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DOLORE

Il dolore ha strette relazioni con il sistema somatosensoriale, in particolare con le vie che
mediano il tatto, la propriocezione, la termocezione e l’interocezione, viene trattato a parte
e con maggior dettaglio, poiché occupa un posto importantissimo in medicina e nella
pratica clinica.
Il dolore è una vera e propria funzione fisiologica dell’organismo che ha lo scopo di difesa
nei confronti di stimoli nocivi che si trovano nell’ambiente. Infatti, la stimolazione dolorifica
di una parte del corpo scatena una serie di reazioni, per esempio la flessione di un arto, che
permette di difendersi dalla sorgente dello stimolo dannoso.
N.B. La dimostrazione più chiara dell’importanza del dolore come funzione fisiologica
dell’organismo è data da una neuropatia ereditaria rara, chiamata insensibilità congenita al
dolore. I bambini con tale patologia non avvertono dolore e, quindi, sono frequentemente
soggetti a mutilazioni di parti del corpo dovute al contatto con stimoli dannosi, come per
esempio un fornello acceso; a volte avvengono delle vere e proprie automutilazioni: il
bambino si mangia le unghie e le dita senza avvertire alcuna sensazione dolorifica.
La definizione di dolore più accettata e più diffusa è la seguente: “Il dolore è un’esperienza
sensoriale ed emotiva spiacevole associata a un danno tissutale reale o potenziale, o
descritta in termini di tale danno”.
Quindi il dolore può essere percepito in presenza di un danno a un tessuto oppure anche in
assenza di un danno vero e proprio → in quest’ultimo caso si ha per esempio il dolore
psicogeno. Il dolore è, quindi, un’esperienza complessa in cui, accanto ai segnali che
provengono dal tessuto danneggiato, esiste una modulazione psicologica a livello dei
centri cerebrali superiori.
Nocicezione: insieme di processi di trasduzione bioelettrica a livello dei recettori dolorifici
(nocicettori) e di tutti gli eventi nervosi di conduzione dei
segnali dalla periferia ai centri superiori. Quindi la nocicezione
si riferisce a ciò che fa parte della fisiologia oggettiva, mentre il
termine dolore si riferisce alla fisiologia oggettiva più quella
soggettiva, cioè all’esperienza globale di dolore e sofferenza.

Classificazione del dolore
Dolore nocicettivo: dolore evocato dalla stimolazione dei
nocicettori e dalla conseguente attivazione delle fibre afferenti
primarie. Esempio: un dolore che insorge in seguito a
infiammazione di un tessuto è evocato dalla stimolazione dei
nocicettori da parte di alcuni mediatori dell’infiammazione
Dolore neuropatico: dolore prodotto dal danno a diversi livelli
del sistema nervoso centrale e periferico. Esempio: il dolore
che insorge in seguito alla lesione di un tronco nervoso
periferico o del midollo spinale o dell’encefalo è di tipo
neuropatico ed è dovuto alla stimolazione delle vie che
conducono
l’informazione dolorifica.
Sulla base del luogo
d’insorgenza, il dolore
può
anche
essere
suddiviso in:
 Somatico: che si può dividere in
- Superficiale:
proveniente
dalla
cute
(esempio: ustione cutanea)
- Profondo: proveniente dai muscoli, dalle
ossa, dalle articolazioni e dal tessuto
connettivo somatico (es. crampo muscolare)
 Viscerale: dolore proveniente dagli organi
interni (esempio: colica renale).

