ha fornito alcuna giustificazione circa tale intestazione n ha effettuato alcuna puntuale
contestazione ed invero nemmeno commento sul contenuto delle interviste (quella al Cavalier Barzaghi
e quella, successiva alla pubblicazione dellarticolo, allamministratore Mascheroni), che lo indicavano
come direttamente coinvolto con la societ.
Ad ulteriore elemento di conferma della reale appartenenza di Spenga alla vita societaria, il giornalista
ha sottolineato come, una volta arrivato il Capitano sul posto (ed gi curioso che venga chiamato il
capitano e non un Carabiniere o le Forze dellOrdine) il Cavalier Barzaghi non si sia comportato come
avanti ad un pubblico ufficiale:Il capitano in divisa. qui in servizio. Ma Mario Barzaghi deve
considerarlo un amico qualunque. Perch nonostante la sua presenza insiste con le minacce.
Il mascheramento del rapporto societario (tramite fiduciaria e tramite prestanome con un diverso
cognome) di per s conduce ad un sospetto e legittima lesercizio del diritto di critica e linferenza che
fosse nota al Capitano oltre che al Sindaco , la natura non limpida degli affari.
Inoltre lintervenuta collaborazione del Capitano nelloperazione Infinito menzionata nellarticolo ha conferito al medesimo una competenza professionale ed una esperienza specifica in materia di
criminalit , per le quali risulta non solo pi grave il suo coinvolgimento in affari con la Simac, ma
anche inverosimile una sua completa inconsapevolezza circa la reale natura del proprio socio daffari.
Inoltre la sua competenza in ambito comunale consente di considerare inverosimile una sua
inconsapevolezza circa gli auspicati faraonici progetti edilizi (poi naufragati per mancanza di
approvazione comunale come descritto e provato in dettaglio dal giornalista), che avrebbero aumentato
notevolmente il valore della partecipazione societaria , per cui legittimo, quale esercizio del diritto di
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+Energy s.r.l., Fabio Mascheroni, che confermava espressamente la partecipazione del Capitano Luigi

Sentenza n. 2328/2016 pubbl. il 20/08/2016


RG n. 1332/2014

critica, inferire un intento speculativo del sig.Spenga, quantomeno inopportuno in quanto direttamente
correlato a decisioni del proprio Consiglio Comunale.
Si tratta quindi di un esercizio del diritto di critica serio e non arbitrario o illogico, in quanto fondato
sui fatti emersi da una indagine approfondita.
Risulta in conclusione provata dal convenuto dott.Gatti la veridicit quantomeno putativa dei fatti

3) Forma civile
Per quanto riguarda la continenza formale, si ritiene che lesposizione dellinchiesta nellarticolo
avesse toni moderati. Indubbiamente veniva impiegato un lessico evocativo di scaldali, in particolar
modo nel titolo e nel sottotitolo (In Brianza tra Lega e clan. Il sindaco, il numero due della
Confindustria locale, il capitano dell'Arma. In affari con i Casalesi. I segreti del modello Seregno).
Tuttavia, si faceva riferimento sempre e solo ad un giro di affari non propriamente limpido, senza
lasciare mai intendere una vera e propria appartenenza degli interessati al clan dei Casalesi.
Il giornalista si dimostrava anzi molto cauto nelle proprie affermazioni (Va subito detto che l'Arma
dei carabinieri non c'entra nulla in questa incredibile storia. C'entrano piuttosto le scelte individuali.
Un cortocircuito in cui si riflettono potere economico, politica e criminalit organizzata).
Anche per quanto attiene la parte di articolo in cui era riportata lintervista del dott. Gatti al Cavalier
Barzaghi, il giornalista si esprimeva in termini rispettosi allorquando faceva riferimento al Capitano
(Alla fine arriva proprio il capitano Spenga. In modo professionale, cerca di calmare il cavalier
Barzaghi.).
In conclusione, risulta operante la scriminante del diritto di cronaca e di critica , si rigettano le
domande di parte attrice.
Sono fondate, sia pur assorbite, le eccezioni di la carenza di legittimazione passiva del dott. Gatti per il
contenuto di titolo, sottotitolo occhiello e per tutti gli altri elementi redazionali a corredo del servizio di
cui causa e di carenza di legittimazione passiva di editore e direttore responsabile con riferimento
alla richiesta applicazione della sanzione pecuniaria di cui allart. 12 legge n. 47/1948;
Le spese legali seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo, considerato
lelevatissimo valore attribuito alla causa dallattore.
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affermati nellarticolo.

Sentenza n. 2328/2016 pubbl. il 20/08/2016


RG n. 1332/2014

P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza ed eccezione disattesa o assorbita, cos
dispone:
2. Condanna altres parte attrice a rimborsare alle parti convenute le spese di lite, che si liquidano in
28.150,00 oltre 15% per spese generali ed oltre i.v.a. e c.p.a. se dovute come per legge.
Monza, 28 luglio 2016
Il Giudice
dott. Caterina Caniato

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1. Rigetta le domande proposte dal Capitano Luigi Spenga;

Sentenza n. 2466/2016 pubbl. il 21/09/2016


RG n. 5380/2014

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI MONZA
SEZIONE QUARTA CIVILE
La dr.ssa Cristina Ravera, in funzione di Giudice Unico, ha pronunciato la
seguente
SENTENZA
nella causa iscritta al n. 5380 del R.G. dellanno 2014 promossa da:
MARIANI Giacinto, rappresentato e difeso dallAvv. Ettore Trezzi ed
elettivamente domiciliato presso il suo studio, in Giussano (MB), Via Prealpi
n. 8, giusta procura alle liti a margine dellatto di citazione;
- attore contro
MANFELLOTTO Bruno e GATTI Fabrizio, rappresentati e difesi dagli
Avv.ti Virginia Ripa di Meana, Valeria Vacchini e Clelia Rastrelli ed
elettivamente domiciliati presso il loro studio, in Milano, Via Mozart n. 2,
giusta procura alle liti a margine della comparsa di costituzione e risposta;
- convenutie
GRUPPO EDITORIALE LESPRESSO S.p.A., in persona del legale
rappresentante, Dr.ssa Monica Mondardini, rappresentato e difeso dagli
Avv.ti Virginia Ripa di Meana, Valeria Vacchini e Clelia Rastrelli ed
elettivamente domiciliato presso il loro studio, in Milano, Via Mozart n. 2,
giusta procura alle liti a margine della comparsa di costituzione e risposta;
-convenutoavente ad oggetto: Diritti della personalit.
***
Il Procuratore di Giacinto Mariani ha cos concluso:
Piaccia alla S.V. Ill.ma, ogni contraria eccezione respinta, cos giudicare:
In via Principale, nel merito
- accertare e dichiarare la portata diffamatoria ai danni del Sig. Giacinto
Mariani dellarticolo con il Titolo: Brianza tra Lega e Clan. Il sindaco, il
numero due della Confindustria locale, il capitano dellarma. In affari con i

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N. R.G. 5380/2014

Casalesi. i segreti del modello Seregno a firma del signor Fabrizio Gatti
apparso sul n. 16 anno LIX del 25.04.2013 del settimanale LEspresso del
25 aprile 2013 (pagg. 52-55), richiamato in copertina con la dicitura
Brianza Imprenditore e Sindaco della Lega in affari con i clan e tuttora
pubblicato sul sito Internet dello stesso settimanale;
-accertare e dichiarare la portata diffamatoria ai danni del Sig. Giacinto
Mariani dellarticolo con il Titolo: Vicepresidente di Confindustria
minacci di morte il giornalista dellEspresso. Ora gli chiede 27 milioni di
risarcimento a firma del signor Fabrizio Gatti apparso sul blog dello stesso
alla
pagina
Internet
http://gatti.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/12/17/vicepresidente-diconfindustria-minaccio-di-morte-giornalista-dellespresso-ora-gli-chiede-27milioni-di-risarcimento/ ed ivi tuttora pubblicato e, conseguentemente:
- accertare e dichiarare la responsabilit dei convenuti per i predetti titoli
come in narrativa e come in atti, e per leffetto
- condannare gli odierni convenuti, in via tra loro solidale o alternativa, in
favore dellattore:
a) al risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali patiti e
patiendi dallattore con il pagamento della somma di 400.000,00 (euro
quattrocentomila/00) oltre interessi di legge e rivalutazione monetaria dal
fatto al saldo, ovvero di quella diversa somma, maggiore o minore, ritenuta
di giustizia, nonch
b) al pagamento, a titolo di riparazione pecuniaria ex art. 12 legge 8
febbraio 1948 n. 47, della somma di 100.000,00 (euro centomila/00) oltre
interessi di legge e rivalutazione monetaria dal fatto al saldo, ovvero di
quella diversa somma, maggiore o minore, ritenuta di giustizia, nonch
c) alla pubblicazione, a loro cura e spese, della sentenza di condanna, ai
sensi dellart. 9 della L. 8 febbraio 1948 n. 47 e dellart. 186 c.p. sul
periodico, sul sito de LEspresso nonch sul blog del sig. Gatti ospitato
allinterno del sito de LEspresso.
- Spese, competenze ed onorari rifusi da distrarsi ai sottoscritti difensori ex
art. 93 c.p.c..
In via istruttoria
Si insiste, anche previa revoca ovvero modifica dellordinanza resa fuori
udienza del 13.06.2015, per lammissione dellinterrogatorio formale dei
convenuti Sig. Fabrizio Gatti e Sig. Bruno Manfellotto sui capitoli di prova
come formulati nella memoria ex art. 183 comma VI n. 2) c.p.c. depositata
dallattore, qui da intendersi trascritti.

