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LICEO SCIENTIFICO ALDO MORO

MARGHERITA DI SAVOIA
Esami di stato 2013

LA VELOCIT
Analisi multidisciplinare sul ruolo della velocit in
relazione ad argomenti di carattere scientifico ed
umanistico.
A cura di
Riglietti Alessandro
Classe V, sezione C

INDICE
Introduzione

Velocit: la derivata del tempo rispetto allo spazio

Il selettore di velocit

La velocit delle onde sismiche e linterno della terra

La velocit nella strategia militare: la guerra lampo

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Il Futurismo: lideologia della velocit

15

De Brevitatae Vitae: relativismo temporale e velocit della mente

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secondo Seneca
Technology and Sensation in Dickens Railway Sketches

21

Charles Dickens: life and works


Turner: Turbulent Landscapes

23

Velocit (atletica leggera)

24

Noi affermiamo che la magnificenza del mondo


si arricchita di una bellezza nuova:
la bellezza della velocit.
F.T.Marinetti

In copertina Dinamismo di unautomobile Luigi Russolo (1914)


2

Introduzione
Treni ad alta velocit, automobili che viaggiano a 300 Km/h, reti internet ADSL, frenesia,
sono solo alcuni esempi di quanto la nostra vita sia oggi connessa alla rapidit. Lo stile di
vita odierno sempre di pi indirizzato verso la velocit. Come sostiene Kundera nel suo
romanzo La lentezza, la velocit la forma di estasi che la rivoluzione tecnologica ha
regalato alluomo, ed vero che moltissime tra le invenzioni delluomo hanno come
scopo principale rendere pi veloce questa o quellazione coerentemente con il detto il
tempo denaro. Ad esempio oggi possibile, grazie a treni, automobili, aerei, navi,
percorrere tratte lunghissime in un tempo relativamente breve; e questo comporta un
notevole vantaggio ed un notevole risparmio di tempo, soprattutto per chi lavora.
Nella relazione "La comunicazione: l'elogio della lentezza" del Prof. Domenico De Masi,
Preside della Facolt di Scienze della Comunicazione, Universit degli Studi di Roma,
l'incipit significativo per capire la nascita di un mito prettamente "moderno": "Luomo
tra i pi lenti esseri viventi che esistano in natura. Se si fa la proporzione con la grandezza
del corpo, anche la formica molto pi veloce. Ha ovviato a questa debolezza, come ad
altre, con tutta una serie di espedienti; trasformando talvolta i propri punti deboli in grandi
opportunit." La mania del "valore della velocit", per taluni in contrapposizione con la
"saggezza della lentezza", nella storia dell'uomo, si forma in epoca recente.
Dalle origini fino al Medioevo, le diverse civilt che ci hanno originato non hanno mai
perseguito "velocemente" alcuna azione di crescita e di sviluppo. Anzi. Aristotele esortava,
nei suoi scritti, a dedicare ogni azione al miglioramento e al progresso dello spirito,
ritenendo che la "tecnologia" fosse gi abbondantemente sufficiente al mantenimento
della qualit della vita quotidiana.
Il XII Secolo segna la svolta degli obiettivi dell'umana generazione. Le invenzioni ed il
progresso tecnologico iniziano ad accavallarsi in un crescendo oggi vorticoso. Alla fine del
500 Bacone scriver un libro, il "Novum Organum", che comincia proprio con la frase
opposta a quella di Aristotele: "...tutto ci che si poteva scoprire per il progresso dello
spirito stato scoperto, dedichiamoci dunque dora in poi a migliorare la vita pratica
delluomo!!"
Prende avvio l'epopea della societ industriale, si tende a ridurre il tempo di produzione di
ogni bene per raggiungere la pi alta efficienza. Il Mito della velocit prende forma alla fine
del 1800 e viene definitivamente acquisito agli inizi del 1900. Ogni singola azione viene
percepita come relativa al tempo per il suo svolgimento. Cos nell'ambito lavorativo e,
conseguentemente, in tutte le manifestazioni individuali e collettive, fino a quelle private.
Ma, evidentemente, la ricerca assoluta della velocit diviene un male affascinante, tanto
che nascono ricerche continue di nuovi records, nuovi traguardi da raggiungere in ogni
"movimento" messo in atto dall'uomo con i suoi mezzi, i muscoli, e con le forme
meccaniche che crea e adatta alle sue nuove esigenze.
Che sia un velocipede o un mezzo a vapore, poco importa. La soglia, la barriera da
abbattere si colloca, giorno dopo giorno, sempre pi in l.
3

