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Associazione Culturale

Librerie Storiche e antiquarie dItalia


FONDATA a milano NEL 2004

E kecheiria

Anno IX - Numero 12
novembre 2016

P E R I O D I C O D I I N F O R M A Z I O N E D E L L A S S O C I A Z I O N E

Ekecheiria organo dinformazione dellAssociazione Culturale Librerie Storiche e Antiquarie dItalia a diffusione gratuita - Registrazione Tribunale di Milano n. 9098 del 31/3/2004
Direttore: Giorgio Bagnobianchi - Progetto grafico: Donatella Bertoletti - Sede: Galleria Vittorio Emanuele II, 12 - 20121 Milano - e.mail: giac.lodetti@gmail.com

Arnaldo Pomodoro

intervistato da Giorgio Bagnobianchi

Foto Veronica Gaido

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INTERVISTA AD ARNALDO POMODORO


DI GIORGIO BAGNOBIANCHI

Arnaldo Pomodoro mi
riceve in un grande
Salone affollato di sue
sculture. Fuori, nel broletto che si affaccia su
via Vigevano, un grigio
settembrino archivia
lestate e minaccia un
acquazzone. Dentro la luminosit delle
sculture mi coinvolge in un tripudio di
esatta bellezza. Il Maestro mi saluta.
Accanto a s ha una delle sue Colonne del
viaggiatore.
Tra le sue opere, mi sembra che la Colonna
del viaggiatore sia quella che, pi di altre,
fonda tanti messaggi in un simbolo antico
di fertilit. Si pu ritenere la Colonna larchetipo della sua ricerca di una nuova fertilit narrativa ed artistica, un modo nuovo
di vedere e leggere la realt, un nuovo viaggio nella realt?
Spero che lei senta veramente quello che
mi ha appena detto perch sono considerazioni, quelle come la sua, che mi auguro di far nascere in chi guarda le mie opere. Lavoro con estremo rigore e senza barocchismi perch proprio una nuova visione della realt ci che io perseguo. La
corrosione che ha intaccato la forma, nelle mie opere, non mai uguale. Ci sono
diversi modi con cui la rappresento. Quelle
tre Colonne, per esempio, (indica un angolo della sala) sono delle colonne corrose,
ma in un caso la superficie della colonna
in gran parte integra, in un altro pare
che la corrosione labbia quasi completamente smangiata, e cos via Anche se il
loro diametro sempre lo stesso: 20 cm
uguale in tutte e tre, sono ben differenziate. Ho realizzato anche una serie di colonne a sezione triangolare, altissime e
sottili, che ho intitolato Aste cielari. Le ho
esposte in diverse mostre, volutamente
in modo che quasi toccassero il soffitto:
sembrava che cercassero di perforarlo;
lintento era di mettere in evidenza la tensione che le mie colonne vogliono comunicare. La Colonna senza fine di Brancusi
dove vuole arrivare? Forse a perforare il
cielo come una Torre di Babele che sfida
Dio? Le mie tre Colonne si fanno compagnia per andare in alto e crescere come
crescono gli alberi.
Lanalogia con gli alberi molto toccante
perch rimanda ad una visione che non fa
leva sul verosimile ma, come dicevamo prima, ad una visione con occhi nuovi
Non ho mai cercato il verosimile. Nelle
mie opere, non c mai la figurazione banale perch il risultato dellopera nellemozione! E io cerco di trasmetterla con
la forza dellastrazione. Pi volte mi stato chiesto di parlare delle mie sculture, di

ci che mi muove a farle. Esse sono anzitutto forme perfette, magiche e io le rompo per scoprirne linterno misterioso e
lenergia che vi racchiusa: cos provoco
col lucido levigato della superficie un contrasto, una tensione discordante. Nello
stesso tempo mi libero di una forma assoluta, la distruggo, come avviene con la
Sfera o con il Disco.
Il Disco, in particolare, sembra essere sottoposto a una forza interna che fa allontanare le due facce e sembra che si apra
di qua e di l. Ogni faccia ha il suo doppio: lei, guardando il Disco pu fantasticare e vedere con limmaginazione laltro la-

Arnaldo Pomodoro
Foto Emanuele Strologo

to, uguale e sempre diverso... pu fantasticare perch il Disco gira grazie a un meccanismo posto allinterno dellopera, cos il movimento libera la scultura dalla staticit del basamento e la pone in relazione dinamica con lo spazio circostante.
Limpressione di estrema leggerezza,
nonostante lopera sia piuttosto pesante
dal punto di vista fisico. Sono la leggerezza e il dinamismo che prendono il sopravvento, oltre a una sensazione di armonia
e di bellezza. O almeno, questo il mio
desiderio
La sua opera in equilibrio tra poesia e tecnologia. Le sue sculture possono essere definite macchine utili a produrre bellezza. Si
pu parlare di un nuovo canone della bellezza definito dal suo operare artistico?
Non saprei Lopera darte, a mio avviso, deve essere bella, bella in quanto compiuta in s, bella in quanto racchiude un
senso di assoluto. Ma poi come si fa a definire il bello?
La sua opera presenta contemporaneamente elementi di ordine e di caos: un poetico ossimoro, sintesi di aspetti fortemente contraddittori che si integrano generando poesia, emozione e bellezza eppure
ci sono ancora persone che dicono:

lavrei potuto fare anchio!


A quelli che dicono, guardando unopera
darte moderna: Avrei potuto farla anchio! rispondo: perch allora non
lhai fatta? Pensi a Brancusi che con semplicit riesce a regalarci opere straordinarie, come il Pesce esposto al MoMA oppure laltra scultura, lUccello nello spazio
leggero, bellissimo! Una scultura che
ricondotta allessenza, dove tutto calcolato, studiato, vibrato s Brancusi riuscito a dare allopera una leggerezza
straordinaria, modulando la forma per renderla sottile in modo che lo spessore non
si senta. Ecco perch la scultura vibra nellaria e si muove!
Il mio modo di lavorare unazione di scavo e di rilievo, senza stabilire a priori un
centro preciso. A volte preparo dei disegni o dei bozzetti, ma la scultura nasce e
si forma nella mia testa. Imprimo direttamente nellargilla con le mani e con tanti
attrezzi diversi la forma al negativo.
L'impronta si trasferisce, attraverso procedure complesse, prima al gesso, poi allo stampo in gomma siliconica, sul quale
viene colata la cera, per arrivare infine alla fusione in bronzo. Insomma, la terra
che d vita alla scultura: ecco perch nelle mie opere c quella freschezza e quel
fermento, quel movimento che ti d la tessitura delle materia da cui sono partito.
S, fondo insieme ordine e caos!
La sua ricerca artistica tutta orientata ad
esplorare i nuclei archetipi della civilt: i
germi della cultura colti nellattimo in cui
si aprono e mostrano le strutture originarie del racconto. Caro Maestro, pi che
scultore, vorrei definirla un archeologo culturale!
Ho sempre sentito un forte legame con
il passato: mi affascinano tutti i segni delluomo, soprattutto quelli arcaici, dai graffiti dei primordi alle tavolette mesopotamiche, quelli fatti per tramandare memorie e racconti. Sono nato in una zona agricola, dove il legame con la terra era forte e la vita era scandita dal ritmo del lavoro contadino. Una zona povera, ma
estremamente fertile, si poteva vivere con
i frutti che la terra stessa dava si andava avanti cos! Io ho sentito molto questa
situazione e ne sono stato influenzato. Da
bambino andavo sulle rive del fiume Conca
e giocavo per ore e ore con la sabbia mescolata allargilla: disegnavo e scrivevo in
una scrittura di segni indecifrabili.
Costruivo forme fantastiche e sognavo
Questo scavare dentro la terra, immaginare paesaggi, stata forse lorigine della mia opera.
Lei nato in una zona piena di forme interessanti dove forte il connubio tra pae-