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Sentenza n. 2466/2016 pubbl. il 21/09/2016


RG n. 5380/2014

I Procuratori di Bruno Manfellotto, Fabrizio Gatti e Gruppo Editoriale


LEspresso S.p.A. hanno cos concluso:
Piaccia allIll.mo Tribunale adito, ogni contraria istanza, deduzione ed
eccezione respinta e disattesa:
-in via preliminare: accertare e dichiarare (i) la carenza di legittimazione
passiva del dott. Gatti per il contenuto di titolo, sottotitolo occhiello e per
tutti gli altri elementi redazionali a corredo del servizio di cui causa e (ii)
la carenza di legittimazione passiva di editore e direttore responsabile con
riferimento alla richiesta applicazione della sanzione pecuniaria di cui
allart. 12 legge n. 47/1948;
- nel merito: rigettare tutte le domande dellattore come totalmente infondate
in fatto ed in diritto e comunque non provate;
- in ogni caso, condannare lattore al pagamento in favore dei convenuti
delle spese, competenze ed onorari del presente giudizio;
- in via istruttoria si insiste per lammissione della richiesta audizione e/o
interrogatorio libero del dott. Gatti, per i motivi e nei termini indicati al
paragrafo 7 della nostra comparsa e ribaditi nel paragrafo 4 della nostra
successiva seconda memoria ex art. 183 6 comma c.p.c.; ci si oppone sin
dora alleventuale richiesta di ammissione delle istanze avversarie (gi
rigettate dallIll.mo G.U. con ordinanza del 13 giugno 2015) che dovesse
essere reiterata dalla controparte.
***
MOTIVI DELLA DECISIONE
1.1. La decisione della presente causa postula, in primo luogo,
lindividuazione del thema decidendum in base al contenuto dellatto di
citazione, nel quale Giacinto Mariani ha lamentato il carattere diffamatorio
dellarticolo In Brianza tra Lega e Clan, a firma del giornalista Fabrizio
Gatti, pubblicato sul numero 16 anno LIX del 25.4.2013 del settimanale
LEspresso, alle pagine da 52 a 55, chiedendo la condanna dei convenuti al
risarcimento dei danni (quantificati in Euro
400.000,00), oltre alla
riparazione pecuniaria, ai sensi dellart. 12 legge 8.2.1948 n. 47 (per
limporto di Euro 100.000,00, oltre interessi di legge e rivalutazione
monetaria) e alla pubblicazione della sentenza di condanna, ai sensi dellart.
9 della citata legge e dellart. 186 c.p.
Nella memoria ex art. 183 comma 6 n. 1 c.p.c., depositata in data 13.2.2015,
lattore ha lamentato di ritenersi diffamato anche da un articolo pubblicato on
line dal giornalista Fabrizio Gatti sul proprio blog, dal titolo Vicepresidente
di Confindustria minacci di morte giornalista dellEspresso. Ora gli chiede
27 milioni di risarcimento (doc. 17 fasc. attore), nel quale secondo la
prospettazione dellattore - il giornalista, lamentando il fatto che Giacinto

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Sentenza n. 2466/2016 pubbl. il 21/09/2016


RG n. 5380/2014

Gatti, Mario Barzaghi e Luigi Spenga avessero proposto azioni di


diffamazione avverso il suo articolo per cui causa (pubblicato sul
settimanale LEspresso del 25.4.2013), avrebbe richiamato lattenzione
pubblica sulloriginario articolo, ribadendone i contenuti e riportandolo in
calce.
Si tratta, invero, di un articolo, sempre a firma di Fabrizio Gatti, diverso e
ulteriore rispetto a quello per cui causa. Tale secondo scritto, sebbene
richiami e riassuma il contenuto dellarticolo In Brianza tra Lega e Clan,
pubblicato in data 25.4.2013, infatti finalizzato a illustrare e censurare le
iniziative - di carattere giudiziario - assunte da Giacinto Mariani (oltre che da
Mario Barzaghi e Luigi Spenga) a seguito della pubblicazione del primo
articolo e, dunque, presenta un contenuto ulteriore rispetto a quello oggetto di
causa. Esso non pu, dunque, considerarsi alla stregua di mera divulgazione
di una notizia in ipotesi originariamente diffamatoria e, in questa prospettiva,
il suo eventuale contenuto diffamatorio risiede non tanto nel richiamo al
primo articolo in ipotesi diffamatorio, quanto piuttosto nella circostanza
che il giornalista si lamenti delle reazioni di Giacinto Mariani (oltre che da
Mario Barzaghi e Luigi Spenga) alla pubblicazione del richiamato articolo.
In tale contesto, la domanda risarcitoria formulata con riguardo al predetto
articolo si fonda su un diverso e successivo scritto diffamatorio, presenta un
diverso petitum e causa petendi, di guisa che essa non pu considerarsi alla
stregua di una mera emendatio libelli delle domande formulate nellatto
introduttivo del giudizio - consentita nella memoria ex art. 183 comma 6 n.1
c.p.c. - ma integra gli estremi di una domanda nuova e costituisce una vera e
propria mutatio libelli, che deve ritenersi inammissibile. Sul punto, va
richiamato il consolidato insegnamento della Suprema Corte, secondo cui la
differenza tra emendatio libelli e mutatio libelli sta nel fatto che precisare o
modificare (emendatio) vuol dire soltanto rettificare la portata della domanda
con riguardo al medesimo petitum o alla medesima causa petendi, mentre
mutare il petitum o la causa petendi o entrambi d luogo alla proposizione di
una domanda nuova (mutatio), come tale inammissibile (Cass. Civ. Sez. II,
16.5.1990, n. 4234).
1.2. Ci posto, con riguardo allarticolo In Brianza tra Lega e Clan,
lattore ne ha lamentato il contenuto diffamatorio e offensivo in relazione a:
I) il titolo Brianza tra Lega e Clan. Il sindaco, il numero due della
Confindustria locale, il capitano dellArma. In affari con i casalesi. I segreti
del modello Seregno; il sottotitolo Il sindaco, il numero uno della
Confindustria locale, il capitano dellArma. In affari con i Casalesi. I segreti
del modello Seregno, il cd. occhiello Camorra/ Le infiltrazioni al nord.
Secondo lattore essi superano i limiti della verit e della continenza,

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Sentenza n. 2466/2016 pubbl. il 21/09/2016


RG n. 5380/2014

insinuando nei lettori la convinzione che il Sindaco del Comune di Seregno,


il vicepresidente di Confindustria di Monza e Brianza e il Capitano
dellArma dei Carabinieri di Seregno siano venuti a patti con la camorra,
concludendo affari vantaggiosi e favorendo, in tal modo, linfiltrazione della
criminalit organizzata nel Nord Italia;
II) il contenuto dellarticolo, che secondo lattore, sarebbe finalizzato a
screditare la sua immagine politica di Sindaco del Comune di Seregno, con
una tecnica allusiva e di travisamento dei fatti, finalizzata ad alimentare nei
lettori il sospetto del citato collegamento fra il Sindaco del Comune di
Seregno il vicepresidente di Confindustria e Monza e Brianza e il Capitano
dellArma dei Carabinieri di Seregno con la criminalit organizzata di stampo
camorristico; in particolare, tale sospetto sarebbe realizzato tramite:
-la descrizione di un sospetto collegamento fra Simec S.r.l., societ
destinataria di un sequestro di prevenzione da parte del Tribunale di Santa
Maria Capua Vetere, con i soci di +Energy S.r.l.;
-la presentazione di Giacinto Mariani quale socio occulto di +Energy,
attraverso la di lui compagna Antonella Mauri, con conseguente
accostamento dello stesso Mariani e del vicepresidente di Confindustria di
Monza e Brianza - a Simec e alla criminalit organizzata;
-il riferimento a trasformazioni urbanistiche del tutto fantasiose;
-il riferimento a patti fra il Sindaco di Seregno con la criminalit organizzata
camorristica, per la conclusione di affari solo genericamente menzionati.
2. Ci premesso, occorre ora verificare se quanto scritto da Fabrizio Gatti
nellarticolo In Brianza tra Lega e Clan, pubblicato su LEspresso,
edizione del 25.4.2013, con riferimento a Giacinto Mariani rientri nel diritto
di cronaca e di critica, ovvero se abbia varcato i confini leciti di tale diritto.
2.1. Il diritto di cronaca, inteso come diritto di narrare al pubblico, per mezzo
della stampa, i fatti che avvengono, considerato manifestazione essenziale
del diritto di libert di stampa e del pi ampio diritto soggettivo di libera
manifestazione del pensiero, garantiti dallart. 21 Cost.; sia in dottrina che in
giurisprudenza si costantemente affermata la funzione sociale dei diritti
pubblici soggettivi inerenti la libert di stampa, ravvisandola nel poteredovere del giornalista di portare a conoscenza dellopinione pubblica fatti,
notizie e vicende interessanti la vita associata, in modo che il pubblico,
esattamente informato, abbia la possibilit di orientarsi e di formarsi una
propria opinione sugli avvenimenti e sulle persone.
A fronte di questo fondamentale diritto, deve peraltro rilevarsi che, laddove il
diritto di cronaca comporti una lesione allaltrui reputazione, devono essere
rispettati determinati limiti che, secondo la costante giurisprudenza sono stati
individuati:

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Sentenza n. 2466/2016 pubbl. il 21/09/2016


RG n. 5380/2014

a) nella pertinenza (intesa come utilit sociale dellinformazione, in


relazione allattualit e rilevanza dei fatti narrati);
b) nella verit della notizia;
c) nella continenza (intesa come forma espositiva corretta e mantenuta nei
limiti della obbiettivit e/o della serenit).
Per quanto riguarda il diritto di critica, va evidenziato che la critica mira non
gi ad informare, ma a fornire giudizi e valutazioni personali, e, se vero
che, come ogni diritto, anche quello in questione non pu essere esercitato se
non entro limiti oggettivi fissati dalla logica concettuale e dall'ordinamento
positivo, da ci non pu inferirsi che la critica sia sempre vietata quando sia
idonea ad offendere la reputazione individuale, richiedendosi, invece, un
bilanciamento dell'interesse individuale alla reputazione con quello alla libera
manifestazione del pensiero, costituzionalmente garantita. Siffatto
bilanciamento ravvisabile nella pertinenza della critica all'interesse
pubblico, cio nell'interesse dell'opinione pubblica alla conoscenza del fatto
oggetto di critica, interesse che costituisce in un con la correttezza formale
(continenza), requisito per la invocabilit della esimente dell'esercizio del
diritto di critica (cfr. ex plurimis, Cass. Civ., 24.5.2002 n. 7628). In sostanza,
qualora si svolga unattivit di critica o si esprimano opinioni personali, i
limiti individuati con riferimento alla legittimit del diritto di cronaca vanno
intesi in maniera pi elastica (Cass. Civ., 14.3.2016, n. 4897; Cass. Pen., n.
935/1999 e Cass. Pen., n. 3477/2000).
Si tratta ora di valutare se, nel caso di specie, possano ritenersi o meno
rispettati i tre canoni sopra indicati.
2.2. Per quanto attiene al requisito della pertinenza, non appare revocabile in
dubbio lesistenza dellinteresse pubblico in relazione alle notizie divulgate e
alla critica effettuata con riguardo alla figura di Giacinto Mariani, nella sua
veste di uomo politico, tanto pi ove si consideri che tale requisito deve
essere valutato in astratto, prescindendo dallintrinseca veridicit dei fatti, la
quale rileva sotto altro profilo (Cass. Pen., 21.2.2007, n. 25138).
In particolare, non pu dubitarsi del fatto che sussistesse appieno linteresse a
fornire al pubblico uninformazione o unopinione della figura di Giacinto
Mariani, sindaco della citt di Seregno (MB) dal 2005, rieletto alle elezioni
comunali del 2010.
In questo contesto, una pubblicazione volta a presentare in modo critico e
talora satirico e graffiante un personaggio che ricopre un ruolo politico,
illustrando le sue esperienze presenti e passate e descrivendo i suoi
collegamenti con un fenomeno di grande ed attuale interesse pubblico - quale
quello della infiltrazione della criminalit organizzata nel Nord Italia - sia
apprezzabile, in quanto consente al lettore di maturare un proprio giudizio

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Sentenza n. 2466/2016 pubbl. il 21/09/2016


RG n. 5380/2014

sulla figura del sindaco Mariani e, quindi, di trarre le conclusioni sulla base
di differenti interpretazioni degli argomenti proposti.
2.3. Per quanto attiene al secondo requisito, la verit delle notizie riferite, sia
con riferimento al complesso dello scritto sia con riferimento alle singole
parole utilizzate, deve preliminarmente rilevarsi che il caso di specie si
caratterizza per la narrazione dei risultati di una inchiesta sulla figura del
sindaco Mariani, sul suo passato e su situazioni oscure legate alla sua persona
e ai suoi collegamenti con la criminalit organizzata, unita ad opinioni
critiche, in modo da costituire allo stesso tempo esercizio di inchiesta
giornalistica e critica.
Larticolo, partendo dalla notizia del sequestro di prevenzione di una societ
(Simec S.r.l.), infatti finalizzato a indagare il passato di Giacinto Mariani
come imprenditore e professionista, i suoi legami e affari con Mario
Barzaghi, vicepresidente provinciale di Confindustria di Monza e i loro
collegamenti con la societ attinta dal sequestro di prevenzione, nellambito
del pi generale tema della infiltrazione della criminalit organizzata
camorristica nelle imprese del Nord Italia, con il fine ultimo di informare la
collettivit su situazioni oscure correlate alla figura del sindaco Giacinto e
offrire strumenti e spunti di riflessione su soggetti (quali Giacinto Mariani,
Mario Barzaghi e Luigi Spenga) che ricoprono ruoli e cariche pubbliche.
In particolare, con riguardo al limite della verit nellambito del diritto di
critica, va evidenziato che, avendo la critica ad oggetto l'espressione di un
giudizio o di un'opinione, il requisito della verit incontra un significativo
temperamento: poich il giudizio presenta, per definizione, un margine di
opinabilit, non pu effettuarsi una valutazione in termini di verit o di
obiettivit e, pertanto, la verit va valutata unicamente secondo i parametri
della rilevanza sociale del tema e della correttezza dell'espressione (cfr. Trib.
Urbino, 19.10.2004). In altri termini, la critica lecita quale libera
manifestazione del pensiero purch si eserciti su fatti di pubblico interesse,
del cui nucleo fondamentale sia stata verificata la corrispondenza al vero, in
quanto la verit necessaria a conservare il pubblico interesse, posto che
l'esercizio critico su fatti o circostanze disancorate dalla realt perderebbe
tale qualit trasmodando piuttosto, sia pure indiretta-mente, in una
disinformazione della pubblica opinione (cfr. Trib. Milano, 15.4.2004).
Per quanto concerne, poi, il giornalismo di inchiesta, come noto, esso
finalizzato alla raccolta, al commento e alla elaborazione di notizie destinate
a formare oggetto di comunicazione interpersonale attraverso gli organi di
informazione, per sollecitare i cittadini ad acquisire conoscenza di tematiche
meritevoli, per il rilievo pubblico delle stesse. La Suprema Corte ha precisato
che il giornalismo di inchiesta, si caratterizza per l'acquisizione della notizia

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RG n. 5380/2014

"autonomamente", "direttamente" e "attivamente" da parte del professionista


e non mediata da "fonti" esterne mediante la ricezione "passiva" di
informazioni, con la conseguenza che, da un lato, nel giornalismo di inchiesta
i limiti regolatori dell'attivit giornalistica individuati dalla giurisprudenza di
legittimit, trovano una meno rigorosa e comunque diversa applicazione
dell'attendibilit della fonte (su cui, tra le altre, Cass. Civ., 19.1.2007, n.
1205), fermi restando i limiti dell'interesse pubblico alla notizia (tra le altre,
Cass. Civ., 18.3.2008, n. 7261) e del linguaggio continente, ispirato ad una
correttezza formale dell'esposizione (Cass. Civ., 4.2.2005, n. 2271). In
particolare, puntualizza la Suprema Corte, nel giornalismo di inchiesta, viene
meno l'esigenza di valutare l'attendibilit e la veridicit della provenienza
della notizia, dovendosi ispirare il giornalista, nell'"attingere" direttamente
l'informazione, principalmente ai criteri etici e deontologici della sua attivit
professionale, quali tra l'altro menzionati nella legge n. 69 del 1963 e nella
Carta dei doveri (cfr. Cass. Civ., 9.7.2010, n. 16236; Cass. Pen., 12.12.2012,
n. 9337).
Ci posto, occorre valutare se, nel caso di specie, con riferimento a ciascuna
delle notizie riferite, oggetto di contestazione nellatto di citazione, il
giornalista abbia rispettato o meno il limite della verit, con i temperamenti
sopra illustrati.
2.3.1. Lattore contesta la carenza del requisito della verit con riguardo,
innanzi tutto, alladdebito di avere avuto rapporti con membri della mafia,
allegando la propria estraneit al provvedimento giudiziario emesso dal
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere menzionato nellarticolo per cui
causa e deducendo di non essere mai stato indagato in tale procedimento
penale n in altro ad esso connesso o comunque in procedimenti penali in
materia di associazione mafiosa, n prima n dopo la pubblicazione
dellarticolo.
Le deduzioni dellattore a sostegno della carenza del requisito della verit
non colgono nel segno.
Invero, il contenuto dellarticolo non pu ritenersi diffamatorio sotto questo
profilo, in quanto larticolo non contiene alcuna affermazione, diretta o
indiretta, che Giacinto Mariani sia stato attinto dal provvedimento del
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere o comunque sia stato coinvolto nelle
indagini relative a tale provvedimento o in altri procedimenti penali in tema
di criminalit organizzata. Per contro, larticolo avrebbe certamente carattere
diffamatorio ove avesse falsamente affermato che Giacinto Mariani fosse
stato indagato nel procedimento nellambito del quale stato adottato il citato
provvedimento o comunque fosse stato indagato in altri procedimenti in
materia di criminalit organizzata, ma ci non avvenuto.

