La Voce di Rionero

Periodico mensile gratuito
Mensile - Maggio 2006 Anno Domini I - Numero 2
Verona: 1500 delegati alla Chiesa italiana
“ la formazione delle coscienze dei laici per accompagnarli
nella crescita personale ”
http://www.lavocedirionero.tk
SALUTE
BENESSERE
CULTURA
SPORT
SPETTACOLO
CURIOSITA’
ATTUALITA’
Verona 29 Aprile
Incontro AC
“Beati i Miti”
ARCHIVIO
STORICO
Pietransieri Acari
Solari
pag 8,9,10 pag 5,6 pag 7 pag 1,3
Interiorità, fraternità, responsabilità,
ecclesialità: sono le quattro mete che il
Settore Adulti di Ac invita a avere
sempre presenti nella progettazione di
proposte formative a sostegno di laici
maturi e “adulti”. Sono soprattutto le
mete a cui fa riferimento la nuova
Proposta Formativa del Settore Adulti
che sarà presentata dai due vicepresi-
denti nazionali di Ac, Franco Miano e
Francesca Zabotti, lunedì 1 maggio, a
conclusione del convegno di Verona.
Scelte per l’oggi. Si legge nel docu-
mento: “La scelta fatta dall’AC di privile-
giare la formazione delle coscienze dei
laici per accompagnarli nella crescita
personale in relazione con il momento
storico, con l’ambiente e la condizione di
vita di ciascuno, ben chiarisce lo stile
con cui e per cui l’associazione si inter-
essa della realtà socio-politica.
Il momento storico in cui viviamo è ricco
di elementi che richiedono un difficile
discernimento e che sollecitano un
nuovo impegno dei laici credenti: si
tratta senza dubbio di una “nuova stag-
ione” della presenza nella società civile
e politica dei credenti, una nuova fase
che si pone in continuità con i passaggi
storici di un lungo percorso, ma allo
stesso tempo, prende in considerazione
le novità del percorso politico-
istituzionale del nostro Paese e i mille
rivolgimenti di un mondo sempre più
globale. Da una generazione di donne e
uomini credibili, che scrutano i segni dei
tempi con un’ottica di fede, può nascere
un contributo all’attuale fase socio-
politica del Paese”.
Sono circa 500 i delegati adulti di AC
provenienti da tutta Italia, radunati in
questi giorni a Verona con un loro
momento specifico all’interno
dell’Incontro nazionale di Ac.
“Di… segni di Speranza” è il tema che,
in modo particolare, gli adulti di AC
approfondiranno oggi e domani 1
maggio. Un percorso che è costituito da
una tavola rotonda dal titolo “La fede
adulta, la fede degli adulti” (che ha visto
gli interventi di Bruno Maggioni, biblista
dell’Università Cattolica del Sacro
Cuore di Milano, Italo De Sandre,
docente di Sociologia dell’Università di
Padova e Antonio Da Re, docente di
Filosofia morale, sempre dell’Università
di Padova), da una condivisione delle
esperienze di vita e dalla presentazione
della nuova Proposta Formativa.
PI ETRANSI ERI Premi o “Beati i Mi ti ” Ri cetta
da CAROVILLI di AMICO DI VINCENZO
“ Tutti piangevano nei boschi, piangevano
la loro Chiesa, dove avevano ricevuto i
sacramenti, dove avevano scambiato eterno
amore ”
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PAG. 9
La parrocchia istituisce il premio
“Beati i miti”, fiduciosa che sempre più
persone sentano e seguano l’ispirazione a
vivere tale beatitudine.
Inizia una nuova rubrica mensile grazie
alla collaborazione di Alma Crovetto.
In questo mese impareremo a fare la nostra
“Crostata di Fragole”!
IN EVIDENZA

tratto dall’Ufficio Stampa AC Nazionale
di ALMA CROVETTO
Iscritto al Tribunale di Isernia al num 123 registro stampa 29 marzo 2006
Esser e o non esser e?