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che si basa sul danno tissutale provocato dalla liberazione di alcune sostanze che determinano l’attivazione o la sensibilizzazione dei nocicettori: . per esempio gli ioni K+. Ciò che. la stessa forma di energia può attivare un gruppo di recettori se l’intensità dello stimolo è al di sotto di una determinata soglia. la stimolazione nocicettiva prolungata può indurre modificazioni neuronali che portano alla cronicizzazione del dolore. Quindi ci sono ci sono recettori che fungono puramente da nocicettori e altri invece che sono recettori di intensità (termocettori.direttamente. differenzia i vari gruppi (per esempio. Infatti.  Sono localizzati in tutti i tessuti dell’organismo e rispondono a stimoli che causano danno reale o potenziale ai tessuti Questi recettori sono sensibili alle forme d’energia degli stimoli che attivano anche altri recettori. Questa peculiarità è alla base del meccanismo di trasduzione degli stimoli nocivi. per interazione con altre molecole del liquido extracellulare E’ stato ipotizzato che i nocicettori stessi partecipino a questo processo liberando neuropeptidi. Quindi essi non possiedono (recettori di tipo C) o possiedono in misura limitata (recettori di tipo Aδ) barriere che prevengano il contatto con sostanze chimiche presenti nel liquido extracellulare. ma la dimostrazione conclusiva dell’esistenza di fibre afferenti che rispondono specificatamente a stimoli nocivi risale alla seconda metà degli anni ’70.indirettamente. L’esistenza di recettori specifici per gli stimoli nocivi è stata a lungo postulata. come la sostanza P e il peptide correlato al genere della calcitonina (CGRP) Fibre afferenti primarie Esistono due tipi di fibre afferenti primarie: C e Aδ. in realtà. oppure i nocicettori se la soglia viene superata. Le fibre C sono di piccolo diametro e amieliniche e la loro velocità di conduzione è bassa (circa 0. o . i quali sono rappresentati da terminazioni nervose libere localizzate nella maggior parte delle diverse parti del corpo. Nocicettori I recettori responsabili dell’inizio dell’informazione dolorifica alla periferia si chiamano nocicettori. per esempio i meccanocettori. i nocicettori dai meccanocettori) è l’intensità dello stimolo.Vie nocicettive Il dolore è il prodotto di fenomeni plastici in cui l’attività nocicettiva neuronale può essere modificata sia a breve sia a lungo termine.5-2 m/s). I nocicettori sono le terminazioni delle fibre afferenti primarie che portano i segnali nocicettivi al midollo spinale. bradichinina e alcune prostaglandine. Queste fibre sono attivate principalmente da una classe di recettori 2 . Per esempio. meccanocettori ecc) che oltre una determinata intensità che può minacciare l’integrità dei tessuti diventano nocicettori La caratteristica morfologica saliente dei nocicettori è la mancanza di strutture corpuscolate.B. N.

con una velocità media di conduzione di circa 12-30 m/s. in quanto attivati da 3 modalità (meccanica. I nocicettori hanno un corpo cellulare in cui ci sono diversi neurotrasmettitori. diffuso e sordo. Anche le fibre Aβ di grande diametro e alta velocità di conduzione (circa 30-100 m/s). la funzione delle fibre afferenti primarie può essere modulata da fattori sensitizzanti che ne diminuiscono la soglia e quindi ne aumentano l’eccitabilità. In condizioni normali. Le fibre Aδ sono di medio diametro e mieliniche. mentre in assenza delle sole fibre C si ha percezione solo del primo dolore. Il concetto di plasticità neuronale gioca un ruolo fondamentale. immediatamente si sente un dolore acuto. presentano campi recettivi più piccoli e sono a rapido adattamento. Esse sono associate a due tipi di nocicettori:  tipo I: ha una soglia alta (es. possono essere coinvolte nella nocicezione. denominato secondo dolore o dolore ritardato. Tuttavia. percepito successivamente perché arriva al cervello più tardi. per esempio un dito. e nel ganglio di Gasser per quanto riguarda il nervo trigemino. come il glutammato e la sostanza P. nonché l’attività di altre fibre e circuiti neuronali. queste fibre sono eccitate da stimoli meccanici a bassa soglia. La figura 18. nell’ordine di pochi mm2. e dopo 1-2 secondi un dolore non ben definito. cioè la percezione dolorosa di uno stimolo meccanico che in condizioni normali sarebbe innocuo. Per capire il significato funzionale delle diverse fibre Aδ e C può essere utile il seguente esempio.3 mostra che in presenza di fibre Aδ e C si ha la percezione sia del primo sia del secondo dolore. esse possono divenire le responsabili