Bollettino riservato ai soci e simpatizzanti “Azione Cattolica”

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Mensile - Agosto 2005

La Voce di Rionero
ATTUALITA’ Feste Patronali Vandalismo Politica e Morale pag 1-2-3-4 ARCHIVIO STORICO Diario di Guerra pag 11 SALUTE BENESSERE Epatite virale pag 10

Anno Domini 1 - Numero 5

CULTURA SPORT SPETTACOLO CURIOSITA’ pag 13-14 di DON ROSARIO D’AMBROSIO

Santi Mariano e Giacomo, Sant ‘ Antonio e Sant ’ Emidio

Feste Patronali: i Santi
“per non dimenticare la Santintà delle feste patronali”

L‘OPINIONE

Vandalismo: il degrado
di STEFANO ANDREANO

“Dove andremo a finire?”, la domanda sorge spontanea. Sono finiti i tempi in cui per divertirsi bastava una chiacchierata o una semplice pizza con gli amici; adesso queste piccolezze non ci soddisfano più, oggi per “rallegrarsi” bisogna ubriacarsi (che non dico faccia male una volta ogni tanto, ma tutti i giorni…), incendiare piante nel bel mezzo della piazza o secchioni dell’immondizia davanti le nostre abitazioni, rompere vasi e auto, svegliare le persone che dormono con sassi e calci sul portone di casa… Ragazzi ma siamo impazziti? Io non sono né un moralista né [...]
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Siamo ormai giunti alla vigilia delle feste patronali. Il comitato feste ci propone, giustamente, cinque giorni gioiosi di svago per allietare al meglio le nostre vacanze. Come Azione Cattolica, tuttavia, ci sembrava doveroso ricordare che i giorni festivi non sono solo ed esclusivamente un momento di divertimento e svago, ma soprattutto religioso e spirituale. Con la viva collaborazione del nostro Parroco Don Rosario, pertanto, riproponiamo di seguito le vite e i trascorsi

dei nostri beneamati Santi Patroni, percorrendone le tappe salienti e, ove necessario, ponendo un giusto confronto tra tradizione e storia. Le domande alle quali abbiamo cercato di rispondere sono poche, ma significative: chi furono, cosa fecero, ma soprattutto perché vennero proclamati santi. E’ chiaro, infatti, che per molti anni si sono date per scontate nozioni storiche demandate oralmente perdendo la veridicità dei fatti storicamente accertati.
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IN EVIDENZA

S A N T I PAT R O N I
a cura dell’Azione Cattolica Un viaggio attraverso le vite dei nostri Santi Patroni per poter comprendere meglio chi furono e quale messaggio vollero lasciarci. PAG. 1,2,3,4

E PAT I T E V I R A L E
del DOTT. CARMINE TOLVE Milioni-miliardi di abitanti del pianeta sono colpiti da virus più o meno aggressivi. Quando le condizioni igienico-ambientali sono precarie, l’infettività del virus cresce. PAG. 10

ISL AM
di LUBER Nessuna voce ufficiale da parte delle massime autorità Islamiche si è mai fatta ascoltare, nessuna voce ufficiale ha mai condannato gli shahid. PAG. 5

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attualità

La Voce di R ionero

Santi Mariano e Giacomo
di Don Rosario D’Ambrosio

Notizie tratte dalla tradizione e dalla storia

A) Notizie tratte dalla tradizione
Quanto alle loro origini mentre S. Mariano proveniva dalla Numidia (Algeria), S. Giacomo invece, nacque nella Galizia (Spagna). L‘OPINIONE [...] un oratore, pertanto non mi sembra il caso di fare la predica, in quanto sono sicuro che tutti noi abbiamo un minimo d’intelligenza per capire che non è così che si va avanti; non si può girare di notte come pazzi in preda a crisi nervose, urlando al mondo la nostra rabbia in maniera del tutto “inadeguata”. Figuriamoci che l’altro giorno sentendo al telegiornale la notizia degl’incendiari a Roma sono rimasto abbastanza sorpreso, più tardi però ho capito che non siamo poi così lontani dalle loro bravate, considerando tuttavia che Roma ha circa 3milioni di abitanti e che noi siamo appena 1.300, il mio primo pensiero è stato:-Beh, forse vogliamo entrare nel guinnes!-. Probabilmente non ci rendiamo conto che cadiamo in un paradosso enorme: noi che distruggiamo il nostro paese. In quest’estate (io e altri molto più grandi di me non ne ricordiamo una peggiore) abbiamo raggiunto e oltrepassato di parecchio il limite, ricordo che tre o quattro anni fa Rionero era pieno di villeggianti che volevano respirare l’aria di montagna, che volevano svagarsi, o più semplicemente riposarsi, ma adesso non si vede un turista che non abbia parenti da visitare, tutto

Siamo nel III secolo e queste terre facevano parte d e l l ’ I m p e r o Romano, per cui la loro conoscenza e la loro amicizia si concretizzò una volta che vennero in Italia a prestare il servizio militare. Terminato il servizio militare decisero di rimanere in Italia ed illuminati dalla grazia del Signore vollero in un primo momento intraprendere la vita ecclesiastica in quanto gli “Atti dei martiri” li descrivono : Giacomo era Diacono mentre Mariano fu soltanto Lettore. In seguito decisero di seguire la loro vita più sul piano della contemplazione che sul piano dell’azione, ed è qui che la tradizione li presenta vissuti nei pressi di Rionero Sannitico nel bosco che prese il loro nome, trovata una grotta la scelsero come loro dimora, nutrendosi di erbe e radici selvatiche, ed occupando le loro giornate nella contemplazione, nella preghiera e nella penitenza. Intorno a questa grotta la pietà dei fedeli costruì una piccola Cappella che costituisce tutt’ora il celebre santuari di S. Mariano e Giacomo, meta di pellegrini. Quanto alla fontana miracolosa che sorge nella parte sottostante la Chiesa, la tradizione e la leggenda la fanno risalire ad una visita che la madre di Mariano fece in questa zona, dopo varie peripezie; avendo richiesto da bere Mariano inginocchiatosi invocò acqua dal Signore e fu così che da una roccia vicina cominciò a scaturire acqua fresca e salutare, per cui tutt’ora utilizzata con fede ottiene dal Signore grazie e guarigioni da svariati mali non sempre documentati e registrati. Dopo qualche tempo passato nel bosco la madre di Mariano

accompagnata dal figlio tornò nella sua terra d’origine, la Numidia.Mariano ancora per qualche tempo stette a Rionero con l’amico Giacomo condu cendo vita da anacoreta preparandosi alla loro eroica testimonianza che manifestarono col martirio. Ispirati dal Signore lasciarono questa terra e fecero ritorno in Africa presso Mugnae (Muguas) località dei sobborghi di Cirta (città romana detta in seguito Costantina), prendendo alloggio in una villa.