Esser e essenzi al i …
MORTE… quante volte in un
solo giorno sentiamo il rumore
fastidioso di questa parola?
migliaia, e migliaia, e migliaia…
ma non riusciamo a fare nulla
per cancellarla dalla nostra
esistenza, anche perché solo
cancellando la nostra esistenza
cancelleremmo anche la
morte…
Come evitare le grandi stragi
della guerra o, per quanto
riguarda il “nostro” mondo,
quelle del famoso sabato sera?
Iniziando a pensare, rispon-
derebbe un filosofo… contando
quanti giorni di vita ci riman-
gono, direbbe un matematico…
cominciando ad amare, rispon-
derebbe un uomo.
Ma come si fa a reagire nel
modo giusto alle morti ingiuste,
se al solo pensiero dell’aldilà
di VANESSA COLETTA
CONTINUA A PAG. 2,3
L‘ OPI NI ONE
La Voce di Ri onero
attuali tà
2
Maggi o ‘ 06
Esser e essenzi al i . . .
qualcuno abbassa le mani verso
le proprie parti intime? E poi, qual
è il modo giusto di reagire? E
giusto per chi? Come si fa a
stabilire ciò che è giusto per tutti?
Come si fa a mettere d’accordo un
mondo intero se non riescono a
farlo due “grandi e sapienti” come
Bush e Bin Laden?
SILENZIO. E’ la sola cosa che un
uomo riesce a fare dopo domande
simili. Ma la morte non deve spav-
entarci. In fondo, chiudendo la
porta alla vita terrena, e quindi alle
certezze, non faremo altro che
aprirla alla nostra più profonda
fantasia, laddove arriva il limite
della conoscenza umana e
diventa essenziale l’essenza
dell’immaginazione. Non bisogna
essere convinti che al di là di una
nuova porta troveremo solo il buio,
o il vuoto… forse cercando meglio
nel più intimo significato della
morte si troverebbe anche un filo
di luce, lieve, fioco ma indispensa-
bile per attirarci e trascinarci in
una verità migliore. E allora la
morte non è altro che un passag-
gio che fa parte della vita, che
insegna a vivere, è l’inizio di un
viaggio immaginario verso una
destinazione inimmaginabile,
sconosciuta. L’uomo che
purtroppo ha paura dell’addio non
riuscirà mai ad accettare
l’abbandono delle bellezze e dei
tesori terreni, né la perdita di un
magico essere che ha percorso le
sue stesse strade durante parte
della sua esistenza e che “miste-
riosamente” lascia un vuoto
accanto a lui. Ed ecco allora che la
fragilità umana dà vita ad una
lacrima che bagna il ricordo di
quell’essere , che taglia il percorso
L‘ OPI NI ONE
segue da pag. 1
* * *
Vi a Roma , 12 0
86 08 7 Ri one r o Sa nn i t i c o ( I S)
t e l . 086 5 84 8110 - - f a x 086 5 8480 16
e ma i l : i n f o @hot e l p a bl o. i t
www. 0Ol eI Þð DI O. l l
di VANESSA COLETTA
La Voce di Ri onero
attuali tà
3
Premio “Beati i Miti” - 2° edizione
segue da pag. 2
di quell’uomo e, lacrima
d’amore, colma il vuoto
accanto a lui…
Morti ingiuste, morti
violente, morti inaspet-
tate, morti ineffabili…
La morte che cerca
l’uomo, la morte che
prevale sulla forza
umana, la morte che
vince in coppia con il
destino…
L’uomo che cerca la
morte, l’uomo stanco di
vivere.
E non stupiamoci di un
uomo che dice: “Se è
vero che vivere è amare
io posso dire di aver
sempre vissuto. Ma se è
vero che vivere è essere
amati io posso dire di
essere nato già morto”.