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diando e approfondendo, per insaggio, natura e intervento umatervenire con il proprio gusto e
no
la propria inventiva sulla materia
Sono nato in un territorio bellische si usa (sia metallo, siano cosimo, il Montefeltro, tra le Marche
e la Romagna, dove la pietra e
lori, note o parole).
larchitettura si integrano magniQuali sono i pi forti ricordi della
ficamente, dove le rocche mediesua infanzia?
vali, come quella di San Leo, hanVivevo le cose quotidiane della vino mura sospese a picco e non
ta di campagna e spesso andavo
si capisce dove finisca la pietra e
nelle case dei contadini: ero atdove cominci la costruzione.
tratto da oggetti diversi, dagli struSembra che le rocce e le fendimenti arcaici del lavoro agricolo
ture, tipiche della zona sotto lae artigianale che per me avevano
spetto geologico, e la natura stesfunzioni e significati criptici e favolosi. Una volta, per esempio, ho
sa siano i resti di antiche citt. Il
assistito al parto di una cavalla e
paesaggio collinoso permette diMusei Vaticani, Cortile della Pigna
alla nascita del suo puledro. Ne
verse vedute e, a seconda dei vaArnaldo Pomodoro, Sfera con sfera, 1989-1990
Foto Carlo Orsi
ho un ricordo che mi si impresri punti di vista, si rivelano panorami sempre nuovi. Da bambino
so in modo indelebile. Fui molto
facevo delle gite in bicicletta e
scosso alla vista di tutto quel sandelle lunghe passeggiate, mi pergue, della placenta ma, nello
devo tra quelle colline e volavo
stesso tempo, fu unesperienza
con limmaginazione Lidea di
straordinaria: il cavallino appena
poter creare una parentesi nello
partorito si era messo a correre
spazio esterno, un angolo pi incon meravigliosa vitalit. Ecco la
timo, un luogo per parlare, ascolgrande forza della natura e la
complessit della vita.
tare, realizzare convivialit: insomE Lei come si pone di fronte a quema immaginare una trasformasta complessit? Lei crede?
zione per mano delluomo, mi afNon posso dire di credere in Dio,
fascinava. Ho sempre sentito questa necessit sin da quando ero
anche se la mia stata uneducagiovane, quasi un ragazzo.
zione cattolica che certo ha laAvevo questa visione e cercavo dei luo- ra. I miei, perci, erano assolutamente con- sciato in me un segno profondo. Penso
ghi cos fatti e li trovavo nel mio paese, trari allidea che io mi dedicassi allattivi- che lartista abbia una sua propria religioOrciano, vicino a Pesaro. Limpianto urba- t artistica: avrebbero voluto per me un sit e un forte senso etico: lidea di spirinistico di questo piccolo paese sulla col- lavoro stabile con uno stipendio sicuro! tualit, infatti, nellarte essenziale. Io non
lina di tipo medioevale, la mia famiglia Allora lartista era visto come un origina- credo in un dio onnipotente e creatore
abitava nel punto pi alto di Orciano, vi- le, un po scapestrato che non aveva la Penso piuttosto a delle figure simili agli
cino al castello e alla porta di ingresso al possibilit di costruirsi una propria fami- dei dellantica Grecia che si prendono cura di noi umani. Infatti, proprio dal monpaese. Ho frequentato la scuola media a glia e un futuro.
do greco che comincia il pensiero filosoRimini, e poi lIstituto Tecnico per Geo- poi Lei diventato scultore!
metri. Dopo il diploma ho lavorato al Di certo non avrei potuto fare niente di fico. Nella mia scultura ho cercato di metGenio Civile di Pesaro, dove i miei riferi- diverso Mi interessava larte, volevo da- tere insieme richiami alle civilt arcaiche
menti principali erano la Biblioteca Oli- re forma alla mia immaginazione e ho ca- con il senso della modernit, rispetto per
veriana, lIstituto darte Mengaroni, il pito che la mia strada era la scultura, per- il passato con lammirazione per il proTeatro Rossini, centro di tante iniziative e ch ero attratto dalla materia, che avevo gresso, inteso come aspirazione a nuove
mostre interessanti. Gi allora avevo co- bisogno di toccare e trasformare Da al- scoperte e conoscenze, senza dimenticaminciato le mie prime esperienze nel cam- lora il mio lavoro sempre stato ricerca re che la tecnologia pu arrivare a creae sperimentazione. Sono un autodidatta re delle cose terribili che uccidono, che
po della scenografia e della scultura.
... e la sua famiglia come vedeva questa sua e tutto quello che ho fatto e mi ritrovo, mettono a rischio lesistenza stessa delqui e ora, lho fatto seguendo il mio istin- lumanit. Quindi dovremmo trovare una
passione?
I Pomodoro provengono dalla Puglia, men- to e la mia passione.
misura...
tre il ramo materno della famiglia di come ha sognato immaginato que- Lei ha definito un alfabeto, un vocabolario e
Orciano. Mia nonna materna spos un ste forme, queste erosioni?
una sintassi di una nuova lingua con la quaPomodoro che era venuto a Orciano e Sicuramente stato fondamentale il lega- le scrive libri... particolari! Qual il rapporfaceva il veterinario. Una famiglia quindi me con la terra dove sono nato e deter- to profondo tra la sue sculture e i libri... di
per met marchigiana, per met meridio- minante stata la memoria di quei pae- carta?
nale, che sono poi le mie due principali ra- saggi che poi ho ritrovato nei quadri dei Ho fatto, tra le mie tante opere, anche nudici. Il cognome Pomodoro originario di grandi artisti del Rinascimento, da Raffael- merosi libri dartista in collaborazione con
Molfetta in provincia di Bari. Secondo una lo, a Piero della Francesca, a Bramante, a scrittori e poeti, in modo che il mio lavoricostruzione fatta da mia cugina Livia che Paolo Uccello E poi gli stimoli ricevuti ro si integrasse pienamente ai testi e alle
ha delineato il nostro albero genealogico, dagli artisti che ritengo i miei maestri: Klee poesie. Calcografie, bassorilievi, incisioni,
pare che i Pomodoro risalgano addirittu- e Brancusi, primi fra tutti. Importantissimo materiali diversi dialogano con la parola di
ra al 500 o al 600 con alcuni personaggi il rapporto con Lucio Fontana, e anche poeti quali Jorge Luis Borges, PaoloVolponi,
importanti e potenti tra i nostri antenati. con le opere di Boccioni, di Pollock, di Guido Ballo,Attilio Bertolucci.Accanto alLa mia famiglia in particolare, in origine Kline, di Rothko, di Newman Ma la ri- la scrittura, quella leggibile, la mia scrittura,
benestante, era in un certo senso deca- cerca artistica anzitutto un paziente, in- che illeggibile, come se raccontasse le
duta e la vita era diventata piuttosto du- stancabile lavoro, giorno per giorno, stu- sensazioni che sono nei versi stessi. Per
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esempio, per le quattro poesie di Attilio


Bertolucci ho ideato altrettante tavole, inscindibili dal corpo del testo poetico. Con
Volponi, invece, il libro composto da un
suo testo, che una passeggiata nel
Montefeltro, e da una carta con i miei segni incisi, dove ho scritto il mio racconto su quei luoghi molto articolati, pieni di
tranelli, di buche, di fessure
Viviamo un tempo ove il narrare immateriale mette in forse lesistenza stessa del libro e delle librerie. Lei, con la sua opera,
riuscito a dare forte consistenza materica
alla narrazione. Le chiedo, infine, una riflessione sui libri, monumenti di carta fragili ed

eterni, contemporaneamente e sulle librerie,


dove corre il confine tra passato e futuro,
la linea dombra della modernit.
Lei parla di monumenti di carta e ha ragione I libri sono stati importantissimi
per la mia formazione e, riprendendo le
parole di Umberto Eco, sono certo che
i libri da leggere non potranno essere
sostituiti da alcun aggeggio elettronico.
Son fatti per essere presi in mano, anche
a letto, anche in barca, anche l dove non
ci sono spine elettriche, anche dove e
quando qualsiasi batteria si scaricata,
possono essere sottolineati, sopportano
orecchie e segnalibri, possono essere la-

sciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci
prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano, assumono una fisionomia individuale
a seconda dellintensit e regolarit delle
nostre letture. Non posso, perci, che
augurare alle Librerie Storiche, come a
tutte le altre librerie, di continuare ad essere quel monumento, contemporaneamente solido e fragile, della Cultura che
le ha preservate da una modernit in
cerca di misura!
Grazie e arrivederci a novembre, a
Palazzo Reale, per la sua grande
Mostra Antologica!

LIBRO DARTISTA QUESTO SCONOSCIUTO


Nellestate del 2012 si teneva presso Palazzo Reale di Milano una retrospettiva dedicata al libro dartista dal titolo Episodi dellarte a Milano. Libri dartista ed editoria negli anni Settanta, 1969-1980. Il curatore,
Giorgio Maffei, aveva raccolto circa un centinaio di libri dartista rappresentativi di quel
decennio di grande fermento per larte italiana. Tra i nomi: Vincenzo Agnetti, Enrico
Baj, Alighiero Boetti, Franco Vaccari, Emilio
Isgr. Nonostante lesposizione raccogliesse un nutrito numero di esemplari, ognuno di essi si presentava come un formidabile lavoro sui generis caratterizzato dal genio dellartista, dando adito, ancora una volta, alla controversa riflessione circa la sua
natura. La critica si a lungo lambiccata per
rintracciare categorie estetiche una definizione, una data con linfelice risultato di
essersi inceppata in un cortocircuito epistemologico di fronte allesuberante produzione di libri dartista ogni volta diversi
da se stessi, originali nella scelta di formati,
materiali e tecniche. Come dimenticare, per
esempio, le sperimentazioni editoriali in ambito futurista nei primi cinquantanni del
Novecento. Gi nel 1922, nel brano Gli
Indomabili, Marinetti teorizzava una trasfigurazione del libro tradizionale che esaltasse, attraverso forme e materiali, il contenuto del libro darte o ne suggerisse un senso inusuale, ma sempre volto a esaltarne il
valore culturale e creativo. Su tali indicazioni nascevano i libri futuristi indistruttibili, tra
cui Depero Futurista (1927) di Depero e
Languria lirica (1934), dalla collaborazione
tra Munari e Tullio DAlbisola. E che dire, invece, delle Cancellature di Emilio Isgr, o
delle commistioni che in passato coinvolsero su un terreno comune, la narrazione
poetica e lestro artistico?
Lispirazione per il libro dartista venne fornita proprio da uno di questi incontri, quando, il 4 giugno 1897, Mallarm pubblica un
bel Livre de peintre: Un coup de ds jamais
nabolira le hasard, un nuovo modo di intendere la poesia, non pi sottoposta alle
regole della scrittura imposte dalla tradizio-

ne letteraria, ma libera di posarsi sulla pagina come pittura stesa sulla tela.
Successivamente loccasione gli si presenta quando Ambroise Vollard gli propone di
pubblicare unedizione pregiata del libro,
corredandolo con tavole di Odilon Redon.
Veniva concepito una nuova idea di libro:
un laboratorio dove sperimentare le proprie intuizioni, punto dincontro di poetiche
apparentemente lontane tra loro. Cos, a
seconda dei tempi e delle aree geografiche, tale oggetto conosce una serie di definizioni che tentano di inquadrarne il tema: libro illustrato, libro darte, Livre de peintre, libro oggetto... Ma precisiamolo, il libro
dartista non solo un libro, nellaccezione
comune del termine; in mano agli artisti, esso si trasforma in qualcosaltro, che allontana quella funzione comunicazionale a esso deputata. Il significato e il significante coincidono. Esso racconta se stesso, testimone di poetiche differenti, il prodotto di
una gestazione artistica che lo eleva allo
status di opera darte, al pari di un dipinto
o una scultura. Una data e un nome segnano tale presa di coscienza: il settembre del
1971, quando, sul primo numero della rivista Data, Germano Celant pubblica Book
as Artwork, un lungo articolo destinato a incidere profondamente nella storia del rapporto tra arte e libro. Il critico riconsiderava in maniera radicale il lavoro tramite e sul
libro, non pi forma comunicazionale di
unoperazione visuale, ma prolungamento
stesso del genio individuale dellartista. Nel
1963, anticipando di qualche anno le riflessioni di Celant, il californiano Ed Ruscha aveva inaugurato la stagione del libro dartista
contemporaneo, con la pubblicazione di
Twentysix gasoline stations. Allinterno nessun testo, solo immagini fotografiche e brevi titoli. La disposizione delle fotografie, la
scelta dei caratteri, il formato, tutti quegli
elementi fino ad allora delegati agli operatori delleditoria diventavano parte del progetto globale dellopera. La figura delleditore veniva eliminata e il tutto delegato nelle sole mani dellautore. Da quel momen-

