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L’ANALISI TECNICA SECONDO GANN

GLI SWING CHARTS
OSCILLATORI
CANDLESTICK E QUALCOS’ALTRO
… ovvero come fare trading
secondo Fabrizio Bocca
a cura dei Quaderni di Speculazione di Borsa
Il settimanale free di LombardReport.com

1

Quando si inizia qualcosa è buona norma far innanzitutto sapere chi si è. E questa è la parte
che di solito mi viene più difficile. All’inizio poi, con il rischio che chi legge si fermi qui e non vada
avanti. Ma speriamo in bene. Allora, Fabrizio Bocca: professione trader. Sarebbe carino, ma vallo a
dire all’anagrafe. Diciamo che sono una persona che ama i mercati finanziari, e i derivati in
particolare, per i quali nutro una specie di rapporto sentimentale. Tanto che per quanto mi sforzi
finisco a parlare sempre o quasi di quelli. Con quelli dell’ambiente, si intende, altrimenti gli amici
sarebbero già finiti da tempo. Seguo i mercati attivamente dal 1993, anche se già all’università
mostravo una strana propensione per la borsa. Ma studiavo a Torino, e in tutto il corso c’era un solo
esame di tecniche di borsa, ai tempi. Che feci e mi appassionò tantissimo. Dicevo, dal 1993, così mi
sono preso tutto l’orso ‘94/95 e tutto il rally famoso che ne è seguito. Mi sono fatto un po’ di sala
operativa con il BTP Future (che tanto ho amato!), e ho visto la nascita del FIB30. Poi ho provato
l’esperienza del trading coi soldi degli altri per qualche anno, e infine ho deciso di starmene da solo.
Credo così di essere meno condizionato. Chiunque fa trading sa che è già difficile fare l’analisi,
figuriamoci armonizzarla con le idee degli altri. Comunque da sempre mi è piaciuta l’analisi
tecnica. Mi sono studiato prima la fondamentale, sapete le banche come la pensano, ma non mi ha
mai convinto: spiega benissimo le cose, ma a posteriori. Leggi un report strepitoso sulla Fiat, e ti
dicono buy. Sì, ma quando? Che faccio, il cassettista? O la tengo una settimana? E se il mercato
viene giù, la Fiat si salva, o segue? O peggio, amplifica? Così mi sono studiato l’analisi tecnica
fondamentale, che qualche risposta cominciava a darmela. Poi, facendo trading, ho conosciuto
un’analista che usava le tecniche di Gann. Non avevo mai letto niente di suo, ma il mito
dell’americano che si era arricchito all’infinito lo conoscevo. L’analista in questione mi disse alcune
cosette interessanti, e così è nata la passione. Ho letto, ho frequentato corsi, mi sono confrontato.
Ma soprattutto c’ho fatto il trading. Sui derivati, come sempre. E ho affinato la tecnica con
l’esperienza, adattandola alle mie esperienze, alle mie idee. Per questo dico che seguo Gann
secondo me. Perché la mia teoria è molto pratica, cioè derivata da acquisti e vendite, e da un bel po’
di facciate. Dure, come quelle di tutti. Mi piace dire: “La tecnica funziona. Funziona sempre? No.
Perché funziona? Non lo so. Ma funziona!”. Illustri studiosi di Gann hanno spiegato perché certi
numeri funzionano e altri no. Non mi interessa. So il sistema per trovare certi numeri, e so che il
mercato li sente, e che quando li sente io faccio un po’ di soldini. Direi che mi basta. E direi che
potrebbe bastare anche a voi che mi state leggendo.
Così un sabato mi vedo con Tomasini (il mio editore, non so se mi spiego…) in un albergo a
Torino, è un po’ che non ci vediamo, e dobbiamo parlare di alcune cosette. Sarebbe festa, e essendo
mattino presto io non sono proprio sveglissimo. Ma tra una cosa e l’altra viene fuori l’idea della
dispensa, da distribuire attraverso Lombard, per spiegare un po’ meglio come far diventare
redditizia questa benedetta teoria di Gann. Così eccomi qua, a raccontare in qualche pagina alcuni
punti fermi, alcune idee e a vedere se ne nasce magari un bel dibattito (o dovrei dire Forum, oggi
usa di più…).
Spiegare per iscritto una teoria molto operativa e pratica come la mia non è semplice, ci
provo già tutte le settimane con i “Quaderni”, ma mi verrebbe sicuramente meglio di persona.
Perché non è un metodo assolutamente preciso, matematico. Esempio: se faccio candlestick puro,
cerco il pattern e poi metto la stop e via. Il difficile è saper riconoscere i pattern, vederli quando si
nascondono un po’. Gann è un’altra storia. Nulla è definito, nulla è preciso. E poi in giro circola la
voce che sia difficile guadagnarci, che sia una fregatura e anche che sia da apprendisti stregoni. Per
questo credo nella mia interpretazione (un po’ di orgoglio passatemelo, suvvia…), c’ho messo un
bel po’ di tempo ad affinarla e a mettere ordine nelle idee.
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Cominciamo con il chiarire alcune cose: io non posseggo nessun segreto nascosto, non ho
qualche testo arcano del mitico americano, non credo sia calato in me l’elisir della conoscenza. Ho
studiato l’analisi classica, e poi ho letto i suoi libri. Poi ho conosciuto qualche buon vecchio analista
che usa le sue tecniche, mi sono confrontato per un po’ di tempo, e ho deciso che alcune parti
andavano corrette, aggiustate. E ho messo a punto un metodo, molto mio in alcune parti, e in altre
no. Secondo questi studi e questa esperienza, della teoria di Gann alcune parti vanno prese alla
lettera, altre vanno adattate ai tempi attuali. E’ passato più di mezzo secolo, e i mercati in qualcosa
sono cambiati. Mentre alcune leggi assolute non cambieranno mai.
Il punto di partenza sono la disciplina e il metodo. Senza non si fa trading, si perdono solo dei
soldi. Conosco, ahimè, persone che sono riuscite a perdere con una sola operazione quanto
guadagnato in un anno di trading, solo perché non erano disciplinate. E non avevano un metodo
preciso. Quindi questa in matematica la chiameremmo “conditio sine qua non”. E così sarà. Poi lo
stesso Gann aveva messo giù un insieme di 28 regolette per fare il buon trader. Non servono tutte, si
era lasciato andare un attimo secondo me, ma alcune vale la pena di ricordarle:
- Bisogna usare sempre ordini di stop-loss che non dovranno mai essere annullati
- Mai trasformare un profitto in una perdita. Le stop-loss devono diventare stop-profit non
appena possibile
- Mai operare nel dubbio. Piuttosto meglio attendere
- Mai chiudere l’operazione senza un ottimo motivo
- Cercare di accumulare profitti che serviranno per fronteggiare i periodi sfavorevoli
- Mai mediare le perdite, la media prezzi è la peggiore delle procedure
- Evitare di intervenire troppo spesso sul mercato
- Mai acquistare perché un prezzo sembra troppo basso o vendere perché sembra troppo alto
- Cercare di applicare il sistema di incremento a piramide al momento giusto
- Mai cambiare la propria idea sul mercato senza un ottimo motivo
- Non aumentare il numero delle operazioni dopo un lungo periodo di successi
- Evitare di vendere o comprare se non si è certi del trend che viene evidenziato sul grafico
Pensateci bene, prima di andare avanti con la lettura, e poi chiedetevi se la vostra disciplina vi ha
fatto sempre rispettare queste semplici e stupide regolette. Poi chi è senza peccato scagli la prima
pietra…
Fatta la dovuta introduzione, ecco cosa troverete andando avanti nella lettura:
1- la ricerca del pattern con le candele giapponesi: l’inside e l’hammer
2- la gestione della posizione con lo swing chart: intraday e daily
3- i Gann angles e certi numeri chiave, ovvero perché non vi dico quali uso…
4- cos’è un set-up e perché è così difficile calcolarlo
5- perché usare certi oscillatori
6- la ricerca di armonie e convergenze
Buona continuazione.