Anche a rischio della propria vita. Numerosi i pionieri che hanno cessato di essere tali per
trasformarsi in "vittime" del progresso. Fino anche ai giorni nostri.
Parte del fascino risiede anche in questa sfida estrema che vede i pi gracili esseri di
questo Pianeta combattere contro gli stessi dettami della Natura.
Abbiamo della velocit una duplice percezione: da un lato ci appare come un fenomeno
meccanico connesso alla tecnologia che progredisce sempre pi, dall'altro ci rendiamo
conto che ne siamo profondamente influenzati e ci sembra quasi sia parte di noi. E' da
questultima sensazione che ho preso spunto per la mia analisi, volta ad evidenziare
quanto la velocit sia importante sia nelle discipline scientifiche che in quelle umanistiche.
Inizier la mia analisi introducendo il concetto matematico di velocit secondo cui essa la
derivata della posizione rispetto al tempo; in seguito, illustrer il funzionamento di un
dispositivo chiamato selettore di velocit che si basa su alcuni concetti riguardanti
campo elettrico e campo magnetico; evidenzier quindi il ruolo della velocit, in questo
caso delle onde sismiche, che si rivela essere fondamentale per la determinazione della
struttura interna della Terra.
Velocit uguale spazio fratto tempo. Una definizione semplice che per mette in luce una
relazione fondamentale: il concetto di velocit non separabile da quelli di tempo e
spazio. Un movimento rapido connesso ad un tempo alterato, in letteratura cos come
in fisica. A tal proposito, ho analizzato il De Brevitate Vitae, celebre opera di Seneca. Il
concetto espresso dal filosofo romano nel dialogo chiaro: il tempo non ci manca, il
segreto saperlo gestire bene, partendo dalla consapevolezza di ci che veramente
importante, senza eccedere n con la velocit, n con la lentezza, le quali, se vero che in
gran parte non dipendono da noi, possono comunque essere condizionate dalla nostra
volont.
Ho inoltre rintracciato nell'avanguardia futurista il culmine dell'esaltazione della velocit.
Parole in libert, compenetrazione d'ambiente e oggetto, spazio-tempo alterato,
espressioni della medesima ideologia: lideologia della velocit. In seguito esporr in lingua
inglese la sensazione di velocit che luomo ottocentesco ha provato in relazione ad un
viaggio in treno sotto due punti di vista: il primo letterario, analizzando un breve racconto
di Charles Dickens, intitolato A Flight, il secondo artistico, osservando il quadro Rain,
Steam and Speed del pittore inglese Turner.
Ma la velocit un tema ricco di sfumature e se ne pu rintracciare l'influenza anche in un
ambito cos apparentemente distante come la storia; la strategia della guerra lampo,
attuata dal regime di Hitler nei primi anni della seconda guerra mondiale, basata proprio
sull'idea di condurre una rapida espansione dominatrice. Infine ho voluto citare anche la
disciplina sportiva delle gare di velocit.

Velocit: la derivata del tempo rispetto allo spazio


La velocit definita come la derivata della posizione rispetto al tempo.
Si consideri il moto di un corpo che si muove secondo una legge della forma:
s = f (t)
che esprime lo spazio (s) in funzione del tempo (t).

La velocit istantanea di tale corpo definita come:

( ())
0

= lim
ovvero:

( + ) ()
= lim
0

Si consideri ora una funzione y = f (x), definita su un intervallo chiuso e limitato [a;b]. Nel
momento in cui si d alla variabile indipendente x un incremento arbitrario h (tale che (x +
h) [a;b]) la funzione passer dal valore f (x) al valore f (x + h).
Si definisce rapporto incrementale il rapporto tra lincremento della funzione e
lincremento della variabile indipendente.

( + ) ()

Osservando il grafico si pu dare uninterpretazione geometrica del rapporto


incrementale: esso rappresenta il coefficiente angolare della retta secante la curva nei
punti (A; f (A)) e (A + h; f (A + h)).
Si definisce derivata di f (x) rispetto ad x il limite del rapporto incrementale quando
lincremento della variabile indipendente tende a zero.

( + ) ()
() = lim
0

Geometricamente la derivata di f (x) rispetto ad x rappresenta il coefficiente angolare della


retta tangente ad f (x) nel suo punto di ascissa x.
Si confronti ora lespressione della velocit istantanea di un corpo che si muove secondo
una legge del tipo s = f (t):

( + ) ()
0

= lim

con lespressione della derivata di una generica funzione f (x) rispetto alla sua variabile
indipendente x:

( + ) ()
() = lim
0

Risulta evidente che la velocit istantanea indicata nella prima espressione non altro che
la derivata della funzione spazio s(t) rispetto al tempo t.

= ()

Il selettore di velocit
Il selettore di velocit un dispositivo che, dato un fascio di particelle elettricamente cariche
(elettroni, ioni, etc), in grado di selezionarne solo alcune. Allinterno di questo dispositivo
le particelle cariche si muovono in una regione nella quale sono presenti sia un campo
elettrico sia un campo magnetico.
Se il modulo della velocit di una particella ha un valore particolare, la forza risultante su di
essa sar zero.
Consideriamo una particella carica positivamente che si muove nel verso positivo dellasse
x in presenza di un campo elettrico diretto nel verso positivo dellasse y. Affinch la forza
risultante sia nulla, il campo magnetico deve essere diretto nel verso positivo dellasse z.

Determiniamo per quale valore della velocit la forza risultante si annulla. Dopo aver
osservato che
= ,
= (forza di Lorentz) e che le due forze hanno versi
opposti, possiamo imporre la seguente uguaglianza tra le intensit delle forze:

=
Semplificando q e ricavando v otteniamo:

( )

Una particella che attraversa il selettore di velocit con questa velocit soggetta ad una
forza risultante uguale a zero e quindi non subisce alcuna deflessione, indipendentemente
dalla sua carica. Per tutti gli altri valori della velocit, ci sar una forza che prevale sullaltra
e quindi ne risulteranno sempre traiettorie deviate.
Esistono due importanti applicazioni di questo principio: la prima uno strumento,
costruito per la prima volta da Thompson, atto a determinare il rapporto e/m tra la carica e
la massa di un elettrone; la seconda consiste nei cosiddetti spettrografi di massa, i quali
servono ad individuare, tramite appunto la loro massa, tutti i costituenti di una
determinata sostanza.