(da Umanizziamo…ci,
1º trimestre 2005)… che
mondo è? Che uomini
siamo se per apprez-
zare la vita abbiamo
bisogno di essere sul
punto di morte? FOLLI,
siamo dei folli…
E ditemi che senso ha
vedere un uomo che
muore da vivo, mentre
molti altri che rimar-
ranno in vita, dentro
sono già morti…
Premessa
Il giorno 29 Settembre 2004 nella parrocchia ‘ Santa Maria Assunta ‘ in Carovilli è
restituito alla pietà popolare il corpo ricomposto di Santo Stefano del lupo Confessore,
patrono del paese.
Il Santo, monaco benedettino, nativo di Carovilli e vissuto nel 1100, si distinse per la sua
grande mitezza. Viene rappresentato nell’atto di ammansire un lupo.
La parrocchia, per onorare il proprio Patrono, istituisce il premio “Beati i miti”, fiduciosa che
sempre più persone sentano e seguano l’ispirazione a vivere tale beatitudine.
ISTITUZIONE
1) La Parrocchia ‘Santa Maria Assunta’ in Carovilli (Is) e la Caritas diocesana di Trivento
istituiscono il premio “ Beati i miti ”. Esso non ha scopo di lucro.
2) Tale premio è assegnato ad una persona che abbia saputo vivere specificatamente con
atteggiamento di significativa mitezza una situazione particolare o la quotidianità della
vita.
3) Il premio è indetto annualmente ed è costituito da una somma in denaro da stabilirsi di
volta in volta dagli enti proponenti.
4) Un’apposita commissione giudicatrice sarà costituita di anno in anno.
5) E’ consentita la possibilità di avvalersi della eventuale disponibilità collaborativa,
nonché dell’apporto, anche finanziario, da parte di enti, associazioni, privati, fondazioni
e quanti altri interessati a dare risalto all’iniziativa in argomento.
REGOLAMENTO
1) La parrocchia raccoglie annualmente le segnalazioni con le relative motivazioni.
Il premio viene assegnato esclusivamente sulle indicazioni date, senza limitazione
alcuna di cittadinanza o preclusioni di sorta riguardo al sesso, all’età, alla razza ed alla
religione.

2) La scheda di partecipazione, debitamente compilata, deve riportare l’esatta
indicazione delle generalità del partecipante, l’indirizzo completo con numero
telefonico e/o fax , codice di avviamento postale.
3) La scheda di partecipazione deve essere corredata da una relazione che dovrà esporre
una situazione o la quotidianità della vita del protagonista vissuta con atteggiamento di
mitezza e non di generica bontà.
Maggi o ‘ 06
di VANESSA COLETTA
La Voce di Ri onero
attuali tà
4
Maggi o ‘ 06
4) Gli elaborati pervenuti diventeranno di proprietà della Parrocchia ‘S.Maria Assunta’ di
Carovilli, che ne disporrà pienamente per farli conoscere tramite eventuale pubblicazione.
5) Le segnalazioni saranno prese in considerazione solo se :
a) arrivate non oltre il termine stabilito (a tale scopo fa fede il timbro postale di Carovilli ) ;
b) complete di relazione e scheda di partecipazione ;
c) complete di autorizzazione al trattamento dei dati della persona segnalata, nel caso di
minore , da parte di chi ne esercita la patria potestà.
d) Complete di nome, cognome , firma del dirigente scolastico o del parroco proponenti
con il relativo timbro dell’ ente che rappresentano.
Sono pertanto da considerarsi nulle quelle non recanti tale timbro .
6) Lo scrutinio delle schede viene fatto nella parrocchia ‘S.Maria Assunta’ di Carovilli dalla
commissione giudicatrice i cui componenti saranno individuati annualmente dalla stessa
parrocchia e dalla Caritas diocesana .
La proclamazione del vincitore avviene sulla base della maggioranza relativa
dei voti espressi dai membri della commissione.