B) Notizie tratte dalla storia.
(Cfr. Passio SS. Mariani et Jacobi) Le notizie riguardanti il martirio dei due santi sa di eroico e di commovente, questi particolari sono stati raccontati da un loro compagno di sventura che, arrestato insieme con Mariano e Giacomo, li seguì da vicino negli ultimi giorni di vita e, come testimone oculare, poté fornire particolari della massima attendibilità intorno al periodo immediatamente precedente il martirio. Questo anonimo scrittore riferisce che mentre Mariano e Giacomo abitavano in questo sobborgo di Cirta, sopraggiunsero due vescovi Agapio e Secondino, i quali edificarono con il loro eroismo tutti i presenti, suscitando nel loro cuore l’amore al martirio. Due giorni dopo la partenza di costoro, una perquisizione nel casolare di campagna, come se si trattasse di un noto covo della fede, provocò l’arresto dell’autore ignoto di questi fatti. Viene condotto a Cirta, dove Mariano e Giacomo lo seguono per incoraggiarlo. Nella città, entrambi, interrogati a loro volta, confessano di essere [...]
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e così sono condotti in carcere. Un ufficiale di polizia, affiancato da un centurione e dai magistrati locali, sottopone Mariano alla tortura dell’ambio, ritenendo che dicesse il falso quando si proclamò semplice Lettore e così viene appeso per i pollici, con un peso legato ai piedi: il suo corpo sarà straziato ma non vinto. Giacomo, pieno di forza, aveva spontaneamente riconosciuto la sua condizione di Diacono, il che lo faceva cadere sotto i colpi dell’editto dell’imperatore romano Valeriano (253-260) che comminava la morte soltanto alle gerarchie ecclesiastiche. Tutti insieme furono mandati con il verbale del processo a Lambesi, dove risiedeva il legato imperiale. Nel pretorio i martiri ripeterono la loro confessione e furono rinchiusi in carcere in attesa di essere decapitati. A questo punto la “Passio” riferisce che Mariano vide in sogno il vescovo Agapio, il quale aveva già subito il martirio, lieto tra i convitati di un’agape fraterna, ed un bambino annunziò che Mariano e Giacomo il giorno dopo li avrebbero raggiunti nel banchetto celeste, sogno che si realizzò puntualmente. Durante la permanenza in carcere molti subirono il martirio anche cristiani comuni, furono decapitati sull’alto di una rupe, a strapiombo del torrente che attraversava Lambesi (oggi “AinDrinn. ed i tronchi dei loro corpi furono precipitati in acqua. La madre di Mariano esultò quando vide il figlio avviarsi al martirio per la fede. Circa la data del martirio le fonti storiche non sono concordi in quanto, mentre il martirologio Geronimiano ed il Calendario cartaginese parlano del 6 Maggio, il martirologio Romano colloca il martirio al 30 Aprile del 259. Le reliquie sono custodite nella cattedrale di Gubbio.

Sant’Antonio di Padova
talento. Di lì fu inviato nel piccolo eremo di san Paolo, vicino a Forlì vivendo nella preghiera e penitenza e nascondendo la sua dottrina e la sua cultura tra le pentole, finché in occasione d’una ordinazione sacerdotale [..] L‘OPINIONE per colpa di queste stupide megalomanie, e questo non lo dico o penso io, ma le persone che venivano qui in vacanza. Nessuno di noi (membri dell’A.C.) immagina minimamente chi possano essere i responsabile di queste azioni colme di ignoranza, ma vorremmo dare dei consigli o perlomeno invitare, in primo luogo le autorità a vigilare più frequentemente e soprattutto più severamente di notte, visto che sono stati spesi più di 1milione di euro (soldi dello Stato, quindi nostri) per la costruzione della nuova caserma, ma con più forza un’esortazione la facciamo ai genitori in generale, ma in particolar modo a quelli che hanno figli che rientrano molto tardi, quella di controllare e perché no anche di parlare con i propri ragazzi, perché posso benissimo immaginare che nessun padre pensa il figlio capace di questi atti brutali, tuttavia per il bene del paese, della comunità è meglio accertarsi. Non riesco a immaginare i motivi che spingono al compimento di queste azioni, forse problemi che non si riesce a risolvere; in tal caso un piccolo suggerimento che posso dare è quello di parlare di questi problemi, con amici, anche con noi perché l’A.C. è nata anche per questo, per aiutare chi è in difficoltà, piccola che essa possa essere.
di STEFANO ANDREANO

1188 oppure 1195 - 1231

Sant’ Antonio di Padova (1188 oppure 1195 – 1231) Nativo di Lisbona nel Portogallo da Martino de Bolhues e da Maria Teresa Taveira, ambedue di ricca e nobile famiglia. Prima di indossare il saio francescano nel 1215 (?) era entrato fra i Canonici Regolari di sant’Agostino, nel monastero di san Vincenzo de fora, presso la città di Lisbona. Passò poi nel monastero agostiniano di Santa Croce in Coimbra, dove con probabilità venne ordinato sacerdote. Nel 1220 fu colpito dalla semplicità e dall’umiltà dei primi francescani la cui vita gli parve l’attuazione più fedele del Vangelo e quando giunsero in Portogallo le reliquie dei cinque francescani martirizzati in Marocco, chiese anch’egli di entrare nell’Ordine dei mendicanti e di andare missionario nel Marocco. Giunto alla costa africana, si ammalò e venne rimbarcato. Fu costretto da un naufragio a sbarcare in Sicilia e visse qualche tempo in un convento di Messina, nascondendo la sua grande dottrina sotto il saio dell’umiltà, lui profondo conoscitore delle Sacre Scritture. Il suo superiore lo condusse nel 1221, al capitolo di Assisi, dove partecipò al Capitolo generale delle Stuoie, presieduto da Frate Elia e s’incontrò con san Francesco, il quale sembra che non ebbe il presentimento del suo eccezionale

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attualità 44 anni dal 259

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Sant’Antonio di Padova
segue da pag. 3
tenne un’omelia che rivelò la sua cultura e la sua santità. Fu destinato subito alla predicazione, percorrendo i vari paesi dell’Italia settentrionale, debellando eresie, riformando i costumi e pacificando fazioni., a tal punto da meritare l’appellativo di “Martello degli eretici”. In seguito nel 1224 San Francesco che lo chiamava confidenzialmente “il mio Vescovo”, col celebre “biglietto” lo autorizzò ad insegnare ai frati la “sacra teologia” nel convento bolognese di S. Maria della Pugliola. In veste di “custode” compì una lunga missione in Francia, insegnando a Montpellier, a Tolosa e predicando in varie città francesi contro eretici, albigesi e catari. Dopo la Pasqua del 1227 tornò in Italia ed al Capitolo generale di Assisi, venne nominato Ministro della provincia dell’Emilia, ufficio che ricoprì fino all’anno precedente la sua morte. Dopo la sua predicazione contro l’avarizia e l’usura, a Verona affrontò inutilmente il celebre tiranno Ezzellino da Romano, per ottenere la liberazione del conte Riccardo di San Bonifacio. L’anno successivo 1228, si recò a Roma per questioni dell’Ordine presso la Curia e predicò alla presenza del papa Gregorio IX il quale ammirato dalla sua singolare conoscenza della Sacra Scrittura, lo salutò “Arca del Testamento”. Ritornò di lì a Padova città dove svolse e lasciò i più importanti ricordi della sua attività apostolica. Qui predicò la quaresima nel 1231 con straordinario successo. Una ventina di giorni prima della sua morte si ritirò nella solitudine di Camposampiero, vivendo da eremita, facendosi costruire una cameretta di frasche su un alto noce, da cui predicava alle folle. Aggravatosi di idropisia di cui soffriva da tempo, si fece ricondurre a Padova

Sant’Emidio vescovo e martire
molti pagani di quella città, tra cui Polisia, la figlia del prefetto d’Ascoli Piceno. Il suo martirio avvenne per decapitazione nel 303 durante la persecuzione dell’imperatore romano Diocleziano. I suoi resti sono conservati nella cripta della cattedrale d’Ascoli, entro un’urna romana su cui furono incise le parole latine: “Con altri compagni, Emidio riposa qui”. Queste le brevi notizie storiche riferiteci dalla “Passio” composta nel secolo XI o nel XII da un falsario, che prese il nome di Valentino e si spacciò per discepolo del santo e compagno di Eupalo e Germano. Dopo lo spaventoso terremoto del 1703, in cui Ascoli rimase illesa, si cercò, anche con l’autorità dell’arcivescovo di Treviri, di estendere il culto di S. Emidio a tutta la Chiesa. Questo tentativo, però, non riuscì, tuttavia spontaneamente moltissime città dell’Italia centro-meridionale introdussero la festa del santo nella loro diocesi e lo elessero compatrono. In questo tempo si diffuse la nuova iconografia che lo avrebbe rappresentato in atto di sostenere un muro barcollante sotto l’impeto di scosse telluriche. Ecco perché è invocato dal popolo cristiano come [...]