La velocit delle onde sismiche e linterno della Terra


La velocit ha una straordinaria importanza nellambito dello studio dellinterno della Terra
per mezzo delle onde sismiche.
Lanalisi di velocit e direzione delle onde sismiche, man mano che esse si propagano
allinterno del pianeta, permette infatti di ricavare importanti informazioni sulla
composizione interna della Terra; dati altres non deducibili in quanto non possibile
effettuare studi diretti su campioni di rocce a profondit superiori a circa 12 Km (il
massimo raggiungibile con le trivellazioni).
Lenergia liberata da un sisma si trasmette ai materiali circostanti sia sotto forma di calore
sia sotto forma di onde elastiche che si propagano dallipocentro in tutte le direzioni dello
spazio; tali onde cambiano direzione e velocit nel passare attraverso mezzi di
propagazione diversi.
Nellipocentro di un terremoto si generano diversi tipi di onde, in particolare in questa
sede verranno considerate: le onde P (onde primarie) e le onde S (onde secondarie).
Le onde P sono onde longitudinali (deformano i materiali nello stesso senso della loro
propagazione) che si propagano nei solidi, nei liquidi e nei gas; la loro velocit varia in
relazione allo stato fisico e alla natura litologica dei materiali attraversati. Esse modificano
bruscamente la loro direzione quando, allinterno della Terra, passano da uno strato di
rocce a un altro, formato da materiali con caratteristiche fisiche e chimiche differenti.
Le onde S sono onde trasversali (deformano i materiali nel senso trasversale rispetto alla
loro direzione di propagazione) che non si propagano nei materiali fluidi, poich questi
modificano la loro forma senza rispondere elasticamente. Anche la velocit delle onde S
cambia a seconda delle caratteristiche fisiche e della composizione dei blocchi rocciosi
attraversati, pur restando sempre inferiore (a parit di condizioni chimico fisiche) alla
velocit delle onde P; esse inoltre, come le onde P, subiscono brusche deviazioni di
direzione passando attraversi mezzi di propagazione con composizione fisico-chimica
differente.

Onde e superfici di discontinuit


Analizzando i sismogrammi sono state scoperte diverse superfici di discontinuit,
allinterno della Terra, lungo le quali le onde subiscono brusche variazioni di velocit e
direzione.

Grafico della velocit di propagazione delle onde P ed S fino a 6000 Km di profondit. I punti in cui
si hanno bruschi cambiamenti di velocit corrispondono alle superfici di discontinuit.

Discontinuit di Mohorovicic (o Moho)


Separa la crosta dal sottostante mantello.
Lungo questa superficie le onde P e le onde S accelerano bruscamente, ci significa che i
materiali che si trovavano al di sotto di tale discontinuit sono solidi, come quelli della
crosta, ma hanno rigidit e densit maggiori.
La Moho stata osservata ovunque; non una superficie sferica, ma ha piuttosto un
andamento sinuoso, presenta una serie di curvature che sembrano quasi limmagine
speculare dei rilievi superficiali (si trova pi in profondit in corrispondenza dei rilevi
elevati, ed molto vicina alla superficie nei fondali oceanici).

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Discontinuit di Gutenberg
Separa il mantello dal sottostante nucleo esterno.
In corrispondenza di questa discontinuit la velocit delle onde P diminuisce
sensibilmente, mentre le onde S vengono fermate completamente. Per spiegare tale
evidenza necessario ipotizzare che il nucleo nella sua parte pi esterna sia costituito da
materiali allo stato fuso.
E una superficie sferica e si trova ad una profondit regolare e costante di circa 2900 Km.

Discontinuit di Lehmann
Separa il nucleo esterno dal nucleo interno.
Questa discontinuit viene scoperta negli anni Sessanta del secolo scorso, osservando
sismogrammi prodotti da esplosioni nucleari, i quali dimostrano che le onde P che
attraversano il nucleo in parte vengono riflesse (come se allinterno del nucleo fosse
presente una superficie di separazione netta), in parte rifratte, subendo una brusca
accelerazione, dovuta al passaggio da un mezzo fuso (nucleo esterno) a un mezzo pi
elastico e denso, probabilmente solido (nucleo interno).
E una superficie sferica e si trova ad una profondit regolare di circa 5170 Km.

Schema approssimativo della direzione di propagazione delle onde S e P allinterno della Terra,
con particolare attenzione al nucleo esterno ed al nucleo interno.

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Veduta schematica
dell'interno della Terra.
1. crosta continentale
2. crosta oceanica
3. mantello superiore
4. mantello inferiore
5. nucleo esterno
6. nucleo interno
A: discontinuit di Mohorovii
B: discontinuit di Gutenberg
C: discontinuit di Lehmann

Difficolt nellanalisi dei sismogrammi


Lanalisi dei sismogrammi che, come evidenziato nei paragrafi precedenti, ha portato alla
scoperta delle superfici di discontinuit, assai complessa. Bisogna innanzitutto
considerare che i sismografi non riportano il percorso delle onde, ma riflettono solo la
situazione darrivo. Inoltre essi raccolgono non solo le onde che hanno seguito il percorso
pi breve, ma anche quelle deviate e riflesse.
E necessario quindi analizzare un gran numero di dati e cercare di distinguere le onde
dirette da quelle rifratte e riflesse. Particolarmente utili in questo ambito di studi sono stati
i dati ricavati dai sismogrammi delle esplosioni nucleari, per i quali sono noti ipocentro e
istante di partenza.
Il passo finale dellanalisi consiste nel tentativo di identificare la composizione dei materiali
che, nelle condizioni fisiche dellinterno terrestre, possono presentare i valori di densit ed
elasticit ipotizzati in ciascuno strato. Si opera quindi in laboratorio, cercando di ricreare
condizioni di temperatura e pressioni simili a quelle dellinterno della Terra e vi si
sottopongono minerali e rocce diversi per studiarne il comportamento. Ovviamente anche
questa operazione piuttosto complessa a causa delle elevatissime pressione e
temperatura presenti allinterno del pianeta.

