numero novembre 2008

prezzo di copertina 8,00 euro - copia omaggio

1

periodico delle Comunità Eco sostenibili, Eco-Teck, Distretti energetici, Poli di Ricerca e dell’Innovazione tecnologica

Periodico bimestrale - Poste Italiane Spa - Spedizione Postale Dl 353/2003 (conv. In L.27.02.2004 n.46) art.1, comma 1, CNS/Torino - n.1, anno 2008 - Abbonamento a 6 numeri 40 euro

l’Energia possibile
speciale Co.Svi.G.
Toscana: dove lo sviluppo è verde

Proposte e idee nuove per sviluppare territorio, economie ed energia pulita

Dipak Pant

Toscana: dai “soffioni” all’eolico, il nostro tesoro energetico

Claudio Martini

La Valle d’Aosta ha da sempre la vocazione alla mobilità sostenibile

Augusto Rollandin

A Ravello (Salerno) la settimana europea dell’energia sostenibile

Angelo Paladino

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

EDITORIALE

1

L’energia possibile

ggi tocca ai sindaci, rappresentanti del territorio, avere un ruolo determinante nello sviluppo e nella comunicazione delle iniziative in campo energetico ed ambientale, così come delle nuove tecnologie, anche perché il pallino dello sviluppo di questo settore, strategico per il Paese, è in mano alle realtà locali. Estese superfici boschive, creste ventose, torrenti, piani assolati; gran parte dei Comuni italiani, in particolare i piccoli, annoverano nel loro territorio elementi naturali di questo tipo quando non posseggono, addirittura, energia geotermica proveniente dalle viscere della terra. Spesso sono quegli stessi Comuni che hanno registrato nei decenni passati una forte emigrazione da una terra aspra, dove non c’era lavoro. Ora proprio quel patrimonio naturale di boschi, sole (garantito ore e ore l’anno), vento, acqua, risorse geotermiche viene riscoperto come fonte di ricchezza. Dai certificati verdi alla creazione di energia da biomasse, al vento o al fotovoltaico il cambiamento climatico spinge le Amministrazioni a cercare di sperimentare nuove iniziative. Sono tante, nate innanzitutto per salvaguardare ambiente e natura, ma che, soprattutto nei piccoli centri, assumono anche la funzione di nuove opportunità imprenditoriali e di equilibrato sviluppo economico del territorio. Quasi sempre, tuttavia, queste iniziative non possono essere avviate da singole amministrazioni. E dunque, mai come in questo caso l’unione fa la forza - i Distretti locali ne sono un valido esempio- e consente di sfruttare sinergie e dividere i costi; politiche incoraggiate dall’Unione Europea con incentivi troppo spesso non colti. L’ente locale può farsi promotore di progetti misti pubblico-privato o funzionare da raccordo tra imprenditori, università e strutture che fanno ricerca. In uno scenario mondiale in cui l’uso di determinate fonti energetiche coinvolge profondamente

O

Comuni, Province, Regioni (a cui spetta una specifica competenza energetica e ambientale), tutte le piccole comunità non potranno chiamarsi fuori, senza farsi coinvolgere nella cosiddetta “sindrome di NIMBY”, cioè l’atteggiamento che osteggia quelle opere di interesse pubblico che si teme possano avere effetti negativi sui territori in cui verranno costruite.

Dalla parte del territorio
Energeo Magazine si schiera dalla parte del territorio, dando un senso “all’agire localmente, pensando globalmente”, raccontando le vicende e le storie che animano l’intero territorio nazionale nell’ambito delle iniziative di promozione delle energie rinnovabili, (non più universo misconosciuto) come elemento di discussione e dibattito. La pubblicazione, che avrà una periodicità bimestrale, vuole interpretare e far conoscere l’efficacissima formula sostenibile individuata dal prof. Dipak Pant (servizio a pag. 6), utilissima ricetta per rilanciare tutti i paesi con meno di 5000 abitanti dando loro un futuro Eco-Teck. I Comuni collocati in queste aree marginali possono scommettere su energia e tecnologie, attraverso una strada realisticamente percorribile. E ci sono i Centri di Ricerca, gli incubatori di impresa, i Poli tecnologici, l’innovazione.Basta guardarli con la lente di ingrandimento. La questione meriterebbe una seria indagine sociologica, forse economica : non c’è Comune, villaggio o località sperduta, non c’è dibattito o piano di sviluppo locale che non tenga conto della possibilità di utilizzare l’energia pulita e rinnovabile, in linea con altre iniziative sul risparmio energetico. E non c’è sindaco o amministratore locale che non abbia, come sogno nel cassetto, un progetto per lo sviluppo sostenibile da realizzare nel proprio territorio.

Le energie rinnovabili, dopo anni di attesa, anche in Italia stanno vivendo una stagione di grande sviluppo, assumendo un peso sempre più rilevante nella bilancia energetica. Le notizie riportate da Energeo magazine, già a partire da questo numero, devono servire per aiutare, con l’esempio dei Comuni “virtuosi” e dei Luoghi-sistema, gli amministratori pubblici a conoscere il percorso affrontato con successo da molte, tante realtà locali. Informazioni utilissime per lo sviluppo di questo settore strategico visto che manca del tutto una pianificazione precisa sul da farsi, mentre paiono già abbastanza complicate e farraginose le procedure burocratiche. La sfida entro i prossimi cinque anni sarà quella di indirizzare l’Italia su un sentiero “a bassa emissione di anidride carbonica”, attraverso politiche ambientali, fiscali, industriali, di ricerca e sviluppo forti e integrate. La strategia dell’Unione europea (-20% Co2, +20% efficienza energetica, 20% di energia da fonti rinnovabili) è un’opportunità per l’Italia. Le notizie che rimbalzano in questi giorni da Bruxelles rimettono in discussione un po’ tutto perché alcuni Paesi Membri pensano di riscrivere il Protocollo di Kyoto. Vedremo. Ne riparleremo nel prossimo numero. Ricordiamo che è necessaria una politica nazionale per ripensare l’attuale modello energetico e renderlo più adeguato ai tempi per invertire la rotta. Al Comitato Scientifico, cui va riconosciuto grande spessore tecnico e culturale, da Carlin Petrini, indicato tra i 50 che potrebbero salvare il pianeta, al prof. Dipak Pant, professore di Antropologia e Economia, fondatore e direttore dell’Unità di Studi Interdisciplinari per l’Economia Sostenibile presso l’Università di Castellanza, considerato il guru dell’economia sostenibile, un doveroso ringraziamento per l’aiuto determinante nell’aver indicato, nella nostra agenda di lavoro, le linee guida.

2

SOMMARIO
Energeo Magazine anno 1, numero 1, novembre 2008 chiuso in tipografia il 30 ottobre 2008
numero novembre 2008
prezzo di copertina 8,00 euro - copia omaggio

1

periodico delle Comunità Eco sostenibili, Eco-Teck, Distretti energetici, Poli di Ricerca e dell’Innovazione tecnologica

1 6 7 9 10 11 12 16 18 20 22 24 27 28 30

EDITORIALE
L’energia possibile

l’Energia possibile
speciale Co.Svi.G.
Toscana: dove lo sviluppo è verde

FOCUS
Proposte e idee nuove per sviluppare territorio, economie ed energia pulita Un rapporto poco incoraggiante Dipak R. Pant, il guru dell’economia sostenibile
Dipak Pant Claudio Martini Augusto Rollandin Angelo Paladino

Proposte e idee nuove per sviluppare territorio, economie ed energia pulita

Toscana: dai “soffioni” all’eolico, il nostro tesoro energetico

La Valle d’Aosta ha da sempre la vocazione alla mobilità sostenibile

A Ravello (Salerno) la settimana europea dell’energia sostenibile

ASSOCIAZIONI & SOCIETÀ
Ecocity Onlus Progetti e obiettivi in Comune Che cos’è l’OCES I promotori di Ecocity Onlus RENAEL: una grande squadra al servizio dei Comuni Agenzie locali: fare, saper fare, farlo sapere Local: un ruolo importante per le politiche energetiche

33 34 35 36 38 38 40 42 44 45 45 46 47

E se il locale fosse meglio del globale? Nuovi modi di abitare tagliando i costi dell’energia H2: l’idrogeno per creare gioielli A Pontedera dopo la Vespa, nasce un altro mito: l’idrogeno come combustibile pulito Valdera: consorziare i Comuni per sviluppare robotica e innovazione Un pieno di idrogeno per viaggiare pulito A Gorgona il sole accende la luce Ma i Comuni sanno come si può risparmiare? Sole e vento nel futuro dell’energia rinnovabile Si scrive TER, ma si legge Energie Rinnovabili ICET Industrie: record di affidabilità della famiglia Irani Quando il sistema economico incontra il mondo della conoscenza Impianti rinnovabili in Toscana

POLI DI RICERCA & INNOVAZIONE
Ricerca e innovazione strozzate in un imbuto

MEDIA & TERRITORIO
Tutti in onda su Teleluogo-sistema Dario Carella, vice direttore Tgr: un osservatorio da Bruxelles di assoluta competenza e puntualità Marcello Masi, vice direttore Tg2: un duro sempre disponibile con il pallino del territorio

APPROFONDIMENTO
Claudio Martini, governatore della Regione Toscana: dai “soffioni” all’eolico il tesoro energetico di una terra antica
- novembre 2008

ENE RGEO MAGAZI NE

49 50 51 52 56 57 58 59 60 65 67 68 69 69 70 71 72 75

COVER STORY
Toscana dove lo sviluppo è verde Un luogo-sistema a tutta energia pulita Vent’anni di storia del Co.Svi.G. Un’avventura lunga vent’anni: a colloquio con Sergio Chiacchella, Annarita Bramerini, Piero Ceccarelli Un territorio 110 e lode La lana dei soffioni L’oasi Toscana dei saperi e dei sapori La nuova sfida di Slow Food è partita dall’area geotermica Viaggio in un’altra Toscana Il Parco delle Biancane La chimica moderna nacque da queste parti Due Centri di Ricerca per lo sviluppo delle nuove tecnologie Il CITT Il progetto NEFTIH2 Il CEGL I numeri del Co.Svi.G. La sfida per imbrigliare Eolo Quarant’anni nel segno della qualità

76 78 80 82

DOCUMENTO
Montepaschi: facciamo crescere l’energia pulita

3

COMUNI VIRTUOSI
In Valle d’Aosta Chamois ha da sempre la vocazione alla mobilità sostenibile Carmagnola: dall’agricoltura tradizionale allo sviluppo ecosostenibile Montagne Olimpiche: un luogo-sistema ecosostenibile a cinque cerchi olimpici

85 88 90 92 96 100 104

NUOVE ENERGIE NEL MEZZOGIORNO
Salerno ha un’altra faccia: la sostenibilità energetico-ambientale Non solo latte: le bufale produrranno energia elettrica Sant’Agata di Puglia: quando le pale eoliche non ostacolano l’arrivo delle cicogne Esco Energy: la ricerca e l’innovazione si sperimentano a domicilio I nomi di questo numero

PERISCOPIO FILO DIRETTO
Royalties e certificati verdi al servizio delle esigenze locali

CAMPAGNA ABBONAMENTI

Il costo della pubblicazione EnergeoMagazine è di Euro 8,00 L’abbonamento (6 numeri annuali: Italia 40 euro, estero 65 euro) che decorrerà dal prossimo numero (data di copertina Gennaio) si attiva tramite pagamento anticipato a mezzo : bonifico bancario intestato a Edipress Communications Sas c/o Banca Antoniana Popolare Veneta Ag. N.3 Via Santa Teresa 13 Torino cc.n. 10844,83 ABI 5040 CAB 1003 Coordinate IBAN IT 95 M 05040 01003 000001084483 Indicando chiaramente nome e indirizzo del versante, nonché la causale del versamento.L’abbonamento decorre dal ricevimento del pagamento. I numeri arretrati (12 Euro a fascicolo, 60 Euro ad annata, spese di

spedizione comprese) sono acquistabili se disponibili con le stesse modalità di pagamento. I reclami per numeri non ricevuti vanno inoltrati a Edipress Communications (mail: edipress@email.it) entro e non oltre 2 mesi dalla data di uscita del fascicolo non pervenuto. Per gli aspetti di carattere amministrativo, comprese eventuali fatturazioni: mail edipress@email.it abbonamenti@energeomagazine.com tel. 011 588.34.28. Per le inserzioni pubblicitarie: Videomedia.com 011 588 34 28 (334 120 71 85) marketing@energeomagazine.com Periodico bimestrale - Poste Italiane Spa Spedizione Postale Dl 353/2003 (conv. In L.27.02.2004 n.46) art.1, comma 1, CNS/Torino - n.1, anno 2008.

4

numero 1 novembre 2008

Direttore responsabile: Taty Rosa Bo direttore@energeomagazine.com Coordinamento redazionale e marketing: Luigi Letteriello coordinamento@energeomagazine.com 334.120.71.85 Grafica: Gustosì snc art@energeomagazine.com Redazione: Pierpaolo Bo, Giovanna Lombardi redazione@energeomagazine.com Segreteria di Redazione: Anna Seravelli Progetti speciali e Pubblicità: Videomedia.com marketing@energeomagazine.com Comitato Scientifico: - Dipak Pant, professore di Antropologia e Economia, fondatore e direttore dell’Unità di Studi Interdisciplinari per l’Economia Sostenibile presso l’Università di Castellanza. - Carlin Petrini, fondatore e presidente di Slow Food, è tra le 50 persone che «potrebbero salvare il pianeta», secondo l’autorevole quotidiano The Guardian, il quale ha stilato una lista di personalità che si sono distinte per il loro impegno nel combattere inquinamento ed effetto serra, nella salvaguardia degli ecosistemi, nella promozione di metodi di sviluppo sostenibile. - Vincenzo Antonucci, Dirigente di ricerca CNR-ITAE. - Gaetano Caggiola, direttore Istituto di Tecnologie Avanzate per l’Energia CNR Itae. - Andrea Chiaves, progettista emerito di impianti innovativi di cogenerazione e teleriscaldamento. - Sergio De Sanctis, manager e progettista settore Idrogeno. - Antonio Frattari, direttore Centro Universitario Edifici Intelligenti Università di Trento. - Marco Frey, doc. Economia e Gestione delle Imprese presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. - Alessandro Giari, presidente APSTI. - Arturo Lorenzoni, Università degli Studi di Padova. Direttore di Ricerca IEFE - Bocconi. - Anna Moreno, coordinatrice di Desire-Net-Project. Dipartimento Innovazione-Enea. - Davide Poli, dipartimento di Sistemi elettrici e Automazione Università di Pisa. - Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità. - Alessandro Vercelli, docente di Economia e Ambiente Università di Siena. Collaboratori: Gerry Annone (inviato), Micaela Barilari (Toscana), Claudio Chiaves (Piemonte), Puccio Corona (inviato), Diego Favarato (Veneto), Giuseppina Gianquinto (Sicilia), Viviana Lupi (Trentino), Angelo Nicoletti (Campania), Piero Minuzzo (Valle d’Aosta), Luisella Duilia Meozzi (Emilia-Romagna), Marcello Paris (inviato), Laura Quattrocchi (Lombardia), Giuseppe Vetere (Basilicata/Puglia), Igor Vinci (inviato)

Fotografie: Apsti, Luciano Baesso, Blulinda, Coordinamento Agenda 21, Casa dell’Energia Aem, Remo Caffaro, Comune di Carmagnola, Comune di Chamois, Mauro Comodi , Cosvig, Università di Castellanza, Ufficio Stampa Eni, EdiProgetti, Ministero Giustizia, Ufficio Stampa Mps, Polo tecnologico Navacchio, Orano Pippucci, Comune di Pragelato, Comune di Pontedera, Renael, Fabbrica del Sole, Presidenza Regione Toscana, Studio Fotografico Dierre Sant’Agata Di Puglia, Ufficio Stampa Slow Food, Ufficio Stampa Lingotto. Gli articoli e le note firmate esprimono solo l’opinione dell’autore e non impegnano la direzione e la redazione di Energeomagazine. Tutela della Privacy: I dati personali presenti nel nostro archivio, nonché i dati che ci verranno forniti, saranno elaborati con l’ausilio di strumenti informatici, custoditi con assoluta riservatezza e utilizzati esclusivamente da Edipress Communications, al solo fine della divulgazione di Energeo Magazine. Si fa altresì presente che è possibile conoscere, verificare e chiedere l’aggiornamento e la rettifica dei dati personali utilizzati per la diffusione di Energeo Magazine, in qualsiasi momento, nonché di chiedere all’editore la cancellazione e l’opposizione al trattamento. La mancata richiesta di cancellazione o l’opposizione di trattamento di dati saranno privi di conseguenze pregiudiziali. Prezzo di copertina: Euro 8,00 Abbonamento a 6 numeri Euro 40,00 Direzione, Redazione, Abbonamenti: Edipress Communications Sas Corso Re Umberto. 82 10128 Torino +39 011 5883428, +39 334 120 71 85 + 39 335 60 60 490 www.edipress.net abbonamenti@energeomagazine.com Uffici di Corrispondenza : - Firenze, via Vincenzo Bellini 58 +39 055 368123 (Seravelli). - Salerno (Rubrica A Sud - Nuove Energie del Mezzogiorno), Via Posidonia 301 Tel.+39089 72.52.33 (Nicoletti). Stampa Società Tipografica Ianni Srl Strada Circonvallazione, 180 Santena Registrazione Tribunale di Torino N° 4282 del 18-12-1990 Copywrite Energeo Magazine EdipressCommunications Sas Gli adempimenti per l’iscrizione nel Registro degliOperatori della Comunicazione (ROC) sono stati regolarmente eseguiti. La registrazione è attualmente in corso.

Questo periodico è associato all’ Unione Stampa Periodica Italiana

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

Per il cervello una boccata d’aria.
Diritti
Meeting dei diritti umani
Firenze Mandela Forum Dicembre 2009 XII Rassegna

Dire&Fare
Firenze Fortezza da Basso Novembre 2009

Valori Sostenibilità

Terra Futura Festival della Creatività
Firenze Fortezza da Basso Ottobre 2009 Firenze Fortezza da Basso Maggio 2009

Innovazione

In tempi di globalizzazione, sono prima di tutto le nostre teste a dover diventare globali. Ecco 4 appuntamenti che si prefiggono di aprire le menti, leggere la realtà, cogliere le nuove opportunità. Primo appuntamento a maggio: affronteremo il tema dello sviluppo sostenibile, ovvero come conciliare tutela dell'ambiente, economia e buone pratiche. Si prosegue con il Festival della Creatività per contagiare il mondo con la fantasia, avvolgerlo di suoni, farlo esplodere di nuove idee. Sempre alla Fortezza da Basso, XII edizione di Dire&Fare, rassegna dei progetti più innovativi realizzati dalla pubblica amministrazione. I diritti umani e le grandi questioni che riguardano il mondo saranno poi al centro del Meeting che si terrà a Firenze. Tutti argomenti per migliorare l’oggi e garantirci un eccellente futuro. D’altra parte è là che passeremo il resto della vita.

Regione Toscana
Diritti Valori Innovazione Sostenibilità

www.regione.toscana.it www.intoscana.it

6

FOCUS

In Italia undici milioni di persone vivono in piccoli Comuni con meno di 5000 abitanti

Dipak Pant, professore di Antropologia e Economia, fondatore e direttore dell’Unità di Studi Interdisciplinari per l’Economia Sostenibile presso l’Università di Castellanza: “Occorre creare luoghi gradevoli, paesi-laboratorio sostenibili da un punto di vista socio-ecologico, che puntino decisamente sulle energie alternative”. Lo sviluppo sostenibile ha una leva fondamentale nel territorio, in particolare nei piccoli Comuni, nelle Comunità eco-sostenibili e nei numerosi ambiti territoriali, denominati Distretti Energetici, che si stanno organizzando nel nostro Paese: quelli che vengono definiti i luoghi-sistema dell’energia possibile. Il nostro giornale vuole cominciare la sua storia editoriale analizzando la sfida di tutte le comunità ecosostenibili radicate sul territorio che rappresentano una riserva di futuro energetico per l’intero paese. In questi Comuni-laboratorio vengono investiti molti soldi in campo energetico, molte volte al fine di strapparli dal declino di zone considerate marginali. Forniremo, strada facendo, gli esempi di queste comunità eco-sostenibili radicate sul territorio che idealmente costituiscono un itinerario attraverso l’Italia, dalle città di mare alle località di montagna, fino a ogni singola città con una storia di sviluppo sostenibile da raccontare.

focus
i sono in Italia dieci, cento, mille iniziative diverse, mille progetti, mille e una proposta di questa entusiasmante corsa a tappe destinata a portarci all’abbattimento dei gas serra per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Uno studioso di fama internazionale, il professor Dipak Pant, nepalese, direttore dell’Unità di Studi Interdisciplinari per l’Economia Sostenibile, all’università Cattaneo di Castellanza (Varese), ha messo a punto un metodo - da lui denominato Bussola per la Comunità Eco-Tech - che dovrebbe indicare la strada a questi paesi per garantirsi un futuro. La formula, secondo il docente (che fa parte del Comitato Scientifico di Energeo Magazine) ruota attorno a tre concetti base. Il primo - spiega - viene chiamato “elemento di comunità”: passa attraverso il recupero di tutte le risorse culturali, compresi i momenti di aggregazione locali, le tradizioni, che contribuiscono a rinsaldare appunto la comunità, lo stare assieme. Il secondo è un elemento di riordino ambientale: occorre creare luoghi gradevoli, sostenibili da un punto di vista socio-ecologico, che puntino decisamente sulle energie alternative.

re viluppaita er s uove penergia pul e e ideeon ie ed Proposrtio, econ m territo

C

Il terzo elemento, il più importante, è la connettività: il salto di qualità che potrà rendere i piccoli Comuni appetibili è uno sforzo di investimento tecnologico per la massima connettività ed operabilità info-telematica. É una vera rivoluzione culturale ma che crea un paradosso: luoghi isolati che diventano di colpo luoghi-sistema pregiati, ricercati e collegati, con tutto il pianeta, creando opportunità infinite. Il professor Dipak Pant ci potrebbe aiutare lungo questo cammino, mettendo a disposizione il suo team, anche perché l’inchiesta avviata da Energeo Magazine vuole toccare l’ampio bacino di utenza dei Comuni italiani: la Bussola per la Comunità Eco-Tech ha individuato in Italia undici milioni di persone, ovvero quelle che vivono nei paesi con meno di 5000 abitanti. Il professor Pant ci ricorda che il nostro Paese può adottare con facilità questa formula sostenibile, per la cultura e per la varietà di paesaggi che c’è in Italia, per l’attaccamento ai luoghi d’origine, che altrove non si riscontra, e perché lo sviluppo si realizzerà lontano dalle aree urbane ormai intasate ed esauste. Il professor Dipak Pant ha mostrato molto interesse per la nascente Associazione Onlus Ecocity, che promuove iniziative e opportunità di dialogo tra le varie realtà territoriali sullo sviluppo di questi temi specifici e che dovrà consolidarsi negli anni rappresentando le varie tappe di un lungo percorso attraverso il Paese dell’energia possibile.

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

[

s

Queste tematiche fanno parte del progetto (integrato, appunto, da una efficace iniziativa editoriale e di comunicazione) di far lavorare insieme le realtà locali che hanno realizzato le soluzioni tecnologiche più interessanti per promuovere l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili. E ci mette sull’avviso: “La competizione globale non è solamente tra soggetti imprenditoriali, ma è soprattutto tra i luoghi-sistema. Ogni città, distretto, regione e paese deve competere con tutti gli altri luoghi-sistema per produrre e vendere beni e servizi, per attirare e trattenere le risorse e le competenze. La globalizzazione genera una nuova polarizzazione geo-economica. I luoghi-sistema più efficienti - per infrastrutture, amministrazione, servizi - e più attraenti - per la qualità della vita, ambiente, paesaggio, cultura - vinceranno facendo una gara verso l’alto, verso nuovi orizzonti di sviluppo qualitativo e sostenibile. “Questa sfida va capita da tutti - ammonisce il prof. Pant - I luoghi-sistema meno attraenti e meno efficienti subiranno le conseguenze della globalizzazione a loro scapito e, al massimo dovranno accontentare degli investimenti meno qualificanti-inquinanti-usuranti, con basso valore finanziario, tecnologico o estetico- e saranno costretti a portare avanti una gara verso il basso: verso la disperata riduzione di costi con l’abbassamento della qualità dell’ambiente, del capitale umano, della vita. Con la globalizzazione, con la multi-localizzazione, il mondo degli affari vedrà una forte polarizzazione tra i luoghi-sistema: alcuni faranno leva sul vantaggio competitivo-attrattività, specificità, qualità - una gara verso l’alto -, mentre altri saranno costretti a perseguire solo il vantaggio comparativo-opportunismo, genericità, quantità, sconti: una gara verso il basso”. Il prof. Pant invita gli amministratori pubblici a rimboccarsi le maniche, come hanno fatto tanti coraggiosi sindaci ed amministratori pubblici che hanno realizzato sul proprio territorio strutture esemplari per raggiungere gli obiettivi di Kyoto. E ci dice: “L’approccio ecologico rappresenta una grande opportunità per la creazione di valore. L’ottimizzazione ecologica sta dando buoni frutti un po’ ovunque nei Paesi di industrializzazione matura (e satura) dove lo sviluppo è passato dalla fase dei ‘bisogni’ alla fase dei ‘desideri’, dove la politica pubblica è coerentemente orientata verso la sostenibilità del sistema, dove il consumatore-cittadino è consapevole delle sue scelte, dove la società civile e i mass media fanno interessi pubblici e non sono appendici dei partiti politici, dove l’imprenditore-cittadino è responsabile della creazione anche di valore sociale e, soprattutto, dove regnano la legalità e il rispetto per l’armonia sociale”. Appare preoccupato il prof. Pant: “A me sembra che in Italia non ci sia ancora una piena convergenza tra istituzioni, comunità, mercato e il mondo dell’impresa sul paradigma ‘ecologico’, nonostante il grande risalto dato dai mass media alle tematiche ambientali”. Dipak Pant plaude, infine, alla iniziativa di Energeo Magazine e auspica “un grande mix tra comunità ecosostenibili e filiere distrettuali tra creatività, tecnologia e risorse del territorio, come modello vincente di competitività. Il consiglio dato è quello di ridefinire l’identità territoriale e la competitività del distretto-territorio e misurarla come un marchio complessivo che conferisca valore aggiunto a tutti i prodotti, servizi e affari emanati da quell’area”. Un modello collaudato da replicare al nord come al sud d’Italia con una strategia che dipende dalla comprensione della realtà e dalla capacità di proiettarsi verso nuovi orizzonti.

!
7 Un rapporto poco incoraggiante

I

l documento presentato lo scorso 24 luglio che passa in rassegna le attività svolte dal Gse, fa riferimento ai meccanismi di incentivazione della produzione da fonti rinnovabili e della cogenerazione ad alto rendimento. Non è mai stato tanto negativo come nel 2007 il rapporto tra produzione totale e produzione da rinnovabili. Almeno a partire dal 1994, l’ultimo anno riportato nel quadro fornito dalle ‘’Statistiche sulle fonti rinnovabili 2007 in Italia’’ del Gestore servizi elettrici (Gse). Secondo i dati del Gse, anche la produzione totale di elettricità rinnovabile nel 2007 (49,4 TWh) è stata inferiore a quella di molti anni precedenti: in particolare rispetto a quella di 2006, 2005, 2004, 2001, 2000 e 1999. La produzione massima è stata toccata nel 2004, con 55,3 TWh. Il Gse indica inoltre che, nel 2007, pur essendo aumentata del 4,6% la potenza installata delle rinnovabili, la produzione di energia elettrica è scesa a 49,4 miliardi di kWh, rispetto ai 52,3 TWh del 2006. La minor produzione, che complessivamente ha toccato un -5,5%, è interamente addebitabile al negativo andamento idrologico dell’anno, che ha portato ad una riduzione della generazione idroelettrica (la fonte di gran lunga prevalente) dell’11,3%. La generazione da eolico è invece aumentata del 26,8%, quella da solare dell’11,4% e quella da biomasse e rifiuti del 3,1%. Conseguentemente è diminuito anche il rapporto percentuale tra produzione da rinnovabili e produzione totale di energia elettrica, che è passato dal 16,6% del 2006 al 15,7% del 2007. E da parte nostra vogliamo ricordare che in Italia c’è ancora tanta energia possibile da produrre, chilowattora puliti, a volte dimenticati. La sfida dei piccoli centri è già cominciata.

In alto a sinistra: Dipak Pant A fianco: Università di Castellanza, vista dall’alto

8

impresa sostenibile
come si sviluppa l’impresa sostenibile
Nel mondo dell’impresa, la sostenibilità sta entrando in cinque modi:

1 2 3 4 5

come rispetto degli obblighi normativi. La produzione legislativa e normativa su questioni sociali e ambientali è in crescita ovunque nel mondo;

come opportunità di nuova impresa o di rinnovamento dell’impresa esistente seguendo incentivi e sgravi verso l’ottimizzazione ecologica; come parte della strategia di “eco-efficienza”, ovvero fare di più con meno risorse, causando sempre meno impatti, scarti e rifiuti; come strategia di consolidazione competitiva e culturale d’impresa;

come strategia di marketing e comunicazione per entrare nelle preferenze etiche dei consumatori.

?

strategia territoriale
check up per una strategia territoriale
Qual è l’assetto di marcatura del luogo-sistema del territorio? Quale il nesso tra realtà aziendale del territorio e valore complessivo dell’immagine-marchio del territorio? Quali sono i casi di migliori pratiche tra le imprese della zona in termini di sostenibilità? Quali sono i vantaggi economici, sociali, culturali e pubblici? Da quale parte della comunità e del territorio proviene la domanda di sostenibilità, e perché? Le aziende del territorio come sono influenzate dalle domande di sostenibilità da fonti locali ed extra-locali? La risposta delle aziende differisce in base alla territorialità delle fonti di domanda per sostenibilità? Quali gli acceleratori e quali i rallentatori o impedimenti per il processo di sostenibilità nelle imprese del territorio? Quali gli scenari del territorio dal punto di vista dello sviluppo sostenibile e dell’immagine-marca del territorio? Qual è il ruolo della sostenibilità nel protagonismo delle aziende per la strategia di alto valore del marchio del luogo-sistema per il territorio?

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

?

sviluppo sostenibile
che cos’è lo sviluppo sostenibile

9

EEE
La prima definizione in ordine temporale è stata quella contenuta nel rapporto Brundtland (dal nome della presidente della Commissione, la norvegese Gro Harlem Brundtland) del 1987 e poi ripresa dalla Conferenza mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU (World Commission on Environment and Development, WCED). Sebbene questa dichiarazione sintetizzi, in maniera molto semplificata, alcuni aspetti importanti del rapporto tra sviluppo economico, equità sociale, rispetto dell’ambiente, purtroppo non può essere operabile. È la cosiddetta regola dell’ equilibrio delle tre E:

“Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”

Ecologia, Equità, Economia.

che lo identifica come « ...un miglioramento della qualità della vita, senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi di supporto, dai quali essa dipende ». Le tre condizioni generali riguardano l’uso delle risorse naturali da parte dell’uomo: il tasso di utilizzazione delle risorse rinnovabili non deve essere superiore al loro tasso di rigenerazione; l’immissione di sostanze inquinanti e di scorie nell’ambiente non deve superare la capacità di carico dell’ambiente stesso; lo stock di risorse non rinnovabili deve restare costante nel tempo.

* * *

In tale definizione, viene introdotto anche un concetto di ‘equilibrio’ auspicabile tra uomo ed ecosistema.

“la diversità culturale è necessaria per l’umanità quanto la biodiversità per la natura”.

(...) la diversità culturale è una delle radici dello sviluppo inteso non solo come crescita economica, ma anche come un mezzo per condurre una esistenza più soddisfacente sul piano intellettuale, emozionale, morale e spirituale.
(Art 1 e 3, Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale, UNESCO, 2001).

n Dipak R. Pa’et,onomia sostenibile dell c il guru

I

ioni governaa le organizzaz k R. Pant affianc ni politiche l prof. Dipa ndali per questio vernative e azie tegica, tive, non go anificazione stra stenibile e di pi ore di economia so cabile esplorat stenibile. Instan allo sviluppo so rogramma ‘P legate il pioniere del e considerato udio del mondo, vien ogram)’, uno st Lands Pr pervie (Extreme iche e la piadelle Terre Im afiche, econom indagini etnogr nelle zone che comporta ed economico sviluppo sociale . Il nificazione dello itate, del mondo storicamente ab ginali e difficili, rnazionale te più mar llo sviluppo in nel dibattito su le e suo intervento stenibilità socia che la so lla convinzione per la a è basato su per ogni strategi ento essenziale bientale sia elem am e. l mercato global di competitività ne attuale dell’Unità atore e direttore ad essere il fond Oltre

prostenibile e del r l’Economia So e su queterdisciplinari pe ut Studi In il prof. Pant disc terre impervie, o e di gramma per le ne dello svilupp rammazio enibilità, di prog ioni scienstioni di sost presso le istituz ale dell’umanità petenze, sicurezza mondi iti. Le sue com , Cina e Stati Un pa ondo tifiche dell’Euro richieste nel m ve sono molto nze e prospetti esperie ienze. cultura e delle sc essità delle condegli affari, della rsità e la compl la vastità, la dive ando sempre Esplorando e si sta avvicin di un mondo ch alizzazione dizioni umane ogia e alla glob orto, alla tecnol sp ni di più grazie al tra rezza le implicazio illustra con chia ica, Dipak Pant munità e le econom ni, gli affari, le co r le organizzazio i, degli eco-sistem ampia portata pe dal caos globale li fa notare che i rischi, nuov nazioni. Eg iche, emergono niche ed econom e la freschezza delle identità et . L’originalità nità da cogliere ona e la sfide e opportu e in prima pers vita reale vissut e di delle esperienz nza pari. e visioni sono se lle sue riflessioni profondità de

10 ASSOCIAZIONI & SOCIETÀ

NUOVE INIZIATIVE Comunità eco-sostenibili e luoghi-sistema

Ecocity Onlus Progetti e obiettivi in Comune
L’Associazione promuove in Italia iniziative che dovranno costituire una grande opportunità di dialogo tra le varie realtà territoriali sullo sviluppo di questi temi specifici e che dovrà consolidarsi negli anni rappresentando le varie tappe di un lungo percorso attraverso il Paese dell’energia possibile.
daranno appuntamento, entro l’anno, per sottoscrivere il programma dell’Associazione. Un progetto che ha l’ambizione di diventare anello di congiunzione di una proposta destinata a valicare le Alpi (Chamois è vicinissima al confine) per agganciarsi alle più valide iniziative eco-sostenibili di altri Paesi dell’Unione Europea. Viste le circostanze favorevoli, in perfetta sincronia con i tempi, il progetto Ecocity Onlus rappresenta, già al suo debutto, uno stimolo importante per stabilire stretti accordi operativi di ricerca e cooperazione, di confronto e raccordo, anche attraverso identiche organizzazioni internazionali. L’Associazione guarda all’Europa per promuovere azioni concrete di intervento in linea con le indicazione della Commissione Europea. Tra gli obiettivi c’è la promozione di relazioni con le “stanze” dove si decide la politica energetica, sia a livello nazionale che comunitario, e l’impegno a imprimere nuovo slancio alle relazioni internazionali con altre Comunità eco-sostenibili, organizzazioni economiche e culturali. L’attività di Ecocity Onlus dovrà essere indirizzata anche alla promozione di studi e ricerche in campo economico, finanziario e tecnologico, a stringere contatti e ad avviare collegamenti e collaborazione fra gli altri Poli di ricerca istituzionali, economici, culturali e scientifici. L’obiettivo è di appoggiare le politiche a favore dei luoghi-sistema locali e di sviluppo sostenibile e far dialogare le reti di filiere che producono energia pulita.

S

i parte. Ecocity, il progetto di un’Associazione Onlus per dare slancio alle tante iniziative territoriali che si stanno avviando in Italia per promuovere i luoghisistema dell’energia possibile e dell’economia sostenibile, è sulla rampa di lancio. L’iniziativa ha coinvolto quattordici comunità, grandi e piccole, con l’unico obiettivo di lavorare insieme per avviare un dialogo proficuo tra queste strutture e un efficace sistema di comunicazione e di scambio di esperienze attraverso il Paese dell’energia possibile. In sostanza c’è l’invito a rimanere uniti per salvare il pianeta dai gas serra, avviando, anche in Italia, progetti che nascono dallo sforzo congiunto di aziende innovatrici e ricercatori, consci che gli elementi naturali non sono beni eterni se utilizzati in maniera inconsapevole. Tra i promotori ci sono realtà che nell’ambiente ritrovano quotidianamente le ragioni e le energie per vivere. Il piccolo Comune di Chamois, che ha soltanto 93 residenti, rappresenta il primo esempio delle comunità promotrici del progetto Ecocity Onlus. Le realtà promotrici del progetto che rappresentano Comuni e territori virtuosi, custodi di una documentata tradizione ecologista, vengono indicate nei riquadri di questo servizio. Chamois, paese della Valle d’Aosta, 1.815 sul livello del mare, è l’unico Comune d’Italia non raggiungibile dalle automobili, una località turistica incontaminata. L’unico sistema di trasporto è la funivia che

funziona tutti i giorni dell’anno, con l’alternativa di affrontare a piedi l’impegnativa salita in alta montagna o con mezzi aerei (possono atterrare oltre che gli elicotteri anche i piccoli aeroplani). Nel territorio possono circolare esclusivamente mezzi elettrici, per assicurare un servizio di trasporto interno sia per le persone che per le merci. In questa località al cospetto del Cervino, considerata “Perla delle Alpi”, inserita in un circuito di tutto l’arco alpino che associa i luoghi montanari più belli d’Eurora, i promotori di Ecocity Onlus, ospiti della Regione Valle d’Aosta che è anche partner del progetto, si

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

ogni uomo il suo...”

(J.Ortega y Gasset, “Temas del Escorial”, Madrid, Alianza Editorial)

Ecocity Onlus in ogni tappa.

Che cos’è l’OCES

L’

OCES (Osservatorio Comunità Eco Sostenibili), coordinato dalla nuova Associazione Ecocity Onlus e da Energeo Magazine, si basa su un lavoro di mappatura e di ricerca condotto sull’intero territorio nazionale e da indagini approfondite dallo stesso periodico. Il giornale ha elaborato una scheda per acquisire le informazioni prodotte dalle stesse comunità eco-sostenibili (che sarà disponibile anche su Internet). Le schede compilate saranno considerate strumenti utili per individuare un percorso di conoscenza e di confronto che rappresenta un primo passo per istituire gli Stati Generali delle Comunità eco-sostenibili. Lo scopo è far discutere, confrontare e mescolare le diverse esperienze e conoscenze delle varie realtà territoriali e delle istituzioni, e far emergere le idee-guida che trainino il Paese verso gli obiettivi di Kyoto.

Queste iniziative si identificano nella straordinaria formula applicativa del prof. Pant (presiede il Comitato Scientifico di Energeo Magazine), considerato padre spirituale di questo percorso di aggregazione tra comunità Eco-Tech convinte dell’importanza strategica di trasmettere modelli di sviluppo poco diffusi e non soltanto limitati all’ambiente. La formula, vogliamo ricordarlo, viene rappresentata dalla ricerca (Focus pag. 6) del nepalese Dipak Pant, fondatore e direttore dell’Unità di Studi Interdisciplinari per l’Economia Sostenibile presso l’Università di Castellanza, che ruota attorno a tre concetti base. Il primo viene chiamato “elemento di comunità”: passa attraverso il recupero di tutte le risorse culturali, compresi i momenti di aggregazione locali e le tradizioni, che contribuiscono a rinsaldare appunto la comunità, lo stare assieme. Il secondo è un elemento di riordino ambientale: occorre creare luoghi gradevoli, sostenibili da un punto di vista socio-ecologico, che puntino decisamente sulle energie alternative. Il terzo elemento, il più importante, è la connettività: il salto di qualità che potrà rendere i piccoli comuni appetibili è uno sforzo di investimento tecnologico per la massima connettività ed operabilità info-telematica. Eccolo dunque l’obiettivo di Ecocity Onlus che vuole rappresentare tutti i luoghi-sistema, come sono stati efficacemente descritti dal prof. Pant. Il Comitato promotore del Coordinamento, istituito lo scorso marzo in Toscana, nell’abito delle iniziative del Distretto Energetico dell’area geotermica, da tempo sta lavorando per individuare le piccole località d’eccellenza in ogni regione, nonché per stimolare la crescita sociale ed economica attraverso l’applicazione di innovativi metodi di conoscenza energetico-ambientale delle Comunità eco sostenibili. Un primo scopo è stato già raggiunto, confrontando e mescolando su tutto il territorio nazionale le diverse esperienze e conoscenze delle varie realtà territoriali e delle istituzioni, per far emergere le idee-guida che hanno trainato il progetto Ecocity Onlus, con il determinante contributo, in questa prima fase, della Regione Toscana. Si è proceduto, in questi mesi, a piccoli passi, nel convincimento che lo sviluppo sostenibile possa costituire la piattaforma comune per tutte le attività sociali, che sia cioè l’elemento propulsore in grado di catalizzare e incrementare tutte le energie possibili da sviluppare in un determinato luogo. La nuova Associazione Ecocity Onlus che

vuole rappresentare città grandi e piccole, Comuni più o meno noti, comunità sostenibili, distretti energetici, realtà che hanno già applicato modelli di sviluppo eco-compatibili con il territorio, modelli che vogliono affermarsi e farsi conoscere in futuro, ha già trovato, in vista di Milano Expo 2015, una sede di rappresentanza nella Casa dell’Energia (Fondazione AEM) in Piazza Po, 3 Milano, dove svolgerà buona parte dell’attività di comunicazione e di promozione. “Il progetto che ci è stato sottoposto è apparso subito valido - spiega il direttore della Comunicazione di A2A, Biagio Longo - questa iniziativa troverà spazio nella nostra struttura destinata proprio alla promozione dei progetti eco-sostenibili”. Questo nuovo coordinamento dovrà individuare i Local Energy Systems, coinvolgendo i Poli scientifici e di Ricerca, e tutte quelle strutture che sviluppano nuove tecnologie nella promozione dell’energia pulita, oggi molto ambite e promosse dalla stessa Unione Europea. In questa polifunzionale struttura, sarà attivato anche un Osservatorio sulle Comunità Ecosostenibili (OCES), collegato con due sedi operative distaccate: il Distretto delle Energie Rinnovabili della Toscana e il Distretto Energetico del Parco del Cilento, di recente costituzione. L’OCES di Salerno avrà il compito specifico di far dialogare le Province del Mezzogiorno che, di recente, hanno sottoscritto un Patto in materia di sviluppo energetico sostenibile dei territori di competenza, con le altre realtà ecosostenibili del Paese. Energeo Magazine accompagnerà il progetto

11

“il paesaggio è quella parte del mondo che esiste realmente per ogni individuo, è la sua realtà, è la sua stessa vita. Il resto dell’universo ha solo un valore astratto. Ed ogni specie animale ha il suo paesaggio ed

12 NUOVE INIZIATIVE

Comunità eco-sostenibili e luoghi-sistema

I promotori di Ecocity Onlus

7 2 10 3 12 4 5 1 11 13 8 14 6

9 14 40

Le Regioni italiane a cui appartengono le realtà locali che hanno aderito alla promozione del progetto Ecocity Onlus : Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Trentino, Toscana, Campania, Puglia.

Le Comunità, grandi e piccole, che hanno deciso di organizzarsi nell’Associazione Ecocity Onlus, con l’unico obiettivo di lavorare insieme per avviare un dialogo proficuo tra queste strutture e un efficace sistema di comunicazione e di scambio di esperienze.

Le Agenzie Energetiche Locali della Rete Nazionale Renael, promosse dalla Commissione Europea, che, in stretta sinergia con le Istituzioni locali, e in collaborazione con Ecocity Onlus, promuovono e sviluppano attività sui temi dell’uso razionale dell’energia e delle fonti energetiche rinnovabili.

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

Rinnovabili della Toscana

1 Il Distretto delle Energie
Il Distretto delle Energie Rinnovabili della Toscana, tra i primi ad essere operativo in Italia e destinato, per le sue specificità, a essere tra i più avanzati d’Europa, è il naturale luogo di sintesi delle esperienze e delle ricerche maturate, in Italia e negli altri Paesi europei, per promuovere la sostenibilità e la diffusione delle energie rinnovabili. In questo comprensorio di 1.200 chilometri quadrati, inserito tra i comuni al confine delle province di Siena, Pisa e Grosseto, si sono insediati due centri di eccellenza sulla geotermia, a Larderello, e sulle energie rinnovabili, a Monterotondo Marittimo. Il territorio è diventato un luogo di dibattito e di confronto sui temi ambientali. In questo ambito è stato promosso il progetto di coordinamento delle altre realtà eco-sostenibili con il programma Ecocity Onlus.

rando sulle relazioni naturali e indotte tra il sistema produttivo agricolo, il paesaggio rurale e gli elementi di natura antropica, in alcuni casi intervenendo per ripristinare l’equilibrio originale, in altri valorizzandone e qualificandone i contenuti in termini di capacità produttiva e di confronto con il mercato, in altri ancora ricostruendo gli elementi compromessi. Il progetto di grande respiro, espressione di una politica territoriale mirata, raggruppa i comuni di Caramagna Piemonte, Carignano, Carmagnola, Cavallerleone, Lombriasco, Piobesi Torinese, Racconigi, Villastellone.

4 Il Distretto dell’Idrogeno di Pontedera

2 Chamois
Chamois, paese della Valle d’Aosta, 1.815 sul livello del mare, è l’unico Comune d’Italia non raggiungibile dalle automobili, che si presenta in modo emblematico come località turistica incontaminata. L’unico trasporto è la funivia che funziona tutti i giorni dell’anno, con l’alternativa di affrontare a piedi l’impegnativa salita in alta montagna o i mezzi aerei (possono atterrare oltre che gli elicotteri anche i piccoli aeroplani). Nel territorio possono circolare esclusivamente mezzi elettrici, per assicurare un servizio di trasporto interno sia per le persone che per le merci.

Il progetto di una filiera completa dell’idrogeno è stato inserito in un Distretto Energetico, con l’obiettivo di qualificarsi come centro di ricerca e produzione all’avanguardia, a partire dalla produzione basata sullo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile, per finire con la sperimentazione di reti di stoccaggio e di distribuzione e di veicoli alimentati con questo vettore pulito, perfettamente in linea con le attuali tendenze a scala nazionale ed europea. La filiera dell’idrogeno si inserisce nell’ambito di un progetto più ampio che fa a capo al Consorzio di sviluppo Valdera che comprende i Comuni di Calcinaia, Lari, Ponsacco, Pontedera e si potrà allargare ad altri comuni della zona. Il programma rientra tra gli obiettivi dell’Agenda 21 per lo sviluppo produttivo, turistico e ambientale del territorio.

14
6 Il Distretto delle Energie

L’idrogenodotto è stato ideato e realizzato dalla Fabbrica del Sole, nel contesto del Progetto Idrogeno per Arezzo.

13

Rinnovabili di Polverara

Il Distretto delle Energie Rinnovabili di Polverara (Padova) opera da alcuni anni nell’ambito della promozione di interventi pubblici e privati nelle energie rinnovabili. Sono stati effettuati interventi in agricoltura finalizzati alla produzione di cippato nell’area del distretto, da poter essere impiegato nelle centrali a biomassa. É stata inoltre costituita una Esco che ha come soci i Comuni gravitanti nel Distretto e aziende di primaria importanza nel settore dell’impiantistica e dell’energia. I progetti avviati riguardano il teleriscaldamento, impianti di fotovoltaico e interventi di risparmio energetico nella gestione calore e nell’illuminazione pubblica degli Enti soci.

7 Il Distretto Tecnologico del Trentino

5 Il Distretto dell’Idrogeno

di Arezzo

3 La Marca delle due Province
La Marca delle due Province si propone come luogo naturale di incontro, di contatto e di proposte che rientrano nel programma più articolato dell’Agenda 21. Il Carmagnolese svolge, infatti, il ruolo cardine nel rapporto tra la città e la campagna, lavo-

L’idrogenodotto più lungo del mondo in area urbana, assoluta novità in campo energetico, ha sorpreso tutti per l’arditezza del progetto. É infatti la prima volta che una zona industriale è servita da un idrogenodotto sotterraneo attraverso il quale si eroga idrogeno per produrre energia e per l’utilizzo industriale (comparto orafo di Arezzo) a zero emissioni.

Sono oltre quaranta i soci del Distretto Tecnologico del Trentino che si occupano di energie rinnovabili e alternative. Pannelli fotovoltaici, collettori solari, impianti eolici, prodotti bioenergetici, teleriscaldamento, ma anche tecnologie per il recupero energetico e attività di ricerca per l’innovazione scientifica e tecnologica nel settore dell’energia. Altri soci offrono attività di energy management, realizzazione, diagnosi, progettazione e gestione di sistemi tecnologici riferiti alle fonti alternative, studi e consulenze sul risparmio energetico, redazione di piani energetici ambientali. Particolarmente sviluppato anche il settore per la produzione di idrogeno e le sue applicazioni energetiche.

14

8 Il Distretto Energetico del

Parco Nazionale del Cilento

Il progetto fa parte di un programma di produzione e utilizzo di energie rinnovabili più ampio e diversificato che interessa tutta l’area del Parco del Cilento: 80 Comuni distesi tra i due versanti (un comprensorio di 181 mila ettari, con una popolazione di 220 abitanti) che, in aggiunta alla già qualificata valenza ambientale (il Parco viene considerato dall’Unesco patrimonio dell’umanità) vuole concentrare ricerca, diffusione e produzione di fonti pulite (fotovoltaico e solare termico) anche sull’energia marina come ulteriore fonte rinnovabile di energia.

queste tematiche energetiche mettendole, recentemente, di fatto in pratica, lavorando a fianco ai tecnici che hanno installato 302 pannelli fotovoltaici. L’energia prodotta dall’impianto, che consente di produrre in un anno 65.000 kwh e di ridurre le emissioni di CO2 di circa 63 tonnellate l’anno, è immessa nella rete elettrica dell’isola, non connessa alla rete elettrica nazionale, e viene utilizzata dalle utenze locali, mentre l’eccesso viene distribuito sul resto dell’isola dove ci sono molteplici attività ittiche, agricole e di allevamento.

concorrere alle spese affrontate dai genitori per la nascita, crescita e prima educazione di un figlio e per assegnare finanziamenti a parziale copertura del tasso di interesse applicato ai mutui fissi contratti per l’acquisto di un alloggio.

di Marzio

14 Il comfort tecnologico

9 Renael: Rete Nazionale Agenzie Energetiche Locali
La Commissione Europea ha promosso la creazione di agenzie regionali e locali per la gestione dell’energia finalizzate ad incentivare l’uso razionale dell’energia e a valorizzare le risorse energetiche locali e le fonti rinnovabili, individuando in questo tipo di azione uno strumento fondamentale per lo sviluppo sostenibile. In pochi anni sono sorte oltre 200 agenzie nei vari paesi dell’Unione Europea. In Italia aderiscono quaranta strutture locali che fanno parte di Renael, la Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali, che, in stretta sinergia con le Istituzioni locali, promuovono e sviluppano attività sui temi dell’uso razionale dell’energia e delle fonti energetiche rinnovabili.

