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I

MARÍAS POST-SAVIANO SCALFARI DIARIO DI LETTURA


Il tuo volto Napoli come Nel mondo Sorrentino
ultimo atto Las Vegas con Montaigne ha paura
Delitti, colpi bassi Due storie tra Per l’alto mare Il regista del «Divo»
e la guerra civile Ballard e i bassi del Moderno da Nietzsche a Roth
BIANCHINI P. II PENT P. IV SPINELLI P. VI SERRI P. XI

NUMERO
ANNO XXXIV
1719
SABATO 19 GIUGNO 2010

UN’ITALIA
tuttoLIBRI «LetterAltura» Protagonista del «festival di montagna e viaggi» l’animale
SENZA PIÙ che ha affascinato filosofi e scrittori, dalla Bibbia a Apuleio, ai racconti
MAGLIETTE di Stevenson e Jiménez: un’antica alleanza con l’uomo, oltre ogni stereotipo
A STRISCE VINCENZO
PARDINI
Genova ricorderà con un
Noi e l'asino. Un'allean-
convegno alla vigilia del za antica. A portarlo in Italia, pa-
30 giugno il suo luglio '60. re siano stati i fenici. Asini addo-
Mezzo secolo dopo, nei mesticati, adatti al lavoro, che i
ricordi, la fontana di nostri progenitori dovettero ac-
Piazza De Ferrari, cogliere con esultanza. Gli alle-
gli scheletri delle viava la fatica, specie quella di
camionette della Celere trasportare pesi sulle spalle.
incendiate, partigiani e L'asino entrò, dunque, nella no-
«camalli», si intrecciano stra vita, nel nostro quotidiano,
fino a conquistare un posto nella
con le cariche dei
letteratura. E la letteratura, quel-
carabinieri a cavallo la vera, non nasce mai a caso;
a Porta San Paolo racconta la vita in tutte le sue
a Roma, con il poliziotto manifestazioni.
che inginocchiato prende Un esempio è l'Asino d'oro di
la mira e spara Apuleio. Una lunga storia, dove
a Reggio Emilia, con avviene di tutto. Lucio, il prota-
i dimostranti uccisi gonista, neofita di magia, non
a Licata. Tutto questo fu riesce a portare a fondo un in-
l'Italia che in quell'estate cantesimo. Si ritrova trasfor-
mato in asino, ma con mente e
di 50 anni fa si ribellò
intelligenza di uomo. Le avven-
al governo Tambroni e ture si susseguono incalzanti,
al ritorno di un tra imbroglioni, banditi, lascivi
neofascismo in cerca di sacerdoti della dea siriana Atar-
rivincite e di vendette. Fu gatis, mugnai, legionari, belle e
il «luglio '60», un luogo voluttuose matrone. Un vero
di memoria dell'Italia «Asino d'oro», dunque. Grazie
repubblicana, a Lucio-somaro abbiano, infat-
una canzone (di Fausto
Amodei), e tante, tante Additato a esempio
magliette a strisce. di caparbietà
Costavano poco, come i
jeans; a indossarle erano e ignoranza in realtà
giovani e giovanissimi. ha un carattere libero,
Negli anni del boom è intelligente, altruista
economico erano
diventati produttori, ti, il ritratto di quell'epoca, con
entrando nel mondo del abitudini e costumi analoghi ai
lavoro, erano diventati nostri.
consumatori, scoprendo Nella Bibbia incontriamo Una nostra elaborazione grafica di un Capriccio di Goya, Fino a suo nonno. Il commento manoscritto dell’autore,
l'asina di Balaam. Il quale, al mat- conservato al Prado di Madrid, recita: «Questo povero animale è impazzito per l’albero genealogico e l’araldica. Non è il solo».
il mercato. A Genova
tino presto la sella e parte. Ma
diventarono cittadini

Non possiamo
l'asina non risponde ai suoi ordi-
scoprendo la ni, devia dalla strada, entra nei
partecipazione politica, campi. Lui la percuote. L'asina
nel segno continua a disobbedire: è che ve-
dell'antifascismo e de l'angelo del Signore, con la
dell'insofferenza verso spada sguainata. Balaam, però,
l'Italia bigotta non riesce a capire, né ha fiducia
e contadina che si nella sua asina. La percuote per

non dirci Asini


lasciavano alle spalle. la terza volta. Allora lei parla,
chiedendogli perché continui a
Oggi quei giovani stanno
colpirla. Balaam, senza scompor-
per uscire di scena. E' il si, risponde che si è beffata di lui,
momento dei bilanci la ucciderebbe avesse la spada.
generazionali Finché il Signore non gli fa vede-
e personali. Sui loro re l'angelo, che lo rimprovera
ricordi è scesa la cappa di d'aver maltrattato la somara,
uno spirito del tempo per per ben tre volte. E per tre volte mondi da raccontare. «E provare pano. Da quella notte, però, lui e
cui il luglio '60 diventa Pietro, la notte del Getsemani, più da vicino - dice - i bisogni e le l'asina cominciano a intendersi, INCONTRI SUL LAGO MAGGIORE
quasi l'anticamera negherà di conoscere Cristo, difficoltà della vita». Ma muover- diventano amici. Un pastore gli
del terrorismo condannato alla crocifissione. Il si in quei sentieri tracciati dagli ha detto che deve spronarla, pun- Abbiamo chiesto allo scrittore toscano Vincenzo Pardini, testimone del mondo
quale, il giorno stesso, era entra- animali selvatici non è facile. De- golandola con un vincastro. Ste- animale, tra vita a letteratura (a lungo, nella sua Lucchesìa, ha ospitato un mulo,
delle brigate rosse Moro, di cui narra la morte in Tra uomini e lupi, Pequod; di recente, da Fandango,
to in Gerusalemme, a cavalcioni ve portare la tenda e gli attrezzi venson lo fa, ma con rimorso. Ha
GIOVANNI DE LUNA di un'asina. per accamparsi. Dopo qualche scoperto che si può comunicare ha pubblicato Banda randagia) una riflessione sull’asino: è il prezioso amico
L'asino è l'animale della pace, trattativa, acquista Modestine, con Modestine parlandole, acca- dell’uomo a cui rende omaggio a Verbania, sul lago Maggiore, dal 23 al 27 giugno
il cavallo della guerra. Mite, colla- un'asina poco più grande di una rezzandola. Con lei che ora lo pre- LetterAltura(proseguirà in luglio fra Stresa, Cannobbio e Varzo).
bora con l'uomo che, non sem- capra, «lo sguardo bonario, ma la cede, ora lo segue sosta in mona- Sabato 26, sono in programma letture e passeggiate a dorso d’asino e verrà
TUTTOLIBRI pre, proprio perché uomo, ne ha mascella volitiva». Poi acquista steri e boschi, scopre paesaggi presentato il libro di Francesca Rigotti e Giuseppe Pulina (con tavole di Goya): Asini e
filosofi (Interlinea, pp. 119, € 14). «Una storia asinina della coscienza europea»,
apprezzato le doti. Robert Louis la sella. I montanari sono scaltri che la sua penna fotografa. Alla fi-
avverte nel prologo Paolo Cristofolini , dai greci al Rinascimento, da Montaigne e
A cura di: Stevenson nel 1878, per il suo e, forse, gli fa notare qualcuno, lo ne del viaggio, con rammarico, Spinoza a Nietzsche e Derrida. Un filo di pensiero in cui spicca anche Giordano Bruno
LUCIANO GENTA
con BRUNO QUARANTA
viaggio nelle Cevenne, si avvalse imbrogliano sui prezzi. Louis non dovrà venderla. L'immagine di di cui Excelsior 1881 ripropone ora La cabala e l’asino (pp. 116-XCI, € 14,50, a cura
di un asino, o meglio di un'asina è tipo da formalizzarsi. Conosce Modestine, credo non lo abbia ab- di Gianmario Ricchezza), un «trattato sull’ignoranza» in forma di satira.
tuttolibri@lastampa.it di nome Modestine. Siamo in un gli uomini e tira a concludere: bandonato mai. Ospite del festival, giovedì 24, Cesare Maestri, in dialogo con Alberto Papuzzi.
www.lastampa.it/tuttolibri/
villaggio di alta quota con boschi, vuole cominciare il viaggio. Infi- Altro asino indimenticabile, è Domenica 27, un «omaggio a Massimo Mila» nel centenario della nascita.
torrenti, rupi e calanchi. Nebbia, ne parte. Modestine, stracarica, il protagonista di Platero e io di Altri invitati Boris Pahor, Frank Westermann, autore di Ararat, la montagna dell’Arca
LA STAMPA calura e piogge avvolgono le ci- cammina piano, talvolta si ferma di Noè (Iperborea), Mauro Corona, Erri De Luca, Angela Terzani, Duccio Demetrio,
me. Stevenson vi arriva per farvi come baloccasse. Piove, cala la
un viaggio alla scoperta di nuovi nebbia. Arriva la sera. Si accam- p Continua a pag. IX Goffredo Fofi, Stefano Benni, Altan, Gad Lerner, Enrico Franceschini e Mario Calabresi.
II Scrittori stranieri
Marías Si conclude la trilogia «Il tuo volto
domani»: sullo sfondo la guerra civile spagnola

Non flirtare mai


ANGELA
BIANCHINI

Con Veleno e ombra e


addio, terzo e ultimo volume
de Il tuo volto domani, si con-
clude l'affresco del grande
scrittore spagnolo Javier
Marías, che iniziò con Ballo
e sogno. Si tratta dunque
dell'atto terzo di una grande
opera avviata molti anni fa e
portata a termine oggi con
con lo spionaggio
deliberata lentezza. trecci di quel misterioso cen- chiamato anche Jacobo, Jack,
Ad illuminare quest'ulti- tro di spionaggio inglese che Jacques, e, qualche volta, si-
ma caratteristica, compaio- già conoscemmo nei prece- gnificativamente, Yago. In
no contemporaneamente al- denti volumi. certo senso rassomiglia a
tri due testi, sempre di Attraverso il corso degli Marías perché spagnolo, ap-
Marías, apparentemente mi- anni e motivazioni personali punto, ma buon conoscitore
nori, in realtà importantissi- che si fondono con azioni di dell'Inghilterra. Ci viene det-
mi: Voglio essere lento, una portata internazionale, tutto to che possiede uno straordi-
conversazione con Elide Pit- si rivela e tutto si complica, fa- nario talento per interpretare
tarello, e Sguardi, sempre cendo di questo luogo uno i caratteri, leggere il volto del-
autobiografico. strano misto di confessionale le persone e prevederne i com-
religioso e studio psicanaliti- portamenti. In qualche modo,
In «Veleno e ombra co. Non privato, tuttavia ben- come lui stesso si definisce, p Javier Marías
sì pubblico le cui conseguenze uno scrittore-spia. p IL TUO VOLTO DOMANI
e addio» ritorna vanno molto al di là di episodi La vicenda si lega a un' 3. VELENO E OMBRA E ADDIO
Jaime Deza-Yago e di individui coinvolti nel se- azione al lettore già nota: la p
p
trad. di Glauco Felici
greto, influenzando nella loro violenza brutale con la quale Einaudi pp. 537, € 28
tra delitti, colpi apparente cecità assurda la vi- il superiore di Jaime, Ber- p Javier Marías
p VOGLIO ESSERE LENTO
bassi e cospirazioni ta di ognuno dei protagonisti. tram Tupra, aveva colpito
Conversazione
Il clima narrativo scelto da con una spada un diplomatico con Elide Pittarello
Leggere i due libri insie- Marías è, dunque, strettamen- p Passigli, pp. 139, € 14.50
me al romanzo, e in partico- te collegato alle preoccupazio- Due testi autobiografici p Javier Marías
lare, Voglio essere lento, è un ni sul mondo di oggi e sulla p SGUARDI
po' come avere vicino l'auto- sua evoluzione. Ma si tratta di per parlare di Storia p trad. di Valerio Tardoni
re ed entrare nelle sue moti- qualcosa di ancora diverso: in- e violenza in tempo p
p
pref. di Elide Pittarello
vazioni. Chi l'ha conosciuto fatti, questo intreccio di ses- Mavida, pp. 129, € 14.50
e lo ha sentito parlare, è ben so, affari e politica in cui la po- di pace, di politica che
conscio non soltanto della litica, come dice la Pittarello, sconfina nell’illegalità Javier Marías si racconta in «Voglio essere lento», dialogo con Elide Pittarello
sua lunga amicizia con la Pit- «sconfina nell'illegalità fra le
tarello, docente all'Universi- crepe democratiche del mon- spagnolo, colpevole di aver denunciati né perseguiti... è nella rievocazione del passa- dell'amore, al ritrovare in
tà di Venezia, ma del lungo e do occidentale» è, soprattut- flirtato con la moglie di «un molto più vantaggioso tener- to, e, in particolare, di quella Spagna la moglie e i figli as-
intenso rapporto con l'Italia to, una potente ultima rifles- contatto prezioso del centro li, conservarli, prevedendone guerra civile spagnola di cui senti, e tutto avviene in un fi-
che, seppure di sfuggita, oc- sione sulla violenza «che per- di spionaggio». un'utilità futura, con alcuni si furono protagonisti i due per- nale inatteso e aperto che co-
cupa, per la situazione politi- mea le nostre vite in tempo di Il veleno sarà inoculato in potrebbe ottenere parecchio sonaggi principali e positivi di agula ed esemplifica i terribi-
ca, molti dei pensieri e delle pace e benessere e futilità, Jaime attraverso una serie di in cambio... Lo Stato ha biso- questo volume: il padre stesso li ammonimenti forniti dalla
preoccupazioni attuali di quando gli orrori della guerra video di violenze e tradimenti gno del tradimento, della ve- dell'autore, Julián Marías, fi- vicenda intera.
Marías. civile spagnola e della secon- mostrata da Tupra e conside- nalità, dell'inganno, del delit- losofo e storico, e Sir Peter Il volto, dunque, qui, non è
La Storia, per Marías, da guerra mondiale sembra- rata necessaria non soltanto to, delle illegalità, della cospi- Russell che compaiono in Om- più quello di domani, ma, tra-
non si colloca nell'ambito fa- no guardarci come il passato per il lavoro del centro di spio- razione, dei colpi bassi (gli bra per sfociare poi in Addio. gicamente, quello di oggi e
miliare di un Proust né rive- da non ripetere». naggio ma per la conservazio- eroismi, invece, soltanto con E' questa la parte più Marías, quasi suo malgrado,
ste la rappresentazione di Veleno, Ombra, Addio sono ne dello Stato stesso. il contagocce e di tanto in tan- drammatica e, a parere di vorrei dire, emerge come ve-
crisi sociale di un Musil, ma i titoli delle tre parti di quest' «In essi ci sono fatti vergo- to)», spiega Tupra. chi scrive, la più riuscita di ro romanziere, creatore di
sembra esprimersi attraver- ultimo volume in cui è ancora gnosi o imbarazzanti, anche Il veleno continuerà a tor- tutto il libro: lo scrittore-spia personaggi e caratteri tragi-
so gli oscuri e inevitabili in- protagonista Jaime Deza, delitti che non sono mai stati mentare il narratore anche deve tornare alla dimensione camente indimenticabili.

spese di un suo spasimante di


Chico Buarque & C. Memorie senza vent'anni prima, Polidoro Alves.
Ma anche qui tanti delusi, e poi
stereotipi, tra delusioni e decadenze rassegnazione, e amarezza.
E in Portogallo? Il quaranten-
GLAUCO ne Valter Hugo Mãe (portoghe-
FELICI