to il libro-medium viene adottato con maggiore consapevolezza dai movimenti artistici nati a partire dagli anni Sessanta. Il fronte italiano magistralmente rappresentato
dallArte Povera. Sono i casi di Giuseppe
Penone con Rovesciare gli occhi (1977), le
cui pagine documentano la realt circostante attraverso un paio di lenti a contatto capovolte che rendono lartista temporaneamente cieco, o di Pistoletto con Luomo nero, il lato insopportabile (1970), 365 pagine
in cui lartista racconta fatti di vita quotidiana e riflessioni filosofiche. Non manca poi
chi decide di scavalcare la figura delleditore, vestendone i panni e autoproducendosi: cos fanno Bayers, Gerz, Feldmann. In Italia
Giulio Paolini realizza Ci che non ha limiti
e che per sua stessa natura non ammette limitazioni di sorta (1968) e Alighiero Boetti,
Classifyng the thousand longest rivers in the
world (1977). Non sono esenti ulteriori provocazioni sul libro, come capita con le pagine tagliate del celebre Libro dimenticato a
memoria di Vincenzo Agnetti, o lirriverente proposta di Piero Manzoni, che decide
di delegare la paternit del suo unico libro
dartista, il libro bianco Piero Manzoni. The
Life and the Works (1969), alleditore Jes
Petersen. E ancora, negli anni successivi, come non ricordare i geniali libri illeggibili di
Bruno Munari? Un capitolo, quello del libro
dartista, che ha conosciuto periodi sia di
fervente produzione sia di stagnazione, ma
che tuttavia non ha mai cessato di regalare strabilianti prodotti di ingegno artistico.
Nonostante la confusione circa una definizione, proprio per il suo carattere mutevole, si ricordi che lesperienza del libro dartista non stata una meteora della storia
dellarte, ma una narrazione parallela che
ne ha raccontato, e ne racconta ancora oggi, la sua evoluzione. Se Joseph Kosuth aveva chiosato che da quando esiste larte contemporanea larte diventata la definizione dellarte, allora perch non affermare
che da quando esiste il libro dartista, il libro diventato la definizione di se stesso?
Marco Bosio

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EZIO GRIBAUDO DALLINDUSTRIA TIPOGRAFICA


AI MONOCROMATISMI BIANCHI

Ezio Gribaudo
Foto Pau Garcia

Nel corso della sua carriera, Gribaudo ha


fatto uso delle risorse dellindustria tipografica, e in particolar modo delle matrici e della tecnica della riproduzione seriale. Ha cos inaugurato la stagione creativa dei flani,
scarti della produzione di giornali e testi
editoriali, da lui salvati e poi rielaborati, seguendo lidea di un progetto di ampia portata che lha portato al di l dei mezzi tecnici della pittura tradizionale. Allinizio degli
anni Sessanta, i flani sono confluiti nei logogrifi impronte tipografiche su carta buvard a testimonianza di come nel lavoro
di Gribaudo risulti fondamentale il rapporto multimediale di testo e immagine.
Logogrifi e flani sono entrambi iscritti nel
vasto tema dei monocromatismi bianchi,
vero nucleo iconico del lavoro di Gribaudo.
Esposti per la prima volta presso la Galleria

Ezio Gribaudo
Teatro della memoria, 1996

del Cavallino a Venezia nel 1961, i flani hanno dato inizio a un connubio tra il lavoro
artistico in tipografia e luso della carta come strumento creativo. Questo ha portato Gribaudo a sviluppare una visione dellarte come antipittura, con echi di Burri e
Fontana. Il lavoro di Gribaudo poi continuato con i logogrifi, riconosciuti con diversi premi internazionali tra i quali la IX
Quadriennale di Roma (1965), la XXXIII
Biennale di Venezia (1966) e la Biennale di
San Paolo in Brasile (1967). Inoltre, i logogrifi sono stati acquisiti dal MoMA di New
York, dal Museo di Arte Moderna di Parigi
e dalla stessa Peggy Guggenheim.
In stereotipia, un flano uno stampo in cartoncino resistente ad alte temperature che
viene modellato su una pagina di composizione tipografica allo scopo di rilevarne
unimpronta. Il flano viene poi colato di
piombo fuso sul quale sono impressi i caratteri tipografici di una pagina di composizione. Lobiettivo quello di creare, con
impronte su carta, delle pagine di piombo
da usare per stampare libri e giornali con
le rotative. Solitamente questi fogli venivano poi eliminati, in quanto per le tipografie
si trattava di scarti, ma Gribaudo, attento al
recupero di ogni traccia anche minore di
cultura e arte, li trasforma in pagine ready
made, trattate e ricontestualizzate, come ad
esempio nella serie delle piramidi e dei
Teatri della memoria.
Luso delle impressioni tipografiche e delle
arti incisorie, sviluppatosi poi come monocromatismo bianco, non limitato quindi a
pagine di libri e giornali, ha dato origine ai
logogrifi, clichs tipografici sbalzati nei quali lombra crea un rilievo che di rimando
compone limmagine. Si tratta di stampe a
secco prive di inchiostro la cui realizzazione viene facilitata dalla carta buvard, assorbente e in grado di resistere alle impronte
con le quali lartista la segna per creare i
logogrifi. Il termine logogrifo composto
da logos e da grifo (grphos), etimologicamente una rete da pesca. In genere viene
usato per descrivere un anagramma parziale, vale a dire una o pi parole ricavate
dalle lettere che compongono unaltra parola. Vi sono logogrifi sillabici, composti di
sillabe ottenute dalle parole di partenza, e
logogrifi figurati, non molto diversi dai rebus, in cui la soluzione deve essere indovinata a partire da una serie di immagini.
Nei logogrifi su carta, abbiamo scavi di immagini ottenuti grazie alla calcografia meccanica mediante luso di lastre che creano
impronte sulla superficie, nelle quali il bianco della carta crea contrasti di luci e ombre che evidenziano figure astratte o create attraverso matrici. La pressione sulla carta viene realizzata attraverso un graduale

incremento delle atmosfere, che danno luogo a scavature pi o meno profonde. I clich tipografici si ottengono invece mediante una pressa idraulica a caldo (anche fino
a 120 atmosfere) che determina di quanto lo spessore della carta verr scavato dalla matrice. La gradazione dello spessore,
per, determinata da una scelta dellartista, dettata dalla sua invenzione. in questo senso che la pratica della tipografia ha
permesso a Gribaudo di identificare un percorso innovativo e ricco di sviluppi per la
sua arte. In Gribaudo, le variazioni del bianco lasciano un senso impreciso di contorno alle composizioni, che non vengono definitivamente racchiuse allinterno di margini. In questo modo, il suo lavoro propone
una differente interpretazione del reale.
Portando avanti uno spazio enigmatico che
beneficia dellesperienza umana senza eliminarla, lartista crea unarcheologia conoscitiva contenuta in forme antiche che diventano contemporanee grazie al fatto di
non essere state cancellate, bens alluse nelle ombre. Inoltre, anche luso della sabbia
mescolata al bianco accentua le forme invece di farle svanire nello sfondo monocromatico. Alla superficie (texture), viene
cos data una particolare granulosit, come
una serie di impronte. Invece di appiattire,
il bianco accentua luso dei materiali, creando composizioni in un cui non si vuole cancellare niente ma al contrario, evidenziare
tutto lo scibile.
Victoria Surliuga, Ph. D
Associate Professor of Italian
Texas Tech University

Copertina del volume di Victoria Surliuga


Ezio Gribaudo.
The Man in the Middle of Modernism
New York - London, Glitterati, 2016

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8 ekecheiria n. 12

THE PAINTINGS OF GUERCINO


Ugo Bozzi Editore is pleased to announce
the forthcoming publication of an updated
edition of Luigi Salernos I dipinti del
Guercino (Rome, 1988).That book written in close consultation with renowned
Guercino authority Sir Denis Mahon was
the first monograph on the artist, but is
now seriously out of date.
The introduction will explore the distinctive way in which Guercino painted his
choice of colour and how it changed as he
developed; the effect his squint had on his
manner of composing; his intuitive brushwork and the phenomenal quickness of his
hand; his habit (especially early in his career) of making full-sized oil sketches for
some paintings, as well as autograph replicas (and how otherwise identical versions
have their own traits); and, finally, how he
and his studio worked as a team. His working methods were so characteristic that
judging whether a given canvas is by him or
not should, in theory, be relatively straightforward, but it is not.There was very much
a two-way process between master and
assistants: during a working life of some 50

years, he shared both ideas and commissions with studio members, including his
brother and two nephews, as well as depending on them for help.

More than 50 new paintings have come to


light in the past 30 years. They will be added to Salernos catalogue of nearly 380
entries in their appropriate chronological
place (taking the number of the previous

entry, followed by the letter a, b, c, etc).