12 La città nel bosco di Mirandola
Mirandola guarda all’Europa in qualità di rappresentante italiano del Progetto Europeo Innovative Thinking e si presenta come Comunità modello con l’obiettivo di realizzare “una città nel bosco”, per creare un’ampia fascia boscata di 1.300.000 mq, alla quale tutti possono accedere. Il progetto eco-sostenibile di Mirandola prevede una classificazione energetica degli edifici pubblici. Servizi di qualità anche nel consumo e nell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. Un’illuminazione pubblica intelligente e un contributo economico per la riqualificazione energetica degli edifici.

Il modello Marzio (provincia di Varese) vuole utilizzare la moderna ingegneria, connettività, energia pulita, innovazioni tecnologiche, per rendere ottimali ambienti immersi nella natura. Il traguardo ambizioso è di realizzare un piano di governo territoriale unico, innovativo e dimostrativo, un connubio tra storia, cultura, ambiente e tecnologia, che proponga un piano di insediamento alla portata di tutti e di altissima qualità, che porti a creare villaggi dimensionati per “autosostenersi” perché ci sia tutto. Il modello Marzio propone insediamenti innovativi e l’utilizzo di energia pulita. Il piano prevede alimentazione totale con fonti rinnovabili entro il 2010, un modello urbanistico d’avanguardia, strettamente correlato al progetto “Comunità Eco-Tech” che indica le linee guida future della comunità, che sarà ecologica e tecnologica. La Casa dell’Energia (Fondazione AEM) in Piazza Po, 3 Milano (nella foto sotto), dove avrà la sede di rappresentanza Ecocity Onlus, è stata inserita in una struttura, recentemente ammodernata, composta da un’Esposizione didattico/museale con esperimenti e apparecchiature, in un ideale percorso nel mondo dell’energia dedicato soprattutto ai giovani delle scuole primarie e secondarie. In questo modernissimo complesso è stata inserita una struttura flessibile costituita da un Centro Congressi con sale convegni e spazi multifunzionali attrezzati con le tecnologie più all’avanguardia e da una Sala Regia in grado di gestire in modo flessibile e moderno tutti i collegamenti e le tecnologie di cui sono forniti gli spazi della Casa dell’Energia

10 Il Distretto Energetico

13 Sant’Agata di Puglia, Comunità della Solidarietà Sostenibile
Un’idea semplice ma efficace. Elargire le risorse delle royalties ottenute con l’insediamento di una fattoria eolica nel territorio comunale a totale vantaggio delle famiglie meno abbienti che vogliono acquistare la prima casa e per le coppie desiderose di avere un figlio. In questo modo l’Amministrazione comunale di Sant’Agata di Puglia ha trasformato il Paese in Comunità della Solidarietà Sostenibile, coniugando in modo inedito e concreto i benefici ambientali, l’efficienza e il risparmio. Gli interventi economici devono

delle Montagne Olimpiche

Un ambizioso progetto di natura collettiva è stato sottoscritto dai Comuni delle Montagne Olimpiche per produrre energia da fonti rinnovabili e dare concretezza ad iniziative per la progettazione, costruzione e gestione di edifici sostenibili dal punto di vista ambientale. Nell’ambito dell’iniziativa si sta costituendo un Distretto Energetico-sostenibile, il più alto d’Europa, con l’importante obiettivo di individuare le modalità di regolazione delle emissioni di gas serra all’interno del vasto comprensorio che ha ospitato le recenti Olimpiadi delle neve “Torino 2006”.

11 L’isola di Gorgona
L’isola di Gorgona, inserita nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, ospita una fortezza-penitenziario. In questo carcere-modello, dove si organizzano corsi di recupero per i detenuti, si pensa da tempo ad approfondire e a promuovere la produzione di energia attraverso le fonti rinnovabili. Sono stati gli stessi detenuti ad affrontare

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

15

16 PRESENZE SUL TERRITORIO

La Rete ha un’organizzazione capillare in tutte le Regioni italiane

RENAEL: una grande squadra al servizio dei Comuni
I sindaci che si trovano troppo spesso in difficoltà per mancanza di risorse, non vengono mai lasciati soli per affrontare e risolvere le problematiche energetiche. Insieme si trova sempre una soluzione.

ultimo impegno è stato nei giorni scorsi a Roma, in ottobre per discutere in un convegno, organizzato in collaborazione con Adiconsum e Gse, sull’efficienza energetica negli edifici pubblici e nell’illuminazione cittadina, ma l’impegno quotidiano di Renael, Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali, si manifesta sul territorio tra la gente, nei Comuni e nelle Province italiane a sostegno dei sindaci e delle Istituzioni. E il caso di dire in ogni luogo, o quasi. Renael è una rete di strutture specializzate (agenzie locali) che hanno specifiche competenze

L’

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

[

energetiche e ambientali a favore del territorio. Renael è appunto tutto questo. L’acronimo vuole rappresentare una grande squadra affiatata di operatori e tecnici sempre pronti ad affrontare le problematiche ambientali, anche quelle più difficili e apparentemente irrisolvibili. Problematiche di acquisto di energia e di efficienza e risparmio energetico oltre che promozione e sostegno delle nuove iniziative che riguardano le politiche basate su criteri di sostenibilità e di utilizzo delle risorse senza squilibri per il territorio. “I sindaci, in particolare quelli dei piccoli Comuni che si trovano troppo spesso in difficoltà per mancanza di risorse - spiega, con malcelato orgoglio, il presidente di Renael Angelo Paladino - non vengono mai lasciati soli per affrontare e risolvere le problematiche energetiche”. Renael offre sempre una possibile soluzione. Anche per risolvere, oltre alle problematiche tecniche, le questioni, spesso annose, di natura finanziaria. La Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali (partner del progetto Ecocity Onlus) è una organizzazione con altissime competenze a tutto vantaggio dei Comuni. Con il programma Save (ora EIE - Energia Intelligente per l’Europa), la Commissione Europea ha promosso la creazione di agenzie regionali e locali per la gestione dell’energia finalizzate a incentivare l’uso razionale dell’energia e a valorizzare le risorse

energetiche locali e le fonti rinnovabili, individuando in questo tipo di azione uno strumento fondamentale per lo sviluppo sostenibile. In pochi anni sono sorte oltre 400 agenzie nei vari Paesi dell’Unione Europea. Nel dicembre 1998 le Agenzie sorte sulla base dei finanziamenti del programma SAVE II, nell’incontro di Cork (Irlanda), hanno redatto e sottoscritto in sede comunitaria una Carta delle Agenzie Europee regionali e locali per la gestione dell’energia.

In alto: Marcello Antinucci, vice presidente Renael A sinistra: Angelo Paladino, presidente Renael

ICET
17

dal 1941 esperienza, tecnologia, dedizione

Ogni azienda deve conoscere la propria storia, capire fino in fondo chi è, da dove viene, per meglio programmare la propria continuità ed il futuro. Il Gruppo Icet Industrie Spa è arrivato alla terza generazione.
«La nostra storia cominciò nel 1941 quando mio padre Arturo iniziò la prima attività imprenditoriale. Da allora l’azienda si è sviluppata sempre più, fino a raggiungere i traguardi odierni, passando da interventi in ambito locale a quelli di livello nazionale ed internazionale. Da tempo ci siamo distinti per la valenza dei nostri progetti e per lo sviluppo dei lavori chiavi in mano destinati a clienti di prestigio nel mondo e per il cuore ecostenibile della nostra attività.

Un prestigio che vogliamo mantenere anche per le nuove iniziative nel settore delle energie rinnovabili. Anche in questo campo vogliamo raggiungere importanti mete».

ICET Industrie S.p.A.50021 Barberino Val d’Elsa (FI) Via G.Galilei, 9/11- Loc.Spada Telefono + 39 055 80561 Fax + 39 055 8078252

icet@icetindustrie.it www.icetindustrie.it

Alighiero Irani

TSE Sr Società TSE Srl Sede L Società con unicoCod. F socio s Sede Legale: Piazza UE Stab. Cod. Fisc. e P. IVA 002 Tel: 05 Stab. E Amm.ne: Via G Tel: 0558078060 / 0558

ICET, l’energia del nostro tempo
Questa carta, oltre ad esporre i principi guida, gli obiettivi e le modalità di funzionamento che caratterizzano le Agenzie Locali e Regionali, sottolinea l’importanza della cooperazione e della dimensione di rete per una più efficace condivisione delle esperienze, per una migliore diffusione dei progetti e delle informazioni e per attivare le sinergie con i livelli istituzionali e locali, nazionali ed europei, con le collettività locali e con il mondo produttivo. Anche in considerazione di queste premesse, le Agenzie Locali italiane che hanno condiviso e sottoscritto la carta di Cork, hanno formalmente costituito nell’ottobre 1999 a Roma la Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali, Renael, alla quale hanno aderito 40 strutture locali (con una organizzazione privatistica), che integrano, in molti casi, l’attività di promozione energetica e ambientale della Provincia competente, favorendo lo scambio di esperienze e di buone pratiche e valorizzando il ruolo delle Autorità locali, che operano a livello comunitario, nazionale e locale, nella gestione dell’energia. “Non è sempre facile - ammette Marcello Antinucci, dell’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena e vice presidente di Renael - le campagne di Renael mirano alla diffusione delle conoscenze, ai diversi livelli, sui temi dell’uso razionale dell’energia e delle fonti energetiche rinnovabili. Desideriamo evitare dispersioni anche perché le informazioni sui temi energeticoambientali sono destinate al grande pubblico, oltrechè ai tecnici di settore” “Ciascuna agenzia locale - fa ancora notare il Presidente Paladino - organizza e gestisce in modo autonomo le attività ed i servizi offerti dalla rete nell’area di riferimento”. “Renael - aggiunge Paladino, che è anche assessore alle problematiche ambientali della Provincia di Salerno - offre vari vantaggi, sia sul piano organizzativo con la sua capacità di ottimizzare risorse umane e materiali, sia sul piano strategico, poiché, grazie a questo collegamento, è in grado di interagire direttamente con i diversi livelli istituzionali nazionali ed europei, facilitando un dialogo fondato sulla collaborazione e sul principio di sussidiarietà.” L’esperienza e il know-how di Renael consentono di ampliare, modificare o sviluppare nuove proposte operative, adattando la tecnologia alle esigenze dei Comuni. “L’obiettivo è quello di costruire una partnership a lunga scadenza e offrire ai Comuni lo stato dell’arte della tecnologia. Una volta che i sindaci avranno scoperto i vantaggi offerti dalla Rete Renael potranno mettere in uso tutto l’efficace sistema-operativo e i risultati saranno evidenti. Con il vantaggio - conclude il presidente Paladino - che il tempo risparmiato per il coordinamento dei progetti significa più tempo per nuovi progetti”. Gli operatori di Renael possono garantire tutto questo.

INTERVENTI Viaggio nell’Italia delle mille iniziative per la sostenibilità ambientale

Agenzie locali: fare, saper fare, farlo sapere
Impareremo a conoscere i progetti e le realizzazioni degli Associati alla Rete Renael. Energeo Magazine illustrerà le più belle iniziative del territorio.
AEA (Agenzia Energia e Ambiente)-Torino Tel-011 2257237 - 239 Fax 011 2257238 E-mail : energiatorino@envipark.com www.torinoenergiambiente.com Il progetto “10.000 Tetti Fotovoltaici” rappresenta una concreta iniziativa di AEA che consente ai condomini di alleggerire la bolletta elettrica con un impianto finanziato fino al 100%. Per un condominio di medie dimensioni, un impianto fotovoltaico da circa 15 kWp è in grado di generare l’energia elettrica sufficiente a coprire tutti i consumi delle parti comuni. A livello condominiale, installare un impianto FV centralizzato rappresenta perciò la soluzione capace di sopperire ai consumi delle parti comuni dello stabile (luce scale, luce garages, cancelli elettrici, ascensore, etc), permettendo al contempo la fruizione degli incentivi statali che ripagano il finanziamento dell’impianto. Il tutto con la sicurezza di un impianto fotovoltaico “chiavi in mano” installato sul tetto condominiale da aziende selezionate e supervisionate dall’Agenzia per l’Energia torinese. L’amministratore potrà contare su una pluralità di imprese qualificate a cui richiedere i preventivi per l’impianto, assegnate attraverso un meccanismo chiaro e trasparente di cui tutti i condomini potranno prendere atto. Dal momento che l’incentivo statale è dato sulla produzione di energia, l’Agenzia per l’Energia a tutela dei condomini ha introdotto lo strumento della garanzia di risultato GRS-PV. Altre informazioni sul sito. modo, l’utilizzo virtuoso dell’energia e il ricorso, in maniera collettiva, a pratiche d’efficienza energetica nella vita quotidiana. Roma Energia selezionerà un condominio energivoro che potrà beneficiare di una diagnosi energetica, di un progetto di riqualificazione, della valutazione delle prestazioni energetiche, del supporto alla realizzazione attraverso delle società specializzate nei servizi energetici (Esco) e del riconoscimento pubblico di condominio efficiente. Nei prossimi mesi verrà attivato un fondo di rotazione triennale, per 15 milioni di euro, che sarà di supporto a cittadini e imprese che vogliono utilizzare le rinnovabili, mentre sono in dirittura d’arrivo gli incentivi per le caldaie ad alta efficienza, per un milione di euro. Il Premio Condomini Solari rafforza una linea di intervento già sviluppata da RomaEnergia con diversi progetti tra i quali il progetto Altener European Solar Building Exhibition per la realizzazione di case a basso consumo e con uso di fonti di energia rinnovabili a Roma e il progetto di realizzazione di palazzine nel Piano di Zona di Borghetto dei Pescatori a Ostia con elevata efficienza e uso di fonti di energia rinnovabili. Altre informazioni sul sito.

10 mila Tetti Fotovoltaici

Romaenergia (Agenzia per il Risparmio Energetico) - Roma Tel 06 41734416 Fax 06 4511231 E-mail: b.salsedo@romaenergia.org www.romaenergia.org Un premio per un condominio del Comune di Roma che consuma molta energia e che è disponibile a realizzare interventi significativi non solo in funzione del risparmio energetico, ma anche per costituire un modello per altri casi simili. É il “Premio Condomini Solari” promosso dalla Regione Lazio in collaborazione con l’Agenzia RomaEnergia che vuole favorire, in questo

Un premio per i condomini solari

Anea (Agenzia Napoletana per l’Energia e l’Ambiente) - Napoli Tel.081 409459 Fax 081 409957 aneainfo@tin.it www.anea.eu L’Assessorato all’Ambiente del Comune di Napoli, in collaborazione con la Napoletanagas S.p.A. e l’ANEA (Agenzia Napoletana Energia e Ambiente), sta realizzando un’importante Campagna di Sensibilizzazione sul Risparmio Energetico nei Settori Trasporti e Civile, che prevede la distribuzione di un volantino informativo, in cui sono riportate le buone norme da seguire per evitare sprechi energetici, e un kit per il risparmio idrico-energetico, contenente n. 3 rompigetto aerati per rubinetto e n. 1 erogatore a basso flusso per doccia. La campagna di sensibilizzazione mira soprattutto all’informazione di un pubblico più vasto possibile, con la collaborazione di Aziende, Enti, Università, che attraverso i propri veicoli interni di comunicazione (bacheche, sito web, newsletter, intranet), coinvolgano dipendenti ed utenti. Attraverso questa iniziativa, i promotori e i partner si impegnano a dare risonanza al tema della sostenibilità ambientale, ponendosi, essi stessi, come catalizzatori del dibattito sull’efficienza energetica. I partner che hanno finora aderito all’iniziativa, e che distribuiranno il kit corredato di volantino informativo, si collocano tra gli Enti più importanti nel territorio napoletano. Altre informazioni sul sito.

Campagna multipartner per il risparmio nella mobilità e nel settore civile

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

Infoenergia(Rete di sportelli per l’Energia e l’Ambiente) - Milano Tel. 02 77403535 Fax 02 93650857 E-mail :s.zabot@provincia.milano.it www.infoenergia.eu La Rete di Sportelli per l’Energia e l’Ambiente S.c.a r.l., conosciuta come Infoenergia, braccio operativo dell’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Milano, ha istituito il Premio Energia 2008 che si aggiunge alle altre iniziative promosse dall’Ente per incentivare la diffusione di comportamenti virtuosi nel campo dell’energia. Il Premio Energia è volto ad evidenziare i progetti di qualità nella riqualificazione energetica di edifici esistenti e nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Il premio, inteso come contributo alla copertura dei costi sostenuti per la realizzazione dell’intervento, ha lo scopo di diffondere una maggiore conoscenza di questo tipo di realizzazioni, giudicate un valido esempio pratico per chi si appresta ad investire nell’efficienza e nelle fonti pulite di energia. Altra iniziativa che ha riscosso un grande successo è il Mutuo a profitto, destinato a finanziare tutta una serie di interventi diretti ad ottenere una riqualificazione energetica e un risparmio nei consumi energetici, quali ad esempio la sostituzione dei serramenti, opere per l’isolamento termico, l’installazione di nuovi e più efficienti impianti di riscaldamento, l’installazione di pannelli solari, pompe di calore. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito della Provincia di Milano o presso gli spazi o il sito di Infoenergia.

Premio Energia 2008 per l’utilizzo di Fonti rinnovabili ad uso efficiente di energia

improntate all’efficienza energetica e al contenimento dei consumi. Altre informazioni sul sito.

19

AESS (Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile) - Modena Tel.059.407115 Fax 059.407118 E- Mail: info@aess-modena.it www.aess-modena.it Competenza, professionalità, progetti d’avanguardia. L’AESS di Modena rappresenta un modello innovativo di promozione energetica sul territorio. L’ultima iniziativa riguarda 11 Comuni che hanno deciso di mettersi insieme per lanciare un’unica gara per il risparmio energetico negli edifici pubblici. L’Agenzia di Modena ha fornito l’assistenza tecnica alla stazione di committenza (GEOVEST srl) con l’esecuzione di oltre duecento analisi energetiche su un totale di circa 400 edifici di varie dimensioni (scuole, uffici, impianti sportivi). La gara prevede un risparmio minimo garantito del 15% sul consumo totale di energia termica ed elettrica. Sarà incentivato, con un sistema di suddivisione del beneficio, il risparmio ulteriore ottenuto nella gestione. Per consentire alla ditta aggiudicataria di recuperare gli investimenti, il contratto ha una durata di nove anni. L’Agenzia di Modena non è nuova alla preparazione di bandi innovativi di questo tipo, già aggiudicati per gli edifici della Provincia di Modena (2004), Comune di Formigine (2005), Comune di Budrio (2006) ed ora bando aperto anche al Comune di Maranello, con l’obiettivo di realizzare risparmio energetico attraverso soluzioni nuove, scavalcando i problemi di bilancio e le scarse risorse. AESS svolge attività di consulenza a committenti pubblici e privati, rivolta all’esecuzione di diagnosi energetiche degli edifici e studi di fattibilità tecnico/economica per nuove edificazioni e/o ristrutturazioni dell’esistente che adottino soluzioni tecnologiche innovative

Il risparmio energetico va come la Ferrari

Ageas (Agenzia energetica e ambientale) - Salerno Tel. e fax 089 725233 info@ageasalerno.net www.ageassalerno.net Gran lavoro nell’utilizzo e promozione dei progetti approvati dalla Commissione Europea, realizzazioni ecosostenibili soprattutto nel campo della mobilità sostenibile, sviluppo di progetti locali sulle rinnovabili, in particolar modo il solare termico e fotovoltaico, il risparmio energetico e lo sfruttamento della biomassa dalla filiera maggiormente rappresentativa della provincia di Salerno quale quella legata alla produzione della mozzarella. L’agenzia è stata apripista nei progetti di risparmio energetico, con il progetto “Incontra l’Energia”, carovana itinerante attraverso i 158 comuni della Provincia di Salerno con la distribuzione gratuita a tutte le famiglie di n. 3 lampade a risparmio energetico e n. 6 rompigetti Aerati e n. 2 erogatori a basso flusso. Tale campagna ha avuto ed ha il pregio di parlare di energia alle famiglie ed informarle e formarle sul corretto utilizzo dell’energia domestica. 1.000 Tetti Fotovoltaici Progetto primo ed unico in Italia, coinvolge le famiglie salernitane realizzando gratuitamente e senza oneri un tetto fotovoltaico da 3 kWp, con la partecipazione di una Esco (Esco Energy srl) locale che finanzia l’iniziativa. Il progetto ha ottenuto a Firenze (giugno 2007) il Premio dell’Award Energy. Si promuove con questa iniziativa l’efficienza energetica per le famiglie e la generazione distribuita di energia elettrica, attraverso 1.000 piccoli impianti produttivi senza stravolgere il tessuto e l’economia agricola salernitana. Campagna di efficienza Energetica É un accordo con la CCIAA di Salerno per la realizzazione di audit energetici nelle aziende manifatturiere e del turismo Salernitane. Recupero energetico dai liquami zootecnici, siero caseario e scarti agroindustriali Il progetto, a supporto delle aziende bufaline del territorio salernitano, realizzerà un impianto di biogas dai liquami zootecnici, siero caseario e scarti agroindustriali, prodotti che potrebbero limitare oppure impedire il corretto funzionamento delle aziende bufaline in virtù delle norme in materia ambientale vigente. Attualmente l’Agenzia è impegnata nella realizzazione di due Distretti Energetici, uno solare da realizzarsi nell’ambito del territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, e l’altro sull’efficienza energetica nell’area omogenea del Vallo di Diano, in ritenendo che il futuro e lo sviluppo delle tecnologie e le attività di sensibilizzazione per il raggiungimento degli obiettivi al 2020 passino attraverso la politica della creazione di Distretti Energetici su territori omogenei.

Rinnovabili ed Efficienza Energetica volàno dello sviluppo sostenibile del Mezzogiorno

[

Altre informazioni sulle Agenzie locali: www.renael.net

20 AGENDA 21

A colloquio con il direttore del Coordinamento nazionale

Local: un ruolo importante per le politiche energetiche

[
N

“Gli obiettivi di MUSEC e di RES Publica sono gli stessi - spiega il dottor Nora anche se seguono approcci diversi e coinvolgono due differenti tipologie di governi locali: favorire la creazione e l’attuazione di strategie e piani di azione per la promozione delle fonti energetiche rinnovabili e il miglioramento della efficienza energetica”.

asce con obiettivi ambiziosi. Agenda 21 è un programma delle Nazioni Unite dedicato allo sviluppo sostenibile: consiste in una pianificazione completa delle azioni da intraprendere, a livello mondiale, nazionale e locale dalle organizzazioni delle Nazioni Unite, dai governi e dalle amministrazioni in ogni area in cui la presenza umana ha impatti sull’ambiente. La cifra 21 che fa da attributo alla parola Agenda si riferisce al 21° secolo, in quanto temi prioritari di questo programma sono le emergenze climatico-ambientali e socio-economiche che l’inizio del Terzo Millennio pone Eriuccio Nora, direttore del Coordinamento nazionale Agenda 21

ENE RGEO MAGAZI NE


- novembre 2008

inderogabilmente dinanzi all’intera Umanità. L’Agenda 21 è quindi un piano d’azione per lo sviluppo sostenibile, da realizzare su scala globale, nazionale e locale con il coinvolgimento più ampio possibile di tutti i portatori di interesse (stakeholders) che operano su un determinato territorio. “Negli ultimi anni - conferma il direttore del Coordinamento nazionale A21, dott. Eriuccio Nora - le politiche energetiche hanno assunto via via sempre maggiore attenzione da parte dei governi nazionali e locali, supportati da un forte impegno, anche sotto forma di co-finanziamenti a progetti e partnership, da parte della Commissione Europea”. Il dottor Nora sfoglia il taccuino pieno di appunti. É soddisfatto. Dall’anno di costituzione del Coordinamento (1999) sono state attivate molte collaborazioni per il raggiungimento degli scopi sociali: alcune di esse sono state inoltre formalizzate tramite la firma di convenzioni e protocolli d’intesa. Uno degli obiettivi principali del Coordinamento e uno dei principi alla base dello sviluppo sostenibile è il potenziamento delle reti per progetti e scambi di esperienze e il consolidamento delle capacità progettuali, tramite la costruzione di partnership tra soci e partner nazionali ed internazionali. Nel corso del 2005, infine, il Coordinamento

Agende 21 Locali Italiane è diventato membro della Commissione Mediterranea per lo Sviluppo Sostenibile, organo consultivo per il Piano d’Azione Mediterraneo dell’UNEP per la definizione delle strategia per lo sviluppo dell’area mediterranea. Nel 2006 ha preso parte a un bando dell’Agenzia Esecutiva per la Competitività e l’Innovazione proponendo due progetti, MUSEC (di cui l’associazione è leader) e RES Publica (di cui è partner), entrambi valutati positivamente dalla CE. “Gli obiettivi di MUSEC e di RES Publica sono gli stessi - ci spiega il dottor Nora - anche se seguono approcci diversi e coinvolgono due differenti tipologie di governi locali: favorire la creazione e l’attuazione di strategie e piani di azione per la promozione delle fonti energetiche rinnovabili ed il miglioramento della efficienza energetica”.

Il progetto Musec
Di cosa si tratta? Le “Comunità Energeticamente Sostenibili” (in inglese SEC - Sustainable Energy Community) sono alla base del Progetto MUSEC. Ma che cos’è una SEC? Ci soccorre il direttore Nora: “É possibile definirla come ‘un territorio ove gli abitanti raggiungono un comune accordo per affrontare le emergenze energetiche scegliendo la strada della sostenibilità’. Nel caso dell’energia, sostenibilità significa sicurezza di approvvigionamento, limitazione dei consumi allo stretto necessario, uso di fonti rinnovabili ed abbattimento (fino all’azzeramento) delle emissioni di CO2. Le città coinvolte in MUSEC (Ravenna, Asti e Foggia in Italia; Breda in Olanda con il supporto di Ecofys; Dobrich in Bulgaria coadiuvata dalla propria Agenzia Locale per l’Energia; Crailsheim in Germania in collaborazione con la propria multiutility e la società Solites;

[

ICET
21

le energie rinnovabili rappresentano un’opportunità imperdibile
ICET offre risposte concrete e affidabili per le nuove politiche energetiche

Progetti e tecnologie all’avanguardia

Soluzioni su misura

Sistemi ‘chiavi in mano’

Competenza e professionalità

Rapporti con il territorio

TSE Srl Società con unico socio soggetta all Sede Legale: Piazza Usilia, 31 int Cod. Fisc. e P. IVA 00278190525 Stab. E Amm.ne: Via G. Galilei, 1 Tel: 0558078060 / 0558078416 -

icet@icetindustrie.it

www.icetindustrie.it

TSE Srl Società con unico socio soggetta all’attività di direzione e coordinam Sede Legale: Piazza Usilia, 31 int D – 53036 POGGIBONSI (SI) Cod. Fisc. e P. IVA 00278190525 - Cap. Soc. €. 98.800,00 Stab. E Amm.ne: Via G. Galilei, 18 – 50021 BARBERINO VAL D’E Tel: 0558078060 / 0558078416 - Fax: 0558069171 - e-mail: ts

[

Valby in Danimarca supportata da due società di consulenza, Kuben e European Green Cities) devono creare una propria strategia SEC di sviluppo della sostenibilità energetica, partendo da una analisi della rispettiva situazione ‘energetica’ ed individuando successivamente obiettivi energetici realistici in una prospettiva di medio-lungo termine (10-20 anni). Per aiutare le città nel loro lavoro sono stati organizzati in ogni Paese coinvolto nel progetto dei gruppi SECA (SEC Advisory Groups, letteralmente gruppi di ‘consiglieri’), formati da altri enti locali, organizzazioni e associazioni operanti a livello nazionale, che con la loro esperienza nel campo energetico hanno coadiuvato le SEC e fornito un elenco delle migliori buone pratiche/esperienze a livello europeo quale base di partenza per l’elaborazione delle singole strategie. In Italia, in particolar modo, le SEC sono state coadiuvate, oltre che dal SECA nazionale, anche dal Gruppo di Lavoro del Coordinamento, Agende 21 Locali per Kyoto (leader è il Comune di Padova), costituito da Comuni, Province e

stakeholder il cui scopo è proprio la diffusione di Strategie Energetiche sostenibili e Piani di Azione locale per il clima”.

TSE Srl Società con unico socio soggetta all’attività di direzione e coordinamento della Icet Industrie Spa Sede Legale: Piazza Usilia, 31 int D – 53036 POGGIBONSI (SI) Cod. Fisc. e P. IVA 00278190525 - Cap. Soc. €. 98.800,00 Stab. E Amm.ne: Via G. Galilei, 18 – 50021 BARBERINO VAL D’ELSA (FI) Tel: 0558078060 / 0558078416 - Fax: 0558069171 - e-mail: tse@icetindustrie.it

Il progetto RES Publica
“Diverso l’approccio del progetto RES Publica - spiega il direttore Nora - L’iniziativa, difatti, coinvolge 5 province o ‘aree vaste’ europee (Province di Genova, Modena e Parma in Italia; il Landratsamt Neuburg-Schrobenhause e la città di Neuburg an der Donau in Germania, la Diputació de Barcelona in Spagna, la regione del Lago Balaton in Ungheria coadiuvata dall’Agenzia per lo sviluppo regionale del Lago Balaton) e si prefigge di elaborare Piani energetici sostenibili utilizzando la metodologia di Agenda 21. “Questa scelta metodologica - ci conferma Nora - ha naturalmente comportato un’attiva ricerca della partecipazione dei portatori di interessi locali”. Sono diventati soggetti attivi, di conseguenza, organizzazioni, agenzie per l’energia, università, centri di ricerca, associazioni di categoria,

e cittadini nella fase di consultazione: ogni Sede Legale: P. I. 0180479 territorio ha organizzato, seguendo un Tel / Fax: +39 E-mail: cne_p approccio bottom-up comune predisposto dal Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, un C.N.E. “Consorzio New Energy” Forum e degli incontri di Gruppi di Lavoro di Sede Legale: Via F.lli Cervi, 31– 56045 Pomarance (PI) approfondimento su diverse tematiche legate P. I. 01804790507 Tel / Fax: +39 (0) 588 65593 all’energia. E-mail: cne_pomarance@hotmail.it Gli incontri permetteranno di individuare le azioni innovative e i programmi d’intervento per l’energia intelligente a livello di area vasta. Allo stato attuale, tutti gli ambiti territoriali coinvolti hanno organizzato i propri Forum ed è stata avviata la fase di confronto per definire le Linee Guida comuni di un sistema di monitoraggio delle azioni previste dai Programmi locali per l’energia sostenibile. La conclusione del progetto è prevista per Giugno 2009. Maggiori informazioni sono contenute sui siti: www.respublica-project.eu www.musecenergy.eu www.a21italy.it

C.N.E. “Conso

22 POLI DI RICERCA & INNOVAZIONE

Intervista al Presidente dell’Apsti: “Il Paese reclama un rapporto sistematico tra Ricerca e Imprese”

Ricerca e innovazione strozzate in un imbuto
ESCLUSIVO In Italia sono stati censiti oltre 300 centri per l’innovazione e il trasferimento tecnologico che operano in un campo comune con scarsa complementarietà, integrazione e risultati poco soddisfacenti in relazione alle risorse pubbliche impiegate. Ma c’è qualcosa che non va? Il sistema italiano non brilla per efficacia e funzionalità.
è chi guida e conduce la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico. O, almeno, pensa di farlo con buoni risultati. Eppure il sistema italiano non brilla certo per efficacia e funzionalità. Lo scenario che si è presentato, fino a oggi, in un quadro istituzionale caratterizzato da una carenza di politiche organiche in grado di attuare nuovi modelli organizzativi e funzionali alla produzione e diffusione dell’innovazione, lascia intendere che siamo all’emergenza o quasi. É una situazione che si verifica in carenza di sistematicità e complementarietà nell’utilizzazione dei tanti, (probabilmente troppi) soggetti Consorzi, Agenzie, Poli, Parchi che operano o affermano di operare a sostegno dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. Lo indica l’APSTI - Associazione Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani - network nazionale, cui aderiscono oltre 30 PST, rappresentativi della quasi totalità delle regioni italiane, per sostenere lo sviluppo economico dei territori attraverso l’innovazione. L’Associazione opera affinché queste infrastrutture si caratterizzino sempre più come integratori tra i bisogni di crescita innovativa delle imprese, con particolare riferimento a quelle piccole e piccolissime, e il patrimonio di conoscenza espresso dai Poli di eccellenza Tecnologica e Scientifica, dalle Università e dai Centri di ricerca, mettendo a sistema le funzioni dei tanti soggetti che interagiscono nel campo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. Obiettivo dell’inchiesta, che Energeo Magazine pubblica in esclusiva a partire da questo numero, è di identificare le strutture più innovative, ma anche cogliere le attese, le speranze e i timori dei ricercatori che, con un certo disagio, si ritrovano troppo spesso con il problema dei risultati di interessanti ricerche che non sempre riescono ad essere testati nella prima applicazione dimostrativa perché non si hanno i contatti con i canali giusti. In altre parole i ricercatori non hanno rapporti diretti con chi è operativo nel territorio. Risultato? Si sommano gli sprechi perché quasi mai vengono individuate le “partnership” verticali, dal punto di vista del ciclo di prodotto (parliamo, in questo caso, di tecnologie di applicazione delle Fer) dalla ricerca fino all’utilizzatore finale. Occorrerebbe stabilire una sorta di “filiera” corta, visto che molti progetti di ricerca si arenano al secondo stadio, e tutto finisce lì. Alessandro Giari, presidente Apsti

E nella hit parade dei soggetti che danno risultanti soddisfacenti in relazione alle risorse pubbliche impiegate, troviamo pochissimi casi, rispetto agli oltre 300 centri per l’innovazione e il trasferimento tecnologico censiti in Italia (Indagine IPI 2005), che seppur connotati da provenienza, caratteristiche funzionali, giuridiche, territoriali diverse tra loro, operano in un campo comune con scarsa integrazione. C’è qualcosa che non va. Il presidente di APSTI, dott. Alessandro Giari non nasconde il disappunto su questa problematica. Dice: “In Italia c’è sicuramente bisogno della sistematizzazione del rapporto Ricerca - Imprese per consentire lo sviluppo di economie di scala (condivisione di servizi e spazi comuni) e l’aggregazione su progetti comuni (commercializzazione, finanza innovativa, internazionalizzazione), così come accade in Europa e nel resto del mondo, dove nei Parchi - strutture si concentrano fisicamente e dove difatti è tutto il sistema organizzativo imprese hi-tech, centri di ricerca e servizi per esaltare e stimolare la propensione all’innovazione”.

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

[

C’

[

“Tuttavia, questo sistema non potrà costituirsi in modo naturale, come è avvenuto in Francia, Inghilterra e nei Paesi Scandinavi poiché il modello prevalente che ha caratterizzato l’esperienza italiana è quella nella quale il flusso di risorse destinate all’innovazione e al trasferimento tecnologico è andato e va tuttora a sostenere quasi esclusivamente l’offerta e non la domanda che viene direttamente dalle imprese e dal territorio: l’offerta di knowhow, l’offerta di servizi tecnologici, che centri di ricerca, università e centri servizi propongono.” Oggi, in Italia, fatta eccezione per casi rarissimi e con l’esclusione del 1-2% di imprese medio-grandi, è difficile da parte di chiunque abbia disponibilità di knowhow e di tecnologia attivare in forma autonoma efficaci azioni di trasferimento tecnologico. “In sostanza - sostiene il Presidente dell’APSTI - appare impraticabile la strada della crescita innovativa senza entrare in un complesso e articolato processo al quale partecipino più soggetti specializzati che collaborino sistematicamente e che prenda avvio non dalla disponibilità di conoscenza (offerta) ma dalla evidenziazione e sistematizzazione dei bisogni delle imprese (domanda). Il criterio è valido sia per i settori tradizionali, per i quali è necessaria un’azione di sostegno per il loro sviluppo e/o conversione verso produzioni di eccellenza, sia per la crescita dei settori ad alto contenuto tecnologico. In sintesi dobbiamo far diventare centrale e prioritaria la domanda di innovazione rispetto all’offerta. Non è facile. Questo rappresenta uno degli elementi focali e la possibile risposta alla disarmonia di strumenti e di politiche rappresenta una priorità assoluta per il sistema Paese. Appaiono quindi necessarie nuove politiche e nuovi strumenti in grado di disegnare nuove strategie che ci ‘obblighino’ ad azioni omogenee e complementari, e nuovi parametri per rilevare la produttività di ciascun organismo”. “C’è bisogno - insiste il dott. Giari - di una nuova cultura dell’efficacia e dell’efficienza. C’è bisogno di risultati concreti: crescita dei sistemi di impresa, degli addetti, del fatturato, dei brevetti, del tessuto economico-sociale dei territori”. Quali le soluzioni? “Stiamo provando a cercarle” - risponde il Presidente dell’Apsti, sfogliando

23

31 3

Associati, attivi su tutto il territorio nazionale

Commissioni di lavoro:
Finanza per l’Innovazione, per definire una strategia di approccio al tema della finanza per l’innovazione, che costituisce ad oggi uno dei limiti principali alla nascita ed allo sviluppo di nuove imprese caratterizzate da un elevato contenuto in termini di ricerca e sviluppo; Incubatori - Start-up - Spin- off, con l’obiettivo di facilitare e supportare la nascita e lo sviluppo di giovani imprese; Agroalimentare, per integrare e valorizzare in logica cooperativa le competenze e le strutture tecnologiche di servizio.

14 600 6.300
continuamente appunti e mostrando quella che potrebbe essere la sua ricetta. In sostanza il dott. Giari, partendo da un contesto generale dove troviamo i Parchi che, pur molto diversi tra loro, per dimensioni e struttura organizzativa, hanno alcuni fattori comuni come la vicinanza con Università e Centri di ricerca, l’offerta di strutture immobiliari e di servizi qualificati per lo sviluppo competitivo di sistemi di PMI, il supporto e la promozione, attraverso gli Incubatori, di start up tecnologiche, propone una via d’uscita con una riorganizzazione della stessa Associazione che presiede. L’APSTI, sotto la guida del Presidente Giari, si è inventata un ruolo, avviando negli ultimi anni un forte processo di rinnovamento ed è attualmente impegnata nella valorizzazione del notevole patrimonio di competenze scientifiche, tecnologiche ed organizzative presenti nei Parchi, affinché possa divenire il contenuto condiviso ed utilizzato dalla rete, evitando duplicazione di interventi e sprechi di risorse.

Incubatori supportano la nascita e sviluppo di nuove imprese Aziende Hi-tech insediate di cui 140 incubate

Occupati ad elevata specializzazione tecnologica che lavorano presso i Parchi

La rete di APSTI si sta, in effetti, consolidando e qualificando per affrontare tematiche settoriali e generali per promuovere in modo sistematico gli strumenti e le politiche di sostegno e qualificazione le attività per lo sviluppo dei sistemi di impresa hi-tech. “Si vuole stimolare - continua Giari- in sostanza e sostenere l’evoluzione innovativa dei settori produttivi di valenza strategica che, insieme, possano garantire una nuova competitività del sistema economico nazionale”. La rete dovrà anche facilitare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese high-tech attraverso un sistema integrato di incubazione. Ci saranno sviluppi, in futuro? “Probabilmente si - con clude il Presidente dell’APSTI - stiamo lavorando in questa direzione”.

Maggiori informazioni sul sito: www.apsti.it

24 MEDIA & TERRITORIO

Dalla sede Rai di Bruxelles, agli studi del Tg2 di Saxa Rubra, ai collegamenti in diretta da piccoli e grandi località eco-sostenibili con gli inviati di Ambiente Italia e delle sedi Ra

Tutti in onda su Teleluogo-sistema
Le notizie sul “local” diventano sempre più intriganti. In alcuni casi poi, l’informazione diventa Glocal.
finita l’epoca dell’informazione sommaria e paludata su questi attualissimi argomenti. Anche la radio ne parla in notiziari e rubriche sempre più informate. I giornali e le agenzie di stampa non stanno a guardare, mentre sul web c’è tanta confusione. Cambierà ancora? Fino a qualche tempo fa queste notizie venivano considerate di nicchia o per gli addetti ai lavori. In televisione venivano trasmesse, quando andava bene, in seconda fascia oraria. La radio ne parlava, sì. Qualche volta. Gli approfondimenti erano e sono ancora sporadici. In una recente tavola rotonda si è dibattuto sul

Ne parliamo con Dario Carella e Marcello Masi che ogni giorno per le rispettive testate individuano gli scenari sui problemi del territorio, anche quelli che possono aiutare a produrre energia pulita e a fissare le regole per una nuova prospettiva dell’agire localmente.
ENE RGEO MAGAZI NE

É

tema del rapporto tra i media e la questione eco-sostenibilità ambientale, convenendo che occorre colmare un deficit di comunicazione in questo particolare settore. Energeo Magazine prova a dare il suo piccolo contributo aprendo il dibattito e chiedendo ai protagosti cosa ne pensano. Ne parliamo con due autorevoli personaggi: Dario Carella, vice direttore della Tgr, curatore della rubrica Regioneuropa e corrispondente da Bruxelles per i tg regionali e Italia Agricoltura e con Marcello Masi, vice direttore del Tg2 (segue le edizioni del mattino e quella delle ore 13,00 e le rubriche Eat parade e Si, viaggiare, legate ai tanti aspetti del territorio, anche sotto il profilo ambientalistico e di sviluppo).

- novembre 2008

25
La storica presenza sul territorio di Ambiente Italia
É doveroso ricordare il grande lavoro che svolge Ambiente Italia, l’unica trasmissione che, da oltre quindici anni, ha mandato i suoi inviati su e giù per l’Italia a scoprire le storie di piccoli e grandi realtà locali. La rubrica affronta, in diretta, le problematiche dei luoghi che hanno progetti finalizzati a sviluppare nuove idee e soluzioni avveniristiche per produrre e usare l’energia pulita e rinnovabile, più comunemente individuati oggi come luoghi-sistema. Il programma, realizzato con grande impegno e con un notevole sforzo redazionale, sabato dopo sabato ha scelto di presidiare il territorio, senza studi a far da filtro, con il conduttore che sta fisicamente nel cuore del problema, a rimarcare la scelta di stare comunque dalla parte di chi aspetta risposte e torna poi a verificarne l’esito. Ambiente Italia, per la consistenza dei contenuti, meriterebbe una collocazione più premiante per l’ascolto, anche se la rubrica della Tgr può, comunque, vantare un pubblico di fedelissimi che il sabato pomeriggio (14,50) rimangono incollati davanti allo schermo per ascoltare i protagonisti di un confronto costruttivo delle principali emergenze ambientali. Non sono certamente pochi gli appassionati di tematiche ambientalistiche, perché questi argomenti interessano tutti. Il conduttore Beppe Rovera e il capo redattore centrale della sede di Torino, Carlo Cerrato, entrambi curatori del programma, danno vita a un programma vivace e accattivante. La regia è affidata a Mia Santanera. Nella stessa fascia oraria, sulle altre reti, vengono messi in onda programmi generalisti che distraggono, di fatto, il grande pubblico. Ma poco importa. Parlare di questi argomenti che sono spesso di denuncia o di approfondimento, sulla strada dell’eco sostenibilità, non è sempre un compito facile. E Beppe Rovera ha raccolto in un libro edito da Eri lo sforzo di anni e anni di viaggi da un capo all’altro dell’Italia per raccontare “Il paese com’è”, alle prese con la discarica di rifiuti tossici, l’incubo elettrosmog, i disastri dell’alluvione, i morti per inquinamento, le costruzioni abusive sulla spiaggia, i campi transgenici, i parchi osteggiati, le scommesse sulle fonti alternative di energia, le scelte controcorrente di chi ha a cuore il bello, la salute, la biodiversità. Quasi la sceneggiatura di un film in

Il conduttore di Ambiente Italia Beppe Rovera intervista il Nobel Carlo Rubbia

[

cui cittadini, comitati spontanei, associazioni, esperti, scienziati, ministri si accalorano in un confronto schietto e paritario, a volte fuori dai denti, per protestare, discutere, cercare risposte. E lo share è di tutto rispetto. É stato organizzato un filo diretto con la redazione torinese della sede Rai: si può telefonare al numero verde 800017792 o per e-mail a: ambiente_italia@rai.it fax 011.8121272.

esempio per il territorio. Il Sole 24 Ore? Un’altra storia. Chapeau! Attingiamo volentieri dal lavoro prezioso degli inviati del giornale della Confindustria, leggendo con attenzione anche i dorsi regionali.

News in diretta agli utenti
Le principali agenzie di stampa, invece, si sono attrezzate da tempo destinando rubriche dedicate alla sostenibilità e alla promozione energetica. Un settore nuovo che funziona anche come business proponendo le notizie quasi sempre soltanto agli abbonati, news che possiamo ritrovare spesso negli sms e che rappresentano almeno lo spunto o l’inizio per una ricerca interessante, o una segnalazione necessaria per poter approfondire una notizia.

È la stampa, bellezza!
Non vogliamo desacralizzare i prodotti editoriali e chi li fa spiegando, come ha fatto il collega Anonimo che ha riassunto nel pamphet di successo “È la stampa, bellezza”, per la prima volta senza retorica, cosa succede davvero in una riunione di redazione, nel corso della quale i capi dei giornali decidono gli articoli che verranno pubblicati il giorno dopo; come mai alcune notizie non verranno mai pubblicate. Occorre far circolare le notizie con più serietà, in linea con la deontologia professionale. Il danno che può provocare un certo modo di fare giornalismo (parliamo per fortuna di pochi, irresponsabili colleghi) è enorme, almeno a livello locale. Un luogo-sistema rappresenta un’organizzazione complessa e di sviluppo per il territorio, come segnala l’intervista al prof. Pant nella rubrica Focus (pag. 6) di questa pubblicazione. I più noti magazine a grande tiratura hanno cominciato, dal canto loro, ad approfondire questi argomenti: il profilo rimane però legato ai “massimi sistemi “ di queste problematiche. In pochissimi casi ci sono esempi di realizzazioni significative che possano costituire un

26

Roberto Pippan, la “voce” radiofonica dell’Ambiente e del territorio

[

In abbonamento viene distribuita La Staffetta petrolifera, storico quotidiano di settore che dal 1933 si distingue per la sua indipendenza e la sua autorevolezza, tanto da essere punto di riferimento indiscusso nel business dell’energia, fornendo oltre 9.000 notizie l’anno, un’informazione precisa e puntuale, commenti ed approfondimenti di esperti, e un’attenta analisi dei dati. Nel 2005 è nato Quotidiano Energia per rispondere alla crescente domanda di informazione specialistica delle imprese e dei professionisti del settore, raggiungendo i propri lettori attraverso le più avanzate tecnologie informatiche declinate secondo gli attuali criteri di usabilità e accessibilità. Al sito www.quotidianoenergia.it, aggiornato in tempo reale, si affiancano ogni giorno: Quotidiano Energia, giornale in formato pdf (spedito via mail o scaricabile dal sito); QE24, la newsletter che riporta ogni giorno, in ordine cronologico, tutte le notizie pubblicate sul sito nelle ultime 24 ore; QEmobile, il servizio che permette di consultare sul telefonino le notizie e gli approfondimenti del giorno. I principali tg nazionali vengono, invece, assorbiti dal “tourbillon” della cronaca (tranne qualche eccezione, come vedremo per le scelte che ha fatto da tempo il Tg2), relegando questo compito agli speciali. Le rubriche che appartengono alla fascia dei programmi parlamentari, trasmesse il sabato, sono in genere attente a queste informazioni.

Molti si chiedono che faccia abbia Roberto Pippan la “voce” radiofonica dell’ambiente e del territorio. Ricordate la storica “Agricoltura, alimentazione, ambiente”? La voce è quella familiare di sempre che snocciola con professionalità titoli e argomenti. Aveva cominciato molti anni fa, forse trenta, sempre dai microfoni della radio. Oggi è caporedattore dell’economia e curatore di rubriche radiofoniche di successo: Questione di soldi (ore 07.30), Radio Habitat (ore 08.47), Questione di borsa (ore 10,00), trasmesse dal lunedì al venerdì. Il programma Radio Habitat che affronta i grandi temi ambientali e le relazioni tra ambiente, agricoltura e alimentazione è puntuale prima del Gr delle 9. Il programma di approfondimento Habitat Magazine viene trasmesso, invece la domenica mattina, dopo il Gr delle 9 e dura una ventina di minuti.

L’Ordine dei Giornalisti ha preso le distanze da questi “erogatori “di informazioni. Quasi sempre c’è il trucco. Vi invitiamo a essere un po’ scafati per individuare la notizia giusta. In televisione, intanto, qualcosa è cambiato. Altre cose cambieranno. Ci sarà presto una rubrica su Rai Due dedicata a queste problematiche.

ITALIA AGRICOLTURA
Quando le nuove frontiere della bio-agricoltura non hanno segreti in Tv Puntualmente ogni sabato, RAI 3, ore 11.45

Il Web? Un gran casino!
E c’è poi il web. Capita che la rete inghiotta tutto. Si trova lo studio di professionisti che utilizza un finto giornale come specchietto delle allodole, per rilanciare anche informazioni di carattere commerciale e ci sono portali più o meno schierati. Ogni regola ha la sua eccezione: il settimanale e-gazette.it ha compiuto dieci anni da poco e ha garantito una presenza costante sui principali argomenti di energia, ambiente, territorio con serietà e competenza. Bisogna però stare molto attenti alle “bufale”, la disinformazione crea soltanto ingorghi. La rete offre informazioni su questo particolare settore, ma sono tante, e non sono facilmente consultabili nè sempre attendibili. Il problema è vecchio.

Ma la radio ne parla?
Certo che ne parla! Una trasmissione storica, Radio Habitat, condotta da Roberto Pippan, è sempre puntuale con una variegata sfaccettatura di argomenti e informazioni. E c’è L’Italia che va, un programma ideato e condotto da Daniel Della Seta e Stefania Giacomini che va in onda il venerdì , su radio 1, dalle 12:35 alle 12:55.

