UNIONE COMUNI DELL’ ALTA PADOVANA

La sfida dello sviluppo In questi ultimi anni, l’economia ha cambiato il modo di rapportarsi al territorio, imponendo un adattamento di chi abita, lavora e governa. Il mondo sta cambiando così in fretta che diventa impossibile governare lo sviluppo di un territorio se non si cambiano profondamente: • • • gli schemi descrittivi ed interpretativi della realtà, combinando gli elementi che caratterizzano il contesto globale e quello locale in un unico modello concettuale; i modelli d’intervento, per un’azione sistemica e stabilmente efficace l’approccio alla politica per lo sviluppo, partendo dal basso e considerando il territorio come tessuto e luogo di integrazione delle politiche locali.

Nuovi concetti Il nostro territorio ha iniziato a identificare e offrire le proprie differenze, le specializzazioni, la qualità, la flessibilità, la capacità di adattamento. Gli operatori territoriali hanno imparato a sviluppare beni e servizi che vengono proposti sul mercato globale. Il processo di globalizzazione, però, è sempre più veloce nello scavalcare il territorio, riducendo a zero le distanze ed i tempi necessari per le interazioni delle persone. Alla base del paradigma “Spazio Zero” e “Tempo Zero”, c’è l’incessante contributo della tecnologia che abbatte le barriere tra il nostro territorio e il resto del mondo. Le tecnologie informatiche e della telecomunicazione, infatti, ci mostrano che il nostro territorio non ha più barriere, ma è immerso nel mercato globale. Nella ricerca di rapporto positivo tra Globale e Locale ( “Glocalizzazione”), si deve prendere atto che: • • lo sviluppo deve essere pensato con la consapevolezza che un sistema territoriale chiuso nei propri confini amministrativi, limita a priori le proprie possibilità e opportunità di crescita; L’economia sta passando da un modello fordista, fondato sull’accentramento della conoscenza e delle decisioni, ad un modello funzionale, dove la conoscenza e le decisioni sono distribuite nel sistema. L’economia diventa forza motrice per le prime trasformazioni organizzative verso il modello funzionale, creando strutture basate su legami funzionali, rompendo i confini amministrativi formali. Se la Politica e lo Stato restano confinati nei limiti amministrativi mentre il Mondo sta da un’altra parte, la Politica e lo Stato saranno vissuti come una zavorra, un costo, un freno alla crescita; sono cambiati gli schemi di descrizione ed interpretazione della realtà (mappe cognitive). Concetti come riduzione di spazio e tempo, globale e locale, integrazione e inclusione, interazione e interoperatività, entrano a far parte dei processi decisionali per il governo del cambiamento; serve una nuova dimensione etica, una base valoriale su cui fondare le scelte, su cui fondare il lavoro, l’economia, dove competizione (creatività e cooperazione) significa cercare assieme ed accompagnare assieme. I nuovi valori possono attecchire solo evitando il clima di paura derivante dall’abbandono dei valori precedenti. La fiducia di sé e degli altri, la responsabilità condivisa di affrontare le nuove situazioni, sono ingredienti necessari quanto le nuove tecnologie.

Questi pochi elementi sono sufficienti per evidenziare quanto la sfida che abbiamo di fronte sia radicale. Non basta un lieve cambio di rotta, perché lo sviluppo di oggi non può essere letto con i paradigmi di ieri. Gli studi dimostrano che i territori sono cresciuti di più negli ultimi anni, lo devono agli investimenti ricevuti, ma ancora più alle riforme fatte affinché quegli investimenti arrivassero a destinazione. Rinnovare e ampliare i propri asset per renderli attraenti non è sufficiente per svilupparsi. Occorre fare riforme ed attuare politiche utili al territorio per attrarre intelligenze e nuovi investimenti. L’obiettivo, dunque, si trasforma passando da singoli interventi specifici alla creazione di un ambiente favorevole alla crescita e all’innovazione nell’ambito: • • • • tecnologico formativo normativo-amministrativo organizzativo

Nuovi modelli di intervento Nello scenario sopra indicato, è strategico il ruolo delle istituzioni pubbliche, non solo per la necessità di accrescere la “capacità produttiva” dell’ente pubblico, riducendone il carico burocratico, ma soprattutto per il suo ruolo relazionale, per la responsabilità di fare sistema nel territorio, di concertare con i portatori di interessi le politiche di sviluppo definendo la strategia e le modalità d’intervento, per riorganizzare funzionalmente il territorio, per la produzione di quei beni pubblici necessari per il sistema territoriale e per la gestione partecipata e finanziariamente sostenibile dei piani di sviluppo. In questo ruolo, l’Ente Locale non interviene direttamente nel mercato o si trasforma in impresa, ma diventa attivatore di “intrapresa”, un Centro di integrazione delle politiche territoriali ed amministrative. Il suo compito è creare le condizioni perché il territorio cresca, accompagnandone il cambiamento, monitorandone la direzione, con una logica di equilibrio finanziario, di ricerca di incentivi, ma anche di autofinanziamento. L’obiettivo a regime è che lo sviluppo paghi lo sviluppo attraverso la ricerca di un modello di business per sostenere e promuovere le azioni di governance, di intervento sulle risorse territoriali, di valorizzazione e di promozione del territorio. Per muoversi in questa direzione occorre infrangere il tabù che considera la concorrenza inconciliabile con la logica di funzionamento del sistema pubblico. Una politica di Sviluppo dal basso che guarda al Globale Ormai da tempo si è maturata la consapevolezza che le proposte progettuali prodotte dai territori, attraverso una programmazione strategica partecipata, sono più efficaci di quelle imposte dall’alto. La grande diffusione di Patti territoriali, GAL e iniziative analoghe, ne sono la testimonianza. L’entusiasmo dato dallo spirito concertativo si spegne però rapidamente al momento del “saper fare”. I risultati attesi non giungono perchè la gestione del piano di sviluppo ed il governo del cambiamento richiedono ancora lo stesso grado di partecipazione ed il coinvolgimento dei portatori di interesse adottati nella fase decisionale strategica. La speranza di risolvere i problemi realizzativi delegandoli alla costituzione di agenzie di sviluppo, resta vana perchè si fonda su singole iniziative e progetti, finiti i quali, termina anche la ragion d’essere delle agenzie. Per ottenere risultati convincenti è necessaria una impostazione differente. Bisogna creare una infrastruttura a supporto dello sviluppo che sia permanente, non fondata su iniziative progettuali specifiche. Tale struttura deve abilitare i processi di sviluppo in tutti gli ambiti sopra descritti, permettendo l’accumulazione costante e la condivisione tra gli stakeholder della conoscenza a supporto delle strategie, della gestione delle risorse, della promozione e valorizzazione del territorio. La proposta progettuale illustrata nel seguito, trae origine dalle considerazioni fin qui riportate e adotta una strategia per lo sviluppo in grado di intervenire in modo integrato su tutti i capitali territoriali, non in maniera diretta, ma attraverso azioni di sistema che contribuiscano a creare le “condizioni d’ambiente” necessarie per rendere stabile e durevole il processo di sviluppo del territorio. L’obiettivo è quello di aiutare il sistema territorio a fare squadra, a cooperare per competere nel mercato globale.