S. Emidio vescovo e martire del 303 (44 anni dal 259) Le poche notizie che abbiamo riguardante questo santo compatrono risalgono intorno al XI secolo. Treviri fu la città natale, la stessa patria anche di S. Ambrogio vescovo di Milano, che visse poco dopo S. Emidio (339-397). Dopo il suo Battesimo, abbandonò la sua patria per sottrarsi anche alla persecuzione dei suoi genitori. Giunto a Milano insieme ai compagni Eupalo, Germano e Valentino, fu ordinato sacerdote dal vescovo S. Materno. Andò in pellegrinaggio a Roma e fu consacrato vescovo dal papa Marcello e fu assegnato alla diocesi d’Ascoli Piceno. Collaborò nella conversione di

ma dovette fermarsi per via nel piccolo convento dell’Arcella. Morì dopo aver ricevuto il santo viatico con l’Unzione degli Infermi, e dopo aver recitato con i confratelli un inno alla Vergine Maria ed i salmi penitenziali. Spirò dicendo: “Vedo il mio Signore”. Era il 13 Giugno del 1231 ed aveva appena trentasei anni. Le sue reliquie sono conservate nella basilica di Padova la cui prima pietra venne posta l’anno successivo nel 1232 quando il papa Gregorio IX nella cattedrale di Spoleto lo ascrisse

nell’albo dei Santi invocandolo già come “dottore della Chiesa”.Nel 1946 il papa Pio XII lo proclamò “Dottore della Chiesa universale”. Operò moltissimi prodigi in vita e dopo morto, al tal punto da essere chiamato il santo dei miracoli per antonomasia. Alcuni miracoli furono immortalati anche dall’arte, ma il valore storico di tutti questi è stato messo in dubbio da vari critici moderni perché la loro attestazione si trova in fonti piuttosto tardive rispetto all’epoca della sua esistenza.
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protettore contro i terremoti. In Ascoli Piceno la sua festa ci celebra il 5 Agosto mentre in altre diocesi dove è venerato, si celebra qualche giorno più tardi. L’ultima ricognizione delle reliquie è stata eseguita dal vescovo Morgante il 2 Luglio del 1959. Il 4 Giugno 1462, il papa Pio II in un suo breve scritto ricorda il gran concorso di forestieri a detta festa, sia per la profonda devozione al santo sia per i numerosi e quasi quotidiani miracoli che avvenivano sulla sua tomba. Ora cos’è un miracolo? Avvengono anche oggi i miracoli? Bisogna dire prima di tutto che il miracolo è un segno che Dio rivolge all’uomo per un fine religioso, servendosi del fatto “prodigioso” come di uno strumento per dare all’uomo un segnale della Sua presenza e della Sua azione. Dio, infatti, usa la natura materiale, nel miracolo, come strumento della Sua intenzione di salvezza. Il santo che compie miracoli, li compie come strumento, come ministro dell’intenzione salvatrice di Dio. In altri termini Dio non interviene per contraddire le leggi naturali che Egli ha creato, né tanto meno per correggere la natura, ma Dio interviene per dare alla natura un potere più grande, superiore alle sue forze, e quindi per elevarla e perfezionarla, facendone uno strumento di grazia e di salvezza. La rivelazione cristiana afferma che alla fine della storia umana non solo l’umanità redenta parteciperà con lo spirito e con il corpo alla gloria di Dio, ma tutta la natura sarà liberata dalla corruzione e sarà trasformata per partecipare anch’essa alla gloria dei figli di Dio (Rom. 8,19). Ecco perché il miracolo è sempre e solo, un segno religioso, propriamente cristiano, giacché è un’anticipazione del Regno di Dio, che Cristo ha portato nel mondo e che avrà la sua pienezza alla fine dei tempi. Per questo motivo avviene il miracolo, anzi può avvenire solo in un contesto religioso, tanto che, se mancasse tale contesto non sarebbe un miracolo ma un fatto anormale. La situazione religiosa è data dalla preghiera, dalla santità, dalla fiducia umile nella misericordia e nella bontà di Dio. Quanto alla fede legata al miracolo, va detto che la fede non è il risultato delle prove che la ragione umana può portare per dimostrare che si può e si deve, con ragione, fidarsi di Cristo. Si tratta non di ragioni che costringono ma che convincono, cosicché di fronte ad esse la libertà umana resta intatta. Dobbiamo allora fidarci di Dio perché Lui c’invita a farlo appoggiando la nostra vita alla sua persona. di Don Rosario D’Ambrosio
(tutti gli articoli redatti sui santi sono stati a cura del nostro parroco)

Ricordi di Joe
di Joe Di Franco
Mi e' stato immensamente gradito l'articolo di Benito, fondamenta del paese; forse io lo assecondo, d’altronde, alle menti come le emigrante cose mi ritengo di essere il primo. Riportare accadute cinquanta anni fa sono memorabili. Benito parla della Pisciarella, della Fonte di Mezzo, della Fonte Biccchiera. In questa zona ci sono cresciuto. Fortunatamente, durante la mia ultima visita nell'occasione dell’inaugurazione del Monumento a don Antonio e l'Emigrante, ho fotografato e compassato tutto l'area. Ho notato che la Fonte di Mezzo e' irriconoscibile. La vegetazione ha coperto I viattoli che una volta venivano battuti dai contadini e il bestiame. Quanti possono ricordare la distesa giù sotto la Vanicola, i terreni di Stefano, terreni più vicini al paese che avevano alberi fruttiferi! Aveva una pianta di "sovari" forse l'unica in paese, nonché alcuni alberi di “lecene” (prugne). Ricordo che noi bambini eravamo come volatili rapaci su quegli alberi fruttiferi. Mentre ci arrampicavamo una donna anziana , cognata di Stefano, appariva sul promontorio della Vanicola gridando ad alta voce, con la speranza che noi ce ne andassimo; qualcuno dei più grandi diceva: finché quella donna arriverà da sopra alla Vanicola noi arriveremo a " r coll d Giorg “ . Beni! e pure Salvatore, varrecurdate quande faceste la cundutura d l'acqua ando' z trova mo'? Vorreste raccontare come quel progetto venne realizzato e i volontari? Dopo cinquanta anni i tubi si sono arrugginiti, bisogna fare un’altro progetto. Evidentemente il Comune non ne prende parte, forse i volontari come una volta non se ne trovano, il fontanino in piazza non funziona (almeno quando io sono stato lì) dove un turista potrebbe dissetarsi? Chissà se nel futuro qualche amministrazione comunale se ne interesserà di riportare al centro del paese un sgorgorio di acqua "Pura"! Se ne perde tanta giù alla fonte dell’Ammalato… Caro Benito, le righe del tuo articolo hanno toccato il mio animo, hanno toccato il mio sentimento di trenta anni fa, quando quasi poi fresco al dall'emigrazione, legato

paese e a don Antonio, mia madre ritornò a vivere a Rionero. Era l'anno Santo 1975 quando ritornai con la mia famiglia. In quei tempi ancora pensavo di tornare a vivere in Patria. Ecco quando realizzai che l'Italia non era aveva più per me. il L'inflazione superato

mondo intero. Il tasso d'interesse era tra 20-25% . Ritornato in America, nel frattempo esisteva un Programma Radio italiano dove ogni persona poteva scrivere sul loro paese. Colsi questa opportunità per scrivere sul mio amato paese; forse la mia storia e' stata la più commuovente. Mentre che io scrivevo coinvolgevo la mia amica (decessa) Lilia Di Vincenzo, spinsi anche a lei scrivere la sua storia, la quale alcuni anni fa e’ stata pubblicata su Rionero Oggi. La mia storia e’ stata presentata nell’occasione della festa dell’Emigrante nel 1987. Colgo l’occasione del La Voce di Rionero che la pubblicherà. Ferdinando descriveva bene i miei sentimenti nostalgici che ha capito in quel poco di tempo che siamo stati assieme.