Italia Agricoltura si rivolge contemporaneamente ai produttori e ai consumatori, ma anche a chi vuole saperne di più sulla bio-energia come la nuova frontiera dell’agricoltura. La Rubrica, coordinata da Lisa Bellocchi (Cr Sede di Bologna), racconta la campagna italiana, le produzioni regionali, le sfide tecnologiche, la tipicità garantita: punti d’eccellenza che contribuiscono in maniera determinante alla fama e ai conti del “made in Italy” nel mondo. Tra le sfide tecnologiche troviamo, appunto, i progetti innovativi per risparmiare energia e l’organizzazione di alcuni poli italiani che utilizzano tecnologie destinate allo sfruttamento energetico delle fonti rinnovabili, l’integrazione dei servizi e le energie pulite. Gli agricoltori sono molto interessati al tema delle bioenergie di origine agricola, considerate, da molti, una grande opportunità per gli operatori del settore. Col piglio sciolto del telegiornale tematico e il contributo di tutte le redazioni regionali della Tgr, Italia Agricoltura propone notizie ed approfondimenti sulla valorizzazione dell’agricoltura e dell’agrindustria italiana. Con gli occhi bene aperti anche su quanto viene deciso dall’Unione Europea, si rifletterà sulle tasche dei produttori e sulle tavole dei consumatori e sulle iniziative avviate per produrre energia pulita dalle filiere agricole. italia.agricoltura@rai.it Lisa Bellocchi, coordinatrice di Italia Agricoltura

[

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

RegionEuropa e Italia Agricoltura, rubriche gioiello del TGR, attente al local anticipano le notizie e i progetti dell’Unione Europea.
comunicazione istituzionale sono importantissime: per fare un esempio, se non vi fosse stata la vostra segnalazione a proposito dell’interessantissimo ed importantissimo evento che si è tenuto qualche mese fa in Toscana, oppure del lavoro che viene fatto in altri territori, dalle Langhe al Trentino e la stessa Valle d’Aosta, noi stessi - che come servizio pubblico radiotelevisivo dobbiamo dare sempre conto di questi avvenimenti che interessano le nostre comunità locali - non ne avremmo saputo nulla. Invece una stretta relazione fra i comunicatori e, chiamiamoli così, i “realizzatori” per la pubblica opinione di quanto viene fatto e comunicato, porta alla realizzazione di servizi come quelli che il nostro collega Antonio Silvestri ha realizzato sulle vostre esperienze sia in RegionEuropa che in Italia Agricoltura. É un rapporto utile, interessante, necessario e che sicuramente continuerà nel tempo, perché il tema delle Fer è troppo importante per essere lasciato cadere, soprattutto dopo che la Commissione Europea ha varato il suo progetto cosiddetto del 20/20/20 sulle fonti energetiche. Le principali iniziative innovative in corso in Italia forniscono in maniera esaustiva un quadro della ricerca nel settore energetico nazionale. Energeo Magazine ha l’obiettivo di far conoscere, tra l’altro, lo stato di sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza in Italia e far

Antonio Silvestri, inviato RegionEuropa

[

Un osservatorio da Bruxelles di assoluta competenza e puntualità
ominciamo con le domande a Dario Carella, Vice Direttore della Tgr, i tg regionali della Rai e curatore della rubrica settimanale “RegionEuropa”, sito web www.regioneuropa.rai.it, in onda la domenica su Rai Tre alle ore 11,45. Giungono puntualmente da Bruxelles i reportage del Vice Direttore della Rai Dario Carella, trasmessi nelle rubriche RegionEuropa e Italia Agricoltura. Nell’ambito delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, è difficile valutare situazioni e prospettive locali e regionali senza prima analizzare le correlazioni internazionali esistenti. A Bruxelles vengono fissati gli obiettivi in tema di sviluppo di queste tecnologie. Dottor Carella, Lei che da un osservatorio privilegiato segue da vicino l’evoluzione di queste notizie, che idea si è fatto del contesto generale? Può decollare, senza ulteriori indugi, il mercato delle Fer anche in Italia? Certo che sì, e anzi iniziative come quelle che voi curate dal punto di vista anche della

comprendere da chi e dove vengono realizzati i principali impianti alimentati a fonti rinnovabili presenti sul mercato. É un impegno gravoso e non completamente esaustivo. A noi è parso che RegionEuropa affronti volentieri il local; anche Italia Agricoltura (coordinata dalla brava Lisa Bellocchi) fa chiarezza e fornisce conoscenze obiettive ed imparziali sulle energie rinnovabili, in modo particolare su quelle prodotte in ambito agricolo. In questo spazio televisivo potremo aspettarci sempre più notizie su questo emergente settore? Come ho detto prima, certamente sì, perché non solo è doveroso per un servizio pubblico quale noi siamo, ma anche e soprattutto perché le tematiche del global e del local che si incontrano nel glocal, ossia nella globalizzazione che si fa locale, sono oggi le tematiche che a livello europeo ed italiano le istituzioni, gli attori economico-sociali, i comunicatori,il mondo dell’informazione deve affrontare. Lo stesso destino dell’Europa unita, secondo gli osservatori più accreditati, dipende dalla capacità di governare il glocal: ecco perché la collaborazione fra le reti, reti di comunicazione, reti di informazione nel nostro caso, è decisiva. Allora, dottor Carella, non è vero che non ci sono le notizie su questi argomenti, basta soltanto cercarle nel contenitore giusto? Si, diciamo di sì, e ovviamente le due trasmissioni della Tgr, “RegionEuropa” e “Italia Agricoltura”, servono a questo, anche se ovviamente non pretendono di essere le uniche. Ma, come ripete spesso il Direttore della Tgr Angela Buttiglione, fare informazione di prossimità è fare servizio pubblico. Noi ci atteniamo a questa regola e speriamo di riuscire nel nostro intento. I lettori saranno soddisfatti di queste risposte. In futuro ci darà ancora qualche anteprima da Bruxelles? Quando vorrete e quando avremo, insieme, cose interessanti su cui informare.

27

C

28

ha risposto, senza esitare: “Mi piace. Tenetemi informato”. Dopo un primo servizio ne sono seguiti altri, sempre ben collocati nell’edizione delle 13, sul Distretto del comprensorio geotermico toscano, sulla prima Comunità Mondiale del Cibo ad energia pulita e sull’utilizzo del vettore idrogeno ad Arezzo. E ancora: il recupero della canapa a Carmagnola, e la sostenibilità ambientale nella bioedilizia sviluppata dal Distretto del Trentino. Ogni proposta è stata prontamente accettata. Allora c’è proprio spazio in tv per queste iniziative? Il tg2 ha voluto fare da apripista, Dottor Masi perché questa scelta? Si tratta di una scelta obbligata. Non capire che il mondo sta cambiando anche, o soprattutto, per colpa delle attività umane, è pura irresponsabilità. Noi abbiamo il dovere di accendere costantemente i riflettori delle informazioni sulle tematiche ambientali. Forse la sensibilità del Tg2 ha anticipato delle scelte editoriali, oggi diventate scontate. Ma certamente non si può nel 2008, fare finta di niente. Le conseguenze sempre più drammatiche del riscaldamento globale, della crisi energetica, dello stato di salute dei nostri mari e delle nostre culture non possono essere relegati al rango di curiosità. Sono vere e proprie emergenze umanitarie che vanno raccontate giornalmente con competenza e decisione. In futuro anzi prevedo maggiori spazi informativi capaci di soddisfare le richieste dei telespettatori e dei cittadini in genere. E tutte le iniziative concrete capaci di favorire maggiore responsabilità rispetto al mondo che ci circonda meritano di essere comunicate adeguatamente. La tutela dell’ambiente non è una moda, è una priorità. Abbiamo il dovere etico e morale di conservare per i nostri figli l’unico pianeta che abbiamo a disposizione. Ripeto: chi ancora spera che sia un allarme passeggero deve ricredersi. Senza un cambiamento di rotta radicale nei nostri comportamenti politici ed individuali rischiamo di compromettere irrimediabilmente il futuro del pianeta. Io sento molto l’onere di una responsabilità che ogni anno diventa sempre più gravosa, ma non certo per questo mi fermerò, anzi. Parafrasando una famosa frase di Nunzio Filogamo, si può dire che il TG2 guarda con interesse alle realtà eco-sostenibili “ vicine e lontane”. Il Tg2, che ha al suo attivo il grande successo di rubriche come ” Eat parade” e “Si Viaggiare”, vuole guardare con la lente di ingrandimento le numerose realtà locali, provinciali, regionali che

Il vice direttore del Tg2 risponde alle nostre domande.

un duro sempre disponibile con il pallino del territorio

Marcello Masi,

hanno almeno un modello di sviluppo sostenibile da raccontare. Occorre credere nella possibilità di dialogo con questi gruppi di lavoro locali. In questo noi italiani non siamo secondi a nessuno. Abbiamo risorse in termini di creatività praticamente inesauribili. La politica locale ora sembra prestare molta più attenzione che in passato alla ricerca di soluzioni ecosostenibili in termini di tutela ambientale ed energia alternativa. É un fatto che l’impulso che arriva da molte realtà locali si sta rivelando prezioso e capace di alimentare nuove e concrete speranze. Credo moltissimo a queste esperienze che si stanno moltiplicando. Molte soluzioni studiate sono già in via di realizzazione e costituiscono esempi importantissimi. Dal mio osservatorio riesco a vedere tanti piccoli, ma costanti passi avanti in molte regioni. Da questo punto di vista posso affermare che bisogna essere ottimisti e credere nei risultati delle nostre ricerche e delle loro applicazioni. Abbiamo spesso ricordato in precedenti iniziative, con una frase efficace che ci sono sogni e bisogni di energia pulita. Non si sente il bisogno di una rubrica dedicata a questi specifici argomenti? É soltanto un sogno? Sicuramente non è un sogno, ma una esigenza fondata su solide basi. Credo, però, che sia giusto trattare questi argomenti in ogni contenitore informativo, primo fra tutti quello dei telegiornali. Non voglio essere frainteso, ma le tematiche energetico-ambientali meritano ampi spazi in tutti i palinsesti. Oggi una rubrica dedicata a questi temi è necessaria e auspicabile, ma non più sufficiente. Ecocity Onlus si è posta tra gli obiettivi la promozione e il coordinamento di questi progetti, il Tg2 continuerà a dare ascolto a queste proposte? Si’. É un impegno che prendo formalmente.

“Abbiamo il dovere di accendere costantemente i riflettori delle informazioni sulle tematiche ambientali. Il Tg2 ha anticipato scelte editoriali che oggi appaiono scontate. Non possiamo far finta di niente”.

In alto: Marcello Masi In basso: lo studio televisivo del Tg2

[

L

o spazio destinato alle iniziative locali è sempre molto limitato, specialmente in Tv. Il Tg2 della Rai ha invertito questa tendenza. In assoluto, è stata la prima testata giornalistica televisiva a occuparsi di Distretti Energetici Locali, grazie all’impegno del dinamico vice direttore Marcello Masi che, interpellato da Energeo Magazine che gli segnalava l’esistenza di queste nuove iniziative territoriali,

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

29

30 APPROFONDIMENTO

Intervista al governatore della Regione Toscana Claudio Martini

Toscana: dai “soffioni” all’eolico il tesoro energetico di una terra antica
“Il nostro è un gioco di squadra: Regione, Province e Comuni devono imporsi gli obiettivi di Kyoto. Con il Piano energetico regionale abbiamo fatto una scelta: creare le condizioni perché l’energia da fonti rinnovabili - e non più quella derivante dal petrolio e da altri fonti fossili - diventi il motore dello sviluppo della regione.”

[

ambiente visto in chiave positiva come opportunità di crescita e occasione di sviluppo. Presidente, Lei ha annunciato che vuole una regione più sostenibile e meno dipendente dal petrolio. Qual è la ricetta, il ruolo dei Comuni, l’impegno della Regione e delle Province? Con il Piano energetico regionale abbiamo fatto una scelta: creare le condizioni perché l’energia da fonti rinnovabili - e non più quella derivante dal petrolio e da altre fonti fossili diventi il motore dello sviluppo della Regione. Naturalmente, nel rispetto delle caratteristiche dei nostri territori, della salvaguardia dei nostri paesaggi, del nostro patrimonio storico. Per far questo dobbiamo agire in squadra: Regione, Province e Comuni sono chiamati a contribuire al raggiungimento di questo obiettivo. Solo per fare alcuni esempi del ruolo che potranno avere i diversi livelli istituzionali: i Comuni dovranno indicare le aree dove poter costruire nuovi impianti per la produzione di energia pulita e quelle dove invece non sarà possibile per la presenza di vincoli paesaggistici, storici o culturali; le Province dovranno realizzare un Piano energetico con precisi obiettivi; la Regione coordinerà il lavoro, definirà le linee guida, verificherà i passi avanti e le correzioni di rotta via via necessarie.

L’

ENE RGEO MAGAZI NE


- novembre 2008

Quali sono le precondizioni essenziali per attuare una politica di questo tipo? É necessario che Enti locali, mondo imprenditoriale, sindacati, associazioni diventino soggetti attivi di questa sfida. In secondo luogo occorre un salto di qualità nella capacità di coordinamento dei soggetti coinvolti, perché ciascuno faccia la propria parte. Infine dobbiamo riuscire ad affermare una “cultura del risparmio energetico”, un contesto educativo aperto al cambiamento, disponibile al confronto e cosciente della necessità di utilizzare meno energia per la vita di tutti i giorni e di spostarne la produzione verso le fonti rinnovabili e pulite. Che posizione ha la Regione Toscana rispetto alle politiche ambientali di Bruxelles? Gli obiettivi europei sono anche i nostri. A partire dai tre traguardi fissati dal Consiglio d’Europa per il 2020: 1) ridurre del 20% i consumi di energia, attraverso una maggiore efficienza e minori sprechi; 2) aumentare del 20% la quantità di energia prodotta con fonti rinnovabili (tra il 40 e il 50% dell’energia elettrica); 3) diminuire le emissioni di CO2 in atmosfera del 20%.

La Regione Toscana ha l’obiettivo di far crescere l’utilizzo delle fonti alternative fino al 40-50 per cento in modo da produrre così l’energia elettrica che serve allo sviluppo del territorio. Per farlo è stato approvato un Piano energetico che contiene indicazioni fino al 2020, una sorta di bussola per garantirsi un futuro ecosostenibile. É questo il percorso virtuoso da seguire? Il nostro Piano energetico è valido fino al 2010, ma contiene previsioni fino al 2020 e delinea le scelte della Toscana verso un futuro energetico libero dal nucleare, meno dipendente dal petrolio, più attento all’efficienza, in grado di ridurre i consumi, le emissioni di gas serra in atmosfera e soprattutto accrescere fino al 50% la produzione di energia elettrica da rinnovabili. Per realizzare questi obiettivi entro il 2020 sono previsti investimenti per 500 milioni di euro, 252 nel triennio 2008-2010. Interverremo su imprese, enti locali e famiglie con incentivi per il passaggio alle fonti rinnovabili (vento, sole, biomasse, acqua, geotermia), e migliorare l’efficienza energetica. Sono già state individuate le aree nelle quali realizzeremo, con un investimento regionale di 5 milioni, 20 nuovi “distretti energetici” con 500 alloggi ad altissima efficienza, che permetteranno risparmi del 40-50%. Ridurremo di 7,2 milioni di tonnellate le emissioni di CO2: 2 milioni in meno grazie alla riconversione a metano delle centrali Enel di Piombino e Livorno; 5,2 milioni in meno per la riduzione dei consumi nell’industria, nella mobilità, nelle abitazioni. Che cosa suggerisce per declinare uno sviluppo sostenibile e accettabile da tutti? Lo scenario mondiale non è dei migliori. Dal 2000 al 2004 le emissioni globali di gas serra sono aumentate dell’11-13%. Con questo ritmo, nel 2030 la temperatura crescerà di 0,6 - 0,7 gradi, e nel 2100 sarà più alta di 3 gradi. L’Italia importa energia per l’84,3%, cioè

31

Il progetto Energy Made in Tuscany
La Regione Toscana che si caratterizza come uno dei “laboratori delle nuove energie pulite e rinnovabili”, sarà orientata a un’attività in progress mirata alla promozione di questa attività. I modelli di sviluppo eco-compatibili, che adottano le più avanzate soluzioni basate sulle energie rinnovabili, rientrano nel progetto “Energy Made in Tuscany”. Oggi sono maturi i tempi per organizzare gli Stati Generali dei luoghi-sistema economicamente sostenibili della Toscana? Qui abbiamo esperienze avanzate di ricerca nel settore delle energie rinnovabili. Fra queste ricordo il “distretto dell’idrogeno” di Pontedera, che integra le attività di ricerca e le sperimentazioni con i progetti industriali e le vocazioni del territorio. Oggi il distretto sta portando avanti un progetto che mette insieme imprese, organismi di ricerca, università, centri di servizio e istituzioni pubbliche con lo scopo di coordinare, nella zona Pisa - Pontedera - Livorno, azioni di ricerca e applicazioni sperimentali sulla tecnologia dell’idrogeno applicata ai mezzi di trasporto pubblico. La seconda esperienza significativa è quella del Centro di eccellenza della geotermia di Larderello, unico del suo genere in

“La Regione dovrà coordinare il lavoro, definire le linee guida, verificare i passi avanti e le correzioni di rotta via via necessarie. I Comuni dovranno indicare le aree dove poter costruire nuovi impianti per la produzione di energia pulita e quelle dove invece non sarà possibile farlo per la presenza di vincoli paesaggistici, storici o culturali. Alle Province toccherà realizzare un Piano energetico con precisi obiettivi.”
Italia, che si propone come punto di riferimento per studiosi ed operatori del settore di ogni parte del mondo. A Pisa ha sede il centro ricerche Enel che coordina le attività delle aree sperimentali e i laboratori Enel distribuiti su tutto il territorio nazionale ed è impegnato nella ricerca per l’utilizzo di nuove tecnologie e per la riduzione delle emissioni degli inquinanti. Ad Arezzo è stato da pochi mesi inaugurato il primo idrogenodotto urbano del mondo, un impianto capace di servire quattro aziende orafe con 53.000 metri cubi l’anno di gas. L’obiettivo è di portare a 100.000 mc la quantità di gas erogato entro la fine di quest’anno, per gli usi energetici delle aziende del distretto orafo. Quella di Arezzo è una prima esperienza che dimostra che si può concretamente pensare all’idrogeno come fonte alternativa, e abbiamo registrato un forte interessamento al progetto da parte di Cina, Giappone e Germania. Ed infine il “Distretto delle energie rinnovabili della Toscana”, tra i primi ad essere operativo in Italia e destinato a diventare tra i più avanzati d’Europa. Il Distretto, finanziato dalla Regione Toscana con oltre 6 milioni di euro, rappresenta un esempio sperimentale di economia dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, nella promozione e nella diffusione dell’energia pulita. Queste esperienze, e le altre presenti, possono e devono riuscire a “fare sistema”, scambiandosi esperienze e conoscenze con l’obiettivo comune di fare della Toscana la regione dell’energia pulita.

produce solo il 15,7% di ciò che consuma. Il costo di un kilowattora per le aziende italiane è superiore del 40% a quello della media Ue, il doppio di quello francese, tre volte quello svedese. Per assicurare un futuro alle nuove generazioni e far crescere la competitività, dobbiamo intervenire. Sviluppo e sostenibilità devono poter convivere. Per me la tutela del paesaggio, dell’ambiente, delle risorse naturali e della qualità è altrettanto importante quanto la crescita delle imprese e delle produzioni. Ci dobbiamo mettere in testa che lo sviluppo o sarà sostenibile e compatibile con la tutela dell’ambiente o non sarà. Per questo è molto importante che si crei una diffusa cultura ecologica, del risparmio e dell’efficienza energetica, dei nuovi stili di vita eco-compatibili. La Regione farà la sua parte con la creazione di sportelli ad hoc rivolti ai cittadini e alle imprese per migliorare l’informazione, la diffusione di buone pratiche, la formazione professionale.

Claudio Martini, Governatore della Regione Toscana

[

32

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

ENERGY MADE IN TUSCANY La Regione Toscana avanti a tutta energia, ma pulita e rinnovabile

33

E se il locale fosse meglio del globale?

Abbattere le emissioni e far fruttare le energie pulite: un salto verso un nuovo modello di sviluppo.
nergeo Magazine entra nel cuore delle realtà locali. É appassionante assistere all’impegno ambientalistico dei luoghi-sistema d’Italia, alle tante iniziative delle varie regioni italiane per la promozione delle energie rinnovabili. Ci sono in Italia mille iniziative diverse, progetti, proposte di questa entusiasmante corsa a tappe destinata a portarci all’abbattimento dei gas serra per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Energeo Magazine inizia dalla Toscana il primo grande viaggio nel cuore delle realtà locali. Ecco quindi come questa Regione vuole fare da traino agli altri progetti. La Toscana è la regione più ecosostenibile d’Italia, quella che ha mostrato maggior dinamismo nell’affrontare le problematiche su lavoro e ambiente. É quanto emerge dalla ricerca dell’autorevole centro studi Sintesi di Venezia, pubblicata nel mese di luglio, sul Sole 24 Ore. In questa Regione, tra il 2000 e il 2007, si sono registrati i migliori risultati sul fronte dell’occupazione, dell’innovazione della coesione sociale e soprattutto della sostenibilità ambientale. Non ha nascosto la sua soddisfazione il governatore della Regione Toscana, Claudio Martini, nel commentare l’indagine sulla situazione economica delle Regioni italiane. “Sono state premiati il dinamismo e la qualità del nostro impegno, così come la scelta,

E

Il duomo e i tetti di Firenze contenuta del nuovo Piano regionale di sviluppo, di puntare tutto sullo sviluppo sostenibile. Sia pur nella difficile congiuntura mondiale, abbiamo imboccato la strada giusta e siamo in linea con gli obiettivi europei”. La Toscana figura al tredicesimo posto per l’innovazione, all’undicesimo per coesione sociale, al terzo per l’occupazione e al primo per la sostenibilità ambientale. Con le “performances” fatte registrare nel periodo 20002007, la Toscana è balzata decisamente al primo posto di questa speciale classifica (con un indice di 25,1), staccando di oltre 3 punti il Molise, segue un terzetto di regioni meridionali (Puglia a 14,2 Calabria a 14 e Sardegna a 12,8) e poi la Liguria al sesto posto con 11,1 e

[

l’Emilia Romagna al settimo con 10,5, ultima delle regioni in doppia cifra. L’analisi condotta dal Centro studi Sintesi ha riguardato 12 indicatori economico-sociali raggruppati in quattro aree tematiche e confrontati con gli obiettivi europei al 2010 stabiliti a Lisbona dai Paesi dell’Unione europea. In queste pagine vengono esaminati alcuni casi esemplari che rappresentano l’eccellenza nella vocazione sostenibile della Regione Toscana. Iniziative che, in qualche modo, hanno contribuito a raggiungere il prestigioso risultato. E racconteremo la storia di copertina, quella del Co.Svi.G. che compie vent’anni.

34 COMFORT & RISPARMIO

Tecniche e soluzioni per vivere la casa moderna

Nuovi modi di abitare tagliando i costi dell’energia
e e

a Regione può vantare il record di aver elaborato, prima di ogni altro, un modello di sviluppo basato sui Distretti energetici (idrogeno a Pontedera e delle Fer nell’area geotermica), con l’obiettivo di farne nascere altri, e sperimentare progetti innovativi come quelli che vengono raccontati in questa inchiesta. Il governatore Claudio Martini in queste stesse pagine annuncia che ci saranno 20 distretti energetici abitativi (D.E.A.), residenze e insediamenti ad altissima efficienza, capaci di far risparmiare a ogni famiglia oltre 500 euro all’anno sulla bolletta energetica, e in grado di ridurre di oltre la metà i consumi e le emissioni di gas serra in atmosfera. La Regione Toscana, con uno stanziamento di cinque milioni di euro, ha così inaugurato un innovativo percorso sostenibile dando vita a piccoli collaudati luoghi-sistema. Tanti villaggi-satelliti dislocati in sedici Comuni della Toscana. In via Canova a Firenze, grazie a un finanziamento di 278 mila euro, saranno realizzati da Casa Spa 20 alloggi di questo tipo. Oltre al capoluogo toscano, i finanziamenti regionali sono destinati ai progetti presentati dai Comuni di Livorno, Lucca, Prato, Siena, Aulla, Calenzano, Capannori, Castelfranco di sotto, Figline Valdarno, Gavorrano, Montemurlo, Montopoli Valdarno, San Giovanni Valdarno, Sesto Fiorentino e Villafranca. Si tratta di appartamenti che hanno un’ampiezza media di 85 metri quadrati e che saranno realizzati con tecniche e soluzioni innovative. Complessivamente saranno 48.200 i metri quadrati di abitazioni realizzati con i nuovi accorgimenti, il cui costo medio è di circa 8.800 euro per ogni unità abitativa. Ogni amministrazione dovrà ultimarne la

L

e e e e e

e e e e e e

e e

e

e

ENE RGEO MAGAZI NE

meno gas
- novembre 2008

realizzazione entro la fine del 2010. L’iniziativa consiste nell’incentivare - mediante la corresponsione al costruttore di un contributo sugli extra costi, da parte del Comune, da sostanziare attraverso l’abbattimento degli oneri di urbanizzazione (contributo poi compensato dalla Regione, che erogherà un analogo contributo, in conto capitale, al Comune) - la riqualificazione o la realizzazione di edifici o complessi di edifici, di volumetria di norma superiore a 10.000 metri cubi. Dal confronto tra i consumi di un’abitazione priva di interventi migliorativi e una energeticamente adeguata, emerge che per la prima sono necessari 71 chilovattora al metro quadro all’anno, per la seconda il fabbisogno energetico scende a 33 Kwh annui per ogni metro quadro.

Il metodo di sviluppo è semplice perché utilizza gli accordi volontari territoriali, come sono stati definiti gli strumenti di politica ambientale appropriati dal Consiglio dei Ministri dei Paesi dell’Unione europea competenti in materia energetica. Il soggetto pubblico o privato titolare del progetto di riqualificazione o di costruzione di un D.E.A. si impegna a presentare in Municipio l’idonea certificazione di collaudo delle opere eseguite e di verifica della conformità tecnicoeconomica degli interventi realizzati con gli obiettivi di efficienza energetica, applicando un mix di soluzioni tecnologiche in grado di ottimizzare l’interazione tra consumo e generazione locale dell’energia, riducendo i consumi e ricorrendo alle fonti rinnovabili.

ALTA TECNOLOGIA La sperimentazione è stata realizzata dalla Fabbrica del Sole

35

H2: l’idrogeno per creare gioielli
dell’idrogeno e delle energie rinnovabili, ideato e realizzato nel contesto del Progetto Idrogeno per Arezzo) e, in tempi strettissimi, anche alle abitazioni della zona di San Zeno. La produzione energetica avviene attraverso l’utilizzo di generatori a idrogeno che hanno come unica emissione vapore acqueo. É infatti la prima volta che un’area urbana è servita da un idrogenodotto sotterraneo attraverso il quale si eroga idrogeno per produrre energia e per l’utilizzo industriale a zero emissioni. L’intero Progetto Idrogeno per Arezzo è stato realizzato da un partenariato pubblico e privato. La Regione Toscana ha cofinanziato i primi 4 lotti al 50%, la Fabbrica del Sole ha coordinato tutto il progetto e realizzato l’HydroLAb, un consorzio pubblico dei comuni aretini per la distribuzione del gas metano, che ha realizzato la tubazione per consentire al sistema (attraverso le fuel cells) la distribuzione dell’idrogeno alle industrie orafe del Distretto aretino che da sempre usano il vettore come materia prima per le saldature e l’eliminazione degli ossidi. La sperimentazione è stata realizzata dalla Fabbrica del Sole. Nel mese di luglio, lo stesso gruppo di lavoro ha messo in funzione, a scopo dimostrativo, l’impianto di solar cooling integrato a idrogeno per la produzione di aria condizionata a zero emissione e a costo irrisorio. Anche questo intervento dimostrativo rappresenta un record mondiale perché si è combinato, per la prima volta, il solare con l’idrogeno per questo tipo di applicazione, utilizzando solo idrogeno ed energia solare, per alimentare il circuito di raffreddamento dell’aria condizionata dell’HydroLAb ad Arezzo, fino a raggiungere la temperatura di 16,7°C. “Un importantissimo passo avanti verso il risparmio energetico e la sostenibilità - commenta Emiliano Cecchini, Presidente del Comitato Scientifico della Fabbrica del Sole - che dimostra come l’idrogeno in combinazione con le altre energie rinnovabili sia una strada molto promettente”. In pratica si combina il calore dei pannelli solari termici di produzione della Fabbrica del Sole con il calore di scarto di una fuel cell come quelle già installate ad Arezzo da Exergy e si introduce quindi acqua calda sopra gli 80°C dentro un assorbitore a bromuro di litio. Il sistema genera liquido gelido a ca 10°C, utile per fare aria condizionata attraverso dei normali fan coil. Per la movimentazione delle pompe, dei rotori ed altri componenti occorre anche dell’energia elettrica che viene fornita dai pannelli fotovoltaici dell’HydroLAb. In pratica il condizionatore puo’ funzionare ovunque vi sia sole. “La messa a punto di questa tecnologia - spiega Andrea Baldini responsabile del progetto per La Fabbrica del Sole - è semplice ma apre tutta una serie di possibilita’ di utilizzo molto importanti soprattutto nel Nord Africa dove abbiamo già avviato dei progetti, in particolare in Egitto.” La cooperativa ha anche terminato e messo in produzione, collegandolo alla rete ENEL, un impianto fotovoltaico da 152 kWp in grado di produrre grandi quantità di elettricità che potrebbe essere convertita in idrogeno puro come si vuole fare a San Zeno per il potenziamento di quello che oggi è l’unico idrogenodotto sotterraneo in area urbana al mondo.

L’idrogenodotto di Arezzo, realizzato con condotte sotterranee, è considerato il più lungo del mondo in area urbana. L’impianto, che porta idrogeno puro alle ditte orafe, rappresenta un’assoluta novità in campo energetico. L’HydroLAb ha sorpreso tutti per l’arditezza del progetto.

serra

[

I

l viaggio in Toscana prosegue con altri itinerari. La Regione ha imboccato con determinazione la strada dell’accelerazione tecnologica. La sfida dell’idrogeno è appena cominciata e ha avuto un’alta risonanza sui media dei principali circuiti televisivi internazionali e una vasta eco anche a Bruxelles nell’importante vetrina della “Settimana dell’energia sostenibile dell’Unione europea” come interessante progetto tutto italiano. L’idrogenodotto più lungo del mondo in area urbana, un’assoluta novità in campo energetico, ha sorpreso tutti per l’arditezza del progetto. Il meccanismo è semplice: l’idrogenodotto, attraverso un percorso sotterraneo profondo circa un metro e 20 centimetri, porta idrogeno puro alle ditte orafe di Arezzo, all’HydroLAb (che è un laboratorio dimostrativo per le tecnologie

In alto: Il governatore della Toscana Claudio Martini al taglio del nastro, accanto a Emiliano Cecchini (Fabbrica del Sole), l’Assessore Regionale Ambrogio Brenna, il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, il presidente della Provincia Vincenzo Ceccarelli. Sotto: il primo caffè ottenuto da una Moka alimentata a idrogeno.

Pontedera

36 RICERCA

Nuove tecnologie per la mobilità del futuro

Il progetto riguarda una filiera completa, inserita nel Distretto Energetico nell’ambito del Progetto produttivo del Consorzio Sviluppo Valdera. La Regione ha finanziato l’iniziativa, assegnando 5 milioni di Euro all’Università di Pisa che ha già realizzato scooter che usano l’idrogeno come combustibile.

Calcinaia Pontedera Ponsacco

Lari

A Pontedera, dopo la Vespa, nasce un altro mito: l’idrogeno come combustibile pulito
osa strana parlare di un avveniristico progetto verso l’impiego dei combustibili a basso impatto ambientale e dell’idrogeno come vettore energetico, in un paese che è stato testimone della nascita di un mito, la Vespa: lo scooter più famoso del mondo progettato nel 1946 negli stabilimenti della Piaggio di Pontedera. L’industria che da oltre sessant’anni ancora la produce, e con essa Pontedera, parteciparono attivamente al boom economico degli anni Sessanta. A distanza di tanti anni, la cittadina toscana è nuovamente sotto i riflettori, protagonista di un progetto che ha suscitato un’attenzione sempre più vasta da parte di soggetti imprenditoriali locali, Università di Pisa e delle Istituzioni (Comune, Provincia, Regione), chiamate a progettare uno sviluppo ambientalmente sostenibile che è destinato a proiettare Pontedera verso il futuro. Il progetto di una filiera completa in quest’area, inserita in un Distretto energetico dell’idrogeno, che si qualifichi come centro di ricerca e

C

produzione all’avanguardia, a partire dalla produzione basata sullo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile, per finire con la sperimentazione di reti di stoccaggio e di distribuzione e di veicoli alimentati con questa energia pulita, è perfettamente in linea con le attuali tendenze su scala nazionale ed europea, in quanto l’Unione europea ha indicato l’idrogeno come uno dei temi di sviluppo prioritari sul medio-lungo termine. Tutto questo è di ottimo auspicio per l’iniziativa, promossa con determinazione dalla Regione, che, utilizzando un finanziamento di 5 milioni di euro, assegnato dal Ministero della Ricerca tramite un Valutatore indipendente all’Università di Pisa, ritiene il tema dell’idrogeno e delle celle a combustibile, di interesse prioritario, pur dedicando evidente attenzione anche agli altri combustibili a basso impatto ambientale. Il sindaco di Pontedera, Paolo Marconcini, ha accettato la sfida e, consapevole della politica dei piccoli passi, ha messo sulla rampa di lancio il progetto “H2 Filiera Idrogeno” con

l’ambizioso programma di trasformare questo insieme territoriale di assets di grande pregio in un sistema coordinato ed efficiente, in movimento accelerato verso le tecnologie sulle quali si fonderà la mobilità del futuro. “Questa ci sembra la direzione giusta - spiega il sindaco Marconcini - Il progetto teso a promuovere lo sviluppo e la sperimentazione di sistemi di mobilità basati sull’uso dell’idrogeno come vettore di energia, oltre ad una notevolissima rilevanza sul piano locale, ha, di riflesso, una valenza anche nazionale ed europea ed è soprattutto in tali ambiti che ne vanno valutati motivazioni e obiettivi”. L’idrogeno è il vettore di energia pulita su cui maggiormente punta l’industria veicolistica mondiale: di fatto, l’idrogeno rappresenta ad oggi, per i maggiori produttori di veicoli del mondo, una scelta obbligata per raggiungere il traguardo della produzione di veicoli ad emissioni nulle, economici ed efficienti. La mobilità basata sull’idrogeno richiederà però cambiamenti epocali, non solo nella tecnologia motoristica, ma anche nelle complesse infrastrutture di produzione e distribuzione del carburante.

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

H

Paolo Marconcini, sindaco di Pontedera

Da queste parti è stato capito lo scopo del progetto e gli ingredienti per sviluppare queste nuove tecnologie ci sono tutti.

H2
A Pisa è nato e ha sede il Forum Italiano dell’Idrogeno, centro di dibattito e promozione degli studi di filiera, dal quale sono partite le iniziative che hanno portato l’Italia a essere il primo Paese europeo a dotarsi di una normativa sulla sicurezza dei sistemi per la distribuzione dell’idrogeno. A Pisa, nei laboratori universitari di Ingegneria, motori ad idrogeno hanno “girato” fin dai primi anni ’80, mentre più recentemente hanno visto la luce scooter a idrogeno basati su “pile” che usano l’idrogeno come combustibile. A Pontedera, nei Laboratori del Polo Sant’Anna Valdera, si sperimentano sensori di nuova generazione per la sicurezza dei sistemi per la distribuzione e l’utilizzazione dell’idrogeno. Senza trascurare la presenza di importanti realtà industriali legate alla produzione di veicoli. Non solo la Piaggio, che come grande azienda produttrice di motori ha ovviamente anche strategie proprie nel settore idrogeno, ma anche molte realtà dell’indotto e le aziende della componentistica automobilistica del

Il Forum Italiano dell’Idrogeno

livornese, possiedono know-how tecnologici importanti, utilizzabili nel progetto. Da ultimo, non è da sottovalutare la disponibilità degli Enti locali e della Società SAT (Aeroporti Toscani) a collaborare alla sperimentazione su flotte di veicoli e sistemi di distribuzione, nonché l’impegno della Società Pont-Tech di Pontedera che ha svolto, su sollecitazione del Comune, il ruolo di promotore del progetto “H2 Filiera Idrogeno”. Il coordinamento e il Project management sono stati affidati all’Università di Pisa (prof. Emilio Vitale, Preside di Ingegneria) che sta utilizzando i finanziamenti sinora concessi destinati all’attività di ricerca di base di competenza universitaria. Il dottor Giuseppe Pozzana, direttore della Pont-Tech conferma la ricerca industriale e ricorda come “si potranno aprire nuovi scenari, quando saranno reperite le risorse necessarie per un settore in continua espansione”. La società è partecipata da Comune con il (25%), Piaggio (20,45%), Provincia di Pisa (25%), altre quote suddivise tra S.S.S.A, Fidi Toscana, le banche di Lajatico e Fornacette, Unione Industriale Pisana, Cna e, infine, i Comuni di Bientina e Calcinaia.

Nel progetto H2 Filiera Idrogeno, un ruolo chiave è stato svolto da EDI PROGETTI, come spiega l’Ingegner Marco Doveri, responsabile di quest’ultima:“Le vetture Bi-Power a benzina ed idrogeno, da noi messe a punto su base Fiat Multipla e Doblò, sono state il trampolino di lancio del progetto idrogeno dimostrando che una soluzione alternativa alle Fuel-Cell è tuttora rappresentata dai motori a combustione interna con il vantaggio della doppia alimentazione e quindi dell’autonomia garantita. Ulteriore vantaggio del sistema da noi sperimentato è di non stravolgere l’attuale tecnologia di produzione delle auto”. Il progetto filiera dell’idrogeno evidenzia altri punti di forza del progetto nelle linee di attività della squadra di prestigiosi partners. Tra gli altri sono coinvolti 5 Dipartimenti dell’Università di Pisa e la Scuola Superiore Sant’Anna. La prima riguarda la messa a punto di veicoli con motori endotermici trasformati per poter funzionare efficientemente utilizzando idrogeno (eventualmente miscelato con altri gas) come combustibile. La seconda linea di attività riguarda i veicoli elettrici alimentati con celle a combustibile che utilizzano idrogeno per produrre energia elettrica in modo assolutamente pulito. Qui le sfide riguardano il miglioramento del rendimento e dell’affidabilità delle celle, nonché l’abbattimento dei costi. Il Progetto è poi caratterizzato da attività trasversali a tali linee di ricerca, che riguardano l’elaborazione di proposte per la produzione sul territorio di idrogeno “pulito”, i sistemi di accumulo dell’idrogeno a bordo dei veicoli, la sensoristica necessaria per controllare gli apparati e renderli sicuri, la sperimentazione di prototipi, lo studio dell’impatto economico ed ambientale per il territorio, il contributo alla messa a punto di normative per l’omologazione di componenti e sistemi. Insomma, tutto ciò che serve per portare i risultati delle ricerche dai laboratori all’utilizzazione stradale. E la strada che ha percorso in questi anni la Vespa lascia veramente ben sperare.

37

[

38 INSEDIAMENTI

Il territorio cresce grazie al progetto produttivo del Consorzio Sviluppo Valdera

PROGETTI A Collesalvetti la prima stazione Multienergy

Valdera: consorziare i Comuni per sviluppare robotica e innovazione
Svettano nel cielo di Pontedera 4 aerogeneratori eolici alti 98 metri (2 Mw di potenza nominale), in grado di produrre 16 milioni di kwh, equivalenti al consumo annuo di 5.000 famiglie. La fattoria eolica, inaugurata a settembre, eviterà l’emissione in atmosfera di 14.400 tonnellate di CO2, 20,16 tonnellate di SO2, 27,36 tonnellate di Nox. I progetti futuri riguardano la robotica e la logistica e, naturalmente, come si è visto, il Distretto dell’Idrogeno e l’attività del Consorzio Sviluppo della Valdera che raggruppa i Comuni di Calcinaia, Lari, Ponsacco oltre che Pontedera. Si scommette sull’innovazione e la ricerca, e sui prodotti ad alto valore aggiunto. Ci sono tuttora forti segnali positivi, in un territorio che ha saputo attrarre investimenti, mantenendo un forte tessuto industriale e produttivo. “Le scelte fatte in questo territorio - spiega il presidente del Consorzio, Giovanni Bonario - prima con il progetto Pontedera e poi con il Consorzio Sviluppo Valdera, sono andate nella direzione di riqualificare le attività produttive. Il merito va a tutti coloro che hanno svolto questa azione, che l’hanno coordinata, l’hanno attuata”. La Valdera oggi è, per questo, sinonimo di un territorio valido economicamente, molto attivo, ricco di centri di innovazione industriale ma anche culturale, ambientale, agricolo e turistico. A poco più di dieci anni dalla sua costituzione il Consorzio può già vantare la realizzazione di opere pubbliche per 30 milioni di euro, la gestione dell’insediamento di circa 50 nuove imprese nell’area industriale di Pontedera, la prossima attivazione di oltre 700 mila metri quadrati per aree industriali. Complessivamente il polo industriale di Pontedera e della bassa Valdera che ha una estensione di circa un milione e mezzo di metri quadrati, conta alcune centinaia di aziende e circa diecimila dipendenti. Su queste basi si poggia l’economia di questo esteso comprensorio in provincia di Pisa. Nei mesi scorsi sono stati inaugurati i laboratori di Pont-tech (Cerfitt) che saranno assegnati alle neonate aziende innovative.“Occorre - dice Giovanni Bonario - che tutti comprendano l’importanza di questi tasselli. Senza innovazione non c’è futuro. Senza scommettere sulla qualità del mondo produttivo si è destinati a ruoli secondari nel panorama dell’economia globalizzata”.

Un pieno di idrogeno per viaggiare pulito
Un impianto esemplare, il primo in Italia, che trasforma il futuro in presente e segna una tappa importante verso l’economia dell’idrogeno. La Toscana, che ha creduto da subito in questo progetto di stazione di servizio che eroga l’idrogeno insieme agli altri carburanti ed è autosufficiente da un punto di vista energetico sfruttando le fonti rinnovabili e la cogenerazione, si pone ancora una volta all’avanguardia.

La stazione “Multienergy” Agip di Grecciano, sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno nel comune di Collesalvetti, che è stata realizzata dalla Divisione Refining & Marketing dell’Eni, fa parte dei progetti che la Regione ha finanziato in misura del 25% (con i Fondi Docup Obiettivo 2 2000-2006) per le sue caratteristiche fortemente innovative e interessanti sotto il profilo della sostenibilità. La stazione, che eroga già vari tipi di carburante a basso impatto ambientale, distribuisce da oggi anche idrogeno per rifornire un parco di veicoli a idrogeno pubblici e privati. Si stima che possa garantire 433 “pieni” all’anno, il che equivale a rifornire 4 veicoli che percorrano anualmente 10.000 chilometri. L’H2 viene ottenuto - e poi stoccato - con le fonti di energia rinnovabile installate da tempo nella stazione, cioè i pannelli fotovoltaici da 20 Kw, montati sopra la pensilina, e le tre pale eoliche da 20 Kw ciascuna che si trovano sul lato interno dell’area. A questa “centrale” di energia rinnovabile, che può cedere l’eventuale surplus energetico alla rete locale, si affiancherà un sistema di generazione (che produce cioè sia energia elettrica che termica e di raffreddamento) da 30 Kw, alimentato a gas naturale e utilizzato per il condizionamento dei locali. Con il suo forte investimento nella integrazione tecnologica per una filiera sostenibile per l’idrogeno, la stazione Multienergy segna la direzione in cui è necessario muoversi in un contesto di assottigliamento delle risorse fossili e di indispensabile riduzione delle emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti. Ed offre un modello praticabile di impegno comune pubblico e privato per sviluppare opzioni energetiche sostenibili e riproducibili sia in tema di ecoefficienza e fonti rinnovabili, che in quello della mobilità a basse emissioni, fino alle emissioni zero dell’idrogeno.

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

CET
Società Consortile Energia Toscana
La Società Consortile Energia Toscana (CET) nasce nel 2003 sotto l’impulso della Regione Toscana come stazione appaltante, per conto dei soci, per l’acquisto sul libero mercato di Energia Elettrica e Gas metano. Il fine del Consorzio è di aggregare la domanda di energia degli Enti Pubblici per ottenere prezzi migliori, minimizzando le spese di Bando degli Enti ed ottimizzando la gestione dei dati e degli atti necessari ai cambi di fornitore. Ad oggi CET acquista circa 370 GWh di Energia elettrica e 16 milioni di mc di Gas Naturale.

Ridurre il costo dell’energia? Insieme si puo’
Consorzio pubblico per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale, per il risparmio energetico e per la promozione delle fonti rinnovabili

Traspare

ve ni

a nz e

migliori c on : le

di z

Il Consorzio opera attraverso bandi pubblici di rilevanza Europea effettuati annualmente in pieno rispetto del Decreto Legislativo 163/06. Tramite una clausola posta all’interno del bando per la fornitura di energia elettrica viene garantito che le tariffe ottenute siano migliori di quelle CONSIP. Inoltre sono introdotte all’interno del bando clausole di aggiudicazione che garantiscono il Consorzio dall’instaurazione di “cartelli”.

nz a

n io
id

Con

E

Oltre ad ottenere le migliori condizioni di mercato, il CET si pone come obiettivo quello di diminuire i consumi al fine di ottenere vantaggi ambientali ed economici.

a e ri s ienz pa c r ffi

Pro m

CET Società Consortile Energia Toscana www.consorzioenergiatoscana.it info@consorzioenergiatoscana.it Società Consortile Energia Toscana scrl Via Vincenzo Bellini, 58 50144 - Firenze Tel. +39 055 353888 +39 050 2217350 Fax +39 055 3217026

l’ambiente significa investire in un futuro migliore, il Consorzio promuove le Fonti Rinnovabili e si propone ai soci come strumento per lo studio, la progettazione, il reperimento dei finanziamenti e la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile (Idroelettrico, Fotovoltaico, Solare termico, Biomasse, Eolico).

delle Fon one ti zi Poiché o rispettare

Serv izi

ca i m er t o

e

is a ss

tenza ai S

oc i

I Soci hanno a disposizione un ufficio specializzato per il controllo dei contratti e l’aggiornamento sull’evoluzione normativa del Mercato dell’Energia senza dispendio di risorse. Viene fornita assistenza ai soci anche tramite servizi di interfaccia verso i fornitori, controllo delle fatturazioni (sia a campione che su richiesta), verifica dei consumi, informazione sulle modifiche normative del Mercato elettrico.

m
e io

nergetic o

nn Ri

ili ovab

40 INNOVAZIONE

Il progetto si caratterizza per la sua valenza ambientale

A Gorgona il sole accende la luce

a luna piena illumina il mare e la fortezza dell’isola di Gorgona, nell’arcipelago Toscano, più delle lampade alimentate, fino a ieri, a gasolio. Un raggio insiste sulla Torre Vecchia costruita nel XII secolo dai Pisani che sovrasta le case rosse del villaggio. Sullo sfondo la fortezza, silenziosa, fino all’alba, si raggiunge arrampicandosi su un viottolo ciottoloso. Quando non c’è la luna le lampade delle case sono accese dal sole, con un modernissimo impianto fotovoltaico (attraverso un’alimentazione verde, moderna e rinnovabile, metafora

L

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

[

L’impianto, installato dagli stessi detenuti del penitenziario-modello dell’Arcipelago Toscano, consente di produrre in un anno 65.000 di Kwh e di ridurre le emissioni di CO2 di circa 63 t/h. Nel carcere i detenuti impareranno il mestiere di installatore di pannelli fotovoltaici.

dell’evoluzione ambientalista), che consente di produrre in un anno 65.000 di kwh e di ridurre le emissioni di CO2 di circa 63 tonnellate l’anno. L’isola di Gorgona sembra un luogo di ritiro e di preghiera. Lo è stato, per secoli, quando vi abitavano eremiti e monaci, soprattutto benedettini (fino al secolo XIV) e certosini (dal XIV al XVIII secolo), anche se la Repubblica Pisana e il Granducato di Toscana hanno lasciato tangibili testimonianze della loro egemonia. Dal 1869 l’isola, che conserva la genuina espressione urbanistica dei villaggi di pescatori, è sede di una Colonia Penale che ne occupa tutto il territorio e che ha finito per smembrare la comunità civile autoctona, ridotta oggi a pochissimi abitanti. La presenza del carcere fa sì che la Gorgona sia la meno conosciuta delle isole dell’Arcipelago. Gli aspetti naturalistici che la caratterizzano sono sorprendenti. Unica fra le piccole isole del Mediterraneo, è coperta da boschi e la macchia mediterranea, si arrampica sugli scoscesi strapiombi, abitati da numerose colonie di gabbiani ed altri volatili padroni assoluti di un panorama d’incanto, dove soffia la brezza marina su spiagge deserte, calette appartate, sentieri nascosti. Dal 1991 l’isola di Gorgona fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Le caratteristiche geografiche facilitano la possibilità di promuovere la produzione di energia attraverso le fonti rinnovabili, coinvolgendo i detenuti che hanno lavorato a fianco ai tecnici -installatori dei pannelli fotovoltaici. Un’esperienza interessante ed unica. I detenuti del Penitenziario (in totale sono 60, ma presto saranno 90-100) non sono

In alto: Carlo Mazzerbo, direttore del Penitenziario della Gorgona A destra: i pannelli fotovoltaici installati sull’isola

nuovi a questi exploit di inserimento nella vita normale. Sull’isola ci sono varie attività lavorative, dislocate nelle diverse sezioni del penitenziario. È nei programmi dell’Amministrazione affidare, d’intesa con l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e gli altri Enti territoriali competenti, a cooperative sociali la gestione di attività produttive e di accoglienza dei limitati flussi turistici che saranno autorizzati a visitare l’isola. Attualmente i detenuti presenti sono impegnati nelle attività necessarie al mantenimento e al miglioramento della vita per tutti i residenti : ci sono pertanto detenuti idraulici, muratori, allevatori, pasticceri, meccanici, falegnami, pescatori, e altri stanno imparando nuovi mestieri in quanto il lavoro costituisce un importante elemento del trattamento penitenziario ed offre una concreta opportunità per un futuro reinserimento sociale. A breve potrà essere avviato un progetto di formazione a distanza per detenuti, in collaborazione con il CITT (Centro per il Trasferimento

41

dell’innovazione tecnologica sulle energie rinnovabili) di Monterotondo Marittimo (sono state avviate le procedure) che ha accolto la proposta del direttore del carcere di avviare un progetto di recupero delle risorse umane negli istituti di pena della Toscana attraverso un programma di formazione a distanza destinato alla professionalizzazione dei detenuti nel campo delle applicazioni delle energie rinnovabili, considerati, senza dubbio, i mestieri emergenti. Recentemente in un programma di Rai Uno, il dottor Mazzerbo ha potuto spiegare come “vengono realizzati i corsi di recupero destinati ai detenuti, sull’isola di Gorgona e nella fortezza di Porto Azzurro. L’iniziativa punta su lavoro e scuola, per accompagnare, ogni giorno, i detenuti nei loro percorsi formativi”. L’obiettivo sta nella missione del carcere che tende alla rieducazione e al reinserimento nella società dei detenuti. L’impianto fotovoltaico realizzato in collaborazione con i detenuti, costituisce, in effetti, un autentico fiore all’occhiello per la struttura carceraria dell’isola di Gorgona, la più piccola e la più settentrionale delle isole del Parco Nazionale dell’arcipelago toscano.

“Il progetto - spiega il dott. Carlo Mazzerbo - si caratterizza per la sua valenza ambientale confermando il nostro impegno, primi tra le strutture carcerarie, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e, contemporaneamente per offrire ai detenuti un patrimonio di competenze spendibili in termini di occupazione”. Il programma riguarda l’utilizzo del fotovoltaico, tecnologia fornita dalla Mitsubishi Electric, che ha fatto installare dai tecnici della Solar Energy, i propri moduli nelle strutture del carcere. L’impianto, costituito da 302 moduli in silicio policristallino ognuno con una potenza nominale pari a 165Wp, per un totale di 50kW, è costato 300 mila euro, ottenuti con un finanziamento pari al 60% della Regione Toscana e con il contributo del 40% del Ministero di Grazia e Giustizia. L’energia prodotta dall’impianto è immessa nella rete elettrica dell’isola e viene utilizzata dalle utenze locali, mentre l’eccesso viene distribuito sul resto dell’isola dove ci sono molteplici attività ittiche, agricole e di allevamento. Gorgona, infatti, non è connessa alla rete elettrica nazionale e la produzione primaria è affidata a tre gruppi elettrogeni da 300kW, collegati in parallelo e alimentati a gasolio.