del fenomeno di allodinia meccanica. ben definito e localizzato. termica e chimica). Se ci si punge con uno spillo una parte del corpo. La risposta di queste fibre cresce all’aumentare dell’intensità dello stimolo (sia esso meccanico. alcune sostanze prodotte nel 3 . il cosiddetto primo dolore o dolore iniziale. è mediato dalle fibre C che conducono molto più lentamente. in assenza delle sole fibre Aδ si ha la percezione solo del secondo dolore. termico o chimico) e il loro campo recettivo è molto piccolo. Il primo dolore. mentre il secondo dolore. in caso di danno tissutale o lesione nervosa. la quale richiede fenomeni di sommazione spaziale e temporale. è dovuto alle fibre Aδ di tipo II che conducono rapidamente. Infatti.  tipo II: ha una soglia più bassa (es. Il corpo cellulare delle fibre afferenti primarie è localizzato nei gangli che si trovano nelle radici posteriori del midollo spinale. cioè il primo ad arrivare al cervello e a essere percepito.chiamati polimodali. l’attivazione avviene con uno stimolo di 52 °C) sia per gli stimoli meccanici sia per quelli termici e un lento adattamento. Come avviene per tutti i sistemi sensoriali. la percezione finale è il risultato dell’integrazione dei segnali a diversi livelli. l’attivazione avviene con uno stimolo di 43 °C). Per esempio. È bene sottolineare che l’attività di singole fibre Aδ e C non implica necessariamente l’insorgenza di una percezione dolorifica. Anche per le fibre dolorifiche esiste un’organizzazione dermatomerica delle radici posteriori.

La sostanza grigia delle corna del midollo spinale è suddivisa in dieci lamine. bensì i neuroni del midollo spinale.tessuto infiammato. La sensitizzazione periferica si contrappone alla sensitizzazione centrale. come la bradichinina. l’istamina. II. V e X. il quale fa appunto da cancello: se questo è aperto i segnali nocicettivi passano. I neuroni sensitivi secondari sono di due tipi:  Nocicettivi specifici: ricevono afferenze dalle fibre Aδ e C. Corna posteriori del midollo spinale Le branche centrali degli assoni dei neuroni nocicettivi dei gangli radicolari entrano nelle corna posteriori del midollo spinale e attivano contatti sinaptici con i neuroni sensitivi secondari e con diversi tipi di interneuroni. la sua stimolazione con uno stimolo nocivo lieve produce un’esagerata percezione dolorifica. Rispondono sia a stimoli innocui (meccanici) sia a stimoli nocivi (meccanici e termici) e sembra che informino le strutture centrali dell’esistenza di uno stimolo nervoso senza però decodificare le informazioni spaziali e temporali necessarie per la discriminazione delle caratteristiche dello stimolo I neuroni sensitivi secondari che ricevono le afferenze non nocicettive AP sono invece principalmente localizzati nelle lamine II e IV. Deriva quella che viene definita sensitizzazione periferica. sono in grado di sensitizzare i nocicettori. cioè di indurre uno stato di maggiore eccitabilità. Questa teoria afferma che i segnali nocicettivi sono filtrati e modificati quando arrivano al corno posteriore del midollo spinale. i neuroni sensitivi secondari con i motoneuroni. la sostanza P e l’adrenalina. sia meccanici sia termici. la serotonina. Gli interneuroni connettono. le branche centrali dei neuroni del ganglio di Gasser proiettano al nucleo mesencefalico del trigemino. L’ingresso delle fibre nocicettive avviene principalmente a livello delle lamine I. Sono principalmente localizzati nella lamina I e nella parte esterna della lamina II. nella quale non sono le fibre afferenti primarie a essere sensitizzate. se è chiuso vengono bloccati. 4 . Basta pensare a una porzione di cute infiammata. Le lamine dalla I alla VI costituiscono il corno posteriore. 18. IV.4)). numerate dalla I alla X (chiamate anche lamine di Rexed (Fig. per esempio. Negli anni ‘70 è stata formulata la teoria del controllo a cancello. Rispondono solo a stimoli nocivi. cioè delle fibre Aδ e C. Si trovano principalmente nella lamina V. dando così origine ai riflessi spinali. Ovviamente cancello è un termine metaforico e si riferisce a un circuito nervoso che fa passare o blocca l’informazione nocicettiva. le prostaglandine. e si ritiene che questi neuroni trasmettano informazioni dettagliate ai centri nervosi  Nocicettivi ad ampio spettro dinamico: ricevono afferenze sia dalle fibre nocicettive Aδ e C sia dalle fibre Aβ. Per quanto riguarda il nervo trigemino. comprendendo perciò un più ampio spettro di informazioni afferenti. le lamine dalla VII alla IX il corno anteriore e la lamina X è situata intorno al canale centrale.

