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ISTITUTO SUPERIORE DI STUDI MUSICALI “GIULIO BRICCIALDI” - TERNI

ANNO ACCADEMICO 2013/ 2014

Emanuele Stracchi
Biennio Sperimentale AFAM di II LIVELLO
PIANOFORTE

Ligeti, Continuum für Cembalo:
Actio, Passio, Fluxus

Corso di Semiografia della Musica Contemporanea
Prof.ssa Giuliana Galia

“Senza Tempo”. Actio. da un’intervista a Ligeti 1. Bibliografia 2 . 1.2. Fluxus.1. Breve analisi della struttura di Continuum. Parte Terza. 2. 3. 3.2. Continuum für Cembalo. Un esempio di avanguardia del periodo: Rounds di Berio. 2.Ligeti.3.Vischer e la commissione a Ligeti. Antoinette M. Emanuele Stracchi Introduzione. Passio. Actio.1. 1. La novità di Ligeti. Parte Seconda. 1.2. Scrittura tradizionale? 3.1. Continuum dal punto di vista strettamente semiografico. 2. Parte Prima. Forma tripartita che esprime la dicotomia Caos e Ordine. Perché il Clavicembalo. Fluxus.3. 3. Cenni sull’organologia del clavicembalo. Passio.

di A.Introduzione. ma il più delle volte lo stimolo a comporre viene da fantasie sonore. Lei sogna a colori?. it. Le sue strutture sonore non raggiungono mai un culmine. in cui i movimenti si annullino reciprocamente. Peroni. non sempre. Insomma. da un’intervista a Ligeti “…Mi capita spesso di sedermi al piano e di mettermi ad improvvisare. Trad. A volte dalle posizioni delle mani sulla tastiera nascono nuove idee … Una cosa originale. Oppure il mio tentativo di creare una situazione statica. p. Alet. che non è mai stata fatta da altri compositori sono invece gli strati sonori intessuti fra loro.1” 1 Tratto da György Ligeti a colloquio con Eckhard Roelcke. 189 3 . Questo lo si può apprendere bene da Johannes Ockeghem. ma sono un continuo fluire. Padova 2004.

” (Wanda Landowska) 1. Parte Prima. Will it be a refuge. scritto nel 1966 e pubblicato dalla Universal: Come si può notare. a diversion. joy. Negli anni Sessanta.1. Un folgorante ed eloquente esempio è rappresentato da Rounds per clavicembalo di Luciano Berio. Perché il Clavicembalo. or consolation? I wonder…. la partitura è impostata in modo che la musica possa essere suonata dall’esecutore sia dal lato destro sia sottosopra. molte erano le correnti della Nuova Musica che guardavano in direzione del clavicembalo e verso gli strumenti della prassi musicale antica. questo esempio mostra come gli anni Sessanta 4 . Un esempio di avanguardia del periodo: Rounds di Berio. 1.“I wonder what modern music can bring me. periodo in cui Continuum venne commissionato a Ligeti.

5 . Il brano che è oggetto della discussione è Continuum per clavicembalo di Ligeti. usando poche dissonanze. una scelta che il compositore manterrà anche con Passacaglia Ungherese.Vischer. Questa clavicembalista svizzera influenzò numerosi compositori a scrivere per lei: tra il 1952 ed il 1972 almeno quaranta opere furono a lei dedicate. Il fascino nei confronti del “suono rumoroso” del clavicembalo quindi attirò l’attenzione dei compositori. Berio e Martinu ed anche un grande jazzista come Duke Ellington. con chiari rimandi alla prassi antica. Fu commissionato al musicista ungherese nel 1965 da Antoinette M.siano un periodo di forte cambiamento semiografico e allo stesso tempo puntino ad un rinnovamento nella tecnica virtuosistica strumentale. spesso spinti da interpreti famosi a scrivere per loro. La Vischer eseguì Continuum per la prima volta a Basilea nell’autunno del 1968 e il successo della composizione fu determinato in primis per il flusso continuo di chiaro carattere “ipnotico”. 1. cercando sul sentiero della “totalità” sonora. tra cui spiccano i nomi di Cage.2. composto nel 1968. . Vischer e la commissione a Ligeti. in secundis per la volontà ligetiana di non ricercare in direzione dell’avanguardia. Antoniette M. costituito da quattro minuti incessanti di patterns nota contro nota. diventato uno dei più famosi brani virtuosistici della produzione clavicembalistica contemporanea.