La produzione stimata dell’impianto, si ricorda, è di almeno 65.000 kWh/anno con una riduzione del fabbisogno elettrico del 10% e una riduzione di emissioni di CO2 di circa 63 tonnellate l’anno ed un risparmio economico di circa 50 mila euro. “La ragione della nostra collaborazione - sottolinea l’Ing. Gualtiero Seva, Division Manager di Mitsubishi Electric - può essere sintetizzata nella volontà di diffondere una maggiore conoscenza di queste tecnologie innovative e di una politica energetica con rilevanti aspetti etici”.

ISOLA DELLA GORGONA

42 INIZIATIVE

Una costosa inerzia rispetto alle opportunità del mercato libero dell’energia

Ma i Comuni sanno come si può risparmiare?

di Davide Poli*

N

ell’attuale scenario energetico si fa un gran parlare di iniziative di contenimento dei consumi elettrici o di ricorso alle fonti rinnovabili come panacea di tutti i mali. É un interesse spesso legato al ritorno d’immagine e alle potenzialità di risonanza mediatica di simili iniziative; tuttavia, la complessità tecnologica e normativa, i tempi di ritorno di lungo periodo e i ridotti margini di flusso di cassa non ammettono errori di improvvisazione, in nessuna delle fasi di ideazione, realizzazione e conduzione degli interventi. Nel frattempo molti utenti, fra cui troppe Pubbliche Amministrazioni, stanno colpevolmente ignorando le opportunità di immediato risparmio assicurate da un’attività molto meno rischiosa e strutturalmente impattante: l’acquisto di energia elettrica sul mercato libero. La liberalizzazione del settore elettrico, avviata nel ’99, è infatti giunta a piena maturazione, consentendo oggi a qualsiasi utente, domestico e non, la scelta del fornitore di energia più economico per il proprio profilo di consumo. Anche in questo caso, il corretto allineamento delle offerte (magari in esito a un bando

pubblico che va redatto con estrema cura) richiede esperienza e professionalità, dato il complesso quadro tariffario e di mercato. Questo problema può essere facilmente risolto tramite un aggregato di acquisto, che si occupi di tutti gli aspetti commerciali e normativi, gestendo centralmente la trattativa o la gara; l’aggregato potrà valorizzare al meglio le economie di scala di una contrattazione comune a molte utenze, nonché l’attrattiva commerciale sottesa a un significativo volume energetico. Come agire in pratica? Per un ente pubblico, c’è intanto la possibilità di aderire alle convenzioni stipulate annualmente dalla Consip, la società del Ministero dell’Economia e delle Finanze che si occupa degli acquisti centralizzati di beni e servizi per le PPAA. In Toscana esiste poi la Società Consortile Energia Toscana (CET), nata nel 2002 su iniziativa della Regione con il supporto tecnico del Dipartimento di Sistemi Elettrici e Automazione dell’Università di Pisa. Il CET è un consorzio aperto a sole PPAA, che agisce nel pieno rispetto della normativa comunitaria, selezionando il fornitore con bandi pubblici su base europea e con un preciso vincolo di risparmio rispetto alle convenzioni Consip in vigore.

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

[

Gli Enti Pubblici devono affrontare l’annoso problema di pagare a caro prezzo le tariffe di fornitura di energia elettrica. Una ricerca dell’Università di Pisa analizza i vari aspetti di questo problema e indica le scorciatoie per i Comuni e gli Enti Pubblici, in tempi di vacche magre, per poter risparmiare su questa particolare voce di bilancio. Il mercato dell’elettricità a prezzi competitivi è aperto anche per gli enti locali.

Davide Poli, *ricercatore presso il Dipartimento di Sistemi Elettrici e Automazione dell’Università di Pisa

Il CET riunisce attualmente oltre 60 PPAA, tra cui 13 aziende sanitarie locali e ospedaliere, due Università, la Regione, oltre 45 Comuni e due Province, l’ANCI e l’UNCEM toscane. Ad oggi, il volume energetico annuo è di oltre 360 milioni di Kwh e 15 milioni di metri cubi di gas. Per limitarci alla sola parte elettrica, tali volumi si traducono in un risparmio netto per i soci di oltre 5 milioni di euro all’anno (mediamente 1,50 €/kWh), rispetto alle tariffe che essi pagherebbero non contrattando l’energia sul libero mercato. Oltre a competenze di acquisto, il CET mette in campo anche attività di promozione per la razionalizzazione degli usi finali dell’energia, nonché capacità di analisi delle modalità di consumo energetico del settore pubblico. Recentemente, con il supporto dell’Università di Pisa, il CET ha condotto un’analisi del fabbisogno elettrico delle PPAA toscane, con l’obiettivo di dare separata evidenza ai consumi corrispondenti alle varie categorie (Comuni, Province, Sanità), alle diverse tipologie d’uso (media tensione, bassa tensione, illuminazione pubblica) e a ciascun regime tariffario (mercato libero, di maggior tutela e di salvaguardia). Infatti, vista l’ampia gamma

43
É in possesso di Attestazione SOA per le categorie OG1 - OG3 - OG6 - OG12 - OS8 - OS21 - 0S23

da quarantanni nel segno della qualita’
Nata nel 1969, ISOLVER SPA opera nel settore industriale al servizio di grandi società pubbliche e private garantendo sempre alti livelli di professionalità, qualità e sicurezza.
lnuovo Val di Cecina (PI) - Strada Reg ionale 439 n.

ISOLVER

56041 Caste

Specializzata nei lavori di verniciatura industriale, isolamento termico e termoacustico, negli anni l’azienda si è affermata nei settori dell’edilizia industriale, movimento terra, noleggio autogru e piattaforme aeree, garantendo sempre professionalità ed affidabilità, oltre che un parco macchine tecnologicamente all’avanguardia. Di primaria importanza è anche l’attività di Bonifica Ambientale, affidata a personale altamente qualificato.
88.20650 / Fa x 0588.20222

www.isolver.it isolverspa@isolver.it

140 - Tel 05

Fabbisogni annui di energia elettrica delle PPAA toscane di tariffe applicate, i bilanci elettrici regionali non riportano dettagli sufficienti a determinare l’ammontare dei costi che i nostri enti pubblici continuano a sostenere annualmente per effetto del loro incompleto passaggio al mercato libero. Per evidenziare in quali settori, aree geografiche e usi finali sia maggiore tale inerzia, sono stati messi a punto modelli di analisi aggregata dei consumi elettrici di alcune tipologie di PPAA (in particolare i Comuni), partendo dal campione di utenze conferite al CET e correlando i fabbisogni elettrici a variabili sociali e geografiche, come il numero di abitanti e di famiglie, l’estensione, la densità e la vocazione lavorativa. In estrema sintesi, emerge che solo il 60% del fabbisogno elettrico delle PPAA toscane (1,34 TWh/anno) viene approvvigionato nell’ambito del mercato libero (in parti pressoché uguali a opera del CET e di altri soggetti operanti sul mercato, come aggregatori privati o PPAA che si approvvigionano in proprio mediante contratti bilaterali); cambiando prospettiva, acquista energia sul mercato libero solo il 45% delle utenze non afferenti al CET. Tra le categorie caratterizzate da una maggiore lentezza di risposta alle logiche del mercato libero, spiccano purtroppo i Comuni, a cui afferisce quasi tutta la pubblica illuminazione. Si noti che oltre il 90% dei consumi non ancora transitati sul mercato libero è soggetto alle tariffe elettriche più onerose, quelle “di salvaguardia” praticate dal luglio 2007 dal fornitore di ultima istanza. In termini economici, le utenze pubbliche già presenti sul mercato libero godono di risparmi annui di circa 11 milioni di euro rispetto alle tariffe amministrate; se si facessero transitare sul mercato libero tutte le PPAA toscane, si potrebbero risparmiare ogni anno quasi 8 milioni di euro in più. Visti questi numeri, per un amministratore pubblico non agire appare ormai una colpevole trascuratezza: si acceda alle convenzioni Consip, si aderisca al CET o si agisca da soli. Ma si agisca.

12 11 10 9 8 1 4 2 5 6 3 7

1 Comuni (pubblica illuminazione) 363 GWh; 28% 2 Comuni (Mt e BT) 180 GWh; 2% 3 Province 35 GWh; 2% 4 Regione 5,5 GWh; 0,4% 5 Comunità Montane o,5 GWh; o,o% 6 Camere di Commercio 3 Gwh 0,2% 7 Arpat 3 GWh; 0,2% 8 Az. Osp e AUSL 230 GWh; 17% 9 Università e ricerca 110 GWh; 8 % 10 Diritto allo studio 10 GWh; 1% 11 Consorzi di bonifica 320 GWh; 25% 12 Altri (FFAA, Polizia) 80 GWh; 6%

orgona, si fa più luce i pannelli fotovoltaici
44 CHI SALE ▲ CHI SCENDE ▼

Sole e vento nel futuro dell’energia rinnovabile
▲ Geotermia
a Toscana qui fa la parte del leone: gli impianti geotermici rappresentano il 9,76% della produzione energetica totale da fonte rinnovabile e negli ultimi anni ha subito un forte incremento passando da 4.705 Gwh nel 2000 a 5.400 Gwh nel 2004 (rapporto «Fonti rinnovabili 2005» dell’Enea) che rappresenta il fabbisogno di 1.800.000 famiglie. Per il geotermico si tratta di passare da 711 Mw del 2004 a 911 Mw nel 2020. Gli impianti geotermici sono concentrati in larga parte in Toscana. Proprio in Toscana la produzione energetica da geotermia soddisfa il 25% del fabbisogno regionale, evitando l’emissione in atmosfera di anidride carbonica per 3.6 milioni di tonnellate. A Larderello i maggiori insediamenti (Pomarance ha 288 Mw installati), seguono Radicondoli con 120, Castelnuovo Val di Cecina con 114,5, Monterotondo Marittimo con 100, gli altri comuni geotermici con potenze installate inferiori. Con un accordo storico, firmato recentemente a Roma da Claudio Martini governatore della Regione Toscana e dal Direttore Generale di Enel Fulvio Conti sulla geotermia, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa, siglato presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico anche da 15 Comuni della Toscana, 5 comunità montane e le Province di Siena, Arezzo e Grosseto. Tra gli obiettivi dell’accordo figurano lo sviluppo sostenibile della coltivazione geotermica, il miglioramento delle tecnologie utilizzate per l’estrazione del vapore e la valorizzazione dei territorio per passare dagli attuali 711 a 911 Mw (+ 28%) entro il 2020, con garanzie per una geotermia sostenibile e vantaggi per le comunità locali interessate dagli impianti. Con questo accordo si è aperta la strada a una nuova e più intensa collaborazione tra Regione

L

ed Enel, perché l’intesa rappresenta una svolta con significativi benefici per i territori interessati, ed è il risultato di un lungo lavoro che ha coinvolto tutti gli enti locali e riguarda molteplici aspetti relativi alla produzione, alle garanzie ambientali, a ulteriori investimenti per ricerca e innovazione. Complessivamente ammontano a 650, i milioni di euro investiti per lo sviluppo dei territori interessati, ossia 15 comuni per un totale di 42 mila abitanti. Tra gli impegni che Enel dovrà portare a termine entro la scadenza dell’accordo, fissata per il 2024, figurano lo sviluppo sostenibile della produzione con la realizzazione di nuove centrali e l’applicazione in Toscana delle più moderne tecnologie del settore per ridurre le emissioni di CO2 e delle altre sostanze liberate dall’attività geotermica. Come figura dagli obiettivi del protocollo Enel si impegnerà a investire fino a 250 milioni di euro in ricerca e innovazione tecnologica nel campo delle energie rinnovabili. La freccia dell’indicatore punta diritto verso l’alto.

▲ Biomasse
L’interesse della Toscana per questo tipo di energia sta tutto nella sua vocazione forestale e agricola visto che per realizzare il cippato si utilizzano sia gli scarti della produzione forestale (interventi selvicolturali, diradamenti, ecc.) che di quella agricola (le potature di frutteti, di viti e di olivi). E la Toscana è, in entrambi i casi, ben fornita: basti pensare che circa metà del territorio regionale è boscato, e che quasi 180mila ettari del territorio ospitano colture. Attualmente la quantità di biomassa legnosa che potrebbe essere destinata a uso energetico senza impoverire le nostre foreste supera il milione di tonnellate annue. Ci sono poi i vantaggi ambientali (l’emissione di anidride carbonica è 25 volte inferiore rispetto a un impianto a gasolio), e economici (50 per cento in meno di costi rispetto a chi usa gasolio o Gpl e a parità di rendimento). L’occasione è importante e la Toscana si sta impegnando per coglierla. La Regione, attraverso la sua agenzia agricola (l’Arsia) ha investito fortemente dal 2000 a oggi per studiare e sperimentare la potenzialità energetica delle biomasse. Gli impianti però sono ancora pochi. Nel 2004 è stato inaugurato il primo impianto sperimentale a Rincine di Rufina (Firenze), più di recente è toccato a Fivizzano (Massa Carrara), Loro Ciuffenna (Arezzo) , Careggine e Camporgiano (Lucca) e sono arrivati altri impianti nel senese (Monticiano e Casole d’Elsa), nell’aretino (Loro Ciuffenna e Cetica), nella montagna pistoiese (San Marcello) e in quella fiorentina (Tavarnelle e Pomino). Si tratta di centrali che servono a riscaldare locali pubblici, sale conferenze, piccoli nuclei abitati, scuole. A questi poi, si vanno aggiungendo oltre cento impianti questa volta privati, che hanno però fruito di un aiuto pubblico. La Regione

▲ Fotovoltaico
Il fotovoltaico continua a crescere a ritmi vertiginosi in Toscana in maniera abbastanza omogenea tra le dieci province. Attualmente solo nella regione Toscana gli impianti installati sono 935 pari ad una potenza di 10125,4 kWp. La Provincia che registra un maggior numero di impianti fotovoltaici in esercizio è Firenze con 185 impianti (circa 1.925,7 kWp), seguono Pisa con 132 installazioni (circa 794,1 kWp), Arezzo 103 impianti (2.452,7 Kwp),Livorno con 92 impianti (circa 1.020,5 kWp) e Lucca con 77 impianti fotovoltaici e 517,6 kWp). Gli indicatori ambientali urbani, utilizzati dall’Istat, evidenziano, anche in Toscana, un utilizzo sempre piu’ diffuso sia del solare termico sia del fotovoltaico.

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

Toscana, come si evince nel Pier (Piano d’indirizzo energetico regionale) approvato recentemente, ha previsto di passare dagli attuali 34 Mwt installati a 600 Mwt entro il 2020 e di ulteriori 100 MWe alla scadenza degli obiettivi di Kyoto. La Regione intende sviluppare le filiere corte con impianti di cogenerazione dimensionati fino a 3 Mwt. La freccia dell’indicatore è spostata verso l’alto.

▲ Eolico
La promozione dell’eolico rappresenta in Toscana una sfida. La potenza effettivamente installata dall’eolico oggi è di 35,75 Mw. Si attende uno sviluppo maggiore da questi nuovi impianti, dove si punta a 300Mw di potenza prodotta. Attualmente in Toscana sono in esercizio gli impianti realizzati nel Comune di Scansano (20 MW), Montemignaio (1,8 Mw), Chianni (5,95 MW), e quello di Pontedera (8 MW), inaugurato il mese scorso (pag.38). Sono in corso i lavori per realizzare l’impianto di Montecatini Val di Cecina che produrrà 9 Mw (pag. 74). Il piano dell’eolico prevede da 15 a 25 siti con una potenza installata indicata tra 15-25 Mw che faranno crescere dieci volte l’energia utile prodotta dal vento. In questa regione si sta realizzando una mappa con le zone più adatte in località prive di vincoli ambientali, e per questa fonte energetica pulita sono previsti investimenti per enti locali e imprese private con uno stanziamento di 500 milioni di euro. Prende parte a questa sfida anche il Consiglio Regionale della Toscana che ha voluto dare l’esempio, in questo senso: è il primo ente pubblico a dotarsi di un proprio impianto da fonti rinnovabili. Ha, infatti, predisposto l’iter per realizzare un aerogeneratore eolico nel comune di Monterotondo Marittimo (Grosseto) per produrre autonomamente energia verde. L’opera rientra negli obiettivi del progetto “Consiglio regionale a emissioni zero - dalle manutenzioni all’innovazione”. La pala sorgerà all’interno di un nascente parco eolico e fornirà l’energia prodotta al Consiglio regionale. Per il progetto saranno investiti circa 3,5 milioni di euro, ammortizzabili in 10 anni. L’iniziativa, tra l’altro, prevede l’avvio nei prossimi mesi di un intervento, per 1,6 milioni di euro, per il rinnovo completo degli impianti di condizionamento e riscaldamento della sede del Consiglio per avere una migliore efficienza energetica. Tra le novità del Pier figurano il ricorso all’eolico

off-shore (la cui competenza è del Ministero dei trasporti) con grandi parchi al largo delle coste e la possibilità di redigere un Piano regolatore dell’eolico marino, la creazione di sportelli unici per l’energia e un monitoraggio semestrale degli effetti attesi e dei progressi energetici registrati nei vari settori. In questo periodo gli uffici regionali stanno esaminando e valutando numerosi progetti per la realizzazione di oltre 200 Mw da fonte eolica. Freccia verso l’alto.

CHI PRODUCE

Si scrive TER, ma si legge Energie Rinnovabili
ER è un’azienda che offre soluzioni in campo ambientale, ma il suo core business sta sicuramente nel promuovere ed effettuare investimenti nel settore delle energie rinnovabili. Anche se si tratta di un’azienda particolarmente giovane (la società è stata costituita a Firenze nei primi mesi del 2008) TER, che è l’acronimo di Toscana Energie Rinnovabili, ha scelto una struttura in grado di operare a livello nazionale ed internazionale, con particolare attenzione all’Europa, ma anche a tutta l’area del Mediterraneo. La società fiorentina ha stipulato accordi con importanti aziende europee di settore, in possesso della più avanzata tecnologia per il risparmio energetico e per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Nel fotovoltaico TER opera in sinergia con il gruppo SOLON, affermata azienda produttrice di moduli fotovoltaici quotata alla borsa di Francoforte. TER propone soluzioni tecniche, progettuali e finanziarie, capaci di andare incontro alle diverse esigenze sia di Enti pubblici che di privati. www.terenergia.com

*

45

T

▼Miniidroelettrico
L’idroelettrico è il settore delle rinnovabili in cui, negli anni scorsi, si è prefigurata una crescita, utilizzando le residue risorse idriche marginali, lungo le principali aste fluviali dell’appennino. Progetti per 35 Mw, realizzati e finanziati con un investimento complessivo di oltre 60 milioni di euro e un contributo pubblico pari a 14 milioni di euro. Questi impianti che rappresentano comunque una consistente produzione energetica a copertura del fabbisogno delle realtà locali, oggi vengono portati a termine, soltanto in quei luoghi dove è possibile valutare effettivamente i costi benefici, utilizzando la contabilità ambientale per verificare se un determinato impianto garantisce sostenibilità in termini ambientali, sociali ed economici. Obiettivi che non sempre, in alcuni luoghi, si sono concretizzati, in quanto, troppo spesso sono intervenuti fattori esterni, comunque determinanti, perché i promotori del progetto non hanno saputo dare, in alcuni casi, segni di continuità di presenza nel territorio e di concreta affidabilità, tanto da dover rinunciare, giocoforza, ai preventivati finanziamenti regionali. Rimangono i progetti per la realizzazione di piccoli impianti ad acqua fluente, che oggi vengono esaminati dalle amministrazioni provinciali per le procedure di autorizzazione. Il Pier indica comunque un incremento del 31% entro il 2020, per passare dagli attuali 318 a 418 Mw da raggiungersi attraverso piccoli impianti. Anche se le procedure sono state difatti semplificate a livello provinciale, i sindaci devono valutare con più attenzione le possibili inadempienze strutturali di qualche progetto o per il mancato dialogo con le popolazioni, al fine di evitare successivi contrasti e improvvisate proteste dei comitati spontanei locali, quasi sempre sorti dopo che sono stabilite le linee guida progettuali. Il nostro indicatore indica “giù”.

Know how e rispetto per l’ambiente ICET Industrie: record di affidabilità della famiglia Irani Il gruppo di Poggibonsi è operativo nel settore delle energie rinnovabili.

uante idee ha in testa Alighiero Irani! É più facile dire che, da buon toscano, una ne fa e cento ne pensa. Basta conoscerlo questo capitano di industria che ancora si commuove quando pensa al suo “babbo Arturo” che, nel lontano 1941, mise in riga la famiglia per lanciare un progetto ambizioso: creare a Poggibonsi, in questo lembo della provincia di Siena, un modello industriale dalla forte connotazione familiare che guardasse verso un’ imprenditorialità innovativa. La storia di Icet Industie si riassume nel lungo elenco delle aree di attività: Siderurgico, Chimico, Alimentare, Saccarifero, Geotermico, Estrattivo, Energetico, Petrolchimico Meccanico, Minerario, Cementiero, Ceramico, Laterizio, Ecologico, Vetrario. Ed infine la società CNE, un Consorzio New Energy, attivo nel settore delle fonti rinnovabili, progettazione, realizzazione impianti, installazione di fotovoltaico, solare termico, eolico, idroelettrico. Un successo in tutti campi, per l’azienda di Poggibonsi della famiglia Irani, attiva da circa 70 anni. www.icetindustrie.it

Q

*

46 CHI SPERIMENTA

A Navacchio si sviluppano i bisogni di crescita innovativa

Quando il sistema economico incontra il mondo della conoscenza
Il Polo Tecnologico con le sue 60 imprese ed i suoi 60 mila metri cubi di edifici, si accredita come una delle strutture più significative, in Toscana, dedicate all’integrazione tra il sistema della ricerca e quello dell’impresa.
proprio dietro l’angolo, dopo la curva, al numero 13 di via Giuntini. La strada è stretta ma si è praticamente arrivati. La struttura è quasi nascosta tra la chiesa e la ferrovia. Il luogo conserva ancora il fascino dell’antica distilleria, un valido esempio di archeologia industriale. I locali nuovi, di grande fascino, sono stati ben ristrutturati. Ottima l’operazione di recupero che lascia intravedere le tracce del complesso industriale. Oggi si respira comunque, in questo luogo, un’atmosfera di moderno, tra design e hi tech, laboratori di ricerca e robot, aule e sale convegni. É il Polo Tecnologico di Navacchio che, con le sue 60 imprese e i suoi 60 mila metri cubi di edifici, si accredita come una delle strutture più significative, in Toscana, dedicate all’integrazione tra il sistema della ricerca e della conoscenza e quello dell’impresa. Si raggiunge facilmente in soli 5 minuti, partendo da Pisa, fino alla località Navacchio, piccola frazione di Cascina. Per la Toscana il Parco Tecnologico rappresenta un autentico fiore all’occhiello: un mix vincente di idee e di progetti di ricerca, che si caratterizza come incubatore e acceleratore di imprese hi-tech. Sviluppatosi su iniziativa di Provincia di Pisa e Comune di Cascina, a seguito di un accordo di programma sottoscritto con la Regione Toscana, oggi ha come partner anche FidiToscana. L’infrastruttura, sviluppatasi gradatamente e progressivamente in questi anni, è in grado di accogliere nuove imprese hi-tech, centri servizi, laboratori di ricerca, operanti in particolare nei settori dell’ICT, della robotica avanzata e della sensoristica applicata a agroalimentare, automotive, biomedicale e telecomunicazioni. “Abbiamo lavorato - spiega il presidente, Alessandro Giari - per invertire il rapporto tra domanda e offerta di innovazione, partendo dai bisogni di crescita innovativa delle imprese, la maggior parte delle volte non palesemente espressi, cercando di integrare in sostanza, l’offerta in termini di competenze, strumenti, servizi, prodotti e spingendo costantemente la collaborazione tra le imprese e queste e il mondo della ricerca”. Attraverso servizi e strutture il Polo Tecnologico di Navacchio ha fatto della rete tra le imprese hi-tech l’elemento prioritario per lo sviluppo dell’innovazione e dei livelli competitivi, e della crescita dimensionale delle stesse. Di fatto si è così creato un ambiente ideale per stimolare la domanda di innovazione, per avere un rapporto efficace con il mondo della ricerca, per sviluppare la collaborazione tra le imprese come condizione che consente una costante crescita di competitività sul mercato. Uno degli elementi determinanti del sistema

Alessandro Giari, presidente Polo Tecnologico di Navacchio

É

dei servizi del Polo è l’incubatore d’Impresa avviato nel 2003 sulla base dell’analisi dei fabbisogni delle giovani imprese che erano insediate nel Polo dal 2000, e delle valutazione di criticità tipiche di certi percorsi imprenditoriali. L’incubatore, progettato e attuato dal Polo Navacchio, ha completato il proprio iter attraverso un progetto congiunto tra Polo, Università e Provincia di Pisa. La struttura fornisce oggi, in modo stabile, un supporto alle piccole imprese innovative nella fase di avvio a partire dal momento del concepimento dell’idea imprenditoriale fino ai primi due/tre anni di vita dell’azienda. “L’obiettivo - conferma il presidente Giari - è quello di far crescere la cultura della gestione dell’impresa al fine di favorirne la competitività e quindi la sua crescita sul mercato”. Grazie al sistema organizzativo di supporto al consolidamento innovativo delle imprese e al trasferimento delle tecnologie orientato dalla domanda di mercato, sono stati ottenuti importanti risultati: per citare qualche numero, rispetto al 2006 si è avuta una crescita del fatturato aggregato + 28,39% e una crescita degli occupati del + 9,7%, sono state sviluppate collaborazioni tra le imprese che hanno portato alla realizzazione di circa 60 tra progetti, prodotti e servizi per il mercato, si sono avviate 150 collaborazioni tra imprese e mondo della ricerca e dell’eccellenza che hanno visto il coinvolgimento di ben 45 dipartimenti universitari.

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

[

Questa crescita dimensionale e qualitativa ha spinto il Polo di Navacchio nello scenario nazionale dei Parchi Tecnologici al terzo posto per il numero di imprese insediate (60), al quarto posto, per il numero di occupati (500). Risultati che soddisfano i vertici e i partner del Polo e che hanno portato a investire ancora in questa struttura, in considerazione della dimostrata capacità attrattiva. Basti pensare che gli spazi del terzo lotto, inaugurato lo scorso ottobre, erano già stati assegnati un anno prima del suo completamento, e si è quindi avviato l’iter per l’ampliamento infrastrutturale che vedrà la costruzione di un quarto e di un quinto lotto con ulteriore recupero di aree industriali dismesse, adiacenti all’attuale struttura, per circa 8.000mq di superfici utili in grado di dare risposta alle numerose richieste per l’insediamento di nuove imprese e laboratori e per l’espansione e la crescita delle imprese esistenti. Il IV e V lotto saranno caratterizzati da un sistema di produzione di Energia Pulita basata sul Fotovoltaico integrata nella struttura edilizia, ed è in programma inoltre la realizzazione di un impianto fotovoltaico da installare sulle coperture attuali dello stesso Polo Tecnologico e sulle pensiline del parcheggio che garantiranno una potenza di circa 300 kW , per un investimento pari a quasi 2 milioni di euro che consentirà a partire dalla fine del 2008 di raggiungere uno standard di autosufficienza energetica. Il Polo sarà inoltre impegnato nelle prossime settimane, d’intesa con ANCI Toscana, a promuovere la realizzazione di sistemi fotovoltaici nell’ambito dei Comuni della nostra Regione.

CHI PROGETTA E REALIZZA

47

Impianti rinnovabili inToscana
AREZZO Arezzo: idrogenodotto in loc. San Zeno Arezzo (in costruzione): impianto fotovoltaico su 1000 mq (42 mila kWh annui) sul tetto dell’azienda Caffé River Poppi: smart house Castel San Nicolò: teleriscaldamento da biomasse legnose FIRENZE Campi Bisenzio: fotovoltaico Campi Bisenzio (progetto): geotermia Fiesole: casa di Archimede (fotovoltaico) in loc. Pian di Mugnone Firenze (progetto): trigenarazione Ospedale di Careggi Firenze (progetto): copertura fotovoltaica su 130 edifici di edilizia popolare Londa (progetto): parco eolico in loc. Croce a Mori Montespertoli (progetto): estrazione CO2 in loc. Acquabolla Sesto Fiorentino (progetto): copertura fotovoltaica su 5000 mq (550 mila kWh annui) sul tetto dell’Ipercoop GROSSETO Monterotondo M.mo (progetto): parco eolico in loc. Il Poggio Poder Nuovo Roccastrada: parco fotovoltaico ad inseguitori solari in loc. Sticciano Roccastrada: trivellazioni per metano in loc. Ribolla Scansano: parco eolico in loc. Murci Scansano (progetto): centrale a biomasse Strillaie (progetto): parco fotovoltaico LIVORNO Collesalvetti : impianti fotovoltaici Campiglia (progetto): fotovoltaico in loc. Macchialta Livorno: rigassificatore OLT Piombino: centrale a biomasse Porto di Livorno: fotovoltaico MASSA-CARRARA Marina di Carrara (progetto): fotovoltaico con pannelli solari PISA Chianni: parco eolico Lajatico (progetto): parco eolico Montecatini Val di Cecina: parco eolico Monteverdi M.mo (progetto): parco eolico in loc. Monte Canneto-Poggio Ricciardo Monteverdi M.mo (progetto): teleriscaldamento Pontedera: parco eolico in loc. Gello Peccioli: parco fotovoltaico Santa Luce - Loc. Poggio alla Nebbia (progetto): parco eolico PISTOIA Pescia (progetto): minicentrale idroelettrica Sammommè (progetto): centrale a biomasse PRATO Loc. Calvana (progetto): parco eolico SIENA Casole d’Elsa: (produzione fotovoltaico, minieolico) Casole d’Elsa: centrale a biomasse del polo scolastico Chianciano (sperimentale): parco eolico

49

Toscana sviluppo è verde dove lo
Natura, arte, storia. Ma anche sviluppo ed ecosostenibilità
Questo comprensorio rappresenta un prezioso scrigno che, oltre ad uno straordinario patrimonio di tesori ambientali e beni culturali, possiede una ricchezza unica che viene dal sottosuolo: il vapore endogeno. Le potenzialità di questa inestimabile risorsa hanno attratto investimenti e sviluppo, evoluzione sociale ed economica. Tecnologie innovative hanno prodotto soluzioni avveniristiche per la produzione e l’utilizzo di energia pulita e rinnovabile. Un luogo simbolo che testimonia al mondo che gestire gli obiettivi economici in un’ottica ambientale e sociale è possibile.

50 ANNIVERSARI

Amarcord di una sfida possibile
Da area geotermica, considerata una Cenerentola nel panorama energetico, a luogo della sostenibilità ambientale. É la storia di un comprensorio della Toscana centro meridionale che oggi viene rappresentato dal Distretto delle Energie Rinnovabili e da due Centri di Ricerca. Vent’anni fa partì il progetto ambizioso di coinvolgere gli enti locali e la popolazione. Parlano i protagonisti di questa straordinaria scommessa.

-sistema Un luogo
hi l’avrebbe mai detto che il complesso di Cenerentola maturato in quella piccola stanza di via dei Servi n.21 a Firenze, nei paraggi del Duomo, avrebbe dato impulso alle future iniziative di coloro che oggi tirano le fila e sono stati allora tra i promotori del Distretto delle energie rinnovabili della Toscana? Giugno 1988. Nasce il Co.Svi.G. E comincia una coraggiosa scommessa con l’obiettivo di realizzare in un vasto comprensorio della bassa Toscana, definita area geotermica tradizionale, uno sviluppo economico compatibile con la realtà sociale e gli ecosistemi, operante quindi in regime di equilibrio. Quasi in contemporanea nella Conferenza mondiale sull’ambiente dell’ONU veniva introdotta la regola dell’equilibrio delle tre E: Ecologia, Equità, Economia, concetto espresso soltanto molti anni dopo, con la definizione di sviluppo sostenibile. In quella stanza, in tempi non sospetti, si stava introducendo, per la prima volta, almeno in Toscana, un modo nuovo di promuovere un territorio garantendo uno sviluppo che offre servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutti i membri di una comunità, senza minacciare l’operatività dei sistemi naturali e sociali da cui dipende la fornitura di tanti servizi, molti essenziali. Un lavoro che ha contribuito a far crescere,

a

ia pulita tta energ tu
Ma che potesse trasformare il destino di un territorio che aveva ricevuto molti segnali negativi, con il rischio di precipitare verso il declino industriale, pochi lo sapevano. C’erano grosse avvisaglie di abbandono di quelle terre; in quel periodo le strutture economiche-produttive stavano subendo una radicale trasformazione. Il sistema produttivo era basato sulla tecnologia e gestito da grande impresa: con l’introduzione dell’automazione degli impianti venivano lasciati a casa molti dipendenti, incentivati per limiti di età, e non sostituiti.

C

in maniera determinante, la coscienza di un territorio che si sentiva appunto Cenerentola, introducendo il termine partecipazione come parola d’ordine. Si, perché, oggi, tutti partecipano alle iniziative del Co.Svi.G.: Regione, nove piccoli Comuni, tre Province, tre Comunità Montane, Istituti universitari, ricercatori, stagisti, una miriade di collaboratori e, soprattutto, il territorio.

Il rilancio del territorio
Un comprensorio di 1.200 chilometri quadrati, inserito tra i Comuni al confine delle province di Siena, Pisa e Grosseto, dove si sentiva il bisogno di un forte rilancio. Da questa parte vive gente generosa, intelligente, curiosa e aperta, gente che è interessata alla lotta, anche personale, non sempre demandata ad altri, contro l’effetto serra. Gente che si impegna quotidianamente, senza tanti clamori, e che ben sa oggi cosa sono le fonti rinnovabili, utilizzando in modo intelligente le opportunità offerte dai bandi e dalle iniziative della Regione per la promozione delle energie rinnovabili, in sintonia con le scelte di programma per incentivare l’uso delle energie rinnovabili da parte dei cittadini e delle aziende. Vent’anni fa si sapeva che la geotermia era una risorsa. Una risorsa pulita e inesauribile.

1988 Vent’anni di storia del Co.Svi.G. 2008
Nel piccolo ufficio erano arrivate due scrivanie seminuove. Nel cassetto non mancavano i block-notes, alcune penne, le matite, le forbici, lo scotch, la gomma per cancellare. Oggetti semplici che arredavano il piccolo ufficio: due mensole alle pareti con i libri, un attaccapanni, una targhetta sull’uscio. C’erano il telefono e la macchina per scrivere, la mitica 82 Diaspron, con il carrello lungo della Olivetti. A una scrivania aveva preso posto Maura. Oggi è la segretaria del direttore, ha due figli grandi e rappresenta la memoria storica di quanto è accaduto in vent’anni. C’era anche l’attuale direttore Sergio Chiacchella, meno capelli grigi, identica determinazione ostinata.

Vent’anni di storia del Co.Svi.G.
L’acronimo era sembrato subito brutto, ma bisognava abituarsi. In effetti il vero significato di Co.Svi.G. è “Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche”. Sviluppo, appunto, la ricetta magica per sottrarsi all’inevitabile declino. Quelle aree, all’epoca, non erano inserite nelle cartine destinate ai turisti. Le strade sono ancora oggi strette e piene di curve, ma più percorribili e tutte asfaltate. Un’anziana migrante che era venuta dalla Sardegna trasferendosi negli anni 50 con tutto il suo gregge, trasportato nella stiva della nave traghetto con famigliola al seguito, ricorda ancora come quelle terre fossero abbandonate. Oggi la nonnina fila ancora la lana, quella delle sue pecore. Ma i figli hanno fatto fortuna, producono ottimi formaggi, curano la vigna, fanno i ristoratori e conducono avviati agriturismo.

In queste zone sono arrivati anche i turisti. Quelle terre sono diventate una ricchezza, una vera risorsa, anche con l’aiuto della geotermia. La gente è rimasta. Altro che terra di migranti. I giovani sono rimasti, avviando nuove attività anche grazie all’aiuto del Co.Svi.G. attraverso i contributi per gli usi diretti del calore della terra, finalizzato al riscaldamento di abitazioni e serre o per l’itticoltura, la florovivaistica e la produzione di formaggi e salumi prelibati, a tal punto che le somme messe a disposizione con l’ultimo bando di sostegno non saranno sufficienti per “eccesso di interesse” da parte dei cittadini. I fondi vengono utilizzati anche per rilanciare forme di agricoltura sostenibile e per recuperare produzioni tradizionali, dando vita a filiere produttive pulite, in moderne strutture. E veniamo alla prima Comunità Mondiale del Cibo ad Energia Rinnovabile. E si tratta di energia pulita e rinnovabile. Rappresenta la nuova sfida di Slow Food (vedi riquadro a pag. 59) che vuol tener conto, d’ora in avanti, anche del tipo di energia utilizzata per ottenere i prodotti dalla terra. L’idea nasce proprio nell’area geotermica tradizionale e rientra a pieno titolo tra le scelte future del Distretto Energetico, nell’ambito della rete locale di Terra Madre Toscana. Oggi questo comprensorio rappresenta il luogo-sistema per eccellenza dell’economia della sostenibilità della Toscana. Il Distretto, finanziato dalla Regione Toscana con oltre 6 milioni di Euro, rappresenta con due centri di Ricerca, infatti, un esempio sperimentale di economia dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, nella promozione e nella diffusione dell’energia pulita. Un esempio unico nel suo genere, dove si utilizzano anche altre forme di energia rinnovabili: biomasse, fotovoltaico, eolico.

51

Nonna Caterina intervistata dall’inviato di Ambiente Italia (Rai 3) Nella Pagine precedente In alto: una centrale geotermica In basso: Via dei Servi, Firenze

Qui l’energia è possibile recuperarla davvero. Inesauribile, con una capacità produttiva superiore rispetto al solare e all’eolico. Eppure la geotermia viene sfruttata ancora poco, anche da queste parti. Ma c’è un programma di rilancio stabilito da un accordo di programma tra la Regione, l’Enel e Enti Locali che si occupa degli impianti di trasformazione dell’ energia geotermica in elettrica (vedi scheda a pag.44). L’energia geotermica, una risorsa che si sprigiona dal sottosuolo, permette, da sola, di coprire oltre il 25% del fabbisogno toscano di elettricità. Grazie al contributo dell’”energia bollente”, la Toscana ha già superato gli obiettivi comunitari legati al protocollo di Kyoto. Uno studio incoraggia ricerche e investimenti. “L’energia geotermica ha diversi vantaggi se comparata ad altre fonti rinnovabili - fa notare l’analista Gouri Nampbubripad - uno dei maggiori è che il calore contenuto nella crosta terreste è per sua stessa natura una fonte inesauribile e continua”. Questo rende l’energia geotermica, con una capacità di produzione del 70% del fabbisogno, una fonte più efficiente del solare e dell’eolico che, per via della loro natura sporadica, possono offrire solo il 20-35%. Un settore destinato a diventare sempre più strategico nei prossimi anni. Ma noi vogliamo raccontare in queste pagine, la storia di un sogno cominciato nel 1988, quando lo sviluppo sostenibile era ancora una chimera. Un sogno che ha portato all’ ambizioso progetto Energy Made in Tuscany in un comprensorio dove il futuro è già presente. Lasciamo parlare i protagonisti, in particolare quelli che hanno cominciato a lavorare in via dei Servi n. 21.

[

Altro che terra di migranti. I giovani sono rimasti, avviando nuove attività anche grazie all’aiuto del Co.Svi.G.

52 I PROTAGONISTI

A colloquio con Sergio Chiacchella, direttore del Consorzio

Un’avventura lunga vent’anni

ottor Chiacchella, lei c’era in quel piccolo ufficio vent’anni fa. Cosa aveva in mente di fare? Il progetto Co.Svi.G. era nato, in realtà, alcuni mesi prima nell’ufficio del Sindaco di Radicondoli. La geotermia - diceva - è una risorsa, il territorio ne subisce l’impatto, gli utili se ne vanno sulle linee elettriche. Da queste considerazioni, già da allora, emergeva la necessità di un uso diversificato della risorsa geotermica, uno stretto raccordo e un’alleanza fra le varie Amministrazioni locali per valorizzare la geotermia e il suo potenziale effetto per la crescita dei territori. Un rapporto più diretto con la Regione Toscana per utilizzare al meglio le poche risorse compensative che cominciavano ad arrivare grazie alla L.896/86 - la cosiddetta legge geotermica. Sergio Chiacchella, direttore del Co.Svi.G.

D

E così è nato il Co.Svi.G.? Da quelle prime riunioni nacque l’idea di costituire una società consortile per realizzare progetti di sviluppo di area che superassero i confini amministrativi sommando le risorse dei singoli Comuni; dopo molte discussioni e verifiche, nel giugno dell’88 i Sindaci di Radicondoli, Chiusdino, e Castelnuovo Val di Cecina, insieme ad alcune società operanti a livello territoriale nel settore dello sviluppo economico costituirono il Co.Svi.G.”. Trovò subito la collaborazione con i Comuni e le Province? Co.Svi.G. ha dovuto accreditarsi nel tempo, dimostrando la sua utilità e la capacità di sviluppare progetti e convogliare risorse sul territorio Ma la Regione Toscana credeva fino in fondo nel progetto? La Regione Toscana ha subito compreso l’importanza di uno strumento di raccordo con un territorio vasto, frammentato dal punto di vista amministrativo ma omogeneo per caratteristiche storiche, geografiche, ambientali e soprattutto con una risorsa unica: la geotermia. Risale al 1992 il primo protocollo di intesa fra la Regione Toscana e Co.Svi.G.; oggi il ruolo di Co.Svi.G. è pienamente riconosciuto nell’Accordo generale sulla Geotermia firmato fra Regione Toscana, Enti Locali geotermici ed ENEL il 20 dicembre 2007. Non vi siete resi conto di aver introdotto in Toscana il concetto di Sviluppo sostenibile? Il concetto di sviluppo sostenibile si è sviluppato negli ultimi anni in modo sempre più definito. I progetti di sviluppo del territorio promossi da Co.Svi.G., fin dalla sua nascita, miravano a una valorizzazione integrata delle diverse risorse e potenzialità della zona. Oggi

con la nascita del Distretto delle Energie Rinnovabili la scelta dello sviluppo sostenibile è divenuta una scelta formalmente espressa e un percorso che si concretizza nelle singole attività e progetti realizzati. Dottor Chiacchella, lei in questi anni ne ha fatta di strada, intesa come chilometri macinati tra stradine e curve. Sembra che conosca il territorio a menadito, anche le zone più impervie. Ha avuto voglia qualche volta di cambiare mestiere? Oppure tutti questi sacrifici hanno ripagato lo sforzo? Ritengo che nella vita professionale di ognuno, ci siano dei momenti in cui la domanda che sorge spontanea è - ma vale la pena? O ma chi me l’ha fatto fare? Oggi vedendo i risultati raggiunti, in termini ambientali, di occupazione, di nascita di nuove iniziative, di visibilità e conoscenza della zona, di curiosità suscitata nei media, considerando il lungo percorso che si prospetta davanti a noi e le opportunità che il quadro socio-economico regionale, nazionale e internazionale, ci prospetta, rispondo con maggior serenità che in passato: ne valeva la pena, è necessario impegnarsi quotidianamente per contribuire allo sviluppo sostenibile di un’area fuori dalle rotte dei grandi interessi. Com’è nata l’idea del Distretto delle Energie Rinnovabili? L’idea del Distretto è nata proprio dalla necessità di valorizzare le risorse, le produzioni tipiche del territorio, legando tradizione, innovazione tecnologica, energie rinnovabili in un percorso, appunto, di sviluppo sostenibile.” Oggi che ruolo ricopre il Co.Svi.G.? Oggi il Co.Svi.G., con l’allargamento della base sociale alle Amministrazioni locali dell’Amiata, assume il ruolo di promotore, punto di raccolta e

[

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

coordinamento dei progetti di sviluppo dell’area geotermica toscana. É, inoltre, con le iniziative del CITT e del CEGL punto di riferimento per tutti coloro che operano nel settore delle rinnovabili o hanno interesse ad investire in iniziative produttive sul territorio geotermico.” Dottor Chiacchella, cosa bisogna fare per diventare un bravo manager di territorio? Ritengo che, oltre alla preparazione e a una buona dose di conoscenza dei settori specifici, sia indispensabile una disponibilità all’ascolto delle esigenze e delle sensibilità che emergono dal territorio, una capacità di resistere a fughe in avanti su progetti non compresi e non condivisi dalle popolazioni, ma anche una forte determinazione nel superare gli ostacoli e le difficoltà operative che inevitabilmente si incontrano ogni qualvolta si interviene a modificare lo stato di fatto dei territori. In questi anni Lei ha collaborato con tante persone interessate allo sviluppo del territorio. Vuole ricordare qualcuno in particolare? Tante sono le figure, professionisti, amministratori, imprenditori, singoli cittadini, che hanno contribuito con l’impegno e le capacità personali, a rimuovere gli ostacoli e favorire uno sviluppo sostenibile del territorio. È quindi difficile indicarne solo alcuni. Certo un ricordo particolare va necessariamente a chi si è impegnato in progetti a favore del territorio e non ha potuto cogliere il risultato dei propri sforzi. Penso, per esempio, a Massimiliano Ciompi, ex sindaco di Castelnuovo Val di Cecina, che oggi vedrebbe completato il proprio sogno/ progetto di teleriscaldamento geotermico per tutte le comunità della zona. Penso a Roberto Orlandini, di cui cerchiamo di onorare il ricordo, portando a completamento un progetto in cui personalmente si è impegnato fino agli ultimi giorni della sua troppo breve vita: favorire la crescita del proprio Comune, gli interessi dei cittadini, portare un personale contributo alla riduzione dei gas serra mediante la realizzazione del parco eolico “La Miniera”. Cosa suggerisce agli altri Comuni che si vogliono organizzare come Distretti? C’è una scorciatoia? Non esistono scorciatoie, la ricetta è la disponibilità a condividere le conoscenze, fare rete con le realtà già esistenti, impegnarsi quotidianamente anche con piccole azioni in un ottica di crescita delle coscienze.

domande all’assessore Annarita Bramerini
[
ssessore, circa un anno fa è stato sottoscritto un importante accordo di programma tra la Regione Toscana e l’Enel valido per i prossimi anni. Qual è il significato di questo accordo? L’accordo generale sulla geotermia rappresenta una svolta nei rapporti tra la Toscana ed Enel perchè per la prima volta tutte le amministrazioni interessate hanno condiviso un percorso e hanno superato quelle frammentazioni che in passato avevano permesso ad Enel di trattare separatamente le questioni aperte sul territorio, perdendo di vista una strategia comune per uno sviluppo sostenibile della geotermia, per una maggiore valorizzazione dei territori, per una più estesa collaborazione sui temi della ricerca, dell’incremento delle fonti rinnovabili. Il protocollo recepisce la specificità dell’Amiata, tanto da subordinare l’attività geotermica agli esiti degli studi effettuati dall’Università di Siena sui rischi derivati dal suo sfruttamento, oltre a prevedere un dettagliato elenco di impegni che Enel, in quanto concessionaria, si impegna a portare avanti dal 2008 al 2024. Assessore, Lei conosce bene questo comprensorio e i problemi del Monte Amiata. Il Pier, recentemente approvato, prevede un importante sviluppo della geotermia. Quali sono le linee guida per l’area geotermica? Le previsioni di sviluppo della coltivazione geotermica (un aumento di 200 MW di potenza installata, sperimentando le nuove frontiere della media entalpia, attraverso l’installazione di piccoli impianti da parte di una imprenditoria nuova e diversificata) sono connesse al contemporaneo incremento delle attività di ricerca in questo settore. Su questo fronte l’attenzione si concentra sulla necessità di migliorare l’impatto generale, sulla salute e sull’ambiente, degli impianti geotermici. Allo stesso tempo attività di ricerca sono rivolte ad innovare la tecnologia impiegata per rendere più efficiente la resa produttiva degli

3

53

A

Annarita Bramerini, assessore all’ambiente della Toscana

impianti e per favorire l’impiego del calore anche in aree distanti da quelle di produzione. A tali attività contribuiranno anche gli enti creati dai Comuni dell’area, come il Centro di Ricerca sulla Geotermia di Larderello ed il Centro di Ricerca sulle Energie Rinnovabili di Monterotondo. La coltivazione geotermica presenta, tuttavia, criticità per le popolazioni delle aree interessate e per l’ambiente circostante in particolare per quanto riguarda l’acquifero e le coltivazioni dell’Amiata. Pertanto, al fine di assicurare uno svolgimento sostenibile di tale attività, soprattutto tenuto conto della specificità rappresentata dalle coltivazioni sull’Amiata, sono stati attivati studi rivolti a scongiurare rischi di inquinamento e di danni alla salute dei cittadini. La previsione di sviluppo dell’attività geotermica in queste aree, pertanto, resta subordinata alla verifica, sul piano scientifico, delle condizioni di assoluta salubrità della coltivazione geotermica, attraverso una ricerca che sta conducendo l’Agenzia regionale di sanità e che riguarda tutti i cittadini residenti. Il Co.Svi.G., negli ultimi vent’anni, ha avuto un ruolo di rilievo per il rilancio dell’area geotermica. Oggi si pensa di affidargli un ruolo ancora più delicato, come strumento di raccordo fra gli enti locali geotermici e la Regione. In cosa consiste quest’incarico? Il Co.Svi.G. fa parte del Tavolo istituzionale della geotermia. Sulla base dell’accordo volontario territoriale con Comuni, Comunità montane e Province, il Co.Svi.G. ha l’incarico di curare l’attuazione dei Piani pluriennali di sviluppo dell’area geotermica e l’istruttoria dei bandi, secondo quanto previsto nel protocollo generale sulla geotermia firmato nel dicembre 2007.

54 I PROTAGONISTI

Il presidente di Co.Svi.G. Piero Ceccarelli “Non ci fermiamo all’uso diretto della geotermia”
“I due centri di ricerca rappresentano una grande vetrina per la Toscana. Il mondo ci guarda per sapere come sfruttare al meglio le basse entalpie e imparare ad utilizzare la geotermia”.

P

Lei rappresenta i Comuni soci, quali sono le principali richieste che vengono dai suoi colleghi amministratori? I teleriscaldamenti civili sono stati realizzati nei comuni di Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Monterotondo Marittimo e Santa Fiora, ora molti Comuni dell’area senese e dell’Amiata intendono anch’essi realizzare questi impianti quindi ci dovremo impegnare e dar loro tutta l’assistenza necessaria per risolvere le questioni di ordine finanziario e progettuale che dovranno affrontare; abbiamo inoltre Comuni che hanno realizzato aree servite da energia geotermica per l’insediamento di aziende per cui ci viene richiesto di sviluppare azioni tese a individuare aziende e imprenditori che per le loro produzioni possano trarre particolare vantaggio dall’uso del calore geotermico, fortemente incentivato dalla legislazione nazionale; dobbiamo infine promuovere azioni per lo sviluppo del fotovoltaico, raccogliendo in tal senso l’invito della

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

[

residente Ceccarelli, dopo vent’anni qual è la rotta che deve seguire Co.Svi.G.? La rotta è tracciata dai documenti di programmazione della Regione e dai programmi delle Amministrazioni Locali che devono agire in un territorio che merita altissimi volti per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Al Co.Svi.G. spetta il compito di aiutare i Comuni a realizzare i loro obiettivi per quanto riguarda lo sviluppo socio economico dei loro territori e concorrere al raggiungimento degli obiettivi fissati dal PIER per quanto riguarda l’apporto delle energie rinnovabili fissato al 50% del fabbisogno regionale al 2020. Dobbiamo inoltre collaborare per rendere operativi i Centri di Larderello e Monterotondo e l’incubatore di Castelnuovo Val di Cecina.