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RG n. 5380/2014

Sotto tale profilo, il giornalista ha riportato la notizia del provvedimento


giudiziario del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Sezione Misure di
Prevenzione senza menzionare alcun coinvolgimento di Giacinto Mariani nel
procedimento penale nellambito del quale stato emesso il riferito
provvedimento, di guisa che sotto questo profilo la censura di superamento
del limite della verit infondata.
2.3.2. Lattore contesta, poi, la violazione del requisito della verit con
riguardo alla affermazione di rapporti effettivamente esistenti fra la societ
posta sotto sequestro (Simec S.r.l.) e la societ +Energy S.r.l. e al
collegamento fra il sequestro di Simec, avvenuto a fine 2012, con la societ
+Energy.
In particolare, lattore deduce linsussistenza di qualsiasi elemento logico e
fattuale indicativo della conoscenza da parte dei soci di +Energy S.r.l. o degli
amministratori dei rapporti fra Simec S.r.l. e la criminalit organizzata.
Lattore puntualizza che +Energy ebbe contatti commerciali sporadici con
Simec, quando questultima aveva sede legale in La Spezia e amministratore
unico era Ugo Ersilio Cincotto, residente a Desio, con procura speciale a
Federico Zanardi e che, solo nel 2012, la societ venne trasferita a Somma
Vesuviana e sostituito lamministratore (da Ugo Ersilio Cincotto a Nicola
Stefanelli), di guisa che, secondo la prospettazione dellattore, le vicende
giudiziarie di Simec non hanno alcun collegamento con +Energy.
Questo il passaggio dellarticolo: Il sequestro della Simec e dei suoi uffici a
Cesano Maderno finisce sui giornali del Nord. E la notizia si ferma l. Ma
due persone che contano in Brianza sanno cosi si nasconde oltre quella
piccola societ di Somma Vesuviana. Uno il sindaco leghista di Seregno,
laltro il vicepresidente provinciale della Confindustria di Monza. I due lo
sanno bene. Perch oltre la Simec ci sono loro. Dal giugno 2010 la Simec ha
riempito le industrie di mezza Italia di preventivi e progetti per
linstallazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei capannoni. Dalla Brianza
a Latina. Da Bergamo alla provincia di Benevento. A cominciare dai nomi
delle aziende brianzole pi famose. Come la Chateau dAx dei salotti a
Lentate sul Seveso. O la Chanteclair dei detersivi a Seregno. Valore delle
opere proposte: dai 60 mila euro ai 4 milioni. Il problema per il ragionier
Mariani e il cavalier Barzaghi che sulla carta intestata di quei progetti non
appare soltanto il marchio della Simec. C anche quello della +Energy
s.r.l., laltra protagonista in questo gioco di specchi. La loro societ.
Laffare proprio questo. La +Energy importa pannelli fotovoltaici dalla
Cina. La Simec li installa. E alla fine, almeno fino a quando non vengono
aboliti, si intascano gli incentivi statali. La collaborazione va avanti da due
anni.

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RG n. 5380/2014

Invero, dalla documentazione prodotta dai convenuti risulta che +Energy ha


intrattenuto rapporti commerciali (relativi alla fornitura di pannelli
fotovoltaici) con Simec negli anni 2010 e 2011, quando questultima aveva
sede legale a La Spezia e lamministratore unico era Ugo Ersilio Cincotto. In
particolare, dalla documentazione prodotta dai convenuti risulta che +Energy
e Simec, nellanno 2010, hanno presentato a plurime societ (Chateau dAx
S.p.A., Chante Clair, Colombo Design S.p.A., Latina, CDR S.r.l., Co.Stamp
S.r.l.) sei preventivi per la fornitura e realizzazione di impianti fotovoltaici.
Tali preventivi sono stati redatti su carta intestata, recante i loghi delle due
societ (cfr. docc. da 19 a 24 fasc. convenuti). Risulta parimenti che +
Energy, nellanno 2011, ha emesso nei confronti di Simec, due fatture aventi
ad oggetto la fornitura di pannelli fotovoltaici (cfr. doc. 17 fasc. convenuti).
Orbene, il provvedimento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere
11.10.2012 (doc. 31 fasc. convenuti) citato nellarticolo, d atto, innanzi
tutto, di rapporti esistenti fra Ugo Ersilio Cincotto e Pasquale Pirolo, il quale
ultimo, nel provvedimento di sequestro del Tribunale di Santa Maria Capua
Vetere del 29.11.2011 (doc. 28 fasc. convenuti), viene definito come soggetto
di elevata pericolosit (cfr. pag. 49), con assoluta certezza un uomo di
fiducia di Antonio Bardellino, specie nel settore del reimpiego di capitali
illeciti, che ha dato un rilevante contributo alla ramificazione del clan
Bardellino in una serie di attivit economiche ed stato un sicuro
riferimento del Bardellino sia per il settore dei rapporti con gli imprenditori
che per le sue esigenze logistiche (decreto cit., pag. 42), il cui arresto,
avvenuto a Barcellona il 2.11.1983, ha dato un importante aiuto alla cattura
di Antonio Bardellino (in tale occasione proprio seguendo Pasquale
Pirolo e Roberto Ferrara la polizia italiana riusc a catturare Antonio
Bardellino da tempo latitante).
Il provvedimento di sequestro preventivo del Tribunale di Santa Maria Capua
Vetere del 11.10.2012 citato nellarticolo per cui causa riferisce, inoltre,
di rapporti fra Pasquale Pirolo e Simec, risalenti al tempo in cui tale societ
aveva sede a La Spezia, illustra la riconducibilit dellattivit commerciale di
Simec a Pasquale Pirolo (socio di fatto di detta societ) per il tramite proprio
di Ugo Ersilio Cincotto ed evidenzia la singolarit della cessione delle quote
di Simec effettuata da Ugo Ersilio Cincotto a favore di Nicola Stefanelli
(soggetto pluripregiudicato, di assoluta impossidenza patrimoniale e
assolutamente distante dal campo formale delle societ), avvenuta poco dopo
lesecuzione di un sequestro di prevenzione (nel mese di dicembre 2011) nei
confronti dello stesso Pasquale Pirolo (cfr. doc. 31 cit.).
In tale provvedimento si legge, inoltre, che Federico Zanardi che, secondo
gli attori, aveva la procura speciale ad operare in Simec, al tempo in cui

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RG n. 5380/2014

+Energy ha intrattenuto rapporti commerciali con detta societ - soggetto


coinvolto in attivit delittuose per associazione a delinquere e frode fiscale
presso lautorit giudiziaria di Modena ed socio di Berkeley Italia S.r.l., di
cui socio anche Pasquale Pirolo e le cui quote sono oggetto di sequestro nel
citato provvedimento.
Lo stesso Federico Zanardi, nel corso del suo interrogatorio del 27.12.2012,
riferisce dei suoi rapporti di affari con Pasquale Pirolo risalenti allanno 2009
(cfr. doc. 37 fasc. convenuti) e nellinterrogatorio del 29.102.2012, dichiara
di avere presentato, nellanno 2008, Ugo Ersilio Cincotto a Pasquale Pirolo, a
seguito della costituzione da parte del primo di Simec (cfr. doc. 36 fasc.
convenuti)
Orbene, alla luce di tali risultanze emerge che, al tempo in cui +Energy ha
intrattenuto rapporti commerciali con Simec (ossia negli anni 2010 e 2011),
questultima era gi collegata alla criminalit organizzata (segnatamente, alla
figura di Pasquale Pirolo, persona di fiducia di Antonio Bardellino, esponente
di spicco della criminalit organizzata casalese) attraverso lamministratore
unico Ugo Ersilio Cincotto, di guisa che laccostamento fra la notizia del
sequestro preventivo di Simec e +Energy non appare inveritiero.
2.3.3. Lattore contesta, poi, il collegamento che il giornalista propone fra
+Energy e lo stesso Giacinto Mariani e, a tale proposito, allega di non essere
mai stato socio di detta societ, di non avere mai avuto poteri di
amministrazione, con conseguente esclusione di qualsiasi potere decisionale
in ordine alle strategie commerciali della societ.
Invero, il collegamento fra Giacinto Mariani e +Energy viene effettuato
nellarticolo attraverso il riferimento sia alla di lui compagna Antonella
Mauri, la quale ha partecipato alla approvazione del bilancio relativo
allesercizio 2011 circostanza che documentalmente provata (doc. 3 fasc.
convenuti) - sia al fatto che tale societ abbia avuto la sede nei locali di una
societ, di cui lo stesso Mariani socio circostanza questa che non stata
oggetto di alcuna contestazione da parte dellattore.
A ci occorre aggiungere che la veridicit dellassunto di un diretto
coinvolgimento di Giacinto Mariani nella gestione di +Energy confermato
da Fabio Mascheroni, gi amministratore unico di detta societ, nel corso
della sua intervista, prodotta in atti (docc. 26 e 27 fasc. convenuti), non
oggetto di contestazione da parte dellattore. Fabio Mascheroni ha, infatti,
dichiarato che sono stato contattato sia dal capitano Spenga che da
Giacinto Mariani e anche da Barzaghi, mi stato offerta l'opportunit di
fare l'amministratore a questa societ, alla domanda dellintervistatore:
Torniamo alla societ, ma chi erano veramente i soci di +Energy?,
Mascheroni ha risposto Io posso solo confermare i nomi che ha gi fatto