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Paese mio
Il mio paese e’ Rionero sannitico, sorge sù delle colline al lato orientale dell’Appennino, ed e’ l’ultimo paesello dell’Alto Molise, si trova sulla strada Nazionale numero 17 a 1052 metri sul livello del marte. Il paese si dedica sopratutto all’agricoltura e alla pastorizia. Durante la mia infanzia ricordo che il paese era differente. All’alba si sentivano I contadini chiacchierare mentre scendevano nei loro campi. Passando davanti alle loro case si annusava l’odore della polenta che le massaie ben presto avevano preparato con tanto amore. Le campagne erano piene di gente di tutte le età. I giovanotti e le signorine si sentivano cantare da una contrada ad un’altra, ed i canti degli uccelli sembravano che accordassero in coro soavemente proprio come un canto d’usignolo. A primavera i prati diventavano molto pittoreschi, ricchi di margheritine ed altri fiori variopinti. Ammirandoli da lontano sembravano tante coperte ricamate, ognuna differente dalle altre. Le campane, quando suonano insieme hanno un accordo glorioso. Il sagrestano (Paoluccio) per molti anni le ha suonate a suo modo professionale. I giorni festivi inizia Rionero con il suono del mattutino, e, le tre note insieme trasmettono onde gioconde, melodiche, cosi meravigliose che fanno risvegliare il sangue nelle vene e farà venire la pelle d’oca. Come il suono si sparge per tutto il cielo cosi i pensieri del popolo si allietano verso la giornata che sta per iniziare. E’ passato oltre un decennio che sono emigrato. Intanto, intanto, rientrando al paese, oltrepassando la catena dell’Appennino, le colline che incoronano il paese, l’antico campanile con la sua chiesa…, risento un po’ di fanciullezza, un po’ di gioventù di vecchi ricordi che non torneranno più. Quando visito la chiesa da un punto particolare rivedo il mio passato. Ricordo che lì ho ricevuto tutti i Sacramenti, lì ho sempre assistito alle funzioni religiose.. . E tutti questi cari ricordi non vengono soddisfatti se non si raccontano con il Buon Curato, che con il suo sorriso benevole da a tutti il ben venuto. Naturalmente vedo facce nuove e quelle che non tanto riconosco. E’ un gran piacere conoscere altra gente, ed e’ entusiasmante indovinare chi siano, mi sento essere circondato dalla letizia. Oh… paese mio sei di una particolare importanza per me. Custodisci nel tuo agglomerato gruppo di case anche quella di una vecchierella a me tanto cara: Mia Madre. Sì paese mio, una vecchietta che ha deciso di ritornare a vivere con te con la speranza di essere più felice. Sente delle macchine arrivare, sa che il figlio sta per arrivare e… si ringiovanisce un po’. Una macchina porterà questo suo figlio al paese dove lei lo ha data alla luce. E va’ ad aspettarlo al margine della strada, lì lo riabbraccerà allungo per dar sfogo a tutta la sua ansia… . Riguardando intorno, oh! Le cose sono cambiate. Le ginestre e cespugli hanno chiusi i sentieri che una volta portavano I contadini nei loro campi. Solo la selvaggina ne e’ oltremodo felice di questo. Attraversando il paese vedo tanti vecchietti che non conosco più. Sono seduti davanti alle loro case e si godono gli ultimi raggi caldi del sole che sta per tramontare. Anche questi vecchi sembrano accettare incredibilmente i nuovi cambiamenti del paese. Noto che parecchi restauri sono stati compiuti per i danni che la disastrosa Guerra ti fece subire, le ferite però se ne vedono ancora. Qualcosa non e’ cambiato, la tua aria e le tue acque sono ancora il simbolo della purezza e della salute. Chiunque ha ti ha visitato ne e’ testimone. Il mio soggiorno con te sta per finire, devo ritornare, dovrò lasciarti Paese Mio! Sono arrivato cosi ansioso, devo lasciarti con il cuore pieno di tristezza. Dovrò lasciare con te tutti i miei cari, sperando i cieli di poter tornar di nuovo e provare questa felicità. Mi dispiace tanto caro paese per essere andato altrove in cerca di fortuna, la vita a volte scherza con noi ed il nostro destino sembra divertirsi con i nostri cuori. Ora sono in un grande paese ed e’ mio dovere curarlo, amarlo, quasi come amo te, perchè qui ho trovato un modo di vivere, una vita senza molte preoccupazioni, una e forse… l’unica preoccupazione sarà sempre quella di poterti rivedere al più presto: caro paese mio. Perdonatemi! Ma questa lettera e’ servita a sfogarmi, sperando anche che un giorno i miei figli potranno ricordarsi di te. Grazie paese mio, non sarai mai dimenticato, perchè sei stato tu che mi ha dato la vita.

di Joe Di Franco
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Islam: moderato o estremista?
“ si assisterà inevitabilmente ad uno scontro di civiltà ”
Dopo l’ennesimo atto di barbarie perpetrato dai terroristi in Egitto, si leggono dichiarazioni di condanna provenienti dagli ambienti Islamici così detti “moderati”. Alcuni chiedono di non definire questi atti come operati dal “terrorismo islamico”, dichiarando che la religione Islamica condanna questo tipo di violenza e che il credo dell’Islam si basa sulla fratelverso lanza tra i popoli e sull’amore l’uomo. Sarà anche vero, ma è altrettanto vero che il fondamentalismo viene insegnato in molte scuole Coraniche e divulgato da molti punto Himam come che dovremmo definirlo? che Finché il popolo non mussulmano predicano nelle moschee. A questo Teniamo presente che sono solo le comunità religiose islamiche vivono all’estero a prendere posizione ufficiale contro questi atti di barbarie, c’è da chiedersi quanto sia vera dissociazione o quanto, invece, sia motivo di convenienza. Nessuna voce ufficiale da parte delle massime autorità Islamiche si è mai fatta ascoltare, nessuna voce ufficiale ha mai condannato gli shahid (kamikaze), che vengono “martiri”, considerati addirittura E’ evidente che questi terroristi E non dimentichiamo che ci sono paesi islamici dove è vietata, per legge, qualsiasi tipo di religione al di fuori di quella Islamica e dove sono previste pene severissime per i trasgressori, anche pene capitali. violenza. abbia mai visto niente, non si sia accorto mai di niente; questi individui trasportano ingenti quantità di esplosivi, attrezzano auto bomba e quant’altro, con preparativi e pianificazioni che durano mesi e nessuno ha mai visto niente? Si è mai accorto di niente? Nessuna denuncia è mai pervenuta alle autorità da un islamico nei confronti di un altro islamico; segno di una tacita complicità. Non esiste l’Islam moderato, l’Islam è Islam e basta; la sua peculiarità è nel fatto che all’interno di esso proliferano numerosi movimenti autonomi che interpretano il Corano secondo i fini che si prefiggono di perseguire senza alcun controllo e senza nessuna regola da parte di un’autorità suprema che, di fatto, non esiste. Così strutturato l’Islam finisce col diventare un’anarchia dove ognuno fa come gli ne pare regole senza e controllo

