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Aut.ne Tribunale Livorno n° 683 del 02/03/2005 - Spediz. in abb. postale: postatarget creative - CENTRO 1/02524/11.

2014 - Posteitaliane
Ottobre 2016
Anno XVI - n° 170

L’Editoriale
di Enrico Dello Sbarba
enricodellosbarba@virgilio.it

Il centro
per il
“SI”
Il referendum di domenica 4 dicembre ha ormai assunto
un’importanza che va molto al
di là dello stesso quesito che
propone.
Come sempre accade nel nostro paese non è più possibile,
dalla fine della 1ª Repubblica,
affrontare problemi che vengono posti con serietà anche all’interno di divergenze costruttive: ogni proposta viene trasformata in un’occasione di
scontro durissimo dove l’unico obiettivo resta la distruzione dell’avversario di turno.
In questo contesto appare difficile discutere sull’argomento
del referendum su cui gli italiani dovranno esprimersi.
Dopo 40 anni di tentativi di riformare la costituzione (ve ne
sono stati almeno quattro) tutti
regolarmente falliti sul nascere, il governo Renzi, anche in
assenza di iniziative da parte del
Parlamento, ha presentato un
progetto di riforma che prevede, tra l’altro, la fine del bica
segue a pag. 2

Nei pasticci,
ma non ko
di Nicola Graziani
La spasmodica attenzione che i giornali
dedicano alle convulse vicende della
giunta Raggi ha qualcosa di tardivo: se
lo stesso fosse stato fatto con le precedenti amministrazioni comunali, forse
Roma non avrebbe vissuto le vergogne
di Mafia Capitale. Ma è innegabile che,
con la vittoria del Movimento Cinque
Stelle nella principale città italiana, il
Campidoglio sia divenuto una volta di
più la pietra su cui si misurano i possibili scenari politici del futuro. soprattutto ora che aanche il sindaco di Parma,
quel Pzzarotti una volta esaltato da Grillo fino a rasentare l'idolatria, oggi prende il cappello e se ne va. Salta quindi
agli occhi come quanto sta accadendo
all’inconcludente giunta Raggi (pronta
nelle rivendicazioni, lenta nell’affrontare i problemi) faccia emergere tutte le
contraddizioni di un movimento costruito sull’insofferenza per i numerosi fallimenti altrui, e poco altro. Un castello
che, alla prima prova dei fatti, rischia di
venire giù senza risparmiare nemmeno
il castellano.
Per un paradosso della politica la radice
di questa crisi sta proprio nell’essere,
da parte dell’M5S, l’ulteriore involuzione della forma partito. Nato per opporsi
alla politica tradizionale, il grillismo ha
finito con l'accentuare i caratteri negativi di un fenomeno per cui siamo passati dai partiti di massa e strutturati a
quelli leaderistici e leggeri – con ben
minore tasso di progettualità e capacità
gestionale – a quelli totalmente liquidi,

in cui il leader non guida il popolo, ma è il
popolo. Un leader che, essendo personalmente proprietario del simbolo, lo concede o lo revoca come un imperatore
medievale concedeva e revocava i feudi.
In questa liquidità la Rete supplisce al dibattito interno, alla selezione della classe
dirigente e persino all’elaborazione del programma. Non stupisce che, in occasione
dell’orribile caso di eutanasia in Belgio di
pochi giorni fa, la posizione del movimento – favorevole alla morte assistita – sia
stata affidata ad un comunicato nel quale
ci si nascondeva dietro i dati non verificati di un fantomatico confronto telematico. Può bastare per costruire un’alter
segue a pag. 2

Circolo «Il Centro»- Via Trieste 7 - Livorno
Martedì 18 Ottobre, h. 18
Incontro con

Lorenzo Bacci
Segretario Provinciale P.D.
MODERATORE

Enrico Dello Sbarba
Circolo «Il Centro»- Via Trieste 7 - Livorno
Martedì 25 Ottobre, h. 18
Incontro con

Alessandro Franchi
Presidente Provincia Livorno
MODERATORE

Enrico Dello Sbarba

2

Politica

dalla prima pagina

Il centro per il "SI"
meralismo perfetto.
All’epoca dell’assemblea costituente, per
la verità, molti parlamentari non erano
favorevoli ma, anche in relazione alla situazione internazionale che si stava delineando e che avrebbe avuto seri riflessi
sulla politica nazionale, fu raggiunto un
compromesso tra le varie forze: prevalse l’istituzione del bicameralismo, una
soluzione che ha prodotto stanchevoli
duplicazioni e ritardi che non hanno certamente contribuito a risolvere i gravi
problemi del paese.
Ebbene, anche per cause legate alla eccessiva personalizzazione iniziale da parte del Presidente del Consiglio (in caso
di successo dei “no” mi ritiro dalla politica) le forze politiche di opposizione di
destra e di sinistra si sono coalizzate
contro la proposta referendaria.
D’altro canto, la crescente crisi della
Comunità Europea, le cui carenze si
stanno manifestando nel tragico settore
dell’immigrazione, il ritardo nella riprePeriodico mensile
del Circolo Culturale

Aut.ne Tribunale Livorno n° 683 del 2/3/2005
Redazione ed Amministrazione:
Via Trieste 7 - 57124 Livorno
e.mail: ilcentro.livorno@gmail.com
www.circoloilcentro-livorno.it

DIRETTORE RESPONSABILE:
Enrico Dello Sbarba
COMITATO DI REDAZIONE:
Massimo Cappelli,
Laura Conforti Benvenuti,
Sergio Cini, Valeria Grillo,
Luca Lischi,
Mario Lorenzini, Angela Simini,
Marisa Speranza, Franco Spugnesi.
Hanno collaborato a questo numero:
Paolo Arzilli, Franco Biancani, Francesco Butini, Massimo Cappelli, Sandro Cerri, Marcello Faralli, Nicola Graziani, Luca Lischi, Mario Lorenzini,
Ruggero Morelli, Angelo Roma, Angela Simini, Franco Spugnesi, Lorenzo Taccini.
STAMPA: Editrice «Il Quadrifoglio»,
Via Pisacane 7, tel. 0586/814033 - Livorno

Giornale chiuso in tipografia il 4/10/2016

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

sa economica che dia speranze e garanzie per il futuro, un fenomeno questo
comune a tutta l’Europa, impongono ai
governi iniziative e provvedimenti certi
e tempestivi che non possono certamente essere condizionati da ormai desuete
querelle parlamentaristiche ed assurde
duplicazioni.
In questo contesto, non certamente esaltante, si colloca il referendum confermativo della seconda parte della costituzione, caratterizzato da una velenosa
violenta campagna destinata, purtroppo,
a salire di tono nell’approssimarsi della
scadenza elettorale e dal crescere, senza soluzione di continuità, di accuse
contro il Presidente del Consiglio.
L’improvvido, assurdo comportamento
della sinistra PD - un’autentica spina nel
fianco nella strategia del governo - che
prosegue imperterrita la sua astiosa,
durissima polemica contro il loro stesso
partito ed il leader, e che non trova riscontro nella storia democratica del nostro paese, rende ancora più pesante e
problematico il quadro politico.
In effetti ormai non si discute né della
fine del bicameralismo perfetto, né della
riduzione del numero dei parlamentari né
tantomeno della essenziale modifiche
all’art. 5 della costituzione che restituisce finalmente al governo poteri su materie di assoluto interesse nazionale.
Nel frattempo Renzi, come accennavamo in apertura, ha opportunamente disinnescato la minaccia di dimissioni in
caso di prevalenza del “no” ma la situazione resta difficile e complessa anche
se le proposte in corso per modificare il
progetto di legge elettorale “ITALICUM”
potrebbero forse attenuare, specialmente
all’interno della sinistra PD, un atteggiamento da “suicido politico”.
La nostra speranza, è questo l’auspicio”
che formuliamo, resta legata al senso di
responsabilità della maggioranza degli
italiani consci dei rischi e dei pericoli nel
caso prevalessero i “no”.
Oltre al caos istituzionale che ne deriverebbe, non bisogna certamente sottovalutare le conseguenze sulla già difficile
situazione economica e finanziaria con
il rischio enorme della “rentreè” della
speculazione internazionale.
Un’ultima considerazione ci sembra opportuna: nel caso non auspicabile di un
successo del “no” di riforme istituzionale nel nostro paese ne riparleremmo
tra non meno di 20 anni: esattamente

come accadrà con le Olimpiade dopo il
dilettantistico “no” della “bambina” Virginia Raggi, inopinatamente eletta Sindaca di Roma.
Ed è proprio sul buon senso degli italiani, meno condizionati dalle ventate populiste, su cui dobbiamo fortemente sperare perché prevalga il “si” senza riserve.
Quell’armata di Brancaleone che vede in
prima fila il clown Beppe Grillo, Matteo
Salvini, Renato Brunetta, Giorgia Meloni, l’estrema sinistra, la destra reazionaria di Casa Pound magari con la regia di
Massimo D’Alema, non può assolutamente prevalere perché comprometterebbe il futuro del nostro Paese.

Nei pasticci,
ma non ko
nativa politica in grado di reggere il Paese? I dubbi sono legittimi.
Ciò detto, non è giusto e nemmeno corretto liquidare l’esperienza del grillismo
come già finita, o tantomeno come
un’ubriacatura temporanea dell’elettorato. Innanzitutto perché le condizioni
che hanno portato alla nascita dell’M5S
sussistono ancora tutte, ad iniziare dal
fallimento del bipolarismo e dell’attuale
classe politica che guida i poli tradizionali. A Roma Virginia Raggi ha trionfato
sulle ceneri di un Pd giunto all’autofagia e di un centrodestra incapace di una
sintesi politica. Non dimentichiamo,
poi, che l’attuale non è la prima crisi
attraversata dai grillini: già all’inizio del
2015 venivano dati per spacciati, ed invece più tardi hanno colto i loro migliori successi.
La funzione – positiva – del grillismo
sarebbe quella del pungolo a cercare di
far meglio, l’essere quel tafano che
Socrate diceva di voler essere per la
splendida ma pigra democrazia ateniese. In altre parole, se i grillini gridano
onestà il loro deve essere accolto dalle
altre forze come un richiamo che nasce dalla base della società. Se chiedono trasparenza, si faccia lo stesso. Ma
il problema, a questo punto, è duplice:
la politica si è dimenticata di ascoltare,
e ne ha pagato lo scotto. Ma anche Grillo si è dimenticato che Socrate un movimento non lo fondò mai. Tantomeno
con l’idea di prendersi Atene.