Some were already known to Sir Denis,
others have appeared since his death in
2011, while others still have undergone a
shift in critical opinion in Guercinos favour.
Catalogue entries will be added for lost
works, whose appearance is roughly known
from either replicas or finished preparatory
studies (only some of which were included
by Salerno). Salernos entries will be translated into English and, where necessary, corrected and updated. Entries will include details of related drawings by Guercino, of
which some 150 have come to light on the
art market or in museum collections since
1988.
Nicholas Turner
The paintings of Guercino
A Revised and Expanded
Catalogue raisonn
pp. 650 ca.
ill. col. 210, b/n 350
euro 240
Data di pubblicazione prevista
entro dicembre 2016 / gennaio 2017

IL NUTRIMENTO DELLIMMAGINAZIONE
ORLANDO FURIOSO 500 ANNI

Che autonomia creativa ha limmaginazione? Da quali stimoli influenzata? Sono domande importanti e non questa la sede
per le risposte (la genesi di unidea argomento coinvolgente e tante sono le letture utili a riguardo) per sono riflessioni che
spontaneamente quasi una maieutica del
visivo affiorano nel visitare questa mostra strepitosa, che ci sembra una delle
pi belle di questi anni recenti (fino all8
gennaio 2017 a palazzo dei Diamanti di
Ferrara). Cosa vedeva Ariosto quando
chiudeva gli occhi? La sua espressivit letteraria in che modo stata coadiuvata al
risultato? LAriosto grandissimo inventore stato condotto per mano da fonti
letterarie di pregio quali lHercules furens
di Seneca ma anche le sue fonti artistiche
sono di altissima qualit e numerose.Tante
e diverse, e il bello della mostra sta proprio nellesercizio dellassociare la descrizione poetica a quella pittorica.Terminato
in stampa a Ferrara il 22 aprile 1516,
lOrlando furioso da subito si afferma opera di qualit: bello tutto et in di molti luoghi mirabile e diventa presto opera-simbolo del Rinascimento italiano. Il carattere visionario del poema potrebbe suonare stridente con il carattere razionale del
Rinascimento quattrocentesco ma meglio
si accompagna con quellaltro Rinascimento, che si rinforza nella seconda me-

t del secolo e specialmente si sviluppa in


centri di elaborazione eccentrici rispetto a
Firenze e Roma, Mantova e Ferrara in primis. Il poema stesso inizia laddove finisce
limpresa letteraria lInnamoramento de
Orlando del suo predecessore, Matteo
Maria Boiardo, stampato nella stessa citt

trentanni prima. Nelledizione del 1532 il


poema, purificato dalle inflessioni locali, si
cristallizza nella forma che ne fa un nuovo
classico; allo stesso modo larte italiana dallinizio del Cinquecento cosa altra e diversa da quella del secolo precedente ed
questa nuova espressione che Ariosto
conoscer da vicino, fuori e dentro i confini della corte estense. Pisanello,
Mantegna, Paolo Uccello, Cosm Tura, Piero di Cosimo, Antonio del Pollaiolo, Marco
Zoppo, Giorgione,Tiziano: la scelta scientifica dei curatori accuratissima. Si starebbe ore a osservare La liberazione di
Andromeda di Piero di Cosimo (1510),
fonte per lepisodio di Ruggiero che salva
Angelica dalle spire del drago.
E incanta la Melissa (c. 1518) di Dosso
Dossi, prestata dalla Galleria Borghese, che
inoltre testimonia un aspetto aggiuntivo
altrettanto distintivo della mostra. Dipinta
a due anni di distanza dalla prima edizione del poema, il magnifico dipinto palese esempio della sua fortuna figurativa: impareggiabile per la capacit di traduzione
delle forme e dei contenuti poetici nel linguaggio della pittura, nella raffinata interpretazione della figura di uno dei protagonisti del poema, Dosso traghetta la fantasia di Ariosto verso il desiderio di rinnovamento delle generazioni future.
Paola Rapelli

e-mail: giac.lodetti@gmail.com - cell. 3396859871

9 ekecheiria n. 12

L'ultimo saluto del maestro Azuma


alla scultrice Armanda Verdirame

AZUMA

PER I CENTO AMICI DEL LIBRO

Come diceva Umberto Eco: lamore per la letteratura supera i


confini del tempo e dello spazio e permette di dilatare la conoscenza dellumanit. Il libro in grado di creare legami fra persone che hanno letture comuni o comunque condividono il piacere del collezionismo. LItalia, da sempre generatrice di cultura e
arte ha visto nascere, nel 1939 a Firenze, lassociazione bibliofila
Cento Amici del Libro, che ora ha sede in Milano.
Le pubblicazioni, a scadenza annuale, hanno visto attente scelte
di testi e di artisti che li hanno illustrati utilizzando varie tecniche.
Con grande piacere vi anticipiamo che il volume in pubblicazione per il 2017 sar quello preparato, e ultimato poco prima della morte, dal grande scultore Kenjiro Azuma mancato di recente nella sua abitazione della tanto da lui amata Milano, dove, giovane artista, seguiva con passione i corsi di Marino Marini
allAccademia di Belle Arti di Brera.

Nato a Yamagata in Giappone nel 1926, a 17 anni entrava nella Marina come pilota-kamikaze, ma non arrivava al sacrificio per la fine del conflitto mondiale.
Tra il 1949 e il 1953 frequentava lUniversit di Tokyo, laureandosi in scultura. Nel 1956 si trasferiva a Milano dove diventava allievo, poi assistente, di Marino Marini.
Lamore per Milano e per il suo maestro si coniuga nel nome dato alla figlia Mami (MArini - MIlano); il nome Ambrogio del figlio
sintetizza il rispetto verso la nostra citt. Lopera di Azuma unisce
larte Zen alla lezione del suo maestro e di Lucio Fontana. Il volume dei Cento Amici gi in fase di realizzazione e conterr 12
poesie e 12 lavori artistici inediti. Alla stampa provvede Anna
Ziliotto che per lassociazione ha gi stampato diversi libri, nel
2014 il volume Sullorlo della vita del premio nobel cinese Gao
Xingjian, che stato lautore sia del testo che dei disegni. Anche
per il libro dellanno 2017 lautore dei versi e lartista sono la stessa persona, Kenjiro Azuma.
Azuma si espresso, oltre che nelle arti visive, anche nella poesia, che ha sempre considerato parte integrante del suo lavoro di
artista. Anche nei versi che saranno pubblicati nel libro dei Cento
Amici ha affrontato concetti profondi e universali, come il pieno
e il vuoto, lassenza e la presenza: MU vuoto, nulla, infinito.YU
pieno, esistenza, finito. Essere nel KU significa svuotare la coscienza attraverso la MEDITAZIONE.
Per avere maggiori informazioni:
posta@centoamicidellibro.it / www.centoamicidellibro.com
Isabella Sandon Tenca

e-mail: giac.lodetti@gmail.com - cell. 3396859871

11 ekecheiria n. 12

CARLO APOLLO VIVERE CON PASSIONE


Una persona da conoscere, un indirizzo da
ricordare.
LItalia famosa in tutto il mondo per il suo
design ma, prima ancora, per il suo stupefacente artigianato. Per chi credesse che
questo in declino ecco un vero personaggio da conoscere per quello che e
per quello che fa. Carlo Apollo un uomo
dalla forte personalit, coinvolgente e appassionato quanto misurato e schivo.
Si emoziona parlando di s ma, di lui, parlano le sue opere, s perch, chiamare pavimenti i lavori che realizza davvero riduttivo. Lo hanno capito bene il Presidente russo per il quale ha realizzato i pavimenti della Sala SantAlessandro e della sala Sant Andrea al Cremlino, o il Presidente ceceno
che gli ha richiesto quello del Palazzo della Cultura o quello della sua stessa residenza a Grozny. Ma partiamo dallinizio: da
ognuno dei genitori prende il meglio, il coraggio di tentare e la follia del padre, la creativit e il senso artistico della madre, e vola via per la sua strada senza esitazioni, pieno di cuore e voglia di fare. Incontra due
grandi geni, Renzo Mongiardino, ma sopratutto Mario di Donato che lascia un segno
indelebile in tutto quello che decide di rea-

lizzare. Comincia a guardare al passato per


andare verso il futuro. Da bravo filosofo
mancato, compera libri e studia i pavimenti pi belli che esistano al mondo, quelli della Basilica di San Marco, della Chiesa della
Salute o di Ca DOro a Venezia. Studia larte musiva in genere e incamera ci che lo
emoziona, poi, come un vaso di Pandora,
sommerge i fogli che ha davanti a s con
disegni impareggiabili per capacit interpretativa, eleganza di segno, mescolamento dei
materiali. Legno nuovo, vecchio, antico, uniti a metalli, pietre, marmi e infine, o meglio,
per iniziare nuove direzioni contemporanee, resine. Contaminazioni stupefacenti
che non finiranno qui, tanto da far diventare il suo show room, che pi propriamente bisognerebbe chiamare museo, un luogo delle meraviglie, dalle alchimie davvero
emozionanti. Nel suo luogo di lavoro ci si
sente cullati dalla bellezza e dalla sua personalit appassionata, mai sufficientemente
contenta dei successi raggiunti e dei lavori
realizzati. Una fornace la sua mente, nella
quale gi nuovi e intriganti progetti si fanno strada e cercano spazi e sinergie adeguati al suo gusto straordinario fatto per
palati fini. Dai pavimenti agli elementi dar-

redo, alle pareti o perch no, alle imbarcazioni di lusso, alcuni dei nuovi progetti, e altri certamente ne verranno. La bellezza dei
suoi lavori, che ha conquistato per ora pi
lestero che lItalia, lascia abbagliati guardando le fotografie delle stupende sale dove
ha potuto esprimere la sua creativit e dispiegarla senza limitazioni. Inutile dire che i
suoi lavori vestono alcune delle residenze pi prestigiose del nostro paese. Nemo
profeta in patria, lItalia da qualche anno gli
sta stretta, crisi economica e nessun vero
riconoscimento: tutto questo gli rende difficile lespansione e quellaumento di capitale che gli permetterebbe di essere conosciuto e riconosciuto davvero. Lo vedremmo bene rifare il pavimento della Sala Ovale
alla Casa Bianca, se Trump fosse informato
della sua esistenza. Si meriterebbe un finanziatore come Bill Gate per realizzare tutti i
suoi preziosi progetti. Come avete capito,
stiamo parlando di un vero artista che ha
saputo con il suo entusiasmo e la sua freschezza intellettuale, credere fino in fondo
a ci che fa. Un vero homo faber. Gli auguriamo un futuro di successi, se lo merita.
Per i curiosi: www.carloapollo.it
Clara Bartolini

FOGLI BAROCCHI

DISEGNI BOLOGNESI TRA 600 E 700


La Galleria Maurizio Nobile (via Santo
Stefano 19/a Bologna tel. 051.238363)
dal 8 novembre al 23 dicembre ha allestito la mostra Fogli Barocchi. Disegni
bolognesi tra Seicento e Settecento a cura di Marco Riccomini che ha redatto
il catalogo con una trentina di schede
da segnalare come modello di accuratezza scientifica nella loro sinteticit.
Sono fogli raccolti sul mercato e da collezioni private, molti ancora mai pubblicati o dalle attribuzioni incerte, ma
tutti di altissima qualit. Il tempo spazia dal Guercino (1591-1622) a Felice
Giani (1758-1822) non tutti nati o
morti a Bologna ma bolognesi nello stile acquisito e da loro sviluppato. Si deve ricordare che, dai Carracci alla Rivoluzione Francese, la scuola di Bologna, sia per le accademie felsine sia per le
comittenze romane, ha generato modelli
per moltissimi artisti italiani e europei.
Perci questa esposizione particolarmente interessante in quanto rappresenta i primi pensieri di opere pittoriche o scultoree
maggiori, insomma un nudo invece di un
vestito. E in particolare possono introdurre aspetti ironici della vita, che si attenuano
nelle opere pi impegnative, gi immessi dai
Carracci nel tardo manierismo bolognese.