1 – la ricerca del pattern con le candele giapponesi: l’inside e l’hammer
Esistono diversi modi per entrare sul mercato. Ogni disciplina sostiene che il suo è il
migliore. A me non interessa comprare basso o vendere alto. A me interessa chiudere l’operazione
in utile, e la ricerca del pattern è votata solo a questo fine. In linea di massima i punti in cui
intervenire sono i prezzi in cui passano gli angoli che interessano, i doppi, tripli e quadrupli massimi
e minimi, e le rotture di certi livelli degli swing charts. Il punto è che quando io trovo un livello
(soprattutto in controtendenza) che mi pare buono, se metto il mio ordine in macchina non so mai se
terrà o se verrà rotto in un attimo. Per capire se il livello tiene, alcuni si fidano delle sensazioni, altri
dell’esperienza, altri di tecniche. Io cerco il pattern. Ovvero, deciso che sul daily voglio comprare,
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che so io a 31000, quando il mercato arriverà lì io aspetterò che mi crei un inside o un hammer (o,
di rado, qualche altra figura) sul time frame intraday che sto usando. Io ne uso due, per il Fib (per
altri strumenti, altri time frames…), ovvero il 15 minuti e il 45 minuti. Il fatto che uno sia un terzo
dell’altro non è assolutamente casuale. 45 poi è la metà di 90, a sua volta un quarto di 360, numero
primo da cui partono tutti gli altri (un anno solare, un angolo giro). In linea di massima mi fido di
più del 45, ma il 15 fa entrare a prezzi migliori. Comunque, alla fine pagherò un prezzo (es. entro
long) più caro dei 31000 ipotizzati, ma quante stop-loss che mi sarò evitato. Ma perché uso quasi
unicamente l’hammer e l’inside? Perché statisticamente a me risultano essere i pattern più affidabili,
niente di più. Certo che se poi si crea anche un’isola o una morning star, tanto per dire, meglio
ancora, ma quante volte mi può capitare in un anno? Io voglio fare il trader, non il telespettatore!
Ecco un grafico d’esempio della candela inside, ovvero completamente compresa tra il massimo e il
minimo della precedente(ma tratto dalla realtà):
Candlechart a 45 minuti