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Mario Barzaghi nell'intervista all'Espresso. Alla fine le persone con cui io


interagivo costantemente erano il capitano Spenga, il sindaco Giacinto
Mariani e Mario Barzaghi. In forma minore la compa... i due avvocati. E
ancora, alla domanda Ecco, e poi alle riunioni, le riunioni della societ chi
partecipava? Mascheroni ha dichiarato Sempre Giacinto Mariani, Spenga
e Barzaghi.
Dal che ne discende che il riferimento ad un collegamento fra Giacinto
Mariani e +Energy risulta assistito da una verit intrinseca.
2.3.4. Lattore lamenta, poi, la non veridicit dellaffermazione Dal 23
giugno 2010 quando la Simec e la +Energy firmano un accordo di
riservatezza. Cio la societ che verr sequestrata per camorra e quella del
ragionier Mariani e del cavalier Barzaghi si impegnano fin dall'inizio a
mantenere segreta qualsiasi informazione ad esempio documenti, progetti,
risorse tecniche, dati societari. Un accordo superfluo. scontato che
nessuno parler. Perch mai un sindaco leghista che tanto si batte per la
sicurezza dei suoi concittadini e un vicepresidente della Confindustria del
Nord dovrebbero rivelare che il loro partner commerciale un disoccupato
di Maddaloni, provincia di Caserta, padre di quattro figli, che non sa come
arrivare a fine mese?.
Orbene, la circostanza che le due societ abbiano concluso un accordo di
riservatezza nel mese di giugno 2010 veritiera, come risulta dalla
documentazione prodotta dal convenuto (cfr. doc. 16 fasc. convenuti).
Il passaggio Un accordo superfluo. scontato che nessuno parler. Perch
mai un sindaco leghista che tanto si batte per la sicurezza dei suoi
concittadini e un vicepresidente della Confindustria del Nord dovrebbero
rivelare che il loro partner commerciale un disoccupato di Maddaloni,
provincia di Caserta, padre di quattro figli, che non sa come arrivare a fine
mese? contiene, tuttavia, una valutazione critica da parte del giornalista che
risulta concretamente veicolata e manifestata in modo non pertinente,
confacente e congruente ai fatti posti a fondamento del giudizio.
La valutazione della superfluit dellaccordo e il riferimento alla assoluta
segretezza circa il fatto che il partner commerciale di +Energy sia un
disoccupato di Maddaloni, provincia di Caserta, padre di quattro figli, che
non sa come arrivare a fine mese - il riferimento a Nicola Stefanelli,
amministratore e titolare della intera partecipazione sociale di Simec - non
rispondono al vero: il contenuto dellaccordo sottoscritto dalle due societ
riguarda, infatti, informazioni () (ad esempio, documenti, progetti, risorse
tecniche, dati societari, etc) per la realizzazione dell/degli impianto/i
(doc. 16 fasc. convenuti) e non gi la persona dellamministratore e socio
unico di Simec, Nicola Stefanelli. Laccostamento dellaccordo commerciale

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del giugno 2010 alla figura di Nicola Stefanelli appare, altres, improprio, se
solo si considera che questultimo ha assunto la gestione societaria di Simec
nel mese di febbraio 2012 (docc. 15 e 30 fasc. convenuti) e, dunque, in epoca
successiva sia alla sottoscrizione del citato accordo sia allo svolgimento degli
affari commerciali fra le due societ.
Sotto questo profilo, il giudizio sulla superfluit dellaccordo e sul fatto che
nessuno riveler la compagine societaria di Simec risulta, dunque, impreciso
e idoneo ad insinuare nel lettore il pesante dubbio sul coinvolgimento di
Giacinto Mariani (e Mario Barzaghi) nella scelta di affidare formalmente la
gestione di Simec ad un disoccupato e nullatenente e, pi in generale, sulla
presenza di un collegamento con la criminalit organizzata camorristica. Il
giornalista non ha, infatti, avuto cura di spiegare lo specifico oggetto della
clausola e lesatto contesto negoziale nel quale essa stata inserita.
Il passaggio risulta, dunque, privo del requisito della veridicit e pertanto
deve ritenersi diffamatorio.
2.3.5. Infine, lattore contesta la non veridicit dellassunto secondo cui
Simec e +Energy avrebbero incassato gli incentivi statali relativi ai pannelli
fotovoltaici.
Si legge nellarticolo che Laffare proprio questo. La +Energy importa
pannelli fotovoltaici dalla Cina. La Simec li istalla. E alla fine, almeno fino a
quando non vengono aboliti, si incassano gli incentivi statali.
In particolare, laffermazione E alla fine, almeno fino a quando non
vengono aboliti, si incassano gli incentivi statali riportata subito dopo la
descrizione dei rapporti commerciali fra Simec e +Energy induce a ritenere
che le due societ abbiano beneficiato degli incentivi statali, in assenza di
qualsiasi elemento di prova al riguardo. I convenuti non hanno, infatti, offerto
alcun elemento a dimostrazione di presunte appropriazioni indebite da parte
di +Energy e Simec degli incentivi statali n tanto meno di avere verificato
che, in relazione a tale riferita vicenda, fossero state avviate iniziative
giudiziarie nei confronti della stessa societ, di guisa che il riferimento a si
incassano gli incentivi statali non appare assistito da alcun connotato di
veridicit e, dunque, risulta diffamatorio.
2.4. Passando ad esaminare il profilo della continenza, va preliminarmente
rilevato che tale requisito, come si gi accennato, postula per la sua
sussistenza che i fatti siano riferiti con correttezza, senza inutili eccessi e che
la divulgazione della notizia avvenga in maniera adeguata e cio con
moderazione, proporzione e misura. Sebbene tale requisito appaia talora
difficilmente scindibile da quello della verit della notizia, ritiene il
giudicante che esso, in realt, possa e debba essere valutato a prescindere
dalla verit e cio dando per presupposto che la notizia data sia vera e che

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occorra, dunque, stabilire se la pubblicazione supposto che il contenuto


della narrazione sia vero abbia proposto la notizia in termini corretti ed
obiettivi.
2.4.1. Lattore si duole, in primo luogo, della violazione del limite della
continenza con riguardo alla presentazione che il giornalista fa di lui nella
parte iniziale dellarticolo: le figure antropologiche della Brianza cos ben
raccontate da Alessandro Manzoni non bastano pi. Oggi don Abbondio, i
bravi, don Rodrigo non sarebbero personaggi distinti. Avrebbero la stessa
faccia. La stessa maschera. Una generazione di dottor Jekyll e mister Hyde
si appropriata di questo modello d'Italia che la retorica vuole laborioso,
bigotto e votato alla piccola e media industria. In un agghiacciante gioco di
specchi, adesso non sai pi dove si nasconde il pericolo. In particolare,
contesta la contrapposizione fra la parvenza di onest di Giacinto Mariani,
descritta attraverso il riferimento ai suoi successi politici ed elettorali (E il
terzo sindaco pi influente della Lega Nord in Italia. E limmagine del
centro destra che ha appena fatto vincere Roberto Maroni in Lombardia,
da due mandati il primo cittadino leghista a Seregno), alla sua attivit
professionale (titolare dello Studio Mariani & C. gestione societ e
patrimoni immobiliari in corso Buenos Aires 28 a Milano) e al suo impegno
alla lotta alla criminalit (E il testimonial di gemellaggi antimafia con i
Comuni del Sud come Lamezia Terme e SantAgata dEsaro) e un diverso
volto, che evoca degrado morale e malavita (Lui, pur essendo un ex
tenutario di un locale per strip-tease e socio di impresari che nella loro
discoteca a Lissone ospitavano le serate dei killer della ndrangheta,
riuscito farsi eleggere due volte; Dalle donnine in tanga che si dimenano
nella lap-dance del Lil la tigresse a Milano, il night che ha venduto prima
di lanciarsi in politica) , con la conclusione che Non dev'essere difficile
dissimulare per un sindaco leghista, in una terra in cui da anni nessuno
chiede conto di nulla.
Orbene, la veridicit del riferimento alla pregressa titolarit da parte di
Giacinto Mariani di locali a luci rosse non stata oggetto di contestazione
alcuna da parte dellattore e risulta documentalmente dimostrata (docc. 59,
60, 61, 63 fasc. convenuti).
Parimenti, la circostanza che importanti esponenti della ndrangheta (Cosimo
Gallace e Antonio Belnome) frequentassero un locale (Noirclub di Lissone),
gestito da una societ (Titty S.r.l.), i cui soci erano, a loro volta, soci con
Giacinto Mariani di altre societ (Moltissimo S.r.l. e Carte S.r.l.)
documentalmente provata (cfr. doc. 45, 46, da 47 a 55, 56, 57, 58 fasc.
convenuti), .