Donato di Creti, Cristo davanti a Caifa


penna e inchiostro bruno

Si prenda di Donati Creti, detto il Ragazzino


(Cremona 1671-Bologna 1749) il foglio
Cristo davanti a Caifa. Ignoro se un titolo
nato da ricerche recenti o da tradizione,
ma Riccomini ne stabilisce una relazione
con un affresco di Ludovico Carracci. Creti
accentua il Cristo che volta le spalle a Caifa
e sembra fare una giravolta da ballerino, o
un saluto alla Bertoldo. Ossia doppie letture per la libert della privacy. Ancora i personaggi disegnati a destra si mostrano as-

sai indifferenti allavvenimento e lo stesso Caifa, o chi per lui, mostra noia e
disinteresse. In sostanza a Bologna si
trasferiscono le narrazioni antiche in situazioni colte dalla strada mentre nellaffresco tutti i personaggi si dedicano
a una funzione precisa: dal porgere la
bacinella per lavarsi le mani, al sostenere il manto rosso di Cristo.
Non una legge generale, ma una tendenza che distingue e rende il disegno
sorgente di un delizioso gioco di riflessioni critiche. Ai disegni pi complessi,
possibili idee di opere pensate o dipinte, si aggiunge un buon numero di ritratti classici che sono sempre forte
espressione di vero, dalla dolcezza del
volto femminile di Ubaldo Gandolfi alla tragica nudit del Vecchio di Guercino. una bellissima mostra per collezionisti e amanti raffinati del disegno, e i collezionisti avranno la conferma che nessuna
raccolta pu essere completa perch ancora manca un disegno del grande Guido.
Che forse arriver prima della chiusura della rassegna e del ritorno alla dispersione.
Con questo augurio ci fermiamo.
P.S. lesposizione, in altre stanze, propone
fogli di mani e scuole diverse.
Andrea Bondanini

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14 ekecheiria n. 12

AGOR
Agor, che signifca raccogliere, radunare, il termine con il quale nella Grecia antica
si indicava la piazza principale della Polis. La nostra Polis questo periodico Ekecheiria
che esce quando gli sponsor ce lo concedono e il presidente della nostra associazione con i suoi collaboratori in buona salute, elemento questo che, dati i tempi che
stiamo vivendo, il solo sul quale si possa contare. Lagor diventato il centro della Polis, in particolare dal punto di vista economico e commerciale, in quanto anche
sede di mercato. Come dovrebbe accadere per noi librai storici. Era il luogo della democrazia per antonomasia, sede delle assemblee dei cittadini che vi si riunivano per
discutere i problemi della comunit e decidere collegialmente sui comportamenti da
tenersi, esattamente come dovrebbe essere per noi librai. La modernit ci offre i vantaggi di essere collegati e uniti anche a grandi distanze. Qui andranno discusse le nostre proposte per superare la crisi. Qui andranno inviate le vostre segnalazioni su
quanto accade nel territorio dove esercitate la vostra professione. Uno spazio libero
e gratuito a nostra disposizione.
FERMIAMO LO STILLICIDIO
Giorno dopo giorno, le nostre librerie storiche stanno lentamente morendo, soppiantate da catene e logiche commerciali e dalla vendita di libri nella grande distribuzione. Si tratta di un fenomeno epocale e le
grandi trasformazioni sociali e tecnologiche
vanno accompagnate, e guidate, non certo
combattute come fecero i luddisti.
Ciononostante, questo fenomeno composito, e ha due componenti.
La prima, il cambiamento e la trasformazione digitale del contemporaneo, e su questo come ho detto non vale tanto opporsi quanto accompagnare e guidare.
Anche perch tale trasformazione offre indubbi vantaggi al pubblico, in termini di fruizione e di allargamento della platea. La seconda, invece, la tendenza a creare economie di scala eccessive. Questa seconda
componente sbagliata e va combattuta,
almeno per quello che concerne il meglio
della nostra tradizione e della nostra identit, di cui fanno parte esercizi come le librerie storiche. Dobbiamo impedire che librerie di lunga tradizione e interesse storico esistenti sul territorio italiano chiudano
i battenti: si tratta infatti, e nella stragrande
maggioranza dei casi, non solo di esercizi
commerciali, ma di veri e propri luoghi di
cultura e di testimonianza dellidentit e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose, tali da poter essere riconosciute quali veri e propri beni culturali. La
direttiva messa a punto dal Ministero dei
Beni Culturali prevede quindi un censimento delle librerie storiche da parte delle
Direzioni regionali e delle Soprintendenze,
a cui seguir una valutazione sullopportunit di avviare, ove ne ricorrano i presupposti, di unistruttoria finalizzata alla dichiarazione di interesse culturale e quindi di un
vincolo di tutela ai sensi del Codice dei beni culturali. Le nostre librerie, i nostri cinema storici (Il MiBACT ha gi emesso ad
agosto una direttiva anche per la loro tutela), i nostri archivi e le nostre biblioteche
storiche sono non solo un tesoro culturale ma anche e soprattutto una testimonianza della nostra identit. Non vi rinuncere-

mo facilmente, e soprattutto non senza


controbattere.
IL SOSTEGNO DEGLI ORGANI
DELLINFORMAZIONE
Anche le trasmissioni televisive stanno lanciando continui appelli per salvare librerie,
storiche, indipendenti, antiquarie e di qualsiasi altro tipo. La crisi ha colpito anche il
settore della lettura. Chiaramente, non essendo un bene primario, come il pane, un
libro si pu anche eliminare. Cos come il
quotidiano stesso, si pu leggere comodamente al bar. La situazione drammatica.
Ogni mese chiudono librerie storiche, consolidate da decenni e decenni, mai sfiorate, nemmeno per un attimo, dal presentimento di un mancato lavoro futuro. Da
Milano a Palermo, le piccole librerie a volte si compattano per vedere il frutto del
loro lavoro. Modificano orari, tengono aperto la domenica. Non sempre basta tuttavia. Posso citare a titolo esemplificativo la
mia citt, ma la stessa cosa accade a
Palermo, a Napoli e a Torino. Leggere un
arricchimento, e con il pensiero si pu contrastare anche la crisi. Si pu sacrificare un
pacchetto di sigarette, cosa che nuoce alla
salute. Si pu eliminare un piccolo vizietto.
Leggere un dovere. Mi rifaccio al manifesto della lettura di Mario Vargas LLosa, pubblicato da Einaudi recentemente: Leggere
protestare contro le ingiustizie della vita,
cos come scrivere. Chi cerca nella finzione ci che non ha, dice, senza la necessit
di dirlo, e forse senza saperlo, che la vita
cos com non sufficiente a soddisfare la
nostra sete di assoluto. E che dovrebbe essere migliore.
NOI LIBRAI STORICI ITALIANI
COSTIAMO TUTTI INSIEME MENO DI
UN CACCIABOMBARDIERE F 35 E
FACCIAMO MOLTI MENO DANNI
Dovranno Rivestire un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dellarte, della scienza, della
tecnica, dellindustria e della cultura in ge-

nere, ovvero quali testimonianze dellidentit e della storia delle istituzioni pubbliche,
collettive o religiose.
Questo si legge nella nuova direttiva firmata dal Ministro Dario Franceschini, in merito alle librerie storiche italiane e alla loro
tutela, negli ultimi anni forse uno dei settori pi colpiti dalla crisi e che ha visto, da est
a ovest e da nord a sud abbassare decine
e decine di serrande.
GENOVA
Piccola storia di una libreria genovese.
Parole e stampe di Tonino Bozzi che vi
raccoglieva aneddoti e testimonianze di
quella che la libreria dItalia dalla sede
pi antica, quella che apr a un pubblico di
lettori gi istradati dal secolo dei lumi e in
odor di carboneria, almeno da queste parti, il signor Beuf, dal 1810 in Strada Nuovissima. Dove rimasta, assistendo al mutamento toponomastico (via Cairoli).
Longevit che si interrotta a maggio c.a.
per la parte nuova del complesso il cui
contratto daffitto era scaduto il 31 dicembre scorso, nonostante il ministro per i
Beni Culturali, Dario Franceschini abbia
provveduto, tramite la Soprintendenza locale alla tutela delle librerie storiche italiane per vincolare le destinazioni duso
delle stesse con una direttiva.
In altre parole, niente scatolame, chincaglieria, jeans. Non diventeranno garage
per auto, vecchi, profughi clandestini vi
potranno sostare unicamente libri. Si tratta ha spiegato il ministro di un intervento a tutela del patrimonio culturale italiano e soprattutto di un segnale di attenzione verso un settore che in pochi anni
ha vissuto cambiamenti fortissimi. La tutela delle librerie storiche rappresenta un
segno di attenzione che ha radici profonde nel nostro Paese.
gi qualcosa: una firma, solo una firma e
senza tirar fuori un centesimo; del resto
il valore in questione si riferisce a un patrimonio di tutti, immateriale e non quantificabile, la cui perdita tuttavia potrebbe
avere ripercussioni senza alcun rimedio.
Non solo per l'aspetto per cos dire estetico del locale: una libreria una stratificazione di idee, carte, fogli, inchiostri, ripiani, ha un peculiare profumo (dantico,
oggi si pu dire a ragione) ma pi ancora il simbolo dellintelligenza, della cultura e delle speranze di una comunit. E
i genovesi, che hanno assistito con qualche sobbalzo a metamorfosi anche violente, di volta volta un po stupiti, un po
rimpiangendo per poi mugugnare pro forma contro il fato, raramente si sono esposti a chiedere che un brandello del loro
patrimonio di idee, memorie e appunto
speranze se ne andasse travolto da una
qualche crisi o dalla prospettiva di un affitto pi conveniente. Questa libreria
racconta Tonino Bozzi un elemento
caratterizzante per la citt, i libri sono un