1. Il soggetto proponente L’Unione dei Comuni come associazione di comuni è un ente locale costituito in base all’art. 32, D. Lgs. 267/00.

T.U.E.L. (D. Lgs. 267/00)
Qualificazione Unioni come Enti Locali Autonomia Finanziaria Potestà Regolamentare Rappresentatività indiretta
T.U.E.L. (D.Lgs. 267/2000) Articolo 32.1 “Le unioni di comuni sono enti locali costituiti da due o più comuni di norma contermini, allo scopo di esercitare congiuntamente una pluralità di funzioni di loro competenza.”

Applicazione principi ordinamento enti locali Statuto: le norme procedurali Le funzioni

I soggetti proponenti il progetto “Alleanza per lo Sviluppo del Camposampierese” sono due Unioni di Comuni: • Unione dei Comuni del Camposampierese • Unione dei Comuni dell’Alta Padovana L’Unione dei Comuni del Camposampierese è composta da 8 Comuni, conta 65.500 abitanti e 8.700 imprese. E’ stata costituita nel novembre del 2000 - operativa dal 01 luglio 2001 – I servizi trasferiti sono: polizia locale, protezione civile, attività produttive, difesa civica, catasto. Inoltre gestisce come ufficio unico servizi per la gestione del personale per 17 enti e per il controllo di gestione per 14 enti. Tra il novembre del 2002 e il gennaio del 2003 anche i comuni di Loreggia e Villa del Conte hanno deliberato di aderire all’Unione. Il 31.05.2004 entra il Comune di Villanova di Camposampiero e dal 1 aprile 2006 con l’entrata del Comune di Campodarsego si completa l’attuale composizione. L’Unione dei Comuni dell’Alta Padovana è composta da 3 Comuni, conta 29.500 abitanti e 2.350 imprese. E’ stata costituita nel novembre del 2000 - operativa dal 01 luglio 2001 – I servizi trasferiti sono: polizia locale, protezione civile, mense scolastiche. I Comuni che la compongono sono :Trebaseleghe, Piombino Dese e Massanzago.

1.1.

Struttura organizzativa L’Unione è Amministrata da: • IL PRESIDENTE: ciascun Sindaco dei comuni dell’Unione è presidente, a turno, per un anno: attualmente la presidenza spetta a: o Unione Comuni del Camposampierese: Sindaco di Villanova di Camposampiero, Silvia Fattore, o Unione dei Comuni Alta Padovana: Sindaco di Trebaseleghe, Paolo Lamon; • LA GIUNTA: rappresenta il potere esecutivo ed è composta da tutti i Sindaci dell’Unione; • IL CONSIGLIO: è l’organo di indirizzo e controllo ed è composto dal Presidente e da tre componenti di ciascun consiglio comunale. Le Unioni dispongono di uffici propri e/o si avvalgono di quelli propri dei Comuni partecipanti. Il Presidente dell’Unione, previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione nomina il Direttore Generale

Il Direttore Generale dell’Unione provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di Governo dell'Unione, secondo le direttive impartite dal Presidente ed inoltre sovrintende alla gestione perseguendo livelli ottimali di efficacia e efficienza rispondendo direttamente dei risultati conseguiti. E’ Direttore Generale dell’Unione dei Comuni del Camposampierese e dell’Unione dei Comuni dell’Alta Padovana il Dott. Luciano Gallo.

1.2.

Missione

Una Unione di Servizi
per creare:

Realizzare un livello di governo ed un sistema di servizi capaci di:

• • • • • •

Mantenere un clima di fiducia nel cambiamento, nelle Istituzioni e nel futuro Affrontare le nuove sfide, che sono: Innovazione Sviluppo sostenibile Qualità ambientale Obiettivo Lisbona Garantire un approccio sistemico allo Sviluppo.

Valore Aggiunto Economie di scala Qualità crescente nei servizi

Un Centro di Integrazione
d e lle Politiche territoriali e amministrative

Un Incubatore
di innovazione istituzionale

Le due Unioni dei Comuni, (11 Comuni del Camposampierese) come Centro di Integrazione delle politiche territoriali ed amministrative, hanno dato vita ad una programmazione negoziata attivando: • l’Intesa Programmatica d’Area (ai sensi della L. R. 29.11. 2001, n. 35, “Nuove norme sulla programmazione”, art. 25 della citata legge regionale del Veneto 29 novembre 2001, n. 35;) • il Piano di Assetto del Territorio Intercomunale (ai sensi della L. R. 23 Aprile 2004 n. 11 “Norme per il governo del territorio”, art. 15 c. 2);

2. Il contesto e le esigenze

2.1.

Il territorio del Camposampierese Caratteristiche e criticità L’area in cui sono inseriti gli 11 Comuni del Camposampierese: è un territorio omogeneo, per quanto riguarda le caratteristiche geografiche, situato nella parte nord-est della provincia di Padova che si estende per una superficie complessiva di quasi 225 Kmq, con 95000 abitanti e 12084 imprese attive iscritte alla Camera di Commercio.