33500

33000

32500

32000

31500

11
.3
0
13
.4
5
16
.0
0

9.
15

11
.3
0
13
.4
5
16
.0
0

9.
15

11
.3
0
13
.4
5
16
.0
0

9.
15

11
.3
0
13
.4
5
16
.0
0

9.
15

11
.3
0
13
.4
5
16
.0
0

9.
15

31000

Come si vede, l’area 31000 ha tenuto, e la candela inside evidenziata mi ha fatto entrare a 31295,
che direi fosse un buon prezzo visto il movimento che ne è scaturito.
Ed ecco un grafico con un esempio di formazione di un hammer, cioè di una candela con apertura e
chiusura nel 50% inferiore (rialzista) o superiore (ribassista) della candela stessa, fatto per cambiare
un po’ sul daily:

4

FIB30 PERPETUAL (33,170.00, 33,290.00, 32,870.00, 33,140.00)

33500

33500

33000

33000

32500

32500

32000

32000

31500

31500

31000

31000

O
HAMMER
RIALZISTA

30500

30000

30500

30000

29500

29500

29000

29000

28500

28500
8

15

22

29

5
November

12

19

26

3
December

10

17

24

Ed ecco un esempio di hammer sul 45 minuti:

Candlechart a 45 minuti

33600
33400
33200
33000
32800
32600
32400
32200

11
.3
0
13
.4
5
16
.0
0

9.
15

11
.3
0
13
.4
5
16
.0
0

9.
15

11
.3
0
13
.4
5
16
.0
0

9.
15

11
.3
0
13
.4
5
16
.0
0

9.
15

11
.3
0
13
.4
5
16
.0
0

9.
15

32000

E’ importante che la candela cercata si formi dopo un movimento/impulso abbastanza direzionale e
violento, e che si formi intorno al prezzo da noi cercato. Altrimenti i falsi segnali abbondano.

5

2- la gestione della posizione con lo swing chart: intraday e daily
Una volta entrata l’operazione, long o short che sia, bisogna riuscire a gestirla. Se conosco
molte persone capaci a trovare livelli giusti, e pure dotate degli attributi necessari a entrare decisi e
convinti nel mercato, ne conosco molte meno che riescono a gestire la posizione. Pensateci: quante
volte avete chiuso un acquisto/vendita che a posteriori sarebbe potuta essere quello della vita? O
quante volte la vostra stop si è rivelata errata solo di pochi ticks? Vediamo se riesco a farvi venire
un po’ il nervoso: sono convinto che qualcuno di voi che si è messo short il 31/8 alla rottura dei
34900/34850 lo trovo senza difficoltà. Ma quando mi metto a cercare quello che ha tenuto la
posizione fino a 31550 faccio già fatica, figuriamoci poi se voglio trovare quello che ha chiuso sul
doppio minimo del ’98, a 24375…Bene, Gann viene in aiuto in queste situazioni con una tecnica
semplice semplice, che si chiama swing chart. Anche questa, comunque, va interpretata
correttamente, altrimenti, come ogni regola della teoria, potrebbe essere foriera più di perdite che di
successi. Dunque, lo swing chart è un grafico che ha come fine l’individuazione del trend e
l’eliminazione del rumore di fondo. Si costruisce unendo massimi e minimi relativi, ogni volta che
essi si formano a seguito della rottura della candela o barra precedente. Si può fare su qualsiasi time
frame e porre condizioni diverse, come la rottura di non una, bensì due, tre, o ancora più barre.
Quello che ne viene fuori è un grafico in grado di aggiornare continuamente le proprie stop-loss,
prima, e stop-profit poi (si spera…). Lo swing chart può essere fatto su qualsiasi strumento e su
qualsiasi time frame. Io mi comporto così:
- per il Fib uso lo swing chart a 45 minuti e daily a una barra. Raramente il 15 minuti. Cerco
conferme per le posizioni di ampio respiro nello swing daily a due barre
- per il cash uso lo swing daily a una barra e a due barre. A volte anche quello weekly, quando
si tratta di fare posizione per periodi abbastanza lunghi
- per gli altri mercati non sto qui a dilungarmi
Per fare il grafico intraday uso un foglio excel, negli altri casi un software apposito affidabile, che si
chiama “Hot Trader”. Ecco qua un paio di esempi:
SWING CHART A 45 MINUTI

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

13

14

33500

15 16 17
33580

18

19

33315

32950

32500
32365

32500

32100

32150

32000

31950

31950
31810

31625

31595

31580

31675

31440
31155

31190

31000

6

21

33290

33075

33000

31500

20

22

23

33250

24

25

33185

32985
32870
32515

26

E a seguire quello daily fatto con Hot Trader:

…e quello daily fatto con excel:
SWING DAILY FIB30

32540
31640 31540

31000

31650

30805 30585
29540

29000

32030

31900

32260

32515

32150
31350 31150

30625
30100 30120

29800
Prezzi

33580

33100 33305 33105

33000

30040

29815

28785
28080

27000

25000
23725
23000
1

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3

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6

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Tempo

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24

25

26

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28

29

30

31

Una volta entrata l’operazione, long o short, la stop- loss la metto sotto/sopra l’ultimo swing
precedente, e viene aggiornata ogni volta che si crea un minimo/massimo di swing seguente. Faccio
un esempio per essere un po’ più chiaro. Se, dopo il minimo a 31155, sono andato long a 31300, ad
esempio, la mia stop subito è sotto a 31155, poi diventa 31190, poi si trasforma in uno stop-profit a
31595, poi 31675 e così via, finchè non sarà il mercato a buttarmi fuori. Ma in utile…
Lo swing, soprattutto quello daily, si presta anche ad acquisti e vendite in rottura. Ma
attenzione: se il mercato è in trading range, la tecnica porta stop-loss continue, e si rischia il
massacro. L’abilità sta nell’usarlo solo nei momenti in cui il mercato prende movimenti direzionali.
Di grande importanza sono poi gli swing inside e outside, che spesso provocano movimenti
direzionali importanti, come ad esempio quello formatosi sul giornaliero prima della rottura dei
34850, ad agosto, che prometteva un movimento ampio e direzionato, e abbiamo visto cosa è
successo.
La capacità di armonizzare gli swing chart non si acquisisce leggendo questa stupida
dispensa, ma con anni di esercizio. Così come la sensibilità di portarsi su time frame diversi man
mano che il tempo passa nella gestione della posizione presa.

3 - i Gann angles e certi numeri chiave, ovvero perché non vi dico quali uso…
Comincio ad avventurarmi in terreno difficile. Qui i seguaci e i puristi della teoria di Gann
cominceranno a farsi sentire, e forse anche a protestare. Cos’è un Gann angle spero sia noto ai più: è
una retta di supporto o resistenza che non unisce minimi o massimi, come una trend line, ma che
cresce secondo un angolo prestabilito, ovvero di un tot di ticks al giorno, settimana, mese, ecc.. La
sua straordinaria peculiarità è che si vede prima della formazione del movimento, senza la
necessità di avere i due punti, ma con solo un massimo o minimo, diciamo di pivot. Si usa far
partire più rette da un punto con angoli che crescono o diminuiscono da quello principale di una,
due, tre, quattro, otto volte. L’angolo principale viene detto 1X1 o anche linea della vita. Se il
valore dell’angolo è corretto la sua rottura indicherebbe la fine del main trend. Ma comincio a
diventare noioso, e chi vuole sapere tutto sui Gann angles si comprerà un testo apposito. Ma
vediamo cosa io sostengo: innanzitutto io uso due differenti linee della vita sul Fib, correlate da un
rapporto particolarissimo, che ho trovato dopo circa tre anni di studi; una per i movimenti veloci,
l’altra per quelli lenti di lungo periodo, almeno in linea di massima. Davvero, credetemi. Chi usa gli
angoli deve sapere che il valore DEVE ESSERE FISSO, qualsiasi sia il punto di partenza. Questo
è importantissimo. Ma quant’è per me l’angolo? Beh, questo non ve lo dico, altrimenti che ci venite
a fare ai miei corsi? Però vi faccio un piccolo regalo, cioè vi metto qua sotto il grafico con gli angoli
chiave, non l’ho mai fatto prima, pensate. Nel guardarlo ricordate che ogni linea è stata tracciata da
un solo punto, quindi PRIMA che il movimento si formasse (sennò vi sembrerebbero normali trend
lines):

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Ho tolto appositamente alcuni fasci, in particolare quello del giorno del massimo storico riportato al
livello del minimo ’99 di 31550, per migliorare la leggibilità del grafico. Ma mi sembra che sia già
abbastanza eclatante questo qua. Guardate in particolare cosa ha rappresentato la 1X1 dal minimo
del 1998 (linea rossa) toccata 4 volte nel 2000, poi rotta diventando resistenza per il pull-back, e
dove passava la 2X1 discendente dal minimo di gennaio 2001 quel fatidico 21 settembre 2001…
Detto degli angoli e dei fasci di rette, che per inciso traccio su grafici di trading days, cioè senza
contare le festività, veniamo alla questione dei numeri. Allora, il numero centrale secondo la mia
esperienza è il 360. Lo divido per due,tre, quattro e cinque, e così trovo altri numeri importanti. Ad
esempio il 45, time frame sul Fib altro non è che il 360 diviso 8. Oppure, mi piace molto il 72,
ovvero 360 diviso 5, ma anche metà di 144, il ciclo completo delle onde di Elliott. Poi ce n’è
qualcun altro che non vi posso dire…allora, questi numeri servono a calcolare i cicli e a creare degli
allerta. Che so io, se il Fib parte da 49000 e viene giù a sasso, io a 36000 (=360*10) alzo le
orecchie, e le metto belle dritte. Su come questi numeri, in diverse e complesse loro combinazioni,
possano creare degli allerta importantissimi, ha scritto un libro notevole Armandola, cui rimando
chi volesse approfondire. Qui non è la sede, ne c’è lo spazio sufficiente.
Un'altra importante sequenza numerica, che uso non con regolarità, è il cosiddetto quadrato
del 9, ovvero una serie numerica a spirale sovrapposta a una serie di diagonali che andrebbe ad
individuare prezzi che fungeranno da supporto o resistenza. Anche per questo vi rimando ai miei
corsi…