Dove sono le gioie e le


illusioni che il Brasile - lo stere-
otipo Brasile tutto palme e
Un lenzuolo se nato in Angola) pone al centro
del suo romanzo la condizione
assai diffusa in Occidente di per-
sone che cercano qui la soluzio-

sul vecchio
spiagge, e saudade e ragazze ne ai problemi del sopravvivere,
d'Ipanema - regalava anni e an- siano esse immigrate o no. At-
ni fa? Il «più amato popolare tualità allo stato puro, dunque.
poeta-cantautore-scrittore E dietro lo spunto per così di-
brasiliano» Chico Buarque, qui re sociologico, Mãe scava molto
al quarto romanzo tradotto da
noi (dopo Disturbo e Benjamin,
da Mondadori, e Budapest da
Feltrinelli), propone la storia
di un centenario giunto alla fi-
bel Brasile più a fondo, tanto che la prota-
gonista - Maria da Graça, dome-
stica asservita alle voglie del pa-
drone, vecchio cólto ormai pros-

ne, Eulálio d'Assumpção, che nascita della Repubblica, vista Dal Portogallo
ripercorre con memoria impla- con gli occhi di Eulálio che pro-
cabile sebbene spezzettata e in- viene da une delle famiglie più in- l’«Apocalisse» di Mãe:
congrua il proprio vissuto, il fluenti, e decadute, del Paese. storia di una
monte di delusioni e decaden- In Passaporto per il mio corpo,
ze che hanno segnato la sua vi- il protagonista Carmélio è un ex domestica asservita
ta, per giungere al non più pro- massacratore professionista (il alle voglie del padrone
rogato finale, l'ultimo respiro titolo originale è appunto O tor-
tra «certi individui dall'appa- turador em romeria, Il torturato- simo alla morte, «una donna
renza ottusa che se la ridevano re in pellegrinaggio) al servizio che non fugge davanti a nulla,
del vecchio», e al gesto di com- del regime brasiliano dopo il gol- ma ha dovuto imparare che, a
pe del 1964. L'autrice Heloneida volte, il predatore è dentro di
Altre vicende dal Paese Studart - che è mancata nel p Chico Buarque Il carro di una scuola di samba al carnevale di Rio de Janeiro noi» - ci mostra come la preca-
2007, a 75 anni, e di cui Marcos y p LATTE VERSATO rietà delle cose sia ormai anche
sudamericano: Marcos ha già pubblicato La li- p trad. di Roberto Francavilla sia sempre in agguato, anche se sfera nel suo La dolce canzone di quella dei sentimenti. Ma soltan-
p Feltrinelli, pp 144, € 13
il torturatore della bertà è un passero blu e Francobol-
p Heloneida Studart
la storia scorre e gli scenari mu- Caetana, che pure fu scritto ne- to contrastando tutto questo,
lo d'addio - lo raffigura in fuga tano, e alla guida del Brasile non gli stessi anni del precedente, dopo l'apocalisse potrà esservi -
Studart e la Traviata dai propri fantasmi - «Non pro-
p PASSAPORTO
PER IL MIO CORPO ci sono più generali sanguinari nella stessa temperie repressi- forse - la felicità.
di Nélida Piñon nunciai la parola rimorso. L'ave- p trad. di Daniele Petruccioli ma un ex sindacalista, quel Lula va: più irridente il tono della nar- Mãe ha eliminato le maiusco-
vamo abolita. Esorcizzata» - e p Marcos y Marcos, pp 304, € 17 che il Time ha indicato come «il razione, e più visionario, lieve, le, e ridotto all'inverosimile l'in-
miato dell'infermiera che «co- poi alla ricerca di un'espiazione, p Nélida Piñon leader più influente del mondo». svagato il punto di vista. Basti di- terpunzione, per rendere quan-
prì con il lenzuolo il suo bel vi- dopo aver assunto sulla propria p LA DOLCE CANZONE Altra signora delle lettere re che il sottofondo è dato dalla to mai incalzanti ritmo e lettura.
so di un tempo». Quanta ama- persona l'orrore del passato, suo DI CAETANA brasiliane (con Clarice Lis- partita Italia-Brasile del 1970, Forse non tutti i lettori gradiran-
rezza per i tanti latti versati, e collettivo. Carmélio è una pro- p trad. di Virginiaclara Caporali pector, Lygia Fagundes Telles, quando il Brasile vinse appunto no tale tecnica, ma secondo Sa-
quanta disillusione in questa iezione delle sofferenze reali su- p Voland, pp 432, € 16 Raquel de Queiroz), Nélida la Coppa del mondo, e che la sto- ramago «questo libro è uno tsu-
p Valter Hugo Mãe
storia, che poi è quella del Bra- bite dall'autrice nelle carceri del- p L'APOCALISSE DEI LAVORATORI
Piñon è nata nel 1937 e in italiano ria è quella di un'intraprendente nami, non nel senso distruttivo,
sile (no, non un romanzo stori- la dittatura, e riporta alla memo- p trad. di Antonietta Tessaro di suo sono già stati pubblicati Il attrice, Caetana Toledo, che vuo- quanto invece per la sua forza. È
co, ma di sentimenti e psicolo- ria di tutti - il libro fu scritto un p Cavallo di Ferro, pp 176, € 15 nuovo regno (Giunti) e Le voci del le mettere in scena la Traviata in una rivoluzione». Una di quelle
gia semmai), dall'Impero alla quarto di secolo fa - come il male deserto (Voland). E altra atmo- un piccolo centro, Trindade, a di cui abbiamo bisogno.
Tuttolibri
SABATO 19 GIUGNO 2010
LA STAMPA III

ra protagonista del libro, dove Jean-Claude


Müller Nel ’45 la deportazione il Lager è esposto con un'incisi- Carrière
vità sconcertante, quasi senza (1931),
della minoranza tedesco-romena narrazione. Perché lì non c'è drammaturgo
storia se non quella della fame. e sceneggiatore
ELENA E della sopravvivenza: «La ver- prediletto da
LOEWENTHAL

Nel gennaio del 1945


la guerra non è ancora finita,
ma forse proprio per questo i
Per Leopold gogna e l'orrore non sono senti-
menti che ci si possa permette-
re. Si agisce con costante indif-
ferenza, forse con sfiduciata
Buñuel («Bella
di giorno»,
«La via
lattea»,

il lager continua
suoi miasmi sono più tossici soddisfazione. Non c'è in que- «Il fascino
che mai, carichi di quel sento- sto nessuna gioia maligna. Cre- discreto della
re che l'ultima agonia porta do che quanto minore sia il ti- borghesia»,
con sé per gli sconfitti - ansio- more dei morti, tanto più si sia ecc.) ha
si di trascinare nella disfatta il legati alla vita». lavorato anche
maggior numero di vittime.
Ma carichi soprattutto di un
folle accanimento che accomu-
na tutta quell'umanità, fra vin-
citori e vinti. Nel gennaio del
nel gulag E' davvero un romanzo forte-
mente ancorato a una realtà
che detta le parole come un im-
perativo categorico cui non è
possibile sottrarsi. Herta Mül-
con Malle,
Godard,
Marco Ferreri.
Ha scritto
con Eco
1945 il regime sovietico decide ler asseconda con grande preci- «Non sperate
la deportazione della minoran- sione ed efficacia questa narra- di liberarvi
za romeno-tedesca nei campi tiva del Lager, che in fondo è dei libri»
di lavoro forzato dell'Ucraina. l'unica possibile, di quel luogo.
I condannati partono ignari o E lo fa con il virtuosismo appa-
quasi di quel che li attende. rentemente impossibile di un io
Andranno incontro a un lager narrante in prima persona, an- Carrière «Il segreto del mondo»:
terribile, che per il diciasset- che se non è lei: «Io invece ballo
tenne Leopold Auberg durerà e sono un forzato e porto pidoc- antologia di saggezza da ogni luogo
cinque anni, e un'intera vita. chi nella pufoaika e pezze per i
Herta Müller, premio No- piedi puzzolenti nelle calosce di
bel per la letteratura nel 2009,
è nata nel Banato romeno, re-
gione al confine fra Serbia, Ro-
mania e Ungheria, nel conte-
gomma, e la sala da ballo là a ca-
sa e il vuoto nello stomaco mi
fanno venire le vertigini».
Finito di leggere, arriva una
Giufà guida
sto della minoranza tedesca
che viveva da quelle parti. Nel
1987 è dovuta fuggire per aver
pubblicamente criticato la dit-
tatura romena. Pur essendo
«L’altalena del respiro»:
il Nobel racconta
l’esperienza terribile
la carovana
venuta al mondo dopo la guer-
ra, precisamente nel 1953, ha
vissuto anche lei l'esperienza
drammatica dell'esilio e dell'
Herta Müller, Nobel per la letteratura 2009
della sua gente costretta
dai sovietici in Ucraina
delle storie
estraniamento da sé, che ha qui una tensione costante, che sofferta intuizione. Una specie GIOVANNI cano quelle più moderne o lega-
BOGLIOLO
inevitabilmente creato una do- il lettore sente fisicamente sot- di certezza. Qui non c'era il te alla recente attualità. Con
lorosa affinità con i «disereda- to la pelle come un doloroso ti- campo di sterminio, c'era un'al- Il patrimonio di qualche rara eccezione (tra cui
ti» della generazione prece- ranervo, a tratti uno spasmo. tra cosa, diversa: il Lager sovie- storie accumulato dall'uma- Umberto Eco ed Erri de Luca),
dente. L'altalena del respiro Leopold viene prelevato da ca- tico. C'era, sì, il caso limite dell' nità da quando essa, qualche non se ne conosce l'autore né
era dunque destinato a essere sa, si porta con sé una valigia ri- ebreo che qui viene deportato decina di migliaia di anni fa, un'approssimativa data di na-
un libro a quattro mani, frutto cavata dalla scatola di un gram- in quanto tedesco… una sorta ha presumibilmente comin- scita; spesso si ritrovano con
di un'esperienza congiunta: mofono, è armato quasi di spe- di estremo emblema della vitti- ciato a raccontarsele, è ster- minime varianti in civiltà e ter-
da una parte lei, Herta Müller, ranze: se non altro di cambiare ma. Questo Lager non è Au- minato e sfugge ai normali re tra loro remotissime e sem-
dall'altra il poeta Oskar Pa- vita. Ha voglia di voltare pagi- schwitz, certo. Eppure, leggen- processi di conoscenza: im- brano, anche quelle più etero-
stior, alter ego di colui che di- na, come capita non di rado in- do L'altalena del respiro si ha la possibile censirlo, scoprirne genee, fare riferimento a un co-
venterà il protagonista. Dopo sieme alla sconsideratezza dei netta percezione che il male è la genesi, spiegarsene tutte mune sostrato di saggezza.
la morte di Pastior, nel 2006, p Herta Müller diciassette anni. Ma appena dotato di una strabiliante, tre- le costanti e le varianti. Ma Alcune dicono solo se stes-
la scrittrice ha proseguito da p L'ALTALENA DEL RESPIRO giunto a destinazione, anzi an- menda proprietà commutativa: questo, per chi ama leggerle se e si fanno ammirare per
sola in questo cammino. p trad. di Margherita Carbonaro cora durante il crudele viaggio, cambiano i fattori, ma la sottra- e, ancor più, sentirsele rac- l'originalità, la stringatezza o
L'altalena del respiro è un p Feltrinelli, pp. 253, € 18 viene la fame. Quella, e quasi zione di umanità è purtroppo contare, non fa che aumen- per l'imprevedibilità della
romanzo duro, terribile. C'è soltanto quella. E' la fame la ve- sempre eguale. tarne la suggestione; soprat- chiusa; altre si aprono di col-
tutto non impedisce di colle- po su un abisso di ambiguità,
zionarle, come ha fatto per in fondo al quale le verità ulti-
tutta la vita in giro per il me sembrano raggiungibili,
mondo il celebre sceneggia- sempre sfuggenti ma, per un
Haslett «Union Atlantic»: un amaro apologo tore, drammaturgo e parolie- attimo, a portata di mano. Co-
re Jean-Claude Carrière.
che oppone l’America onesta e l’America cinica Da questo suo tesoro, che
si è concretato anche in una
MASOLINO biblioteca di tremila volumi
D’AMICO

Il breve antefatto si
svolge nel Golfo Persico e
nel luglio del 1988, quando
La zitella lotta contro di racconti popolari, anni fa
aveva tratto Le cercle des
menteurs, un'antologia che
Garzanti, attenuando il sen-