Politica

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ALDO MORO
e la pazienza della democrazia
di Francesco Butini
Esattamente cento anni fa nasceva
Aldo Moro, a Maglie. E Moro manca
alla democrazia italiana da quella tragica giornata del 9 maggio 1978, quando le Brigate Rosse fecero ritrovare il
suo corpo a Roma.
Come ha recentemente scritto Paolo
Franchi sul Corriere della Sera, la politica ai nostri giorni va a fare la spesa
nel discount della storia, strumentalizzando con molto ignoranza le figure
politiche più prestigiose del nostro passato per dare lustro ad un presente piuttosto povero. E così qualche volta anche Aldo Moro è stato “arruolato” per
giustificare la prassi contemporanea.
M Aldo Moro è una unicità non riducibile alla attuale pochezza del dibattito
politico, con caratteristiche che lo hanno contraddistinto in tutta la sua vita
politica. Ed è con queste caratteristiche che vogliamo ricordarlo, convinti di
compiere così un dovere verso la correttezza della storia e della politica.
Innanzitutto Moro ha sempre operato
a difesa dell’unità politica dei cattolici
italiani. E’ stato protagonista di molte
scelte politiche del Novecento italiano,
dal centro-sinistra alla politica di solidarietà nazionale, e mai ha sacrificato
sul loro altare l’unità della Democrazia
Cristiana, e con l’unità possibile dei
cattolici italiani. Ha esercitato sempre
la virtù della pazienza per non dividere
mai la DC, anche quando le necessità
politiche della governabilità e della tenuta dello Stato democratico richiedevano alleanze difficili da compiere. Ma
sempre tutti assieme. Mai scelse la

Aldo Moro (1916 - 1978)

scorciatoia della divisione tra i democristiani.
In questo senso, la politica di Aldo
Moro si è sempre mossa esattamente al contrario di quanto scelto di fare
dopo il 1994.
Inoltre pare di grande attualità la sua
costante riflessione, e la conseguente azione politica, intorno allo Stato
democratico. Pur essendo sempre
stato molto attento ai movimenti, alle
aspettative, ai turbamenti della società italiana, non ha mai contrapposto
la ricchezza della vita sociale alla co-

struzione e allo sviluppo dello Stato.
Anzi: l’allargamento della base sociale
e di consenso allo Stato democratico
rappresenta una delle principali direttrici del suo agire politico, tenendo
sempre ferma l’originalità e la funzione dello Stato democratico nello sviluppo dell’Italia contemporanea. Una
attenzione non solo alla società, ma
anche allo Stato che oggi non pare
molto accesa.
Infine vogliamo ricordare Aldo Moro
come protagonista di un vero bipolarismo politico. Secondo la vulgata dominante, il bipolarismo sarebbe nato
in Italia dopo il 1994 con l’introduzione della legge elettorale maggioritaria. Nulla di più falso. Il bipolarismo
italiano c’è sempre stato a partire dal
1947, dopo la rottura voluta da Alcide
De Gasperi dei governi espressione
dell’unità delle forze politiche del Comitato di Liberazione Nazionale. Da
allora, i due poli rappresentati dalla DC
e dal PCI si sono confrontati per decenni con la legge proporzionale.
E Moro fu protagonista nel 1976 della
vittoria elettorale di entrambi i poli: la
DC manteneva il primato in Italia, ma
il PCI segnava la sua più grande avanzata elettorale. Con la legge proporzionale, i due poli politici italiani rappresentavano da soli quasi i tre quarti
della popolazione italiana.
Oggi, non avendo leader di questa caratura, ci dobbiamo affidare per sopravvivere alle alchimie delle regole elettorali. Ci sia consentita un po’ di nostalgia.

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Politica

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AL PROSSIMO REFERENDUM COSTITUZIONALE

Perché conviene votare SI
di Massimo Cappelli

Nel numero di Settembre de IL CENTRO, con l’articolo “Il prossimo quesito referendario”, ho cercato di esaminare gli aspetti positivi del SI collegati
proprio alla riforma della Costituzione.
Vorrei ora affrontare invece i riflessi economici collegati all’esito del referendum, aspetti pratici che, a mio avviso,
ci possono interessare.

INVESTIMENTI
Il nostro Paese ha bisogno di investimenti per un rilancio economico. Possono essere effettuati dalla mano pubblica, specie se parliamo di grandi opere
infrastrutturali, ma non bastano. Occorre la forte presenza di privati che investano i loro capitali. Perché questo possa essere favorito, è necessaria la semplificazione burocratica, oggi asfissiante, una loro incentivazione, agendo sulla
leva fiscale e la stabilità e continuità
del governo del Paese, per renderlo più
affidabile.

OCCUPAZIONE
Il mantenimento ed incremento dell’occupazione sono figli degli investimenti.
Se mancano gli investimenti i riflessi
sull’occupazione sono immediati. Da
qui la necessità che il Paese sappia
attrarre investitori nazionali ed esteri per
una risposta positiva ai problemi occupazionali.

DEBITO PUBBLICO
E’ il macigno che grava sul rilancio economico dell’Italia. Tuttavia sino a che i
tassi di interesse sul debito si mantengono bassi, possono esserci risorse da
destinare ad altre esigenze dello stato
(scuole, sanità, pensioni, macchina amministrativa etc.). Solo una ripresa economica che generi un tasso di avanzo
primario almeno sopra l’1% (differenza
tra entrate e spese pubbliche esclusi

gli interessi passivi) può consentire di
ridurre il debito.

RENDITE DEI RISPARMI
I propri risparmi, sia che siano obbligazioni dello stato (BOT, BTP ), fondi
di investimento, azioni o bond o denaro su conto corrente, hanno rendite variabili collegate all’andamento economico nazionale e internazionale o di
specifici settori di investimento. Comunque sia, la stabilità del Paese di
emissione dei titoli è un elemento fondamentale per il buon andamento degli stessi.

PENSIONI
La sicurezza della continuità della erogazione delle pensioni è strettamente
collegata alle finanze pubbliche dello
stato di riferimento. E’ così sicuramente in Italia, essendo il nostro un sistema non basato sui fondi pensione privati, ma sui contributi versati all’Istituto Previdenziale Nazionale e da questo poi restituiti al momento del pensionamento. Se lo stato risultasse gravato pesantemente dalla necessità di
far fronte agli interessi del proprio debito pubblico, i riflessi su tutta la macchina amministrativa, pensioni incluse,
potrebbe essere molto negativo.
Lo abbiamo visto in Grecia, ma anche
nella ricca Arabia Saudita: il repentino
e costante calo del prezzo del greggio, base della loro economia, ha determinato una rapida erosione delle ri-

serve statali, con conseguente taglio
del 20% delle retribuzioni dei dipendenti
pubblici.
Come tutto ciò che abbiamo detto può
avere a che fare con il prossimo referendum costituzionale?
In termini giuridici stretti non c’è alcun
riferimento, ma se pensiamo alla riforma
costituzionale come ad un passo importante nella semplificazione ed accelerazione della legislazione e quindi della organizzazione e decisioni di un paese democratico, c’entra ed anche di molto.
La conferma popolare della riforma varata dal Parlamento o la sua bocciatura assumeranno il significato di un Paese che ha voglia di cambiare o confermare lo status quo.
Probabilmente un esito negativo avrebbe come primo effetto l’incremento dello spread tra titoli di stato italiani e tedeschi. La conseguenza sarebbe un
incremento anche dei tassi di interesse sul debito pubblico con tutto ciò che
ne deriva (maggiori risorse per pagare
gli interessi, minori per tutta la macchina amministrativa).
Ricordiamoci di cosa accadde a fine
2011 quando lo spread raggiunse 550
punti con il rischio default per il sistema pubblico. Oggi lo spread viaggia tra
110 e 130 punti e il governo ha la fiducia internazionale proprio per le audaci riforme avviate.
Il destino è ora nelle mani del popolo
che può decidere sul suo futuro. Questo è il bello della democrazia.

Attualità

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Da qualche tempo si è tornati a parlare dell'area cd vasta, oggi area della costa toscana,
anche perché la Regione ha creato una commissione ad hoc

La Commissione Istituzionale per la ripresa
economico-sociale della Toscana Costiera
atenei top 200 al mondo.
Nelle prime posizioni assolute si confermano gli atenei di Stati Uniti e Regno Unito,
Nelle note degli anni recenti abbiamo rilecon Oxford, California Institute of Techvato che l'area delle province (Livorno, Pisa)
nology, Stanford rispettivamente in priconta di alcune potenzialità tali da creare un
ma, seconda, terza posizione. Le prime
luogo unitario ideale per la ricerca e gli invedieci posizioni sono occupate dai più noti
stimenti : una Università, scuole come la Noratenei inglesi e americani, con un’univermale e il Sant'Anna, un porto, un aeroporto,
sità svizzera (ETH Zurigo). Oltre la 200esiindustrie importanti, un centro sanitario tra i
ma posizione tra le università italiane si
migliori, una notevole qualità della vita.
segnalano: Università di Bologna, PoliDi tutto questo ancora non c'è adeguata contecnico di Milano, Università di Trento
sapevolezza. E residuano campanilismi nelle
(tutte fra la posizione 201 e 250); Libera
iniziative ed anche anche nel linguaggio.
Università di Bolzano e Sapienza di Roma
Infatti quando si dice Università di Pisa o
(entrambe tra 251 e 300). Seguono le altre
Porto di Livorno, oppure Piaggio, si douniversità italiane prese in consideraziovrebbe sempre pensare che le persone che
ne dal ranking. “A mio parere non si tratta
le animano e ci lavorano sono ben assortidi vantarsi rispetto ai colleghi degli altri
te per provenienza ed adozione. Gli esempi
atenei – è la prima dichiarazione del diretsi sprecano.
tore eletto della Scuola Normale SuperioOra, alcune notizie che riguardano le nore, Vincenzo Barone, che entrerà in carica
stre ''eccellenze'' sarebbe opportuno che le
nei prossimi giorni - ma di trovare la forza,
godessero i cittadini di Pisa insieme a queltutti insieme, di rilanciare il paese. La Scuoli di Livorno.
la Normale rappresenta una opportunità
La rivista inglese “Times Higher Education”
in questo senso e anche valutazioni ogha appena diffuso il nuovo ranking delle
gettive come quella del Times Higher
migliori università, il “World University
Education mi piacerebbe che contribuisRanking 2016”, che prende in esame 980
sero a far passare questo messaggio”.
università (erano 800 nel 2015) distribuite
“Insieme alla Normale – commenta il retin 79 paesi di tutto il mondo. Per l’Italia, a
tore della Sant’Anna, Pierdomenico Perafronte di un aumento degli atenei di ogni
ta appena saputa la notizia – manteniamo
ordine dimensionale coinvolti nel ranking
le nostre posizioni per l’Italia, a fronte di
(39 per l’attuale, erano 34 nell’edizione preun aumento degli atenei presi in esame,
cedente), la Scuola Nomale Superiore e la
confermandoci nella top 200 mondiale.
Scuola Superiore Sant’Anna, - entrambe di
L’Italia è il paese europeo con i minori inPisa scrive la rivista 9colonne.it - , confervestimenti in ricerca eppure il nostro simano rispettivamente la prima e la seconda
stema di formazione e ricerca ha conferposizione, accreditandosi nel gruppo degli
mato di essere competitivo e, visti i requisiti stringenti per essere
ammessi, è già una notizia
positiva che sia aumentato
il numero di università del
nostro paese prese in considerazione dal ranking. Ma
è altrettanto chiaro che senza una inversione di tendenza nel finanziamento della ricerca e delle università, seguendo rigorosi criteri di
merito, l’Italia non riuscirà
a evitare il declino della forScuola Nomale Superiore di Pisa
mazione universitaria e deldi Ruggero Morelli

la ricerca scientifica. Che condannerà il nostro Paese ad un futuro tutt’altro che roseo, soprattutto per le nuove generazioni”. (Red)
Ecco perché è stato utile far conoscere direttamente anche a Livorno il progetto del
Sant'Anna New
deal 2.0. coordinato dal prof. Paolo
Dario (nella foto).
Vedi l'incontro
alla Kayser del 21 aprile scorso.
Periodico mensile
del Circolo Culturale