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La velocit nella strategia militare: la guerra lampo


Cos la guerra lampo
La velocit, intesa come rapida espansione dominatrice, alla base della teoria della
guerra lampo utilizzata dal regime nazista per la conquista di quei territori che avrebbero
dovuto garantire alla Germania il suo spazio vitale.
Al contrario delle tattiche ottocentesche della prima guerra mondiale, le quali prevedono
che, conquistato un territorio, si fortifichino le posizioni con nuove trincee, la guerra lampo
prevede che si lancino enormi offensive di carri armati, supportati da aviazione e fanteria,
rigorosamente motorizzata e con mezzi corazzati, per penetrare quanto pi possibile in
profondit nel territorio nemico, senza badare a fortificare le posizioni. In seguito le
armate accerchieranno le truppe rimaste ai lati, e l'artiglieria e laviazione le annienteranno
del tutto, conquistando cos in breve tempo enormi territori. Inoltre i bombardamenti a
tappeto, distruggendo rapidamente le citt, seminano il panico tra la popolazione e creano
uno stato di profonda demoralizzazione.
Perno essenziale della Blitzkrieg l'unit (Einheit). Essa organizzata in cunei di
sfondamento corazzati, supportati da fanteria d'assalto. Le unit corazzate garantiscono
alle truppe attaccanti una forte superiorit di fuoco e di movimento laddove queste
intendono sfondare. Inoltre l'ampio utilizzo di unit meccanizzate permette una costante
fluidit allo schieramento, permettendo rapide conversioni, e rendendo pi agile
l'eventuale rettifica del piano di attacco.
La strategia diviene impiegabile agli inizi degli anni '30, grazie alla crescente affidabilit e
potenza del motore a scoppio e della radio da campo che permette il coordinamento degli
attacchi.
Per sostenere tale logica bellica occorrono le materie prime necessarie a corazzare milioni
di uomini e a produrre migliaia di carri armati, moto e aerei; la Germania del 1939 dispone
delle risorse, della mano dopera e degli uomini necessari a mettere in pratica la strategia
della guerra lampo, che porta ad Hitler le sue pi grandi vittorie.

Successi
La fase della guerra lampo ha successo dal 39 al 41.
Il 1 settembre 1939 lesercito tedesco invade la Polonia, ben presto conquistata.
Successivamente Hitler prosegue la sua espansione verso i paesi occidentali: nellaprile
1940 le truppe tedesche sbarcano in Danimarca e in Norvegia che, sebbene supportate
dagli alleati, sono costrette a capitolare. Tali territori, ricchi di giacimenti di ferro vengono
ampiamente sfruttati dal Fuhrer per sostenere la sua impresa imperialistica. Il 10 maggio
1940 i tedeschi violano la neutralit di Belgio, Olanda, e Lussemburgo ed avanzano verso la
Francia, che viene invasa con straordinaria rapidit.

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Il 14 giugno viene conquistata Parigi. Il 22 giugno il maresciallo Petain, vista limpossibilit


di scontrarsi con un esercito nettamente superiore, firma larmistizio che lascia gran parte
del territorio francese in mano ai tedeschi, e prevede linstallazione nel sud della Francia di
un governo autoritario di estrema destra, con sede nella cittadina di Vichi, guidato dallo
stesso Petain.
In meno di un anno Hitler si assicura il controllo di buona parte dellEuropa.
Con lentrata in guerra dellItalia, nel 10 giugno 1940, vengono inoltre aperti nuovi fronti
nei Balcani, in Grecia ed in Africa. Lesercito italiano si dimostra per incapace, soprattutto
per mancanza di mezzi, di condurre autonomamente campagne vittoriose ed Hitler si trova
costretto ad inviare contingenti in aiuto degli italiani. Le truppe congiunte italo-tedesche
conseguono numerosi successi.
Grazie alla strategia della guerra lampo alla fine del 1941, ovvero solo due anni dopo
linizio della guerra, quasi tutta lEuropa continentale nelle mani del nazifascismo.

Debolezze e declino
La tattica della guerra lampo non per priva di punti deboli. In primo luogo un forte
contrattacco contro i mezzi aerei pu compromettere seriamente le basi di tali teoria. Se
ne ha un esempio nella battaglia dInghilterra (agosto-settembre 1940) in cui gli inglesi,
grazie al radar, sconosciuto ai tedeschi, riescono ad infliggere allaviazione di Hitler pesanti
perdite. La guerra lampo infatti estremamente vulnerabile contro un nemico che fa largo
uso di armi anticarro e antiaeree.