Comuni 95000
Abitanti

11

12.084

Imprese

422 Abitanti
per Kmq

1 impresa
ogni 7,9 abitanti

Superficie 225 Kmq
La particolarità di questo territorio è senza dubbio l’urbanizzazione diffusa. Con questa espressione si indica il fenomeno per cui la distribuzione della popolazione e delle attività produttive sul territorio non è raccolta solo nei centri abitati ma è distribuita sull’intera area senza soluzione di continuità. Per quanto riguarda la popolazione del territorio, guardando ai dati del Censimento, tra la rilevazione del 1991 e quella del 2001, la popolazione provinciale è cresciuta del 3,6%. Nell’area del Camposampierese sono stati registrati i tassi di crescita più elevati (11,2%).

Fonte Censimento ISTAT 2001
14 11,2 9,3 7 8,3 5,1

4,3

3,9

3,6

0 -1,4

-7

-5,0

Guardando più in particolare alle realtà dei comuni del nostro territorio, dai dati raccolti dagli uffici Anagrafe e stato civile è emerso che negli ultimi anni si è assistito ad un fenomeno di aumento demografico crescente che ha caratterizzato tutti i comuni dell’Area del Camposampierese con un tasso medio annuo che supera l’ 1,5%, con alcune punte che raggiungono il 3% annuo. Ci si trova quindi in un contesto territoriale caratterizzato da una crescita continua, dovuta in prevalenza da due differenti flussi migratori: • l’immigrazione di stranieri; • lo spopolamento di molti comuni della bassa padovana e della stessa città di Padova.
Residenti Comuni Borgoricco Campodarsego Camposampiero Loreggia Massanzago Piombino Dese San Giorgio delle Pertiche Santa Giustina in Colle Trebaseleghe Villa del Conte Villanova di Camposampiero Totale PATI Provincia di Padova 1991 6.019 10.462 9.399 4.977 3.543 7.813 7.115 5.804 9.454 4.846 4.514 73.946 820.318 2006 7.628 12.462 11.499 6.516 5.267 9.027 8.846 6.883 11.746 5.263 5.223 90.360 890.805 2011 8.460 13.424 12.353 7.447 5.837 9.418 9.907 7.352 12.765 5.514 5.584 98.060 926.447 2016 9.265 14.379 13.189 8.339 6.385 9.802 10.935 7.809 13.778 5.770 5.949 105.598 2021 10.035 15.305 14.010 9.191 6.912 10.182 11.929 8.258 14.774 6.025 6.309 112.930 Tasso di var % 91-06 +26,7 +19,1 +22,3 +30,9 +48,7 +15,5 +24,3 +18,6 +24,2 +8,6 +15,7 +22,2 +8,6 06-21 +31,6 +22,8 +21,8 +41,0 +31,2 +12,8 +34,8 +20,0 +25,8 +14,5 +20,8 +25,0 +13,0

Confrontando poi i dati della densità abitativa del nostro territorio con quelli della Regione Veneto emerge che nel 2003 il territorio dell’Unione misurava una densità pari a 392 abitanti per chilometro quadrato mentre la Regione si ferma solo a 249 abitanti per chilometro quadrato. Se si guarda al sistema produttivo si nota un territorio caratterizzato da una elevatissima imprenditorialità distribuita tra tutti i comuni della zona. Si tratta di un’area economicamente forte e socialmente molto dinamica, parte integrante di quell’area centrale veneta che è il motore dell’intera economia regionale. Essa è, quindi, la più tipica espressione di quel “modello veneto” di sviluppo il quale, sfruttando la propensione al lavoro e le reti informali di contatti tra parenti e vicini, ha dato vita in tempi brevi a un sistema policentrico di piccole imprese,

Area Camposampierese

Area Cintura

Fonte: ufficio anagrafe e stato civile dei Comuni

Area Colli

Area CittadellaPiazzola sul Brenta

Area Piove di Sacco

Area MonselicenseConselvano

965.557 1.006.467

Totale Provincia

Area EsteMontagnana

Padova

organizzate in distretti industriali e in catene di fornitura, nei quali ogni impresa svolge una parte del processo produttivo in stretta relazione/concorrenza con gli altri.
Unità locali Comuni 1991 461 1.075 842 481 316 767 508 360 794 409 371 6.384 67.304 2001 648 1.312 1.182 591 423 845 709 544 953 483 409 8.099 88.056 Tasso di var % 40,6 22,0 40,4 22,9 33,9 10,2 39,6 51,1 20,0 18,1 10,2 26,9 30,8 1991 1.645 6.047 4.943 1.560 1.360 3.374 2.236 1.627 3.146 1.663 1.586 29.187 321.350 2001 2.522 6.975 5.841 2.085 1.664 4.047 2.770 2.193 4.064 2.017 1.547 35.725 362.532 Addetti Tasso di var % 53,3 15,3 18,2 33,7 22,4 19,9 23,9 34,8 29,2 21,3 -2,5 22,4 12,8

Borgoricco Campodarsego Camposampiero Loreggia Massanzago Piombino Dese San Giorgio delle Pertiche Santa Giustina in Colle Trebaseleghe Villa del Conte Villanova di Camposampiero Totale PATI Provincia di Padova