lo squalo della finanza


per un tragico errore l’uni- so del titolo fin quasi a bana-
tà militare sulla quale il gio- lizzarlo, aveva tradotto Il cir-
vane Doug Fanning è ad- colo dei contastorie. Invece
detto ai radar abbatte un proprio di veri bugiardi si
airbus di linea iraniano con trattava, nascosti dal loro
quasi trecento passeggeri to figlio di vicini, traumatizza- anonimato per così dire col- p Jean-Claude Carrière
a bordo. Dissolvenza. Ora to dal suicidio del padre, dan- lettivo e legittimati da quella p IL SEGRETO DEL MONDO
siamo ai nostri giorni, e ne- dogli ripetizioni di storia alla verità più profonda che solo p trad. di Doriana Comerlati
gli Usa. Doug è diventato sua maniera. Questo ragaz- la menzogna narrativa sem- p Garzanti, p. 412, € 19,60
uno squalo della finanza, zetto entra per caso in contat- bra in grado di rivelare.
uomo di fiducia di Jeffrey to con Doug, se ne innamora, Ora è la volta di un secon-
Holland, patron della soli- fa sesso con lui, e per suo in- do volume, ricco e vario quan- me quella, che ha dato il titolo
da banca privata Union At- carico tradisce la propria be- to il primo e costruito secon- a un memorabile saggio di
lantic. Troppo occupato a nefattrice... do gli stessi criteri selettivi: Claudio Magris, dell'ebreo
fare e a far fare quattrini Con mano sicura e non sen- esclusi, perché già inventaria- che all'amico che si dispiace
per potersi occupare di co- za ironia Adam Haslett, clas- ti e noti o semplicemente per- perché andrà troppo lontano
me spenderli, Doug incari- se 1970, controlla l’evolversi ché più prevedibili, i miti, le risponde: Lontano da dove?; o
ca distrattamente architet- p Adam Haslett di questo apologo su di una so- fiabe, i racconti fantastici e le quella, che raccontava anche
ti e arredatori di costruir- p UNION ATLANTIC cietà che dopo essere diventa- favole con una esplicita e uni- Gaber, del padre ricco che
gli una casa lussuosissima p trad. di Carla Palmieri ta troppo ricca e troppo po- voca morale per lasciare tut- porta il figlio in cima a una col-
tra i boschi, nei pressi di p Einaudi, pp. 350, € 19 Adam Haslett tente, sembra aver perso la te- to lo spazio a una vasta e in- lina e gli dice: «Guarda. Un
una cittadina della Nuova sta. Sia l’arido finanziere determinata categoria di sto- giorno tutto questo sarà tuo»
Inghilterra. Il terreno però Doug sia la sua intransigente rie che hanno in comune il po- e del padre povero che, sulla
era stato donato alla citta- perialista, cinica prepotente appartenenti all’uno o all’al- nemica Charlotte, infatti, non tere di seminare «l'imprevi- stessa collina, al figlio si limita
dina da una antica famiglia aggressiva, e quella liberale, tro dei due schieramenti. hanno più contatti con la real- sto, la curiosità, l'inquietudi- a dire: «Guarda».
del posto col vincolo di de- idealista democratica onesta, Le operazioni spregiudica- tà, cosa sottolineata dai ri- ne» e che l'autore - ma sareb- Troppo poco, certo, per fa-
stinarlo alla preservazione discesa dai padri fondatori; te di una piccola banca satelli- spettivi ambienti in cui si muo- be più esatto dire il trascritto- re le veci dei manuali di filoso-
del paesaggio, e vendendo- ed è un conflitto impari. Infat- te portano alla luce un pauro- vono: le feste assurdamente re - definisce «filosofiche». fia che Carrière aborrisce; ab-
lo a un privato il Comune ti benché in un primo momen- so disavanzo nella Union At- pacchiane del tycoon per cui Appartengono alle cultu- bastanza però per riproporre,
ha violato il patto. L’erede to Charlotte trovi imprevedi- lantic, che viene così a trovar- Doug lavora, l’isolamento che re più disparate, indiana, sulla nobile scia di Erasmo,
della famiglia donatrice, bilmente un giudice che le dà si sotto l’esame del presiden- circonda i dialoghi di Charlot- ebraica, cinese, africana, con Poggio e Martin Buber e decli-
Charlotte Graves, zitella ec- ragione, non ci sono dubbi sul te della Federal Reserve di te coi suoi cani. Sì, il vecchio una prevalenza della tradizio- nate nelle più imprevedibili
centrica ed ex insegnante vincitore, alla lunga, della lot- New York, un anziano genti- saggio funzionario chiamato ne sufi e del buddismo zen; forme, «le domande che qual-
di storia, intraprende così ta tra lei e chi può spendere luomo molto intelligente e di a raccogliere i cocci del mega- molte sono imperniate attor- che volta ci facciamo, insom-
una solitaria battaglia lega- centinaia di migliaia di dollari alti principi, fratello, guarda crack finanziario cerca di ri- no alla figura di Nasreddin ma il nostro fragile eppur ne-
le per ottenere la demolizio- in avvocati. caso, proprio della battaglie- portare un po’ di equilibrio Hodja, l'impertinente prota- cessario rapporto con il mon-
ne della casa di Doug. Nel frattempo però la vi- ra Charlotte. La quale nel nel disordine generale. Ma è gonista dell'aneddotica isla- do durante quel fulmineo
E’ il conflitto simbolico cenda si arricchisce di altri frattempo si è messa a pro- l’esponente di una razza desti- mica che in Sicilia ha preso il aprirsi di una finestra fra due
tra due Americhe, quella im- personaggi e situazioni, tutti teggere un ragazzetto sposta- nata all’estinzione. nome di Giufà, ma non man- nulla che chiamiamo vita».
IV Scrittori italiani
HANS TUZZI, IL BIBLIOFILO IN GIALLO e bella. Come nei precedenti romanzi di Tuzzi, a in pensione che si dedica al commento critico dell'Odissea.
Una marchesa nel fosso indagare sul mistero di questo delitto è il vicequestore
Melis, un tranquillo ma cocciuto quarantenne che
L'inchiesta segna il passo, s'intrappola in vicoli ciechi
finché Melis, durante un sopralluogo nella casa della
= Inizia con una celebre citazione letteraria l'ultimo convive con Fiorenza, redattrice editoriale. In questo morta, non trova dei dischetti che contengono
giallo di Hans Tuzzi, L'ora incerta fra il cane e il lupo caso però, contrariamente al solito, la fidanzata non lo un'inchiesta sui traffici mafiosi a Milano.
(Bollati Boringhieri, pp. 165, € 15), «La marchesa uscì alle aiuta nelle indagini perché parte per un lungo week-end Non sveliamo altro e lasciamo al lettore il piacere di
cinque», con cui Valéry stigmatizzava la convenzionalità in Val Gardena. scoprire il mistero del giallo, ben condotto e infarcito di
delle trame da romanzo ottocentesco. Del resto, lo stesso Melis interroga le persone più vicine all'uccisa: l'ingegnere citazioni, per fortuna in misura più limitata del solito, da
pseudonimo usato dall'autore, il bibliofilo Adriano Bon, è Roberto Ballo, ex fidanzato di Elisabetta, un arrogante Musil, Dante, Tomasi di Lampedusa, Simenon e
tratto da un personaggio de L'uomo senza qualità di Musil. faccendiere trentenne, Maurizio Biolchini, l'attuale Chesterton. Non ci sono colpi di scena sensazionali e il
Il cadavere di una marchesa viene rinvenuto in un fosso fidanzato, un dirigente d'azienda «brutto come Woody meglio del romanzo nasce dalla malinconia di Melis che,
vicino all'abbazia di Chiaravalle, nei dintorni di Milano, Allen e certo non altrettanto divertente», una vecchia zia mentre si gingilla con le sue pipe, prende atto della
con il volto maciullato da una chiave inglese. Si chiama nostalgica del passato e dei balli mondani, unica erede, il «disgustosa banalità del male».
Elisabetta Crimoli ed è una giornalista free lance giovane cartomante Enrico Caviglia, un professore di greco e latino Massimo Romano

MASSIMO
RAFFAELI Di Ruscio Un memoriale sull’emigrazione
IL MANUALETTO Detesta la parola «ra-
CARLA MARELLO dici», Luigi Di Ruscio, e nelle del poeta-ex operaio da decenni in Norvegia
rare interviste in cui è uscito
dal suo esilio di Oslo ha infat-

Intingi la penna
nell’epizeusi
ti dichiarato di non apparte-
nere al mondo vegetale bensì
di assecondare l'innato noma-
dismo degli esseri umani. An-
che se a lui è toccato un no-
Dispacci di fuoco
dall’esilio di Oslo
madismo pressoché coatto.
Nato a Fermo (1930) in
una famiglia di proletari anti-
Bice Mortara Garavelli spiega fascisti, giovane indocile e
spiantato, aderente al Pci di
il buon uso delle figure retoriche Palmiro Togliatti con una ve-
na di anarchismo che lo ren-
Luigi
de subito sospetto ai suoi
Di Ruscio

S
i fanno più figure retori- la pugna de la pugna i patti». stessi compagni, a ventisette
è nato a Fermo
che in un giorno di mer- Questo manualetto, diminuti- anni Di Ruscio ha alle spalle
(1930) in una
cato che in molti giorni vo anch’esso attenuante, è stru- soltanto lavori saltuari di
famiglia di
di assemblee accademiche, so- mento adatto ad essere interro- bracciante e muratore ma ha
proletari
steneva Du Marsais. Al merca- gato da chi, trovando in un di- già firmato una plaquette in
antifascisti
to forse si fanno senza saperlo, scorso o in una poesia un’espres- pieno neorealismo, Non pos-
Esordì
quest’attacco è invece consape- sione che gli pare bella o comun-
in pieno
volmente costituito da una figu- que degna di nota, voglia sapere L’autore caro a Fortini neorealismo
ra detta sentenza o massima. di che si tratta, con quali altri ar-
Bice Mortara Garavelli ha vo- tifici si apparenta per raggiunge- e ai giovani critici con la
plaquette
luto iniziare la premessa al suo re lo scopo. L’autrice, che ha al continua a sentirsi «Non possiamo
«manualetto di figure retori- suo attivo un ben più corposo ma-
che» Il parlar figurato (Later- nuale di retorica ormai giunto al- un nomade a vita, abituarci a
morire»
za, pp. 179, € 12) con una dissi- la undicesima edizione, ha orga- un perfetto clandestino
mulazione. Dichiara infatti: nizzato i contenuti sotto intitola-
«Per un testo che contiene no- zioni come drammatizzare il di- siamo abituarci a morire stico fermano l'ho trapiantato anti-identitaria, la stessa in
zioni antiche la disposizione scorso, cambiare l’ordine delle pa- (Schwarz 1953), dove Franco ad Oslo mentre a Fermo a cau- cui l'ultima generazione di cri-
della materia è l’unica opera- role e delle idee, parlare in breve, Fortini riconosce un'inventi- sa delle infinite comunicazioni tici oggi riconosce un grande
zione che possa aspirare a un parlare per sentenze, giocare con va sorprendente. di massa spariva. Il trasporto è poeta, come nel recente fasci-
briciolo di novità». Dire che il le parole. La figura che ho appe- Non può affatto immagi- stato facilitato dal fatto che tut- colo di Nuova Prosa (n. 52, Gre-
modo in cui le figure retoriche na fatto, l’enumerazione, ad nare, in quel 1957, che a Oslo to questo universo linguistico co&Greco Editori) denota la
sono spiegate è appena innova- esempio, sta nel capitolo «forme lo aspettano decenni di lavo- occupa pochissimo spazio […]l' corposa sezione di «Omaggio
tivo è certamente «sminuirne dell’accumulazione». ro da operaio in una fabbrica universo linguistico è l'anima a Luigi Di Ruscio» con i contri-
l’importanza con ostentazione Raggruppandole secondo le metallurgica, il matrimonio mia, le anime trapassano le buti, oltre a quello di Walter
di umiltà», definizione data da loro caratteristiche più evidenti e con Mary, sua musa norvege- frontiere come niente fosse. Pedullà, di Andrea Cortelles-
Mortara Garavelli per una del- secondo la loro funzione, definen- se e luterana, infine quattro Thomas Mann quando i nazisti sa, Giorgio Falco, Gilda Polica-
le forme di dissimulazione o at- dole chiaramente e con begli figli che, pari alla madre, si ri- gli tolsero la cittadinanza tede- stro, Linnio Accorroni e An-
tenuazione. esempi, Bice Mortara Garavelli fiutano di apprendere la mini- p Luigi Di Ruscio sca dichiarò in una intervista drea Cavalletti.
Il libro infatti non aiuta solo rende le figure retoriche più facili ma parola di italiano. p LA NEVE NERA DI OSLO che dove era lui era anche la Quanto a Di Ruscio medesi-
a capire che cosa significano i da riconoscere e, volendo, da usa- In totale solitudine, il poe- p prefazione di Angelo Ferracuti Germania. Dove è il sottoscrit- mo, non ha mai smesso di invia-
termini con cui si indicano le fi- re. E’ un libro che induce a intin- ta vivrà dunque il paradosso p EDIESSE, pp. 164, € 10 to è anche tutta la nostra italia- re i suoi dispacci incandescen-
gure retoriche a partire da ac- gere la penna nei tropi, che ci fa di parlare una lingua stranie- nitudine». ti, in prosa come in poesia, da
cumulazione per arrivare allo capire come sia vuota retorica so- ra che in realtà non sa scrive- Veloce, percussivo, miraco- un quarto piano della periferia
zeugma - «aveva sedici anni e lo la cattiva retorica. Chi prova re e di scrivere invece nella umano tout court, testimonia la losamente prossimo al parla- di Oslo; fa sempre finta di esse-
una moto» - passando per l’epi- la fatica del parlare e scrivere lingua materna che non sa nuda verità degli individui su- to, l'italiano di questo memo- re un autodidatta illetterato
zeusi o ripetizione multipla - con figure non troppo trite, ap- più parlare. L'italiano che ne balterni e messi al margine. riale autobiografico che Ange- ma cita volentieri Hegel quan-
«cammina, cammina, cammi- prezza poi maggiormente il lavo- ordisce i libri di poesia, una Ora, nel memoriale in cui Di lo Ferracuti definisce nella do scorge nello scintillare della
na» -, figura sommamente cara ro di lima che sta alla base di decina, e le prose narrative Ruscio torna alla vicenda della prefazione «il più bello e il più propria lingua l'«inversione ne-
al parlato televisivo di Sgarbi, ogni comunicazione ben fatta, (da Palmiro, 1986, a Cristi pol- propria emigrazione, La neve lirico», pulsa al centro di un co- cessaria di un coscienza disgre-
o per il polittoto, figura sempre dall’apparente naturalezza dei verizzati, Le Lettere 2009), nera di Oslo , gli capita persino, smo esistenziale che può esse- gata». Ha ottant'anni oramai e
di ripetizione ma più raffinata, grandi autori, alla studiata effi- non è più riferibile a un luogo duplicando il paradosso, di ri- re ovunque senza che, tutta- ha da tempo il passaporto in re-
come in «Il potere di opporti al cacia degli slogan pubblicitari o ma ad una condizione storica conoscersi in un doppio prole- via, se ne vedano i confini pre- gola, ma continua a sentirsi un
potere» o come in Tasso «anzi dei titoli di giornale. e di classe: qui l'operaio mi- tario e periferico di Thomas cisi; perciò si tratta di una scel- emigrante a vita, anzi un per-
grante rappresenta l'essere Mann: «Tutto l'universo lingui- ta contromano, seccamente fetto clandestino.

GIANNI superare le strettoie della sua


BONINA Orlando «La doppia seduzione» classe e che, preda dei fantasmi
Passato attraverso che lo demonizzano, è deciso a li-
una decina di stesure e un lavo- nel dopoguerra decadente di Palermo berarsi del passato a costo di ren-
ro di lima cominciato negli An- dersi strumento della morte al-
ni Cinquanta, poi abbandonato trui; la sua ragazza, Dolly, è figlia
e finalmente portato a compi-
mento, La doppia seduzione di
Francesco Orlando è un roman-
zo proustiano nella ricerca for-
Sono malati di una casta nobiliare che avvici-
na la borghesia così come media
tra condizioni antitetiche quali
omosessualità e eterosessualità;

questi fantasmi
male, nel flusso coscienziale Giuliano, il ragazzo di cui inizial-
che priva il testo di ogni dialogo mente Ferdinando si innamora,
(i pochi personaggi non parla- p Francesco Orlando è allegoria dell'attivismo epicu-
no mai, l'autore avendo avoca- p LA DOPPIA SEDUZIONE reo, tutto corpo e niente cervello;
to a sé il controllo totale del rac- p Einaudi Sandra è la ragazza comune che
conto) e nei temi: l'amicizia, la di letteratura francese e raffina- dal fascismo, si trova in stato con- p pp. 153, € 13 Francesco Orlando più di ogni altro comprende Fer-
nobiltà, la bellezza, l'omoses- to teorico della letteratura. fusionale. dinando, anche sulla base della
sualità, la letteratura. Ma è an- È il motivo della malattia a In una Palermo postbellica ri- condivisione di elitari interessi
che un romanzo che porta il se- ispirare il romanzo, dentro un' chiamata per scorci riconoscibi- la ricerca del pieno della vita, ma cietà alla quale si è sottratto. Il letterari.
gno di un retaggio decadenti- aria di svenevole derelizione che, lissimi, Ferdinando e Mario si co- disorientate: nati e cresciuti nel suo suicidio interpreta uno spiri- Più che una doppia seduzio-
sta, incrociando soprattutto depurata da derive dannunziane, noscono da scolari e crescono fascismo, sono ora privi di identi- to inetto che si rivela soprattutto ne, quella che Orlando sottende
Thomas Mann. Ciò spiega per- manda un retrogusto démodé, ri- aspirando a legami affettivi diver- tà e soprattutto di personalità. incapace di dare veste narrativa un gioco di seduzioni sostenuto
ché fosse piaciuto a Tomasi di schiera telefoni bianchi, esuma si: il primo con un coetaneo dal Sono senz'altro i nipotini di Des al proprio insuccesso e trovare da una trama evanescente e cir-
Lampedusa che ne lesse la pri- estenuati giovani glabri su opale- corpo scultoreo, Giuliano, il se- Esseintes. Soprattutto Ferdinan- un modello, letterario o operisti- colare entro un libro arrivato
ma stesura, allo stesso modo in scenti fondali veneziani: una ma- condo con una inquieta ragazza do, che è chiaramente trasposi- co che sia, cui conformare la pro- forse fuori tempo massimo, ma
cui Orlando fu il primo a legge- lattia che è però interiore anzi- dell'aristocrazia, Dolly; ma non si zione a distanza dell'autore: sof- pria storia, ciò che forse gli salve- ancora oggi capace, rinverden-
re Il Gattopardo manoscritto e ché fisica, non più individuale, di perdono mai di vista per poi ritro- fre dello stesso mal di vivere dell' rebbe la vita. do una classicità fine e ricerca-
a ricopiarlo: già degnato di esse- tipo pirandelliano, ma collettiva, varsi e scontrarsi in un duello psi- antieroe di Huysmans; ma la sua Gli altri comprimari sono or- ta, di instillare suggestioni or-
re il suo unico allievo privato e brancatiana, sintomo di un'epo- cologico esiziale. Sono figure sra- è una nevrosi che lo porta alla dinati secondo ruoli sociali: Ma- mai rare quanto soprattutto al
destinato a diventare ordinario ca che, nel momento in cui esce dicate, sull'orlo del cedimento, al- tomba anziché restituirlo alla so- rio è il piccolo borghese che vuole dettato formale.
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SABATO 19 GIUGNO 2010
LA STAMPA V