Inoltre tale strategia pu essere vanificata da un nemico determinato a sacrificare


territorio in cambio del tempo per riorganizzarsi, come accade nell' Operazione
Barbarossa del 1941. Il 22 giugno 1941 Hitler infrange il patto di non aggressione e
invade lUnione Sovietica con un colossale dispiegamento di uomini e mezzi. I russi
scelgono di ritirarsi, lasciando dietro di s terra bruciata. In soli tre mesi lesercito
tedesco giunge alle porte di Leningrado e Mosca, ma stremato.
Intanto i russi hanno avuto il tempo di riorganizzarsi e dar vita ad una resistenza che
riesce a mantenere la linea difensiva. Le truppe sovietiche, bloccando lavanzata
tedesca nella tenaglia della guerra di posizione e del gelido clima russo, gi
nellinverno 1941-42 riescono a recuperare alcuni territori perduti.
La strategia della guerra lampo termina nel 42 con lentrata in guerra delle grandi
potenze che indirizza il conflitto verso la guerra di logoramento.

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Il Futurismo: lideologia della velocit


Introduzione
La velocit, apparentemente connessa esclusivamente allambito scientifico, ha invece
grandissima importanza anche nel panorama artistico, letterario e filosofico dellinizio del
XX secolo. Allinizio del Novecento limmaginario appare fortemente suggestionato dal
motivo della velocit. La bicicletta ormai di uso comune; lauto diventa poco a poco il
principale mezzo di trasporto; i tram elettrici coprono le citt di una celere rete di
comunicazioni; compare laereo; telefono e telegrafo annullano le distanze e fanno
sperimentare la simultaneit.
In tale contesto culturale il Futurismo, movimento avanguardista italiano nato nel 1909,
riveste un ruolo di spicco. Esso crea un vero e proprio mito della Velocit ed giunge
addirittura a proclamare questultima la nuova religione-morale. Il proporre la velocit
come primo valore, da contrapporre ai modelli del passato, indice della corrispondenza
del futurismo al clima culturale in cui esso si sviluppa. Tale avanguardia multimediale e
multi-artistica trova nella velocit il punto di raccordo tra livello visivo, meccanico, e quello
ideale, poetico, astratto.

I princpi
I principi fondamentali dei futuristi comprendevano un appassionato disgusto per le idee
del passato, specialmente per le tradizioni politiche ed artistiche. Marinetti e gli altri
sposarono l'amore per la velocit, la tecnologia e la violenza. L'automobile, l'aereo, le citt
industriali avevano tutte un carattere mitico per i futuristi, perch rappresentavano il
trionfo tecnologico dell'uomo sulla natura.
I futuristi soprannominarono l'amore per il passato passatismo, e i suoi fautori passatisti,
arrivando ad attaccarli anche fisicamente nel corso delle loro presentazioni e performance.
In altri casi furono invece i futuristi a essere aggrediti dal pubblico, come nel
famoso Discorso contro i Veneziani di Marinetti.
L'ideologia futurista di glorificazione della guerra come espressione vitalista e purificatrice,
unitamente a un aggressivo e convinto nazionalismo, port nel dopoguerra prima
all'ispirazione e poi a un rapporto piuttosto problematico con il fascismo. A quest'ultimo
aspetto si deve negli anni del dopoguerra l'ostracismo culturale subito dal futurismo,
ostracismo che sta lentamente cedendo il passo a una critica meno militante e pi serena.

15

I manifesti
Il tema della velocit viene trattato dai futuristi in molteplici pubblicazioni teoriche, al
punto tale da poter affermare che i loro manifesti non sono altro che diverse espressioni
della medesima ideologia: lideologia della velocit. Scrive Filippo Tommaso Marinetti nel
Manifesto del Futurismo, pubblicato su Le Figaro il 20 febbraio 1909:
Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si arricchita di una bellezza nuova: la
bellezza della velocit. [] un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia,
pi bello della Vittoria di Samotracia. [] Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo
gi nellassoluto, poich abbiamo gi creata leterna velocit onnipresente.
Con il Manifesto tecnico della letteratura futurista del 1912 la velocit diviene il criterio in
base al quale deve essere concepita una nuova letteratura dinamica, rapida e fortemente
espressiva:
3. SI DEVE ABOLIRE LAGGETTIVO perch il sostantivo nudo conservi il suo colore
essenziale. Laggettivo avendo in s un carattere di sfumatura, inconcepibile con la nostra
visione dinamica, poich suppone una sosta, una meditazione.
6. ABOLIRE ANCHE LA PUNTEGGIATURA. Essendo soppressi gli aggettivi, gli avverbi e
le congiunzioni, la punteggiatura naturalmente annullata, nella continuit varia di uno
stile vivo che si crea da s, senza le soste assurde delle virgole e dei punti.

Nel manifesto La nuova religione-morale della velocit dell11 Maggio 1916 il


credo futurista giunge alla sua pi alta espressione: la velocit diventa un Dio, ed
essere rapido diviene limperativo morale delluomo del futuro.
La morale futurista difender luomo dalla decomposizione determinata dalla
lentezza, dal ricordo, dallanalisi, dal riposo e dallabitudine.
[] Bisogna perseguitare, frustare, torturare tutti coloro che peccano contro la
velocit! []
La velocit, avendo per essenza la sintesi intuitiva di tutte le forze in movimento,
naturalmente pura. La lentezza, avendo per essenza lanalisi razionale di tutte le
stanchezze in riposo, naturalmente immonda. [] creiamo un nuovo bene: la
velocit, e un nuovo male: la lentezza. []
Se pregare vuol dire comunicare con la divinit, correre a grande velocit una
preghiera. [] Bisogna inginocchiarsi sulle rotaie per pregare la divina velocit.
[] Lebbrezza delle grandi velocit in automobile non che la gioia di sentirsi fusi
con lunica divinit. Gli sportsmen sono i primi catecumeni di questa religione.
[] Io prego ogni sera, la mia lampadina elettrica; poich una velocit vi si agita
furiosamente.