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Ci posto, considerato che tali circostanze sono vere, non pu ritenersi che le
parole utilizzate da Fabrizio Gatti, n per i termini usati (a maggior ragione se
valutati nellambito della critica politica, costituente la caratteristica di tale
presentazione) n per la collocazione del passaggio e lo spazio dedicato
abbiano in qualche modo travalicato i confini della continenza.
N pu ritenersi che il carattere diffamatorio risieda nel rievocare vicende
della vita di Giacinto Mariani risalenti a molti anni addietro e ormai chiuse.
Invero, la descrizione che Fabrizio Gatti fa di Giacinto Mariani, essendo
prospettata come il frutto di considerazioni critiche poggianti su circostanze
fattuali vere, afferisce ad una sfera prettamente valutativa ed sorretta da un
interesse pubblico attuale a conoscere il curriculum professionale e
imprenditoriale dello stesso Mariani.
2.4.2. In secondo luogo, lattore lamenta il riferimento a affari occulti fra
Giacinto Mariani e Mario Barzaghi. In particolare, secondo lattore, la frase
Qualche domanda sui suoi affari occulti con la famiglia del sindaco
Mariani seguita da Dopo aver ammesso gli affari davanti alla
telecamera, lascerebbe intendere che Mario Barzaghi, nel corso della sua
intervista, abbia confermato di essere stato in affari occulti con lo stesso
Mariani. E tale convinzione sarebbe ulteriormente rafforzata dal successivo
passaggio il vicepresidente della Confindustria di Monza e Brianza
evidentemente si reso conto delle possibili conseguenze. Cos ha
sequestrato il giornalista per un'ora nel suo ufficio e l'ha minacciato di
morte. Quel giornalista chi scrive, ove la reazione di Mario Barzaghi
sarebbe la conferma degli affari occulti.
Invero, laccostamento delle due frasi Qualche domanda sui suoi affari
occulti con la famiglia del sindaco Mariani Dopo aver ammesso gli affari
davanti alla telecamera, non consente un rimando immediato al fatto che
gli affari di Giacinto Mariani con Mario Barzaghi fossero necessariamente
oscuri; la descrizione degli affari di Giacinto Mariani con Mario Barzaghi
contenuta nei successivi passaggi dellarticolo, di guisa che va escluso che il
riferimento agli affari occulti possa evocare nel lettore il sospetto di affari
illeciti fra Mariani e Barzaghi. Anzi, proprio la successiva descrizione dei
rapporti imprenditoriali fra i due a far comprendere al lettore il contenuto e la
tipologia di tali affari, onde va esclusa la natura suggestiva del citato
accostamento, con lintento di creare nel lettore una falsa rappresentazione
della realt.
2.4.3. Per quanto concerne, poi, la descrizione delle vicende giudiziali di
Simec, dei suoi rapporti commerciali con +Energy e del coinvolgimento di
Giacinto Mariani nella gestione di questultima indiscutibile che essa trovi
il suo fondamento nella documentazione sopra citata (docc. 3, 17, da 19 a 24,

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Sentenza n. 2466/2016 pubbl. il 21/09/2016


RG n. 5380/2014

31, 36, 37 fasc. convenuti). E parimenti indiscutibile che la finalit


dellarticolo dovesse essere quella di insinuare nel lettore un dubbio circa un
collegamento di Giacinto Mariani per il tramite di +Energy - con la
criminalit organizzata dei casalesi, finalit che propria del giornalismo di
inchiesta, deputato a indicare un sospetto di illeciti, con lo scopo ultimo di
denuncia di situazioni oscure, senza tuttavia degradare nella violazione dei
diritti della persona di dignit e riservatezza.
In tale contesto, innegabile che laffermazione lapidaria tutti insieme, con
una societ paravento del clan dei Casalesi dopo il periodo Qualche
domanda sui suoi affari occulti con la famiglia del sindaco Mariani, con
quella del comandante locale dei carabinieri, il successivo riferimento a
larrivo dei prestanome dei Casalesi dopo il riferimento alle indagini della
Procura di Milano e ancora laffermazione Perch oltre la Simec ci sono
loro (Giacinto Mariani e Mario Barzaghi, ndr), dopo i periodi Il ragionier
Giacinto Mariani e il cavalier Mario Barzaghi. I due lo sanno bene creano
nel lettore la convinzione (e non gi il mero sospetto) che Giacinto Mariani
sia, con Mario Barzaghi, un paravento, un prestanome dei Casalesi, in
stretto collegamento con Simec, societ dei casalesi.
Tale convinzione oltre modo alimentata dal tenore del sottotitolo Il
sindaco, il numero due della Confindustria locale, il capitano dellArma. In
affari con i Casalesi. Il segreto del modello Seregno, dove il riferimento a
in affari crea nel lettore la convinzione di un chiaro collegamento fra
Giacinto Mariani, esponente della Lega e la criminalit organizzata.
Orbene, se lintento del giornalista era quello di porre in evidenza, partendo
dalla notizia del sequestro di prevenzione di Simec, i rapporti di detta societ
con +Energy, societ riconducibile al sindaco Giacinto Mariani, per il tramite
della moglie come del resto ha fatto suscitando nel lettore il sospetto di
un presunto e possibile collegamento fra il sindaco Mariani e la criminalit
organizzata casalese, lo stesso giornalista avrebbe dovuto utilizzare
espressioni dubitative e non gi affermazioni categoriche quali tutti insieme,
con una societ paravento del clan dei Casalesi, larrivo dei prestanome
dei Casalesi, Perch oltre la Simec ci sono loro, Il sindaco, il numero
due della Confindustria locale, il capitano dellArma. In affari con i
Casalesi. Il segreto del modello Seregno che vanno oltre tale intento e
finiscono per creare nel lettore la convinzione di un sicuro collegamento fra
la figura del sindaco e la criminalit organizzata casalese e che questi sia in
affari con una societ riconducibile alla camorra, spacciando un sospetto di
collegamento fra Giacinto Mariani e la criminalit organizzata per una verit
certa e conclamata.

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RG n. 5380/2014

Sotto questo profilo, le affermazioni tutti insieme, con una societ


paravento del clan dei Casalesi, larrivo dei prestanome dei Casalesi,
Perch oltre la Simec ci sono loro, il sottotitolo Il sindaco, il numero due
della Confindustria locale, il capitano dellArma. In affari con i Casalesi. Il
segreto del modello Seregno trascendono il limite della continenza e si
risolvono in una aggressione allimmagine e alla reputazione di Giacinto
Mariani, con lintento di screditarlo, di guisa che devono essere considerate
diffamatorie.
Nessuna violazione del limite della continenza , per contro, ravvisabile con
riguardo al titolo Brianza tra Lega e clan, che contiene un generico
riferimento alla Lega senza alcun possibile diretto collegamento con la
persona di Giacinto Mariani.
Parimenti, anche locchiello Camorra/ Le infiltrazioni al nord, in quanto
finalizzato a introdurre il tema dellinchiesta, senza alcun riferimento diretto
a Giacinto Mariani, risulta rispettoso del limite della continenza.
2.4.4. Lattore lamenta, poi, che anche il riferimento al fatto che +Energy sia
partecipata da una societ fiduciaria (Il resto coperto da una societ del
Credito Valtellinese: lAperta fiduciaria e sembra costruita apposta per
garantire la riservatezza ai suoi soci) e il suo accostamento alle
dichiarazioni di Nicola Stefanelli, amministratore unico di Simec, sulla sua
intestazione fittizia del 90% del capitale di Simec superino il limite della
continenza.
Invero, posto che il carattere fiduciario dell80% del capitale sociale di
+Energy e la intestazione fittizia della partecipazione di Simec a Nicola
Stefanelli sono rispondenti a verit, non pu ritenersi che le parole utilizzate
superino i confini della continenza.
Parimenti anche laccostamento fra le due societ, se prima facie pare
suscitare nel lettore il dubbio che anche +Energy sia partecipata da soggetti
del calibro di Nicola Stefanelli, il successivo passaggio Ma un anno dopo,
sempre allapprovazione del bilancio, accanto al cavalier Barzaghi e al
dottor Villa ecco che si siede la compagna del sindaco, Antonella Mauri, 55
anni e il periodo Non soltanto lei per a smascherare la vicinanza del
ragionier Mariani consentono di far comprendere al lettore come la
riservatezza di detta societ sia in realt finalizzata ad occultare il
coinvolgimento di Giacinto Mariani nella gestione della stessa, come
confermato anche da Fabio Mascheroni nel corso della citata intervista (docc.
26 e 27 fasc. convenuti).
Dal che ne discende che i toni e i contenuti usati dallautore risultano
circoscritti nei confini della continenza.