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godono di una vasta rete di fiancheggiatori nei paesi da dove provengono e nelle stesse comunità in cui vivono, anche nessuno all’estero. Non è possibile che

godendo di una sorta di immunità religiosa.

prenderà coscienza di ciò e non si distanzierà da questi e “profeti del male”, denunciandoli isolandoli, si assisterà inevitabilmente ad uno scontro di civiltà. di LUBER

nessuna voce ufficiale ha mai preso provvedimenti contro quegli Himam che nelle moschee predicano odio e
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La Voce di R ionero

Politica e Morale
di FABRIZIO TOLVE
Nel Corriere della Sera di sabato 13 agosto Giovanni Sartori affronta la questione della distinzione tra politica e morale. L’occasione nasce dalle ultime vicende che hanno coinvolto il governatore della banca d’Italia Fazio ; ma aldilà dei fatti di cronaca, l’analisi ben strutturata della questione, può essere utile per una riflessione. Lo scrittore dopo un preambolo, che mette in rilievo la separazione tra politica, economia e morale, distingue le persone morali dagli amorali e dagli immorali. Le persone morali sono tali in tutto: anche in politica ed economia. Le persone amorali non promuovono il bene ma neanche si dedicano al male, anche perché sono fermate nel malfare da freni interiorizzati. Invece le persone immorali ridono dei “cretini” che credono nei valori e non sono fermate da nulla (o soltanto dal pericolo di finire in prigione). Per i primi non è vero che il fine giustifica i mezzi; per i secondi il fine può giustificare qualche mezzo scorretto, ma non tutti. Per le persone immorali il fine di far soldi e di conquistare potere giustifica qualsiasi mezzo: non c’e scrupolo, non c’e coscienza che li fermi. Da qui in poi l’articolo torna ai fatti di cronaca e la vita personale dell’autore, ma spero che siate d’accordo con me nell’apprezzare la lucidità dell’analisi da cui è partita la mia volontà di riproporvela. Farei il semplice copiato se però non aggiungessi qualche considerazione personale. E’ radicata nella natura dell’uomo la volontà di “arrivare”: chi non desidera una macchina bella, una bella casa, una vacanza in un posto favoloso,oppure ancora di far carriera, raggiungere un ruolo di prestigio in un’azienda importante? Tutte aspirazioni personali che se conquistate onestamente non creano problemi nella coscienza di un uomo; l’ambizione è da lodare non certo da condannare. Il problema si complica nella politica, proprio con riferimento a quei “mezzi” di cui Sartori ci parla. Dico si complica e non cambia perché personalmente credo nella onestà della maggior parte dei politici, altrimenti non potrei vivere in una società civile. Mi è però difficile non riconoscere che in politica, anche per le influenza che l’economia ha su di essa, vi siano più occasioni di varcare la linea dell’onestà ( appalti pubblici falsati , scalate in borsa non controllate…) e l’occasione, si sa, fa l’uomo ladro. Quello che aggiungerei, pero, è che ci deve essere una certa predisposizione a varcare la soglia. Per le persone perbene, come le abbiamo definite prima morali, il passo è molto lungo. Per gli amorali si riduce e per gli immorali la soglia semplicemente non esiste. Se si volesse calare la riflessione in un modello matematico, oserei dire che la lunghezza del passo è inversamente proporzionale alla malsana ambizione, definendo tale la voglia di arrivare ad ogni costo. Si propone oggi tanto la riscoperta dei valori: ma questi ci sono da sempre e non serve riscoprirli, ma solo SEGURLI. Chi ha intenzione di guadagnare tanto ma bene, deve farlo con il sudore della fronte, senza calpestare gli altri. Chi si impegna in politica deve farlo con la sola voglia di aiutare la società; è chiaro migliorerà anche la propria immagine, ma sarà una conseguenza non un fine. Se poi a migliorare sarà anche, o peggio, solo il proprio portafogli, tutti gli affanni a cercare plausibili giustificazioni non potranno che miseramente scadere nel paradosso.

il Rugby
di VINCENZO D’AMICO
"Come nella vita nessun momento e’ fine a se’ stesso, cosi’ ogni azione non e’ mai finita, nessuna palla e’ mai perduta e ogni situazione puo’ sempre avere un seguito" Dato che il sottoscritto è uno dei fieri fondatori di questa testata giornalistica e dato che il livello di suddetto giornale, visto lo spessore "impegnato" degli articoli, è da ritenersi abbastanza elevato (grazie ragazzi..) posso prendermi la libertà di farvi partecipe (anche se magari non lo leggerà nessuno) di quello che tutti i nobili sportivi definiscono come "l'arte sportiva per eccellenza":il RUGBY. Lo sport ha, nemmeno a dirlo, origini britanniche (gli inglesi sono un popolo maledettamente intelligente) quando, in un paesino, un intero paese si sfidò in una sottospecie di rissa consensiente per raccogliere ma sopratutto avere l'onore di riconsegnare un fazzoletto ad una gentil donzella, (sempre loro... ma d'altra parte lo disse anche Dio:"Vabbeh che sono onnipotente ma su Adamo.... da una costola non potevo fare miracoli.....). Non mi soffermerò sulle regole semplicemente perchè sono così lunghe e complesse che non basterebbero 500 pagine e nemmeno i professionisti possono dire di conoscerle a fondo ( mi è capitato di giocare una partita dove mi è stato fischiato un fallo in base ad una regola che non conosceva neppure il mio allenatore ex Top 10 della Conad L'Aquila....) vi basti sapere che un semplice rimbalzo della palla ovale tra le mani del giocatore provoca il maledetto "in avanti", fallo con il quale il gioco si interrompe e la palla va alla squadra avversaria. Vorrei farvi conoscere il rugby come filosofia di vita. Tante e tante righe sono state scritte su questo sport e su ciò che rappresenta: difficoltà tecnica, perfezione stilistica e sopratutto SPORTIVITA'.. [...]
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di FABRIZIO TOLVE