è in distribuizione gratuita
anche presso i seguenti punti:

LIVORNO:
Libreria Nino Belforte,
Via Roma 59;
Libreria Edizioni Paoline,
Via Indipendenza;
Edicola Cairoli, via Cairoli 18;
Edicola Nelli, piazza Cavour 39;
Edicola P.zza Grande,
lato Farmacia Ospedale,
Edicola Bianchi, via del Porticciolo,
Edicola Attias, corso Amedeo;
Edicola piazza Matteotti;
Edicola Ramagli e Rossi
Via Calatafimi:
Edicola Paolini (Baracchina Bianca),
piazza S. Jacopo;
Ed. Lo Strillone, viale Italia 113;
Edicola Barcellona, via Goito;
Edicola Borghi, corso Amedeo,
angolo via dell’Origine;
Tabaccheria Cioni, via Roma 133;
Tintoria Rossi, corso Mazzini;
Ed. Martelli Anna Lisa,
via Meucci 5 (Coteto);
Edicola c/o Bar Oasi, Ardenza Mare;
Edicola Dharma, Viale Antignano 115.
CASTIGLIONCELLO:
Edicola Rossi, P.zza della Vittoria;
Edicola Tognotti, Staz. Ferroviaria;
L’Edicola, Via Aurelia 512.
ROSIGNANO SOLVAY:
Edicola Giovannoni, via Allende;
Edicola Vallini, via O. Chiesa.
Tabacchi-Edicola Bicego, via Aurelia 459.
VADA:
Cartoleria 'Cartoland, via Magellano 3.

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Attualità

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

La Camera
Camera di
di Commercio
Commercio della
della Maremma
Maremma ee del
del Tirreno
Tirreno ha
ha la
la sua
sua Giunta
Giunta
La

Otto componenti più il Presidente

Il Consiglio camerale ha eletto questo
pomeriggio, a Livorno, l'organo istituzionale che affiancherà il presidente Breda
nell'azione di governo della nuova Camera.
Dopo aver stabilito in otto oltre il Presidente il numero dei componenti, per dare
il massimo di rappresentanza ai vari settori economici su un territorio molto esteso, i Consiglieri hanno espresso il voto a
scrutinio segreto.
Ecco i nomi degli otto membri della Giunta, equamente ripartiti tra i territori:
Anna Landini (commercio), Diego Nocenti (industria), Maurizio Serini (artigianato), Enrico Rabazzi (agricoltura),
Ottorino Lolini (servizi alle imprese), Pier
Ferruccio Lucheroni (turismo), Gloria
Dari (trasporti e spedizioni), Alberto
Ricci (industria).
Chi sono.
- Anna Landini, proprietaria di attività
commerciale a Castagneto Carducci (Li),
presidente di Confesercenti provinciale
di Livorno.
- Diego Nocenti, 53 anni, imprenditore del
settore installazioni e impianti di Piombino, presidente provinciale di CNA Livorno.
- Enrico Rabazzi, 54 anni, imprenditore
agricolo di Monte Antico, Grosseto, presidente della CIA provinciale di Grosseto.
- Maurizio Serini, 54 anni, imprenditore

di Portoferraio, Isola d'Elba, attivo nel settore dell'artigianato, vicepresidente di CNA
della provincia di Livorno.
- Ottorino Lolini, 65 anni, imprenditore del
settore chimico di Grosseto.
- Gloria Dari, imprenditrice livornese, attiva nel settore delle spedizioni navali e agente marittimo, presidente di Spedimar, associazione delle ditte di spedizione di Livorno e provincia.
- Alberto Ricci, 57 anni, imprenditore nel
settore costruzioni e metalmeccanica, presidente di Confindustria Livorno e Massa
Carrara.
Esordio assoluto per Gloria Dari e Ottorino Lolini; tutti gli altri hanno già fatto
esperienza all'interno di una Giunta camerale.

Dopo l’applauso dei Consiglieri, il Presidente Riccardo Breda ha annunciato che
riunirà la Giunta quanto prima per iniziare
il lavoro e per la scelta del vicepresidente.
Il direttore, con la redazione del periodico Il Centro che, da sempre, ha avuto
un’attenzione particolare per il ruolo e
le funzioni svolte dallRuggero Morelliimportante Ente, si compiace e si congratula per l’avvenuta elezione della
giunta che, insieme al neopresidente Breda, avrà da svolgere un compito di assoluto rilievo nella realtà delle due province.
In attesa di un “incontro ravvicinato”
con il Presidente, auguriamo buon lavoro.

Via Caduti di Nassiriya - Loc. Le Morelline Due - Rosignano Solvay
Phone: +39 0586 728111 - Fax: +39 0586 728222
e-mail: info@simeeng.com - website: www.simeeng.com

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Attualità

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ALCUNE PRECISAZIONI IN MERITO A QUANTO SCRITTO DALL'ORGANISMO EUROPEO

La Corte Ue e la Darsena Europa
di Angelo Roma
Riguardo alle polemiche su cosa ha
scritto la Corte dei conti Ue, ove si è
inteso vedere critiche verso la Darsena
Europa preciso che la Corte ha formulato solo una serie di raccomandazioni,
destinate per lo più alla Commissione.
Ecco i punti principali:
1. rivedere l’attuale numero di 104 porti
core ed elaborare un piano di sviluppo
portuale a livello di Ue;
2. valutare l’esclusione dai finanziamenti
Ue per infrastrutture portuali destinate,
rispettivamente, al trasbordo e allo stoccaggio di container, e per sovrastrutture che esulano dal mandato pubblico;
3. far sì che tutte le informazioni essenziali sui prestiti proposti dalla Bei siano
condivise tra la Bei e la Commissione;
4. per il sostegno Ue agli investimenti,
dare priorità ai porti core e alle grandi
vie di navigazione solo a condizione che
vi sia un chiaro valore aggiunto Ue e una
sufficiente componente d’investimenti
privati;
5. emanare orientamenti in materia di
aiuti di Stato specifici per il settore portuale e monitorare e dar seguito alle
pre-cedenti decisioni in materia di aiuti
di Stato;
6. ridurre oneri amministrativi e ritardi,
promuovendo “sportelli unici’ nazionali
per permessi e autorizzazioni;

L'area dove sorgerà la Darsena Europa.

7. migliorare la competitività del trasporto marittimo rispetto ad altri modi
di trasporto semplificando ulteriormente le formalità doganali e di trasporto
via mare.
Con alcune considerazioni:
Si stima che, nel 2013, il settore del
trasporto marittimo europeo abbia contribuito per l’1% circa al Pil dell’Ue e
abbia dato lavoro a circa due milioni di
persone. Per 1200 porti marittimi commerciali in ventitré Stati membri dell’Ue
transitano circa i tre quarti delle merci
scambiate con i paesi non-Ue e oltre
un terzo delle merci trasportate all’interno dell’Ue.
Gli investimenti in infra-strutture portuali
sono ammissibili al cofinanziamento
dell’UE tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo di coesione
nell’ambito della gestione concorrente, e tramite le reti trans-europee di tra-

sporto e il meccanismo per collegare
l’Europa nell’ambito della gestione diretta della Commissione europea.
Tra il 2000 e ii 2013, dal bilancio Ue
sono stati erogati finanziamenti per circa 6,8 miliardi di euro destinati agli
investimenti nei porti. Inoltre, la Banca europea per gli investimenti ha finanziato, sotto forma di prestiti, investimenti nei porti per 10 miliardi di
euro.

ANACI Sezione di Livorno
Via Puini 97 Int. 35 - Livorno

8

Cinguettare

# E’ doveroso un ricordo del “nostro”
Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Colui
che ha ridato vigore alla nostra Patria
valorizzando i simboli che la contraddistinguono, tra cui la nostra bandiera,
l’inno di Mameli e in particolare reinserendo in calendario la festa della Repubblica del 2 giugno! Ciampi è sempre
rimasto fortemente legato alla sua Livorno ed è Livorno, con la sua gente,
che gli ha dato calorosamente l’estremo saluto. Di Livorno aveva detto: “ho
molto fiducia nel progressivo ricupero
della dimensione marinara della città
(….), dalla quale ci si attendono favorevoli ripercussioni in termini di sviluppo economico per tutta l’aria (…) Livorno, città proiettata nel Mediterraneo, ha saputo rinverdire le sue gloriose tradizioni, affermandosi oggi come
importante crocevia delle autostrade
del mare, un sogno che, come è noto,
mi è particolarmente caro. Considero
Livorno come la naturale porta aperta della Toscana, dell’Itali, dell’Europa nel Mediterraneo. Qui a Livorno
abbiamo un porto commerciale e industriale che, con il suo ampio retroterra
nella piana dell’Arno, può veramente
diventare un punto di riferimento per le
autostrade del mare. Può essere uno
snodo rilevante della presenza dell’Europa nel Mediterraneo e giocare in
modo positivo la sfida tra il Nord e il
Sud del mondo. Il nostro entroterra ha
tutti i numeri per diventare non solo il
punto di arrivo ma anche di lavorazione di merci smistate poi nel resto d’Europa.” (in: C.A. Ciampi “Non è il paese
che sognavo”, Il Saggiatore 2010). Caro
Presidente, da Lassu’ continui a sognare e suggerisca qualche via di speranza
per la “nostra” Livorno.
# In Toscana (dato di settembre del Ministero Interno) abbiamo 11.576 richiedenti asilo, il 7% di quelli presenti nel
nostro paese. Ci sono alcune cooperative che hanno difficoltà nel continuare ad erogare i servizi per mancanza dei
pagamenti da parte delle Prefetture. Lo
Stato è in ritardo di 4 mesi e l’ospitalità
è a rischio! Dispiace il ritardo e siamo
certi che il problema sarà risolto. Quello che rimane un vero problema sono i
costi senza un piano di coinvolgimento reale dei richiedenti asilo. E la Toscana privilegiando “l’accoglienza diffusa” ha fornito un modello da prende-