PIETRO GROSSI, UN ‘AMICIZIA A HOLLYWOOD di Chandler? Perché no? Ma, soprattutto, un’atmosfera ignora le domande ovvie, prediligendo le vie laterali: «Che
Martini, l’arte di sparire sospesa (Martini è un aliante che mai plana), quale si respira
nella Fine è nota di Geoffrey Holiday Hall, tra l’altro una
cos’ha in tasca?». L’intervistato che rifulge prima (o di là) dei
suoi besteseller: pantaloni colorati, ghette, «occhi da
= Un frammento d’autore, un filo aureo, dopo il gemma del catalogo Sellerio. teppista».
folgorante esordio (i racconti di Pugni) e L’acchito, il Martini, Thomas J. Martini, è uno scrittore-meteora come il Martini è il ricamo di un’amicizia, l’amicizia che è profezia
romanzo che, un po’ anfanando, gli starà a ruota. Pietro fu americano, l’interprete di una vita come sottrazione: («Mi aveva confessato - Martini a Frank - che sarei potuto
Grossi, Premio Campiello Europa 2010, estrae dal cilindro o «Non era lei che spariva, ero io». Lei, Miriam, l’astro nascente essere un grande scrittore perché vedevo le cose che gli altri
dal baule o da una rêverie Martini (Sellerio, pp. 64, € 9), un di Hollywood che incontra lui, «lo scrittore più in voga del non vedevano»). Infine si ritroveranno, il giornalista in
cocktail che si sorseggia ammirandone l’eleganza, l’armonia momento», alla festa di una grande rivista. Lei che incedeva ascesa e « l ’ex formidabile promessa» che, esaurita la vena,
(la scrittura a fisarmonica, che sapientemente si dispiega e si tra flash e paillettes. Lui che fra le luci della ribalta «vede» saprà spezzare la penna, sbarcando il lunario - un alieno
rinserra), la concreta impalpabilità. spengersi (o mai divampare) la miccia della attesissima terza nelle patrie lettere - come lavapiatti . La radio di radica
Dalla Toscana che vibra nelle passate pagine, Pietro Grossi si prova, dopo i successi di Tu e Piramidi. trasmette Count Basie, fuori piove, nel diner lo scotch con
cala in un eventuale nuovo mondo. Una varietà di orme così Frank, l’alter ego di Pietro Grossi, è il giornalista che seduce ghiaccio è servito. Raccontami una storia, Frank...
familiari, così, chissà, involontarie. Rintocchi di Hammett e Martini, da Martini a sua volta sedotto. L’intervistatore che Bruno Quaranta

SERGIO Una galato uno dei più bei lavori del-


PENT
illustrazione la stagione.
Napoli «è». Non oc-
corrono espansioni e agget-
di Karel
Thole
La stessa Napoli, quella dei
«bassi» da cui si intuisce che il
Bloc notes
tivi per dare consistenza a dal catalogo mare è vicino pur senza vederlo, A RIMINI E IN LIGURIA
ciò che appartiene ormai della mostra è percorsa con passo faticoso e
d'ufficio all'immaginario col- «Le città sincera partecipazione memo-
Mare di libri
lettivo. Patrimonio di un' delle mente», riale da Sergio De Santis in No- = Terza edizione, a Rimini,
umanità variegata, crocevia curata da stalgia della ruggine , che costrin- fino a domani, di «Mare di
di luoghi comuni, metafora Sergio ge il suo protagonista, lo spre- libri», festival dei ragazzi che
di un'italianità non sempre Pignatone: giudicato uomo d'affari Davide, leggono. Tra gli ospiti
da applauso, vittima e carne- antologia a un impietoso confronto con le stranieri, John Boyne (Il
fice di se stessa, Napoli vive, delle sue muffe del cuore e della sua città. bambino con il pigiama righe,
muore e si ricrea sulle pro- copertine Il romanzo segna il distacco Rizzoli), Anne-Laure Bondouz
prie ceneri, all'infinito. per dalla realtà frenetica e immer- (Figlio della fortuna, il nuovo
Almeno fino a quando non «Urania», ge Davide nella rabbia perenne titolo, San Paolo ), Todd
arriva un Ruggero Cappuccio edita da dei «barbari», quelli che sono Strasser (L’onda, Rizzoli, da
- nel suo romanzo Fuoco su Na- Little Nemo nati, cresciuti e sopravvissuti cui il film). tra gli italiani:
poli - a far esplodere i Campi nei tuguri color torrone marcio Margherita Hack, Beatrice
Flegrei e allagare di conse- in cui egli torna per vendere il Masini, Silvia Avallone,
guenza la maggior parte del vecchio, minuscolo apparta- Alessandro d’Avenia.Per info:
centro abitato. Questa versio- mento della sua infanzia. Il vio- www.maredilibri.it
ne para-fantascientifica man- linista, il fotografo, il paraplegi- In Liguria, fino al 14
cava , in effetti, a definire le co- co Carmine, Nino - il compagno luglio,«Mondomare festival»,
ordinate di un'entità cosmica di scuola ora boss del quartiere da Genova a Lerici, da Noli a
che in letteratura ha giocato - la selvaggia e seducente An- Cervo, da Lavagna a Levanto.
tutti i ruoli possibili, anche se Post-Saviano Il fantascientifico Cappuccio na, sembrano coalizzarsi tra lo- Leggeranno racconti inediti:
ormai è quasi doveroso parla- ro per sedurre Davide, per in- Silvia Ballestra, Michela
re, in termini anche epocali, di e la sfida con le muffe del cuore di De Santis canalarlo in un ambiguo gioco Murgia, Paola Mastrocola,
post-Saviano. di specchi in cui egli ritrova nel Massimo Carlotto, Ernesto

Vedrai, Napoli
Franco. Altri ospiti: Neri
Nel «Fuoco», una città «Nostalgia della ruggine» Marcorè, Lella Costa,
Massimo Gramellini,
cruda e viscerale mette in scena Gianmaria Testa.
che dietro l’angolo la rabbia dei «barbari» www.mondomarefestival.it
è attesa da uno cresciuti nei tuguri

sarà Las Vegas


A OSTANA
scenario ballardiano color torrone marcio Lingua Madre
«Gesù, fate luce», direbbe- passato anche le sue paure. = Ostana è un Comune
ro i guappi con le toppe al culo Sono i colpi di un cuore mala- piemontese di 80 abitanti - nel
di Domenico Rea. Ma la luce to e precario a farlo restare, a Cuneese, di fronte al Monviso
rimasta è in mano al potere oc- tà secolare di una città vittima senza di apologo postmoderno, fargli capire che la ruggine del - che si è impegnato nella
culto dell'avvocato Diego Ven- dei suoi abitanti e di chi ne ma- ma calato con dovizia di detta- vecchio quartiere è la storia de- difesadelle culture locali.
tre, in questa Napoli mai così novra il destino. Cappuccio ar- gli in una napoletanità ben rico- stinata a portarsi appresso per Vara, ora, il premio letterario
cruda e viscerale in cui la ca- chitetta un romanzo diverso, al- noscibile, il romanzo di Cap- sempre. In questa dimensione «Scritture in lingua madre»,
morra si spartisce i quartieri ternativo, sulla Napoli che ben puccio ci regala un punto di vi- spesso metaforica, emerge una nell’ambito dell’omonimo
senza sapere che alla città toc- conosciamo, panoramizzando- sta singolare sulla città lettera- Napoli oscura e ovattata, margi- convegno, oggi e domani. Tra
ca un futuro ballardiano. Ven- ne i pregi artistici e la bellezza ria omaggiata dai più grandi nale, cancerosa ma vitale, in cui i premiati Boris Pahor, autore
tre sa che Napoli verrà som- corrotta alla luce di una infeli- narratori, con un intreccio dai il protagonista riesce a pronun- di Necropoli, e Gavino Ledda
mersa e si premunisce, orga- ce, ma assai intrigante storia toni di nobile melodramma ar- ciare le parole esatte di un'au- www.comune.ostana.it
nizza la vendita e l'acquisto di d'amore tra il potente avvocato ricchito da un linguaggio baroc- toassoluzione necessaria, atte-
immobili strategici, muove le Ventre e la giovanissima Luce, co, visionario, incalzante, che sa da tutta una vita. I TRADUTTORI
sue pedine politiche e i suoi af- figlia di un nobile in disarmo, sa estremizzare senza cadute Napoli è un cuore palpitante,
faristi affinché Napoli diventi per la quale costruirà - almeno p Ruggero Cappuccio di tono un assunto di per sé in- come sempre, il centro esatto di
Per Mahler
- dopo la catastrofe - la Las Ve- fino al granguignolesco finale p FUOCO SU NAPOLI
p Feltrinelli, pp. 247, € 16
sidioso, se non incauto. un paese che cerca di combatte- = Il testo di Zweig su
gas del Mediterraneo. in stile Tarantino - un castello Il pregio di Cappuccio è di re il disastroso presente con le Mahler, sabato scorso da noi
L'assunto riflette ambizio- di illusioni e magie, una rete Cappuccio, anche regista di ci- aver scritto un grande romanzo armi di una retorica affannosa anticipato, era tradotto da
nema e teatro, è nato nel 1964
ni fantastiche che l'autore, d'inganni amorosi che potreb- p Sergio De Santis
su una Napoli possibile ripas- ma genuina, carnale, quella di Cleia Parvopassu. Giangiorgio
con estrema sapienza, lascia be ricondurci a qualche com- p NOSTALGIA DELLA RUGGINE sando la lezione dei Maestri con chi vorrebbe solo coltivare so- Satragni e Daniele Torelli gli
decantare in un sottofondo di mossa, lussureggiante passio- p Mondadori, pp. 204, € 18,50 discrezione, giocando al narra- gni e magari poterne spendere altri due traduttori del volume
ipotesi senza effetti speciali, ne alla García Márquez. De Santis (1953) insegna nei licei tore colto e tuttofare che co- qualcuno prima di incancrenire Mahler. Il mio tempo verrà,
giocando invece sulla tragici- Inafferrabile nella sua es- munque, con eleganza, ci ha re- nella ruggine. edito dal Saggiatore.

RENATO lano, si integrano. Ne viene un


BARILLI Parrella «Ma quale amore»: piccola quadro di sicura autenticità e
I lettori che di Vale- di voluta provvisorietà.
ria Parrella hanno amato Lo scorribanda «casual» a Buenos Aires In mezzo alle inevitabili me-
spazio bianco, il romanzo del te turistico-culturali che si col-
2008 in cui la scrittrice pone- gono per le vie di Buenos Ai-
va in primo piano il fatto alta-
mente drammatico e ingom-
brante di una creaturina na-
ta prematura e ora affidata a
Quel Michele res non può mancare di levar-
si anche l'ombra di Borges,
cui la protagonista, e forse die-
tro di lei l'autrice, dichiarano

che va e viene
una incubatrice, in bilico tra un amore quasi più forte di
la vita e la morte, potrebbe- quello carnale provato per Mi-
ro rimanere delusi, davanti p Valeria Parrella chele. Ma questa, al momento,
alla prova appena uscita, Ma p MA QUALE AMORE è una pista falsa, non si vede
quale amore, che invece si p Rizzoli proprio che ruolo possa avere
compiace vistosamente di meno alta fedeltà, del resto in nia da cui mi sento afferrato p pp. 122, € 15 Valeria Parrella un maestro di citazionismo, di
un suo «essere fatta di nien- ciò imitando tanti loro «ipo- sempre più, di andare a evoca- riscrittura, di pastiche, se agi-
te». Ma bisognerà riconosce- criti lettori» che fanno lo stes- re in proposito i pur apparen- tato in una prova che, al mo-
re che questa pare essere la so, si aggirano agli incroci temente lontanissimi «Getto- zione, quasi nel segno di un una storia elementare, il «qua- mento, si qualifica al contra-
vena prevalente della Parrel- dell'attualità armati di telefo- ni» di Vittorini. fast writing. le amore» del titolo, incentra- rio per un proposito di estre-
la, a giudicare dalla sua ope- nini o di altri strumenti di Perfino il motivo d'ingres- E dunque la protagonista si to su un tale Michele, e anche ma aderenza alla realtà più ac-
ra prima, Mosca più balena, pronta presa, da mettere in so nella storia si ispira a un si- mette all'opera, mescolando in questo c'è una strenua ade- cidentale e cangiante.
riproposta appena l'anno memoria, o da diffondere mile criterio di high fidelity, un motivo turistico, una bella renza al criterio del casual og- Se si fa uno spareggio tra
scorso da Minimum fax. presso amici e parenti. una volta il narratore dava a scorribanda per le vie di Bue- gi imperversante, è una rela- le ombre del Calvino postmo-
Col che la Nostra è in E' come dire che oggi si sta credere di aver trovato in nos Aires, con visite ravvicina- zione che va e che viene, fatta derno, erede di Borges, e il ple-
buona compagnia, c'è un fol- svolgendo, per usare l'espres- qualche archivio una storia te ai celebri quartieri della ca- di progressi e regressi, contat- beo Rea, fondatore di una li-
to drappello di suoi colleghi sione di un padre nobile come polverosa e di aver deciso di ri- pitale argentina, Palermo, Re- ti brucianti e sparizioni, pron- nea neorealista, allo stato at-
e colleghe che oggi vanno a Italo Svevo, una sorta di meto- scriverla, oggi si procede a coleta, Boca, ma nello stesso ta a fare corpo con i colori e sa- tuale è quest'ultimo ad appari-
zonzo per i meandri della re- dica letteraturizzazione della carte scoperte, è l'editore a vo- tempo non trascurando di por- pori forniti dalla capitale ar- re il più gettonato, a comincia-
altà scattando foto a più o vita, il che giustifica una ma- lere sui due piedi una narra- tarsi dietro qualche traccia di gentina. Cibo e sesso si mesco- re dalla stessa Parrella.
VI Personaggi e idee
PICCOLI LETTORI CRESCONO CON «BAFANA BAFANA» riscatto dei giovani dell'Africa nera, e l'undicenne Pelé, vinto per liberare la sua gente, e con la modernità di riti
Pelé, magia e Mandela che nel suo villaggio nella giungla corre dietro una
pallina da tennis, sogna di andare nella capitale per
come il calcio, linguaggio universale che Pasolini aveva
già intuito. Il viaggio di Pelè offre un quadro vivido della
= Probabilmente è il miglior racconto per ragazzi nel vedere i Bafana Bafana, «i Ragazzi, i Ragazzi» della realtà africana: miseria, delinquenza, i bambini di
clima dei Mondiali, Bafana Bafana di Troy Blacklaws, Nazionale, soprattutto il suo idolo Zuma. strada, i tsotsi giovani criminali, l'Aids, ma anche la
con illustrazioni più evocative che realistiche di Andrew Il nonno, che si vanta di aver offerto una birra a Mandela speranza e la solidarietà di donne e ragazzi. Pelè visita
Stooke (Donzelli, pp. 91, € 13). Il sottotitolo dice tutto: in gioventù e ne attende il ritorno, lo incoraggia a anche la cella dove Nelson trascorse 18 dei suoi 27 anni
«Una storia di calcio, di magia e di Mandela». Potrebbe partire, e lo sciamano gli indica gli animali che lo di carcere. Poi, con l'ultimo dono, la piuma dell'ibis, vola
iniziare con la prima scena di Invictus, il bel film di Clint aiuteranno con i loro doni: la lince con il coraggio, in mezzo al campo proprio quando entrano i Bafana
Eastwood, quando si vede una squadra di bianchi di l'iguana con la velocità, il camaleonte con l'invisibilità, lo Bafana e tutti lo vedono in televisione, anche nel
rugby su un campo verde smeraldo, poi la macchina sciacallo con l'astuzia, l'ibis con il volo. I topoi e gli villaggio davanti al tremolante televisore alimentato
panoramica dall'altra parte della strada dove su un archetipi fiabeschi, come i doni degli aiutanti magici, si dalla batteria di una vecchia auto. E Zuma segna un gol
campetto polveroso ragazzetti neri corrono dietro un intrecciano con i miti contemporanei dell'immaginario bellissimo. Mancano solo le vuvuzelas.
Illustrazione di Andrew Stooke approssimativo pallone. Il calcio incarna il sogno di popolare, come la figura di Mandela che ha lottato e Fernando Rotondo