Fonte: ISTAT Tuttavia, quelli che sono stati fino a ieri i punti di forza dell’area, oggi, in un’economia sempre più aperta e globalizzata e fondata sulla conoscenza, rischiano di divenire i punti di debolezza e di trasformare un’area produttiva dinamica e competitiva in una zona in declino industriale o in fase di riconversione. Nel Camposampierese, infatti, si registra ancora oggi il forte peso del settore manifatturiero che occupa il 54% della popolazione in età lavorativa, percentuale superiore alla media provinciale pari al 38%, a quella regionale di poco superiore al 41%, ma soprattutto quasi doppia rispetto a quella europea pari, nell’UE a 15 Stati membri, al 28%. Il sistema produttivo è fortemente sbilanciato in attività tradizionali a scarso contenuto di innovazione, con una modesta capacità di interagire con il sistema della ricerca e dell’innovazione tecnologica: la maggior parte della produzione locale si colloca nel medesimo segmento di mercato in cui si collocano i prodotti dei Paesi emergenti del sud-est asiatico, con i quali, quindi, la competizione avviene soprattutto sul versante del prezzo e non sulle caratteristiche qualitative e tecnologiche. La prima priorità del sistema produttivo del Camposampierese è, dunque, quella di passare da una concorrenza basata sul costo ad una concorrenza basata sulla qualità, ossia sulla differenziazione del prodotto o servizio offerto, soprattutto nell’ambito di una logica di distretto e/o di filiera, incentivando, nelle imprese che dimostrano buone prospettive di mercato, l’aumento della produttività e del valore aggiunto di prodotti e servizi. Tuttavia gli interventi di sostegno al tessuto produttivo esistente sono necessari ma non sono più sufficienti ad assicurare un futuro di crescita e di occupazione di fronte alle nuove sfide poste dalla globalizzazione, dalla divisione internazionale del lavoro, dalla nuova economia della conoscenza. Anche per il Camposampierese è valido ciò che si afferma con riferimento all’intero continente europeo: l’area non può competere basandosi sulle risorse naturali o su una manodopera a buon mercato o a danno dell’ambiente. La chiave di volta per assicurare il futuro del Camposampierese è la realizzazione di una società fondata sulla conoscenza, che faccia leva sul capitale umano, l’istruzione, la ricerca e l’innovazione: si tratta di riscrivere un patto tra economia e società, tra imprese e territorio.

Quindi, accanto all’esigenza di continuare a valorizzare le specificità del sistema produttivo del Camposampierese, è altresì prioritario e urgente iniziare a promuovere politiche e azioni capaci di innescare un riorientamento strutturale dell’economia locale verso attività basate sulla conoscenza, al fine di anticipare i cambiamenti in atto e di prevenire le possibili situazioni di crisi dovute alle conseguenze della globalizzazione. Occorre mettere a disposizione della competitività, della qualità della vita e dell’ambiente tutte le risorse disponibili, per giungere a diventare una “meta-città” capace di mettere in rete le eccellenze di ciascuno. Si tratta di un disegno ambizioso e di ampio respiro il cui obiettivo è quello di accrescere la competitività e l’attrattività del nostro territorio di fronte alle sfide della globalizzazione.

2.2.

L’Intesa Programmatica d’Area L’avvio della programmazione negoziata Le imprese del territorio faticano singolarmente ad avviare e sostenere processi di sviluppo duraturi. La loro competitività dipende certo dagli incentivi al capitale e al lavoro ma più ancora dai beni pubblici presenti nel sistema territoriale; meno da interventi puntiformi e più da interventi di rete, meno dalle conoscenze e dalle politiche centrali e più dalle conoscenze locali e dalla cooperazione istituzionale. Le relazioni fra i diversi livelli di governo, in particolare fra il regionale e il locale, è una delle questioni su cui si gioca l’intera partita del creare nuove capacità di sviluppo a partire dai territori. In questo contesto, imprese, istituzioni, ambiente, reti di infrastrutture, competenze e tessuto sociale costituiscono il sistema che fa da motore allo sviluppo del Camposampierese e rappresenta un punto di riferimento obbligato per il tavolo della pianificazione strategica territoriale in cui si sta costruendo l’Intesa Programmatica d’Area ed il Piano di Assetto del Territorio Intercomunale, nella consapevolezza che la qualità della crescita ha bisogno di azioni politiche strategiche, interventi sulle risorse e politiche di valorizzazione e di promozione del sistema territoriale. L’Intesa Programmatica d’Area (IPA), nata dalla legge regionale n°35 del 29 novembre 2001, ”Nuove norme sulla programmazione”, costituisce un nuovo modello di definizione dei programmi di sviluppo locale, da attuare in parternariato con la Regione. Essa rappresenta lo strumento di politica economica che intenzionalmente si prefigge la modifica della forma e della sostanza dell’interazione istituzionale locale. L'IPA dell’area del Camposampierese nasce dalla condivisione di una nuova visione di sviluppo del territorio da parte dell’Unione del Camposampierese e dell’Unione dell’Alta Padovana, ed è attuata attraverso il lavoro del tavolo della concertazione in termini di priorità di interventi, fonti di finanziamento, modalità di attuazione, soggetti attuatori, monitoraggio e verifica dei risultati. L’Intesa Programmatica d’Area del Camposampierese ha rappresentato l’avvio programmazione negoziata, ispirata all’approccio della competitività territoriale: infatti è composta da un insieme di procedure grado di indurre, tramite l’incentivo, e di imporre, attraverso delle regole, precise modalità di comportamento ai promotori in direzione del potenziamento dell’azione collettiva. della essa in

La strategia di sviluppo locale dell’IPA è il punto di partenza di un vero e proprio “processo” di concertazione locale volto a individuare un progetto di crescita sostenibile a lungo termine, ampiamente condiviso, che sia autentica espressione delle volontà̀, delle capacità̀ e dello spirito di iniziativa degli operatori locali, sia istituzionali che economico-locali.

L’IPA è infatti intesa da tutti i Partner come uno strumento “permanente” di cooperazione tra enti pubblici e di concertazione con le Parti sociali, nonchè́ di raccordo tra la programmazione locale e la programmazione regionale. L’idea forza dell’ IPA, gli obiettivi strategici e gli Assi di azione sono i seguenti.
Accrescere il benessere e la prosperità delle generazioni attuali e future del Camposampierese attraverso uno sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale e il riorientamento strutturale dell’economia locale verso attività basate sulla conoscenza

Idea-forza di sviluppo locale

Obiettivi strategici

COMPETITIVITA’
ASSE 1 Innovazione ed economia della conoscenza ASSE 2 Capitale umano ASSE 3 Accessibilità