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Cinguettare
di Luca Lischi
re come esempio virtuoso. Quello che
amareggia è continuare ad avere sotto
gli occhi centinaia di persone consumare giorni interi nell’ozio e per periodi di tempo lunghissimi, anche di due
anni! Facciamo due conti 11.576 per 35
euro (costo giornaliero). Totale al giorno: 405.160. Totale mese: 12.154.800.
Totale anno: 147.883.400 (centoquarantasettemilioni…….). E’ giunto il momento che queste persone si rendano
utili per le comunità che li accolgono!
L’ozio è un brutto vizio!
#Finalmente abbiamo la data del refe-

rendum costituzionale: 4 dicembre 2016
(si voterà dalle 7 alle 23). Speriamo che
sia la volta buona per cambiare l’Italia e
dare una reale svolta ad un sistema rimasto ingessato troppo a lungo. Abbiamo la possibilità di superare il bicameralismo paritario. Abbiamo la possibilità di ridurre il numero dei parlamentari. Abbiamo la possibilità di contenere realmente i costi delle istituzioni. Il
Paese ha bisogno di stabilità e di meno
burocrazia. Si poteva fare anche meglio, ma rinunciare a questa possibilità
significa voler rimanere in una palude
senza uscita.
# Non è facile governare le città in questi
tempi complessi. Ci sono esempi di governo virtuosi capaci di realizzare scuole, infrastrutture, politiche per la casa, per la
famiglia. Comuni attivissimi nel mettere al
centro le proprie comunità garantendo servizi efficienti. Ma purtroppo ci sono anche Comuni “immobili”, che navigano a
vista, che hanno difficoltà nel trovare soluzioni concrete per i loro cittadini. Ci sono
così Comuni che crescono di popolazione
e Comuni che, invece, la popolazione la
perdono. Si sta volentieri (e si migra) in
territori accoglienti, meno volentieri in territori che non sanno offrire risposte.

L'assessore Grieco inaugura
l'anno scolastico al Colombo
(Mario Lorenzini) - L’Assessore all’Istruzione della Regione Toscana prof.ssa
Cristina Grieco ci teneva ad inaugurare il nuovo anno scolastico nella “sua” Livorno e ha scelto l’Istituto Professione Colombo per incontrare gli alunni delle prime
classi e parlare da docente quale era stata prima di essere stata dirigente proprio di
questo Istituto insieme al Vespucci.
Ha rivolto agli alunni alcuni consigli invitandoli ad affrontare questo primo anno
scolastico con molto impegno nel loro stesso interesse perché il futuro sarà per
l’istruzione professionale ricco di novità in quanto il Ministero del Lavoro stimola
il rapporto con le imprese e SCUOLA-LAVORO è stata una iniziativa che proprio la
professoressa Grieco ha stimolato e realizzato negli anni scorsi alla guida dei due
Istituti tecnici e professionali cittadini.
Agli alunni è stata consegnata a cura della Regione "La Costituzione della Repubblica Italiana", continuando cosi un tradizione già nel passato e in aggiunta "La
Carta dei diritti dell'uomo" di cui il primo articolo recita "tutti gli esseri umani
nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di
coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza". Un
articolo molto attuale che dovrebbe essere oggetto di lezione da parte dei docenti
che si apprestano ad iniziare un anno non privo di difficoltà.
L’inaugurazione ha avuto il suo epilogo nella galleria delle opere realizzate nel
passato dagli alunni del’Istituto. Dopo tanti anni sono ritornato in una scuola e mi
sono commosso. Auguri ragazzi da un vecchio uomo di scuola.

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e
r
u
t
la
o
g
i
Sp
Non c'è limite
all'idiozia...
Il più grande, forse sarebbe preferibilile dire, il più "alto" economista mondiale - alias - , l'esimio prof. Renato Brunetta, ha dichiarato: Viva Zagrebelsky,
viva il centro destra unito, viva persino
Travaglio se tutto questo porta un bel
no a Renzi. Non c'è proprio un limite
alla imbecillità!

Nogarin
ai suoi assessori:
dobbiamo darci
una svegliata
Questo il senso del messaggio che "il
grande ed invitto Filippo Nogarin" noto ingegnere spaziale, nonché Sindaco di Livorno - ha indirizzato ai suoi assessori: "Sono trascorsi ormai due anni
e mezzo dalla nostra elezione e dobbiamo darci ...una svegliata".
Questo il senso delle dichiarazioni che
noi abbiamo "sintetizzato".
Probabilmente anche "l'invitto" deve
essersi accorto del "nulla" che ha prodotto, fino ad oggi, la giunta pentastellata tanto esaltata dal comico-leader
Beppe Grillo.

Amare realtà
Le farneticanti dichiarazioni di Matteo Salvini - il leader della Lega - all'indomani della scomparsa del presidente emerito della
Repubblica - Carlo Azeglio Ciampi - (gli ha
dato del traditore della patria) ed ha ripetuto la feroce accusa anche a Pontida, nell'annuale raduno leghista, danno la dimensione a cosa sia ridotto oggi" il rispetto

per le istituzioni": nemmeno di fronte alla
potestà ed alla nobiltà della morte si è acquetata l'atroce polemica che contraddistingue una parte non indifferente della
classe cosiddetta politica.
Questo miserabile exploit del leader leghista non ha impedito all'ex cavaliere (alias
Silvio Berlusconi di ricevere, due giorni
dopo il misfatto, Matteo Salvini per cercare di smussare gli angoli che rendono
difficile la riproposizione dell'alleanza del
centro-destra: va bene anche Salvini sebbene alleato con i gruppi più estremisti,
reazionari e razzisti della destra europea.
* * *
A Livorno, prima del fischio d'inizio della
partita Livorno-Lucchese, durante il minuto di silenzio in onore del defunto Presidente Carlo Azeglio Ciampi, un gruppo
di imbecilli (ultrà della Lucchese) ha inneggiato al duce. Qualche fischio, per la
verità è stato registrato anche in altri stadi
ma, come a Livorno, sovrastati dagli applausi degli spettatori, diciamo "normali".
* * *
A Roma in metropolitana - nei pressi di
piazza Bologna - è stato aggredito, malmenato e gravemente ferito un giovane
che si era permesso di invitare, o meglio,
si era concesso il lusso di invitare un gruppetto di balordi a non fumare in metro:
solo la madre si è intromessa nel tentativo di difendere il figlio nel disinteresse
assoluto degli altri passeggeri.
* * *
Questi vergognosi eventi che abbiamo
voluto indicare ci danno la dimensione
del livello a cui è giunta la società di oggi.
Episodi che sono un segnale, il sentore di
una decadenza morale e civica che non
trova nessun riscontro con il passato.
Viene veramente da riflettere, seriamente,
in quale società così pericolosamente
"ammalata" stiamo vivendo.

Ma un record
lo abbiamo
Siamo un paese
di fumatori
Gli adolescenti italiani sono quelli che fumano di più in Europa.
Il 37% è un fumatore abituale. Sono numeri che descrivono un problema per la
salute ed allo stesso tempo un fenomeno
grave e preoccupante.

Spigolature

79

Origine
della
donna
Dio s’accorse che l’Adamo
era triste ed avvilito,
non mangiava, non dormiva,
s’aggirava inebetito.
“Che succede?” chiese Dio.
“Sono solo e sconfortato,
non c’è un cane per parlare,
mi dispiace d’esser nato!”
“Non ti devi preoccupare.
Ti darò una compagna,
creerò per te la donna
e sarà una gran cuccagna.
Ti sarà sempre fedele,
sarà umile e cortese,
farà quello che tu vuoi,
non avanzerà pretese.
Laverà i tuoi vestiti,
ti darà sempre ragione,
starà muta ad ascoltarti,
non farà mai discussione.
Terrà in ordine la grotta,
ti preparerà il mangiare,
non avrà il mal di testa
quando sesso vorrai fare.
Quando un figlio, a notte fonda,
urlerà come un ossesso
si alzerà mentre tu dormi,
non sarai mai sottomesso”.
L’uomo è molto interessato
ma non vuol far cosa stramba:
“Quanto costa tutto questo?”
“Solo un braccio ed una gamba!”
Resta Adamo pensieroso
per la scelta ponderata:
“Co’ una costola che compro?”
Voi sapete com’è andata!
Franco Biancani

10 Livorno

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NE HA PARLATO CON I TRADIZIONALI INCONTRI A IL CENTRO

Federico Gelli e il referendum
ma anche l'Ospedale di Livorno
di Franco Spugnesi
Federico Gelli, deputato PD, ha tenuto a battesimo il 12 settembre la ripresa, dopo la pausa estiva, dei nostri tradizionali incontri.
Presentato dal consigliere Renzo Ciacchini, è subito entrato in empatia con
il numeroso pubblico accorso e che cominciava a manifestare segni d’impazienza per il ritardo sull’orario d’inizio,
causato dal solito ingorgo per entrare
in città.
L’on Gelli, originario della Val di Cecina è medico specializzato in medicina
pubblica, con esperienze vaste e significative in molti campi, sia nella sanità che nella politica. Il suo impegno
viene da lontano, da molti anni nel volontariato, principalmente nelle Acli e
gli scout. Attualmente è presidente del
Cesvot, associazione che riunisce il volontariato toscano e responsabile nazionale PD per la sanità.
L’on Gelli ha parlato del prossimo referendum sulla riforma della costituzione, sottolineandone l’importanza. Il
voto parlamentare sulla riforma costituzionale, ha detto, assomiglia al voto
dei padri costituenti. Neppure allora la
costituzione fu approvata senza scontri, sicuramente condotti con altro stile, ma ugualmente violenti. Occorre ora
adeguare la carta costituzionale alle
condizioni mutate giudicando i cambiamenti non partendo da posizioni ideologiche ma giudicare la riforma nel
merito.
Il mio impegno specifico, ha specificato, è quello di spiegare le ricadute sul
sistema sanitario, la delega in bianco
affidata alle regioni in materia di sanità
ha prodotto venti sistemi diversi non
tutti della stessa efficienza e fatalmente
occasione anche di sprechi, di clientelismi, affari, criminalità ETC .
Il cittadino in pratica non gode più di
un sistema sanitario universale equo e
solidaristico. Dopo la riforma del titolo
quinto resta alle regioni solo l’aspetto

L'on. Federico Gelli

organizzativo e programmatico-.
Negli interventi del pubblico e successiva replica non poteva mancare l’ar-

gomento nuovo Ospedale di Livorno: non
farlo risponde a un criterio di prudenza
tipica delle cinque stelle. Non fare risparmia il pericolo di incorrere in truffe
e ruberie, e la situazione a Roma, Olimpiadi e altro, è la cartina di tornasole
della capacità ed efficacia delle amministrazioni pentastellate.
La decisione rimane comunque in capo
al sindaco che non ha prodotto alcun
credibile progetto alternativo, se non
vecchi progetti di ristrutturazione. La ristrutturazione è costosa, insufficiente,
pericolosa e costerebbe 10 volte il nuovo.
La riforma non è perfetta, ha concluso
Federico Gelli, ma ancora una volta il
meglio è nemico del bene. Non approvarla significa rimandare gli interventi di
altri 20anni rinunciando ad avere una capacita legislativa più agile, a ridurre le
spese per la politica etc.