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4 - cos’è un set-up e perché è così difficile calcolarlo
A me non piace molto il termine set-up, preparazione, ma è quello corretto. Diciamo che i
set-up sono i giorni in cui il mercato ha più probabilità di creare un minimo o un massimo. O di
prepararsi ad un movimento importante. Il metodo di calcolo di questi particolari giorni del
calendario annuale è uno dei motivi di maggiori disquisizioni tra chi segue il metodo di Gann.
Diciamo che io uso le seguenti origini nel calcolo dei set-up:
a) le cosiddette “graphics squares”, o quadrati del range
b) il quadrato del nove dei giorni di trading
c) alcune particolari ricorrenze storiche
d) i cicli planetari
Per quanto riguarda i quadrati del range, uso la differenza tra il minimo e il massimo che mi
interessano, dividendo il risultato per 128. Chi ci capisce mi dirà grazie. Uso come software il Gann
Trader per questo calcolo, ma non posso per motivi vari pubblicarvi qui il grafico. Comunque uso
solo la metà del ciclo e il ciclo completo come giorni di set-up.
Il quadrato del nove dei giorni di trading è invece una cosetta divertente, che realizzo su un
foglio excel ogni fine anno per l’anno a venire. Questo lo potete vedere qua sotto:
11/12 12/12 13/12 14/12 17/12 18/12 19/12 20/12 21/12 24/12 27/12 28/12
10/12