ATTRATTIVITA’
ASSE 4 Qualità della vita

Assi tematici di azione

ASSE 5 Qualità dell’ambiente naturale ASSE 6 Dinamismo e coesione sociale

Asse sistemico di infrastrutturazione

ASSE 7 Organizzazione—Azioni di Sistema—Attività Tecnico Operative

Idee-progetto
Gli assi tematici di azione corrispondono ad altrettante priorità ritenute essenziali per assicurare un futuro di prosperità all’area, che - in modo distinto ma interdipendente - concorrono a definire la strategia di sviluppo per il Camposampierese e sono rivolte al perseguimento dell’obiettivo generale dello sviluppo sostenibile dell’area, facendo leva, in maniera integrata, su tutte le sue risorse e potenzialità. L’articolazione della strategia in sei aree tematiche prioritarie - nelle quali l’obiettivo di sostenibilità ambientale è trasversale a tutti gli assi, oltre ad essere l’obiettivo specifico di un apposito asse - punta a concentrare gli interventi su quelle aree suscettibili di avere un impatto più rilevante sulla produttività totale dei fattori e, di conseguenza, sulla crescita economica dell’area. E’ stato inoltre introdotto un Asse Sistemico di Infrastrutturazione per rispondere all’esigenza di un supporto generale all’intero processo di governance del territorio e alla realizzazione operativa e alla valorizzazione delle idee-progetto. All’interno dell’Asse Sistemico trovano la loro collocazione tutte le attività necessarie per aiutare a definire, sostenere e valorizzare le azioni degli operatori territoriali, secondo le linee concordate nella programmazione negoziata, consentendo di intervenire in tempi brevi a livello strategico, tattico e operativo. La prospettiva nell’ambito della quale si colloca il documento programmatico dell’IPA è quella della ricerca di uno sviluppo globale e integrato, nell’ambito del più ampio sistema territoriale in cui è collocata l’area, il cosiddetto “reticolo urbano pedemontano”, delineato dai documenti di lavoro del nuovo Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC), che si sviluppa nella fascia pedemontana a nord dell’asse Vicenza - Padova Venezia - Treviso e che è incentrato su Bassano del Grappa, Cittadella, Castelfranco Veneto e Montebelluna.

Ciascun asse, poi, ha propri obiettivi specifici, coordinati con gli obiettivi strategici complessivi, attraverso i quali sono individuate le azioni e gli interventi da realizzare. Il 2007 si è aperto per i membri dell’Alleanza per lo Sviluppo del Camposampierese con una serie di incontri denominati Tavoli della Concertazione, nei quali sono state presentate le idee-progetto previste per i vari assi tematici. L’11 gennaio 2007 , presso la Sala Consiliare del Comune di Camposampiero, i Sindaci degli undici comuni dell’Unione del Camposampierese e dell’Alta Padovana e i rappresentanti di svariate associazioni di categoria, delle forze sindacali, della Provincia di Padova e della regione Veneto si sono incontrati per il tavolo dell’Ipa. E’ stata l’occasione per fare il punto della situazione. In questa sede si è voluto descrivere il tratto di strada già compiuto e tracciare il percorso per i mesi successivi. I vari attori della concertazione si sono suddivisi per ambiti di interesse e per specifiche competenze formando sei gruppi di lavoro coordinati dal Presidente dell’Ipa Federico Zanchin, sindaco di Santa Giustina in Colle. La corrispondenza tra gruppi di lavoro e assi tematici dell’Ipa ha permesso ai vari soggetti di confrontarsi sulle idee-progetto inserite. In ogni gruppo di lavoro si è dato spazio alla presentazione dei progetti e alla relativa discussione. L’obiettivo finale era riuscire ad individuare delle priorità su cui ci fosse un consenso unanime. All’inizio dei lavori l’Ipa si presentava con un bagaglio di idee-progetto molto ampio: più di 60, troppi per sperare di vederli finanziati tutti. A conclusione dei sei incontri si sono sintetizzate le idee in poco più di venti progetti. Il 10 aprile 2007, sempre presso la Sala Consiliare del Comune di Camposampiero, è stato riconvocato il tavolo di concertazione alla presenza del nuovo Assessore provinciale allo sviluppo degli Enti Locali, Stefano Peraro. L’ ordine del giorno prevedeva l’approvazione dell’elenco delle iniziative e degli interventi strutturali strategici coerenti con la strategia di sviluppo locale dal 2007 al 2009 e relativo ordine di priorità, nonché la partecipazione al bando indetto con DGR 347 del 20/02/2007 sulla “Programmazione decentrata – cofinanziamento di interventi infrastrutturali (L.R. 13/1999 e art. 25 L.R. 35/2001” ed infine l’approvazione dei progetti strategici prioritari da presentare. Ecco di seguito l’elenco di tali interventi suddivisi per assi tematici:

ASSE 1 – INNOVAZIONE ED ECONOMIA DELLA CONOSCENZA

Azione a) – Ricerca e sviluppo tecnologico PRIORITA’ 1. Laboratorio di prova, certificazione e ricerche Costituzione - presso i locali della Barchessa di Villa Maran di Camposampiero di proprietà della USLL - di un laboratorio di ricerca pubblico-privato in accordo con l'Università.

Azione b) – Nuova imprenditorialità PRIORITA’ 1. Filiere produttive commercializzazione del vino nei settori dell’illuminazione, dell’arredamento e della

Creazione di una filiera produttiva distinta per settori produttivi, illuminazione, arredamento e commercializzazione del vino.

ASSE 2 – CAPITALE UMANO

Azione a) - Miglioramento dei sistemi di istruzione e di formazione

PRIORITA’ 1. Creazione di un Centro di competenze per lo sviluppo delle risorse umane a sostegno del sistema di crescita e innovazione territoriale Il modello d’azione del Progetto si basa sulla valorizzazione e la messa a fattor comune di ruoli, competenze e professionalità del territorio, aggregando in una partnership attiva: Enti Locali, Gestori di Servizi Pubblici, Imprese, il mondo accademico, della ricerca e della consulenza, gli attori chiave del governo del cambiamento.

PRIORITA’ 2. Completamento del Polo scolastico Scuole Superiori A Camposampiero, nella zona, già adibita, a polo scolastico delle scuole superiori il cui livello è sempre più riconosciuto come buono/ottimo, si programma il completamento di tale polo con alcuni importanti indirizzi.