Eugenio Scalfari Un viaggio nelle idee del


a venire incontro sono gli eccelsi, i filosofi d
BARBARA

Aggrappato a
SPINELLI

Poco prima di bere


la cicuta, Socrate fantastica
l'oltremondo dove forse an-
drà. Potrebbe cadere nel nul-
la d'un sonno profondo, e il

sull’altalena d
sollievo sarebbe sicuro: ad-
dormentarsi è adorabile. Ma
c'è un'altra possibilità, che
Pitagora e i Misteri adom-
brano: oltrepassata la so-
glia, potrebbe darsi che i no-
stri contemporanei sbiadi-
scano e ci sia dato di fare in- meglio giudicare e regolare
contri fiabeschi. Invece dei la propria». Con l'apparire
censori che ci attorniano, ec- dei moralisti il linguaggio flui-
co farsi avanti i «giudici ve- sce in aforisma, musica.
ri» delle cose umane: Minos- L'espediente è raffinato, per-
se e Radamanto, Eaco e Trit- ché il viaggio nel meraviglio-
Mario Pannunzio nella sua stanza di direttore de «Il Mondo», fondato nel 1949 tolemo. Ecco gli eccelsi del so lo può fare chiunque, sen-
pensiero attivo: Palamede e za fagotti accademici. Come i
Aiace Telamonio, Sisifo e il viaggi di Borges, come i rac-
sommo Odisseo. La felicità conti settecenteschi. Come il
Biografia Il fondatore del «Mondo», di stare con loro a conversa- Viaggio intorno alla mia came-
re, a domandare, sarebbe ra di Xavier de Maistre.
un’avventura di idee e aspri litigi «indicibile». Non incombe- Il tragitto di Ulisse e la
rebbe la fretta: se ci appari- conversazione socratica so-

Pannunzio
ALBERTO ranno, vorrà dire che gli ec- no la musica del libro, e non
PAPUZZI
celsi sono immortali. Po- stupisce che Eugenio comin-
Egregio cretino. Gen- tremmo far domande, cal- ci, proprio come nell'Apolo-
tile stronzo. Non si moderano me. Sarebbe bello, ad esem- gia, interrogando un eccelso
i termini nell’aspro litigio che pio, chiedere a Agamennone dei Lumi: Diderot, timoniere
nel 1953 vede coinvolta un’ico-
na del giornalismo italiano co-
me Mario Pannunzio, fondato-
re e direttore del Mondo e tra i
al calor bianco perché s'incaponì nell'insa-
na distruzione di Troia. O

«Per l’alto mare


del viaggio nel sapere univer-
sale che fu, nel '700, l'Enciclo-
pedia. Diderot è scelto come
Virgilio nell'impresa e l'auto-

sulla terza via


padri del partito radicale. Con- re lo incrocia sin dall'incipit,
tro di lui Maurizio Ferrara, al-
aperto»: l'occhio seduto su una panchina del
l’epoca responsabile dell’Uni- di un autore moralista, Palais Royal. Ma seguono al-
tri incontri: memorabile quel-
tà di Roma, peraltro figlio di non moralizzatore, che lo con Figaro, il famoso bar-
Mario, importante collabora-
tore di Pannunzio. Era accadu-
collezionava il meglio dell'intel- non impartisce lezioni biere. Dopo averlo adescato
lighenzia e del giornalismo, dai con un borsello di monete (Fi-
to che in un suo articolo Ferra- mostri sacri Croce, Salvemini, «indagare chi di loro sia sa- garo conosce mille trucchi
ra accusasse Pannunzio, e an- Einaudi, Valiani, alla nuova ge- piente e chi, pur presumen- per racimolarne) il nostro
che Ennio Flaiano, altra cele- nerazione degli Scalfari, Gorre- do di esserlo, non lo sia». escursionista indaga sulla ge-
bre firma, di aver intascato sio, Forcella, Ajello, Giulia Mas- Mi è venuto in mente il nealogia dello scanzonato in-
emolumenti dal ministero del- sari e Alberto Arbasino, Flaia- viaggio immaginato da Pla- terlocutore. Questi evoca il
la Cultura popolare ai tempi no, Todisco, e tanti altri, manca- tone nell'Apologia di Socra- padre Beaumarchais natural-
del regime fascista. «Ora lei sa va solo Indro Montanelli, cor- te leggendo l'ultimo libro di mente, e Mozart, poi d'un
benissimo che quanto insinua teggiato ma non troppo. Eugenio Scalfari, perché an- tratto rivela che gli è padre
è falso - scrivono Pannunzio e Di episodio in episodio, Teo- che qui si salpa per una ca- anche l'abate Sieyès, autore
Flaiano -. Noi abbiamo iniziato dori ricostruisce una figura a tàbasi: una discesa, lieve, del testo fondante della rivo-
p Massimo Teodori tutto tondo di Pannunzio, met- nel mondo delle idee. Anche luzione francese (Che cos'è il
Un italiano esemplare p PANNUNZIO tendo in luce gli anni della for- qui ci vengono incontro gli Terzo Stato?). Al narratore Eugenio Scalfari visto
p Mondadori, pp. 278, € 19,50 mazione, finora assai poco eccelsi, come fossero vivi e tutto stupefatto, Figaro espo- da Koen Ivens.
raccontato da Teodori: p Mario Pannunzio, giornalista e esplorati: il conflitto con il pa- aperti al domandare. Tanto ne allora la storia della bor- In alto, da sinistra,
scrittore, fondatore del «Mon-
il conflitto con il padre, do» e del Partito radicale, nac-
dre che gli impone di fare l’avvo- più squisita è la felicità per- ghesia: come prese il via da i ritratti dei «suoi»
cato, mentre lui vuole laurearsi ché la conversazione ha luo- personaggi come lui, il bar- filosofi: Montaigne,
l’amore per la pittura, que a Lucca nel 1910 e moriì a
Roma nel 1968, due anni dopo la in architettura, le passioni uma- go nell'aldiquà: non c'è biso- biere che accumula soldi, o Diderot, Nietzsche
l’amicizia con Valiani chiusura del suo prestigioso set- nistiche, l’interesse per la pittu- gno di cicuta per goderne. Leporello servitore di Don
timanale. Aveva inziato la sua ra, con la partecipazione alla Che sia una trasmigrazione, Giovanni, o Sancho accompa-
la nostra carriera giornalisti- carriera negli anni Trenta a «Om- prima Quadriennale di Roma, il libro, lo si scopre già nel ti- gnatore di Don Chisciotte, o
ca nel giugno ’44 con Risorgi- nibus», come redattore capo, l’amicizia con Moravia, e quella tolo. Per l'alto mare aperto Jacques il fatalista valletto
mento liberale, dove lei fu as- passando nel 1944 a «Risorgi- evoca il viaggio iniziatico di di Diderot. Il dialogo è una di citazioni. Il suo prediletto
sunto per un riguardo a suo mento Liberale». Ulisse, descritto da Dante: delizia: in poche righe è nar- era Socrate: «che portò la
padre e dove, nonostante le Bussola della sua parabola intel- Il suo foglio, che mai «Misi me per l'alto mare rata la fiaba lieve, avida, fero- saggezza umana dal cielo, do-
sue scarse capacità, fu
lettuale sarà sempre Tocquevil-
le. Massimo Teodori, il suo bio-
superò le ventimila aperto». A tutto questo s'ag- ce, di una classe inizialmente ve perdeva il suo tempo, per
“mantenuto” per parecchi me- grafo, è un americansita, parla- copie, adunò le migliori giunge un'altra fonte di go- composta di lacchè. Mi ha restituirla all'uomo: dove è il
si sempre per riguardo a suo mentare radicale negli anni No- dimento: l'occhio che spa- fatto pensare a quel che una suo impiego più giusto, labo-
padre. Ci sembra dunque im- vanta. intelligenze: da Croce zia sui secoli della moderni- volta mi disse Cioran: L'hi- rioso, e utile». Il conte philo-
pudente da parte di un cretino a Flaiano, a Gorresio tà ha qualcosa di speciale. È stoire appartient aux domesti- sophique consente a Scalfari
e di un pennivendolo come lei, l'occhio di un autore che ques, la storia appartiene ai
che ha preso qualche stipen- rotocalco inventato da Longa- ferrea con Leo Valiani, azioni- racconta, non insegna; che domestici. Una tecnica avvincente:
dio da noi, parlare di stipen- nesi, e dopo la sua chiusura era sta piuttosto lontano dalle sue procede per associazioni. Il La tecnica del racconto filo-
di». Ferrara risponde con una proseguita con la direzione di posizioni. metodo è congeniale al suo sofico settecentesco e della quella della socratica
lettera in cui si dice costretto Oggi, settimanale fondato con Il cuore della biografia è il pensare ed è quello, mi pa- socratica conversazione gui- conversazione
a dare ai due «semplicemente Arrigo Benedetti (in seguito di- progetto politico di una Terza re, dei moralisti. da il lettore senza aver l'aria
degli stronzi». rettore dell’Europeo e del- Via: occidentalismo, anticomu- Nel libro compaiono i va- di guidarlo, e così l'avvince. È e del conte philosophique
Lo scambio di epiteti è fra l’Espresso). A onore di Pannun- nismo, antifascismo e anticleri- sti sistemi del moderno, ma la tecnica degli scrittori di settecentesco
le sorprese che riserva al let- zio va detto che sia Omnibus sia calismo. La decisione di Pan- lo sguardo è quello dei filo- schegge appunto, di cui Mon-
Oggi vennero chiusi perché non nunzio di chiudere nel 1966 ha il sofi che a partire dal '500 si taigne e Nietzsche sono le di offrire una collana di auto-
tore una biografia di Pannun- sapore di una sconfitta, ma la vi-
zio scritta dall’americanista piacevano ai gerarchi fascisti. dilettarono nella scrittura vette. Sono moderni, ma im- ri: tante perle meravigliose.
cenda va letta in uno spettro più
Massimo Teodori, parlamen- Dopodiché nel 1949 arriva Il ampio: «Senza la presenza del per frammenti: inaugurata mersi nel classico. Thomas Si sa che l'amore della sag-
tare radicale negli Anni No- Mondo, tanto prestigioso quan- Mondo le strettoie della guerra da Montaigne, l'arte culmi- Bernhard li chiama Lachphilo- gezza - la filosofia - è meravi-
vanta. Pannunzio non è del to elitario, che restò sempre fredda sarebbero state ancora na in Nietzsche. Il moraliste sophen, filosofi ridenti: archi- glia incessante.
tutto sincero: la sua carriera sotto le ventimila copie, a di- più strette, l’ingresso nel Patto non è moralizzatore, non im- visti di un sapere atempora- Per questo il moderno visto
giornalistica era iniziata negli spetto di una grafica eccellen- Atlantico sarebbe stato più diffi- partisce lezioni: aspira, scri- le, si esercitano in ammicca- da Eugenio si fa classico, e
Anni Trenta, come redattore te, con le vignette di Maccari e cile, e la spinta verso l’Europa ve Montaigne, a esser «spet- menti. Montaigne aveva la ca- Ulisse ne è il mitico precurso-
capo di Omnibus, lo stracitato Bartoli, e di un parco firme che unita sarebbe stata più debole». tatore delle vite altrui, per mera tappezzata di biglietti re: l'eroe del viaggio, della tra-
Tuttolibri
SABATO 19 GIUGNO 2010
LA STAMPA VII

L’ALLENATORE DI BRUSSIG SPIEGA «MOLTO PIÙ DI UN GIOCO» A ROBBEN ISLAND STORIA E IMMAGINI DI UN PAESE
Il senso del calcio Il pallone contro l’apartheid Il Sudafrica, fino al Mondiale
= «Donne e pallone, è proprio un capitolo funesto. = Quando si fronteggiava (si contrastava) l’apartheid = La maggiore potenza del continente nero, il
Non riuscirete a cavarmi di bocca qualcosa contro le prendendola a pallonate. Il calcio contro l’apartheid è il Sudafrica. Ne ripercorre la storia, dalle origini («In
donne, ma di sicuro il calcio non fa per le donne». Parlò tema di Molto più di un gioco, una vera storia principio furono i portoghesi. Il 3 febbraio del 1448...»)
così l’allenatore di Thomas Brussig, tedesco dell’Est, la raccontata da Chuck Korr e Marvin Close (Iacobelli, pp. al Mondiale di calcio ora in corso, Gabriele Catania,
voce del monologo Fino a diventare uomini 235, € 15, traduzione di Valentina Iacoponi, prefazione direttore del «Comitato per gli Studi Geopolitici»
(66THA2ND, traduzione di Elvira Grassi e Kathrin di Gianni Rivera). C’era una volta una squadra di (Sudafrica, Castelvecchi, pp. 371, € 19,50).
Thienel). Una meditazione sul football, nella sfera che è detenuti politici, a Robben Island, dove fu recluso anche Marco Buemi racconta il Sudafrica in bianco e nero,
il pallone «leggendo» le questioni dell’universo mondo, Mandela, che riuscirono a organizzare un campionato un album di immagini narrate (Infinito edizioni, pp.
la geopolitica, la disoccupazione, la giustizia, la Borsa, di calcio. Tra loro, Jacob Zuma: una volta scarcerato, 141, € 15, prefazione di Nicola Zingaretti, introduzione
l’eterno femminino... «Insomma, dovevo rispondere se sarà in prima fila nella lotta contro l’apartheid. Ora è il di padre Giulio Albanese). Dallo sport alla sicurezza,
per me il calcio era più importante di mia moglie...». presidente del Sudafrica. dall’espansione urbana alle religioni, al cinema. Una foto di Marco Buemi

GIANFRANCO
Moderno, con Diderot come Virgilio: MARRONE

La fortuna di un libro
del frammento, dal ’500 a Nietzsche si misura anche da quella del
suo titolo, dal modo in cui una
società, magari storpiandolo,

a Montaigne lo accetta e lo legge. Argo-


mento che vale senz'altro per
la letteratura (dove nomi dei
personaggi celebri, da don
Chisciotte al Gattopardo, di-
vengono spesso formidabili

del mondo
antonomasie) e che funziona
anche per quei testi di saggi-
stica (Il disagio della civiltà,
L'uomo a una dimensione, Ave-
re o essere,...) i cui titoli finisco-
no per generare espressioni
proverbiali di ampia portata.
Molti libri di Umberto
Eco hanno avuto questo de-
stino. Si pensi a Opera aperta,
La struttura assente, Il supe-
ruomo di massa, Il nome della
rosa. Ma si pensi soprattutto
ad Apocalittici e integrati, fon- Umberto Eco (quando ancora portava la barba) in un ritratto di Ettore Viola
damentale saggio del 1964
sulle comunicazioni di massa
che oggi, anche a dispetto di
chi non lo ha mai letto o com- Apocalittici e integrati Il saggio di Eco ha reso
preso, è certamente, nella va-
stissima produzione di quest' meno provinciale e autarchica la nostra cultura
autore, uno dei volumi che
più meritano l'appellativo di
«Libro d'Italia». Un testo che
ha contribuito fortemente al