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15 ekecheiria n. 12

deposito di memorie della cultura, qui sono entrati Stendahl, Manzoni, Dickens,
Montale. Spesso hanno svolto un ruolo
non trascurabile nella vita delle loro citt
e forse sarebbe utile che i librai, che tuttora le conducono, cercassero di evocare quei momenti in cui il loro ruolo ha
avuto un peso, se non altro come luogo
di ritrovo e discussione, nell'evoluzione civile cittadina. Quanto a suo tempo aveva intrapreso Antonio Beuf, giunto dalla
Francia napoleonica a Genova nel 1807.
Si impiega nella tipografia dei librai Gravier,
dove si stampano e vendono libri, carte,
gazzette (la sapiente tradizione europea
dei Manuzio e i de Bry), si affranca e nella via Novissima apre una libreria, stamperia enciclopedica.
Ne persegue fini tanto commerciali quanto culturali, cos i suoi discendenti, che arrivano sino agli anni venti del Novecento,
e di parentela in successione si arriva alla
famiglia Bozzi, cos la libreria dal 1930. E
mio padre nel 1932, sfidando lideologia
del regime, pubblic: Critica della pena di
morte del giovane socialista Paolo Rossi. Il
libro fu sequestrato e procur al suo editore unimmeritata fama di sovversivo che
pi tardi, allepoca della Resistenza, gli procur non poche noie.
Stefano Bigazzi

IN DATA 12 LUGLIO 2016 IL PRESIDENTE DELLASSOCIAZIONE DESOLATO DALLA CHIUSURA DELLENNESIMA LIBRERIA STORICA LA LIBRERIA DEGLI UFFICI DI MILANO, SCRIVE AL MINISTRO LA LETTERA RIPORTATA ALLA (Foto 1). DUE MESI DOPO IL 27 SETTEMBRE ARRIVA LA
RISPOSTA DAL MINISTERO A FIRMA TIZIANA COCCOLUTO RIPORTATA ALLA (Foto 2). DOPO ESSERSI CONSULTATO COI CONSIGLIERI DELLASSOCIAZIONE IL PRESIDENTE CONFIDANDO ORMAI SOLO NELLOPINIONE PUBBLICA INVIA LA LETTERA SPEDITA AL MINISTRO AL
DIRETTORE DEL SOLE 24 ORE ROBERTO NAPOLETANO. INIZIA COS
UNA CAMPAGNA DEL QUOTIDIANO A SOSTEGNO DELLE LIBRERIE
STORICHE ITALIANE. AL PRIMO ARTICOLO COMPARSO DOMENICA 9
OTTOBRE (Foto 3) NE SEGUONO UN SECONDO IL 16 OTTOBRE (Foto
4) E UN TERZO IL 23. ORA PORTEREMO SE NECESSARIO IL PROBLEMA
A BRUXELLES.

TARANTO
Da Nicola Mandes
a Dario Franceschini
Illustre Ministro,
sono Nicola Mandese, un cittadino che
vuole avere fiducia nelle istituzioni e un libraio che per tutta la vita ha condotto la
propria libreria nata a fine Ottocento e
tuttora condotta e curata con amore, passione e legame con la clientela giovane e
meno giovane, condividendo con tutti loro, lamore per il libro. Nella mia libreria,
che una delle librerie storiche dItalia,
spesso ci sono incontri letterari e per le
classi, sviluppo di progetti, organizzati con
le scuole, di animazione alla lettura. Questo
mondo magico, ora descritto, si sta sgretolando; la nostra societ sta correndo il
pericolo di vedere scomparire progressivamente buona parte delle librerie italiane con la perdita di preziosi valori culturali e morali. La chiusura massiccia delle
librerie gi una grave iattura, non invertire la rotta, non intervenire per consolidare ed aiutare la sopravvivenza di quelle tuttora esistenti costituisce una grave
colpa. Bisogna intervenire e farlo subito,
senza perdere altro tempo.
Occorrono urgenti normative che, oltre
ad alleggerire i pesi gravanti su queste attivit di valore sociale, vietino in maniera
ferma, o ne limitino al minimo gli sconti
su tutti i volumi, determinando il divieto
di sconto assoluto sui testi scolastici per i
quali il margine di guadagno del libraio
veramente limitato. Occorre anche che

Foto 1

Foto 2

Foto 3

sia controllata, regolamentata e tassata la


vendita on line, che sta uccidendo il settore. Pu essere di aiuto tenere presente le condotte di Francia, Germania e
Spagna e delle altre nazioni che hanno affrontato il problema. necessario inoltre
che siano vietate tutte quelle promozioni che, organizzate da gruppi editoriali
operanti quasi in condizioni di monopolio, mettono ulteriormente in ginocchio il
mondo delle librerie indipendenti. veramente improrogabile che ci sia limpegno del Parlamento in tal senso ed in-

dispensabile soprattutto far presto prima


che si realizzi la scomparsa totale delle librerie, tanto quelle storiche, come la mia,
che di tutte le altre. E questo prima che
ci si possa addolorare, inutilmente della
gravissima perdita, una volta che possa essere troppo tardi per rimediare.
Auspico che il Parlamento, pur preso da
tanti gravi problemi, non voglia sottovalutarlo, ma capire e operare conseguentemente e unitariamente, s che non si decreti la morte di tutte le librerie.
Nicola Mandese

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16 ekecheiria n. 12
segue da pag. 15

Foto 4

Sfrattata dopo 85 anni da via Cairoli, la libreria pi antica dItalia, la Bozzi di Genova, giudicata nel frattempo locale di interesse culturale dalla Soprintendenza, il primo ad essere congelato allo stato attuale: con gli scaffali ai muri e le insegne antiche
alle pareti, dai Beni culturali genovesi che hanno agito in risposta a una circolare sulla salvaguardia delle librerie storiche emanata dal ministro della Cultura Dario Franceschini (da: Il Secolo XIX del 2 settembre 2015). Suggeriamo al Ministro Franceschini
di non chiudere le stalle a buoi fuggiti.

OMAGGIO A ITALICO BRASS


Ha chiuso i battenti la mostra Omaggio a
Italico Brass (1870, Gorizia 1870 Venezia1943), promossa dalla Fondazione
Marignoli di Montecorona in collabora-

Italico Brass, L'Isonzo, 1914

zione con la Pinacoteca dei Musei


Provinciali di Gorizia. Curata da Michele
Drascek e Alessandro Quinzi ha presentato opere del pittore goriziano realizzate tra il 1896 e il 1916. Italico Brass ha vissuto e si formato tra Gorizia, Monaco,
Parigi e Venezia. La scuola tedesca del
Realismo, limpronta francese dellImpressionismo, il colorismo veneto e lo studio dei classici sono le tappe di studio e
di espressione pittorica presenti e intrecciate nel suo lavoro.
Importanti le partecipazioni di Brass alle
manifestazioni artistiche, dalla Biennale di
Venezia, che lo vide presente a tutte le

edizioni (tranne quelle del 1907 e del me Burattini in Campo Santa Margherita
1909, con due personali nel 1910 e nel del 1906-1909. Lesposizione ha offerto
1935) alle Triennali di Milano nel 1897, loccasione di un approfondimento sulla
1900, 1914, 1916; dalle Esposizioni Na- poetica di Brass nei suoi diversi aspetti,
zionali di Torino nel 1898 alle coprendo un periodo circoscritto ma fonMostre di Belle Arti di Roma damentale nella produzione dellartista.
nel 1908, 1910 e 1911.
Al termine della mostra lopera della
Nonch la partecipazione alle Collezione Marignoli: Soldati in trincea sul
esposizioni internazionali del Podgora (bozzetto), stata donata alla
Glaspalast di Monaco di Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia.
Baviera nel 1901 e 1913, di Il catalogo, a cura di Michele Drascek e
Londra nel 1902, di Buenos pubblicato da Editoriale Umbra per la
Aires e Bruxelles nel 1910 e, Fondazione Marignoli di Montecorona,
infine, a quella pi vasta di Pa- raccoglie contributi di Annalia Delneri,
rigi nel 1914 alla Galleria Geor- Michele Drascek, Luca Geroni e Duccio
ges Petit, dove espose cento- K. Marignoli.
trentanove opere.
Francesco Giuseppe I, Impe- Editoriale Umbra
ratore dAustria, vede i suoi Via Pignattara, 34
quadri a Gorizia e se ne inte- 06034 Foligno (PG)
ressa; a Venezia, Umberto I, Re
dItalia, acquisisce un suo lavoro
alla III Biennale; Ezra Pound lo incontra e gli dedica una poesia (For
Italico Brass) e Ernest Hemingway
riconosce in lui un grande artista.
I nove dipinti esposti a Palazzo
Attems Petzenstein comprendevano le vedute di Gorizia e i bozzetti della Collezione Marignoli di
Spoleto: LIsonzo, Ponte Peuma,
Monte Sabotino, Gorizia del 1914,
affiancate e in dialogo con le teItalico Brass
le veneziane che appartengono
Burattini in Campo S. Margherita, 1906-1909
ai Musei Provinciali di Gorizia, co-

e-mail: giac.lodetti@gmail.com - cell. 3396859871

17 ekecheiria n. 12

LIBRERIA MALAVASI
CUSTODI PIETRO (a cura di)
Scrittori classici italiani di Economia
Politica
Milano, De Stefanis, 1803-1805
! 4.500
In 8 piccolo (mm 221 x 146), brossura
originale, 50 volumi. Importante collana di
economia, curata da Pietro Custodi, e
composta di due serie: Parte Antica tomi
I-VII - Parte Moderna tomi XLI + 1 vol.
di Supplimento (n. IL) + 1 vol. di Indici
generali (n. L).
questa la prima raccolta completa di notizie e studi sulleconomia, lagricoltura, i
tributi e la moneta, nonch appendici legislative, del Settecento e Ottocento.
ALLIONI CARLO
Flora pedemontana sive enumeratio metodica stirpium indigenarum pedemontii
Augustae Taurinorum
excudebat Ioannes Michael Briolus, 1785
! 5.900
In folio (mm 400 x 253)
2 volumi di testo in 1 tomo
+ Atlante di tavole.
Il testo, in piena pergamena antica, titolo
oro su tassello al dorso, tagli rossi, pp. (8),
XIX, 344; (4), 366, XXIV, (2).
Ornano i 3 frontespizi una grande e bella vignetta incisa in rame e nel primo volume contenuto un ritratto di Vittorio
Amedeo III Re di Sardegna, cui dedicata lopera, inciso in rame da I.B. Stagnon.
TANSILLO LUIGI
Stanze amorose, sopra gli horti delle
donne & in lode della menta.
La Caccia di Amore del Bernia.
Quarantadue Stanze in materia damore nuovamente ritrovate & con diligentia corrette & di vaghe historie adornate & date in luce
Venetia, s.n.s. 1574
! 3.900
In 24 gr.ande (mm 142 x 80), piena pelle bazana settecentesca, sottili filetti in oro
ai piatti, dorso a cordoni con fregi e titolo oro su tassello, tagli rossi, 46 carte numerate 2 cc.b., illustrato da 19 vignette xilografate (sono 4 composizioni ripetute);
due frontespizi (ma numerazione continua); carattere corsivo.
Cfr. Agnelli / Ravegnani, pagina 211: Edizione rarissima. Essa contiene, oltre alle
Stanze amorose, dodici stanze dellAriosto,
gi pubblicate in fine allHerbolato (1545).
Queste Stanze amorose, che figurano anonime, non sono che il celebre e poco castigato poemetto del Tansillo: Il vendem-