cioè di aumentata percezione dolorifica: o nella zona della lesione si ha un’iperalgesia primaria caratterizzata da un aumento della percezione dolorifica agli stimoli sia meccanici sia termici. N. le quali andrebbero ad attivare un circuito neuronale inibitorio nel midollo spinale che bloccherebbe le informazioni nocicettive veicolate dalle fibre Aδ e C. La distinzione tra la sensitizzazione centrale e quella periferica ha un’importanza pratica e clinica.8: per esempio.B. Così come avviene per le fibre Aδ e C. esemplificata nella figura 18.B. L’allodinia consiste nella percezione di dolore quando viene applicato uno stimolo di per sé innocuo.7):  nella sensitizzazione centrale i neuroni delle corna posteriori rispondono in maniera esagerata non solo ai segnali provenienti dai nocicettori Aδ e C. l’iperalgesia secondaria viene anche definita allodinia meccanica. per differenziarla da quella periferica.6) la stimolazione nervosa elettrica transcutanea (TENS) agisce come stimolazione elettrica delle fibre non nocicettive a grosso calibro (Aβ) della parte del corpo dolorante. per esempio una carezza. 5 . così come lo è la stessa teoria del cancello.Il corno posteriore del midollo spinale viene visto come un integratore nervoso che modula attivamente i segnali provenienti dalla periferia. La differenza fra i due tipi di sensitizzazione è fondamentale in quanto (come si può vedere nella figura 18. o nella zona circostante la lesione cutanea. L’efficacia di tale terapia è tuttora oggetto di dibattito. L’impatto clinicoterapeutico riguarda le diverse procedure terapeutiche che sono state sviluppate per bloccare il dolore a livello del midollo spinale: per esempio (come mostrato nella figura 18. una lesione cutanea è accompagnata da due tipi di iperalgesia. si ha iperalgesia secondaria caratterizzata da un’aumentata percezione dolorifica ai soli stimoli meccanici. ma anche da quelli provenienti dalle fibre non nocicettive Aβ N. invece. anche i neuroni sensitivi secondari delle corna posteriori possono essere sensitizzati → si parla di sensitizzazione centrale. Per questo motivo.

un fenomeno chiamato wind up (Fig. I sistemi ascendenti possono essere suddivisi in due gruppi:  Quello anterolaterale: si trovano i tratti . La sinapsi fra fibra afferente primaria e neurone sensitivo secondario nel corno posteriore del midollo spinale è oggetto di approfonditi studi da parte di coloro che si occupano di dolore. un fenomeno presente nell’ippocampo e che appare essere coinvolto nei meccanismi della memoria. sono deputati principalmente alla trasmissione delle informazioni tattili 6 .Spinocervicotalamico .La differenza fra iperalgesia primaria e allodinia meccanica si spiega con una sensitizzazione periferica nella zona della lesione. 18. Alcuni farmaci NMDA-antagonisti sono di particolare interesse per prevenire l’insorgenza del wind up Vie ascendenti I neuroni sensitivi secondari proiettano i loro assoni nel midollo spinale controlaterale e poi ascendono nel midollo spinale. È stato anche descritto un potenziamento a lungo termine. Esistono a questo livello fenomeni plastici di particolare importanza. Infatti.Spinotalamico: ah una parte diretta al talamo mediale (denominato tratto spinotalamico mediale) e una parte diretta al talamo laterale (denominata tratto spinotalamico laterale) . 18.Spinoreticolare: porta informazioni nocicettivi alla sostanza reticolare . Il contatto con tutte queste strutture permette a queste due vie ascendenti di controllare le risposte avversive al dolore.Colonne dorsali Questi 2 tratti rivestono un ruolo meno importante nella nocicezione.sia postsinaptici.10): si trovano i tratti: .9). la quale a sua volta determina sensitizzazione centrale dei neuroni sensitivi secondari che ricevono afferenze Aβ dalla zona circostante la lesione.  Quello posteriore (Fig.  Sia il wind up sia il potenziamento a lungo termine sono l’espressione di fenomeni plastici nel midollo spinale che potrebbero essere alla base della transizione da dolore acuto a dolore cronico. poiché esiste un complesso mosaico di recettori sia pre. come lo stato di allerta e le risposte vegetative.Spinomesencefalico: porta informazioni nocicettivi al mesencefalo La caratteristica fondamentale di queste ultime 2 vie è l’elevata presenza di collaterali che prendono contatto con quasi tutte le strutture che si trovano nel mesencefalo (nuclei reticolari. la ripetuta stimolazione delle fibre afferenti primarie produce l’incremento progressivo della frequenza di scarica dei neuroni sensitivi secondari. i collicoli e il nucleo rosso). I recettori NMDA sembrano rivestire un ruolo importante. la sostanza grigia periacqueduttale.