21/9

24/9

25/9

25/9

26/9

27/9

28/9

1/10

2/10

3/10

4/10

5/10

8/10

9/10 10/10

7/12

20/9

11/7

12/7

13/7

16/7

17/7

18/7

19/7

20/7

23/7

24/7

25/7

26/7

27/7 11/10

6/12

19/9

10/7

14/5

15/5

16/5

17/5

18/5

21/5

22/5

23/5

24/5

25/5

28/5

30/7 12/10

5/12

18/9

9/7

11/5

21/3

22/3

23/3

26/3

27/3

28/3

29/3

30/3

2/4

29/5

31/7 15/10

4/12

17/9

6/7

10/5

20/3

13/2

14/2

15/2

16/2

19/2

20/2

21/2

3/4

30/5

1/8 16/10

3/12

13/9

5/7

9/5

19/3

12/2

18/1

19/1

22/1

23/1

24/1

22/2

4/4

31/5

2/8 17/10

30/11

12/9

4/7

8/5

16/3

9/2

17/1

4/1

5/1

8/1

25/1

23/2

5/4

1/6

3/8 18/10

29/11

11/9

3/7

7/5

15/3

8/2

16/1

3/1

9/1

26/1

26/2

6/4

4/6

6/8 15/10

28/11

10/9

2/7

4/5

14/3

7/2

15/1

12/1

11/1

10/1

29/1

27/2

9/4

5/6

7/8 19/10

27/11

7/9

29/6

3/5

13/3

6/2

5/2

2/2

1/2

31/1

30/1

28/2

10/4

6/6

8/8 22/10

26/11

6/9

28/6

2/5

12/3

9/3

8/3

7/3

6/3

5/3

2/3

1/3

11/4

7/6

9/8 23/10

23/11

5/9

27/6

30/4

27/4

26/4

24/4

23/4

20/4

19/4

18/4

17/4

12/4

8/6

10/8 24/10

22/11

4/9

26/6

25/6

22/6

21/6

20/6

19/6

18/6

15/6

14/6

13/6

12/6

11/6

13/8 25/10

21/11

3/9

31/8

30/8

29/8

28/8

27/8

24/8

23/8

22/8

21/8

20/8

17/8

16/8

14/8 26/10

20/11 19/11 16/11 15/11 14/11 13/11 12/11

9/11

8/11

7/11

6/11

5/11

2/11 31/10 30/10 29/10

2/1

Le date sulle diagonali grigie dovrebbero essere le più importanti, quelle sulle diagonali gialle
quelle di importanza inferiore. Così ogni volta che si cade in una di queste giornate drizzo le
orecchie. Siccome il mercato, poi, non è per nulla una cosa perfetta, sarebbe bene allertarsi sia il
giorno prima che quello dopo, in quanto le sbavature sono sempre in agguato.
Le ricorrenze storiche sono o giorni che in passato hanno visto la creazione di particolari
minimi o massimi, e date che mi derivano da particolari conteggi. Facciamo qualche esempio. Il
fatto che il minimo del 21/9/2001 sia capitato 18 mesi dopo il massimo storico per me è importante
(18 è la metà di 36, ovvero 360…), oppure il prossimo anno starò molto attento a vedere cosa
capiterà intorno al 20 settembre…così che potrebbe rivelarsi interessante la cadenza dal 21/9 dei 45,
90, 180 giorni di trading a seguire. Faccio tante ipotesi, poi cerco quella che mi sembra più
probabile a verificarsi, e mi allerto.
I cicli planetari: ahi ahi, qui mi avventuro in zona minata. Infatti molta gente quando sente
parlare di pianeti preferisce cambiare lettura. E come biasimarli? Sinceramente, mi sono avvicinato
anch’io a questa parte della teoria con molta titubanza, anche perché in giro se ne leggono di cotte e
di crude. Mettiamo subito le cose in chiaro: io non faccio l’oroscopo al mercato, non guardo i
10

passaggi di segno dello zodiaco, e quando una ragazza carina mi si presenta dicendomi “tu di che
segno sei?” mi passa ogni fantasia. Ho solo osservato che il movimento armonico dei mercati (il
susseguirsi cioè di minimi e massimi nel tempo) segue un andamento, un ciclo che non è quello del
nostro orologio o calendario. In pratica, non si fa un massimo o un minimo ogni trenta giorni, tanto
per dire. Per cui essendo il mercato la risultanza dell’emotività degli operatori, ed essendo questa un
fattore del tutto naturale, penso che possa trovare affinità con altri cicli temporali differenti. E
alcuni cicli planetari si sposano abbastanza bene con alcuni particolari mercati. Ad esempio il Fib è
associabile abbastanza bene ai movimenti del cosiddetto “marte geocentrico”. Questo vuol dire che
quando il ciclo rotatorio del suddetto arriva a particolari angoli (45, 90, 180, 270 e così via, guarda
caso), con buona probabilità (non con certezza, sia chiaro) si assiste alla formazione di un massimo
o di un minimo relativo. Il software che già ho nominato, Gann Trader, ha tra le sue particolarissime
funzioni quella di calcolare questi angoli e dire quali sono queste giornate. Ecco come uso l’analisi
planetaria. Niente oroscopo, insomma, ma ricerca di un ciclo particolare e differente. E se il Fib si
adatta a Marte, altri pianeti si adattano ad altri mercati. Ma per scoprire queste affinità ci vuole un
sacco di dedizione e di tempo. E questo è un problema.

5 - perché usare certi oscillatori
L’utilizzo di certi oscillatori in aiuto agli angoli e allo swing chart era già consigliato da
Gann ai tempi. Sicuramente in molte fasi del mercato gli oscillatori danno una mano preziosa nel
comprendere quale sarà la futura direzione del mercato. Se l’analisi classica aveva creato qualche
bell’oscillatore, e si aveva tutto il tempo di studiarlo e testarlo correttamente, negli ultimi anni
questi strumenti si sono moltiplicati come i funghi, e oggi un qualsiasi software ne ha in memoria
una marea. Il punto è: quanto li conoscono tutti? E soprattutto quanti li sanno usare correttamente?
Se leggete il sottoscritto, non troverete mai tecnologie innovative; d’altronde cosa ci si può
aspettare da uno che usa una tecnica vecchia di un secolo per fare il trading? Quindi io uso i tre più
classici oscillatori: lo stocastico, possibilmente “slow”, l’RSI e l’MACD. Direte, che fantasia…già,
certo, ma chi mi sa dire di voi i valori più corretti da inserire in uno stocastico per armonizzarlo con
i movimenti del Fib? O con quelli delle STM? O, peggio ancora, con quelli del Nasdaq100? Questo
è il bello…Come sempre sono un po’ restio a divulgare informazioni che mi sono costate un sacco
di tempo per la loro ricerca, in ogni caso qualcosa eccovelo qui: quello che funziona meglio per i
movimenti del Fib di lungo credo proprio ormai che sia lo stocastico slow 20,5,3 anche se vanno
benino anche il 15 e il 10. Per i movimenti di breve, per il trading insomma, funziona bene il 5,3,3.
Beh, qualcosa vi ho detto. Gli oscillatori vanno usati nella maniera corretta, e questo è davvero
importante. Innanzitutto non devono mai essere motivo di acquisto o di vendita. Essi servono a
creare armonie, non a dare segnali operativi. Ho provato anche a creare complicatissimi trading
systems basati sugli oscillatori, ma non è possibile arrivare, secondo me, ad un qualcosa di
profittevole. Perché quando il mercato prende direzione secca non servono proprio più a niente.
Inoltre vanno usati insieme, su diversi orizzonti temporali, e vanno guardati per fini differenti
dall’ipercomprato/ipervenduto (che comunque conta, sia chiaro): in particolare lo stocastico è
ottimo per la ricerca di divergenze tra massimi ripetuti e minimi ripetuti; l’RSI va molto bene per
tracciarvi sopra delle trendlines, e per la ricerca di “tagli” e di configurazioni a testa e spalle. Ecco
qua qualche esempio:

11

FIB30 PERPETUAL (32,945.00, 33,010.00, 32,320.00, 32,490.00)

41000

41000

40000

40000

39000

39000

38000

38000

37000

37000

36000

36000

O

35000

35000

34000

34000

33000

33000

32000

32000

31000

31000

30000

30000

29000

29000

DIVERGENZA RIBASSISTA
FIB- STOCH 20,5,3

28000
27000

28000
27000

26000

26000

25000

25000

24000

24000

23000

23000

90

90

P

80

80

70

70

60

60

50

50

40

40

30

30

20

20

10

10

0

0
14

21

28

4
11
June

18

25

2
9
July

16

47000
46000
45000
44000
43000
42000
41000
40000
39000
38000
37000
36000
35000
34000
33000
32000
31000
30000
29000
28000
27000
26000
25000
24000
23000

23

30 6
13
20 MACD
27 3(352.846)
10 (53.9099)
17 24
Relative
Strength
Index
August
September

1
8
October

15

22

29

5
12
November

19

26

3
10 17
December

24

47000
46000
45000
44000
43000
42000
41000
40000
39000
38000
37000
36000
35000
34000
33000
32000
31000
30000
29000
28000
27000
26000
25000
24000
23000

FIB30 PERPETUAL (32,945.00, 33,010.00, 32,320.00, 32,490.00)

O

O

O

65

65

60

60

ROTTURA
H&S

55
50

55
50

45

45

j

40

40

35

35

30

O

O

25
20

30

O

25
20

15

15

10

10

December

2001

February

March

April

May

June

July

August

September

October

November

December

Diciamo comunque che in linea di principio non sono contrario all’uso di alcun oscillatore. Ma che
mi fido di questi perché ho con loro molta familiarità. D’altronde questa non è che una piccola parte
dell’analisi, il grosso sappiamo che è altrove.
12

6 - la ricerca di armonie e convergenze
Questo è forse il punto più complicato del mio metodo di fare trading secondo Gann, in quanto
quello in cui più conta la sensibilità personale. Almeno così qualcosa rimane per cercare di fare la
differenza…Allora, il punto è che ogni segnale che arriva dall’analisi che avete visto fin qui può
essere buono o fasullo. Ogni segnale diciamo che ha una sua precisa probabilità statistica di essere
affidabile, che può essere anche misurata con percentuali diverse a seconda delle diverse fasi del
mercato (up, down, flat) oppure delle diverse stagionalità, che poi non cambia molto ma fa più
“gannesco”. Niente impedisce di fare il trading seguendo un solo tipo di segnale, oppure tutti i
segnali man mano che si presentano. Ma il mio fine, più ancora che quello di ottenere successi
economici, è quello di minimizzare la possibilità di errore. E il metodo migliore è sicuramente
quello di cercare più segnali che mi dicano di fare la stessa cosa nello stesso punto. Facciamo un
esempio: se lo stocastico mi dice di andare long, cercherò un’armonia nel set-up di tempo, e in un
angolo che mi dia sostegno nel prezzo. In questo modo sarò confortato da più indicatori nella mia
operatività e abbatterò statisticamente la probabilità di errore. Questo non vuol dire che non si
sbaglia più, ma che si riduce il numero delle stop-loss da pagare con i nostri amati soldini. Non
solo: sarà più facile, perché più confortati, entrare in posizioni dove l’emotività non vorrebbe farci
entrare, ma che solitamente sono foriere di grandi soddisfazioni, economiche e personali. Volendo
comprare nel crollo di settembre per sfruttare il rimbalzo tremavano le mani anche al più coraggioso
dei traders, ma quando si arriva sul doppio minimo con il 1998 (e uno), si trova un pattern carino di
ingresso, un hammer rialzista pure inside sul prezzo (e due), quando in quell’area passa un angolo
discendente che sappiamo che il fib sente sempre (e tre), quando sono passati 18 mesi dal massimo
storico (e quattro), quando l’esplosione volumetrica, dall’analisi tradizionale, ci dice che se non
siamo a fine corsa poco ci manca (mettiamoci anche questo, e cinque!!), allora la manina tremerà un
po’ meno a inserire ‘sto benedetto ordine long…e poi guarda caso lo swing chart a 45 minuti ci
lascia dentro per qualcosa meno di 4000 punti (come potrete rileggervi su un mio articolo sui
Quaderni)! Il mercato premia sempre i coraggiosi, massacrando gli sprovveduti (dai, questa
passatemela!!).
Ecco credo che la ricerca di armonie e convergenze sia il fattore che fa la differenza in questa
tipologia di trading. Purtroppo è più difficile a farsi che a dirsi, in quanto il condizionamento
esterno è sempre molto forte, e i segnali migliori arrivano sempre in controtendenza con l’idea
dominante, quella che si legge ovunque. Un esempio ancora, per chiarirci le idee: siamo nel 2000,
novembre, il mercato s’è fatto il suo bel minimo a ottobre sui 43000 punti e come sempre è partito
un bel rally che fa pensare al solito Natale grasso e ricco. Arriva in un attimo a 48500/49000 e si
ferma, un po’ come ora in area 32000/33000. Uno compra i giornali e cosa trova? Quali titoli
comprare per sfruttare il rally di Natale, previsioni di arrivo del Fib a 56000 entro fine anno (ne ho
una di un “grande analista” pubblicata su un autorevolissimo giornale che conservo tra i miei ricordi
più cari…), target price da leccarsi le orecchie, chi ha carattere al massimo sta flat, gli altri tutti
dentro per la grande abbuffata. Ma proviamo a usare la testa? Proviamo a cercare un po’ di
armonie? Io quei gironi me li ricordo bene, credetemi…allora, faceva quadruplo massimo nell’area
48000/49000 (precedenti luglio, settembre e doppio ravvicinato di novembre) e Gann diceva che la
mancata rottura di un triplo/quadruplo massimo può creare movimenti contrari molto direzionali.
Questo poi lo si vedeva bene usando una funzione grandiosa che ha solo Gann Trader, il grafico
1/n, cioè il ribaltamento “allo specchio” dello stesso. Faceva venire una voglia di comprare
irrefrenabile, ma essendo allo specchio….Poi sembrava un pull-back perfetto (lo era…) sulla rottura
della linea della vita con il mio angolo chiave che aveva sostenuto il mercato per tutto il rally 2000.
Non solo, da un altro punto di vista era anche un classico pull-back sulla neckline di un gigantesco
testa e spalle di lungo periodo (mi ricordo che ne parlai timidamente ad un analista “in cattedra”,
suscitando un filo di ilarità). Per finire, prima di venire giù, fa uno swing inside perfetto sul daily,
che non seguirlo short era un delitto. Beh, penso che dopo un ragionamento così forse non vi sareste
13