Il salterello è un’asticciola di legno che poggia verticalmente sulla parte terminale del tasto.3. Nel brano di Ligeti viene prescritto l’utilizzo di due manuali. salvo la differenza fondamentale della loro meccanica (corde percosse / corde pizzicate): sopra la cassa a sagoma di ala coricata sono tese le corde metalliche di lunghezza decrescente. che ebbe il suo maggior splendore nell’epoca del Barocco. Per analizzare Continuum è necessaria una premessa organologica. generalmente di cuoio duro o ricavato da una penna di corvo. che vengono pizzicate da plettri innestati su salterelli mossi da tasti. una delle tre è da 4 piedi. ossia è accordata un’ottava più in alto di quella normale da 8 piedi. è possibile accoppiare questi ultimi in modo che un solo tasto faccia suonare tre corde. il salterello viene spinto in alto e il plettro pizzica la corda producendo il suono. Le tastiere a singolo manuale sono comuni. specialmente negli strumenti di fattura italiana. salvo un passo che richiede l’uso del 16’ sommato a gli altri due. nato verso la metà del 1500. Il clavicembalo infatti è definito come strumento a tastiera a corde pizzicate. Lo strumento può essere descritto come un pianoforte. poiché in tale composizione l’utilizzo del clavicembalo è sostanziale essendo più veloce del pianoforte a livello di digitazione. 8’ e 4’. utilizzato per intero nella composizione ligetiana. Il compositore rimanda ovviamente ad un clavicembalo moderno modello Neupert. 6 . nella parte superiore del salterello è inserito un plettro. Cenni sull’organologia del clavicembalo.1. in questo caso. Il range possibile per un clavicembalo “moderno” è quello esposto in figura. mentre in molti altri paesi la tendenza era di produrre strumenti a due manuali. Negli strumenti a due manuali. Abbassando il tasto.

Nell’esecuzione occorre suonare quasi 13 note e mezza al secondo. verso la determinazione finale con cui viene chiuso il lavoro. Passio. è visto come actio. Analisi della struttura di Continuum. opera del filosofo medievale.. EDT 1985 7 . un chiaro richiamo al virtuosismo meccanico conosciuto ormai come marchio di fabbrica di Ligeti. intitolato “Continuum”. distribuite in 202 non – battute”. 2 Il saggio a cui si è fatto riferimento nell’analisi è di Franco Pulcini. in modo che i singoli suoni siano difficilmente percepibili. Dai calcoli effettuati da Franco Pulcini. Suonare molto uniformemente. che all’interno del De Motu. Ligeti. Actio. a cura di Enzo Restagno. Il parallelismo con la definizione esposta è pienamente legittimo se consideriamo il tempo unico in cui è scritta la composizione. in AA. un fluxus di crome. Fluxus. uno spazio finale vuoto in cui l’autore ordina di “arrestarsi di colpo.” Si può interpretare quindi la composizione ligetiana come un’unica actio.VV. Parte Seconda. come interrompendo”. in cui le due mani suonano quasi ininterrottamente nota contro nota. emerge un dato di fatto. abbastanza uniti in un continuum. Le linee verticali tratteggiate non sono spezza battute – non c’è beat né metro in questo brano – ma servono meramente come mezzo di orientamento. passio e come fluxus di una realtà verso una determinazione che lo termina. 2. Come ha scritto Franco Pulcini nell’antologia di saggi su Ligeti2.2. Continuum è costituito da sette pagine di spartito che “comprendono un flusso incessante di crome. L’idea del flusso continuo diveniente è il motore immobile della composizione: nell’analisi affrontata rimanda chiaramente all’idea del moto visto dalla fisica medievale come fluxus formae. precisato da Ligeti con una didascalia in calce: “Prestissimo = estremamente veloce. una brevissima ma ipnotica passio. È incredibile ed inaspettato riconoscere Continuum nella definizione di moto che viene data da Alberto Magno nel Medioevo. senza articolazioni di sorta.1. Il tempo esatto viene raggiunto quando il pezzo dura meno di 4 minuti (non contando la lunga pausa alla fine).

