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La duchessa di Raven (The Ruin Series Vol.

1)

Magnus Leroy ama aggiustare le cose, affascinante, sicuro di s, ostinato e segue una sola
regola: non vedere la stessa donna per pi di due volte, mai.
La duchessa di Raven in grado di distruggere tutto quello che le capiti a tiro se disturba il suo
gusto personale: viziata, capricciosa e attenta all'etichetta. Finora nessuno le ha detto di no, mai.
A Bucklersbury House stanno cercando uno stalliere che sappia domare un cavallo dal carattere
difficile perch la duchessa di Raven ha deciso che non andr da nessuna parte, se tra i cavalli della
sua carrozza non ci sar anche il suo.
Estratto da Cap.3 RED SAND:
Magnus Leroy pens che avrebbe per sempre ricordato, oltre alla spiacevole sensazione di mani
estranee addosso, anche quella stasi e quel silenzio strano. Non era un uomo particolarmente
religioso e non era nemmeno un estimatore delle scienze occulte che stavano andando tanto di
moda tra gli avventori della taverna del Diavolo. Quindi non ebbe modo di definire la cosa per quella
che era. Una questione che aveva a che fare con i propri peccati, con la propria anima, con la
predestinazione e perch no, col destino. Un particolare momento che avrebbe, attraverso la
violenza pi becera, marcato una linea netta in quelle due vite in sostanza tanto dissonanti,
facendole convergere. Un momento terribile che li avrebbe portati lontano da quello che erano stati
finora.
Estratto da Cap.7 BEHIND THE GLASS:
La duchessa si sentiva preda di una curiosa fascinazione, i suoi occhi erano di nuovo fissi in quelli di
Magnus, pi luminosi del sole. Non si accorse del cambiamento atmosferico, dell'aria
improvvisamente umida e della condensa, non sent nemmeno il fetore che si stava alzando dalle
strade portando in superficie quello che di solito era nascosto. Tutto intorno a loro stava
velocemente cambiando, e il cielo, subito dopo la cattedrale di St. Paul's aveva iniziato a prendere le
tinte della sua mantella, era color tortora.
"Togliti immediatamente."
"No."
Vide la bocca di Magnus muoversi lentamente e scandire le parole anche se non poteva sentirlo.

"No."
Aveva ripetuto spostando gli occhi pi in basso, sulle sue labbra. E lei seppe, come sapeva che
avrebbe dato una bella strigliata a Billy Round per tutto questo, che non si stava riferendo solo al
togliersi da l davanti. Le loro bocche avevano lasciato una condensa sul vetro a causa dell'umidit
atmosferica che stava salendo e i contorni dei loro visi erano cos sfocati, che sembrava di trovarsi
in un sogno. Ma il senso di quel "no", non aveva niente di onirico. Era forte e potente, estremamente
chiaro.
No, era quello che stava dicendo a lei. No, alla sua violenza.
No, non mi farai pi del male. No, non ti permetter pi una cosa del genere. No, no, no.
Non aveva parlato, ma la duchessa immagin con sufficiente perizia quella voce bassa, elegante.
Poteva sentirla risuonare nel suo cervello. L'arrivo della pioggia la colse impreparata, nonostante vi
fossero nell'aria tutti i segnali che sarebbe successo di l a poco. Osserv i riccioli scuri di Magnus
bagnarsi, l'acqua leggera che iniziava a grondare sulla fronte, le piccole gocce che si allungavano
lungo la mascella squadrata e scendevano sul collo dove sparivano dalla sua vista. Poi arriv il
caldo, ebbe la sensazione di sentire fin troppo la consistenza della stoffa che portava addosso, che
le si era incollata al corpo e che la faceva sentire in trappola. Doveva fare qualcosa, spezzare
l'assurdit e linaccettabile ribellione insita in tutto questo. E lo fece nell'unica maniera che
conosceva, come aveva fatto da sempre e come immagin avrebbe fatto per tutta la vita, avrebbe
spazzato via le cose che non voleva avere attorno, lo avrebbe fatto con la violenza.

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