Piero Ceccarelli, presidente del Co.Svi.G..

Regione Toscana affinché gli edifici di particolare importanza come scuole, palestre, siano dotate di tetti fotovoltaici. Infine, daremo il nostro contributo alle Comunità Montane per un progetto finalizzato al miglior uso del patrimonio forestale di proprietà pubblica, mediante lo sviluppo di impianti a biomassa. I responsabili politici devono stabilire un’azione strategica per promuovere lo sviluppo e la ricerca nei due centri di eccellenza. É facile collaborare con la Regione Toscana? Direi di si, non solo è facile collaborare, ma la Regione ci ha caricato, in accordo con i Comuni, di ulteriori responsabilità, individuando Co.Svi.G. come strumento di coordinamento per l’elaborazione dei piani triennali di sviluppo, previsti dall’accordo volontario per la geotermia che sarà firmato nelle prossime settimane. Per quanto riguarda i due centri di eccellenza, non c’è dubbio che la Regione e in particolare l’assessore Bramerini li ritiene

di interesse per la Toscana, e quindi Co.Svi.G. darà il suo contributo affinché i due centri meritino tale riconoscimento. Quali priorità di ricerca e quali azioni devono essere realizzate in modo da garantire lo sviluppo della geotermia? Il centro di Larderello, in particolare , dovrà dare il suo contributo per lo sviluppo delle basse entalpie. L’Italia oggi si trova agli ultimi posti in Europa per l’utilizzo delle basse temperature per i riscaldamento delle utenze domestiche, dovrà elaborare progetti in campo ambientale per rendere sempre più compatibile l’attività geotermica con il contesto territoriale, dovrà collaborare con il sistema industriale per ricercare le migliori soluzioni impiantistiche per l’uso di questa particolare fonte energetica, dovrà inoltre sviluppare un’attività di livello internazionale, ricordando gli impegni auspicati in questa direzione dal governatore Martini rivolti soprattutto ai Paesi in via di sviluppo, ricchi di risorse geotermiche ma bisognosi di assistenza tecnologica e finanziaria.

55

56 RISORSE

Quando si trasformano le idee in progetti e i progetti in successi

Un territorio

110 e lode

S

ono 16 i Comuni dove si concentra la gran parte della produzione geotermica italiana. Sono compresi tra le Province di Siena, Pisa e Grosseto. Grazie a questi impianti, si sono prodotti 5.324 GWh nel 2005 pari al fabbisogno elettrico di circa 2.129.000 famiglie. Il territorio geotermico toscano garantisce oltre il 28% del fabbisogno elettrico della Regione. Interessanti prospettive di sviluppo riguardano impianti di piccola dimensione che sfruttano lo scambio termico con il terreno e dunque la possibilità di utilizzare il sottosuolo come “serbatoio” di calore o freddo integrato a impianti per usi civili.

Innovazione nei processi produttivi
La particolarità che incuriosisce e viene apprezzata, è rappresentata dall’innovazione nei processi di produzione di molte aziende locali che hanno inserito l’uso diretto del vapore geotermico (una risorsa fortemente localizzata, com’è appunto il caso della geotermia) in sostituzione, spesso totale, dei combustibili tradizionali fossili. Queste tecnologie per il risparmio e l’efficienza energetica vengono applicate a piccole strutture artigianali e agricole che hanno avviato le lavorazioni utilizzando il vapore che proviene dalla terra. Applicazioni che caratterizzano, per la qualità e la sostenibilità, le produzioni agro-alimentari del territorio, dove sono state individuate soluzioni innovative nelle fasi di allevamento di bestiame e di produzione di formaggi, salumi, ortaggi ed erbe officinali. Formaggi, salsicce e prosciutti di cinta senese con DNA Toscano e con tanto di certificazione eco-compatibile si trovano nei punti vendita. E piacciono. Le aziende che funzionano in strutture ecocompatibili, coadiuvate dal vapore endogeno, sono legate soprattutto all’agroalimentare. Ma ci sono anche applicazioni che prevedono l’utilizzo della geotermia negli allevamenti specializzati (piscicoltura soprattutto) e nella serricoltura e floricoltura. Altre applicazioni sono utilizzate nell’evaporazione e concentrazione di soluzioni saline e nella sterilizzazione. Devono la loro fortuna al saper fare manuale con l’aiuto della tecnologia che consente un forte risparmio energetico e dell’ambiente. Anche in questo settore tradizione e innovazione rappresentano, dunque, il futuro. Questa lungimirante iniziativa rappresenta un valido supporto per confrontare e trasferire,

Gli usi diretti del calore geotermico
Trasformare le idee in progetti e i progetti in successi. Il vapore endogeno rappresenta un patrimonio naturale, pulito e rinnovabile di inestimabile interesse, la cui valorizzazione meriterebbe maggiore attenzione, in special modo per gli aspetti che riguardano l’uso diretto di questa risorsa. Non c’è quindi soltanto la produzione geotermoelettrica nei programmi di sviluppo della geotermia in Toscana. Soprattutto, c’è la volontà di promuovere e incentivare l’utilizzo del vapore endogeno per quanti hanno interesse a mettere in atto processi di uso, ampliamento e innovazione in questo campo. Il Co.Svi.G. offre servizi che supportano e aiutano le imprese a migliorare la competitività, impostando, appunto, iniziative produttive basate sugli usi diretti della fonte geotermica. É questo un primo, importante tassello di promozione ambientale che favorisce e facilita l’accesso all’eco-efficienza produttiva. I progetti fino ad ora realizzati, hanno ricevuto la qualifica di ecoefficienza da parte della Regione Toscana che premia, da alcuni anni, le iniziative di successo nel rispetto della tutela ambientale e del territorio.

a livello planetario, know-how del nuovo modello tecnologico ecocompatibile toscano di produrre in agricoltura, nel rispetto della tradizione, in modo pulito e innovativo, attraverso la Rete Mondiale delle Comunità del Cibo.

Promuovere e sviluppare l’imprenditorialità nel territorio geotermico
Co.Svi.G. è impegnato nella promozione e gestione dei bandi che concedono ai privati (siano essi persone fisiche o giuridiche) il 30% di contributo a fondo perduto per iniziative che prevedano la produzione e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, con particolare attenzione alla geotermia, agevolando lo sviluppo di nuovi insediamenti eco-energetici. La popolazione locale adesso intravede, con questi progetti, nuove occasioni di lavoro nel Distretto delle Energie Rinnovabili, considerato il punto focale delle iniziative di rilancio del territorio.

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

L’uso diretto della geotermia: una tecnica ormai consolidata
L’uso diretto della geotermia è una tecnica già ampiamente sperimentata e consolidata . Il vapore endogeno viene utilizzato per la frazione “calore” contenuta nei fluidi in diversi impieghi. Attualmente, l’uso diretto della geotermia, nei vari cicli produttivi, permette di ottenere un risparmio energetico annuale di circa 15.000 tonnellate di petrolio e una riduzione di emissioni in atmosfera di circa 47.000 tonnellate di CO2.

La lana dei soffioni
Quando la tutela dell’ambiente si trasforma in occasione di sviluppo
a collaborazione tra il Co.Svi.G., la Comunità Montana Alta Valdicecina, l’Agenzia Lane d’Italia, il Lanificio Piacenza, ha permesso la realizzazione di un progetto sperimentale per la valorizzazione di un pregiato prodotto dell’allevamento ovino locale: la lana. Il progetto ha l’obiettivo di risolvere un problema ambientale con forti ripercussioni economiche. Attualmente, nella zona di interesse della Comunità Montana Alta Valdicecina, insistono numerosi allevamenti ovini prevalentemente di razza sarda. Tali allevamenti vengono sfruttati per il latte e la carne, rimanendo trascurabile dal punto di vista economico la produzione di lana. Il prezzo della lana proveniente da questa particolare razza, infatti, è molto basso sul mercato e si traduce, spesso, in un costo aggiuntivo per l’allevatore, il quale è tenuto a smaltire il tosato in maniera corretta, cioè non impattando sull’ambiente. Ciò che il progetto si propone è studiare la possibilità di trasformare questo costo aggiuntivo in una ulteriore risorsa economica per l’allevatore, ed eventualmente ipotizzare la creazione di uno stabilimento dedicato alla

57

L

Il teleriscaldamento geotermico
Nell’area geotermica, negli ultimi anni, si è sviluppata da parte delle Amministrazioni Locali una decisa azione tesa a sostituire i vecchi sistemi di riscaldamento con innovativi impianti collettivi di teleriscaldamento che utilizzano il vapore geotermico. Le prestazioni e i costi sono assolutamente competitivi. Il “sistema teleriscaldamento” dell’area geotermica viene utilizzato da oltre 4.300 utenze e per una volumetrica complessiva riscaldata di circa 1.300.000 mc. I Comuni interessati dal teleriscaldamento geotermico sono, ad oggi, Pomarance, Monterotondo, Castelnuovo Valdicecina, Marittimo, Santa Fiora (in fase di completamento). Complessivamente si ottiene una riduzione di emissioni di CO2 di circa 23.000 Tonnellate e un risparmio energetico annuo di oltre 7.400 TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio).

lavorazione di lana sarda che possa creare anche occupazione. Si è realizzato uno studio approfondito riguardante le potenzialità del tosato, in modo da valutare anche quale prodotto fosse meglio realizzare con quella tipologia di lana. Si trattava di realizzare dei prototipi, valutare le valenze economiche dell’operazione e fare uno studio di fattibilità. I risultati sono stati incoraggianti e hanno consentito una prima stima: la lana della pecora sarda può essere convenientemente utilizzata per plaid, capi d’abbigliamento, oltre che per le classiche imbottiture per materassi o per la realizzazione di pannelli (termoassorbenti, fonoassorbenti, etc.). Si è compreso che esiste una tipologia produttiva sfruttabile, nonchè nicchie di mercato che consentirebbero di impiantare un ciclo produttivo inedito per questo tipo di materia prima. Un ciclo produttivo che potrebbe essere una sorgente di ricchezza ed occupazione che trarrebbe dal territorio la propria fonte di energia (il vapore geotermico indicato per i cicli di lavaggio e lavorazione) e la propria materia prima (la lana proveniente dai numerosi allevamenti presenti nell’area).

FORNITURE CALORE

USO TEP
Produzione alimenti Allevamento ittico Usi industriali Usi industriali Usi industriali Serre Serre Serre Produzione alimenti 1

RISPARMIO ANNUO CH4 (M3)
867,00 203.686,36 20.000,00 20.000,00 2.000.065,32 15.106.133,00 1.221.306,47 1.001.559,59 66.655,10 19.640.272,84

CO2 EVITATA ton
2,00 473,53 47,00 47,00 4.649,73 35.121,76 2.839,62 2.327,99 138,00 45.646,63

dati cessione di calore area geotermica Toscana 2007

AZIENDA
ARCADIA GUPPY ISOLVER SOLEMME SCL FLORAMIATA LA BORACIFERA PARVUS FLOS SAN MARTINO

153,2 15,00 15,00 1.500,40 11.329,60 916,10 751,30 50,00 14.731,60

TOTALE

COMUNE COMUNE POMARANCE CASTELNUOVO V.C MONTEROTONDO M.MO SANTA FIORA TOTALE

USO

UTENZE SERVITE n° mc 292.581 738.000 102.524 190.000 1.323.105

CONSUMO Gcal/anno 19.320 34.168 8.917 11.934 74.339 TEP

RISPARMIO ANNUO CH4 (M3) 2.576.048 4.555.986 1.188.967 1.591.188 9.912.189

CO2 EVITATA ton 5.989 10.592 2.764 3.700v 23.045

TR TR TR TR

1.099 2.340 399 550 4.388

1.932 3.417 892 1.193 7.434

58 SFIDE

Il rilancio punta sulla ricerca

L’oasi Toscana dei saperi e dei sapori
Il Distretto delle Energie Rinnovabili rappresenta il nuovo spazio tecnologico, definito “l’Oasi Toscana dei Saperi”, per consentire il trasferimento di conoscenze in materia di utilizzo di risorse energetiche pulite.

I

l Distretto delle Energie Rinnovabili rappresenta il nuovo spazio tecnologico, definito “l’Oasi Toscana dei Saperi”, per consentire il trasferimento di conoscenze in materia di utilizzo di risorse energetiche pulite e di esperienze maturate nel loro ambito, in sinergia con altre competenze realizzate sia in ambito nazionale che internazionale. Quella lanciata dalla Toscana è una sfida che punta sulla ricerca di qualità, l’ideazione, la sperimentazione di nuovi prodotti e sui benefici dei trasferimenti delle ultime esperienze nel settore strategico delle energie rinnovabili. Se, da una parte tecnologie e processi produttivi, come il miniidro, vengono considerate mature (anche se il settore non è ancora saturo), dall’altra sono in continua evoluzione altre forme di produzione di energia elettrica che rispettano l’ambiente e rappresentano un mercato in forte crescita.

Il Ruolo del Distretto delle Energie Rinnovabili
Una struttura multifunzionale al centro di un importante progetto di sviluppo e di ricerca che riguarda tutta la Toscana e non soltanto. In nove Comuni interessati al progetto del Distretto, investire sulle fonti rinnovabili di energia si è rivelato vincente, sia sotto il profilo energetico e ambientale, sia per la qualità dello sviluppo. Il vapore endogeno, utilizzato già in passato per l’ambiente, rappresenta infatti un patrimonio territoriale inestimabile, la cui valorizzazione meriterebbe ancora maggiore attenzione. Questi piccoli paesi hanno la caratteristica di avere in comune un territorio atipico, dove si concentra uno straordinario patrimonio di risorse naturalistiche di grande suggestione, oltre a uno straordinario patrimonio artistico, storico, archeologico e di biodiversità. Il Distretto vuole anche diventare soggetto attivo per monitorare le tendenze della responsabilità sociale (in collaborazione con Energeo Magazine) in campo energetico ambientale a livello internazionale e per diffondere in Italia, attraverso la promozione del dialogo tra gli stakeholders e gli esempi di eccellenza nel mondo imprenditoriale, la cultura della responsabilità sociale delle imprese e della società nel suo complesso. Si vuole così favorire l’aggregazione delle migliori competenze nazionali ed internazionali

Montecatini Val di Cecina

Casole d’Elsa Pomarance Radicondoli

Monteverdi

Castelnuovo Val di Cecina

Montieri Monterotondo Marittimo

Chiusdino

Un progetto pilota della Regione Toscana
La Toscana guarda al futuro attraverso gli occhi del Distretto delle Energie Rinnovabili ( w w w. d i s t r e t t o e n e r g i e r i n n o va b i l i . i t ) , realizzando un progetto pilota che è diventato operativo nel campo dello sviluppo e della promozione delle attività di ricerca e innovazione e che prevede un incremento dei processi di internazionalizzazione delle fonti energetiche rinnovabili, con un caleidoscopio di iniziative e di azioni promosse dalla Regione Toscana.

sulle tematiche di CSR (responsabilità sociale) in campo ambientale con lo scopo di promuovere studi e soluzioni innovative su CSR e sostenibilità in campo energetico-ambientale. L’obiettivo è di appoggiare le politiche a favore dei sistemi locali di sviluppo sostenibile e far dialogare le reti di filiere che producono energia pulita, promuovendo concretamente iniziative come Ecocity Onlus e dell’Osservatorio (OCES) su queste interessanti realtà. Insediarsi nel Distretto tecnologico vuol dire appartenere a una realtà dalle alte potenzialità di sviluppo e in grande crescita. La struttura multifunzionale, affidata ad un team multidisciplinare di professionisti, sarà, infatti, al centro di un importante progetto di sviluppo e di ricerca che non si limita alla sola Toscana.

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

La nuova sfida di Slow Food è partita dall’area geotermica

La geotermia, un’energia pulita il cui sfruttamento per attività economiche legate all’allevamento, all’agricoltura e alla produzione di squisiti prodotti alimentari, ben si collega alla filosofia di Slow Food del “buono, pulito e giusto”.
l Salone del Gusto e Terra Madre 2008, la più grande fiera sul cibo di qualità, il più importante meeting di comunità del cibo provenienti da tutto il mondo che si è svolto, nei giorni scorsi, a Torino, è entrato a pieno titolo il progetto della prima Comunità Mondiale del Cibo ad energia pulita, anche perchè gli organizzatori dei due eventi hanno considerato a tutti gli effetti il ridotto impatto ambientale uno dei punti di forza della rassegna torinese. L’iniziativa, nata in punta di piedi un anno e mezzo fa in Toscana, si è integrata con le scelte strategiche del grande evento internazionale, inventato da Carlin Petrini che, con la filosofia del messaggio “buono, pulito e giusto” ha tracciato questo nuovo percorso agli associati della chiocciolina. Il tema delle risorse energetiche pulite è stato ripreso nel discorso ufficiale di Carlin che ha ricordato come “la sostenibilità salverà le economie malate”. In primo piano si sono ritrovati gli espositori del Distretto, con formaggi, salsicce e prosciutti di cinta senese con DNA Toscano e con tanto di certificazione eco-compatibile, “perchè - come sottolinea il presidente della Fondazione Slow Food Piero Sardo - questi produttori si sono preoccupati per primi del tipo di energia utilizzata per ottenere i loro squisiti prodotti”. Aggiunge: “L’esperienza della Comunità del Cibo della Toscana è stata valorizzata ampiamente anche a livello internazionale. I soci di questo nuovo sodalizio (la sede è nell’incubatore di Castelnuovo Val di Cecina) hanno la fortuna di stare seduti sul calore, ma tutti hanno maree, aria, sole. Inoltre, quando parliamo di cibo pulito, possiamo far riferimento soltanto alle pratiche agronomiche, ai marchi ‘bio’ o alla naturalità di certe produzioni tipiche? Non dovremmo anche preoccuparci di quale energia sia stata utilizzata per ottenere quel prodotto? pulita? rinnovabile? Ecco una nuova sfida anche per Slow Food. Esagerati, direte voi, non potremo mica pretendere tutte quelle informazioni! Ma non vi pare che il destino del pianeta e le nostre vite valgano qualche sforzo in più? ” É questa l’idea originale della prima Comunità

59

A

In alto: Piero Sardo, presidente Fondazione Slow Food In basso: Carlin Petrini, fondatore e presidente di Slow Food

[

mondiale ad Energia pulita che adesso ha anche un marchio che caratterizza i prodotti del territorio In quest’area si vogliono anche sviluppare potenzialità e ricchezze della biodiversità che il territorio ha conservato nei secoli, continuando a salvaguardare valori ambientali e nobilissime tradizioni culturali e agroalimentari. Il progetto, frutto di un’intesa tra Slow Food Toscana, Fondazione Slow Food per la Biodiversità e Co.Svi.G., ha l’obiettivo di dare vita in questo comprensorio ad una iniziativa assolutamente nuova, individuando soluzioni appropriate per la produzione agro-alimentare con sistemi innovativi per il risparmio energetico e la tutela dell’ambiente, puntando sulle produzioni caratterizzate dalla tecnologia di processo (Comunità del pulito). Il progetto si caratterizza, infatti, per la qualità e la sostenibilità delle produzioni agro-alimentari del suo territorio, dove sono state individuate soluzioni innovative per la riduzione dell’impatto e per lo sviluppo sostenibile, nelle fasi di allevamento di bestiame e di produzione di formaggi, salumi, ortaggi ed erbe officinali. La nuova sfida di Slow Food che vuol tener conto, d’ora in avanti, anche del tipo di energia utilizzata per ottenere i prodotti dalla terra, è partita proprio nell’area geotermica tradizionale, e rientra a pieno titolo tra le scelte del Distretto Energetico, nell’ambito della rete locale di Terra Madre Toscana. Slow Food è presente in questi territori con le condotte Slow Food Monteregio, Slow Food VolterraAlta Val di Cecina, Slow Food San Gimignano Colli Senesi. Tutte queste “condotte” hanno come fattore comune la geotermia, un’energia pulita che qui viene utilizzata per attività economiche legate all’allevamento, all’agricoltura, ecc, e che ben si collega alla filosofia di Slow Food del “buono, pulito e giusto”. Nel corso del 2008 sono stati organizzati incontri enogastronomici, laboratori del Gusto, mostre tematiche, l’istituzione di un corso che ha avuto come tema la produzione del cibo con l’energia pulita. E ancora: si sono svolte iniziative per gli studenti che hanno realizzato la rete “Orti in condotta” ed hanno visitato le aziende agroalimentari che utilizzano energia geotermica.

60 ITINERARIO

Una natura potente e magica, unica al mondo, ricca di odori, suggestioni e paesaggi straordinari

Viaggio in un’altra Toscana
d occhio sono almeno una ventina i borghi, con le frazioni sparse qua e là, in un territorio ricco di sorgenti naturali calde, lagoni, putizze, emergenze geotermiche. Muri, tetti e vicoli, tra fortificazioni medievali e palazzotti rimaneggiati, sono composti in un panorama suggestivo che sicuramente è reso unico dalla risorsa geotermica. Viene voglia di curiosare tra quegli scorci e le diroccate cinte murarie di castelli e torri che si intricano attorno alle stradine piene di luce, in un ambiente naturale ricco di storia e di grande fascino. Diversi gli odori. Bisogna annusarli uno ad uno nell’aria, e poi riconoscerli fra silenziosi borghi medievali e solitarie campagne. Questa Toscana sa di zolfo ma non solo. Sbuffano dalle viscere della terra mofete, bulicami e solfatare, acque minerali, piriti, gas-acidi e salse pregne di una quantità portentosa di acido borico. Molti sono composti solforati; proprio in virtù dell’atomo di zolfo che contengono, sono dotati di spiccati - ma non sempre gradevoli - odori aromatici.

L’aria di mistero si coglie quasi d’istinto attorno a fumarole, biancane e sorgenti calde. Un’altra Toscana spalanca le braccia agli arditi profili di tanti piccoli paesi nascosti sui dorsi dei colli, tra prati verdissimi e fitta vegetazione, incastonati nel verde intenso di estesi boschi di querce e castagni.

A

A partire dall’acido solfidrico (H2S), acido inorganico che ha odore di uovo marcio, fino ai tanti composti che ricordano, tra mille sfumature, la bruciatura di caffé, l’aglio secco, cipolle e patate marce. Riconoscerli, in realtà non è tutto così semplice. Questi odori non sono così agevolmente associabili a qualcosa che conosciamo. E poi ci sono i rumori. Quello dei bollori nelle vasche, il sibilo e il brontolio che annunciano la nebbia di acque salse, di solfatare, di lagoni, o fumacchi in questo territorio che occupa una superficie di 1.200 chilometri quadrati, con un filo che unisce questo groviglio di letti di fiumi, borri, torrenti e da strade, in questa valle misteriosa. Qui la terra “fuma” da sempre e naturalmente, poi cominciano i bianchi fuochi fatui (le biancane), con il fuoco del profondo che sbuffa e freme. Le fumarole e i getti di vapore, considerati come segni dell’esistenza di Divinità sotterranee (alcune delle quali benevole, altre malvagie e pericolose) erano conosciuti già nel Paleolitico. Le emissioni di vapore acqueo e di gas si sprigionano dal profondo, energia indispensabile

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

per lo sfruttamento geotermico, così importante per l’economia. Gli impianti geotermici, vicino ai paesi, hanno acquisito con il passare degli anni il loro interesse, integrandosi nello splendido ambiente. La geotermia, risorsa economica e fonte di suggestione, ha segnato il tipico paesaggio dell’alta Maremma e dell’alta Val di Cecina. I lagoni, sfruttati per ricavare zolfo, vetriolo e allume, erano già noti agli Etruschi che sfruttarono le acque calde per le proprietà terapeutiche, da queste parti venivano estratti anche altri minerali, in particolare argento, rame, piombo. In queste pagine vengono presentate le schede dei nove paesi che costituiscono il Distretto delle Energie Rinnovabili e che fanno parte del Co.Svi.G., come comuni soci dell’area geotermica tradizionale.

Casole d’Elsa
m. 418, ab. 3716
Il borgo medievale di Casole d’Elsa si raggiunge seguendo le indicazioni per Volterra-San Gimignano e appena passata la località ‘Le Grazie’ sulla sinistra, già si intravede il caratteristico borgo in posizione panoramica sul dorso di un colle, originario insediamento etrusco, ancora cinto in parte dalle mura medievali ancora in piedi. Sul lato sud della cinta muraria si erge la Rocca antico edificio del borgo (attuale sede del Municipio), costruito nel XII secolo e rimaneggiato più volte, e in seguito rafforzata da due torri diseguali, di forma quadrata e coronate da merlatura Guelfa. Molto bello il portale gotico ad arco ribassato sormontato dallo stemma Senese con delle arciere ben conservate ai suoi lati. I colori dello stemma del paese sono il bianco e il rosso, dovuti alla dominazione fiorentina del 1259, ma anche per volere della potente famiglia, del signore di Casole d’Elsa, Ranieri del Porrina, famosa per essersi ribellata contro Siena nel 1312. Oltre al bellissimo centro storico, ricco di fascino e di storia, a Casole d’Elsa possiamo ammirare: la Collegiata di Santa Maria Assunta, eretta nel XII secolo su un precedente edificio religioso, è realizzata completamente a mattoni e conserva al suo interno numerose opere di importanti artisti toscani (Della Robbia, Pisani, etc.); la Galleria del Novecento, raccolta di opere di pittori senesi del ‘900. Numerose sono le pievi che si trovano nei borghi di Mensano, Pievescola, Marmoraia del comune di Casole d’Elsa, immerse nei tipici paesaggi della Toscana più autentica. Casole d’Elsa

Ancora oggi Casole conserva le caratteristiche da ultimo avamposto e affiorano ovunque le vestigia di fortificazioni e di palazzi lentamente adattate nel tempo ai bisogni degli uomini. L’insieme dei vicoli, piazze a palazzi medievali ne fanno uno dei borghi più affascinanti e meglio conservati. A Casole d’Elsa è stato realizzato un impianto di teleriscaldamento a cippato di legno che servirà per riscaldare e rifornire di acqua calda un complesso scolastico, nell’ambito del progetto “Sviluppo della filiera foresta-legno-energia”. Municipio: Piazza Luchetti, 1 tel. 0577-949711 fax 0577- 949740. e-mail: comune@casole.it

61

Gli etruschi e i soffioni
É facile capire come questi borghi, ai tempi degli Etruschi prima, dei Romani poi, e, in seguito con le grandi dinastie che governarono dal X al XII secolo, per finire a Napoleone Bonaparte, divennero il terreno di tumultuose vicende storiche, per contendersi questo territorio atipico: un vero giacimento di minerali e di energia che ancora oggi possiamo ammirare. I numerosissimi castelli assolsero nel medioevo la funzione di organizzazione e controllo delle attività di produzione dei metalli le cui tracce sono ancora ben visibili nel territorio. Lungo i vari itinerari troviamo i suggestivi paesaggi caratterizzati da resti dell’attività mineraria ormai quasi del tutto rinaturalizzate. Le colline (dette, appunto, metallifere) con il sottosuolo scavato fin dal tempo degli etruschi, sono attraversate da centinaia di chilometri di gallerie minerarie, le cui vestigia spuntano in mezzo ai boschi. Ancora oggi è viva questa cultura nei ricordi degli abitanti. Suggeriamo un’interessante escursione in questo territorio, suddiviso in nove tappe partendo dal crocevia di Colle Val d’Elsa, che si raggiunge percorrendo la superstrada SienaFirenze fino all’uscita Colle Val d’Elsa Sud. Strada bella e rettilinea, nel primo tratto, poi tortuosa con tratti panoramici. Incastonati nel verde intenso di estesi boschi di querce e castagni. Percorrendo queste strade non è difficile imbattersi in fagiani, lepri, istrici e caprioli, nonché in moltissime specie di uccelli rapaci, dal piccolo gheppio alla regale poiana. Ma l’incontrastato re della macchia è il cinghiale e può capitare di vederlo uscire dai boschi di querce o di castagno, o aggirarsi tra vigne ed oliveto.

Radicondoli

Radicondoli
m. 509, ab. 978
É la seconda tappa del nostro itinerario. Le tracce archeologiche, che risalgono al paleolitico superiore, passando per il periodo etrusco e l’età romana, sono state cancellate per lo sviluppo del borgo in epoca medievale. Infatti è prevalso nel tempo l’aspetto di borgo medioevale, che si conserva oggi quasi totalmente inalterato, sia nella struttura urbana, sia nel paesaggio. Radicondoli, castello della famiglia Aldobrandeschi, come quelli di Belforte, Falsini, Fosini e Elci, fu costruito durante il XII secolo, su un insediamento urbano già esistente. Il borgo si sviluppa attorno alla cinquecentesca Chiesa Collegiata, accompagnata da un alto campanile, e raccoglie vie e vicoli caratteristici, oltre a importanti palazzi d’epoca rinascimentale. Gli edifici religiosi di maggiore rilievo sono la Pieve Vecchia della Madonna, la Chiesa Collegiata dei Santi Simone e Giuda e il Convento dell’Osservanza. Alto, a cavallo tra la Val d’Elsa e le Colline Metallifere, Radicondoli domina l’alta Val di Cecina. Su un’unica direttrice, nelle giornate limpide,

62

si vedono in lontananza Casole d’Elsa e San Gimignano con le sue torri. L’economia locale si basa prevalentemente sullo sfruttamento della risorse boschive, sulle attività agricole, sul turismo e sull’attività di produzione di energia elettrica da fonte geotermica. Il bosco e l’acqua, sia fluviale che termale, hanno rappresentato risorse importanti per l’economia locale e anche oggi, la gestione delle aree boschive e delle acque, accanto allo sviluppo turistico, rimane priorità nello sviluppo socio-economico di questo territorio. Vicende alterne hanno caratterizzato la storia del Castello di Radicondoli, che si trovò sotto l’influenza dei Conti Aldobrandeschi, i quali nel 1216 ne assunsero ufficialmente il controllo e la proprietà annettendolo ai propri possedimenti. Terreni e proprietà che nel 1221 vennero ceduti alla Repubblica di Siena. I Conti Aldobrandeschi e la Repubblica di Siena si contesero a lungo il borgo di Radicondoli che passò alternativamente agli uni e agli altri. La vicenda bellica si ripete nei secoli successivi, con il borgo e il castello, ripetutamente conteso tra Senesi e Granducato di Toscana, posseduto da Cosimo I de’ Medici, fino all’avvento dei Duchi di Lorena al potere, cosa che si verificò dopo il trattato di Vienna del 1735. In quest’ultimo periodo il borgo di Radicondoli accrebbe ulteriormente la propria economia grazie alla politica dei Duchi, la cui dominazione venne interrotta dall’invasione francese del territorio avvenuta nel primo decennio dell’Ottocento. Nel 1861 Radicondoli venne annessa al Regno d’Italia ad opera del Re Vittorio Emanuele II di Savoia. All’inizio della via principale del paese, poco lontano dalla sede legale del Co.Svi.G., una moderna e divertente struttura espositiva accoglie nel Museo didattico “Le Energie del territorio”. Municipio: Via T. Gazzei 22, tel. 0577-790903 fax. 0577-790577 e-mail: info@comune.radicondoli.siena.it. Sede Co.Svi.G.: Via T.Gazzei 89, tel./fax 0577-752950 e-mail:cosvisrl@libero.it

Abbazia di San Galgano
Il luogo dei misteri
Abbazia con pianta a croce latina a tre navate. Dal punto di vista architettonico corrisponde perfettamente ai criteri della Regola dell’Ordine Cistercense sia nella scelta del luogo di costruzione (vasta pianura, priva di abitati circostanti, vicina a corsi d’acqua importanti) . L’edificio è imponente e testimonia, così, la diffusione ed il grande seguito del culto di san Galgano. L’abbazia raggiunse, nel XIV secolo, una grande potenza, anche grazie alle immunità ed ai privilegi imperiali concessi ed alle munifiche donazioni ricevute. Fu protetta e generosamente benificata dagli imperatori Enrico VI, Ottone IV e dallo stesso Federico II, compreso il diritto di monetazione. La ricchezza raggiunta nel Cinquecento fu tale da scatenare una contesa tra la Repubblica di Siena ed il Papato. Altre vicende storiche diedero ancora lustro al monumento. Dopo questo periodo di splendore, iniziò quella lenta decadenza che l’avrebbe ridotto ad un grandioso e mistico rudere. Quel che rimane, però, acquista un fascino particolare, circonfuso di magia e mistero che permane inalterato. Il rudere superstite ammalia e sconvolge precipitando il visitatore in quel Medioevo in cui ha avuto origine. Si direbbe quasi che non di un rudere si tratti bensì di un originale lasciato volutamente incompiuto. Anche nell’attuale stato, comunque - e anzi forse proprio per questo - è al centro di un fitto immaginario che la collega, attraverso i Cistercensi, alla leggenda del Graal e a misteriose conoscenze esoteriche. Il monumento rappresenta un inno alla spiritualità, accomunando in questo l’abbazia a quelle di Melrose e di Kelso, in Scozia,a quella di Cashel, in Irlanda e a quella di Eldena in Germania.

Chiusdino

Chiusdino

m. 564, ab. 1.923
Abbandoniamo un attimo il nostro itinerario principale per fissare la terza tappa, prima di lasciare la provincia di Siena. Si prende la Ss.73 in direzione di Follonica, passato Rosia (di interessante lungo il percorso, la visita al Ponte di Pia de Tolomei, menzionato nella

Divina Commedia, Purgatorio), e il Castello di Frosini, prima del bivio per San Galgano, si svolta a destra in direzione di Chiusdino, dove si giunge dopo circa 7 Km. di salita. Eccolo il borgo di Chiusdino posto su un cucuzzolo nel versante sud-orientale delle colline. Il nome deriva dal latino ”clausum o clusum” che significa chiuso, con probabile riferimento ad una chiusa presente in Val di Merse. La storia ci narra che la nascita risale intorno al XII secolo intorno ad un castello di proprietà dei Vescovi di Volterra. Nel secolo successivo, per lo stesso sito, vi è stata una disputa tra gli stessi vescovi e la Repubblica di Siena, poiché i primi vantavano un diritto per una donazione di Matilde di Canossa, mentre Siena ne reclamava il diritto di proprietà dovuta ad una precedente cessione. Questo portò ad un lungo assedio che terminò con l’annessione di Chiusdino a Siena (è rimasto nella stessa provincia). Era nel destino del nome di questo paese diventare, nei secoli, punto strategico per controllare un territorio ricco di risorse minerarie. Nel 1554, durante l’invasione dei francesi, ci fu l’annessione alla Repubblica di Firenze di Cosimo I de Medici (la storia si ripete anche in questo caso), un periodo fortunato, durante il quale Chiusdino raggiunse il massimo sviluppo anche in seguito al sapiente sfruttamento delle risorse minerarie. Chiusdino conserva un centro storico con un impianto medievale in ottima conservazione, circondato da mura con case basse che danno vigore al profilo urbano. Tra i monumenti più importanti troviamo la Chiesa di San Sebastiano, la Chiesa della Compagnia di San Galgano, posta presso la casa natale di San Galgano Guidotti (1148- 1181), il Castello di Miralduolo, e i Palazzi Lenzi.

La spada nella roccia
Galgano Guidotti, figlio di Guido e Dionisa, nacque nel 1148 a Chiusdino, dopo una vita di prepotenza e spensieratezza (siamo in pieno medioevo) si rese conto dell’inutilità del suo modo di vivere e abbandonò il suo mondo, disgustato dalle nefandezze commesse e da quelle che vedeva continuamente commettere, per dedicarsi ad una vita di eremitaggio e penitenza nella ricerca di quella pace che il suo tempo non consentiva e di quel desiderio e contemplazione di Dio che solo la vita ascetica poteva permettere. Come segno tangibile di rinuncia perpetua ad ogni forma di violenza prese la sua spada

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

e la conficcò in una roccia che affiorava dal terreno, con l’intenzione di usarla come croce dinanzi a cui pregare anzichè come arma con cui offendere. Un grande gesto simbolico di estrema forza. Era l’anno 1180. Galgano il 3 dicembre 1181 morì. Nel 1185 fu dichiarato Santo da Papa Lucio III. Negli anni immediatamente successivi alla sua morte venne costruita sul suo eremo una chiesetta, attigua all’Abbazia di San Galgano, meglio nota come la Rotonda o Cappella di Montesiepi. Municipio: Piazza Plebiscito, 2. tel. 0577-751055 fax 0577-750221; e-mail:protocollo@comune.chiusdino.siena.it.

Monterotondo Marittimo
m. 539, b. 1300
Si arriva da sud dalle uscite della superstrada di Follonica o Venturina, mentre da nord si arriva dalla strada regionale 398, al chilometro 3,2 già si scorge l’antico borgo dalle case in pietra che si trova tra il torrente Milia e il fiume Cornia, nel punto di intersezione di quattro province diverse: Pisa, Livorno, Grosseto e Siena. Il nome della località, Mons Ritundus, deriva dalla forma tondeggiante del colle, “monte rotondo”, appunto e di “marittimo”, con un chiaro riferimento alla Maremma. La fondazione del tipico borgo medievale, circondato da boschi di castagni, si può collocare prima dell’anno Mille, anche se il più antico documento fa risalire Monterotondo all’anno 1228. Nell’area più alta del borgo, sono visibili i resti della Rocca degli Alberti, che prende il nome dai signori che che presero possesso del castello nel 1208, quando alla morte del padre Alberto IV, il Conte Rinaldo lo ebbe in eredita’. Nel maniero si è conservata anche una parte del cassero, che fu innalzato nel Trecento, quando Monterotondo, già compreso nel territorio di Massa Marittima dal 1263, passò sotto il dominio di Siena. Le vicende storiche che videro i Senesi dominare l’intera zona, determinarono un nuovo splendore per Monterotondo Marittimo, portato al rango di Vicariato e potenziato con nuove fortificazioni. Di quell’epoca sussistono avanzi medievali e altri monumenti come la Parrocchiale della Madonna col Bambino e angeli, raffigurata in una tavola di un tardivo pittore della scuola di Duccio che da quest’opera prende il nome di Maestro di Monterotondo Marittimo. Nei dintorni, la deliziosa chiesetta romanica di S. Croce, costruita dai frati sulla sommità di un’altura nel XIII secolo; il coevo Castello minerario di Cugnano, sito archeologico di grande importanza; le rovine dei Bagni del Re Porsenna, popolare centro termale durante Monterotondo Marittimo

63

Montieri a un generale decadimento del paese, dal XV secolo le attività economiche furono costituite dall’agricoltura, dall’allevamento e dallo sfruttamento dei boschi. Il secolo dopo l’intero territorio venne conquistato dalla potente città di Firenze e entrò a far parte del Granducato de’ Medici. Durante il periodo della dominazione medicea, l’attività estrattiva venne ripresa e intensificata rilanciando nuovamente l’economica locale. La dominazione dei Granduchi de’ Medici si protrasse fino al XVIII secolo quando, alla morte dell’ultimo discendente del casato mediceo, i Duchi di Lorena salirono al potere, governando Montieri quasi ininterrottamente fino all’Unità d’Italia che avvenne nel 1861. Ed è proprio con il XIX secolo che le escavazioni minerarie riprendono con più vigore, nella zona delle “Merse” e di “Boccheggiano”; lo sviluppo minerario durerà fino alla fine del secolo scorso, quando nel 1994 chiude “Campiano” l’ultima miniera delle Colline Metallifere. Attualmente la memoria di quel glorioso passato è rivendicata dall’attività del Parco Nazionale Archeologico e Tecnologico delle Colline Metallifere. Oggi il piccolo borgo sembra un set cinematografico, impreziosito dalle sue case torri, dalla Parrocchiale dei Santi Paolo e Michele, dal castello, dalla chiesa di San Giacomo, dal cui sagrato si può ammirare un panorama mozzafiato che si affaccia direttamente sulle Colline Metallifere. Da lontano si possono scrutare i soffioni. L’aria è frizzante, salutare. La località è inoltre una rinomata meta di villeggiatura estiva grazie alla bellezza dei paesaggi e dei monumenti e alla presenza di qualificate strutture alberghiere. Municipio: Piazza Gramsci, 4 tel. 0566-99681 Fax 0566-997800; e-mail: info@comune.montieri.gr.it

Abbazia di San Galgano

Montieri

m. 704, ab. 1.248
Terra ricca di giacimenti minerali e di alberi secolari: maestose querce, con una netta predominanza di faggi e castagni, Montieri, in provincia di Grosseto, è adagiato sul fianco settentrionale del monte che porta lo stesso nome, il Poggio di Montieri. Il nome della località deriva con tutta probabilità dal latino “mons aeris” che letteralmente significa “monte del “ rame”. Già gli Etruschi si insediarono nella zona di Montieri, praticando l’estrazione del rame, attività che venne continuata successivamente dai Romani e che vide la sua massima espansione nel medioevo quando, diventato un centro industriale fiorentissimo si trovò lungamente conteso tra Siena e Volterra che volevano il predominio sulle miniere d’argento, di rame e piombo. Fino al XIV secolo Montieri, grazie allo sfruttamento dei suoi giacimenti, visse un periodo di floridità economica che si affievolì nel corso del secolo successivo, seguendo il declino della Repubblica di Siena. L’esaurimento delle risorse minerarie condusse

64

l’VIII secolo; il Santuario della Madonna del Frassine, meta di pellegrinaggio. La guerra tra la Repubblica di Siena e quella di Firenze diede avvio ad un lunga contesa per il possesso di alcuni territori di Monterotondo Marittimo. Il 26 Ottobre 1554 Monterotondo combatté a fianco di Siena e venne assalita dalle truppe dei Medici, alleati con Spagna ed Austria, che persero 500 uomini, ma riuscirono a conquistare il Castello ed a distruggerlo; buona parte della popolazione fu uccisa. Il 7 dicembre il Comune di Monterotondo si sottomise al Duca di Firenze, pur continuando a far parte dello Stato di Siena. Ma la Repubblica di Siena dovette alla fine piegarsi, in quel periodo Monterotondo Marittimo, venne annesso al Granducato de’ Medici che governò fino al XVIII secolo quando i Duchi di Lorena salirono al potere. Durante la dominazione medicea la comunità visse un periodo di pace e di stabilità politica, in quel periodo il borgo venne ristrutturato e l’economia locale incrementata. Monterotondo che ha dato i natali allo scrittore Renato Fucini (8 aprile 1843 - Empoli, 25 febbraio 1921), noto anche con lo pseudonimo e anagramma di Neri Tanfucio, fino all’Unità d’Italia avvenuta nel 1861, venne occupato dai francesi. Il Comune si sta caratterizzando come località modello dello sviluppo sostenibile per gli usi diretti della geotermia (pag 57) e per la presenza del CITT (pag 69). Recentemente oltre ad aver conseguito le certificazioni ISO 14001 ed EMAS, gli è stato conferito il Premio “la Città per il Verde”, giunto alla nona edizione, un riconoscimento di rilievo per la qualità della vita: il verde pubblico. Municipio: Via Bardelloni, 64 tel. 0566-917511 fax. 0566-916390; info@comune.monterotondomarittimo.gr.it www.comune.monterotondomarittimo.gr.it e-mail ufficio turistico “Porta del Parco”: parco2005@libero.it Monteverdi Marittimo

Monteverdi Marittimo
m. 364, ab. 701
Il comune di Monteverdi Marittimo si estende per una superficie di circa 100 kmq che interessa un territorio in larga parte collinare, compreso tra l’alta valle del fiume Sterza e quella del Cornia, uno dei più vasti della provincia di Pisa. É formato da due nuclei urbani, l’antico borgo di Monteverdi e il castello di Canneto. Sullo sfondo si trovano le alture che corrono parallele al litorale tirrenico e a ridosso degli aspri contrafforti del versante sud-occidentale delle Colline Metallifere, dove restano ancora tracce delle miniere attive fino alla metà del secolo scorso (manganese, lignite, magnesite e soprattutto calcedonio di elevata qualità e assai ricercato già nella Firenze dei Medici). Nel corso dei secoli la sua posizione di “cerniera” tra nord e sud lo ha reso strategicamente importante fin dal tempo degli Etruschi, come zona di transito facile per le merci che da Populonia (e dalle miniere di ferro dell’Elba) venivano trasportate a Volterra, Siena, Firenze. Non a caso Walfredo, nobile longobardo pisano, nel 754 pose le basi di quella che sarebbe diventata una importante e ricca abbazia benedettina proprio alla base del poggio su cui oggi si distende l’abitato di Monteverdi, in un luogo sicuramente di transito tra il mare e l’interno, dove già il tempo di Roma era stata costruita una villa patrizia. L’abbazia di S. Pietro in Palazzuolo nel periodo di maggiore importanza aveva possedimenti che si estendevano dalla Maremma a Pistoia all’Isola d’Elba. Quando venne abbandonata intorno al 12esimo secolo per una nuova Abbazia costruita su un colle vicino, in posizione dominante e quindi più protetta, un grumo di case costituiva il primo insediamento del Castellum Monteverdi (1128). Meno di un secolo dopo, il 20 giugno 1204, 90 abitanti di Monteverdi chiedono protezione sottomettendosi a Volterra: è l’inizio di una lunga serie di contese tra la stessa Volterra, Massa Marittima, Pisa, Firenze per il dominio del territorio, che portarono Monteverdi ad essere, fra l’altro, Marchesato sotto la famiglia Incontri o parte del Granducato di Toscana con i Medici prima e i Lorena poi, fino all’annessione nel Regno d’Italia nella seconda metà del 1800. Monteverdi Marittimo che ha conosciuto negli ultimi sessant’anni una massiccia emigrazione, oggi è in fase di rilancio con lo sviluppo di attività turistico-residenziali, agriturismi, resort , confortevoli villaggi insediati in un gradevole paesaggio. La località, caratterizzata dalla presenza dalla presenza di due centrali

Castelnuovo Val di Cecina elettriche dell’Enel alimentate dal vapore geotermico, utilizzerà presto il teleriscaldamento nei centri urbani di Monteverdi e di Canneto. Nella zona tra Monte Canneto e il vicino Poggio Ricciardo sarà realizzato un Parco eolico con nove aerogeneratori con una produzione pari al consumo di un paese di 10.000 abitanti. A Monteverdi opere d’arte si trovano nella parrocchiale di S. Andrea, in particolare un “Cristo nero” che ogni tre anni viene portato in processione, mentre nella chiesa di San Lorenzo a Canneto è custodito un prezioso crocifisso astile. Municipio: Via IV Novembre, 1 tel. 0565-78511 Fax 0565-784410 comune.monteverdi@comune.monteverdi.pi.it

Castelnuovo Val di Cecina
m. 576 ab. 2.476
L’abitato, in un ambiente ricco di storia, è immerso in un paesaggio che assume tratti pre-appenninici, sulle pendici orientali di un colle coperto di castagneti, in una zona incontaminata, ricca di boschi e paesaggi naturali, tra le valli della Cornia e del Cecina. Il borgo medievale, arroccato sulla collina, risale all’anno mille. Un documento del 1176 precisa che il castello faceva parte dei beni dell’Abbazia di San Pietro in Palazzuolo, presso Monteverdi, al decadere del potere dell’Abbazia il castello passò nelle mani della famiglia Alberti e ci rimase fino alla “rivoluzione” del 1213, per passare sotto la protezione di Volterra. In questo periodo l’economia e la vita civile conobbero un notevole sviluppo: la struttura integra del nucleo medievale più antico è il borgo: sulla parte alta si trova la chiesa di S.Salvatore di origine medievale a tre navate ed i segni delle antiche fortificazioni con basamenti a scarpa, in un tessuto edilizio sviluppato lungo assi viari lastricati paralleli alle curve di livello. Alla base del nucleo originario si sviluppa il borgo contadino, contraddistinto da un’edilizia

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

più povera, con scalette, sottopassaggi, strette stradine. Il borgo cinquecentesco è sviluppato invece in senso lineare lungo la statale. Anche l’area di Castelnuovo ha conosciuto l’utilizzazione delle sue risorse naturali fin dall’antichità, come testimoniano le terme etrusche in località Bagnone, recentemente venute alla luce, trasformate in un Parco Archeologico (vedi riquadro). In epoca medievale costituiva un importante castello sotto la giurisdizione di Volterra, subendo poi, a metà del XV sec., l’invasione dell’esercito di Alfonso D’Aragona, venendo riconquistato dai volterrani di lì a poco, per passare poi sotto il dominio di Firenze e divenire feudo granducale nel 1639, con la famiglia degli Albizzi, che la mantenne fino al 1776, anno in cui Pietro Leopoldo I, sovrano illuminista la ricostituì come autonoma comunità ed avviò la rinascita industriale e sociale del suo territorio. Il territorio, nel 1861, venne annesso al regno d’Italia, e nel secondo conflitto mondiale durante la Resistenza, fu teatro delle azioni della XXIII Brigata Garibaldi; nel 1944, a seguito di una battaglia ingaggiata con i tedeschi in ritirata, ci fu una rappresaglia di 82 ostaggi civili. Municipio: Via Verdi, 13 tel. 0588-2351 fax 0588-20727; e-mail: sindaco@comune.castelnuovo.pi.it

Complesso Termale etrusco-romano di Sasso Pisano
L’eccezionale complesso di Sasso Pisano costituisce l’unico esempio di terme etrusche di epoca tardo-ellenistica pervenutoci fino ad oggi. Gli Etruschi si insediarono nella Valle del diavolo molto prima che Roma, la città eterna, diventasse la grande potenza economica e militare che fu, poi, il terrore del popolo etrusco. Questa zona della Toscana, interessata dai soffioni boraciferi e percorsa da fiumi e torrenti, fu, grazie alla sua particolare morfologia, un territorio molto ambito dagli Etruschi. Alla fase più antica (III secolo a.C.) risalgono i resti di un grande cortile quadrangolare con porticato, su cui si aprono i diversi sistemi di vasche e i vani d’uso, tutti coperti da tegole, molte delle quali marcate con solito bollo, e da coppi di diversi tipi e dimensioni. L’ampio portico sorretto da pilastri quadrangolari realizzati in un morbido calcare locale di colore beige o violaceo, è chiuso sul fondo da un altro muro, dove i blocchi squadrati, alternati a tramezzi in piccole bozze di pietra legate con argille, creano un vivace effetto decorativo che doveva essere arricchito da colonne e semicolonne sormontate da capitelli dorici. Sui lati est e nord del piazzale porticato si aprono le

65

Terme di Sasso Pisano vasche, quadrangolari o rotonde, isolate o tra loro comunicanti con pavimenti in cocciopesto e pareti intonacate. Un accurato sistema di canalizzazioni convogliava dalle vicine sorgenti direttamente nelle vasche, con canalette strette e profonde, l’acqua calda, e attraverso l’ampio cortile centrale, in canalette ampie e basse, l’acqua fredda. Il lato sud del cortile si apre in un’ampia esedra-fontana, che doveva essere alimentata dall’alto attraverso un piccolo bacino in cocciopesto. Tutto il lato ovest del complesso è invece occupato da un vasto edificio, ancora solo parzialmente scavato, suddiviso in numerosi vani, forse una struttura destinata all’accoglienza dei visitatori e dei pellegrini che, venendo da lontano, avevano la necessità di soggiornare in questo loco. Una possibile funzione sacrale dell’impianto, che si giustificava con la presenza di acque curative, è documentata dal ritrovamento di una statuetta di Minerva in piombo e stagno e di una piccola offerente in bronzo, che presuppongono per lo meno la presenza di un piccolo luogo di culto. I materiali più antichi (ceramica a vernice nera) e la paleografia del bollo laterizio etrusco sopraccitato consentono di collocare la fondazione del complesso tra la fine del III e l’inizio del II secolo a.C. Il colore insolito delle rocce

L’ENERGIA DAL CUORE DELLA TERRA Il Parco delle Biancane

A passeggio tra fumarole, lagoni e soffioni boraciferi
Appena fuori dal paese di Monterotondo Marittimo si trova il Parco delle Biancane dove, grazie ad un percorso guidato è possibile ripercorrere le tappe della storia della geotermia. Nella parte inferiore del Parco si possono osservare da vicino un Lagone Naturale in piena attività e la “Sorgente di Chiorba”, dove l’acqua, proveniente dalle profondità della terra, sgorga ad altissima temperatura. Da qui, seguendo il sentiero che si inerpica sul monte, si raggiunge la parte superiore del Parco: “Le Biancane”. Il terreno emana calore, l’aria è impregnata di zolfo, colonne di vapore si dissolvono nell’aria e lo sguardo è attratto dai colori insoliti delle rocce e della vegetazione. Proseguendo la passeggiata si assiste a fenomeni stupefacenti come le solfatare, le fumarole, le mofete e i soffioni boraciferi. Il calore del luogo favorisce la presenza di specie vegetali inconsuete a questa altitudine come la sughera e l’erica. Il silenzio, i colori caldi del paesaggio e il lento susseguirsi di emissioni di vapore sulfureo, rendono le biancane un posto estremamente suggestivo e rilassante.