In caso di parità il premio è assegnato ex-equo
I risultati della votazione saranno resi noti attraverso i mezzi di comunicazione e sul sito inter-
net www.santostefanodellupo.it
7) La data della cerimonia di premiazione è stabilita dalla parrocchia ‘S.Maria Assunta’ di
Carovilli in accordo con la Caritas diocesana .
8) Il vincitore del premio avrà la comunicazione un congruo tempo prima della cerimonia di
premiazione.
9) Con appositi provvedimenti predisposti, gli enti proponenti si riservano la facoltà di appor
tare variazioni al presente bando di concorso.

10) Il premio è istituito il 29/09/2004 e la scadenza delle domande di partecipazione, per
questa 1^ edizione, è fissata al 30/05/2006.
L’ammontare del premio è di Є1000 .
11) Gli elaborati dovranno essere inviati al seguente indirizzo:
Parrocchia Santa Maria Assunta
Premio : “Beati i miti”
86083 Carovilli (Is)

Il bando si trova sul sito internet www.santostefanodellupo.it unitamente ai fac-simile delle
domande. Ulteriori informazioni potranno essere richieste al parroco di Carovilli.

Premio “Beati i Miti” - 2° edizione
L‘ OPI NI ONE
segue da pag. 3
La Voce di Ri onero 5
Maggi o ‘ 06
salute & benessere
Gli acari sono animali di piccole dimensioni (da meno di un mm fino a 3 cm di lunghezza). Ne abbiamo
sentito parlare molte volte perché essi vivono nei nostri materassi, nei cuscini, nelle coperte, trapunte,
divani, poltrone, moquette.
In questi oggetti casalinghi trovano il loro habitat naturale, cioè una temperatura compresa tra i 15 e i
20°C , valori di umidità compresi tra il 60 e l'80% ed assenza dei raggi solari. Ma di cosa si nutrono gli
acari? Il nutrimento ideale per questi microrganismi è rappresentato dalle scaglie di cute (forfora
prodotta dal normale ricambio della nostra pelle), ma l'acaro non disdegna anche i residui di cibo, i
granuli di polline, le muffe e le piume.
Si annidano maggiormente negli ambienti dove c’è più polvere, quindi pavimenti, tappeti, tendaggi,
peluches e libri.
Questi animaletti causano allergie che si manifestano con infiammazioni nel naso, cute, polmoni e
occhi per poi evolversi in rinocongiuntiviti, asma, prurito e dermatiti.
Questi sintomi si possono presentare maggiormente nel periodo invernale, quando in casa c’è un’alta
temperatura e alti livelli umidità; queste caratteristiche possono verificarsi anche in una casa non
abitata da qualche tempo e soprattutto nella stagione estiva.
Dobbiamo specificare che non si diventa allergici all’acaro in sé, ma ad alcune particelle presenti nelle
feci.
Ma possiamo eliminare completamente gli acari dalle nostre abitazioni?
Questo è pressoché impossibile, in quanto non esistono case prive di polvere;è possibile tuttavia
ridurre la loro presenza adottando dei semplici metodi:
1. Tutta la casa deve essere arieggiata, in particolar modo la stanza da letto.
2. Strano ma vero, gli acari adorano il cotone. Quindi è preferibile utilizzare materiali impermeabili
e sintetici ( un esempio è il goretex)per sigillare cuscini, materassi, piumini, coperte e trapunte. Queste
precauzioni valgono per tutte le persone, non solo per quelle allergiche.
3. L’ordine e la semplicità sono le parole chiave per combattere gli acari. Una casa arredata con
tendaggi pesanti, carta da parati, moquette poltrone imbottite fiori secchi è sede di molti acari. Quindi
meglio arredare una casa con mobilio semplice e facilmente pulibile.