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2.4.5. Lattore si duole, poi, della tecnica espositiva utilizzata dal giornalista
per la trattazione del tema del progetto di piano di governo del territorio.
La descrizione preceduta dalla frase Pu capitare che uno faccia accordi
con unimpresa senza sapere che dietro ci sia la camorra. La superficialit
non un reato e introdotta dal periodo invece curioso che proprio nei
mesi in cui la compagna di Giacinto Mariani entra in societ con il
vicepresidente di Confindustria, il sindaco presenta la bozza del nuovo piano
di governo del territorio. La trattazione del tema prosegue, riportando che il
sindaco Mariani avrebbe illustrato per la prima volta il progetto accanto a un
nome famoso della Lega e poi delle cronache giudiziarie: l'ex assessore
regionale Davide Boni, che verr indagato per tangenti, precisando che tale
progetto prevede la trasformazione di una grande area la stessa su cui il
cavalier Barzaghi ha creato la sua Effebiquattro, primo produttore di porte
in Italia da zona industriale a polifunzionale con 121 mila metri quadri di
negozi, appartamenti, uffici e torri di 63 metri di altezza e riferendo che
esso viene bocciato e successivamente ritirato, con la conclusione che Forse
anche per questo che poco prima di Natale, il 21 dicembre 2012, i soci che
si nascondono dietro lAperta fiduciaria cedono tutte le quote a Mario
Barzaghi. Lasciandogli il cerino in mano.
Invero, posto che la coincidenza del periodo temporale fra la partecipazione
della compagna di Mariani a +Energy e la presentazione del progetto da parte
di questi (settembre 2010) e, successivamente, fra il ritiro del progetto e la
cessione delle quote di +Energy a Mario Barzaghi non stata contestata
dallattore, cos come conforme al vero che, allepoca dellarticolo, Davide
Boni fosse indagato per corruzione, la tecnica espositiva e l'interpretazione
degli avvenimenti offerta dal giornalista evidenziano, attraverso il ricorso a
congetture e allusioni, una possibile connessione, non speciosa n
pretestuosa, tra il sindaco Mariani, Mario Barzaghi e +Energy in relazione al
citato progetto, senza che sia travalicato il limite della continenza, inducendo
il lettore a riflettere sulle possibili correlazioni fra tali accadimenti. In
particolare, la lettura critica che il giornalista fa di tali avvenimenti
storicamente veri - anche alla luce delle relative coincidenze temporali,
risulta veicolata e manifestata in modo pertinente, confacente e con una
forma civile d'esposizione, di guisa che deve escludersi una violazione del
limite di continenza.
2.4.6. Infine, lattore contesta il superamento del limite della continenza con
riguardo al periodo Proprio a quest'ora il sindaco impegnato in Tribunale
a Monza. Testimone della difesa al processo contro Massimo Ponzoni. Un
altro big del centrodestra regionale caduto dalle stelle, tra accuse di

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corruzione e bancarotta, ove il sindaco Mariani viene accostato ad una


vicenda giudiziaria coinvolgente Massimo Ponzoni.
Laccostamento di Mariani alla figura di Massimo Ponzoni, tramite il
riferimento alla circostanza che egli sia stato chiamato come testimone della
difesa nel processo contro Ponzone, accusato di corruzione e bancarotta non
vale di per s a superare il limite della continenza e a screditare la figura di
Mariani.
2.4.7. In conclusione, deve ritenersi che abbiano carattere diffamatorio i
seguenti passaggi:
-Un accordo superfluo. scontato che nessuno parler. Perch mai un
sindaco leghista che tanto si batte per la sicurezza dei suoi concittadini e un
vicepresidente della Confindustria del Nord dovrebbero rivelare che il loro
partner commerciale un disoccupato di Maddaloni, provincia di Caserta,
padre di quattro figli, che non sa come arrivare a fine mese? e E alla fine,
almeno fino a quando non vengono aboliti, si incassano gli incentivi statali
per carenza del requisito di verit;
-tutti insieme, con una societ paravento del clan dei Casalesi; larrivo
dei prestanome dei Casalesi; Perch oltre la Simec ci sono loro; Il
sindaco, il numero due della Confindustria locale, il capitano dellArma. In
affari con i Casalesi. Il segreto del modello Seregno, per carenza del
requisito della continenza,
con conseguente sussistenza degli elementi oggettivi e soggettivi (bastando il
dolo anche eventuale) del reato di cui all'art. 595 c.p. e a carico del
direttore responsabile Bruno Manfellotto dell'illecito di cui all'art. 57 c.p.,
per non avere attivato i dovuti controlli sul contenuto dell'articolo
diffamatorio e delleditore LEspresso ai sensi dellart. 11 L. 47/1948.
N pu essere esclusa la responsabilit del giornalista per la natura
diffamatoria del sottotitolo Il sindaco, il numero due della Confindustria
locale, il capitano dellArma. In affari con i Casalesi. Il segreto del modello
Seregno, per non avere egli redatto il sottotitolo stesso.
A tale riguardo, appena il caso di rilevare che il sottotitolo costituisce, con
il testo dellarticolo, un corpo unitario che reca la firma di Fabrizio Gatti, di
guisa che, allesterno, risulta a lui attribuibile; n tale convenuto ha offerto
elementi atti a dimostrare di essersi limitato a fornire il testo alla redazione o
alla direzione e che la formulazione del sottotitolo era opera di terzi, secondo
regole organizzative interne che si astenuto dal riportare in questa sede.
Va, dunque, riconosciuto ai sensi degli artt. 2043, 2055 e 2059 c.c., il diritto
dellattore al risarcimento del danno conseguente all'evento lesivo contestato.
3. Sotto il profilo del danno, va rilevato che, con riguardo al danno
patrimoniale, lattore non ha fornito alcuna prova di tale voce di danno.

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Lattore si , infatti, astenuto dal prospettare - oltre che dal provare il danno
patrimoniale, in termini sia di danno emergente sia di lucro cessante, patito in
conseguenza della pubblicazione dellarticolo per cui causa. Nessun atto o
documento stato prodotto e nessuna richiesta istruttoria stata avanzata che
consentissero a questo giudice di apprezzare la sussistenza di un danno
patrimoniale conseguente alla pubblicazione del predetto articolo. La carenza
di questi elementi rende, dunque, impossibile apprezzare la sussistenza del
danno lamentato da Giacinto Mariani e comporta il rigetto della relativa
domanda.
3.1. Per quanto concerne, invece, il danno non patrimoniale, va rilevato che
la Suprema Corte, con la nota sentenza a Sezioni Unite, 11.11.2008, n.
26972, ha puntualizzato che il danno non patrimoniale, risarcibile in virt
dellart. 2059 c.c., pu trovare ristoro solo in tre distinte ipotesi: 1) allorch si
verta in ipotesi di reato, pur se accertato presuntivamente secondo le regole
civilistiche; 2) negli altri casi stabiliti dalla legge; 3) qualora sia accertata la
lesione di un diritto inviolabile della persona garantito dalla Costituzione.
Nel caso di specie, la risarcibilit del danno non patrimoniale subordinata
alla sussistenza di un fatto di reato di cui, pertanto, deve provvedersi
all'accertamento in via incidentale o comunque alla lesione di un diritto
inviolabile della personale, di natura costituzionale.
Alla luce di quanto esposto deve ritenersi la sussistenza degli elementi
oggettivi e soggettivi (bastando il dolo anche eventuale, inteso quale
consapevolezza della potenziale lesivit delle espressioni, a prescindere dalla
concreta volont di offendere, con accettazione del rischio di possibile
diffamazione) del reato di cui all'art. 595 c.p. limitatamente ai passaggi Un
accordo superfluo. scontato che nessuno parler. Perch mai un sindaco
leghista che tanto si batte per la sicurezza dei suoi concittadini e un
vicepresidente della Confindustria del Nord dovrebbero rivelare che il loro
partner commerciale un disoccupato di Maddaloni, provincia di Caserta,
padre di quattro figli, che non sa come arrivare a fine mese? e E alla fine,
almeno fino a quando non vengono aboliti, si incassano gli incentivi statali;
tutti insieme, con una societ paravento del clan dei Casalesi; larrivo dei
prestanome dei Casalesi; Perch oltre la Simec ci sono loro; Il sindaco,
il numero due della Confindustria locale, il capitano dellArma. In affari con
i Casalesi. Il segreto del modello Seregno, a carico del
direttore responsabile Bruno Manfellotto dell'illecito di cui all'art. 57 c.p. e
delleditore LEspresso ai sensi dellart. 11 L. 47/1948.
In ogni caso, va aggiunto che la condotta dei convenuti ha leso valori
costituzionalmente garantiti, quali il decoro e l'immagine, di sicuro rango
costituzionale, sicch la persona offesa legittimata a domandare il ristoro