66

eredità alla dinastia medicea ormai estintasi, diedero ulteriore impulso alla crescita e allo sviluppo delle attività estrattive e, all’inizio dell’Ottocento, alla nascita dei primi stabilimenti industriali. Nel 1861 anche Pomarance venne annessa al Regno d’Italia. Tra i monumenti di maggiore rilievo a Pomarance oltre alla già citata Parrocchiale di San Giovanni Battista, ci sono la casa natale di Paolo Mascagni (anatomista), la Torre dell’Orologio, il Palazzo Pretorio, il Palazzo de Larderel, con annesso teatrino neoclassico, la casa-museo Bicocchi, e la Rocca Sillana. Municipio: Piazza Sant’Anna, 1 Tel. 0588-62311 fax. 0588-65470; e-mail: segreteria@comune.pomarance.pi.it Pomarance

Il paese della geotermia
Il paese prende nome da François Jacques de Larderel, industriale di origine francese che intorno al 1827 perfezionò l’estrazione dell’acido borico dai fanghi dei cosiddetti “lagoni”, già iniziata con metodi poco efficienti nel 1818. L’avventura industriale che all’epoca sembrò pioneristica, si avviò nel 1812 con la costituzione di una società che per prima tentasse l’utilizzo industriale dei sali borici delle manifestazioni endogene di Larderello. In seguito, fu Francesco De Larderel ad avviare l’utilizzo industriale dell’acido borico e a fondare l’attuale area industriale e lo stesso paese che ha preso il suo nome: Larderello. Nel 1904, il Principe Piero Ginori Conti, riuscì, dopo una serie di esperienze, ad accendere 5 lampade elettriche collegando un motore a pistoni alimentato a energia geotermica a una dinamo. Si trattava del primo esempio di sfruttamento elettrico della geotermia. Larderello è la prima esperienza al mondo di sfruttamento dell’energia geotermica per la produzione di energia elettrica. Nel 1905, grazie al principe Piero Ginori-Conti, si è iniziato ad utilizzare l’energia dei soffioni per la generazione di energia elettrica. Undici anni dopo, nel 1915, entrò in esercizio la prima centrale geotermica, con due gruppi da 2570 KW di potenza, con torri di raffreddamento in legno. Da allora la produzione di energia elettrica da vapore endogeno ha avuto un grande sviluppo mettendo in esercizio molte centrali geotermiche realizzate e oggi, gestite dall’Enel. Qualche anno dopo, nel 1930 erano in servizio turbine e centrali per 12 MW, nel 1950 erano già salite a 211 MW e nel 1963 a 311 MW. La moderna tecnologia e le tecniche d’avanguardia di utilizzo dei soffioni hanno fatto il

Pomarance
m. 370 ab. 6.323
Si trova nell’area geotermica tradizionale toscana, lungo la strada che da Volterra porta a Massa Marittima, con interessanti vedute sulla dorsale dei colli che fiancheggiano la vallata. Pomarance è il Comune più popoloso del Distretto, nell’alta Val di Cecina, oggi importante centro industriale. Il toponimo è attestato per la prima volta nel 1128 come Ripomarrancia. Mentre il primo elemento del nome è il latino ripa (“riva”), il secondo è più incerto e potrebbe derivare da un nome di persona romano Arranciae (forse di origine etrusca). Il toponimo potrebbe però derivare dall’italiano antico pomarancia, col significato di “melarancia”. Le origini risalgono al Medioevo, ma i primi insediamenti abitativi, dopo il ritrovamento in zona di alcuni reperti archeologici, fanno pensare ad una presenza nell’età neolitica e successivamente all’epoca etrusco-romana. I primi documenti ufficiali risalgono, però, al X secolo come possedimento conteso tra i Vescovi-conte e il Comune di Volterra e che nel 1325 lo cinse di mura. Nel ‘500 vi nacquero i pittori Niccolò Cercignani (o Circignani) e Cristoforo Roncalli, che ebbero entrambi il soprannome di Pomarancio che lasciarono importanti opere nella parrocchiale San Giovanni Battista. In quel periodo(1513) il borgo era stato elevato al rango di comune autonomo, in precedenza la Repubblica di Firenze aveva posto sotto il proprio controllo le miniere di allume presenti nel territorio. Il casato de’ Medici prima e, a metà settecento, i Duchi di Lorena che erano succeduti per

Larderello e la “Valle del diavolo”
Il fumigante paesaggio, già annunciato da qualche isolato sbuffo, si manifesta in questa valle tra Montecerboli e Larderello, con i caratteristici soffioni boraciferi e le colonne di vapori bianchi (già noti all’epoca di Dante Alighieri e a lui ispiratrici dei paesaggi dell’Inferno). I paesaggi della Valle del diavolo ricordano infatti l’inferno dantesco. Scriveva Dante : “Versan le vene le fumifere acque, per il vapor che la terra ha nel ventre. Che l’abisso le tira suso in alto”. Le gigantesche torri di refrigerazione delle centrali elettriche e soprattutto la ragnatela delle condutture argentate, un andirivieni di vapordotti tra monumenti sicuramente insoliti e affascinanti: serbatoi, vapordotti, pozzi di produzione e di reinezione, turbine, centrali alimentate con il fluido geotermico, scambiatori di calore. In questi luoghi, la natura, impressionante e potente, ha incontrato l’uomo, forte e testardo, che ha saputo dominarla e sfruttarla.

Soffioni boraciferi e fumarole

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

resto. Oggi la geotermia costituisce un’importante risorsa energetica per la Toscana e l’intero Paese. Larderello ha allestito un interessante Museo della geotermia, continuamente visitato dalle scolaresche.

67

LA CHIMICA MODERNA NACQUE DA QUESTE PARTI
La Montedison nacque nel 1966 dalla fusione tra Montecatini ed Edison; la Montecatini fu costituita nel 1888 a Montecatini Val di Cecina (PI) per lo sfruttamento delle locali miniere di rame; negli anni ’10 del ‘900 entrò nel settore chimico e nei decenni successivi diventò, a colpi di brevetti e di acquisizioni, la maggior azienda chimica italiana, pressoché monopolista in alcune produzioni come l’acido solforico, i concimi, i coloranti (tramite la controllata ACNA); nel 1936, in collaborazione con l’AGIP, costituì l’Anic (Azienda Nazionale Idrogenazione Carburanti), con lo scopo di produrre benzina sintetica, e che sarebbe stato il primo nucleo dell’industria petrolchimica italiana. La Edison nacque nel 1895 a Milano e fu una delle prime aziende a sfruttare in Italia quell’energia idroelettrica che fu alla base della prima industrializzazione italiana, costruendo dighe lungo l’arco alpino, in particolare in Lombardia; già ai primi del ‘900 la Edison era uno dei gruppi industriali dominanti in Italia, suddividendosi il controllo del mercato elettrico nell’Italia del Nord con la SIP, concentrata in Piemonte e Liguria, e la SADE, forte nel Nord Est.

Montecatini Val di Cecina
m.416, ab. 2.008
Il nome della località deriva dal composto di “monte”, con riferimento alla sua posizione elevata, e del nome proprio di persona latino “Catinius”, al quale venne successivamente aggiunta la specificazione “Val di Cecina”, con riferimento alla valle del fiume Cecina in prossimità della quale il paese sorge. I numerosi reperti archeologici che risalgono all’epoca romana, rinvenuti in zona, fanno pensare a insediamenti databili a tale epoca. Al tempo della dominazione romana, il territorio di Montecatini Val di Cecina fu teatro di una battaglia contro la città etrusca di Volterra. Dopo la caduta dell’Impero Romano e la successiva discesa dei Barbari il territorio venne abbandonato per essere ripopolato solo durante il Medioevo. Il consolidamento dell’attuale borgo avvenne in epoca medievale quando, intorno al X secolo, i potenti feudatari Belforti, legati all’imperatore Ottone I, fecero erigere un castello. Un documento ufficiale risalente alla fine dello stesso secolo documenta l’esistenza del borgo e il suo trovarsi sotto la diretta giurisdizione del Vescovado di Volterra. Montecatini Val di Cecina

il museo-miniera di Camporciano

Anche Montecatini Val di Cecina venne annesso ai domini della Repubblica di Firenze, trovandosi dapprima sotto la dominazione dei Granduchi de’ Medici e successivamente sotto quella dei Duchi di Lorena, seguendo la stessa sorte delle altre comunità vicine. Il borgo, dopo l’Unità d’Italia, diede impulso all’economia e agli insediamenti demografici, grazie alla miniera di rame di Camporciano rimasta in attività fino al 1907. In questo luogo cominciò la storia affascinante (vedi riquadro) di uno dei più importanti gruppi industriali estrattivi europei: la Montecatini Spa divenuta Montedison. Gli etruschi furono i primi a sfruttare le abbondanti risorse naturali di questa zona, utilizzando il prezioso minerale per forgiare utensili e suppellettili ornamentali. Per ricordare questi importanti momenti storici è stato realizzato, nell’ex-area mineraria, ed in ciò che rimane delle strutture, un parco museale di archeologia industriale con un

importantissimo centro di documentazione, e le gallerie originali ottocentesche della miniera con le diverse tipologie di strutture ancora intatte, il pozzo di estrazione del rame e la torre che conserva il macchinario utilizzato per procedere alle eduzione delle acque sotterranee. Altri monumenti di rilievo la Chiesa di San Biagio, il Palazzo Pretorio e la Torre dei Belforti. E per i tempi che verranno, presto ci sarà da visitare, a scopo didattico, la fattoria eolica con 6 modernissimi aerogeneratori che si sta costruendo sul crinale, tappa itinerante del distretto energetico che mette in mostra questi moderni monumenti che producono energia pulita. Municipio: Via Roma 1, tel. 0588-31611 fax. 0588-31615 e-mail: info@comune.montecatini.pi.it.

68 INNOVAZIONE

Larderello e Monterotondo Marittimo laboratori delle energie pulite

Due Centri di Ricerca per lo sviluppo delle nuove tecnologie
Le strutture rappresentano gli assi portanti per le iniziative sostenibili del Distretto. La Regione Toscana ha ribadito che sosterrà l’impegno a spingere sull’innovazione e sulla ricerca nel settore delle energie rinnovabili, tanto da inserire nei programmi, come fiore all’occhiello, la promozione e il lancio definitivo del “Distretto delle energie rinnovabili.” Lavori in Corso CITT anno 2008-2009
Sviluppo dell’innovazione e trasferimento tecnologico per le FER con priorità su: - Mini-micro eolico; - Fotovoltaico - solare a concentrazione; - Biomasse; - Cogenerazione diffusa; Diffusione e sperimentazione di sistemi di risparmio energetico e in particolare: - Riduzione dei consumi energetici nell’ambito dei sistemi residenziali, degli edifici pubblici, strutture ricettive; - Applicazione di soluzione domotiche e di remote control Formazione nel campo delle risorse energetiche rinnovabili, della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile: - Formazione finanziata e riconosciuta; - Formazione privata a richiesta e per specifici obiettivi formativi; - Integrazione con il sistema di Istruzione pubblica per la definizione di specifici progetti formativi.

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

[

I

l CEGL (Centro di Eccellenza per la geotermia) di Larderello, una frazione di Pomarance, è operativo da circa un anno sul fronte della cooperazione internazionale e della fornitura di know how. É decollato anche il CITT (Centro per il Trasferimento dell’innovazione tecnologica sulle energie rinnovabili) di Monterotondo Marittimo che si occuperà di trasferimento tecnologico, brevetti e formazione con forme di gestione . Le due strutture che possiamo definire “laboratori delle energie pulite”, sono state avviate con il determinante contributo del Co.Svi.G. (Consorzio per lo Sviluppo delle Aree geotermiche). Il Consorzio geotermico ha coordinato tutte

In alto: uno scorcio di Monterotondo Marittimo In basso: Viale Obiettivo Kyoto 20-20-20

le procedure e le pratiche per i finanziamenti (non soltanto regionali), ha favorito i contatti con le istituzioni scientifiche e ha seguito gli stessi lavori per conto della Regione Toscana. I due Centri, che dovranno dialogare e interfacciarsi tra loro per arrivare a una “testa” unica, rappresentano il motore trainante delle iniziative sostenibili intraprese sul territorio e costituiscono gli assi portanti per l’attività del Distretto.

69

Il CITT

per trasferire competenze e metodologie per la diffusione delle FER.
Per quanto riguarda il CITT, Il Centro Internazionale per il Trasferimento dell’Innovazione Tecnologica per le Fonti Energetiche Rinnovabili di Monterotondo Marittimo (GR) nasce dall’idea di diffondere e trasferire competenze e metodologie tecnologiche innovative per agevolare la diffusione delle numerose forme di energia rinnovabile. La penetrazione di mercato delle energie rinnovabili passa, nella maggior parte dei casi, attraverso la possibilità di individuare tecnologie innovative capaci di abbassare i costi unitari con metodologie in grado di incrementare l’efficienza degli impianti. Il CITT è il frutto dell’Accordo di Programma che la Regione Toscana e territori geotermici hanno siglato. Diventa operativo grazie ad un’Associazione Temporanea di Scopo costituita da soggetti pubblici. Il Consorzio per lo sviluppo delle Aree Geotermiche fa da capofila dell’ATS, con la partecipazione della Provincia di Grosseto e il Comune di Monterotondo Marittimo (GR). Partecipano, altresì a questo progetto il CNR-ITAE, Consiglio Nazionale delle Ricerche - Dipartimento Energie e Trasporti e la Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento S.Anna di Pisa. Il Centro intende fornire i propri servizi per ridurre il gap fra obiettivi e risultati nell’ambito delle Energie Rinnovabili e promuovere lo sviluppo e la diffusione delle innovazioni che si rendono disponibili, favorendo il trasferimento di nuovi metodi alle imprese, che entrano nella filiera energetica a vario titolo. “È necessario - spiega Sergio Chiacchella, direttore del Co.Svi.G. e coordinatore del Distretto - che il trasferimento tecnologico sia

In alto e a destra: la casa Domotica In basso: La sede del Citt

accompagnato da una concreta e continua attività di formazione professionale, che il CITT intende sviluppare creando le nuove classi di imprenditoria”. Inoltre, per favorire la diffusione delle informazioni sulle buone pratiche e sulle tecnologie di avanguardia per i processi di trasferimento tecnologico e adattabilità operativa delle FER, il CITT si propone l’obiettivo di creare un Centro di Documentazione, che dovrà essere una vera e propria banca dati delle innovazioni tecnologie e potrà essere punto di riferimento per gli operatori del settore. “L’obiettivo fondamentale del Centro di Monterotondo Marittimo - conferma Sergio Chiacchella - è quello di allestire progetti operativi, studi di fattibilità, ricerche di settore e rapporti scientifici funzionali in vari campi collegati alle FER e in particolare nel campo delle ricerche e report scientifici di valutazione e pianificazione energetica. In sostanza occorre individuare, elaborare e realizzare progetti regionali, nazionali ed europei finalizzati al trasferimento tecnologico, al risparmio energetico, alla realizzazione di impianti alimentati con FER” . Il CITT nasce con una inclinazione forte al lavoro in network, definendo partenariati e siglando accordi formali con APEA, ARSIA, Agenzia Energetica di Pisa. Altri partner come il GAL Etruria, Etruria Innovazione, CITIS, Rivoira, Caritas di Lucca, l’Università di Siena, collaboreranno con il Citt, come pure le aziende produttrici-installatrici che si occupano di energia rinnovabile. Informazioni: www.distrettoenergierinnovabili.it

[

Il progetto NEFTIH2
New Energy For Tomorrow Intelligent House

S

i tratta di uno studio sulla realizzazione di un impianto dimostrativo domotico con l’integrazione di fonti energetiche innovative. Presso il CITT è stata installata una piccola unità abitativa energeticamente indipendente in grado di non sovraccaricare la rete elettrica nazionale, ottimizzando le tempistiche di prelevamento e di immissione di energia elettrica. Ottimizzazione del risparmio energetico di una unità abitativa di tipo tradizionale, successiva alla sua costruzione attraverso l’integrazione di gestione domotica e di alimentazione da fonti energetiche innovative. Informazioni più dettagliate sono disponibili sul sito: www.neftih2.it

70 INNOVAZIONE

Il CEGL

Lavori in Corso CEGL anno 2008-2009
- Supporto agli enti locali per il trasferimento di adeguate competenze tecnico-giuridiche in tema di gestione delle risorse geotermiche; - technology assesment e valutazioni economiche ed ambientali comparative per l’identificazione delle migliori pratiche per lo sfruttamento delle risorse geotermiche; - raccolta di dati, informazioni e metodologie al fine di accrescere le attuali conoscenze scientifiche, tecniche, economiche e ambientali ma anche per favorire lo sviluppo di nuove metodologie di valutazione del potenziale geotermico su scala nazionale, regionale o comunale. - attività di ricerca, raccolta e divulgazione di dati riguardanti la geotermia al fine di favorire partnership tra le aziende o le pubbliche amministrazioni interessati allo sviluppo di progetti. - approfondimenti delle analisi geoelettriche e geochimiche a supporto della valutazione della sostenibilità degli utilizzi idrotermali; - stimolo del dibattito ed organizzazione di eventi internazionali che riguardino la geotermia; - attività di monitoraggio ambientale con particolare riferimento ai parametri critici per suolo, acque ed atmosfera; - erogazione di iniziative di formazione per imprese, professionisti e dipendenti delle pubbliche amministrazioni mediante corsi brevi, seminari residenziali e attraverso il lancio di un master internazionale sulla geotermia.

per valorizzare la geotermia facendo ricorso a tecnologie innovative.

I

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

[

l Centro di Eccellenza sulla geotermia (CEGL) è nato a Larderello per iniziativa dell’amministrazione di Pomarance e di Co.Svi.G. che hanno coinvolto tre Enti di Ricerca pisani (L’Università di Pisa, la Scuola Sant’Anna e l’Istituto per le geoscienze del CNR). Ricordiamo che Larderello (un insediamento nato e concepito solo per il lavoro) venne fondato nel 1827 da Francesco De Larderel, esule francese a Livorno che si occupò dello sfruttamento dell’acido borico. Vi furono costruiti gli uffici, le abitazioni, il teatro, il centro sportivo e la chiesa progettata da Michelucci che si affacciano sulla piazza dedicata al Granduca Leopoldo II°, il nobiluomo che proseguì la politica di valorizzazione dell’industria boracifera. Il Centro si occuperà dei diversi aspetti della geotermia e sarà soprattutto coinvolto per le attività di ricerca applicata sulle risorse come, ad esempio, uno screening del territorio toscano per scoprire ulteriori potenzialità geotermiche e nei rapporti con gli altri Paesi del pianeta. Il Centro intende promuovere la diffusione e la valorizzazione della geotermia facendo ricorso a tecnologie innovative, e adottando soluzioni ambientalmente sostenibili e con elevata accettabilità sociale. Pertanto il CEGL si propone non solo come punto di riferimento a livello internazionale sia nella ricerca che nel trasferimento di know how tecnologico nel settore geotermico, ma rappresenta un utile strumento per lo sviluppo di iniziative di collaborazione e networking tra partner nazionali e internazionali. Nella sua prima fase di attività, il Centro ha provveduto a predisporre i sistemi informatici e le strutture di supporto per la gestione degli studi geotermici. Un gran lavoro è stato effettuato per addestrare e trasferire nel proprio organico adeguate competenze scientifiche, tecnologiche, tecnico-giuridiche ed economiche implementare una banca dati multidisciplinare e una piattaforma GIS in grado di favorire l’aggiornamento e la razionalizzazione dei dati e delle cartografie tematiche esistenti. Tra gli obiettivi troviamo la promozione dell’ attività di divulgazione (organizzazione di eventi e

In alto: Francesco De Larderel, fondatore di Larderello In basso: la chiesa progettata dall’architetto Michelucci

predisposizione di materiale informativo)per implementare nuovi progetti. Ci si muove su quattro filoni tematici principali: la valutazione degli effetti degli utilizzi delle risorse geotermiche a bassa temperatura e ad alta temperatura, la valorizzazione delle migliori pratiche di settore e lo sviluppo degli strumenti di promozione dei piani di gestione sostenibile della risorsa. Fra gli approcci applicativi implementati nel Centro, particolare rilevanza hanno le tecniche di Life Cycle Assessment e Lyfe Cycle Costing, di technology assessment, di valutazione delle performance ambientali, di analisi comparata delle migliori pratiche di settore per l’integrazione degli utilizzi geotermici in ambito produttivo e residenziale, nonché le più moderne tecniche di indagine geologica e geotermica. “Anche in questo caso - spiega il coordinatore del Distretto Sergio Chiacchella - abbiamo avviato una complessa rete di collaborazioni per individuare e possibilmente rafforzare le opportunità di interazione tra i soggetti locali, nazionali ed internazionali operanti nella filiera geotermica nella raccolta ed elaborazione di tutte le informazioni scientifiche, tecniche, economiche e ambientali su cui basare lo sviluppo e le analisi di sostenibilità di nuove tecnologie e applicazioni”. Il CEGL è in grado di sviluppare collaborazioni con aziende, pubbliche amministrazioni e operatori del settore. Tuttavia la funzione principale di trasferimento dell’innovazione tecnologica dei due Centri dovrà essere svolta anche attraverso attività dimostrativa nel Distretto delle Energie Rinnovabili, dove è prevista la realizzazione di impianti di produzione energetica.

o.Svi.G.
2 9 1.200 22.000 69.000 4.300 1.300.000

71

i numeri del Co.Svi.G.
le sedi del Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche (Co.Svi.G.)
- Radicondoli, (Sede Legale e Ufficio Contabilità) Via Tiberio Gazzei, presso il Palazzo Comunale tel / fax 0577 752950 - Firenze (Sede Operativa e Direzione Generale) Via Vincenzo Bellini 58, tel. 055 368123 / fax 055 3217026 www.distrettoenergierinnovabili.it

i Comuni che fanno parte del Distretto
La comunità meno popolosa è Monteverdi Marittimo, 701 abitanti, in provincia di Pisa,mentre il paese più grande risulta Pomarance, in provincia di Pisa. Gli altri Comuni sono Castelnuovo Val di Cecina, Montecatini Val di Cecina, (tutti in provincia di Pisa), Monterotondo Marittimo e Montieri (in provincia di Grosseto), Casole d’Elsa, Chiusdino, Radicondoli (in provincia di Siena).

chilometri quadrati l’estensione del comprensorio inserito tra i Comuni al confine delle province di Siena, Pisa e Grosseto. Tep (Tonnellate equivalenti di petrolio) complessive di risparmio energetico annuo ottenuto con l’uso diretto della geotermia nei vari cicli produttivi e nei teleriscaldamenti.

tonnellate di CO2 non emesse in atmosfera grazie all’uso termico della geotermia. utenze utilizzano il sistema di teleriscaldamento nell’area geotermica. metri cubi la volumetria complessiva riscaldata.

72 NUOVE ENERGIE

Anche il vento entra a far parte del mix energetico dell’area geotermica

La sfida per imbrigliare Eolo
Energetic Source (gruppo Avelar Energy-Renova), affermata azienda bresciana nel campo della progettazione, costruzione e gestione d’impianti energetici da fonti rinnovabili e del trading energetico, sta costruendo, tramite la società di scopo ERT Srl Energie Rinnovabili Toscana, un Parco eolico costituito da 6 aerogeneratori che prevede grossi benefici economici, attraverso vantaggiose royalties alla comunità locale.

In basso: piattaforma di base degli aerogeneratori A destra: Stazione di stoccaggio delle componenti delle torri eoliche

una corsa contro il tempo, ma si può fare. Si deve fare. Le grandi ruspe stanno lavorando da giorni sul crinale, in località la Miniera di Montecatini Val di Cecina, dove Energetic Source (gruppo Avelar Energy-Renova), affermata azienda bresciana nel campo della progettazione, costruzione e gestione d’impianti energetici da fonti rinnovabili, tramite la società di scopo ERT Srl Energie Rinnovabili Toscana, si è aggiudicato l’appalto per costruire un Parco eolico costituito da 6 aerogeneratori che prevede grossi benefici economici, attraverso vantaggiose royalties (e non solo) alla comunità locale. É il primo di due progetti eolici che verranno realizzati nel Distretto delle Energie Rinnovabili della Toscana, in grado di produrre a regime circa 16200 MWh di energia elettrica, pari al consumo annuo di circa 15 mila persone. Dovrà essere pronto entro la fine dell’anno. Il secondo sarà costruito a Monterotondo Marittimo. Tecnici, operai, progettisti lavorano alacremente di giorno e, qualche volta, anche di notte. In qualche raro momento di pausa, quando non c’è foschia, riescono a vedere il mare, l’arcipelago Toscano e, sullo sfondo la Corsica. Ma i ritmi sono tali che non ci si bada. La squadra al lavoro è formata da gente dai muscoli d’acciaio abituata a operare in condizioni difficili, anche in alta quota, in mezzo alla neve, sulle montagne più impervie. Fanno capo alla Gespi di Brescia che sta realizzando le opere civili e alla Leitner Technologies di Vipiteno, azienda leader mondiale da oltre un secolo, degli impianti di risalita, che oggi ha acquisito un know how anche nel settore dei generatori eolici. Sono di recentissima produzione e rappresentano quanto di meglio il mercato possa offrire.

É

[

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

73

L’avanzatissima tecnologia della Leitner (è stato scelto l’aerogeneratore di tipo Leitner da 1,5 Mw che utilizza fibra di vetro in resine epossidiche nella costruzione delle pale), unita alla collaudata capacità progettuale e di gestione di Energetic Souce, rappresentano la soluzione ottimale per produrre energia pulita da fonte eolica, in linea con l’innovazione, l’affidabilità e le norme vigenti. La produzione di energia elettrica, utilizzando la forza del vento, permette di evitare l’immissione in atmosfera di pericolosi inquinanti che sono associati ai fenomeni di combustione presenti nella generazione elettrica convenzionale. In particolare l’impianto eolico “la Miniera” eviterà ogni anno l’immissione in atmosfera di 16200 tonnellate di CO2, 22,7 tonnellate di SO2, 30,8 tonnellate di NO2. La fattoria eolica sarà costituita da 6 aerogeneratori alti 61,5 metri che vantano un’innovativa tecnologia da 1500 kW di potenza nominale. Le torri eoliche hanno un diametro del rotore di 77 e una velocità di accensione:di 3 m/s, mentre la velocità di spegnimento risulta di 20 m/s. Torniamo ai lavori. Nel sito le opere civili di scavo delle fondazioni delle torri sono state da tempo completate, la base delle torri è stata rinforzata con armature in ferro e gettate di cemento a completamento della fondazione. Una seconda squadra di operai sta realizzando l’area di collegamento alla rete nazionale. L’impianto eolico sarà inoltre completato dalle necessarie infrastrut-

ture per il trasporto e l’installazione degli aerogeneratori, la raccolta dell’energia prodotta, il collegamento dell’impianto alla rete elettrica nazionale. La ‘Fattoria denominata “La Miniera”, con un chiaro riferimento al luogo e alla storia industriale del paese della Val di Cecina (la località vide nascere nel 1888 la Montecatini, dal nome del posto, che divenne poi Montedison, come descritto a pag. 67), alimentata esclusivamente dal vento, rientra a pieno titolo, nell’itinerario didattico inserito nel territorio geotermico. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Comune di Montecatini Val di Cecina e il Cosvig (Consorzio per lo Sviluppo delle aree Geotermiche). L’ impianto rimarrà di proprietà del Consorzio che ha affidato la concessione alla società energetica Energetic Source sulla base di una gara di appalto. Energetic Source è controllata dal gruppo Avelar Energy, diretto in Italia da Igor Akmerov e Marco Giorgi, parte del colosso russo Renova che fa capo al magnate Viktor Vekselberg. Sulla base dell’accordo, l’azienda bresciana (che sta potenziando i piccoli impianti di produzione da fonti rinnovabili in Lombardia e in Puglia per circa 55 milioni di kilowatt/ora), si è occupata della progettazione definitiva, dell’esecuzione dei lavori pubblici, e dei lavori ad essi strutturalmente e direttamente collegati, che dovranno comunque rispondere ai severi requisiti ambientali sia in fase di cantiere che in fase di esercizio.

Il progetto prevede la costruzione di un secondo impianto eolico a Monterotondo Marittimo. A seguito della costruzione, Energetic Source avrà la concessione per ventinove anni per la gestione dei due impianti eolici (per un totale di 16,5 MW) che dovranno produrre un quantitativo di energia in grado di soddisfare il fabbisogno di oltre 27 mila famiglie e l’abbattimento di quasi 28 mila tonnellate di emissioni di Co2. Gli impianti rimarranno di proprietà del Co.Svi.G, che ha avviato l’iter procedurale del progetto preliminare, lo studio di screening e tutte le pratiche necessarie per le concessioni comunali e regionali, consegnando all’azienda assegnataria un progetto praticamente in fase di definizione. Al Co.Svi.G, destinatario del contributo regionale di circa 3 milioni di Euro, toccherà verificare la qualità tecnico-costruttiva dei nuovi impianti, la capacità e la trasparenza nei rapporti con il territorio e, più in generale, la realizzazione nel pieno rispetto dell’ambiente. Il Consorzio ha anche il compito di garantire la promozione dei due impianti eolici. Ci sono comunque i benefici economici diretti: Energetic Source, grazie alla vendita dell’energia prodotta, pagherà alle casse del Consorzio e dei Comuni sedi d’impianto una royalty complessiva pari al 6% del fatturato. Tali somme saranno destinate al crescente sviluppo economico e sociale dell’area geotermica. Il costo degli impianti eolici sarà di 23 milioni euro.

74

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

ANNIVERSARI La Toscana che produce

75

Quarant’anni nel segno della qualità
L’Isolver di Castelnuovo Val di Cecina svolge attività altamente specialistiche legate alla produzione geotermica, intervenendo direttamente nell’ordinaria e straordinaria manutenzione degli impianti.
hi percorre il territorio geotermico scopre, poco a poco, un andirivieni di tubazioni che si inseguono come serpenti di acciaio, attraverso un reticolo di condotte, utilizzate per il trasporto del fluido geotermico che alimenta le centrali. Ci si chiede come vengano salvaguardati e monitorati questi impianti, tecnologicamente avanzatissimi, che si contrappongono alle invadenti strutture del passato, ormai reperti di archeologia industriale destinati a diventare vere e proprie attrazioni, memorie di una storia industriale che si coniuga, oggi, con l’hi-tech e la natura. Ebbene, questo patrimonio viene gestito e monitorato costantemente da squadre di tecnici, di provata affidabilità ed esperienza. É lo staff tecnico di Isolver che, negli ultimi quarant’anni, si è occupato di particolari attività legate alla produzione geotermica, intervenendo direttamente nell’ordinaria e straordinaria manutenzione degli impianti. In sostanza si può dire che in questa zona sono nate nuove professioni, tutte di altissimo livello. Tanto da avviare una fiorente attività, nata dalla tenacia di uomini capaci e volenterosi che sono riusciti a coniugare le esigenze urbanistiche e ambientali, con la salvaguardia di una vera e propria « industria della memoria », intervenendo in un comparto dove fantascienza, surreale e tecnologie moderne rappresentano un tutt’uno. É questa la storia dell’azienda di Castelnuovo Val di Cecina, una società solida e matura, pronta a festeggiare i suoi primi quarant’anni. Dall’album dei ricordi del passato alle più moderne attività economiche. Le ultime generazioni di tecnici, manager e maestranze hanno saputo trasformare il proprio consolidato know how in nuove occasioni di sviluppo. Condividono con gli uomini che li hanno preceduti in azienda una costante propensione al lavoro. Tenacia, preparazione, abnegazione: questi i valori che rappresentano gli elementi propulsori necessari al recupero e alla manutenzione delle aree industriali che hanno tipologie a basso impatto ambientale come quelle geotermiche. La società ISOLVER SpA fondata nel 1969, che opera con serietà e professionalità nel settore industriale al servizio di grandi società pubbliche e private svolgendo attività specialistiche, oggi guarda ai prossimi quarant’anni con esperienza consolidata. “La nostra azienda - spiega il dott. Massimo Conti, Amministratore delegato dell’Isolver - ha cominciato eseguendo lavori di isolamento termico e termoacustico e di verniciature industriali, poi si è ampliata, man mano, affermandosi nei

C

settori dell’edilizia industriale, movimento terra, noleggio autogru e piattaforme aeree, garantendo un attrezzato parco macchine in costante rinnovamento. Oggi svolgiamo anche l’attività di Bonifica Ambientale, svolta da personale esperto, sottoposto ad un’attenta preparazione professionale, che assicura un elevato livello di qualità e sicurezza”. E per il futuro ? “Desideriamo ancora migliorare - conclude Massimo Conti - la nostra società può vantare una lunga serie di certificazioni e attestati di merito e affidabilità. La migliore promozione ce la fanno i nostri clienti che sembrano soddifatti. Non ci pare poco”.

[

In alto: Massimo Conti, amministratore delegato ISOLVER A sinistra: un separatore acqua-vapore dell’impianto geotermico del lago boracifero

76 DOCUMENTO

Intervista a Ferdinando Martini, responsabile ufficio sviluppo energie rinnovabili di MPS Capital Services Banca per le Imprese SpA

Montepaschi: facciamo crescere l’energia pulita

S

econdo il rapporto Unep - United Nations Environment Programme il 23% di tutta la nuova energia installata lo scorso anno viene da fonti verdi, dieci volte di più di quella nuova ottenuta dal nucleare, e ormai le rinnovabili rappresentano il 5,4% della produzione energetica mondiale. In un contesto variabile l’Italia faticosamente mantiene il passo. I sostenitori dell’energia pulita stanno aumentando anche in Italia dove si osserva un alto livello di attenzione su investimenti di breve e medio periodo negli impianti di produzione. Anche l’industria e le banche stanno diventando sempre più attente agli investimenti in questo settore.

Quali sono le tecniche di finanziamento più utilizzate in Italia per i progetti nel campo delle energie rinnovabili? I progetti nel settore delle energie rinnovabili si differenziano molto in funzione del tipo di fonte e delle dimensioni dell’impianto, con una vasta gamma di tipologie di impianti che vanno dal pannello solare da istallare sopra il tetto della propria abitazione, agli impianti da biomasse, fino ai parchi eolici. La realizzazione di ogni tipo di progetto può essere sostenuta con varie forme di finanziamento: per gli impianti di medie e grosse dimensioni la tecnica di finanziamento più utilizzata è senza dubbio quella del project financing, mentre per i medi e piccoli impianti vengono utilizzate altre forme: dal finanziamento su base corporate, spesso con la costituzione di una società veicolo, al leasing, fino al credito al consumo per gli impianti domestici. Chi sviluppa progetti d’investimento nel settore delle energie rinnovabili è sovente sottocapitalizzato ed ha una storia creditizia breve, il che porta i finanziatori esterni a percepire un rischio di credito elevato. Ecco quindi che l’intervento pubblico, attraverso le forme di sostegno al

prezzo dell’energia proveniente da fonti rinnovabili, svolge un ruolo propulsivo fondamentale: permette di ridurre il livello di rischio dell’investimento ed accresce i flussi di investimento. Elemento comune a tutti questi finanziamenti, anche quelli su base corporate, è il fatto che la capacità dell’impresa che realizza l’investimento di ripagare il debito è valutata sui cash flows generati dal progetto piuttosto che sulla base delle garanzie prese a supporto. Una leva importante può arrivare anche dai fondi di investimento, ormai messi a punto da alcuni anni dagli investitori stranieri ed in veloce evoluzione anche sul mercato italiano, oltre agli interventi di private equity e venture capital. Gli istituti finanziari si sono affrettati a sviluppare nuovi prodotti destinati a favorire la penetrazione sul mercato di sistemi e attrezzature energetiche sostenibili e a stimolare investimenti. Cosa propone MPS Capital Services Banca per le imprese? Le tipologie di aziende che si avvicinano a queste tematiche sono molteplici. Il Gruppo Montepaschi è in grado di rispondere ad ognuna delle loro richieste facendo intervenire le diverse società del Gruppo a seconda del tipo di esigenza finanziaria: dal credito al consumo per gli impianti domestici, al prodotto dedicato a piccoli impianti, fino al leasing ed all’assistenza specializzata per impianti di medie e grandi dimensioni fornita da MPS Capital Services. MPS Capital Services ha da tempo messo a punto prodotti di finanziamento per gli impianti alimentati dalle diverse fonti energetiche rinnovabili, così declinati: impianti eolici, impianti fotovoltaici; centrali mini idro; impianti a biogas; impianti a biomassa. La nostra Banca fornisce leve finanziarie molto spinte, con la possibilità di accrescerle ulteriormente in caso di investimenti realizzati da aziende già operative ed in presenza di sponsor particolarmente qualificati.

Ferdinando Martini, MPS Capital Service

[

La durata può arrivare fino a 18 anni, incluso un periodo di pre-ammortamento commisurato ai tempi di realizzazione dell’investimento. Il tasso può essere variabile o modulare ed il rimborso avviene mediante un piano di ammortamento con rate semestrali o annuali. Le forme di finanziamento spaziano da quelle su base corporate alla finanza di progetto (project financing), soprattutto per gli impianti di grandi dimensioni. Molto spesso le aziende si rivolgono a noi cercando un supporto ed un confronto su temi che esulano dal semplice aspetto finanziario: soprattutto per la finanza di progetto, non è molto frequente trovare operatori in grado di gestire autonomamente tutti gli aspetti dello sviluppo di progetti così complessi: ci sono clienti più esperti dal punto di vista tecnico ed altri più competenti dal punto di vista organizzativo-gestionale o finanziario. Con l’attività di advisory, svolgiamo un ruolo di project management a fianco del cliente, intervenendo direttamente o coordinando l’attività di altri consulenti indipendenti ed assistiamo così l’azienda nelle diverse fasi di realizzazione del progetto. Sono stati messi a punto anche diversi accordi commerciali con importanti partner tra i quali Enel.si, Beghelli e Acea, oltre a alcune medie aziende installatrici di pannelli fotovoltaici e costruttrici di impianti energetici alimentati a biomasse.

In questi anni abbiamo, quindi, maturato una forte esperienza avendo sostenuto, con project financing o con la finanza tradizionale, la realizzazione di molti impianti che oggi producono qualche milione di MWh di energia rinnovabile. Il project financing può contribuire ad allargare il mercato, favorendo l’ingresso di imprese di fascia media con risorse limitate, ma comunque dotate di solidità tecnica e finanziaria. La vostra banca formula architetture contrattuali interessanti? Ancora: quali sono i tempi per ottenere i finanziamenti? Il Project Financing è una tecnica di finanziamento che indubbiamente si presta molto bene alle tipologie di investimento del mondo delle energie rinnovabili. A differenza dei finanziamenti all’impresa (corporate) basati sulla valutazione dell’equilibrio economico-finanziario aziendale e degli effetti dei nuovi investimenti su tale equilibrio complessivo, il Project Financing si basa sull’analisi dell’equilibrio economico-finanziario di un singolo progetto d’investimento. É pertanto un metodo per determinare una struttura ottimale di finanziamenti per la realizzazione di un progetto, nel cui ambito trovano applicazione i tradizionali strumenti di finanziamento, sia a titolo di capitale di rischio (equity), sia a titolo di debito (mutui a medio e lungo termine, prestiti subordinati, leasing, prestiti obbligazionari, anticipazioni IVA, ecc.). Un’altra caratteristica importante del project financing è il fatto che le garanzie (security package) sono prevalentemente di natura contrattuale (obblighi a carico dei partecipanti alla realizzazione e gestione del progetto). La garanzia reale ricorrente è costituita dal pegno sulle quote/ azioni del capitale sociale della Special Purpose Vehicle, a fianco del ricorso a coperture assicurative specifiche a fronte dei rischi. La Banca è in grado, quindi, di fornire assistenza ai promotori per tutti gli aspetti finanziari del progetto, svolgendo i diversi ruoli: -advisor (consulenza per fattibilità su basi project financing); -arranger (consulenza per bancabilità del progetto e sindacazione); -lender (finanziatore), sia singolarmente che nell’ambito di finanziamenti in pool. Ritornando alla seconda parte della domanda, i tempi di erogazione variano molto in funzione del tipo di progetto, della complessità delle opere da realizzare, oltre che della tempistica dell’iter autorizzativo, che nel settore energetico è particolarmente articolato. Il Gruppo MP, in questo settore strategico delle energie rinnovabili ha giocato d’anticipo rispetto

Rinnovabili e profitto, investire conviene

Altro tema di grande attualità: i finanziamenti per realizzare impianti (fotovoltaico ad esempio) ad uso familiare. Ci illustri le proposte di MPS. I prodotti sono sostanzialmente due: 1)“PRS Ambiente e Casa” erogato da Consum.it, la società dedicata al credito al consumo: è un prestito personale dedicato a quelle famiglie che intendono realizzare investimenti per la tutela e salvaguardia dell’ambiente e, necessitando di importi limitati, vogliono usufruire di una forma di finanziamento immediata. Il prestito ha tempi di erogazione veloci e l’importo finanziabile varia da un minimo di 15.000 euro ad un massimo di 50.000 euro con un piano di ammortamento che ha una durata compresa, a scelta del cliente, tra 48 e 120 mesi. Il finanziamento è disponibile a tasso fisso con rata mensile definita e costante. 2) Il pacchetto Welcome Energy, disponibile presso le reti commerciali del Gruppo, è destinato a finanziare a medio e lungo termine la

ad altri Istituti. In Toscana, in particolare, MPS ha stabilito importanti accordi strategici di collaborazione con il territorio che possono significare, sotto l’aspetto bancario, le “buone pratiche”. Ci fa qualche esempio? Senza dubbio il Gruppo MP si è mosso su questi temi con grande tempestività. Un nostro fiore all’occhiello è sicuramente l’accordo fatto con la Regione Toscana per lo stanziamento di un fondo di 150 milioni volto a sostenere gli investimenti in impianti termici ed elettrici ad energia rinnovabile, per interventi di risparmio energetico e progetti di ricerca e sviluppo in tali ambiti. Con il ruolo di sponsor, siamo stati a fianco della Regione Toscana anche nelle diverse edizioni del Premio Toscana Eco-efficiente, iniziativa volta a premiare i cittadini, enti e aziende che abbiano realizzato processi, sistemi, tecnologie e prodotti innovativi in un’ottica di ecoefficienza, qualità e sostenibilità della vita dei cittadini. In Toscana ed a livello nazionale, consideriamo fondamentali i rapporti con le istituzioni e le associazioni nel settore dell’energia e gli Istituti di Ricerca. In quest’ultimo ambito ricordiamo il sostegno da parte della nostra Banca al progetto “Solar Energy Report” e la presenza all’interno del relativo Gruppo di Lavoro della School of Management del Politecnico di Milano, a cui è stato assegnato lo studio e la relativa diffusione di informazioni riguardo la produzione di energia da solare fotovoltaico, termico e termodinamico nella varietà delle loro applicazioni. Dal punto di vista industriale, stiamo valutando con alcuni imprenditori la possibilità di assisterli nella realizzazione in Toscana di stabilimenti per la produzione di pannelli fotovoltaici.

realizzazione di un impianto fotovoltaico con l’eventuale aggiunta di prodotti e servizi assicurativi per coprire a 360° le esigenze dell’azienda realizzatrice. Tali prodotti consistono in un conto dedicato, utile per la canalizzazione degli incentivi e/o degli incassi derivanti dalla vendita dell’energia, una polizza a copertura assicurativa contro i rischi quali incendio o furto, oltre alla polizza “Ecoenergy” dedicata al risarcimento dei danni derivanti dalla mancata o ridotta produzione di energia elettrica durante un periodo di inattività dell’impianto. Il finanziamento, a tasso fisso o variabile può avere una durata fino a 18 anni ed è stato allestito per far fronte alle esigenze di progetti di medie dimensioni Possiamo concludere dicendo che questo settore sta vivendo un momento di grande sviluppo. Quali sono i vostri obiettivi a medio e lungo termine in questo ambito? Siamo convinti che lo sviluppo di questo settore può essere un volano importante per un rilancio tecnologico ed industriale del nostro Paese: se prendiamo in considerazione l’intera “filiera delle energie rinnovabili” notiamo come in Europa siano già evidenti le ricadute positive sulla competitività industriale e gli aumenti occupazionali derivanti dallo sviluppo di tecnologie per la produzione di energia da questo tipo di fonti. Anche in Italia si stanno concretizzando molte premesse favorevoli: da parte del Governo, gli incentivi, Conto Energia e Certificati Verdi, e le semplificazioni autorizzative; da parte di molte Regioni l’emanazione di Piani Energetici Regionali contenenti concreti sostegni allo sviluppo delle energia da fonti rinnovabili, che ha prodotto un fervido interesse ed una vivace attività da parte del mondo imprenditoriale. Siamo convinti delle potenzialità di sviluppo e coscienti di come anche il settore finanziario giochi un ruolo fondamentale; il Gruppo MP ha già compiuto passi importanti su queste tematiche cercando di organizzarsi al meglio per essere in grado di sostenere le aziende che intendono investire in questo ambito e affiancare le istituzioni nella creazione delle migliori condizioni di sviluppo economico. C’è da parte nostra poi la continua ricerca per la messa a punto di nuovi servizi finanziari dedicati alle diverse tematiche correlate al Protocollo di Kyoto: siamo infatti in procinto di rendere disponibili una serie di nuovi servizi nell’ambito del commercio delle emissioni di CO2; oltre ad essere a fianco delle imprese italiane nel loro crescente interesse nei confronti dell’indotto produttivo legato alla componentistica in ambito di energie rinnovabili -produzione di pannelli, celle fotovoltaiche ed il relativo assemblaggio.

77

78 COMUNI “VIRTUOSI”

PERLE DELLE ALPI Lassù tra le montagne, l’unicità di un luogo-sistema

In Valle d’Aosta Chamois ha da sempre la vocazione alla mobilità sostenibile
L’esperienza “car free” del piccolo Comune di fronte al maestoso Cervino risponde ai criteri di vacanza sostenibile, tutela del clima e qualità turistica d’eccellenza. Il presidente della Regione Augusto Rollandin ricorda che la Vallèe è impegnata in programmi di ricerca sulle energie alternative e su un maggior rispetto e sostenibilità dell’ambiente.
Scorcio di Chamois

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

[

[

I

l trattore avanza lentamente portando nel rimorchio un carico di valigie e zaini, una visione frequente in un aeroporto, su e giù dagli aerei ai toboga e viceversa, ma in questo caso intorno non c’è il minimo rumore o l’acre odore di carburante; intorno ci sono solo il silenzio e i colori di una delle più belle vallate alpine, e sullo sfondo la maestosità del Cervino, la “montagna” per eccellenza. Il carico di bagagli sarà man mano scaricato nelle strutture ricettive di Chamois, un piccolo paese di poco meno di cento abitanti, totalmente “car free”. Qui infatti non arrivano auto e, a parte la vecchia mulattiera che porta a piedi al paese vicino, l’unico vero mezzo di collegamento è la funivia regionale che in quattro minuti sale dal fondo valle ai quasi millenovecento metri del centro abitato. I pochi mezzi che girano per le stradine sono o elettrici o di soccorso, ma in caso di emergenza è disponibile l’elicottero in una manciata di minuti. Le auto rimangono nel parcheggio a valle da dove parte anche la teleferica per le merci. L’esperienza “car free” di Chamois è ora entrata nel gruppo delle “perle delle Alpi”, un elenco di 22 località alpine, dieci sono in

Remo Ducly, sindaco di Chamois

Italia, che rispondono ai criteri di vacanza sostenibile, tutela del clima e qualità turistica d’eccellenza. Le perle delle Alpi come Chamois debbono essere facilmente raggiungibili con un mezzo pubblico, in questo caso la funivia ma possono essere anche treni e bus; debbono garantire una facilità di movimento verso le mete turistiche (ad esempio, a Chamois d’estate ci sono anche le biciclette a disposizione, in

79
Il presidente della Regione Valle d’Aosta, Augusto Rollandin mentre viene intervistato dalla Rai per il programma RegionEuropa.

altre località le carrozze a cavalli); sono impegnate a perseguire una politica di rispetto dell’ambiente e risparmio energetico; offrono molteplici iniziative per lo svago dei turisti e si impegnano a risolvere eventuali problemi di spostamento (la funivia in certi giorni d’estate e d’inverno prolunga le sue corse fino a mezzanotte). In due parole, l’obiettivo, promosso dall’UE, è la mobilità dolce, un concetto che va di pari passo con le iniziative di sostenibilità ambientale promosse da tante Amministrazioni locali. Il Sindaco, Remo Ducly, sottolinea come la vocazione di Chamois per la mobilità sostenibile venga da lontano, dalla metà degli anni sessanta quando si scelse con un referendum il collegamento funiviario, ma è dovuto passare ancora del tempo perché la grande maggioranza degli abitanti si convincesse delle opportunità offerte nel migliorare l’appeal turistico. “É chiaro che il mezzo di trasporto “originale”

da solo non basta a invogliare il turista sottolinea il Presidente della Regione Valle d’Aosta Augusto Rollandin - ed è importante che Chamois sia inserito nella più vasta offerta di un’ area alpina come la Vallée, ma è anche importante sottolineare come tutta la Regione ritenga un’interessante opportunità i programmi UE anche in accordo con le altre regioni transfrontaliere. A questo proposito la Valle d’Aosta è impegnata in programmi di ricerca sulle energie alternative e su un maggior rispetto e sostenibilità dell’ambiente.” “L’unico neo da segnalare - aggiunge Rollandinriguarda il rischio che l’Unione europea finisca col mettere troppi paletti in determinati ambiti come quello ambientale, vincoli che, se non adeguati allo specifico territorio, non tengono conto delle particolari esigenze, ad esempio, delle zone di montagna.” Ma facendo un bilancio delle iniziative alle quali partecipa la Regione il Presidente Rollandin sottolinea come, sia la collaborazione

Valle d’Aosta Chamois

[

transfrontaliera, sia quella in ambito locale, permettano anche ai piccoli territori, senza grandi numeri, di ottenere ottimi risultati. “Si tratta a volte di progetti che coinvolgono piccole comunità - conclude Rollandin - ma quel che importa è che il progetto sia serio e garantito da persone competenti e affronti problemi reali dei cittadini. Solo così si rende vitale e forte il sistema delle autonomie”. Chamois ha scelto dunque una strada di sostenibilità entrando a far parte di un lungo elenco di amministrazioni locali europee che perseguono con una miriade di iniziative l’attenzione verso l’ambiente e l’uso delle energie alternative e rinnovabili, a beneficio della qualità della vita dei cittadini. Un lungo elenco che sempre più spesso fa sistema e che è destinato a far sentire sempre più forte la propria voce.