Un titolo proverbiale:
uscì nel 1964, ci aiutò
Stai con Marcuse
a superare la sterile
contrapposizione
fra “alto” e “basso”
radicarsi di un'identità cultu-
o con McLuhan?
senza quello spirito critico, sen- stato salutato, come euforico di-
O

150
rale nostrana avulsa da ogni za quella sospettosa frivolezza spensatore di nuova e migliore
autarchico provincialismo, che circolavano nel libro di cultura, sostituendo di fatto il
un'identità che si costituisce Eco. E che gli permettevano di mezzo col fine, il canale con il
e si consolida grazie a una co- incunearsi, non senza difficoltà messaggio. Il problema, per
stante e critica attenzione ideologiche ma con grande ar- Eco, sta nel fatto che, troppo
nei confronti di quanto altro- guzia argomentativa, nell'inter- spesso, «si fa teoria dei mezzi di
ve nel mondo si pensa e si stizio fra gli accigliati strali del massa come si facesse la teoria
scrive. Anche quando, come marxismo francofortese (eter- di giovedì prossimo», presi cioè
è il caso in questione, quel namente forieri di un'apocalis- dal ricatto della profezia a bre-
che fuori confine si pensa e si se prossima futura) e l'euforia ve termine, tanto scema quan-
scrive non sono Scienza o Fi- naïve di chi salutava la società to fallace, non foss'altro perché
losofia o Letteratura Alte e di massa come esempio eccelso Libri d’Italia regolarmente smentita dal rit-
Riconosciute ma fumetti, di democrazia realizzata (inte- Verso il 2011 mo con cui tali mezzi inevitabil-
canzoni di consumo, romanzi grandosi acriticamente alle sue mente si trasformano.
popolari, radio e televisione, contraddizioni interne). «Apocalittici e integrati» è Per studiare la cultura di
pittura di second'ordine e va- Non a caso, il libro di Eco dal 1964 nel catalogo massa e i suoi media, allora, bi-
ria oggettistica kitsch. prende le mosse dalla celebre Bompiani (ora nei Tascabili, sogna arretrare lo sguardo, e
Il principale merito di quel condanna platonica della scrit- pp. 201, € 9,50). Eco vi andare in cerca non delle verità
p Eugenio Scalfari libro stava e sta nell'aver atti- tura, accusata dal Filosofo di ri- raccolse i suoi scritti su dell'ultimo momento, delle va-
p PER L'ALTO MARE APERTO rato l'attenzione sul fatto che muovere le capacità mnemoni- «Comunicazione di massa e riazioni di superficie delle cose
p Einaudi i mezzi di comunicazione di che dell'uomo e la sapienza che teorie della cultura di e delle idee, delle forme e degli
p pp. 290, € 19,50 massa (nonostante siano ne deriva. Un modo per ricor- massa». Lì si confrontavano i stili, ma degli schemi invarianti
«mezzi» e siano «di massa») dare che, ogni volta che in Occi- diversi livelli di “cultura”, la su cui questa stesse mutazioni
producono forme e contenuti musica di Adorno e i ritornelli si fondano. Così, la Poetica di
sformazione di sé. Della mètis, moderno sono ritorni circola- culturali a sé stanti, come tali Allora radio e tv, di Sanremo, Charlie Brown e Aristotele può spiegare gli sce-
l'intelligenza che eleva l'uomo ri ai presocratici, al filosofo- degni d'esser presi in serena la critica letteraria, neggiati televisivi e l'oratoria
e lo precipita: «Astuzia e sag- poeta. L'Io che con Descartes considerazione. E ciò a pre- fumetti e canzoni, Superman e la filosofia. gesuitica la pubblicità delle sa-
gezza, ferocia e clemenza, gu- si scopre esistente perché du- scindere dai pregiudizi critici oggi Internet e chat: E di lì nascerà il Dams, i mass ponette, al modo in cui Kant po-
sto del potere e brama di cono- bita perde unità e rinasce, in che tendono aprioristicamen- media in cattedra. trà esser utile per interpretare
scere, impulso a partire e ne- Zarathustra, stella danzante. te a bollarli ora come pericolo- i mass media plasmano le canzoni di consumo ed Hegel
cessità di ritornare: la bestia e Negli anni dell'incipiente fol- si e degeneri (è l'ostinazione l’identità di un popolo per dare un senso al fenomeno
l'eroe procedono insieme in- lia, a Torino, Nietzsche aveva di intellettuali «apocalittici» del cattivo gusto.
trecciati e insieme fanno l'uo- sul comodino i Saggi di Mon- come Marcuse o Zolla) ora co- dente è nato un nuovo medium della telefonia, più adeguato È appunto questo gesto dell'
mo come ciascuno di noi lo co- taigne. Nuova sapienza nasce me esito delle sorti magnifi- di comunicazione, c'è sempre del giradischi. Il problema è arretrare lo sguardo, al tempo
nosce». Ulisse tocca il subli- quando niente è più fermo e che e progressive dell'umani- stato qualcuno pronto a inveire che, nonostante le evidenze stesso intellettualistico e libera-
me, dove il bello incontra l'orri- tutto infermo. In Montaigne, tà (è la posa di profeti «inte- contro di esso, additandolo co- della storia, e le stringenti ar- torio, che viene eternamente ri-
do. A Itaca, bella meta, si con- il mondo diventa continua al- grati» come McLuhan). me causa patente della più atro- gomentazioni di Eco, gli apoca- fiutato sia dagli apocalittici sia
suma uno dei più sanguinosi talena: «Io non posso fissare il Certo, l'idea che i mass me- ce decadenza dell'umanità. littici continuano a trovare dagli integrati: convinti (i pri-
massacri omerici: quello dei mio oggetto. Esso procede in- dia producano cultura, e che È accaduto per la scrittura proseliti: a lungo s'è pensato mi) che Kant serva soltanto a
Proci ignari. certo e vacillante per una na- tale cultura debba esser stu- su papiro e pergamena ma an- che internet fosse roba per pe- leggere Kant e speranzosi (i se-
La modernità è un viaggio turale ebbrezza. Non descri- diata e interpretata in modo che per i caratteri a stampa, dofili e il telefonino per adulte- condi) che per capire la tv basti
che forse finisce in macello. È vo l'essere, descrivo il passag- approfondito, appare oggi ov- per il telefono, la radio, il cine- ri incalliti; e le chat sono state guardare la tv.
una condizione di transito. gio». E ancora: «Se la mia ani- via e banale. La proliferazione ma muto e sonoro, la radio, la salutate come la fine d'ogni Si capisce allora la ragione
Scalfari esamina i grandi si- ma potesse stabilizzarsi non dei corsi di laurea in scienze musica riprodotta con macchi- sensuale incontro fra corpi. per cui l'idea di Eco ha fatto
stemi che ha prodotto (Hegel, mi saggerei, mi risolverei. Es- della comunicazione ne è la ne, la televisione. E, ricorda Tutto, appunto, regolarmente centro, pur nella triste consta-
Marx) ma è a Montaigne che sa è sempre in tirocinio e in più evidente dimostrazione. Il Eco, sempre con la medesima smentito. Stessa cosa, ribalta- tazione che la diade proverbia-
resta aggrappato. È con lui prova». Ha dentro di sé il caos problema è che, forse, nella sicumera, regolarmente smen- ta ma sostanzialmente identi- le da egli individuata è ancora
che le verità assolute si fanno che partorisce stelle danzanti. maggior parte dei casi quest' tita dagli eventi successivi. ca, per gli integrati. dura a morire. La scienza della
umili, relative. Che lo stile si Mette se stessa per l'alto ma- idea è passata senza le dovute Niente di più democratico di Ogni nuovo strumento di dif- comunicazione, sembrerebbe,
scompone. Simili viaggi nel re aperto. precauzioni metodologiche, Gutenberg, più socializzante fusione intellettuale è sempre è ancora di là da venire.
W SABATO 19 GIUGNO 2010 LA STAMPA VIII

lucazanini.it
Storia e società Tuttolibri
SABATO 19 GIUGNO 2010
LA STAMPA IX

Africa Il contributo del Continente nero mestica e non sempre una


tratta vera e propria. Perché
alla formazione del «mondo atlantico» Molto interessante, invece,
lo sguardo nuovo che si dà non possiamo
dell'importanza della cultura
MARCO africana, approdata sull'altra non dirci
AIME

Tenuta lontana per


decenni dai salotti buoni del-
la storia, l'Africa sembra ora
rientrarvi e non solo nel ruo-
Gli schiavi che sponda dell'oceano con gli
schiavi, nella costruzione del-
le diverse culture americane.
Adottando un approccio dina-
mico e dialettico ai fenomeni
Asini
VINCENZO PARDINI

han fatto l’America


lo di ancella, ma ritagliando- culturali, Thornton, smenten-
si un posto da protagonista do molte teorie del passato,
vera. La posizione di passivi-
tà, assegnatale da molti sto-
analizza i diversi modi in cui
gli africani, diventati afro-
p Segue da pag.I

rici del passato, non è più at- americani, abbiano saputo ri- Juan Ramon Jiménez. Con lui
tendibile e studi sempre più contestualizzarsi e rimodella- il poeta strinse un'amicizia in-
approfonditi rimescolano le Un’immagine re la loro cultura, trasforman- dissolubile. E' piccolo, quasi un
percentuali degli attori e ri- da«Négri- do di conseguenza anche le gemello di Modestine, ma col
velano nuovi scenari. Pub», culture autoctone. carattere più dolce. Ama i bam-
Il libro di John Thornton l’immagine dei Dalla parentela all'estetica bini, cui il romanzo è dedicato,
L’Africa e gli africani nella Neri nella e i poveri del villaggio di Mo-
formazione del mondo atlanti- pubblicità, I paesi della costa guer. Jiménez lo tratta alla
co si inserisce in questo filo- catalogo di stregua d'una persona. Un an-
ne, allargando l'angolo di os- una mostra occidentale avevano tesignano degli animalisti. Ave-
servazione, per scardinare il 1987 (Ed. già nel XV secolo va capito che gli animali non so-
continente africano e i suoi Somogy, no granché diversi da noi.
abitanti da un presunto isola- Parigi): un’economia in salute, Gli equini, poi, hanno con-
mento e inserirli nella storia il bambino con floridi commerci tributo a creare la nostra civil-
nero diventa tà. Senza di loro non saremmo
Un saggio di Thornton un «fantasma gli africani deportati non si so- andati lontani. Cavalli e muli
bianco». no né chiusi in gusci impene- svolgevano un ruolo professio-
spiega come i deportati Ma i neri, trabili, né hanno abdicato to- nale: i primi trainavano le dili-
siano stati protagonisti sostiene talmente alle loro tradizioni, genze, i carri, in ambito pubbli-
il saggio ma hanno saputo reagire alla co e privato; i secondi affronta-
creativi della nuova di Thornton, nuova condizione, interagen- vano il lavoro più duro: in par-
cultura afroamericana in America non do con i nuovi paesaggi cultu- ticolare il trasporto, sul basto,
rinunciarono rali che li attorniavano. Non di quanto servisse alla vita di
del mondo atlantico, connet- affatto alla sopravvivenze di cultura «ne- una comunità. L'asino, invece,
tendo le due sponde di que- loro identità gra», né solo adozione di nuo- era tenuto dalle famiglie per
sto oceano e legandole a un e alla loro vi modelli, ma la formulazione soddisfare le esigenze del quo-
destino comune. cultura di una vera e propria cultura tidiano. In montagna portava
Pur spostando il suo ob- afro-americana. le some, in pianura trainava il
biettivo sul mare e sulle rot- che fin dal XV secolo, negli sta- schiavi. Su questo punto l'au- Ecco ribadito il ruolo attivo barroccio o poteva essere adi-
te che lo attraversavano, ti atlantici dell'Africa l'econo- tore è un po' ambiguo, perché e condizionante degli africani, bito a far girare le macine dei
Thornton non si limita a mia godeva di buona salute e da un lato ribadisce come gli anche nella fase più tragica mulini, legato alla loro stanga,
«frequentare» le coste afri- non a caso, infatti, i portoghe- africani della costa abbiano per loro, che fu quella della il muso bendato, affinché non
cane. L'Atlantico, infatti, pe- si, primi a percorrere le coste svolto un ruolo attivo e fonda- tratta. Thornton parla di inte- vedesse. Doveva illudersi di
netra dentro l'Africa grazie occidentali del continente, av- mentale nella tratta, andando re regioni americane africaniz- passeggiare. Ma c'era anche
ai fiumi, che fin dai tempi re- viarono floridi commerci alla a razziare tra le popolazioni zate dagli schiavi a scapito dei chi lo usava come cavalcatura.
moti hanno costituito delle pari con regni e stati africani. dell'interno. Un fatto risapu- gruppi creoli che le abitavano, Giacomo Puccini soleva spo-
fondamentali vie di collega- Non dunque una condizio- to, ma qui documentato piut- come nel caso di Cuba, della Ja- starsi con un asino di Martina
mento utili ai commerci in- ne succube dell'Africa, ma un tosto bene. Dall'altro lato maica, di Santo Domingo e di Franca quando, dalla località
terni ed esterni. Grandi cor- ruolo attivo e redditizio. Come Thornton sostiene che la trat- molte altre isole caraibiche, Vallilunghe, doveva raggiunge-
si d'acqua come il Niger, il afferma Thornton, con dovi- ta atlantica si sarebbe innesta- che conobbero non pochi con- re la sua villa di Chiatri, nelle
Senegal, il Congo penetrano p John Thornton zia di dati e fonti storiche, non ta su una pratica della schiavi- flitti tra africani e locali. colline di Lucca.
profondamente nell'interno p L'AFRICA E GLI AFRICANI era conveniente combattere tù già esistente. Questo è vero Schiavi sì, dunque, ma non Il passo del ciuco è lento,
e le testimonianze dei primi NELLA FORMAZIONE in Africa, meglio commercia- solo in parte, in quanto nessu- per questo deculturati o asso- ma sicuro. All'opposto del ca-
esploratori raccontano di im- DEL MONDO re. Così, almeno fino al XVII no può negare, che esistesse lutamente passivi. È questo il vallo, che può adombrare, re-
ATLANTICO 1400-1800
barcazioni che trasportava- p trad. di Luca Cobbe; revisione
secolo africani mantennero il la schiavitù anche prima dell' messaggio che, dopo un per- sta impassibile di fronte a ogni
no ininterrottamente merci di Uoldelul Chelati Dirar controllo dei propri traffici arrivo dei bianchi, ma essa as- corso ricco, approfondito e evenienza. Nulla lo spaventa.
e uomini lungo questi fiumi. p il Mulino, pp. 497, € 38 commerciali, che peraltro sumeva forme diverse e in quanto mai solido Thornton ci Allo stato brado sa provvedere
Il tutto sta a testimoniare comprendevano anche gli molti casi era una pratica do- vuole lasciare. a se stesso e sopravvive. L'uo-
mo, assai di rado riconoscente,
l'ha sovente additato a esem-
pio di caparbietà e ignoranza.
Non è così. L'asino ha, piutto-
Cina Aspirazioni, mentalità, problemi sto, un carattere libero, e se av-
verte un pericolo che può met-
delle donne, da contadine a operaie tere a repentaglio la sua vita e
quella del padrone, agisce di
MARIA RITA conseguenza, impuntandosi.
MASCI