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Il concetto estetico di bellezza, tradizionalmente legato allarmonia delle parti, ai valori


della proporzione e allequilibrio, viene dai futuristi accostato allattivismo, al contrasto,
alla dissonanza, alla velocit; lo stile muta di conseguenza, diventando rapido e
imprevedibile, come i ritmi della vita contemporanea.
Lenergia rivoluzionaria condivisa da tutti i settori dellespressione artistica futurista; in
poesia esplosero le parole in libert, in musica gli intonarumori, in fotografia i
fotodinamismi, in arte le forme dinamiche, strumento perfetto per la traduzione visiva del
nuovo ideale di bellezza: la velocit.

Rapidit = vita
[] noi prepariamo la creazione dellUOMO MECCANICO DALLE PARTI CAMBIABILI.
Noi lo libereremo dallidea della morte, e quindi dalla morte stessa [].
Lesaltazione della velocit la risposta futurista a quellangoscia esistenziale tipica delle
avanguardie dellinizio del Novecento. Marinetti nel manifesto La nuova religione-morale
della velocit proclama:
Correre, correre, correre, volare, volare. Pericolo pericolo pericolo pericolo a destra a
sinistra sotto sopra dentro fuori fiutare respirare bere la morte. Rivoluzione militarizzata di
ingranaggi. Lirismo preciso conciso. Splendore geometrico. Per godere pi fresco e pi vita
che nei fiumi e nel mare dovete volare contro-corrente freschissima del vento a tutta
velocit [] Leggerezza crescente. Infinito senso di volutt. Scendete dalla macchina con
uno scatto leggerissimo ed elastico vi siete levato un peso di dosso. Avete vinto il rischio
della strada.
Avete vinto la legge che impone alluomo di strisciare.
Linvito a rischiare rappresenta dunque per i futuristi una sfida nobilitante e non certo un
impulso autodistruttivo; la folle corsa sintomo della volont di trascendere i limiti umani,
di auto-superarsi continuamente.
Si giunge cos allequazione futurista: Rapidit = Vita.

Poetica futurista
Dal punto di vista letterario la poetica di Marinetti presenta notevoli affinit con tendenze
artistiche gi affermate nel momento in cui il leader del futurismo si accinge a delineare i
tratti stilistici del movimento.
Dal 1905 Marinetti, attraverso la rivista Poesia, promuove la diffusione del verso libero.
Tale stile non certo uninvenzione futurista; i simbolisti francesi lo avevano gi utilizzato
ed anche in Italia vi erano state produzioni in tal senso. Il primo autore italiano a scrivere e
pubblicare versi liberi era stato, intorno al 1890, Gian Piero Lucini. E quindi innegabile la
priorit della sperimentazione del Lucini ma importante evidenziare che sono le edizioni
futuriste di Poesia a pubblicare i primi versi liberi italiani destinati a vasta diffusione.
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La poetica futurista giunge in seguito al superamento anche del verso libero, che conserva
ancora lordine sintattico delle parole, proclamando la necessit di unimmaginazione
senza fili espressa mediante le parole in libert.

Precedenti della poetica della velocit: riferimenti letterali e culturali


La poetica marinettiana il frutto di precedenti illustri che il fondatore del futurismo
assimila e rielabora.
Nel 1905 Mario Morasso pubblica il saggio La nuova arma. La macchina, in cui viene
formulato per la prima volta il paragone fra lauto da corsa e la Vittoria di Samotracia.
Inoltre Morasso nel suo saggio delinea molti punti dellestetica della velocit e non
stupisce quindi che venga indicato dalla rivista Lacerba come precursore del
marinettismo.
In La Ville charnelle (1908) Marinetti sintetizza abilmente i pensieri di Morasso e Nietzsche,
concependo una metropoli oggetto del desiderio delluomo dominatore, che la penetra
con la sua automobile ruggente, assunta a metafora palese delliniziazione sessuale (nella
traduzione in italiano Marinetti chiama infatti lopera Lussuria-Velocit). E importante
ricordare nel 1905 Freud pubblica i Tre saggi sulla sessualit, sostenendo che, accanto
allattrazione fra i due sessi, vi siano anche altre forme di attrazione capaci di esprimere
pulsioni verso il piacere (libido).

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De Brevitatae Vitae: relativismo temporale e velocit della