il nucleo VPL riceve informazioni principalmente dai neuroni sensitivi secondari nocicettivi. Mentre le fibre provenienti dal midollo spinale proiettano nel talamo al nucleo ventroposterolaterale (VPL). come quello spinoipotalamico. vengono definite sistema mediale. VPL e VPM.  Le vie ascendenti organizzate somatotopicamente che proiettano ai nuclei più laterali del talamo. senza mostrare un’organizzazione somatotopica. che passano attraverso i nuclei mediali del talamo e che proiettano diffusamente a diverse zone del sistema limbico. perciò la maggior parte delle informazioni dolorifiche si incrocia subito a livello del midollo spinale. la durata nel tempo e l’intensità di uno stimolo nocivo. Le fibre ascendenti sono organizzate somatotopicamente. specialmente quelle appartenenti al sistema limbico (giro del cingolo. Tutte queste strutture non mostrano un’organizzazione somatotopica precisa. ma anche per l’attivazione di diverse zone della corteccia cerebrale. raggiungono la corteccia cerebrale del lato opposto. che ricevono afferenze dal midollo spinale e dal trigemino. È formato dagli assoni dei neuroni sensitivi secondari controlaterali. proiettano all’area somatosensoriale (o somestesica) I (SI) ipsilaterale. La caratteristica principale della proiezione nocicettiva all’area SI è l’organizzazione somatotopica e la capacità di discriminazione dell’intensità e della durata dello stimolo. mentre quelle provenienti dalle parti più alte si trovano più medialmente. e da qui alla corteccia somatosensoriale I. Il tratto spinotalamico termina sia nel talamo laterale sia in quello mediale: nel primo caso. Esse sono responsabili della componente affettiva-emotiva del dolore. N. specialmente nell’uomo.B. Il tratto spinotalamico è di gran lunga la via ascendente più importante per la trasmissione dell’informazione nocicettiva. Pertanto. quindi: la localizzazione. dopo essersi incrociate nel midollo spinale. così che le informazioni provenienti dalle parti basse del corpo si trovano nella parte più laterale. quindi non esiste un singolo centro del dolore nel cervello.  Queste vie ascendenti. I neuroni dei nuclei mediali del talamo proiettano invece a diverse strutture. cioè di quella sensazione con connotato negativo che fa percepire il dolore come qualcosa di spiacevole da evitare. le fibre provenienti dal complesso nucleare trigeminale del mesencefalo proiettano al VPM Dal talamo alla corteccia cerebrale I neuroni dei nuclei ventrali posteriori. questa proiezione è responsabile delle capacità discriminative. La percezione globale del dolore avviene non solo per attivazione delle strutture talamiche. ma una fitta rete di aree interconnesse fra di loro 7 . corteccia orbito-frontale) e anche all’area somestesica II. mentre nel secondo caso i nuclei ricevono principalmente dai neuroni sensitivi secondari ad ampio spettro dinamico. anche se è importante sottolineare che in esso viaggiano anche le informazioni termiche. le informazioni nocicettive di una metà del corpo. In altre parole.Recentemente sono stati descritti altri tratti ascendenti. vengono definite sistema laterale.