La fabbrica del mon-


do, come viene oggi definita la
Cina, si regge su milioni di ope-
Le teenager Gli intenditori di equini sanno
che è più intelligente del caval-
lo. Ho conosciuto muli e asini.
Di ognuno serbo un ricordo

in carriera
rai e una cospicua parte di que- analogo a quello di una perso-
sti è composta dai mingong, la- na. Ricordo un asino che, sui
voratori migranti che lasciano p Leslie T. Chang miei monti, con l'avvento della
la campagna per trasferirsi p OPERAIE strada carrozzabile, non essen-
nelle città dove le fabbriche, i p trad. di M. G. Gini do più utile nella mulattiera, fu

nelle fabbriche
cantieri edili, i lavori infra- p Adelphi, pp.398, € 24 abbandonato a se stesso. Vive-
L’autrice, dal 2004 al 2007, è
strutturali richiedono mano- stata giornalista a Pechino per
va pascolando nei tratti incolti.
dopera. Un fenomeno migrato- il Wall Street Journal Dalle case e dai poderi l'avreb-
rio dalle dimensioni impressio- Leslie T. Chang bero cacciato. Vecchio ormai,
nanti - si parla di 200 milioni dopo aver a lungo servito alcu-
di persone - che oltre a nutrire sto esercito di operaie. Sono tee- ri si ritrovano sempre alla cate- palità e cambia casa diciassette Queste ragazze danno l'im- ne famiglie, tutti sembravano
il Pil del paese ha determinato nager, sedicenni che lasciano la na di montaggio e con condizio- volte in una corsa solitaria ver- pressione di vivere un'esistenza essersene dimenticati. Gli por-
anche una profonda mutazio- campagna dove non c'è niente ni simili. Ma non importa, posso- so l'automiglioramento. psicologicamente precaria, divi- tavo pane e mele nei pressi
ne sociale. da fare per approdare in luoghi no sempre licenziarsi di nuovo. Mancando di punti di riferi- se fra il richiamo di una terra na- d'una sorgente. Ci sarebbe an-
Il libro di Leslie T. Chang, sconosciuti e ostili, sprovviste di Per questo il turn over nelle fab- mento, per migliorare la loro si- tìa, con regole ancora feudali dato quando mi fossi allontana-
Operaie, è una lente di ingran- qualunque preparazione. briche di Dongguan è molto alto. tuazione si appoggiano a corsi che penalizzano la donna, e le to. Non si fidava più dell'uomo.
dimento posata sulla vita, le Per venir assunte nelle fab- Una delle protagoniste del di formazione improbabili, co- opportunità che devono fatico- Spesso compariva d'improvvi-
aspirazioni, la mentalità e i briche, dove per legge non si po- reportage, Wu Chunming, inizia me quello di avviamento al se- samente costruirsi nel campo di so in mezzo alle capanne e, nei
problemi delle donne migranti trebbe entrare prima dei 18 an- alla catena di montaggio in una gretariato aziendale, che inse- battaglia dell'industrializzazio- giorni di vento, anche vicino al-
che, nella zona presa in esame, ni, esibiscono carte di identità gna più l'etichetta che i contenu- ne globalizzata. le case. Muso proteso, fiutava
la città di Dongguang, rappre- false. Mentire è un atteggiamen- Una ricerca sul campo ti; o l'apprendimento automati- La grande migrazione è frut- l'aria. Era alto, nero e di passo
sentano il 70% della forza lavo- to ricorrente: si mente ai genito- co dell'inglese grazie a macchi- to della politica delle riforme e veloce. Poi non lo vidi più. Dopo
ro. Dal 2004 al 2007 l'autrice, ri rimasti al villaggio per evitare di Leslie T. Chang, ne bizzarre create da un locale la cancellazione dei diritti della di lui ne sparirono altri. Ormai
allora giornalista a Pechino le loro ingerenze, si millantano un pianeta che ignora Dottor Caligaris. Ricorrono a classe lavoratrice ha creato una c'erano le macchine e il boom
per il Wall Street Journal, le ha competenze per migliorare la manuali di auto aiuto tradotti docile manodopera per il merca- economico. Gli animali da so-
cercate, conosciute, seguite propria posizione, si contraffan- i sindacati, la protesta, dall'inglese, vengono influenza- to mondiale. Di sindacati non si ma rappresentavano il passato
nelle loro camerate; è stata a no i diplomi. In un mondo in cui perfino il presidente Mao te dall'ethos americano della parla, né di forme organizzate di e venivano trattati alla stregua
cena con loro, le loro amiche, i devono cavarsela da sole, menti- Avon, dai leader motivazionali protesta. Le operaie si licenzia- di oggetti da buttare. Nessuno
potenziali fidanzati; è stata nei re è una difesa e un espediente fabbrica di giocattoli, diventa o dai guru del management di no, non lottano, non hanno una voleva tenerli nemmeno come
loro villaggi di origine, con le per andare avanti. impiegata, si licenzia, passa al ogni sorta. Mentre il governo coscienza politica. Rigettando animali da compagnia. Alcune
famiglie e i parenti; ha letto i Hanno l'ansia del tempo, di business delle vendite dirette, o centrale ripristina i valori con- l'esperienza estremista dell'era razze di asini, tra cui l'Amiati-
loro diari, scambiato impres- guadagnare di più e godere di piramidali, che furoreggia nella fuciani, qui domina un vuoto to- maoista, con l'acqua sporca si è no, rischieranno l'estinzione.
sioni e valutazioni. Ne esce fuo- migliori condizioni, di farcela ra- seconda metà degli Anni 90; poi tale, sostituito da un guazzabu- gettato anche il bambino - la pro- Ma la barbarie verso gli equini
ri un ritratto umano e sociale pidamente. Così si licenziano, fa la giornalista, la rappresen- glio di formule per il successo tezione sociale - al punto che og- continua. Nonostante le peti-
per molti tratti sorprendente. anche se questo significa veder- tante di un'azienda svedese di rapido che nulla ha a che fare gi una delle operaie incontrate zioni rivolte alla Ue, non è anco-
Stupisce innanzi tutto la si trattenere mesi di stipendio, vernici, si mette in proprio. In con la morale tradizionale né dalla Chang può chiedere: «Chi ra stata emanata una legge che
giovinezza disarmante di que- per cercare altrove, dove maga- tredici anni vive in sette munici- con il socialismo. è il Presidente Mao oggi?». eviti loro la macellazione.
Classifiche Tuttolibri
SABATO 19 GIUGNO 2010
X LA STAMPA

A
ltro che le pornobambole: Montalbano se la do- nabile Diario del vampiro. Artigianato seriale, effetti brale pamphlet di Luigi Cavallaro Interleninismi (il ma-
AI PUNTI vrà vedere con i vampiri. Camilleri mantiene il splatter & massaggi sentimentali, lingua basica precotta nifesto). Nel campo di gioco della classifica pochi passag-
LUCIANO GENTA primato ma il valore dei suoi 100 punti scende an- per adattamenti multimediali: questo passa il mercato ai gi di «zona»: entrano la Reichs e la Strout nella narrati-
cora, da 20 a circa 15 mila copie. E, unico altro titolo so- peterpan di oggi per sublimare la paura delle loro meta- va straniera e tra gli italiani torna la Avallone, con i suoi
pra quota 10 mila, sale al secondo posto un nuovo tassello morfosi. Oltre al rientro di Fruttero, probabile effetto del- operai di Acciaio. Loro sì vampirizzati. Risuona attuale
Rieccoli, della saga di Stephenie Meyer, con protagonista la «no-
vellina» Bree Tanner, già personaggio minore di Eclip-
la performance tv da Fazio - trasmissione che per far ven-
dere «vale più dello Strega», Giuliano Vigini dixit in
una frase di Paolo Volponi, in epigrafe alla prefazione la-
vorata al bulino con perizia da Massimo Raffaeli per la
se, a fine giugno anche sugli schermi e già in libreria con un’intervista al Giornale -, la terza novità tra i primi 10 riproposta Einaudi del romanzo Le mosche del capita-
i romantici l’album backstage del film, sempre per Fazi. Romantici-
smo al sangue, «irresistibile mix di mistery, suspense e
sono gli Eurointerismi di Severgnini, tripudio del tifoso,
per fortuna senza rombo di vuvuzelas, inno al comandan-
le: «Il capitalismo ha avuto vari collassi, varie crisi, per-
ché è così, è ingordo, avido, mangia troppo, molto di più

vampiri amore», promette il risvolto di copertina. A farle concor-


renza, al numero 6, c’è Lisa Smith, l’autrice dell’intermi-
te Mou, letto addirittura in chiave di tattica e strategia
rivoluzionaria nel purtroppo meno ironico e molto cere-
di quello che può digerire e poi sta male e naturalmente fa
pagare agli altri sempre le sue sofferenze».

I PRIMI DIECI INDAGINE NIELSEN BOOKSCAN

100 82 38 31 30
1 2 3 4 5
La caccia La breve Non esiste L’ultima riga Il palazzo
al tesoro seconda vita saggezza delle favole della
di Bree Tanner mezzanotte
CAMILLERI MEYER CAROFIGLIO GRAMELLINI RUIZ ZÁFON
SELLERIO FAZI RIZZOLI LONGANESI MONDADORI

23 22 19 17
6 7 8 9 18
10
L’ombra Il libro Mutandine Eurointerismi. Nel mare
del male delle anime di chiffon La gioia di ci sono
essere... i coccodrilli
SMITH COOPER FRUTTERO SEVERGNINI GEDA
NEWTON COMPTON NORD MONDADORI RIZZOLI BALDINI CASTOLDI DALAI

Narrativa Narrativa Saggistica Varia Tascabili Ragazzi


italiana straniera
1. La caccia al tesoro 100 1. La breve seconda vita di Bree... 82 1. Per l’alto mare aperto 13 1. Eurointerismi 18 1. La papessa 14 1. La clessidra di Aldibah 16
CAMILLERI MEYER SCALFARI SEVERGNINI WOOLFOLK CROSS TROISI
14,00 SELLERIO 16,00 FAZI 19,50 EINAUDI 12,00 RIZZOLI 4,90 NEWTON COMPTON 17,00 MONDADORI

2. Non esiste saggezza 38 2. Il palazzo della mezzanotte 30 2. Nel segno del Cavaliere 12 2. Cotto e mangiato 17 2. Il piccolo principe 14 2. Viaggio nel tempo 3 10
CAROFIGLIO RUIZ ZAFÓN VESPA PARODI SAINT-EXUPÉRY STILTON
14,00 RIZZOLI 19,00 MONDADORI 20,00 MONDADORI 14,90 VALLARDI A. 7,00 BOMPIANI 23,50 PIEMME

3. L’ultima riga delle favole 31 3. L’ombra del male... 23 3. Terroni 7 3. Una voce tante voci 8 3. Uomini che odiano le donne 12 3. Il mondiale delle cipolline 6
GRAMELLINI SMITH APRILE GALLI LARSSON GARLANDO
16,60 LONGANESI 12,90 NEWTON COMPTON 17,50 PIEMME 17,00 ALÁCRAN 13,80 MARSILIO 16,50 PIEMME

4. Mutandine di chiffon 19 4. Il libro delle anime 22 4. Così in terra, come in cielo 7 4. E’ facile smettere di fumare... 8 4. Marina 11 4. Principessa del deserto 5
FRUTTERO COOPER GALLO CARR RUIZ ZAFÓN STILTON
18,50 MONDADORI 19,60 NORD 17,00 MONDADORI 10,00 EWI 13,00 MONDADORI 17,50 PIEMME

5. Nel mare ci sono i coccodrilli 17 5. Le ossa del ragno 15 5. Ulisse era un fico 6 5. The secret 7 5. Il giovane Holden 11 5. Diario di una schiappa III 5
GEDA REICHS DE CRESCENZO BYRNE SALINGER KINNEY
16,00 BALDINI CASTOLDI DALAI 21,00 RIZZOLI 16,00 MONDADORI 18,60 MACRO 12,00 EINAUDI 12,00 IL CASTORO

6. Il tempo che vorrei 14 6. Fallen 13 6. Ciò che credo 6 6. Barenboim, Chopin 6 6. Il cacciatore di aquiloni 10 6. Il ladro di fulmini 5
VOLO KATE KÜNG AA. VV. (CON CD) HOSSEINI RIORDAN
18,00 MONDADORI 17,00 RIZZOLI 20,00 RIZZOLI 19,90 CLASSICA ITALIANA 12,00 PIEMME 17,00 MONDADORI

7. Bianca come il latte... 14 7. Resta con me 12 7. Don Vito. Le relazioni tra Stato... 6 7. Peccati di gola 5 7. Io sono Dio 10 7. Diario di una schiappa I 4
D’AVENIA STROUT CIANCIMINO; LA LICATA MONTERSINO FALETTI KINNEY
19,00 MONDADORI 18,50 FAZI 18,00 FELTRINELLI 19,90 SITCOM 11,90 BALDINI CASTOLDI DALAI 12,00 IL CASTORO

8. Hanno tutti ragione 14 8. Innocente 11 8. Ne valeva la pena 6 8. Dizionariobilingue Italiano-cane 4 8. L’ombra del vento 10 8. Il viaggio di Ulisse 4
SORRENTINO TUROW SPATARO CUVELIER; MARCHESINI RUIZ ZAFÓN MONICELLI
18,00 FELTRINELLI 20,00 MONDADORI 20,00 LATERZA 14,90 SONDA 13,00 MONDADORI 9,90 GIUNTI JUNIOR

9. Acciaio 13 9. La strada 11 9. Intrigo internazionale 6 9. Spinoza. Un libro serissimo 4 9. L’amico ritrovato 10 9. Nel regno della fantasia 4
AVALLONE MCCARTHY FASANELLA; PRIORE AUTORI VARI UHLMAN STILTON
18,00 RIZZOLI 18,00 EINAUDI 14,00 CHIARELETTERE 12,00 Aliberti 5,50 FELTRINELLI 23,50 PIEMME

10. Le perfezioni provvisorie 13 10. L’Eleganza Del Riccio 11 10. Agenda nera della 2ª Repubblica 5 10. Perché siamo infelici 4 10. Il gioco dell’angelo 6 10. Il giornalino di Gian Burrasca 4
CAROFIGLIO BARBERY LO BIANCO; RIZZA AUTORI VARI RUIZ ZAFÓN VAMBA
14,00 SELLERIO 18,00 E/O 15,00 CHIARELETTERE 15,50 EINAUDI 6,50 MONDADORI 6,90 GIUNTI JUNIOR

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI È REALIZZATA DALLA SOCIETÀ NIELSEN BOOKSCAN, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 900 LIBRERIE.
SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PIÙ VENDUTO TRA LE NOVITÀ. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 6 AL 12 GIUGNO.