mente secondo Seneca
Come gi detto in precedenza, il concetto di velocit racchiude in s anche quello di
tempo. Questi due concetti rappresentano, quando posti in relazione alla vita delluomo, il
tema centrale del De Brevitatae Vitae, trattato filosofico scritto dal filosofo romano Seneca
nel 49 d.c.
Il filosofo latino non considera il tempo come unentit oggettiva ed assoluta, ed anzi lo
analizza solo in rapporto alluomo. Nel De brevitate vitae Seneca vuole dimostrare che la
vita lunga, in esplicita polemica non solo con le opinioni del vulgus, ma anche con la
dottrina della scuola aristotelica contemporanea, la quale accusava la natura di
ingenerosit per averci dotati di una vita troppo breve.
La maggior parte dei mortali, o Paolino, si lagna per la cattiveria della natura, perch
siamo messi al mondo per un esiguo periodo di tempo, perch questi periodi di tempo a noi
concessi trascorrono cos velocemente, cos in fretta che, tranne pochissimi, la vita
abbandoni gli altri nello stesso sorgere della vita.
La tesi di Seneca poggia su due principi: la concezione qualitativa del tempo e la signora
del presente. Per il saggio la qualit della vita che importa, non la quantit; egli sa che
non c' differenza tra un giorno e un secolo e, signore del tempo, egli vive l'istante come
assoluto. Ci che invece caratterizza la vita del vulgus, e per cui portato a ritenerla breve,
l'occupatio, l'affaccendamento, ovvero il correre dietro a mille futilit.
Il sapiens stoico sperimenta l'unit e la simultaneit del tempo; addirittura egli vive
l'indipendenza dal tempo, dove concentrazione massima e dilatazione massima
coincidono. Il futurista Marinetti, affermando: I chilometri e le ore non sono eguali, ma
variano, per luomo veloce, di lunghezza e durata, lega la variazione del tempo
allaumento di velocit; Seneca fa corrispondere la dilatazione del tempo alla qualit del
suo utilizzo. Sembra quasi che la velocit fisica menzionata da Marinetti corrisponda, nel
filosofo latino, alla velocit della mente.
Seneca conclude lopera affermando:
Nemo restituet annos, nemo iterum te tibi reddet. Ibit qua coepit aetas nec cursum suum aut
revocabit aur supprimet; [] Tu occupatus es, vita festinat: mors interim aderit, cui velis
nolis vacandum est.
Nessuno ti render gli anni, nessuno ti restituir a te stesso; andr il tempo della vita per la
via intrapresa e non torner indietro n arrester il suo corso [] Tu sei affaccendato, la
vita si affretta: e intanto sar l la morte, per la quale, voglia o no, devi aver tempo.

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In tale riflessione si considerano leccezionale importanza che alcuni attimi rivestono nella
vita (in questo caso listante della morte) ed il concetto di irreversibilit del tempo vissuto.
Quale allora, secondo Seneca, il modo per vivere bene, in modo positivo e costruttivo la
vita?
Il punto di vista di Seneca chiaro: necessario vivere pienamente loggi, vivere quindi il
presente senza fare grandi progetti per il futuro considerando loggi come una vita intera.
Non c nulla di pi sciocco che fare progetti a lunga scadenza e rimandare al domani quel
che possibile fare oggi, sprecando la vita nel progettarla. In questo modo finiamo per fare
affidamento su ci che nelle mani della sorte, facendoci sfuggire ci che nelle nostre.
Tutto ci che deve ancora accadere dominato dallincertezza, perci necessario
affrettarsi a vivere.
E necessario pertanto lottare contro la velocit del tempo attingendo ad esso come da un
torrente rapido, altrimenti secondo Seneca si finisce per vivere come se fossimo dei
viaggiatori assorti in una conversazione o in una lettura i quali arrivano alla fine del viaggio
senza neanche accorgersene.

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Technology and Sensation in Dickens Railway Sketches


No hurry! And a flight to Paris in only eleven hours!
Charles Dickens, A Flight
The advent of highspeed passenger railway travel in the midnineteenth century radically
altered the travelers perception of self, other people, and the landscape. The railway not
only rebuilt the landscape but also altered the contours of Victorian temporal and spatial
awareness. Unlike the slowgoing stagecoach that rolled along the preexisting contours of
the countryside, trains now cut across terrain with a smoothness, speed, and rectilinearity
that divorced the passenger from any perceived connection with his or her surroundings.
Journeys that once required days or weeks by stagecoach were accomplished in a matter
of hours, and the rapidity of such transport compressed the passengers experience of
both time and space, leaving the traveler disoriented and unsettled and more often
than not, entranced.
Charles Dickens was fascinated by the destabilizing effects brought about by new
technologies like the railway, acting sometimes as critic and often as enthusiast. His novel
Dombey and Son is widely considered to be the great railway novel of the nineteenth
century. But Dickens journalistic sketch of railway travel, A Flight, is equally fascinating,
even though it and his other railway sketches have received far less critical attention.
Published in August, 1851 as part of Dickens weekly journal Household Words, A Flight
arrates the sensations that Dickens experiences on a train (and steamboat) journey from
London to Paris. The piece is intriguing from a formal perspective because Dickens writes
in a firstperson, phenomenological mode throughout, referring directly to the mental and
emotional phenomena that spontaneously arise for him on his railway journey.
Consequently, the form of the text is dictated by Dickens stream of consciousness instead
of being arranged into a tidy, readeraccommodating narrative account. In this one respect
at least, the midnineteenthcentury sketch form set on rails and impelled by steam
anticipates the impressionistic turn of modernist writing that renders fragments of linear
sensation into lines of literary narrative. Dickens writing in A Flight is at times fluidly
continuous, in other places fragmented, with some sections almost telegrammatic in their
parseness or cinematic in their abrupt jump cuts. His writing is affected by sheer speed
to such a degree that even tenses become problematic. Ultimately, the experience of
Paris in eleven hours leaves Dickens narrator as it did Victorian railway culture more
generally both alienated and enchanted. Though utterly disoriented by his mechanical
translocation, he also discovers himself equipped with a transformed aesthetic that evokes
a feeling of euphoria.
The rapidity of Dickens conveyance makes his attempt to write to the moment highly
impressionistic; narration becomes a string of sketchy outlines ratherthan a coherently
painted world.