PRIORITA’ 3. Centro di formazione professionale L’idea dell’istituzione di un “Centro di formazione professionale”, è stata accolta da diverse Amministrazioni comunali, tra le quali Villanova di Camposampiero e Piombino Dese, allo scopo di dare un sostegno alla formazione delle competenze mediane, soprattutto nel settore manifatturiero.

3 – ACCESSIBILITA’

Azione a) - Reti di trasporto PRIORITA’ 1. Piano Viabilità a) Circonvallazione di Camposampiero (PD) e realizzazione del Nuove Ponte Muson dei Sassi a Camposampiero (PD). Per entrambe le opere è presente un Progetto Esecutivo ed è previsto un cofinanziamento tra il Comune di Camposampiero e la Provincia di Padova per la realizzazione della circonvallazione. b) Raddoppio della SR 308.

PRIORITA’ 2. Miglioramento della sicurezza stradale con sistemi di piste ciclabili di collegamento tra i diversi centri comunali “Miglioramento della sicurezza stradale con Sistemi di Piste Ciclabili di collegamento tra i diversi centri comunali (Massanzago – San Dono; Santa Giustina in Colle – San Giorgio delle Pertiche; Piombino Dese – Loreggia; Villanova di Camposampiero – Campodarsego; Camposampiero – Fratte e Camposampiero – Massanzago; Villa del Conte - S.Giustina in Colle; Abbazia Pisani - Fratte)”. I tratti indicati nel progetto sono necessari per creare una rete che colleghi sistematicamente i Comuni tra loro. Si è inoltre evidenziato che oltre alla costruzione di anelli di piste ciclabili tra Comuni sono necessarie anche delle strade interne che permettano di collegare in sicurezza questi ultimi fra loro; a tale scopo è necessario trovare degli spazi adeguati che non paralizzino la viabilità dei Comuni.

Azione b) - Tecnologie dell’informazione e della comunicazione PRIORITA’ 1. Realizzazione della rete di interconnessione a banda larga in fibra ottica e ponti radio Broadband Wireless Access (BWA) secondo lo standard ETSI HiperLAN E’ da sottolineare l’importanza strategica che assume questo progetto in un territorio in costante crescita come quello del Camposampierese dove, però il 65% dello stesso non è ad esempio coperto dall’ADSL con problemi sia per le Aziende che sono in parte sganciate dalla possibilità di accedere a circuiti di conoscenza e innovazione, ma anche per i singoli utenti in un contesto mondiale dove la connessione alla Rete è sempre più indispensabile. Le amministrazioni Comunali hanno già dotato i Servizi Pubblici di una rete Wireless, ma lo sforzo deva essere quello di consentire servizi avanzati di accesso per tutti gli utenti; la rete della Pubblica Amministrazione veicolando tutti i servizi utili per la comunità quali Internet, trasmissione dati, videosorveglianza è e sarà ancora in un futuro prossimo funzionale per il settore pubblico, ma per i cittadini e la parte produttiva è necessario un ulteriore sforzo; per questi sviluppi una soluzione tecnologicamente valida è quella della fibra ottica in grado di drenare e diffondere la “larga banda” su tutto il territorio in quanto i ponti radio possono servire solo un numero ristretto di utenti. Dimensionare la rete significa però avere delle interconnessioni maggiori per poter portare le fibre ottiche e quindi sono necessarie tecnologie nuove. Si necessita pertanto di arrivare ad un’infrastrutturazione capillare del territorio al fine di giungere ad una server farm capace di servire gli utenti in modo capillare. L’obbiettivo del progetto è creare una rete wireless a banda larga che permetta le realizzazione di una rete intranet privata tra gli edifici pubblici; consenta l’accesso ad internet alle istituzioni pubbliche alle imprese ed ai cittadini; costituisca uno strumento per la videosorveglianza e monitoraggio delle risorse naturali (rilevamento informazioni fornite dai sensori dislocati sul territorio). Il bacino di utenza si estende ad 11 comuni per un totale di 94000 abitanti, 12000 imprese e 30 complessi scolastici su di una superficie di 200 km2 . Attualmente le varie realtà pubbliche, sebbene connesse tra loro, presentano molteplici tipologie di connessione. Tale progetto permette una razionalizzazione e diminuzione dei costi a fronte di una possibile espansione di nuovi ed essenziali servizi quali la videosoreglianza e monitoring ambientale.

ASSE 4 – QUALITA’ DELLA VITA Azione a) - Sviluppo delle funzioni urbane dei centri abitati

PRIORITA’ 1. Percorsi integrati per la valorizzazione delle risorse ambientali, culturali e storiche del territorio del Camposampierese Al fine di promuovere una gestione coordinata dei Centri Urbani, si ipotizzano le seguenti attività: Promozione e marketing, front-line, possibili strategie di comunicazione, obiettivi di promozione, elementi di unitarietà di immagine, intesi come elaborazione di progetti in grado di costituire ed incentivare i consorzi di via e piazza e l’associazionismo tra le imprese; sviluppo tecniche di sensibilizzazione dei soggetti sulla necessità avviare processo di associazionismo; Promozione delle attività commerciali attraverso percorsi di shopping costruiti ad hoc; Iniziative volte alla promozione commerciale di settori specifici che prevedono la presenza di personale qualificato per le consulenze all’acquisto, buoni sconto e agevolazioni a ristoranti e alberghi locali. Creazione di eventi in relazione a tradizioni locali, eventi stagionali che richiamino l’attenzione alle specificità del territorio; Organizzazione di “Percorsi sensoriali del gusto” attraverso i quali si potranno degustare i prodotti tipici della cultura e della tradizione veneta, grazie al coinvolgimento dei produttori e dei commercianti locali; Organizzazione di itinerari turistici per riscoprire e valorizzare anche i siti meno battuti del territorio.