Veduta aerea dell'attuale Ospedale di Livorno.

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Livorno

11

Un importante accordo di cooperazione avvicina lo scalo labronico al continente africano

Livorno sceglie Tenerife
come trampolino verso il West Africa
Intercettare i traffici dall’Africa Occidentale usando come trampolino di
lancio il porto spagnolo di Tenerife. Al
SeaTrade Med, il principale evento europeo annuale dedicato al comparto
delle crociere, ospitato quest’anno
nella più grande isola delle Canarie,
l’Autorità Portuale di Livorno non ha
perso di vista uno dei suoi obiettivi principali: quello di trovare nuove sinergie
per stringere, ancora più che in passato, inediti rapporti commerciali con
il continente africano.
E l’intesa raggiunta nei giorni scorsi
con l’Autoridad Portuaria di Santa Cruz
de Tenerife a margine dell’importante
fiera sul crocierismo promette di proiettare lo scalo labronico verso nuovi
importanti traguardi.
Scambio di informazioni, armonizzazione delle procedure doganali, anche
attraverso l’implementazione del nostro Port Community System, e un impegno di massima a proporre, a livello
comunitario, progetti condivisi per lo
sviluppo delle autostrade del mare, con

La firma dell'accordo. Da sinistra: Roberto Lippi, Massimo Provinciali e Ricardo Melchior.

la possibilità di migliorare i collegamenti commerciali con il West Africa.
Sono questi i punti di principali dell’accordo di cooperazione firmato dal
numero due del porto della Città dei
Quattro Mori, Massimo Provinciali, e
dal presidente della locale Autorità
Portuale, Ricardo Melchior.
L’intesa è stata presentata durante la
conferenza stampa di inaugurazione
del Seatrade, evento cui erano presenti, tra gli altri, il presidente di Espo,
Santiago Milà; il numero uno dell’Associazione dei porti crocieristici del
Mediterraneo (Med Cruise), Kristijan
Pavic, e un alto rappresentante dell’Associazione Internazionale dell’Industria crocieristica (CLIA).
“Si tratta di un accordo particolarmente strategico – ha detto Provinciali –:
Tenerife può infatti diventare la nostra
testa di ponte verso l’Africa, mentre noi
possiamo essere per loro un importante punto di riferimento nel Mediterra-

Vieni alla CISL

neo, un anello di congiunzione con i mercati dell’Europa meridionale e centrale”.
Ma c’è anche dell’altro: “Alle Canarie
ci sono più di 22 mila italiani e, con
essi, enormi potenziali di mercato per i
prodotti italiani di alta gastronomia. Stiamo lavorando perché Livorno possa
assumere un ruolo di preminenza nell’area del Mediterraneo per l’esportazione di questo tipo di merci”, ha aggiunto
il responsabile della Promozione in
APL, Roberto Lippi.
Lo scalo portuale di Tenerife è il primo
porto passeggeri delle Canarie, uno dei
più importanti in Spagna per questo tipo
di traffico: nella prima metà del 2016
sono transitati per le sue banchine 2,6
milioni di crocieristi. Nel semestre che
si è appena concluso, il porto ha movimentato circa 7 milioni di tonnellate di
merce. I dati statistici confermano inoltre l’importanza del traffico dei container: nel periodo gennaio-giugno sono
stati totalizzati 179 mila Teu.

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12 Livorno

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LA SCOMPARSA DI CARLO AZEGLIO CIAMPI

Arrivederci Signor Presidente
di Massimo Cappelli

Il nostro più illustre concittadino,
Carlo Azeglio Ciampi, ci ha lasciato.
Questo ci fa sentire più soli, senza
un punto di riferimento che ci inorgogliva per la comune appartenenza.
Tanto potremmo dire e tanto è stato
detto di positivo su questa figura di
illustre italiano che ha contribuito a
salvare il Paese in un periodo di
grande criticità e gli ha conferito prestigio a livello internazionale.
Un Primo Ministro e poi Presidente
della Repubblica amato dalla stragrande maggioranza della popolazione, che vogliamo ricordare con
un brano tratto dal suo libro “Non è
il Paese che sognavo” (ed. Il Saggiatore), dove, parlando con l’intervistatore Alberto Orioli, cita l’incontro che ebbe con Kohl nel 1993, un
vertice diretto che portò poi alla
moneta unica europea, l’Euro.
“Mi chiese, senza giri di parole, che
cosa ne pensassi dell’Europa e della
moneta unica. Non risposi da ex
banchiere centrale, con argomentazioni economiche o monetarie. Gli
dissi semplicemente che l’euro
avrebbe creato il punto di non ritorno, avviato la stagione dell’Europa
veramente unita, senza più conflitti,
senza più lutti. “Se non lo facciamo
noi – aggiunsi- rischiamo un ritorno
indietro, un contraccolpo terribile,
un nuovo alibi per il rinascere dei
nazionalismi, di quegli spettri degli

La visita a Livorno di Carlo Azeglio Ciampi come Presidente della Repubblica in occasione del
400° anniversario dell'elevazione a città.

anni 30 che né io né lei vogliamo
riportare in vita”. Dopo questo colloquio uscì di scena definitivamente l’idea di rinviare l’adesione ai parametri di Maastricht. Nessun rinvio; l’euro non poteva aspettare.”
Oggi purtroppo i nazionalismi e i populismi stanno risorgendo in gran
parte dell’Europa.
La pace viene data per scontata,
per acquisita definitivamente. Così
non è! La storia non insegna! I popoli hanno la vista corta e la memoria ancor più breve.
E’ per questo che noi de Il Centro
non ci stancheremo mai di informare, mettere in guardia i nostri lettori

e ricordare l’esempio di persone illuminate come il nostro Presidente
Ciampi, per salvaguardare quanto
fatto e preservarlo come un grande
tesoro per le future generazioni.

ANACI Sezione di Livorno
Via Puini 97 Int. 35 - Livorno

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Livorno

13

IL BILANCIO DELL’AMMINISTRAZIONE IN QUESTI TRENTA MESI DI GOVERNO DELLA CITTÀ

La Giunta comunale inizi a lavorare!
di Franco Spugnesi

Filippo Nogarin si avvia rapidamente all’appuntamento di meta percorso, Eletto
fortunosamente a metà giugno 2014 alla
fine dell’anno, non potrà evitare il tradizionale bilancio dell’opera della sua amministrazione in questi trenta mesi di governo
della città.
Probabilmente anche altre motivazioni
l’hanno spinto a mettere alla frusta la sua
squadra. Forse perché stimolato dalla sua
partecipazione alla festa nazionale del movimento di Palermo (più problematica che
trionfale) o da qualche richiamo del capo,
che vede con quanta difficoltà, i suoi amministratori traducono le parole d’ordine
elettorali nella realtà o, ancora, per acquisire visibilità personale, nel momento in qui
nel movimento si rimescolano le carte di
chi comanda. Non lo sappiamo con certezza, il fatto è che ha, per la prima volta, ammesso che c’è bisogno di un cambio di
marcia.
Da quanto si è saputo, il sindaco ha riunito gli assessori ingiungendo loro di produrre un progetto nel proprio campo da
realizzare concretamente prima del 31 dicembre. La pena per gli inadempienti sa-

rebbe addirittura la revoca del mandato.
Il nostro sindaco si è finalmente reso
conto che nel tempo trascorso dalla
sua elezione ha prodotto solo delle
dichiarazioni di principio, (che lui
chiama “battaglie a favore dei cittadini”) la maggior parte, tra l’altro, di
carattere negativo. Una serie di “NO”
che ha contribuito a spengere le timide avvisaglie di ripresa del nostro territorio.
Nogarin deve anche considerare lo
scontento di quella che una volta si
sarebbe chiamata “la base”cioè militanti ed elettori della sua parte che
fanno sapere di non poterne più.
Molti sognavano una specie di rivoluzione, un processo di purificazione
di tutto il “male” lasciato dal governo
delle sinistre, ma i più ragionevoli s’illudevano che un cambio al vertice
potesse solo far bene.
Non possiamo far altro che salutare
con speranza questo cambiamento di
rotta del sindaco Nogarin e della sua
giunta. Livorno ha bisogno d’iniziative immediate e possibili che ridoni- Il sindaco Filippo Nogarini e il vice, Stella Sorgente.
no alla città dignità e occasioni li la- (foto Onorati)
voro.

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CHIUSO IL MARTEDÌ

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Viale Guidoni (FI) *
San Polo (FI)
Fucecchio
* in ristrutturazione
.............................................

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Antraccoli
Altopascio
Ponte alla Ciliegia
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14 Livorno

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qui
Diocesi
di

Fabio Figara

«Dobbiamo crearci
un tesoro in Cielo,
non sulla Terra!»
A conclusione della Settimana Biblica, Mons. Simone Giusti ha celebrato
la S. Messa nella Parrocchia di S. Giovanni Bosco in Coteto.
L’uomo ricco che ignora il povero Lazzaro, l’Umanità benestante che non
ascolta e non accoglie i fratelli in difficoltà, la società ricca indifferente verso coloro che soffrono: il Vangelo di
Luca, nella ventiseiesima domenica del
tempo ordinario, pone chiaramente il
problema dell’uso della ricchezza.

«Alla fine di questa vita avremo ciò che
abbiamo scelto – ha spiegato il Vescovo di Livorno - il Paradiso, oppure
l’Inferno, un luogo di sofferenza perenne, d’inquietudine, di pena. La vita diventa così un’occasione persa, in cui
non siamo stati in grado di “guadagnarci” l’Amore di Dio per sempre.»
Gesù indica le possibilità per l’Uomo:
soffrire in eterno o gioire della visione
di Dio per sempre.
Ma c’è un altro dato che emerge con
forza dal Vangelo di Luca. «Dio è buono e misericordioso, ma anche giusto: non mette sullo stesso piano chi
compie il bene e chi il male. Altrimenti che giustizia sarebbe? Per andare
in Paradiso è necessario impegnarsi.
Ignorare il prossimo in difficoltà è già
compiere
il
male. Non prendere posizione,
essere ignavi nei
confronti della
vita e degli altri
è male.» Tuttavia è difficile accorgersi delle
proprie omissioni, riconoscere
l’anziano in difficoltà, la donna
sola, la famiglia

fragile.
Ed essere ricchi significa andare all’Inferno? «Se significa solo traffico di beni
per l’arricchimento personale, allora è
male! Aver da mangiare in abbondanza, da buttar via, e non accorgersi di
chi sta fuori dalla porta a chiedere le
elemosina è una condanna all’Inferno.
Ricordate: ce ne dev’essere per tutti!
Dobbiamo pensare a crearci un tesoro
in Cielo, non sulla Terra!» Gesù ci invita a sviluppare la visione e la coscienza di queste realtà che pur ci circondano quotidianamente. Per farlo è necessario leggere e meditare la Parola
del Signore, aprire il proprio cuore nutrendolo con il Vangelo, riconoscendo
ed incontrando Dio quotidianamente,
nel povero vicino a noi.