4. Non aumentare l’umidità in casa.
5. Utilizzare una mascherina per le pulizie di casa.
6. Lavare la biancheria del letto (una volta la settimana) a una
temperatura superiore ai 55°C, esponetela la sole a lungo insieme
a materassi, cuscini e coperte.
E’ possibile impiegare coperte e copripiumini antiacaro.
Questi metodi sono molto efficaci, ma è anche importante sapere che:
Il lavaggio a secco non sembra efficace nell’eliminazione degli acari.
I divani in pelle vengono colonizzati dagli acari.
Anche il coprimaterasso va pulito spesso.
Essendo il goretex un materiale costoso, è utile racchiudere il materasso in un sacco di
plastica e, dato che è rumorosa, si può mettere poi un coprimaterasso di spugna.
Anche i termosifoni vanno spolverati.
Esistono degli aspirapolvere dotati di filtri ad acqua e di filtri ad alta efficienza (Filtro HEPA, Cosa
sono gli aspirapolvere dotati di filtri HEPA? I filtri HEPA (High Efficiency Particulate Air) sono costituiti
da fibre sintetiche e cellulosa, prodotti alla fine della 2° Guerra Mondiale per risolvere il problema della
rimozione della polvere radioattiva. Sono in grado di trattenere tutti gli allergeni in quanto arrivano a
catturare particelle fino ad un diametro minimo di 0,3 micron)
E’ tuttavia impossibile vivere in una campana di vetro, consoliamoci del fatto che non siamo gli unici
abitanti in casa nostra.
PARASSI T I DOMEST I CI
Gl i Ac a r i
“ gl i abi t ant i del l e nos t r e c as e”
a cura di STEFANIA MOTTA
La Voce di Ri onero
rubri ca
6
di Veronica Di Fiore
I Sol ar i
L’estate sta arrivando, la voglia di
andare in spiaggia si fa sentire e si
inizia a pensare a come proteggersi
e difendersi dai raggi ultravioletti del
sole, ormai ben noti e causa di danni
alla pelle, agli occhi e al sistema
immunitario. Oltre a ciò, un ulteriore
problema sono le scottature fastidi-
ose, causate dal forte calore del sole
e dalla prolungata esposizione
magari nelle ore di punta della
giornata. Bisogna quindi trovare un
rimedio per non farci cogliere impre-
parati. Nelle creme, lo schermo
totale contro i raggi ultravioletti
efficace cento per cento non esiste,
se avete letto sul retro della confezi-
one del solare questo, non fidatevi.
Basta usare una crema ad alta
protezione particolarmente indicata
per i bambini e per coloro che hanno
una pelle molto sensibile e con
carnagione chiara. Se è il primo
giorno che prendete il sole a maggior
ragione dovete usare la crema. Se
quest’ultima è rimasta aperta
dall’anno precedente, va cambiata
perché ha perso la sua efficacia ed è
diventata una semplice crema
idratante e non più protettiva. Natu-
ralmente essa va messa ogni due,
tre ore e subito dopo che si esce
dall’acqua perché il suo effetto
svanisce. Bisogna valutare il tempo
d’esposizione al sole, evitare le ore
più calde cioè dalle 11:00 alle 14:00,
anche per prevenire le scottature e le
macchie alla pelle. Per rimediare al
danno, ormai fatto delle scottature è
consigliabile usare una crema emolli-
ente ed idratante, il classico dopo-
sole. Sono sconsigliate le pomate
grasse e soprattutto, una volta scot-
tati, non bisogna esporsi al sole fino
a quando non si è definitivamente
rimarginata la ferita da scottatura.
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Maggi o ‘ 06
di VERONICA DI FIORE
La Voce di Ri onero
ARCHI VI O STORI CO
7
Pietransieri
“ La Tr agedi a di Pi et r ansi er i ”
di AMICO DI VINCENZO
-Il 6 Novembre il dolore per i
popolani nascosti nel bosco non
si contenne quando si seppe ciò
che i Tedeschi fecero alla Chiesa
del villaggio: entrarono nel luogo
di preghiera e distrussero ogni
arredamento sacro e suppellettile
che vi trovarono e alla fine
bruciarono l’ edificio sacro.