PRIORITA’ 2. Sistema di percorsi ciclabili di carattere ambientale a) Pista ciclo-pedonale dell’ex ferrovia Ostiglia (Esistente dal 1999: Studio di Fattibilità dal 1999). b) Percorso ciclabile lungo il Tergola (Esistente dal 2002: Studio di Fattibilità - Piano Provinciale piste ciclabili). c) Percorso ciclabile lungo il Muson Vecchio (Esistente dal 2002: Studio di Fattibilità - Piano Provinciale piste ciclabili). d) Valorizzazione ambito naturalistico (di interesse regionale) lungo il Muson Vecchio e il Rustega (Esistente dal 2002: Studio di Fattibilità - Piano Provinciale piste ciclabili).

PRIORITA’ 3. Percorso ciclabile, sistemazione ambientale e canoistica: Asolo-Venezia. Fiumi: NaviglioBrenta, Taglio, Muson Vecchio, Muson dei Sassi Tale progetto ha come obiettivo primario la sistemazione ambientale, la tutela delle acque e la navigabilità canoistica dei corsi d’acqua del Veneto centrale, nonché la realizzazione di possibili itinerari ciclo-pedonali, una ossatura strutturale dedicata alla mobilità alternativa e al tempo libero. L’intervento comporterà benefici per l’ambiente, per la flora e la fauna selvatica, per il patrimonio storico – artistico – ambientale, per le aree urbane, per la salute pubblica, per l’economia ed il turismo.

Azione b) - Patrimonio storico e culturale PRIORITA’ 1. Sistema museale a) Parco archeologico della Centuriazione Romana: Unendo le collaborazioni attive di archeologi e

topografi, di agronomi e zoologi, di architetti e ingegneri si vuole ricostruire sul terreno un insediamento agricolo di epoca romana in ambito censuario, finalizzato a un produzione di sussistenza e di piccolo commercio. Pertanto, ad una architettura rurale esemplata su planimetrie acquisiste dagli scavi archeologici in loco o in aree compatibili, saranno affiancati terreni coltivati in parte a cereali, legumi, frumento e a prato anche con presenza di vigne. (Esistente: Studio di Fattibilità e Progetto Preliminare). b) Museo delle tradizioni popolari e orto botanico a Villa de Portis: Il Comune ha a disposizione un edificio e attigui n. 12 campi. Si prevede la realizzazione di un museo e di un parco botanico a valenza territoriale. c) Museo della Meccanizzazione agricola a Campodarsego con l’appoggio dell’azienda Carraro-spa per la realizzazione.

PRIORITA’ 2. Recupero e valorizzazione del patrimonio storico – monumentale – religioso a) Recupero e Valorizzazione del Parco storico di Villa Baglioni (Massanzago): L’intervento si propone il recupero, laddove possibile, e la realizzazione fedele degli elementi vegetali, naturali ed artistici del parco, la realizzazione di un’area a servizi per le attività culturali e ricreative, l’esecuzione di collegamenti con il centro del paese e con la viabilità comunale nel lato ovest. (Esistente: studio di fattibilità -30 settembre 2006; progetto preliminare -31 dicembre 2006; progetto definitivo -31 marzo 2007; progetto esecutivo -31 settembre 2007; progetto in fase di appalto -1 novembre 2007). b) Recupero della Canonica della Chiesa di Sant’Alessandro (Massanzago): Valorizzare l’immobile ex canonica attiguo alla chiesa monumentale di Sant’Alessandro, sito storico e di elevato pregio architettonico inserito tra gli ambiti dell’atlante regionale dei centri storici, ubicato in vicinanza del fiume Muson Vecchio e collegato al graticolato romano. c) Recupero del complesso monumentale di Abbazia Pisani (Parrocchia Sant’Eufemia – Villa del Conte): Necessità di custodire e recuperare un patrimonio che la comunità cristiana a creato nel tempo, nella sua opera di culto, di catechesi, di carità, di promozione umana e di cultura al fine di restituirlo alla comunità ecclesiale adeguandolo alle attuali esigenze liturgiche, pastorali e caritative. d) Recupero e valorizzazione dell’antica Pieve di San Prosdocimo: L’amministrazione comunale di Villanova è coinvolta nel progetto di restauro dell’antica chiesa di S. Prosdocimo del 1000 d.C. La parrocchia ha già provveduto all’adeguamento del tetto e della parte nord.

PRIORITA’ 3. Riqualificazione dei centri storici a) Centro storico Villa del Conte: riqualificazione ex sede comunale: Si mira a riqualificare l’ex sede comunale per la quale vi è già un progetto preliminare che potrebbe entro breve divenire definitivo. Tra le altre finalità si vorrebbe ricavare un museo dell’arte del legno. La zona nella quale trova posto è un punto cruciale perché interseca il sistema della rete di piste ciclabili che unisce vari elementi di importanza storica e monumentale che negli anni si stanno valorizzando (Esistente: progetto preliminare). b) Riqualificazione del centro storico di Camposampiero con realizzazione della Sala Polivalente: Il progetto prevede la pedonalizzazione di tutte le piazze e un percorso sotto-portico per collegare gli esercizi commerciali; il sistema dei portici è un elemento distintivo di quasi tutte le città murarie e Camposampiero ne rientra appieno. Anche il progetto di auditorium persegue l’obiettivo della valorizzazione del territorio a servizio della collettività; conta 440 posti a sedere con spazi per mostre, concerti, teatro, cinema, ecc…(Esistente: studio di fattibilità).

ASSE 5 – QUALITA’ DELL’AMBIENTE NATURALE

Azione a) - Risorse naturali PRIORITA’ 1. IDROMIN – Progetto per il recupero della rete idrografica minore Il progetto IDROMIN si propone l’obiettivo di recuperare la funzionalità della rete idrografica minore, cioè quella rete minuta di fossi e scoli che caratterizza il territorio ed il paesaggio del Camposampierese, attraverso il cui recupero è possibile ricucire quella frammentazione ambientale e sanare quella fragilità territoriale a favore di uno sviluppo sostenibile indirizzato alla valorizzazione del territorio e del suo paesaggio, quale fattore di sviluppo economico. La rete idrografica minore esprime una funzionalità multipla che spazia dalla sicurezza idraulica del territorio, alla capacità autodepurativa delle acque, alla funzione di habitat e di rete ecologica, fino ad essere un elemento di valorizzazione del paesaggio rurale. (Esistente: Studio di fattibilità)