Nella musica ligetiana del periodo preso in analisi si trova un doppio aspetto deterministico e indeterministico. l’esplorazione dello spazio e del suono con l’aiuto della cosiddetta “micro – polifonia” . in Continuum due aspetti costanti portano all’analisi dal punto di vista “armonico”:  Il “Caos”  aspetto indeterministico: nel brano le micro – strutture generano macro – strutture molto complesse. È evidente il procedimento formale di incremento di densità. infatti il Prestissimo accumula costantemente una ripetitiva evoluzione di nuvole di suono. In figura. soprattutto nella parte centrale.2. divaricazione e occupazione totale dello spazio. Aveva poi sviluppato ulteriormente questa tecnica ricorrendo anche ad armonie differenziate. era conosciuto soprattutto per le sue composizioni a grappolo come “Atmosphere” e “Lontano”. Forma tripartita che esprime la dicotomia Caos e Ordine. Ricordiamo che Ligeti.  L’Ordine  aspetto deterministico: dal punto di vista puramente visivo e semiografico la partitura rappresenta un fluxus unico straordinariamente ordinato. si riporta il diagramma delle altezze della composizione con le divisioni formali. tratta da uno studio analitico fatto dal musicologo Hicks nel 1993. presenti nei due 8 . facendo cogliere “clusters” armonici a chi ascolta. tipico delle scoperte della scienza moderna che hanno suggestionato il compositore. risultanti dalla distribuzione e dalle discontinuità del registro. “Continuum” è stato un brano fondamentale in questo senso.2. con la “Coda” finale posizionata esclusivamente nel registro acuto. È chiaro che la dicotomia Ordine e Caos la possiamo in rintracciare formale intervalli primo nella luogo struttura determinata usati: “idealmente” la dagli forma tripartita è nettamente contrassegnata da due cesure. nei primi anni ‘60.

manifestati anche in altre opere. si denota una netta biforcazione come quella descritta da Alessandra Morresi nel saggio sugli Studi per pianoforte di Ligeti3: ORDINE / TRANSIZIONE ALLA TURBOLENZA / CAOS Scenario di biforcazione Ordine / caos / ordine / caos / ordine / caos / … Questa concezione della teoria del caos riporta ovviamente all’interesse del compositore verso alcuni aspetti della matematica e della geometria. Nella prima e nella terza sezione predominano i gradi congiunti. Torino 2002 9 . Nella sezione centrale le mani si allargano. EDT De Sono. gli intervalli piccoli. ingrandimenti regioni di dell’oggetto 3 In Alessandra Morresi. Il finale ovviamente è sull’unisono eseguito sulle due tastiere. Il concetto di caos rimanda al concetto di frattale. infine due semitoni vicini. poi tre. interna: si ripete nella sua forma allo stesso modo su scale diverse. fino ad eseguire accordi e intervalli ampi sino all’ottava. premier livre. ovvero non cambia aspetto anche se visto con una lente Successivi piccole d'ingrandimento. Nelle 202 “non – battute” e in questa sorta di forma ABA’. In matematica. Le fonti e i procedimenti compositivi”. le scale. L’allargamento di sonorità viene cambiato di direzione nell’ultima parte. che consentono di gettare luce su alcuni procedimenti semiografici. “Gyorgy Ligeti: Etudes pour piano. “Frattale” è un termine coniato nel 1975 dal matematico francese B. dove si giunge ad un agglomerato di quattro. Mandelbrot per particolare ente dotato di omotetia indicare un geometrico. il suono più acuto di tutto il brano. una sorta di ripresa variata.punti in cui la mano sinistra si ferma con una nota improvvisamente lunga.