La Voce di R ionero

O P I N IO N E

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il Nobil Sport
"Come nella vita nessun momento e’ fine a se’ stesso, cosi’ ogni azione non e’ mai finita, nessuna palla e’ mai perduta e ogni situazione puo’ sempre avere un seguito"
[..] termine che, osservanodo i nostri "sport" nazionali, è ormai in disuso:vedere risse, doping, giocatori scimmie dai quali i ragazzini prendono esempio.. CHE DEGRADO.. Disse Sagan, scrittore francese:"Amo il rugby non perchè è violento ma perchè è intelligente" e qualcuno come Giroux, un giornalista, generalizzava vedendo il Rugby come esempio di civiltà:"Otto giocatori forti e attivi, due leggere e furbi, quattro rapidi e un ultimo modello di flemma e di sangue freddo. Una squadra di rugby e’ la proporzione ideale fra gli uomini." Quando il mediano di mischia,(lo riconosci.. è piccolo ma dallo sguardo intelligente) ti passa la palla, il vedere gli avversari che non pensano ad altro che strapparti il "tesoro" dalle mani ti fa pensare che da sempre gli uomini hanno giocato a battersi, il rugby consente loro di farlo nel rispetto delle regole. E’ un gioco duro e questa e’ la sua virtu’ principale. al seguito elencherò altre citazioni famose che ci danno una visione "simpatica" anche di cose che possono sembrare banali per molti sportivi ( o presunti tali)... DOCCIA. Gioco a rugby perche’ la doccia fredda la fanno solo gli uomini veri, perche’ un giorno o l’altro sara’ anche calda, perche’ io sono furbo e a ogni allenamento cinque minuti prima della fine m’invento un leggero infortunio e rientro negli spogliatoi e faccio subito la doccia e cosi’ c’e’ ancora l’acqua calda, perche’ se ci fosse la vasca farei un bel bagno caldo altroche’, perche’ a giocare a rugby non guadagno una lira in compenso risparmio sulla doccia, perche’ la doccia
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scozzese e’ prima l’acqua e poi la birra, perche’ d’inverno fuori fa cosi’ freddo che se poi l’acqua della doccia e’ gelida neanche te ne accorgi, perche’ c’e’ un mio amico che si chiama Pigliafreddo, perche’ la societa’ non ci passa niente ma almeno potrebbe passarci lo shampoo,(ricordi di spogliatoio...) perche’ da quando gioco non ho ancora comprato lo shampoo, perche’ di shampoo ne faccio fuori uno ad allenamento, perche’ quello fa lo shampoo anche se e’ pelato da almeno dieci anni, perche’ una volta ho portato la bottiglietta di shampoo vuota e l’ho riempita io con un liquido che sembrava shampoo alla camomilla e poi l’ho data a tutti gli scrocconi. PIANO. Gioco a rugby perche’ in tutte le lingue tranne l’italiano giocare e suonare si dice nello stesso modo, perche' se in italiano giocare e suonare non si dice nello stesso modo un motivo ci sara’ e sul campo si vede eccome, perche’ il mio allenatore dice che il rugby e’ come un pianoforte ma anche come un fortepiano e non abbiamo ancora capito cosa mai vorra’ dire pero’ nel suo genere suona bene, perche’ sara’ per via dei tasti bianchi e neri o per via dei pedali o per via dello spartito, perche’ se giocato bene il rugby e’ fior di musica, perche’ in Francia dicono che a rugby c’e’ chi suona il piano e chi lo sposta. PALLONE OVALE. Per non essere banale come quello del calcio. Dicono che cosi’ sia

imprevedibile come una donna, o alticcio come dopo un boccale di birra. Li riconosci al volo, i rugbisti. vuoi sapere in che ruolo giocano???.

Collo taurino? Pilone..... Bisogno di affetto ? Tallonatore... Orecchie a cavolfiore? Seconda linea...(Dio mio come fa male strisciare con le orecchie sul fango gelato. indovinato il mio ruolo?? :-).... Gente che ti lascia un caffe’ gia’ pagato al bar? Terza ala. ....Una quercia dove appoggiarsi per fare un pisolino, leggere “ La Gazzetta dello Sport “ e baciare la morosa ? Terza centro.... Due occhi da furbetto ? Mediano di mischia..... Il proprietario di una spider ? Mediano di apertura.... Culo basso ? Trequarti centro.... Culo alto? Trequarti ala.... Uno cui affidare i bambini da portare all’asilo? Estremo..... E poi vi do l'ultima chicca, questa è firmata Vincenzo D'Amico, è una semplice proporzione: RUGBY: CALCIO=JAZZ: DISCOTECA

di VINCENZO D’AMICO

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salut e & b e n e s s e r e

La Voce di R ionero

MA L AT T I E V I R A LI

Milioni-miliardi di abitanti del pianeta sono colpiti da virus più o meno aggressivi. EPATITE A E’ di origine alimentare e/o legata a condizioni igieniche precarie. Quando le condizioni igienico-ambientali sono precarie, l’infettività del virus cresce e la trasmissione da persona a persona avviene prevalentemente per via oro (bocca)-fecale. Nei paesi in via di sviluppo ci sono epidemie cicliche, dovute a cibo ed acqua inquinata, che colpiscono soprattutto i bambini. D’altronde si stima che circa il 30% della popolazione statunitense abbia contratto un infezione da epatite a. L’incubazione va dai 15 ai 50 giorni ( in media 30 giorni ). La malattia può essere lieve ( 1-2 settimane con guarigione completa ) o, più raramente, durare parecchi mesi fino ad un anno ( nel 15% dei casi ); rarissimi i casi di epatite fulminante, con distruzione massiva del fegato. I sintomi sono febbre elevata, malessere generale, nausea e vomito, dolori addominali, seguiti dopo qualche giorno da ittero ( colorito giallastro della cute e delle congiuntive ). Nelle forme a decorso prolungato la terapia utile è a base di cortisone. Esistono due vaccini ormai validati e consigliabili per le popolazioni e per gli individui a rischio ( comunità-ambienti di vita con alti tassi di casi di epatite a ). Quando c’è la possibilità di trasmissione in corso di epidemia ai soggetti non vaccinati possono essere somministrate con efficacia le immunoglobuline entro le due settimane dall’esposizione. In caso di epidemia particolare attenzione deve essere riservata al ridurre-eliminare la contaminazione fecale di alimenti ed acqua. EPATITE E o NON A NON B Anche qui la via di trasmissione è oro-fecale, l’incubazione è di 15-60 giorni, presenta un decorso clinico simile all’epatite a e come la a non cronicizza mai. Fanno eccezione le donne in gravidanza che, per un meccanismo oggi sconosciuto, presentano una mortalità elevata. Il serbatoio principale del virus e lo troviamo in Asia ed in Africa. EPATITE B In Italia la lotta alle epatiti ha mostrato la sua efficacia con l’introduzione da circa 15 anni della vaccinazione obbligatoria per legge per neonati e pre-adolescenti e la conseguente riduzione – abbattimento dei nuovi casi. Questo virus si trasmette per via ematica, per via sessuale e materno-fetale. L’incubazione è di 45-180 giorni ( in media 60-90 giorni ). Meno del 10% dei bambini e circa il 40% degli adulti sviluppa un ittero ed i sintomi sfumati possono essere febbre, dolori addominali, nausea e vomito. Anche il virus b può causare una forma fulminante con distruzione massiva del fegato. Sempre più, in Italia, osserviamo le sequele di vecchie infezioni che nuovi casi e, come per l’epatite c, osserviamo tumori del fegato in pazienti cronici ( il periodo di latenza è di circa 20 anni ). Il rischio di cronicizzazione è inversamente proporzionale all’età ( più si è piccoli più si rischia ) ed è favorita nei soggetti immunodepressi. Globalmente il 15-20% dei pazienti con epatite b cronica attiva muore precocemente per cirrosi o tumore del fegato. Nel mondo la diffusione è ubiquitaria e l’ OMS ( Organizzazione Mondiale della Sanità ) stima che circa due miliardi di persone siano state esposte al virus. Si comprende la validità della scelta di Sanità Pubblica nel nostro Paese con la vaccinazione obbligatoria ( si stima che la protezione con l’attuale calendario vaccinale possa durare almeno 15 anni ). La terapia delle forme acute non è specifica; nelle croniche ( la clinica , gli esami di laboratorio e la biopsia epatica dopo 6 mesi dall’esordio dei primi sintomi portano alla diagnosi ) si utilizza l’interferone ed un antivirale ( lamivudina ). I soggetti che hanno cronicizzato sono potenzialmente infetti e l’educazione sanitaria, mirata a loro e a chi li circonda, può ridurre la circolazione del virus. EPATITE DELTA L’epatite può essere grave ed è sempre legata all’epatite B. Anche l’epatite delta può progredire verso la cronicizzazione ed è diffusa in tutto il mondo( si stima che circa 10 milioni di persone siano interessate al livello planetario). In Italia sono segnalate zone endemiche nel sud Italia, naturalmente in zone ad alta incidenza di epatite b. L’incubazione è di circa 2-8 settimane e la prevenzione è sovrapponibile a quella dell’epatite B.