PRIORITA’ 2. Sistema dei Parchi Rete ecologica e Parco Agrario lungo il Muson Vecchio: L’obiettivo principale è la creazione ecologica locale nel territorio adiacente al Muson Vecchio per permettere le connessioni tra valori ecologico-naturalistici, recuperare e valorizzare luoghi dispersi e aree relitte ad un naturalistico oltre che di svago da parte della popolazione. Il progetto dovrà evidenziare le matrici primarie e le altre aree a naturalità significativa, costituire una sorgente di diffusione per elementi di interesse ai fini della diversità biologica. di una rete aree aventi certo ruolo in grado di

PRIORITA’ 3. Percorsi naturalistici per la valorizzazione della risorsa acqua a fini eco-turistici a) Recupero e valorizzazione delle risorgive b) Percorso naturalistico e didattico tra Sant’Ambrogio e il Museo dell’Acqua (Trebaseleghe). Esistente: Progetto Esecutivo

Azione b) - Energia PRIORITA’ 1. Piano di azione locale per lo sviluppo delle “agroenergie” L’agroenergia costituisce una opzione per la diversificazione di mercato dell’agricoltura veneta, nel momento in cui produrre localmente costituisce un vantaggio competitivo e quindi permette l’ottenimento di un maggior prezzo, quindi un maggior reddito agricolo. Il Piano degli investimenti prevede la realizzazione di una serie di investimenti per la produzione di energia da oli vegetali (soia, colza, girasole) e da biomasse lignocellulosiche (silomais, media, loiessa, ecc..) per la produzione di biogas in co-digestione con reflui zootecnici.

PRIORITA’ 2. Progetto per lo sviluppo di una rete di teleriscaldamento alimentata tramite motori cogenerativi ad olio Obbiettivo del progetto è quello di coinvolgere le utenze civili, industriali e agricole in un piano di riduzione dei costi energetici mediante l’uso efficiente dell’energia, il teleriscaldamento e la cogenerazione (anche diffusa su piccole potenze) con fonti rinnovabili. L’uso di olio combustibile

ottenuto da agricoltura favorisce una riduzione degli inquinanti e una riduzione nell’area della concentrazione di azoto e fosfati (come da Piano Direttore Bacino Scolante Laguna di Venezia). L’utilizzo di rifiuti in appositi termovalorizzatori garantirà in futuro ulteriori risorse energetiche a fronte di una riduzione e smaltimento dei rifiuti. (Esistente: studio di fattibilità)

ASSE 6 – DINAMISMO, COESIONE SOCIALE E SICUREZZA

Azione a) - Solidarietà e inclusione sociale PRIORITA’ 1. Monitoraggio della sicurezza Sistema integrato della sicurezza ambientale (SISA): Obiettivo del progetto è quello di applicare metodologie, standard, tecnologie ed infrastrutture sviluppando una piattaforma integrata finalizzata a garantire al territorio e ai propri fruitori (amministrazioni, cittadini, imprese, visitatori, ecc.) un’efficiente pianificazione e gestione della sicurezza ambientale in tutti i suoi aspetti principali. Lo sviluppo di una piattaforma integrata per la sicurezza territoriale ha un’importanza strategica tale da poter divenire uno standard replicabile a livello nazionale ed internazionale. Il progetto contempla anche un Sistema Integrato di telesorveglianza e telecontrollo.

PRIORITA’ 2. Strutture residenziali domotiche e di teleconforto Si tratta di strutture residenziali per anziani, da crearsi in sinergia con gli istituti di case di riposo del territorio. Le strutture presentano un sistema architettonicamente e tecnologicamente avanzato che garantisce, da un lato l’autonomia del residente, dall’altro la sua totale assistenza attraverso un sistema di teleconforto e telesicurezza in continuum. PRIORITA’ 3. Infrastrutture della sicurezza a) Distaccamento della Tenenza dei Carabinieri b) Stazione Vigili del Fuoco c) Realizzazione della sede di distretto della Protezione Civile Polo Sicurezza. I sindaci da tempo si stanno occupando del problema, ora è emersa l’esigenza di avere sul territorio una presenza maggiore di forze dell’ordine. In tal senso, d’accordo con la prefettura si è predisposto un aumento dell’organico dell’arma dei carabinieri, ma ciò necessita di nuove spese. Per quanto riguarda i Vigili del Fuoco, all’inizio sarebbero su base volontaria (poi con il tempo si giungerebbe ad una stazione con professionisti) altamente qualificata ma che apporti interventi più rapidi sul territorio. I mezzi già ci sono, è necessario predisporre il sito più idoneo. A ciò si collega la nuova sede della protezione civile. Questi tre elementi legati ad un concetto di sicurezza in senso lato sono altamente legate le une alle altre.

Azione b) - Miglioramento delle capacità locali di governance PRIORITA’ 1. Creazione Agenzia di Sviluppo del Camposampierese Creazione di una Agenzia di Sviluppo del Camposampierese e realizzazione dei seguenti progetti: Progetto Europa SETNE (Scuola e Territorio per la Nuova Educazione) Server Farm territoriale Sistema integrato di sportelli al cittadino per aumentare la fruibilità, l’efficienza e l’economicità dei servizi: Sportello Europa Sportello Energia Sportello Ambiente Sportelli Integrati Realizzazione di un archivio unico generale territoriale del Camposampierese SIAT – Sistema Integrato di Analisi Territoriale Geomarketing Marketing territoriale

-

L’esperienza del Camposampierese, unica nel suo genere in Italia per strutturazione e qualità, fa da apripista nelle nuove pratiche della programmazione negoziata, in cui ad operare per lo sviluppo del territorio non è più solo il soggetto pubblico, ma ciascun rappresentante della società civile, del mondo economico-finanziario, delle attività produttive, commerciali ed agricole operanti nell’area. Lo sviluppo impone il coinvolgimento serio ed impegnato di tutti questi soggetti per il rilancio della competitività di un’area da sempre innovativa e qualificata, ma anche per rendere appetibile il territorio dal punto di vista economico e ambientale-naturalistico.