arricchiti, ma almeno avreste evitato di mettervi lunghi (per carità, non voglio dire che l’avete fatto,
sto semplificando). Adesso vi metto qui qualche grafico dell’epoca tanto per dare l’idea visiva del
raccontino.
Ecco lo swing chart daily e gli angoli:

14

Ecco lo slow stochastic:

Ecco infine il modello H&S ribassista:
53000

53000

FIB30 PERPETUAL (48,580.00, 48,730.00, 47,670.00, 47,795.00)

H

52000

52000

51000

51000

S

50000

50000

49000

49000

48000

48000

47000

47000

46000

46000

S

45000

45000

44000

44000

43000

43000

42000

42000

41000

41000

40000

40000

39000

39000

38000

38000

OBIETTIVO H&S

37000

37000

36000

36000

35000

35000

34000

34000

33000

33000

32000

32000

31000

31000

30000

30000
1999 Feb

Mar

Apr

May

Jun

Jul

Aug

Sep

Oct

Nov

Dec

15

2000

Feb

Mar

Apr

May

Jun

Jul

Aug

Sep

Oct

Nov

Credo che gli esempi proposti non lascino adito a dubbi riguardo l’utilità della ricerca di armonie e
convergenze. Tra l’altro, viene anche e sempre utile la ricerca di ulteriori convergenze intermarket,
cioè l’analisi di altri indici, in particolare Dax, Eurostoxx, Nasdaq100 e S&P500 per vedere se le
nostre idee possono trovare conferma anche “all’estero”.

7 – conclusioni
Beh, siamo arrivati alla fine della mia fatica e della vostra lettura. Non credo che con questa
dispensa riuscirete a mettere perfettamente in pratica le metodologie di Gann secondo la mia
personale interpretazione, ma spero potrà in ogni caso esservi utile. La materia è vasta e complessa,
e questa dispensa non vuole essere un libro sull’argomento. Ho cercato di approcciarla nel modo più
fluido e discorsivo possibile, in quanto altrimenti veramente oscura. Per questo ho appositamente
tralasciato gli aspetti numerologici più complessi, e i calcoli dei set-up di tempo e planetari. Visto
che poi ve la scaricate pure gratis, lasciatemi dire che credo sia un buon punto di partenza per
avvicinarvi alla metodologia, e magari per partecipare ad un mio corso. Quello non è gratis, ma
tutto non si può avere. Vi garantisco che però ne uscirete perfettamente in grado di mettere in
pratica il metodo. La mia finalità, spero ve ne sarete accorti, non è mai quella di farvi dire “ma
quant’è bravo”, anche perché è ancora tutto da dimostrare, ma piuttosto quella di potervi essere di
concreto aiuto nel restare sul mercato, cercando giorno per giorno di batterlo. E, credetemi, non
sono poi così tanti quelli che ci riescono per lungo tempo…
Come sempre, per informazioni, consulenze, studi o anche semplicemente per conoscermi, usate la
mia casella e-mail: trade66it@yahoo.it
FB

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