L’intento del compositore era infatti quello di una vera e propria passio per l’ascoltatore. del 1968.mostrano sempre la stessa struttura. IX. On My Etudes for Piano. ma ciò che noi in prima istanza percepiamo sono figure ritmiche più lente ed irregolari. una maniera di rendere l’effetto di un disco stroboscopico. La forma del frattale non si presenta quindi regolare come ad esempio nelle figure elementari della geometria euclidea che a piccole scale perdono la loro struttura. illudendo l’orecchio. “Sonus”. bensì estremamente frastagliata.”4 4 Il testo è riportato nel saggio della Morresi e ricavato da Gyorgy Ligeti. 1. Si tratta di un fatto acustico analogo a quella illusione ottica che viene prodotta dal modello lineare di un disco stroboscopico che gira. 1988 10 . Da un punto di vista semiografico questo ripropone l’inconfondibile disegno della partitura di Continuum. Segue ora un passo in cui Ligeti spiega la sperimentazione attuata nel brano: “In Continuum per clavicembalo. invece dell’occhio. che risultano dalla frequenza con cui ricorrono determinate note. ho sperimentato una ritmica illusionistica: l’interprete suona una successione di note velocissima ed uniforme. spesso assai complessa.

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filosofo e soprattutto semiologo. Continuum da un punto di vista strettamente semiografico. in cui l’autore riesce a spaziare dalla musica seriale a Joyce. di cui si riporta sotto un’immagine diventata “icona”. dallo Zen al film dopo Antonioni e Godard. senza altri tipi di legende e disegni atti a rappresentare gesti o suoni particolari. la composizione di Ligeti come può essere vista? Come poter commentare il fluxus della sua musica a livello del segno? 15 . ma ha la necessità di continue aggiunte e commenti da parte di critici e dei fruitori più comuni. applicando ad ogni ambito d’indagine lo stesso rigore e serietà.1. Tale scrittura viene però caratterizzata dei “pattern meccanici”. “Senza Tempo”. a livello semiografico la partitura è caratterizzata dalla scrittura “tradizionale”. Attraverso queste analisi. cioè quello strettamente semiografico. nel 1962 esce “Opera aperta” di Umberto Eco. Dal nostro punto di vista. Tale scrittura è rintracciabile anche nel famoso “Poème Symphonique pour cent métronomes” del 1962.3. Dopo aver accennato alla geometria frattale e ai suoi rimandi. Pochi anni prima della commissione di Continuum. non è dotata di un significato unico e definitivo. da quella “colta” a quella di massa e popolare. propria della musica tonale. Parte Terza. 3. Eco dimostra che l’opera d’arte. i quali vanno a creare un marchio di fabbrica inconfondibile: la scrittura ligetiana “a strati” in cui si vanno a sovrapporre griglie ritmiche di diversa densità.