80 AGENDA 21

La Marca delle due Province

Dall’agricoltura tradizionale allo sviluppo ecosostenibile
Piemonte É un progetto pilota, di grande respiro, promosso dalla città di Carmagnola e dai Comuni limitrofi che ha carmagno la l’obiettivo di identificare e valorizzare il comprensorio attraverso il miglioramento della qualità della vita senza stravolgere l’ecosistema del territorio.
sistono molte iniziative finalizzate a far conoscere il ricco e complesso territorio a sud di Torino: il carmagnolese. Ma c’è ne una che si contraddistingue perché segna decisamente il territorio che, a cavallo tra le Province di Torino e di Cuneo, unisce il bacino metropolitano torinese con i territori rurali del Piemonte Meridionale. Questo comprensorio, definito la Marca delle due Province, si propone come luogo naturale di incontro, di contatto e di proposte che rientrano in un programma più articolato dell’Agenda 21. Il Programma, infatti, intende sviluppare il ruolo cardine che il Carmagnolese svolge nel rapporto tra la città e la campagna lavorando sulle relazioni naturali e indotte tra il sistema produttivo agricolo, il paesaggio rurale e gli elementi di natura antropica, in alcuni casi intervenendo per ripristinare l’equilibrio originale, in altri valorizzandone e qualificandone i contenuti in termini di capacità produttiva e di confronto con il mercato, in altri ancora ricostruendo gli elementi compromessi. É un progetto di grande respiro, espressione di una politica territoriale mirata, con una visione globale e quindi in grado di offrire un panorama complessivo del comprensorio che raggruppa i comuni di Caramagna Piemonte, Carignano, Carmagnola, Cavallerleone, Lombriasco, Piobesi Torinese, Racconigi, Villastellone. La città di Carmagnola sta coordinando questo ambizioso progetto, integrando in maniera inscindibile tre fattori fondamentali: l’Ambiente, l’Economia, la Società.

E

Piobesi T.se Carignano Villastellone

Lombriasco

Carmagnola problematiche; la più ampia partecipazione locale alla definizione delle linee strategiche. Elementi che sottolineano l’importanza di conoscere in maniera minuziosa un territorio per poterne usufruire valorizzandolo nel migliore dei modi. “La nostra gente - spiega l’assessore ai lavori pubblici di Carmagnola, Felice Girando, (incaricato dal sindaco di seguire l’evoluzione di questo progetto) - in un contesto globalizzato, vive l’esperienza del proprio territorio sentendolo parte della propria vita quotidiana e dunque cerca di proteggerlo e valorizzarlo. Ed Felice Giraudo presidente Assocanapa

Caramagna Racconigi

Cavallerleone

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

[

In questo ambito sono nati i primi consulti per uno sviluppo sostenibile dei Comuni e dei territori. “Ci siamo impegnati - spiega il sindaco della Città di Carmagnola, Gianluigi Surra - al fine di attuare una strategia in favore di un “sviluppo durevole” definita come qualsiasi forma di pianificazione e attività che rispetti e preservi nel lungo periodo le risorse naturali, culturali e sociali e contribuisca in modo equo e positivo allo sviluppo economico delle nostre zone”. Alla politica, e quindi alle Amministrazioni Comunali si chiede di realizzare un percorso condiviso non soltanto di indirizzo. La Marca delle due Province si basa sui principi fondamentali dello Sviluppo Sostenibile, puntando l’attenzione su due temi centrali: la conoscenza profonda del territorio e delle sue

L’antica lavorazione della canapa nell’Ecomuseo di Carmagnola

[

La città di Carmagnola può vantare all’interno di una filiera agro-alimentare di qualità un rapporto positivo, ad elevato valore aggiunto, tra il comparto produttivo agricolo e la qualità di vita complessiva dell’area, in grado di sviluppare una nuova responsabilità ambientale che, a partire dal settore produttivo tradizionale, si sta estendendo progressivamente agli altri comparti. In questo contesto una ampia selezione di aziende agricole vende direttamente, garantendo la qualità e la freschezza dei prodotti acquistati. I Comuni appartenenti alla Marca delle due Province che puntano maggiormente sulle fonti energetiche rinnovabili e sull’efficienza

[

è proprio questo principio della valorizzazione dell’ identità territoriale che servirà alla conseguente tutela del luogo d’origine”. In questo senso, viene ridefinita l’affermazione della responsabilità ambientale del comparto agricolo, promuovendo un utilizzo sostenibile delle risorse naturali ed incrementando il livello qualitativo delle produzioni, sia nel senso della tracciabilità e della salubrità dei prodotti destinati al consumo umano (filiere agro-alimentari e produzioni orticole di qualità, in particolare il peperone ancora oggi il prodotto trainante nello sviluppo del settore orticolo dell’intera zona), sia nel senso dello sviluppo di materiali innovativi ed eco-compatibili da proporre al mercato per una progressiva sostituzione di prodotti con prestazioni analoghe, ma a maggiore impatto (filiere agroindustriali).

nell’uso finale dell’energia, hanno avviato studi di fattibilità per verificare eventuali utilizzi di energie alternative e di risparmio energetico. La zona si caratterizza per la dimensione territoriale che può concretamente “fare sistema”, puntando ad estendere la ricchezza biologica che ancora si trova nell’habitat del reticolo ecologico costituito lungo le sponde del Po e dalla fitta rete di torrenti e canali, collegati tra aree di grande rilievo naturalistico. In questo contesto è inserito il Parco di Racconigi, annesso al Castello che è una delle Residenze Sabaude del Piemonte, dove troviamo anche il Centro Cicogne gestito dalla Lipu. Fanno parte di questo ecosistema le aree protette del Parco del Po, compreso l’Oasi del ‘Po morto’ di Carignano e tante aree boschive ricchissime di una varietà di esemplari di vegetazione esistenti (alcuni molto rari), di flora e di fauna. In particolare nidificano molte specie di uccelli che vivono in più stretta simbiosi con ambienti palustri: il tuffetto, l’anatra marzaiola, il germano reale, la folaga, la gallinella d’acqua, il martin pescatore. L’area del “Po morto” vive in stretta connessione, non solo territoriale, con il nuovo corso che il fiume si è scavato. Ha cioè tratti a larghi meandri sinuosi, ampi ghiareti con boschetti ripariali di salici, ontani neri e cespugli di sambuco, ma anche tratti dove l’acqua è a corrente veloce. Le diverse realtà ambientali hanno dato vita, lungo le sponde del fiume, ad una ricca varietà di vegetazione e di vita animale, ben diversificata tra i fitti boschi dove trovano rifugio specie di volatili, alcune a rischio di estinzione. Vicino ad alcune grandi querce tipiche della pianura, si trova una delle poche, preziose testimonianze superstiti della antica coltivazione della canapa, direttamente legata, per filo logico, all’Ecomuseo della cultura della lavorazione della canapa. Si tratta di alcuni maceratoi, piccole fosse rettangolari, artificiali, utilizzate in passato per la macerazione della canapa, primo procedimento per la sua successiva lavorazione. Cessata questa attività agricola-industriale, i maceratoi superstiti si sono gradualmente trasformati in “zona umida” di grande interesse naturalistico perchè, con le piogge primaverili che li riempiono d’acqua, diventano siti privilegiati per la riproduzione di molte specie di molluschi e piccoli vertebrati. Ma la coltivazione della canapa rivive oggi a Carmagnola. Si è rilanciata l’antica produzione, partendo proprio da questa cittadina che era una delle capitali internazionali della canapa.

81

Gianluigi Surra, sindaco di Carmagnola

Carmagnola, dove è stato avviato questo progetto-pilota, difatti è diventata il naturale crocevia dei progetti di ripristino e rilancio di questa coltivazione di pregio in Italia e in alcuni Paesi Europei. La canapa rappresenta un’opportunità nuova, e un incentivo alla multifunzionalità delle imprese agricole. In questa località dove ha sede Assocanapa (l’Associazione che coordina in Italia lo sviluppo della canapicoltura), è stato attrezzato un campo per la riproduzione della varietà del seme di canapa utilissimo per riavviare la produzione anche in altre regioni d’Italia. Basti ricordare che il seme di canapa detto “gigante di Carmagnola” è il più pregiato e ricercato in Italia e in Europa. Rivivono, in questo modo, tradizioni e tecniche di un’importante “cultura materiale” del passato. La canapa, che si adatta ad una pluralità di usi, può consentire di creare filiere efficienti in grado di rilanciare settori importanti per la nostra economia, e garantire nuovi posti di lavoro. L’obiettivo è proprio il recupero di antiche colture per la produzione di fibre con innovazioni tecnologiche necessarie per creare fibre più resistenti, a basso impatto ambientale. Il nuovo sistema di coltivazione naturale richiedono, infatti, poco consumo di acqua e di diserbanti. Info: www.assocanapa.it www.comune.carmagnola.to.it tel. 011/9724215

[

82 MONTAGNE OLIMPICHE

Il Distretto più alto d’Europa

Un luogo-sistema ecosostenibile a cinque cerchi olimpici
L’iniziativa, in fase di decollo, servirà per dare ulteriore impulso alle iniziative di promozione del territorio e per creare un nuovo modello turistico che non trascurerà la valenza ambientalista e l’autosufficienza energetica da fonti pulite.

U
[

n ambizioso progetto di natura collettiva è stato sottoscritto dai Comuni delle Montagne Olimpiche per produrre energia da fonti rinnovabili e dare concretezza ad iniziative per la progettazione, costruzione e gestione di edifici sostenibili dal punto di vista ambientale. Si vuole costituire un distretto energeticosostenibile con l’importante obiettivo di individuare le modalità di regolazione delle emissioni di gas serra all’interno del vasto Walter Marin, sindaco di Pragelato

comprensorio che ha ospitato le recenti Olimpiadi delle neve “Torino 2006”. Oggi in quest’area, sulle Alpi Cozie, che diventa il Distretto energetico-sostenibile più alto d’Europa, sarà prevista l’applicazione della Direttiva Comunitaria sull’ ”emission trading” in cui si definiscono le norme per la limitazione delle emissioni di gas inquinanti. Ciò implica scelte di sistema di regolazione dei bilanci ambientali nei singoli comuni olimpici. É particolarmente importante definire all’interno del costituendo Distretto - che ha i riferimenti territoriali tra l’Alta Val di Susa, la Val Chisone e Germanasca - l’introduzione di procedure di efficienza e produzione energetica e regole che costituiscano elemento di strutturazione dell’applicazione della Direttiva, in particolare mettendo a regime iniziative di sistema e di rete produttiva. Iniziative che saranno determinanti per realizzare l’indipendenza energetica prodotta da fonti pulite o assimilate. L’attività si svolgerà in collaborazione con i Comuni di Bardonecchia, Cesana Torinese, Chiomonte, Claviere, Pragelato, Prali, Sauze d’Oulx, Sestriere e con la collaborazione di privati (Metan Alpi Sestriere e Metan Alpi Val Chisone, Società di gestione degli Impianti di risalita, Associazione Albergatori) che si consorzieranno con la finalità di costruire un’azione efficace sul territorio. I Comuni olimpici montani vogliono, in sostanza, dar vita ad un progetto concordato

di utilizzo diretto e/o attraverso soggetti strumentali, delle risorse del territorio per la produzione di energia elettrica, in particolare idroelettrica ma anche solare e geotermica, in termini eco-compatibili e di promozione di tutte le forme di risparmio energetico nel settore dell’edilizia pubblica e privata. L’energia elettrica prodotta da cogenerazione viene già da tempo fornita dalla Metan Alpi Sestriere, la società che ha trasportato, con opere tecnologicamente d’avanguardia, il gas metano ad altezze impensabili in alta montagna. Gli impianti di teleriscaldamento (tra i primi a funzionare in alta quota), autentici gioielli tecnologici, hanno compensato in virtù della cogenerazione nel corso dei primi dieci anni di funzionamento, le 150 mila tonnellate di emissioni di gas serra provocati dai Giochi olimpici secondo le previsioni fatte dall’Agenzia Torino 2006, azzerando di fatto l’impatto ambientale strategico calcolato in modo esteso con un criterio che considera anche le emissioni provocate, non solo localmente nell’area olimpica, ma anche dai mezzi di trasporto (aerei, elicotteri, automobili, treni, autobus) coinvolti nella manifestazione. Quale ulteriore sviluppo dell’iniziativa politico-amministrativa anche in relazione alla gestione post- olimpica degli impianti sportivi ed all’organizzazione turistica in generale, si fa rilevare la vocazione ambientalista dei territori amministrati. Le montagne Olimpiche vantano numerosi indicatori della qualità della vita nettamente migliori di altri contesti turistici e una condizione ambientale decisamente buona. Si tratta di luoghi che hanno conservato intatto il proprio carattere rurale-alpino. In questo ambito il Comune di Pragelato sta

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

83

Bardonecchia

Chiomonte

Pragelato Cesana Sestriere Claviere Sauze Prali

[

costituendo la filiera del legno per la pulizia dei boschi e l’approvvigionamento di biomasse. Questi indicatori qualificano il comprensorio come un territorio con buone performance assolute. “L’ obiettivo specifico - spiega il sindaco di Pragelato, arch. Walter Marin - seppur di assoluta rilevanza, si inserisce in un programma più ampio che vede coinvolta la stessa Regione Piemonte che ha già manifestato la volontà di aderire allo stesso nella fase costituente.” L’iniziativa intrapresa dagli amministratori dei Comuni olimpici può rappresentare un elemento di grande significato e di effettivo coordinamento perché si interseca con la gestione del “post-olimpico” e dell’organizzazione turistica. É, infatti, in fase di studio la costituzione della Fondazione Post Olimpica per dare ulteriore impulso alle iniziative di promozione del territorio e per creare un nuovo modello turistico che non trascurerà la valenza ambientalista del progetto. Toccherà comunque ad una cabina di regia con l’intervento dei rappresentati da tutti i comuni del Distretto verificare le politiche coordinate nel settore turistico e di sviluppo energetico-ambientale. Questi comuni montani, d’altro canto, nell’ambito dell’organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali Torino 2006, hanno sviluppato e migliorato la capacità di relazionarsi tra loro nelle diverse fasi (dalla nomina dei propri rappresentanti in seno agli organismi del “sistema olimpico”, alla condivisione di attività organizzative legate ai giochi olimpici, alla discussione di comuni strategie di sviluppo del territorio) ed hanno avviato, sempre quale attività “connessa” con l’evento olimpico, percorsi volti al miglioramento delle “performance” ambientali, attraverso l’elaborazione di sistemi di gestione ambientale che hanno portato, tra l’altro, alla acquisizione della certificazione dei sistemi secondo le norme UNI EN ISO 14001, ed, in alcuni casi, la registrazione EMAS e/o la redazione del “bilancio ambientale” del territorio comunale, acquisendo quindi una ulteriore sensibilità in materia ambientale. Nell’ambito dei ragionamenti condotti è stato valutato altresì di verificare la possibilità di estendere, anche in una fase successiva, la valenza territoriale del progetto a tutti i Comuni dell’Alta Valle Susa, sia in ragione della promozione turistica, sia nella creazione di nuovi luoghi-sistema eco-sostenibili.

piemonte

La pista del trampolino di Pragelato

Piemonte

84

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

A SUD: NUOVE ENERGIE DEL MEZZOGIORNO

85

Salerno ha un’altra faccia: la sostenibilità energetico-ambientale

I
L’Ageas (Agenzia energetica locale) viene indicata come “bussola” delle iniziative energetico-ambientali del territorio. É in programma, a febbraio, la Settimana Europea dell’Energia Sostenibile con doppio appuntamento a Bruxelles e a Ravello. L’Assessore provinciale alle politiche ambientali, Angelo Paladino: “Siamo al passo con le altre grandi realtà nazionali e internazionali”.

l detto “S. Matteo ha due facce”, riferito al Santo Patrono di Salerno, deriva dalla presenza nella Cripta della Cattedrale di Salerno, di una statua bronzea bifronte dell’Evangelista (a cui è dedicato il Duomo) ritratto nell’atto di scrivere (opera del 1605 dello scultore Michelangelo Naccherino). I salernitani, anche se molto devoti, da sempre ci ricamano su. Energeo Magazine presenta in questo viaggio al Sud della penisola, invece, l’altra faccia del capoluogo campano: quella nuova e moderna della sostenibilità energetico-ambientale. La Provincia di Salerno rappresenta un mondo separato, tanto diverso da altri centri campani. Si meriterebbe un ruolo guida almeno nella Regione. Un ruolo a cui i salernitani tengono molto per lo sviluppo di tante iniziative in questo settore. Cominciamo con la prima. L’organizzazione di un evento di portata comunitaria che a febbraio è previsto nell’ambito della Settimana dell’Energia sostenibile proposta su tutto il territorio europeo. Si tratta della EUSEW WEEK (9-13 febbraio 2009www.eusew.eu). Ageas, l’Agenzia energetica locale, utilizzata come

[

86 RAPPORTO

Dinamismo e processi di innovazione non frenano lo sviluppo
braccio operativo dalla Provincia di Salerno, si è assicurata l’organizzazione di due importanti meeting europei: il primo si terrà il 12 Febbraio a Bruxelles nel Charlemagne Building alle ore 15,00 (di fronte al palazzo Berlyamont). Il secondo è in programma a Ravello (20 Febbraio 2009), la perla della costiera amalfitana, qualche giorno dopo. In questo evento si parlerà, tra l’altro, delle linee energetiche e delle attività programmatiche della Provincia di Salerno, mettendo in evidenza le più significative iniziative dell’Ageas che possono essere replicate sul territorio europeo. Questo evento rappresenta una bella vetrina, insomma, per l’eccellenza salernitana che si distingue anche in questo particolare settore. Saranno coinvolti in queste due giornate di studio, i soggetti attuatori della politica sostenibile. Interverranno al dibattito decision makers e rappresentanti politici ai vari livelli, oltre ai rappresentanti della politica locale che sono i realizzatori finali delle politiche definite a Bruxelles. L’evento rappresenta un momento fondamentale per fare il punto della situazione delle politiche avviate. In quest’occasione verranno analizzati i vantaggi e soprattutto le problematiche tecno-applicative e finanziarie che impediscono di fatto l’attuazione delle politiche sostenibili, le innovazioni tecnologiche e finanziarie. Ravello, sulla costiera Amalfitana, dove è stato programmato un meeting come sede italiana, si presenta con il vestito buono del luogo ameno e conosciuto e con le bellezze della costiera, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Non è poco. Lo scenario cambia nella cittadina Belga, sede del Parlamento Europeo, dove è naturale che si affrontino queste problematiche, anche quotidianamente. Nel palcoscenico naturale di Villa Rufolo, affacciata sul mare del Golfo, sarà il momento di esporre a 360° le attività ecosostenibili territoriali e le opportunità di una gestione oculata dal punto di vista energetico ed ambientale del territorio. Un po’ come sta facendo la Provincia di Salerno. Quale occasione migliore per discutere di questi problemi e delle politiche invasive che contrastano con il territorio in cui debbono coesistere preservazione ambientale ed attuazione di politiche sia per promuovere le Fonti Energetiche Rinnovabili che l’Efficienza Energetica, partendo dal settore domestico fino a coinvolgere tutte le attività produttive del territorio della stessa costiera amalfitana, che rappresenta una delle mete più ambite per qualsiasi turista.

Ma perché questa scelta?
Tecnologia ed ecologia, efficienza e risparmio energetico, materiali ecocompatibili, fonti rinnovabili e comfort abitativo non hanno segreti per chi affronta, e a volte risolve, al Sud, seriamente, queste problematiche. Nel viaggio nelle terre ecosostenibili del Mezzogiorno abbiamo incontrato persone competenti, professionali e con una grande predisposizione alle nuove professioni dello sviluppo sostenibile. Hanno in comune un requisito per il successo, è l’ingegnosità: saper pensare in modo nuovo, riconoscere e cercare altri spazi, in una parola sanno osare, confrontandosi con il mondo della conoscenza. Ecco la risposta. L’ha sintetizzata con una battuta l’assessore provinciale alle politiche ambientali, Angelo Paladino: “Abbiamo saputo osare, promuovendo l’energia rinnovabile, la mobilità sostenibile, la riduzione dei consumi energetici e un uso più consapevole dell’acqua. In questo modo siamo al passo con altre grandi realtà nazionali e internazionali”. Coscienti degli sforzi e dell’innovazione necessaria per promuovere l’efficienza energetica, ma ben consapevoli anche dei traguardi che hanno saputo, fin qui raggiungere. Ecco perché ci siamo fermati a Salerno in questa prima tappa esplorativa. L’argomento è serio. Ci accorgiamo subito, entrando negli uffici dell’Ageas (Agenzia energetica Locale), che dispone di due sedi, nello storico palazzo della Provincia in Via Roma e nella sede operativa di Via Posidonia 301, a pochi passi dal Lungomare (siamo nel quartiere Torrione), considerata la “bussola” delle iniziative energetico-ambientali del territorio, che si tratta di luoghi speciali. Ci accompagna il direttore, l’ingegnere Angelo Nicoletti, alto, garbato, sorridente. Confida:“Tutti i giorni sono alle prese con il traffico, vado su e giù da Laurino, nel cuore del Cilento, percorro quasi 150 chilometri al giorno e faccio ancora tanta strada per effettuare sopralluoghi, incontri e contatti con aziende sempre nella stessa provincia di Salerno.” Questo territorio, in effetti, è molto esteso. Risulta ai primi posti (nono) in Italia con 4.918 kmq, 158 Comuni, alcuni ad altissima densità, con un milione 102.374 abitanti. “Quando non mi tocca andare in giro per l’Italia o a Bruxelles...” - dice Nicoletti mentre sfoglia le carte per sbrogliare pratiche e chiedere contributi. Subito facciamo una domanda.

Un evento di portata europea
A che punto è l’organizzazione della settimana Eusew “Bruxelles-Ravello” Febbraio 2009? Ci siamo quasi. Stiamo predisponendo i dettagli - spiega Nicoletti - per organizzare sia a Bruxelles che nel nostro territorio un evento di portata comunitaria che avrà la ribalta in tutta Europa. Abbiamo scelto Ravello, sulla costiera Amalfitana, come sede per l’organizzazione italiana della settimana sostenibile, in quanto la località oltre ad essere la principale località turistica della costiera, può dimostrare come turismo e sostenibilità rappresentano aspetti della stessa medaglia. Siamo già in fibrillazione, il prossimo febbraio è alle porte. I contatti con Bruxelles sono costanti, in questo luogo si svolgeranno diverse iniziative, come pure ci confronteremo con le altre città europee. Dobbiamo garantire a consumatori e produttori di energia che parteciperanno attivamente a conferenze, workshop, attività didattiche e visite ad aziende e impianti che producono o utilizzano energia rinnovabile e tecnologie per l’efficienza energetica, un’accurata assistenza e informazioni precise. A questo evento dovranno partecipare due autorevoli esponenti in materia energetica come Pedro Ballesteros (Direzione Generale Trasporti ed Energia dell’Unione Europea), Andris Piebalgs (Commissario Europeo per l’energia) e Vincent Berruto (direttore EACI divisione efficienza energetica). Rappresenteranno l’Italia il Ministro Claudio Scagliola (MSE), il Presidente del GSE prof. Carlo Andrea Bollino, il dott. Corrado Clini, direttore generale del Ministero dell’Ambiente e

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

il dott. Luigi Paganetto, Presidente dell’Enea. Il Presidente dalla Rete delle Agenzie Energetiche Locali (RENAEL) l’avv. Angelo Paladino, il Presidente della Provincia di Salerno Angelo Villani ed il Presidente di Confindustria Salerno dott. Agostino Gallozzi rappresenteranno la Provincia di Salerno”.

Una squadra veramente affiatata
Questa importante iniziativa ci ha un pò sorpresi. É un ottimo modo per introdurre la nostra inchiesta, mentre cerchiamo di conoscere da vicino i protagonisti del riscatto ecosostenibile del Salernitano. Si capisce subito che dietro questa organizzazione c’è un’oliata cabina di regia. Lo conferma Nicoletti, che ammette: “In effetti l’assessore alle politiche ambientali Angelo Paladino ha disposto le linee guida”. In una pausa, possiamo scambiare al telefono un breve colloquio con l’esponente politico. Nato a Sala Consilina, 58 anni, avvocato, Angelo Paladino è stato in passato assessore provinciale ai Lavori Pubblici e sindaco del Comune di Sala Consilina. Risponde: “Lascio lavorare i miei ragazzi… Sono una squadra veramente affiatata...” Assessore, Lei ha sostenuto il progetto di istituzione dell’Osservatorio Europeo del Paesaggio, proprio dalle sue parti, a Padula, mettendo insieme un bel pò di partners. Ce ne parli. Come da programma l’Osservatorio è stato ufficialmente aperto a fine settembre, il mese scorso. É stato un successo. É vero, hanno aderito all’iniziativa le Province di Barcellona, Nimes, Marsiglia, Alessandria, La Spezia, Torino, Viterbo, Legambiente, Federparchi e il coordinamento di Agenda 21. L’inaugurazione è avvenuta in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2008, programmate nella Certosa di San Lorenzo in Padula. Siamo in tema con l’ambiente? Sì, certo. L’Osservatorio Europeo del Paesaggio ha ottenuto un importante riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha premiato l’iniziativa con una targa d’argento che mi è stata consegnata personalmente. Assessore, questa iniziativa è veramente importante. Ci piacerebbe approfondirla nel prossimo numero. Ma è vero che sta lavorando per migliorare la rete di amministrazioni locali di secondo livello dell’arco mediterraneo occidentale, nella

Oltre al Progetto “1.000 Tetti Fotovoltaici”, per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili attraverso l’installazione di queste nuove tecnologie, state avviando altre iniziative. In particolare: la certificazione con un Marchio di qualità per “certificare”, appunto, il territorio salernitano sia per l’ambiente che per le sue tipicità. Qual è il ruolo del suo Assessorato? Abbiamo iniziato nell’area del Parco del Cilento con la certificazione ambientale di un gruppo di Comuni, stanziando 200 mila euro. Ma bisogna fare la raccolta differenziata, la depurazione delle acque, la mobilità sostenibile. Dopodichè passeremo a una certificazione aziendale del settore lattiero-caseario, in collaborazione con l’Ascom-Confcommercio. Il bollino blu sarà poi attribuito ad aziende di altri settori, ristoranti, alberghi che metteranno in pratica una politica ambientale seria. Il marchio di qualità aziendale favorirà l’export e il commercio, e di conseguenza il turismo. E poi ricordiamolo: la provincia salernitana è una delle più virtuose d’Italia nella differenziata, con una media provinciale superiore al 30 per cento di raccolta. Stiamo facendo la nostra parte, anche per il recupero del fiume Sarno (considerato il fiume più inquinato d’Italia ndr) e per la divulgazione nelle scuole e tra le famiglie dei nostri progetti. Il resto glielo racconterà Nicoletti che è ben informato. Alla prossima! .

Due nuovi distretti energetici
Riprendiamo il discorso con il direttore di Ageas l’ing. Angelo Nicoletti. Da buon tecnico in una borsa ha pronte le

[

prospettiva europea di sviluppo sostenibile del territorio? Si , devo ammetterlo. Quando facciamo qualcosa dimostriamo di saperla fare. Siamo stati premiati recentemente, a Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, con il Premio Award per il “Progetto 1000 tetti fotovoltaici” che il Gse (Gestore servizi elettrici) e la Fondazione Energia hanno assegnato ai migliori e più innovativi progetti nel campo del risparmio energetico e delle energie rinnovabili. Insieme a me sono stati premiati Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’Energia ed il Gas; Chicco Testa, presidente Wec (World energy council); Gian Battista Merlo, presidente Exxon Mobil; Federico Secchioni, presidente di Confagricoltura; Turiddo Campaini, presidente Unicoop Firenze. Non abbiamo sfigurato. Siamo qui per far meglio!

87

In Alto: Angelo Paladino, assessore alle politiche ambientali della Provincia di Salerno, nonchè presidente di RENAEL In basso a sinistra: Angelo Nicoletti, direttore dell’Ageas

scarpe “meno buone” per recarsi in un cantiere. Strappiamo ancora qualche battuta. Allora? Vi tiene sotto pressione l’Assessore Paladino? Si lavora bene con lui,- ammette Nicoletti-. D’altro canto, l’Agenzia è nata dalla volontà dell’Amministrazione Provinciale e di un gruppo di realtà locali di integrarsi nel progetto ad ampio respiro della Comunità Europea nel settore dell’energia e dell’ambiente al fine di creare i presupposti culturali e sviluppare tecnologie e filiere occupazionali sul territorio per il raggiungimento dello sviluppo sostenibile. Siamo impegnati per istituire due distretti energetici. Uno solare da realizzarsi nell’ambito del territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, e l’altro sull’efficienza energetica nell’area omogenea del Vallo di Diano, in considerazione che il futuro e lo sviluppo delle tecnologie e le attività di sensibilizzazione devono passare attraverso la politica della creazione di ambiti energetici su territori omogenei. Intanto l’ing. Nicoletti che non nasconde l’eventualità dell’ampliamento anche ad altre province delle competenze di Ageas, che diventerebbe, di fatto, punto di riferimento di tutto il Mezzogiorno per le problematiche energetiche, prende due faldoni con altri progetti. Caspita! Ne parliamo in altra pagina.

88 TECNOLOGIE MODERNE

Con il recupero dei liquami, siero e residui organici

Non solo latte: le bufale produrranno energia elettrica
Attualmente il letame viene convogliato in apposite vasche a tenuta e stoccato per sei mesi. In attesa che si apra la strada del biogas per produrre energia elettrica, si continua a produrre ottimo concime. In un prossimo futuro i produttori di mozzarelle ricaveranno in loco, dai liquami delle bestie allevate, l’energia necessaria per ottenere i loro squisiti prodotti. Il progetto di Ageas, in collaborazione con Enea, merita di essere conosciuto, finanziato e valorizzato.

eggiamo testualmente dai nostri appunti: “Recupero energetico dai liquami zootecnici, siero caseari e scarti agroindustriali”. Per capirne di più ci siamo spostati verso sud, percorrendo la Salerno-Reggio Calabria, naturalmente intasata come ripete Isoradio. Uscita consigliata Campagna, subito dopo lo svincolo di Eboli, giriamo a sinistra verso Serre e le Grotte di Castelcivita. Il percorso è pianeggiante, comincia dopo un poco a salire lungo le estreme pendici nord-occidentali degli Alburni, rivestite di olivi, viti e fichi. Alle spalle abbiamo lasciato la piana del Sele, mentre davanti all’improvviso ci appare la sagoma di una fattoria eolica, il primo progetto realizzato una decina di anni fa, in questa provincia dove il vento soffia forte. L’accompagnatore mi ricorda che si stanno progettando altri potenti aerogeneratori sempre in questa zona. E mi segnala che da

L

In basso: lavorazione della mozzarella di bufala A destra: l’allevamento di bufale dell’azienda Romagnuolo

queste parti c’è un’oasi faunistica e, ritornando ai nostri argomenti, che vicino alla tenuta di Persano (sono famosi gli allevamenti di cavalli e il Palazzo ex Casino Reale) è stata installata una delle centrali fotovoltaiche più famose in Italia, la prima di grosse dimensioni costruita nel nostro paese. Gestita dall’Enel, e inaugurata nel 1993, la centrale di Serre-Persano si estende per circa 5 ettari e mezzo, con una superficie di pannelli installati complessiva di 26.500 metri quadrati. Il campo fotovoltaico è suddiviso in sottocampi: nove sono “fissi” mentre il decimo è “a inseguimento solare”. La centrale di Serre ha una potenza installata di 3.3 MWp (megawatt di picco) con una produzione media annua di 3.500.000 chilowattora, pari al consumo annuo di 1400 famiglie. Ma a noi interessa sapere se è possibile produrre energia elettrica dai liquami delle bufale.

Si produrrà energia dai liquami
In questa zona tanti contadini sono diventati allevatori. Come Domenico Romagnuolo, che ci accoglie nel suo caseificio. Racconta la sua storia: “Dopo essermi

diplomato all’Istituto Magistrale, ho cercato di far fortuna a Milano come maestro elementare ma lo stipendio(all’epoca era di 60 mila lire) non era sufficiente”. Ricorda: “Mi fermai, qualche anno a lavorare come impiegato in un’industria ma poi decisi di tornare al Sud per produrre mozzarelle, dove è andata bene,lavorando sodo”. Lo interrompiamo. Lo sa che potrà produrre oltre alle mozzarelle anche energia elettrica da biogas? Ma come? Lo rassicuriamo: ci sono studi e test in corso. Oggi l’azienda Romagnuolo, avviata alla fine degli anni ‘70, sorge nei pressi di Serre, in località Padula. Nella tenuta di 20 ettari, vengono allevate 500 bufale di di razza “Mediterranea Italiana”, appartenente al genere Bubalus, specie bubalis, sottospecie River. Fu introdotta nel nostro Paese alla fine del VI secolo, proveniente dall’Ungheria in seguito alle invasioni barbariche. Per secoli è stata allevata nelle zone paludose dell’Italia centro-meridionale per la produzione di latte, carne e per lavoro. Questa specie mostra elevate capacità di adattamento alle condizioni ambientali sfavorevoli grazie alla sua elevata rusticità e inoltre è marcatamente longeva: una bufala può produrre per più di 10 anni.

[

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

Il latte bufalino ha sapore dolce, colore bianco opaco. Le principali differenze di natura chimica e chimico-fisica tra i due tipi di latte (bufalino e vaccino) sono rappresentate dal contenuto in grasso e in proteine, caratteri, questi, fondamentali per la caseificazione. Per un chilo di mozzarella di bufala servono circa 4 litri e mezzo di latte, e poiché dalla mungitura di una bufala si ottengono mediamente 12 litri di latte al giorno, è facile calcolare che ogni animale quotidianamente dà la possibilità di produrre solo 3 chili di mozzarella. Ma quanta energia elettrica si può ricavare dal biogas dei residui organici delle bufale? Non lo possiamo ancora sapere - spiega l’ing. Nicoletti - Stiamo sperimentando il sistema in collaborazione con Enea. Il problema rimane la fornitura dei residui che dovranno arrivare alla Centrale di biogas. Occorre creare un’organizzazione di raccolta sul territorio chiedendo una particolare collaborazione agli allevatori, creando una sorta di filiera come si fa per la fornitura delle biomasse legnose. Altra storia il recupero dei siero-derivati. La ricerca di Enea annovera studi importanti su questi composti, finalizzati a recuperare e qualificare questi scarti che costituiscono un problema per gli alti costi di smaltimento. L’intervento dell’Agenzia energetica salernitana tende anche alla soluzione di queste problematiche. La visita in un allevamento di bufale ci incuriosisce.

Un esperto collaboratore del caseificio di Serre, Paolo Pierri, ci spiega: “Al momento della mungitura, le bufale vengono chiamate ognuna con il proprio nome, che ricordano perfettamente, e all’appello, fatto sempre dalla stessa persona, si staccano dal branco e si avviano alla loro postazione per essere munte. Sono animali intelligentissimi”. Infatti, non sono pericolose anche se preferiamo stare a una certa distanza. Racconta Romagnuolo: “Secondo l’antico rito il bufalaro, alle prime luci dell’alba, chiama per nome le bufale per condurle alla mungitura: ogni bufala ha un nome e il richiamo di una mandria di bufale suona come una cantilena”. Nel 1954 per la prima volta al mondo, una bufala fu munta con una mungitrice automatica. Ne è stata fatta di strada da allora. Le aziende moderne sono dotate di sofisticate apparecchiature che lavano e disinfettano la mammella prima di mungere la bufala. Al collo di ogni animale c’è poi un microchip su cui sono memorizzati un’infinità di dati, una specie di “carta d’identità” che indica alla macchina persino la posizione dei capezzoli e quali di questi mungere. Ogni volta viene poi effettuato in tempo reale un esame diagnostico sulla carica batterica del latte e sullo stato di salute dell’animale, e i dati raccolti vengono inviati per via telematica a una centrale di controllo che sorveglia tutto il lavoro. Oggi sono poche le bufale che vengono ancora identificate con un nome, in quanto

una targhetta riportante un numero a 14 cifre, imposto dall’anagrafe dell’Unione Europea, e altre due, rispettivamente con il numero aziendale e del libro genealogico, contraddistinguono ogni animale. Nel corso dei secoli le tecniche di allevamento e di trasformazione si sono molto evolute e oggi l’allevamento delle bufale è un settore in grande espansione. Grazie alla tecnologia, alle grandi opere di bonifica e alla trasformazione del territorio si è sviluppata un’industria zootecnica modernissima: “Gli animali sono tenuti - fa notare Pierri - in una forma di allevamento stabulato e al posto delle paludi ci sono dei paddocks con laghetti artificiali e tettoie per proteggerli dalla calura estiva. Molte aziende poi hanno adottato un regime di agricoltura di tipo biologico e nei loro campi producono il mais e il foraggio senza ricorrere a concimi chimici. Le bufale pascolano in regime di semilibertà e i rigidi controlli sanitari mantengono gli allevamenti indenni da malattie come la brucellosi e la tubercolosi, in modo da poter lavorare il latte crudo, senza sottoporlo a pastorizzazione. Così il gusto della mozzarella si avvicina a quello di una volta, quando gli animali vivevano nella palude e si nutrivano di vegetazione spontanea. Attualmente il letame viene convogliato in apposite vasche a tenuta e stoccato per sei mesi. In attesa che si apra la strada del biogas per produrre energia elettrica, si continua a produrre ottimo concime che si utilizza nella stessa tenuta”. E lo sterco?

89

Il cibo deve essere buono, giusto e pulito
In un prossimo futuro i produttori di mozzarelle si preoccuperanno per primi del tipo di energia utilizzata per ottenere i loro squisiti prodotti. Il progetto merita di essere conosciuto, finanziato e valorizzato. Rientra a pieno titolo nella filosofia di Slow Food (come spieghiamo a pag. 59) sostenuta da Carlin Petrini. “Il cibo deve essere buono, giusto e pulito”. L’idea non è strampalata anche perché le bufale oltre al latte per produrre squisite mozzarelle, potranno contribuire con i liquami e i residui organici alla produzione di energia elettrica. Un ciclo coordinato consentirà, con opportuni accorgimenti, di produrre energia pulita nella stessa tenuta agricola. É questa la nuova sfida dei tecnici di Ageas di Salerno. E le mozzarelle? “Saranno buone come quelle di una volta” assicura Romagnuolo.

90 TECNOLOGIE MODERNE

Tanta energia per aiutare i residenti

Quando le pale eoliche non ostacolano l’arrivo delle cicogne
A Sant’Agata di Puglia soffia il vento della solidarietà sostenibile. Le royalties che incentivano la produzione eolica vengono utilizzate dal Comune per incrementare le nascite e favorire l’acquisto di nuove case, dimezzando gli interessi dei mutui. É l’intelligente iniziativa di un sindaco attento e responsabile.
e alle royalties determinate dalla vantaggiosa produzione energetica da fonte eolica. Una vera cuccagna che, questa volta, non si trova sopra un albero, ma sulla sommità di potenti torri eoliche fatte installare nella piana del piccolo centro , al confine con la Campania e la Basilicata, denominato La Loggia delle Puglie perché si affaccia oltre che sulle due Regioni confinanti anche Tavoliere e sulla bella veduta del Gargano. Il 2008, anno bisestile, porta bene ai nuovi nati, almeno da queste parti, perchè potranno contare su una somma pari a 1.200 euro l’anno, corrisposta per tre anni consecutivi. L’assegno affidato è infatti di 3.600 Euro che sarà erogato in tre tranches. Il contributo, come si precisa nella delibera comunale, verrà elargito anche a tutte le mamme in attesa. L’intervento del Comune è rivolto alle famiglie la cui situazione economica e le condizioni di organizzazione della vita familiare richiedano un intervento finanziario per concorrere alla spesa connessa alla crescita e alla prima educazione di un figlio. Le condizioni essenziali per fruire di tali contributi sono la residenza nel Comune di Sant’Agata di Puglia della famiglia con il minore per cui viene chiesto il contributo e un reddito familiare che non superi, come abbiamo detto, il valore 45.000 Euro. Una seconda delibera esecutiva di Consiglio illustra le misure per favorire l’incremento demografico e occupazionale nel Comune di Sant’Agata di Puglia, mentre una delibera di Giunta ne regolamenta l’assegnazione e l’erogazione. Con questi atti formali l’Ente ha adottato il provvedimento di assegnare finanziamenti a parziale copertura del tasso di interesse applicato ai mutui fissi contratti per l’acquisto della prima casa. Le due delibere giungono oggi a concretizzare la volontà del Comune, peraltro già annunciata

Le cicogne sono le benvenute a Sant’Agata di Puglia, piccolo paese (2.321 abitanti), arroccato su una collina a 795m s.l.m. nel Subappenino Dauno Meridionale, in provincia di Foggia, dove vengono accolte da utili incentivi per far nascere e crescere, almeno nei primi tre anni di vita, tanti bambini. La fattoria eolica da 72 MW che funziona alla periferia del Paese, non ostacolerà l’arrivo di questi simpatici pennuti che, nella fantasia popolare, indicano, appunto, l’arrivo di un nuovo bambino. Anzi. Il vento imbrigliato dagli aerogeneratori installati consente oggi la produzione di circa 100 Mwh di energia elettrica. Le giovani coppie potranno disporre, per ogni nuovo nato, di una piccola somma, ricavata dalle royalties, messa a disposizione dal Comune per le esigenze immediate e favorirà l’incremento delle nascite. Un aiuto è anche previsto per aiutare i cittadini meno abbienti nell’acquisto della prima casa. I genitori potranno preparare, in questo modo, anche un nido accogliente per il nuovo arrivato, perché l’acquisto di una nuova casa è particolarmente conveniente da queste parti: infatti chi dimostra di avere un reddito familiare non superiore a 45 mila euro, potrà avere interessi dimezzati sui mutui bancari. Tutto questo grazie all’iniziativa del Comune

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

91

Come si vive a Sant’Agata di Puglia? Bene, direi! L’economia si basa principalmente sull’agricoltura, le cui colture preminenti sono il grano, la vite, l’olivo. Per l’ottima qualità dell’olio, Sant’Agata di Puglia è inserita nella “Strada dell’Olio Extravergine d’Oliva DOP Dauno”. La produzione dell’olio santagatese vanta una secolare attività. Un antico frantoio (famiglia Nova) ne è una suggestiva testimonianza. Il territorio è ricco di aziende agricole e i tanti borghi costituiscono un vero e proprio itinerario rurale. Le pecurialità ambientali e la particolare posizione geografica, l’aria salubre, la storia, l’arte, i tanti monumenti, le tradizioni, la genuina gastronomia, fanno

[

un anno fa, in occasione di un convegno, di destinare parte dei fondi derivanti dalle royalties dell’eolico direttamente in favore dei cittadini residenti. L’intervento da parte del Comune consisterà nel pagamento di una parte degli interessi del mutuo fisso per l’acquisto della prima casa ad uso abitativo nel territorio comunale; l’Ente, infatti, si accollerà, per tutta la durata del piano di ammortamento, una quota tesa ad abbattere il tasso di interesse nella misura massima del 50% del mutuo stesso. Il sindaco, Vito Nicola Cristiano, vero pioniere della solidarietà sostenibile, è raggiante: “É stato un successo - ammette - i fondi messi a disposizione sono stati quasi tutti impegnati. In questo modo abbiamo favorito la crescita demografica e impostato un’inversione di tendenza nell’intero Paese che negli ultimi dieci anni ha perso circa duecento abitanti”.

Sant’Agata di Puglia Puglia

A sinistra in alto: vista aerea della località A sinistra in basso: Vito Nicola Cristiano, sindaco di Sant’Agata In alto: il parco eolico

di Sant’Agata di Puglia una meta turistica sempre più frequentata. Per tali caratteristiche, Sant’Agata di Puglia è stata insignita della Bandiera Arancione-Anno 2002, il marchio di qualità turistico ambientale che viene assegnato dal Touring Club Italiano alle località dell’entroterra. Il sindaco ricorda poi i beni culturali come il Castello Imperiale, ristrutturato di recente dal Comune e il Borgo medievale fortificato che nasce e si sviluppa a partire dal primitivo nucleo abitato costituito dal Castello e dalla Piazza Chiancato. L’impianto urbano è stato costruito tenendo conto della orografia del monte, al quale è stato addossato. La prima cinta murata, longobardo-normanna, poi restaurata dagli Svevi e dagli Angioini, è stata eretta a protezione del Castello. Poggia su falde rocciose e racchiudeva il Castello per tre lati. Presenta due torri circolari e una quadrata. Il borgo medievale

è stato edificato sul versante sud orientale del monte, delimitato tra le due dorsali laterali e fortificato da strutture murarie, spesso coincidenti con quelle abitazioni, intervallate da bastioni o torri. Man mano che il borgo si espandeva, a partire dalla vetta ove sorge il Castello, verso valle, le mura di cinta precedenti venivano superate ed edificate quelle nuove. A valle il borgo medievale ha avuto la sua espansione fino alle mura fortificate della Porta Nuova. Sant’Agata di Puglia è proprio un bel luogo. Ci sono chiese antiche che rappresentano autentici monumenti arricchiti con affreschi e sculture, il parco urbano delle opere in pietra che sono poi i motivi ornamentali,elementi scolpiti nella pietra ed incastonati sulle facciate, sui portali, ai cantonali ed ai sottobalconi dei fabbricati e tanti storici Palazzi. Perché andar via da questo luogo magico ora che in questa comunità soffia il vento della solidarietà?

92 ECOESEMPI

A tutta energia

La ricerca e l’innovazione si sperimentano a domicilio
L’altra faccia del Meridione. Dall’esclusivo progetto del Gel fotovoltaico realizzato in Basilicata, autentica novità, all’edilizia abitativa, con un occhio di riguardo al risparmio energetico e all’abbattimento dei costi e delle emissioni. Cosa succede nel Mezzogiorno d’Italia? Un gruppo di giovani ricercatori ha dato vita a una formula innovativa per lavorare insieme. Le sorprese non mancano. Piccole grandi idee per il risparmio energetico
Questo gruppo di lavoro ha lanciato la sfida ai Centri di Ricerca più accreditati -quasi sempre impaludati al secondo stadio della ricerca per le enormi difficoltà che incontrano prima di affacciarsi al sistema business - soprattutto mettendo a fuoco, in maniera assolutamente elastica, tante, nuove, piccole, grandi idee, ragionando sui temi di risparmio energetico. Dalle lampade senza fili che utilizzano dei Led, all’edilizia abitativa con l’applicazione della domotica quale serbatoio di energia per i pannelli fotovoltaici durante le ore notturne, fino alle caldaiette a emissioni zero di Co2. Il pacchetto di proposte di Esco Energy che utilizzano progetti superesclusivi (elaborati e testati in laboratori attrezzati nella sede principale), rappresenta una vera rivoluzione per il mercato delle nuove tecnologie e costituiranno tante sorprese grazie agli interessanti prodotti competitivi nei costi e con tutte le caratteristiche di sostenibilità. E altro ancora. Come la prima Carta Prepagata Ricaricabile, applicabile a qualsiasi gestore, che serve per pagare le bollette di luce, gas e riscaldamento comodamente da casa. Questo vuol dire mai più code agli sportelli e una rivoluzione nel campo del risparmio energetico. Si tratta infatti di un sistema progettato per dare all’utente finale uno strumento per monitorare e pagare l’effettivo utilizzo delle risorse energetiche (acqua, luce e gas), in totale trasparenza, eliminando così anche eventuali malcontenti nei confronti del gestore (nel riquadro a pag. 94 vediamo come funziona). La più sorprendente novità riguarda la tecnologia innovativa denominata Gel fotovoltaico (il brevetto mondiale appartiene alla Esco Energy di Potenza) autentica novità, segnalata, il mese scorso, da molti organi di stampa come il futuro dell’energia alternativa.

ppur si muove. Si muove, eccome! Se è vero che nel Paese il sistema di promozione delle energie rinnovabili e dell’eco-sostenibilità ha sempre viaggiato a doppia velocità, va detto che il divario tra nord e sud diventa ogni giorno più esiguo. Lo abbiamo scoperto per caso, e costituisce quasi una sorpresa. Tra Eboli e la Lucania raccontata da Carlo Levi si è realizzato un asse di “ricerca e di innovazione” di sistemi di utilizzo delle energie rinnovabili che adotta una formula estremamente interessante. Non soltanto per la ricerca, ma anche per lo sviluppo e la diffusione di queste tecnologie innovative a costi molto accessibili. Mai avremmo immaginato che la vasta area, estesa attorno al primo tratto della SalernoReggio Calabria, sarebbe diventata un “luogo delle idee”. L’iniziativa si potrebbe definire anche “un laboratorio innovativo e di ricerca itinerante del territorio”, perché coinvolge una ventina di ricercatori, liberi professionisti che effettuano, (grazie alla rete che facilita i contatti) ognuno nel proprio luogo di lavoro (a volte in un locale ricavato nella propria abitazione) una sorta di “servizio a domicilio di ricerca e di studio” per conto dell’ Esco Energy di Potenza, una società che ha di recente inaugurato il Punto Energia, il primo “negozio” di un progetto in franchising nazionale abbattendo costi e ottimizzando i tempi. Sono tutti giovani, al di sotto dei quarant’anni, hanno sposato la cultura delle nuove professioni, e sono molto motivati. Il più giovane, Vito Gerardi, che ha soltanto 19 anni, viene considerato un’autentica promessa ed è la mascotte di un’affiatata squadra di ricercatori.