EPATITE VIRALE

(nel prossimo numero: Epatite C- AIDS)

del DOTT CARMINE TOLVE
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ARCH I V I O S TO R I CO

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Diario di Guerra
“ Natale di Guerra ”

di Don Antonio Fioritto

11/11/43 126 batterie d’artiglieria di montagna piazzate nei dintorni e nel centro del paese fanno fuoco notte giorno contro il nemico appostato tra le montagne delle Mainardi e dentro la galleria di S. Ilario. una donna, come castellana medievale, Siamo ormai in prima linea di guerra. vive oramai nei sogni perenni del cavaliere: I tiri della artiglieria tedesca, di tanto in tanto, si fanno sentire colè armato per la pace, pendo precisi obiettivi e ferendo soldati e civili.
incapace di nuocere. Da tempo ha spezzato le lancie e distrutti gli orribili arnesi, ora ama.
U n a D o n n a

27/11/43 Proiettili nemici colpiscono una casa nel centro abitato, uccidendo quattro soldati. Nuovo panico nel paese. Molti cittadini lasciano le loro case e fanno ritorno nelle frazioni ospitati da buoni e generosi villici. 8/12/43 “Festa dell’Immacolata”

del NICOLA DEL CIOTTO chirurgo in Ortona

R e c e n s i o n e

Dopo la celebrazione della Santa messa i fedeli si ritirano in fretta nelle loro case per paura di qualche cannoneggiamento. Poche parole per descrivere le giornate di Sono le nove, il nemico infatti apre il fuoco su Rionero. I cittadini corrono agli improvvisati ricoveri. guerra, bisogna avere la massima attenziNessuna vittima.
one per sfuggire alla morte , ma nella precarietà della vita si rafforza la fede e con essa la capacità di superare ogni brutalità. La serenità del presepio rende sorda la

24/12/43 Natale di Guerra

Mi viene consentito dal comando inglese di celebrare la messa di mezzanotte. tiva lo stesso messaggio che in questi giorni Numeroso popolo e molti soldati affollano il tempio. Il presepe composto con cura da alcuni giovani viene illuminato Benedetto XVI grida al mondo: da una lampada a batteria gentilmente istallata da un soldato lasciamoci impregnare dal sentimento inglese. dell’amore, lasciamoci guidare da esso. I pallidi riflessi di quella luce illuminano Gesù bambino che pare pianga sulle rovine del nostro paese.
Da un sacerdote e da un medico in defini-

gente al tuono dei cannoni.

del DOTT. GIUSEPPE FIORITTO
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Vizi e Stravizi
il 9 luglio a Pistoia, nel bel mezzo di un concerto blues di un certo B.BKING (inchino prego..) ho assistito, staccando per un secondo gli occhi dal palco, a scene che definirei a dir poco vomitevoli: gruppetti di ragazzi dalle pupille dilatate e dalle espressioni perse che,minimamente consapevoli non tanto di quale musicista avessero davanti (non proprio Le Vibrazioni..) quanto della loro collocazione geografica, si passavano continuamente canne e canne guardando nel vuoto. Placando per un attimo il mio istinto omicida verso simili personaggi che, a mio parere, nella costituzione dei diritti dell' uomo non dovrebbero rientrare vuoi per il loro fallimento in quanto ragazzi (piccole perdite) vuoi perchè, cosa ben più grave, il loro fumo disturbava tantissimissimo me, mi sono messo a riflettere; qualcuno nello scorso numero diceva che tutti meritano rispetto, spesso però qualcuno dimentica che il rispetto è anche una cosa reciproca e che, se monodirezionale, inceppa con l'ideale di giustizia. Da che mondo è mondo il fumatore non è considerato infame perchè si uccide con le sue mani ma perchè spesso, troppo spesso, uccide chi malauguratamente e forzatamente gli sta intorno. Prima della legge antifumo applicata dal ministro Sirchia (santificabile solo per questo..) quanti e quanti morti abbiamo dovuto piangere (anche nel nostro paese) per tumori causati da fumo passivo?? Quale grado di immorale inciviltà può spingere le persone a fumare in un luogo pubblico incuranti del danno che apportano agli altri?? Ve lo dico io: la consapevolezza di non riuscire a liberarsi di una cosa che fa male a causa di una personalità debole e la voglia di "coinvolgere " in quel male distruttivo chi gli sta intorno. Ecco perchè OGNI FUMATORE DEVE SENTIRSI PARTECIPE E CORRESPONSABILE DI PIU' OMICIDI. Capita sempre più spesso di vedere ragazzini con la sigaretta o la canna in mano. L'adolescenza è un'età in cui la personalità cerca ancora la propria strada e per farlo spesso e volentieri ricalca orme di qualcuno che quelle strade le ha già percorse e ancora più spesso ci si accontenta di avventurarsi per il sentiero più semplice. Cerchiamo di capire il perchè ciò avvenga: premetto che in tutta la vita l'unico fumo da me inalato è stato quello di qualche succulento arrosto e che quindi l'analisi di questa notte è una mia personale opinione (ma sapeste quante volte le mie personali opinioni hanno coinciso con la verità, scomoda spesso..) Mettiamoci nei panni di un adolescente debole: tutti i suoi compagni (deboli.. lo so che è un aggettivo duro e che tutti i fumatori nel leggerlo penseranno:"Non sono debole, è una mia scelta, non l'ho fatto per sembrare diverso, lo faccio perchè mi piace e poi..smetto quando voglio.. sicuramente!) ) hanno iniziato ormai da tempo a fumare perchè sono convinti che con una sigaretta tra le dita ci si possa atteggiare da grandi ( questo è vero se si considerano i grandi imbecillli).. il ragazzino che non ha le forze di staccarsi da quel branco e magari formarne uno nuovo e migliore si piega e prende i primi tiri pensando :"Tanto smetto quando voglio"; Mai frase fu più banale e insensata.(o sì? quelle sull' uguaglianza economica sono più o meno allo stesso livello di comicità..) gradualmente la nicotina si impossessa del pargolo e da lì alla Canna il passo è breve. Chiaramente non tutti i fumatori si drogano ma è anche vero che non esiste al mondo un non fumatore che si accanni! E' vero che difficilmentente si muore di overdose di marijuana ma è pur vero che una persona sotto droghe (come una persona sotto alcol) rappresenta un grave pericolo per la società: questa gentaglia (..permettetemi il termine...) dopo aver fatto i propri porci comodi, spesso si mette al volante e guida; il problema non è il piangere la loro piccola perdita quanto le altre vittime INNOCENTI che sempre più spesso provoca sulla strada. Ecco come le frasi lenoniane del vogliamoci bene e di pace e amore verso tutti (ricordiamo che i Beatles erano fieri del loro uso di droghe..ricordate Lucy in the Sky whit Diamonds? Sicuramente no cmq L..S..D..) vengono a ridursi a un cumulo di parole vuote se aggiungiamo anche il fatto che, la giustizia italiana, politicizzata ai massimi livelli, pur di screditare i governi di turno rimette in libertà i peggiori criminali che le forze dell' ordine riescano a cattutare e noi comuni cittadini ne paghiamo le conseguenze. Nel prossimo numero cercherò di spiegare (con le mie modeste conoscenze di medicina) in che modo il fumo faccia danni al nostro organismo. A proposito di medicina: il vedere sempre più spesso medici che fumano (per non dire che si droghino e bevano) è degradande, quasi da ritirar loro l'abilitazione alla professione. NON tutti i fumatori fortunatamente muoiono di fumo ma in un fumatore il rischio di ammalarsi di cancro è 20 volte superiore a quello di un non tabagista e un medico che non si pone di questi problemi e da per primo il cattivo esempio, a mio modesto parere, paventa una ignorante superficialità e non dovrebbe nemmeno avere l'onore (perchè secondo me curare la gente è un onore) di prescrivere supposte agli anziani, con tutto il rispetto per i non più giovani (quasi tutti, non quei quattro "cronisti" sotto il campanile.. :-) P.S. Ultimamente sopra la torre campanaria si osservano dei massi abbastanza instabili.Bah, speriamo bene..
di VINCENZO D’AMICO Ag o s to ‘ 0 5