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Rosignano

15

NOVITÀ PER IL PALAZZO ARCIVESCOVILE E LA SALA DON NARDINI

Foresterie, auditorium e cinema
Novità importanti per il capoluogo -Rosignano Marittimo - l'eterno dimenticato.
Nel corso di una conferenza stampa tenuta recentemente dal Sindaco Alessandro Franchi, integrata da una chiaccherata a Castiglioncello in occasione di un
evento culturale al Caffè Ginori, sono
venute fuori delle interessanti novità
per Rosignano M.mo e per chi si è battuto da una vita perchè finalmente si
facesse uscire il capoluogo da un secolare oblio, la notizia non può essere ignorata.
Dunque per la primavera prossima
avranno inzio i lavori di recupero ed il
restauro di una parte importante del palazzo arcivescovile che prevedono la sistemazione delle "foresterie" nonchè
dell'auditorium realizzato sotto la piazza in grado di ospitare spettacoli teatrali, musicali ed anche la convegnistica: è
prevista anche la sistemazione di un'area
destinata a parcheggio.
Il Sindaco ha precisato come questo
programma sia stato ritardato a causa
del patto di stabilità che ha impedito,
per anni, l'utilizzo di finanziamenti destinati ad opere pubbliche. Il costo totale degli interventi si aggirerà intorno
a euro 885.000.
La foresteria, ha aggiunto il Sindaco,
sarà utilizzata prevalentemente per
l'ospitalità di artisti e compagnie teatrali in residenza ma è prevista, per alcuni
periodi, anche come ostello o struttura
alberghiera.
La gestione non prevede finalità lucrative, ha aggiunto, ma come strumento
per promuovere, formare e diffondere
significative espressioni della cultura e
dell'arte. E' prevista anche la realizzazione di un bar e sala ristorante gestiti da
privati attraverso procedure ed evidenze pubbliche.
La sala dell'auditorium sarà trasformata
in ambiente polivalente, utilizzabile come
spazio di prova ma anche come teatro e
danza, sala di lettura ed incontri culturali per una capienza di 100 posti.
La progettazione definitiva ed esecutiva del progetto è stata affidata all'ing.
Francesco Berti dello studio Tecnicstudio Ibc di Livorno.
Il Sindaco Franchi, nel corso di un nostro incontro, ha previsto anche la sistemazione acustica della sala Don Nar-

dini per essere messa nelle condizioni
acustiche di venire utilizzata come sala
cinematografica.
Insomma un risveglio da tempo atteso
e che dovrà coinvolgere operatori dei
settori interessati ma anche la comunità rosignanese.
A Castiglioncello invece, al'interno del
Castello Pasquini verrà abbattuto "il
tendone" ormai corroso dagli annii e
non più funzionale anche per ragioni di

sicurezza: sarà sistemato, per eventi teatrali e musicali, l'anfiteatro collocato proprio dietro il Castello.
Ed infine il Sindaco ci ha annunciato che
si sta definendo la convenzione con la
soc. Solvay per la disponibilità completa del Teatro ed annesse strutture.
Insomma una serie di iniziative foriere di
un rilancio turistico e culturale sul territorio del comune di Rosignano.
E.D.S.

“La tua Salute è il nostro Benessere e noi traduciamo
questa filosofia con un diverso approccio organizzativo
e un nuovo modo di intendere la Tua Salute“

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Telefono:0586 760981

16 Montecatini Val di Cecina

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SI È TENUTA IN LOCALITÀ LA GABELLA DAL 17 AGOSTO AL 4 SETTEMBRE

PROTEZIONE CIVILE:
grande successo della 32ª edizione
di Sandro Cerri

Si è svolta, come di consueto, la tradizionale “Festa della Protezione Civile”,
che ogni anno si tiene in località Gabella, nel Comune di Montecatini Val
di Cecina.
Una festa che è giunta quest’anno alla
sua 32ª edizione, essendo stata svolta per la prima volta nel lontano 1985,
quando il programma prevedeva soltanto 2 giorni di festa.
La “32ª Festa della Protezione Civile”
si è tenuta quest’anno dal 17 agosto
al 4 settembre, mettendo in campo
così 17 giorni ricchi di appuntamenti
di vario genere.
E’ senza dubbio la festa che raccoglie
maggiori presenze, sia tra quelle che
si svolgono nel Comune di Montecatini, ma anche tra quelle dell’intero comprensorio dell’Alta e Bassa Val di Cecina.
Anche quest’anno il ricco programma
ha messo in campo serate di vario genere, dal liscio con grandi Orchestre
Spettacolo, tra queste “Matteo Tarantino” e “Omar Lambertini”, oltre a spettacoli e concerti vari.
Spettacoli di cabaret, vernacolo livornese (con il poliedrico Fulvio Pacitto
apprezzatissimo ed applauditissimo),
musica e magia, cover band di Vasco
Rossi e Lucio Battisti, hanno allietato
le serate “gabellane” sempre con la
presenza di migliaia di persone. La
serata che da sempre vede il maggior
numero di presenze sia a cena che
dopo è quella dedicata alla musica da
discoteca con il D.J. livornese Riccardo Cioni, conosciuto anche come “D.J.
Full Time”. Anche quest’anno infatti, in
questa serata, vi è stato un afflusso
incredibile di persone.
Un aspetto particolare di questa Festa
riguarda il fatto che è da sempre organizzata da un “Comitato Festeggiamenti” costituito dalle due associazioni locali, una venatoria ed una di volontariato, l’”Associazione Volontari Val di

La grande torta per ringraziare la 32ª edizione
della Festa dellaProtezione Civile

Sterza”, che si occupa di Servizi Sociali con autovettura, rivolti soprattutto
ai cittadini anziani residenti in zona e
non solo.
E’ una festa quindi che ha una forte
valenza sociale, che permette ad una
Associazione di Volontariato di svolgere servizi sociali fondamentali ed insostituibili sul territorio. Inoltre, con
parte del ricavato di questa Festa,
spesso vengono dati contributi e fatte
donazioni varie a supporto di iniziative
umanitarie e di volontariato.
Quest’anno, purtroppo, durante la Festa, come è tristemente noto, vi è stata la tragedia del terremoto nel Centro

Italia. Subito l’organizzazione della
Festa ha previsto di devolvere 2 euro
per ogni pietanza all’amatriciana servita sulla Festa. Alla cifra così raggiunta
ne è stata aggiunta un’altra e la settimana dopo la chiusura della Festa è
stata inviata una somma importante,
mediante bonifico, direttamente al Comune di Amatrice.
Abbiamo parlato con il Presidente del
“Comitato Festeggiamenti La Gabella”,
Sergio Salvini, che ci ha appunto informati di questa azione di beneficienza
che è stata fatta grazie ai proventi della “32^ Festa della Protezione Civile”.
Oltre a questo, il Presidente ha evidenziato la massiccia partecipazione di
persone che sono state presenti agli
stand espositivi, la pista da ballo, i vari
spettacoli, il torneo di calcetto e tutto
quello che la Festa 2016 ha offerto.
Sergio Salvini ha poi evidenziato l’altro
punto forte di questa Festa, vale a dire il
lato culinario della ristorazione, ottimi
cibi, un menù ricco di pietanze varie a
prezzi popolari. Altra cosa molto apprezzata di questa edizione, è stata la realizzazione di un grande parcheggio confinante direttamente all’area della Festa.
La Festa 2016 si è quindi conclusa
anche quest’anno con successo, creando le condizioni ottimali per l’organizzazione della 33ª edizione che si
terrà nel 2017.

ALL'UNIONE MONTANA ALTA VALDICECINA

Sandro Cerri neopresidente
Abbiamo appreso con piacere che il nostro collaboratore - Sindaco di Montecatini
Val di Cecina, Sandro Cerri - è stato nominato presidente dell'Unione Montana
Alta Valdicecina, che comprende anche i Comuni di Monteverde Marittimo e Pomarance.
Nella sue dichiarazioni, rilasciate agli organi di informazione dopo la nomina,
Cerri ha prima di tutto fatto riferimento alle scarse riscorse a disposizione lamentando la mancata adesione all'Unione dei Comuni di Castelnuovo e Volterra che,
evidentemente, hanno preferito disertare forse, riteniamo per una diversa collocazione politica.
Formuliamo all'amico Sandro i migliori auguri di buon lavoro per questa nuova
incombenza che ha responsabilmente assunto.

Cultura

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17

E' UN EROE, UN SIMBOLO, UN PAZZO, MA NEL SENSO BUONO

Alexander Supertramp
e Chris McCandless
di Paolo Arzilli
Chris McCandless è un eroe. Chris McCandless è un simbolo. Chris McCandless è un pazzo, ma nel senso buono.
Chris McCandless è un pazzo, nel senso
che è un idiota, uno squilibrato, un ventenne presuntuoso ed utopista con un
background culturale in fondo neanche
così ampio, un viandante che avrebbe fatto pena anche al Jack London che tanto
amava, che anche Kerouac avrebbe preso
per scemo. Chris McCandless era un figlio dei fiori, e Chris McCandless era un
figlio di buona donna.
Qualcuno lo ricorderà più facilmente col
nomignolo di Alexander SuperTramp,
ch’egli stesso si affibbiò nel suo scivolare su tutte le strade degli Stati Uniti.
Quest’anno Chris McCandless avrebbe 48
anni,e sarebbe forse un normale signore
con una normale vita, una normale utilitaria ed una normalissima moglie, se solo
non fosse morto, in solitudine e stremato,
nel settembre di quell’anno 1992 che lo
aveva visto mettersi in cammino per sfuggire da. E qui va bene tutto, completatela
voi, la frase: tutto quel che vi viene in
mente rappresenta qualcosa da cui McCandless si sentiva impietosamente intrappolato.
C’è da dire che, essendo nato nel 1968,
Chris il senso della ribellione ce l’aveva
pulsante nelle vene prima ancora di accorgersene, e di quegli anni americani
Chris sarà in effetti spugna, assorbendone alcune delle ideologie e l’elettrica ansia.