uno stimolo dolorifico somministrato a un soggetto che si trova in uno stato di rilassamento provoca una reazione diversa da quella ottenuta tramite una stimolazione nocicettiva applicata in condizioni di stress. responsabile della componente affettiva-emotiva del dolore. Perciò questi pazienti tollerano stimoli dolorifici intensissimi. l’ipotalamo e il tronco encefalico. in conseguenza di una stimolazione elettrica. Per esempio. Questo vuol dire che i soggetti sotto ipnosi sentono dolore. responsabile della capacità sensoriale-discriminativa. esiste una via discendente che modula continuamente tale informazione. Tutti i centri sovraspinali che producono analgesia in seguito a stimolazione elettrica convergono su un circuito neuronale che. Sono state identificate aree del sistema nervoso centrale che. e non mostrano quelle caratteristiche risposte emotive e di difesa che normalmente insorgono durante il dolore. Un ulteriore esempio è rappresentato dalle demenze → i pazienti affetti dal morbo di Alzheimer sono in grado di identificare uno stimolo dolorifico. Sistemi inibitori discendenti L’esperienza globale del dolore varia in base alla situazione in cui si trova il soggetto. Queste aree. soffrono di un disturbo che va sotto il nome di asimbolia per il dolore. l’ipnosi induce una riduzione della componente emotiva del dolore. giunge al midollo spinale. Un altro esempio è rappresentato dall’analgesia indotta mediante ipnosi. con diminuzione della loro frequenza di scarica. Per esempio. Infatti. tramite il funicolo dorsolaterale. Infatti. e di quello mediale. mentre la componente discriminativa rimane immutata. producono uno stato di analgesia. durata e localizzazione. Sebbene questi pazienti sappiano identificare uno stimolo dolorifico e la relativa intensità. dove inibisce i neuroni nocicettivi. facente parte del sistema limbico. ma mostrano reazioni emotive ridotte. tra cui la corteccia cerebrale. ma lo tollerano di più e soffrono meno. fino a procurarsi lesioni. Tipicamente. la figura 18.12 mostra che la stimolazione della sostanza grigia periacqueduttale inibisce l’attività dei neuroni spinali indotta da uno stimolo termico dolorifico. determinando una diminuzione dell’esperienza dolorifica. i pazienti con lesioni dell’insula. costituiscono un sistema di controllo discendente che va fino al midollo spinale. è stato dimostrato che la stimolazione di tali aree determina un’inibizione dei neuroni nocicettivi presenti nel midollo spinale. Pertanto. non percepiscono quel connotato negativo spiacevole tipico del dolore.Significato clinico del sistema nocicettivo laterale e mediale Diverse situazioni cliniche fanno meglio comprendere il ruolo del sistema nocicettivo laterale. oltre alla via ascendente che trasporta l’informazione dolorifica ai centri sopraspinali e alla corteccia cerebrale. 8 .

determina l’eccitazione dei neuroni OFF.Le principali aree corticali deputate al controllo discendente si trovano a livello della corteccia sia prefrontale sia parietale N. talamo e amigdala). tra cui le cellule ON e le cellule OFF. 9 . come mostrato nella figura 18. se stimolate elettricamente. presenti anche nel midollo spinale. Sembra che il sistema inibitorio discendente abbia come via finale comune nel midollo spinale la via serotoninergica. mentre i neuroni ON vengono inibiti. producendo così analgesia. I neuroni OFF sono implicati nell’inibizione della trasmissione del dolore. al contrario delle cellule ON. ma le regioni che producono gli effetti analgesici maggiori si trovano a livello del tronco dell’encefalo. sono in grado di produrre analgesia. Anche alcune zone sottocorticali (ipotalamo. che sembrano avere un ruolo facilitatorio. la morfina.14 c. In queste regioni troncoencefaliche sono stati identificati vari tipi di neuroni.B. pur mostrando generalmente un effetto inibitorio. Per esempio.