O P I N IO N I

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spo r t & s p e t ta c o l o

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film del mese
Titolo originale: Hitch Nazione: U.S.A. Anno: 2005 Genere: Commedia Durata: 115' Regia: Andy Tennant Sito ufficiale: www.sonypictures.com Sito italiano: www.sonypictures.it

Hitch - Lui si che capisce le donne

Cast: Will Smith, Eva Mendes, Kevin James, Amber Valletta, Michael Rapaport Produzione: Columbia Pictures Corporation, Overbrook Entertainment Distribuzione: Columbia Tristar la recensione
Will Smith, dopo "Io, robot" si cimenta in una commedia romantica, ricoprendo il ruolo di Alex Hitchens, per gli amici Hitch, consulente galante, che capisce le donne e consiglia agli uomini come conquistarle, lo fa credendo nell'amore vero e condannando le scappatelle. Una brutta esperienza ai tempi dell'università, l'ha portato però a rifuggire i sentimenti e a non mettere in pratica i suoi stessi consigli, fino a quando una giornalista di tabloid in carriera, Sara (Eva Mendes- Training day) anch'essa disillusa dall'amore, non conquisterà il suo cuore. Una regia (Andy Tennant- Tutta colpa dell'amore) inesistente per la solita commedia romantica, infarcita degli immancabili elementi caratteristici del genere: assistiamo a gags, a volte un po' scontate, a volte divertenti, ambientate, come sempre più spesso accade nelle commedie e come pare preferire Tennant, a New York, con attori dalle facce simpatiche e personaggi buffi e teneroni, assolutamente politically correct. Per gli amanti del genere non sarà certo una delusione, non mancano risate, romanticismo e il solito lieto fine, si può scorgere anche una velata riflessione sull'amore e sull'incomunicabilità tra uomo e donna, dovuta alle troppe delusioni.

AG O S T O N E L PA L LO N E Caos nel mondo del calcio rionerese.Da una possibile fusione tutto è rimasto come prima.
L’estate è giunta ormai a termine (……chi l’ha vista?)e come di consueto da oltre un secolo, ritorna il grande e tanto atteso campionato di calcio(evento gradito per gli appassionati…….un po’ meno per le donne!!!).Dopo i vari acquisti che hanno visto protagoniste le principali compagini di serie A siamo pronti ad ammirare Gilardino nelle file rossonere, Veira tra quelle bianconere e Figo in veste neroazzurro.Anche a Rionero dovevano esserci grandi rivoluzioni…..si parlava di una “fusione”che avrebbe visto coinvolte le squadre del nostro paese:la Futura e la Polisportiva.Il progetto prevedeva di riunire le due compagini sotto un unico nome, con un solo presidente dove i calciatori potevano disputare in egual modo il campionato di promozione e quello di terza categoria.Questo piano è stato trascurato tanto da non essere portato a termine.In conclusione tutto è rimasto come prima.La Polisportiva iscritta al Campionato Provinciale di 3° Categoria che avrà inizio il 18 settembre e la Futura al Campionato Regionale di Promozione ai nastri di partenza il 4 settembre.Intanto è iniziata la Coppa Italia dilettanti regionale;la compagine del mister Di Geronimo è stata inserita nel gruppo 3 con Frosolone, Roccasicura e Olimpia Agnonese.Mentre la Polisportiva dell’ormai noto mister Iacobucci (Canà)sarà impegnata da domenica prossima nella dodicesima edizione della Molise Cup. di ARISTOTELES

Si ringraziano tutti coloro che hanno reso possibile la stesura, nonchè la pubblicazione del presente. Nel numero di oggi hanno scritto (in ordine cronologico) : stefano andreano, don rosario d’ambrosio, joe di franco, luber, fabrizio tolve, vincenzo d’amico, carmine tolve, giuseppe fioritto, aristoteles. Segnalaci le tue opinioni, riflessioni, all’indirizzo email: rionero.sannitico@gmail.com Per le questioni che interessano l’Azione Cattolica, rivolgiti ai nostri aderenti presenti sul luogo Per qualsiasi altra informazione inerente questo opuscolo rivolgersi a : adelio.fioritto@como.polimi.it

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spor t & s p e t ta c o l o

La Voce di R ionero

Festeggiamenti in onore dei Santi Patroni Rionero Sannitico (IS) 24, 25, 26, 27 e 28 agosto 2005
Con il patrocinio del Comune di Rionero Sannitico

Mercoledì 24 agosto 2005 – San Bartolomeo Apostolo - “anti-vigilia” Feste Patronali Ore 21.00 L’Associazione Culturale L’ARETE’ presenta: SSU MATREMONIE NEN Z’ARA FA’ – commedia in 3 atti di Giampaolo D’Uva Giovedì 25 agosto 2005 – “vigilia” Feste Patronali Ore 13.30 Passaggio del 2° tour mountain-bike della Transumanza “Dall’Abruzzo per il Molise fino in Puglia” – Sosta e ristoro a Rionero Sannitico Ore 21.00 Esibizione del gruppo etnico musicale RI – MORSI (pizziche – tarante e tammurriate) A seguire (ore 22.30) il meglio del liscio e dei balli latino-americani con i ROLLER PLAY Venerdì 26 agosto 2005 – S. EMIDIO Vescovo e Martire Ore 8.30 Giro bandistico per le vie del paese Ore 9.00 Santa Messa Ore 11.00 Santa Messa seguita dalla processione con la statua del Santo Ore 21.00 Esibizione musicale: OTRE NEOETHNIC GROUP A seguire (ore 22.30) serata di liscio Sabato 27 agosto 2005 – S. ANTONIO di Padova Ore 8.30 Giro bandistico per le vie del paese Ore 9.00 Santa Messa Ore 11.00 Santa Messa seguita dalla processione con la statua del Santo Ore 15.00 Gara di tiro con l’arco Ore 17.00 Presentazione del libro “Il Molise dentro di me” – di Antonella Ritucci Dalle 15.00 alle 19.00 presso la sala Parrocchiale: elezioni della rinnovata Azione Cattolica Ore 21.30 – PAOLO D’ALESSIO in concerto (vincitore di 2 edizioni dei “Raccomandati” su RAIUNO) Domenica 28 agosto 2005 – S.S. martiri MARIANO E GIACOMO Ore 8.00 Sparo di mortaretti Ore 8.30 Giro bandistico per le vie del paese Ore 9.00 Santa Messa Ore 11.00 Santa Messa seguita dalla solenne processione dei Santi Patroni Ore 15.00 Giochi popolari a cura dell’Azione Cattolica di Rionero Ore 21.00 – GHOST in concerto Ore 23.30 Estrazioni premi della lotteria (1° premio: CITROEN C2) Ore 24.00 Fuochi pirotecnici. Chiusura dei festeggiamenti Durante le serate sarà in funzione uno stand gastronomico. Le processioni saranno accompagnate dal complesso bandistico di Colli al Volturno IL COMITATO FESTE

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