Alexander SuperTramp che vomita in faccia alla società dei consumi, che gira le
spalle alle autorità, qualsiasi esse siano,
che si fa bandiera di una controcultura da
non metter in piazza, custodendola gelosamente nelle pagine del diario scritto
durante il suo volontario esilio dalla società; che guerreggia contro la propria famiglia, sfidaa duello il governo americano, resiste alle seduzioni di una facile ed
inflazionata carriera post-universitaria e,
semplicemente, si mettein cammino. Che
a pensarci è sfacciatamente elementare,
così tanto che ognuno di noi, almeno una

Chris McCandless

CA.PA. TER

volta al giorno, pensa di lasciar da parte
tutto e partire.
Chris McCandless partì a modo suo, disfacendosi di denaro, auto e comodità, alla
ricerca di qualcosa o qualcuno - sé stesso
-, che una vita convenzionalmente vissuta non gli avrebbe mai permesso di raggiungere. E forse avrà trovato pezzi di sé
nel dover sentirsi moralmente obbligato
ad abbandonare le persone incontrate nel
proprio viaggio, nei campi hippie esplorati, nei capitoli di Tolstoj e di Thoreau, e si
sarà sorpreso di ritrovarsi nell’esasperante solitudine dell’Alaska, e nei fuochi preparati all’ombra dell’autobus 142,quello
dove, accartocciato su sé stesso come una
foglia secca, pianse nel veder arrivare la
propria morte.
Ma chi dice che morì da eroe, mente, perché Alexander SuperTramp morì come
muore ogni essere umano che si sente portar via, morì piangendo, morì gridando,
morì implorando aiuto con un biglietto firmato “Chris McCandless”, quando ormai
anche il gioco dello pseudonimo aveva
perso le proprie forze. Fu, semplicemente,
la morte tragica e sofferente di un ragazzo
di 24 anni in cerca di altro che - questo sì
che dobbiamo riconoscerglielo - oggi
come allora potrebbe servire ad aprire qualche mente offuscata da affascinanti e profumati miraggi, che sempre miraggi sono.
Chris McCandless oggi sarebbe forse un
normale signore con una normale vita, una
normale utilitaria, una normalissima moglie
e perché no, con dei figli più difficili di lui
ammaliati dalla storia di un padre che, ventiquattrenne , un giorno partì e rischiò di
non tornare più.

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18 Cultura

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Prima dell'epoca moderna risultava uno dei posti armati più consistenti della costa toscana

Il Castello di Antignano
di Lorenzo Taccini

In pochi sanno davvero la sua storia
e non tutti sanno neppure della sua
stessa esistenza. Eppure il castello di Antignano riveste una notevole
importanza. Si tratta infatti di uno
dei posti armati più consistenti della costa toscana, almeno tra quelli
costruiti col prevalente scopo della
difesa litoranea. Oltre a ciò è anche
una delle maggiori realizzazioni costiere rinascimentali tra quelle ante
isolate dai contesti urbani.
Di certo è nato prima il castello, e
poi Antignano: solo in seguito si è
sviluppato l’abitato che ora costituisce un’appendice nella fascia costiera sud di Livorno.
Il castello, o forte, se così lo si preferisce chiamare, è inserito in una
fascia territoriale degradante verso
il mare, ad un’altitudine di circa 13
metri e le sue muraglie più avanzate (lato mare) distano oltre 150 metri rispetto al fortilizio stesso. Viene talora chiamato forte, piuttosto
che castello, per la sua tipologia
edilizia e la particolare consistenza.
Si tratta di una forma edilizia molto

semplice, un recinto quasi quadrato
con a ciascun dei quattro angoli un
bastione piuttosto sporgente, dove
all’interno del recinto è racchiusa una
vasta area libera. Sul alto rivolto verso il mare fu aggiunta in seguito un
ulteriore bastione, per migliorare ulteriormente il potenziale difensivo.
Il Forte ha subito innumerevoli “ritocchi” al suo impianto e ciò rende difficile ricostruirne con precisione la
sua fondazione e la datazione delle
varie fasi ricostruttive. Le fonti ram-

Visione aerea dell'attuale Castello di Antignano.

mentano una “chiesa e contrada di
Antignano” già per l’anno 1171.
Quanto alle ville esistenti ed alla
campagna coltivata sia sa che nel
secolo XVI anche Cosimo I dei Medici ebbe una villa in questa zona
nel periodo in cui governava la Toscana (1537-1574) ed a questo periodo dovrebbe risalire anche al fondazione (o quantomeno il primo rilevante potenziamento) del Forte di
Antignano.
Si intende, se non altro, che il forte
deve essere stato costruito anche
con la funzione di cittadella e non
soltanto di fortilizio, in quanto le
strutture annesse, come ad esempio la Chiesa all’interno della chiostra, nonché la cisterna pubblica
sembrano dover assolvere alle esigenze non solo della guarnigione e
dei civili che abitavano all’interno del
recinto, ma anche degli abitanti della piccola borgata.
La stessa chiesa al suo interno verrà poi ristrutturata ed ampliata per
svolgere il ruolo di chiesa del paese in crescita.
l Forte resta invece uno dei migliori
e più funzionali esempi di sorveglianza costiera dal rinascimento,
fino all’epoca moderna, seppure oramai sia adibito ad abitazioni per civili e buona parte dei suoi locali siano stati trasformati in farmacie,
banche, o ristoranti.

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Cultura

19
7

Il percorso sociologico di Enzo Della Monica ci svela l’intimità di uno dei borghi più affascinanti del nostro Paese

Campiglia ostinata bellezza
di Jacopo Bertocchi

Questa mostra non è altro che la storia di
un ritorno, un gioco di specchi riflessi che
il tempo non è in grado di alterare, un
omaggio al borgo e alla storia della fotografia che oggi accogliamo con amore
materno. Il percorso sociologico proposto da Enzo Della Monica ci regala un’occasione imperdibile per indagare e svelare l’intimità di uno dei borghi più affascinanti e misteriosi del nostro Paese. La sua
Campiglia è un teatro di vita, un luogo fuori
dal tempo, simbolo dell’Italia che con fatica si avvia verso la modernità e che, con
la stessa fatica, conserva gelosamente il
legame con un passato millenario che ne
ha lentamente ma inesorabilmente forgiato i volti, le abitudini e i luoghi del vivere
quotidiano. Una Campiglia nuda e complice si offre “pura” agli occhi del fotografo in tutta la sua maestosa quiete, lasciando lontani i rumori e i dolori di una
guerra ancora molto vicina ma lontana assai dalle serene nudità dei suoi bambini
che corrono nell’obiettivo tra i muriccioli
di pietra, per poi scomparire nell’ammassato dedalo di vicoli e strade battute da
un sole ritrovato. Della Monica china il
capo di fronte agli scorci più espressivi
del borgo e tra le salite, le piazze e gli archi
che ne confondono luci e ombre, il paesaggio non è mai desolato, pare invece

evidente una
sorta di attesa, un’ostinata pazienza
che serve all’artista per
tramutare in
vita l’austerità delle porte
e delle pietre
dove si ammucchiano,
aperte o chiuse, decine di
finestre. Segni di vita,
una vita diversa da quella della campagna che significa lavoro
antico, molto
diversa da
quella della
vicina città, che significa futuro e speranza, un mondo sospeso nel tempo che arriva
fino a noi, a distanza di oltre mezzo secolo,
con immutata forza e bellezza.
Questi scatti divengono segni indelebili
del nostro patrimonio storico e artistico,
sono il frutto della misteriosa energia che
ammanta Campiglia tutta e che, con forza
sconosciuta, attraversa e domina gli animi

di chi la percorrere e la indaga, sono fonte d’infinita soddisfazione per chi ha la
fortuna di trovarcisi davanti per caso e
la possibilità di offrirli a un pubblico nuovo.
Grazie ai tanti campigliesi che hanno permesso la realizzazione dell’evento e alla
collaborazione con la Galleria Nazionale
degli Uffizi, oggi il nostro Comune entra
a pieno titolo tra i luoghi espositivi della
grande arte, un rinnovato motivo di orgoglio per la nostra Amministrazione, un
motivo in più per essere fieri della storia
e dell’ostinata bellezza del nostro antico
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Storia

21

Il 27 gennaio del 1844 vennero effettuati i primi viaggi di prova da due convogli: il primo, composto
dalla locomotiva e da un vagone di prima classe, portò una ventina di invitati da Pisa a Livorno

LA FERROVIA LEOPOLDA
di Marcello Faralli
Correva l’anno 1838, allorquando i banchieri Pietro Senn di Livorno e Emanuele
Fenzi di Firenze ricevettero il beneplacito
dal Granduca di Toscana, Leopldo II, all’avvio delle iniziative per la costruzione
di una ferrovia che collegasse Firenze al
Porto di Livorno. In quaranta giorni i due
finanzieri raccolsero le adesioni necessarie a sottoscrive il capitale occorrente. Fu
costituita una commissione tecnica di
nove membri, presieduta dal conte Luigi
Serristori, per la stesura del tracciato. In
breve tempo furono elaborati due studi,
rispondenti a precise esigenze commerciali, che furono sottoposti all’ingegnere
Robert Stephenson, figlio di George, l’inventore della prima locomotiva a vapore
chiamata Rocket. Sulla base dei quali egli
redasse il progetto esecutivo che fu approvato definitivamente dal Granduca
Leopoldo II il 25 febbraio del 1840.
Lo stesso Stephenson fu convinto da
Orazio Hall, cognato della moglie del Fenzi e da Agostino Kotzian, già presidente
della Camera di Commercio di Livorno, a
partecipare all’iniziativa.
Il 7 giugno del 1841, si tenne la prima assemblea della società di gestione con l’elezione del consiglio di amministrazione che
deliberò di assumere il nome di Società
Anonima per la Strada Ferrata Leopolda, in onore del sovrano. Da qui il nome
di Ferrovia Leopolda.
I lavori iniziarono partendo da Livorno
con un binario unico – l’obiettivo era quello di far fruttare subito il collegamento con

La caratteristica volta metallica della Stazione Leopolda.

il porto di Livorno perché il materiale d’armamento per la costruzione arrivava via
nave dall’Inghilterra.
Il 27 gennaio del 1844 vennero effettuati i
primi viaggi di prova da due convogli: il
primo, composto dalla locomotiva e da un
vagone di prima classe, portò una ventina di invitati da Pisa a Livorno in appena
un quarto d’ora; il secondo, formato da
una locomotiva e tre vagoni, con a bordo
oltre duecento invitati, arrivò nella città
labronica in 17 minuti.
L’inaugurazione ufficiale del primo tratto
Livorno-Pisa (12,3 km) avvenne qualche
giorno dopo, il 13 marzo, e il giorno successivo la linea fu aperta al pubblico.
Il successo fu strepitoso, sia a livello merci che a livello passeggeri e accelerò il
corso dei lavori. Pontedera fu raggiunta il
19 ottobre 1845 (Km 19,4), Empoli il 20 giugno 1847 (Km 26,8) e l’anno successivo, il

Stazione Leopoldo: ingresso principale.