Ligeti non usa una “nuova” notazione per il fatto che vuole creare 5 Si fa riferimento al saggio di Andrea Lanza. p. La semiografia musicale studia la notazione e quindi in sostanza il Segno. Ferdinand De Saussure. variando in ogni compositore e soprattutto delineando nuovi stili partendo dalla consapevolezza di esprimere suoni nuovi attraverso segni nuovi. cioè il nostro linguaggio non rispecchia il mondo qual è. Il fatto di non aver utilizzato un’impalcatura a livello metrico mostra come ci sia forte volontà di sperimentazione. composizione priva di metro ed essere un un continuo di suoni senza soluzione di continuità. con la proliferazione di segni inediti o di veri e propri codici semiografici nuovi che venivano a rimpiazzare il vecchio sistema di notazione. spesso chiamata dalla ricerca semiologica “scrittura alfabetica”.140 16 . “Il secondo Novecento”. come Aventures per 3 voci e 7 strumenti (nella figura sopra). sappiamo che tutta la storia dello sviluppo della notazione musicale può essere descritta come progressiva codificazione in formule grafiche precise di spazi precedentemente affidati alla convenzione della prassi esecutiva5. EDT 1991. Sorprende l’utilizzo di una scrittura tradizionale. Partendo dal presupposto che il Segno è “arbitrario”. 3. il sovvertimento della notazione “tradizionale” alfabetica sopraggiunge a partire dalla fine degli anni Cinquanta. L’autore del “Corso di Linguistica Generale”. Scrittura tradizionale? In generale la notazione è solo un’indicazione approssimativa delle intenzioni del compositore ai fini dell’esecuzione. Saussure considerava strettamente il rapporto tra significante e significato: non vi è idea senza immagine acustica (cioè il suono come elemento fisico – vocale) e non vi è pensiero se non organizzato in immagini acustiche.Continuum caratteristiche essere una ha due precipue. sosteneva la “bifaccialità” del Segno: Significato (contenuto semantico) e Significante (immagine acustica) sono due elementi inseparabili e parti indispensabili del segno linguistico. che è parte di un linguaggio.2. rintracciabile anche in altri lavori ligetiani. che non ha nulla a che fare con gli orientamenti tipici della Neue Musik degli anni Sessanta.

Monument. del quale sotto si ammira una xilografia del 1969.. op. La novità di Ligeti. che invade le dimensioni dello spazio e del tempo musicale. Tale tecnica. 6 Da Gyorgy Ligeti. trad.cit. L’importanza dell’impalcatura nota contra nota e che è facilmente osservabile nella veste grafica così “serpeggiante”.illusione nel campo acustico e la notazione alfabetico – tradizionale gli è congeniale. Bewegung. grazie alla ripartizione variabile di un numero (anch’esso variabile) di altezze di suono diverse sui due manuali del cembalo. che si è voluto interpretare seguendo una prospettiva filosofico – semiologica. determina un parallelismo con le opere della op art.Urman.3.VV. Il “nuovo” che avanza nel compositore ungherese si può rintracciare nell’essenza stessa dell’utilizzo di un continuum materico. Come le opere grafiche di Escher. Questa è la grande e geniale novità di Continuum. Ligeti. Così nascono “movimenti illusionistici”6. si percepiscono forme ritmiche e blocchi sonori che non sono stati scritti e suonati come tali. è divenuta una delle sue cifre stilistiche: l’organizzazione in senso timbrico e materico del suono è subordinata a un coerente progetto strutturale e non solo alla ricerca di “effetti”. It. Dove risiede quindi la vera e propria novità semiografica della composizione? 3. dell’arte cinetica e dell’opera grafica di Maurits Escher. 17 . il brano esaminato vuole “illudere” sia nella prospettiva visiva sia in quella acustica. D. in AA. ma sono il risultato della ripartizione di frequenza delle singole ricorrenti altezze di suono. Selbstportrait.

EDT 1985  Pierre Sauvanet. Gyorgy Ligeti: Etudes pour piano. Il Mulino 2008  Paul Griffiths. Continuum. EDT  Ferdinand De Saussure.. 1996  Alda Bellasich. Weisheipl. Il secondo Novecento. La notazione musicale contemporanea. EDT De Sono. Edizioni Studio Domenicano. Edition Schott.VV. Aspetti semiotici ed estetici.Alberto Magno e le scienze. premier livre. Einaudi 2006  Andrea Valle. EDT De Sono. Alet. Emilia Fadini. Breve storia della musica occidentale.Bibliografia  György Ligeti a colloquio con Eckhard Roelcke. Torino 2002  A cura di James A. Le fonti e i procedimenti compositivi. a cura di Enzo Restagno. Padova 2004  György Ligeti. Sigfrido Leschiutta. ED 6111  Andrea Lanza. Lei sogna a colori?. Torino 2002  AA. Ligeti. S. Corso di Linguistica Generale 18 . EDT 1991  Alessandra Morresi. Il clavicembalo. Elementi di Estetica. Ferdinando Granziera.