Tutto venne distrutto: l’archivio,
l’altare, i banchi, le statue religi-
ose, fra cui quella lignea e
pregevole di San Bartolomeo
Apostolo, venerato protettore di
Pietransieri.
Tutti piangevano nei boschi, pian-
gevano la loro Chiesa, dove
avevano ricevuto i sacramenti,
dove avevano scambiato eterno
amore, dove con la fede e la
devozione avevano solennizzato
le feste: il Natale, la Pasqua, la
Festa del Patrono.
Ora loro da soli, in quei boschi, in
quei casali non avevano più la
loro identità familiari, erano una
comunità affidata al destino.
La seconda vittima dei carnefici
fu Maria Cordisco appena ventot-
tenne e madre di una bimba di sei
anni.
Nei casolari il cibo era sempre
poco per tutte quelle persone
nonostante fossero ben riforniti;
infatti i proprietari avevano, visto l’
inverno, fatto le provviste di cibo,
frutto del loro lavoro campestre
(patate, legumi, granturco etc.) e
gli animali ogni tanto venivano
sacrificati per sopravvivere e
sfamare soprattutto i bambini.
Ora la nostra Maria, che viveva
nel Casolare Macerelli, decise di
preparare il pane con un po’ della
farina che aveva recuperato.
Impastò le forme e si diede da
fare per accendere il forno, recu-
perando nel bosco la legna
necessaria.
Ma il perfido nemico era in
agguato fra i vicini cespugli e
lancia una bomba a mano nel
forno appena acceso.
Un forte boato, lingue di fiamme
dappertutto, e in terra il corpo,
orribilmente depezzato della
nostra giovane madre, uscita allo
scoperto per fornire cibo alla sua
bimba e ai compaesani.
Comincia così il martirio di questa
povera e pacifica gente.
Dal giorno 14 al giorno 20
Novembre 1943 ben 18 persone
vengono uccise quasi preludio di
domenica 21 Novembre data
della strage.
Il giorno 16 Novembre, nel corso
di un rastrellamento, vengono
fermati alcuni giovani: i fratelli
Alfonso e Sinibaldo Macerelli, i
fratelli Antonio e Vincenzo
Guido,Arnaldo Oddis, Costantino
Iarussi e Lorenzo Macerelli.
Per un tentativo di fuga ( o per
essere stati considerati “ribelli” e
quindi rei di morte), vennero
fucilati in località “Anito delle
Lesche”.
Il giovane Sinibaldo che non era
riuscito a seguire gli altri, venne
condotto dai tedeschi in località
“la Croce”, vicino l’ abitato,
costretto a scavarsi la fossa e
freddato.
Nei casolari, sul far della sera,
cominciarono le preoccupazioni
per i familiari di queste persone;
alcuni di loro come Antonio Guido
e Costantino Iarussi, erano “padri
di numerosa famiglia” e quindi
era normale che le mogli e le
madri fossero in pensiero.
Ma, con il passar del tempo le
speranze di riabbracciarli si
resero vane e cominciò la
disperazione.
La moglie di Costantino Iarussi
cominciò a vagare di luogo in
luogo per ritrovare il marito ma, il
destino volle che il 21 novembre,
venisse uccisa anche lei, nei
casolari.
La moglie di Antonio Guido era
disperata, aveva con sé i figli, fra
cui la piccola Norma di appena
sei mesi che in quelle ore, nonos-
tante la atroce situazione, doveva
allattare; la piccola le morì tra le
braccia.
Maggi o ‘ 06
La Voce di Ri onero 8
Maggi o ‘ 06
di Vi nc enzo D’Ami c o
M u s i c a
Non è bastata l’acqua né il catastrofismo dell’ uomo
per distruggere la città dove Dio ha piantato il seme
della musica: NEW ORLEANS.