DI MILANO

La Parte antica raccoglie i seguenti autori: Serra, Turbolo (1 vol.) - Davanzati,


Scaruffi (1 vol.) - Montanari (1 vol.) - Broggia (2 voll.) - Neri (2 voll.).
La Parte moderna raccoglie i seguenti
autori: Bandini, Algarotti (1 vol.) - Belloni,
Pagnini (1 vol.) - Galiani (4 voll.) - Genovesi
(4 voll.) - Beccaria (2 voll.) - Carli (2 voll.)
- Verri (3 voll.) - Zanon (2 voll.) - Paoletti
(1 vol.) - Ortes (7 voll.) - Briganti (2 voll.)
- DArco (2 voll.) - Filangeri (1 vol.) - Vasco
(3 voll.) - Mengotti (1 vol.) - Palmieri (2
voll.) - Delfico, Coriani, Solera (1 vol.) Cantalupo, Caracciolo, Scrofani (1 vol.) Ricci (1 vol.).
Cfr. Catalogo Biblioteca Einaudi, 5193.
Ben conservati.
LAtlante, in piena pergamena moderna,
titolo oro su tassello al dorso, tagli rossi,
pp. (4), XIV di descrizione, 1 c.b., raccoglie 92 bellissime tavole disegnate da
Francesco Peiroleri ( questa la grafia del
nome adottato dal celebre erborista pittore nella prima tavola e nelle sue lettere allAllioni) e incise in rame da suo figlio
Pietro. La tavola n. 1 dedicata alla nomenclatura botanica ed alla classificazione propria di Allioni; le altre contengono
228 disegni di piante nuove o rare.
Edizione originale e unica di questa celebrata opera.
Cfr. Nissen BBI 18 - Pritzel, 108 - Brunet,
I, 190.
Esemplare ben conservato.
Il vol. di tavole in ottimo stato.
miatore, ridotto a 79
stanze.
Anche La caccia damore componimento alquanto libero, ma
scritto con notevole
arte.
Le 19 graziose xilografie, di cui questa bella
stampa si orna, a parere del Libri ont du
servir une dition du
Dcamron de Boccace - Melzi, III, pagine 95 e 96 - Gamba,
158: La Caccia di
Amore del Bernia
(Francesco Berni) sono 15 stanze che sotto lallegoria della Caccia nascondono
oscenit, e tuttavia dedicate Alle nobili e
gentili Donne.
Brunet, V, 509: Volume rare. Les figures,
soit comme dessin, soit comme gravure,
sont dune excution remarquable.
Esemplare ben conservato.

Libreria Malavasi
Libri antichi e rari
a Milano dal 1940
Largo Schuster, 1 - 20122 Milano
Tel. 02 80.46.07 - Fax 02 36.74.18.91
malavasi@libreriamalavasi.com
www.libreriamalavasi.com

e-mail: giac.lodetti@gmail.com - cell. 3396859871

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ANTONIO PIZZOLANTE
Forse non lo sapr mai

Personale alla Libreria Bocca dal 24 novembre 2016


La scelta di un titolo, Forse non
sapr mai, fondato sullesperienza
del dubbio, ci suggerisce laffermazione di una ricerca di valore difronte
alla dimensione plastica e allorganizzazione strutturale posta alla base di
un articolato ciclo di opere di Antonio Pizzolante; condivido pienamente la volont di ricerca e lintenzione espressiva dello scultore attento ad un lavoro dellarte in cui i confini della conoscenza e della percezione siano mantenuti aperti, in cui il territorio di indagine sia vissuto nella sua
inesauribile estensione. Con questa
premessa metodologica Pizzolante
suggerisce apertamente un approccio
alla scultura che non si esaurisce su
se stessa, ma che si mostra, anche
nella certezza tangibile della materia,
fonte di dubbi, luogo della domanda.
Andrea B. Del Guercio

Grande Portale, 2010


tecnica mista e ferro su tavola,
cm 200 x 210 x 20

Neraisola, 2016
tecnica mista e ferro su tavola, cm 140 x 80 x 15

1) Notte di transumanza, 2012


tecnica mista e ferro su tavola, cm 126 x 102
2) Dimora sola, 2013
acrilici e ferro su tavola, cm 67 x 100
3) Fuori rotta, 2013
acrilici e ferro su tavola, cm 60 x 90

3
1

20 ekecheiria n. 12

I SETTANTANNI DELLA LIBRERIA DOCET


dica a Gioseffo Rimondini (tomo II) e quella a Giuseppe Rosini (tomo V) costituita interamente dalle tavole calcografiche.
Sono riportati 3623 stemmi gentilizi, 1088
cimieri e 84 tra insegne, abiti dei rappresentanti delle Compagnie Temporali e
Spirituali, cornici, etc. Imponente rassegna,
dellAntico Regime bolognese, pubblicato alla vigilia della campagna dItalia di
Bonaparte. Esemplare a pieni margini, freschissimo, in coloritura coeva e completo in ogni sua parte, come mai riscontrato nelle rare copie apparse sul mercato.

Modellino delle due torri, in legno, scala


1/100, opera di Gianfranco Ponzi su idea
di Loris Rabiti. Foto Francesco Ridolfi

BLASONE BOLOGNESE
Bologna, Floriano Canetoli, 1791-1795
P. a r.

vile su quelle terre , egli pubblic la Strix,


sive de ludificatione daemonum, composta
in tempo di circa deci giorni in risposta alle vivaci reazioni suscitate dallinchiesta (Bologna, G.G. Benedetti, 1523). Nel
dialogo fra quattro personaggi (Apistio,
un dotto classicista che dubita della radice demoniaca della stregoneria; Fronimo,
il saggio; e Dicasto, il giudice-inquisitore,
che conduce con s lultimo interlocutore la strega stessa, costretta in catene)
Pico punta a sottrarre la tesi dellesistenza delle streghe al dominio delle dicerie
popolari e rintraccia nei testi dellantichit classica e cristiana il costante tentativo
degli spiriti malvagi di legare gli uomini a
s; ma soprattutto insiste nellaffermare la
realt delle azioni stregonesche e del gioco del sabba, negando che essi possano
ridursi a mere allucinazioni o illusioni generate dalla facolt fantastica. Nellaprile
1524 mentre si processavano a Bologna
i fuggiaschi dalla persecuzione di Mirandola
apparve, per i tipi dello stesso editore,
il volgarizzamento della Strix, dedicato a
Giovanna Carafa. Delloperazione editoriale era artefice uno dei protagonisti della recente offensiva inquisitoriale, il domenicano bolognese Leandro Alberti, assai
vicino a Pico negli anni 20. Sander II, 5688.
Bibl. Magica Casanatense n. 974.

GIOVANFRANCESCO PICO DELLA


MIRANDOLA
Libro detto Strega o delle Illusioni del
Demonio
Impresso in Bologna p. Maestro Geronimo
de Beneditti dellanno della Incarnatione
del nostro Signore M.D.XXIIII (1524)
! 9.000

5 tomi in 2 volumi in folio bella legatura


ottocentesca in m. pergamena a fascia larga con angoli, ricchi fregi e tasselli bicolore ai dorsi, con titolo in oro, tagli rossi (ottima conservazione); pp. 44 di testo, 4
stemmi araldici a piena pagina, 8 frontespizi, 3 dedicatorie incise, una dedicatoria
a stampa e 339 tavole, il tutto inciso in rame a piena pagina con fine acquerellatura di mano coeva. Eccellente esemplare
della pi importante e monumentale opera araldica della bibliografia bolognese (ed
italiana). Leditore Floriano Canetoli si adoper personalmente nella raccolta degli
stemmi, per la quale fu chiesta la diretta
collaborazione delle famiglie cittadine.
Lopera, fatta esclusione per il testo di prefazione di Francesco Dal Fiore, per la de-

In 4, pergamena del sec. XVIII con tit. manoscritto al dorso; cc. 55, (1), caratteri romani.Titolo inscritto in ricca cornice xilografica con fregi sostenuti da quattro putti alati. Marca tipografica in fine. Antico restauro sul margine superiore delle prime
8 cc. (tocca il nome Leandro sopra il titolo sulla c. aaii, altrimenti lontano dal testo). Prima edizione in lingua volgare, curata dal p. domenicano e storico bolognese Leandro Alberti, di questa importante
opera. Bellesemplare, con ampi margini.
(E. Scapparone in DBI:) La polemica contro le nuove forme di paganesimo e lidea
della superstitio quale chiave di lettura
complessiva del sapere degli antichi si protrassero ben oltre il De rerum praenotione. Allindomani dei processi per stregoneria e dei roghi accesi fra i sudditi di Mirandola per iniziativa dellinquisitore di
Parma e Reggio Girolamo Armellini e del
suo vicario, lex savonaroliano fiorentino
Luca Bettini, ma con lattivo coinvolgimento dello stesso Pico, titolare del potere ci-

Nove secoli di storia del comune di


Bologna e settantanni di attivit della libreria. Lidea di celebrare queste ricorrenze con un catalogo monografico nata con
lincontro della raccolta libraria di Franco
Cristofori, un condensato di cultura, passione e amore per la citt.
Attorno ad essa si sono riunite le opere
gi presenti in libreria gestita da mio padre
per quarantanni e quelle incontrate sul
mercato in questo anno di preparazione.
Loris Rabiti

e-mail: giac.lodetti@gmail.com - cell. 3396859871

22 ekecheiria n. 12

LIBRERIA PREGLIASCO
GIROLAMO ALBERTI
Introduzione all'Arte Nautica per istruzione, ed esercizio de piloti, capitani, e
comandanti di vascelli sopra il mare, e
l'uso, che debbe farsi degl'istrumenti a
ci necessari.
Venezia, G. B. Albrizzi, 1737
! 5.500

DI TORINO

Nuova Edizione, 1950.