E

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

[

L’inizio di una grande avventura
Il “cervello” con funzioni di catalizzatore di questa dinamica organizzazione, è rappresentato dalla Esco Energy, struttura tirata su con molti sacrifici e con i risparmi di una vita, soltanto quattro anni fa, nel 2004, a Potenza, dall’ingegnere materano Giuseppe Vetere, 48 anni, sposato, un figlio di 14 anni, appassionato tecnico: vent’anni passati all’Italgas, nel campo della progettazione e del controllo. E con un pallino: lo studio e l’applicazione delle nuove tecnologie che rendono appetibili le energie rinnovabili. L’ingegner Vetere è approdato il mese scorso nel salotto buono della promozione

93
dell’energia (Sala Collina, nella sede milanese del Sole 24 Ore, in via Monte Rosa 91), dove è stato organizzato l’8° Italian Energy Summit 2008- dedicato alla nuova economia dell’energia. Esco Energy ha scelto l’evento organizzato dal quotidiano della Confindustria per lanciare il gel fotovoltaico trasparente, da applicare sulle vetrate degli edifici rendendoli produttori di corrente elettrica grazie all’energia del Sole. É l’ultima creatura del lavoro della squadra lucana, il Gel Fotovoltaico che propone forme e applicazioni alternative, di una tecnologia, il fotovoltaico, per tanti versi non ancora matura, che ha suscitato in quella sede molto interesse, scompigliando un po’ le carte, senza nascondere le perplessità di chi ha cercato, in qualche modo, di ribadire. “La novità consiste - spiega l’ing. Vetere nella possibilità che hanno gli utenti di produrre a domicilio energia elettrica attraverso l’applicazione di un gel a base liquida al cui interno viene innescata una struttura cristallina di silicio”. ricerca e sviluppo - all’interno della soluzione ci sono anche acqua e una soluzione salina”. Il costo industriale del gel è di 2 euro per watt, senza i costi di installazione. Per il momento è pensato per riempire lo spazio tra i doppi vetri delle fineste. Occupa tra i 4 e gli 8 millimetri. Essendo trasparente, la visibilità rimane buona, anche se sconta un 20% di minore trasmittanza. “L’energia solare viene catturata e assorbita da piccoli terminali elettrici installati nelle finestre, per essere poi riversata in rete, permettendo una produzione di 97 watt per ogni metro quadro di superficie”. Cariani ha aggiunto che il gel può essere inserito su strutture già esistenti.

Un percorso in salita

La produzione a domicilio di energia elettrica
La promessa è altissima, almeno quanto l’interesse, visto che una soluzione del genere risolverebbe una volta per tutte l’integrazione architettonica del fotovoltaico nelle case, dando una spinta alla microgenerazione, ovvero la produzione di energia su scala domestica. Il nuovo prodotto, anche se la sua commercializzazione su scala industriale arriverà soltanto a giugno 2009, e già da adesso solleva più di un interrogativo. “Il gel fotovoltaico è un materiale liquido composto da silicio amorfo, al quale viene applicato un procedimento nanotecnologico in modo da renderlo semiconduttore - ha spiegato Alessandro Cariani, responsabile della Il gel fotovoltaico, nella sua applicazione sulle finestre

[

La novità che arriva dai laboratori di ricerca lucani è certamente interessante, ma la strada per l’industrializzazione appare in salita. A giugno 2009, promette il presidente di Esco Energy, Giuseppe Vetere, partirà la produzione nella fabbrica di Potenza. “Il nostro obiettivo è arrivare ad una produzione di 50-60 Mw per anno”. Le problematiche principali riguardano l’integrazione su vetrate già esistenti che comporta un aumento di peso della struttura e quindi una serie di interventi sui serramenti, economicamente non sono trascurabili. C’è poi l’aspetto dell’efficienza. Per quanto nelle situazioni ideali, e dunque in laboratorio, si sia arrivati a quasi 100 watt per metro quadrato, la situazione reale è ben diversa: i raggi solari arrivano con un’inclinazione di novanta gradi solo in alcuni momenti della giornata, e soprattutto non in tutte le esposizioni. L’aspetto dei costi, e quindi del ritorno degli investimenti, per il momento invita alla prudenza. Il mercato del fotovoltaico in Italia sta vivendo un vero e proprio boom: la potenza installata con il nuovo Conto Energia, meccanismo di incentivazione statale, ha già superato gli 82mila kw. In un contesto del genere il nuovo gel può comunque trovare delle applicazione. Appare verosimile pensare ad una soluzione integrata del nuovo gel fotovoltaico con i comuni pannelli mono o policristallini, che “potrebbe portare a un’efficienza effettiva del 25%”. Non ci resta che attendere. Il futuro? Risponde Vetere:“Sta nel coraggio e sulla lungimiranza di investire pesantemente sulla ricerca, della quale il gel è solo il primo traguardo di un percorso di innovazione tecnologica che Esco Energy ha intrapreso e intende cavalcare”.

Giuseppe Vetere, presidente di Esco Energy all’Italian Energy Summit per lanciare il gel fotovoltaico

La promozione dell’uso razionale dell’energia
Un serbatoio di idee e di progetti. Un’unica piattaforma che nasce a Potenza, profondo Sud, nel 2004 come Società di Servizi Energetici con l’obiettivo primario di ridurre l’incidenza dei costi, diretti e indiretti, della gestione energetica e di migliorare le condizioni di compatibilità ambientale dell’utilizzo energia. Da allora la piccola azienda di Potenza promuove e attua un uso razionale dell’energia, non solo impiegando prodotti o servizi, ma anche tecnologie finalizzate all’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. Una piattaforma che diventa Esco (Energy Saving Company), accreditata nell’apposito elenco dell’Autorità per l’Energia Elettrica e Gas , in virtù del Decreto del 20 luglio 2004, per il settore gas ed elettrico, emesso dal Ministero delle Attività Produttive di concerto con il Ministero dell’Ambiente e tutela del territorio, rubricato come “Nuova individuazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili”. La Esco Energy lucana, che opera prevalentemente nel settore del risparmio e della riqualificazione energetica relativa a impianti ed edifici, nonché nel settore delle fonti energetiche rinnovabili, ha una marcia in più grazie alla squadra creata dal suo fondatore Giuseppe Vetere, e al contenuto del pacchetto di prospettive e di proposte.

[

94
Un pacchetto legato ai sogni e ai bisogni dei figli di una terra troppe volte raccontata (non soltanto da Carlo Levi) come se fosse senza futuro. Invece il futuro c’è, eccome, se si hanno idee e coraggio (e Giuseppe Vetere ha mostrato di averne), con l’obiettivo di aprire in particolare ai giovani che si affacciano ai nuovi mestieri del settore energia, stabilendo le linee guida e mettendo a disposizione tutta l’esperienza maturata in aziende di rilievo internazionale, come l’Italgas e l’Eni. bando pubblico conclusasi con successo nella vicina provincia di Salerno. Esperienza, quest’ultima che è stata una sorta di banco prova. C’è un precedente, quindi? “Si. Il test è stato effettuato attraverso il bando realizzato in collaborazione con AGEAS (Agenzia energetica locale) di Salerno, con una proposta denominata 1.000 tetti fotovoltaici, destinata alle famiglie che, come requisito, dichiaravano di possedere un immobile nel territorio della città campana. In questa località il progetto si è esaurito in pochissimi mesi e gli impianti sembrano funzionare”. Forte dell’esperienza salernitana, Esco Energy vuole allargare gli spazi di intervento anche in altre luoghi, realizzando i 100.000 Tetti Fotovoltaici, sempre con lo stesso sistema collaudato a Salerno, a titolo completamente gratuito per i cittadini e con le stesse modalità del precedente bando. Allora si può produrre energia pulita a costo zero? Risponde Vetere: “100.000 Tetti Fotovoltaici non rappresentano una follia: l’Ente pubblico deve individuare un minimo di 1000 tetti per Comune (ma possono associarsi anche più Comuni limitrofi che collaborano per questo intervento. É il numero minimo richiesto anche ad altra istituzione pubblica, da raggiungere con un bando di concorso. Progettazione, realizzazione e manutenzione sono completamente a carico di Esco Energy e, per abitazione, è previsto un impianto fotovoltaico tra 3kWp“. Com’è possibile? “Per rientrare dagli investimenti sostenuti, - chiarisce Vetere - Esco Energy richiede esclusivamente di disporre della tariffa incentivante riconosciuta dal nuovo decreto (DM 19 febbraio 2007) sul Conto Energia, ovvero il programma nazionale di incentivazione per la produzione di elettricità mediante impianti fotovoltaici permanentemente connessi alla rete elettrica. Secondo tale DM denominato “Conto Energia” è previsto il riconoscimento, per un periodo di 20 anni, di una tariffa incentivante per ogni kWh prodotto da sistemi fotovoltaici. Esco Energy recupera quindi i costi derivanti dal Conto Energia, lasciando invece all’utente la possibilità di usufruire dell’energia prodotta. Al termine di questi 20 anni, l’utente continuerà ad immettere corrente nella rete e a prelevarla gratuitamente, pagando eventualmente solo la parte di energia utilizzata e non prodotta o può scegliere di vendere al Gestore la parte non utilizzata”. I vantaggi? “Il privato cittadino risparmia sulla bolletta senza affrontare l’investimento di un impianto a energia sostenibile, né curarne i termini burocratici o i problemi di manutenzione. L’Amministrazione comunale o l’Ente pubblico che indice il bando avranno un notevole ritorno d’immagine perchè rientrano nella rosa dei Comuni virtuosi”. Aggiunge Vetere:“L’Amministrazione comunale potrà risparmiare anche sui costi dell’energia elettrica dotando gli uffici pubblici di impianti fotovoltaici oppure mettendo a disposizione di Esco Energy un’area inutilizzata o degradata su cui realizzare un’isola fotovoltaica, con il duplice obiettivo: produrre energia elettrica pulita grazie a impianti con impatto ambientale zero e recuperare aree dismesse”. L’obiettivo è di ridurre l’incidenza dei costi della gestione energetica e di migliorare le condizioni di compatibilità ambientale dell’utilizzo dell’energia. Il progetto appare vantaggioso per i cittadini e per le Amministrazioni e gli Enti Pubblici che lo adottano.

Nasce la prima rete in franchising di Esco Energy
Il Punto Energia Esco Energy è il luogo dove la cultura dell’energia è sempre accompagnata da quella del servizio all’utente. Esco Energy ha inaugurato il suo primo esercizio a Potenza, al civico 138 di via Mazzini; ma si tratta solo del primo esempio di un franchising che vuole diventare un vero e proprio punto di riferimento in fatto di risparmio energetico e tutela dell’ambiente. Al Punto Energia ogni cittadino trova personale specializzato, in grado di rispondere a tutte le sue domande e fornire soluzioni su misura per ridurre gli sprechi energetici delle abitazioni, abbattere i costi delle bollette e ottimizzare le risorse per riscaldamento, luce ed energia. Dalla consulenza ai sopralluoghi energetici, dalla vendita di kit per il risparmio energetico alla veicolazione di tutti i progetti e i servizi Esco Energy, con un solo obiettivo: la nascita di una cultura del risparmio, economico e ambientale. Esco Energy, con questo progetto tanto ambizioso quanto socialmente utile, intende fornire al cittadino gli strumenti concreti per un risparmio illuminato.

La carta prepagata Come funziona?
Il primo step è l’installazione su ogni utenza di un’apparecchiatura che misura continuamente l’effettivo consumo di energia elettrica. Si tratta di un sistema Stand-Alone, di grande precisione, in grado di scalare dalla Carta Prepagata l’importo dovuto a seconda della tariffa adottata. All’atto dell’installazione, infatti, Esco Energy offre all’utente la possibilità di scegliere il gestore di servizi energetici con le tariffe in quel momento migliori sul mercato (selezione che si può poi ripetere a ogni ricarica). Nello specifico, la Carta Prepagata è un Sistema di Pagamento con memoria chip emessa da Esco Energy a seguito del saldo di un credito prepagato. Inserita nell’apparecchio di pertinenza, la Carta permette la sua attivazione e, cioè, il conteggio del flusso di energia e dell’ importo dovuto, che viene quindi automaticamente scalato. A garanzia del corretto funzionamento, l’apparecchiatura permette l’erogazione della corrente solo con Carta Prepagata carica, ma soprattutto il credito viene scalato continuativamente e non a scatti di 1Kw. Inoltre, per evitare contestazioni da parte degli utenti, sul frontale dell’apparecchiatura è presente un display che indica i KW consumati.

Quando il sole fa risparmiare
“Centomila tetti fotovoltaici non sono pochi, non sono tanti. E non è nemmeno impossibile realizzare questo progetto”. É quanto sostiene il presidente della Esco Energy, ing. Vetereche conferma:“Per il futuro, Esco Energy ha in serbo soluzioni che rivoluzioneranno il modo di concepire l’energia sostenibile e la sua applicazione nella vita quotidiana”. “La nostra organizzazione ha lanciato il progetto ambizioso di realizzare i 100.000 Tetti Fotovoltaici, installando impianti fotovoltaici a titolo completamente gratuito per i cittadini, applicando le stesse modalità di un precedente

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

95

96

rd o i no Piero Sa Angelo Paladi laudio Martin Rollandin nt a to i-C D i p a k P rc e l l o M a s i ntinucc Onlus - Augus - Ageas - A2A oA a -M n a rc e l l ty iere - M gia AEM- Ecoci Roberto Pippa ini - Co.Svi.G. str - Se r s D i pa k Pa n t - M a l’el l er a s i , A n g e l o overan o M a r c e l l o A Brame - P i e r o S a r dhamoi r c e no M Pa l a d i i u g n t i n u c clil a n n C o sMaa rdeli - C a ria - eBleeppre iR- E c o cii t-y Annlnsa-rAtau s t o R oarittdiim-oE r-i u c c i o rce C l a uCi o - d a t i n Gia s d l ’ n e g a cin O u M ou o N o r a - al e dro d r o G i a r i - BMp erR o vnr a - R o b e r t oroitondo g 2 - Pa o l o M aetic cS i s - T t n C o n si enss ARntas aBnr a m ePiaioloC aerplan c enerii n i Monn tee rPo tpopadnouclay i- tEm oe-rg hracm o igni- Surra AlA n a i i P t - - Mo -rn onD M r t Di c G - Gnlui etri S e s t r i e r e - E n e r g e t i c arlr g e P A 2 A - F e r d iren dRem t i n i - R e m otou- ly ia i a n l u i g i S o in na - o Mar C di Siena rie ela S u r r a - P r a g e l a t o - M o n t e pa s i h i est i e n a - I c e t iI n dPs t rg - Fa b b r i c a paschi c S di S u ra i e del Sole Alp la nte r tin A g e a s - C a r m a g n o l aetC o m u n e d i M a r zdo Ms o l a d i G o r g o nra - -S Mt ’ A g a ta d i P u grmagno -n tMe -r aa-n rerdeis can ei oL a- rLd’ ieae l -cD aioi oNCorieal l a a n o ole - Ca l i a no D a- Comune di Po ed r - F anc r cr a lve F i Puglia - Er iu abbrica del S ’Agata di Pugli ir Iso dic A Sant ata d 21 - F Sant’Ag strie - Agenda a di Gorgona - e Larderel -Me Carella oD io sol du - Icet In di Marzio - L’i dera - Francesc e d’Aosta - Dar iero Irani Comune mune di Ponte O Energy - Vall - Renael -Aligh C te Co Tg2 - E S egione Piemon R

I nomi di questo numero

1.000 TETTI FOTOVOLTAICI (SALERNO) 10 MILA TETTI FOTOVOLTAICI (TORINO)

19-87-94 18

AGENZIA ENERGETICA PROVINCI DI SIENA (APEA) AGENZIA ENERGIA E AMBIENTE TORINO (AEA) AGENZIA LANE D'ITALIA AGENZIA NAPOLETANA PER L'ENERGIA E L'AMBIENTE (ANEA) AGENZIA PER IL RISPARMIO ENERGETICO DI ROMA (ROMAENERGIA)

69 18 57 18

AMBIENTE ITALIA ANCI TOSCANA ANTINUCCI MARCELLO AP ENGINEERING ARCADIA S.R.L. ARCIPELAGO TOSCANO AREA PROTETTA DELLA CALVANA AREZZO, COMUNE DI AREZZO, PROVINCIA DI ARSIA TOSCANA ASSOCANAPA ASSOCIAZIONE ECO CITY ONLUS ASSOCIAZIONE PARCHI SCIENTIFICI E TECNOLOGICI ITALIANI (A.P.S.T.I.) ASTI, COMUNE DI AULLA, COMUNE DI AVELAR ENERGY GROUP RENOVA

24-25-51 42-47 16-17 100 57 40-72 47 35-44-47 44-47 44-69 80-81 6-10-11-1228-58 5-22-23

100 MILA TETTI FOTOVOLTAICI 94 (POTENZA) 8° ITALIAN ENERGY SUMMIT 2008 A.E.M. FONDAZIONE A2A ABBAZIA DI SAN GALGANO ADICONSUM AGENDA 21 AGENDE 21 LOCALI ITALIANE AGENDE 21 LOCALI PER KYOTO AGENZIA ENEREGETICA PROVINCIA DI PISA AGENZIA ENERGETICA E AMBIENTALE DI SALERNO (AGEAS) 93 11-14-104 11-106 62 16 13-20-8087 20-21 21 69 19-85-8687

18

AGENZIA PER L'ENERGIA E LO 19 SVILUPPO SOSTENIBILE DI MODENA (AESS) AGENZIA PER LO SVILUPPO REGIONALE DEL LAGO BALATON ALFONSO D'ARAGONA ALTA VAL DI SUSA ALTA VAL DI CECINA ALTENER EUROPEAN SOLAR BUILDING EXHIBITION AKMEROV IGOR 21

65 82 61 18 73

20-100 34 72

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

AZIENDA AGRICOLA SAN MARTINO

57

CASTELFRANCO DI SOTTO, COMUNE DI CASTELNUOVO VAL DI CECINA, COMUNE DI CECCARELLI PIERO CECCARELLI VINCENZO CECCHINI EMILIANO CENTRALE ENEL DI SERREPERSANO CENTRO CICOGNE LIPU CENTRO DI ECCELLENZA DELLA GEOTERMIA DI LARDERELLO (CEGL)

34 44-52-5354-64-75 54 35 35 88 81 13-53-6870

COORDINAMENTO NAZIONALE A21 CRAILSHEIM, CITTA' DI CRISTIANO VITO NICOLA CUNEO, PROVINCIA DI DE LARDEREL FRANCOIS JACQUES DELLA SETA DANIEL DISPUTACIO' DE BARCELONA DISTRETTO DELLE ENERGIE RINNOVABILI DELLA TOSCANA DISTRETTO DELLE ENERGIE RINNOVABILI DI POLVERARA DISTRETTO DELL'ENERGIA SOSTENIBILE APPENNINO BOLOGNESE (DESAB) DISTRETTO DELL'IDROGENO DI PONTEDERA DISTRETTO ENERGETICO DEL PARCO DEL CILENTO DISTRETTO ENERGETICO DEL TRENTINO

20-21 20 91 80 66-70 26 21 11-13-2831-50-5256-58-6168-69 13 14

97

AZIENDA GENERALE ITALIANA 38-67 PETROLI (A.G.I.P.) BAGNI DEL RE PORSENNA BALDINI ANDREA BALLESTREROS PEDRO BARDONECCHIA, COMUNE DI BASILICATA, REGIONE BELLOCCHI LISA BERRUTO VINCENT BIENTINA, COMUNE DI BOLLINO CARLO ANDREA BONARIO GIOVANNI BORGHETTO DEI PESCATORI (OSTIA) BORGHI SOSTENIBILI DEL PIEMONTE BRAMERINI ANNARITA BREDA, CITTA' DI BRESSO MERCEDES BRUNDTLAND GRO HARLEM BUDRIO, COMUNE DI 63 35 86 82-83 90-92 26-27 86 37 86 38 18 100 53 20 100 9 19

CAVALLERLEONE, COMUNE DI 13-80

CENTRO DI TRASFERIMENTO 13-40-53DELLE ENERGIE RINNOVABILI 64-68-89 DI MONTEROTONDO M.MO (CITT) CENTRO STUDI SINTESI DI VENEZIA CERCIGNANI NICCOLO' CERFITT, LABORATORI CERRATO CARLO CESANA TORINESE, COMUNE DI CETICA, COMUNE DI CHAMOIS, COMUNE DI CHIACCHELLA SERGIO CHIANCIANO, COMUNE DI CHIANNI, COMUNE DI CHIOMONTE, COMUNE DI CHIUSDINO, COMUNE DI CIOMPI MASSIMILIANO CITTA' NEL BOSCO DI MIRANDOLA CLAVIERE, COMUNE DI CLINI CORRADO COLLESALVETTI, COMUNE DI COLLINE METALLIFERE COMMISSIONE EUROPEA COMMISSIONE MEDITERRANEA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE COMUNITA' MONDIALE DEL CIBO AD ENERGIA PULITA CONFINDUSTRIA CONFINDUSTRIA SALERNO CONSIGLIO D'EUROPA CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA CONSIP SPA CONSORZIO DI SVILUPPO VALDERA CONSORZIO NEW ENERGY CONSORZIO PER LO SVILUPPO DELLE AREE GEOTERMICHE (CO.SVI.G. SRL) CONSORZIO PONT-TECH CONSTRUCTION DAY CONTI FULVIO 33 66 38 25 82 44 10-13-78-79 51-52-5369-70 47 45-47 82 52-62-63 53 14 82 86 38-47 61-63-64 10-12-14-1619-27 20

13-31-36-37 11-14 11-13

BUSSOLA PER LA COMUNITA' 6 ECO-TECH BUTTIGLIONE ANGELA C.C.I.A.A. DI SALERNO C.I.T.I.S. C.N.A. PISA C.N.R. ISTITUTO PER LE GEOSCIENZE C.N.R. ITAE (DIPARTIMENTO ENERGIA E TRASPORTI) CALABRIA, REGIONE CALCINAIA, COMUNE DI CALENZANO, COMUNE DI CAMPAINI TURIDDO CAMPANIA, REGIONE CAMPORGIANO, COMUNE DI CAMPUS CAPANNORI, COMUNE DI CARAMAGNA PIEMONTESE, COMUNE DI CARELLA DARIO CARIANI ALESSANDRO CARIGNANO, COMUNE DI CARITAS DI LUCCA CARMAGNOLA, COMUNE DI CARTA PREPAGATA RICARICABILE CASA DELL'ENERGIA CASA MUSEO BICOCCHI (POMARANCE) CASA SPA FIRENZE CASCINA, COMUNE DI CASOLE D'ELSA, COMUNE DI CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA 27 19 69 37 70 5-69 33 13-37-38 34 87 12 44 102 34 13-80 24-27 93 13-80 69 13-80-81 92 11-14-104105 66 34 46 44-47-5861 55

DISTRETTO ENERGETICO 14 DELLE MONTAGNE OLIMPICHE DOBRICH, CITTA' DI 20 DOCUP OBIETTIVO 2 REGIONE 38 TOSCANA 2000-2006 DOVERI MARCO DUCLY REMO EAT PARADE ECOFYS EDI PROGETTI EMILIA ROMAGNA, REGIONE ENEL CENTRO RICERCA DI PISA ENEL SPA 37 79 24-28 20 37 33 31 31-35-4451-52-5364-66 73-82 16 31-33 100 38 72 92-93-94 69 21 87 13-35 35 19 37 47 34 34-47 44-47

EDIPRESS COMMUNICATIONS 4-5

CAMPI BISENZIO, COMUNE DI 47

ENERGETIC SOURCE ENERGIA INTELLIGENTE PER L'EUROPA (EIE) ENERGY MADE IN TUSCANY ENERGY SAVING TODAY ENI - DIVISIONE REFINING & MARKETING E.R.T. ENERGIE RINNOVABILI TOSCANA SRL ESCO ENERGY SRL ETRURIA INNOVAZIONE EUROPEAN GREEN CITIES EXXSON MOBIL FABBRICA DEL SOLE FANFANI GIUSEPPE FERRARI SPA FIDI TOSCANA FIESOLE, COMUNE DI FIGLINE VALDARNO, COMUNE DI FIRENZE, COMUNE DI FIRENZE, PROVINCIA DI

28-51-59 25-93 87 30-34 45 39-42-43 13-36-38 45 33-50-5152-54-6973-71 38 102 44

98

FIVIZZANO, COMUNE DI FLORAMIATA SPA FOGGIA, COMUNE DI FOGGIA, PROVINCIA DI FORMIGINE, COMUNE DI FORUM ITALIANO DELL'IDROGENO GAL ETRURIA GALLOZZI AGOSTINO GAVORRANO, COMUNE DI GBC ITALIA GEL FOTOVOLTAICO GENOVA, PROVINCIA DI GEOVEST SRL GERARDI VITO GESPI.COM SRL GESTORE SERVIZI ELETTRICI (G.S.E. SPA) GIACOMINI STEFANIA GIARI ALESSANDRO GINORI CONTI PRINCIPE PIERO GIORGI MARCO GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2008 GIRANDO FELICE GORGONA, ISOLA DI GRECCIANO, LOCALITA' COMUNE DI COLLESALVETTI GROSSETO, PROVINCIA DI GUPPY ITALIA SRL H2 FILIERA IDROGENO, PROGETTO HYDROLAB, LABORATORIO (AREZZO) I.C.E.T. INDUSTRIE spa IDROGENO PER AREZZO, PROGETTO IDROGENODOTTO DI AREZZO IL SOLE 24 ORE INCONTRA ENERGIA, PROGETTO INNOVATIVE THINKING, PROGETTO IRANI ALIGHIERO ISOLVER SPA ITALIA AGRICOLTURA KUBEN (DENMARK) KYOTO, PROTOCOLLO

44 57 20 90 19 37 69 87 34 102 92 21 19 92 72 7-16-86-87 26 22 - 46 66 73 87 80 14-40 38 44-47 57 35-36 35 17-21-45 35 13-31-35-47 25-26-33-93 19 14 17-45 43-57-75 24-26-27 21 2-6-11-2130-33-4551-77 57 21 57 13-44-6667-68-70 13-38 18 72 47

LIGURIA, REGIONE L'ITALIA CHE VA LIVORNO, COMUNE DI LIVORNO, PROVINCIA DI LOMBARDIA, REGIONE LOMBRIASCO, COMUNE DI LONDA, COMUNE DI LONGO BIAGIO LORO CIUFFENNA, COMUNE DI LUCCA, COMUNE DI LUCCA, PROVINCIA DI M.P.S. CAPITAL SERVICES BANCA PER LE IMPRESE MACCHIALTA, LOCALITA' COMUNE DI CAMPIGLIA MARITTIMA MARANELLO, COMUNE DI MARCONCINI PAOLO MARIN WALTER MARINA DI CARRARA, COMUNE DI MARTINI CLAUDIO MARTINI FERDINANDO MARZIO, COMUNE DI MASI MARCELLO Tg2 MASSA-CARRARA, PROVINCIA DI MAZZERBO CARLO MEDICAIR ITALIA SRL MERLO GIAN BATTISTA METAN ALPI METAN ALPI SESTRIERE METAN ALPI VAL CHISONE METRO CASH&CARRY MICHELUCCI GIOVANNI MILANO EXPO 2015 MILANO, PROVINCIA DI MINIERA DI CAMPIANO MINISTERO DEI TRASPORTI MINISTERO DELL'AMBIENTE MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO MINISTERO DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA MIRANDOLA, COMUNE DI MITSUBISHI ELECTRIC MODENA, PROVINCIA DI MOLISE, REGIONE MONTE GINEZZO LOCALITA', COMUNE DI CORTONA MONTECATINI SPA

33-67 26 34 44-47 12 13-80 47 11 44 34 44 76-103 47

MONTEDISON SPA MONTEMURLO, COMUNE DI MONTEROTONDO M.MO, COMUNE DI MONTEVERDI MARITTIMO, COMUNE DI MONTICIANO, COMUNE DI MONTIERI, COMUNE DI MONTOPOLI VALDARNO, COMUNE DI MUSEC, PROGETTO

67 34 13-44-5763-64 47-64 44 63 34 20

MONTEMIGNAIO, COMUNE DI 45

MONTESPERTOLI, COMUNE DI 47

MUSEO DELLA GEOTERMIA DI 67 LARDERELLO MUSEO DELL'ENERGIA DEL 62 TERRITORIO DI RADICONDOLI MUSEO DI CASA BICOCCHI MUSEO MINIERA DI CAMPORCIANO MUTUO A PROFITTO NAMPBUBRIPAD GOURI NAPOLETANAGAS SPA NAPOLI, COMUNE DI NAPOLITANO GIORGIO NAVACCHIO, LOCALITA' COMUNE DI CASCINA NEFTIH2, PROGETTO NEUBURG AN DER DONAU, CITTA' DI NICOLETTI ANGELO NEIVE, COMUNE DI NORA ERIUCCIO O.N.U. OASI DEL PO' MORTO DI CARIGNANO OLIMPIADI DELLA NEVE TORINO 2006 ORLANDINI ROBERTO ORTIS ALESSANDRO OSSERVATORE ROMANO OSSERVATORIO EUROPEO DEL PAESAGGIO OSSERVATORIO SULLE COMUNITA' ECOSOSTENIBILI (OCES) PADOVA, COMUNE DI PAGANETTO LUIGI PALADINO ANGELO PANT DIPAK PARCO ARCHOMINERARIO DI MONTEROTONDO M.MO PARCO DEL PO' PARCO DELLE BIANCANE PARCO DI RACCONIGI PARCO NAZIONALE DEL CILENTO E DEL VALLO DI DIANO PARCO NAZIONALE DELL'ARCIPELAGO TOSCANO PARMA, PROVINCIA DI 66 67 19 51 18 18 87 46 69 21 86 100 20 9-50 81 14-82 53 87 102 87 11-58

19 36 82 47 30-31-33 76 14 24-28 47 40-41 101 87 84 82 82 100 70 11 19 63 45 86-93 42 93 44 36

MARCA DELLE DUE PROVINCE 13-80-81

21 87 16-85-86 2-6-7-9-11 64 81 65 81 11-14-19-87

LA BORACIFERA SRL LANDRATSAMT NEUBURGSCHROBENHAUSE LANIFICIO DI PIACENZA LARDERELLO, LOCALITA' COMUNE DI POMARANCE LARI, COMUNE DI LAZIO, REGIONE LEITNER TECHNOLOGIES LE STRILLAIE, LOCALITA' COMUNE DI GROSSETO

41 14 41 19-21 33 47 67

PARCO EOLICO "LA MINIERA" 53

14-40-41 21

MONTECATINI VAL DI CECINA, 67 COMUNE DI

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

PARVUS FLOS COOPERATIVA SOCIALE A.R.L. PECCIOLI, COMUNE DI PESCIA, COMUNE DI PETRINI CARLIN PIAGGIO & C. SPA PIANO D'AZIONE MEDITERRANEO PIANO DI INDIRIZZO ENERGETICO REGIONALE (PIER) DELLA TOSCANA PIEBALGS ANDRIS PIEMONTE, REGIONE PIERRI PAOLO PIOBESI TORINESE, COMUNE DI PIOMBINO, COMUNE DI PIPPAN ROBERTO PISA, COMUNE DI PISA, PROVINCIA DI POGGIBONSI, COMUNE DI POLI DAVIDE POLITECNICO DI MILANO POLO SANT'ANNA VALDERA POLO TECNOLOGICO DI NAVACCHIO POMARANCE, COMUNE DI

57 47 47 59-89 36-37 20 45-53

RETE DI SPORTELLI PER L'ENERGIA E L'AMBIENTE DI MILANO (INFOENERGIA) RETE NAZIONALE AGENZIE ENERGETICHE LOCALI (RENAEL)

19

SLOW FOOD TOSCANA SLOW FOOD VOLTERRA-ALTA VAL DI CECINA, CONDOTTA SOCIETA' CHIMICA LARDERELLO (S.C.L.) SOCIETA' CONSORTILE ENERGIA TOSCANA (CET) SOCIETA' PONT-TECH SOCIETA' SAT (AEROPORTI TOSCANI) SOCIETA' SOLITES SOLAR ENERGY SOLEMME SRL STAFFETTA PETROLIFERA STAZIONE MULTIENERGY SURRA GIANLUIGI TAVARNELLE VAL DI PESA, COMUNE DI TERRA MADRE TOSCANA TESTA CHICCO TORINO, PROVINCIA DI TOSCANA ENERGIE RINNOVABILI (TER) TOSCANA, REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE, REGIONE UNCEM TOSCANA UNESCO UNIONE EUROPEA

59 59 57 39-42-43 37 37 20 41 57 26 38 80 44 51-59 87 80-87 45 2-30-31-3368-69 12 42 9-14-86 2-10-14-1626-27-3335-36-7986-89-100 37 20-76 36-37-4246-70 53-69 82 82 82 21 10-12-15-79 65-66 102 73 100 12 36-37 92 34 87 102 13-80 37 9

99

12-14-16-1718-19-87

RINCINE, LOCALITA' COMUNE 44 DI RUFINA RIVOIRA SPA ROCCASTRADA, COMUNE DI ROLLANDIN AUGUSTO ROMAGNUOLO DOMENICO ROVERA BEPPE S.E.C. (SUTAINABLE ENERGY COMMUNITY) S.E.C.A. (SEC ADVISORY GROUPS) SALERNO, PROVINCIA DI SALONE DEL GUSTO DI TORINO SAMMOMME', LOCALITA' COMUNE DI PISTOIA SAN GIOVANNI VALDARNO, COMUNE DI SAN LORENZO IN PADULA, COMUNE DI SAN MARCELLO PISTOIESE, COMUNE DI SAN ZENO LOCALITA', COMUNE DI AREZZO SANTA FIORA, COMUNE DI SANT'AGATA DI PUGLIA, COMUNE DI SANTANERA MIA SARDO PIERO SASSO PISANO SAUZE D'OULX, COMUNE DI SCAJOLA CLAUDIO SCANSANO, COMUNE DI SCUOLA SUPERIORE SANT'ANNA SECCHIONI FEDERICO SESTO FIORENTINO, COMUNE DI SESTRIERE, COMUNE DI SETTIMANA DELL'ENERGIA SOSTENIBILE 2009 EUSEW WEEK SEVA GUALTIERO SI' VIAGGIARE SIENA, COMUNE DI SIENA, PROVINCIA DI SILVESTRI ANTONIO SLOW FOOD COLLI SENESI, CONDOTTA SLOW FOOD FONDAZIONE PER LA BIODIVERSITA' SLOW FOOD MONTEREGIO, CONDOTTA SLOW FOOD SAN GIMIGNANO, CONDOTTA 69 47 78-79 88 25 20 21

86 12-80-83100-102 89 13-80 47 26 37-46-4750 37-44-4647-50-56 45 42 77 37 46-47 44-57-66

SALA CONSILINA, COMUNE DI 87 17-19-85-86 59 47

SAN GIMIGNANO, COMUNE DI 61-62 34 87 44 35-47 54-57 90-91 25 59 65 82 86-100 45-47 37-69 87 34 82 85-86

POMINO, LOCALITA' COMUNE 44 DI RUFINA PONSACCO, COMUNE DI PONTEDERA, COMUNE DI 13-38 13-31-3436-37-3845-47 47 92-93 37 82 82 34 47 19 18 19 77 12-33-73100 26 27-28-41 24-27 13-80 44-58-61 26 85-86 20 27 20-21

UNIONE INDUSTRIALE PISANA UNITED NATIONS ENVIRONMENT PROGRAMME (UNEP) UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PISA UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI SIENA VAL CHISONE VAL DI SUSA VAL GERMANASCA VALBY, CITTA' DI VALLE D'AOSTA, REGIONE VALLE DEL DIAVOLO VATICANO, CITTA' DEL VECKSELBERG VIKTOR VENDOLA NICHI VENETO, REGIONE VESPA VETERE GIUSEPPE VILLAFRANCA, COMUNE DI VILLANI ANGELO VILLARINI MAURO VILLASTELLONE, COMUNE DI VITALE EMILIO WORLD COMMISSION ON ENVIRONMENT AND DEVELOPMENT (WCED) WORLD ENERGY COMMISSION (WEC)

POPPI, COMUNE DI POTENZA, COMUNE DI POZZANA GIUSEPPE PRAGELATO, COMUNE DI PRALI, COMUNE DI PRATO, COMUNE DI PRATO, PROVINCIA DI PREMIO AWARD ENERGY PREMIO CONDOMINI SOLARI PREMIO ENERGIA 2008 PREMIO TOSCANA ECO EFFICIENTE PUGLIA, REGIONE QUOTIDIANO ENERGIA R.A.I. RADIOTELEVISIONE ITALIANA R.A.I. SEDE DI BRUXELLES RACCONIGI, COMUNE DI RADICONDOLI, COMUNE DI RADIO HABITAT RAVELLO, COMUNE DI RAVENNA, COMUNE DI REGIONEUROPA RES PUBLICA PROJECT

41 28 34 44-45-4750-56 27 59 59 59 59

87

100 PERISCOPIO
Piemonte e Puglia si accordano sulle energie rinnovabili
I presidenti delle due regioni, Mercedes Bresso e Nichi Vendola, hanno siglato un protocollo d’intesa, della durata di cinque anni, basato sulla piena condivisione degli obiettivi fissati dall’Unione Europea che prevedono il 20% di produzione di energia da fonti rinnovabili, una riduzione del 20% di emissione di gas serra, un aumento del 20% di risparmio energetico e un aumento del 10% di biocarburanti ricavati non da fonti alimentari, ma da cellulosa e residui legnosi. L’accordo prevede lo sviluppo di progetti interregionali, attraverso investenti in ricerca, attività produttive e formazione, incentivando lo scambio di buone pratiche tra regioni. Il Piemonte e la Puglia sono tra le regioni europee che hanno i più consistenti programmi di investimento in materia di energie rinnovabili e sono i maggiori produttori in Italia rispettivamente di energia idroelettrica (3800 megawatt) ed eolica (a fine anno si raggiungeranno i 1000 megawatt). Grazie a questo accordo sarà possibile condividere risorse nella ricerca di punta e avviare un programma comune di controllo sugli obiettivi, nell’ottica di definire un piano multiregionale di investimenti che sarà presentato al Governo.

supermercati Metro Cash & Carry. e ridurre così il consumo di energia. Un primo passo in tale direzione consisterà nell’ammodernamento tecnologico di trenta magazzini entro la fine del 2008. L’impianto - in gran parte di tecnologia italiana - è stato progettato dalla AP Engineering, i pannelli solari sono stati forniti da Riello, lo scambiatore di calore della potenza di 700 kw è della Carrier mentre EVAPCO ha fornito le torri di raffreddamento. Gli impianti e la messa in opera sono stati realizzati dalle ditte Fintecno, Vercos, Tekind e CDZ-T.

Borghi sostenibili
Il progetto Borghi Sostenibili del Piemonte nasce per volontà della Regione Piemonte dall’incontro tra una rete di 10 comuni, appartenenti alle associazioni “Borghi autentici d’Italia” e “I Borghi più belli d’Italia”, con l’Environment Park, il parco scientifico tecnologico per l’ambiente di Torino. L’esigenza di alcune comunità locali di rin-

La Metro Cash&Carry sceglie il solare
Il Ministro per lo Sviluppo Economico on. Claudio Scajola ha inaugurato il primo sistema di climatizzazione con pannelli solari installato in un magazzino della Metro Cash & Carry. L’energia solare viene utilizzata per ridurre la temperatura all’interno del magazzino in estate e per riscaldarne gli ambienti in inverno. Collocato su una superficie totale di 10.000 mq - pressappoco l’estensione di un campo da calcio - il più grande sistema di pannelli solari in Italia sostituisce sia l’energia elettrica sia il gas naturale. In questo modo si riduce il consumo dei combustibili fossili, risparmiando 200 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno. Quantitativo che corrisponderebbe all’anidride carbonica emessa da un’automobile che abbia percorso 1,3 milioni di km, in altre parole più di trenta volte la circonferenza della Terra. L’azienda che ha già messo in atto numerose innovazioni per ridurre il consumo di energia e le emissioni di CO2, è impegnata nel progetto “Energy Saving Today”. Lo scopo è l’ottimizzazione delle performance tecnologiche dei

In alto: vista panoramica del Comune di Neive (Cn). In basso: impianto fotovoltaico sul tetto di un magazzino della Metro Cash & Carry.

novare la tipologia di offerta turistica in una chiave di sostenibilità ambientale ha trovato nell’Environment Park quel tessuto di conoscenze e tecnologie indispensabile per portare a termine un’operazione di rilancio del territorio nel suo complesso già avviata da tempo. Da qui è nata anche l’idea di supportare l’iniziativa con un idoneo portale dedicato proprio ai Borghi sostenibili. All’interno di questo portale, quindi, si potranno trovare, oltre al ricco corredo di informazioni e link alle attrazioni turistiche, tutte le informazioni sulle buone pratiche ambientali che vengono attuate sul territorio. Dagli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili ai progetti di riqualificazione ambientale e del paesaggio, dalle strutture in bioedilizia al decalogo del turista sostenibile. I comuni a cui sono indirizzate le attività sono distribuiti su sei province piemontesi. Nel Cuneese ci sono Neive (CN), Cortemilia, Bergolo, Levice, Saluzzo. In provincia di Asti, Mombaldone, Orta San Giulio nel Novarese, Ricetto di Candelo in provincia di Biella, Vogogna nel Verbano-CusioOssola e Volpedo nell’Alessandrino. www.borghisostenibili.it

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

[

101

102

In Vaticano debutta il solare
É quasi pronto il primo impianto a energia solare del Vaticano. “L’obiettivo è di concludere e di far entrare in funzione il tutto entro e non oltre la fine dell’anno”, spiega all’‘Osservatore Romano’ l’ingegner Mauro Villarini, responsabile dei progetti sulle fonti di energia rinnovabile nello Stato della Città del Vaticano. L’installazione è realizzata sulla copertura dell’Aula Paolo VI (Aula Nervi) che, per la sua moderna struttura, si presta bene allo scopo. “Si tratta dell’installazione di un impianto fotovoltaico - spiega Villarini - in un certo senso, l’architetto Nervi fece quasi una progettazione premonitrice, utilizzando tegole frangisole costituite da una metà rivolta perfettamente a sud e da una metà a nord. In pratica, noi non andiamo a fare altro che sostituire le tegole rivolte a sud con dei pannelli fotovoltaici. I pannelli a nord saranno sostituiti con materiale altamente tecnologico, la cui peculiarità è di riflettere una parte della radiazione solare, aumentando così la produttività dell’impianto”. Complessivamente la potenza media dei quasi 2.400 moduli fotovoltaici sarà di circa 220 kilowattora. Essa servirà l’Aula Paolo VI, pur non coprendone l’intero fabbisogno. Ci saranno momenti, però, nei quali l’Aula non assorbirà tutta l’energia prodotta e allora si potrà immettere l’energia eccedente nella rete dello Stato della Città del Vaticano. “Per farci un’idea dell’entità della produzione, con quello che produrremo dall’impianto, andremo a soddisfare i

Construction Day a Veronafiere
Edilizia, certificazione, sostenibilità è il tema affrontato a Veronafiere, nei giorni scorsi, nel corso del Construction Day, appuntamento dedicato al mondo delle costruzioni, della progettazione e delle committenze pubbliche e private. Protagonista della manifestazione il GBC Italia, l’associazione non-profit per l’edilizia sostenibile promossa dalla società consortile Distretto Tecnologico Trentino, che oggi conta più di 100 soci. Nel corso della rassegna è stato presentato il rapporto “Il mercato delle costruzioni 2008-2013”. La certificazione degli edifici è diventata fattore sempre più rilevante per la competitività nel mercato immobiliare e il GBC Italia, recentemente entrato a far parte del comitato mondiale per l’edilizia sostenibile World GBC, promuove, in ambito nazionale, la certificazione di qualità degli edifici come elemento strategico del mercato del futuro.

consumi annui equivalenti a quelli di un centinaio di famiglie”, spiega Villarini. In Vaticano ci sono anche altri progetti in corso. Tra gli altri, la copertura della mensa di servizio in Vaticano. Un impianto solare, questa volta non più per la produzione di energia elettrica, ma per la produzione di calore, sotto forma di acqua calda. L’impianto potrà entrare in funzione entro l’anno. “La nostra sfida - conclude l’ingegner Villarini è che lo Stato della Città del Vaticano raggiunga gli obiettivi europei prima dell’Europa. Il traguardo ben noto, infatti, è che al 2020 gli Stati europei abbiano almeno il 20% di contributo energetico da fonti rinnovabili. Con questi primi impianti realizzati in Vaticano, ci attesteremo a qualche punto percentuale”.

Da annotare in Agenda
gli espositori hanno l’opportunità di mostrare e condividere le loro soluzioni innovative per il futuro dell’agricoltura, dov’è possibile incontrare e verificare le applicazioni di tali innovazioni, tecnologie organizzative, gestionali, attraverso la presenza in fiera di aziende agricole che le hanno già adottate con successo. A chi espone a Campus viene offerta la possibilità di presentare in modo interattivo ed efficace le proprie proposte per l’agricoltura del futuro. Campus è dedicato a tutti gli operatori della filiera, per far crescere conoscenze e relazioni per le loro attività. In particolare

A Marzo, Lingotto Fiere ospita Campus, la prima rassegna sull’agricoltura del futuro
saranno affrontate le tematiche dell’agricoltura sostenibile, dei consumi energetici e dello spreco delle risorse idriche. La manifestazione fieristica intende presentare soluzioni che siano di utilità e di interesse per l’agricoltura, proponendo progetti realizzati, risultati conseguiti, investimenti e sviluppi futuri, presentando piccoli impianti per la valorizzazione energetica di bio-masse residuali da lavorazioni agricole, applicazione di bio e nano tecnologie e così via. Tutto questo rappresenta una novità di forte impatto nel panorama fieristico nazionale, capace di catturare l’interesse di visitatori ed espositori.

26/29 marzo 2009
ENE RGEO MAGAZI NE

Una fiera nuova di zecca si appresta ad aprire i battenti nel marzo 2009. É Campus, la nuova rassegna dedicata all’agricoltura sostenibile in programma a Lingotto Fiere di Torino dal 26 al 29 marzo 2009. La manifestazione, nata da una collaborazione tra l’Assessorato all’Agricoltura della regione Piemonte e Promotor International (Lingotto Fiere), vuole rappresentare un evento dove

- novembre 2008

103

104 FILO DIRETTO
I contributi per gli insediamenti di nuovi impianti rappresentano un’ interessante voce di entrata per gli asfittici bilanci comunali. Ma come vengono spesi?
obiettivi dell’impresa che si vuole insediare, in sintonia con le attese della popolazione. Non bastano solo le royalties per innescare lo sviluppo e alleviare i disagi sul territorio, ma come già insegnò, negli anni cinquanta, Enrico Mattei, occorre ragionare in termini di dialogo con le amministrazioni locali. Oggi, come riporta un recente studio di Nomisma energia, il sistema dei certificati verdi, ovvero il sistema statale che incentiva la produzione di energia pulita, rende l’investimento positivo sia per le aziende, sia per le amministrazioni comunali. I produttori da fonte rinnovabile vendono, infatti, l’energia a un prezzo medio mensile che si aggira sui 6 centesimi di euro a kilowattora, ed in più incassano 12,5 centesimi per kilowattora dai certificati verdi. Insomma, per ogni 100 euro incassati, 66 provengono dai contributi pubblici. I certificati verdi sono indispensabili, perché altrimenti il costo di generazione dell’energia rinnovabile sarebbe più alto di quello dell’energia ottenuta da fonti tradizionali. Ma gli incentivi vengono erogati solo per i primi 8 anni (ora saliranno a 12, ndr) e quindi il loro effetto va spalmato sull’intero arco di vita dell’impianto. In questo quadro si inserisce la questione delle royalties, ovvero la percentuale che le aziende produttrici corrispondono ai Comuni a titolo di “risarcimento ambientale” per la presenza degli impianti energetici. Quella delle royalties è una prassi ormai consolidata, un modo per migliorare l’accoglienza dell’investimento: 100mila euro l’anno per un piccolo centro possono essere una grande risorsa. Oggi le royalties nette si aggirano sull’1,3-1,4% del fatturato, con una tendenza in salita fino al 2% che porterà, nei prossimi 4 anni, a una media dell’1,7-1,8%. Ad Energeo Magazine interessa conoscere come vengono spesi questi soldi, arrivati, a volte, come manna dal cielo, per poter raccontare come vengono utilizzati per lo sviluppo locale e la solidarietà. In particolare ci piacerebbe sapere dove arriva la fantasia dei sindaci virtuosi che cercano di non far gravare sulle fasce più deboli certi costi, fornendo assistenza, servizi nuovi e inconsueti, evitando inutili sprechi in feste di piazza e per l’organizzazione di discutibili notti bianche. Invitiamo i sindaci a scriverci (redazione@energeomagazine.com) per farci conoscere le storie più belle e inconsuete che saranno segnalate e premiate, in un momento ufficiale di confronto e di dialogo, organizzato nella Casa dell’Energia di Milano, con il patrocinio della Fondazione AEM.

Royalties e certificati verdi al servizio delle esigenze locali

I

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008

[

n tempi di vacche magre la fantasia aiuta i Comuni “virtuosi”. Il tema può offrire un nuovo affresco dell’Italia che progetta e produce energia pulita, attraverso un viaggio tra i Comuni che hanno favorito la costruzione di nuovi impianti utilizzando fonti alternative. Queste risorse rappresentano il futuro per lo sviluppo di nuove tecnologie compatibili con l’ambiente ma, per tanti sindaci, possono anche significare una significativa voce di entrata per gli asfittici bilanci comunali. Le risorse derivanti dalle royalties e dai certificati verdi rappresentano, in effetti, un grande vantaggio per le Amministrazioni comunali che possono coniugare in modo inedito e concreto i benefici ambientali, l’efficienza e il risparmio energetico, con la capacità di recuperare ulteriori fondi, da destinare, ogni anno, alle magre casse comunali. Risorse da utilizzare per svariati usi e ad esclusivo vantaggio del territorio e della popolazione. Come ha potuto dimostrare il sindaco di Sant’Antagata di Puglia (la storia la raccontiamo a pag. 90), che ha destinato la quota ricavata dalle royalties ottenute per l’insediamento di un impianto eolico per favorire l’incremento delle nascite nel suo paese e aiutare le famiglie in difficoltà con i mutui della casa, trasformando il paese in una vera e propria comunità della solidarietà sostenibile. É questa un’occasione per discutere degli strumenti che sostengono le esigenze locali e i servizi. Ma che rappresentano un’opportunità per creare coesione, caratterizzando il ruolo degli enti locali nella produzione di benessere economico e sociale. In particolare queste esigenze sono più rilevanti nei Comuni con meno di 5.000 abitanti. Le aziende che propongono nuovi impianti energetici (comunque nel rispetto dell’ambiente) ai sindaci, devono tener conto del cosiddetto progetto “local content”, ovvero lo sviluppo di competenze e conoscenze locali, che permettano di trasferire le conoscenze e gli

Il municipio di Monterotondo Marittimo rappresenta il luogosimbolo di FILO DIRETTO con i Comuni, lo spazio che Energeo Magazine, la Casa dell’Energia e la Fondazione AEM di Milano dedicano alla Solidarietà sostenibile e a tutte le valide iniziative avviate sul territorio dagli Enti Locali. Il piccolo Comune dell’area geotermica (Cover Story), che ha dedicato un viale agli Obiettivi di Kyoto 20 20 20, è stato individuato come crocevia delle iniziative per la promozione delle energie rinnovabili in Italia

105

106

ENE RGEO MAGAZI NE

- novembre 2008