A New Orleans tutto parla col blues, tutti cammi-
nano, sorridono e piangono con quel semitono di
differenza che rende una scala melodica qualcosa di..
di diverso.
C’hanno provato in tanti, ma solo i grandi cantautori
folk (Dylan, Ghoutriè, Seeger) sono riusciti a
chiudere in un album l’odore che si respira per le
strade di quella città dove il tempo si è fermato e
dove si suona e canta dai tempi dei neri nelle pianta-
gioni di cotone correndo come bambini dietro la
banda che accompagna il defunto per quei vicoli
polverosi, regalandogli le ultime note della sua
esistenza.
Anche il Boss, alias Bruce Sprengsteen, non ha
potuto di certo resistere alla tentazione di cimentarsi
con la “musica del diavolo”. Nel suo ultimo lavoro
We Shall Overcome- The Seeger Session è riuscito a
regalare a tutti gli amanti della buona musica un
album di rara bellezza.
Dopo aver riscritto gli arrangiamenti di tredici brani
della tradizione folk americana ha assoldato diversi
musicisti locali e, dopo aver attrezzato uno studio
discografico nella sua casa tra un comodino e un
divano, ha dato vita a una sessione “unplugged” in
cui tra benjo, trombe, chitarre, violini e fisar-
moniche, in un’atmosfera goliardica quasi fino all’
irreale i musicisti, entrando in una trance quasi
mistica, ci hanno regalato un impasto sonoro
davvero di altri tempi.
La prima impressione che si ha dopo aver inserito il
cd nello stereo è quella di ritrovarsi con il pensiero a
volare tra le piantagioni di cotone dove gli schiavi
intonavano canti al Signore Celeste e poi magari
passare davanti un saloon, un bordello con il musi-
cista di turno seduto fuori, ubriaco, a strimpellare il
suo banjo e il pianista dentro col cartello “non
sparate sul pianista” al seguito.
Vi risparmio l’analisi dettagliata dei brani nei quali si
parla di amori perduti e ritrovati, leggendari fuori-
legge da Far West e speranze e sogni di pace.
In conclusione un album che non può mancare nella
cdteca di un buongustaio e di ognuno che abbia
voglia di ascoltare qualcosa di allegro, melodico e
particolare.
            
1943: seconda guerra mondiale. Joe Enders, unico
sopravvissuto in seguito ad una sanguinosa battaglia
nelle isole Salomon, si rituffa nell’inferno della guerra con
un’inedita missione da compiere. Il linguaggio del popolo
dei Navayos, usato dall’esercito americano per codificare
i messaggi segreti rischia di essere scoperto dai giappo-
nesi, che, per non essere da meno, decidono di catturare
i Navajos arruolati per decifrare il codice. Gli americani,
res cognita, assegnano ad ogni Navajo un marine-
angelo custode, con il compito di proteggere il codice,
anche a costo di uccidere il pellerossa, nel caso in cui il
nemico riuscisse a catturarlo. Enders, venuto a cono-
scenza dei rischi che il nuovo incarico comporta,
vorrebbe quasi evitare di instaurare un rapporto di
amicizia con il Navajo Ben Yazhee, ma il verificarsi di
determinati avvenimenti lo porteranno a seguire tutt’altra
strada. Cosicché i due iniziano a combattere sotto
un’unica bandiera, abbattendo quel muro che fino ad un
secolo prima avrebbe diviso i rispettivi avi. Il film, basato
su fatti realmente accaduti, mostra senza alcun pudore le
barbarie della guerra, che viene più che altro interpretata
come spettacolo puro a livello cinematografico e non
come dramma che semina morte. La morte di Enders
appunto, nell’epilogo del film, non lascia nella spettatore
un senso di delusione, ma al contrario esalta i valori ed il
compito per il quale ogni soldato ha messo la propria vita
in secondo piano animato da uno spirito nazionalistico -
patriottico. Da sottolineare inoltre anche gli “effetti
speciali” a cui il regista non ha saputo rinunciare: e non
parlo di enormi esplosioni o dei soliti stereotipi, ma dei
combattimenti corpo a corpo che mostrano quanto facile
sia uccidere un uomo e quanto difficile sia proteggerlo.
