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Lasciate unimpronta nel mondo.

Come ci si prepara per unavventura? Facile! Zaino in spalla con il minimo indispensabile e tanta voglia di
divertirsi. Ecco com iniziata la nostra Avventura!
200 giovani, nella serata di domenica 24 luglio, sono partiti alla volta di Cracovia per partecipare alla 31
Giornata Mondiale della Giovent. E dopo ben 18 ore di viaggio ci hanno raggiunto. Esatto! Ci hanno
raggiunto perch io e altri 7 amici abbiamo avuto la fortuna di partire per la Polonia una settimana prima
cos da poter preparare il campo dove il gruppo avrebbe alloggiato. Una settimana di fatica, lavoro e
amicizia. Gli uomini avrebbero dormito sotto delle tettoie e nelle tende mentre le ragazze in alcuni saloni
del Centro Culturale Carmelitano. Il nostro campo era situato presso il convento dei carmelitani scalzi di
Cracovia: davvero una grande fortuna! Abbiamo lavorato tutti i giorni per poter arricchire il campo con i
bagni e le docce (che come da tradizione dovevano essere fredde, se no che GMG sarebbe?), sistemando
una pavimentazione per le tettoie e montando le tende. Mossi dallentusiasmo siamo riusciti a preparare il
tutto con un giorno di anticipo e cos abbiamo potuto godere della citt prima dellavvio della GMG.
Cracovia si stava riempiendo di pellegrini e iniziavano a vedersi sempre pi bandiere di gruppi provenienti
da tutti gli angoli del pianeta. Un clima di festa; tutto era pronto.
Luned 25 luglio stato un po il giorno di benvenuto, abbiamo atteso al campo larrivo dei ragazzi dalla
Romania, dalla Lettonia e dallItalia. Dopo aver testato le docce, stanchi dal lungo viaggio, ci siamo coricati
per prepararci alle giornate seguenti.
Cos 3,2,1 via! Marted mattina abbiamo visitato la citt. Un mare di giovani calpestava le piccole vie di
Cracovia. Il nostro gruppo, soprattutto i pi piccoli, era un po intimidito dalloceano di ragazzi che
percorrevano quelle stesse strade. Musica e balli dietro ogni angolo e limmancabile Italiano batti le mani,
diventato, ormai, il segno di riconoscimento di noi italiani alla GMG. La festa stava iniziando. Le persone si
fermavano a parlare, fare foto, scambiare gadget. E noi eravamo sul pezzo anche in questo! Il nostro kit
era composto da: matitine con i colori della bandiera italiana, rumena o lettone, braccialetti e adesivi. Nel
pomeriggio siamo andati al Santuario della Divina Misericordia passando per la Porta Santa. Un'esperienza
molto bella soprattutto perch ci stato concesso di poter celebrare la S. Messa allinterno del santuario.
Con questo gesto iniziata definitivamente la nostra Giornata mondiale della giovent. Cos siamo rientrati
alla base il meritato riposo.
Mercoled mattina alle ore 6.15 la sveglia suonata. Il programma prevedeva il viaggio presso il convento di
Czerna, situato a circa unora di treno dal nostro campo, per vivere la Giornata Carmelitana. Arrivati al
convento abbiamo avuto loccasione di conoscere altri gruppi di giovani carmelitani venuti da tutte le parti
del mondo. Per prima cosa il Padre Generale dellordine ha tenuto un breve meditazione e poi stata
celebrata la Santa Messa. Nel pomeriggio toccato a noi del MEC metterci in gioco poich ci hanno chiesto
di intrattenere i gruppi presenti per circa due ore. Abbiamo proposto un grande gioco diviso in pi
postazioni con diverse sfide da superare. Il gioco ha avuto un grande successo sia per la bravura dello staff
che per la voglia di divertirsi dei giocatori, che si sono veramente entusiasmati per le prove. Una volta
consegnati i premi che, per dover di cronaca sono andati ad una squadra polacca e a due squadre
sudamericane, iniziato il concerto che ci ha fatto ballare e cantare per circa 2 ore prima di rientrare al
campo e coricarci.