o che simulano l’azione inibitoria degli oppioidi endogeni che hanno azione analgesica. e in un sistema mediale.Alcune sostanze prodotte nel tessuto infiammato possono indurre uno stato di maggior eccitabilità dei nocicettori. quali il dolore. responsabili del wind up. la cordotomia è un intervento di sezione del fascio anterolaterale del midollo spinale.Il dolore è la somma della nocicezione e di tutti i fattori psicologici che la modulano. . La terapia del dolore in senso stretto è una terapia tipicamente sintomatica. derivante dagli organi interni.La ripetuta stimolazione delle fibre afferenti primarie produce un fenomeno di incremento progressivo della frequenza di scarica dei neuroni sensitivi secondari. molti tumori non possono essere curati. Tuttavia.Cenni di medicina e terapia del dolore La medicina del dolore si occupa di identificare le cause del dolore che compare in una determinata o in più parti del corpo. in cui la condizione di aumentata eccitabilità riguarda i neuroni sensitivi secondari delle corna posteriori del midollo spinale. mediante l’impianto di elettrodi. ma vale la pena ricordare la stimolazione nervosa elettrica transcutanea che ha lo scopo di attivare le fibre a grande diametro (Aβ). delle vie che conducono il dolore.In base alla sede d’insorgenza.La terapia del dolore è rivolta all’eliminazione del sintomo rappresentato dal dolore senza poterne eliminare le cause e può essere farmacologica (basata. . cercando di ridurre quel connotato negativo tipico dell’esperienza dolorifica. la terapia del dolore si basa su quattro tipi di trattamenti: farmacologici. somatico profondo. . responsabile della componente affettiva. I trattamenti fisici sono molteplici. il dolore può essere classificato in dolore nocicettivo. e viscerale.La nocicezione comprende i processi di trasduzione bioelettrica e tutti gli eventi nervosi che trasportano i segnali dalla periferia ai centri superiori. originante da muscoli. per poi applicare l’opportuno trattamento. su farmaci . la disfagia. un tumore che invade un tessuto può provocare dolore e la sua rimozione è sia curativa sia antalgica. In generale. perché cura non c’è. Si può dire che lo psicologo cerca di agire sulla componente emotiva del dolore. . per esempio. ha lo scopo di inibire i segnali nocicettivi che provengono da un organo. evocato dalla stimolazione dei nocicettori. in quella branca della medicina che va sotto il nome di cure palliative. fisici. I trattamenti farmacologici sono rappresentati da quei farmaci che bloccano i recettori NMDA. il dolore può essere suddiviso in dolore somatico superficiale. e neuropatico.In base al meccanismo d’insorgenza. conseguente a un danno nervoso. o rimossi.I nocicettori sono responsabili dell’inizio dell’informazione dolorifica alla periferia. Per esempio. per cui la terapia del dolore è in questo caso un intervento che serve solo per far vivere il paziente nelle condizioni migliori possibili. che si occupa cioè di eliminare il sintomo. le quali a loro volta inibiscono la trasmissione del dolore attraverso la sopra descritta teoria del cancello Per i trattamenti chirurgici.Le informazioni nocicettive viaggiano lungo le fibre Aδ mieliniche e C amieliniche. . definito wind up. esistono diverse metodiche che si basano sulla lesione delle vie dolorifiche o sulla stimolazione delle vie inibitorie. mentre la stimolazione cerebrale profonda della sostanza grigia periacqueduttale. chirurgici. senza tuttavia eliminare la causa che lo provoca . . La terapia del dolore rientra. cioè di quegli interventi medici o chirurgici che hanno lo scopo non di curare.Un sistema di controllo discendente è in grado di modulare le informazioni nocicettive che vanno dalla periferia ai centri superiori. dovuto alla stimolazione. psicologici. . . . ossa e articolazioni. a cui si contrappone la sensitizzazione centrale.Le vie che trasportano le informazioni ai centri superiori si possono distinguere in un sistema laterale. la dispnea e molti altri. Per esempio. Tale definizione è tuttavia superficiale. CONCETTI CHIAVE . responsabile della componente sensoriale del dolore. proveniente dalla cute. . bensì di eliminare quei sintomi disagevoli. in quanto molto spesso la cura della patologia che provoca dolore ha di per sé un carattere antalgico. quindi. Gli interventi psicologici hanno lo scopo di potenziare o di ridurre quei fattori psicologici che interferiscono con il dolore. definito sensitizzazione periferica delle fibre Aδ e C.

. psicologica (riduzione dell’ansia e della depressione). in particolare.che bloccano i recettori responsabili del wind up). dalla stimolazione nervosa elettrica transcutanea). fisica (rappresentata. chirurgica (cordotomia e stimolazione della sostanza grigia periacqueduttale).