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Charles Dickens: life and works


Charles Dickens was born in 1812 near Portsmouth where
his father was a clerk in the navy pay office. The family
moved to London where they began to go through a very
difficult period. His father was imprisoned for debts and
Charles was withdrawn from school. At the age of twelve,
he was sent to work in a blacking factory, a traumatic
experience which marked him for life. Some critics have
remarked how this event in Dickens boyhood had an
influence on his subsequent work as a novelist and on his
sense of social commitment.
After his fathers financial position improved, he went
back to school, becoming first a parliamentary reporter
and then a journalist. He contributed stories and sketches
to newspapers and magazines, which were later reprinted as Sketches by Boz, and in 1863
began the serial publication of The Pickwick Papers, humorous stories about a group of
eccentrics who meet to recount their adventures.
Between 1837 and 1857 Dickens published fourteen novels, all in the form of serial
publications. His early work ranges across several genres, from adventure stories like
Nicholas Nickelby and Oliver Twist which combine acute social observation with a fairy tale
structure, to the historical novel Barnaby Rudge, set in the late 18th century amidst an
atmosphere of growing social unrest, to the sentimental umanism of Dombey and Son and
the autobiographical work David Copperfield, which marks the high point of Dickens
Victorian social optimism.
After this his novels gradually move towards a savage condemnation of Victorian society.
Great Expectation revisits the territory of David Copperfield in a more bitterly ironic vein,
while late masterpiece like Bleak House, Little Dorrit and Our Mutual Friend present a
nightmarish, almost apocalyptic vision of Victorian London, populated by thieves, greedy
speculators and fantastically grotesque bureaucracies. These later works are characterised
by their ability to combine several different plots, genres and emotional moods into one
single vast tapestry.
His last novel, the unfinished Mystery of Edwin Drood is regarded by some critics as the
English forerunner to the detective story. Dickens also published many short stories during
his life. The most famous of these is A Christmas Carol which appeared in 1843, and which
shows Dickens at his most sentimental. He died in 1870.

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Turner: Turbulent Landscapes


Joseph Mallord William Turner (1775-1851)
One of the finest English landscape artists, Turner began exhibiting his work while still a
teenager and, unlike many artists of his era, was successful throughout his career. Turner
travelled widely throughout Europe, which provided the ispiration for some of his finest
work. He was a keen meteorologist, studying the effects of various kinds of weather on the
sea and sky. Altough trained as a topographic draftsman (drawer of maps and plans), he
later refined his painting technique according to Romantic principles, translating ordinary
scenes into quasi-abstract light-fields which expressed his emotional and physical
perception of the landscape.

Rain, Steam and Speed, (1844)


Rain, Steam and Speed provides us with one of the first important representations of a
train. However, as often happens in Turners paintings, the real protagonisti s not the train
itself but the effect of the trains speed on the rain-filtered light. This painting is again the
vivid translation of a physical experience. Once when he was leaning out of the window of
a train, Turner found himself fascinated by the action of both atmospherical and
technological forces, the excitement of driving rain, the speed and movement combined
with a myriad of sparks from the engine. In this painting the flying strokes of the brush
majestically convey this complexity of movements and sensations.

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Velocit (atletica leggera)


La velocit un settore delle corse piane dell'atletica leggera le cui distanze arrivano fino
ai 400 metri, cio un giro completo dell'anello di pista.

Le gare di velocit praticate all'aperto sono: 100, 200 e 400 metri piani.
Le gare che si disputano al coperto sono: 60, 200 e 400 metri piani.

Pi precisamente si definiscono gare di velocit pura i 100 m e i 200 m, di velocit


prolungata i 400 m.
La partenza si effettua sempre dai blocchi di partenza. I concorrenti si devono posizionare
dietro i blocchi di partenza, sistemati dagli stessi atleti a seconda delle loro caratteristiche
fisiche, aspettando la chiamata del giudice di partenza (starter) che proceder in tre
successivi momenti:
1. Ai vostri posti: gli atleti si posizionano sui blocchi; l'atleta, per disporsi
correttamente, non dovr n sovrapporsi n tantomeno superare la linea di
partenza con le mani o i piedi. Quest'ultima inclusa nel percorso di gara mentre
quella d'arrivo esclusa; l'atleta ha in questo momento 5 appoggi: tutt'e due le
mani, un ginocchio ed entrambi i piedi.
2. Pronti: gli atleti si sollevano su 4 appoggi (viene sollevato il ginocchio) in posizione di
massima tensione ed equilibrio.
3. Colpo di pistola: gli atleti si proiettano correndo il pi velocemente possibile verso il
traguardo.
Nel caso qualcuno si muova anzitempo lo starter spara un secondo colpo di pistola e
l'atleta responsabile della "falsa partenza" (la partenza viene definita falsa allorquando il
tempo di reazione allo sparo inferiore a 100 millisecondi) viene squalificato.
Queste modalit sono uguali in tutte le distanze; ci che cambia la posizione dei blocchi.
Nei 100 metri sono tutti in linea, mentre nei 200 e 400 sono scalati in maniera tale da
garantire la percorrenza della medesima distanza indipendentemente dalla corsia. Esistono
fattori fisiologici decisamente condizionanti (ma non sufficienti) a fare di una persona un
velocista. I presupposti per i quali un individuo pu correre pi velocemente di un altro
sono essenzialmente due:
1. qualit intima delle fibre muscolari, ovvero la capacit di contrarsi pi o meno
velocemente;
2. la capacit di reazione del sistema nervoso.
Bisogna tener conto anche che l'influenza del vento gioca un ruolo fondamentale di
disturbo, tanto da diminuire o aumentare la prestazione dell'atleta e creare una seppur
minima situazione di imparzialit tra le diverse gare.
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