Windtalkers
Titolo: Windtalkers
Regia: John Woo
Nazione: USA
Durata: 139 min.
Anno: 2005
Distribuzione: 01 Distribution
a cura di MARCO COLETTA
spettacolo
La Voce di Ri onero
l‘ angolo delle ri cette
9
di ALMA CROVETTO
Maggi o ‘ 06
La r i c e t t a
d e l me s e
Cr o s t a t a d i Fr a g o l e
di ALMA CROVETTO
l Ou|e0l eOl l `
Fragole 2 cestini
50g di zucchero
1 barattolino di marmellata
(di albicocche o pesche)
Pasta frolla
300g di farina 00 setacciata
150g di burro
3 tuorli d’uovo
120g di zucchero
1 limone
F|eÞð|ðzl OOe`
Mettere a fontana la farina sulla spianatoia (meglio se è di marmo), mettere al centro il burro freddo di frigorifero,
ridurlo a pezzettini e lavorare il tutto con la punta delle dita, fino ad ottenere un impasto sabbioso più o meno
sottile.
Riallargare la pasta sul piano, e lavorandola cercate di ottenere la forma di una fontana, mescolate in una ciotola i
tuorli con lo zucchero e la buccia grattugiata del limone, una volta fatto questo, unite ancora farina e burro, in
seguito, lavorate tutti gli ingredienti velocemente con le dita e il palmo della mano.
Una volta ottenuto un panetto da questo procedimento, lasciatelo riposare per 30 minuti in un luogo fresco.
Intanto, pulite le fragole, lavatele e tagliatele a fette un po’ spesse, mettetele in una ciotola con lo zucchero.
Preparate la tortiera per la crostata, ungendola con il burro e spolverandola di farina , poi prendete la pasta frolla
lasciandone un po’ da parte per fare le striscioline di decorazione.
Fatene un disco che ricopra la tortiera, spalmateci sopra la marmellata e incrociate a x le striscioline fatte in
precedenza, infornatela per circa 15 minuti, quando si è dorata leggermente sfornatela e fatela raffreddare.
Prendete le fragole scolandole dal loro succo e mettetele sugli spazi vuoti della vostra crostata.
Dopo tutto questo lavoro la crostata è pronta.
In alternativa della marmellata può essere usata anche della crema pasticcera.
La Voce di Ri onero
i nostri gi ochi
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Si ringraziano tutti coloro che hanno reso possibile la stesura, nonchè la pubblicazione del presente.
Nel numero di oggi hanno scritto (in ordine cronologico) : ufficio stampa ac nazionale, vanessa coletta, carovilli,
stefania motta, veronica di fiore, amico di vincenzo, vincenzo d’amico, marco coletta, alma crovetto, i crucibo.
Segnalaci le tue opinioni, riflessioni, all’indirizzo email: rionero.sannitico@gmail.com
Per le questioni che interessano l’Azione Cattolica, rivolgiti ai nostri aderenti presenti sul luogo.
Per qualsiasi altra informazione inerente questo opuscolo rivolgersi a : adelio.fioritto@gmail.com
Pubblicato in Italia nell’anno 2006; Stampata da Adelio Fioritto, via Roma n° 56, Rionero Sannitico(IS); Proprietario: Azione Cattolica di San Bartolomeo Apostolo di
Rionero Sannitico (IS); Direttore responsabile: Deborah Di Vincenzo; Legale rappresentante: Adelio Fioritto

Maggi o ‘ 06
I l No s t r o Cr u c i v e r b a

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