I A
n autunno arriva «Il rosa e il negare. Visto che al fondo di questa ncora niente Houellebe- sticamente ancora prima dell'usci-
nero», la nuova collana di not- PROSSIMA (parziale) svolta dove le due tonali- cq, solo qualche briciola CHE LIBRO FA ta, alla faccia del marketing pre-
tetempo. Dopo 170 titoli dal tà del romance, rosa e nero, «in più sparpagliata ad arte da- suntuoso che getta noccioline ai li-
2002: primo Il principe Otto di MENTE di un caso si intrecceranno», «dove vanti al becco vorace dei giorna- ...A PARIGI brai e ai giornalisti.
Stevenson a chiarire subito il le- MIRELLA APPIOTTI il nerissimo del titolo d’esordio, listi. Trapelate soltanto le infor- GIOVANNA ZUCCONI I librai, ahimé. Chissà con qua-
game stretto con la grande lette- Ombre, è firmato dalla svedese Ka- mazioni fondamentali. È un ro- le spirito si apprestano, quest'an-
ratura; ultimo Troviamo le paro- rin Alvtegen, "eccezionale erede del- manzo. 420 pagine, o 460: non è no, a ricevere le novità autunnali,
le, l’affascinante carteggio
1948-73 Ingeborg Bachmann-
Tra il rosa la Highsmith"» e dove «partendo
da un classico del primo novecento,
ancora finito. 120 mila copie di
tiratura. Si intitola La carte et
Houellebecq fra le quali molti pezzi da novan-
ta: Houellebecq, la consueta
Paul Celan, due grandi poeti, il lo-
ro tragico destino. Tra loro, nella
narrativa, nei «ritratti», nelle «fi-
e il nero con Il vecchio farabutto del dimentica-
to ungherese Kalman Mikszath, co-
minceremo anche noi a sdoganare
le territoire (ah, anche qui il
«territorio»). Ha per protagoni-
sti un certo Michel Houellebecq,
salverai Nothomb, Echenoz, d'Ormesson,
Forest. Devastante inchiesta di le
Monde, che fornisce qualche dato,
gure», da Dickens a Manguel, da
Marsè a Vila-Matas, dalla Mur-
Nottetempo il rosa», c’è la sua basilare «filoso-
fia»: «Esistono libri che uno legge
e un artista contemporaneo che
espone carte Michelin. È impa-
noi librai? negativo, e soprattutto intervista
i librai. Sono voci di desolazione e
doch agli arabi, un occhio vigile per riposarsi e anche che uno scrive rentato, per sbieco moralista, di resistenza. Michèle Ignazi, Pari-
sulle nuove leve, la Agus capola- per riposarsi... bisogna cercarli o con Le particelle elementari, gi: nel primo weekend di giugno
voro di scouting che ormai gira il farli scrivere apposta questi li- dunque con gli esordi dell'auto- ho fatto il peggior risultato in 18
mondo e in futuro sempre più at- bri...». Per divertimento, forse mas- re. Uscirà l'8 settembre. È (di anni di carriera. Colette Kerber,
tenzione all’est con i polacchi Ja- simo traguardo d’un editore. Sen- già!) favorito per il Goncourt. Parigi: da gennaio a oggi ho ven-
gielski e Tokarczuk, il russo Sana- «sassi» tirati da libriccini con deto- za caccia al bestseller, ma piuttosto Tanto, e nulla più, ha rivelato ne sa niente?, si chiede il magazi- duto tascabili, soprattutto Keats
ev, la romena Adamesteanu. natore, appena uscito La Chiesa e con l’indipendenza, una «meravi- Flammarion presentando le no- ne Fluctuat.net. Semplice. Basta per via del film, un po' di catalogo,
Che succede intanto a Gine- il regno di Agamben, recuperato glia» di costo sempre più alto, ina- vità della rentrée ai librai. Ma il ricorrere al fai-da-te, scrivendo ma zero novità. Christian Thorel,
vra Bompiani, scrittrice, tradut- Mattino bruno l’apologo «sulla na- scoltata, ignorata, ostacolata, per- gioco delle anticipazioni calibra- quello che potrebbe essere l'incipit Toulouse: per la prima volta, crol-
trice, e qui anima, con Roberta Ei- scita di un regime» di Pavloff) sarà dente su tutta la linea. Ma ostinata te, dello stuzzichìo studiato a ta- del fin troppo atteso romanzo, e lano le vendite del catalogo e non
naudi, di una sigla sinora imper- che ora apre alla «cassa»? in una lotta cui è d’obbligo unirsi. volino, è talmente prevedibile, pubblicandolo nel sito della rivi- sono compensate da quelle delle
territa nelle proprie scelte? Questo vorrà dire «Il rosa e il Fatelo, facciamolo. Anche affon- che qualcuno vi sfugge prenden- sta. Gli apocrifi houellebecquiani novità. Jean-Marie Ozanne, Mon-
Amante riamata dai suoi lettori, nero» pur con il suo piccolo richia- dando nelle «parole» di Paul per In- dolo allegramente in giro. Che andranno a concorso, i migliori treuil: entrano meno clienti, nean-
anche nella condivisione recipro- mo stendhaliano? Ginevra Bompia- ge: «Sono colmo di impazienza, di fare, visto che bisogna parlare vincono libri - chissà se anche quel- che al sabato riusciamo più a ri-
ca di una forte passione civile (i ni non ha bisogno di ammettere o amore...». del nuovo Houellebecq ma non se lo che hanno rimpiazzato parodi- farci.
Diario di lettura Tuttolibri
SABATO 19 GIUGNO 2010
LA STAMPA XI

Paolo Sorrentino

Il regista scrittore
MIRELLA con Toni Servillo e anche con
SERRI
la new wave dei registi napole-
Un uomo pauroso? tani, quell’onda che comincia-
Sembrerebbe. Almeno a va a montare con Mario Mar-
giudicare da quello che Pao- tone e Antonio Capuano con
lo Sorrentino considera il cui collaboro alla scrittura del-
suo leitmotiv suggerito da la Polvere di Napoli, mi getta
Thomas Hobbes: «L'unica definitivamente nelle braccia
passione della mia vita è del cinema».
stata la paura». Però, a dir Piste di cocaina, dipenden-
la verità, il timore non sem- za, vite alternative apparten-
bra proprio la linea guida di gono tanto a Tony Pagoda
uno dei nostri registi più no- quanto al protagonista del
ti a livello internazionale, suo film in «Un uomo in
che ha avuto l'ardimento di più», anch’esso cantante fal-
portare sullo schermo con lito. Le droghe come nume
gran successo l'arduo profi- o demone ispiratore: è stato
lo del Divo (premio della uno dei cultori della beat ge-
giuria a Cannes), ovvero di neration?
Giulio Andreotti, o di realiz- «Non in particolar modo. Per-
zare complicate storie di sonalmente, poi, ogni volta
mafia come ne Le conseguen- che mi sono avvicinato a uno
ze dell’amore. E non basta.
Il quarantenne cineasta «Droghe e beat
napoletano, che incontria-
mo nel suo studio romano generation? Non mi
in stile arte povera Anni convincevano, meglio
Settanta, con librerie spar-
tane e cd da tutte le parti, il trasgressivo Roth con
ha ora aggiunto al suo nutri- il Lamento di Portnoy»
to curriculum anche un ro-
manzo, Hanno tutti ragione spinello o a qualche altra espe-
(Feltrinelli), con cui è entra- rienza di questo tipo, a far da
to nella cinquina dello Stre- catalizzatore è stata, anche in
ga. E dove il protagonista questo caso, la paura. Non mi
del libro, Tony Pagoda, can- convincevano, credo di essere
tante dalle mille vite che proprio refrattario. Meglio,
emigra in Brasile e poi ri- La vita. Paolo Sorrentino è nato a Napoli il 31 maggio 1970. Regista, sceneggiatore, scrittore. poi, di Kerouac o Ginsberg o
torna in Italia, non è per Burroughs, il Lamento di Port-
nulla fifone bensì avventu- Le opere. Il suo primo romanzo, «Hanno tutti ragione» (Feltrinelli), è finalista allo Strega. Primo film nel 2001, noy del trasgressivo Philip
«L’uomo in più». Nel 2004 «Le conseguenze dell'amore » (con Toni Servillo protagonista), 5 David di Donatello e 3 Roth che ho divorato da ragaz-
«A 17 anni scopro Nastri d’Argento. Nel 2006 «L’amico di famiglia». Nel 2008, a Cannes, vince il premio della Giuria con «Il divo», zino. Come capita a quell’età,
ispirato a Giulio Andreotti. Sta per cominciare le riprese del nuovo film «This Must Be the Place». le descrizioni che accendeva-
il cinema e la filosofia, no la fantasia erano quelle ero-
in cima Nietzsche: tiche: divertenti, paradossali
quelle del piacere solitario di
così ho imparato a Alex Portnoy che, da adole-
diffidare della politica» scente, in un mondo di fazzo-
letti sgualciti, di kleenex appal-
roso e sfrontato. lottolati e pigiama macchiati,
Con minuscolo orecchi- si divertiva a violentare botti-
no, basettoni e sigaro in I PREFERITI L’autore del «Divo», finalista allo Strega con «Hanno glie di latte, una fetta di fegato
bocca per tener lontana la appena comprata dal macella-
pericolosa tentazione delle tutti ragione», in scena un cantante per nulla fifone, io o una mela scavata e privata
bionde (intese come sigaret-
te), Sorrentino combina
f mentre il suo autore ha una sola passione, la paura del torso».
E quando gira un film?
l'ironia alla maniera del «Divoro saggi sull’argomento
concittadino Eduardo (ha di cui intendo occuparmi: può
girato per la tivù Sabato do-
menica e lunedì di De Filip-
po) con il distacco sarcasti-
co del filosofo più amato,
Friedrich Nietzsche.
Allora, come la mettiamo
ANTONIO SCURATI
Gli anni che
“Non posso dire essere l'onorata società, la cri-
minalità, gli anni di piombo, il
traffico di droga o di armi. Poi
quando comincio a girare ab-
bandono tutto. E' talmente fa-
ticoso stare in scena che la se-

come Flaubert
con questa epigrafe di ra crollo senza aver toccato
Hobbes?
non stiamo vivendo pagina, cosa che raramente
Bompiani, pp. 228, € 19,50
«Io sono veramente pauroso. mi capita. Unica eccezione in
Non posso dire “Tony c'est «Finalmente uno scrittore tanti anni? Ancora e sempre
moi” come Flaubert. Mi pia- che ci racconta chi siamo e Roth e il suo L’animale moren-
cerebbe, eccome! Vorrei ve- dove andiamo» te, me lo portavo dietro anche
ramente possedere quella do- sul set».
se di menefreghismo e di au-
dacia che ha Pagoda. Sono ti-
moroso, intanto, dal punto di
vista fisico, ma non solo. Un
esempio? Pur vivendo in una
città di mare non ho mai sa-
puto fare i tuffi, tanto meno
f Tony c’est moi”
ni: la tenevano sotto tor- Pensatori preferiti? tutti i miei lettori personal-
Pure a Cannes?
«Niente tomi, alla kermesse
non è possibile far altro che
avere incontri e lavorare. Io
poi non leggo nemmeno in

«Ora sono in un mare


quelli come Raffaele La Ca- chio, le proibivano le lettu- «Hobbes e Nietzsche che forse mente”».
pria che si buttava diretta- re? era alla base della diffidenza L'interesse per il cinema? di libri con svastiche
mente da Palazzo Donn’An- «Macché. Anzi, per la maturità nei confronti della politica. «Matura negli anni dell’univer- e aquile imperiali: porto
na nel mare di Posillipo (e GITTA SERENY ho fatto una tesina su Marx e Della resistenza a concedere sità. Il conformista di Bernardo
che ha sempre teorizzato ho il sospetto che mi abbia frut- totalmente la fiducia, a crede- Bertolucci, C'era una volta in sul set un ex divo
In quelle tenebre
che l'arte del tuffo è come Adelphi, pp. 500, € 13
tato quel 40, voto bassissimo. re intensamente e passional- America di Sergio Leone, del rock e un ex nazista»
quella del racconto)». Ma i religiosi avevano una ca- mente in qualcosa che accomu- Martin Scorsese… I primi ap-
La paura e i film... Tutti dovrebbero leggere ratteristica: sollecitavano la cu- na tutta la mia generazione. E procci con il grande schermo treno o in aereo, mi guardo
«Anche la scelta dei miei pri- l'intervista a Stangl, il «capo» riosità per tutto ciò che era poi c'erano gli scrittori: Kafka, avvengono alle 5 della sera, in intorno, sono attirato dalle
mi film, da spettatore inten- del lager di Treblinka, dove inaccessibile, inviolabile. C'era- ineguagliabile maestro di at- totale solitudine, non tolleravo persone».
do, è stata dettata dalla pau- morirono 900 mila persone no luoghi assolutamente proibi- nessuna compagnia, al cinefo- E adesso che è in attesa di
ra. Evitavo Dario Argento, ti, come l'ultimo piano della «Kafka, ineguagliabile rum del Vomero. Alimentava- partire per l'America per in-
che mi strizzava lo stomaco e scuola con gli alloggi privati dei no i sensi di colpa per le lezioni contrare Sean Penn e co-
mi rendeva insonne. Per Shi- sacerdoti, o certe ali dell’edifi- maestro di atmosfere trascurate. Oggi, invece, quan-
ning, film indubbiamente ter-
rificante, ho fatto dei sacrifi-
f cio dove andavamo a fare il riti-
ro spirituale e dove c'erano le
rarefatte, quindi Perec do mi organizzo per andare a
vedere un film mi capita quel-
minciare le riprese del nuo-
vo film «This Must Be the
Place»?
ci perché era travolgente dal sorelle che vivevano in clausu- e Pynchon, dalla vita lo che succedeva a Fellini: «Ho visto uno strepitoso Da-
punto di vista tecnico. Però il ra. Peraltro noi allievi coltivava- così poco scandagliabile» “ogni volta che sto per andare niele Luchetti, La nostra vita.
senso del mistero, tutto quel- mo fantasie, mai verificate, sui al cinema”, diceva, “per strada E poi leggo i napoletani Giu-
lo che viene nascosto o cela- preti che frequentavano - e che mosfere rarefatte, e successi- trovo sempre qualcosa di me- seppe Montesano e Giuseppe
to, mi attrae pazzescamente. secondo le nostre illazioni cor- vamente il grande Perec e Pyn- glio da fare”. Ma per me, stu- Ferrandino, autore di Pericle il
E' come andare in seggiovia, teggiavano - le suore del Sacro chon, dalla vita così poco scan- dente di economia e commer- nero, piccolo malvivente che
mi procura le vertigini pe- RAFFAELE LA CAPRIA Cuore che avevano il loro istitu- dagliabile. Ottiero Ottieri, Ar- cio e aspirante regista, allora sodomizza i suoi debitori. Ma
rò… mi piace immensamen- Ferito a morte to lì vicino. Insomma era tutto basino autore delle Piccole va- era vero il contrario. All'epoca dal momento che nella pellico-
te. Un personaggio che oggi uno spiare ed essere a nostra canze, Céline di Viaggio al ter- la mia facoltà era a via Carac- la che sto per iniziare a girare
Mondadori, pp. 124, € 8,50
continua a stimolarmi con la volta spiati. Come adolescente mine della notte, Sartre, Ca- ciolo, affacciava direttamente si intrecciano le storie di un ex
sua “intelligenza del male” è «Per descrivere le capacità ero più attratto dal calcio e da mus, gli esistenzialisti, Stan- sul mare. Credo che proprio divo del rock e di un ex crimi-
il mafioso Riina: suscita tanti di narratore di La Capria ci queste esperienze di vita: a 17 ley Elkin, bravissimo ma sco- questa inesistente linea di de- nale nazista, sono in un mare
interrogativi irrisolti. Mi af- vorrebbe un'intera pagina. anni, però, faccio il gran passo nosciuto al grande pubblico. marcazione tra la vacanza e lo di libri con svastiche e aquile
fascina». Una parola sola: bellissimo» e scopro, in contemporanea, il Lui stesso lo sapeva e com- studio mi facesse entrare in imperiali. In cui non ho timore
A scuola dai padri salesia- cinema e la filosofia». mentava: “credo di conoscere stato confusionale. L'incontro di tuffarmi. Per una volta».