Firenze, Franceschini, 1950
! 1.000

prima ascensione pubblica di un pallone


aerostatico avvenuta il 4 giugno 1783 a
Vivarais grazie alle invenzioni del fratelli
Montgolfier. Faujas de S. Fond assistette
allavvenimento e ne ricav la presente
narrazione. Esemplare assai bello, fresco
e a pieni margini. Caproni-Boffito p. 109.
Morazzoni, Fig.Veneziani, p. 229.

Edizione seconda, riveduta e diligentemente corretta in-4, pp. (16), 295 (ie. 291),
frontespizio con vignetta allegorica, due
stupende antiporta con figure simboliche,
disegnate da Luca Carlevarijs e inc. da Fr.
Baronio, complessive 28 tavole su rame,
varie su doppia pagina ed una pi volte
ripiegata raffigurante un galeone veneziano, 4 tavole di bandiere e 5 tavole con
volvelle mobili. Legatura del sec. XIX in
mezza pelle nocciola, dorso liscio con tasselli per il titolo in oro. LAlberti tratta in
questopera, veramente importante in materia, tutti gli aspetti della navigazione e
della nautica, dallastrologia agli strumenti scientifici per tracciare le rotte, ai venti,
alla lettura di mappe e carte. Il volume
inoltre un bellissimo figurato del 700 veneziano, impresso dal notissimo Albrizzi.
La prima edizione usc dal medesimo nel
1715. Bellesemplare a pieni margini, rarissimo (un solo esempl. censito in Italia,
alla Nazionale di Firenze).
Riccardi I, 14. Houzeau-Lancaster 10728..
Morazzoni 211. Choix dOlschki I, 1597
bis. Cicogna. n. 1459.
CARLO COLLODI
Pinocchio animato. Le famose avventure del Collodi con figure movibili.
Grande Albo delle Avventure del famoso burattino del Collodi stampate in
edizione particolarmente adatta ai pi
piccini ed illustrate con i nuovissimi disegni di Attilio Mussino e (8) tavole movibili a colori in rotolitogafia.

Il Cuoco Piemontese ridotto allultimo


gusto con nuove aggiunte ad uso anche
della nostra Lombardia che insegna facilmente a cucinare qualunque sorta di
vivande si in grasso che in magro.
Milano, per Giovanni Silvestri, 1825
(1826 sul piatto superiore)
! 950

in-8, pp. 95, (2), con 8 tavole a colori movibili. Cart. editoriale illustrato a colori, titolo in azzurro su dorso dorato, sguardie
illustrate a colori. Magnifica edizione illustrata da Mussino e tipograficamente ricchissima, ogni pagina illustrata con vignette in rosso o in verde che animano i
margini e le 8 splendide tavole in cromolitografia sono movibili e ancora perfettamente funzionanti.
Ottimo esemplare di edizione rara a trovarsi in tali perfette condizioni.
FAUJAS DE SAINT-FOND
Descrizione delle Esperienze della Macchina Aerostatica dei Signori di Montgolfier. E di quelle. alle quali ha dato motivo questa Scoperta.
Traduzione dal francese
Venezia, Graziosi, 1784
! 2.400
in-8, pp. XXXII, 320, con antiporta e 9 tav.
incise in rame fuori testo. Bella legatura in
cartonato coevo marmorizzato, tit. ms. su
tassello al dorso. Antiporta inciso raffigurante entro medaglione il ritratto dei due
fratelli Stefano e Giuseppe Montgolfier.
Prima edizione italiana, molto rara, pubblicata dopo l'originale di Parigi dell'anno
precedente. Importante relazione della

in-8 (mm 190 x 118) pp. (4), 402, (2).


Antiporta calcografica raffigurante linterno di una cucina. Tre tavole incise in rame, di cui due ripiegate, raffiguranti linterno di una cucina. Tre tavole incise in rame, di cui due ripiegate, raffiguranti servizi corredate dalla spiegazione al verso.
Bella brossura editoriale, titolo entro cornice formata da vignette rappresentanti
specialit alimentari italiane, al piatto superiore. Leggera usura alla cerniera posteriore. Ottimo esemplare, ad ampi margini. Qualche carta allentata. A partire dal
1794 il Cuoco Piemontese usc nelle edizioni milanesi col titolo mutato, a indicare, per mere esigenze commerciali, un presunto adattamento al gusto della citt lombarda. Liniziativa fu delleditore Sirtori, poi
riproposta dal 1825 dal libraio Giovanni
Silvestri. Alla copertina posteriore del nostro esemplare stampato lelenco dei libri diversi vendibili in questo negotio, con
una scelta interamente dedicata alla gastronomia che documenta quali fossero i

e-mail: giac.lodetti@gmail.com - cell. 3396859871

23 ekecheiria n. 12

manuali al tempo pi diffusi, molti dei quali-ad esempio il Cuoco Galante di Vincenzo
Corrado o la Cuisinire Bourgeoise di
Menon. B.IN.G., 625. Bemporat, Ricettari
italiani dell800,Appunti di Gastronomia,
17 (1995), pp. 61-62.

TORQUATO TASSO
Aminta. Favola boscareccia
Con 9 litografie originali
di Nella Marchesini Malvano
Torino, Collezione del Bibliofilo, 1946
! 750

LES MAITRES DE LAFFICHE


Publication mensuelle contenant la reproduction des plus belles Affiches Illustres des grands artistes, franais et
trangers
Prface de Roger-Marx
Paris, Imprimerie Chaix, 1896-1900
! 60.000

5 volumi in-folio (400 x 307 mm), uniformi legature editoriali in piena percallina
verde e crme figurata con fogliame e busti femminili, titoli sui piatti e al dorso, tagli superiori dorati (firmata Paul Berthon).
Serie completa di 256 magnifiche litografie a colori, accompagnate da saggi introduttivi, indici degli artisti, lista delle tavole.
Lopera venne compilata e curata da Jules
Chret e Roger Marx. Il presente esemplare comprende le 240 planches della
serie e le 16 rare affiches offerte in premio ai sottoscrittori dellopera.
Le 256 tavole, impresse con grande maestria su cartoncino giappone, formano una
straordinaria raccolta di altrettante affiches fin-de-sicle a colori, opere dei pi
noti artisti che nellultimo decennio del
secolo produssero manifesti pubblicitari:
J. Chret, Maurice Denis, Georges de
Feure, P. Ber thon, Eugne Grasset, Albert
Guillaume, Alfonse Mucha, Julius Price,
Thophile A. Steinlen, Henri de Toulouse
Lautrec, Armand Rassenfosse, Adolphe
Willette, Giovanni Mataloni, Giuseppe
Boano e altri nomi noti.
Splendido e raro esemplare completo, a
pieni margini, freschissimo.
Straordinaria galleria che riunisce i capolavori in cromolitografia de lart nouveau
muraria.
Carteret, V, 261

di Nella Marchesini Malvano (moglie del


pittore Ugo Malvano, raffinata pittrice ed
allieva prediletta di Felice Casorati). La sua
opera grafica comprende efficaci disegni
a lapis; non risulta abbia realizzato altre litografie. Esemplare di tiratura particolare, di cui il colophon non fa menzione:
possiede infatti 4 suites delle litografie: in
nero, in seppia, e su cartoncino grigio e
verde. Assai bello.
FRANOIS RABELAIS - DERAIN
Les horribles et spouvantables faits et
prouesses du trs renomm Pantagruel,
Roy des Dipsodes fils du Grand Gant
Gargantua, orn de bois en couleurs dessins et gravs par Andr Derain
Compos nouvellement
par Maitre Alcofrybas Nasier.
Paris, Albert Skira, 1943
p. a r.

in-4, pp. 152, ben leg. m. marocchino verde, tit. e fregi in oro al dorso, copertine
cons. ai piatti. Tiratura di 165 es. (n. 1).
Edizione illustrata da 9 litografie originali

in-folio (mm 345 x 280), pp. 192, a fogli


sciolti sotto copertina, camicia e astuccio
editoriali.Titolo silografato in rosso e nero, con vignetta, antiporta figurato a piena pagina, 21 illustraz. a piena pag., 122 illustraz. n.t. tra cui alcuni finalini, 34 capilettera: tutte silografie originali di Andr Derain (1880-1954), dipinte a mano in vivaci e splendidi colori.Tiratura unica di 275
esemplari complessivi impressi su magnifica carta forte vlin darches. Il presente
il n. 238/275 con firma autografa a inchiostro di Derain nel colophon.
Lartista interpreta con grande arte il capolavoro di Rabelais, d vita con estrema
facilit a paesaggi policromi, animali, grotteschi; crea le articolazioni degli animali
tramite arabeschi ornamentali, trasforma
i vegetali in elementi perfettamente integrati nellarchitettura tipografica. Le silografie, intagliate alla maniera del XV secolo, sono state dipinte con una nuova tecnica che necessita dellintervento della
mano dellartista: le parti che compongono ciascuna silografia sono state colorate
singolarmente da una quipe di praticanti secondo dei canoni stabiliti dal pittore;
ogni esemplare pu considerarsi un unicum. Uno dei livres dartiste pi riusciti
del Novecento 10472-1.

e-mail: giac.lodetti@gmail.com - cell. 3396859871

Milano, piazza Meda. Arnaldo Pomodoro, Grande Disco, 1972


Foto Francesco Radino

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