12 giugno1848, l’intera linea, lunga 97 km,
era aperta al traffico da Livorno San Marco a Firenze stazione Leopolda, entro le
mura cittadine presso Porta a Prato.
La costruzione della linea ferroviaria portò grandi benefici economici ed anche
sociali; fu però osteggiata, con risvolti
sanguinosi, a Montelupo Fiorentino dai
barrocciai che vedevano compromessa la
loro attività, consistente nello scaricare i
barconi fluviali che risalivano l’Arno per
poi trasportare le mercanzie fino a Firenze.
Contemporaneamente alla realizzazione
della strada ferrata furono avviati i lavori
per la costruzione della stazione di Livorno San Marco, posta in corrispondenza
dell’omonimo varco doganale lungo le
Mura Leopoldine.
L’inaugurazione della stazione avvenne
nel 1844, quando fu portato a termine il
tracciato tra Livorno e Pisa. Successivamente, nel 1848, con il prolungamento dei
binari fino a Firenze, fu inaugurata, anche
in questa città, la Stazione Leopolda - location cara al nostro Presidente del Consiglio che la Rfi (Rete ferroviaria italiana)
intende alienare-. Inoltre, tra il 1856 ed il
1858, lo scalo di San Marco fu messo in
comunicazione diretta con la Stazione
Marittima del porto di Livorno, realizzata
mediante la colmata di un ampio specchio
di mare.
Successivamente, intorno agli anni sessanta dell’Ottocento, fu attivato il collegamento con Collesalvetti. Pochi anni
dopo, con la costruzione della linea diretsegue a pag. 22

22 Storia

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

da pag. 21
ta tra Collesalvetti e Pisa, la stazione di
Livorno S.M. fu esclusa dalla direttrice
principale.
La successiva apertura del tracciato costiero, nel 1910, riportò la città al centro
della direttrice nazionale, ma lo scalo di
San Marco fu sostituito da una stazione
passante (non di testa come la precedente) posta al termine del viale degli Acquedotti. La precedente fu essenzialmente
delegata allo smistamento dei carri merci. Unica, nonostante il suo valore storico, delle tre grandi stazioni della ferrovia Leopolda (oltre a quella di Livorno,
quelle di Firenze e Pisa), a non essere
stata interessata da progetti di riqualificazione, andando così incontro ad un graduale decadimento.
La stazione di Livorno San Marco è costituita da un corpo di fabbrica che si snoda su tre lati attorno ai binari d’arrivo; la
facciata principale, posta sul lato occidentale della struttura, è caratterizzata
da un blocco più elevato preceduto da una
pensilina metallica. Il prospetto visibile
dalla piazza Bartelloni è l’elemento trasversale dietro al quale si attestano i bi-

FAMIGLIA

nari ferroviari; esso presentava una serie di aperture, modificate in epoche successive, inquadrate in arcate cieche.
Tale configurazione risale alla seconda metà dell’Ottocento, quando l’edificio, in principio piuttosto semplice, fu riedificato, ampliato e, successivamente, coperto da
una estesa volta metallica che costituiva l’elemento più caratteristico
Stazione Leopoldo: ingresso laterale.
della costruzione. Fu
gruppo E 491.
smantellata negli anni antecedenti alla
Ricordi personali vanno al tempo in cui
II G.M. per recuperare il ferro necessale FS concedevano ai dipendenti l’utilizrio agli armamenti.
zo di porzioni delle vaste aree adiacenti
Nel dopoguerra l’ex fabbricato viaggiala stazione (sul lato ovest) per la coltivatori ospitò solo alcuni uffici del gruppo
zione di orti (quelli che oggi si di definiFS (in seguito trasferiti a Livorno Calasco “orti urbani”) e per l’allevamento di
brone), mentre sul fronte furono adattaanimali da cortile. Essi costituivano un
ti appartamenti per dipendenti e esercipunto di ritrovo ludico e di aggregazione
zi commerciali: una cooperativa (la
per le numerose famiglie di ferrovieri che
“Provvida”), il parrucchiere, la farmaabitavano a Torretta. Quanto ai carri
cia, l’ufficio postale. Nello scalo retromerci che per diversi anni del dopoguerstante, invece, vennero parcheggiati nura, hanno continuato ad essere smistati
merosi vagoni e alcuni locomotori del
nel fascio di binari all’esterno del fabbricato principale, non era infrequente trovarvi scarti delle derrate alimentari, patante e arance, in particolare, trasportate alla rinfusa, che costituivano un forte
richiamo per i ragazzi delle famiglie degli “ortolani”.

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Teatro

23
19

Un programma articolato con maggiore presenza, rispetto agli altri anni, di compagnie livornesi

Goldoni, ecco la nuova stagione
di Angela Simini

Tutti sul palco del Teatro Goldoni al momento della presentazione della Stagione
del Teatro Goldoni 2016/17, sindaco in testa, Filippo Nogarin, presidente della Fondazione Goldoni, con l’assessore alla cultura Francesco Belais e il direttore generale del teatro Marco Leone, nonché attori, registi, musicisti, tra i quali Lindsay
Kemp, ma anche tanti personaggi livornesi, da Mario Cardinali, fondatore e direttore del Vernacoliere al vignettista Federico Maria Sardelli, peraltro musicista di
spessore, ricercatore e direttore d’orchestra, i registi Emanuele Gamba, Marco Conte
del Vertigo, Emanuele Barresi della Compagnia degli Onesti. Con loro gli sponsor
e collaboratori come Menicagli Pianoforti
e LEG ed anche Stefano Pampaloni, che
ha curato il nuovo look del sito Goldoni.
Una grande parata, come per dire “Qui si
fa teatro e lo facciamo tutti noi, livornesi e
non !”.
Il sindaco si è augurato che il teatro sia
“totalmente aperto alla città e ai suoi talenti o aspiranti tali e che torni ad essere
il cuore pulsante della cultura di Livorno, dove gli attori possano formarsi, per
poi prendere le ali verso altre mete ( regionali-nazionali), diversamente dal passato, quando al teatro si giungeva già
attori professionisti”. Ad assicurare il consueto sostegno di milioni 2.5 da parte della Fondazione Livorno, interviene il presidente Riccardo Vitti. Imprinting nuovo
dunque, che prevede una progettazione
con altre realtà artistiche livornesi, per
raggiungere poi la rete nazionale e internazionale. In questa direzione va l’accordo stipulato con il Teatro della Toscana,
Teatro Nazionale La Pergola di Firenze, che
ospiterà la produzione livornese “Cuori Ribelli”, Opera Rock ispirata alla musica e ai
temi giovanili degli anni ’70, portata in scena dalle compagnie TodoModo e Bags
Entertainment, direzione artistica di Pietro
Contorno. E questo è un primo passo per
giungere successivamente ad una coproduzione, come ha promesso Marco Giorgetti, direttore della Pergola. Un occhio
anche al linguaggio scientifico, come una
delle grandi realtà che non si possono ignorare, il che spiega i contatti presi con Ceci-

lia Laschi dell’Istituto di Biorobotica,
del Sant’Anna di Pisa. Ancora a dimostrazione che si vuole raggiungere un
pubblico sempre più vasto e, soprattutto, un pubblico giovane, va considerato
lo spettacolo “Le Olimpiadi del 1936” con
Federico Buffa, giornalista e telecronista
sportivo per Sky, che racconterà le straordinarie imprese di Jesse Owens, americano di colore, che vinse ben 4 medaglie
Olimpiadi di Berlino, che Hitler avrebbe
voluto trasformare in apoteosi della razza ariana.
Di Mario Cardinali andrà in scena fuori
abbonamento, il 28 gennaio ’17 “Noi Livornesi, una razzaccia a modo nostro” del
quale il direttore più famoso di Italia ha
detto : “Spiegherò che cosa sono i livornesi, una razza atoscana!”.
Ci saranno spettacoli a doppio turno e
spettacoli a un turno solo, ci saranno, accanto alle nostre compagnie, anche grandi
nomi come Fabrizio Bentivoglio e Francesco Bolo Rossini, Gabrile Lavia, Angela Finocchiaro, Pino Micol, regie di
Michele Placido, Lavia, Alessandro Gasmann, Maurizio Scarparro.
Programma articolato dunque, con una
maggiore presenza, rispetto agli altri anni,
di compagnie livornesi. E altrettanto vale
per la musica e per la lirica, settori, che
ovviamente, meritano una considerazione a parte, anche perché la lirica costituisce il settore più atteso dai livornesi ed
anche il più caro. E vediamo che cosa sta
succedendo. Nel cartellone concerti, accanto ai nomi illustri, che vengono da
fuori, come Domenico Nordio e Filippo
Nordio, Alejo Perez e Federico Colli, la
frequente presenza dell’ORT (Firenze),
troviamo musicisti di Livorno e dintorni,
in una porola : “tira aria di casa nostra !”.
I concerti partono bene col nostro con-

Anche Mario Cardinali andrà in scena.

cittadino Federico Maria Sardelli, alla guida di Modo Antiquo, musiche di Vivaldi.
Parla livornese anche il concerto del 31
marzo con i solisti Daniel Rivera (docente
del Mascagni) e Sergio De Simone, Orchestra dell’Istituto Mascagni. Ed ancora, fuori
abbonamento, l’Ensemble Bachelli, diretto da Rita Bacchelli, al quale seguirà il 28
aprile il Duo Pianistico formato dal Ilio
Barontini con la giovanissima figlia Caterina , che eseguiranno un brano del pianista “Beatlemania”.
Ed è un bene che si vedano sul palco del
Goldoni personaggi che per lungo tempo
sono stati valorizzati maggiormente fuori
della loro città. In particolare il ritorno di
Ilio Barontini sulla scena del teatro ufficiale sembra un fatto da evidenziare.
E veniamo ora alla lirica, che appare il settore meno nutrito e non ancora definito, si
tratta di quattro titoli di contro ai sei dell’ano scorso, che furono realizzati con successo. Si parte col Flauto Magico di Mozart, 11 novembre, che debutta con Dejan
Savié alla guida dell’Orchestra Regionale
Toscana, per la regia di Lindsay Kemp,
‘Orchestra Regionale della Toscana. Indicazioni importanti! ma non conosciamo il
cast.
Andranno in scena il 7 dicembre, compleanno di Mascagni, con la sponsorizzazione del Rotary Club “Lodoletta tra Mascagni e Puccini, una selezione di brani dal
dramma di Pietro Mascagni, alla quale farà
seguito, nella stessa serata, “Il Tabarro” di
Puccini, con l’Orchestra Giovanile Italiana: anche per questo lavoro non sappiamo altro!
A febbraio daremo il “bentornato” all’operetta “Il Cappello di paglia di Firenze”,
musica di Nino Rota, direttore Francesco
Pasqualetti, regia di Lorenzo Nucci . La stagione lirica si conclude il 10 marzo con
“Manon Lescaut”, musica di Puccini e Orchestra della Toscana. Troppo poco per
farci un’idea!
Possiamo notare una rilevanza di opere del
repertorio verista, in sintonia con quanto
Leone ha annunciato, che cioè vuole fare
del Teatro Goldoni e di Livorno un polo di
riferimento di formazione e di produzione
del Verismo Lirico.
Ma per ora la Fondazione non ha comunicato i nomi dei cast, e sappiamo bene che
sono proprio i cast a fare la differenza qualitativa di una produzione.