Gioved, per prepararci al primo incontro con il Santo Padre, che sarebbe stato la sera presso il grande
parco di Blonia, abbiamo avuto loccasione di partecipare ad una catechesi tenuta da un vescovo italiano
che ha avuto come tema Lasciarsi toccare dalla Misericordia: stato unoccasione importante per
approfondire il senso di quelle giornate. Nel pomeriggio finalmente Papa Francesco. Lo sguardo si perdeva
davanti ad una vallata piena di ragazzi, colori e bandiere. Balli e canti ci hanno accompagnato ma,
soprattutto, le parole del Papa ci hanno smosso il cuore. Le domande che ci ha posto e a cui abbiamo

risposto insieme, in migliaia, sono state un esempio della bellezza della nostra fede. Con questa gioia nel
cuore e sui volti siamo rientrati al campo per la notte.
Il giorno seguente, venerd, abbiamo girato per la citt fermandoci nella piazza principale per far ballare e
cantare gli altri pellegrini provenienti da tutto il mondo. La facilit con cui sia loro che noi abbiamo
partecipato alle proposte stato un esempio di come sia importante costruire ponti e non muri. Il
pomeriggio invece ci siamo portati ancora a Blonia dove abbiamo partecipato alla via crucis in compagnia
del Papa.
E cos arriviamo week-end di questo grandissimo evento. Sabato mattina sveglia alle 7 e alle 9 partenza in
pellegrinaggio verso il Campus Misericordiae. Quattro ore di camminata con canti e balli, incontri con altri
gruppi con cui scambiavano parole canzoni e sorrisi. Nonostante qualche piccolo inconveniente (qualche
svenimento dovuto ad un clima pressoch desertico con temperature al limite dellumano) abbiamo
proseguito forti della settimana appena trascorsa e della compagnia di altre migliaia di persone dirette
nello stesso luogo. Non abbiamo esitato nellaiutare chi era in difficolt, ne esempio una nostra amica
lettone che, a causa di forti dolori ai piedi, non poteva camminare e che quindi stata portata prima a
spalle e poi in carrozzella e, arrivati al campo sterrato, addirittura caricata con la carrozzella sulle spalle casi
come fosse la nostra bandiera. La bellezza dellamicizia, fattasi Misericordia, si vista anche qui! Arrivati al
luogo ci siamo sistemati e abbiamo atteso larrivo del Papa. Pian piano abbiamo assistito al riempirsi del
campo da parte degli altri pellegrini con migliaia di bandiere, divise, colori e lingue. Un mondo in miniatura,
bastava fare due passi per passare da un gruppo europeo ad uno australiano, americano, cinese. La
giovent cristiana era presente e soprattutto era viva. Viva sotto il sole cocente, la fredda nottata, la
tempesta del ritorno. Viva da guardarsi negli occhi e sorridere, da appoggiarsi alla spalla del vicino con cui
magari non avevi mai scambiato una parola, da cercare di farsi capire in lingue sconosciute per un sorso
dacqua, un fazzoletto o solo per la voglia di conoscere. Non ragazzi-divano, come avrebbe detto il Papa di l
a poco, ma persone capaci di lasciare unimpronta nel mondo; non sottomessi al volere dei pi forti ma
capaci di costruire ponti senza essere soffocati dai muri creati da quelli che cercano di non farci pensare. La
giovent cristiana esiste, forte. Magari non tutti saldi nella fede, ognuno con la propria croce e con i
propri dubbi. Ma sono momenti come questi che fanno dire con gioia: S! Io sono cristiano. E cos al
termine della messa e dopo un altro pellegrinaggio di 15 chilometri, questa volta sotto lacqua, ci siamo
rimessi in viaggio perch, come ci ha detto Francesco, la vera GMG inizia ora e dobbiamo portarla nelle
nostre case per far vedere la bellezza del messaggio di Cristo.
E guai a chi dice che noi giovani non crediamo pi!
Pietro Magnolini