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del danno non patrimoniale (cfr. Cass. Civ., 14.10.2008, n. 25157), danno
inteso come pregiudizio ad interessi di natura non economica aventi rilevanza
sociale.
La Suprema Corte ha precisato che tale figura di danno non patrimoniale,
scaturente dalla lesione di diritti inviolabili della persona, costituisce dannoconseguenza, che deve essere allegato e provato e, attenendo il pregiudizio ad
un bene immateriale, il ricorso alla prova presuntiva destinato ad assumere
particolare rilievo e potr costituire anche l'unica fonte per la formazione del
convincimento del giudice.
Orbene, nel caso di specie, non pu dubitarsi che le accuse di essere in affari
con i Casalesi, di avere sottoscritto un accordo di riservatezza sulla
compagine societaria di Simec e di avere incassato gli incentivi statali relativi
al fotovoltaico abbiano danneggiato lattore in ragione della compromissione
della propria immagine e del proprio rilievo nell'ambito del mondo
professionale e politico. In particolare, le ricadute negative sulla reputazione
dellattore nonch il grado di disagio che ne consegue per la funzione svolta,
possono ricavarsi in via presuntiva, sulla base dei seguenti elementi, indici
del grado di offensivit della fattispecie:
-del carattere nazionale della tiratura del settimanale LEspresso;
-del risalto dato allarticolo, riportato anche nella copertina di LEspresso;
-del fatto che la notizia sia stata successivamente ripresa su giornali locali
(Giornale di Seregno 30.4.2013, 21.5.2013; 16.7.2013; 23.7.2013; Il
Cittadino 27.4.2013; 4.4.2013; doc. 7 fasc. attore) e sulla testata web;
-dellelevata forza suggestiva esercitata sul pubblico dallaccusa di avere
rapporti commerciali con la criminalit organizzata;
-del fatto che, a livello locale, la notizia di collegamenti fra Giacinto Mariani
(e Mario Barzaghi) e la criminalit organizzata casalese fosse gi stata
diffusa in data 23.4.2013 (doc. 7 fasc. attore), ossia prima delluscita del
settimanale LEspresso, che ne ha evidentemente ampliato la diffusione;
-del fatto che laccusa di essere in affari con i Casalesi sia stata mossa in
termini categorici, senza la prospettazione di alcun elemento dubitativo o
comunque atto a far sorgere un sospetto di illeciti;
-del fatto che lattore non abbia fornito documentazione idonea a
rappresentare con sufficiente specificit come tale accusa si sia realmente
riverberata sulla sua immagine professionale e, quindi, come tale potenziale
nocumento si sia riflesso, a sua volta, sulla sua sfera soggettiva.
Nella ponderazione dei profili evidenziati, di diverso segno e incidenza,
tenuto conto anche del ristoro in forma specifica ottenuto con la
pubblicazione della sentenza di cui infra - si ritiene di poter liquidare il

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danno non patrimoniale patito da Giacinto Mariani in Euro 30.000,00 riferito


alla data dei fatti.
Trattandosi di una forma di risarcimento per equivalente e in assenza di
specifica prova sull'entit del pregiudizio sofferto dalla parte creditrice, si
ritiene conformemente alla costante giurisprudenza di legittimit di
liquidare il danno emergente in via equitativa attraverso la rivalutazione del
capitale secondo gli indici Istat / Costo della vita (cos da reintegrarne il
valore iniziale, compensando la successiva perdita del potere d'acquisto della
moneta) ed il lucro cessante, anch'esso in via equitativa, attraverso
l'attribuzione degli interessi legali i quali, al fine di evitare l'ingiustificata
locupletazione della parte creditrice, vengono calcolati sul capitale originario
rivalutato anno per anno (si richiama lormai consolidata giurisprudenza
inaugurata con sentenza Cass. Civ., 17.2.1995, n. 1712).
La misura del risarcimento spettante all'attore pari a Euro 31.127,00, oltre
interessi legali dalla pronuncia sino al saldo.
3.2. Per quanto concerne, poi, la domanda di irrogazione della sanzione
pecuniaria ex art. 12 L. 8.2.1948, n. 47, va preliminarmente rilevato che
secondo lorientamento prevalente tale sanzione ha natura di sanzione civile
conseguente al reato ed essendo indefettibilmente collegata alla
consumazione del reato di diffamazione - ancorch accertato incidentalmente
in sede civile - presuppone la sussistenza di tutti gli elementi costitutivi del
delitto di diffamazione, di guisa che non pu essere comminata alla societ
editrice e pu esserlo al direttore responsabile, purch la sua responsabilit
sia dichiarata per concorso doloso nel reato di diffamazione e non gi per
omesso controllo colposo della pubblicazione (Cass. Civ., 29.7.2015, n.
16054; Cass. Civ., 7.11.2000, n. 14485; Cass. Civ., 3.10.1997, n. 9672). Tale
orientamento, finalizzato ad escludere il direttore responsabile e l'editore
dalla irrogazione della sanzione in questione, da ritenersi pienamente
condivisibile, se solo si considera che l'art. 185 c.p. prevede unicamente
l'obbligo del responsabile civile di rifondere le voci di danno e non anche le
sanzioni, ancorch di natura civile, gravanti sull' autore del reato.
Orbene, nel caso di specie, lattore non ha offerto alcun elemento atto a
dimostrare la sussistenza di un concorso doloso del direttore di LEspresso,
Bruno Manfellotto, al quale pu attribuirsi solo l'omesso controllo, ai sensi
dellart. 57 c.p.
Dal che ne discende che la sanzione ex art. 12 L. 47/1948 deve essere
pronunciata nei confronti del solo convenuto Fabrizio Gatti.
In considerazione delle offese arrecate e della notevole diffusione del
settimanale, tale convenuto va condannato al pagamento della somma di Euro
3.000,00, oltre interessi legali dalla presente sentenza al saldo.

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3.3. Infine, in accoglimento della domanda dellattore, deve essere disposta la


pubblicazione della presente sentenza mediante estratto e per una sola volta
sul periodico LEspresso, edizione cartacea e edizione on line, a cura e spese
dei convenuti entro 30 giorni dalla comunicazione della sentenza ad opera
della cancelleria.
A tale riguardo, infondata leccezione dei convenuti, secondo cui la
pubblicazione della sentenza, in quanto risarcimento in forma specifica, si
presenta come misura aggiuntiva, che determina il venir meno della
equivalenza fra il danno cagionato e il risarcimento e risulta, dunque,
inammissibile.
Invero, la Suprema Corte ha precisato che la pubblicazione della sentenza
costituisce una modalit di risarcimento in forma specifica volta ad
aggiungersi al risarcimento per equivalente, al fine di assicurare, nei casi in
cui il giudice la ritenga utile, la integrale riparazione del danno, con
lobiettivo finale di contribuire a rimuovere il discredito gettato su un
soggetto e ricostruire la sua immagine pubblica (cfr. Cass. Civ., 21.1.2016, n.
1091; Cass. Civ., 5.2.2015, n. 2087).
4. Le spese di lite seguono la soccombenza e sono poste a carico dei
convenuti nella misura liquidata in dispositivo, parametrata alla somma
riconosciuta a titolo di risarcimento del danno e allammontare della sanzione
ex L. 47/1948 e non invece a quella domandata.
*
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza ed eccezione
disattesa, cos provvede:
I) dichiara inammissibili le domande proposte da Giacinto MARIANI in
relazione allarticolo Vicepresidente di Confindustria minacci di morte il
giornalista dellEspresso. Ora gli chiede 27 milioni di risarcimento
pubblicato sulla pagina internet http://gatti.blogautore.espresso.repubblica.it;
II) condanna Bruno MANFELLOTTO, Fabrizio GATTI e Gruppo Editoriale
LESPRESSO S.p.A., in solido fra loro, al pagamento in favore di Giacinto
MARIANI, a titolo di risarcimento dei danni, della somma di Euro
31.127,00, oltre interessi legali dalla data della presente sentenza al saldo;
III) condanna Fabrizio GATTI al pagamento in favore di Giacinto MARIANI
della ulteriore somma di Euro 3.000,00, ai sensi dell'art. 12 legge n. 47 del
1948;
IV) condanna Gruppo Editoriale LESPRESSO e Bruno MANFELLOTTO,
in solido fra loro, a pubblicare la presente sentenza entro 30 giorni dalla sua
comunicazione, sulledizione cartacea del settimanale LEspresso e
sulledizione on-line del medesimo;

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V) condanna Bruno MANFELLOTTO, Fabrizio GATTI e Gruppo Editoriale


LESPRESSO S.p.A., in solido fra loro, a rifondere a Giacinto MARIANI le
spese di lite che liquida in complessivi Euro 7.034,00.oltre pesi e accessori di
legge.
Cos deciso in Monza, l 6.9.2016
Il Giudice
Cristina Ravera